Le Cue‐Bid Cosa sono Sono dichiarazioni di avvicinamento allo slam, servono infatti per controllare se esiste la possibilità di dichiarare un contratto di slam. Vengono effettuate a livello alto (normalmente a livello di 4, raramente a livello di 3), ma non prima che sia stato inequivocabilmente stabilito il colore di atout. Non sono dichiarazioni naturali poiché non mostrano lunghezza nel colore licitato ma, viceversa, il controllo del colore stesso, inteso come capacità di vincere una presa in modo naturale (Asso o Re) o con un taglio (vuoto o singolo). Non sono indicate per dichiarare un contratto a “senza atout” in quanto le cue‐bid indicano solo gli onori di testa ma non i valori intermedi – necessari per un contratto a senza – come le Donne, i Fanti ed i Dieci. Oltretutto, se non è stato stabilito un colore di atout, non può neppure partire il meccanismo delle cue‐bid. Per poter dichiarare correttamente uno slam occorre accertare la presenza di questi requisiti: ‐ la forza, sulla linea i punti onori devono essere adeguati (30 punti, che possono diminuire solo in presenza di distribuzioni particolari); ‐ che il colore di atout sia sufficientemente solido, in maniera da non dover cedere due prese agli avversari; ‐ che i tre colori laterali siano tutti controllati, al primo o quantomeno al secondo giro, in modo da evitare che gli avversari incassino, sull’attacco, le prime due prese. Le cue‐bid consentono di verificare, con precisione, il sussistere del primo e del terzo dei requisiti sopra descritti. E’ proprio questa la loro utilità, non consentono però di controllare la solidità del colore di atout, resta comunque il fatto che chi innesta la prima cue‐bid, aprendo la fase di avvicinamento allo slam, lascia trasparire una certa tranquillità per quanto riguarda il colore di atout. Il tipo di controllo Le cue‐bid moderne vengono denominate cue‐bid miste, poiché mostrano, nel colore licitato, sia un controllo di 1° giro (Asso o vuoto), sia un controllo di 2° giro (Re o singolo). L’applicazione delle sole cue‐bid di 1° giro è da considerarsi restrittiva e quindi meno efficace delle cue‐bid miste. Ogni singola cue‐bid può pertanto provenire da una delle seguenti situazioni: ‐ Asso = controllo di 1° giro tramite presa naturale ‐ Vuoto = controllo di 1° giro tramite taglio ‐ Singolo = controllo di secondo giro tramite taglio ‐ Re (anche scartinato) = controllo di 2° giro tramite presa naturale ‐ Asso e Re = doppio controllo 1° e 2° giro tramite presa naturale ‐ Asso secco = doppio controllo (presa e successivo taglio) Resta evidente che la cue‐bid effettuata con il Re non garantisce la certezza di fermare il colore al secondo giro, a meno che il Re non sia singolo o meglio ancora accompagnato dalla Donna. Questa è quindi l’unica cue‐bid incerta e, come tale, potrebbe creare dei problemi. Gli avversari avrebbero infatti la possibilità di attaccare direttamente nel colore, ed il re (del morto) rischierebbe di essere immediatamente catturato dall’Asso del terzo di mano. in questo caso sarebbe meglio che lo slam venisse giocato dal possessore del Re pericolante, così da non poter essere catturato direttamente sull’attacco, permettendo così al dichiarante di prendere le opportune contromisure. Altre volte in fase licitativa un avversario “contra” la cue‐bid di Re (per indicare al compagno il colore d’attacco) rivelando in questo molo la posizione, favorevole o sfavorevole, dell’Asso. A questo punto è possibile decidere di recedere dalla dichiarazione dello slam o quantomeno preoccuparsi che l’evidente pericolo abbia una sua soluzione. Il possesso di Asso e Re nel colore, o anche dell’Asso singolo, consente di fermare il colore sia al 1° che al 2° giro pertanto costituisce motivo di assoluta tranquillità nel colore stesso, per evidenziare questa situazione, il possessore del doppio controllo dovrà, se necessario, effettuare due cue‐bid nel colore. Come si riconoscono Molti principianti sono restii ad applicare le cue‐bid, perché terrorizzati dall’idea che il compagno possa non capire che si tratta proprio di una cue‐bid e passare in modo disastroso, costringendo la linea a giocare contratti assurdi. In realtà questa paura è assolutamente ingiustificata, infatti, per effettuare la prima cue‐bid, è necessario che sia stato inequivocabilmente fissato il colore di atout, nel senso che lo stesso è stato palesemente appoggiato dal compagno. Si dice in questo caso che l’atout è stato fissato in modo esplicito. Facciamo qualche esempio: Es.: 1 Nord Est
Sud Ovest 2 pas
3 pas
4 pas
4
ecc.
Sistema naturale apertura di 2 forte; l’appoggio a 3 picche di Sud è forzante a manche e invitante a slam, Nord che non rifiuta la possibilità di dichiarare lo slam, apre il ciclo delle cue‐bid con il colore immediatamente successivo, mostrando il controllo di 1° o 2° giro a fiori. Dopo l’esplicito appoggio nel colore di apertura, non esiste alcuna possibilità di equivoco: l’atout sarà inequivocabilmente picche. Sud accetta l’invito e prosegue il ciclo delle cue‐bid a cuori, evidenziando però la mancanza di controllo a quadri. Nord pertanto è avvisato che lo slam è ancora possibile, ma solo se lui stesso sarà in grado di controllare le quadri, in caso contrario occorrerà chiudere frettolosamente a 4 picche. Es. 2 Nord Est
Sud Ovest 1 pas
2 pas
2 pas
3
pas
4 pas
4
fine
Anche in questo caso l’appoggio a salto a 3 picche rappresenta un chiaro invito a slam con fit 4 nel colore di atout. Nord effettua la prima cue‐bid a 4 quadri, denunciando mancanza di controllo a fiori, anche Sud non possiede controllo a fiori e per questo chiude immediatamente a manche. Nonostante la grande quantità di punti, mancano nelle due mani l’Asso ed il Re di fiori e nessuno dei due giocatori possiede il singolo o vuoto nel colore. La slam verrebbe sicuramente battuto sull’attacco. Es. 3 Nord Est
Sud Ovest 1 pas
1 pas
3 pas
4
pas
4 ecc..
Nord mostra appoggio quarto a cuori e mano di rever, Sud che possiede forza di apertura, vede la possibilità di slam ed apre il ciclo delle cue‐bid con 4 fiori. La prima cue‐bid avrebbe dovuto essere 3 picche (caso raro di cue‐bid a livello di 3) ma essa è stata saltata. Nord, nonostante sia stato avvisato che il compagno non possiede controllo a picche, prosegue il ciclo delle cue‐bid con 4 quadri. Quest’ultima è pertanto una cue‐bid di valore doppio, in quanto promette esplicitamente il controllo a quadri ma, al tempo stesso, garantisce per ovvia deduzione, anche il controllo a picche. Negli esempi fino ad ora visti, il colore di atout era stato concordato dal rispondente o dall’apertore, pertanto queste si chiamano cue‐bid con atout esplicito. Facciamo ora qualche esempio nel quale l’atout non viene esplicitamente fissato, ciò nonostante risulta talmente ovvio il colore scelto come atout, che non si può pensare che la prima cue‐bid non venga riconosciuta come tale. Es. 4 Nord
Est
Sud
Ovest
1SA pas
2
pas
2
4
pas
pas
4
5
pas
pas
5
pas
6
fine Con l’interrogativa Stayman Sud ha riscontrato la quarta di picche del compagno, non si può certo pensare che il 4 fiori di Sud sia una dichiarazione naturale proveniente da un colore lungo: (in questo caso avrebbe usato la Stayman ripetuta a 3 fiori per saperne di più sui resti dell’apertore). Nessuno del resto scavalcherebbe il contratto di 3 senza così frettolosamente. Si tratta pertanto di una cue‐bid con atout implicito, Sud infatti possiede buon appoggio a picche e velleità di slam. Il riporto di Nord a 4 picche non significa che egli manca di controllo a quadri e a cuori (sarebbe inverosimile dato il punteggio di apertura), Nord intende dire che la sua apertura di 1 senza contiene punteggio minimo e carte inadatte allo slam (scarsi valori di testa). Probabilmente anche la sua situazione in atout è scadente. Nord quindi rifiuta il ciclo delle cue‐bid per scoraggiare il compagno dal dichiarare lo slam. Ciò nonostante Sud continua ugualmente la sua indagine di avvicinamento allo slam, questo vuol dire che la sua forza è tale da supplire al punteggio minimo del compagno. Proseguendo il ciclo delle cue‐bid (5 quadri) egli rivelerà che la sua unica preoccupazione risiede in un colore (le cuori) nel quale non possiede alcun controllo. Lo slam sarà dichiarabile solo se l’apertore, finalmente, mostrerà il fermo in tale colore. Es.: 5 Nord Est
Sud Ovest 3 pas
4 ecc..
Dopo che Nord ha mostrato 7 carte di picche con due onori maggiori e mano di sottoapertura, è assolutamente impensabile che il suo compagno preferisca giocare le fiori invece delle picche. Il 4 fiori pertanto non può che essere la prima cue‐bid del ciclo di avvicinamento allo slam (con atout implicito). Es. 6 Nord
Est
Sud
1SA pas
2
pas
2SA pas
3
pas
4
Ovest
ecc..
Il 3 picche di Sud cerca appoggio terzo e forza a manche. Può anche essere che Sud non abbia velleità di slam ma deve solo scegliere fra 4 picche e 3 senza. Ciononostante l’apertore, che possiede buon appoggio terzo onorato a picche e valori laterali di testa, anticipa la sua cue‐bid più economica, semplicemente per guadagnare tempo, per quei casi nei quali il compagno è veramente intenzionato ad indagare per lo slam. Se così non fosse poco importa, Sud chiuderà semplicemente a manche. Del resto questa cue‐bid era gratuita ed infatti viene denominata cue‐bid di cortesia. In ogni caso non c’era alcuna possibilità di equivoco dal momento che Nord, senza appoggio a picche, era tassativamente obbligato a dichiarare 3 senza. Es.: 7 Nord Est
Sud Ovest 1 pas
1 pas
3 pas
4
ecc..
Quest’ultimo esempio è volutamente più delicato, ma serve per chiarire un concetto fondamentale delle cue‐bid. Se Sud avesse avuto realmente lunghezza a fiori avrebbe chiuso a 3 senza, non si può neppure ipotizzare che 4 fiori sia un “quarto colore forzante” in quanto, il quarto colore chiede un fermo nel colore licitato, per poter giocare la manche a senza, ma in questo caso il 3 senza è stato scavalcato. Per questo motivo il 4 fiori non può che essere una cue‐bid. Ma qual è il colore implicito di atout: cuori o quadri? In questo caso, ma anche in tutti i casi simili, basta fare un semplice ragionamento, quale dei due colori Sud avrebbe potuto appoggiare senza rischiare il passo? Analizziamo: Le quadri potevano essere appoggiate esplicitamente, a livello di 4 (non passabile), oppure direttamente a manche. Licitare invece cuori si rischiava il passo dell’apertore in quanto: 3 cuori sarebbe risultato un riporto debole, mentre 4 cuori chiusura a manche; due licite passabili. Ecco perché il 4 fiori deve essere inequivocabilmente intesa come cue‐bid, con atout implicito a cuori. La filosofia delle cue‐bid Grazie agli esempi sopra citati, siamo ora in grado di riassumere e chiarire la filosofia che guida l’utilizzo e la corretta applicazione delle cue‐bid. Le cue‐bid servono a: ‐ Comunicare al compagno la propria disponibilità ad una eventuale avvicinamento allo slam. ‐ Verificare la disponibilità del compagno ad accettare un accostamento allo slam. ‐ Controllare la fattibilità per un possibile conseguimento del contratto di slam. La regola comportamentale di base è quindi la seguente: 1) chi apre il ciclo delle cue‐bid, mostra (grazie alla forza e/o distribuzione della sua mano), l’intenzione di conseguire un contratto di slam ma, contemporaneamente, di non avere ancora la certezza che lo stesso possa essere dichiarato. 2) Se il compagno collabora al ciclo, effettuando anch’egli la sua prima cue‐bid, dichiara di possedere una forza non minima. 3) Se il compagno, viceversa, non possiede forza aggiuntiva, deve rifiutare il ciclo di accostamento alla slam e riportare immediatamente in atout. Se l’apertore possiede, per esempio, 15 P.O., non potendo fare al secondo giro una dichiarazione di rever , non riuscirà a comunicare la sua forza al compagno. Se anche il compagno possiede 15 punti, pur forzando a manche, non potrà da solo pensare allo slam (risulterebbe irrealizzabile con un’apertura di 12 P.O.). Ecco quindi che le cue‐bid costituiscono l’unica possibilità di accertare la forza supplementare di entrambi i giocatori. Alla prima occasione valida, uno dei due proporrà la prima cue‐bid che pertanto diventa una cue‐bid propositiva (nel senso che propone lo slam), ed il suo compagno avrà la facoltà di decidere per il meglio. Vediamo ora di approfondire con ulteriori esempi, le varie tipologie di cue‐bid: Es. 8 Nord
1 Est
Sud
Ovest
pas
2
pas
3
4
pas
pas
3
5
5
pas
6
pas
pas
fine Nord realizzando il positivo del rispondente, garantisce almeno 15 punti e forza di manche, Sud apre il ciclo delle cue‐bid con 3 picche, manifestando una certa disponibilità allo slam. Nord rifiuta di collaborare e riporta a manche, comunicando di possedere il minimo di quanto richiesto (15 punti). Con un punteggio di solo 13‐14 punti, Sud dovrebbe abbandonare ogni velleità di slam. Egli invece insiste con una nuova cue‐bid a fiori, che assume l’aspetto di cue‐bid imperativa. Il suo infatti non è un problema di punti, sui quali si sente sicuro, ma di totale mancanza di controllo a quadri. Nord a questo punto non può esimersi dal proseguire con le cue‐bid, (5 quadri). Senza controllo in questo colore avrebbe riportato la dichiarazione a 5 cuori, evitando chiaramente uno slam destinato ad essere battuto dall’attacco di Asso e Re di quadri. Es. 9 Nord
Est
Sud
Ovest
1 pas
1
pas
2SA pas
3
pas
4
pas
4
fine
Nord annuncia con il 2SA di possedere una mano bilanciata di rever (19‐20punti), mentre Sud dichiara la sua bicolore con almeno 5 carte di picche e 4 di cuori con una sequenza naturale forzante. Il 4 fiori di Nord, che scavalca il 3SA, non vuole mostrare la quinta di fiori, che non interesserebbe a nessuno; quindi si tratta di una cue‐bid; poiché l’apertore ha già avuto modo di chiarire molto bene sia la distribuzione che la forza della sua mano, si rimette alla decisione del suo compagno per avvicinarsi allo slam. Questa pertanto è da considerarsi come una cue‐bid di cortesia, in quanto l’apertore non sa se il compagno ha velleità di slam, e nel dubbio, interroga in proposito. Il colore di atout è ancora una volta implicito ma, anche in questo caso, possiamo individuarlo con grande facilità. Se l’atout fosse picche, Nord avrebbe potuto fissarlo licitando 3 picche, (in situazione ovviamente forzante), l’atout sottinteso è pertanto cuori, che non poteva essere fissato se non chiudendo a manche con 4 cuori. Questa sequenza licitativa serve per confermare il principio della precedenza all’appoggio. Sud, che questa volta non ha velleità di slam, chiude a manche, altrimenti avrebbe proseguito il ciclo delle cue‐bid a 4 quadri o, in alternativa a 4 picche, mostrando desiderio di slam ma assenza di controllo a quadri. Es.10 Est
pas
pas
Sud
1
3
Ovest
pas
pas
3
pas
3SA pas
4
pas
4
pas
4SA ecc.. Nord
1
2
Il 3 fiori di Sud, che ha ricevuto l’appoggio a picche, non è subito riconoscibile come cue‐bid, ma viene interpretato da Nord come Trial bid (tentativo di manche). Nord pensa quindi che il compagno ha 10‐11 P.O., con valori a fiori, che creano una sorta di doppio fit (con sistema naturale) e la speranza di poter dichiarare la manche a 4 picche. Questo è del resto il significato classico della Tria bid. L’apertore con mano minima riporta a 3 picche, mostrando di non poter raccogliere l’invito a manche. Se viceversa, possiede una buona mano ed è pertanto favorevole a dichiarare la manche, deve ricordarsi che, a volte, dietro l’apparente trial bid del compagno, si nasconde invece una cue‐bid anticipata. Pertanto non deve chiudere repentinamente a 4 picche, che sprecherebbe un gran numero di spazio, ma manifestare la sua disponibilità con una cue‐bid economica, ottenendo lo stesso risultato con maggior precisione. Se poi il 3 fiori era una semplice trial bid, sarà cura di Sud interrompere il dialogo chiudendo a manche. Le cue‐bid anticipate, che inizialmente devono essere interpretate come Trial bid, sono quindi delle cue‐bid ambigue. Nell’esempio in questione, Nord accetta l’invito a manche facendo una cue‐bid a quadri, il 3SA di Sud non è una licita naturale, visto il fit a picche ed il probabile fit anche a fiori, ma contiene un significato particolare ed interessante. Viene denominata cue‐bid generica e di spinta e serve ad incoraggiare ulteriormente il compagno allo slam, chiedendogli di proseguire con le cue‐bid. E’ da considerarsi quindi una cue‐bid come le altre pur non avendo licitato alcun colore. Inoltre serve per guadagnare spazio consentendo al compagno di eseguire nuove cue‐bid al livello più basso. Sud, che ora sta chiaramente invitando a slam non avendo chiuso a 4 picche, conferma che il suo 3 fiori era una cue‐bid anticipata ma, avendo saltato le cuori denuncia assenza di controllo in quel colore. Avrebbe potuto anche dichiarare 3 picche, che sarebbe stato ugualmente forzante, ma avrebbe “spinto” di meno verso lo slam. Il successivo 4 fiori di Nord, che prosegue il ciclo di avvicinamento, è quindi una cue‐bid di valore doppio, poiché oltre a mostrare il controllo a fiori, garantisce anche quello di cuori, controllo negato dal compagno. Questa pertanto è una cue‐bid che mostra due controlli in un colpo solo. Sarebbe inutile avvicinarsi allo slam sapendo di dover pagare subito Asso e Re di cuori sull’attacco. Il 4 cuori di Sud costituisce un raro esempio di cue‐bid di 3° giro; egli infatti aveva appena saltato le cue‐bid a cuori, negando il controllo nel colore, ora invece ne approfitta per manifestare il possesso della Donna di cuori o del doubleton. Il 4SA è invece una normalissima richiesta d’Assi, alla quale il compagno risponderà secondo la versione Blackwood adottata dalla coppia. In proposito occorre precisare che molti esperti sono restii a conservare la richiesta d’Assi dopo che sono iniziate le cue‐bid. Per essi la dichiarazione di 4SA, ed anche quella di 3SA, costituisce a sua volta una nuova cue‐bid del ciclo, che mostra il controllo nell’ultimo colore dichiarato dal compagno. Per questo motivo prende il nome di controcubid. Nel corso della presente esposizione, si preferisce tuttavia lasciare che il 4SA sia una normalissima richiesta d’Assi e che il 3SA, quando non di significato naturale, sia una generica spinta verso la slam. Dal momento che le cue‐bid possono provenire anche da controlli di 2° giro (singoli o Re), si ritiene più sicuro conservare la possibilità di controllare l’esatto numero di Assi. Es.11 Nord
1
2
Est
pas
pas
Sud
2
3
Ovest
pas
pas
3SA
pas
4 ecc.. In questa sequenza, simile ad una già analizzata in precedenza, il 3 picche di Sud rappresenta un chiaro invito a slam, ed il 3SA di Nord trasmette il seguente messaggio: “non sono particolarmente favorevole allo slam ma, comunque, le mie carte non sono così brutte da consigliare una drastica chiusura a manche, quindi se vuoi indagare ugualmente per lo slam ti lascio lo spazio necessario” In questo caso la spinta di Nord è molto più debole ma comunque non è un netto rifiuto. Sud nell’esempio decide di aprire le indagini. Tipologia delle cue‐bid Vediamo ora di riassumere tutti i tipi di cue‐bid incontrati nei vari esempi, elencandoli con ordine. Cue‐bid propositiva: prima cue‐bid del ciclo, proposta in una situazione licitativa nella quale l’apertore o il rispondente, non hanno potuto precisare con esattezza il loro punteggio; serve per l’appunto per chiedere al compagno la disponibilità per una dichiarazione di slam. (vedi es.:n°1, 4, 7, 8, 13, 18, 19 e 20) collaborativa: seconda cue‐bid del ciclo, fatta dal compagno di chi ha iniziato il ciclo, il quale accetta l’invito all’avvicinamento allo slam, manifestando una buona situazione di punteggio. (vedi es.: n°1, 10, 11, 13, e 18) imperativa: prima cue‐bid del ciclo, fatta in una situazione licitativa nella quale il compagno del proponente, ha già chiarito con precisione la sua fascia di punteggio (debole), pertanto quest’ultimo non ha più bisogno di dare o negare la disponibilità, deve solo collaborare elencando i propri controlli nei colori. Questa cue‐bid può anche essere fatta come seconda cue‐bid del proponente, a seguito di un primo rifiuto alla collaborazione. (vedi es.:n°2, 3, 4, 5, 8, 14, 15, 16, 17 e 19) di cortesia: prima cue bid del ciclo, proposta da chi a già chiarito il tipo di mano ed il punteggio, senza sapere se il compagno è interessato allo slam. Viene proposta unicamente allo scopo di risparmiare spazio licitativo. (Es.: n°6, 9, e 12) ambigua: prima cue‐bid del ciclo, fatta a livello insolitamente molto basso (2 o 3), che pertanto deve essere assunta inizialmente come una trial‐bid (tentativo di manche); l’eventuale accettazione del proseguimento a manche, dovrà essere comunque manifestata con una vera cue‐bid in un nuovo colore, e non chiudendo direttamente a manche. (Es.: n°10) generica di spinta: fatta esclusivamente dichiarando 3 senza, dopo che è stato accertato il fit in un nobile ed è già partito il ciclo delle cue‐bid o ci sono quantomeno i presupposti per l’accostamento allo slam. (Es.: n°10 e 11) di valore doppio: fatta all’interno di un ciclo nel quale il compagno ha evidenziato mancanza di controllo in un colore, in questo caso mostra controllo nel colore licitato ed in quello saltato. (Es.:n°3, 10, e 13) Ed ora per rafforzare quanto appena appreso continuiamo con qualche altro esempio: Es.12 Nord
Est
Sud
Ovest
2SA pas 3 pas 3 pas 3 pas 4 ecc.. Il 3 fiori si Sud è Stayman ed il 3 picche mostra 5 carte nel colore e cerca appoggio terzo. Il 4 fiori non può essere un riporto nel colore, ma una cue‐bid di cortesia, che mostra buon appoggio onorato. Es.13 Nord
Est
Sud
Ovest
1 pas 2 pas 3 pas 4 pas 4 ecc.. Il 2 cuori di Sud è un salto forte che mostra una monocolore almeno sesta, contenente 2 onori maggiori e forza di manche. L’appoggio immediato a 3 cuori promette almeno 3 carte oppure un onore secondo. Il 4 fiori è una cue‐bid propositiva a fronte della quale Nord, con apertura minima, potrebbe anche frenare riportando in atout. Il 4 quadri è pertanto una cue‐bid collaborativa e di valore doppio, in quanto promette anche il controllo a picche (colore saltato da Sud). Es.14 Est
pas
pas
Sud
2
3
Ovest
pas
pas
4
pas
4 pas
4SA
pas
5
ecc..
Nord
2
2
Dopo l’apertura Crodo (forcing manche), Sud mostra di possedere l’Asso di cuori e successivamente appoggia le picche del compagno. Data la forza delle aperture Crodo, è giusto considerare il 4 fiori come cue‐
bid imperativa che costringe quindi il compagno a proseguire il ciclo anche con mani molto povere. Avendo Sud già mostrato l’Asso di cuori, il suo 4 cuori mostra il doppio controllo nel colore. L’apertore ora chiede i Re con il 4 senza. Ma il rispondente nega il possesso di Re. Il doppio controllo a picche deve essere allora obbligatoriamente costituito dall’asso secco. Es.15 Nord
1
2
Est
pas
pas
3
pas
Sud
1
2
4 4
pas
4
Ovest
pas
pas
pas
fine Nord ha mostrato una bicolore quadri‐fiori non di rever, ma sul 2 cuori del compagno (quarto colore forzante) che allunga le picche, appoggia a salto le picche mostrando un punteggio vicino al rever (probabilmente con questa distribuzione: 5 quadri, 4 fiori, 3 picche ed una sola cuori). Il 4 fiori di Sud è una Cue‐bid imperativa, in quanto Nord ha già chiarito la sua forza e distribuzione con buona precisione. Il 4 cuori di Nord, non può essere detto per ribadire il singolo nel colore, visto che ciò era già chiaramente deducibile dalle licite precedenti (mai ripetere due volte la stessa cosa). Esso deve quindi mostrare il doppio controllo nel colore, molto probabilmente si tratta di una chicane; raramente potrebbe trattarsi dell’Asso secco. L’apertore ha tuttavia saltato il controllo a quadri, nonostante quello sia il suo colore più lungo; non possiede quindi né l’Asso né il Re. Anche Sud, non controlla questo colore, pertanto chiude frettolosamente a 4 picche. Cue‐bid contrata dall’avversario A volte accade che, durante il ciclo di accostamento allo slam, un avversario contri una delle vostre cue‐bid per richiedere al compagno di attaccare in quel colore. Di solito egli possiede l’Asso o il Re o, meglio ancora, una qualsiasi coppia di onori maggiori nel colore, che rendono gradito l’attacco iniziale in quel colore. Molto raramente il contrante possiede il vuoto, che consentirebbe il taglio iniziale. Se questa informazione è vitale per la coppia avversaria, è sicuramente molto interessante anche per la linea in attacco, la quale potrebbe addirittura rinunciare allo slam. A volte, viceversa, questo contro certifica la posizione favorevole di una carta pericolosa e finisce, al contrario, per favorire l’avvicinamento allo slam. Esiste comunque una regola ben precisa, universalmente riconosciuta, che consente di proseguire il ciclo delle cue‐bid, utilizzando per giunta il contro avversario come pretesto per meglio chiarire la situazione in quel colore. Essa prevede che il giocatore che segue il contro: ‐ dica passo se possiede un controllo di 2° giro nel colore (Re o singolo); ‐ dica surcontro se possiede controllo di 1° giro nel colore (Asso o vuoto); ‐ faccia una qualsiasi altra dichiarazione, sia essa un riporto oppure una nuova cue‐bid, se non possiede controllo nel colore contrato. Il ciclo delle cue‐bid non viene quindi, né interrotto né danneggiato da questi contro, che, viceversa, consentono ulteriori precisazioni senza spreco di spazio. Surlicita come cue‐bid Se all’inizio della sequenza licitativa uno degli avversari interviene a colore, può succedere che l’inizio del ciclo delle cue‐bid, inizi proprio con la surlicita del colore d’intervento. Questo intervento, il più delle volte, non comporta alcuna variazione in merito allo schema classico delle cue‐bid, in quanto solo casualmente la prima cue‐bid corrisponde al colore avversario. Esempio: n°16 Nord
1
4
Est
2
Sud
3
Ovest
pas
ecc.. Sud ha mostrato appoggio quarto e circa 10‐11 punti. Nord possiede mano di rever ed intravede lo slam. La prima cue‐bid viene effettuata solo casualmente nel colore licitato dagli avversari, inoltre questa è una cue‐
bid imperativa, in quanto il compagno dell’apertore ha già mostrato con precisione la sua forza. n°17 Nord
1
3
Est
2
pas
Sud
2
4
Ovest
pas
ecc..
Il colore di cuori è stato esplicitamente fissato come atout, seppure in situazione non forzante. Nord possiede apertura minima altrimenti avrebbe mostrato implicitamente l’appoggio a cuori con una surlicita immediata a 3 fiori, creando una situazione forcing manche. Sud tuttavia ha una mano molto forte (almeno 17 punti o equivalente in distribuzione), ed essendo intenzionato ad andare a slam, apre il ciclo delle cue‐bid. Anche questa è una cue‐bid imperativa (4 fiori) evidenziando inoltre la mancanza di controllo a picche. La prosecuzione del ciclo sarà quindi subordinata alla possibilità, da parte dell’apertore, di controllare le picche. Alcune volte, gli interventi avversari alzano rapidamente il livello licitativo, riducendo al minimo lo spazio residuo. In questi casi può succedere che non sia più possibile fissare comodamente il colore d’atout, pertanto l’unica possibilità che rimane per invitare il compagno a slam, è una generica surlicita (ad alto livello). Per questo motivo tale surlicita non può essere considerata la prima cue‐bid di un ciclo. Ma semplicemente un forte invito per lo slam, infatti chi surlicita potrebbe (in casi rari) non avere il controllo nel colore surlicitato. Se il compagno intende però raccogliere l’invito, può effettuare la prima cue‐bid vera, aprendo il ciclo di accostamento. Esempio: n°18 Nord
2
4
Est
3
ecc..
Sud
4
Ovest
contro
Sud, a fronte dell’apertura forte del compagno, possiede buon appoggio onorato a picche e possibilità di slam. A causa dell’intervento avversario, l’appoggio naturale a 3 picche risulterebbe competitivo ma non forzante, mentre 4 picche chiusura a manche. Pertanto Sud non ha altra scelta che surlicitare, se vuole fissare le picche come colore di atout, ed invitare il suo compagno a slam. Il più delle volte chi effettua la surlicita possiede anche il fermo nel colore surlicitato, e per questo motivo può essere considerata la prima cue‐bid propositiva. Nel nostro esempio Ovest contra la surlicita, mostrando di gradire l’attacco a fiori. Nord, che potrebbe rifiutare l’invito a slam e chiudere a manche, effettua invece una cue‐bid collaborativa a quadri. Egli tuttavia, nel pieno rispetto delle regole comportamentali, descritte precedentemente, mostra la totale assenza di controlli a fiori. Se avesse avuto il controllo nel colore sarebbe passato (controllo di 2°giro) oppure avrebbe addirittura surcontrato (controllo di 1° giro). Altro esempio: n°19 Nord
1
4
Est
3
Sud
4
Ovest
pas
pas
4
ecc.. Anche in questo caso lo spazio licitativo è limitato, l’appoggio a 3 cuori sarebbe stato invitante ma passabile, mentre la chiusura a manche avrebbe probabilmente messo fine alla licita. Un nuovo colore avrebbe avuto significato naturale e non di cue‐bid. Per invitare a slam non resta altro che una generica surlicita che, possiamo comunque considerare come cue‐bid propositiva. Nulla per ora si sa della situazione di Sud nei colori laterali. Questa volta l’apertore rifiuta l’invito a slam chiudendo a 4 cuori, ma Sud impone la sua cue‐
bid imperativa licitando 4 picche. Egli probabilmente è trattenuto dal dichiarare lo slam solo dalla mancanza di controllo a fiori. n°20 Nord
1
3
Est
1
ecc.. Sud
2
Ovest
2
Se Nord avesse appoggiato le cuori del compagno con un rialzo naturale a 3, avrebbe mostrato apertura minima, autorizzando addirittura il compagno al passo. Se avesse viceversa voluto appoggiare implicitamente le cuori, creando una situazione forzante a manche, avrebbe sicuramente utilizzato la Trial‐
bid a fiori che, tra l’altro, non avrebbe neanche garantito controllo nel colore. Con la surlicita a 3 picche l’apertore intende proprio aprire il ciclo di avvicinamento allo slam con una vera e propria cue‐bid propositiva. (probabilmente vuoto nel colore). 
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Le Cue-Bid - Bridge Club Paderno Dugnano