AESVI
Rassegna Stampa del 20/06/2007 10:54
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INDICE
VIDEOGIOCHI
19/06/2007 Il Mattino
IL MERCATO DEL FALSO
4
20/06/2007 Metro
Ecco"Transformers" l'Apocalisse ha inizio
5
20/06/2007 Metro
Ecco"Transformers" l'Apocalisse ha inizio
6
19/06/2007 Max
FALLO PER SOLDI
7
19/06/2007 Specchio Economico
Gianfranco Noferi: Come RaiSat mette «edutainment» e psicologi al servizio
dei bambini
8
19/06/2007 Chip
L'esperto risponde
11
19/06/2007 Chip
La guida a Cpu e schede grafiche
17
19/06/2007 Chip
Ati Radeon, la nuova generazione
19
19/06/2007 Portatile e Wireless
DPC NOSFERATU SLI
21
19/06/2007 Portatile e Wireless
Guida all'acquisto del notebook
22
20/06/2007 Reuters 09:41
Londra, "Manhunt 2" primo videogioco al bando dopo dieci anni
27
20/06/2007 Repubblica.it 00:09
"Questo videogioco spinge a uccidere" La Gran Bretagna mette al bando
Manhunt 2
28
20/06/2007 Il Giornale dell'Installatore El
Raee: di rinvio in rinvio
29
VIDEOGIOCHI
13 articoli
19/06/2007
Il Mattino
Pag. 40
ED. NAZIONALE
IL MERCATO DEL FALSO
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Punto di riferimento per videogiochi e film 10mila euro il valore dei prodotti clonati
MARISA LA PENNA Nel negozio «Play dvd» di via Orazio si poteva acquistare dal gioco contraffatto
e introvabile per la Playstation di ultima generazione al film di prima visione ai cd musicali, tutti
rigorosamente falsi. Ed era sempre affollato di ragazzini alla ricerca di dischetti «clonati». Fino a
sabato mattina, quando i carabinieri della Compagnia di Intervento Operativo del Battaglione
Campania, insieme con i militari del Nucleo Radiomobile non vi hanno fatto irruzione, arrestando il
titolare per violazione della legge a tutela del diritto d'autore. Ernesto Minopoli, 35 anni, già noto alle
forze dell'ordine per fatti analoghi, è stato accusato dai carabinieri di essere responsabile di
commercio di materiale audiovisivo illegalmente duplicato. Un reato che già da qualche anno prevede
le manette. Il titolare di «Play Dvd» è stato infatti trasferito al carcere di Poggioreale, stamattin
l'udienza di convalida. I carabinieri nel negozio di via Orazio hanno sequestrato 2.523 «supporti
ottici», ovvero cd e dvd illegalmente duplicati e privi di bollino Siae: il materiale era esposto per
essere venduto. Inoltre i militari hanno posto sotto sequestro quattro masterizzatori per la
duplicazione dei dischetti. Il valore complessivo della merce è di circa diecimila euro. Il negozio è
stato chiuso. Questa mattina il titolare verrà condotto davanti al giudice per l'udienza di convalida. Al
termine della quale il magistrato deciderà se restituirgli o meno la libertà o, in subordine gli arresti
domiciliari. Era già successo, in altre zone della città, che titolari di negozi adibiti alla vendita legale di
dvd venissero sorpresi a smerciare dischetti contraffati, Nei giorni scorsi altri 8mila cd musicali e
altrettanti dischetti per Playstation erano stati sequestrati nel centro storico. In quell'operazione condotta dall'Ufficio prevenzione generale della Questura - erano finite in cella due persone, sempre
con l'accusa di produzione e commercio di materiale audiovisivo illegalmente duplicato. In otto erano
stati invece denunciati. In quell'occasione i poliziotti avevano anche sequestrato quattromila paia di
occhiali con griffe false, scarpe, cappellinie altro materiale pronto per essere immesso sul mercato
fuorilegge degli articoli contraffati.
Il negozio di via Orazio dove si riproducevano film e videogiochi
VIDEOGIOCHI
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20/06/2007
Metro
Pag. 18
ROMA
Ecco"Transformers" l'Apocalisse ha inizio
Tra nove giorni il videogame debutta insieme al film
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AZIONE. Metti due opposte fazioni di robot trasformabili,i temibili Decepticon e i generosi Autobot.
Sullo sfondo, il mondo come campo di battaglia: è questo il prologo delle vicende di "Transfomers,
the game", nuovo videogame di cui alcune versioni usciranno in Italia il 29 giugno contestualmente
all'uscita del film. La guerra è guerra: palazzi, arredi urbani, pali della luce: tutto va in pezzi,tutto si
frantuma, si spezza ed esplode con grande verosimiglianza. Gli scontri faccia a faccia tra mostri sono
il filo conduttore del gioco e, soprattutto gli ambienti urbani sono ben dettagliati in tipico stile free
roaming.
VIDEOGIOCHI
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20/06/2007
Metro
Pag. 20
MILANO
Ecco"Transformers" l'Apocalisse ha inizio
Tra nove giorni il videogame debutta insieme al film
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
AZIONE. METRO Metti due opposte fazioni di robot trasformabili,i temibili Decepticon e i generosi
Autobot. Sullo sfondo, il mondo come campo di battaglia: è questo il prologo delle vicende di
"Transfomers, the game", nuovo videogame di cui alcune versioni usciranno in Italia il 29 giugno
contestualmente all'uscita del film. La guerra è guerra: palazzi, arredi urbani, pali della luce: tutto va
in pezzi,tutto si frantuma, si spezza ed esplode con grande verosimiglianza. Gli scontri faccia a faccia
tra mostri sono il filo conduttore del gioco e, soprattutto gli ambienti urbani sono ben dettagliati in
tipico stile free roaming.
VIDEOGIOCHI
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19/06/2007
Max
Pag. 48
GIUGNO 2007
FALLO PER SOLDI
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PAGATI PER GIOCARE. UN LIBRO PER TRASFORMARE LA PASSIONE PER I VIDEOGAME IN
UN LAVORO. OCCHIO: NON È UN GIOCO...
Non è uno scherzo. Rigati per giocare è il titolo di un libro di David Hogson e Bryan Stratton con la
consulente del lavoro Alice Rush (Multiplayer.it, 15 euro) che spiega come si fa a fare di un
videogame un lavoro. Il titolo originale suona malizioso: Paid to Play si sintetizza in Paid 2 Play, o
P2P. Simbolico: potrebbe segnare un passaggio dal birbante al professionale. Quindi, per citare il
capitolo "Cosa vuoi fare quando non sarai cresciuto?", se il Peter Pan in voi vola alto con un
gamepad tra le mani, bene: potreste essere quel tipo di persona che farà del suo piacere uno
stipendio. Un piacere. Non un gioco... Scritto dopo tanta sofferenza (ludica) da due sfegatati che
hanno importunato con 22 domande chiave 100 professionisti (e 60 di questi hanno risposto in una
settimana...), il libro parte con un test di autovalutazione per capire che prospettive avete, e che
caratteristiche dovete coltivare, che studi fare e dove rivolgervi per entrare in un universo che si
avvale di gente che per anni (anche 3) un game lo sogna, lo pensa, lo pianifica, lo disegna, lo muove,
lo riempie di suoni, lo testa, lo rifa, lo promuove, lo vende. Ci vogliono doti manageriali, creative,
immaginifiche, tecniche, ragionieristiche, registiche. Chissà: il gioco perfetto potrebbe idearlo
qualcuno che sa a malapena accendere e spegnere il computer. Meglio se il sognatore sa descriverlo
(e scriverlo) bene, e soprattutto se si rende conto di cosa si può o non si può fare, una volta che dalle
matite si passa ai pixel e qualcuno ci mette soldi. Meglio se ha quel tipo di cultura che viene dalla
passione e da tante ore passate a fraggare. Ma non è obbligatorio... Questo mondo ha fame di game
designer capaci di convincere gli altri delle loro idee, di sceneggiatori che le sviluppino, di artisti della
penna e della tavoletta, programmatori, tester, ingegneri, tecnici e ovviamente di produttori, traduttori,
giornalisti e venditori. E anche di gente che giochi. Pagano pure questo. All'inizio. Poi il gioco si fa
duro e solo i duri, si sa, continuano a giocare... (M.B.)
VIDEOGIOCHI
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19/06/2007
Specchio Economico
N. 6 - GIUGNO 2007
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Gianfranco Noferi: Come RaiSat mette «edutainment» e psicologi al
servizio dei bambini
Si punta tutto sui bambini. 0 meglio, sul loro futuro. E allora, è necessario rivolgervisi alla loro
maniera, nello stesso tempo verificandone i modelli educativi. Così RaiSat, complice Gianfranco
Noferi, decide di offrire due pacchetti diversi, quelli di YoYo e Smash, per due nuovi canali che
sembrano avere proprio tutta l'intenzione di accompagnare ogni giorno i più piccoli sino all'essere più
grandi, avvalendosi di un monitoraggio costante da parte di un comitato scientifico di esperti nel
campo psicopedagogico. Presentati al Cartoons on thè Bay, prestigioso appuntamento per
personaggi animati di carta e pellicola diretto da Aifio Bastiancich, i canali dedicati da Rai- Sat a un
target sensibile, da divertire ma, prima di tutto, educare. RaiSat YoYo, dedicato ai bambini da 0 a 6
anni, si fonda sul principio di «imparare attraverso il gioco», come insegnato dai più grandi psicologi
sociali a partire da Jean Piaget e George Herbert Mead. Il nuovo canale satellitare tematico, rivolto al
target prescolare, trasmette tutto il giorno cartoni animati, fiction, favole e produzioni originali che
propongono in chiave divertente e ludica contenuti adatti a bambini in età evolutiva, con il ricorso ai
linguaggi più moderni, a una grafica accattivante e innovativa. Ai bambini dai 6 anni ai 10, invece, è
dedicato Smash, canale per la «tween generation» (da «between generation », la generazione di
passaggio fra bambini e ragazzi). Gianfranco Noferi, direttore dei due canali, sa tutto sui minori. Sa
che «la generazione 7-12 è quella dei ragazzini che diventano grandi da piccoli (o invecchiano più
giovani)», e che «affinchè la felicità possa coincidere con il consumo si sono accelerati i tempi di
crescita, l'età dei giochi dura poco». Sa che «i bambini risentono in modo particolare dei modelli
culturali ai quali sono esposti, poiché si trovano in una fase di grande cambiamento», e che «oggi si
tratta di proporre un uso articolato della tv che eviti gli errori più comuni e tanto stigmatizzati; se la tv
è complessa, anche il bambino come soggetto fruitore è uno degli organismi viventi più complessi».
Dopo una lunga esperienza come autore e produttore televisivo e multimediale, quindi direttore della
Struttura Tematica Programmi per Ragazzi della Rai, dal 1997 è direttore di RaiSat 2 Ragazzi e dal
1999 di RaiSat Ragazzi. Ha creato e diretto RaiSat Album, RaiSat Gambero Rosso Channel, RaiSat
Fiction, RaiSat Premium. I suoi canali sono stati insigniti per nove anni di seguito dell'Hot Bird Tv
Award, premio per i migliori canali tematici europei. Dal 2003 è membro del Comitato di applicazione
del Codice di autoregolamentazione tv e minori ed è stato membro della Commissione Minori e
Programmazione Rai. Domanda. Perché due canali per bambini e per ragazzi più cresciuti?
Risposta. La decisione di dividere le due offerte è parsa inevitabile non solo a noi, ma a tutto il
mondo: ovunque, ora, si usa avere canali tematici separati per i bambini piccoli in età prescolare e
ragazzini più grandi. Ciò risulta essenziale in un Paese come l'Italia dove l'offerta sul satellite è
completa e molto ricca, anche specializzata per bambini molto piccoli, da Disney a Boomerang. Era
indispensabile che anche la Rai si presentasse al proprio pubblico con canali separati. È già nella
storia della Rai l'attenzione al target più giovane: prodotti come l'Albero Azzurro o Melevisione sono
predestinati a un pubblico in età prescolare o ai primissimi anni della scuola elementare; noi stessi,
nella precedente produzione, abbiamo creato «La Scatola delle emozioni » ed altri programmi per
bambini. D. Qual è stato il primo impatto dei due canali sul pubblico dei bambini e dei loro genitori?
R. Accettazione immediata. Sin dalla messa in onda dei due canali, YoYo e Smash quasi
immediatamente hanno regigistrato, complessivamente, fino a quattro volte l'ascolto del vecchio
canale interessato ai ragazzi: ciò vuoi dire che bambini e genitori hanno identificato in essi due canali
VIDEOGIOCHI
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19/06/2007
Specchio Economico
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N. 6 - GIUGNO 2007
«dedicanti», interessanti e importanti. D. Cosa vogliono vedere i bambini? R. È soprattutto
l'animazione tridimensionale, cioè la più completa e moderna, quella che i bambini amano, tanto che
ormai tutte le case di produzione stanno affrontando ampiamente questo tipo di innovazione, anche
molto vicina al mondo del digitale e quindi al videogioco, alle sigle musicali, ai videoclip, al cinema in
cui la tridimensione si vede, come nei grandi film dei supereroi, oppure non si vede ma c'è, come in
tantissimi film come Forest Gump, dove si usano gli effetti digitali. Siamo talmente abituati a un
mondo di effetti digitali che il 3D è entrato nel nostro immaginario e ne abbiamo quasi bisogno. Come
si può immaginare, per noi della Rai e anche di RaiSat è importante che i profotti siano sicuri non
violenti, tradotti e controllati dai nostri esperti scientifici e soprattutto che abbiano sempre un
contenuto educativo. Siamo convinti che la televisione, anche quella cattiva, è educativa: educa male
ma educa comunque. Il nostro sforzo è quello di avere sempre e comunque un tipo di storia, di
personaggi e di situazioni che siano interessanti per i bambini, divertenti ma sicuri, in modo che
questo tempo da loro trascorso insieme al nostro canale sia speso bene, un tempo che i genitori
sentano come utile in quanto divertimento e, nel contempo, educazione. D. Quali sono state le più
rilevanti inziative di RaiSat per i bambini? R. Dallo scorso anno stiamo realizzando un programma dal
nome «La Scatola delle Emozioni», in collaborazione con la Federazione Italiana Scuole Materne
(Fism) cui fanno capo circa 600 mila bambini in tutta Italia provenienti da seimila Comuni e ottomila
asili, per i quali abbiamo elaborato un programma didattico basato proprio sulle loro esperienze. Gli
stessi bambini hanno creato racconti ed animazioni relative alle proprie emozioni e hanno partecipato
in studio alla trasmissione, arricchita di riprese effettuate all'interno degli asili. Da ciò è emerso un
prodotto che vive come televisivo, ma che è diventato anche spettacolo teatrale (da ottobre scorso,
infatti, gira in tutta Italia con successo e grande partecipazione da parte di scuole e Comuni) e diverrà
prossimamente un libro dedicato a genitori e insegnanti. Questo è un esempio di attenzione
completa, così come lo è l'Albero Azzurro, grandissimo successo della Rai. Non possiamo peraltro
ignorare che i bambini, come noi adulti d'altronde, sono educati a un tipo di intrattenimento
statunitense o, comunque, anglosassone: è perciò impresa non facile ricercare l'attenzione sul gusto
italiano od europeo. Il nostro obiettivo in questi ultimi undici anni è stato quello di produrre cartoni
animati interessanti, belli, di successo, educativi o anche solo d'intrattenimento, ma comunque di
puntare sulla produzione: il cartone animato « Winxs Club», ormai alla terza serie, sarà a Natale un
film in 3D, per noi un grande investimento che punta non solo al mercato italiano ma anche a quello
europeo e mondiale. Il cartone è stato, infatti, venduto non solo negli Stati Uniti ma anche in
Giappone: come dire vendere frigoriferi agli eschimesi. Per ora le sei fatine protagoniste animano il
pomeriggio e la serata del canale con un doppio appuntamento quotidiano in ribattuta più volte nel
corso della giornata; collegati con la serie sono anche giochi, musical e maratone. D. Cos'ha un
canale tematico che la televisione pubblica non possiede? R. Il canale tematico ha permesso di dare
più spazio a contenuti che piacciono piuttosto che ridurli nelle ristrettezze di altre programmazioni. La
grande differenza è la libertà conquistata, quella di essere in onda dalle 6 del mattino fino a
mezzanotte, in uno spazio dove i bambini sanno di trovarci ad ogni ora. Abbiamo anche notato con
sorpresa di avere molta audience in prima serata, dalle 20.30 alle 22.30, mentre pensavamo che
l'ascolto si fermasse verso le 19.00: ciò vuoi dire che molte famiglie decidono di lasciare il decoder
acceso a disposizione dei bambini anche in fasce diverse da quelle tradizionali, comprendendo
quanto per loro sia importante questo momento dopo la scuola, gli sport, i compiti, gli impegni, i pasti.
Proprio prendendo atto di questa iperattività abbiamo deciso una programmazione molto particolare,
che possa essere vista anche in orari diversi attraverso le repliche. D. La tv telematica ha la capacità
di poter programmare in funzione dei bambini, piuttosto che far si che, al contrario, i bambini si
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19/06/2007
Specchio Economico
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N. 6 - GIUGNO 2007
adeguino agli orari dei propri programmi preferiti. Lei ritiene ci sia concorrenza tra i vostri canali e
quelli tradizionali? R. Certo, molta. È proprio la programmazione per i bambini, peraltro, che fa
decidere molte famiglie ad abbonarsi al digitale. Con un'offerta tanto ampia il target diviene
importante anche dal punto di vista economico e degli investimenti pubblicitari. Se ciò non fosse
significativo, basterebbero i canali pubblici Rai. Le famiglie hanno riconosciuto nel satellite un mezzo
efficace di comunicazione per i bambini. Ho già dichiarato in un mio precedente intervento che chi
oggi è convinto che i minori siano un settore di pubblico televisivo al quale destinare (controvoglia) un
servizio obbligatorio, poco consistente dal punto di vista degli ascolti e al quale assegnare budget
residuali, commette un enorme errore di valutazione che non si potrà non ripercuotere nel futuro. D.
Solo educazione o anche divertimento? R. Ci vuole un mix: un bambino che è stato a scuola, ha
svolto i compiti, è andato a nuoto, a lezione di piano o di tennis, vuole avere comunque del tempo da
dedicare al divertimento puro, dalla televisione ai videogiochi. Non si può pretendere di dare solo
prodotti educativi. Ho accennato alla televisione «cattiva» e alle «violenze educative», che svolgono
la funzione inversa (educare sì, ma male). Sono convinto che bisogna prima di tutto insegnare ad
essere creativi con un cartone di qualità, un documentario sugli animali, le bellezze del mondo e la
scienza, o con una fiction che insegni la solidarietà tra ragazzi. È, cioè, più importante l'opera in
positivo dell'opera in negativo svolta dalla tv «cattiva», che mostra ciò che non si deve fare. Per
questo è indispensabile, nella predisposizione dei nostri palinsesti, la collaborazione con un comitato
scientifico composto da psicologi, sociologi, pediatri e pedagogisti, con i quali studiare insieme e
analizzare le scelte editoriali e monitorare la programmazione del canale, proseguendo
nell'esperienza positiva condotta da RaiSat Ragazzi da sette anni. D. L'educazione perseguita dai
vostri canali si rivela costosa o vantaggiosa al momento dei conti? R. Molti costi per un investimento
che ritorna, che ha possibilità di merchandising e che vede prodotti sempre vivi e sempre verdi, come
«La Bella Addormentata » o «Biancaneve», ancora validi, spesso restaurati: la «Pimpa», realizzata
da Rai Due nel 1984 e rifatta come seconda serie a metà degli anni Novanta da Rai Fiction continua
ad essere valida. Ciò vuoi dire che un'investimento fatto venticinque anni fa ancora funziona. Il
prodotto per bambini piccoli è meno legato alla moda, perciò dura. Il merchandising oggi c'è, peraltro,
in misura molto maggiore rispetto al passato ed è fondamentale per riconoscere il prodotto: i bambini
spesso vedono prima vestiti, zainetti o figurine, poi scelgono il prodotto che parla loro di questo. Altra
cosa fondamentale, dal punto di vista del consumismo, è il passaparola fra ragazzi e il meccanismo
dell'emulazione: si parla di «marketing virale». Oggi, bebé, teenager e «tween-agers» (da
«between», ossia quelli che stanno in mezzo), pilotano consumi pari a 600 miliardi di dollari l'anno,
su di loro si investono oltre 15 miliardi di dollari in marketing e a loro sono destinati oltre 40 mila spot
l'anno.
Un'immagine de «La scatola delle emozioni», format prodotto dalla RaiSat YoYo e dalla
Fism.Un'immagine del cartone animato inglese «Charlie&Lola», Premio Pulcinella di Cartoons on thè
Bay 2007 come migliore serie tv per l'infanzia
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19/06/2007
Chip
GIUGNO 2007
L'esperto risponde
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problemi hardware e software sottoposti via mail dai nostri lettori vengono risolti dagli esperti del
Laboratorio di CHIP
Le chiavette lasciano tracce nel sistema? Gino Cotumaccio ci scrive. Desidero porvi questo quesito
per un dubbio che mi è venuto. In riferimento ai pen drive, avrei bisogno di sapere se al momento
della rimozione dal computer, dopo aver lavorato, lasciano tracce e, se sì, come possono essere
cancellate. CHIP risponde. Ogni volta che si collega un pen drive al computer, le routine Plug and
Play di Windows creano la corrispondente chiave della risorsa hardware all'interno dei profili
memorizzati nel Registro di sistema. La chiave contiene il nome di fabbrica del pen drive e alcune
delle sue caratteristiche tecniche, e si consulta usando l'editor del registro di sistema: fare clic su
Start, scegliere Esegui e digitare il comando regedit seguito dal tasto Invio. Espandere la chiave
Hkey_ Local_Machine\System\CurrentControlSet\ Enum\Usbstor per visualizzare l'elenco di tutte le
periferiche di memoria Usb (chiavette e hard disk) che sono state collegate al computer a partire
dall'ultima reinstallazione di Windows. Per cancellare la voce che corrisponde a una particolare
chiavetta Usb, basta selezionare la chiave di registro con il mouse e premere il tasto Cane; potrebbe
essere necessario ripetere la pulizia anche nelle altre chiavi di livello superiore chiamate ControlSetOOl, ControlSet002 e cosi via. La pulizia è possibile solo quando si possiedono privilegi di
amministrazione sul computer. Se il computer è parte di un dominio Windows, l'amministratore di rete
può tutelarsi contro l'uso abusivo delle chiavette impostando un apposito criterio di gruppo (group
policy) che disattiva la possibilità di riconoscere le chiavette e gli hard disk Usb. Notebook
Sostituzione del vecchio hard disk Gianfranco Preiti ci scrive. Sono un vostro abbonato, in possesso
da vari anni di un vecchio Toshiba Satellite S1700-500 che per il mio uso è più che sufficiente. Mi è
stato regalato un hard disk da 30 Gb da sostituire a quello installato da 10 Gb. Il problema è che non
riesco in alcun modo a capire come accedere all'interno del portatile per sostituire il disco. Ho provato
a chiedere anche a Toshiba senza alcun risultato e anche in Rete non ho trovato nulla. Vi chiederei
gentilmente informazioni sull'apertura o su dove reperire i dettagli necessari. Ringraziando sin d'ora,
colgo l'occasione per porgervi cordiali saluti e per complimentarmi per la rivista. CHIP risponde. Gli
schemi di assemblaggio dei pc portatili sono riservati all'assistenza tecnica del produttore e
normalmente non sono disponibili al pubblico. In quasi tutti i notebook Toshiba l'hard disk si trova
dietro a uno sportello laterale, chiuso da una vite con testa a croce oppure a esagono Torx visibile sul
fondo del computer. Anche molti portatili Dell e Fujitsu Siemens adottano questa soluzione; nel caso
dei computer Dell la vite è contrassegnata dalla lettera H, iniziale di hard disk; la lettera K individua
invece le viti che trattengono la tastiera (keyboard). In altri computer l'hard disk si trova sotto alla
batteria: basta svitare le viti di chiusura dello sportello rivelato togliendo la batteria dal suo vano.
Infine, l'hard disk può essere alloggiato nel vano che si trova sotto alla tastiera, dove molti notebook
Toshiba hanno anche lo slot di espansione della Ram. Bisogna far leva con un cacciavite a lama
piatta sugli incavi ai lati della fascia di plastica che separa la tastiera dalle cerniere dello schermo,
fino a sollevarla: è innestata a pressione o trattenuta da una vite che si trova sul lato posteriore del
computer, accanto alle eventuali viti delle cerniere dello schermo. Dopo aver tolto la fascia di plastica
si ha accesso alle viti che fermano la tastiera, che deve essere sfilata dalla sua sede facendo molta
attenzione a non tranciare il suo cavo a nastro. L'hard disk può essere immediatamente visibile o
chiuso sotto un ulteriore sportello. Computer desktop II pc ideale per i videogiochi e l'home theater
Mario De Carlo ci scrive. Viscrivo per ricevere un consiglio su un nuovo pc che ho intenzione di
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19/06/2007
Chip
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
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assemblare acquistando personalmente i vari componenti; la destinazione d'uso di questo computer
è rivolta principalmente all'esecuzione di videogame impegnativi per l'hardware (per esempio Crysis,
Alan Wakej e alla riproduzione di contenuti in alta definizione. I componenti che avrei idea di
acquistare sono i seguenti: Cpu Intel Core 2 Quad E6600, scheda madre Asus Striker oppure eVga
(entrambe con chipset Nvidia 680i), 2 Gb di memoria Ram Corsair 800 MHz Ddr2 dual channel, disco
di sistema da 500 Gb e disco da 400 Gbper i programmi, drive Hd-Dvd Microsoft per console Xbox
360 (appena uscito) e sistema operativo Windows Vista Home Premium. Per la scheda grafica la
scelta ancora non definitiva è fra il chip Nvidia GeForce 8800 e quello (ancora non uscito) Ati R600,
entrambi con supporto alle DirectX IO. Per quanto riguarda il monitor l'attenzione è caduta sul BenQ
modello FP 241 W oppure WZ (qual è la differenza?), con ingresso Hdmi e supporto Hdcp. I miei
quesiti sono i seguenti: 1 - Desidero avere un parere sulla bontà di una tale configurazione con
suggerimenti per eventuali modifiche, in particolare riguardo alle schede video sopra menzionate:
possiedono un'uscita ad alta definizione (1.920 x 1.080p) con supporto Hdcp per riprodurre
correttamente dvd video (Blu-ray o Hd- Dvd) protetti? 2 - Sembra che il monitor BenQ (leggo in una
recensione di un'altra rivista), quando è collegato a un pc attraverso la porta Dvi, garantisca una
visione perfetta, mentre evidenzia dei problemi (immagini striate, scalettature e perdite di segnale)
quando è collegato a un lettore dvd attraverso la porta Hdmi; quale giudizio definitivo dare per un
eventuale acquisto? 3 - Tutti i monitor per pc in formato widescreen hanno un rapporto di 16:10 con
risoluzione di 1.900 x 1.200, mentre gli Lcd tv o quelli al plasma hanno un rapporto di 16:9 con
risoluzione di 1.920 x 1.080. Cosa comporta tale differenza di risoluzione (anche se minima) nella
visualizzazione di materiale in Full Hd su un monitor? Si deve forse fare ricorso a costosi scaler per
evitare di processare il segnale in ingresso da parte della circuiteria del monitor che
comprometterebbe la qualità finale? 4 - Qual è la differenza (se esiste) fra un'uscita in alta definizione
con supporto Hdcp su presa Dvi piuttosto che su presa Hdmi, a parte il veicolamento anche del
flusso audio su una presa Hdmi? Il supporto Hdcp (se presente) non dovrebbe essere indipendente
dal tipo di presa utilizzata? 5 - Gli ultimi modelli di schede grafiche con DirectX 10 supportano l'uscita
Hdmiper contenuti protetti con il protocollo Hdcp? Queste mìe domande sono rivolte a verifìcare se
un pc del genere può essere adibito contemporaneamente sia allo scopo videoludico sia alla
riproduzione di materiale in alta definizione. Spero possiate rispondere a questi quesiti e ringraziando
anticipatamente porgo distinti saluti da un fedele lettore. CHIP risponde. Utilizzare un pc sia per i
videogiochi sia come sorgente video di alta qualità è senz'altro possibile, soprattutto in abbinamento
a un monitor da 24 pollici Full Hd di ultima generazione come i modelli BenQ indicati nella lettera, ma
bisogna essere consapevoli che gli standard video Hd sul fronte informatico sono ancora in fase di
rodaggio e non tutto potrebbe funzionare al primo tentativo. Inoltre, certi videogiochi non supportano
le risoluzioni panoramiche e specialmente i più vecchi costringono a scalare il video a 1.280 x 1.024
pixel con distorsione dell'immagine. Per usare l'Hd-Dvd il maggior problema è rappresentato dai
driver Windows con supporto Hdcp per la scheda grafica, che all'attuale stato dell'arte si possono
considerare "sperimentali" e potrebbero aver bisogno di aggiornamenti per arrivare a un
funzionamento perfettamente stabile e compatibile con tutti i monitor. Entrambe le schede citate
supportano Hdcp a livello hardware, come tutti i modelli di alto livello recenti. Un problema simile cè
per i software player ed è cronaca recente che la chiave di decodifica di uno dei più noti è stata da
poco revocata costringendo quindi i legittimi utilizzatori a installare un aggiornamento per ripristinare
il funzionamento. Questo quadro, già non troppo confortante, è complicato dal fatto che il drive HdDvd per Xbox 360 funziona su pc grazie a un driver non supportato ufficialmente da Microsoft.
Attualmente il supporto è molto migliore per lo standard concorrente Blu-ray, dove esistono già
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19/06/2007
Chip
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
GIUGNO 2007
diversi masterizzatori interni ed esterni anche a doppio strato. Un altro ostacolo da considerare,
quando si vuole usare come sorgente video un computer ottimizzato per i videogiochi, è il rumore del
sistema di ventilazione. Le schede grafiche high-end e il dissipatore di calore standard delle Cpu Intel
Quad Core producono, durante il normale funzionamento, un rumore confrontabile con quello di un
aspirapolvere a metà potenza; non è un problema con i giochi perché hanno una colonna sonora
equalizzata ad alto volume, ma durante la visione dei film è un fastidioso disturbo. La versione WZ
del monitor BenQ FP 241 si distingue dalla versione W perché contiene un circuito di elaborazione
del segnale che riduce gli artefatti ai bordi delle immagini in movimento; anche la versione W ha un
ottimo tempo di commutazione e riproduce bene i film, ma nei primi esemplari sono stati segnalati
problemi di compatibilita con alcune sorgenti. In caso di dubbi consigliamo di contattare il costruttore
oppure di prendere accordi con il rivenditore per eseguire una prova con la propria sorgente video
prima dell'acquisto. Nei pannelli che hanno risoluzione verticale maggiore dei canonici 1.080 pixel, si
vedono semplicemente due piccole bande nere sopra e sotto l'immagine durante la riproduzione dei
contenuti Hd da pc; quando la sorgente è un lettore Blu-ray oppure il decoder Sky, il comportamento
dipende dall'elettronica di controllo del monitor. Proprio come per i tv Hd-Ready, si può avere un
rescaling (con distorsione verticale dell'immagine) oppure bande nere senza rescaling. Le prese DviD e Hdmi sono equivalenti per la trasmissione del video digitale; l'Hdcp è identico in entrambi i casi e
rimarrà uguale anche nel futuro connettore Displayport (evoluzione dell'Hdmi). Videosorveglianza
Impostare l'orario della registrazione Nicola Limelli ci scrive. Carissima redazione di CHIP,
complimenti per la rivista che è molto bella e chiara. Volevo chiedere il vostro aiuto: nella mia
abitazione ho installato un piccolo sistema di videosorveglianza e sul mio computer (Pentium 4 HT a
3,40 GHz, 1 Gb di Ram in dual channel Corsair e scheda madre Foxconn 945P7AA) ho installato la
scheda tv Asus My Cinema-P7131 Hybrid nella quale sono presenti anche l'ingresso video
composito, che utilizzo per collegare la telecamera di sorveglianza, e l'ingresso S-Video. Il problema
è che mi servirebbe un programma di video editing in cui sia possibile impostare l'ora di inizio e l'ora
di fine della mia registrazione. Ne ho provati molti ma niente da fare, per questo chiedo il vostro aiuto.
In attesa di una vostra risposta vi saluto cordialmente. CHIP risponde. Per gestire le telecamere di
sorveglianza esistono programmi appositi come Active Webcam, scaricabile dal sito web
www.pysoft.com, che possono programmare le registrazioni e facilitare la loro consultazione. Active
Webcam permette anche la visione remota e contiene un rilevatore di movimento che attiva l'invio di
email di allarme o la partenza di una registrazione ad alta velocità se la soglia di movimento
tollerabile è superata. Richiesta di una password mai impostata Filippo de Giorgis ci scrive. Salve, vi
scrivo perché al mio pc è successa una cosa piuttosto curiosa. Ualtro giorno, improvvisamente,
accendendo il computer mi è apparsa la richiesta di password del Bios, che sono sicuro di non aver
mai attivato. Ora non riesco più a usare il computer, perché se non inserisco la password non mi
lascia andare avanti e non carica Windows. Sapete dirmi che cosa è successo? Come posso fare per
riprendere il controllo del computer? Colgo l'occasione per porvi distinti saluti. CHIP risponde. Il modo
più rapido per riprendere il controllo del pc consiste nel chiedere la password a chi l'ha impostata. La
password si attiva automaticamente soltanto se la batteria che mantiene nella memoria Cmos i
parametri di configurazione arriva a scaricarsi quasi completamente e, per un caso fortuito (più unico
che raro), la configurazione originale si corrompe attivando la funzione di protezione con password.
La password si può eliminare in modo forzato soltanto se il pc è un modello desktop; se è un
notebook recente deve essere un modello fornito originariamente con sistema operativo Windows XP
o Vista Home, cioè senza le funzioni di sicurezza evolute del Bios che sono inserite in alcune famiglie
di computer proposte per applicazioni aziendali ed equipaggiate con Windows XP Professional o
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Vista Business. Per togliere la password del Bios nei pc da tavolo si deve aprire il coperchio e
individuare la pila tonda al litio che mantiene la memoria Cmos; nelle vicinanze cè un piccolo
pulsante chiamato Cmos Discharge oppure un jumper simile a un connettore ma con soli due o tre
contatti elettrici. A computer spento, premere brevemente il pulsantino oppure mettere in contatto tra
loro per circa un secondo i contatti del jumper. Se invece il jumper ha tre contatti, normalmente su
due di essi è innestato un ponticello: bisogna sfilarlo e inserirlo per circa un secondo nella posizione
opposta (se quindi connetteva il contatto centrale con quello destro, dovrà essere messo brevemente
tra il centrale e il sinistro). Alla successiva accensione del computer apparirà un messaggio che
segnala l'avvenuto azzeramento della memoria Cmos (in alcuni Bios è indicato erroneamente come
"failure") invitando a entrare nel setup del Bios per reinserire i parametri. Una volta entrati nel setup
del Bios normalmente è sufficiente premere il tasto FIO per accettare i valori di fabbrica e riawiare il
pc, ma in alternativa si possono reinserire i parametri personalizzati se in precedenza erano stati
modificati. Nei computer portatili l'azzeramento della password è più complicato, perché solo una
minima parte di essi prevede il jumper o il pulsantino interno necessario. Spesso è sufficiente togliere
la pila della memoria Cmos e lasciare il pc con alimentatore e batteria principale scollegati per una
giornata intera, ma in alcuni computer di marca e in quelli aziendali la password è memorizzata in un
chip di Flash Rom o EEprom saldato sulla scheda madre che può azzerare solo l'assistenza tecnica.
Nei computer aziendali recenti la password del Bios è spesso utilizzata anche per cifrare i dati
contenuti nell'hard disk: dopo una forzatura l'hard disk diventa inaccessibile in lettura e in scrittura e
deve essere sostituito. Nei pc Dell è possibile richiedere l'intervento chiamando il servizio di
assistenza e fornendo la dimostrazione di proprietà del computer; se il computer è di seconda mano
e il proprietario originale non ha inserito nel sito web di amministrazione Dell le informazioni di
trasferimento proprietà, nei modelli della linea destinata alle aziende si devono sostituire scheda
madre e hard disk. Hard disk Capacità riconosciuta ridotta della metà Fabio Rossetti ci scrive. Ho
acquistato recentemente un hard disk Maxtor DiamondMax Wda 250 Gb Pata usato, che volevo
collegare come lettera D al mio computer con Cpu Pentium 111 a 1 GHz e scheda madre Asus Cuvx.
Ho inserito l'hard disk nel pc e l'ho collegato con un nuovo cavo piatto al connettore marchiato
Secondary IDE, che era vuoto; all'accensione, viene riconosciuto dal computer ma all'atto della
formattazione Windows segnala solo 128 Gb di capacità. Pensando a un'incompatibilità, ho smontato
l'hard disk e l'ho messo in una custodia Usb che possiedo da qualche anno, collegandolo al posto
dell'hard disk da 40 Gb originale: di nuovo, Windows lo riconosce ma con capacità di 128 Gb. Come
posso fare per usare tutti i 250 Gb? CHIP risponde. Se l'hard disk era già stato formattato in
precedenza in un altro computer, prima di riutilizzarlo conviene cancellare e ricreare tutte le partizioni
che contiene. Si può fare indifferentemente collegandolo alla presa Ide della scheda madre o al box
Usb, tenendo conto che il box Usb rallenta molto la velocità di accesso ai dati. Dopo aver collegato il
disco al pc e riavviato Windows, aprire la cartella Strumenti di amministrazione che si trova nel
Pannello di controllo e avviare l'icona Gestione computer, espandere la voce Gestione disco che si
trova sul lato sinistro della finestra, quindi controllare l'elenco degli hard disk mostrato nel lato destro.
Se la capacità del nuovo hard disk è correttamente indicata (poco meno di 250 Gb), il problema
dipende dal fatto che nel disco esistono anche partizioni nascoste o spazio non partizionato: bisogna
selezionarle con un clic destro del mouse sulla rappresentazione grafica che si trova nella parte
destra della finestra e scegliere la voce Elimina partizione oppure Elimina lettera di unità fino a
quando tutto lo spazio è indicato come libero; a questo punto è possibile ricreare una partizione unica
da 250 Gb. Se invece la gestione disco indica una capacità di circa 128 Gb, il problema ha un'altra
causa. Iniziare la ricerca del problema controllando la posizione dei jumper innestati sul retro
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dell'hard disk nei modelli Maxtor con interfaccia Pata esiste un jumper marchiato Cap limit che riduce
a 64 oppure a 128 Gb la capacità del disco e serve a risolvere problemi di compatibilita con vecchi pc
il cui Bios si blocca durante la scansione dei dischi Ide se il jumper non è inserito. Per riottenere la
capacità completa basta togliere il jumper, quindi spegnere e riaccendere il computer. Il limite di 128
Gb si verifica anche in alcuni box Usb di vecchia generazione, che non possono indirizzare hard disk
di capacità superiore: per escludere questa possibilità, provare a utilizzare un box Usb più recente.
Infine, 128 Gb di capacità è il limite massimo per Windows 2000. Può essere superato solo con
l'ultimo Service Pack disponibile (SP4) e modificando una chiave del Registro di sistema indicata
nell'articolo della knowledge base Microsoft numero 303013, consultabile alla pagina web
http://support.microsoft.com inserendo il numero 303013 nella maschera di ricerca che si trova sul
lato destro della finestra. Player dvd I filmati procedono a scatti Luciano Sforzini ci scrive. Inutile
scrivere che siete sicuramente i migliori sul mercato! Lasciate alle spalle ogni forma di concorrenza.
Vi leggo da sempre e il mio problema è questo: possiedo un pc Compaq, acquistato l'anno scorso,
che non mi ha mai dato alcun problema. Improvvisamente, ho scoperto che, inserendo un dvd
regolare e commerciale, viene letto malissimo, il diabgo è incomprensibile e il filmato procede a
scatti. Invece con i DivX scaricati sul disco fìsso è tutto regolare. Nel Pannello di controllo non c'è
nessun errore; solo nei driver della scheda sonora, entrando nella scheda Dettagli, viene riportato
"Driver installato, ma non funzionante correttamente". Ho provato a reinstallare i programmi che uso
normalmente (WinDVD ecc.) e anche i relativi driver, ma nulla è cambiato. Ultimamente avevo
installato, oltre a Flight Simulator Professional, programmi corposi, per produrre musica: Cubase
collegato a tastiera musicale Yamaha, Sibelius, Note Pad, che poi ho disinstallato nel tentativo di
eliminare l'inconveniente. Ho anche provato a installare configurazioni di sistema precedenti, con il
programma Pc Doctor in dotazione al Compaq, ma il problema persiste. Tutto il resto funziona
stupendamente. Chissà se potete aiutarmi? Ve ne sono grato comunque e vi allego alcuni dati delpc,
porgendovi i migliori saluti e ringraziandovi anticipatamente. CHIP risponde. Poiché la riproduzione
dei file DivX è regolare, il problema di visualizzazione del dvd potrebbe non essere legato al
messaggio di errore segnalato sul driver della scheda audio, che in alcuni casi si può tranquillamente
ignorare perché si riferisce a una funzione accessoria (per esempio il supporto all'interfaccia Midi
esterna opzionale). Immagini a scatti e audio malfunzionante spesso dipendono da errori di lettura
del disco, da interferenze con sistemi di protezione contro la copia, da impostazioni sbagliate del
programma di riproduzione dvd oppure dalla disattivazione della modalità di trasferimento Ultra-Dma
per l'interfaccia Ide del lettore o masterizzatore dvd. Per escludere questa possibilità si può provare a
trasferire su hard disk l'intero dvd che da problemi, usando un programma di ripping come DVD
Decrypter: se segnala un errore oppure se la riproduzione dell'immagine estratta su hard disk da gli
stessi sintomi, potrebbe esistere un problema di lettura. Dopo aver verificato che non dipende da uno
specifico disco, per risolverlo bisogna richiamare la finestra della Gestione periferiche del Pannello di
controllo: fare clic destro sull'icona delle Risorse del computer e scegliere la voce Proprietà
dall'elenco, poi fare clic sul pulsante Gestione periferiche della scheda Hardware. Espandere la voce
Controller IDE, fare clic destro sulla voce Canale primario IDE e scegliere Proprietà dal menù. Si
aprirà la finestra delle proprietà del controller: fare clic sulla scheda Impostazioni avanzate e
selezionare la voce DMA se disponibile per tutte le periferiche; confermare la scelta e ripetere
l'impostazione sugli altri canali Ide. Se la regolazione delle impostazioni avanzate non è disponibile,
reinstallare il driver del chipset della scheda madre. La visione a scatti può anche dipendere dalla
scelta di impostazioni sbagliate nel programma di visualizzazione dvd. Aprire il programma di visione
dei dvd e richiamare la finestra di configurazione, quindi scegliere la scheda Video: se esiste una
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casella chiamata Accelerazioni hardware, provare a mettere il segno di spunta se è vuota oppure
toglierlo se è piena, quindi confermare la scelta. Se il problema è rimasto, rientrare nella
configurazione delle proprietà video e disattivare tutti i metodi di miglioramento dell'immagine, alcuni
dei quali rallentano troppo il computer. Provare anche a regolare le impostazioni audio per cambiare
il tipo di uscita: quella che da meno problemi è il semplice stereo. Videoproiettore Visualizzazione
parziale dell'immagine Alessio Tondini ci scrive. Ho provato a collegare a un videoproiettore il mio
computer laptop Acer TravelMate 2702WLMU se premo i tasti Fn+F5per vedere l'immagine
contemporaneamente sullo schermo del pc e sul proiettore cè però il problema che sul proiettore
vedo solo una parte del desktop o della finestra del programma, che si sposta muovendo il mouse.
Come posso fare per vedere sul proiettore l'intera immagine del desktop? CHIP risponde. I normali
videoproiettori portatili non riescono a sincronizzare senza distorsioni le risoluzioni panoramiche,
perciò nella maggior parte dei notebook che hanno uno schermo panoramico il driver della scheda
grafica forza l'uscita Vga in modalità panning, che invia al proiettore una risoluzione 4:3 come 1.024 x
768 pixel oppure come 1.280 x 1.024 pixel. Funziona come una finestra virtuale aperta sulla
risoluzione più alta dello schermo panoramico del laptop. Di solito il panning è disattivabile attraverso
il Pannello di controllo delle Proprietà avanzate della scheda grafica, preinstallato nel pc portatile, ma
disattivandolo molti proiettori non riescono più a sincronizzare il video del computer. Per aggirare il
problema, prima di collegare il proiettore al computer si può abbassare a 1.024 x 768 pixel la
risoluzione dello schermo interno del notebook: se è panoramico l'immagine sembrerà schiacciata e
poco nitida, ma poiché questa è la risoluzione nativa del proiettore la sua immagine tornerà nitida e
perfetta. Lettore ed La musica dei ed non viene più riprodotta Carlo Rovasenda ci scrive. Mi affido
alla vostra esperienza: il mio computer è composto da scheda madre Asus con chip grafico Ati
integrato e Cpu Athlon 64, scheda audio integrata, hard disk Maxtor DiamondMax 160 Gb,
masterizzatore dvd Lg 1 Gb di Ram Corsair (2 x 512 Mb), floppy disk e case recuperati dal vecchio
Pentium III che usavo prima. Il funzionamento è perfetto, tranne che per i ed audio: se li inserisco e
premo Play in Windows Media Player, gli altoparlanti restano muti. Preciso che l'audio dei DivX e
quello dei dvd sono perfetti, e che il problema si verifica sia sui ed audio comperati, sia su quelli
masterizzati. Il sistema operativo è Windows XP (senza Service Pack). CHIP risponde. Quando il pc
riproduce un ed audio non usa la scheda sonora come quando riproduce i dvd e i DivX, ma preleva il
segnale audio dall'uscita ausiliaria analogica del lettore. Il segnale è trasportato da un cavetto sottile
che termina alle due estremità con un connettore a quattro contatti. Unestremità del cavetto va al
connettore accanto alla presa Ide della periferica, mentre l'altra estremità si inserisce nel connettore
marchiato CD_IN della scheda madre, che si trova di solito vicino ai jack di uscita audio del pannello
posteriore. Se questo cavo manca o è stato inserito nel connettore sbagliato, l'audio dei ed musicali
non funziona. Per correggere il problema basta collegare il cavetto, che di solito fa parte della
dotazione standard del ed. In alternativa si può obbligare Windows a usare la scheda audio anche
per riprodurre i ed musicali: la scheda di solito ha una fedeltà maggiore rispetto alla sezione audio del
masterizzatore. Per attivare questa modalità si deve richiamare il pannello di Gestione periferiche:
aprire l'icona Sistema del Pannello di controllo e fare clic su Gestione periferiche della scheda
hardware. Selezionare con il mouse la riga che corrisponde al lettore o al masterizzatore e fare clic
destro, scegliere Proprietà e aprire la scheda Proprietà, poi mettere il segno di spunta nella casella
Abilita riproduzione digitale su questa periferica CD-ROM.
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La guida a Cpu e schede grafiche
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Questa volta nelle nostre tabelle di Cpu e Gpu abbiamo inserito alcune nuove entrate meno
sensazionali ma con un prezzo molto ragionevole. Inoltre, per chi è alla ricerca di un vero affare, Amd
offre un nuovo chipset Athlon con grafica 3D e Hdmi.
Avremmo voluto inserire qui un'analisi dettagliata del nuovo chipset grafico che supporta le DirectX
10 prodotto da Ati, l'R.600, ma al momento della stesura dell'articolo non disponiamo ancora delle
caratteristiche tecniche della Gpu. Perciò rinviamo alla sezione Attualità di questo numero in cui
analizzeremo la nuova Gpu, utilizzando le informazioni che giungeranno pochi giorni prima della
chiusura di redazione. Comunque, la presentazione del bolide 3D di Amd/Ati, che prevede un
consumo di ben 270 watt, ha subito qualche ritardo, non si sa se dovuto a qualche problema tecnico
o a una lungimirante mossa tattica. Ufficialmente si tratta di una "nuova pianificazione strategica":
siamo sicuri che l'eterna rivale Nvidia sarà probabilmente più che lieta di dare il benvenuto a queste
modifiche nei piani. Per quanto ci riguarda, abbiamo potuto già verificare i primi frutti della nuova
alleanza Amd/Ati: quindi, alziamo il sipario sul più recente e giovane chipset Athlon 690G. Chipset
Amd 690G: la più veloce grafica integrata e connessione Hdmi Grazie allo sviluppo avanzato di Ati, il
produttore di chip grafici acquisito, Amd può ora disporre di un chipset separato per i suoi Athlon. Il
risultato rappresenta sicuramente un'interessante opportunità: le schede 690G sono disponibili nei
negozi a circa 70 euro e dispongono anche della connessione Hdmi ad alta risoluzione, comprensiva
del supporto Hdcp solo nel caso in cui il produttore della scheda sia particolarmente generoso.
Adesso quindi nulla può più ostacolare il piacere di riprodurre dischi Blu-ray o Hd-Dvd sul pc, a patto
ovviamente di avere a disposizione il lettore necessario. Inoltre, il 690G offre le prestazioni 3D più
elevate in assoluto nell'ambito di tutte le soluzioni con grafica integrata. A seconda del videogioco, un
sistema 690G con Athlon X2 5200+ supera una paragonabile piattaforma Intel con Core 2 Duo
E6400 di oltre il 100% (vedi la tabella pubblicata a lato). Malgrado ciò, l'unità grafica integrata
Radeon X1250 non suscita consensi entusiastici tra i giocatori, dal momento che nasconde al suo
interno una Gpu X700 con funzionalità ridotte. Di conseguenza i giochi più recenti, come Half Life 2,
rimangono al limite della giocabilità. Qualunque scheda da 50 euro offre maggiore potenza 3D. Per
Windows Vista con interfaccia Aero risulta comunque più che sufficiente e l'ambito di utilizzo può
essere costituito soprattutto dai sistemi di home theater per gestire gli schermi al plasma o i
videoproiettori. Prezzo vantaggioso: la piattaforma economica grazie ad Amd toma a piacere Con
l'aiuto di una scheda aggiuntiva per la codifica Hdcp, anche il G965 di Intel supporta l'Hdmi.
Comunque, soltanto raramente i produttori di schede adottano questa costosa opzione. D'altra parte,
nel caso del 690G di Amd, i produttori di schede intendono implementare la variante Hdmi. I "soliti
sospetti" come Asus o Msi hanno già pronti nel cassetto i prodotti finiti. L'importante è non
confondersi con un altro 690, che riporta una V alla fine della sigla. La relativa scheda costa 10 euro
in meno, ma offre meno potenza 3D e non include né Dvi né Hdmi, quindi è meglio evitarne
l'acquisto.
Panoramica Cpu desktop Office & Internet Excel, Word, navigazione, musica e materiale
cinematografico in alta risoluzione: tutte le Cpu di questa fascia offrono potenza a sufficienza.
Multimedia & Tuttofare La registrazione dei dvd o la riproduzione dei video Hd fino a 1080i richiedono
potenza ma non troppa. Preferire quindi una leggera perdita di potenza a favore di un raffreddamento
silenzioso. Foto & Videoritocco Ritocco delle foto, montaggio video, film DivX, miglioramento
dell'audio: queste Cpu compiono tutto questo nel giro di pochi minuti e permettono anche di divertirsi
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con i giochi. Power User & Gamer Gli specialisti del multimedia, chi usa il rendering 3D e i
videogiocatori più appassionati sono alla ricerca di un processore appartenente a questa classe.
Panoramica Cpu mobile Ultramobile, Office & Internet Le Cpu Ultra Low Voltage o i Celeron non
soddisfano le esigenze degli utenti per quanto riguarda le prestazioni. Sono comunque sufficienti per
navigare e per compiere semplici operazioni da ufficio. Le Cpu Ulv offrono buone prestazioni per
quanto riguarda la batteria, ma non per il portafoglio. Office & Fotoritocco Cpu ideali per completare il
lavora d'ufficio ed effettuare l'editing delle foto su un notebook non troppo costoso. Tuttofare,
Multimedia & Video Cpu per i tipici dispositivi di uso comune. Possono fare praticamente di tutto; è
possibile anche usare i giochi 3D, sebbene con scarsa uniformità. Power User & Gamer I notebook
con queste Cpu sono dei sostituti dei pc desktop e sono perfettamente adatti all'uso dei videogiochi.
Non si può chiedere nulla di più, a parte una maggiore autonomia.
Panoramica processori grafici Office & Multimedia La grafica integrata o una scheda da 50 euro
sono sufficienti per internet e per l'ufficio. Nel caso dei pc multimediali, che dovrebbero essere in
grado di riprodurre i film Hd con risoluzione 1080Ì, una scheda grafica da 100 euro rappresenta già
un buon investimento. Tuttofare Una buona scelta per chi desidera far girare sul proprio pc
multimediale un nuovo minigame 3D con i video Hd. Giodifìnoal280xl024Con queste schede, i
giocatori accaniti, magari con uno schermo da 19 pollici, possono controllare i giochi 3D più moderni,
con tutte le impostazioni regolabili. Giochi fino a 2560 x L600 Un effetto home theater richiede
almeno un monitor da 24/30 pollici. Per riprodurre i film alla migliore qualità possibile, la scheda
grafica non è mai troppo veloce.
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Ati Radeon, la nuova generazione
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Dario Zini
Il modello di punta della nuova gamma di schede grafiche recentemente lanciata da Amd adotta
l'incarnazione più spinta della Gpu R600, capace di sviluppare una potenza di calcolo di 475
Gigaflop. La nuova gamma è la prima a marchio Ati compatibile con le librerie grafiche DirectX 10
R600 è il nome in codice del processore grafico che popola le schede della gamma HD 2000,
lanciata da Amd lo scorso 14 maggio con un ritardo di circa due mesi rispetto alle previsioni iniziali. Si
tratta di una Gpu che, al di là di pure considerazioni prestazionali, presenta una nutrita serie di
innovazioni rispetto alla generazione precedente R580. La più evidente, che è anche la sintesi del
miglioramento architetturale, riguarda la compatibilita con le nuove librerie grafiche DirectX IO,
introdotte dal sistema operativo Windows Vista. Nvidia già da tempo supporta con la propria Serie 8
questo nuovo standard grafico, peraltro al momento non ancora sfruttato da giochi o altri tipi di
applicazioni 3D. Si attendono comunque a breve i rilasci di videogiochi DirectX 10 oppure delle prime
patch in grado di abilitare le nuove funzioni grafiche sui titoli di punta. Peculiarità di queste librerie è
la gestione unificata delle unità di shading, nella quale non esiste più una diversificazione tra unità di
vertex e di pixel shading, ma è invece prevista un'allocazione dinamica delle modalità operative in
funzione delle esigenze del software. Si tratta di una soluzione in grado di minimizzare gli sprechi di
risorse e di conseguenza consentire un incremento della potenza di calcolo disponibile. Il passaggio
a un'architettura unificata è giustificato dal fatto che sempre più giochi faranno in futuro un uso
intensivo di unità di pixel shading e sempre meno di unità vertex: un'architettura unificata con la sua
flessibilità offre una soluzione a questa problematica. Grazie a questo nuovo approccio le DirectX 10
spostano pesantemente il carico d'elaborazione dalla Cpu alla Gpu, mediante una lunga serie di
soluzioni tecnologiche, tra cui una nuova modalità di gestione delle texture (le Texture Array previste
dal Shader Model 4.0), un nuovo Predicted Draw, sistema che traccia gli oggetti complessi in modo
ottimizzato, e lo Stream Out, che convoglia i risultati di calcolo degli shader direttamente sulla
memoria grafica. Il controller di memoria Larchitettura del memory controller sulle HD 2000 ha subito
profondi cambiamenti finalizzati primariamenti a una più efficiente gestione dei flussi di informazioni,
con dirette conseguenze sull'incremento della banda passante. Si è passati da una gestione
centralizzata, modalità che caratterizzava, per esempio, la Ati Radeon X850, a una gestione
parzialmente distribuita, o ibrida, tipica della serie Ati Radeon X1000. Oggi l'architettura dell'R600
prevede per la prima volta un controller a 512 bit con gestione dei dati in modo completamente
distribuito con design "ad anello", denominato Ring Bus: a livello progettuale questa soluzione
permette di aggiungere o sottrarre canali di memoria con molta facilità, e allo stesso tempo consente
design decisamente più compatti. I benefici di un'interfaccia di memoria a 512 bit riguardano
primariamente l'incremento di banda passante massima e minori frequenze di dock della memoria
per ottenere questo aumento; il tutto semplificato dai minori percorsi dei dati dovuti all'architettura
Ring. Gestione dell'antialiasing Completamente rivisitata anche la gestione dell'antialiasing,
denominata CFAA, acronimo di Custom Filter Anti Aliasing: si tratta di una notevole evoluzione
rispetto al modello Multisampling (MSAA) finora impiegato sulle schede Ati, che introduce sei nuove
modalità di filtraggio, in aggiunta a quelle già esistenti, con le quali è mantenuta piena compatibilita.
La più avanzata di queste è siglata 24x CFAA e prevede un filtraggio 8x con Edge Detect: una
tecnologia di riconoscimento dei bordi direttamente in fase di renderizzazione dell'immagine. In
alternativa il CFAA offre le modalità di filtraggio Narrow e Wide Tent, che operano un'elaborazione
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della scena su sottoporzioni circolari sovrapposte. Ricordiamo che 1 antialiasing è un filtro di
"postproduzione" applicabile ai fotogrammi di una scena renderizzata che consente di ottenere
smussature di bordi e più morbide sfumature nei colori, il tutto per rendere la scena più realistica.
Secondo Amd/Ati il filtraggio CFAA offre risultati migliori rispetto al Coverage Sampling Antialiasing
(CSAA) impiegato dalla Gpu G80 di Nvidia sulla serie 8000, specie nei casi in cui la scena presenti
molte intersezioni tra poligoni piccoli. Superfici complesse con pochi triangoli Larchitettura che
caratterizza le schede della serie HD 2000 è di diretta derivazione dall'engine grafico utilizzato sulla
console Xbox 360, il noto Xenos. Oltre alla gestione unificata degli shader, la Gpu prevede una fase
più a monte nel processo di renderizzazione, la Tessellation. Come noto ogni immagine 3D è
sintetizzata da un numero più o meno grande di triangoli, necessari per comporre i singoli elementi di
una scena, simulandone la tridimensionalità. Sui triangoli vengono applicate in una seconda fase
delle texture, composte di pixel, quindi il processo di rendering procede con l'applicazione dei filtri.
Questo in estrema sintesi il processo di generazione di un'immagine 3D. Va da sé che la fedeltà di
una scena e la sua somiglianzà con la realtà è direttamente correlata al numero di triangoli impiegati
per crearla: un maggiore numero di triangoli significa maggiore realismo. Questa crescente
complessità implica una maggiore potenza di calcolo necessaria per elaborare centinaia di migliaia di
triangoli, se non milioni nel caso dell'industria cinematografica, per ogni singolo fotogramma. Non
solo. Per creare oggetti 3D più complessi e dettagliati è richiesto anche un maggiore lavoro in fase di
modellazione, il che comporta un incremento nei costi di produzione. La tecnica della Tessellation
viene in aiuto nella soluzione di questo problema. I modellatori si fermano alla creazione di modelli
composti di un numero sufficiente ma comunque limitato di triangoli: è il processore grafico a farsi
carico della creazione dei triangoli "di dettaglio", operando una scomposizione ricorsiva di ciascun
triangolo in sottoelementi sempre più piccoli. Questo processo di Tessellation, nel caso dell'HD 2000,
raggiunge il fattore di 15x, ovvero la scomposizione ricorsiva viene operata 15 volte. Si ottiene così
un livello di realismo del risultato finale molto elevato a fronte di input (quindi costi) contenuti:
nell'industria dei videogiochi, che è ormai giunta a prevedere budget stellari, questa tecnica sarà
molto apprezzata. La scheda LAti Radeon HD 2900 XT è il modello di punta della nuova serie ed è
naturalmente anche quella sulla quale la Unified Shader Architecture di seconda generazione è
implementata in modo più completo. L'R600, Gpu realizzata con processo produttivo a 65 nanometri,
conta ben 700 milioni di transistor; il core grafico prevede 320 unità di stream processing
indipendenti, è in grado di sviluppare una potenza di calcolo di 475 Gigaflop (che sfiorano il Teraflop
in configurazione CrossFire) ed elabora 47,5 Gigapixel/s e 742 Mtrl/s (milioni di triangoli al secondo).
La Gpu prevede una frequenza operativa di 742 MHz, mentre la memoria è da 512 Mb di Gddr3 e
opera a 828 MHz, per una banda passante di 106 Gb/s. Esteriormente la HD 2900 XT è molto simile
alla concorrente Nvidia 8800 GTS, sia nell'aspetto sia nelle dimensioni e nella struttura del sistema di
dissipazione, un ibrido aria+heat pipe con condotto forzato, coadiuvato da un radiatore lamellare. La
scheda prevede un ingombro di due slot e un alimentatore ben carrozzato, dal quale pretende 230
watt. I test che abbiamo condotto in laboratorio hanno dimostrato un lieve vantaggio prestazionale
rispetto alla 8800 GTS, nell'ordine del 10% circa. Non si tratta quindi di una scheda high end come la
GeForce 8800 GTX oppure la più recente e ancor più potente 8800 Ultra, ma va considerato che la
HD 2900 XT sarà in vendita a un prezzo di circa 399 euro, quindi 100 euro in meno rispetto alla
proposta concorrente equivalente. Non poco.
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Portatile e Wireless
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DPC NOSFERATU SLI
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Nosferatu SU è una vera e propria workstation per videogiochi, dotata di un generoso schermo da
20" di diagonale con risoluzione 1680x1050 pilotato da due GPU Nvidia GeForce Go 7950 GTX.
L'architettura SLI, applicata a due GPU mobile ai vertici della categoria, permette di ottenere
prestazioni impressionanti anche all'elevata risoluzione del display. Non a caso il processore
installato èunAMDTurion64X2TL-56 a 1,8 GHz, visto che nei videogiochi la parte del leone la fanno
le GPU. Fra le altre caratteristiche segnaliamo la possibilità di installare 4 GB di memoria RAM e
dischi rigidi SerialATA da 7.200 rpm.
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Guida all'acquisto del notebook
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Come sopravvivere alle innumerevoli proposte del mercato e allo stesso tempo scegliere il notebook
più adatto alle proprie esigenze
GianLuca Rossetti
Il mercato dei notebook sta dimostrando una vivacità senza precedenti. Merito delle vendite in
continua crescita, ma non solo. Una fortunata combinazione di idee, investimenti e capacità
tecnologiche ha prodotto una tale quantità di modelli diversi che scegliere può rivelarsi molto difficile.
E il momento giusto per fare il punto della situazione. CHASSIS E PORTE Per ottenere chassis
resistenti e leggeri i materiali migliori sono lega di magnesio e fibra di carbonio, ma anche materiali
plastici di buona fattura possono andare bene. Per valutare uno chassis non c'è niente di meglio che
toccarlo con mano. In questo modo è possibile verificare che sia rigido e non si fletta (sollevando il
notebook da un angolo) e che i cardini per l'apertura del display non facciano gioco. Altre
caratteristiche da valutare sono gli eventuali scricchiolii e la presenza di fessure di giunzione
irregolari, per esempio lungo i bordi del notebook. L'equipaggiamento minimo di ogni notebook deve
comprendere 2 porte USB 2.0, i connettori l'audio, una porta Ethernet per le reti via cavo, una porta
per il doppino telefonico per il modem integrato, una porta FireWire e uno o più slot per schede PCCard ed ExpressCard. L'uscita video può essere una vecchia VGA analogica, una più recente DVI
per la connessione digitale (se di tipo DVII con un semplice adattatore anche questa porta può
essere trasformata in VGA), una uscita S-Video per il collegamento analogico a un televisore o una
porta HDMI per il collegamento video e audio digitale con sistemi home theater. Quest'ultima suppor
ta le tecnologie di protezione HDCP (High-bandwidth Digital Content Protection), e quindi permette di
riprodurre film in alta definizione protetti dalla copia. Anche DVI può supportare le tecnologie HDCP,
ma deve essere esplicitamente indicato nelle specifiche. Esistono adattatori che permettono di
convertire HDMI in DVI e viceversa. WIRELESS Gli utenti di notebook sono i principali fruitori di
connessioni wireless di qualsiasi tipo, tra le quali troviamo prima di tutto gli standard Wi-Fi 802.11 b/
g e ultimamente anche lo standard pre-N, che precede la standardizzazione ufficiale di 802.11n ed è
già supportato anche dalla piattaforma Centrino Duo/Santa Rosa. Con l'introduzione di questo nuovo
standard è possibile raggiungere una portata 2 volte maggiore e una velocità 5 volte superiore
rispetto a 802.11g, ma solo se nel notebook sono presenti 3 antenne (collocate solitamente dietro al
pannello Lcd e quindi invisibili). Con la configurazione a 2 antenne infatti non è possibile utilizzare la
tecnologia MIMO (Multiple Input Multiple Output) che permette di inviare e ricevere
contemporaneamente più flussi di dati. Mentre le connessioni WirelessLAN sono ormai supportate
dalla maggior parte dei notebook, la presenza di Bluetooth non è scontata. In questo caso gli
standard vanno dall'originale 1.0 al più recente 2.0, che grazie alla tecnologia EDR raggiunge la
massima velocità possibile di 3 Mbps riducendo al contempo anche i consumi. TASTIERA E
DISPOSITIVI Anche quando non ci sono problemi di spazio, come nei modelli con schermo
da17"o20", le tastiere dei notebook presentano alcuni tasti di dimensioni ridotte, soprattutto Spazio,
Invio, Alt, Maiusc, Ctrl e i tasti freccia. A parte questo aspetto, che dipende anche dai gusti personali,
occorre verificare che la tastiera sia ben costruita, non presenti avvallamenti e che quando si
premono i tasti non si verifichino strani cedimenti. Tasti che non rispondono o che si incastrano non
sono frequenti, ma è sempre possibile incappare in qualche difetto di fabbricazione, per il quale
conviene far valere il diritto di recesso o la garanzia. In alcune tastiere è integrato un trackpoint,
ovvero un piccolo joystick che permette di spostare il puntatore sullo schermo. Al di sotto della
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Portatile e Wireless
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tastiera è invece sempre presente un touchpad. Nei Tablet PC un ulteriore dispositivo di puntamento
è lo schermo sensibile al tocco. Riguardo a quest'ultimo occorre verificare che sia sensibile anche al
tocco delle dita e non solo del pennino dedicato, come su alcuni modelli. SCHERMO La differenza
più importante fra i diversi display riguarda la superficie che può essere opaca o riflettente. Gli
schermi opachi riproducono i colori in modo meno preciso, ma presentano meno riflessioni e sono
quindi più facilmente leggibili anche in condizioni di luce ambientale intensa. Quelli lucidi offrono una
riproduzione dei colori e un contrasto decisamente superiori, ma sono difficili da utilizzare all'aperto a
causa delle riflessioni. Sotto alla superficie lucida o opaca sono installati pannelli LCD costruiti con
tecnologie diverse, che presentano angoli di riflessione, tempi di risposta e rapporti di contrasto
diversi, ma purtroppo è ancora molto difficile reperire queste informazioni dalle specifiche fornite dai
produttori ed è quindi necessario procedere a un confronto diretto, quando possibile. Prestazioni e
autonomia sono sempre relativi al tipo di utilizzo che si fa del notebook. Per necessità di sintesi
abbiamo ristretto la scelta a tre modalità: Internet e Office, videogiochi e multimedia, studio e lavoro.
INTERNET E OFFICE I notebook per navigare, redigere testi e compilare tabelle non hanno bisogno
di un elevata capacità di calcolo, né di una grafica strabiliante. È quindi possibile scegliere un
modello dal costo contenuto, a meno che non sussistano particolari esigenze di autonomia e
portabilità. Grazie ai nuovi processori a doppio core, anche i sistemi più economici possono contare
su prestazioni di buon livello e soprattutto consumi energetici ridotti. Sono appena stati introdotti
processori dual core di fascia economica come gli Intel T2060 (1,6 GHz, 1 MB L2, 533 MHz FSB) che
sono già installati su sistemi da 700/800 euro. I diretti concorrenti sia per prestazioni che per prezzo
sono i processori Turion 64 X2diAMDcomeTL-52e TL-56 (rispettivamente 1,6 e 1,8 GHz). Ormai non
ha più senso acquistare un notebook basato su Intel Celeron o AMD Sempron, a meno di non
incappare in qualche fondo di magazzino particolarmente scontato. Per le piattaforme con CPU Intel
di solito troviamo la diffusissima GMA 950 (la nuova GMA X3100 è ancora riservata a modelli di
costo più elevato), mentre a fianco dei processori AMD quasi sempre ci sono le ATI XPress 1150 e
1200 (più veloci della prima grazie al core della Mobility Radeon X300). Tutte queste schede (a
differenza della vecchia GMA900) supportano l'interfaccia Aero di Windows Vista. DISCO E RAM
PER IL WEB La dotazione minima di RAM è 512 MB per i sistemi che utilizzano Windows XP e 1.024
MB per i sistemi basati su Windows Vista. Per il disco rigido è ormai difficile scendere sotto gli 80 GB.
Anche se un simile spazio di archiviazione probabilmente non sarà mai utilizzato, un disco di
maggiore capacità garantisce anche prestazioni migliori. Per non rallentare troppo un sistema basato
su Vista occorre verificare che il disco giri a 5.400 rpm, e non a 4.200 rpm. SCHERMI DA LETTURA
La massima comodità di lettura è garantita da un display da 15,4" e risoluzione di 1280x800 pixel.
Con schermi di dimensioni minori e/o risoluzione maggiore si rischia di perdere leggibilità. I sistemi
operativi permettono di applicare correzioni, ma non offrono molte possibilità di configurazione. Tutti i
notebook supportano le connessioni Wi-Fi b e g, quindi su questo fronte non ci sono problemi. Per
chi intende utilizzare un cellulare Bluetooth per il collegamento a Internet sono finalmente disponibili
anche alcuni modelli economici che supportano questa connessione. MULTIMEDIA E VIDEOGIOCHI
Per visualizzare filmati è necessario un buon equilibrio fra CPU e GPU, mentre per i videogiochi è
decisamente la GPU a fare la parte del leone. In genere i notebook multimediali sono più economici
rispetto a quelli per videogiochi. Entrambi montano schermi di dimensioni medio-grandi, con tempi di
risposta ridotti. L'autonomia non è un punto di forza di questi modelli, che spesso nascono come
sostituti del desktop. CPU PER I GIOCHI Non sono necessarie CPU top di gamma come gli Intel
Core 2 Duo della serie T7xxx, perché la GPU ricopre un ruolo più importante. È quindi più che
sufficiente una qualsiasi CPU Intel Core Duo/Core 2 Duo o Turion 64 X2 con velocità superiore a 1,8
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GHz. Con l'introduzione di Santa Rosa potrebbe risultare conveniente scegliere un nuovo processore
Intel T7xxx (come T7100, T73OO, T7500 e 17700) perché oltre a garantire un FSB di ben 800 MHz,
integra una nuova tecnologia di overclock che permette di bloccare un core per mettere il t u r bo
all'altro (Dynamic Acceleration Technology). GPU, RAM E DISCO RIGIDO Un altro vantaggio di
Santa Rosa, ma solo per i sistemi multimediali, è la presenza dell'adattatore grafico integrato GMA
X3100, che grazie alla tecnologia Clear Video permette di decodificare filmati ad alta definizione con
risultati paragonabili a quelli delle tecnologie concorrenti Avivo e PureVideo. Per ottenere qualcosa in
più, soprattutto in campo 3D è necessario scegliere un notebook con scheda grafica a memoria
dedicata come le Nvidia GeForce Go 7600, 7800 e 7900 o le ATI Mobility Radeon X1600,
X1800eX1900. Perii massimo delle prestazioni per i videogiochi di ultima generazione la migliore
scelta al momento disponibile è la GPU Nvidia Geforce Go 7950 GTX, anche se a breve verranno
presentate nuove GPU DirectX 10 per notebook prima da Nvidia (8M) poi da ATI (Mobility Radeon
HD 2xxx). Per i veri fanatici sono disponibili anche notebook con doppia GPU Ge- Force Go 7950
GTX (SU). Per chi utilizza Windows XP 1 GB di memoria è generalmente sufficiente, mentre per
Windows Vista sono preferibili 2 GB (sempre rigorosamente dual channel). Per quanto riguarda il
disco rigido è consigliabile non scendere sotto i 120 GB e 5.400 rpm. Per chi vuole essere sicuro di
raggiungere il massimo delle prestazioni sono disponibili notebook che montano dischi da 7.200 rpm,
anche a coppie, con la possibilità di abilitare il RAID per aumentare la velocità di accesso. GRANDI
SCHERMI Non c'è grande possibilità di scelta sulle proporzioni, visto che tutti i notebook di questo
tipo montano schermi panoramici da 16:10. È consigliabile scegliere un display di risoluzione
superiore ai classici 1280x800 pixel, per apprezzare appieno anche i più piccoli dettagli. I tempi di
risposta sono importanti sia per i filmati sia per i videogiochi. Purtroppo nelle specifiche non sono mai
riportati i tempi di risposta dei pannelli LCD montati nei notebook e anche se lo fossero i valori
sarebbero difficilmente confrontabili, ma utilizzando test come PixPerAn (vedi riquadro "Confrontare i
tempi di risposta dei display") è possibile confrontare vari schermi. Se il notebook verrà collegato a
un monitor o a un qualsiasi altro dispositivo di visualizzazione esterno è consigliabile verificare che
sia presente una uscita HDMl o DVI (con HDCP). Per i notebook multimediali una scheda pre-N già
installata garantisce supporto via rete wireless anche ai flussi video ad alta definizione. Se la
piattaforma è Centrino Duo/Santa Rosa è possibile inoltre installare una rete multimediale domestica
con l'aiuto delle tecnologie Intel Viiv. STUDIO E LAVORO Quando il notebook viene utilizzato per
molte ore al giorno, vale la pena soffermarsi su caratteristiche che non sono molto importanti per le
categorie precedenti, come ad esempio l'ingombro, l'autonomia e le prestazioni generali. CPU DA
LAVORO Se l'obiettivo è ottenere la massima autonomia e il minimo ingombro, la scelta migliore è un
processore Core 2 Duo ULV (Ultra Low Voltage) come i nuovi U7500 (1,2 GHz) e U7600 (1 CHz),
oppure Core 2 Solo U2200 e U2100. Esistono naturalmente anche versioni Core Duo (U2500) e Core
Solo (U1300, U1400e U1500) più datate di queste, che offrono prestazioni leggermente inferiori. Da
notare anche che a causa del consumo elevato del chipset 965GM di Santa Rosa anche i più recenti
processori ULV continuano a utilizzare la vecchia versione di Centrino Duo (Napa Refresh). Per
Santa Rosa sono invece disponibili processori come L7400 e L7200 Low Voltage, che presentano
consumi superiori. Intel ha recentemente presentato anche il nuovo Celeron M 523 ULV come
alternativa a singolo core a basso costo, soprattutto per sistemi UMPC. I processori ULV
garantiscono minori consumi, a costo di prestazioni sensibilmente inferiori alla media. Se l'obiettivo è
ottenere u( sistema equilibrato meglio quindi rivolgersi a processori più veloci come i già citati L7400
e L7200, o come quelli della serie T7xxx. In particolare per raggiungere il massimo delle prestazioni è
consigliabile scegliere le nuove CPU con FSB da 800 MHz per Centrino Duo/ Santa Rosa (come il
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T7700 a 2,4 CHz). Per ridurre i consumi è sempre possibile optare per un notebook con scheda
grafica a memoria condivisa, come Intel GMA 950 o ancora meglio Intel GMA X3100, che rispetto
alle schede a memoria dedicata consumano molto meno. I processori Turion 64 X2 non raggiungono
i record dei processori ULV ed LV di Intel, né l'equilibrio prestazioni/ consumi dei processori della
serie T7xxx, per colpa soprattutto dei ritardi accumulati nell'aggiornamento dei processi produttivi.
AMD ha recentemente presentato il nuovo processore Turion 64 X2 TL-66 a 65 nm (come gli Intel
Core 2 Duo) che grazie a una frequenza di 2,3 GHz promette di colmare il divario sul fronte delle
prestazioni e dei consumi. È già in commercio anche il nuovo chipset AMD M690 che grazie alla
scheda grafica integrata ATI Radeon XI200 garantisce un risparmio di 30 minuti di autonomia,
rispetto alle precedenti tecnologie AMD, e rende quindi decisamente più competitivi anche i Turion 64
X2 più datati. La sfida decisiva è però rimandata al 2008 con la nuova piattaforma Puma. SCHEDE
VIDEO BUSINESS In questi modelli, più per risparmio energetico che per ridurre i costi, molto
spesso viene installata una GPU a memoria condivisa. Anche in questo caso la preferenza ricade
naturalmente sulla CMA X3100 di Intel, integrata nella nuova piattaforma Santa Rosa, oppure sulla
X1200 integrata nel chipset AMD M690 per piattaforme Turion 64 X2. Se il notebook deve essere
utilizzato per applicazioni graficamente intensive, come animazioni flash e grafica 3D il discorso
cambia. In questi casi infatti è meglio optare per schede a memoria dedicata come le Nividia
GeForce Go 7400 e 7600 e ATI Mobility Radeon XI400 eX1600. Per chi si occupa soprattutto di
progettazione Cad e modellazione 3D la scelta quasi-obbligata è una GPU accelerata per OpenGL
come le Nvidia Quadro e ATI FireGL. RAM E DISCO RIGIDO La dotazione di RAM minima è di 1 GB
per Windows XP e 2 GB per Windows Vista, ma se il notebook viene utilizzato per applicazioni che
tendono a utilizzare molta memoria (come i software di virtualizzazione e quelli di fotoritocco) il
consiglio è installare 4 GB di RAM. Per il disco rigido è possibile scegliere fra modelli a 5.400 e 7.200
rpm, in base alle esigenze di risparmio energetico. I dischi rigidi a 4.200 rpm sono giustificati solo sui
subnotebook, visto che ormai anche i dischi a 5.400 rpm hanno ridotto i consumi in modo
considerevole. SCHERMO DA LAVORO Per chi utilizza il notebook per molte ore al giorno, lo
schermo deve essere riposante e leggibile. Sono quindi consigliabili gli schermi opachi, mentre per
chi utilizza spesso applicazioni multimediali, lo schermo lucido è preferibile. È importante che lo
schermo sia molto luminoso (da 250 nits in su) se il notebook sarà utilizzato molto durante i viaggi o
all'aperto. L'IMPORTANZA DEL WI-FI In un notebook utilizzato per studio o lavoro le connessioni più
importanti sono quelle wireless, ovvero Wi-Fi, Bluetooth, IrDA (per il collegamento a internet tramite
cellulare) e possibilmente anche supporto per connessioni UMTS/HSDPA. La scelta naturalmente
dipende anche dall'ambiente in cui verrà utilizzato il notebook, infatti se l'unica connessione utilizzata
sarà quella di una biblioteca universitaria, una connessione Wi-Fi b/g è più che sufficiente. Per chi ha
bisogno di un monitor esterno per disporre palette e finestre o deve collegare il notebook a un
videoproiettore per una presentazione, è consigliabile verificare che il portatile offra una porta DVI
(preferibilmente nella versione digitale e analogica DVI-I). BATTERIA GENEROSA Come per il
serbatoio della benzina, la presenza di una batteria di dimensioni generose, garantisce anche una
maggiore autonomia. Come regola pratica, se lo schermo supera i canonici 15,4" al momento non è
possibile pretendere un'autonomia superiore a un'ora e mezza. In questi casi quindi la batteria è più
utile come gruppo di continuità che per salvaguardare i dati su cui stiamo lavorando. I notebook ad
alte prestazioni difficilmente superano le 3 ore di autonomia, ad eccezione dei modelli di ultima
generazione con architettura Santa Rosa. In questo caso l'unica alternativa è acquistare una batteria
aggiuntiva. In alcuni notebook è possibile rimuovere il masterizzatore per installare una batteria
aggiuntiva che entra automaticamente in funzione quando quella principale si esaurisce. Infine i
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notebook che montano processori ULV in genere permettono di raggiungere un'autonomia molto
superiore alle 4 ore. GARANZIA Non bisogna sottovalutare l'importanza della garanzia fornita dal
produttore del notebook perché in molti casi è impossibile ripararlo senza i pezzi di ricambio originali,
che possono rivelarsi quasi più dispendiosi del notebook stesso. La maggior parte dei produttori offre
estensioni della garanzia che permettono di passare da 1 a 3 anni di copertura, naturalmente a un
prezzo maggiorato. È inoltre possibile sottoscrivere polizze assicurative che coprono i rischi di furto o
danneggiamento.
Tempi di risposta È possibile misurare in modo intuitivo i tempi di risposta di uno schermo utilizzando
PixPerAn (Pixel Persistence Analyzer) un semplice applicativo, che non necessita di installazione,
scaricabile dahttp://prad.de/download/pixperan_english. zip. Se non è possibile utilizzare il software
un semplice test in flash è disponibile alla pagina http://prad.de/ new/monitore/ testsoftware/
schlieren.html. Dual Channel L'utilizzo di schede a memoria condivisa comporta un decremento delle
prestazioni generali del notebook, a meno che la memoria non sia installata in configurazione dual
channel (ovvero utilizzando due schede di memoria di uguale capacità e velocità). Retroilluminazione
a Led II sistema di retroilluminazione può influenzare anche la qualità di riproduzione dei colori, ma
soprattutto la longevità e i consumi energetici dello schermo. A chi vuole ottenere il massimo in tutti
questi campi consigliamo di scegliere un modello con retroilluminazione a Led, al posto della classica
lampada (o lampade) a catodo freddo (CCF). Il grande assente Intel ha rinunciato a inserire nella
nuova piattaforma Centrino Duo Santa Rosa sia WiMax sia HSDPA, più volte dati per certi.
L'introduzione di WiMax è prevista per l'inizio del 2008 con la piattaforma Montevina, in concomitanza
con le prime offerte di connettività a Internet basate sul nuovo standard. Per il concorrente HSDPA
invece sembra che non ci sia niente da fare, visto che Intel giudica poco remunerativo il mercato
delle reti di telefonia cellulare. Dove vanno le porte Più porte sono disponibili, meglio è, ma anche la
posizione è importante. Su alcuni notebook infatti le porte sono collocate solo ai lati, perché i cardini
del display impediscono di posizionarle sul retro. Se le porte più utilizzate sono collocate tutte sul lato
destro (o sinistro nel caso dei mancini), il movimento del mouse potrebbe risultare difficoltoso, a
causa dell'intreccio di cavi e fili. ExpressCard o PC-Card? Gli slot per periferiche aggiuntive possono
essere di due tipi: lo standard uscente PC-Card e il nuovo standard ExpressCard disponibile nelle
versioni 34 e 54. Il vantaggio dello standard ExpressCard è che grazie alla connessione diretta con il
bus PCI Express x1, raggiunge una velocità di 2.5 Gbit/s, sufficiente anche per una scheda video
aggiuntiva. L'ideale in questo periodo di passaggio è che il notebook monti entrambi gli slot. Segni
sullo schermo Se sullo schermo sono presenti segni verticali e orizzontali, molto probabilmente la
tastiera sfiora il display quando il notebook è chiuso. In questo caso è necessario appoggiare un
foglio di protezione sulla tastiera ogni volta che il notebook viene chiuso per evitare di danneggiare
ulteriormente lo schermo. Purtroppo ci sono ancora alcuni notebook che soffrono di questo problema.
VIDEOGIOCHI
26
20/06/2007
09:41
Reuters
Sito Web
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Londra, "Manhunt 2" primo videogioco al bando dopo dieci anni
LONDRA (Reuters) - Per la prima volta dopo dieci anni in Gran Bretagna la censura ha messo al
bando un videogioco, vietando "Manhunt 2" (caccia all'uomo), pubblicato negli Usa, per quella che
hanno definito un'esasperata insistenza sul sadismo e gli omicidi brutali.
Con la decisione del British Board of Film Classification, o Bbfc, il gioco pubblicato da Take-Two
Interactive Software, che ha realizzato anche la controversa serie "Grand Theft Auto", non potrà
essere venduto legalmente in Gran Bretagna.
Il bando ha indotto un gruppo americano per la famiglia a lanciare una campagna di pressione per
una classificazione che assicuri che i principali venditori americani non possano mettere in vendita
giochi in cui i giocatori sono nei panni di un pazzo fuggito dal manicomio che infierisce sui nemici
uccidendoli in modi crudeli.
In una dichiarazione sul sito web dell'istituzione, il direttore del Bbfc David Cooke ha detto che
respingere un'opera è stato un fatto molo grave, una decisione che non si prende con leggerezza. Ha
detto che il consiglio avrebbe preferito tagli o modifiche ma che in questo caso non erano possibili.
"'Manhunt 2' si distingue dagli ultimi videogiochi di fascia alta per i suoi toni costantemente desolanti
ed insensibili in un contesto di gioco che costantemente incoraggi all'omicidio viscerale con una
straordinaria mancanza di leggerezza e distanza. C'è un consistente sadismo nel modo in cui questi
omicidi vengono commessi ed incoraggiati", ha affermato Cooke.
Take-Two non è stata raggiungibile per un commento immediato.
Il divieto da parte del Bbfc è il primo dal 1997, quando fu messo al bando "Carmageddon" in cui i
giocatori dovevano investire con l'auto dei pedoni. La decisione fu operò ribaltata in appello. Cosa
che anche i creatori di "Manhunt" hanno i diritto di chiedere.
"Manhunt 2" è il seguito del primo gioco, uscito nel 2003 e classificato per i maggiori di 18 anni in i
Gran Bretagna, che nel 2004 suscitò polemiche dopo che i genitori di un ragazzino di 14 anni ucciso
a coltellate accusarono il gioco di aver ispirato l'assassino, un diciassettenne.
VIDEOGIOCHI
27
20/06/2007
00:09
Repubblica.it
Sito Web
"Questo videogioco spinge a uccidere" La Gran Bretagna mette al
bando Manhunt 2
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Per la prima volta in un paese europeo, illegale la distribuzione e vendita di un gioco Unico
precedente, nel 1997, Carmageddon. Ma la versione censurata arrivò nei negozi
LONDRA - Distribuire in Gran Bretagna Manhunt 2 sarà illegale. A stabilirlo è stato il British Board of
Film Classification, l'ente britannico che si occupa di stabilire le fasce d'età "adatte" per film e
videogiochi. E che ha rifiutato all'ultima fatica di Rockstar, gli autori di GTA, qualsiasi classificazione.
Spingendosi fino a dichiararne illegale l'importazione su suolo inglese. La messa al bando,
ovviamente, è dovuta all'eccessiva violenza dei contenuti. "Questo gioco - spiega il direttore del
BBFC David Cooke - possiede una ininterrotta cupezza e durezza di toni che incoraggia l'istinto
omicida". Che sia un gioco violento, in effetti, lo si capisce anche dal titolo: Manhunt vuol dire caccia
all'uomo. E descrive abbastanza precisamente l'attività principale del videogame. Che, chiaramente,
è l'uccisione. Ma la violenza di Manhunt 2, secondo il BBFC, è troppo disturbante. Il divieto però,
arriva di sorpresa. Il primo gioco della serie, infatti, era riuscito a passare l'esame della commissione,
anche se molti in Gran Bretagna avevano storto il naso. Cooke compreso: "il primo episodio di
Manhunt - dice il presidente del BBFC - nel 2003, aveva ricevuto il bollino "vietato ai minori", ma era
stato accettato comunque per la sua categoria". Ma la Rockstar non potrà ripetere il colpaccio:
"Convalidando un gioco del genere, rischieremmo di nuocere non solo ai minori, ma anche agli adulti,
poiché non possiamo tollerare il gioco inteso come una serie di 'atti violenti da videoregistrarè e,
anche se proponessimo il gioco al solo pubblico di adulti, esso sarebbe comunque inaccettabile." E'
la prima volta che un paese europeo rende del tutto illegale un videogioco a causa dei suoi contenuti.
Certo, nel 1997 c'era stato il caso di Carmaggeddon, il racer pazzo in cui l'investimento dei pedoni
era l'obiettivo principale. Francia e Gran Bretagna ne avevano addirittura sospeso la vendita, ma
dopo un paio di correzioni e tagli(nel gioco i pedoni vennero sostituiti con zombie) il gioco era arrivato
sugli scaffali. Ma il "trucco" non sarà possibile per Manhunt 2. "Rifiutare la distribuzione di un lavoro
d'ingegno - spiega Cooke - è un'azione seria e non prendiamo mai questo genere di cose alla
leggera. Dove possibile cerchiamo di considerare valida l'opzione di ricorrere a dei tagli, a delle
censure o, nel caso dei videogiochi, di rimuovere il materiale che contravviene alle nostre regole
generali. Nel caso di Manhunt 2, il tono generale del gioco era talmente violento e cruento che non
abbiamo potuto fare a meno di toglierlo dalla distribuzione. In alcune parti il titolo di rockstar
incoraggia il sadismo, l'omicidio e la violenza in generale." La casa, ovviamente, ha il diritto di
ricorrere in appello alla decisione. Ma le sue possibilità di riuscirci, dicono voci insistenti sul web,
sono scarse. La Rockstar, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni. Si tratterebbe, ovviamente, di una
consistente perdita economica: il Regno Unito è il primo mercato europeo di videogiochi per
dimensioni. Ma il divieto, in fondo, è una buona pubblicità. Per un gioco che fa della violenza la
principale attrattiva, essere vietato perchè "troppo violento" è un ottimo biglietto da visita.
VIDEOGIOCHI
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20/06/2007
Il Giornale dell'Installatore El
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N. 8 - 25 MAGGIO 2007
ATTUALITÀ
Raee: di rinvio in rinvio
La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
A quasi due anni di distanza dalla pubblicazione del decreto legislativo 151/05 sulla gestione dei
Raee, il contesto normativo nazionale resta poco chiaro e le modalità operative ancora in via di
definizione
Roberta Leprotti
La scadenza ultima del 30 giugno prossimo per la partenza del sistema di raccolta Raee è alle porte,
ma le incertezze rimangono. Se ci si rivolge a fonti ministeriali tutto sembra procedere per il meglio: le
leggi sono state approvate, le aziende si daranno da fare e tutti vivremo in un ambiente
ecologicamente protetto. La questione assume ben altri contorni quando si parla con chi dovrà
applicare queste norme: i produttori di apparecchi elettronici, ma soprattutto i rivenditori e i grossisti
(che la legge equipara ai produttori), si dicono ancora impreparati ad affrontare le novità nella
consapevolezza che dovranno compiere un enorme sforzo organizzativo e, ancora di più, dovranno
redigere e applicare un minuzioso planning dei costi aziendali da sostenere per essere in regola. Gli
installatori stessi sono coinvolti da nuovi adempimenti poiché il decreto riguarda anche i materiali di
illuminazione e di condizionamento. Le normative europee riguardanti i Raee fanno riferimento
essenzialmente alla direttiva 2002/96/CE recepita in Italia con il decreto legislativo n. 151 del 25
luglio 2005. Nella concezione europea, la gestione dei Raee prevede l'obbligo della raccolta, del
trattamento, del riciclaggio e del recupero dei rifiuti da apparecchiature elettroniche e la maggior
parte di queste attività è a carico dei produttori delle apparecchiature nuove. Ma chi sono i produttori?
Il "produttore" è definito per legge chiunque, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata, fabbrica
e vende con il proprio marchio apparecchiature elettriche ed elettroniche. Ma è anche chi rivende
sotto il suo marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori, chi importa o immette per primo sul
mercato nazionale le apparecchiature nell'ambito di un'attività professionale. In pratica, il rivenditore
non è considerato produttore se non c'è il suo marchio sui prodotti che vende, ma lo diventa se
acquista il prodotto da qualcun altro e prima di rivenderlo vi appone il suo nome. Stando alla
normativa di riferimento, hanno tuttavia un ruolo attivo anche i distributori che devono, invece,
garantire il ritiro gratuito dei Raee a fronte dell'acquisto da parte del cliente di un prodotto con
analoghe caratteristiche di quello da smaltire. Il carico dei costi non dovrebbe ricadere sugli utenti
finali, sempre che non si verifichino rincari sul prezzo d'acquisto dei prodotti come è accaduto, per
esempio, in Irlanda dove si sono registrati rincari fino al 25 per cento. I produttori hanno anche il
divie-to di utilizzare alcune sostanze pericolose espressamente previste dalla direttiva 2002/95/Ce:
mercurio, piombo, cromo esavalente, bifenile polibromurato, etere di difenile polibromurato (obbligo
che può essere ottemperato con l'utilizzo di un'autocertificazione). Sul divieto di commercializzare
apparecchiature contenenti sostanze pericolose, il Ministero dell'ambiente ha emanato una circolare
il 23 giugno 2006 in cui ha chiarito che il divieto non comprende le apparecchiature immesse sul
mercato come prodotto finito, quindi giacenti presso i magazzini del produttore, alla data del 25
giugno 2006. Per concludere la serie di obblighi in capo ai produttori essi devono registrarsi presso
un apposito registro, definito dal Ministero dell'ambiente e istituito presso la Camera di commercio di
competenza (dove è la sede legale dell'azienda). Il via ai nuovi obblighi, originariamente datato tra il
1° luglio e il 13 agosto 2006, è slittato al 31 dicembre e, infine, alla data di emanazione dei decreti
attuativi del decreto legislativo 151/2005. Infatti, il 29 dicembre 2006 è stato incluso nel decreto
"Milleproroghe" (d.l. 300/2006) un altro rinvio del sistema Raee che dovrebbe, quindi, partire entro il
30 giugno 2007. Nel frattempo, il 25 ottobre 2006, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
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e del mare ha presentato i primi decreti di attuazione Raee, necessari per dare attuazione al sistema
disegnato dal decreto legislativo 151 del 2005, con la scadenza istituzionale del 1° gennaio 2007
che, come abbiamo visto, è poi slittato di altri sei mesi. I tre provvedimenti andranno a regolare: il
funzionamento del registro dei produttori (iscrizione obbligatoria per i produttori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche), gli obblighi dei distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche
domestiche e l'istituzione del Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei Raee. Che cosa
cambia con i nuovi provvedimenti ministeriali? In realtà è meglio chiedersi se effettivamente il sistema
di gestione dei Raee è in grado di partire con tutti i necessari sistemi di controllo e se i nuovi decreti
ministeriali, che forniscono i necessari chiarimenti sui procedimenti d'obbligo, costituiranno
veramente lo start-up italiano agli obblighi comunitari. Inoltre, mancano ancora altri decreti che
devono completare le disposizioni del decreto legislativo 151/05, fra le quali quelle sulle garanzie
finanziarie che i produttori devono prestare allo Stato, le regole sulla vendita a distanza, l'integrazione
dell'Albo Gestori con una sottocategoria per i recuperatori dei Raee. Dal momento dell'emanazione di
tutti i decreti previsti, il nuovo sistema dovrebbe diventare operativo con l'obiettivo di recuperare 4 kg
di Raee per abitante entro il 2008. Il punto di partenza attuale si attesta su una media di 1,4 kg a
persona con punte più alte al Nord e situazioni critiche al Sud. Gli adempimenti per gli operatori sono
molti, altrettanti sono i problemi da risolvere per essere in regola: dalla marcatura all'obbligo di dare
informazioni al pubblico, dall'eliminazione di alcune sostanze in fase di progettazione alla gestione
vera e propria dei rifiuti e delle appa-recchiature usate. Ed è proprio in questa distinzione,
apparentemente banale, tra "usato" e "rifiuto" che si concentra la vera incertezza delle aziende.
L'attuale disciplina sui rifiuti elettrici ed elettronici si identifica tra l'articolo 44 del decreto legislativo
22/97 (il cosiddetto decreto Ronchi), il decreto legislativo 151/05 sui Raee e il decreto legislativo
152/06 (il cosiddetto Codice Ambientale) e il legislatore pensava, sbagliando, di superare con questa
distinzione il conflitto tra le direttive europee e il decreto Ronchi. La definizione di "apparecchiatura
usata", cioè l'oggetto che viene ritirato al cliente a seguito dell'acquisto di uno nuovo, ha invece
creato confusione ed insicurezza giuridica. Sarà il rivenditore a dover valutare se un apparecchio è
da considerarsi "usato ma funzionante" oppure "non funzionante e quindi rifiuto da smaltire"? Inoltre,
sono da considerare le conseguenze fiscali del ritiro di un apparecchio usato perché significa
assumerlo in carico al patrimonio dell'azienda, con tutti gli adempimenti che ne conseguono. Un altro
aspetto rilevante riguarda il prezzo. Da anni il mercato dell'elettronica di consumo, ma anche del
condizionamento sta operando al ribasso. Nel sistema di concorrenza glo- bale il contenimento dei
prezzi al consumo è una sfida continua per i produttori. È quindi lecita la domanda: che cosa
succederà ora che si dovranno considerare anche i costi dello smaltimento dei rifiuti? Saranno
veramente a carico del produttore oppure, com'è probabile, ricadranno sul consumatore finale? Lo
spirito della direttiva europea, obbligando i produttori a farsi carico dei costi, mirava a spingerli a
produrre oggetti facili da smaltire, da riciclare e da recuperare. Se lo smaltimento sarà gestito nel
modo corretto c'è il reale rischio che tutto ciò si traduca in un'impennata dei prezzi. C'è inoltre un altro
rischio da non sottovalutare e cioè che il problema dell'e-waste venga risolto, come già succede
spesso, inviando containers di rifiuti elettronici nei Paesi asiatici o africani dove il recupero dei
materiali è eseguito in maniera pericolosa e senza alcuna protezione per le persone e per l'ambiente.
La strategia migliore perché le aziende affrontino i nuovi obblighi al minor costo sembra quella
dell'associazione in consorzio che gestisce per conto dei soci il recupero e i rapporti con i fornitori dei
servizi di smaltimento. Da qui al 1° luglio, sempre che non si differiscano nuovamente i termini, lo
scenario per i diversi attori del sistema Raee si potrebbe quindi sintetizzare in questa maniera: le
aziende devono rivedere i loro conti e prendere decisioni strategiche sulla questione, le associazioni
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di categoria devono organizzare i consorzi, i consorzi a loro volta devono organizzare la logistica e gli
accordi con gli impianti di recupero e gli impianti devono essere messi a norma e soprattutto
potenziati. Da parte loro i Comuni dovranno organizzare la loro parte di raccolta differenziata e il
Governo dovrebbe sia emanare i restanti decreti attuativi che istituire le commissioni di controllo. Da
parte nostra non possiamo che evidenziare che restano in sospeso non poche questioni: come
verranno smaltiti i rifiuti storici, in particolare quelli professionali ed industriali? Dove si troveranno i
soldi per finanziare e incentivare la ricerca e lo sviluppo? I Comuni e i produttori non faranno pagare
veramente questo servizio? Alla luce di queste considerazioni e sui lunghi tempi di recepimento in
Italia delle direttive europee, il sospetto è che la legge rischi di rimanere sulla carta, senza alcun
seguito pratico. Non resta che attendere dunque il termine del 30 giugno per capire come sarà
recepito il decreto legge e come concretamente saranno rispettati gli obblighi previsti. INFORMATICA
ED ELETTRONICA DI CONSUMO: DUE MODI D'INTENDERE I RAEE La nuova normativa sulla
gestione dei rifiuti suscita punti di vista diversi. Uno dei temi più sentiti è senz'altro quello della
"visible fee", sul quale il mondo informatico e quello dell'elettronica di consumo la pensano
diversamente. Gli operatori IT vogliono includerla nel prezzo di vendita, mentre le realtà della
"consumer electronics" sostengono che occorre indicare nel prezzo del nuovo prodotto la parte che
riguarda lo smaltimento, poiché il consumatore ha il diritto di conoscere questo costo. Come avviene
il ritiro prodotti dimessi? Dipende dalla grandezza dei negozi, i megastore non hanno problemi perché
possono piazzare un container per la raccolta dei prodotti a fine vita. Analogamente per i gruppi
d'acquisto il traffico dal magazzino al negozio avviene sotto controllo e anche in questo caso il
container si può introdurre facilmente. Più difficile per i piccoli negozi che dovrebbero trovare nel
Comune un servizio di raccolta. I piccoli hanno bisogno di aiuto per logistica, trasporto e costi. Che
cosa è il "visibile fee"? Come è richiamato in fattura? Il "visible fee" è definito dalla normativa come
un "eco-contributo per lo smaltimento dei Raee". Il contributo è riconducibile ai costi di recupero,
trattamento e riciclaggio delle apparecchiature di illuminazione. I produttori hanno la facoltà di
applicare il visible fee ai propri prodotti fino al 2011, fermo restando l'obbligo, per il produttore che
decide di seguire questa pratica, di versare il contributo prestabilito al consorzio a cui aderisce. Il
visible fee risulta quindi essere un sovrapprezzo all'attuale prezzo del bene. Tale costo aggiuntivo
viene applicato dal produttore al fine di finanziare l'intero sistema di raccolta, trattamento e riciclo dei
Raee. Lungo la catena di vendita il visible fee passa di soggetto in soggetto rimanendo invariato, fino
ad arrivare al consumatore finale. Il decreto dà la possibilità di esporre questo eco-contributo in
fattura o di internalizzarlo all'interno del prezzo del bene stesso. L'esternalizzazione in fattura di
questo "sovrapprezzo" risulta essere vantaggiosa per un duplice motivo: 1) sconti e offerte
promozionali simili relative al prezzo del bene non incidono in alcun modo sull'ammontare del visible
fee; 2) tutti i soggetti della filiera percepiscono con chiarezza l'origine del sovrapprezzo del bene,
dovuto all'entrata in vigore del decreto e alla partenza del "sistema Raee". Inoltre, a livello operativo
per gli uffici amministrativi dei vari soggetti coinvolti nell'applicazione del visible fee in fattura è
importante predisporre i sistemi informatici al trattamento di questa nuova voce. ILLUMINAZIONE E
CONDIZIONAMENTO Il decreto definisce "distributore" chi fornisce apparecchiature di illuminazione
ad un utilizzatore. È suo obbligo, al momento della fornitura di un nuovo apparecchio, il ritiro gratuito
dell'usato, purché di tipo equivalente. Lampade a scarica, sorgenti luminose a risparmio di energia e
lampade al neon, lampadari e plafoniere. Tra qualche mese non sarà più concesso disfarsi di questa
tipologia di rifiuti come se fossero semplici rifiuti urbani. Il decreto legge 151 del 2005 introduce,
infatti, la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici. Compresi in questa
macrocategoria anche i rifiuti derivanti dai prodotti illuminotecnici. Per la categoria "Apparecchiature
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di illuminazione", il decreto legislativo 151/05 prevede una differenza rispetto alle altre. Non esiste la
distinzione tra provenienza da ambito domestico o professionale e tra rifiuto storico (immesso prima
della normativa) o nuovo. Questo metodo, chiamato sistema generazionale, perché di fatto il nuovo
paga il vecchio, contribuisce notevolmente a contenere gli aumenti dei prezzi. La più importante
novità introdotta dal decreto legislativo italiano rispetto al testo della direttiva europea è relativa ai
prodotti del mondo del condi- zionamento che rientrano nell'applicazione. Ovvero i condizionatori con
resa in raffreddamento al di sotto dei 12 kW e appartenenti alle seguenti categorie: - fissi: split
system e multisplit; sky (alcuni modelli); - portatili: monoblocco e split; - deumidificatori. E-WASTE: IL
PROBLEMA DELL'IMMONDIZIA ELETTRONICA Il volume dei rottami di apparecchiature elettriche
ed elettroniche cresce tre volte più velocemente rispetto ai rifiuti ordinari: sono milioni di tonnellate
(da 20 a 50) di cosiddetta e-waste, immondizia elettronica, prodotta ogni anno, e in gran parte poi
inviata nei paesi in via di sviluppo. Quello dell'e-waste è un problema che si dispiega su due fronti:
quello ecologico e quello economico. È noto come il Primo Mondo sia solito esportare illegalmente, o
sottoforma di donazioni "solidali", carichi di rottami tecnologici destinati ai paesi emergenti. Presso
queste destinazioni, Cina e India in testa, convergono montagne di rifiuti altamente nocivi, che le
strutture locali sono incapaci di smaltire. Ecco che circuiti stampati e frigoriferi, concentrati di
mercurio, ritardanti di fiamma, cadmio, piombo e altri elementi nocivi vengono indistintamente accumulati e trattati in maniera "artigianale" presso strutture inadatte, mettendo a rischio la salute del
personale e disperdendo nell'ambiente sostanze pericolose. Subentra inoltre l'aspetto economico
della questione. I metodi di smaltimento e "riciclaggio" fondati sull'outsourcing senza scrupoli non
consentono che un risparmio a breve termine. Strutture inadatte come quelle dei paesi emergenti
non consentono di recuperare quanto di più prezioso è contenuto nei rottami tecnologici. Oro,
palladio, argento, ma anche materiali sempre più importanti nell'ambito dell'elettronica come l'indio
sono risorse limitate, il cui prezzo aumenta di pari passo con il loro spreco. Uno studio condotto nel
2005 in Nigeria dice che sono circa 500 i container pieni di oggetti elettronici di seconda mano che
arrivano ogni mese nel porto di Lagos, ma tre quarti dei pc, tv e telefoni sbarcati sono considerati
"immondizia" dagli operatori commerciali, perché sono così obsoleti che non si possono riparare.
Molti vengono bruciati nelle discariche a cielo aperto, rilasciando fumi tossici e sostanze chimiche
come il bario e il mercurio. Il Programma Ambiente delle Nazioni Unite ritiene che circa 14-20 milioni
di pc vengano gettati ogni anno solo negli Usa e, secondo gli ambientalisti, se i produttori dovessero
pagare i costi di riciclaggio, creerebbero prodotti meno inquinanti. Il decreto 25 luglio 2005 n. 151
prevede, per le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse in commercio a partire dal 13
agosto 2005, la responsabilità del singolo produttore per il finanziamento delle operazioni connesse
ai rifiuti originati dai suoi prodotti; come detto, si stabilisce quindi il principio della responsabilità
individuale del produttore. La data del 13 agosto 2005, tuttora riportata nel decreto di recepimento,
simbolico "spartiacque" che separa il cosiddetto new waste dall'old waste, è stata, con un'apposita
disposizione nell'articolo 20, comma 5, seguendo l'esempio del recepimento tedesco, prorogata di un
anno, portando il termine al 13 agosto 2006, data in cui i produttori e tutti i soggetti previsti dovranno
essere conformi alle disposizioni dei seguenti articoli: • art. 6 - Raccolta separata comma 1 e 3,
relativamente a: Comuni, distributori, produttori o terzi che agiscono in loro nome; • art. 7 - Ritiro dei
Raee raccolti - comma 1, relativamente a: produttori o terzi che agiscono in loro nome; • art. 8 Trattamento - comma 1, relativamente a: produttori o terzi che agiscono in loro nome; • ar t. 9 Recupero dei Raee - comma 1, relativamente a: produttori o terzi che agiscono in loro nome; • art. 10
- Modalità e garanzie di finanziamento della gestione dei Raee storici provenienti dai nuclei domestici
- relativamente a: produttori; • art. 11 - Modalità e garanzie di finanziamento della gestione dei Raee
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derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dopo il 13 agosto 2005
provenienti dai nuclei domestici - relativamente a: produttori; • art. 12 - Modalità e garanzie di
finanziamento della gestione dei Raee professionali - relativamente a: produttori o terzi che agiscono
in loro nome; • art. 13 - Obblighi di informazione - relativamente a: produttori, distributori, gestori dei
servizi pubblici.
I TEMPI PER ADEGUARSI Installatori e riparatori di apparecchiature elettriche hanno tempo fino 30
giugno 2007 per adeguarsi alle nuove norme sullo smaltimento dei rifiuti elettrici. Tra i distributori
sono annoverate anche le imprese artigiane che svolgono attività di manutenzione di apparecchi
elettrici ed elettronici (ad esempio impiantisti, riparatori) che oltre all'attività artigiana esercitano
anche l'attività di vendita con regolare licenza di commercio. Nel provvedimento non rientrano fra i
soggetti obbligati quelle imprese che esercitano esclusivamente l'attività artigiana di installazione o di
riparazione senza vendere. Le componenti o le parti di ricambio sostituite non sono considerate Raee
ma rifiuti prodotti dall'attività artigiana, e seguono quindi le norme previste dal decreto Ronchi.
SISTEMA AEE/RAEE: PAROLA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI
È all'esame della conferenza Stato-Regioni lo schema di decreto recante, in attuazione del decreto
legislativo 151/05 e del decreto legislativo 152/06, le modalità per l'adempimento degli obblighi di
ritiro dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) da parte dei distributori di Aee
(Apparecchiature elettriche ed elettroniche) domestici. Lo schema di decreto - parte del "pacchetto"
dei decreti necessari per far decollare il nuovo sistema di gestione dei rifiuti da apparecchiature
elettriche ed elettroniche - disciplina nel dettaglio le modalità che i distributori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche devono seguire per adempiere agli obblighi ad essi imposti dalle norme di
settore, come le regole per la tenuta dello speciale registro di carico e scarico, per la messa in riserva
dei Raee ritirati, per la tenuta di un documento di trasporto relativo agli spostamenti dei rifiuti in
parola. Ricordiamo che il d.l. 300/2006 ha rinviato la partenza del "Sistema Raee" alla data
dell'emanazione dei decreti attuativi del decreto legislativo 151/2005 e al massimo entro il 30 giugno
2007. Il legislatore è intervenuto più volte. Avvio della nuova gestione dei "Raee" : il d.l. 28 dicembre
2006, n. 300 (il cosiddetto "Decreto milleproroghe" convertito nella legge 17/2007) rinvia il "Sistema
Raee" alla data dell'emanazione di alcuni decreti attuativi del decreto legislativo 151/2005 e al
massimo entro il 30 giugno 2007 (introducendo così una ulteriore proroga all'originario termine del 13
agosto 2006, già spostato al 31 dicembre 2006 dal d.l. 173/2006). Divieto di commercializzazione di
"Aee" contenenti sostanze pericolose : con circolare 23 giugno 2006 il Ministero dell'ambiente ha
stabilito che è fatto divieto di commercializzare "Aee" contenenti determinate sostanze pericolose dal
1° luglio 2006 con eccezione per le apparecchiature che al 25 giugno 2006 hanno ultimato il loro
processo produttivo e sono pronte per la commercializzazione così come per quelle giacenti presso i
magazzini del produttore (prodotte o importate prima).
TABELLA 1 - LA RIPARTIZIONE DEI PRINCIPALI ELEMENTI PRESENTI IN UN PERSONAL
COMPUTER CON L'EFFICIENZA DEL PROCESSO DI RICICLAGGIO DEI SINGOLI MATERIALI
COMPONENTI Materiale Quantità Efficienza di riciclaggio in percentuale al peso in percentuale
Materie plastiche 22,9907 20% Piombo 6,2988 5% Alluminio 14,1723 80% Germanio 0,0016 0%
Gallio 0,0013 0% Ferro 20,4712 80% Stagno 1,0078 70% Rame 6,9287 90% Bario 0,0315 0% Nichel
0,8503 80% Zinco 2,2046 60% Tantalio 0,0157 0% Indio 0,0016 60% Vanadio 0,0002 0% Berillio
0,0157 0% Oro 0,0016 99% Europio 0,0002 0% Titanio 0,0157 0% Rutenio 0,0016 80% Cobalto
0,0157 85% Palladio 0,0003 95% Manganese 0,0315 0% Argento 0,0189 98% Antimonio 0,0094 0%
Cromo 0,0063 0% Cadmio 0,0094 0% Selenio 0,0016 70% Radio 0,001 50% Platino 0,0001 95%
Mercurio 0,0022 0% Silicio 24,8803 0%
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LE DIRETTIVE WEEE 2002/96/CE E ROHS 2002/95/CE
Secondo il programma comunitario di politica ed azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo
sostenibile ("Quinto programma") i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Weee o Raee)
rappresentano uno dei settori da regolare in relazione ai principi di prevenzione, recupero e
smaltimento sicuro del loro fine vita. In particolare, la direttiva europea 2002/96 è dedicata ai rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Essa stabilisce il riutilizzo, il riciclaggio e altre
forme di riconversione di tali tipi di rifiuti. La direttiva applica il concetto della responsabilità estesa del
produttore ( chi inquina paga ). Difatti i produttori avranno l'obbligo di provvedere al finanziamento
delle operazioni di raccolta, stoccaggio, trasporto, recupero, riciclaggio e corretto smaltimento delle
proprie apparecchiature una volta giunte a fine vita. Tale responsabilità finanziaria sarà di tipo
individuale per i prodotti immessi sul mercato dopo l'entrata in vigore dei recepimenti nazionali della
direttiva e collettiva per i prodotti immessi sul mercato prima di tale data. Nella Direttiva viene previsto
un rafforzamento della responsabilità dei singoli produttori delle apparecchiature, i quali oltre ad
organizzare e finanziare il recupero, la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti hi-tech dovranno anche
provvedere alla progettazione secondo principi di eco-design e prevenzione. Come funzionerà il
sistema di raccolta, recupero e smaltimento di questi rifiuti? Innanzitutto la pubblica amministrazione
(i Comuni) dovrà allestire piazzole di raccolta dei rifiuti nelle quali concentrare tutti gli apparecchi che
vi saranno portati direttamente dal consumatore finale ovvero dal rivenditore il quale, all'atto della
vendita di un apparecchio nuovo, sarà tenuto a ritirare l'apparecchio equivalente da rottamare. Una
volta effettuato questo primo passaggio (che dovrebbe quindi restare economicamente a carico della
collettività), i rifiuti dovranno essere trasportati dalla singola piazzola di raccolta ai centri di
recupero/smaltimento dove saranno sottoposti a tutte le necessarie operazioni di selezione,
separazione di materiali, smontaggio, recupero e smaltimento. Questa fase (trasporto e lavorazione)
sarà invece posta economicamente a carico del "produttore". La gestione di questa complessa
operazione seguirà due distinte procedure a seconda della seguente divisione (basata sul momento
di immissione dell'apparecchiatura da rottamare sul mercato). Raee "storici" . Sono gli apparecchi
immessi sul mercato entro il 22 luglio 2006. I costi relativi a questi apparecchi saranno a carico di tutti
i produttori presenti sul mercato italiano nel momento in cui i costi stessi dovranno essere sostenuti e
saranno addebitati a ciascuno in proporzione alla rispettiva quota di mercato, senza cioè addebitare
al singolo produttore i costi direttamente connessi ai propri prodotti. Si tratta di un sistema
"solidaristico" che mira a risolvere il problema degli apparecchi attualmente in circolazione e magari a
suo tempo fabbricati o importati da aziende non più esistenti (i cosiddetti "prodotti orfani"). I produttori
potranno evidenziare esplicitamente in fattura con un "onere visibile", al momento della vendita di
prodotti nuovi, i costi per la raccolta, trattamento e smaltimento dei Raee storici ("visible fee"); Raee
"nuovi" . Sono gli apparecchi immessi sul mercato dopo il 22 luglio 2006, i cui costi di recupero e
smaltimento saranno invece caricati sui produttori che ne hanno curato la
fabbricazione/importazione/distribuzione. Il sistema potrà funzionare grazie ad una serie di passaggi:
- attivazione di un registro nazionale al quale dovranno obbligatoriamente iscriversi tutti i produttori di
apparecchiature elettriche ed elettroniche; - marcatura dei prodotti con targhette che rendano
immediata l'identificazione del soggetto responsabile dell'immissione in consumo e, quindi, dello
smaltimento finale; - accensione da parte di ogni produttore iscritto al registro, di una forma di
garanzia che copra i costi futuri di smaltimento nell'ipotesi di cessazione dell'attività d'impresa.
TABELLA 2 - IL DECRETO LEGISLATIVO 151/05 PREVEDE DIVERSI ONERI A CARICO DI
PRODUTTORI E DISTRIBUTORI, PER I QUALI IL MANCATO ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI
PREVISTI SI SCONTRA CON UN ONEROSO SISTEMA SANZIONATORIO Soggetto Mancato
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adempimento Articoli Sanzione Tutti Immissione sul mercato, dopo il 1° luglio 2006, di Aee
contenenti Articolo 5 comma 1 Da 50 a 500 euro per ogni Aee le sostanze oggetto di restrizione
Articolo 18 comma 1 oppure da 30.000 a 100.000 euro Produttore Mancata organizzazione del
sistema di raccolta separata di Raee professionali Articolo 6, comma 3; articolo 8, e dei relativi
sistemi di ritiro ed invio, di trattamento e di recupero comma 1; articolo 9, comma 1 Mancata
istituzione dei sistemi collettivi di gestione dei Raee storici Articolo 10, comma 1 da nuclei domestici
Mancato finanziamento delle operazioni di trasporto dai centri di raccolta Articolo 11, comma 1
separata dei Raee nuovi provenienti da nuclei domestici e delle relative operazioni di trattamento, di
recupero e di smaltimento. L'obbligo può essere assolto anche attraverso l'adesione ad un sistema
collettivo o misto Finanziamento delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento, recupero Articolo
12, commi 1, 2 e 3 e smaltimento di Raee professionali sia nuovi che storici. Questi ultimi solo in
caso di fornitura di una nuova apparecchiatura in sostituzione di un tipo equivalente, con la
condizione che il peso dell'Aee ritirata non ecceda il doppio del peso dell'Aee consegnata
L'immissione sul mercato di Aee senza aver effettuato Articolo 14, comma 2 l'iscrizione presso la
Cciaa Produttore Mancata costituzione della garanzia finanziaria per Aee nuove Articolo 11, comma
2 Da 200 a 1.000 euro per ogni Aee destinate a nuclei domestici o Aee professionali Articolo 12,
comma 4 immessa sul mercato Produttore Mancata informazione all'interno delle istruzioni per l'uso
delle Aee Articolo 13, comma 1 Da 2.000 a 5.000 euro Produttore Mancata informazione, entro un
anno dall'immissione sul mercato Articolo 13, comma 3 Da 5.000 a 30.000 euro di ogni tipo di nuova
Aee, ai centri di re-impiego e agli impianti di trattamento e di riciclaggio Produttore Mancata
indicazione dell'identificazione del produttore e del simbolo Articolo 13, comma 3 del cassonetto
barrato sulle Aee nuove Immessa sul non rispetto dei requisiti stabiliti per l'identificazione Articolo 13,
commi 4 e 5 del produttore e per il cassonetto barrato Produttore Mancata comunicazione, o
comunicazione incompleta o inesatta, Articolo 13, commi 6 e 7 Da 2.000 a 20.000 euro al Registro
Nazionale delle informazioni previste Distributore Rifiuto del ritiro a titolo gratuito di Aee Articolo 6,
comma 1, lettera b) Da 150 a 400 euro per ogni Aee Produttore Produttore Da 200 a 1.000 euro ogni
Aee immessa sul mercato Da 30.000 a 100.000 euro
CHE COSA DICE IL DECRETO
Con quasi un anno di ritardo rispetto ai tempi previsti, l'esecutivo italiano ha approvato il decreto
legislativo 25 luglio 2005, n° 151 "Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE,
relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche,
nonché allo smaltimento dei rifiuti", pubblicato in seguito sulla G.U. n. 175 del 29 luglio 2005. La
nuova normativa prevede importanti adempimenti: impone innanzitutto limitazioni all'utilizzo di
sostanze pericolose, detta principi per la costruzione e la gestione a fine vita delle apparecchiature
elettriche ed elettroniche oltre a prevedere obblighi gestionali e finanziari per la gestione dei rifiuti
derivanti dalle stesse apparecchiature, suddividendoli sia per tipo di provenienza, rifiuti provenienti
dai "nuclei domestici" o provenienti da "utenti diversi dai nuclei domestici", che per periodo di
"costruzione", distinguendo i "rifiuti storici" dai "rifiuti nuovi". Nello specifico si definiscono "Raee
provenienti da nuclei domestici: i Raee originati dai nuclei domestici e i Raee di origine commerciale,
industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei
domestici" mentre per "Raee professionali: i Raee prodotti dalle attività amministrative ed
economiche diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici". Gli obblighi previsti interessano dai
produttori ai consumatori finali, oltre alla Pubblica Amministrazione, gli esportatori, i distributori e gli
impianti di gestione dei rifiuti. Nello schema previsto, i produttori sono responsabili, su base
individuale, del finanziamento relativo ai "rifiuti nuovi", per quanto riguarda i rifiuti provenienti sia da
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nuclei domestici che da utenti diversi da nuclei domestici. Nel decreto, che regolamenta la gestione
dei rifiuti elettronici nel loro fine vita, ricadono apparecchiature che coprono una vasta gamma di
tipologie non solo di utilizzo domestico ma anche "professionale", riportate in un elenco, non
esaustivo, allegato al decreto stesso: - grandi elettrodomestici: grandi apparecchi di refrigerazione;
frigoriferi; congelatori; altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il
deposito di alimenti; lavatrici; asciugatrici; lavastoviglie; apparecchi di cottura; stufe elettriche; piastre
riscaldanti elettriche; forni a microonde; altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l'ulteriore
trasformazione di alimenti; apparecchi elettrici di riscaldamento; radiatori elettrici; altri grandi
elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili per sedersi; ventilatori elettrici;
apparecchi per il condizionamento; altre apparecchiature per la ventilazione, l'estrazione d'aria e il
condizionamento; - piccoli elettrodomestici: aspirapolvere; scope meccaniche; altre apparecchiature
per la pulizia; macchine per cucire, macchine per maglieria, macchine tessitrici e per altre lavorazioni
dei tessili; ferri da stiro ed altre apparecchiature per stirare, pressare e trattare ulteriormente gli
indumenti; tostapane; friggitrici; macinini elettrici, macina caffé elettrici e apparecchiature per aprire o
sigillare contenitori o pacchetti; coltelli elettrici; apparecchi tagliacapelli, asciugacapelli, spazzolini da
denti elettrici, rasoi elettrici, apparecchi per massaggi ed altre cure del corpo; sveglie, orologi da
polso o da tasca e apparecchiature per misurare, indicare e registrare il tempo; bilance; apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni. Trattamento dati centralizzato: mainframe;
minicomputer; stampanti. Informatica individuale: personal computer (unità centrale, mouse, schermo
e tastiera inclusi); computer portatili (unità centrale, mouse, schermo e tastiera inclusi); notebook;
agende elettroniche; stampanti; copiatrici; macchine da scrivere elettriche ed elettroniche; calcolatrici
tascabili e da tavolo e altri prodotti e apparecchiature per raccogliere, memorizzare, elaborare,
presentare o comunicare informazioni con mezzi elettronici; terminali e sistemi utenti; fax; telefax;
telefoni; telefoni pubblici a pagamento; telefoni senza filo; telefoni cellulari; segreterie telefoniche e
altri prodotti e apparecchiature per trasmettere suoni, immagini o altre informazioni mediante la
telecomunicazione; - apparecchiature di consumo: apparecchi radio; apparecchi televisivi;
videocamere; videoregistratori; registratori hi-fi; amplificatori radio; strumenti musicali; altri prodotti o
apparecchiature per registrare o riprodurre suoni o immagini, inclusi segnali o altre tecnologie per la
distribuzione di suoni ed immagini diverse dalla telecomunicazione; - apparecchiature di
illuminazione: lampadari per lampade fluorescenti ad eccezione dei lampadari delle abitazioni; tubi
fluorescenti; lampade fluorescenti compatte; lampade a scarica ad alta densità, comprese lampade a
vapori di sodio ad alta pressione e lampade ad alogenuro metallico; lampade a vapori di sodio a
bassa pressione; altre apparecchiature di illuminazione per diffondere o controllare la luce ad
eccezione delle lampade a incandescienza; - strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli
utensili industriali fissi di grandi dimensioni): trapani; seghe; macchine per cucire; apparecchiature
per tornire, fresare, carteggiare, smerigliare, segare, tagliare, tranciare, trapanare, perforare,
punzonare, piegare, curvare o per procedimenti analoghi su legno, metallo o altri materiali; strumenti
per rivettare, inchiodare o avvitare o rimuovere rivetti, chiodi e viti o impiego analogo; strumenti per
saldare, brasare o impiego analogo; apparecchiature per spruzzare, spandere, disperdere o per altro
trattamento di sostanze liquide o gassose con altro mezzo; attrezzi taglia erba o per altre attività di
giardinaggio; - giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport: treni elettrici o automobiline
da corsa; console di videogiochi portatili; videogiochi; computer per ciclismo, immersioni subacquee,
corsa, canottaggio, ecc.; apparecchiature sportive con componenti elettrici o elettronici; macchine a
gettoni; - apparecchiature mediche (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati e infettati): apparecchi di
radioterapia; cardiologia; dialisi; ventilatori polmonari; medicina nucleare; apparecchiature di
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laboratorio per diagnosi in vitro; analizzatori; congelatori; test di fecondazione; altri apparecchi per
depistare, prevenire, monitorare, curare e alleviare malattie, ferite o disabilità; - strumenti di
monitoraggio e di controllo: rivelatori di fumo; regolatori di calore; termostati; apparecchi di
misurazione, pesatura o regolazione ad uso domestico o di laboratorio; altri strumenti di monitoraggio
e controllo usati in impianti industriali (ad esempio in pannelli di controllo); - distributori automatici:
distributori automatici di bevande calde; distributori automatici di bevande calde/fredde,
bottiglie/lattine; distributori automatici di prodotti solidi; distributori automatici di denaro contante; tutti i
distributori automatici di qualsiasi tipo di prodotto.
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Rassegna Stampa del 20/06/2007 10:54