13-05-2009 18:04 Pagina 1 V il Vino Barbara Tamburini “lei che fa volare i vini” Ama il contatto con la natura e con le persone. Le piace fare sport, vino permettendo, e non può fare a meno del mare. Il papà pilota gli ha trasmesso la passione del cielo e il suo sogno si è avverato: nel 2004 Barbara Tamburini è stata la prima enologa a volare con le Frecce Tricolori. Incontrarla al Vinitaly è stato un vero piacere e, come succede tra amiche, si è subito creata una bella complicità. Spigliata e fresca Barbara mi ha confidato le sue passioni oltre il vino, come quella per la cucina e in particolare per il pesce e le ostriche. Insieme abbiamo ripercorso la sua intensa carriera che è iniziata, non ancora laureata, a Suvereto, in provincia di Livorno, alla Gualdo del Re. Text: Maria Zanolli Photo: Wonka Il Vino Autori del vino, intervista a Barbara Tamburini Intervista-BARBARA TAMBURINI:Layout 1 Intervista-BARBARA TAMBURINI:Layout 1 13-05-2009 18:04 Pagina 2 A lezione di vino con Barbara Tamburini Aveva da poco compiuto 25 anni. Giovanissima Barbara viene subito ingaggiata per lavorare nell’azienda toscana di Suvereto. Da allora a oggi in soli dieci anni la Tamburini ne ha fatta di strada collezionando numerose consulenze e lavorando per la creazione di vini famosi e rinomati. Con entusiasmo, passione e semplicità si cimenta con successo esprimendosi su versanti differenti, passando dalla viticoltura all’enologia, dal Sangiovese al Merlot, dal Pinot Nero all’Aleatico, dal Vermentino al Pinot Bianco, dal Vinsanto al Moscato Passito. Attraversa e lascia il suo segno in ogni regione d’Italia e si spinge anche oltre. I viaggi ora sono all’ordine del giorno. Tra gennaio e febbraio la donna enologo toscana è stata a Boston, New York e Londra per condurre alcune importanti degustazioni. L’agenda del Vinitaly è piena zeppa di appuntamenti e presentazioni. Ma siamo riusciti a strapparle un’intervista. E un sorriso, che sul suo volto non manca mai. Intervista a ... Barbara Tamburini PERCHÉ BARBARA HA DECISO DI FARE L’ENOLOGA? In senso generale la decisione è nata ai tempi dell’adolescenza in relazione al mio desiderio di svolgere un’attività professionale che non mi costringesse a rinunciare all’aria aperta ai grandi spazi ed ai contatti umani con coloro che potessero contribuire al mio arricchimento intellettuale e culturale. Giunta al momento di decidere quale corso di laurea intraprendere, ritenni di individuare nella professione del winemaker l’ambito in cui realizzare queste mie aspirazioni. La conferma della correttezza della mia scelta l’ebbi fin dai primi anni di università, accorgendomi via via della passione e dell’amore che provavo per questo mondo che - pur non essendo un mondo legato alla mia famiglia per tradizione – mi stava coinvolgendo ogni giorno di più. SEDERSI A TAVOLA E BERE UN BICCHIERE DI VINO. CI PUÒ SPIEGARE COME SI DOVREBBE CELEBRARE QUESTO RITO? Ovviamente la scelta del vino avviene dopo aver individuato la scelta del piatto, di solito bollicine o vini bianchi accompagnano piatti di pesce e crostacei, mentre vini rossi di diversa struttura si accostano a piatti di carne rossa e formaggi stagionati. Indispensabile è il bicchiere adatto alla tipologia di vino scelto, in mancanza di una variabilità di bicchieri, la mia scelta cade sul bicchiere da bianchi strutturati o da rossi importanti, per poter gustare al meglio qualunque tipologia di vino. La temperatura del vino è un altro elemento essenziale per poter apprezzare pienamente il vino scelto. E dopo essermi assicurata che il vino che ci stanno servendo non abbia difetti, tramite l’osservazione del vino stesso mentre viene servito, e poi l’esame all’olfatto ed al gusto, passo alla fase tecnico-edonistica che inevitabilmente mi vede coinvolta come enologo ma non di meno come consumatore. Prediligo vini importanti, sia per quanto riguarda i bianchi, nei quali amo riconoscere le note varietali, che per i grandi rossi dal profumo elegante e complesso e di grande struttura, come pure per gli stupendi vini da dessert con le loro note uniche ed intriganti. SE MI INVITA A CENA QUALE VINO STAPPEREBBE PER L’APERITIVO? Sicuramente un vino spumate italiano: un Franciacorta DOCG. HA VOGLIA DI RACCONTARCI COME È NATO IL SUO PRIMO VINO? Con grande orgoglio e piacere!!! Il mio primo vino si chiama “I’Rennero” è un Val di Cornia Suvereto Merlot prodotto dall’azienda Gualdo del Re. Questo vino nasce da un’accurata selezione di uve Merlot ed una rigorosa supervisione durante la fermentazione e l’affinamento di quindici mesi in barriques. La gratificazione massima arriva ogniqualvolta il consumatore unisce ai vari commenti oltre ai complimenti per la qualità di questo Merlot, “si sente che è un vino nato a Suvereto”. Questa per me è una grande soddisfazione perché mi fa sentire una professionista veramente capace di far esprimere i caratteri di un territorio e di un vitigno e di saperli valorizzare al massimo. Insomma un enologo in grado di far ritrovare nel “suo”vino i caratteri del terroir in cui nasce!!! I’Rennero si presenta di un colore rosso impenetrabile con riflessi violacei, all’olfatto emerge un connubio di piccoli frutti neri, tipici di un Merlot maturo, uniti alla sfumatura minerale che caratterizza il territorio e alle note vanigliate della permanenza in barriques. Il gusto è aromaticamente una continuazione della sensazione olfattiva, caratterizzato inoltre da una fitta trama di tannini morbidi e vellutati che conducono ad un finale lungo e persistente. I’Rennero racchiude nel suo equilibrio una grande personalità, una struttura imponente e contemporaneamente risulta molto fine ed elegante. Note che si ritrovano e distinguono molti dei miei vini. Intervista-BARBARA TAMBURINI:Layout 1 13-05-2009 18:05 PREFERISCE STARE IN VIGNA O IN CANTINA? Sia in vigna che in cantina. In vigna sicuramente durante la primaveraestate quando ci sono le scelte qualitative quantitative importanti da prendere per il giusto equilibrio della pianta. In cantina dal momento della vendemmia fino all’epoca di imbottigliamento. QUAL È L’ASPETTO PIÙ EMOZIONANTE DEL SUO LAVORO? Direi che ogni momento dell’anno è un emozione continua, poiché la qualità ed il “far la differenza” in ogni vino nascono dall’unione di tante piccole continue attenzioni e cure unite insieme. La viticoltura di altissimo livello qualitativo è la base per la nascita di un grande vino, fondata sullo studio delle caratteristiche pedo-climatiche, in base alle quali si fanno la scelta del portainnesto e della varietà. Successivamente gli aspetti enologici, che comprendono le scelte tecnologiche che l’enologo ha realizzato nella cantina e la loro oculata e puntigliosa attuazione, per giungere poi alla sensibilità ed alla cultura enologica dello stesso enologo, che deve accompagnare il divenire del grande vino nel corso del periodo di affinamento, sia prima che dopo la messa in bottiglia. La maggiore soddisfazione che ricevo dal mio lavoro è quella di scoprire di aver creato un ponte ideale diretto fra me ed il consumatore attento e competente, quando dimostra di apprezzare il messaggio di qualità che cerco di trasmettere attraverso il vino che ho realizzato. Ovviamente, poi, mi dà grande gratificazione contribuire al successo delle aziende produttrici di cui mi occupo, interagendo con la proprietà, per realizzare insieme gli obiettivi concordati. QUELLA DELL’ENOLOGO È UNA PROFESSIONE IN ESPANSIONE? C’È SPAZIO PER I GIOVANI? L’enologo è una professione di per se molto intrigante ed affascinante e diversamente da quanto accadeva una decina di anni fa, oggi l’offerta di enologi è maggiore rispetto a quella che il mondo del lavoro può assorbire. Il suggerimento che darei ad un giovane che si avvicina al mondo del vino è, che è sì importante conoscere come nasce e si evolve il vino, ma la figura professionale di cui secondo me “l’Italia del vino” è carente, è quella di esperti di marketing e comunicazione, specialmente per realtà vitivinicole di dimensioni medio-piccole. IL LEGAME TRA VINO E TERRITORIO: QUAL È LA SUA OPINIONE, ANCHE IN RIFERIMENTO ALLA NUOVA RIFORMA OCM? Di sicuro è un legame forte e necessario che vale la pena ricercare, valorizzare e proteggere. Il legame tra il vino ed il territorio in cui questo nasce è un elemento unico che rende ciascun vino irripetibile in tutte le altre zone del mondo e non c’è legislazione che possa cambiare le qualità intrinseche di vini che sono nati e cresciuti con queste basi salde. Francamente non mi preoccupo più di tanto al pensiero di quanto cambierà o non cambierà l’impostazione normativa con l’introduzione della riforma OCM. Come ho detto sopra, la produzione di un vino di qualità è soggetta soltanto alle leggi della Natura e non c’è barba di norma che possa modificare il clima di una certa annata o la natura di un certo terreno. QUALI SONO I TRE “INGREDIENTI” FONDAMENTALI PER FARE UN BUON VINO? 1) Conoscenze scientifiche viticole, enologiche ed ambientali. 2) Grande sensibilità sia dal punto di vista umano che sensoriale. 3) Amore e passione per questo Mondo. LEI VIAGGIA SPESSO PER LAVORO E SO CHE PIÙ VOLTE È STATA AMBASCIATRICE DEL VINO ITALIANO NEL MONDO? COM’È CONSIDERATO IL NOSTRO VINO ALL’ESTERO? COSA SI DICE? E SOPRATTUTTO COME VEDE IL FUTURO? Il vino italiano nel mondo è sempre un importante riferimento e fortunatamente ha un grande appeal, questo grazie alle radici storiche, alla tradizione ma non di meno grazie alla tecnologia viticola ed enologica che siamo in grado di mettere in atto. Il futuro? La concorrenza con il nuovo mondo diventa sempre più forte specialmente quando si parla di rapporto qualità-prezzo. Lo vedo positivo nel momento in cui si riesce a contenere i costi di produzione ma non senza un esercito di venditori esperti e capaci che gireranno continuamente il mondo promuovendo e proponendo il Nostro vino così come fanno altri Paesi. Pagina 3 Da una simpatica indagine della rivista inglese Decanter il Chianti Classico è stato definito come l’unico vino italiano da portare su un’isola deserta. È D’ACCORDO? LEI COSA PORTEREBBE? Da buona toscana non posso che concordare con la scelta di Decanter, anche se non definirei questo vino l’unico italiano. Io porterei una cantinetta così composta: “bollicine” della Franciacorta, Gewerztraminer dell’Alto Adige, il Chianti Classico c’è già, una selezione di Supertuscan ed un po’ di Moscato Passito di Pantelleria. SE CI DOVESSE CONSIGLIARE UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UNA NUOVA ZONA VITIVINICOLA DOVE CI SUGGERIREBBE DI ANDARE? Sono appena rientrata da un viaggio di aggiornamento professionale in Cile che mi ha affascinato molto per la morfologia e l’origine del territorio, il clima e la determinazione di chi opera nel settore vitivinicolo. VORREI CONCLUDERE CON UN BRINDISI: CON QUALE VINO E A CHE COSA? Bè, dopo tutti i riferimenti che ho fatto più sopra alle bollicine della Franciacorta, non sarei coerente se non brindassi con un Franciacorta Brut Satin alle fortune del vino italiano! lli e n o r e V i ig u Premio L 2007 Riconoscimenti sensiergente “per la er categoria em interpretazione più ak m ine W r lio ig di rini M chiave Barbara Tambu puto trovare la cessi, con eleo con cui ha sa ndere senza ec po ris di bilità e l’impegn ci pa no”. i di classe, ca umatore moder riuscita per i vin igenze del cons es e all à, iet br gante so Botta&risposta ... UN VITIGNO: due. Gewuerztraminer (per i bianchi) e Merlot (per i rossi). UNA ZONA DI PRODUZIONE: in Cile, alle pendici della Cordigliera delle Ande, ad un’altitudine di 2000 metri, si trova la Valle dell’ Elqui, una valle incontaminata, investita da una luminosità pressoché unica al mondo, dove hanno piantato decine di ettari di vigne su piede franco, sia di varietà a bacca bianca che a bacca rossa. I vini che vi si ottengono sono un sogno per pochi... UNA CITTÀ: posso scegliere un’isola? Pantelleria. UNA NAZIONE: Australia (un sogno che non ho ancora realizzato). LA BOTTIGLIA DA BERE CON GLI AMICI: per non essere monotona, questa volta stapperei una bottiglia di bollicine trentine Giulio Ferrari LA BOTTIGLIA DA BERE IN UN’OCCASIONE IMPORTANTE: la bottiglia d’ I’Rennero 2001 (Gualdo del Re) firmata da me e dai piloti delle Frecce Tricolori in occasione del mio volo con loro nel 2004 Liquori o birra: birra PIATTO PREFERITO: ostriche e frutti di mare appena pescati IL SUO PROSSIMO VINO: quello che non ho ancora realizzato Sancti Blasi, DOCG Carmignano 2005 Le Vespe, IGT Toscana Sangiovese 2006 TENUTA I MASSI (TENUTE GUICCIARDINI STROZZI) MASSA MARITTIMA (GR) AZIENDA GUALDO DEL RE SUVERETO Pagina 4 COLLINE SAN BIAGIO CARMIGNANO (PO) 18:05 AZIENDA GIULIANO TIBERI CANTAGRILLO (PT) 13-05-2009 I’Rennero, DOC Val di Cornia Suvereto Merlot 2005 PATRIMONIO TRINGALI CASANOVA BOLGHERI (LI) Top 10 La Selezione di Barbara Tamburini Intervista-BARBARA TAMBURINI:Layout 1 Uvaggio: Merlot 100%. Nasce nella Val di Cornia a Suvereto un piccolo comune medievale della provincia di Livorno dove si trova l’azienda Gualdo del Re. ha un olfatto improntato sulla grafite e sulla confettura di frutta nera di bella profondità, caratterizzato da profumi avvolgenti di confettura di marasca, “Cosa dire di Barbara, non è un normale collaboratore dell’azienda, ma fa parte della famiglia…è arrivata a Gualdo del Re nel 1999 per uno stage, non ancora laureata. È rimasta con noi e lavoriamo insieme oramai da 10 anni. Gualdo del Re è stata la sua prima azienda, non è stato difficile darle massima fiducia, piena di entusiasmo, dinamicità, con la passione di chi ama veramente il proprio lavoro, uguale a noi: i risultati non hanno tardato ad arrivare, l’espressione dei vini è veramente quanto di meglio si può ottenere da questo angolo di Toscana poco conosciuto rispetto alle grandi denominazioni, ma dalle enormi potenzialità”. Maria Teresa Cabella Az. Agr. GUALDO DEL RE, Suvereto (LIVORNO) "La collaborazione con Barbara Tamburini ha permesso alla nostra azienda la realizzazione di un sogno, creare un vino che risponde appieno alle nostre aspettative e all'esigenza di un prodotto di grande qualità con numerosi riconoscimenti, grazie alla sua competenza, disponibilità ed esperienza. La profonda stima nei suoi confronti si è evoluta in un rapporto di sincera amicizia". Colline San Biagio Uvaggio: 70% Sangiovese, 20% Cabernet sauvignon, 10% Merlot Il vino Sancti Blasi 2005 Carmignano DOCG ha un colore rosso rubino di buona vivacità ed intensità, tendente al granato con l'invecchiamento. L’odore è variegato, caratterizzato da note di piccoli frutti a bacca rossa e delicate note vanigliate. Vino di grande struttura e persistenza gustativa, con una trama tannica molto fitta. Uvaggio: 85% Sangiovese, 15% Colorino, Abrostine, Lanaiolo Nero. Il vino Le Vespe, Rosso di Toscana I.G.T., è il risultato dell'impegno profuso nella valorizzazione dei vitigni autoctoni a bacca nera dei vigneti di Giuliano Tiberi. Il sapore è quello di un piacevole connubio di frutti rossi maturi, tipici del vitigno Sangiovese, con le sfumature speziate derivanti dal legno. Percettibile una delicata nota di chicco di caffè tostato. A Solo IGT Toscana Petit Verdot 2005 Uvaggio: Petit Verdot 100%. A Solo è il risultato di una scelta coraggiosa che la Gucciardini Strozzi ha perseguito nella Tenuta I Massi a Montemassi in Maremma. L’affinamento è in 16 mesi in barriques, i colori sono il rubino profondo con riflessi violacei, il profumo è fine e molto elegante, emerge il connubio delle note di piccoli frutti neri e maturi con note vanigliate e speziate. Renzo, Bolgheri rosso Superiore DOC 2005 Uvaggio: Cabernet Sauvignon 80% - Merlot 20%. Il Bolgheri rosso Superiore DOC 2005 nasce nella tenuta Antonino TringaliCasanuova nei vigneti della famosa Strada del Vino di Bolgheri, territorio rinomato per alcuni dei migliori vini DOC italiani. Ha un colore rosso rubino acceso e un profumo intenso con un complesso di note fruttate e spezie. Struttura elegante con tannini morbidi ed equilibrati. “Barbara è il mio enologo dall'anno 2000. Nel 1998 avevo deciso di cambiare attività per produrre olio e vino. Volevo investire nella terra di Pistoia, nell'area del Montalbano dove è situata la mia azienda. Ero alla ricerca di un enologo che condividesse i miei valori: quale migliore occasione se non scegliere un enologo giovane, con ottime credenziali, originaria della mia stessa provincia, che facesse insieme a me dei vini pistoiesi noti a livello nazionale e internazionale. In vigna siamo partiti da zero, abbiamo ristrutturato e ampliato i vigneti fino ai 5 ettari attuali e inaugurato la nuova cantina con la vendemmia 2007. Barbara ci ha sempre seguito e consigliato, condividendo scelte in ambito viticolo e poi enologico. Spero che questo rapporto prosegua il più a lungo possibile, fattivo e soddisfacente com’è stato finora”. Giuliano Tiberi Azienda Giuliano Tiberi Cantagrillo (PISTOIA) “Con Barbara Tamburini è nato un rapporto di collaborazione ottimale. Dobbiamo ammettere che si è inserita al momento giusto, in concomitanza con l'acquisizione delle aziende della Costa portandoci una ventata di giovinezza sotto tutti gli aspetti, soprattutto per la sua eccellente preparazione professionale e sempre aggiornatissima in questo settore che è in continua evoluzione. E poi con i suoi metodi di lavoro così precisi, e scrupolosi che noi colleghi un po' più anziani tendiamo a sottovalutare, ma che sono fondamentali per produrre grandi vini”. Ivaldo Volpini TENUTE GUICCIARDINI STROZZI San Gimignano (SIENA) “Ho iniziato la collaborazione con Barbara Tamburini nel 2005 perché cercavo un enologo che avesse voglia di mettersi in gioco in un’azienda di tradizione come la mia che, per vicissitudini familiari, era rimasta al di fuori del mondo del vino per molti anni. Cercavo un nuovo inizio nella tradizione più classica di Bolgheri. In Barbara ho trovato una collaborazione eccezionale sotto tutti i punti di vista: in cantina e nel mondo della comunicazione. Il nostro rapporto professionale si è trasformato presto in amicizia personale grazie alla simpatia e al carattere solare di Barbara. Nel tempo ho così imparato ad apprezzare il suo palato e la sua grande competenza enologica e poi l’impegno e la precisione che mette nel lavoro, che fanno di ogni vino prodotto in azienda un “nostro” vino”. Antonino Tringali PATRIMONIO TRINGALI CASANOVA BOLGHERI (Livorno) Pagina 5 I BALZINI BARBERINO VAL D’ELSA (FI) 18:05 I Balzini Black Label, IGT Toscana Rosso 2005 AZIENDA CECILIA ISOLA D’ELBA (LI) 13-05-2009 Elba Aleatico, DOC 2007 LE MURA SARACENE MONTEFALCO (PG) Intervista-BARBARA TAMBURINI:Layout 1 Sagrantino di Montefalco, DOCG 2004 Antonella D'Isanto I BALZINI, Barberino Val d'Elsa (FIRENZE) Uvaggio: Cabernet Sauvignon 50%, Sangiovese 25% e Merlot 25%. I Balzini Black label è un vino dai profumi indimenticabili che emozionano, ottimo anche a fine pasto perché stimola una piacevole conversazione e induce alla meditazione. L’affinamento avviene in barriques di rovere francese per 12-16 mesi cui segue la sosta di rifinitura in bottiglia per almeno un anno. È un vino longevo che può invecchiare oltre i 10 anni. SALIS 1637 TIRANO (SO) “Non posso dire che abbia scatenato in me la passione per il vino esistente in famiglia sin da quando ero piccolo... di certo però ha infiammato la mia passione per il lavoro. Il lavoro serio e meticoloso che contraddistingue il percorso iniziato qualche anno fa con lei. Devo soprattutto a Barbara gli ottimi risultati raggiunti partendo dalla nostra piccola realtà”. Lorenzo Signorini CECILIA (Isola d'Elba) Uvaggio: 100% Aleatico dell'Elba. L'aleatico dell'Elba trova la sua massima espressione nei vigneti sul Colle Cecilia a pochi passi dal mare. La piccola produzione e le rese bassissime (circa 30%), unite alle caratteristiche uniche che questo vino presenta dopo la lunga passitura al sole, fanno di questo rosso uno dei più particolari e prestigiosi passiti d'Italia. “Sicuramente in primis emerge la sua grande professionalità e una forte attenzione per il binomio tradizione-modernità che riesce ad esprimere nel suo lavoro ritrovandosi nei nostri vini. Davvero una grande propensione per “puntare in alto”, dalla sua grande passione, il volare con le frecce tricolori, all’ottenimento di prodotti di altissima qualità”. Gianluca Goretti LE MURA SARACENE MONTEFALCO (Perugia) Uvaggio: 100% uve Sagrantino Il vino Sagrantino di Motefalco D.O.C.G nasce in località Pietrauta in provincia di Perugia dove ha sede l’azienda Le Mura Saracene di Goretti. Viene da un terreno con un impasto calcareo-argilloso e ghiaioso. Un vino dal gusto strutturato, accompagnato da presenze di tannini molto decisi, prorompenti ed evidenti, ma allo stesso tempo eleganti e gradevoli. Feudi del Conte, DOCG Sforzato di Valtellina 2004 LA CALONICA MONTEPULCIANO (SI) “Che dire di Barbara… la prima volta che l'ho vista non sapevo chi fosse, ma so che mi è piaciuta subito, a pelle. Adesso la conosco professionalmente so quanto è attenta, responsabile, meticolosa nel suo lavoro. Non fidarsi del suo aspetto dolce e mite, ha la forza di una corazzata e il cuore di un guerriero, Barbara con la sua risolutezza volerà alto, come le sue amate frecce tricolore”. Uvaggio: nebbiolo 100% Lo Sforzato di Valtellina Feudo dei Conti è il frutto di un accurato studio viticolo ed enologico volto ad esaltare al massimo grado le potenzialità del vitigno Nebbiolo coltivato nella terra di elezione della Valtellina. È ottenuto da uve selezionate, prodotte dai vigneti situati nelle migliori posizioni per esposizione ed altitudine. Nobile di Montepulciano, DOCG 2006 Uvaggio: 95% Sangiovese, 5% Lanaiolo Il vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G nasce nei vigneti in Valiano di Montepulciano, a Siena. Le uve vengono selezionate e raccolte totalmente a mano. Il colore è rosso rubino intenso di ottima concentrazione. Un profumo intenso e persistente con note di mammola e di spezie caratterizza il vino. "Barbara Tamburini (in team con l’enologo Vittorio Fiore) collabora con la Conti Sertoli Salis dal novembre del 2006. Un anno dopo la mia famiglia ha rilevato l'azienda e io ho fatto il mio ingresso "ufficiale" in questa storica realtà della Valtellina. Da subito c'è stato grande affiatamento con Barbara, che credo sia oggi una delle figure più preparate e competenti nel panorama dei wine-makers. Professionista molto determinata e precisa, credo che Barbara abbia un'innata sensibilità nel creare vini di grande eleganza capaci di rispondere con sobrietà e misura alle esigenze del consumatore moderno. E devo dire che con Il Feudo dei Conti 2004, il primo Sforzato della nostra azienda uscito sul mercato con la sua consulenza, Barbara lo abbia dimostrato…” Roberta Dotti Azienda Conti Sertoli Salis, Tirano (SONDRIO) “Barbara è stata una rivelazione. Non conoscevo i suoi vini, ho avuto il primo contatto attraverso un amico. Ho capito subito che avevamo le stesse idee di come, e che tipo di vino produrre. La Tamburini, al di là della indubbia conoscenza scientifica, ha grande attenzione per l'autenticità, per il valore del territorio, tensione per il raggiungimento di quanto di meglio esso possa esprimere, e questo è proprio quel che intendo io si debba riconoscere in un vino. I vini "spinti", muscolosi, per fortuna hanno perso adepti e si torna ad una dimensione più vera, Barbara è la portabandiera di questa più nobile filosofia di fare vino”. Fernando Cattani LA CALONICA Valiano di Montepulciano (SIENA)