Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009
Edizione Mantova
INIZIATIVE Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio
EMERGENZA Regione Lombardia si mobilita per l’Abruzzo INFORMAZIONE Infezioni infantili: tutte le informazioni in un opuscolo ASSISTENZA Cure palliative: estesa a tutta la Lombardia l’ospedalizzazione domiciliare PREVENZIONE Solo il bello del caldo
Con gli Stati generali,
il sistema socio-sanitario lombardo
dialoga con il territorio
Notizie dalla tua asl
Camminare
sulle
strade della
salute
Ufficialmente
attivo
il codice etico
comportamentale
Arriva l’estate: l’ASL
spiega ai lavoratori
agricoli come
difendersi
7
n°
In questo numero
EDITORIALE p
3
DA REGIONE LOMBARDiA 4,5 milioni IN PIÙ PER LA PREVENZIONE
INIZIATIVEp 4-5
CON GLI STATI GENERALI, IL SISTEMA SOCIO-SANITARIO LOMBARDO
DIALOGA CON IL TERRITORIO
Un ciclo di incontri con gli Assessori
EMERGENZA p
REGIONE LOMBARDIA SI MOBILITA PER L’ABRUZZO
6
Dal TERRITORIOp
Notizie dalla tua ASL
7-10
Attivata l’Unità Speciale Grandi Emergenze (USGE)
PREVENZIONE p 11
INFEZIONI INFANTILI: TUTTE LE INFORMAZIONI IN UN OPUSCOLO
Tutte le precauzioni in un prontuario
ASSISTENZA p
CURE PALLIATIVE: ESTESA A TUTTA LA LOMBARDIA
L’OSPEDALIZZAZIONE DOMICILIARE
12-13
Migliore qualità della vita per i pazienti inguaribili
PREVENZIONE SOLO IL BELLO DEL CALDO
p 14-15
Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009
Le regole d’oro per affrontare i mesi estivi
INIZIATIVE Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio
EMERGENZA Regione Lombardia si mobilita per l’Abruzzo INFORMAZIONE Infezioni
infantili: tutte le infornazioni in un opuscolo ASSISTENZA Cure palliative: estesa a tutta la Lombardia l’ospedalizzazione domiciliare PREVENZIONE Solo il bello del caldo
Con gli Stati generali,
il sistema socio-sanitario lombardo
dialoga con il territorio
Notizie dalla tua asl
7
n°
Registrata al Tribunale di Milano in data 07.05.2007 al
numero 292
Chiuso in redazione: 30 aprile 2009
Direttore responsabile: Daniela Martelli
Redazione: Franco Binaghi, Maurizia Domenichini,
Antonio Fanuzzi, Manuela Filardo, Elena Frasio, Alessandro Gatta,
Enzo Mascolo, Enrico Parola, Alberto Rovaris, Marcella Ubezio
Progetto grafico: MultiMedia srl
Stampa: Lucky Group
Tiratura: 440.000
Contatti: [email protected]
www.sanita.regione.lombardia.it
Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009
Dalla Regione 4,5
milioni di euro
in più per
la prevenzione
C’è la crisi, si taglia ovunque. È possibile farlo anche nella Sanità?
Teoricamente sì, ma certo il discorso si complica se il contenimento dei costi non deve andare a detrimento del livello qualitativo
dell’assistenza. Perché, riprendendo un adagio popolare, la salute
non ha prezzo, ma ha costi ben precisi. È noto come, soprattutto da
alcuni anni, l’attività del sistema sanitario sia programmata sulla
base del budget stanziato, delle risorse disponibili; ed è evidente come, soprattutto adesso, sia complicato non solo riuscire ad
aumentare, ma anche semplicemente riuscire a non diminuire il
budget disponibile. Ebbene, in questo quadro Regione Lombardia
ha compiuto un’azione importante: con la delibera VIII/9173, dello
scorso 30 marzo, ha introdotto significative innovazioni per la erogazione di alcune prestazioni sanitarie riguardanti la diagnosi precoce di patologie oncologiche, che saranno d’ora in poi retribuite
“extrabudget” dalla Regione agli erogatori di tali servizi (ambulatori, aziende ospedaliere, case di cura, ecc.).
Mentre la maggior parte delle prestazioni sanitarie erogate per la
Regione Lombardia sono regolate da appositi contratti stipulati tra
le ASL e gli erogatori, le prestazioni extrabudget sono, come dice
la parola stessa, compensate a prescindere dai massimali stabiliti
con tali contratti, e quindi, come accade per le prestazioni urgenti,
non avendo limiti prefissati non necessitano di alcuna programmazione.
Questa innovazione si traduce immediatamente in una drastica
riduzione dei tempi di attesa per i cittadini, con l’esito inoltre di
un migliore e più approfondito monitoraggio di patologie, che se
non curate a tempo, producono gravi conseguenze sulla salute del
paziente.
È ovvio che tale novità ha come riflesso immediato dei costi aggiuntivi, anche se nel lungo periodo contribuisce sicuramente ad
una riduzione dei costi complessivi, grazie al miglioramento della
prevenzione che permette percorsi di cura che colgono la patologia
nelle fasi iniziali dove le cure sono più semplici ed efficaci.
Lo sforzo, anche economico, è notevole: si prevede un aumento
della spesa riguardo a queste prestazioni di circa il 10%, pari a 4,5
milioni di euro. L’obiettivo della Regione è come detto quello di
aiutare in misura ancor più efficace i cittadini nella prevenzione:
dal 2005 sono extrabudget le prestazioni di grande urgenza (infarto, ictus, politrauma) e di dialisi, dal 30 marzo lo sono diventate
anche la mammografia mono e bilaterale, l’ecografia mammaria
mono e bilaterale e la colonscopia, essenziali per la diagnosi precoce di patologie oncologiche frequenti quali il tumore al seno e al
colon retto. E accanto ad esse, sempre nell’ottica di una più ampia
ed efficace campagna preventiva, gli screening di 1° livello (FOBT,
ricerca del sangue occulto nelle feci, Pap test) e di 2° livello (colposcopia). Un’azione che costerà cara, ma la salute non ha prezzo;
e questa iniziativa aiuterà molti cittadini a conservare meglio la
propria salute.
3
iniziative
Con gli Stati generali,
il sistema socio-sanitario lombardo
dialoga con il territorio
Anche il mondo della Sanità ha i suoi
Stati Generali. Sono ben diversi da
quelli proclamati nel 1789 da Luigi XVI
a Versailles, quando si riunirono clero,
nobiltà e terzo stato per far fronte alla
crisi politica, economica e sociale che
stava squassando fin nelle fondamenta
il regno di Francia. Ma il nome e il riferimento non sono affatto casuali. Gli
“Stati generali territoriali del Sistema
socio-sanitario” sono nati in Lombardia per il desiderio e la necessità che
tutte le realtà impegnate negli ambiti
sanitario e sociale potessero incontrarsi e così condividere esperienze,
confrontarsi e giudicare la multiforme,
complessa e talvolta problematica realtà lombarda. Per questo l’assessore
alla Sanità e l’assessore alla Famiglia
e Solidarietà Sociale, ripetendo la felice esperienza del 2004, hanno deciso
di incontrare, assieme ad altri vertici
regionali, i responsabili e gli operatori
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socio-sanitari di tutte le ASL lombarde.
Chi ama la storia e i suoi aneddoti forse ricorderà che il protocollo degli Stati
Generali prescriveva che il re incontrasse prima il clero e in seguito i nobili
nella sua stanza da lavoro (obbedendo
a una precisa simbologia, ai primi venivano aperte entrambe le ante della porta, mentre ai nobili una, l’altra rimaneva chiusa), mentre il terzo stato veniva
ricevuto nella regale
stanza da letto. Questa volta invece sono
state programmate
visite in loco in tutte
le quindici ASL lombarde: a determinare
la forma e la realizzazione di questo progetto, al di là ovviamente del passaggio
dalla monarchia a un
ordine democratico,
è stata la consapevolezza che se oggi il
modello lombardo è un riferimento non
solo per l’Italia ma per l’intera Europa,
e le sue eccellenze vengono citate e studiate anche oltreoceano, il merito, cioè
le radici, le fondamenta, vanno ricercate sul territorio: parlare di qualità e di
eccellenze del sistema socio-sanitario
lombardo vuol dire parlare del lavoro
che svolgono le varie realtà locali. Perciò questi incontri, intensi workshop in
cui i rappresentanti regionali illustrano
le iniziative realizzate o progettate e
raccolgono le esperienze e le proposte
di chi opera nei vari contesti territoriali.
Un viaggio in tutta la Lombardia che è
iniziato lo scorso 13 marzo con la visita agli operatori della ASL di Sondrio e
che è già arrivato a un quinto del suo
percorso, avendo toccato anche le ASL
di Varese (26 marzo) e di Lecco (3 aprile). In questi primi tre incontri i due assessori hanno ribadito come ad ispirare
l’iniziativa sia stata la consapevolezza
di quanto una reale e concreta condivisione di obiettivi ed esperienze sia necessaria per un sistema socio-sanitario
che ambisca a raggiungere o confermare il suo livello di efficacia ed efficienza.
In quest’ottica sussidiaria, perché que-
sti incontri siano realmente uno specchio fedele ed esaustivo dell’attuale realtà socio-sanitaria lombarda e quindi
possano davvero fornire informazioni e
suggerire indicazioni, sono stati convocati tutti i soggetti coinvolti in questo
specifico ambito: Province, Comuni,
ASL, Aziende Ospedaliere, strutture
socio-sanitarie, gli operatori sanitari e
i rappresentanti delle autonomie funzionali e sociali, oltre ai Consiglieri regionali del territorio di riferimento. Un
confronto lungo un anno, un lungo lavoro che è frutto di tanti lavori avviati e
sviluppati da lungo tempo; il tutto con
un preciso obiettivo di fondo: migliorare ulteriormente la qualità del sistema
assistenziale lombardo. L’eccellenza e
la qualità sono sfide quotidiane dove
nulla può essere dato per scontato o
per acquisito definitivamente.
il calendario degli appuntamenti
degli “Stati generali territoriali del sistema socio-sanitario”
13 marzo 2009
ASL di
Sondrio
03 luglio 2009
ASL di
Mantova
16 ottobre 2009
ASL di
Como
20 novembre 2009
ASL di
Milano 2
26 marzo 2009
ASL di
Varese
18 settembre 2009
ASL di
Cremona
23 ottobre 2009
ASL di
Lodi
27 novembre 2009
ASL di
Milano 1
03 aprile 2009
ASL di
Lecco
25 settembre 2009
ASL di
Bergamo
30 ottobre 2009
ASL di
Brescia
26 giugno 2009
ASL di
Valle Camonica Sebino
02 ottobre 2009
ASL di
Pavia
13 novembre 2009
ASL di
Monza e Brianza
11 dicembre 2009
ASL di
Milano
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emergenza
Regione Lombardia si mobilita
per l’Abruzzo
Il recente terremoto
verificatosi in Abruzzo
e la grave situazione
che ha provocato, sia
per l’elevato numero di
vittime e feriti che per
i gravi danni provocati
agli edifici, ha determinato l’intervento della
catena dei soccorsi nazionali, coordinato dal
Dipartimento della Protezione Civile.
In questo contesto è
stata attivata la Colonna Mobile Regionale
che vede, tra le varie componenti tecniche, anche un’importante partecipazione della Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia con l’Unità
Speciale Grandi Emergenze (USGE)
deputata agli interventi in situazioni di
maxiemergenza.
L’USGE costituisce il nucleo della componente sanitaria della Colonna Mobile Regionale che, con il coordinamento
della Direzione Generale Protezione
Civile, rappresenta la struttura di intervento rapido che Regione Lombardia
mette a diposizione per attività di soccorso in ambito nazionale e internazionale.
Accanto all’USGE è stata attivata, con
la collaborazione dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, anche la struttura di primo livello, costituita da una
postazione sanitaria singola in grado di
stabilizzare in una prima fase i pazienti e successivamente di avviarli negli
ospedali o all’USGE.
L’Unità Speciale Grandi Emergenze,
interamente finanziata dalla Direzione
6
Generale Sanità, è stata affidata, sia
per l’acquisizione che per la gestione,
all’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’
Granda di Milano che ne cura manutenzione e organizzazione logistica e
sanitaria, con la supervisione della Regione.
All’interno delle strutture di pronto intervento hanno prestato la loro opera
medici e infermieri, coordinati dalla
Direzione Generale Sanità, dipendenti
del Servizio Sanitario Regionale presso
molte aziende del territorio lombardo.
La struttura dell’USGE è quella tipica
di un ospedale da campo con la possibilità di ulteriori funzionalità qualiquantitative che rendono la struttura
paragonabile a un presidio sanitario
territoriale con caratteristiche di Pronto
Soccorso e Terapia Intensiva.
Strutturalmente l’Unità è composta da
una serie di tende con impiego sanitario e logistico, dall’annesso sistema impiantistico e di supporto e dal materiale
sanitario (farmaci, presidi e strumenti).
Le caratteristiche salienti dell’USGE
riguardano la possibilità di ricoverare
contemporaneamente
30 pazienti, suddivisi
in 14 codici verdi, 10
codici gialli e 6 codici
rossi.
Le procedure diagnostiche utilizzabili
comprendono l’elettrocardiogramma
a
12 derivazioni, con
possibilità di trasmissione a distanza
del tracciato per una
eventuale consulenza
cardiologica, l’esecuzione delle indagini ecografiche E-FAST, o più accurate,
con operatori esperti, l’esecuzione “on
site” delle indagini di laboratorio standard dell’urgenza, il monitoraggio standard del paziente molto grave.
Durante le varie fasi dei soccorsi sono
stati trattati oltre mille pazienti con patologie talvolta estremamente critiche
(infarto, ictus, crisi asfittiche, shock) o
con necessità di tipo socio-assistenziale; in particolare è stata dedicata,
da parte del personale dell’USGE, una
specifica attenzione alla gestione delle
fasi iniziali delle situazioni conseguenti
a stress post traumatico (disturbi acuti
da ansia) nei bambini e negli anziani.
Il successivo intervento delle équipe
composte da psicologi ha consentito
di attivare rapidamente le misure necessarie per il trattamento di questa
patologia.
Giancarlo Fontana
Camminare sulle strade
della Salute
Camminare insieme, non più solo come
semplice passatempo, ma con l’obiettivo preciso di prevenire alcune malattie
importanti, promuovere l’attività fisica
e migliorare la salute in generale. Il tutto
sotto la guida di un istruttore qualificato
e in compagnia di tante altre persone con
le stesse esigenze e caratteristiche, con
la possibilità di praticare con costanza e
regolarità.
Questo quanto ci si propone di fare con
il progetto “Gruppi di cammino” realizzato dall’Azienda Sanitaria Locale di
Mantova e organizzato in collaborazione con altre realtà del territorio, quali
Comuni, Associazioni di Volontariato,
Sindacati Anziani, Associazioni Sportive e Podistiche,
Piani di
Zona e sostenuto anche dal Dipartimento di Medicina dell’Azienda Ospedaliera
Carlo Poma.
“La proposta - ha spiegato Gabriele Giannella, responsabile dell’Area Prevenzione
Ambienti di Vita e curatore del progetto
- parte dal presupposto che camminare regolarmente contribuisce in misura
importante a prevenire patologie quali
le malattie cardio-vascolari, il diabete,
l’ipertensione, le fratture per cadute o per
incidenti domestici”.
L’iniziativa, infatti, è particolarmente indicata
per gli anziani ma è
aperta
in realtà a tutti coloro
che siano in grado
di camminare, che
amino stare in
compagnia e
trascorrere il tempo libero all’aria aperta.
“Il cammino - ha detto ancora il responsabile, Giannella - è una pratica a disposizione di tutti, non richiede particolari
abilità, né l’utilizzo di un equipaggiamento specifico, a parte scarpe e abiti
comodi. Tutte le zone del proprio paese
di residenza sono indicate, in particolare
quelle dotate di verde pubblico. Ognuno,
inoltre, può regolare lo sforzo e il tragitto
sulla base delle proprie possibilità. È indubbio che l’attività fisica, se svolta con
regolarità, permette a tutti di verificare
costantemente il progressivo miglioramento delle proprie capacità e quindi di
progredire progressivamente e rapidamente con poco allenamento”.
I Gruppi sono stati attivati in diversi
comuni della provincia. Cinque nuclei sono già stati formati e
hanno già preso il via a Mantova città, tre sono a Curtatone e
uno ad Ostiglia ed Acquanegra,
altri ancora sono in partenza a Suzzara, Poggio Rusco e Quistello.
In via di preparazione, invece,
sono i Gruppi di Roncoferraro,
Volta Mantovana, Castiglione
delle Stiviere, Asola, Castel
Goffredo, Bozzolo, Viadana
e Villa Poma. “In totale - ha
concluso Giannella - entro
la primavera il progetto dovrebbe coinvolgere dalle 700
alle 800 persone, per lo più
anziani”.
p.7
Le aule dell’Ufficio Formazione si
trasferiscono in via Trento
Da oggi i corsi per dipendenti ASL e aziende convenzionate
si svolgeranno in città
È nell’ottica dell’ottimizzazione e del
buon utilizzo delle risorse e degli spazi disponibili che in questi giorni la struttura
di via Trento di proprietà dell’Azienda Sanitaria Locale di Mantova è stata allestita
per accogliere le aule dell’Ufficio Formazione in cui, da ora in avanti, si svolgeranno i corsi destinati ai dipendenti dell’ASL
e delle aziende convenzionate.
“In attesa della nuova sede prevista presso l’ex Teatro di Dosso del Corso - ha
spiegato la Direzione Generale dell’ASL
Al secondo piano, nell’area in cui si trovavano gli ex laboratori, ci sarà da ora in poi
l’archivio contenente anche tutta la documentazione e le certificazioni relative alle
scuole di formazione di base attive tra il
1981 e il 2002, oltre alla documentazione
riguardante le procedure di accreditamento delle aziende pubbliche e private.
Nell’ampia sala al piano terra, infine, un
tempo adibita ad accogliere il protocollo,
troverà, invece, spazio la biblioteca o, in
alternativa, l’aula informatica.
L’aula principale della nuova sede dell’Ufficio Formazione di via Trento
di Mantova - abbiamo pensato di utilizzare le stanze ora libere di quella che era
l’ex sede degli uffici della direzione, così
da evitare un inutile spreco e avvicinare
alla città l’attività di formazione”.
Al terzo piano della palazzina, sono state predisposte una sala riunioni della
capienza di circa 40 persone, tre aule in
grado di accoglierne un’altra trentina ciascuna, tre stanze più piccole destinate
allo svolgimento dei lavori di gruppo e
alcune altre aule, sfruttabili per le riunioni più ristrette, adatte all’attività di circa
10-15 persone.
p.8
“Mentre si attende la definizione - è stato
aggiunto - degli ultimi particolari e allestimenti, i corsi sono già partiti e tante
sono già le richieste da parte delle diverse strutture e dei Dipartimenti, oltre che
da aziende esterne”.
Tra gli argomenti di maggiore interesse,
sia in termini di ricaduta sugli utenti che
per la possibilità per i dipendenti di migliorare la propria professionalità, dopo
le importanti novità in fatto di profilassi
vaccinale per le donne e il punto sulla
situazione dei programmi di diagnosi
precoce dei tumori, grande rilevanza ri-
veste il percorso formativo che intende
approfondire argomenti di carattere
preventivo nelle diverse epoche della
vita, quali la contraccezione, compresa
quella d’urgenza, le gravidanze attempate e i principali rischi di salute correlati
al climaterio, quali le patologie cardiocerebrovascolari e l’osteoporosi, così come
anche i sani stili di vita al femminile e la
prevenzione degli incidenti domestici.
L’ASL di Mantova sta anche organizzando
un percorso formativo legato allo screening del linguaggio ai bambini in età
precoce. L’obiettivo è quello di coinvolgere operatori dell’ASL, Pediatri di libera
scelta e personale della Neuropsichiatria
infantile di Mantova per costruire, in collaborazione con il Servizio di medicina
preventiva nelle comunità, una rete, un
linguaggio comune che possa migliorare
la collaborazione tra chi dovrà offrire questo nuovo servizio alle famiglie mantovane, prendendo in considerazione tutti gli
aspetti dello sviluppo del bambino nella
prima infanzia.
Non è trascurato neppure l’aspetto relativo alle cure da prestare agli immigrati
stranieri la cui gestione spesso comporta
problematiche che richiedono una conoscenza specifica della normativa in materia, complessa e in continua evoluzione.
Da qui la necessità di organizzare percorsi di formazione finalizzati a garantire
un adeguato supporto e uno strumento
fondamentale di lavoro per gli operatori
coinvolti, al fine di metterli in condizioni
di fornire risposte e garantire l’attività nel
migliore dei modi.
Ufficialmente attivo
il Codice Etico Comportamentale
L’Azienda Sanitaria Locale di Mantova, in adesione all’adozione
di regolamenti dello stesso tipo
avviata dalla Direzione Generale
Sanità della Regione Lombardia,
ha adottato sin dal 2006 il Codice Etico Comportamentale, con
l’intento di trasferire anche nella
sanità pubblica il criterio di “responsabilizzazione” introdotto per
le aziende private. In virtù di tale
principio, infatti, ciascuna persona giuridica è tenuta a rispondere,
ovvero può essere sanzionata nel
caso in cui chi la dirige, amministra
o rappresenta, commetta illeciti a
vantaggio o nell’interesse proprio
o dell’azienda.
Il rispetto del documento, che
raccoglie e formalizza i principi
cui deve ispirarsi l’attività di coloro che, a qualsiasi titolo, operano
per conto dell’ASL nei rapporti con
l’utenza (i terzi in genere, i fornitori, gli altri dipendenti e i collaboratori), è
sotto il controllo di un Comitato di Valutazione, un organismo nominato dal Direttore Generale e dotato di autonomia
e indipendenza rispetto all’organo di gestione dell’azienda.
“Quelli contenuti nel Codice - ha spiegato
il direttore del Dipartimento PAC dell’ASL
di Mantova e membro del Comitato, Renzo Boscaini - non sono altro che i principi
fondamentali dell’agire della Pubblica
Amministrazione già custoditi nella Costituzione o di derivazione comunitaria e
che si traducono, molto semplicemente,
in un principio di onestà e correttezza, di
imparzialità e pari opportunità e di trasparenza. Inoltre è previsto il rispetto per
l’ambiente e l’adeguatezza e la completezza dell’informazione”.
Il gruppo di valutazione, oltre a formulare
proposte per la Direzione Strategica per
gli eventuali aggiornamenti e adeguamenti del modello organizzativo adottato,
ha anche il compito di agire per verificare
l’effettiva applicazione del sistema di autodisciplina aziendale, di promuovere attività di informazione e sensibilizzazione
sui contenuti del Codice, di attivare presidi volti ad evitare atti illeciti e dirime-
re conflitti circa l’interpretazione
delle norme in esso contenute.
Nell’anno 2008 il Comitato di Valutazione sotto il coordinamento del
compianto Presidente dell’Ordine
dei Medici, dott. Luciano Monesi,
si è tra l’altro occupato del Servizio
di Medicina Legale, relativamente al processo di riconoscimento
dell’invalidità civile; del Distretto
Socio Sanitario con riferimento
all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e alle operazioni di
scelta e revoca del Medico di Medicina Generale e del Pediatra di
Libera Scelta. Il Comitato ha inoltre effettuato controlli e verifiche
sul Servizio Approvvigionamenti
ed Economia delle Risorse.
Il testo del documento è diponibile sul sito ufficiale dell’ASL (www.
aslmn.it) o si può chiederne copia
alla Segreteria del Comitato di Valutazione dell’ASL di Mantova, via
dei Toscani, 1 Mantova (tel. 0376/334537
telefax 0376/334224). Eventuali segnalazioni possono esser fatte pervenire al
Comitato, presso la relativa segreteria o
all’indirizzo di posta elettronica comitato.
[email protected].
Si raccomanda di evitare le segnalazioni
anonime che, nel rispetto del regolamento che disciplina l’attività del Comitato,
non possono essere tenute in considerazione.
Il Comitato garantisce, peraltro, la massima riservatezza sulle informazioni ricevute e su chi ne ha fatto segnalazione.
p.9
Arriva l’estate: l’ASL di Mantova spiega
ai lavoratori agricoli come difendersi
In due opuscoli le semplici azioni utili per evitare i danni
da calore sul lavoro
Fornire uno strumento utile e pratico
per la prevenzione del colpo di caldo in
ambito agricolo, la più grave delle patologie da calore che, in alcuni casi, se
non affrontata in maniera corretta, può
portare ad un’evoluzione talvolta anche mortale. Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Azienda Sanitaria
Locale di Mantova che, nei giorni scorsi, ha presentato due opuscoli destinati rispettivamente ai datori di lavoro
del settore agricolo e ai lavoratori che
operano sul territorio.
“L’esposizione a temperature e umidità elevate rappresenta sicuramente un
rischio per la salute e la sicurezza di
tutti coloro che operano all’aperto, in
particolare in agricoltura, - ha spiegato Katia Dalle Molle, medico del Servizio
prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro che ha curato il progetto
nell’ambito del Dipartimento Prevenzione Medica - tant’è che nel 2008, in
provincia di Mantova, si sono verificati
alcuni gravi casi di patologia da calore
sul lavoro”.
Le pubblicazioni, che sono state realizzate in partnership con il Comitato
paritetico provinciale sicurezza e salute nei luoghi di lavoro agricolo - e che
si occuperà anche della distribuzione sono stati finanziati grazie a contributi
dedicati da Regione Lombardia e destinati a progetti che rientrano nell’ambi-
tiva e sulle misure di prevenzione da
to del Piano vigilanza e controllo.
adottare rispetto a ciascun fattore di
“Abbiamo voluto differenziare le due
rischio.
pubblicazioni sulla base dei destinatari - ha continuato la dottoressa
Dalle Molle - così
da poter effettuare un’azione
ancor più mirata
ed efficace sulla
base di quanto
ci proponiamo
di ottenere”.
L’opuscolo destinato ai lavoratori, che si
presenta
con
un’impostazione
accattivante e di
facile fruizione,
infatti, riporta il
testo tradotto in
inglese, francese
e arabo con alcune indicazioni
molto pratiche
su come difendersi dal caldo
eccessivo, mentre quello rivolto
ai datori di lavoro punta anche
ad informare La copertina dell’opuscolo che riporta i consigli per difendersi dal caldo
sulla norma- realizzato dall’ASL di Mantova e destinato ai lavoratori agricoli
A cura di: Anna Ghizzoni (URP-CA ) - Marzia Sandri (US)
Via Dei Toscani 1, 46100 - Mantova, tel. 0376.334273
p.10
Tiratura per l’ASL: 5.000
Contatti: [email protected] - www.aslmn.it
PREVENZIONE
Malattie infettive:
tutte le misure di prevenzione
in un solo opuscolo
False credenze e facili allarmismi; ma soprattutto la necessità di una prevenzione
efficace e di precauzioni e comportamenti
adeguati: per questo Regione Lombardia
ha pubblicato l’opuscolo “Malattie infettive e comunità infantili”, un vero e
proprio prontuario che fornisce informazioni utili e scientificamente precise sulle
fondamentali misure di prevenzione e di
igiene in generale, dal lavaggio delle mani
alla preparazione e somministrazione degli alimenti, dalla sanificazione degli ambienti alle misure di controllo. L’opuscolo
contiene diciannove schede, ognuna dedicata alle malattie infettive più diffuse,
elencate in ordine alfabetico: si parte dalle
congiuntiviti e si arriva alla varicella, passando dalle epatiti virali A ed E alla mononucleosi, dal morbillo alla scarlattina.
“È esperienza comune - introduce Luigi
Macchi, responsabile della Prevenzione in
Lombardia - che, quando casi singoli o
focolai di epidemia coinvolgono la scuola
o le comunità infantili in genere, subentrino paure e preoccupazioni. Gli interventi
di prevenzione, che l’ASL mette in campo
attraverso gli operatori del Dipartimento di Prevenzione Medico e dei Distretti,
sono a volte ritenuti insufficienti, perché
è ancora diffusa l’erronea convinzione che
tutti i mezzi possibili, dall’isolamento dei
malati alla disinfezione di case e scuole,
siano sempre assolutamente necessari”.
Miti popolari che poco hanno a che fare
con le verità scientifiche: “I dati statistici e
le ricerche epidemiologiche - approfondisce Macchi - hanno rivelato molti ‘segreti’
della trasmissione di malattie infettive.
È ormai noto che la maggior parte delle
patologie si diffondono già dal periodo
di incubazione (quando cioè non vi sono
ancora sintomi chiari della malattia), che
in molti casi il contagio può essere evitato
adottando semplici precauzioni e misure
di igiene, purché applicate costantemente
anche in assenza di persone malate. E ancora sappiamo che tutti i virus e molti batteri sopravvivono, fuori dal malato, per pochissimo tempo e, dunque, la disinfezione
degli ambienti si rivela inutile se non dannosa (per la selezione di ceppi resistenti)”.
Proprio per mettere a disposizione del
maggior numero di persone le nuove conoscenze scientifiche, la Regione non solo
le ha tradotte in indicazioni operative per
gli addetti ai lavori, ma le ha riportate in
questo opuscolo, diffuso nelle ASL, nelle
scuole infantili ed elementari. L’iniziativa
ha avuto un enorme successo
tant’è che si è dovuto provvedere a una ristampa di 60.000 copie che saranno in distribuzione da fine giugno. Nello stesso
periodo l’opuscolo sarà inoltre
disponibile sul sito www.sanita.
regione.lombardia.it.
“Occorre cambiare la mentalità - prosegue Macchi - pensare
cioè alla prevenzione delle malattie infettive, incentivando gli
interventi disponibili prima che
si verifichi una malattia infettiva e non solo quelli posti in
atto quando la malattia si è già
manifestata, finalizzati esclusivamente al controllo della
sua diffusione”. Se il mezzo di
prevenzione primo e più efficace è costituito dalle vaccinazioni, “altrettanto importante è
l’adozione di misure igieniche
di routine che, divenute parte
del comportamento abituale, ci evitano
di essere raggiunti dai microbi”. Il primo
passo da compiere in questa direzione
ha un nome ben preciso: informazione.
“La collaborazione tra gli operatori della
prevenzione e le diverse componenti che
operano nelle comunità infantili e scolastiche (insegnanti, educatori, genitori e
alunni) - conclude Macchi - nasce anche
dalla condivisione delle conoscenze che
sottendono le indicazioni operative per la
prevenzione e il controllo delle malattie
infettive. Da qui queste ‘schede’, perché le
azioni di prevenzione non possono essere
bagaglio solo degli addetti ai lavori”.
11
ASSIStENZA
Cure palliative:
Estesa a tutta la Lombardia
l’ospedalizzazione domiciliare
“In latino il pallium era il mantello che protegge il debole: questa è
l’etimologia di palliativo”. Spiegare
bene i concetti vuol significare anche dare il giusto peso alle parole
che li definiscono, e così fa Furio
Zucco, già presidente della Società
Italiana Cure Palliative e oggi direttore del Dipartimento di Anestesia,
Rianimazione, Terapia del dolore
e Cure Palliative presso l’Azienda
Ospedaliera “Salvini” di Garbagnate
Milanese. “Per Cure Palliative – continua – si intende l’insieme di cure
attive caratterizzate da interventi
sanitari, innanzitutto controllo del
dolore e dei sintomi, socio-sanitari,
psicologici, di volontariato che rispondono a tre caratteristiche fondamentali: la continuità di intervento, la presenza di un’équipe di
operatori preparati, la gratuità delle
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cure”.
In questo ambito così delicato il
Sistema Sanitario Regionale ha intrapreso un’importante iniziativa:
verrà esteso a tutto il territorio lombardo il percorso di ospedalizzazione domiciliare delle cure palliative
oncologiche.
Un ampliamento sostanziale dell’offerta di cure, fino ad oggi assicurata
in hospice o nelle strutture ospedaliere di cure palliative, che viene
incontro con ancora maggior attenzione e adeguatezza alle necessità
familiari e psicologiche del paziente
oncologico. Zucco sa bene che spiegare i concetti vuol anche dire fare
riferimenti precisi e inquadrare il
tema in un contesto specifico; così,
prima di dettagliare l’iniziativa, fa
un richiamo importante: “Il Consiglio d’Europa afferma che le cure
palliative rappresentano la risposta migliore per i malati terminali e
per le loro famiglie; l’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce
il concetto sottolineando come le
cure palliative garantiscono la miglior qualità di vita alle persone inguaribili. Dal 2001 in Italia sono un
Livello Essenziale di Assistenza che
deve essere garantito gratuitamente
a tutta la popolazione italiana”.
Si passa poi al contesto lombardo:
“La nostra è la regione italiana più
avanzata nella realizzazione della
rete per le cure palliative. Non è uno
slogan propagandistico, ma la semplice realtà dei fatti, come dimostrano alcuni dati: 28 sono le Unità
di Cure palliative (UCP) funzionanti; 46 le strutture lombarde, tra
UCP e hospice, dedicate ai malati
terminali: i 623 posti letto lombardi attivi ogni giorno costituiscono
la maggiore dotazione regionale
italiana. In ognuna delle 15 ASL è
operativo almeno un servizio di cure
palliative al domicilio del paziente;
23 sono le Organizzazioni non profit attive nelle cure palliative”. Numeri importanti, ma purtroppo correlati al reale bisogno che emerge
dal quadro regionale: “In Lombardia
sono più di 30.000 le persone che
ogni anno, a causa di una malattia inguaribile, giungono alla fase
finale della propria esistenza. Per
questo la Regione sta investendo
ogni anno di più in quest’area innovativa: programmi di formazione
del personale, informazione della
popolazione e potenziamento della rete domiciliare sono le direttrici fondamentali che dimostrano la
continua attenzione ai bisogni dei
malati e delle loro famiglie”.
A entrare nello specifico del percorso di ospedalizzazione domiciliare
delle cure palliative oncologiche è
Caterina Tridico, responsabile della
Programmazione e Sviluppo Piani
della Sanità lombarda: “Il servizio è
rivolto a malati oncologici non più
suscettibili di terapie antitumorali
specifiche, ma che necessitano di
trattamenti palliativi per il mantenimento della migliore qualità di
vita possibile e con un grado di autonomia che non permette l’accesso ai servizi ambulatoriali e con un
ambiente domiciliare/familiare adeguato al servizio”. Regione Lombardia ha definito alcuni standard di
riferimento: “Il servizio deve essere
attivato entro 72 ore dalla domanda
– dettaglia la Tridico - e ogni settimana va definito un piano di assistenza modulato sulla base dei bisogni rilevati; il servizio è attivo 24
ore al giorno per 365 giorni all’anno,
con reperibilità telefonica notturna; vengono dispensati e prescritti direttamente i farmaci ed eventualmente dispensati direttamente
particolari ausili e presidi. Inoltre
possono essere eseguiti a domicilio prestazioni come ad esempio
prelievi, paracentesi, trasfusioni”.
Accanto a ciò, è previsto l’accesso
ad eventuali consulenze specialistiche ospedaliere ed il ricorso diretto a servizi diagnostici ospedalieri
come analisi e imaging. “Tutto ciò
viene assicurato dalla presenza di
un’équipe multidisciplinare (medico, infermiere, psicologo, assistente
sociale, ecc.) che integra le diverse
competenze per dare una risposta
più possibile adeguata ai bisogni
del paziente e della famiglia – conclude Tridico – ricordando l’insostituibilità delle associazioni di volontariato, che da sempre sostengono
queste attività”.
In questo quadro generale, “particolare è la situazione dei bambini a cui
va garantita, soprattutto nelle ultime
fasi dell’esistenza, un’assistenza che
merita il massimo delle attenzioni,
fornendo tutti i conforti per affrontare con la minore drammaticità possibile l’addio alla vita terrena”.
“Regione Lombardia sta avviando
un percorso di definizione delle cure
palliative per il paziente in età pediatrica” spiega Franco Locatelli, Direttore dell’Oncoematologia pediatrica
dell’Istituto S. Matteo di Pavia.
“L’assistenza al domicilio del paziente permetterà a bambini e adolescenti di vivere la malattia nei
luoghi e nelle situazioni per loro di
maggior conforto, anche e soprattutto affettivo, quali la casa dove
hanno trascorso la maggior parte
del loro tempo, ferma restando la
possibilità di ricovero in letti dedicati che verranno individuati in
Centri di riferimento altamente qualificati. Considerata l’importanza di
un tale servizio – conclude Locatelli – sarà fondamentale stabilire una
stretta rete di collegamento tra gli
operatori dei centri pediatrici di riferimento per queste cure e le figure sanitarie territoriali (il pediatra/
medico di famiglia, l’infermiere,
l’assistente sociale, ecc). Per questo sono importanti la formazione
degli operatori e l’informazione alle
comunità più allargate, cui spetta il
compito di accompagnare e sostenere il bambino e la sua famiglia
nel drammatico momento di una
malattia terminale”.
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PREVENZIONE
SOLO IL BELLO DEL CALDO
Le condizioni climatiche
Vengono innanzitutto indicate alcune situazioni che, se riscontrate, possono risultare indicative di un eventuale pericolo per eccesso di caldo:
temperatura esterna superiore ai 3235 gradi; alta umidità che impedisce
la regolare sudorazione; temperatura
di casa superiore a quella esterna (si
verifica soprattutto in edifici in cui i
locali risultano poco ventilati, i tetti
e i solai non sono ben isolati).
Disturbi legati alle
condizioni ambientali estive
Edemi da calore
Arriva l’estate. Forse non sarà torrida come profetizzano i teorici
dell’effetto serra, forse, come quella scorsa, sarà abbastanza mite, ma
certo non mancheranno giornate di
caldo intenso, di temperature elevate, soprattutto in città di afa e di
canicola.
E con esse anche i problemi che
possono colpire soprattutto gli anziani, che per la loro condizione
fisica risultano più esposti ai disturbi provocati dalle temperature
eccessive.
Ma tutti possono affrontare meglio questa stagione adottando stili di vita adeguati e sapendo come
comportarsi nell’eventualità che si
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manifestino disturbi come colpi di
sole o collassi da calore.
Prevenire ed eventualmente affrontare questi problemi: sono gli obiettivi dell’opuscolo “Solo il bello del
caldo” che uscirà in giugno e verrà
distribuito da Regione Lombardia
presso le ASL e le strutture sanitarie, i Comuni e gli sportelli SpazioRegione. In esso sono illustrati
i disturbi legati alle condizioni climatiche e il dettaglio dei sintomi e
dei comportamenti da tenere e da
evitare; vengono poi elencate le “10
regole d’oro per affrontare il caldo
estivo” e proposti alcuni “Consigli
per il menu estivo”.
Legati alle alte temperature, provocano senso di pesantezza e gonfiore
agli arti inferiori anche se non ci si
espone direttamente ai raggi solari.
Nel caso vengano riscontrati questi
sintomi, bisogna togliersi vestiti e
calzature troppo strette; sdraiarsi e
tenere le gambe sollevate, più alte
rispetto alla testa, e dormire con un
cuscino sotto i piedi; se in viaggio
fare soste frequenti e passeggiare; se
al mare camminare a lungo nell’acqua. Bisogna evitare di bere alcolici.
Colpo di sole
Provocato dall’esposizione diretta e
prolungata ai raggi solari, provoca
rossore in viso, malessere generale improvviso, mal di testa, nausea,
sensazione di vertigine, possibile fastidio alla luce, febbre e anche perdita di coscienza.
In caso di colpo di sole bisogna chie-
dere assistenza medica, e nell’attesa
distendere la persona sollevandole
le gambe, fare impacchi di acqua fresca, dare da bere acqua fresca con sali
minerali, coprire gli occhi. Bisogna
evitare di provocare raffreddamenti
troppo rapidi e, se c’è perdita di coscienza, di somministrare bevande.
Colpo di calore
Si verifica se la temperatura supera
i 25 gradi, con ridotta ventilazione e
umidità oltre il 60-70%. Provoca volto arrossato o pallido, pelle secca e
calda, febbre, tachicardia e tachipnea (aumento della respirazione),
pupille dilatate e anche perdita di
coscienza.
Bisogna chiedere l’assistenza medica, e nell’attesa far sdraiare la perso-
na con le gambe sollevate (se pallida) o metterla in posizione semiseduta (se rossa in viso), liberarla dagli
indumenti, raffreddarla oltre che con
acqua fresca anche con borse del
ghiaccio messe sotto le ascelle, ai
polsi, all’inguine, alle caviglie, ai lati
del collo. Idratare con acqua e sali.
Le stesse condizioni climatiche possono provocare anche i crampi muscolari da calore, accompagnati da
sudorazione abbondante e spasmi
muscolari, e l’esaurimento o collasso da calore, con tachipnea, pressione bassa, cute fredda, pallida e
umida, nausea e cefalea. In questo
caso va richiesta l’assistenza medica, portando la persona in un luogo
fresco, liberandola dagli indumenti
e somministrandole acqua fresca e
sali minerali.
10 regole d’oro per
affrontare il caldo estivo
1. Ricordati di bere.
2. Evita di uscire e di svolgere attività fisica nelle ore più calde del giorno (dalle
11.00 alle 17.00).
3. Apri le finestre dell’abitazione al mattino e abbassa le tapparelle o socchiudi
le imposte.
4. Rinfresca l’ambiente in cui soggiorni.
5. Ricordati di coprirti quando passi da un
ambiente molto caldo a uno con aria condizionata.
6. Quando esci, proteggiti con cappellino
e occhiali scuri; in auto, accendi il climatizzatore e in ogni caso usa le tendine parasole.
7. Indossa indumenti chiari, non aderenti, di fibre naturali, come lino e cotone;
evita le fibre sintetiche.
8. Bagnati con acqua fresca in caso di
mal di testa provocato da un colpo di
sole o di calore, per abbassare la temperatura corporea.
9. Consulta il medico se soffri di pressione alta e non interrompere o sostituire
di tua iniziativa la terapia.
10. Non assumere regolarmente integratori salini senza consultare il tuo medico curante.
Consigli per il menu estivo
Ok
acqua, tè, pesce,
frutta, verdura e gelati;
Con attenzione
pasta e riso, caffè, succhi di frutta
e bevande gasate;
Evitare
alcolici, fritti, insaccati,
cibi piccanti e bevande fredde
o ghiacciate.
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Numero Verde 800.030.606
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