Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009 Edizione Mantova INIZIATIVE Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio EMERGENZA Regione Lombardia si mobilita per l’Abruzzo INFORMAZIONE Infezioni infantili: tutte le informazioni in un opuscolo ASSISTENZA Cure palliative: estesa a tutta la Lombardia l’ospedalizzazione domiciliare PREVENZIONE Solo il bello del caldo Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio Notizie dalla tua asl Camminare sulle strade della salute Ufficialmente attivo il codice etico comportamentale Arriva l’estate: l’ASL spiega ai lavoratori agricoli come difendersi 7 n° In questo numero EDITORIALE p 3 DA REGIONE LOMBARDiA 4,5 milioni IN PIÙ PER LA PREVENZIONE INIZIATIVEp 4-5 CON GLI STATI GENERALI, IL SISTEMA SOCIO-SANITARIO LOMBARDO DIALOGA CON IL TERRITORIO Un ciclo di incontri con gli Assessori EMERGENZA p REGIONE LOMBARDIA SI MOBILITA PER L’ABRUZZO 6 Dal TERRITORIOp Notizie dalla tua ASL 7-10 Attivata l’Unità Speciale Grandi Emergenze (USGE) PREVENZIONE p 11 INFEZIONI INFANTILI: TUTTE LE INFORMAZIONI IN UN OPUSCOLO Tutte le precauzioni in un prontuario ASSISTENZA p CURE PALLIATIVE: ESTESA A TUTTA LA LOMBARDIA L’OSPEDALIZZAZIONE DOMICILIARE 12-13 Migliore qualità della vita per i pazienti inguaribili PREVENZIONE SOLO IL BELLO DEL CALDO p 14-15 Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009 Le regole d’oro per affrontare i mesi estivi INIZIATIVE Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio EMERGENZA Regione Lombardia si mobilita per l’Abruzzo INFORMAZIONE Infezioni infantili: tutte le infornazioni in un opuscolo ASSISTENZA Cure palliative: estesa a tutta la Lombardia l’ospedalizzazione domiciliare PREVENZIONE Solo il bello del caldo Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio Notizie dalla tua asl 7 n° Registrata al Tribunale di Milano in data 07.05.2007 al numero 292 Chiuso in redazione: 30 aprile 2009 Direttore responsabile: Daniela Martelli Redazione: Franco Binaghi, Maurizia Domenichini, Antonio Fanuzzi, Manuela Filardo, Elena Frasio, Alessandro Gatta, Enzo Mascolo, Enrico Parola, Alberto Rovaris, Marcella Ubezio Progetto grafico: MultiMedia srl Stampa: Lucky Group Tiratura: 440.000 Contatti: [email protected] www.sanita.regione.lombardia.it Anno III, n. 7, Aprile/Giugno 2009 Dalla Regione 4,5 milioni di euro in più per la prevenzione C’è la crisi, si taglia ovunque. È possibile farlo anche nella Sanità? Teoricamente sì, ma certo il discorso si complica se il contenimento dei costi non deve andare a detrimento del livello qualitativo dell’assistenza. Perché, riprendendo un adagio popolare, la salute non ha prezzo, ma ha costi ben precisi. È noto come, soprattutto da alcuni anni, l’attività del sistema sanitario sia programmata sulla base del budget stanziato, delle risorse disponibili; ed è evidente come, soprattutto adesso, sia complicato non solo riuscire ad aumentare, ma anche semplicemente riuscire a non diminuire il budget disponibile. Ebbene, in questo quadro Regione Lombardia ha compiuto un’azione importante: con la delibera VIII/9173, dello scorso 30 marzo, ha introdotto significative innovazioni per la erogazione di alcune prestazioni sanitarie riguardanti la diagnosi precoce di patologie oncologiche, che saranno d’ora in poi retribuite “extrabudget” dalla Regione agli erogatori di tali servizi (ambulatori, aziende ospedaliere, case di cura, ecc.). Mentre la maggior parte delle prestazioni sanitarie erogate per la Regione Lombardia sono regolate da appositi contratti stipulati tra le ASL e gli erogatori, le prestazioni extrabudget sono, come dice la parola stessa, compensate a prescindere dai massimali stabiliti con tali contratti, e quindi, come accade per le prestazioni urgenti, non avendo limiti prefissati non necessitano di alcuna programmazione. Questa innovazione si traduce immediatamente in una drastica riduzione dei tempi di attesa per i cittadini, con l’esito inoltre di un migliore e più approfondito monitoraggio di patologie, che se non curate a tempo, producono gravi conseguenze sulla salute del paziente. È ovvio che tale novità ha come riflesso immediato dei costi aggiuntivi, anche se nel lungo periodo contribuisce sicuramente ad una riduzione dei costi complessivi, grazie al miglioramento della prevenzione che permette percorsi di cura che colgono la patologia nelle fasi iniziali dove le cure sono più semplici ed efficaci. Lo sforzo, anche economico, è notevole: si prevede un aumento della spesa riguardo a queste prestazioni di circa il 10%, pari a 4,5 milioni di euro. L’obiettivo della Regione è come detto quello di aiutare in misura ancor più efficace i cittadini nella prevenzione: dal 2005 sono extrabudget le prestazioni di grande urgenza (infarto, ictus, politrauma) e di dialisi, dal 30 marzo lo sono diventate anche la mammografia mono e bilaterale, l’ecografia mammaria mono e bilaterale e la colonscopia, essenziali per la diagnosi precoce di patologie oncologiche frequenti quali il tumore al seno e al colon retto. E accanto ad esse, sempre nell’ottica di una più ampia ed efficace campagna preventiva, gli screening di 1° livello (FOBT, ricerca del sangue occulto nelle feci, Pap test) e di 2° livello (colposcopia). Un’azione che costerà cara, ma la salute non ha prezzo; e questa iniziativa aiuterà molti cittadini a conservare meglio la propria salute. 3 iniziative Con gli Stati generali, il sistema socio-sanitario lombardo dialoga con il territorio Anche il mondo della Sanità ha i suoi Stati Generali. Sono ben diversi da quelli proclamati nel 1789 da Luigi XVI a Versailles, quando si riunirono clero, nobiltà e terzo stato per far fronte alla crisi politica, economica e sociale che stava squassando fin nelle fondamenta il regno di Francia. Ma il nome e il riferimento non sono affatto casuali. Gli “Stati generali territoriali del Sistema socio-sanitario” sono nati in Lombardia per il desiderio e la necessità che tutte le realtà impegnate negli ambiti sanitario e sociale potessero incontrarsi e così condividere esperienze, confrontarsi e giudicare la multiforme, complessa e talvolta problematica realtà lombarda. Per questo l’assessore alla Sanità e l’assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, ripetendo la felice esperienza del 2004, hanno deciso di incontrare, assieme ad altri vertici regionali, i responsabili e gli operatori 4 socio-sanitari di tutte le ASL lombarde. Chi ama la storia e i suoi aneddoti forse ricorderà che il protocollo degli Stati Generali prescriveva che il re incontrasse prima il clero e in seguito i nobili nella sua stanza da lavoro (obbedendo a una precisa simbologia, ai primi venivano aperte entrambe le ante della porta, mentre ai nobili una, l’altra rimaneva chiusa), mentre il terzo stato veniva ricevuto nella regale stanza da letto. Questa volta invece sono state programmate visite in loco in tutte le quindici ASL lombarde: a determinare la forma e la realizzazione di questo progetto, al di là ovviamente del passaggio dalla monarchia a un ordine democratico, è stata la consapevolezza che se oggi il modello lombardo è un riferimento non solo per l’Italia ma per l’intera Europa, e le sue eccellenze vengono citate e studiate anche oltreoceano, il merito, cioè le radici, le fondamenta, vanno ricercate sul territorio: parlare di qualità e di eccellenze del sistema socio-sanitario lombardo vuol dire parlare del lavoro che svolgono le varie realtà locali. Perciò questi incontri, intensi workshop in cui i rappresentanti regionali illustrano le iniziative realizzate o progettate e raccolgono le esperienze e le proposte di chi opera nei vari contesti territoriali. Un viaggio in tutta la Lombardia che è iniziato lo scorso 13 marzo con la visita agli operatori della ASL di Sondrio e che è già arrivato a un quinto del suo percorso, avendo toccato anche le ASL di Varese (26 marzo) e di Lecco (3 aprile). In questi primi tre incontri i due assessori hanno ribadito come ad ispirare l’iniziativa sia stata la consapevolezza di quanto una reale e concreta condivisione di obiettivi ed esperienze sia necessaria per un sistema socio-sanitario che ambisca a raggiungere o confermare il suo livello di efficacia ed efficienza. In quest’ottica sussidiaria, perché que- sti incontri siano realmente uno specchio fedele ed esaustivo dell’attuale realtà socio-sanitaria lombarda e quindi possano davvero fornire informazioni e suggerire indicazioni, sono stati convocati tutti i soggetti coinvolti in questo specifico ambito: Province, Comuni, ASL, Aziende Ospedaliere, strutture socio-sanitarie, gli operatori sanitari e i rappresentanti delle autonomie funzionali e sociali, oltre ai Consiglieri regionali del territorio di riferimento. Un confronto lungo un anno, un lungo lavoro che è frutto di tanti lavori avviati e sviluppati da lungo tempo; il tutto con un preciso obiettivo di fondo: migliorare ulteriormente la qualità del sistema assistenziale lombardo. L’eccellenza e la qualità sono sfide quotidiane dove nulla può essere dato per scontato o per acquisito definitivamente. il calendario degli appuntamenti degli “Stati generali territoriali del sistema socio-sanitario” 13 marzo 2009 ASL di Sondrio 03 luglio 2009 ASL di Mantova 16 ottobre 2009 ASL di Como 20 novembre 2009 ASL di Milano 2 26 marzo 2009 ASL di Varese 18 settembre 2009 ASL di Cremona 23 ottobre 2009 ASL di Lodi 27 novembre 2009 ASL di Milano 1 03 aprile 2009 ASL di Lecco 25 settembre 2009 ASL di Bergamo 30 ottobre 2009 ASL di Brescia 26 giugno 2009 ASL di Valle Camonica Sebino 02 ottobre 2009 ASL di Pavia 13 novembre 2009 ASL di Monza e Brianza 11 dicembre 2009 ASL di Milano 5 emergenza Regione Lombardia si mobilita per l’Abruzzo Il recente terremoto verificatosi in Abruzzo e la grave situazione che ha provocato, sia per l’elevato numero di vittime e feriti che per i gravi danni provocati agli edifici, ha determinato l’intervento della catena dei soccorsi nazionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile. In questo contesto è stata attivata la Colonna Mobile Regionale che vede, tra le varie componenti tecniche, anche un’importante partecipazione della Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia con l’Unità Speciale Grandi Emergenze (USGE) deputata agli interventi in situazioni di maxiemergenza. L’USGE costituisce il nucleo della componente sanitaria della Colonna Mobile Regionale che, con il coordinamento della Direzione Generale Protezione Civile, rappresenta la struttura di intervento rapido che Regione Lombardia mette a diposizione per attività di soccorso in ambito nazionale e internazionale. Accanto all’USGE è stata attivata, con la collaborazione dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, anche la struttura di primo livello, costituita da una postazione sanitaria singola in grado di stabilizzare in una prima fase i pazienti e successivamente di avviarli negli ospedali o all’USGE. L’Unità Speciale Grandi Emergenze, interamente finanziata dalla Direzione 6 Generale Sanità, è stata affidata, sia per l’acquisizione che per la gestione, all’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda di Milano che ne cura manutenzione e organizzazione logistica e sanitaria, con la supervisione della Regione. All’interno delle strutture di pronto intervento hanno prestato la loro opera medici e infermieri, coordinati dalla Direzione Generale Sanità, dipendenti del Servizio Sanitario Regionale presso molte aziende del territorio lombardo. La struttura dell’USGE è quella tipica di un ospedale da campo con la possibilità di ulteriori funzionalità qualiquantitative che rendono la struttura paragonabile a un presidio sanitario territoriale con caratteristiche di Pronto Soccorso e Terapia Intensiva. Strutturalmente l’Unità è composta da una serie di tende con impiego sanitario e logistico, dall’annesso sistema impiantistico e di supporto e dal materiale sanitario (farmaci, presidi e strumenti). Le caratteristiche salienti dell’USGE riguardano la possibilità di ricoverare contemporaneamente 30 pazienti, suddivisi in 14 codici verdi, 10 codici gialli e 6 codici rossi. Le procedure diagnostiche utilizzabili comprendono l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni, con possibilità di trasmissione a distanza del tracciato per una eventuale consulenza cardiologica, l’esecuzione delle indagini ecografiche E-FAST, o più accurate, con operatori esperti, l’esecuzione “on site” delle indagini di laboratorio standard dell’urgenza, il monitoraggio standard del paziente molto grave. Durante le varie fasi dei soccorsi sono stati trattati oltre mille pazienti con patologie talvolta estremamente critiche (infarto, ictus, crisi asfittiche, shock) o con necessità di tipo socio-assistenziale; in particolare è stata dedicata, da parte del personale dell’USGE, una specifica attenzione alla gestione delle fasi iniziali delle situazioni conseguenti a stress post traumatico (disturbi acuti da ansia) nei bambini e negli anziani. Il successivo intervento delle équipe composte da psicologi ha consentito di attivare rapidamente le misure necessarie per il trattamento di questa patologia. Giancarlo Fontana Camminare sulle strade della Salute Camminare insieme, non più solo come semplice passatempo, ma con l’obiettivo preciso di prevenire alcune malattie importanti, promuovere l’attività fisica e migliorare la salute in generale. Il tutto sotto la guida di un istruttore qualificato e in compagnia di tante altre persone con le stesse esigenze e caratteristiche, con la possibilità di praticare con costanza e regolarità. Questo quanto ci si propone di fare con il progetto “Gruppi di cammino” realizzato dall’Azienda Sanitaria Locale di Mantova e organizzato in collaborazione con altre realtà del territorio, quali Comuni, Associazioni di Volontariato, Sindacati Anziani, Associazioni Sportive e Podistiche, Piani di Zona e sostenuto anche dal Dipartimento di Medicina dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma. “La proposta - ha spiegato Gabriele Giannella, responsabile dell’Area Prevenzione Ambienti di Vita e curatore del progetto - parte dal presupposto che camminare regolarmente contribuisce in misura importante a prevenire patologie quali le malattie cardio-vascolari, il diabete, l’ipertensione, le fratture per cadute o per incidenti domestici”. L’iniziativa, infatti, è particolarmente indicata per gli anziani ma è aperta in realtà a tutti coloro che siano in grado di camminare, che amino stare in compagnia e trascorrere il tempo libero all’aria aperta. “Il cammino - ha detto ancora il responsabile, Giannella - è una pratica a disposizione di tutti, non richiede particolari abilità, né l’utilizzo di un equipaggiamento specifico, a parte scarpe e abiti comodi. Tutte le zone del proprio paese di residenza sono indicate, in particolare quelle dotate di verde pubblico. Ognuno, inoltre, può regolare lo sforzo e il tragitto sulla base delle proprie possibilità. È indubbio che l’attività fisica, se svolta con regolarità, permette a tutti di verificare costantemente il progressivo miglioramento delle proprie capacità e quindi di progredire progressivamente e rapidamente con poco allenamento”. I Gruppi sono stati attivati in diversi comuni della provincia. Cinque nuclei sono già stati formati e hanno già preso il via a Mantova città, tre sono a Curtatone e uno ad Ostiglia ed Acquanegra, altri ancora sono in partenza a Suzzara, Poggio Rusco e Quistello. In via di preparazione, invece, sono i Gruppi di Roncoferraro, Volta Mantovana, Castiglione delle Stiviere, Asola, Castel Goffredo, Bozzolo, Viadana e Villa Poma. “In totale - ha concluso Giannella - entro la primavera il progetto dovrebbe coinvolgere dalle 700 alle 800 persone, per lo più anziani”. p.7 Le aule dell’Ufficio Formazione si trasferiscono in via Trento Da oggi i corsi per dipendenti ASL e aziende convenzionate si svolgeranno in città È nell’ottica dell’ottimizzazione e del buon utilizzo delle risorse e degli spazi disponibili che in questi giorni la struttura di via Trento di proprietà dell’Azienda Sanitaria Locale di Mantova è stata allestita per accogliere le aule dell’Ufficio Formazione in cui, da ora in avanti, si svolgeranno i corsi destinati ai dipendenti dell’ASL e delle aziende convenzionate. “In attesa della nuova sede prevista presso l’ex Teatro di Dosso del Corso - ha spiegato la Direzione Generale dell’ASL Al secondo piano, nell’area in cui si trovavano gli ex laboratori, ci sarà da ora in poi l’archivio contenente anche tutta la documentazione e le certificazioni relative alle scuole di formazione di base attive tra il 1981 e il 2002, oltre alla documentazione riguardante le procedure di accreditamento delle aziende pubbliche e private. Nell’ampia sala al piano terra, infine, un tempo adibita ad accogliere il protocollo, troverà, invece, spazio la biblioteca o, in alternativa, l’aula informatica. L’aula principale della nuova sede dell’Ufficio Formazione di via Trento di Mantova - abbiamo pensato di utilizzare le stanze ora libere di quella che era l’ex sede degli uffici della direzione, così da evitare un inutile spreco e avvicinare alla città l’attività di formazione”. Al terzo piano della palazzina, sono state predisposte una sala riunioni della capienza di circa 40 persone, tre aule in grado di accoglierne un’altra trentina ciascuna, tre stanze più piccole destinate allo svolgimento dei lavori di gruppo e alcune altre aule, sfruttabili per le riunioni più ristrette, adatte all’attività di circa 10-15 persone. p.8 “Mentre si attende la definizione - è stato aggiunto - degli ultimi particolari e allestimenti, i corsi sono già partiti e tante sono già le richieste da parte delle diverse strutture e dei Dipartimenti, oltre che da aziende esterne”. Tra gli argomenti di maggiore interesse, sia in termini di ricaduta sugli utenti che per la possibilità per i dipendenti di migliorare la propria professionalità, dopo le importanti novità in fatto di profilassi vaccinale per le donne e il punto sulla situazione dei programmi di diagnosi precoce dei tumori, grande rilevanza ri- veste il percorso formativo che intende approfondire argomenti di carattere preventivo nelle diverse epoche della vita, quali la contraccezione, compresa quella d’urgenza, le gravidanze attempate e i principali rischi di salute correlati al climaterio, quali le patologie cardiocerebrovascolari e l’osteoporosi, così come anche i sani stili di vita al femminile e la prevenzione degli incidenti domestici. L’ASL di Mantova sta anche organizzando un percorso formativo legato allo screening del linguaggio ai bambini in età precoce. L’obiettivo è quello di coinvolgere operatori dell’ASL, Pediatri di libera scelta e personale della Neuropsichiatria infantile di Mantova per costruire, in collaborazione con il Servizio di medicina preventiva nelle comunità, una rete, un linguaggio comune che possa migliorare la collaborazione tra chi dovrà offrire questo nuovo servizio alle famiglie mantovane, prendendo in considerazione tutti gli aspetti dello sviluppo del bambino nella prima infanzia. Non è trascurato neppure l’aspetto relativo alle cure da prestare agli immigrati stranieri la cui gestione spesso comporta problematiche che richiedono una conoscenza specifica della normativa in materia, complessa e in continua evoluzione. Da qui la necessità di organizzare percorsi di formazione finalizzati a garantire un adeguato supporto e uno strumento fondamentale di lavoro per gli operatori coinvolti, al fine di metterli in condizioni di fornire risposte e garantire l’attività nel migliore dei modi. Ufficialmente attivo il Codice Etico Comportamentale L’Azienda Sanitaria Locale di Mantova, in adesione all’adozione di regolamenti dello stesso tipo avviata dalla Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia, ha adottato sin dal 2006 il Codice Etico Comportamentale, con l’intento di trasferire anche nella sanità pubblica il criterio di “responsabilizzazione” introdotto per le aziende private. In virtù di tale principio, infatti, ciascuna persona giuridica è tenuta a rispondere, ovvero può essere sanzionata nel caso in cui chi la dirige, amministra o rappresenta, commetta illeciti a vantaggio o nell’interesse proprio o dell’azienda. Il rispetto del documento, che raccoglie e formalizza i principi cui deve ispirarsi l’attività di coloro che, a qualsiasi titolo, operano per conto dell’ASL nei rapporti con l’utenza (i terzi in genere, i fornitori, gli altri dipendenti e i collaboratori), è sotto il controllo di un Comitato di Valutazione, un organismo nominato dal Direttore Generale e dotato di autonomia e indipendenza rispetto all’organo di gestione dell’azienda. “Quelli contenuti nel Codice - ha spiegato il direttore del Dipartimento PAC dell’ASL di Mantova e membro del Comitato, Renzo Boscaini - non sono altro che i principi fondamentali dell’agire della Pubblica Amministrazione già custoditi nella Costituzione o di derivazione comunitaria e che si traducono, molto semplicemente, in un principio di onestà e correttezza, di imparzialità e pari opportunità e di trasparenza. Inoltre è previsto il rispetto per l’ambiente e l’adeguatezza e la completezza dell’informazione”. Il gruppo di valutazione, oltre a formulare proposte per la Direzione Strategica per gli eventuali aggiornamenti e adeguamenti del modello organizzativo adottato, ha anche il compito di agire per verificare l’effettiva applicazione del sistema di autodisciplina aziendale, di promuovere attività di informazione e sensibilizzazione sui contenuti del Codice, di attivare presidi volti ad evitare atti illeciti e dirime- re conflitti circa l’interpretazione delle norme in esso contenute. Nell’anno 2008 il Comitato di Valutazione sotto il coordinamento del compianto Presidente dell’Ordine dei Medici, dott. Luciano Monesi, si è tra l’altro occupato del Servizio di Medicina Legale, relativamente al processo di riconoscimento dell’invalidità civile; del Distretto Socio Sanitario con riferimento all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e alle operazioni di scelta e revoca del Medico di Medicina Generale e del Pediatra di Libera Scelta. Il Comitato ha inoltre effettuato controlli e verifiche sul Servizio Approvvigionamenti ed Economia delle Risorse. Il testo del documento è diponibile sul sito ufficiale dell’ASL (www. aslmn.it) o si può chiederne copia alla Segreteria del Comitato di Valutazione dell’ASL di Mantova, via dei Toscani, 1 Mantova (tel. 0376/334537 telefax 0376/334224). Eventuali segnalazioni possono esser fatte pervenire al Comitato, presso la relativa segreteria o all’indirizzo di posta elettronica comitato. [email protected]. Si raccomanda di evitare le segnalazioni anonime che, nel rispetto del regolamento che disciplina l’attività del Comitato, non possono essere tenute in considerazione. Il Comitato garantisce, peraltro, la massima riservatezza sulle informazioni ricevute e su chi ne ha fatto segnalazione. p.9 Arriva l’estate: l’ASL di Mantova spiega ai lavoratori agricoli come difendersi In due opuscoli le semplici azioni utili per evitare i danni da calore sul lavoro Fornire uno strumento utile e pratico per la prevenzione del colpo di caldo in ambito agricolo, la più grave delle patologie da calore che, in alcuni casi, se non affrontata in maniera corretta, può portare ad un’evoluzione talvolta anche mortale. Questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dall’Azienda Sanitaria Locale di Mantova che, nei giorni scorsi, ha presentato due opuscoli destinati rispettivamente ai datori di lavoro del settore agricolo e ai lavoratori che operano sul territorio. “L’esposizione a temperature e umidità elevate rappresenta sicuramente un rischio per la salute e la sicurezza di tutti coloro che operano all’aperto, in particolare in agricoltura, - ha spiegato Katia Dalle Molle, medico del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro che ha curato il progetto nell’ambito del Dipartimento Prevenzione Medica - tant’è che nel 2008, in provincia di Mantova, si sono verificati alcuni gravi casi di patologia da calore sul lavoro”. Le pubblicazioni, che sono state realizzate in partnership con il Comitato paritetico provinciale sicurezza e salute nei luoghi di lavoro agricolo - e che si occuperà anche della distribuzione sono stati finanziati grazie a contributi dedicati da Regione Lombardia e destinati a progetti che rientrano nell’ambi- tiva e sulle misure di prevenzione da to del Piano vigilanza e controllo. adottare rispetto a ciascun fattore di “Abbiamo voluto differenziare le due rischio. pubblicazioni sulla base dei destinatari - ha continuato la dottoressa Dalle Molle - così da poter effettuare un’azione ancor più mirata ed efficace sulla base di quanto ci proponiamo di ottenere”. L’opuscolo destinato ai lavoratori, che si presenta con un’impostazione accattivante e di facile fruizione, infatti, riporta il testo tradotto in inglese, francese e arabo con alcune indicazioni molto pratiche su come difendersi dal caldo eccessivo, mentre quello rivolto ai datori di lavoro punta anche ad informare La copertina dell’opuscolo che riporta i consigli per difendersi dal caldo sulla norma- realizzato dall’ASL di Mantova e destinato ai lavoratori agricoli A cura di: Anna Ghizzoni (URP-CA ) - Marzia Sandri (US) Via Dei Toscani 1, 46100 - Mantova, tel. 0376.334273 p.10 Tiratura per l’ASL: 5.000 Contatti: [email protected] - www.aslmn.it PREVENZIONE Malattie infettive: tutte le misure di prevenzione in un solo opuscolo False credenze e facili allarmismi; ma soprattutto la necessità di una prevenzione efficace e di precauzioni e comportamenti adeguati: per questo Regione Lombardia ha pubblicato l’opuscolo “Malattie infettive e comunità infantili”, un vero e proprio prontuario che fornisce informazioni utili e scientificamente precise sulle fondamentali misure di prevenzione e di igiene in generale, dal lavaggio delle mani alla preparazione e somministrazione degli alimenti, dalla sanificazione degli ambienti alle misure di controllo. L’opuscolo contiene diciannove schede, ognuna dedicata alle malattie infettive più diffuse, elencate in ordine alfabetico: si parte dalle congiuntiviti e si arriva alla varicella, passando dalle epatiti virali A ed E alla mononucleosi, dal morbillo alla scarlattina. “È esperienza comune - introduce Luigi Macchi, responsabile della Prevenzione in Lombardia - che, quando casi singoli o focolai di epidemia coinvolgono la scuola o le comunità infantili in genere, subentrino paure e preoccupazioni. Gli interventi di prevenzione, che l’ASL mette in campo attraverso gli operatori del Dipartimento di Prevenzione Medico e dei Distretti, sono a volte ritenuti insufficienti, perché è ancora diffusa l’erronea convinzione che tutti i mezzi possibili, dall’isolamento dei malati alla disinfezione di case e scuole, siano sempre assolutamente necessari”. Miti popolari che poco hanno a che fare con le verità scientifiche: “I dati statistici e le ricerche epidemiologiche - approfondisce Macchi - hanno rivelato molti ‘segreti’ della trasmissione di malattie infettive. È ormai noto che la maggior parte delle patologie si diffondono già dal periodo di incubazione (quando cioè non vi sono ancora sintomi chiari della malattia), che in molti casi il contagio può essere evitato adottando semplici precauzioni e misure di igiene, purché applicate costantemente anche in assenza di persone malate. E ancora sappiamo che tutti i virus e molti batteri sopravvivono, fuori dal malato, per pochissimo tempo e, dunque, la disinfezione degli ambienti si rivela inutile se non dannosa (per la selezione di ceppi resistenti)”. Proprio per mettere a disposizione del maggior numero di persone le nuove conoscenze scientifiche, la Regione non solo le ha tradotte in indicazioni operative per gli addetti ai lavori, ma le ha riportate in questo opuscolo, diffuso nelle ASL, nelle scuole infantili ed elementari. L’iniziativa ha avuto un enorme successo tant’è che si è dovuto provvedere a una ristampa di 60.000 copie che saranno in distribuzione da fine giugno. Nello stesso periodo l’opuscolo sarà inoltre disponibile sul sito www.sanita. regione.lombardia.it. “Occorre cambiare la mentalità - prosegue Macchi - pensare cioè alla prevenzione delle malattie infettive, incentivando gli interventi disponibili prima che si verifichi una malattia infettiva e non solo quelli posti in atto quando la malattia si è già manifestata, finalizzati esclusivamente al controllo della sua diffusione”. Se il mezzo di prevenzione primo e più efficace è costituito dalle vaccinazioni, “altrettanto importante è l’adozione di misure igieniche di routine che, divenute parte del comportamento abituale, ci evitano di essere raggiunti dai microbi”. Il primo passo da compiere in questa direzione ha un nome ben preciso: informazione. “La collaborazione tra gli operatori della prevenzione e le diverse componenti che operano nelle comunità infantili e scolastiche (insegnanti, educatori, genitori e alunni) - conclude Macchi - nasce anche dalla condivisione delle conoscenze che sottendono le indicazioni operative per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. Da qui queste ‘schede’, perché le azioni di prevenzione non possono essere bagaglio solo degli addetti ai lavori”. 11 ASSIStENZA Cure palliative: Estesa a tutta la Lombardia l’ospedalizzazione domiciliare “In latino il pallium era il mantello che protegge il debole: questa è l’etimologia di palliativo”. Spiegare bene i concetti vuol significare anche dare il giusto peso alle parole che li definiscono, e così fa Furio Zucco, già presidente della Società Italiana Cure Palliative e oggi direttore del Dipartimento di Anestesia, Rianimazione, Terapia del dolore e Cure Palliative presso l’Azienda Ospedaliera “Salvini” di Garbagnate Milanese. “Per Cure Palliative – continua – si intende l’insieme di cure attive caratterizzate da interventi sanitari, innanzitutto controllo del dolore e dei sintomi, socio-sanitari, psicologici, di volontariato che rispondono a tre caratteristiche fondamentali: la continuità di intervento, la presenza di un’équipe di operatori preparati, la gratuità delle 12 cure”. In questo ambito così delicato il Sistema Sanitario Regionale ha intrapreso un’importante iniziativa: verrà esteso a tutto il territorio lombardo il percorso di ospedalizzazione domiciliare delle cure palliative oncologiche. Un ampliamento sostanziale dell’offerta di cure, fino ad oggi assicurata in hospice o nelle strutture ospedaliere di cure palliative, che viene incontro con ancora maggior attenzione e adeguatezza alle necessità familiari e psicologiche del paziente oncologico. Zucco sa bene che spiegare i concetti vuol anche dire fare riferimenti precisi e inquadrare il tema in un contesto specifico; così, prima di dettagliare l’iniziativa, fa un richiamo importante: “Il Consiglio d’Europa afferma che le cure palliative rappresentano la risposta migliore per i malati terminali e per le loro famiglie; l’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce il concetto sottolineando come le cure palliative garantiscono la miglior qualità di vita alle persone inguaribili. Dal 2001 in Italia sono un Livello Essenziale di Assistenza che deve essere garantito gratuitamente a tutta la popolazione italiana”. Si passa poi al contesto lombardo: “La nostra è la regione italiana più avanzata nella realizzazione della rete per le cure palliative. Non è uno slogan propagandistico, ma la semplice realtà dei fatti, come dimostrano alcuni dati: 28 sono le Unità di Cure palliative (UCP) funzionanti; 46 le strutture lombarde, tra UCP e hospice, dedicate ai malati terminali: i 623 posti letto lombardi attivi ogni giorno costituiscono la maggiore dotazione regionale italiana. In ognuna delle 15 ASL è operativo almeno un servizio di cure palliative al domicilio del paziente; 23 sono le Organizzazioni non profit attive nelle cure palliative”. Numeri importanti, ma purtroppo correlati al reale bisogno che emerge dal quadro regionale: “In Lombardia sono più di 30.000 le persone che ogni anno, a causa di una malattia inguaribile, giungono alla fase finale della propria esistenza. Per questo la Regione sta investendo ogni anno di più in quest’area innovativa: programmi di formazione del personale, informazione della popolazione e potenziamento della rete domiciliare sono le direttrici fondamentali che dimostrano la continua attenzione ai bisogni dei malati e delle loro famiglie”. A entrare nello specifico del percorso di ospedalizzazione domiciliare delle cure palliative oncologiche è Caterina Tridico, responsabile della Programmazione e Sviluppo Piani della Sanità lombarda: “Il servizio è rivolto a malati oncologici non più suscettibili di terapie antitumorali specifiche, ma che necessitano di trattamenti palliativi per il mantenimento della migliore qualità di vita possibile e con un grado di autonomia che non permette l’accesso ai servizi ambulatoriali e con un ambiente domiciliare/familiare adeguato al servizio”. Regione Lombardia ha definito alcuni standard di riferimento: “Il servizio deve essere attivato entro 72 ore dalla domanda – dettaglia la Tridico - e ogni settimana va definito un piano di assistenza modulato sulla base dei bisogni rilevati; il servizio è attivo 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, con reperibilità telefonica notturna; vengono dispensati e prescritti direttamente i farmaci ed eventualmente dispensati direttamente particolari ausili e presidi. Inoltre possono essere eseguiti a domicilio prestazioni come ad esempio prelievi, paracentesi, trasfusioni”. Accanto a ciò, è previsto l’accesso ad eventuali consulenze specialistiche ospedaliere ed il ricorso diretto a servizi diagnostici ospedalieri come analisi e imaging. “Tutto ciò viene assicurato dalla presenza di un’équipe multidisciplinare (medico, infermiere, psicologo, assistente sociale, ecc.) che integra le diverse competenze per dare una risposta più possibile adeguata ai bisogni del paziente e della famiglia – conclude Tridico – ricordando l’insostituibilità delle associazioni di volontariato, che da sempre sostengono queste attività”. In questo quadro generale, “particolare è la situazione dei bambini a cui va garantita, soprattutto nelle ultime fasi dell’esistenza, un’assistenza che merita il massimo delle attenzioni, fornendo tutti i conforti per affrontare con la minore drammaticità possibile l’addio alla vita terrena”. “Regione Lombardia sta avviando un percorso di definizione delle cure palliative per il paziente in età pediatrica” spiega Franco Locatelli, Direttore dell’Oncoematologia pediatrica dell’Istituto S. Matteo di Pavia. “L’assistenza al domicilio del paziente permetterà a bambini e adolescenti di vivere la malattia nei luoghi e nelle situazioni per loro di maggior conforto, anche e soprattutto affettivo, quali la casa dove hanno trascorso la maggior parte del loro tempo, ferma restando la possibilità di ricovero in letti dedicati che verranno individuati in Centri di riferimento altamente qualificati. Considerata l’importanza di un tale servizio – conclude Locatelli – sarà fondamentale stabilire una stretta rete di collegamento tra gli operatori dei centri pediatrici di riferimento per queste cure e le figure sanitarie territoriali (il pediatra/ medico di famiglia, l’infermiere, l’assistente sociale, ecc). Per questo sono importanti la formazione degli operatori e l’informazione alle comunità più allargate, cui spetta il compito di accompagnare e sostenere il bambino e la sua famiglia nel drammatico momento di una malattia terminale”. 13 PREVENZIONE SOLO IL BELLO DEL CALDO Le condizioni climatiche Vengono innanzitutto indicate alcune situazioni che, se riscontrate, possono risultare indicative di un eventuale pericolo per eccesso di caldo: temperatura esterna superiore ai 3235 gradi; alta umidità che impedisce la regolare sudorazione; temperatura di casa superiore a quella esterna (si verifica soprattutto in edifici in cui i locali risultano poco ventilati, i tetti e i solai non sono ben isolati). Disturbi legati alle condizioni ambientali estive Edemi da calore Arriva l’estate. Forse non sarà torrida come profetizzano i teorici dell’effetto serra, forse, come quella scorsa, sarà abbastanza mite, ma certo non mancheranno giornate di caldo intenso, di temperature elevate, soprattutto in città di afa e di canicola. E con esse anche i problemi che possono colpire soprattutto gli anziani, che per la loro condizione fisica risultano più esposti ai disturbi provocati dalle temperature eccessive. Ma tutti possono affrontare meglio questa stagione adottando stili di vita adeguati e sapendo come comportarsi nell’eventualità che si 14 manifestino disturbi come colpi di sole o collassi da calore. Prevenire ed eventualmente affrontare questi problemi: sono gli obiettivi dell’opuscolo “Solo il bello del caldo” che uscirà in giugno e verrà distribuito da Regione Lombardia presso le ASL e le strutture sanitarie, i Comuni e gli sportelli SpazioRegione. In esso sono illustrati i disturbi legati alle condizioni climatiche e il dettaglio dei sintomi e dei comportamenti da tenere e da evitare; vengono poi elencate le “10 regole d’oro per affrontare il caldo estivo” e proposti alcuni “Consigli per il menu estivo”. Legati alle alte temperature, provocano senso di pesantezza e gonfiore agli arti inferiori anche se non ci si espone direttamente ai raggi solari. Nel caso vengano riscontrati questi sintomi, bisogna togliersi vestiti e calzature troppo strette; sdraiarsi e tenere le gambe sollevate, più alte rispetto alla testa, e dormire con un cuscino sotto i piedi; se in viaggio fare soste frequenti e passeggiare; se al mare camminare a lungo nell’acqua. Bisogna evitare di bere alcolici. Colpo di sole Provocato dall’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari, provoca rossore in viso, malessere generale improvviso, mal di testa, nausea, sensazione di vertigine, possibile fastidio alla luce, febbre e anche perdita di coscienza. In caso di colpo di sole bisogna chie- dere assistenza medica, e nell’attesa distendere la persona sollevandole le gambe, fare impacchi di acqua fresca, dare da bere acqua fresca con sali minerali, coprire gli occhi. Bisogna evitare di provocare raffreddamenti troppo rapidi e, se c’è perdita di coscienza, di somministrare bevande. Colpo di calore Si verifica se la temperatura supera i 25 gradi, con ridotta ventilazione e umidità oltre il 60-70%. Provoca volto arrossato o pallido, pelle secca e calda, febbre, tachicardia e tachipnea (aumento della respirazione), pupille dilatate e anche perdita di coscienza. Bisogna chiedere l’assistenza medica, e nell’attesa far sdraiare la perso- na con le gambe sollevate (se pallida) o metterla in posizione semiseduta (se rossa in viso), liberarla dagli indumenti, raffreddarla oltre che con acqua fresca anche con borse del ghiaccio messe sotto le ascelle, ai polsi, all’inguine, alle caviglie, ai lati del collo. Idratare con acqua e sali. Le stesse condizioni climatiche possono provocare anche i crampi muscolari da calore, accompagnati da sudorazione abbondante e spasmi muscolari, e l’esaurimento o collasso da calore, con tachipnea, pressione bassa, cute fredda, pallida e umida, nausea e cefalea. In questo caso va richiesta l’assistenza medica, portando la persona in un luogo fresco, liberandola dagli indumenti e somministrandole acqua fresca e sali minerali. 10 regole d’oro per affrontare il caldo estivo 1. Ricordati di bere. 2. Evita di uscire e di svolgere attività fisica nelle ore più calde del giorno (dalle 11.00 alle 17.00). 3. Apri le finestre dell’abitazione al mattino e abbassa le tapparelle o socchiudi le imposte. 4. Rinfresca l’ambiente in cui soggiorni. 5. Ricordati di coprirti quando passi da un ambiente molto caldo a uno con aria condizionata. 6. Quando esci, proteggiti con cappellino e occhiali scuri; in auto, accendi il climatizzatore e in ogni caso usa le tendine parasole. 7. Indossa indumenti chiari, non aderenti, di fibre naturali, come lino e cotone; evita le fibre sintetiche. 8. Bagnati con acqua fresca in caso di mal di testa provocato da un colpo di sole o di calore, per abbassare la temperatura corporea. 9. Consulta il medico se soffri di pressione alta e non interrompere o sostituire di tua iniziativa la terapia. 10. Non assumere regolarmente integratori salini senza consultare il tuo medico curante. Consigli per il menu estivo Ok acqua, tè, pesce, frutta, verdura e gelati; Con attenzione pasta e riso, caffè, succhi di frutta e bevande gasate; Evitare alcolici, fritti, insaccati, cibi piccanti e bevande fredde o ghiacciate. 15 Farti riconoscere in modo sicuro? Facile. richiedi il codice piN presso la tua ASL. Con la Carta Regionale dei Servizi sarai identificabile on line in modo sicuro e potrai accedere a molti servizi della pubblica amministrazione e della sanità, nel pieno rispetto della tua privacy. Numero Verde 800.030.606 www.crs.lombardia.it CARTA REGIONALE DEI SERVIZI. impAriAmo A USArLA.