L’editoriale di Minuto e l’intervento di Ileana Scarrone alle pagine 2 e 3
La nuova mappa del voto
ha spaccato l’Italia in tre
Le celebrazioni del 25 Aprile
tra impegno e testimonianze
Al Congresso Auser Savona
tutti i colori della solidarietà
Astengo alle pagine 6-7
Moretti, Rago, Tagliavini p. 12-13
Piccardo alle pagine 4- 5
Periodico d’informazione del volontariato e dei centri Auser della provincia di Savona.
Numero verde “Filo d’Argento” 800.995.988
Poste italiane - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 352/2003 (conv. L. 27.02.2004 nr. 46) Art. 1, comma 2, DCB/Savona
nr. 2/ 2013
L’editoriale
COLMARE LA FRATTURA
TRA VECCHIE E NUOVE GENERAZIONI
TOMASO MINUTO
Dopo i sorprendenti risultati elettorali, si ritorna a parlare con
attenzione dei giovani. La domanda ricorrente è: sarà forse
perché hanno votato in massa Grillo e la disoccupazione
giovanile sfiora il 40%? Si pone con forza il problema di una
grave frattura generazionale; si parla di giovani senza
prospettive, senza un punto di riferimento (sia esso un partito
o lo Stato). E poi ci si meraviglia perché un movimento nato
in pochi mesi abbia fatto per loro da attrazione fatale. Cari
signori, non meravigliamoci ma facciamo un serio mea culpa
e assumiamoci tutte le nostre responsabilità. Alcuni anni fa,
proprio su queste pagine, avevo affrontato (e anticipato) il
problema dei rapporti tra generazioni e sottolineato il pericolo
che la frattura avrebbe rappresentato se non avessimo
cercato di recuperare e condividere quei valori di solidarietà
e socialità che non eravamo riusciti a inculcare nei ragazzi,
ma soprattutto perché non lasciavamo a loro lo spazio nella
guida politica del Paese perché potessero crearsi il loro
futuro. Non dimentichiamo che i giovani sono sempre stati
illusi con promesse mai mantenute; e guai dare la colpa alla
crisi se oggi si ribellano a questa società che non gli offre
nessuna prospettiva di sorta e per questo chiedono con forza
un cambiamento radicale.
Di fronte a questa richiesta, prima che sia troppo tardi, credo
sia giunto il momento che buona parte della classe dirigente
faccia un passo indietro. Mi si potrà obiettare: ma senza
esperienza come potranno saper governare un Paese come
l’Italia? Vorrei ricordare che un passo indietro non significa
essere rottamati come ferrivecchi, ma si può continuare a
servire il Paese, la politica e l’economia affiancando con
l’esperienza i giovani ai quali si dovrebbe affidare il timone
della “res pubblica” da decenni nelle mani dalle stesse
persone.So che per molti sarebbe un distacco traumatico (“il
potere logora chi non ce l'ha”, sosteneva Andreotti) togliere
le mani dalle leve del potere, ma bisogna ricordarsi che l’età
anagrafica porta ad avere dei limiti e gestire certe situazioni
diventa molto difficile come ci hanno spiegato, oltre a papa
Benedetto XVI, anche il presidente Napolitano e Dario Fo.
Ma assumono un significato rilevante le parole del nuovo
Pontefice Francesco che ha ricordato come la vecchiaia sia
la sapienza della vita e ha sottolineato l’esigenza di
trasmetterla ai giovani e di non cedere al pessimismo.
Ma per uscire da questo stallo oltre che ad una necessaria
riforma della politica e dello Stato occorre una seria riforma
della scuola dove si ritorni ad insegnare ai ragazzi a
diventare cittadini di domani e
riprendere quei valori
purtroppo quasi cancellati dalle materie di insegnamento.
Senza la politica non si può governare uno Stato, ma la
politica deve stare vicina e dalla parte dei cittadini perché se
la politica diventa una “Casta” oltre che alla sfiducia porta lo
Stato allo sfascio totale. Occorre cambiare ma anche ricucire
e ricolmare il vuoto generazionale e culturale che da troppi
anni divide i giovani dagli anziani. Agli anziani serve fare il
primo passo indietro per andare avanti e ai giovani con la
loro esuberanza e intelligenza tentare di crearsi il futuro.
E credo che il volontariato possa dare un grande contributo a
questo riavvicinamento.
2
Sommario
Editoriale - Minuto
Sapienza... - Scarrone
8°Congresso Auser - Piccardo
Elezioni - Astengo
L’esperienza - Pastore
L’intervento - Sorgini
Welfare e lavoro - Delbuono
25 aprile - Anpi
Il libro - Moretti
Una partigiana - Tagliavini
Il mio anno Auser - Semeria
La testimonianza - Rossello
Le risposte di Sergio Lugaro
Primo maggio interviste
1° maggio Cgil reg. - Vesigna
1° maggio - Savona - Rossello
Elogio agli orti -Tissone
Cittadini virtuosi - Giacobbe
Gallina al guinzaglio - Rebagliati
Notizie dai centri
Concorsi Età libera
Turismo - Moretti
Non è mai troppo tardi - Calabria
Riflessioni - Ubaldi
Pag. 2
Pag. 3
Pag. 4-5
Pag. 6-7
Pag. 8-9
Pag. 9 -10
Pag. 11
Pag 12
Pag. 12
Pag. 13
Pag. 14
Pag. 15
Pag. 16
Pag. 16
Pag. 17
Pag. 17
Pag. 18
Pag. 19
Pag. 19
Pag. 20-21
Pag. 22
Pag. 19
Pag. 23
Pag. 23
Direttore Responsabile: Tomaso Minuto
Coordinamento redazionale:
Dominica Piccardo
Comitato di redazione: Angelo Calabria,
Claudio Tagliavini, Mario Tissone
Hanno collaborato a questo numero
Franco Astengo, Luciana Burattini, Barbara
Delbuono, Carlo Giacobbe, Matteo Greco,
Roberto Grignolo, Sergio Lugaro, Gervasio
Moretti, Carmen Parodi, Aldo Pastore, Attilio
Penna, Samuele Rago, Elvio Rebagliati,
Felice Rossello, Francesco Rossello, Ileana
Scarrone,
Silvio
Scarrrone,
Giuseppe
Semeria, Isabella Sorgini, Caterina Ubaldi,
Federico Vesigno,
EDITORE
AUSER PROVINCIALE SAVONA – ONLUS
(Associazione per l’AUtogestione dei SERvizi e la
solidarietà)
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La sapienza della vecchiaia
Una risorsa da trasmettere ai giovani. Lo ha detto anche il nuovo Papa
QUANDO È NECESSARIO RITIRARSI DALLA MISCHIA
MA RIMANERE UNA TESTIMONIANZA ATTIVA E CONSAPEVOLE
ILEANA SCARRONE *
Il congresso dell’Auser è stato un appuntamento molto
importante per l’associazione, che rappresenta una
realtà tra le più significative del Terzo settore del nostro
paese. I tempi di realizzazione del congresso sia
provinciale, sia regionale e nazionale hanno coinciso
con eventi di grande portata. Dall’ultimo congresso del
2008 molto è cambiato attorno a noi; si sono delineati
nuovi scenari, critici e complessi, in cui anche l’Auser
deve muoversi. Tra gli accadimenti sono certamente
importanti gli esiti problematici delle elezioni in Italia ma
è di portata storica quanto accaduto in Vaticano.
Lo dico in modo forse troppo semplicistico, forse anche
un po’ irriverente: se non bastassero le analisi della
complessità e particolarità della situazione italiana che
da più parti si compiono, si può pensare allo storico, e
per certi versi scioccante, annuncio del Papa delle
proprie “dimissioni”. Il 28 febbraio è terminato il papato
di Benedetto XVI e il 13 marzo è iniziato quello di Papa
Francesco, le cui parole di elogio della vecchiaia hanno
toccato il cuore di molti.
Persino una istituzione
millenaria e conservatrice come la Chiesa ha dovuto
affrontare un evento così straordinario e storico, di cui
non si ricordano altri esempi, se non il “gran rifiuto”
di Celestino V, stigmatizzato con un ingeneroso “per
viltà” da Dante nella Divina Commedia. Il gesto di
Benedetto XVI, al di là di ogni considerazione teologica
e religiosa, al di là di ogni considerazione politica (veri o
presunti scandali, veri o presunti giochi di potere) può
essere considerato un atto profondamente laico, di chi
considera l’esercizio del ruolo di Papa come una
funzione, non come un’investitura personale. Ratzinger
interpreta una funzione, non la impersona, fintanto che
è in grado di esercitarla a dovere; non lega la sua
esistenza terrena a quella funzione e viceversa non la
trascina con sé nella tomba, certo ne rimette in
discussione la sacralità (“Dalla croce non si scende”, ha
commentato amaramente Stanislaw Dziwisz, cardinale
di Cracovia, già braccio destro di papa Wojtyla). Penso
sia giusto interrogarsi sulla profonda umanità di questo
gesto che parte dal riconoscimento dell’intima fragilità
psicofisica dell’uomo che nessuna fede o ideologia può
sublimare. É un atto contro il mito della eterna
giovinezza, di cui si abbevera la società del capitalismo
maturo per moltiplicare le possibilità di consumo delle
sue merci. É un gesto che rivaluta la consapevolezza e
la saggezza dell’abbandono della vita attiva, quando le
forze inevitabilmente ci abbandonano e le nuove
condizioni dischiudono per noi la stagione del ricordo e
della riflessione. Da qui il “no grazie” del presidente
Napolitano per una riconferma al Quirinale. Ma c'è chi,
nei rispettivi ruoli e impegni, come l'astrofisica
Margherita Hack, classe 1922, e l'attrice Franca Valeri
(1925), è deciso a restare sulla breccia.
Il nostro atteggiamento verso la vecchiaia non a caso
Jorge Mario Bergoglio
76 anni, argentino ma
di origini italiane (la
famiglia è della
provincia di Asti, il
nonno partì a fine
‘800), dal 13 marzo
2013 è papa
Francesco.
Il nuovo Pontefice ha
definito la vecchiaia:
“la sede della
sapienza della vita” e
ha aggiunto:
”doniamo ai giovani
questa sapienza”
prevede sia momenti di sostegno alla fragilità sia
iniziative per valorizzare l’invecchiamento attivo.
Bisogna prendere coscienza che l’allungamento della
speranza di vita non sempre equivale ad una elevata
qualità della vita. Noi ribadiamo con convinzione che
ogni vita è una testimonianza importante e rispettiamo
profondamente le scelte dei grandi vecchi. Nei nostri
centri incontriamo tanti ultra ottantenni e spesso ci
viene il desiderio di stimolarli a partecipare ad iniziative,
ad eventi culturali che, qualche volta, per loro risultano
troppo faticosi. Talora come Ratzinger desiderano
ritirarsi, fare vita tranquilla, magari allietata
solo dal riflesso della vita attiva dei loro figli e nipoti e
da qualche partitina alle carte.
A loro va la nostra simpatia e il nostro grande rispetto.
Incontriamo anche anziani fragili che attraverso il nostro
Filo d’argento riescono a mantenere una certa
autonomia, a godere ancora della propria casa, a
incontrare persone che vogliono loro bene e che li
sanno ascoltare e aiutare.
A loro va la nostra comprensione e il nostro affetto.
Ma per fortuna incontriamo, nella nostra associazione,
anche tanti ultra ottantenni che continuano nella
partecipazione attiva alla società sostenendo il
volontariato sia con la partecipazione alle attività
proposte sia come fruitori o come volontari.
Essere ultraottantenni in buona salute, attivi, allegri,
magari perdendo qualche freno inibitore che durante
l’età matura ci ha impedito di godere a pieno delle
nostre capacità, è una ricchezza che molti posseggono
e che condividono con gli altri, una testimonianza, una
speranza. Per dirla con uno slogan caro all’Auser: la
vecchiaia è una fase della vita e non è un onere ma una
risorsa.
* Presidente Auser Savona
3
OTTAVO CONGRESSO AUSER: UN PROGETTO PER
DOMINICA PICCARDO
Riconfermata Ileana Scarrone alla
guida
dell’Auser savonese al
termine dell’ ottavo congresso che
si è tenuto il 28 febbraio presso la
Sala Soci Coop di via Baracca.
Gli 85 delegati e i numerosi invitati
hanno dibattuto e approfondito i
temi congressuali. Tra gli invitati è
stata particolarmente gradita la
presenza e gli interventi di: Lorena
Rambaudi assessore regionale alle
Politiche sociali, Federico Berruti
sindaco di Savona, Isabella Sorgini
assessore alle Politiche sociali del
Comune di Savona, la neo eletta
Anna
Giacobbe,
Francesco
Rossello segretario generale della
Camera del Lavoro di Savona, Gian
Luigi
Bellomi
segretario
del
sindacato pensionati Cgil, Roberto
Grignolo presidente Anteas, Gigliola
Torello presidente Ada.
La dettagliata relazione della
presidente Scarrone, ha fornito
numerosi spunti di riflessione e di
approfondimento sia sui temi
generali
sia
sulle
tematiche
congressuali.
Oltre a trattare le
tesi del documento nazionale si è
discusso del ruolo e delle importanti
funzioni che la nostra Associazione
ha sviluppato in questi quattro anni:
dall’ultimo congresso ad oggi. Gli
interventi dei referenti delle aree
tematiche hanno messo in rilievo il
bilancio assai favorevole delle
molteplici
attività
sviluppate
dall’Auser
savonese.
Abbiamo
implementato volontari e servizi di
tutela delle fragilità e organizzato
numerose
occasioni
di
socializzazione, culturali, di turismo
e concorsi rivolti alla valorizzazione
delle capacità dei cittadini dai
capelli bianchi.
Nel pomeriggio si è provveduto agli
adempimenti congressuali: gli 85
delegati al congresso provinciale
hanno eletto i delegati a quello
regionale da cui sono scaturiti i
delegati al nazionale che si è tenuto
a Riccione il 20-21 e 22 marzo 2013
che ha nominato Enzo Costa nuovo
presidente
e
prodotto
un
documento conclusivo di ampio
respiro. Il Congresso regionale, in
cui è stato riconfermato alla
presidenza Angelo Sottanis, si era
svolto a Genova il 5 e 6 marzo.
Con il Congresso Nazionale sono
stati definiti i nuovi quadri dirigenti
dell’organizzazione e la linea
strategico-politica scaturita, in modo
condiviso dalla discussione anche
arricchita
dai
contributi
della
segretaria Cgil Camusso e dello
4
Spi Cgil Cantone.
Il processo
democratico all’interno della nostra
associazione ha lunga tradizione e
radici nel sindacato Cgil da cui
Auser è scaturito oltre 20 anni fa. Il
congresso
è
un
momento
fondamentale e insieme alla
condivisione della nostra “carta dei
valori” orienta e costituisce la parte
identitaria per i soci e per i volontari.
La
partecipazione
alle
fasi
congressuali sono quindi state una
occasione di discussione e di
condivisione. Lo scambio tra
volontari di realtà diverse dislocate
sparse sul territorio nazionale sono
ricchezza e linfa per proseguire
nell’attività di solidarietà che ci
vede impegnati a sostegno di un
welfare sempre più minacciato dai
tagli e dalla scarsità di risorse
pubbliche.
L’azione dei Volontari non deve
essere sostitutiva in alcun caso di
lavoro ma deve essere un dono che
consenta la partecipazione alla vita
sociale della propria comunità, a
sostegno degli anziani fragili,
dell’integrazione tra culture diverse
e della intergenerazionalità. Uno dei
temi
centrali
del
documento
congressuale ha evidenziato la
possibilità e l’esigenza di aprirsi ai
.
TUTTE LE ETÀ. I DIVERSI COLORI DELLA SOLIDARIETÀ
GIORGIO NAPOLITANO
SOCIO ONORARIO AUSER
giovani e a persone provenienti da
altri Paesi nonché l’esigenza di una
di
una
legge
nazionale
sull’invecchiamento che consenta
una semplificazione in materia di
rimborsi.
La nostra Associazione, lontana
dall’essere sostitutiva del ruolo del
sindacato,
conferma
però
la
necessità di essere presente ai
tavoli di coprogettazione ribadendo
il valore della sussidiarietà e
proponendo la sperimentazione di
“patti di solidarietà ” con gli Enti
pubblici.
IL NEO PRESIDENTE NAZIONALE
Enzo Costa, cagliaritano 60 anni, è
il nuovo presidente
nazionale
Auser.
Costa è stato eletto il 22 marzo al
termine delle tre giornate di
Congresso Nazionale svoltesi al
Palacongressi
di
Riccione.
Succede a Michele Mangano che
lascia la presidenza dopo sei anni..
La presidenza nazionale di Auser
risulta così composta: Enzo Costa
(presidente), Celina Cesari e
Claudio Ragazzoni.
5
La tessera n. 1 2013 dell’Auser è
stata consegnata al presidente
Napolitano (nella foto) al Quirinale.
“Siamo onorati- ha commentato l’ex
presidente auser Mangano- di
sapere che il presidente della
Repubblica
al
nostro
fianco
nell’impegno per rendere gli anziani
protagonisti dello sviluppo sociale e
culturale del Paese. Il conferimento
della tessera onoraria è per noi
ragione di orgoglio e sarà di
ulteriore
grande
stimolo
alle
nostre
attività
quotidia
ne
in
aiuto
dei
cittadini
più
fragili e
per
lo
sviluppo e la salvaguardia dei beni
comuni”.
L'analisi delle elezioni 2013
ECCO COM'È CAMBIATA LA MAPPA DEL VOTO
FRANCO ASTENGO*
Dalle urne delle elezioni politiche
2013 è uscito un magma complesso e
per molti versi inestricabile a fronte
dell'esigenza di dare una guida
stabile al Paese. Emergono dati di
grande interesse al riguardo della
“volatilità” elettorale complessiva,
dell’interscambio tra le diverse forze
politiche, della diversità o meno tra le
situazioni locali. I dati, è bene
precisarlo, sono riferiti all’elezione
della
Camera
dei
Deputati,
rappresentativa
dell’intero
corpo
elettorale.
IL VOTO A LIVELLO NAZIONALE
La previsione di un aumento del “non
voto” è stata puntualmente rispettata.
La quota dei partecipanti al voto, nel
2008 all’80,91% è scesa al 75,19% (5,72%). Inclusa la percentuale del
2,57% relative a schede bianche e
schede nulle, i voti validi sono calati
di quasi 2,5 milioni in cinque anni. Il
totale dei voti validi è di 34.002.523; il
totale del non voto tocca quota 13
milioni (nel 2008: 10,5 milioni circa),
più di 2,5 milioni. Si può quindi
affermare che nessuna forza politica
sia riuscita ad intercettare in misura
significativa la disaffezione e, di
conseguenza, l’alto tasso di volatilità
verso le nuove liste che hanno
ottenuto
significativi
risultati
(8.688.545 voti per il M5S; 2.823.814
voti per Scelta Civica di Mario Monti,
1.090.802 voti per Sel) si può
considerare del tutto interna al
sistema. In queste condizioni è del
tutto
fuori
luogo
parlare
di
“eccezionale rimonta” da parte di
Silvio Berlusconi e del centro destra:
la coalizione ha perso, in cinque anni,
7.141.406 voti (il Pdl ha ceduto
6.297.000 voti circa, la Lega Nord
1.600.000, parzialmente compensati
dai suffragi raccolti da nuove
formazioni, significativo il risultato
della lista Fratelli d’Italia con 666.001
voti). L’effetto “rimonta”, mai in campo
per davvero, è stato dovuto al
contemporaneo calo del Pd e della
coalizione di centrosinistra: nel 2008,
composta dallo stesso Pd e dall’Idv,
aveva raccolto 13.689.330 voti; nel
2013, composta da Pd, Sel e Cd di
Tabacci e Donadi, ne ha raccolti
10.047.507 (meno 3.642.000 circa).In
realtà il Pd aveva goduto di sondaggi
favorevoli
al
momento
delle
“primarie”, sia per l’assenza in quel
momento di competitori sul piano
politico (Monti faceva ancora il tecnico
super-partes, il centrodestra appariva
smarrito e senza guida, M5S era
sicuramente sottostimato), sia per
l’enfasi mediatica suscitata da
quell’avvenimento. Ebbene lo stesso
Pd è rimasto prigioniero nel recinto
dalle primarie: tra i 3 milioni di
partecipanti a quell’evento e gli
8.642.700 voti raccolti il 24 e 25
febbraio emerge una scarsa capacità
dei partecipanti alle primarie di
rappresentare uno “zoccolo duro” di
attivisti capaci di coinvolgere ampi
strati dell’opinione pubblica. Sorge a
questo punto una domanda: da dove
arrivano gli oltre 11,5 milioni di voti
che rappresentano la somma dei voti
raccolti da M5S di Beppe Grillo e
Scelta Civica di Monti? Si può
ipotizzare, fatto salvo il dato di
“cannibalizzazione” da parte di Scelta
Il totale del non voto ha toccato
quota 13milioni (10,5 nel 2008).
Il centro destra in 5 anni ha
perso oltre 7milioni di voti ; il
centro sinistra ne ha persi oltre
3,5 milioni
civica dei suoi alleati (l’Udc ha ceduto
circa 1,4 milioni di voti; Fli si è fermata
a 150mila voti su tutto il territorio
nazionale), un ingresso bipartisan di
voti a favore di M5S. Sarebbe la
prima volta che, dalla modifica della
legge elettorale avvenuta nel 1993
con l’adozione del maggioritario, poi
corretto nell’attuale proporzionale con
premio di maggioranza, un fenomeno
del genere, si è manifestato, in tali
rilevanti
proporzioni, di effettivo
passaggio da entrambi i fronti del
defunto bipolarismo italiano, a una
“terza forza” dalle caratteristiche per
ora
di
tipo
precipuamente
protestatario e formata sul modello
del “partito elettorale personale”.
L’affermazione del Movimento di
Grillo segna comunque il “de
profundis”
per
il
particolare
“bipolarismo all’italiana” fondato su
larghe (e litigiose) coalizioni ma per
6
un certo periodo entrato nella
mentalità del cosiddetto elettore
“mediano”.
Le
due
coalizioni
maggioritarie nel 2008 avevano
assommato l’84,46% dei voti validi
(46,81% il centrodestra, 37,55%
l’alleanza Pd-Idv). Adesso le prime
due coalizioni assommano all'58,73%
(meno 25,73%). Infine il disastro di
Rivoluzione
civile:
nel
2008
Arcobaleno e Idv (forze d’origine di
Rivoluzione civile) avevano ottenuto
oltre 2 milioni e 670mila voti;
Rivoluzione civile ne ha conseguito
765.054. Considerato che Sel (frutto
in larga parte di una scissione di
Rifondazione) ha avuto circa un
milione di voti, si può dire che
Rivoluzione civile ha ceduto un altro
milione di voti, suddiviso tra M5S e
astensione, al punto da far pensare
come quasi sparito un elettorato di
appartenenza storica.
IL VOTO IN LIGURIA Anche in
Liguria si è registrata la crescita del
fenomeno del “non voto”: da 78,00%
a 75,11%, con una perdita del 2,89%.
La novità più rilevante del panorama
elettorale
ligure è sicuramente
rappresentata dalla maggioranza
relativa raggiunta da M5S con
299.966
voti
(32,10%),
novità
dirompente
considerato
che
il
Movimento si presentava per la prima
volta alle “politiche”, superiore di gran
lunga alla media nazionale. Risultato
dovuto al calo degli altri partiti.
Valutiamo allora le cifre, partendo
dalla coalizione di centrosinistra. Nel
2008 l’alleanza Pd-Idv raccolse in
Liguria 425.055 voti (42,51%). Nel
2013 l’alleanza tra Pd, Sel, Diritti e
libertà ha ottenuto 290.052 voti
(31,08%) con una perdita di 135.003
voti (11,43%). Essendo Sel alla sua
prima esperienza elettorale dal punto
di vista della singola forza politica è
possibile calcolare soltanto la perdita
subita dal Pd, pari a 117.405 voti
(9,89%).
Sul
versante
del
centrodestra, nel 2008 la coalizione
Pdl-Lega si era attestata su 435.171
suffragi (43,58%). Il 24-25 febbraio
scorso il centrodestra, formato questa
volta, da Pdl, Lega Nord, La Destra
(nel 2008 da sola ottenendo in Liguria
26.889 voti pari al 2,69%) e la nuova
(segue a pagina 7)
L'analisi delle elezioni 2013
(da pagina 6)
formazione “Fratelli d’Italia”, ha
ottenuto 215.186 voti con
una
flessione di 219.989 voti (20,56%).
Dal punto di vista delle singole forze
politiche il Pdl scende da 367.374 voti
a 174.568 ( - 192.806, pari
al
20,06%), la Lega Nord cala da 68.337
voti a 21.861 (- 46.746 pari al 4,50%),
La Destra scende da 26.889 voti a
5.345 (- 21.554 pari al 2,12%).
Appare evidente che il successo M5S
in Liguria sia stato dovuto a un
afflusso di voti “bipartisan” dal
centrosinistra come da centrodestra,
tanto più che, in misura molto minore
rispetto a M5S, ha aumentato voti
anche il “centro” raccolto attorno alla
lista del presidente Monti. Nel 2008 il
posizionamento “al centro” del
sistema politico era stato mantenuto
dalla sola Udc che, in Liguria, aveva
ottenuto 37.820 voti (3,78%). Nel
2013, in quella posizione politica, si
sono presentate tre liste, in coalizione
tra loro: Scelta civica di Monti, Udc,
Fli per un totale di 92.593 voti pari al
9,90% (più 54.773,
6,12%). La
crescita del “centro” è stata dovuta
all’apporto della Lista Monti che,
singolarmente, ha ottenuto 78.409
voti
(8,39%),
prosciugando
letteralmente l’Udc scesa a 10.565
voti (meno 27,255 pari al 2,65%).
Considerato il calo più accentuato
registrato dal centrodestra si può
affermare che la maggior parte dei
voti ottenuti dalla Lista Monti
provenga da quel bacino elettorale.
Un risultato fortemente negativo è poi
da addebitare alla lista di Rivoluzione
civile. Nel 2008 la lista Arcobaleno e
l’Idv (in alleanza però con il Pd)
avevano sommato 86.135 voti
(8,62%).
Rivoluzione
civile
ha
ottenuto 19.509 voti (- 66.626 voti,
pari al 6,54%). Raffronto negativo
anche per il Partito comunista dei
lavoratori sceso di 2.792 unità
(0,25%).
IL VOTO NEL SAVONESE La
partecipazione al voto, nella provincia
di Savona, si è mantenuto superiore
alla media nazionale: 77.83% dei
votanti contro l'81,17 del 2008. I voti
validi sono stati 11.630. Il dato politico
più rilevante, però, deve essere
considerato la piena affermazione
ottenuta da M5S nel complesso
dell’ambito provinciale: 56.875 pari al
33,03%. Per analizzare questo dato
occorre quindi far partire l'analisi dalle
perdite subite dai due poli principali
(o ex-principali). Il centro-sinistra (Pd,
Sel, Diritti e libertà) ha ottenuto
47.803 voti (27,76%); nel 2008
l’alleanza tra Pd e Idv ne aveva
totalizzato 70.419 (38,31%). La
flessione
del
centrosinistra
è
racchiusa, dunque, in questi numeri:
meno 22.616 voti, meno 10,55%. Il
Pd, in particolare, ha ceduto nella
provincia di Savona 19.328 voti (da
62.126 a 42.798) passando dal
33,80% al 24,86%, mentre è apparso
debole l’apporto fornito da Sel con
4.614 voti (2,68%). Per il centrodestra
le cifre parlano altrettanto chiaro: nel
2008 Pdl e Lega Nord raccolsero,
assieme, 88.455 voti
(48,13%);
adesso Pdl, Lega Nord, La Destra,
Fratelli d’Italia si fermano a 44.637
voti (meno 43.818 pari al 22,21%).
Analizzando
il
comportamento
elettorale dei singoli partiti troviamo
che il Pdl passa da 73.299 voti a
35.931 (meno 37.368 pari al 19,01%),
la Lega scende da 15.156 5.246 (9.910 voti, pari al 5,21%), La Destra
passa da 5.083 suffragi a 970 (meno
4.113, pari al 2,21%). E a conferma
dell’apporto fornito, nella provincia di
Savona, dal centrodestra a M5S, la
verifica relativa alla modestia del
risultato ottenuto dalla coalizione
A Savona il centrodestra ha
perso 8.512 voti; il centrosinistra
5.671 ma ha mantenuto la
maggioranza. Exploit di M5S
con 12.519 voti pari al 33.56%
centrista formata da Lista Monti, Udc
e Fli: 16.169 voti (9,40%). La Lista
Monti ha ottenuto 13.696 voti
(7,95%); l’Udc è passata da 6.785
suffragi (3,69%) del 2008 ai 1.869 del
2013 (- 4.916, pari al 2,61%).
Particolarmente rilevante il dato
negativo di Rivoluzione civile: nel
2008, nella provincia di Savona, la
somma tra Arcobaleno e Idv era
stata di 14.158 voti (7,70%). Il
risultato delle elezioni del 2013 è
stato di 3.107 voti (1,80%). Una
perdita di 11.051 preferenze (5,90%).
Calo netto, anche in provincia di
Savona, per il Partito comunista dei
lavoratori sceso da 1.948 voti a 1.299
(meno 0,31).
7
L’elettorato
IL VOTO A SAVONA
savonese ha mantenuto un certo
tasso di frequentazione delle urne:
36.239 votanti (78,39%) contro i
40.654 (80,30%) del 2008 con una
diminuzione di 4.415 unità (3,91%). I
voti validi sono scesi da 39.405 a
37.307. Nonostante un netto calo di
consensi
la
coalizione
di
centrosinistra ha mantenuto il primato
cittadino. Nel 2008 l’alleanza Pd-Idv si
era attestata su 18.408 suffragi
(46,71%), oggi quella Pd, Sel, Diritti e
libertà si è fermata a 12.737
(34,14%): un calo di 5.671 voti
(12,57%). Il Pd è passato da 16.282
voti a 11.419 (- 4.863) e dal 41,32%
al 30,60% (- 10,72%); in linea
rispetto alla dimensione nazionale il
contributo fornito da Sel con 1.222
voti (3,27%). Nell’ambito del Comune
di Savona, notevole il risultato di
M5S con 12.519 voti (33,56%), molto
superiore alla media nazionale. Del
tutto disastroso il risultato del
centrodestra. La coalizione Pdl, Lega
Nord, La Destra, Fratelli d’Italia ha
ottenuto 6.706 consensi (17,97%);
nel 2008 l’alleanza Pdl-Lega Nord ne
aveva conseguiti 15.218 (38,62%),
meno 8.512 voti (20,65%). Di grande
rilievo il calo del Pdl: da 13.044 del
2008 a 5.326 (- 7.718) e dal 33,10%
al 14,27%; la Lega Nord è calata da
2.174 a 745 voti (- 1.429 pari al
3,53%), la Destra da 951 voti a 187 ( 764 pari all'1,97%). Inferiore alla
media nazionale il risultato della
coalizione centrista formata da Lista
Monti, Udc e Fli con 3.604 (9,66%).
La Lista Monti ha ottenuto 3.039
consensi (8,14%), l’Udc è scesa da
1.389 voti del 2008 427 del 2013 ( 962 voti pari al 2,38%). Rivoluzione
civile ha ottenuto 1.016 voti (2,72%).
Nel 2008 la somma Arcobaleno più
Idv toccava i 3.873 voti (- 1.857 voti
pari al 7,11%). Il Partito comunista dei
lavoratori è sceso da 490 a 291 voti.
*Politologo
Cosa è cambiato rispetto agli anni '70 quando Savona era all’avanguardia per i suoi servizi domiciliari
QUALI STRUMENTI PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEGLI ANZIANI
Un ligure su 4 ha più di 65 anni. Pochi si rendono conto che il nostro sistema sanitario è strutturato per
le malattie acute e non ha né la cultura, né gli strumenti per fronteggiare il tema della cronicità
ALDO PASTORE *
Nella città di Savona, il servizio di
assistenza domiciliare agli anziani è
nato nei primi anni ’70 del secolo
scorso e si è progressivamente
potenziato negli anni successivi. I
principi etici e culturali sui quali il
servizio era sorto sono i seguenti.
1)“L’assistenza domiciliare ai malati
con patologie croniche è, oggi, una
modalità assistenziale che si rende
sempre più necessaria, sia per il
numero crescente di malati in età
avanzata, sia per la continua
riduzione di posti-letto ospedalieri,
che
penalizza
soprattutto
le
persone che hanno bisogno di cure
prolungate. Occorre, perciò, metter
in atto ogni possibile mezzo che
agevoli i compiti di chi svolge
l’assistenza in casa, affinché non
sia
un’assistenza
di
ripiego
conseguente
all’incapacità
del
nostro
sistema
sanitario
a
rispondere alle esigenze di cure dei
giorni nostri”. (dottor Henriquet,
Associazione Gigi Ghirotti)
2) L’assistenza sanitaria territoriale
si conferma lo strumento più
efficace per tutelare la salute dei
cittadini, superare le ineguaglianze
e contenere la spesa sanitaria.
Migliorare l’assistenza territoriale
consente di ridurre la mortalità
infantile e la mortalità per cause
evitabili e, più in generale, di
prolungare l’aspettativa di vita, ma,
anche, di ridurre le spese, evitando
il ricorso improprio a visite
specialistiche
ed
a
ricoveri
ospedalieri impropri. (Starfield, Jon
Hopkins
University)
Desidero,
inoltre, sottolineare che il Comune
di Savona, prima di procedere alla
concreta realizzazione del servizio
di assistenza domiciliare, su
iniziativa del compianto dottor Elvio
Musizzano, programmò un’accurata
ricerca sul territorio, condotta dalla
Scuola superiore di servizio sociale
di Genova, con la finalità di
individuare i bisogni dei potenziali
assistiti e i conseguenti problemi
che la nostra società, nel suo
complesso, era destinata ad
affrontare, nel modo più completo e
razionale possibile. Nacquero da
questa iniziativa i presupposti per
dare concreta attuazione a idonei
servizi di assistenza domiciliare.
Posso così sintetizzare questi
presupposti:
1) Intervento sanitario ed intervento
sociale non soltanto dovevano
coesistere, ma dovevano essere
strettamente interdipendenti ed
armonicamente collegati.
2) Nella concezione dell’intervento
socio-sanitario integrato, doveva
trovare
concreta
realizzazione
8
l’ideale tipologia di azione e cioè:
prevenzione, cura, riabilitazione.
3)
Occorreva
pervenire
alla
integrazione funzionale tra servizi
ospedalieri e servizi territoriali. Sulla
base di questi presupposti vennero
progressivamente creati i servizi di
assistenza domiciliare agli anziani e
soggetti disabili, con la seguente
suddivisione del personale nelle 5
circoscrizioni comunali
1°
circoscrizione
2°
circoscrizione
3°
circoscrizione
4°
circoscrizione
5°
circoscrizione
1 Ass. sociale
4 Collollaboratrici
2 Infermieri
1 Ass. sociale
6 Collaboratrici
3 Infermieri
2 Ass. sociali
7 Collaboratrici
3 Infermieri
1 Ass. sociale
5 Collaboratrici
2 Infermieri
3 Ass. sociali
10 Collaboratrici
1 Ass. Sanitaria
4 Infermmieri
Le componenti delle équipe, sopra
riportate, erano dipendenti comunali
ed erano state assunte dopo
regolari concorsi pubblici.
Il servizio si avvaleva inoltre di:
- Servizi centralizzati di lavanderia
sorti attraverso appositi accordi con
imprese private.
(segue a pagina 9)
(da pagina 8)
- Fornitura di pasti a domicilio,
attraverso un regolare accordo
sottoscritto con la cooperativa,
addetta alla preparazione dei cibi
per le mense scolastiche.
-Servizio medico domiciliare, con
possibilità, da parte degli anziani e
dei disabili, di avere a disposizione
non soltanto il medico di base, ma,
anche, di specialisti delle seguenti
discipline: cardiologia, oculistica,
urologia e neuropsichiatria
(su
ovvia richiesta del medico curante);
utilizzo
degli
ambulatori
di
circoscrizione e di quartiere.
- Centro di riabilitazione neuro–
motoria e di podologia, sorto nel
vasto piano-terra dell’edificio sito in
via Maciocio di proprietà comunale.
Questo
centro,
perfettamente
attrezzato, era dotato del seguente
personale: un medico neurologo, un
medico ortopedico, 2 fisioterapisti,
un podologo. Il centro svolgeva un
decisivo apporto riabilitativo per gli
anziani, affetti da patologie neuromuscolari ed ortopediche ed una
funzione importante per la cura e la
riabilitazione delle disfunzioni dei
piedi così frequenti nelle persone
anziane. Quale giudizio esprimere
su questi servizi in allora realizzati?
Rispondo con poche righe. É
sufficiente evidenziare che Savona,
in questo specifico settore, grazie,
soprattutto
alle
capacità
professionali e al costante impegno
di tutto il personale, dipendente e
convenzionato, divenne un centro di
riferimento nazionale, al punto che
nel 1974, allorquando la televisione
era ancora in bianco e nero, venni
invitato a Roma per partecipare ad
una trasmissione (di cui purtroppo
non ricordo il titolo) che andava in
onda alle 13 ed era condotta da
Dina Luce e Francesco Modugno e
che aveva appunto, come tema, il
problema
dell’assistenza
agli
anziani. Oggi, debbo constatare,
con profondo rammarico, che la
situazione è peggiorata; ma le
responsabilità oggettive dell’attuale
decadimento non possono essere
attribuite ai comuni, e men che mai
al Comune di Savona; in assoluta
sincerità ed, anzi, con profonda
convinzione, ritengo che la crisi
dell’attuale politica socio-sanitaria
possa così riassumersi. In Liguria,
con l’avvio della Legge di riforma
sanitaria del 1978, sono stati, di
fatto, soppressi o sono stati
radicalmente ridimensionati i servizi
socio sanitari territoriali, perché, a
differenza di altre regioni, non si
sono, volutamente costituite le unità
socio sanitarie locali, vale a dire la
coesistenza e la simbiosi tra
intervento socio assistenziale ed
intervento sanitario; sono state
smembrate, di conseguenza, le
équipe socio-sanitarie territoriali
esistenti ed i servizi ad esse
collegati. La medicina di base
territoriale è stata abbandonata al
proprio destino ed è stata, quindi,
isolata, avendo, essa, perso gli
indispensabili contatti non solo con i
servizi socio assistenziali ma anche
con i servizi ospedalieri. Gli
ospedali sono diventati strutture a
se stanti, avulse dal contesto
istituzionale provinciale e, per
questa ragione, stanno diventando
centri di interessi e, quindi, di
contrasti di basso profilo ed
esclusivamente localistici.
Lo
smembramento, sopra descritto, ha
portato, come conseguenza logica,
ad un abnorme aumento della
richiesta e dell’effettuazione di
esami specialistici, di eccessivi
ricorsi ai servizi di pronto soccorso
ospedalieri e, soprattutto, di ricoveri
ospedalieri
impropri.
Lo
stravolgimento, sopra descritto, ha
condotto ad un innaturale ed illogico
incremento della spesa sanitaria (in
netta contrapposizione con i principi
etici e culturali suggeriti da Barbara
Starfield). Infine, viene sottovalutato
ed, addirittura, ignorato il problema
degli anziani; ancora una volta si
dimenticano le cifre e le statistiche,
ed, allora, dobbiamo rammentare
che, oggi, ben più di un ligure su
quattro ha superato la boa dei 65
anni; gli ultra65enni sono 431.017 e
rappresentano il 27% dell’intera
popolazione (erano 402.000, dieci
anni fa, 362.000 andando indietro
nel tempo di altri dieci anni).I dati
Istat ci dicono che, al prossimo
rilevamento statistico, si arriverà ad
un “over 65” ogni tre abitanti. Di
fronte a questo inconfutabile
andamento statistico, ben pochi si
rendono conto (soprattutto a livello
politico) che il nostro sistema
sanitario è strutturato per far fronte
alle malattie acute e non ha,
attualmente, né la cultura, né gli
strumenti attuativi per fronteggiare
adeguatamente il tema della
cronicità, nei suoi molteplici e
variegati aspetti.
I servizi sociali oggi
SORGINI: “IL NOSTRO IMPEGNO
A NON LASCIARE NESSUNO SOLO”
ISABELLA SORGINI*
Si potrebbero fare tante analisi, dire tante parole,
l'aumento della popolazione anziana, i costi per la
salute , l'aumento della fragilità anche economica, la
solitudine ; voglio però usare queste poche righe per
condividere con voi le azioni concrete che il mio
assessorato pone in essere per la protezione e la
promozione degli anziani della nostra città, sia per
una maggiore informazione e comunicazione ma
anche per sottolineare la priorità che il mondo degli
anziani ha nelle politiche della città. Certo si potrebbe
fare di più e il cammino per una effettiva rete integrata
di servizi è ancora lunga però sono orgogliosa delle
cose che facciamo e come vedrete ancora di più
perchè si fanno in collaborazione e dentro una
progettualità con il vivo mondo dell'associazionismo e
del volontariato. Seguirà una breve descrizione del
servizio, delle persone che ne beneficiano ed il costo
per l'anno 2012 e l'impegno anche per il 2013 di non
diminuire di un'euro , nonostante i tagli che a livello
nazionale hanno subito in questi anni i servizi sociali.
Continueremo a non lasciare solo nessuno...anche
insieme a voi.
L’assistenza domiciliare assicura l'erogazione di
prestazioni socioassistenziali svolte presso l’abitazione
(segue a pagina 10)
9
Centro diurno “L'albero della vita”. Questa struttura
ospita durante il giorno persone affette dal morbo di
Alzheimer o altro tipo di demenza senile, garantendo
un’adeguata assistenza professionale. Gli ospiti
vengono coinvolti da personale specializzato in attività
occupazionali e di socializzazione di vario tipo. Il
servizio è finalizzato a permettere alla persona di
continuare ad abitare presso la propria abitazione,
garantendo alla famiglia un significativo sostegno
durante l’orario diurno. 24 utenti costo 27.750.
Interventi di comunità per anziani: il servizio viene
erogato attraverso i custodi sociosanitari e consiste in
interventi di controllo e monitoraggio,sia telefonico che
mediante accesso diretto domiciliare, a favore di
persone anziane in situazione di particolare disagio,
legata alle condizioni di salute e a forme di solitudine e
isolamento. A seguito dell’approvazione del progetto
realizzato dall’ATS distrettuale, come richiesto dalla
Regione Liguria, è stato formalizzato il ruolo del terzo
settore, che vede nell’AUSER Provinciale il proprio
referente, e che entra a pieno titolo nella realizzazione
degli interventi n. 48 utenti € 192.921,00.
Invecchiamento attivo .Si tratta della realizzazione di
attività di socializzazione ed integrazione sociale dove
stare in compagnia trascorrendo piacevolmente il
tempo. I centri ricreativi per la terza età sono luoghi in
cui trascorrere il tempo libero. Vengono proposti giochi,
laboratori artistici e culturali, ginnastica. Sono inoltre
organizzate gite e soggiorni. È un servizio in
convenzione con Auser costo 9000 euro annue per
rimborso spese volontari
Questi sono i principali servizi tante, però, sono le
attività
proposte
anche
dall'assessorato
al
decentramento, dall'assessorato alla cultura e dalle
tante associazioni presenti nella nostra città.
(Da pagina 9)
dell’utente che si trova in condizione di bisogno.
Le prestazioni di assistenza domiciliare tutelare sono
orientate a rispondere alle esigenze di autonomia e di
cura dell’anziano in situazioni di elevata complessità
assistenziale Le prestazioni di assistenza domiciliare
familiare sono orientate a rispondere alle esigenze di
autonomia e di aiuto domestico in situazioni di non
elevata complessità assistenziale. Le persone c hanno
usufruito del servizio sono 161 per un costo di 161
410.329,00.
Pasti caldi a domicilio . Il servizio fornisce un pranzo
caldo domicilio quotidiano, variato nutrizionalmente
completo, ai cittadini che non siano in grado di
provvedere autonomamente a questa funzione
beneficiari 46 il costo pari a 110.509,00.
Inserimento strutture residenziali. Qualora il ricorso
all’inserimento in struttura sia valutato come
necessario, il servizio sociale territoriale provvede
all’attivazione
delle
procedure
di
valutazione
multidisciplinare e all’individuazione della struttura che
meglio risponde alle caratteristiche dell’anziano. Il
Comune interviene nel pagamento ad integrazione della
retta socio-alberghiera qualora né l'utente con il proprio
reddito né i famigliari tenuti agli alimenti siano in grado
di farvi fronte . 94 anziani inseriti costo 570.350.00 euro
Sostegno economico agli anziani. È un servizio che
si basa sull’erogazione di danaro volto alla
soddisfazione di esigenze di natura eccezionale e
contingente. Vengono prevalentemente utilizzati per far
fronte a spese di utenze, affitti e spese condominiali. E’
da considerarsi uno strumento temporaneo per favorire
il superamento dello stato di bisogno e deve
necessariamente essere affiancato da altre strategie
per tendere al fine ultimo della rimozione del bisogno
alla radice. 161 gli anziani che ne anno beneficiato per
113 .090. euro.
Agevolazioni tariffarie sui trasporti pubblici urbani.
rivolti prevalentemente a cittadini residenti anziani e
disabili con un Isee non superiore a 6.2250,00 euro.
L'agevolazione consiste in una riduzione pari al 50%
sulle tariffe di viaggio all’interno del territorio del
Comune di Savona. 305 utenti per 47.011.00 euro.
Fondo per la non autosufficienza. Rivolto a persone
anziane con riconoscimento di invalidità civile al 100%
e indennità di accompagnamento o minori e adulti
dichiarati disabili gravi ai sensi della Legge 104/92, con
indennità di accompagnamento, impossibilitati a
svolgere le funzioni proprie della vita quotidiana e
quelle dedicate alla cura della propria persona, con
difficoltà nelle relazioni umane e sociali, nelle attività
strumentali, nella mobilità e nell’uso dei mezzi di
comunicazione. Questo servizio prevede un contributo
di 350.00 euro mensili purché il valore Isee non superi i
10.000 euro n. 216 € 798.490,00.
Responsabile famigliare di distretto. Figura istituita
su esplicita richiesta regionale per monitorare l'utilizzo
del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza,
inizialmente finanziata, assolve oggi ad un ruolo
maggiormente
ampio
collegato
al
tema
dell'invecchiamento attivo, curando la rete distrettuale
istituita. n. 300 utenti di cui 216 beneficiari di Frna
(Fondo regionale non autosufficienza) e 84 con i
progetto di invecchiamento attivo 29.630.00.
*Assessore alle Politiche Sociali Comune di Savona
Si invitano i savonesi a partecipare la sera del 24
Aprile alla tradizionale fiaccolata che si concluderà,
come tradizione, in Piazza Martiri e alla giornata di
Festa per la Liberazione che si terrà il 25 Aprile sul
Priamar.
Il gazebo dell’Auser sarà presente sulla Fortezza,
insieme con Anpi, Isrec e altre associazioni a
testimonianza dell’impegno del volontariato per
sostenere i valori della Resistenza e della
Costituzione.
La giornata del 25 oltre che di riflessione e di
commemorazione sarà, ovviamente, di festa e
allegria.
10
L'intervento
L'esigenza di un Piano per un nuovo sistema assistenziale che valorizzi il Terzo settore sotto la regìa pubblica
WELFARE: NON UN COSTO MA UN'OCCASIONE DI SVILUPPO
Passare dalle semplici elargizioni monetarie alla erogazione di servizi. Soddisfare i bisogni collettivi può
rappresentare un volano per la ripresa e il rilancio economico e occupazionale in particolare femminile
BARBARA DELBUONO *
Tralasciamo i numeri, per evidenti ragioni di spazio,
sapendo che dall’analisi di quei numeri bisognerebbe
partire per evidenziare la situazione drammatica in cui
versa il Paese sia sotto il profilo economico che sociale,
senza una prospettiva di crescita per il futuro e con gli
effetti dei pesanti tagli alle risorse destinate allo stato
sociale.
In questo contesto le famiglie restano senza lavoro,
senza reddito e senza servizi.
Gli enti locali sono costretti a comprimere i servizi
aumentando la compartecipazione alla spesa da parte
delle famiglie. Il welfare, contrariamente a quanto fatto
dai precedenti Governi che hanno operato tagli
indiscriminati, non è un costo da comprimere ma una
grande occasione di sviluppo.
“Soddisfare”
i
bisogni
collettivi
rappresenta
un’occasione di ripresa, sviluppo economico e
occupazionale. Passare, ad esempio, dalle erogazioni
monetarie alla erogazione di servizi (e una larga fetta di
spesa sociale è rappresentate proprio da queste prime)
già di per sé rappresenterebbe la creazione di
condizioni di sviluppo ed occupazionali.
C’è un altro aspetto che pare utile sottolineare. A fronte
della riduzione dei servizi, quindi il “welfare che non
c’è”, il così detto lavoro di cura non è che sparisce, ma
viene scaricato sulle donne, senza peraltro venire
riconosciuto
né
socialmente
e
nemmeno
economicamente. Uno dei nodi è l’assenza o il
progressivo smantellamento degli asili nido, che
permettono alle donne di poter lavorare; è stato stimato,
infatti, che un potenziamento dei nidi intorno al 10%
porterebbe ad un incremento di circa il 14% delle
probabilità delle donne di trovarsi un lavoro.
Tutti gli indicatori disponibili dicono che l’occupazione
femminile genera sviluppo perché crea domanda di
beni e di servizi e produce a sua volta altro lavoro. Dati
della Banca d’Italia confermano che un aumento della
partecipazione femminile fino al 60 per cento delle
donne occupate porterebbe un incremento del Pil di
circa il 7 per cento. Perciò, e non solo per questo,
possiamo pensare che l’incremento di risorse destinate
al welfare, il ripristino del Fondo per la Non
Autosufficenza, le Politiche sociali e per l’infanzia
possano mettere in moto l’economia del nostro Paese.
Nel Piano per il lavoro la Cgil indica la necessità di
contrattare a livello nazionale e territoriale con le
Istituzioni un nuovo modello di welfare partecipato, per
contrastarne lo smantellamento. Noi, della Cgil, siamo
convinti e pensiamo che se pur la funzione di presa in
carico della persona, della progettazione e promozione
dei servizi, l’investire su percorsi di partecipazione delle
associazioni, anche di quelle espressioni di
volontariato, il coinvolgimento e coordinamento di tutti
gli attori
estremamente
frammentati
del Terzo
settore debba
restare sotto la
regia del
pubblico,debba
essere
valorizzato
anche il ruolo
del terzo
settore e del
volontariato
contrastando
l’idea che a queste imprese/associazioni debbano
essere destinate fette di lavoro dequalificato e
malpagato, ma deve essere considerato come un
pezzo di funzione pubblica che concorre alla
costruzione del bene comune.
Per fare ciò, ancora molto distante dall’essere
realizzato, serve un nuovo tavolo di confronto pubblico
e privato allargato, non più chiuso dentro ai confini dei
singoli Comuni, che riesca ad individuare obiettivi
condivisi e metta a disposizione della collettività le varie
e frantumate energie che il territorio sa esprimere per
costruire un piano per un nuovo welfare.
*Barbara Delbuono fa parte della segreteria della Camera
del Lavoro
11
25 Aprile
CAMBIARE MANTENENDO I VALORI DI RESISTENZA E COSTITUZIONE
“Riprendiamoci in mano il destino e il futuro” come affermavano i giovani Partigiani. L’Anpi in prima linea per
mantenere vivi e attuali i valori sanciti dalla Costituzione nata dall’antifascismo e conquistata con la Resistenza
"Respingere
l’indifferenza,
la
rassegnazione, la “distrazione”, in
nome di quei giovani che a partire
dal 1943 ebbero il coraggio di
riprendere in mano il loro destino e
il loro futuro". Queste le parole,
pronunciate, il 9 marzo scorso, da
Carlo
Smuraglia,
presidente
nazionale dell’Anpi, in apertura
della manifestazione di Torino in
occasione del 70° anniversario degli
scioperi del 1943.
E mentre ci apprestiamo a ricordare
la Festa della Liberazione e con
essa tutti coloro che scelsero di
essere dalla parte della libertà partigiani, appunto - dobbiamo
calarci nella realtà odierna, gravida
di pericoli per la democrazia e
carica di incertezze sul futuro,
senza reticenze o paura di essere
fraintesi; dobbiamo essere di parte,
come lo furono “quei giovani che a
partire dal 1943 ebbero il coraggio
di riprendere in mano il loro destino
e il loro futuro”. Diversamente
sarebbe solo inutile retorica.
SAMUELE RAGO*
Perché voler ignorare che, ancora
una volta, l’esito elettorale ci ha
consegnato una società divisa
proprio
sui
fondamenti
della
Repubblica nata dalla Resistenza?
Pdl e M5S, pur antagonisti su temi
di grande rilievo, coincidono però
nell’idea di scardinare l’ordinamento
democratico
definito
dalla
Costituzione antifascista.
Il
presidenzialismo
e
la
sottomissione della magistratura al
potere politico, non è più grave del
volere eliminare i partiti ed
introdurre la “democrazia diretta”; in
entrambi i casi si tratta di voler
sostituire la democrazia con il
populismo. E, se davvero vogliamo
tenere alte le ragioni ed il sacrificio
dei giovani del 1943, sarà bene non
ignorare che la storia dell’Italia e del
mondo ci dice che populismo è
uguale a dittatura. Questo non ci
porta ad ignorare le differenze, al
possibile dialogo con il M5S.
E mentre dichiariamo la nostra
intransigente opposizione a simili
ipotesi, rivolgiamo una forte critica
al Partito democratico e a Sel per
non essere stati -strutturalmentecapaci di raccogliere loro la rabbia,
la disperazione e la volontà di
cambiamento che da tempo si
manifesta nel nostro Paese. Ci
auguriamo che, anche in questa
fase, comprendano la lezione e non
deludano
la
volontà
di
cambiamento, che esce comunque
maggioritaria dall’esito elettorale, e
mantengano il principio che la
governabilità non può essere
disgiunta dal cambiamento.
L’Anpi, nella sua autonomia di
elaborazione e di iniziativa, in
memoria della Resistenza e dei
Resistenti, contribuirà alla nuova
definizione - ormai improrogabile di una soggettività politica che
metta al centro i valori sanciti dalla
Carta
costituzionale
nata
nell’antifascismo e conquistata con
la Resistenza.
*Presidente Anpi Savona
meriterebbero un approfondimento.
Si pensi, ad esempio, al rapporto tra contadini ed
operai che per la prima volta nella storia si trovano a
combattere per lo stesso obiettivo. La parte più
emozionante è quella che riguarda le testimonianze. Ci
sono testimoniane dirette e testimonianze di seconda e
terza generazione. Riporto qui di seguito una parte
della testimonianza di Zunino Concetta, insegnante,
elementare, partigiana combattente: “Era il venerdì 16
febbraio, alle ore 17, appena tornata da scuola, (…)
sentiamo un rumore insolito gridi, vociare, ed il nostro
cuore, sotto l'incubo dei rastrellamenti, cominciava a
tremare (era invasione di bestie, chiamiamole pure
feroci perché prendevano, rubavano, bruciavano e
rovinavano ovunque passavano). (...) giungemmo a
Sassello alla mezzanotte in mezzo ai soldati, tenuti
d’occhio come i peggiori malfattori. (...) Ci misero in
una stanza e lì trascorremmo la nottata. Al mattino ci
caricarono sopra un camion e ci portarono nei forti di
Giovo Ligure. La stanza era sporchissima: buia, umida
e senza vetri. Inoltre era occupata da altri sciagurati
come noi e non avevamo neppure il posto per coricarci
tutti, una parte doveva rimanere in piedi (...). Ogni volta
che entravano ne prendevano uno e lo portavano in
uno stanzino, lo sospendevano con le braccia legate
dietro la schiena e lo picchiavano nella testa tanto che
potesse sopportarne.
Tornavano da noi con delle teste come dei palloni”.
IL LIBRO “LA RESISTENZA
DIMENTICATA”
GERVASIO MORETTI
É uscita, in questi giorni, a cura del Circolo Brandale
di Savona e con il contributo della Fondazione De
Mari la pubblicazione che vorrei presentare ai lettori
di Ausersavonanotizie. È un libro senza pretese
editoriali, ma ricco di contenuti, che ci parla della
Resistenza nel territorio di Sassello e dei comuni
limitrofi. La lettura e la comprensione sono facilitate
da alcuni accorgimenti tecnici come un indice
generale molto dettagliato e preciso, un indice
dei nomi, una
ricca bibliografia, un certo numero
di fotografie dell'epoca che rappresentano i luoghi in
cui si svolsero le vicende partigiane o riproducono
ritratti dei personaggi di cui il libro tratta, numerose
cartine geografiche dei luoghi in cui si svolsero le
vicende narrate. Alcuni temi che incontriamo nella
pubblicazione sono soltanto accennati ma
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Storia di una partigiana
Catturata sulle montagne viene salvata da un ufficiale dei San Marco suo fidanzatino ai tempi del Liceo
LA GIOVINEZZA DI LARA, NOME DI BATTAGLIA TANIA
Le imprese a fianco dei partigiani, poi inquisita dal comando di Brigata e a rischio
di morte per quell'amore. Ancora oggi, a 89 anni, vive la solitudine nel ricordo del suo Raul
CLAUDIO TAGLIAVINI
Il 1943 fu l’anno più critico della guerra. Le condizioni di
vita, caratterizzate dalla penuria di viveri e dal clima
oppressivo, spingevano buona parte della popolazione,
ormai stremata ed esasperata, alla sollevazione contro
il regime. Il governo, sempre più in difficoltà, sentiva
odore di rivolta. Nella seconda parte di quell’anno
nascono i primi tentativi di cospirazione. E in quel clima
nasce e si svilupperà la storia di Lara.
Giovane, bella, intelligente, per la sua esuberanza
rimane fino ad allora lontana dal mondo della politica.
Sogna. Ma ad un certo punto, casualmente, si trova a
frequentare amici appartenenti ad un Fronte Giovanile
antifascista. Sono operai e intellettuali che si riuniscono
segretamente per cercare il modo di affrontare la
situazione. Pensano ad azioni di sabotaggio, attentati e
soprattutto a fare propaganda per sensibilizzare
l’opinione pubblica.
Lara, li ascolta, si entusiasma. Scopre un nuovo senso
della vita. All'inizio, tiene un atteggiamento sufficiente
che ben presto si trasforma in passione e voglia di fare.
La determinazione dei compagni stimola la sua
intelligenza. Consapevole delle proprie qualità
intellettuali ben presto sarà coinvolta politicamente.
Siamo ai primi di novembre quando dai gruppi di
volontari, già in clandestinità e pronti per la lotta
partigiana, arriva una richiesta di impegno effettivo:
inviare gli elementi ritenuti maturi per l’addestramento
paramilitare. Tra questi viene scelta pure Lara. E lei,
felicemente sorpresa, accetta.
Attraverso sentieri collinari, tra rovi, pietraie, rocce,
cespugli aridi sparsi nella macchia mediterranea,
quattro giovani si arrampicano verso il nascondiglio
dove uno dei gruppi spontanei sta cercando di
organizzarsi. Tra loro c’è anche Lara. I primi giorni
saranno utili per familiarizzare con l’ambiente. L'inverno
è in anticipo e particolarmente rigido, le difficoltà non si
fanno attendere.
La situazione si complica quando, per una delazione, i
nazifascisti vengono informati della presenza di “bande
armate” nell'immediato entroterra. Il 20 e 21 novembre
Wehrmacht, San Marco e gli alpini della Monterosa
effettuano un rastrellamento sulle alture del quilianese,
fino ai confini con il Basso Piemonte. L’inferiorità
numerica, la scarsità di armi, l’inesperienza, consigliano
di abbandonare i rifugi per cercare scampo sulle
montagne.
In quel “grande rastrellamento” tra i partigiani ci
saranno numerose perdite. È la prima vera esperienza
di Lara, nome di battaglia Tania. Con altri compagni di
avventura, dopo aver camminato tutta la notte e il
giorno successivo raggiungono, con difficoltà, il nuovo
accampamento. In poche settimane molti altri giovani si
aggiungeranno a loro. È il momento della formazione
dei distaccamenti e delle Brigate. Grazie ad una
organizzazione più ampia saranno preparati ed
equipaggiati.
Tania farà parte di uno dei distaccamenti più attivi.
Riusciranno a sottrarre molte armi al nemico. La perdita
di compagni di lotta, le rappresaglie nei confronti delle
popolazioni dei paesini rurali, le brutture di quella
sporca guerra cancellano qualsiasi residuo borghese.
Lara-Tania, fedele alle ragioni della lotta per la
liberazione del proprio paese, partecipa con coraggio
alla causa. Disposta a tutto. Ma un fatto importante
cambierà la sua vita. Tra un attentato, un agguato e
uno scontro a fuoco, rimane, paradossalmente, “colpita
al cuore”. Non da una pallottola ma dall’amore.
Catturata dopo un’imboscata viene condotta in una
caserma dei San Marco. Ad evitarle un trattamento
violento interviene un ufficiale, il tenente Raul. Per quei
due giovani è uno shock. I ricordi di gioventù risvegliano
l’antico sentimento che li aveva accomunati ai tempi del
Liceo. È la sua salvezza. Grazie a lui sarà liberata. Da
quel momento, con una serie di accorgimenti, si
incontreranno segretamente.
Ma non poteva durare a lungo, era impossibile che non
se ne accorgesse nessuno. I compagni del vecchio
Fronte si sentono traditi, temono che Tania possa
abbandonarsi a pericolose rivelazioni con l’amato. Tra
l’altro, in quel periodo vi è una aspra recrudescenza
dell’azione nemica. Viene richiamata all’ordine, ma lei
non si ravvede, continua a frequentare il “fascista”.
Viene sequestrata, interrogata, denunciata al Comando
di Brigata. Sono convinti che sia, anche se
involontariamente, una spia del nemico. Per Tania
poteva esserci la tortura e la condanna a morte. Il
Comando di Brigata vuole vederci chiaro. Si apre
un’inchiesta. Nei giorni che seguono, senza che lei
venga a saperlo, l’amato tenente Raul perde la vita in
uno scontro a fuoco.
Il Comando di Brigata, dopo accurate indagini,
concluderà l'inchiesta definendo inconsistenti le accuse
sollevate dalla Commissione giovanile e assolve Tania
da tutte le accuse, riabilitandola pienamente. Alla fine
della guerra verrà decorata per il coraggio dimostrato,
ma la morte di Raul la lascerà sola per il resto della vita.
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Notizie dai Centri
TURISMO
VI RACCONTO
IL MIO
PRIMO ANNO
ALL’AUSER
Le auto in dotazione e in servizio all’Auser
GIUSEPPE SEMERIA
Sul vetro della porta di ingresso
c’era un cartello con su scritto:
“Abbiamo bisogno di te”.
Chi mi ha
Sono entrato.
accolto, con convinzione, mi ha
illustrato
le
varie
attività
dell’Associazione: compagnia agli
anziani, trasporti, commissioni,
centri sociali, piedibus, viaggi.
Decisi di provare.
Il mio primo servizio è stato il
piedibus: dalla chiesa di Santa Rita
alle elementari Astengo; otto
bambini vispi, irrequieti, allegri con
la pettorina gialla, gli zaini variopinti
in spalla stracolmi di libri pesanti
come il piombo. Mi sono rivisto
sfollato in tempo di guerra quando,
in pantaloncini corti, andavo a
scuola con in una mano una cartella
di tela con dentro il sillabario, un
quaderno una penna da intingere
nel calamaio e, nell’altra, un pezzo
di legno destinato alla stufa della
classe.
Un’ora dopo trasportavo una
signora all’ospedale San Paolo per
una visita di controllo. Aveva come
compagnia, ormai inseparabile ed
essenziale,
una
bombola
di
ossigeno. Respirava lentamente, a
fatica, parlava sottovoce. Ogni frase
era intercalata da un breve silenzio,
lo sguardo mesto come a scusarsi
per il disturbo che mi arrecava.
Con quel primo viaggio mi feci l’idea
di come sarebbe stato il mio
modesto volontariato.
Capii che durante il trasporto non ci
si poteva limitare a fare solo
l’autista.
Di fronte a persone anziane sole,
malate, con seri problemi di
deambulazione e, non ultimo, quelli
finanziari, mi sono proposto di
ricreare in loro la forza e la fiducia
in se stessi spronandoli a lottare e a
sperare facendo capire che il loro
patrimonio culturale,
la loro
esperienza non poteva andare
dispersa
ma
doveva
essere
tramandata ai giovani.
Durante l’anno con tutti coloro con
cui sono venuto in contatto si è
creata una stima reciproca, una
confidenza e, trasporto dopo
trasporto,
si
sono
aperti
raccontando particolari della loro
vita giungendo spesso a sorridere e
dimenticare, per qualche ora, la loro
situazione e sofferenza.
Mi limito a raccontare due episodi.
Il primo: una signora molto anziana
al ritorno sotto casa ha aperto la
borsa e mi ha donato un pacchetto
fatto con la carta di giornale:
“Sono solo tre uova fresche che
questa mattina mi ha portato una
contadina. Non ho altro da offrirle.”
Un regalo così non potrò mai
dimenticarlo.
Il secondo: ad una signora anziana
ho detto:”Non si abbatta guardi che
ogni età ha la sua giovinezza”.
Mi ha guardato con una faccia
eloquente come per dirmi:”Ma cosa
si inventa?”. Quindici giorni dopo,
riprendendola
per
portarla
nuovamente a fare una visita in
ospedale,
appena
salita
in
macchina mi ha detto:
“L’ho trovata!” . Cosa? – risposi –
Lei con un sorriso radioso “Ma
come, non ricorda? La giovinezza!”
Queste
sono
le
cose
che
arricchiscono.
Quest’anno abbiamo cominciato
con il capodanno in Tunisia e
proseguito con la visita, il 14 e
21 marzo, alla mostra “Poesia e
Luce” dove abbiamo ammirato
le opere pittoriche di Mirò.
Per i mesi di aprile, maggio e
giugno stiamo proponendo e
organizzando
un
nutrito
calendario.
Aprile 13 e 14
“Trenino rosso del Bernina”
Costo 230 euro comprensivo di
viaggio in pullman granturismo,
biglietto del trenino e soggiorno
a Livigno in albergo 3 stelle.
Maggio 20 e 21
“Festa Gitana in Camargue”
Costo 195 euro comprensivo di
viaggio in pullman granturismo,
pernottamento albergo 3 stelle
con cena e prima colazione,
pranzo in ristorante.
I trulli di Alberobello
Giugno dal 22 al 27
“Tour Puglia e Basilicata”
Visita a Terracina, Matera,
Alberobello, Valle d’Itria, Ostuni,
Bari, Castel del Monte e San
Benedetto.
Costo 795 euro comprensivo di
viaggio, pensione in albergo 3
stelle.
Viaggiare mantiene giovani
Prenotazioni al numero verde
Auser 800.995.988 oppure
a Ennio Moretti, responsabile
del
turismo,
telefono
338.234.2982
14
La testimonianza
I miei “anni di piombo”
“IO, DA GIOVANE RIVOLUZIONARIO A POMPIERE”
FELICE ROSSELLO*
Gli anni Settanta sono definiti dagli
storici gli “anni di piombo”. In effetti
di piombo quegli anni furono pieni.
Si fanno iniziare dal 12 dicembre
del '69 con la bomba di Piazza
Fontana a Milano, finiscono, se così
si può dire, con l’attentato alla
stazione di Bologna del 2 agosto
del 1980.
La strage della stazione di Bologna
la ricordo ancora ora. Stavo
facendo il bagno sulla spiaggia del
Prolungamento, quando mi giunse
la notizia. Tutti o quasi furono
consapevoli della matrice fascista.
Per Savona gli anni ‘70 sono gli
anni delle bombe. Dal 30 aprile
1974 al 26 maggio del 1975
scoppiarono in città e in Provincia
12 bombe con una particolare
frequenza nel mese di novembre
'74, mese in cui ne scoppiarono 7.
Bombe fasciste, ne fu consapevole
subito l’arco Costituzionale. La città
reagì da medaglia d’oro alla
Resistenza qual era.
Eravamo tutti compresi del fatto che
se avessimo manifestato la paura
che gli attentatori, probabilmente,
volevano instillare nella città (e io,
alle 18, l’ora, per lo più, degli
attentati strizza ne avevo), per loro
(dico gli attentatori) il gioco sarebbe
stato fatto. Fu così che, accanto alle
manifestazioni di protesta, un
Comitato
antifascista
subito
formatosi organizzò le ronde. Sì
avete capito bene ronde come
quelle che poi organizzarono negli
anni '90 altri movimenti, ma con
finalità assai diverse. Noi non
volevamo vigilare contro una
generica delinquenza o peggio
ancora
contro
clochard
e
clandestini, noi vigilavamo contro gli
attentati fascisti. Lo so che non usa
più dire così, lo so che oggi, in
piena
globalizzazione,
tutti
i
terrorismi sono da molti considerati
uguali, ma allora noi non la
pensavamo così e io non la penso
così ancora oggi.
Questo il panorama cittadino di
allora. I miei anni '70 però, a parte il
matrimonio e la nascita di mio figlio,
che non c’entra niente con la storia
mia pubblica, li passai a studiare, a
valutare il fenomeno delle Brigate
rosse.
Il '68 creò anche questo: no alle
parrocchie, dicevano i sessantottini.
I brigatisti andavano oltre: la
Resistenza l’abbiamo lasciato a
metà - proclamavano - perché la
rivoluzione non si era compiuta,
anzi nel 48 la Dc aveva svoltato a
destra, grazie ai soldi americani,
quindi la lotta armata andava
ripresa. Ma anche il Pci riceve soldi,
si diceva da destra, dall’URSS. Per
forza dicevano quelli di Lotta
comunista con Yalta il mondo è
15
stato spartito tra due capitalismi.
Allora tanto vale riprendere e armi
per una nuova resistenza, dicevano
i brigatisti. Aveva cominciato
Feltrinelli a dire queste cose,
continuarono loro. Con chi stare in
questi anni bui, dal momento che il
Pci evolveva verso l’emancipazione
anti stalinista in maniera così lenta?
Semplificata al massimo, la storia
degli anni ‘70 per me è questa. Io
allora guardavo con attenzione, ma
con circospezione, alle teorie di
Lotta comunista, non potevo certo
stare con le Brigate che erano fuori
della storia né con i partiti
tradizionali che si evolvevano con
lentezza. È una storia che viviamo
anche oggi: è difficile per un partito
essere agile e veloce come, a volte,
la storia pretende.
Successe nel 70; succede, in
maniera diversa, anche oggi. Oggi
però ho le idee più chiare: sono
diventato un filo parlamentare e
credo nelle riforme. Invecchiato?
Non so chi dicesse che bisogna
essere buoni rivoluzionari da
giovani per diventare pompieri nella
maturità. A me è capitato così!
*Autore televisivo e docente
di Scienza della comunicazione
Primo Maggio
Il primo Maggio di due lavoratori tra precarietà e speranza
IL LAVORO CHE NON C’È E QUANDO C’È È SENZA DIRITTI
La crisi toglie i diritti e ci consegna un mondo del lavoro frammentato nel quale non ci sono più festività.
Andare a pranzo fuori con gli amici e i compagni di manifestazione diventa impossibile
Felice Nicoletti ha 44 anni, è dipendente
della Fac di Albisola ma, attualmente, è
cassaintegrato.
Marta Puglisi ha 23 anni , lavora alla Conad
le Officine ed è impiegata in diverse
mansioni.
Per i giovani, qualsiasi sia la loro attività, il 2013 si
presenta in modo difficile per il lavoro. Quale la tua
esperienza?
Per i giovani, qualsiasi sia la loro attività, il 2013 si
presenta in modo difficile per il lavoro. Quale la tua
esperienza?
“Per quest'anno, sarà il proseguimento di quella iniziata
nel 2012, cioè un apprendistato di 4 anni al termine dei
quali chissà? Se sarò fortunata avrò un mestiere in
mano da poter esercitare sempre nello stesso posto di
lavoro oppure sarò costretta a ricominciare da capo con
un'altra mansione, sicuramente a tempo determinato. Il
fatto è che finché si è giovani ci si può adattare a mille
esperienze ma ad una certa età non
ti vuole più nessuno per iniziare un
nuovo lavoro”.
“Giusto e sacrosanto pensare al futuro dei giovani, ma
anche per i lavoratori over 40 come me, espulsi dal
ciclo produttivo, di cui 20 passati in fabbrica facendo
lavori noiosi e ripetitivi oltremodo usuranti troviamo più
difficoltà dei giovani nel rinserimento nel mondo del
lavoro a causa di stereotipi, legati all’ età o per
mancanza di incentivi all’ assunzione oltre alle scarse
prospettive di riqualificazione professionale. Questa
crisi non ha risparmiato nessuno giovani, maturi
e pensionati. Il 2013 si presenterà difficile per
tutte le classi sociali “.
Quali prospettive per il tuo futuro?
Quali speranze e quali prospettive hai
per il tuo futuro di lavoro?
“Per questo le speranze che ho sono purtroppo
legate, diciamo così, ad una operazione di
riqualificazione dell’ area dove sorge l’ azienda
in cui lavoravo che se andasse a buon fine
porterebbe alla riapertura della mia azienda in
un nuovo sito produttivo che la renderebbero
più competitiva sul mercato globale”.
“Il mio futuro? Vorrei sentirmi libera
e felice nell' esercitare il mio lavoro
e perchè no... sogno un attività tutta
mia senza limiti ed imposizioni dati
da persone che nemmeno sanno il
tuo nome o, peggio ancora, il lavoro
che ti dicono di fare. Al giorno d'oggi
nel mondo del lavoro, soprattutto nelle medie e grandi
aziende, con parecchi "gradi di gerarchia" si è
considerati
numeri
oppure
macchine
senza
personalità”.
Primo maggio festa dei lavoratori. Che significato
ha? Come pensi di trascorrere la giornata?
Il per me rappresenta il ricordo delle lotte dei lavoratori
per ottenere i propri diritti, oggi invece deve avere
anche un altro significato quello di ribadire la centralità
del lavoro in un sistema dove conta solo il capitalismo
finanziario che schiaccia qualsiasi prospettiva di
progresso sociale. La giornata del 1° Maggio la passo
al mattino alla manifestazione, con ritrovo in piazza
Sisto a Savona, poi con amici andiamo in qualche
ristorante delle alture savonesi, quest’anno visto che
sono in cassa ho dovuto tagliare molte uscite al
ristorante (quasi tutte) ma in questo giorno farò il
possibile per andarci sperando che il futuro sarà
migliore per tutti.
Il Primo maggio è la festa dei lavoratori. Che significato
ha per te? Come pensi di trascorrere la giornata?
“Cosa ci si può aspettare da questo 2013 quando già 34 anni fa giravano per i telegiornali racconti di persone
che andavano in giro con il cartello appeso al collo
"cercasi lavoro"? Non dà molte speranze né ai giovani
né alle persone di mezza età, a causa delle poche
offerte di lavoro o, se la fortuna bussa alla tua porta,
con un lavoro ma, visto i tempi, devi sottostare a molte
cose ingiuste come l'essere sottopagato, la mancanza
di rispetto e, se non ti va bene... quella è la porta
intanto tra 5 minuti, con la crisi che c'è, fuori abbiamo
già la tua sostituta.
Il primo Maggio ormai è diventata la festa dei lavoratori
di alcuni settori, e io da operaia commerciale non
conosco più nessuna importante festività, solamente il
Natale e forse Santo Stefano. Anche quest'anno sarà
così: primo Maggio al lavoro e ancora prima verrà la
Pasqua”.
Savona 1° Maggio 1957 in piazza Diaz (Archivio Cgil)
16
2013 ANNO
TERRIBILE
PER IL
LAVORO
FEDERICO VESIGNA*
Il 2013 sarà ancora un anno terribile
per il mondo del lavoro.
In una regione come la nostra che è
entrata più tardi nella crisi, siamo
ancora nel pieno della bufera.
Quotidianamente si allunga l’elenco
delle aziende in difficoltà, cresce il
livello di disoccupazione che ormai
è arrivato in doppia cifra ed esplode
il ricorso agli ammortizzatori in
deroga, segno inequivocabile che a
soffrire è il tessuto diffuso delle
piccole e piccolissime imprese.
La situazione rischia di precipitare
perché nel frattempo sono finite le
risorse e, se non si procede
tempestivamente a rifinanziare gli
ammortizzatori in deroga, a farne le
spese
saranno
proprio
quei
lavoratori più deboli e meno tutelati,
che in assenza di strumenti di
sostegno al reddito rischiano di
essere abbandonati a se stessi. Il
quadro di incertezza politica non
aiuta di certo ad affrontare i
problemi del lavoro che sono la
vera priorità del paese. Ai giovani
che hanno votato Grillo come
reazione ad un sistema che li tiene
sistematicamente
ai
margini
dobbiamo saper dimostrare con la
nostra azione quotidiana che
possono
tornare
ad
essere
protagonisti del loro futuro. Non è
accettabile
che
alle
nuove
generazioni
sia
negata
la
prospettiva di un lavoro dignitoso
attraverso il quale costruire in
libertà le proprie scelte di vita.
Un Paese che non investe nella
scuola, dove cresce la dispersione
scolastica e le competenze faticano
ad essere riconosciute come un
valore, è un paese che non investe
nelle sue energie migliori.
Un Paese che rischia di andare
inevitabilmente a sbattere perché
non possiamo condannare le nuove
generazioni
ad
una
vita
perennemente precaria. Per ultimo
la legge Fornero non ha saputo e
voluto mantenere la promessa di
una radicale semplificazione delle
tipologie contrattuali e così meno di
una assunzione su cinque è a
tempo indeterminato. E non poteva
andare diversamente con una
classe imprenditoriale che non
investe i propri profitti nelle attività
produttive dell’economia reale.
Così non si può andare avanti.
Ci auguriamo che il prossimo
governo sia in grado di farsi
interprete
di
questa
grande
domanda di cambiamento e si
possa tornare a guardare con
fiducia nel futuro.
*Segretario Generale Cgil Liguria
17
L’EMERGENZA SAVONA
FRANCESCO ROSSELLO
Dopo gli esodati gli ammortizzatori
in deroga. In provincia di Savona
sono circa 800 i lavoratori che
usufruiscono di questa indennità.
Sono per lo più dipendenti di
piccole e piccolissime aziende che
non hanno diritto alla cassa
integrazione
e
alla
mobilità
ordinarie. Per la maggior parte di
queste persone l’ammortizzatore in
deroga
è
l’anticamera
del
licenziamento. Ora il Governo non
eroga i fondi sufficienti a coprire le
richieste.
Risultato:
gli
800
lavoratori
interessati
non
percepiscono più l’indennità da
gennaio, i dipendenti di aziende in
crisi, che contavano di poter
accedere a questa forma di
indennità, rischiano di non averne
diritto e di perdere il posto di lavoro.
Come per gli esodati, il Governo
non riesce a vedere il problema
nella sua complessità ed eroga
fondi col contagocce e, comunque,
insufficienti.
Questa
è
la
drammatica
emergenza
del
momento che, purtroppo, si somma
alle altre: gli esodati, le aziende che
chiudono,
la
disoccupazione
giovanile, i padri di famiglia che
perdono il lavoro, i consumi che
calano.
Per
risolvere
questi
problemi non basta la protesta, ci
vuole la buona politica, ci vuole un
Governo.
*Segretario Generale Camera del
Lavoro di Savona
Ambiente & ecologia
ELOGIO DEGLI ORTI IN CITTÀ
Differenziare la raccolta dei rifiuti, coltivare prodotti sani per vivere meglio e insegnare alle giovani generazioni
MARIO TISSONE
Nel dicembre 2002 il
Comune di Savona, in
collaborazione con Italia
Nostra, svolse un corso
per il compostaggio.
L'invito venne rivolto ai
conduttori degli orti
comunali. Io ero tra loro
e con me una ventina di
affittuari degli orti di via
alla Rocca. Ci venne
spiegato
cosa
significa
compostaggio. Il compost si forma
dalla trasformazione degli scarti
verdi di casa e dell’orto che devono
essere
tagliati
e
rimescolati.
Bisognava rigirare molte volte i vari
elementi affinché l’ossigeno venisse
assorbito e lentamente avvenisse il
processo di ossidazione. Questo
trattamento conferisce al compost il
caratteristico odore di terriccio e di
bosco. Al momento della semina o
del trapianto di piantine questo
composto,
mescolato
con
il
terriccio, costituisce l’humus adatto
alla crescita delle piante anche in
assenza degli abusati prodotti
chimici. A corso ultimato ognuno
tornò ai suoi orti. In quel momento il
Comune di Savona, a mio avviso,
perse un’occasione, quella di
fornire, in comodato d’uso, a
ciascuno di noi una compostiera.
Sarebbe stata una bella occasione
per iniziare nella nostra città un
esperimento di riciclaggio: non
sarebbe stato sprecato nulla. Io mi
procurai, per mio conto, una
compostiera. La piazzai nell’orto
mentre in casa avevo iniziato a fare
la raccolta differenziata dei materiali
di rifiuto specialmente organici. Con
questo sistema diedi inizio alla
concimazione del mio terreno. Al
momento della raccolta però
constatai che i miei prodotti erano
più piccoli di quelli dei miei vicini di
orto ma, in compenso erano più
profumati e gustosi ma soprattutto
più genuini perchè cresciuti senza
apporto di sostanze chimiche.
Anche oggi, quando acquisto
prodotti in negozio, scelgo quelli
magari più piccoli nella speranza
che non siano “pompati” con
prodotti chimici. Nel 2008 scrissi al
Sindaco per chiedere conto del
L’assessore Lugaro
“TRE NUOVE AREE
PER CHI AMA COLTIVARE ”
Sul problema e il futuro degli orti in
città abbiamo chiesto il parere di
Sergio Lugaro assessore ai quartieri
decreto Ronchi che prevedeva
facilitazioni per i cittadini dediti alle
procedure
di
compostaggio,
raccolta differenziata del vetro e
della carta come stavo facendo io
da tempo. Avevo calcolato che in
un anno la mia famiglia portava
nella spazzatura soltanto 52
sacchetti.
Pagavo 132 euro di
Tarsu che, divisi per i tanti sacchetti
erano circa 2euro e 53 centesimi
l’uno. Chiesi una riduzione della
tariffa di circa il 10-30%. Suggerii
anche la revisione del regolamento
di polizia urbana con l’aggiunta di
alcuni articoli riguardanti la raccolta
differenziata e “l’umido”. Tutto
l’insieme avrebbe dato un impulso a
questa buona pratica in tutta la
nostra città con una notevole
diminuzione
dei
rifiuti
nelle
discariche. Aspetto ancora una
risposta. Nel frattempo mi ha
consolato un episodio di tre anni fa.
Con le maestre delle scuole
elementari
De
Amicis
organizzammo una visita agli orti.
Accompagnai una sessantina di
alunni nei 31 orti che coltivavamo
spiegando loro come potevamo
usare il compost ottenuto dalla
differenziazione dei rifiuti. I bambini
erano molto interessati e mi hanno
fatto pensare che si comincia
sempre dalle piccole cose per far
capire l’importanza delle grandi. La
campagna per ridurre lo spreco,
l’inquinamento e per avvicinare i
ragazzi alla natura e alla terra
passa
anche
attraverso
la
valorizzazione del lavoro dei
contadini. Anche dei “contadini di
città” come noi che, grazie agli orti
ancora attivi sul nostro territorio,
contribuiscono a mantenere vivo il
patrimonio di conoscenza e di
rispetto per la terra.
18
Alcuni cittadini, specialmente
anziani, conducono orti di proprietà
del Comune. Quali prospettive?
“Nel mese di
marzo
insieme
all’assessore Costantino abbiamo
portato in Giunta il
nuovo regolamento
sugli orti urbani
destinati a pensionati,
disoccupati over 40
e scuole. Attualmente
abbiamo solo un
appezzamento fatto
da 31 lotti (alla Rocca di Legino),
27 di questi sono assegnati ad
anziani fino a fine 2013 e cinque
sono
nella
disponibilità
dell’assessore ai Servizi sociali
Isabella Sorgini per progetti di
invecchiamento
attivo
e
reinserimento sociale di persone
con vari disagi”.
Gli orti e i loro conduttori sono un
chiaro esempio di invecchiamento
attivo. Come valorizzare questa
esperienza?
“Le assemblee di quartiere del
progetto "Venti di partecipazione"
hanno spinto per la creazione di
nuovi siti di questo genere e perciò
abbiamo individuato altre tre aree:
via Vittime di Brescia, via Comotto,
orto Botanico della Villetta. In tutto
dovrebbero venire una trentina di
lotti. Ora con i soldi del bilancio
partecipato dovrebbero partire i
lavori per la costruzione dei 3 siti
(recinzioni, accessi ecc.) e per
l'irrigazione.
Appena le nuove zone saranno a
disposizione il Comune uscirà con
un bando per l’assegnazione di
questi nuovi siti.
Anche questo impegno sottolinea la
nostra volontà di proseguire su
questi progetti”.
Ambiente & ecologia
I RIFIUTI DOMESTICI COME RISORSA
Con la cultura del compostaggio, già a livello di quartiere, si
potrebbe ottenere un risparmio sui costi dei servizi di igiene urbana
CARLO GIACOBBE*
Impossibile
pensare
ad
una
riduzione delle tasse sui rifiuti che
incentivi la differenziazione
Il compostaggio domestico è un
buon modo per avviare una efficace
raccolta differenziata di tutti i rifiuti.
Questo per tre motivi. Il primo
perchè consente di sottrarre una
discreta quantità di rifiuti dallo
smaltimento. Chi lo sta praticando
dice che con una corretta gestione
ha potuto collocare in compostiera
tutti gli scarti organici prodotti dal
proprio nucleo familiare. Il secondo
motivo consiste nel fatto che aiuta a
gestire in modo appropriato tutti i
rifiuti prodotti in casa e quindi a
rendere la raccolta differenziata più
ampia. Il terzo perchè aiuta a
diffondere
una
cultura
della
“chiusura
del
ciclo”,
della
comprensione e della gestione dei
cicli biologici. Infatti il successo del
processo di compostaggio dipende
dalla preparazione del fondo alla
base della compostiera, dalla
corretta selezione dei materiali
immessi,
dalla alternanza tra
materiali a alto contenuto di azoto,
come taluni scarti di cucina, a
materiali ad alto contenuto di
carbonio, come fogliame o piccoli
rami, dalla alternanza tra materiali
di pezzature diverse.
Può
sembrare
una
procedura
complessa, ma in effetti con un
minimo di pratica si arriva presto e
naturalmente a determinare i giusti
livelli di ossigenazione, di umidità e
temperatura necessari ad avere
buoni risultati in termini di compost
prodotto,
evitando
le
temute
conseguenze negative di cattivi
odori e di attrazione di piccoli
animali. Purtroppo l'utilizzo delle
compostiere
è
limitato
dalla
necessità di disporre di almeno un
piccolo giardino o almeno un
terrazzo
abbastanza
spazioso.
Questo è un serio problema in aree
urbane ad alta concentrazione
come le nostre città. D'altra parte è
assolutamente necessario, per il
corretto
funzionamento
delle
compostiere, che l'immissione degli
scarti sia fatto con la cura e lo
scrupolo richiesti, per cui è difficile
pensare a compostiere “pubbliche”,
a libero accesso. Sarebbe troppo
altro il rischio che l'incuria o peggio
il volontario smaltimento di sostanze
non idonee possano vanificare
l'impegno di chi si comporta
correttamente. Forse si potrebbe
sperimentare
l'utilizzo
di
compostiere accessibili a piccole
comunità,
con
senso
di
responsabilità condivisa. Un altro
serio limite è la mancanza di
qualsiasi forma di incentivazione
per chi recupera in questo modo i
propri scarti. Da questo punto di
vista si sono fatti passi indietro. C'è
stato un periodo in cui si pensava
che trasformando la Tarsu (tassa
per il servizio dei rifiuti solidi urbani)
con un sistema a tariffa che potesse
riconoscere l'attività di recupero e
differenziazione dei rifiuti da parte
dei cittadini . Ora con la istituzione
della Tares questo si presenta come
impossibile. È difficile in questi
tempi
pensare
a
forme
di
incentivazione monetaria o in
termini di servizi che gravino sui
Comuni. Tuttavia cominciare, anche
a livello di quartiere, a misurare il
risparmio che i comportamenti
virtuosi dei cittadini possono indurre
sui costi del servizio di igiene
urbana può essere un punto di
partenza.
*Consigliere Cda EcoSavona
CHE COS’È LA TARES
Nel 2013 ha fatto il suo ingresso la
nuova tassa prevista dal decreto
Salva-Italia che sostituirà la Tarsu e
la Tia. La Tares interessa chiunque
possieda
o
detenga
locali
suscettibili di produrre rifiuti, ma
peserà in modo particolare sulle
famiglie numerose e sulle imprese.
Il pagamento delle quattro rate
annuali, che doveva iniziare a
gennaio 2013, slitta, secondo un
emendamento alle legge di stabilità,
ad aprile.
19
Bambino in tempo di guerra
QUANDO ANDAVO
A GIOCARE AL PALLONE
CON LA GALLINA
AL GUINZAGLIO
ELVIO REBAGLIATI
Tra via Traversagni e via Falletti,
quando intorno alla chiesa di San
Francesco c’erano ancora gli orti,
andavamo a giocare al pallone.
Eravamo un gruppo di ragazzini tra
i dieci e quindici anni e stavamo
crescendo in piena guerra.
Ci
piaceva giocare al pallone, un
pallone fatto di stracci ben legati e
arrotondati. Molti di noi scendevano
da casa senza pallone ma con la
gallina sottobraccio. Già proprio
una gallina. La mia era grigia e
bella grossa. Mio padre l’aveva
presa da qualche contadino e la
tenevamo in casa, o meglio, sul
poggiolo. Ma quando scendevo in
strada per giocare, me la portavo
dietro legata ad un cordino, che poi
legavo ad una grossa pietra, così la
gallina poteva becchettare ma non
poteva scappare. Le galline per fare
il guscio dell’uovo hanno bisogno di
beccare terra e piccoli sassi e
quindi non c’era di meglio che farla
razzolare in via Traversagni mentre
noi ragazzi giocavamo a pallone.
La mia “grigia” non era l’unica
gallina. Anche altri miei amici ne
portavano in strada adottando lo
stesso sistema di controllo. Durante
la guerra anche un uovo poteva
fare la differenza sulla misera tavola
di quei tempi. La mia “grigia” aveva
anche una certa intelligenza,
beccava le briciole dalle mie mani
e, quando mio padre dopo molti
anni, sempre per quella fame che ci
attanagliava, le tirò il collo io non
volli vedere. E nonostante la fame
non la volli mangiare.
Notizie dai centri
GIOVANI E ANZIANI, INSIEME È BELLO
FESTE E ANIMAZIONE AL “MALACRIDA”
Ragazzi e anziani al centro di via Turati
Quiliano: San Pietro in Carpignano
LUCIANA BURATTINI
MATTIA GRECO
Venerdì 1° marzo grande festa al centro di via Turati e
magnifico incontro tra giovani e anziani.
Il gruppo canoro dei bambini del centro socio educativo
“Liberi tutti” ha animato il pomeriggio dei nostri abituali
frequentatori dei centri di Villetta e Valloria.
L’occasione è stata la festa della pentolaccia ma il
significato va ben oltre. Anziani e bambini si sono
trovati uniti, hanno cantato insieme canzoni popolari
conosciute da tutti come: azzurro, quel mazzolin di fiori,
bella ciao, volare e altre melodie patrimonio della nostra
recente storia. I coristi sono stati accompagnati alla
tastiera dal bravo maestro Elio.
L’allegria portata dai ragazzi ha contagiato anche i
senior che hanno di buon grado rinunciato alla quarta
tombola del giorno. Il pomeriggio si è felicemente
concluso con una pantagruelica merenda.
Tra gli eventi di febbraio segnaliamo la bella giornata di
mercoledì 13 nella quale abbiamo cercato di far uscire il
bambino che c'era dentro di noi. Abbiamo festeggiato il
carnevale con un grande spirito di festa nel nostro
centro Auser di Quiliano. Ci siamo divertiti con tante
maschere e abbiamo trascorso un buon pomeriggio in
allegria senza raccontarci bugie. Ci siamo solamente
limitati a mangiarle in compagnia. Stare tutti insieme in
queste feste ci aiuta a passare le giornate in maniera
speciale.
Altra giornata straordinaria: sabato 23
febbraio 2013. Ci hanno ospitato a Cadibona nella
Società di mutuo soccorso, dove, dopo aver trascorso
un pomeriggio in amicizia, abbiamo fatto una buona
merenda e il gruppo Maya ci ha tenuto compagnia
grazie alle sue animazioni e giochi. Abbiamo passato
un pomeriggio in spensieratezza e diverso dal solito.
PREMIAZIONE CONCORSI ETÀ LIBERA
UNA POESIA DAL CENTRO AUSER NOLI
Bambini della palestra Shindokai durante l’esibizione
Noli città di poeti e naviganti... dal Centro Auser ci
arriva un contributo poetico dalla signora Concetta
assidua frequentatrice che, con la sua poesia, ci augura
buona primavera.
Durante la giornata di premiazione dei concorsi banditi
nell’ambito del Progetto Età Libera che si è svolta il 9
febbraio presso la Sms Milleluci di Legino abbiamo
avuto la possibilità di ammirare l’esibizione dei bambini
che frequentano
la
palestra dell’associazione
dilettantistica Shindokai di via Garroni 11 in Savona.
I piccoli atleti, sotto la guida del maestro Gianni Berruti,
si sono esibiti in movimenti e prese di karate.
Anche questo è stato un momento di incontro tra
giovani e anziani che insieme hanno trascorso un bel
pomeriggio.
Ascolta dentro un cuore che batte forte
Appena finito di correre
In una bella giornata
Di primavera con un fiato
Affannato ma tanta voglia di gridare
Questa si che è vita quotidiana
E ogni volta merita di essere felice
In una giornata semplice
20
Notizie Auser
BALLANDO, BALLANDO ALLA SMS LEGINESE
Auser
ha
organizzato,
nelle
domeniche 3 febbraio, 3 marzo, 17
marzo e 14 aprile, quattro
domeniche
di
intrattenimento
musicale e di ballo presso la Sms
Fratellanza Leginese. Molti cittadini
dai capelli bianchi si sono
avvicendati nella bella sala da ballo
del Milleluci e hanno danzato e
assistito alle esibizioni del gruppo di
ballo auser “Arcobaleno dance”
coordinato da Antimo e Rita. Il
gruppo
è
particolarmente
importante perchè, per tutto l’anno,
coinvolge un nutrito numero di
persone in attività di movimento e
di socializzazione presso il centro
Auser di Legino. Quest’anno si
sono organizzati maggiormente e
hanno aperto, in occasione del
carnevale, una nuova stagione
presentandosi come un vero
gruppo. Cappellino e bastone
argentato, gilé di lamé
su
completini neri e via, il corpo di
ballo si è esibito in coreografie
complesse e allegre.
Ma torniamo alle nostre
domeniche, giornate di festa
che
spesso
gli
anziani
trascorrono da soli. I pomeriggi
leginesi
hanno
invece
consentito, a oltre cento senior
per volta, di trascorrere una
giornata diversa all’insegna
della socializzazione e del
buonumore. Molte le coppie
ma anche tantissime signore
hanno volteggiato tutto il
pomeriggio
dimenticando
acciacchi e dolori.
Per tutti, anche per i più
sedentari c’è stata ogni volta
qualche attrazione: la lotteria,
le bugie, le primule, la festa
dedicata alle donne e altro
ancora a ricordo della giornata
e per ringraziare tutti della loro
partecipazione.
CAMMINIAMO INSIEME
“ESCURSIONI 2013”
Da aprile, con le belle giornate,
riprendiamo le gite a piedi alla riscoperta del nostro territorio.
Il calendario "di massima” è questo
Venerdì 5 Aprile
Il semaforo di Capo Noli
Venerdì 19 Aprile
La grotta del treno - Bergeggi
Venerdì 3 Maggio
Val Ponci - Finale
Venerdì 17 Maggio
Il teccio dei Tersè -Quiliano
Venerdì 31 Maggio
L'abazzia di S.Pietro ai monti -Toirano
Venerdì 14 Giugno
Il Ciappo dei ceci - Finale
Venerdì 20 Settembre
La cascata della Donnaiola Quiliano
Domenica 6 Ottobre Festa del GES al
rifugio Ciarlo-Bossi
Briga Alta (CN)
Venerdì 25 Ottobre
La torre di punta Crena - Varigotti
Venerdì 8 Novembre
Cadibona - Cantagalletto - Savona
Per partecipare alle gite è necessario
prenotarsi telefonicamente (numero
verde 800.995.988) entro il mercoledì
precedente l’escursione.
Per quanto riguarda la gita, con visita
guidata alla galleria del treno, potrebbe
rendersi necessario spostarla a sabato
20 per necessità del geologo che ci
accompagnerà. Si ricorda inoltre che il
costo del biglietto di ingresso alla grotta è
di 8 euro
Anche quest’anno invitiamo tutti i nostri lettori a donare al momento della denuncia
dei redditi, il 5xmille alla nostra associazione. Aiutare Auser significa dare ai senior
una possibilità in più per rimanere a casa propria aiutandoli nelle attività quotidiane,
facendo loro compagnia, fornendo supporto per trasporto sociale, creando
occasioni di socializzazione e per mantenersi attivi e partecipi.
Per sottoscrivere basta firmare, nell’apposito spazio,
indicando il codice fiscale dell’Auser 97321610582
I Caff Cgil sono disponibili ad aiutarvi
21
Progetto Anziani Età Libera 2013
RETE DISTRETTUALE BORMIDE
RETE DISTRETTUALE SAVONA
RETE DISTRETTUALE ALBENGA
ROBERTO GRIGNOLO*
ILEANA SCARRONE*
ATTILIO PENNA*
Si è svolto sabato 2 marzo al
Centro Polifunzionale di Carcare
l’evento conclusivo del Festival
dell’Età Libera 2012 che ha visto
una grande partecipazione anche di
ospiti delle Case di Riposo della
Valbormida.
Ad
allietare
i
partecipanti hanno contribuito i
ragazzi del Liceo Calasanzio di
Carcare con tre diversi complessi
che
hanno
cantato
canzoni
moderne e concluso il Coro degli
Alpini dell’Alta Valbormida.
È stato un bel pomeriggio di arte e
di divertimento, in un importante
intreccio tra le generazioni che è il
primo presupposto per favorire un
invecchiamento attivo per persone
che non hanno molte occasioni di
svago.
Viva tutto il volontariato.
Il 9 febbraio alla Sms Fratellanza
Leginese si è svolta la giornata di
festa per la premiazione dei
partecipanti ai concorsi ma la
giornata è stata anche una delle
tante occasioni di svago e di
socializzazione che il Progetto
Anziani Età Libera ci ha consentito
di organizzare. La festa è stata
allietata dalle dimostrazioni
dei
ragazzi della palestra di arti marziali
e dalla musica di Franco e dai balli
del gruppo auser “Arcobaleno
dance”
Mercoledì 13 marzo presso l’Istituto
Trincheri di Albenga si sono svolte
le premiazioni dei partecipanti al
concorso bandito nell’ambito del
Progetto Anziani Età Libera.
La partecipazione di tanti senior ha
messo in evidenza, anche nel
nostro Distretto, la voglia dei
cittadini dai capelli bianchi di
mettersi in gioco e la loro capacità
espressiva che, come hanno
dimostrato le opere in concorso, si
può mantenere e implementare a
qualsiasi età. La scelta del Trincheri
come location della giornata
conclusiva ha consentito anche a
molti degli ospiti della struttura di
godere di un intrattenimento
giocoso e di un pomeriggio in
buona compagnia.
ELENCO VINCITORI SAVONA
ELENCO VINCITORI ALBENGA
SEZIONE FOTOGRAFIA
1° Mariano Picone con l’opera
“Come nella vita...”
2° Rosa Pavone con l’opera
“Sguardo d’amore”
3° Corrado Conti con l’opera
“Baobab in Senegal”
SEZIONE PITTURA
1° Walter Mellano con l’opera
“La barca”
2° Pietro Zucca con l’opera
“Sera”
3° Antonio Amendola con l’opera
Informale “Senza titolo”
SEZIONE POESIA
1° Gabriella Pavan, con l’opera
“Foe de ma
2° Maria Luisa Nasorri, con l’opera
“I gesti”
3° Pietro Baccino, con l’opera
“Anch’io sento la fame”
SEZIONE RACCONTI
1° Mina Bazzino con l’opera
“Navigando su internet”
2° Maria Teresa Bazzano con
l’opera”Il ritorno”
3° Luciana Burattini con l’opera
“Il mio sogno”
SEZIONE FOTOGRAFIA
1° Lidiana Bellotto con l’opera
“Le vele”
2° Marina Enrico con l’opera
“Cappella di San Rocco”
3° Franca Ravina con l’opera
“Auto con ciliegio”
SEZIONE PITTURA
1°Angelo Pizzo con l’opera
“Ulivo contorto”
2° Marco Guerrera con l’opera
“Senza titolo”
3°Domenico Signoriello con l’opera
“Barca”
SEZIONE POESIA
1° Clara Boloventa con l’opera
“Così lontani così vicini”
2° Mario Visca con l’opera
“Vivi”
3° Marinella Reale con l’opera
“Io e il mare”
SEZIONE RACCONTI
1° Salvatore Branco con l’opera
“le mie vacanze”
2°Marina Enrico con l’opera
“Riflessioni”
3° Sergio Giannetto con l’opera
“Anni felici”
ELENCO VINCITORI BORMIDE
SEZIONE FOTOGRAFIA
1° Silvano, Baccino con l’opera
“La mia fabbrica”
2° Giuseppe Veglio con l’opera
“Fisarmonica in riva al mare”
3° Piero Moraglio con l’opera
“Arcobaleno”
SEZIONE PITTURA
1° Franca Borreani, con l’opera
“Torre saracena”
2° Graziella Ferraro, con l’opera
“Il borgo”
3° Maria Ferrando, con l’opera
“Il vaso di fiori”
Menzione speciale a Elio Vena
SEZIONE POESIA
1° Giuseppina Francone ,
con l’opera “Ferragosto”
2° Ivana Nardoni , con l’opera
“Ricordi”
3° Gabriella Vaccaro, con l’opera
“Tuffarsi nell’infinito”
PREMIO CENTRO CULTURALE DI
PLODIO a Vanna Cadoni
SEZIONE RACCONTI
1° Anna Marenco con l’opera
“Ad Antonia”
2° Barbara salvo , con l’opera
“Il fiume mio amico”
3° Piero Rebella, con l’opera
“Mamma Giulietta”
*Presidente Anteas coordinatore Rete
Distrettuale delle Bormide
Tutte le opere pittoriche sono state
esposte, per 3 settimane, nella la
vetrina ”Arte nel carrello” presso la
Conad via Servetaz di Savona.
*Presidente Auser coordinatore Rete
Distrettuale Savonese
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*Presidente Cupla coordinatore Rete
Distrettuale Albenganese
La partecipazione
NON È MAI TROPPO TARDI
LA MIA “SCOPERTA”
DEL VOLONTARIATO
Dall’Unitre all'esperienza con Ausersavonanotizie
ANGELO CALABRIA
entrai a collaborare per il giornale. Attraverso questa
nuova esperienza ho conosciuto molte persone e nuovi
amici, mi si è aperto un mondo diverso che mi ha
aiutato a migliorare la vita. È proprio vero il detto ”Non è
mai troppo tardi”, anche titolo di una trasmissione della
Rai degli anni sessanta presentata dal maestro Manzi,
che ha insegnato a leggere e scrivere a tanti italiani.
Avevo sessantotto anni quando ho iniziato la mia
avventura con il giornale, ho imparato tante cose nuove
e consiglio a tutti, anche se avanti con gli anni, di non
chiudersi nelle loro abitudini ma di provare nuove strade
finché la salute lo permette.
Frequentavo i corsi dell’Unitre di Savona da qualche
anno e nelle mie scelte inserivo sempre un corso di
psicologia, materia per me molto interessante. Nel 2005
scelsi il corso intitolato “Recupero della memoria”,
proposto dall’Auser di Savona in collaborazione con lo
studio Kiasma, specializzato in psicologia.
Io pensavo che il corso fosse dedicato a migliorare la
memoria, era invece inteso come recupero dei ricordi
lontani nel tempo. Col passare delle lezioni, con l’aiuto
delle domande delle psicologhe, siamo stati invitati a
scrivere delle risposte più o meno brevi, anche qualche
racconto sarebbe stato gradito. Le domande erano
stimolanti e io, come molti altri, ho risposto alle
domande e ho scritto brevi racconti. Alla fine del corso,
con tutto il materiale raccolto, il direttore del corso,
professor Gervasio Moretti, l’allora presidente
dell’Auser Tomaso Minuto, i professori Carmen Parodi
e Dario Ottone, decisero di raccogliere tutti i racconti in
un libretto, che fu dato alle stampe in mille copie. I
racconti non furono firmati ma si scelse la soluzione di
fare un elenco, a fine libro, di tutti quelli che avevano
dato il loro contributo. Finita quella esperienza, i
dirigenti del corso, invitarono coloro che avevano scritto
a collaborare al giornale dell’Auser, associazione di
volontariato onlus. Abbiamo risposto in sette ma, col
tempo, siamo rimasti in quattro, come siamo tutt’ora. Ho
così iniziato un’attività che mai avrei pensato di fare. La
mia vita l’avevo dedicata a lavori ben diversi: l’acciaio
era stato il mio pane quotidiano, lo lavoravo con diverse
macchine utensili, torni, frese, pialle ed altre.
Collaborare col giornale non voleva dire solo scrivere
qualche racconto, ma aiutare a stamparlo, a imbustarlo
e spedirlo. Dopo poco tempo ebbi la possibilità di
partecipare a un corso di computer della Regione
Liguria gestito dall’Auser. Finito il corso, con l’aiuto
della mia amica Mimma, già pratica di computer,
imparai anche a scrivere i miei racconti e a impaginarli
per inserirli nel giornale. Nel tempo quello che era un
bollettino con otto pagine è diventato un bimestrale di
24 pagine di tutto rispetto e non meno bello di tante
riviste in edicola, grazie al gruppo di redazione, al
direttore Maxin e ai vari collaboratori esterni che ci
danno un grosso contributo di esperienza. Ma il fatto
più importante di questa nuova esperienza è stato
quello di farmi conoscere un mondo, quello del
volontariato, di cui sapevo l’esistenza ma non tutte le
attività che svolge per aiutare gli anziani in difficoltà.
Tante sono le persone, ormai in pensione, che
spendono una parte del loro tempo libero per aiutare, in
vari modi gli altri. Sono in maggioranza donne. Pur
essendo la sede provinciale dell’Auser a duecento metri
da casa mia, non ne conoscevo l’esistenza finché non
RIFLESSIONI SULLE DONNE
CATERINA UBALDI
Spesso sentiamo, da stampa e tv, notizie di episodi
che riguardano le donne; a volte belli ma, più sovente,
sono tristi e di violenza. Allora mi capita di fare delle
riflessioni sul passato o su quello che ho letto sui libri,
visto nei film, nelle opere liriche e che descrivono bene
la nostra cultura e l’atteggiamento verso le donne.
Spesso sono fatti di potere degli uomini sulle donne.
Talora si comincia dalle fiabe per i bambini che sono
importanti per la loro formazione, per creare, nel loro io
una cultura di amore e comprensione, un carattere e
una sensibilità, che li aiuti, quando sono maschi, a
diventare uomini non violenti e con il senso di
responsabilità. Già da piccoli va loro insegnato a
distinguere il bene dal male. I bambini, se sono
maschietti, sembrano già un po’ più aggressivi:
giocano con gli attrezzi da lavoro, fanno gare di forza
ed esplorazioni mentre le bambine sono più calme e
giocano con le bambole. Già dal gioco si vede come le
femmine siano più portate all’amore e alla cura. Le
donne sanno curare la vita, le cose, ma si sentono
anche capaci di aiutare gli uomini in caso di necessità.
Anche nella Bibbia ci sono testimonianze che ci
vengono dai saggi maestri: principi umani e di
convivenza pacifica tra uomini e donne di buona
volontà. Io nella mia vita ho attraversato la seconda
guerra mondiale, come tutti quelli della mia età. Tempi
duri per la nostra giovinezza. Mi auguro che la nostra
attuale gioventù, e le gioventù future non abbiano da
attraversare periodi come quelli, e siano capaci di
costruire un mondo più ricco di amore, comprensione e
rispetto. Vorrei anche che tutte le famiglie avessero
un lavoro per mantenere i propri figli. Ho infine un
augurio anche per le donne che fanno il militare: non
vadano a fare più guerre. Dio ha detto in un suo
comandamento: non ammazzare!
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Scarica

Al Congresso Auser Savona tutti i colori della