BLS: Basic Life Support
Supporto Vitale di Base
DEFINIZIONI
Il BLS (basic life support) comprende una serie di manovre e procedure da mettere in
atto ogni volta che ci si trova di fronte ad una persona con compromissione di una o
più delle tre funzioni vitali (COSCIENZA, RESPIRO e CIRCOLO). Il suo obiettivo
principale è quello di prevenire il danno anossico cerebrale (ossia i danni al cervello
secondari alla mancanza di ossigeno (in 5-10 minuti i danni diventano irreversibili).
RCP (rianimazione cardiopolmonare), non è sinonimo di bls, ma è una manovra,
parte integrante del protocollo.
OBIETTIVO DEL BLS → PREVENIRE IL DANNO ANOSSICO CEREBRALE
CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA
Il numero delle persone che sopravvive ad un arresto cardiorespiratorio, senza danni
permanenti, dipende dalla rapidità con cui si realizza la cosiddetta “catena della
sopravvivenza”:
- Allarme precoce del sistema di emergenza (la chiamata al 118)
- BLS precoce
- Defibrillazione precoce
- ALS precoce (Advanced Life Support)
I primi due anelli della catena possono eseguirli rapidamente tutti i soccorritori di
livello base ed avanzato. Il terzo anello può eseguirlo l’operatore BLS-D, mentre per
il quarto bisogna aspettare l’arrivo del medico.
ALLARME PRECOCE – BLS PRECOCE – DEFIBRILLAZIONE PRECOCE – ALS PRECOCE
Il concetto fondamentale della catena è che, per avere la massima probabilità di
salvare una persona in arresto cardiorespiratorio, ogni anello deve essere attuato
rapidamente in sequenza, in caso contrario, tutta la catena sarà interrotta.
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CENNI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL'APPARATO
CARDIORESPIRATORIO
L'arresto cardiorespiratorio (ACR) è una situazione clinica gravissima, in cui viene a
mancare nel paziente la funzione polmonare e cardiaca con danni che si ripercuotono
su tutto l'organismo.
Infatti cuore, vasi (arterie e vene), sangue e polmoni sono strettamente interconnessi
nello svolgere la loro funzione: nutrire tutti gli organi del nostro corpo.
La fonte energetica delle nostre cellule è l’ossigeno (O2) che dall’aria ambiente, in
cui è presente in una quota del 21%, arriva, con la VENTILAZIONE, agli alveoli
polmonari tramite le VIE AEREE SUPERIORI (bocca, naso, faringe, corde vocali) e
tramite le VIE AEREE INFERIORI (la trachea
ed i bronchi principali). A livello degli alveoli che rappresentano le unità funzionali
del polmone, avviene lo scambio dei gas con il sangue proveniente dal cuore.
Infatti, il sangue che arriva al polmone è povero d’ossigeno e ricco di anidride
carbonica CO2, perché proviene dai tessuti periferici che hanno preso O2 e rilasciato
CO2 e trova aria fresca, e quindi ricca di O2 e povera di CO2: si realizza, così,
l’ossigenazione del sangue e l’eliminazione con il respiro della CO2.
Il cuore si occupa di fornire sangue ricco d’ossigeno (quello che torna dai polmoni
appena ossigenato) ai vari organi (anche a se stesso tramite le coronarie) mentre
invia quello povero di O2 e ricco di CO2 verso i polmoni dove deve riossigenarsi.
Questo accade ad ogni battito cardiaco.
Il principale organo che risente in modo drammatico dell’ipossia (diminuzione della
disponibilità d’ossigeno) è l’encefalo: dopo circa 4-5 minuti di mancanza completa
di O2, si hanno danni cerebrali che progressivamente alterano permanentemente le
funzioni del nostro sistema nervoso (coscienza, memoria, linguaggio, movimento
ecc.).
Il significato della Supporto Vitale di Base è, quindi, quello di prevenire il danno
anossico cerebrale e mantenere la perfusione degli organi (e non di far ripartire il
cuore), nell’attesa dell’arrivo di soccorsi avanzati che cercheranno anche di ottenere
la ripresa del circolo spontaneo.
PRINCIPI GENERALI
Il Basic Life Support è un algoritmo (ossia una sequenza logica e coordinata di
manovre) che deve essere applicato dai soccorritori ogni qualvolta si trovino di fronte
ad un soggetto che:
➢ Ha perso coscienza
➢ Ha una ostruzione delle vie aeree o è in arresto respiratorio
➢ È in arresto cardiaco ( assenza di segni di circolo )
Si tratta di manovre semplici che possono essere eseguite senza alcuno strumento o
con l’utilizzo di mezzi aggiuntivi (per esempio dai soccorritori di una ambulanza).
Queste manovre sono le stesse in ogni parte del mondo: sapere applicare la
sequenza del BLS significa, quindi, parlare tutti la stessa lingua.
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Se siamo l’unico soccorritore in uno scenario, dovremo qualificarci agli astanti e, con
gentilezza ma con decisione, dovremo ottenere lo spazio necessario per
intraprendere immediatamente la sequenza BLS.
In presenza di due soccorritori (come sempre accade in ambulanza) dovremo decidere
chi farà le valutazioni del BLS (1° soccorritore, Team Leader) e chi, si posizionerà
al torace scoprendolo, pronto per un eventuale massaggio cardiaco (2° soccorritore).
Il secondo soccorritore potrà aiutare il primo nell’allineamento del paziente e
andando a prendere il pallone autoespansibile e la bombola dell’ossigeno.
Ricordiamoci sempre di allertare il 118, dando notizie precise e coincise con
particolare riferimento al luogo dove ci troviamo, con eventuali punti di riferimento.
Definiamo il paziente in un primo momento come incosciente, e riallertiamo la
centrale del 118 qualora il paziente fosse in arresto cardio respiratorio e ogni
qualvolta c'è un cambiamento nei parametri vitali.
L’algoritmo del BLS è un algoritmo rigido: nessun punto può essere invertito
rispetto agli altri e non si deve procedere ai punti successivi se la fase a monte
non è stata eseguita correttamente!
Il BLS prevede una sequenza logica di AZIONI ognuna delle quali deve essere
preceduta da una appropriata VALUTAZIONE.
VALUTAZIONE AZIONE
L’obiettivo del BLS è quello di prevenire l’arresto cardiaco nel soggetto
che non ha attività respiratoria e il danno anossico cerebrale nel soggetto
che non respira e non ha attività cardiaca mediante:
 il pronto riconoscimento
 il precoce allertamento del 118
 il precoce supporto del respiro e del circolo.
Come abbiamo già accennato, il danno anossico cerebrale comincia dopo 4-5 minuti
dall’arresto respiratorio e si aggrava progressivamente col perdurare dell’ipossia.
Inoltre l’arresto respiratorio determina, dopo circa 4-8 minuti, l’arresto cardiaco
(anche il cuore, senza ossigeno, si danneggia).
Il BLS è, quindi, il mezzo per salvare l’encefalo, in attesa dell’arrivo dei soccorsi
avanzati ALS (Advanced Life Support).
CAUSE DI ARRESTO RESPIRATORIO:
- arresto cardiaco (determina arresto respiratorio)
- ostruzione delle vie aeree da parte della lingua (persona incosciente)
- ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
- overdose (eroina, morfina, barbiturici, ecc.)
- annegamento, folgorazione
- trauma
CAUSE DI ARRESTO CARDIACO:
Primitive (cause cardiache): - infarto miocardico
- aritmie
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- altre malattie cardiache
Secondarie (cause non cardiache): - arresto respiratorio (dopo 4-8 min.)
- gravi emorragie
- traumi
MORTE CARDIACA IMPROVVISA E ATTACCO CARDIACO
La morte cardiaca improvvisa rappresenta una delle più importanti e frequenti
emergenze mediche dei paesi industrializzati.
Si definisce come:
CESSAZIONE BRUSCA ED INATTESA DELLE ATTIVITÀ CIRCOLATORIA
E RESPIRATORIA IN PAZIENTI CON O SENZA MALATTIA CARDIACA
NOTA, CON O SENZA SEGNI PREMONITORI.
Per cercare di trattarla precocemente ed efficacemente, si devono conoscere i segni e i
sintomi della patologia che spesso precede, talvolta solo di pochi minuti, la morte
cardiaca improvvisa: l’attacco cardiaco.
L’attacco cardiaco è un quadro clinico che può essere dato da molte patologie
cardiache tra le quali l’infarto miocardio. L’infarto miocardico non equivale quindi
all’attacco cardiaco, ma rappresenta una parte degli attacchi cardiaci.
Ogni persona certificata BLS deve quindi conoscere i segni e i sintomi dell’attacco
cardiaco perché in presenza di uno o più di questi sintomi deve mettere in atto la
sequenza del BLS allertando il 118 e rimanendo con la persona pronto a proseguire,
se necessario, la sequenza BLS nel caso di compromissione di uno o più parametri
vitali.
Segni e sintomi di allarme per attacco cardiaco
• Dolore o peso retrosternale
• Possibile irradiazione del dolore a braccio sinistro, spalle, epigastrio (bocca dello
stomaco), mandibola
• Altri sintomi (sudorazione, nausea e dispnea, ossia sensazione di difficoltà
respiratoria)
• Insorgenza:
 Sotto sforzo, stress emotivo ma anche a riposo
PROTOCOLLO BLS
Il protocollo BLS che viene insegnato in questo corso di livello avanzato, è
finalizzato alla formazione di soccorritori di ambulanza, pertanto verranno utilizzati
nomi come Team Leader e Secondo Soccorritore, che identificano i ruoli
dell'equipaggio di ambulanza. Il Team Leader (TL) altro non è che il soccorritore che
fa le valutazioni e guida la squadra nelle azioni. Il secondo soccorritore collabora
strettamente con il TL e lo affianca nell'esecuzione del protocollo.
Il BLS segue una serie di manovre universali e quindi può essere messo in atto da
qualsiasi cittadino si trova di fronte ad una situazione di persona incosciente. Pertanto
le manovre non cambiano. La persona che si trova per prima a soccorrere la vittima
diventerà in quel caso il TL, fino all'arrivo del personale sanitario.
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SICUREZZA
La prima cosa da prendere in considerazione sempre e comunque, indipendentemente
dal tipo di soccorso che si va a prestare è la nostra sicurezza.
Se lo scenario sul quale siamo chiamati ad intervenire, non è sicuro, siamo autorizzati
a non intervenire.
Pertanto, prima di avvicinarci alla persona che è in apparente o reale stato di
incoscienza, osserviamo bene l’ambiente che ci circonda, in basso, ad altezza dello
sguardo e anche sopra la nostra testa. Qualsiasi situazione di pericolo, che può andare
dal cane che gira intorno al padrone, a oggetti poco stabili sopra di noi, ci autorizza a
non intervenire e a chiamare il 118 per riferire la situazione.
Se non siamo in sicurezza, il numero da chiamare è sempre e comunque il 118, sarà
poi la centrale operativa che si occuperò di inviare i mezzi e le autorità più adatte a
metterci in sicurezza.
Anche successivamente, durante le fasi del soccorso, va prestata
CONTINUAMENTE attenzione alla nostra sicurezza.
Il protocollo BLS si compone di 3 valutazioni:
A: Airway
B: Breathing
C: Circulation
FASE A Airway:
- VALUTAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA E LIBERAZIONE
DELLE VIE AEREE
Una volta accertato che non siamo in pericolo, possiamo avvicinarci alla vittima e
scuoterla per le spalle, con forza sufficiente da svegliare una persona che dorme, e
chiamarla (“Signore signore mi sente?”), preferibilmente avvicinandoci prima ad un
orecchio e poi all’altro (CHIAMA E SCUOTI). La valutazione della coscienza viene
fatta senza spostare ne girare la vittima (qualora fosse prona).
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Se la persona risponde, la tranquillizziamo e le poniamo delle semplici domande
(nome, cognome, patologie, assunzione di farmaci, allergie, cosa si ricorda ecc,
ecc…)
Se la persona non risponde, andiamo avanti con la sequenza BLS.
- Se un equipaggio di ambulanza il TL allerta o fa allertare dal secondo
soccorritore il 118 (“chiama il 118 e digli che c'è una persona adulta
incosciente”)
- Altrimenti, indichiamo una persona in mezzo al gruppo, e gli diciamo
chiaramente di chiamare il 118 (“TE, CHIAMA IL 118 E DIGLI CHE C’E’
UNA PERSONA ADULTA INCOSCIENTE, IN VIA … ECC ECC”)
A
questo punto si pone il paziente su un piano rigido,
si
allineano gli arti e si scopre il torace (ALLINEO E
SCOPRO IL TORACE)
- ISPEZIONE DEL CAVO ORALE
Si effettua quindi un controllo visivo del cavo orale. Se il corpo estraneo è in
superficie, si toglie con il dito a uncino. Se è in profondità, si lascia, per evitare di
spingerlo ancora più in basso, sarà poi un accorgimento in più quello di controllare
dopo ogni eventuale ciclo di compressioni se il corpo estraneo si è superficializzato
ed è quindi a questo punto facilmente estraibile.
Se il paziente ha vomito nel cavo orale, si gira la testa dal lato opposto a dove ci
troviamo e si cerca di facilitarne l’espulsione con le dita.
(se siamo in ambulanza abbiamo a nostra disposizione anche l’aspiratore con la
cannula di yankauer).
- APERTURA DELLE VIE AEREE
Dato che lo stato d’incoscienza determina il completo rilasciamento dei muscoli,
compresa la lingua, per evitare la chiusura delle prime vie aeree, conseguente alla
caduta della lingua all’indietro, si posizionano le mani, una sulla fronte (come a sentire la febbre), l’altra sulla punta del mento (un dito o due sulle parti ossee) e si procede all’iperestensione del capo (se non si sospetta un trauma) e al sollevamento del
mento, per ripristinare la pervietà delle prime vie aeree.
La fase A si è conclusa e possiamo quindi andare avanti con il protocollo.
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FASE B e C Breathing and Circulation (eseguite insieme)
- VALUTAZIONE ATTIVITÀ RESPIRATORIA
Mantenendo l’iperestensione della testa (e quindi una mano sulla fronte e due dita
sotto il mento), si avvicina la guancia alla bocca del paziente e si indirizza lo sguardo
sul torace del paziente. Si esegue quindi la manovra GAS, Guardo (se il torace si
espande), Ascolto (se ci sono rumori respiratori) e Sento (se arriva aria sulla mia
guancia). La valutazione deve durare 10 secondi.
- VALUTAZIONE DELLA PRESENZA DI CIRCOLO
Contemporaneamente alla manovra GAS, si valuta la presenza di segni di circolo,
ossia MOvimenti, colpi di TOsse o comunque il REspiro (MO TO RE).
A questo punto del protocollo, ancora una volta le nostre AZIONI, dipendono dal
risultato delle VALUTAZIONI appena eseguite.
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IL PAZIENTE RESPIRA
Ci troviamo quindi in una situazione in cui il paziente è incosciente (come valutato
con la fare A), sta respirando e conseguentemente ha anche circolo.
 manteniamo l'iperestensione della testa (due dita sotto il mento e una mano
sulla fronte)
 somministriamo ossigeno al alti flussi (10-12 l/min.)
 valutiamo continuamente il paziente (almeno ogni 1-2 minuti).
E' questa la situazione clinica del paziente nella quale possiamo applicare la
POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA, ossia quella posizione che possiamo fare
assumere al paziente che è incosciente, ma con presenza di respiro e circolo, nel caso
in cui per motivi di forza maggiore (necessità di allertare il 118, altre vittime, venuta
a meno della sicurezza ecc..), dobbiamo allontanarci. Tale posizione garantisce
l'iperestensione della testa, la pervietà delle vie aeree e impedisce il rigurgito in caso
di vomito.
IL PAZIENTE NON RESPIRA, MA HA SEGNI DI CIRCOLO
Se alla fase B+C ci si accorge che il paziente ha circolo, ma non respiro, oppure,
durante il MCE (massaggio cardiaco esterno) c’è ripresa di circolo, ma alla
rivalutazione il paziente ancora non respira, si eseguono esclusivamente le
ventilazioni.
Quante? 1 ogni 6 secondi per 10 volte.
Al termine di questo ciclo di ventilazioni si riesegue la valutazione GAS:
- Persiste l’arresto respiratorio  continuiamo con le ventilazioni
- Il paziente è in arresto cardiorespiratorio  si esegue il massaggio cardiaco
fino alla ripresa di segni di circolo
- Il paziente respira e ha circolo  torniamo indietro a ritroso, e quindi
procediamo con le valutazioni della fase A (chiama e scuoti)
Se il paziente dovesse ripredere coscienza, lo tranquillizziamo e lo mettiamo
leggermente seduto, con un inclinazione della schiena di circa 45°. Se siamo un
equipaggio di ambulanza, l'ossigeno continuiamo a somministrarlo, con una normale
mascherina e secondo indicazioni della centrale per quanto riguarda i flussi.
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Gasping (respiro agonico): è una modalità di respirazione inefficace, spesso
durante le prime fasi dell’arresto cardiorespiratorio, che rapidamente si trasforma in
apnea.
Caratterizzato da rumori respiratori russanti senza effettivo scambio di aria.
È necessario fare attenzione a non scambiare questa possibile situazione con una
modalità respiratoria efficace o con una ostruzione delle vie aeree.
Quest’ultima può causare un respiro russante che cessa al momento in cui viene
iperestesa la testa. Il paziente in gasping deve essere trattato come un paziente in
arresto respiratorio.
Se vi è un dubbio che il paziente abbia una respirazione efficace o meno, deve
essere attuata la ventilazione artificiale.
ASSENZA DI CIRCOLO
Se alla valutazione non c’è respiro e non c’è circolo, il TL allerta o fa allertare il 118,
confermando che il paziente è incosciente e in arresto cardiocircolatorio, e iniziamo
le manovre di RCP, ossia rianimazione cardiopolmonare, alternando 30 compressioni
a 2 ventilazioni.
Per quanto?
L’RCP viene portata avanti fino a quando non abbiamo la ripresa del circolo, e quindi
fino a che non vediamo il paziente muoversi, tossire o respirare.
Al termine di 5 cicli, di 30 compressioni e 2 ventilazioni, se non c’è stata ripresa di
circolo, non ci si ferma, ma si continua.
L’unica cosa da sottolineare è che al termine dei 5 cicli, devo aver risposto a 3
domande:
1. Il paziente ha ripreso circolo?
2. E’ arrivato il medico (o l’ALS)?
3. Ce la faccio a continuare?
Se la risposta alle prime 2 domande è NO, e all’ultima SI, si continua, senza
interruzioni la rianimazione cardiopolmonare.
Nel caso in cui il TL durante la valutazione GAS, sia sicuro dell'arresto respiratorio,
ma non abbia la certezza dell'arresto cardiaco (non riesce a identificare chiaramente
l'assenza o presenza di movimento), si comporta come se il paziente fosse in arresto
cardiaco: è più dannoso evitare il massaggio cardiaco in un paziente in arresto, che
praticarne un ciclo in un paziente non in arresto.
POSIZIONE DEI SOCCORRITORI e RUOLI
Se siamo con un equipaggio di ambulanza e quindi sono a disposizione due
soccorritori, mentre il TL effettua le valutazioni, il secondo soccorritore, dopo aver
preparato il materiale, si pone alla testa del paziente, pronto per iniziare le
ventilazioni. Confermato l’arresto cardiorespiratorio, il primo soccorritore pone le
mani al centro del torace per iniziare il MCE.
QUINDI, CHI FA LE VALUTAZIONI (primo soccorritore o team leader)
MASSAGGIA, E L’ALTRO VENTILA.
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MASSAGGIO CARDIACO ESTERNO
Il massaggio cardiaco viene eseguito ponendosi innanzitutto nella posizione corretta:
al fianco del paziente, un ginocchio andrà all’altezza della sua spalla e l’altro
all’altezza del polso/bacino. Le mani vanno appoggiate esattamente al centro del
torace, una sopra l’altra (si possono tenere le dita incrociate o semplicemente una
mano appoggiata all’altra). Gomiti uniti e braccia estese. Il movimento non è di
spalle, ma fa fulcro sul bacino. Le compressioni devono essere tali da permettere al
torace di abbassarsi e rialzarsi di circa 4-5 cm o comunque 1/3 dello spessore del
torace del paziente. Ad ogni compressione, corrisponde un rilasciamento della stessa
profondità.
La frequenza giusta è di 100 compressioni al minuto. Il soccorritore deve
continuamente controllare il paziente durante l'esecuzione dell'RCP per verificare
l'eventuale ricomparsa di segni di circolo.
Le 30 compressioni vengono alternate alle 2 ventilazioni.
MASSAGGIO EFFICACE:
 comprimere lo sterno di circa 1/3 dello spessore della colonna ad ogni
compressione (in un adulto normale circa 4-5 cm)
 rilasciare completamente il torace al termine di ogni compressione
 compressione : rilasciamento = 1:1
 mantenere il punto di repere durante il rilasciamento
 tenere una frequenza di circa 100/minuto
PRINCIPALI CAUSE DI MASSAGGIO INEFFICACE
 punto di compressione scorretto: mani troppo alte o mani troppo basse
 compressioni troppo profonde o violente
 compressioni troppo superficiali
Nei primi due casi si possono provocare fratture costali, sternali, ma anche di organi
interni (cuore, vasi, polmone, fegato, milza).
Nel secondo caso non siamo in grado di provvedere con il massaggio all'adeguato
apporto di sangue a livello periferico e quindi non creiamo un circolo efficace.
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VENTILAZIONI
La respirazione può essere mantenuta con varie tecnica, tra cui:
BOCCA A BOCCA : mantenendo l’iperestensione della testa, l’indice e il pollice
provvedono a chiudere le narici della persona incosciente, che non respira.
Il soccorritore, posto di lato alla vittima, dopo aver eseguito una profonda
inspirazione, appoggiata la propria bocca su quella della vittima, espira lentamente,
controllando che il torace della persona soccorsa si sollevi.
L’insufflazione deve essere eseguita per due volte consecutive con la stessa modalità,
avendo cura fra la prima e la seconda insufflazione di staccare ed allontanare la
propria bocca da quella della vittima e di controllare che il torace torni nella
posizione di riposo.
RESPIRAZIONE BOCCA MASCHERA: si pratica utilizzando la maschera tascabile
(pocket-mask) che è composta da materiale trasparente, con un bordo pneumatico,
che facilita l’aderenza al viso della vittima. Posizionandosi lateralmente (un soccorritore) o alla test a del paziente (due soccorritori), si appoggia la maschera
cercando di farla aderire perfettamente al viso della vittima. Quindi l’insufflazione
si realizza senza contatto diretto fra la bocca del soccorritore (che viene posta
sull’apposito boccaglio) e la bocca del paziente.
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RESPIRAZIONE PALLONE (AMBU) MASCHERA (21% di O2): si pratica utilizzando il pallone autoespansibile, dotato di una maschera facciale sagomata ed adattabile al viso della vittima. La perfetta aderenza della maschera richiede la scelta di una
misura di maschera adeguata al paziente stesso. La camera della maschera deve essere gonfia al punto giusto. Il soccorritore si pone alla testa della vittima e tiene la maschera premuta, utilizzando il pollice e l’indice della mano sinistra. Le altre dita della
stessa mano agganciano e sollevano la mandibola del paziente. La mano destra comprime il pallone in modo da insufflare aria in quantità tale da ottenere il sollevamento
del torace.
Al pallone AMBU può essere collegato l’ossigeno a 10-12 l/min (40-50% di O2) e il
reservoir (80-90% di O2). Il reservoir è una sorta di sacchetto, che consente l’accumulo di ossigeno e ci permette quindi di aumentare la percentuale di ossigeno che
mandiamo al paziente ad ogni inspirazione.
Ogni ventilazione deve durare circa 1,5 secondi, e va a buon fine se osserviamo il torace sollevarsi.
Qualunque tecnica di ventilazione si utilizzi attenzione che ventilazioni troppo brusche possono gonfiare lo stomaco (e quindi provocare il vomito), lesionare gli alveoli, e nel caso in cui sia presente il circolo, bradicardizzare, fino all’arresto.
IL CAMBIO
Premesso che dopo circa due minuti, il massaggio di un soccorritore tende a diventare
inefficace per esaurimento fisico, il cambio dovrebbe essere effettuato almeno ogni
due minuti, che corrispondo circa ai 5 cicli.
Tuttavia il cambio può essere chiesto in qualsiasi momento se il soccorritore che sta
massaggiando ha dei problemi, è stanco o per qualsiasi altro motivo.
La richiesta del cambio avviene alla fine delle compressioni pronunciando la parola
“cambio”. Il soccorritore che è alla testa dà quindi le sue due ventilazioni, e poi si
sposta immediatamente davanti al compagno, avendo cura di allontanare il pallone
ambu in modo che non sia di intralcio, ma comunque a portata di mano per riprendere
subito le ventilazioni. Il soccorritore che sta massaggiando, effettua quindi 15 compressioni e l’altro, che nel frattempo è pronto e in posizione, effettua le altre 15 comManuale BLS
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pressioni per arrivare a 30. Ovviamente chi stava massaggiando deve prendere il posto alla testa ed essere pronto a ventilare
CANNULA DI GUEDAL O CANNULA OROFARINGEA
Per agevolarsi nella ventilazione e nel mantenimento della pervietà delle vie aeree, il
soccorritore di livello avanzato, ha a sua disposizione tra i presidi dell'ambulanza la
cannula orofaringea o di Guedal. Tale cannula può essere applicata al paziente privo
di coscienza e in assenza di riflessi faringei (altrimenti tenderà a rigettarla fuori dalla
bocca), dopo aver preso l'adeguata misura (dall'angolo della bocca al lobo
dell'orecchio).
La cannula viene inserita, mantenendo l'iperestensione della testa, con la punta che
guarda verso il palato fino a raggiungerlo. A questo punto si prosegue
nell'inserimento ruotando di 180°, in modo tale che la parte concava della cannula si
trovi verso il basso, a contatto con la lingua.
Una cannula della misura corretta e in sede, garantisce che la lingua si mantenga nella
posizione corretta, facilitando la pervietà delle vie aeree e quindi la ventilazione.
Se la cannula è troppo lunga è invece essa stessa a determinare l'ostruzione delle vie
aeree premendo sull'epiglottide, quindi la ventilazione diventa più difficoltosa.
Se la cannula è troppo corta, la fine della cannula solleva la base della lingua
peggiorando l'ostruzione determinata da quest’ultima.
La cannula orofaringea può essere posizionata solo dal soccorritore di livello
avanzato, durante il primo ciclo di RCP.
Il suo posizionamento è facoltativo, ma molto utile, per le motivazioni sopra elencate.
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DONNA IN GRAVIDANZA
Nel caso si debba soccorrere una donna in avanzato stato di gravidanza, si deve tener
presente che l’utero gravido, con la donna in posizione supina, tende a comprimere
l’aorta addominale e, soprattutto, la vena cava inferiore che riporta il sangue dalla
estremità inferiore del corpo al cuore. Quando questa viene schiacciata, si ha una
brusca diminuzione del ritorno venoso al cuore con conseguente crollo della
pressione arteriosa. Per questa ragione è necessario spostare l’utero dal centro
dell’addome mediante l’inserimento di un cuneo (ad esempio una giacca o una
coperta) posto sotto il fianco destro della paziente, in modo da ruotare la donna
leggermente sul fianco sinistro (è necessario rialzare il fianco destro di 10 – 15 gradi).
La lieve rotazione sul fianco non impedisce al soccorritore di effettuare il massaggio
cardiaco.
Tale rotazione deve essere mantenuta anche durante il trasporto della paziente in
ospedale.
MANOVRA DI DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE
Un corpo estraneo può procurare una ostruzione parziale o completa delle vie aeree.
Se l'ostruzione è parziale con sufficiente passaggio d'aria il paziente è in grado di tossire vigorosamente, di piangere e di parlare; è questa una situazione in cui dobbiamo
astenerci dall'eseguire delle manovre di disostruzione, ma bisogna:
- incoraggiare il paziente a tossire,
- possibilmente somministrare ossigeno
- trasportare comunque il paziente in Pronto Soccorso.
Se l'ostruzione è completa, o parziale con insufficiente passaggio di aria, il paziente
non tossisce, non riesce a parlare od a piangere, presenta cianosi rapidamente ingravescente. E' questa una situazione drammatica che richiede un rapido intervento del
soccorritore.
E' importante, appena si valuta l'insufficienza respiratoria, contattare o far contattare
la Centrale Operativa118.
La tecnica necessaria per disostruire le vie aeree di un adulto cosciente prevede la sequenza di 5 pacche interscapolari, alternate alla manovra di Heimlich eseguita 5 volte.
Pacche interscapolari: porre il paziente in piedi ed applicare 5 vigorosi colpi in sede
interscapolare con via di fuga laterale
Manovra di Heimlich: si può eseguire con paziente in piedi o seduto:
- porsi alle spalle del paziente e abbracciarlo dal dietro intorno alla vita
- porre una mano a pugno, con il pollice racchiuso tra le altre dita, tra ombelico e
sterno (bocca dello stomaco)
- sovrapporre l’altra mano al pugno
- eseguire delle compressioni vigorose con direzione antero-posteriore e dal basso verso l’alto (movimento a cucchiaio).
Occorre dunque alternare 5 pacche interscapolari a 5 manovre di Heimlich fino a
quando non si sia risolta l'ostruzione o il paziente non abbia perso coscienza.
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Se l’adulto diventa incosciente: accompagnarlo a terra e posizionarlo su un piano rigido
1. ispezionare il cavo orale e rimuovere, se possibile, l'eventuale corpo estraneo
2. se non è possibile evidenziare e rimuovere il corpo estraneo, iniziare la sequenza
BLS
3. dopo ogni minuto di BLS ispezionare il cavo orale, rimuovere se possibile il corpo
estraneo, altrimenti proseguire le manovre BLS, fino all’arrivo del soccorso avanzato
La perdita di coscienza, può essere motivo di espulsione del corpo estraneo per
rilasciamento dei muscoli.
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BLS: Basic Life Support Supporto Vitale di Base