Hod Benessere n° 77 - Settembre 2014 - Anno XVII - Periodico - Diffusione gratuita Liberiamoci dal sovrappeso: quando la dieta è una ricchezza Una medicina incentrata sulla persona di Dr. Sergio Maria Francardo Parliamo di soldi Istruzioni per l’uso Intervista a cura di Marina Robbiani Napoli milionaria... o no? di Donatella Penati Saporiti, nutrienti, impagabili semi d’antan di Enza Bettelli Gli ingredienti dei nostri regolatori a cura di Regulat Italia La ricchezza della Malva a cura di Noi Due Salute e Benessere, Ambiente, Informatica, Alimentazione, Risparmio Energetico: ecco alcune nuove soluzioni geniali di Cinzia Boschiero Olea europaea: quando l’olio fa la differenza a cura di Marina Robbiani su contributo della Prof.ssa Annalisa Romani Semi di Chia: la forza dei guerrieri Aztechi di Dr.ssa Silvia Bassani 6 10 12 16 20 24 26 28 32 39 77 Direttore Responsabile: Marina Robbiani Consulenti Scientifici: Dott.ssa Cagnola, Dr. Edoardo Felisi, Dr. Sergio Maria Francardo Consulente Editoriale: Dr.ssa Silvia Bassani, Dr.ssa Raffaella Ferrari Grafica: Marco Nava Pubblicità: [email protected]•333.1932913 Edizioni Alice Viale Col di Lana, 4 20136 Milano Tel 02.89.12.74.66 [email protected] - www.hod.it Stampa: Matrix Group s.r.l. via Tortona 72 - Milano Distribuzione: Viprof srl Viale della Tecnica 5 - 36100 Vicenza Tel. 0444.347311 Reg.Trib. Milano n° 305 del 22.4.1998 A questo numero hanno collaborato: Silvia Bassani, Enza Bettelli, Cinzia Boschiero, Sergio Maria Francardo, Noi Due, Donatella Penati, Annalisa Romani. A lato: Elliott Erwitt, France, Provence 1955. Venite a trovarci su www.hod.it e su Facebook www.facebook.com/hodbenessere A SCUOLA DALL’ ERBORISTA HOD 77 6 Liberiamoci dal sovrappeso: quando la dieta è una ricchezza D Ma qual è il peso normale? La tabella qui indicata vi aiuta a verificarlo: ieta vuol dire "modo di vivere, cioè l'insieme delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo) adatte a mantenere lo stato di salute". Quindi per perdere peso non solo bisogna modificare e/o ridurre la propria alimentazione, ma adottare delle regole quotidiane igieniche e costanti. Innanzitutto bisogna distinguere tra sovrappeso e obesità. Il sovrappeso è l'eccesso di peso superiore alla norma del 10-20%, l’obesità va oltre il 20%. In questo caso ci occuperemo del sovrappeso, perché l'obesità è di stretta pertinenza medica. La dieta Per prima cosa, con l'aiuto del vostro medico, accertate che le vostre condizioni di salute siano buone, dopo di che seguite un'alimentazione secondo una tabella calorica adatta al vostro organismo e alle vostre aspettative. Date queste premesse, una dieta che sia nel contempo utile e ben sopportata deve avere due aspetti fondamentali: 1) Deve essere variata e iperenergetica, ossia fornire all'organismo l'energia necessaria a ripristinare i giusti processi metabolici e a bruciare il grasso in eccesso. COME SI USA Unite con un righello i metri corrispondenti alla statura (riga verticale di sinistra) con i chilogrammi relativi al peso (riga verticale di destra). Il punto di incontro della linea tracciata dal righello con la riga centrale indicherà la fascia nella quale si colloca il vostro peso (sottopeso, normale, sovrappeso, obeso). Si precisa che la riga centrale rappresenta l’“indice di massa corporea” (IMC) ottenuto dividendo il peso (in chilogrammi) per il quadrato della statura (in metri). 2) Non deve mancare di nessuno dei componenti fondamentali della nutrizione. Vanno quindi assunte: h molte proteine nobili (ad alto valore biologico), h molta frutta e verdura che assicurino il necessario apporto di minerali e vitamine, h pochi grassi animali ma con il giusto contenuto di grassi insaturi, h una quantità di carboidrati attentamente controllata. Piccole astuzie: • Usate un contenitore per l'olio con il beccuccio molto piccolo affinchè l'olio scenda in minore quantità. • Se è concesso un mezzo bicchiere di vino, usate un bicchiere alto e stretto. • Rompete lo spazio tra un pasto e l'altro masticando semi di zucca che, tra l'altro, favoriscono il transito intestinale. • Mangiate lentamente, a piccoli bocconi e masticate bene. • Per cucinare i cibi usate piante “condimentarie” che danno sapore, molte spezie e il vino perché, cuocendo, evapora. Erbe aromatiche e spezie: ! Aceto ! Agro di Mele ! Aglio ! Alloro ! Aneto ! Anice Verde ! Basilico ! Cannella ! Capperi ! Cardamomo ! Cerfoglio ! Cipolla ! Coriandolo ! Cumino ! Curcuma ! Curry ! Erba Cipollina ! Estragone ! Finocchio ! Garofano ! Ginepro ! Yogurt magro ! Limone ! Macis ! Maggiorana ! Menta ! Noce Moscata ! Origano ! Pepe ! Pepe di Cayenna ! Peperoncino ! Pepe Verde ! Pepe Rosa ! Mélange di pepe ! Prezzemolo ! Rafano (Creen) ! Rosmarino ! Salvia ! Santoreggia ! Scalogno ! Timo ! Vino ! Zafferano ! Zenzero. Condimenti Aromatizzanti h Condimento per insalate: b Succo di limone b Yogurt b Sale integrale b Agro di mele. h Condimento per verdure cotte: b Aceto b Erba cipollina o Prezzemolo b Senape. h Salsa per il pesce all'agro di mele: b Senape b Agro di mele b Capperi b Prezzemolo b Peperoncino b Sedano. h Salsa per le carni al limone e peperoncino: b Senape b Limone b Peperoncino b Prezzemolo b Scalogno b Orîgano. • Saltare i pasti • Un giorno di digiuno se non accompagnato da un adeguato riposo • I cibi senza gusto, insipidi: rischiereste una cattiva digestione • Pesarsi di continuo; fatelo invece solo una volta alla settimana, la mattina a digiuno dopo aver evacuato e urinato. E le piante medicinali che ruolo possono avere? Semplicemente di supporto perché non esistono piante medicinali dimagranti. Ognuno ha la propria costituzione e i propri punti HOD 77 Da evitare: 7 HOD 77 8 deboli che si manifestano con disturbi più o meno ricorrenti di natura funzionale. Bisogna controllare questi disturbi al fine di far funzionare al meglio il metabolismo e ridurre al minimo le scorie. Le piante medicinali, se usate con continuità ma “cum grano salis” e se accompagnate da moto ed esercizio fisico, sono l'ideale. Attenzione all'Indice glicemico L'Indice glicemico, che viene indicato con la sigla I.G. , misura l'effetto che un alimento ha sul glucosio contenuto nel sangue (glicemia). Si applica solo agli alimenti contenenti carboidrati. Tra questi, quelli che non vengono scissi rapidamente durante i processi digestivi hanno un alto I.G., al contrario gli alimenti che vengono scissi lentamente hanno un basso I.G. Una digestione più lenta aiuta a mantenere più a lungo il senso di sazietà, facilitando così il dimagrimento. Ecco una tabella dell'Indice glicemico di alcuni alimenti: Indice glicemico Glucosio Carote Miele Corn flakes Pane integrale Riso bianco Pane bianco Farina di grano Riso integrale Uva 110 92 87 80 72 72 69 67 66 64 Barbabietole Banane Mais Piselli Patatine Spaghetti Avena Arancio Mela Pomodoro 64 62 59 51 51 50 49 40 39 38 Ceci Yogurt Latte intero Pera Latte scremato Fagioli Lenticchie Pompelmo Prugne Ciliege 36 36 34 34 32 29 29 26 25 23 Per saperne di più seguite i consigli della Dr.ssa Cagnola: www.dottoressacagnola.it Melissa d’oro, Integratore Alimentare a base di Lavanda, Luppolo, Melissa e Passiflora utile per un fisiologico rilassamento in caso di stress. 1 capsula al giorno anche al mattino! Confezione da 30 capsule di origine vegetale. Vieni a visitare il nostro sito www.hod.it o vai su www.facebook.com/hodbenessere e clicca L A RICCHEZZA DELLA C ONOSCENZA HOD 77 10 Una medicina incentrata sulla persona DR. SERGIO MARIA FRANCARDO L a domanda che il medico antroposofo, indipendentemente dal problema di cui si occupa, pone a sé e al paziente potrebbe essere: Come posso imparare a venire a capo di tutte le situazioni che mi capitano nella vita, ad essere interiormente ed esteriormente flessibile? Come posso diventare tollerante verso le frustrazioni, verso lo stress, sviluppando un carattere stabile? Che rapporto avete con il vostro medico? Sentirsi liberi di comunicare con chi segue la nostra salute è fondamentale per sondare in profondità cause e effetti dei nostri problemi. Insieme alla patologia, infatti, sono tante le emozioni e i sentimenti che si muovono dentro di noi. C’è la paura, il disagio fisico e psicologico, la fragilità, il bisogno di essere compresi, di raccontare e di chiedere aiuto e sostegno, il desiderio di sapere. In un momento particolarmente delicato della nostra vita, pieno di dubbi e sospetti, sono tante le risposte che si cercano. Sentiamo l’urgenza di confrontarci, di entrare in relazione con una persona di cui potersi fidare, a cui potersi affidare. Siamo di fronte a un impegno e dobbiamo affrontarlo insieme, e la consapevolezza di avere accanto qualcuno che ci ascolta diventa vitale. Così, paradossalmente, la malattia può diventare un’opportunità di incontro più consapevole e responsabile con la persona che abbiamo scelto come nostro medico e, di riflesso, con noi stessi. La testimonianza che segue ci parla proprio di questo. Il medico antroposofo, come ogni medico, cerca di lavorare con il paziente per creare un senso di coerenza, una percezione che unisca fra loro tutte le creature. Solo quando l’uomo riesce a cogliere i grandi e i piccoli nessi universali della propria vita, può trovare il senso della propria esistenza. Compito non secondario del medico è quello di stare accanto al paziente come uomo, che cerca di aiutare il paziente e ovviamente se stesso a stare nella vita. Non si esprime in questo una concezione del mondo, non si vuole inculcare una determinata visione delle cose come avviene nelle ideologie. Si tratta piuttosto di un processo di crescita interiore, tramite il quale l’essere umano gradualmente si avvicina con sempre maggiore intensità ai processi della realtà del mondo in cui vive, tramite l’apprendimento e il lavoro continui. Il richiamo che la medicina antroposofica fa al singolo medico è quello di lavorare in prima persona sul proprio sentimento di coerenza, cercando di svilupparlo nei confronti di se stesso e del mondo. La salute dell’uomo moderno dipende fondamentalmente da come egli concepisce se stesso e da quali percorsi di sviluppo sceglie per sé. Prendiamo ad esempio il contrasto tra i due maggiori problemi nutrizionali con cui il mondo contemporaneo si deve confrontare: più di 600 milioni di persone rischiano la morte per fame, mentre più di 300 milioni soffrono di problemi dovuti all’obesità e circa 500 milioni sono in sovrappeso (questi sono alcuni dei dati meno allarmanti, ma molti studiosi parlano di cifre e statistiche ancora più gravi). È davvero desolante. Un eccessivo apporto calorico con ridotto dispendio energetico equivale a un surplus di energia, surplus che viene immagazzinato nel corpo sotto forma di grasso. Questo è il meccanismo all’origine dell’obesità, che tutta una serie di fattori economici, sociali e psicologici hanno accelerato negli ultimi decenni sino a far diventare l’obesità un problema sanitario di prioritaria importanza. Di fatto, nel corso dell’ultimo trentennio il numero degli obesi è drammaticamente aumentato, ma proviamo a partire dalla considerazione elementare che la forma del nostro corpo è l’espressione della realtà complessa di tutto l’essere umano, una realtà che sinteticamente possiamo descrivere come un confluire di tre mondi e tre epoche: ¦ passato ¦ presente ¦ futuro Questi tre mondi si iscrivono nella complessa equazione umana e influiscono in modo considerevole sulla sua forma, interagendo l’un l’altro in modo peculiare. Mettendoli in relazione, avremo il sistema del ricambio connesso alla sfera psichica del volere che si colloca soprattutto nella zona dell’addome, delle gambe e delle braccia; il sistema ritmico connesso alla sfera psichica del sentire (mondo delle emozioni) nella zona del torace (cuore-polmoni); e il sistema dei nervi e dei sensi, connesso alla sfera psichica del pensare, collocato soprattutto nella zona del collo e della testa. Possono allora nascere delle relazioni interessanti, osservando come il grasso si deposita nell’organismo evidenziando i rapporti tra questi ambiti corporei. Ad esempio ci sono soggetti molto adiposi nel basso Sarah Illenberger,“Strange Fruits”. ventre e nelle cosce che sono magri nel torace, donne con un seno ridottissimo e un grande posteriore, oppure uomini con un grosso torace e gambe molto snelle che, se faranno il cantante lirico, sapranno far commuovere i propri ammiratori. A questo proposito, è curioso notare come la loro capacità di trasmettere emozioni sorga da un volere (gambe snelle) che si è trasferito nella sfera del respiro. Avere un grande torace non potrà essere considerato uno squilibrio, ma al contrario un elemento di equilibrio. Una medicina centrata sulla persona non può trascurare la vita e i compiti che il singolo si pone. A torto, invece, la medicina ha considerato la cura del sovrappeso come un problema di basso profilo, di medicina estetica nel senso più superficiale. In realtà io credo che vada profondamente ascoltata la voce interiore che dice: “questa forma corporea non corrisponde al mio essere, in essa io non mi riconosco, io non agisco, né indosso o aderisco a questa forma che mi ritrovo. È come un abito di una misura diversa: non mi appartiene”. Si tratta di una vera sofferenza dell’anima che non riesce a dispiegare le sue qualità in un modello corporeo per il quale non ha le istruzioni. Per ulteriori informazioni: [email protected] HOD 77 • Realtà ereditaria genetica • Realtà ambientale educativa • Realtà biografica individuale 11 C RISI , UN ’ OPPORTUNITÀ PER RIFLETTERE Parliamo di soldi Istruzioni per l’uso INTERVISTA A CURA DI MARINA ROBBIANI Di sicuro esiste molto altro nella vita, ma quanto sono importanti i soldi? Una volta mi piaceva l’idea che anche poco denaro potesse rappresentare dell’energia da usare, spendere e far girare per alimentare anche altra energia, ma oggi, in un mondo dove sempre di più la grande ricchezza vive fianco a fianco con la grande povertà non riesco più a guardarlo in questo modo, mi pare un’astrazione. Un esperto finanziario cerca di spiegarci quanto invece sia importante imparare a conoscere, amministrare e proteggere il nostro denaro. Anche quando è poco, anche quando pensiamo di non potercela più fare a risollevarci. M. van Reymerswaele, Il cambiavalute e la moglie HOD 77 12 Dovrebbe essere grato chi dà Quando Seisetsu era il maestro di Engaku a Kamakura, a un certo punto ebbe bisogno di un alloggio più grande, perché quello in cui insegnava era sovraffollato. Umezu Seibei, un mercante di Edo, decise di donare cinquecento pezzi d’oro, che si chiamavano ryo, per la costruzione di una scuola più comoda. E portò questa somma all’insegnante. Seisetsu disse: “Bene. Lo accetto”. Umezu diede a Seisetsu il sacco dell’oro, ma il contegno dell’insegnante non gli garbò troppo. Con tre ryo si poteva vivere per un anno, là ce n’erano cinquecento e il mercante non si era nemmeno sentito dir grazie. “In quel sacco ci sono cinquecento ryo” osservò Umezu. “Me l’hai già detto” rispose Seisetsu. “Anche se fossi un mercante ricchissimo, cinquecento ryo sono sempre un mucchio di soldi” disse Umezu. “Vuoi che ti ringrazi?” domandò Seisetsu. “Dovresti farlo” rispose Umezu. “E perché?” volle sapere Seisetsu. “Dovrebbe essere grato chi dà”. (101 Storie Zen”, Adelphi Ed.) Partirei da un dato disarmante: l’ignoranza in materia finanziaria non solo ci riguarda in gran parte tutti, ma è pericolosissima in primo luogo proprio tra chi è più in difficoltà. Rischia di far scattare trappole infinite. Non si parla solo di proteggere i propri risparmi, ma di prestiti e mutui, di non venire ingannati e confusi con proposte inadeguate entrando in un circolo vizioso che può danneggiarci. Di capire come muoverci con in mano tutte quelle carte di credito che sempre di più, volenti o nolenti, sono destinate a farla da padrone anche da noi. Come prima cosa mi piacerebbe dire che i soldi sono il frutto e l’espressione del nostro lavoro, che per ottenerli abbiamo usato dell’energia positiva trasformandola in qualcosa di concreto, e che se vogliamo che questa energia venga continuamente alimentata, è importante ricordarci che una parte di essa va sempre condivisa. Un concetto quello della condivisione che viene da lontano. Non solo: c’è un motto, stampato sulle monete e dietro le banconote in dollari che dice E pluribus unum (“Da molti, solo uno”). E cioè, dalla diversità si trovano l’unione e la forza: nel 1776 i padri fondatori degli Stati Uniti scelsero queste parole per indicare l’integrazione delle tredici colonie originarie nella loro giovane repubblica americana. Magari perché proviene da una storia che sembra senza via d’uscita. Ci sono anche tanti casi di gente che era ricca e che ha perso tutto, c’è il tutto e il contrario del tutto. Il fatto è che non bisognerebbe mai accontentarsi di quello che si ha o che non si ha, e continuare a mettere energia e condividerla con altri fino a creare un flusso. Un flusso continuo anche di denaro circolante, che nel momento in cui gira può entrare in un canale virtuoso senza limiti. Quanto è importante diventare consapevoli dei meccanismi che ruotano attorno ai soldi? Pensiamo soltanto ai problemi che pone il passaggio dall’uso della moneta corrente a quello della carta di credito. Il perdere di vista la tangibilità del denaro rappresenta davvero un problema gigante. La finanza ha portato a rendere virtuale il prezzo delle cose e, quindi, non solo ad allontanarlo dalla realtà - che è gravissimo - ma a metterci nella condizione di non riuscire più neppure a monetizzarlo. Non poter quantificare quanto costa una cosa ci fa perdere immediatamente il E se avesse ragione chi va controcorrente? Matt Ridley (scrittore di scienza e giornalista inglese) sostiene che, seppure immersi in una delle crisi economiche peggiori di sempre, gli uomini sono più ricchi in salute, più intelligenti, altruisti, liberi, in pace ed eguali più di quanto non siano mai stati. Da diecimila anni a oggi il benessere dell’uomo è aumentato a ritmo crescente. Reddito pro capite, aspettativa media di vita, disponibilità di beni e risorse; in un mondo non perfetto ma migliore di quanto pensiamo, il trend a livello globale è positivo ed è la prova che la Storia spinge sempre in una direzione. L’invito che Ridley ci rivolge è di fare ciò che l’umanità ha sempre fatto per arrivare dov’è: scambiare idee, creare, innovare, migliorare. A proposito della disuguaglianza “Le fonti di dati sulla disuguaglianza della ricchezza sono meno sistematiche di quelle riguardanti la disuguaglianza di reddito. Infatti uno dei motivi principali per cui sono a favore della tassazione della ricchezza, della cooperazione internazionale e dello scambio automatico di informazioni bancarie è perché così si svilupperebbe maggiore trasparenza finanziaria e avremmo maggiori fonti affidabili di informazione sulle dinamiche di ricchezza”. (Thomas Piketty, economista francese, ha scritto Il Capitale del XXI secolo, uno dei saggi ultimamente più letti e commentati http://piketty.pse.ens.fr) HOD 77 Resta il fatto che dovunque c’è molta la gente che fatica, è sfiduciata e percepisce il denaro come qualcosa di estremamente lontano da sé e dalla propria condizione. Quanto è importante far loro capire che le cose possono cambiare, ed è vero che possono cambiare? Non è detto che una persona debba essere ricca solo perché è nata ricca. Anche se al momento ci troviamo in una condizione di disagio, non dobbiamo scoraggiarci ma cercare sempre nuove soluzioni. A maggior ragione la nostra energia va usata e trasformata fino ad essere quantificata anche in denaro. Più la crisi finanziaria è forte, più è importante aggiornarsi e capire come salvaguardare i nostri risparmi e come amministrare con la giusta cautela le spese e gli eventuali investimenti. Quando ci si avvicina in modo più consapevole a questo mondo, si può migliorare anche la propria posizione economica. Come bisognerebbe guardare il denaro? Con grande rispetto e con grande attenzione perché dietro una banconota si nasconde anche tanto di noi e della nostra vita. Come ci insegnavano i nostri padri il denaro vuol dire molto. Sia nel bene che nel male. Quando si incontra chi non è riuscito a costruire nulla, bisognerebbe andare oltre e capire perchè non ci è riuscito. Cosa è successo, che cosa si è interrotto, perché un individuo piuttosto che un altro? 13 HOD 77 14 senso del suo valore. Le bollette del gas e della luce, il cibo, i vestiti hanno un valore legato alla vita di tutti i giorni, il fatto di renderli costantemente “virtuali” ci allontana dalla realtà. Prendiamo anche gli investimenti: a volte non vengono capiti neppure da chi li propone, è la stessa persona che fa da trai d’union, da intermediario con il risparmiatore che non li capisce. Non si tratta solo di mala fede, alla base c’è spesso una grande confusione che, innescando una reazione a catena, arriva fino alle persone comuni che non sono più in grado di essere padrone della loro vita perchè alla fine, quando si perde di vista il contatto con la realtà, inevitabilmente si cade in una situazione di schiavitù, di dipendenza. Come può la gente comune, fuori dalle logiche dell’economia e della finanza, proteggersi da tutto questo? In generale il fatto stesso di essere lontani dalle situazioni porta a non capire. Da un lato occorre informarsi di più, dall’altro, molto banalmente, sarebbe utile tornare a vivere in modo più semplice. Faccio un esempio, ancora oggi più che mai attuale. L’euro ha raddoppiato i prezzi della nostra spesa e, quindi, prima di acquistare va data l’attenzione massima al reale valore di quello che compriamo. Non pensiamo che quantificare la realtà voglia dare in modo esasperato “un prezzo” a tutto. Al contrario, significa fare Da:“The Wolf of Wall Street”di Martin Scorsese, 2013. delle scelte oculate e tornare ad appropriarsi del valore effettivo delle cose. Questa attenzione al valore reale del denaro porta inevitabilmente a voler conoscere e sapere di più. Se sono attento sulla piccola cosa, poi mi viene più immediato voler sapere come mai in certi periodi trovo il costo della benzina, o della pasta, aumentato del 20-30%. Al contrario, se compro incondizionatamente, non do un senso a quello che mi succede e non cerco di capire il perché, e questo vale per tutto. Talvolta invece, da parte di chi ha forti patrimoni da investire, esiste il rischio di perdere il senso delle cose, soprattutto se si pensa ai soldi come a un “gioco”: anche questo naturalmente è sbagliato, e da molti punti di vista. Riflettendo sul suo reale valore, può venirci più facile avere un rapporto con il denaro? Assolutamente. Con i soldi posso anche comprarmi una casa, o mandare mio figlio alla scuola, all’università migliore, posso scegliere. Anche quando il denaro che abbiamo a disposizione è poco dovremmo essere in grado di sapere dove e come chiederlo, con quali vantaggi e rischi... È un’altra cosa importantissima, non dobbiamo delegare. So che lei è una persona molto attenta anche ai valori spirituali. Come vive il rapporto tra denaro e coscienza? Le posso raccontare cosa cerco di fare tutti i giorni, visto che sono in mezzo a quello che da molti viene considerato “il diavolo”, ovvero la finanza. Penso che rappresenti una sorta di test quotidiano di come ci si possa comportare in maniera etica pur vivendo all’interno di questo ambiente. Sembra un’apparente contraddizione, in realtà io ci convivo ogni giorno, e anche per fare chiarezza devo dire che non è tutto male. Si tratta di lasciarsi mettere alla prova e, come per tutte le cose della vita, di saper scegliere, a volte anche dicendo di no. Se l’obiettivo finale è quello di gestire bene dei soldi di un’altra persona, di consigliarla in modo corretto, già l’inizio è buono. Anche se ci si trova in un contesto dove sembra impossibile essere etici, così come fare le cose giuste perché il solo fatto di entrare in un luogo destinato alla finanza ci associa per definizione al denaro e al potere. Non è solo così. Anzi, per me è una sfida. È stata ed è una grande prova, talvolta difficile, ma l’ho scelta con grande naturalezza e semplicità e mi sento di dire che ha funzionato. Il fatto di venire ogni giorno in contatto con così tanti soldi e poi di incontrare all’esterno così tanta gente in difficoltà, non le crea qualche ripensamento? Innanzitutto sono consapevole del fatto che il denaro che ho creato per me e per la mia situazione è il frutto dell’aver seguito e applicato alcune regole fondamentali: come quella dell’aver “investito” dell’energia, di essermi comportato in modo giusto e di aver condiviso il mio denaro e le mie possibilità. Quando poi mi capita di assistere a situazioni di grande contrasto, e se ne vedono molte, la prima cosa che mi viene in mente è di aiutare chi ha bisogno. Allo stesso tempo, però, vorrei far capire che non si deve sempre guardare al denaro come a qualcosa di sporco o di sbaglia- Esiste l’invidia nel suo mondo? Esiste dovunque e costantemente, anche se ormai è diventata una cosa con cui si convive. Con cui bisogna imparare a convivere. Ma tutto parte da noi, ecco perché è importante essere centrati. Quando sei sicuro di te stesso e, in questo caso di come hai fatto i tuoi soldi, lavorando onestamente, basta un sorriso, una battuta e ogni genere di invidia ti rimbalza addosso. “Vaghi da una stanza all’altra alla ricerca della collana di diamanti ¯ al-Dın ¯ Rumı) ¯ ¯ che hai già al collo”. (Jalal “Usate la pazienza in tutte le cose, ma soprattutto con voi stessi. Non scoraggiatevi di fronte alle vostre imperfezioni, ma attivatevi immediatamente per porvi rimedio; e ricominciate da capo ogni giorno”. (San Francesco di Sales) Mau Russo, Mau Vs Godzilla- business card presentation for Tokyo. “Noi non vediamo le situazioni per quello che sono, noi le vediamo per quello che siamo.” (Talmud) “A quanto pare abbiamo perso di vista eccessivamente e da troppo tempo l’eccellenza personale e i valori comunitari nella mera accumulazione dei beni materiali. Il nostro prodotto interno lordo... non rileva la salute dei nostri figli, la qualità della loro istruzione o la gioia del loro gioco. Non include la bellezza delle nostre poesie o la solidità dei nostri matrimoni; la qualità del nostro dibattito pubblico o l’integrità dei nostri funzionari. Non misura né la nostra intelligenza né il nostro coraggio; né la nostra saggezza né il nostro apprendimento; né la nostra compassione né la nostra devozione alla patria; in poche parole, misura tutto tranne ciò che rende la vita degna di essere vissuta.” (Robert Kennedy, 18 marzo 1968) HOD 77 to. Per fortuna non è sempre così. A volte sembra impossibile pensare che certi patrimoni siano stati fatti regolarmente, mentre sono testimone di gente che ha cominciato da zero, ha lavorato sodo e si è fatto i suoi soldi in modo serio e corretto, attraverso dei guadagni trasparenti. Per questo, se da un lato ho un’immagine di tristezza rivedendo alla cassa del supermercato una persona a cui mancano 5 euro per finire di pagare il conto, dall’altro lato mi piacerebbe dire a quella persona che ce la può fare. Ce la si può fare anche senza diventare ricchi, magari iniziando ad applicare queste semplici regole insieme a una maggiore attenzione al piccolo risparmio, cercando di non porci sempre in un rapporto di contrasto con la ricchezza, ma dando più valore ed energia alle nostre fatiche “finanziarie” di tutti i giorni. Non dimentichiamoci che ricchezza vuol dire benessere, e il benessere parte anche da noi. 15 M ISERIA E N OBILTÀ NAPOLI 16 HOD 77 MILIONARIA... O NO? DI DONATELLA PENATI Non è facile raccontare Napoli. Napoli si racconta da sé, o meglio, te la raccontano i Napoletani. A rrivo col treno, ed è il modo migliore, e penso di non essere nel centro di Napoli. Stazione ultramoderna, lineare, essenziale: ma è sempre Napoli e le panchine si usano per viverci, gli spazi liberi per dormirci se sei senzatetto, il marciapiede che ti accompagna su piazza Garibaldi è ingombro di taxi ufficiali e non, di bancarelle, di varia umanità e di monnezza (che ogni giorno viene tolta, mi assicurano, ma che ogni giorno compare puntuale). Veloce, chi arriva dribbla cinesi travestiti da carretti di merci, magliette di mille tifoserie e souvenirs rigorosamente made in China (ma come, se i cinesi sono quasi tutti qui?) e che solo nel sud del mondo trovi, banchetti di giocatori d’azzardo (campanelle e carte) che vorrebbero intrappolarti ma che, se curiosi e basta, si fanno minacciosi. Senza cautele ti si offre subito l’anima di Napoli, che non ci tiene ad apparire diversa da quello che è, anzi rivela un po’ anche quella del paese: furberie ed onestà, dignità e sfacciataggine, rabbia e rassegnazione. Mai come ora, girando per Napoli, mi sembra di cogliere vivida l’immagine dell’Italia. E Napoli mi racconta della sua bellezza attraverso la sua gente. iazza Garibaldi, vasta, immensa, sfregiata da eterni Francesco a Paola (si entra in chiesa e il salmo è rock), cantieri che promettono abbellimenti e ricca di rifiul'antico mercato (dove facile è l'incontro con il guapti, quasi a dirlo subito quali sono i problemi. Punto po di quartiere che inscena il controllo del territorio e nevralgico di concentramento di ogni protesta: qui gli quindi “no foto”, o con la signora Nunzia che per caso scontenti, gli arrabbiati si trovano, sfilano urlando e poi si ripropone una “casereccia Loren pizzaiola” invecchiaperdono nei mille rivoli di questa città infinita. E lui, il ta tra i vicoli dell'Oro di Napoli, e le pizzette, come colpevole dell’unità (e qualcuno dice allora, come angioletti salgono e dei problemi), è lì: sembra un santo scendono nei canestrelli appesi dai a cui invocare miracoli. Ma come si balconi), via Foria col suo storico fa, è Garibaldi, un santo laico, e se circolo operaio (tra Madonne e una divinità, ascoltando le sue supdonne di picche e di fiori) e le sue pliche, guardasse giù dal cielo, lo botteghe ospitali al mondo variovedrebbe anche lui circondato da pinto che le attraversa. L'ospedale immondizia e si chiederebbe che dei poveri e l'oasi dell' Osservatorio grande profeta è uno che dai suoi Astronomico: che cosa dividono tra fedeli è trattato così? loro? Forse la pace del nulla. P E cammini, nell’attesa del miracolo, tra mucchi di spazzatura (anche coreografici: contenitori di pizza con veduta sul golfo, bambole rotte addormentate sulle panchine, raffigurazioni poetiche della catena alimentare ecc. ecc.). Piazza principe Umberto, S. E d ogni luogo toccato ha un accompagnatore d'eccezione. A raccontare un pezzo di questa città. Il meccanico un po' abusivo che spiega la difficoltà del tenersi un lavoro senza licenza e del darlo al suo aiutante rumeno, gli scouts impegnati, davanti E poi Napoli, anche ad agosto, sono i presepi. Ed è un lungo viaggio verso il tempo della Natività. In S. Maria Egiziaco si fanno ammirare le preziose e tristi statue del 600 di Giuseppe e Maria, affette, dati gli anni e la mancanza di cure, da cervicalgie quasi incurabili. In S. Pietro d'Aram, sempre corso Umberto, incontro un maestro di “frontiera” (insegna a Poggioreale) e di Presepi, che mi introduce in altri misteri di questa città. I l Presepe del ‘700 e la sua tradizione. Tre scene: osteria, pastore e gregge, grotta e natività. E tante leggende, seduti in chiesa ai piedi dell'altare ad ascoltare, come nell'infanzia. Si materializzano così i misteri del pastore che dorme e delle 13 pecorelle bianche (e tutta Napoli è invasa dai greggi). Mi racconta della chiesa delle capozzelle e del culto dell'accudimento dei resti dei morti, teschi e femori, in una sorta di rito scaramantico. Per sconfiggere la cattiva sorte, il popolino “adottava” una capozzella (cranio) di un morto e lo lucidava, lo omaggiava con fiori e sperava, se la “testolina” gradiva, che nel sogno arrivassero i numeri bbuoni, quelli che avrebbero cambiato la vita. Ma tutto finiva in caciara, per le liti dell'accaparramento dei morti “migliori”: era, insomma, l'inferno anche da morti. Ed il culto pagano fu vietato per legge, ma alla chiesa dei teschi ci si va ancora e di nascosto si strofinano le testoline macabre e si spera nel terno giusto. E poi, nella penombra di questa chiesa dove il maestro dei presepi ricicla per la sacra costruzione scatole di scarpe, manici di scopa, insomma monnezza, si materializza “o' monacello”, il fantasmino che portava buono, correndo furtivo lungo gli acquedotti sotterranei di tufo, comparendo alle mogli infedeli ed agli acquaioli prezzolati, e scomparendo invece ai mariti cornuti. E il tempo si è fermato. Assorbita dalla magia di questi racconti, giro Napoli senza riuscire a staccarmi dalle parole del maestro dei presepi. Percorro il lungo corso Umberto tra ali di bancarelle abusive, dossi di immondizie, e mi immagino che capozzelle e munacelli, fragili portafortuna di questa città, riescano a risolverne i problemi, dato che le tante immaginette politiche (ma quanto si spende in propaganda elettorale in questa città?) recitano solo false promesse. E chi ci accompagna sul lungomare ci racconta, mischiati nell'ennesimo corteo di protesta, di queste false promesse. Percorro con i manifestanti (lavoratori della ristorazione sul lungomare) a lutto perché il lavoro è calato. Stop a tavolini, caffé, pranzi vista mare: il taglio previsto è di 700 persone. Cammino su questa bellissima terrazza: via Sauro, Partenope, Caracciolo, il Castel dell'Ovo, circondata da camerieri, chef, femme à chambre. Tutti in divisa, elegantissimi e arrabbiati. Una serrata che va da Mergellina a Borgo Marinaro. M i scorta, in questa protesta troppo civile fatta di nastri neri - piccoli manifesti listati a lutto ed una fugace e timida invasione di strada - Francesco, che ha 22 anni, tanto carcere, una figlia e tanta voglia di ricominciare. Viene dai quartieri Spagnoli e consiglia la trattoria Marinella. Camerieri all'aperto, camerieri che vogliono fare anche il lavoro umile del servire, all'aperto, come si conviene sul terrazzo di Napoli. E Napoli abbatte ancora falsi pregiudizi sugli Italiani: i giovani non disdegnano i lavori umili e i napoletani protestano, ma lo fanno con tanta, troppa civiltà. E ancora cammino, in questa città così immensa di umanità e spazzatura: se non ci fosse, quasi mi mancherebbe perché è vero che noi siamo quello che buttiamo. Ma mi dicono che oltre al mio maestro dei presepi, altri, gli zingari, riciclano. E così vedo uscire dai mucchi, umani con valigie, materassi, carrozzine... in fondo, quello che si butta è solo il marcio. HOD 77 all'antica chiesa perennemente chiusa, in un'improbabile vendita benefica, l'anziana signora che, in quartiere ad altissimo rischio microcriminalità, ti apre il cortile di una bella casa d'epoca e ti dona l'ospitalità che solo sud e vecchi ancora conoscono. E il circolo operaio, dove la candida Madonna protegge i biscazzieri e sembra darci indicazioni utili al proseguimento del nostro viaggio. 17 A HOD 77 18 rrivo in Galleria Umberto e mi fermo ad accarezzare un cane, un buon cane ciccione. Subito, Napoli non mi lascia sola e il distinto signore che mi saluta mi racconta dei cani della Galleria, ben tenuti e nutriti, del viavai di questo storico passaggio e della statua di Partenope che ora svetta lì di fronte sul municipio, ma per anni scordata in chissà quali oscuri sotterranei. Miracolo a Milano, ma anche a Napoli. E intanto la strada si allarga nella bella Piazza del Plebiscito con il prestigioso colonnato, fotografi e sposi che si rincorrono, le vie eleganti con i caffé e il caffé più famosi del mondo. Gambrinus che serve la “tazzulella” a Napolitano e poi le pizzerie progenitrici della internazionale Margherita. Storia recente e passata si abbracciano con armonia in queste belle strade, mentre un piccolo edicolante mi ricorda, rassegnato, della spazzatura che non l'abbandona mai, anzi quasi lo insegue dalla casa al lavoro. S paccanapoli: corteo “Disoccupati Organizzati” e “Lavoratori della Differenziata” disoccupati. Solo a Napoli vere disgrazie sono abbellite da una sconfinata fantasia. Via dell' Annunziata con la sua chiesa e la Ruota degli Esposti, che ha accolto l'ultimo figlio di nn nel 1987 e che adesso accoglie ed espone spazzatura. La seicentesca facciata della chiesa vuole riprodurre il manto della Sacra Vergine che, accogliente, lasciava che madri disperate o degeneri, deponessero figli impossibili nel piccolo pertugio rotante, sito a fianco del grande e freddo mantello. E potevano ferirsi i “piccoli figli di Maria” quando troppo piccoli non erano, ma all'interno, discretamente, una pia donna vegliava giorno e notte, pronta a rimediare ai danni fisici dell'abbandono. E così, viene conservata ancora la ruota, le camicine e le bende di primo soccorso, e nel breve ma intenso percorso museale è esposta anche qualche pagina degli archivi, accessibili solo dopo i settanta anni di età dell'orfanello. Privacy ante litteram che poteva dannare o non turbare un'esistenza. E poi ancora, in attesa dei miracoli, verso il Duomo con la cappella di S. Gennaro e il suo tesoro fastoso. Anche Lui esposto in prima linea ma il suo sangue, la parte viva e miracolosa si nasconde, dietro una tenda rossa, per preservarsi dal culto eccessivo e dalle troppe invocazioni. E quando finalmente il liquido santo ribolle lo fa un po' per vergogna (ma chi le esaudisce tutte le preghiere di Napoli??) e un po' per rabbia (ma perché proprio a lui i miracoli più impossibili?). Neanche “isso” può, con tutto quello che ha lì: ori, diamanti, gemme preziose e fini ceselli. Dote troppo impegnativa, profana, perché la possa spendere un santo. M a io cerco sempre l'Oro di Napoli e mi infilo nelle viuzze dei Presepi: S. Gregorio Armeno, S. Biagio dei Librai. Bancarelle, chiese barocche, caffé e finalmente le “capozzelle”. Accarezzo, furtiva, i teschi che ti accolgono all'ingresso (vuoi che funzioni?) e con il pensiero do una passatina anche a tutti quelli che popolano questa antica e venerata chiesa e il suo ipogeo. Teschi veri e teschi finti ti rincorrono in questo luogo magico e per nulla triste, dove anche quello che resta di noi si traveste e vive ancora attraverso una magia che solo la fantasia dei napoletani riesce a creare. Appare “sorridente” il teschio Lucia, morta prima delle nozze e che ora indossa il velo bianco, teschi e femori in bella mostra e così la morte diventa meno paurosa, meno ricca di solitudine e di inquantificabile eternità. Qui si mescolano le vite dei morti con i loro desideri ormai mummificati, con quelle dei vivi, con tutte le loro preghiere da realizzare. I poveri resti, a volte quasi ricattati, devono stare “accuorti”, comparire nei sogni, dare dritte per la vita e giocate al lotto. Napoli, città viva, senza eterno riposo. iù in là, Sant' Angelo a Nilo con Nettuno sdraiato ma vigile, attento a sigarettai abusivi e borseggiatori, e gli antichi e bui colonnati. E proprio sotto quei portici, fermo lì, come una statuina, c'è l'ovaiolo con il suo banchetto a vendere uova da 50 anni. Forse anche lui, come il “pastore che dorme“, è una figurina del presepe napoletano e quindi è normale che stia lì quasi da sempre a vendere uova. E invece no, il sig. Mauro mi sorride, sembra svegliarsi dal sonno e mi racconta di tutti quegli anni da Afragola a Napoli e ritorno, lui, il fratello e il motofurgone, e che tutta la sua vita è stata quella. Mi sorride ancora quando gli lascio un caffé pagato, ma subito dopo ritorna irreale nel suo angolo sotto il portico, nel Presepe. V ia Toledo, via Medina, Spaccanapoli e i banchi lotto ovunque. È impossibile non farsi tentare, specie dopo che Mimmo, infermiere d'imprecisata età e, come tutti gli altri personaggi incontrati , depositari di saggezza e mistero, mi confida il suo terno: 90 il popolo (ma dov'è?),14 la sfiducia (ma perchè??), 71 l'ommo e' mierda (ma chi è?). Anch'io gioco, speranzosa che la città giocosa per eccellenza, mi porti bbuono. E quindi scoprire Napoli dall'alto, camminando per le ampie strade che portano all'antico cimitero delle Fontanelle. Cammino circondata dalla solita spazzatura che qui ormai senza pudore si infila dovunque. Nelle cose, nelle case, nei giardini, senza chiedere permesso, imprudente, si butta in mezzo alla strada, riducendone le corsie da 3 a 2, da 2 a 1, e così via, perchè tutto a Napoli è gioco dei numeri. E così, inseguita dal solito gioco dei numeri, arrivo alle Fontanelle, ricco di tombe famose, ricco di crolli e di addetti comunali, troppo zelanti, agitati per la presenza dei vivi. Qui, ci dicono, si onora tutto ciò che muore. Anche la conservazione di un museo a cielo aperto. E allora si improvvisano guide per mostrarci il “loro” cimitero. L'unica tranquilla è Lola, la saggia trovatella che ci accompagna anche lei, tra le meraviglie architettoniche innalzate in onore della morte e rese pericolanti e in rovina dall'incuria dei vivi. E allora hanno ragione i nostri vate comunali: qui si dà retta solo alla morte. rassegnazione, di antiche cappelle che crollano trascinando con sé nomi famosi che forse il ricordo non riesce a seppellire, ma il cimitero delle Fontanelle, sì. T ra tanti umani morti e tanta morte del luogo, scodinzola calma Lola, così viva. Lei sa dove andare e si accuccia vicino all'ultima dimora di Totò, guardando fisso e lontano, come solo detta la loro fedeltà suprema. E così lo vedo arrivare, povero nelle sembianze ma ricco nel pensiero. A piedi, perchè è meglio arrivarci, come i poveri, con le proprie gambe in questo luogo. Lo guardo stupita, lui accarezza Lola (solo io e lei lo vediamo) e mi dice: “La spazzatura, come la morte, è dappertutto a Napoli. E noi, che simmo seri, appartenimmo a' muorte...e un po' anche alla spazzatura. O no?”. Sì, forse è proprio così. M a poi, tutti insieme, ci perdiamo (ma non troppo...) nella vita di questo luogo di morte. E come in un corteo funebre, ci si dimentica del trapassato e si parla di quello che interessa ai vivi. Di problemi strutturali, di speranze, di storica Servizio fotografico a cura di: CARBAMITÙ Produzione Indipendente di Mario Negri www.marionegri.eu - [email protected] HOD 77 P 19 L A R ICCHEZZA DEI V ECCHI S APORI HOD 77 20 Saporiti, nutrienti, impagabili semi d’antan DI ENZA BETTELLI Sono i legumi, gli antichi semi che hanno sfamato le popolazioni per secoli, poi snobbati in tempi divenuti più agiati perché “poveri” e oggi, per fortuna, di nuovo rivalutati per l’importante ruolo che hanno nella nostra alimentazione. Non si può certo dire che i legumi siano monotoni. Basta guardarli per lasciarsi incantare dalla miriade di forme, colori e dimensioni di questi preziosi semi. Ai palati meno attenti il loro gusto può sembrare un po’ uguale, invece ognuno di essi ha una propria identità, che sta a chi cucina valorizzare in modo adeguato. Oggi i grandi chef si sono riappropriati di questi semplici ma versatili ingredienti, anche con abbinamenti che potrebbero sembrare azzardati, per esempio con l’astice o il tartufo che, però, non hanno nulla da invidiare ad altri ugualmente superbi della nostra tradizione, come quelli con i frutti di mare e i gamberi. Ben vengano quindi i “vecchi” sapori, se sono così intensi e così confortanti e se riescono a riportarci indietro nel tempo, quando il cibo aveva le sue stagioni e i suoi riti. Difficili da digerire? Non è del tutto vero a critica più frequente che si muove ai legumi è che sono di difficile digestione. Questo è vero fino a un certo punto perché se i legumi, soprattutto quelli secchi, hanno più calorie delle normali verdure, sono anche un’ottima alternativa alla carne visto che sono ricchi di proteine vegetali e contengono fibre. Ma se vengono abbinati alla carne e ad altri alimenti di origine animale è ovvio che digerirli richieda un po’ di tempo. È però sufficiente cuocerli con pasta e riso o altri cereali e condire con olio crudo, per avere un piatto perfettamente bilanciato. E per aiutare ulteriormente la digestione, oltre a cuocerli a puntino basta poi passarli, perché molto spesso è proprio la pellicina la causa di eventuali problemi. Attenzione però: passati vuol dire usare il passaverdure e non il frullatore, che oltre a non frantumare perfettamente la pellicina li rende collosi. L Lunghi da preparare? Basta organizzarsi n’altra critica ricorrente è che la loro preparazione richiede tempo, e sembra che oggi non ce ne sia rimasto molto per i piccoli piaceri della vita. I legumi freschi vanno sgusciati, ed è un lavoro non breve e anche un po’ noioso, a meno di non ricorrere a quelli surgelati. Quelli secchi non si sgusciano ma vanno messi a bagno e fatti cuocere poi per ore, un altro deterrente per chi cucina. Anche in questo caso c’è però una comoda scappatoia, e sono i legumi in scatola U o la provvidenziale pentola a pressione. Ma, e non è da sottovalutare, i legumi si possono preparare anche con uno o due giorni di anticipo: basta metterli in pentola con acqua o condimento e loro cuociono da soli, chiedendo solo un’occhiata di controllo di tanto in tanto. L’importante è non avere fretta e lasciarli cuocere per tutto il tempo necessario perché siano davvero morbidi. I soliti noti l piatto più diffuso della nostra cucina tradizionale è la pasta e fagioli, con decine e decine di gustose versioni in ogni regione. Poi ci sono ceci e lenticchie che vengono trasformati in zuppe, minestre, contorni, sughi in un gamma infinita di sapori e di consistenze deliziosi. Tra i legumi consumati freschi, le fave crude sono una ghiottoneria primaverile, condite con un filo di olio extravergine e accompagnate da pecorino fresco o da salame, magari con qualche fogliolina di mentuccia. I piselli sono come il prezzemolo ed entrano in moltissime preparazioni. Per cuocerli stufati, senza che perdano la loro delicatezza, si aggiunge un cuore di lattuga tritato che durante la cottura rilascerà la sua umidità senza prevalere sul gusto dei piselli. E se i piselli sono davvero freschi e teneri si possono utilizzare anche i baccelli, lessati e conditi interi o passati al passaverdure per ricavare una crema da aggiungere alle minestre o al purè di patate. D’altra parte, anche le taccole si cucinano così e non sono altro che i piselli mangiatutto. I fagiolini sono ugualmente comuni sulla nostra tavola, ma non tutti sanno che per gustarli al meglio bisogna cuocerli a pentola scoperta, perché restino verdi, e scolarli ancora croccanti. Timo e menta sono gli aromi più indicati per i fagiolini, ma saltati in una salsa leggera di pomodoro fresco sono una squisitezza. Se il filo di fagiolini e taccole è un problema, basta toglierlo quando i legumi saranno lessati e scolati: anche i più difficili verranno via in un attimo. I e cicerchie erano già estesamente coltivate in Italia prima ancora dell’epoca romana, ma il loro utilizzo in cucina è rimasto poi per lungo tempo confinato in piccole aree del Centro-Sud, dove alcuni piatti tradizionali sono ancora di uso comune. Quelle coltivate in Lazio, Molise, Umbria e Puglia sono oggi riconosciute dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali come prodotto agroalimentare tradizionale italiano. I semi sono molto ricchi di proteine, hanno forma irregolare e un po’ appiattita e ricordano i ceci, anche nel gusto, mentre la pellicina piuttosto dura fa sì che la loro preparazione debba essere programmata per tempo per poterle ammollare e cuocere in modo adeguato. Sono deliziose in zuppa, ma si possono cucinare con le stesse ricette dedicate ai ceci. L HOD 77 Cicerchie e roveja, sapori da riscoprire 21 HOD 77 22 La roveja era un tempo diffusa sugli Appennini umbro-marchigiani, in particolare sui Monti Sibillini. È simile al pisello, con piccoli semi il cui colore va dal verde scuro al rosso, e il gusto tra quello del pisello e quello della fava. Assai nutriente ma leggera, la roveja è ricca di carboidrati, proteine e sali minerali. È un legume resistente e una volta molto importante per contadini e pastori, poiché era praticamente spontaneo e riusciva a vegetare anche con basse temperature. Oggi sono rimaste poche coltivazioni, tra le quali la più famosa è a Cascia, in Val Nerina, situata tra i 600 e i 1200 metri. Non la solita minestra estando in Umbria, che è tra l’altro terra di cucina e prodotti eccezionali, primo fra tutti il tartufo, i legumi sono spesso serviti su una fragrante fetta di pane tostato e rientrano nella vasta gamma di bruschette che sono tipiche della regione. Un tris perfetto prevede lenticchie stufate con erbe e pomodoro, cannellini lessati e conditi con olio extravergine, aceto, prezzemolo e cipollotto tritati, roveja lessata e insaporita in salsa di pomodoro con un pizzico di peperoncino. Tre bruschette, tre sapori, uno spuntino da re! R Legumi secchi, perfetti in 10 mosse c Conservateli in un luogo fresco e asciutto, controllando ogni tanto che non si siano formati insetti. Controllate anche che la mano non resti “infarinata” quando li toccate. Qualche peperoncino inserito nel contenitore li manterrà meglio. c L’ammollo cambia da varietà a varietà. Per i fagioli possono bastare 12 ore, così come per la roveja alla quale è però meglio aggiungere una manciatina di sale grosso. Ceci e cicerchia richiedono anche 48 ore perché la loro pellicina è piuttosto dura, mentre le lenticchie di solito non hanno bisogno di ammollo. Tuttavia la durata dell’ammollo è legata anche al tempo trascorso dalla raccolta: più la scadenza è vicina, più i semi sono disidratati e più lungo sarà l’ammollo. Inoltre, l’acqua andrebbe cambiata dopo qualche ora. c L’aggiunta di un pizzico di bicarbonato all’acqua dell’ammollo ammorbidisce la pellicina ma la rende anche un poco scivolosa. c I legumi sono pronti per la cottura se hanno raddoppiato il volume, si presentano gonfi e con la pellicina ben tesa; potete anche masticare un seme senza mangiarlo, per controllarne la morbidezza. c Scegliete pentole a fondo pesante per evitare che i legumi vi si attacchino cuocendo, ma non di alluminio che lascerebbero un gusto metallico alla preparazione. L’ideale sono le pentole di terracotta, possibilmente quelle apposite, con l’imboccatura più stretta della base per trattenere meglio il vapore che si forma in cottura. c Scolate i semi ammollati e sciacquateli prima di gettarli nella pentola con acqua di rubinetto o appena tiepida, sufficiente a coprirli abbondantemente. c Salate solo verso fine cottura perché il sale fa indurire la pellicina impedendo la cottura uniforme dei semi. Aggiungete invece subito poco olio o un pezzetto di pancetta o di prosciutto che, al contrario, la ammorbidiscono. c Portate lentamente a ebollizione e poi mantenetela sempre costante e appena accennata, per evitare che i semi si rompano durante la cottura. c Per esaltarne il sapore, aggiungete erbe aromatiche ai legumi in cottura. Per i ceci uno spicchio d’aglio schiacciato e un rametto di rosmarino sono perfetti. L’alloro va bene con tutti i legumi e li rende più digeribili. c Lasciate raffreddare o intiepidire i legumi nel loro liquido di cottura prima di scolarli, con il doppio vantaggio che non si romperanno durante l’operazione né si induriranno restando a contatto con l’aria. R EGULAT I TALIA HOD 77 24 Gli ingredienti dei nostri Regolatori I Regolatori della Dr. Niedermaier Pharma, distribuiti in Italia dalla Regulat Italia, sono composti da frutta, noci e verdure biologiche: atteri: Sono ricchi di vitamina B5 (acido pantotenico, la sostanD za nutritiva fondamentale per la forma fisica che conferisce vitalità e concentrazione), calcio (per le ossa e i denti), ferro (per i globuli rossi), rame (per l'ematopoiesi), potassio (con effetto drenante e ipotensivo), triptofano (un amminoacido che stimola il sonno; viene convertito nell'ormone del sonno melatonina nella ghiandola pineale). ichi: Contengono sostanze battericide (per la cicatrizzazione; sono le piante medicinali più antiche del mondo), enzimi che stimolano la digestione (regolandola e contribuendo al dimagrimento). I fichi migliorano inoltre l'umore, eliminano il nervosismo, aiutano in caso di stanchezza, debolezza e mancanza di energia, migliorano la concentrazione e mitigano i dolori mestruali. oci: Tra tutti gli alimenti sono quelli che contengono la più elevata concentrazione di acido grasso essenziale insaturo che, insieme al suo elevato contenuto di vitamina E, ha un effetto positivo su qualsiasi problema cardiaco. In particolare riduce il colesterolo LDL (cattivo). La vitamina B e le vitamine A, C ed E stimolano la digestione e sostengono importanti funzioni cerebrali. Le noci sono conosciute come "cibo" del sistema nervoso. occo: Apporta elevate quantità di calcio (contro l'osteoporosi), ferro, fosforo, sodio, acidi grassi insaturi, vitamina A, B2 e C, favorisce il metabolismo dentale e osseo, migliora la vista, le difese immunitarie nonché la rigenerazione di sangue e muscoli. imoni: Ricchi di vitamina C - il principio attivo fondamentale contro le infezioni e per le difese immunitarie, per rinforzare il tessuto connettivo e i vasi sanguigni - i limoni rinforzano i vasi sanguigni, arrestano le emorragie gengivali, stimolano la crescita cellulare e hanno un effetto ringiovanente. Liberano dai grassi e hanno un effetto coadiuvante durante le cure dimagranti. La vitamina C dona una ventata di vitalità già dopo pochi minuti. Il corpo ne ha bisogno per la sintesi degli ormoni dello stress e degli ormoni sessuali; con la vitamina C si produce inoltre l'ormone della felicità. F N C L G ermogli di soia: Sono i migliori fornitori di proteine, perché le loro componenti proteiche si liberano molto più facilmente a livello enzimatico rispetto a quelle della carne e del pesce. La soia crea nuovo tessuto connettivo e ha un effetto ringiovanente. Ha un effetto drenante sul fegato, migliora la vista e previene la mancanza di libido. ipolle: Sono piccole fabbriche di allicina e altre combinazioni sulfuree. Apportano zinco, acido folico, oli eterici e flavonoidi. Prevengono le infezioni e disinfettano le vie nasali, orali e il tratto faringeo. Riducono la pressione sanguigna e i valori lipidici nel sangue, aiutano in caso di problemi circolatori, prevengono le angiopatie e alleviano i disturbi venosi. Rinforzano il cuore e il sistema circolatorio e prevengono l’arteriosclerosi. Le cipolle sono efficaci in caso di debolezza renale e atonia vescicale e rinforzano le mucose gastro-intestinali. edano: Ha un elevato contenuto di oli eterici, in particolare terpeni, che hanno un effetto antibatterico e antimicotico (eliminano i funghi) in bocca, in gola, sullo stomaco e sull'intestino, e disinfettano anche reni, vescica e vie urinarie. L’elevato contenuto di vitamine del complesso B rinforza i nervi e il cervello, mitiga i disturbi nervosi, l’irritabilità e la depressione. Il sedano apporta importanti nutrienti per la salute degli occhi, della pelle, dei capelli e del fegato. ermogli: Contengono molte proteine vegetali, acidi grassi essenziali, minerali, microelementi, oltre alle vitamine A, C e B2. Supportano lo stomaco e il fegato, contribuiscono alla bellezza della pelle e donano la forza della giovinezza. arciofi: Il loro principio attivo principale è la “cinarina”. Questa sostanza amara protegge il fegato e stimola le cellule epatiche a una maggiore secrezione di acido biliare. Attiva l’espulsione di colesterolo e arresta la sintesi del colesterolo da parte del fegato. Carotene, vitamina B, vitamina C nonché ferro e magnesio regolano il livello di glucosio nel sangue e hanno un effetto sia drenante che antinfiammatorio. iglio: Ricco di proteine, acido silicico e lecitina per stimolare la crescita delle unghie e dei capelli. Vitamina B, ferro, magnesio, rame e manganese aumentano la concentrazione e la memoria. iselli: Grandi apportatori di acidi nucleici, molecole in cui sono conservate le informazioni genetiche. Questi acidi sono i migliori agenti ringiovanenti naturali perché sono necessari alle cellule del nostro organismo per i processi di mitosi, riparazione e rigenerazione. afferano: Questa spezia pregiata è ricca di oli eterici e glucosidi. Da sempre lo zafferano è utilizzato in ginecologia per mitigare tutti i disturbi legati alla menopausa. Ha un effetto calmante contro i dolori. urcuma: Ha un effetto stimolante sulla produzione di succhi gastrici e acido biliare. I pigmenti gialli contenuti nella curcuma hanno un effetto anticancerogeno, antiossidante e antinfiammatorio. C S G C Z C Regulat Italia s.a.s. • Tel. 0473 231669 [email protected] • www.regulat.it HOD 77 M P 25 L’A LIMENTAZIONE S ANA HOD 76 26 . . . . . . . . . . . . . E N ON S OLO LA RICCHEZZA DELLA M ALVA A CURA DI NOI DUE el linguaggio dei fiori e delle piante la malva simboleggia l’amore e la comprensione materna. Pianta di origine europea appartenente alla famiglia delle malvaceae, la malva sylvestris, il cui nome deriva dal termine greco malakos (calmante e dolce) e dal latino mollire (emolliente), era già indicata in epoca medievale come calmante e considerata un ingrediente indispensabile per tutte le pozioni del tempo. Di fatto, dalla scoperta delle sue proprietà è sempre stata usata nella medicina popolare per lenire il dolore. Possiede numerosi costituenti (flavonoidi, sali minerali, vitamine A, C e B1, tannini, mucillagini ecc.) e viene indicata dalla moderna fitoterapia per curare stati infiammatori della bocca, nevralgie dentali, infiammazioni delle vie respiratorie, infiammazioni dell’apparato digerente e delle vie urinarie. N Per una tisana “antinfiammatoria per l’apparato digerente” portate a ebollizione 1 litro di acqua e aggiungete 4 cucchiai di Malva tra foglie e fiori, spegnete e lasciate in infusione per 10 minuti. Naturalmente i quantitativi si possono dimezzare. I fiori e le foglie fresche si possono mettere nell’insalata o usare per degli ottimi risotti. Ecco una ricetta per preparare un Risotto con la Malva che cresce, magari, nel vostro giardino: Ingredienti: & 1/2 cipolla rossa grande & 1 manciata di malva secca & 200 g di foglie di malva fresca & 350 g di riso (preferibilmente organico) & 2 l di brodo di verdure & 1 bicchiere di vino bianco secco & 3 cucchiaiate di olio di oliva extravergine & 1 noce di burro & 50 g di parmigiano grattugiato. Preparazione: Mettete sul fuoco il brodo e mentre lo portate a ebollizione tritate finemente la cipolla e sbriciolate la malva secca. Sciacquate la malva fresca senza strofinarla troppo per non rovinarla, adagiatela su carta assorbente perché perda l’acqua in eccesso e tritatela grossolanamente. Versate l’olio in una casseruola, aggiungete la cipolla e soffriggetela a fuoco gentile fino a farla imbiondire. Aggiungete la malva sbriciolata, incorporate il riso e fatelo tostare a fuoco vivace affinché assuma un bel colore dorato. Bagnate con il vino e lasciatelo evaporare mescolando spesso perché il riso non si attacchi, aggiungete le foglie di malva fresca, mescolate e fate insaporire per un minuto. Unite 2 bei mestoli di brodo bollente e continuate a TRATTORIA LATTERIA rimestare col cucchiaio di legno. Quando il brodo sarà quasi assorbito, aggiungete altri 2 mestoli e proseguite mescolando Viale Col di Lana, 1 • Tel. 02/58.10.15.93 il riso fino a fine cottura, senza lasciarlo asciugare troppo ma neppure stracuocere. Il riso deve rimanere al dente e cre- CUCINA VEGETARIANA moso. Infine unite il burro e il parmigiano e mantecate per un NATURALE E BIOLOGICA paio di minuti. Non vi resta che impiattare e decorare. Siamo aperti tutte le sere NOI DUE Se poi siete cosí fortunati da avere la malva in giardino, raccoglietela fresca al mattino selezionando le foglie piú tenere, controllando che non ci siano parassiti e che non siano macchiate. Per conservarle avvolgetele in carta da cucina o in un sacchetto di carta per il pane e riponetele nel frigorifero. da Lunedì a Domenica e Sabato e Domenica anche a pranzo Non si servono alcolici dalle 15,00 alle 18,00 da Lunedì a Domenica Integratori alimentari naturali prodotti con piante himalayane dell’antica tradizione ayurvedica notificate dal Ministero della salute italiana. Linea di preparazioni per trattamenti ayurvedici per regalarvi massaggi riscaldanti, defaticanti, rassodanti e per la bellezza del corpo. Fragranze degli incensi “Chakra collection” per armonizzare il vostro sistema energetico. BLISS AYURVEDA ITALY SRL - www.ayurera.it L A R ICCHEZZA DEI N UOVI TALENTI Salute e Benessere, Ambiente, Informatica, Alimentazione, Risparmio Energetico: ecco alcune HOD 77 28 Nuove Soluzioni Geniali DI CINZIA BOSCHIERO 92 finalisti italiani con 40 progetti; 18 studenti invitati dall’estero con 8 progetti; 34 esperti della giuria; 36 scuole da 10 regioni; ben 24 riconoscimenti (di cui 15 viaggi studio all’estero, 2 stage presso prestigiosi centri di ricerca italiani, 7 certificati di merito di prestigiose istituzioni internazionali): sono i numeri che qualificano la 26a edizione del concorso europeo I giovani e le scienze 2014. himica, biologia, scienze ambientali, fisica sono le discipline più gettonate dai finalisti “I giovani e le scienze 2014”. L’evento seleziona ogni anno i migliori talenti italiani per la finale europea EUCYS (European Union Contest for Young Scientists) e per i più prestigiosi appuntamenti mondiali degli studenti eccellenti. Gli studenti di San Severo (FG) e di Udine sono risultati i migliori e rappresenteranno l’Italia alla finale europea della 26° edizione di EUCYS, concorso dell’Unione Europea per i giovani scienziati, che si terrà a Varsavia i prossimi 19/24 settembre. Hanno sviluppato una nuova metodica per la diagnosi di infestazione da Enterobius vermicularis (ricerca del Liceo scientifico “G. Checchia Rispoli”, San Severo) e un nuovo protocollo per l’identificazione ed eliminazione dal suolo di diserbanti e metaboliti secondari (progetto dell’Isis “A. Malignani”, Udine). “I 34 membri della giuria, tutti qualificati esperti provenienti da università e politecnici, istituzioni di ricerca anche internazionali” - dice il dott. Alberto Pieri, segretario generale della FAST (Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche), che ogni anno organizza la selezione italiana di questo concorso europeo per conto della Direzione Ricerca della Commissione Europea, - ”hanno fatto fatica in questi tre giorni di valutazione a scegliere i migliori perché anche quest’anno la qualità dei lavori pervenutici da tutta Italia era elevata e gli argomenti tutti interessanti”. La mostra, con le ricerche e i prototipi realizzati da questi neo Archimede, è stata C apprezzata e visitata da scuole e famiglie. Hanno vinto il viaggio e la partecipazione alla 66a ISEF, fiera internazionale della scienza e dell’ingegneria, a Pittsburg negli Stati Uniti due studenti del Liceo scientifico statale “Giovanni Gandini” di Lodi, che hanno studiato e costruito una apparecchiatura medica volta alla riabilitazione di pazienti affetti da atassia e dismetria. Mentre al 56° LIYSF, forum internazionale giovanile della scienza di Londra è stato invitato questa estate uno studente dell’IIS “Benedetto Castelli” di Brescia, che ha fatto una ricerca sui prodotti di sintesi puri effettuando uno studio sperimentale e un’applicazione nel processo industriale. Hanno vinto invece il viaggio e la partecipazione a L’Aia in Olanda alla 6a INESPO, olimpiade internazionale dell’ambiente, tre studenti del Liceo scientifico “Galileo Galilei” di Trento che hanno ideato un’App in grado di consigliare all’utente un percorso ciclo-pedonale ottimale attraverso la città, indicando su una mappa visibile su dispositivi Android il miglior tragitto adatto a evitare le aree più inquinate. Se vi sentite anche voi neo Archimede partecipate numerosi all’edizione 2015! Il nuovo bando 2015 è già aperto. Se siete giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni potete partecipare (bando al sito www.fast.mi.it) e vincere sino a settemila euro. HOD 77 Ecco alcune delle ricerche più interessanti sul tema della salute: la questione che la salute si basi soprattutto sull’assunzione di cibi sani, ha attirato l’attenzione di Emanuele del “Magrini” di Gemona del Friuli, sensibile agli additivi chimici contenuti negli alimenti industriali. Sara e Martina del “Beccaria” di Milano invece hanno usato il Dna per smascherare le frodi alimentari. Emanuele, Giulia e Mattia del “Malignani” di Udine hanno proposto una soluzione colorata a base d’acqua che, sciogliendosi alla temperatura prestabilita, copre il codice a barre dei surgelati non conservati correttamente impedendone così la vendita. Agnese, Federica e Alessandro, linguistico “Aristofane” di Roma, hanno evidenziato invece la funzione nel nostro organismo di radicali liberi e antiossidanti maggiormente presenti nell’olio o nel vino di produzione propria. Dall’”Angioy” di Sassari arriva la curiosa proposta di Eleonora e Luca: usare il fico d’India come coagulante vegetale nella tecnologia lattierocasearia. E Andrea, del “Cocito” di Alba, si è interessato agli sprechi alimentari dimostrando che è possibile consumare i prodotti anche oltre la data di scadenza indicata sulla confezione, senza alcun rischio. 29 Zaino mangia-smog HOD 77 30 di Giulia Chianella (1995), IIS Liceo “Quinto Ennio”, Gallipoli (Lecce) Il lavoro porta l’attenzione su uno dei problemi gravi del Pianeta: l’inquinamento transfrontaliero. Giulia propone una possibile strategia di intervento. Partendo da una rigorosa applicazione del metodo scientifico sperimentale illustra una soluzione originale, fattibile ed economica al problema della riduzione degli inquinanti atmosferici. Approfondisce le conoscenze sugli ossidi di azoto immessi nell’ambiente dalle auto dall’uso di combustibili fossili, considerando anche le modalità di diffusione con i relativi dati riguardanti le diverse zone del mondo. Ma soprattutto cerca di escogitare un modo per poter contribuire all’abbattimento di tale inquinamento. Ecco l’idea di sfruttare le nanotecnologie e realizzare sperimentalmente un prototipo di “zaino mangia-smog”, che con l’applicazione di una superficie ai nanocristalli di TiO2 (biossido di titanio) possa diminuire i danni da parte degli ossidi di azoto, trasformandoli in sostanze meno nocive grazie all’azione della fotocatalisi. Giulia ha eseguito una serie di prove sperimentali per verificare il reale abbattimento di inquinanti prodotto dalla “pastiglia”, ottenendo una percentuale di oltre il 40%. “Lo zainetto mangia-smog è un piccolo gesto di amore, un modo per far sentire la nostra voce e ribadire che tutti possiamo giocare un ruolo da protagonisti nella salvaguarda del nostro Pianeta”, dice la giovane di Gallipoli. E citando Gandhi: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Un minimo consumo energetico nel ciclo frigorifero per aiutare il mondo e diminuire il costo della bolletta di Matteo Pisano (1996), Liceo classico, scientifico e linguistico “S. G. Calasanzio” indirizzo scientifico, Carcare (Savona) I numeri parlano da soli: l’Italia, che alla fine del 2011, secondo i dati Istat, aveva circa 63,5 milioni di apparecchi tra freezer, frigoriferi e congelatori a pozzetto, sostiene un consumo annuo energetico stimato in circa 1.4 • 1010 KWh (pari a 5,6 miliardi di Euro). Il progetto, volto appunto a diminuire il consumo energetico nell’impiego di apparecchi dotati di circuito frigorifero e a diminuire il costo annuo per la loro alimentazione, consiste nel creare una macchina frigorifera alimentata per la maggior parte dallo stesso calore che emette il suo condensatore. Quest’ultimo, infatti, è inglobato in una seconda macchina termica che assorbe tale calore e lo trasforma in energia, garantendo un risparmio del 54,6%. Adottando il progetto di Matteo si risparmierebbero annualmente circa 7,6 • 109 KWh, ovvero oltre 3 miliardi di Euro. “Se con la tecnologia la nostra vita è diventata più semplice”, chiosa il giovane di Savona, “ora con la fisica diventerà meno costosa ed all’insegna del verde”. D ALLE ORIGINI AL PRESENTE E FUTURO DELLA MUSICA Festival musicale tra spiritualità e misticismo Laudetur, la popolare espressione in latino che sta per “sia lodato”, è il nome di un nuovo Festival alla sua prima edizione che si candida a diventare un prestigioso appuntamento musicale in un luogo dal forte impatto culturale e artistico: Siena. P romosso dall’Opera Metropolitana di Siena con la collaborazione di Imarts e Opera Gruppo Civita, LAUDETUR è un invito ad ascoltare musica dello Spirito all’interno di uno scenario dove le suggestioni dell’arte si mescolano tra loro, offrendo al pubblico la possibilità di avvicinarsi e di fruire di proposte musicali eterogenee, che spaziano dalla musica più propriamente sacra a quella di matrice più trascendentale e contemplativa, fino al repertorio della tradizione più classica. Il programma del Festival, articolato in quattro straordinari concerti (di cui i primi due eseguiti con successo in luglio) vuole sottolineare l’importanza della riflessione, dell’approfondimento interiore e della devozione. Intende suonare come un invito alla gioia, essere un ponte spirituale che unisce passato, presente e futuro della musica, e con essa dell’Uomo. Sabato 8 novembre alle ore 21: concerto dell‘Orchestra Sinfonica “Rinaldo Franci” diretta da Michele Manganelli. Il programma è dedicato ad uno dei geni della musica di tutti i tempi, Wolfgang Amadeus Mozart, di cui verranno lette alcune pagine tra le più alte della sua intera produzione, a partire da quella che è all’unanimità la sua sinfonia più nota, la “Sinfonia in sol minore (op. 40)”. Ingresso gratuito. Sabato 15 novembre alle ore 21: chiuderà la prima edizione del Festival il direttore d’orchestra e organista tedesco Hansjörg Albrecht, con un programma dedicato a un altro grande genio della musica, Johannes Sebastian Bach. Ingresso gratuito. Per informazioni: Call center dell’Opera del Duomo di Siena 0577 286300 • www.operaduomo.siena.it HOD 77 I prossimi appuntamenti sono l’8 e il 15 Novembre presso la Cattedrale di Siena: 31 O LIO : UNA RICCHEZZA A 360° HOD 77 32 Olea europaea: quando l’olio fa la differenza A CURA DI MARINA ROBBIANI SU CONTRIBUTO DELLA PROF.SSA ANNALISA ROMANI Grazie alla sua valenza nutrizionale e salutistica, all'attività biologica (antiossidante, antiinfiammatoria, di prevenzione delle patologie invecchiamento correlate, sino alle cancerogene), alle molteplici caratteristiche gastronomiche, dietetiche, sensoriali, l’olio extra vergine d’oliva sta vivendo un periodo di grande interesse non solo scientifico ma anche culturale, legato in particolare alle diverse varietà autoctone del territorio di appartenenza. A trainarlo ci pensa anche la riscoperta della dieta mediterranea, che sottolinea la necessità di questo tipo di olio come alimento funzionale nella prevenzione delle dilaganti “patologie dell’abbondanza”: obesità, diabete, complicanze cardiovascolari, tumori. Alimento dalle diverse sfaccettature organolettiche, ha bisogno di cura durante tutte le sue fasi produttive, dalla raccolta delle olive allo stoccaggio del prodotto finito, sino alla opportuna cultura del suo consumo sia come tale che come ingrediente di valorizzazione di tanti piatti e pietanze. Oggetto di studio in continua evoluzione nel mondo scientifico e accademico internazionale, la produzione di olio extra vergine d’oliva oltre a valorizzare pienamente sapori e odori mediterranei, si sta rapidamente espandendo verso altri settori, dal nutraceutico, al cosmetico, all'applicazione di nuove tecnologie di estrazione di biocomponenti ad uso farmaceutico e alimentare, da foglie e da scarti, fino alla multifunzionalità dell’Olea europaea L., applicabile in piattaforme che permettono di arrivare sino alla produzione di energia. Olio extra vergine d’oliva e dieta mediterranea Soprattutto negli ultimi anni, sono molteplici gli studi e le ricerche che hanno indagato sulle specifiche proprietà funzionali e salutistiche presenti nelle diverse varietà di olio d’oliva ed extra vergine d’oliva. In particolare, ne è stata riscontrata la capacità di riduzione di rischio di alcune patologie croniche (come le malattie cardiovascolari ed altre patologie invecchiamento correlate, quali ad esempio ipercolesterolemia), e la prevenzione da alcuni tipi di cancro (ad esempio del colon e del seno). Un ruolo determinante per il raggiungimento di questo risultato l’ha avuto la dieta mediterranea. Se infatti è risaputo che una buona dieta è fondamentale per la tutela della salute, il consumo di questo tipo di olio, protagonista di primo piano nella dieta mediterranea, è diventato sempre più significativo per alcuni componenti esclusivi. Oltre ai trigliceridi ricchi di acidi grassi insaturi, alcuni dei quali essenziali e con alta percentuale di acido oleico (per intenderci, quelli importanti per il “colesterolo buono”), va sottolineata una quantità relativamente alta di composti minori polari, che costituiscono meno del 3% del prodotto, alcuni con struttura secoiridoidica (che conferiscono il sapore amaro, il piccante, il carattere del carciofo e della mandorla) altri polifenolici (il più piccolo con grande potere antiossidante conferisce il dolce e la rotondità al prodotto): queste molecole dalle interessanti proprietà salutistiche, oltre a influenzare le caratteristiche organolettiche (colore, odore, sapore) e gustative dell’olio, distinguendolo dagli oli vegetali e dai grassi animali ed evidenziandone la specifica tipicità e biodiversità, ne determinano la stabilità nel tempo, la rispondenza ai parametri merceologici e di tracciabilità territoriale tanto da permettere di poter commercializzare correttamente oli extravergine di qualità e, talvolta, di riconoscere varietà provenienti da diverse regioni italiane o da diversi paesi del bacino mediterraneo. Olea europaea L., un importante antiossidante prodotto dalla natura Il crescente interesse in ambito scientifico nei confronti degli antiossidanti naturali si deve alla loro potenziale efficacia nel prevenire e contrastare gli effetti dannosi dei Carne bianca, uova, radicali liberi, veri e propri killer dell’organiformaggi e yogurt Porzioni moderate, Vino smo. A tal proposito, numerosi studi epiConsumo qualche Consumo moderato volta a settimana demiologici hanno dimostrato che il contenuto in composti polifenolici della frutta e Pesce e frutti di mare Consumo frequente, della verdura e in composti minori polari almeno due volte la settimana (CMP) dell’olio extravergine di oliva e delle Bere acqua in abbondanza olive, hanno una funzione di prevenzione Frutta, verdura, cereali (soprattutto molto importante proprio in area integrali), olio d’oliva e extra vergine d’oliva, Mediterranea; area dove, a salvaguardia fagioli, noci, legumi, semi, della salute e della longevità, esiste l’antica erbe aromatiche abitudine di assumere grandi quantità di e spezie Consumo frutta e verdura, pesce, cereali integrali, quotidiano, anche noci, possibilmente vino rosso e, per l’appiù volte al giorno punto, olio extra vergine d’oliva. L’olio extra vergine d’oliva, che si ottiene dalla lavorazione dei frutti freschi dell’Olea europaea L. (Olivo), potrebbe a questo punto essere considerato come “un succo naturale” oleoso eletto come quello di maggiore pregio tra i grassi vegetali ed animali. Oltre al fatto che oggi è lo stesso mercato a privilegiare gli alimenti ricchi di antiossidanti naturali, una serie di studi in vivo e in vitro relativi all’attività antiossidante di alcuni composti polifenolici presenti nell’Olea europaea L., hanno individuato la loro reale capacità di diminuire gli effetti negativi dello stress ossidativo. Allo stesso tempo alcune indagini effettuate su cellule umane dell’epitelio intestinale suggeriscono che una dieta a base di un olio extra vergine d’oliva ricco di fenoli, o meglio di composti minori polari (dalla potente azione antiossidante), non solo aiuta a prevenire e contrastare episodi cardiovascolari associati a infiammazione e stress ossidativo, ma abbassa il rischio di malattie gastrointestinali e di arteriosclerosi. Inoltre, recenti studi medici, fitoterapici e farmacologici hanno evidenziato particolari attività biologiche proprio per i composti minori polari dell’Olea europaea, quali: azione antiossidante ed antiaterogena, azione coronaro dilatatrice, attività anticolesterolemica ed attività ipoglicemica. Grazie a tutti questi risultati l’Olea europaea, in qualità di potente antiossidante, antiradicale e cardioprotettivo, antimicrobico e antiinfiammatorio, in grado di ritardare l’ossidazione delle LDL (“colesterolo cattivo”), convalida l’ipotesi che l’uso di olio extra vergine d’oliva abbassa le probabilità dell’insorgenza di malattie cardiovascolari. HOD 77 Carne e dolci Consumo meno frequente 33 HOD 77 34 Va comunque tenuto conto che la qualità di un olio extra vergine d’oliva varia e dipende da diversi fattori, tra cui le condizioni dei frutti e le varie fasi di coltivazione dell’olivo (le olive devono essere sane e raccolte al momento giusto di maturazione), l’estrazione dell’olio (con una serie di lavorazioni e operazioni tecnologiche eseguite nel modo corretto per garantirne la migliore qualità), la conservabilità e il confezionamento. Occorre inoltre fare particolare attenzione a quattro aspetti: materia prima (genuinità), salute (assenza di residui di sostanze estranee e tossiche), nutrizione e dietetica (un’adeguata composizione chimica adatta a soddisfare le esigenze fisiologiche del consumatore), caratteristiche organolettiche (con una composizione chimica che lo renda altrettanto gradevole all’olfatto e al gusto). Fondamentali anche le varietà e la provenienza, che rendono l’olio tipico e caratteristico di un luogo e di un’area geografica peculiare non solo per il clima e il terreno, ma per la sua storia, cultura, tradizioni. L’olio d’oliva ed extra vergine d’oliva diventa in questo modo anche un veicolo per riappropriarci delle nostre radici, dei nostri sapori e profumi territoriali, mangiar bene per star bene percorrendo opportuni itinerari gastronomici salute-benessere. Olio extra vergine d’oliva in Toscana Differenziandosi per contenuto e qualità, ciascun tipo di olio mostra differenti caratteristiche, sapori, profumi ed attività biologiche. Una volta confermato il ruolo essenziale di questo alimento nella nutrizione e nella dieta mediterranea, dove un buon olio fa la differenza rappresentando una ricca ed efficace fonte di composti bioattivi, occorre quindi conoscerne, identificarne e quantificarne le caratteristiche e i contenuti per determinarne le caratteristiche salutistiche. Così alcuni studi specifici sull’olio extra vergine d’oliva coltivato e prodotto in Toscana, in Umbria, nel Lazio e in Puglia con l’obiettivo di preservarne e migliorarne la biodiversità, ne hanno evidenziato l’alta qualità e l’elevata concentrazione di componenti naturali, biologicamente attivi. Esempi in tal senso possono essere oli provenienti da cultivar (varietà) toscane, monovarietali e non, quali ad esempio Frantoio, Leccino e Moraiolo, oli che possono oscillare da contenuti in CMP da 300 a 600 ppm di CMP; oli provenienti da aree Umbre o da varietà Pugliesi quali la Coratina, la Nocellara del Belice; Laziali quali l’Itrana, la Carboncella, la Canino, e altre prodotte con cura in regioni quali la Calabria e la Sicilia, sino alla Piqual o Arbequina, cultivar Spagnole di pregio. Un ulteriore esempio toscano a buon contenuto in CMP è l’olio extra vergine d’oliva di Seggianese, cultivar autoctona originaria della zona del Monte Amiata, dal profumo e sapore lievemente fruttati, noto anche per la sua resistenza al freddo. Alla luce di una serie di studi scientifici e clinici, è risultato un prodotto le cui caratteristiche organolettiche e attività biologiche si sono mantenute intatte per tutto il periodo di ricerca (fino a 18 mesi) senza mostrare particolari difetti. Tale studio mostra come l’olio extravergine se raccolto, prodotto e trattato con cura può essere considerato, a differenza della cultura classica, un alimento che mantiene stabilmente le peculiarità organolettiche e funzionali nell’intero suo ciclo di vita. Giusto per fare un confronto, paragonato all’olio ligure Taggiasca (varietà tardiva a basso contenuto in CMP, ricco di lignani, adatto a piatti di pesce, dai sapori e profumi delicati) si è visto che, anche grazie ad una maggiore e più significativa presenza di CMP, l’olio Seggianese evidenzia una più ricca e decisa azione antiossidante e antiradicali liberi, mentre un olio più ricco in lignani può essere pronto, se ben conservato, a garantire nella delicatezza organolettica una funzionalità fitoestrogenica ascrivibile ai composti appartenenti alla classe dei lignani. Di recente, come controprova è stato dimostrato che tutto l’olio d’oliva ed extra vergine d’oliva proveniente in particolare dalla Toscana (cv Frantoio, Leccino, Moraiolo, Leccio del Corno) è particolarmente abbondante in composti minori polari (CMP) e di oleocantale, sostanza organica naturale dalla forte attività anti-infiammatoria, tanto che uno studio di modellazione molecolare, effettuato anche da ricercatori americani, ne ha mostrato la similitudine strutturale con un antiinfiammatorio di sintesi di nome “ibuprofene”. Nello specifico, altri studi relativi all’olio extra vergine d’oliva toscano hanno provato come la sua assunzione sia in grado di inibire notevolmente la crescita di cellule tumorali del colon umano; anzi, sembrerebbe addirittura eliminarle. Uno studio “pilota” realizzato a Firenze su alcune donne in post-menopausa ha dimostrato che comparando due differenti qualità di olio (per 8 settimane di trattamento si è usato un olio a bassa concentrazione di fenoli, nelle altre 8 settimane un olio extra vergine d’oliva ad alte quantità), l’uso quotidiano di olio extra vergine d’oliva con una ricca concentrazione di fenoli, in particolare di idrossitirosolo, è in grado di ridurre il danno ossidativo anche in questa delicata fase della vita. Un dato curioso del test riguarda la presenza di casalinghe tra i 50 e i 60 anni abituate a mangiare a casa e a occuparsi della cucina per tutta la famiglia. L’obiettivo infatti era quello di creare situazioni normali di vita quotidiana, tenendo conto in particolare che l’uso di olio extra vergine d’oliva fa parte da sempre della tradizione toscana. A tal punto, che nel periodo in cui è stato chiesto alle volontarie di adoperare un olio di bassa qualità, per non “forzare la mano” con un atteggiamento considerato non etico si è deciso di sostituirlo con delle capsule di idrossitirosolo e di altri fenoli, e osservare anche così i due diversi risultati. Si è visto allora che nello stesso modo in cui una serie di lavori antecedenti aveva rimarcato la notevole biodisponibilità dell’idrossitirosolo presente nell’olio extra vergine d’oliva, le donne che avevano assunto l’idrossitirosolo direttamente da questo tipo di olio erano riuscite a contrastare più efficacemente lo stress ossidativo. Un’ulteriore scoperta questa, che potrebbe stimolare nuovi studi su differenti soggetti di entrambi i sessi e di diverse età. In altri studi direttamente sull’uomo è stata dimostrata la biodisponibilità dell’idrossitirosolo presente nell’olio, e su linee cellulari le specifiche attività fitoestrogeniche dei diversi componenti e di prevenzione nei confronti di cancro al colon. C’e quindi olio ed olio, attività ed attività, ma sempre una grande valenza nutrizionale e funzionale tanto che per pazienti cardiopatici americani e israeliani è stato addirittura progettato e brevettato un olio arricchito in una specifica molecola cardioprotettrice, dal nome epigallocatechinagallato, proveniente dal tè verde. Un alimento mediterraneo come coadiuvante sinergico delle proprietà biomediche di un noto principio attivo. È vero che l’olio extra vergine d’oliva viene considerato come un alimento unico per la salute dell’uomo, ma se prendiamo la pianta nel suo insieme constatiamo che, grazie alla quantità e qualità dei suoi composti polifenolici e di CMP, l’Olea europaea L. si presta a svariate possibilità. L’olio è sicuramente il prodotto a minor contenuto di biocomponenti pur avendo, come precedentemente descritto, enormi potenzialità per il nostro benessere, le molecole nobili, idrosolubili se ne vanno in grande quantità negli scarti di produzione o sono ben presenti nei tessuti secondari quali le foglie. Ne consegue che “il mercato dei prodotti nutraceutici, in continua espansione, ha spinto il settore farmaceutico, della nutrizione e della cosmesi a puntare su matrici naturali ricche di principi attivi, in particolare proprio su quelli di natura polifenolica”. Se nella tradizione le tisane a base di foglie di olivo venivano usate come modulatrici della pressione arteriosa, oggi sono in commercio integratori a prescrizione medica contro l’ipertensione a contenuto standardizzato in oleuropeina (principio amaro dell’olivo), sia in formulazione liquida che solida in compresse e capsule. HOD 77 Non solo alimento 35 Da un estratto della: HOD 77 36 “Piattaforma polifunzionale per la produzione di antiossidanti ed energia da scarti del settore olivicolo-oleario” a cura di A. Romani, D. Tacconi, F. Ieri, P. Pinelli - Università di Firenze, e da recenti studi riportati anche negli atti dell’International Conference of Polyphenos 2012 e 2014. Gli innumerevoli studi sulle proprietà salutistiche dell’olio di oliva e sulla sua correlazione con la minor incidenza di rischio cardiovascolare ed oncologico, hanno permesso di attribuire tali effetti al contenuto in composti polifenolici e composti minori polari (CMP), stimolando l’interesse dei ricercatori nei confronti della concentrazione di tali sostanze nei prodotti di scarto quali foglie di potatura, acque di vegetazione e sanse (la sansa è un residuo solido che rimane dopo l'estrazione dell'olio composto dalle buccette, dai residui della polpa e dai frammenti di nocciolino). In accordo con i lavori più recenti, possiamo dire che i principali composti polifenolici presenti nell’olio extra vergine e vergine di oliva sono: tirosolo ed idrossitirosolo, oleuropeina, aglicone e relativi prodotti di idrolisi e/o riarrangiamento, acidi fenolici, apigenina e luteolina, e che questi sono la minima parte del contenuto polifenolico dell’oliva che viene dilavato dalle acque reflue di frantoio, considerata la loro elevata polarità e quindi solubilità in acqua.. Al momento, gli scarti del settore olivicolo oleario rappresentano un problema di ordine economico ed ambientale, essendo destinati solo in parte a fertirrigazione ed il restante a smaltimento. I biofenoli presenti nei reflui, se da un lato sono fitotossici per l’ambiente e inibiscono i processi fermentativi per la produzione di biogas, dall’altro sono molecole ad elevato valore aggiunto per le dimostrate attività biologiche. Lo scopo del lavoro è quello di proporre un nuovo modello di va- lorizzazione, a ciclo chiuso ed integrato, dove gli scarti di settore olivicolo-oleario possano essere valorizzati per il recupero di componenti bioattivi come fase preliminare della produzione di energia. La potenziale efficacia del modello sta nell’integrazione fra innovazione e sostenibilità, sia nel recuperare scarti ad elevato contenuto in antiossidanti applicabili in campo alimentare, cosmetico e fitoterapico, sia nel poterli riprocessare per l’ottenimento di biogas ed energia da cogenerazione o la produzione di vettore termico ed energia per gassificazione. La Piattaforma polifunzionale per la produzione di estratti antiossidanti e biogas da matrici di scarto di Olea europaea L., che dopo una serie di processi (quali pre-ossidazione, centrifugazione, estrazione di biofenoli con tecnologia a membrana ed a resina, pretrattamento con colonne a piatti di separazione ed a biomassa adesa, biodigestione anaerobica e cogenerazione) consente l’ottimizzazione della resa energetica, la continuità produttiva e l’ottenimento di fertilizzanti di pregio, rappresenta così l’innovazione tecnologica rispetto a piattaforme già esistenti. La tecnologia estrattiva consente di ottenere: acqua osmotizzata, da re immettere nel ciclo produttivo; una frazione grezza valorizzabile per la produzione di biogas insieme ai sottoprodotti della fase preliminare; tre tipi di estratti differenziati dotati di diverse applicabilità. Le molecole presenti nelle frazioni a maggiore interesse biologico sono idrossitirosolo e derivati (dalle elevate proprietà antiossidanti, prevenzione del danno ossidativo derivante dall'azione dei radicali liberi, foto protezione contro le radiazioni solari; elevata attività antiossidante nei confronti di LDL umane; azione preventiva sull'insorgenza dell'aterosclerosi; azione anti-tumorale in vitro) e verbascoside e derivati (dalle elevate proprietà antinfiammatorie, antivirale, antifungina e immunomodulatoria; si riportano inoltre anche attività antineoplastiche). L’idrossitirosolo, potente antiossidante e cardioprotettivo, è il composto a maggiore attività funzionale presente nell’olio extravergine di oliva. Dai risultati ottenuti in laboratorio e dalle analisi preliminari di mercato emerge la possibilità, e al tempo stesso l’interesse, di proporre estratti da Olea europaea in grado di distinguersi rispetto ai prodotti concorrenti sia in termini di molecole presenti (per es. il verbascoside) che di concentrazione delle stesse. In particolare, da questa tipologia di estrazione possono essere ottenute tre diverse frazioni da pasta di olive realizzata da sanse bifasiche e un diverso contenuto in principi attivi proveniente da polpa di olive denocciolate. Tali frazioni costituiscono oggi la base per la formulazioni di nuovi prodotti alimentari, cosmetici e fitoterapici anche a marchio territoriale da diffondere nelle strutture ricettive ed aziende del territorio, con l’ambizione di andare a sostituire l’uso di estratti di origine non mediterranea o provenienti dalla chimica di sintesi. Sono infatti già commerciali prodotti da forno a base di carni, e bevande stabilizzati mediante l’aggiunta di frazioni antiossidanti ed antimicrobiche di tale provenienza, come specifiche linee cosmetiche e integratori alimentari. Il presente lavoro ha la potenzialità di presentare una serie di ricadute economico-ambientali di ampio profilo. Il settore olivicolo oleario è sicuramente un settore che ha ancora tanto da offrire alla qualità alimentare, alla tradizione mediterranea e allo sviluppo territoriale. Può oggi costituire una nicchia di dinamicità e trasversalità di produzione, dall’alimentare a quello della produzione di nuovi ingredienti sino al cosmetico e fitoterapico. L’aspetto innovativo della piattaforma consiste nell’applicazione di un nuovo modello di valorizzazione, a ciclo chiuso ed integrato, in grado di potenziare l’uso di scarti oleari e di altri comparti agro-industriali. Gli sviluppi di questo lavoro prevedono l’ottimizzazione di piattaforme polifunzionali non solo per aree industriali sostenibili, ma anche per il possibile utilizzo di entrambi i vettori energetici sia in aree residenziali che in aree urbane dedicate, sino a poter servire comuni di provincia di media densità. L’impianto integrato, già esistente per la produzione di biogas in Grecia ed in Spagna, è in costruzione in tre diverse zone italiane in collaborazione con attività finanziate dalle aziende di innovazione tecnologica e di produzione energetica, che assieme ed enti di ricerca pubblici, consentono e consentiranno la valorizzazione del vettore elettrico e HOD 77 Conclusioni 37 HOD 77 38 termico attraverso tecnologie di cogenerazione a biogas e di trigenerazione, progettate e personalizzate anche in ambito di progetti finanziabili dallo stesso Ministero dell’Ambiente, in recenti bandi pubblici. La parziale piattaforma di pretrattamento e estrazione di polifenoli e il loro mercato in ambito food e farmaceutico, è inoltre in progettazione e costruzione nell’ambito di attività di ricerca e sviluppo industriale in collaborazione con l’azienda Leadergy, l’Università degli Studi di Firenze (Phytolab-Polo Scientifico e Tecnologico) ed ENEA-Casaccia Roma. Lo sviluppo futuro di tale proposta è pertanto quello di conferire un sostanziale valore aggiunto ad eventuali percorsi intrapresi a livello territoriale in termini di innovazione tecnologica, sostenibilità produttiva e di tutela della qualità della vita. Bibliografia: A. Romani, A. Scardigli, F. Ieri, L. Banelli, P. Pinelli, F. Franconi “Phenolea R, new biophenolic fractions from different tissues of Olea europaea L.” International Conference of Polyphenols, Montpellier 23-27 agosto 2010. Vol. 2/T4.75, ISBN 978-2-7380-1282-1. N. Mulinacci, F. Ieri, G. Ignesti, A. Romani, M. Michelozzi, D. Creti, M. Innocenti, L. Calamai, “The freezing process helps to preserve the quality of extra virgin olive oil over time: A case study up to 18 months”. Food Research International 54 (2013) pp. 2008–2015. P. Mastrantoni, “Olio e olive delle Terre pontine”, Edizioni di Mannoccio (2011) ISBN 978-88-902542-4-6. A. Romani, A. Scardigli, L. Banelli, P. Pinelli “Cicli sostenibili ed innovativi per la produzione di nutraceutici ed energia da specie vegetali e sottoprodotti agro-industriali.” Edizioni Collana Editoriale Universitaria, (2012), pp. 107-119, ISBN 978-88-97832-00-3. P. Pinelli, C. Galardi, N. Mulinacci, F.F. Vincieri, A. Cimato, A. Romani, “Minor polar compound and fatty acid analyses in monocultivar virgin olive oils from Tuscany”. Food Chemistry 80 (2003) pp. 331–336. A. Romani, C. Lapucci, C. Cantini, F. Ieri, N. Mulinacci, F. Visioli. “Evolution of Minor Polar Compounds and Antioxidant Capacity during Storage of Bottled Extra Virgin Olive Oil”. J. Agric. Food Chem. (2007), 55, pp. 1315-1320. R.W Owen, A. Giacosa, W. E Hull, R. Haubner, G. Würtele, B. Spiegelhalder, H. Bartsch, “Olive-oil consumption and health: the possible role of antioxidants”. Review Olive-oil consumption and health, The Lancet Oncology Vol 1 (2000), pp. 107-112. A. Romani, D. Tacconi, F. Ieri, P. Pinelli, "Piattaforma Polifunzionale Per La Produzione Di Antiossidanti ed Energia da Scarti del Settore Olivicolo-Oleario". XXIV Congresso Nazionale di Scienze Merceologiche, (2009), Vol. 2, pp. 849-856, ISBN 978-88-7661-873-4. S. Alessandri, F. Ieri, A. Romani, “Minor Polar Compounds in Extra Virgin Olive Oil: Correlation between HPLC-DAD-MS and the FolinCiocalteu Spectrophotometric Method”. J. Agric. Food Chem (2014), 62 (4), pp 826-835. B. Pampaloni, C. Mavilia, S. Fabbri, A. Romani, F. Ieri, A. Tanini, F. Tonelli, M. L. Brandi, “In vitro effects of extracts of Extra Virgin Olive Oil on Human Colon Cancer Cells”. Nutrition and Cancer: An International Journal. In: XXVIth International Confernce on Polyphenols, Florence, pp. 531-532, ISBN: 9788890751103 S. Brunelleschi, A. Amoruso, C. Bardelli, A. Romani, F. Ieri, F. Franconi, “Minor Polar Compounds in Olive Oil and NF-?B Translocation”. Victor R. Preedy and Ronald Ross Watson, editors, Olives and Olive Oil in Health and Disease Prevention. Oxford: Academic Press, 2010, Chapter 117, pp. 1079-1086. ISBN: 978-0-12-374420-3. F. Franconi, R. Coinu, S. Carta, P. Ureghe, F. Ieri, N. Mulinacci, A. Romani, “Antioxidant Effect of Two Virgin Olive Oils Depends on the Concentration and Composition of Minor Polar Compounds”. J. Agric. Food Chem. (2006), 54, pp. 3121-3125. S. Brunelleschi, C. Bardelli, A. Amoruso, G. Gunella, F. Ieri, A. Romani, W. Malorni, F. Franconi, “Minor polar compounds extra-virgin olive oil extract (MPCOOE) inhibits NF-KB translocation in human monocyte/macrophages”. Pharmacological Research 56 (2007) pp. 542–549. F. Visioli, “Olive oil phenolics: where do we stand? Where should we go?”. Journal of the Science of Food and Agriculture (2012) Vol. 92, Issue 10, pp. 2017–2019. F. Visioli, F. Ieri, N. Mulinacci, F.F. Vincieri, A. Romani, “Olive-oil phenolics and health: the potential biologically properties”. Natural Product Communications (2008) Vol. 3, Issue 12, pp. 2085-2088. S. Salvini, F. Sera, D. Caruso, L. Giovannelli, F. Visioli, C. Saieva, G. Masala, M. Ceroti, V. Giovacchini, V. Pitozzi, C. Galli, A. Romani, N. Mulinacci, R. Bortolomeazzi, P. Dolara, D. Palli, “Daily consumption of a high-phenol extra-virgin olive oil reduces oxidative DNA damage in postmenopausal women”. British Journal of Nutrition (2006), 95, pp. 742–751. R ICCHI DI O MEGA 3 Semi di Chia: la forza dei guerrieri Aztechi I semi di Chia hanno alle spalle una lunga storia: insieme ad amaranto, fagioli e mais erano alla base della dieta delle popolazioni messicane, in particolar modo degli Aztechi e di altre civiltà dell’America centrale, come quella dei Maya. Ma l’importanza dei semi di Chia non era legata solo al semplice sostentamento, da questi piccoli semi gli Aztechi traevano anche la forza necessaria nelle loro battaglie, erano convinti che grazie ad essi non ci fosse pericolo di sconfitta. Il loro Impero, formato prevalentemente da città-stato, diventava sempre più vasto, l’esercito non era organizzato per eliminare definitivamente il nemico o per una conquista stabile del territorio, ma per catturare nemici da sacrificare e ottenere il pagamento di tributi. Tributi che spesso consistevano proprio in semi di Chia: 4000 tonnellate annue. La parola “chia” in lingua azteca significa forza. Non solo. Pare che in alcune occasioni i semi di Chia rappresentassero, durante le cerimonie religiose, un’offerta propiziatoria alle divinità. Proprio quest’ultimo aspetto non trovò il consenso dei Conquistadores spagnoli, che intorno al 1521 bruciarono raccolti e riserve. Come se non bastasse, Hernán Cortés (il condottiero spagnolo che conquistò il Messico e riuscì a sottomettere l’intero Impero Azteco al Regno di Spagna) ne vietò la coltivazione introducendo al loro posto frumento, orzo e carote al fine di soddisfare il fabbisogno richiesto dall’Europa. Contemporaneamente, però, fu proprio Cortés a favorirne la diffusione in Spagna volendo forse cercare di capire quanto ci fosse di vero nella credenza azteca. Fatto sta che la pianta si ambientò perfettamente al sole caldo della penisola iberica e ai terreni argillosi e alcalini. Nonostante questo ebbe inizio un lungo periodo di oblio, ed è solo grazie a piccole coltivazioni nelle montagne di Messico e Guatemala e a un programma di sviluppo tecnico, scientifico e commerciale, che i semi di Chia ricominciarono a diffondersi. Attraverso questo programma infatti, nel 1991 Colombia, Perù e Argentina del Nord proposero e suggerirono un piano di miglioramento della salute con l’introduzione nella dieta dei semi di Chia, di cui vennero sfruttate le eccellenti qualità nutrizionali. HOD 77 Un po’ di storia Diego Rivera, Il Mercato di Tlatelolco. DR.SSA SILVIA BASSANI Il loro aspetto S i tratta di semi davvero piccoli, con una colorazione che va dal grigio, quasi bianco, al nero. Sulla superficie si possono notare piccole chiazze 39 HOD 77 40 più scure e alcune vergature. Inoltre, alcune specie presentano una tonalità più simile al marrone che alla scala del grigio, mentre se i semi sono rossi significa che non hanno ancora raggiunto la piena maturazione. La Salvia hispanica, pianta dalla quale si raccolgono i semi di Chia, è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Labiatae (la stessa della Menta). Il nome Salvia comprende molte varietà e questo negli anni ha generato parecchia confusione, così da attribuire nomi diversi a quella che, in realtà, era la stessa pianta. Alla fine Linneo, nella sua classificazione, eliminò qualsiasi fraintendimento “scegliendo” Salvia hispanica tra tutte (nonostante la chiara derivazione americana). Le proprietà nutrizionali I semi di Chia sono come un piccolo scrigno contenente principi nutrizionali molto importanti che presentano tantissimi micro e macronutrienti. Sono la più pregiata e ricca fonte di Omega3 del regno vegetale. Gli Omega3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali presenti soprattutto a livello della membrana cellulare e importanti per mantenerne l’integrità (negli integratori alimentari li troviamo spesso sotto la dicitura DHA, acido decosaesaenoico ed EPA, acido eicosapentaenoico). Ogni 100 g di prodotto contiene circa 20 g di Omega3: questo li rende la più economica fonte al mondo. Sono un ottimo sostituto all’olio di pesce, rispetto al quale garanti- scono maggiore concentrazione, minor costo e nessun odore/sapore sgradevole. Molto importante è la totale assenza di metalli pesanti, spesso presenti, come inquinanti, nell’olio di pesce. Hanno un contenuto in olio del 30% (il cui 64% è costituito da Omega3). Contengono calcio, manganese e fosforo, sono ricchi di fibre e vitamine e hanno potere antiossidante. Le fibre presenti sono solubili: mettendo un cucchiaino di semi in un bicchiere d’acqua e lasciandolo riposare per mezz’ora, si può verificare che i semi scompaiono e si forma una gelatina abbastanza densa. La qual cosa riproduce esattamente quello che avviene nello stomaco quando si consumano alimenti contenenti questo tipo di fibre (note come mucillagini). Il gel crea una barriera tra carboidrati ed enzimi digestivi deputati alla loro scomposizione, rallentando così la trasformazione dei carboidrati stessi in zuccheri. Questo rallentamento offre benefici ai diabetici, aiuta a combattere la resistenza all’insulina ma regola anche i picchi metabolici degli zuccheri generati prolungando la durata degli effetti energetici. Nei semi di Chia è presente un altissimo contenuto in vitamine e sali minerali: possiamo trovare al loro interno quasi tutti gli amminoacidi presenti in natura, compresi quelli essenziali (cioè quelli che devono essere necessariamente inseriti con la dieta perché il nostro organismo non è in grado di produrre). Tra i presenti c’è il triptofano: importante perché, essendo il precursore della serotonina, aiuta a regolare l’appetito e il tono dell’umore. Alcuni studi su pazienti diabetici hanno dimostrato che i semi di Chia migliorano la pressione sanguigna, aumentano il colesterolo sano riducendo quello totale, il colesterolo cattivo e i trigliceridi. I benefici per la salute conseguenti all’assunzione dei semi di Chia sono di così vasta entità da classificarli tra i primi 10 super alimenti al mondo. Come utilizzarli S Forse i semi di Chia non hanno il potere magico che gli Aztechi gli attribuivano ma, razionalizzando, si può pensare che la forza che riuscivano a dare ai guerrieri in battaglia fosse reale, da attribuire alle loro speciali doti nutritive. Un aiuto anche per i più piccoli Gli Omega3 favoriscono la concentrazione, migliorano la vista dei bambini impegnati con i compiti per molte ore, e sono necessari per il buon funzionamento della corteccia cerebrale, porzione dove hanno sede importanti funzioni come il ragionamento e la capacità mnemonica. HOD 77 Non contengono glutine, possono quindi essere assunti anche da chi soffre di celiachia. D. Rivera e F. Kahlo, Venditrice di calle. ono altamente assimilabili. Possono essere aggiunti direttamente, o una volta tostati, a insalate, latte, yogurt, bevande, frullati e centrifugati. Inoltre, mentre ad esempio i semi di lino devono essere macinati prima del consumo, quelli di Chia possono essere assunti anche interi. Dai semi di Chia può anche essere ricavata una farina utile per ottenere muffin, dolcetti, pane e piadine. Anche la gelatina che si forma quando vengono immersi in acqua può essere impiegata in svariate ricette, soprattutto in campo dolciario. I semi di Chia hanno un gusto molto delicato, che non va ad alterare quello dei piatti a cui vengono aggiunti: distribuiscono ma non diluiscono i sapori che amiamo. E si possono conservare per anni senza che vi sia alcun deterioramento per quanto riguarda odore, sapore e valore nutritivo. 41 ÈFFLORA “il confetto buono” PRIVO DI LATTOSIO DAL BUON SAPORE DI CIOCCOLATO MASTICABILE • PER ADULTI E BAMBINI Usalo in caso di alterazioni della flora intestinale conseguenti a: - stipsi - gonfiori - diarrea - alimentazione scorretta - antibiotici - intolleranze alimentari ÈFFLORA contiene • VITAMINA D 3: è indispensabile per l’assorbimento del calcio nell’intestino. Questo minerale è fondamentale per lo sviluppo scheletrico durante l’infanzia e per il mantenimento di ossa sane e forti in età adulta, soprattutto in allattamento e menopausa. ÈFFLORA originale • VITAMINA C : è attiva nella produzione degli anticorpi e rafforza la funzione immu- nelle migliori farmacie nitaria, aumentando la resistenza dell’organismo alle malattie infettive; inoltre rafforza i capillari, migliorando la microcircolazione. distribuito da Viprof. 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Questo consente all’organismo di purificarsi, adattandosi alle nuove condizioni senza essere gravato da inutili accumuli di tossine, che affaticano e tolgono energie. I processi di depurazione avvengono fisiologicamente all’interno del nostro organismo e sono responsabili del nostro benessere. Fegato, reni, intestino e pelle sono gli organi che hanno la funzione di eliminare le tossine e le sostanze in eccesso. Per aiutare l’organismo a depurarsi naturalmente, il Laboratorio Farmaceutico A. Sella di Schio ha realizzato TONOREX DEPURATIVO 9 ERBE PIÙ ALOE. Oggi è pronto anche nella nuova versione da 500 ml, che consente di realizzare un intero ciclo depurativo. TONOREX DEPURATIVO 9 ERBE PIÙ ALOE si caratterizza per la sua elevata concentrazione di estratti erboristici in grado di favorire i fisiologici processi di depurazione dell’organismo. 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