L’editoriale di Minuto e l’intervento di Ileana Scarrone alle pagine 2 e 3 La nuova mappa del voto ha spaccato l’Italia in tre Le celebrazioni del 25 Aprile tra impegno e testimonianze Al Congresso Auser Savona tutti i colori della solidarietà Astengo alle pagine 6-7 Moretti, Rago, Tagliavini p. 12-13 Piccardo alle pagine 4- 5 Periodico d’informazione del volontariato e dei centri Auser della provincia di Savona. Numero verde “Filo d’Argento” 800.995.988 Poste italiane - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 352/2003 (conv. L. 27.02.2004 nr. 46) Art. 1, comma 2, DCB/Savona nr. 2/ 2013 L’editoriale COLMARE LA FRATTURA TRA VECCHIE E NUOVE GENERAZIONI TOMASO MINUTO Dopo i sorprendenti risultati elettorali, si ritorna a parlare con attenzione dei giovani. La domanda ricorrente è: sarà forse perché hanno votato in massa Grillo e la disoccupazione giovanile sfiora il 40%? Si pone con forza il problema di una grave frattura generazionale; si parla di giovani senza prospettive, senza un punto di riferimento (sia esso un partito o lo Stato). E poi ci si meraviglia perché un movimento nato in pochi mesi abbia fatto per loro da attrazione fatale. Cari signori, non meravigliamoci ma facciamo un serio mea culpa e assumiamoci tutte le nostre responsabilità. Alcuni anni fa, proprio su queste pagine, avevo affrontato (e anticipato) il problema dei rapporti tra generazioni e sottolineato il pericolo che la frattura avrebbe rappresentato se non avessimo cercato di recuperare e condividere quei valori di solidarietà e socialità che non eravamo riusciti a inculcare nei ragazzi, ma soprattutto perché non lasciavamo a loro lo spazio nella guida politica del Paese perché potessero crearsi il loro futuro. Non dimentichiamo che i giovani sono sempre stati illusi con promesse mai mantenute; e guai dare la colpa alla crisi se oggi si ribellano a questa società che non gli offre nessuna prospettiva di sorta e per questo chiedono con forza un cambiamento radicale. Di fronte a questa richiesta, prima che sia troppo tardi, credo sia giunto il momento che buona parte della classe dirigente faccia un passo indietro. Mi si potrà obiettare: ma senza esperienza come potranno saper governare un Paese come l’Italia? Vorrei ricordare che un passo indietro non significa essere rottamati come ferrivecchi, ma si può continuare a servire il Paese, la politica e l’economia affiancando con l’esperienza i giovani ai quali si dovrebbe affidare il timone della “res pubblica” da decenni nelle mani dalle stesse persone.So che per molti sarebbe un distacco traumatico (“il potere logora chi non ce l'ha”, sosteneva Andreotti) togliere le mani dalle leve del potere, ma bisogna ricordarsi che l’età anagrafica porta ad avere dei limiti e gestire certe situazioni diventa molto difficile come ci hanno spiegato, oltre a papa Benedetto XVI, anche il presidente Napolitano e Dario Fo. Ma assumono un significato rilevante le parole del nuovo Pontefice Francesco che ha ricordato come la vecchiaia sia la sapienza della vita e ha sottolineato l’esigenza di trasmetterla ai giovani e di non cedere al pessimismo. Ma per uscire da questo stallo oltre che ad una necessaria riforma della politica e dello Stato occorre una seria riforma della scuola dove si ritorni ad insegnare ai ragazzi a diventare cittadini di domani e riprendere quei valori purtroppo quasi cancellati dalle materie di insegnamento. Senza la politica non si può governare uno Stato, ma la politica deve stare vicina e dalla parte dei cittadini perché se la politica diventa una “Casta” oltre che alla sfiducia porta lo Stato allo sfascio totale. Occorre cambiare ma anche ricucire e ricolmare il vuoto generazionale e culturale che da troppi anni divide i giovani dagli anziani. Agli anziani serve fare il primo passo indietro per andare avanti e ai giovani con la loro esuberanza e intelligenza tentare di crearsi il futuro. E credo che il volontariato possa dare un grande contributo a questo riavvicinamento. 2 Sommario Editoriale - Minuto Sapienza... - Scarrone 8°Congresso Auser - Piccardo Elezioni - Astengo L’esperienza - Pastore L’intervento - Sorgini Welfare e lavoro - Delbuono 25 aprile - Anpi Il libro - Moretti Una partigiana - Tagliavini Il mio anno Auser - Semeria La testimonianza - Rossello Le risposte di Sergio Lugaro Primo maggio interviste 1° maggio Cgil reg. - Vesigna 1° maggio - Savona - Rossello Elogio agli orti -Tissone Cittadini virtuosi - Giacobbe Gallina al guinzaglio - Rebagliati Notizie dai centri Concorsi Età libera Turismo - Moretti Non è mai troppo tardi - Calabria Riflessioni - Ubaldi Pag. 2 Pag. 3 Pag. 4-5 Pag. 6-7 Pag. 8-9 Pag. 9 -10 Pag. 11 Pag 12 Pag. 12 Pag. 13 Pag. 14 Pag. 15 Pag. 16 Pag. 16 Pag. 17 Pag. 17 Pag. 18 Pag. 19 Pag. 19 Pag. 20-21 Pag. 22 Pag. 19 Pag. 23 Pag. 23 Direttore Responsabile: Tomaso Minuto Coordinamento redazionale: Dominica Piccardo Comitato di redazione: Angelo Calabria, Claudio Tagliavini, Mario Tissone Hanno collaborato a questo numero Franco Astengo, Luciana Burattini, Barbara Delbuono, Carlo Giacobbe, Matteo Greco, Roberto Grignolo, Sergio Lugaro, Gervasio Moretti, Carmen Parodi, Aldo Pastore, Attilio Penna, Samuele Rago, Elvio Rebagliati, Felice Rossello, Francesco Rossello, Ileana Scarrone, Silvio Scarrrone, Giuseppe Semeria, Isabella Sorgini, Caterina Ubaldi, Federico Vesigno, EDITORE AUSER PROVINCIALE SAVONA – ONLUS (Associazione per l’AUtogestione dei SERvizi e la solidarietà) Via Boito 9r - Savona tel. 019.838.982.26 e mail: [email protected] Distribuzione gratuita Autorizzazione Tribunale di Savona n.552/54 La sapienza della vecchiaia Una risorsa da trasmettere ai giovani. Lo ha detto anche il nuovo Papa QUANDO È NECESSARIO RITIRARSI DALLA MISCHIA MA RIMANERE UNA TESTIMONIANZA ATTIVA E CONSAPEVOLE ILEANA SCARRONE * Il congresso dell’Auser è stato un appuntamento molto importante per l’associazione, che rappresenta una realtà tra le più significative del Terzo settore del nostro paese. I tempi di realizzazione del congresso sia provinciale, sia regionale e nazionale hanno coinciso con eventi di grande portata. Dall’ultimo congresso del 2008 molto è cambiato attorno a noi; si sono delineati nuovi scenari, critici e complessi, in cui anche l’Auser deve muoversi. Tra gli accadimenti sono certamente importanti gli esiti problematici delle elezioni in Italia ma è di portata storica quanto accaduto in Vaticano. Lo dico in modo forse troppo semplicistico, forse anche un po’ irriverente: se non bastassero le analisi della complessità e particolarità della situazione italiana che da più parti si compiono, si può pensare allo storico, e per certi versi scioccante, annuncio del Papa delle proprie “dimissioni”. Il 28 febbraio è terminato il papato di Benedetto XVI e il 13 marzo è iniziato quello di Papa Francesco, le cui parole di elogio della vecchiaia hanno toccato il cuore di molti. Persino una istituzione millenaria e conservatrice come la Chiesa ha dovuto affrontare un evento così straordinario e storico, di cui non si ricordano altri esempi, se non il “gran rifiuto” di Celestino V, stigmatizzato con un ingeneroso “per viltà” da Dante nella Divina Commedia. Il gesto di Benedetto XVI, al di là di ogni considerazione teologica e religiosa, al di là di ogni considerazione politica (veri o presunti scandali, veri o presunti giochi di potere) può essere considerato un atto profondamente laico, di chi considera l’esercizio del ruolo di Papa come una funzione, non come un’investitura personale. Ratzinger interpreta una funzione, non la impersona, fintanto che è in grado di esercitarla a dovere; non lega la sua esistenza terrena a quella funzione e viceversa non la trascina con sé nella tomba, certo ne rimette in discussione la sacralità (“Dalla croce non si scende”, ha commentato amaramente Stanislaw Dziwisz, cardinale di Cracovia, già braccio destro di papa Wojtyla). Penso sia giusto interrogarsi sulla profonda umanità di questo gesto che parte dal riconoscimento dell’intima fragilità psicofisica dell’uomo che nessuna fede o ideologia può sublimare. É un atto contro il mito della eterna giovinezza, di cui si abbevera la società del capitalismo maturo per moltiplicare le possibilità di consumo delle sue merci. É un gesto che rivaluta la consapevolezza e la saggezza dell’abbandono della vita attiva, quando le forze inevitabilmente ci abbandonano e le nuove condizioni dischiudono per noi la stagione del ricordo e della riflessione. Da qui il “no grazie” del presidente Napolitano per una riconferma al Quirinale. Ma c'è chi, nei rispettivi ruoli e impegni, come l'astrofisica Margherita Hack, classe 1922, e l'attrice Franca Valeri (1925), è deciso a restare sulla breccia. Il nostro atteggiamento verso la vecchiaia non a caso Jorge Mario Bergoglio 76 anni, argentino ma di origini italiane (la famiglia è della provincia di Asti, il nonno partì a fine ‘800), dal 13 marzo 2013 è papa Francesco. Il nuovo Pontefice ha definito la vecchiaia: “la sede della sapienza della vita” e ha aggiunto: ”doniamo ai giovani questa sapienza” prevede sia momenti di sostegno alla fragilità sia iniziative per valorizzare l’invecchiamento attivo. Bisogna prendere coscienza che l’allungamento della speranza di vita non sempre equivale ad una elevata qualità della vita. Noi ribadiamo con convinzione che ogni vita è una testimonianza importante e rispettiamo profondamente le scelte dei grandi vecchi. Nei nostri centri incontriamo tanti ultra ottantenni e spesso ci viene il desiderio di stimolarli a partecipare ad iniziative, ad eventi culturali che, qualche volta, per loro risultano troppo faticosi. Talora come Ratzinger desiderano ritirarsi, fare vita tranquilla, magari allietata solo dal riflesso della vita attiva dei loro figli e nipoti e da qualche partitina alle carte. A loro va la nostra simpatia e il nostro grande rispetto. Incontriamo anche anziani fragili che attraverso il nostro Filo d’argento riescono a mantenere una certa autonomia, a godere ancora della propria casa, a incontrare persone che vogliono loro bene e che li sanno ascoltare e aiutare. A loro va la nostra comprensione e il nostro affetto. Ma per fortuna incontriamo, nella nostra associazione, anche tanti ultra ottantenni che continuano nella partecipazione attiva alla società sostenendo il volontariato sia con la partecipazione alle attività proposte sia come fruitori o come volontari. Essere ultraottantenni in buona salute, attivi, allegri, magari perdendo qualche freno inibitore che durante l’età matura ci ha impedito di godere a pieno delle nostre capacità, è una ricchezza che molti posseggono e che condividono con gli altri, una testimonianza, una speranza. Per dirla con uno slogan caro all’Auser: la vecchiaia è una fase della vita e non è un onere ma una risorsa. * Presidente Auser Savona 3 OTTAVO CONGRESSO AUSER: UN PROGETTO PER DOMINICA PICCARDO Riconfermata Ileana Scarrone alla guida dell’Auser savonese al termine dell’ ottavo congresso che si è tenuto il 28 febbraio presso la Sala Soci Coop di via Baracca. Gli 85 delegati e i numerosi invitati hanno dibattuto e approfondito i temi congressuali. Tra gli invitati è stata particolarmente gradita la presenza e gli interventi di: Lorena Rambaudi assessore regionale alle Politiche sociali, Federico Berruti sindaco di Savona, Isabella Sorgini assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, la neo eletta Anna Giacobbe, Francesco Rossello segretario generale della Camera del Lavoro di Savona, Gian Luigi Bellomi segretario del sindacato pensionati Cgil, Roberto Grignolo presidente Anteas, Gigliola Torello presidente Ada. La dettagliata relazione della presidente Scarrone, ha fornito numerosi spunti di riflessione e di approfondimento sia sui temi generali sia sulle tematiche congressuali. Oltre a trattare le tesi del documento nazionale si è discusso del ruolo e delle importanti funzioni che la nostra Associazione ha sviluppato in questi quattro anni: dall’ultimo congresso ad oggi. Gli interventi dei referenti delle aree tematiche hanno messo in rilievo il bilancio assai favorevole delle molteplici attività sviluppate dall’Auser savonese. Abbiamo implementato volontari e servizi di tutela delle fragilità e organizzato numerose occasioni di socializzazione, culturali, di turismo e concorsi rivolti alla valorizzazione delle capacità dei cittadini dai capelli bianchi. Nel pomeriggio si è provveduto agli adempimenti congressuali: gli 85 delegati al congresso provinciale hanno eletto i delegati a quello regionale da cui sono scaturiti i delegati al nazionale che si è tenuto a Riccione il 20-21 e 22 marzo 2013 che ha nominato Enzo Costa nuovo presidente e prodotto un documento conclusivo di ampio respiro. Il Congresso regionale, in cui è stato riconfermato alla presidenza Angelo Sottanis, si era svolto a Genova il 5 e 6 marzo. Con il Congresso Nazionale sono stati definiti i nuovi quadri dirigenti dell’organizzazione e la linea strategico-politica scaturita, in modo condiviso dalla discussione anche arricchita dai contributi della segretaria Cgil Camusso e dello 4 Spi Cgil Cantone. Il processo democratico all’interno della nostra associazione ha lunga tradizione e radici nel sindacato Cgil da cui Auser è scaturito oltre 20 anni fa. Il congresso è un momento fondamentale e insieme alla condivisione della nostra “carta dei valori” orienta e costituisce la parte identitaria per i soci e per i volontari. La partecipazione alle fasi congressuali sono quindi state una occasione di discussione e di condivisione. Lo scambio tra volontari di realtà diverse dislocate sparse sul territorio nazionale sono ricchezza e linfa per proseguire nell’attività di solidarietà che ci vede impegnati a sostegno di un welfare sempre più minacciato dai tagli e dalla scarsità di risorse pubbliche. L’azione dei Volontari non deve essere sostitutiva in alcun caso di lavoro ma deve essere un dono che consenta la partecipazione alla vita sociale della propria comunità, a sostegno degli anziani fragili, dell’integrazione tra culture diverse e della intergenerazionalità. Uno dei temi centrali del documento congressuale ha evidenziato la possibilità e l’esigenza di aprirsi ai . TUTTE LE ETÀ. I DIVERSI COLORI DELLA SOLIDARIETÀ GIORGIO NAPOLITANO SOCIO ONORARIO AUSER giovani e a persone provenienti da altri Paesi nonché l’esigenza di una di una legge nazionale sull’invecchiamento che consenta una semplificazione in materia di rimborsi. La nostra Associazione, lontana dall’essere sostitutiva del ruolo del sindacato, conferma però la necessità di essere presente ai tavoli di coprogettazione ribadendo il valore della sussidiarietà e proponendo la sperimentazione di “patti di solidarietà ” con gli Enti pubblici. IL NEO PRESIDENTE NAZIONALE Enzo Costa, cagliaritano 60 anni, è il nuovo presidente nazionale Auser. Costa è stato eletto il 22 marzo al termine delle tre giornate di Congresso Nazionale svoltesi al Palacongressi di Riccione. Succede a Michele Mangano che lascia la presidenza dopo sei anni.. La presidenza nazionale di Auser risulta così composta: Enzo Costa (presidente), Celina Cesari e Claudio Ragazzoni. 5 La tessera n. 1 2013 dell’Auser è stata consegnata al presidente Napolitano (nella foto) al Quirinale. “Siamo onorati- ha commentato l’ex presidente auser Mangano- di sapere che il presidente della Repubblica al nostro fianco nell’impegno per rendere gli anziani protagonisti dello sviluppo sociale e culturale del Paese. Il conferimento della tessera onoraria è per noi ragione di orgoglio e sarà di ulteriore grande stimolo alle nostre attività quotidia ne in aiuto dei cittadini più fragili e per lo sviluppo e la salvaguardia dei beni comuni”. L'analisi delle elezioni 2013 ECCO COM'È CAMBIATA LA MAPPA DEL VOTO FRANCO ASTENGO* Dalle urne delle elezioni politiche 2013 è uscito un magma complesso e per molti versi inestricabile a fronte dell'esigenza di dare una guida stabile al Paese. Emergono dati di grande interesse al riguardo della “volatilità” elettorale complessiva, dell’interscambio tra le diverse forze politiche, della diversità o meno tra le situazioni locali. I dati, è bene precisarlo, sono riferiti all’elezione della Camera dei Deputati, rappresentativa dell’intero corpo elettorale. IL VOTO A LIVELLO NAZIONALE La previsione di un aumento del “non voto” è stata puntualmente rispettata. La quota dei partecipanti al voto, nel 2008 all’80,91% è scesa al 75,19% (5,72%). Inclusa la percentuale del 2,57% relative a schede bianche e schede nulle, i voti validi sono calati di quasi 2,5 milioni in cinque anni. Il totale dei voti validi è di 34.002.523; il totale del non voto tocca quota 13 milioni (nel 2008: 10,5 milioni circa), più di 2,5 milioni. Si può quindi affermare che nessuna forza politica sia riuscita ad intercettare in misura significativa la disaffezione e, di conseguenza, l’alto tasso di volatilità verso le nuove liste che hanno ottenuto significativi risultati (8.688.545 voti per il M5S; 2.823.814 voti per Scelta Civica di Mario Monti, 1.090.802 voti per Sel) si può considerare del tutto interna al sistema. In queste condizioni è del tutto fuori luogo parlare di “eccezionale rimonta” da parte di Silvio Berlusconi e del centro destra: la coalizione ha perso, in cinque anni, 7.141.406 voti (il Pdl ha ceduto 6.297.000 voti circa, la Lega Nord 1.600.000, parzialmente compensati dai suffragi raccolti da nuove formazioni, significativo il risultato della lista Fratelli d’Italia con 666.001 voti). L’effetto “rimonta”, mai in campo per davvero, è stato dovuto al contemporaneo calo del Pd e della coalizione di centrosinistra: nel 2008, composta dallo stesso Pd e dall’Idv, aveva raccolto 13.689.330 voti; nel 2013, composta da Pd, Sel e Cd di Tabacci e Donadi, ne ha raccolti 10.047.507 (meno 3.642.000 circa).In realtà il Pd aveva goduto di sondaggi favorevoli al momento delle “primarie”, sia per l’assenza in quel momento di competitori sul piano politico (Monti faceva ancora il tecnico super-partes, il centrodestra appariva smarrito e senza guida, M5S era sicuramente sottostimato), sia per l’enfasi mediatica suscitata da quell’avvenimento. Ebbene lo stesso Pd è rimasto prigioniero nel recinto dalle primarie: tra i 3 milioni di partecipanti a quell’evento e gli 8.642.700 voti raccolti il 24 e 25 febbraio emerge una scarsa capacità dei partecipanti alle primarie di rappresentare uno “zoccolo duro” di attivisti capaci di coinvolgere ampi strati dell’opinione pubblica. Sorge a questo punto una domanda: da dove arrivano gli oltre 11,5 milioni di voti che rappresentano la somma dei voti raccolti da M5S di Beppe Grillo e Scelta Civica di Monti? Si può ipotizzare, fatto salvo il dato di “cannibalizzazione” da parte di Scelta Il totale del non voto ha toccato quota 13milioni (10,5 nel 2008). Il centro destra in 5 anni ha perso oltre 7milioni di voti ; il centro sinistra ne ha persi oltre 3,5 milioni civica dei suoi alleati (l’Udc ha ceduto circa 1,4 milioni di voti; Fli si è fermata a 150mila voti su tutto il territorio nazionale), un ingresso bipartisan di voti a favore di M5S. Sarebbe la prima volta che, dalla modifica della legge elettorale avvenuta nel 1993 con l’adozione del maggioritario, poi corretto nell’attuale proporzionale con premio di maggioranza, un fenomeno del genere, si è manifestato, in tali rilevanti proporzioni, di effettivo passaggio da entrambi i fronti del defunto bipolarismo italiano, a una “terza forza” dalle caratteristiche per ora di tipo precipuamente protestatario e formata sul modello del “partito elettorale personale”. L’affermazione del Movimento di Grillo segna comunque il “de profundis” per il particolare “bipolarismo all’italiana” fondato su larghe (e litigiose) coalizioni ma per 6 un certo periodo entrato nella mentalità del cosiddetto elettore “mediano”. Le due coalizioni maggioritarie nel 2008 avevano assommato l’84,46% dei voti validi (46,81% il centrodestra, 37,55% l’alleanza Pd-Idv). Adesso le prime due coalizioni assommano all'58,73% (meno 25,73%). Infine il disastro di Rivoluzione civile: nel 2008 Arcobaleno e Idv (forze d’origine di Rivoluzione civile) avevano ottenuto oltre 2 milioni e 670mila voti; Rivoluzione civile ne ha conseguito 765.054. Considerato che Sel (frutto in larga parte di una scissione di Rifondazione) ha avuto circa un milione di voti, si può dire che Rivoluzione civile ha ceduto un altro milione di voti, suddiviso tra M5S e astensione, al punto da far pensare come quasi sparito un elettorato di appartenenza storica. IL VOTO IN LIGURIA Anche in Liguria si è registrata la crescita del fenomeno del “non voto”: da 78,00% a 75,11%, con una perdita del 2,89%. La novità più rilevante del panorama elettorale ligure è sicuramente rappresentata dalla maggioranza relativa raggiunta da M5S con 299.966 voti (32,10%), novità dirompente considerato che il Movimento si presentava per la prima volta alle “politiche”, superiore di gran lunga alla media nazionale. Risultato dovuto al calo degli altri partiti. Valutiamo allora le cifre, partendo dalla coalizione di centrosinistra. Nel 2008 l’alleanza Pd-Idv raccolse in Liguria 425.055 voti (42,51%). Nel 2013 l’alleanza tra Pd, Sel, Diritti e libertà ha ottenuto 290.052 voti (31,08%) con una perdita di 135.003 voti (11,43%). Essendo Sel alla sua prima esperienza elettorale dal punto di vista della singola forza politica è possibile calcolare soltanto la perdita subita dal Pd, pari a 117.405 voti (9,89%). Sul versante del centrodestra, nel 2008 la coalizione Pdl-Lega si era attestata su 435.171 suffragi (43,58%). Il 24-25 febbraio scorso il centrodestra, formato questa volta, da Pdl, Lega Nord, La Destra (nel 2008 da sola ottenendo in Liguria 26.889 voti pari al 2,69%) e la nuova (segue a pagina 7) L'analisi delle elezioni 2013 (da pagina 6) formazione “Fratelli d’Italia”, ha ottenuto 215.186 voti con una flessione di 219.989 voti (20,56%). Dal punto di vista delle singole forze politiche il Pdl scende da 367.374 voti a 174.568 ( - 192.806, pari al 20,06%), la Lega Nord cala da 68.337 voti a 21.861 (- 46.746 pari al 4,50%), La Destra scende da 26.889 voti a 5.345 (- 21.554 pari al 2,12%). Appare evidente che il successo M5S in Liguria sia stato dovuto a un afflusso di voti “bipartisan” dal centrosinistra come da centrodestra, tanto più che, in misura molto minore rispetto a M5S, ha aumentato voti anche il “centro” raccolto attorno alla lista del presidente Monti. Nel 2008 il posizionamento “al centro” del sistema politico era stato mantenuto dalla sola Udc che, in Liguria, aveva ottenuto 37.820 voti (3,78%). Nel 2013, in quella posizione politica, si sono presentate tre liste, in coalizione tra loro: Scelta civica di Monti, Udc, Fli per un totale di 92.593 voti pari al 9,90% (più 54.773, 6,12%). La crescita del “centro” è stata dovuta all’apporto della Lista Monti che, singolarmente, ha ottenuto 78.409 voti (8,39%), prosciugando letteralmente l’Udc scesa a 10.565 voti (meno 27,255 pari al 2,65%). Considerato il calo più accentuato registrato dal centrodestra si può affermare che la maggior parte dei voti ottenuti dalla Lista Monti provenga da quel bacino elettorale. Un risultato fortemente negativo è poi da addebitare alla lista di Rivoluzione civile. Nel 2008 la lista Arcobaleno e l’Idv (in alleanza però con il Pd) avevano sommato 86.135 voti (8,62%). Rivoluzione civile ha ottenuto 19.509 voti (- 66.626 voti, pari al 6,54%). Raffronto negativo anche per il Partito comunista dei lavoratori sceso di 2.792 unità (0,25%). IL VOTO NEL SAVONESE La partecipazione al voto, nella provincia di Savona, si è mantenuto superiore alla media nazionale: 77.83% dei votanti contro l'81,17 del 2008. I voti validi sono stati 11.630. Il dato politico più rilevante, però, deve essere considerato la piena affermazione ottenuta da M5S nel complesso dell’ambito provinciale: 56.875 pari al 33,03%. Per analizzare questo dato occorre quindi far partire l'analisi dalle perdite subite dai due poli principali (o ex-principali). Il centro-sinistra (Pd, Sel, Diritti e libertà) ha ottenuto 47.803 voti (27,76%); nel 2008 l’alleanza tra Pd e Idv ne aveva totalizzato 70.419 (38,31%). La flessione del centrosinistra è racchiusa, dunque, in questi numeri: meno 22.616 voti, meno 10,55%. Il Pd, in particolare, ha ceduto nella provincia di Savona 19.328 voti (da 62.126 a 42.798) passando dal 33,80% al 24,86%, mentre è apparso debole l’apporto fornito da Sel con 4.614 voti (2,68%). Per il centrodestra le cifre parlano altrettanto chiaro: nel 2008 Pdl e Lega Nord raccolsero, assieme, 88.455 voti (48,13%); adesso Pdl, Lega Nord, La Destra, Fratelli d’Italia si fermano a 44.637 voti (meno 43.818 pari al 22,21%). Analizzando il comportamento elettorale dei singoli partiti troviamo che il Pdl passa da 73.299 voti a 35.931 (meno 37.368 pari al 19,01%), la Lega scende da 15.156 5.246 (9.910 voti, pari al 5,21%), La Destra passa da 5.083 suffragi a 970 (meno 4.113, pari al 2,21%). E a conferma dell’apporto fornito, nella provincia di Savona, dal centrodestra a M5S, la verifica relativa alla modestia del risultato ottenuto dalla coalizione A Savona il centrodestra ha perso 8.512 voti; il centrosinistra 5.671 ma ha mantenuto la maggioranza. Exploit di M5S con 12.519 voti pari al 33.56% centrista formata da Lista Monti, Udc e Fli: 16.169 voti (9,40%). La Lista Monti ha ottenuto 13.696 voti (7,95%); l’Udc è passata da 6.785 suffragi (3,69%) del 2008 ai 1.869 del 2013 (- 4.916, pari al 2,61%). Particolarmente rilevante il dato negativo di Rivoluzione civile: nel 2008, nella provincia di Savona, la somma tra Arcobaleno e Idv era stata di 14.158 voti (7,70%). Il risultato delle elezioni del 2013 è stato di 3.107 voti (1,80%). Una perdita di 11.051 preferenze (5,90%). Calo netto, anche in provincia di Savona, per il Partito comunista dei lavoratori sceso da 1.948 voti a 1.299 (meno 0,31). 7 L’elettorato IL VOTO A SAVONA savonese ha mantenuto un certo tasso di frequentazione delle urne: 36.239 votanti (78,39%) contro i 40.654 (80,30%) del 2008 con una diminuzione di 4.415 unità (3,91%). I voti validi sono scesi da 39.405 a 37.307. Nonostante un netto calo di consensi la coalizione di centrosinistra ha mantenuto il primato cittadino. Nel 2008 l’alleanza Pd-Idv si era attestata su 18.408 suffragi (46,71%), oggi quella Pd, Sel, Diritti e libertà si è fermata a 12.737 (34,14%): un calo di 5.671 voti (12,57%). Il Pd è passato da 16.282 voti a 11.419 (- 4.863) e dal 41,32% al 30,60% (- 10,72%); in linea rispetto alla dimensione nazionale il contributo fornito da Sel con 1.222 voti (3,27%). Nell’ambito del Comune di Savona, notevole il risultato di M5S con 12.519 voti (33,56%), molto superiore alla media nazionale. Del tutto disastroso il risultato del centrodestra. La coalizione Pdl, Lega Nord, La Destra, Fratelli d’Italia ha ottenuto 6.706 consensi (17,97%); nel 2008 l’alleanza Pdl-Lega Nord ne aveva conseguiti 15.218 (38,62%), meno 8.512 voti (20,65%). Di grande rilievo il calo del Pdl: da 13.044 del 2008 a 5.326 (- 7.718) e dal 33,10% al 14,27%; la Lega Nord è calata da 2.174 a 745 voti (- 1.429 pari al 3,53%), la Destra da 951 voti a 187 ( 764 pari all'1,97%). Inferiore alla media nazionale il risultato della coalizione centrista formata da Lista Monti, Udc e Fli con 3.604 (9,66%). La Lista Monti ha ottenuto 3.039 consensi (8,14%), l’Udc è scesa da 1.389 voti del 2008 427 del 2013 ( 962 voti pari al 2,38%). Rivoluzione civile ha ottenuto 1.016 voti (2,72%). Nel 2008 la somma Arcobaleno più Idv toccava i 3.873 voti (- 1.857 voti pari al 7,11%). Il Partito comunista dei lavoratori è sceso da 490 a 291 voti. *Politologo Cosa è cambiato rispetto agli anni '70 quando Savona era all’avanguardia per i suoi servizi domiciliari QUALI STRUMENTI PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEGLI ANZIANI Un ligure su 4 ha più di 65 anni. Pochi si rendono conto che il nostro sistema sanitario è strutturato per le malattie acute e non ha né la cultura, né gli strumenti per fronteggiare il tema della cronicità ALDO PASTORE * Nella città di Savona, il servizio di assistenza domiciliare agli anziani è nato nei primi anni ’70 del secolo scorso e si è progressivamente potenziato negli anni successivi. I principi etici e culturali sui quali il servizio era sorto sono i seguenti. 1)“L’assistenza domiciliare ai malati con patologie croniche è, oggi, una modalità assistenziale che si rende sempre più necessaria, sia per il numero crescente di malati in età avanzata, sia per la continua riduzione di posti-letto ospedalieri, che penalizza soprattutto le persone che hanno bisogno di cure prolungate. Occorre, perciò, metter in atto ogni possibile mezzo che agevoli i compiti di chi svolge l’assistenza in casa, affinché non sia un’assistenza di ripiego conseguente all’incapacità del nostro sistema sanitario a rispondere alle esigenze di cure dei giorni nostri”. (dottor Henriquet, Associazione Gigi Ghirotti) 2) L’assistenza sanitaria territoriale si conferma lo strumento più efficace per tutelare la salute dei cittadini, superare le ineguaglianze e contenere la spesa sanitaria. Migliorare l’assistenza territoriale consente di ridurre la mortalità infantile e la mortalità per cause evitabili e, più in generale, di prolungare l’aspettativa di vita, ma, anche, di ridurre le spese, evitando il ricorso improprio a visite specialistiche ed a ricoveri ospedalieri impropri. (Starfield, Jon Hopkins University) Desidero, inoltre, sottolineare che il Comune di Savona, prima di procedere alla concreta realizzazione del servizio di assistenza domiciliare, su iniziativa del compianto dottor Elvio Musizzano, programmò un’accurata ricerca sul territorio, condotta dalla Scuola superiore di servizio sociale di Genova, con la finalità di individuare i bisogni dei potenziali assistiti e i conseguenti problemi che la nostra società, nel suo complesso, era destinata ad affrontare, nel modo più completo e razionale possibile. Nacquero da questa iniziativa i presupposti per dare concreta attuazione a idonei servizi di assistenza domiciliare. Posso così sintetizzare questi presupposti: 1) Intervento sanitario ed intervento sociale non soltanto dovevano coesistere, ma dovevano essere strettamente interdipendenti ed armonicamente collegati. 2) Nella concezione dell’intervento socio-sanitario integrato, doveva trovare concreta realizzazione 8 l’ideale tipologia di azione e cioè: prevenzione, cura, riabilitazione. 3) Occorreva pervenire alla integrazione funzionale tra servizi ospedalieri e servizi territoriali. Sulla base di questi presupposti vennero progressivamente creati i servizi di assistenza domiciliare agli anziani e soggetti disabili, con la seguente suddivisione del personale nelle 5 circoscrizioni comunali 1° circoscrizione 2° circoscrizione 3° circoscrizione 4° circoscrizione 5° circoscrizione 1 Ass. sociale 4 Collollaboratrici 2 Infermieri 1 Ass. sociale 6 Collaboratrici 3 Infermieri 2 Ass. sociali 7 Collaboratrici 3 Infermieri 1 Ass. sociale 5 Collaboratrici 2 Infermieri 3 Ass. sociali 10 Collaboratrici 1 Ass. Sanitaria 4 Infermmieri Le componenti delle équipe, sopra riportate, erano dipendenti comunali ed erano state assunte dopo regolari concorsi pubblici. Il servizio si avvaleva inoltre di: - Servizi centralizzati di lavanderia sorti attraverso appositi accordi con imprese private. (segue a pagina 9) (da pagina 8) - Fornitura di pasti a domicilio, attraverso un regolare accordo sottoscritto con la cooperativa, addetta alla preparazione dei cibi per le mense scolastiche. -Servizio medico domiciliare, con possibilità, da parte degli anziani e dei disabili, di avere a disposizione non soltanto il medico di base, ma, anche, di specialisti delle seguenti discipline: cardiologia, oculistica, urologia e neuropsichiatria (su ovvia richiesta del medico curante); utilizzo degli ambulatori di circoscrizione e di quartiere. - Centro di riabilitazione neuro– motoria e di podologia, sorto nel vasto piano-terra dell’edificio sito in via Maciocio di proprietà comunale. Questo centro, perfettamente attrezzato, era dotato del seguente personale: un medico neurologo, un medico ortopedico, 2 fisioterapisti, un podologo. Il centro svolgeva un decisivo apporto riabilitativo per gli anziani, affetti da patologie neuromuscolari ed ortopediche ed una funzione importante per la cura e la riabilitazione delle disfunzioni dei piedi così frequenti nelle persone anziane. Quale giudizio esprimere su questi servizi in allora realizzati? Rispondo con poche righe. É sufficiente evidenziare che Savona, in questo specifico settore, grazie, soprattutto alle capacità professionali e al costante impegno di tutto il personale, dipendente e convenzionato, divenne un centro di riferimento nazionale, al punto che nel 1974, allorquando la televisione era ancora in bianco e nero, venni invitato a Roma per partecipare ad una trasmissione (di cui purtroppo non ricordo il titolo) che andava in onda alle 13 ed era condotta da Dina Luce e Francesco Modugno e che aveva appunto, come tema, il problema dell’assistenza agli anziani. Oggi, debbo constatare, con profondo rammarico, che la situazione è peggiorata; ma le responsabilità oggettive dell’attuale decadimento non possono essere attribuite ai comuni, e men che mai al Comune di Savona; in assoluta sincerità ed, anzi, con profonda convinzione, ritengo che la crisi dell’attuale politica socio-sanitaria possa così riassumersi. In Liguria, con l’avvio della Legge di riforma sanitaria del 1978, sono stati, di fatto, soppressi o sono stati radicalmente ridimensionati i servizi socio sanitari territoriali, perché, a differenza di altre regioni, non si sono, volutamente costituite le unità socio sanitarie locali, vale a dire la coesistenza e la simbiosi tra intervento socio assistenziale ed intervento sanitario; sono state smembrate, di conseguenza, le équipe socio-sanitarie territoriali esistenti ed i servizi ad esse collegati. La medicina di base territoriale è stata abbandonata al proprio destino ed è stata, quindi, isolata, avendo, essa, perso gli indispensabili contatti non solo con i servizi socio assistenziali ma anche con i servizi ospedalieri. Gli ospedali sono diventati strutture a se stanti, avulse dal contesto istituzionale provinciale e, per questa ragione, stanno diventando centri di interessi e, quindi, di contrasti di basso profilo ed esclusivamente localistici. Lo smembramento, sopra descritto, ha portato, come conseguenza logica, ad un abnorme aumento della richiesta e dell’effettuazione di esami specialistici, di eccessivi ricorsi ai servizi di pronto soccorso ospedalieri e, soprattutto, di ricoveri ospedalieri impropri. Lo stravolgimento, sopra descritto, ha condotto ad un innaturale ed illogico incremento della spesa sanitaria (in netta contrapposizione con i principi etici e culturali suggeriti da Barbara Starfield). Infine, viene sottovalutato ed, addirittura, ignorato il problema degli anziani; ancora una volta si dimenticano le cifre e le statistiche, ed, allora, dobbiamo rammentare che, oggi, ben più di un ligure su quattro ha superato la boa dei 65 anni; gli ultra65enni sono 431.017 e rappresentano il 27% dell’intera popolazione (erano 402.000, dieci anni fa, 362.000 andando indietro nel tempo di altri dieci anni).I dati Istat ci dicono che, al prossimo rilevamento statistico, si arriverà ad un “over 65” ogni tre abitanti. Di fronte a questo inconfutabile andamento statistico, ben pochi si rendono conto (soprattutto a livello politico) che il nostro sistema sanitario è strutturato per far fronte alle malattie acute e non ha, attualmente, né la cultura, né gli strumenti attuativi per fronteggiare adeguatamente il tema della cronicità, nei suoi molteplici e variegati aspetti. I servizi sociali oggi SORGINI: “IL NOSTRO IMPEGNO A NON LASCIARE NESSUNO SOLO” ISABELLA SORGINI* Si potrebbero fare tante analisi, dire tante parole, l'aumento della popolazione anziana, i costi per la salute , l'aumento della fragilità anche economica, la solitudine ; voglio però usare queste poche righe per condividere con voi le azioni concrete che il mio assessorato pone in essere per la protezione e la promozione degli anziani della nostra città, sia per una maggiore informazione e comunicazione ma anche per sottolineare la priorità che il mondo degli anziani ha nelle politiche della città. Certo si potrebbe fare di più e il cammino per una effettiva rete integrata di servizi è ancora lunga però sono orgogliosa delle cose che facciamo e come vedrete ancora di più perchè si fanno in collaborazione e dentro una progettualità con il vivo mondo dell'associazionismo e del volontariato. Seguirà una breve descrizione del servizio, delle persone che ne beneficiano ed il costo per l'anno 2012 e l'impegno anche per il 2013 di non diminuire di un'euro , nonostante i tagli che a livello nazionale hanno subito in questi anni i servizi sociali. Continueremo a non lasciare solo nessuno...anche insieme a voi. L’assistenza domiciliare assicura l'erogazione di prestazioni socioassistenziali svolte presso l’abitazione (segue a pagina 10) 9 Centro diurno “L'albero della vita”. Questa struttura ospita durante il giorno persone affette dal morbo di Alzheimer o altro tipo di demenza senile, garantendo un’adeguata assistenza professionale. Gli ospiti vengono coinvolti da personale specializzato in attività occupazionali e di socializzazione di vario tipo. Il servizio è finalizzato a permettere alla persona di continuare ad abitare presso la propria abitazione, garantendo alla famiglia un significativo sostegno durante l’orario diurno. 24 utenti costo 27.750. Interventi di comunità per anziani: il servizio viene erogato attraverso i custodi sociosanitari e consiste in interventi di controllo e monitoraggio,sia telefonico che mediante accesso diretto domiciliare, a favore di persone anziane in situazione di particolare disagio, legata alle condizioni di salute e a forme di solitudine e isolamento. A seguito dell’approvazione del progetto realizzato dall’ATS distrettuale, come richiesto dalla Regione Liguria, è stato formalizzato il ruolo del terzo settore, che vede nell’AUSER Provinciale il proprio referente, e che entra a pieno titolo nella realizzazione degli interventi n. 48 utenti € 192.921,00. Invecchiamento attivo .Si tratta della realizzazione di attività di socializzazione ed integrazione sociale dove stare in compagnia trascorrendo piacevolmente il tempo. I centri ricreativi per la terza età sono luoghi in cui trascorrere il tempo libero. Vengono proposti giochi, laboratori artistici e culturali, ginnastica. Sono inoltre organizzate gite e soggiorni. È un servizio in convenzione con Auser costo 9000 euro annue per rimborso spese volontari Questi sono i principali servizi tante, però, sono le attività proposte anche dall'assessorato al decentramento, dall'assessorato alla cultura e dalle tante associazioni presenti nella nostra città. (Da pagina 9) dell’utente che si trova in condizione di bisogno. Le prestazioni di assistenza domiciliare tutelare sono orientate a rispondere alle esigenze di autonomia e di cura dell’anziano in situazioni di elevata complessità assistenziale Le prestazioni di assistenza domiciliare familiare sono orientate a rispondere alle esigenze di autonomia e di aiuto domestico in situazioni di non elevata complessità assistenziale. Le persone c hanno usufruito del servizio sono 161 per un costo di 161 410.329,00. Pasti caldi a domicilio . Il servizio fornisce un pranzo caldo domicilio quotidiano, variato nutrizionalmente completo, ai cittadini che non siano in grado di provvedere autonomamente a questa funzione beneficiari 46 il costo pari a 110.509,00. Inserimento strutture residenziali. Qualora il ricorso all’inserimento in struttura sia valutato come necessario, il servizio sociale territoriale provvede all’attivazione delle procedure di valutazione multidisciplinare e all’individuazione della struttura che meglio risponde alle caratteristiche dell’anziano. Il Comune interviene nel pagamento ad integrazione della retta socio-alberghiera qualora né l'utente con il proprio reddito né i famigliari tenuti agli alimenti siano in grado di farvi fronte . 94 anziani inseriti costo 570.350.00 euro Sostegno economico agli anziani. È un servizio che si basa sull’erogazione di danaro volto alla soddisfazione di esigenze di natura eccezionale e contingente. Vengono prevalentemente utilizzati per far fronte a spese di utenze, affitti e spese condominiali. E’ da considerarsi uno strumento temporaneo per favorire il superamento dello stato di bisogno e deve necessariamente essere affiancato da altre strategie per tendere al fine ultimo della rimozione del bisogno alla radice. 161 gli anziani che ne anno beneficiato per 113 .090. euro. Agevolazioni tariffarie sui trasporti pubblici urbani. rivolti prevalentemente a cittadini residenti anziani e disabili con un Isee non superiore a 6.2250,00 euro. L'agevolazione consiste in una riduzione pari al 50% sulle tariffe di viaggio all’interno del territorio del Comune di Savona. 305 utenti per 47.011.00 euro. Fondo per la non autosufficienza. Rivolto a persone anziane con riconoscimento di invalidità civile al 100% e indennità di accompagnamento o minori e adulti dichiarati disabili gravi ai sensi della Legge 104/92, con indennità di accompagnamento, impossibilitati a svolgere le funzioni proprie della vita quotidiana e quelle dedicate alla cura della propria persona, con difficoltà nelle relazioni umane e sociali, nelle attività strumentali, nella mobilità e nell’uso dei mezzi di comunicazione. Questo servizio prevede un contributo di 350.00 euro mensili purché il valore Isee non superi i 10.000 euro n. 216 € 798.490,00. Responsabile famigliare di distretto. Figura istituita su esplicita richiesta regionale per monitorare l'utilizzo del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, inizialmente finanziata, assolve oggi ad un ruolo maggiormente ampio collegato al tema dell'invecchiamento attivo, curando la rete distrettuale istituita. n. 300 utenti di cui 216 beneficiari di Frna (Fondo regionale non autosufficienza) e 84 con i progetto di invecchiamento attivo 29.630.00. *Assessore alle Politiche Sociali Comune di Savona Si invitano i savonesi a partecipare la sera del 24 Aprile alla tradizionale fiaccolata che si concluderà, come tradizione, in Piazza Martiri e alla giornata di Festa per la Liberazione che si terrà il 25 Aprile sul Priamar. Il gazebo dell’Auser sarà presente sulla Fortezza, insieme con Anpi, Isrec e altre associazioni a testimonianza dell’impegno del volontariato per sostenere i valori della Resistenza e della Costituzione. La giornata del 25 oltre che di riflessione e di commemorazione sarà, ovviamente, di festa e allegria. 10 L'intervento L'esigenza di un Piano per un nuovo sistema assistenziale che valorizzi il Terzo settore sotto la regìa pubblica WELFARE: NON UN COSTO MA UN'OCCASIONE DI SVILUPPO Passare dalle semplici elargizioni monetarie alla erogazione di servizi. Soddisfare i bisogni collettivi può rappresentare un volano per la ripresa e il rilancio economico e occupazionale in particolare femminile BARBARA DELBUONO * Tralasciamo i numeri, per evidenti ragioni di spazio, sapendo che dall’analisi di quei numeri bisognerebbe partire per evidenziare la situazione drammatica in cui versa il Paese sia sotto il profilo economico che sociale, senza una prospettiva di crescita per il futuro e con gli effetti dei pesanti tagli alle risorse destinate allo stato sociale. In questo contesto le famiglie restano senza lavoro, senza reddito e senza servizi. Gli enti locali sono costretti a comprimere i servizi aumentando la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie. Il welfare, contrariamente a quanto fatto dai precedenti Governi che hanno operato tagli indiscriminati, non è un costo da comprimere ma una grande occasione di sviluppo. “Soddisfare” i bisogni collettivi rappresenta un’occasione di ripresa, sviluppo economico e occupazionale. Passare, ad esempio, dalle erogazioni monetarie alla erogazione di servizi (e una larga fetta di spesa sociale è rappresentate proprio da queste prime) già di per sé rappresenterebbe la creazione di condizioni di sviluppo ed occupazionali. C’è un altro aspetto che pare utile sottolineare. A fronte della riduzione dei servizi, quindi il “welfare che non c’è”, il così detto lavoro di cura non è che sparisce, ma viene scaricato sulle donne, senza peraltro venire riconosciuto né socialmente e nemmeno economicamente. Uno dei nodi è l’assenza o il progressivo smantellamento degli asili nido, che permettono alle donne di poter lavorare; è stato stimato, infatti, che un potenziamento dei nidi intorno al 10% porterebbe ad un incremento di circa il 14% delle probabilità delle donne di trovarsi un lavoro. Tutti gli indicatori disponibili dicono che l’occupazione femminile genera sviluppo perché crea domanda di beni e di servizi e produce a sua volta altro lavoro. Dati della Banca d’Italia confermano che un aumento della partecipazione femminile fino al 60 per cento delle donne occupate porterebbe un incremento del Pil di circa il 7 per cento. Perciò, e non solo per questo, possiamo pensare che l’incremento di risorse destinate al welfare, il ripristino del Fondo per la Non Autosufficenza, le Politiche sociali e per l’infanzia possano mettere in moto l’economia del nostro Paese. Nel Piano per il lavoro la Cgil indica la necessità di contrattare a livello nazionale e territoriale con le Istituzioni un nuovo modello di welfare partecipato, per contrastarne lo smantellamento. Noi, della Cgil, siamo convinti e pensiamo che se pur la funzione di presa in carico della persona, della progettazione e promozione dei servizi, l’investire su percorsi di partecipazione delle associazioni, anche di quelle espressioni di volontariato, il coinvolgimento e coordinamento di tutti gli attori estremamente frammentati del Terzo settore debba restare sotto la regia del pubblico,debba essere valorizzato anche il ruolo del terzo settore e del volontariato contrastando l’idea che a queste imprese/associazioni debbano essere destinate fette di lavoro dequalificato e malpagato, ma deve essere considerato come un pezzo di funzione pubblica che concorre alla costruzione del bene comune. Per fare ciò, ancora molto distante dall’essere realizzato, serve un nuovo tavolo di confronto pubblico e privato allargato, non più chiuso dentro ai confini dei singoli Comuni, che riesca ad individuare obiettivi condivisi e metta a disposizione della collettività le varie e frantumate energie che il territorio sa esprimere per costruire un piano per un nuovo welfare. *Barbara Delbuono fa parte della segreteria della Camera del Lavoro 11 25 Aprile CAMBIARE MANTENENDO I VALORI DI RESISTENZA E COSTITUZIONE “Riprendiamoci in mano il destino e il futuro” come affermavano i giovani Partigiani. L’Anpi in prima linea per mantenere vivi e attuali i valori sanciti dalla Costituzione nata dall’antifascismo e conquistata con la Resistenza "Respingere l’indifferenza, la rassegnazione, la “distrazione”, in nome di quei giovani che a partire dal 1943 ebbero il coraggio di riprendere in mano il loro destino e il loro futuro". Queste le parole, pronunciate, il 9 marzo scorso, da Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi, in apertura della manifestazione di Torino in occasione del 70° anniversario degli scioperi del 1943. E mentre ci apprestiamo a ricordare la Festa della Liberazione e con essa tutti coloro che scelsero di essere dalla parte della libertà partigiani, appunto - dobbiamo calarci nella realtà odierna, gravida di pericoli per la democrazia e carica di incertezze sul futuro, senza reticenze o paura di essere fraintesi; dobbiamo essere di parte, come lo furono “quei giovani che a partire dal 1943 ebbero il coraggio di riprendere in mano il loro destino e il loro futuro”. Diversamente sarebbe solo inutile retorica. SAMUELE RAGO* Perché voler ignorare che, ancora una volta, l’esito elettorale ci ha consegnato una società divisa proprio sui fondamenti della Repubblica nata dalla Resistenza? Pdl e M5S, pur antagonisti su temi di grande rilievo, coincidono però nell’idea di scardinare l’ordinamento democratico definito dalla Costituzione antifascista. Il presidenzialismo e la sottomissione della magistratura al potere politico, non è più grave del volere eliminare i partiti ed introdurre la “democrazia diretta”; in entrambi i casi si tratta di voler sostituire la democrazia con il populismo. E, se davvero vogliamo tenere alte le ragioni ed il sacrificio dei giovani del 1943, sarà bene non ignorare che la storia dell’Italia e del mondo ci dice che populismo è uguale a dittatura. Questo non ci porta ad ignorare le differenze, al possibile dialogo con il M5S. E mentre dichiariamo la nostra intransigente opposizione a simili ipotesi, rivolgiamo una forte critica al Partito democratico e a Sel per non essere stati -strutturalmentecapaci di raccogliere loro la rabbia, la disperazione e la volontà di cambiamento che da tempo si manifesta nel nostro Paese. Ci auguriamo che, anche in questa fase, comprendano la lezione e non deludano la volontà di cambiamento, che esce comunque maggioritaria dall’esito elettorale, e mantengano il principio che la governabilità non può essere disgiunta dal cambiamento. L’Anpi, nella sua autonomia di elaborazione e di iniziativa, in memoria della Resistenza e dei Resistenti, contribuirà alla nuova definizione - ormai improrogabile di una soggettività politica che metta al centro i valori sanciti dalla Carta costituzionale nata nell’antifascismo e conquistata con la Resistenza. *Presidente Anpi Savona meriterebbero un approfondimento. Si pensi, ad esempio, al rapporto tra contadini ed operai che per la prima volta nella storia si trovano a combattere per lo stesso obiettivo. La parte più emozionante è quella che riguarda le testimonianze. Ci sono testimoniane dirette e testimonianze di seconda e terza generazione. Riporto qui di seguito una parte della testimonianza di Zunino Concetta, insegnante, elementare, partigiana combattente: “Era il venerdì 16 febbraio, alle ore 17, appena tornata da scuola, (…) sentiamo un rumore insolito gridi, vociare, ed il nostro cuore, sotto l'incubo dei rastrellamenti, cominciava a tremare (era invasione di bestie, chiamiamole pure feroci perché prendevano, rubavano, bruciavano e rovinavano ovunque passavano). (...) giungemmo a Sassello alla mezzanotte in mezzo ai soldati, tenuti d’occhio come i peggiori malfattori. (...) Ci misero in una stanza e lì trascorremmo la nottata. Al mattino ci caricarono sopra un camion e ci portarono nei forti di Giovo Ligure. La stanza era sporchissima: buia, umida e senza vetri. Inoltre era occupata da altri sciagurati come noi e non avevamo neppure il posto per coricarci tutti, una parte doveva rimanere in piedi (...). Ogni volta che entravano ne prendevano uno e lo portavano in uno stanzino, lo sospendevano con le braccia legate dietro la schiena e lo picchiavano nella testa tanto che potesse sopportarne. Tornavano da noi con delle teste come dei palloni”. IL LIBRO “LA RESISTENZA DIMENTICATA” GERVASIO MORETTI É uscita, in questi giorni, a cura del Circolo Brandale di Savona e con il contributo della Fondazione De Mari la pubblicazione che vorrei presentare ai lettori di Ausersavonanotizie. È un libro senza pretese editoriali, ma ricco di contenuti, che ci parla della Resistenza nel territorio di Sassello e dei comuni limitrofi. La lettura e la comprensione sono facilitate da alcuni accorgimenti tecnici come un indice generale molto dettagliato e preciso, un indice dei nomi, una ricca bibliografia, un certo numero di fotografie dell'epoca che rappresentano i luoghi in cui si svolsero le vicende partigiane o riproducono ritratti dei personaggi di cui il libro tratta, numerose cartine geografiche dei luoghi in cui si svolsero le vicende narrate. Alcuni temi che incontriamo nella pubblicazione sono soltanto accennati ma 12 Storia di una partigiana Catturata sulle montagne viene salvata da un ufficiale dei San Marco suo fidanzatino ai tempi del Liceo LA GIOVINEZZA DI LARA, NOME DI BATTAGLIA TANIA Le imprese a fianco dei partigiani, poi inquisita dal comando di Brigata e a rischio di morte per quell'amore. Ancora oggi, a 89 anni, vive la solitudine nel ricordo del suo Raul CLAUDIO TAGLIAVINI Il 1943 fu l’anno più critico della guerra. Le condizioni di vita, caratterizzate dalla penuria di viveri e dal clima oppressivo, spingevano buona parte della popolazione, ormai stremata ed esasperata, alla sollevazione contro il regime. Il governo, sempre più in difficoltà, sentiva odore di rivolta. Nella seconda parte di quell’anno nascono i primi tentativi di cospirazione. E in quel clima nasce e si svilupperà la storia di Lara. Giovane, bella, intelligente, per la sua esuberanza rimane fino ad allora lontana dal mondo della politica. Sogna. Ma ad un certo punto, casualmente, si trova a frequentare amici appartenenti ad un Fronte Giovanile antifascista. Sono operai e intellettuali che si riuniscono segretamente per cercare il modo di affrontare la situazione. Pensano ad azioni di sabotaggio, attentati e soprattutto a fare propaganda per sensibilizzare l’opinione pubblica. Lara, li ascolta, si entusiasma. Scopre un nuovo senso della vita. All'inizio, tiene un atteggiamento sufficiente che ben presto si trasforma in passione e voglia di fare. La determinazione dei compagni stimola la sua intelligenza. Consapevole delle proprie qualità intellettuali ben presto sarà coinvolta politicamente. Siamo ai primi di novembre quando dai gruppi di volontari, già in clandestinità e pronti per la lotta partigiana, arriva una richiesta di impegno effettivo: inviare gli elementi ritenuti maturi per l’addestramento paramilitare. Tra questi viene scelta pure Lara. E lei, felicemente sorpresa, accetta. Attraverso sentieri collinari, tra rovi, pietraie, rocce, cespugli aridi sparsi nella macchia mediterranea, quattro giovani si arrampicano verso il nascondiglio dove uno dei gruppi spontanei sta cercando di organizzarsi. Tra loro c’è anche Lara. I primi giorni saranno utili per familiarizzare con l’ambiente. L'inverno è in anticipo e particolarmente rigido, le difficoltà non si fanno attendere. La situazione si complica quando, per una delazione, i nazifascisti vengono informati della presenza di “bande armate” nell'immediato entroterra. Il 20 e 21 novembre Wehrmacht, San Marco e gli alpini della Monterosa effettuano un rastrellamento sulle alture del quilianese, fino ai confini con il Basso Piemonte. L’inferiorità numerica, la scarsità di armi, l’inesperienza, consigliano di abbandonare i rifugi per cercare scampo sulle montagne. In quel “grande rastrellamento” tra i partigiani ci saranno numerose perdite. È la prima vera esperienza di Lara, nome di battaglia Tania. Con altri compagni di avventura, dopo aver camminato tutta la notte e il giorno successivo raggiungono, con difficoltà, il nuovo accampamento. In poche settimane molti altri giovani si aggiungeranno a loro. È il momento della formazione dei distaccamenti e delle Brigate. Grazie ad una organizzazione più ampia saranno preparati ed equipaggiati. Tania farà parte di uno dei distaccamenti più attivi. Riusciranno a sottrarre molte armi al nemico. La perdita di compagni di lotta, le rappresaglie nei confronti delle popolazioni dei paesini rurali, le brutture di quella sporca guerra cancellano qualsiasi residuo borghese. Lara-Tania, fedele alle ragioni della lotta per la liberazione del proprio paese, partecipa con coraggio alla causa. Disposta a tutto. Ma un fatto importante cambierà la sua vita. Tra un attentato, un agguato e uno scontro a fuoco, rimane, paradossalmente, “colpita al cuore”. Non da una pallottola ma dall’amore. Catturata dopo un’imboscata viene condotta in una caserma dei San Marco. Ad evitarle un trattamento violento interviene un ufficiale, il tenente Raul. Per quei due giovani è uno shock. I ricordi di gioventù risvegliano l’antico sentimento che li aveva accomunati ai tempi del Liceo. È la sua salvezza. Grazie a lui sarà liberata. Da quel momento, con una serie di accorgimenti, si incontreranno segretamente. Ma non poteva durare a lungo, era impossibile che non se ne accorgesse nessuno. I compagni del vecchio Fronte si sentono traditi, temono che Tania possa abbandonarsi a pericolose rivelazioni con l’amato. Tra l’altro, in quel periodo vi è una aspra recrudescenza dell’azione nemica. Viene richiamata all’ordine, ma lei non si ravvede, continua a frequentare il “fascista”. Viene sequestrata, interrogata, denunciata al Comando di Brigata. Sono convinti che sia, anche se involontariamente, una spia del nemico. Per Tania poteva esserci la tortura e la condanna a morte. Il Comando di Brigata vuole vederci chiaro. Si apre un’inchiesta. Nei giorni che seguono, senza che lei venga a saperlo, l’amato tenente Raul perde la vita in uno scontro a fuoco. Il Comando di Brigata, dopo accurate indagini, concluderà l'inchiesta definendo inconsistenti le accuse sollevate dalla Commissione giovanile e assolve Tania da tutte le accuse, riabilitandola pienamente. Alla fine della guerra verrà decorata per il coraggio dimostrato, ma la morte di Raul la lascerà sola per il resto della vita. 13 Notizie dai Centri TURISMO VI RACCONTO IL MIO PRIMO ANNO ALL’AUSER Le auto in dotazione e in servizio all’Auser GIUSEPPE SEMERIA Sul vetro della porta di ingresso c’era un cartello con su scritto: “Abbiamo bisogno di te”. Chi mi ha Sono entrato. accolto, con convinzione, mi ha illustrato le varie attività dell’Associazione: compagnia agli anziani, trasporti, commissioni, centri sociali, piedibus, viaggi. Decisi di provare. Il mio primo servizio è stato il piedibus: dalla chiesa di Santa Rita alle elementari Astengo; otto bambini vispi, irrequieti, allegri con la pettorina gialla, gli zaini variopinti in spalla stracolmi di libri pesanti come il piombo. Mi sono rivisto sfollato in tempo di guerra quando, in pantaloncini corti, andavo a scuola con in una mano una cartella di tela con dentro il sillabario, un quaderno una penna da intingere nel calamaio e, nell’altra, un pezzo di legno destinato alla stufa della classe. Un’ora dopo trasportavo una signora all’ospedale San Paolo per una visita di controllo. Aveva come compagnia, ormai inseparabile ed essenziale, una bombola di ossigeno. Respirava lentamente, a fatica, parlava sottovoce. Ogni frase era intercalata da un breve silenzio, lo sguardo mesto come a scusarsi per il disturbo che mi arrecava. Con quel primo viaggio mi feci l’idea di come sarebbe stato il mio modesto volontariato. Capii che durante il trasporto non ci si poteva limitare a fare solo l’autista. Di fronte a persone anziane sole, malate, con seri problemi di deambulazione e, non ultimo, quelli finanziari, mi sono proposto di ricreare in loro la forza e la fiducia in se stessi spronandoli a lottare e a sperare facendo capire che il loro patrimonio culturale, la loro esperienza non poteva andare dispersa ma doveva essere tramandata ai giovani. Durante l’anno con tutti coloro con cui sono venuto in contatto si è creata una stima reciproca, una confidenza e, trasporto dopo trasporto, si sono aperti raccontando particolari della loro vita giungendo spesso a sorridere e dimenticare, per qualche ora, la loro situazione e sofferenza. Mi limito a raccontare due episodi. Il primo: una signora molto anziana al ritorno sotto casa ha aperto la borsa e mi ha donato un pacchetto fatto con la carta di giornale: “Sono solo tre uova fresche che questa mattina mi ha portato una contadina. Non ho altro da offrirle.” Un regalo così non potrò mai dimenticarlo. Il secondo: ad una signora anziana ho detto:”Non si abbatta guardi che ogni età ha la sua giovinezza”. Mi ha guardato con una faccia eloquente come per dirmi:”Ma cosa si inventa?”. Quindici giorni dopo, riprendendola per portarla nuovamente a fare una visita in ospedale, appena salita in macchina mi ha detto: “L’ho trovata!” . Cosa? – risposi – Lei con un sorriso radioso “Ma come, non ricorda? La giovinezza!” Queste sono le cose che arricchiscono. Quest’anno abbiamo cominciato con il capodanno in Tunisia e proseguito con la visita, il 14 e 21 marzo, alla mostra “Poesia e Luce” dove abbiamo ammirato le opere pittoriche di Mirò. Per i mesi di aprile, maggio e giugno stiamo proponendo e organizzando un nutrito calendario. Aprile 13 e 14 “Trenino rosso del Bernina” Costo 230 euro comprensivo di viaggio in pullman granturismo, biglietto del trenino e soggiorno a Livigno in albergo 3 stelle. Maggio 20 e 21 “Festa Gitana in Camargue” Costo 195 euro comprensivo di viaggio in pullman granturismo, pernottamento albergo 3 stelle con cena e prima colazione, pranzo in ristorante. I trulli di Alberobello Giugno dal 22 al 27 “Tour Puglia e Basilicata” Visita a Terracina, Matera, Alberobello, Valle d’Itria, Ostuni, Bari, Castel del Monte e San Benedetto. Costo 795 euro comprensivo di viaggio, pensione in albergo 3 stelle. Viaggiare mantiene giovani Prenotazioni al numero verde Auser 800.995.988 oppure a Ennio Moretti, responsabile del turismo, telefono 338.234.2982 14 La testimonianza I miei “anni di piombo” “IO, DA GIOVANE RIVOLUZIONARIO A POMPIERE” FELICE ROSSELLO* Gli anni Settanta sono definiti dagli storici gli “anni di piombo”. In effetti di piombo quegli anni furono pieni. Si fanno iniziare dal 12 dicembre del '69 con la bomba di Piazza Fontana a Milano, finiscono, se così si può dire, con l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto del 1980. La strage della stazione di Bologna la ricordo ancora ora. Stavo facendo il bagno sulla spiaggia del Prolungamento, quando mi giunse la notizia. Tutti o quasi furono consapevoli della matrice fascista. Per Savona gli anni ‘70 sono gli anni delle bombe. Dal 30 aprile 1974 al 26 maggio del 1975 scoppiarono in città e in Provincia 12 bombe con una particolare frequenza nel mese di novembre '74, mese in cui ne scoppiarono 7. Bombe fasciste, ne fu consapevole subito l’arco Costituzionale. La città reagì da medaglia d’oro alla Resistenza qual era. Eravamo tutti compresi del fatto che se avessimo manifestato la paura che gli attentatori, probabilmente, volevano instillare nella città (e io, alle 18, l’ora, per lo più, degli attentati strizza ne avevo), per loro (dico gli attentatori) il gioco sarebbe stato fatto. Fu così che, accanto alle manifestazioni di protesta, un Comitato antifascista subito formatosi organizzò le ronde. Sì avete capito bene ronde come quelle che poi organizzarono negli anni '90 altri movimenti, ma con finalità assai diverse. Noi non volevamo vigilare contro una generica delinquenza o peggio ancora contro clochard e clandestini, noi vigilavamo contro gli attentati fascisti. Lo so che non usa più dire così, lo so che oggi, in piena globalizzazione, tutti i terrorismi sono da molti considerati uguali, ma allora noi non la pensavamo così e io non la penso così ancora oggi. Questo il panorama cittadino di allora. I miei anni '70 però, a parte il matrimonio e la nascita di mio figlio, che non c’entra niente con la storia mia pubblica, li passai a studiare, a valutare il fenomeno delle Brigate rosse. Il '68 creò anche questo: no alle parrocchie, dicevano i sessantottini. I brigatisti andavano oltre: la Resistenza l’abbiamo lasciato a metà - proclamavano - perché la rivoluzione non si era compiuta, anzi nel 48 la Dc aveva svoltato a destra, grazie ai soldi americani, quindi la lotta armata andava ripresa. Ma anche il Pci riceve soldi, si diceva da destra, dall’URSS. Per forza dicevano quelli di Lotta comunista con Yalta il mondo è 15 stato spartito tra due capitalismi. Allora tanto vale riprendere e armi per una nuova resistenza, dicevano i brigatisti. Aveva cominciato Feltrinelli a dire queste cose, continuarono loro. Con chi stare in questi anni bui, dal momento che il Pci evolveva verso l’emancipazione anti stalinista in maniera così lenta? Semplificata al massimo, la storia degli anni ‘70 per me è questa. Io allora guardavo con attenzione, ma con circospezione, alle teorie di Lotta comunista, non potevo certo stare con le Brigate che erano fuori della storia né con i partiti tradizionali che si evolvevano con lentezza. È una storia che viviamo anche oggi: è difficile per un partito essere agile e veloce come, a volte, la storia pretende. Successe nel 70; succede, in maniera diversa, anche oggi. Oggi però ho le idee più chiare: sono diventato un filo parlamentare e credo nelle riforme. Invecchiato? Non so chi dicesse che bisogna essere buoni rivoluzionari da giovani per diventare pompieri nella maturità. A me è capitato così! *Autore televisivo e docente di Scienza della comunicazione Primo Maggio Il primo Maggio di due lavoratori tra precarietà e speranza IL LAVORO CHE NON C’È E QUANDO C’È È SENZA DIRITTI La crisi toglie i diritti e ci consegna un mondo del lavoro frammentato nel quale non ci sono più festività. Andare a pranzo fuori con gli amici e i compagni di manifestazione diventa impossibile Felice Nicoletti ha 44 anni, è dipendente della Fac di Albisola ma, attualmente, è cassaintegrato. Marta Puglisi ha 23 anni , lavora alla Conad le Officine ed è impiegata in diverse mansioni. Per i giovani, qualsiasi sia la loro attività, il 2013 si presenta in modo difficile per il lavoro. Quale la tua esperienza? Per i giovani, qualsiasi sia la loro attività, il 2013 si presenta in modo difficile per il lavoro. Quale la tua esperienza? “Per quest'anno, sarà il proseguimento di quella iniziata nel 2012, cioè un apprendistato di 4 anni al termine dei quali chissà? Se sarò fortunata avrò un mestiere in mano da poter esercitare sempre nello stesso posto di lavoro oppure sarò costretta a ricominciare da capo con un'altra mansione, sicuramente a tempo determinato. Il fatto è che finché si è giovani ci si può adattare a mille esperienze ma ad una certa età non ti vuole più nessuno per iniziare un nuovo lavoro”. “Giusto e sacrosanto pensare al futuro dei giovani, ma anche per i lavoratori over 40 come me, espulsi dal ciclo produttivo, di cui 20 passati in fabbrica facendo lavori noiosi e ripetitivi oltremodo usuranti troviamo più difficoltà dei giovani nel rinserimento nel mondo del lavoro a causa di stereotipi, legati all’ età o per mancanza di incentivi all’ assunzione oltre alle scarse prospettive di riqualificazione professionale. Questa crisi non ha risparmiato nessuno giovani, maturi e pensionati. Il 2013 si presenterà difficile per tutte le classi sociali “. Quali prospettive per il tuo futuro? Quali speranze e quali prospettive hai per il tuo futuro di lavoro? “Per questo le speranze che ho sono purtroppo legate, diciamo così, ad una operazione di riqualificazione dell’ area dove sorge l’ azienda in cui lavoravo che se andasse a buon fine porterebbe alla riapertura della mia azienda in un nuovo sito produttivo che la renderebbero più competitiva sul mercato globale”. “Il mio futuro? Vorrei sentirmi libera e felice nell' esercitare il mio lavoro e perchè no... sogno un attività tutta mia senza limiti ed imposizioni dati da persone che nemmeno sanno il tuo nome o, peggio ancora, il lavoro che ti dicono di fare. Al giorno d'oggi nel mondo del lavoro, soprattutto nelle medie e grandi aziende, con parecchi "gradi di gerarchia" si è considerati numeri oppure macchine senza personalità”. Primo maggio festa dei lavoratori. Che significato ha? Come pensi di trascorrere la giornata? Il per me rappresenta il ricordo delle lotte dei lavoratori per ottenere i propri diritti, oggi invece deve avere anche un altro significato quello di ribadire la centralità del lavoro in un sistema dove conta solo il capitalismo finanziario che schiaccia qualsiasi prospettiva di progresso sociale. La giornata del 1° Maggio la passo al mattino alla manifestazione, con ritrovo in piazza Sisto a Savona, poi con amici andiamo in qualche ristorante delle alture savonesi, quest’anno visto che sono in cassa ho dovuto tagliare molte uscite al ristorante (quasi tutte) ma in questo giorno farò il possibile per andarci sperando che il futuro sarà migliore per tutti. Il Primo maggio è la festa dei lavoratori. Che significato ha per te? Come pensi di trascorrere la giornata? “Cosa ci si può aspettare da questo 2013 quando già 34 anni fa giravano per i telegiornali racconti di persone che andavano in giro con il cartello appeso al collo "cercasi lavoro"? Non dà molte speranze né ai giovani né alle persone di mezza età, a causa delle poche offerte di lavoro o, se la fortuna bussa alla tua porta, con un lavoro ma, visto i tempi, devi sottostare a molte cose ingiuste come l'essere sottopagato, la mancanza di rispetto e, se non ti va bene... quella è la porta intanto tra 5 minuti, con la crisi che c'è, fuori abbiamo già la tua sostituta. Il primo Maggio ormai è diventata la festa dei lavoratori di alcuni settori, e io da operaia commerciale non conosco più nessuna importante festività, solamente il Natale e forse Santo Stefano. Anche quest'anno sarà così: primo Maggio al lavoro e ancora prima verrà la Pasqua”. Savona 1° Maggio 1957 in piazza Diaz (Archivio Cgil) 16 2013 ANNO TERRIBILE PER IL LAVORO FEDERICO VESIGNA* Il 2013 sarà ancora un anno terribile per il mondo del lavoro. In una regione come la nostra che è entrata più tardi nella crisi, siamo ancora nel pieno della bufera. Quotidianamente si allunga l’elenco delle aziende in difficoltà, cresce il livello di disoccupazione che ormai è arrivato in doppia cifra ed esplode il ricorso agli ammortizzatori in deroga, segno inequivocabile che a soffrire è il tessuto diffuso delle piccole e piccolissime imprese. La situazione rischia di precipitare perché nel frattempo sono finite le risorse e, se non si procede tempestivamente a rifinanziare gli ammortizzatori in deroga, a farne le spese saranno proprio quei lavoratori più deboli e meno tutelati, che in assenza di strumenti di sostegno al reddito rischiano di essere abbandonati a se stessi. Il quadro di incertezza politica non aiuta di certo ad affrontare i problemi del lavoro che sono la vera priorità del paese. Ai giovani che hanno votato Grillo come reazione ad un sistema che li tiene sistematicamente ai margini dobbiamo saper dimostrare con la nostra azione quotidiana che possono tornare ad essere protagonisti del loro futuro. Non è accettabile che alle nuove generazioni sia negata la prospettiva di un lavoro dignitoso attraverso il quale costruire in libertà le proprie scelte di vita. Un Paese che non investe nella scuola, dove cresce la dispersione scolastica e le competenze faticano ad essere riconosciute come un valore, è un paese che non investe nelle sue energie migliori. Un Paese che rischia di andare inevitabilmente a sbattere perché non possiamo condannare le nuove generazioni ad una vita perennemente precaria. Per ultimo la legge Fornero non ha saputo e voluto mantenere la promessa di una radicale semplificazione delle tipologie contrattuali e così meno di una assunzione su cinque è a tempo indeterminato. E non poteva andare diversamente con una classe imprenditoriale che non investe i propri profitti nelle attività produttive dell’economia reale. Così non si può andare avanti. Ci auguriamo che il prossimo governo sia in grado di farsi interprete di questa grande domanda di cambiamento e si possa tornare a guardare con fiducia nel futuro. *Segretario Generale Cgil Liguria 17 L’EMERGENZA SAVONA FRANCESCO ROSSELLO Dopo gli esodati gli ammortizzatori in deroga. In provincia di Savona sono circa 800 i lavoratori che usufruiscono di questa indennità. Sono per lo più dipendenti di piccole e piccolissime aziende che non hanno diritto alla cassa integrazione e alla mobilità ordinarie. Per la maggior parte di queste persone l’ammortizzatore in deroga è l’anticamera del licenziamento. Ora il Governo non eroga i fondi sufficienti a coprire le richieste. Risultato: gli 800 lavoratori interessati non percepiscono più l’indennità da gennaio, i dipendenti di aziende in crisi, che contavano di poter accedere a questa forma di indennità, rischiano di non averne diritto e di perdere il posto di lavoro. Come per gli esodati, il Governo non riesce a vedere il problema nella sua complessità ed eroga fondi col contagocce e, comunque, insufficienti. Questa è la drammatica emergenza del momento che, purtroppo, si somma alle altre: gli esodati, le aziende che chiudono, la disoccupazione giovanile, i padri di famiglia che perdono il lavoro, i consumi che calano. Per risolvere questi problemi non basta la protesta, ci vuole la buona politica, ci vuole un Governo. *Segretario Generale Camera del Lavoro di Savona Ambiente & ecologia ELOGIO DEGLI ORTI IN CITTÀ Differenziare la raccolta dei rifiuti, coltivare prodotti sani per vivere meglio e insegnare alle giovani generazioni MARIO TISSONE Nel dicembre 2002 il Comune di Savona, in collaborazione con Italia Nostra, svolse un corso per il compostaggio. L'invito venne rivolto ai conduttori degli orti comunali. Io ero tra loro e con me una ventina di affittuari degli orti di via alla Rocca. Ci venne spiegato cosa significa compostaggio. Il compost si forma dalla trasformazione degli scarti verdi di casa e dell’orto che devono essere tagliati e rimescolati. Bisognava rigirare molte volte i vari elementi affinché l’ossigeno venisse assorbito e lentamente avvenisse il processo di ossidazione. Questo trattamento conferisce al compost il caratteristico odore di terriccio e di bosco. Al momento della semina o del trapianto di piantine questo composto, mescolato con il terriccio, costituisce l’humus adatto alla crescita delle piante anche in assenza degli abusati prodotti chimici. A corso ultimato ognuno tornò ai suoi orti. In quel momento il Comune di Savona, a mio avviso, perse un’occasione, quella di fornire, in comodato d’uso, a ciascuno di noi una compostiera. Sarebbe stata una bella occasione per iniziare nella nostra città un esperimento di riciclaggio: non sarebbe stato sprecato nulla. Io mi procurai, per mio conto, una compostiera. La piazzai nell’orto mentre in casa avevo iniziato a fare la raccolta differenziata dei materiali di rifiuto specialmente organici. Con questo sistema diedi inizio alla concimazione del mio terreno. Al momento della raccolta però constatai che i miei prodotti erano più piccoli di quelli dei miei vicini di orto ma, in compenso erano più profumati e gustosi ma soprattutto più genuini perchè cresciuti senza apporto di sostanze chimiche. Anche oggi, quando acquisto prodotti in negozio, scelgo quelli magari più piccoli nella speranza che non siano “pompati” con prodotti chimici. Nel 2008 scrissi al Sindaco per chiedere conto del L’assessore Lugaro “TRE NUOVE AREE PER CHI AMA COLTIVARE ” Sul problema e il futuro degli orti in città abbiamo chiesto il parere di Sergio Lugaro assessore ai quartieri decreto Ronchi che prevedeva facilitazioni per i cittadini dediti alle procedure di compostaggio, raccolta differenziata del vetro e della carta come stavo facendo io da tempo. Avevo calcolato che in un anno la mia famiglia portava nella spazzatura soltanto 52 sacchetti. Pagavo 132 euro di Tarsu che, divisi per i tanti sacchetti erano circa 2euro e 53 centesimi l’uno. Chiesi una riduzione della tariffa di circa il 10-30%. Suggerii anche la revisione del regolamento di polizia urbana con l’aggiunta di alcuni articoli riguardanti la raccolta differenziata e “l’umido”. Tutto l’insieme avrebbe dato un impulso a questa buona pratica in tutta la nostra città con una notevole diminuzione dei rifiuti nelle discariche. Aspetto ancora una risposta. Nel frattempo mi ha consolato un episodio di tre anni fa. Con le maestre delle scuole elementari De Amicis organizzammo una visita agli orti. Accompagnai una sessantina di alunni nei 31 orti che coltivavamo spiegando loro come potevamo usare il compost ottenuto dalla differenziazione dei rifiuti. I bambini erano molto interessati e mi hanno fatto pensare che si comincia sempre dalle piccole cose per far capire l’importanza delle grandi. La campagna per ridurre lo spreco, l’inquinamento e per avvicinare i ragazzi alla natura e alla terra passa anche attraverso la valorizzazione del lavoro dei contadini. Anche dei “contadini di città” come noi che, grazie agli orti ancora attivi sul nostro territorio, contribuiscono a mantenere vivo il patrimonio di conoscenza e di rispetto per la terra. 18 Alcuni cittadini, specialmente anziani, conducono orti di proprietà del Comune. Quali prospettive? “Nel mese di marzo insieme all’assessore Costantino abbiamo portato in Giunta il nuovo regolamento sugli orti urbani destinati a pensionati, disoccupati over 40 e scuole. Attualmente abbiamo solo un appezzamento fatto da 31 lotti (alla Rocca di Legino), 27 di questi sono assegnati ad anziani fino a fine 2013 e cinque sono nella disponibilità dell’assessore ai Servizi sociali Isabella Sorgini per progetti di invecchiamento attivo e reinserimento sociale di persone con vari disagi”. Gli orti e i loro conduttori sono un chiaro esempio di invecchiamento attivo. Come valorizzare questa esperienza? “Le assemblee di quartiere del progetto "Venti di partecipazione" hanno spinto per la creazione di nuovi siti di questo genere e perciò abbiamo individuato altre tre aree: via Vittime di Brescia, via Comotto, orto Botanico della Villetta. In tutto dovrebbero venire una trentina di lotti. Ora con i soldi del bilancio partecipato dovrebbero partire i lavori per la costruzione dei 3 siti (recinzioni, accessi ecc.) e per l'irrigazione. Appena le nuove zone saranno a disposizione il Comune uscirà con un bando per l’assegnazione di questi nuovi siti. Anche questo impegno sottolinea la nostra volontà di proseguire su questi progetti”. Ambiente & ecologia I RIFIUTI DOMESTICI COME RISORSA Con la cultura del compostaggio, già a livello di quartiere, si potrebbe ottenere un risparmio sui costi dei servizi di igiene urbana CARLO GIACOBBE* Impossibile pensare ad una riduzione delle tasse sui rifiuti che incentivi la differenziazione Il compostaggio domestico è un buon modo per avviare una efficace raccolta differenziata di tutti i rifiuti. Questo per tre motivi. Il primo perchè consente di sottrarre una discreta quantità di rifiuti dallo smaltimento. Chi lo sta praticando dice che con una corretta gestione ha potuto collocare in compostiera tutti gli scarti organici prodotti dal proprio nucleo familiare. Il secondo motivo consiste nel fatto che aiuta a gestire in modo appropriato tutti i rifiuti prodotti in casa e quindi a rendere la raccolta differenziata più ampia. Il terzo perchè aiuta a diffondere una cultura della “chiusura del ciclo”, della comprensione e della gestione dei cicli biologici. Infatti il successo del processo di compostaggio dipende dalla preparazione del fondo alla base della compostiera, dalla corretta selezione dei materiali immessi, dalla alternanza tra materiali a alto contenuto di azoto, come taluni scarti di cucina, a materiali ad alto contenuto di carbonio, come fogliame o piccoli rami, dalla alternanza tra materiali di pezzature diverse. Può sembrare una procedura complessa, ma in effetti con un minimo di pratica si arriva presto e naturalmente a determinare i giusti livelli di ossigenazione, di umidità e temperatura necessari ad avere buoni risultati in termini di compost prodotto, evitando le temute conseguenze negative di cattivi odori e di attrazione di piccoli animali. Purtroppo l'utilizzo delle compostiere è limitato dalla necessità di disporre di almeno un piccolo giardino o almeno un terrazzo abbastanza spazioso. Questo è un serio problema in aree urbane ad alta concentrazione come le nostre città. D'altra parte è assolutamente necessario, per il corretto funzionamento delle compostiere, che l'immissione degli scarti sia fatto con la cura e lo scrupolo richiesti, per cui è difficile pensare a compostiere “pubbliche”, a libero accesso. Sarebbe troppo altro il rischio che l'incuria o peggio il volontario smaltimento di sostanze non idonee possano vanificare l'impegno di chi si comporta correttamente. Forse si potrebbe sperimentare l'utilizzo di compostiere accessibili a piccole comunità, con senso di responsabilità condivisa. Un altro serio limite è la mancanza di qualsiasi forma di incentivazione per chi recupera in questo modo i propri scarti. Da questo punto di vista si sono fatti passi indietro. C'è stato un periodo in cui si pensava che trasformando la Tarsu (tassa per il servizio dei rifiuti solidi urbani) con un sistema a tariffa che potesse riconoscere l'attività di recupero e differenziazione dei rifiuti da parte dei cittadini . Ora con la istituzione della Tares questo si presenta come impossibile. È difficile in questi tempi pensare a forme di incentivazione monetaria o in termini di servizi che gravino sui Comuni. Tuttavia cominciare, anche a livello di quartiere, a misurare il risparmio che i comportamenti virtuosi dei cittadini possono indurre sui costi del servizio di igiene urbana può essere un punto di partenza. *Consigliere Cda EcoSavona CHE COS’È LA TARES Nel 2013 ha fatto il suo ingresso la nuova tassa prevista dal decreto Salva-Italia che sostituirà la Tarsu e la Tia. La Tares interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti, ma peserà in modo particolare sulle famiglie numerose e sulle imprese. Il pagamento delle quattro rate annuali, che doveva iniziare a gennaio 2013, slitta, secondo un emendamento alle legge di stabilità, ad aprile. 19 Bambino in tempo di guerra QUANDO ANDAVO A GIOCARE AL PALLONE CON LA GALLINA AL GUINZAGLIO ELVIO REBAGLIATI Tra via Traversagni e via Falletti, quando intorno alla chiesa di San Francesco c’erano ancora gli orti, andavamo a giocare al pallone. Eravamo un gruppo di ragazzini tra i dieci e quindici anni e stavamo crescendo in piena guerra. Ci piaceva giocare al pallone, un pallone fatto di stracci ben legati e arrotondati. Molti di noi scendevano da casa senza pallone ma con la gallina sottobraccio. Già proprio una gallina. La mia era grigia e bella grossa. Mio padre l’aveva presa da qualche contadino e la tenevamo in casa, o meglio, sul poggiolo. Ma quando scendevo in strada per giocare, me la portavo dietro legata ad un cordino, che poi legavo ad una grossa pietra, così la gallina poteva becchettare ma non poteva scappare. Le galline per fare il guscio dell’uovo hanno bisogno di beccare terra e piccoli sassi e quindi non c’era di meglio che farla razzolare in via Traversagni mentre noi ragazzi giocavamo a pallone. La mia “grigia” non era l’unica gallina. Anche altri miei amici ne portavano in strada adottando lo stesso sistema di controllo. Durante la guerra anche un uovo poteva fare la differenza sulla misera tavola di quei tempi. La mia “grigia” aveva anche una certa intelligenza, beccava le briciole dalle mie mani e, quando mio padre dopo molti anni, sempre per quella fame che ci attanagliava, le tirò il collo io non volli vedere. E nonostante la fame non la volli mangiare. Notizie dai centri GIOVANI E ANZIANI, INSIEME È BELLO FESTE E ANIMAZIONE AL “MALACRIDA” Ragazzi e anziani al centro di via Turati Quiliano: San Pietro in Carpignano LUCIANA BURATTINI MATTIA GRECO Venerdì 1° marzo grande festa al centro di via Turati e magnifico incontro tra giovani e anziani. Il gruppo canoro dei bambini del centro socio educativo “Liberi tutti” ha animato il pomeriggio dei nostri abituali frequentatori dei centri di Villetta e Valloria. L’occasione è stata la festa della pentolaccia ma il significato va ben oltre. Anziani e bambini si sono trovati uniti, hanno cantato insieme canzoni popolari conosciute da tutti come: azzurro, quel mazzolin di fiori, bella ciao, volare e altre melodie patrimonio della nostra recente storia. I coristi sono stati accompagnati alla tastiera dal bravo maestro Elio. L’allegria portata dai ragazzi ha contagiato anche i senior che hanno di buon grado rinunciato alla quarta tombola del giorno. Il pomeriggio si è felicemente concluso con una pantagruelica merenda. Tra gli eventi di febbraio segnaliamo la bella giornata di mercoledì 13 nella quale abbiamo cercato di far uscire il bambino che c'era dentro di noi. Abbiamo festeggiato il carnevale con un grande spirito di festa nel nostro centro Auser di Quiliano. Ci siamo divertiti con tante maschere e abbiamo trascorso un buon pomeriggio in allegria senza raccontarci bugie. Ci siamo solamente limitati a mangiarle in compagnia. Stare tutti insieme in queste feste ci aiuta a passare le giornate in maniera speciale. Altra giornata straordinaria: sabato 23 febbraio 2013. Ci hanno ospitato a Cadibona nella Società di mutuo soccorso, dove, dopo aver trascorso un pomeriggio in amicizia, abbiamo fatto una buona merenda e il gruppo Maya ci ha tenuto compagnia grazie alle sue animazioni e giochi. Abbiamo passato un pomeriggio in spensieratezza e diverso dal solito. PREMIAZIONE CONCORSI ETÀ LIBERA UNA POESIA DAL CENTRO AUSER NOLI Bambini della palestra Shindokai durante l’esibizione Noli città di poeti e naviganti... dal Centro Auser ci arriva un contributo poetico dalla signora Concetta assidua frequentatrice che, con la sua poesia, ci augura buona primavera. Durante la giornata di premiazione dei concorsi banditi nell’ambito del Progetto Età Libera che si è svolta il 9 febbraio presso la Sms Milleluci di Legino abbiamo avuto la possibilità di ammirare l’esibizione dei bambini che frequentano la palestra dell’associazione dilettantistica Shindokai di via Garroni 11 in Savona. I piccoli atleti, sotto la guida del maestro Gianni Berruti, si sono esibiti in movimenti e prese di karate. Anche questo è stato un momento di incontro tra giovani e anziani che insieme hanno trascorso un bel pomeriggio. Ascolta dentro un cuore che batte forte Appena finito di correre In una bella giornata Di primavera con un fiato Affannato ma tanta voglia di gridare Questa si che è vita quotidiana E ogni volta merita di essere felice In una giornata semplice 20 Notizie Auser BALLANDO, BALLANDO ALLA SMS LEGINESE Auser ha organizzato, nelle domeniche 3 febbraio, 3 marzo, 17 marzo e 14 aprile, quattro domeniche di intrattenimento musicale e di ballo presso la Sms Fratellanza Leginese. Molti cittadini dai capelli bianchi si sono avvicendati nella bella sala da ballo del Milleluci e hanno danzato e assistito alle esibizioni del gruppo di ballo auser “Arcobaleno dance” coordinato da Antimo e Rita. Il gruppo è particolarmente importante perchè, per tutto l’anno, coinvolge un nutrito numero di persone in attività di movimento e di socializzazione presso il centro Auser di Legino. Quest’anno si sono organizzati maggiormente e hanno aperto, in occasione del carnevale, una nuova stagione presentandosi come un vero gruppo. Cappellino e bastone argentato, gilé di lamé su completini neri e via, il corpo di ballo si è esibito in coreografie complesse e allegre. Ma torniamo alle nostre domeniche, giornate di festa che spesso gli anziani trascorrono da soli. I pomeriggi leginesi hanno invece consentito, a oltre cento senior per volta, di trascorrere una giornata diversa all’insegna della socializzazione e del buonumore. Molte le coppie ma anche tantissime signore hanno volteggiato tutto il pomeriggio dimenticando acciacchi e dolori. Per tutti, anche per i più sedentari c’è stata ogni volta qualche attrazione: la lotteria, le bugie, le primule, la festa dedicata alle donne e altro ancora a ricordo della giornata e per ringraziare tutti della loro partecipazione. CAMMINIAMO INSIEME “ESCURSIONI 2013” Da aprile, con le belle giornate, riprendiamo le gite a piedi alla riscoperta del nostro territorio. Il calendario "di massima” è questo Venerdì 5 Aprile Il semaforo di Capo Noli Venerdì 19 Aprile La grotta del treno - Bergeggi Venerdì 3 Maggio Val Ponci - Finale Venerdì 17 Maggio Il teccio dei Tersè -Quiliano Venerdì 31 Maggio L'abazzia di S.Pietro ai monti -Toirano Venerdì 14 Giugno Il Ciappo dei ceci - Finale Venerdì 20 Settembre La cascata della Donnaiola Quiliano Domenica 6 Ottobre Festa del GES al rifugio Ciarlo-Bossi Briga Alta (CN) Venerdì 25 Ottobre La torre di punta Crena - Varigotti Venerdì 8 Novembre Cadibona - Cantagalletto - Savona Per partecipare alle gite è necessario prenotarsi telefonicamente (numero verde 800.995.988) entro il mercoledì precedente l’escursione. Per quanto riguarda la gita, con visita guidata alla galleria del treno, potrebbe rendersi necessario spostarla a sabato 20 per necessità del geologo che ci accompagnerà. Si ricorda inoltre che il costo del biglietto di ingresso alla grotta è di 8 euro Anche quest’anno invitiamo tutti i nostri lettori a donare al momento della denuncia dei redditi, il 5xmille alla nostra associazione. Aiutare Auser significa dare ai senior una possibilità in più per rimanere a casa propria aiutandoli nelle attività quotidiane, facendo loro compagnia, fornendo supporto per trasporto sociale, creando occasioni di socializzazione e per mantenersi attivi e partecipi. Per sottoscrivere basta firmare, nell’apposito spazio, indicando il codice fiscale dell’Auser 97321610582 I Caff Cgil sono disponibili ad aiutarvi 21 Progetto Anziani Età Libera 2013 RETE DISTRETTUALE BORMIDE RETE DISTRETTUALE SAVONA RETE DISTRETTUALE ALBENGA ROBERTO GRIGNOLO* ILEANA SCARRONE* ATTILIO PENNA* Si è svolto sabato 2 marzo al Centro Polifunzionale di Carcare l’evento conclusivo del Festival dell’Età Libera 2012 che ha visto una grande partecipazione anche di ospiti delle Case di Riposo della Valbormida. Ad allietare i partecipanti hanno contribuito i ragazzi del Liceo Calasanzio di Carcare con tre diversi complessi che hanno cantato canzoni moderne e concluso il Coro degli Alpini dell’Alta Valbormida. È stato un bel pomeriggio di arte e di divertimento, in un importante intreccio tra le generazioni che è il primo presupposto per favorire un invecchiamento attivo per persone che non hanno molte occasioni di svago. Viva tutto il volontariato. Il 9 febbraio alla Sms Fratellanza Leginese si è svolta la giornata di festa per la premiazione dei partecipanti ai concorsi ma la giornata è stata anche una delle tante occasioni di svago e di socializzazione che il Progetto Anziani Età Libera ci ha consentito di organizzare. La festa è stata allietata dalle dimostrazioni dei ragazzi della palestra di arti marziali e dalla musica di Franco e dai balli del gruppo auser “Arcobaleno dance” Mercoledì 13 marzo presso l’Istituto Trincheri di Albenga si sono svolte le premiazioni dei partecipanti al concorso bandito nell’ambito del Progetto Anziani Età Libera. La partecipazione di tanti senior ha messo in evidenza, anche nel nostro Distretto, la voglia dei cittadini dai capelli bianchi di mettersi in gioco e la loro capacità espressiva che, come hanno dimostrato le opere in concorso, si può mantenere e implementare a qualsiasi età. La scelta del Trincheri come location della giornata conclusiva ha consentito anche a molti degli ospiti della struttura di godere di un intrattenimento giocoso e di un pomeriggio in buona compagnia. ELENCO VINCITORI SAVONA ELENCO VINCITORI ALBENGA SEZIONE FOTOGRAFIA 1° Mariano Picone con l’opera “Come nella vita...” 2° Rosa Pavone con l’opera “Sguardo d’amore” 3° Corrado Conti con l’opera “Baobab in Senegal” SEZIONE PITTURA 1° Walter Mellano con l’opera “La barca” 2° Pietro Zucca con l’opera “Sera” 3° Antonio Amendola con l’opera Informale “Senza titolo” SEZIONE POESIA 1° Gabriella Pavan, con l’opera “Foe de ma 2° Maria Luisa Nasorri, con l’opera “I gesti” 3° Pietro Baccino, con l’opera “Anch’io sento la fame” SEZIONE RACCONTI 1° Mina Bazzino con l’opera “Navigando su internet” 2° Maria Teresa Bazzano con l’opera”Il ritorno” 3° Luciana Burattini con l’opera “Il mio sogno” SEZIONE FOTOGRAFIA 1° Lidiana Bellotto con l’opera “Le vele” 2° Marina Enrico con l’opera “Cappella di San Rocco” 3° Franca Ravina con l’opera “Auto con ciliegio” SEZIONE PITTURA 1°Angelo Pizzo con l’opera “Ulivo contorto” 2° Marco Guerrera con l’opera “Senza titolo” 3°Domenico Signoriello con l’opera “Barca” SEZIONE POESIA 1° Clara Boloventa con l’opera “Così lontani così vicini” 2° Mario Visca con l’opera “Vivi” 3° Marinella Reale con l’opera “Io e il mare” SEZIONE RACCONTI 1° Salvatore Branco con l’opera “le mie vacanze” 2°Marina Enrico con l’opera “Riflessioni” 3° Sergio Giannetto con l’opera “Anni felici” ELENCO VINCITORI BORMIDE SEZIONE FOTOGRAFIA 1° Silvano, Baccino con l’opera “La mia fabbrica” 2° Giuseppe Veglio con l’opera “Fisarmonica in riva al mare” 3° Piero Moraglio con l’opera “Arcobaleno” SEZIONE PITTURA 1° Franca Borreani, con l’opera “Torre saracena” 2° Graziella Ferraro, con l’opera “Il borgo” 3° Maria Ferrando, con l’opera “Il vaso di fiori” Menzione speciale a Elio Vena SEZIONE POESIA 1° Giuseppina Francone , con l’opera “Ferragosto” 2° Ivana Nardoni , con l’opera “Ricordi” 3° Gabriella Vaccaro, con l’opera “Tuffarsi nell’infinito” PREMIO CENTRO CULTURALE DI PLODIO a Vanna Cadoni SEZIONE RACCONTI 1° Anna Marenco con l’opera “Ad Antonia” 2° Barbara salvo , con l’opera “Il fiume mio amico” 3° Piero Rebella, con l’opera “Mamma Giulietta” *Presidente Anteas coordinatore Rete Distrettuale delle Bormide Tutte le opere pittoriche sono state esposte, per 3 settimane, nella la vetrina ”Arte nel carrello” presso la Conad via Servetaz di Savona. *Presidente Auser coordinatore Rete Distrettuale Savonese 22 *Presidente Cupla coordinatore Rete Distrettuale Albenganese La partecipazione NON È MAI TROPPO TARDI LA MIA “SCOPERTA” DEL VOLONTARIATO Dall’Unitre all'esperienza con Ausersavonanotizie ANGELO CALABRIA entrai a collaborare per il giornale. Attraverso questa nuova esperienza ho conosciuto molte persone e nuovi amici, mi si è aperto un mondo diverso che mi ha aiutato a migliorare la vita. È proprio vero il detto ”Non è mai troppo tardi”, anche titolo di una trasmissione della Rai degli anni sessanta presentata dal maestro Manzi, che ha insegnato a leggere e scrivere a tanti italiani. Avevo sessantotto anni quando ho iniziato la mia avventura con il giornale, ho imparato tante cose nuove e consiglio a tutti, anche se avanti con gli anni, di non chiudersi nelle loro abitudini ma di provare nuove strade finché la salute lo permette. Frequentavo i corsi dell’Unitre di Savona da qualche anno e nelle mie scelte inserivo sempre un corso di psicologia, materia per me molto interessante. Nel 2005 scelsi il corso intitolato “Recupero della memoria”, proposto dall’Auser di Savona in collaborazione con lo studio Kiasma, specializzato in psicologia. Io pensavo che il corso fosse dedicato a migliorare la memoria, era invece inteso come recupero dei ricordi lontani nel tempo. Col passare delle lezioni, con l’aiuto delle domande delle psicologhe, siamo stati invitati a scrivere delle risposte più o meno brevi, anche qualche racconto sarebbe stato gradito. Le domande erano stimolanti e io, come molti altri, ho risposto alle domande e ho scritto brevi racconti. Alla fine del corso, con tutto il materiale raccolto, il direttore del corso, professor Gervasio Moretti, l’allora presidente dell’Auser Tomaso Minuto, i professori Carmen Parodi e Dario Ottone, decisero di raccogliere tutti i racconti in un libretto, che fu dato alle stampe in mille copie. I racconti non furono firmati ma si scelse la soluzione di fare un elenco, a fine libro, di tutti quelli che avevano dato il loro contributo. Finita quella esperienza, i dirigenti del corso, invitarono coloro che avevano scritto a collaborare al giornale dell’Auser, associazione di volontariato onlus. Abbiamo risposto in sette ma, col tempo, siamo rimasti in quattro, come siamo tutt’ora. Ho così iniziato un’attività che mai avrei pensato di fare. La mia vita l’avevo dedicata a lavori ben diversi: l’acciaio era stato il mio pane quotidiano, lo lavoravo con diverse macchine utensili, torni, frese, pialle ed altre. Collaborare col giornale non voleva dire solo scrivere qualche racconto, ma aiutare a stamparlo, a imbustarlo e spedirlo. Dopo poco tempo ebbi la possibilità di partecipare a un corso di computer della Regione Liguria gestito dall’Auser. Finito il corso, con l’aiuto della mia amica Mimma, già pratica di computer, imparai anche a scrivere i miei racconti e a impaginarli per inserirli nel giornale. Nel tempo quello che era un bollettino con otto pagine è diventato un bimestrale di 24 pagine di tutto rispetto e non meno bello di tante riviste in edicola, grazie al gruppo di redazione, al direttore Maxin e ai vari collaboratori esterni che ci danno un grosso contributo di esperienza. Ma il fatto più importante di questa nuova esperienza è stato quello di farmi conoscere un mondo, quello del volontariato, di cui sapevo l’esistenza ma non tutte le attività che svolge per aiutare gli anziani in difficoltà. Tante sono le persone, ormai in pensione, che spendono una parte del loro tempo libero per aiutare, in vari modi gli altri. Sono in maggioranza donne. Pur essendo la sede provinciale dell’Auser a duecento metri da casa mia, non ne conoscevo l’esistenza finché non RIFLESSIONI SULLE DONNE CATERINA UBALDI Spesso sentiamo, da stampa e tv, notizie di episodi che riguardano le donne; a volte belli ma, più sovente, sono tristi e di violenza. Allora mi capita di fare delle riflessioni sul passato o su quello che ho letto sui libri, visto nei film, nelle opere liriche e che descrivono bene la nostra cultura e l’atteggiamento verso le donne. Spesso sono fatti di potere degli uomini sulle donne. Talora si comincia dalle fiabe per i bambini che sono importanti per la loro formazione, per creare, nel loro io una cultura di amore e comprensione, un carattere e una sensibilità, che li aiuti, quando sono maschi, a diventare uomini non violenti e con il senso di responsabilità. Già da piccoli va loro insegnato a distinguere il bene dal male. I bambini, se sono maschietti, sembrano già un po’ più aggressivi: giocano con gli attrezzi da lavoro, fanno gare di forza ed esplorazioni mentre le bambine sono più calme e giocano con le bambole. Già dal gioco si vede come le femmine siano più portate all’amore e alla cura. Le donne sanno curare la vita, le cose, ma si sentono anche capaci di aiutare gli uomini in caso di necessità. Anche nella Bibbia ci sono testimonianze che ci vengono dai saggi maestri: principi umani e di convivenza pacifica tra uomini e donne di buona volontà. Io nella mia vita ho attraversato la seconda guerra mondiale, come tutti quelli della mia età. Tempi duri per la nostra giovinezza. Mi auguro che la nostra attuale gioventù, e le gioventù future non abbiano da attraversare periodi come quelli, e siano capaci di costruire un mondo più ricco di amore, comprensione e rispetto. Vorrei anche che tutte le famiglie avessero un lavoro per mantenere i propri figli. Ho infine un augurio anche per le donne che fanno il militare: non vadano a fare più guerre. Dio ha detto in un suo comandamento: non ammazzare! 23