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il Vino
Barbara
Tamburini
“lei che fa
volare i vini”
Ama il contatto con la natura e con le persone.
Le piace fare sport, vino permettendo, e non può fare a
meno del mare. Il papà pilota gli ha trasmesso la passione del cielo e il suo sogno si è avverato: nel 2004
Barbara Tamburini è stata la prima enologa a volare con
le Frecce Tricolori. Incontrarla al Vinitaly è stato un vero
piacere e, come succede tra amiche, si è subito creata
una bella complicità. Spigliata e fresca Barbara mi ha
confidato le sue passioni oltre il vino, come quella per la
cucina e in particolare per il pesce e le ostriche.
Insieme abbiamo ripercorso la sua intensa carriera che
è iniziata, non ancora laureata, a Suvereto, in provincia
di Livorno, alla Gualdo del Re.
Text: Maria Zanolli
Photo: Wonka
Il Vino Autori del vino, intervista a Barbara Tamburini
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A lezione di vino con
Barbara Tamburini
Aveva da poco compiuto 25 anni. Giovanissima Barbara viene subito ingaggiata
per lavorare nell’azienda toscana di Suvereto. Da allora a oggi in soli dieci anni
la Tamburini ne ha fatta di strada collezionando numerose consulenze e lavorando per la creazione di vini famosi e rinomati. Con entusiasmo, passione e
semplicità si cimenta con successo esprimendosi su versanti differenti, passando dalla viticoltura all’enologia, dal Sangiovese al Merlot, dal Pinot Nero all’Aleatico, dal Vermentino al Pinot Bianco, dal Vinsanto al Moscato Passito.
Attraversa e lascia il suo segno in ogni regione d’Italia e si spinge anche oltre.
I viaggi ora sono all’ordine del giorno. Tra gennaio e febbraio la donna enologo
toscana è stata a Boston, New York e Londra per condurre alcune importanti
degustazioni. L’agenda del Vinitaly è piena zeppa di appuntamenti e presentazioni. Ma siamo riusciti a strapparle un’intervista. E un sorriso, che sul suo volto
non manca mai.
Intervista a ...
Barbara
Tamburini
PERCHÉ BARBARA HA DECISO DI FARE
L’ENOLOGA?
In senso generale la decisione è nata ai tempi dell’adolescenza in relazione
al mio desiderio di svolgere un’attività professionale che non mi costringesse a rinunciare all’aria aperta ai grandi spazi ed ai contatti umani con
coloro che potessero contribuire al mio arricchimento intellettuale e culturale.
Giunta al momento di decidere quale corso di laurea intraprendere, ritenni
di individuare nella professione del winemaker l’ambito in cui realizzare queste mie aspirazioni.
La conferma della correttezza della mia scelta l’ebbi fin dai primi anni di università, accorgendomi via via della passione e dell’amore che provavo per
questo mondo che - pur non essendo un mondo legato alla mia famiglia
per tradizione – mi stava coinvolgendo ogni giorno di più.
SEDERSI A TAVOLA E BERE UN BICCHIERE DI VINO. CI PUÒ
SPIEGARE COME SI DOVREBBE CELEBRARE QUESTO RITO?
Ovviamente la scelta del vino avviene dopo aver individuato la scelta del
piatto, di solito bollicine o vini bianchi accompagnano piatti di pesce e crostacei, mentre vini rossi di diversa struttura si accostano a piatti di carne
rossa e formaggi stagionati.
Indispensabile è il bicchiere adatto alla tipologia di vino scelto, in mancanza
di una variabilità di bicchieri, la mia scelta cade sul bicchiere da bianchi
strutturati o da rossi importanti, per poter gustare al meglio qualunque tipologia di vino.
La temperatura del vino è un altro elemento essenziale per poter apprezzare pienamente il vino scelto. E dopo essermi assicurata che il vino che
ci stanno servendo non abbia difetti, tramite l’osservazione del vino stesso
mentre viene servito, e poi l’esame all’olfatto ed al gusto, passo alla fase
tecnico-edonistica che inevitabilmente mi vede coinvolta come enologo ma
non di meno come consumatore.
Prediligo vini importanti, sia per quanto riguarda i bianchi, nei quali amo riconoscere le note varietali, che per i grandi rossi dal profumo elegante e
complesso e di grande struttura, come pure per gli stupendi vini da dessert con le loro note uniche ed intriganti.
SE MI INVITA A CENA QUALE VINO
STAPPEREBBE PER L’APERITIVO?
Sicuramente un vino spumate italiano:
un Franciacorta DOCG.
HA VOGLIA DI RACCONTARCI COME È NATO IL SUO PRIMO
VINO?
Con grande orgoglio e piacere!!! Il mio primo vino si chiama “I’Rennero” è
un Val di Cornia Suvereto Merlot prodotto dall’azienda Gualdo del Re. Questo vino nasce da un’accurata selezione di uve Merlot ed una rigorosa supervisione durante la fermentazione e l’affinamento di quindici mesi in
barriques.
La gratificazione massima arriva ogniqualvolta il consumatore unisce ai vari
commenti oltre ai complimenti per la qualità di questo Merlot, “si sente che
è un vino nato a Suvereto”.
Questa per me è una grande soddisfazione perché mi fa sentire una professionista veramente capace di far esprimere i caratteri di un territorio e
di un vitigno e di saperli valorizzare al massimo. Insomma un enologo in
grado di far ritrovare nel “suo”vino i caratteri del terroir in cui nasce!!!
I’Rennero si presenta di un colore rosso impenetrabile con riflessi violacei,
all’olfatto emerge un connubio di piccoli frutti neri, tipici di un Merlot maturo, uniti alla sfumatura minerale che caratterizza il territorio e alle note
vanigliate della permanenza in barriques. Il gusto è aromaticamente una
continuazione della sensazione olfattiva, caratterizzato inoltre da una fitta
trama di tannini morbidi e vellutati che conducono ad un finale lungo e persistente. I’Rennero racchiude nel suo equilibrio una grande personalità,
una struttura imponente e contemporaneamente risulta molto fine ed elegante. Note che si ritrovano e distinguono molti dei miei vini.
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PREFERISCE STARE IN VIGNA O IN CANTINA?
Sia in vigna che in cantina. In vigna sicuramente durante la primaveraestate quando ci sono le scelte qualitative quantitative importanti da prendere per il giusto equilibrio della pianta. In cantina dal momento della
vendemmia fino all’epoca di imbottigliamento.
QUAL È L’ASPETTO PIÙ EMOZIONANTE
DEL SUO LAVORO?
Direi che ogni momento dell’anno è un emozione continua, poiché la
qualità ed il “far la differenza” in ogni vino nascono dall’unione di tante piccole continue attenzioni e cure unite insieme.
La viticoltura di altissimo livello qualitativo è la base per la nascita di un
grande vino, fondata sullo studio delle caratteristiche pedo-climatiche, in
base alle quali si fanno la scelta del portainnesto e della varietà.
Successivamente gli aspetti enologici, che comprendono le scelte tecnologiche che l’enologo ha realizzato nella cantina e la loro oculata e
puntigliosa attuazione, per giungere poi alla sensibilità ed alla cultura enologica dello stesso enologo, che deve accompagnare il divenire del
grande vino nel corso del periodo di affinamento, sia prima che dopo la
messa in bottiglia.
La maggiore soddisfazione che ricevo dal mio lavoro è quella di scoprire
di aver creato un ponte ideale diretto fra me ed il consumatore attento e
competente, quando dimostra di apprezzare il messaggio di qualità che
cerco di trasmettere attraverso il vino che ho realizzato.
Ovviamente, poi, mi dà grande gratificazione contribuire al successo delle
aziende produttrici di cui mi occupo, interagendo con la proprietà, per
realizzare insieme gli obiettivi concordati.
QUELLA DELL’ENOLOGO È UNA PROFESSIONE IN ESPANSIONE? C’È SPAZIO PER I GIOVANI?
L’enologo è una professione di per se molto intrigante ed affascinante
e diversamente da quanto accadeva una decina di anni fa, oggi l’offerta
di enologi è maggiore rispetto a quella che il mondo del lavoro può assorbire.
Il suggerimento che darei ad un giovane che si avvicina al mondo del
vino è, che è sì importante conoscere come nasce e si evolve il vino, ma
la figura professionale di cui secondo me “l’Italia del vino” è carente, è
quella di esperti di marketing e comunicazione, specialmente per realtà
vitivinicole di dimensioni medio-piccole.
IL LEGAME TRA VINO E TERRITORIO:
QUAL È LA SUA OPINIONE, ANCHE
IN RIFERIMENTO ALLA NUOVA RIFORMA OCM?
Di sicuro è un legame forte e necessario che vale la pena ricercare, valorizzare e proteggere.
Il legame tra il vino ed il territorio in cui questo nasce è un elemento unico
che rende ciascun vino irripetibile in tutte le altre zone del mondo e non
c’è legislazione che possa cambiare le qualità intrinseche di vini che sono
nati e cresciuti con queste basi salde. Francamente non mi preoccupo
più di tanto al pensiero di quanto cambierà o non cambierà l’impostazione normativa con l’introduzione della riforma OCM. Come ho detto
sopra, la produzione di un vino di qualità è soggetta soltanto alle leggi
della Natura e non c’è barba di norma che possa modificare il clima di
una certa annata o la natura di un certo terreno.
QUALI SONO I TRE “INGREDIENTI” FONDAMENTALI
PER FARE UN BUON VINO?
1) Conoscenze scientifiche viticole, enologiche ed ambientali.
2) Grande sensibilità sia dal punto di vista umano che sensoriale.
3) Amore e passione per questo Mondo.
LEI VIAGGIA SPESSO PER LAVORO E SO CHE PIÙ VOLTE È
STATA AMBASCIATRICE DEL VINO ITALIANO
NEL MONDO?
COM’È CONSIDERATO IL NOSTRO VINO ALL’ESTERO?
COSA SI DICE?
E SOPRATTUTTO COME VEDE IL FUTURO?
Il vino italiano nel mondo è sempre un importante riferimento e fortunatamente ha un grande appeal, questo grazie alle radici storiche, alla tradizione ma non di meno grazie alla tecnologia viticola ed enologica che
siamo in grado di mettere in atto. Il futuro? La concorrenza con il nuovo
mondo diventa sempre più forte specialmente quando si parla di rapporto qualità-prezzo. Lo vedo positivo nel momento in cui si riesce a contenere i costi di produzione ma non senza un esercito di venditori esperti
e capaci che gireranno continuamente il mondo promuovendo e proponendo il Nostro vino così come fanno altri Paesi.
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Da una simpatica indagine della rivista inglese Decanter il Chianti Classico è stato definito come l’unico vino italiano da portare su un’isola deserta. È D’ACCORDO? LEI COSA PORTEREBBE?
Da buona toscana non posso che concordare con la scelta di Decanter, anche se non definirei questo vino l’unico italiano.
Io porterei una cantinetta così composta: “bollicine” della Franciacorta,
Gewerztraminer dell’Alto Adige, il Chianti Classico c’è già, una selezione di Supertuscan ed un po’ di Moscato Passito di Pantelleria.
SE CI DOVESSE CONSIGLIARE UN VIAGGIO
ALLA SCOPERTA DI UNA NUOVA ZONA VITIVINICOLA
DOVE CI SUGGERIREBBE DI ANDARE?
Sono appena rientrata da un viaggio di aggiornamento professionale
in Cile che mi ha affascinato molto per la morfologia e l’origine del territorio, il clima e la determinazione di chi opera nel settore vitivinicolo.
VORREI CONCLUDERE CON UN BRINDISI:
CON QUALE VINO E A CHE COSA?
Bè, dopo tutti i riferimenti che ho fatto più sopra alle bollicine della
Franciacorta, non sarei coerente se non brindassi con un Franciacorta
Brut Satin alle fortune del vino italiano!
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UN VITIGNO: due. Gewuerztraminer (per i bianchi) e Merlot (per i rossi).
UNA ZONA DI PRODUZIONE: in Cile, alle pendici della Cordigliera
delle Ande, ad un’altitudine di 2000 metri, si trova la Valle dell’ Elqui, una
valle incontaminata, investita da una luminosità pressoché unica al mondo,
dove hanno piantato decine di ettari di vigne su piede franco, sia di varietà a bacca bianca che a bacca rossa. I vini che vi si ottengono sono un
sogno per pochi...
UNA CITTÀ: posso scegliere un’isola? Pantelleria.
UNA NAZIONE: Australia (un sogno che non ho ancora realizzato).
LA BOTTIGLIA DA BERE CON GLI AMICI: per non essere monotona, questa volta stapperei una bottiglia di bollicine trentine Giulio Ferrari
LA BOTTIGLIA DA BERE IN UN’OCCASIONE IMPORTANTE: la
bottiglia d’ I’Rennero 2001 (Gualdo del Re) firmata da me e dai piloti delle
Frecce Tricolori in occasione del mio volo con loro nel 2004
Liquori o birra: birra
PIATTO PREFERITO: ostriche e frutti di mare appena pescati
IL SUO PROSSIMO VINO: quello che non ho ancora realizzato
Sancti Blasi, DOCG Carmignano 2005
Le Vespe, IGT Toscana Sangiovese 2006
TENUTA I MASSI (TENUTE GUICCIARDINI
STROZZI) MASSA MARITTIMA (GR)
AZIENDA GUALDO DEL RE SUVERETO
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COLLINE SAN BIAGIO CARMIGNANO (PO)
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AZIENDA GIULIANO TIBERI CANTAGRILLO (PT)
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I’Rennero, DOC Val di Cornia Suvereto Merlot 2005
PATRIMONIO TRINGALI CASANOVA BOLGHERI (LI)
Top 10 La Selezione di Barbara Tamburini
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Uvaggio: Merlot 100%. Nasce nella Val di Cornia a Suvereto un piccolo
comune medievale della provincia di Livorno dove si trova l’azienda Gualdo del
Re. ha un olfatto improntato sulla grafite e sulla confettura di frutta nera di
bella profondità, caratterizzato da profumi avvolgenti di confettura di marasca,
“Cosa dire di Barbara, non è un normale collaboratore dell’azienda, ma fa parte della famiglia…è arrivata a Gualdo del
Re nel 1999 per uno stage, non ancora laureata. È rimasta
con noi e lavoriamo insieme oramai da 10 anni. Gualdo del
Re è stata la sua prima azienda, non è stato difficile darle massima fiducia, piena di entusiasmo, dinamicità, con la passione
di chi ama veramente il proprio lavoro, uguale a noi: i risultati
non hanno tardato ad arrivare, l’espressione dei vini è veramente quanto di meglio si può ottenere da questo angolo di
Toscana poco conosciuto rispetto alle grandi denominazioni,
ma dalle enormi potenzialità”.
Maria Teresa Cabella
Az. Agr. GUALDO DEL RE, Suvereto (LIVORNO)
"La collaborazione con Barbara Tamburini ha permesso alla
nostra azienda la realizzazione di un sogno, creare un vino
che risponde appieno alle nostre aspettative e all'esigenza di
un prodotto di grande qualità con numerosi riconoscimenti,
grazie alla sua competenza, disponibilità ed esperienza. La
profonda stima nei suoi confronti si è evoluta in un rapporto
di sincera amicizia".
Colline San Biagio
Uvaggio: 70% Sangiovese, 20% Cabernet sauvignon, 10% Merlot
Il vino Sancti Blasi 2005 Carmignano DOCG ha un colore rosso rubino di buona vivacità ed intensità, tendente al granato con l'invecchiamento. L’odore è variegato, caratterizzato da note di piccoli frutti a bacca rossa e delicate note vanigliate. Vino di grande struttura
e persistenza gustativa, con una trama tannica molto fitta.
Uvaggio: 85% Sangiovese, 15% Colorino, Abrostine, Lanaiolo Nero.
Il vino Le Vespe, Rosso di Toscana I.G.T., è il risultato dell'impegno profuso nella valorizzazione dei vitigni autoctoni a bacca nera dei vigneti di Giuliano Tiberi. Il sapore è quello
di un piacevole connubio di frutti rossi maturi, tipici del vitigno Sangiovese, con le sfumature speziate derivanti dal legno. Percettibile una delicata nota di chicco di caffè tostato.
A Solo IGT Toscana Petit Verdot 2005
Uvaggio: Petit Verdot 100%. A Solo è il risultato di una scelta coraggiosa che la
Gucciardini Strozzi ha perseguito nella Tenuta I Massi a Montemassi in Maremma.
L’affinamento è in 16 mesi in barriques, i colori sono il rubino profondo con riflessi violacei, il profumo è fine e molto elegante, emerge il connubio delle note di piccoli frutti
neri e maturi con note vanigliate e speziate.
Renzo, Bolgheri rosso Superiore DOC 2005
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 80% - Merlot 20%.
Il Bolgheri rosso Superiore DOC 2005 nasce nella tenuta Antonino TringaliCasanuova nei vigneti della famosa Strada del Vino di Bolgheri, territorio rinomato per alcuni dei migliori vini DOC italiani. Ha un colore rosso rubino
acceso e un profumo intenso con un complesso di note fruttate e spezie.
Struttura elegante con tannini morbidi ed equilibrati.
“Barbara è il mio enologo dall'anno 2000. Nel 1998 avevo deciso di
cambiare attività per produrre olio e vino. Volevo investire nella terra di
Pistoia, nell'area del Montalbano dove è situata la mia azienda. Ero alla
ricerca di un enologo che condividesse i miei valori: quale migliore occasione se non scegliere un enologo giovane, con ottime credenziali,
originaria della mia stessa provincia, che facesse insieme a me dei vini
pistoiesi noti a livello nazionale e internazionale. In vigna siamo partiti da
zero, abbiamo ristrutturato e ampliato i vigneti fino ai 5 ettari attuali e
inaugurato la nuova cantina con la vendemmia 2007. Barbara ci ha
sempre seguito e consigliato, condividendo scelte in ambito viticolo e
poi enologico. Spero che questo rapporto prosegua il più a lungo possibile, fattivo e soddisfacente com’è stato finora”.
Giuliano Tiberi
Azienda Giuliano Tiberi Cantagrillo (PISTOIA)
“Con Barbara Tamburini è nato un rapporto di collaborazione
ottimale.
Dobbiamo ammettere che si è inserita al momento giusto, in
concomitanza con l'acquisizione delle aziende della Costa
portandoci una ventata di giovinezza sotto tutti gli aspetti, soprattutto per la sua eccellente preparazione professionale e
sempre aggiornatissima in questo settore che è in continua
evoluzione.
E poi con i suoi metodi di lavoro così precisi, e scrupolosi
che noi colleghi un po' più anziani tendiamo a sottovalutare,
ma che sono fondamentali per produrre grandi vini”.
Ivaldo Volpini
TENUTE GUICCIARDINI STROZZI San Gimignano (SIENA)
“Ho iniziato la collaborazione con Barbara Tamburini nel 2005
perché cercavo un enologo che avesse voglia di mettersi in
gioco in un’azienda di tradizione come la mia che, per vicissitudini familiari, era rimasta al di fuori del mondo del vino per
molti anni. Cercavo un nuovo inizio nella tradizione più classica di Bolgheri. In Barbara ho trovato una collaborazione eccezionale sotto tutti i punti di vista: in cantina e nel mondo
della comunicazione. Il nostro rapporto professionale si è trasformato presto in amicizia personale grazie alla simpatia e al
carattere solare di Barbara. Nel tempo ho così imparato ad
apprezzare il suo palato e la sua grande competenza enologica e poi l’impegno e la precisione che mette nel lavoro, che
fanno di ogni vino prodotto in azienda un “nostro” vino”.
Antonino Tringali
PATRIMONIO TRINGALI CASANOVA BOLGHERI (Livorno)
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I BALZINI BARBERINO VAL D’ELSA (FI)
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I Balzini Black Label, IGT Toscana Rosso 2005
AZIENDA CECILIA ISOLA D’ELBA (LI)
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Elba Aleatico, DOC 2007
LE MURA SARACENE MONTEFALCO (PG)
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Sagrantino di Montefalco, DOCG 2004
Antonella D'Isanto
I BALZINI, Barberino Val d'Elsa (FIRENZE)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 50%, Sangiovese 25% e Merlot 25%.
I Balzini Black label è un vino dai profumi indimenticabili che emozionano, ottimo anche a fine pasto perché stimola una piacevole conversazione e induce alla meditazione. L’affinamento avviene in barriques di rovere francese per 12-16 mesi cui segue la sosta di rifinitura in bottiglia per almeno un anno. È un vino longevo che può invecchiare oltre i 10 anni.
SALIS 1637 TIRANO (SO)
“Non posso dire che abbia scatenato in me la passione per il
vino esistente in famiglia sin da quando ero piccolo... di certo
però ha infiammato la mia passione per il lavoro. Il lavoro
serio e meticoloso che contraddistingue il percorso iniziato
qualche anno fa con lei. Devo soprattutto a Barbara gli ottimi
risultati raggiunti partendo dalla nostra piccola realtà”.
Lorenzo Signorini
CECILIA (Isola d'Elba)
Uvaggio: 100% Aleatico dell'Elba.
L'aleatico dell'Elba trova la sua massima espressione nei vigneti sul Colle Cecilia a pochi passi dal mare. La piccola produzione e le rese
bassissime (circa 30%), unite alle caratteristiche uniche che questo vino presenta dopo la lunga passitura al sole, fanno di questo rosso uno
dei più particolari e prestigiosi passiti d'Italia.
“Sicuramente in primis emerge la sua grande professionalità
e una forte attenzione per il binomio tradizione-modernità che
riesce ad esprimere nel suo lavoro ritrovandosi nei nostri vini.
Davvero una grande propensione per “puntare in alto”, dalla
sua grande passione, il volare con le frecce tricolori, all’ottenimento di prodotti di altissima qualità”.
Gianluca Goretti
LE MURA SARACENE MONTEFALCO (Perugia)
Uvaggio: 100% uve Sagrantino
Il vino Sagrantino di Motefalco D.O.C.G nasce in località Pietrauta in provincia di Perugia dove ha sede l’azienda Le Mura Saracene di Goretti. Viene da un terreno con un impasto calcareo-argilloso e ghiaioso. Un vino dal gusto strutturato, accompagnato da presenze di tannini
molto decisi, prorompenti ed evidenti, ma allo stesso tempo eleganti e gradevoli.
Feudi del Conte, DOCG Sforzato di Valtellina 2004
LA CALONICA MONTEPULCIANO (SI)
“Che dire di Barbara… la prima volta che l'ho vista non sapevo chi fosse, ma so che mi è piaciuta subito, a pelle.
Adesso la conosco professionalmente so quanto è attenta,
responsabile, meticolosa nel suo lavoro. Non fidarsi del suo
aspetto dolce e mite, ha la forza di una corazzata e il cuore di
un guerriero, Barbara con la sua risolutezza volerà alto, come
le sue amate frecce tricolore”.
Uvaggio: nebbiolo 100%
Lo Sforzato di Valtellina Feudo dei Conti è il frutto di un accurato studio viticolo ed
enologico volto ad esaltare al massimo grado le potenzialità del vitigno Nebbiolo
coltivato nella terra di elezione della Valtellina. È ottenuto da uve selezionate, prodotte dai vigneti situati nelle migliori posizioni per esposizione ed altitudine.
Nobile di Montepulciano, DOCG 2006
Uvaggio: 95% Sangiovese, 5% Lanaiolo
Il vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G nasce nei vigneti in Valiano di Montepulciano, a Siena. Le uve vengono selezionate e raccolte totalmente a mano.
Il colore è rosso rubino intenso di ottima concentrazione. Un profumo intenso
e persistente con note di mammola e di spezie caratterizza il vino.
"Barbara Tamburini (in team con l’enologo Vittorio Fiore) collabora con la Conti Sertoli Salis dal novembre del 2006. Un anno
dopo la mia famiglia ha rilevato l'azienda e io ho fatto il mio ingresso "ufficiale" in questa storica realtà della Valtellina. Da subito c'è stato grande affiatamento con Barbara, che credo sia
oggi una delle figure più preparate e competenti nel panorama
dei wine-makers. Professionista molto determinata e precisa,
credo che Barbara abbia un'innata sensibilità nel creare vini di
grande eleganza capaci di rispondere con sobrietà e misura alle
esigenze del consumatore moderno. E devo dire che con Il Feudo
dei Conti 2004, il primo Sforzato della nostra azienda uscito sul
mercato con la sua consulenza, Barbara lo abbia dimostrato…”
Roberta Dotti
Azienda Conti Sertoli Salis, Tirano (SONDRIO)
“Barbara è stata una rivelazione. Non conoscevo i suoi vini,
ho avuto il primo contatto attraverso un amico. Ho capito subito che avevamo le stesse idee di come, e che tipo di vino
produrre. La Tamburini, al di là della indubbia conoscenza
scientifica, ha grande attenzione per l'autenticità, per il valore
del territorio, tensione per il raggiungimento di quanto di meglio esso possa esprimere, e questo è proprio quel che intendo io si debba riconoscere in un vino. I vini "spinti",
muscolosi, per fortuna hanno perso adepti e si torna ad una
dimensione più vera, Barbara è la portabandiera di questa
più nobile filosofia di fare vino”.
Fernando Cattani
LA CALONICA Valiano di Montepulciano (SIENA)
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Intervista all`enologa Barbara Tamburini Baccus 17