SEMINARIO NAZIONALE
GARDONE RIVIERA (BRESCIA)
18/19/20 Ottobre 2010
Bambini rom,
Alunni rom
Scuola , lingue, culture
Seminario nazionale per
insegnanti, dirigenti,
referenti regionali per
l’intercultura
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Laboratori tematici
Esperienze a confronto
lavori di gruppo
Gruppo N.4
Costruire memoria, decostruire il pregiudizio.
Progetti di inclusione sociale
Coordinatore: Giovanna Grenga
MIUR DG Affari Internazionali
Elaborazione rapporto :
Antonella Ciaccio II C.D.“Don A. La Mela”Adrano
Alessandra Raimondo I.C.S. “Caronda” Catania
Presentazione di Donatella Sartini
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Obiettivi del gruppo di lavoro
Conoscere le indicazioni europee a
favore delle Comunità Rom per
 Combattere la discriminazione e
favorire lo sviluppo
 Condividere le “buone pratiche”
per la decostruzione dello
stereotipo
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Bandiera del popolazioni Romanì
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Fatti e cifre
I Rom rappresentano la più numerosa
minoranza etnica nei 27 Paesi dell’UE
 Sono circa 10-12 milioni i Rom che vivono
nei vari Stati membri, spesso in condizioni
di difficoltà.
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Concetti-chiave analizzati nel
gruppo di lavoro
Inclusione dei Rom
 No data no progress
 Povertà e diseguaglianza
 Fondo Sociale Europeo e Rom
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Comunicazione della Commissione
Europea del 7 aprile 2010
La Comunicazione riassume gli strumenti e le misure adottati
negli ultimi anni verso i Rom
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European Platform for Roma Inclusion
10 principi comuni per sviluppare iniziative di successo
Modifica dell’art. 7 del Fesr per lo sviluppo di alloggi per i
Rom
Finanziamenti per educazione primaria, prima
imprenditorialità, microcredito
Scambio di buone pratiche attraverso la piattaforma
EURoma
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Piattaforma Europea per l’inclusione dei Rom
10 principi di base comuni sull’inclusione dei Rom
1. Politiche costruttive pragmatiche non discriminatorie
2. Approccio mirato esplicito ma non esclusivo
3. Approccio interculturale
4. Mirare all’integrazione generale
5. Consapevolezza della dimensione di genere
6. Divulgazione di politiche basate su dati comprovati
7. Uso di strumenti comunitari
8. Coinvolgimento degli enti regionali e locali
9. Coinvolgimento della società civile
10. Partecipazione attiva dei Rom
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Fondo Sociale Europeo e Rom
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Un numero significativo di Stati Membri non considera i
Rom una minoranza etnica e di conseguenza non fornisce
sistematicamente dati su questa popolazione.
In questo caso i Rom possono sicuramente beneficiare
degli interventi del FSE a causa delle proprie condizioni
sociali ed economiche svantaggiate ma non sulla base
dell’etnicità in quanto tale.
A questo proposito vale la pena notare che i principi di
base comuni sull’inclusione dei Rom, adottati dal
Consiglio dell’Unione Europea nel 2009, sottolineano la
necessità di attuare azioni ben definite ma non esclusive.
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Promozione dei diritti di cittadinanza attraverso:
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Non etnicizzazione delle iniziative rivolte ai Rom
Identificazione della minoranza come portatrice
di cultura e di bisogni
Crescita progressiva della partecipazione delle
famiglie alla scolarizzazione
Azioni mirate a ridurre la fortissima dispersione
scolastica
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No data no progress

La raccolta di dati essenziali (allievi
studenti genitori cittadinanza stato luogo di
nascita gruppo etnico affiliazione)
permette la raccolta di dati di grande
rilievo, ne consente la comparazione ed
evita ingiustificate generalizzazioni basate
su dati quantitativi aggregati in modo
indifferenziato
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Mancanza di dati e inadeguata
allocazione di risorse
L’assunzione di responsabiltà dei decisori
politici verrebbe favorita da informazioni
quali ad esempio:
 Comunicazione dei dati delle rilevazioni
richieste alle Scuole
 Favorire la formazione di piattaforme e
scuole in rete per effettuare un
monitoraggio dei percorsi scolastici degli
alunni “itineranti”
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Modalità operative nella Scuola
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Didattica attiva e individualizzata (Italiano come
L2 in tutte le forme di flessibilità operative
realizzabili)
Approccio esplicito verso i gruppi svantaggiati ma
non esclusivo rivolto quindi anche a
Migranti,Rom, Sinti, Camminanti
Raccolta di dati attendibili
Attuale debolezza: eterogeneità di approcci nella
strategia di rilevazione dati
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Azioni per la decostruzione dello
“stereotipo – Rom”
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Attenzione a tutti i gruppi vulnerabili sempre
attraverso azioni integrate
Azioni di contrasto alla disgregazione sociale e
all’abbandono scolastico
Educazione interculturale
Riconoscimento della legalità come valore
Distinguo tra la legittima condanna del crimine da
chiunque agito e il perdurare del pregiudizio
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Educazione non formale degli
adulti rom
Focalizzata su ciascun partecipante
 Flessibilità organizzazione mirata del
programma educativo
 Apprendimento diretto all’occupazione
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Alfabetizzazione delle donne Rom
– Tutti i dati mostrano che investire
nell’alfabetizzazione delle donne frutta alti ritorni in
termini di sviluppo
– L’alfabetizzazione modifica la vita delle donne, delle
loro famiglie, comunità e società.
– Donne acculturate hanno più possibilità di mandare i
loro bambini, specialmente le loro bambine, a scuola
– Le donne alfabetizzate diventano economicamente più
indipendenti e più coinvolte nel tessuto sociale,
politico e culturale del proprio Paese.
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Alcune buone pratiche messe in atto dalle scuole
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Attivazione di rapporti con i rappresentanti della
comunità rom, attraverso lo sviluppo di modalità di
cooperazione tra gagè e rom per combattere il fenomeno
della dispersione scolastica
Valorizzazione della cultura rom per aumentare la
partecipazione e l’apprendimento linguistico e
disciplinare
Utilizzo delle arti applicate per suscitare interesse e
coinvolgimento
Formazioni di classi eterogenee per facilitare la
disgregazione di gruppi contrapposti
Destinazione prioritaria del fondo d’Istituto per
l’integrazione degli alunni rom, se presenti nella scuola
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L’impatto delle “buone pratiche”
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Gli alunni rom e non rom acquisiscono altri
linguaggi e nuove forme di espressione
Gli studenti più deboli partecipano di più
Chi sta ‘indietro’ perde progressivamente timore
nelle nuove attività didattiche
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la Campagna “DOSTA”

iniziativa di sensibilizzazione per
combattere i pregiudizi e gli stereotipi nei
confronti dei Rom e Sinti, promossa dal
Consiglio d’Europa e coordinata e
finanziata in Italia dall’Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) del
Ministero per le Pari Opportunità.
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Costruire memoria, decostruire il pregiudizio. Progetti di inclusione