Opuscolo pubblicato con il contributo
della Legge 285/1997 “Sostegno
all’infanzia e all’adolescenza” nell’ambito
del progetto “Rete Gemelli” realizzato
dalla Provincia di Torino in sinergia con
l’Associazione Ilmondodeigemelli, in
Ringraziamenti
Provincia di Torino:
Assessore
alla
Solidarietà
sociale
Eleonora Artesio
Dirigente Servizio Solidarietà Sociale:
Giorgio Merlo
Funzionarie: Barbara Bisset, Anna Ghioni,
Natalina Vaschetti
Università degli Studi di Torino,
Dipartimento di Psicologia, Progetto
Gemelli:
collaborazione con il Progetto Gemelli-
Prof.ssa Liana Valente Torre
Dipartimento di Psicologia e il progetto
Città di Torino
Divisione Servizi Educativi
Ambulatorio Assistenza Gravidanze
Carla Campini
Gemellari-Dipartimento di Discipline
Ostetriche e Ginecologiche dell’Università
degli Studi di Torino
Si ringraziano in particolare tutti i soci e le
famiglie che partecipano al forum di discussione
dell’Associazione Ilmondodeigemelli
www.ilmondodeigemelli.org/forum
Selezione e redazione testi
Alessandra Rossetti, Mariarita Barisione,
Patrizia Rossini, mamme di gemelli,
autrici del sito web
www.ilmondodeigemelli.org e fondatrici
dell'Associazione Ilmondodeigemelli
E tutti gli Autori del sito web:
Alessandra Rossetti, Mariarita Barisione,
Patrizia Rossini, Cristina Vitali, Massimiliano
Allori, Silvio Bellani
Copyright (2006)
Disegni - Illustrazioni
Maurizio Marianini, padre di gemelli
Associazione Ilmondodeigemelli
Via G. Martina, 25 (già Strada della
Magra 100) Torino
Coordinamento editoriale
Associazione Ilmondodeigemelli, Sabrina
Ghersi
Progetto grafico, impaginazione e
stampa:
A4 Servizi Grafica Chiasso
Introduzione
La famiglia negli ultimi decenni ha subito profonde trasformazioni.
I cambiamenti e le nuove complessità nella vita sociale si ripercuotono sulla
famiglia e la ”sfidano” quotidianamente. Sempre di più, oggi, le famiglie si
trovano a vivere una “difficile normalità”.
Occorre, quindi, continuare a promuovere le iniziative a sostegno e
accompagnare alla scoperta delle potenziali capacità di risposta delle
famiglie. Aiutarsi come genitori, confrontarsi e riflettere sulle proprie
esperienze, scoprendo che i problemi che paiono insormontabili spesso sono
comuni a molte altre famiglie, e che si può tentare insieme di trovare una
soluzione.
Sempre più l’importanza della prevenzione, in ambito familiare, attraverso il
sostegno e la promozione di una adeguata competenza genitoriale, si
configura come una risorsa essenziale nel processo di accompagnamento
affettivo ed educativo dei bambini e degli adolescenti verso la strutturazione
di una identità capace di vivere e di relazionarsi con la realtà in modo
positivo.
In questo ambito la Provincia di Torino ha ritenuto di promuovere sul proprio
territorio la realizzazione del progetto “RETE GEMELLI” che prevede tra le
altre azioni (oltre alla rilevazione dell’incidenza delle nascite gemellari), una
serie di interventi sia a livello di informazione e di supporto diretto alle
famiglie, sia a livello di informazione/formazione/ sensibilizzazione al
personale sanitario, assistenziale ed educativo dei vari Enti del territorio di
competenza.
La pubblicazione qui presentata si colloca tra le azioni di questo progetto,
approvato con Delibera della Giunta della Provincia di Torino e finanziato
nell’ambito degli obiettivi e delle previsioni della Legge 285/1997
“Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e
l’adolescenza”. Il progetto, di natura sperimentale, si configura come un
progetto di vasta area a regia provinciale andando ad insistere su una
tematica di interesse generale anche se con una casistica ad ampia
dispersione territoriale.
Soggetto attuatore delle iniziative del progetto “Rete Gemelli” è
l’Associazione “Ilmondodeigemelli”, in sinergia con il Dipartimento di
Psicologia- Progetto Gemelli e il Dipartimento di Discipline Ostetriche e
Ginecologiche- Progetto Assistenza Gravidanze Gemellari, e con la
collaborazione della Divisione Servizi Educativi del Comune di Torino.
Con l’auspicio che la pubblicazione possa divenire utile strumento di
riflessione e confronto per le famiglie e gli operatori… auguro buona lettura!
Eleonora Artesio
Assessore alla Solidarietà Sociale
Politiche Giovanili e Programmazione Sanitaria
Provincia di Torino
Prefazione
Questa pubblicazione, a cura dell’Associazione “Ilmondodeigemelli” – prima
associazione italiana di genitori di gemelli – è rivolta a coppie in attesa, a
genitori, nonni e parenti di gemelli e si propone di fornire alcune linee guida
per affrontare la non facile situazione gemellare. Situazione di grande
stress, ma in cui si attivano risorse inaspettate ed emergono chiaramente
momenti felici.
Vengono presentati consigli e testimonianze su momenti critici dei primi anni
di vita dei bambini: la nascita, il ritorno a casa, l’allattamento, lo
svezzamento, il sonno, l’inserimento nel contesto scolare ed infine si fa
riferimento alle norme vigenti e di sostegno alla maternità gemellare.
Uno dei messaggi importanti che si può ricavare dalla lettura di questo utile
“vademecum” è che questi genitori sono riusciti a ritagliarsi del tempo
“libero” per trasmettere le loro esperienze di vita, comunicando
preoccupazioni e sfide vinte. Sfide quasi sempre portate avanti “in coppia”,
delineando rapporti tra genitori in cui si sono ricalcate le caratteristiche
positive proprie della coppia gemellare: la solidarietà, lo scambio di ruoli e
l’alleanza nella vita.
Vi auguro di continuare a dialogare con gli Autori di queste pagine, dopo
averle lette, e di acquisire la loro capacità di sorridere e sdrammatizzare,
nonostante alcuni momenti di affanno e sconforto. In questi momenti difficili
pensate che i vostri bambini hanno un legame speciale, unico e profondo
che si rafforza paradossalmente con le separazioni e non li farà mai sentire
soli.
Per evitare a voi genitori di sentirvi soli, l’Associazione offre la possibilità di
incontrare persone, che pur sopraffatte dal lavoro, dalle ansie, hanno
trovato modo e spinta di andare incontro ad altri, per aiutarli a cogliere gli
aspetti positivi di questa esperienza eccezionale.
È meraviglioso pensare che il gruppo degli autori l’abbia fatto – come
riportato nell’introduzione – nel tempo libero!
Liana Valente Torre 1
1
Psicologa, già docente di Psicodiagnostica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di
torino, già responsabile del Progetto Gemelli finanziato dalla Regione Piemonte e dalla
Compagnia San Paolo, la Prof.ssa Valente Torre da anni affronta ed approfondisce la tematica
gemellare. Ha organizzato tre convegni: nel 1988 "I gemelli: il vissuto del doppio", nel 1992 "A
proposito di gemelli…” e nel 2001 "I gemelli: la persona, la famiglia e la scuola". Sul tema
gemellare è autrice, oltre che di diversi articoli, di due volumi “I gemelli. Il vissuto del doppio” e
“La singolarità del doppio”, l’ultimo dei quali definito da Zazzo, il più illustre dei gemellologi, “la
bibbia dei gemelli”.
L’interesse per i gemelli, sorto nell’ambito psicodiagnostico, ha trovato sostegno teorico nel
costruttivismo piagetiano e nei lavori di Zazzo che vedono come elemento centrale nella
formazione della personalità la relazione di coppia. Quella gemellare verrebbe ad assumere
particolare interesse, per la ricerca, in quanto naturale ambito di approfondimento esplicativo di
altre situazioni di coppia, in cui tutti gli individui, crescendo, si trovano coinvolti.
3
SOMMARIO
Introduzione
Capitolo 1 – La nascita e il ritorno a casa
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6
Consigli per affrontare l'onda d'urto gemellare
Una esperienza di prematurità
Le nascite plurime
I consigli di una mamma di tre gemelli
In un tunnel di stanchezza
Il papà di gemelli
Elenco delle cose necessarie e consigli utili
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15
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Capitolo 2 – L’allattamento
e lo svezzamento dei gemelli
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Qualche motivo in più per allattare i gemelli
Insieme o separatamente?
Alcune idee di posizioni per l’allattamento simultaneo
Come organizzarsi per la notte
Alcuni trucchi per lo svezzamento dei gemelli
Pasti in simultanea?
Per cercare di limitare i danni da: sbrodolamento, sputacchiamento,
rovesciamento... ed i danni ai timpani
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23
23
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Capitolo 3 - L’ora della nanna
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Capitolo 4 – L’educazione e l’educazione
Scolastica
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Capitolo 5 – La normativa di interesse per le
famiglie con gemelli
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Le otto "regole d'oro" per genitori disperati
Pericolo gemelli: i primi passi
Insegnare ai gemelli l'uso del vasino, come e quando!
Incoraggiamo la differenziazione!
I gemelli e la scuola: l’asilo nido
Alcuni consigli sull'inserimento dei gemelli nella Scuola dell’Infanzia
A scuola, insieme o separati?
Tutela maternità e paternità
Sostegni economici
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Appendice – Indirizzi utili della Provincia di Torino
Ultima di copertina: infine, qualche parola sulla ns. associazione…
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INTRODUZIONE
Dai “vecchi” genitori ai “nuovi” genitori:
gemelli, consigli per l'uso
Uno dei motivi che ci hanno spinto, noi che eravamo un piccolo ma affiatato
gruppo di genitori di gemelli che si era raccolto intorno al sito web
www.ilmondodeigemelli.org, a fare un “passo avanti” e a costituirci in
un’associazione di promozione sociale, è stato il desiderio di diventare un
soggetto giuridicamente riconoscibile che potesse innanzitutto aprirsi ad
accogliere anche le famiglie meno avvezze alle nuove tecnologie o che non
hanno la possibilità di un collegamento telematico e che potesse agire nel
panorama italiano e, perché no, internazionale, in rappresentanza dei diritti
e delle legittime istanze delle famiglie con gemelli.
Fin dalla nascita del sito web nel 1999, infatti, alcuni genitori si sono
occupati nel loro tempo libero di raccogliere e archiviare moltissime
informazioni, frutto in grandissima parte dell’esperienza diretta di tante
mamme e papà di gemelli trasformando il sito stesso nel “raccoglitore” di un
ricco patrimonio di testimonianze. Parallelamente diversi “esperti”
(ginecologi, pediatri, consulenti della LLLI, educatori, psicologi, ecc.) hanno
offerto la loro collaborazione dando consigli e risposte ai quesiti dei genitori
e contribuendo ad arricchire ancora di più il sito.
Per cercare di raggiungere il maggior numero possibile di famiglie, dunque,
abbiamo deciso di realizzare questo “vademecum”: un “manualetto”
maneggevole che raccolga in poche pagine tutte le informazioni che ci è
sembrato possano essere d’aiuto concreto alle famiglie con gemelli.
Vogliamo farvene, speriamo, dono gradito.
Abbiamo fatto un grosso lavoro di sintesi e scrematura cercando di
raccogliere in poche pagine i punti “salienti” di ciò che in questi anni
abbiamo imparato, perché possano essere a disposizione di tutti senza
bisogno di possedere un computer e una connessione ad internet.
Quelle che abbiamo qui raccolto sono esperienze di vita vissuta, “da genitore
a genitore”, un passaparola di piccoli e grandi trucchi e consigli che in tutti
questi anni ha aiutato concretamente molti neo-genitori di gemelli a sentirsi
meno soli, a tirare avanti nella vita di tutti i giorni e a sentirsi realizzati nel
proprio ruolo.
Da “vecchi” genitori di gemelli, è questo il nostro messaggio per voi “nuovi”
genitori: coraggio, potete farcela! E ricordate che diventare genitori di
gemelli è come percorrere una strada tutta in salita: si comincia ad
arrancare da prima che vengano al mondo… ma il panorama è bellissimo!
Il gruppo degli autori - Alessandra Rossetti
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Capitolo 1 – La nascita e il ritorno a casa
Consigli per affrontare l'onda d'urto gemellare
(Decalogo per la neo-mamma ed il neo-papà di gemelli, di Paola A.)
Seguitemi in questi consigli pratici che vi do, memore dell'esperienza passata e degli
"errori", se di errori si può parlare, fatti da quando sono nati Edoardo e Violetta.
1.
Probabilmente, essendo frequente il caso di parti prematuri, vi capiterà di uscire
dall'ospedale qualche giorno prima dei vostri bambini. In pratica, vi è
consentito, a voi ed alla vostra pancia tagliuzzata - se avete subito un cesareo (che vi farà male per almeno altri quindici giorni) di starvene "a riposo". Ma
sarà già subentrato l'imperativo categorico del "anche se qualcuno bada a loro,
gli dà da mangiare, li lava, li monitora giorno e notte IO SONO LA MADRE, ci
devo andare io!!!!!!!!!". Così, la notte dopo il cesareo, ancora cateterizzate ed
"inflebate", comincerete a fare le prove per alzarvi e andarli a vedere. La
mattina dopo salterete sulla prima sedia a rotelle disponibile e striscerete
esangui (anche perché nei primi due giorni, contrariamente alle vostre vicine
partorienti per via naturale, che si abbuffano di tutto e di più, al massimo
berrete del the, il che non pone in uno stato di grande forza fisica) e strafelici a
vederli. Nel reparto dovrebbe esserci qualche ostetrica volenterosa che
comincerà ad addestrarvi all'allattamento di un esserino di poco più di due chili
per due, ma con delle mandibole da pitbull, che tormenterà il vostro povero
seno per suggere alla fine 3 gocce di colostro. Potrete dirvi comunque fortunate,
perché almeno di notte, potrete riposare, mentre ad alcune sarà toccato in sorte
il nidino in camera (della serie: chi fa da sé fa per tre 24 ore su 24).
2.
Nei giorni di degenza in ospedale vi consiglio di fissarvi un tour unico di visite ai
pupi per amici e parenti non strettissimi: vi sembrerà un po' gelido, ma vi
assicuro che salire e scendere dal reparto al piano di sopra per 22 volte al
giorno e ripetere centosettantasettevolte il racconto di come è andata,
stancherebbe anche un bue.
3.
Dopo cinque giorni, salvo complicazioni, vi butteranno fuori ed inizierete a fare
avanti ed indietro dall'ospedale a casa: per allattare quando siete lì e tirarvi il
latte quando siete a casa, preparare cambietti puliti e lavare cambietti sporchi
(a proposito, non vi terrorizzare se li troverete macchiati di rosso: è solo
leosina, che usano per far cicatrizzare il cordone ombelicale, ma sembra che
facciano apposta a mettergliela dappertutto... Basta un po' uno di quegli additivi
che si mettono nel lavaggio in lavatrice, ve ne sono per capi bianchi o colorati, e
torna tutto come nuovo).
4.
Camminerete sentendo dentro di voi il vostro utero che, ancorché ritiratosi dopo
il parto, ondeggia come un pendolo ad ogni passo (a questo proposito anziché
quelle odiose fasce contenitive da post-cesareo, consiglio delle belle mutandine
alte con sostegno centrale, che fanno meno cilicio e fanno sparire almeno
virtualmente la panciotta).
5.
Se vi capita cercate di dedicare tempo a voi e al vostro compagno: andate fuori
a cena, a vedere un film. Probabilmente saranno le ultime occasioni di relax
"fidanzatinesco" per molto tempo. Sul momento saltare l'appuntamento con
l'ospedale per la poppata delle ore 20.30, per andarvene a cena fuori, vi
sembrerà un delitto, ma vi assicuro che, invece, vi farà bene.
6
6.
Verrà presto il giorno in cui qualche medico del reparto verrà tutto soddisfatto a
dirvi: "Allora, i bambini stanno bene, questa sera (pomeriggio, domani mattina)
ve li potete portare a casa!!!". Beh!?! Questo evento, che auspicavate da giorni
e giorni, vi riempirà da un lato di una gioia immensa e dall'altro vi butterà nel
più bieco sconforto: "Oddio, ma stanno veramente bene, ma davvero siamo in
grado di gestirli..."; andrà tutto benissimo, vi accorgerete che sono piccoli, ma
resistentissimi, che li capirete anche se non parlano. I miei bimbi sono tornati a
casa una decina di giorni dopo di me. Preparatevi tutto prima di andare a
partorire: scorte alimentari, casa pulita, abitini, seggiolini per loro,
sterilizzatore, il forno a microonde - se allattate artificialmente - è un must,
amici caritatevoli come li ho avuti io che sono arrivati a regalarmi sughi pronti,
lasagne surgelate).
7.
Io vi consiglierei di non fare prendere tutte le ferie al vostro compagno subito (è
meglio tenersene un po' di scorta)... Una settimana a casa, secondo me, basta.
E' più importante suddividersi i turni notturni (sempre che non si tratti di
allattamento al seno), in modo da riuscire a dormire almeno quattro ore
consecutive, anche se all'inizio uno da solo, visto che non è ancora molto
pratico, non ce la fa. Poi vedrete che diventerete dei funamboli, in grado di
fargli il bagnetto, rivestirli, dargli da mangiare, in 20' netti.
8.
Vi dico che nei primi tre mesi vi sentirete messi agli arresti domiciliari. I tempi
tra una poppata e l'altra sono talmente ristretti che, tra tempi di preparazione
per uscire e rientrare, penserai che non ne valga la pena. Io invece vi dico di
osare l'osabile perché quei "buffoncelli", nelle situazioni che voi ritenete più
critiche, si dimostrano molto più calmi di quanto voi possiate immaginare.
9.
Se allattate al seno cercate ogni possibile aiuto esterno per il resto: mamma,
sorelle, fratelli, se ve lo potete permettere, per almeno due mesi, un persona
fissa in casa sarebbe l'ideale. Ci saranno giorni in cui aspetterete il vostro
compagno per lavarvi verso le sette di sera, in cui andrete a fare pipì tenendoli
in braccio. Io, ad esempio, non potevo sopportare di sentirli piangere per un
solo attimo, per cui non sono stata molto rigida sugli orari delle poppate, se si
svegliavano prima glielo davo lo stesso. Però resistete a tenerteli in camera per
praticità nelle carrozzine fino al quarto mese massimo, poi abituateli nei loro
lettini, altrimenti diventano stanziali.
10. Insomma, non vorrei terrorizzarvi troppo, però quello che vi aspetta, senza farla
tragica, sarà forse il periodo più faticoso per entrambi: vi capiterà di
"scannarvi", anche se noi avendoli gestiti insieme non ci siamo mai scannati sui
metodi reciproci, litigavamo per un'oggettiva condizione di perdita di libertà e di
stanchezza. E' importante, in un certo senso, e non facile, prendere tutto con
"leggerezza", trovare delle occasioni per ridere (e guardate che ce ne saranno:
mi viene in mente di quando abbiamo preparato tutto per fargli la foto storica
del primo bagnetto ed Edoardo ha "scagazzato" dappertutto e ancora oggi rido
quando guardo la foto del primo bagnetto con l'acqua che sembra quella della
vasca allo zoo dell'ippopotamo).
7
Una esperienza di prematurità
(di Cristina Vitali, introduzione di Mariarita Barisione)
Nella gravidanza gemellare e, a maggior ragione in quella plurima, c'è un'aumentata
incidenza di parto pretermine e di bambini con basso peso alla nascita. Il parto nella
gravidanza bigemina avviene, in media, intorno alla 37^ settimana di gestazione.
Per quel che riguarda la gravidanza trigemina: nell'85% dei casi il parto avviene alla
33^ settimana di gestazione; nel 25% si verifica prima della 32^ settimana; nel 9%
prima della 28^.
La mia è stata una gravidanza tranquillissima, non ho avuto problemi di nessun tipo,
ma ho sempre avuto la sensazione che non sarei riuscita ad arrivare in fondo.
Già alla fine del 4° mese sono cominciate le contrazioni… pochissime, non dolorose
ma il ginecologo mi propose di andare in maternità anticipata. Io stavo bene, non
potevo accettare il fatto di smettere di lavorare per stare a casa senza far nulla, a
me piace lavorare per cui mi convinse (o ci provò) a promettere di stare comunque
attenta e a riposo. Ma si sa, tra il dire e il fare... A settembre (ero quasi entrata nel
6° mese, anche se chi mi vedeva era convinto che avessi già finito il tempo) mi sono
resa conto che era sempre più difficile condurre la vita di sempre: avevo difficoltà a
lavarmi, ad allacciarmi le scarpe, a piegarmi, cominciavo a dover allontanare il sedile
dell'auto dal volante (e i piedi non mi arrivavano ai pedali); insomma, mi rendevo
conto che il mio corpo non avrebbe sostenuto quella gravidanza a lungo. Il
ginecologo mi aveva trovato il collo dell'utero già accorciato e a quel punto mi ha
"imposto" di mettermi in maternità anticipata. Ho perso un po' di tempo fra
appuntamenti con uffici del lavoro, ginecologi della A.S.L. e burocrazia varia, ma, alla
fine, il 6 ottobre sono entrata in maternità anticipata con mio grande dispiacere.
Nei due mesi in cui sono stata a casa, mi è venuto in mente di fare di tutto e di più
pur di passare il tempo. Ho cucito le tende per la camerina dei bambini, ho comprato
una cassettiera da mettere nel loro armadio, sono andata in giro per centri
commerciali a cercare roba da bebè… insomma quell'imposizione del ginecologo era
già uscita dal mio cervello e ogni volta che ci riflettevo mi dicevo: "Vabbè, mica mi
strapazzo". Alla 32° settimana (era il 17 novembre) mi hanno fatto un’eco di
controllo nella quale hanno visto che la bimba non era cresciuta moltissimo rispetto
al mese precedente. Sono stata un po' incosciente, ma non mi sono preoccupata
moltissimo. Il ginecologo e l'ecografista non mi hanno ricoverata (forse se lo
avessero fatto mi avrebbero obbligata a star ferma!!), ma mi hanno ordinato riposo
assoluto… e io sono stata a riposo, per quanto mi è riuscito. Massimiliano usciva per
andare al lavoro al mattino e rientrava la sera alle 20… le giornate erano
stramaledettamente lunghe… mi trascinavo dal divano al letto e mi annoiavo
tremendamente… e vabbè, lo ammetto… ho fatto altre cose che non avrei dovuto
fare e che avrei benissimo potuto far fare a qualcun altro, ma mi sentivo veramente
depressa a star senza far nulla tutto il giorno. Ero convinta che mi stessi comunque
riposando, per cui ero tranquillissima che sarei andata avanti.
Il 2 dicembre alle 5 di mattina, Arrigo (il mio gattone) ai piedi del mio letto mi
chiama… mi metto seduta sul letto e lo tiro su: nello "sforzo" sento che mi è uscita
un po' di pipì… vado in bagno di corsa (sempre tutto di corsa ho fatto… sono una
testona), faccio pipì e torno a letto. Nel coricarmi sento di nuovo uscire qualcosa, ma
non può essere pipì, l'ho appena fatta!! Faccio una telefonata al 118 dove, alla
notizia della mia gravidanza gemellare giunta alla 34° settimana mi invitano ad
andare in ospedale: rottura delle membrane! Sono stata tutto il giorno ferma a letto
8
immobile (l'avessi fatto anche prima!!) e il mattino dopo mi hanno portato in sala
travaglio. Ho un ricordo fantastico del parto, ma non altrettanto del dopo. Sono nati
piccoli e prematuri: Fabio pesava 1930 grammi per 45 cm di lunghezza, Sara 1270
grammi per 35 cm. Me li hanno fatti intravedere mezzo secondo e li hanno subito
portati via. Ho avuto un parto vaginale, per cui dopo due ore ho chiesto di poterli
vedere prima che venissero portati in TIN con l'ambulanza, perché nell'ospedale
dove ho partorito non c'erano più posti disponibili. Sono stati carini, hanno aspettato
che li vedessi prima di portarli via. Ho un ricordo appannato di quel momento.. io
sulla sedia a rotelle, stanca e rincretinita da tutte le emozioni del pomeriggio, i
parenti e gli amici che mi chiedevano come stavo e mi si piazzavano davanti e io che
li volevo vedere. Erano in una culla termica insieme, coperti con una copertina
termica argentata (quelle che hanno nelle ambulanze) stramaledettamente bellini ma
piccini, troppo piccini! Me li hanno portati via sotto gli occhi, e io che facevo finta di
niente, ma dentro di me stavo male… dove vanno adesso? Cosa gli succede?
Sono fatalista per natura (o forse incosciente?!) ma nel momento in cui sono andati
tutti via e io sono andata a letto non ho più pensato a loro, ma a me! Avevo fame,
freddo e sonno! Mio marito e mia cognata sono corsi al Meyer (l'ospedale pediatrico
che li aveva accolti) e io mi sono addormentata come un sasso pensando che Massi
era con loro e che sarebbe andato tutto bene.
Ho partorito la domenica sera alle 21 e il martedì mattina mi hanno dimesso. Sono
andata subito a vederli e, mentre Fabio mi sembrava proprio un ometto, Sara mi ha
fatto impressione! Era piccolissima, con quel pannolino troppo grande per lei (le
arrivava quasi sotto le ascelle), piena di tubi, aghi, sonde… è stato in quel momento
che mi sono sentita proprio una donna di cacca! Avevo combinato un bel macello io e
le mie manie di fare, cercare, correre… avevo costretto i miei figli ad un inizio di vita
traumatico, senza l'odore accanto della mamma, ma con i suoni, le luci, i dolori di
una terapia intensiva neonatale!
Non sono mai riuscita a piangere per questa cosa, né forse a parlare apertamente
con chi mi stava intorno, a tutti dicevo che stavano bene e che erano solo a "metter
su ciccia" che poi era la verità, non hanno avuto bisogno di essere intubati, ma
dentro di me… Ricordo ancora l'emozione quando ci hanno permesso di prenderli in
braccio, avvolti da un asciugamano. Con Sara, specialmente, era una sensazione
stranissima, avevo un ranocchietto sul petto a cui ad ogni mio bacio sulla testina
aumentavano i battiti del cuoricino; ci sarei stata delle giornate intere, ma nelle TIN
non è permesso. Ricordo la felicità di trovare Fabio nel lettino anziché nell'incubatrice
e il tremendo colpo di vederlo sotto la lampada con una mascherina sugli occhi
perché aveva l'ittero. Ricordo con orrore la visita oculistica di Sara fatta davanti a me
(non sarebbe dovuto accadere) in cui sentii pronunciare "R.O.P.": sapevo cosa era,
solo che non avevo capito la parte più importante… era troppo presto per sapere se
c'era. Con il terrore negli occhi chiesi spiegazioni all'infermiera, appena l'oculista uscì
dalla stanza, che cercò di tranquillizzarmi. Ricordo quando, andando in terapia
intensiva, non trovammo più Sara: l'avevano messa in sub-intensiva accanto a
Fabio, stava crescendo e non occorreva più l'intensiva. Il primo cambio di pannolino:
io a Fabio nel lettino, Massi a Sara nell'incubatrice e le nostre visite si concentravano
sul tenerli in braccio e fargli sentire il nostro calore. Alle dimissioni di Sara lessi
"emorragia cerebrale del plesso corioideo" e mi andò il sangue al cervello, nessuno
mi aveva mai detto nulla! Ricordo le interrogazioni al medico con l'ansia di avere una
risposta tranquillizzante che non arrivò (era un medico molto giovane, forse
s'impappinò un pochino) e fu la pediatra a spiegarmi che è abbastanza comune nei
prematuri e che bastava controllare dopo un mesetto che tutto fosse ritornato nella
norma (cosa che abbiamo fatto poi con esito - grazie al cielo - positivo).
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Ho avuto problemi ad allattarli essendo nati prematuri, penso di essermi ammazzata
ma volevo dar loro il mio latte, perlomeno quello visto che erano usciti prima per
colpa mia! Quante cose oltre al normale ho fatto, ho cercato (e a volte ho fatto)
l'impossibile per rimediare a quello che sentivo essere stato come il più grosso errore
della mia vita! Trovare altre mamme con bimbi di 3 mesi che sono grandi 3 volte più
dei miei, dire alle persone l'età corretta per "vergogna" (gli ho tolto un mese e
mezzo più di una volta). Intorno ai 3 mesi ci siamo accorti che Sara era un vegetale
(cioè a noi sembrava così!): era una bimba che guardava molto con gli occhi, ma
muoveva pochissimo la testa, non portava le manine alla bocca (come faceva Fabio),
non allungava le braccine verso la palestrina. Avevo letto tantissimo sui prematuri,
sapevo che Sara era più "grave" perché di basso peso per l'epoca gestazionale, la
guardavo e mi dicevo che non era una bambina sana e normale e tutto per colpa
mia!
I follow up mi hanno veramente tranquillizzata. Ne abbiamo fatti due e al secondo il
medico ci ha detto che loro seguivano i bambini con problemi non quelli sani!! Sono
state le più belle parole che abbia sentito in vita mia: Sara era sanissima, era solo
indietro rispetto a Fabio. Ha cominciato anche lei a girare la testa, a portare le
braccine alla palestrina, a cercare le proprio manine. Quando lei è arrivata a quel
traguardo Fabio magari già diceva le prime sillabe… lei arrivava seconda in tutto… nel
mettere i dentini, nel gattonare, nel camminare… era più indietro rispetto al fratello
e, nel momento in cui ho ben compreso questo concetto, oltre che sentirmi sollevata,
ho smesso di fare paragoni! Adesso hanno 4 anni e incredibile Sara è più "grande" di
Fabio per tantissime cose! Il senso di colpa finalmente mi ha abbandonata anche se
ritengo di essermi comportata da incosciente però mi chiedo: cosa sarebbe cambiato
se realmente mi fossi messa a riposo, sarebbero nati a termine?… chissà… Una cosa
è certa, ho conosciuto altri casi di prematurità in cui la mamma è stata alle regole,
per cui penso che a volte sia la natura a decidere… mi sono sentita in colpa per una
vita ma chi mi dice che sarei andata avanti anche se stavo ferma? Nessuno può
rispondere, per cui bando ai sensi di colpa, fanno solo male e non servono a nulla!
Le nascite plurime
(di Mariarita Barisione)
Ormai è risaputo... è in atto un'esplosione demografica di nascite multiple. Le prime
furono le famose gemelle Dionne: cinque bambine, il primo "pentaparto", nella storia
della medicina, con la sopravvivenza totale di tutte le neonate.
Oggi i parti multipli sono all'ordine del giorno e la nascita di tre - quattro - cinque
gemelli non fa quasi notizia. A partire dagli anni '70, nel mondo occidentale, è
iniziata una vera e propria esplosione di parti plurimi, che ha subito un fortissimo
incremento in questi ultimi anni. Un esempio per tutti: tra il 1980 ed il 1994 la
percentuale dei trigemini, negli Stati Uniti, è aumentata di oltre il 200%. Anche
l'Italia non è da meno: sono più che raddoppiate - ed oggi hanno superato la quota
di 10.000 l’anno - le gravidanze multiple, contro le 5.000 attese in condizioni
normali.
La prima causa, secondo gli esperti, va ricercata nelle cure anti-sterilità, basate
sull’induzione dell’ovulazione con i farmaci. Le coppie che hanno affrontato anni,
nella ricerca di un figlio, possono considerare positivamente questi eventi anche se le
problematiche ad essi connesse sono notevoli: sul piano medico aumentano i rischi
per i feti e poi per i bambini e per la madre.
Si tratta - dunque - di gravidanze piuttosto difficili, ciononostante sono tanti i parti
"record" registrati in Italia: i più noti alle cronache sono senza dubbio i sei gemelli
Giannini, che oggi hanno più di 20 anni. Non è da sottovalutare il fatto che la
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gravidanza gemellare e, a maggior ragione quella multipla, ha un'aumentata
incidenza di parto pretermine e di bambini con basso peso alla nascita. Il parto, nella
gravidanza bigemina avviene, in media, intorno alla 37^ settimana di gestazione.
Per quel che riguarda la gravidanza trigemina: nell'85% dei casi il parto avviene alla
33^ settimana di gestazione; nel 25% si verifica prima della 32^ settimana; nel 9%
prima della 28^.
In molti casi i bambini devono essere ricoverati, anche per lunghi periodi, nei reparti
specializzati di cure intensive neonatali (T.I.N.), per cui sarebbe auspicabile, durante
queste gravidanze, che vi fosse un'adeguata formazione ed informazione - della
coppia - rispetto a queste eventualità. Inoltre, i costi da sopportare sono notevoli sia
per il Sistema sanitario (sia i piccoli prematuri che le loro madri - durante e dopo la
gestazione - hanno bisogno di maggiori cure), che per le famiglie. Inoltre, in realtà,
nessuno è veramente preparato a trovarsi - di colpo - genitore di tre o più bambini,
per non considerare i casi in cui si rende necessaria una procedura di riduzione per i
gravi rischi ai quali andrebbero incontro feti e madre che determina comunque un
grande stress emotivo.
Se crescere un bambino alla volta comporta sempre una certa dose di stress,
combattere con pappe e pannolini moltiplicati per tre (o più) può rivelarsi un compito
quasi impossibile. Uno studio francese - effettuato sulle mamme di trigemini - ha
rilevato un alta percentuale di depressione tra le donne, conflitti all'interno della
coppia e perfino sensi di colpa. Altri studi indicano che - i bambini nati da parto
plurigemellare - hanno più probabilità degli altri di essere trascurati o addirittura
maltrattati. La fatica, insomma, si fa sentire pesantemente... e, proprio per ovviare a
questi problemi, gli esperti raccomandano ai genitori di ricorrere all'assistenza della
famiglia e delle strutture sociali e di farlo subito: l'aiuto va chiesto immediatamente,
senza sensi di colpa e senza pensare di essere "onnipresenti" ed "onnipotenti".
Per fortuna, all'esplosione del "fenomeno multipli" si va accompagnando anche una
maggiore consapevolezza del problema e, quindi, nuove opportunità per affrontarlo
più serenamente. Sotto il profilo medico, ad esempio, oggi esiste l'alternativa del
"parto ritardato", in cui si cerca di guadagnare tempo facendo nascere solo i
prematuri, rimandando la nascita degli altri. Non è applicabile in tutti i casi e
comporta rischi e difficoltà, ma sta dando risultati positivi, con intervalli tra la nascita
dei gemelli addirittura superiore ai 4 mesi.
Per quel che riguarda i problemi psicologici ed organizzativi, invece, la maggiore
esperienza ha dato i suoi frutti ed esistono ormai vari centri specializzati nella
consulenza dei genitori. Nuovi studi sono in corso e si moltiplicano i gruppi di
supporto, in cui condividere problemi e soluzioni, superando il senso di solitudine e di
esclusione di cui si lamentano molte coppie. Perché in una casa con tre o quattro
gemelli, paradossalmente, una coppia (ed una madre in particolare) può sentirsi
disperatamente sola. Una sezione del libro a cura di G. B. La Sala, Bambini e genitori
speciali?, Atti del convegno Internazionale Reggio Emilia 30-31 ottobre 1998 –
Percorsi editoriali di Carocci editore è dedicata alle gravidanze multifetali e può
offrire ulteriori indicazioni bibliografiche.
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I consigli di una mamma di tre gemelli
(di Marina M.)
Tre, e ancor più quattro gemelli, possono far diventare la vita un inferno se non ci si
organizza bene e subito. Quando sono nati i miei bambini mi sono sentita molto
isolata e piena di paure, le altre mamme di singoli non riuscivano logicamente a
capirmi perché non avevano le stesse problematiche che possono esistere con tre
bambini della stessa età, soprattutto quelle psicologiche, ecco perché adesso sono
contentissima di poter essere utile a qualcuno.
-
La prematurità. I miei tre bambini alla nascita pesavano 2.300 grammi
Giuliana, 1.890 grammi Simone e 1.580 grammi Andrea il più piccolino. Sono
nati alla trentacinquesima settimana di gravidanza, quindi erano prematuri e
ovviamente sottopeso. Avendo fatto - prima del parto - una cura a base di
cortisone per far loro maturare la capacità respiratoria, alla nascita non hanno
avuto poi problemi particolari a livello polmonare, ma dovevano naturalmente
nutrirsi bene per prendere peso. I due maschi sono restati in incubatrice
rispettivamente nove e venti giorni. Io ho allattato a casa per un po' Giuliana e contemporaneamente e faticosamente - mi tiravo il latte per darlo al più piccolo
in clinica. Che dire sulla prematurità... per me resta ancora una piccola ferita nel
cuore, perché non li ho potuti tenere stretti da subito, non ho potuto allattarli al
seno quanto avrei voluto e, nella mia testa, c'è sempre l'idea che in qualche
modo possano averne risentito. Per quanto abbia parlato con medici, neonatologi
od altre persone con gemelli non ho mai avuto risposte più dettagliate sul
problema. Ora che sono più grandicelli non mi sembra di notare "tracce" di
questo impatto con la vita (l'incubatrice) un po' più duro che se fossero nati
singoli e col peso giusto. Ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di tenerli
molto in braccio, dargli sempre il biberon tenendoli tra le braccia e non nella culla
con l'asciugamano sotto la bottiglina come in genere si tende a fare quando ci
sono più neonati. Se qualche volta si sta da soli bisogna per forza fare così, però
se si evita secondo me è meglio. E' importante - per i primi tempi - non fissarsi
troppo sul peso e non fare confronti con gli altri bambini. Anche per quanto
riguarda le varie tappe come gattonare, camminare, parlare bisogna sempre
considerare il mese o più che non hanno fatto nella pancia della mamma e non
farsi prendere dall'ansia della fretta e dei confronti. Raggiungono tutti i vari
traguardi al loro tempo, certo più lentamente degli altri, ma non per tutte le
cose, il mio piccolino, quello di un chilo e mezzo, gattonava come un pazzo già
prima di altri bimbi della sua età (anagrafica). Che dire... quello che più conta è
la vicinanza, l'amore e molta molta serenità d'animo. Con tre gemelli non è facile
averla, bisogna conquistarsela giorno dopo giorno. Un aiuto importante è anche
parlare con altre mamme di gemelli, anche attraverso questo meraviglioso sito!!!
A me ha fatto molto bene.
-
Per quanto riguarda il ritorno a casa, oltre a qualche madre o parente stretto di
buona volontà, occorrerebbe subitissimo un'assistenza solo per la notte. Io non
avendo madri e parenti disponibili, mi ero organizzata con due ragazze
puericultrici o anche che facevano questa esperienza nei nidi delle cliniche per
assistere i bambini solo la notte. Si alternavano, una notte l'una una notte l'altra.
I nominativi li avevo reperiti prima ancora del parto attraverso la clinica ed
avevo fatto dei colloqui. E' importantissimo dormire almeno la notte, altrimenti di
giorno non si può essere attive con tre o quattro bambini . Io preferivo esserlo di
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giorno. Adesso, mi sono organizzata con una baby-sitter di notte ed un'altra
ragazza di giorno, che bada alla casa fino alle tre di pomeriggio, ed aiuta anche
l'altra quando io sono fuori per lavoro. Il pomeriggio sto a casa con una delle due
ed i tre bambini.
-
Il momento che necessita la presenza di almeno due persone è il momento
della pappa: io faccio entrare in cucina un solo bambino alla volta e gli do la
pappa con tranquillità (per lui), mentre l'altra ragazza sta con gli altri due
bambini, e via di seguito. Certo tra preparare la pappa e dargliela ci metto quasi
un'ora, ma conviene... far mangiare due e tenere l'altro a terra è un incubo,
piange lui e quelli sul seggiolone. Bisogna cercare di creare momenti di intimità
tra il bambino e la madre, stando a turno con uno solo dei gemelli.
-
Un altro scoglio nella vita con tre gemelli: è molto difficile uscire, come
potrete ben immaginare, ed anche qui ci vuole organizzazione (sembro una
manager oramai più che una mamma...) e molta forza... fisica, bisogna essere
almeno in due e caricarseli in braccio avendo avuto cura di trasportare prima giù
in macchina i passeggini (io ne ho uno gemellare a due posti ed uno singolo) e
poi tutto l'occorrente per una passeggiata (biberon con acqua, ecc.). Se devono
mangiare io preparo la pappa e la metto in tre piccoli termos, poi porto bavaglini
monouso, fazzolettini bagnati, ecc... Siamo riusciti anche a fare delle gite...
pazzesco! Certo è molto stancante, però, vale la pena perché se no stanno
eternamente chiusi in casa. Quando posso uscire da sola ne porto uno alla volta,
sempre con una turnazione precisa, che non bisogna assolutamente dimenticare.
Quello che credo sia importante, è cercare di dare a ognuno il suo spazio con la
mamma, stando un po' di tempo soli con il bambino...
-
Per quanto riguarda la nanna li ho fatti dormire fino a sei mesi nelle culle nella
stessa stanza, avevo in più una carrozzina dove stava il più "difficile" e che all'occorrenza - spostavo in un'altra camera perché dormiva poco e svegliava gli
altri due. Poi li ho messi nel lettino nella loro camera, ma certamente il problema
che si svegliano a vicenda esiste. Per un certo periodo di tempo li ho messi a
dormire in camere diverse, ma era lo stesso un inferno, correvo di qua e di là per
la casa, dovevamo sempre camminare in punta di piedi, non c'era più un punto
della casa dove non ci fosse un bambino!!!... Quindi li ho di nuovo riuniti nella
loro camera e non fa niente, i due maschi si svegliano a vicenda, la bambina
resiste... a volte. Spero che con il tempo si abituino. E' importante, però, metterli
a letto nello stesso momento. Io faccio così: rigorosamente alle 20.30 li metto
nel lettino, spengo la luce, canto un po' di ninna nanna passo per i lettini a
sistemarli e carezzarli, poi chiudo la porta e me ne vado!!! Ovviamente di cullarli
non se ne parla, diventa una schiavitù nonché logisticamente molto difficile,
bisognerebbe essere sempre in tre oppure con sei braccia "allungabili". Scherzo!!
Il vantaggio è che imparano presto a dormire semplicemente senza bisogno di
tante cure.
-
Quando erano piccolissimi, appena nati e per circa tre mesi, ho cercato di fare il
bagno a tutti e tre, tutte le sere, ma come ben immaginerete l'operazione va
eseguita assolutamente uno per volta, pena l'affogamento di uno dei tre, che
sicuramente ti sfugge di mano!!! Scherzavo, naturalmente, ma io utilizzavo
anche il momento del bagnetto per stabilire un po' di intimità con ogni bambino.
Certo non ci puoi mettere tutto il tempo che useresti se fosse uno, ma va bene lo
stesso. Era carino stare finalmente col piccino come se fosse l'unico, facevo
anche un po' di massaggio con l'olio perché sapevo che per i prematuri questo
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contatto con il corpo e le mani della mamma o anche di un'altra persona è
importantissimo. Certo alla fine ero uno zombie, a ripensarci mi sembra
pazzesco, ma non bisogna sottovalutare l'energia incredibile che tira fuori una
madre, soprattutto di tre gemelli, che ha sempre paura di trascurare uno dei tre.
Quando sono diventati più "grandicelli", comunque, ho cominciato a farmi aiutare
dalla baby-sitter. Il bagnetto lo facciamo, chi a l'uno chi all'altro, a turno e
soprattutto non tutti i giorni. A volte ne faccio uno alla sera, uno il mattino dopo
e uno la sera seguente. Non ho una regola, ultimamente avevo pensato di fare
un bagnetto a sera di modo da non stressarci da pazzi, di stare così più tempo
col singolo bambino e in questo modo farebbero il bagno due tre volte la
settimana.
In un tunnel di stanchezza…
(a cura di Mariarita Barisione e Alessandra Rossetti, liberamente
tratto da una discussione avvenuta sul forum dell’Associazione
Ilmondodeigemelli)
I primi mesi dopo la nascita dei bambini sono sempre vissuti come un periodo di
forte stress dal punto dal punto di vista fisico ed emotivo.
Nella nostra esperienza di questi anni di forum, dai discorsi “a ruota libera” tra
mamme di gemelli, abbiamo imparato che, se la sensazione di isolamento è comune
ad un gran numero di donne dopo il parto, per le mamme di gemelli questa
sensazione è ancora più accentuata e accompagnata da un senso di impotenza
ancora più grande. Il messaggio che vorremmo arrivasse alle neo-mamme è che
queste sensazioni sono del tutto normali e giustificate, provarle non le fa essere
“cattive madri” e soprattutto che non sono sole. Chi prova questi sentimenti deve
sapere che la quasi totalità delle altre mamme li prova a sua volta.
Ci racconta Ilaria:
Ho sempre invidiato la "comodità" di avere un solo neonato e infatti spesso dico che
ho fatto il terzo figlio perché volevo sapere cosa volesse dire avere un neonato,
perché con due insieme non ci si capisce nulla. Nulla toglie che crescere uno, due,
tre o quattro bambini sia impegnativo. Spesso poi la vita ti viene cambiata così di
botto (e in peggio) che l'amore per i bambini non basta a colmare la nostra
solitudine. Gli amici di prima si dileguano, non esci più, fai mille sacrifici economici e
ti ritrovi sola in una realtà tutta nuova da gestire. Mi ricordo che io tante volte non
riuscivo a uscire di casa perché tra preparare uno, sistemare l'altro e preparare me
stessa bisognava ricominciare perché magari uno aveva fatto la cacca o aveva
rigurgitato, o piangeva per il mal di pancia e allora arrivi a sera che aspetti con ansia
tuo marito per aver conforto e confronto (e tu sei inevitabilmente col tutone di
amianto, i capelli da pettinare tenuti con la pinza in testa, struccata), ma lui è stanco
della giornata lavorativa e comunque non ti capisce perché non vive il tuo stato di
alienazione totale dal mondo esterno, vivi in una specie di bolla dove al posto della
neve fioccano pianti, pannolini, pappe, poppate, bagnetti... e sei stanca!
Chi ha la fortuna di riuscire ad entrare in contatto con altre mamme gemellari, a
confrontarsi, trae da questo un grande giovamento perché si rende conto di non
essere sola nella grande stanchezza accumulata. Già, perché l'energia che una
mamma di gemelli deve impiegare per accudire al meglio due (o più) neonati
contemporaneamente è tale per cui spesso si sente solo mamma e non più donna...
brutta, in disordine e senza grosse prospettive per il futuro, ma spesso basta volgere
lo sguardo verso i bambini e la prospettiva - come d'incanto - cambia!
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Il papà di gemelli
(di Alessandra Rossetti)
Se il ruolo del papà è importante in qualsiasi famiglia con un figlio neonato, è
sicuramente fondamentale quando si tratta di gemelli.
Il oinvolgimento del papà inizia durante la gravidanza. La gravidanza gemellare è in
generale più faticosa di una gravidanza singola. C’è una più alta probabilità che sia a
rischio di parto pretermine e può esserci per la gestante la necessità di passare
periodi più o meno lunghi di immobilizzazione a letto o di ricoveri. Il papà può
aiutare la mamma a tenere sotto controllo le sue paure, può tenerle compagnia e
aiutarla a passare il tempo.
Durante l’ultimo periodo della gravidanza gemellare la futura mamma può avere
problemi a muoversi a causa del peso dei bambini. Il papà può aiutarla a spostarsi,
accompagnarla in bagno e avere piccole accortezze come aiutarla nelle cose pratiche
che avrà difficoltà a compiere da sola come la depilazione delle gambe o tagliare le
unghie dei piedi.
Quando inizia il travaglio - soprattutto se si tratta di un parto pretermine, purtroppo
abbastanza diffuso nelle gravidanze gemellari – molte mamme possono essere
sopraffatte dal dolore e dalla paura per la sorte dei loro bambini e avere il proprio
compagno accanto sarà fondamentale. Il conforto della presenza del proprio
compagno è importante in ogni caso per tutte le partorienti.
Se si tratta di un parto naturale, il papà può rimanere accanto alla partoriente per
tutto il tempo e prendersi subito cura dei bambini magari aiutando il personale a fare
ai piccoli il primo bagnetto.
Se i bambini dovranno stare in incubatrice o passare un periodo in Terapia Intensiva
Neonatale la mamma con tutta probabilità si sentirà in colpa. Il papà deve starle
vicino, confortarla, condividere i suoi stati d’animo e convincerla che non c’è niente
che possa aver fatto durante la gravidanza che possa aver determinato tale
situazione. Inoltre può accompagnarla a vedere i bambini e aiutarla a tirarsi il latte
destinato ai piccoli.
Il coinvolgimento del papà nell’evento della nascita dei bambini pone le basi per il
suo futuro rapporto con essi e per la riuscita del menage familiare.
Alberto racconta così la sua esperienza di parto pretermine:
“Cinque minuti prima del parto l'ostetrica ed i neonatologi mi hanno ovviamente
informato che a 27 settimane potevano esserci concrete possibilità che uno o tutti e
due miei figli non sopravvivessero al parto. Io mi sono permesso di dire loro
semplicemente: "Se ci sono delle regole è giusto rispettarle, però in un momento
così drammatico il posto del papà è in sala operatoria vicino ai suoi cuccioli che mai
come in questo momento hanno bisogno di tanto amore e soprattutto dell'amore del
loro papà.", e dicendo questo li ho guardati negli occhi uno per uno (in quei momenti
chissà perché ero stranamente calmissimo).
I medici hanno avuto un momento di sbigottimento poi mentre si stavano
consultando è arrivata un'infermiera dicendo che mia moglie era pronta per
l'operazione. Io allora, per evitare imbarazzi, ho guardato l'ostetrica ed i neonatologi
negli occhi e ho detto loro: "Andate e fate un bel lavoro!!", e sono iniziati i 10 minuti
più lunghi di tutta la mia vita.
In vita mia ho conosciuto tante belle donne con un sorriso affascinante ma niente di
paragonabile al meraviglioso sorriso dell'ostetrica che è uscita correndo dalla sala
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operatoria con il pollice alzato urlandomi: "È andata!!!". In quel momento mi è
sembrata la creatura più bella del mondo. Se i bambini non hanno bisogno di cure
particolari il papà può aiutare e incoraggiare la mamma nei suoi primi approcci
nell’allattamento al seno.
Il papà di gemelli e il ritorno a casa
Se la mamma ha subito un parto con taglio cesareo avrà bisogno di un po’ di tempo
per riprendersi fisicamente e naturalmente il papà è di fondamentale importanza nel
prendersi cura di due o più bambini contemporaneamente. L’arrivo di un neonato in
casa porta sempre un periodo di stress e di disorientamento. A maggior ragione ci
sarà stress e disorientamento se i neonati da curare sono due o più. In questo caso è
importantissimo che il papà abbia parte attiva nella gestione della situazione.
Di solito è la mamma a rimanere a casa con i neonati mentre il papà torna al lavoro.
Rimanere chiuse in casa tutto il giorno con i bambini, spesso dopo notti insonni può
provocare nelle neo mamme delle forti forme di stress e di depressione. I bambini
non vengono forniti con il libretto delle istruzioni e spesso la mamma ha bisogno di
tempo per riuscire ad interpretare il loro pianto e per riuscire a rispondere in modo
adeguato ai loro bisogni. La mamma di gemelli, poi, si sentirà “straziata” quando
tutti e due i suoi bimbi piangeranno contemporaneamente e lei potrà confortarne
solo uno alla volta. Si sentirà inadeguata e molto sola.
Il papà può pensare che le giornate lavorative siano altrettanto stressanti, ma
dovrebbe fare una piccola riflessione: uscire di casa, avere conversazioni con altri
adulti, andare al bagno e fare la pausa caffè senza essere interrotti sono piccoli ma
importanti lussi che la mamma, in casa, non può concedersi. Inoltre la mamma che
rimane a casa è in servizio 24 ore su 24 7 giorni su 7. Non meravigliatevi quindi se la
vostra compagna vi aspetta il dietro alla porta per “mollarvi” subito il bambino.
Quando tornate a casa, fate in modo che la vostra compagna possa andare a farsi un
bagno o una doccia con comodo e soprattutto senza essere interrotta.
Fatele anche qualche complimento per come ha gestito la situazione, meravigliatevi
per come sia riuscita a farcela da sola, fatele capire che comprendete quanto sia
difficile.
Inoltre non dovete rinunciare ad occuparvi dei bambini in modo pratico: prendeteli in
braccio, cambiate loro i pannolini, cullateli per farli addormentare, fate loro il
bagnetto.
La vostra compagna vi sarà grata per l’aiuto, ma voi state anche aiutando voi stessi
a creare un legame molto stretto e unico con i vostri figli.
Quando poi finalmente i bambini sono a letto, concedetevi un po’ di tempo e un po’
di coccole come coppia.
Il papà di gemelli e le poppate notturne
L’aiuto del papà può essere fondamentale per una buona riuscita dell’allattamento al
seno. L’incoraggiamento e l’aiuto pratico sono molto importanti. L’allattamento
simultaneo può essere molto comodo perché permette un intervallo più lungo tra
una poppata e l’altra ma inizialmente può essere difficoltoso: il papà può aiutare la
mamma a sistemare i bambini.
Una particolare fonte di stress per tutti i genitori sono le poppate notturne. Quando
si tratta di gemelli la situazione può essere addirittura tragica.
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Ci sono diverse strategie che si possono attuare per fronteggiare la situazione con la
collaborazione di entrambi i genitori.
In caso di allattamento esclusivo al seno, ad esempio, il papà potrebbe
semplicemente essere lui ad alzarsi per prendere i bambini dalla culla e porgerli alla
mamma e cambiarli se è il caso, dormendo nel periodo in cui la mamma li allatta.
Se l’allattamento è misto e ai bambini vengono date alcune poppate al seno ed altre
col biberon, il papà potrebbe dare l’ultima poppata della notte e la prima del mattino
mentre la mamma si occuperebbe di allattare i bambini la seno durante la notte. Se
l’allattamento è artificiale questi due ruoli possono essere invertiti a giorni alterni.
Con questo metodo entrambi i genitori potrebbero avere periodi di sonno ininterrotto
abbastanza lunghi.
Un altro metodo di allattamento misto è quello di alternare i bambini e cioè di dare
un giorno il seno ad uno dei due e il biberon all’altro e viceversa il giorno dopo. Se i
bambini sono allattati in questo modo la mamma può tenere con sé il bambino che
quel giorno è allattato al seno mentre il papà può portare l’altro bambino in un’altra
stanza e allattarlo artificialmente. Questo metodo si può applicare anche se i bambini
sono allattati esclusivamente col latte artificiale.
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Elenco delle cose necessarie e consigli utili
(a cura dei genitori)
ALLATTAMENTO
Premettendo che è importante allattare al seno i propri figli e che allattare due
gemelli è possibile, ecco alcuni consigli pratici sia per quanto riguarda l'allattamento
al seno, sia per quanto riguarda l'allattamento artificiale:
Allattamento al seno:
• Per quale tipo di tiralatte utilizzare, Vi consigliamo di visionare la pagina relativa
ai consigli delle mamme sui TIRALATTE. Inoltre, poiché allattare due gemelli si
può e... si può anche produrre più del necessario consumo sono necessari i
sacchetti per congelare il latte materno.
Allattamento Artificiale:
• Farsi dare un tabulato da fotocopiare in 2000 copie di quelli che usano in
ospedale per segnare orari, poppate, le quantità di latte preso se artificiale, le
scariche giornaliere, eventuali prelievi di temperatura (se si fanno i turni, se
mangiano ad orari sfalsati, visto che di notte sarete fuori di testa di più che di
giorno, vi accorgerete di non ricordare a chi e che cosa avrete somministrato). E'
possibile
scaricare
il
foglio
poppate
dal
sito
dell'associazione
www.ilmondodeigemelli.org nella sezione relativa all’allattamento.
• Investite in un forno a microonde; è un acquisto abbastanza oneroso, ma che
non rimpiangerete mai.
• Otto Biberon angolati (l'angolatura fa sì che non sbrodolino, soprattutto se si è
da soli e gli si dà da mangiare nei seggiolini, inoltre, mi sembra che ingollino
meno aria).
• Un sistema di sterilizzazione per i primi mesi. Vi consigliamo di visionare sul sito
dell'associazione www.ilmondodeigemelli.org la pagina relativa agli sterilizzatori
nella sezione sulla puericultura.
PUERICULTURA PESANTE
• Due seggiolini sdraiette (senza di questi, se siete soli, sarete spacciati).
• Due seggioloni.
• Una carrozzina gemellare da comprare usata. Serve solo per 4 mesi, anche se in
realtà è trasformabile in passeggino doppio. I primi mesi è comoda perché potete
metterli in camera con Voi. Vi consigliamo di visionare sul sito dell'associazione
www.ilmondodeigemelli.org la pagina relativa alle carrozzine e passeggini
gemellari nella sezione relativa alla puericultura.
• Un passeggino gemellare in linea o affiancato (quelli di nuova generazione sono
molto meno ingombranti e di solito riescono ad entrare negli ascensori) e due
passeggini ultraleggeri con chiusura ad ombrello. Anche per la scelta del
passeggino vi consigliamo di visionare sul sito dell'associazione la pagina relativa
alle carrozzine e passeggini gemellari.
ABBIGLIAMENTO
• Tutine semplici con colori chiari da buttare tutte insieme in lavatrice, di quelle
con gli automatici che non costringono a spogliarli ogni volta, idem per l'intimo,
body con automatici.
• Comprate i capi base e gli altri volta per volta, due bambini che nascono più
piccoli degli altri spesso crescono molto di più.
18
•
•
•
Tenetevi larghi sulla taglia, appena nati infilare una maglietta piccola a misura a
loro è come cercare di mettere un vestito da puffo ad una Barbie.
In inverno prendete quelle tute intere "tipo sci" con piedi (sono comode perché
se andate di fretta ce li potete infilare anche in pigiama) e perché arrivano ad
un'età in cui gradiscono molto stare nudi e si lamenteranno vivacemente per
ogni capo in più che gli vorrete infilare.
Se è possibile, dotatevi di asciugatrice. Soprattutto in inverno, con il doppio delle
cose da lavare e - quindi - far asciugare... è utilissima.
BAGNETTO
• Finché sono piccoli è possibile lavarli nel lavandino.
• Fasciatoio semplice (a quelli che vi dicono che va bene anche il letto ditegli di
provare a fare 15 cambietti al giorno, senza considerare, soprattutto con i
maschietti, gli incidenti di pipì non prevista durante l'operazione, piegati oltre al
resto che già si deve fare). Per fasciatoio semplice si intende quello tutto aperto
con porta oggetti laterale e cinghietta ferma bambino, vaschetta sotto il pianale
che va comunque trasportata nella vasca grande, perché sopra i due mesi sono
già in grado di allagare una camera.
SALUTE
• Tenete sempre in casa un termometro e un farmaco antipiretico;
• Se i bambini hanno il raffreddore: soluzione fisiologica, aerosol e umidificatore.
ALTRE COSE CARINE
• Il “Balla Balla” (età 5/6 mesi) o qualcosa di analogo. Non è altro che un
seggiolino che si appende a qualsiasi tipo di porta, attaccato ad una molla dove
loro possono saltare (quello che guarda si diverte quasi come quello che lo sta
usando);
• Una ruota di stoffa gonfiabile in cui uno alla volta possono stare contornati da
tutti i giochini (questo da quando stanno seduti discretamente, cioè verso i
sei/sette mesi).
• Per chi ha il giardino due belle altalene di plastica di quelle da bambini piccoli
(chiuse davanti): una spinta all'uno ed una spinta all'altro è un "toccasana" in
certi momenti di crisi.
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Capitolo 2 – L’allattamento
e lo svezzamento dei gemelli
PREMESSA
L'allattamento al seno è completo di per sé: nutrimento d'amore e nutrimento di
salute, perché il latte materno protegge dal rischio di sviluppare un gran numero di
patologie. Molte mamme di gemelli rinunciano ad allattare perché temono di non
avere abbastanza latte o perché lo ritengono troppo impegnativo, col risultato che
solo il 20% dei gemelli viene allattato al seno (contro il 73% dei figli singoli). Le
mamme di gemelli devono sapere che è possibile nutrire i loro gemelli, a volte anche
tre gemelli, senza fare ricorso a complementi o all'allattamento misto. Ma perché ciò
diventi realtà è necessario farsi aiutare in ogni modo: le ostetriche, le vigilatrici
d'infanzia, le volontarie de La Leche League International
e le Consulenti
Professionali IBCLC potranno offrire un valido supporto (vi consigliamo di consultare
in
rete
i
seguenti
siti:
www.lalecheleague.org/Lang/LangItaliano.html,
www.aicpam.org, www.allattare.net). (Mariarita Barisione)
Ci sono momenti durante l'allattamento in cui ci si sente molto scoraggiate. Ma ci
sono poi anche momenti di grandissima gioia. Io mi ricordo durante l'ultimo
allattamento (quello dei gemelli) che quando cominciava l'imbrunire diventavo triste
e il peso di un'altra notte mi opprimeva. Così, immancabilmente ogni volta mi dicevo
che il mattino seguente sarei andata a comperare il latte artificiale. Poi il mattino mi
sentivo bene e mi davo della pazza per aver pensato a certe cose. E così ogni giorno
si ripeteva la stessa cosa, ma ogni giorno era un giorno in più. I bambini erano un
po' più grandi e io acquistavo maggior forza. Ci vuole molto amore, molta pazienza e
molta fiducia in sé stesse. In questo momento non pensare a come sarà domani.
"Accontentati" di vederli attaccati al seno. È il premio più grande. E poi ti accorgerai
che il tempo passa da solo, senza bisogno di starci a pensare. (Nadia Prandi)
QUALCHE MOTIVO IN PIÙ PER ALLATTARE I GEMELLI
(testo di Mariarita Barisione e Catherine Paquay - disegni di
Catherine Paquay)
Sono ormai risaputi gli enormi vantaggi che l'allattamento al seno offre rispetto a
quello artificiale. Fra questi menzioniamo i più importanti quali: una maggiore
intimità con il piccolo, la composizione stessa del latte - che oltre ad essere più
digeribile ed offrire tutto ciò che necessita al neonato per la sua crescita nei primi 46 mesi di vita - contiene anticorpi ed agenti immunitari che lo proteggono da alcune
infezioni, la disponibilità immediata del latte, sempre alla giusta temperatura, e
gratuitamente! Oltre ai vantaggi appena menzionati, che sono comuni a tutti gli
allattamenti, esistono delle motivazioni in più per allattare al seno in caso di nascite
gemellari.
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Subito dopo il parto, la suzione della mammella provoca delle contrazioni che
aiutano l’utero a riprendere più velocemente la sua misura, la sua forma e la sua
tonicità, fatto particolarmente importante visto che questo organo è stato sovradisteso dalla presenza di due o più bimbi.
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Nei parti plurimi, dove i neonati nascono spesso prematuri e/o di peso minore, il
vantaggio procurato dal fatto di essere allattati al seno è particolarmente
importante ed evidente.
L’allattamento al seno assicura, inoltre, un contatto prolungato fra la madre e
bambini: la mamma che allatta al seno passa, necessariamente, un certo tempo
ogni giorno a tenere ogni bimbo nelle sue braccia e questo contatto è molto
importante per lo sviluppo della relazione madre - figlio e per lo sviluppo
psicomotorio del bambino stesso.
Gli ormoni prodotti durante la lattazione hanno un effetto rilassante sulla madre
e ciò è di particolare utilità quando essa debba fare fronte a due bimbi che
reclamano nello stesso momento!
Ricordatevi sempre che i bimbi sono due o più e che quindi i tempi (e la relativa
stanchezza) per dar loro da mangiare sono comunque doppi; valutate che alzare
la maglietta e attaccarli al seno è molto veloce e da’ in molti casi più libertà di
uscire e fare altre cose senza doversi portare dietro la casa, rispetto a dover
preparare e somministrare dai 10 ai 16 biberon al giorno !!!
Come fare perché funzioni
Come per ogni allattamento, i tre ingredienti di successo sono:
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la fiducia (sapere che è possibile riuscire);
l’informazione (ciò che stiamo cercando di fare);
il sostegno (che è possibile reperire presso le consulenti della LLLI).
La maggiore parte delle cose da sapere, per quel che concerne l'allattamento al seno
dei gemelli, si riconduce alle basi dell'allattamento:
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la legge della domanda e dell'offerta (allattamento a richiesta);
poppate precoci e frequenti (l'importanza di un inizio a poche ore dal parto);
buone posizioni dei bimbi al seno.
Nella maggiore parte dei casi, il fallimento dell'allattamento al seno è dovuto agli
stessi motivi che sopraggiungono durante l'allattamento di bimbi singoli:
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errate posizioni al seno che provocano dolori alle mammelle;
limitazioni del numero e della durata delle poppate che possono causare ingorghi
mammari;
negativo inizio della lattazione e conseguente insoddisfazione dei bimbi;
introduzione delle "giunte".
Insieme o separatamente?
Questa è la più frequente tra le domande che si pongono le mamme di gemelli che
hanno deciso di allattare. La risposta non è univoca: varia molto in funzione delle
mamme, dei bambini e dei momenti. La poppata "in simultanea" è un'arte che si
acquisisce con il tempo, la pratica… e un po' di aiuto all'inizio.
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Alcune idee di posizioni per l’allattamento simultaneo
Un bimbo in
posizione classica,
l'altro in posizione
"palla da rugby"
(faccia al seno, il
corpo del bambino
sotto il braccio
della madre, dallo
stesso lato). E’ la
posizione la più
facile da
controllare,
soprattutto se i
bimbi hanno dei problemi a prendere il
seno.
Entrambi i bimbi in
posizione parallela:
l’uno in posizione
classica, l’altro nella
stessa direzione con
la testa sostenuta
dalla mano della
madre.
I due bimbi in
posizione
classica, con i
corpi incrociati,
sostenuti dalle
cosce della
madre o da
cuscini.
Praticamente qualunque posizione è
fattibile, a patto che ci siano condizioni
confortevoli per la madre e che i bimbi
possano prendere il seno correttamente.
Per allattare al seno due gemelli sembra
di grande utilità, sia per la mamma che
per i bambini, utilizzare i cuscini da
allattamento.
Con o senza "giunte"?
Se ai bambini viene offerto anche il biberon essi possono sviluppare confusione fra il
seno e la tettarella e, se provano a succhiare al seno come fanno con il biberon,
questo può provocare dolori alle mammelle. Inoltre, poiché il poppare dal biberon
può risultare più semplice per i bambini, essi possono arrivare a rifiutare il seno
stesso. Quindi, se è necessaria l'introduzione di "giunte", allora è meglio utilizzare
altri metodi: tazze, cucchiaini, siringhe senza aghi, dispositivi di aiuto
all’allattamento. Ma - nella maggiore parte dei casi - i complementi non sono
necessari, infatti, più il seno viene stimolato (e nel caso di gemelli la stimolazione è
doppia!!), più aumenta la produzione di latte.
Come organizzare l'allattamento a richiesta di due bambini?
L'organizzazione appare diversa a seconda che si allatti in simultanea o
separatamente. All'inizio, è meglio tenere una piccola "contabilità" delle poppate, per
assicurarsi che ogni bambino abbia avuto ciò che doveva senza confusioni. Invece, di
invertire i seni ad ogni poppata, alcune madri preferiscono lasciare poppare lo stesso
seno per mezza giornata od un giorno intero, prima di invertire. Se i bambini hanno
delle suzioni differenti, è meglio cambiare di lato più spesso, per evitare l’ingorgo di
un seno.
22
Come organizzarsi per la notte...
Per la notte, sistemare il lettino vicino al letto dove dorme la madre o prenderli nel
letto per l'allattamento, risparmia energie e sonno: imparare ad allattare da distesa è
uno dei migliori investimenti che possa fare una madre di gemelli per conservare il
sonno e dunque il proprio equilibrio nervoso!
Alcune posizioni che permettono di allattare da distese due bambini
simultaneamente:
La madre
stesa sulla
schiena, i due
bimbi in
posizione
"sfinge", in
ginocchio ad
ogni lato.
La madre stesa
sulla schiena, i
due bimbi stesi
lungo i fianchi
su dei cuscini.
Alcuni trucchi per lo svezzamento dei gemelli
(Consigli pratici a cura dei genitori del forum)
Lo svezzamento... meta ed obiettivo agognato, ma anche temuto, sopratutto se i
bambini da svezzare sono due o più! Per questo importante traguardo è bene
ricordare che è un momento fondamentale per un buon rapporto con il cibo negli
anni a venire e che, quindi, è preferibile una linea morbida per rendere il passaggio il
meno traumatico possibile. Ecco alcune "regolette di base":
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Non scoraggiarsi se all'inizio sembrano "schifatissimi" in quanto si devono
abituare sia ai sapori nuovi, sia all'uso del cucchiaino;
Se qualche cibo proprio non piace non insistere ed eliminarlo per una settimana,
per poi riproporlo successivamente;
Evitare i comportamenti troppo drastici e ricorrere a qualche biberon di latte (o
tetta della mamma!) nei momenti veramente "no".
PASTI IN SIMULTANEA?
•
Dare la pappa ad uno alla volta può essere un'occasione di avere un momento da
dedicare ad un solo figlio alla volta. Avere momenti "unici" con i genitori,
soprattutto con la mamma, è molto importante per i gemelli. Certo che il
bambino che aspetta potrebbe dover mangiare troppo tardi e in ogni caso in
questo modo ci vuole molto tempo per terminare il pasto.
•
Dare la pappa contemporaneamente, un cucchiaino per uno, è di gran lunga più
pratico e veloce. Il "contro" è che la coppia gemellare continua ad essere una
coppia e a condividere anche questo momento.
La cosa migliore sarebbe quella di essere in due a dare la pappa (idealmente la
mamma ed il papà), così magari a pranzo un bimbo è "solo della mamma" e a
cena è "solo del papà", il giorno dopo viceversa e così via.
•
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ƒ
Può capitare, durante un pasto "in simultanea", che i gemelli desiderino
ardentemente sempre e solo quello che ha nel piatto l'altro e proprio questo
continuare a guardare quello che fa e che ha l'altro può bloccarli nel mangiare. In
questo caso si può provare a mettere i seggioloni "a trenino", uno dietro l'altro,
posizionandosi di fianco per dare la pappa.
SE I BAMBINI AMANO IL BIBERON
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I biberon, con buchi più o meno grandi, hanno il vantaggio di essere
somministrati in assoluta contemporaneità, evitando urla, strilli ed affini... e
sbrodolamenti, sputacchiamenti, rovesciamenti...
In alternativa ai biberon con i buchi esistono in commercio alcuni modelli che, al
posto della tettarella, hanno un cucchiaio. Gli sbrodolamenti sono ridotti al
minimo, sono semplici da utilizzare e non si hanno piatti e posate da lavare
(molto utili in viaggio!).
SE I BAMBINI AMANO IL CUCCHIAINO
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E' consigliabile provare diverse densità di pappa: alcuni bambini preferiscono
maggiormente "papponi" densi (e quindi meno “sbrodolosi”).
E' consigliabile mettere in un unico piatto una doppia razione di cibo e due
cucchiai. In questo modo, è possibile dare da mangiare contemporaneamente a
tutti e due.
SE I BAMBINI AMANO IL DOLCE O IL SALATO
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Alcuni bambini amano i sapori dolci e (aihmè!!) detestano quelli sapidi. In questi
casi, a volte, è sufficiente aggiungere al brodino con carne e semolini due
cucchiaini di dolce come: succo concentrato di mela, amido di mais o di riso,
sciroppo di acero.
Oppure, riempire il cucchiaino della pappa meno gradita ed intingere la punta in
quella favorita, oppure qualche cucchiaino di quella preferita e poi uno dell'altra e
così via.
PER CERCARE DI LIMITARE I DANNI DA: SBRODOLAMENTO,
SPUTACCHIAMENTO, ROVESCIAMENTO... ED I DANNI AI TIMPANI...
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Utilizzare due asciugamani con sopra i bavaglini... in questo modo si evita di
dover lavare i vestiti ad ogni pasto!!!
I bavaglini, possibilmente, devono avere la tela cerata dietro e devono essere
moltoooo ampi! Meglio se sopra a questi si usano quelli usa e getta!
Utilizzare un pezzo di pane un po' duro che li tenga occupati, mentre si imbocca
l'altro gemello. In alternativa, mettere sul vassoio del seggiolone delle mollichine
di pane, dei pezzettini piccolissimi di carote,... il tempo che perdono con le loro
manine per cercare di raccoglierlo permette all'adulto di imboccare l'altro
gemello.
Utilizzare canzoncine (tipo "l'areoplanino che arriva arriva...") che distraggano
chi non vuol mangiare o chi vorrebbe mangiare, ma deve attendere il proprio
turno!
Uno stratagemma per non dover lavare il pavimento cento volte é quello di
mettere, sotto i seggioloni, un "tappeto" di fogli di quotidiano... a fine pasto si
raccoglie il tutto ed al massimo si deve dare una ripassatina!
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Capitolo 3 - L’ora della nanna…
Le otto "regole d'oro" per genitori disperati
(di Mariarita Barisione)
1.
I segni "premonitori del sonno": quando il bambino incomincia a strofinarsi
il naso o gli occhi, toccarsi l'orecchio, ecc. è giunto il momento di metterlo a
dormire. Se si possiede un lettino con le sbarre ci si può appendere un oggetto
personale appartenente alla mamma (ad esempio, una maglia) che portandone
l'odore ha un potere calmante sul neonato.
2.
I "riti del sonno": è necessario instaurare delle "ritualità" serali, cioè eseguire
le stesse azioni, sempre nello stesso ordine e, possibilmente, agli stessi orari.
3.
Il bagnetto calmante: fare il bagnetto prima di mettere a dormire il bambino
può aiutarlo a rilassarsi e ad addormentarsi più velocemente.
4.
Il tepore: Il lattante fa meno fatica ad addormentarsi se si mette una borsa
dell'acqua calda nella lettino o nella carrozzina qualche minuto prima di
metterlo a dormire... il tepore lo aiuta a "staccarsi" dalle braccia della mamma.
5.
Il lattante è maggiormente rassicurato e fa meno fatica ad addormentarsi se si
pone la sua testa contro la testiera del lettino o della carrozzina.
6.
I rumori abituali: spesso i bambini si calmano quando odono alcuni rumori
abituali, ad esempio, l'umidificatore, la lavastoviglie, la lavatrice, ecc..
7.
Le musiche della nanna: alcune musiche hanno, più di altre, un potere
calmante: la musica classica, ma anche il reggae che è molto ripetitivo e le
musiche new-age.
8.
Se il bambino si sveglia anche quando non è il momento della poppata è più
opportuno mandare il papà a riaddormentarlo, poiché non ha addosso l'odore
del latte.
E inoltre…
ƒ
Dall’esperienza di molte mamme risulta consigliabile lasciare che i piccoli
dormano nella stessa camera fin da piccoli, perché si abituino subito ai reciproci
“belati”.
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Alcune mamme hanno applicato con successo il metodo del “pianto controllato”,
diventato famoso in questi ultimi tempi grazie al libro “Fate la nanna” del
pediatra spagnolo Eduard Estivill.
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Vi consigliamo di consultare in rete l'opuscolo sul sonno del Dr. Bruni
http://www.sleepchild.com
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Capitolo 4 – L’educazione e l’educazione scolastica
Pericolo gemelli: i primi passi…
Da quando iniziano a camminare si moltiplicano i pericoli... ecco come alcuni genitori
hanno affrontato alcune delle situazioni più tipiche. Tutte esperienze vissute che
potranno essere utili ai "genitori in erba" nel contrastare il famigerato PERICOLO
GEMELLI!!!!
1. Mai lesinare sulla sorveglianza: non è prudente lasciare soli i “piccoli scalatori”,
anche perché essendo in due è facile che si “coalizzino” per combinarne di tutti i
colori. Spesso in due (o – peggio – in tre) riescono a fare cose che un bambino
da solo non potrebbe mai fare.
2.
Meglio chiudere a chiave le porte delle stanze più pericolose (soprattutto bagni e
cucina), togliere le chiavi e tenerle in alto. Alcuni bambini si sono chiusi a chiave
in bagno, non sono più riusciti ad aprire e sono dovuti intervenire i vigili del
fuoco!
3.
Fin da quando iniziano a camminare in modo autonomo, è opportuno provvedere
a togliere dalle stanze in cui i bambini sono soliti soggiornare tutto ciò su cui
possano arrampicarsi (sedie, scatole, giocattoli ingombranti).
4.
Se ci sono dei terrazzi, anche da questi è opportuno togliere qualsiasi cosa sulla
quale possano arrampicarsi (vasi, sedie, sdraio, etc.) e, se il muretto è basso,
mettere una rete di protezione.
5.
Attenzione alle finestre: anche se sono alte, è facile che i bambini trovino il modo
per arrivarci, quindi anche in questo caso è opportuno togliere qualsiasi cosa che
possano utilizzare come scala ed eventualmente installare delle “griglie” a
soffietto che si possono fissare ma che si possono aprire al bisogno. In
commercio ci sono anche dei “ferma-finestra”. Se i ferma-finestra non bastano,
bisogna passare alle “maniere forti”: si può usare un bastone (tipo quelli interni
dell'armadio) fissato in modo che la finestra non si apra.
6.
Meglio avere dei vetri doppi e resistenti, ma esistono delle pellicole trasparenti
che attaccate sui vetri delle finestre o delle porte con vetro tengono attaccate le
schegge di vetro se dovessero rompersi, limitando i danni.
7.
Se ci sono delle scale, per evitare capitomboli è meglio installare dei cancelletti
di protezione.
8.
La cucina è pericolosissima. Attenzione alle pentole sui fornelli, è meglio
utilizzare la parte più vicina al muro del piano di cottura. In commercio esistono
anche delle protezioni da mettere intorno ai fornelli per impedire ai bambini di
tirarsi addosso cibi o liquidi bollenti.
Conviene anche tenere chiusi i cassetti (esistono in commercio degli appositi
dispositivi: sono dei gancini con controparte a incudine che si avvitano all'interno
di cassetti e antine dei mobili) e tenere in alto tutte le cose pericolose (detersivi,
coltelli, ecc.).
26
Per gli sportelli si può fare anche una chiusura artigianale legando
semplicemente con uno spago le due maniglie insieme. Esistono anche delle
chiusure “a calamita”, di solito fino a verso i tre anni i bambini non ce la fanno ad
aprire.
9.
Anche il bagno è pericolosissimo. Conviene regolare non molto alta la
temperatura dell’acqua in modo che anche aprendo al massimo il rubinetto
dell’acqua
calda
non
venga
mai
fuori
bollente.
I medicinali e i detersivi vanno tenuti in alto.
Insegnare ai gemelli l'uso del vasino, come e quando!
(di Lara English e Mariarita Barisione)
Quando è il momento giusto per togliere il pannolino ai bambini? Saranno pronti?
Sono ancora troppo piccoli? Questi, sostanzialmente, sono gli interrogativi che si
pongono tutti i genitori nel momento in cui si apprestano ad educare i bambini al
controllo sfinterico.
Nel caso di bambini gemelli è bene ricordare che non esistono "i gemelli", ma che
ogni bambino è unico in ogni aspetto e così anche in questo delicato processo.
Ovviamente, un elemento chiave è il controllo della vescica: quando ci si accorge che
il bambino ha bisogno di cambiare il pannolino con meno frequenza... allora forse sta
arrivando il momento giusto! Mediamente questo accade per le bambine intorno ai
due anni e per i bambini intorno ai due anni e mezzo... non è una regola, ma
solitamente le femminucce sono più precoci rispetto ai maschietti.
La preparazione all'uso del vasino può iniziare già verso i 18 mesi: si possono
comprare dei vasini belli e colorati e permettere ai bambini di esplorarli e di giocarci;
il passo successivo è quello di chiedere loro se vogliono sedersi sopra, ma può
accadere, a volte, di ottenere un secco diniego... è meglio non insistere e riprovare
in un altro momento. Nel frattempo sia i genitori che i fratelli o le sorelle maggiori
possono, con naturalezza e senza insistenza, dare l'esempio. I gemelli hanno anche il
vantaggio di potersi dare l'esempio reciprocamente: se uno dei due vede il proprio
co-gemello usare il vasino, quasi sicuramente non vorrà essere da meno e proverà
anche lui.
E' molto importante anche l'incoraggiamento degli adulti con affermazioni del tipo:
"Penso che tu sia pronto per togliere il pannolino e fare la pipì come i grandi!... Dai
provaci! Vedrai che ci riesci!". Alcune volte, proprio perché vedono gli adulti utilizzare
la tazza del water, rifiuteranno il vasino... nessun problema: esistono i riduttori e
degli appositi sgabellini. A questo punto potrebbe essere d'aiuto coinvolgere i
bambini nell'acquisto delle mutandine, lasciandole scegliere a loro: questo li farà
sentire importanti e non vedranno l'ora di indossarle. Infine è necessario (all'interno
di un'atmosfera di amore e pazienza... anche per gli eventuali innumerevoli
incidenti!) insegnare ai bambini ad usare il vasino: fare sedere i bambini sul vasino,
usare frasi tipo: "Ricordati che non hai il pannolino, ma che hai le mutandine, quindi
devi usare il vasino..." e quando capita l'inevitabile incidente ricordargli, senza
spazientirsi, che: "La prossima volta c'è il vasino". Una cosa importantissima da
ricordare: quando togliete il pannolino non rimettetelo più (tranne per i riposini e la
notte), in quanto questo potrebbe confondere il bambino ed allungare di molto i
tempi dell'educazione sfinterica.
"L'asciutto notturno" si sviluppa più tardi nella maggior parte dei bambini, perché si
stanno ancora concentrando sul controllo diurno. Fino a quando i tuoi bambini non
hanno sviluppato un maggior controllo della vescica, usa il pannolino per i riposini e
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durante la notte. Eventualmente, quando saranno pronti a dormire senza pannolino,
preparatevi: mettete sotto il lenzuolo una tela cerata, evitate di dargli da bere per
un'ora prima di andare a dormire e lasciate il vasino a portata di mano! Ricordatevi
che i maschietti raggiungono solitamente il controllo sfinterico notturno più
tardivamente rispetto alle femminucce.
Le otto regole dello “spannolinamento”
(di Alessandra Rossetti)
•
Non forzare le tappe.
•
Il segnale principale che il bambino è pronto per iniziare lo spannolinamento è
trovare il pannolino asciutto.
•
Meglio mettere maglietta e mutandine rispetto al body.
•
Meglio i pannoli "tradizionali" con gli adesivi ai lati rispetto a quelli che si tirano
su e giù.
•
Quando ci sono fratelli più piccoli può esserci qualche difficoltà perché il bambino
tende a cercare di rimanere piccolo per ricevere tante coccole e cure quanto il
fratellino.
•
Per l'autonomia "cacca" ci vuole più tempo che per l'autonomia "pipì".
•
Quando ancora portano il pannolino, meglio non fargli notare che quando fanno
la cacca puzzano e mai umiliarli o prenderli in giro per questo.
•
Una volta iniziato lo spannolinamento, non umiliarli o sgridarli se "sbagliano"...
se è il momento giusto sbaglieranno comunque poco.
Incoraggiamo la differenziazione!
(di Patrizia B., introduzione di Alessandra Rossetti)
Ogni bambino “gemello” è prima di tutto un figlio, un individuo unico che non esiste
solo in funzione della coppia di cui fa parte. Di questo dobbiamo essere convinti noi
genitori, questo è quello che lui deve percepire. Dobbiamo fare in modo che sia
davvero così.
E’ importantissimo che noi genitori diamo ad ognuno dei nostri figli la possibilità di
sentirsi qualche volta “figlio unico”, di avere dei momenti esclusivi con noi, di
formare dentro di sé i suoi ricordi “unici”, distinti da quelli del co-gemello.
Noi genitori siamo i primi “avvocati” dei nostri figli, e dobbiamo fare in modo che
anche al di fuori della famiglia ognuno di loro abbia la possibilità di percorrere la
propria strada, di distinguersi, di farsi conoscere come persona unica.
Per questo dobbiamo incoraggiare la differenziazione, essere sicuri che ognuno di
loro venga distinto e identificato, che ognuno di loro venga chiamato col suo nome e
non identificato con la coppia gemellare.
Questo è uno dei problemi “chiave” dei genitori di gemelli, la questione che più di
ogni altra rende difficile e importante il nostro compito di primi educatori dei nostri
figli.
Di seguito alcuni consigli “pratici” per mettere in atto questo fondamentale proposito.
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1.
Vestiti diversi
Eh sì, magari stesso modello ma diversi. Possibilmente al momento dell'acquisto,
una volta che la mamma ha deciso cosa comprare, far scegliere al bambino (se è
abbastanza grande) il colore o un modello simile e dopo l'acquisto non “cedere” il
capo all'altro bambino dicendo cose tipo “tanto è uguale se ti metti questo”
oppure “il tuo è a lavare, prendi questo”.... emergenze a parte, naturalmente.
Nell'armadio possibilmente ante separate, con ciascuno uno spazio per i propri
capi di vestiario o in mancanza di spazio suddividere in destra/sinistra.
2.
Giocattoli divisi
Ogni bambino dovrebbe avere almeno un paio di giocattoli proprio suoi, che il cogemello e gli altri fratelli non hanno il diritto di toccare e che i genitori difendono.
3.
Cassetto dei segreti
Ritagliare uno spazio proprio per ogni bambino. Un cassetto, una scatola, con
sopra scritto in grande il nome del bambino dove potrà mettere quello che crede
al riparo degli sguardi degli altri e a cui solo lui potrà accedere.
4.
Ritagliare degli spazi singoli con i genitori
Organizzare degli spazi propri per ciascun figlio con la mamma o il papà (ad
esempio, mentre uno va a fare la spesa con la mamma, l’altro va a trovare la
nonna col papà).
5. "Venderli" un giorno ogni settimana/dieci giorni a turno ai nonni/zii se
disponibili
Affidare alternativamente uno dei due ad un “volontario” mentre l’altro si gode
un momento da “figlio unico” con mamma e papà. Per il bambino “ceduto”,
frequentare persone al di fuori della famiglia può costituire un’occasione di
arricchimento.
6.
Il “piatto preferito”
Ciascun bambino può scegliere che si prepari il suo piatto preferito una volta alla
settimana. Se è possibile, fare insieme l'acquisto degli ingredienti necessari! Ci
ritroveremo a mangiare spaghetti con la Nutella? boh!
7.
Pettinature diverse
Una pettinatura decisamente diversa è importante perché li si possa riconoscere
immediatamente. Per le bambine, se entrambe preferiscono i capelli lunghi, si
possono differenziare le pettinature: chi due codini chi uno, chi sciolti chi legati.
8.
Il nome
Non dare ai gemelli due nomi dal suono simile. Non chiamarli “i gemelli” o “i
bambini”. Bisognerebbe fare un piccolo sforzo per usare il nome che gli abbiamo
dato, poi sarà più facile che anche all’esterno li chiamino con i loro nomi.
9. Domande
Cercare di non fare delle domande “di gruppo” , a tutti e due i bambini insieme:
niente “volete il gelato?” ma “Stefano, vuoi il gelato?”. Sarebbe meglio anche che
la domanda fosse dettagliata, ad esempio: “Lo prendi alla fragola anche oggi?”
sottolineando così che ci ricordiamo i suoi gusti e preferenze, che facciamo
attenzione a lui come individuo e non come un insieme… “ai gemelli piace il
gelato alla fragola”.
10. Salute/emozioni
Informarsi con ogni bambino sulle sue sensazioni, emozioni, stati d’animo. Ad
esempio chiedere “come stai?”, “sei arrabbiato?” “sei contento?” “è stata una
bella giornata a scuola?” anziché chiedere, per esempio, “com’è andata oggi a
scuola?”.
29
I gemelli e la scuola: l’asilo nido
(di Patrizia Rossini)
L’arrivo di due o più bambini gemelli costituisce un notevole carico di stress per la
famiglia e il servizio di asilo nido rappresenta un punto di riferimento assolutamente
indispensabile, sia dal punto di vista pratico che psicologico. L’aiuto fornito dall’asilo
nido può favorire inoltre il reinserimento della madre nel mondo lavorativo con
benefici (ripresa di uno spazio individuale e possibilità di avere una maggiore
disponibilità economica) che si ripercuotono su tutto il nucleo famigliare.
Inoltre, l’inserimento al nido è auspicabile per un adeguato sviluppo linguistico e
relazionale dei bambini gemelli, in quanto offre l’opportunità di instaurare rapporti
significativi che possono limitare il rischio di un’eccessiva chiusura della coppia.
L’associazione Ilmondodeigemelli si sta battendo perché, come fortunatamente già
succede nel Comune di Roma, sia prevista su tutto il territorio nazionale la
condizione di gemellarità come condizione preferenziale specifica nella redazione
delle graduatorie di ammissione, affinché, tra l’altro, non si verifichi la spiacevole
situazione di un bimbo ammesso e l’altro no. Inoltre, per evitare che i genitori
sostengano la spesa di un retta doppia per i figli gemelli, che a differenza di due
fratelli, si trovano nella condizione di frequentare in contemporanea i servizi per
l’infanzia, si batte anche per la riduzione delle tariffe almeno per uno dei bambini e
perché l’importo della retta sia stabilito non soltanto in base al reddito del nucleo
famigliare, ma soprattutto per la condizione di gemellarità.
Asilo nido: un bilancio positivo
(di Alessandra Rossetti)
Ho scelto di far frequentare l’asilo nido a tutti e quattro i miei figli, due gemelle e due
“singoli”. Le gemelle nel mio caso sono le primogenite e quindi hanno fatto da
“cavie”.
Proprio la loro condizione di gemellarità è stata “la molla” che mi ha spinto a
scegliere per loro la frequentazione del nido: soprattutto volevo dare loro la
possibilità di relazionarsi con altri adulti oltre a quelli della famiglia e soprattutto con
altri bambini.
Negli asili nido solitamente i bambini vengono divisi per fasce d’età e quindi i gemelli
non hanno il “problema” della separazione dal co-gemello. Rimane lo scoglio della
separazione dai genitori e quindi è importante un buon inserimento, fatto
possibilmente senza fretta.
Per quanto riguarda le mie bambine, credo che la loro condizione di gemellarità sia
stata per loro un grande vantaggio nell’inserimento all’asilo nido, perché la
consapevolezza della presenza l’una dell’altra è stata senza dubbio tranquillizzante.
In effetti il loro inserimento è andato via liscio come l’olio ed è stato sicuramente
meno problematico rispetto a quello di molti altri bambini loro coetanei.
Sara e Silvia hanno avuto uno sviluppo fisico e cognitivo equiparabile a quello degli
altri bambini nati “singoli” e sotto alcuni aspetti addirittura precoce. Non hanno mai
avuto problemi di relazione con gli altri bambini e hanno sempre avuto, anche in
seguito, un atteggiamento positivo nei confronti della scuola. Sono convinta che una
buona parte di questo derivi da questa esperienza.
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L’unico problema che ho potuto rilevare è stato quello della frequenza delle malattie.
Questo però è stato – credo – una sorta di “vaccino” che è servito a rinforzare il loro
sistema immunitario, tanto che in seguito (alla scuola dell’infanzia e primaria) si
sono ammalate pochissimo e hanno fatto pochissime assenze.
Insomma, il bilancio è sicuramente positivo e anche i miei due figli più piccoli hanno
frequentato il nido, con altrettanta soddisfazione.
Consiglio a tutti i genitori, di gemelli e di singoli, di dare ai loro bambini la possibilità
di usufruire di questo “trampolino” che li proietta al di fuori delle quattro pareti
domestiche e che costituisce, nella prima parte della loro vita, un’esperienza senza
dubbio molto arricchente.
Alcuni consigli sull'inserimento dei gemelli nella Scuola
dell’Infanzia
(di Mariarita Barisione, mamma di due gemelli ed insegnante di
Scuola dell'Infanzia)
La possibilità di incontrare una coppia di gemelli in una scuola dell’infanzia è
notevolmente aumentata nel corso dell’ultimo decennio, anche se è ancora molto
diffusa la leggenda metropolitana per cui la presenza di gemelli debba comunque
creare numerosi problemi. Personalmente penso sia fondamentale che la scuola
permetta lo sviluppo del singolo bambino andando incontro ai suoi bisogni e a quelli
dei genitori.
Nel caso dei gemelli, ritengo utile che la scuola debba suggerire la separazione della
coppia per facilitare, in ogni singolo bambino, lo sviluppo della propria personalità. E’
chiaro che se la separazione viene imposta potrebbe essere controproducente in
quanto le forzature sono sempre inutili; sicuramente le coppie gemellari vanno
aiutate a trovare una dimensione soggettiva, ma con buon senso e comprensione,
cercando di seguire le loro inclinazioni.
Ritengo importante sottolineare che le separazioni non sono dei veri e propri traumi,
ma dei momenti di passaggio inevitabili che fanno parte della vita ed i bambini
devono essere aiutati ad affrontarli con serenità.
1.
L'inserimento (come avviene - linee generali): l'inserimento dei bambini
(singoli o gemelli) nella scuola dell'infanzia richiede normalmente circa 15 giorni.
I metodi cambiano da scuola a scuola: alcune richiedono l'intervento attivo dei
genitori, mentre in altre si preferisce che i genitori si allontanino per tornare in
un orario concordato. In ogni caso è importante cercare di attenersi alle regole
della scuola e ricordare che l'inserimento avviene in tempi "a misura di
bambino". Nel caso particolare di due gemelli, se essi vengono inseriti all'interno
della stessa sezione è probabile che, per superare l'empasse, si cerchino molto e
stiano molto insieme... questo è un privilegio di cui pochi bambini possono
godere! Se, al contrario, vengono inseriti in sezioni diverse, è abbastanza
naturale (ma non così scontato!) che essi cerchino il modo per "riunirsi". Le
insegnanti, proprio perché si è nel momento dell'inserimento, dovrebbero - in
questo caso - essere comprensive ed il più elastiche possibile, permettendo ai
gemelli di avere dei momenti in comune. Solitamente i bambini gemelli, si
adattano rapidamente alla scuola dell’infanzia ed alla compagnia degli altri
bambini: nati in una situazione duale sono abituati, da quando erano nell'utero
materno, a dover dividere ogni cosa, a dover fare a turno ed aspettare prima di
ricevere le attenzioni dei genitori.
31
2.
La motivazione: affinché un inserimento diventi un "buon inserimento" è
necessaria una buona motivazione di fondo: essa è il "motore" che spinge i
genitori a mandare i propri bambini alla scuola dell'infanzia. Questa deve essere
molto "forte", perché il distacco dai piccoli non è né semplice, né indolore. Se
non si è sufficientemente convinti e decisi che la scuola dell'infanzia sia
importante nel percorso di crescita dei propri figli sarà estremamente difficoltoso
riuscire a superare le "crisi di rigetto" che, solitamente, tutti i bambini hanno
nell'affrontare questa nuova avventura. Nel caso di gemellarità la motivazione
deve “essere doppia”: è necessario essere convinti che la scuola è il luogo adatto
per i propri figli ed è necessario essere convinti che il separare (oppure il tenere
insieme) i propri bambini è la scelta migliore per loro. Può accadere, in alcuni
casi, che la madre di gemelli, ritenendosi l'unica ad avere familiarità con la
coppia gemellare ed a conoscere bene le loro particolarità e differenze, possa
intromettersi eccessivamente nella vita scolastica, mentre sarebbe più produttivo
che condividesse la propria esperienza con le insegnanti informandole delle
specificità di ognuno.
3.
La "crisi di rigetto": non aspettatevi una crisi subitanea ed immediata.
Solitamente la prima settimana passa in tranquillità, perché l'ambiente nuovo e
stimolante, i nuovi giochi, le attività diverse assorbono tutta l'attenzione dei
bambini. Non necessariamente deve esserci una crisi, ma solitamente c'è… è una
“sana” protesta del bambino contro la separazione dalle figure genitoriali e dal
proprio gemello. L'importante è che i genitori non cedano! Se la motivazione è
abbastanza forte, ce la faranno: i bambini sono molto più forti e resistenti alla
frustrazioni di quanto si possa credere! Può accadere che alcuni genitori si
preoccupano eccessivamente per la timidezza o la scarsa socievolezza di uno dei
due gemelli, vedendo in lui il potenziale soggetto di una futura "crisi di rigetto".
In realtà, non è affatto detto che il bambino che appare più "fragile" accetti la
scuola meno volentieri del bambino che appare, invece, più esuberante.
4.
Le crisi che iniziano da casa: Molti bambini, quando sopraggiunge la "crisi di
rigetto" a scuola, possono porre delle resistenze anche al mattino prima di
recarvisi. Questo tipo di rifiuto è molto comune e, sebbene sia una situazione
spiacevole da sopportare per i genitori, è necessario mostrare la fermezza che si
rifà alla motivazione di cui ho parlato precedentemente. In questo periodo di
transizione la pazienza dei genitori deve essere "infinita": i cambiamenti, spesso,
spaventano noi adulti, figuriamoci i bambini che non si sono mai separati dai loro
genitori e – nel caso di gemelli divisi – dal proprio co-gemello. Dall’esperienza
avuta con gemelli separati, a volte, è sufficiente ricordare che il fratello è nella
sezione accanto per “dare coraggio” al bambino che sta attraversando una
“crisi”.
5.
Il comportamento dei genitori: un atteggiamento sereno è determinante per
le sorti dell'intero inserimento. L’approccio migliore è che mamma e papà
comunichino ai bambini di comprendere il disagio in cui si trovano, ma che siano
altrettanto decisi nel dire che loro devono rimanere lì a scuola e che torneranno a
prenderli più tardi e, dopo un abbraccio, un bacio ed un bel saluto vadano via.
In questo modo, le cose si dovrebbero risolvere in un arco di tempo non troppo
lungo. Al contrario, è deleterio inventare delle scuse poco credibili per poi
andare via “alla chetichella” o – peggio - allungare eccessivamente i tempi del
saluto: si corre il rischio di innescare nei bambini una vera e propria crisi "di
nervi”.
6.
Per chi ha già frequentato l'asilo nido: Se è vero che, solitamente, i bambini
provenienti dall'asilo nido non hanno problemi di inserimento o ne hanno meno
32
di chi non lo ha mai frequentato, non esiste assolutamente nessuna regola che
vieta ai bambini "frequentatori" di avere "crisi di rigetto". È vero che il distacco
c'è già stato, ma l'adattamento a luoghi, persone ed abitudini nuove, NO! Inoltre,
è possibile (direi probabile) che i gemelli all’asilo nido non siano stati separati,
mentre questa scelta può essere fatta alla scuola dell’infanzia e generare, nella
coppia, normali crisi da separazione.
7.
Il farla "pagare": Nei bambini, passata la "grossa" crisi a scuola, inizia un
percorso di adattamento, inserimento ed integrazione, più o meno lungo a
seconda del soggetto. In alcuni casi può accadere che, mentre le insegnanti
dicono che il bambino, a scuola, si sta inserendo bene e che tutto procede per il
meglio, i genitori notino, a casa, atteggiamenti come capricci esagerati,
oppositività ad ogni proposta e comportamenti "strani" che il bambino non aveva
mai assunto in precedenza. E' anche questo un atteggiamento, piuttosto
comune, di protesta al fatto che i bambini hanno dovuto subire, loro malgrado, la
separazione dai genitori e magari anche dal co-gemello; l'importante è che gli
adulti siano consapevoli che, anche questo, è uno dei modi per muovere i "primi"
passi all'interno del lungo percorso di crescita sociale.
8.
Non avere fretta: L'errore di alcuni genitori è di voler affrettare troppo i tempi,
anche se le insegnanti non lo ritengono opportuno. Accade, a volte, che dopo
una eccessiva "forzatura" dei tempi, i bambini non riescano a superare la crisi
per l'intero anno scolastico. Per cui, il gioco non vale la candela!
9.
I ritorni di crisi: Può accadere che, quando ormai tutto sembra procedere per il
meglio ed i genitori iniziano a "rilassarsi" vi siano alcuni ritorni di crisi. Questo
succede, soprattutto durante il primo anno di frequenza, solitamente dopo le
festività: il week-end, le feste di Natale, le feste di Pasqua. E' una cosa
assolutamente normale, poiché i bambini si riabituano ai ritmi casalinghi ed il
tornare a scuola è un pochino più dura! D'altra parte anche noi adulti il lunedì
mattina facciamo un po' più di fatica a tornare al lavoro!
A scuola, insieme o separati?
(di Alessandra Rossetti)
Puntualmente, ogni anno sul forum si dibatte questo argomento. Tendenzialmente gli
esperti consigliano la separazione, che può incoraggiare il processo di indipendenza e
sviluppare l’individualità. Per molti genitori questa si è rivelata la soluzione migliore,
altri invece hanno preferito lasciare i gemelli nella stessa classe.
L’esperienza ci ha insegnato che non c’è una regola fissa, che ogni coppia gemellare
è unica e formata da due individui unici, quindi reazioni e benefici vanno valutati
caso per caso.
Quando si pose per noi questo problema, come succede a molte mamme ero
contraria a dividere le mie figlie. Il mio ragionamento era che le mie bambine,
nonostante si somigliassero molto, avevano due caratterini ben distinti e non erano
affatto dipendenti l’una dall’altra, o almeno così mi pareva. Dividerle mi sembrava
una cattiveria inutile perché, come tutti i bambini che iniziano la scuola, dovevano
già subire il distacco dalla mamma e una doppia separazione mi sembrava una
sofferenza inutile.
Così, alla scuola dell’infanzia, le mie figlie iniziarono insieme la loro avventura
scolastica e – forse anche perché avevano frequentato il nido – non ebbero nessun
tipo di problema: erano tranquille e serene. Questo, naturalmente, non faceva che
rafforzare le mie convinzioni.
33
Poi arrivò il momento dell’approdo alla scuola primaria (all’epoca “scuola
elementare”), e qui il problema non si pose proprio perché, essendosi formata una
sola sezione di tempo pieno nella scuola che frequentavano, non avevo scelta:
avrebbero continuato a stare insieme. A dire il vero, questa mancanza di scelta in
qualche modo mi rassicurava: intimamente ero contenta di non doverle separare.
Ora hanno undici anni e frequentano la prima classe della scuola media in due
sezioni diverse: finalmente ho avuto l’occasione di separarle ma, se avessi potuto
tornare indietro, le avrei sicuramente separate già quando frequentavano seconda
elementare. Sì, perché nel corso dei cinque anni della scuola primaria ho avuto modo
di cambiare radicalmente opinione a questo proposito.
Le mie figlie, come ho già detto, si somigliano molto, ma solo fisicamente. A scuola,
quando erano insieme, erano conosciute da tutti come “le gemelline”, e le maestre
faticavano a distinguerle. Invece, di carattere non si somigliano affatto: una è molto
più introversa dell'altra. Quest’ultima ha un mondo interiore molto ricco, è molto
fantasiosa e anche abbastanza problematica, molto sensibile e suscettibile. L’altra è
una vera “conquistatrice”: giocherellona, chiacchierina, tutta sorrisi e abbastanza
“furbetta”.
Stando in classe insieme, i confronti tra le due erano inevitabili e, delle due, quella
col carattere un po’ più chiuso ci ha rimesso “in immagine”. Nel caso di due gemelle,
una bambina più riflessiva, confrontata con una sorella estroversa, può apparire
“musona”.
Ora che sono in classi separate, questa differenza non si nota. Anzi, non esiste
proprio la differenza, perché manca il termine di paragone e ognuna di loro è
valorizzata per le proprie doti personali e non per il risultato di un confronto.
Per i gemelli, purtroppo, è impossibile essere valutati come i bambini singoli, a meno
che – appunto – non li si divida.
Gemelli dizigoti, insieme o separati?
(di Cristina Vitali, introduzione di Mariarita Barisione)
Verrebbe naturale pensare che le maggiori preoccupazioni riguardo alla scuola e
all’opportunità di una separazione possano venire dai gemelli monozigoti, a causa del
loro aspetto identico. Invece ci si dovrebbe preoccupare anche – e forse di più - delle
coppie dizigote, soprattutto quelle composte da maschio e femmina. Questa, infatti,
è la “vera coppia” gemellare, perché "incarna", appunto, il prototipo di coppia. In
questo tipo di gemelli si rischia veramente l'assunzione di attegiamenti opposti per
poter essere complementari. Il fatto che i caratteri dei gemelli siano molto diversi quindi - non depone a favore della non-divisione ma, al contrario, della divisione.
Fabio e Sara hanno trascorso il nido insieme, mentre alla scuola dell'infanzia ho
pensato che per loro sarebbe stata giusta la divisione. Ho trovato molte persone che
mi hanno detto "ma come, sono maschio e femmina.. più diversi di così..." ma ho
ritenuto giusto comunque renderli "unici" per le rispettivi classi e maestre anche se
sono di sesso diverso. Stanno trascorrendo l'ultimo anno alla scuola dell'infanzia e
già per la scuola primaria son decisa a continuare sulla divisione. Proprio perché
sono maschio e femmina, hanno tempi di sviluppo diversi, Sara è molto più "pronta"
di Fabio per tantissime cose, a volte ho l'impressione che tenda a fare la sorella
maggiore se non la mamma addirittura! Un esempio? Sara disegna proprio bene,
Fabio fatica a tenere un pennarello in mano; fare i disegni di fronte alla sorella è un
dramma con lei che lo riprende in continuazione! "Hai sbagliato..." "questa cosa si fa
34
così..." "ma noooo, devi farlo rosso..." è uno strazio!! Quando assisto a queste scene
mi convinco di aver fatto la scelta migliore, Fabio apparentemente sembra
indifferente ma sotto sotto son convinta che ci soffre (infatti, caso strano, dice che
disegnare non gli riesce...) competere con la sorella è una causa persa, competere
con i compagni di classe è sicuramente più naturale!
__________________________________________________
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Capitolo 5 – La normativa di interesse per le famiglie
con gemelli
(a cura di Patrizia Rossini)
Sul nostro sito web www.ilmondodeigemelli.org, nella sezione Legislazione, troverete
un’intera sezione dedicata, con i testi legislativi completi e aggiornati. Qui troverete
riassunti i principali punti di interesse. Uno dei testi normativi di riferimento più
importanti, che troverete citato diverse volte, è il Decreto Legislativo n. 151/2001,
ossia il "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità" (G.U. n. 96 del 26-4-2001 – S.O. n. 93), che disciplina i
congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla
maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno
economico alla maternità e alla paternità. Tale testo raccoglie, riordina, organizza, e
in parte sostituisce, buona parte degli articoli della Legge 53/2000, che per la prima
volta ha introdotto delle facilitazioni specifiche per la maternità e paternità
gemellare, e della normativa precedente in materia di tutela della maternità,
risalente al 1971.
Tutela maternità e paternità
1.
DALLA GRAVIDANZA AL PARTO
a. le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l'effettuazione di
tutti gli esami prenatali, accertamenti clinici e visite mediche specialistiche,
nel caso in cui questi debbono essere eseguiti durante l'orario di lavoro. Per
la fruizione dei permessi deve essere presentata al datore di lavoro apposita
istanza e successivamente la relativa documentazione giustificativa
attestante la data e l'orario di effettuazione degli esami (art. 14 D.Lgs
151/2001).
b. se la gravidanza gemellare viene certificata dal vostro ginecologo anche
come gravidanza a rischio (e come tale poi accertata dal medico della ASL),
la gestante ha diritto l’esenzione completa dal pagamento di ticket per gli
esami di laboratorio e diagnostica strumentale, previa dichiarazione del
proprio ginecologo (DM Ministero della Sanità del 10-09-1998);
c.
Se la mamma è lavoratrice, ha diritto all’astensione obbligatoria dal lavoro
per maternità che è di regola pari a 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il
parto ed è retribuita almeno per l’80% dello stipendio. E’ però possibile
richiedere la flessibilità di tale congedo obbligatorio (un mese prima e 4 mesi
dopo), se si sta bene e un medico ginecologo attesta questa condizione di
salute. Ricordatevi però che se il ginecologo ha richiesto per voi la astensione
anticipata per maternità, per cui avete iniziato a stare a casa dal lavoro in
un’epoca della gravidanza precedente a quella obbligatoria, non sarà
possibile chiedere la flessibilità (art. 16, 17, 20 e 22 D.Lgs 151/2001).
d. In caso di parto prematuro, avete sempre diritto a 5 mesi complessivi di
astensione obbligatoria per maternità: i giorni non goduti prima del parto si
sommano a quelli dopo il parto; in caso di parto prematuro, e conseguente
ospedalizzazione prolungata dei bambini, la disciplina contrattuale del solo
comparto pubblico consente di sospendere il godimento dell’astensione per
maternità, tornando al lavoro, e facendolo decorrere dalla data dell’effettivo
ingresso a casa del bambino/dei bambini (Circ. INPS n° 231 del 28/12/99).
36
STARE A CASA DAL LAVORO OLTRE IL PERIODO OBBLIGATORIO
2.
a. Se siete genitori lavoratori, ognuno di voi ha diritto a 6 mesi di astensione
facoltativa dal lavoro per ogni bambino (quindi in caso di 2 gemelli, 12 mesi
per ogni genitore, in caso di 3 gemelli, 18 mesi per ogni genitore), che
possono essere fruiti in modo frazionato o continuativo (purché si avvisi il
datore di lavoro almeno 15 gg. prima), fino a quando i bimbi raggiungono gli
8 anni di vita. Attenzione però: i relativi congedi parentali dei 2genitori non
possono complessivamente eccedere, per ogni bambino, il limite di dieci
mesi, elevati a 11 se il padre ne usufruisce per più di 3 mesi (in pratica per
incentivare i padri a prendere i congedi parentali, hanno concesso un mese in
più solo ai papà). Tale astensione è retribuita al 30% dello stipendio, qualora
fruita entro il terzo anno di vita del bambino, oppure anche nel periodo
successivo, fino all’8° anno, qualora il reddito individuale della lavoratrice/del
lavoratore sia inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di
pensione. Nei restanti periodi, non è retribuita (art. 32 D.Lgs 151/2001).
b. Permessi giornalieri, ex "permessi allattamento": al rientro al lavoro, è diritto
della mamma di gemelli lavoratrice fino al compimento dell'anno di età da
parte dei bambini, fruire di 2 periodi di riposo giornaliero cumulabili, che
rispetto ai bimbi singoli vengono raddoppiati; tali periodi di riposo sono
retribuiti per intero e concessi obbligatoriamente dal datore di lavoro. Il
riposo giornaliero è di norma pari a 2 ore (che in caso di gemelli diventano
dunque 4 ore) se si lavora per almeno o più di 6 ore al giorno, 1 ora (che in
caso di gemelli diventano dunque 2) se si lavora per meno di 6 ore. In caso
di parto triplo non si triplica, si raddoppia solo. Il papà di gemelli lavoratore
ha diritto ad usufruire delle 1 o 2 ore aggiuntive, in alternativa alla mamma
(dunque, la mamma può richiedere due ore e il papà le altre due, oppure la
mamma può chiedere 4 ore solo lei, ma non è possibile che il papà richieda 4
ore tutte per lui, p.es. nel caso in cui la bi-mamma non è lavoratrice). Il papà
può usufruire delle ore aggiuntive anche nel periodo del congedo di
maternità della mamma (art. 39, 40 e 41 D.Lgs 151/2001).
3.
IN CASO DI MALATTIA DEI BIMBI
a. Entro i 3 anni, è diritto di entrambi i genitori lavoratori astenersi dal lavoro,
alternativamente, per un numero illimitato di giorni, per ciascun bambino.
b. Dopo i 3 anni, sono accordati 5 giorni all’anno al massimo di astensione, a
ciascun genitore lavoratore, alternativamente, per ciascun bimbo (art. 47
D.Lgs 151/2001).
Sostegni economici .
1.
Assegno di maternità a carico dello Stato, concesso dall’INPS (Art. 49,
comma 8, della legge 488/99.): si tratta di un assegno che viene erogato in
seguito alla nascita di un figlio, alle donne residenti, cittadine italiane o
comunitarie o in possesso della carta di soggiorno, aventi determinati
requisiti lavorativi o assicurativi (in pratica, quelle che possono vantare il
versamento all'INPS di contributi per maternità, per aver svolto almeno 3
mesi di attività lavorativa in un periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi prima
del parto) e cui non sia corrisposta alcuna prestazione per la tutela
previdenziale obbligatoria della maternità, ovvero alle donne cui è stata
erogata una prestazione complessiva di maternità inferiore a determinate
somme. Il caso di parto plurimo è considerato uno dei pochi casi in cui le
37
donne in attività di lavoro possono aspirare al riconoscimento dell'assegno in
misura intera (Circ. INPS N. 143 del 16 Luglio 2001).
2.
Assegno di maternità concesso dai Comuni (Decreto n. 452/00 e s.m.i.):
simile al precedente, ma non cumulabile con esso; è concesso se il calcolo
della situazione economica lo consente e se la madre, non ha fruito
dell'indennità di maternità o ne ha fruito in misura ridotta rispetto all'importo
dell'assegno. In quest'ultimo caso, le lavoratrici interessate possono
avanzare richiesta per la concessione della quota differenziale. In caso di
parto gemellare o plurigemellare, le madri devono dichiarare la nascita di
tutti i neonati, poiché possono usufruire di un importo dell’assegno
proporzionale al numero dei nati (ad esempio fino a € 2839,20 per due figli
nati nel 2005 e fino a € 4258,80 per tre figli nati nello stesso anno).
3.
Bonus bebe' (Legge n. 266 del 23 dicembre 2005 - Legge Finanziaria 2006 commi 331, 332 e 333): a prosecuzione dell'intervento in vigore nell'anno
2004 "Mille Euro per il secondo figlio", scaduto il 31.12.2004, con l'adozione
della legge Finanziaria 2006 stato istituito un bonus di 1000 € (erogato a chi
esercita la potestà sui figli) secondo i seguenti criteri:
-
per ogni figlio nato o adottato nell'anno 2005 (comma 331 ).
-
per ogni figlio nato secondo o ulteriore per ordine di nascita, o adottato
nell'anno 2006 (comma 332).
-
L'assegno è riservato al genitore esercitante la potestà sui figli, che abbia
i seguenti requisiti:
-
cittadino italiano o comunitario.
-
residente in Italia.
-
appartenente a un nucleo familiare con un reddito complessivo non
superiore a 50.000 € (per i nati nel 2005 il reddito di riferimento è quello
del 2004; per i nati nel 2006 è quello del 2005).
Si attende di conoscere cosa sarà previsto dalla nuova Finanziaria per il
2007.
4.
Assegno per il nucleo familiare (erogato dall’INPS): E' stato istituito per
aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro
dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone. Dal 1°
gennaio 1998 spetta anche ai lavoratori parasubordinati (collaboratori
coordinati e continuativi e liberi professionisti iscritti alla gestione separata
dell'INPS) a particolari condizioni. E’ necessario che il reddito familiare non
superi determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge. Il reddito è costituito
da quello del richiedente e di tutte le persone che compongono il nucleo
familiare.
5.
Assegno ai nuclei familiari con almeno 3 figli minori(erogato dai Comuni): si
tratta di un assegno che viene corrisposto per 13 mensilità all’anno, fino ai
18 anni, e finché perdurano le condizioni di reddito; l’importo mensile dal 1°
gennaio 2005 è pari a € 118,38; tale somma mensile, che viene rivista e
rivalutata annualmente, in base all'inflazione, viene corrisposta per intero
solo se, il proprio ISE è pari o inferiore a euro 21.309,43 (2005) cifra
stabilita per nuclei familiari di 5 persone e che va riparametrata (i calcoli
sono un po’ complicati e li fanno i CAF) rispetto alla composizione del proprio
nucleo familiare.
38
6.
Sostegno economico all’affitto (legge n. 431/1998): Si tratta di un contributo
dello Stato, assegnato alle Regioni, ciascuna delle quali ha la possibilità di
aggiungere un finanziamento proprio e quindi introdurre criteri aggiuntivi a
quelli di base.
La regola generale è: il rapporto tra canone d’affitto e reddito del nucleo
familiare non dovrebbe mai superare una certa percentuale, che per i redditi
più bassi è il 14%, per quelli un po’ più alti il 24%.Se lo supera, tale legge
viene incontro dando la differenza. Informazioni presso il Comune di
residenza.
39
Appendice – Indirizzi utili della Provincia di Torino
Associazione Ilmondodeigemelli
Via G. Martina, 25 (già Strada della Magra
100) 10156 Torino
Tel. E fax 178.271.2359
Email: [email protected]
Progetto Gemelli
Dipartimento di Psicologia
Via Po 14, 10124 Torino
Tel. 011-6703059
Fax. 011-8146231
Email: [email protected]
Ambulatorio
Assistenza
Gravidanze
Gemellari
Dipartimento Scienze ostetriche e
Ginecologiche A.O. OIRM S-ANNA
Via Ventimiglia, 3 10100 Torino
Tel. 0113134796
ENTI GESTORI (SERVIZI SOCIALI)
Provincia di Torino
ENTE GESTORE A.S.L. 10
Sede Legale: Pinerolo
Indirizzo: Via Finestrelle, 72
Cap: 10064
Tel.: 0121.235.076
Fax: 0121.235.075
Comuni afferenti: Sestriere
ENTE: Consorzio Intercomunale di Servizi
–C.I.Di S.
Comuni Afferenti:
Sede Legale: Orbassano, Beinasco, Bruino,
Orbassano,Piossasco, Rivalta Di Torino,
Volvera
Indirizzo: Strada Volvera, 63
Cap: 10043
Tel.: 011.901.7789
Fax: 011.901.9167
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Beinasco, Bruino,
Orbassano,Piossasco, Rivalta di Torino,
Volvera
ENTE: Consorzio Intercomunale Socio
Assistenziale – C.I.S.A. 12
Sede Legale: Nichelino
Indirizzo: Via Cacciatori, 21/12
Cap: 10042
Tel.: 011.680.7854
Fax: 011.628.0968
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Candiolo, Nichelino, None,
Vinovo
ENTE: Consorzio Intercomunale Socio
Assistenziale – C.I.S.A. 31
Sede Legale: Carmagnola
Indirizzo: Via Papa Giovanni Xxiii, 2
Cap: 10022
Tel.: 0119065669
Fax: 0119716613
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Carignano, Carmagnola,
Castagnole Piemonte, Lombriasco, Osasio,
Pancalieri, Piovesi Torinese, Villastellone
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Socio-Assistenziali – C.I.S.
Sede Legale: Ciriè
Indirizzo: Piazza Castello, 20
Cap: 10073
Tel.: 011.921.2896
Fax: 011.920.6042
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Barbania, Borgaro
Torinese, Caselle Torinese, Ciriè, Fiano, Front,
Grosso, Levone, Mathi, Nole, Robassomero,
Rocca Canavese, San Carlo Canavese, San
Francesco al Campo, San Maurizio Canavese,
Vauda Canavese, Villanova Canavese
ENTE: Consorzio Intercomunale Socio
Assistenziale – C.I.S.A.
Sede Legale: Gassino
Indirizzo: Via Regione Fiore, 2
Cap: 10090
Tel.: 0119819911
Fax: 0119819920
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Castiglione Torinese,
Cinzano, Gassino Torinese, Rivalba, San
Mauro Torinese, San Raffaele Cimena, Sciolze
40
ENTE: Consorzio Intercomunale Socio
Assistenziale – C.I.S.A.
Sede Legale: Rivoli
Indirizzo: Via Nuova Collegiata,5
Cap: 10098
Tel.: 011.950.1401
Fax: 011.950.1425
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Rivoli, Rosta, Villarbasse
ENTE: Consorzio Intercomunale Servizi
Alla Persona – C.I.S.A.P.
Sede Legale: Grugliasco
Indirizzo: Via Leonardo Da Vinci, 135
Cap: 10095
Tel.: 011.403.7121
Fax: 011.411.0296
E-Mail: [email protected]
Comuni afferenti: Collegno, Grugliasco
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Socio-Assistenziali – C.I.S.S.A.
Sede Legale: Moncalieri
Indirizzo: Via Real Collegio,10
Cap: 10024
Tel.: 011.682.3611
Fax: 011.682.9458
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: La Loggia, Moncalieri,
Trofarello
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Socioassistenziali – C.I.S.S. 38.
Sede Legale: Cuorgnè
Indirizzo: Via Ivrea, 71
Cap: 10082
Tel.: 0124.657.915
Fax: 0124.651.796
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Alpette; Bosconero;
Busano; Canischio; Ceresole Reale;
Chiesanuova; Ciconio; Cuorgne'; Favria;
Feletto; Forno Canavese; Frassinetto; Ingria;
Locana; Lombardore; Lusiglie'; Noasca;
Oglianico; Pertusio;Pont-Canavese;
Prascorsano; Pratiglione; Ribordone; Rivara;
Rivarolo Canavese; Rivarossa; Ronco
Canavese; Salassa; San Colombano
Belmonte; San Ponso; Sparone; Valperga;
Valprato Soana
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Sociali – C.I.S.S.
Sede Legale: Chivasso
Indirizzo: Via Po, 54
Cap: 10034
Tel.: 011.910.9034
Fax: 011.910.2452
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Brandizzo; Brozolo;
Brusasco; Casalborgone; Castagneto Po;
Cavagnolo; Chivasso; Foglizzo; Lauriano;
Montanaro; Monteu da Po; Rondissone; San
Sebastiano da Po; Torrazza Piemonte;
Verolengo; Verrua Savoia
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Sociali – C.I.S.S.
SEDE LEGALE: Pinerolo
Indirizzo: Via Mombello, 39
Cap: 10064
Tel.: 0121.325.001
Fax: 0121.395.396
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Airasca; Bricherasio;
Buriasco; Campiglione-Fenile; Cantalupa;
Cavour; Cercenasco; Cumiana; Frossasco;
Garzigliana; Macello; Osasco; Pinerolo;
Piscina; Prarostino; Roletto; San Pietro Val
Lemina; San Secondo di Pinerolo;
Scalenghe; Vigone; Villafranca Piemonte;
Virle Piemonte
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Socio-Assistenziali – C.I.S.S.A.
Sede Legale: Pianezza
Indirizzo: Via San Pancrazio, 63
Cap: 10044
Tel.: 011.978.57.11 / 12
Fax: 011.978.67.75
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Alpignano, Druento,
Rivoletto, La Cassa, Pianezza, San Gillio, Val
della Torre, Venaria
ENTE: Consorzio Intercomunale Dei
Servizi Socio-Assistenziali – C.I.S.S.A.C.
Sede Legale: Caluso
Indirizzo: Via San Francesco,2
Cap: 10014
Tel.: 011.989.3511
Fax: 011.983.2976
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Barone Canavese; Caluso;
Candia Canavese; Cuceglio; Mazze';
Mercenasco; Montalenghe; Orio Canavese;
Perosa Canavese; Romano Canavese; San
Giorgio Canavese; San Giusto Canavese;
San Martino Canavese; Scarmagno;
Strambino; Vialfre'; Villareggia; Vische
ENTE: Consorzio Intercomunale Servizi
Sociali Alla Persona – C.I.S.S.P.
Sede Legale: Settimo Torinese
Indirizzo: Via Roma, 3
Cap: 10036
Tel.: 011.816.9011
Fax: 011.816.9022
41
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Leinì, San Benigno
Canavese, Settimo Torinese, Volpiano
ENTE: Comunità Montana Valli Chisone E
Germanasca
Sede Legale: Perosa Argentina
Indirizzo: Via Roma, 22
Cap: 10063
Tel.: 0121.802.525
Fax: 0121.802.541
E-Mail:
[email protected]
Comuni Afferenti: Fenestrelle; Inverso
Pinasca; Massello; Perosa Argentina;
Perrero; Pinasca; Pomaretto;Porte;
Pragelato; Prali; Pramollo; Roure; Salza di
Pinerolo; San Germano Chisone; Usseaux;
Villar Perosa
ENTE: Consorzio Dei Servizi SocioAssistenziali Del Chierese – C.S.S.A.
Sede Legale: Chieri
Indirizzo: Vicolo Albussano, 4
Cap: 10023
Tel.: 011.942.7136
Fax: 011.942.7022
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Andezeno; Arignano;
Baldissero Torinese; Cambiano; Chieri;
Isolabella; Marentino; Mombello di Torino;
Montaldo Torinese; Moriondo Torinese;
Pavarolo; Pecetto Torinese; Pino Torinese;
Poirino; Pralormo; Riva presso Chieri;
Santena
ENTE: Comunità Montana Val Pellice
Sede Legale: Torre Pellice
Indirizzo: Corso Lombardini 2
Cap: 10066
Tel.: 0121.952.4201
Fax: 0121.932.625
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Angrogna, Bibbiana,
Bobbio Pellice, Luserna San Giovanni,
Lusernetta, Rorà, Torre Pellice, Villar Pellice
ENTE: Comunità Montana Val Sangone
Sede Legale: Giaveno
Indirizzo: Via Xxiv Maggio, 1
Cap: 10094
Tel.: 011.936.3336
Fax: 011.937.7522
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Coazze, Giaveno, Reano,
Sangano, Trana, Valgioie
ENTE: Comunità Montana Valli Di Lanzo
Sede Legale: Ceres
Indirizzo: Frazione Fè, 2
Cap: 10070
Tel.: 0123.28416
Fax: 0123.329.399
E-mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Ala di Stura; Balangero;
Balme; Cafasse; Cantoira; Ceres;
Chialamberto; Coassolo Torinese; Corio;
Germagnano; Groscavallo; Lanzo Torinese;
Lemie; Mezzenile; Monastero di Lanzo;
Pessinetto; Traves; Usseglio; Vallo Torinese;
Varisella;Viu'
Ente: Consorzio Intercomunale SocioAssistenziale Valle Di Susa - Con.I.S.A.
Sede Legale: Susa
Indirizzo: P.Zza San Francesco, 4
Cap: 10059
Tel.: 0122.648.501
Fax: 0122.629.335
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Almese; Avigliana;
Bardonecchia; Borgone Susa; Bruzolo;
Bussoleno; Buttigliera Alta; Caprie;
Caselette; Cesana Torinese; Chianocco;
Chiomonte; Chiusa di San Michele; Claviere;
Condove; Exilles; Giaglione; Gravere; Mattie;
Meana di Susa; Mompantero;Moncenisio;
Novalesa; Oulx; Rubiana; Salbertrand; San
Didero; San Giorio di Susa; Sant'Ambrogio di
Torino; Sant'Antonino di Susa; Sauze di
Cesana; Sauze d'Oulx; Susa; Vaie; Venaus;
Villar Dora; Villar Focchiardo
ENTE: Consorzio Servizi Sociali IN.RE.TE
Sede Legale: Ivrea
INDIRIZZO: Via Jervis, 24
Cap: 10015
Tel.: 0125646111 Fax: 0125646190
E-Mail: [email protected]
Comuni Afferenti: Aglie'; Albiano d'Ivrea;
Alice Superiore; Andrate; Azeglio; Bairo;
Baldissero Canavese; Banchette; Bollengo;
Borgiallo; Borgofranco d'Ivrea; Borgomasino;
Brosso; Burolo; Caravino; Carema;
Cascinette d'Ivrea; Castellamonte;
Castelnuovo Nigra; Chiaverano; Cintano;
Colleretto Castelnuovo; Colleretto Giacosa;
Cossano Canavese; Fiorano Canavese;
Issiglio; Ivrea; Lessolo; Loranze'; Lugnacco;
Maglione; Meugliano; Montalto Dora;
Nomaglio; Ozegna; Palazzo Canavese;
Parella; Pavone Canavese; Pecco; Piverone;
Quagliuzzo; Quassolo; Quincinetto; Rueglio;
Salerano Canavese; Samone; Settimo
Rottaro; Settimo Vittone; Strambinello;
Tavagnasco; Torre Canavese; Trausella;
Traversella; Vestigne'; Vico Canavese;
Vidracco; Vistrorio
42
SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI
Città di Torino
Circoscrizione 1- Centro, Crocetta
Indirizzo: Via Giolitti 2 bis - (2° e 3° piano)
Tel. 011 4436102
Fax n. 011 4436103
Circoscrizione 2 - Santa Rita, Mirafiori
Nord
Indirizzo: Via Filadelfia 242
tel. 011.4428800
fax 01144228848
Circoscrizione 3 - San Paolo, Cenisia,
Pozzo Strada
Presidio 3A: - San Paolo
Indirizzo: Via Spalato 15 - Piano primo
Tel. 011 4437311
Fax 011 4437319
Presidio 3B - Cenisia - Cit Turin
Indirizzo: Via Spalato 15 - Piano terra
Tel. 011 4437341
Fax 011 4437344
Presidio 3C - Pozzo Strada
Indirizzo: Via Monte Ortigara 95
Tel. 011 4428770
Fax 011 4428702
Circoscrizione 4 - San Donato, Parella,
Campidoglio
Centro San Donato - Campidoglio
Indirizzo: Via Le Chiuse 66
tel. 011 4438411
fax 4438419
Centro Parella
Indirizzo: Via Salbertrand 57/29
Tel. 011 4436402
Fax 011 4436424
Circoscrizione 5 - Lucento, Vallette,
Madonna di Campagna, Borgo Vittoria
Presidio 5A e 5B - Vallette e Lucento
Indirizzo: Via Valdellatorre 138/a
Tel. 011 4421411
Fax 011 4421419
Presidio 5C - Madonna di Campagna
Indirizzo: Via Cardinal Massaia 75/m
Tel. 011 4439501
Fax 011 4439519
Presidio 5D - Borgo Vittoria
Indirizzo: Via Sospello 139/3
Tel. 011 4431411
Fax 011 4431419
Circoscrizione 6 - Barca, Bertolla, Regio
Parco, Barriera di Milano, Rebaudengo,
Falchera, Villaretto
Indirizzo: Via Leoncavallo 25 (3° p.)
Tel. 011443.1211- 011443.1212011443.1313
Fax. 011443.1218 - 011443.1219
Circoscrizione 7 - Aurora Vanchiglia
Sassi Madonna del Pilone
Zona Aurora e Rossini
Indirizzo: Lungo Dora Savona 30
Centralino 011 4434511/2
Fax 011 4434519
Zona Vanchiglia e Madonna del Pilone
Indirizzo: Via Mongrando 46
Tel. 011 4439711
Fax 011 4439719
Circoscrizione 8 - San Salvario,
Cavoretto, Borgo Po
Indirizzo: Via Ormea 45
Tel. 011 4435870
Fax 011 4435879
Circoscrizione 9 - Nizza Millefonti,
Lingotto - Filadelfia
Indirizzo:Via Vado 2
Tel. 011 4437950
Fax 011 4437951
Circoscrizione 10- Mirafiori Sud
Indirizzo: via Farinelli 40/1
tel. 011.4432411
Fax: 011.3488164
SPORTELLI PROGETTO FAMIGLIA
Città di Torino
Circoscrizione 1
Indirizzo: C.so Duca degli Abruzzi,50
Telefono 011/5684032
E-mail:
[email protected]
Circoscrizione 2
Indirizzo: via Carlo Poma 2
Telefono 011/3090231
E-mail:
[email protected]
Circoscrizione 3
Indirizzo: via Moretta 57
Telefono 011/4332313
E-mail: [email protected]
Circoscrizione 4
Indirizzo: via Servais, 62
Telefono 011/7991631
E-mail: [email protected]
43
Circoscrizione 5
Indirizzo: via Michele Coppino,152
Telefono: 011/212902
E-mail: [email protected]
Circoscrizione 6
Indirizzo: C.so Taranto 160
Telefono:011/2464529 - 011/267686
E-mail: [email protected]
Circoscrizione 7
Indirizzo: via Antonio Cecchi 2
Telefono: 011/24721124
E-mail: [email protected]
Circoscrizione 8
Indirizzo: via Principe Tommaso,25
Telefono: 011/6698710
E-mail:
[email protected]
Circoscrizione 9
Indirizzo:C.so Benedetto Croce 21
Telefono 011/614251
E-mail: [email protected]
Circoscrizione 10
Indirizzo: strada Castello di Mirafiori,45
Telefono 011/3489892
E-mail:
[email protected]
44
Infine, poche parole sulla nostra
associazione…
Ilmondodeigemelli è la prima associazione
in Italia sui gemelli che si rivolge nelle sue
finalità, prioritariamente alle famiglie, ossia
a quelli che (ne siamo convinti) sono i
soggetti primi e più importanti nella
crescita
e
nella
formazione
della
personalità dei futuri gemelli adulti.
È il coronamento di un sogno coltivato a
lungo, nato nel corso degli intensi scambi
di opinioni e di esperienze che si svolgono
tra genitori di gemelli sul Forum di
discussione del nostro sito internet.
Invitiamo tutte le famiglie ad unirsi a noi:
se questo vademecum vi è stato utile,
se desiderate entrare in contatto con
altri genitori di gemelli, se volete
contribuire al continuo arricchimento
delle informazioni, testimonianze ed
esperienze
che
l'Associazione
Ilmondodeigemelli
mette
in
circolazione,
compilate
e
spedite
questo
modulo
e
iscrivetevi
all'associazione!
Siamo convinti che, attraverso l’attività
dell’associazione, riusciremo ad aiutare
tante famiglie, destando l’interesse delle
istituzioni, dei media e del mondo
commerciale,
superando
l’elemento
“folkloristico”, la curiosità che ha sempre
destato la straordinarietà del fenomeno
gemellare, e dando riconoscimento e
sostegno ad una comunità, quella delle
famiglie con figli gemelli, che condivide la
gioia,
la
straordinarietà
e
l’enorme
ricchezza date da una nascita plurima, ma
che altrettanto necessita di attenzioni
specifiche da parte di istituzioni e aziende.
Patrizia Rossini - Presidente
dell'Associazione
Il sottoscritto.....................................................
Nato a..................................... il.......................
Residente /sede in .............................................
Via....................................................CAP..........
Codice fiscale....................................................
E-mail...............................................................
Tel....................................Cell...........................
Professione........................................................
Nome gemelli, data di nascita o data presunta parto
........................................................................
Eventuali fratelli o sorelle.....................................
........................................................................
Nome, cognome e data di nascita dell’altro genitore
........................................................................
Chiede di aderire all’Associazione “Il mondo dei
gemelli”in qualità di SOCIO ORDINARIO
Il sottoscritto dichiara:
1- di accettare le norme previste dallo Statuto visibile
all’indirizzo:www.ilmodnodeigemelli.org, seguendo il link
Associazione;
2- Di impegnarsi al versamento della quota di Euro
20,00 tramite versamento con bollettino postale sul c/c
bancoposta n°57989576 o tramite bonifico bancario sul
c/c bancoposta n°57989576 ABI 07601 CAB01000
3- di impegnarsi a far pervenire la ricevuta del
versamento effettuato con invio fax al n.178.271.2359*
oppure mediante invio mezzo posta ad:” Associazione Il
mondo dei gemelli”- Via G. Martina, 25 (già Strada della
Magra 100)- 10156 Torino.
Data ......................... Firma...............................
Al ricevimento della ricevuta di versamento della quota
l’Associazione provvederà ad inviare la tessera ed
eventuale gadget presso l’indirizzo indicato.
Dichiarazione di consenso (D.Lgs. 196/2003)
Premesso che, ai sensi del D.Ldg. 196/2003, dichiaro di essere a
conoscenza che:
a) l’uso dei miei dati personali sarà effettuato in conformità e per le
finalità
previste
dallo
statuto
sociale,
visionabile
sul
sito
www.ilmondodeigemelli.org, seguendo il link “Associazione”;
b) il consenso al loro utilizzo è obbligatorio e che il mancato consenso
comporterà l’impossibilità ad essere associato.Resta comunque facoltativo
il consenso alla comunicazione dei suddetti a terzi;
c) Il titolare del trattamento dei mie dati personali è l’Associazione Il
Mondo dei Gemelli;
d) il Responsabile del trattamento è il Presidente dell’Associazione, nella
persona di Patrizia Rossini;
□ do il consenso
□ nego il consenso
Alle predette comunicazioni, consapevole che in mancanza del mio
consenso l’Associazione non potrà utilizzare i miei dati personali, salvo
quanto previsto dall’Autorizzazione Generale n. 3/2004
Data............................ Firma.......................................................
Per quanto riguarda il trattamento, da parte dell’Associazione, dei mie dati
a fini di informazione commerciale, ricerche di mercato, offerte di prodotti
o servizi di società terze;
□ do il consenso
□ nego il consenso
Data............................ Firma.......................................................
Per quanto riguarda la comunicazione, da parte dell’Associazione, dei mie
dati per fini d informazione commerciale, ricerche di mercato, offerte di
prodotti o servizi di società terze. Inteso che i soggetti ai quali possono
essere i miei dati sono quelli che intrattengono rapporti, a qualsiasi titolo,
con l’Associazione, ivi compresi quelli con i quali siano state sipulate
convenzioni tese a favorire gli associati nell’acquisto di beni o servizi;
□ do il consenso
□ nego il consenso
Data............................ Firma.......................................................
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