UNA SCADENZA IMPORTANTE:
LA SCELTA DELLA NUOVA
SECONDARIA SUPERIORE
• Guida alla riforma
- Che cosa offre il Liceo
- Che cosa offre l’Istituto tecnico
- Che cosa offre l’Istituto professionale
•Che cos’è il CLIL
•Quando la scuola si fa in due (lingue)
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LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Guida alla riforma
U
na delle finalità della scuola secondaria di primo grado consiste nel
favorire l’orientamento dei ragazzi,
nell’avviarli a una scelta futura consapevole, ragionata.
Proprio per questo, nei quaderni Laboratori
e progetti, allegati ai tre volumi base della tua
antologia Il narratore, ti abbiamo proposto un
percorso triennale di orientamento comprensivo di molteplici attività volte allo sviluppo di
una capacità decisionale che si fonda su una verificata conoscenza di sé, delle proprie capacità,
attitudini e potenzialità. La nuova secondaria
superiore, però, con la riforma appena approvata, offre un panorama nuovo di possibilità,
presenta dei cambiamenti, già in atto dall’anno scolastico 2010-2011, che meritano di essere esaminati attentamente al fine di collegare le
proprie aspirazioni, inclinazioni, aspettative con
i nuovi percorsi di studio. Una scadenza dunque importante quella della scelta della nuova
secondaria superiore perché da questa scelta
dipenderà non solo il tuo futuro scolastico, ma
anche e soprattutto il tuo avvenire professionale.
Ma con la riforma come si è trasformata la nuova secondaria superiore? Come sono cambiati i
Licei, gli Istituti tecnici, gli Istituti professionali?
Ecco, qui di seguito, una Guida alla riforma.
I NUOVI LICEI
I NUOVI ISTITUTI PROFESSIONALI
6 Nuovi Licei
1.Liceo artistico
2.Liceo classico
3.Liceo linguistico
4.Liceo musicale e coreutico
5.Liceo scientifico –
opzione scienze applicate
6.Liceo delle scienze umane –
opzione economico-sociale
2 settori - 6 indirizzi
1. settore dei servizi
1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
2. Servizi socio-sanitari
3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità
alberghiera
4. Servizi commerciali
2. settore industria e artigianato
1.Produzioni industriali e artigianali
2.Manutenzione e assistenza tecnica
I NUOVI ISTITUTI TECNICI - 2 settori - 11 indirizzi
1. settore economico
1.Amministrazione, Finanza e Marketing
2.Turismo
2. settore tecnologico
1.Meccanica, Meccatronica ed Energia
2.Trasporti e Logistica
3. Elettronica ed Elettrotecnica
4. Informatica e Telecomunicazioni
5. Grafica e Comunicazione
6. Chimica, Materiali e Biotecnologie
7. Sistema Moda
8. Agraria, Agroalimentare e Agroindustria
9. Costruzioni, Ambiente e Territorio
Tutti i percorsi delle scuole superiori permettono di proseguire gli studi all’Università o presso
gli Istituti tecnici superiori (ITIS) o di inserirsi nel mondo del lavoro.
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LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Che cosa offre il LICEO
Una formazione di base ampia, utile ad acquisire le conoscenze, le abilità e le competenze
adeguate a leggere e interpretare la realtà con atteggiamento critico, razionale, ma anche
creativo e progettuale.
Il Liceo dura 5 anni ed è suddiviso in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli
studenti sostengono l’Esame di Stato e conseguono il diploma di Istruzione liceale.
Sono previste 27 ore settimanali nel primo biennio (ad eccezione dei Licei artistico 34 ore e musicale e coreutico 32 ore); le ore aumentano a seconda degli indirizzi negli anni successivi.
Le materie comuni a tutti i Licei sono: italiano, storia e geografia, filosofia (dal terzo anno), storia
dell’arte, scienze naturali, matematica, fisica, scienze motorie e sportive, religione o attività alternative. La lingua straniera è studiata per tutti e cinque gli anni.
All’ultimo anno, si introduce l’insegnamento in una lingua straniera di una materia non linguistica.
Sono previsti 6 percorsi liceali
1. artistico
Sono previste, oltre alle materie comuni:
chimica, discipline grafico-pittoriche, geometriche e plastiche, laboratoriali artistiche.
A partire dal secondo biennio, gli studenti
potranno scegliere tra 6 indirizzi:
– Arti figurative
– Architettura e ambiente
– Design
– Audiovisivo e multimediale
– Grafica
– Scenografia
nel coreutico: storia della danza, storia
della musica, tecniche della danza, laboratorio coreutico, laboratorio coreografico,
teoria e pratica musicale per la danza.
5. scientifico
È il percorso di studio liceale con il più alto
numero di ore di matematica e prevede lo
studio del latino.
Opzione scienze applicate
Questa opzione – che non prevede il latino –
è caratterizzata da un più alto numero di ore
dedicate a biologia, chimica e scienze della
2. classico
terra, e prevede inoltre lo studio dell’infor Sono previste, oltre alle materie comuni:
matica.
latino e greco.
3. linguistico
6. scienze umane
Sono previste, oltre alle materie comuni: Sono previste, oltre alle materie comuni:
latino (solo al primo biennio) e tre lingue
antropologia, pedagogia, psicologia e sostraniere.
ciologia, latino, diritto ed economia.
Opzione economico-sociale
4. musicale e coreutico
Sono previste, oltre alle materie comuni: Questa opzione prevede antropologia,
metodologia della ricerca, psicologia e
nel musicale: esecuzione e interpretazione,
sociologia, una seconda lingua straniera in
teoria, analisi e composizione, storia della
sostituzione del latino, diritto ed economia
musica, laboratorio di musica d’insieme
politica.
tecnologie musicali;
Informazioni e approfondimenti relativi a ciascun Liceo.
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LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Che cosa offre l’ISTITUTO TECNICO
La formazione tecnica e scientifica di base necessaria a un inserimento altamente qualificato
nel mondo del lavoro e delle professioni.
L’Istituto tecnico dura 5 anni ed è suddiviso in due bienni e in un quinto anno, al termine del
quale gli studenti sostengono l’Esame di Stato e conseguono il diploma di Istruzione tecnica.
Sono previste 1.056 ore annuali pari a una media di 32 ore settimanali.
Le materie comuni a tutti gli indirizzi sono: italiano, inglese, storia, matematica, diritto ed economia, scienze integrate, scienze motorie e sportive, religione o attività alternative.
All’ultimo anno, si introduce l’insegnamento di una disciplina tecnico-professionale in lingua straniera.
Il laboratorio è centrale nel processo di apprendimento; sono previsti stage, tirocini e percorsi
di alternanza scuola-lavoro per apprendere in contesti applicativi.
Sono previsti 2 settori divisi in 11 indirizzi
1. settore economico
È suddiviso in 2 indirizzi che, dopo il biennio
comune, proseguono nei tre anni successivi,
con piani di studio mirati ad approfondire
settori specifici del mondo del lavoro e delle
professioni.
Amministrazione, Finanza e Marketing
Articolazioni: «Relazioni internazionali per il
marketing» e «Sistemi informativi aziendali».
Turismo
Prevede l’apprendimento di 3 lingue straniere,
discipline turistiche e aziendali, geografia
turistica, diritto e legislazione turistica, arte e
territorio, economia aziendale e informatica.
2. settore tecnologico
È suddiviso in 9 indirizzi che, dopo il biennio
comune, proseguono nei tre anni successivi,
con piani di studio mirati ad approfondire
settori specifici del mondo del lavoro e delle
professioni.
Meccanica, Meccatronica ed Energia
Articolazioni: «Meccanica e meccatronica»
ed «Energia».
Trasporti e Logistica
Articolazioni: «Costruzione del mezzo», «Conduzione del mezzo» e «Logistica».
Elettronica ed Elettrotecnica
Articolazioni: «Elettronica», «Elettrotecnica»
e «Automazione».
Informatica e Telecomunicazioni
Articolazioni: «Informatica» e «Telecomunicazioni».
Grafica e Comunicazione
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Articolazioni: «Chimica e materiali», «Biotecnologie ambientali» e «Biotecnologie sanitarie».
Sistema Moda
Articolazioni: «Tessile, abbigliamento e moda» e «Calzature e moda».
Agraria, Agroalimentare e Agroindustria
Articolazioni: «Produzioni e trasformazioni»,
«Gestione dell’ambiente e del territorio» e
«Viticoltura ed enologia».
Costruzioni, Ambiente e Territorio
Articolazioni: «Geotecnico».
Informazioni e approfondimenti relativi a ciascun indirizzo.
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LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Che cosa offre l’ISTITUTO PROFESSIONALE
L’istruzione generale e tecnico-professionale necessaria per ruoli tecnici nei settori produttivi
e dei servizi di rilevanza nazionale.
L’Istituto professionale dura 5 anni ed è suddiviso in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale
gli studenti sostengono l’Esame di Stato per il conseguimento del diploma di Istruzione professionale.
Sono previste 1.056 ore annuali pari a una media di 32 ore settimanali. Più laboratori, stage,
tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, specie nel secondo biennio e nel quinto anno,
attraverso un’esperienza diretta.
Gli Istituti professionali possono continuare a organizzare percorsi triennali per il conseguimento
di qualifiche professionali sulla base della programmazione delle Regioni.
Le materie comuni a tutti gli indirizzi sono: italiano, storia, matematica, scienze integrate, lingua
inglese, diritto ed economia.
Sono previsti 2 settori divisi in 6 indirizzi.
1. settore dei servizi
È suddiviso in 4 indirizzi.
Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
Servizi socio-sanitari
Articolazioni: «Odontotecnico» e «Ottico».
Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità
alberghiera
Articolazioni: «Enogastronomia», «Servizi di
sala e di vendita», «Accoglienza turistica».
Servizi commerciali
2. settore industria e artigianato
È suddiviso in 2 indirizzi.
Produzioni industriali e artigianali
Articolazioni: «Industria» e «Artigianato».
Manutenzione e assistenza tecnica
Informazioni e approfondimenti relativi a ciascun indirizzo.
Per adempiere all’obbligo di istruzione, gli studenti possono scegliere anche i percorsi di Istruzione
e Formazione professionale previsti dalla programmazione delle Regioni, per il conseguimento
di una qualifica professionale triennale riconosciuta a livello nazionale.
Sistema di Istruzione e Formazione professionale
21 percorsi triennali
• Qualifica di Operatore professionale.
21 percorsi quadriennali
• Diploma professionale di Tecnico.
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LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
La nuova secondaria superiore prevede più spazio per scienze, matematica, lingue straniere. Infatti:
• è stato stabilito un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione degli studenti;
• la lingua inglese viene studiata in tutti i percorsi di studio per cinque anni;
• una disciplina non linguistica viene studiata in lingua straniera secondo le
modalità
nel quinto anno dei Licei e degli Istituti tecnici.
Che cos’è il
CLIL
CLIL
è l’acronimo di Content and
Language Integrated Learning
(Apprendimento Integrato di lingua e contenuto). Si tratta di una metodologia didattica
che prevede l’insegnamento di una disciplina, di una materia curriculare non linguistica, mediante una lingua straniera veicolare.
I contenuti e gli argomenti delle discipline sono trattati esclusivamente in lingua straniera.
Questo tipo di didattica consente agli
alunni di:
• acquisire i contenuti disciplinari;
56
• migliorare la competenza comunicativa nella lingua straniera veicolare;
• utilizzare la lingua straniera come strumento per apprendere;
• sviluppare una mentalità multilinguistica;
• aumentare la motivazione in quanto aumenta la consapevolezza dell’utilità di saper padroneggiare una lingua straniera; competenza spendibile anche, e soprattutto, in una
futura attività lavorativa.
Esistono già degli istituti che hanno adottato
la metodologia clil, come tu stesso puoi verificare leggendo l’articolo a pagina seguente.
LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Quando
lasi scuola
fa in
DUE
Storia in francese, matematica e chimica in
inglese. Abbiamo scoperto uno dei pochi
istituti (pubblici) dove si insegna in lingua
straniera. I ragazzi? Very happy.
«There’s antimony, arsenic, aluminium, selenium. And hydrogen and oxygen and nitrogen and rhenium». È l’attacco, velocissimo
(qualcuno annaspa subito), della canzoncina
The elements con la quale i ragazzi della II A
dell’Istituto tecnico commerciale Enrico Tosi
di Busto Arsizio accolgono l’imbarazzata cronista di «Io donna» (che declina l’invito ad
associarsi al coro).
Il testo appare su una lavagna interattiva, stile
karaoke. L’insegnante dà il ritmo, tutti ci provano. Poi si passa a uno «scarabeo» sulle definizioni degli elementi di chimica e alle parole
crociate (ops, crosswords) sulla fisica. Si parla,
si risponde e si ascolta solo in inglese. Siamo in
una classe clil dove una materia non linguistica
viene insegnata in una lingua straniera. Al momento, stiamo seguendo una lezione di scienze
della terra in inglese, alle dieci ci sposteremo
in I F per storia in francese, poi torneremo in
II A per matematica in inglese.
La riforma della nuova secondaria superiore
prevede l’istituzione dei clil per le ultime classi
nei sei licei. Obiettivo: colmare lo storico ritardo del nostro Paese nella conoscenza delle
lingue. I dati sono inquietanti: sei italiani su
dieci studiano l’inglese, ma non lo parlano (dati
(lingue)
Censis, Centro Studi Investimenti Sociali) e solo
il 7% pensa di averne una conoscenza «molto
buona». In tale disastro, emergono alcune eccezioni: scuole dove l’internazionalizzazione
è una priorità, e dove si scommette sul futuro dei ragazzi. I clil sono parte integrante di
questo progetto. In alcuni istituti pilota storia
e informatica, filosofia, scienze o altro vengono già insegnati in inglese, francese o tedesco
direttamente dal docente della disciplina.
La regione all’avanguardia è la Lombardia, con
400 classi clil in 100 istituti, ma non mancano esperienze ovunque, dal liceo Galvani di
Bologna, che è stato il capofila, all’Alfano I di
Salerno, un’eccellenza del Sud. Al Tosi funzionano già sei classi al biennio e una al triennio.
«La richiesta delle famiglie è altissima» dice
Benedetto Di Rienzo, preside di questo istituto
dove i 1.800 studenti girano con un cartellino
al collo per essere identificati. La scuola punta
sulle lingue straniere: è una delle tre in Italia (le
altre sono il Galvani e il Botta di Ivrea) a rilasciare l’Igcse (International General Certificate
of Secondary Education – Certificato generale
internazionale di formazione secondaria), un
certificato equivalente a quello che ricevono gli
inglesi al termine della scuola secondaria. Dal
2011 si potrà ottenere anche il Baccalauréat1
francese. Di pomeriggio funzionano corsi di
arabo, cinese, giapponese.
1. Baccalauréat: esame al termine della scuola secondaria
francese.
57
LA SCELTA DELLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE
Al Botta di Ivrea, uno dei licei più antichi
d’Italia, nelle classi clil si studiano storia e
geografia in spagnolo e i ragazzi ricevono un
doppio diploma valido nei due Paesi. «Molti
di loro si iscrivono ad Architettura a Barcellona o all’Università Complutense a Madrid»
racconta il dirigente Ugo Cardinale. Il Botta
è stato anche il primo liceo ad avere inserito il
cinese come materia curriculare: «In seconda
sono già in grado di chiedere informazioni».
All’Alfano I di Salerno, invece, si declinano
Cartesio2 in francese, storia dell’arte e scienze
in inglese. Entriamo in I F, dove una professoressa racconta con un perfetto accento parigino la vita di «Alexandre le Grand, fils de…».
Greta dovrebbe rispondere, ma tace. Non si
sa se per un «buco» in storia o piuttosto, suggerisce l’insegnante, «perché non ha studiato
francese alle medie ed è indietro». I ragazzi
compilano una carta d’identità di Alessandro
Magno e commentano la cartina geografica.
Altra campanella, ci rituffiamo in un corridoio
affollato guidati da Elena Petruzio, l’insegnante
che coordina i progetti linguistici. Torniamo
in II A: c’è matematica. È il momento delle
quadratic equations: la lavagna interattiva (ce
n’è una in ogni classe clil) si accende e la classe, guidata da una professoressa entusiasta,
si anima. Katia si sposta al primo banco per
seguire meglio la particular formula, una roba
difficilissima che si articola tra square roots e
delta vari. Federico è alla lavagna e i compagni,
divisi in gruppi, cercano la risposta. Parlano
inglese anche tra di loro, e piuttosto bene. Finalmente la professoressa invita: look at the
solutions! Federico tira un sospiro di sollievo.
Per prepararsi all’insegnamento in lingua
straniera, le tre professoresse del Tosi si sono
«arrangiate». Un metodo tipicamente italiano,
che non può più funzionare con i clil obbligatori. «Il ministro non ha ancora chiarito come
avverrà la formazione dei docenti» polemizza
Antonio Lepre, preside dell’Alfano I di Salerno. «Chi mi garantisce che un professore
sia in grado di insegnare fisica in tedesco?»
Invece, secondo Gisella Langé, responsabile
nazionale del progetto clil è tutto previsto: «E
il ministro ha promesso che il prossimo passo
sarà la nuova formazione dei docenti. Presto
partiranno nelle università i corsi per futuri
insegnanti clil» anticipa.
La soluzione è alle porte. Forse.
(C. Lacava, in «Io donna», 27 febbraio 2010, rid.)
2. Cartesio: nome italianizzato del filosofo e matematico René
Descartes (1596-1650).
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UNO SGUARDO AL
MONDO DEL LAVORO
• Ragazze, la scienza non è solo una «cosa da maschi»!
• La ricerca scientifica. è il miglior lavoro che una
donna possa ottenere
• Medicina, il lavoro è (quasi) garantito
• Imprese verdi: ecco le professioni del futuro
• Le nuove professioni più richieste nel mondo della
moda
• Le professioni del Web
• Lavori che offrono un sicuro impiego
• Qui ti assumono
59
MONDO DEL LAVORO
Ragazze,
la scienza non è solo una
«cosa da maschi»!
F
orse è perché mancano i modelli: ci
sono poche donne scienziato, quindi
poche donne vogliono fare lo scienziato.
Senz’altro è perché l’attività di ricerca
o sul campo è oggettivamente molto impegnativa: un laboratorio riesce ad assorbire ancor
più energie di uno studio legale e un turno di
tre mesi su una piattaforma petrolifera è difficilmente conciliabile con un figlio da crescere.
Metti insieme tutti questi fattori e il risultato
è sempre il medesimo: poche donne, troppo
poche, si dedicano alla scienza. La scarsa presenza femminile nelle scienze è squilibrata: in
alcuni campi è altissima (medicina, biologia),
in altri (matematica, ingegneria e soprattutto
informatica) le donne scarseggiano. In realtà
non c’è nessun vero motivo per cui le ragazze
non debbano occuparsi di computer. Tant’è vero
che uno degli esponenti più illustri dell’ingegneria informatica italiana è una donna, Luigia
Carlucci Aiello, docente di Intelligenza artificiale e direttore dipartimento di Informatica
dell’Università di Roma.
La strada da percorrere per uscire dalla crisi è
questa: cercare di occupare campi strategici,
presidiati dagli uomini perché finora le donne
non hanno provato a entrarci. Ci sono aree
che si stanno sempre più femminilizzando,
ad esempio le professioni: già da cinque anni
i nuovi avvocati italiani sono al 60% donne,
l’albo degli avvocati di Padova nel 2009 ha
registrato lo storico sorpasso: 1.758 donne
(il 52%) contro 1.584 uomini. Le scienziate,
60
invece, sono fenomeno raro. E non solo in Italia.
Solo un terzo dei ricercatori scientifici europei
è donna, con una sconfortante discesa a mano
a mano che si sale nelle gerarchie accademiche.
«Le donne devono smettere di studiare cose
sbagliate» sottolinea Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil (Confederazione
Generale Italiana del Lavoro). «È inutile che
la maggior parte dei laureati in medicina siano
femmine. Il Paese ha bisogno di matematici,
ingegneri, fisici.» Stefano Scabbio, amministratore
delegato di Manpower (società che ogni anno
gestisce 200.000 lavoratori), conferma che si
stanno aprendo spazi al femminile nel campo
dell’ingegneria gestionale. «Servono manager
commerciali con spiccate doti tecniche, con
competenze nel controllo di gestione» afferma.
«Le donne hanno enormi vantaggi: imparano
le lingue più facilmente degli uomini e hanno
una diversa capacità di comunicazione» osserva
Michele Pellizzari, docente di Economia del
lavoro all’Università Bocconi di Milano.
«Se una ragazza non ha interessi specifici, che
studi per fare l’interprete» nota Paolo Feltrin,
docente di Scienze politiche a Trieste. «Se c’è
una competenza che verrà sempre più richiesta
è quella linguistica. Altrimenti, se ha voglia di
studiare intensamente, frequenti una qualsiasi
delle facoltà scientifiche che le donne non
vogliono fare: fisica, matematica, informatica,
ingegneria.»
(A. Marzo Magno, in «Io donna», 10 aprile 2010, rid.)
MONDO DEL LAVORO
La
ricerca
SCIENTIFICA
è il miglior lavoro
che una DONNA
possa ottenere.
I
n America le chiamano cyberelias. O in
alternativa geek girl, «smanettone». Sono
ragazze tra i 12 e i 15 anni, appassionate
di Internet, scienza e tecnologia tanto
quanto i maschi. Anche in Italia. Ma perché,
allora, soltanto poche scelgono poi una scuola superiore a indirizzo scientifico? E perché
succede lo stesso all’università?
Se lo chiede Cristina Morea Dalle Ore, 52
anni trevigiana, tre figli, emigrata in America
negli anni Ottanta e lì diventata famosa astronoma. Oggi è l’unica donna italiana a lavorare
per la Nasa (National Aeronautics and Space
Administration – Amministrazione Nazionale
dell’Aeronautica e dello Spazio), dove studia
i bordi del sistema solare. Ed è sempre più
convinta che la scienza sia «un perfetto gioco da ragazze».
Che cosa glielo fa credere?
«Il ricercatore è l’artista della scienza. La creatività e l’organizzazione tipiche di noi donne
sono perfette per questa professione, che non
è imbrigliata in orari fissi perché il cervello va
lasciato libero di seguire i suoi ritmi. Fidatevi:
la ricerca scientifica è il miglior lavoro che una
donna possa ottenere.»
Perché, invece, le ragazze scelgono di studiare altro?
«Spesso, purtroppo, è decisiva l’influenza dei
genitori, di solito contrari.»
I suoi come reagirono quando decise di iscriversi ad Astronomia a Padova?
«In realtà mio padre, chirurgo incantato dalle
stelle, mi incoraggiò.»
E lei che cosa consiglierebbe a una ragazza
appassionata di scienza e tecnologia?
«La ricerca in biologia, farmaceutica e genetica
offre spazio e buone prospettive. Servono però
studio, sacrificio, voglia di viaggiare, perché
un tirocinio all’estero è irrinunciabile. E poi
bisogna tenere gli occhi aperti: la Nasa, ad
esempio, ha programmi di stage estivi aperti
a studenti internazionali.»
Alla Nasa quante donne lavorano?
«Circa 6.500, più o meno il 30% della forza
lavoro.»
Nessuna discriminazione nella sua carriera
scientifica?
«Le risponderò con ciò che mi disse il mio
primo capo americano, anche lei una donna:
“Lavora il doppio dei colleghi: prima per dimostrare che sei all’altezza, poi per superarli”. Perché se è vero che la ricerca è fatta su
misura per noi donne, il maschio dominante
è una specie ancora attiva nei laboratori di
tutto il mondo.»
(F. Amè, in «Vanity Fair», 14 luglio 2010)
61
MONDO DEL LAVORO
Medicina,
il lavoro è
(quasi) garantito
Continua il successo occupazionale delle professioni medico-sanitarie.
L
avorare in emergenza passando le
giornate – e le nottate – a completa
disposizione di un numero di telefono breve e perentorio come il 118.
O indossare il camice verde e trascorrere ore
sotto il neon asettico delle sale operatorie e
tra i monitor delle stanze di rianimazione.
Le professioni sanitarie non sono certamente mestieri per tutti. Sangue freddo, estrema
precisione e competenza, passione sono sicuramente doti necessarie per intraprendere
gli studi medico-sanitari. Ma certamente sono
anche le discipline che nel mercato del lavoro
rendono di più, dal punto di vista occupazionale e remunerativo.
Secondo i dati del consorzio interuniversitario
Alma Laurea il 79,8% dei laureati di primo livello in Medicina e Chirurgia nell’anno solare
2008, intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, ha già un lavoro. Si tratta della
percentuale più alta dei laureati che trovano
un impiego in un arco di tempo così breve
dopo la laurea: un record.
Ma chi è lo studente tipo che si iscrive alla
facoltà di Medicina e Chirurgia per poi scegliere la strada delle professioni sanitarie?
Dal profilo tracciato da Alma Laurea, su dati
62
che riguardano i laureati di primo livello del
2009, emerge che il 33,9% di chi sceglie una
professione sanitaria è di sesso maschile, netta
presenza femminile quindi.
Il 34,6% di chi si iscrive proviene in maggioranza da una scuola superiore di tipo tecnico,
dal Liceo scientifico arriva il 39% del futuro
personale ospedaliero, soltanto 7 studenti su
cento hanno precedentemente frequentato il
Liceo classico e il restante 28,7% proviene
invece da un altro tipo di diploma o da studi
all’estero.
Per rispondere alla grande domanda di professionisti sanitari l’università italiana è ben
attrezzata con 38 facoltà di Medicina e Chirurgia: tra queste la migliore secondo le classifiche del Censis (Centro Studi Investimenti
Sociali) è quella di Padova che si è distinta per
i giudizi favorevoli sia riguardo ai rapporti internazionali sia alla ricerca, non trascurando
produttività e soprattutto didattica. Da poco,
infatti, è stato attivato il nuovo indirizzo umanistico che mira a insegnare agli studenti che
al centro del rapporto con il medico non c’è
più la malattia ma il paziente stesso.
(V. Bernabei, in «la Repubblica», 29 luglio 2010)
MONDO DEL LAVORO
Imprese verdi:
ecco le professioni
del futuro
Nei prossimi anni l’economia
sostenibile farà salire
alla ribalta nuove figure.
P
er i prossimi dieci anni, avranno
maggiori prospettive di sviluppo le
professioni legate in qualche modo
all’ambiente.
Al primo posto l’agricoltura. Secondo le previsioni, è necessaria una nuova generazione di
giovani agricoltori, con aziende medio-piccole a
carattere locale, ovvero che operano più vicine
ai luoghi del consumo dei prodotti.
Segue il comparto delle foreste. Esperti in tecniche forestali potranno trovare nuove possibilità
di lavoro anche nei programmi che prevedono
la riforestazione.
Al terzo posto gli installatori di impianti solari:
gli impianti sulle case sono destinati ad aumentare
considerevolmente e oltre centomila nuovi posti
di lavoro, ben pagati, sono prevedibili entro il
2016. Il numero di occupati può anche crescere
se l’impiantistica solare verrà in qualche modo
sostenuta fiscalmente dal governo.
Segue l’efficienza energetica. Migliorare l’efficienza di tutti gli edifici pubblici (migliore uso
dell’energia, risparmio, isolamenti, ecc.) richiederà
oltre un milione di nuovi tecnici ed esperti.
Al quinto posto, ancora l’energia, quella del
vento. In fase di crescita il mondo della ricerca:
più biologi della conservazione saranno richiesti
dalle grandi compagnie, che stanno gradualmente
comprendendo il valore degli ecosistemi e della
loro conservazione per lo sviluppo dell’economia. Questa tendenza richiederà anche nuove
specializzazioni in economia e manager capaci
di gestire imprese e commerci più sostenibili.
All’ottavo posto vengono gli esperti di riciclaggio. Riciclare conviene più che «gettar via» e le
politiche di incentivazione statali aiuteranno ad
accrescere la quantità e la qualità di beni che
devono essere riciclati e, di conseguenza, anche
la ricerca di nuove tecniche di uso e riuso dei
materiali.
Il nono posto è occupato da una specializzazione
di livello più alto: lo sviluppatore di sistemi sostenibili. Interesserà soprattutto il settore delle
tecnologie informatiche, per la progettazione di
sistemi di supporto per le energie rinnovabili e
l’efficienza energetica.
Al decimo posto, infine, ingegneri e architetti
esperti di paesaggio, pianificazione territoriale
e urbana sostenibile.
(D. Nicolati, in www.denaro.it, rid.)
63
Professioni
MONDO DEL LAVORO
Altre professioni verdi del futuro
Agricoltori «verticali», specialisti nell’inversione dei cambiamenti climatici, vigilanti del clima
e ingegneri di veicoli alternativi. Ecco altre professioni verdi del futuro. Figure professionali del
tutto nuove che saranno richieste da qui al 2030, quando sulla Terra ci saranno 8.300 milioni di
persone, e dovremo combattere realmente i cambiamenti climatici e l’acqua e il cibo rappresenteranno una delle questioni più difficili da risolvere a livello internazionale. In futuro, quindi,
ci sarà bisogno di agricoltori verticali perché la produzione agricola si svilupperà in altezza,
sui grattacieli, un metodo molto più economico e sostenibile. O ancora di professionisti che
sappiano agire per fermare i disastri che potrebbero provocare i cambiamenti climatici, in grado
di applicare metodi interdisciplinari e di costruire ombrelloni giganti per deviare le radiazioni
dei raggi solari. Sempre più Paesi avranno bisogno di vigilanti sul clima, nuove figure in grado
di sorvegliare la quantità di gas inquinanti in atmosfera. E infine saranno richiesti ingegneri di
veicoli elettrici o a idrogeno o di vetture in grado di volare o di andare sott’acqua.
(www.modusvivendi.it)
64
MONDO DEL LAVORO
LE
NUOVE
PROFESSIONI
PIÙ
RICHIESTE
NEL
MONDO
DELLA
Professioni
MODA
Sono dieci le nuove figure professionali più
richieste nel mondo della moda.
• Brand Manager: è addetto alla pianificazione
e al controllo della strategia del marchio e
gestore dei rapporti aziendali.
• Trade Market Manager: si occupa della pianificazione e del controllo della distribuzione
dei prodotti.
• Stock Manager: è addetto alla gestione dei
prodotti invenduti in azienda.
Merchandiser:
orienta le preferenze degli
•
acquisti.
• Visual Merchandiser: valorizza il prodotto
sia dal punto di vista del posizionamento
sia del prezzo all’interno del punto vendita.
• Retail Operation Manager: controlla l’assortimento dei prodotti.
• Cool Hunter: individua le tendenze del
mercato.
• Leisure Manager: è l’organizzatore di sfilate,
eventi e manifestazioni fieristiche.
• Industrial Property Manager: tutela legalmente i prodotti dell’azienda.
• Personal Shopper: è il consulente personale
nell’acquisto di prodotti e accessori più alla
moda.
(www.mondomodablog.com)
Professione emergente: il consulente d’immagine
Una nuova figura professionale, all’estero già ampiamente diffusa, sta prendendo piede anche
in Italia, si tratta del consulente d’immagine, il professionista che, selezionando e mixando
sapientemente capi e accessori, per taglio, colore, materiale e vestibilità, in base al fisico e
all’occasione, è in grado di realizzare lo stile desiderato aiutando il cliente a esprimere la sua
vera personalità e proiettare un’immagine coerente di se stesso.
La cliente femminile adulta resta ancora il punto di riferimento indiscusso dell’offerta di servizi
legati all’immagine personale proprio per la sua caratterizzazione: curiosità e richiesta di stimoli
sempre nuovi. Tra i servizi più richiesti ci sono il personal shopping, l’individuazione dei colori
più intonati alla carnagione per abiti e make-up, la riorganizzazione del guardaroba e lo styling,
anche per l’evento memorabile.
Tuttavia, soprattutto negli ultimi tempi, si è notato un sensibile aumento di richiesta di servizi
anche da parte dell’universo maschile, soprattutto per i businessmen. Manager e professionisti che desiderano dare maggiore impulso ai propri progetti di carriera provenienti dai settori
più disparati come il legale, finanziario, bancario, assicurativo, immobiliare, così come quanti
cercano una ricollocazione nel mercato del mondo del lavoro. Si tratta per lo più di adulti che
desiderano allineare il proprio abbigliamento con il ruolo che ricoprono o a cui aspirano senza
snaturare la propria personalità o struttura fisica.
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MONDO DEL LAVORO
Le professioni
del
web
Nuove professioni crescono:
sul Web, naturalmente,
che è diventato la vera fucina
delle nuove professionalità.
M
a quali sono le figure professionali che operano dietro le quinte di ogni progetto Internet? Sono giovani, non necessariamente
in possesso di laurea, accomunati da un’unica, vera passione: la comunicazione via Web!
L’essenziale diventano l’intraprendenza, la fantasia, l’esperienza pratica. Ma ecco in sintesi quali sono queste nuove professioni.
• Concept Designer: è il regista, l’ideatore di
un processo di comunicazione audiovisiva. È
colui che dialoga con il cliente e ne deve cogliere l’intenzione, per tradurla in un’idea, in
un progetto. È una figura squisitamente creativa più facilmente supportata da una formazione umanistica non disgiunta però dalle competenze tecnologiche.
• Project Manager: è il principale collaboratore del Concept Designer. Il suo compito
consiste nel valutare la fattibilità tecnica ed
economica del progetto / idea. Coordina tutte le fasi di sviluppo tenendo costantemente monitorati la qualità, i tempi, i costi. Ha
normalmente una preparazione universitaria,
di taglio economico-aziendalistico coniugata
a capacità gestionali.
• Web-Marketing Manager: è una figura strategica. È il filtro tra l’azienda e il mercato.
È lui infatti il responsabile della pubblicità,
delle promozioni, delle sponsorizzazioni e
delle partnership1 strategiche. Quasi sempre
è un laureato in economia e commercio o in
scienze delle comunicazioni.
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• Art Director e / o Web Designer: l’Art
Director collabora direttamente con il Concept Designer per la definizione dello stile
grafico generale del prodotto e, con il Project
Manager, per la definizione analitica di ogni
parte del progetto. Il Web Designer analizza, invece, tutte le problematiche relative alla navigazione e progetta l’ingegneria informatica del prodotto.
• Content Manager: è la figura che gestisce tutti i contenuti editoriali e si occupa della creazione di aree tematiche ricche di testi, immagini, servizi audio e video. Il suo compito
consiste nell’individuare e selezionare news
e informazioni utili direttamente dalla rete
o da altre fonti, riadattandole alle esigenze
specifiche del sito. Coordina lo staff dei vari Web giornalisti / redattori, i c.d. (Concept
Designer) Web Writer. Connesso al Web Writer, sta il Web Watcher, che si occupa di navigare alla ricerca di immagini, grafica, testi e suoni.
•Web master: è la figura che si occupa di gestire il sito e fisicamente il server su cui risiede il sito.
•Sviluppatore: lo sviluppatore html (HyperText Markup Language – linguaggio di marcatura ipertestuale) scrive l’html che compone la pagina per dar forma ai contenuti
delle pagine. Lo sviluppatore software crea
gli script2 per realizzare le pagine dinamiche,
ottimizzandoli sul sito per un’esecuzione veloce e affidabile.
• Grafico Web: si occupa di creare le immagini
che affollano ogni pagina Web. È un creativo
e un profondo conoscitore della Rete Internet; conosce i programmi per la creazione e
manipolazione di immagini.
• Community Manager: è il responsabile delle
comunità virtuali. Gestisce le mailing list3, i
forum di discussione, i newsgroup e le chat.
(www.bresciaonline.it)
1. partnership: rapporti di collaborazione.
2. script: copione, scaletta.
3. mailing list: lista delle e-mail.
MONDO DEL LAVORO
Lavori
che offrono un
sicuro
impiego
Ecco due tabelle con la classifica delle figure
professionali ad alta e a bassa specializzazione
che non hanno crisi e sono difficili da reperire.
ALTA SPECIALIZZAZIONE
• Infermiere
• Addetto logistica
• Addetto marketing
• Responsabile qualità
• Fisioterapista
• Consulente fiscale
• Progettista elettronico
• Programmatore informatico
• Farmacista
• Sviluppatore software
BASSA SPECIALIZZAZIONE
• Installatore infissi
• Installatore allarmi
• Pavimentatore
• Falegname
• Aiuto parrucchiere
• Ausiliario socio-assistenza
• Parrucchiere
• Estetista
• Addetto gastronomia
• Gelataio - pasticciere
• Tornitore
• Sarto
• Assistente socio-sanitario
• Meccanico autoveicoli
(www.mondofinanzablog.it)
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MONDO DEL LAVORO
Qui ti assumono
Lazio
Di regione in regione, le professioni più richieste secondo la Adecco Italia, la principale agenzia per il lavoro in Italia.
• Settori che ricercano
– manifatturiero, nuove energie, grande distribuzione, turismo
• Figure più richieste
– farmacisti, informatori del farmaco, Medical
Piemonte - Valle d’Aosta
Advisor, Controller, responsabili amministrativi
• Settori che ricercano
e contabilità
–alimentare, tessile, chimico-farmaceutico, commercio, grande distribuzione
Marche - Molise
• Figure più richieste
–venditori, agenti, impiegati commerciali
• Settori che ricercano
– alimentare, turismo, energie rinnovabili
Liguria
• Figure più richieste
• Settori che ricercano
– impiegati amministrativi e contabili, figure
–commercio e grande distribuzione, turismo
commerciali, operai specializzati
• Figure più richieste
–personale per il settore turistico-alberghiero,
Abruzzo
ingegneri con varie specializzazioni
• Settori che ricercano
– metalmeccanico, chimico-farmaceutico, enerLombardia
gie rinnovabili, alimentare
• Settori che ricercano
•
Figure
più richieste
–alimentare, chimico-farmaceutico, manifatturie–
operai
specializzati per settore rinnovabili,
ro, Information Technology, energie rinnovabili
addetti
commerciali, impiegati amministrativi
• Figure più richieste
–ingegneri, addetti al settore fotovoltaico, tecnici di manutenzione
Triveneto
• Settori che ricercano
–chimico-farmaceutico, manifatturiero, metalmeccanico, Medical&Science
• Figure più richieste
–Controller, informatori del farmaco, fisioterapisti, infermieri
Toscana - Umbria
Campania
• Settori che ricercano
– energie rinnovabili, grande distribuzione, alimentare
• Figure più richieste
– assemblatori pannelli fotovoltaici, ingegneri
elettronici, periti elettronici o elettromeccanici, tecnici commerciali, geometri
Calabria - Basilicata - isole
• Settori che ricercano
–grande distribuzione, chimico-farmaceutico, • Settori che ricercano
–logistica, energie rinnovabili, turismo
alimentare
•
Figure
più richieste
• Figure più richieste
–ingegneri,
periti, manutentori settore rinno–ingegneri meccanici, operai settore alimen-
vabili,
addetti
grande distribuzione
tare, Controller, capicontabili
Emilia Romagna
Puglia
• Settori che ricercano
–metalmeccanico, automotive, chimico-farmaceutico, alimentare, commercio e grande distribuzione
• Figure più richieste
–ingegneri, operai specializzati
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• Settori che ricercano
– energie rinnovabili, servizi
• Figure più richieste
– assemblatori parchi eolici, programmatori,
impiegati ufficio tecnico
(in «Panorama», 27 maggio 2010)
Informazioni e aggiornamenti periodici circa le professioni del futuro.
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una scadenza importante: la scelta della nuova secondaria superiore