1/2015
marzo
Numero 1 - Anno 13 -marzo 2015
on line
CONSIDERAZIONI
SULLA CASSA DI PREVIDENZA
Bimestrale di informazione
del Collegio Geometri
e Geometri Laureati di Padova
2 Gli esami non finiscono mai
Pierluigi Capuzzo
4 Uniti e preparati di fronte ai problemi
Oddone Zecchin
8 Ci aggrappiamo alle nostre competenze
Chiara Cattani
10 Far evolvere gli accordi nazionali
Chiara Cattani
13 Visita guidata alla Biblioteca storica
14 Nuovo Regolamento Formazione continua
Bimestrale ufficiale di informazione
del Collegio Geometri
e Geometri Laureati di Padova
via Fornace Morandi, 24
35133 Padova
tel. 049 8757788 - fax 049 661124
e-mail: [email protected]
www.geometri.pd.it
Pitagora n. 1/2015
on line
SOMMARIO
Presidente
Geom. Pierluigi Capuzzo
Segretario
Geom. Oddone Zecchin
Tesoriere
Geom. Maurizio Falasco
Consiglieri
Giovanna Baldin
Moreno Benetazzo
Luca Biadolla
Giovanni Dal Zotto
Giuseppe Gazzin
Rudi Girardi
Michele Levorato
Marco Mason
Paolo Pol
Michele Rizzo (n. 3280)
Lorenza Tiengo
Elena Tresoldi
Direttore
Pierluigi Capuzzo
Referente per il Collegio
Chiara Cattani
Direttore responsabile
Barbara Ammanati
Iscrizione al Tribunale di Padova
n. 1852, 11 luglio 2003
Editore
Lettera srl, Galleria Scrovegni 7
tel. 0498805776; fax 8302577
35121 Padova
[email protected] - www.lettera.org
Pubblicità
Lettera srl, Galleria Scrovegni 7
tel. 0498805776; fax 8302577
35121 Padova
[email protected]
In copertina: Urbs Patavii /La città di Padova / La ville de Padova (circa 1779),
Enrico Jonville disegnatore, Marco Sebastiano Giampiccoli, Padova, Biblioteca
Civica. (Foto per gentile concessione della Biblioteca Civica di Padova))
Gli esami non finiscono mai
2
di Pierluigi Capuzzo
Essere uniti e preparati di fronte ai tanti problemi
Molte le azioni di contrasto alla crisi
di Oddone Zecchin
4
Nella crisi ci aggrappiamo al lavoro e alle nostre competenze
Il lavoro diminuisce e i contributi previdenziali aumentano
di Chiara Cattani
8
La volontà di far evolvere gli accordi nazionali
La Cassa ha creato opportunità di lavoro, ma come si fa?
di Chiara Cattani
Padova nelle mappe dei topografi antichi
Visita guidata per i geometri venerdì 6 marzo
Formazione continua: sintesi del nuovo Regolamento
Le novità in vigore dal 1° gennaio 2015
Copyright
Gli articoli pubblicati sono protetti
dalla legge sulla proprietà intellettuale e del diritto d’autore.
Tutto quello che c’è da sapere sulle agevolazioni prorogate
Chiuso in redazione il 3 marzo 2015
Il regime fiscale del rent to buy: “prima uso e dopo compro”
Sostenibilità ambientale nelle costruzioni: UNI/PdR 13:2015
Cadute dall’alto
Split payment
Certificato successorio europeo: c’è la legge
Commissioni censuarie: prime indicazioni operative
Bozza riforma del catasto
Assistenza catastale
Altri lavori sono incentivati fino al 31 dicembre 2015
Informazioni
Pitagora 1/2015
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
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13
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28
1
EDITORIALE
di Pierluigi Capuzzo
presidente
Gli esami non fini
iamo convinti di non sbagliare
quando affermiamo che pochi
mestieri sono diuturnamente sottoposti a esami come il nostro. E quei pochi altri sono sostanzialmente simili.
Chi, come noi geometri, viene continuamente sottoposto a una disamina
del proprio operato con possibilità di
vedersi respinto il lavoro di giorni e
giorni?
Il primo esame avviene da parte del
cliente, che ci chiede –a buon dirittodi aggiustare qui, modificare là, per
ottenere un progetto
il più coerente possibile con le proprie
necessità. Spesso ci
troviamo nella necessità di contemperare le richieste del
cliente con ciò che
viene concesso dalle
regole, e anche questo è un percorso a
ostacoli mica da poco. Fino a qui, comunque, siamo nella
norma, e ne veniamo fuori con un po’
di perizia, un po’ di
attenzione, tanta esperienza e un pizzico di chiacchiera.
Poi però dobbiamo tradurre le ne-
S
Il mestiere di geometra
ha tanti volti:
quello che vede
il committente quando
gli esprime i desideri,
quello che vede
la pubblica
amministrazione
quando approva
o respinge la pratica,
quello che si vede
egli stesso quando
deve interpretare
la norma.
2
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
“
cessità del Cliente nella lingua dello
Stato, che è il burocratese. Qui sorgono le difficoltà, perché dobbiamo
contemperare le nostre necessità
–cioè quelle di chi ci paga- con quelle imposte dalle leggi, dai regolamenti, dai codici. In questo sta una
discreta parte della nostra abilità, che
a volte ci vede capaci interpreti della
norma quasi più esperti in questo che
nel mero lavoro tecnico.
E poi arriva l’esame. Perché a questo punto il nostro lavoro, come un
compito di verifica,
viene esaminato e
corretto, e quindi
promosso o bocciato, a seconda di come viene giudicato
da colui che si occupa di questa incombenza. Le materie
sono più d’una: pensiamo ai Vigili del
Fuoco; al Comune;
alla Soprintendenza;
all’ULSS; alla Provincia; alla Regione; a una miriade di
altre amministrazioni che sul tuo lavoro
devono esprimere
un parere spesso cogente, che fa il bello
o il cattivo tempo
Il nostro lavoro,
come un compito
di verifica,
viene esaminato
e corretto,
e quindi promosso
o bocciato,
a seconda di come
viene giudicato
da colui che
si occupa di questa
incombenza.
Pitagora 1/2015
”
“...Però mi è mancata anche
la fama; sono poco conosciuto
e non mi resta che sperare nei
posteri. Così succede del resto
a quelli che come me hanno
aspettato di essere chiamati
a costruire opere, invece
di mettersi in mostra
e provocare gli inviti”.
Vitruvio (I secolo a.C.)
A sinistra, in una stampa del 1654,
Vitruvio presenta la sua opera
De Architectura, che ebbe
non grande considerazione al suo tempo
(27 a.C. epoca augustea), quasi nessuna
nel Medio Evo, ma grandissima
nel Rinascimento, ripresa dal De re
aedificatoria di Leon Battista Alberti.
Vitruvio era esperto di disegno, geometria,
idraulica, ingegneria civile e militare.
Nella foto accanto, l’Uomo vitruviano,
disegnato da Leonardo ispirato da un passo
di Vitruvio, quale rappresentazione
delle proporzioni ideali del corpo umano.
scono mai
sulla tua giornata.
Alzi la mano chi non
si è visto respingere
inopinatamente un
elaborato per ragioni
a volte incomprensibili, a volte inaccettabili, a volte risibili,
a volte incredibili…
Alzi la mano chi non
ha mai provato un
senso di profonda
frustrazione nel dover rivedere un
progetto nella forma e nella sostanza
per una semplice diversa interpretazione delle regole.
Per pochi altri, come a noi, si può
ritenere vera l’accezione “gli esami
non finiscono mai”.
Da un altro punto
di vista possiamo affermare che tutto
questo tempra. Pochi
come noi, infatti,
hanno quella capacità
di interloquire con le
nostre controparti a
ragion veduta, a volte
anche riuscendo a ottenere una revisione
di quel primo giudizio negativo, scaturito da una disamina
superficiale o parziale o faziosa o sempli-
“
cemente errata.
Del resto, la tendenza è oramai quella di autocertificare,
autointerpretare, auto…rizzarsi. Lo Stato si è finalmente reso conto –alla buonora- che ottiene
maggiore correttezza
ed efficienza, e quindi risultato, scaricando sui professionisti la responsabilità
diretta delle azioni loro ma, soprattutto, dei clienti, che vengono in questo
modo controllati automaticamente
dal proprio tecnico. Il quale ha tutto
l’interesse a mantenere il suo operato,
e di conseguenza del cliente, nell’ambito della legalità.
Tutto questo nulla
toglie alla prima nostra affermazione,
quella che dà il titolo
all’articolo, perché è
spesso innegabile che
il nostro esame interno, vuoi per scrupolo
professionale, vuoi
per timore delle possibili conseguenze, è
giocoforza più tosto
di quello cui ci sottopongono gli altri.
Non se ne esce.
La tendenza
è oramai quella
di autocertificare,
autointerpretare,
auto…rizzarsi.
“
”
Il tecnico ha
tutto l’interesse
a mantenere
il suo operato,
e di conseguenza
quello del cliente,
nell’ambito
della legalità.
”
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Il carico
di responsabilità
determinato dalle
autocertificazioni,
condiviso
per estensione
con il committente,
espone il geometra
a continue verifiche,
senza essere mai
sicuro di avere
superato con successo
l’esame finale
su tutti i fronti.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
3
Professione
e previdenza
Geometra: i problemi sono tanti
ma occore essere uniti e preparati
di Oddone Zecchin, Segretario del Collegio Geometri di Padova e Delegato Cassa
Sono molti i segnali
della crisi della
professione:
calo degli iscritti,
sofferenze della Cassa,
insufficiente richiamo
del nuovo indirizzo
scolastico CAT.
Ma gli organismi
di rappresentanza
stanno mettendo
in atto varie iniziative.
l 3 febbraio si è tenuta l’ultima seduta del Consiglio Direttivo del
Collegio e il numero di Variazioni all’Albo che sono state deliberate, tra
cancellazioni e nuove iscrizioni, ha
portato il numero degli iscritti a scendere drasticamente a 1805; di questi
solo 1522 iscritti anche alla Cassa di
Previdenza. Le motivazioni sono tra
le più svariate.
Una riflessione deve essere rivolta
però all’anomalo aumento delle iscrizioni registrato tra il 2002 e il 2006
che, complice l’incertezza sulla normativa che stava cambiando e che
sembrava consentisse solo ai laureati
triennali di iscriversi ad un Albo professionale, ha consentito di sfiorare
quota 2000 iscritti, la maggior parte
dei quali al solo Albo. Con le cancellazioni degli ultimi anni il numero sta
tornando a quello che ritengo essere
un dato più coerente alle dimensioni
I
della nostra provincia.
Un dato che dovrebbe preoccupare
è che, se da un lato si registrano le
cancellazioni, nei prossimi anni potrebbero mancare anche un adeguato
numero di iscrizioni dovute al sensibile calo delle iscrizioni agli istituti
tecnici che non diplomano più geometri ma che, a causa della riforma
della scuola, sfornano un più generico diplomato in Costruzioni Ambiente e Territorio (CAT).
Le iniziative per sostenere le iscrizioni ai CAT sono già state avviate
negli anni scorsi sia da parte del Consiglio Nazionale Geometri, che della
Cassa di Previdenza e dalla Fondazione Geometri Italiani con il progetto “Georientiamoci”. Anche i Collegi
provinciali stanno facendo la loro
parte, chi più chi meno, e il Collegio
Geometri di Padova, dopo alcuni anni di pausa, ha ripreso quest’anno
Poche iscrizioni al Cat
Per il prossimo anno scolastico le iscrizioni alle scuole superiori della provincia di Padova sono state complessivamente 7.215, di cui 3.514 ai licei,
2.721 all’istruzione tecnica, 980 all’istruzione professionale.
L’istruzione tecnica rappresenta il 38 per cento del totale, e al suo interno l’indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio ha avuto 168 iscritti, poco
più del 6 per cento. Lo precedono Amministrazione, finanza e marketing
(907 iscritti), turismo (382), informatica e telecomunicazioni (325), meccanica, meccatronica ed energia (241), chimica, materiali e biotecnologie
(219), agraria, agroalimentare e agroindustria (217), elettronica ed elettrotecnica (176). Lo seguono trasporti e logistica, grafica e comunicazione, sistema moda.
I dati sono stati resi noti dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto,
sede di Padova (ex Provveditorato agli studi), alla chiusura delle iscrizioni.
4
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
“Georientiamoci”,
un aiuto alle scuole
Nonostante le iniziative messe
in campo dal Consiglio nazionale,
con il progetto Georientiamoci,
e dal Collegio di Padova
con le borse di studio ai neo iscritti,
l’indirizzo CAT risulta meno richiesto
del vecchio Istituto tecnico geometri.
Le difficoltà del mercato del lavoro
si riflettono nelle scelte dei giovani
(e delle loro famiglie), ma non bisogna
cedere allo sconforto.
Gli organismi rappresentativi
stanno mettendo in campo azioni
di rinforzo, e il mercato
riprenderà a girare.
l’assegnazione di alcune borse di studio agli studenti più meritevoli iscritti al primo anno degli istituti CAT
provinciali.
I diplomati CAT però, pur avendo
le medesime opportunità degli ex diplomati geometri e dovendo completare la formazione per accedere all’esame di abilitazione per l’iscrizione
all’Albo, con il praticantato o una
laurea triennale, sono finiti nel vortice della crisi economica che ben conosciamo e che impedisce anche ai
pochi aspiranti di essere accolti negli
studi professionali.
VA A RILENTO IL RICAMBIO GENERAZIONALE
Le cause della riduzione degli iscritti è sicuramente riconducibile ad
un insieme sfavorevole di condizioni,
in primis la recente crisi economica
che non consente di avere un reddito
con cui crescere una famiglia, ma è
anche una crisi di valori, di competenze, di responsabilità, di voglia di
mettersi in gioco nell’interesse della
categoria, non per spirito corporazionistico, ma per lo spirito di far parte
di una categoria che ha un glorioso
passato e che tra 14 anni festeggierà i
primi 100 anni (Regio Decreto 11
febbraio 1929 n. 274 – Regolamento
per la professione geometra) della
professione con il titolo di Geometra.
Si pone anche il problema dell’invecchiamento della categoria, non
perché non sia più collocabile nel
mercato delle professioni e delle
nuove competenze (sicurezza, certificazione energetica, valutazioni immobiliari, assistenza fiscale, ecc.) ma
perché non c’è più un ricambio generazionale con nuovi iscritti, con conseguenze sulla sostenibilità della
Cassa di previdenza che, se in regola
con l’obiettivo della sostenibilità nell’ipotesi dei 30 anni, trova difficoltà
con l’obiettivo dei 50, imposto dalla
riforma Fornero.
Altro elemento significativo per la
sostenibilità della Cassa è rappresentato anche da fattori che coinvolgono
chi è già iscritto. Mi riferisco all’evasione contributiva di tanti geometri
stimata in 630 milioni circa e dovuta
a mancati versamenti da parte di oltre
30.000 iscritti in modo parziale ed oltre 5.000 iscritti, definiti grandi morosi, che da oltre 6 anni non versano
niente. Solo per la provincia di Padova gli ultimi dati danno, su 1522
iscritti alla Cassa, ben 581 (38,17%)
morosi, e ben 67 (4,4%) morosi totali. I dati provinciali sono in linea con
quelli nazionali, ma questa situazione, ormai non più sostenibile, è all’esame della Cassa di Previdenza e i
Collegi sarebbero chiamati ad adottare provvedimenti disciplinari nei
confronti degli interessati.
È evidente che in questo particolare momento storico qualsiasi azione
di recupero dei debiti contributivi
può apparire un’ulteriore vessazione
ma, se è vera l’affermazione che “se
tutti pagano, paghiamo tutti di meno”
non si può transigere dal regolarizzare le singole posizioni. In questi anni
la Cassa, consapevole della situazione, anche grazie all’informatica, riesce ad avere un controllo più stretto
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Il presidente del Collegio di Padova
Pierluigi Capuzzo,
consegna l’assegno della borsa di studio
a Lara Santinello, alunna dell’istituto
Alberti di Abano Terme.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
5
Sofferenze della Cassa:
un problema di tutti
Può apparire vessatorio procedere
al recupero dei debiti contributivi,
ma è l’unico modo, dopo avere
messo in atto tutte le agevolazioni
possibili, per non finire
nella gestione separata dell’Inps
e per garantire anche ai giovani
la possibilità di ricevere
una pensione equa.
sugli iscritti e offrire modalità di rateizzazione. Sta al singolo iscritto curare la propria posizione contributiva, non vedendo l’Ente Cassa come
un nemico, ma un alleato, che cogliendo le criticità fornisce strumenti
idonei ad alleviare le sofferenze, fatto salvo che il passaggio alla gestione separata dell’INPS, notevolmente
più onerosa, porterebbe all’estinzione della categoria. È questo che vogliamo?
La Cassa geometri, dopo essere
stata gestita negli anni passati con
“poca lungimiranza”, anche se nel rispetto delle norme, ha erogato trattamenti pensionistici che adesso in
molti vorrebbero ridurre ma “i diritti
acquisiti” di cui anche noi non siamo
esenti, impediscono di apportare i
correttivi che li renderebbero più
equi in relazione al patto intergenerazionale. D’altronde il problema non è
solo nostro ma anche del più grande
ente di previdenza italiana, l’INPS,
sul quale non passa giorno senza che
le cronache diano notizie a dir poco
sconcertanti.
Come Delegati Cassa mettiamo
tutto il nostro impegno per migliorare i regolamenti introducendo correttivi, agevolazioni, contributi straordinari, coperture sanitarie a favore degli iscritti e siamo tenuti ad avere una
visione complessiva della categoria,
non personalistica, per non perdere il
nostro obiettivo: “Garantire anche ai
giovani la possibilità di ricevere una
pensione equa”.
Il nuovo portale congiunto di
Cassa, CNG e Fondazione Geometri
Italiani, “Geometrinrete”, dovrebbe
essere consultato con più regolarità
dagli iscritti per essere continuamente aggiornati sulle opportunità, novità, e attività dei tre soggetti, tutte rivolte a semplificare il lavoro, piuttosto che “tirare a campare” e poi organizzarsi in “mobilitazioni” o “petizioni”, probabilmente, nell’interesse
degli evasori, contro chi lavora per il
nostro interesse.
UN CONVEGNO A PADOVA
I dirigenti e i docenti
degli istituti CAT del Veneto,
i dirigenti del corso di laurea
“Riassetto del territorio e tutela
del paesaggio” presso
l’Università di Padova, i dirigenti
del corso ITS RED e i presidenti
dei Collegi del Nord-Est
affrontano con il Presidente
del Consiglio Nazionale
Geometri Maurizio Savoncelli
il tema della formazione
per il geometra del futuro.
Il convegno è per il 26 marzo
prossimo, presso l’auditorium
del Collegio in via Fornace
Morandi 24 a Padova.
Organizzatori: Fondazione
Geometri del Gattamelata
e Collegio Geometri di Padova.
IL LAVORO “NASCOSTO” DEL CONSIGLIO NAZIONALE
I Collegi provinciali non sono
esenti dagli effetti della crisi e l’esperienza maturata in questi anni come
Segretario del Collegio e Delegato
Cassa mi consente di stilare un bilancio che conferma che all’aumento
delle competenze e adempimenti in
capo all’ente provinciale, non si è pa6
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
rimenti adeguato il numero e le competenze degli operatori per non gravare sulle quote di iscrizione all’Albo
che sono invece state ridotte come da
più parti richiesto. Come abbiamo avuto modo di dire e scrivere anche in
altre occasioni, anche il Collegio ha
avviato l’azione di recupero delle
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quote di iscrizione all’Albo perché
anche per noi vale l’affermazione,
“se tutti pagano, paghiamo tutti di
meno”. I primi risultati sono confortanti, ma si dovrà, di malavoglia, intraprendere azioni disciplinari nei
confronti degli ancora molti morosi.
Alcuni colleghi con cui mi relaziono lamentano che il Consiglio Nazionale dei Geometri non stia facendo abbastanza sotto il profilo politico
per garantire agli iscritti il lavoro e
quindi la possibilità di versare (non
pagare) quanto dovuto. Su questo argomento bisogna dire che stiamo attraversando un particolare momento
storico in cui i cambiamenti e le novità sono all’ordine del giorno e il
nuovo presidente del CNG geom.
Maurizio Savoncelli, con tutti i suoi
Consiglieri, sta lavorando alacremente mantenendo costanti i rapporti con i vari Ministri e ministeri per
riuscire ad incidere in favore dei geometri italiani nelle scelte che il Governo ha preso o dovrà prendere per
garantire la competitività dell’Italia
in ambito europeo e mondiale. Notizie sull’attività sono facilmente
consultabili sul sito www.geometrinrete.it al link Rassegna Stampa.
Potrebbe sembrare che con questo
intervento io sia saltato di “palo in
frasca” ma, come si intuisce, di “carne al fuoco ce n’è molta” e spero che
i pochi argomenti trattati possano essere una base di riflessione.
La situazione è certamente difficile
ma non penso che con il disfattismo
si possa ottenere qualcosa; ora più
che mai è necessario essere uniti,
preparati, aggiornati e collaborare assieme per tutelare il nostro lavoro, le
nostre famiglie e i giovani che iniziano ora la professione e che dovranno
sostituirci.
Borse di studio 2014-2015
Anche per l’anno scolastico 20142015 il Collegio Geometri di Padova ha
assegnato le borse di studio a 40 studenti iscritti al primo anno di scuola superiore, corso CAT (Costruzioni, ambiente
e territorio), con votazione di terza media pari a 8, 9 e 10. La consegna è avvenuta nei mesi di gennaio e febbraio
2015.
Riportiamo i nomi degli alunni vincitori, distinti per istituto e in ordine di valutazione.
Istituto Tecnico Statale "Belzoni Boaga" - Padova Cadoneghe
Facco Riccardo
10
Gobbato Anna
9
Marotto Aurora
9
Romano Alberico Pio
9
Saccon Roberto
9
Benetollo Gabriele
8
Bergo Francesco
8
Boschetto Gianluca
8
Buson Greta
8
Daminato Matteo
8
Favero Sara
8
Giuliani Francesca
8
Luise Claudia
8
Masiero Giacomo
8
Nicolè Tommaso
8
Gli alunni dell’Istituto De Nicola di Piove di Sacco vincitori di borsa di studio.
Spadaro Gianmarco
Stievano Alessia
Zanella Giorgia
Zanovello Davide
Istituto Tecnico Statale Girardi"
Cittadella
Chirico Daniel
Marchetti Andrea
Piazza Federico
Rossetto Giordano
Simoni Alex
Istituto di Istruzione Superiore
“De Nicola” - Piove di Sacco
Callegaro Luca
Favaron Riccardo
Nalin Kevin
Pampagnin Sara
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8
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Ruzzon Sofia
Tasinato Giacomo
Istituto di Istruzione Superiore
“Atestino” - Este
Zanellato Samuel
Martinello Davide
Chiodini Daniel
Dalla Mutta Ettore
Pacchin Riccardo
Zanellato Tobia
10
9
8
8
8
8
Istituto di Istruzione Superiore
“L.B. Alberti” - Abano Terme
Penon Leonardo
Martini Cristian
Santinello Lara
Tiene Massimo
10
8
8
8
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
8
8
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Previdenza
Il lavoro e le nostre competenze:
solo a questo ci aggrappiamo
di Chiara Cattani, delegata Cassa
La nostra fonte
di guadagno si asciuga
di anno in anno
ma i nostri contributi
previdenziali
aumentano,
senza certezza
di avere in cambio
un’adeguata
e dignitosa pensione.
8
utti, chi più chi meno, siamo fortemente a disagio, avviliti e assillati.
A disagio perché il lavoro, quello unico, insostituibile e necessario che conoscevamo, è stato stravolto da questa
crisi finanziaria. Ma non solo questo.
Subiamo la legge di mercato e la
concorrenza sleale. È di qualche giorno fa la notizia che la Corte Europea
ha emesso una sentenza che svilisce il
prestatore d’opera intellettuale – il
professionista – equiparandolo all’im-
T
prenditore, così da forzare un’idea di
gestione di affari economici invece
che di opere intellettuali.
Subiamo il crollo del decoro della
professione, tanto che nella macro economia si parla dei professionisti come dei nuovi “poveri”.
Subiamo gli effetti di comportamenti inaccettabili che hanno visto in questi anni crescere a dismisura il mancato pagamento dei contributi da parte
degli iscritti, spesso poco onesti e irri-
Le cancellazioni nel nostro Collegio
Purtroppo anche a livello provinciale la situazione dà segnali non positivi,
dato che nel 2014 abbiamo avuto 48 cancellazioni, 45 uomini e 3 donne.
La maggioranza, 19 colleghi, ha cessato l’attività per pensionamento, pari al 56% degli iscritti obbligatori, mentre il motivo delle donne, pari all’8%
e iscritte da quasi 10 anni ciascuna, è per maternità (2) e per mancanza di
lavoro (1).
Passando agli iscritti all’Albo, si sono cancellati 6 colleghi in seguito all’attività di vigilanza che la Cassa ha intrapreso sul controllo dell’effettiva
dichiarazione di non svolgimento della libera professione, ma anche a soggetti titolari o soci di società inquadrate come “attività da geometra”.
Altri 5 colleghi, iscritti Albo, si sono cancellati per non pagare la quota
d’iscrizione al Collegio e 3 per aver cambiato occupazione, mentre la mancanza di lavoro ha determinato la cancellazione di altri 5 geometri, di cui 3
iscritti obbligatori da circa 10 anni.
L’analisi di questi primi dati evidenzia che, a parte coloro che raggiungono i requisiti per andare in pensione, una buona parte di geometri ha rinunciato a continuare la libera professione, chi dopo 10 anni ma anche dopo
20 anni, e questo fatto è decisamente nuovo anche per noi.
Dispiace anche aver perso i colleghi iscritti Albo che l’attività di vigilanza
ha spinto a cancellarsi in quanto hanno ritenuto di non voler sostenere
contribuzioni previdenziali perché geometri non esercitanti la professione
con l’utilizzo del timbro.
Speriamo che il 2015 sia meno invasivo. L’unica cosa a cui ci aggrappiamo è e sarà sempre il lavoro e le competenze, non altro.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
Posizioni previdenziali
regolari e non regolari
spettosi delle regole sulla contribuzione, tanto che la somma di mancati introiti, necessari per pagare le pensioni,
ha raggiunto livelli di gravità per l’intero sistema: si tratta di disinvestire
quest’anno 160 milioni di euro per pagare le pensioni, e questo è già il secondo anno che succede ed è grave
perché è anche con i guadagni sugli investimenti mobiliari che la Cassa affronta il pagamento delle pensioni.
Si sente parlare di abbassamento
dei contributi previdenziali di altre categorie professionali legandoli cioè al
reddito percepito e non ad un contributo minimo. Ma siamo sicuri che sia
una mossa vincente? Non credo, primo perché ogni categoria professionale ha una storia previdenziale da conoscere prima di sposarne le iniziative, e
secondo perché con il sistema contributivo è meglio avere un reddito “sopra il percepito” che mi produca una
pensione accettabile. Il sacrificio devo
farlo oggi, non domani, tuttavia si fatica a spendere per un domani che si
vede molto ma molto incerto e non si
può nascondere che questa sostenibilità del sistema, complice la crisi, sta
sgretolando il nostro studio, le nostre
famiglie. Ricordiamoci però che i nostri contributi sono in percentuale ben
al di sotto dell’aliquota Inps – gestione separata liberi professionisti – oggi
al 27% fino ad arrivare nel 2018 al
33%.
Affranchiamoci dunque e riflettiamo
su cosa è veramente il male minore.
Il contributo soggettivo è quantificato in misura percentuale sul reddito
professionale Irpef prodotto nell’anno
precedente, con un minimo comunque
dovuto, indipendentemente dalla produzione di reddito professionale. Nel
2006 il Comitato dei Delegati approvò un aumento percentuale dell’aliquota portandolo dal 10% nel 2007 al
12% nel 2014 ma recentemente, in seguito alla riforma Fornero, sono stati
previsti innalzamenti che vanno dal
13% nel 2015, al 14% nel 2016 fino al
15% nel 2017. Quest’anno si pagherà
una somma minima di 2.750,00 euro
corrispondente ad un reddito, anche se
non percepito, di 21.160 euro.
Il contributo integrativo è quantificato nella misura del 5% sul volume
d’affari ai fini Iva prodotto nell’anno
precedente, con un minimo comunque
dovuto, indipendentemente così dalla
produzione di volume d’affari. Per noi
geometri la maggiorazione dal 2% al
4% è scattata dal 1° gennaio 2014 a
seguito di decisioni prese nel Comitato Delegati del 2006 e che prevedevano un graduale aumento dei minimi
da 700 euro nel 2007 fino a 1000 euro nel 2014. A fine 2011, in seguito alla riforma Fornero, la Cassa di Previdenza ha approvato l’aumento dal
4% al 5% da applicarsi dal 1° gennaio
2015 sulle fatture per tutti gli incarichi
da committenti privati, escludendo
dall’applicazione le prestazioni fornite
alle pubbliche amministrazioni. Si era
approvato questo punto di aumento
percentuale con l’impegno di destinare questa somma derivante al nostro
welfare e alle politiche di aiuto ai giovani. Comunque sia, quest’anno si pagherà una somma minima di 1.375,00
euro corrispondente ad un fatturato,
anche se non percepito, di 27.500 euro.
Da questi contributi sono esclusi i
giovani, fino all’età di 30 anni, che
hanno delle agevolazioni a seconda
del momento dell’iscrizione alla Cassa, mentre decadono le agevolazioni
rivolte ai pensionati attivi che da quest’anno dovranno corrispondere per
intero i contributi minimi, decisione
presa a novembre 2014 per equilibrare il patto generazionale tra giovani e
anziani.
Al 31.12.2014 gli iscritti alla Cassa
del Collegio di Padova sono 1522.
Di questi, 941 sono in regola
con i pagamenti dei contributi
previdenziali, circa il 62%.
Altri 514 sono irregolari, cioè
hanno pagato parzialmente
ma alla data odierna molti stanno
ancora pagando le rate.
Invece desta preoccupazione
ma non solo, quel 4,4%
corrispondente a 67 colleghi
che non versano nulla da oltre 6 anni
e che, moltiplicati per tutti
i Collegi d’Italia, creano non poca
difficoltà nella mancanza di liquidità
dell’Ente previdenziale.
Queste posizioni saranno
sotto la lente d’ingrandimento
da parte di ogni singolo Collegio.
Per le prestazioni professionali effettuate alle Pubbliche Amministrazioni resta in
vigore l’aliquota del 4%. L’elenco degli Enti è reperibile sul sito dell’IIstat.
Maggiori informazioni sono alla pagina della Cassa dedicata alla contribuzione.
Pitagora 1/2015
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
9
Federalismo
demaniale
La volontà di far evolvere
gli accordi nazionali
di Chiara Cattani
La Cassa e il Consiglio
nazionale hanno
sottoscritto accordi
per l’assegnazione
di incarichi tecnici
a geometri abilitati
al VOL.
I Comuni a loro volta
possono accedere
al Fondo rotativo
per la regolarizzazione
degli immobili
e farsi anticipare
dalla Cassa
i pagamenti delle
parcelle dei geometri.
É il momento
di raccogliere
queste opportunità.
10
rovo a riassumere qualche dato
oggettivo. La ristrutturazione del
portafoglio immobiliare dello Stato
ha disposto il trasferimento in proprietà, a titolo gratuito agli Enti che
ne avessero fatto richiesta (Regioni,
Province, Comuni) con alcune limitate esclusioni. La procedura chiusa a
fine 2013 ha visto 9.367 domande
pervenute, presentate da 1.267 Comuni, 27 Province e 8 Regioni.
È stato stimato in oltre 56 miliardi
di euro il patrimonio di terreni e fabbricati gestiti dal Demanio, ma solo il
17% degli immobili messi a disposizione dallo Stato è passato ai Comuni
che li hanno richiesti, e in totale sono
stati trasferiti solo 936 immobili su
5.500 effettivamente trasferibili.
In pratica, il federalismo demaniale non riesce a svilupparsi, in quanto
per i Comuni risulta troppo oneroso
gestire caserme e immobili dello Stato dato che, dopo aver preso visione
del bene, essi incontrano difficoltà di
natura procedurale, elevati oneri di
P
restauro, beni occupati, e non danno
seguito all’interesse di acquisto.
Dai dati diffusi dall’Agenzia del Demanio, aggiornati al 5 novembre 2014,
risulta che in Veneto ci sono stati 979
beni oggetto di interesse da parte di
Enti, di cui 537 risulterebbero trasferibili, ma solo 44 beni immobiliari
sono stati effettivamente trasferiti.
Un soggetto facilitatore
Per superare le difficili condizioni
attuali del mercato e l’inesperienza dei
Comuni, il governo ha inteso avvalersi
di INVIMIT SGR spa, società di gestione del risparmio del Ministero dell’economia e delle finanze, nata nel
2013 con lo scopo di aiutare lo Stato ad
abbattere il debito, attraverso la cessione di immobili pubblici. A questo nuovo soggetto è stato assegnato un ruolo
preferenziale, per cui attraverso spedite procedure previste nell’ultima legge
di Stabilità, INVIMIT SGR otterrà la
proprietà di beni demaniali sui quali
dovrà prevedere l’assistenza, la regolarizzazione e la gestione.
COME RIENTRA IL LAVORO PROFESSIONALE DEL GEOMETRA
In tale ambito tecnico rientra il lavoro professionale del geometra.
Infatti il 26 novembre 2014 a Roma, alla presenza dei Delegati Cassa,
è stato firmato un accordo tra
CIPAG/CNGeGL e INVIMIT, che prevede la possibilità di ricevere un incarico professionale da quest’ultima
Società, che si colloca tra il mercato e i
professionisti, per incarichi di due-diligence, rilievi, catasto e regolarizzazio-
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
ne dei beni oggetto di trasferimento.
Ai geometri interessati è richiesta
l’abilitazione al VOL (Valorizzazione On Line del Patrimonio Immobiliare degli Enti Locali) secondo la
procedura pubblicata nel n. 4/2013 di
Pitagora e riassunta a fianco.
INVIMIT affiderà incarichi a scelta su una terna di geometri scelti territorialmente come tecnici abilitati
VOL e che possiedano la regolarità
Pitagora 1/2015
contributiva alla Cassa di Previdenza
nonché l’assicurazione di responsabilità professionale.
I compensi per le prestazoni professionali, quali ad esempio verifica
urbanistica, catalogazione, accatastamento, certificazione degli immobili
pubblici e altro, sono già stabiliti in
base al prezziario convenzionale di
cui l’accordo VOL.
A questo punto intervengono i
Comuni i quali, se aderenti all’iniziativa dell’ANCI, possono accedere,
senza superare il patto di stabilità, al
Fondo rotativo per la regolarizzazione degli immobili.
Il Fondo (3 milioni di euro) costi-
tuisce un’ulteriore opportunità per i
Comuni nell’ottica del federalismo
demaniale.
Infatti i Comuni che non hanno
somme disponibili per pagare le parcelle di professionisti su attività di
due diligence, di regolarizzazione
amministrativa, di stima degli interventi manutentivi o di diagnosi energetica, potranno ricevere un anticipo
sulle spese che dovranno sostenere.
Ai pagamenti riservati ai geometri
provvederà la Cassa Cipag, e il
Comune, quando disporrà del finaziamento, restituirà la somma ricevuta maggiorata degli interessi pari
all’1,25% in ragione d’anno.
UTILITÀ DI UN’AZIONE CONGIUNTA
Quindi proviamo a darci da fare.
Siamo nel 2015, sono passati 6 anni ma il settore dell’edilizia è ancora in forte crisi. È imperante la difesa della categoria ma anche la ricerca del lavoro in tutte le direzioni,
per dare risposte concrete o almeno
cercare di fare di tutto per portare a
casa più opportunità possibili.
Dunque coraggio. I singoli geometri potranno attivarsi in via preliminare ma contestualmente dovran-
no chiedere un’azione congiunta
con i propri organi di rappresentanza: incontri con i sindaci, pubblicità
delle iniziative, convenzioni locali,
selezione degli abilitati, garanzia
della rotazione degli incarchi, adozione di regole di trasparenza.
Capire se potremo credere in
questo futuro sarà un compito del
Collegio, referente principale per
far decollare l’iniziative provinciale.
ACCORDO DI CATEGORIA CON ANCI
Nel 2009 la CIPAG, con il CNG, ha siglato un protocollo d’intesa con l’ANCI
al fine di consolidare la collaborazione fra la categoria professionale dei geometri ed i Comuni Italiani offrendo qualità, affidabilità, tecnologie e soluzioni avanzate per l’edilizia abitativa e la valorizzazione del patrimonio immobiliare dei Comuni.
All’interno di questo accordo e con l’obiettivo di sviluppare attività nei settori di interesse della categoria, dal 2012, la CIPAG, insieme alla Fondazione
Geometri, è diventata socio sostenitore della Fondazione Patrimonio Comu ne, costituita da ANCI per accompagnare le Pubbliche Amministrazioni nelle operazioni di censimento e valorizzazione degli immobili. A seguito di
questa nuova iniziativa è partita nel 2013 l’attività di valorizzazione e censimento del patrimonio pubblico con la procedura online di codifica, censimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà pubblica
VOL, sviluppata insieme alla Cassa Depositi e Prestiti.
Una vetrina dedicata agli immobili pubblici è il portale www.patrimonio pubblicoitalia.it, nato su iniziativa della Cassa depositi e prestiti, in collaborazione con la Fondazione Patrimonio Comune dell’ANCI e con il supporto
tecnico della Società Groma srl (Cassa Geometri). Il portale è un catalogo
interattivo, bilingue, alimentato dagli immobili per i quali gli Enti proprietari abbiano completato la procedura “VOL - Valorizzazione on line”, ovvero
abbiano condotto una due diligence a 360° e che consentirà agli utenti –
pubblici e privati - di consultare agevolmente tutte le informazioni e i documenti relativi ad ogni immobile inserito.
Pitagora 1/2015
Come ottenere
l’abilitazione al VOL
I professionisti che intendono
candidarsi a ricevere incarichi
da INVIMIT dovranno iscriversi
al corso e-learning, con prova finale.
Il Corso è messo a disposizione
gratuitamente dalla Cassa
per gli iscritti Cassa e Albo,
ed è strutturato in 4 moduli,
tutti da stampare. Una volta studiati
i moduli, in particolare 1-2-4 (il 3 è
quello operativo ad incarico ottenuto),
si potrà accedere on line per sostenere
l’esame di verifica, che si tiene ogni
venerdì dalle 9 alle 18 e che, in caso
di eventuale esito negativo, potrà
essere ripetuto nel venerdì successivo.
Riportiamo le operazioni, in sequenza,
da seguire:
1) Registrarsi sul social network
Abitantionline, a cui si può accedere
anche dal sito della Cassa. Dopo aver
inserito i propri dati, verrà inviata una
e-mail per la conferma della
registrazione e per il completamento
dei dati da inserire (è importante
indicare di essere un professionista).
2) A registrazione avvenuta, con i propri
dati (e-mail e password), si può entrare
nella parte riservata.
Ora, per iscriversi al corso VOL, cliccare
nel menù verticale a sinistra su
“cassetta degli attrezzi” e poi
selezionare:
a) su E-learning
b) sull’icona VOL
c) su iscrizione al corso (che è gratuito
per i geometri iscritti Cassa, anche se
compare un importo, nel proseguo
risulterà importo = 0)
d) digitare la propria matricola Cassa e
cliccare su “ottieni coupon”
3) Dopo aver ottenuto il coupon di
seguito cliccare su …vai alla pagina,
dove apparirà la selezione “compilare
informazioni Account”. A questo punto
dare conferma d’ordine.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
11
Ricerca del lavoro
in tutte le direzioni
Incontri con i sindaci, pubblicià
delle iniziative, convenzioni locali,
selezione degli abilitati, garanzia
della rotazione degli incarchi,
adozione di regole di trasparenza:
tutto questo è nei poteri
degli organi di rappresentanza,
e rappresenta un valido aiuto
alle iniziative dei singoli geometri.
FONDO ROTATIVO PER LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI IMMOBILI
La Fondazione Patrimonio Comune dell’ANCI ha attivato il Fondo rotativo
per la regolarizzazione degli immobili, uno strumento che anticipa per conto dei Comuni le spese da sostenere per la verifica e regolarizzazione dei beni immobiliari presenti sul territorio.
È stato pensato come uno strumento di sostegno soprattutto nell'ambito
della procedura del Federalismo demaniale. In particolare può essere attivato nei 120 giorni di tempo che l’Amministrazione ha per valutare e regolarizzare il bene, per il quale abbia ricevuto esito positivo dall’Agenzia del Demanio, prima di confermare (tramite delibera di consiglio) la volontà di procedere al trasferimento.
Nello specifico, le anticipazioni del Fondo coprono le attività di due diligence, di regolarizzazione amministrativa, di stima degli interventi manutentivi, di diagnosi energetica degli immobili ed eventualmente di stima del
valore di carico in bilancio. Il bene che può essere coinvolto nel Fondo
Rotativo può essere anche un immobile già di proprietà dell’Amministrazione, di particolare pregio o valenza per la comunità.
Accordo di valorizzazione con il Comune di Padova per tre immobili dello Stato
L’Amministrazione comunale di Padova e l’Agenzia del
Demanio hanno sottoscritto nel dicembre scorso un accordo per la valorizzazione di tre immobili di proprietà
dello Stato situati nel Comune di Padova e rientranti nell’operazione straordinaria di vendita autorizzata dal
Ministero dell'Economia e delle Finanze per l’anno 2014.
Si tratta della Caserma Romagnoli a Chiesanuova, di
Palazzo Rinaldi già sede del Tribunale militare nella via
omonima, e della Caserma Barzon in piazza del Santo.
L’intesa prevede la costituzione di un Gruppo di lavoro
composto dai rappresentanti dell’Agenzia del Demanio,
del Ministero della Difesa e del Comune di Padova, che ha
il compito di definire le nuove destinazioni d’uso dei
compendi. Il Comune si è impegnato a variare lo strumento urbanistico con le modalità più semplificate, accelerate e più idonee e a definire nuove funzioni per gli immobili dismessi dagli usi militari.
Nell’ambito dell’operazione, il Comune potrà beneficiare degli incentivi previsti dalla normativa vigente. Pertanto, a dismissione avvenuta, potrà incassare fino al
15% del ricavato della cessione.
Sul sito del Comune di Padova c’è una pagina dedicata
alla “Modifica della destinazione urbanistica di due edifici dello Stato - Palazzo Rinaldi e Caserma Barzon Schema di deliberazione e elaborati consultabili”.
La delibera e gli elaborati sono consultabili all’indirizzo
http://www.padovanet.it/urbanistica/Modifica%20Pi%20
caserma%20Barzon%20-%20palazzo%20Rinaldi. Tali
elaborati sono solo visibili al video, non possono essere
stampati né tantomeno trasformati in altri formati. La
modifica del P.I. del Centro storico comprende, per entrambi gli edifici, la scheda, lo stralcio di planimetria catastale, lo stralcio di C.T.R. regionale, lo stralcio di ortofotopiano, lo stralcio di DB topografico, la destinazione d’u12
so vigente e quella modificata.
Nella delibera consiliare del 23 febbraio 2015 è previsto
che il cambio di destinazione della caserma Romagnoli a
Chiesanuova dovrà avvenire con apposita variante al
Piano degli interventi. La modifica di destinazione urbanistica della caserma Barzon e di Palazzo Rinaldi, in
quanto ubicati in centro storico, può avvenire previa deliberazione di Consiglio comunale, secondo quanto disposto dall’art. 5.5.1 delle Norne tecniche del PAT, che recita: “Per quanto riguarda gli immobili già destinati a
servizi, così come già individuati nel P.R.G., qualora siano
oggetto di dismissione e alienazione e/o cartolarizzazione da parte dello stato, degli Enti Territoriali e/o di Enti
Pubblici o di interesse pubblico, la destinazione pubblica
può essere modificata in senso privato, previa Delibera di
Consiglio Comunale di approvazione di un accordo di
programma o di un’intesa tra il Comune e il soggetto
pubblico o di interesse pubblico proprietario. Tale modifica non costituisce variante al P.R.G. al P.A.T. e/o P.I.”.
Entrambi gli immobili sono destinati a servizi di interesse generale. Il Consiglio comunale li ha destinati a “residenziale, commerciale, direzionale, turistica, artigianale per l’artigianato di servizio e/o artistico, in analogia
con le altre destinazioni previste dal P.I. per le aree contermini”.
Nella foto: la caserma Barzon in piazza del Santo.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
MANOSCRITTI, MAPPE, CODICI MINIATI SU PADOVA
La Biblioteca Civica di Padova fu fondata nell’Ottocento e raccoglie oltre 500.000 volumi, provenienti da biblioteche private di famiglie e collezionisti padovani. La
più importante delle raccolte bibliografiche è la Padovana, ricchissima di manoscritti, incunaboli e libri antichi e rari, nonché documenti e saggi di argomento padovano. Il nucleo originario pervenne per acquisto della
biblioteca del notaio Antonio Piazza. Tra i numerosi e
pregevoli pezzi vi sono custoditi gli Statuti, cioè il complesso delle norme che regolavano la vita della città e del
territorio, dell’epoca comunale, carrarese e della dominazione veneziana; gli Statuti delle fraglie artigiane e religiose, spesso riccamente miniati.
Ci sono inoltre i codici miniati dei Carraresi e della famiglia Forzaté e Capodilista, e una raccolta iconografica.
La Civica possiede un esemplare della prima edizione
delle Rime di Francesco Petrarca, stampata nel 1501 da
Aldo Manuzio, il primo editore-tipografo moderno, attivo a Venezia nel Cinquecento, di cui ricorre quest’anno il
quinto centenario della morte.
1
PADOVA E IL SUO TERRITORIO NELLE MAPPE DEI TOPOGRAFI ANTICHI
Conversazione e visita a cura di Vincenza Cinzia Donvito e Mariella Magliani venerdì 6 marzo
La Raccolta Iconografica Padovana comprende disegni,
mappe, incisioni e libri che restituiscono l’immagine di
Padova e del suo territorio nei secoli a partire dal 1465, anno in cui Francesco Squarcione eseguì la mappa su pergamena acquarellata (nella figura 1 l’incisione di Jacopo
Ruffoni Antiqui Agri Patavini Chorogra3
phia, tratta dall’originale).
Datata post 1580 è la mappa di
Cristoforo Sorte, che rappresenta la città
murata e i canali, mentre del 1640 è l’incisione di Matthäus Merian, veduta assonometrica discendente da quella di Giuseppe
Viola Zannini.
La più famosa rappresentazione frontale di Padova è il disegno colorato ad acquerello di Giannantonio Paglia del 1764
(figura 2). La prima carta topografica moderna è invece quella di Giovanni Antonio
Rizzi Zannoni, la Gran Carta del Padovano
(figura 3, particolare), ricchissima di toponimi. Datata 1780, è orientata correttamente, con il nord in alto, mentre quelle
precedenti avevano l’est. Sono segnalati i
termeni della spianata, cioè i confini del guasto (una fascia
in cui nel ’500 i veneziani demolirono ogni edificio in difesa di Padova contro l’offensiva della lega di Cambrai). I dati
furono raccolti con l’applicazione di operazioni geodetiche.
(Foto per gentile concessione della Biblioteca Civica di Padova)
2
Pitagora 1/2015
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
13
Adempimenti
professionali
Formazione continua: sintesi
del nuovo Regolamento
Nel n. 5/2014 di Pitagora è stato informazioni giunte in Collegio nel
Il nuovo Regolamento
pubblicato un articolo dal titolo “Lu- primo periodo del 2015, sembra che
della Formazione
ci e ombre del nuovo Regolamento il nuovo Regolamento non sia ancoprofessionale continua della formazione”. Tale Regolamen- ra stato adeguatante recepito. Si rito, che segue il precedente Regola- tiene pertanto utile riassumere gli
è entrato in vigore
mento approvato dal Consiglio nazio- aspetti principali, in modo che ognunale nel 2010, è in vigore dal primo no possa predisporre il proprio prodal 1° gennaio 2015
gennaio 2015 e, diversamente dal gramma formativo, scegliendo tra le
per tutti i geometri
precedente, configura come illecito proposte del Collegio quelle che più
disciplinare la violazione dell’obbli- interessano.
iscritti all’Albo.
Il testo integrale del Regolamento
go di formazione continua. Ha perciò
Riportiamo le novità,
la valenza di legge, e non può essere è stato pubblicato nel n. 5/2014 di
la principale delle quali ignorato, come la maggioranza dei Pitagora, e si raggiunge sia dal sito
geometri iscritti all’Albo di Padova del Collegio che da quello del
è che è un obbligo
Consiglio nazionale, oltre che dal siha fatto con il primo.
to del Ministero della Giustizia.
Stando
ai
contatti
e
alle
richieste
di
di legge e non più
OBBLIGO FORMATIVO (ARTICOLI 2 E 5)
deontologico.
Il Regolamento è un obbligo per tutti i professionisti iscritti a Ordini e
Collegi, disciplinato dalla riforma delle professioni (Dpr 7 agosto 2012, n.
137, articolo 7). Se il professionista
non lo rispetta, fa un illecito disciplinare, il cui giudizio ricade sotto la competenza del Consiglio di disciplina.
Sono soggetti a questo obbligo tut-
ti i geometri iscritti all’Albo (anche
quelli da più 35 anni), salvo le deroghe disciplinate dall’articolo 13. Essi
devono conseguire almeno 60 crediti
nel triennio. Il calcolo del triennio
parte dall’anno successivo a quello di
iscrizione. Non c’è più il limite minimo annuale né la differenza a seconda dell’anzianità di iscrizione.
DEROGHE (ARTICOLO 13)
Possono essere esonerati dall’obbligo formativo i geometri che si trovano in determinare condizioni.
Maternità o paternità fino a un
anno. Questo della paternità è un
fatto nuovo.
Grave malattia o infortunio.
Servizio militare volontario o
servizio civile.
Altre cause di forza maggiore,
14
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
documentate.
Formazione svolta in quanto
iscritto ad altro Ordine o Collegio.
L’esonero è deliberato dal Collegio, il quale ne determina la durata e quindi anche il minore numero
di crediti da conseguire. Pertanto
gli interessati devono presentare
domanda al Collegio, con adeguata
documentazione.
Pitagora 1/2015
Il Curriculum
professionale certificato
CHE COSA È ATTIVITÀ FORMATIVA (ARTICOLO 3)
Il Regolamento definisce con precisione che cosa dà diritto all’assegnazione di crediti. Rispetto a prima,
altre attività danno diritto a crediti
(vedi sotto).
Come per il passato, si tratta di
corsi, seminari, convegni, giornate
di studio, relazioni o lezioni, docenze, pubblicazioni tecniche a cui si
aggiungono:
partecipazione alle commissioni
di esami di Stato;
visite tecniche e viaggi di studio;
professionista affidatario il cui
tirocinante ha effettuato l’intero
tirocinio professionale, con rilascio del prescritto certificato;
professionista affidatario ai fini di un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.
Questo tipo di apprendistato è disciplinato dal Testo Unico, D.Lgs.
14 settembre 2011, n. 167, articolo
5, ed equivale al praticantato.
Danno crediti anche corsi e seminari “a distanza”, cioè on line, purché
rispettino determinate condizioni,
cioè si qualifichino come FAD-Q.
Gli iscritti possono chiedere
che la propria formazione,
le esperienze maturate prima
del 2015, la formazione maturata,
le qualifiche e i titoli professionali
acquisiti siano certificati in un
documento che il nuovo Regolamento
ha istituito: il Curriculum
professionale certificato.
Tale documento è pubblico,
consultabile on line da tutti,
attraverso il Sistema informativo
nazionale sulla formazione continua
(SINF), ed è gestito dalla Commissione
nazionale formazione continua.
Tale Commissione opera presso
il Consiglio Nazionale, ed è ad essa
che vanno rivolte le domande.
ATTRIBUZIONE DEI CREDITI (ARTICOLO 7)
Tutti i geometri iscritti partono con
zero crediti al primo gennaio 2015.
Le modalità di calcolo sono diverse
da prima. Evidenziamo le fattispecie
più comuni. Per le altre, ripetiamo la
tabella già pubblicata su Pitagora.
- Per i corsi di formazione e aggior-
namento: 1 credito ogni ora.
- Per seminari, convegni, giornate
di studio: 1 credito ogni due ore.
- Per corsi qualificati a distanza: 2
crediti ogni ora.
- Per visite tecniche: 1 credito ogni
due ore.
Tabella 1 Valutazione degli eventi formativi
Evento Formativo
CFP
Limiti max triennali
(CFP)
1 Corsi di formazione e aggiornamento (articolo 3, comma 2, lett a) e b)
1 CFP ogni ora
nessuno
2 Corsi di formazione e aggiornamento FAD (articolo 4, comma 1)
1 CFP ogni ora
nessuno
3 Esame nei corsi previsti da norme specifiche (articolo 3, comma 2, lett. b) 3 CFP
nessuno
4 Corsi o esami universitari (articolo 3, comma 2, lett.c)
8 CFP ogni 1 CFU
nessuno
5 Corsi di formazione post-secondari (articolo 3, comma 2, lett. j)
30 CFP
nessuno
6 Corsi di formazione e aggiornamento FAD-Q (articolo 4, comma 2)
2 CFP ogni ora
nessuno
7 Seminari, convegni, giornate di studio (art. 3, c. 2, l. d)
1 CFP ogni due ore
24 CFP
8 Visite tecniche e viaggi di studio (articolo 3, comma 2, lett. e)
1 CFP ogni due ore
12 CFP
9 Commissioni per gli esami di Stato (articolo 3, comma 2, lett. f)
6 CFP
12 CFP
10 Relazioni o lezioni in eventi formativi (articolo 3, comma 2, lett. g)
Fino a 3 CFP
18 CFP
11 Attività di docenza negli eventi formativi (articolo 3, comma 2, lett. l)
2 CFP ogni ora
30 CFP
12 Pubblicazioni, articoli scientifici o tecnico professionali (art. 3, c. 2, l. h)
Fino a 6 CFP
18 CFP
13 Attività affidatario (articolo 3, comma 2, lett. k)
10 CFP ogni Prat.
20 CFP
14 Attività affidatario (articolo 3, comma 2, lett. i)
10 CFP ogni Appr.
20 CFP
Pitagora 1/2015
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
15
Il nuovo Regolamento
ha forza di legge
Il nuovo Regolamento
della Formazione professionale
continua è stato pubblicato sul
Bollettino del Ministero della Giustizia
n. 15 del 15 agosto 2014
e recepisce la Delibera del Consiglio
Nazionale n. 6 del 22 luglio 2014.
16
DOMANDE FREQUENTI
Per rispondere a dubbi sorti dalla
lettura del nuovo Regolamento, il
Consiglio nazionale ha elaborato un
sistema di FAQ, verificate in Com-
missione Nazionale Formazione il 17
dicembre 2014 e pubblicate sul sito
del Cng.
Ne riportiamo alcune.
Il Ruolo di professionista affidatario (art. 3 comma 2 lettera k) può essere
rivestito da chiunque abbia un tirocinante?
Si, a condizione che il professionista affidatario abbia i requisiti previsti
dalla normativa.
Nell’attività di docenza (art. 3 comma 2 lettera l) è ricompresa anche la docenza presso Istituti Tecnici?
Sì.
Per l’attribuzione dei crediti agli “eventi singoli esterni” si farà ancora riferimento alla nota prot. 10785 del 03/11/2010 art. 6 circolare del Cng?
No, in quanto la casistica è prevista dall’articolo 7, comma 2 (corsi organizzati da Associazioni di iscritti agli Albi e da altri soggetti previamente autorizzati secondo la norma) e comma 4 (convenzioni con Università e corsi
formativi professionali interdisciplinari) del DPR n. 137/2012.
Per quali eventi formativi l’iscritto potrà accedere al SINF (Sistema informativo nazionale sulla formazione continua) e con quale modalità?
L’iscritto, ai sensi dell’art. 12 lett. d del Regolamento, può chiedere al
Collegio, mediante il SINF, il riconoscimento dei CFP relativi ai seguenti
eventi (art. 3, comma 2):
- corsi o esami universitari;
- relazioni o lezioni negli eventi formativi e nell’attività di supporto nell’attività didattica;
- pubblicazioni, articoli scientifici o tecnico professionali, pubblicati su riviste a diffusione almeno provinciale;
- il rivestire il ruolo di professionista affidatario (lett i);
- frequenza corsi di alta formazione post secondaria compresa Istruzione
Tecnica Superiore (ITS) nelle discipline tecnico scientifiche, di cui al comma 3 dell’art. 3 del Regolamento
- il rivestire il ruolo di professionista affidatario ai sensi del D.P.R. 7 agosto
2012, n. 137, articolo 6, comma 3 il cui tirocinante ha effettuato l’intero tirocinio professionale, con rilascio del prescritto certificato;
- attività di docenza.
Nell’attività di supporto nell’attività didattica possano essere riconducibili
anche le seguenti attività:
a) i periodi di tirocinio formativo e di orientamento, come previsto dall’alternanza scuola-lavoro, per gli studenti frequentanti gli Istituti Tecnico
Tecnologico – Costruzioni, Ambiente e Territorio – Geometra;
b) i periodi di stage per Corsi di Istruzione Tecnica Superiore;
c) i periodi di stage per Corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore?
Sì.
È possibile certificare, su istanza dell’iscritto, la formazione e le esperienze
maturate prima dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento?
Su istanza dell’iscritto, rivolta alla Commissione Nazionale Formazione,
mediante il SINF, l’evento può essere inserito nel Curriculum Professionale
Certificato (art. 8 e art. 9, co. 3., lettera c) del Regolamento per la Formazione Professionale). Non è possibile il riconoscimento dei crediti
Nel caso di partecipazione a corsi o seminari da parte di un professionista
durante il primo anno di iscrizione all’Albo, i crediti vengono riconosciuti?
No, ma la partecipazione è comunque registrata sul Curriculum Professionale Certificato.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
Lavori
in casa
Tutto quello che c’è da sapere
sulle agevolazioni prorogate
a legge di stabilità 2015 (n. 190
del 23 dicembre 2014) ha prorogato, al comma 47 dell’unico articolo 1, le agevolazioni fiscali per le ristruttuazioni, per il risparmio energetico e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, portando per tutte il termine al 31 dicembre 2015.
L
L’Agenzia delle Entrate ha quindi
aggiornato le Guide relative: Ristrutturazioni, Risparmio energetico,
Bonus mobili.
Nelle pagine successive diamo una
sintesi degli aggiornamenti. In fondo
riportiamo l’articolo di legge e le disposizioni a cui esso rimanda.
LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE RISTRUTTURAZIONI
In cosa consiste la detrazione
La detrazione fiscale delle spese
per interventi di ristrutturazione
edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis
del Dpr 917/86 (Testo unico delle
imposte sui redditi). La legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef
(50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità
immobiliare. Dal 1° gennaio 2016 la
detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di
48.000 euro per unità immobiliare.
La legge di stabilità 2015 ha inoltre prorogato la detrazione del 50%
per l’acquisto di mobili e di grandi
elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e
sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015. A prescindere dalla
somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su
un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10
quote annuali di pari importo.
Fino al 31 dicembre 2015 è prevista una detrazione più elevata per le
spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite
ad abitazione principale o ad attività
produttive. La detrazione è pari al
65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015.
L’ammontare massimo delle spese
ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro.
Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività
commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella
misura ridotta del 50%.
Chi può fruire della detrazione
Possono usufruire della detrazione
sulle spese di ristrutturazione tutti i
contribuenti assoggettati all’imposta
sul reddito delle persone fisiche (Irpef).
Pitagora 1/2015
Fino al 31 dicembre
2015 sono prorogate
le agevolazioni fiscali
al 50 per cento
(ristrutturazioni)
e al 65 per cento
(risparmio energetico),
con l’aggiunta di
altri lavori prima
con contemplati.
In queste pagine
una presentazione
dello stato dell’arte.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
17
Regole e adempimenti
che sono stati modificati
Abolizione dell’obbligo di invio della
comunicazione di inizio lavori al Centro
operativo di Pescara;
aumento della percentuale
(dal 4 all’8%) della ritenuta d’acconto
sui bonifici che banche e Poste
hanno l’obbligo di operare;
eliminazione dell’obbligo di indicare
il costo della manodopera, in maniera
distinta, nella fattura emessa
dall’impresa che esegue i lavori;
facoltà riconosciuta al venditore,
nel caso in cui l’unità immobiliare
sulla quale sono stati eseguiti i lavori
sia ceduta prima che sia trascorso
l’intero periodo di godimento della
detrazione, di scegliere se continuare
a usufruire delle detrazioni
non ancora utilizzate o trasferire
il diritto all’acquirente (persona fisica)
dell’immobile;
obbligo per tutti i contribuenti
di ripartire l’importo detraibile
in 10 quote annuali;
dal 2012 non è più prevista
per i contribuenti di 75 e 80 anni
la possibilità di ripartire la detrazione,
rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali;
estensione dell’agevolazione
agli interventi necessari
alla ricostruzione o al ripristino
dell’immobile danneggiato a seguito
di eventi calamitosi, se è stato
dichiarato lo stato di emergenza.
18
L’agevolazione spetta non solo ai
proprietari degli immobili ma anche
ai titolari di diritti reali/personali di
godimento sugli immobili oggetto
degli interventi e che ne sostengono
le relative spese. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente
del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e
siano a lui intestati bonifici e fatture.
Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte
sui redditi, il coniuge, i parenti entro
il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Inoltre, con circolare n. 20/2011
l’Agenzia delle Entrate ha precisato
che nel caso in cui la fattura e il bonifico siano intestati a un solo comproprietario ma le spese di ristrutturazione siano state sostenute da entrambi, la detrazione spetta anche al
soggetto che non risulti indicato in
tali documenti, a condizione che nella fattura sia annotata la percentuale
di spesa da quest’ultimo sostenuta.
Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso),
l’acquirente dell’immobile ha diritto
all’agevolazione se: 1. è stato immesso nel possesso dell’immobile; 2. esegue gli interventi a proprio carico; 3. è
stato registrato il compromesso.
Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori
sull’immobile, limitatamente alle
spese di acquisto dei materiali utilizzati.
Per quali lavori spettano le agevolazioni
Gli interventi indicati alle lett. a),
b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr
380/2001 (Testo unico in materia edilizia). Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione
straordinaria, restauro e risanamento
conservativo, ristrutturazione edilizia,
effettuati su tutte le parti comuni degli
edifici residenziali.
Quelli elencati alle lettere b), c) e d)
dell’articolo 3 del Dpr 380/2001. In
particolare, la detrazione riguarda le
spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere
di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edi-
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
lizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle
loro pertinenze.
Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi,
anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nei precedenti
punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza (per
questi interventi la detrazione è stata
introdotta dal Dl n. 201/2011).
Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune.
I lavori finalizzati:
- all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi;
- alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione,
la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a
favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n.
104/1992.
Interventi relativi all’adozione di
misure finalizzate a prevenire il rischio
del compimento di atti illeciti da parte
di terzi.
Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.
Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con
particolare riguardo all’installazione di
impianti basati sull’impiego delle fonti
rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per
la produzione di energia elettrica, in
quanto basato sull’impiego della fonte
solare e, quindi, sull’impiego di fonti
rinnovabili di energia (risoluzione
dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del
2 aprile 2013). Per usufruire della detrazione è comunque necessario che
l’impianto sia installato per far fronte
ai bisogni energetici dell’abitazione.
Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie
propriamente dette, acquisendo idonea
documentazione attestante il consegui-
Pitagora 1/2015
mento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente.
Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la
messa in sicurezza statica. Tali opere
devono essere realizzate sulle parti
strutturali degli edifici o complessi di
edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i
centri storici, devono essere eseguiti
sulla base di progetti unitari e non su
singole unità immobiliari. Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la
redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio,
nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.
Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a
evitare gli infortuni domestici. L’agevolazione compete anche per la semplice riparazione di impianti insicuri
realizzati su immobili (per esempio, la
sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).
Tra le opere agevolabili rientrano:
- l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
- il montaggio di vetri anti-infortunio
- l’installazione del corrimano.
Misure antisismiche
Fino al 31 dicembre 2015, è prevista
una maggiore detrazione per le spese
sostenute per interventi di adozione di
misure antisismiche, le cui procedure
di autorizzazione sono state attivate a
partire dal 4 agosto 2013 (data di entrata in vigore della legge n. 90/2013), su
edifici ricadenti nelle zone sismiche ad
alta pericolosità.
In particolare, è riconosciuta una detrazione pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre
2015. La detrazione, da calcolare su un
importo complessivo massimo di
96.000 euro per unità immobiliare (e
da ripartire in dieci quote annuali di pari importo), può essere fruita da soggetti passivi Irpef e Ires, se l’intervento
è effettuato su costruzioni adibite ad
abitazione principale o ad attività produttive, che si trovano in zone sismiche
ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui
criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del
Consiglio dei ministri n. 3274 del 20
marzo 2003.
Altre spese ammesse
Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:
le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse,
o comunque richieste dal tipo di intervento;
le spese per la messa in regola degli
edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex
legge 46/90 (impianti elettrici) e delle
norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
le spese per l’acquisto dei materiali;
il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
le spese per l’effettuazione di perizie
e sopralluoghi;
l’Iva, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
gli oneri di urbanizzazione;
gli altri eventuali costi strettamente
collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli
interventi agevolati (decreto n. 41 del
18 febbraio 1998).
Manutenzione ordinaria
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione
solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale.
Manutenzione straordinaria
Dopo le recenti modifiche introdotte
dal Dl n. 133/2014 al Testo unico in
materia edilizia, sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le
opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a
modificare la volumetria complessiva
degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.
Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli
consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con
Pitagora 1/2015
Acquirenti e assegnatari
di immobili ristrutturati
La detrazione del 50% si applica
anche alla ristrutturazione di interi
fabbricati, eseguiti da imprese
di costruzione o ristrutturazione
immobiliare e da cooperative edilizie
che provvedono, entro 18 mesi
dalla data del termine dei lavori,
alla vendita o assegnazione
dell’immobile. Le spese per l’acquisto
dell’immobile devono essere state
sostenute tra il 26 giugno 2012
e il 31 dicembre 2015 e spettano entro
l’importo massimo di 96.000 euro.
L’acquirente o l’assegnatario
dell’immobile dovrà comunque
calcolare la detrazione
indipendentemente dal valore degli
interventi eseguiti, su un importo
forfetario, pari al 25% del prezzo di
vendita o di assegnazione
dell’abitazione.
La detrazione deve essere sempre
ripartita in 10 rate annuali di pari
importo.
Il limite massimo di spesa ammissibile
(48.000 o 96.000 euro) deve essere
riferito alla singola unità abitativa e
non al numero di persone che
partecipano alla spesa.
Di conseguenza, questo importo va
suddiviso tra tutti i soggetti aventi
diritto all’agevolazione.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
19
L’Iva sulle
ristrutturazioni
e sulle manutenzioni
Per ristrutturazioni e recupero
edilizio. È sempre prevista, senza
alcuna data di scadenza, l’applicazione
dell’aliquota Iva del 10%.
Si tratta, in particolare:
- delle prestazioni di servizi dipendenti
da contratti di appalto o d’opera;
- dell’acquisto di beni, con esclusione
di materie prime e semilavorati.
L’aliquota Iva del 10% si applica,
inoltre, alle forniture dei cosiddetti
beni finiti, vale a dire quei beni che,
benché incorporati nella costruzione,
conservano la propria individualità (per
esempio, porte, infissi esterni, sanitari,
caldaie, eccetera).
L’agevolazione spetta sia quando
l’acquisto è fatto direttamente dal
committente dei lavori, sia quando ad
acquistare i beni è la ditta o il
prestatore d’opera che li esegue.
Per servizi di manutenzione sia
ordinaria che straordinaria, realizzati
su immobili residenziali, è previsto
il regime agevolato dell’Iva ridotta
al 10%. Le cessioni di beni restano
assoggettate all’aliquota Iva ridotta,
invece, solo se la relativa fornitura
è posta in essere nell’ambito
del contratto di appalto.
Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce
beni di valore significativo, l’aliquota
ridotta si applica soltanto fino a
concorrenza del valore della
prestazione considerato al netto del
valore dei beni stessi. I beni
significativi sono stati espressamente
individuati dal decreto 29 dicembre
1999.
20
esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle
singole unità immobiliari nonché del
carico urbanistico, a condizione che
non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Esempi di manutenzione straordinaria: installazione di ascensori e
scale di sicurezza, realizzazione e
miglioramento dei servizi igienici,
sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con
modifica di materiale o tipologia di
infisso, rifacimento di scale e rampe,
interventi finalizzati al risparmio
energetico, recinzione dell’area privata, costruzione di scale interne.
Acquisto box
Oltre che per gli interventi relativi
alla realizzazione di autorimesse e posti auto, possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di
box o posti auto pertinenziali già realizzati. La detrazione per l’acquisto del
box spetta limitatamente alle spese sostenute per la sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da
apposita attestazione rilasciata dal venditore. Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è, comunque,
la sussistenza del vincolo pertinenziale.
MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI
Il principale presupposto per avere la detrazione è l’effettuazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali. Le spese per tali interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.
Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali, i condòmini hanno
diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e
destinati ad arredare le stesse. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile.
Le condizioni
Per usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, è inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui
sono sostenute le spese. Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. Non c’è alcun
vincolo temporale tra l’esecuzione dei lavori e l’acquisto dei beni.
Per quali acquisti
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre
2015 per l’acquisto di:
- mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie,
comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione);
- grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i
forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli
elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non
è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie,
apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e
di montaggio dei beni acquistati.
L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i
beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile
oggetto di intervento edilizio.
Pagamenti anche con carte
Come per i lavori di ristrutturazione, occorre effettuare i pagamenti con gli
appositi bonifici bancari o postali. È consentito pagare anche mediante carte di
credito o carte di debito. La data di pagamento è quella di utilizzo della carta.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER
IL RISPARMIO ENERGETICO
Portale Enea
e vademecum
LEGGE DI STABILITÀ 2015
Portale Enea dedicato alle
detrazioni fiscali per il risparmio
energetico degli edifici esistenti
Qui si trovano:
- i decreti che regolano gli incentivi
per la riqualificazione energetica;
- il vademecum per i lavori incentivati;
- le risposte degli esperti Enea
alle domande più frequenti (FAQ);
- esempi di calcolo della trasmittanza,
di razionalizzazione energetica
dell’involucro edilizio e del risparmio
energetico (per i tecnici);
- le indicazioni su come contattare
gli esperti Enea;
- i contenuti delle finanziarie (Leggi
incentivanti);
- altro materiale informativo
(Provvedimenti sull’Efficienza Energetica,
Documenti dell’Agenzia delle Entrate,
Rapporti 55%, Pubblicazioni Enea).
Tramite queste pagine sarà possibile
anche inviare la documentazione
obbligatoria per fruire delle detrazioni
ed eventualmente richiedere
la relativa assistenza informatica.
Le innovazioni per il 2015
Le novità sugli ecobonus del 65%,
ma anche le scadenze e gli obblighi di
legge che scattano da quest’anno per
famiglie, imprese e amministrazioni
pubbliche in tema di efficienza energetica sono raccolte e spiegate nel
“Portale dedicato alle detrazioni fiscali per il risparmio energetico degli
edifici esistenti”, realizzato dall’Enea
e disponibile on line all’indirizzo efficienzaenergetica.acs.enea.it. Su
questo sito, curato da Enea in collaborazione con il Ministero dello
Sviluppo economico, sono anche disponibili informazioni sugli ecobonus
e numeri di telefono per richiedere indicazioni sugli incentivi rinnovati dal
Governo anche per l’anno in corso.
Le principali innovazioni in tema
di efficienza per il 2015 riguardano
l’estensione degli incentivi sotto forma di detrazioni del 65% introdotta
dalla legge di Stabilità e l’attuazione
delle previsioni del Dlgs 102/2014.
Fra queste, in particolare, la predisposizione, in collaborazione con
Enea, di un programma di intervento
per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della
Pubblica Amministrazione centrale e
l’obbligo di diagnosi energetica per
le imprese di grandi dimensioni entro
fine 2015.
Schermature solari
Per quanto riguarda gli ecobonus,
da quest’anno valgono anche per
l’acquisto e la posa in opera delle
schermature solari, fino al 31 dicembre 2015 e fino a un valore massimo di 60.000 euro. Si tratta di tende esterne, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate, e in generale le
schermature, purché siano conformi
all’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006.
- Per le chiusure oscuranti: UNI EN
13659 Chiusure oscuranti - Requisiti
prestazionali compresa la sicurezza
(in obbligatorietà della marcatura CE)
- Per le e tende esterne: UNI EN
13561 Tende esterne - Requisiti prestazionali compresa la sicurezza (in
obbligatorietà della marcatura CE).
Caldaie a biomassa
Inoltre, l’ecobonus del 65% è stato
ampliato alle spese per l’acquisto e
la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Le spese devono essere sostenute nei prossimi 12
mesi fino a un valore massimo della
detrazione di 30mila euro.
Tetti di spesa
Per gli interventi di riqualificazione energetica, restano immutati i tetti
massimi di spesa detraibili: 153.846
euro per la riqualificazione energetica; 92.307,69 euro per gli interventi
sull’involucro e per l’installazione
dei pannelli solari e 46.153,85 euro
per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
Invio all’Enea
La documentazione obbligatoria
per beneficiare delle detrazioni andrà
inviata all’Enea, che svolge un ruolo
di raccolta e monitoraggio della documentazione relativa alle richieste
presentate e un ruolo di assistenza
tecnica agli utenti.
Pitagora 1/2015
Vademecum Enea
Sono riepilogati tutti i lavori incentivati.
Per ciascun tipo di lavoro è stata
approntata una scheda riepilogativa
dei requisiti tecnici richiesti
e della documentazione da approntare.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
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Dlgs. 102/2014
dove trovare le notizie
Vademecum 2015, gli adempimenti
sull’efficienza previsti dal Dlgs 102/14
È un quadro sinottico in cui, articolo
per articolo, sono rappresentati
gli obblighi, i soggetti obbligati,
i destinatari finali, le scadenze.
Il Dlgs. 102/2014
Attuazione della direttiva 2012/27/UE
sull'efficienza energetica, che modifica
le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE
e abroga le direttive 2004/8/CE
e 2006/32/CE.
DECRETO LEGISLATIVO N. 102/2014
Il decreto legislativo 102/2014
Il dlgs. 102/2014 di “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza
energetica” approvato lo scorso anno
prevede misure per il miglioramento
dell’efficienza energetica in tutti i settori e per ridurre del 20% i consumi
dell’energia primaria entro il 2020.
Il Decreto introduce novità significative per la riqualificazione degli
edifici. In particolare, gli articoli 5 e
6 prevedono che a partire dal 2014 e
fino al 2020 dovranno essere realizzati interventi sugli immobili della
Pubblica Amministrazione centrale.
Si prevede, inoltre, che le aziende
energivore, entro il 5 dicembre 2015
e successivamente ogni quattro anni,
eseguano diagnosi energetiche avvalendosi di soggetti certificati.
Inoltre, per favorire una più efficace
misura dei consumi di elettricità, gas,
teleriscaldamento, teleraffrescamento
e acqua calda, il decreto prevede che
l’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico) predisponga specifiche abilitanti dei contatori intelligenti, a cui le imprese distri-
butrici saranno tenute ad uniformarsi.
Finanziamenti
La norma prevede l’istituzione di
un Fondo per l’efficienza energetica
destinato a sostenere il finanziamento di interventi realizzati anche mediante le Esco, il ricorso a forme di
partenariato pubblico-privato e società di progetto o di scopo appositamente costituite. Il Fondo prevede
una dotazione di 5 milioni di euro per
il 2014, 25 milioni di euro per il 2015
e che potrà essere integrata fino a 15
milioni euro annui per il periodo
2014-2020.
Esperti
Il Decreto assegna ad Accredia il
compito di definire gli schemi di accreditamento in materia di Esco,
esperti in gestione dell’energia (Ege),
sistemi di gestione dell’energia, diagnosi energetiche. Inoltre, Uni-Cei, in
collaborazione con Cti ed Enea, elaborerà le norme tecniche in materia di
diagnosi energetiche, auditor energetici e installatori di elementi edilizi
connessi al miglioramento della prestazione energetica degli edifici.
IL VADEMECUM DELL’ENEA E LA GUIDA DELL’AGENZIA ENTRATE
É curato da Enea e dal Ministero dello sviluppo economico il Vademecum
all’efficienza per il 2015, in cui sono riepilogati tutti i lavori incentivati. Per
ciascun tipo di lavoro è stata approntata una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare. I lavori sono suddivisi per categorie, così come indicati nella legge n. 296/2006, finanziaria
2007, aggiornati al 26 gennaio 2015.
Serramenti e infissi (art.1, comma 345)
Caldaie a condensazione (art.1, comma 347)
Caldaie a biomassa (art.1, comma 344)
Pannelli solari (art.1, comma 346)
Pompe di calore ad alta efficienza (art.1, comma 347)
Coibentazione pareti verticali, tetti, solai (art.1, comma 345)
Riqualificazione globale dell’edificio (art.1, comma 344).
La Guida alle Agevolazioni fiscali per il Risparmio energetico dell’Agenzia
delle Entrate spiega che la detrazione del 65 per cento è ammessa per gli interventi sulle parti comuni dei condomini e per quelli che riguardano tutte le
unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
La stessa Guida spiega inoltre che sono ammesse alle agevolazioni anche
le schermature solari che rispondano ai requisiti indicati nell’allegato M del
decreto legislativo n. 311/2006, cioè chiusure oscuranti e tende esterne che
fanno rispettivamente capo a queste norme di prodotto: UNI EN 13659
Chiusure oscuranti - Requisiti prestazionali compresa la sicurezza; UNI EN
13561 Tende esterne - Requisiti prestazionali compresa la sicurezza, tutti con
obbligo di marcatura CE, nel limite di 60 mila euro.
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COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
COSA DICE LA LEGGE DI PROROGA
Legge 23 dicembre 2014, n. 190 - Art. 1, comma 47
Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 14:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre
2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano, nella misura del 65 per
cento, anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015»;
2) il comma 2 è sostituito dai seguenti:
«2. La detrazione di cui al comma 1 si applica, nella misura del 65 per cento, anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:
a) per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli
articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al
31 dicembre 2015;
b) per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all'allegato
M al decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, sostenute dal 1º gennaio 2015
al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.
2-bis. La detrazione di cui al comma 1 si applica altresì alle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con
impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo
della detrazione di 30.000 euro»;
b) all'articolo 16:
1) al comma 1, le parole da: «La detrazione è pari al» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «La detrazione è pari al 50 per cento per le
spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015»;
2) al comma 1-bis, le parole da: «nella misura» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 65 per cento per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2015»;
3) al comma 2, secondo periodo, le parole: «al 31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «al 31 dicembre 2015» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le spese di cui al presente comma sono computate, ai fini della
fruizione della detrazione d'imposta, indipendentemente dall'importo delle
spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni.
di cui al comma 1».
Errata indicazione
della legge di riferimento
In caso di errata indicazione,
nella causale del bonifico,
della legge relativa alla riqualificazione
energetica degli edifici
anzichè di quella riguardante
le ristrutturazioni (o viceversa),
non si perde il diritto alla detrazione.
Il bonifico deve essere però
eseguito in modo corretto.
Lo afferma la circolare n. 11/2014
dell’Agenzia delle Entrate.
COSA DISPONGONO GLI ARTICOLI MODIFICATI
Decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge
3 agosto 2013, n. 90
Articolo 14 - Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010,
n. 220, e successive modificazioni, si applicano, nella misura del 65 per cento,
anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015.
2. La detrazione di cui al comma 1 si applica, nella misura del 65 per cento, anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:
a) per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli
articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6 giugno 2013 al
31 dicembre 2015;
b) per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all'allegato M al decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, sostenute dal 1º gennaio
2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000
euro.
2-bis. La detrazione di cui al comma 1 si applica altresì alle spese sostenute per
Pitagora 1/2015
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
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L’acquisto da imprese
18 mesi dopo fine lavori
La legge di stabilità 2015,
all’articolo 1, comma 48,
ha disposto l’allungamento da 6
a 18 mesi del termine (di fine lavori)
entro il quale deve avvenire l’acquisto
o l’assegnazione dell’unità abitativa
per usufruire della detrazione
sugli acquisti di fabbricati,
a uso abitativo, ristrutturati
da imprese di costruzione
o ristrutturazione immobiliare
o da cooperative edilizie.
l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
Articolo 16 - Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione
edilizia e per l'acquisto di mobili
1. Ferme restando le ulteriori disposizioni contenute nell'articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per le spese documentate, relative agli
interventi indicati nel comma 1 del citato articolo 16-bis, spetta una detrazione dall'imposta lorda fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è pari al 50 per cento per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015.
1-bis. Per le spese sostenute per gli interventi di cui all'articolo 16-bis, comma
1, lettera i), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8
maggio 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive, spetta, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, una detrazione dall'imposta lorda
nella misura del 65 per cento per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2015.
2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute per l'acquisto di mobili
e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui
al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di
pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute dal 6
giugno 2013 al 31 dicembre 2015 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro. Le spese di cui al presente comma sono computate, ai fini della fruizione della detrazione d'imposta, indipendentemente
dall'importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui al comma 1.
A COSA RIMANDANO GLI ARTICOLI MODIFICATI
Legge 13 dicembre 2010, n. 220
Articolo 1
48. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano, nella misura ivi prevista, anche alle spese sostenute entro il 30 giugno 2013.
Legge 27 dicembre 2006, n. 296
Articolo 1
344. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative ad
interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un
valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192,
spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.
345. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative
ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari,
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COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
Pitagora 1/2015
riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture
e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del
contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, a condizione che siano rispettati i
requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla presente legge.
346. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative
all' installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università,
spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento
degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della
detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.
347. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di
caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento
degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della
detrazione di 30.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.
Decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311
Allegato M
SCHERMATURE SOLARI ESTERNE
UNI EN 13561 Tende esterne requisiti prestazionali compresa la sicurezza (in obbligatorietà della marcatura CE)
UNI EN 13659 Chiusure oscuranti requisiti prestazionali compresa la sicurezza
(in obbligatorietà della marcatura CE).
Schermature solari:
quali sono?
Le schermature solari agevolabili
sono quelle che rientrano
nella norma UNI EN 13561
e UNI EN 13659,
comprese nell’Allegato M
del D.lgs. 29 dicembre 2006, n. 311.
"... E ALL"ACCATASTAMENTO CI PENSA IL COMUNE": È PROPRIO VERO?
Sulle reti televisive e sul sito del governo è comparso lo
spot "È casa tua, decidi tu", che riguarda le semplificazioni
delle procedure per i lavori di ristrutturazione della casa introdotte dalle nuove norme dalla legge “Sblocca Italia”.
Questo spot ha suscitato molte critiche, di cui si è fatto interprete il presidente del Consiglio nazionale, Maurizio Savoncelli, con una lettera inviata il 28 gennaio al governo,
alle commissioni parlamentari, all’Agenzia delle Entrate,
nella quale chiede l’urgente cancellazione della norma.
“È forte la contrarietà per il passaggio in cui si afferma
che l'accatastamento non sarà più a carico del cittadino
ma del comune. Ciò che emerge è il timore che si possa ingenerare un disallineamento dei dati, con conseguenti ritardi nell'aggiornamento della banca dati catastale e l'inopportuna vanificazione delle disposizioni contenute
nell'articolo 19. comma 4 del decreto-legge n. 78/2010,
convertito in legge n. 122/2010 per quanto riguarda la dichiarazione in catasto dei fabbricati non censiti. Inevitabili, inoltre, le ripercussioni negative anche sulla riforma del
catasto appena avviata.
In ultimo, un punto che chiama direttamente in causa i
cittadini, destinatari di una semplificazione che rischia di
non produrre per intero i benefici prospettati: un eventuale,
nuovo arretrato nell'aggiornamento catastale potrebbe
causare un allungamento dei tempi di compravendita immobiliare, qualora la planimetria presente in catasto non
sia conforme allo stato reale dell'immobile“.
Pitagora 1/2015
In mancanza di risposta, il 18 febbraio il presidente
Savoncelli ha inviato un’ulteriore nota in cui si chiede agli
organi competenti “di intervenire quanto prima in sede
legislativa per correggere una procedura fuorviante e pericolosa per i cittadini, deleteria per i professionisti, inapplicabile per i Comuni e foriera di gravi danni per la gestione della banca dati catastale”.
Il Collegio Geometri di Bologna ha realizzato un controspot molto efficace nonché simpatico, intitolato
ChiDiSpotFerisce.. .”. Ne diamo qui due slide.
“C
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
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Informazioni
Il regime fiscale del rent to buy : “prima uso e dopo compro”
Con la circolare n. 4/E del 19 febbraio 2015, l’Agenzia delle Entrate
fornisce chiarimenti sul regime fiscale applicabile, ai fini delle imposte dirette e indirette, ai nuovi contratti di
godimento in funzione della successiva alienazione di immobili (articolo
23 del Dl 133/2014), comunemente
denominati contratti di rent to buy.
Inquadramento civilistico. La circolare chiarisce che si tratta di una
fattispecie contrattuale, diversa dalla
locazione finanziaria, finalizzata a
conferire al conduttore l’immediato
godimento dell’immobile, rinviando
al futuro il trasferimento della proprietà del bene, con imputazione di
una parte dei canoni al corrispettivo
del trasferimento.
Il fisco segue gli step contrattuali.
Particolare attenzione è stata rivolta
dall’Agenzia alle tematiche che riguardano: la quota di canone corrisposta per il godimento dell’immobile; la quota di canone corrisposta come anticipazione del corrispettivo; il
successivo trasferimento dell’immobile; le somme restituite in caso di
mancata conclusione del contratto di
compravendita. Viene distinta la disciplina fiscale applicabile per il periodo del godimento dell’immobile
(antecedente all’esercizio del diritto
di acquisto), i cui canoni sono assimilati a quelli della locazione, dal successivo esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore e del trasferimento dell’immobile, con riguardo anche alla tipologia dei soggetti concedenti/venditori, operanti o
meno in regime di impresa. L’Agenzia, inoltre, chiarisce il trattamento fiscale riservato alle ipotesi di mancato trasferimento dell’immobile e conseguente restituzione di tutti o parte
degli acconti, sia quando non è stato
esercitato il diritto di acquisto (comma 1-bis), sia quando il contratto si
risolve per inadempimento da parte
del concedente (comma 5).
26
Imposte sui redditi. Per il concedente che opera in regime d’impresa,
nei periodi precedenti all’esercizio
del diritto di acquisto, rilevano solo i
canoni di locazione (nel caso di immobili strumentali per natura o di beni merce) o quanto emerge dal confronto tra il canone di locazione e la
rendita catastale (nel caso di immobili patrimonio), mentre non assumono
rilevanza gli acconti, essendo un anticipo sul prezzo di vendita. Se il
conduttore esercita il diritto di acquisto, emerge per il concedente titolare
di reddito d’impresa un componente
positivo di reddito. Se, invece, il conduttore non esercita il diritto di acquisto, assume rilevanza reddituale per il
concedente (come componente positivo da assoggettare a tassazione) la
sola quota di acconto versata durante
la locazione dal conduttore e trattenuta dal concedente secondo gli accordi contrattuali.
Per il proprietario/concedente che
non opera in regime d’impresa, la
quota dei canoni stabilita per il godimento è tassata come reddito fondiario derivante dalla locazione, cui è
assimilato il godimento dell’immobile ed è determinata in base alle regole ordinarie. La quota dei canoni stabilita come acconto prezzo per il trasferimento non è tassata fino al periodo di imposta del trasferimento. In
ogni caso, il proprietario/concedente
può optare per la cedolare secca, se
ne sussistono i presupposti. Nel caso
di esercizio del diritto di acquisto, il
proprietario/concedente deve verificare se ha conseguito una plusvalenza imponibile quale reddito diverso
in base alle regole ordinarie. Nel caso in cui il conduttore non eserciti tale diritto, la restituzione da parte del
proprietario delle quote dei canoni
imputata ad acconto prezzo non assume alcuna rilevanza reddituale, né
per il proprietario né per il conduttore. Per il proprietario, la parte del-
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
l’acconto prezzo eventualmente trattenuta costituisce un reddito diverso,
derivante dall’assunzione di “obblighi di permettere” (art.67, comma 1,
lettera l, del Tuir), imponibile per un
importo corrispondente a quanto trattenuto. Stesso trattamento è previsto
per le somme eventualmente trattenute dal concedente a titolo di indennità, nell’ipotesi di risoluzione del
contratto per inadempimento.
Iva. Se il concedente è un soggetto
Iva, alle quote di canone imputate a
godimento dell’immobile si applica
la disciplina Iva prevista per i canoni
di locazione, mentre le quote di canoni corrisposte a titolo di anticipazione
del prezzo di cessione (acconti) seguono il trattamento Iva applicabile
alle cessioni di immobili.
Imposta di registro. Nel periodo precedente l’esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore, rileva
sia la concessione in godimento dell’immobile da parte del proprietario a
fronte del pagamento di un corrispettivo (una quota del canone) sia la quota di canone destinata, nella misura
indicata nel contratto, ad acconti
prezzo, per la vendita dell’immobile.
La quota del canone corrisposta per il
godimento è assimilata, ai fini dell’imposizione, ai canoni di locazione.
L’imposta può essere assolta sul corrispettivo pattuito per l’intera durata
del contratto ovvero sull’ammontare
del canone relativo a ciascun anno.
Diversamente, in relazione all’imposizione sugli acconti, l’imposta viene
calcolata sull’ammontare complessivo dei corrispettivi pattuiti per l’intera durata del contratto.
Nel caso di mancato esercizio del diritto di acquisto, viene chiarito che
non si dà luogo alla restituzione dell’imposta di registro corrisposta nella
misura del 3%, applicata in relazione
alla quota di canone assimilata ad acconti prezzo.
Sintesi da FiscoOggi, 19 febbraio 2015
Pitagora 1/2015
Informazioni
Sostenibilità ambientale nelle costruzioni: UNI/PdR 13:2015
É stata pubblicata il 30 gennaio
scorso la prassi di riferimento “Sostenibilità ambientale nelle costruzioni - Strumenti operativi per la valutazione della sostenibilità”.
La UNI/PdR 13:2015, strutturata in due sezioni, è stata elaborata a
partire dal Protocollo sviluppato da
ITACA, Istituto per l’innovazione e
trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, con il supporto tecnico-scientifico di iiSBE Italia
e ITC-CNR.
La Sezione 0 del documento fornisce l’inquadramento generale e i
principi metodologici e procedurali
che sottendono al sistema di analisi
per la valutazione della sostenibilità
ambientale degli edifici, ai fini della
loro classificazione attraverso l’attribuzione di un punteggio di prestazione.
La Sezione 1 specifica i criteri
per la valutazione di sostenibilità
ambientale e il calcolo del punteggio di prestazione degli edifici con
destinazione d’uso residenziale. I
criteri di valutazione per il calcolo
del punteggio di prestazione di edifici residenziali sono stati organizzati in “schede criterio” e sono raggruppati per categoria di riferimento. Output dell’attività condotta per
il calcolo del punteggio di prestazione è la “relazione di valutazione”,
effettuata su un singolo edificio e la
sua area esterna di pertinenza, e contenente gli esiti della valutazione rispetto all’insieme dei criteri presi in
considerazione.
Elaborata coerentemente con le
norme europee sulla valutazione della sostenibilità nelle costruzioni, in
particolare con le norme predisposte
dal Comitato Tecnico CEN/TC 350,
la prassi di riferimento permette di
formulare un giudizio sintetico sulla
performance globale di un edificio,
assegnando un punteggio indicativo
del livello di sostenibilità ambientale. Tale punteggio viene determinato
seguendo una procedura di valutazione dei criteri individuati che afferiscono alle 5 aree seguenti: qualità
del sito; consumo di risorse; carichi
ambientali; qualità ambientale indoor; qualità del servizio.
La UNI/PdR 13:2015 è disponibile
e liberamente scaricabile dal sito
UNI.
Le prassi di riferimento sinora
pubblicate non sono norme ma documenti, al servizio della normazione stessa e del mercato, che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di elaborazione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI.
Certificato successorio europeo: c’è la legge
Il rilascio del certificato successorio europeo, che consentirà la prova
della qualità di erede facilitando la
circolazione dei beni provenienti da
successioni transnazionali, ha avuto
completata la normativa di riferimento con la legge n. 164/2014 (G. U. n.
261 del 10 novembre 2014), articolo
32 “Disposizioni in materia di certificato successorio europeo”. La finalità del certificato è l’introduzione di
uno strumento che consenta di accertare, in modo agevole ed attendibile,
la qualità di erede, e ciò in tutti gli
Stati Membri. In Italia il certificato
viene rilasciato da un notaio, che dovrà conservare l'originale del certificato e rilasciarne una o più copie autentiche al richiedente ed a chiunque
dimostri di avervi interesse.
La normativa troverà applicazione
alle successioni delle persone decedute a partire dal 17 agosto 2015, per
espressa previsione dell’art. 83
Regolamento UE, n. 650/2012 del 4
luglio 2012, contenente una disciplina diretta a regolare le successiorni
transnazionali.
Pitagora 1/2015
Cadute dall’alto
La circolare n. 3 del 13 febbraio
2015 del Ministero del lavoro, d’intesa con il Ministero dello sviluppo
economico e con il Ministero delle
infrastrutture e trasporti, “Dispositivi
di ancoraggio per la protezione contro le cadute dall’alto” fornisce chiarimenti riguardo l’utilizzo, durante
l’esecuzione dei lavori in quota, dei
dispositivi d’ancoraggio a cui vengono collegati i sottosistemi per la protezione contro le cadute dall’alto.
In particolare i dispositivi che seguono il lavoratore, installati non permanentemente nelle opere di costruzione e quindi amovibili e trasportabili sono i cosiddetti Dpi. Invece quelli
installati permanentemente sono fissi
e non trasportabili, quindi non rientrano nel campo di applicazione del
D.Lgs. n. 475/92, e pertanto, non devono riportare la marcatura CE come
Dpi. Invece rientrano nel campo di
applicazione del Regolamento n.
305/2011 del Parlamento Europeo e
del Consiglio del 9 marzo 2011 che
fissa condizioni armonizzate per la
commercializzazione dei prodotti da
costruzione.
Split payment
Gli Ordini e i Collegi professionali non rientrano nell’ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment),
introdotto dalla legge di Stabilità
2015 (legge 23 dicembre 2014 n.
190, art. 1, comma 629, lettera b). Lo
chiarisce la circolare n. 1/E del 9
febbrario 2015 dell’Agenzia delle
Entrate, dedicata a questo meccanismo per cui, in relazione agli acquisti
di beni e servizi effettuati dalle pubbliche amministrazioni, l’Iva addebitata dal fornitore nelle relative fatture dovrà essere versata dall’amministrazione acquirente direttamente all’erario, anziché allo stesso fornitore,
scindendo quindi il pagamento del
corrispettivo dal pagamento della relativa imposta.
COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DI PADOVA
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Informazioni
Commissioni censuarie: prime indicazioni operative
Le commissioni censuarie sono state riordinate con l’emanazione del decreto legislativo 198/2014, entrato in
vigore il 28 gennaio scorso. Il decreto
ha modificato il numero delle commissioni, che passano dalle attuali 103
provinciali a 106 locali, alle quali si
aggiunge, come prima, la commissione centrale con sede a Roma. Ciascuna commissione è articolata in sezioni: una competente in materia di catasto terreni, una di catasto urbano e una
terza, in fase di prima attuazione, specializzata in materia di revisione del
sistema estimativo. I primi chiarimenti sono contenuti nella circolare n.
3/E del 18 febbraio, indirizzata alle
sedi territoriali delle Entrate.
Commissioni censuarie locali. Compito precipuo di questi organismi rimane quello di: concorrere nelle operazioni di formazione, revisione e
conservazione del catasto terreni e di
quello urbano; esaminare e approvare, relativamente ai comuni della propria circoscrizione, i quadri delle
qualità e classi dei terreni e i prospetti delle tariffe, e i prospetti integrativi
dei quadri tariffari per le unità immobiliari urbane. Ciascuna sezione delle
commissioni locali è composta da sei
membri effettivi e sei supplenti (due
effettivi e due supplenti scelti tra
quelli designati dall’ufficio dell’Agenzia territorialmente competente;
un effettivo e un supplente tra quelli
indicati dall’Anci; tre effettivi e tre
supplenti tra le designazioni del prefetto). Tra le novità introdotte dal
Dlgs 198/2014 va segnalata la circostanza che è stata estesa ai Comuni e
alle associazioni di categoria mag-
giormente rappresentative (saranno
individuate con apposito decreto ministeriale) la possibilità di ricorrere
contro le decisioni delle commissioni
locali in merito ai prospetti delle qualità e classi dei terreni, ai quadri di
qualificazione e di classificazione
delle unità immobiliari urbane, nonché ai rispettivi prospetti tariffari.
Durata dell’incarico. I componenti
e i presidenti delle commissioni (cittadini italiani, al massimo settantenni
al momento della nomina, in possesso dei diritti civili e politici, non condannati per delitti non colposi o per
contravvenzioni punite con pena detentiva o per reati tributari né sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza) durano in carica cinque anni
dall’insediamento; l’incarico non è
rinnovabile.
Designazione, nomina e insediamento dei componenti delle commissioni. Ciascun direttore regionale
dell’Agenzia deve richiedere agli uffici provinciali-Territorio, ai prefetti e
all’Anci, che provvedano in merito.
Tali uffici avranno sessanta giorni per
presentare un elenco di nominativi (in
numero almeno doppio rispetto a
quelli da nominare), fra i quali il presidente del Tribunale, nei successivi
trenta giorni, sceglierà componenti
effettivi e supplenti, comunicandoli al
direttore regionale delle Entrate richiedente. Questi, con proprio decreto, procederà alle nomine, indicando
la sezione di appartenenza.
Le nuove commissioni censuarie verranno insediate in una data unica a livello nazionale, entro un anno dal 28
gennaio 2015.
Bozza riforma del catasto
Sul sito www.inarcheck.it è consultabile la prima bozza dello schema di decreto legislativo sulla riforma del catasto dei fabbricati. Ne dà
notizia la circolare 1850 del 19 febbraio 2015 del Consiglio nazionale,
con l’avvertimento che appena sarà
disponibile il testo definitivo, ne sarà
data notizia.
Il percorso per visualizzare il documento è il seguente:
- collegarsi al link www.inarcheck.it;
- cliccare in alto a destra Area Riservata;
- inserire le seguenti credenzial di accesso: Nome utente: ospite e Password: geometri. e cliccare sul pulsante LOGIN;
- dalla barra dei menu scegliere
NEWS;
- cliccare la voce “Schema di bozza
D.L.vo Catasto”.
Assistenza catastale
L’assistenza via web dell’Agenzia delle Entrate, dedicata a chi utilizza i servizi telematici catastali e
ipotecari, è stata riorganizzata in base alle esigenze dei diversi destinatari: cittadini, professionisti e istituzioni.
I professionisti e le istituzioni potranno ricevere on line assistenza
sui servizi di consultazione ipotecaria e catastale (Sister), sui documenti utilizzati per aggiornare le banche
dati catastali e di pubblicità immobiliare (Docfa, Pregeo e Adempimento unico), sulla richiesta di
correzione dei dati catastali o sulla
prenotazione di appuntamenti.
Collegio Geometri e Geometri Laureati di Padova
via Fornace Morandi 24 - 35133 Padova - Tel. 049 8757788 - Fax 049 661124 - e-mail: [email protected]
ORARIO DI RICEVIMENTO: dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.30
COMMISSIONE PARCELLE: riceve ogni primo e terzo lunedì del mese, su appuntamento.
Ufficio staccato di FONTANIVA
presso Centro Padre Odone Nicolini - via Umberto I, 27 - tel. 0495942943, fax 049 5941749
Lunedì ore 9-12.30
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Pitagora 1/2015
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