C.A.I. S.A.T. SEZ. LEDRENSE programma 2014 Saluto del Presidente “Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna” W. Bonatti. Cari Soci e amici, proponendovi come inizio un pensiero di Walter Bonatti, oltre a ricordarne la figura di alpinista ma ancor più di uomo, cercavo di immaginare l’emozione e i pensieri che animano le nostre menti in cima alla montagna: ovviamente mi è possibile rappresentare i miei sentimenti, che si manifestano in un abbraccio, una stretta di mano, un bacio, una meraviglia, nella gioia di una meta colta, di una passione appagata, di un “sogno” che si realizza. Non di rado il nostro percorso vita si associa a quello di una qualsivoglia attività ricreativa o meglio ad un particolare interesse, che nasce e si sviluppa sull’onda di un’amicizia, di un’ emozione, di una soddisfazione, al punto da segnare indelebilmente la nostra personalità, diventando parte integrante del nostro modo di essere. Il Socio della SAT, Noi, possiamo, con buona ragione, ritenere di avere colto l’essenza di tutto ciò, coniugando quello che la natura, la libertà, la condivisione, le speranze, la fiducia, sanno proporre ed esprimere, con lo spirito e la vita del nostro Sodalizio di cui siamo partecipi e promotori. L’inizio di un nuovo anno di attività comunitaria, che si esplicita nel consueto e sempre interessante programma, ne costituisce il primo atto, che unisce alla socialità, di cui interpretiamo il senso, la ricerca di un ideale connubio tra le istanze alpinistiche e quelle escursionistiche, legate assieme dalla voglia di continuare ad esprimere la nostra amicizia, la nostra gioia di stare assieme, la nostra comune passione. Le opportunità non mancano: salite impegnative riservate a chi possiede capacità e tecnica, si alternano con escursioni facili per tutti; fanno da corollario le feste tradizionali; si rinnovano gli appuntamenti culturali e di intrattenimento; allietano la lettura del libretto le storie, i racconti, i ricordi. Con piacere abbiamo accolto, tra le tante testimonianze, quella di un gruppetto di giovani Soci: leggiamola. Debbo peraltro accennare anche a ciò che il programma non indica e cioè gli impegni che ci siamo assunti nei confronti delle scuole, delle Associazioni e degli Organismi locali che trovano nella nostra Società un partner ideale per la conoscenza e la salvaguardia del nostro territorio, delle nostre montagne. La premura e la diligenza con la quale ci siamo proposti a tutti questi importanti interlocutori, ha creato una generale riconoscenza che si estrinseca in un aumentato prestigio, che trova la sua essenzialità nella crescita delle adesioni alla nostra Società: a fine anno eravamo 337 soci. Chiudo esprimendo un sentito riconoscimento, mio e del Direttivo, a tutti: Soci, Amici, Sponsor, per la collaborazione, il sostegno e per l’attaccamento che è stato manifestato, augurando che il nostro “sogno” dall’alto delle montagne possa continuare a rinnovarsi con gioia e salute. Con affetto e sincera gratitudine. Ettore Luraschi. Excelsior Consiglio direttivo Presidente : Ettore Luraschi Vice Presidente : Paolo Boni Segretaria: Laura Maroni Cassiere: Franco Colò Consiglieri: Anna Gnuffi, Marco Casari, Gino Collotta, Rino Mazzarini, Roberto Ferrari, Stefano Santolini, Almedina Sulejmani, Donatello Degara Revisore dei Conti: Roberto Ferrari, Nicola Sartori, Giorgio Tiboni Referenti sentieri: Roberto Ferrari, Rino Mazzarini Referenti alpinismo e rapporti con CNSAS: Paolo Boni, Gino Collotta Come si diventa soci S.A.T. L’ammissione di un nuovo socio avviene compilando e completando la domanda in ogni sua parte con tutti i dati richiesti, sottoscritta dal richiedente e da un socio presentatore, accompagnata da fototessera e cod. fiscale. Il Socio in regola con il pagamento della quota sociale, che ogni anno va versata entro il 31 marzo, ha diritto: • ad usufruire dei rifugi della S.A.T. e del C.A.I. e delle associazioni alpinistiche, italiane ed estere, che prevedono trattamento di reciprocità con il C.A.I.; • alla copertura assicurativa per infortuni e le spese di intervento del Soccorso Alpino, con modalità e massimali fissati dal C.A.I. Essere soci Assicurazione contro gli infortuni in montagna: In caso di morte € 55.000,00; invalidità permanente € 80.000,00; rimborso spese € 1.600,00. Soccorso Alpino: rimborso di tutte le spese per le attività di ricerca e recupero; massimale di € 25.000,00 per interventi effettuati anche in occasione di escursioni non organizzate dalla Sezione della SAT. Responsabilità civile: € 5.000.000,00 per risarcimenti a terzi per danni causati involontariamente durante le escursioni; Tutela legale : € 15.000,00 per attività di difesa giudiziaria. Inoltre: • Sconto del 50% sui pernottamenti nei rifugi SAT, CAI e Club Alpini esteri; • Abbonamento gratuito alla stampa Sociale del CAI e della SAT; • Accesso gratuito alla Biblioteca della Montagna e dell’Archivio Storico della SAT; • Sconto sulle pubblicazioni del CAI e CAI – TOURING; • Sconti nei negozi di articoli sportivi e alpinismo convenzionati; (Gobbi sport; Red Point; Elio Sport) • Partecipare all’attività programmata. I Soci in regola con il tesseramento mantengono validi fino al 31 marzo di ogni anno le agevolazioni sopra indicate. La cüna L’era ‘si bel nar a far chel toch de senter, tüte le volte che passavo sü rivavo a vér, vargóta de nöf vargóta, che no avo mai vist. Na meravea en pizó, da ‘nde che se podeva spiar i camos, na s’ciarìa n’tra i fó che lassava vardar dalóc, e i móc la sü, carghé de nef che i era sté, e i é amò aca ades, la cüna de ‘l me cör. Luciano Daldoss La culla Era così bello percorrere / quel tratto di sentiero, / tutte le volte che salivo / riuscivo a vedere, qualche cosa di nuovo / qualche cosa, che non avevo mai visto. / Una meraviglia / un picco, da dove si potevano vedere i camosci, / uno slargo tra i faggi / che lasciava guardare lontano, / e i monti lassù, carichi di neve / che erano stati, e sono ancora / anche adesso, la culla / del mio cuore. Programma attivita’ 2014 nota per tutte le gite Le escursioni sono riservate ai soci in regola con il tesseramento, ai quali spetta la prelazione. Potranno essere valutate e accolte partecipazioni di non soci previa sottoscrizione della copertura assicurativa e regolazione del premio. Il venerdì antecendente le uscite, ci si trova in sede per concordare orari e percorsi e/o per eventuali modifiche al programma iniziale. Per le escursioni che richiedono il pernottamento in rifugio si richiede di confermare la propria partecipazione almeno una settimana prima. Le adesioni pervenute in ritardo, per motivi organizzativi e assicurativi non potranno essere accolte. ricordiamo doverosamente che: -ogni partecipante, consapevole dei pericoli insiti nell’attività escursionistica/alpinistica, con l’iscrizione alla gita esonera il coordinatore e la SAT da qualsiasi responsabilità per eventuali incidenti che dovessero verificarsi; -l’assicurazione personale è parte integrante della quota di iscrizione e ha validità dall’1 aprile dell’anno di iscrizione al 31 marzo dell’anno seguente. Si invitano i soci a provvedere al rinnovo annuale entro il 31 marzo. Con l’ adesione alla SAT si garantisce, oltre agli sconti nei rifugi, la copertura assicurativa contro gli incidenti in montagna. Si invita per tanto chi intende partecipare all’attività della nostra Sezione a farsi socio. 26 GENNAIO MONTE SOLE - MT. 2350 SCIALPINISMO - CIASPOLE Da Rabbi (parcheggio poco oltre Le Fonti), costeggiando le piste di fondo, si prende la stradina che porta alla malga Fratte Bassa e proseguendo alla malga Fratte Alta. Per bosco rado e poi terreno aperto si raggiunge la cima. Rientro per l’itinerario di salita. Dislivello: salita 1100 mt. Difficoltà: MS Tempo: ore 6,00 (complessive) Referente: Pio Pellegrini (0464/591645) 9 FEBBRAIO BRAGONE – MALGA PEGOL MT. 1520 CIASPOLE Escursione in compagnia delle Sezioni SAT delle Giudicarie e dei ragazzi della Cooperativa Bucaneve. Dal passo Ampolla si prende la S.P. per Tremalzo. Dopo circa 8 Km si prende a dx l’indicazione “depuratore” e lasciati i mezzi si imbocca la forestale di Bragone. Si procede dapprima in piano, quindi in leggera discesa e poi gradualmente si inizia a salire seguendo sempre la forestale e si arriva alla “poza del bò”. Si prosegue e, tralasciata la prima deviazione a sx che porta a Tremalzo, si giunge in un ampio spiazzo dove a sx si alza il sentiero per Malga Pegol che si raggiunge in breve tempo. Il rientro avviene per lo stesso itinerario di salita. Dislivello: salita mt. 200 Difficoltà: E Tempo: ore 4,00 (complessive) Referente: Ettore Luraschi (0464/591053 15 FEBBRAIO presso Albergo “Da Franco e Adriana” a Pieve di Ledro ore 18.00 ASSEMBLEA GENERALE ore 20.00 CENA SOCIALE Prenotazioni presso Albergo da Franco e Adriana 0464/591127 Franco Colo’ 0464/591654 - Ettore Luraschi 0464/591053 23 FEBBRAIO 31° TROFEO “CADUTI DELLA MONTAGNA” Gara di fondo individuale riservata alle Sezioni SAT. (luogo da destinare) info e iscrizioni in sede. Referente: Rino Mazzarini (0464/591466) 2 MARZO CIMA SETOLE SCIALPINISMO - CIASPOLE Dal Paese di Borgo V.S. si seguono le indicazioni per il passo del Manghen e quindi per la Val Calamento, raggiungendo l’Albergo Calamento. Si prosegue ancora per circa 700 m. e dove la strada si fa piana in prossimità di un ponte si parcheggia. Superato il ponte dopo ca 200 m. a dx si dirama una S.F. con indicazione M.ga Cère. Si segue la lunga S.F. e si raggiunge il limitare della vegetazione. Si tralascia la S.F. di sx e sempre su S.F. si giunge a q. m. 1700 ca. La si abbandona e si tocca in pochi minuti il visibile Agr. M.ga Cère m. 1713 (ore 2.00) Si rimontano (NE) con percorso libero gli ampi pendii soprastanti fino a raggiungere la M.ga Valpiana m. 1843.Con percorso libero tra bosco rado (E-NE), si guadagna la panoramica dorsale merid. del M. Sétole, raggiungendo un falsopiano a q. m.2030 ca. Quindi, con ultimo tratto erto (N-NO prestare attenzione con abbondante e recente innevamento), si perviene alla sommità della dorsale a q.m. 2190 ca. Ora verso N-NE con ultimo breve tratto in falsopiano si raggiunge il M. Sétole m. 2208 (ore 2.00-4.00). Rientro per lo stesso itinerario di salita. Dislivello: salita 928 mt. Difficoltà: MS Tempo: ore 6,00 (complessive) Referente: Paolo Boni (0464/594203) info in sede. 16 MARZO MONTE MULAZ MT 2905 SCIALPINISTICA Si parte dal parcheggio di Pian dei Casoni (Tonadico) all’ inizio della Val Venegia per proseguire oltre la malga Venegiota. Si rimonta il ripido e largo pendio sulla sx per poi traversare fino al passo Mulaz. La salita alla Cima Mulaz si effettua risalendo prima diritti verso nord puntando ad una sella, poi traversando verso dx fino a raggiungere il versante est della cima e da lì alla vetta. Rientro per lo stesso itinerario di salita. Dislivello: salita 1300 mt. Difficoltà: BSA Tempo: ore 6,00 (complessive) Referente: Paolo Boni (0464/594203) 30 MARZO DOSSO PIEMP - MT. 1207 L’inizio delle nostre attività escursionistiche annuali, già da qualche anno, lo indirizziamo ai Monti del Garda, che ci consentono un avvio tranquillo, godendo del piacevole clima e dei primi segni della primavera che quei luoghi ci propongono. Percorriamo la S.S. 45 BIS prendendo la deviazione per Tignale per giungere ad Olzano dove si parcheggia. Si prende l’indicazione per il residence la Forca. Si prende a sx per entrare in una pineta su strada sterrata che si percorre fino all’incrocio con il segnavia 4 (256). A sx si risale il bosco di pini per sentiero fin sotto il crinale sbucando su strada forestale pervenendo al rifugio. A nord-est del rifugio un sentierino conduce al sovrastante Dosso Piemp. Ritornati al rifugio si scende per una scalinata sul segnavia 7/6 (247) nella pineta e con molte svolte, il ripido sentiero conduce all’incrocio con una strada forestale segnata con il n. 249. Si segue la strada a sx in lieve salita fino ad incrociare il sentiero 6 (246) che conduce ad una biforcazione. Prendendo a dx si cala ad un casolare e quindi in circa 40 minuti ad Olzano. Tempi di percorrenza: ore 3,00 Dislivello: mt. 600. Difficoltà: E Referente: Ettore Luraschi (0464/591053) 13 APRILE S. GIOVANNI AL MONTE MALGA DI VIGO MT. 1087 Partiamo dal ponte sul fiume Sarca a Drò in località Campagnola e seguiamo il sentiero delle Marocche in direzione Arco fino ad incrociare il sentiero SAT 428, detto “Sentiero degli scaloni”. Questo è un sentiero attrezzato che ci porta rapidamente a quota 507m (Dos Tondo) e sale poi nel bosco fino a raggiungere la strada comunale asfaltata per S.Giovanni. Lasciamo la strada e prendiamo il sentiero 408 che arriva, prima attraverso il bosco e poi per prati, fino a S.Giovanni al Monte e proseguiamo poi fino alla Malga di Vigo (1087m). La via del ritorno ci riporta a S.Giovanni , dove incrociamo il sentiero 425, una strada forestale che si trasforma poi in un ripido sentiero a zig-zag attraverso il bosco e, nel tratto finale, in sentiero roccioso attrezzato ma poco esposto conosciuto anche come sentiero “dei lastoni”. Questo sentiero ci riporta rapidamente al nostro punto di partenza a Drò. Difficoltà: EE Dislivello: circa 950 all’andata e 950 al ritorno Tempo complessivo: 6 ore Referente: Federica Tel.: 3485658439 27 APRILE FESTA DELLA PRIMAVERA IN CROINA MT. 1250 Anche quest’anno festa della primavera alla baita di Croina. Come sempre ci sarà polenta per tutti. Difficoltà: E Dislivello: 400 m Tempo complessivo: 1,30 ore 4 MAGGIO MANUTENZIONE DEI SENTIERI L’attività manutentiva dei percorsi di montagna rappresenta un azione importante e necessaria, per la quale è necessario il coinvolgimento e l’impegno dei Soci. Un sentiero ben tenuto è una ricchezza e un bel biglietto di benvenuto nella nostra Valle. Gli interventi da intraprendere saranno concordati in sede il venerdì precedente. Referente: Roberto Ferrari 340 8277486 6 - 11 MAGGIO CROAZIA – PARCO NAZIONALE DI PAKLENICA. Ritorniamo in Croazia per visitare una particolare area naturale, costituita a parco nazionale fin dal 1949. Il luogo offre interessanti opportunità di trekking e visite a particolari ambienti naturali (montagne;grotte; canyon).Saremo guidati assistiti da Petar Tomasic che è stato nostra guida nella precedente esperienza in Croazia. Informazioni e dettagli saranno resi noti non appena definito il programma. Difficoltà: Turistica info e iscrizioni in sede Referente: Ettore Luraschi 0464-591053 – 342 0081116 18 MAGGIO FESTA DELLA FIORITURA A DROMAÈ MT. 1400 Escursione in collaborazione con la Pro Loco di Mezzolago. Percorso lungo il sentiero Botanico e/o sentiero SAT n. 453. E’ inoltre possibile arrivare da Saval, sentiero n. 413 e da Cima Parì. Partendo da Coste di Salò si può salire a Cima Oro per il camminamento militare. info in sede 1 GIUGNO TREMALZO – VAL VESTINO – PERSONE MT. 900 Dall’ex Rif. Bezzecca, Tremalzo seguendo il sentiero 444 saliamo alla pozza dell’Avez ed a seguire al dosso della Fame e alla cima del Frattone (mt 1795). Da qui si scende alla bocca di Lorina e si sale quindi al monte Caplone, si scende a malga Tombea risalendo per la strada forestale fino alla bocca di Cablone. Si lascia il sentiero 444 per scendere a sinistra verso Val Vestino fino a località Pilaster. Si lascia la strada forestale per imboccare a destra un sentiero che porta ad un’altra forestale, seguento quest’ultima giungiamo a Persone (mt. 900). All’antica osteria Pace sarà servito un ottimo spiedo e buon vino. Difficoltà: E Dislivello: 700 m. in salita 1100 in discesa Tempo complessivo: 7 ore Referente: Gino Collotta tel. 0464 591522 15 GIUGNO GITA GIOVANILE SENTIERO GLACIOLOGICO VAL MARTELLO MT. 2670 Dal parcheggio si segue il sentiero che porta al Rifugio Corsi. Si prosegue e, superato il gradino di valle, si arriva sul bordo della diga di pietra. La si attraversa verso sx, continuando oltre la deviazione per il Rifugio Martello, fino alla base di una parete rocciosa da cui scende una cascata. Si risale ora con ripide serpentine fino ad arrivare ad un terrazzo per poi proseguire lungo il sentiero arrivando nei pressi di un piccolo ponte. Prima del ponticello si lascia il sentiero seguendo evidenti tracce che risalgono sulla destra orografica l’ampio vallone che porta alla fronte del ghiacciaio della vedretta alta. Si costeggia a dx la fronte glaciale per poi ridiscendere il vallone in sinistra orografica sul sentiero raggiungendo in breve il rifugio Martello. Il rientro avviene inizialmente per il sentiero n. 103, ritornando alla diga di pietra e quindi seguendo la traccia sulla destra orografica della diga che lungo il vallone opposto a quello del Rifugio Corsi conduce al vecchio Hotel Paradiso (sentiero 37). Da lì per breve stradina si ritorna al parcheggio. Tempi di percorrenza: ore 4. Dislivello: mt. 620 - Difficoltà: E Referenti: Ettore tel. 0464591053 – Franco tel. 0464591654 info e iscrizioni in sede e/o Uff. Turistico 0464/591222 6 LUGLIO MONTE CORONA MT. 2509 Si sale dalla Valle di Breguzzo in direzione Malga Arnò. Dopo qualche chilometro si incrocia a sx indicazione per Malga Mangiassone dove si parcheggia. Si imbocca il sentiero 262 che porta alla malga e si risalgono il prato e il bosco fino a sbucare sui prati sottostanti il passo del Frate. Si raggiunge il passo del Frate prendendo a sx la costa erbosa raggiungendo la prima elevazione della cresta e quindi per il versante sinistro lungo il sentiero, con traversi e ripide serpentine, fino alla cima. Rientro per lo stesso itinerario. Tempi di percorrenza: ore 5. Dislivello: mt. 1100 Difficoltà: EE Referente: Rino Mazzarini tel. 0464591466 26 – 27 LUGLIO VETTA D’ITALIA MT. 2912 Primo giorno. Si parcheggia a Casere – Valle Aurina, incamminandosi per Pratomagno e Fonte di Roccia per una carrareccia che termina in coincidenza della Kehrer Alm. Si imbocca il sentiero risalendo lo sponda dx del torrente Aurino guadagnando la soprastante vasta terrazza prativa ove è posta la Lhaner Alm. Dopo un tratto in piano si riprende a salire per ripido, ma comodo sentiero, portandosi ai pascoli soprastanti, per poi guadagnare la radura ove sorge il Rifugio Tridentina. (mt. 2445 – ore 3,30 dalla partenza.) Dal Rifugio con una breve digressione tra detriti e in ultimo su ampi nevai si raggiunge il confine di stato in coincidenza della Forcella del Picco – mt. 2667, dove il panorama si apre immenso sui ghiacciai e sulle cime del versante austriaco e, in particolar modo, sulla grande cima ghiacciata del Grossvenediger. Secondo giorno. Dal Rifugio un breve sentierino di collegamento consente di raggiungere l’Alta Via Vetta d’Italia – segnavia n. 13. Si procede verso sx con scarsi dislivelli entrando nel vasto anfiteatro sovrastato dalle sommità della Vetta d’Italia. Proseguendo, dopo avere superato qualche breve tratto esposto attrezzato con pioli e funi metalliche, sulla destra a quota 2624 troviamo l’indicazione per la salita per la via normale alla Vetta d’Italia. Tra blocchi di roccia e detriti, seguendo con attenzione la segnaletica, saliamo in quota sino a portarci sotto la verticale della cima. Per la cosiddetta “scala del diavolo” si perviene alla cresta di confine e proseguendo verso nord-est si raggiunge la vetta. Si discende riprendendo l’Alta Via della Vetta d’Italia (n. 13) a dx incrociando dapprima il Rifugio Vetta d’Italia (dimesso) e in sequenza alcuni ruderi di un alpeggio e la Malga Alti Tauri. Si scende per una antica mulattiera raggiungendo un incrocio dal quale seguiamo le indicazioni per Fonte di Roccia, Prato Magno e Casere, termine della nostra escursione. Dislivello: mt. 1200 Tempo complessivo: ore 8,30 Difficoltà: EEA info e iscrizioni in sede Referente: Collotta Gino tel. 0464-591522 28 LUGLIO - 3 AGOSTO 37ª SETTIMANA DELLA MONTAGNA Programma da definire prevedendo come di consueto serate di interesse alpinistico, ambientale e culturale. Svolgimento delle serate presso il Centro Culturale a Locca - Concei con inizio alle ore 21.00. 3 AGOSTO FESTA D’ESTATE ALLA BAITA DI CROINA MT. 1250 Come sempre ci sarà polenta per tutti. Saranno proposti degli itinerari alternativi lungo i nostri sentieri per raggiungere la baita. Difficoltà: E Dislivello: 400 m Tempo complessivo: 1,30 ore 23 – 24 AGOSTO SASSO NERO/SCHWARZEN STEIN – MT. 3369 Primo Giorno. Si raggiunge Lutago (Val Aurina) e da lì seguendo le indicazioni si arriva ai masi della Stalla Grande. Da qui si continua su una carrareccia per le case del Rio Rosso (mt. 1416) dove si parcheggia. Mantenendosi in quota, il percorso si addentra nella Rotbachtal, oltrepassa il torrente su un ponte in legno e arriva ad un bivio: lasciata a sx la deviazione per la Schollberg Hutte, il sentiero transita a lato della capanna Rio Rosso e sale con una serie di tornanti lungo un pendio morenico. Si giunge in un desolato anfiteatro glaciale, e tralasciata l’indicazione a sx del Hans Stabeler-Weg, si prosegue verso nord, oltrepassano la deviazione per l’insellatura Grosse Tor e arrivando ad un incrocio. Trascurato il segnavia n. 19 si volge a sinistra imboccando la via del Ghiacciaio. Il sentiero sale a nord-ovest, supera i lembi ghiacciati della vedretta del Rio Rosso e piega a dx tra placconate e nevai, raggiungendo il soprastante Rifugio Vittorio Veneto. (ore 5; dislivello mt. 1507) In alternativa si può salire per la via ferrata del Camino. Secondo Giorno. Dal Rifugio si volge a nord proseguendo per un breve tratto su traccia di sentiero per poi tagliare lungo il margine della vedretta di Riotorbo, risalendo con moderata pendenza un ampio pendio nevoso fin sotto la forcella omonima. Raggiunto uno sperone morenico si piega a sx risalendo una ripida balza innevata e, inerpicandosi per un sentierino, si arriva in cima alla punta del Balzo (m.3235). Una pista ben battuta volge in leggera salita a Sud-Ovest e attraversa i campi ghiacciati sommitali del Sasso Nero, fino ad una sella nevosa ai piedi della cresta Nord-Est. Oltrepassata la crepacciata terminale e superato un ripido scivolo innevato, si continua lungo facili roccette fino alla cima. (1 ora e 30; dislivello m. 450). Si ritorna al Rifugio e il rientro a valle, per la via normale. Dislivello totale: mt. 2000 - Tempo complessivo: ore 10,30 Difficoltà: EEA - info e iscrizioni in sede 31 AGOSTO GITA SOCIALE PARCO NATURALE ODLE COL DI POMA M. 2422 Da Malga Zanes, al termine della rotabile della Val di Funes, si sale lungo il sentiero n. 6 che procede diritto fino al bivio con il n. 35, che conduce alla Gampenalm. Da qui si sale per il sentiero n. 31 fino a raggiungere il Rifugio Genova. Si prosegue per il passo di Poma e mantenendoci sul sentiero n. 7 si arriva alla cima del Col di Poma. (mt. 2422). Ritornati al Rifugio si ridiscende alla Gampenalm e con il sentiero n. 33 si ritorna a Malga Zanes. Tempo: 5 ore. Dislivello: 770 m. Difficoltà E Referenti : Ettore tel. 0464591053 – Franco tel. 0464591654 info e iscrizioni in sede e/o Uff. Turistico 0464/591222 21 SETTEMBRE CIMA CAREGA M. 2259 Dal Passo Pian delle Fugazze attraverso una carrozzabile di 6 Km. si raggiunge il Passo di Campogrosso. Seguendo il sentiero n. 7 (segn.157) si raggiunge il Passo della Regina e successivamente l’erbosa sella del Passo delle Buse Scure. Rimontando una ripida costa si perviene alla Sella del Rotolon m. 1523. Abbandonato il sentiero 157, si prosegue lungo il crinale fino ad un bivio da dove volgendo a sinistra (segn.6) si giunge ad una vasta conca (piazzale SUCAI) sotto le guglie del Fumante. Si rimonta fino alla base della Guglia GEI dove, attraverso una caverna si raggiunge il Giaron della Scala che viene attraversato e salito toccando Forcella Lovaraste m. 1919. Si sale a destra alla Cima Centrale del Fumante m. 1983. Calati sull’opposto versante si attraversa a sinistra (cavo metallico) il Castello degli Angeli arrivando alla Forcella del Fumante. Attraverso ripidi tratti della cresta Est del Monte Obante, si raggiunge il Passo del Obante fino alla Bocchetta dei Fondi. Si continua in cresta raggiungendo Bocchetta Mosca m.2029 e, per mulattiera , il Rif. Fraccaroli m. 2238. Da qui in pochi minuti si arriva sulla Cima Carega m. 2259. Ritornati alla Bocchetta dei Fondi si scende in direzione Est, per il primo tratto su terreno roccioso, e poi con numerose serpentine deviando infine a destra in direzione del Passo di Campogrosso. Dislivello 800 m. - Difficoltà EE - Tempo ore 6.15 Referente: Paolo tel. 0464594203 5 OTTOBRE LEANO – PASSO S. VALENTINO – CADRIONE – PASSO NOTA MT. 1205 (Rif Alpini - Polenta e spiedo) Da Prè si scende a sud, superato il ponte sul Ponale il segnavia n. 421 guida per una stradina in salita alla vicina Madonna del Cinal (m.615). Proseguendo, la stradina si alza nel bosco aggirando un costone e raggiunge Leano m.888 (circa 45-50 minuti). Costeggiando la conca prativa di Leano in loc.” Malòra” tenendo la destra e abbondonando la strada che inizia a farsi pianeggiante, si inizia a salire per sentiero privo di segnaletica per raggiungere Passo San Valentino m.1184, punto panoramico sulla Valle di Ledro e parte del Lago di Garda. Il sentiero ora prosegue pianeggiante fino alla conca di Cadrione si attraversa la conca prativa di Cadrione sino all’incrocio della strada forestale proveniente da Legos. Si prosegue a sinistra per raggiungere Bocca dei Fortini m.1243,dove si incrocia la strada militare della guerra 1915/18. Si prosegue a destra (segnavia n. 241) seguendo la strada militare per raggiungere la conca di Bestana e in poco tempo Passo Nota e il Rif. Alpini di Tremosine, dove potremmo degustare con prenotazione “polenta e spiedo”. Per motivi organizzativi necessita la prenotazione entro venerdi 26 settembre in sede oppure contattando i referenti della gita. Il rientro è previsto per il medesimo itinerario fino a Cadrione e scendendo a Prè direttamente, oppure dalla Val di Casarino Pian di Pur. Dislivello : m. 800 Difficoltà E - Tempo: 3.30 – 4.00 Referenti: Franco 0464/591654 - Ettore 0464/591053 12 OTTOBRE MANUTENZIONE SENTIERI’ Intervento autunnale di verifica e sistemazione dei percorsi di montagna. Referente: Roberto Ferrari 340 8277496 19 OTTOBRE 120° CONGRESSO S.A.T. S.A.T. CARE’ ALTO – SPIAZZO RENDENA 9 NOVEMBRE FESTA DI S. MARTINO MT. 1250 Polenta e “Osei scampè” per tutti Difficoltà: E Dislivello: 450 m Tempo complessivo: 1,30 ore info e iscrizioni in sede e Ufficio Turistico 0464/591222 21 DICEMBRE SCAMBIO AUGURI IN SEDE 14 FEBBRAIO 2015 ASSEMBLEA SOCI E CENA SOCIALE Parlare di montagna è parlare di libertà. Un tema, quello della libertà, che da tempo trova spazi sempre maggiori nei dibattiti, nelle riflessioni, anche nelle polemiche che seguono puntuali dopo ogni avvenimento drammatico. Ne abbiamo parlato a lungo a Malè, al 119° congresso SAT, a conclusione del quale abbiamo presentato un documento articolato che sintetizza quanto emerso nei confronti delle giornate. Credo che sia un punto di partenza per contrastare con forza l’idea che si va affermando della sicurezza a tutti i costi, per contraddire la cultura del divieto, per arrivare ad affermare un atteggiamento positivo e responsabile. Libertà come forma di educazione alla responsabilità. L’alpinismo quindi come momento formativo, come scuola anche di vita. Esistono, devono esistere spazi, spazi in cui l’individuo può e deve muoversi liberamente con la coscienza del rischio e dei propri limiti, con l’attenzione agli altri e all’ambiente in cui si muove. La montagna è uno dei pochi spazi che consentono ancora la espressione di una ricerca personale in cui si mette in gioco la dimensione della libertà della scelta. Siamo convinti come Bernard Amy che “assumere rischi è bello, educativo. Non assumerne è diseducativo.” Nell’alpinismo la componente rischio ne esalta il valore ponendo a chi lo pratica continue domande che interrogano la conoscenza dell’ambiente e dei suoi pericoli, la propria preparazione fisica, la intima convinzione, la responsabilità verso gli altri. Il rischio può essere ridotto lavorando sulle tecniche, sui materiali, sulla preparazione, sull’allenamento. Ma soprattutto ben sapendo che l’alpinismo è una fatto culturale. Nessuna strumentazione, nessun materiale è in grado di sostituirsi all’esperienza, alla capacità di leggere l’ambiente in cui ci si trova, di interpretare i segni e le informazioni che arrivano dall’esterno. Il lavoro delle sezioni è fondamentale per la formazione e l’educazione. Se poi, come nel caso della vostra, si accompagna ad una attività molto significativa con i ragazzi delle scuole, allora la strada che porta all’affermazione della frequentazione libera della montagna diventa molto più larga. Crescita personale, conoscenza del territorio, apprendimento delle tecniche, valutazione dei rischi, accettazione delle proprie responsabilità. Capacità di scelta. Un compito pedagogico di altissimo valore. Un grazie a tutti voi. Claudio Bassetti Presidente SAT I giovani e la sat ledrense Oggi, domenica 29 dicembre, ci troviamo, seduti attorno al fuoco, dopo una cena frugale nella sede della SAT, per raccontare le nostre piccole ma significative esperienze all’interno di questa associazione. A noi giovani la SAT offre numerose opportunità (gite; feste; serate; corsi formativi) durante le quali ci troviamo tutti assieme per condividere nuove esperienze nell’ambiente naturale della montagna, che per noi è e resterà per sempre una delle attrazioni più suggestive. Grazie alle numerose gite organizzate dalla sezione, abbiamo potuto scoprire nuove località e paesaggi magnifici nei quali si è ammirata la forza e la maestosità della montagna; oltre a questo siamo riusciti a migliorare ed affinare le nostre capacità di stare in gruppo ed accettare nuove realtà che hanno fatto crescere le nostre potenzialità di convivere la montagna assieme ad altri. Queste ci ritorneranno sicuramente utili in futuro. Un’ altro pregio di questa associazione è lo spirito di gruppo che fa in modo, ci si ritrovi periodicamente in sede, per raccontarci emozioni e fatti rimasti impressi positivamente nella vita dei soci che hanno vissuto e vivono ancora oggi queste realtà. La SAT Ledrense inoltre possiede due stupendi luoghi di ritrovo: la sede dove tutti i venerdì ci si ritrova per organizzare itinerari di gite e anche dove prendono luogo discussioni e scambio di idee. L’altro luogo di ritrovo, ma non meno importante per noi, è la baita situata in località Croina, ai piedi del monte Nozzolo, dove si può ammirare parte della valle di Ledro e dei monti che la racchiudono, tra cui Tremalzo con i Prati del Monte e i luoghi a esso vicini. L’idea della baita di Croina, partì molti anni fa dai nostri genitori e compagni, che anche loro come noi cercavano un luogo di ritrovo nelle montagne Ledrensi. Fu così che nel 1996 il nostro socio presidente protempore Sartori Giulio, propose alla direzione di prendere in gestione questo fienile di proprietà del comune di Bezzecca. Dopo molte discussioni con critiche e pareri anche discordanti dei soci della SAT ledrense, si è arrivati ad una conclusione definitiva; la baita di Croina doveva essere presa in gestione e sistemata al meglio per farne un secondo luogo di ritrovo per il nostro sodalizio. Dopo aver assolto a tutta la burocrazia necessaria, di domenica in domenica numerosi soci lavorarono assiduamente a questo progetto e dopo un’ anno la baita fu inaugurata. Nell’anno 2012 siamo intervenuti anche noi giovani, per rendere più accogliente la nostra seconda sede. È stata effettuata la costruzione di un soppalco dormitorio che ha reso la baita completa nei suoi confort. Inoltre è stato effettuato il tamponamento del piano superiore che in precedenza era solamente rivestito d’assi di legno, che sono state sostituite da una perlinatura molto efficace, tutto ciò grazie ai volontari che hanno messo a disposizione la loro professionalità ed alcune domeniche. Anche noi assieme ai grandi abbiamo potuto mettere del nostro, aiutando nel possibile. Adesso anche noi usufruiamo di questo meraviglioso luogo messo a disposizione dalla sezione, dove prendono luogo le nostre numerose feste nelle quali, come già detto, ci si ritrova tra amici per condividere la passione per la montagna, che comprende spesso: mangiate, bevute, cantate, suonate e partite alla mora, che rendono le nostre serate sempre più divertenti e indimenticabili. Un ringraziamento speciale alla Sezione della SAT ledrense che mette a disposizione tutte queste strutture e opportunità per il ritrovo di noi giovani. Collotta Giordano; Ribaga Andrea; Rossi Federico; Casolla Stefano; Pellegrini Oscar; Boni Lorenzo. Excelsior! “QUATTORDICI VOLTE 8000” Facciamo la conoscenza di Silvio “Gnaro” Mondinelli in agosto in occasione della “Settimana della Montagna”, è un titolo forte quello della sua serata, che ci porta su fra i ghiacci delle più imponenti cime del mondo ma anche giù, a far i conti con la fatica degli allenamenti quotidiani e le difficoltà che la vita itinerante dell’alpinista comporta a livello umano e famigliare. Il “Gnaro” nasce a Gardone nel 1958 e comincia a conoscere la montagna con l’arruolamento in Finanza e il trasferimento ad Alagna Valsesia, è proprio ai piedi del Monte Rosa che parte la sua avventura. Dalla metà degli anno ’80 l’amore per l’alpinismo lo spinge verso mete extra-europee come il Nord e Sud America, L’Himalaya e il Karakorum, ad oggi ha partecipato a una ventina di spedizioni sugli “ottomila”, in 16 delle quali è riuscito a raggiungere la vetta. Conquistando tutte le 14 principali vette della Terra è il sesto uomo al mondo a riuscire nella “corsa agli ottomila” senza l’uso di ossigeno, tanti successi ma quello più prezioso è rappresentato dalla capacità di saper rinunciare quando la montagna lo respingeva, ritornando sui propri passi senza pensare ad un fallimento ma ad un’esperienza di crescita; non meno importanti sono i numerosi soccorsi di alpinisti in difficoltà e gli aiuti dati alle popolazioni locali del Nepal costruendo scuole e ospedali. I dati fanno impressione ma Silvio conquista la nutrita platea con una chiacchiera genuina, semplice, mai presuntuosa. I filmati, i racconti e le fotografie che animano la serata non sono solo la celebrazione di una vita di passione e spedizioni ma mostrano anche il lato più crudo e spietato del mondo dell’alpinismo. Nelle parole di Mondinelli non manca mai il ricordo di tanti, forse troppi, amici reclamati delle montagne e non dimentica, francamente parlando, la difficoltà di trovare equilibrio fra le spedizioni e la famiglia, sacrificata dai tanti momenti di assenza. Grande importanza è stata rivolta a tutti coloro che lo sostengono e credono in lui, base imprescindibile per la riuscita di qualunque impresa. Da qui gli infiniti grazie del “Gnaro” a chi gli permette di fare ciò che ama, non dimentichiamo che dietro ad un grande atleta e alla propria famiglia c’è un team instancabile di medici, preparatori e molti altri. Silvio ci racconta di un alpinismo genuino, passionale che fa dimenticare le vivaci polemiche che nascono guardando ai piedi, ad esempio, di un gigante come l’Everest preso d’assalto da “alpinisti” di ogni genere, sempre più spesso da spedizioni puramente commerciali governate dal potere del denaro che mettono in ginocchio lo spirito di rispetto e simbiosi con Madre Natura che l’alpinismo reclama. Le recenti immagini di file di uomini “accatastati” sulle pendici della montagna più alta della Terra alla ricerca della performance, gettano un’ombra su quello che è lo spirito dell’alpinismo di scoperta e su chi è ancora in grado di vestire i panni dell’alpinista d’avventura e non solo dell’alpinista da collezione. Simone Moro, altro grandissimo dell’ambiente scrive: “L’alpinismo che pratico è dunque frutto di un innamoramento, di una vera passione amorosa, sentimentale, verso ciò che mi ha fatto commuovere, volare col pensiero, accettare i rischi che questo amore comporta”. La serata non poteva concludersi con un applauso e un in bocca al lupo per le prossime avventure del “Gnaro” e perché no anche con una birra in compagnia a rimarcare la semplicità di un uomo che riesce a vivere la sua vita facendo la cosa che ama di più. Sara Colò “Tor des Geants” Fino a qualche anno fa una gara di corsa in montagna di 330 km mi sembrava una cosa irrealizzabile per un “mezzo” atleta come me.... Alcuni amici invece vedevano in me la gara del Tor des Geants in Valle d'Aosta come un obbiettivo alla mia portata.... Mi dicevano: “La testa per fare queste gare ce l'hai, la preparazione anche , e le doti di resistenza non ti mancano!!” Iiniziai pertanto un percorso di preparazione fisica e mentale volta alla realizzazione di questo sogno. Un'avventura di 330 km con 24.000 metri di dislivello di sola salita, 22 colli sopra i 2000mt e con una punta massima di 3200mt di altitudine...le notti, il freddo, oltre all'alimentazione e al sonno i problemi maggiori per i 760 partecipanti giunti da 42 nazioni. Una preparazione curata nei minimi dettagli mi ha portato a realizzare quel sogno che sembrava tanto lontano, quella corsa per “matti” è diventata mia in 120 ore , 12 minuti e 36 secondi... 120 ore di paesaggi da favola attorno ai 4 giganti aostani (Bianco, Rosa, Cervino e Gran Paradiso), albe e tramonti indimenticabili, freddo e neve, sole e vento.....tanti momenti difficili, tanti momenti di euforia, tante paure e tante perplessità sparite con la partenza della gara.....e soprattutto alla fine tante nuove amicizie.... Il 4 gennaio a Locca di Concei , tanta gente è venuta a vedere il mio film, un riassunto di 30 minuti della mia avventura in Valle d'Aosta..... un film che ha fatto capire a tanta gente cosa sono queste gare di Ultratrail, tanti hanno capito che non siamo dei matti a correre queste gare mo solo degli atleti molto fortunati! In sala c'erano due amici conosciuti nella settimana di gara , Francesco Pezzarossi di Storo e Marco Zanchi, atleta bergamasco della nazionale, hanno risposto molto volentieri al mio invito, e mi hanno aiutato in questa serata a dimostrare a tutti gli appassionati presenti in sala, come anche chi corre riesce comunque a vivere emozioni bellissime, e assaporare la montagna. Un “avventura” come la chiamo io, una gara lunga ed estrema che poteva decretare il mio limite , arrivare a Courmayer in condizioni fisiche precarie poteva lasciarmi con l'amaro in bocca , i 330km avrebbero scritto davvero il mio “limite”......Sono arrivato invece in salute , pieno di energie , emozionato ...piangendo di felicità..... Il mio limite non è questo...... alla prossima avventura!!!! Marco Casari Francesco Pezzarossi : Se mai ci fossero stati dei dubbi sul fatto che Marco fosse un vero "montanaro" la serata di sabato 4 gennaio ha tolto ogni dubbio. Marco ha dimostrato caparbietà, impegno ed entusiasmo che solo la gente di montagna possiede e quella di sabato è stata una dimostrazione d'amore verso la montagna stessa. Un mio ringraziamento di cuore, Marco, per le emozioni che ho provato a rivivere il Tor attraverso le tue immagini e le tue parole. Un augurio, per tutte le persone che ti conoscono e che conoscerai nella tua vita, che tu possa mantenere questo spirito. Grazie Marco. Il tuo amico Francesco. Marco Zanchi: Una nota bella del nostro sport , il Trailrunning , è che ti lascia dentro bellissimi ricordi da poter trasmettere a chi non conosce questo mondo. Serate come questa organizzata da Marco fanno bene alla montagna e allo sport , ha fatto rivivere, a me e a tutti i compagni d’avventura presenti, la fantastica avventura al Tor Des Geants una competizione sportiva che per la maggior parte dei partecipanti va oltre lo sport, una sfida personale tra uomo e montagna che durante il lungo viaggio si fondono insieme, tanto che giunti al traguardo, non vuoi crederci vorresti non finisse mai. Una serata “semplice” ma che per noi vale molto, spezzoni di filmati della personale avventura e racconti delle proprie emozioni vissute a tratti anche comiche. Son sicuro che molta gente in sala, anche chi non pratica sport, per un attimo si è immaginata al nostro posto, là ad un colle di giorno o durante le interminabili notti, camminando e osservando panorami incantati in compagnia di un nuovo amico incontrato sul sentiero,diretto verso il tuo stesso obiettivo. LA SAT LEDRENSE E IL MUSEO DI SCIENZE NATURALI La montagna è come un libro pieno di tante storie, che parlano di uomo, natura, storia, imprese, riflessione, limiti. È da questo punto di partenza che è iniziata ormai da qualche anno la collaborazione tra MUSE (Museo Tridentino di Scienze Naturali fino all’anno scorso) e la SAT ledrense. Spinti da un’attenzione verso la montagna, seppur partendo e battendo “sentieri diversi”, le due istituzioni si sono ritrovate più volte sulla stessa cima per condividere obiettivi comuni. Quello della divulgazione, innanzitutto, del valore (naturalistico, storico e sociale) della montagna; ma poi anche l’obiettivo dell’educazione, raggiunto coinvolgendo l’Istituto Scolastico locale nella realizzazione di progetti insieme. Da qui il rapporto si è declinato attraverso le numerose attività che il Muse propone, spaziando dall’archeologia all’ornitologia, dallo scavare la storia più recente al setacciare quella di 10.000 anni fa. Tuttavia, un unico denominatore resta comune: la montagna. Montagna da conoscere. Così è stato ad esempio per il progetto del Piano Giovani 2012 “Di valle in valle: piccoli passi alla scoperta del territorio”. Le classi prime medie dell’Istituto Comprensivo di Ledro sono state protagoniste, insieme ad altrettante classi degli istituti di Dro e Arco (per un totale di 180 alunni), di alcune iniziative speciali: hanno avuto modo di partecipare ad un incontro di presentazione e ad alcune escursioni sul territorio aventi lo scopo di favorirne la conoscenza sotto diversi aspetti (storico, naturalistico, paesaggistico), con l’aiuto di “satini” ed esperti del MUSE. Accanto a questa, anche le ormai “classiche” uscite sul Ponale, all’interno della Convenzione “la Conoscenza del territorio”, hanno portato e porteranno le scuole di Ledro a conoscere l’ambiente ed i paesaggi che ci circondano. Montagna su cui riflettere. La collaborazione con il Muse è passata poi anche attraverso momenti ufficiali. La partecipazione al 117° Congresso della Sat, tenutosi proprio in Valle di Ledro, nel quale non si è mancato di sottolineare l’importanza della montagna e del suo “viverci insieme” fin dall’epoca preistorica. Conoscere l’ambiente montano, saperlo leggere attraverso i millenni, intuire le necessità di questi primi “alpinisti” preistorici e un pizzico di fortuna sono stati gli ingredienti necessari per scoprire un sito preistorico in montagna. E su questo si è riflettuto, facendo attenzione anche a come questo rapporto uomo-montagna è cambiato nei millenni della preistoria. E quando tutto sembra essere detto sul rapporto tra SAT e Muse ne nasce un nuovo rivolo che ci collega alle vicende garibaldine. “È il 1876, il decennale della Battaglia di Bezzecca. Va subito detto che la SAT non aveva, né doveva avere, alcun carattere politico. Essa anzi “si asteneva studiosamente - sono parole del conte Antonio Fossati, devoto amico del Marchetti e del Bolognini - da tutto ciò che aveva attinenza con la politica e che potesse quindi metterla in sospetto presso le autorità austriache”. Tanta prudenza però, pur accorta ed incessante, riuscì fin dal principio vana poiché gli organi di censura avvertirono immediatamente che uno spirito antigovernativo aleggiava sopra la giovane associazione, e penetrava sottile nelle sue compagini, sì che tendenze ed aspirazioni nazionalistiche venivano più o meno metaforicamente coltivate tra i soci. Era il 1876, quando le autorità austriache ritennero di non poter pazientare oltre, anzi di dover drasticamente intervenire. In data 4 agosto poi la deliberazione più grave intimava lo scioglimento della Società Alpina del Trentino”. Una storia tutta da costruire che vedrà impegnata la SAT ledrense ed il Muse attraverso il Museo Garibaldino e della Grande Guerra. Alessandro Fedrigotti “INSIEME NELLO SPORT” con la SAT. Quest’anno, il progetto “insieme nello sport” che si ripete da ormai 3 anni in estate, ed è rivolto ai bambini e ragazzi delle elementari e delle medie, ha previsto anche la collaborazione con la Sat. Il progetto, per mettere al corrente tutti, riguarda l’attività motoria nella sua concezione più ampia, ossia non la semplice esecuzione di esercizi fisici ma un educazione motoria tramite giochi di collaborazione, con l’utilizzo della palla e della musica, percorsi di coordinazione e attività formative/ricreative e, proprio tra queste ultime la collaborazione con la Sat Ledrense. Tutto queste attività sono mirate allo sviluppo globale della motricità dei bambini ma anche e, soprattutto, ad una loro crescita emotiva e sociale. Si tratta dunque, per i bambini, di un occasione per stare insieme e divertirsi all’insegna dello sport e del movimento, seguiti da professionisti del settore dato che gli educatori sono tutti laureati in scienze motorie. Quest’anno tra le attività ricreative c’era la possibilità di far trascorrere delle giornate in montagna ai bambini, i quali, accompagnati dagli educatori e dalle guide della Sat hanno potuto conoscere la bellezza e la quiete della montagna, potendosi fermare anche a dormire alla baita degli alpini. E’ stata un esperienza del tutto nuova per molti di loro ma a mio parere estremamente positiva. Hanno potuto stare insieme e divertirsi con poco, facendo qualche gioco in compagnia o raccontando una barzelletta, e portandosi da casa il minimo indispensabile: un piatto, una tazza e le posate che ognuno poi si doveva lavare e le cose per dormire e per l’igiene. Durante il cammino per i sentieri poi hanno imparato molte cose sulla natura e sulla storia di quei sentieri, illustrata dalle guide della Sat. Una sera è intervenuto anche un membro della Sat, Gino Collotta, per raccontare racconti di scalate e di escursioni, racconti che hanno emozionato i ragazzi che si sono prodigati in molte domande. Concludendo posso dire che è stata un esperienza estremamente positiva per i bambini, che per un paio di giorni si sono divertiti semplicemente stando insieme e svolgendo giochi e attività all’aria aperta. Alex Novali. LA BAITA DE CROINA LA NOSTRA SEDE A PIEVE E’ a disposizione per chi ne fa richiesta. Ritiro e consegna chiave in SEDE e presso i seguenti recapiti: E’ un accogliente punto di incontro, aperto tutti i Venerdì non festivi a partire dalle 20,30. La biblioteca e lo scambio di informazioni ed esperienze è utile anche a coloro che organizzano uscite “in proprio”. Giovanni Daldoss tel. 0464-594102 c/o Albergo Alla Perla Via Garibaldi 53 38067 Ledro - Tiarno di Sotto Franco Zennaro tel. 0464-590251 cell 347-8941523 Via Unità d’Italia 38b 38067 Ledro - Lenzumo Marco Casari tel. 0464-508113 c/o Ferramenta Casari Via Maffei 38067 Ledro - Molina GUIDA ALLE ESCURSIONI SICURE “Poche regole utili e intelligenti possono salvare una vita, perché rischiare quando si può prevenire?” Niente di meglio per celebrare il 50° anno del Soccorso Alpino del Trentino, che la geniale creazione di questo piccolo vademecum, semplice ed efficace, per prevenire incidenti, per camminare sicuri, per trascorrere una felice giornata in montagna. Equipaggiamento per un’escursione diurna: 1. giacca impermeabile e traspirante 2. maglietta di ricambio 3. copricapo 4. guanti 5. occhiali da sole 6. telefono 7. set pronto soccorso 8. borraccia piena 9. cibo 10. cartina (ev. bussola, altimetro) 11. binocolo 12. macchina fotografica 13. coltellino 14. fischietto Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Val di Ledro CNSAS SERV. PROV.LE TRENTINO - 4°deleg.S.A.T. 38067 Ledro, Loc. Pieve Via nuova, 15 (Tn) Per permettere un intervento efficace del Soccorso Alpino, dare le seguenti informazioni: • luogo dell’incidente, attività coinvolta • numero e condizione feriti • Condizioni meteo • numero telefonico da cui si chiama e poi lasciare libera la linea • rispondere dettagliatamente cercando di mantenere la calma, seguire nel dettaglio i consigli dell’operatore Meglio comunque non mettersi nei guai: • scegliere itinerari adatti alle propie caratteristiche; • studiare il percorso a tavolino e consultare le previsioni Meteo • se possibile non andare da soli, e comunque lasciare informazioni sul l’itinerario scelto • seguire di più il proprio buonsenso che non la forza delle gambe, e se le condizioni consigliano di rientrare non vergognarsi di tornare sui propri passi, la montagna rimane lì ad aspettare. Nr. chiamata per emergenza 118 Nr. tel. Val di Ledro 348-5254201 email: [email protected] Nr. tel. bollettino meteo 0461-238939 www.provincia.tn.it\meteo