XIV. Legislaturperiode
XIV legislatura
WORTPROTOKOLL
DER LANDTAGSSITZUNG
RESOCONTO INTEGRALE
DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE
NR. 151
N. 151
vom 08.06.2012
del 08/06/2012
Präsident
Vizepräsidentin
Mauro Minniti
DDr.in Julia Unterberger
Presidente
Vicepresidente
WORTPROTOKOLL
DER LANDTAGSSITZUNG
RESOCONTO INTEGRALE
DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO
PROVINCIALE
NR. 151
N. 151
vom 08.06.2012
del 08/06/2012
Inhaltsverzeichnis
Indice
Landesgesetzentwurf Nr. 123/12: „Änderung des
Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13,
'Wohnbauförderungsgesetz'" (Fortsetzung) ………….
......................................................................... Seite 1
Disegno di legge provinciale n. 123/12: "Modifiche
della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13,
'Ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata'" (continuazione) .......................................................... pag. 1
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Vorsitz des Präsidenten | Presidenza del presidente: Mauro Minniti
Ore 10.06 Uhr
Namensaufruf - appello nominale
PRESIDENTE: La seduta è aperta. Ai sensi dell’articolo 59, comma 3, del regolamento interno il processo
verbale della seduta precedente è messo a disposizione delle consigliere e dei consiglieri provinciali in forma cartacea. Su di esso possono essere presentate, per iscritto, richieste di rettifica alla Presidenza entro la fine della
seduta. Qualora non dovesse pervenire alcuna richiesta di rettifica, il processo verbale si intende approvato. Copie
del processo verbale sono a disposizione delle consigliere e dei consiglieri presso le collaboratrici e i collaboratori
addetti alla stesura del processo verbale stesso (ultimo banco). Si è giustificato per il pomeriggio l'assessore Widmann.
Punto 37 dell'ordine del giorno: Disegno di legge provinciale n. 123/12: "Modifiche della legge provinciale
17 dicembre 1998, n. 13, 'Ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata'" (continuazione).
Punkt 37 der Tagesordnung: Landesgesetzentwurf Nr. 123/12: „Änderung des Landesgesetzes vom 17.
Dezember 1998, Nr. 13, 'Wohnbauförderungsgesetz'" (Fortsetzung).
Continuiamo con la discussione generale. La parola spetterebbe al sottoscritto, ma data l'assenza della vicepresidente, do la parola alla consigliera Artioli, prego.
ARTIOLI (Lega Nord): Parlo sull'ordine dei lavori. Chiedo cosa intendiamo fare con l'orso dopo quello che
è successo a mezzanotte, quando una macchina si è incendiata dopo uno scontro con un orso che era sulla
Mebo. Gli occupanti sono vivi per miracolo.
Chiedo al presidente Durnwalder se intende fare qualcosa o se prima di muoversi bisogna che ci scappi il
morto. Ieri sera l'orso è stato visto ad Appiano, a mezzanotte era sulla Mebo, si è scontrato contro un'auto in corsa
che si è incendiata, i due occupanti sono vivi per miracolo. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettare ancora.
PRESIDENTE: Non mi sembra un intervento sull'ordine dei lavori questo! La parola al consigliere Urzì,
prego.
URZÌ (Futuro e Libertà – Zukunft und Freiheit – Dagnì y liberté): Anticiperò alcune considerazioni che
svilupperò nel corso della discussione sugli ordini del giorno e sugli articoli. Le mie considerazioni di carattere
generale si incentrano sulla condizione che si è venuta a maturare in quest'ultimo periodo e che ha invitato la
Giunta provinciale a mettere mano ad un processo di riordino del sistema di sostegno all'affitto che fino ad oggi ha
conosciuto un doppio binario, quello del sussidio casa e quello dell'intervento da parte dei Servizi sociali, interventi
peraltro cumulabili nel riconoscimento dei servizi necessari per potervi accedere. È di tutta evidenza come l'intervento molto radicale di cancellazione del sussidio casa e ilrinvio alle disposizioni che attengono la definizione
dell'intervento di sostegno all'affitto erogato dai Servizi sociali costituiscono un elemento di novità rilevante, e su
questo si sono accesi i riflettori. Se ne è parlato ieri abbondantemente in Consiglio provinciale e non ho intenzione
di ripetere le argomentazioni prodotte, ma ho intenzione di ribadire un concetto fondamentale. Noi assistiamo ad
un passaggio epocale ma che viene a prendere la forma di una sorta di salto nel buio, anche perché vengono a
mancare punti di riferimento e di certezza assoluti che permettono di individuare non solo le future modalità di
erogazione dei contributi ma l'effettivo ammontare degli stessi, e soprattutto impediscono di stabilire in questo
momento il numero di cittadini che si troveranno a dove navigare in mare aperto senza più la possibilità di poter
contare su un riferimento certo a sostegno di uno sforzo economico notevole che è quello legato all'affitto dell'alloggio.
Il processo di smobilitazione del sussidio casa sarà traumatico, graduale nel sortire il suo effetto in considerazione del venire a cessare la validità dei contratti, ma porrà di fatto i cittadini di fronte ad un bivio: la possibilità,
verificata la permanenza dei requisiti, di poter accedere al sussidio dei Servizi sociali che per sua natura stessa
andrà ad incidere soprattutto in un settore di coloro che fino ad oggi hanno beneficiato di questo complesso di aiuti
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che possiamo definire di maggiormente bisognosi, e si verrà a determinare una situazione per cui con tutta probabilità coloro che si collocheranno nella fascia media non avranno la certezza di poter continuare a contare su un
aiuto che si rivela determinante il più delle volte nelle economie familiari per poter sopportare il carico di un affitto
di un alloggio. Abbiamo la piena consapevolezza di come il problema della casa sia centrale per quanto attiene
anche la dignità della persona che attraverso la certezza sulla possibilità di poter pagare un alloggio, quando non
lo abbia in proprietà o non abbia diritto ad una soluzione sociale, ebbene la certezza di poter adire ad una soluzione abitativa conforme alle proprie esigenze è da porre in correlazione con la dignità stessa che vogliamo attribuire a quel nucleo familiare. Noi sappiamo purtroppo come la realtà provinciale ci ponga di fronte spesso a situazioni disperate, ma esiste anche una normalità di situazioni che spesso non sono sotto i riflettori dell'opinione pubblica ma che rappresentano un allarme sociale rispetto al quale c'è la necessità di porsi seri interrogativi. Mi riferisco a tutta quell'area di cittadinanza che si colloca nella fascia intermedia sul piano economico che spesso rinuncia alla formazione di una famiglia per l'impossibilità di avere la certezza di un alloggio, che rinuncia ad avere dei
figli, che rinuncia a crearsi il sogno di una vita normale per una difficoltà oggettiva che è data da un mercato che
non assorbe più la domanda. Questo è un problema generale al quale la Provincia risponde con l'abolizione del
sussidio casa che costituisce un intervento che acquista la sua filosofia di calmierare nel tempo il mercato immobiliare privato e quindi permettere un abbassamento dei costi, ma espone in maniera diretta e drammatica tutta una
fascia di cittadinanza al rischio che nella prima fase di consolidamento del nuovo sistema questa riduzione del
costo dell'alloggio sul mercato privato non ci sia e che quindi si determini una gravissima conseguenza.
I casi che ci vengono segnalati sono quotidiani. Anche oggi prima di venire in Consiglio sono stato raggiunto da una persona che mi ha esposto la situazione, lo scadere del contratto all'inizio del prossimo anno, quindi
la consapevolezza di rinnovare il contratto con il medesimo proprietario, dover cercare una soluzione sul mercato
privato e la consapevolezza ormai acquisita del fatto che i prezzi non accenneranno a scendere. Oggi abbiamo
sulla stampa locale una chiarissima presa di posizione, ci sarà peraltro una riunione che coinvolgerà partiti e parti
sociali a brevissimo, della proprietà immobiliare che lamenta il gravissimo costo sociale che l'Imu comporterà e
che graverà drammaticamente sui proprietari di alloggi, ed è un costo sociale. Non affrontiamone qui le cause,
però questa è la fotografia della situazione attuale che non possiamo pensare che non inciderà sulle scelte future
dei proprietari di casa nel momento in cui stipuleranno contratti con gli affittuari. Ci verremo a trovare di fronte ad
una situazione che potrà divenire insostenibile. Lo sarà in primo luogo non certo per la Provincia autonoma di
Bolzano che in questo senso, con questa misura alleggerirà il suo impegno finanziario, ma lo diventerà per tantissimi nuclei familiari che diventeranno esposti alle dinamiche del mercato con conseguenze che potranno essere
ingestibili.
C'è la consapevolezza di come lo strumento del sussidio casa nel tempo una distorsione del mercato l'abbia procurata. Devo dire che la fotografia fatta ieri dal collega Dello Sbarba è corretta. Lo strumento del sussidio
casa aveva la necessità di essere di supporto sociale in una fase transitoria, mi permetto di raccogliere questa
fotografia che il collega ci aveva proposto ieri e cito la fonte proprio per una questione di correttezza, uno strumento di supporto in una fase in cui la Provincia di Bolzano era chiamata a supportare un impegno di risposta al
bisogno edilizio attraverso la messa a disposizione con gli strumenti urbanistici e in correlazione con l'impegno dei
comuni di aree per la costruzione di nuove soluzioni abitative. Poi di fatto la risposta alla domanda di alloggio non
c'è stata e lo strumento del sussidio si è trasformato in uno strumento permanente che poi però è lievitato nell'ammontare della sua richiesta da parte del pubblico più in generale, proprio in considerazione dell'incapacità del
mercato in senso generale, ma anche della capacità organizzativa e pianificatoria della Provincia nonché quella
dei comuni di poter rispondere alle esigenze del territorio. Se ha un senso questa scelta politica, e qui non apro
oggi un dibattito che incida sulla ragione che sta a supporto della scelta politica di rimuovere il sussidio casa, non
è ragionevole la disattenzione con la quale si fa transitare il sistema da una fase attuale di garanzia ad una fase
senza alcun paracadute per una certa fetta di cittadinanza della nostra provincia, e quindi di esporla al rischio di
una traversata nel deserto.
Questo è l'elemento più grave, ma molti colleghi sono intervenuti sul medesimo tema e questo conferma la
mia preoccupazione e mi impone di rivendicare il dovere di un supplemento di attenzione particolare verso quanto
è in animo della Giunta provinciale. Non abbiamo certezze, attraverso questo disegno di legge, di intravvedere
verso quale sistema transiteremo domani. Abbiamo la certezza di dire che verrà rimosso il sussidio casa, che
interverranno i Servizi sociali con un sistema complesso, sicuramente più rapido, di accertamento del bisogno
effettivo e vorrei dire di autentica criticità sociale, come è giusto che sia, ma non abbiamo la certezza di come
coloro che sfuggiranno a quei requisiti che sono indicati dai Servizi sociali potranno affrontare questa fase di transizione nella speranza che il mercato possa rispondere positivamente a questo tipo di transizione. Nel disegno di
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legge manca un riferimento certo quali passaggi nel dettaglio la società altoatesina sarà chiamata ad affrontare
per poter arrivare a quella fase di stabilizzazione che noi auspichiamo, che può comportare la riduzione del sussidio abitativo ma che viene affrontata con eccessiva superficialità e quindi con il rischio di una tradizione incoerente
rispetto al bisogno della nostra comunità.
Volevo soffermarmi, perché questo sarà oggetto di un mio ordine del giorno, sul criterio di discrezionalità
che viene individuato per la futura concessione delle prestazioni per il pagamento delle spese di locazione e spese
accessorie. Assessore Tommasini, questo tema non Le può sfuggire Lei sa perché abbiamo avuto occasione a
margini dei lavori di questo Consiglio di confrontarci rapidamente, che il problema è stato posto anche dalle parti
sociali. L'assessore dice solo un sindacato, può anche essere, io la considero una parte sociale nella sua piena
dignità, probabilmente più attenta rispetto ad altri. Comunque di fronte ad una obiezione importante sono convinto
che Lei darà risposte altrettanto importanti. Ribadisco quindi il fatto che all'art. 2, comma 2, si inserisca la discrezionalità dell'erogazione, ossia che qualora esistano i requisiti previsti dal decreto famoso del Presidente della
Giunta provinciale che stabilisce i criteri per l'erogazione delle prestazioni per il pagamento delle spese di locazione e le spese accessorie, possa essere concessa una prestazione per questo pagamento delle spese di locazione. Se è un problema di scelta politica, questa deve essere chiarita, se è un problema di tecnica legislativa,
esso va affrontato sul piano della tecnica legislativa. Di certo, confortato anche dall'autorevole valutazione che mi
è stata offerta da chi può vantare una specifica professionale competenza in tecnica legislativa, l'espressione "può
essere concessa" apre un problema di interpretazione notevole, al contrario di un'affermazione netta quale dovrebbe essere sempre in un testo di legge rivolto alla generalità dei cittadini che pone assolute certezze, una dizione corrispondente a "concede una prestazione" ecc. "A fronte dei requisiti, l'amministrazione concede", non a
fronte dei requisiti, accerto il fatto che tu hai il requisito, poi però io ho la discrezionalità nell'erogare oppure no. Al
riguardo verrebbe da pensare secondo quale tipo di vincolo o di opzione, per esempio la disponibilità di risorse
finanziarie adeguate? Stabilito l'ammontare destinato a questo tipo di erogazione, l'amministrazione potrebbe
intervenire per l'erogazione solo e fin tanto che sia distribuito quanto è stato in precedenza destinato per questo
tipo di prestazione. Questa è un'interpretazione in negativo che crea una fortissima dose di preoccupazione e
aumenta l'incertezza verso il futuro. Il cittadino chiede punti di riferimento chiari, rivendica una legge leggibile nella
sua concretezza e trasparente nella sua formulazione. È il medesimo rilievo che rileviamo circa l'articolo 1, comma
9, – c'è poi questo vizio di fare articoli molto lungo con tanti commi che complica sempre la lettura del testi di legge
– nel quale si afferma che il sussidio casa non può superare i 5.400 euro all'anno a famiglia, e poi si aggiunge: "Il
sussidio casa è concesso nei limiti delle risorse finanziarie annualmente disponibili. In casi particolari, debitamente
motivati, la Giunta provinciale può modificare tali importi.” Ci domandiamo se questa norma da sola riesce a fissare una situazione di certezza e di chiarezza o se apre invece il fronte ad una interpretazione che può portarci a
non meglio identificate letture e ciascuno può essere tentato di avvicinarsi ad una sua lettura personale. Cosa
significa? Che la Giunta provinciale con una semplice deliberazione può modificare il testo della legge? Non è
possibile, lo sappiamo. Se la legge stabilisce che il sussidio casa non può superare i 5.400 euro - forse troppo o
troppo poco, non stiamo parlando dell'importo - è difficile poi affermare che con proprio atto può modificare tali
importi, perché se l'importo è fissato dalla legge è necessario un disegno di legge e un voto del Consiglio. Questo
è un elemento che imporrà per lo meno una votazione separata del comma 9 e lo stralcio dell'ultimo passaggio.
Ma c'è anche il riferimento al sussidio casa che è concesso "nei limiti delle risorse finanziarie annualmente
disponibili". Questo significa che esso sarà calcolato in relazione a quanto stanziato dalla Provincia, nel senso che
si afferma: "Il sussidio casa non può superare 5.400,00 euro all’anno a famiglia." La Provincia potrebbe stanziare
meno rispetto a quanto effettivamente riconosciuto ai beneficiari nella fase di transizione e se poi dovessero mancare le risorse i beneficiari, si troveranno a non percepire quanto è loro diritto? Questo è un grave problema che
ha la necessità di essere chiarito.
Questo volevo dire a cornice del dibattito che seguirà. Mi aspetto una risposta chiara da parte dell'assessore per esempio su un punto fondamentale, ossia un chiarimento rispetto a come si intende affrontare, sul piano
politico, la fase di incertezza che seguirà all'applicazione della rimozione del sussidio casa e alla disapplicazione di
ogni forma di sostegno per coloro che si collocheranno in una fascia economica media. Questo accadrà inevitabilmente, e non sappiamo esattamente che tipo di supporto la Provincia di Bolzano assegnerà a questa fascia di
cittadinanza.
Il secondo aspetto riguarda la facoltatività per l'erogazione delle prestazioni dei Servizi sociali per il pagamento delle spese di locazione, e ho già espresso le mie ragioni, e infine il terzo aspetto che pongo in modo particolare riguarda la rimozione dall'art. 1, comma 9, ultimo periodo, del passaggio dove si assegna alla Giunta provinciale la possibilità illegale peraltro, di modificare il testo di legge. A questo riguardo chiedo anche cosa si in-
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tenda fare nel caso in cui le domande per sussidio casa fossero di importo superiore rispetto a quanto accantonato dalla Provincia, che verrebbe a determinare quel corto circuito paradossale per cui la Provincia a termini di
legge potrebbe non riconoscere il sussidio casa a chi ne ha effettivamente bisogno, e questo sarebbe un autentico
paradosso.
Concludo con una considerazione che è relativa al sottofondo entro il quale tutto si muove e che è la politica della casa nel suo complesso, perché non possiamo dimenticare che tutto ciò è la conseguenza di una mancanza di programmazione politica dello sviluppo del territorio da parte, nel combinato disposto possiamo dire, della
Provincia di Bolzano e di una serie di amministrazioni comunali sul territorio, che hanno dimostrato la propria inadeguatezza ad essere parte attiva in un processo di qualificazione del territorio e di riconoscimento ai propri cittadini del diritto ad un bene primario qual è quello della casa. Mi riferisco in modo particolare al comune di Bolzano,
e non potrei fare altrimenti. Assessore Tommasini, abbiamo affrontato solo qualche tempo fa il tema della definizione del fabbisogno, e non voglio ripetere cose già dette, ma il paradosso è che allo stato attuale, oggi 8 giugno
2012, nonostante fossimo in presenza di diversi solleciti approvati formalmente in questo Consiglio, ordini del
giorno approvati durante la discussione della legge finanziaria del dicembre 2010, ma anche in presenza di un
dibattito che coinvolge tutti i livelli in ambito provinciale, non siamo ancora nella condizione di determinare con
certezza assoluta ed inequivocabile, attraverso la verifica e la conferma di tutti gli attori sociali coinvolti, un fabbisogno edilizio assoluto per il comune di Bolzano, ma soprattutto non si è innescato quel meccanismo virtuoso che
dovrebbe portare alla definizione di aree necessarie per poter incominciare a dare risposta ad un fabbisogno che
esiste, ed è fuori discussione, altrimenti non esisterebbe questo elevato costo dell'alloggio sul mercato privato, che
è conseguenza della mancata offerta di alloggi sociali,della mancata offerta di aree per la realizzazione di abitazioni in cooperativa. Insomma, esiste un grave problema che in questo caso è legato sicuramente alla mancata
programmazione nel tempo. Ricordiamo il problema dell'accantonamento delle risorse assegnate al Suo assessorato, assessore, che non è stato possibile spendere perché non c'erano neanche le aree su cui poter intervenire.
Ma riguarda anche in modo particolare, e lo voglio dire con grande chiarezza, è la sede del Consiglio provinciale di
Bolzano ma noi abbiamo un dovere di essere molto chiari e di puntare l'indice sulle aree di criticità del nostro sistema nel complesso di gestione del territorio provinciale, il Comune di Bolzano. Ci troviamo in una situazione di
stallo che porta la Provincia ad adottare situazioni di emergenza per contenere l'esplosione di fenomeni come
quello del sussidio casa che rischiava di diventare incontrollato e incontrollabile, ma senza curare in fondo la malattia. Curiamo i sintomi ma non sappiamo risolvere il tumore alla base, che si risolve solo facendo costruire più
case, trovando aree su cui costruire.
Mi pare paradossale l'avvitamento del dibattito di oggi attorno alle ipotesi più fantasiose, al rintraccio di fazzoletti di terreno nell'ambito del comune di Bolzano, l'ultimo angolo di verde che potrebbe essere destinato a godimento pubblico trasformato in un condominio nel cuore del tessuto urbano, l'ipotesi dell'elevamento degli edifici
per poter ricavare qualche mansarda in più e la mancanza di coraggio nell'affrontare il problema per quanto riguarda l'espansione dell'abitato su un territorio più vasto attraverso l'acquisizione di nuovi terreni per l'edificazione.
Una questione molto semplice, banale la cui mancata soluzione innesca tensioni sociali gravissime, per esempio
quelle legate al problema dell'accesso ai sussidi casa fino ad oggi in maniera forte, così come la richiesta legittima
da parte di tantissime immigrati, lavoratori con pieno diritto di cittadinanza in Alto Adige, a questi strumenti di supporto sociale: prima il sussidio, l'intervento dei Servizi sociali, poi l'alloggio Ipes. Sono legittime esigenze di questi
cittadini che però hanno nel tempo creato e determinato un problema di allarme sociale che è grave e non può
essere risolto attraverso una guerra fra poveri italiani e poveri stranieri alla conquista della maggiore quota di alloggi che può essere riservata ad essi. Non la risolviamo con la discriminazione, con la creazione di limiti, semplicemente il problema lo si risolve dando agli italiani e stranieri il giusto numero di case, in maniera ragionata, programmata, comprendendo come ci sarà uno sviluppo di questo fenomeno. Dare oggi risposta solo agli italiani e
non agli stranieri creerà e moltiplicherà un problema sociale, perché non è trasferendo famiglie di stranieri in dieci
in un alloggio precario che noi avremo affrontato in maniera intelligente, ed è un riferimento che faccio anche all'assessore Bizzo per quanto attiene le sue competenze, il problema dell'integrazione. Il cerchio si chiude probabilmente con un corto circuito. Non si risponde al problema della casa eliminando il sussidio e non immaginando
null'altro se non quello che c'è già, ossia un intervento dei Servizi sociali che già per sua natura è a sostegno dei
più deboli, ma lo si risolve con una strategia e una politica completa del problema casa che tocca la necessità di
ritracciare nuove aree, di essere forti nei confronti di coloro che, come il Comune di Bolzano, non hanno saputo
dimostrare una capacità di programmazione del territorio. Chiedo che ci sia un chiarimento politico per quanto
riguarda le scelte strategiche della Provincia sul futuro della programmazione dello sviluppo urbanistico del nostro
territorio, a Bolzano e non solo. Se non sapremo dare risposta a questi interrogativi, andremo avanti per tentativi
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con provvedimenti pesanti come quello che stiamo discutendo oggi ma senza dare una soluzione ad un problema
che rimane da troppo tempo senza risposta.
STIRNER BRANTSCH (SVP): Liebe Kolleginnen und Kollegen, als Vorsitzende des 4. Gesetzgebungsausschusses möchte ich mich auch ganz kurz zu den Arbeiten im Ausschuss zu Wort melden. Ich kann sagen, dass
die Diskussion im Ausschuss eigentlich sehr konstruktiv verlaufen ist. Natürlich hat es in Bezug auf die verschiedenen Maßnahmen, die jetzt durch den Gesetzentwurf ergriffen werden sollen, auch unterschiedliche Meinungen
gegeben. Ich muss auch sagen, dass uns die Mitarbeiter des zuständigen Landesrates auf unsere Fragen immer
Antwort geben und größtenteils auch unsere Zweifel ausräumen konnten.
Ich möchte jetzt nur auf ein paar Dinge eingehen, denn es ist bereits sehr viel erwähnt worden. Was uns ein
Anliegen war bzw. ist und auch von Arno Kompatscher in Vertretung des Rates der Gemeinden ganz klar betont
worden ist, ist, dass es keine Einschränkung der kommunalen Selbstverwaltung geben darf. Wir haben uns deshalb auch dazu entschieden, den Artikel 2 im Einverständnis mit dem zuständigen Landesrat zu streichen, weil wir
der Meinung sind, dass gerade in Bezug auf die Planung, auf Wohnbau usw. die Gemeinden sehr wohl einverstanden sein müssen.
Wir haben natürlich die Anhebung der Wohnbaudarlehen sehr begrüßt. Diese ist auch auf einen Beschlussantrag zurückzuführen, der vor einiger Zeit behandelt worden ist. Die Anhebung der Wohnbaudarlehen im
Falle einer Betreuung bzw. einer Aufnahme von Menschen mit Behinderung ist sehr wichtig. Man trägt jetzt dieser
Notwendigkeit Rechnung, indem man, gerade wenn es um die Unterbringung auch von Personen mit körperlicher
Behinderung geht, ein größeres Wohnbaudarlehen vorsieht, weil natürlich auch andere Bedürfnisse vorhanden
sind.
Im Gesetzgebungsausschuss ist bereits in der Generaldebatte bzw. nachher in der Artikeldebatte der Änderungsantrag eingebracht worden, mit dem eine Agentur errichtet werden soll. Dies war auch der Wunsch des Rates der Gemeinden, mit dem Hinweis, dass eine Kontrolle der Sozial- und Vertragsbindungen der konventionierten
Wohnungen notwendig ist. Es hat hier schon einige Diskussionen gegeben, denn der zuständige Landesrat hat da
beträchtliche Kosten befürchtet. Wir haben dann aber, auch im Einvernehmen mit ihm, einen Änderungsantrag,
der von der Kollegin Stocker und vom Kollegen Noggler eingebracht worden ist, genehmigt.
Es liegt jetzt ein weiterer Änderungsantrag (Nr. 24) vor, der dann nochmals spezifisch und ganz detailliert
auf die Errichtung dieser Agentur eingeht. Wir haben eigentlich fast alle die Errichtung einer solchen Agentur begrüßt, um gerade diese Kontrollen auszuüben, einen Missbrauch zu verhindern und dann, im Falle eines Missbrauches, eventuelle Strafen vorzusehen.
Ein weiteres Thema war die Anhebung der Förderung für Energiesparmaßnahmen. Auch hier haben wir
bemerkt, dass schon sehr viel getan wird und eine Anhebung der Förderung auch völlig gerechtfertigt ist, wenn es
um Energiesparmaßnahmen geht.
Die Tatsache, dass ab 2013 das Wohngeld und die Mietbeihilfe zu einem einzigen Zuschuss zusammengefasst werden, hat natürlich zu einigen Diskussionen geführt, auch weil man sich hier gefragt hat, wie eventuell
die sozialen Folgen aussehen könnten. Das ist im Laufe der Debatte immer wieder zur Sprache gekommen, und
ich bin davon überzeugt, dass zu diesem Thema, das in den Medien sehr breit getreten worden ist, heute auch der
zuständige Landesrat Tommasini Stellung beziehen wird. Es ist mit Sicherheit übersichtlicher und transparenter,
wenn jetzt nur mehr eine Stelle diese Auszahlung vornimmt, nämlich die Sozialdienste, und sich das Wohnbauinstitut auf die ureigensten Aufgaben besinnen kann.
Im Gesetzgebungsausschuss haben wir auch darauf hingewiesen, dass die Hoffnung besteht, dass das
Problem, das die Wohnbauförderung immer mit sich bringt, und zwar dass durch diese die Immobilienpreise beträchtlich in die Höhe schnellen, eingedämmt wird. Es muss natürlich auch alles unternommen werden, um die
Immobilienpreise in Grenzen zu halten.
In diesem Zusammenhang möchte ich darauf hinweisen, dass es immer wieder gang und gebe ist, dass
Leute, die eine Mietwohnung besitzen, einen Teil der Miete offiziell und einen Teil schwarz bezahlen. Das ist zwar
etwas Altbekanntes, aber es ist schon ein Phänomen, das man eigentlich mehr kontrollieren müsste. Ich spreche
hier allgemein darüber und es hat nichts mit den konventionierten Wohnungen zu tun. Aber ich möchte es in diesem Zusammenhang erwähnen, weil es einfach einen Missbrauch darstellt und natürlich ein Ausdruck von Steuerhinterziehung ist.
Diskutiert worden ist natürlich auch, was passiert, wenn ein Antragsteller eine Wohnung ablehnt. Hier wären die Maßnahmen, die die Landesregierung ursprünglich vorgesehen hat, sehr streng gewesen. Wir sind natürlich auch der Meinung, dass eine Wohnung aus nichtigen Gründen nicht einfach abgelehnt werden kann, z. B. weil
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vielleicht der Balkon zur falschen Seite zeigt. Ich kann aus der Erfahrung als Sozialstadträtin oder auch später, als
ich sehr oft bei der Schlüsselübergabe von neuen Wohnungen dabei war, sagen, dass die Wohnungen sehr schön
sind. Deshalb ist es richtig, dass man hier die Mieter, die Antragsteller davor abschreckt, eine zugewiesene Wohnung abzulehnen. Der Ausschluss für eine bestimmte Anzahl von Jahren – es sind dann 8 Jahre vorgesehen worden – soll schon irgendwo, wie gesagt, eine Abschreckung darstellen.
Weiters wird die Höchstgrenze des Wohngeldes von 4.800 auf 5.400 Euro erhöht. Das ist bereits betont
bzw. schon erwähnt worden und der Abgeordnete Pardeller hat dazu auch einen Änderungsantrag präsentiert. Wir
waren uns auch alle im Gesetzgebungsausschuss einig.
Die Diskussion war insgesamt sehr konstruktiv. Uns allen im Gesetzgebungsausschuss war es ein Anliegen, dass das Hauptgewicht auf die soziale Treffsicherheit gelegt wird. Aus der Sicht des Gesetzgebungsausschusses wäre das eigentlich das Wichtigste zu diesem Gesetzentwurf.
Vorsitz der Vizepräsidentin | Presidenza della vicepresidente: DDr.in Julia Unterberger
PRÄSIDENTIN: Herr Abgeordneter Minniti, Sie haben das Wort.
MINNITI (Il Popolo della Libertà): Io ho la fortuna di sedere in questo consesso dal 1994, quindi da quasi
20 anni, e mi è capitato di analizzare sicuramente cinque disegni di legge che riguardavano l'edilizia agevolata.
Ricordo la prima del 1998, la vera e propria riforma, quel disegno di legge che ci portò a discutere per due anni –
una volta avveniva anche questo – in commissione legislativa dove arrivò nel 1996, venne riscritta totalmente e
arrivò in aula nell'ultima seduta del Consiglio di quella legislatura nel 1998. Noi approvammo all'inizio di ottobre
quel disegno di legge. Poi ci furono altre modifiche nel 2000, nel 2002, nel 2008 sul finire della scorsa legislatura e
questa che ora ci troviamo di fronte. Dico questo perché il problema è certamente sentito, ma deve trovare una
riscrittura totale, perché qui più che l'edilizia sociale va a tappe forzate, qui va a "toppe", nel senso che ogni tanto
prendiamo un articolo, lo modifichiamo rimanendo comunque all'interno di un impianto che dovrebbe essere riscritto. Di qui le proposte presentate dal sottoscritto di modifica alla normativa provinciale e anche i molti emendamenti che mi sono sentito in dovere di presentare, confermando i punti principali di una politica sull'edilizia sociale che ho sempre ritenuto dover essere uno dei pilastri del dibattito all'interno di quest'aula, soprattutto oggi che
questa nostra provincia avverte la crisi economica e che quindi il settore sociale, sia esso rivolto all'economia, sia
esso rivolto al lavoro e comunque all'edilizia, deve essere in qualche maniera affrontato e potenziato.
Prendere la parola dopo tanti colleghi si rischia di ripetere dei concetti che sono già stati espressi ma che
meritano anche da parte mia una rilevazione, proprio per sottolineare come questo disegno di legge va ad incidere
in maniera negativa su quelle che sono le reali esigenze. Abbiamo tutti parlato del sussidio casa e non mi tiro
indietro dall'esprimere il mio parere su questo. Ricordo che questo passaggio del sussidio casa dall'edilizia sociale
al settore sociale era una vecchia idea del dott. Spitaler che l'assessore Cigolla, e noi assieme lui, riuscì ad arginare. Era un'ipotesi arrivata più volte in sede di discussione dei disegni di legge sull'edilizia agevolata in commissione. Io continuo ad essere del parere che il sussidio casa dovrebbe rimanere all'interno dell'edilizia sociale, considerando anche alcune necessità che sono diverse dell'edilizia rispetto all'aspetto puramente sociale che è legato
all'intervento dei comprensori sociali.
Il sussidio casa ha drogato il mercato, è vero, unitamente ai costi dei terreni, perché molti proprietari hanno
ritenuto di approfittare della conoscenza che la persona che prendeva in affitto un appartamento poteva aspirare
al sussidio casa per aumentare il canone di affitto. Togliere oggi il sussidio casa non significa non drogare più il
mercato, bisognerebbe trovare degli ammortizzatori economici affinché il cittadino possa continuare a far fronte a
quelle che sono le spese per la locazione. Togliere il sussidio casa senza prevedere un intervento correttivo, qualcun altro ha sottolineato il fatto che viene scritta la parola "può" e non "deve" nel disegno di legge, significa aggravare ulteriormente una crisi che già le famiglie stanno vivendo. Il sussidio casa che oggi ci costa 32 milioni di euro
- nel 2010 erano 31 milioni, nel 2011 erano 31 milioni e 800 mila con vari interventi per quanto riguarda le varie
realtà cittadine e comunque etniche o di cultura - dovrebbe continuare ad aiutare la popolazione a sostenere le
spese per l'affitto. Trovo anche ingiusto che in questo disegno di legge si preveda che i sussidi inferiori ai 50 euro
vengano eliminati. È un fatto che non comprendo, perché oggi 50 euro sono una necessità, e quei 50 euro se non
li vogliamo erogare mensilmente potremmo erogarli ogni 3 o 6 mesi, perché significa comunque assegnare al
cittadino un sostegno per il quale egli comunque matura un diritto. Di conseguenza credo che sia necessario da
parte della Giunta provinciale rivedere quel comma, e per questo ho presentato un emendamento.
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Altro aspetto che è sempre stato un punto di dibattito in aula riguarda i canoni di affitto. Abbiamo sempre
considerato ingiusto il modo con cui la Giunta provinciale calcola i canoni di affitto della popolazione. Sappiamo
che riguarda la capacità economica del nucleo familiare. In passato avevamo sottolineato come essa dovesse
essere considerata sulla base del reddito netto e non lordo del nucleo familiare. Adesso vogliamo andare oltre
anche noi con una proposta diversa che però non può tener conto di quel 605 che viene considerato come strumento a disposizione della famiglia quando si parla del reddito del figlio. Sappiamo che nella capacità economica
attuale viene considerato il 100% del reddito del locatario e del coniuge e il 60% del reddito del figlio, di cui però la
famiglia non gode. Se il figlio guadagna 1.000 euro al mese, non dà 600 euro alla famiglia per sostenere le necessità. Questo non è che non lo faccia per una mancanza di cultura oppure per un menefreghismo latente nei confronti della famiglia, ma perché generalmente quel figlio cerca di mettere da parte quei soldi per poter lui stesso un
domani comperarsi un appartamento e in qualche maniera sgravare sul sistema pubblico. Il 60% del reddito del
figlio è quindi errato e sfalsa la capacità economica del nucleo familiare. In passato avevamo fatto delle battaglie
sostenendo che il reddito dei figli non dovesse essere considerato per nulla e che si dovesse tener conto del reddito al 100% del locatario e del coniuge. La proposta che oggi avanziamo con un emendamento è che il reddito
del figlio venga considerato sulla base di eventuali scaglioni. Abbiamo fatto anche delle proiezioni, per esempio
fino a 15 mila euro non considerarlo, da 15.000 a 29 mila euro considerare solo il 23%, e via dicendo. In questa
maniera la capacità economica della famiglia sarebbe inferiore. Con il sistema del 60% con un reddito del figlio di
10.800 euro noi avremmo una capacità economica sulla famiglia che ha 30 mila euro di reddito complessivo di
24.120 euro, considerate le detrazioni per il minimo vitale e la detrazione del 25% prevista dalla Provincia, quindi
questa famiglia sarebbe chiamata a pagare un canone di 463 euro. Se noi considerassimo invece la stessa famiglia con uno scaglionamento del 23%, la famiglia avrebbe una capacità economica di 19.125 euro quindi con un
canone di affitto inferiore di 139 euro che per 12 mesi risulta di 1.600 euro in meno. Questo significa un risparmio
di 1.600 euro, per una famiglia che è inquilina Ipes, molto importante e sarebbe anche un'assunzione di responsabilità da parte della Giunta provinciale considerare un calcolo di questo genere per un fatto di correttezza nei confronti di quelle che sono le nuove generazioni. Se noi continuiamo a ritenere che le nuove generazioni, figli di locatari Ipes, siano costrette a versare una somma x, come il 60% da voi definito, alla famiglia, è chiaro che quel
giovane rimarrà o sulle spalle della famiglia o sulle spalle dell'ente pubblico. Se noi riduciamo invece questa partecipazione degli eredi al calcolo della capacità del reddito familiare, mettiamo nelle condizioni quei figli di poter
aspirare un domani a crearsi un nucleo autonomo con una propria residenza. Non a caso ho fatto questo esempio
dei giovani, perché questo disegno di legge dovrebbe prevedere degli interventi diversi a favore dei giovani, in
particolar modo coloro che hanno dai 23 ai 29 anni. Dobbiamo mettere in condizione le giovani generazioni di
poter aspirare, uscendo dal nucleo familiare di origine, ad avere un proprio alloggio. Di qui l'ordine del giorno che
ho presentato riguardante la necessità che vengano riservate delle quote alloggio per i giovani dai 23 ai 29 anni,
se non alloggi propriamente Ipes, almeno quegli alloggi che sono indirizzati verso il ceto medio, perché si tratta
comunque di una opportunità in più che diamo ai ragazzi per costruire qualcosa di proprio. È una scelta che dovrebbe fare la Giunta provinciale proprio per impostare il futuro di queste persone. Le proposte per i ragazzi dai 23
ai 29 anni nel mondo dell'edilizia abitativa sono varie e non si riducono solo a questa iniziativa. Sono stati presentati una serie di emendamenti che prevedono una serie di interventi atti a dare un'opportunità in più al mondo giovanile. L'emendamento n. 19 per esempio prevede che oltre alla quota alloggi riservata ai giovani, devono essere
loro riconosciute delle agevolazioni per le pratiche edilizie, degli accordi con i notai per stabilire tariffe agevolate,
tutti interventi che riguardano il mondo dell'edilizia sociale nello specifico, interventi che peraltro fanno parte di un
disegno di legge che è all'ordine del giorno e che potrà essere discusso nei prossimi mesi, in cui ci sono anche
altre opportunità per i giovani al riguardo sia della partecipazioni dei giovani alla vita associazionistica, sia per
quanto riguarda il loro inserimento lavorativo.
L'ordine del giorno che ho presentato chiede di prevedere una quota di alloggi da riservare ai nuclei familiari
dai 23 ai 29 anni da estrarre da quella quota alloggi del ceto medio. Mi soffermo quindi sul ceto medio. Sul finire
della scorsa legislatura l'allora assessore competente lanciò quest'idea di prevedere degli alloggi per il ceto medio,
e l'assessore Tommasini fece sua un po' quella battaglia, tutti convinti del fatto che l'attuale condizione esclude
una fetta di cittadini dalla possibilità di accedere ad alcuni alloggi. Di qui gli alloggi per il ceto medio.
Ho fatto quattro conti, lo aveva sottolineato per quanto riguarda Laives, la consigliera Artioli nel suo intervento di ieri, peraltro anche errando, perché a tutt'oggi dei 570 alloggi previsti per il ceto medio ne sono stati costruiti solo 60 a Bolzano, ce ne sono 80 in costruzione e programmazione, di cui 30 a Laives, e da fare ce ne sono
430. Drammatica la situazione di Merano dove sono previsti 120 alloggi, di fatto nessun alloggio è stato costruito.
E la stessa cosa succede a Bressanone. Forse sono in fase di progettazione. Quindi c'è un ritardo spaventoso per
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quanto riguarda gli alloggi per il ceto medio. Non voglio incolpare la Giunta provinciale di questo, perché le maggiori responsabilità vanno ad ascriversi ai comuni che non hanno saputo ancora individuare le aree necessarie.
Qualcuno prima diceva che bisogna costruire nuovi alloggi, certamente il consigliere Urzì aveva ragione, il problema è trovare poi le aree per la costruzione. A Merano, oltre ai problemi di appalti che ci sono stati, non si sono
trovate le aree, e la responsabilità maggiore è dei comuni. Credo però che anche in questo senso la Provincia
dovrebbe spingere maggiormente, perché è bello il concetto degli alloggi al ceto medio, ma la Giunta provinciale
che ha potere sui comuni deve in qualche maniere imporre ai comuni di mettere a disposizione entro un determinato numero di anni i terreni. Altrimenti continueremo ad avere delle fasce di reddito, come in questo caso, che
rimangono esclusi da qualsiasi possibilità: troppo ricchi per poter accedere all'alloggio sociale, troppo "poveri" per
poter acquistare sul mercato privato un alloggio. E poi sono proprio quelle famiglie che si ritrovano a dover chiedere il sussidio per cercare di andare a coprire quel buco che emerge per quanto riguarda i canoni. Oggi la politica
per il ceto medio, anche se di buona ispirazione, è fallita perché su 570 alloggi solo il 10% è stato realizzato, 60
alloggi a Bolzano. Questo ci costringe a tirare le orecchie ai comuni che dovrebbero essere più attenti. Quando
parliamo di alloggi per il ceto medio, io non li darei in gestione ai comuni ma alle cooperative, visto e considerato
che sono più gestibili. Su questo ho presentato un emendamento al comma 7 che potrebbe essere una possibilità
in più per le stese cooperative.
A proposito delle cooperative faccio un piccolo inciso. Noi abbiamo delle cooperative edilizie a Merano i cui
assegnatari sono entrati nelle abitazioni da tre anni e non hanno ancora visto il contributo che spetta a loro. Parlo
ad esempio della cooperativa Kinklin in via Bersaglio a Merano, dove gli assegnatari abitano in quelle case da tre
anni e stanno ancora aspettando il contributo. Ci sono state interrogazioni, si dice che entro questa estate dovrebbe essere erogato, ma tre anni sono veramente troppi per erogare quanto spetta a delle persone che hanno il
diritto di ricevere quei contributi. Lo dico, perché anche le cooperative edilizie fanno parte del problema dell'edilizia
sociale, e noi dobbiamo pensare a questo problema.
Non voglio andare oltre. Ci sarebbero altre questioni da sottolineare. Ho presentato diversi emendamenti
che verranno illustrati successivamente. Per quanto mi riguarda la legge n. 13/98 necessita di una riscrittura completa, così come ho sottolineato per creare una legge chiara, organica e armoniosa al proprio interno. Continue
modifiche con rimandi degli articoli a questa o quella normativa rendono confusa la situazione e soprattutto rischiano di non rendere organico il provvedimento. Auspico che chiunque sia a fare l'assessore nella prossima
legislatura prenda in mano con coraggio questa legge del 1998 per una riscrittura totale che tenga in considerazione tutte le varie necessità. La legge del 1998 è una legge "vecchia" di 14 anni, che è stata in linea di massima
aggiornata ma forse non ha saputo rispondere a tutte quelle che sono le necessità e le aspettative della popolazione. Oggi i tempi sono cambiati, certamente nel 1998 non vi era una situazione di disagio sociale quale quella
che stiamo attraversando questo'oggi, quindi anche la Provincia dovrebbe tener maggiormente conto di questo e,
così come ha fatto in altri settori, anche nell'edilizia sociale. Di conseguenza l'appello che mi sento di rivolgere alla
Giunta è quello di prendere coraggio e di esaminare nel concreto tutte le situazioni e di dare le risposte alla popolazione che certamente se le attende, ma che sono anche risposte a delle necessità e non solo a delle volontà
della popolazione.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all'edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Cercherò di ripercorrere alcuni punti che sono state sollevati e rispondere a
quanto è stato domandato, ma anche alle considerazioni fatte dai consiglieri che sono intervenuti e che naturalmente ringrazio per il contributo.
Inizio dicendo che il riferimento all'ulteriore procedura di accelerazione del reperimento dei terreni che era
prevista è stato tolto. Abbiamo avuto una discussione con i comuni e con il presidente del Consorzio dei comuni.
Era chiaro che era un modo per accelerare e cercare di segnalare ulteriormente il problema ch è stato testè ricordato, ovvero quello del reperimento dei terreni per la prosecuzione dei nostri programmi, ma su questo tornerò in
seguito. Con questa normativa non si può dire che sia "una traversata nel deserto", per usare termini biblici, un
salto nel vuoto. C'è qui anche il collega Theiner che lo conferma, noi salvaguardiamo un istituto prezioso come
quello del contributo al canone di locazione, riformandolo, perché è necessario anche fare le riforme. Questo istituto è stato più volte criticato, non tutto è perfetto e dopo alcuni anni va sicuramente aggiornato, reso più trasparente, più equo e meno burocratico. Attraverso l'applicazione del redditometro siamo convinti che si faccia un
enorme passo avanti. Anche le parti sociali stanno spingendo, ma anche tante forze politiche, per l'applicazione
del redditometro in tutti i settori sociali, e credo sia giusto andare avanti in questa direzione. Non ci possiamo dimenticare che questo è certamente un passo avanti in termini di equità.
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Passo in rassegna le questioni che sono state poste. Il consigliere Pöder ha posto la questione della "Mindestmiete". Esso non attiene a questa legge, ma penso sia un elemento su cui si può ragionare, non deve essere
un tabù anche se non ne discutiamo in questo momento. Alcuni consiglieri hanno colto un elemento che avete
sottolineato, spostare il sussidio affitto, sia pure in una fase transitoria nei prossimi quattro anni, dall'Ipes ai distretti
sociali, perché di questi stiamo parlando, non stiamo abolendo niente, lo stiamo spostando, è un modo anche di
riformare l'Ipes. Questo è vero. L'Ipes ha bisogno di un processo di aggiornamento e uno degli elementi che avevamo sottolineato è stato quello di far concentrare di più l'Ipes sulla costruzione e gestione degli appartamenti.
Questo compito era stato appiccicato all'Ipes "ex post" e non è mai stato gradito. In questo modo noi concentriamo
l'Ipes su quello che deve fare al meglio e spostiamo invece questo servizio che rimarrà, che unifichiamo con meno
burocrazia e anche maggiori controlli.
Qualcuno ha parlato dei controlli. Io sono convinto che il redditometro non vada contro il cosiddetto "ceto
medio", ma voglio anche sottolineare che certamente la questione dei controlli è fondamentale. Io sono convinto, e
poi se volete entriamo nel merito, in generale, del redditometro, che attraverso questa nuova forma di gestione
delle prestazioni sociali sia possibile avere un maggiore controllo. In ogni caso questo deve essere il nostro obiettivo. Sono d'accordo che i furbi devono essere individuati e colpiti con sempre maggiore precisione. Tanto più in
una situazione come quella attuale dobbiamo concentrarci nel dire che chi ha diritto, chi ha veramente bisogno
deve avere un contributo, chi fa il furbo deve essere invece sanzionato. Ricordo che in realtà le sanzioni ci sono, si
va dalla revoca dell'agevolazione, la riduzione dell'agevolazione, sanzioni amministrative, ho qui tutta la tabella. Ci
sono casi di persone "furbe", qualcuno non dichiara, e ci sono altri meccanismi. Per quanto riguarda i cittadini
extracomunitari certamente è complicato determinare se uno ha proprietà all'estero. Naturalmente oltre i 40 km sia
per i residenti che per gli extracomunitari il possesso di un alloggio non viene preso in considerazione per la concessione, ma viene calcolato nella capacità reddituale e patrimoniale, per cui va dichiarato. Laddove noi verificassimo che questo non viene dichiarato, è un'omissione che va punita con tutte le sanzioni del caso. Questo vale per
tutti, è un principio generale. I controlli vanno fatti, le leggi ci sono, dobbiamo pretendere che vengano fatti e che
anche le segnalazioni dei cittadini vengano prese in considerazione. Ogni tanto queste segnalazioni sono vere,
ogni tanto è un po' di delazione, I controlli possono essere fatti anche a campione. Attraverso il sistema del redditometro e attraverso l'unificazione avremo la possibilità di essere più efficaci.
Non sto dicendo che non ci sono falle nel sistema, però essere più efficaci e cercare con minore burocrazia
di avere maggiore controllo in modo da avere, anche se uno dovrebbe sempre dichiarare sempre il vero, ma siccome sappiamo che qualcuno non lo fa, una maggiore forza di deterrenza. Il collega Theiner e io siamo convinti
che avere una centrale unica che fa tutto e che controlla sia più efficace. Quindi anche l'unificazione dal punto di
vista dei controlli è certamente un passo avanti. Così come lo è l'Agenzia. Ne abbiamo discusso, io stesso l'ho
ponderata bene, perché all'interno dell'Agenzia vanno sia i compiti dell'edilizia abitativa per quanto riguarda il vincolo ventennale, sia i compiti che sono propri dell'urbanistica. Sono due istituti diversi. Noi facciamo i controlli per
quanto riguarda il vincolo sociale ventennale e tutti i controlli legati ad esso, mentre per quanto riguarda l'urbanistica questi compiti sono demandati ai comuni. Anch'io ho posto il tema dell'autonomia dei comuni. Ci siamo seduti ad un tavolo con il presidente del consorzio dei comuni, ne abbiamo discusso e abbiamo definito che questo
processo avviene in accordo con i comuni e non contro i comuni e che tutto sommato l'Agenzia che va costruita
con l'approvazione di questa legge ci darà maggiori benefici. È vero che per una serie di ragioni questi controlli sul
territorio vengono fatti in maniera diversa, quindi un'Agenzia che vada ad effettuare maggiormente questi controlli
anche per la materia urbanistica dei comuni credo sia importante, particolarmente in questo momento. Qualcuno
sottolineava il tema di quale effetto produce il sussidio affitto, se gonfia o meno il mercato. È un dibattito teoricamente molto interessante e i consiglieri hanno sottolineato che lo era già quando si è introdotto, e io sono d'accordo. Oggi che famiglie vivono di un contributo di questo tipo, non è più un dibattito astratto, diventa concreto, per
cui se lo si toglie, si va ad incidere concretamente sulle famiglie. Attenzione quindi, una cosa è il dibattito teorico,
altra cosa è la vita reale delle famiglie. Noi che ci troviamo qui adesso a decidere la situazione attuale, dobbiamo
sapere che il sussidio affitto e contributo al canone di locazione, domani si chiamerà contributo all'affitto, questo
istituto, quindi dare un aiuto ai cittadini, è necessario, perché se lo togliamo c'è un elemento di difficoltà sociale
forte. Quindi agiamo nella società attuale pensando anche al futuro. E qui va fatto il discorso sottolineato dalla
collega Klotz delle "leerstehende Wohnungen" e del calcolo del fabbisogno. Dobbiamo dirci la verità. I programmi
di costruzione ce li abbiamo. Si può sempre fare la fotografia della realtà, ma è la fotografia di quell'istante, anche
se è molto complicato farla soprattutto per i comuni, ma fotografa l'istante in cui quell'alloggio può essere vuoto
perché in quel momento c'è una transizione fra due famiglie, o è morto il precedente proprietario ecc. Non è detto
che sia una condizione stabile, quindi bisogna stare attenti. Ma sono convinto che qualcosa cambierà, perché
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l'introduzione dell'Imu, che a nessuno di noi piace, se gestita bene può creare da parte dei comuni un elemento
virtuoso. Se si inserisce un'aliquota più alta a chi tiene sfitto l'alloggio mentre, come abbiamo dato la possibilità
con la legge provinciale, si applica l'aliquota minore a chi affitta, e se i comuni applicano questo legandolo per
esempio al canone provinciale, un affitto calmierato, possiamo recuperare, consigliere Dello Sbarba, alcuni elementi. Lei ha citato l'equo canone, ha detto di cercare un sistema per calmierare gli affitti. Io sono d'accordo.
Noi abbiamo qui pochi strumenti. Uno strumento sarebbe il vero federalismo fiscale, avere la possibilità di
agire sull'aliquota, che oggi è del 19, 21% fissa. Se avessimo la possibilità di agire con un vero realismo fiscale, a
proposito di piena autonomia, riusciremmo a passare il contributo dal soggetto all'oggetto, e quindi potremmo
agevolare attraverso una detrazione chi affitta per esempio a canone provinciale. Però questa leva fiscale purtroppo non la possiamo utilizzare. Magari domani sì, e credo che bisogna lavorare in quella direzione. Già però
per i comuni applicare l'aliquota in maniera differente, cercando, per le seconde case, di dare la parte minima a chi
affitta, magari imponendo un canone calmierato, sarebbe una cosa da sperimentare.
Così come è importante l'Agenzia perché in questo momento potenziare i controlli, secondo quello che ci
dicono anche i comuni ci potrebbe consentire anche di recuperare una serie di alloggi che formalmente risultano
convenzionati e quindi dovrebbero essere affittati a canone provinciale e che attualmente non lo sono. Ecco che
allora il potenziamento dei controlli e anche l'onere che ci deriva dal costituire l'Agenzia potrebbe essere uno
strumento importante per recuperare e reimmettere sul mercato alloggi che poi vengono affittati effettivamente a
canone provinciale, e se qualcuno non l'affitta si può sempre applicare un'aliquota Imu.
Questi sono alcuni strumenti coordinati con i comuni che possiamo usare. Non sono strumenti risolutivi, secondo me dovremmo poter agire sulla leva fiscale, ma l'Agenzia in questo momento è importante anche per questo aspetto. Credo che in accordo con i comuni, se non superando la competenza dei comuni, sia un elemento
molto positivo.
Parlavo prima delle sanzioni. Non si tratta di un salto nel buio, perché ho spiegato come sarà la nuova prestazione. È inserito all'interno della legge, e la parola "può" è una questione di tecnica legislativa. Noi abbiamo la
volontà politica di far partire e potenziare questa prestazione presso i Servizi sociali, quindi su questo non ci sono
dubbi, ma per dare ancora maggiore tranquillità sul fatto che dal primo gennaio 2013 questa nuova prestazione
partirà presso i Servizi sociali, approveremo anche un emendamento che lo specifica, sapendo che ovviamente
non possiamo entrare nel dettaglio di tutti gli elementi di calcolo perché non è una specifica della legge sull'edilizia
abitativa agevolata ma lo diventa dei Servizi sociali. Però per ulteriore tranquillità e sicurezza approveremo un
emendamento che introduce il concetto della presentazione delle domande presso i Servizi sociali e quindi dell'esistenza della prestazione stessa.
Vorrei anche dire qualcosa per quanto riguarda il fabbisogno delle costruzioni. È giusto determinare il fabbisogno, avere un'idea, e noi ce l'abbiamo. Abbiamo i programmi di edilizia abitativa che possono essere visti assieme ai comuni. Per esempio un comune ci ha detto che non voleva alloggi sul suo territorio. È successo anche
questo. Avevamo determinato un fabbisogno, consigliere Urzì, e poi il comune ha detto di non volere alloggi. In
quel caso si prende la responsabilità. Però noi abbiamo una determinazione del fabbisogno e dei programmi chiari
e anche le risorse da mettere in campo. Non sempre però, lo dico in maniera molto ferma, questi programmi vengono considerati opportuni da parte dei comuni. Allora ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, perché
sono convinto, come Lei, consigliere Urzì, e anche Lei,consigliere Minniti, che il fabbisogno sia reale e che noi si
debba costruire. Dopodiché se costruiamo anche recuperando, anche densificando, va bene, ma questo è un
elemento urbanistico su cui i comuni ci debbono aiutare. Mi riferisco in particolare ai comuni più grandi perché nei
comuni più piccoli spesso in realtà abbiamo un forte sostegno anche degli amministratori. Non è un mistero che
siamo in difficoltà sul comune di Bolzano, è stato citato anche il comune di Merano, dove abbiamo in corso dei
bandi. Ci siamo inventati questo strumento dei bandi che stiamo cercando di portare avanti, perché vogliamo non
solo accelerare le procedure ma vogliamo costruire per i nostri cittadini. Questi bandi sono in corso. Naturalmente
se un comune non crede nel fabbisogno, diventa molto difficile. Se il sindaco Spagnolli dice non c'è un reale fabbisogno, non è questione di dire che è del mio partito o no, ognuno si deve prendere la propria responsabilità. Io
sostengo che i programmi di costruzione devono essere portati avanti, li vogliamo portare avanti, sicuramente
avrei voluto portarli avanti come voi in termini più rapidi. Mi sono accorto di come purtroppo, e per me questa rimane una cosa incomprensibile, ci sia una ritrosia e alle volte non ci sia neanche la consapevolezza di alcuni
comuni di quello che è il reale bisogno da parte dei cittadini. Di questo ognuno si assume la propria responsabilità
che gli compete come amministratore e come politico. Io rimango convinto che il fabbisogno ci sia, che i programmi che la Giunta provinciale ha approvato vadano realizzati, che le risorse per farli ci siano e che sia compito
degli altri enti, insieme a noi, mettere in campo tutte le modalità per agevolare questa costruzione. Se poi qual-
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cuno dice che non ci sono nel proprio territorio, è giusto che se ne assuma la responsabilità, però noi cercheremo
di andare avanti in accordo con le amministrazioni locali. Molto spesso in alcuni territori stiamo andando avanti
bene e anche l'istituzione dell'Agenzia è certamente un esempio di buona collaborazione.
Per cercare di dare uno strumento in più, oltre quelli che abbiamo messo in campo, abbiamo previsto la realizzazione dei bandi intercomunali, sempre in accordo con i comuni. Essi sono una opportunità in più di pensare
anche allo sviluppo dei territori in termini urbanistici secondo un concetto di area metropolitana per quanto riguarda i comuni più grandi. Penso che siano uno strumento sensato e importante che può essere utilizzato insieme agli altri strumenti per trovare risposte positive.
Apprezzo una serie di considerazioni che riconoscono lo sforzo fatto anche rispetto all'Ipes che potrà concentrarsi sempre meglio sul proprio "core business", compreso quello di poter escludere dalla graduatoria per otto
anni chi rinuncia all'alloggio. Si è accennato al fatto che nella legge ci sarebbe scritto che il presidente può decidere arbitrariamente. No! Ovviamente il presidente non può decidere arbitrariamente l'assegnazione dell'alloggio.
Essa avviene in base alla graduatoria, ai punteggi, al fabbisogno e al reddito. Una volta che uno ha diritto, si determina l'assegnazione che viene fatta con atto del presidente. Laddove però un cittadino rifiuti un alloggio adeguato alle caratteristiche della propria famiglia, è giusto che venga escluso. Inizialmente avevamo previsto un'esclusione per sempre. Nel corso del dibattito in commissione è stato fatto notare che le esigenze della famiglia
possono cambiare, che in un certo momento ci possono essere dei casi limite in cui uno è "costretto" a rinunciare
per vari motivi, quindi abbiamo inserito il limite degli 8 anni che ci sembra un termine congruo per poter scoraggiare chi fa domanda solo per una questione di furbizia, e quindi non è una domanda "veritiera" e nello stesso
tempo dare la possibilità, in casi limite, a persone che effettivamente dovessero rinunciare ad un alloggio per
causa di forza maggiore ma poi, per causa di trasformazione della famiglia, avessero bisogno di ripresentare la
domanda, di farlo.
Mi pare di aver spiegato i punti centrali di questo disegno di legge che introduce anche l'importante contributo aggiuntivo per le famiglie in cui ci siano persone con handicap fisico permanente.
Vorsitz des Präsidenten | Presidenza del presidente: Mauro Minniti
PRESIDENTE: Passiamo all'esame degli ordini del giorno.
Ordine del giorno n. 1, presentato dal cons. Pöder, concernente agevolazioni edilizie per il ceto medio a
famiglie con figli minori.
Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 1, eingebracht vom Abgeordneten Pöder, betreffend Wohnbauförderung für den Mittelstand an Familien mit minderjährigen Kindern.
La Giunta provinciale ha presentato delle proposte di sostegno al ceto medio per quanto riguarda le
agevolazioni edilizie.
Si tratta soprattutto di contributi per il terreno edificabile o per gli oneri di urbanizzazione, di acquisto
rateale o a riscatto e di un affitto a rotazione decennale per una durata massima di dieci anni a canone agevolato.
Queste misure di sostegno per il ceto medio sono giustificate, ma dovrebbero andare solo a favore di
nuclei familiari con figli minori; questo per sottolineare il ruolo centrale delle famiglie con figli ai fini
dello sviluppo della società.
Dare precedenza ai nuclei familiari con figli minori trova giustificazione nel fatto che rispetto a quelle
senza figli queste famiglie hanno maggiori oneri e responsabilità.
Il modello 1 del programma di costruzione per il ceto medio, presentato dalla Giunta provinciale e
concernente i contributi per il terreno edificabile o per gli oneri di urbanizzazione, andrebbe applicato
a nuclei familiari con almeno due figli minori.
Al modello 2, che prevede l'acquisto rateale, dovrebbero essere ammesse le famiglie con almeno un
figlio minore, con la concessione di un ulteriore bonus alle famiglie con almeno due figli o in caso di
nascita di un secondo figlio durante il periodo in cui si beneficia dell'agevolazione.
Al modello 3, affitto a rotazione con canone agevolato per una durata massima di 10 anni, dovrebbero essere ammessi i nuclei familiari con almeno un figlio minore, con l'aggiunta di un bonus affitto
quando i figli sono almeno due.
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Ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
delibera
quanto segue:
1. Il Consiglio provinciale si dichiara favorevole al fatto che ai modelli previsti nel quadro delle agevolazioni edilizie per il ceto medio vengano ammessi unicamente nuclei familiari composti da almeno un figlio minore.
2. Si incarica la Giunta provinciale di elaborare e di seguito applicare i relativi modelli ai fini delle
agevolazioni edilizie.
----------Die Landesregierung hat Vorschläge für die so genannte Mittelstandsförderung im Bereich der
Wohnbauförderung vorgebracht.
Dabei geht es unter anderem um die Förderung von Wohnbaugrund bzw. Erschließungskosten, das
Ratenkauf-/Mietkaufsystem und eine Art Mietenrotationssystem mit einer 10-jährigen vergünstigten
Mietwohnung.
Diese Fördermaßnahmen für den so genannten Mittelstand erscheinen sinnvoll, sollten jedoch nur
an Familien mit minderjährigen Kindern vergeben werden, um die zentrale Rolle von Familien mit
Kindern für die Entwicklung der Gesellschaft zu unterstreichen.
Eine Bevorteilung der Familien mit minderjährigen Kindern zieht ihre Logik aus den höheren Belastungen, die Familien mit Kindern gegenüber kinderlosen Haushalten zu tragen haben.
Das von der Landesregierung vorgeschlagene Modell 1 des Wohnbauprogrammes für den Mittelstand hinsichtlich der Förderung für Wohnbaugrund bzw. Erschließungskosten sollte für Familien
mit mindestens zwei minderjährigen Kindern umgesetzt werden.
Das Modell 2 hinsichtlich des Ratenkaufsystems sollte Familien mit mindestens einem minderjährigen Kind gewährt werden, mit einem zusätzlichen Förderbonus an Familien mit mindestens zwei
Kindern oder der Geburt eines zweiten Kindes während der Laufzeit.
Das Rotationssystem als Modell 3 der Mittelstandsförderung mit der 10-jährigen Laufzeit für vergünstigte Mietwohnungen sollte an Familien mit mindestens einem minderjährigen Kind vergeben werden,
inklusive eines Mietenbonus bei mindestens zwei Kindern.
Dies vorausgeschickt,
beschließt
DER SÜDTIROLER LANDTAG:
1. Der Südtiroler Landtag spricht sich dafür aus, dass die im Rahmen der Mittelstandsförderung im
Bereich der Wohnbauförderung geplanten Fördermodelle nur an Familien mit mindestens einem
minderjährigen Kind vergeben werden.
2. Die Landesregierung wird beauftragt, entsprechende Modelle für die Wohnbauförderung auszuarbeiten und umzusetzen.
La parola al consigliere Pöder per l'illustrazione.
PÖDER (BürgerUnion): Vielen Dank, Herr Präsident. Es gibt im Rahmen der Wohnbauförderung eine
ganze Reihe von Förderungsmöglichkeiten. Die Mittelstandsförderung ist eine richtige Initiative, auch wenn das in
diesem Gesetz so jetzt natürlich nicht vorgesehen ist. Ursprünglich waren dafür aber einmal Modelle vorgesehen,
und ich bin absolut der Meinung, dass jede Form der Mittelstandförderung, wie auch immer sie erfolgen sollte,
wirklich dahingehend organisiert werden sollte, dass sie auf Familien mit Kindern konzentriert ist.
Natürlich ist es wichtig, dass wir mit der Wohnbauförderung selbstverständlich auch beispielsweise die
Jungfamilien fördern und jene unterstützen, die vielleicht gerade dabei sind, eine Familie zu gründen und noch
keine Kinder haben. Das ist ein anderes Thema.
Im Mittelstandsbereich ist einfach zu sagen, dass derjenige, der keine Kinder hat oder sich eben sein Leben
ohne Kinder organisiert, auch die Möglichkeit hat, sein Geld für andere Dinge auszugeben. Es muss natürlich bei
allen emotionalen und selbstverständlich wertemäßigen Vorteilen auch ein materieller Vorteil vorhanden sein,
Kinder zu haben, und zwar in dem Sinne, dass bei der Mittelstandsförderung jemand einfach bevorzugt ist, wenn
er Kinder bzw. Familie hat.
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Ich weiß, dass das primär jetzt nicht Gegenstand dieses Gesetzentwurfes ist, denn dieser regelt andere Bereiche, aber es ist sicherlich so, dass wir in diese Richtung gehen könnten.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Ich bin absolut dafür, dass Familien mit Kindern in besonderer Weise gefördert werden. Ich bin aber auch absolut dagegen, wenn man eine gesetzliche Bestimmung schafft, in der es
heißt, dass die Wohnbauförderung nur an Familien mit einem minderjährigen Kind vergeben werden. Ich würde
mich dagegen aussprechen, eine Formulierung zu treffen, in der gesagt wird, dass die geplante Wohnbauförderung für den Mittelstand ausschließlich an Familien mit einem minderjährigen Kind geht. Das ginge mir zu weit!
Ich bin … (wird unterbrochen) … Vorrangig, das geht für mich in Ordnung, aber nur dass … (wird unterbrochen) … Gut, somit ist das geklärt. Dann bin ich auch damit einverstanden, wenn das vorrangig so ist. Sonst wäre
das zu einschränkend, denn damit könnte man beispielsweise auch Leute bestrafen, die keine Kinder haben können, und nicht nur solche, die keine Kinder haben wollen. Das ginge sicher zu weit.
Bei dieser Gelegenheit möchte ich auch eine Frage in den Raum stellen. Wir reden so sehr vom Mittelstand. Eine genaue Definition dafür gibt es sicherlich nicht, aber es gibt sie nicht einmal annähernd. Was ist
heute "Mittelstand"? Dem Mittelstand würde man am besten dadurch helfen, wenn er vor allem weniger Steuern
zahlen müsste. Ganz einfach!
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): A quanto ho capito, il ceto medio è
un concetto che è stato elaborato, che si è trasformato nel tempo, ma in questo momento il ceto medio che accede per esempio a queste case sta all'interno delle fasce Ipes sostanzialmente, non è fuori dalla quinta fascia.
Chiedo all'assessore di spiegarci meglio come è definito il ceto medio quando interviene.
La seconda domanda che volevo fare è questa. Mettiamo il caso che io abbia diritto all'accesso a queste
case per il ceto medio, ma nel mio diritto, nelle mie condizioni di accesso sono forse nella graduatoria in cui sto,
come vengono valutati i figli, cioè i componenti del nucleo familiare? I figli sono già valutati dentro le condizioni? E
avere due o tre figli dà un vantaggio rispetto alla famiglia che non ha nessun figlio? Se già nella composizione
delle graduatorie per l'accesso agli alloggi per il ceto medio i figli rappresentano un punteggio, l'approvazione di
una mozione che dice che si privilegiano le famiglie con figli cambia poco, perché alla fine la Giunta dirà che già
viene attribuito alle famiglie con figli un punteggio aggiuntivo rispetto alle famiglie senza figli. La mia domanda è:
oggi c'è un punteggio aggiuntivo per le famiglie con figli? Se già è previsto questo punteggio aggiuntivo, l'approvazione dell'ordine del giorno non rappresenta nessuna innovazione.
PÖDER (BürgerUnion): Nachdem aufgrund der Geschäftsordnung eine Abänderung des Beschlussantrages nicht möglich ist, ziehe ich diesen zurück und bringe ihn an einer anderen Stelle mit einer neuen Formulierung
wieder ein.
PRESIDENTE: L'ordine del giorno n. 1 è ritirato.
Ordine del giorno n. 2, presentato dal consigliere Urzì, riguardante: Cancellato il sussidio casa, ma senza
alcuna certezza di tutela per i più bisognosi.
Beschlussantrag Nr. 2, eingebracht vom Abgeordneten Urzì betreffend Streichung des Wohngeldes ohne
anderweitige Sicherheit für die Bedürftigsten.
Il ddl 123/12 dispone all'articolo 2 la sospensione dell'accettazione di nuove domande di sussidio
casa dal 1° gennaio del 2013.
La misura se si giustifica sul piano della ricostruzione di una politica di accesso alla casa sulla base
di criteri di sostenibilità economica ma anche di giustizia sociale, crea una situazione di grave allarme sociale non prevedendo a compensazione, per le categorie più esposte e in difficoltà, alcuna
forma di intervento di sussidio sociale esclusi gli interventi di immediata urgenza.
Per la precisione si prevede che in caso di soddisfacimento dei requisiti previsti dal decreto della
giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30 "può essere concessa una prestazione per il pagamento
delle spese di locazione e delle spese accessorie". Tale misura riguarda per sua stessa natura i casi
più critici, e solo essi.
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Ma è evidente che la discrezionalità della misura ("può essere concessa" anziché "concede") crea
una grande incertezza soprattutto fra quanti vivano una condizione di particolare debolezza economica e sociale tale da rendere dipendente la sopravvivenza di un contratto di affitto per un alloggio
privato da una forma di sostegno sociale pubblico.
Già di per sé l'abolizione del sussidio casa determina una forte scossa sociale, creando condizioni di
squilibrio immediate per i cittadini che evidentemente faticheranno a rinnovare contratti di affitto, alla
loro scadenza naturale.
Invero sarebbe stato opportuno un processo graduale di dismissione del sussidio casa (effettivamente elemento che nel tempo ha condizionato pesantemente il mercato della casa portando a un
aumento degli affitti, costo sociale di cui si è fatta carico la Provincia) creando misure transitorie e
normative utili a calmierare il mercato della casa e degli affitti.
La sospensione traumatica dei sussidi casa sarà invece destinata a creare al contrario, nell'immediatezza, fortissimi scompensi sociali senza che sia stato previsto alcun paracadute per le situazioni più
esposte.
Tutto ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
delibera quanto segue:
a garantire:
1. la certezza per coloro che godano dei requisiti fissati dal decreto della Giunta provinciale 11 agosto 2000, n. 30, di potere accedere a prestazioni per il pagamento delle spese di locazione e delle
spese accessorie;
2. l'individuazione prima dell'entrata in vigore della norma di misure certe atte a garantire un paracadute sociale, soprattutto nella prima fase di applicazione della norma e di sospensione del sussidio, per coloro che pur non rientrando nelle categorie di cittadini in grave disagio sociale individuati ai sensi del decreto 11 agosto 2000, n. 30, rischino di entrare in una fascia di allarme e difficoltà economica non essendo nella condizione di potere rinnovare alle medesime e precedenti
condizioni economiche contratti di affitto giunti alla propria naturale scadenza.
---------Der Landesgesetzentwurf Nr. 123/12 sieht unter Artikel 2 vor, dass nach dem 1. Jänner 2013 eingereichte Wohngeldgesuche nicht angenommen werden.
Mag die Maßnahme im Rahmen einer neuen Wohnungspolitik aufgrund wirtschaftlich tragbarer und
sozial gerechter Kriterien gerechtfertigt erscheinen, so führt sie doch zu einer sozial äußerst
bedenklichen Situation, da sie für die bedürftigsten Bevölkerungsgruppen, abgesehen von den unmittelbaren Dringlichkeitsmaßnahmen, keinerlei soziale Beihilfe vorsieht.
Bei Erfüllung der vom Dekret der Landesregierung vom 11. August 2000, Nr. 30, vorgesehenen Voraussetzungen könne allerdings "eine Leistung zur Deckung der Spesen für Miete und Zusatzkosten
gewährt werden." Diese Maßnahme betrifft ihrem Wesen nach die kritischsten Fälle, und nur diese.
Aber es ist offensichtlich, dass diese Ermessensfreiheit ("kann ... gewährt werden" anstatt "wird gewährt") vor allem bei den wirtschaftlich und sozial Schwächsten zu einer großen Unsicherheit führt,
da sie den Mietvertrag für eine Privatwohnung nur dann aufrechterhalten können, wenn sie dafür
eine öffentliche Sozialbeihilfe erhalten.
Allein die Abschaffung des Wohngeldes kommt insofern einem großen sozialen Einschnitt gleich, als
die Bürger als unmittelbare Folge nur schwer in der Lage sein werden, ausgelaufene Mietverträge zu
verlängern.
Angebracht wäre eine allmähliche Abschaffung des Wohngeldes (in der Tat eine Maßnahme, die den
Wohnungsmarkt stark verzerrt und zu einem Anstieg der Mieten geführt hat, für den teilweise das
Land aufgekommen ist) anhand von Übergangsmaßnahmen und -bestimmungen, die sich mäßigend
auf den Wohnungs- und Mietmarkt auswirken.
Die traumatische Abschaffung des Wohngeldes wird jedoch das Gegenteil bewirken, nämlich umgehend ein starkes soziales Ungleichgewicht, ohne Schutzmechanismen für die schwächsten Mitglieder der Gesellschaft.
Aus diesen Gründen
beschließt
DER SÜDTIROLER LANDTAG
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Folgendes:
Zu gewährleisten ist,
1. dass diejenigen, die die im Dekret der Landesregierung vom 11. August 2000, Nr. 30, vorgesehenen Voraussetzungen erfüllen, die Leistungen zur Deckung der Spesen für Miete und Nebenkosten in Anspruch nehmen können;
2. dass noch vor dem Inkrafttreten der Bestimmung Maßnahmen ausgearbeitet werden, die vor allem in der ersten Phase nach der Streichung des Wohngeldes einen sozialen Schutzschirm für all
jene bieten, die Gefahr laufen, in finanzielle Schwierigkeiten zu geraten, da sie nicht in der Lage
sind, zu den bisher bestehenden finanziellen Bedingungen die ausgelaufenen Mietverträge zu
verlängern, auch wenn sie nicht zu den sozial Schwächsten gemäß Dekret vom 11. August 2000,
Nr. 30, gehören.
La parola al consigliere Urzì per l'illustrazione.
URZÌ (Futuro e Libertà – Zukunft und Freiheit – Dagnì y liberté): L'assessore Tommasini sta confrontandosi con l'assessore Theiner, perché con questo disegno di legge accadrà qualcosa di importante, nel senso
che tutto il comparto che attiene le misure sociali di intervento a favore di coloro che si trovano in maggiore difficoltà per quanto riguarda il pagamento degli affitti transiterà dall'orbita dell'assessorato all'edilizia all'assessorato
all'assistenza. Questo è un passaggio politicamente molto significativo. Verrebbe anche da riflettere, ma questo
riguarda il tema delle competenze assegnate agli assessorati.
Vorrei porre il focus del mio ragionamento su due aspetti che ho centrato nella parte impegnativa. Il primo
aspetto riguarda il chiarimento a quella parte della legge che prevede nella stesura originaria, e qui chiediamo un
intervento importante, una facoltatività nell'assegnazione del contributo per il pagamento delle spese di locazione
da parte dei Servizi sociali che vorremmo divenisse un atto dovuto da parte dell'amministrazione nel caso in cui
vengano soddisfatti i requisiti: vengono soddisfatti i requisiti, automaticamente riconosco il contributo, non vengono soddisfatti i requisiti, verifico se assegnarti il contributo. Questo è il punto 1, su cui chiediamo un chiarimento,
altrimenti rischiamo di trovarci di fronte a mancanza di riferimenti certi rispetto a delle misure di intervento sociale
pur previste dalla legge.
Il secondo punto riguarda forse più l'assessore Theiner, anche se dal primo gennaio prossimo. Noi abbiamo
una legge che prevede che dal primo gennaio venga abolito il sussidio casa, pur con gradualità, e si transita tutti
sotto i Servizi sociali. Io chiedo, ho dei requisiti, li dimostro, sono conformi a quanto stabiliti dalla Giunta provinciale, acquisto il diritto di veder riconosciuto il contributo. Possiamo dire con certezza che il 100% di coloro che
oggi percepivano il sussidio casa domani prenderà il contributo? Lei dice già di no, e lo sappiamo, altrimenti non
sarebbe stato fatto ciò che è stato fatto, quindi si tratta in ultima analisi di un'operazione di risparmio da parte dell'amministrazione pubblica più che di razionalizzazione. A quella percentuale che non percepirà il contributo da
parte dei Servizi sociali, che tipo di supporto e aiuto ci impegniamo a riconoscere nella consapevolezza della
drammaticità del momento in cui viviamo, che è anche una difficoltà del mercato a potersi adeguare ai cambiamenti? Mi spiego, se scade il sussidio casa e io non ho più diritto a poterlo percepire a partire dal primo gennaio
del prossimo anno, ma il mio padrone di casa me l'affitta alle medesime condizioni di ieri, se non addirittura pretende un aumento dell'affitto e poi rivolgendomi sul mercato della casa faccio oggettivamente difficoltà a trovare
migliori condizioni, per mille motivi, ma c'è anche l'Imu di mezzo, quindi oggi i proprietari di casa si rendono conto
di essere costretti a pagare cifre che probabilmente non avevano calcolato e che vogliono far ricadere sui propri
inquilini, che tipo di garanzie diamo a questa fascia di cittadinanza del ceto medio rispetto all'immediatezza alla
prima applicazione della norma? Rischiamo veramente di lanciarli fuori dal veivolo senza paracadute! È un salto
nel vuoto dal punto di vista sociale molto pericoloso. Che tipo di garanzia diamo a questo segmento? Questo
chiedo con grande forza e determinazione e credo sia una risposta che i cittadini interessati si attendono.
Ecco le motivazioni di questo ordine del giorno che auspico possa essere approvato. Sono disponibile, se
verrà chiesto, a far votare separatamente la parte delle premesse dalla parte impegnativa nel caso ci sia l'interesse di far approvare il merito delle questioni della parte impegnativa.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Il collega Urzì con questo ordine del giorno non fa altro
che mettere in luce una totale condizione di incertezza nella quale potrebbero trovarsi diverse migliaia di cittadini
di fronte ad una disposizione di legge che pone nella condizione coloro che hanno un contratto di affitto e su
quello ricevono un sussidio di non rivolgersi più alla stessa istituzione alla quale si rivolgevano adesso per otte-
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nere un sussidio ma dovranno rivolgersi ad una costituenda e parallela istituzione che fa capo ad un altro assessorato, e non sappiamo come sarà questa nuova realtà. Come si fa a chiedere ad un consesso istituzionale di
accettare un passaggio che potrebbe essere anche giustificato nei termini in cui è stato fatto, io Tommasini non ti
do più il sussidio casa, ti mando dal collega Theiner con il suo nuovo ufficio che verrà costituito, che non esiste
ancora per questa realtà. Con quali criteri verrà costituito, a quali condizioni, cosa verrà dato di diverso da quello
che già c'è? Mettere questo consesso nelle condizioni di accettare determinati passaggi senza sapere esattamente quali sono, ritengo sia difficile di accettare. Io posso accettare o meno una proposta sapendo qual è la
conseguenza, o sapendo qual è fino nei dettagli colui che andrà a sostituire l'attuale situazione con un'altra. Ma se
non sono nelle condizioni di saperlo perché tutto ciò avverrà nei prossimi mesi, mi devo tutelare istituzionalmente
e dire di non essere d'accordo, perché devo sapere tutto. Mi si deve spiegare quali saranno le condizioni di questo
passaggio fino nei suoi più intimi dettagli dal punto di vista legislativo, altrimenti non posso accettarlo, perché
posso sapere la casa che lascio ma non so la casa che trovo. Dare una fiducia così ampia al potere esecutivo per
trovare delle soluzioni che il potere legislativo, che siamo noi, dovrebbe in qualche modo avvallare senza sapere
quali sono, è inaccettabile.
Mi preme sottolineare la presa di posizione del collega con questo ordine del giorno, nel quale non ci siamo
con questo disegno di legge. Non si può, e io chiedo un emendamento da parte dell'assessore, fare un articolo nel
quale si dice: "Eventuali nuove domande non potranno essere accolte" riferendosi a quelle presentate dopo il
primo gennaio 2013. C'è già un divieto assoluto, poi continua: "tuttavia, qualora esistano i requisiti, può essere
concessa una prestazione contributiva" e non "deve essere concessa", dal momento che io ho i requisiti? Si mette
nelle condizioni l'assessorato di avere una possibilità discrezionale, a Vezzali glielo do, a Dello Sbarba no, tutti e
due hanno i requisiti, dato che la premessa prevede che li abbiano, quindi non si può più parlare di "può", ma si
deve parlare di "deve". Un passaggio del genere non lo posso accettare! Sto dando delega a qualcuno di essere
discrezionale per la concessione di contributi pubblici? Stiamo scherzando? Se la frase "qualora esistano i requisiti" fosse stata tolta, mi andrebbe bene "può essere concesso", perché bisogna verificare i requisiti, ma se Lei mi
dice che i requisiti deve già averli e poi mettere "può", allora è inutile fare delle leggi, fate quello che volete con la
massima discrezionalità che sappiamo essere sempre la solita che in ambito politico gestire un assessorato del
genere scendere sul clientelare diventa automatico, e non perché lo gestisce Tommasini, ma anche se lo gestisse
Seppi o qualcun altro, sarebbe lo stesso. Questa discrezionalità non è accettabile. Approvo in toto l'ordine del
giorno presentato dal collega Urzì.
Ufficialmente sollecito da parte Sua, come è stato sollecitato anche da altre parti sociali, un emendamento
a quel passaggio dell'articolo 2.
PÖDER (BürgerUnion): Meiner Meinung nach geht der Antrag von einer falschen Voraussetzung aus. Das
Wohngeld wird ja nicht gestrichen bzw. abgeschafft. Im Gegenteil, die Ausbezahlung soll den Bezirksgemeinschaften überantwortet werden und dann gewinnt es erst recht eine soziale Dimension. Derzeit gibt es einerseits
diese Zweigleisigkeit zwischen sozialer Mietbeihilfe und dem Beitrag zu den Wohnungskosten seitens der Bezirksgemeinschaft und andererseits das Wohngeld des Wohnbauinstitutes.
Ich denke, dass man hier nicht von einer Streichung sprechen kann. Den Anspruch, dass es ein soziales
Auffangnetz für schwächere Mitbürger geben kann und soll und der hier im beschließenden Teil speziell im Absatz
2 enthalten ist, gibt es bereits. Das war bei den Bezirksgemeinschaften bisher schon so und wird somit auch in
Zukunft nicht anders sein.
Es gibt eine neue Regelung, mit der es generell etwas weniger Geld gibt. Es ist auch richtig, dass in einem
Jahr ein bestimmtes Limit eingeführt wird, aber gerade die sozial schwächeren Schichten werden nicht berührt
bzw. erhalten weiterhin das Geld und die Leistungen. Deshalb glaube ich, dass das, was hier gefordert wird, auch
mehr oder weniger umgesetzt wird.
THEINER (Landesrat für Gesundheits- und Sozialwesen und Familie – SVP): Sehr geehrter Herr Präsident, geschätzte Kolleginnen und Kollegen. Ich könnte eigentlich vollinhaltlich das unterschreiben, was Kollege
Andreas Pöder ausgeführt hat.
Ich möchte vielleicht nochmals in Erinnerung rufen, dass es nicht darum geht, neue Strukturen aufzubauen.
Über den Sprengel wird bereits heute schon der Mietbeitrag ausbezahlt. In Zukunft werden sie eben die gesamte
Maßnahme auszahlen und wir brauchen hierfür keine neuen Strukturen schaffen.
Wenn man hier versucht, ein Klima zu zeichnen, als würden dann praktisch ganze Heerscharen von Leuten
ins soziale Chaos geführt werden, stimmt das einfach nicht. Es ist augenscheinlich, dass man hier zwei parallele
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Maßnahmen zusammenführen möchte. Es macht einfach Sinn, diese Synergien ausfindig zu machen, damit der
Beitrag nur einmal ausbezahlt wird.
Wir haben auch einen schrittweisen Übergang vorgesehen und lehnen hier den motivierenden Teil des Beschlussantrages vollkommen ab, weil das einfach nicht der Realität entspricht. Der Punkt 1 im beschließenden Teil
wird in der Tat umgesetzt und deshalb könnten wir ihn auch so annehmen. Der Punkt 2 ist inhaltlich jedoch vollkommen falsch, weshalb wir absolut dagegen sind.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Sull'ordine dei lavori. Chiedo la votazione separata delle premesse, del punto
1 e del punto 2.
PRESIDENTE: Va bene. Metto in votazione l’ordine del giorno è posto in votazione per parti separate.
Metto in votazione le premesse: respinte con 7 voti favorevoli, 17 voti contrari e 6 astensioni.
Metto in votazione il punto 1 del dispositivo: approvato con 1 astensione e i restanti voti favorevoli..
Metto in votazione il punto 2 del dispositivo: respinto con 4 voti favorevoli, 18 voti contrari e 8 astensioni.
Ordine del giorno n. 3, presentato dal consigliere Minniti, riguardante l'accesso giovani alla casa.
Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 3, eingebracht vom Abgeordneten Minniti, betreffend Eigenheimförderung für junge Menschen.
Vorsitz der Vizepräsidentin | Presidenza della vicepresidente: DDr.in Julia Unterberger
PRÄSIDENTIN: Bis vor einiger Zeit, und in einigen Fällen leider immer noch, glaubte man, dass das
nach Schulabschluss und beim Eintritt in die Berufswelt auftretende Jugendproblem lediglich berufliche Aspekte umfasst. Man beschränkte sich darauf, die Jugendlichen als zukünftige Arbeitskräfte
anzusehen. Dieser vereinfachte und falsche Umgang mit einem immer größer werdenden Jugendproblem lässt die wichtigsten Bedürfnisse der jungen Menschen außen vor, zum Beispiel den Ankauf
eines Eigenheims samt Gründung einer eigenen Familie. In Wirklichkeit sind die jungen Menschen
die Grundlage der Gegenwart und ihre Solidität der Grundstein der Zukunft. Um also über ein geeignetes Planungskonzept zu verfügen, muss eine Politik umgesetzt werden, die jungen Menschen einerseits das Recht auf die Gegenwart garantiert und es ihnen andererseits ermöglicht, eine angemessene Zukunft zu gestalten. In diesem Zusammenhang sollen die Gebietskörperschaften, beginnend bei den Gemeinden, Maßnahmen für die Jugend treffen, insbesondere die Bereitstellung von
Wohnungen, die bisher Mangelware waren.
Zu diesem Zweck sollte das Land Südtirol einen Anteil an Sozialwohnungen festlegen, der jungen
Menschen im Alter von 23 bis 29 Jahren vorbehalten wird, wobei die Bestimmungen gemäß Artikel
45 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, einzuhalten sind. Wird dieser Anteil im
Laufe des Jahres mangels Anträgen oder Antragstellern mit ausreichender Punktezahl laut Landesgesetz vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, nicht zugewiesen, wird dieser den Antragstellern zur Verfügung gestellt, die den Grundsätzen dieses Gesetzes nicht entsprechen. Zweitens soll das Land Südtirol, in Absprache mit den Baugenossenschaften, die Teilnahme von jungen Menschen im Alter von
23 bis 29 Jahren an Genossenschaften zum Ankauf des Eigenheims fördern.
Dabei könnte ein Prozentsatz von Wohneinheiten jungen Menschen zugewiesen werden.
Aus diesen Gründen
verpflichtet
DER SÜDTIROLER LANDTAG
die Landesregierung
vorzusehen, dass bei den Wohnungszuweisungen für den Mittelstand ein bestimmter Prozentsatz
von Wohnungen für Familien bestehend aus jungen Menschen im Alter von 23 bis 29 Jahren vorbehalten wird.
---------Fino a qualche tempo fa, e purtroppo in determinati casi ancora oggi, si è creduto che il problema
giovanile, nascente con l'uscita dal circuito scolastico e l'accesso nel mondo lavorativo, coinvolgesse
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solo un aspetto puramente professionale, continuando a ritenere che i giovani fossero da ritenere
solamente forze lavoro del domani. Affrontare in questo modo così semplicistico ed erroneo il problema giovanile sempre più crescente, sta a significare escludere ed eludere aspetti fondanti le necessità giovanili; come l'acquisto di una casa con la creazione di un proprio nucleo familiare. In realtà
i giovani sono la base del presente, la cui solidità sarà fondamenta del futuro. Per non perdere, dunque, una bussola programmatica vi è la necessità di porre in essere delle politiche che mirino a far sì
che i giovani possano avere un diritto al presente e dell'altra predisporsi un adeguato futuro. In questo contesto si ritengono importanti alcuni interventi che gli Enti locali, a cominciare dai Comuni, assumano per lo sviluppo delle tematiche riguardanti i giovani mirando a creare una disponibilità abitativa che finora risulta di difficile accesso.
A questo proposito la Provincia autonoma di Bolzano dovrebbe prevedere che una quota di alloggi
sociali venga assegnata ai giovani compresi fra i 23 e i 29 anni di età, tenendo presente quanto previsto dall'articolo 45 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13. Qualora detta quota, durante
l'anno, non venisse usufruita per mancanza di domande o di assegnatari con sufficiente punteggio di
cui alla legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, essa viene resa disponibile per quei richiedenti
che non rientrano nei principi della presente legge. In secondo luogo, in accordo con le cooperative
edilizie, la Provincia autonoma di Bolzano deve promuovere anche l'accesso dei giovani compresi fra
i 23 e i 29 anni di età alla partecipazione di cooperative giovanili volte all'acquisto di una casa.
Tale opportunità può prevedere anche l'assegnazione di una percentuale di unità abitative per i giovani.
Ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
impegna
la Giunta provinciale
affinché nell'ambito delle assegnazioni riguardanti il ceto medio, una percentuale di alloggi venga riservata a nuclei familiari composti da soggetti fra i 23 e i 29 anni.
Herr Abgeordneter Minniti, Sie haben das Wort zur Erläuterung.
MINNITI (Il Popolo della Libertà): Questo ordine del giorno lo avevo preannunciato in sede di dibattito generale, e riguarda la possibilità di riservare una percentuale di alloggi all'interno delle assegnazioni riguardanti il
ceto medio ai nuclei familiari composti da soggetti fra i 23 e i 29 anni, ovvero i giovani, questo per creare i presupposti affinché i nostri giovani altoatesini possano aspirare ad avere un alloggio e iniziare a costruire un proprio
nucleo familiare. Oggi c'è una difficoltà di accesso da parte dei giovani all'edilizia privata e anche all'edilizia sociale. Sappiamo che gli affitti per l'edilizia privata, proprio a causa di questo sussidio casa che comunque non può
essere eliminato, sono stati drogati, quindi diventano di difficile accessibilità per i giovani. Questo ordine del giorno
propone di creare un serbatoio di alloggi riservati ai giovani. È una impostazione che fa parte anche di un disegno
di legge che ho presentato, che riguarda vari interventi che riguardano i giovani e che verrà discusso da qui a
poche settimana in quest'aula, ma questo `un fulcro importante per dare la possibilità ai giovani di iniziare una loro
realtà.
HOCHGRUBER KUENZER (SVP): Werte Kolleginnen und Kollegen, dieser Beschlussantrag bzw. Tagesordnungspunkt hat aus meiner Sicht einen großen Haken, und zwar ist gerade aus meiner Erfahrung das Alter der
jungen Menschen, von 23 und 29 Jahren, zu tief angesetzt. Wenn wir die Ausbildungszeit, die Zeit der Berufsfindung und die der Arbeitsplatzsicherung rechnen, denke ich, dass es einfach nicht möglich ist, all das in diese Altersgruppe miteinzuschließen.
Jetzt sind natürlich keine Änderungen mehr möglich, aber für mich wäre das Alter von 25 bis 35 Jahren
richtig, weil ich wirklich aufgrund von Erfahrungen weiß, dass vorher den Jugendlichen der Zugang eigentlich fast
nicht möglich ist, auch wenn sie schon an ein Eigenheim denken, denn sie haben keinen gesicherten Arbeitsplatz,
kein sicheres Einkommen oder haben die Berufsausbildung gar noch nicht abgeschlossen oder sie sind ganz
konkret noch keinen Beruf angegangen. Deshalb ist für mich dieser Passus eigentlich nicht in Ordnung.
In den Prämissen ist für mich Folgendes ein bisschen fraglich: "Zweitens soll das Land Südtirol, in Absprache mit den Baugenossenschaften, die Teilnahme von jungen Menschen im Alter von 23 bis 29 Jahren an Genossenschaften zum Ankauf des Eigenheims fördern." Die Frage ist: Wie und warum? Es wird schon gefördert, indem
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eben jungen Menschen bis 35 Jahren die Einkommensgrenze halbiert wird. Diesen Passus gibt es bereits, das
habe ich vorher abgeklärt.
Auch im Hinblick auf die Entwicklung der Gesellschaft, denke ich, sollte einfach alles in die Richtung tendieren, dass nicht so früh, sondern erst in einem späteren Alter an ein Eigenheim gedacht wird.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Meine Vorrednerin hat hier sicherlich Recht, ich sehe das auch so. Ich
denke, dass die Genehmigung des Beschlussantrages wenige Auswirkungen haben würde, denn welchen Anteil
haben die 23- bis 29-Jährigen am Mittelstand? Die meisten sind noch in der Ausbildung, wie wir wissen. Auch ich
sehe also, dass es hier ganz wenige betreffen würde und eine Ausnahmeregelung für jeden und für alles ein bisschen problematisch wäre, wenngleich ich dem Kollegen Minniti sein soziales Engagement nicht absprechen
möchte.
Ich weiß, dass er sich in dieser Sache immer sehr bemüht, aber ich fürchte, dass hier die praktische Auswirkung einfach nicht gegeben ist. Der Anteil am Mittelstand der Jugendlichen im Alter von 23 bis 29 Jahren dürfte
äußerst gering sein. Und dann noch zusätzliche oder eigene Rangordnungen erstellen, … Ich sehe ein Problem in
der Umsetzung oder, sagen wir es so, in der praktischen Auswirkung.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Il programma prevede che ci possano essere fasce di cittadini che possono
essere prese in considerazione a seconda dei casi, per cui il programma è flessibile e normalmente finora le abbiamo concordate con i singoli comuni. Per esempio gli alloggi che sono stati consegnati a Bolzano erano alloggi
per famiglie under 40 con al massimo due figli. Bisogna adeguare il programma alla situazione che si trova in quel
particolare comune bando per bando. Destinare una percentuale, che qui giustamente non è fissata, di alloggi
anche per questa fascia, non solo non è incompatibile, ma è anche in linea col favorire l'accesso alla casa anche
per le giovani generazioni. Così come è formulata la parte impegnativa, cioè di destinare una percentuale di alloggi a giovani e di lasciare poi all'accordo con i comuni il definire quale sarà questa percentuale, per me è accoglibile.
PRÄSIDENTIN: Wir stimmen über den Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 3 ab: mit 13 Ja-Stimmen und
14 Stimmenthaltungen genehmigt.
Abgeordneter Dello Sbarba, Sie haben das Wort zum Fortgang der Arbeiten, bitte.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Io ho votato a favore di questo ordine del giorno, quindi sono al di sopra di ogni sospetto, però come Lei ha condotto la votazione non è corretto.
Lei ha trascinato in avanti la votazione e ripetuto la votazione semplicemente perché alcuni colleghi non avevano
capito l'ordine di scuderia. Questo non va bene, e lo dico a Lei che è così puntigliosa nelle regole e rigida nella
gestione dell'aula!
PRÄSIDENTIN: Gut. Wir kommen zum nächsten Beschlussantrag.
Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 4, eingebracht von den Abgeordneten Leitner, Mair, Tinkhauser,
Stocker S. und Egger, betreffend konventionierte Wohnungen.
Ordine del giorno n. 4, presentato dai consiglieri Leitner, Mair, Tinkhauser, Stocker S. ed Egger, riguardante alloggi convenzionati.
Die Gemeinden Südtirols haben die Pflicht, über die ordnungsgemäße und rechtmäßige Verwendung
der konventionierten Wohnungen zu wachen. Dies entspricht auch der Autonomie der Gemeinden.
Der Südtiroler Landtag spricht sich daher gegen eine Agentur zur Kontrolle der Sozialbindung und
der Bindung des konventionierten Wohnbaus aus.
---------I Comuni della Provincia di Bolzano hanno l'obbligo di vigilare sul regolare e legittimo utilizzo degli
alloggi convenzionati. Ciò corrisponde anche all'autonomia dei Comuni.
Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano si dichiara quindi contrario all'istituzione di una
agenzia per il controllo del vincolo sociale e del vincolo dell'edilizia convenzionata.
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Herr Abgeordneter Leitner, bitte.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Danke, Frau Präsidentin. Wir haben bereits im Vorfeld der Behandlung dieses Gesetzentwurfes zu diesem Thema öffentlich Stellung bezogen. Mein Kollege Thomas Egger hat es im Gesetzgebungsausschuss getan und wir werden es hier wiederholen. Wir verstehen nicht, dass der Gemeindenverband eine Möglichkeit oder ein Recht aus der Hand gibt, das ihm zusteht, und eigentlich auch eine Pflicht abgibt.
Wenn man den Bericht des Gesetzgebungsausschusses gelesen hat, merkt man den Widerspruch. Der
Präsident des Gemeindenverbandes spricht sich dafür aus, dass diese Kontrolle einer externen Agentur übergeben wird, aber er wehrt sich dann, wenn es darum geht, dass die Planungsbefugnisse der Gemeinden beeinträchtigt werden. Einmal kämpft man also für die Gemeindeautonomie und ein anderes Mal nicht.
Wir kennen alle die Vorgeschichte. Im Bereich der konventionierten Wohnungen gibt es sehr viel Missbrauch. Das wissen alle und am besten wissen das die Bürgermeister. Weil es eine heiße Kartoffel ist, hat man nie
etwas dagegen getan. Die Bürgermeister wissen zum Teil sehr genau, welche konventionierten Wohnungen missbräuchlich verwendet werden. Warum schreiten sie nicht ein? Warum werden sie von der Landesregierung nicht
angehalten einzuschreiten?
Wenn wir uns in unserer Eigenschaft als Landtagsabgeordnete an die Landesregierung wenden, dann sagt
diese: "Das ist Kompetenz der Gemeinden." Das ist richtig. Nachdem es aber bei konventionierten Wohnungen
eben auch darum geht, dass es Steuervorteile gibt usw., hat auch die Landespolitik die Pflicht, darauf zu schauen.
Jetzt macht man es sich einfach, das heißt man sucht die elegante Variante und delegiert diese heiße Kartoffel an eine Agentur. Gestern haben wir Bürokratieabbau beschlossen und heute macht Ihr das Gegenteil! Unglaublich! Gestern war Bürokratieabbau ein großer Erfolg und jetzt machen wir eine neue Agentur!
Und was macht diese Agentur? Sie muss sich an die Gemeinden wenden, damit sie überhaupt die Daten
bekommt. Aber natürlich, denn die konkreten Daten hat immer noch die Gemeinde. Selbstverständlich! Ihr werdet
doch nicht sagen, dass man künftig die ganzen Gesuche und Unterlagen bei der Agentur abgeben muss? Das ist
ja lächerlich!
Das hier ist eine reine Aktion des Gemeindenverbandes, sich eine heiße Kartoffel vom Leib zu halten. Die
Gemeindeautonomie zählt dann nichts mehr! Diese Autonomie bzw. diese Zuständigkeit hatten die Gemeinden
und sie haben sie nicht ausgeübt. Das ist die Wahrheit! Im Prinzip ist das, was die Bürgermeister hier gemacht
haben, Amtsunterlassung. Ich kenne genügend Beispiele, in denen die Bürger zum Bürgermeister gegangen sind
und Dinge gemeldet haben. Was war die Antwort der Bürgermeister? "Dann zeig ihn eben an!"
Soll der Bürger im Sinne eines Denunziantentums also dafür sorgen, dass das Gesetz eingehalten wird?
Soweit sind wir in Südtirol! Das hört Ihr nicht gerne, denn es sitzen hier ja einige ehemalige Bürgermeister. Ich
spreche diese nicht persönlich an, sondern sage nur, dass es in Südtirol viele Beispiele gibt, vor allem natürlich …
(wird unterbrochen) … Bitte? Welsberg und Toblach beispielsweise, die ganzen Bürgermeister des Oberpustertales!
Ich kann für diese Beispiele auch schriftliche Unterlagen bringen, die ich mit Mitteilungen von Personen bekommen habe. Ich habe auch Anfragen eingereicht und alle haben sich schön die Hände gewaschen und nichts
getan. Jetzt sieht man, dass der Druck der Bevölkerung kommt, und sagt: "Jetzt machen wir es eben nicht selber,
sondern delegieren dieses heiße Eisen an eine Agentur." Genauso wie es der Staat macht, denn der schickt uns
jetzt auch Herrn Bondi, der die öffentlichen Verwaltungen kontrolliert. Da regt Ihr Euch dann wieder auf, wenn
jemand kommt, um Kontrollen durchzuführen, ob die Gelder richtig ausgegeben werden. Ein bisschen Konsequenz und Glaubwürdigkeit würde in der Politik, gerade in Zeiten wie diesen, eigentlich nicht schaden.
EGGER (Die Freiheitlichen): Bei den konventionierten Wohnungen gilt es auch einmal ein Missverständnis aufzuklären, das immer wieder auch in den Medien herumgeistert. Es wird immer davon gesprochen und auch
geschrieben, dass die Bindung der Konventionierung bedeutet, dass diese Wohnungen für Einheimische reserviert seien. Das ist ein Unfug und hat auch mit dem Ausverkauf der Heimat nichts zu tun.
Herr "Alt"-Landesrat Laimer, Sie wissen es ja besser als ich, dass die Konventionierung nur regelt, wer die
Wohnung besetzen darf. Er nickt mir zu, also stimmt das. Das Eigentum einer konventionierten Wohnung ist völlig
irrelevant. Der Egger Thomas, der Michael Laimer, der Pius Leintner oder wer auch immer, wir alle können zwanzig konventionierte Wohnungen käuflich erwerben oder sie uns schenken lassen, wenn sie uns jemand schenkt.
Wir müssen sie dann aber an jemanden vergeben, der die Vorraussetzungen für die Besetzung der Wohnung hat.
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Das hat also nichts mit dem Ausverkauf und auch nichts mit den Einheimischen zu tun, denn jeder, der aus
Pakistan nach Südtirol kommt – und das hat jetzt nichts mit Fremdenfeindlichkeit zu tun, ich erkläre es nur – und
einen gültigen Arbeitsvertrag vorweist, hat auch Anspruch darauf, eine solche Wohnung besetzen zu dürfen. Oder
auch ein Student aus den Vereinigten Staaten, der hier in Bozen studiert, kann eine konventionierte Wohnung
besetzen. Diese herumgeisternden Märchen, "Konventionierung bedeutet Einheimische", ist also ein Unfug. Es
bedeutet "nicht Einheimische" oder "unter anderem auch Einheimische" und geht noch viel weiter.
Natürlich hat Pius Leintner Recht, dass die Gemeinden auch weiterhin in dieser Sache involviert sein werden, denn die Konventionierungen werden bei der Gemeinde abgewickelt. Diese verzichtet auf die Baukostenabgabe, wenn jemand die Wohnung konventioniert. Heute hat sie auch die Listen zu führen und hat sie hoffentlich
auch geführt. Aber morgen sind die Gemeinden nicht sozusagen aus dem Schneider, weil es eine Zweigleisigkeit
gibt, wie gestern die geschätzte Kollegin Martha Stocker gemeint hat. Auch morgen, Kollegin Martha Stocker,
werden die Gemeinden natürlich noch etwas mit dieser Sache zu tun haben, denn sie werden dann an die Agentur
zumindest regelmäßig die Listen weiterzuleiten haben.
Das Problem wird in Zukunft immer größer, denn seit drei bis vier Jahren sind die Konventionierungen ewig.
Immerwährend, Herr Landesrat Tommasini! Sie laufen also nicht mehr nach zwanzig Jahren aus und irgendwann
werden wir dann einen Berg von konventionierten Wohnungen haben. Ich bin sowieso dagegen, dass man etwas
für ewig konventioniert, denn das ist einfach eine Zumutung! Und dies womöglich für 20.000 Euro oder 10.000
Euro nicht bezahlte Baukostenabgaben, aber bitte. Sie sind ewig und irgendwann werden wir dann zehntausende
solcher Wohnungen haben, weil eben keine alten Bindungen mehr auslaufen.
Dieses ungute Problem, wie Pius Leitner ganz zu Recht gesagt hat, wälzt man auf diese Agentur ab. Wenn
wir diesen Schritt wirklich begrüßen, frage ich mich aber, wann es soweit kommen wird, dass auch die Bauvergehen nicht mehr von den Gemeinden kontrolliert und geahndet werden. Das ist auch nicht angenehm und für den
Bürgermeister nicht lustig. Überhaupt nicht! Damit macht er sich auch oft Feinde.
Dann warte ich auf Euren Vorschlag – auch vom "alten" Verbandspräsidenten Schuler, der immer die Gemeindenautonomie hochgehalten hat –, ebenfalls eine Landesagentur einzuführen, die die Bauvergehen im ganzen Land kontrolliert. Das ist analog genau derselbe Fall, nämlich eine ungute Sache, die man gerne von sich
weist. Wenn ich dieses Beispiel bringe, dann seht Ihr, wie absurd wir hier eigentlich langsam werden. Die Gemeinden geben Kompetenzen ab, nur weil sie nicht angenehm sind. Da bin ich strikt dagegen.
STOCKER M. (SVP): Kolleginnen und Kollegen, weil jetzt vom Kollegen Thomas Egger diese Aussage
gefallen ist, möchte ich vielleicht als Erstes sagen, dass die Kompetenz für die Kontrolle natürlich nach wie vor bei
der Gemeinde bleibt. Die Gemeinde kann aber gegebenenfalls eine Konvention mit dieser hier neu zu errichtenden Agentur abschließen.
Ich erlaube mir hier, noch einige Ausführungen zu machen, nachdem sowohl der Absatz wie danach auch
der Abänderungsantrag, der zur Abstimmung kommen wird, vom Kollegen Sepp Noggler und mir eingebracht
worden sind.
Zum Ersten glaube ich, dass alle hier im Landtag anwesenden Bürgermeister wissen, ganz gleich welcher
Partei sie angehören, dass das eine Aufgabe der Gemeinden war und natürlich im Sinne dessen, was ich vorhin
ausgeführt habe, weiterhin bleiben wird, die sie jedoch in ihrer Autonomie nicht wahrgenommen haben. Sie haben
diese Aufgabe jedenfalls nicht in dem Ausmaß wahrgenommen, wie man sich das wünschen würde, und zwar aus
den verschiedensten Überlegungen. Das soll überhaupt nicht unter den Tisch gewischt werden und das hat auch
der Präsident des Gemeindenverbandes in keiner Weise getan.
Wenn man aber in einem Bereich sieht, dass von der Gemeindeautonomie bzw. von den Gemeindepolitikern gewünscht wird, dass diese Aufgabe der Kontrolle auf Landesebene vorgenommen werden soll, denke ich,
dass wir als Landespolitiker dann den Auftrag haben, auch diese Verantwortung zu übernehmen. Es geht schließlich um öffentliches Geld, deren richtige Zweckverwendung wir zu kontrollieren haben. Wenn von Seiten der Gemeinden, durchaus auch mit dem Wissen einer gewissen nicht immer kohärenten Haltung, um eben dies ersucht
wird, dann ist es schon vernünftig, denke ich, dass wir es machen.
Bürokratieabbau findet zumindest theoretisch statt, wenn man davon ausgeht, dass es bisher im Grunde
manchmal zwei Kontrollen beim gleichen Objekt gegeben hat bzw. gegeben haben müsste, nämlich einmal die
Kontrolle der Sozialbindungen und auf der anderen Seite die Kontrolle der Konventionierung. Im Übrigen ist die
Konventionierung nichts anderes als die Frage einer ganz klaren Zweckbestimmung, nämlich für was diese Wohnungen genutzt werden können. Auch das soll hier unterstrichen werden.
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Wenn hier etwas populistisch gesagt wird, dass die konventionierten Wohnungen in erster Linie nicht für
Einheimische wären, dann schaue man sich bitte die entsprechenden gesetzlichen Bestimmungen durch. Natürlich müssen diese Wohnungen in erster Linie von den Einheimischen genutzt werden. Sie können dann, wenn
nicht anders genutzt, eventuell auch Menschen, die eine Arbeit in diesem Lande verrichten und nicht aus dem
Lande sind, zur Verfügung gestellt werden. In diesem Sinne kann eine stärkere Kontrolle der konventionierten
Wohnungen natürlich dazu beitragen, dass wir weniger Notwendigkeit haben, weitere Baugründe auszuweisen,
was durchaus auch mit dem "Ausverkauf der Heimat" in Verbindung gebracht werden kann.
Ich glaube also, dass wir mit diesem Schritt, die Agentur zu errichten und zwei Aufgaben zusammenzulegen, einen Beitrag zu einer besseren Kontrolle, gleichzeitig aber auch zu einer besseren Nutzung der Ressourcen
und somit auch zum Bürokratieabbau und zur Einsparung der öffentlichen Gelder leisten.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Introducendo il problema della legge sui comuni che
andremo a fare fra qualche giorno, vorrei capire una cosa. Noi stiamo pagando i sindaci dei comuni dell'Alto Adige
quasi il doppio di quelli di Trento, almeno facciamo fare loro qualcosa! Le leggi urbanistiche le fa la Provincia, i
comuni non decidono più niente. L'assegnazione delle case popolari in tutta Italia vengono fatte dai comuni, qua
non centrano niente, fa tutto la Provincia. I controlli sociali i colleghi ritengono li debbano fare i comuni, invece li fa
la Provincia. Eliminiamo i comuni allora, perché se questi sindaci non fanno più niente e quel poco che fanno lo
fanno fare al segretario comunale, perché ogni minima fesseria significa andare in galera e hanno paura di fare
tutto, non ho capito perché diamo al sindaco di Bolzano lo stipendio di un consigliere provinciale, a quello di Merano 6.000 euro al mese! Ormai i sindaci servono solo a creare delle condizioni di svaligiamento di ogni potere che
hanno i comuni per darlo alla Provincia. Io posso essere anche d'accordo, ma dobbiamo trarne le debite conseguenze. I sindaci che rappresentano ormai solo loro stessi, perché ad esempio sulla questione urbanistica le leggi
dobbiamo farle noi, perché non vogliamo che arrivano i "Walschen" da Milano a costruirsi la casa a Selva Gardena, allora facciamo la legge noi perché non c'è un consiglio comunale in grado di dire no. Le aree costruttive,
siano esse adibite a zone costruttive che a zone residenziali, dobbiamo decidere noi su proposta dei comuni. Allora togliamo i comuni, diamo ai sindaci un gettone di presenza per far vedere che esistono e chiudiamo la questione, perché non è possibile che determinate logiche conseguenze ci siano dal momento che si adottano delle
logiche inaccettabili dal punto di vista legislativo nelle quali i comuni vengono esautorati da ogni incarico! Vengono
deresponsabilizzati da ogni situazione, quindi di conseguenza dico: eliminiamo i comuni. Se non vogliamo farlo,
diamo agli amministratori comunali il 10% di quello che percepiscono, perché non so più neanche per quale motivo devono continuare ad esistere!
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Tutto quello che hanno detto prima i
colleghi dei Freiheitlichen e adesso il collega Seppi è corretto. C'è una competenza e responsabilità dei comuni
che non viene utilizzata. I comuni chiudono un occhio, anche perché si sa che è poco popolare andare a controllare, spesso il contributo per l'edilizia agevolata viene considerato un diritto a cui nessuno deve più porre condizioni e molti cittadini beneficiari di questo diritto preferiscono dimenticarsi del vincolo. Però a questo punto il Consorzio dei comuni ha detto che non ce la fa ad esercitare i controlli e chiede che venga istituito uno strumento che
possa gire autonomamente oppure a cui esso si possa rivolgere per una collaborazione credo, e anche un'indicazione, anche perché se l'Agenzia non è radicata nella collaborazione con i comuni, le mancherebbero gli occhi e le
orecchie sul territorio nazionale per operare. Non è che un'agenzia centrale a Bolzano si mette a controllare in 116
comuni ciò che 116 sindaci non sono riusciti a fare. Però vi devo dire con grande rispetto di ciò che già il collega
Egger aveva posto e che poi il collega Leitner e gli altri hanno posto in aula, che ho considerato questa istituzione
almeno come elemento di inversione di tendenza, almeno un passo che fosse in contrasto con la tendenza degli
ultimi sei, sette anni che è stata quella della deregulation, del far capire a tutti che tanto i controlli neanche alla
Provincia stavano molto a cuore, tanto è vero che l'intensità dei controlli si è diminuita, si sono diminuite le sanzioni, si è data la possibilità di ripristinare i casi d'abusi ecc. Ho fatto un ragionamento pratico. Di fronte a sei, sette
anni di lassismo progressivo e di segnali che i controlli non sarebbero stati così rigidi, c'è una presa di coscienza
che invece sull'edilizia convenzionata bisogna esercitare in qualche modo un controllo per il quale viene istituito
uno strumento che è questa Agenzia. Ora bisogna vedere come verrà istituita, chi ci sarà a capo, come lavorerà,
quale tipo di rapporto avrà con i comuni, cioè se i comuni che l'hanno chiesta attraverso il Consiglio dei comuni
effettivamente poi faranno le convenzioni con questa Agenzia, se chiederanno il suo intervento ecc., però non
vedo una grande alternativa. Se ci fosse uno strumento legislativo, per esempio degli obblighi ulteriori per i comuni, delle sanzioni per chi non è adempiente a questi obblighi, ma dire di non fare niente perché ci sono le norme
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e i comuni le devono applicare, capisco che il campo è problematico, ma perché il tema oggettivamente è problematico. Usciamo da anni di lassismo in questo settore.
Ho visto come elemento positivo il fatto che almeno si fa questo passo, poi potremo controllare di qui a uno,
due o tre anni che lavoro è stato fatto su questo, se i controlli sono stati fatti. Potremo insomma chiamare alle
proprie responsabilità chi ha istituito l'Agenzia per legge, i colleghi della maggioranza, il Consorzio dei comuni, la
maggioranza di questo Consiglio. Volevo chiedere all'assessore di dirci se come assessorato avete studiato come
dovrà funzionare questa Agenzia. Assessore, questa Agenzia è stata proposta dal Consiglio dei comuni, all'inizio
Lei era piuttosto dubbioso, tanto è vero che il commissione ha lasciato che alcuni colleghi della maggioranza portassero l'emendamento del Consorzio dei comuni, ma come assessorato avete fatto una riflessione su questa
Agenzia, su come funzionerà e anche sui costi?
VEZZALI (IL Popolo della Libertà – Berlusconi per l’Alto Adige): In commissione avevo votato contro
questa Agenzia di controllo assieme al collega Egger, però riflettendoci ho un po' rivisto la mia posizione, mi dispiace collega. Un'Agenzia di controllo che abbia la funzione di eseguire solo quel tipo di attività, quindi sia concentrata su quello, che possa diventare una sorta di polizia amministrativa non la vedo così male. Poi questa diventa una cosa che viene tolta ai comuni che hanno sul territorio un controllo più mirato e puntuale, però un'agenzia di controllo che abbia questa funzione non la vedo malissimo. Il collega Dello Sbarba dice che nell'arco di due
o tre anni forse arriveremo ad avere dei risultati da poter controllare, e questa è una scommessa che si fa. L'attuazione concreta di questo organismo deve passare per delle regole ben precise che vadano ad incidere su quelli
che sono i possibili abusi o violazioni alle normative.
Assessore, nella previsione di questa Agenzia di controllo chiedo se non si voglia unificare anche tutta una
serie di controlli che non riguardano solo l'edilizia, ma una sorta di controllore di tutte le erogazioni che la Provincia
fa anche ad altri soggetti. Penso per esempio alle erogazioni che fa la Provincia sul sociale. Mi viene riferito che ci
sono persone che hanno bisogno, mentre altre ne approfittano. Abbiamo i soliti di sempre che prendono i contributi dal sociale e poi girano con macchinoni! Chiedo quindi di estendere la funzione di controllo non solo nel
campo dell'edilizia ma un po' a tutte quelle che sono le erogazioni di questa provincia ai vari settori interessati.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Noi abbiamo approfondito questa questione. È risaputo che c'è stato un dibattito, si è preso in considerazione l'argomento che è stato proposto, ovvero il fatto di come compenetrare questo
nuovo istituto con la competenza comunale. È stato sollevato il rapporto fra le diverse forme di controllo, quindi sia
i controlli che riguardano nello specifico l'edilizia abitativa agevolata, sia i controlli che riguarderebbero le normative della legge urbanistica, quindi si unificano varie tipologie di controllo. La questione è stata approfondita anche
con i tecnici della ripartizione e proprio perché era necessario puntualizzare e far capire meglio qual è il senso di
questa Agenzia, è stato presentato un emendamento, il n. 24, che va a definire questa Agenzia con la sua funzione di stazione unica appaltante con il compito di accertare le contravvenzioni al vincolo sociale.
In seguito approfondiremo il ruolo attraverso l'emendamento con tutte le specifiche del caso. Naturalmente
questo implica da parte nostra il voto negativo a questo ordine del giorno.
PRÄSIDENTIN: Wir stimmen über den Beschlussantrag Nr. 4 ab: mit 7 Ja-Stimmen, 17 Nein-Stimmen und
4 Stimmenthaltungen abgelehnt.
Beschlussantrag (Tagesordnung) Nr. 5, eingebracht von den Abgeordneten Leitner, Mair, Tinkhauser,
Stocker S. und Egger, betreffend Wohngeld.
Ordine del giorno n. 5, presentato dai consiglieri Leitner, Mair, Tinkhauser, Stocker S. ed Egger, riguardante il sussidio casa.
Ab dem 1. Jänner 2013 soll das Wohngeld mit der Mietbeihilfe zu einem einzigen Zuschuss zusammengefasst werden. Die Auszahlung dieses Zuschusses soll den Sozialdiensten bei den Bezirksgemeinschaften übertragen werden, die schon bisher die Auszahlung der Mietbeihilfen abwickelten.
Diese Maßnahme kommt den Bürgern sicher entgegen und stellt eine Vereinfachung und eine bürokratische Erleichterung dar.
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Das Wohngeld hat seine ursprüngliche Absicht, einkommensschwache Wohnungssuchende zu
unterstützen, weitgehend verloren. Hauptprofiteure sind nicht mehr die bedürftigen Südtiroler, sondern in erster Linie Ausländer und Vermieter. Es ist allgemein bekannt, dass das Wohngeld nicht
selten eins zu eins in die Taschen der Vermieter fließt. Auch wenn der Höchstbetrag gesenkt wurde,
so ist am Prinzip selber nichts geändert worden. Im Jahr 2011 wurden insgesamt rund 32 Millionen
Euro an 8.874 Wohngeldgesuche ausbezahlt, wobei 26,19 % der Gesuchsteller Nicht-EU-Bürger waren und 33,83 % des gesamten Wohngeldes erhielten. Von den insgesamt 962 Wohngeldempfängern, die den monatlichen Höchstbetrag von monatlich 500 Euro erhielten, waren sogar 521 bzw.
54 % Nicht-EU-Bürger. Während die italienische Volksgruppe mit rund 23 % des Wohngeldes in
etwa dem Proporz nahe kommt, liegt die deutsche Volksgruppe mit einem Anteil von 40 % weit unter
ihrem Anteil an der Gesamtbevölkerung. Der Anteil der Ladiner ist verschwindend klein.
Ein Grund für den hohen Anteil der Ausländer am Wohngeld ist der Umstand, dass sie – im Unterschied zu den einheimischen Gesuchstellern – weder den Besitz noch das Einkommen der Eltern
angeben müssen. Es muss aber der Grundsatz Geltung finden, dass jene, die Besitz haben, im Verhältnis weniger Wohngeld erhalten.
DER SÜDTIROLER LANDTAG
verpflichtet
die Landesregierung,
bei der Vergabe des Wohngeldes Folgendes zu berücksichtigen:
1. Ausländische Gesuchsteller müssen verpflichtend den Besitz im Herkunftsland bzw. in Ländern
außerhalb Südtirols angeben.
2. Ausländische Gesuchsteller müssen verpflichtend Besitz und Einkommen der Eltern und von
Personen angeben, die im gemeinsamen Haushalt leben.
3. Ausländer, die ihren Arbeitsplatz nicht in Südtirol haben, haben kein Anrecht auf Wohngeld.
4. Es ist sicherzustellen, dass auch künftig die Herkunft der Gesuchsteller überprüfbar ist.
5. Jede Form von Eigenerklärung und von "nicht erklärbaren Sachverhalten" ist untersagt.
----------A partire dal 1° gennaio 2013 il sussidio casa e il contributo per le spese d'affitto verranno unificati.
L'erogazione di questo sussidio verrà affidata ai Servizi sociali presso le comunità comprensoriali,
che si sono sinora occupati dell'erogazione dei contributi per le spese d'affitto. Questa misura viene
sicuramente incontro ai cittadini e rappresenta una semplificazione e un alleggerimento burocratico.
Il sussidio casa ha in gran parte perso il suo scopo iniziale di sostenere persone a basso reddito che
cercano un alloggio. A beneficiarne non sono più gli altoatesini bisognosi, ma soprattutto gli stranieri
e i locatori. È noto a tutti che il sussidio casa finisce spesso interamente nelle tasche dei locatori. Anche se la cifra massima è stata abbassata, il principio alla base di questa misura non è cambiato. Nel
2011 sono stati complessivamente erogati attorno ai 32 milioni di euro per 8.874 domande di sussidio. Il 26,19% dei richiedenti erano cittadini extracomunitari che hanno ottenuto il 33,83% dell'intera
somma disponibile per il sussidio. Dei complessivi 962 beneficiari del sussidio casa, che hanno percepito la cifra massima mensile di 500 euro, 521 ovvero il 54% erano cittadini extracomunitari. Mentre il gruppo etnico italiano, con il 23% circa del sussidio casa, è più o meno in linea con la proporzionale, la quota del gruppo tedesco (il 40%) è di molto inferiore alla sua consistenza numerica rapportata alla popolazione complessiva. La parte dei ladini è pressoché nulla.
Una ragione dell'alto numero di stranieri beneficianti del sussidio casa sta nel fatto che questi, al
contrario dei richiedenti locali, non devono indicare patrimonio e reddito dei genitori. Va però applicato il principio per cui chi dispone di proprietà percepisce un sussidio casa ridotto.
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
impegna
la Giunta provinciale
a considerare quanto segue nell'erogazione del sussidio casa:
1. Richiedenti stranieri devono obbligatoriamente indicare il patrimonio nel paese d'origine ovvero al
di fuori dell'Alto Adige.
2. Richiedenti stranieri devono obbligatoriamente indicare il patrimonio e il reddito dei genitori e
delle persone che fanno parte dello nucleo familiare.
3. Stranieri che non lavorano in Alto Adige non hanno diritto al sussidio casa.
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4. Bisogna fare in modo che anche in futuro il luogo d'origine dei richiedenti sia verificabile.
5. È vietata ogni forma di autocertificazione e di "fatti e situazioni inspiegabili" .
Herr Abgeordneter Leitner, Sie haben das Wort, bitte.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Danke, Frau Präsidentin. Ich würde ersuchen, am Nachmittag mit den Erklärungen fortzufahren.
PRÄSIDENTIN: In Ordnung. Die Sitzung ist bis 15 Uhr unterbrochen.
ORE 12.53 UHR
----------ORE 15.03 UHR
Appello nominale - Namensaufruf
Vorsitz des Präsidenten | Presidenza del presidente: Mauro Minniti
PRESIDENTE: Riprendiamo la seduta.
Proseguiamo con la trattazione dell'ordine del giorno n. 5 letto stamattina. La parola al consigliere Leitner
per l'illustrazione.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Danke, Herr Präsident. Dass ab 1. Jänner nächsten Jahres das Wohngeld
und die sogenannte Mietbeihilfe zu einem einzigen Zuschuss zusammengelegt und dieser von einer einzigen
Stelle, nämlich von den Sozialdiensten der Bezirksgemeinschaften, ausbezahlt wird, finde ich selbstverständlich in
Ordnung. Ich möchte aber etwas Grundsätzliches zum Wohngeld sagen, das in den letzten Jahren immer wieder
Gegenstand von Diskussionen war.
Wir Freiheitlichen haben im Zusammenhang mit dem Wohngeld in den letzten zehn Jahren eigentlich jedes
Jahr die Zahlen vorgelegt, wie viel insgesamt ausbezahlt wird und vor allem, wer es auch bekommt. Da ist uns
natürlich sehr schnell aufgefallen, dass die Förderung mit dem Wohngeld in erster Linie die Zuwanderer prämiert.
Im Jahr 2008 oder 2009, glaube ich, hatten wir den Fall, dass 42 Prozent des gesamten Wohngeldes an Ausländer gingen, also fast die Hälfte.
Mit der Kürzung des Wohngeldes sind wir jetzt bei 33,83 Prozent. Die Ausländer machen in Südtirol mittlerweile 8,4 Prozent der Bevölkerung aus, kassieren aber 34 Prozent des Wohngeldes. Im Jahr 2011 haben wir für
das Wohngeld immerhin 32 Millionen Euro ausgegeben. 8.874 Personen haben einen Beitrag für das Wohngeld
erhalten, wobei 26 Prozent der Gesuchsteller Nicht-EU-Bürger waren und, wie gesagt, 33,83 Prozent des gesamten Wohngeldes kassiert haben.
Von den insgesamt 962 Wohngeldempfängern, die den monatlichen Höchstbetrag von 500 Euro bekommen haben, waren sogar 521 bzw. 54 Prozent Nicht-EU-Bürger. Von jenen, die den Höchstbetrag erhalten haben,
waren also mehr als die Hälfte Nicht-EU-Bürger. Deshalb könnte man diesem Gesetz auch den Titel "Förderung
der Zuwanderung" geben, und würde damit eigentlich den Nagel auf den Kopf treffen.
Was das Sprachgruppenverhältnis anbelangt bekommen die Italiener mehr oder weniger den ihnen zustehenden Anteil. Die Deutschen, die mehr als zwei Drittel der Bevölkerung ausmachen, erhalten hingegen nur 40
Prozent und der Anteil, den die Ladiner erhalten, ist geradezu verschwindend. Wenn ich diese Zahlen nenne,
dann tue ich das ganz klar aus dem Bewusstsein heraus, dass man hier natürlich sofort wieder den Stempel des
Populismus aufgedrückt bekommt, wenn nicht des Rassismus oder der Ausländerfeindlichkeit. Damit hat das aber
überhaupt nichts zu tun, denn bekanntlich lügen Zahlen nicht.
Die soziale Treffsicherheit ist hier einfach nicht gegeben. Deshalb braucht es auch Maßnahmen, um das
Bild wieder zurechtzurücken und vor allem den eigenen Leuten das Gefühl zu geben, dass sie im sozialen Bereich
nicht beiseite geschoben bzw. benachteiligt werden.
In diesem Zusammenhang, Herr Landesrat, möchte ich Ihnen auch eine ganz klare Frage stellen. Mit der
Zusammenlegung des Wohngeldes mit der Mietbeihilfe, die ganz klar eine soziale Leistung ist, und mit der Delegierung an die Sozialdienste der Bezirkgemeinschaften könnte es ja sein, dass die gesamte Maßnahme als eine
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soziale Maßnahme angesehen wird. Somit wären getrennte Ranglisten für Ausländer gar nicht mehr möglich. Ich
möchte Ihnen nun die Frage stellen: Haben Sie sich in der Landesregierung damit auseinandergesetzt?
Somit würde das EU-Urteil, das in diesem Zusammenhang schon einmal gefällt worden ist, weil ein Albaner
gegen diese Art der getrennten Förderung rekurriert hat, gelten, das heißt dass wir überhaupt keine Unterschiede
mehr machen dürfen. Deshalb habe ich in Punkt 4 des verpflichtenden Teiles gefordert, sicherzustellen, dass auch
künftig die Herkunft der Gesuchsteller überprüfbar sein muss.
Wenn dieser Zuschuss nämlich eine soziale Leistung wird, dann befürchte ich, dass man keinen Unterschied mehr macht und, wie in anderen Bereichen, es nicht mehr unterscheidbar ist, woher ein Gesuchsteller
kommt. Dann wird alles nur mehr in einem einzigen Kapitel abgewickelt. Diese Gefahr sehe ich hier durchaus und
auch, dass man das dann insgesamt als soziale Maßnahme ansehen kann, denn die Delegierung an die Sozialdienste sagt das eigentlich aus. Sozialdienste beschäftigen oder befassen sich wohl hauptsächlich mit sozialen
Maßnahmen. Wenn das Wohngeld zur sozialen Maßnahme wird, haben wir keine Chance mehr, getrennte Rangordnungen aufzustellen. Das ist meine Befürchtung und die Frage ist hier ganz konkret: Was sagt die Landesregierung dazu?
Beim Ansuchen um das Wohngeld ist heute die Situation so, dass zwischen Einheimischen und Ausländern
eine ungleiche Behandlung besteht. Ausländer brauchen z. B. nicht den Besitz im Herkunftsland anzugeben. Sie
brauchen nicht anzugeben, ob die Eltern Besitz oder Eigentum haben, was unsere Gesuchsteller tun müssen. Das
ist eine eklatante Ungleichheit vor dem Gesetz! Man komme mir nicht an und sage: "Den Besitz im Herkunftsland
können wir nicht kontrollieren." Bei uns richtet man eine Agentur ein, um zu kontrollieren, ob die konventionierten
Wohnungen ordnungsgemäß besetzt sind, aber für so etwas gibt es dann keine Möglichkeiten. Erzählt das den
eigenen Leuten! Das kann nicht sein!
Jetzt gibt es einen Paradefall und das ist kein Einzelfall. Weil Kollege Schuler mir aber wieder sagen wird,
dass ich Ross und Reiter nennen soll, muss ich sagen, dass ich das aus Gründen der Verschwiegenheitspflicht
eines Bankbeamten nicht tun kann. Wisst Ihr, was jetzt die Masche ist? Wenn man ein Gesuch einreicht, muss
man auch angeben, wie viel Geld man auf der Bank hat. Was macht man? Bevor man das Gesuch einreicht, behebt man das Geld von der Bank, lässt sich eine Quittung mit dem Banksaldo ausstellen und am Tag danach legt
man das Geld wieder ein. Ihr werdet jetzt sagen, dass der Leitner spinnt oder die Freiheitlichen wieder einmal
irgendwo ein Hirngespinst gesehen haben. Meine lieben Leute, das ist in der Praxis so, nur traut sich das keiner
zu sagen!
Der Missbrauch ist also in diesem Bereich zunächst einmal einzustellen. Das Wohngeld hat eigentlich die
ursprüngliche Aufgabe als Förderung verloren. Das ist also eine ganz gezielte Form von anderen Dingen. Wir
haben immer zum großen Bedarf an Zuwanderern gesagt: Wo ist dieser große Bedarf? Warum beteiligt sich die
Wirtschaft nicht auch an den Folgekosten beispielweise bei den Wohnungen? Warum zahlt nicht die Wirtschaft,
die Unternehmerschaft einen Teil des Wohngeldes? Warum muss das die öffentliche Hand bezahlen?
Die Wohnsituationen sind so: Es gibt einen Gesuchsteller, der eine Arbeit und einen Wohnsitz nachweisen
kann, aber wie viele Familienzusammenführungen dann ins Land kommen, ist natürlich nicht absehbar. Das dient
jedoch dazu, dass solche Leute dann bei der Förderung bevorzugt werden. Das sind altbekannte Tatsachen, die
wir seit Jahren hier vorbringen. Es gibt aber keine Gegenmaßnahmen. Wir hören dann immer nur, dass wir ausländerfeindlich wären. Damit hat das überhaupt nichts zu tun.
Solange solche Missbräuche an der Tagesordnung sind, werden wir uns auch erlauben, diese mit aller
Klarheit anzusprechen, denn man wird nie ein Problem lösen, wenn man es nicht nennt. Möglicherweise aus
Sorge, dass man hier von einigen guten Menschen was Gott für welche Kritik einstecken könnte, sagt man lieber
nichts. Das ist die schlechteste Politik, die man machen kann.
Wir schlagen deshalb ganz konkrete Maßnahmen vor:
Erstens müssen ausländische Gesuchsteller verpflichtend den Besitz im Herkunftsland bzw. in Ländern außerhalb Südtirols angeben.
Zweitens müssen ausländische Gesuchsteller – wie es unsere Leute machen müssen – verpflichtend Besitz und Einkommen auch der Eltern und von Personen angeben, die im gemeinsamen Haushalt leben. Bei uns
wird auch das Einkommen der Kinder berechnet, wenn man um Pflege ansucht, oder das Einkommen von den
Eltern, wenn die Kinder ansuchen. Warum soll das für Ausländer nicht gelten? Beim Staat wird das übrigens so
angewandt, nur Südtirol macht da eine Ausnahme.
Drittens sollen Ausländer, die ihren Arbeitsplatz nicht in Südtirol haben, hier auch kein Anrecht auf Wohngeld haben. Wir kennen die Beispiele, auch wenn es wenige sind. Die Leute arbeiten in Trient und wohnen in
Salurn, weil sie hier ein Wohngeld bekommen und in Trient eben nicht.
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Viertens ist sicherzustellen, wie ich bereits gesagt habe, dass auch künftig die Herkunft der Gesuchsteller
überprüfbar ist, sonst verschwinden diese getrennten Aufstellungen.
Und fünftens ist schließlich jede Form von Eigenerklärung und "nicht erklärbaren Sachverhalten" – so heißt
es nämlich – untersagt. Hier die Frage an Herrn Landesrat Tommasini: Was sind "nicht erklärbare Sachverhalte"?
Gibt es für die Beamten klare Anweisungen, was da hineinfällt oder unterliegt das der Diskretionalität eines Beamten? Das kann es doch nicht sein!
Sie kennen besser als ich das Dekret des Präsidenten der Republik Nr. 445 aus dem Jahre 2000, in dem
der Staat die Bestimmungen festgelegt hat, die sehr viel klarer sind. Wir haben in diesem Bereich ein regelrechtes
Eldorado aufgemacht und das spricht sich natürlich auch bei den Zuwanderern herum. Ich möchte nicht behaupten, dass es bei unseren eigenen Leuten nicht auch Schwindeleien gibt. Das weiß ich auch und auch das ist einzustellen. Eines ist aber klar: Es gibt in diesem Bereich eine Vorzugsschiene und das hat mit Gleichheit vor dem
Gesetz nichts zu tun. Deshalb ist hier Handlungsbedarf gegeben.
PARDELLER (SVP): Ich möchte das Bild, das Kollege Pius Leitner gezeichnet hat, etwas abrunden. Wenn
man von Ausländern und von Förderung redet, dann bitte ich um die ganze Wahrheit. Er hat nicht gesagt, dass die
Ausländer oder Menschen mit Emigrationshintergrund beim geförderten Wohnbau völlig ausgeschlossen sind, weil
sie nie das Geld hätten, eine Wohnung zu kaufen. Hier geht es wirklich um den ärmsten Teufel, der in Südtirol oft
auch sehr viel arbeitet, aber wenig bezahlt bekommt.
Im Endeffekt sind diese dreißig Prozent an Wohngeld, die an Ausländer gehen, nur die halbe Wahrheit,
denn das ist nur für die Mietwohnungen. Eigentlich müssten die Unternehmer dafür sorgen, dass die Leute untergebracht werden, aber das tun sie nicht. So gesehen ist diese Wohnbauförderung eine Wirtschaftshilfe. Man unterstützt die Wirtschaft, indem man ihre billigen Arbeitskräfte mit öffentlichem Geld billig wohnen lässt. Das ist die
Wahrheit. Kratzen wir am eigenen Haus, bevor wir mit dem Finger auf andere zeigen!
Deshalb sage ich, dass die ganze Wahrheit wichtig ist. Wir dürfen nicht nur von den Ausländern reden,
denn wir bekommen von diesen über 30 Millionen Euro Wohnbauförderung auch 60 Prozent. Das sind arme Leute
in Südtirol. Auch diese Leute verdienen nicht so viel Geld, dass sie arbeiten und wohnen können. Das ist eine
Schande für Südtirol!
Kratzen wir am eigenen Haus und zeigen dort auf, wo der Dreck liegt! Haben wir die Kraft, auch anderen
Leuten, die von der Situation profitieren, den Spiegel vorzuhalten, bevor wir über andere urteilen und den Finger
immer nur in die gleiche Richtung zeigen. Dann stimmt die Rechnung.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Con un po' più di calma vorrei dire
le stesse cose che ha detto il collega Pardeller.
Il collega Leitner Lei si profila da tutta la legislatura come un pacato rappresentante dell'opposizione e per
questo La stimiamo, però quando si parla di migranti c'è un po' un perdere la testa. Diceva Pardeller che bisogna
verificare tutto. Ricordo che i partiti della destra italiana un po' di tempo fa in polemica con la proporzionale dicevano che bisognerebbe applicare la proporzionale anche all'agricoltura, una stupidaggine ovviamente. Bisogna
contestualizzare le cose, e nel farlo vorrei dire al collega Leitner che i conti veri dimostrano che se si prende tutto il
complesso dei Servizi sociali, gli immigrati danno molto di più al sistema previdenziale, al sistema sociale in termini di tasse ecc., anche perché noi abbiamo la fortuna che la maggior parte dei nostri immigrati lavora, di quanto
ricevono. Questi sono conti che ha fatto anche l'assessorato alla sanità qualche anno fa. Ma se ci si restringe alla
questione degli investimenti, dei finanziamenti per la casa, e noi verifichiamo tutti gli investimenti, abbiamo che gli
immigrati è vero che prendono il 335, un terzo di contributi casa, 10 milioni su 30 milioni, ma i locali prendono 20
milioni su 30 milioni del contributo casa. Ma se andiamo a vedere quanto prendono della torta di 108,8 milioni di
programmi per l'acquisto, costruzione, recupero e per abitazioni, scopriamo che i locali prendono 106,8 milioni e
gli immigrati 11,9. Nel complesso 11,9 + 21,9 risulta circa 23 milioni, mentre 106 più 20 fa 126 milioni e si ha
quindi l'86% dei mezzi finanziari dedicati alla politica della casa ai locali e il 14% agli immigrati, tenendo conto che
degli immigrati il 90% non è proprietario di casa, quindi è riversato sul mercato dell'affitto. Non si può giocare sulla
testa di persone che non possono difendersi neanche col voto, visto che non ne hanno diritto, è troppo facile.
Per quanto riguarda il resto dell'ordine del giorno si chiede alla Provincia di fare ciò che già fa, perché tutti
questi requisiti, patrimonio ecc. vengono richiesti. Il problema che abbiamo discusso stamattina e che molti di voi
hanno sollevato, è che non si riesce ad accertare la veridicità di queste dichiarazioni. Si pone un problema dell'accertamento fuori dallo stato italiano, e mi riferisco al Sud Africa come alla Germania o all'Austria, perché se voi
chiedete agli uffici c'è la stessa difficoltà ad avere informazioni di un richiedente di origine marocchina di quanta ci
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sia per un richiedente di origine tedesca, svizzera o austriaca, perché è chiaro che gli Stati hanno tante cose da
fare e l'ultima cosa di cui si preoccupano è fornire informazioni a noi che non riguardino l'Interpool, cioè la criminalità in senso stretto.
Con questo ordine del giorno, non solo col discorso accompagnatorio, fate un discorso falso, come ha detto
il collega Pardeller, ma chiedete alla Provincia di fare ciò che già fa, di far riempire delle voci senza risolvere il
problema vero, cioè come noi facciamo a verificare quello che voi chiedete, che già viene richiesto a questi cittadini.
LEITNER (Die Freiheitlichen): In persönlicher Angelegenheit. Sie besteht darin, dass Kollege Dello
Sbarba mir unterstellt, ich würde die Unwahrheit sagen, "il falso". Ich beziehe mich ausschließlich auf das Wohngeld. Ich rede weder vom Pflegegeld, noch vom geförderten Wohnbau, sondern ausschließlich vom Wohngeld.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): (interrompe)
LEITNER (Die Freiheitlichen): Das sind Zahlen zum Wohngeld und Zahlen lügen nicht! Wenn wir über andere Dinge sprechen möchten, können wir das gerne tun. Dann bringt uns bitte endlich die Zahlen, die wir seit
Jahren verlangen, nämlich eine Kosten-Nutzen-Aufstellung. Was kosten uns die Einwanderer und was bringen sie
uns? Solange Ihr uns diese Zahlen nicht nennt, könnt Ihr irgendwo hingehen!
PICHLER ROLLE (SVP): Wohin?
LEITNER (Die Freiheitlichen): Ja, wohin Ihr wollt!
KNOLL (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Dorthin, wo es noch Menschen gibt, die die Volkspartei wählen! Nein,
schaut bitte, liebe Kollegen, ich denke, dass oft gerade an solche Dingen einfach praktisch herangegangen werden sollte.
Wenn ich zu einer Bank gehe und einen Kredit verlange, dann muss ich auch Sicherheiten angeben können. Ich kann da nicht zur Bank sagen: "Tut mir leid, ich habe vielleicht irgendwo in Frankreich ein Chalet, aber ich
kann nichts nachweisen. Ich stelle euch jedoch eine Eigenerklärung aus, dass ich dort ein Haus besitze und deswegen müsst ihr mir einen Kredit gewähren." Keine Bank würde Euch zu solchen Konditionen einen Kredit gewähren.
Auf der anderen Seite haben wir aber genau diese Situation, dass wir den Leuten im Grunde überlassen,
eine Eigenerklärung auszustellen, und uns darauf verlassen, dass sie schon ehrlich sein werden. Unseren Leuten,
die alles genau penibel nachweisen müssen und dann vielleicht sogar, weil sie irgendwo einmal eine Kleinigkeit
geerbt haben, von der sie materiell gar keinen großen Gewinn haben, durch den Rost fallen, müssen wir das erklären.
Genau diese Aufschaukelei und Ausländerfeindlichkeit, die Ihr im Grunde genommen immer beanstandet,
entsteht, weil sich die einheimische Bevölkerung benachteiligt fühlt. Man kann niemandem erklären, warum ein
Einheimischer alles genau penibel nachweisen muss und jemand, der nicht von hier ist, nur zu sagen braucht,
dass er nichts hat, und damit ist die Sache in Ordnung. Dieser steht dann in der gleichen Position wie jemand, der
hier alles nachweisen muss. So etwas hat mit Gerechtigkeit überhaupt nichts zu tun!
Ich denke, dass die Rechnung ganz einfach ist. Wenn wir in der Zeit ein bisschen zurückgehen, merken wir,
dass wir es gewohnt sind, immer und überall alles zu bekommen. Wie hätte bitte, um Gottes Willen, unsere vorangegangene Generation, jene nach dem Krieg, dieses Land mit den Kriterien, die wir heute verlangen, aufbauen
sollen? Damals hat auch niemand gefragt "Wo bekomme ich denn etwas?", sondern die Frage lautete "Wo kann
ich etwas tun?".
Das Problem hat bereits mit dem Ausländergesetz angefangen, das wir hier im Landtag beschlossen haben, und zwar mit dem Beschlussantrag der Grünen, der leider von der SVP, aus welchen Gründen auch immer,
angenommen wurde. Der Beschlussantrag, in dem es darum ging, dass man diese Menschen, die in unser Land
kommen, zuerst im Grunde genommen einmal über die Rechte und Pflichten informieren soll, wurde abgelehnt.
Der Beschlussantrag, dass sie sofort informiert werden sollen, wo sie um Beiträge ansuchen können, wurde aber
angenommen. Das ist leider die Realität!
29
Dann wundert Ihr Euch, wenn eine solche Stimmung im Land entsteht und die einheimische Bevölkerung
sagt: "Wir sind mit so etwas nicht einverstanden"! Und dann heißt es: "Das ist Rechtsradikalismus und Ausländerfeindlichkeit!" Das ist eine Frage der Gerechtigkeit!
"Schorsch" Pardeller, ich werde Dir nicht immer zustimmen, aber in diesem Punkt hast du vollkommen
Recht. Was hier betrieben wird, ist Wirtschaftsförderung. Ich sehe das in meiner eigenen Heimatgemeinde und
habe es oft genug kritisiert. Es werden Leute untergebracht, die von der Wirtschaft verlangt werden, im Tourismus
arbeiten, ihren Lohn regulär ausbezahlt bekommen, dann aber einen Teil dieses Lohnes für Kost und Logis wieder
abgeben müssen und de facto für einen Stundenlohn von vier oder fünf Euro arbeiten müssen. Das ist im Grunde
genommen Sklaverei im 21. Jahrhundert und wir unterstützen das. Hier sollten wir einmal ansetzen.
Die Landesregierung ist heute, bis auf die zwei anwesenden Landesräte, leider wieder so gut wie überhaupt nicht vertreten. Es sind eigentlich Gesetze, die von Euch und nicht von der Opposition kommen. Wir sitzen
hier, nur die Landesregierung, die das beschließen will, ist nicht anwesend.
Ich möchte nur noch Eines hinzufügen. Im Zuge des Ausländer- und Integrationsgesetzes ist auch ein Beschlussantrag angenommen worden, dass eine Vermittlungsstelle für Arbeit eingerichtet werden soll, das heißt,
dass das Land in Zusammenarbeit mit der Wirtschaft erheben soll, welche Arbeitskräfte diese in Südtirol überhaupt braucht, und diese Leute sollten dann gezielt angeworben werden. Man weiß dann aber auch, wo man
diese Leute braucht, wie sie ausgebildet sein müssen und ob es hier nicht die Möglichkeit gibt, für diese Arbeit
auch einheimische Arbeiter zu finden.
Wir haben gerade gestern die Statistiken in der Zeitung gelesen, dass Südtirol inzwischen eine sehr hohe
Jugendarbeitslosigkeit aufweist. Wenn Südtirol inzwischen eine höhere Arbeitslosigkeit als die Regionen um uns
herum hat, wäre auch hier einmal anzusetzen. Wir sollten darüber nachdenken, denn in den letzten Jahren haben
wir immer damit geprahlt, dass es uns so gut geht.
Dann sollte aber auch die Wirtschaft in die Pflicht genommen und gesagt werden: "Wenn ihr diese Leute
wollt, dann tragt auch bitte etwas dazu bei. Denn es kann nicht sein, dass ihr mit diesen Leuten den Gewinn erzielt
und die Allgemeinheit dann auf den Kosten sitzen bleibt." Das ist eine Rechnung, die einfach auf Dauer so nicht
aufgehen wird. Dann wird es zum Sozialneid und zu Auseinandersetzungen kommen.
Deswegen die volle Zustimmung zu diesem Beschlussantrag, denn es ist ganz einfach: Wer Interesse hat,
in den Genuss eines öffentlichen Beitrages zu kommen, wird selbst dafür Sorge tragen, dass er die Unterlagen,
die dafür notwendig sind, auch nachreichen kann. Wenn ich auf diese Förderung angewiesen bin, dann ist es in
meinem ureigenen Interesse, dass ich alles nachweisen kann. Aber herzugehen und zu sagen: "Nur weil du nicht
von hier bist, brauchst du das alles nicht bringen, da reicht eine Eigenerklärung.", … So kann es wirklich nicht
gehen!
EGGER (Die Freiheitlichen): Geschätzter Kollege Dello Sbarba, es geht heute um das Wohngeld, die Zusammenlegung desselben mit der Mietbeihilfe und sonst eigentlich um gar nichts. Wenn Kollege Pius Leitner die
Daten zum Wohngeld öffentlich macht, dann glaube ich, erzählt er hier keinen "falso", sondern sagt die klare
Wahrheit. Es tut mir leid – ansonsten schätze ich Dich wirklich sehr – aber die Wahrheit musst Du, leider Gottes,
eben einmal zur Kenntnis nehmen, ohne dem Kollegen Leitner dann irgendeine Falschaussage vorzuwerfen.
Wie es die Kollegen Leitner und Sven Knoll vorgetragen haben, bin auch ich genauso für Gerechtigkeit. Es
geht nicht, dass Südtiroler, ganz egal welcher Muttersprache, den Nachweis erbringen müssen, was ihre Eltern
oder Kinder usw. haben bzw. welches Eigentum sie besitzen, während jemand, der z. B. von Polen, aus Kanada
oder woher auch immer kommt, nichts nachweisen muss. Ich bin für Gerechtigkeit!
Kollege Pardeller hat Recht, aber auch Pius Leitner hatte das angedeutet und angesprochen, dass sich die
Wirtschaft damit die Unterbringung ihrer Arbeiter erspart, die sie dann zudem noch mit einem kläglichen Lohn
nach Hause schickt. Da müssten die Grünen auch einmal etwas dagegen tun. Da sagt Ihr nichts, da ist alles in
Ordnung!
Aber einen Vorwurf, Kollege Pardeller, mache ich Dir schon. So leicht kommst Du mir jetzt nicht davon!
Jetzt zu schmettern, dass der Wirtschaft alles so gerichtet wird, wie sie es braucht … Ja, wer stimmt denn hier
dauernd im Sinne der Wirtschaft ab? Auch der "Schorsch" Pardeller stimmt da schön fein mit! Wer hebt dauernd
die Hand auf, wenn wir andere Vorschläge machen? Wer wagt denn jedes halbe Jahr einmal eine mutige Enthaltung und hält sonst brav den Mund? Das ist der Kollege Pardeller, der der wirtschaftslastigen SVP immer das
Wasser hält. Das ist zu billig!
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DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Per fatto personale, perché mi è
stata attribuita un'affermazione che non ho fatto. Io non ho detto che il collega Leitner dice il falso, io ho detto che
il collega Leitner dice una verità parziale, non vede la questione nel suo complesso e per esempio non vede il
complesso degli investimenti che vanno nel settore casa ai privati e in questo contesto quello che va agli immigrati, tenendo conto che il 90% degli immigrati è in affitto. Il fatto che questo si scarichi sul sussidio casa è equilibrato rispetto al complesso.
Non ho accusato il collega Leitner di dire il falso, gli ho però rimproverato di isolare solo un aspetto del problema senza vedere tutto il complesso dei finanziamenti riguardo la politica della casa e come questi si distribuiscono.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): In realtà siamo per respingere questo ordine del giorno. Faccio fatica, sarà
anche un mio limite, a capire alcuni passaggi. "I richiedenti stranieri devono obbligatoriamente indicare il patrimonio nel paese d'origine ovvero al di fuori dell'Alto Adige". È così già oggi. Devono tutti dichiarare il patrimonio e
dovranno farlo anche in futuro. C'è un problema semmai sui controlli. La domanda è se bisogna impegnarsi ad
studiare nuove forme di controllo per controllare perché si ritiene che questo settore ecc., questo è un paio di maniche, lo capisco, ma formalmente tutti devono obbligatoriamente indicare il patrimonio. Io non posso citare il caso
specifico, però vi posso dire che ci sono stati dei casi anche di cittadini extracomunitari in cui è stato revocato il
contributo perché si è scoperto che avevano fatto una dichiarazione patrimoniale non veritiera. Non è che questi
casi non arrivino, arrivano agli uffici, arrivano i ricorsi, il problema è come accertare patrimoni esterni.
Se questa è la domanda, si dice: "chiediamo che ci siano controlli più forti". E lo capisco, ma detta così non
la capisco. "Richiedenti stranieri debbono obbligatoriamente indicare il patrimonio, il reddito dei genitori e delle
persone che fanno parte del nucleo familiare". Per esempio per quanto riguarda il contributo alla casa, esiste già
questo, tutti devono dichiarare anche il patrimonio dei genitori.
"È vietata ogni forma di autocertificazione". Credo che noi non possiamo superare l'istituto dell'autocertificazione perché è un principio fondamentale della legislazione e quindi non possiamo decidere, fra l'altro, per tutti o
solo per qualcuno? Alcune cose vengono già fatte, altre questioni sono inapplicabili.
I numeri sono quelli che diceva il consigliere Dello Sbarba, poi per qualcuno può essere anche troppo, ma i
numeri sono questi. Noi proponiamo quindi di bocciare la mozione.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'ordine del giorno n. 5: respinto con 7 voti favorevoli, 18 voti contrari e 5
astensioni.
Metto in votazione il passaggio dalla discussione generale alla discussione articolata. Approvato con 16 voti
favorevoli, 6 voti contrari e 5 astensioni.
Art. 1
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 22-bis della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive
modifiche, è aggiunto il seguente comma:
“1-bis. Nei limiti della disponibilità delle case albergo alcuni miniappartamenti possono essere messi
anche a disposizione di persone che devono assistere minori per l’intera durata della degenza ospedaliera.”
2. (soppresso)
3. Il comma 6-bis dell’articolo 55, della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
“6-bis. Se il richiedente s’impegna ad accogliere stabilmente nella propria abitazione fratelli e sorelle
con una diminuzione della capacità lavorativa superiore al 74 per cento, oppure se, ai sensi
dell’articolo 41, comma 3-bis, nella famiglia del richiedente vive una persona con un handicap fisico
permanente, gli importi dei mutui di cui ai commi 1, 2 e 3 vengono aumentati di 10.000,00 euro per
ogni ulteriore persona. Il menzionato impegno è inserito nel documento con il quale viene assunto il
vincolo sociale di cui all'articolo 62.”
4. L’articolo 60 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
31
“Art. 60 (Aumento dell’agevolazione edilizia per interventi di risparmio energetico) - 1. La Giunta provinciale può aumentare le misure di agevolazione, al fine di promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, l'impiego di energie rinnovabili e la riqualificazione energetica.”
4-bis. Dopo l’articolo 62-bis della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, è inserito il seguente articolo:
“Art. 62-ter (Istituzione dell'Agenzia per la vigilanza sul rispetto delle disposizioni di legge relative al
vincolo sociale dell'edilizia abitativa agevolata e del vincolo dell'edilizia convenzionata) - 1. AI fine di
assicurare Ia correttezza, Ia trasparenza e l'efficienza della vigilanza sull'edilizia abitativa agevolata e
convenzionata e istituita I'Agenzia per Ia vigilanza sul rispetto delle disposizioni di Iegge relative al
vincolo sociale dell'edilizia abitativa agevolata ed al vincolo dell'edilizia convenzionata, di seguito denominata Agenzia. Tale Agenzia, anche in virtù di convenzioni, assume Ia funzione di Stazione unica
di vigilanza con il compito di accertare le contravvenzioni al vincolo sociale, di disporre Ia revoca e Ia
riduzione dell'agevolazione, di richiedere Ia restituzione degli importi, di diffidare alla restituzione in
pristino, di irrogare le sanzioni pecuniarie ed amministrative e di rilasciare l'autorizzazione in sanatoria nonché di accertare e contestare le contravvenzioni al vincolo dell'edilizia convenzionata e di irrogare le relative sanzioni pecuniarie.”
5. Dopo l’articolo 78 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è inserito il seguente articolo:
“Art. 78-bis (Atto unilaterale d’obbligo) - 1. Gli atti unilaterali d’obbligo di cui al presente capo possono essere autenticati dal direttore della Ripartizione provinciale edilizia abitativa.”
6. Dopo il comma 7-bis dell’articolo 82 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive
modifiche, è inserito il seguente comma:
“7-ter. La Giunta provinciale nell’ambito dei programmi di costruzione, anche già approvati, può prevedere che l’assegnazione delle aree di edilizia abitativa agevolata possa essere effettuata, in deroga a
quanto stabilito nel comma 5, lettera a), anche a favore di richiedenti residenti in un Comune confinante.“
7. Al comma 2 dell’articolo 87-bis della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è aggiunto il seguente periodo: “La convenzione di cui al presente comma è titolo per
l’annotazione tavolare del vincolo sociale di edilizia abitativa agevolata, ai sensi dell’articolo 86 in
combinato disposto con l’articolo 62. Il vincolo viene annotato su domanda del comune.”
8. L’articolo 89 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
“Art. 89 (Finanziamento di lavori per l’apprestamento di zone di espansione) - 1. Se per l'apprestamento di una zona di espansione è necessario eseguire, oltre alle opere di urbanizzazione primaria di
cui all'articolo 65, comma 1, della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13, anche lavori di sicurezza
geotecnica e lavori di spostamento di condutture di servizi esistenti, queste opere possono essere ammesse alle agevolazioni per l'urbanizzazione delle aree destinate all'edilizia abitativa agevolata ai sensi
dell’articolo 87.
2. La necessità dei lavori di cui al comma 1 deve risultare da un parere geologico o dal piano d’attuazione. L'agevolazione è ammissibile solamente se per gli assegnatari l'onere complessivo per l'acquisto, l'apprestamento e l'urbanizzazione primaria del terreno edificabile supera il 20 per cento del
costo di costruzione convenzionale della cubatura ammissibile nella zona.”
9. Il comma 8 dell’articolo 91, della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è cosi sostituito:
“8. Il sussidio casa non può superare 5.400,00 euro all’anno a famiglia. I contributi d’importo inferiore
a 50,00 euro mensili non sono liquidati. Il sussidio casa è concesso nei limiti delle risorse finanziarie
annualmente disponibili. In casi particolari, debitamente motivati, la Giunta provinciale può modificare
tali importi.”
10. Dopo il comma 10 dell’articolo 91 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive
modifiche, è aggiunto il seguente comma:
“11. I limiti fissati al comma 8 si applicano alle nuove domande di sussidio casa, presentate dopo 60
giorni dall’entrata in vigore della presente legge. Tali limiti non si applicano alle domande di proroga
della concessione di contributo al canone di locazione fino alla prima scadenza naturale del relativo
contratto di locazione.”
32
11. Il comma 2 dell’articolo 101 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è cosi sostituito:
“2. Nell'assegnare le abitazioni il Presidente dell’IPES tiene conto del numero dei vani di ciascuna
abitazione e della consistenza numerica delle famiglie dei richiedenti ammessi. La mancata accettazione da parte di un richiedente di un’abitazione con caratteristiche adeguate comporta per lo stesso
la cancellazione dalla graduatoria e la preclusione, per otto anni, alla presentazione di domanda di
assegnazione di un'abitazione in locazione.”
---------Art. 1
1. Nach Artikel 22-bis Absatz 1 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender
Fassung, wird folgender Absatz hinzugefügt:
„1-bis. Im Rahmen der Verfügbarkeit innerhalb der Wohnheime können einige Kleinwohnungen auch
an Personen, die Minderjährige für die gesamte Dauer des Krankenhausaufenthaltes betreuen müssen, zur Verfügung gestellt werden.“
2. (gestrichen)
3. Artikel 55 Absatz 6-bis des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung:
„6-bis. Verpflichtet sich der Gesuchsteller in seine Hausgemeinschaft dauerhaft Geschwister aufzunehmen, deren Arbeitsfähigkeit um mindestens 74 Prozent vermindert ist, oder lebt, gemäß Artikel
41 Absatz 3-bis, in der Familie des Gesuchstellers eine Person, die eine dauerhafte körperliche Behinderung aufweist, werden die in den Absätzen 1, 2 und 3 vorgesehenen Darlehensbeträge für jede
zusätzliche Person um 10.000,00 Euro erhöht. Die genannte Verpflichtung ist in der Urkunde, mit der
die Sozialbindung laut Artikel 62 übernommen wird, angeführt.“
4. Artikel 60 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung:
„Art. 60 (Erhöhung der Wohnbauförderung für Energiesparmaßnahmen) - 1. Die Landesregierung
kann die Fördermaßnahmen erhöhen, um die Verbesserung der Energieeffizienz der Gebäude, den
Einsatz von erneuerbaren Energien und die energetische Sanierung zu fördern.“
4-bis. Nach Artikel 62-bis des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, wird folgender Artikel eingefügt:
„Art. 62-ter (Errichtung der Agentur für die Aufsicht über die Einhaltung der Gesetzesbestimmungen
betreffend die Sozialbindung für den geförderten Wohnbau und die Bindung des konventionierten
Wohnbaus) - 1. Um die Korrektheit, Transparenz und Effizienz der Aufsicht über den geförderten und
konventionierten Wohnbau zu gewährleisten, wird die Agentur für die Aufsicht über die Einhaltung
der Bestimmungen betreffend die Sozialbindung für den geförderten Wohnbau und die Bindung des
konventionierten Wohnbaus, im Folgenden Agentur genannt, errichtet. Sie hat die Funktion einer
einheitlichen Aufsichtsstelle und ist zuständig, auch aufgrund von Vereinbarungen, die Zuwiderhandlungen gegen die Sozialbindung festzustellen, den Widerruf und die Reduzierung der Förderung, die Rückerstattungsforderungen, die Wiederherstellung des ursprünglichen Zustandes, die
Verhängung der Geld- und Verwaltungsstrafen zu verfügen und die nachträglichen Ermächtigungen
zu erteilen sowie die Zuwiderhandlungen gegen die Bindung des konventionierten Wohnbaus festzustellen und vorzuhalten und die diesbezüglichen Geldstrafen zu verhängen.“
5. Nach Artikel 78 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird
folgender Artikel eingefügt:
„Art. 78-bis (Einseitige Verpflichtungserklärung) - 1. Die einseitigen Verpflichtungserklärungen laut diesem Abschnitt können vom Direktor der Abteilung Wohnungsbau beglaubigt werden.“
6. Nach Artikel 82 Absatz 7-bis des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender
Fassung, wird folgender Absatz eingefügt:
„7-ter. Im Rahmen der auch bereits genehmigten Bauprogramme kann die Landesregierung festlegen, dass die Zuweisung von Flächen für den geförderten Wohnbau in Abweichung von Absatz 5
Buchstabe a) auch an Gesuchsteller erfolgen kann, die in einer angrenzenden Gemeinde ansässig
sind.“
7. Im Artikel 87-bis Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Satz hinzugefügt: „Die Vereinbarung laut diesem Absatz ist Rechtstitel für die
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grundbücherliche Anmerkung der Sozialbindung für den geförderten Wohnbau im Sinne von Artikel
86 in Verbindung mit Artikel 62. Die Bindung wird auf Antrag der Gemeinde angemerkt.“
8. Artikel 89 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung:
„Art. 89 (Finanzierung von Arbeiten zur Baureifmachung von Erweiterungszonen) - 1. Ist es für die
Baureifmachung einer Erweiterungszone notwendig, neben den in Artikel 65 Absatz 1 des Landesgesetzes vom 11. August 1997, Nr. 13, vorgesehenen primären Erschließungsanlagen auch geotechnische Sicherungsarbeiten durchzuführen sowie die bestehende Versorgungsleitung zu verlegen, können auch diese Arbeiten zu den in Artikel 87 vorgesehenen Förderungen für die Erschließung der Flächen für den geförderten Wohnbau zugelassen werden.
2. Die Notwendigkeit der Arbeiten laut Absatz 1 muss aus einem geologischen Gutachten oder aus
dem Durchführungsplan resultieren. Die Förderung ist nur dann möglich, wenn für die Personen, denen der Grund zugewiesen wurde, die Gesamtkosten für den Erwerb, die Baureifmachung und die
primäre Erschließung des Baugrundes 20 Prozent der gesetzlichen Baukosten der in der Zone zulässigen Baumasse übersteigt.“
9. Artikel 91 Absatz 8 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung,
erhält folgende Fassung:
„8. Insgesamt darf das Wohngeld pro Familie 5.400,00 Euro im Jahr nicht überschreiten. Beiträge, die
weniger als 50,00 Euro im Monat betragen, werden nicht ausgezahlt. Das Wohngeld wird im Rahmen
der jährlich zu Verfügung stehenden Finanzmitteln gewährt. Die Landesregierung kann in besonderen
Fällen, mit entsprechender Begründung, diese Schwellenwerte ändern.“
10. Nach Artikel 91 Absatz 10 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender
Fassung, wird folgender Absatz hinzugefügt:
„11. Die in Absatz 8 festgelegten Schwellenwerte werden auf alle neuen Gesuche um Wohngeld angewandt, die nach 60 Tagen ab Inkrafttreten dieses Gesetzes vorgelegt werden. Diese Schwellenwerte werden auf die Gesuche für die weitere Gewährung des Mietbeitrages bis zur ersten natürlichen Fälligkeit des entsprechenden Mietvertrages nicht angewandt.“
11. Artikel 101 Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung,
erhält folgende Fassung:
„2. Bei der Zuweisung der Wohnungen berücksichtigt der Präsident des Wohnbauinstitutes die Anzahl
der Räume einer jeden Wohnung und den zahlenmäßigen Bestand der Familien der zugelassenen Antragsteller. Sollte ein zugelassener Antragsteller die angebotene Wohnung nicht annehmen, obwohl
diese über alle Merkmale verfügt, die den Erfordernissen des Antragstellers entsprechen, wird er aus
der Rangordnung gestrichen; er kann für 8 Jahre nicht mehr um die Zuweisung einer Mietwohnung
ansuchen.“
Sono stati presentati degli emendamenti.
Emendamento n. 1, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 01. È inserito il seguente comma: "01. Alla
lettera K) del comma 1 dell'articolo 2 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche,
dopo le parole 'canone di locazione' sono inserite le seguenti parole: 'qualora trattasi di soggetti che presentano almeno 18 mesi di attività lavorativa'."
"Absatz 01. Folgender Absatz wird eingefügt: "01. In Artikel 2 Absatz 1 Buchstabe K) des Landesgesetzes
vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird nach den Worten 'Deckung des Mietzinses' folgender
Wortlaut eingefügt: ', wenn es sich um Personen handelt, die zumindest eine 18-monatige Arbeitstätigkeit nachweisen können'."
Emendamento n. 2, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 02. È inserito il seguente comma: "02. Al
comma 1 dell'articolo 4 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, dopo le parole
'all'estero' sono aggiunte le parole 'o in altre province italiane'."
"Absatz 02. Folgender Absatz wird eingefügt: "02. In Artikel 4 Absatz 1 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, werden nach den Worten 'ins Ausland' die Worte 'oder in andere italienische Provinzen' eingefügt."
Gli emendamenti n. 3, 4 e 5 sono ritirati.
Emendamento n. 6, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 06. È inserito il seguente comma: "06. Il
comma 2 dell'articolo 9 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
34
'2. Il Comitato per l'Edilizia Residenziale è composto:
- dall'assessore competente per la materia che lo presiede;
- da due ulteriori membri della Giunta provinciale;
- da due consiglieri provinciali designati dal Consiglio provinciale, che non siano membri della Giunta e di
cui uno appartenente alla minoranza politica;
- da un rappresentante dei Servizi sociali;
- da un rappresentante delle organizzazioni sindacali.'"
"Absatz 06. Folgender Absatz wird eingefügt: "06. Artikel 9 Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung:
'2. Das Wohnbaukomitee besteht:
- aus dem für den Sachbereich zuständigen Landesrat, der den Vorsitz führt;
- aus zwei weiteren Mitgliedern der Landesregierung;
- aus zwei vom Landtag namhaft gemachten Landtagsabgeordneten, die nicht Mitglieder der Landesregierung sein dürfen und von denen einer der politischen Minderheit angehören muss;
- aus einem Vertreter der Sozialdienste;
- aus einem Gewerkschaftsvertreter."
Gli emendamenti n. 7 e 8 sono ritirari.
Emendamento n. 9, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 09. È inserito il seguente comma: "09. Al
comma 1, articolo 14 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche. le parole 'dalla
Giunta provinciale' sono sostituite dalle parole 'dal Consiglio di amministrazione e deve appartenere a un gruppo
linguistico diverso da quello del vicepresidente. Per la seconda metà del mandato, l’incarico di presidente viene
assunto dal vicepresidente'."
"Absatz 09. Folgender Absatz wird eingefügt: "09. In Artikel 14 Absatz 1 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, werden die Wörter' von der Landesregierung ernannt' durch folgenden
Wortlaut ersetzt: 'vom Verwaltungsrat ernannt und muss einer anderen Sprachgruppe angehören als der Vizepräsident. In der zweiten Hälfte des Mandats geht das Amt des Präsidenten auf den Vizepräsidenten über'."
Gli emendamenti n. 10, 11 e 12 sono ritirati.
Emendamento n. 13 presentato dal consigliere Minniti: "Comma 013. È inserito il seguente comma: "013. Il
comma 3 dell'articolo 22 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
'3. Nei programmi di costruzione dell'IPES viene anche determinato il numero degli alloggi da riservare a
particolari categorie sociali nelle quali rientrano anche i separati. Queste categorie vengono definite nella stessa
delibera di approvazione del programma di costruzione. I requisiti oggettivi e soggettivi per tali categorie e per le
persone anziane sono stabiliti dalla Giunta provinciale anche in deroga a quelli previsti dalla presente legge.'"
"Absatz 013. Folgender Absatz wird eingefügt: "013. Absatz 3 von Artikel 22 des Landesgesetzes vom 17.
Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung: '3. In den Bauprogrammen des Wohnbauinstitutes wird auch die Anzahl der Wohnungen festgelegt, die besonderen sozialen Kategorien, darunter auch
die Getrennten, vorzubehalten sind. Diese Kategorien werden im Genehmigungsbeschluss zum Bauprogramm bestimmt. Die objektiven und die subjektiven Voraussetzungen für diese Kategorien und für die alten Leute werden
von der Landesregierung auch in Abweichung von den in diesem Gesetz vorgesehenen festgelegt.'''
Gli emendamenti n. 14 e 15 sono ritirati.
Emendamento n. 16 presentato dal consigliere Minniti: "Comma 1-ter. È inserito il seguente comma: "1-ter.
Al comma 2 dell'articolo 45 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, dopo le parole 'emigrati all'estero' aggiungere 'o in altra provincia italiana'."
"Absatz 1-ter. Folgender Absatz wird eingefügt: "1-ter. In Artikel 45 Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17.
Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, werden nach den Worten 'ins Ausland' die Worte 'oder in eine andere italienische Provinz' eingefügt."
Emendamento n. 17 presentato dal consigliere Minniti: "Comma 1-quater. è inserito il seguente comma:
"1-quater. Al comma 1 dell'articolo 46 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, la
cifra '23' è sostituita dalla cifra '18'."
"Absatz 1- quater. Folgender Absatz wird eingefügt: "1-quater. In Artikel 46 Absatz 1 des Landesgesetzes
vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird die Ziffer '23' durch die Ziffer '18' ersetzt."
Emendamento n. 18 presentato dal consigliere Minniti: "Comma 1-quinquies. È inserito il seguente
comma: "1-quinquies. Dopo il comma 1 dell'articolo 46-ter della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è inserito il seguente comma:
35
'1-bis. Per le giovani coppie e i giovani single di cui al comma precedente la Provincia prevede la concessione di un mutuo a tasso zero per i primi cinque anni e a tasso agevolato per gli anni successivi.'"
"Absatz 1-quinquies. Folgender Absatz wird eingefügt: "1-quinquies. Nach Artikel 46-ter Absatz 1 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Absatz eingefügt:
'1-bis. Für die jungen Ehepaare und die jungen Singles laut vorhergehendem Absatz sieht das Land die Gewährung eines zinslosen Darlehens für die ersten fünf Jahre und mit einem begünstigten Zinssatz für die darauffolgenden Jahre vor.'"
Gli emendamenti n. 19 e 20 sono ritirati.
Emendamento n. 21 presentato dal consigliere Minniti: "Comma 1-octies. È inserito il seguente comma: "1octies. Al comma 9 dell'articolo 47 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è
aggiunto il seguente periodo: 'Per famiglie sfrattate si intendono anche tutti coloro che a seguito di una separazione matrimoniale, sono costretti a lasciare l'appartamento coniugale. Nei confronti di essi si procede con il riconoscimento di tre punti, equiparandoli a coloro che hanno subito uno sfratto giudiziario.'"
"Absatz 1-octies. Folgender Absatz wird eingefügt: "1-octies. In Artikel 47 Absatz 9 des Landesgesetzes
vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Wortlaut hinzugefügt: 'Zu den von Zwangsräumung betroffenen Familien gehören auch all jene, die infolge einer Trennung die eheliche Wohnung verlassen
müssen. Ihnen werden drei Punkte zuerkannt, womit sie jenen gleichgestellt sind, die gerichtlich zwangsdelogiert
wurden.'"
Gli emendamenti n. 22 e 23 sono ritirati.
Emendamento n. 24, presentato dai consiglieri Stocker M. e Noggler: "Il comma 4 bis è così sostituito:
"4. Dopo l’articolo 62-bis della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, è inserito il seguente articolo:
"Art. 62-ter (Istituzione dell'Agenzia per la vigilanza sul rispetto delle prescrizioni relative al vincolo sociale
dell'edilizia abitativa agevolata) - 1. Al fine di assicurare la correttezza, la trasparenza e l'efficienza della vigilanza
sull'edilizia abitativa agevolata è istituita I'Agenzia per la vigilanza sul rispetto delle prescrizioni relative al vincolo
sociale dell'edilizia abitativa agevolata, di seguito denominata Agenzia. Essa è insediata presso la Ripartizione
provinciale Edilizia abitativa.
2. L’Agenzia, anche in virtù di convenzioni con la Ripartizione provinciale Edilizia abitativa, assume, nel rispetto delle disposizioni in materia, la funzione di Stazione unica di vigilanza con il compito di accertare le contravvenzioni al vincolo sociale e di adottare i provvedimenti previsti dalle disposizioni in materia, come disporre la
revoca e la riduzione dell'agevolazione, richiedere la restituzione degli importi, diffidare alla restituzione in pristino,
irrogare le sanzioni pecuniarie ed amministrative e rilasciare le autorizzazioni in sanatoria. Inoltre, sussistendo i
presupposti menzionati al comma 5, l’Agenzia esercita le funzioni ivi previste.
3. L’Agenzia è un ente strumentale della Provincia con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia e piena indipendenza funzionale, organizzativa, amministrativa, contabile e patrimoniale, che opera secondo criteri di efficienza, economicità ed efficacia.
4. La Giunta provinciale espleta funzioni di indirizzo e di controllo nei confronti dell’Agenzia, approva lo
statuto della stessa e lo schema di convenzione che disciplina i rapporti tra le ripartizioni provinciali ed Agenzia
nonché la natura, l’oggetto e le modalità di svolgimento dell’attività e dei servizi.
5. I comuni competenti per la vigilanza sul rispetto del vincolo dell’edilizia convenzionata possono ricorrere
al servizio dell’Agenzia per l’accertamento e la contestazione delle contravvenzioni al vincolo dell’edilizia convenzionata e per l’irrogazione delle sanzioni pecuniarie previste dalle disposizioni in materia. La natura, l’oggetto e le
modalità di svolgimento dell’attività e dei servizi, nonché il rimborso delle spese a carico dei comuni sono disciplinati da apposite convenzioni che i comuni stipuleranno con l’Agenzia, utilizzando lo schema di convenzione approvato dalla Giunta provinciale. La Giunta provinciale stabilisce anche i criteri per la determinazione del rimborso
delle spese.
6. Ferme restando le competenze e le responsabilità del responsabile del procedimento presso le singole
amministrazioni, l’Agenzia espleta, in via esclusiva, attività di interesse generale e di servizio nei confronti dei
soggetti di cui al comma 5, operando per conto, o in nome e per conto, degli stessi.
7. L’Agenzia, conformemente alle convenzioni, riceve dalle ripartizioni provinciali e dai comuni tutti i dati e
tutte le informazioni necessari allo svolgimento del servizio e
a) collabora con funzioni consultive con dette amministrazioni impegnate nell’assolvimento degli obblighi di
vigilanza previsti per legge;
b) cura gli adempimenti dei compiti di vigilanza di cui al comma 2 in tutte le sue fasi, provvede alla riscossione delle sanzioni pecuniarie ed amministrative e cura gli adempimenti relativi ad un eventuale contenzioso.
36
8. L’Agenzia opera con personale provinciale, con personale di amministrazioni locali, in posizione di comando o fuori ruolo, o mediante personale a contratto a tempo determinato. Nei limiti delle disponibilità di bilancio,
l’Agenzia può avvalersi, per tematiche di particolare complessità o specifiche difficoltà tecniche, di esperti di elevata professionalità."
"Absatz 4-bis erhält folgende Fassung: "4. Nach Artikel 62-bis des Landesgesetzes vom 17. Dezember
1998, Nr. 13, wird folgender Artikel eingefügt:
"Art. 62-ter (Errichtung der Agentur für die Aufsicht über die Einhaltung der Vorschriften betreffend die Sozialbindung für den geförderten Wohnbau) - 1. Um die Korrektheit, Transparenz und Effizienz der Aufsicht über
den geförderten Wohnbau zu gewährleisten, wird die Agentur für die Aufsicht über die Einhaltung der Vorschriften
betreffend die Sozialbindung für den geförderten Wohnbau, im Folgenden Agentur genannt, errichtet. Sie ist bei
der Landesabteilung Wohnungsbau angesiedelt.
2. Die Agentur hat die Funktion einer einheitlichen Aufsichtsstelle und ist unter Einhaltung der einschlägigen
Vorschriften zuständig, auch aufgrund von Vereinbarungen mit der Landesabteilung Wohnungsbau, die Zuwiderhandlungen gegen die Sozialbindungen für den geförderten Wohnbau festzustellen und die von den einschlägigen
Vorschriften vorgesehenen Maßnahmen zu ergreifen, wie den Widerruf und die Reduzierung der Förderung, die
Rückerstattungsforderungen, die Wiederherstellung des ursprünglichen Zustandes, die Verhängung der Geld- und
Verwaltungsstrafen zu verfügen und die nachträglichen Ermächtigungen zu erteilen. Ebenso übt die Agentur bei
Vorliegen der in Absatz 5 genannten Voraussetzungen die dort vorgesehenen Aufgaben aus.
3. Die Agentur ist eine öffentlich-rechtliche instrumentelle Körperschaft des Landes mit Rechtspersönlichkeit. Sie ist in funktioneller, organisatorischer, verwaltungsmäßiger, buchhalterischer und vermögensrechtlicher
Hinsicht völlig autonom und unabhängig und handelt nach den Grundsätzen der Effizienz, Wirtschaftlichkeit und
Wirksamkeit.
4. Die Landesregierung hat der Agentur gegenüber Weisungs- und Kontrollbefugnis. Sie genehmigt die
Satzung der Agentur und den Entwurf der Vereinbarung, mit welcher die Beziehungen zwischen Landesabteilungen und Agentur sowie die Art, der Gegenstand und die Modalitäten der Durchführung der Tätigkeit und der
Dienste geregelt werden.
5. Die für die Aufsicht über die Einhaltung der Bindung des konventioniertes Wohnbaus zuständigen Gemeinden können den Dienst der Agentur für die Feststellung und die Vorhaltung von Zuwiderhandlungen gegen
die Bindung des konventionierten Wohnbaus und für die Verhängung der von den einschlägigen Vorschriften vorgesehenen Geldstrafen in Anspruch nehmen. Die Art, der Gegenstand und die Modalitäten der Durchführung der
Tätigkeit und der Dienste sowie die Spesenrückvergütungen zu Lasten der Gemeinden werden durch eigene Vereinbarungen geregelt, welche von den Gemeinden mit der Agentur nach dem von der Landesregierung genehmigten Muster abgeschlossen werden. Die Landesregierung legt auch Kriterien für die Festlegung der Spesenrückvergütungen fest.
6. Unbeschadet der Zuständigkeiten und der Haftung des Verfahrensverantwortlichen bei den einzelnen
Verwaltungen führt die Agentur ausschließlich Tätigkeiten im Interesse des Allgemeinheit und Dienstleistungen für
die in Absatz 5 genannten Subjekte durch, indem sie auch in ihrer Eigenschaft als einheitliche Aufsichtsstelle auf
Rechnung oder im Namen und auf Rechnung der besagten Subjekte handelt.
7. Gemäß den Vereinbarungen erhält die Agentur von den Landesabteilungen und den Gemeinden sämtliche für die Ausführung des Dienstes erforderlichen Daten und Informationen und
a) arbeitet mit diesen Verwaltungen bei der Erledigung der gesetzlichen Aufsichtsbefugnisse beratend zusammen;
b) nimmt die mit der Erfüllung der in Absatz 2 genannten Aufsichtspflichten verbundenen Aufgaben in all ihren Phasen wahr, sorgt für die Einhebung der Geld- und Verwaltungsstrafen und erfüllt die mit einem etwaigen
Streitverfahren verbundenen Aufgaben.
8. Die Agentur arbeitet mit Landespersonal, mit abgeordnetem oder aus dem Stellenplan ausgegliedertem
Personal der örtlichen Körperschaften oder mit Personal mit befristetem Arbeitsvertrag. Im Rahmen der Verfügbarkeit des Haushalts kann die Agentur zu besonders komplexen Fragen oder bei spezifischen technischen
Schwierigkeiten Fachleute mit hoher Sachkompetenz hinzuziehen."
L'emendamento n. 25 è ritirato.
Emendamento n. 26, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 4-ter. È inserito il seguente comma:
"4-ter. Dopo il comma 2 dell'articolo 69 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è aggiunto il seguente comma:
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"3. Qualora l'agevolazione edilizia provinciale sia stata concessa a coniugi comproprietari dell'abitazione
agevolata, in caso di morte di un coniuge, l'agevolazione edilizia può essere trascritta a favore del coniuge superstite anche se questi non sia in possesso dei requisiti generali per essere ammesso alle agevolazioni edilizie provinciali, purché occupi stabilmente l'abitazione. In caso contrario trovano applicazione le disposizioni del comma
1."
"Absatz 4-ter. Folgender Absatz wird eingefügt:
"4-ter. Nach Artikel 69 Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Absatz eingefügt:
"3. Wird die Wohnbauförderung Ehegatten gewährt, die Miteigentümer der geförderten Wohnung sind, kann
die Wohnbauförderung bei Ableben eines Ehegatten auf den überlebenden Ehegatten umgeschrieben werden,
auch wenn dieser nicht im Besitz der allgemeinen Voraussetzungen für die Zulassung zur Wohnbauförderung des
Landes ist, sofern er die Wohnung tatsächlich bewohnt. Anderenfalls kommen die Bestimmungen gemäß Absatz 1
zur Anwendung."
L'emendamento n. 27 è ritirato.
Emendamento n. 28, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 4-quinquies. È inserito il seguente
comma:
"4-quinquies. Dopo il coma 3 dell'articolo 71 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive
modifiche, è inserito il seguente comma:
'3-bis. Le abitazioni oggetto delle agevolazioni di cui al comma 1, qualora trattasi di abitazione intesa non
come 'prima casa', devono essere date in locazione per i primo otto anni per le esigenze sociali, ovvero concesse,
qualora se ne ravvisi la necessità, al Comune, alla Provincia o all'IPES, per i primi quattro anni di durata del vincolo.'"
"Absatz 4-quinquies. Folgender Absatz wird eingefügt:
"4-quinquies. Nach Artikel 71 Absatz 3 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender
Fassung, wird folgender Absatz eingefügt:
'3-bis. Falls es sich bei den laut Absatz1 geförderten Wohnungen nicht um eine 'Erstwohnung' handelt,
müssen sie acht Jahre lang zu sozialen Zwecken vermietet oder – falls ein entsprechender Bedarf besteht – für
die ersten vier Jahre der Bindung der Gemeinde, dem Land oder dem Institut für sozialen Wohnbau überlassen
werden.'"
Emendamento n. 29, presentato dall'assessore Tommasini: "Comma 6. Alla fine del nuovo comma 7-ter
dell'articolo 82 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13 e successive modifiche, è aggiunto il seguente
periodo: "È necessario l'assenso dei comuni interessati."
"Absatz 6. Am Ende den neuen Absatzes 7-ter des Artikels 82 des Landesgesetzes vom 17. Dezember
1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Satz hinzugefügt: "Das Einvernehmen der betroffenen Gemeinden ist erforderlich."
L'emendamento n. 30 è ritirato.
Emendamento n. 31, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 9. Il comma è così sostituito: "9. Il comma
8 dell'articolo 91 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è così sostituito:
'8. Il sussidio casa non può superare 5.400,00 euro all'anno a famiglia. I contributi d'importo inferiore a
50,00 euro mensili sono liquidati ogni tre mesi. Il sussidio casa è concesso nei limiti delle risorse finanziarie annualmente disponibili.'"
"Absatz 9. Der Absatz erhält folgende Fassung: "9. Artikel 91 Absatz 8 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, erhält folgende Fassung:
'8. Insgesamt darf das Wohngeld pro Familie 5.400,00 Euro im Jahr nicht überschreiten. Beiträge, die weniger
als 50,00 Euro im Monat betragen, werden alle drei Monate ausgezahlt. Das Wohngeld wird im Rahmen der jährlich
zu Verfügung stehenden Finanzmittel gewährt.'"
Emendamento n. 32, presentato dai consiglieri Dello Sbarba e Heiss: "Comma 9. La cifra "5.400,00" è
sostituita dalla cifra "6.000,00"."
"Absatz 9. Die Ziffer "5.400,00" wird durch die Ziffer "6.000,00" ersetzt."
Emendamento n. 33, presentato dall'assessore Tommasini: "Il comma 10 è soppresso."
"Absatz 10 ist aufgehoben."
Gli emendamenti n. 34, 35 e 36 sono ritirati.
38
Emendamento n. 37, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11. Nel comma 2 dell'articolo 101 della
legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, dopo le parole "La mancata accettazione"
sono inserite le parole "per almeno tre volte"."
"Absatz 11. In Artikel 101 Absatz 2 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, werden nach den Worten "die angebotene Wohnung" die Worte "mindestens dreimal" eingefügt."
Emendamento n. 38, presentato dai consiglieri Dello Sbarba e Heiss: "Comma 11. Nell'ultimo periodo la
parola "otto" è sostituita dalla parola "cinque"."
"Absatz 11. Im letzten Satz wird die Ziffer "8" durch die Ziffer "5" ersetzt."
Gli emendamenti 39 e 40 sono ritirati.
Emendamento n. 41, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-quater. È inserito il seguente comma:
"11-quater. Dopo il comma 2-bis dell'articolo 104 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive
modifiche, si inserisce i seguenti commi:
'2-ter. Dal cambio alloggio sono esclusi gli assegnatari con oltre 65 anni di età, come i nuclei familiari che
solo recentemente hanno avuto l'alloggio sovradimensionato e tutti gli inquilini il cui reddito si avvicina al minimo
vitale o comunque alla soglia di povertà, salvo una disponibilità espressa in questo senso dagli assegnatari medesimi.
2-quater. Sono altresì esclusi quegli assegnatari che dispongono di 15 mq oppure di un ulteriore vano eccedenti a quanto stabilito dal precedente comma 2.'"
"Absatz 11-quater. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-quater. Nach Artikel 104 Absatz 2-bis des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, werden folgende Absätze eingefügt:
'2-ter. Vom Wohnungstausch ausgenommen sind die über 65jährigen Mieter, die Familien, welche die
überdimensionierte Wohnung erst kürzlich erhalten haben, sowie alle Mieter, deren Einkommen nur wenig über
dem Lebensminimum oder jedenfalls der Armutsgrenze liegt, es sei denn, die Mieter erklären sich zum Wohnungstausch bereit.
2-quater. Ebenfalls ausgenommen sind jene Mieter, die über 15 Quadratmeter oder über einen Raum mehr
verfügen, als im vorhergehenden Absatz 2 vorgesehen ist.'"
L'emendamento n. 42 è ritirato.
Emendamento n. 43, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-sexies. È inserito il seguente comma:
"11-sexies. Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 110 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, si aggiunge il seguente periodo:
'Previa autorizzazione dell'IPES è prevista la possibilità di non revocare l'alloggio ai familiari conviventi del
locatario che fosse ricoverato in casa di riposo o di lungodegenza.'"
"Absatz 11-sexies. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-sexies. Nach Artikel 110 Absatz 1 Buchstabe c)
des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Satz eingefügt:
'Auf Ermächtigung des Wohnbauinstituts besteht die Möglichkeit, den Widerruf der Wohnungszuweisung
gegenüber den mit dem Mieter zusammenlebenden Familienangehörigen nicht auszusprechen, wenn derselbe in
einem Altersheim oder in einem Pflegeheim untergebracht ist.'"
L'emendamento n. 44 è ritirato.
Emendamento n. 45, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-octies. È inserito il seguente comma:
"11-octies. Il primo periodo del comma 3-bis dell'articolo 112 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e
successive modifiche, è così sostituito:
'Ai fini della determinazione della capacità economica del nucleo familiare i redditi dei discendenti conviventi
con il locatario, fiscalmente non a carico, non sono considerati fino alla misura pari a 25.000 euro lordi all'anno.
Qualora il reddito in questione risulti superiore a questa somma si provvede a stabilire un'aliquota diversa per
scaglioni di reddito.'"
"Absatz 11-octies. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-octies. Der erste Satz von Artikel 112 Absatz 3-bis
des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird wie folgt ersetzt:
'Zum Zwecke der Feststellung der wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit der Familie werden die Einkommen
der Nachkommen, die mit dem Mieter in Hausgemeinschaft leben und steuermäßig nicht zu Lasten sind, bis zu
25.000,00 Euro brutto pro Jahr nicht berechnet. Sollte besagtes Einkommen höher als diese Summe sein, wird ein
anderer Koeffizient nach Einkommensstufen angewandt.'"
L'emendamento n. 46 è ritirato.
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Emendamento n. 47, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-decies. È inserito il seguente comma:
"11-decies. Al comma 7 dell'articolo 112 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche,
è aggiunto il seguente testo:
'Ai richiedenti che presentino dichiarazioni dei redditi ritenute non attendibili, l'IPES riconosce il diritto al
contributo previsto presentando nel contempo relativa denuncia di accertamento agli organi preposti al controllo
fiscale. Qualora, a seguito di detto controllo, la dichiarazione dei redditi presentata non risultasse veritiera con la
reale disponibilità economica del richiedente accertando una maggiore ricchezza di quella esposta, l'IPES provvederà a chiedere il rimborso delle somme eccedenti a quelle spettanti indebitamente incassate dal richiedente,
escludendolo dal diritto di agevolazione per 24 mesi.'"
"Absatz 11-decies. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-decies. Nach Artikel 112 Absatz 7 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Wortlaut eingefügt:
'Den Gesuchstellern, die für unglaubwürdig erachtete Einkommenserklärungen vorlegen, zuerkennt das
Wohnbauinstitut zwar das Recht auf den vorgesehenen Beitrag, meldet dies jedoch gleichzeitig bei den für die
Steuerkontrolle zuständigen Organen. Sollte sich bei der Kontrolle herausstellen, dass die vorgelegte Einkommenserklärung nicht der tatsächlichen wirtschaftlichen Situation des Gesuchstellers entspricht bzw. dieser reicher
ist als angegeben, verlangt das Wohnbauinstitut die Rückvergütung des vom Gesuchsteller zu Unrecht kassierten
Mehrbetrags und entzieht ihm für 24 Monate das Recht auf Wohnbauförderung.'"
L'emendamento n. 48 è ritirato.
Emendamento n. 49, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-duodecies. È inserito il seguente
comma: "11-duodecies. Dopo il comma 8 dell’articolo 112 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è inserito il seguente comma:
'8-bis. Per disporre di quanto previsto al precedente comma 8, l’IPES, su richiesta del locatario o d’ufficio,
procede anche durante l’anno alla rideterminazione del canone di affitto, qualora cambi il reddito netto del nucleo
familiare.'"
"Absatz 11-duodecies. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-duodecies. Nach Artikel 112 Absatz 8 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung; wird folgender Absatz eingefügt:
'8-bis. Zwecks Anwendung des vorhergehenden Absatzes 8 nimmt das Wohnbauinstitut auf Antrag des
Mieters oder von Amts wegen die Neuberechnung des Mietzinses auch während des Jahres vor, wenn sich das
Nettoeinkommen der Familie ändert.'"
Gli emendamenti n. 50, 51, 52 e 53 sono ritirati.
Emendamento n. 54, presentato dal consigliere Minniti: "Comma 11-septies decies. È inserito il seguente
comma: "11-septies decies. Dopo l'articolo 150 della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, è inserito il seguente articolo:
'Art. 150-bis
Interpretazione
1. Il minimo vitale cui si fa riferimento nei precedenti articoli deve intendersi quale condizione economica
garantita così come prevista dal DPGP n. 30 dell'11 agosto 2000 'Regolamento relativo agli interventi di assistenza economica sociale'. La quota da detrarre deve essere intesa al 100% per ogni soggetto.'"
"Absatz 11-septies decies. Folgender Absatz wird eingefügt: "11-septies decies. Nach Artikel 150 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, wird folgender Artikel eingefügt:
'Art.150-bis
Auslegung
1. Unter Lebensminimum, auf das in den vorhergehenden Artikeln Bezug genommen wird, versteht man
den persönlich verfügbaren Betrag laut Dekret des Landeshauptmannes vom 11. August 2000, Nr. 30 'Durchführungsverordnung zu den Maßnahmen der finanziellen Sozialhilfe'. Der Freibetrag muss zu 100 % für jede Person
angewandt werden.'"
Ha chiesto la parola il consigliere Vezzali sull'ordine dei lavori, prego.
VEZZALI (IL Popolo della Libertà – Berlusconi per l’Alto Adige): Ho un chiarimento da porre circa
l'ammissibilità di tutti questi emendamenti. Il regolamento dice sostanzialmente che sono inammissibili gli emendamenti attinenti ad argomenti non oggetto del disegno di legge in esame. Qui stiamo esaminando una modifica
alla legge sull'ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata che tocca una miriade di argomenti, requisiti, accesso,
le sanzioni e via dicendo e il disegno di legge si compone di due articoli, uno molto lungo con 12 commi e un articolo 2. Tutti questi emendamenti presentati da colui che occupa la poltrona di presidente sono emendamenti ag-
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giuntivi, perché inseriscono commi non toccati dal disegno di legge, modificano articoli non toccati dal disegno di
legge, cambiano requisiti non oggetto di questo disegno di legge e sostanzialmente si riscrive tutta la legge sull'edilizia abitativa agevolata.
Questi emendamenti non sono passati per la commissione competente, che non li ha esaminati, quindi noi
ci troviamo di fronte ad una serie di emendamenti che vediamo oggi per la prima volta, si riscrive una legge al di
fuori dell'ossatura del disegno di legge proposto. Non voglio far polemica, ma voglio avere un chiarimento. È possibile presentare una serie di emendamenti che riscrivono interamente una legge non oggetto di esame oggi oppure no?
PRESIDENTE: Lei dovrebbe sapere che l'art. 97/ter dichiara inammissibili gli emendamenti fra le altre cose
"formulati con frasi ovvero parole ingiuriose o sconvenienti" - non mi sembra questo il caso - "in contrasto con
precedenti deliberazioni del Consiglio adottate sull'argomento nel corso dello stesso procedimento legislativo" –
non mi sembra questo il caso – "privi di contenuti sostanziali non corrispondenti ai criteri formali di cui al comma 3
dell'art. 86" – non mi sembra questo il caso – "non attinenti all'argomento oggetto del disegno di legge" e non mi
sembra questo il caso. Infatti l'oggetto del disegno di legge è la modifica alla legge n. 13/98 "Ordinamento dell'edilizia abitativa agevolata" e tutti gli emendamenti si ispirano a questa legge. Non posso quindi definire gli emendamenti inammissibili.
VEZZALI (IL Popolo della Libertà – Berlusconi per l’Alto Adige): Se non sbaglio il regolamento parla di
argomenti attinenti all'oggetto, però io ho chiesto un chiarimento che mi è stato dato.
PRESIDENTE: Il regolamento alla lettera b) parla di argomenti non attinenti all'argomento oggetto del disegno di legge. Se gli emendamenti avessero parlato di agricoltura o di altro non sarebbero stati attinenti all'oggetto
del disegno di legge.
Comunque sono ammissibili, quindi li vado ad illustrare dal banco dei consiglieri.
Vorsitz der Vizepräsidentin | Presidenza della vicepresidente: DDr.in Julia Unterberger
PRÄSIDENTIN: Herr Abgeordneter Minniti, Sie haben das Wort.
MINNITI (Il Popolo della Libertà): Prendo atto dell'inesperienza che magari alcuni colleghi possono avere
dovuta al noviziato in quest'aula, considerando che quelli che sono emendamenti riferiti ad un disegno di legge
che riguarda la modifiche sulla casa vogliono andare a migliorare da parte del sottoscritto quella normativa che
dovrebbe essere totalmente riscritta e che attraverso questi emendamenti promuovo la riscrittura.
Gli emendamenti trattano diverse materie che abbiamo già trattato in passato, per esempio la necessità che
nel momento in cui si modifica il reddito di un nucleo familiare. magari riducendosi, esso incida immediatamente
anche sul canone di affitto, oppure nel momenti in cui l'Ipes dal momento che ha dei sospetti che il reddito dichiarato non sia verosimile, non possa negare il diritto acquisito da parte del richiedente di un provvedimento. Una
volta si poteva parlare di sussidio o di alloggio Ipes, oggi si parlerà solo di alloggio Ipes, perché se la Provincia ha
dei dubbi sul reddito che viene presentato, non può di autorità ritenere che esso sia inferiore oppure diverso da
quello che è stato dichiarato dal diretto interessato. Si tratta insomma di emendamenti che possono incidere sulla
realtà della situazione.
Auspico che nel momento in cui non si tendesse approvare questi emendamenti, la Giunta provinciale in
una ipotesi di riscrittura totale della legge prenda in esame queste necessità e le vada ad inserire in un disegno di
legge che mi auguro prima o poi arrivi in aula e riporti la norma sull'edilizia sociale ad un livello di maggiore equilibrio tenendo conto di nuove necessità da parte della popolazione.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Effettivamente i colleghi più vecchi
sanno, al contrario del consigliere Vezzali che è un "pivellino", che il collega Minniti, adesso presidente del Consiglio, due o tre volte per legislatura ci ripropone attraverso decine di emendamenti la sua idea di riforma della legge
sull'edilizia agevolata. Questi emendamenti sono tutti accettabili, ha ragione, io per esempio ho fatto una cosa
simile con tre o quattro emendamenti un po' forzati quando discutemmo la legge sulla caccia. Certo che Lei, presidente, ne ha presentati 48 su 56, e questo è puro ostruzionismo, perché l'ostruzionismo, come voi della presidenza l'avete inteso, non consisteva nel presentare emendamenti inammissibili, consisteva nel forzare le regole in
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modo tale da ingorgare il lavoro del Consiglio. Questo è l'ostruzione del libro telefonico, composto da 48 pagine,
che noi ci vediamo recapitare adesso. Lo dico ironicamente, perché siete voi che avete posto la questione di eliminare le forzature e chiarire il regolamento in modo tale che margini per forzature non ce ne siano. Questi emendamenti sono tutti ammissibili, certo che sono una forzatura e se fossero tre o quattro andrebbe anche bene la
forzatura, ma essendo 48 la forzatura è esagerata anche per la capacità dei consiglieri di starvi dietro. Poi ho visto
che ne ha eliminati alcuni, non so in base a quale criterio.
Detto questo, perché mi sembrava una precisazione importante, mi voglio esprimere sugli emendamenti
seri, non quelli "manifesto". Che l'Agenzia vada completata, c'è solo un moncone, questo è ovvio. Dal momento in
cui si accetta l'idea, è un tentativo, lo prendiamo con le molle, vogliamo vedere che effetti avrà. Auspichiamo che
abbia l'effetto non di deresponsabilizzare i comuni ma di dare uno strumento al comuni per operare, però questo
dipende molto, assessore Tommasini, da come voi la istituirete. Voteremo a favore però con questa riserva di
verifica dell'efficacia.
Siamo d'accordo che sia necessario l'assenso dei comuni interessati prima di spostare popolazione nel comune accanto. Su un punto, collega Minniti, siamo d'accordo, ed è l'emendamento n. 31 che dice che i contributi
di importo inferiore a 50 euro mensili sono liquidati ogni tre mesi. Si fa i generosi sulle tasche altrui! Forse c'è
qualcuno, magari pensionati, a cui 50 euro, magari 150 euro ogni tre mesi, gli possono servire. Purtroppo il suo
emendamento si accavalla con il nostro che propone di ripristinare la cifra di 6.000 euro come tetto massimo al
sussidio casa, per un motivo. Capisco di ridurre un po' se il sussidio casa andasse avanti all'infinito, ma visto che
finisce il 12 dicembre 2012, lasciamolo a 6.000 euro. Tranquillizziamo le famiglie almeno da questo punto di vista,
manteniamo l'impegno che Lei ha preso. Lei ha detto che per i contratti in essere non cambia niente, è un sistema
che va ad esaurimento.
Per quanto riguarda la soppressione del comma 10 ho capito che è uno spostamento, l'assessore mi ha
chiarito in un colloquio personale che il comma viene spostato in un altro punto della legge. Un altro emendamento su cui siamo d'accordo con il collega Minniti, che è una via alternativa alla soluzione che avremmo trovato
noi, è il n. 37 che riguarda il caso di una famiglia che ha fatto domanda all'Ipes, riceve l'appartamento ma lo rifiuta.
All'inizio in commissione è stata presentata la previsione di escludere questa famiglia a vita dalla possibilità di
entrare in graduatoria, praticamente l'ergastolo. Poi si è capito che l'ergastolo era una pena un po' pesante e soprattutto ci sono quelli che fanno i furbi, ma ci sono anche delle persone che possono avere dei motivi fondati per
rifiutare un appartamento, e allora abbiamo limitato l'esclusione a 8 anni. A me sembra che anche otto anni per il
primo rifiuto sia un'eternità. Noi abbiamo ridotto con l'emendamento n. 38 da otto a cinque gli anni di esclusione
dalla possibilità di fare domanda, e 5 anni per una famiglia sono tanti per dare un disincentivo per rifiutare l'appartamento per motivi futili. Al collega Minniti è venuta in mente un bonus, una persona può rifiutare tre volte e solo
alla quarta volta viene escluso. Può essere una strada fattibile, io credo che le due strade siano equivalenti,
chiedo alla Giunta provinciale di accettarne una delle due, perché al primo rifiuto dare una sanzione di otto anni è
lunga, mentre se uno rifiuta alla quarta volta, allora vuol dire veramente che non ne ha bisogno. Queste sono le
due alternative, spero che una delle due possa essere accettata.
Vorsitz des Präsidenten | Presidenza del presidente: Mauro Minniti
PRESIDENTE: Rispondo brevemente al consigliere Dello Sbarba. Lei sa, consigliere Dello Sbarba, che è il
dolo che definisce l'ostruzionismo, non certo la quantità degli emendamenti che vengono presentati. Si tratta di 20
emendamenti rimasti a firma del sottoscritto, non credo che si possano definire ostruzionismo. Ognuno poi rimarrà
delle proprie convinzioni.
La parola al consigliere Egger, prego.
EGGER (Die Freiheitlichen): Vielen Dank, Herr Präsident. Wie Kollege Dello Sbarba stelle ich natürlich
schon auch fest, dass es jedem einzelnen Abgeordneten somit unzweifelhaft gestattet sein wird, so viele Änderungsanträge einzubringen. Auch Sie haben Ihr Recht als Abgeordneter ausgenutzt, Herr Präsident. Das steht
Ihnen voll zu.
Somit muss es aber künftig auch für uns übrigen 34 Abgeordnete bei jedem Gesetzentwurf die Möglichkeit
geben, 40, 50, 60 oder 70 Abänderungsanträge vorzulegen, die sich nicht genau bei jedem einzelnen Artikel, aber
im weiteren Sinne mit dem Inhalt eines Gesetzes befassen. In diesem Falle entspricht der Generalinhalt dem
Thema "Wohnbau".
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Ich nehme das zur Kenntnis und es ist, glaube ich, beruhigend zu wissen, dass jedem Abgeordneten diese
Möglichkeit zusteht, 50, 60, 70, 80 oder auch mehr Abänderungsanträge vorzulegen. Wie Ihre Abänderungsanträge heute zugelassen worden sind, sind auch diese dann selbstverständlich zuzulassen.
Ich darf Ihnen auch zur großen Arbeit gratulieren, die Sie sich hier mit diesem Paket an Abänderungsanträgen angetan haben. Ich darf mich auch den Mitarbeitern dieses Hauses zur Arbeit gratulieren, die ihnen für die
Übersetzung usw. angetan wurde. Etwas bedenklich ist dann der Umstand, dass etwa die Hälfte dieser Abänderungsanträge, trotz der ganzen Arbeit für das Personal, wieder ruckzuck zurückgezogen wurde. Das steht jedem
Abgeordneten zu, auch Ihnen Herr Präsident, aber dann auch uns allen normalen Abgeordneten in diesem Hause.
Ich möchte nun kurz einige Ausführungen zu den Abänderungsanträgen Nr. 24 und Nr. 38 machen. Die
Nummer 24 regelt etwas im Detail diese Agentur für die Aufsicht über die Einhaltung der Vorschriften hinsichtlich
der Sozialbindung und des konventionierten Wohnbaus. Aus diesem Abänderungsantrag entnehme ich, dass
diese Agentur eine öffentlich rechtliche Körperschaft des Landes mit Rechtspersönlichkeit wird usw. usf.
Hier wird wahrscheinlich ein recht interessanter Apparat aufgebaut werden und deshalb habe ich die konkrete Frage an Herrn Landesrat Tommasini: Wie viel Personal muss in Zukunft diese Agentur haben, die also eine
Körperschaft mit eigener Rechtspersönlichkeit wird? Man kann nicht sagen, dass anfangs nur drei oder fünf Bedienstete angestellt werden, denn am Anfang braucht es wahrscheinlich am meisten Personal.
Wenn die Gemeinden schon bisher eher sträflich mit Ihrer Kontrollpflicht umgegangen sind, wie Sie hier alle
behaupten, dann gibt es am Anfang den größten Aufarbeitungs- und Nachholbedarf. Also braucht es dafür nicht
weniger sondern eher mehr Personal. Die Anzahl der benötigten Mitarbeiter wird danach aber auch nicht abnehmen, da die Bindungen der Konventionierungen mittlerweile nicht mehr verfallen und somit ewig sind.
Wie viel Personal wird diese Agentur brauchen? Immerhin geht es hier um die Kontrolle der Sozialbindungen, aber auch der konventionierten Wohnvolumina im ganzen Land, also von insgesamt 116 Südtiroler Gemeinden. Da wird es mit fünf Leuten nicht getan sein, denn dann kann ich die Sache gleich aufgeben und sagen: "Die
Bürgermeister haben bisher wenig getan und wir tun jetzt eigentlich gar nichts mehr." Dann wäre diese Agentur
eine reine Alibiaktion!
Ich nehme an, dass man wahrscheinlich hundert Leute einstellen muss, nämlich fast für jede Gemeinde
oder für zwei Gemeinden eine Person. Diese Person hat eine wirkliche Aufarbeitungspflicht zu leisten. Ich kann
mir das nicht vorstellen. Deshalb meine Frage: Wie viel Personal hat diese Körperschaft mit eigener Rechtspersönlichkeit in Zukunft zur Verfügung? Wird dieses Personal von anderen öffentlichen Körperschaften abgezogen
oder mit entsprechenden Kosten neu eingestellt? Wird es einen Direktor geben? Oder gibt es vielleicht sogar einen Präsidenten, der auch noch irgendwelche repräsentative Funktionen hat? Das wäre beispielsweise etwas für
arbeitslose Politiker u. dgl. m. Wie wird das alles personell aufgebaut werden?
Soviel zu diesem Abänderungsantrag und nun zum …
Ja, Herr Präsident, ich hätte gerne ein bisschen mehr Ruhe im Saal, ansonsten weigere ich mich …
Vielen Dank, Herr Präsident. Ich nehme jetzt Stellung zum Abänderungsantrag Nr. 38, der von den beiden
Kollegen der Grünen Landtagsfraktion eingereicht worden ist. Ich kann diesen Antrag mit Ihnen durchaus teilen.
Ich habe bereits im Rahmen der Generaldebatte gesagt, dass ich es richtig finde, dass jemand für eine gewisse Zeit keine Wohnung mehr angeboten bekommen soll, wenn er eine ihm angebotene Sozialwohnung ablehnt, die natürlich aufgrund der Kinderzahl usw. dem Bedarf der Familie gerecht wird. Ansonsten würde sie ihm
nicht angeboten werden, denn jeder bekommt eine seinen Familienverhältnissen entsprechende Wohnung angeboten. Außerdem wissen wir alle, dass das WOBI nur Wohnungen anbietet, die in einem guten Zustand sind, eben
neu oder wieder sehr gut hergerichtet und saniert.
Ich bin dafür, dass jemand, der eine solche Wohnung ablehnt, dann für eine geraume Zeit keine Wohnung
mehr beantragen bzw. bekommen kann. Im Rahmen der Generaldebatte habe ich schon gesagt, dass ich mit acht
Jahren Sperre einverstanden bin, aber vielleicht wären auch fünf Jahre genug. Genau diesen Vorschlag machen
die beiden Kollegen heute, was ich gestern, als ich zur Generaldebatte gesprochen habe, noch nicht gewusst
habe. Dieser Vorschlag geht für mich persönlich somit auch gut, denn ich glaube, dass in dem Sinne auch fünf
Jahre "Strafe" genug sind.
Noch ein Letztes zum Abänderungsantrag über die Höhe des Wohngeldes, nämlich dass der Betrag von
6.000 Euro auf 4.800 Euro im Jahr gekürzt werden soll.
Wissen Sie was, liebe Kollegen, ich höre auf zu sprechen. Bei diesem Jahrmarkt könnt Ihr die Debatte alleine weiterführen!
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TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): I molti emendamenti del consigliere Minniti sono stati oggetto di valutazione
dal punto di vista della legittimità, su cui io non entro, ma nel merito molti non verranno accolti, anche perché pongono questioni di ordine più generale e quindi io la pongo come questione di merito.
Accoglieremo l'emendamento che riguarda l'Agenzia, perché specifica esattamente come sarà determinata.
Poi bisognerà fare le convenzioni con i comuni, per cui non si può determinare adesso quale sarà il personale e
da chi sarà formato.
Siamo d'accordo con l'emendamento n. 26 e visto che il sussidio affitto durerà solo tre mesi sostanzialmente, siamo d'accordo con quanto detto dalla consigliera Stocker e poi ribadito da altri.
Spero che il Consiglio approverà gli emendamenti firmati dal sottoscritto. Siamo d'accordo con gli emendamenti n. 32 e 33, e siamo d'accordo anche con l'emendamento n. 24 presentato dalla consigliera Stocker.
Per quanto riguarda l'emendamento sul rifiuto dell'appartamento non siamo d'accordo, perché è veramente
una questione di giustizia. Se uno rifiuta non possiamo fargli scegliere tre volte, e di questo sono convintissimo.
L'appartamento proposto deve essere adeguato alla famiglia, non possiamo farlo scegliere. È un modo sbagliato
di approcciarsi dei cittadini. Se una persona va dentro un appartamento e poi ha un problema perché magari si
scopre dopo un anno che non è adeguato perché ad un piano alto ecc., può sempre chiedere il cambio alloggio,
ma è proprio sbagliata l'idea di far scegliere ai cittadini. Se l'amministrazione ti offre un alloggio adeguato, tu devi
prenderlo, non è possibile fare altrimenti.
PRESIDENTE: Procediamo con la votazione degli emendamenti.
Metto in votazione l'emendamento n. 1: respinto con 1 voto favorevole, 3 astensioni e i restanti voti contrari.
Metto in votazione l'emendamento n. 2: respinto con 2 voti favorevoli, 20 voti contrari e 2 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 6: respinto con 1 voto favorevole, 21 voti contrari e 3 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 9: respinto con 1 voto favorevole, 1 astensione e i restanti voti contrari.
Metto in votazione l'emendamento n. 13: respinto con 1 voto favorevole, 5 astensioni e i restanti voti contrari.
Metto in votazione l'emendamento n. 16: respinto con 2 voti favorevoli, 22 voti contrari e 2 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 17: respinto con 3 voti favorevoli, 20 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 18: respinto con 3 voti favorevoli e 20 voti contrari.
Metto in votazione l'emendamento n. 21: respinto con 2 voti favorevoli, 18 voti contrari e 3 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 24: approvato con 17 voti favorevoli, 5 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 26: approvato con 21 voti favorevoli e 4 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 28: respinto con 1 voto favorevole, 22 voti contrari e 3 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 29: approvato con 24 voti favorevoli e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 31: respinto con 4 voti favorevoli, 18 voti contrari e 2 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 32:
Il cons. Urzì ha chiesto la ripetizione della votazione ai sensi dell’art. 78, comma 1, del regolamento interno.
Ripetiamo la votazione: approvato con 20 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 33: approvato con 11 voti favorevoli e 4 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 37: respinto con 4 voti favorevoli, 21 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 38: respinto con 3 voti favorevoli, 15 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 41: respinto con 1 voto favorevole, 20 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 43: respinto con 2 voti favorevoli, 22 voti contrari e 2 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 45: respinto con 2 voti favorevoli, 18 voti contrari e 3 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 47: respinto con 3 voti favorevoli, 18 voti contrari e 1 astensione.
Metto in votazione l'emendamento n. 49: respinto con 3 voti favorevoli e 20 voti contrari.
Metto in votazione l'emendamento n. 54: respinto con 2 voti favorevoli, 20 voti contrari e 3 astensioni.
Chi chiede la parola sull'articolo 1? Consigliere Egger, prego.
EGGER (Die Freiheitlichen): Vielen Dank, Herr Präsident. Meine Wortmeldung von vorhin habe ich abgekürzt, weil Sie nicht imstande waren, im Saal für Ruhe zu sorgen. Ich muss sagen, dass es so wirklich nicht gehen
kann! Man kommt sich wie in einer Bar vor! Ansonsten besteht das Präsidium oder die Landtagsspitze immer
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darauf, dass man hier die Ordnung erhält. Wenn ein Abgeordneter spricht und es so zugeht, dann ist das aber
offensichtlich kein Problem.
Ich ersuche Sie, Herr Präsident, für Ordnung zu sorgen! Es muss nicht mucksmäuschenstill sein. Dass hier
jedoch überall Menschentrauben herumhängen und wie im Gasthaus debattieren, muss aber wirklich nicht sein!
So viel sei vorausgeschickt.
Ich habe eine Frage zur eben erfolgten Abstimmung zum Abänderungsantrag Nr. 32. Das war völlig illegal,
was da gerade abgelaufen ist, Herr Präsident! Sie wissen das selbst wahrscheinlich auch ganz genau. Herr Generalsekretär, wir haben eine ganz reguläre Abstimmung zum Abänderungsantrag Nr. 32 der beiden "grünen" Kollegen durchgeführt. Mir geht es wohlgemerkt nicht um den Inhalt, denn es macht für mich nicht die Welt aus, ob das
5.400 oder 6.000 Euro sind. Mir geht es aber um die Art und Weise, wie hier, wenn es der Mehrheit in den Kram
passt, einfach mit den Regeln umgegangen wird!
Herr Präsident Minniti, wir haben eine Abstimmung zum Abänderungsantrag Nr. 32 durchgeführt und es
wurde ordnungsgemäß abgestimmt. Ob jemand die Hand jetzt richtig oder falsch aufgehalten hat, interessiert mich
nicht. Das Ergebnis aller drei durchgeführten Abstimmungen wurde ordnungsgemäß verkündet. Plötzlich hat dann
der Kollege Dello Sbarba gesagt: "Ma era il numero 32, assessore come fa …" Dann sagt Landesrat Tommasini:
"Voglio la verifica." Che verifica? Die Stimmen wurden ordnungsgemäß gezählt und das Ergebnis ordnungsgemäß
verkündet!
Wenn man dann draufkommt, dass man geschlafen hat, dann tut mir das furchtbar leid. Dann aber alles
noch einmal rückgängig zu machen, nachdem bereits abgestimmt und das Ergebnis verkündet worden ist, geht
wohl nicht. Man tut wieder einmal das, was einem passt! Ich muss auch Ihnen einmal sagen, Herr Präsident, dass
Sie nicht immer alles dulden können, was der Mehrheit gerade in den Kram passt.
Ich wiederhole: Es geht mir hier nicht um den Punkt selbst. Es ist mir relativ egal, ob es jetzt 5.400 oder
6.000 Euro sind. Ich verstehe zwar nicht, wie man wieder auf den Betrag von 6.000 Euro kommt, aber bitte. Der
langen Rede kein Ergebnis ist es in diesem konkreten Fall. Man lässt alles, wie es war.
Aber zur Art und Weise ersuche ich Sie um eine Erklärung, Herr Präsident. Wie ist es möglich, dass man
abstimmt, das Ergebnis verkündet und dann der Kollege der Grünen Fraktion – aus seiner Sicht natürlich zu
Recht, weil er seinen Abänderungsantrag durchbekommen möchte – kommt und sagt: "Oh, das war der 32er! Das
geht so nicht."? Dann wird die Abstimmung noch einmal durchgeführt. So geht das wohl nicht! Tut mir leid, wer
schläft, der schläft dann einfach.
Nun zum Artikel 1 in seiner jetzt durch die genehmigten Abänderungsanträge geltenden Fassung. Jetzt haben wir diese famose Agentur eingeführt. Ich lasse mich gerne überraschen, was sie uns bringt. Ich glaube, dass
ich auf meine Frage zum Personal vom Herrn Landesrat keine Antwort bekommen habe. Wie viele Bedienstete
sind vorgesehen? Wenn hier eine Agentur gebildet wird, dann darf man doch noch fragen, wie viel Personal vorgesehen ist und woher dieses herkommt usw. usf.
Sonst fahre ich nach Hause, Herr Landesrat, wenn Sie meine Fragen, die zum Thema gehören und vielleicht auch die Bürger interessieren, nicht beantworten. Zum Kuckuck noch einmal! Hier werden bei Abstimmungen die Spielregeln gebrochen und die Fragen der Abgeordneten nicht beantwortet! Aber macht nur Euer Gesetz,
wie es Euch in den Kram passt!
PRESIDENTE: Prima di dare la parola al consigliere Knoll, devo una spiegazione al consigliere Egger.
L'art. 78 del regolamento interno, "Ripetizione delle votazioni", dice: "Qualora sussistano dubbi in merito all'esito
della votazione palese, può esserne richiesta la ripetizione immediatamente dopo la proclamazione del risultato." Il
consigliere Urzì ha chiesto la ripetizione della votazione immediatamente dopo la ripetizione della proclamazione,
quindi io come Presidente mi devo attenere a quanto previsto dal regolamento e devo fare rivotare. Il secondo
comma dell'art. 78 dice: "Se il/la presidente dovesse avere dei dubbi anche sul risultato della seconda votazione,
si procede alla votazione per appello nominale".
Io ho seguito il regolamento, articolo 78, comma 1. C'è stata una richiesta di ripetizione della votazione che
ho accolto. Sono stati sollevati dubbi da un Suo collega, non c'è scritto che deve essere il presidente ad avere dei
dubbi nella prima votazione, ma c'è scritto: "qualora sussistano dubbi sull'esito della votazione e venga richiesta
un'altra votazione."
Ha chiesto la parola il consigliere Knoll sull'ordine dei lavori, prego.
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KNOLL (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Ich möchte zunächst noch einmal auf diesen Vorfall kurz einzugehen.
Ich denke schon, dass der Präsident und das Präsidium schon ein bisschen vorsichtig mit derartigen Dingen umgehen sollten, denn es kann auch nicht im Interesse der Mehrheit sein, dass wir zukünftig bei jeder Abstimmung,
die wir durchführen, einfach sagen: "Ich habe meine Zweifel." Dann muss die Abstimmung wiederholt werden und
wir erhalten das Ergebnis. Darauf steht der nächste Abgeordnete auf und sagt: "Ja, ich habe auch meine Zweifel."
Laut Geschäftsordnung muss dann die Abstimmung sogar mit Namensaufruf erfolgen. Ich würde der Mehrheit
raten, mit derartigen Dingen ein bisschen vorsichtiger umzugehen, denn sonst werden diese Dinge leider missbraucht.
Außerdem bin ich der Meinung, Herr Präsident, dass ein derartiger Zweifel auch begründet sein sollte.
Wenn jemand aufsteht und sagt, dass er Zweifel am Ausgang einer Abstimmung hat, dann sollte er auch sagen,
worin dieser Zweifel besteht. Wenn sich z. B. jemand der Stimme enthalten hätte und diese Enthaltung vom Präsidium nicht gezählt wurde, ist das ein ganz klarer Grund, dass man einen Zweifel anbringen kann. Es ist aber kein
Grund, wenn eine Abstimmung nicht so ausgegangen ist, wie man sich das gewünscht hat. Das war hier effektiv
der Fall. Ich glaube also, dass man schon so viel Ehrlichkeit an den Tag legen sollte.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Il regolamento che Lei ha letto fa riferimento al fatto che
possono esserci stati degli errori di conteggio in aula. Se abbiamo contato 15 voti contro 16 e qualcuno solleva un
dubbio, la votazione può essere ripetuta, ma se almeno 8 persone che io ho visto, chiesta la ripetizione, hanno
votato esattamente il contrario di quello che avevano votato prima, non significa che vi siete sbagliati a contare ma
significa che qualcuno ha sbagliato a votare! Consigliere Pichler Rolle, cerchi di capire quando vengono fatte delle
spiegazioni. L'errore di conteggio può essere una giustificazione per la ripetizione di una votazione, non l'errore
del capogruppo della SVP che ha sbagliato a segnalare agli altri come devono votare, tanto per capirci!
Queste cose vanno messe in luce. Secondo me l'emendamento n. 32 è stato votato alla prima votazione,
perché non c'è un errore di conteggio, c'è proprio l'errore di qualcuno che ha sbagliato a votare. Dovete ammettere
che non è corretto un atteggiamento di questo tipo, non dico da parte del presidente, ma neppure da parte del
consigliere Urzì che chiede la ripetizione di una votazione perché qualcuno ha sbagliato a votare. Cerchiamo di
dare dignità a quest'aula giocando tutti con le carte scoperte sul tavolo! Qualcuno ha sbagliato a votare, allora, che
si mangi la lingua ma non pretenda che si voti di nuovo! Questo non è ammissibile. Fate quello che volete, ma
questo andava detto perché rimanga agli atti. Secondo me l'emendamento n. 32 deve essere respinto come è
accaduto nella prima votazione.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Intervengo perché sono parte in
causa in due modi, sia perché ho sollevato un problema simile su una votazione questa mattina, che però ritengo
fosse un caso diverso, sia perché ho firmato l'emendamento che poi è stato votato la seconda volta. Lo stesso
dubbio che aveva il collega Urzì l'ho avuto anch'io, cioè il dubbio che fosse chiaro su cosa si votava nel momento
in cui abbiamo votato a ripetizione, rapidamente, visto che venivano tutti bocciati, una serie di emendamenti che
aveva presentato il collega Minniti. Quindi a me è stato palese che più che votare o non votare, le persone non
capivano più su cosa bisognava votare. Era meccanico il voto di respingimento anche su questo emendamento
sul quale invece l'assessore si era espresso a favore. Io il dubbio sul tipo di votazione ce l'avevo, se non l'avesse
posto il collega Urzì l'avrei posto io, perché il senso dell'articolo è che la votazione esprima la volontà politica del
Consiglio. Nel momento in cui la maggioranza in sede di replica ha detto che accetta l'emendamento, farlo cadere
perché con la concentrazione delle votazioni non si è capito il numero dell'emendamento, mi sembra sbagliato. E
non sarebbero fatti miei, ma di questo Consiglio che non riesce ad esprimere una propria volontà che invece è
giusto che esprima.
La questione di stamattina invece era diversa, perché stamattina è stata una votazione trascinata nel
tempo. Adesso il presidente ha detto: si vota, Urzì ha posto il problema, lui ha accolto e ha fatto rivotare. Stamattina c'erano stati una votazione che si trascinava e dei richiami da parte di chi in quel momento gestiva l'assemblea, che non era Minniti, a votare in un certo modo. Questa cosa era abbastanza scorretta.
Tutti e due sono casi in cui il confine fra correttezza e scorrettezza è abbastanza flebile. Quello che conta è
la certezza che il Consiglio abbia espresso la volontà che voleva esprimere.
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KNOLL (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Selbstverständlich brauchen wir jetzt nicht etwas in die Länge ziehen,
zu dem bereits alles gesagt worden ist.
Ich denke, dass die eingebrachte Abänderung zum Artikel 1, nämlich die Einfügung des Absatzes 6, laut
welcher die Gemeinden ihr Zugeständnis geben müssen, wichtig ist. Meiner Meinung nach wäre es sehr problematisch gewesen, wenn man im Grunde genommen auch Antragsteller benachbarter Gemeinden zu diesen Förderungen zugelassen hätte.
Zum einen hätten die umliegenden Gemeinden der Stadt Bozen sicherlich keine Freude gehabt, wenn
plötzlich aus verschiedenen Gründen eine Flucht auf die Landgemeinden erfolgt wäre. Ein Grund könnte sein,
dass man in der Stadt nicht wohnen möchte oder dass der Weg in die Stadt eigentlich nicht so weit ist.
Zum anderen hätten auch sehr skurrile Situationen entstehen können. Ich nehme als Beispiel meine eigene
Gemeinde Schenna her: Diese liegt im Burggrafenamt, aber die Nachbargemeinde ist Sarntal. Wenn man sich die
Entfernungen vorstellt, wäre diese Regelung doch etwas problematisch gewesen. Deswegen ist es sicherlich eine
Verbesserung, dass hier dieser Absatz eingefügt worden ist.
Nur ist natürlich schon ein bisschen darauf zu achten, dass damit in Zukunft kein Missbrauch betrieben
wird, denn Gemeinden können auch, wenn sie von Seiten des Landes unterstützt werden, sozusagen zu diesem
"Genuss" gebracht werden. Man sagt ihnen: "Stimmt zu, damit ein gewisser Anteil der benachbarten Bevölkerung
auch Anrecht hat, in dieser Gemeinde anzusuchen."
Dem muss man, denke ich, schon einen Riegel vorschieben, wie wohl es sicherlich auch für andere, kleinere Gemeinden, die sonst so ein Programm selbst vielleicht gar nicht erfüllen würden, ein Anreiz sein könnte. Ich
denke an Gemeinden, die eine Abwanderung vorzuweisen haben, und daran, dass damit der Anreiz geschaffen
wird, den Zuzug in diese Gemeinden ein bisschen mehr zu fördern. Wir haben vorhin mit Kollegen darüber gesprochen und haben gerade gemeint, dass ein solcher Fall vielleicht im Ahrntal z. B. die Gemeinde Prettau wäre,
für die es sicherlich auch einen positiven Effekt haben könnte.
Grundsätzlich habe ich nur die Bitte an die Landesregierung, dass man zukünftig sehr darauf bedacht ist,
dass hier kein Missbrauch betrieben wird.
TOMMASINI (Assessore alla scuola italiana, alla cultura italiana e all' edilizia abitativa – Partito Democratico/Demokratische Partei): Ho spiegato prima che non è determinabile a priori quale sarà il personale.
Andrà determinato nella costruzione pratica e staremo attenti a fare una struttura più leggera e più efficiente possibile.
Chiedo la votazione separata del comma 7.
PRESIDENTE: Va bene. Voteremo prima l'articolo 1 senza il comma 7 e successivamente il comma 7.
Ha chiesto la parola il consigliere Urzì sull'ordine dei lavori.
URZÌ (Futuro e Libertà – Zukunft und Freiheit – Dagnì y liberté): Chiedo la votazione separata dell'ultimo periodo del comma 9.
PRESIDENTE: Metto in votazione l'articolo senza il comma 7 e senza l'ultimo periodo del comma 9 che
dice: "In casi motivati la Giunta provinciale può modificare tali importi": approvato a maggioranza con 19 voti favorevoli, 5 voti contrari e 3 astensioni.
Metto in votazione il comma 7: respinto con 21 voti contrari e 4 astensioni.
Metto in votazione l'ultimo periodo del comma 9: approvato con 17 voti favorevoli, 10 voti contrari e 1
astensione.
Art. 2
1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 il sussidio casa di cui al capo 10, è concesso a titolari di contratti
di locazione che prima di tale data già percepivano il contributo per lo stesso alloggio. Il sussidio
casa è concesso fino alla prima scadenza naturale del contratto e comunque non oltre quattro anni
dall’entrata in vigore della legge.
2. Eventuali nuove domande di sussidio casa, presentate a partire dal 1° gennaio 2013, non possono
essere accolte. Tuttavia, qualora esistano i requisiti previsti dal decreto del Presidente della Giunta
provinciale 11 agosto 2000, n. 30 può essere concessa una prestazione per il pagamento delle
spese di locazione e delle spese accessorie.
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---------Art. 2
Übergangs- und Schlussbestimmungen
1. Mit Wirkung ab 1. Jänner 2013 wird den Inhabern von Mietverträgen, die vor diesem Datum bereits den Beitrag für dieselbe Wohnung bezogen haben, das im Abschnitt 10 vorgesehene Wohngeld
gewährt. Das Wohngeld wird bis zur ersten natürlichen Fälligkeit des Mietvertrages und auf jeden
Fall nicht länger als vier Jahre ab Inkrafttreten des Gesetzes gewährt.
2. Etwaige neue Wohngeldgesuche, die nach dem 1. Jänner 2013 eingereicht werden, können nicht
angenommen werden. Allerdings kann bei Bestehen der Voraussetzungen gemäß Dekret des Landeshauptmanns vom 11. August 2000, Nr. 30, eine Leistung zur Deckung der Spesen für Miete und
Zusatzkosten gewährt werden.
Leggo gli emendamenti.
Emendamento n. 1, presentato dai consiglieri Dello Sbarba e Heiss: "L'articolo è soppresso." "Der Artikel
wird gestrichen."
Emendamento n. 2, presentato dai consiglieri Dello Sbarba e Heiss: "Comma 1. Le parole "e comunque
non oltre quattro anni dall'entrata in vigore della legge" sono soppresse."
"Absatz 1. Die Worte "und auf jeden Fall nicht länger als vier Jahre ab Inkrafttreten des Gesetzes" sind gestrichen."
Emendamento n. 3, presentato dal consigliere Minniti: "Il comma 2 è soppresso." "Absatz 2 wird gestrichen."
Emendamento n. 4, presentato dalla consigliera Stocker M.: "Comma 2. Il comma è così sostituito: "2. A
partire dal 1° gennaio 2013 le nuove domande che non rientrano nelle diposizioni transitorie di cui al comma 1
vanno presentate alle comunità comprensoriali. La Giunta provinciale definisce i requisiti che costituiscono la base
per il calcolo del contributo."
"Absatz 2. Der Absatz erhält folgende Fassung: "2. Neue Anträge, die ab 1. Jänner 2013 eingereicht werden und welche nicht in die Übergangsbestimmungen laut Absatz 1 fallen, sind bei den Bezirksgemeinschaften
einzureichen. Die Landesregierung definiert die Voraussetzungen, die Grundlage für die Berechnung des Beitrages sind."
Subemendamento 4.1 all'emendamento n. 4, presentato dall'assessore Tommasini: "Comma 2. Le parole "alle comunità comprensoriali" sono sostituite con le parole "ai distretti sociali"."
"Absatz 2. Das Wort " Bezirksgemeinschaften" wird mit dem Wort "Sozialsprengeln" ersetzt."
Emendamento n. 5, presentato dall'assessore Tommasini: " Comma 3. Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma: "3. I limiti fissati dall’articolo 91, comma 8, della legge provinciale 17 dicembre 1998, n. 13, e successive modifiche, si applicano alle nuove domande di sussidio casa presentate dopo 60 giorni dall’entrata in
vigore della presente legge. Tali limiti non si applicano alle domande di proroga della concessione di contributo al
canone di locazione fino alla prima scadenza naturale del relativo contratto di locazione."
"Absatz 3. Nach Absatz 2 wird folgender Absatz hinzugefügt: "3. Die in Artikel 91 Absatz 8 des Landesgesetzes vom 17. Dezember 1998, Nr. 13, in geltender Fassung, festgelegten Schwellenwerte werden auf alle neuen
Gesuche um Wohngeld angewandt, die nach 60 Tagen ab Inkrafttreten dieses Gesetzes vorgelegt werden. Diese
Schwellenwerte werden auf die Gesuche für die weitere Gewährung des Mietbeitrages bis zur ersten natürlichen
Fälligkeit des entsprechenden Mietvertrages nicht angewandt."
La parola al consigliere Dello Sbarba.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Di solito le disposizioni transitorie
non sono niente di grave, invece per noi questo è il fulcro della legge. Si tratta dell'abolizione del sussidio casa
dell'Ipes, il trasferimento dal primo gennaio 2013 del compito di erogare un sostegno all'affitto passa alle comunità
comprensoriali e tutto ciò avviene senza che noi abbiamo certezze se non quelle che derivano dalle dichiarazioni
messe a verbale di quest'aula, fatte ieri dall'assessore Tommasini. Queste dichiarazioni sono già qualcosa, in
particolare da quando ho capito il fatto che c'è l'intenzione della Giunta non di diminuire il finanziamento complessivo che si aggira sui 42 milioni l'anno circa dei due contributi, ma fondendoli in un solo contributo di stabilizzare.
Vedremo cosa significa "stabilizzare". Io prendo questa dichiarazione in parola, anche se teniamo conto che questo tipo di contributo negli anni è cresciuto, quindi anche stabilizzare significa togliere a qualcuno il diritto che magari qualche anno fa avrebbe avuto. La spesa per questa voce già da un paio di anni è stabilizzata, e l'hanno pa-
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gata le categorie più deboli, soprattutto gli immigrati, anche persone non immigrate, ma soprattutto gli immigrati
con l'introduzione dei cinque anni di residenza, con le graduatorie separate ecc. Resta il fatto che al di là delle
dichiarazioni dell'assessore Tommasini non abbiamo certezze in uno strumento che copre circa 10 mila famiglie e
che interviene in una questione così delicata come l'affitto. La casa è uno dei diritti fondamentali dell'esistenza di
una persona. Non a caso i poveri si chiamano spesso "i senza tetto". In Italia nelle zone terremotate c'è l'emergenza "senza tetto", questo dimostra quanto il tetto sulla testa sia uno dei diritti fondamentali. Il problema è che
invece da noi il tetto sulla testa, soprattutto da quando a livello nazionale è stato abolito l'equo canone, non è più
un diritto fondamentale ma in gran parte viene affidato al mercato con gli effetti che conosciamo.
Io ma anche molti colleghi dell'opposizione non siamo convinti della teoria che la Giunta provinciale ha, che
si combatte il caro affitto togliendo soldi dalle tasche dell'inquino, perché sono convinto che da quando una casa
viene costruita, da quando viene fatta la variante di destinazione d'uso del terreno ad edificabile, poi la casa viene
costruita, successivamente viene venduta varie volte, a quando alla fine la casa viene affittata ad un inquilino ad
un certo canone, c'è una catena di avvenimenti in cui tutti ci guadagnano e il prezzo lo paga solo l'ultimo anello di
una catena, l'inquilino, che è l'ultimo anello di una catena di operazioni, e spesso, non sempre, ci sono anche
persone che si comprano una casa che è tutto il loro patrimonio, ma spesso c'è una catena speculativa in cui chi
ha comperato il terreno agricolo e ha avuto la destinazione ad uso edificabile, poi via via ha fatto una serie di guadagni ripetuti e l'ultimo guadagno se lo fa sull'inquilino. La teoria che dice: togliamo i soldi di tasca all'inquilino
togliendo a lui il sussidio casa e questo consentirà di diminuire l'affitto, rischia di non essere vera e opera solo
sull'ultimo anello di una catena, che è la vittima di una catena di speculazioni o comunque di profitti che si fanno
su quella casa. Noi agiamo solo o prevalentemente sull'ultimo anello che è poi quello che non si può rifare su
nessuno e che è la vittima. Alcuni credono che togliendo i soldi di tasca all'inquilino automaticamente gli affitti
caleranno, perché è offrendo case in alternativa che calano gli affitti, non togliendo mezzi all'inquilino. Il sussidio
casa è uno strumento che è impazzito, si è ritorto contro se stesso, ma è impazzito perché non abbiamo garantito
il diritto alla casa a prezzi ragionevoli per tutti nella nostra ricca provincia. Questo è il problema per cui il sussidio
casa è impazzito. Non abbiamo visto questa nuova realtà degli immigrati, la vogliamo ghettizzare ecc. Non credo
che togliendo i soldi di tasca all'inquino, si possa rovesciare tutto il percorso della catena. L'inquilino è l'ultimo
anello, bisogna agire sugli altri anelli, bisogna agire prima. Scommetto che non assisteremo ad una diminuzione
dei prezzi degli affitti. Oggi il responsabile della proprietà edilizia sul quotidiano "Alto Adige" dichiara che per colpa
dell'Imu gli affitti aumenteranno. Non dicono che verrà tolto il sussidio casa per cui saranno costretti a diminuire
l'affitto degli appartamenti. In un mercato maturo come quello della casa - non siamo nel mercato dei telefonini o
dei computer dove i modelli precedenti calano di prezzo quando arriva il nuovo prodotto, quando nel mercato entra
una nuova offerta, non quando si tolgono soldi ai giovani o alle famiglie per comperarsi il computer - non esiste
merce, e purtroppo in questo campo del sussidio casa la casa è una merce, perché è un mercato privato, nel
mondo occidentale fondato sul libero mercato in cui i prezzi vanno indietro solo perché si agisce sulla capacità di
acquisto. Nel mercato quando si vuol far diminuire il prezzo di un oggetto bisogna introdurre l'offerta di nuove
merci, e in questo senso il prezzo cala. Metteremo nei guai le famiglie, ma non riusciremo a risolvere il problema
del caro affitti.
Detto questo, credo che non sia accettabile che noi facciamo una legge che va all'indietro come i gamberi.
Di solito funziona in questo modo: si approva una nuova legge e nell'ultimo articolo si cancella la legge vecchia.
Qui abbiamo una normativa che comincia cancellando il beneficio esistente, senza introdurre con certezza quale
sarà il sistemo di norma che verrà. Tutto è affidato ad un decreto del Presidente della Giunta provinciale. I distretti
hanno saputo che sapranno qualcosa non prima di un mese, i sindacati lo stesso. Io credo che sapremo qualcosa
solo in autunno, e quando lo sapremo e magari non ci piacerà, sarà troppo tardi, perché intanto la situazione è
azzerata. La logica di questa norma è che il sussidio casa è una spina nel fianco, intanto togliamola, azzeriamo la
situazione, così si discute meglio.
Io non sono per mantenere il sussidio casa nell'Ipes, sono d'accordo nel passarlo ai Servizi sociali, però
sono per l'approvazione contestuale del nuovo sistema con l'abolizione del vecchio sistema. Abolire il vecchio
sistema senza che il nuovo sistema venga abolito chiaramente ci espone a dei rischi che non voglio correre. Per
questo abbiamo proposto di sopprimere l'articolo 2, magari rinviarlo ad una prossima legge nel momento in cui ci
sarà nuovo sistema del sussidio casa dato ai Servizi sociali. Allora noi saremo i primi a votare la cancellazione
dell'Ipes.
Abbiamo proposto l'emendamento n. 2 che nel caso fosse respinto l'emendamento n. 1 che chiede di abolire l'articolo, chiede che almeno si tolga l'ultima frase del comma 1, cioè "comunque non oltre quattro anni dall'entrata in vigore della legge". Spiego il perché. Io ho sentito delle dichiarazioni dell'assessore e di altri, ma ho letto
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delle dichiarazioni dell'assessore che sostanzialmente rassicuravano chi ha il sussidio casa Ipes in corso o chi lo
comincia a ricevere fino a dicembre 2012, quindi un cittadino può firmare il contratto d'affitto il 31 dicembre 2012 e
rientra ancora nel contributo Ipes. Il messaggio della Giunta provinciale è stato di stare tranquilli, chi ha i contratti
in corso entro il 2012 continua a ricevere il sussidio dall'Ipes e il diritto acquisito fino a chiusura del sistema continua. Infatti c'è scritto che il sussidio casa è concesso fino alla prima scadenza naturale del contratto. Ma poi si
aggiunge "comunque non oltre quattro anni dall'entrata in vigore della legge". Questa frase è contraddittoria con la
prima, perché i quattro anni dall'entrata in vigore della legge scadono prima della scadenza di alcuni contratti. Io
ho fatto i conti. Mettiamo che la legge entri in vigore nel luglio del 2012, quattro anni scadono nel luglio 2016. Se io
firmo un contratto nel dicembre 2012 vale 5 anni e dura fino al dicembre 2017. Il contributo Ipes mi viene erogato
fino al luglio 2016, quindi resto scoperto per 18 mesi. E cosa andate a dire a quella persona che ha un contributo
Ipes, il cui padrone di casa gli ha stipulato un contratto comprendendo purtroppo il calcolo per il contributo Ipes,
che nel luglio 2016 si vede dire dagli uffici che il proprio contributo è scaduto,perché esso poteva essere erogato
fino ad un massimo di quattro anni dall'entrata in vigore della legge? La vostra logica che io condivido era quella di
coprire tutti coloro che prendono il contributo dall'Ipes che va ad esaurimento: chi ce l'ha lo mantiene fino alla scadenza del contratto, chi non ce l'ha dal primo gennaio prossimo lo prende da un altro sportello. Siamo coerenti con
questo intendimento, per questo proponiamo di togliere questa frase: "non oltre 4 anni dall'entrata in vigore della
legge", perché la persona che stipula un contratto entro dicembre 2012 entra ancora nel sistema Ipes e resta scoperto dai 12 ai 18 mesi.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Noto con grande dispiacere che l'assessore non ha voluto cogliere quella sollecitazione nella quale si chiedeva di eliminare dal comma 2 il concetto del "può". Mi dice
che c'è un emendamento. La ringrazio. Io li ho guardati adesso e non l'ho trovato, mi scusi. Accogliamo con soddisfazione il fatto che l'assessore abbia riconosciuto questo passaggio che andava sistemato.
Vorrei ricollegarmi ad un concetto espresso dal collega Dello Sbarba il quale ha effettivamente a cuore i
problemi sociali tanto quanto li possiamo avere noi, il quale però fa una contraddizione di fondo. A parte il fatto che
gli appartamenti con il costo delle tasse di registro non è che girino 20 volte prima di arrivare all'ultimo proprietario,
ma anche se fosse vero e quella catena di S. Antonio a cui si riferiva il collega Dello Sbarba avesse un fondamento, e forse in qualche caso in passato ce l'aveva, adesso è molto più difficile, significa che in questo tipo di
passaggio che in teoria ha garantito fino ad oggi un guadagno per ogni passo di mano, c'era la convenienza. Ma
come facciamo noi, collega Dello Sbarba, a togliere questa convenienza? Dobbiamo rompere la catena, cioè dobbiamo rendere l'inquino nelle condizioni di non essere colui che paga tutte queste spese, e l'unico modo è creare
le condizioni di un affitto che sia più equo e nelle condizioni di essere pagato senza contributi pubblici, altrimenti la
catena non la rompiamo mai. Se noi continuiamo a dare contributi pubblici a chi paga un affitto talmente esorbitante da creare le condizioni di convenienza per tutta la catena di S. Antonio che Lei ha citato, che io non considero così lunga, ma non ha importanza, significa che noi continuiamo a tenere alimentato questo meccanismo
perverso di parassivitismo finanziario con i soldi di tutti. Dobbiamo smettere che venga alimentato, e l'unico modo
non so se sia questo, ma sicuramente bisogna fare qualcosa. In questo momento stiamo dando ad una decina di
migliaia di inquilini il contributo per l'affitto. Se fossero 500 non si creerebbero dei presupposti per l'abbassamento
dei prezzi, ma 10 mila sono un numero talmente consistente, che nel momento in cui non si trovassero nelle condizioni di poter pagare, il proprietario sarebbe costretto ad abbassare l'affitto in maniera rilevante perché non
avrebbe la concorrenzialità specialmente nel momento in cui neanche altri ricevono il contributo casa. Non so
quanti potranno pagare 700, 800 euro per un monolocale o 1.200 euro per un appartamento come quello che
citava ieri il collega Dello Sbarba. Certo che è un rischio applicare questo tipo di ragionamento per arrivare al concetto che ho espresso, perché non possiamo lasciare la gente nelle condizioni di penare per pagare l'affitto, però
dovremmo mettere insieme questi due concetti: se noi continuiamo ad alimentare la catena di S. Antonio che il
collega stesso denuncia, non penso sia la cosa migliore. Non dobbiamo continuare a pensare di avere degli affitti
da 1.000 euro al mese che stanno in piedi per il contributo pubblico e che alimentano la catena di S. Antonio!
Dobbiamo invece pensare di creare dei prezzi di mercato libero più bassi e più competitivi, io ritengo al 50% di
quelli attuali, e ci si deve arrivare, ma non sicuramente dicendo che con il primo gennaio prossimo non do più
contributi a nessuno, ne dicendo che fra due o tre anni, facendo la media dato che il contratto è di quattro anni, il
contributo non lo prende più nessuno. Questo è un sistema per creare ansia e preoccupazione, che non va a risolvere né il problema della catena di S. Antonio citata dal collega, né per abbassare gli affitti. Concordo con lui
quando dice che il problema deriva dal fatto che coloro che dovevano garantire una casa al popolo fino adesso
non l'hanno garantita. Ha ragione! Dovrei fare dei passi indietro nella storia per dire quando tutti ce l'avevano ga-
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rantita, ma poi mi date del "nostalgico". Allora rimango con i piedi per terra e dico che siccome lo stato non è in
grado, a livello nazionale, di garantire una casa a tutti, siamo caduti in questa complicanza, ma nessuno denuncia
la grossa responsabilità politica di coloro che hanno introdotto il sussidio casa, perché è stato un errore madornale
introdurlo, perché io penso che la lobby degli immobiliaristi abbia richiesto la concessione del sussidio casa, contributi pubblici per finanziare se stessa passando tra le mani dell'inquilino. Questo concetto non può più funzionare. La responsabilità politica di chi ha voluto il sussidio casa è stato un errore, nessuno se ne assume la responsabilità, come quello di concedere i contributi per l'acquisto, ed io ero in quella fase professionale della mia
vita inserito nel mondo dell'edilizia, soprattutto quelli a fondo perduto. Negli anni 60 esisteva il contributo ad interessi zero. Era una cosa corretta. Una famiglia faceva un mutuo per 10, 15 o 20 anni, e nell'incertezza di un interesse fluttuante che poteva costringerla anche a delle situazioni strane dopo due o tre anni, la Provincia le veniva
incontro concedendo un mutuo a tasso zero, per cui se una famiglia pagava 30 mila, 40 mila lire al mese avrebbe
continuato a pagare la stessa cifra. Questo è servito per non creare ansia, e sicuramente concedendo interessi
zero non si è alimentato il prezzo degli appartamenti. Nessun costruttore ha pensato di aumentare il prezzo degli
appartamenti, perché la gente pagava zero interessi sui mutui. Questa azione è servita per dare agevolazioni al
cittadino che quegli anni pagava molto meno un alloggi rispetto al suo reddito di quanto non paghi oggi che è di
quattro volte superiore. Nel 1964 con 5 milioni si comperava un appartamento di tre camere e cucina in via Palermo a Bolzano, e lo stipendio di un operaio era di circa 70 mila lire al mese. Oggi per un appartamento simile ci
vogliono 400 mila euro e lo stipendio di un operaio è di circa 1.200 euro al mese. La proporzione fra stipendio e
costo dell'alloggio è di quattro volte superiore. Quando è successo il patatrac all'interno dell'edilizia? Quando è
stata alimentata quella famosa "catena di S. Antonio" di cui parlava il collega Dello Sbarba? Quando la Provincia
ha deciso di dare i soldi a fondo perduto, quando ha deciso di dare 30, 40 50 milioni a chi voleva comperarsi la
casa, nel giro di sei mesi gli appartamenti sono aumentati proporzionalmente a quanto la Provincia ha dato. E dato
che sono qua da 15 anni sono talmente malizioso da pensare che la Provincia abbia fatto questo per aiutare i
costruttori, non certo la povera gente! Lì cominciò a crearsi la condizione per cui noi oggi a Bolzano paghiamo
l'appartamento ad un prezzo che non è assolutamente logico per ciò che Bolzano è e non è logico per le possibilità di un operaio o di un impiegato. Qualcuno poi si inventa la classe media che non si capisce dove stia, perché
fino a quando non sono stati risolti i problemi delle classi sociali meno abbienti non si devono trovare i sistemi per
agevolare altre classi sociali. Prima si dà il pane a chi non ce l'ha e non si distribuisce il pane ai poveri e poi andiamo a dare il companatico a chi ha già il pane! È una follia dal punto di vista sociale! Prima si risolve il problema
dei poveri e si dà pane a tutti, se poi ne avanza distribuiamo anche il companatico. Invece qua no, c'è una scelta
evidentemente comunista di non avere pane sufficiente per i poveri e intanto si distribuisce companatico a chi il
pane ce l'ha già. Di questo bisognerà risponderne!
In tutta questa fase si stanno facendo dei rammendi che sono peggio del buco per cercare di risolvere una
questione che non può essere risolta in questo modo. Noi dobbiamo fare in modo che gli alloggi costino meno,
che gli affitti siano molto meno cari di oggi. Bisogna creare una scala, un interessamento diretto dei responsabili
dell'edilizia sociale anche nella formulazione dei contratti di affitto di coloro che ricevono il sussidio casa. Quando
fra due o tre anni scade il contratto di una persona e non lo rinnovano più, la Provincia dovrebbe aiutare l'affittuario
a mettersi d'accordo con il proprietario nel senso che se prima pagava 800 euro al mese, adesso gliene può dare
450, e il proprietario deve dargli una mano, magari creando delle agevolazioni fiscali sull'Imu per esempio, ma non
lasciarli in mezzo al fiume ad annegare. Questo è un concetto inaccettabile dal punto di vista sociale e un concetto
che non pone le basi per arrivare a quello che vogliamo: affitti più bassi e appartamenti a prezzi più abbordabili.
PRESIDENTE: Chi chiede ancora la parola? Nessuno. Metto in votazione gli emendamenti.
Metto in votazione l'emendamento n. 1: respinto con 6 voti favorevoli, 16 voti contrari e 7 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 2: respinto con 4 voti favorevoli, 17 voti contrari e 10 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 3: respinto con 2 voti favorevoli, 17 voti contrari e 9 astensioni.
Metto in votazione il subemendamento n. 4.1: approvato con 24 voti favorevoli e 2 astensioni.
Metto in votazione l'emendamento n. 4: approvato con 1 voto contrario, 2 astensioni e i restanti voti favorevoli.
Metto in votazione l'emendamento n. 5: approvato con 19 voti favorevoli e 10 astensioni.
Chi chiede la parola sull'articolo 2? Nessuno. Lo metto in votazione: approvato con 17 voti favorevoli, 12
voti contrari e 2 astensioni.
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Articolo 3
Norma finanziaria
1. La copertura delle spese ai sensi della presente legge avviene con gli stanziamenti a carico del
bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 e seguenti.
---------Artikel 3
Finanzbestimmung
1. Die Deckung der Ausgaben im Sinne dieses Gesetzes erfolgt mit der Bereitstellung zu Lasten des
Haushaltsvoranschlages für das Finanzjahr 2012 und folgende.
Leggo l'emendamento sostitutivo presentato dall'assessore Tommasini.
"L'articolo 3 è così sostituito:/Artikel 3 erhält folgende Fassung:
"Art. 3
Disposizione finanziaria
1. Alla copertura degli oneri derivanti dalla presente legge si provvede con le autorizzazioni di spesa già disposte in bilancio sull’unità previsionale di base 08200 a carico dell’esercizio finanziario 2012."
---------"Art. 3
Finanzbestimmung
1. Die Deckung der Ausgaben, die sich aus den Maßnahmen dieses Gesetzes ergeben, ist durch die Ausgabengenehmigungen, welche schon zu Lasten des Haushaltsjahres 2012 auf der Haushaltsgrundeinheit 08200
bestimmt wurden, gegeben."
Chi chiede la parola? Nessuno. Lo metto in votazione: approvato a maggioranza con 14 voti favorevoli, 7
voti contrari e 3 astensioni.
Dichiarazioni di voto. La parola al consigliere Egger, prego.
EGGER (Die Freiheitlichen): Vielen Dank, Herr Präsident. Ich werde mich kurz halten. Leider ist diese Abänderung des Wohnbaureformgesetzes kein großer Wurf. Es ist nicht einmal ein kleiner Wurf. Meiner Meinung
nach ist das eigentlich gar nichts. Jedenfalls wird das Gesetz nicht dazu dienen, die eigentlichen Probleme zu
lösen, welche wir im Bereich Wohnbau, aber auch im Bereich Raumordnung, sprich Konventionierung, ausverkaufte Heimat u. dgl. Haben. Es wird nichts geregelt. Dieses Gesetz ist also kein großer Wurf. Es ist nicht einmal
ein kleines Würfchen.
Dieses Gesetz ist dadurch gekennzeichnet, dass es sich zum einen durch eine besonders große Anzahl
von Abänderungsanträgen des Landtagspräsidenten ausgezeichnet hat, die dieser dann nach getaner Arbeit der
Mitarbeiter des Hauses größtenteils wieder zurückgezogen hat, und dass zum anderen eine Abstimmung wiederholt wurde, obwohl die erste Abstimmung sonnenklar gewesen und das Ergebnis auch mitgeteilt worden war.
Jetzt aber, zum Inhalt kommend, muss ich vor allem sagen, dass dieses Gesetz zeigt, dass die Mehrheit
eigentlich nicht weiß, was sie will. Dies hat sich gezeigt, wenn es darum gegangen ist, den Höchstbetrag zu
bestimmen, den man den Bürgern oder den Berechtigten als Wohngeld ausbezahlt und der jetzt mit 6.000 Euro
festgelegt worden ist, den der Landeshauptmann einmal auf 4.800 Euro absenken wollte, der dann im Gesetzgebungsausschuss mit 5.400 Euro festgelegt worden ist, um dann schlussendlich, nachdem der Berg lang gekreist
hat und eine Maus geboren hat, wieder – was für ein Glück, hurra! – bei 6.000 Euro zu enden.
Zusammengefasst: zuerst 6.000 Euro, dann laut Entwurf des Landesrates Tommasini 4.800 Euro, laut Vorschlag des Gesetzgebungsausschusses dann 5.400 Euro. Nun sind wir im Plenum wieder bei 6.000 Euro angelangt und alle sind glücklich und zufrieden! Seriös, sehr geehrte Damen und Herren, bei allen Gründen, die man
jetzt finden wird – und der Fraktionssprecher wird sich sicherlich einige gute Gründe einfallen lassen –, scheint mir
das nicht gerade zu sein.
Was meiner Meinung nach an diesem Gesetzesentwurf, den wir in Bälde genehmigen werden – wir nicht,
aber die Mehrheit –, fast lächerlich ist, ist diese Agentur, die eingeführt wird. Diese Agentur hat es im ursprünglichen Entwurf des Landesrates Tommasini nicht gegeben. Diese ist interessanterweise aufgrund eines Vorschlages des Gemeindenverbandes erst über den Weg des Gesetzgebungsausschusses in den Gesetzesentwurf hineingekommen. Kollegin Martha Stocker hat nämlich im Gesetzgebungsausschuss einen entsprechenden Abänderungsantrag eingebracht.
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Eigentlich ist jetzt diese Agentur sozusagen fast das Wesentlichste dieses komischen Wohnbaugesetzes,
denn alles andere ist ja nicht einmal ein Würfchen. Nach dem Wesentlichen an der Einführung dieser Agentur,
Herr Landesrat Tommasini, habe ich Sie bereits gefragt. Wie soll die Agentur aussehen? Wie viele Leute werden
dort beschäftigt werden? Habt Ihr schon irgendwo ein Konzept oder erlassen wir wieder einmal ein Gesetz völlig
ohne Konzept? Ihre Antwort war: "Wir werden dann schon einige Leute brauchen. Wir werden die Agentur zumindest schlank halten, damit es nicht zuviel kostet." Das ist keine Antwort!
Sind es 10 oder 20 Personen? Muss morgen nur eine Person allein das ganze Land kontrollieren, was bisher 116 Bürgermeister und 116 Wohnbaureferenten in den Gemeinden nicht geschafft haben? Eine solche Antwort sagt mir, dass Sie nicht wissen und wirklich keine Ahnung haben, was morgen mit dieser Agentur passieren
soll. Das ist das Herzstück dieses Gesetzentwurfes! Alles andere ist nur Kleinkram und Wischiwaschi und wurde
teilweise wieder zurückgenommen. Siehe die 6.000-Euro-Regelung!
Dieses Gesetz wird meine Fraktion und werde ich schon allein aus dem Grund ablehnen, dass hier völlig
unprofessionell gearbeitet wird, man am Anfang des Gesetzes nicht weiß, wo man zum Schluss hinwill, alles völlig
konzeptlos abläuft und der Landesrat mir nicht einmal zu sagen weiß, aus wie vielen Personen ungefähr die
Agentur bestehen soll. Er muss mir nicht sagen, ob es 22 oder 14 Personen sind. Er sagt mir aber: "Wir werden
schon schauen, sie möglichst schlank …". "Keine Ahnung!" sage ich dazu. Ich werde also gegen dieses Gesetz
stimmen.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Se dopo qualche anno di legislatura l'assessore Tommasini pensa di aver rivoluzionato la legge sull'edilizia sociale con due o tre articoletti, ha sbagliato il suo intento,
perché i problemi seri non sono risolti, e nemmeno sono stati affrontati, per cui l'unica vera convinzione che è stata
portata avanti, e tutto il resto ha fatto da corollario per farlo apparire come modifica ad una legge, è quella di passare l'incombenza del contributo casa gestito dall'edilizia sociale ad altri uffici che, come ha segnalato il collega
Egger, non sappiamo nemmeno come funzioneranno, su che basi andranno a fare dei calcoli e non sappiamo
nemmeno quindi in quali condizioni porremo tutti coloro che del sussidio casa in questo momento ne stanno godendo, così come tutti coloro che non lo vedranno più pagato alla scadenza del contratto di affitto.
Accettare, come è stato accettato da quest'aula, di passare la mano dall'edilizia sociale ad altro assessorato questa competenza, senza delucidazioni complete su come questa competenza sarà gestita, significa davvero un salto nel buio. È il solito salto nel buio che la Giunta provinciale ci fa fare, perché pensa di governare da
sola e pensa che le modifiche si facciano sulla base di quello che lei pensa meglio. A questo punto il Consiglio
provinciale è esautorato da ogni potere. I problemi veri, che sono il costo degli alloggi, non sono stati risolti. Benché avessimo centinaia di milioni nel cassetto destinati all'edilizia sociale, non c'è la possibilità di costruire a Bolzano, perché non c'è un accordo politico sulle zone da urbanizzare. Questo è il dramma della situazione che
stiamo vivendo. Su questi drammi non c'è risposta. Collega Dello Sbarba, ha ragione Lei, dobbiamo costruire case
per il popolo, abbiamo i soldi e non abbiamo i terreni, non abbiamo la forza dell'esproprio. Non abbiamo la forza di
lasciare che il Comune di Bolzano faccia, perché l'urbanistica a questi livelli è gestita dalla Provincia, e siccome
evidentemente due contadini in questa terra contano più di 500 famiglie che hanno bisogno della casa, andiamo
avanti con una politica di questo tipo. Però se questa politica fosse portata avanti dalla SVP che trova nel Bauernbund il suo potenziale elettorale più grosso, potrei anche dare una giustificazione, non sicuramente sociale ma
certamente elettorale, ma quando lo fa un assessore del Partito Democratico, mi chiedo con quale tipo di logica si
possano portare avanti gli interessi delle persone. Non c'è nulla di tutto questo, c'è solamente una restrizione seria, forse una condizione di disperazione in cui stiamo mettendo migliaia di famiglie, e non ci sono risposte al riguardo, non c'è nessun tipo di garanzia, c'è solamente da dire che quello che non facciamo noi oggi lo farà qualcun altro domani. Ma cosa farà questo qualcun altro, con che metodi, con che sistemi, con che mentalità non ci è
dato sapere.
Assessore, ritengo che Lei con questa modifica abbia fallito in pieno la possibilità di migliorare il disegno di
legge n. 13/98 che di fatto è quello che ancora regola dopo 16 anni l'edilizia sociale in provincia di Bolzano. Il mio
voto sarà assolutamente negativo. Peccato non possa inserire due schede nell'urna!
PÖDER (BürgerUnion): Den Grundsatz der Neureform des Wohngeldes, dass die Ausbezahlung desselben auf die Bezirksgemeinschaften übertragen wird, teile ich auf jeden Fall. Ich hätte mir aber gewünscht, dass
man hier weiter gegangen wäre und im Gesetz auch Maßnahmen getroffen hätte, um die Preisspirale, die die
Mietpreise, Immobilienpreise usw. immer weiter nach oben drückt, in den Griff zu bekommen. Egal wie auch immer man das lösen möchte, man müsste, wenn man eine Reform erlässt, auch daran denken.
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Ich bin auch der Meinung, dass man irgendwann einmal den Mut haben sollte zu sagen: "Wir schaffen das
Wohngeld ab." Ausgenommen bleiben Sozialfälle, denn da bleibt immer das soziale Netz vorhanden. Wenn man
heute sagen würde, dass wir das Wohngeld mit 1. Jänner 2015 abschaffen, würde sich der Markt selbst regulieren. Wohnungseigentümer müssten zwangsläufig schauen, wie sie ihre Wohnungen weiterhin vermieten können.
Wir müssten natürlich auch andere Maßnahmen treffen, wie z. B. im Bereich der Sozialwohnungen des
Wohnbauinstitutes, da es dort massenhaft Mieter gibt, die null Euro Miete oder geringste Mieten zahlen. Das ist
nicht akzeptabel. Wenn jemand wirklich ein Sozialfall ist, dann wird auch dort das soziale Netz greifen.
Dass man heute aber im Bereich der Institutswohnungen nicht einmal 100 Euro Mindestmiete festlegen
kann, halte ich nicht für gerechtfertigt. Das ist keine gerechte Sozialpolitik! Man müsste angesichts der Mieten, die
allgemein zu zahlen sind, vor allem auch auf dem freien Markt eine Mindestmiete einführen. Im Bereich der Institutswohnungen denke ich da z. B. an 100 Euro. Dieser Betrag wäre von den meisten sicherlich zu verkraften. Man
kann Mindestrentner und verschiedene Sozialfälle davon ausnehmen. Wenn jemand ein Sozialfall ist und wirklich
kein Einkommen hat, gibt es derzeit dafür ohnehin schon die Möglichkeiten.
Auch da müsste man eingreifen und man müsste auch den Missbrauch in anderer Hinsicht ausschalten.
Dass Leute, deren Kinder z. B. ein großes Vermögen besitzen, Mietgeld beantragen und dieses dann auch erhalten, ist nicht richtig. Da muss man wirklich wieder zurück zu dem, was bereits einmal im Gesetz vorhanden war.
Man hat Regelungen gestrichen, die heute dazu führen, dass es Missbrauch geben kann und auch gibt, und dass
soziale Ungerechtigkeiten geschaffen werden. In diesem Bereich bräuchten wir eine homogene Neuregelung der
Wohnbaugesetzgebung.
Im Gesetzentwurf fehlt mir vor allem eines, weshalb ich auch gegen diesen Gesetzentwurf stimme, auch
wenn es jetzt natürlich nicht Gegenstand des Gesetzentwurfes war. Um es noch einmal zu sagen: Es fehlt die
Neuordnung des Wohnbauinstitutes! Seinerzeit hat die zuständige Untersuchungskommission einen Untersuchungsbericht erstellt, der fast einstimmig beschlossen wurde. Ich war dagegen, weil man damals nur den Direktor
und nicht auch die restliche Führung "unter Beschuss" genommen hat.
Die anderen Inhalte dieses Untersuchungsberichtes aber waren wirklich gut recherchiert, soweit es möglich
war. Wenn der Generaldirektor in die Untersuchungskommission kommt, man ihm 10 Fragen stellt und er auf jede
dieser Frage meint "Das ist nicht mein Zuständigkeitsbereich. Darüber weiß ich nicht Bescheid." … Worüber soll
er denn sonst Bescheid wissen, wenn nicht über diesen Zuständigkeitsbereich im Wohnbauinstitut?
Es wurde bisher sehr wenig oder gar nichts getan, außer dass ein neuer Präsident eingesetzt wurde. Zwar
wurde dieser nicht mehr nach der SVP-Arbeitsnehmer-Parteibuchlogik, aber immerhin wiederum nach der Parteibuchlogik ausgesucht. Auch da ist nichts geschehen und man hat bislang sehr zaghaft versucht, in irgendeiner
Form etwas zu ändern.
Das Wohnbauinstitut ist eine Verwaltungseinheit, die 13.000 Immobilien verwaltet und 250 Millionen Euro
Budget im Jahr vorweist. Wir haben dort, leider Gottes, aber immer noch Strukturen und in der Führungsebene
immer noch Personen sitzen, die zumindest bisher ihrer Aufgabe nicht unbedingt gewachsen waren und die man
auch auswechseln müsste. Man müsste auch die Struktur austauschen und es bräuchte keinen Präsidenten. Das
alles haben wir schon gesagt. Das ist nicht Gegenstand dieses Gesetzesentwurfes gewesen, aber ich hätte es mir
gewünscht.
Ich unterstreiche trotz meiner Gegenstimme noch einmal, dass es richtig und eine gute Maßnahme ist, dass
die Ausbezahlung des Wohngeldes an die Bezirksgemeinschaften übertragen wird und es eine Vereinheitlichung
gibt. Das Wohngeld wird nicht abgeschafft. Im Gegenteil, alles bleibt weiterhin erhalten. Ansonsten beinhaltet der
Gesetzentwurf wenig Konkretes und er bleibt unterm Strich, leider Gottes, ein Murks, wie man so schön sagt.
URZÌ (Futuro e Libertà – Zukunft und Freiheit – Dagnì y liberté): Voterò contro il disegno di legge proposto, perché questa non è una riforma. Essa interviene sui sintomi ma non interviene sul male per curarlo. Questa riforma prevede l'abolizione del sussidio casa, la sua riorganizzazione in una forma diversa ma sotto un'organizzazione diversa, l'assessorato all'assistenza, ma non riesce ad immaginare una prospettiva per il futuro che
riesca a sanare la condizione per cui tanti cittadini di questa nostra provincia sono chiamati a chiedere l'aiuto da
parte dell'ente pubblico per poter far fronte ai costi degli affitti. Questo è il male rispetto al quale questa norma non
risolve alcunché, sembra anzi, al contrario, proiettata nella direzione di alleggerire l'eccessivo carico economico
per l'amministrazione provinciale del fronte sussidi casa, perché è vero che il bilancio sarà con tutta probabilità,
anche se navighiamo un po' al buio nell'analisi, come è stato più volte ricordato nel corso del dibattito, a favore
della Provincia, perché usciranno meno risorse, ossia arriveranno meno risorse nelle tasche dei cittadini della
provincia di Bolzano, anche quelli che si troveranno nella particolare condizione di disagio, per cui oggi avevano
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titolo per richiedere e ottenere il sussidio alloggio. A pagarne il prezzo sarà, e lo verificheremo attraverso un'attenta valutazione dei criteri dei contributi da parte dei Servizi sociali, ma già oggi possiamo dire che sarà in primo
luogo la classe media, verso la quale doveva essere rivolto quel grande progetto lanciato all'inizio della legislatura
dall'assessorato all'edilizia, che era il progetto "Ceto medio" che doveva fare leva spalmato sul territorio della provincia e su alcune realtà comunali particolarmente sensibili di un numero superiore alle 500 unità immobiliari per
permettere di dare sfogo ad una realtà che reclama da tempo una considerazione che ha perduto da parte delle
istituzioni pubbliche, un piano che purtroppo si è arenato. Mi creda assessore, non lo facciamo con soddisfazione,
ma con dolore rimproveriamo all'amministrazione provinciale di non essere stata nella condizione di portare a
termine questo progetto, però lo affermiamo con grande chiarezza, perché è stato un fallimento che oggi aggrava
la condizione di quella classe media che oggi vedrà sfuggire dalle proprie certezze una forma di intervento, di
sostegno, anche se assolutamente modesto, quale costituiva il sussidio casa ma che di fatto non sarà più attivo
nemmeno come contributo erogato dai Servizi sociali per quella classe di cittadini che sfuggirà dalle maglie dei
criteri fissati dalla Giunta provinciale per il riconoscimento di quel contributo dei Servizi sociali, ma non potrà più
contare nemmeno su un sussidio che di fatto oggi viene cancellato.
Era giusto procedere nella disarticolazione di un sistema che nel tempo aveva viziato il mercato della casa,
ma con certezza diciamo che non si sono previsti dei paracaduti sociali che permettessero di attenuare il primo
impatto che un numero significativo di cittadini si troveranno ad affrontare senza strumenti di difesa e di protezione. Questo è grave, anche perché il mercato della casa minaccia di non rispondere positivamente a quella
speranza di abbassamento dei costi degli affitti e quindi troveremo molti nuclei familiari ancora più esposti rispetto
ad oggi a questa grave emergenza sociale. Questo disegno di legge non ha risolto i problemi, li ha nascosti sotto il
tappeto, ha cambiato le carte in tavola facendo credere che cambiasse tutto ma di fatto è cambiato veramente
poco.
ARTIOLI (Lega Nord): Voterò contro questo disegno di legge. Abbiamo smentito purtroppo anche l'Agenzie di controllo la cui situazione purtroppo dall'intervento dell'assessore Tommasini mi sembrava convincente, ma
nel momento in cui i colleghi Freiheitlichen hanno proposto con un ordine del giorno, di inserire anche il controllo
per gli extracomunitari che vivono all'estero, questo è stato respinto. Vuol dire che non si vuole controllare nulla,
ognuno dichiarerà quello che vorrà, quindi sarà una finta agenzia. Forse avremo solo quattro posti di lavoro nuovi.
Abbiamo lasciato il fatto che il presidente può decidere da solo a chi dare le case, abbiamo scritto che la
Giunta provinciale può modificare tali limiti e gli importi. A questo punto la legge non garantisce al ceto medio di
poter avere qualcosa. L'unica certezza che abbiamo è che il 31 dicembre verranno tolti i contributi agli affitti alla
nostra gente, al nostro ceto medio, e verranno aiutati sempre i soliti noti.
DELLO SBARBA (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Assessore Tommasini, purtroppo
neanche noi potremo votare a favore di questo disegno di legge, e dico purtroppo perché Le riconosco un impegno nel cercare di migliorare. Alcuni miglioramenti sono stati introdotti, è stato mantenuto il tetto di 6000 euro per il
contributo affitto a finire, è stata eliminata con l'emendamento congiunto Suo e della collega Stocker la parola
"può" Riconosco che c'è stata la Sua disponibilità a fare alcune dichiarazioni che noi abbiamo registrato e che
stanno a verbale di questa assemblea, però non ci sentiamo di avvallare una procedura per cui prima si elimina
uno strumento sociale così delicato e importante che riguarda 10 mila famiglie e copre una spesa di 42 milioni, e
poi si vedrà qual è il nuovo sistema. Questa delega in bianco su questo argomento non ci sentiamo di darla, anche
se poi seguiremo con interesse la cosa. Se per esempio aveste fatto, come Giunta, un accordo scritto con le parti
sociali mettendo i dieci punti del nuovo sistema e poi ce l'avreste fornito, almeno ci sarebbe stato un impegno nero
su bianco. Questa cosa non l'abbiamo vista né noi né le parti sociali con cui voi avete avuto un incontro. L'unica
cosa certa è che dal 31.12.2012 finisce l'era del contributo affitto dell'Ipes. Questo non sarebbe una tragedia, perché l'unificazione dei due contributi va bene, ma andrebbe capito che cosa succede quando da uno sportello,
quello del Suo assessorato, dell'Ipes, assessore Tommasini, la cosa passa allo sportello dell'assessore Theiner. Io
Le riconosco tutta la buona volontà, assessore, però il vero interlocutore di questa discussione era Lei, assessore
Theiner, e Lei – mi scusi se sono impertinente, io La stimo moltissimo e credo che Lei abbia una fortissima sensibilità sociale –è stato assente per l'80% di questa discussione, mentre era una discussione che investiva in pieno il
Suo assessorato, perché sarà Lei che dovrà aprire quello sportello che l'assessore Tommasini chiude. Noi ci
aspettavamo delle dichiarazioni impegnative da Lei.
Mi rivolgo a voi come assessori sensibili alla questione sociale. Io credo che voi abbiate difficoltà in Giunta
provinciale a definire il nuovo sistema. La Giunta è composta da tanti esponenti, c'è il presidente, ci sono gli espo-
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nenti dell'economia che non vedono volentieri questo sostegno all'affitto in una fase di restrizione, e quindi ho
l'impressione che ci sia ancora una fase di difficoltà, altrimenti il risultato ce l'avreste portato. Da parte mia, consigliere di opposizione che non siede in Giunta, non posso darVi una delega in bianco. Io credo che non sia ancora
venuto fuori niente nero su bianco, perché non è stato trovata la soluzione approvata dalla Giunta. Sarà un ritardo,
sarà che la dovete definire meglio, sarà che ci sono dei dettagli, sarà che invece non c'è accordo politico, lo vedremo nelle prossime settimane. Il nostro voto negativo a questo disegno di legge contiene comunque un'attenzione e un riconoscimento di una Vostra sensibilità sulla quale contiamo e che verificheremo nel momento in cui il
nuovo sistema andrà in porto. Da un certo punto di vista spero che la collega Artioli abbia ragione, cioè che vengano sostenuti maggiormente coloro che più ne hanno bisogno e meno coloro che non ne hanno bisogno. Lei vota
contro perché non è d'accordo su questo, se io invece avessi certezza che questo fosse, allora voterei a favore.
Vorsitz der Vizepräsidentin | Presidenza della vicepresidente: DDr.in Julia Unterberger
PRÄSIDENTIN: Herr Abgeordneter Knoll, Sie haben das Wort.
KNOLL (SÜD-TIROLER FREIHEIT): Auch wir werden diesem Gesetz nicht zustimmen. Heute wurden im
Rahmen der Diskussion mehrfach Dinge beanstandet, die auch uns zu unserer ablehnenden Haltung veranlassen.
Einer der Gründe ist, dass gerade der Beschlussantrag zum Bereich der Kontrollen nicht angenommen wurde.
Meiner oder unserer Ansicht nach ist das sicherlich das größte Manko an diesem neuen Gesetz. Dies wird einfach
zum sozialen Unfrieden im Land führen. Es berücksichtigt auch nicht, dass hier die Wirtschaft mehr mit in die
Pflicht genommen werden muss. Ich denke, dass das alles Gründe sind, die nicht dafür stehen, diesem Gesetz
zuzustimmen.
Es steht außer Zweifel, dass es eine Reform gebraucht hat und diese auch überfällig war. Die Folgeerscheinungen des bisherigen Systems sind bereits zur Genüge diskutiert worden. Alles in allem können wir uns
damit aber nicht anfreunden. Um es kurz zu machen: Wir werden dem Gesetz in dieser Form nicht zustimmen.
LEITNER (Die Freiheitlichen): Herr Landeshauptmann, ein kleines bisschen Geduld, bitte. Ich rede nicht,
wenn es nichts zu sagen gäbe. Mein Kollege Thomas Egger hat im Prinzip schon viele Gründe aufgeführt, warum
wir diesem Gesetz nicht zustimmen können. Wenn ich jetzt einen Schulaufsatz bewerten müsste, dann würde ich
sagen: "Thema verfehlt!"
Wo befinden sich die Änderungen des Landesgesetzes zur Wohnbauförderung? Mein Kollege hat das bereits wunderbar ausgeführt, wie es im Vorfeld schon angekündigt wurde, dass man nicht nur in diesem Bereich
sparen muss. Auch das Wohngeld müssen wir reduzieren, nämlich von 6.000 Euro auf 4.800 Euro, im Gesetzgebungsausschuss wurde der Betrag dann wieder auf 5.400 Euro angehoben. Jetzt sind wir wieder bei 6.000 Euro
angelangt, dem Betrag, mit dem wir gestartet sind. Was Ihr hier aufgeführt habt, ist eine echte Lachnummer!
Wir können inhaltlich dafür stimmen, dass die Landesregierung einfach eine mangelnde Sensibilität gegenüber all dem, was mit Wohngeld zu tun hat, besitzt und dass das Wohngeld nicht gerecht verteilt wird bzw. dass
es Kategorien von Menschen gibt, für die nicht die gleichen Zugangsvoraussetzungen gelten. Darum geht es,
denn unser Beschlussantrag, mit dem die Kontrollen hätten ausgedehnt oder genauer definiert werden sollen, was
Zuwanderer anbelangt, wurde abgelehnt. Da wollt Ihr nichts hören, obwohl ich denke, dass die Menschen mit
dieser Frage sicherlich auch Euch kontaktieren und die Türen einrennen. Ihr seid regelrecht dabei, auf diese Art
und Weise den sozialen Unfrieden zu schüren! Das muss ich Euch sagen.
Noch einmal: Die Zahlen, die wir hier vorgelegt haben, beziehen sich ausschließlich nur auf das Wohngeld
und stammen von Euch. Wenn Ihr uns falsche Zahlen nennt, dann kann ich beim besten Willen nicht dafür!
Zur Agentur auch noch einmal: Wir reden viel von Eigenverantwortung, von Subsidiarität, von Gemeindeautonomie. Ihr macht das Gegenteil! Ihr jault auf, wenn der Staat hergeht und Ausgabenkontrolleure schickt, um
zu schauen, ob Ihr das Geld vernünftig ausgebt. Da wehrt Ihr Euch, aber dort, wo die Gemeinden nicht kontrollieren wollen …
Ich sehe schon die Presseaussendung des Gemeindenverbandes, denn es wird ein Hurra-Geschreie sein:
"Endlich sind wir diese lästige Aufgabe los und wir haben nicht mehr diese Aufgabe und Verantwortung, unsere
eigenen Leute kontrollieren zu müssen." Denn das war der Ausgangspunkt, das haben wir ja gehört. Es war nicht
der Vorschlag der Landesregierung sondern des Gemeindenverbandes bzw. der Gemeinden, die Euch händeringend gebeten haben: "Bitte nehmt uns diese heiße Kartoffel ab! Wir möchten unsere eigenen Bürger nicht strafen,
das sollen bitte andere tun."
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Ich sage noch einmal in aller Deutlichkeit: Das ist die Südtiroler Realität! Wenn Leute sich beklagen und einen Missstand melden, dann spielt man "Mein Name ist Hase" und sagt zum Bürger: "Du kannst ihn ja anzeigen."
Ich muss sagen, dass so eine Politik schäbig ist, und ich sage das, weil man uns in der Vergangenheit manchmal
schäbige Politik vorgeworfen hat. Da könnte man noch und nöcher Beispiele aufzählen.
Es gibt wirklich keinen Grund für uns, diesem Gesetzentwurf zuzustimmen, und nicht nur, weil unsere Anträge nicht angenommen worden sind. Man ist nicht bereit, überhaupt seriös darüber zu diskutieren. Das ärgert
mich am meisten, obwohl Ihr genau wisst, dass das in der Bevölkerung sozialer Konfliktstoff ist.
Wenn Ihr so weitermacht, dann dürft Ihr Euch nicht wundern, wenn diese Aggressivität, die man leider in
der Bevölkerung auch dauernd feststellen muss, zunimmt. Wir möchten mit Sachargumenten und klaren Vorstellungen die Dinge verbessern. Das sehe ich bei diesem Gesetzentwurf ganz und gar nicht. Deshalb ein entschiedenes Nein!
PRÄSIDENTIN: Wir stimmen nun über den Gesetzentwurf ab. Ich ersuche um die Verteilung der Stimmzettel.
(Geheime Abstimmung – votazione a scrutinio segreto)
Ich gebe das Abstimmungsergebnis bekannt: abgegebene Stimmzettel 34, Ja 19, Nein 14, weiße Stimmzettel 1. Der Landesgesetzentwurf ist genehmigt.
Herr Abgeordneter Seppi, Sie haben das Wort zum Fortgang der Arbeiten.
SEPPI (Unitalia – Movimento Iniziativa Sociale): Vista l'ora tarda, vorrei chiedere se possiamo chiudere i
lavori per questa sessione.
PRÄSIDENTIN: Hat jemand Einwände dazu? Niemand.
Vor Beendigung der heutigen Sitzung teile ich Ihnen noch mit, dass gegen das Protokoll der letzten Landtagssitzung, welches zu Beginn der heutigen Sitzung zur Verfügung gestellt wurde, während der laufenden Sitzung keine schriftlichen Einwände vorgebracht wurden und dass dasselbe deshalb im Sinne von Artikel 59 Absatz
3 der Geschäftsordnung als genehmigt gilt.
Danke, die Sitzung ist geschlossen.
Ore 18.14 Uhr
Es haben folgende Abgeordnete gesprochen:
Sono intervenuti i seguenti consiglieri/le seguenti consigliere:
ARTIOLI (1, 54)
DELLO SBARBA (13, 19, 22, 27, 30, 40, 45, 47, 54)
EGGER (20, 29, 41, 43, 51)
HOCHGRUBER KUENZER (18)
KNOLL (28, 45, 46, 55)
LEITNER (13, 19, 20, 25, 28, 55)
MINNITI (6, 18, 40)
PARDELLER (27)
PÖDER (12, 13, 16, 52)
SEPPI (15, 22, 45, 49, 52, 56)
STIRNER BRANTSCH (5)
STOCKER M. (21)
THEINER (16)
TOMMASINI (8, 17, 19, 23, 30, 43, 46)
URZÌ (1, 15, 46, 53)
VEZZALI (23, 39, 40)
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wortprotokoll resoconto integrale der landtagssitzung della seduta