C.A.I. S.A.T.
SEZ. LEDRENSE
programma 2014
Saluto del Presidente
“Chi più alto sale, più lontano vede;
chi più lontano vede, più a lungo sogna”
W. Bonatti.
Cari Soci e amici,
proponendovi come inizio un pensiero di Walter Bonatti, oltre a
ricordarne la figura di alpinista ma ancor più di uomo, cercavo di
immaginare l’emozione e i pensieri che animano le nostre menti
in cima alla montagna: ovviamente mi è possibile rappresentare i
miei sentimenti, che si manifestano in un abbraccio, una stretta di
mano, un bacio, una meraviglia, nella gioia di una meta colta, di una
passione appagata, di un “sogno” che si realizza.
Non di rado il nostro percorso vita si associa a quello di una
qualsivoglia attività ricreativa o meglio ad un particolare interesse,
che nasce e si sviluppa sull’onda di un’amicizia, di un’ emozione, di
una soddisfazione, al punto da segnare indelebilmente la nostra
personalità, diventando parte integrante del nostro modo di essere.
Il Socio della SAT, Noi, possiamo, con buona ragione, ritenere di
avere colto l’essenza di tutto ciò, coniugando quello che la natura,
la libertà, la condivisione, le speranze, la fiducia, sanno proporre ed
esprimere, con lo spirito e la vita del nostro Sodalizio di cui siamo
partecipi e promotori.
L’inizio di un nuovo anno di attività comunitaria, che si esplicita nel
consueto e sempre interessante programma, ne costituisce il primo
atto, che unisce alla socialità, di cui interpretiamo il senso, la ricerca di
un ideale connubio tra le istanze alpinistiche e quelle escursionistiche,
legate assieme dalla voglia di continuare ad esprimere la nostra
amicizia, la nostra gioia di stare assieme, la nostra comune passione.
Le opportunità non mancano: salite impegnative riservate a
chi possiede capacità e tecnica, si alternano con escursioni facili
per tutti; fanno da corollario le feste tradizionali; si rinnovano gli
appuntamenti culturali e di intrattenimento; allietano la lettura del
libretto le storie, i racconti, i ricordi. Con piacere abbiamo accolto,
tra le tante testimonianze, quella di un gruppetto di giovani Soci:
leggiamola.
Debbo peraltro accennare anche a ciò che il programma non indica e
cioè gli impegni che ci siamo assunti nei confronti delle scuole, delle
Associazioni e degli Organismi locali che trovano nella nostra Società
un partner ideale per la conoscenza e la salvaguardia del nostro
territorio, delle nostre montagne.
La premura e la diligenza con la quale ci siamo proposti a tutti questi
importanti interlocutori, ha creato una generale riconoscenza che
si estrinseca in un aumentato prestigio, che trova la sua essenzialità
nella crescita delle adesioni alla nostra Società: a fine anno eravamo
337 soci.
Chiudo esprimendo un sentito riconoscimento, mio e del Direttivo,
a tutti: Soci, Amici, Sponsor, per la collaborazione, il sostegno e per
l’attaccamento che è stato manifestato, augurando che il nostro
“sogno” dall’alto delle montagne possa continuare a rinnovarsi con
gioia e salute.
Con affetto e sincera gratitudine.
Ettore Luraschi.
Excelsior
Consiglio direttivo
Presidente : Ettore Luraschi
Vice Presidente : Paolo Boni
Segretaria: Laura Maroni
Cassiere: Franco Colò
Consiglieri: Anna Gnuffi, Marco Casari, Gino Collotta, Rino Mazzarini,
Roberto Ferrari, Stefano Santolini, Almedina Sulejmani, Donatello
Degara
Revisore dei Conti: Roberto Ferrari, Nicola Sartori, Giorgio Tiboni
Referenti sentieri: Roberto Ferrari, Rino Mazzarini
Referenti alpinismo e rapporti con CNSAS: Paolo Boni, Gino
Collotta
Come si diventa soci S.A.T.
L’ammissione di un nuovo socio avviene compilando e
completando la domanda in ogni sua parte con tutti i
dati richiesti, sottoscritta dal richiedente e da un socio
presentatore, accompagnata da fototessera e cod. fiscale.
Il Socio in regola con il pagamento della quota sociale, che
ogni anno va versata entro il 31 marzo, ha diritto:
• ad usufruire dei rifugi della S.A.T. e del C.A.I. e delle
associazioni alpinistiche, italiane ed estere, che prevedono
trattamento di reciprocità con il C.A.I.;
• alla copertura assicurativa per infortuni e le spese di
intervento del Soccorso Alpino, con modalità e massimali
fissati dal C.A.I.
Essere soci
Assicurazione contro gli infortuni in montagna: In caso di morte € 55.000,00;
invalidità permanente € 80.000,00; rimborso spese € 1.600,00.
Soccorso Alpino: rimborso di tutte le spese per le attività di ricerca e recupero;
massimale di € 25.000,00 per interventi effettuati anche in occasione di escursioni
non organizzate dalla Sezione della SAT. Responsabilità civile: € 5.000.000,00 per
risarcimenti a terzi per danni causati involontariamente durante le escursioni;
Tutela legale : € 15.000,00 per attività di difesa giudiziaria.
Inoltre:
• Sconto del 50% sui pernottamenti nei rifugi SAT, CAI e Club Alpini esteri;
• Abbonamento gratuito alla stampa Sociale del CAI e della SAT;
• Accesso gratuito alla Biblioteca della Montagna e dell’Archivio Storico della SAT;
• Sconto sulle pubblicazioni del CAI e CAI – TOURING;
• Sconti nei negozi di articoli sportivi e alpinismo convenzionati;
(Gobbi sport; Red Point; Elio Sport)
• Partecipare all’attività programmata.
I Soci in regola con il tesseramento mantengono validi fino al 31 marzo di ogni
anno le agevolazioni sopra indicate.
La cüna
L’era ‘si bel nar a far
chel toch de senter,
tüte le volte che passavo sü
rivavo a vér, vargóta de nöf
vargóta, che no avo mai vist.
Na meravea
en pizó, da ‘nde che se podeva
spiar i camos,
na s’ciarìa n’tra i fó
che lassava vardar dalóc,
e i móc la sü, carghé de nef
che i era sté, e i é amò
aca ades, la cüna
de ‘l me cör.
Luciano Daldoss
La culla
Era così bello percorrere / quel tratto di sentiero, / tutte le volte che salivo / riuscivo
a vedere, qualche cosa di nuovo / qualche cosa, che non avevo mai visto. / Una
meraviglia / un picco, da dove si potevano vedere i camosci, / uno slargo tra i faggi
/ che lasciava guardare lontano, / e i monti lassù, carichi di neve / che erano stati,
e sono ancora / anche adesso, la culla / del mio cuore.
Programma attivita’ 2014
nota per tutte le gite
Le escursioni sono riservate ai soci in regola con il tesseramento,
ai quali spetta la prelazione. Potranno essere valutate e accolte
partecipazioni di non soci previa sottoscrizione della copertura
assicurativa e regolazione del premio.
Il venerdì antecendente le uscite, ci si trova in sede per concordare
orari e percorsi e/o per eventuali modifiche al programma iniziale. Per
le escursioni che richiedono il pernottamento in rifugio si richiede di
confermare la propria partecipazione almeno una settimana prima.
Le adesioni pervenute in ritardo, per motivi organizzativi e assicurativi
non potranno essere accolte.
ricordiamo doverosamente che:
-ogni partecipante, consapevole dei pericoli insiti nell’attività
escursionistica/alpinistica, con l’iscrizione alla gita esonera il
coordinatore e la SAT da qualsiasi responsabilità per eventuali
incidenti che dovessero verificarsi;
-l’assicurazione personale è parte integrante della quota di iscrizione
e ha validità dall’1 aprile dell’anno di iscrizione al 31 marzo dell’anno
seguente.
Si invitano i soci a provvedere al rinnovo annuale entro il 31 marzo.
Con l’ adesione alla SAT si garantisce, oltre agli sconti nei rifugi, la
copertura assicurativa contro gli incidenti in montagna.
Si invita per tanto chi intende partecipare all’attività della nostra
Sezione a farsi socio.
26 GENNAIO
MONTE SOLE - MT. 2350
SCIALPINISMO - CIASPOLE
Da Rabbi (parcheggio poco oltre Le Fonti), costeggiando le piste
di fondo, si prende la stradina che porta alla malga Fratte Bassa e
proseguendo alla malga Fratte Alta. Per bosco rado e poi terreno
aperto si raggiunge la cima. Rientro per l’itinerario di salita.
Dislivello: salita 1100 mt.
Difficoltà: MS
Tempo: ore 6,00 (complessive)
Referente: Pio Pellegrini (0464/591645)
9 FEBBRAIO
BRAGONE – MALGA PEGOL MT. 1520
CIASPOLE
Escursione in compagnia delle Sezioni SAT delle Giudicarie e dei
ragazzi della Cooperativa Bucaneve.
Dal passo Ampolla si prende la S.P. per Tremalzo. Dopo circa 8
Km si prende a dx l’indicazione “depuratore” e lasciati i mezzi si
imbocca la forestale di Bragone. Si procede dapprima in piano,
quindi in leggera discesa e poi gradualmente si inizia a salire
seguendo sempre la forestale e si arriva alla “poza del bò”.
Si prosegue e, tralasciata la prima deviazione a sx che porta
a Tremalzo, si giunge in un ampio spiazzo dove a sx si alza il
sentiero per Malga Pegol che si raggiunge in breve tempo.
Il rientro avviene per lo stesso itinerario di salita.
Dislivello: salita mt. 200
Difficoltà: E
Tempo: ore 4,00 (complessive)
Referente: Ettore Luraschi (0464/591053
15 FEBBRAIO
presso Albergo “Da Franco e Adriana” a Pieve di Ledro
ore 18.00 ASSEMBLEA GENERALE
ore 20.00 CENA SOCIALE
Prenotazioni presso Albergo da Franco e Adriana 0464/591127
Franco Colo’ 0464/591654 - Ettore Luraschi 0464/591053
23 FEBBRAIO
31° TROFEO “CADUTI DELLA MONTAGNA”
Gara di fondo individuale riservata alle Sezioni SAT.
(luogo da destinare) info e iscrizioni in sede.
Referente: Rino Mazzarini (0464/591466)
2 MARZO
CIMA SETOLE
SCIALPINISMO - CIASPOLE
Dal Paese di Borgo V.S. si seguono le indicazioni per il passo del
Manghen e quindi per la Val Calamento, raggiungendo l’Albergo
Calamento. Si prosegue ancora per circa 700 m. e dove la strada si fa
piana in prossimità di un ponte si parcheggia. Superato il ponte dopo
ca 200 m. a dx si dirama una S.F. con indicazione M.ga Cère. Si segue
la lunga S.F. e si raggiunge il limitare della vegetazione. Si tralascia la
S.F. di sx e sempre su S.F. si giunge a q. m. 1700 ca. La si abbandona e
si tocca in pochi minuti il visibile Agr. M.ga Cère m. 1713 (ore 2.00) Si
rimontano (NE) con percorso libero gli ampi pendii soprastanti fino
a raggiungere
la M.ga Valpiana m. 1843.Con percorso libero tra bosco rado (E-NE), si
guadagna la panoramica dorsale merid. del M. Sétole, raggiungendo
un falsopiano a q. m.2030 ca. Quindi, con ultimo tratto erto (N-NO prestare attenzione con abbondante e recente innevamento), si
perviene alla sommità della dorsale a q.m. 2190 ca. Ora verso
N-NE con ultimo breve tratto in falsopiano si raggiunge il M.
Sétole m. 2208 (ore 2.00-4.00).
Rientro per lo stesso itinerario di salita.
Dislivello: salita 928 mt.
Difficoltà: MS
Tempo: ore 6,00 (complessive)
Referente: Paolo Boni (0464/594203)
info in sede.
16 MARZO
MONTE MULAZ MT 2905
SCIALPINISTICA
Si parte dal parcheggio di Pian dei Casoni (Tonadico) all’ inizio della Val
Venegia per proseguire oltre la malga Venegiota. Si rimonta il ripido e
largo pendio sulla sx per poi traversare fino al passo Mulaz. La salita
alla Cima Mulaz si effettua risalendo prima diritti verso nord puntando
ad una sella, poi traversando verso dx fino a raggiungere il versante
est della cima e da lì alla vetta.
Rientro per lo stesso itinerario di salita.
Dislivello: salita 1300 mt.
Difficoltà: BSA
Tempo: ore 6,00 (complessive)
Referente: Paolo Boni (0464/594203)
30 MARZO
DOSSO PIEMP - MT. 1207
L’inizio delle nostre attività escursionistiche annuali, già da qualche
anno, lo indirizziamo ai Monti del Garda, che ci consentono un
avvio tranquillo, godendo del piacevole clima e dei primi segni
della primavera che quei luoghi ci propongono.
Percorriamo la S.S. 45 BIS prendendo la deviazione per Tignale
per giungere ad Olzano dove si parcheggia. Si prende l’indicazione
per il residence la Forca. Si prende a sx per entrare in una pineta
su strada sterrata che si percorre fino all’incrocio con il segnavia
4 (256). A sx si risale il bosco di pini per sentiero fin sotto il crinale
sbucando su strada forestale pervenendo al rifugio. A nord-est del
rifugio un sentierino conduce al sovrastante Dosso Piemp. Ritornati
al rifugio si scende per una scalinata sul segnavia 7/6 (247) nella
pineta e con molte svolte, il ripido sentiero conduce all’incrocio
con una strada forestale segnata con il n. 249. Si segue la strada a
sx in lieve salita fino ad incrociare il sentiero 6 (246) che conduce
ad una biforcazione. Prendendo a dx si cala ad un casolare e quindi
in circa 40 minuti ad Olzano.
Tempi di percorrenza: ore 3,00
Dislivello: mt. 600.
Difficoltà: E
Referente: Ettore Luraschi (0464/591053)
13 APRILE
S. GIOVANNI AL MONTE MALGA DI VIGO MT. 1087
Partiamo dal ponte sul fiume Sarca a Drò in località Campagnola
e seguiamo il sentiero delle Marocche in direzione Arco fino
ad incrociare il sentiero SAT 428, detto “Sentiero degli scaloni”.
Questo è un sentiero attrezzato che ci porta rapidamente a quota
507m (Dos Tondo) e sale poi nel bosco fino a raggiungere la strada
comunale asfaltata per S.Giovanni. Lasciamo la strada e prendiamo
il sentiero 408 che arriva, prima attraverso il bosco e poi per prati,
fino a S.Giovanni al Monte e proseguiamo poi fino alla Malga
di Vigo (1087m). La via del ritorno ci riporta a S.Giovanni , dove
incrociamo il sentiero 425, una strada forestale che si trasforma
poi in un ripido sentiero a zig-zag attraverso il bosco e, nel tratto
finale, in sentiero roccioso attrezzato ma poco esposto conosciuto
anche come sentiero “dei lastoni”. Questo sentiero ci riporta
rapidamente al nostro punto di partenza a Drò.
Difficoltà: EE
Dislivello: circa 950 all’andata e 950 al ritorno
Tempo complessivo: 6 ore
Referente: Federica Tel.: 3485658439
27 APRILE
FESTA DELLA PRIMAVERA IN CROINA MT. 1250
Anche quest’anno festa della primavera alla baita di Croina.
Come sempre ci sarà polenta per tutti.
Difficoltà: E
Dislivello: 400 m
Tempo complessivo: 1,30 ore
4 MAGGIO
MANUTENZIONE DEI SENTIERI
L’attività manutentiva dei percorsi di montagna rappresenta
un azione importante e necessaria, per la quale è necessario il
coinvolgimento e l’impegno dei Soci. Un sentiero ben tenuto è
una ricchezza e un bel biglietto di benvenuto nella nostra Valle.
Gli interventi da intraprendere saranno concordati in sede il
venerdì precedente.
Referente: Roberto Ferrari 340 8277486
6 - 11 MAGGIO
CROAZIA – PARCO NAZIONALE DI PAKLENICA.
Ritorniamo in Croazia per visitare una particolare area naturale,
costituita a parco nazionale fin dal 1949. Il luogo offre interessanti
opportunità di trekking e visite a particolari ambienti naturali
(montagne;grotte; canyon).Saremo guidati assistiti da Petar
Tomasic che è stato nostra guida nella precedente esperienza
in Croazia. Informazioni e dettagli saranno resi noti non appena
definito il programma.
Difficoltà: Turistica
info e iscrizioni in sede
Referente: Ettore Luraschi 0464-591053 – 342 0081116
18 MAGGIO
FESTA DELLA FIORITURA A DROMAÈ MT. 1400
Escursione in collaborazione con la Pro Loco di Mezzolago.
Percorso lungo il sentiero Botanico e/o sentiero SAT n. 453. E’ inoltre
possibile arrivare da Saval, sentiero n. 413 e da Cima Parì. Partendo
da Coste di Salò si può salire a Cima Oro per il camminamento
militare.
info in sede
1 GIUGNO
TREMALZO – VAL VESTINO – PERSONE MT. 900
Dall’ex Rif. Bezzecca, Tremalzo seguendo il sentiero 444 saliamo
alla pozza dell’Avez ed a seguire al dosso della Fame e alla cima del
Frattone (mt 1795). Da qui si scende alla bocca di Lorina e si sale
quindi al monte Caplone, si scende a malga Tombea risalendo per
la strada forestale fino alla bocca di Cablone. Si lascia il sentiero
444 per scendere a sinistra verso Val Vestino fino a località Pilaster.
Si lascia la strada forestale per imboccare a destra un sentiero che
porta ad un’altra forestale, seguento quest’ultima giungiamo a
Persone (mt. 900). All’antica osteria Pace sarà servito un ottimo
spiedo e buon vino.
Difficoltà: E
Dislivello: 700 m. in salita 1100 in discesa
Tempo complessivo: 7 ore
Referente: Gino Collotta tel. 0464 591522
15 GIUGNO GITA GIOVANILE
SENTIERO GLACIOLOGICO VAL MARTELLO MT. 2670
Dal parcheggio si segue il sentiero che porta al Rifugio Corsi.
Si prosegue e, superato il gradino di valle, si arriva sul bordo
della diga di pietra. La si attraversa verso sx, continuando oltre
la deviazione per il Rifugio Martello, fino alla base di una parete
rocciosa da cui scende una cascata. Si risale ora con ripide
serpentine fino ad arrivare ad un terrazzo per poi proseguire
lungo il sentiero arrivando nei pressi di un piccolo ponte. Prima
del ponticello si lascia il sentiero seguendo evidenti tracce che
risalgono sulla destra orografica l’ampio vallone che porta alla
fronte del ghiacciaio della vedretta alta. Si costeggia a dx la
fronte glaciale per poi ridiscendere il vallone in sinistra orografica
sul sentiero raggiungendo in breve il rifugio Martello. Il rientro
avviene inizialmente per il sentiero n. 103, ritornando alla diga
di pietra e quindi seguendo la traccia sulla destra orografica
della diga che lungo il vallone opposto a quello del Rifugio Corsi
conduce al vecchio Hotel Paradiso (sentiero 37). Da lì per breve
stradina si ritorna al parcheggio.
Tempi di percorrenza: ore 4.
Dislivello: mt. 620 - Difficoltà: E
Referenti: Ettore tel. 0464591053 – Franco tel. 0464591654
info e iscrizioni in sede e/o Uff. Turistico 0464/591222
6 LUGLIO
MONTE CORONA MT. 2509
Si sale dalla Valle di Breguzzo in direzione Malga Arnò. Dopo qualche
chilometro si incrocia a sx indicazione per Malga Mangiassone
dove si parcheggia. Si imbocca il sentiero 262 che porta alla malga
e si risalgono il prato e il bosco fino a sbucare sui prati sottostanti
il passo del Frate. Si raggiunge il passo del Frate prendendo a sx
la costa erbosa raggiungendo la prima elevazione della cresta e
quindi per il versante sinistro lungo il sentiero, con traversi e ripide
serpentine, fino alla cima.
Rientro per lo stesso itinerario.
Tempi di percorrenza: ore 5.
Dislivello: mt. 1100
Difficoltà: EE
Referente: Rino Mazzarini tel. 0464591466
26 – 27 LUGLIO
VETTA D’ITALIA MT. 2912
Primo giorno. Si parcheggia a Casere – Valle Aurina,
incamminandosi per Pratomagno e Fonte di Roccia per una
carrareccia che termina in coincidenza della Kehrer Alm. Si
imbocca il sentiero risalendo lo sponda dx del torrente Aurino
guadagnando la soprastante vasta terrazza prativa ove è posta la
Lhaner Alm. Dopo un tratto in piano si riprende a salire per ripido,
ma comodo sentiero, portandosi ai pascoli soprastanti, per poi
guadagnare la radura ove sorge il Rifugio Tridentina. (mt. 2445
– ore 3,30 dalla partenza.) Dal Rifugio con una breve digressione
tra detriti e in ultimo su ampi nevai si raggiunge il confine di
stato in coincidenza della Forcella del Picco – mt. 2667, dove il
panorama si apre immenso sui ghiacciai e sulle cime del versante
austriaco e, in particolar modo, sulla grande cima ghiacciata del
Grossvenediger.
Secondo giorno. Dal Rifugio un breve sentierino di collegamento
consente di raggiungere l’Alta Via Vetta d’Italia – segnavia n. 13. Si
procede verso sx con scarsi dislivelli entrando nel vasto anfiteatro
sovrastato dalle sommità della Vetta d’Italia.
Proseguendo, dopo avere superato qualche breve tratto esposto
attrezzato con pioli e funi metalliche, sulla destra a quota 2624
troviamo l’indicazione per la salita per la via normale alla Vetta
d’Italia. Tra blocchi di roccia e detriti, seguendo con attenzione la
segnaletica, saliamo in quota sino a portarci sotto la verticale della
cima. Per la cosiddetta “scala del diavolo” si perviene alla cresta di
confine e proseguendo verso nord-est si raggiunge la vetta.
Si discende riprendendo l’Alta Via della Vetta d’Italia (n. 13) a
dx incrociando dapprima il Rifugio Vetta d’Italia (dimesso) e in
sequenza alcuni ruderi di un alpeggio e la Malga Alti Tauri. Si
scende per una antica mulattiera raggiungendo un incrocio dal
quale seguiamo le indicazioni per Fonte di Roccia, Prato Magno e
Casere, termine della nostra escursione.
Dislivello: mt. 1200 Tempo complessivo: ore 8,30
Difficoltà: EEA
info e iscrizioni in sede
Referente: Collotta Gino tel. 0464-591522
28 LUGLIO - 3 AGOSTO
37ª
SETTIMANA DELLA MONTAGNA
Programma da definire prevedendo come di consueto
serate di interesse alpinistico, ambientale e culturale.
Svolgimento delle serate presso il Centro Culturale
a Locca - Concei con inizio alle ore 21.00.
3 AGOSTO
FESTA D’ESTATE ALLA BAITA DI CROINA MT. 1250
Come sempre ci sarà polenta per tutti.
Saranno proposti degli itinerari alternativi lungo i nostri sentieri
per raggiungere la baita.
Difficoltà: E
Dislivello: 400 m
Tempo complessivo: 1,30 ore
23 – 24 AGOSTO
SASSO NERO/SCHWARZEN STEIN – MT. 3369
Primo Giorno. Si raggiunge Lutago (Val Aurina) e da lì seguendo le
indicazioni si arriva ai masi della Stalla Grande. Da qui si continua su
una carrareccia per le case del Rio Rosso (mt. 1416) dove si parcheggia.
Mantenendosi in quota, il percorso si addentra nella Rotbachtal,
oltrepassa il torrente su un ponte in legno e arriva ad un bivio:
lasciata a sx la deviazione per la Schollberg Hutte, il sentiero transita
a lato della capanna Rio Rosso e sale con una serie di tornanti lungo
un pendio morenico. Si giunge in un desolato anfiteatro glaciale, e
tralasciata l’indicazione a sx del Hans Stabeler-Weg, si prosegue
verso nord, oltrepassano la deviazione per l’insellatura Grosse Tor
e arrivando ad un incrocio. Trascurato il segnavia n. 19 si volge a
sinistra imboccando la via del Ghiacciaio. Il sentiero sale a nord-ovest,
supera i lembi ghiacciati della vedretta del Rio Rosso e piega a dx
tra placconate e nevai, raggiungendo il soprastante Rifugio Vittorio
Veneto. (ore 5; dislivello mt. 1507) In alternativa si può salire per la via
ferrata del Camino.
Secondo Giorno. Dal Rifugio si volge a nord proseguendo per un
breve tratto su traccia di sentiero per poi tagliare lungo il margine
della vedretta di Riotorbo, risalendo con moderata pendenza un
ampio pendio nevoso fin sotto la forcella omonima. Raggiunto uno
sperone morenico si piega a sx risalendo una ripida balza innevata e,
inerpicandosi per un sentierino, si arriva in cima alla punta del Balzo
(m.3235). Una pista ben battuta volge in leggera salita a Sud-Ovest
e attraversa i campi ghiacciati sommitali del Sasso Nero, fino ad una
sella nevosa ai piedi della cresta Nord-Est. Oltrepassata la crepacciata
terminale e superato un ripido scivolo innevato, si continua lungo
facili roccette fino alla cima. (1 ora e 30; dislivello m. 450).
Si ritorna al Rifugio e il rientro a valle, per la via normale.
Dislivello totale: mt. 2000 - Tempo complessivo: ore 10,30
Difficoltà: EEA - info e iscrizioni in sede
31 AGOSTO
GITA SOCIALE
PARCO NATURALE ODLE COL DI POMA M. 2422
Da Malga Zanes, al termine della rotabile della Val di Funes, si sale
lungo il sentiero n. 6 che procede diritto fino al bivio con il n. 35,
che conduce alla Gampenalm. Da qui si sale per il sentiero n. 31
fino a raggiungere il Rifugio Genova. Si prosegue per il passo di
Poma e mantenendoci sul sentiero n. 7 si arriva alla cima del Col di
Poma. (mt. 2422). Ritornati al Rifugio si ridiscende alla Gampenalm
e con il sentiero n. 33 si ritorna a Malga Zanes.
Tempo: 5 ore.
Dislivello: 770 m.
Difficoltà E
Referenti : Ettore tel. 0464591053 – Franco tel. 0464591654
info e iscrizioni in sede e/o Uff. Turistico 0464/591222
21 SETTEMBRE
CIMA CAREGA M. 2259
Dal Passo Pian delle Fugazze attraverso una carrozzabile di 6 Km.
si raggiunge il Passo di Campogrosso. Seguendo il sentiero n. 7
(segn.157) si raggiunge il Passo della Regina e successivamente
l’erbosa sella del Passo delle Buse Scure. Rimontando una ripida
costa si perviene alla Sella del Rotolon m. 1523. Abbandonato
il sentiero 157, si prosegue lungo il crinale fino ad un bivio da
dove volgendo a sinistra (segn.6) si giunge ad una vasta conca
(piazzale SUCAI) sotto le guglie del Fumante. Si rimonta fino alla
base della Guglia GEI dove, attraverso una caverna si raggiunge
il Giaron della Scala che viene attraversato e salito toccando
Forcella Lovaraste m. 1919. Si sale a destra alla Cima Centrale
del Fumante m. 1983. Calati sull’opposto versante si attraversa
a sinistra (cavo metallico) il Castello degli Angeli arrivando alla
Forcella del Fumante. Attraverso ripidi tratti della cresta Est del
Monte Obante, si raggiunge il Passo del Obante fino alla Bocchetta
dei Fondi. Si continua in cresta raggiungendo Bocchetta Mosca
m.2029 e, per mulattiera , il Rif. Fraccaroli m. 2238. Da qui in pochi
minuti si arriva sulla Cima Carega m. 2259. Ritornati alla Bocchetta
dei Fondi si scende in direzione Est, per il primo tratto su terreno
roccioso, e poi con numerose serpentine deviando infine a destra
in direzione del Passo di Campogrosso.
Dislivello 800 m. - Difficoltà EE - Tempo ore 6.15
Referente: Paolo tel. 0464594203
5 OTTOBRE
LEANO – PASSO S. VALENTINO – CADRIONE –
PASSO NOTA MT. 1205
(Rif Alpini - Polenta e spiedo)
Da Prè si scende a sud, superato il ponte sul Ponale il segnavia
n. 421 guida per una stradina in salita alla vicina Madonna
del Cinal (m.615). Proseguendo, la stradina si alza nel bosco
aggirando un costone e raggiunge Leano m.888 (circa 45-50
minuti). Costeggiando la conca prativa di Leano in loc.” Malòra”
tenendo la destra e abbondonando la strada che inizia a farsi
pianeggiante, si inizia a salire per sentiero privo di segnaletica
per raggiungere Passo San Valentino m.1184, punto panoramico
sulla Valle di Ledro e parte del Lago di Garda. Il sentiero ora
prosegue pianeggiante fino alla conca di Cadrione si attraversa
la conca prativa di Cadrione sino all’incrocio della strada forestale
proveniente da Legos. Si prosegue a sinistra per raggiungere
Bocca dei Fortini m.1243,dove si incrocia la strada militare della
guerra 1915/18. Si prosegue a destra (segnavia n. 241) seguendo la strada militare per raggiungere la conca di Bestana e
in poco tempo Passo Nota e il Rif. Alpini di Tremosine, dove
potremmo degustare con prenotazione “polenta e spiedo”. Per
motivi organizzativi necessita la prenotazione entro venerdi
26 settembre in sede oppure contattando i referenti della gita.
Il rientro è previsto per il medesimo itinerario fino a Cadrione e
scendendo a Prè direttamente, oppure dalla Val di Casarino
Pian di Pur.
Dislivello : m. 800 Difficoltà E - Tempo: 3.30 – 4.00
Referenti: Franco 0464/591654 - Ettore 0464/591053
12 OTTOBRE
MANUTENZIONE SENTIERI’
Intervento autunnale di verifica e sistemazione
dei percorsi di montagna.
Referente: Roberto Ferrari 340 8277496
19 OTTOBRE
120° CONGRESSO S.A.T.
S.A.T. CARE’ ALTO – SPIAZZO RENDENA
9 NOVEMBRE
FESTA DI S. MARTINO MT. 1250
Polenta e “Osei scampè” per tutti
Difficoltà: E
Dislivello: 450 m
Tempo complessivo: 1,30 ore
info e iscrizioni in sede e Ufficio Turistico 0464/591222
21 DICEMBRE
SCAMBIO AUGURI IN SEDE
14 FEBBRAIO 2015
ASSEMBLEA SOCI E CENA SOCIALE
Parlare di montagna è parlare di libertà.
Un tema, quello della libertà, che da tempo trova spazi sempre
maggiori nei dibattiti, nelle riflessioni, anche nelle polemiche che
seguono puntuali dopo ogni avvenimento drammatico. Ne abbiamo
parlato a lungo a Malè, al 119° congresso SAT, a conclusione del
quale abbiamo presentato un documento articolato che sintetizza
quanto emerso nei confronti delle giornate. Credo che sia un punto
di partenza per contrastare con forza l’idea che si va affermando
della sicurezza a tutti i costi, per contraddire la cultura del divieto,
per arrivare ad affermare un atteggiamento positivo e responsabile.
Libertà come forma di educazione alla responsabilità. L’alpinismo
quindi come momento formativo, come scuola anche di vita.
Esistono, devono esistere spazi, spazi in cui l’individuo può e deve
muoversi liberamente con la coscienza del rischio e dei propri limiti,
con l’attenzione agli altri e all’ambiente in cui si muove. La montagna
è uno dei pochi spazi che consentono ancora la espressione di una
ricerca personale in cui si mette in gioco la dimensione della libertà
della scelta.
Siamo convinti come Bernard Amy che “assumere rischi è bello,
educativo. Non assumerne è diseducativo.” Nell’alpinismo la
componente rischio ne esalta il valore ponendo a chi lo pratica
continue domande che interrogano la conoscenza dell’ambiente e
dei suoi pericoli, la propria preparazione fisica, la intima convinzione,
la responsabilità verso gli altri.
Il rischio può essere ridotto lavorando sulle tecniche, sui materiali,
sulla preparazione, sull’allenamento. Ma soprattutto ben sapendo
che l’alpinismo è una fatto culturale. Nessuna strumentazione,
nessun materiale è in grado di sostituirsi all’esperienza, alla capacità
di leggere l’ambiente in cui ci si trova, di interpretare i segni e le
informazioni che arrivano dall’esterno.
Il lavoro delle sezioni è fondamentale per la formazione e
l’educazione. Se poi, come nel caso della vostra, si accompagna ad
una attività molto significativa con i ragazzi delle scuole, allora la
strada che porta all’affermazione della frequentazione libera della
montagna diventa molto più larga. Crescita personale, conoscenza
del territorio, apprendimento delle tecniche, valutazione dei rischi,
accettazione delle proprie responsabilità. Capacità di scelta. Un
compito pedagogico di altissimo valore. Un grazie a tutti voi.
Claudio Bassetti
Presidente SAT
I giovani e la sat ledrense
Oggi, domenica 29 dicembre, ci troviamo, seduti attorno al fuoco,
dopo una cena frugale nella sede della SAT, per raccontare le nostre
piccole ma significative esperienze all’interno di questa associazione.
A noi giovani la SAT offre numerose opportunità (gite; feste;
serate; corsi formativi) durante le quali ci troviamo tutti assieme
per condividere nuove esperienze nell’ambiente naturale della
montagna, che per noi è e resterà per sempre una delle attrazioni
più suggestive.
Grazie alle numerose gite organizzate dalla sezione, abbiamo potuto
scoprire nuove località e paesaggi magnifici nei quali si è ammirata
la forza e la maestosità della montagna; oltre a questo siamo riusciti
a migliorare ed affinare le nostre capacità di stare in gruppo ed
accettare nuove realtà che hanno fatto crescere le nostre potenzialità
di convivere la montagna assieme ad altri. Queste ci ritorneranno
sicuramente utili in futuro. Un’ altro pregio di questa associazione è lo
spirito di gruppo che fa in modo, ci si ritrovi periodicamente in sede,
per raccontarci emozioni e fatti rimasti impressi positivamente nella
vita dei soci che hanno vissuto e vivono ancora oggi queste realtà.
La SAT Ledrense inoltre possiede due stupendi luoghi di ritrovo: la
sede dove tutti i venerdì ci si ritrova per organizzare itinerari di gite e
anche dove prendono luogo discussioni e scambio di idee.
L’altro luogo di ritrovo, ma non meno importante per noi, è la baita
situata in località Croina, ai piedi del monte Nozzolo, dove si può
ammirare parte della valle di Ledro e dei monti che la racchiudono,
tra cui Tremalzo con i Prati del Monte e i luoghi a esso vicini.
L’idea della baita di Croina, partì molti anni fa dai nostri genitori e
compagni, che anche loro come noi cercavano un luogo di ritrovo
nelle montagne Ledrensi.
Fu così che nel 1996 il nostro socio presidente protempore Sartori
Giulio, propose alla direzione di prendere in gestione questo fienile
di proprietà del comune di Bezzecca.
Dopo molte discussioni con critiche e pareri anche discordanti dei
soci della SAT ledrense, si è arrivati ad una conclusione definitiva;
la baita di Croina doveva essere presa in gestione e sistemata al
meglio per farne un secondo luogo di ritrovo per il nostro sodalizio.
Dopo aver assolto a tutta la burocrazia necessaria, di domenica in
domenica numerosi soci lavorarono assiduamente a questo progetto
e dopo un’ anno la baita fu inaugurata.
Nell’anno 2012 siamo intervenuti anche noi giovani, per rendere più
accogliente la nostra seconda sede. È stata effettuata la costruzione
di un soppalco dormitorio che ha reso la baita completa nei suoi
confort. Inoltre è stato effettuato il tamponamento del piano
superiore che in precedenza era solamente rivestito d’assi di legno,
che sono state sostituite da una perlinatura molto efficace, tutto
ciò grazie ai volontari che hanno messo a disposizione la loro
professionalità ed alcune domeniche. Anche noi assieme ai grandi
abbiamo potuto mettere del nostro, aiutando nel possibile.
Adesso anche noi usufruiamo di questo meraviglioso luogo messo a
disposizione dalla sezione, dove prendono luogo le nostre numerose
feste nelle quali, come già detto, ci si ritrova tra amici per condividere
la passione per la montagna, che comprende spesso: mangiate,
bevute, cantate, suonate e partite alla mora, che rendono le nostre
serate sempre più divertenti e indimenticabili.
Un ringraziamento speciale alla Sezione della SAT ledrense che mette
a disposizione tutte queste strutture e opportunità per il ritrovo di
noi giovani.
Collotta Giordano; Ribaga Andrea; Rossi Federico; Casolla Stefano;
Pellegrini Oscar; Boni Lorenzo.
Excelsior!
“QUATTORDICI VOLTE 8000”
Facciamo la conoscenza di Silvio “Gnaro” Mondinelli in agosto in
occasione della “Settimana della Montagna”, è un titolo forte quello
della sua serata, che ci porta su fra i ghiacci delle più imponenti cime
del mondo ma anche giù, a far i conti con la fatica degli allenamenti
quotidiani e le difficoltà che la vita itinerante dell’alpinista comporta
a livello umano e famigliare. Il “Gnaro” nasce a Gardone nel 1958 e
comincia a conoscere la montagna con l’arruolamento in Finanza
e il trasferimento ad Alagna Valsesia, è proprio ai piedi del Monte
Rosa che parte la sua avventura. Dalla metà degli anno ’80 l’amore
per l’alpinismo lo spinge verso mete extra-europee come il Nord e
Sud America, L’Himalaya e il Karakorum, ad oggi ha partecipato a
una ventina di spedizioni sugli “ottomila”, in 16 delle quali è riuscito a
raggiungere la vetta. Conquistando tutte le 14 principali vette della
Terra è il sesto uomo al mondo a riuscire nella “corsa agli ottomila”
senza l’uso di ossigeno, tanti successi ma quello più prezioso è
rappresentato dalla capacità di saper rinunciare quando la montagna
lo respingeva, ritornando sui propri passi senza pensare ad un
fallimento ma ad un’esperienza di crescita; non meno importanti
sono i numerosi soccorsi di alpinisti in difficoltà e gli aiuti dati alle
popolazioni locali del Nepal costruendo scuole e ospedali. I dati
fanno impressione ma Silvio conquista la nutrita platea con una
chiacchiera genuina, semplice, mai presuntuosa. I filmati, i racconti
e le fotografie che animano la serata non sono solo la celebrazione
di una vita di passione e spedizioni ma mostrano anche il lato più
crudo e spietato del mondo dell’alpinismo. Nelle parole di Mondinelli
non manca mai il ricordo di tanti, forse troppi, amici reclamati delle
montagne e non dimentica, francamente parlando, la difficoltà di
trovare equilibrio fra le spedizioni e la famiglia, sacrificata dai tanti
momenti di assenza. Grande importanza è stata rivolta a tutti coloro
che lo sostengono e credono in lui, base imprescindibile per la
riuscita di qualunque impresa. Da qui gli infiniti grazie del “Gnaro” a
chi gli permette di fare ciò che ama, non dimentichiamo che dietro
ad un grande atleta e alla propria famiglia c’è un team instancabile
di medici, preparatori e molti altri. Silvio ci racconta di un alpinismo
genuino, passionale che fa dimenticare le vivaci polemiche che
nascono guardando ai piedi, ad esempio, di un gigante come
l’Everest preso d’assalto da “alpinisti” di ogni genere, sempre più
spesso da spedizioni puramente commerciali governate dal potere
del denaro che mettono in ginocchio lo spirito di rispetto e simbiosi
con Madre Natura che l’alpinismo reclama. Le recenti immagini di
file di uomini “accatastati” sulle pendici della montagna più alta della
Terra alla ricerca della performance, gettano un’ombra su quello che
è lo spirito dell’alpinismo di scoperta e su chi è ancora in grado di
vestire i panni dell’alpinista d’avventura e non solo dell’alpinista da
collezione. Simone Moro, altro grandissimo dell’ambiente scrive:
“L’alpinismo che pratico è dunque frutto di un innamoramento, di
una vera passione amorosa, sentimentale, verso ciò che mi ha fatto
commuovere, volare col pensiero, accettare i rischi che questo amore
comporta”. La serata non poteva concludersi con un applauso e un
in bocca al lupo per le prossime avventure del “Gnaro” e perché no
anche con una birra in compagnia a rimarcare la semplicità di un
uomo che riesce a vivere la sua vita facendo la cosa che ama di più.
Sara Colò
“Tor des Geants”
Fino a qualche anno fa una gara di corsa in montagna di 330 km mi
sembrava una cosa irrealizzabile per un “mezzo” atleta come me....
Alcuni amici invece vedevano in me la gara del Tor des Geants in Valle
d'Aosta come un obbiettivo alla mia portata....
Mi dicevano: “La testa per fare queste gare ce l'hai, la preparazione
anche , e le doti di resistenza non ti mancano!!”
Iiniziai pertanto un percorso di preparazione fisica e mentale volta
alla realizzazione di questo sogno. Un'avventura di 330 km con
24.000 metri di dislivello di sola salita, 22 colli sopra i 2000mt e con
una punta massima di 3200mt di altitudine...le notti, il freddo, oltre
all'alimentazione e al sonno i problemi maggiori per i 760 partecipanti
giunti da 42 nazioni.
Una preparazione curata nei minimi dettagli mi ha portato a realizzare
quel sogno che sembrava tanto lontano, quella corsa per “matti” è
diventata mia in 120 ore , 12 minuti e 36 secondi...
120 ore di paesaggi da favola attorno ai 4 giganti aostani (Bianco, Rosa,
Cervino e Gran Paradiso), albe e tramonti indimenticabili, freddo e
neve, sole e vento.....tanti momenti difficili, tanti momenti di euforia,
tante paure e tante perplessità sparite con la partenza della gara.....e
soprattutto alla fine tante nuove amicizie....
Il 4 gennaio a Locca di Concei , tanta gente è venuta a vedere il mio
film, un riassunto di 30 minuti della mia avventura in Valle d'Aosta.....
un film che ha fatto capire a tanta gente cosa sono queste gare di
Ultratrail, tanti hanno capito che non siamo dei matti a correre queste
gare mo solo degli atleti molto fortunati!
In sala c'erano due amici conosciuti nella settimana di gara , Francesco
Pezzarossi di Storo e Marco Zanchi, atleta bergamasco della nazionale,
hanno risposto molto volentieri al mio invito, e mi hanno aiutato in
questa serata a dimostrare a tutti gli appassionati presenti in sala,
come anche chi corre riesce comunque a vivere emozioni bellissime,
e assaporare la montagna.
Un “avventura” come la chiamo io, una gara lunga ed estrema che
poteva decretare il mio limite , arrivare a Courmayer in condizioni
fisiche precarie poteva lasciarmi con l'amaro in bocca , i 330km
avrebbero scritto davvero il mio “limite”......Sono arrivato invece in
salute , pieno di energie , emozionato ...piangendo di felicità.....
Il mio limite non è questo...... alla prossima avventura!!!!
Marco Casari
Francesco Pezzarossi :
Se mai ci fossero stati dei dubbi sul fatto che Marco fosse un vero
"montanaro" la serata di sabato 4 gennaio ha tolto ogni dubbio. Marco
ha dimostrato caparbietà, impegno ed entusiasmo che solo la gente
di montagna possiede e quella di sabato è stata una dimostrazione
d'amore verso la montagna stessa. Un mio ringraziamento di cuore,
Marco, per le emozioni che ho provato a rivivere il Tor attraverso le tue
immagini e le tue parole. Un augurio, per tutte le persone che ti conoscono e che conoscerai nella tua vita, che tu possa mantenere questo
spirito. Grazie Marco. Il tuo amico Francesco.
Marco Zanchi:
Una nota bella del nostro sport , il Trailrunning , è che ti lascia dentro
bellissimi ricordi da poter trasmettere a chi non conosce questo mondo. Serate come questa organizzata da Marco fanno bene alla montagna e allo sport , ha fatto rivivere, a me e a tutti i compagni d’avventura
presenti, la fantastica avventura al Tor Des Geants una competizione
sportiva che per la maggior parte dei partecipanti va oltre lo sport, una
sfida personale tra uomo e montagna che durante il lungo viaggio si
fondono insieme, tanto che giunti al traguardo, non vuoi crederci vorresti non finisse mai. Una serata “semplice” ma che per noi vale molto,
spezzoni di filmati della personale avventura e racconti delle proprie
emozioni vissute a tratti anche comiche. Son sicuro che molta gente in
sala, anche chi non pratica sport, per un attimo si è immaginata al nostro posto, là ad un colle di giorno o durante le interminabili notti, camminando e osservando panorami incantati in compagnia di un nuovo
amico incontrato sul sentiero,diretto verso il tuo stesso obiettivo.
LA SAT LEDRENSE
E IL MUSEO DI SCIENZE NATURALI
La montagna è come un libro pieno di tante storie, che parlano di
uomo, natura, storia, imprese, riflessione, limiti. È da questo punto di
partenza che è iniziata ormai da qualche anno la collaborazione tra
MUSE (Museo Tridentino di Scienze Naturali fino all’anno scorso) e la
SAT ledrense. Spinti da un’attenzione verso la montagna, seppur partendo e battendo “sentieri diversi”, le due istituzioni si sono ritrovate
più volte sulla stessa cima per condividere obiettivi comuni. Quello della divulgazione, innanzitutto, del valore (naturalistico, storico
e sociale) della montagna; ma poi anche l’obiettivo dell’educazione,
raggiunto coinvolgendo l’Istituto Scolastico locale nella realizzazione di progetti insieme. Da qui il rapporto si è declinato attraverso le
numerose attività che il Muse propone, spaziando dall’archeologia
all’ornitologia, dallo scavare la storia più recente al setacciare quella
di 10.000 anni fa. Tuttavia, un unico denominatore resta comune: la
montagna.
Montagna da conoscere.
Così è stato ad esempio per il progetto del Piano Giovani 2012 “Di
valle in valle: piccoli passi alla scoperta del territorio”. Le classi prime
medie dell’Istituto Comprensivo di Ledro sono state protagoniste,
insieme ad altrettante classi degli istituti di Dro e Arco (per un totale di 180 alunni), di alcune iniziative speciali: hanno avuto modo di
partecipare ad un incontro di presentazione e ad alcune escursioni
sul territorio aventi lo scopo di favorirne la conoscenza sotto diversi
aspetti (storico, naturalistico, paesaggistico), con l’aiuto di “satini” ed
esperti del MUSE. Accanto a questa, anche le ormai “classiche” uscite
sul Ponale, all’interno della Convenzione “la Conoscenza del territorio”, hanno portato e porteranno le scuole di Ledro a conoscere l’ambiente ed i paesaggi che ci circondano.
Montagna su cui riflettere.
La collaborazione con il Muse è passata poi anche attraverso momenti ufficiali. La partecipazione al 117° Congresso della Sat, tenutosi proprio in Valle di Ledro, nel quale non si è mancato di sottolineare
l’importanza della montagna e del suo “viverci insieme” fin dall’epoca
preistorica.
Conoscere l’ambiente montano, saperlo leggere attraverso i millenni,
intuire le necessità di questi primi “alpinisti” preistorici e un pizzico
di fortuna sono stati gli ingredienti necessari per scoprire un sito
preistorico in montagna. E su questo si è riflettuto, facendo attenzione
anche a come questo rapporto uomo-montagna è cambiato nei
millenni della preistoria.
E quando tutto sembra essere detto sul rapporto tra SAT e Muse ne
nasce un nuovo rivolo che ci collega alle vicende garibaldine.
“È il 1876, il decennale della Battaglia di Bezzecca. Va subito detto che
la SAT non aveva, né doveva avere, alcun carattere politico. Essa anzi
“si asteneva studiosamente - sono parole del conte Antonio Fossati,
devoto amico del Marchetti e del Bolognini - da tutto ciò che aveva
attinenza con la politica e che potesse quindi metterla in sospetto
presso le autorità austriache”. Tanta prudenza però, pur accorta ed
incessante, riuscì fin dal principio vana poiché gli organi di censura
avvertirono immediatamente che uno spirito antigovernativo
aleggiava sopra la giovane associazione, e penetrava sottile nelle sue
compagini, sì che tendenze ed aspirazioni nazionalistiche venivano
più o meno metaforicamente coltivate tra i soci. Era il 1876, quando le
autorità austriache ritennero di non poter pazientare oltre, anzi di dover
drasticamente intervenire. In data 4 agosto poi la deliberazione più
grave intimava lo scioglimento della Società Alpina del Trentino”.
Una storia tutta da costruire che vedrà impegnata la SAT ledrense ed
il Muse attraverso il Museo Garibaldino e della Grande Guerra.
Alessandro Fedrigotti
“INSIEME NELLO SPORT” con la SAT.
Quest’anno, il progetto “insieme nello sport” che si ripete da ormai 3
anni in estate, ed è rivolto ai bambini e ragazzi delle elementari e delle
medie, ha previsto anche la collaborazione con la Sat. Il progetto,
per mettere al corrente tutti, riguarda l’attività motoria nella sua
concezione più ampia, ossia non la semplice esecuzione di esercizi
fisici ma un educazione motoria tramite giochi di collaborazione, con
l’utilizzo della palla e della musica, percorsi di coordinazione e attività
formative/ricreative e, proprio tra queste ultime la collaborazione
con la Sat Ledrense. Tutto queste attività sono mirate allo sviluppo
globale della motricità dei bambini ma anche e, soprattutto, ad
una loro crescita emotiva e sociale. Si tratta dunque, per i bambini,
di un occasione per stare insieme e divertirsi all’insegna dello sport
e del movimento, seguiti da professionisti del settore dato che gli
educatori sono tutti laureati in scienze motorie.
Quest’anno tra le attività ricreative c’era la possibilità di far trascorrere
delle giornate in montagna ai bambini, i quali, accompagnati dagli
educatori e dalle guide della Sat hanno potuto conoscere la bellezza
e la quiete della montagna, potendosi fermare anche a dormire alla
baita degli alpini. E’ stata un esperienza del tutto nuova per molti
di loro ma a mio parere estremamente positiva. Hanno potuto stare
insieme e divertirsi con poco, facendo qualche gioco in compagnia
o raccontando una barzelletta, e portandosi da casa il minimo
indispensabile: un piatto, una tazza e le posate che ognuno poi si
doveva lavare e le cose per dormire e per l’igiene.
Durante il cammino per i sentieri poi hanno imparato molte cose sulla
natura e sulla storia di quei sentieri, illustrata dalle guide della Sat.
Una sera è intervenuto anche un membro della Sat, Gino Collotta,
per raccontare racconti di scalate e di escursioni, racconti che hanno
emozionato i ragazzi che si sono prodigati in molte domande.
Concludendo posso dire che è stata un esperienza estremamente
positiva per i bambini, che per un paio di giorni si sono divertiti
semplicemente stando insieme e svolgendo giochi e attività all’aria
aperta.
Alex Novali.
LA BAITA DE CROINA
LA NOSTRA SEDE A PIEVE
E’ a disposizione
per chi ne fa richiesta.
Ritiro e consegna
chiave in SEDE e presso
i seguenti recapiti:
E’ un accogliente punto di incontro, aperto tutti i Venerdì non
festivi a partire dalle 20,30. La biblioteca e lo scambio di informazioni ed esperienze è utile anche
a coloro che organizzano uscite
“in proprio”.
Giovanni Daldoss
tel. 0464-594102
c/o Albergo Alla Perla
Via Garibaldi 53
38067 Ledro - Tiarno di Sotto
Franco Zennaro
tel. 0464-590251
cell 347-8941523
Via Unità d’Italia 38b
38067 Ledro - Lenzumo
Marco Casari
tel. 0464-508113
c/o Ferramenta Casari
Via Maffei
38067 Ledro - Molina
GUIDA ALLE ESCURSIONI SICURE
“Poche regole utili e intelligenti possono salvare una vita, perché rischiare quando si può prevenire?” Niente di meglio per celebrare il 50°
anno del Soccorso Alpino del Trentino, che la geniale creazione di questo piccolo vademecum, semplice ed efficace, per prevenire incidenti,
per camminare sicuri, per trascorrere una felice giornata in montagna.
Equipaggiamento
per un’escursione
diurna:
1. giacca impermeabile e traspirante
2. maglietta di ricambio
3. copricapo
4. guanti
5. occhiali da sole
6. telefono
7. set pronto soccorso
8. borraccia piena
9. cibo
10. cartina (ev. bussola, altimetro)
11. binocolo
12. macchina fotografica
13. coltellino
14. fischietto
Corpo Nazionale Soccorso Alpino
e Speleologico Val di Ledro
CNSAS SERV. PROV.LE TRENTINO - 4°deleg.S.A.T.
38067 Ledro, Loc. Pieve Via nuova, 15 (Tn)
Per permettere un intervento efficace del Soccorso Alpino, dare le seguenti informazioni:
• luogo dell’incidente, attività coinvolta
• numero e condizione feriti
• Condizioni meteo
• numero telefonico da cui si chiama e poi lasciare libera
la linea
• rispondere dettagliatamente cercando di mantenere la
calma, seguire nel dettaglio i consigli dell’operatore
Meglio comunque non mettersi nei guai:
• scegliere itinerari adatti alle propie caratteristiche;
• studiare il percorso a tavolino e consultare le previsioni
Meteo
• se possibile non andare da soli, e comunque lasciare
informazioni sul l’itinerario scelto
• seguire di più il proprio buonsenso che non la forza delle
gambe, e se le condizioni consigliano di rientrare non vergognarsi di tornare sui propri passi, la montagna rimane lì
ad aspettare.
Nr. chiamata per emergenza 118
Nr. tel. Val di Ledro 348-5254201
email: [email protected]
Nr. tel. bollettino meteo 0461-238939
www.provincia.tn.it\meteo
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