Il sistema creditizio e le banche
Classe V ITC
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In questo modulo:
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L’attività di intermediazione della banca
Le funzioni della banca
Il Sistema Europeo di Banche Centrali e la Banca Centrale Europea
Le autorità creditizie italiane
La vigilanza sul sistema creditizio
I caratteri dell’attività bancaria
La gestione della banca
I rischi nell’attività bancaria
Le operazioni bancarie
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Il credito è il diritto del creditore, che ha effettuato una prestazione attuale, di ottenere una
controprestazione futura.
BANCHE
Raccolta
fondi
Credito indiretto
Soggetti in avanzo finanziario
Impiego
fondi
Soggetti in disavanzo finanziario
Credito diretto
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Una definizione di banca
La banca è un’impresa che opera nel settore del credito e dei regolamenti
monetari, esercitando attività d’intermediazione e attività finanziarie che si
affiancano e si intrecciano con la prestazione di numerosi servizi.
Per svolgere la loro attività le banche devono attuare l’acquisizione delle risorse sul
mercato dei capitali attraverso:
A. la raccolta di fondi con natura di capitale proprio, ottenuta con l’emissione di azioni
ordinarie o di risparmio;
B. la raccolta di fondi con natura di capitale di debito, per mezzo di depositi ottenuti da
operatori non bancari (famiglie, imprese, enti pubblici) e da altri enti creditizi
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Funzioni della banca
1. Funzione creditizia: le banche operano come intermediari tra coloro che offrono
capitale e coloro che lo richiedono.
2. Funzione monetaria: il sistema bancario è il cardine del sistema dei pagamenti
interni e internazionali. Tali regolamenti sono compiuti con moneta bancaria (assegni,
carte di credito, carte di debito).
3. Funzione di servizi: è svolta proponendo alla clientela una gamma sempre più vasta
di servizi di investimento (negoziazione titoli, gestione portafoglio), servizi
complementari (incasso effetti, pagamento utenze), servizi collaterali (assicurazioni,
consulente specializzate).
4. Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria: attraverso la
concessione del credito le banche influenzano il processo di produzione e distribuzione
del reddito nazionale.
5. Funzione ausiliaria dell’Amministrazione Finanziaria: tassazione rendite
finanziarie, monitoraggio fiscale trasferimenti da e verso l’estero, segnalazione
operazioni antiriciclaggio, indagini bancarie ai fini penali.
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Il Sistema Europeo di Banche Centrali
Il Trattato di Maastrich ha istituito il Sistema europeo di banche centrali
(SEBC) e la Banca centrale europea (BCE) pienamente indipendenti dalle
istituzioni e dagli organi comunitari, dalle autorità nazionali e da qualsiasi altro
organismo.
Il SEBC è un’organizzazione formata dalla BCE e dalle banche centrali
nazionali (BCN) dei paesi dell’Unione Europea con compiti di emettere la moneta
unica (euro) e di gestire la politica monetaria avendo come obiettivo principale la
stabilità dei prezzi.
Attraverso il SEBC si realizza:
1. La definizione e l’attuazione della politica monetaria comune
2. La gestione delle riserve ufficiali in valuta degli stati membri
3. Lo svolgimento delle operazioni in cambi (acquisto e vendita di valute estere per
sostenere la quotazione dell’euro)
4. L’attuazione di un sistema di pagamenti efficiente e affidabile
5. La raccolta di informazioni statistiche
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La Banca Centrale Europea
La BCE è il massimo organismo di gestione della politica monetaria comune con
funzione di assicurare che i compiti del SEBC siano assolti attraverso le banche centrali
nazionali o mediante attività proprie.
Organi decisionali
Consiglio direttivo: composto dai membri del comitato esecutivo e dai dodici
governatori delle banche centrali nazionali. Esercita un ruolo decisionale vero e
proprio.
Comitato esecutivo: composto da presidente, da vice-presidente e da quattro
membri esperti nel settore monetario o bancario nominati dai governi degli Stati
membri. Attua la politica monetaria decisa dal Consiglio direttivo impartendo le
necessarie istruzioni alle BCN.
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Le autorità creditizie italiane
1. Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR), esercita
attività di vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio. Assume le
decisioni di politica economica ed esercita l’alta vigilanza in materia di credito
e di tutela del risparmio. È presieduto dal Ministro dell’Economia e delle
finanze e vi partecipano i ministri ai quali sono affidati i dicasteri economici.
Alle riunioni può partecipare il governatore della Banca d’Italia.
2. Ministro dell’Economia e delle finanze: gestione del debito pubblico.
3. Banca d’Italia: banca centrale nazionale della Repubblica italiana, ha
compiti operativi ed agisce secondo gli indirizzi e le istruzioni impartite dalla
banca centrale europea. È un istituto di diritto pubblico il cui capitale, suddiviso
in quote di partecipazione, è posseduto da banche e da istituti di previdenza e
assicurazione.
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Il sistema bancario
SEBC
si prefigge la stabilità dei prezzi
BCE
conduce la politica monetaria
Banca d’Italia
Persegue gli obiettivi assegnati al SEBC e
agisce secondo gli indirizzi e le istruzioni della BCE
Banche
Governatore della Banca d’Italia
partecipa al Consiglio direttivo del SEBC
e alle sedute del CICR
CICR
ha l’alta vigilanza in materia di credito e di
tutela del risparmio
Ministero dell’Economia e delle finanze
presiede il CICR
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Organi della banca d’Italia
Assemblea generale dei partecipanti (organo volitivo):
approva il bilancio e nomina i sindaci e i consiglieri del Consiglio
Superiore
Consiglio Superiore e Comitato del consiglio Superiore
(organo esecutivo)
Governatore: rappresenta la Banca d’Italia di fronte ai terzi e
partecipa al Consiglio generale e al Consiglio direttivo della BCE
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La vigilanza della Banca d’Italia
La banca d’Italia esercita i suoi poteri di vigilanza d’intesa con le altre autorità
creditizie e opera in modo coordinato con la CONSOB.
Tipologie di vigilanza
Vigilanza strutturale: consiste nei controlli all’entrata, nei controlli sull’espansione
e nei controlli sulla partecipazione al capitale delle banche
Vigilanza prudenziale: consiste in controlli sull’operatività delle banche
Tale vigilanza può essere:

Vigilanza informativa: ricevimento periodico di segnalazioni e
documenti

Vigilanza regolamentare: istruzioni di carattere generale

Vigilanza ispettiva: ispezioni presso le banche e richiesta di
esibizione di atti e documenti.
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Le forme organizzative della banca
I modelli organizzativi attraverso i quali viene esercitata l’attività bancaria sono
diversi. Tutti però si possono ricondurre a due modelli base:
Banca universale: è un ente creditizio che raccoglie fondi e concede
finanziamenti in ogni forma e con scadenze diverse, opera in tutti i settori del
mercato dei capitali e fornisce un’ampia gamma di servizi di consulenza e
d’intermediazione.
Gruppo plurifunzionale: si intende un sistema coordinato di società
specializzate in determinati servizi creditizi e finanziari, governato da una
società capogruppo che svolge funzione di pianificazione strategica dell’intero
gruppo.
.
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Le condizioni per svolgere l’attività bancaria
Per poter svolgere l’attività bancaria è necessaria l’autorizzazione della Banca d’Italia che
verifica l’esistenza delle condizioni atte a garantire la sana e prudente gestione della banca. A
tal fine si richiede:
1. L’adozione della forma di società per azioni con capitale sociale non inferiore a 6,3 milioni
di euro o di società cooperative per azioni articolate in:
 Banche popolari con capitale sociale minimo di 6,3 milioni di euro;
 Banche di credito cooperativo con capitale sociale minimo di 2 milioni di euro.
2. La presentazione di un programma di attività iniziale, unitamente all’atto costitutivo e allo
statuto;
3. Il possesso da parte dei partecipanti al capitale dei requisiti di onorabilità e degli altri
presupposti soggettivi necessari per il rilascio dell’autorizzazione;
4. Il possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
controllo dei requisiti di professionalità e di onorabilità.
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La gestione bancaria
LIQUIDITÀ
SOLVIBILITA’
REDDITIVITA’
L'obiettivo di operare in condizioni di liquidità riguarda
l'equilibrio finanziario e deriva dal fatto che la banca
opera prevalentemente con i fondi ricevuti in deposito
e deve mantenersi sempre in grado di far fronte e
tempestivamente alle richieste di rimborso
L’obiettivo di mantenere uno stato di solvibilità tende a conservare il
valore delle attività superiore a quello delle passività al fine di
permettere alla banca di assolvere, nei periodi di crisi, alle proprie
obbligazioni in caso di liquidazione. Soddisfa in tal modo l'equilibrio
patrimoniale
L’obiettivo di conseguire un reddito soddisfacente richiede che il risultato
economico della gestione bancaria sia positivo per permettere non solo la
remunerazione del capitale investito ma il potenziamento dell’attività
attraverso l’autofinanziamento. Soddisfa l'equilibrio economico.
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Obiettivi contestuali, condizioni e misurazione del loro conseguimento
OBIETTIVI
CONDIZIONI
liquidità
equilibrio finanziario
è misurata dal rapporto
depositi
= grado di liquidità
impieghi
solvibilità
equilibrio patrimoniale
è misurata dal rapporto
patrimonio netto
= grado di solvibilità
depositi
redditività
equilibrio economico
utile netto d’esercizio
= grado di redditività
patrimonio netto
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La liquidità
Presenta due aspetti:
1. Finanziario: consiste nella capacità di soddisfare le obbligazioni con la massima
prontezza.
2. Economico: richiede che tale assolvimento d’impegni avvenga senza arrecare danno
al normale andamento della gestione.
La gestione della liquidità bancaria consiste nel dare a una parte dei fondi raccolti un
investimento che garantisca, in ogni momento, i mezzi necessari a conservare in
equilibrio la tesoreria (entrate e uscite monetarie), procurando al tempo stesso
autonomi risultati economici (interessi, plusvalenze, ecc.).
Ciò si ottiene attraverso la costituzione di riserve di liquidità.
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Le riserve di liquidità servono per fronteggiare le richieste di rimborso o di
pagamento.
Sono costituite da denaro in cassa, da fondi disponibili a vista presso la banca centrale
nazionale o presso altre banche, da valori mobiliari di qualità primaria, da divise estere
facilmente negoziabili, da crediti che possano essere facilmente riscossi.
Tali riserve sono chiamate:
Riserve di prima linea: utilizzabili immediatamente e senza oneri di trasformazione e
costituite da denaro in contanti, crediti a vista presso altre banche, valute estere
convertibili.
Riserve di seconda linea: il loro utilizzo richiede un certo tempo (anche se breve o
brevissimo) e un costo o una possibile perdita in caso di trasformazione in denaro. Gli
investimenti in strumenti finanziari e le cambiali ordinarie riscuotibili sono riserve di
seconda linea.
Queste riserve risolvono il problema della liquidità e della solvibilità, ma danneggiano la
redditività, limitando gli investimenti e il conseguimento di ricavi.
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Oltre alle riserve di liquidità, la gestione bancaria richiede il rispetto di altre norme tecniche di gestione:
l’equilibrio temporale, tra le operazioni di raccolta e quelle di impiego fondi,
e il frazionamento del rischio.
L’equilibrio temporale
Le operazioni di raccolta fondi devono concordare con quelle d’impiego fondi nel senso
che, a fronte di operazioni a breve scadenza, non possono esserci che operazioni a loro
volta a breve scadenza, mentre prestiti a scadenza media e lunga possono essere
finanziati solo da depositi vincolati a media durata oppure con emissione di prestiti
obbligazionari.
Il frazionamento dei rischi
Per la banca è indispensabile frazionare i rischi mediante una distribuzione dei mezzi
raccolti tra un ampio e diversificato numero di impieghi. Il frazionamento viene attuato
attraverso:
Il contenimento dei fidi: concedere prestiti d’importo limitato a un numero ampio di
soggetti.
L’eterogeneità della clientela: operare con aziende appartenenti a settori diversi in
modo da compensare le eventuali difficoltà di un settore con l’espansione e la prosperità
degli altri.
L’estensione territoriale dell’attività: agire su aree sempre più vaste con un numero
elevato di sportelli, sviluppando una collaborazione con altre imprese che esercitano il
credito.
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La redditività
La banca deve controllare continuamente l’andamento economico della gestione al fine di
ottenere una redditività soddisfacente, effettiva e non solo formale.
Il reddito della gestione bancaria scaturisce, come in ogni impresa, dalla
contrapposizione tra ricavi e costi di competenza dell’esercizio.
I costi sono rappresentati dagli interessi passivi pagati sulle operazioni di raccolta e da
tutte le spese di gestione.
I ricavi sono costituiti dagli interessi attivi sulle operazioni di impiego fondi, dagli utili
sulle operazioni in strumenti finanziari e in valute estere nonché dalle commissioni e dai
proventi accessori sulle prestazioni di servizi alla clientela.
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IL PRICING DEI PRODOTTI BANCARI
Il prezzo delle operazioni bancarie è rappresentato dal tasso, se si tratta di raccolta o impiego
fondi e da commissioni se si tratta di servizi.
Nell'attività di intermediazione creditizia i costi e i ricavi d'esercizio sono rappresentati dagli
interessi passivi corrisposti sulle operazioni di raccolta e dagli interessi attivi ricevuti sulle
operazioni di finanziamento.
La differenza tra gli interessi attivi e gli interessi passivi costituisce il margine di interesse.
Il livello dei tassi che si forma e che cambia frequentemente sul mercato dei capitali è
determinato dall'andamento economico generale e risente dei provvedimenti di politica
economica adottati dalla BCE.
Ogni banca nello stabilire i tassi di interesse si basa su alcuni valori di riferimento tra i quali
primeggia l'EURIBOR ( euro interbanking offered rate) che è il tasso medio applicato nel
mercato dei depositi interbancari dell'UEM ( unione economica monetaria).
La differenza tra il tasso attivo e quello passivo si definisce Forbice dei tassi , la doppia
forbice si forma, invece, per il divario tra prime rate ( tasso attivo applicato alla migliore
clientela) e top rate ( tasso attivo massimo applicato sui prestiti alla clientela)
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Le operazioni di raccolta
I depositi bancari
Nei depositi bancari la banca riceve dai clienti somme di denaro che dovrà
restituire maggiorate degli interessi.
Si classificano in:
Secondo la modalità di attuazione del rapporto:



Depositi semplici
Depositi a risparmio
Depositi in c/c
Secondo i contratti posti in essere:



Secondo la durata del rapporto:

Depositi rimborsabili a vista (liberi)

Depositi rimborsabili con preavviso

Depositi a scadenza fissa




Depositi a risparmio libero
Depositi a risparmio vincolato a scadenza fissa
Certificati di deposito
Pronti contro termine
Depositi a risparmio vincolato a scadenza indeterminata
Programmi di risparmio personalizzato
Conti correnti
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Natura giuridica dei depositi bancari
Il deposito bancario è un contratto:

Unilaterale, perché fa sorgere obbligazioni solo a carico della banca

Reale, in quanto si perfeziona all’atto della consegna del denaro depositato

Oneroso, perché di norma la banca deve corrispondere un interesse al
depositante
La banca acquista la proprietà della somma di denaro e si assume l’obbligo di restituirla nella
stessa specie monetaria; pertanto non vi è obbligo di custodia ma un obbligo di restituzione
impropria.
Terminologia tecnica
Consistenza: importo che in un dato momento risulta a credito del depositante
Consistenza media: somma delle consistenze giornaliere divisa per il numero dei giorni compresi nel periodo
considerato
Movimentazione: fa riferimento al numero e soprattutto all’entità delle operazioni di versamento e di
prelevamento eseguite in un certo arco di tempo
Giacenza media: periodo medio di permanenza presso la banca delle somme depositate
Velocità di circolazione: numero di volte in cui un conto di deposito si rinnova interamente in un certo periodo di
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tempo
I conti correnti di corrispondenza
Caratteristiche:
Sono alimentati da operazioni della più varia natura
Possibilità di utilizzare a vista le somme disponibili, senza limitazioni di tempo per i
clienti
Possibilità di effettuare sconfinamenti temporanei per valuta. Inoltre, se la banca
accorda al cliente un fido di un certo ammontare, è possibile che il conto presenti non
solo scoperti per valuta, ma anche scoperti in linea capitale.
Sotto il profilo giuridico il contratto di c/c di corrispondenza è un rapporto “atipico”
che si differenzia dal c/c ordinario regolato dall’art. 1823 del c.c. in quanto il saldo
derivante dalla compensazione tra crediti e debiti è esigibile e può essere richiesto in
pagamento in qualsiasi momento.
Il contratto di c/c è riconducibile alla disciplina del mandato, in cui una parte si
obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra.
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Classificazione:
A. Conti di corrispondenza passivi per la banca: i saldi in linea capitale sono a favore del cliente.
B. Conti correnti per elasticità di cassa: il c/c presenta un frequente alternarsi di saldi.
C. Conti correnti di corrispondenza attivi per la banca: il cliente ottiene un vero e proprio
finanziamento a scadenza generalmente indeterminata.
Mentre i c/c passivi rappresentano operazioni di raccolta fondi, i c/c attivi e i c/c per elasticità di
cassa rientrano tra le operazioni di impiego.
Terminologia
Saldo contabile: è quello che risulta in un dato momento in base a tutte le operazioni che sono
state registrate a debito e a credito del correntista.
Saldo liquido: è quello che risulta, nello stesso momento, considerando soltanto le operazioni
maturate, cioè escludendo quelle il cui giorno di valuta è futuro.
Saldo disponibile: è quello che risulta, nello stesso momento, dalle sole operazioni di cui la
banca conosce effettivamente l’esito, vale a dire togliendo dal saldo contabile gli importi di cui
non ha ancora effettuato la verifica o l’incasso e del cui buon fine la dipendenza accreditante non
ha ancora avuto conoscenza.
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Riassumendo…
Depositi bancari, prestiti obbligazionari, conti correnti sono le principali operazioni di raccolta fondi.
Nei depositi bancari la banca riceve dai clienti somme di denaro che dovrà restituire maggiorate degli interessi.
Le banche possono emettere prestiti obbligazionari al fine di raccogliere fondi a medio/lungo termine
I conto correnti di corrispondenza permettono ai clienti di utilizzare sia la moneta cartacea sia quella elettronica e sono
movimentati da svariate operazioni e servizi.
Sono conti correnti a tassi non reciproci tenuti con il metodo scalare procedimento amburghese.
Periodicamente la banca invia a ogni correntista l ’estratto conto e il riassunto scalare e liquida gli interessi e le altre
competenze.
La periodicità del conteggio e della capitalizzazione degli interessi devono essere uguali per gli interessi debitori e creditori (di
solito tale periodicità è trimestrale).
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LE OPERAZIONI DI IMPIEGO FONDI
I finanziamenti che una banca concede a un’impresa sono solitamente frazionati in più rapporti contrattuali.
La banca moderna offre infatti prestiti in varie forme tecniche e le imprese sono propense a usufruire
contemporaneamente di finanziamenti che si differenziano tra loro per scadenza, garanzie e condizioni.
Le operazioni che le imprese concludono con le banche possono essere così distinte:
A. Operazioni di smobilizzo: le imprese trasferiscono alla banca i loro crediti commerciali entrando in possesso
subito dell’importo delle vendite effettuate senza dover attendere la scadenza pattuita con i debitori. Sono
costituite da:

Sconti di cambiali

anticipi su Ri.Ba.

da anticipi su pagamenti mediante avviso (procedura M.AV.)

da anticipi su fatture
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B. Prestiti: attraverso i quali le imprese ottengono i mezzi finanziari necessari secondo varie forme
tecniche. Si distinguono in:
1) finanziamenti in c/c di corrispondenza: l’impresa ha la possibilità di prelevare dal c/c
somme superiori a quelle versate. Sono costituiti da:

Aperture di credito in c/c non garantite

Aperture di credito in c/c garantite

Anticipazioni in c/c su titoli o merci
2) finanziamenti a scadenza fissa: l’impresa ottiene il prestito in un’unica soluzione, che
dovrà poi rimborsare a una certa scadenza. Consistono in:

Anticipazioni a scadenza fissa su titoli o merci

Sconto di pagherò diretti

Pronti contro termine

Riporti attivi

Mutui ipotecari
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C. Crediti di firma: le imprese ottengono che la banca apponga la propria firma impegnandosi verso i
terzi ad accettare una tratta oppure da avallarla o a rilasciare lettere di credito, di garanzia, di
fideiussione.
Con le banche, i clienti privati e soprattutto le imprese concludono più operazioni contemporaneamente:







Intrattengono rapporti di conto corrente con possibilità di scoperti
Ricevono anticipi su fatture e Ri.Ba.
Scontano cambiali
Incassano e pagano cambiali e Ri.Ba.
Ottengono lettere di garanzia
Comprano e vendono strumenti finanziari e divise estere
Utilizzano servizi e così via
Tale molteplicità di operazioni consente, sia alle aziende finanziate sia alle banche, di adattare il
credito, rispettivamente ottenuto e concesso, alle mutevoli esigenze aziendali.
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Natura e rischi del fido bancario
Il fido bancario è l’importo massimo di credito che una banca concede, sotto qualunque forma, a un
cliente che ne ha fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità reddituali, la consistenza
patrimoniale e le doti morali.
Il fido è generale quando indica la cifra massima messa a disposizione del cliente, che può utilizzarla
con qualunque tipo di operazione.


Il fido è particolare quando per ogni tipo di operazione viene indicato distintamente l’importo disponibile.

Il fido è diretto quando il credito viene utilizzato direttamente dal cliente che ne ha fatto richiesta.
Il fido é indiretto quando il cliente ottiene di poter cedere alla banca i propri crediti verso terzi,
assumendo la veste di obbligato in via di regresso.

Nella concessione dei fidi le banche effettuano un insieme di valutazioni oggettive e soggettive per stabilire
la solvibilità dei richiedenti e la validità delle garanzie che essi offrono.
29
GARANZIE
La banca si ritiene maggiormente tutelata se può contare anche su idonee garanzie. La legge prevede:
1.
Garanzie personali: fornite da terze persone che sono di solito parenti, amici o soci di coloro che
richiedono il fido. Sono costituite da firme di avallo (su cambiali) o di fideiussione (su lettere di
garanzia). In caso di inadempienza la banca si può rivalere sull’intero patrimonio del soggetto garante.
2. Garanzie reali: fornite dallo stesso cliente. Consistono in beni materiali che vengono depositati in pegno
o sui quali viene iscritta ipoteca a favore della banca.
La garanzie reali non fanno aumentare la capacità del debitore di far fronte ai propri impegni ma riducono il
rischio della banca, consentendole di rientrare in possesso dei fondi concessi in caso di errata valutazione
del cliente.
30
Classificazione dei fidi bancari
Fidi assistiti da garanzie reali: sono relativi a operazioni garantite da pegno su merci o su documenti
rappresentativi delle merci, da pegno su strumenti finanziari e dalla costituzione di ipoteche a favore delle
banche. Rientrano in questo gruppo le anticipazioni su titoli e merci, lo sconto di cambiali ipotecarie, i riporti
attivi, le aperture di credito garantite, i mutui ipotecari.
Fidi basati su elementi personali: si fondano sulla potenzialità patrimoniale ed economica del cliente,
sulla sua onestà, sulle sue doti soggettive. Rientrano in questo gruppo, oltre agli scoperti di c/c, allo sconto
di pagherò diretti, allo sconto di cambiali commerciali, anche i prestiti al consumo garantiti dalla stabilità di
un rapporto di lavoro o dalla sicurezza di una fonte di reddito.
Sotto il profilo del rischio, si distinguono in:
 fidi in bianco o a pieno rischio, per i quali la banca può contare solo sull’impegno
personale offerto dal proprio cliente debitore;
 fidi a rischio ridotto, per i quali la banca può contare, oltre che sul proprio debitore,
anche sull’impegno di terzi.
31
Modalità di utilizzo del fido
1.
Fidi di cassa: utilizzabili attraverso prelievi di somme di denaro quali, ad esempio, gli scoperti di c/c, gli
sconti di effetti, i finanziamenti su Ri.Ba., ecc., si suddividono in:

Autoliquidanti: finanziamenti concessi per consentire alla clientela l’immediata
disponibilità di crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di terzi (sconto di
cambiali commerciali, anticipi s.b.f., anticipi su fatture).
A scadenza: finanziamenti con scadenza fissata contrattualmente (mutui, sconto di
pagherò diretti, prestiti personali, riporti, anticipazioni a scadenza fissa).

A revoca: finanziamenti per i quali la banca si è riservata la facoltà di recedere
indipendentemente dall’esistenza di una giusta causa (aperture di credito in c/c per
elasticità di cassa).

32
2. Fidi di firma: utilizzabili mediante avalli e fideiussioni rilasciati dalla banca a favore di terzi. Vengono
suddivisi in due categorie a seconda che la garanzia rilasciata dalla banca riguardi:
a)
operazioni di natura commerciale
a)
operazioni di natura finanziaria
3. Fidi promiscui: utilizzati secondo forme tecniche diverse. La delibera di fido può specificare l’ammontare
o il limite massimo concesso dalla banca per ciascuna forma tecnica.
Nella concessione di fido le banche devono rispettare due principi fondamentali:
1. Limitazione dei fidi: significa concedere fidi di importo inferiore a quello attribuibile al richiedente in
considerazione della sua capacità reddituale e in base alla sua consistenza patrimoniale.
2. Frazionamento dei rischi: significa concedere crediti a un gran numero di clienti, il più possibile
diversificati per settore economico e area geografica.
33
Utilizzo del fido
Non tutti i fidi accordati vengono utilizzati. Occorre perciò distinguere:
a. fido potenziale: misura massima di credito di cui un cliente sarebbe meritevole per le sue capacità economicofinanziarie, le sue potenzialità patrimoniali e le sue doti di comportamento.
b. fido accordato: livello di credito effettivamente deliberato dalla banca e messo a disposizione del cliente nelle varie
forme tecniche. Di regola:
Fido accordato < Fido potenziale
c. fido utilizzato: misura del credito di cui concretamente si avvale il cliente.
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Centrale dei rischi
Il primo strumento per effettuare il controllo dei fidi di cui gode il cliente è la dichiarazione che il richiedente
deve presentare alla banca circa la sua situazione patrimoniale e sugli affidamenti già ottenuti da altre
banche.
Tale dichiarazione viene controllata dall’ Ufficio fidi della banca, ma è evidente che la stessa natura del
segreto bancario fa sì che non sia possibile verificare se il cliente già goda di credito ottenuto presso enti
creditizi concorrenti e da lui non dichiarato.
Per ovviare a tale problema è stato istituito presso la Banca d’Italia un servizio accentrato d’informazioni
sui rischi bancari denominato Centrale dei Rischi.
L’intero sistema creditizio italiano è soggetto all’obbligo della segnalazione mensile dei crediti concessi ai
propri clienti e degli importi da questi utilizzati.
Le informazioni che le banche trasmettono alla Centrale dei rischi e quelle che da essa ricevono sono
soggette al segreto bancario e alla tutela della privacy.
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Richiesta e istruttoria del fido bancario
Al fine di circoscrivere il più possibile i rischi, le banche procedono ad un’attenta e approfondita valutazione
della situazione del cliente-imprenditore per accertare:
La sua consistenza patrimoniale
La sua capacità sia di conseguire risultati economici positivi sia di generare flussi finanziari
La situazione organizzativa e funzionale della sua azienda
Le doti morali e la correttezza commerciale del suo comportamento
Le sue esigenze finanziarie e gli impieghi che intende dare ai fondi ottenuti
La sua situazione debitoria nei confronti di altri creditori
La Banca d’Italia ha stabilito che tutti gli affidamenti, indipendentemente dall’importo, siano sempre
concessi su espressa richiesta del cliente e che tale richiesta risulti da formale documentazione
regolarmente firmata dall’interessato.
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Il contenuto minimo dei dati che devono essere riportati in tutte le domande di affidamento riguarda
l’importo del fido, la durata del fido e le eventuali garanzie.
Sono inoltre previsti contenuti specifici:
le persone fisiche devono elencare tutte le passività esistenti alla data della richiesta del fido;
i soggetti dotati di autonomia patrimoniale devono allegare l’ultimo bilancio annuale oppure la
situazione contabile in data recente;
i soggetti dotati di personalità giuridica devono allegare l’ultimo bilancio d’esercizio e una situazione
contabile in data recente.
Oltre ai contenuti minimi, la Banca d’Italia richiede che vengano acquisite dalle banche tutte le
Informazioni utili per l’istruttoria delle pratiche di fido.
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Le suddette informazioni sono acquisite in parte attraverso le seguente documentazione:
1. descrizione delle eventuali garanzie personali o reali che sono offerte alla banca;
2. copia dell’ultima dichiarazione dei redditi, dell’atto costitutivo e dello statuto.
A proposito di fido, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia considera il reato di “falso
interno” nei confronti di coloro che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione presso una banca.
Costoro commettono il reato quando consapevolmente omettono di segnalare dati o notizie di cui sono a
conoscenza o utilizzano nella fase istruttoria notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione
economica, patrimoniale e finanziaria del richiedente il fido.
Dopo aver ricevuto la richiesta di concessione di fido, la banca affida l’istruttoria all’Ufficio fidi che svolge
indagini sia all’interno sia all’esterno dell’azienda.
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CONCLUSIONE DELL'ISTRUTTORIA
A conclusione delle indagini l'ufficio Fidi trasmette, al dirigente cui spetta la decisione, il
parere di affidamento. In caso decisione positiva, alla fase istruttoria seguono quella di
delibera dell'affidamento e di erogazione del finanziamento, secondo le forme
tecniche scelte dal cliente di concerto con la banca.
Le istruttorie sulle domande di prestito a medio/lungo termine richiedono spesso tempi non
brevi, soprattutto se si tratta di importi elevati e se vengono richieste garanzie ipotecarie o
di altro tipo che necessitano di interventi tecnici o legali
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Gestione dei fidi bancari
È necessario che la banca sorvegli con attenzione e assiduità l’andamento del rischio legato al
finanziamento concesso; infatti durante la fase di utilizzo possono verificarsi situazioni tali da prospettare
difficoltoso il recupero dei crediti o persino da rendere opportuno l’avvio di procedure di contenzioso.
Il primo sintomo dell’aggravarsi del rischio è il debordo del cliente affidato, cioè il suo sconfinamento oltre
il limite di fido accordato dalla banca. Tre sono le situazioni possibili:
a)
accomodamento e regolarizzazione: la banca sceglie di riaccompagnare il cliente alla normalità del
rapporto e delibera un aumento del fido;
b) sospensione: la banca non concede l’aumento del fido e invita il cliente a rientrare con rapidità ,
tenendo la pratica in sospeso;
c) contenzioso: il solo modo per recuperare il credito sono le vie legali.
In base all’andamento più o meno positivo del rischio la pratica bancaria distingue le esposizioni di credito
per cassa verso i clienti nelle seguenti categorie:
a) Crediti vivi e regolari: per i quali è prevedibile un normale rimborso
b) Crediti incagliati: per i quali il rientro si profila meno agevole
c) Crediti in sofferenza: per i quali le possibilità di recupero sono affidate al contenzioso.
Questa classificazione dei crediti è operata dalla banca ai fini interni ed emerge dalla Nota integrativa al
bilancio.
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Il bilancio della banche
Le banche hanno una forma tecnica di bilancio diversa da quella delle altre
imprese non bancarie. Questo per tenere conto delle loro particolarità e cioè, in
buona sostanza, del fatto che le vendite delle banche sono costituite da interessi
attivi e commissioni, mentre gli acquisti sono sostituiti dagli interessi passivi,
nonché del fatto che tra le attività ci sono gli impieghi bancari e tra le passività i
depositi (in senso largo), potendo quindi affermare che i debiti delle banche sono
moneta.
Il bilancio bancario è accompagnato dalla Relazione sulla gestione del Consiglio
di amministrazione e dalla Relazione del Collegio sindacale.
Il bilancio bancario è accompagnato dalla Relazione sulla gestione del Consiglio di
amministrazione e dalla Relazione del Collegio sindacale.
I documenti che compongono il bilancio bancario sono i seguenti:
• Stato Patrimoniale
• Conto Economico
e poi in subordine:
Prospetto della redditività complessiva
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto (per gli ultimi due esercizi)
Rendiconto finanziario (con lo schema di Riconciliazione)
• Nota integrativa
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