RETROFIT TECNOLOGICO E RENDIMENTO
ENERGETICO DEGLI EDIFICI
Alessandro Claudi de Saint Mihiel
Univerità degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica
ABSTRACT: Technology retrofit interventions, combining innovation and attention to renovation
and energy performance issues, represent an innovative driver for the economic recovery of the
construction industry. These goals can be pursued through the use of innovative technologies aimed at
"updating" the buildings with adjustment and improvement integrated measures, as well as with the
performance increase and the "modernization" of the existing buildings.
Energy performance of buildings - technology retrofit – technology innovation
Come è noto, il settore delle costruzioni contribuisce per circa il 10% alla produzione del prodotto
interno lordo del nostro paese, influendo in modo significativo sui consumi energetici che risultano
essere particolarmente rilevanti per la “bolletta energetica”. In particolare, i dati relativi al settore
edilizio sono abbastanza omogenei per i paesi maggiormente industrializzati dell’Unione Europea e
determinano una preoccupazione sulla tendenza alla crescita dei consumi. Il 40% della domanda
energetica europea è infatti dovuta ai consumi del settore edilizio e, secondo stime recenti, in Italia
la percentuale sale fino al 45%.
Da tale premessa emerge come i diversi attori che operano nell’ambito del processo edilizio
debbano perseguire una necessaria condizione di equilibrio tra ambiente e manufatti edilizi, senza
più prescindere dall’attenzione nei confronti delle problematiche energetiche che rappresentano uno
snodo cruciale per gli interventi di nuova edificazione e nella rigenerazione e riqualificazione del
patrimonio edilizio esistente. La crescente attenzione alle istanze della sostenibilità ambientale è
esplicitata attraverso un preciso quadro legislativo mirato a stimolare la ripresa del mercato edilizio
in un’ottica di rendimento energetico. Esiste dunque una questione energetica legata all’edilizia, da
affrontare con approcci innovativi nelle varie fasi del processo edilizio, poiché gli oneri di gestione
energetica lungo il ciclo di vita utile derivano in larga parte dalla qualità progettuale ed esecutiva in
relazione all’uso e al consumo delle risorse.
Gli attuali ed i futuri indirizzi normativi nazionali prefigurano un necessario allineamento ai
provvedimenti legislativi comunitari. In particolare, la Direttiva 2010/31/UE del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, entrata in vigore il 9 luglio 2010, inquadra in maniera
puntuale gli obiettivi da raggiungere entro il 2020 da parte di tutti i paesi dell’Unione. L’intento è
quello di predisporre interventi più concreti al fine di realizzare il grande potenziale di risparmio
energetico nell’edilizia, riducendo l’ampio divario tra i risultati dei diversi Stati membri. Nella
nuova Direttiva, che sostituirà la 2002/91/CE, si delinea uno scenario in cui, entro il 31 dicembre
2020, oltre a misure relative agli edifici di nuova costruzione, sarà obbligatorio migliorare le
prestazioni energetiche per gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti e soddisfare i
requisiti minimi previsti per quanto tecnicamente, funzionalmente ed economicamente fattibile.
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Sostanziale sarà verificare come le leggi specifiche di ogni paese sappiano allinearsi alla Direttiva
UE e comprendere quali possano essere le implicazioni positive sulle operazioni di retrofit che, se
attuate con tecnologie innovative in grado di determinare migliori prestazioni o non presenti
originariamente, incideranno notevolmente sul rendimento energetico degli edifici. In tal senso, le
azioni di retrofit energetico si collocano positivamente all’interno di una politica di possibile
rilancio del settore edilizio alla luce dei nuovi scenari che si delineeranno come via di uscita
dall’attuale crisi economica.
Le considerazioni sulle possibilità di sviluppo di un nuovo ciclo edilizio, il settimo, vedono
assumere un ruolo centrale alla tematica dell’innovazione tecnologica abbinata alla riqualificazione
e alla questione energetica. Secondo il 18° Rapporto Congiunturale e Previsionale del Mercato delle
Costruzioni del CRESME, l’avvio del nuovo ciclo edilizio appare infatti legato a tre fattori
principali. Il primo riguarda la capacità del “PianoCasa 2” di incidere come volano sul mercato
delle nuove costruzioni residenziali, anche in sinergia con i programmi di housing sociale, mentre il
secondo attiene alla effettiva erogazione dei finanziamenti statali alle opere pubbliche. Il terzo
fattore è rappresentato dal ritmo con cui crescerà il mercato della riqualificazione del patrimonio
esistente che costituisce nel breve periodo la principale opportunità per il rilancio del mercato delle
costruzioni. Lo scenario elaborato dal CRESME attribuisce infatti alla riqualificazione un ruolo di
traino nel prossimo ciclo edilizio, come è avvenuto negli anni ’80 e soprattutto nella prima metà
degli anni ’90. Già nel 2010 l’attività di manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente si
è rivelata la vera “ancora di salvataggio” del mercato delle costruzioni. Allo stesso modo, le
indagini effettuate da parte dell’ANCE fanno rilevare come il comparto edilizio e, in particolar
modo quello residenziale, abbia subito un brusco rallentamento nel triennio 2008-2010 pari
all’8,9%, in cui gli investimenti in nuove abitazioni hanno segnato un -18,8%, mentre gli interventi
legati al recupero sono rimasti sostanzialmente stazionari, sostenuti da iniziative quali le
agevolazioni fiscali.
Gli interventi di riqualificazione del costruito, con particolare riferimento a quelli finalizzati al
rendimento energetico degli edifici, costituiscono una delle azioni con cui si sta sostenendo il
settore dell’edilizia, al fine di contribuire al rilancio dell’economia nazionale. Di rilevante portata
sono le detrazioni fiscali del 36% per le ristrutturazioni, nonché gli eco-incentivi per gli interventi di
riqualificazione energetica al fine del miglioramento del rendimento energetico e della riduzione
delle dispersioni termiche. In tal senso, la Legge di Stabilità, approvata di recente alla Camera, che
ha sostituito la Finanziaria e che è parte, insieme alla legge di bilancio, della manovra di finanza
pubblica prevista su base triennale, protrae fino al 31 dicembre 2011 la validità della normativa
sulle detrazioni Irpef del 55%, consentendo un maggior lasso temporale a chi voglia effettuare
interventi di miglioramento energetico degli edifici (isolamento termico degli involucri esterni,
messa in posa di infissi isolanti, impianto di caldaie a condensazione e pannelli solari). Interessanti
sono, infine, le potenzialità offerte dal nuovo conto energia 2011-2013 (DM del 6.8.2010) che
entrerà in vigore il 31 dicembre 2010, sostituendo l’attuale regime di incentivazione per il
fotovoltaico. Il DM fissa a 8.000 MW l’obiettivo nazionale della potenza da installare entro il 2020
e introduce la categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative” che
beneficeranno di tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza) più alte rispetto alle altre due
tipologie.
Da questi dati emerge come il problema dei consumi energetici degli edifici riguardi non solo quelli
di nuova costruzione - ormai oggetto di una normativa abbastanza stringente che impone elevati
standard di isolamento, di inerzia termica, di rendimento degli impianti di climatizzazione e di
fabbisogno energetico complessivo - ma soprattutto il patrimonio edilizio esistente, che in Italia
conta circa 27 milioni di abitazioni.
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Gli edifici esistenti sono spesso connotati da consistenti fenomeni di obsolescenza fisica e
funzionale e da decadimenti o inadeguatezze prestazionali, che richiedono interventi di ripristino, di
manutenzione migliorativa o di adeguamento a standard più aderenti alle esigenze attuali, fra cui
vanno annoverate quelle relative al rendimento energetico. La riqualificazione può indurre un
impulso capace di favorire lo sviluppo sostenibile avendo come obiettivi l’ottimizzazione dei
consumi, la riduzione degli sprechi e la limitazione delle emissioni climalteranti nell’atmosfera. In
tal senso, le azioni e gli interventi di retrofit tecnologico, coniugando innovazione e attenzione agli
aspetti del recupero e del rendimento energetico, costituiscono un innovativo driver su cui puntare
per la ripresa economica nel settore delle costruzioni, contribuendo a migliorare la qualità del
patrimonio edilizio esistente e le condizioni di benessere e di salute degli abitanti. Tali obiettivi
sono perseguibili grazie all’utilizzo di tecnologie innovative finalizzate ad “aggiornare” gli edifici
attraverso interventi integrati di adeguamento e miglioramento, oltre che con l’incremento
prestazionale e la "modernizzazione" dell’esistente, vista come attualizzazione dei manufatti a
nuove esigenze di carattere sociale, economico e ambientale.
Si orientano al campo del retrofit anche gli interventi di manutenzione migliorativa, come per
esempio la realizzazione di sistemi per il riuso delle acque piovane o la semplice sostituzione di
infissi, l’applicazione di intonaci termici o di intonaci deumidificanti. In generale tali interventi di
aggiornamento e retrofit sono finalizzati a ridurre gli sprechi, a “mettere a norma” gli edifici, ad
evitare fenomeni di obsolescenza che porterebbero a ripercussioni sul rendimento energetico quali
ponti termici, distacchi, condense, muffe.
E’ infine necessario distinguere tra interventi di retrofit mirati alla riqualificazione di edifici
appartenenti a un’edilizia diffusa, di bassa qualità, rispetto ad altri che riguardano manufatti di
valore architettonico. Se per gli interventi di basso livello qualitativo può essere perseguita anche
una strada di rimodellazione che aiuti a introdurre qualità urbane ed edilizie originariamente non
possedute, per i singoli edifici e per gli interventi che siano espressione di sperimentazione e ricerca
d’autore è necessario definire altri obiettivi. Per essi si tratta di conciliare la salvaguardia dei
caratteri tipologici, architettonici, costruttivi e ambientali con le più opportune strategie
d’intervento, sia per contrastare i fenomeni di degrado, sia per attivare il necessario
adeguamento/miglioramento rispetto alle attuali esigenze di vivibilità attraverso interventi necessari
a contrastare decadimenti prestazionali e guasti.
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Nelle immagini che seguono è evidenziato l’intervento di retrofit energetico per l’edificio londinese
a Great Sutton Street sede dello studio John Thompson & Partners che, con questo progetto, si è
aggiudicato il Green Business Awards 2010.
L’intervento, che mira a ridurre i consumi energetici in fase di esercizio con l’impiego di sistemi
fotovoltaici e solari termici, si contraddistingue per l’integrazione architettonica con l’esistente. La
nuova configurazione della facciata risponde adeguatamente in termini prestazionali alle istanze
della sostenibilità ambientale e rappresenta un esempio efficace di come si possa “aggiornare” il
costruito attraverso l’utilizzo di tecnologie, materiali e tecniche innovative mantenendo la
riconoscibilità dei manufatti preesistenti (foto di S. Russo Ermolli).
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