Virtualizzazione delle applicazioni
business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
Abstract
Più del 75% delle aziende della classifica Fortune 500 ha adottato la virtualizzazione dei server nei data
center e il numero sta aumentando tra le organizzazioni di ogni dimensione. Tuttavia, si stima che le
aziende che sono passate alla virtualizzazione abbiano eseguito soltanto la migrazione del 20% circa dei
server dalle implementazioni fisiche. Il presente white paper esamina le preoccupazioni e le problematiche
delle aziende che esitano a virtualizzare le applicazioni business critical suggerendo un percorso per trarre
dalla virtualizzazione vantaggi ancora maggiori.
Marzo 2010
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Part Number h6859
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Sommario
Sintesi .............................................................................................................4
Introduzione ...................................................................................................4
Destinatari...........................................................................................................................................4
Aumento dell’impiego della virtualizzazione ...............................................4
Importanza delle applicazioni business critical per l’azienda ...................5
Preoccupazioni relative alla virtualizzazione delle
applicazioni business critical .......................................................................6
Prestazioni ..........................................................................................................................................7
Consolidamento ...............................................................................................................................10
Gestione migliorata......................................................................................................................13
High availability e business continuity ..........................................................................................14
High availability ............................................................................................................................14
Business continuity ......................................................................................................................17
Supporto ISV e Proven Solutions..................................................................................................18
Supporto ISV ................................................................................................................................18
Proven Solutions..........................................................................................................................18
Caso aziendale .............................................................................................20
Corporate Express...........................................................................................................................20
Conclusioni ..................................................................................................21
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
3
Sintesi
I vantaggi finanziari ed operativi della virtualizzazione, che ha avuto un enorme sviluppo negli ultimi
anni, sono stati sperimentati da organizzazioni di ogni dimensione. La maggior parte di queste aziende
ha compreso i vantaggi che avrebbe ottenuto virtualizzando le applicazioni di livello inferiore come
file server, server web, servizi di rete e server delle infrastrutture. Tuttavia, nonostante i generici esiti
positivi dell’operazione di virtualizzazione di applicazioni di livello inferiore, le aziende esitano ad
estendere la virtualizzazione anche alle applicazioni business critical di livello 1.
Le ragioni per non virtualizzare le applicazioni di livello 1 sono diverse. Nella maggior parte dei casi,
le aziende esitano a procedere alla virtualizzazione delle applicazioni di livello 1 perché preoccupate
dalle prestazioni delle applicazioni, dalle modifiche che devono essere apportate alle procedure di
gestione e alle relative operazioni, dai rischi correlati ai tempi di inattività e alla business continuity,
nonché dall’incertezza su come muoversi. In alcuni casi, non sono stati compresi gli enormi progressi
fatti negli ultimi anni nel campo della tecnologia di virtualizzazione. Indipendentemente dai motivi
per rimandare la virtualizzazione delle applicazioni di livello 1, è bene tenere presente che i vantaggi
realizzati dalle aziende mediante gli investimenti correnti nella virtualizzazione potranno essere ancora
maggiori in futuro con la virtualizzazione delle applicazioni di livello 1.
Introduzione
Il presente white paper prende in esame i problemi e le soluzioni relativi alla virtualizzazione delle
applicazioni di livello 1. Vengono inizialmente discussi i motivi per cui le applicazioni di livello 1
sono da considerare a parte rispetto ad altre applicazioni dell’infrastruttura o della linea di business
e i particolari requisiti delle stesse applicazioni di livello 1. Il documento analizza poi alcune delle
preoccupazioni che affliggono le aziende relativamente allo spostamento delle applicazioni business
critical in ambiente virtuale. Vengono quindi fornite informazioni, corredate da esempi, su prodotti,
tecnologie e soluzioni di servizi VMware ed EMC, in grado di semplificare la virtualizzazione delle
applicazioni di livello 1.
Destinatari
Il white paper è destinato a manager IT che hanno già cominciato un percorso di virtualizzazione
del data center, che hanno ottenuto molti dei vantaggi offerti dalla virtualizzazione dei server per
le applicazioni di livello inferiore, ma che non hanno intrapreso ancora alcuna iniziativa per
virtualizzare le applicazioni di livello 1. Il white paper prende in esame:
•
Requisiti delle applicazioni business critical
•
Preoccupazioni e problemi correlati alla virtualizzazione delle applicazioni di livello 1
•
Costi della non virtualizzazione in termini di gestione, assistenza ed availability
•
Esempi di aziende che hanno virtualizzato con successo le applicazioni business critical
•
Informazioni sulle EMC Proven™ Solutions e sui servizi EMC Consulting, che possono essere
acquistati per la definizione dell’architettura, la progettazione, l’implementazione e la gestione
della soluzione, oltre che per la formazione del personale IT interno per quanto riguarda
implementazione e best practice
Aumento dell’impiego della virtualizzazione
La virtualizzazione ha rivoluzionato il modo in cui le organizzazioni eseguono le applicazioni server
nel data center. Più del 75% delle aziende della classifica Fortune 500 ha adottato la virtualizzazione
dei server nei data center mentre il numero sta aumentando tra le organizzazioni di ogni dimensione.
I vantaggi ottenuti da queste aziende riguardano la diminuzione delle spese di capitale, la riduzione
dei costi operativi e del sovraccarico amministrativo, minori interruzioni delle attività, maggiore
availability e disaster recovery di livello superiore.
Una recente indagine di VMware condotta su 1.036 clienti, ha rivelato che più del 50% dei partecipanti
ha virtualizzato Microsoft SQL Server e Microsoft SharePoint e che metà degli intervistati era in
fase di virtualizzazione di IBM WebSphere. Secondo l’indagine, inoltre, il 36% del campione ha
virtualizzato Microsoft Exchange. Tra gli utenti Oracle, il 34% ha virtualizzato i database Oracle
e il 41% il middleware Oracle.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Figura 1. Percentuale di clienti che esegue le applicazioni in produzione su VMware
Secondo una recente indagine di Gartner1 il 73% dei clienti ha dichiarato di utilizzare la
virtualizzazione x86 per le applicazioni mission critical in produzione. L’indagine, se considerata
unitamente all’esperienza dei clienti VMware, costituisce un forte indicatore del fatto che la
virtualizzazione delle applicazioni business critical è sempre più praticata.
Nonostante tali dati, si stima che le aziende che hanno adottato la virtualizzazione abbiano eseguito
la migrazione soltanto del 10-20% circa dei server dall’ambiente fisico a quello virtuale. I server
ospitano in genere applicazioni di livello inferiore, che giocano all’interno dell’organizzazione un
ruolo importante, ma non business critical. Le applicazioni di livello inferiore non provocano
l’interruzione delle attività aziendali se rimangono off-line per un breve periodo di tempo.
Le applicazioni di livello 1 sono invece business critical, costituiscono la linfa vitale di
un’organizzazione. I tempi di inattività di tali applicazioni hanno un costo e possono danneggiare
l’azienda. In passato le aziende erano molto perplesse rispetto allo spostamento di tali applicazioni
in un nuovo ambiente; le preoccupazioni più comuni erano le seguenti:
•
Peggioramento delle prestazioni
•
Modifiche alla gestione di VM, alla rete e agli accordi sui livelli di servizio
(SLA, Service Level Agreement)
•
Rischi correlati ad availability, tempi di inattività e business continuity
• Incertezza su come muoversi
Solo una risposta convincente a questi problemi può indurre i principali responsabili delle decisioni di
un’azienda a ritenere necessario un ulteriore passo nel percorso della virtualizzazione: prima verso un
data center totalmente virtualizzato, quindi verso il cloud privato. Fortunatamente, gli enormi progressi
dei moderni hypervisor e del software di gestione della virtualizzazione consentono di affrontare le
incertezze sopra descritte.
Importanza delle applicazioni business critical
per l’azienda
L’importanza delle applicazioni business critical per l’azienda è indiscussa. Per definizione,
un’applicazione business critical deve essere disponibile per consentire ai dipendenti di un’azienda
di svolgere il proprio lavoro, ai partner di collaborare e ai clienti di acquistare prodotti e servizi.
Un’applicazione business critical che rimane offline anche solo per pochi minuti comporta per
l’azienda una perdita di denaro, di immagine e di fiducia da parte dei clienti e dei partner.
Ogni azienda possiede un insieme particolare di applicazioni business critical, ma la maggior
parte di esse ha implementato una o più delle seguenti applicazioni:
•
1
Applicazioni di posta elettronica, come Microsoft Exchange
“Linux and Windows Server Virtualization is Picking Up Steam”, numero ID G00161702
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
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•
Applicazioni CRM (Customer Relationship Management), come ad esempio SAP
•
Applicazioni di database, come Microsoft SQL Server e Oracle
• Applicazioni per la collaborazione, come Microsoft SharePoint
Le applicazioni di livello 1 spesso fanno parte di un ambiente server multilivello e questo rende la
gestione più complessa perché i problemi relativi ad availability e prestazioni possono coinvolgere
uno o più server. Per soddisfare i requisiti di prestazioni, availability e gestione delle modifiche in
un ambiente di server fisici, le aziende hanno creato infrastrutture e processi complessi:
•
Clustering software e hardware sofisticati e costosi, unitamente a metodologie di bilanciamento
del carico, garantiscono elevata availability.
•
Server high-end scalabili sono necessari per soddisfare i requisiti delle prestazioni e per gestire
i picchi dei carichi di lavoro.
•
Soluzioni software e hardware di terze parti e specifici per le applicazioni sono indispensabili
per eseguire il backup di dati, servizi di applicazioni e sistemi operativi.
•
Manuali operativi complessi sul disaster recovery definiscono processi e procedure dello staff IT.
•
I requisiti di disaster recovery e business continuity rendono necessario l’hardware duplicato nel
sito di ripristino.
•
I centri di test e sviluppo sono separati, in modo che gli sviluppatori possano creare nuovi
componenti della soluzione di livello 1 e i tecnici addetti ai test possano risolvere i problemi
di hardware e software.
Questo tipo di approccio alla gestione delle applicazioni di livello 1 causa un aumento di:
•
Spese: spese di capitale di notevole entità vengono destinate all’acquisto di server per
la scalabilità verso l’alto e l’esterno e per la replica dei siti principali sui siti secondari.
•
Complessità: le tradizionali soluzioni di high availability richiedono configurazioni complesse
di hardware e software di più fornitori.
•
Rischio: il costo del disaster recovery e della business continuity impedisce a molte aziende di
implementare piani adeguati mentre il fatto che risulti indispensabile evitare tempi di inattività
trattiene altre aziende dal testare i piani a disposizione.
Ovviamente le applicazioni business critical trarrebbero un notevole vantaggio dalla
gestione ottimizzata e dal risparmio sui costi consentito dalla virtualizzazione, ma molte
aziende tardano ad agire.
Preoccupazioni relative alla virtualizzazione delle
applicazioni business critical
Le preoccupazioni che riguardano le prestazioni sono le prime nella lista dei motivi per i quali
le organizzazioni IT esitano a spostare le applicazioni di livello 1 in ambiente virtualizzato.
I responsabili e i titolari delle aziende desiderano essere certi che un modello hardware condiviso
non causi colli di bottiglia, sia in grado di sostenere il throughput necessario e non introduca
limitazioni imposte dall’hypervisor o dall’infrastruttura di gestione della virtualizzazione.
Le soluzioni di virtualizzazione software e hardware di prima generazione non rispondevano
adeguatamente a tali esigenze. Tuttavia, negli ultimi anni la tecnologia dei processori, gli hypervisor
e il software di gestione della virtualizzazione hanno fatto grandi passi avanti per quel che riguarda
potenza e livello di sofisticatezza. Questi progressi rendono possibile la virtualizzazione delle
applicazioni di livello 1. La nuova generazione di soluzioni implementate su VMware vSphere™
risolve il problema delle prestazioni.
Le organizzazioni che continuano a utilizzare un insieme di soluzioni e capacità di gestione per
l’ambiente fisico e un altro per l’ambiente virtuale limitano di fatto l’efficienza IT. Per tale motivo, la
maggior parte delle organizzazioni IT vorrebbe virtualizzare tutte le applicazioni. Ma i rischi impliciti
nel tentativo di correggere ciò che funziona sono ancora maggiori. I proprietari delle applicazioni non
vogliono correre il rischio di dover gestire errori delle soluzioni di business continuity o di backup
e ripristino, una volta spostate nel nuovo ambiente. Vogliono essere certi che vengano soddisfatti i
requisiti di high availability e disaster recovery. Le tecnologie di VMware ed EMC, come vMotion™,
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Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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VMware High Availability, VMware Fault Tolerance, VMware vCenter Site Recovery Manager
ed EMC® Replication Manager consentono di evitare agevolmente problemi e preoccupazioni.
Per eliminare qualsiasi dubbio e procedere con sicurezza alla virtualizzazione delle applicazioni
business critical, è essenziale che le organizzazioni comprendano che le soluzioni attuali non solo
possono offrire prestazioni e affidabilità eccellenti, ma che sono anche economiche e possono essere
implementate correttamente grazie a competenze e procedure collaudate.
Nelle sezioni che seguono, il white paper illustrerà l’idoneità di queste soluzioni e il modo in cui
le nuove tecnologie rendono agevole il passaggio alla virtualizzazione di sempre più applicazioni.
Verranno trattati i seguenti argomenti:
•
Prestazioni
•
Consolidamento
•
High availability e business continuity
•
Proven Solutions
Prestazioni
Le preoccupazioni relative alla virtualizzazione delle applicazioni di livello 1 riguardano
principalmente le prestazioni. I colli di bottiglia su qualsiasi livello di una soluzione a più livelli
possono causare prestazioni insufficienti delle applicazioni ed avere un impatto negativo sulla
produttività dei dipendenti o condurre a un’esperienza insoddisfacente del cliente. Le preoccupazioni
relative alle prestazioni delle soluzioni di virtualizzazione di prima generazione erano comprensibili.
VMware ESX Server 2.0 era limitato a una vCPU e a 3,6 GB di memoria per macchina virtuale, a
meno di 10.000 I/O al secondo con supporto per throughput di rete pari a 380 Mb/s. Questi parametri
non avrebbero chiaramente soddisfatto le esigenze di applicazioni business critical.
Figura 2. Progressi delle prestazioni ESX nel tempo
Tuttavia, come illustrato nella Figura 2, la situazione sul fronte della virtualizzazione è radicalmente
cambiata a partire dalla release di ESX 2.0. VMware vSphere (ESX 4.0) supporta ora fino a otto vCPU
per macchina virtuale, fino a 255 GB di memoria per macchina virtuale, oltre 300.000 I/O al secondo
e 30 Gb/s di throughput di rete. Parallelamente, sono stati fatti progressi sostanziali con le nuove
generazioni di chipset Intel x86 Nehalem, che hanno notevolmente migliorato le prestazioni
dell’hypervisor. Il risultato è che la maggior parte delle applicazioni di livello 1 che non era adatta
alla virtualizzazione con le precedenti versioni di ESX Server può ora essere virtualizzata con VMware
vSphere, ottenendo le stesse prestazioni, se non addirittura prestazioni di livello superiore, rispetto alle
attuali implementazioni fisiche.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Ad esempio, i tecnici VMware hanno testato Oracle 11g versione 2 in esecuzione su Red Hat
Enterprise Linux 5.1 in un server basato su CPU Intel Xeon eight-core, utilizzando un carico di
lavoro TPC-C. Figura 3, i tecnici hanno rilevato che la soluzione virtuale dimostrava una scalabilità
praticamente perfetta con l’aumento del numero di CPU da uno a otto. I test hanno rivelato inoltre:
•
Meno del 15% di sovraccarico per una macchina virtuale con otto vCPU
•
Prestazioni di 8.900 transazioni di database totali al secondo
•
60.000 operazioni di I/O al secondo
Figura 3. Confronto delle prestazioni di database su installazioni virtuali e hardware
L’utilizzo VMware di VMware Capacity Planner per analizzare più di 700.000 server in ambienti di
produzione dei clienti ha mostrato che la maggioranza dei server richiedeva meno di 500 operazioni di
I/O al secondo. VMware ha quindi confrontato i requisiti di I/O al secondo dei dischi (IOPS) per tutti
i server inclusi nello studio con i requisiti di I/O di SQL Server e la percentuale di server SQL che
richiedono un valore di I/O dei dischi specifico. Figura 4, solo una piccola percentuale del totale dei
server inclusi nello studio richiedeva quasi 1.000 IOPS del disco. Se si confrontano questi dati con
quelli relativi alle implementazioni SQL Server note, è chiaro che solo il 10% richiede IOPS dei dischi
superiori a 100. VMware vSphere può arrivare a 300.000 IOPS, il che dimostra che vSphere è dotato
della scalabilità necessaria per i requisiti di I/O di quasi qualsiasi implementazione di database, anche
in caso di applicazioni business critical dai requisiti molto complessi.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
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Figura 4. Requisiti di I/O di SQL su 700.000 installazioni server
VMware ha utilizzato i benchmark SD (Sales and Distribution) di SAP per testare l’entità del
sovraccarico verificatasi quando 300-815 utenti hanno utilizzato un’applicazione CRM virtualizzata.
Come illustrato nella Figura 5, VMware ha rilevato che in media il sovraccarico era di meno del 10%.
Figura 5. Rilevazioni dei benchmark SD di SAP su installazioni virtuali e hardware
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Consolidamento
Nonostante il consolidamento dei server e i vantaggi da esso derivati in termini di costi costituiscano
le ragioni più comuni per la virtualizzazione delle applicazioni di livello inferiore, lo stesso
consolidamento non è mai stato uno degli elementi di spinta per la virtualizzazione delle applicazioni
business critical. Tuttavia, poiché molte applicazioni business critical sono multilivello e richiedono
quindi più server per la creazione di una soluzione completa, anche per le applicazioni di livello 1
è possibile ottenere vantaggi significativi dal consolidamento dei server.
Figura 6. A quanti core arriva la scalabilità di un’applicazione su server x86
quad socket?
Grazie ai progressi nella tecnologia dei chip, i server multicore possono ora offrire prestazioni della
CPU sempre migliori. Tuttavia, solo poche applicazioni potranno trarre vantaggio da un ampio numero
di core. La tecnologia di virtualizzazione può aiutare le organizzazioni a sfruttare la potenza dei server
multicore in modo da supportare una vasto numero di utenti.
Ad esempio, la Figura 7 illustra un’implementazione SAP tipica. Come in molte complesse
applicazioni di livello 1, anche in questa implementazione vi sono oltre 50 server in ambienti di
formazione, sviluppo, controllo qualità/test e produzione. È stato dimostrato che in un tipico ambiente
fisico con più di 50 server è possibile ottenere un rapporto di consolidamento tra non produzione e
produzione di 7 a 1 e che sono molto frequenti i rapporti di consolidamento di 10 a 1.
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Figura 7. Rapporti di consolidamento dei server in una tipica implementazione SAP
Microsoft Exchange costituisce un altro esempio di applicazione di livello 1 che può beneficiare del
consolidamento. Exchange si è evoluto fino a diventare un’applicazione robusta, multilivello e business
critical che include ruoli del server Edge, Transport Hub, Client Access e del server delle caselle
postali. Per preservare l’high availability, le organizzazioni hanno utilizzato per il server Exchange il
bilanciamento del carico della rete e i server in standby. Utilizzando VMware vSphere, con rapporti di
consolidamento fino a 5 a 1, le organizzazioni possono ottenere lo stesso livello o un livello superiore
di availability con un numero decisamente inferiore di server fisici, possono consolidare i ruoli del
server Exchange ed eliminare i server in standby.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
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Figura 8. Rapporti di consolidamento dei server in implementazioni tipiche di
server Exchange
Per quanto riguarda invece i database, gli amministratori di database cercano di consolidarli in modo
da ridurre i costi complessivi di gestione e il sovraccarico amministrativo, ma devono affrontare diversi
problemi che rendono difficile il consolidamento. Gli amministratori utilizzano in genere due metodi
di consolidamento dei database.
•
A istanze multiple
•
A istanza condivisa
Figura 9. Metodi di consolidamento SQL: a istanze multiple e a istanza condivisa
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Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Ciascun metodo implica problematiche relative alla sicurezza e alle prestazioni:
•
Nessuno dei due consente l’isolamento del sistema operativo.
•
L’isolamento delle risorse per le istanze multiple richiede Windows Resource Manager.
•
Non c’è alcun bilanciamento del carico sui nodi fisici con entrambi i metodi.
•
L’isolamento delle risorse richiede SQL Resource Governor.
• Non c’è alcun isolamento del database per il consolidamento dell’istanza condivisa.
Queste limitazioni rendono difficile creare un ambiente altamente disponibile e sicuro per la soluzione
consolidata. La virtualizzazione fornisce invece una soluzione.
Figura 10: fare riferimento a questa figura in cui è rappresentato un ambiente virtualizzato in grado
di fornire contemporaneamente consolidamento e miglioramento delle prestazioni. Questa soluzione
preserva sia l’isolamento dei database che del sistema operativo, poiché ciascun database viene
eseguito su una macchina virtuale dedicata. La soluzione virtualizzata consente di fornire risorse per
ognuno dei database riservando le macchine virtuali, stabilendo priorità e fissando limiti massimi per
le risorse hardware.
Figura 10. Utilizzo di P2V per consolidare in modo più efficiente e sicuro SQL Server
Grazie a VMware è inoltre possibile utilizzare vMotion e Distributed Resource Scheduler per spostare
le macchine virtuali da un server virtuale all’altro automaticamente, in modo che i database abbiano
disponibili le risorse hardware necessarie per soddisfare gli accordi sui livelli di servizio. In più, il
consolidamento dei database sulle macchine virtuali consente di eliminare alcuni costi di licenza
dei software.
Gestione migliorata
Un’infrastruttura virtuale di classe enterprise in cui si trovano applicazioni di livello 1 richiede
strumenti di gestione solidi. Il set ideale di strumenti di gestione deve consentire la visibilità di
più livelli dell’implementazione virtuale. Ciò significa fornire le opzioni di configurazione e le
informazioni a livello di server virtuale, cluster dei server virtuali, macchina virtuale, storage e
applicazioni, in modo che tutti gli aspetti dell’implementazione siano visibili agli amministratori
delle diverse divisioni IT.
• La virtualizzazione consente di astrarre, ovvero di rendere le applicazioni indipendenti
dall’hardware, di conseguenza diventa difficile tenere traccia delle stesse applicazioni
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così come delle macchine. Sono necessari strumenti adeguati a questo tipo di assetto, che siano in
grado di rappresentare in modo chiaro l’architettura, in modo che possano essere facilmente gestiti.
•
La virtualizzazione richiede che i team dedicati a rete, server e applicazioni lavorino a più stretto
contatto. I team devono adattarsi e hanno bisogno di strumenti che consentano loro di comunicare
e che al contempo offrano visibilità nei domini dei colleghi. Devono essere disponibili plug-in
come quelli di EMC vCenter, che consentano un accesso trasparente sia all’infrastruttura hardware
che software.
•
È importante affrontare la questione della sicurezza con software come VMware VMsafe™ e plugin di protezione come RSA per la registrazione, l’autenticazione e la prevenzione della perdita
dei dati.
VMware ed EMC collaborano al fine di fornire una soluzione basata su un’unica interfaccia per la
gestione dell’infrastruttura virtuale, degli storage array e dell’ambiente di replica. Ad esempio, sono
disponibili plug-in di gestione EMC, come EMC Navisphere® ed EMC Ionix™, che funzionano con
la console di VMware vCenter. Inoltre, i team di rete possono utilizzare gli switch virtuali, come
Cisco 1000v, che vengono gestiti come qualsiasi altro switch Cisco impiegato sulla rete fisica.
High availability e business continuity
High availability
L’high availability è vitale per qualsiasi applicazione di livello 1. Anche brevi tempi di inattività
possono costare molto ad un’azienda. I gruppi IT possono dedicare molto tempo e molti sforzi per
creare un ambiente di high availability per le applicazioni di livello 1 in ambienti non virtualizzati,
ma si tratta spesso di sforzi insufficienti, non affidabili e costosi. La virtualizzazione è in grado sia
di potenziare che di ottimizzare l’infrastruttura di high availability per le applicazioni di livello 1.
Tra le funzionalità VMware più importanti, che semplificano e rendono l’high availability più
affidabile, si hanno:
•
VMware High Availability
•
VMware vMotion
•
VMware Distributed Resource Scheduler
•
VMware Fault Tolerance
VMware High Availability
VMware High Availability (HA) fornisce high availability di semplice impiego e a costo contenuto
per le applicazioni in esecuzione sulle macchine virtuali. In caso di guasto dei server fisici, le macchine
virtuali coinvolte vengono automaticamente riavviate su altri server di produzione con capacità libera.
Se invece si verifica un errore del sistema operativo, VMware HA esegue il riavvio della macchina
virtuale coinvolta sullo stesso server fisico. L’associazione di VMware HA e di altre funzionalità
disponibili della piattaforma VMware vSphere consente alle organizzazioni di selezionare e fornire
senza difficoltà il livello di availability richiesto per tutte le applicazioni importanti.
WMware HA consente alle organizzazioni IT di:
•
Ridurre al minimo le interruzioni delle attività non pianificate e le interruzioni di servizio a scopo
di manutenzione IT, eliminando anche la necessità di utilizzare hardware in standby dedicato e di
installare software aggiuntivo.
•
Fornire high availability, in modo uniforme ed affidabile, per l’intero ambiente IT virtualizzato,
senza i costi e la complessità di soluzioni di failover legate ai sistemi operativi o ad
applicazioni specifiche.
VMware HA consente alle aziende di fornire high availability per qualsiasi applicazione in esecuzione
su una macchina virtuale. Con VMware HA, le organizzazioni IT possono:
•
Proteggere le applicazioni senza dover impiegare altre opzioni di failover
Fornire high availability a un costo contenuto per ogni applicazione in esecuzione su una macchina
virtuale è possibile. Le soluzioni di high availability sono spesso piuttosto complesse e costose e
di conseguenza vengono riservate alle applicazioni mission critical. VMware HA fornisce una
soluzione di high availability a un costo contenuto, che offre high availability alle applicazioni
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
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precedentemente non protette; può inoltre essere utilizzata per fornire high availability di classe
enterprise per le applicazioni business critical.
•
Definire una “prima linea di difesa” coerente per l’intero ambiente IT
A differenza di altre soluzioni di high availability, che sono legate a specifici sistemi operativi
o applicazioni e risultano complesse da utilizzare, VMware HA fornisce una soluzione che può
essere implementata in modo semplice e uniforme in ambienti eterogenei.
•
Ridurre costi e complessità
Si possono evitare i costi e la complessità delle soluzioni di failover legate sia ai sistemi operativi
che a specifiche applicazioni utilizzando VMware HA per fornire protezione con qualsiasi tipo di
hardware, sistema operativo o applicazione in esecuzione all’interno di un’infrastruttura virtuale,
con un costo e un carico di gestione minimi.
VMware HA consente alle applicazioni di livello 1 di rimanere sempre on-line, in modo da soddisfare
le esigenze di operatività continua.
VMware vMotion
VMware vMotion consente di spostare i carichi di lavoro mission critical tra membri di qualsiasi array
ESX senza interruzioni. vMotion permette di prestare assistenza ad hardware e software senza fermare
le attività: in questo modo è possibile configurare, gestire, eseguire interventi di manutenzione e
aggiornare le applicazioni business critical senza rischiare che rimangano offline e abbiano impatto
sugli utili dell’azienda.
VMware vMotion consente di:
•
Eseguire la manutenzione dell’hardware senza interruzioni pianificate delle operazioni
•
Eseguire la migrazione proattiva delle macchine virtuali da server soggetti a guasti o dalle
prestazioni insufficienti
•
Ottimizzare ed allocare automaticamente interi pool di risorse per un utilizzo ottimale
dell’hardware e l’allineamento con le priorità aziendali
La migrazione in tempo reale dal server fisico da un diverso VMware vMotion è possibile grazie a tre
tecnologie sottostanti:
•
Primo, l’intero stato di una macchina virtuale è integrato mediante un set di file archiviati su
storage condiviso di tipo NAS (Network-Attached Storage) o SAN (Storage Area Network)
con protocolli Fibre Channel o iSCSI. VMware vStorage VMFS consente installazioni multiple
di VMware ESX per accedere agli stessi file delle macchine virtuali simultaneamente.
•
Secondo, lo stato di esecuzione precisa e di memoria attiva della macchina virtuale viene
rapidamente trasferito su rete ad elevata velocità, consentendo alla macchina virtuale di passare
istantaneamente dall’esecuzione sull’host ESX di origine all’host ESX di destinazione. vMotion
consente un trasferimento impercettibile per gli utenti e tiene traccia delle transazioni di memoria
in corso all’interno di una bitmap. Una volta completata la copia dello stato del sistema e della
memoria sull’host ESX di destinazione, vMotion sospende l’esecuzione della macchina virtuale,
esegue la copia della bitmap sull’host ESX di destinazione, quindi riprende l’esecuzione della
macchina virtuale sempre sull’host ESX di destinazione. Questo intero processo impiega meno
di due secondi su una rete Ethernet da un Gigabit.
•
Terzo, l’host ESX sottostante virtualizza anche le reti utilizzate dalla macchina virtuale,
garantendo il mantenimento delle connessioni e dell’identità di rete della macchina virtuale
anche dopo la migrazione. vMotion gestisce l’indirizzo MAC virtuale come parte del processo.
Una volta attivata la macchina di destinazione, vMotion esegue il comando ping sul router della
rete per verificare che la nuova posizione fisica dell’indirizzo MAC virtuale sia stata rilevata.
Poiché la migrazione di una macchina virtuale con vMotion preserva il preciso stato di esecuzione,
l’identità di rete e le connessioni di rete attive, il risultato è: zero tempi di inattività e nessuna
interruzione per l’utente; le applicazioni business critical di livello 1 rimangono on-line, anche in
condizioni nelle quali un’istanza non virtualizzata dell’applicazione potrebbe diventare indisponibile.
VMware Distributed Resource Scheduler
VMware Distributed Resource Scheduler (DRS) esegue il bilanciamento dinamico della capacità
di elaborazione in un insieme di risorse hardware aggregate in pool di risorse logici. Procede quindi
al monitoraggio continuo dell’utilizzo nei pool delle risorse e all’allocazione intelligente delle
risorse disponibili nelle macchine virtuali, in base a regole predefinite che riflettono le esigenze
aziendali e le proprietà in costante mutazione. Quando aumenta il carico nella macchina virtuale,
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VMware DRS esegue automaticamente l’allocazione di risorse aggiuntive ridistribuendo le macchine
virtuali tra i server fisici nel pool delle risorse.
VMware DRS consente alle organizzazioni IT di:
•
Stabilire priorità tra le risorse rispetto alle applicazioni di maggior valore allo scopo di allineare
le risorse stesse con gli obiettivi aziendali
•
Ottimizzare automaticamente l’utilizzo dell’hardware e rispondere continuamente alle condizioni
che cambiano
•
Fornire risorse dedicate alle unità aziendali sfruttando al contempo un utilizzo dell’hardware più
intensivo mediante il pooling delle risorse
• Eseguire operazioni di manutenzione senza interruzioni
VMware DRS consente l’aggregazione della capacità di elaborazione su un insieme di server in pool
logici delle risorse e procede all’allocazione delle risorse disponibili nelle macchine virtuali, in base a
regole predefinite che riflettono le esigenze aziendali e le priorità in costante mutazione. VMware DRS
consente agli utenti di definire le regole e i gruppi di regole che stabiliscono le modalità con cui le
macchine virtuali condividono le risorse e come a tali risorse vengono assegnate le priorità tra più
macchine virtuali.
Quando in una macchina virtuale il carico aumenta, VMware DRS ne valuta prima la priorità
rispetto alle regole e ai gruppi di regole stabiliti per l’allocazione delle risorse e, se opportuno,
passa all’allocazione di ulteriori risorse. Le risorse vengono allocate nella macchina virtuale grazie
allo spostamento della stessa su un altro server, con più risorse disponibili, o “facendo più spazio”
alla macchina sullo stesso server grazie alla migrazione di altre macchine virtuali su server differenti.
La migrazione in tempo reale delle macchine virtuali su server fisici differenti viene eseguita in modo
completamente trasparente per gli utenti finali mediante VMware vMotion.
VMware DRS può essere configurato per operare in modalità sia automatica che manuale. In modalità
automatica, VMware DRS determina la distribuzione migliore possibile delle macchine virtuali nei
diversi server fisici ed esegue automaticamente la migrazione delle macchine virtuali sui server fisici
più adatti. In modalità manuale, VMware DRS fornisce un’indicazione per il posizionamento ottimale
delle macchine virtuali lasciando all’amministratore di sistema la decisione di procedere eventualmente
alla modifica. L’organizzazione gerarchica e flessibile dei pool delle risorse consente agli
amministratori di allineare le risorse IT disponibili con le esigenze dell’organizzazione aziendale.
Le singole unità aziendali possono disporre di risorse IT dedicate oltre a beneficiare dell’efficienza
derivata dal pooling delle risorse. Solidi privilegi di accesso rendono possibile delegare l’esecuzione
di attività di routine, che riguardano l’infrastruttura per un pool di risorse di un’unità aziendale,
all’amministratore di sistema dell’unità aziendale.
VMware DRS garantisce non solo che le applicazioni di livello 1 continuino ad essere eseguite,
ma anche che l’esecuzione avvenga nell’ambiente che consente le migliori prestazioni possibili.
VMware Fault Tolerance
VMware Fault Tolerance (FT) sfrutta le ben note proprietà di incapsulamento della virtualizzazione
generando high availability direttamente nell’hypervisor x86 in modo da garantire alle macchine
virtuali una fault tolerance assimilabile a quella hardware. Non richiede né hardware né software
personalizzato. I sistemi operativi e le applicazioni guest non necessitano di modifiche o di
riconfigurazione: non rilevano infatti la presenza della protezione fornita in modo trasparente
dall’hypervisor di ESX a livello di architettura x86. FT è basato su tecnologia VMware vLockstep
in modo da implementare e gestire una macchina virtuale secondaria attiva che viene eseguita in un
lockstep virtuale con la macchina virtuale principale. La macchina virtuale secondaria risiede su un
diverso host ed esegue esattamente la stessa sequenza di istruzioni virtuali (guest) della macchina
virtuale principale. La macchina virtuale secondaria rileva gli stessi input della macchina principale ed
è pronta a subentrare a quest’ultima in qualsiasi momento, senza alcuna perdita di dati o interruzione di
servizio, in caso di errore o guasto della macchina principale.
Entrambe le macchine virtuali vengono gestite come singola unità, anche se sono in esecuzione su host
fisici differenti (e anche in edifici diversi, se si sceglie questo tipo di configurazione dell’installazione).
Poiché la soluzione viene implementata direttamente nello stack di virtualizzazione, è possibile
proteggere la macchina virtuale con pochi clic, riducendo al minimo i costi di implementazione,
configurazione, licenza, nonché i costi operativi. I sistemi operativi e le applicazioni guest non
subiscono alcuna modifica.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Backup
VMware Infrastructure è la soluzione di virtualizzazione più implementata del settore. Le macchine
virtuali implementate nel data center devono essere protette dagli errori. L’estensione della protezione
dei dati delle macchine virtuali è quindi una funzione importante. In un ambiente virtualizzato con
VMware Infrastructure si possono individuare molti modi per migliorare funzionalità e affidabilità
della protezione dei dati. Ognuno di questi presenta vantaggi (e rischi) specifici.
VMware Consolidated Backup solleva l’host ESX Server dal carico di backup, ne elimina la finestra,
ne rimuove il traffico dalla LAN e annulla la necessità di eseguire agenti sulle macchine virtuali per
eseguire attività di backup a livello di file dei dati in essi contenuti. Consolidated Backup utilizza gli
strumenti di VMware per interrompere le attività del file system sulla macchina virtuale in modo da
garantire che al momento in cui viene eseguita la snapshot, tutte le modifiche dei dati in sospeso siano
state scritte su disco, in modo che la snapshot contenga dati coerenti. Consolidated Backup facilita
anche l’esecuzione di script prima e dopo il backup, affinché si possano bloccare e interrompere le
attività delle applicazioni, per poi riprenderle una volta eseguita la snapshot.
EMC Avamar® è un software di backup e ripristino che si distingue per un’importante caratteristica.
La tecnologia di deduplicazione globale dei dati elimina la trasmissione non necessaria in rete e nelle
risorse di storage dei dati di backup ridondanti. Questo tipo di deduplicazione rallenta il ritmo di
crescita dei dati sia nel data center principale che negli uffici remoti. Avamar è stato progettato per
risolvere le criticità nelle situazioni in cui le tradizionali soluzioni di backup non sono sufficienti:
macchine virtuali, sedi aziendali remote e file server connessi a LAN di grandi dimensioni.
Avamar protegge in modo rapido ed efficiente gli ambienti VMware Infrastructure riducendo le
dimensioni dei dati di backup all’interno e tra le diverse macchine virtuali, utilizzando agenti nelle
stesse macchine virtuali sul server VCB (VMware Consolidated Backup) o in ESX Server Service
Console. Nel caso dei backup di macchine virtuali, Avamar elimina i tradizionali colli di bottiglia
causati dall’eccessiva quantità di dati che deve passare attraverso le stesse risorse condivise quali
la CPU del server, la scheda Ethernet, la memoria e lo storage su disco. Avamar riduce il carico
tradizionale di backup (che arriva fino al 200% settimanalmente) fino al 2% a settimana, facendo
diminuire drasticamente i tempi di backup e l’utilizzo delle risorse. Avamar offre inoltre numerosi
vantaggi sia che un’organizzazione utilizzi VMware Consolidated Backup o che esegua i backup
da ESX Server Service Console, come illustrato di seguito. A differenza delle soluzioni di backup
tradizionali, Avamar può deduplicare i dati memorizzati in dischi virtuali (file .vmdk).
Business continuity
VMware Site Recovery Manager è stata una delle prime soluzioni di gestione ed automazione
di disaster recovery per VMware vSphere 4. Site Recovery Manager accelera il ripristino
automatizzandone il processo e semplifica la gestione dei piani di disaster recovery rendendo lo
stesso disaster recovery un elemento integrato della gestione dell’infrastruttura virtuale VMware.
Site Recovery Manager garantisce inoltre ripristini affidabili, eliminando i complessi passaggi del
ripristino manuale e consentendo di eseguire test dei piani di ripristino senza alcuna interruzione delle
operazioni. Site Recovery Manager si integra perfettamente con VMware vSphere, VMware vCenter
Server e le funzionalità di replica dello storage di fornitori di soluzioni di storage leader del settore,
in modo da rendere failover e ripristino rapidi, affidabili, sostenibili e gestibili. Consente alle
organizzazioni di ridurre i rischi correlati al disaster recovery estendendo la protezione a tutti i sistemi
e a tutte le applicazioni importanti.
Site Recovery Manager fornisce alle organizzazioni gli elementi fondamentali per l’implementazione,
la gestione e l’esecuzione dei piani di disaster recovery. La soluzione si inserisce nell’interfaccia di
gestione di VMware vCenter Server, fornendo gestione integrata per l’infrastruttura virtuale e i piani
di disaster recovery per tale infrastruttura. Site Recovery Manager si integra inoltre con il software
di replica dello storage di fornitori di soluzioni di storage leader del settore, in modo da semplificare
l’utilizzo del software di replica dello storage con VMware vSphere. Site Recovery Manager fornisce
agli utenti gli elementi fondamentali per l’implementazione, la gestione e l’esecuzione dei piani di
disaster recovery.
•
Installazione dell’infrastruttura di ripristino: Site Recovery Manager guida gli utenti nel
processo di connessione al sito remoto e al software di replica dello storage in uso. Semplifica
inoltre il mapping delle risorse di produzione, incluse le risorse di rete e di elaborazione, rispetto
alle corrispondenti risorse del sito di ripristino.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
17
•
Creazione di piani di ripristino: Site Recovery Manager fornisce un’interfaccia intuitiva per
consentire agli utenti di creare piani di ripristino per diversi scenari di failover e differenti parti
dell’infrastruttura in uso. Gli utenti possono specificare la sospensione o lo spegnimento delle
macchine virtuali per liberare risorse a scopo di ripristino. Possono anche specificare l’ordine
con cui le macchine virtuali vengono accese, impostare l’esecuzione automatica di script definiti
dall’utente e specificare il punto in cui sospendere il processo di ripristino, se necessario.
•
Test dei piani di ripristino: Site Recovery Manager automatizza la creazione di un ambiente di
test isolato e senza interruzioni sul sito di ripristino, sfruttando le funzionalità di snapshot degli
storage array e connettendo le macchine virtuali alla rete isolata adibita all’esecuzione dei test
dell’utente. Site Recovery Manager automatizza l’esecuzione del piano di ripristino effettivo da
usare in situazioni reali di failover ed esegue una pulizia dell’ambiente di test una volta completata
la fase di testing. I risultati dei test vengono salvati per la visualizzazione e l’esportazione in
qualsiasi momento.
•
Failover automatizzato: una volta avviato dall’amministratore un piano di ripristino da
Vmware vCenter Server, Site Recovery Manager automatizza l’esecuzione dei passaggi
del piano di ripristino in modo da garantire che venga eseguito esattamente come previsto.
Gli amministratori hanno completa visibilità dell’esecuzione del piano di ripristino mediante
vCenter Server e possono sospendere o interrompere l’esecuzione in qualsiasi momento.
Con VMware Site Recovery Manager e gli storage array EMC si può essere certi che, anche nelle
situazioni di disaster recovery più insidiose, il piano di disaster recovery viene definito e testato in
modo che possa essere pronto per un’implementazione rapida e senza errori.
Supporto ISV e Proven Solutions
Supporto ISV
Il supporto è un elemento cruciale per le applicazioni di livello 1. Anche se l’applicazione è stata
testata, risulta altamente affidabile e fornisce prestazioni elevate in ambiente virtuale, la mancanza
del supporto del fornitore per l’applicazione virtualizzata può essere una ragione sufficiente per
interrompere lo sforzo di virtualizzazione. Fortunatamente, l’ecosistema ISV per VMware si sta
espandendo rapidamente. SAP, IBM, Microsoft, Oracle, Adobe e molti altri ISV dichiarano
formalmente di supportare le applicazioni virtualizzate.
Tutti i maggiori ISV sono consapevoli del fatto che la virtualizzazione rappresenta il futuro
dell’elaborazione aziendale e stanno lavorando in direzione di un miglioramento del supporto per le
applicazioni virtualizzate. Nel tempo, è ragionevole prevedere che vi sarà un supporto ancora maggiore
per le applicazioni virtualizzate di livello 1 e che le applicazioni che non offriranno un valido supporto
degli ambienti virtuali verranno rapidamente marginalizzate.
Proven Solutions
EMC ha creato più di 100 guide dettagliate alle Proven Solutions per assistere le aziende nella
virtualizzazione delle applicazioni di livello 1. Nella Tabella 1 sono elencati alcuni esempi di tali
soluzioni, con l’indicazione dei vantaggi quantitativi attesi.
Tabella 1. Vantaggi ottenuti dalle EMC Proven Solutions
EMC PROVEN SOLUTION
VANTAGGI OTTENUTI
EMC Virtual Infrastructure per
Microsoft Exchange 2007
Riduzione dei costi del 40% grazie alla
virtualizzazione dei server e riduzione dello storage
necessario del 35% con il provisioning virtualizzato.
EMC Virtual Infrastructure per
Microsoft Office SharePoint Server 2007
Riduzione dei costi di alimentazione
e raffreddamento del 75%.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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EMC PROVEN SOLUTION
VANTAGGI OTTENUTI
EMC Virtual Infrastructure per
Microsoft SQL Server 2008
Riduzione del 50% dei requisiti dei server fisici.
EMC Integrated Infrastructure per
VMware – Business continuity
Riduzione dei tempi di configurazione del 66% e dei
tempi di implementazione del 50% con una soluzione
per infrastruttura virtuale standard.
EMC Archiving per
Microsoft Exchange 2007
Riduzione dei volumi di archiviazione fino all’87%
con una soluzione di archiviazione virtuale.
Inoltre, EMC mette a disposizione consulenti esperti con vasta esperienza nell’implementazione di
applicazioni business critical in ambiente virtuale. I consulenti sono in grado di assistere i clienti nella
messa a punto di una strategia e nella creazione di un piano adeguato.
•
Applicazioni: virtualizzazione delle applicazioni di livello 1. Razionalizzazione delle
applicazioni in base ai requisiti aziendali. Sviluppo di una strategia per la virtualizzazione e la
federazione delle applicazioni, per l’utilizzo dell’architettura delle applicazioni virtuali e delle
configurazioni convalidate.
•
Infrastruttura: ottimizzazione dell’infrastruttura virtuale e dei livelli di servizio. Sviluppo di
una strategia e di una roadmap per le esigenze di rete, storage ed elaborazione; soddisfacimento dei
requisiti dei livelli di servizio per il cloud privato; implementazione di soluzioni testate e basate su
tecnologie leader di mercato; protezione dell’ambiente virtuale con configurazione delle opzioni di
protezione, backup e disaster recovery.
•
Governance: gestione del programma, dei processi e dell’ambiente virtuale. Coinvolgimento
dei responsabili dell’azienda nell’iniziativa del cloud privato; messa a punto della gestione
del programma per il raggiungimento degli obiettivi e del ROI; gestione e automazione
dell’infrastruttura virtuale dinamica; sviluppo di un modello operativo per il data center virtuale.
Quando l’azienda è pronta, EMC può assistere nell’implementazione e occuparsi della formazione del
personale, in modo che l’azienda possa trarre il massimo vantaggio dal nuovo ambiente.
Mediante la virtualizzazione delle applicazioni di livello 1 è possibile:
•
Ridurre le spese di capitale fino al 50%
ƒ Ridurre i costi della piattaforma grazie all’utilizzo intensivo dei server e alla maggiore densità
della piattaforma stessa
ƒ Limitare gli acquisti di nuovo hardware (piattaforma e componenti)
ƒ Ridurre i costi legati alla manutenzione e alle licenze software. Limitare le spese correlate alla
sede fisica (edificio, generatori, cavi)
•
Tagliare le spese operative anche del 40%
ƒ L’automazione delle attività quotidiane richiede un numero inferiore di dipendenti a tempo
pieno che si occupano della gestione.
ƒ Gli aumentati carichi di lavoro per KW si traducono in costi di alimentazione e
raffreddamento inferiori.
•
Ridurre il sovraccarico IT semplificando l’ambiente IT
ƒ Predisposizione di tutte le integrazioni del sistema
ƒ Standardizzazione dell’ambiente software
ƒ Meno switch, NIC, server ed array significano meno punti di gestione.
•
Accelerare la fornitura di servizi IT che fanno aumentare il profitto dell’azienda
ƒ Riduzione dei tempi di ciclo del provisioning
ƒ Operazioni ed availability continue significano nessuna interruzione delle attività aziendali.
È chiaro che l’associazione del consolidamento dei server e la migliore gestione migliorata delle
applicazioni di livello 1 possono ridurre la complessità e le spese di capitale e far diminuire le
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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spese operative e il sovraccarico IT, rendendo la virtualizzazione la soluzione più economica
per le applicazioni business critical.
Grazie alle EMC Proven Solutions e alla guida e alla formazione di EMC Consulting, la migrazione
delle applicazioni di livello 1 in un’infrastruttura virtuale si svolgerà senza problemi.
Caso aziendale
Corporate Express
Corporate Express Australia, che offre forniture per ufficio, soluzioni IT, servizi di stampa ed una
vasta gamma di servizi aziendali, ha effettuato 72 acquisizioni dal 1995 e dispone di personale in più
di 50 sedi in Australia e Nuova Zelanda. A causa della rapida crescita, l’azienda ha dovuto trasferirsi
in una nuova sede centrale in Australia e il data center esistente è diventato improvvisamente
insufficiente. L’azienda non voleva collocare i dati in un data center temporaneo prima di spostarsi
nella nuova sede centrale. Corporate Express ha risolto il problema virtualizzando l’ambiente dei
server con tecnologia Vmware, così da ridurre il numero di server fisici nel data center dell’azienda.
Corporate Express ha lavorato con EMC Consulting per pianificare e implementare una strategia
multifase che includeva la virtualizzazione dei server, l’implementazione dello storage in rete, il
consolidamento migliorato e la suddivisione su più livelli. I consulenti hanno introdotto le librerie
a dischi con funzionalità di deduplicazione per sostituire i supporti a nastro e hanno ottimizzato gli
ambienti di replica e disaster recovery.
Durante il processo le esigenze energetiche e di spazio si sono ridotte dell’80%. Il costo complessivo
dei server è diminuito del 40%, mentre l’utilizzo è migliorato del 70%. Durante la fase di
ottimizzazione dello storage l’azienda è stata anche in grado di ridurre la capacità necessaria
del 52% grazie alla suddivisione su più livelli, al consolidamento e all’ottimizzazione.
I principali risultati ottenuti sono:
•
70-80% in meno di costi di alimentazione, raffreddamento e ingombro dei data center
•
40% di riduzione del TCO dei server
•
70% di miglioramento nell’utilizzo dei server
•
52% in meno di capacità di storage richiesta
• Eliminazione delle soluzioni di backup su nastro
In termini di modifiche all’infrastruttura, Corporate Express ha realizzato:
•
Una riduzione del numero di server da 200 a 16
•
Una riduzione del quantitativo di spazio su disco richiesto da DAS da 50 TB a SAN da 20 TB
•
Una riduzione del numero di porte di rete necessario da 600 a 64
•
Una riduzione del quantitativo di spazio di backup richiesto da 2 TB a 200 GB
•
Una riduzione del numero di rack dei server necessario da 20 a 2
• Una riduzione dei requisiti energetici da 100 KVA a 10 KVA
In aggiunta ai progetti di consolidamento dei server e dei backup, Corporate Express ha focalizzato
la propria attenzione sulla virtualizzazione dell’infrastruttura di storage. Il progetto ha consentito
all’organizzazione di ottenere maggiore efficienza dalla rete e di creare un’infrastruttura di storage
su più livelli in azienda.
“Le nostre esigenze di storage stavano aumentando rapidamente e l’implementazione di applicazioni
e servizi richiedeva troppo tempo” ha dichiarato Mark Jones, responsabile dell’infrastruttura
tecnologica. “Inoltre, non avevamo classificato efficacemente lo storage in uso, quindi poteva accadere
che un’applicazione non critica avesse priorità su un’applicazione più critica. Lavorando con EMC
siamo stati in grado di risolvere queste problematiche in tempi rapidissimi e di suddividere lo storage
su più livelli in modo efficace e rispondente alle nostre necessità”.
L’azienda ora intende intraprendere nuove ed innovative iniziative di storage implementando gateway
NAS connessi alla SAN, oltre che potenziare ulteriormente la piattaforma di livello 1 attualmente in
uso, per ottenere capacità e livelli di prestazioni migliorati.
Virtualizzazione delle applicazioni business critical
Concetti relativi alla tecnologia e considerazioni aziendali
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Conclusioni
I vantaggi derivanti dalla migrazione delle applicazioni di livello inferiore da un ambiente fisico a uno
virtuale sono chiari ed evidenti. La maggior parte delle organizzazioni ha spostato però solo il 20 delle
applicazioni. Il passaggio successivo consiste nella migrazione delle applicazioni business critical in
un ambiente virtuale, in modo da poter beneficiare degli stessi vantaggi in termini di high availability,
affidabilità, prestazioni, backup, ripristino e disaster recovery.
Questo white paper ha preso in esame la maggior parte delle preoccupazioni che impediscono
alle organizzazioni di spostare le applicazioni business critical in un ambiente virtualizzato. Come
menzionato in precedenza, i progressi del software ESX rendono possibile eseguire anche i più
complessi carichi di lavoro business critical. I miglioramenti apportati al software di gestione per
le infrastrutture virtuali rendono possibile il controllo di ogni aspetto della soluzione e consentono
di renderla disponibile a più team all’interno dell’organizzazione IT. Sono stati inoltre descritti gli
avanzamenti per quanto riguarda high availability, backup, ripristino e business continuity e il modo
in cui l’associazione di software e hardware rende queste attività più veloci ed affidabili che mai.
Inoltre, EMC e VMware hanno una vasta esperienza nell’implementazione di applicazioni business
critical in ambienti virtuali e possono assistere le aziende clienti nel percorso verso il cloud privato.
I consulenti EMC sono in grado di fornire dati relativi a Proven Solutions e tratti dall’esperienza, in
modo da aiutare i clienti a virtualizzare le applicazioni di livello 1. I consulenti EMC possono assistere
nella progettazione, implementazione, gestione e produzione di documentazione, per poi occuparsi
della formazione del personale, in modo da consentire all’azienda cliente di acquisire competenze e
proseguire in autonomia nell’implementazione di soluzioni personalizzate e framework di gestione.
I vantaggi derivano dall’utilizzo di servizi di storage rispetto a una soluzione specifica per
le applicazioni.
La piena realizzazione della virtualizzazione e di tutto ciò che può offrire in aree come prestazioni,
high availability, disaster recovery, backup e ripristino, automazione e sostenibilità dei costi per tutte
le applicazioni si ha solo con il cloud privato. Ma il cloud privato è un percorso e non una destinazione.
La virtualizzazione delle applicazioni, incluse le applicazioni di livello 1, non può essere più evitata
oggigiorno, ma non è neanche consigliabile avere troppa fretta. Nel tempo e con l’aumentare del
numero di applicazioni virtualizzate, verranno acquisite maggiore esperienza, più competenze e si
riusciranno a comprendere appieno i vantaggi del cloud privato. A quel punto la virtualizzazione
sarà data per scontata e le implementazioni fisiche costituiranno un’eccezione.
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