Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... INDICE Le sette opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli… Introduzione: pag. 1 1. Le opere di misericordia pag. 3 2. La tradizione delle opere di misericordia pag. 5 3. Le opere di misericordia nel nuovo anno pastorale pag. 12 4. Le opere di misericordia tra “Memoria, fedeltà, profe- pag. 14 zia 5. Finalità pag. 16 6. Obiettivi pag. 17 7. Vangelo pag. 19 Introduzione Il Signore ci concede la grazia di iniziare un nuovo anno insieme, in sintonia con il Magistero della Chiesa che l‟8 dicembre inizia l‟anno della Misericordia: è bello pensare di poterlo vivere come discepoli di Gesù. Proviamo a volgere un momento lo sguardo al recente passato: quante opportunità di crescita e quanto il Signore ci ha amato, permettendoci di camminare insieme e, forse, di diventare cristiani un po‟ migliori: ricordiamo la felice esperienza del 2011/12, quando abbiamo vissuto l’itinerario pastorale sui sette vizi capitali1 che hanno riscosso un interesse inatteso; nel 2012/13 abbiamo proposto le sette sorelle virtù2, accolte con entusiamo e partecipazione da tutti. Siamo poi passati, nel 2013/2014, ai sette sacramenti3 che ci hanno illuminato e resi più qualificati nel cammino di fede, per poi arrivare nel 2014/2015 alle beatitudini evangeliche4 per una felicità cristiana da vivere e condividere con i fratellli. Nell‟anno pastorale 2015/16 ci inoltreremo nella riflessione sulle sette opere di misericordia corporale e spirituale. Guardando al giubileo straordinario - indetto da Papa Francesco con la bolla di indizione Misericordiae vultus (MV) dell’ll aprile 2015, occorre chiederci quale prospettiva assumere per viverlo in modo autentico e farlo diventare evento di riconciliazione e unità, non di divisione e discordia. ____________________________ 1. PARROCCHIA MARIA SS. ADDOLORATA, I sette vizi capitali. Alla ricerca di se stessi come arte del vivere, Anno Pastorale 2011-2012. 2. PARROCCHIA MARIA SS. ADDOLORATA, Le sette sorelle virtù. Per una vita buona e felice, Anno Pastorale 2012-2013. 3. PARROCCHIA MARIA SS. ADDOLORATA, I sette sacramenti. Per una vita santa e felice, Anno Pastorale 2013-2014. 4. PARROCCHIA MARIA SS. ADDOLORATA, Le Beatitudini. Per non essere felici da soli, Anno Pastorale 2014-2015. 1 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... In primo luogo, occorre sottolineare il fatto che l‟anno santo indetto da Papa Francesco è “straordinario”, perché non si colloca nella ordinaria frequenza degli anni giubilari, ogni 25 anni, per celebrare l‟incarnazione del Signore, come è accaduto nel 2000, l‟ultimo anno santo ordinario celebrato da Papa Giovanni Paolo II . La straordinarietà dell‟anno santo 2015/16 è legata ad un evento particolare della vita della Chiesa: il cinquantesimo anniversario della chiusura del concilio Vaticano II. È un particolare da non dimenticare, che il papa richiama esplicitamente e con forza nella bolla di indizione dell‟anno giubilare: L‟Anno Santo si aprirà l‟8 dicembre. (...) Ho scelto la data dell‟8 dicembre perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del concilio ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell‟evento. Per lei inizia un nuovo percorso della sua storia5. Nello stesso documento scrive sempre il Papa: È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i ________________ 5. PAPA FRANCESCO, Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia, Roma 2015, nn. 3-4. 2 Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto missaggio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista. Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. Vangelo Matteo 25,31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell‟uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l‟avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch‟essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l‟avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna». 19 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... 4. Riscoprire e allenarsi a praticare le opere di misericordia corporale e spirituale, partendo dalla loro formulazione mensile e dalla tradizione, arricchendole con le opere dell‟oggi. 5. Promuovere l’educazione del cuore, con tutto ciò che questo comporta a livello di ordine degli affetti e dei sentimenti e di equilibrio della persona nelle sue diverse relazioni, ma anche come educazione della coscienza. In questo senso disse il Signore: «Siate misericordiosi come è misericordioso il vostro celeste Padre»… Nel comprendere ciò dobbiamo procurare noi medesimi di compiere con buon affetto quelle migliori opere che a noi sono possibili20. La preghiera conclusiva dell’Assemblea Diocesana sia augurio e auspicio di speranza per tutti perché la comunità viva un anno pastorale all‟insegna della fraternità e della misericordia: Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato ad essere Misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui. Mostraci il tuo Volto e saremo salvi. Il tuo sguardo pieno d‟amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro; l‟adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura; fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito. Fa‟ che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé La parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio! morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti6. 1. Le opere di misericordia Lieti della sintonia tra il pluriennale percorso pastorale ed il Magistero della Chiesa, vogliamo avviare oggi una rilettura della tradizione delle opere di misericordia tentando di dare una risposta a qualcuno dei molti interrogativi che possono affacciarsi alla mente: La distinzione tra opere di misericordia corporale e spirituale non deriva forse da un dualismo corpo-spirito, smentito da un corretto approccio antropologico? L‟insistenza sulle “opere”, sul “fare”, non è forse unilaterale e non rischia di sollecitare la dimensione che riduce la fede ad assistenzialismo ed attivismo? La schematizzazione che restringe a sette le categorie dei bisognosi non è limitante e dunque da rigettarsi? La tradizione delle opere di misericordia non è meno interessante e meno “parlante” di quella oggi così riletta e commentata da credenti e non credenti, da filosofi e psicologi, da storici della cultura e storici dell‟arte, da teologi e letterati, dei sette vizi capitali, a cui, comunque, si potrebbe adattare qualcuna delle suddette obiezioni (ad esempio, quella riguardante lo schema settenario)? In una sola domanda: ha senso oggi, riflettere su un argomento che può apparire superato, riduttivo, rigido, poco interessante? 20. LUIGI GUANELLA, Il Pane dell’anima. Primo corso di omelie domenicali esposte in una massima scritturale (1883), in Scritti per l’Anno Liturgico, Nuove Frontiere, Roma 1992, p. 362. Credo che a questi rilievi si possa replicare mostrando che volgersi verso il passato per trovare indicazioni o ispirazioni per l‟oggi è una via da percorrere in tempi di smarrimento come quello attuale, in cui la perdita di punti di orientamento e di riferimento ci chiama a ricostruire una grammatica dell‟umano e delle relazioni interpersonali, sociali, politiche e, a livello ecclesiale, ci assegna il compito di ritrovare l‟essenziale e discernere l’irrinunciabile della fede. 18 3 __________________________ Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... Dunque, se le domande sopra riportate contengono elementi di fondatezza, questi sono insufficienti per scoraggiare la rilettura della tradizione delle opere di misericordia: sono molti di più, infatti, gli aspetti che la rendono utile e significativa. Obiettivi La prima risposta alla domanda di senso si trova rispondendo a una domanda ancor più radicale: perché la carità oggi? 1. Valorizzare i testi della Sacra Bibbia (racconti, discorsi, personaggi, salmi…) nella riscoperta delle meraviglie della Storia della Salvezza, «mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi» (Col 1,26). A noi l‟impegno di reimparare l‟elementare grammatica della carità lasciandoci guidare dalle parole del Papa: Vogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L‟evangelista riporta l‟insegnamento di Gesù che dice: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36) È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace. L‟imperativo di Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr. Lc 6,27). Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta. In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita7. Gli obiettivi dell‟anno precisano e danno concretezza e specificazione alla finalità, che rimane l‟orizzonte più ampio a cui essi rimandano e in cui si inseriscono. Continuare la Lectio del Vangelo di Marco; Approfondire le Parabole della Misericordia nei ritiri spirituali (Avvento e Quaresima). Avviare un laboratorio della Parola nelle case per riprendere in gruppo il tema della Parola di Dio. 2. Favorire in ciascuno di noi la rilettura della propria storia personale alla luce della Storia della Salvezza, per cogliere e far cogliere la propria storia personale come amata e benedetta da Dio, e di conseguenza come dono e opportunità di bene per sé e per il prossimo. Trattare alcune tematiche riguardanti la propria storia personale durante gli Esercizi Spirituali in città (1ª settimana di Quaresima) e nella Catechesi Comunitaria di fine anno. 3. Sviluppare lo stile e gli atteggiamenti di misericordia presenti nella tradizione e nella prassi educativa di Don Guanella. ____________________________ 7. Idem, n. 13. 4 Vivere in pienezza il Sacramento della riconciliazione (tutti i venerdì pomeriggio e il primo venerdì del mese di sera), l‟Adorazione Eucaristica serale (primo venerdì del mese), la devozione al Sacro Cuore di Gesù (primo venerdì del mese). Promuovere atteggiamenti di simpatia/empatia con le attese e delusioni dei giovani, specialmente i più poveri e bisognosi. Partecipare al Pellegrinaggio di fine anno a Roma nell‟Anno Giubilare della Misericordia con l‟attraversamento della Porta Santa (mese di Giugno). 17 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... Alla luce di quanto detto finora, si riportano, di seguito, finalità ed obiettivi del percorso pastorale 2015/2016: Finalità Annunciare il Vangelo della misericordia, che è allo stesso tempo Vangelo della gioia e della carità. Esso manifesta due aspetti di importanza vitale per la vita del cristiano: 1. 2. Chi è Dio: l‟Emmanuele, Dio con noi e per noi; lento all‟ira e grande nell‟amore; Trinità d‟amore. Chi sono i suoi veri figli: amati e perdonati, e per questo capaci di amare e perdonare¸ familiari di Dio e concittadini dei Santi; Chiesa di Dio nel mondo. Il tema della misericordia ci porta a riprendere e approfondire la ricchezza della Parola di Dio, nei personaggi e nelle situazioni narrate. La Parola ci accompagna verso una rinnovata relazione con Dio e con il prossimo, ci impegna a rivedere l‟immagine e le rappresentazioni che ci siamo fatti di Dio, purifica la nostra fede e ci rimanda ad essere Chiesa e cuore di Dio per i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più miseri e bisognosi, così come don Luigi Guanella ci ha insegnato: Il prossimo che ne circonda è un popolo misero, ma perché è immagine di Dio, noi tripudiamo nella società dei fratelli nostri. E se fra il prossimo havvene uno più difettoso o nei sensi del corpo ovvero nelle facoltà dell‟anima, questi ci è sovrammodo caro19. ____________________ 19. LUIGI GUANELLA, Il Fondamento…, o. c., pp. 878-879. 16 2. La tradizione delle opere di misericordia «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è miseri cordioso» (Lc 6,36). Prima di essere un comando, queste parole di Gesù sono la rivelazione di una possibilità: esse attestano la possibilità per l‟uomo di partecipare alla misericordia di Dio, ovvero di dare vita, di mostrare tenerezza e amore, di fare grazia, di con-soffrire con chi soffre, di sentire l‟unicità dell‟altro e di essergli vicino, di perdonare, di sopportare l‟altro e di pazientare per le sue lentezze e le sue inadeguatezze. Se “misericordioso e compassionevole” è il nome di Dio (cfr. Es 34,6; Sa186,15; 103,8; 111,4; eccetera), Gesù di Nazaret ha dato un volto d‟uomo a tale misericordia e compassione e l‟ha narrata nella sua vita (cfr. Mc 1,41; 6,34; Lc 7,13; eccetera) e, dietro a lui, per la fede in lui e l’amore per lui, anche il discepolo del Signore può vivere la misericordia. Nella Bibbia la misericordia non è semplicemente un‟emozione, un fremito delle viscere di fronte al soffrire altrui: essa nasce come acuta risonanza in me del soffrire altrui, ma diventa poi etica, prassi, virtù. Così avviene per il samaritano della parabola, che fa tutto ciò che è in suo potere per alleviare concretamente le sofferenze dell‟uomo lasciato moribondo ai lati della strada (cfr. Lc 10,29-37). La misericordia, secondo il linguaggio biblico, la si fa (cfr. Gen 19,19; 21,23; 24,12; 40,14; Es 20,6; Dt 5,10; Rt 1,8; eccetera); «Va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10,37), dice Gesù al dottore della Legge a cui ha narrato la parabola del samaritano. Di Gesù che opera guarigioni si dice: «Ha fatto bene ogni cosa» (Mc 7,37; cfr. At 10,38). I discepoli dunque conoscono ormai la volontà di Dio: la misericordia («Misericordia io voglio e non sacrifici»: Mt 12,7); e sanno anche come volerla essi stessi e come praticarla: seguendo le tracce del cammino percorso da Gesù e mettendosi alla scuola di lui che è «mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Fondamento del passaggio da Dio all’uomo della capacità di “fare misericordia” è il comando dato da Gesù di amare e la prassi di amore che egli stesso ha vissuto: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34); «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi» (Gv 15,9). Questo amore non può che essere concreto e visibile, effettivo e non semplicemente affettivo, operativo e pratico e non solo intimo e inespresso. 5 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... La Prima lettera di Giovanni lo ricorda a più riprese: «Non amia mo a parole, né con la lingua, ma con i fatti e nella verità (in opere et veritate)» (1Gv 3, 18); «Se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio ?» (1 Gv 3,17); «Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede» ( 1 Gv 4,20). Già l‟Antico Testamento ha enucleato alcune di queste realizzazioni visibili della carità che sono atti di liberazione (cfr. Is 58,6) del povero e del bisognoso: «Dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo» (Is 58,7). Facendo l’apologia della propria condotta di un tempo, Giobbe afferma di essersi sempre preso amorevolmente cura della vedova e dell‟orfano, di aver condiviso il proprio pane con il bisognoso e di aver vestito chi era privo di abiti (cfr. Gb 31,16-23). Visitare i malati (cfr. Sir 7,35), consolare gli afflitti (cfr. Sir 48,24), seppellire i morti, fare l’elemosina ai poveri, nutrire chi è privo di cibo e vestire chi è nudo (cfr. Tb 1,16-18), sono tratti di questa declinazione pratica dell‟amore per il prossimo delineati già nell‟Antico Testamento. Il giudaismo, che fin dal I secolo a.C. aveva familiarità con l‟idea di “opere di misericordia” e che a volte le chiamava “bei comandamenti”, affermerà che “il mondo poggia su tre fondamenti: la Torah, il culto e le opere di misericordia (ghemilut chasadim). E il Targum (ovvero la parafrasi aramaica del testo ebraico della Scrittura), commentando il passo biblico in cui si narra la sepoltura di Mosè (la cui tomba non fu mai trovata, cfr. Dt 34,6), parla di una serie di opere caritatevoli come forma di imi tatio Dei: Luogo privilegiato del confronto e della crescita è l‟incontro comunitario che nella nostra Parrocchia è prassi consolidata, sia negli eventi periodici che scandiscono l‟anno pastorale (l‟assemblea parrocchiale di inizio anno pastorale, i ritiri di Avvento e di Quaresima, le settimane dedicate agli esercizi spirituali in città e alla catechesi comunitaria conclusiva) sia nella programmazione ordinaria delle catechesi settimanali, rivolte a famiglie, giovani, cooperatori guanelliani. Il percorso tracciato dal Vescovo ha come pietre miliari i tempi dell‟Anno liturgico (Avvento-Natale, Quaresima-Pasqua, Tempo Ordinario) collegati a tre momenti del cammino di Gesù e dei suoi discepoli da e verso Gerusalemme: Avvento-Natale: “Da Gerusalemme ad Emmaus e da Emmaus a Gerusalemme” (Lc 24,13-34): Risvegliare la memoria, collegando l‟impegno dell‟evangelizzazione e la duplice accoglienza verso Gesù e verso i fratelli più poveri. Quaresima-Pasqua: “Da Gerusalemme a Gerico” (Lc 10,3037): Vivere la fedeltà, allargando lo sguardo verso chi è “diverso” da noi per lingua, cultura, religione, nazionalità. Tempo Ordinario: “Da Gerusalemme a Gaza” (At 8,26-39): testimoniare la profezia, intensificando l’impegno missionario soprattutto nei riguardi dei giovani a cui non vanno negati fiducia e disponibilità al dialogo. Benedetto il nome del Maestro dell‟universo che ci ha insegnato le sue vie giuste! Egli ci ha insegnato a vestire quelli che sono nudi, quando lui stesso ha vestito Adamo ed Eva ... ci ha insegnato a visitare i malati, quando è apparso nella pianura di Mamre ad Abramo che soffriva ancora per il taglio della sua circoncisione; ci ha insegnato a consolare quelli che sono in lutto, quando apparve a Giacobbe, al suo ritorno da Paddan, nel luogo dove era morta sua madre; ci ha insegnato a nutrire i poveri, quan- 6 15 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... 4. Le opere di misericordia tra “Memoria, fedeltà, profezia” La proposta pastorale sulle opere di misericordia, facendo propria l‟esortazione espressa da Papa Francesco nella bolla di indizione dell‟Anno Giubilare, intercetta l‟invito, rivolto dal Vescovo alla persona ed alla comunità, a perseverare nella scelta mistagogica di sintesi tra liturgia e vita. Dopo il triennio di riflessione sulla fede, la speranza e la carità attraverso le icone bibliche di Bartimeo, della Samaritana e di Nicodemo, nell‟Anno Pastorale 2015/16 il Vescovo chiama tutti e ciascuno ad un “esercizio di discernimento”, a partire dalle risposte concrete ai tre quesiti emersi dall‟analisi sociologica16 delle Lettere pastorali: a) Come invitare ciascuna delle comunità parrocchiali di questa dio cesi ad aprirsi al proprio territorio? b) Come far crescere ciascuna delle comunità parrocchiali nella scelta mistagogica? c) In quale direzione orientare le stesse comunità affinché assolvano il loro delicato dovere educativo verso i giovani ed i ragazzi?17. Alla base del metodo che ha ispirato le Visite pastorali e le Lettere alle singole comunità c‟è il discernimento, “l’operazione spiritua le fondamentale, che precede e illumina tutte le altre, in coerenza con la scelta mistagogica”18; la Memoria della comunità in cui il Signore ci ha voluti rimanda, poi, alla Fedeltà alla Parola da cui scaturisce la Profezia, intesa come testimonianza coerente e convinta nella vita di tutti i giorni. ________________ 16. LUCA DIOTALLEVI, Un evento raro in un posto particolare. Interrogativi sociologici sui documenti della Visita Pastorale alle parrocchie della Arcidiocesi di Bari-Bitonto, in FRANCESCO CACUCCI, Memoria fedeltà profezia. Visite pastorali 2007-2014, Ecumenica editrice, Bari 2015,, vol. I, pp. 13-4. 17. FRANCESCO CACUCCI, Traccia per l’Anno Pastorale 2015-2016 “La solleci tudine del pastore e la docilità del gregge” - Le Visite pastorali nella nostra Diocesi, pag. 2. 18. Idem, p. 2. 14 do ha fatto scendere il pane del cielo per i figli di Israele; e quando Mosè è morto, ci ha insegnato a seppellire i morti8. La tradizione giudaica afferma ancora che le opere di misericordia abbracciano un ambito molto più vasto della sola elemosina e sono molto più grandi di essa: L‟elemosina viene fatta solo con il denaro, le opere di misericordia con il denaro e con tutta la persona; l‟elemosina viene fatta solo al povero, le opere di carità vengono fatte sia ai poveri che ai ricchi; l‟elemosina viene fatta solo ai viventi, le opere di carità riguardano sia i vivi che i morti (bSukkah 49b). Questo testo giudaico è particolarmente importante perché sottolinea la vera portata delle opere di misericordia: la qualità dei rapporti umani è fondamentale se si vuole „fare‟ un‟opera di misericordia, per praticarle bisogna impegnarsi personalmente, non si può praticarle se non ci si innalza dal piano dell‟avere a quello dell‟essere. Il Nuovo Testamento trova nella pagina del giudizio universale di Matteo 25,31-46 una esemplificazione e un elenco di sei gesti di carità che, fatti a un povero, a un piccolo, sono in verità fatti a Gesù stesso: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36). Su queste basi bibliche, e soprattutto sul fondamento evangelico e sull‟esempio di Gesù, si sviluppa presto nella coscienza cristiana il senso dell‟importanza della traduzione pratica dell‟amore di Dio: la misericordia trova un‟infinità di espressioni e di manifestazioni assolutamente non racchiudibile in un elenco, ma la proliferazione di “liste”, attestata nella produzione letteraria cristiana antica, non solo non smentisce questa affermazione, ma la conferma perchè esprime il carattere non misurabile e non contenibile della misericordia le cui opere si situano tra un elemento perenne (l‟esigenza e il fondamento divini) e uno cangiante (i differenti _______________________ 8. Targum a Deuteronomio 34,6. 7 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... bisogni della creatura umana). Lungi, dunque, dal voler esaurire le possibilità della misericordia, le liste sono indicative: da un lato affermano alcune istanze basilari dell‟essere umano e della sua dignità, dall‟altro vanno accolte come sollecitazione della creatività e dell‟intelligenza dei credenti nella storia perché la carità non sia solamente un gesto “buono”, ma anche “profetico”. In uno scritto del II secolo d.C., Il pastore di Erma, troviamo un elenco di azioni buone da compiere, o meglio, di attitudini buone in cui abitare e in cui camminare. Infatti, non si tratta solamente di “cose da fare”, ma anche di disposizioni d‟animo, ovvero del modo di vivere le relazioni con il prossimo che il cristiano è chiamato a mettere in pratica: Assistere le vedove, visitare gli orfani e i bisognosi, liberare dalle necessità i servi di Dio, praticare l‟ospitalità, non ostacolare nessuno, essere tranquillo, divenire il più umile di tutti gli uomini, rispettare gli anziani, praticare la giustizia, osservare la fratellanza, tollerare la tracotanza, essere longanime, non avere rancore, consolare chi è afflitto, non respingere coloro che sono scandalizzati ma convertirli e renderli gioiosi, ammonire i peccatori, non opprimere i debitori e i bisognosi9. Le persone fanno sempre più fatica a dare un senso profondo all‟esistenza. Ne sono sintomi il disorientamento, il ripiegamento su se stessi e il narcisismo, il desiderio insaziabile di possesso e di consumo, la ricerca del sesso slegato dall‟affettività e dall‟impegno di vita, l‟ansia e la paura, l‟incapacità di sperare, il diffondersi dell‟infelicità e della depressione. Ciò si riflette anche nello smarrimento del significato autentico dell‟educare e della sua insopprimibile necessità. Il mito dell‟uomo “che si fa da sé” finisce con il separare la persona dalle proprie radici e dagli altri, rendendola alla fine poco amante anche di se stessa e della vita15. Credo che l‟anno pastorale dovrà essere un tempo per ritornare a tenere lo sguardo fisso su Gesù, sulla sua umanità, sulle sue relazioni, sui suoi gesti, sulle sue parole. È un tempo per riscoprire che nell’umanità di Gesù si riflette il volto della misericordia del Padre. Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Nel III secolo Cipriano di Cartagine dedica un breve trattato a Le buone opere e l’elemosina e nella sua opera La preghiera del Signore afferma che la preghiera, per essere ascoltata, deve essere accompagnata da “opere di bene”. Più tardi Lattanzio presenta una lista che si avvicina a quella che diventerà tradizionale: Se qualcuno non ha cibo, condividiamolo con lui; se qualcuno viene a noi nella nudità, vestiamolo; se qualcuno è vittima di ingiustizia da parte di un potente, liberiamolo. La nostra casa sia aperta ai pellegrini e ai senza tetto. Non smettiamo mai di __________________________ ______________________ 9. Erma, Il Pastore, Precetti VIII, 10, a cura di M. B. Durante Mangoni, EDB, Bologna 2003, p. 112. 8 15. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Educare alla vita buona del Vangelo. Orientamenti pastorali dell‟Episcopato italiano per il decennio 2010-2020, n. 18. 13 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... difendere gli interessi degli orfani e di assicurare la nostra protezione alle vedove. Grande opera di misericordia (misericordiae opus) è riscattare i prigionieri al nemico, visitare e consolare i malati e i poveri. Se dei miseri o degli stranieri muoiono non lasciamo che restino insepolti. Queste sono le opere, i doveri della misericordia: se qualcuno ne assume l‟iniziativa, offrirà a Dio un sacrificio autentico e gradito10. 3. Le opere di misericordia nel nuovo Anno Pastorale La forma con cui la lista delle opere di misericordia è divenuta tradizionale e che noi prenderemo in considerazione durante questo nuovo anno pastorale suona così: 0. Opere di misericordia corporali e Opere di misericordia spirituali: Ottobre 2015 1. Dare da mangiare agli affamati - Insegnare agli ignoranti: Novembre 2015 2. Dare da bere agli assetati - Consigliare i dubbiosi: Dicembre 2015 3. Vestire gli ignudi - Consolare gli afflitti: Gennaio 2016 4. Alloggiare i pellegrini - Ammonire i peccatori: Febbraio 2016 5. Visitare gli infermi - Sopportare pazientemente le persone moleste: Marzo 2016 6. Visitare i carcerati - Perdonare le offese: Aprile 2016 7. Seppellire i morti - Pregare Dio per i vivi e per i morti: Maggio 2016 I Vescovi Italiani negli Orientamenti Pastorali per il decennio del 2010 – 2020, Educare alla vita buona del Vangelo, hanno voluto offrire alcune linee di fondo per una crescita concorde delle Chiese in Italia nell‟arte delicata e sublime dell‟educazione, scrivendo quanto segue: 12 Tra gli “strumenti delle buone opere”, la Regola di Benedetto elenca: Ristorare i poveri, vestire chi è nudo, visitare chi è malato, seppellire chi è morto, soccorrere chi si trova nella tribolazione, consolare chi è afflitto11. Ovviamente questi elenchi non vanno intesi in senso restrittivo, quasi che solo le situazioni e le categorie di bisognosi indicate debbano essere destinatarie dell‟aiuto. Una lista definitivamente fissata delle opere di misericordia non è ancora attestata entro la fine del primo millennio: probabilmente è solo con il XII secolo che assistiamo allo stabilirsi di una lista ricorrente e convenzionale di sette opere di misericordia, quelle che chiamiamo corporali (le sei di Matteo 25 , più la sepoltura dei morti attestata nel libro di Tobia) a cui si accompagnerà - certamente almeno a partire da Tommaso d‟Aquino - la lista di sette opere di misericordia spirituali. Conosciamo, del resto, il fascino che il numero sette e i settenari (pensiamo agli anni pastorali vissuti: i sette vizi capitali, le sette sorelle virtù, i sette sacramenti) esercitarono sull’animo dell’uomo medievale al punto che il medioevo celebrò il trionfo del sette”: “Il sette è simbolo di ordine e di completezza, sintesi quasi magica di unità e di molteplicità12. ______________________ 10. Lattanzio, Epitome 60, 6-7. 11. Regola di Benedetto 4,14-19, in Regole monastiche d’occidente, a cura di E. Bianchi e C. Falchini, Einaudi, Torino 2001, p. 205. 12. CARLA CASAGRANDE – SILVANA VECCHIO, II sette vizi capitali. Storia dei peccati nel medioevo, Einaudi, Torino 2000, p. 123. 9 Anno Pastorale 2015 - 2016 Le Opere di misericordia: per vivere come suoi discepoli... San Luigi Guanella, in un suo scritto catechistico dal titolo Il Fondamento, prendendo in considerazione le sette opere di misericordia corporale e spirituale, così si esprime: Verrà un dì, o Filotea, quando Gesù, apparendo al cospetto di tutti, dirà «Beati or sono quelli che nella persona de‟ miei poveri mi hanno soccorso di cibo, di bevanda, di vestimenta o di conforto qualsiasi al corpo od allo spirito». Opera di misericordia tu compi, o Filotea, quando nel tuo cuore vieni coricando le umane infermità a fine di provvedervi. Girolamo Miani nella terra di Lombardia e di Venezia correva per saziare gli affamati, per sollevare gli assetati, per vestire i poverelli, per curare gli appestati; volgeva l’occhio pietoso ai pellegrini, ai carcerati, ed ai morti porgeva pietoso la sepoltura. Eccolo il cuor pietoso. Di frequente il Signore operava prodigi in pro alle brame sante di Gerolamo Emiliani. Era l‟anno 1842. La città di Torino volgeva mesta lo sguardo alla salma del canonico Cottolengo. Questi aveva scritto in cuor suo ed in quello di anime pietose la massima dello Apostolo: «La carità di Cristo ci costringe» (2 Cor 5,14). Questo ricordo lo incise sulle mura di una istituzione che chiamò “Piccola Casa della divina Provvidenza”. In questa si ricoverano almeno tremila poveri. Tu entri e ti pare entrare in una anticamera del paradiso. In questa casa v‟ha chi istruisce, chi consiglia, chi ammonisce. V‟ha chi consola, chi perdona, chi prega per i vivi e per i morti. Ciascuno con grande cuore attende ad esercitare meglio che può tutte le opere di misericordia o corporale o spirituale. Filotea, leggi nell‟esempio di questa casa e confortati13. Con il settenario la molteplicità di atti di misericordia viene in certo modo sintetizzata e dotata di unità. Sempre nel medioevo, accanto al settenario, si sviluppa un sistema binario per cui, ad esempio, ai sette vizi si accompagnano sette virtù, spesso descritte in maniera corrispondente e parallela ai vizi, ai sette doni dello Spirito Santo si accompagnano i sette sacramenti: Nella tradizione si sono sviluppate sette opere di misericordia corporale e sette di misericordia spirituale. Il sette è un numero sacro. Ci sono i sette doni dello Spirito Santo e i sette sacramenti. Le sette opere di misericordia sono, per così dire, un sacramento dell‟agire. Attraverso il nostro operato misericordioso questo mondo vuole trasformarsi. L‟opera di Gesù vuole proseguire benefica in questo mondo tramite il nostro agire. Nella descrizione delle opere di misericordia corporale per me è importante sempre vedere già anche l‟aspetto spirituale. Persino le condizioni di bisogno fisico, come la fame, la sete e la nudità, hanno sempre già anche una dimensione spirituale. Desidero quindi vedere sempre entrambi gli aspetti: l‟agire concreto, come quello che ha presente Gesù, e il significato spirituale di ogni nostro operare concreto. Le sette opere di misericordia spirituale sono nate dall‟interpretazione spirituale di quelle di misericordia corporale e traspongono le parole di Gesù nella varietà delle nostre relazioni reciproche14. ____________________________ ____________________________ 13. LUIGI GUANELLA, Il Fondamento. Catechismo per le anime che aspirano a perfezione (1885,1914), in Scritti morali e catechistici, Nuove Frontiere, Roma 1999, pp. 974-975. 14. ANSELM GRÜN, Perché il mondo sia trasformato. Le sette opere di misericordia, Queriniana, Brescia 2009, p. 20. 10 11