Dubbi sulle bollette?
Vai sul sicuro.
Indice
Premessa.............................................................................................5
Capitolo primo
Servizio Idrico Integrato
1.1 Tutti paghiamo la bolletta dell’acqua.............................................7
1.2 Cosa paghiamo: il servizio idrico integrato....................................7
1.3 Un servizio vitale e poco visibile..................................................8
1.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali e tasse.................................9
1.5 Non possiamo scegliere, siamo vincolati.......................................9
1.6 Come si calcola la bolletta.........................................................9
1.7 Aspetti fiscali..........................................................................11
1.8 Quanto paghiamo...................................................................11
1.9 Chi decide la tariffa................................................................12
1.10Domande e risposte.................................................................13
Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Torino.
Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione a terzi.
Coordinamento editoriale: Settore Conciliazione e Regolazione del mercato,
Camera di commercio di Torino
Coordinamento grafico: Settore Comunicazione esterna, Camera di commercio
di Torino
Ideazione grafica copertina: Art Collection Snc
Ideazione grafica interno: Animatif Comunicazione
Stampa: CAST Industrie Grafiche - Moncalieri (TO)
Finito di stampare: maggio 2009
Capitolo secondo
Gestione dei rifiuti urbani
2.1 Tutti paghiamo la tariffa o la tassa rifiuti.......................................17
2.2 Cosa paghiamo: il servizio di gestione dei rifiuti urbani..................17
2.3 Un servizio che ci coinvolge direttamente....................................18
2.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali e tasse...............................19
2.5 Non possiamo scegliere, siamo vincolati.....................................19
2.6 Come si calcola la bolletta.......................................................19
2.7 Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU)...................................19
2.8 Tariffa di igiene urbana (TIA).....................................................20
2.9 Aspetti fiscali..........................................................................21
2.10Quanto paghiamo...................................................................22
2.11Chi decide la tariffa................................................................22
2.12La responsabilità degli istruttori...................................................23
3
Capitolo terzo
Fornitura di gas naturale
3.1 Non tutti paghiamo la bolletta del gas........................................27
3.2 Cosa paghiamo: vendita e distribuzione.....................................27
3.3 Un servizio che viene da lontano...............................................28
3.4 Cosa paghiamo: tuti i costi industriali e molte tasse.......................28
3.5 Possiamo scegliere chi ci fornisce il servizio.................................29
3.6 Come si calcola la bolletta.......................................................29
3.7 Aspetti fiscali..........................................................................30
3.8 Quanto paghiamo...................................................................31
3.9 Chi decide la tariffa................................................................32
3.10Domande e risposte.................................................................33
Capitolo quarto
Fornitura di energia elettrica
4.1 Tutti paghiamo la bolletta dell’energia elettrica..............................37
4.2 Cosa paghiamo: vendita e distribuzione.....................................37
4.3 Un servizio complesso e strategico.............................................38
4.4 Cosa paghiamo: tuti i costi industriali, “oneri di sistema” e tasse......38
4.5 Possiamo scegliere..................................................................39
4.6 Come si calcola la bolletta.......................................................40
4.7 Aspetti fiscali..........................................................................41
4.8 Quanto paghiamo...................................................................41
4.9 Chi decide la tariffa................................................................43
4.10Domande e risposte.................................................................44
Premessa
La collana “Guide ai diritti”, volta a fornire e diffondere in modo semplice e
immediato la normativa a tutela del consumatore, nasce per stimolare lo studio e
l’approfondimento delle tematiche relative alla regolazione del mercato.
La Camera di commercio di Torino, curando la redazione di questa collana,
intende rispondere efficacemente alla sua funzione istituzionale di regolazione del
mercato e tutela del consumatore, attraverso la diffusione di informazioni chiare
e trasparenti che favoriscano lo sviluppo di un consumo consapevole e facilitino
un corretto svolgimento dei rapporti contrattuali tra consumatori e professionisti.
La collana “Guida ai diritti”, la cui supervisione scientifica è affidata alla Commissione di regolazione del mercato, composta dal professor Sergio Chiarloni,
dalla professoressa Lucia Delogu e dal professor Raffaele Caterina, si propone
inoltre di rafforzare la collaborazione con le associazioni dei consumatori e degli
operatori stimolando il confronto e l’individuazione di una piattaforma di conoscenze comuni e condivise, ma anche di promuovere e finanziare l’attività di ricerca in materia di consumeristica attraverso una sempre maggior collaborazione
con l’Università degli Studi di Torino.
Il volume “Dubbi sulle bollette? Vai sul sicuro” è stato realizzato dalla Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio, ed è finalizzata ad illustrare come
sono formate le tariffe dei servizi pubblici essenziali: acqua, rifiuti, gas, energia
elettrica.
Torino, maggio 2009.
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Capitolo I
Servizio Idrico Integrato
1.1 Tutti paghiamo la bolletta dell’acqua
Tutti noi riceviamo periodicamente la bolletta dell’acqua.
Tutti siamo infatti “allacciati” alla rete idrica per la fornitura di acqua potabile e
alla rete fognaria per l’allontanamento delle acque di scarico. Anche se in teoria
se ne può fare a meno come nel caso di alcune case sparse, quasi tutte le famiglie
in Italia beneficiano di questo servizio e quindi pagano la bolletta.
1.2 Cosa paghiamo: il servizio idrico integrato
Paghiamo la bolletta perché riceviamo un servizio. Ma in cosa consiste esattamente questo servizio?
In Italia con la bolletta paghiamo il “Servizio Idrico Integrato”, ovvero l’insieme
di tutte le attività che consentono di avere acqua potabile in casa e di scaricare
correttamente le acque sporche. Più in dettaglio il servizio consiste in:
1) fornitura di acqua potabile (acquedotto), attività che comprende:
a) il prelievo di acqua dall’ambiente naturale (fiume, falda, lago, mare)
inclusa la protezione ambientale delle aree dalle quali l’acqua è prelevata
b) il trattamento dell’acqua estratta dall’ambiente, al fine di renderla potabile e idonea all’uso umano e alimentare
c) la distribuzione in rete dell’acqua nelle diverse fasi del trasporto (grandi tubature), dello stoccaggio in serbatoi, della distribuzione nella rete
stradale, fino alla consegna alle abitazioni (allacciamento) con il relativo contatore. Tutto ciò che accade dopo il contatore non fa più
parte del servizio idrico integrato (impianto idraulico interno, eventuali
dispositivi di trattamento dell’acqua potabile, autoclave, ecc.)
2) servizio di fognatura, attività che consiste nella possibilità per l’utente di
scaricare l’acqua utilizzata e sporcata in casa, in una specifica tubatura
stradale che ne consente l’allontanamento fino ad un impianto di trattamento. Le abitazioni possono prevedere lo scarico diretto nella fognatura,
oppure un pretrattamento tramite una “fossa settica” o biologica. Il funzionamento di questo impianto non fa parte del “Servizio Idrico Integrato”.
Nelle fognature pubbliche confluiscono anche le acque meteoriche (la
7
Capitolo I
pioggia) in caso di esistenza di “fognatura mista”: in questo caso con la
bolletta si paga anche questo servizio. Nell’ipotesi di fognatura separata
(acque chiare e acque scure), con la bolletta si paga (o si dovrebbe pagare) solo la fognatura “nera”
3) servizio di depurazione, attività che consiste nel trattamento delle acque
sporche trasportate dalla fognatura, prima del rilascio dell’acqua nell’ambiente naturale (fiume, mare, lago), in modo da ridurre al minimo l’inquinamento di queste acque.
In Italia tutti i servizi idrici sopra indicati sono forniti da un unico operatore.
1.3 Un servizio vitale e poco visibile
Il servizio idrico integrato è indispensabile per la nostra vita quotidiana, ma
non è facilmente visibile. Ogni utente “tocca con mano” ogni giorno solo l’acqua
che esce dal rubinetto (e avverte il disagio se il servizio viene interrotto), ma non
“vede” e spesso “non sa” cosa accada prima e dopo. Quanti di noi sanno da
dove viene l’acqua che consumiamo, dove è l’impianto di potabilizzazione o di
depurazione?
A Torino, ad esempio, si trova sulla riva sinistra del Po a monte della confluenza del Sangone.
Il “Servizio Idrico Integrato” è un servizio sempre più complesso, disciplinato
da leggi ambientali molto severe e sempre più sofisticate e da norme tecniche
molto rigorose.
Per essere considerata “potabile” l’acqua deve rispettare limiti di legge e subire controlli continui (molto più frequenti e rigorosi di quelli utilizzati per verificare
le acque minerali). La legge inoltre prevede che tutte le case (tranne quelle isolate)
debbano essere servite da fognatura, le quali devono essere collegate ad impianti
di depurazione sempre più sofisticati.
Il “Servizio Idrico Integrato” è fatto di impianti e di reti, infrastrutture molto
costose che devono essere mantenute sempre in piena efficienza, per consegnare
ad ogni famiglia acqua in quantità sufficiente e di buona qualità, per evitare le
perdite di rete nell’acquedotto, rotture delle fognature e problemi di gestione negli
impianti di trattamento.
Quando si paga la bolletta paghiamo quindi un servizio complesso e costoso.
www.coviri.it
È il sito del Comitato di Vigilanza sull’uso delle risorse idriche, una specie
di Autorità nazionale di regolazione economica del settore. Nel sito è possibile
8
Servizio idrico integrato
trovare tutte le informazioni sul servizio idrico integrato, sul metodo tariffario in
vigore, sulle attività degli Ambiti Territoriali ottimali.
A livello locale informazioni utili sono disponibili sui siti web dell’Autorità di
Ambito, del proprio Comune e del gestore.
1.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali e tasse
Con la bolletta siamo chiamati a pagare integralmente il costo che viene sostenuto per la gestione del “Servizio Idrico Integrato” prima descritto.
Fino ad alcuni anni fa la con le bollette si pagava solo una parte dei costi
del servizio: molte opere venivano finanziate con contributi pubblici, i Comuni
coprivano una parte dei costi con la fiscalità generale. Per questo per molti anni
le bollette dell’acqua sono state poco costose per le famiglie.
Nella seconda metà degli anni ’90 la legge italiana ha previsto che i costi del
servizio dovessero essere integralmente coperti delle tariffe, quindi dalle bollette
degli utenti. Questo prevede anche la normativa Europea (Direttiva 2000/60/
CE, art.9).
1.5 Non possiamo scegliere, siamo vincolati
Il “Servizio Idrico Integrato” è un “monopolio naturale”. Non sembra conveniente infatti né consentire la duplicazione della rete di acquedotto e fognaria in
modo da consentire l’offerta di servizi di più operatori su reti diverse, né sembra
ancora possibile (come invece avviene per i casi di gas ed elettricità) autorizzare
una pluralità di venditori che utilizzano la stessa infrastruttura.
Per questo esiste una tariffa e non un “prezzo” dell’acqua.
Il Metodo tariffario è stato concepito quindi per tutelare il consumatore in un
servizio in cui non esiste concorrenza. Siamo tutti obbligati (clienti vincolati) a
ricevere il servizio idrico dal gestore monopolista che opera nell’area geografica
in cui abitiamo. Il Metodo tariffario da un lato e il fatto che le tariffe siano decise
dai Comuni riuniti in ATO dall’altro, tutelano i consumatori dal potenziale abuso
di un gestore monopolista che non è sottoposto a concorrenza.
1.6 Come si calcola la bolletta
Il calcolo della bolletta dell’acqua è disciplinato da una normativa molto complessa, spesso poco conosciuta dagli utenti.
9
Capitolo I
Servizio idrico integrato
Più o meno paghiamo il “Servizio Idrico Integrato” sulla base della quantità
di acqua che consumiamo: per questo esiste un contatore che misura la quantità
di acqua potabile che acquistiamo dal servizio idrico, ovvero dalla rete. Per il
servizio di fognatura e depurazione la legge considera che il 100% dell’acqua
potabile consumata venga scaricata.
In realtà il sistema di calcolo della bolletta è più complicato:
1) esiste infatti una piccola quota fissa che paghiamo anche se non consumiamo una goccia di acqua. Una quota di denaro che serve a coprire le
spese del noleggio del contatore e in parte i costi di investimento, costi che
esisterebbero anche se paradossalmente nessuno consumasse più acqua
2) la quota variabile della tariffa viene calcolata invece in relazione all’acqua effettivamente consumata e misurata dal contatore. Il sistema di calcolo però non è lineare (come il prezzo della benzina, per esempio).
La legge italiana infatti, per scoraggiare lo spreco di acqua, utilizza un
sistema chiamato a blocchi crescenti: più acqua consumi, maggiore è il
costo unitario (al litro) dell’acqua. Al tempo stesso la legge italiana per
agevolare i consumi essenziali di acqua applica una tariffa bassa (inferiore alla media) al primo scaglione. Il costo al metro cubo degli scaglioni
successivi invece cresce costantemente.
Acquedotto
Fognatura
Depurazione
Totale quota fissa
Quota variabile
1.8 Quanto paghiamo
Sulla base di questo schema è possibile calcolare la spesa di una famiglia.
Considerato che il consumo medio di una persona in Italia è di circa 200 litri al
giorno, una famiglia di tre persone consuma 600 litri al giorno, circa 220 metri
cubi all’anno.
Applicando lo schema sopra riportato quella famiglia spenderebbe all’anno
circa 242,00 euro, poco più di 1,00 euro al metro cubo di tariffa media, così
ripartito.
Acquedotto
Quota fissa acquedotto
Quota variabile 1 scaglione
Quota variabile 2 scaglione
Quota variabile 3 scaglione
euro /anno
6,72
1,44
3,84
12,00
Scaglioni (mc/anno)
Tariffa euro/mc
0-85
86-152
153-228
229-304
oltre 304
0,2014
0,5035
0,6546
1,1127
1,6135
Fognatura
flat1
0,1398
Depurazione
flat
0,3727
Acquedotto
Tariffa agevolata
Tariffa base
Prima eccedenza
Seconda eccedenza
Terza eccedenza
Sul totale del calcolo tariffario viene applicata l’Iva con una aliquota agevolata al 10%.
Esiste un’altra componente fiscale “nascosta” dentro la bolletta. Il prelievo di
acqua dall’ambiente infatti è sottoposto ad una tassa statale riscossa dalle province (canone di derivazione)2, il cui importo oggi in Italia è molto basso, inferiore
all’1%.
Componenti della tariffa
Esempio: tariffa 2007 SMAT Torino
Quota fissa
1.7 Aspetti fiscali
Fognatura
Quota fissa fognatura
Quota variabile
Depurazione
Quota fissa depurazione
Quota variabile
TOTALE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Iva (10%)
TOTALE BOLLETTA
euro/anno
Totale acquedotto
6,72
17,12
33,23
45,17
102,24
Totale fognatura
1,44
30,76
32,20
Totale depurazione
3,84
81,99
85,83
220,27
22,03
242,29
Note
10
Note
(1)
Quando si indica la dicitura “flat”, lo scaglione è unico su tutti i consumi.
(2)
Si tratta di una tassa sull’estrazione dell’acqua dall’ambiente sotterraneo.
11
Capitolo I
Servizio idrico integrato
Come si vede il servizio acquedotto è la parte più costosa della bolletta pari a
circa il 42% del totale. Il servizio depurazione pesa per circa il 35% ed il servizio
fognatura il 13%. La componente fiscale incide per circa il 9%. La quota fissa pesa
per il 5%, la quota variabile per il 95%.
tariffario” deciso a livello nazionale. La tariffa viene aggiornata ogni anno. Nel
Piano di ambito è indicato il tasso di aumento o diminuzione della tariffa di ogni
anno.
Si tratta di un metodo molto complesso che proviamo a riassumere.
Stesso sistema per famiglie diverse
Il sistema tariffario italiano è concepito per una famiglia media. Il sistema di
calcolo non considera infatti il numero dei componenti del nucleo familiare. Così
una famiglia composta da una persona paga la stessa quota fissa di una famiglia composta da 6 persone. Al tempo stesso una famiglia di una persona ha a
disposizione lo stesso scaglione di tariffa agevolata (per esempio 80 metri cubi)
di una famiglia di 6 persone. Un meccanismo in parte iniquo che si sta cercando
di correggere.
Di solito vengono emesse più bollette nel corso dell’anno (due, tre o quattro),
per consentire un pagamento frazionato da parte dell’utente. Le bollette sono
emesse periodicamente sulla base della “lettura” del contatore da parte della
società di gestione o direttamente da parte dell’utente (telelettura).
Bollette condominiali
L’utente paga esattamente l’acqua da lui consumata solo se ha un contatore
proprio, cosa possibile nelle abitazioni con uno o pochi appartamenti. Nei condomini di solito esiste un contatore condominiale che registra i consumi di tutti gli
utenti di quello stabile. L’amministratore del condominio (talvolta avvalendosi di
società specializzate) provvede a pagare la società di gestione e a ripartire il
consumo ai singoli utenti sulla base di contatori personali o di frazionamenti sulla
base delle superfici occupate o, in alcuni casi, in base al numero dei componenti
della famiglia.
1.9 Chi decide la tariffa
La competenza di questo servizio è dei Comuni riuniti in Consorzi chiamati
Ambiti Territoriali Ottimali (ATO). Gli ATO decidono le caratteristiche del servizio
da fornire a cittadini, gli investimenti da effettuare, scelgono il gestore incaricato
di svolgere il servizio e decidono la tariffa per gli utenti.
Anche se la “bolletta” ci viene inviata dal gestore del servizio, è l’ATO a
decidere la tariffa, il valore del costo di ogni scaglione e della quota fissa. La
componente fiscale è decisa dallo Stato. Nel decidere la tariffa l’ATO non può
comportarsi liberamente, ma deve rispettare le regole stabilite da un “Metodo
12
1) L’ATO definisce i costi operativi del gestore (personale, energia, reagenti,
etc) sulla base di “costi standard”, ritenuti efficienti. Nel tempo i costi
operativi del gestore devono ridursi grazie a recuperi di efficienza che il
metodo definisce con precisione
2) l’ATO definisce il Piano di investimenti, il relativo costo da coprire con la
tariffa. Il gestore con quelle risorse tariffarie deve realizzare gli investimenti
previsti dall’ATO nel Piano di Ambito
3) la tariffa contiene anche la remunerazione del capitale investito, quota di
tariffa necessaria per coprire i costi finanziari (prestiti bancari) o la remunerazione del capitale proprio (utili di impresa)
4) la tariffa non può aumentare ogni anno più di un certo tetto definito per
legge (circa il 5%), oltre l’inflazione programmata.
Due metodi tariffari
In realtà in Italia coesistono due diversi metodi tariffari. Quello descritto sopra
è il “nuovo” metodo, applicato dai Comuni (riuniti in ATO) che hanno applicato
la nuova normativa idrica del 1994. Alcuni utenti invece ricevono il servizio e la
relativa bolletta in Comuni che non sono ancora passati al nuovo metodo.
In questi casi la tariffa è calcolata in modo diverso. Il calcolo è effettuato direttamente dal gestore sulla base di regole diverse da quelle applicate dalle ATO.
Per questo quando si passa da un metodo all’altro le tariffe aumentano, anche se
in realtà il servizio rimane più o meno lo stesso.
1.10 Domande e risposte
L’acqua è un bene essenziale, perché lo paghiamo?
In realtà non paghiamo l’acqua, che è un bene pubblico. Paghiamo il servizio
di fornitura e allontanamento dell’acqua, fatto di investimenti (reti ed impianti) e di
costi di gestione (energia, personale, reagenti).
Ci viene fornita una quota di acqua gratis per gli usi minimi?
No. La tariffa italiana prevede che ai consumi minimi essenziali si applichi
una “tariffa agevolata”, con un costo al metro cubo molto più basso della tariffa
media.
13
Capitolo I
Pago il servizio anche se non consumo acqua?
In piccola parte. In bolletta è prevista una “quota fissa”. Una volta esisteva il
“consumo minimo impegnato”, meccanismo ora abolito.
La tariffa idrica disincentiva lo spreco di acqua?
Sì. La tariffa idrica a metro cubo aumenta con l’aumentare dei consumi. Usare
acqua per scopi impropri (annaffiare i giardini, lavare l’auto) può essere molto
costoso e in alcuni periodi di siccità proibito dal Comune.
Esiste un contratto per il servizio?
Sì. Quando ci si allaccia alla rete, si sottoscrive un contratto di somministrazione. Occorre fare molta attenzione alle clausole contrattuali che si sottoscrivono.
Il gestore di solito pubblicizza una propria “carta dei servizi”, obbligatoria nel
servizio idrico e che l’utente deve richiedere al gestore.
Servizio idrico integrato
chiarimenti, avendo disponibile la bolletta ed il codice cliente. È anche opportuno contattare l’ATO (o il Comune) di riferimento. In caso di contenzioso è utile
chiedere al gestore le procedure previste per il reclamo. Inoltre, anche quando il
reclamo non dovesse andare a buon fine, è possibile tentare di risolvere la controversia rivolgendosi al Servizio di conciliazione della Camera di commercio;
è stata infatti avviata una collaborazione tra Camera di commercio, Confservizi
e Agenzia dei Servizi Pubblici del Comune di Torino, per l’utilizzo dei Servizi di
conciliazione delle Camere di commercio in caso di controversie con le aziende
che erogano servizi pubblici.
Esistono agevolazioni per le famiglie a basso reddito?
Non esiste un sistema nazionale di agevolazione per le famiglie a basso
reddito. Alcuni Ambiti Territoriali ottimali hanno iniziato a sperimentare delle agevolazioni per gli utenti deboli. È bene verificare presso il proprio ATO.
Il gestore del servizio decide le tariffe?
No. Le tariffe sono decise dall’Autorità di Ambito, un consorzio di Comuni. Il
gestore le applica e invia le bollette.
Perché le tariffe aumentano ?
La tariffa deve coprire integralmente i costi del servizio. I costi aumentano in
parte per effetto dell’inflazione, in parte per gli ingenti investimenti che devono essere realizzati per garantire la qualità del servizio e rispettare le leggi ambientali.
Ogni quanto viene aggiornata la tariffa?
Ogni anno.
Perché le tariffe sono diverse da città a città?
Le tariffe sono definite a scala di Ambito Territoriale Ottimale. I diversi ambiti
possono presentare costi diversi di gestione del servizio, per motivi geografici, per
la necessità di diversi tipi di trattamento e per la differente necessità di investimenti.
Come faccio a capire se la bolletta è corretta?
La bolletta contiene in modo chiaro tutti i calcoli che servono per comporre il
totale. È necessario prima di tutto controllare se il consumo di acqua indicato corrisponde al vero, controllando il contatore. In caso di valori sbagliati o di quantità
eccessive di acqua consumata, è bene contattare subito il gestore per chiarimenti.
Che fare se c’è qualcosa che non va nella bolletta?
Prima di tutto contattare il gestore (numero verde o sportello) per chiedere
14
15
Capitolo II
Gestione dei rifiuti urbani
2.1 Tutti paghiamo la tassa o la tariffa rifiuti
Tutti noi riceviamo periodicamente la bolletta dei rifiuti urbani.
Alcuni di noi ricevono una cartella fiscale nei Comuni che hanno mantenuto la
TARSU (Tassa per la Raccolta e lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani).
Alcuni di noi ricevono una fattura commerciale nei Comuni che sono passati
dalla “tassa” alla “tariffa” e pagano la TIA (Tariffa Igiene Urbana).
Al di là del tipo di bolletta che riceviamo, tutti siamo obbligati a pagare per
questo servizio. Tassa o tariffa rifiuti, infatti, devono essere pagati da “chiunque
possegga o detenga a qualsiasi titolo locali esistenti nel territorio comunale”.
2.2 Cosa paghiamo: il servizio di gestione dei rifiuti urbani
Paghiamo la “bolletta” perché riceviamo un servizio. Ma in cosa consiste
esattamente questo servizio ?
In Italia con la tassa o la tariffa paghiamo il “Servizio di gestione integrata
dei rifiuti urbani”, ovvero l’insieme di tutte le attività che consentono di recuperare
e smaltire correttamente i rifiuti urbani che produciamo ogni giorno nelle nostre
abitazioni.
Più in dettaglio il servizio consiste in:
1) servizio di spazzamento e lavaggio delle strade, attività che comprende
le attività di spazzamento meccanico e manuale e di lavaggio periodico
delle strade
2) raccolta dei rifiuti in forma indifferenziata, attività che prevede la rimozione dei rifiuti indifferenziati in diverse modalità (cassonetti, bidoni, porta a
porta) e la rimozione dei rifiuti abbandonati in aree pubbliche
3) raccolta dei rifiuti in forma differenziata, attività che prevede la rimozione
dei rifiuti differenziati (carta, vetro, plastica, lattine, ecc.) in diverse modalità (cassonetti, bidoni, porta a porta)
4) servizio di trattamento dei rifiuti raccolti in forma differenziata ed indifferenziata, attività che consiste nella gestione di impianti di trattamento
e recupero come impianti di selezione, compostaggio e valorizzazione
delle frazioni raccolte in forma differenziata ed indifferenziata
17
Capitolo II
5) servizio di smaltimento, attività che comprende la gestione di impianti di
smaltimento finale come gli impianti di termovalorizzazione e le discariche, inclusa la loro gestione post operativa (dopo la chiusura).
Il peso dei diversi servizi sulla bolletta varia da località a località. In linea
di massima il servizio di spazzamento incide per il 10-15% del totale, i costi di
raccolta per circa il 30-40 %, i costi di smaltimento per il 40-50%, le tasse per il
12-13%.
In molti casi un solo operatore effettua tutti i servizi. In altri casi l’operatore
addetto alla raccolta conferisce i propri rifiuti in impianti gestiti da altri operatori.
2.3 Un servizio che ci coinvolge direttamente
Il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani coinvolge tutti noi direttamente,
ogni giorno.
Un corretto funzionamento del servizio si basa su comportamenti condivisi da
parte degli utenti: non gettare rifiuti a terra, conferire i diversi materiali seconde le
regole previste per la raccolta differenziata, organizzare la divisione dei materiali
in casa, conferire alcuni rifiuti presso gli appositi centri di raccolta, ridurre la produzione di rifiuti con acquisti intelligenti.
Il servizio di gestione dei rifiuti urbani è sempre più complesso, fatto di diversi
sistemi di raccolta e da un sistema di impianti complessi e costosi.
Il servizio è disciplinato da leggi ambientali molto severe e sempre più sofisticate e da norme tecniche molto rigorose.
In Italia sono in vigore norme che prevedono il raggiungimento di obiettivi
minimi molto ambiziosi di raccolta differenziata, il servizio deve quindi essere
organizzato in modo da consentirne il raggiungimento.
Anche per gli impianti (discariche, termovalorizzatori) le norme europee ed
italiane sono molto stringenti e prevedono standard costruttivi e gestionali molto
complessi.
Quando si paga la bolletta paghiamo quindi un servizio complesso e costoso.
www.osservatorionazionalerifiuti.it
È il sito dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti, struttura del Ministero dell’Ambiente dedicata a questo settore. Sul sito è possibile trovare molte informazioni
sulla gestione dei rifiuti urbani, sui costi e le tariffe, sulle attività degli Ambiti Territoriali Ottimali.
A livello locale informazioni utili sono disponibili sui siti web dell’Autorità di
Ambito, del proprio Comune e del gestore.
18
Gestione dei rifiuti urbani
2.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali e tasse
Con la bolletta (tassa o tariffa) siamo chiamati a pagare integralmente il costo
che viene sostenuto per la gestione del servizio di gestione dei rifiuti urbani prima
descritto. I rifiuti sono infatti considerati un fattore di inquinamento e la normativa
europea prevede il principio “chi inquina paga”.
In realtà per i Comuni che applicano la tassa non è previsto l’obbligo di
copertura integrale dei costi sostenuti dal Comune stesso per la gestione dei rifiuti
urbani: molte opere venivano finanziate con contributi pubblici, i Comuni coprivano una parte dei costi con la fiscalità generale.
L’obbligo di copertura integrale dei costi invece è esplicita per i Comuni che
passano a tariffa.
Anche per questo il passaggio da tassa a tariffa può cambiare la spesa che
ogni famiglia sostiene per questo servizio.
2.5 Non possiamo scegliere, siamo vincolati
Il servizio di gestione dei rifiuti urbani per le famiglie è un “monopolio locale
legale”. Non sembra conveniente infatti liberalizzare questo settore, ovvero consentire ad ogni famiglia di scegliere liberamente il fornitore del servizio.
Il Metodo tariffario è stato concepito quindi per tutelare il consumatore in un
servizio in cui non esiste concorrenza. Siamo tutti obbligati (clienti vincolati) a
ricevere il servizio di gestione dei rifiuti urbani dal gestore monopolista che opera
nell’area geografica in cui abitiamo. Il metodo tariffario da un lato e il fatto che le
tariffe siano decise dai Comuni riuniti in ATO, tutelano i consumatori dal potenziale abuso di un gestore monopolista che non è sottoposto a concorrenza.
2.6 Come si calcola la bolletta
Per capire come viene calcolata la bolletta dobbiamo prima di tutto capire se
siamo sottoposti, nel nostro Comune, alla tassa o alla tariffa.
Vediamo i due sistemi separatamente.
2.7 Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU)
In questo caso riceviamo da Comune una “cartella” per il pagamento di una
vera e propria tassa.
19
Capitolo II
Il sistema di calcolo della tassa è abbastanza semplice. Il Comune stabilisce
una “tariffa al metro quadro” per gli utenti domestici, che viene applicata alla
superficie dell’abitazione in cui viviamo. A questa “tariffa” viene aggiunta un’addizionale (chiamata ex ECA pari al 10% della tariffa).
Trattandosi di una tassa, la bolletta non include il calcolo dell’Iva. Esiste però
una tassa specifica (tributo ambientale provinciale) che viene aggiunta alla bolletta nella misura che ogni Provincia decide, compresa fra l’1 ed il 5 % del valore
della TARSU.
Il Regolamento Comunale
In questo servizio non è mai esistito un vero e proprio contatore che pesa i
rifiuti che produciamo, per questo si è sempre ricorso ad una stima parametrica
sulla produzione di rifiuti di una famiglia: si presume che la produzione di rifiuti in
una abitazione sia proporzionale alla sua superficie.
Il Comune nel determinare la tariffa al metro quadro dovrebbe tenere conto
della quantità di rifiuti che una famiglia media produce. Il sistema di calcolo è
definito nel Regolamento Comunale che riguarda la Tassa.
Tale Regolamento è consultabile presso ciascun Comune.
ESEMPIO:
Tariffa metro quadro: 2,00 euro
Addizionale ex ECA = 10% = 0,02 euro
Totale = 2,20 euro metro quadro.
Nel caso di una abitazione di 80 metri quadri la spesa di una famiglia
sarà pari a 176,00 euro l’anno.
Se la Provincia ha deciso una tassa ambientale del 5%, deve essere aggiunta la cifra di circa 9,00 euro, per un totale di 185,00 euro l’anno.
La tassa sui rifiuti non è sensibile direttamente al numero dei componenti nel
nucleo familiare, ma solo alla superficie. Per questo i Comuni di solito introducono
nel regolamento delle agevolazioni per gli utenti composti da una sola persona.
2.8 Tariffa di igiene urbana (TIA)
In questo caso riceviamo dal gestore del servizio (non più dal Comune) una
vera e propria fattura. Il sistema di calcolo è più complesso rispetto a quello descritto per la TARSU:
20
Gestione dei rifiuti urbani
1) esiste infatti una quota fissa con cui vengono pagati i “costi fissi” del servizio (investimenti, personale). La quota fissa varia in ragione del numero di
componenti della famiglia secondo una logica decrescente non lineare:
più grande è una famiglia, più basso è il valore del costo a persona
2) esiste poi una quota variabile della tariffa che dovrebbe essere applicata
alla quantità di rifiuti generati dall’utente. Poiché però non esiste un vero e
proprio contatore, in molti Comuni in Italia per il calcolo della quota variabile si ricorre ad un valore parametrico di produzione di rifiuti per persona.
Anche in questo caso la quota variabile varia in ragione del numero delle
persone che compongono la famiglia, secondo una logica decrescente,
tesa ad “agevolare” le famiglie numerose.
Facciamo un esempio.
Esempio: tariffa 2007 Biella
N. Componenti
Parte fissa euro/mq
Parte variabile euro/anno
1
0,77878
51,37769
2
0,91506
102,75537
3
1,02214
128,44422
4
1,10976
166,97748
5
1,19737
205,51075
6
1,26551
237,62180
2.9 Aspetti fiscali
Sul totale della bolletta viene applicata l’Iva, con un’aliquota agevolata
al 10%.
Anche sulla tariffa viene applicato il tributo ambientale provinciale, deciso
dalla provincia in un valore compreso fra l’1 e il 5% della tariffa.
Esiste un’altra componente fiscale “nascosta” dentro la bolletta: il conferimento
di rifiuti in discarica in Italia è infatti sottoposto al pagamento di un tributo speciale, una tassa ambientale. Tale valore è ricompreso fra i costi di smaltimento.
21
Capitolo II
Gestione dei rifiuti urbani
2.10 Quanto paghiamo
Sulla base di questo schema è possibile calcolare la spesa di una famiglia.
Una famiglia di quattro persone, che abita in un appartamento di 100 metri
quadri, applicando lo schema sopra riportato spenderebbe all’anno circa 310
Euro, così ripartito.
Componenti della tariffa
euro/anno
Quota fissa
102,21
Quota variabile
166,98
Totale
269,19
Iva 10%
26,92
Contributo provinciale 5%
13,46
TOTALE
309,57
Come si vede la quota fissa pesa per il 33%, la quota variabile per il 54 %.
La componente fiscale incide per circa il 13%.
Di solito vengono emesse più bollette nel corso dell’anno (due, tre o quattro),
per consentire un pagamento frazionato da parte dell’utente.
Sistemi di pesatura
In alcuni Comuni si stanno sperimentando sistemi di pesatura puntale dei rifiuti
prodotti dai singoli utenti o dalle singole abitazioni. Esistono numerose modalità di
pesatura dei rifiuti o di sistemi di calcolo basati sulla tariffazione volumetrica: cassonetti intelligenti per i quali si prevede la pesatura dei rifiuti ad ogni svuotamento,
pagamento volumetrico legato alla dimensione di bidoni personali, pagamento
volumetrico applicato a sacchetti). In questo caso la “quota variabile della tariffa”
è applicata alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti da quell’utente.
2.11 Chi decide la tariffa
La competenza di questo servizio è dei Comuni singoli o dei Comuni riuniti in
Consorzi chiamati Ambiti Territoriali Ottimali (ATO). I Comuni o gli ATO decidono
le caratteristiche del servizio da fornire a cittadini, gli investimenti da effettuare,
scelgono il gestore incaricato di svolgere il servizio e decidono la tariffa per gli
utenti.
22
Anche se la “bolletta” arriva dal gestore, è il Comune o ATO a decidere la
tariffa applicata, il valore del costo di ogni scaglione della quota fissa e variabile.
La componente fiscale è invece decisa dallo Stato. Nel decidere la “tariffa”, il
Comune o l’ATO non può comportarsi liberamente, ma deve rispettare le regole
stabilite da un Metodo tariffario deciso a livello nazionale.
La TARSU e la tariffa sono aggiornate ogni anno. Nel caso della TARSU il
Comune è libero di mantenerla al livello dell’anno prima, di diminuirla o di aumentarla, senza dover rispettare alcuna regola precisa.
Nel caso della Tariffa il Piano finanziario (annuale) decide i cambiamenti di
tariffa ogni anno. Di norma la tariffa è adeguata all’inflazione programmata.
Si tratta di un metodo molto complesso che proviamo a riassumere.
1) Il Comune o l’ATO definisce i costi operativi del gestore (personale, energia, acquisto di servizi, ecc.). Nel tempo i costi operativi del gestore
devono ridursi grazie a recuperi di efficienza
2) il Comune o l’ATO definisce il Piano di investimenti, il relativo costo da
coprire con la tariffa. Il gestore con quelle risorse tariffarie deve realizzare
gli investimenti previsti dall’ATO nel Piano di Ambito
3) La tariffa contiene anche la remunerazione del capitale investito, quota di
tariffa necessaria per coprire i costi finanziari (prestiti bancari) o la remunerazione del capitale proprio (utili di impresa)
4) la tariffa viene adeguata alla inflazione programmata annualmente.
2.12 Domande e risposte
Pago in proporzione ai rifiuti che produco?
Non esattamente. Nel servizio di gestione dei rifiuti urbani non è possibile
utilizzare un contatore (come nell’acqua o nel gas) ed i sistemi di misura della produzione di rifiuti di ciascun utente sono ancora in fase sperimentale. Si paga sulla
base di un parametro legato ai soli metri quadri dell’abitazione che occupiamo e
(nella tariffa) al numero dei componenti del nucleo familiare.
Pago il servizio anche se non produco rifiuti?
Sì. Nel caso non si abiti per un periodo nella propria abitazione, si possono
chiedere riduzioni al Comune.
23
Capitolo II
Gestione dei rifiuti urbani
La tariffa disincentiva lo spreco di materiali?
Che fare se c’è qualcosa che non va nella bolletta?
Purtroppo no. Non pagando sulla base dei rifiuti davvero prodotti il sistema
tariffario non incentiva gli utenti che producono meno rifiuti.
Prima di tutto contattare il gestore (numero verde o sportello) per chiedere
chiarimenti, avendo disponibile la bolletta ed il codice cliente. È anche opportuno contattare l’ATO (o il Comune) di riferimento. In caso di contenzioso è utile
chiedere al gestore le procedure previste per il reclamo. Inoltre, anche quando il
reclamo non dovesse andare a buon fine, è possibile tentare di risolvere la controversia rivolgendosi al Servizio di conciliazione della Camera di commercio;
è stata infatti avviata una collaborazione tra Camera di commercio, Confservizi
e Agenzia dei Servizi Pubblici del Comune di Torino, per l’utilizzo dei Servizi di
conciliazione delle Camere di commercio in caso di controversie con le aziende
che erogano servizi pubblici.
Pago la bolletta anche se faccio la raccolta differenziata?
Sì. In alcuni casi si ottengono delle riduzioni di tariffa consegnando materiali
riciclabili presso centri di raccolta o isole ecologiche.
Esiste un contratto per il servizio?
No. Il servizio è obbligatorio. L’utente deve poter conoscere la “carta dei
servizi”, redatta dal gestore e obbligatoria in questa attività, in cui sono indicate
le modalità di svolgimento del servizio e (se si è passati a tariffa) le modalità di
calcolo della tariffa.
Il gestore del servizio decide le tariffe?
No. Le tariffe sono decise dall’Autorità di Ambito, un consorzio di Comuni o
dai singoli Comuni.
Esistono agevolazioni per le famiglie a basso reddito?
Non esiste un sistema nazionale di agevolazione delle famiglie a basso reddito. Alcuni Comuni e ATO hanno adottato nei regolamenti misure per il sostegno
agli utenti deboli. È bene verificare presso il proprio Comune o ATO.
Perché le tariffe aumentano?
La tariffa deve coprire integralmente i costi del servizio. I costi aumentano in
parte per effetto dell’inflazione, in parte per gli ingenti investimenti che devono
essere realizzati per garantire la qualità del servizio e gli importanti obiettivi di
politica ambientale.
Ogni quanto viene aggiornata la tariffa?
Ogni anno.
Perché le tariffe sono diverse da città a città?
Le tariffe sono definite a scala di Ambito Territoriale Ottimale o di Comune.
I diversi ambiti possono presentare costi diversi di gestione del servizio, sia per
motivi geografici, sia per la differente necessità di investimenti e per le diverse
modalità di smaltimento o di raccolta differenziata.
Come faccio a capire se la bolletta è corretta?
La bolletta nel caso di applicazione della tariffa contiene in modo chiaro tutti
i calcoli che servono per comporre il totale. È necessario controllare se i metri
quadri indicati ed il numero delle persone che compongono la famiglia siano
corretti. In caso di TARSU, la “cartella” non è di facile lettura, basterà comunque
controllare i metri quadri calcolati.
24
25
Capitolo III
Fornitura di gas naturale
3.1 Non tutti paghiamo la bolletta del gas
Quasi tutti riceviamo la bolletta del gas.
La maggior parte della popolazione, specie nelle città, è allacciata alla rete
gas. Ma è possibile avere gas in casa in altro modo, tramite le bombole o il deposito esterno di GPL, o fare a meno del gas, scaldando l’abitazione con gasolio
(o legname) e cucinando con apparecchi elettrici.
In questo capitolo verrà descritta soltanto la bolletta che ricevono gli utenti
domestici (le famiglie) allacciati alla rete gas.
3.2 Cosa paghiamo: vendita e distribuzione
Paghiamo la bolletta perché riceviamo un servizio. Ma in cosa consiste esattamente questo servizio?
In Italia con la bolletta paghiamo la fornitura a domicilio di gas naturale, combustibile gassoso che utilizziamo sia per cucinare (uso cucina) che per riscaldare
acqua e ambiente (uso termico).
In realtà con la bolletta paghiamo una catena di molte attività distinte, gestite
da operatori diversi:
1) la vendita del gas, attività fornita da un venditore autorizzato di questo
combustibile in una determinata area, il quale se lo procura sul mercato internazionale all’ingrosso, da soggetti che estraggono gas dai giacimenti,
lo trasportano, lo stoccano e lo distribuiscono fino alla rete di distribuzione
locale; è con questo soggetto che stipuliamo il contratto di fornitura
2) la distribuzione del gas, attività di servizio pubblico fornita da un soggetto
che ha il compito esclusivo di fare la manutenzione ed eventualmente di
provvedere ad estendere la rete locale di distribuzione. La rete di distribuzione di gas è una sola e la sua gestione è affidata dal Comune ad un
solo operatore. È questo operatore che procede all’allacciamento dell’abitazione alla rete comunale
3) il servizio di trasporto nazionale e stoccaggio, si tratta delle grandi infrastrutture di trasporto nazionale, collegate con quelle internazionali e dei depositi di stoccaggio esistenti in alcune parti del paese. Il sistema di trasporto è affidato in Italia ad una unica società, denominata SNAM Rete Gas.
27
Capitolo III
Fornitura di gas naturale
3.3 Un servizio che viene da lontano
Il servizio di fornitura del gas è abbastanza semplice, ma arriva da molto lontano. Attraverso dei tubi il gas arriva dal luogo in cui viene estratto dal sottosuolo
a casa nostra. La complessità del servizio è legata da un lato alla realizzazione
di una rete che deve rispettare dei criteri di sicurezza (il gas è infatti esplosivo),
dall’altro alla garanzia di fornire con continuità il gas, attraverso contratti di acquisto di questo prodotto sul mercato nazionale ma soprattutto internazionale.
L’Italia, infatti, possiede risorse limitate di gas naturale che coprono poco più del
10% del fabbisogno nazionale; il gas che consumiamo proviene prevalentemente
dall’estero: Algeria, Libia, Olanda, Russia o da altri paesi (via nave).
3.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali e molte tasse
Con la bolletta siamo chiamati a pagare tutte le fasi industriali del servizio,
dall’acquisto della materia prima, alla consegna a domicilio. Una parte importante della bolletta però è fatta di tasse nazionali e locali (41,5% del totale del
costo). Pesano poi il costo della materia prima (circa il 32% del totale), il costo
della rete di distribuzione locale per circa l’11%, i costi della struttura di vendita
sono del 9%, mentre i costi delle fasi di stoccaggio e di distribuzione nazionale
si attestano a circa il 6,5%.
Legenda
Tasse
Costo del gas
Costo della rete locale
Costi commerciali
della vendita
Stoccaggio e rete
di trasporto nazionale
28
41,5%
32,0%
11,0%
9,0%
6,5%
www.autorita.energia.it
È il sito della Autorità nazionale per l’energia elettrica e il gas, organismo
indipendente di regolazione nazionale dei mercati energetici.
Sul sito è possibile trovare, in particolare nella sessione “consumatori” tutte le
informazioni sulle tariffe elettriche e del gas, sugli aspetti legati alla liberalizzazione di questi mercati, sui contratti.
Informazioni a livello locale devono essere richieste al Comune, al proprio
operatore della vendita e all’operatore della distribuzione locale.
3.5 Possiamo scegliere chi ci fornisce il servizio
Dal gennaio 2003 anche i consumatori domestici di gas possono scegliere
sul libero mercato da chi farsi consegnare il gas a casa. Il mercato della vendita è
stato infatti liberalizzato e non siamo obbligati ad avere un contratto con l’operatore di sempre, il monopolista locale che operava già prima della liberalizzazione.
Scegliere il mercato libero non è però obbligatorio, è una possibilità per le
famiglie. Se non facciamo niente rimaniamo serviti dall’operatore “storico”, beneficiando di un sistema tariffario interamente regolato dall’Autorità Nazionale per
l’Energia Elettrica e il Gas.
Se optiamo per il mercato libero dobbiamo confrontare offerte fatte sia del
nostro operatore storico, sia da operatori diversi. La legge prevede che se l’utente
non sceglie il mercato libero, l’operatore storico è tenuto a continuare a fornire il
servizio gas alle condizioni tariffarie interamente definite dalla Autorità nazionale.
Se invece l’utente sceglie il mercato libero, paga una tariffa proposta dall’operatore (non regolato quindi dall’Autorità), limitatamente alla parte variabile della
tariffa stessa.
Gli utenti possono sempre cambiare operatore sul libero mercato, così come
possono sempre tornare a beneficiare delle condizioni del mercato vincolato,
dopo che hanno scelto le opzioni del libero mercato.
3.6 Come si calcola la bolletta
Il calcolo della bolletta del gas è disciplinato dai provvedimenti dell’Autorità
Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas. Il meccanismo è molto complicato e
poco comprensibile per gli utenti. La bolletta inoltre si presenta parzialmente diversa se siamo rimasti sul mercato vincolato o siamo passati al “libero mercato”.
Per prima cosa va detto che paghiamo il servizio gas in ragione della quantità
di materia prima che consumiamo: per questo esiste un contatore che “misura” la
29
Capitolo III
Fornitura di gas naturale
quantità di gas che acquistiamo. In realtà paghiamo il potere calorifico di quel
gas, ovvero la capacità del gas di produrre calore ed energia. Un particolare
calcolo tariffario corregge i metri cubi di gas acquistati da un certo fornitore in
potere calorifico standard.
Il sistema di calcolo della bolletta è però più complicato:
1) esiste infatti una parte della bolletta fatta di quote fisse, ovvero di importi
che paghiamo anche se non consumiamo gas. Vi è poi una quota fissa
per il servizio di distribuzione (30,00 euro all’anno per utente) ed una per
il servizio vendita (3,60 euro all’anno ad utente). La quota fissa serve a
coprire in parte i costi di investimento, costi che esistono anche se paradossalmente nessuno consumasse più gas
2) la quota variabile della tariffa viene calcolata sul gas effettivamente consumato e misurato dal contatore. Anche in questo caso esistono gli “scaglioni di consumo”. Al primo scaglione si applica una tariffa agevolata (più
bassa della media), il secondo scaglione è il più costoso di tutti, mentre gli
scaglioni successivi sono calcolati a prezzi a metro cubo decrescenti.
L’Iva segue un meccanismo differenziato: sulle quote fisse e l’imposta di consumo (e addizionale regionale), viene applicata un’aliquota del 10%. Sulla quota
variabile della tariffa viene applicata un’aliquota del 10 % fino a 480 metri
cubi di gas consumato ed un’aliquota del 20% sopra tale valore di consumo.
L’Iva viene calcolata anche sul valore dell’imposta di consumo e sull’addizionale
regionale.
Esempio: tariffa 2007 Torino
Scaglioni di consumo (mc)
Quota variabile
euro/mc
0
100
0,3593651
100
500
0,4900978
500
4.995
0,4313364
4.995
74.932
0,4112937
74.932
199.820
0,3871515
199.820
999.098
0,3712085
999.098
24.977.458
0,3616426
3.7 Aspetti fiscali
Sul totale della bolletta pesa in modo rilevante il fisco. Come è stato anticipato, circa il 41-42 % del costo che paghiamo non va infatti a remunerare i costi
del servizio ma viene incassato dallo Stato e dalla Regione. Infatti sul totale delle
voci di costo tariffarie si applica prima di tutto l’imposta nazionale di consumo,
una tassa specifica che si applica al gas naturale, riscossa dallo Stato. All’imposta
nazionale si deve aggiungere l’addizionale regionale, riscossa dalle Regioni.
30
3.8 Quanto paghiamo
Sulla base di questo schema è possibile calcolare la spesa di una famiglia.
Considerato che il consumo medio di una persona in Italia è pari ad oltre 500
metri cubi a persona all’anno, una famiglia di tre persone consuma 1.600 metri
cubi all’anno. Applicando lo schema sopra riportato, quella famiglia spenderebbe all’anno circa 1.170,00 euro.
Componenti tariffarie
euro/anno
Quota fissa
Vendita
Distribuzione
Totale quota fissa
3,60
30,00
33.60
Quota variabile
Primo scaglione
Secondo scaglione
Terzo scaglione
35,94
196,04
474,47
Totale quota variabile
Totale tariffa
706,45
740,05
Imposta sui consumi
Primo scaglione
Secondo scaglione
Totale imposta consumi
Addizionale regionale
Primo scaglione
Secondo scaglione
Totale addizionale regionale
Totale tariffa
Iva
Totale
11,58
233,82
245,40
5,79
34,83
40,62
1.026,06
150,05
1.176,11
31
Capitolo III
Fornitura di gas naturale
Di solito vengono emesse più bollette nel corso dell’anno (due, tre o quattro), per consentire un pagamento frazionato da parte dell’utente. Le bollette
sono emesse periodicamente sulla base della lettura del contatore da parte della
società di gestione o direttamente da parte dell’utente (telelettura). Di solito alcune letture vengono effettuate in via presuntiva, sulla base dei consumi storici di
quell’utente.
operatori autorizzati alla vendita nel proprio Comune basta consultare il sito web
dell’Autorità nazionale.
Quando chiediamo un allacciamento ci possiamo rivolgere sia al venditore
scelto da noi liberamente sul mercato, sia al distributore locale.
3.9 Chi decide la tariffa
In Italia la tariffa del gas è regolata dall’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas, sulla base di un metodo definito a livello nazionale.
In realtà l’Autorità stabilisce le tariffe sia di vendita che di distribuzione per
gli utenti che hanno scelto il mercato vincolato (che non hanno cambiato fornitore
e scelto il mercato libero), mentre stabilisce solo la tariffa di distribuzione per gli
utenti che operano sul mercato libero. La tariffa viene aggiornata ogni trimestre
per la componente variabile “costo del gas”, in modo da tenere conto costantemente delle fluttuazioni del prezzo della materia prima, prezzo di solito legato
all’andamento di quello del petrolio.
Nel mercato libero, le modalità di aggiornamento devono essere specificate
nel contratto.
Le altre componenti della tariffa variabile vengono aggiornate dall’Autorità, alcune con cadenza trimestrale, altre annuale. Al contrario, non esistono scadenze
definite per l’aggiornamento delle quote fisse.
In linea generale l’Autorità di Ambito procede a regolare le tariffe di sua competenza secondo i seguenti criteri:
1) la tariffa tiene conto periodicamente delle variazioni del costo della materia prima. È per questo motivo che gli utenti hanno visto scendere o risalire
la bolletta negli ultimi anni
2) la tariffa tiene conto degli investimenti effettuati e da effettuare sulla rete,
del loro costo e della remunerazione del capitale investito da parte
dell’operatore della distribuzione
3) la tariffa tiene conto dell’altitudine del Comune e del potere calorifico del
gas venduto in ogni specifico territorio
4) la tariffa viene adeguata all’inflazione programmata.
Due operatori distinti
In ogni Comune esiste un solo soggetto abilitato alla distribuzione (monopolista per alcuni anni) e molti soggetti autorizzati alla vendita. Per conoscere gli
32
N. verde 800.166.654 Servizio di informazione sulla liberalizzazione dei
mercati dell’elettricità e del gas promosso dall’Autorità per l’energia elettrica e
il gas e attivato dall’Acquirente Unico fax verde 800.185.024 e-mail [email protected]
3.10 Domande e risposte
La vendita di gas è libera da alcuni anni, devo per forza cambiare il mio
contratto?
No. La possibilità di scegliere sul libero mercato è un’opportunità per le famiglie, non un obbligo. Se non si fa alcuna scelta sul libero mercato, vale il contratto
preesistente alla liberalizzazione.
Se scelgo il libero mercato devo per forza cambiare operatore?
No. Offerte di servizi e tariffe sul libero mercato possono essere ricevute sia
dall’operatore preesistente, sia da nuovi operatori.
Se non scelgo il libero mercato, pago di più?
Chi non sceglie il libero mercato beneficia di una tariffa interamente regolata
dalla Autorità Nazionale dell’energia elettrica e del gas. Per capire se conviene o
meno occorre confrontare questa tariffa con quelle sul libero mercato.
Un volta scelto il libero mercato, posso tornare a pagare la tariffa
regolata non di libero mercato?
Sì. È sempre possibile chiedere al proprio operatore della vendita di applicare
la tariffa interamente regolata dall’Autorità.
Pago il servizio anche se non consumo gas?
In piccola parte. In bolletta sono previste due “quote fisse”, una per il servizio
vendita e una per il servizio distribuzione. Non pesano molto sul totale della bolletta (circa il 3% per una famiglia media).
La tariffa gas disincentiva i consumi impropri?
No. Più gas consumiamo, meno paghiamo al metro cubo. È comunque utile
33
Capitolo III
Fornitura di gas naturale
fare molta attenzione ai consumi di gas, specie quelli legati al riscaldamento,
perchè la tariffa è comunque molto costosa ed il consumo di gas produce ricadute
sull’“effetto serra”.
reclamo non dovesse andare a buon fine, è possibile tentare di risolvere la controversia rivolgendosi al Servizio di conciliazione della Camera di commercio;
è stata infatti avviata una collaborazione tra Camera di commercio, Confservizi
e Agenzia dei Servizi Pubblici del Comune di Torino, per l’utilizzo dei Servizi di
conciliazione delle Camere di commercio in caso di controversie con le aziende
che erogano servizi pubblici.
Esiste un contratto per il servizio ?
Sì. Quando ci si allaccia alla rete si sottoscrive un contratto di vendita del gas.
Quando si sceglie il mercato libero si sottoscrive un diverso contratto. Occorre
fare molta attenzione alle clausole contrattuali che si sottoscrivono. L’Autorità nazionale ha definito le modalità di redazione della “carta dei servizi”, che l’utente
deve poter conoscere contattando il proprio operatore della vendita.
È il gestore del servizio decide le tariffe?
Solo se si è scelto il mercato libero. Nel caso si sia rimasti legati al mercato
vincolato (mantenendo il contratto preesistente alla liberalizzazione), la tariffa è
interamente regolata dall’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il gas.
Esistono agevolazioni per le famiglie a basso reddito?
Attualmente non sono previste condizioni di fornitura del gas agevolate per i
clienti in difficoltà. L’Autorità ha però stabilito che ciascun Comune ha la possibilità di introdurre una quota tariffaria aggiuntiva con finalità sociali, non superiore
all’1% della quota variabile della tariffa di distribuzione. I fondi ricavati da questa
quota devono essere utilizzati dai servizi sociali dei Comuni stessi per finanziare
le spese per la fornitura di gas di clienti disagiati, anziani o disabili. Spetta quindi
a ciascun Comune decidere se applicare o meno questa quota aggiuntiva.
Perché le tariffe si modificano così spesso ?
Principalmente perché la tariffa gas segue il valore del prezzo del petrolio sui
mercati internazionali.
Ogni quanto viene aggiornata la tariffa?
Nel mercato vincolato, ogni tre mesi per l’aggiornamento delle componenti
tariffarie da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Nel mercato libero
secondo le modalità stabilite nel contratto.
Perché le tariffe sono diverse da città a città?
Le tariffe in genere risentono di alcuni fattori locali: altitudine, livello degli
investimenti, potere calorifico del gas.
Come faccio a capire se la bolletta è corretta?
La bolletta contiene in modo chiaro tutti i calcoli che servono per comporre il
totale. È necessario prima di tutto controllare se il consumo di gas indicato corrisponde al vero, controllando il contatore. In caso di valori sbagliati o di quantità
eccessive, è bene contattare subito la società di vendita per chiarimenti.
Che fare se c’è qualcosa che non va nella bolletta?
Prima di tutto contattare il gestore (numero verde o sportello) per chiedere
chiarimenti, avendo disponibile la bolletta ed il codice cliente. È anche opportuno contattare l’ATO (o il Comune) di riferimento. In caso di contenzioso è utile
chiedere al gestore le procedure previste per il reclamo. Inoltre, anche quando il
34
35
Capitolo IV
Fornitura
di energia elettrica
4.1 Tutti paghiamo la bolletta dell’energia elettrica
Più o meno tutti riceviamo la bolletta dell’energia elettrica. La quasi totalità
della popolazione è infatti allacciata alla rete elettrica, perché è praticamente
impossibile vivere senza questo servizio.
4.2 Cosa paghiamo: vendita e distribuzione
Paghiamo la bolletta perché riceviamo un servizio. Ma in cosa consiste esattamente questo servizio ?
In Italia con la bolletta paghiamo la fornitura a domicilio di energia elettrica,
energia molto comoda che utilizziamo per servizi diversi: ad esempio, il frigorifero, il forno elettrico, la lavatrice, il giradischi, l’illuminazione, il computer, ecc..
In realtà con la bolletta paghiamo una catena di attività molto diverse fra loro
e gestite da operatori distinti:
1) la produzione di energia elettrica, attività svolta da molteplici fonti di produzione (centrali termoelettriche, geotermiche, idroelettriche, o alimentate
ad altre fonti rinnovabili, importazione di energia dall’estero); esistono
molte società che producono energia, mercato che ormai è libero
2) il trasporto di energia elettrica in altissima, alta e media tensione, sono le
grandi infrastrutture di trasporto nazionali, tralicci e cavi; la proprietà e la
gestione di queste infrastrutture è affidata ad una unica società, chiamata
Terna
3) la distribuzione locale: si tratta della rete cittadina dell’energia, quella a
cui ci allacciamo. Questo servizio è fornito da un’unica società in ogni
area, ma in Italia esistono società diverse nelle varie città
4) la vendita di energia elettrica, attività commerciale di operatori che garantiscono la consegna dell’energia presso le abitazioni. È un mercato
libero da alcuni anni.
In realtà paghiamo anche altre cose oltre ai costi puri industriali: alle tasse si
aggiungono gli “oneri di sistema” diversi, come ad esempio il costo della dismissione delle centrali nucleari, il costo degli incentivi alle fonti rinnovabili, ecc.
37
Capitolo IV
4.3 Un servizio complesso e strategico
Il servizio di fornitura di energia elettrica è complicato.
Perché l’energia elettrica arrivi nelle abitazioni per essere venduta ai clienti
domestici, deve essere prodotta in appositi impianti e trasportata sulle reti di
trasmissione nazionali e di distribuzione locali fino al contatore. Le attività di
trasmissione e distribuzione restano gestite in esclusiva dagli stessi operatori che
l’hanno fatto fino ad oggi, perché non sarebbe conveniente realizzare nuove reti
in concorrenza con quelle esistenti.
L’energia elettrica non si può stoccare, così la produzione (offerta) deve rispondere tempestivamente ai nostri consumi (domanda). Così nei momenti di picco di
domanda, le centrali vanno accese (o va aumentata l’importazione), altrimenti si
rischia il black out. Nei momenti di calo di domanda le centrali vanno spente. A
mettere in contatto le centrali di produzione con le nostre case provvede una rete
di trasporto molto complicata (altissima, alta, media e bassa tensione), interconnessa a scala nazionale. Poiché le fonti di produzione sono distribuite in modo
irregolare in Italia mentre la domanda è sparsa in tutto il territorio, la rete deve
stare continuamente in equilibrio (bilanciamento della rete).
www.autorita.energia.it
È il sito della Autorità nazionale per l’energia elettrica e il gas, organismo
indipendente di regolazione nazionale dei mercati energetici.
Sul sito è possibile trovare, in particolare nella sessione “consumatori” tutte le
informazioni sulle tariffe elettriche e del gas, sugli aspetti legati alla liberalizzazione di questi mercati, sui contratti.
Informazioni a livello locale devono essere richieste al Comune, al proprio
operatore della vendita e all’operatore della distribuzione locale.
4.4 Cosa paghiamo: tutti i costi industriali, oneri di sistema e tasse
Con la bolletta siamo chiamati a pagare tutte le fasi industriali del servizio,
dalla produzione di energia elettrica alla consegna a domicilio.
La bolletta non sempre distingue i costi di produzione, trasporto e distribuzione, dai costi di vendita. La figura seguente indica l’andamento delle tariffe negli
ultimi anni distinguendo fra tariffa di vendita, oneri di sistema e peso fiscale.
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Fornitura di energia elettrica
20
18
16
14
12
eurocent 10
8
6
4
2
0
T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4 T1 T2 T3 T4
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Legenda
Oneri generali di sistema
Costi di rete e di approvvigionamento
Imposte
4.5 Possiamo scegliere
Dal luglio 2007 anche i consumatori domestici di energia elettrica possono
scegliere sul libero mercato da chi farsi consegnare l’energia a casa. Il mercato
della vendita è stato infatti liberalizzato e non siamo obbligati ad avere un contratto con l’operatore di sempre, il monopolista locale prima della liberalizzazione.
Scegliere il “mercato libero” non è però obbligatorio, è una possibilità per le
famiglie. Se non facciamo niente rimaniamo serviti dall’operatore “storico”, beneficiando di un sistema tariffario interamente regolato dall’Autorità Nazionale per
l’Energia Elettrica e il Gas, a condizioni chiamate “di maggior tutela”.
Se optiamo per il “mercato libero”, possiamo confrontare offerte fatte sia del
nostro operatore storico, sia da operatori diversi. La legge prevede che se l’utente
non sceglie il mercato libero, l’operatore storico è tenuto a continuare a fornire il
servizio energia elettrica alle condizioni tariffarie interamente definite dall’Autorità
nazionale (condizioni “di maggior tutela”).
39
Capitolo IV
Se invece l’utente sceglie il “mercato libero”, paga una tariffa proposta
dall’operatore (non regolata quindi dall’Autorità), limitatamente alla parte variabile della tariffa stessa.
Gli utenti possono sempre cambiare operatore sul libero mercato, così come
possono sempre tornare a beneficiare delle condizioni del mercato vincolato,
dopo che hanno scelto le opzioni del “libero mercato”.
4.6 Come si calcola la bolletta
Il calcolo della bolletta dell’energia elettrica è disciplinato dai provvedimenti
dell’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas. Il meccanismo è molto
complicato e poco comprensibile per gli utenti.
La bolletta inoltre si presenta parzialmente diversa se siamo rimasti sul mercato
vincolato o siamo passati al libero mercato.
Per prima cosa va detto che paghiamo il servizio elettrico in ragione della
quantità di energia elettrica che acquistiamo, per questo esiste un contatore che
“misura” i consumi. Esistono due tipi di contatori: quelli tradizionali di vecchio tipo
e i nuovi contatori elettronici.
Le tariffe variano se si stipulano contratti tecnicamente diversi:
· per la casa in cui si risiede o per seconde case
· per potenza impegnata pari a 3 kW o superiore
· se sceglie la tariffa monoraria o bioraria.
I calcoli che seguono si riferiscono ad un utente con un contratto tipo di 3 kW
di potenza impegnata per la casa in cui risiede, con tariffa monoraria. Nel caso
si richieda un contratto per una potenza impegnata superiore (ad esempio 6kW)
il costo della bolletta aumenta rispetto a quanto indicato successivamente.
Il sistema di calcolo della bolletta è complicato:
1) esiste infatti parte della bolletta fatta di quote fisse ovvero di importi che
paghiamo anche se non consumiamo energia elettrica. Esiste una quota
fissa cliente (pari a 4,127 euro all’anno) e una quota fissa potenza,
proporzionata alla quantità di potenza richiesta (pari a 13,4943 Euro a
utente anno)
2) la quota variabile della tariffa viene calcolata sull’energia elettrica effettivamente consumata e misurata dal contatore. Nel caso di utenti che utilizzano
la tariffa di “maggior tutela” si applica un sistema a scaglioni, con prezzi
crescenti dal primo al quarto scaglione e decrescenti a partire dal quinto
40
Fornitura di energia elettrica
Esempio: tariffa energia elettrica utenti a maggior tutela - ottobre 2008
Scaglioni di consumo (kW ora)
Quota variabile
euro/kW ora
0
900
0,112290
901
1800
0,125420
1801
2640
0,157480
2641
3540
0,240910
3541
4440
0,248880
Oltre 4440
0,164830
3) la bolletta è poi composta da altre voci che servono a coprire costi generali del sistema elettrico (ricerca, compensazioni, dismissione centrali
elettriche, incentivi per fonti rinnovabili, ecc.).
4.7 Aspetti fiscali
La bolletta elettrica include due tipi di tasse. L’imposta erariale statale e l’addizionale comunale e l’Iva, con un’aliquota sempre al 10%, applicata anche sulle
precedenti tasse. Nell’insieme il peso delle tasse su quello che paghiamo è di
circa il 15%.
4.8 Quanto paghiamo
Sulla base di questo schema è possibile calcolare la spesa di una famiglia.
Considerato che il consumo medio di una persona in Italia è pari a 900 kW ora
a persona all’anno, una famiglia di tre persone consuma 2.700 kW ora all’anno.
Applicando lo schema sopra riportato quella famiglia spenderebbe all’anno
circa 500,00 euro.
41
Capitolo IV
Componenti tariffarie
Fornitura di energia elettrica
euro/anno
Quote fisse
Quota fissa cliente
4,13
Quota fissa potenza
13,49
Totale quota fissa
4.9 Chi decide la tariffa
Primo scaglione
101,06
Secondo scaglione
112,88
Terzo scaglione
132,28
Quarto scaglione
14,45
Totale quota variabile
360,68
Oneri di sistema
Primo scaglione
13,93
Secondo scaglione
28,86
Totale oneri di sistema
42,80
Totale tariffa
421,09
Addizionale comunale
25,11
Imposta erariale
8,37
Totale imposte
33,48
Totale tariffa
Totale
454,57
45,6
500,03
Se un utente passa dalle condizioni di “miglior tutela” al “mercato libero” ,
quote fisse e componente fiscale rimangono invariate, mentre i diversi operatori
propongono prezzi diversi con riferimento alla “componente energia”, ovvero alla
quota variabile.
Di solito vengono emesse più bollette nel corso dell’anno (due, tre o quattro),
per consentire un pagamento frazionato da parte dell’utente. Le bollette sono
emesse periodicamente sulla base della “lettura” del contatore da parte della
società di gestione o direttamente da parte dell’utente (telelettura). Di solito alcune
“letture” vengono effettuate in via presuntiva, sulla base dei consumi storici di
quell’utente.
42
Per gli utenti domestici esistono 2 tipi di tariffa, quello monorario e quello biorario. Nel primo caso i costo al kW ora è sempre lo stesso in ogni ora del giorno
e della notte, nel caso di tariffa bioraria, esistono tariffe diverse per le ore piene
(di giorno) e le ore vuote (di notte).
17,62
Quota variabile
Iva
Spendere meno di notte
In Italia la tariffa dell’energia elettrica è regolata dall’Autorità nazionale per
l’Energia elettrica e il Gas, sulla base di un metodo definito a livello nazionale.
In realtà l’Autorità decide le tariffe per gli utenti che hanno scelto la tariffa
di “maggior tutela” (che non hanno cambiato fornitore), mentre decide solo la
tariffa di distribuzione ed altre componenti per gli utenti che hanno optato per
il mercato libero. Le tariffe dell’energia elettrica indicate da uno stesso soggetto
(Autorità od operatore), a differenza di quelle degli altri servizi, sono uniche a livello nazionale. Questo significa che ogni famiglia italiana paga la stessa tariffa,
indipendentemente dal Comune di residenza ovvero dal costo effettivo sostenuto
per consegnare l’energia elettrica a domicilio.
La parte di tariffa che riguarda la produzione dell’energia elettrica è in genere
aggiornata periodicamente per tenere conto delle fluttuazioni del prezzo dell’energia, prezzo di solito legato all’andamento del prezzo del petrolio. Nel regime di
“maggior tutela”, l’Autorità effettua un aggiornamento ogni trimestre. Nel mercato
libero, le modalità di aggiornamento devono essere specificate nel contratto.
Le altre componenti della tariffa variabile vengono aggiornate dall’Autorità,
alcune con cadenza trimestrale, altre annuale. Al contrario, non esiste scadenze
definite per l’aggiornamento delle quote fisse.
Si tratta di un metodo molto complesso che proviamo a riassumere.
1) La tariffa tiene conto periodicamente delle variazioni del costo della materia prima. È per questo motivo che gli utenti hanno visto scendere o risalire
la bolletta negli ultimi anni
2) la tariffa tiene conto degli investimenti effettuati e da effettuare sulla rete,
del loro costo e della remunerazione del capitale investito da parte
dell’operatore della distribuzione
3) la tariffa viene adeguata all’inflazione programmata.
Molte sigle
In ogni Comune esiste un solo soggetto abilitato alla distribuzione locale e
molti soggetti autorizzati alla vendita. Per identificare i venditori autorizzati basta
43
Capitolo IV
consultare il sito web della Autorità nazionale. Quando chiediamo un allacciamento ci possiamo rivolgere sia al venditore scelto da noi liberamente sul mercato,
sia al distributore locale.
Esistono poi altre sigle che operano sul mercato elettrico: Terna (società pubblica( proprietaria della rete elettrica a alta e media tensione, il Gestore della Rete
(soggetto abilitato a garantire l’immissione in rete della energia richiesta in quel
momenti, l’Acquirente Unico, soggetto cui i produttori elettrici vendono l’energia
prodotta.
Quando chiediamo un allacciamento ci possiamo rivolgere sia al venditore
scelto da noi liberamente sul mercato, sia al distributore locale.
N. verde 800.166.654 Servizio di informazione sulla liberalizzazione dei
mercati dell’elettricità e del gas promosso dall’Autorità per l’energia elettrica e
il gas e attivato dall’Acquirente Unico fax verde 800.185.024 e-mail [email protected]
4.10 Domande e risposte
La vendita di energia elettrica è libera da alcuni anni, devo per forza
cambiare il mio contratto?
No. La possibilità di scegliere sul libero mercato è un’opportunità per le famiglie, non un obbligo. Se non si fa alcuna scelta sul libero mercato, vale il contratto
preesistente alla liberalizzazione, chiamato “di maggior tutela”.
Se scelgo il libero mercato devo per forza cambiare operatore?
No. Offerte di servizi e tariffe sul libero mercato possono essere ricevute sia
dall’operatore preesistente, sia da nuovi operatori.
Se non scelgo il libero mercato, pago di più?
Chi non sceglie il libero mercato beneficia di una tariffa interamente regolata
dall’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas. Per capire se conviene o
meno, occorre confrontare questa tariffa con quelle sul libero mercato.
Un volta scelto il libero mercato, posso tornare a pagare la tariffa
regolata non di libero mercato?
La tariffa elettrica disincentiva i consumi impropri?
Sì. Più energia elettrica consumiamo, più paghiamo per ogni kWh di energia
consumata. Solo l’ultimo scaglione di consumo prevede un decremento tariffario.
È quindi utile fare molta attenzione ai consumi di energia elettrica, la bolletta è costosa ed in gran parte la produzione di energia elettrica produce effetti inquinanti.
Esiste un contratto per il servizio?
Sì. Quando ci si allaccia alla rete si sottoscrive un contratto di fornitura. Quando si sceglie il mercato libero si sottoscrive un diverso contratto. Occorre fare
molta attenzione alle clausole contrattuali che si sottoscrivono. L’Autorità nazionale
ha definito le modalità di redazione della “carta dei servizi”, che l’utente deve
poter conoscere contattando il proprio operatore della vendita.
Il gestore del servizio decide le tariffe?
Solo se si è scelto il mercato libero. Nel caso si sia rimasti legati al mercato di
“maggior tutela” (mantenendo il contratto preesistente alla liberalizzazione), la tariffa è interamente regolata dall’Autorità Nazionale per l’Energia elettrica e il Gas.
Perché le tariffe si modificano?
Principalmente perché la tariffa segue il valore del prezzo del petrolio sui
mercati internazionali.
Ogni quanto viene modificata la tariffa?
Nel regime di “maggior tutela”, ogni tre mesi per l’aggiornamento delle componenti tariffarie da parte dell’Autorià per l’Energia elettrica e il Gas. Nel mercato
libero secondo le modalità stabilite nel contratto elettrico.
Le tariffe sono diverse da città a città?
No. In Italia esiste una tariffa unica nazionale per i contratti di “maggior
tutela”. Le offerte dei diversi operatori, per la componente vendita, possono però
variare.
Come faccio a capire se la bolletta è corretta ?
Sì. È sempre possibile chiedere al proprio operatore della vendita di applicare
la tariffa “di maggior tutela”.
La bolletta contiene in modo chiaro tutti i calcoli che servono per comporre il
totale. È necessario prima di tutto controllare se il consumo di energia elettrica indicato corrisponde al vero, controllando il contatore. In caso di valori sbagliati o di
quantità eccessive, è bene contattare subito la società di vendita per chiarimenti.
Pago il servizio anche se non consumo energia elettrica?
Che fare se c’è qualcosa che non va nella bolletta?
In piccola parte. In bolletta è prevista una “quota fissa”.
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Fornitura di energia elettrica
Prima di tutto contattare il gestore (numero verde o sportello) per chiedere
45
Capitolo IV
chiarimenti, avendo disponibile la bolletta ed il codice cliente. È anche opportuno contattare l’ATO (o il Comune) di riferimento. In caso di contenzioso è utile
chiedere al gestore le procedure previste per il reclamo. Inoltre, anche quando il
reclamo non dovesse andare a buon fine, è possibile tentare di risolvere la controversia rivolgendosi al Servizio di conciliazione della Camera di commercio;
è stata infatti avviata una collaborazione tra Camera di commercio, Confservizi
e Agenzia dei Servizi Pubblici del Comune di Torino, per l’utilizzo dei Servizi di
conciliazione delle Camere di commercio in caso di controversie con le aziende
che erogano servizi pubblici.
Esistono agevolazioni per le famiglie a basso reddito?
Da pochi mesi è in vigore un sistema di agevolazioni per i clienti in stato di
disagio economico, che prevede un bonus del 20%. È necessario rivolgersi al
proprio Comune. È prevista anche un’agevolazione per utenti in gravi condizioni
di salute che necessitano di apparecchiature elettriche per il mantenimento in vita.
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