Servizio di Prevenzione e Protezione OPUSCOLO INFORMATIVO SUI RISCHI IN OSPEDALE ((Art. Art. 36 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) - Ad uso esclusivo del personale aziendale - A cura di : Dott. Roberto Signore (Servizio di Prevenzione e Protezione) Geom. Andrea Andreanelli (Servizio di Prevenzione e Protezione) Dott.ssa Stefania Galeazzi (Servizio di Prevenzione e Protezione) Dott.ssa Enrica Martini (SOD Igiene Ospedaliera) D.Lgs .626/94 D.Lgs.626/94 Norme Norme per per ilil miglioramento miglioramento sicurezza sicurezza ee salute salute dei dei lavoratori lavoratori D.P.R. D.P.R. 547/55 547/55 D.P.R. D.P.R. 303/56 303/56 Prevenzione Prevenzione degli degli infortuni infortuni Norme Norme generali generali per per ll’igiene ’igiene del del Lavoro Lavoro D.Lgs D.Lgs.. 277/91 277/91 D.Lgs D.Lgs.. 493/96 493/96 Segnaletica Segnaletica di di sicurezza sicurezza e/o e/o di di salute salute nei nei luoghi luoghi di di lavoro lavoro Norme Norme per per la la protezione protezione dei dei lavoratori lavoratori contro contro ii rischi rischi … ….. Altre Altre norme norme sulla sulla Norme Norme per per la la sicurezza sicurezza salute salute ee sicurezza sicurezza ee la la salute salute nei nei cantieri cantieri ………… ………….. D.Lgs D.Lgs.. 494/96 494/96 CAMPO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO - a tutti i settori di attività, privati e pubblici - a tutte le tipologie di rischio - a tutti i lavoratori e lavoratrici subordinati e autonomi nonché verso quei soggetti ad essi equiparati Il nuovo Testo Unico ha previsto inoltre l’applicazione di specifiche disposizione normative che riguardano alcune tipologie di lavoratori: prestatori di lavoro nell’ambito di un contratto di somministrazione, lavoratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio, lavoratori autonomi, componenti l’impresa familiare, dipendenti delle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo, ecc……. Infortuni sul lavoro avvenuti negli anni 2004-2005 e denunciati all’INAIL Agricoltura Industria e Servizi Dipendenti Conto Stato 2004 2005 2004 2005 2004 2005 69.263 66.286 869.439 844.852 28.027 28.428 Totale Italia 2004 : 966.729 Fonte: Rapporto INAIL 2005 (tavola n. 9) Totale Italia 2005 : 939.566 Agricoltura Totale Marche 2004 : 35.756 Totale Marche 2005 : 34.511 Industria e Servizi Dipendenti Conto Stato 2004 2005 2004 2005 2004 2005 3.705 3.637 31.218 29.975 833 899 Fonte: Rapporto INAIL 2005 (tavola n. 12) INFORTUNI DENUNCIATI NEL SETTORE DELLA SANITA’ – ANNI EVENTO 2001- 2005 Tipo di servizio sanitario 2001 2002 2003 2004 2005 Var. % 2005/2001 Sanità di cui: 28.655 32.648 32.973 33.924 34.558 20,6 Servizi Ospedalieri 17.169 19.884 18.962 18.926 18.765 9,3 - Ospedali e case di cura generali 12.597 14.595 13.927 13.997 13.869 10,1 - Ospedali e case di cura specializzati 2.917 3.399 3.484 3.422 3.454 18,4 - Ospedali e case di cura psichiatrici 267 291 344 326 293 9,7 - Istituti, cliniche e policlinici universitari 342 539 288 300 336 -1,8 - Ospedali e case di cura per lunga degenza (cronicari) 1.046 1060 919 881 813 -22,3 Fonte: “Dati INAIL” INAIL” n.1 gen. 2007 INFORTUNI DENUNCIATI NEI SERVIZI OSPEDALIERI PER QUALIFICA PROFESSIONALE E MODALITA’ MODALITA’ DI ACCADIMENTO – ANNO EVENTO 2005 Modalità Modalità di accadimento Scivolamento Perdita di controllo di mezzo, utensile Movimenti scoordinati Movimento sotto sforzo Violenza, aggressione Caduta, crollo di materiale Altre e indeterminate Infermiere 1.838 1.966 1.628 1.280 234 204 1.984 9.134 Operatore 656 669 464 445 57 60 628 2.979 Ausiliario sanit., sanit., portantino 455 356 277 303 30 41 392 1.854 Assistente sanitario 234 211 176 203 31 30 175 1.060 Medico 196 245 161 70 31 17 177 897 Impiegato 156 108 80 61 7 11 87 510 Altre e indeterminate 578 527 392 251 39 64 480 2.331 4.113 4.082 3.178 2.613 429 427 3.923 18.765 Qualifica professionale TOTALE Totale Fonte: “Dati INAIL” INAIL” n.1 gen. 2007 Azienda Ospedali Riuniti Anni 2005- 2006-2007 Denunce complessive 2007 318 2006 324 2005 356 0 100 200 300 400 Azienda Ospedali Riuniti Anni 2006-2007 Incidenti con o senza assenza dal lavoro 2007 142 2006 146 0 50 107 120 100 150 Senza assenza 200 250 Con assenza 300 Azienda Ospedali Riuniti Anno 2007 Suddivisione per rischio 132 140 120 100 80 60 40 MMC 13% 85 32 RFG 34% 20 0 MMC RB RFG RB = Rischio Biologico RFG = Rischio Fisico Generico MMC = Rischio Movimentazione Manuale dei Carichi RB 53% Azienda Ospedali Riuniti Anni 2006-2007 % incidenti per fasce di età 14,00% 2006 12,00% 2007 10,00% 8,00% 6,00% 4,00% 2,00% 0,00% < 30 anni anni 31-40 anni 41-50 > 51anni 2006 11,89% 8,65% 7,04% 4,85% 2007 13,16% 7,87% 6,15% 4,05% Azienda Ospedali Riuniti Anno 2007 Rischio Biologico contatto 17% schizzo 11% taglio 5% puntura 67% ELENCO DELLE CATEGORIE DI RISCHIO CONSIDERATE CATEGORIA SETTORE FATTORE Cod. RISCHI PER LA SICUREZZA (di natura antinfortunistica) STRUTTURE AREE DI TRANSITO E SCALE DEPOSITI - MAGAZZINI SPAZI DI LAVOTO – SPOGLIATOI – SERVIZI IGIENICI 111 112 113 MACCHINE APPARECCHI A PRESSIONE APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO ATTREZZATURE MANUALI MACCHINARI MEZZI DI TRASPORTO VIDEOTERMINALI 121 122 123 124 125 126 IMPIANTI ILLUMINAZIONE IMPIANTI ELETTRICI MICROCLIMA 131 132 133 EMERGENZE INCENDIO - ESPLOSIONE 141 AGENTI CHIMICI AGENTI CANCEROGENI AGENTI CHIMICI - RIFIUTI 211 212 AGENTI FISICI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI RADIAZIONI NON IONIZZANTI RADIAZIONI IONIZZANTI RUMORE VIBRAZIONI 221 222 223 224 225 AGENTI BIOLOGICI AGENTI BIOLOGICI 231 RISCHI ORGANIZZATIVI EMERGENZA E PRONTO SOCCORSO ERGONOMIA DEL POSTO DI LAVORO LAVORI IN APPALTO FORMAZIONE ED INFORMAZIONE 311 312 313 314 RISCHI PER LA SALUTE (di natura igienico ambientale) RISCHI ORGANIZZATIVI (di natura trasversale) Art. 2 comma 1 lett. b) “Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva, in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa ….” Art. 2, comma 1, lettera d) “persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del Datore di Lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa” Il nuovo Testo Unico attribuisce al Dirigente i medesimi obblighi e le medesime responsabilità del datore di lavoro eccezion fatta per i rapporti con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) Il Datore di Lavoro che esercita le attività di cui all’art. 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite devono: Nominare il Medico Competente Nell’affidare i compiti ai lavoratori tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza Fornire ai lavoratori i necessari idonei dispositivi di protezione individuale Prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico Richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro Designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di sicurezza OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) Adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione Assicurare a ciascun lavoratore una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza anche rispetto alle conoscenze linguistiche Astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato Consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute Consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta, copia del documento relativo alla valutazione dei rischi e comunque elaborare la documentazione richiesta e consentire l’accesso a tutti i dati relativi alla sicurezza e all’igiene sul lavoro OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE (art. 18 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) Adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’identificazione del datore si lavoro Nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica prevista dalla normativa Aggiornare le misure di prevenzione Vigilare affinché i lavoratori peri quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità ……. Comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza …… Adempimenti non delegabili a) b) La valutazione di tutti i rischi e l’elaborazione del relativo documento La designazione del R.S.P.P. Adempimenti delegabili Tutti gli altri adempimenti La delega di funzioni non esclude mai l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite LA DELEGA DI FUNZIONI : LIMITI E CONDIZIONI Deve risultare da atto scritto recante data certa Deve attribuire al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate Deve attribuire al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate Deve essere accettata dal delegato per iscritto Il delegato deve possedere tutti requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate NELL’AZIENDA OSPEDALI RIUNITI IL DATORE DI LAVORO HA DELEGATO DIRETTORI DELLE S.O. D. = DIRIGENTI PER LA SICUREZZA Art. 2, comma 1, lettera e) “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa” OBBLIGHI DEL PREPOSTO (art. 19 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) Sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti Verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico Richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa Informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione OBBLIGHI DEL PREPOSTO (art. 19 D.Lgs D.Lgs.. 81/2008) Astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta Frequentare appositi corsi di formazione DOVERI DI VIGILANZA DEL PREPOSTO OGGETTIVA SOGGETTIVA SULL ’ATTUAZIONE DEGLI SULL’ATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI OBBLIGHI E E DEGLI DEGLI ADEMPIMENTI ADEMPIMENTI DI DI SICUREZZA SICUREZZA OSSERVANZA OSSERVANZA DA DA PARTE PARTE DEI DEI SINGOLI SINGOLI LAVORATORI LAVORATORI Delle é Delle norme norme vigenti vigenti nonch nonché delle delle disposizioni disposizioni aziendali aziendali in in materia materia di di sicurezza sicurezza ed ed igiene igiene del del lavoro lavoro ee di di uso uso dei dei mezzi mezzi di di protezione protezione collettivi collettivi ee dei dei DPI DPI messi messi aa loro loro disposizione disposizione (D. (D. Lgs Lgs.. 81/2008 81/2008 art. art. 19 19 comma comma 1, 1, lett. lett. a) a) Delle Delle disposizioni disposizioni ee delle delle istruzioni specificatamente istruzioni specificatamente impartite impartite dal dal Datore Datore di di Lavoro, Lavoro, dai dai Dirigenti Dirigenti ee dai dai Preposti Preposti ai ai fini fini della della protezione protezione collettiva collettiva ed D.Lgs. 81/2008 ed individuale individuale ((D.Lgs. 81/2008 art. art. 20 20 comma comma 1, 1, lett. lett. b) b) OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DIRIGENTI, PREPOSTI IL DATORE DI LAVORO I DIRIGENTI I PREPOSTI ESERCITA DIRIGONO SOVRINTENDONO L’ATTIVITA’ DI IMPRESA HANNO IL DOVERE, NELL’ NELL’AMBITO DELLE RISPETTIVE ATTRIBUZIONI E COMPETENZE IL DATORE DI LAVORO I DIRIGENTI DI VIGILANZA DI ATTUAZIONE Degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza I PREPOSTI Sull’ Sull’attuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza (c.d. vigilanza oggettiva) Sull’ Sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori (c.d. vigilanza soggettiva) Art. 2 comma 1 lettera a) “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge una attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione….” Equiparati: Il socio lavoratore di cooperative o di società, anche di fatto il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’art. 18 della Legge 24/06/1997 n. 196 l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali LAVORATORE = SOGGETTO ATTIVO DEL SISTEMA DI PREVENZIONE Maggiore Responsabilizzazione Destinatario di sanzioni penali IlIl lavoratore lavoratore èè responsabile responsabile della della realizzazione realizzazione della della propria propria sicurezza, sicurezza, di di quella quella dei dei colleghi colleghi di di lavoro lavoro oo di di altre altre persone persone presenti presenti IlIl lavoratore lavoratore èè sanzionato sanzionato penalmente penalmente se se èè stato stato adeguatamente adeguatamente informato informato ee formato formato Art. 20 comma 1 ““Ogni Ogni lavoratore lavoratore deve deve prendersi prendersi cura cura della della propria propria salute salute ee sicurezza sicurezza ee di di quella quella delle delle altre altre persone persone presenti presenti sul sul luogo luogo di di lavoro, lavoro, su su cui cui ricadono ricadono gli gli effetti effetti delle delle sue sue azioni azioni o o omissioni, omissioni, conformemente conformemente alla alla sua sua formazione, formazione, alle alle istruzioni ” istruzioni ee ai ai mezzi mezzi forniti forniti dal dal datore datore di di lavoro lavoro” Obblighi Obblighi generali generali Obblighi Obblighi specifici specifici Comportamento diligente nell’osservanza delle misure di prevenzione e collaborazione con le altre componenti aziendali per realizzare e migliorare le condizioni di sicurezza Relativi a particolari situazioni e a determinate attività CONTRIBUIRE CONTRIBUIRE all ’adempimento degli all’adempimento degli obblighi obblighi previsti previsti aa tutela tutela della della salute salute ee sicurezza sicurezza OSSERVARE OSSERVARE le le disposizioni disposizioni ee le le istruzioni istruzioni impartite impartite dal dal Datore Datore di di lavoro, lavoro, Dirigenti Dirigenti ee Preposti Preposti UTILIZZARE UTILIZZARE correttamente correttamente le le attrezzature attrezzature di di lavoro, lavoro, le le sostanze sostanze ee ii preparati é ii preparati pericolosi, pericolosi, ii mezzi mezzi di di trasporto, trasporto, nonch nonché dispositivi dispositivi di di sicurezza sicurezza UTILIZZARE UTILIZZARE in in modo modo appropriato appropriato ii dispositivi dispositivi di di protezione protezione messi messi loro loro aa disposizione disposizione SEGNALARE SEGNALARE al al Datore Datore di di lavoro, lavoro, al al Dirigente Dirigente oo al al Preposto Preposto le le deficienze deficienze dei dei mezzi mezzi di di lavoro lavoro oo dei dei dispositivi dispositivi di di sicurezza sicurezza ed ed eventuali eventuali condizioni condizioni di di pericolo, pericolo, adoperandosi adoperandosi direttamente direttamente in in caso caso di di urgenza, urgenza, nell ’ambito delle à per nell’ambito delle proprie proprie competenze competenze ee possibilit possibilità per eliminare eliminare ee ridurre ridurre le le situazioni situazioni di di pericolo pericolo grave grave ee incombente incombente ASTENERSI ASTENERSI Dal Dal rimuovere rimuovere oo modificare modificare senza senza autorizzazione autorizzazione ii dispositivi dispositivi di di sicurezza sicurezza oo di di segnalazione segnalazione oo di di controllo controllo ASTENERSI ASTENERSI Dal Dal compiere compiere di di propria propria iniziativa iniziativa operazioni operazioni oo manovre manovre che che non non sono sono di di loro loro competenza competenza ovvero ovvero che che possono possono compromettere compromettere la la sicurezza sicurezza propria propria oo di di altri altri lavoratori lavoratori PARTECIPARE PARTECIPARE ai ai programmi programmi di di formazione formazione ee di di addestramento addestramento organizzati organizzati dal dal datore datore di di lavoro lavoro SOTTOPORSI SOTTOPORSI ai ai controlli controlli sanitari sanitari previsti previsti dalla dalla normativa normativa comunque comunque disposti disposti dal dal Medico Medico Competente Competente oo RICEVERE RICEVERE una una adeguata adeguata informazione informazione sui sui rischi rischi per per la la salute salute ee la la sicurezza ’art. 36 sicurezza sul sul lavoro lavoro secondo secondo quanto quanto previsto previsto all all’art. 36 del del Testo Testo Unico Unico RICEVERE RICEVERE una una sufficiente sufficiente ed ed adeguata adeguata formazione formazione in in materia materia di di sicurezza sicurezza ee di di salute salute sul sul lavoro lavoro secondo secondo quanto quanto previsto previsto all ’art. 37 all’art. 37 del del T.U. T.U. AVERE AVERE aa disposizione disposizione idonei idonei dispositivi dispositivi di di protezione protezione individuale individuale ESSERE ESSERE SOTTOPOSTI SOTTOPOSTI aa visite visite mediche mediche facendone facendone richiesta richiesta al al Medico Medico Competente Competente qualora qualora la la stessa stessa richiesta richiesta sia sia ritenuta ritenuta dal dal Medico Medico Competente Competente correlata correlata ai ai rischi rischi lavorativi lavorativi Art. 59 Violazione ’art. 20, Violazione dell dell’art. 20, comma comma 2, 2, lett. lett. b), b), c) c) d), d), e), e), f), f), g), g), h), h), ee i)i) arresto arresto fino fino aa un un mese mese oo ammenda ammenda da da 200 200 aa 600 600 euro euro Violazione ’art. 20 Violazione dell dell’art. 20 comma comma 33 sanzione sanzione amministrativa amministrativa pecuniaria pecuniaria da da 50 50 aa 300 300 euro euro Art. 2, comma 1, lettera i) “persona, eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro” Nominativo S.O.D. Sede Agostinelli Maurizio Portineria Salesi Bruschi Roberto Igiene Ospedaliera Torrette Cuccaroni Giacomo Cardiologia c/o Ambulatori Viale della Vittoria Fanesi Fabrizio Servizio Economale Torrette Francioni Orestina Gestione del Personale P.zza Cappelli Gambella Massimo Immunologia Clinica e Tip. Tessutale Torrette Mazzoni Nadia Medicina e Chirurgia di Accett. e d’Urgenza Pediatrica Via Corridoni Micheli Antonella Clinica di Neurologia Torrette Minora Angela Dialisi Via Corridoni - Torrette Miscio Raffaele Centralino Torrette Montironi Maurizio Attività Tecniche Via Corridoni Art. 2 comma 1, lett. l) “Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori” Art. 2 comma 1, lettera f) “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi” SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Svolge Svolge un un ruolo ruolo di di consulenza consulenza ee di di ausilio ausilio per per ilil Datore Datore di di Lavoro Lavoro Gode Gode di di autonomia autonomia rispetto rispetto alla alla linea linea operativa operativa costituita costituita dal dal Datore Datore di di Lavoro, Lavoro, Dirigenti Dirigenti ee Preposti Preposti E E’’ costituito costituito dal dal Responsabile Responsabile ee dagli dagli addetti addetti (in (in possesso possesso di di determinati determinati requisiti requisiti fissati fissati D.Lgs D.Lgs.. 195/2003 195/2003 ), ), designati designati dal dal Datore Datore di di Lavoro Lavoro I COMPITI DEL S.P.P. Individua Individua ii fattori fattori di di rischio, rischio, effettua effettua la la valutazione valutazione dei dei rischi, rischi, individua individua le le misure à misure per per la la sicurezza sicurezza ee la la salubrit salubrità degli degli ambienti ambienti di di lavoro lavoro Partecipa Partecipa alle alle riunioni riunioni in in tema tema di di tutela tutela della della salute salute ee di di sicurezza sicurezza (( v. v. art. art. 35) 35) Fornisce Fornisce ai ai lavoratori lavoratori le le informazioni informazioni di di cui cui all ’art. 36 all’art. 36 Elabora Elabora le le misure misure preventive preventive ee protettive protettive nonch é le nonché le procedure procedure di di sicurezza sicurezza S.P.P. Propone Propone ii programmi programmi di di informazione informazione ee formazione formazione Art. 2, comma 1, lettera h) “medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’art. 38, che collabora, secondo quanto previsto all’art. 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti ..” Istituisce, Istituisce, aggiorna aggiorna ee custodisce custodisce sotto sotto la la propria propria responsabilità responsabilità una una cartella cartella sanitaria sanitaria ee di di rischio rischio Effettua Effettua gli gli accertamenti accertamenti sanitari sanitari ed ed esprime esprime ii giudizi giudizi di di idoneità idoneità alla alla mansione mansione specifica specifica Viene Viene nominato nominato dal dal Datore Datore di di Lavoro Lavoro Collabora Collabora alla alla attività attività di di informazione informazione ee formazione formazione dei dei lavoratori. lavoratori. Visita Visita gli gli ambienti ambienti di di lavoro lavoro Collabora Collabora con con ilil Datore Datore di di Lavoro Lavoro ee con con ilil SPP SPP alla alla valutazione valutazione dei dei rischi rischi ee alla alla predisposizione predisposizione dell’attuazione dell’attuazione delle delle misure misure per per la la tutela tutela della della salute salute ee dell’integrità dell’integrità psico-fisica psico-fisica dei dei lavoratori lavoratori DATORE DATORE DI DI LAVORO LAVORO SERVIZIO SERVIZIO DI DI PREVENZIONE PREVENZIONE E E PROTEZIONE PROTEZIONE MEDICO MEDICO COMPETENTE COMPETENTE DIRIGENTE DIRIGENTE PREPOSTO PREPOSTO RAPPRESENTANTE RAPPRESENTANTE DEI DEI LAVORATORI LAVORATORI PER PER LA LA SICUREZZA SICUREZZA LAVORATORE LAVORATORE ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI Art. 173 comma 1 lett. a) Videoterminale: “uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato” Art. 173 comma 1 lett. c) Lavoratore: chi “utilizza una attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 175” Non sono pericoloso se mi usano correttamente !!! Sono marcato CEE Non sono un rischio per la gravidanza !!! Non emetto radiazioni ionizzanti e non ionizzanti al di sopra dei limiti prescritti !!! EFFETTI SULLA SALUTE Lo stress ….. come si manifesta irritabilità mal di testa digestione difficile ansia stanchezza eccessiva insonnia depressione tensione nervosa Lo stress ….. le principali cause contenuto e complessità del lavoro: monotono, ripetitivo, ecc. carico di lavoro troppo elevato o troppo scarso rapporti conflittuali con superiori e colleghi software e hardware inadeguati scarsa conoscenza del software e dell’hardware mancanza di informazioni sulla organizzazione e sui risultati del lavoro responsabilità troppo alta o troppo scarsa rispetto alle proprie capacità fattori ambientali: rumore, spazi insufficienti, ecc. AFFATICAMENTO VISIVO….. COME SI MANIFESTA ammiccamento frequente lacrimazione bruciore ipersensibilità alla luce cefalea senso di abbagliamento campo visivo sdoppiato secchezza campo visivo annebbiato stanchezza alla lettura Questi disturbi reversibili costituiscono nel complesso la sindrome da fatica visiva (astenopia). Fino ad oggi non è stato possibile comprovare danni permanenti agli occhi legati all’utilizzo di videoterminali. AFFATICAMENTO VISIVO….. LE CAUSE Illuminazione : - eccesso o insufficienza di illuminazione - riflessi provenienti da superfici lucide - luce diretta naturale o artificiale su occhi o schermo - scarsa definizione di caratteri sullo schermo Ambiente interno: - il fumo del tabacco - l’aria interna troppo secca - il rilascio di sostanza dagli arredi e dai rivestimenti (formaldeide) - un impianto di condizionamento poco efficiente Impegno visivo: - distanza inadeguata dagli oggetti. Tanto più sono vicini, tanto più i muscoli per la messa a fuoco e per la motilità oculare sono sollecitati. L’impegno aumenta tanto quanto più l’oggetto viene fissato nel tempo Difetti della vista: non corretti - presbiopia, miopia, ipermetropia, ecc... Non sono causati dai VDT ma, in certe particolari condizioni, possono contribuire a far comparire i disturbi astenopici. E’ quindi importante correggere tale difetti per evitare di impegnare ulteriormente la vista durante il lavoro. senso di peso, senso di fastidio, dolore, intorpidimento, rigidità a: collo spalle schiena braccia mani I sintomi sono generalmente la conseguenza della degenerazione dei rischi della colonna vertebrale, di un eccessivo affaticamento muscolare o di una infiammazione dei tendini. Posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta e disposizione degli arredi Posizioni di lavoro fisse mantenute per lungo tempo anche in presenza di postazioni di lavoro correttamente strutturate Movimenti rapidi e ripetitivi delle mani, digitazione o utilizzo del mouse per periodi prolungati Datore di Lavoro e/o Dirigente : Ambiente Postazione di lavoro Organizzazione del lavoro Software Informazione e Formazione Sorveglianza Sanitaria Lavoratore: Svolgimento del lavoro Postura oculo - visivi affaticamento mentale muscolo-scheletrici Tempi e modalità Interruzioni E’ opportuno che il lavoratore alterni il più possibile il lavoro al videoterminale con altri lavori, anche per pochi minuti, cercando di interrompere la postura fissa L’art. 54 del D.Lgs. 626/94 recita: “il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.” In assenza di una disposizione contrattuale, la pausa è fissata in 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al VDT Illuminare correttamente il posto di lavoro. L’illuminazione generale o specifica devono garantire un’illuminazione sufficiente ed un contrasto appropriato tra lo schermo e l’ambiente. Le condizioni di maggior confort visivo sono raggiunte con illuminamenti non eccessivi e con fonti luminose poste al di fuori del campo visivo. Regolare tende e veneziane. Orientare ed inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie Assumere la postura corretta in modo che la distanza occhi- schermo sia pari a circa 50-70 cm. Disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendo ai meccanismi di regolazione Distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l’affaticamento visivo Durante le pause ed i cambiamenti di attività, non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo Utilizzare eventuali mezzi di correzione della vista se prescritti Assicurarsi della pulizia periodica del monitor, tastiera e mouse Eseguire le indicazioni e la formazione ricevuti per l’uso dei programmi e delle procedure informatiche Utilizzare software per il quale si è avuta l’informazione necessaria, ovvero facile da usare Rispettare la corretta distribuzione delle pause Postura corretta Tronco Mantenere la schiena appoggiata allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando allo scopo l’altezza della sedia e l’inclinazione dello schienale (tra 90°110°) Gambe Tenerle piegate a 90° regolando l’altezza del sedile. I piedi devono poggiare al pavimento; dove è necessario utilizzare apposito poggiapiedi Avambracci Appoggiare gli avambracci nello spazio libero tra tastiera e bordo del tavolo (ca 15 cm.) Disposizione delle apparecchiature Schermo del video Di fronte all’operatore; distanza occhi-schermo 50-70 cm. Tastiera Davanti allo schermo Mouse Sullo stesso piano della tastiera Come lavorare Eseguire la digitazione e utilizzare il mouse evitando irrigidimenti delle dita e del polso Evitare il più possibile posizione di lavoro fisse per tempi prolungati. Nel caso in ciò non fosse possibile, si raccomanda frequenti esercizi di rilassamento. POSTURE NON CORRETTE CHE COSA SI INTENDE PER MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI? CON QUESTO TERMINE SI INTENDONO LE OPERAZIONI DI TRASPORTO E SOSTEGNO DI UN CARICO DA PARTE DI UNO O PIU’ LAVORATORI, COMPRESE LE AZIONI DEL: SOLLEVARE DEPORRE SPINGERE TIRARE PORTARE SPOSTARE UN CARICO OPERAZIONI CHE POSSONO COMPORTARE, TRA L’ALTRO…. OSSA MUSCOLI RISCHI DI LESIONI DORSO-LOMBARI TENDINI NERVI VASI GENERALMENTE IL SOLLEVAMENTO MANUALE DI PESI INFERIORE A 3 KG. NON E’ DA CONSIDERARSI RISCHIOSO PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI SE SI DEVE SOLLEVARE DA TERRA UN CARICO NO SI NON TENERE LE GAMBE DRITTE PORTARE L’ L’OGGETTO VICINO AL CORPO E PIEGARE LE GINOCCHIA TENERE UN PIEDE PIÙ PIÙ AVANTI DELL’ DELL’ALTRO PER AVERE PIÙ PIÙ EQUILIBRIO. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI NO NO EVITARE DI PRELEVARE O DEPOSITARE OGGETTI A TERRA O SOPRA L’ L’ALTEZZA DELLA TESTA. EVITARE DI TORCERE IL TRONCO E DI TENERE IL CARICO LONTANO DAL CORPO. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI NO E’ PREFERIBILE SPOSTARE OGGETTI NELLA ZONA COMPRESA TRA L’ L’ALTEZZA DELLE SPALLE E L’ L’ALTEZZA DELLE NOCCHE (MANI A PUGNO LUNGO I FIANCHI). SI EVITERÀ EVITERÀ IN TAL MODO DI ASSUMERE POSIZIONI PERICOLOSE PER LA SCHIENA. NO SI H. SPALLE CM.140-150 H. NOCCHE CM. 60-70 ALTEZZA MASSIMA ALTEZZA MINIMA PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI NO SE SI DEVONO SPOSTARE OGGETTI AVVICINARE L’ L’OGGETTO AL CORPO. EVITARE DI RUOTARE SOLO IL TRONCO, MA GIRARE TUTTO IL CORPO, USANDO LE GAMBE. SI PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI SE L’ L’OGGETTO È MUNITO DI MANICO, SI PUÒ PORTARE LUNGO IL CORPO (OVVIAMENTE SE NON È TROPPO PESANTE) CON L’ L’ACCORTEZZA DI CAMBIARE FREQUENTEMENTE IL LATO. SE DEVONO ESSERE TRASPORTATI VARI CARICHI CON MANICO, È OPPORTUNO PRENDERNE UNO PER OGNI LATO FACENDO IN MODO DI DIVIDERE EQUAMENTE IL PESO. PREVENZIONE DI LOMBALGIA IN OPERAZIONI GENERICHE DI MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI PER IL TRASPORTO IN PIANO FARE USO DI SPECIFICI CARRELLI TRANSPALLET MANUALE: 4 RUOTE: FINO A 600 KG. CIRCA. FINO A 250 KG. CIRCA. 2 RUOTE: 50-100 KG MASSIMO LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE QUANDO SI DEVE SPOSTARE IL PAZIENTE VERSO IL CUSCINO (SEMPRE 2 OPERATORI) 1 - FAR PRIMA SEDERE IL PAZIENTE. GLI OPERATORI: TENGONO I PIEDI DISTANTI E GLI ARTI INFERIORI FLESSI; APPOGGIANO LA MANO DIETRO LA SPALLA DEL PAZIENTE; SOLLEVANO IL PAZIENTE FACENDO FORZA SUGLI ARTI INFERIORI E SUL BRACCIO LIBERO. LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE QUANDO SI DEVE SPOSTARE IL PAZIENTE VERSO IL CUSCINO (SEMPRE 2 OPERATORI) 2 - SPOSTARE IL PAZIENTE VERSO IL CUSCINO. GLI OPERATORI: APPOGGIANO UN GINOCCHIO SUL DIETRO IL BACINO DEL PAZIENTE; METTONO IL PAZIENTE A LETTO BRACCIA ”CONSERTE” CONSERTE”; EFFETTUANO LA PRESA CROCIATA AFFERRANDO SALDAMENTE CON UNA MANO ENTRAMBI GLI ARTI SUPERIORI; CON L’ L’ALTRA MANO AFFERRANO INFERIORE DIETRO IL GINOCCHIO; L’ L’ARTO SOLLEVANO E SPOSTANO IL PAZIENTE VERSO IL CUSCINO. LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE SPOSTARE IL PAZIENTE DA LETTO ALLA CARROZZINA: (SEMPRE 2 OPERATORI) 1 - METTERE IL PAZIENTE SEDUTO SUL LETTO (COME GIA’ GIA’ PRECEDENTEMENTE DESCRITTO) 2 - TRASFERIMENTO VERO E PROPRIO IL PRIMO OPERATORE SI PONE ALLE SPALLE DEL PAZIENTE ED EFFETTUA LA PRESA CROCIATA PONENDO UN GINOCCHIO SUL LETTO; IL SECONDO OPERATORE, DOPO AVER SISTEMATO LA CARROZZINA AL FIANCO DEL LETTO, AFFERRA IL PAZIENTE SOTTO IL CAVO POPLITEO, TENENDO LE PROPRIE GINOCCHIA IN POSIZIONE FLESSA; AGENDO IN COORDINAZIONE CONGIUNTAMENTE SPOSTANO PAZIENTE SULLA CARROZZINA. E IL LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE TRASFERIMENTO MANUALE DAL LETTO ALLA BARELLA (SEMPRE 3 OPERATORI) FASE 1: • • 2 OPERATORI SI DISPONGONO AI LATI DEL LETTO CON UN GINOCCHIO SUL BORDO; PONENDO LE MANI SOTTO IL BACINO E LA SPALLA DEL PAZIENTE, LO SPOSTANO VERSO IL BORDO DEL LETTO; FASE 2: • • • • • IL PRIMO OPERATORE PONE LE BRACCIA SOTTO LE SPALLE DEL PAZIENTE; IL SECONDO OPERATORE AFFERRA IL BACINO DEL PAZIENTE; IL TERZO OPERATORE SOSTIENE GLI ARTI INFERIORI CONGIUNTAMENTE E BEN COORDINATI I TRE OPERATORI SOLLEVANO IL PAZIENTE TENENDOLO, PER QUANTO POSSIBILE, IN POSIZIONE ORIZZONTALE IL PAZIENTE VIENE TRASPORTATO SINO ALLA BARELLA E NELLA FASE DI ADAGIAMENTO GLI OPERATORI FLETTONO LE GINOCCHIA TENENDO IL BUSTO ERETTO LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE SOLLEVAMENTO DA TERRA (SEMPRE 2 OPERATORI) GLI OPERATORI: PRIMO OPERATORE SI PONE ALLE SPALLE DEL PAZIENTE CON UN GINOCCHIO PER TERRA ED EFFETTUA UNA PRESA CROCIATA IL SECONDO OPERATORE, IN POSIZIONE ACCOVACCIATA, AFFERRA SOTTO IL CAVO POPLITEO GLI ARTI INFERIORI DEL PAZIENTE NELLA PIU’ PIU’ PERFETTA SINCRONIA I DUE OPERATORI SOLLEVANO IL PAZIENTE TRASFERENDO LO SFORZO SUI PROPRI ARTI SUPERIORI, TENENDO I PIEDI BEN DIVARICATI ED IL BUSTO IN POSIZIONE ERETTA TRASFERISCONO IL PAZIENTE SUL LETTO O SULLA BARELLA, FLETTENDO NEL MOMENTO IN CUI ADAGIANO IL PAZIENTE, LE GINOCCHIA LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE RIPOSIZIONAMENTO NEL LETTO DEL PAZIENTE COLLABORANTE (E L’OPERATORE E’ SOLO) PAZIENTE: FLETTE GLI ARTI INFERIORI AIUTANDOSI CON GLI ARTI INFERIORI SI SPINGE VERSO IL CUSCINO OPERATORE: SI PONE DA UN LATO DEL PAZIENTE APPOGGIA UN GINOCCHIO SUL BORDO DEL LETTO PONE UNA MANO SOTTO LA REGIONE GLUTEA DEL PAZIENTE AIUTA LA SPINTA DEL PAZIENTE VERSO IL CUSCINO LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE TRASLAZIONE DEL PAZIENTE DAL LETTO ALLA SEDIA (E L’OPERATORE E’ SOLO) PAZIENTE: • • • • • SPOSTA GLI ARTI INFERIORI AL DI FUORI DEL BORDO DEL LETTO SI PONE SEDUTO AIUTANDOSI CON GLI ARTI SUPERIORI SI SOLLEVA IN UNA POSIZIONE ERETTA PONE LE SPALLE ALLA SEDIA COLLABORA A METTERSI SEDUTO OPERATORE: • • • • • PONE LA SEDIA ALL’ ALL’ALTEZZA DEL CUSCINO DEL PAZIENTE AIUTA IL PAZIENTE A METTERSI SEDUTO SUL BORDO DEL LETTO PONENDOGLI UNA MANO DIETRO LA SCHIENA ESEGUE L’ L’OPERAZIONE FLETTENDO LE GINOCCHIA E NON IL BUSTO APPENA IL PAZIENTE E’ E’ IN POSIZIONE ERETTA, LO SOSTIENE A LIVELLO DEL BACINO FRENA E GUIDA LA DISCESA VERSO LA SEDIA LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE ROTAZIONE NEL LETTO (E L’OPERATORE E’ SOLO) • PONENDO UN PIEDE PIU’ AVANTI PIU’ DELL’ DELL’ALTRO, ALLARGA LA PROPRIA BASE DI APPOGGIO • FLETTE LE GINOCCHIA, EVITANDO DI FLETTERE IL BUSTO AFFERRA IL PAZIENTE A LIVELLO DI SACRO E SCAPOLA • ESEGUE LA ROTAZIONE DEL PAZIENTE LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE IN OSPEDALE SOLLEVAMENTO CON AUSILI AUSILI AD IMBRAGATURA PER PAZIENTI TOTALMENTE NON COLLABORANTI. SERVONO PER NUMEROSE OPERAZIONI TRA CUI LO SPOSTAMENTO: - LETTO/CARROZZINA - LETTO/BARELLA. LA CARROZZINA PER ESSERE FUNZIONALE DEVE POSSEDERE ALMENO LE SEGUENTI CINQUE CARATCARATTERISTICHE: - POGGIAPIEDI ESTRAIBILI; - BRACCIOLI ESTRAIBILI; -SCHIENALE BASSO (MAX CM. 95 DA TERRA); - FRENI BEN FUNZIONANTI; - BUONA MANOVRABILITÀ MANOVRABILITÀ. AUSILI PER OPERAZIONI DI IGIENE DEL PAZIENTE NON AUTOSUFFICIENTE. SERVONO PER LAVARE COMODAMENTE IL PAPAZIENTE. RISCHIO CHIMICO Classificazione Classificazione Sostanze ee Preparati Preparati pericolosi pericolosi Sostanze ESPOSIVI CORROSIVI COMBURENTI IRRITANTI ESTREMAMENTE INFIAMMABILI SENSIBILIZZANTI FACILMENTE INFIAMMABILI CANCEROGENI INFIAMMABILI MUTAGENI MOLTO TOSSICI TOSSICI PER IL CICLO PRODUTTIVO TOSSICI PERICOLOSI PER L’ L’AMBIENTE NOCIVI SIMBOLIED EDINDICAZIONI INDICAZIONI DI DIPERICOLO PERICOLO SIMBOLI XN = NOCIVO Le sostanze ed i preparati che in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche XN T = TOSSICO Le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccole quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche T e T+ T+ = MOLTO TOSSICO Le sostanze ed i preparati che, in caso di inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo, in piccolissime quantità, possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche ESEMPI DI PRODOTTI E U.O. INTERESSATE Metanolo, alcool etilico, smacchiatori, spray impermeabilizzanti LABORATORI Veleno DISINFETTORI Disinfettori TUTTE le U.O. Smacchianti (tricloroetilene) Guardaroba Solventi per vernici Servizi Tecnici Aldeide formica (formaldeide) Medicina Legale – Anatomia Patologica MISURE PREVENTIVE Per evitare ogni contatto con la pelle, utilizzare mezzi di protezione: guanti, schermo, tuta da lavoro, ecc.. Lavorare preferibilmente all’esterno od in un locale bene areato Gli aereosol sono più pericolosi (inalazione) O = COMBURENTE O F e F+ Le sostanze ed i preparati che a contatto con le altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica F = FACILMENTE INFIAMMABILE 1) Le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’aria, possono subire innalzamenti termici ed infiammarsi 2) Le sostanze ed i preparati solidi che possono facilmente infiammarsi dopo un breve contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumarsi anche dopo il distacco della sorgente di accensione 3) Le sostanze ed i preparati liquidi il cui punto di infiammabilità è molto basso 4) Le sostanze ed i preparati che, a contatto con l’acqua o l’aria umida, sprigionano gas estremamente infiammabili in quantità pericolose F+ = ESTREMAMENTE INFIAMMABILE Le sostanze ed i preparati liquidi con il punto di infiammabilità estremamente basso ed un punto di ebollizione basso e le sostanze ed i preparati gassosi che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l’aria ESEMPI DI PRODOTTI E U.O. INTERESSATE Petrolio, benzina Alcooli, alcool etilico, metanolo LABORATORI Acetone, solventi per vernici, vernici metalliche LABORATORI – SERVIZI TECNICI Purificatori d’aria MISURE PREVENTIVE Stoccare i prodotti in un locale ben areato Non usare mai in prossimità di una sorgente di calore, di una superficie calda e vicino a scintille o fiamma libera Vietato fumare Non indossare abiti in nylon e tenere sempre un estintore a portata di mano Conservare i prodotti infiammabili (simbolo F) ben separati dai prodotti comburenti (simbolo O) C = CORROSIVO Le sostanze ed i preparati che, a contatto con i tessuti vivi, possono esercitare su di essi un’azione distruttiva C XI = IRRITANTE Xi Le sostanze ed i preparati non corrosivi, il cui contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria ESEMPI DI PRODOTTI E U.O. INTERESSATE Sturatori per conduttore, disincrostatori Soda caustica, solventi LABORATORI – SQUADRA PULIZIE Acidi, acido solforico LABORATORIO Detergenti per forni, bagni SQUADRA DELLE PULIZIE Ipoclorito di sodio LABORATORI – TUTTE LE U.O. Ammoniaca LABORATORI Mastice, poliestere SERVIZI TECNICI MISURE PREVENTIVE Conservare i prodotti nell’imballaggio originale (recipienti ben chiusi, tappi di sicurezza) Vigilare sulla sistemazione. Non metterli mai sulle mensole delle finestre, ecc. (rischio di caduta) Proteggere gli occhi e la pelle da eventuali schizzi Essere molto prudenti quando si versa il prodotto o quando viene cosparso Usare sempre i guanti e gli occhiali di protezione Dopo l’uso lavarsi bene le mani E = ESPLOSIVO E Le sostanze ed i preparati solidi, liquidi, pastosi o gelatinosi che, anche senza l’azione dell’ossigeno atmosferico, possono provocare una reazione esotermica con rapida formazione di gas e che, in determinate condizioni di prova, detonano, deflagrano rapidamente o esplodono in seguito a riscaldamento in condizioni di parziale contenimento ESEMPI DI PRODOTTI E U.O. INTERESSATE Alcuni acidi (acido picrico) LABORATORI Bombolette spray (anche se vuote) oltre i 50°sono delle potenziali bombe TUTTE LE U.O. MISURE PREVENTIVE Evitare il surriscaldamento e gli urti, proteggere dai raggi solari, ecc. Non metterli mai in prossimità delle sorgenti di calore, lampade, radiatori, ecc. Divieto categorico di fumare OBBLIGHI DEL FABBRICANTE, IMPORTATORE, DISTRIBUTORE: fornire la scheda informativa gratuitamente al destinatario della sostanza o preparato su supporto cartaceo o magnetico in occasione o anteriormente alla prima fornitura aggiornare la scheda informativa se è venuto a conoscenza di nuove e rilevanti informazioni sulla sicurezza e la tutela della salute e dell’ambiente trasmettere la scheda aggiornata al fornitore Elementi identificativi della sostanza o del preparato e della Società / Impresa Composizione / Informazione sugli ingredienti Indicazione dei pericoli Misure di pronto soccorso Misure antincendio Misure in caso di fuoriuscita accidentale Manipolazione e stoccaggio Controllo dell’esposizione / Protezione individuale Proprietà fisiche e chimiche Stabilità e reattività Informazione tossicologiche Informazioni ecologiche Considerazione sullo smaltimento Informazioni sul trasporto Informazioni sulla regolamentazione Altre informazioni CONTENUTO: Denominazione della sostanza (come da Allegato Denominazione o nome commerciale del preparato I°) / Nome ed indirizzo completi - compreso il numero di telefono del responsabile dell’immissione sul mercato stabilito nell’Unione Europea (fabbricante o importatore o distributore) Nome chimico delle sostanze presenti responsabili dei rischi più rilevanti della salute nel preparato Simboli e indicazioni di pericolo Le frasi tipo relative ai rischi specifici, dette “frasi (R)” Le frasi tipo relative ai consigli di prudenza, dette “frasi (S)” Il numero CE (se assegnato alla sostanza) Etichetta CE (per le sostanze indicate nell’Allegato) Valutazione preliminare del rischio Evitare errori di manipolazioni Evitare miscele incompatibili Verifica dell’adeguatezza delle misure preventive e protettive già in uso Corretto stoccaggio Adozione di ulteriori interventi Comportamento necessario in caso di incendio o infortuni I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) DISPOSITIVI DI DI PROTEZIONE PROTEZIONE INDIVIDUALE INDIVIDUALE II DISPOSITIVI (DPI) (DPI) DEFINIZIONE DEI D.P.I. “ SI INTENDE PER DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) QUALSIASI ATTREZZATURA DESTINATA AD ESSERE INDOSSATA E TENUTA DAL LAVORATORE ALLO SCOPO DI PROTEGGERLO CONTRO UNO O PIU’ RISCHI SUSCETTIBILI DI MINACCIARE LA SICUREZZA E LA SALUTE DURANTE IL LAVORO, NONCHE’ OGNI COMPLEMENTO O ACCESSORIO DESTINATO A TALE SCOPO “ OBBLIGO D’USO I D.P.I. DEVONO ESSERE IMPIEGATI QUANDO I RISCHI NON POSSONO ESSERE EVITATI O SUFFICIENTEMENTE RIDOTTI DA MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE, DA MEZZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA, DA MISURE, METODI O PROCEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO. REQUISITI DEI D.P.I. DEVONO ESSERE CONFORMI ALLE NORME DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 4 DICEMBRE 1992, N. 475 DEVONO ESSERE ADEGUATI AI RISCHI DA COMPORTARE DI PER SE’ UN RISCHIO MAGGIORE PREVENIRE, SENZA DEVONO ESSERE ADEGUATI ALLE CONDIZIONI ESISTENTI SUL LUOGO DI LAVORO DEVONO TENERE CONTO DELLE ESIGENZE ERGONOMICHE O DI SALUTE DEL LAVORATORE DEVONO POTER ESSERE ADATTATI ALL’UTILIZZATORE SECONDO LE SUE NECESSITA’ IN CASO DI RISCHI MULTIPLI CHE RICHIEDANO L’USO SIMULTANEO DI PIU’ D.P.I., QUESTI DEVONO ESSERE TRA LORO COMPATIBILI E TALI DA MANTENERE, ANCHE NELL’USO SIMULTANEO, LA PROPRIA EFFICACIA NEI CONFRONTI DEL RISCHIO E DEI RISCHI CORRISPONDENTI CATEGORIE DPI D.P.I. 1°CATEGORIA 1°CATEGORIA D.P.I. RISCHI MINIMI D.P.I. 2°CATEGORIA 2°CATEGORIA D.P.I. RISCHI MEDI D.P.I. 3°CATEGORIA 3°CATEGORIA D.P.I. RISCHI ELEVATI INDICAZIONI OBBLIGATORIE CATEGORIA NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO (REQUISITI GENERALI) NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO PER RISCHIO MARCATURA CE PITTOGRAMMA DI RIFERIMENTO PER RISCHIO I Dispostivi vengono suddivisi in: DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLA TESTA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELL’UDITO DISPOSTIVI DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE MANI E DELLE BRACCIA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEI PIEDI E DELLE GAMBE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLA PELLE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEL TRONCO E DELL’ADDOME DISPOSITIVI DELL’INTERO CORPO INDUMENTI DI PROTEZIONE Il DATORE DI LAVORO FORNISCE AL LAVORATORE I DPI CONFORMI AI REQUISITI RICHIESTI DALLA LEGGE ASSICURA UNA FORMAZIONE ADEGUATA E ORGANIZZA, SE NECESSARIO, UNO SPECIFICO ADDESTRAMENTO CIRCA L’USO CORRETTO E L’UTILIZZO PRATICO DEI DPI IL LAVORATORE UTILIZZA i DPI MESSI A SUA DISPOSIZIONE SI SOTTOPONE AL PROGRAMMA DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO SEGNALETICA DI SICUREZZA Segnali di divieto Rosso Pericolo - Allarme Materiali e attrezzature antincendio Giallo o giallo-arancio Segnali di avvertimento Azzurro Segnali di prescrizione Segnali di salvataggio o soccorso Verde Situazione di sicurezza SEGNALI DI AVVERTIMENTO Materiale infiammabile o alta temperatura Materiale esplosivo Sostanze velenose Sostanze corrosive Materiali radioattivi Carichi sospesi Carrelli di movimentazione Tensione elettrica pericolosa Pericolo generico SEGNALI DI AVVERTIMENTO Raggi laser Materiale comburente Radiazioni non ionizzanti Campo magnetico intenso Pericolo di inciampo Caduta con dislivello Rischio biologico Bassa temperatura Sostanze nocive o irritanti SEGNALI DI PRESCRIZIONE Protezione obbligatoria degli occhi Casco di protezione obbligatoria Protezione obbligatoria dell’udito Protezione obbligatoria delle vie respiratorie Calzature di sicurezza obbligatoria Guanti di protezione obbligatoria SEGNALI DI PRESCRIZIONE Protezione obbligatoria del corpo Protezione obbligatoria del viso Protezione individuale obbligatoria contro le cadute Passaggio obbligatorio Obbligo generico (con eventuale per i pedoni cartello supplementare) SEGNALI DI SALVATAGGIO Percorso / Uscita di emergenza Direzione da seguire (Segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono) SEGNALI DI SALVATAGGIO Pronto soccorso Barella Lavaggio per occhi e pronto soccorso Telefono per salvataggio Doccia di sicurezza SEGNALI PER ATTREZZATURE ANTINCENDIO Lancia antincendio Scala Estintore Telefono per gli Interventi antincendio Direzione da seguire (Cartello da aggiungere a quelli che precedono) L’EMERGENZA L ’EMERGENZA PROCEDURE DI DI EMERGENZA EMERGENZA PROCEDURE IL PIANO DI EMERGENZA INTERNO (P.E.I.) CONTIENE LE INFORMAZIONI SPECIFICHE DI COMPORTAMENTO PER FRONTEGGIARE OGNI POSSIBILE CAUSA O EVENTO STRAORDINARIO CHE PUO’ DIRETTAMENTE INTERAGIRE CON IL LIVELLO DI SICUREZZA DELL’AZIENDA STESSA. IN PARTICOLARE NEL P.E.I. SONO CONTENUTE LE ISTRUZIONI PER FAR FRONTE ALLE SEGUENTI SITUAZIONI STRAORDINARIE: EMERGENZA CONSEGUENTE AD INCENDIO EMERGENZA CONSEGUENTE AD ESPLOSIONE EMERGENZA CONSEGUENTE A FUGHE DI GAS EMERGENZA COSEGUENTE A FUGA DI SOSTANZE RADIOATTIVE EMERGENZA PER EVENTI NATURALI (TERREMOTO ETC.) EMERGENZA CONSEGUENTE AD ATTENTATI OBIETTIVI DEL DEL P.E.I. P.E.I. OBIETTIVI • • • • • • • allontanare ove necessario gli ospiti (visitatori, personale non dipendente) soccorrere le persone e curare i feriti evitare ulteriori infortuni limitare i danni alle cose e all’ambiente controllare l’evento e rimuovere la causa, se possibile collaborare coi soccorsi esterni conservare la registrazione dei fatti N. TELEFONO INTERNI SENZA CODICE PERSONALE PRONTO SOCCORSO TORRETTE TEL. N. 4016/4061 PORTINERIA TORRETTE TEL. N. 4195 PORTINERIA SALESI TEL N. 2023 RESP.SQUADRA DI EMERGENZA (TORRETTE) TEL. N. 3194 CENTRALE OPERATIVA 118 TEL. N. 4037 GLOBAL SERVICE TEL. N. 4970 S.O.L. TEL. N. 4950 GENERAL ELETTRIC (G.E.) TORRETTE TEL. N. 4920/10200 ENTE NUMERO TELEFONO CON CELLULARE E/O CON TELEFONO PUBBLICO NUMERO TELEFONO SENZA CODICE PERSONALE CON TELEFONO INTERNO VIGILI DEL FUOCO 115 10120 CARABINIERI 112 10124 POLIZIA 113 10118 POSTO DI POLIZIA AL P.S. 3645-3180 POLIZIA STRADALE 10121 PREFETTURA 071-22821 SINDACO 071-2222307 QUESTURA 10126 10122 VIGILI URBANI 071-2222222 10119 CENTRALE OPERATIVA 118 118 4037 CENTRALE CONTROLLO S.O.D. /S.O. (con sede Torrette) PORTINERIA TEL. 4195 RESPONSABILE SQUADRA DI EMERGENZA RESPONSABILE DELL’EMERGENZA SQUADRA DI EMERGENZA LA CHIAMATA AI V.V.F. VIENE EFFETTUA DALLA PORTINERIA SALVO I CASI IN CUI L’INCENDIO NON E’ CONTROLLABILE PERSONALE CL. MALATTIE (centrale di controllo) S.O.D./S.O. INTERESSATA PER VERIFICA ALLARME VERO/FALSO SE VERO: RESPONSABILE SQUADRA DI EMERGENZA SQUADRA DI EMERGENZA SE FALSO S.O.D./ S.O. SALESI (con sede Via Corridoni) PORTINERIA TEL. 2023 RESPONSABILE DELL’EMERGENZA SQUADRA DI EMERGENZA CENTRALE DI CONTROLLO PORTINERIA SALESI TEL. 2023 RESPONSABILE EMERGENZA SQUADRA DI EMERGENZA S.O.D./S.O. (con sede Via Toti) S.O.D. /S.O. (con sede Largo Cappelli) RESPONSABILE SQUADRA DI EMERGENZA Torrette 3194 RESPONSABILE DELL’EMERGENZA SQUADRA DI EMERGENZA LA CHIAMATA AI V.V.F. VIENE EFFETTUA DALLA S.E. SECONDO IL TIPO DI EMERGENZA PORTINERIA TORRETTE TEL. 2023 R.S.E. SEDE TORRETTE SQUADRA DI EMERGENZA PERSONALE ADDESTRATO MAGAZZINO VIA PASTORE Chiunque dovesse notare una situazione che a suo avviso può evolversi in una situazione incidentale di qualsiasi genere deve darne immediata comunicazione. La persona che individua un'emergenza deve: • rimanere calma; • recarsi al più vicino telefono interno • comporre il numero 4195-2023 o allertare i R.S.E. al numero 3194 (valido solo per Torrette) e comunicare alla Portineria: 1. 2. 3. 4. 5. 4195 Torrette - Via Pastore 2023 Salesi - Villa Maria proprio nome e cognome qualifica o mansione o comunicare se degente ubicazione (esatta) dell'incendio (segnalando il piano, la stanza o il corridoio) presenza di altre persone e l’eventuale presenza di feriti gravità dell‘emergenza (controllabile – non controllabile) ALTRE FIGURE FIGURE COINVOLTE COINVOLTE ALTRE NELL’EMERGENZA NELL ’EMERGENZA SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE S.O. ATTIVITA’ TECNICHE GLOBAL SERVICE CENTRALE DI CONTROLLO S.O.L. G.E. TIPI DI DI ESTINTORI ESTINTORI TIPI Portatile Polvere Portatile CO2 Carrelato Polvere COME UTILIZZARE UTILIZZARE L L’ ESTINTORE L’’ESTINTORE COME Fermo Leva Tira il fermo. Questo sblocca la leva per l’utilizzo e permette all’agente estinguente di uscire dall’estintore. Punta in basso. Indirizza il getto dell’estintore alla base del fuoco. Schiaccia la leva. Scarica l’agente estinguente dall’estintore. Se rilasci la leva il getto si interrompe. Passa il getto da destra a sinistra e viceversa. Muoviti con attenzione verso il fuoco, puntando il getto dell’estintore alla base del fuoco sino al suo spegnimento. NON VOLTARE MAI LE SPALLE AL FUOCO IL RISCHIO BIOLOGICO PER GLI OPERATORI SANITARI Enrica Martini Servizio di Igiene Ospedaliera RISCHIO BIOLOGICO O INFETTIVO Cheratocongiuntivite epidemica TBC Influenza HIV Meningite Pediculosi Scabbia SARS RISCHIO BIOLOGICO O INFETTIVO La trasmissione dei patogeni per via ematica rappresenta la componente più importante del rischio occupazionale negli operatori sanitari RISCHIO INFETTIVO NEGLI OPERATORI SANITARI Il rischio da agenti trasmissibili per via ematica è riferibile fondamentalmente ad HIV, HBV e HCV Infezioni virali trasmesse per via parenterale Rischio occupazionale • Variabili: Prevalenza di infetti tra i pazienti Frequenza di punture accidentali o di esposizione di altra natura a sangue infetto nei diversi operatori Efficacia di trasmissione a seguito di una singola esposizione al virus Prevalenza di immunizzati tra gli operatori esposti Prevalenza nella popolazione HIV 90.000 persone HBV 2 milioni di persone HCV 1,5 - 2 milioni di persone Prevalenza nella popolazione Popolazione generale Popolazione afferente a strutture sanitarie Operatori sanitari HCV 3-16% 4% 2% HBV 1-2% 2% 2% HIV 0,1% 1% <0,1% Infezioni virali trasmesse per via parenterale Rischio occupazionale • Variabili: Prevalenza di infetti tra i pazienti Frequenza di punture accidentali o di esposizione di altra natura a sangue infetto nei diversi operatori Efficacia di trasmissione a seguito di una singola esposizione al virus Prevalenza di immunizzati tra gli operatori esposti Infezione occupazionale da HIV e casi di AIDS per Paese casi stima sogg. viventi* documentati probabili Totale Francia 110 13 29 42 Spagna 120 5 - 5 Italia 90 5 - 5 Germania 35 3 26 29 Regno Unito 25 5 8 13 Belgio 7.5 2 1 3 Svizzera 12 2 1 3 Olanda 14 - 2 2 Danimarca 3.1 - 1 1 USA 820 55 136 191 12 13 25 Altri * in migliaia PHLS ‘99 Infezione occupazionale da HIV Tipo di esposizione Il 90% dei casi documentati sono stati acquisiti attraverso esposizione percutanea L’8% sono stati causati da esposizione cutaneo-mucosa Nel 2% dei casi l’esposizione non è stata specificata ? PHLS ‘99 Sorveglianza delle infezioni occupazionali in Italia Distribuzione delle esposizioni • AREA: Chirurgica Medica 48% 37% Terapia intensiva e laboratorio 15% S.I.R.O.H. - EPINet Sorveglianza delle infezioni occupazionali in Italia Distribuzione delle esposizioni • OPERATORI * : – Infermieri – Chirurghi – Altri operatori 7% – Medici 5% 57% 8% * il 12% delle esposizioni si è verificato in persone in formazione (soprattutto allievi infermieri e studenti di Medicina) S.I.R.O.H. - EPINet Infezioni virali trasmesse per via parenterale Rischio occupazionale • Variabili: – Prevalenza di infetti tra i pazienti – Frequenza di punture accidentali o di esposizione di altra natura a sangue infetto – Efficacia di trasmissione a seguito di una singola esposizione al virus – Prevalenza di immunizzati tra gli operatori esposti PATOGENI PER VIA EMATICA Trasmissione a seguito di singola esposizione Variabili: concentrazione del virus nel sangue (viral load) volume dell’inoculo * (dose infettante) perdità di infettività prima del trasferimento dell’inoculo via di penetrazione * in ambito clinico è relativamente basso PATOGENI PER VIA EMATICA: CONCENTRAZIONE VIRALE E TRASMISSIONE Particelle virali / ml (siero o plasma) Puntura accidentale (tasso di trasmissione) HBV 102 - 108 6,0 - 30 HCV 100 - 106 2,7 - 6,0 HIV 100 - 103 0,3 (da LANPHEAR BP, Epidemiologic Reviews 1994; 16: 437-450) Infezione occupazionale da HIV Stima del rischio* Dopo singola esposizione percutanea = 0,3% Dopo esposizione cutaneo-mucosa = 0,03% * La stima è stata ricavata da studi trasversali e prospettivi eseguiti su operatori sanitari Infezioni virali trasmesse per via parenterale Rischio occupazionale • Variabili: Prevalenza di infetti tra i pazienti Frequenza di punture accidentali o di esposizione di altra natura a sangue infetto Efficacia di trasmissione a seguito di una singola esposizione al virus Prevalenza di immunizzati tra gli operatori esposti VACCINAZIONI RACCOMANDATE PER GLI OPERATORI SANITARI VACCINAZIONE ANTI EPATITE B VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZALE PREVENZIONE VACCINAZIONE ANTI EPATITE B PRECAUZIONI STANDARD/CONTATTO FORMAZIONE ADDESTRAMENTO DEL PERSONALE DISPOSITIVI DI SICUREZZA RISCHIO INFETTIVO Prevenzione Le conoscenze epidemiologiche appaiono consolidate Sono disponibili presidi di sicurezza e procedure adeguate per il contenimento La valutazione del rischio, l’informazione e la formazione degli operatori, le campagne vaccinali rappresentano componenti fondamentali dei programmi specifici di prevenzione e della qualità globale dell’assistenza