Non sei (più) sola Fronteggiare la violenza e lo stalking insieme si può Pubblicazione promossa e finanziata da: Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Biella Mariella Biollino Il protocollo dintesa contro la Violenza La Provincia di Biella, l'ASL BI, i Consorzi I.R.I.S. e C.I.S.S.A.B.O, la Consigliera di Parità Provinciale, la Procura della Repubblica, lUfficio Scolastico Territoriale n. 14 e la Facoltà di Scienze Politiche - Polo Universitario di Biella hanno sottoscritto un protocollo dintesa per la promozione di strategie condivise contro la violenza alle donne. Il Protocollo prevede: Consigliere di Parità Provinciali Alessandra Guarini Sebastiana Spitale Realizzazione testi Patrizio Schinco Paola Merlino lattivazione sul territorio di un Centro Antiviolenza che si avvale di un Punto di Ascolto gestito dallAssociazione di volon tariato Non sei sola per sostenere, attra verso colloqui individuali di sostegno rela zionale, le donne che hanno subito violenza; lo sviluppo di azioni finalizzate alla preven zione, alla formazione di operatori/trici, al sostegno alle vittime; lanalisi e il monitoraggio dei casi di violenza sulle donne. Si ringrazia per la collaborazione la Consulta per le Pari Opportunità Impaginazione e grafica Clara Crosa Galant La consulta per le pari opportunità Provincia di Biella Assessorati alle Pari Opportunità e alle Politiche Sociali Consigliere di Parità Provinciali Comuni Consorzio dei Comuni del Biellese Comunità montane Comunità collinari Consorzi socio assistenziali A.S.L. BI Procura della Repubblica Prefettura Questura Arma dei Carabinieri Casa Circondariale C.C.I.A.A. I.N.P.S. 2 I.N.P.D.A.P. I.N.A.I.L. Ufficio Scolastico Territoriale n° 14 Università degli Studi di Torino (Polo di Biella) Organizzazioni sindacali Organizzazioni datoriali di categoria Centro Servizi Volontariato Associazione Donne Nuove Associazione VocidiDonna Associazione Non Sei Sola. Uscire dal silenzio. Contro la violenza Associazione Telefono Amico Biella o.n.l.u.s. Banche del tempo A.GE.D.O. presentazione Ci riempie di orgoglio essere riuscite a sommare le nostre forze istituzionali e a raggiungere, unite, lobiettivo di pubblicare questo opuscolo, che, seppur apparentemente opera minore, possiede una grande rilevanza: costituisce infatti una reazione forte al fenomeno della violenza contro le donne e, al tempo stesso, la prova della comprensione della drammaticità del problema da parte del nostro territorio. Siamo convinte dellimportanza di informare le donne sui percorsi duscita dalla violenza, ma soprattutto della indispensabilità di offrire sia a loro stesse sia ai loro figli sostegno concreto per rompere il silenzio e per recuperare i diritti allintegrità e al rispetto lesi. Il nostro territorio ha scelto di agire compatto per contenere e ridurre un problema tragico come la violenza di genere, che non solo colpisce le donne ma che, di rimbalzo, offende la società intera, compresa la nostra comunità. Da qui la scelta di affrontare finalmente in modo adeguato la rilevazione, la sensibilizzazione e la prevenzione del fenomeno aprendo il primo Centro Antiviolenza e formando tutti gli operatori coinvolti con una oculata definizione di compiti e funzioni di tutte le strutture istituzionali. Ed è da queste premesse che, nellambito di un vero e proprio piano locale di intervento, lAssessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Biella e le Consigliere di Parità Provinciali hanno promosso tutta una serie di azioni di prevenzione rivolte anche al mondo scolastico; la firma di un protocollo specifico ha visto la partecipazione, accanto alla Provincia, dellAsl, dei Consorzi Socio-assistenziali, dellUfficio Scolastico Territoriale, dellUniversità e delle Forze dellOrdine e ha permesso lattivazione del Centro antiviolenza, oggi presente e operativo sul territorio, grazie allapporto fondamentale dellAzienda Sanitaria Locale e dellAssociazione di volontariato Non sei sola che cura il Centro di ascolto. Sono stati concertati protocolli di intervento a sostegno delle vittime per la prima accoglienza in emergenza e messe a punto metodologie di prevenzione e contrasto allodioso fenomeno della violenza contro le donne grazie proprio alla rete locale, costituita sia dalle Istituzioni Locali sia da Associazioni di volontariato attive sul territorio. Importante anche il ruolo svolto dalla Consulta delle pari opportunità della Provincia di Biella. Combattere la violenza contro le donne significa agire per cambiare il contesto culturale, ma anche sostenere i servizi cui possono rivolgersi le donne, trovando aiuto reale ed efficace. In un paese in cui le ricerche di genere non sono obbligatorie e dove non esistono rilevazioni sistematiche in ambito sanitario o sociale sul tema, non è facile affrontare il delicato problema; ma un dato certo, oltre al tragico numero delle donne uccise ogni anno nel nostra paese, sono le denunce alle forze dellordine, che rappresentano tuttavia solo la punta delliceberg di una realtà molto più vasta. Con questo opuscolo abbiamo reso visibile la volontà politica ed istituzionale di combattere la violenza di genere sul nostro territorio ed abbiamo scelto, senza esitazione, di essere solidali con le vittime scendendo in campo con loro per vincere quella che sempre di più, per numero di vittime e sorda diffusione, somiglia ad una guerra. Le Consigliere di Parità Provinciali Alessandra Guarini Sebastiana Spitale LAssessore alle Pari Opportunità Mariella Biollino 3 Non sottovalutare il fenomeno della violenza e dello stalking La violenza domestica e sessuale è un fenomeno esteso e sempre più rilevante. In Italia lindagine ISTAT del 2006 ha dimostrato che fra le donne italiane tra i 16 e i 70 anni le vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita sono state quasi 7 milioni e che circa un milione di donne ha subìto stupro o tentato stupro. Il 14,3% delle donne, che hanno avuto un rapporto di coppia, ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale dal partner. Quasi 2 milioni di donne hanno subito stalking da parte di un ex partner. Il silenzio intorno alla violenza Solo il 7% delle donne che ha subìto violenza da parte di un partner lo denuncia, il 33,9% delle donne che subiscono violenza dal partner e il 24% di quelle che lhanno subita da un non partner non parla con nessuno delle violenze subite. Il sommerso continua, quindi, ad essere la norma. Nel silenzio si consuma la violenza e dal silenzio continua ad essere avvolta. I danni sulla salute fisica e psichica che la violenza determina non sono quindi prevenibili se non si attivano risorse e soluzioni innovative in grado di spezzare la spirale che incatena in un medesimo destino anche le generazioni future. In Italia ogni giorno una donna muore di violenza domestica quasi sempre dentro le mura di casa. La violenza è la principale causa di morte in gravidanza dopo lemorragia post-partum. Labortività ripetuta è invariabile segno di una storia di violenza domestica. violenza La conseguenza della violenza sulla salute delle donne Studi epidemiologici hanno dimostrato conseguenze fisiche, psicologiche e sociali della violenza, che oltre ad essere un grave evento traumatico ed unesperienza intollerabile che annienta il senso di integrità personale, provoca danni di lungo periodo e causa una serie di patologie rilevanti per la popolazione femminile. I danni derivanti da un vissuto di paura e persecuzione continua determinano uno stato di Stress cronico che induce una lunga serie di malattie che infatti sono più frequenti nella popolazione femminile: Patologie Ginecologiche, Malattie Gastroenterologiche, Disturbi del Comportamento Alimentare, Disturbi dAnsia e Attacchi di panico. Particolare attenzione è stata data dallOMS al Disagio Mentale e alla Depressione. Fra le donne che hanno subito violenza si riscontra anche una maggiore frequenza al suicidio. Queste patologie sono correlate statisticamente non soltanto con le violenze attuali, ma anche con le violenze e gli abusi subiti in età infantile e studi più recenti hanno posto in relazione con alcune patologie psichiatriche delladulto anche vissuti di violenza assistita in età infantile ed anche a violenze subite dalla madre durante la gravidanza. Tutte le forme di violenza si configurano come reato . non lasciar perdere È possibile fronteggiare la violenza e lo stalking Qui di seguito troverai alcuni suggerimenti utili per comprendere i due fenomeni, imparare a fronteggiare e sapere a chi puoi rivolgerti... perchè ricordati Non sei più sola 5 Cosè la violenza E importante comprendere il fenomeno della violenza e le sue forme per poter riconoscere cosa ti sta accadendo e per decidere il da farsi. Non pensare di essere tu la colpevole o che tutto prima o poi finirà, ricordati che ci sono strutture e servizi specializzati gratuiti sul territorio che ti aspettano per darti una mano! Violenza fisica Corrisponde ad ogni forma di aggressività, violenza contro di te, il tuo corpo o le tue cose. Questa forma di violenza viene esercitata con rabbia, scatti di ira e vuole dar prova di forza e possesso nei tuoi confronti attraverso schiaffi, pugni, spintoni, distruzione di oggetti cari, abiti, documenti personali. Anna Ieri ho litigato molto aspramente con mio marito oggi sono rientrata in casa dal lavoro ed ho trovato tutti i miei abiti tagliati a listarelle, le foto di famiglia a cui tenevo molto strappate. Meg Mi ha picchiata e davanti ai miei occhi ha distrutto il mio permesso di soggior no e mi ha minacciata se dico qualcosa me le darà nuovamente .ed io lo so che lo rifarà! La violenza è un reato e ricorre nei reati di percosse (art. 581 cp), lesione personale (art. 582 cp), violenza privata (art. 610 cp), violazione di domicilio ( art. 614 cp), sequestro di persona (art. 605 cp). Si può inoltre fare riferimento al Maltrattamento che è una figura di reato autonoma (art. 572 cp) che raccoglie la violenza fisica e anche gli altri tipi di violenza, con condotte ripetute nel tempo. Si ricordino lart. 583 bis cp che punisce le pratiche di mutilazione degli organi genitasli femminili e lart. 605 cp che punisce il sequestro di persona. Il reato sussiste anche se commesso mediante coazione morale. Violenza sessuale Consiste in ogni forma violenta di coinvolgimento in attività o rapporti sessuali senza il tuo consenso, sia che questi avvengano nellambito della coppia, che al di fuori di essa. Violenza sessuale è anche la costrizione a guardare o utilizzare materiale pornografico, ricevere avances continue e insistenti, richieste di rapporti sessuali, contatti intenzionali con il tuo corpo. Tra le forme più violente troviamo lo stupro, il tentativo di stupro, lo stupro di gruppo e labuso sessuale intrafamiliare (quando un familiare o conoscente costringe la donna o i figli/e a partecipare a rapporti sessuali o ad assistervi). Anche le molestie sessuali (verbali, relazionali, visive, fisiche), sono forme di violenza e corrispondono a comportamenti indesiderati di natura sessuale che violano la dignità delle donne e degli uomini (può accadere anche sul lavoro). La tratta delle donne a scopo sessuale e le mutilazioni genitali sono anchesse forme di violenza. Adry 6 Non so più cosa fare, mi sembra di scoppiare il mio compagno è sempre più aggressivo e mi impone rapporti sessuali anche se non voglio è arrivato a propormi rapporti sessuali in presenza di altri o con altri/e e minaccia me ed i miei figli se apriamo bocca!!! Julia Era sera, ho perso il pullman mi si è avvicinato in macchina un vicino di casa chiedendomi se volevo un passaggio verso casa ovviamente ho accettato e mi sono detta che fortuna. Poi ha cominciato a dire frasi sconnesse, ad allungare le mani a dirmi che non dovevo resistergli sono riuscita a buttarmi giù dallauto e ad evitare il peggio questa mattina sono piena di lividi e la dignità a pezzi. Comprende le situazioni di costrizione a fare o subire atti sessuali di diverso tipo contro la propria volontà ed è sanzionata tramite le figure di reato riformate dalla L.15 febbraio 1996 n.66, Norme contro la violenza sessuale. Violenza psicologica È una forma di violenza che tende a ledere la dignità della persona verso cui è esercitata attraverso lumiliazione, gli insulti, la mancanza di rispetto, la ridicolizzazione, o ancora il controllo continuo, le minacce. Giulia Mi ritiene una stupida, tutto ciò che dico non ha alcun valore, prende lui tutte le decisioni senza mai chiedermi un parere. Sono come in una prigione: non posso par lare, non posso disporre di nulla, non posso uscire se non con lui, non posso far venire le mie amiche e se voglio telefonare lo devo fare di nascosto .. ma che vita è mai questa, ho paura e non mi sento più la stessa Giusy Mi telefona sul lavoro ad ore diffe renti per controllarmi, ha persino contattato i colleghi per verificare che fossi in ufficio. Quando arrivo a casa mi fa linterrogatorio dove sono stata, in quale negozio mi sono fermata per gli acquisti e poi controlla lo scontrino per verificare lora, il negozio È sempre peggio ora non vuole neppure che sia affettuosa con i miei figli, appena parlia mo comincia a dire che sono mammona e che devo solo stare con lui o pulire la casa... Comprende ogni forma di abuso volto a ledere lidentità della donna: umiliazione, minacce, denigrazione. Questa violenza ricorre nei delitti di ingiuria (art. 594 cp) e minaccia (art. 612 cp). Si può inoltre fare riferimento al Maltrattamento che è una figura di reato autonoma (art. 572 cp) che raccoglie la violenza psicologica e anche gli altri tipi di violenza, con condotte ripetute nel tempo. Recentemente la giurisprudenza ha fatto ricorso allart. 610 cp (violenza privata). Anche Il mobbing è una forma di violenza psicologica che si manifesta nei luoghi di lavoro e che ha lobiettivo di allontanare la persona dal suo posto di lavoro spingendola alle dimissioni Lo stalking, come vedremo nella specifica sezione dellopuscolo, è una forma di violenza psicologica dettata da un comportamento persecutorio sia in ambito familiare che esterno che costringe la vittima a dover cambiare le sue abitudini di vita ed a vivere nella paura. 7 Violenza economica È una forma di violenza più difficilmente identificabile e corrisponde ad ogni forma di controllo sulla tua autonomia economica come ad esempio il divieto di disporre autonomamente del denaro, il cercare di allontanarti dal lavoro, non poter avere un conto bancario personale, la possibilità di fare acquisti senza dover chiedere lautorizzazione. Elvira Giorgio vuole che lasci il lavoro, dice che è meglio che mi occupi della casa, dei bambini . di lui. Io però amo il mio lavoro, ho molte soddisfazioni e mi consente di essere economicamente autonoma . Già così mi fa pesare ogni piccolo acquisto, non mi permette di ritirare i soldi dalla banca mi passa lui un budget settimanale no no.. almeno il mio lavoro spero di resistere Susanna Non ho la firma sul conto corrente, non ho il bancomat, leredità ricevuta non ho la più pallida idea dove sia finita, il quadro (lascito di mio nonno) lha venduto per comprarsi una nuova auto ovviamente senza chiedermi nulla . e se provo a dire qualcosa mi dice che ho ununica possibilità: quella di tacere ... Ho deciso di cercarmi un lavoro .lavevo praticamente trovato avrei dovuto cominciare la settimana successiva, ma lui è andato dalla titolare dicendo che non ne avevo bisogno .Questo è troppo! ho bisogno di aiuto Ricordati che in casi di abuso domestico le donne possono trovare una tutela non solo attraverso il codice penale, ma anche mediante l'art. 342 bis del codice civile "Ordini di protezione contro abusi familiari". 8 Violenza assistita Violenza assistita è lesposizione diretta o indiretta della bambina/o ad atti di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, verbale agiti dal padre nei confronti della madre o di altre persone di riferimento per i piccoli. Sono compresi anche le violenze o labbandono ai danni di animali domestici. Secondo i dati Istat del 2006: sono state 690 mila in Italia le donne che hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Ben il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Le donne hanno inoltre sottolineato che nel 15,7% dei casi i figli hanno subito violenza dal padre. Le conseguenze della violenza assistita I bambini manifestano alterazione del legame di attaccamento, delladattamento e delle competenze sociali, del comportamento del problem solving e dellapprendimento scolastico. I bambini testimoni di violenza possono avere danni della salute fisica o psichica a breve, medio e lungo termine: depressione, ansia, inquietudine, sensi di colpa, bassa autostima, aggressività, crudeltà verso gli animali, immaturità ed ipermaturità, disturbi del comportamento alimentare, alterazioni del ritmo sonno-veglia, incubi ed enuresi notturna, scarse abilità motorie, comportamenti auto lesivi, uso di alcool e droghe. Sono anche presenti una più alta incidenza di allergie, più frequenti infezioni del tratto respiratorio, cefalea, disturbi gastrointestinali, disturbi del sonno, ritardi della crescita fisica e mentale. Nei bambini che assistono ad una violenza si afferma una visione distorta della relazione fra adulti ed aumenta la confusione tra i ruoli sino a stravolgere il cuore delle relazioni primarie. I piccoli percepiscono che la mamma, anche dopo aver parlato e chiesto aiuto, è in pericolo: è lei ad essere giudicata e quindi si perde la possibilità di avere un riferimento adulto positivo. La violenza assistita è inoltre uno dei fattori di rischio principali per la trasmissione intergenerazionale della violenza: nella maggior parte dei casi le bambine tenderanno ad imitare latteggiamento passivo delle madri-vittime; nella maggior parte dei casi i bambini tenderanno ad imitare il comportamento violento dei padri. Gianna Mio marito mi picchia e mi costringe a ad avere rapporti sessuali . Tre giorni fa mi ha di nuovo picchiata e poi mi ha costretto ad un rapporto sessuale contro la mia volontà . mentre mi violentava aveva un coltello in mano e trafiggeva il materasso intorno a me ad ogni spinta. mio figlio di cinque anni era li nella stanza che guardava tutto 9 Esporre un bambino ad assistere alla violenza contro il coniuge, ma anche contro animali e cose inoltre configura il reato di maltrattamenti in famiglia che è procedibile dufficio. Art. 572. C.P. Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli. Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore di anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a venti anni. La spirale della violenza È difficile, una volta entrata nella spirale della violenza, uscirne. È necessario avere forza, coraggio e determinazione. Il tuo maltrattante cercherà in ogni modo di avere il controllo su di te economico, psicologico, fisico. Devi sapere che non sei lunica, che non è colpa tua, ma ancora di più che non sei più sola, ci sono servizi specializzati che ti aspettano, ti ga rantiscono la privacy e che non ti impongono decisioni se tu non vuoi. Non sperare che tutto passi, non lasciare perdere! La tua vita è importante così come quella dei tuoi figli .permettici di aiutarti poiché da sola uscire fuori dalla spirale della violenza non è semplice. Intimidazioni Isolamento Svalorizzazione Segregazione Violenza fisica Violenza sessuale Ricatto sui figli Richiesta perdono False riappacificazioni 1. Intimidazione: il tuo partner fa di tutto perché tu viva nella paura e diventi succube. Minaccia di lasciarti se non fai tutto ciò che lui desidera. 2. Isolamento: a seguito delle continue intimidazioni è facile isolarsi da tutto e tutti (parenti, colleghi, amici,..) e così facendo puoi diventare sempre più dipendente dal tuo maltrattante. 3. Svalorizzazione: viene messa in campo una campagna di svalorizzazione nei tuoi confronti che mina la tua persona, la tua autostima, la tua dignità e ti porta ad essere sempre meno autonoma, rendendoti invece disposta ad accettare angherie anziché pronta a reagire. 10 4. Segregazione: senza che te ne accorga i tuoi contatti con lesterno diminuiscono, vieni privata anche della possibilità dei contatti casuali (il medico, i/le commercianti, i vicini) perché lui ti relega tutta per sé. 5. Violenza fisica e violenza sessuale: a lungo andare alla violenza psicologica segue la violenza fisica che può sfociare anche nella violenza sessuale. 6. Ricatto sui figli/e: quando tutti questi episodi violenti si ripetono quoti dianamente decidi di ribellarti, allora il maltrattante può arrivare a fare leva sui tuoi figli/e: minaccia di toglierteli, allontanarteli a meno che tu non torni a sopportare in silenzio. 7. False riappacificazioni: a seguito di episodi di violenza si alternano poi i pentimenti del tuo partner, la richiesta di perdono, i regalini. Tu ti convinci che sia tutto tornato come prima e lo perdoni, poi speri nel suo cambiamento .che però non arriva. 8. Ripresa degli episodi violenti: dopo un breve periodo di pausa riprende il ciclo della violenza ed i tempi tra un evento e laltro si accorciano sempre di più. 11 Se sei vittima Cosa fare? 1. Riconoscere la violenza Essere consapevole che gli episodi di cui sei stata vittima sono manifestazioni di violenza nei tuoi confronti e che la violenza, qualunque essa sia, non è giustificabile rappresenta il punto di partenza per uscire dalla spirale della violenza. 2. Non temere Comprendere che le tue paure, le ansie, i dubbi sono assolutamente normali, che non sei colpevole di nulla e non devi vergognarti è un secondo passaggio importante. Ricordati che la violenza di cui sei stata vittima è una violazione dei tuoi diritti ed è possibile affrontarla. 3. Rivolgersi ai Servizi Sapere che non sei più sola e che esistono nel territorio biellese il Centro Antiviolenza ed altre Strutture specializzate sul tema della violenza è fondamentale per intraprendere il tuo percorso. Mettiti in contatto con il Punto dAscolto del CAV e/o con gli altri Servizi; troverai personale qualificato con cui poter parlare e consultarti, ricevere informazioni ed il sostegno per trovare le soluzioni più idonee alla tua specifica situazione, sempre nel rispetto della tua privacy. 4. Costruire una strategia Redigere e realizzare insieme al CAV o agli altri Servizi presenti sul territorio una strategia per uscire dalla violenza può rivelarsi estremamente utile per avviare il tuo percorso e per portarlo a termine. Ricordati, insieme si è più forti e darsi una strategia condivisa ti permette di ottenere migliori risultati. 12 A chi rivolgersi? Se hai appena subito una violenza ed hai anche lesioni, non stai bene chiama immediatamente: il 118 le Forze dellOrdine (Polizia, Carabinieri, Procura della Repubblica) recati direttamente: al Pronto Soccorso dal Medico di famiglia Se vivi in una condizione di violenza e vuoi essere aiutata ad uscirne o vuoi anche solo parlarne con qualcuno competente... mettiti in contatto con: il Punto di Ascolto del CAV il Consultorio lAssistente Sociale i Servizi Sociali le Associazioni impegnate nel fronteggiamento della violenza Se vuoi denunciare la violenza... rivolgiti direttamente alle Forze dellOrdine Se hai subito uno stupro ricordati di non lavarti recati subito al Pronto Soccorso o chiama il 118 Non dimenticare che esiste il patrocinio gratuito. E a tua disposizione una lista di avvocati/e che assistono le donne vittime di violenza 13 Se hai assitito Scoprire che una persona ha subito violenza significa fare i conti con sentimenti e reazioni che ci possono sorprendere: ci si può sentire distanti, oppure sentirsi così arrabbiate e coinvolte da non riuscire a prendere iniziative. È opportuno separare quello che proviamo da ciò che prova e sente la vittima e da ciò di cui ha bisogno. In Italia non esistono servizi specifici per i parenti, i partner e i familiari di chi ha subito violenza, ma possiamo rivolgerci a chi da anni lavora su queste tematiche o ai servizi psico-sociali e di mediazione familiare. Stare vicino ad una persona che subisce violenza Le situazioni di maltrattamento sono complesse ed è normale sentirsi impotenti e scoraggiati/e per il fatto di non riuscire a fermare la violenza. Spesso si avverte il bisogno di una soluzione concreta e tempestiva, ma talvolta questo non è prioritario per la donna. Può sembrare incomprensibile il fatto che la donna non abbia ancora deciso di interrompere il ciclo della violenza. Spesso chi è vicino a chi subisce violenza si sente confuso/a per quello che ha scoperto, arrabbiato/a con entrambi, sente il bisogno di fare qualcosa di concreto. La sofferenza della vittima deprime anche perché questa non sembra reagire. Spesso si pensa di sapere qual è la soluzione migliore per lei, come ad esempio la denuncia. Ma non si comprende come lei, dopo tanti anni, possa ancora rimanere lì e continuare ad amarlo. Stare vicino a una persona che ha subito abuso nell'infanzia Forse ci sentiamo disorientate/i per quello che ci ha detto, vediamo la sua sofferenza ma non crediamo che sia veramente accaduto. Probabilmente non riusciamo a sopportare neanche lidea che quello che ci viene raccontato sia potuto accadere. Probabilmente non ci spieghiamo come possa aver voluto bene alla persona che lha abusata. Spesso i partner sentono il rapporto messo in crisi dallevento accaduto, faticano a capire le reazioni e certi comportamenti della propria compagna. In particolare, per quanto riguarda la sessualità, è frequente che abbiano bisogno di comprendere le ragioni del suo disagio che si riflette sul rapporto di coppia. E importante trovare uno spazio di aiuto per la coppia, per migliorare la qualità del rapporto e così avere una relazione più appagante. 14 Se sei sua madre Non riesci a credere a ciò che tua figlia ti ha rivelato. Ti chiedi come mai non ti sei accorta di nulla. Probabilmente pensi che nella tua famiglia una cosa del genere non poteva capitare. Forse ti chiedi perché il tuo compagno e tua figlia ti abbiano fatto una cosa del genere. Hai paura di ciò accadrà alla tua famiglia. Ti senti in colpa per non averla protetta. Vorresti aiutarla, ma ti senti incapace di farlo Spesso le madri delle ragazze che hanno subito abuso provano sentimenti contrastanti come dolore, rabbia, impotenza, scoraggiamento. In famiglia tutti si sentono minacciati e temono quanto accadrà in futuro. In particolare, per la madre, significa mettere in discussione se stessa come madre, come donna, e la propria scelta sentimentale Stare vicino a una donna che ha subito violenza sessuale Forse pensi che se non fosse uscita di casa, a quellora, non le sarebbe successo nulla. Probabilmente ti senti impotente o frustata/o perché lei non è andata a denunciare il fatto e non vuole farlo. Sei turbato/a perché ti ha detto che suo marito non rispetta il suo desiderio e le impone comportamenti sessuali che lei non accetta. Di fronte a fatti di violenza sessuale da sconosciuti o allinterno della coppia, è frequente avere sentimenti contrastanti. E difficile uscire dagli stereotipi circa la violenza sessuale ed avere un atteggiamento veramente libero dal giudizio. La donna stessa ha avuto bisogno di tempo per capire che cosa le è successo, accettare le proprie reazioni (dolore, colpa, rabbia, paura). Potrebbe essere utile sapere che la vicinanza e presenza come amica/o, familiare e partner è importante per non farla sentire sola. Tuttavia sarà lei a decidere che cosa fare. 15 Stalking Che cosa è lo stalking Lo stalking o gli atti persecutori sono una forma di violenza psicologica, un insieme di comportamenti persistenti e fastidiosi adottati da una persona (stalker), nei tuoi confronti nellintento di violare la tua privacy e di limitare la tua libertà personale. Lo/la Stalker agisce con intrusioni continue ed indesiderate nella tua vita causandoti dapprima paura, ansia, esasperazione, fino a costringerti a cambiare le tue abitudini ed a vivere in continuo stato di allerta. Tra i comportamenti ricorrenti: comunicazioni indesiderate Ti invia con insistenza lettere, sms, telefonate (ad ogni ora del giorno o della notte), e-mail. Può arrivare a minacciarti o a cercare di comunicare con te anche attraverso la famiglia, gli amici o i colleghi. contatti indesiderati Cerca di avvicinarti con insistenza, ti pedina, si apposta sotto casa tua, dove lavori, nei luoghi che frequenti abitualmente. comportamenti associati finalizzati a cancellare o ordinare beni e servizi per cercare di intimidirti o danneggiarti economicamente o psicologicamente. Ordina a tua insaputa cibo, oggetti,.. facendoteli recapitare a casa (anche in orari particolari). Annulla carta di credito, utenze telefoniche senza che tu ne sappia nulla. Giulia ho cominciato a ricevere telefonate anonime, non ho dato peso poi si sono fatte sempre più frequenti anche di notte. Ho cambiato il numero di telefono. Poi ho cominciato a trovare dei fiori davanti alla porta di casa, ho paura poiché non so chi sia, ma lui ora sa dove abito, mi faccio accompagnare a casa ogni volta che torno ma non può durare altrimenti impaz zisco 16 Chiara il mio ex non accetta che labbia lasciato. Mi spia, chiede agli amici cosa faccio, chi vedo. Mi telefona continuamente, mi lascia biglietti sotto la porta di casa, sul parabrezza dellauto. Suona ai vicini con insistenza e chiede dove sono, chi incontro, a che ora esco, comincio ad avere paura Chi sono gli/le stalkers Il respinto/a è generalmente un/a ex partner che non accetta labbandono o il rifiuto da parte della vittima Il risentito/a è rancoroso/a ed è motivato dal desiderio di vendicarsi e di creare paura e tensione nella vittima in quanto ritiene di aver subito da lei un danno o un torto Il bisognoso/a daffetto è alla ricerca spasmodica di attenzioni (amicizia, amore, ) e anche se non corrisposto/a, diviene insistente ed ossessivo verso la vittima Il corteggiatore/trice incompetente ha significative difficoltà relazionali e quando la vittima non lo ricambia diviene insistente, fastidioso, pedante e talvolta può diventare aggressivo Il predatore/trice è un vero molestatore (quasi sempre maschio) che ricerca rapporti di carattere sessuale con una vittima prescelta. Preparando laggressione alla vittima mette in campo comportamenti persecutori. E stalking quando? 1. 2. 3. Comportamenti ripetuti ed indesiderati da parte di uno/a stalker che violano la vittima nella sua privacy Sentimenti di ansia e paura della vittima che teme per la sua incolumità o quella dei suoi cari Alterazioni delle abitudini di vita da parte della vittima. Cosa fare? 1. Riconoscere il problema Essere consapevoli della situazione e non sottovalutare il rischio che corri nellessere vittima di atti persecutori è importante. Scoraggia lo/la stalker ed informati. Anche se gli atti persecutori arrivano a farti modificare il tuo stile di vita, non subire passivamente, reagisci. 2. Evita i contatti con lo/a stalker e impara a dire di no Chiudere ogni tipo di relazione con lo/la stalker; non dare adito a speranze è fondamentale. Se lo/la vedi cerca di non mostrare emozioni. Se sei costretta/o ad incontrarti proponi solo luoghi pubblici e fatti accompagnare da persone di fiducia. Cerca di non arrabbiarti o di non perdere il controllo non faresti che incentivarlo/a. 3. Rivolgersi ai Servizi presenti sul territorio Essere accompagnata/o nellaffrontare lo Stalking attraverso informazioni, consulenza può rivelarsi estremamente utile. Il Punto di Ascolto del CAV ed i Servizi socio sanitari presenti sul territorio, le Forze dellOrdine con il loro personale specializzato potrebbero rappresentare un valido supporto. 17 4. 5. 18 Raccogliere le prove sulle molestie Raccogli più elementi possibili che dimostrino il perpetrarsi degli atti persecutori, può essere utile se dovessi eventualmente procedere contro lo/la stalker. Raccogli le prove: bigliettini scritti, lettere, e-mail, fax, registrazioni della segreteria telefonica o regali ricevuti dallo stalker Registra (ora, giorno e data) tutti gli episodi con una breve descrizione dellaccaduto. Se ti pedina annota: numero di targa, abbigliamento, fotografa o filma gli appostamenti dello stalker o chiedi aiuto a qualcuno per farlo, ma senza mai esporti a rischi inutili. Se ti molesta telefonicamente annota: telefonate, numeri telefonici rimasti in memoria, colloqui con lo stalker. Chiedi a persone amiche, a colleghi/e di annotare episodi in cui lo/la stalker abbia telefonato ripetutamente o si sia appostato cercandoti. Sullo stato di ansia e paura raccogli eventuali certificati medici rilasciati dal pronto soccorso, dal medico curante, ricette mediche con prescrizioni che riconducano a stati di ansia. Costruire un piano di sicurezza Porta sempre con te un elenco di numeri utili o dotati di cellulare con funzione chiamate rapide per poter contattare immediatamente ad es. polizia, carabinieri, amici, centro anti-violenza ecc. Informa familiari e conoscenti circa la situazione che stai vivendo. Ai colleghi chiedi di filtrare le telefonate e gli incontri di lavoro. Chiedi anche la collaborazione ai vicini di casa. Modifica spesso le tue abitudini di vita, i percorsi per recarti al lavoro, i luoghi frequentati, gli orari. Parcheggia sempre in luoghi ben illuminati e fai attenzione ai veicoli che seguono, se puoi non viaggiare sola/o. Rendi sicure porte e finestre, installa spioncini, cambia le serrature se lo/la stalker è un ex partner. Non accettare pacchi se non si tratta di qualcosa che hai ordinato direttamente. Stare in compagnia, prendere un cane, trasferirsi da familiari può allentare il tuo stato di ansia. Se le molestie sono informatiche 1. Verifica che le e-mail non contengano minacce o virus. 2. Cerca di interrompere i contatti con il cyberstalker e sii chiara/o nel chiudere la relazione. 3. Se lhai conosciuto in chat, lascia immediatamente la chat. 4. Ricordati di salvare le comunicazioni sgradite (non cancellarle) messaggi su Facebook, e-mail, insulti filmati su you-tube, potrebbero essere utile se decidi di procedere nei suoi confronti. 5. Contatta ed informa lamministratore responsabile dei servizi internet Se le molestie sono telefoniche 1. Se rispondi mantieni il più possibile la calma e cerca di non manifestare emozioni, eventualmente fai capire di non essere sola/o in casa. 2. Puoi anche non ascoltare, alza solo il ricevitore per alcuni minuti e poi riattacca. Annota data e ora della chiamata o registra la telefonata. Se risenti lo squillo appena attaccato non rispondere immediatamente. 3. Se non ce la fai più richiedi un numero di telefono privato e diffondilo solo tra persone amiche. 4. Puoi rivolgerti al tuo gestore telefonico per rintracciare iI numero dello/a stalker. A chi rivolgersi Prima di tutto è importante sapere che la Legge 3 aprile 2009 N.38 affronta in modo specifico lo stalking. Questa legge stabilisce che gli atti persecutori costituiscono un reato punibile dall'art. 612 bis del codice penale. 1. Se hai bisogno di informazioni, consulenza psicologica puoi rivolgerti a: Punto di Ascolto del CAV di Biella, ai Consultori Familiari, ai Servizi Sociali. 2. Se sei in pericolo, se pensi di essere seguita/o puoi telefonare immediatamente alle Forze dellOrdine al 112 o al 113 ti invieranno immediatamente una macchina di servizio con agenti. 3. Se vuoi sporgere una querela (richiesta di punizione) per stalking lo puoi fare entro sei mesi dai fatti accaduti presso gli uffici delle Forze dellOrdine (Polizia o Carabinieri) o rivolgerti direttamente alla Procura della Repubblica. 4. Se vuoi avanzare una richiesta/istanza di "ammonimento" al Questore nei confronti dell'autore degli atti persecutori (stalker) senza sporgere immedia tamente una Querela puoi recarti presso gli uffici delle Forze dellOrdine. Ricordati di portare con te tutta la documentazione raccolta comprovante gli atti persecutori. 19 Cosa è listanza di ammonimento Listanza di ammonimento ha lo scopo di dissuadere e disincentivare lo/la stalker dal proseguire con gli atti persecutori Cosa contiene unistanza ? 1. 2. 3. 4. la narrazione dei fatti. lindicazione di eventuali testimoni la documentazione relativi allo stato dansia e paura (certificato medici) tutta la documentazione di cui si è in possesso (lettere, copia di sporadici sms, registrazioni, e-mail, foto ecc.), che tenda a dimostrare lattività persecutoria e le sue conseguenze psicofisiche. Cosa prevede la legge Iter per listanza di ammonimento Il Questore, ricevuta la richiesta, compilata accuratamente e documentata per dimostrarne la fondatezza, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l'istanza, convoca lo/la stalker, lo/la ammonisce oralmente invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e valutando nei suoi confronti ladozione di eventuali provvedimenti in materia di armi e munizioni. Il Questore redige un verbale che verrà consegnato in copia al/la richiedente l'ammonimento e al soggetto ammonito. Se lo stalker dopo essere stato ammonito continua a molestare la vittima, il Questore può procedere ed il reato per atti persecutori diventa procedibile dufficio e la pena prevista viene aumentata. Iter successivo a: Querela, Ammonimento e procedura di ufficio La Procura può disporre, se necessario, ulteriori indagini/accertamenti a comple tamento dellindagine e richiedere per lo/la stalker una misura cautelare: 1. per fatti gravi il carcere o gli arresti domiciliari 2. per fatti meno gravi lobbligo o il divieto di dimora o obbligo di firma ad indagine conclusa inizia, per lo/a stalker, il previsto iter processuale che porterà al processo (udienza preliminare davanti al GIP con possibilità di: rinvio a giudizio e poi il processo o rito alternativo con patteggiamento abbreviato) 20 Può essere, inoltre richiesto e previsto nei confronti dello/a stalker lordine di protezione ossia il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima o l'obbligo di mantenere una determinata distanza da quei luoghi o dalla persona offesa. Il divieto può riguardare anche i luoghi frequentati da prossimi congiunti o da persone conviventi o comunque legate alla persona offesa da una relazione affettiva. Il divieto di avvicinamento può accompagnarsi anche alla prescrizione di non comunicare, attraverso qualsiasi mezzo e sono previste prescrizioni ad hoc se l'avvicinamento è inevitabile per ragioni lavorative o abitative. È possibile inoltre che il Giudice stabilisca lallontanamento dalla casa del maltrattante. Tutti i provvedimenti presi nei confronti dello stalker verranno comunicati sia alla parte offesa che ai servizi territoriali socio-assistenziali. La pena prevista per lo/la stalker può prevedere la reclusione da sei mesi a quattro anni La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato, da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, da soggetto già destinatario di "ammonimento" del Questore La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore o di una donna in stato di gravidanza, o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Conseguenze Lo stalking induce nelle vittime soggezione, paura continua, comportamenti evitanti, ansia cronica e depressione. La vita diventa un peso continuo che si trascina fra un episodio e laltro di persecuzione. I rapporti sociali vengono danneggiati ed il lavoro ne risente. Compaiono disturbi alimentari, insonnia, incubi notturni , gastriti , irritabilità e incapacità a seguire le proprie occupazioni con la consueta efficacia. Stalking sui minori Lo stalking sui minori è frequente da parte di coetanei e di persone più grandi. Esso provoca anche sensi di colpa nei confronti dei genitori ai quali per lo più viene nascosto nel tentativo di arginarlo da soli. Lo stalking contro i minori è perseguibile dufficio ed è obbligatorio segnalare alle vittime il Centro Antiviolenza più vicino (legge 38 del 2009). 21 A chi puoi rivolgerti 1522 Antiviolenza donna Servizio nazionale di accoglienza telefonica gratuito, operante 24h su 24 per 365 giorni all'anno, in più lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo). Fornisce una prima risposta alle vittime e/o lattivazione di servizi di aiuto, garantendo la privacy. Biella Soccorso Servizio pubblico e gratuito di Pronto intervento sanitario. Garantisce il servizio tutto lanno, 24 ore su 24, mediante linvio di mezzi di soc corso o di altre risorse sanitarie adeguate al bisogno del Cittadino/a. Il Pronto Soccorso dellOspedale degli Infermi di Biella LOspedale dispone di una equipe di esperti/e specializzati in ambito sanitario nellaffrontare vittime di violenza di genere, sessuale e domestica. Il Pronto Soccorso, in stretto raccordo, con S.C. Ostetricia e Ginecologia è dotato una procedura operativa per laccoglienza e la presa in carico delle vittime di violenza che semplifica notevolmente il loro percorso allinterno del Presidio Ospedaliero arrecando alla persona il minor disagio possibile. Questo è stato possibile grazie ad un Protocollo interno molto avanzato che è frutto della collaborazione di un gruppo di lavoro costituito da figure professionali appartenenti alle strutture di Pronto Soccorso, Ostetricia e Ginecologia, coordinate dalla Direzione Medica dellOspedale. Polizia di Stato 113 112 Via SantEusebio 5/A 13900 Biella Via F.lli Rosselli 98 13900 Biella Procura della Repubblica di Biella Aliquota Carabinieri Polizia Municipale tel 015 3590411 Via Marconi 27 - 13900 Biella tel 015 2452620 22 Arma dei Carabinieri tel 015 84021 Presente nei principali Comuni del Biellese A chi puoi rivolgerti CAV - Centro Anti Violenza di Biella Punto di Ascolto Orario di apertura: martedì 9,30 11,30; giovedì: 15 17 Via Caraccio 24 - Biella Il CAV e i soggetti che operano al suo interno, partecipano attiivamen te alla rete territoriale costituita a contrasto del fenomeno della vio lenza e contribuiscono alla rileva zione dei dati utili al monitoraggio del fenomeno. ASL BI Ospedale - via Caraccio 5, Biella Consultorio Familiare di Biella Consultorio Familiare di Cossato Via Caraccio 26, Biella Via Pier Maffei 59, Cossato Associazione Non Sei Sola Via Caraccio 24 - Biella e-mail: [email protected] Numero Verde: 800 266233 Consorzio Cissabo Consorzio Iris Via Mazzini 2/m - 13836 Cossato (BI) Via Losana 20 - 13900 Biella tel 015 9899611 e-mail: [email protected] tel 015 8352411 e-mail: [email protected] 23