Notaio Chiara Grazioli
Milano, 25 maggio 2012
APPUNTI IN MATERIA DI
ANTIRICICLAGGIO
Le criticità applicative
Riciclaggio ed evasione fiscale
Le fattispecie “pericolose”
Il sistema delle sanzioni
Le istruzioni operative della GF nel caso
di ispezioni presso gli studi notarili
Riciclaggio e evasione fiscale
Bisogna partire dalla definizione di “riciclaggio” ai sensi dell'art. 2, comma 1, D. Lgs.
n. 231/2007
ai soli fini del presente decreto “costituiscono riciclaggio:
a) la conversione o il trasferimento di beni, effettuati essendo a conoscenza che essi
provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a tale attività, allo scopo di
occultare o dissimulare l'origine illecita dei beni medesimi o di aiutare chiunque sia
coinvolto in tale attività a sottrarsi alle conseguenze giuridiche delle proprie azioni;
b) l'occultamento o la dissimulazione della reale natura, provenienza, ubicazione,
disposizione, movimento, proprietà dei beni o dei diritti sugli stessi, effettuati essendo a
conoscenza che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una partecipazione a
tale attività;
c) l'acquisto, la detenzione o l'utilizzazione di beni essendo a conoscenza, al momento
della loro ricezione, che tali beni provengono da un'attività criminosa o da una
partecipazione a tale attività;
d) la partecipazione ad uno degli atti di cui alle lettere precedenti, l'associazione per
commettere tale atto, il tentativo di perpetrarlo, il fatto di aiutare, istigare o consigliare
qualcuno a commetterlo o il fatto di agevolarne l'esecuzione”.
Tale nozione è diversa dalla fattispecie di cui al disposto degli artt. 648bis e ter Cod. Penale.
648-bis
Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità
provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo
da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da
quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 a euro 15.493.
La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è
stabilita le pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Si applica l'ultimo comma
dell'articolo 648.
648-ter
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648 e 648-bis,
impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, è
punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 a 15.493.
La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
La pena è diminuita nell'ipotesi di cui al secondo comma dell'articolo 648. Si applica l'ultimo
comma dell'articolo 648.
Con questa distinzione il legislatore
Con questa distinzione il legislatore
a) ha voluto agevolare i destinatari, in quanto la
a) ha voluto agevolare i destinatari, in quanto
segnalazione
può essere fondata a prescindere
la segnalazione può essere fondata a
dall'individuazione
di una fattispecie
criminosa
prescindere dall'individuazione
di una
fattispecie criminosa proprio per la sua
proprio per
la sua FUNZIONE PREVENTIVA;
FUNZIONE PREVENTIVA;
b) ha voluto far venire meno situazioni di
b) ha voluto
veniredameno
situazioni di eccesso
eccessofar
di prudenza
parte degli
intermediari
caso non
emerga
di prudenza
da nel
parte
degli
intermediari nel caso
chiaramente, accanto al sospetto dell'origine
non emerga
delittuosachiaramente,
dei capitali oggetto diaccanto al sospetto
movimentazione,
anche l'estraneità
del
dell'origine
delittuosa
dei capitali
oggetto di
soggetto o la sua compartecipazione
movimentazione,
anche
l'estraneità
del soggetto
(personalità della
responsabilità
penale)
o la sua compartecipazione (personalità della
responsabilità penale)
Se e quando l'evasione fiscale diventa rilevante ai fini della
normativa antiriciclaggio?
QUANDO L'EVASIONE FISCALE INTEGRA UN REATO TRIBUTARIO E
CIOE' QUANDO LA LEGGE, CONSIDERANDOLA DI PARTICOLARE
GRAVITA',
NON
RITIENE
SUFFICIENTI
LE
SANZIONI
AMMINISTRATIVE E QUINDI APPLICA QUELLE PIU' SEVERE DEL
CODICE PENALE, anche se l'attività di "pulitura" è effettuata dallo
stesso soggetto che ha commesso il reato a monte cd
“autoriciclaggio”,
In realtà in Italia non è punibile a livello penale ai sensi dell’art.
648 c p l’autoriciclaggio in sé (è un’anomalia che durerà poco
soprattutto alla luce di una evoluzione giurisprudenziale) ma ai
sensi dell’art 2 del Dlgs 231/2007 lo stesso rileva ai fini della
normativa antiriciclaggio
Riferimenti normativi
D.LGS. n. 74 DEL 10/3/2000 COME MODIFICATO DA ULTIMO DAL
D.L. 138/2011 CONV. IN L. 148/2011 in vigore dal 17/9/2011
In generale sono punibili penalmente le sole violazioni
* in campo IVA
* in campo di imposte sui redditi
NO IRAP e IMPOSTE INDIRETTE
Attenzione
L'ELUSIONE FISCALE (IN CAMPO DI IMPOSTE INDIRETTE ECCETTO
L'IVA) NON PUO' MAI INTEGRARE UNA FATTISPECIE RILEVANTE AI
FINI DELL'ANTIRICICLAGGIO IN QUANTO NON PUO' MAI ESSERE
UN REATO
TIPOLOGIE DI VIOLAZIONI (punite con la reclusione fino a
tre/sei anni)
1) dichiarazione fraudolenta, infedele o omessa;
2) emissione di fatture o altri documenti per operazioni
inesistenti;
3) occultamento o distruzione di documenti contabili;
4) omesso versamento di ritenute certificate;
5) omesso versamento IVA;
6) indebita compensazione con F24;
7) SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DI
IMPOSTE.
ATTENZIONE: a seguito della legge n. 148/2011 è
diminuita la soglia delle imposte evase
Nella comunicazione del 23/4/2012 l’UIF dice che
“L’ampliamento della sfera di intervento penale accresce
le condotte penalmente rilevanti presupposto del
riciclaggio e, conseguentemente, aumenta il numero della
operazioni suscettibili di essere segnalate come sospette”
Dichiarazione infedele
Dal 17/9/2011
a) imposta evasa superiore, con riferimento a una singola
imposta, a Euro 50.000;
b) ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti
all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi
fittizi, superiore al 10% di quelli dichiarati
ovvero
b1) a Euro 2.000.000.
Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici
Dal 17/9/2011
a) imposta evasa superiore, con riferimento a una singola
imposta, a Euro 30.000;
b) ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti
all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi
fittizi, superiore al 5% di quelli dichiarati
ovvero
b1) a Euro 1.000.000
Dichiarazione Omessa
dal 17/9/2011
imposta evasa superiore a
30.000 euro
Art. 11 D. Lgs. n. 74/2000
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte
E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine
di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto
ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di
ammontare complessivo superiore ad euro 50.000
* aliena simulatamente
oppure
* compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni
idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di
riscossione coattiva.
Se l'ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore
ad euro 200.000 si applica la reclusione da un anno a sei anni.
La struttura del reato si presenta diversa rispetto a quella
dell'art. 97 comma 6 DPR 602/72,
che richiedeva il compimento dopo la verifica fiscale di atti
fraudolenti che riuscissero a rendere inefficace l'esecuzione.
Il legislatore ha anticipato la tutela penale del bene protetto non limitandola
alla effettiva riscossione dei tributi ma anche alla conservazione delle
garanzie patrimoniali ad essa connesse.
Gli atti fraudolenti non devono essere tali da rendere IMPOSSIBILE il
pagamento del debito tributario ma devono avere la POTENZIALITA' DI
RAGGIUNGERE TALE FINE.
E’ un reato di PERICOLO
A proposito di FONDO PATRIMONIALE, lo stesso crea un
effetto segregativo e quindi mette a rischio la riscossione da
parte dell’amministrazione finanziaria
- Corte di cassazione - Sezione III penale - Sentenza 15 giugno
2011 n. 23986
- Antiriciclaggio - Segnalate operazioni finanziarie sospette
per circa 10 milioni di euro
Comando Provinciale Vicenza - 20 marzo 2012 - ore 11:00
Con riferimento a fondi patrimoniali o trusts il problema è la
segregazione di beni di possibile provenienza illecita
(bancarotta fraudolenta)
QUADRO SANZIONATORIO
Sanzioni per
a) omessa identificazione
segnalazione
registrazione
e
b) omessa segnalazione violazioni nell’uso del
contante
Le principali autorità preposte all'attività di
dell'applicazione della normativa antiriciclaggio sono:
sorveglianza
* il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), che esercita i poteri
sanzionatori amministrativi
* l'UIF (Unità di Informazione Finanziaria, istituita dal 1/1/2008 presso
la Banca d'Italia in sostituzione dell'Ufficio Italiano Cambi), che ha
compiti di analisi finanziaria in materia di S.O.S.
* la G.F. e la DIA che hanno compiti di accertamento e
approfondimento investigativo delle S.O.S.
* la G.F. che ha il compito di svolgere i controlli e le ispezioni
antiriciclaggio presso gli intermediari, i professionisti e gli altri
operatori per la verifica del rispetto degli obblighi antiriciclaggio. Il
NUCLEO SPECIALE POLIZIA VALUTARIA si avvale dei NUCLEI DI POLIZIA
TRIBUTARIA, unità operative della G.F. istituite in ogni provincia che
procedono materialmente alla contestazione delle infrazioni
amministrative antiriciclaggio previste dagli artt. 57 e 58 d.lgs
231/2007
*gli ordini professionali (art 53 comma 3) fermo restando il potere di
eseguire controlli da parte della polizia valutaria e tributaria
l sistema sanzionatorio è articolato in
A) SANZIONI PENALI
B) SANZIONI AMMINISTRATIVE
entrambe modulate fra limiti massimi e minimi
Sanzioni penali
Sanzioni amministrative
I provvedimenti con i quali sono irrogate le sanzioni sono
comunicati dal MEF alle Autorità di Vigilanza, alla UIF e agli
ORDINI PROFESSIONALI per le iniziative di competenza
CONTRO IL DECRETO SANZIONATORIO E' AMMESSO RICORSO
AL GIUDICE DEL LUOGO IN CUI E' STATA COMMESSA LA
VIOLAZIONE ENTRO 30 GIORNI DALLA SUA NOTIFICAZIONE.
NB Il giudice competente è il TRIBUNALE
Le conseguenze della segnalazione priva di fondamento
e la segnalazione tardiva
L'art. 41 sesto comma del decreto legislativo 21/11/2007 n. 231 prevede
che
"Le segnalazioni di operazioni sospette effettuate ai sensi e per gli effetti
del presente capo, non costituiscono violazione degli obblighi di
segretezza, del segreto professionale o di eventuali restrizioni alla
comunicazione di informazioni imposte in sede contrattuale o da
disposizioni legislative, regolamentari o amministrative e, se poste in
essere
a) PER LE FINALITA' IVI PREVISTE
b) in BUONA FEDE
NON comportano responsabilità di alcun tipo”.
Il Decreto del Ministero della Giustizia 16 aprile 2010 che ha
individuato gli indicatori di anomalia al fine di "agevolare"
l'individuazione di operazioni sospette di riciclaggio da parte dei
professionisti all’ALLEGATO 2 chiarisce che:
le segnalazioni di operazioni sospette non costituiscono violazione di
obblighi di segretezza, del segreto professionale o di eventuali
restrizioni alla comunicazione di informazioni imposte in sede
contrattuale o da disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative; non comportano responsabilità di alcun tipo per i
professionisti e per i loro collaboratori, che siano professionisti abilitati
essi stessi o dipendenti, salvo che siano state poste in essere in
malafede e per finalità contrarie a quelle previste Decreto Legislativo
21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni.
Le disposizioni a garanzia del segnalante si estendono agli atti connessi
alla segnalazione e all'attività di approfondimento. In particolare,
nessuna responsabilità deriva dal rispetto dell'obbligo di sospendere le
operazioni disposto dalla UIF.
E' stato chiarito che la segnalazione è un atto distinto dalla denuncia di
fatti penalmente rilevanti (art. 361 c.p.).
La SOS assorbe anche la comunicazione al MEF per le contravvenzioni
sull’uso del contante etc. (art 51)
Le conseguenze della segnalazione:
- innesca l'avvio di approfondimenti sul piano economico
e finanziario e successivamente investigativo;
- anche quando archiviata può essere utilizzata per accertamenti
di natura fiscale
(si veda l’art 36, sesto comma, D. Lgs. 231/2007: "I dati e le
informazioni registrate ai sensi del presente capo sono
utilizzabili ai fini fiscali secondo le disposizioni vigenti”)
Quindi il notaio in coscienza non può farla con leggerezza,
tenuto conto che sottoporre il cliente a verifiche fiscali anche
laddove ne esca senza responsabilità, non è priva di conseguenze
Possiamo segnalare in ritardo, magari a distanza di anni?
Ai sensi dell'art. 41 del D. Lgs. n. 231/2007, la segnalazione va inviata SENZA
RITARDO, ove possibile prima di eseguire l'operazione, non appena il soggetto
tenuto alla segnalazione viene a conoscenza degli elementi del sospetto.
NB nella circolare n. 83607/2012, con riferimento alle istruzioni operative per
la GF, si chiarisce che nel caso di SOS TARDIVA non può considerarsi preclusa
a priori la possibilità di contestare un'ipotesi di omessa SOS
In tale situazione è necessario verificare se già prima di tale elemento di
novità l'operatore non fosse in grado, in funzione dell'operatività posta in
essere e del profilo soggettivo del cliente emergente dal fascicolo personale
di trasmettere una segnalazione all'UIF
Con riferimento alle parti e al loro obbligo di fornire informazioni al
notaio si ricorda invece
L’art 21 in base al quale:
“I clienti forniscono, sotto la propria responsabilità, tutte le
informazioni necessarie e aggiornate per consentire ai soggetti
destinatari del presente decreto di adempiere agli obblighi di
adeguata verifica della clientela. Ai fini dell’identificazione del
titolare effettivo, i clienti forniscono per iscritto, sotto la propria
responsabilità, tutte le informazioni necessarie e aggiornate delle
quali siano a conoscenza”
Nonché l’art 55 comma 3 in base al quale:
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, l’esecutore
dell’operazione che non fornisce informazioni sullo scopo e sulla
natura prevista dal rapporto continuativo o dalla prestazione
professionale o le fornisce false è punito con l’arresto da sei mesi a
tre anni e con l’ammenda da 5.000 a 50.000 euro.”
Circolare 83607/2012 del 19/3/2012
I moduli ispettivi si distinguono in
CONTROLLO ANTIRICICLAGGIO
ISPEZIONE ANTIRICICLAGGIO
Il CONTROLLO antiriciclaggio è un’attività limitata al riscontro di uno o più atti di gestione come
l’istituzione del registro della clientela e la sua corretta tenuta oppure a procedere alla contestazione
di una o più violazioni amministrative di cui agli art 57 e 58
l’ISPEZIONE antiriciclaggio consiste nell’approfondito ed esteso esame degli aspetti salienti e più
significativi della posizione del soggetto vigilato ai fini del rispetto degli obblighi antiriciclaggio
ENTRAMBI sono interventi di natura AMMINISTRATIVA avviati D’INIZIATIVA dalla GF e si articolano
secondo il seguente schema:
•Accesso presso le sedi dei soggetti vigilati
•Ricerca ed acquisizione di registri documenti e scritture
•Ispezione documentale
•Rilevazione di eventuali irregolarità e delle connesse violazioni penali e/o amministrative
•Trasmissione degli atti alle autorità competenti per l’irrogazione delle sanzioni
Riferimenti:
scheda normativa e modulo operativo n. 6 specificamente dedicato ai
professionisti e in alcune parti in particolare ai “notai” allegato alla circolare
83607/2012
PARTE II
Controlli preliminari
Nelle fasi iniziali dell’ispezione, l’unità operativa ha cura di:
verificare la struttura organizzativa del professionista;
individuare i ruoli, i compiti e le responsabilità eventualmente affidate dal professionista all’interno
della struttura a fini antiriciclaggio;
identificare il personale formalmente incaricato dal professionista all’assolvimento degli obblighi di
adeguata verifica dei clienti, di registrazione, conservazione e di segnalazione delle operazioni
sospette;
appurare l’esistenza di normativa e manualistica interna, nonché l’adozione da parte professionista
ispezionato di misure di formazione del personale dipendente incaricato;
riscontrare l’istituzione di eventuali sistemi di controllo interni, idonei a verificare il corretto
adempimento degli obblighi antiriciclaggio.
Accertamenti di merito
a. Istituzione dell’archivio informatizzato o del registro della
clientela
l’unità operativa
- riscontra se il professionista abbia istituito l’archivio formato e gestito a mezzo di strumenti
informatici (per il notaio il repertorio) o, in alternativa, il registro della clientela (per le pratiche non
a repertorio)
- potrà procedere ad una consultazione a campione delle operazioni/prestazioni professionali ivi
registrate.
Per il registro della clientela l’unità operativa accerta la rispondenza delle caratteriste del registro a
quelle normativamente previste, e precisamente che:
- sia numerato progressivamente;
- sia siglato in ogni pagina a cura del professionista ovvero di un collaboratore o dipendente
autorizzato per iscritto;
- l’ultimo foglio riporti il numero delle pagine di cui è composto e la firma dei predetti soggetti;
- sia tenuto in maniera ordinata e chiaramente leggibile, senza spazi bianchi o abrasioni;
- non sia a fogli mobili e/o ad anelli.
- appurare la corretta alimentazione dell’archivio informatizzato con tutti i dati e le informazioni
richiesti dalla legge per le prestazioni professionali e le operazioni occasionali.
Per questo motivo, è necessario fin da subito:
acquisire, in caso di tenuta di archivio informatizzato, una stampa
analitica delle registrazioni effettuate dal professionista ispezionato nel
periodo oggetto di controllo a valere sul dispositivo informatico;
-
- acquisire, per i notai, la stampa delle registrazioni sui repertori notarili
“atti tra vivi” e “atti ultime volontà” (???????????) per il periodo oggetto
di accertamenti, qualora il professionista ispezionato non si avvalga, ai
fini dell’assolvimento dell’obbligo di registrazione, né del dispositivo
informatico né del registro della clientela;
- apporre luogo, data e la sigla di uno dei militari operanti
(preferibilmente a cura del Capo pattuglia) a margine dell’ultima
registrazione in caso di tenuta del registro della clientela.
Adeguata verifica dei clienti
Selezione del campione
La pattuglia operante ha cura di selezionare un idoneo e rappresentativo campione di
operazioni e/o prestazioni professionali perfezionate nel contesto dell’attività istituzionale
esercitata dal professionista da assoggettare al preliminare obbligo di adeguata verifica.
Si avrà riguardo alle operazioni/prestazioni con clienti
- maggiormente ricorrenti nell’attività svolta dal professionista ispezionato;
- non residenti o non operanti nella zona di competenza del professionista, soprattutto se gli
stessi hanno la sede dei propri affari in aree geografiche più soggette ad infiltrazioni criminali;
- che hanno richiesto l’esecuzione di operazioni ovvero prestazioni professionali di importo
significativo;
- che ricorrono frequentemente al denaro contante, a libretti di deposito al portatore ovvero ad
altri titoli al portatore, nonché a valuta estera e all’oro;
- che eseguono conferimenti o apporti di capitale in società o altri enti mediante beni in natura
per importi palesemente sproporzionati a quelli di mercato;
- nei confronti dei quali siano state rese prestazioni professionali aventi ad oggetto finanza
strutturata a rilevanza transnazionale, in particolare con Paesi a fiscalità privilegiata, ovvero non
rientranti nella lista dei cosiddetti “Paesi terzi equivalenti” ai fini antiriciclaggio;
- con precedenti penali;
- Con profili di incongruenza tra l’importo dell’operazione posta in essere e la propria capacità
reddituale e patrimoniale;
- catalogati quali “persone politicamente esposte”, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. o), del
decreto legislativo n. 231/2007.
Particolare attenzione andrà riservata altresì alle prestazioni professionali attinenti alla
consulenza, organizzazione o gestione di società fiduciarie, trust o strutture analoghe.
(2) Riscontri documentali
… incroci e riscontri potranno essere possibili attraverso l’esame degli strumenti informatici in
uso al professionista oggetto del controllo, ed in particolare mediante le e mail e gli altri
documenti eventualmente acquisiti in sede di accesso
I
Prestazioni oggetto di registrazione per gli avvocati ed i notai
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Le criticità interpretative e applicative