approfondimento: morire di fatica: cosa si nasconde dietro a un prezzo troppo basso
bio & the city: buone cose per Natale
il gesto quotidiano: molto più che farina e acqua
notizie dalla Fattoria Di Vaira: vino Quotidiano da uve biodinamiche
numero 4
novembre/dicembre 2015
COD 1000
Le Terre di Ecor
un impegno
per la biodiversità
1
sommario
3
editoriale
biologico: ma quanto
mi costi?
5
6
news dal mondo bio
le storie de Le Terre di Ecor
un impegno
per la biodiversità
10 dall’orto con amore
castagne o marroni?
12 la qualità risponde
13 approfondimento
WWoof: esperienza
di convivialità e vita
rurale
14 azienda del mese
Rapunzel Naturkost
16 il gesto quotidiano
molto più che farina
e acqua
19 il lunario
20 notizie dalla Fattoria Di Vaira
vino Quotidiano
da uve biodinamiche
22 approfondimento
morire di fatica: cosa si
nasconde dietro a un
prezzo troppo basso
25 perché ho scelto bio
Monica Priore:
volando sulle
onde della vita
26 scelti e assaggiati
incontriamoci a Thiene
28 notizie dai negozi
regala il benessere
bio, con la Gift
Card NaturaSì
29 homemade in cucina
pan di festa
30 oggi in cucina
zuppa di Miso con
Udon e alga Wakame
32 approfondimento
osservare il riposo
invernale della terra,
capire se stessi
35 l’esperto in cucina
i piatti delle feste
36 oggi in cucina
con lo chef Martino Beria
polpettine delle feste
38 bio & the city
buone cose per Natale
40 consigli per orto e terrazzo
novembre e dicembre:
quali lavori nell’orto?
42 salute e benessere
inverno e difese
immunitarie
44 green generation
happy family
in viaggio
46 l’angolo dei bambini
albero di Natale
in pannolenci
47 davanti allo scaffale
le farine
48 l’angolo degli animali
ma il cappottino
è necessario?
Editore:
EcorNaturaSì SpA
via De Besi 20/c (Vr)
tel 0458918611
www.naturasi.it
[email protected]
Direttore responsabile:
Luigi Speri
Redazione
e realizzazione grafica:
Ecocomunicazione.it, progetti
di comunicazione ecologica
Art Direction:
www.metalli-lindberg.com
Stampato da Mediaprint (Vr)
su carta ecologica riciclata
con inchiostri a base vegetale
Pubblicazione bimestrale
registrata presso il Tribunale
di Verona in data 30/12/2003
n. 1575
49 Baule Volante
il biologico fatto da te
50 news dal mondo bio
ALCE NERO BABY.
GENERAZIONE BIO
alcenerobaby.com
100% biologica
italiani
100% ingredienti
Italia
100% prodottA in
*Alimenti per l’infanzia a norma del D.P.R. n°128 del 7 aprile 1999
AD ECCEZIONE DELL’ OLIO EXTRAVERGINE Di OLIVA E DELLA CAMOMILLA
2
editoriale
chi siamo
biologico:
ma quanto
mi costi?
Capita a tanti di provare l’impulso di
un’azione forte, eclatante e concreta, per
sentirsi meno impotenti di fronte a certi
accadimenti e combattere le ingiustizie.
Ma, da soli, non si sa da dove cominciare e
dopo poco la tranquilla routine quotidiana
addomestica completamente questo risveglio del “combattente” che è in noi.
Se decidiamo di uscire dal nostro
guscio, condividendo con altre persone
pensieri, speranze e utopie, è più facile
diventare insieme protagonisti di un rinnovamento: attraverso piccoli gesti personali è possibile costruire un progetto più
ampio, forse meno bellicoso e travolgente,
anche se sicuramente efficace e duraturo
nel tempo.
A volte, infatti, è sufficiente mettere
in circolo una singola idea, una scelta
personale o un esempio concreto per diffondere un “contagio” positivo e provocare
un cambiamento epocale. Si è da poco
concluso l’Expo 2015, e con sé ha portato
anche il suo slogan: nutrire il pianeta,
energia per la vita. Un fiume di parole su
alimentazione, ambiente e futuro dell’uomo ha attraversato per diversi mesi la
quotidianità di ognuno, senza riuscire a
impedire, purtroppo, le consuete situazioni estive di sfruttamento e degrado della
manodopera agricola nelle campagne
italiane. Ma sicuramente ha contribuito a
creare maggiore consapevolezza su come e
da chi viene coltivata la terra.
Però, nonostante restiamo scandalizzati da immagini che raccontano di caporalati, abusi e lucri perpetuati sulla vita di
tante persone, siamo, talvolta, disposti a
pagare un prezzo, che percepiamo essere
troppo basso, per quanto mettiamo in
tavola: dalla passata di pomodoro, all’uva,
all’olio extravergine d’oliva e alle arance,
tanto per fare qualche esempio e adeguarci alla stagionalità. Spesso si cerca l’olio
migliore e più costoso per la propria auto
ma non si fa lo stesso per quello da mettere sull’insalata, reclamizzato a costi esageratamente ribassati. (Proprio a questo
proposito abbiamo inserito nel nostro magazine un interessante articolo dal titolo
“morire di fatica: cosa si nasconde dietro
a un prezzo troppo basso” scritto da Fabio
Brescacin, Presidente di EcorNaturaSì.
n.d.r.). In questo contesto io, singolo individuo, ma anche parte di una collettività
di uomini, ho il grande potere di scegliere
da che parte stare: sostenere il mondo
agricolo o saccheggiare risorse umane e
ambientali? Un nuovo approccio di relazione economica, cosciente e responsabile
tra produttori, consumatori e negozianti
è possibile, realizzabile e condivisibile?
La Vita sulla Terra è un immenso bene
comune: coloro che la custodiscono sono
gli agricoltori biologici e biodinamici
perché credono che la terra e gli uomini
vadano rispettati per continuare a donare
alimenti che sono fonte di nutrimento e
vita per tutti gli esseri viventi. Quindi, a
questo punto, anche fare la spesa diventa
un gesto completo, ricco di significati, non
immediatamente visibili, ma che possono
portare a un cambiamento effettivo.
Acquistare prodotti biologici legati alla
filiera Ecor, quindi, non è solo scegliere
per sé e per le persone a noi care un cibo
buono ottenuto senza sostanze chimiche
di sintesi e organismi geneticamente
modificati, ma è anche contribuire attivamente a sostenere un modo diverso di fare
agricoltura. Con quest’azione quotidiana
possiamo dare il nostro appoggio a un
metodo agricolo fonte di vita, che lotta
per mantenere un suolo vivo e fertile e un
ambiente pulito, che difende la biodiversità, che si prende cura degli esseri viventi,
animali e uomo, proteggendo la salute di
chi coltiva e di chi mangia (o non mangia
ancora) biologico e garantendo un “prezzo
giusto” a chi lavora la terra. Decidere che
cosa mangiare è un’impresa importante,
una libera scelta che ci aiuta a pensare da
protagonisti e in maniera non passiva al
futuro. Contagiamo con questo pensiero il
nuovo anno che arriva: sarà sicuramente
un’azione rivoluzionaria.
Buona lettura e un augurio sincero
di Buone Feste.
la redazione:
Giò Gaeta
Silvia Valentini
Sophie Meneghelli
Valeria Turolla
hanno collaborato a questo numero:
Serena Federici
di Ecocomunicazione
progetti di comunicazione ecologica,
per l’impaginazione
Riccardo Astolfi
appassionato di pane e prodotti biologici,
per la rubrica Il Gesto Quotidiano
Elena Meglioranzi
per la rubrica Davanti allo scaffale
Chiara Frascari
per la rubrica Homemade in cucina
Antonella Carteri
medico veterinario, per la rubrica
L’angolo degli animali
Carlo Triarico
presidente dell’Associazione
per l’Agricoltura Biodinamica e direttore
di APAB, per la rubrica Approfondimento
di p. 32
Paolo Pistis
esperto di agricoltura biodinamica,
per la rubrica Consigli per orto e terrazzo
Filippo Zaccaria
presidente dell’associazione La Biolca,
autore del Lunario
Fabio Brescacin
presidente di EcorNaturaSì,
per la rubrica Approfondimento di p. 22
Sabrina Scicchitano
fotografa e food stylist
per la rubrica Oggi in cucina di p. 30
Serena Gallorini
fotografa
Associazione Disanapianta
per la ricetta della rubrica
Dall’orto con amore
Martino Beria
chef e co-fondatore
de lacucinavegetariana.it, per le foto
e i testi della rubrica Oggi in cucina
di p. 36
Isa Grassano
per l’intervista di Perché ho scelto bio
Mediaprint
per la stampa
Grazie anche a tutte le persone che,
donandoci il racconto della loro storia,
hanno contribuito a rendere ancora più
autentico e reale il nostro magazine.
Ringraziamo inoltre Lidia Gaeta per il suo
supporto.
Giò Gaeta
3
anteprima
vino Quotidiano
da uve biodinamiche
In questo numero a cavallo tra l’autunno
e l’inverno, abbiamo scelto di parlarvi del
vino Quotidiano della Fattoria Di Vaira,
raccontandovi come le uve biodinamiche
coltivate nei vigneti di Petacciato si trasformano in un ottimo vino...
un impegno per la biodiversità
In questo ultimo numero del 2015, il nostro viaggio alla scoperta degli agricoltori de Le
Terre di Ecor ci ha portato verso l’Italia meridionale: prima ci siamo fermati in Molise, a
Petacciato (CB), dove si trova la Fattoria Di Vaira...
a pagina 20
a pagina 6
happy family
in viaggio
pan di festa
Vi regaliamo un pane speciale, perfetto
da condividere sulla tavola delle feste...
aromatico e colorato.
osservare il riposo
invernale della terra,
capire se stessi
a pagina 29
a pagina 32
Questo magazine è stato
stampato su carta Eural Offset
riciclata 100% FSC®. Utilizzando
Eural Offset rispetto ad una carta
non riciclata, l’impatto ambientale
sarà ridotto di: 36.249 kg di rifiuti,
8.687 kg CO2, 86.869 km percorsi
4
Matteo Sebastien Bellet Grava ha occhi
grandi, con uno sguardo pulito e curioso
che esprime perfettamente il suo atteggiamento verso la vita e il suo desiderio
di viverla viaggiando alla scoperta dell’altro, del mondo, di quello che c’è sotto la
superficie delle cose.
a pagina 44
mediamente da una macchina europea,
889.299 litri d’acqua, 111.516
kWh di energia, 58.894 kg di legno
(Fonti: La valutazione dell’impronta
carbonio è realizzata da Labelia
Conseil conformemente al metodologia
Bilan Carbone®. I calcoli vengono
da un paragone tra la carta riciclata
considerata ed una carta a fibre vergini
secondo gli ultimi dati disponibili
dell’European Bref (per la carta a fibre
vergini). I risultati ottenuti sono generati
da informazioni tecniche e sono
soggetti a modifica).
news dal mondo bio
Fino al 31 gennaio 2016 continua, nei
negozi aderenti, l’iniziativa Bio per Tutti: potete scegliere tra oltre 40 prodotti,
proposti a un prezzo basso e costante
per tutto l’anno grazie a una selezione
di referenze che comprende sia prodotti
confezionati che ortofrutta.
i Quaderni di Valore
Alimentare
Chiedi al tuo negoziante di fiducia
i Quaderni di Valore Alimentare, la
collana di monografie proposta dalla
rivista online per dare ancora più
rilievo ai temi su cui Valore Alimentare
è specializzata. Oltre ai due titoli a cura
del dottor Matteo Giannattasio, “Gravidanza e Alimentazione: nutrire anima
e corpo con cibo di qualità” e “Allergie
e Intolleranze Alimentari: i consigli, le
diete e il cibo di qualità”, della collana
fa parte anche l’ultimo nato “Viaggio
all’origine del cibo per un’alimentazione di qualità”, scritto da diversi autori
della rivista online.
valore alimentare
i quaderni
viaggio all’origine
del cibo
per un’alimentazione di qualità
Autori 7ari
Associazione
Disanapianta:
i corsi dell’autunno
2015
in evidenza
Forno Stria: pane bio
a pasta madre!
C’è un odore, nel centro di Reggio Emilia,
che entra dalle narici e va dritto al cuore.
È il profumo del pane, un pane speciale,
che lievita, matura e cuoce come una carezza, un gesto di cura, un atto d’amore.
Stria è un posto un po’ magico, un forno
unico - non ce n’è un altro così: biologico
in tutto, utilizza farine preferibilmente
integrali, che derivano da grani antichi,
macinati a pietra, e ingredienti a km zero,
nessuno di origine animale. Legni chiari,
legni scuri, ferro per l’arredamento. E poi
il laboratorio a vista, e, soprattutto, il pane
a pasta madre: ogni cosa, a Stria, parla di
Biscotti sani e naturali:
corso di un pomeriggio,
con degustazione.
Sabato 5 dicembre 2015
Per ulteriori informazioni sugli orari, i
costi, le modalità di iscrizione e il luogo
di svolgimento dei corsi, visita il sito
www.disanapianta.net
Argonauti Camp
Verdure di stagione:
corso in due serate con cena.
Martedì 3 novembre 2015
Venerdì 6 novembre 2015
EcorNaturaSì ha partecipato alla prima
edizione dell’Argonauti Camp, iniziativa
promossa dall’Associazione Sportiva
Dilettantistica Argonauti a San Paolo
D’Argon (Bg) per promuovere i valori
dello sport e di una vita sana. Dal 31
agosto al 4 settembre 45 bambini dai 7 ai
13 anni hanno trascorso una settimana
all’insegna della creatività e del divertimento. EcorNaturaSì ha fornito a tutti
i partecipanti una gustosa merenda a
base di frutta biologica.
Menù settimanale:
corso in due serate con cena.
Martedì 11 novembre 2015
Mercoledì 12 novembre 2015
la settimana
del baratto
Torte sane e naturali:
corso di un pomeriggio,
con degustazione.
Sabato 28 novembre 2015
Giunta quest’anno alla settima edizione, la Settimana del Baratto si svolgerà
dal 16 al 22 novembre 2015. Offrirà la
possibilità di vivere una vacanza alter-
Continuano i corsi dell’associazione
Disanapianta di Reggio Emilia.
Questi i prossimi appuntamenti:
lavoro artigiano, di mani che impastano,
che sanno attendere, che creano cibo buono non solo per il palato, ma anche per la
Terra, per i suoi figli, per il suo futuro.
Forno Stria è in viale Isonzo, 48
Reggio Emilia
aperto dal martedì al sabato,
dalle 7.30 alle 14.30
messaggio promozionale
Bio per tutti
nativa fatta di contatti umani, scambi
di esperienze e professionalità tornando
alle origini dell’ospitalità e della riconoscenza. I bed and breakfast che aderiranno all’iniziativa baratteranno infatti
il soggiorno in cambio di beni
o servizi.
Per ulteriori informazioni visita il portale www.bed-and-breakfast.it
a Bolzano, Biolife
Biolife, la fiera dell’eccellenza regionale
biologica, torna anche quest’anno, dal
19 al 22 novembre, a Bolzano. Sapori
e profumi, salute, sostenibilità: per
quattro giorni Bolzano diventa capitale
della coltivazione biologica regionale
d’eccellenza, raccogliendo oltre duemila
prodotti biologici certificati provenienti da tutta Italia e ospitando incontri
culturali, occasioni di formazione e confronti dedicati a consumatori e produttori. Continua anche in questa edizione
la combinazione con Nutrisan, fiera per
le intolleranze alimentari e la corretta
alimentazione.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti su orari, costi e programma visita
il sito www.biolife.it
5
le storie de
Le Terre di Ecor
®
#perunaterrafertile
un impegno
per la biodiversità
6
Nella pagina di destra
una foto di gruppo
della Fattoria Di Vaira.
In questa pagina
altre immagini della
Fattoria: in senso
orario le olive, il lavoro
in campo e il momento
del “cerchio” durante il
quale si organizzano
le attività della
giornata.
In questo ultimo numero del 2015, il
nostro viaggio alla scoperta degli agricoltori de Le Terre di Ecor ci ha portato
verso l’Italia meridionale: prima ci siamo
fermati in Molise, a Petacciato (CB), dove
si trova la Fattoria Di Vaira, cui dedichiamo anche la consueta rubrica di pagina
20, e poi a Montescaglioso, in provincia
di Matera, dove si trova l’azienda agricola
Brio Mazziotta.
Fattoria Di Vaira
Della Fattoria Di Vaira abbiamo parlato in
ogni numero della nostra rivista. A 8 anni
da quando EcorNaturaSì ne ha assunto la
gestione, è il momento di fare un bilancio.
Il tempo trascorso è stato abbastanza
lungo da permettere a una realtà agricola
di tararsi e di conoscere meglio il proprio
terreno: si possono dunque tirare le somme sui passi finora compiuti. La Fattoria
Di Vaira si estende per oltre 500 ettari tra
le campagne di Petacciato, in Molise, a
pochi chilometri dal mare. Qui si è scelto
di adottare il metodo biodinamico (l’azienda è certificata Demeter) quale “atto
di volontà”. Come spiega Paola Santi, che è
la responsabile dell’azienda agricola, “per
perseguire determinati obiettivi, come
falciare al momento giusto, scegliere il
preparato giusto e usarlo in un determinato modo, devo compiere un atto di volontà.
Posso fare le cose in mille modi diversi,
per farle proprio in questa maniera serve
una forte coscienza. In questi anni”, continua Paola, “l’azienda ha definito meglio la
sua struttura, razionalizzando le attività.
Si comincia dalle persone che, sempre
più parte di questo progetto, si sentono
ora maggiormente in grado di capire le
pratiche utilizzate e sono contente degli
obiettivi raggiunti tutti insieme”. Racconta: “quando siamo andati in negozio, i
ragazzi, abituati al nostro piccolo spaccio
aziendale, sono rimasti strabiliati: hanno
colto il compimento, il senso e l’importanza del loro lavoro”.
La migliore organizzazione dell’azienda
ha significato anche la riorganizzazione
dell’allevamento bovino che ha comportato il passaggio decisivo dell’alimentazione
degli animali con fieno e foraggio fresco.
La stalla è fondamentale per l’azienda.
Spiega Paola: “avere le vacche in azienda a
volte viene visto come un peso: si vedono
aziende biologiche che curano le rotazioni,
ma senza animali. È un peccato, perché la
biodinamica aiuta tantissimo il processo
di fertilità e perché i fieni aiutano una
buona rotazione”. Anche dal punto di vista
della coltivazione, i risultati di 8 anni di
biodinamica si vedono: c’è stato un sensibile miglioramento sia per gli ortaggi che
per le vigne. Vengono fatti sovesci e sfalci
nei momenti opportuni, viene utilizzata
la rotazione in modo da migliorare la
struttura dei campi, si sono affinate le tecniche. Ovviamente si utilizzano i preparati
biodinamici: da quest’anno si è iniziato a
utilizzare il preparato 500 (cornoletame)
pure in fertirrigazione, così da impiegarlo
anche durante il periodo estivo (finora
non era possibile per il troppo caldo).
L’utilizzo dei preparati e tutta una serie di
accortezze stanno diventando patrimonio
dell’azienda. Negli anni, alla Di Vaira si è
ridotto al minimo l’uso dei mezzi tecnici,
ma anche di alcune pratiche impiegate
nell’agricoltura convenzionale: per esempio, non si ara più e gli ortaggi vengono
lavorati con la vangatrice. Tutto questo
tutela la fertilità e conserva la biodiversità, ma evita anche troppi passaggi con le
macchine e consente di lavorare sempre
nello stato di tempera nel terreno. Anche
nel compostaggio, che è una vera e proprio
arte, l’azienda in questi anni è molto
cambiata, affinando la tecnica. Quest’anno la Di Vaira ha cambiato l’attrezzatura
per preparare i cumuli, così da farli i più
bassi possibile; per l’anno prossimo è in
programma un piccolo impianto di irrigazione per rinfrescare i cumuli.
Gli ortaggi della Fattoria Di Vaira che
potete trovare nei nostri negozi in questo
periodo sono broccoli, finocchi, cavolfiori
e coste. Inoltre, dalla fattoria arrivano
anche i formaggi, preparati con il latte
vaccino dell’allevamento aziendale, i
condimenti a base di pomodoro e l’olio
extravergine di oliva.
Fattoria Di Vaira
Contrada Colle Calcioni snc
Petacciato (CB)
Azienda Agricola Brio Mazziotta
L’azienda agricola Brio Mazziotta è situata
su un altopiano vicino alla Piana metapontina, territorio storicamente vocato
all’agricoltura. Lo dimostra il fatto che i
monaci benedettini avessero trapiantato
proprio qui una pianta di ulivo proveniente dalla Grecia: è nata così l’ogliarola del
Bradano, varietà di oliva ormai diventata
tipica. A gestire l’azienda sono Francesco e
Dora, marito e moglie, che hanno ereditato dai genitori questi terreni: “sembra che
a volte sia il destino a indirizzarti su un
cammino ben preciso” spiega Dora, anche
se, prima di approdare all’agricoltura,
entrambi si sono occupati d’altro.
Ad avviare l’azienda è stata Dora,
insieme al suocero, alla cui morte è subentrato il figlio Donatello, finché anche
papà Francesco, marito di Dora, ha scelto
di dedicarsi alla terra. Ora, ad affiancarli
nelle fasi di raccolta e di zappatura, ci
sono anche alcuni collaboratori.
All’avvio nel 1996, l’azienda era dedicata alla frutticoltura; in seguito, ha
diversificato le produzioni. Attualmente
tre dei nove ettari totali sono dedicati agli
ortaggi, mentre gli altri sono suddivisi
tra ulivi, agrumeti e frutteti. Biologica fin
dal principio (“La strada della produzione
convenzionale non è mai stata praticabile:
abbiamo sempre voluto fare un’agricol7
tura sostenibile”), tre anni fa ha deciso
di compiere un passo ulteriore e adottare
il metodo biodinamico: “il biologico non
ci bastava più”. Dopo i primi risultati,
inizialmente piuttosto modesti, l’incontro
con Alex Podolinsky (pioniere del metodo
biodinamico in Australia) segna la svolta:
i terreni diventano ricchi, strutturati,
friabili e profondi e ciò incide sui prodotti,
che diventano più gustosi; le malattie delle
piante vengono contrastate con maggiore
efficacia, così pure le condizioni climatiche avverse. Ma il percorso intrapreso
verso la biodinamica non può ancora dirsi
concluso e per questo l’azienda non ha
ancora richiesto la certificazione Demeter:
“abbiamo iniziato questo cammino per
continuare a migliorare” dice Dora che si
appassiona a descriverci l’azienda proprio
come un organismo vivente, non come
un’organizzazione statica. Il metodo biodinamico ha senz’altro aiutato il terreno a
fornire i nutrienti alle piante e queste, di
conseguenza, reagiscono e si difendono
meglio, anche dagli attacchi fungini e dei
lepidotteri” spiega Dora, “ma le difficoltà ci sono sempre. Le maggiori criticità
sono legate agli eventi climatici avversi:
lo scorso anno, gli ortaggi erano partiti
molto bene, ma poi son stati bloccati da
una gelata; qualche anno prima, invece
a provocare la perdita di buona parte del
raccolto erano state le ripetute alluvioni”.
Gli appezzamenti della famiglia,
8
derivando da due distinte proprietà, non
sono contigui. Cosa ne pensano i vicini di
questa azienda biologica, che guarda sempre più alla biodinamica? “La coscienza
verso un mondo più sano sta aumentando”
racconta Dora. “I vicini convenzionali mostrano curiosità e rispetto verso il nostro
lavoro, anche vedendo che riusciamo a
ottenere risultati che con la chimica non
riescono a raggiungere: devono continuamente cambiare molecola”. A suscitare
maggiore curiosità sono soprattutto i
preparati biodinamici, ma l’azienda non
è gelosa delle sue tecniche: “lo scopo è
condividere e divulgare il metodo biodinamico per far sì che aumenti la consapevolezza di quanto sia fondamentale per il
rispetto della terra”. In questo periodo nei
nostri negozi potete trovare costa bianca e
rossa, finocchio, cavolfiore e cicoria, coltivati dall’azienda agricola Brio Mazziotta.
Azienda Agricola Brio Mazziotta
Via Oberdan 22
Montescaglioso (MT)
Nella foto grande: la distribuzione del preparato
biodinamico 501 nei campi di cavolfiore della Fattoria
Di Vaira. Nelle tre foto piccole: i campi dell’azienda
agricola Brio Mazziotta, Dora e Francesco da soli
e con il figlio Donatello e un collaboratore.
Le foto della Fattoria Di Vaira sono di Colin Dutton,
quelle di Brio Mazziotta sono state fornite
dall’azienda.
Le Terre di Ecor è una rete di aziende
agricole indipendenti, unite da un
rapporto speciale con la terra e da un
impegno profondo nei confronti della
natura, delle persone e della qualità
del prodotto. Il progetto, mantenendo
l’identità e la storia di ogni singolo
produttore, ha come obiettivo
quello di unire le aziende agricole,
condividendone esperienze e modalità
di lavoro, oltre alla certificazione
biologica.
Lo scopo è avere prodotti
di qualità da aziende di eccellenza
ed economicamente sostenibili
nel tempo.
EcorNaturaSì si impegna ad acquistare
i prodotti di Le Terre di Ecor a un
prezzo che remuneri adeguatamente
l’impegno degli agricoltori e la
qualità dei loro prodotti, e a proporli
con trasparenza ai consumatori, in
modo che possano effettuare scelte
consapevoli.
ecor.it/leterrediecor
#perunaterrafertile
consigli per la spesa
THE BRIDGE
BIOBIMBO
bio soya: dessert
di soia al cacao
e alla vaniglia
biscotti al farro
Indicati dal 6° mese compiuto, hanno
una forma allungata che li rende facili
da afferrare; formulati con ingredienti
come farina di farro, farina di riso,
zucchero d’uva e olio extravergine d’oliva,
sono facilmente solubili nel latte.
Cremosi e vellutati, sono due dessert
vegetali a base di soia. Quello al cacao
è pensato per i più golosi, amanti dei
gusti intensi, mentre quello alla vaniglia
è l’ideale per chi predilige i sapori più
delicati. Perfetti a colazione, o come
sfizioso dessert.
THE BRIDGE
bio Soya Drink
Preparata con soia bio italiana e acqua
di sorgente, è una bevanda di soia
naturalmente senza glutine. È ideale per la
colazione, per esempio nella preparazione
del cappuccino, ma può essere utilizzata
anche per besciamelle, torte e dessert.
NATUR ATTIVA
CANSIGLIO
bevanda
di soia light
latte intero
e parzialmente
scremato più
a lungo
Naturattiva propone un ampio
assortimento di dessert e bevande vegetali.
La bevanda di soia è proposta anche
nella versione light. Con pratico tappo
richiudibile, deve essere conservata in
frigorifero dopo l’apertura.
I soci del Centro caseario allevatori
del Cansiglio allevano le vacche sul
verde altopiano, offrendo loro libertà
di pascolo in estate e la protezione
della stalla d’inverno, nutrendole con
foraggio di montagna che regala al
latte aromi inconfondibili.
ECOR
pompelmo rosa
e gassosa
Due bibite naturalmente frizzanti grazie
all’anidride carbonica proveniente dal
sottosuolo toscano. La gassosa è l’ideale
per gli amanti dei gusti classici, mentre il
pompelmo rosa è perfetto per chi cerca
sapori più mediterranei. In confezione da
4 x 0,33 lt.
9
dall’orto con amore
castagne o marroni?
Frutto d’autunno
Castagne o marroni? Protagonisti
dell’autunno, questi frutti vengono spesso
confusi tra loro. Ma, pur condividendo alcune caratteristiche, in realtà, presentano
peculiarità ben distinte, tant’è che già nel
1939 un regio decreto li distingueva.
La castagna è il frutto di una pianta
selvatica, risulta schiacciata da un lato, di
solito non è molto grossa e ha una buccia
resistente di colore bruno scuro. Il marrone, invece, deriva da una pianta coltivata
e migliorata con innesti successivi ed è
più grosso rispetto alla castagna. Ha una
forma a cuore e una buccia più chiara,
con striature scure. L’ilo, la cicatrice alla
base del frutto, è di forma tendenzialmente rettangolare nei marroni, mentre
nelle castagne è più tondeggiante. Nella
10
castagna, infine, l’episperma, e cioè la
pellicola che avvolge il seme, è più spessa
e penetra nella polpa dividendola in più
parti, mentre il marrone non è settato:
è il motivo principale per cui il marrone
risulta più facile da sbucciare. La quantità
di frutti presenti in ogni riccio, una sorta
di spinosa cupola di protezione, è variabile: solitamente, in quello delle castagne
si possono trovare da uno a sette frutti,
mentre in quello dei marroni il numero è
decisamente inferiore.
Ma, al di là di queste considerazioni,
la pianta che origina questi due frutti è la
stessa, con l’unica differenza che, come
si è accennato in precedenza, i marroni
derivano dalla selezione e riproduzione
per innesto delle piante che hanno dato i
frutti migliori.
Le origini
Il castagno (Castanea sativa) è originario
dell’Europa meridionale, del Nord Africa
e dell’Asia occidentale. Predilige i terreni
profondi, leggeri, permeabili, con pH
tendenzialmente acido. È una pianta che
ama i climi temperati, ma tollera anche gli
inverni rigidi. È presente, infatti, in tutte
le regioni temperate dell’emisfero nord ed
è adatto a vivere nei terreni silicei sino a
1.300 metri di altitudine.
Ha una chioma ampia e compatta, e un
tronco forte; le foglie oblunghe e seghettate sono di un verde intenso e diventano di
una tonalità giallo-ocra durante il periodo
autunnale.
I fiori compaiono all’inizio dell’estate
e sono raccolti in lunghe e sottili spighe
giallastre. In autunno si formano i frutti,
la ricetta
cestini
con ripieno
di marroni
sotto forma di ricci spinosi che, una volta
maturi, si spaccano. Il nome Castanea deriverebbe da quello di Kastanis, un’antica
regione della Turchia sul mar Nero, dove
questa pianta aveva trovato una particolare diffusione. Pare, infatti, che già in
epoca romana i castagni fossero noti e
apprezzati, perfino, soggetti a coltivazione. Nutrienti, i frutti del castagno hanno
sempre rivestito un ruolo chiave nell’alimentazione umana, soprattutto nelle
zone montane e collinari, ma anche nella
Pianura padana. Risorsa fondamentale, il
castagno era chiamato “albero del pane”,
per la versatilità del suo frutto in cucina:
bollito, arrostito, sotto forma di dolce o
farina, fino agli anni Cinquanta è stato la
principale fonte di sostentamento di molte
popolazioni per quasi tutto l’anno. Nei
secoli quest’albero ha suscitato l’interesse
dell’uomo anche per la qualità del suo legno bruno, forte ed elastico, che richiama
quello della quercia e si presta a molteplici
usi. Una volta molto estesi, i castagneti si
sono oggi drasticamente ridotti, soprattutto a causa di due pericolose malattie
crittogamiche (ossia provocate da microscopici funghi): il “mal dell’inchiostro” e il
“cancro della corteccia”. A queste si sono
aggiunte la siccità del 2012 e il cinipide
galligeno, un insetto arrivato dalla Cina
circa una decina di anni fa. Si tratta di una
popolazione di sole femmine partenogenetiche in grado di deporre fino a 150 uova
Ingredienti per 12 cestini
• 125 g di farina tipo 2
• 20 g di zucchero di canna integrale
• 40 g di birra chiara
• 30 g di olio di semi di mais spremuto a
freddo
• 1 pizzico di sale
• ½ cucchiaino di cannella
• ½ limone, scorza grattugiata
• 12 cucchiai di ripieno di marroni
• 2 cucchiai di malto di mais o riso
• 1 cucchiaio di acqua calda
Sollevare i quattro angoli e unirli
insieme al centro, chiudendo il
cestino. Disporre i cestini su una
teglia rivestita con carta da forno
e cuocere in forno caldo a 170°
per 20/25 minuti.
4 Quando i cestini sono cotti, estrarli
dal forno, spennellare la superficie
con il lucido ottenuto mescolando
malto e acqua calda, e cospargere
di zucchero integrale. Far raffreddare su una griglia.
Procedimento
1 Setacciare la farina in una ciotola e
mescolarla con zucchero, sale, cannella e scorza di limone.
2 Unire in un bicchiere birra e olio e
aggiungere alla farina. Amalgamare
gli ingredienti con un cucchiaio e continuare a impastare con le mani unte.
Deporre l’impasto ottenuto in una ciotola, coprire con pellicola trasparente
e far riposare in frigo per almeno
15 minuti.
3 Stendere la sfoglia alta circa 2 mm
e ricavare dei quadrati di 8 cm di
lato. Disporre al centro di ognuno un
cucchiaio raso di crema di marroni.
Ricetta e foto a cura
dell’Associazione Disanapianta
www.disanapianta.net
Il castagno era
chiamato “albero
del pane”, per la
versatilità del suo
frutto in cucina
a testa che ha provocato un pesante calo
della produzione a livello nazionale.
Il “marron buono”
Il “marron buono” è una delle varietà di
castagno più conosciute al mondo, ed è
presente in tutta la dorsale appenninica e
nelle Alpi. Punta di diamante della produzione castanicola, questo marrone è particolarmente apprezzato per la dolcezza dei
suoi frutti e la versatilità in cucina.
Quello di Marradi è un ecotipo del
“marrone del Mugello IGP” (il riconoscimento europeo IGP è stato ottenuto
nel 1996) che abbraccia un territorio più
ampio, sempre in Toscana. La varietà è
caratterizzata da una pezzatura mediogrossa, ha una forma elissoidale e una
polpa bianca, croccante e dal gradevole
sapore dolce. Il colore risulta più chiaro
più ci si alza dal livello del mare. Il frutto
è ideale per preparare le caldarroste, ma
anche per realizzare torte e castagnacci.
Derivate da una lunga tradizione sono
le “ballotte”, ovvero i marroni di Marradi
fatti bollire in acqua abbondante aromatizzata con foglie di alloro o con semi di
finocchio, a seconda dei gusti.
Azienda agricola Sambruceto
Era il 2002 quando Daniele Baruffaldi
decise di rilevare due piccoli
castagneti con piante plurisecolari
a Marradi, in provincia di Firenze,
su cui adottò il metodo biologico,
proseguendo così con le antiche
pratiche utilizzate da almeno 2.000
anni nella gestione, nella coltivazione
e nella raccolta dei marroni. L’Azienda
agricola Sambruceto sorge in luogo
tranquillo e incontaminato, dov’è
facile osservare cinghiali, istrici,
caprioli, scoiattoli e altri animali che
si muovono in libertà, al riparo dal
caos e dal traffico e coltiva il “Marron
buono di Marradi”. Dopo la prematura
scomparsa di Daniele nel mese di
settembre, la famiglia porta ora avanti
la sua attività.
ecor.it/leterrediecor
#perunaterrafertile
11
la qualità risponde
Il biologico consente la coltivazione
in serra? Perché viene praticata?
Giuseppina (VI)
Il regolamento europeo prevede anche la
coltivazione in serra col metodo biologico
e biodinamico, chiaramente sempre con
attenzione alla fertilità del suolo, alla
rotazione delle colture e con metodi di
difesa assolutamente naturali e senza
sostanze chimiche di sintesi. La serra (o
coltura protetta) offre diversi vantaggi
tecnici, oltre ad anticipare o ritardare
la messa in commercio dei prodotti.
Dalle Alpi alla Sicilia trapianti, semina
e raccolta possono venire anticipati in
autunno/inverno e primavera, magari
superando periodi difficili dal punto di
vista meteorologico che altrimenti non
lascerebbero molti spazi di manovra.
Un altro vantaggio, non ultimo in termini
d’importanza, è che in serra si hanno
minori attacchi di parassiti animali, dato
che la coltura è protetta e delimitata.
Nei vigneti, come in tutte le altre colture
arboree pluriennali (melo, ecc.), le nostre
aziende inseriscono, anno dopo anno
e in filari alterni, sovesci che coprano
la superficie sotto chioma, soprattutto
dall’autunno alla primavera, periodo nel
quale i frutteti sono meno frequentati ed è
più facile la coltivazione di miscugli negli
appezzamenti. L’uso di sostanza organica
compostata o di letame in autunno o
primavera aiuta a rivitalizzare il suolo
e apporta nutrienti alla coltivazione,
sopperendo così alla mancata rotazione.
La nuova regolamentazione riguarda
la classificazione, l’etichettatura e
l’imballaggio delle sostanze e delle
miscele, nota più comunemente
con l’acronimo “CLP” (dall’inglese:
“Classification, Labelling, Packaging”),
e prevede l’impiego di una nuova
simbologia più chiara e di immediata
lettura, facendo uso di pittogrammi diversi
dai precedenti per colore e per forma.
Quella vecchia impiegava dei simboli
a forma di triangolo arancioni, mentre i
nuovi pittogrammi sono dei rombi rossi a
sfondo bianco con racchiuso il simbolo
di pericolo che il prodotto può arrecare
alla nostra salute o all’ambiente. Oltre
a questo cambio, è necessario anche
riunire tutte le informazioni rilevanti per
il consumatore in tema di sicurezza in
un’area ben definita al fine di rendere
di rapido reperimento tutte le notizie
importanti in caso di necessità: nome e
riferimento del responsabile del prodotto,
quantità, pittogrammi di pericolo,
indicazioni di pericolo e consigli di
prudenza, informazioni supplementari
ed eventuali ulteriori avvertenze.
So che dal 1° giugno 2015, è entrato
in vigore un nuovo regolamento
relativo all’etichettatura dei
detergenti per la casa e dei
SCRIVETE A:
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Vedo che spesso nel biologico
si parla di rotazione e sovesci,
ma come ci si comporta nel caso
di colture permanenti come per
esempio i vigneti? Sebastiano (VR)
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Subito pronto, perfetto nel classico
panino farcito in versione bio veg
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12
detersivi per il bucato. Ma in
concreto, cosa cambia? Silvia (TV)
ALTO
CONTENUTO
DI PROTEINE
VEGETALI
approfondimento
WWoof: esperienze
di convivialità
e vita rurale
WWOOF Italia offre opportunità ai
viaggiatori intenzionati a condividere le progettualità e gli stili di vita
delle fattorie biologiche e biodinamiche.
Sia da parte delle fattorie ospitanti
che dei viaggiatori è importante credere nell’impegno per un ricco progetto
culturale: fare un’esperienza di woofing è
molto più che una possibilità di fare una
vacanza economica, come spesso viene
descritta, godendo di vitto e alloggio
in cambio di qualche ora di aiuto nelle
attività dell’azienda agricola. Condivisione, convivialità, apprendimento: chi si
propone come viaggiatore (WWOOFer)
dev’essere motivato dalla volontà di fare
un’esperienza formativa forte, inserendosi
armonicamente nella quotidianità di chi
lo ospita. Si tratta di entrare nel mondo dell’agricoltura naturale dalla porta
principale, per godere di un’esperienza di
prezioso arricchimento umano e culturale, oppure con l’idea di mettersi alla prova
come agricoltore. Dal canto loro le aziende
agricole che si propongono come ospitanti
(hosts) sono spinte dal desiderio di divulgare le migliori pratiche dell’agricoltura
naturale, associate a stili di vita a basso
impatto, e al rispetto di tempi e ritmi della
natura: esperienze e valori che i viaggiatori potranno poi adattare a contesti di vita
urbani. Basti pensare al vasto bagaglio di
tecniche di autoproduzione che è possibile apprendere in un contesto rurale. I
soci host non si aspettano dal WWOOFer
conoscenza dei lavori agricoli al momento
dell’arrivo in azienda: le aziende che conducono, infatti, sono per statuto “centri
educativi”. Ciò che si aspettano è la voglia
d’imparare, di collaborare alle attività,
la capacità e la curiosità di adattarsi al
loro stile di vita. Del resto non mancano
viaggiatori di lungo corso che fungono da
“impollinatori” trasferendo da una fattoria
all’altra le esperienze apprese. La lista di
WWOOFItalia include per lo più realtà di
piccole e medie dimensioni, biologiche,
biodinamiche o permacolte: alcuni soci
vivono vendendo i loro prodotti, anche
trasformati, altri mirano all’autosufficienza. WWOOFing, in sintesi, è un’esperienza
di scambio umano e culturale fra persone
di diversa provenienza: la pratica concreta
della campagna permette di apprezzare
gli sforzi che i piccoli agricoltori fanno per
ricostruire un buon equilibrio fra sé e la
natura, garantendo la disponibilità di cibo
sano e di un territorio ben presidiato.
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KRUNCHY AL CIOCCOLATO
GIÀ PROVATO?
Squisiti pezzi di cioccolato
amalgamati a croccanti krunchy
e cotti al forno: il risultato è un
delizioso gusto al cioccolato.
13
azienda del mese
Rapunzel Naturkost:
40 anni di alimenti
biologici con amore
All’inizio c’era un’idea! Un’idea e l’esigenza di vivere in modo semplice, genuino
e autodeterminato. Agli albori, nell’anno 1974, i fondatori Joseph Wilhelm e
Jennifer Vermeulen non potevano ancora
immaginare come si sarebbe sviluppata
la loro idea.
Il tutto ebbe inizio con una piccola e
alternativa comunità di autoapprovvigionamento presso una fattoria nel sud della
Germania. Tra i primi prodotti c’erano i
muesli, le creme di noci e le barrette di
frutta. La comunità coltivava verdura,
faceva il pane e vendeva i propri prodotti
nel suo negozio ad Augusta: Rapunzel
cibo naturale.
L’attività da allora conobbe una
crescita costante e così si resero necessari vari trasferimenti: nell’anno 1985 il
produttore di alimenti biologici acquistò
lo stabilimento della vecchia latteria a
Legau in Algovia, che da allora è la sede
dell’azienda internazionale.
Oggi Rapunzel è uno dei principali
attori del settore biologico europeo e impiega 350 collaboratori. I valori e l’idea
iniziale sono rimasti invariati: produzione di alimenti da coltivazione biologica
controllata, naturali e vegetariani.
i prodotti del mese
muesli e creme
Prodotti di eccellente
qualità biologica
La qualità del prodotto è uno dei punti
cardine nella fi losofia di Rapunzel. Infatti, il reparto controllo qualità occupa una
posizione chiave in azienda.
Il controllo dei prodotti naturalmente
inizia già sul campo. All’entrata tutte
le materie prime vengono sottoposte a
controlli a campione e sono analizzate
14
messaggio promozionale
L’assortimento prodotti Rapunzel
L’assortimento, negli anni, si è via
via ampliato: la metà viene lavorata e
prodotta a Legau in Algovia. Le materie
prime per i prodotti Rapunzel provengono da circa 40 paesi e l’azienda esporta le
sue prelibatezze in altrettante parti del
mondo.
Muesli originale
Il classico muesli gustoso e
fruttato con fiocchi di cereali
integrali. Le croccanti nocciole appena tostate contengono oli vegetali preziosi e
fanno di questo muesli una
delizia.
L’uva sultanina, fatta maturare al sole dai contadini del
progetto Rapunzel in Turchia,
completa il nostro primo
muesli, che rimane quello più
apprezzato dai consumatori.
Non contiene zuccheri aggiunti a quelli naturalmente
presenti.
Muesli alla frutta
Ideale per addolcire la giornata, anche il muesli con
oltre 40% di frutta secca non
contiene zuccheri aggiunti a
quelli naturalmente presenti.
Le dolci albicocche, i succosi
fichi, oltre alla gustosa uva
sultanina, provengono dal
progetto che Rapunzel sta
portando avanti in Turchia.
Insieme ai fiocchi di cereali
integrali donano a questo
muesli un gusto meravigliosamente fruttato.
Crema di mandorle
100% mandorle dolci dalla
California sbollentate delicatamente al vapore e poi
macinate, senza l’aggiunta
di additivi, fino a ottenere
una delicata crema dal
gusto genuino. Adatta alla
preparazione del latte di
mandorla, ma anche come
crema spalmabile, è indicata
per salse vegane oppure per
dolci. La crema di mandorle,
infatti, è molto versatile e si
presta a tanti utilizzi creativi.
Tahin chiaro
100% sesamo biologico
senza altri ingredienti, per un
gusto genuino e puro.
Da spalmare sul pane, per
la cucina asiatica, per piatti
a base di verdura e salse.
Il tahin è molto versatile e
vi dà la possibilità di dare
sfogo alla vostra creatività in
cucina.
renza dal campo fino al piatto del consumatore. Pioniere del settore, Rapunzel fin
dall’inizio si impegna per la promozione
dell’agricoltura biologica. In quest’ottica
sono nati vari progetti di coltivazione in
Turchia e nel resto del mondo.
Commercio equo e solidale garantito: il programma “HAND IN HAND”
Giustizia sociale, prezzi equi e sicurezza
per i fornitori delle materie prime: questi
sono aspetti di cui Rapunzel si fa garante
per tutti i suoi progetti a livello mondiale.
A questo proposito negli anni Novanta
è stato creato un proprio programma di
commercio equo e solidale, denominato
HAND IN HAND. Questa certificazione
aziendale assicura la provenienza delle
merci da commercio equo e solidale e da
agricoltura biologica dai Paesi in via di
sviluppo.
Contatto diretto e personale
con i propri fornitori e i progetti
di coltivazione
Fin da sempre per Rapunzel il contatto
diretto e personale e le collaborazioni
durature con i propri fornitori sono
essenziali. Visite in loco, consulenze da
parte dei propri agronomi e un continuo
scambio, assicurano l’eccellente qualità
delle materie prime. Questo crea traspa-
L’impegno di Rapunzel
va oltre il prodotto
Oltre alla promozione dell’agricoltura
biologica, Rapunzel si impegna anche a
livello politico, sostenendo, per esempio,
sia la lotta contro gli organismi geneticamente modificati che per adeguate condizioni di coltivazione e di lavoro. Inoltre,
è promotore di un programma culturale
di ampia portata con manifestazioni e
conferenze su tematiche alimentari e
ecologiche.
In questi 40 anni le dimensioni dell’a-
Nella foto a destra, la raccolta dei datteri in Tunisia
(progetto Hand in Hand); qui sotto l’ingresso della
sede di Rapunzel a Legau e un momento della
produzione.
RAPUNZEL NATURKOST GMBH
Rapunzelstraße 1
87764 Legau
[email protected]
www.rapunzel.de/it
Pionieri nel biologico dal 1974
Creme da spalmare
per una carica di piacere ed energia
esotico
American
style
il cioccolatino da
gustare al cucchiaio
una delizia cremosa
da spalmare
noccioloso
con 45% di
nocciole tostate
www.rapunze.de/it
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in laboratori esterni e indipendenti
accreditati.
zienda sono aumentate, ma gli ideali e gli
obiettivi di Rapunzel sono rimasti invariati. La sua fi losofia si può riassumere
nello slogan “Facciamo bio con amore”.
Wir machen Bio aus Liebe.
15
il gesto quotidiano di Riccardo Astolfi
molto più che
farina e acqua
Di solito rinfresco la pasta madre al
mattino, quando fuori è ancora buio. Mi
piace scegliere la ciotola migliore per poi
cominciare a impastare a mano, aggiungendo acqua e farina bio.
Mi piace sentire la pasta madre ancora
fredda sgretolarsi inizialmente tra le mie
dita, e poi di nuovo ricucirsi e allungarsi con la nuova farina, che diventa essa
stessa pasta madre. E dopo ogni movimento sentire la vita muoversi, crescere,
riscaldarsi, soffiare e respirare tra le mie
mani e sotto e dentro l’impasto.
Mentre fatico penso agli ingredienti
utilizzati, al mulino dove ho acquistato la
farina – sempre biologica e integrale – e
poi, ancora indietro, ai grani, alla vita
di chi li ha seminati e al sole che li ha
maturati.
Respiro, e mi sorprendo della stessa aria,
anch’essa carica di batteri buoni, tanti e
diversi, che vivono e scelgono di abitare
dentro di me, dentro la mia casa, nella mia
pasta madre.
Questo vortice di ingredienti, farina,
acqua, pasta madre, cresce e si alimenta,
fondendosi nell’aria e nel tempo e diventando ogni volta una vita nuova e ogni
volta una vita diversa.
Chiudo gli occhi e mi ripeto: il tutto è
maggiore della somma delle parti.
Mi ricorda la metafisica di Aristotele, o
– ancora meglio – i filosofi fondatori della
Gestalt.
La pasta madre acquisisce un significato superiore e diverso dalla somma dei
suoi ingredienti, diventa vita autonoma e
in evoluzione all’interno del suo contesto,
dell’adesso e del qui, una nuova forma
libera e aperta.
È la vita.
Finisco di rinfrescare. Formo una
pallina di impasto. È elastica quanto
basta, liscia e vellutata come la pelle di un
bambino. La copro e la lascio riposare e
respirare nella sua ciotola, al caldo. Ora
è il momento di assimilare e incarnare il
cambiamento, così come in un momento
di riposo, nella nostra vita frenetica e altalenante, è importante per ognuno di noi
fermarsi a riflettere e a meditare.
Come scegliamo gli ingredienti migliori
per rinfrescare la nostra pasta madre,
con la stessa cura dovremo scegliere le
esperienze e le decisioni che nutriranno e
formeranno il nostro io di domani con la
meravigliosa consapevolezza (e leggerezza) che anche noi, in un futuro, saremo più
della somma delle nostre singole esperienze.
La meraviglia è questa. Non siamo
soli e non possiamo nemmeno pensarci
senza considerarci parte di un tutto, di
cui dobbiamo avere cura e a cui dobbiamo
portare rispetto, anche dell’infinitamente
piccolo e apparentemente insignificante.
Caro lettore, se quello che hai fatto oggi
influenza il futuro in modi anche imprevedibili e di sicuro impressionanti, sei
pronto per affrontare la complessità con la
giusta leggerezza?
AMIAMO IL TÈ
E VOGLIAMO CONDIVIDERE QUESTO AMORE!
BENVENUTI NEL MERAVIGLIOSO MONDO DI ENGLISH TEA SHOP.
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16
consigli per la spesa
ECOR
panettoni, pandoro
e dolcestella
Il Natale è alle porte: festeggialo insieme
a Ecor. Puoi scegliere tra la dolcestella
di farro, il pandoro, il panettone senza
scorze di agrumi canditi e il nuovo
panettone senza uvetta e scorze di agrumi
canditi, farcito con crema al cioccolato.
Baule Volante
Linea Benessere.
Avena Cracker
Ideali per un gustoso spuntino o
come sostituto del pane, sono senza
ingredienti di origine animale e
contengono betaglucani. Disponibili in
tre varianti: con olio di girasole, con
curcuma e pepe e alle alghe marine.
ALCE NERO
riso
La gamma comprende riso Arborio, riso
Baldo, riso integrale, riso Nerone e riso
Rosa Marchetti, raccolti in Piemonte e
Lombardia, su terreni coltivati secondo i
criteri dell’agricoltura biologica. Varietà
nuove e antiche, ideali dai primi piatti ai
dolci. In comodi sacchetti da 500 g.
LE TERRE DI ECOR
CASCINE ORSINE
yogurt interi
e magri
Il latte si trasforma in cremoso yogurt
attraverso una delicata concentrazione,
così da creare l’ambiente ideale per lo
sviluppo dei fermenti lattici. Lo yogurt
è disponibile nelle varianti intero e
magro, nei gusti alla vaniglia e alla
frutta, dolcificati con succo di mela
concentrato, e al naturale.
ALCE NERO
bevande vegetali
Importante alternativa al latte, le bevande
vegetali Alce Nero, a base di soia e
riso italiani, sono arricchite con calcio e
naturalmente prive di lattosio. Completa la
gamma la bevanda a base di riso basmati,
preparata con riso biologico indiano,
certificato Fairtrade. In formato da 500 ml.
ANTICO MOLINO ROSSO
miscela
per dolci Aida
Aida Dolci Bio è una miscela con farina di
grano tenero tipo 1 con amido di frumento
adatta alla preparazione di torte soffici,
crostate, plum cakes, pasta frolla, pasta
brisé e molto altro ancora.
17
consigli per la spesa
GAUTSCHI
SAPORI DELL A NATUR A
senape
e maionese
allo yogurt
dado vegetale
per brodo a basso
contenuto di sale
Ideale per gli amanti dei gusti intensi,
la senape è una salsa classica,
perfetta per arricchire gustosi panini.
La maionese allo yogurt è invece il
frutto della rivisitazione della classica
maionese e si contraddistingue per il
sapore delicato e caratteristico.
Un eccezionale dado vegetale prodotto
in Italia, ricco di verdure (13,7%) per
la preparazione di un brodo a basso
contenuto di sale. Il suo gusto è rotondo,
molto piacevole e delicatamente speziato:
provalo!
R APUNZEL
olio di cocco
Ideale per la cottura e la frittura dei
cibi, dona ai piatti un delizioso aroma di
cocco. È un olio ottenuto al 100% dalla
pressatura delle noci di cocco tritate ed
essiccate. Per le sue qualità compositive
l’olio di cocco è impiegabile anche per la
cura del corpo.
SCHREDER
A Z. AGRICOL A PONTE REALE
pane integrale
di segale
mozzarella di
bufala campana
biologica DOP
senza lattosio
Profumato e aromatico, è preparato con
farina di segale, un cereale adatto alla
coltivazione anche in condizioni climatiche
rigide, ad alte latitudini e su terreni poveri.
Ne risulta un pane rustico, tipico delle
regioni montane, dal gusto intenso e
caratteristico.
Filata a mano, secondo le più antiche
tradizioni casearie campane, è
senza lattosio (lattosio < 0,1%). Per
assaporarne al meglio il caratteristico
gusto di latte, si consiglia di immergere
la confezione in acqua tiepida
per 20-25 minuti prima del consumo.
ISOL A BIO
bevanda di sorgo
È la novità assoluta in casa Isola Bio: una
nuova, deliziosa bevanda senza glutine,
preparata con il sorgo, un cereale antico.
Ha un gusto naturalmente dolce e vellutato
che la rende ideale a colazione, calda o
fredda, da sola o con i cereali.
18
il lunario
La luna, passando davanti alle
costellazioni zodiacali, trasmette
alla terra forze che si manifestano
nel comportamento degli organismi
viventi.
In agricoltura biodinamica, le stesse
favoriscono i tempi di semina,
lavorazione e raccolta.
Agiscono in modo analogo sul corpo
umano, in particolare sulla crescita
di capelli e unghie. Ogni nove giorni
circa la luna, nel medesimo trigono
di forze, favorisce o “ostacola”
alcune parti della pianta o del corpo.
legenda
Luna
di Filippo Zaccaria
novembre
dicembre
LUGLIO
IN
CUCINA
LUGLIO
CURA
PERSONA
PIANTE
DI CASA
IN
CUCINA
1
dom
1
mar
2
lun
2
mer
3
mar
3
gio
4
mer
4
ven
5
gio
5
sab
6
ven
6
dom
7
sab
7
lun
8
dom
8
mar
9
lun
9
mer
10
mar
10
gio
11
mer
11
ven
12
gio
12
sab
13
ven
13
dom
14
sab
14
lun
il pane
15
dom
15
mar
lo yogurt
16
lun
16
mer
le conserve
17
mar
17
gio
18
mer
18
ven
19
gio
19
sab
20
ven
20
dom
21
sab
21
lun
22
dom
22
mar
attività fisica
23
lun
23
mer
giornata di relax
24
mar
24
gio
25
mer
25
ven
26
gio
26
sab
piena
nuova
In cucina:
Cura della persona:
taglio ritardante
capelli/unghie
massaggi
Piante di casa:
27
ven
27
dom
rinvaso
28
sab
28
lun
potatura
29
dom
29
mar
concimazione
30
lun
30
mer
31
gio
CURA
PERSONA
PIANTE
DI CASA
19
notizie dalla Fattoria Di Vaira
tazione sui propri lieviti, che garantisce il
massimo dell’espressività. Ciò che ci piace
evidenziare sin dall’etichetta, però, non
sono solo le caratteristiche del vino, ma
anche quelle dell’azienda da cui provengono le uve, che cura tutti gli aspetti della
coltivazione che sta alla base della qualità
del frutto. In biodinamica, gli aspetti più
importanti, su cui si pone grande attenzione, sono certamente la concimazione
e l’uso dei preparati biodinamici. In
etichetta abbiamo voluto parlare proprio
del progetto aziendale: accenniamo alla
concimazione, alla fertilità della terra, addirittura all’utilizzo del concime animale
che viene interrato … tutte informazioni
che non si trovano nelle comuni etichette
di vino, tutte caratteristiche che rendono
il nostro prodotto diverso.
Quali sono le uve utilizzate
per i vini Di Vaira?
Per il vino bianco si tratta in prevalenza di
uve Falanghina e Trebbiano, mentre per
il rosso utilizziamo esclusivamente uve
Sangiovese e Montepulciano.
In questo numero a cavallo tra l’autunno
e l’inverno, abbiamo scelto di parlarvi del
vino Quotidiano della Fattoria Di Vaira,
raccontandovi come le uve biodinamiche coltivate nei vigneti di Petacciato si
trasformano in un ottimo vino rosso e
bianco, in bottiglia da 750 ml e in bag in
box da 3 lt. Per farlo, abbiamo intervistato
Michele Lorenzetti, biologo ed enologo, che
in fattoria segue la coltivazione biodinamica delle vigne e il processo di vinificazione.
Innanzitutto, com’è nato
questo progetto?
La Di Vaira è una realtà consolidata per
l’utilizzo del metodo biodinamico; da questo presupposto è nata l’idea di valorizzare
al meglio le uve coltivate, che precedente20
mente venivano vendute, creando un vino
che fosse buono, ma nello stesso tempo
accessibile, sia per la gradazione alcolica
che per il prezzo di vendita. Abbiamo
infatti pensato a un vino buono e leggero,
che potesse entrare nelle case di tutti e,
finora, devo dire, ha riscosso successo.
Cosa rende particolare questo vino?
Tra le sue caratteristiche vi è certamente la fermentazione spontanea; inoltre,
essendo vinificato secondo il disciplinare
Demeter, non vengono utilizzati lieviti (in
aggiunta a quelli naturalmente presenti),
nutrienti o altre sostanze. Ne risulta un
vino molto vivo, buono: questo, oltre che
dal ciclo di lavorazione delle uve biodinamiche, è reso possibile grazie alla fermen-
Il clima e le terre di Petacciato
vi aiutano?
Sì, queste sono terre generose, sono argille
discretamente lavorabili, con presenza di
sabbia a causa della vicinanza del mare,
quindi abbastanza sciolte. Inoltre, il clima
è molto buono, mite, con pochi fenomeni
che possono compromettere il buon esito
della coltivazione.
In termini di resa, qual è
il rendimento dei vostri vigneti?
Per fare il vino Quotidiano, parliamo di
120/130 quintali per ettaro che ci permettono di renderlo bilanciato. La resa del
vigneto va a braccetto anche con il tipo di
ambiente: non sarebbe possibile ottenere
delle rese di questo tipo in altri terreni,
messaggio promozionale
Vino Quotidiano
da uve biodinamiche
Da quando avete intrapreso questo
progetto, avete avuto particolari
difficoltà?
In realtà, meno del previsto. Abbiamo
un modo di agire rigoroso, che assicura
un risultato più che soddisfacente, per il
vigneto, ma anche per gli ortaggi: la biodinamica richiede puntualità e un certo
rigore per garantire qualità e sanità delle
uve. È importante essere presenti e vigili
nel vigneto e applicare il metodo biodinamico professionalmente, distribuendo i
preparati in quantità e nei tempi appropriati. È consentito l’uso di zolfo e rame,
che sono irrinunciabili per affrontare le
più comuni problematiche che esistono da
quando la vite si coltiva nel vecchio continente. Ma, al di là di questo, la grande
prevenzione viene dalla struttura e dalla
fertilità del terreno.
messaggio promozionale
più interni, in montagna oppure in colline
più importanti, con terreni meno ricchi.
L’ambiente della Di Vaira ci consente
di coltivare con successo in termini di
quantità. La biodinamica, poi, ci mette a
disposizione strumenti per ottimizzare
le produzioni, in particolare il compost
proveniente dalla stalla che, a seconda del
dosaggio con cui viene utilizzato, guida
e assicura la produzione: aumentando la
quantità di compost, che rispetta il terreno e la pianta, posso produrre di più.
con le bucce per 24/48 ore, così da dargli
tutti gli alimenti che saranno necessari ai
lieviti per poter avviare correttamente la
fermentazione. Quando lavoriamo le uve
utilizziamo anche il frutto di quella prima
fermentazione e lo facciamo fermentare. A
questo punto il vino viene semplicemente
travasato e poi, più o meno nella primavera dell’anno successivo, quando arriva alla
stabilità e si è autonomamente chiarificato
e pulito, attraverso i vari travasi, procediamo a un ultimo travaso utilizzando un
setaccio molto grande: non si tratta di una
filtrazione, ma di un passaggio di sicurezza per evitare che in bottiglia finiscano
residui o impurità. Successivamente segue
l’imbottigliamento.
Quali sono le fasi che portano
alla produzione del vino,
dalle uve alla bottiglia?
Prima di vendemmiare, attendiamo una
maturazione che non superi una certa
quota zuccherina. Qualche giorno prima
raccogliamo una piccola quantità di uva
per avviare, in piccolo, una prima fermentazione; quella vera e propria sarà avviata
nella vendemmia. Raccogliamo quindi
qualche quintale d’uva, lo depositiamo in
un piccolo contenitore e lì alleviamo i lieviti che utilizzeremo per poi innescare la
fermentazione nella vasca grande, quando
la vendemmia sarà completata.
Questo ci consente di procedere con la
fermentazione spontanea in modo sicuro
e veloce. Le uve vengono vendemmiate a
mano nella prima quindicina di settembre
e portate in cantina, dove avviene la diraspatura; il mosto viene lasciato a contatto
Busiate, fusilli e caserecce: ecco la pasta di semola integrale
di grano duro varietà Timilia. Fa parte della famiglia
Alimenti Ritrovati, antiche varietà di cereali e legumi per
riscoprire le tradizioni italiane e salvaguardare la biodiversità.
Scoprili sul sito: www.ecor.it/alimentiritrovati
21
approfondimento di Fabio Brescacin
morire di fatica:
cosa si nasconde
dietro a un prezzo
troppo basso
22
Oggi tutti si scandalizzano nell’apprendere
la situazione di lavoro nei campi di pomodori in Puglia, ma è bene che la realtà
dell’agricoltura emerga e si squarci quel
velo d’incoscienza che separa chi si nutre
dei frutti della Terra, cioè tutti noi, e chi
ha il compito di produrli.
Ognuno di noi ha l’obbligo di saperlo: la
realtà dell’agricoltura, esclusa qualche piccola eccezione, è drammatica, e non solo
nei campi di pomodori. Le campagne sono
avvelenate dalla chimica, le sementi sono
in mano a poche multinazionali, il paesaggio agrario è distrutto, i terreni sono
sempre più impoveriti e resi sterili dalla
monocoltura, gli animali sono considerati
solo macchine da produzione e le aziende,
spesso indebitate, sono fonte di immane
sofferenza per le persone che le gestiscono.
Perché tutto questo?
Per due motivi.
Primo: la perdita di una cultura agricola
che è sempre stata la base della nostra
civiltà.
La nobiltà e la complessità del lavoro
agricolo, il suo essere inserito nel ritmo
delle stagioni, la cura e la comprensione
del suolo come essere vivente, la cura del
mondo vegetale nelle sue diverse qualità
di Vita e quella dell’animale con la sua
sensibilità, il rispetto e la dignità del
lavoro, sono stati sostituiti da un pensare
materialista falsamente scientifico che
concepisce un’azienda agricola semplicemente come una realtà produttiva, con le
In realtà, proprio
in Puglia, esiste un
“sano” bracciantato.
Ci sono squadre
bravissime di
persone specializzate
in agricoltura che
possono essere
assunte regolarmente
dalle aziende a cui
offrono il contributo di
una manualità agricola
e di una competenza
ormai rare da trovare.
Affinché queste
persone possano
essere dignitosamente
retribuite, i prezzi
dei prodotti agricoli
devono essere adeguati
logiche della produzione industriale, senza
tener conto che fare agricoltura significa
operare con le forze e le leggi della Vita e
non con le semplici leggi della materia inanimata. Questo ha portato a una mentalità
che ha privato gli agricoltori di una vera
conoscenza e di una vera motivazione che
andasse oltre le logiche della sola tecnica
e del solo profitto. Il che, in primis, ha
privato le campagne di persone motivate
e consapevoli, al punto che oggi noi occidentali spesso non sappiamo più lavorare
in campagna e dobbiamo avvalerci di
persone che un rapporto con la Terra e gli
animali lo portano ancora in sé come forza
e tradizione ancestrale.
Secondo: abbiamo assistito negli ultimi
anni a un enorme pressione al ribasso dei
prezzi agricoli.
I commercianti fanno la guerra dei
prezzi, cercando di conquistarsi consumatori inconsapevolmente loro complici, con
tagli di prezzo di vendita che creano una
pressione esasperata, che ha inesorabili
ricadute sul prezzo d’acquisto del latte, dei
cereali, degli ortaggi e della frutta.
Oggi in campagna un chilo di grano
convenzionale è pagato circa 20 centesimi
(con esso si produce un chilo abbondante
di pane), un litro di latte circa 35 centesimi, un chilo di pomodori 8 centesimi.
Con questi prezzi, utilizzare tutti i
mezzi possibili per sopravvivere, compresi
concimi, veleni, sementi OGM e manodopera a basso prezzo può non essere
cinismo, ma necessità di sopravvivenza.
La conclusione è che della situazione
che sta emergendo ora, ed è bene che
emerga, il responsabile non è solo il contadino che usa i braccianti in nero a basso
costo e che non è in grado, culturalmente,
di fare il salto verso un’agricoltura diversa,
o il caporale che se ne approfitta, o i
commercianti senza scrupoli, o le multinazionali della chimica, o le facoltà agricole
delle università: siamo tutti noi che abbiamo aperto le porte, inconsapevolmente,
a un pensare morto e che partecipiamo a
un sistema economico che alimentiamo
continuamente con le nostre scelte che non
si chiedono cosa stia dietro un prodotto e
dietro il suo prezzo.
Nel 1922, in un corso agli economisti, Rudolf Steiner, al quale dobbiamo il
primo impulso per un’agricoltura che oggi
definiamo ecologica e un approccio a un
pensare vivente nei confronti della Natura
e del Cosmo, esordiva evidenziando come
il prezzo fosse l’elemento fondamentale di
una sana economia.
Dobbiamo lavorare intensamente e consapevolmente alla definizione, al rispetto
e alla responsabilità verso il GIUSTO
PREZZO.
Dobbiamo essere consapevoli che sono
fonte di malattia economica e sociale sia
un prezzo alto, che alimenta l’egoismo
del produttore, sia un prezzo basso che
alimenta l’egoismo del consumatore.
In ultima analisi, dobbiamo prendere
coscienza che è ogni singolo individuo, con
le sue quotidiane scelte di acquisto, il vero
elemento propulsore dell’economia.
Solo un consumatore consapevole, che
s’informa e pretende di sapere, eviterà
l’avvelenamento della Terra, la distruzione
dei suoli e del paesaggio agrario, l’avvento
degli OGM, la degradazione degli animali
e la morte di fatica nelle campagne.
Solo consumatori consapevoli potranno
sostenere il salto culturale di agricoltori
ancora vittime di una tecnica e di un’economia ecologicamente e socialmente
aberrante e velenosa.
Dobbiamo diventare tutti partecipi di
È ogni singolo
individuo, con le sue
quotidiane scelte
di acquisto, il vero
elemento propulsore
dell’economia
un nuovo rinascimento agricolo, attraverso un’ampliata conoscenza, l’amore per la
Terra e per la Natura e una nuova coscienza economica, che intende pagare a tutti
un giusto prezzo per un giusto prodotto.
Chi tra noi ha accettato, o peggio ancora
richiesto, un prezzo basso, senza conoscerne i dettagli e le conseguenze, deve sentirsi
colpevole se le persone muoiono nei campi
raccogliendogli pomodori, olive, arance
e uva. Ognuno di noi può e deve essere
partecipe della creazione, attraverso una
rinnovata agricoltura, di una nuova Natura e di una nuova Vita sociale che stanno
già germogliando in molte realtà agricole
e commerciali, partendo dalla consapevolezza del GIUSTO PREZZO.
Il compito oggi è sempre più quello di
promuovere e sostenere realtà agricole che
creino nuovi organismi naturali e sociali.
Anche noi di EcorNaturaSì vogliamo
dare il nostro contributo per essere partecipi di questo nuovo Rinascimento che,
dalla Terra, irradierà inesorabilmente in
ogni altra realtà economica e culturale e
dal quale partirà il vero rinascimento di
tutta la nostra civiltà.
PS: In realtà, proprio in Puglia, esiste
un “sano” bracciantato. Ci sono squadre
bravissime di persone specializzate in
agricoltura che possono essere assunte
regolarmente dalle aziende a cui offrono
il contributo di una manualità agricola e
di una competenza ormai rare da trovare.
Affinché queste persone possano essere
dignitosamente retribuite, i prezzi dei prodotti agricoli devono essere adeguati.
Come EcorNaturaSì, noi reputiamo
che per i prodotti della nostra filiera un
chilo di grano tenero biologico non
possa essere pagato agli agricoltori sotto
i 40 centesimi; un chilo di pomodoro
bio da salsa raccolto a macchina
non possa andare sotto i 25 centesimi
e un litro di latte bio debba essere
pagato alla stalla almeno 70 centesimi.
Dovremmo impegnarci insieme e creare
una consapevolezza che possa permettere
di portare questi prezzi anche ben oltre
l’attuale livello.
Pochi centesimi alla produzione rappresentano la vita o la morte di un’azienda
e la possibilità o meno di investire per
il futuro, incidendo ben poco sul prezzo
finale del prodotto.
23
consigli per la spesa
BIOVITAGR AL
BIONATUR AE
farina per
polenta taragna
istantanea
ragù di tofu
Un classico condimento della tradizione
gastronomica italiana rivisitato in versione
vegana: questo ragù è infatti preparato
con il tofu al posto della carne.
Delizioso e dal gusto leggero, è ideale
per condire la pasta o per preparare
le lasagne al forno.
La polenta è un piatto tipico della
cucina del nord Italia; quella taragna,
in particolare, è una specialità della
Valtellina. Questa proposta Biovitagral,
preparata con farina di mais e farina
di grano saraceno, è indicata per
preparare in 5 minuti una polenta
taragna istantanea.
ECOR
ravioli al formaggio
di capra e rucola
Una pasta di semola di grano duro
racchiude al suo interno un morbido
ripieno preparato con formaggio
di latte di capra e rucola. Questi ravioli
cuociono in poco tempo e si possono
condire, semplicemente, con un filo
d’olio extravergine d’oliva.
GOLFER A - LE BIODELIZIE
TAIFUN
bresaola di
tacchino senza
nitriti aggiunti
tofu affumicato
Quella affumicata è la variante più
aromatica del classico tofu. Ottimo freddo,
tagliato a dadini nelle insalate oppure
utilizzato per farcire panini, è eccellente
saltato in padella con le verdure oppure
per creare un condimento per riso e pasta.
La novità in rotolino è la bresaola
stagionata di fesa di tacchino. Senza
nitriti aggiunti, ha il profumo tipico
della bresaola e un gusto delicato,
leggermente aromatico; è già affettata,
con fette morbide e compatte.
ANTICHI CONTADINI
uova
Le galline, allevate all’aperto e in libertà,
sono libere di scegliere per la propria
alimentazione fra ampi prati di erba
medica e piante officinali.
La sera invece trovano riparo nelle loro
rimesse, cullate dal suono della musica
classica in sottofondo.
24
perché ho scelto bio
foto di Marco Gargiulo e di Chiara Caliolo
Si sta avvicinando il Natale e
il pranzo di festa è una grande
tradizione. Qual è il suo piatto
preferito e cosa consiglia a chi
come lei deve prestare attenzione
all’alimentazione?
Da noi è usanza preparare i cannelloni.
Mia madre li fa buonissimi: sono uno dei
cibi che amo di più. Certo, non bisogna
esagerare, ma la regola vale anche per chi
è sano. Consiglierei dunque di assaggiare
tutto quello che piace, magari in quantità
minime. Del resto Natale c’è solo una
volta l’anno.
Monica Priore:
volando sulle
onde della vita
“Stare a contatto con il mare mi dà un
senso di benessere difficile da descrivere.
È come se mi trasmettesse la sua forza e
mi abbracciasse. Mi restituisce serenità”. Monica Priore, nuotatrice nota alla
cronaca nazionale dopo avere compiuto
la traversata dello stretto di Messina (nel
2007 prima diabetica in Europa ndr), ritrova il suo equilibrio in acqua e da sempre si impegna per divulgare i benefici di
una regolare pratica dell’attività fisica.
Si è da poco concluso il tour
“Volando sulle onde della vita”
che l’ha portata a girare tutta
l’Italia. Come è andata?
messaggio promozional-letterario
essere prodotto in maniera biologica. I
benefici, in termini di qualità della vita,
sarebbero indiscussi. La stessa cosa vale
per l’ambiente. Nel mio piccolo, cerco di
essere attenta, dalla raccolta differenziata a un consumo non eccessivo di acqua
per la doccia.
A parlare sono i numeri. 7650 chilometri percorsi in camper in due mesi, 20
regioni e 22 città toccate, 60 chilometri
a nuoto, 1150 minuti trascorsi in acqua.
L’obiettivo era contrastare l’ignoranza
che ruota attorno a una patologia importante come il diabete mellito di tipo
I, cosiddetto “infantile”, di cui io stessa
sono affetta; a giudicare dalla sensibilità
e partecipazione di intere famiglie non
posso che ritenermi soddisfatta. Oggi,
quando un bambino mi chiede con stupore “anche tu hai il diabete?”, posso dire di
aver raggiunto il mio traguardo, perché
gli ho trasmesso fiducia nel futuro, nella
sua possibilità di realizzarsi. Quindi continuerò certamente su questa strada con
nuovi progetti.
Come trascorre la sua giornata?
Tra il lavoro come dipendente amministrativo di un’azienda, il nuoto e la palestra quotidiana per almeno due ore, non
mi rimane molto tempo. I pochi momenti
liberi li impiego a leggere, dipingere,
ascoltare musica e viaggiare. Insomma a
coltivare le altre mie passioni.
Ha un posto “segreto”
dove rifugiarsi?
Se lo confessassi non sarebbe più segreto... Diciamo comunque che c’è ed è
vicino al mare, in un angolo della mia
bella Puglia dove sono nata e vivo.
Sa cucinare?
Abbastanza, ma non lo faccio spesso.
Preferisco affidarmi alle abili mani di
mia madre, una cuoca provetta.
Se dovesse andare a cena
con un’altra personalità,
con chi andrebbe e perché?
Mi piacerebbe uscire con il presidente del
Coni, Giovanni Malagò. Tra una chiacchiera e un piccolo assaggio di qualcosa
di tipico vorrei confrontarmi su alcune
mie idee da applicare nel mondo sportivo. Credo, per esempio, che bisognerebbe
puntare sull’organizzazione di corsi di
formazione per gli istruttori, in modo
che possano avere sempre un corretto
approccio con i ragazzi.
“Il mio mare ha l’acqua dolce” è il
libro che ha scritto per Mondadori.
In due battute, perché lo si
dovrebbe leggere?
Perché è una storia vera, vissuta, in
cui si narra la malattia con gli occhi di
una bambina poi divenuta donna, con
il percorso di crescita che l’ha portata a
reagire e a dare speranza al prossimo. Io
sono una guerriera, ho un’identità, una
personalità. Non ho nulla in meno. Ho
qualcosa in più.
Intervista di Isa Grassano
Che rapporto ha con il biologico
e con tutte le buone pratiche
per tutelare l’ambiente?
Appena posso compro biologico e sono
fermamente convinta che tutto dovrebbe
25
scelti e assaggiati
incontriamoci
a Thiene
Durante il nostro appuntamento a Thiene, puntualità è stata la parola d’ordine:
giusto il tempo di allestire la sala ed ecco
arrivare i nostri partecipanti, chi da solo,
chi in coppia, tutti curiosi di sapere cosa
avevamo in serbo per loro e, soprattutto,
cos’avrebbero assaggiato.
Ma Scelti e Assaggiati non è solo
un’occasione per degustare prodotti nuovi e scoprirne informazioni in più: infatti,
è anche un’opportunità per incontrarsi,
approfondire la conoscenza del biologico
e scoprire più da vicino i progetti che la
nostra azienda, EcorNaturaSì, sta portando avanti. Domanda dopo domanda,
si arriva però al momento tanto atteso:
quello degli assaggi. La tavola imbandita
è molto ricca, adatta per andare incontro
a gusti ed esigenze diverse.
26
Flores Farm è uno dei nuovi fornitori che
abbiamo scelto di presentare in questa
puntata: nata nel 2005, è una realtà specializzata nella produzione di particolari
varietà di frutta secca. Durante il nostro
incontro, infatti, abbiamo assaggiato
le raffinate more di gelso, dal delicato
aroma di miele, l’uvetta verde, squisitamente dolce e vellutata, i pinoli di cedro
siberiano, che con il loro gusto caratteristico sono in grado di arricchire piatti
diversi, e infine le noci pecan selvatiche,
piccole gemme frutto di alberi centenari
cresciuti nella natura selvaggia.
L’altro nuovo fornitore, protagonista
con i suoi prodotti del nostro incontro,
è stato Vivoo Revolution, specializzato
nella preparazione di cioccolato raw,
formulato con zucchero da fiori di cocco e
lavorato a temperature inferiori ai 42 °C,
partendo da fave di cacao non tostate. In
particolare, abbiamo assaggiato il Cioccolato crudo fondente 73%, il Cioccolato
crudo fondente 70% con baobab e arancia
dolce, il Cioccolato crudo fondente 71%
con Reishi e pinoli siberiani e il Cioccolato crudo fondente 70% con spirulina e
anacardi.
L’evento è stato inoltre l’occasione per
conoscere le novità proposte dalla Fattoria della Mandorla, l’azienda specializzata nella lavorazione di prodotti preparati
messaggio promozionale
Il viaggio di Scelti e Assaggiati continua. Dopo le ultime tappe nel Ristorante
NaturaSì di Conegliano e in quello di
Milano, e una piccola pausa estiva, ci
siamo rimessi in viaggio: destinazione
Thiene, dove siamo stati ospiti del NaturaSì - L’incontro, storica realtà biologica
del Nord Est d’Italia.
È sempre bello incontrare i nostri
clienti e lettori, scoprire le motivazioni
delle loro scelte, vedere il clima di serena
euforia che si crea, dopo pochi minuti, tra
persone che magari non si sono mai viste
prima, ma che sono mosse dal desiderio
di stare insieme, di scoprire cose nuove
sul biologico e di condividere le loro
esperienze e il loro stile di vita. Ciò che
emerge dai nostri incontri, infatti, è sempre un forte desiderio di condivisione.
con la mandorla di Toritto: Mandorella,
nelle varianti al naturale, al timo e al
timo in olio, e Mandonese, maionese
vegetale dal buon gusto di mandorla,
al nostro tavolo hanno riscosso grande
successo.
A spopolare è stata anche la nuova
bevanda vegetale a base di sorgo proposta da Isola Bio, apprezzata da tutti per
il suo gusto dolce e vellutato. Ma i nostri
assaggi non si sono fermati qui. Abbiamo
infatti assaggiato:
• lo yogurt intero Cascina Bianca al
pistacchio: ultimo nato in casa Cascina
Bianca, dall’inconfondibile e piacevole
gusto di pistacchio;
• la bevanda a base di curcuma e i
kombucha Karma, nelle varianti melograno, tè verde e zenzero: piacevolmente
frizzanti, apprezzati specialmente nella
variante zenzero;
Claudia
• i triangolini di verdure e tofu Soto:
sfi ziosi e appetitosi, come tutti i prodotti
Soto;
Rossella e Carlo
• la Veganella affumicata, resa più appetitosa da una leggera affumicatura;
• le bevande a base di aloe vera Organic
Bloom, nei gusti al naturale, al melograno e al limone;
• il nuovo infuso Yogi Tea Mente Libera, a
base di spezie, con scorza di cacao, menta
e liquirizia;
Al termine dell’iniziativa, l’entusiasmo
era palpabile e c’era euforia nell’aria.
Anche quest’incontro è andato bene: che
bella soddisfazione passare del tempo
insieme e scoprirsi tutti uniti, all’insegna
del biologico!
Arrivederci, dunque, alla prossima puntata di Scelti e Assaggiati.
Rossella ha scelto il biologico molti
anni fa: “l’alimentazione è importante
anche perché si sta bene con gli altri”
ci spiega. È stata lei ad avvicinare anche Carlo e adesso la loro è una scelta
condivisa. Seppur amanti del cioccolato più fondente, entrambi hanno apprezzato le cioccolate Vivoo. Rossella,
inoltre, ha gradito la Mandorella e le
noci pecan selvatiche Flores Farm.
Paola
Patrizia e Valentina
Si è avvicinata al biologico da quando
è diventata vegana. Ama molto i
cereali e le piace alternarli, in modo
da variare la sua alimentazione. Ma
cosa le è piaciuto di più? “Ho trovato
ottima la mandorella al naturale, ma
mi è piaciuto anche il kombucha al
tè verde: è un po’ acidulo, ma non è
affatto male”.
Giulia
Alla cioccolata è difficile resistere. Lo sa bene Giulia
che durante i nostri assaggi ha scelto fin da subito le
cioccolate Vivoo. “Quale ti piace di più?” le chiediamo.
E lei non ha dubbi: “La mia preferita è quella con spirulina e anacardi” esclama soddisfatta. “È buonissima!”.
Mamma Patrizia si è avvinata al biologico quando cercava alternative vegetali per la figlia Valentina, intollerante
al lattosio. Tra i suoi prodotti preferiti ci
sono la Mandorella al timo sott’olio, la
mandonese, il kombucha al melograno
e la bevanda di sorgo. Anche Valentina
ha apprezzato molto i prodotti Fattoria
della Mandorla, ma la sua assoluta
preferenza va alle cioccolate Vivoo,
soprattutto quella con Reishi e pinoli
siberiani: “un accostamento sorprendente”.
messaggio promozionale
“Quando hai fatto determinati passaggi nella scelta degli alimenti” ci racconta “non riesci più a tornare indietro.
Per questo, preferisco mangiare a
casa e sapere cosa mangio”. Tra i suoi
prodotti preferiti ci sono la mandonese
Fattoria della Mandorla ma, pur non
amando i prodotti già pronti, anche i
triangolini con tofu e verdure Soto.
27
notizie dai negozi
regala il benessere bio,
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28
messaggio promozionale
Si avvicinano le feste
natalizie e cresce la voglia di
condividere con i propri cari
il momento “magico” dello
scambio dei regali. Scegliere
il regalo giusto, però, non è
sempre facile: trovare la giusta combinazione tra tempo,
budget, esigenze, desideri del
destinatario e “utilità” del
regalo, rappresenta spesso
una sfida degna del miglior
alchimista. Ma non disperare,
quest’anno NaturaSì ha la
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TC
GIF
homemade in cucina
la ricetta
pan di festa
per una teglia tonda
da 28-30 cm di diametro
Impasto giallo
(10-11 palline da 40-45 g ciascuna)
250 g di farina di frumento tipo 2
50 g di pasta madre rinfrescata
150 ml di acqua o bevanda vegetale
1 cucchiaino di curcuma in polvere
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale marino integrale
1 macinata di pepe nero
Impasto rosso
(10-11 palline da 40-45 g ciascuna)
250 g di farina di frumento tipo 2
50 g di pasta madre rinfrescata
150 ml di succo di barbabietola puro
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale marino integrale
pan di festa
Vi regaliamo un pane
speciale, perfetto
da condividere
sulla tavola delle
feste... aromatico e
colorato. Facilissimo
da preparare,
rigorosamente
a pasta madre,
impastato e fatto
lievitare con
la lentezza che
richiedono i giorni
di festa, assaporato
insieme con gioia.
Questo “pan di festa” è pensato per
arricchire i pranzi o le cene in famiglia,
ma non solo. Potete scegliere soltanto
uno dei due impasti o entrambi e realizzare, invece che un pane unico, dei panini
da farcire, per un buffet o per rendere
speciali le vostre colazioni o merende
invernali, semplicemente diminuendo
il tempo di cottura a 20 minuti.
La curcuma e la barbabietola, coi loro
colori caldi e decisi, rendono ricco un
impasto semplice, con note aromatiche
non invadenti, che esaltano il gusto vero
del pane.
Ricordiamoci di scegliere sempre
ingredienti di qualità per impastare: farina di tipo 2, possibilmente macinata
a pietra, olio extravergine d’oliva biologico non troppo aromatico e sale marino
integrale: la pasta madre farà il resto
della magia.
Per guarnire
1 cucchiaino ciascuno di: semi di girasole, di zucca, di lino, di papavero, di
sesamo
Procedimento:
Iniziando con l’impasto giallo, miscelate la curcuma nell’acqua (o bevanda
vegetale) tiepida. In una ciotola, sciogliete bene la pasta madre in questa
miscela. Aggiungete quindi la farina, il
sale, il pepe e l’olio e impastate con
cura per una decina di minuti almeno,
fino a ottenere una consistenza elastica
e non appiccicosa. Riponete l’impasto
giallo in una ciotola coperta da un
canovaccio umido. Sciogliete la pasta
madre nel succo di barbabietola non
freddo, quindi aggiungete la farina, il
sale e l’olio e impastate bene per almeno 10 minuti. Sistemate anche questo
secondo impasto in una ciotola coperta
da un canovaccio umido e lasciate
lievitare entrambi in un luogo tiepido
per almeno 3 ore, fino al raddoppio.
Trascorso questo tempo, foderate
una teglia rotonda con carta da forno
e cominciate, con ognuno dei due
impasti, a formare delle piccole palline
disponendole nella teglia un poco
distanziate, alternando i colori. Una
volta terminati gli impasti, spruzzate
leggermente la superficie delle palline
con poca acqua e guarnite con i semi.
Mettete a lievitare il pane coperto in
un luogo tiepido per almeno 1 ora, in
modo che le palline raddoppino di
volume e aderiscano tra loro. Cuocete
in forno già caldo a 200 °C per circa
30 minuti, controllando la cottura con
uno stecchino; una volta pronto, fate
raffreddare su di una griglia.
29
oggi in cucina
zuppa di Miso
con Udon
e alga Wakame
udon
Gli Udon sono una varietà di noodles
tradizionalmente spinata, che
nell’aspetto ricorda i nostri vermicelli.
Molto utilizzati nella cucina giapponese,
si possono servire asciutti, oppure nelle
zuppe tipiche della tradizione orientale,
come quella di miso.
30
• 250 g di udon noodles
di grano
• 3 cucchiai di shiro
miso bianco
• 3 cucchiai di genmai miso
• mezzo cipollotto
tagliato ad anelli
• mezza zucca tagliata
a cubetti
ARCHE
miso bianco
Shiro delicato
Il miso si ottiene dai semi di soia,
con l’eventuale aggiunta di cereali.
Preparato con il riso, il miso shiro è
più chiaro nel colore e ha un sapore
delicato. Ideale anche per gratinare.
messaggio promozionale
ARCHE
ingredienti
per 4 persone
foto di Sabrina Scicchitano
• 2 carote medie
tagliate a fettine
• 50 g di verze
a listarelle
• 1 cucchiaio di olio
extravergine d’oliva
• 2 cucchiaini di wakame
istantanea
• 1 pizzico di shoyu
per insaporire
ARCHE
messaggio promozionale
genmai miso
L’altra variante di miso a base di riso, è
il genmai miso preparato aggiungendo
chicchi di riso integrale ai fagioli
di soia, che rimangono la base. È
maturato per 18 mesi e ha un gusto
leggermente piccante, ma equilibrato.
In confezione richiudibile da 300 g.
Cucinate i noodles seguendo le istruzioni
riportate sulla confezione. Preparate le
verdure: tagliate la zucca a cubetti, dopo
averla pulita, le carote a fettine, la verza
a listarelle e il cipollotto ad anelli. Lavate
l‘alga wakame in un colino. Saltate in padella le carote e il cipollotto con l’olio extravergine di oliva. Aggiungete la zucca
e versatevi un litro d’acqua. Cuocete per
circa 5 minuti e, alla fine, aggiungete la
verza e l’alga Wakame. Unite il Miso fino
a ottenere la consistenza di una zuppa.
Ponete i noodles arrotolandoli al centro di
un piatto e aggiungetevi la zuppa. Infine,
insaporite con un pizzico di Shoyu.
Arche Naturküche
Azienda leader nella produzione di
alimenti della tradizione macrobiotica,
Arche propone un vasto assortimento di
specialità prodotte secondo le secolari
tecniche in uso in Giappone, come la
fermentazione naturale e il lungo affinamento che conferiscono loro un sapore
unico e originale. Miso, noodles, salsa
di soia e tutti i condimenti Arche sono
prodotti con cura e l’attenta scelta
dalle materie prime; inoltre, sono adatti
anche ai vegani. Inoltre sono 100%
vegan.
ARCHE
wakame
istantanee
Sin dall’antichità le alghe fanno
parte dell’alimentazione tradizionale
giapponese. Le wakame, sono alghe
brune giapponesi, appartenenti alla
varietà Undaria pinnatifida.
31
approfondimento di Carlo Triarico
osservare il riposo invernale
della terra, capire se stessi
Osservare il riposo invernale dei campi
è fonte di grande ispirazione: l’agricoltura segue ritmi saggi e validi anche per
l’uomo, che ci possono far capire cos’è
bene fare durante la stasi invernale e cosa
è bene mangiare.
L’uomo, che nei secoli ha creato l’agricoltura, ha plasmato piante e animali perché
gli dessero il cibo adatto in ogni stagione.
Le patate rinfrescano e sono pronte
d’Estate, quando mangiamo anche le
zucchine e i cocomeri gonfi di acqua. Se
invece si tratta di zucche, che accumulano
amidi, allora ne disponiamo in Autunno:
32
sono nutrienti e ci fanno affrontare l’Inverno, periodo durante il quale ci sono le
arance, che racchiudono il calore estivo.
Basta guardare le colture stagionali per
capire di cosa abbiamo bisogno in quel
momento.
Ma cosa avviene in agricoltura e alla
terra in Inverno, quando tutto sembra
fermarsi e riposare? L’impressione che ci
ha lasciato l’Autunno è che tutto stia finendo: il buio avanza sulla luce e un peso,
una forza che porta giù l’anima, raggiunge
anche gli esseri umani. I medici sanno
che l’Autunno è un periodo di grande
incidenza delle depressioni. Poi, nell’Inverno, tutto pare si fermi e nella natura
subentra una stasi incantata, come in attesa di qualcosa. In questo clima anche gli
esseri umani sono più riflessivi e sereni. È
proprio invernale una festa intima come
il Natale.
Dei ritmi della natura l’agricoltura ha
fatto la sua forza, assumendo la qualità delle stagioni come proprio ritmo di
lavoro e come modello delle attività. In
Inverno queste si spostano verso l’interno
delle fattorie, si fa attenzione a risistemare
tutto, si curano gli strumenti, le piante e
gli animali e si programmano i lavori.
Se si è seminato in Autunno, i semi
sono anch’essi a riposo dentro la terra,
da cui traggono le forze per preparare la
nuova pianta. La terra si è ritirata al suo
interno: è come se concentrasse in sé il
tutto. Come nel seme in quiete, in essa c’è
la massima concentrazione dell’essenza,
che poi germinerà in Primavera ed esploderà di fecondità in Estate.
In Estate tutta la terra intorno diventa
manifestazione di profumi, di colori, di
vita. Il polline dei fiori porta con sé questo
processo e si espande fino agli strati più
alti dell’atmosfera. La Terra espira tutto
da se stessa; anche noi esseri umani siamo
proiettati fuori: non è facile concentrarsi e
studiare nei mesi estivi.
In Inverno, invece, la natura si concentra in sé, riporta all’interno della Terra
tutte le proprie forze e riposa.
Bisogna accostarsi all’essere dell’Inverno, per comprenderlo e riscoprire il valore
del riposo. Oggi il riposo è inteso come
La neve:
un bene prezioso
In questo periodo dell’anno è buona cosa
avere dei pensieri positivi verso la natura, le piante, gli animali e, naturalmente, gli uomini. I nostri pensieri e i nostri
sentimenti agiscono come veri impulsi
sul mondo naturale, non si tratta di fare
stucchevole poesia o sentimentalismo,
ma di avere un rapporto personale e
intimo con la terra, che è fonte di vita e
sostentamento per ogni uomo. In questo
momento dell’anno la terra “trattiene il
fiato” e si prepara al nuovo anno, e assieme a lei ci prepariamo interiormente ad
affrontare un nuovo ciclo.
Il preparato di neve
Un piccolo espediente che ci divertirà e sarà utile al momento giusto è il
preparato di neve.
Chiunque osservi con una lente un
fiocco di neve ne rimane affascinato. Si
possono vedere i cristalli disposti secondo una geometria esagonale di straordinaria bellezza. Una struttura cosmica,
dove il significato di “cosmo” è “armonia
e bellezza”.
In biodinamica lo studio delle forme è molto importante, perché la forma
di un essere vivente comunica le forze
plasmatrici che hanno contribuito alla
sua crescita, mentre il DNA ne definisce
la sostanza. Le proporzioni e l’armonia
della forma sono date da una complessità di forze…
La forma a esagono e le intersezioni a 60 gradi degli angoli sono presenti
anche nelle celle delle api, nei cristalli di
evasione, come uscita e dimenticanza di
sé. Dopo l’evasione, però, tutto ritorna ai
ritmi meccanici della vita contemporanea.
Ma non è questo il riposo. Il mondo
antico chiamava il riposo otium. Oziare
significava lavorare al proprio interno, riflettere, meditare, rafforzarsi interiormente. In questo modo si portava equilibrio
al negotium, cioè all’attività lavorativa
esterna.
La qualità dell’ozio dipende da come
è stato il nostro negozio. La qualità del
giorno di riposo dipende da come abbiamo
vissuto i giorni in cui siamo attivi. A sua
volta è proprio il riposo riflessivo a stabilire le basi per concepire bene le attività che
poi dobbiamo svolgere nella vita esteriore.
Per questo il riposo è un’attività molto nobile concessa agli esseri umani e l’Inverno
ne è il suo migliore alleato.
Andiamo allora nei campi in Inverno a
riflettere sulle realtà agricole dove nascono i prodotti che mangiamo ogni giorno.
Tutto ciò che è nuovo si genera in que-
sta silenziosa stagione. Se perdiamo la
connessione con le terre che generano
il nostro cibo, perdiamo una parte
del suo valore nutrizionale. Non ci
nutriamo di sole sostanze, ci nutriamo
anche con i sensi: di sapori, profumi e
colori…
Ma, soprattutto, ci nutre ciò che
i sensi comuni non colgono. La vita,
le idee e gli ideali, l’immaginario e i
sentimenti sono parte della nostra
nutrizione.
Andare in campagna a osservare il
riposo invernale può essere l’occasione
per conoscere gli agricoltori, specie
quelli biologici e biodinamici, provare
i loro prodotti, capirne e apprezzarne l’origine. Sarà allora possibile
riportarne con sé la memoria quando
torneremo alla vita delle città, ai suoi
ritmi meccanici. Proprio il silenzioso
Inverno prepara i prodotti vitali che,
altrimenti, rischiano di non avere per
noi origine e anima.
quarzo, nei fiori a sei petali o nei semplici
triangoli delle spine delle rose ecc.
Questo tipo di formazioni esagonali
è espressione della luce, come se una
particolare “frequenza di luce” avesse dato
un’impronta. In un certo modo, così come
l’acqua può registrare una “memoria” (per
esempio i rimedi omeopatici), anche i
cristalli d’acqua trattengono una memoria
di luce. La neve, in particolare, trattiene
una memoria di luce invernale, molto utile
alla crescita della microflora del terreno e,
quindi, delle piante.
Anche i giapponesi (in particolare
il ricercatore Masaru Emoto) studiano
le forme dei cristalli d’acqua e hanno
dimostrato come l’acqua possa essere un
“registratore” di impulsi, simile a un registratore magnetico. Per averne un certo
riscontro (in questo caso un riscontro non
positivo), basta osservare lo scioglimento
della neve nelle zone compatte di un prato:
spesso c’è sviluppo di batteriosi nocive
all’erba, dovute alle eccessive forze che
la neve sprigiona in assenza di ossigeno,
a vantaggio di particolari microrganismi
che provocano macchie gialle sul prato.
In questo caso, il consiglio biodinamico
è di spruzzare in autunno e in inverno tè
di equiseto, previo un buon arieggiamento.
biodinamico;
• conservarla in un sacchetto nel congelatore;
• sarà da usare durante un’estate torrida o fortemente secca; la si estrae dal
congelatore, sciogliendola in circa 10
litri di acqua pulita e senza cloro;
• la si dinamizza per 20 minuti circa,
rimescolando molto energicamente;
• la si versa in una pompa a spalla e
s’irrora per tre sere consecutive; in
alternativa la si potrà distribuire con un
annaffiatoio come acqua di soccorso.
Utilizzo pratico della neve come
fonte di fertilità nel giardino
biodinamico
La neve è un vero accumulatore di forze invernali di crescita che possiamo
usare a nostro vantaggio, ecco come:
• raccogliere la neve più pulita nella quantità di un bicchiere, non oltre, magari in
un giorno di luce indicato dal calendario
La neve, nel suo processo di scioglimento, rilascia nell’acqua le stesse
forze vitali dell’inverno, aiutando le
piante quando la stagione estiva è molto
secca. Non si tratta naturalmente di un
gioco di temperature, ma di forze vitali
plasmatrici che si liberano nel terreno e
sulla chioma della pianta.
Se questa operazione viene fatta nei
tre giorni a cavallo della luna piena il
suo effetto sarà ancora più evidente.
Risulta molto utile soprattutto dove ci
sono ecosistemi delicati; in ogni caso, è
una pratica divertente e rilassante.
Attenzione però se vi sono piogge,
l’estate è umida o le irrigazioni sono abbondanti: si potrebbe favorire il mondo
dei funghi, il che non è auspicabile!
Articolo di Paolo Pistis,
tratto da valorealimentare.it
33
consigli per la spesa
MULINI REALI
pane azimo di
grano duro Cappelli
Preparato con semola di grano duro
Cappelli è semplice e croccante. È l’ideale
a tavola, con verdure, salumi e formaggi,
ma si presta anche a utilizzi più elaborati,
per esempio per preparare lasagne e
millefoglie.
PERL AGE
“Col di Manza”
Valdobbiadene
Prosecco Superiore
DOCG Extra Dry
Millesimato
Di colore giallo paglierino scarico, con
intensi rifl essi verdi, è un prosecco che
si abbina perfettamente con minestre di
legumi e frutti di mare, carni bianche,
primi piatti conditi con sughi delicati e
formaggi freschi.
BIONATUR AE
orzo con legumi
Ideale da gustare sia freddo che riscaldato,
è un piatto già pronto che abbina l’orzo
con legumi quali piselli, ceci e fagioli rossi.
Perfetto per chi ha poco tempo, è ottimo
anche in pausa pranzo; inoltre, è 100%
vegetale, dunque indicato anche
per vegani.
L A FONTANINA
Valpolicella DOC
e Amarone della
Valpolicella DOCG
Due vini rossi secchi, ottenuti da uve
Corvina e Rondinella. Il primo, da
servire a 15-18 °C, è di colore rosso
rubino vivo. Il secondo, rosso vivo con
rifl essi violacei, deve essere conservato
in orizzontale, in ambienti bui e asciutti,
e stappato qualche ora prima del
consumo.
BIOL AB
veg-ragù di soia
alla bolognese
Il veg-ragù di soia alla bolognese Biolab,
proposto nel nuovo formato da 250 g,
è perfetto per due persone. Indicato per
condire la pasta, ma non solo, è già
pronto: basta scaldarlo 2 minuti in padella
a fuoco moderato e utilizzarlo a piacere.
BIO APPETÌ
burger lenticchie
e cipolle
Nati dal delizioso accostamento di
lenticchie e cipolle, questi burger a base
di seitan hanno un alto contenuto di
proteine vegetali. Veloci da preparare,
basta dorarli qualche minuto in padella;
sono ideali anche per farcire un classico
panino bio veg.
34
l’esperto in cucina
i piatti
delle feste
Augurandovi buone feste, i Ristoranti
NaturaSì Cucina biologica delle Cascine
Orsine (Bereguardo) e di Milano vi regalano due gustose ricette per festeggiare
in modo originale, portando in tavola i
profumi della terra.
Parmigiana di zucca
Ingredienti:
1 zucca Butternut o Delica di grandezza
media, mezzo cavolo viola, 20 pomodorini
piccadilly, 1 mazzetto di salvia, 2 rametti
di rosmarino, 200 g di Rotonda, 200 g di
Caciotta Pavese, 200 g di grana padano,
olio extravergine d’oliva, sale, vino rosso.
Stufate la zucca tagliata a listarelle con
la salvia, il sale e l’olio. A parte, cuocete il
cavolo nero con olio extravergine d’oliva,
sale, salvia e un cucchiaio di vino rosso.
Tagliate i pomodorini e metteteli a scolare,
poi conditeli con sale e rosmarino. Dopo
aver grattugiato tutti i formaggi componete la parmigiana a strati alternando i
diversi ingredienti fino a completare la
pirofila. Infornate a 200° per 30 minuti.
Polpettone di seitan, lenticchie,
ceci e fagioli con crema di carota
e zenzero
Ingredienti:
150 g di seitan, 200 g di lenticchie,
200 g di ceci, 200 g di fagioli, 3 uova,
200 g di pane grattugiato, 3 rametti
di rosmarino, 3 foglie di alloro, 1 cipolla,
sale, pepe, olio extravergine d’oliva.
Mettete in ammollo i legumi per una notte
intera. In una pentola a pressione mettete,
a fuoco lento, l’olio e la cipolla tagliata
finemente. Alla doratura della cipolla
aggiungete il seitan tritato e i legumi con
l’acqua dell’ammollo, aggiungete quindi il
rosmarino e l’alloro. Chiuso il coperchio
e alzata la valvola, fate cuocere per 30
minuti dall’inizio del fischio. Rimuovete
quindi l’alloro e lasciate rapprendere il
tutto. Versate il composto su un piano di
lavoro, aggiungete le uova, il pan grattato,
sale, pepe, e lavorate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo cui darete
la forma del polpettone. Ponetelo in una
teglia ben spennellata d’olio e infornate a
180° per 15 minuti. Servite tagliato a fette
spesse 1 cm.
Per la crema:
300 g di carote, 1 scalogno, 5 g di zenzero,
350 ml di brodo, sale, pepe,
olio extravergine d’oliva.
Pelate e tagliate le carote a cubetti, versatele in una padella con l’olio, lo scalogno
tritato e lo zenzero precedentemente
pelato; fate rosolare per 10 minuti a fuoco
basso, aggiungendo 2 mestoli di brodo.
Una volta che la carota è cotta, frullate il
tutto, aggiungendo sale, pepe e il resto del
brodo a filo fino a ottenere un composto
omogeneo da accompagnare al polpettone.
Da quattro generazioni
con passione e qualità.
DI VITO FOOD
S.s. 16 Z.I. Punta Penna
60054 Vasto (CH)
Tel. 0873 310704
35
oggi in cucina
con lo chef Martino Beria
ingredienti
per 20 polpettine
polpettine delle feste
con broccolo romanesco
e anacardi su salsa
di topinambur
36
ECOR
anacardi
soffiato di miglio
Originaria del Brasile, la pianta
dell’anacardio dà vita a due frutti: un
falso frutto, la “mela d’anacardio” e il
vero frutto, la “mandorla d’anacardio.
È proprio quest’ultimo che, al suo interno,
contiene il seme commestibile da tutti
conosciuto.
Considerato per anni un alimento per
uccellini, il miglio è stato rivalutato
da qualche decennio. Per i suoi
soffiati, Ecor utilizza i chicchi passati
alla decorticatura necessaria per
rendere commestibile questo squisito
cereale a chi non ha il becco.
messaggio promozionale
ECOR
Per le polpette:
• 110 g di broccolo romanesco
• 35 g di ceci secchi
o 70 g di ceci lessi
• 35 g di anacardi
• 16 g di fiocchi di segale
• 20 g di farina integrale
• 23 ml di acqua
• 5 g di sale integrale
• 7 g di miglio soffiato
• 7 g di lievito alimentare
ricetta e foto di lacucinavegetariana.it
in scaglie
• 10 g di preparato per purè
• 0,5 g di aglio
• olio di semi di girasole spremuto a freddo (per cuocere)
Per la salsa:
• 200 g di topinambur
• 15 g di olio extravergine
di oliva
• sale e pepe q.b.
Se utilizzate i ceci secchi, metteteli a bagno per 24 ore in acqua fredda; cambiate l’acqua una o due volte. Sciacquateli e
ECOR-FILIER A ITALIANA
messaggio promozionale
ceci
Noti già agli antichi Romani, sono
l’ingrediente principale di alcuni
piatti della tradizione italiana,
interi o macinati in farina. Quelli
che vi presentiamo provengono da
coltivazioni biodinamiche che fanno
parte della filiera italiana di Ecor.
bolliteli in acqua salata per 4 ore in una
pentola coperta (se ne avete, utilizzate
2-3 cm di alga Kombu). Con la pentola a
pressione, dimezzerete i tempi di cottura.
Lavate e tritate il broccolo romanesco fino
a ottenere una grana sottile. Tritate anche
i ceci e gli anacardi separatamente, poi
aggiungeteli al broccolo, in una ciotola.
Aggiungete poi i fiocchi di segale, la
farina integrale, il sale, il miglio soffiato,
il lievito, il preparato per purè e l’aglio
fresco tritato. Una volta mescolati tutti
gli ingredienti, aggiungete l’acqua a filo
e lavorate fino a ottenere un impasto
omogeneo. Formate polpettine di circa
14 grammi ciascuna o di 1,5 centimetri
di diametro. Preparate la salsa: pelate il
topinambur e tagliatelo a fettine di circa
un centimetro di spessore, poi fatelo
ammorbidire in una casseruola con l’olio,
mezzo dito d’acqua, sale e pepe. Una
volta cotto frullatelo con un frullatore a
immersione ottenendo una salsa morbida.
Se dovesse risultare troppo densa, potete
allungarla con un po’ d’acqua tiepida.
Scaldate un filo d’olio in una padella
antiaderente e fate rosolare le polpette
per circa 10 minuti, girandole di tanto in
tanto per farle cuocere su ogni lato.
È possibile usare anche altri tipi di cavoli
come il cavolfiore bianco o viola, i broccoli o i broccoletti di Bruxelles.
Martino Beria è chef e co-fondatore
del portale di ricette veg
lacucinavegetariana.it
ECOR
fiocchi di segale
integrale
Petali di cereali ottenuti con un
trattamento termico che ammorbidisce
il chicco, cui segue una fase di
schiacciamento (o laminazione) che
lo rende sottile. Ideali a colazione,
si prestano a tante ricette diverse.
37
bio & the city
Venerdì sera
piccoli piaceri
Siamo a casa di Daniela. Piove a dirotto
e ci abbiamo messo un sacco di tempo: il
traffico della città. Poi quelle solite girate
in cerca di parcheggio. Io lo dico sempre
muoviamoci con il bus! Ma alla fine siamo
troppo pigre. Siccome lei ha un bella stufa
a legna, siamo già entrate nell’atmosfera giusta. “Cioccolata calda per tutte?”
ci chiede Dani. Ecco, una bella tazza di
cioccolata la possiamo senz’altro mettere
in cima alla nostra lista di cose buone da
fare quando è freddo.
Sabato
divagazioni
Alla fine dopo il camino, la cioccolata, il
calduccio della coperta di lana, l’odore
del maglione di lana vera della nonna, il
cappello-sciarpa-guanti peruviani, le palle
di neve e lo sci di fondo, ci siamo trovate
come al solito a chiacchierare di tutt’altro.
Silvia ci doveva parlare del moroso e curiose abbiamo subito abbandonato la lista.
Lunedì sera
Martedì pausa pranzo
si ricomincia
con il cappotto
cosa fare d’inverno?
Brr… stamattina ho tirato fuori il cappotto. È proprio cominciata la stagione
fredda.
Meglio farsene una ragione per non continuare a lamentarsi come la mia amica
Martina che si rifiuta di accettare che
l’estate sia finita e sogna ancora il caldo
del sole.
Domani faccio un elenco delle cose positive che l’autunno e l’inverno portano
con sé… ora mi ficco sotto il piumone e mi
godo il calduccio e una bella dormita.
Cosa c’è di più bello quando arrivano i
primi freddi?
38
Sono qui con foglio A3, riciclato, e la mia
penna preferita, quella che mi ha portato
Carlotta da Praga in uno dei suoi viaggi
attraverso l’Europa.
Ho deciso di fare una lista, rigorosamente
a mano, delle belle cose che si possono
fare d’inverno e poi attaccarla in cucina,
sul frigo. Così, quando faccio colazione la
mattina, mi mette di buonumore... Almeno spero! Accidenti ho tutto l’occorrente,
ma pensieri e idee zero… forse è meglio
che chiami le mie amiche e mi faccia dire
da ognuna di loro qual è il lato bello del
freddo, del buio presto… della nebbia e del
naso ghiacciato… Aiutoooo voglio anche
io l’estate.
prepariamoci
per i regali
Ieri pomeriggio sono andata come sempre
a fare la spesa nel mio negozio bio di
fiducia. Le ragazze che vi lavorano stavano
tirando fuori alcune cose di Natale... (ecco
cosa aggiungere nella nostra lista… il
Natale!). Le lasciano ancora in magazzino
e non sugli scaffali perché è presto, ma
siccome siamo diventate un po’ amiche mi
hanno fatto vedere l’anteprima!! Certo che
anche quest’anno hanno un sacco di cose
belle: c’è la tisana dell’avvento di Sonnentor, con 24 infusi diversi ogni giorno fino
al Natale. A proposito di tè e infusi ho
trovato subito il regalo per le zie: quelli di
English Tea Shop, con le loro belle scatole
colorate, quelli di Yogi Tea, con le loro
confezioni natalizie e la raffinata selezione
di Tè dall’India CTM Altromercato. Per la
mamma, che ama cucinare piatti gustosi
e profumati, ci sono le scatole delle spezie
Sonnentor, mentre per le mie amiche, un
po’ vanitose, che amano sentirsi belle e
coccolarsi con prodotti di bellezza, ci sono
le confezioni regalo di Weleda e Dr. Hauschka. Ho visto anche una bella lampada
di sale ideale per l’ufficio grazie al cavo
USB e una lampada diffusore di aromi
che, con le sue luci colorate, starebbe
benissimo a casa mia. Bene, ho trovato il
regalo anche per me.
messaggio promozionale
buone cose
per Natale
Domenica
Lunedì
i nostri consigli
penso in bici
Oggi vado al lavoro in bici perché non
piove. Fa freddissimo, ma io mi metto il
mio berrettone rosso! La lista delle cose
belle da fare d’inverno si allunga... e le mie
amiche vogliono metterla sulle nostre pagine Facebook per condividerla con altri…
ci penserò mentre pedalo.
Martedì
arriva il capo
Mentre ero alla macchinetta del caffé al
lavoro, è passato il Capo. Avevo attaccato
alla bacheca la mia lista, e lui ha aggiunto
un pensiero (“d’inverno è bello andare a
dormire presto”) che detto da un capo non
me lo sarei mai aspettato. Però siccome
avevo messo anche un elenco di idee regalo di prodotti biologici ed equosolidali, lui
mi ha chiesto info per fare i cesti di Natale
da regalare ai clienti. Idea grandiosa!
Però, anche il mio capo è avanti… e molto
green. Allora gli ho dato il numero di
telefono del mio negozio bio di fiducia e gli
ho spiegato come arrivarci.
Giovedì
cesti di Natale
Una bevanda calda
e una morbida
carezza sulla pelle
Una notizia fantastica. Siccome la segretaria non può farlo, domani vado io in negozio con la mia macchinina, per acquistare
i cesti dei clienti della mia azienda. Tutti
prodotti bio! Sono molto contenta e anche
fiera di me. Se non fosse stato per la mia
lista non avrebbero avuto l’idea. Le ragazze mi hanno dato una sacco di idee: dai
dolci tipici del Natale, come il panettone
e il pandoro, al Prosecco per brindare in
allegria; mi hanno detto che arriveranno
per Natale anche altre golosità, come i torroni e i croccanti. Appena a casa chiamo
subito le mie amiche per raccontare loro
la novità.
1 Valverbe
Tisana ai frutti rossi
Una tisana perfetta per riscaldarsi nelle fredde
giornate invernali. Nasce dalla combinazione
di rosa canina, karkadè, bacche di sambuco,
foglie di fragola, di lampone e di ribes nero
che maturano lungo i sentieri di campagna,
nei boschi ombrosi e nelle fitte siepi, con l’aggiunta di aroma naturale di lampone.
2 Raab
Immunoforce
Un mix di principi naturali in grado di fornire,
con l’arrivo del freddo, un notevole supporto
al nostro organismo. Contiene tanti validi
ingredienti, come gli estratti di melograno,
aronia e acerola; zinco, selenio e vitamina C
proteggono le cellule dallo stress ossidativo
e contribuiscono alla normale funzione del
sistema immunitario.
• Sonnentor, tisana dell’avvento;
• English Tea Shop, White Christmas
Prism, Christmas Tin, Luxury Tea Gift
e Christmas Collection;
• Yogi Tea, Finest selection, Christmas Tea
e Confezione regalo con tazza;
• Ctm altromercato, selezione tè India;
• Sonnentor, scatole delle spezie;
• Weleda, Bio-tiful Nails, Red Regeneration e Love me baby alla calendula;
• Dr. Hauschka, i rituali di benessere
vivificante, riequilibrante e di benessere
rigenerante;
• Cosmo color, lampada di sale piccola
con cavo usb;
• Gisa Welles, lampada diffusore candela.
messaggio promozionale
la lista dei miei regali
4 GSE
Ferro e Vitamin C Complex
Un integratore alimentare di ferro, estratto
da foglie di curry (Marraya koenigii), e di
vitamina C estratta da bacche di Amla (una
pianta, originaria dell’India, botanicamente
nota come Emblica officinalis, che produce un
frutto succoso di colore verde). Viene proposto
in confezioni da 60 compresse: due al giorno
coprono il fabbisogno di ferro e vitamina C di
un adulto.
5 GSE
Vitamine B Complex
Il benessere fisico è influenzato da una pluralità di fattori; tra questi senz’altro giocano un
ruolo di primo piano una dieta bilanciata e un
esercizio fisico regolare. Le vitamine svolgono
un ruolo importante nel corretto funzionamento del nostro metabolismo. Tra loro, le vitamine B. Vitamine B complex contiene vitamina
B1, B2, B3, B5, B6, B9 e B12; è proposto in
confezione da 60 compresse.
3 Ortis
Frutta & Fibre in cubetti
Un prodotto indicato in caso di pigrizia
intestinale: grazie alla combinazione di frutta
e fibre, agisce in modo efficace ma delicato.
Dal gradevole sapore di frutta, è proposto
nel pratico formato in cubetti ed è pratico da
portare sempre con sé.
39
consigli per orto e terrazzo di Paolo Pistis
novembre e dicembre:
quali lavori nell’orto?
In quest’epoca è importante provvedere alla raccolta
delle foglie e di tutti gli scarti
dell’orto e del giardino, incluse le erbe infestanti che sono
state tolte dalle zone coltivate:
bisogna fare attenzione che
non siano montate a seme e
che non siano rizomatose,
come la gramigna. Si possono utilizzare anche i rami
delle eventuali potature che
andranno appositamente
trattati con un biotrituratore.
Tutto questo materiale andrà
ben mescolato, aggiungendo
piccole dosi della terra del
proprio orto. Su un volume di
1 metro cubo basterà mezza
carriola di terra presa dalla
superficie. Mano a mano che
mescoliamo, potremo aggiungere piccole spruzzature del
preparato biodinamico fladen
colloidale che avrà lo scopo di
contribuire alla decomposizione della sostanza organica.
Basteranno 50 g sciolti in
10 l d’acqua tiepida. Assicuriamoci che tutto ciò che
andremo a mescolare sia sufficientemente umido, ma mai
grondante d’acqua. A questo
punto cerchiamo una zona in
ombra e facciamo un bel cumulo che andrà ricoperto con
uno strato di foglie o anche
con una vecchia coperta di
lana. Lasceremo in fermentazione tutto fino ad aprile,
per poi rimescolare: nel tardo
autunno dell’anno successivo avremo a disposizione
dell’ottimo terriccio per i fiori
e per le piantine da orto. Sarà
importante assicurarsi che
durante questi mesi non vi siano cattivi odori, al massimo
si dovrebbe sentire un profumo di terriccio del sottobosco.
Possiamo anche già vangare
le zone liberate dalle colture
e, nel caso fossimo in una
zona in cui gela, lasciamo che
la terra possa essere disgregata dal freddo, altrimenti
ricopriamo con un leggero
strato di foglie affinché la
pioggia invernale non sia
battente sulla terra. È impor-
tante, in ogni caso, interrare
del concime organico proprio
in quest’epoca, affinché la
flora microbiologica possa
inglobare elementi nutritivi
in modo omogeneo e stabile,
e controllare che non vi siano
dei punti di acqua stagnante, realizzando, se è il caso,
canalette di sgrondo. Questo
permette di limitare molto le
asfissie del suolo e la riproduzione di microrganismi nocivi
per le colture. Dopo una forte
pioggia, l’acqua non deve
sostare per più di tre ore sotto
forma di piccole pozzanghere.
Nel caso contrario possiamo
aiutarci con vanghe a forca e
praticare dei fori per favorire
lo sgrondo immediato.
In questa fase stagionale gli
orti potrebbero essere presi di
mira dalle arvicole. Occorre,
al primo segno di presenza,
mettere delle trappoline dissuasive oppure interrare dei
lupini macinati. Un bel gattino allevato in modo naturale
che giri per l’orto risolve
velocemente il problema.
Specialità di cacao
W W W.V I VA NI.DE
f Mono origine „Panama“
f Con zucchero da fiori di palma da cocco
40
consigli per la spesa
ARCANIA
ACHILLEA
Tricanus “NON SO”
IGT senza solfiti
aggiunti
succobene Goji
Ottenuto dalla spremitura di bacche
coltivate di Goji che crescono nella zona
dell’Himalaya, nelle regioni del Tibet e in
alcune province della Cina, ha un gusto
lievemente aspro e aromatico, piacevole e
dissetante. Viene proposto in bottiglia da
330 ml in vetro scuro, con tappo a vite.
Vinificato in piccole vasche e affinato
in botti di legno, è ottenuto da uve
Cabernet Franc, Merlot e Refosco,
senza solfiti aggiunti. Di colore rosso
rubino, ha un sapore deciso che lo
rende indicato per accompagnare
piatti di alta cucina, carne e formaggi
stagionati.
ANDECHSER NATUR
burro di latte
di capra
La particolarità di questo burro è che è
preparato con latte di capra, il che lo
rende indicato per chi, per diverse ragioni,
desidera eliminare o ridurre il latte vaccino
dalla propria dieta. Viene proposto in
panetto da 125 g.
Baule Volante
WILD OCEAN
bastoncini
di pesce surgelati
zucchero
di Foresta
Questi bastoncini di pesce sono un piatto
saporito e sfizioso, amato da grandi e
piccoli. Sono preparati esclusivamente con
filetti di merluzzo carbonaro, pescati uno
ad uno nell’Atlantico nord orientale, con
metodo di pesca sostenibile su piccola
scala, e avvolti in una panatura dorata che
li rende gustosi e assolutamente irresistibili.
Presentato a SANA 2015, viene estratto
dalla linfa dell’Arenga Pinnata, una
speciale varietà di palma coltivata in
Indonesia (diversa dalla palma da olio)
utilizzata anche per importanti progetti
di riforestazione. Lo Zucchero di Foresta,
che rappresenta un’essenziale fonte di
sostentamento per le popolazioni locali,
è una naturale fonte di ferro.
BIOL AB
polpettine al sorgo
Dorate e appetitose, sono la novità di
Biolab a base di tofu, sorgo e verdure;
croccanti polpettine che racchiudono al
loro interno un ripieno morbido e sfizioso.
Pronte in pochi minuti, sono ideali come
veloce secondo piatto, ma sono anche
indicate come aperitivo.
41
salute e benessere
inverno e difese
immunitarie
Con l’arrivo dell’inverno, negli studi
medici ci viene posta sempre più spesso la
domanda: cosa si può prendere per rafforzare il sistema immunitario? L’accresciuta
consapevolezza dei pazienti e il desiderio
di godere di una medicina preventiva
e non solo sintomatica rappresentano
sicuramente un elemento positivo e importante sulla strada di una vera alleanza
terapeutica tra medico e paziente. Spesso,
tuttavia, questa richiesta si risolve solamente nell’aspettativa di un prodotto o di
un medicamento che “faccia il lavoro” per
noi, in modo tale che le fastidiose malattie invernali non ci disturbino nel nostro
“funzionare a mille” quotidiano.
Un sistema complesso
Il nostro sistema immunitario rappresenta un meccanismo complicatissimo e
altamente differenziato: ci permette di
mantenere i confini tra noi e il mondo,
evitando che determinati agenti patogeni
possano proliferare e scatenare una malattia. L’attenzione per il sistema immunitario è enormemente cresciuta negli ultimi
anni, sia perché – giustamente – si dà
sempre più importanza alla prevenzione,
sia perché le patologie di questo apparato,
immunodeficienze e patologie autoimmuni, o anche solo allergie e intolleranze alimentari, sono drammaticamente
aumentate.
Con l’approssimarsi dell’inverno, l’aumentato stress lavorativo e le più rigide condizioni climatiche favoriscono l’indebolimento delle difese dell’organismo, il che
apre la strada alle comuni, ma comunque
fastidiose e spesso sottovalutate, infezioni
virali acute invernali. Queste malattie
possono interessare ogni distretto dell’albero circolatorio (dal rino-faringeo ai
bronchi) fino a degenerare in patologie più
severe o generalizzate, come l’influenza,
le bronchioliti, le polmoniti. La gravità di
queste patologie può essere molto varia ed
è presumibilmente dipendente dal grado
d’immunità dell’individuo. Come si può
fare dunque a mantenere questo sistema
difensivo in buono stato?
Come mantenerlo “in salute”
Premesso che studi sempre più numerosi
di psico-neuro-endocrino-immunologia
(disciplina che studia le correlazioni tra la
nostra vita interiore e il sistema nervoso,
ormonale e immunitario) mostrano come
il sistema immunitario sia sensibile allo
stile di vita e all’atteggiamento interiore
(positività, motivazioni e ideali ci mantengono più forti), troviamo un primo aiuto
nel regolare l’alimentazione: gran parte
del sistema immunitario si trova a livello
dell’apparato digerente. Una digestione
efficiente evita una fatica inutile al sistema immunitario. Quindi, salvo patologie
gastriche e con un’alimentazione sana
ed equilibrata, ricca di verdure, frutta e
6IA
6IA0RATOs-ELLE#UNEO
4ELs&AX
4EL
VALVERBE VALVERBEIT
Scopri Valverbe e le sue tisane
su www.valverbe.it
42
cereali, si possono assumere alcune gocce
amare (per esempio di genziana e imperatoria combinate assieme) in acqua prima
dei pasti come tonico digestivo.
Tonici ad azione più ampia, che svolgono una funzione stimolante diretta sul
sistema immunitario e/o immunomodulante, ci vengono per lo più dalla tradizione orientale. Ve ne cito qui solamente due
tra i tanti: l’astragalo cinese (Astragalus
membranaceus) ed il ginseng (Panax
ginseng).
Ambedue si possono assumere a scopo
profilattico per periodi limitati, sempre
però sotto controllo medico, perché non
sono privi di controindicazioni (soprattutto l’abusato ginseng). Per giungere alle
nostre longitudini, meritano di essere
menzionati come possibilità profilattiche
la propoli e l’echinacea. La propoli svolge
nel mondo dell’alveare una funzione
analoga al nostro sistema immunitario:
“Verso la fine della bella stagione e in vista
dei rigori invernali, le api bottinatrici iniziano la raccolta della resina dai germogli
di foglie e dalle cortecce di varie specie
di alberi. Questa resina è trasformata in
propoli e impiegata come materiale da
costruzione e da difesa per l’alveare. Tutte
le fessure e i buchi dell’alveare, inferiori a
4,5 mm, vengono sigillati con la propoli.
Al fine di mantenere l’alveare libero da
microbi, la propoli viene anche impiegata
come materiale di rivestimento delle pareti, soprattutto quelle della camera della regina. Anche i resti di eventuali insetti che
si siano introdotti nell’alveare vengono
ricoperti di propoli per evitare pericolose
proliferazioni di batteri”. (da “Manuale di
fitoterapia” di F. Perugini Billi, Edizioni
Junio). Accanto alle ben note proprietà
antibatterica, antisettica, antivirale e
antielmintica, molti autori le attribuiscono anche un’azione immunomodulante
che, associata alle altre, conferirebbe una
maggiore resistenza alle infezioni. Forse
non tutti sanno che l’echinacea (Echinacea angustifolia DC), invece, è una pianta
che veniva comunemente utilizzata dagli
uomini-medicina delle tribù indiane del
Nord America per molte affezioni (ascessi,
morsi di animali, avvelenamenti, crampi
di stomaco) e che poi venne studiata in
modo molto approfondito dai medici della
Scuola di medicina eclettica (una corrente
che si rifaceva a un’antica corrente medica
greca).
Attualmente l’echinacea è ritornata in
auge proprio per la sua attività immunostimolante (aumenta in vitro la fagocitosi
e ha un’azione antivirale-antinfiammatoria). Sia la propoli che l’echinacea possono
dare, raramente, problemi in soggetti
allergici. L’echinacea, in particolare, dovrebbe essere usata sotto controllo medico
nelle patologie autoimmuni.
i nostri consigli
Prendiamoci cura di
noi, anche d’inverno
1 bjobj
Linea viso: crema viso
pelle normale e secca
Formulata con estratti di pesca e fiordaliso e
con succo d’aloe, è un’emulsione per il viso
pensata per la pelle normale e secca, ricca di
principi funzionali naturali idratanti, nutrienti e
leviganti, emollienti e rinfrescanti. Ideale anche come base per il trucco, dopo l’applicazione dona all’incarnato un aspetto luminoso,
morbido e vellutato.
2 bjobj
Crema viso mani corpo
con karitè e jojoba
Formulata con burro di karitè, olio di jojoba,
estratto di calendula ed estratto di camomilla,
è una crema indicata per prendersi cura di
viso, mani e corpo, particolarmente ricca,
ma che non unge dopo l’applicazione. Ideale
anche per le pelli più sensibili, è ottima per
prendersi cura della pelle secca, sensibile,
screpolata o arrossata.
una ricca crema da giorno con cranberry e
pregiato olio di argan che nutre profondamente la pelle secca e matura. La sua pregiata
formulazione, inoltre, aiuta a prevenire la
comparsa delle rughe.
4 Giardino Botanico dei Berici
Tisana rosa canina
La rosa canina è un arbusto spontaneo
appartenente alla famiglia delle Rosaceae,
contraddistinto da un fiore delicato e da
piccole bacche di colore rosso. Da sempre,
la tradizione popolare le attribuisce molteplici
proprietà e la utilizza per la preparazione di
tisane.
5 Valverbe
Tisana echinacea
Una tisana ideale da gustare nella stagione
invernale, grazie all’echinacea, una pianta
erbacea appartenente alla famiglia delle
Composite, nota sin dall’antichità per le sue
proprietà. Oltre alla radice di Echinacea
angustifolia, questa tisana è preparata con
scorze di limone, radice di altea, cinorroidi
di rosa canina, fiori di karkadè e sambuco in
frutti.
3 Lavera
Cranberry e olio di argan:
crema viso da giorno
Pensata per le pelli che hanno superato i 45
anni, è un trattamento antirughe per il viso,
A cura della redazione
di Valore Alimentare
www.valorealimentare.it
43
green generation
in viaggio con
la happy family
Matteo Sebastien Bellet Grava ha occhi
grandi, con uno sguardo pulito e curioso
che esprime perfettamente il suo atteggiamento verso la vita e il suo desiderio
di viverla viaggiando alla scoperta dell’altro, del mondo, di quello che c’è sotto la
superficie delle cose. “Viaggiare restando
a contatto con la natura è sempre stata
la mia passione. Grazie all’esperienza
che ho vissuto nel contesto multietnico
del Sudafrica, ho sempre socializzato
facilmente e mi è sempre piaciuto il
contatto con le persone”, racconta. Nato a
Vittorio Veneto 33 anni fa, Sebastien ha,
44
infatti, trascorso in Sudafrica i primi 12
anni della sua vita, insieme al fratello e
alla madre (che aveva passato l’infanzia
nella Repubblica Democratica del Congo
e in altri stati africani), rientrando poi in
Italia nel 1994. La dimensione del viaggio
ha dunque contraddistinto da sempre la
sua esistenza, ma anche la storia della
sua famiglia. Se prima però Sebastien
viaggiava da solo, oggi, ad accompagnarlo ci sono la sua compagna Alberta
e le loro bambine Angela e Anna, piccole
viaggiatrici esperte, già alla scoperta del
mondo. Negli ultimi sei mesi Sebastien,
prima di ripartire, si è fermato e ha
lavorato presso il Bio Market NaturaSì di
Expo, proseguendo la sua collaborazione
con EcorNaturasì iniziata, in magazzino,
nel 2011. Il suo incontro con il biologico è stato casuale, o forse no. Racconta
infatti: “Lavoro per EcorNaturaSì dal
2011, però era nell’aria già da prima;
avevo sentito parlare dell’ azienda e dei
suoi progetti. In Scozia avevo conosciuto
due persone che già vi lavoravano… più
tardi, una volta rientrato in Italia, li ho
reincontrati casualmente. Ho molti valori
in comune con l’azienda, che mi piaceva
condividere in Expo, e raccontandone la
storia ai clienti che ci venivano a trovare…”. Inizialmente, Sebastien intendeva
il biologico soprattutto in chiave ambientale, come intimamente connesso con
concetti quali la sostenibilità ambientale,
il risparmio delle risorse, il riciclo e il
riuso. A iniziarlo al biologico dal punto
di vista più alimentare è stata Alberta: “I
suoi genitori hanno un’azienda agricola e
quindi è da sempre molto legata al mondo
dell’agricoltura. Grazie a lei ho sviluppato
maggiore attenzione e consapevolezza nei
confronti della nutrizione, del non semplicemente buttare dentro. È un aspetto
che mi appassiona, sul quale, negli anni,
sto lavorando molto”. Sebastien e Alberta
non sono attenti solo alla biologicità dei
prodotti, ma anche agli aspetti sociali:
“Abbiamo sempre cercato di fare acquisti con consapevolezza, da una parte
scegliendo prodotti biologici, dall’altra
rivolgendoci al mercato equosolidale”.
Non a caso, mentre Sebastien lavorava
in magazzino, Alberta ha lavorato per
oltre 4 anni proprio in un negozio equosolidale; nel frattempo, oltre a fare la
mamma, ha proseguito gli studi universitari e nel dicembre scorso ha conseguito
la laurea in Cooperazione allo Sviluppo.
“Per permetterle di studiare” racconta
Sebastien “organizzavo gite più o meno
lunghe con le bambine, portandole un
po’ ovunque, divertendomi e cercando
di trasmettere le mie passioni. Sono
cresciuto senza mio padre e questa figura
mi è mancata. Così, dal momento in cui
ho saputo di essere genitore, ho sempre
cercato di dare il massimo e sono molto
soddisfatto di quello che sono riuscito a
trasmettere”. Mentre Sebastien e le bambine sono in viaggio, Alberta prosegue
gli studi, alternandoli al lavoro; vicina
al traguardo della laurea, sceglie di
licenziarsi per potersi concentrare sull’università. Il loro sogno è sempre stato
quello di prendersi un anno libero dopo
la laurea di Alberta: “da quando abbiamo messo su famiglia” spiega Sebastien
“abbiamo sempre cercato di guardare
tutto con positività e forse questa è stata
la nostra forza”. E’ così che nonostante la
disoccupazione di Alberta e una proposta
di avanzamento lavorativo all’interno di
EcorNaturaSì, Sebastien, d’accordo con
la famiglia, decide di fare richiesta di
aspettativa, richiesta che darà un esito
positivo. “Non avrebbero necessariamente dovuto concedermi l’aspettativa, ma
ho pensato positivo e la risposta è stata,
a sua volta, positiva” spiega. E adesso che
mamma e papà non lavorano? L’obiettivo
iniziale di Sebastien e Alberta è quello di
trasferirsi in Sudafrica per un anno con
le bambine: già in precedenza ne avevano
percorso tutti insieme la costa, alla scoperta delle radici di Sebastien.
Ma poi si profi la all’orizzonte la realizzazione di un sogno condiviso: un viaggio
in Sudamerica, pedalando in bicicletta,
L’Happy Family è in partenza!
che unisca la passione di Alberta per l’America Latina a quella di Sebastien per le
due ruote. “Abbiamo progettato insieme
questo viaggio, che ci ha entusiasmati fin
da subito: è una cosa che senza di me lei
non potrebbe fare, ma nemmeno io potrei
farla senza di lei”. Così, un grande sogno
si è trasformato presto in un progetto
ben strutturato, il progetto Happy Family
BioCycling, al quale stanno lavorando
con l’Associazione sportiva dilettantistica
IBAS, per la promozione di una cultura
della sostenibilità, della mondialità e della condivisione, anche attraverso progetti
nelle scuole. “Non ci interessa l’aspetto
agonistico dello sport, non vogliamo battere dei record” racconta Sebastien.
“Ciò che per noi conta di più sono i
valori che un viaggio di questo tipo è in
grado di trasmettere. Anche dal punto
di vista del trasporto, avremmo potuto
scegliere il camper o altro, ma abbiamo
pensato al minor impatto ecologico della
bici e anche all’aspetto sociale, perché se
ti rinchiudi in un camper è più difficile
creare contatti con le persone. È bello
vedere, ma per noi è bello anche socializzare, conoscere, stare con le persone.
Inoltre, in bicicletta devi eliminare il
superfluo, portando con te solo ciò che è
necessario, imparando così a vivere con
meno e tornando all’essenzialità delle
cose”.
Ormai ci siamo: tutto è pronto e
l’Happy Family, grazie anche alla
collaborazione di EcorNaturasì,
è pronta per partire per il Sudamerica. Tra la fine di dicembre e i
primi giorni di gennaio, Sebastien,
Alberta, Angela e Anna lasceranno
l’Europa per affrontare il loro viaggio attraverso l’America Latina,
iniziando dalla Terra del Fuoco,
in Patagonia. Le tappe sono già
state individuate, anche sulla base
di alcuni contatti, tra cui alcune
aziende biologiche fornitrici di
EcorNaturaSì ma, tiene a precisare
Sebastien, si tratta di un itinerario indicativo, perché le variabili
sono tante: fondamentali saranno
le condizioni metereologiche che
incontreranno sul loro cammino e
il rispetto delle esigenze di ciascun
componente dell’Happy Family.
Il viaggio durerà all’incirca un
anno, durante il quale verrà avviata una collaborazione con la scuola
che consentirà ad Angela e Anna di
restare in contatto con i compagni
e ai compagni di condividere, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, le esperienze che l’Happy
Family sta facendo dall’altra parte
del mondo. L’idea di Sebastien e
Alberta è inoltre quella di creare
un collegamento con le scuole locali, creando così un ponte tra Italia
e America Latina.
Per conoscere meglio il loro
progetto, visita il sito
happyfamilybiocycling.com
e per restare in contatto con loro
segui la pagina Facebook
Happy Family Biocycling.
45
l’angolo dei bambini
albero di Natale
in pannolenci
Materiale
• Panno lenci color verde scuro
• Filo verde
• Lana cardata grezza per imbottire (altrimenti cotone idrofi lo)
• Lana cardata grezza colorata per
le decorazioni (oppure fi lo di vari
colori o bottoni colorati)
• Cordoncino dorato o argentato
• Ago per infeltrire
• Ago per cucire
Ritagliate la sagoma qui proposta
e incollatela su un cartoncino.
Con essa disegnate (a matita o a
penna) sul panno lenci due alberelli, che poi ritaglierete e cucirete
insieme a punto festone, avendo
cura di imbottire con la lana
cardata (oppure cotone idrofi lo)
prima di chiudere il tutto.
Ora se avete disponibilità di lana
cardata grezza colorata, potete
applicare con l’ago da infeltrire
alcune palline di lana colorata su
entrambi i lati dell’alberello, come
mostrato in figura; in alternativa,
si possono creare delle palline col
punto vapore, usando fi li di vari
colori, oppure applicare dei bottoni colorati. Infine, decorate con
fi lo nel modo seguente (si veda
la figura): col fi lo infi lato nell’ago,
partite dal punto A e passate nel
punto festone nel punto B, per
poi ritornare nel punto A; infi late
l’ago nel panno in A e uscite in C,
e di seguito, in modo analogo, nei
punti D, C, E, F e per finire ancora
in E, dove fisserete il fi lo. Per concludere, con lo stesso fi lo dorato
create un cappio per appenderlo
dove vorrete, anche all’albero di
Natale.
8,5 cm
A
C
B
E
D
F
Auguri per un sereno Natale 2015
dal gruppo di lavori manuali della Scuola Waldorf Verona
46
I tempi sono maturi per proporvi
un lavoretto per abbellire il vostro
Natale con le note calde del panno
lenci e della lana.
davanti allo scaffale
le farine
Scusi, posso farle una domanda?
Quando si fa la spesa tra una corsia
e l’altra, nascono sempre interrogativi.
Per rispondere ad alcuni di questi abbiamo chiesto a Elena, che da molti anni
lavora in un negozio biologico, di raccontarci le conversazioni che avvengono
davanti agli scaffali. In questo numero
parliamo di farine.
D: Vorrei provare a fare il pane in casa.
Quale farina devo acquistare?
R: Può usare molti tipi di farine: vediamole insieme. La prima cosa da decidere è se
vuole fare un pane bianco o integrale e di
quale tipo di cereale. Ma ci si può sbizzarrire anche miscelando farine diverse.
D: Vorrei cominciare a utilizzare le farine
integrali, però leggendo delle ricette credo
di avere un po’ di confusione. Ho trovato
dei termini che non conosco, tipo “abburattamento”, “forza della farina” e non ho
nemmeno chiara la differenza tra farina e
semola.
R: È più semplice di come appare. Innanzitutto la macinazione ideale è quella a
pietra, perché in questo modo il chicco
non viene surriscaldato e la farina non
viene impoverita dei suoi preziosi componenti. L’abburattamento è l’operazione
di raffinazione. Partendo dalla farina
integrale, che è la più completa, si procede
con l’allontanamento graduale della
crusca e si ottengono le farine di tipo 2 e
1 (semi-integrali) o di tipo 0 e 00, le più
raffinate. La “forza” della farina, invece, si
riferisce alla sua quantità di glutine. Viene
indicata sulle confezioni a uso professio-
nale con la lettera W. A seconda del tipo
di impasto che si vuole ottenere verrà
dunque utilizzata una farina più o meno
forte; per i biscotti una farina di forza è
controproducente, ma è preferibile per il
pane. Un esempio di farina ad alto contenuto di glutine? La Manitoba. Viene anche
utilizzata come aggiunta ad altre farine
più “deboli”, per aumentare la quantità di
glutine negli impasti che richiedono una
lunga lievitazione. Sui nostri scaffali può
trovare farine integrali e non, di diversi
tipi di cereali: grano tenero, farro, grano
khorasan (kamut), avena, segale, mais,
sorgo, orzo, riso... poi c’è il grano duro,
che merita un discorso a parte.
Le varierà sono molte: Cappelli, Timilia,
Russello, Percia Sacchi sono chicchi pregiati. La differenza nella classificazione è
che non si parla di farina, bensì di semola.
Semola integrale, semola, semola rimacinata, a seconda dei passaggi in fase di molitura. Si utilizza per pasta, pane e pizze.
D: Vedo anche farina di grano saraceno,
ceci, miglio, quinoa, tapioca, soia, castagne, lupino, semi di lino...
R: Ognuna trova il suo utilizzo. Una volta
presa confidenza nella preparazione del
pane, le può anche utilizzare miscelate
alle farine di base.
Arrivederci alla prossima domanda.
D: domanda
R: risposta
eccellente per qualità e gusto
ti
e i prepara ®
prova anch biologici Leila
e
senza glutini, pane e pizza
per dolc
La Pasta senza glutine biologica
Leila ® natura e sapore, è
senza emulsionanti
trafilata al bronzo ed essicata lentamente
realizzata in differenti formati e ricette:
100% mais, riso e mais, grano saraceno.
47
l’angolo degli animali della dr.ssa Antonella Carteri, medico veterinario
ma il cappottino
è necessario?
Con l’arrivo dell’inverno noi
cambiamo il guardaroba,
ma come affrontano i cani
la variazione del clima? Si
preparano per tempo: grazie al
loro sistema ormonale captano
i segni del cambiamento, cioè
il calo della temperatura e la
diminuzione delle ore di luce.
Ciò stimolerà la crescita del
sottopelo nelle razze che lo
presentano e favorirà l’adattamento del corpo al freddo.
Allora quali cani hanno bisogno del cappottino? Non certo
un pastore maremmano o un
siberian husky! Distinguiamo
innanzitutto le razze a pelo
corto da quelle a pelo lungo,
sicuramente avvantaggiate. I
cani a pelo corto come boxer
o dalmata, se abituati sin da
giovani, possono adattarsi
a vivere all’aperto purché
gli spazi siano sufficienti da
permetterne il movimento e
la corsa e non siano sempre in
ombra o esposti a nord. Oltre
al freddo, si deve tenere conto
dell’umidità e del vento che
influiscono in senso negativo sul mantenimento di una
buona temperatura corporea. In ogni caso, è d’obbligo
fornire loro una buona cuccia
coibentata; se la temperatura
scende sotto lo zero, sarebbe
meglio tenerli in casa, almeno
la notte. Anche la dieta dovrà
variare aumentando l’appor-
to energetico, per esempio i
grassi. I cani che possono più
facilmente andare incontro
a ipotermia, cioè a un abbassamento della temperatura
corporea, sono i più giovani o i
più anziani, quelli malnutriti o
con patologie a carico di cuore,
polmoni o sistema ormonale.
Ricordo il caso di un piccolo
meticcio a pelo corto, proveniente da Roma che, arrivato
a Mantova, ha sviluppato dei
chiari sintomi riferibili ad
ipotiroidismo. Il cane presentava evidente perdita di pelo
sulle orecchie, naso e fianchi
ed era particolarmente freddoloso. Probabilmente se fosse
rimasto nella capitale, anziché
immergersi nella nebbia della
Pianura Padana, la malattia
non si sarebbe manifestata.
In questo caso, il cappottino è
stato obbligatorio.
Sicuramente il suo uso risulta
utile per i cani che vivono costantemente in casa a temperature piuttosto alte ed escono
solo per i bisogni fisiologici.
Il cappottino utile deve proteggere veramente l’animale
dalle intemperie, soprattutto a
livello di torace e addome, che
spesso sono glabri. Alcuni cani
di piccola taglia sofferenti di
dolori cervicali, possono trarre vantaggio dall’applicazione
di sciarpine o scaldamuscoli
intorno al collo. Se il cane è a
pelo lungo, basta un impermeabile in caso di pioggia.
In ogni caso, il cappotto serve
a evitare che il cane si sporchi
quando esce. L’importante,
comunque, è sempre rispettare l’indole del proprio pet
e tenere conto delle caratteristiche della sua razza, senza
voler a tutti i costi inseguire
le mode del momento.
Crackers Ecor
Preparati con olio extravergine d’oliva
e senza olio di palma, sono ideali
da soli, come gustosi snack salati,
oppure a tavola, come croccanti
sostituti del pane con salumi,
formaggi e verdure grigliate.
Sono disponibili in diverse varianti,
dalle più semplici fino alle più gustose,
come sesamo e rosmarino oppure
pomodoro e origano.
Ecor, per la Vita dell’uomo e della terra
www.ecor.it - [email protected]
48
Baule Volante
messaggio promozionale
il biologico
fatto da te
Complici l’inverno e l’atmosfera delle prossime feste, torna il
desiderio di riunirsi e la voglia
di sorprendere gli amici con
ricette speciali da condividere
e regalare in occasione del Natale. È un vero piacere, e anche
un momento rilassante, preparare il pane in casa, miscelando le diverse farine secondo
il proprio gusto e scegliendo
la lievitazione lenta e naturale data dalla Pasta madre
fresca, che conferisce al pane
una fragranza particolare e il
caratteristico aroma che dura
a lungo. Oltre al pane, puoi
cimentarti nella preparazione
di grissini, focacce, biscotti e
di tutti i dolci tipici di questo
periodo, ti basta poco per
imbandire una tavola bella e
golosa che fa subito festa!
Ora puoi trovare tutto ciò che
ti occorre per le tue ricette più
fantasiose nella linea Home
Baking di Baule Volante,
l’assortimento d’ingredienti
più ampio e completo nel mondo del bio per la preparazione
casalinga di prodotti da forno.
Il nuovo espositore
“Il biologico fatto in casa”
riunisce i lieviti per dolci
(vanigliato e non), quello per
pizze e torte salate; il classico
Amido di mais ma anche il
più curioso Amido di riso,
la Fecola di patate e lo
Zucchero a velo in diversi
formati, la deliziosa Vaniglia
bourbon in polvere e i Semi
di chia in bustina.
Senza dimenticare naturalmente le ultime recenti
novità: la Farina di semi
di carrube e la Gomma di
guar, perfette come addensanti vegetali nelle ricette sia
dolci che salate, e l’innovativo
Senz’uovo, l’esclusiva miscela di ingredienti di origine vegetale che può sostituire l’uovo
nei prodotti da forno vegani,
donando struttura, elasticità e
colore a frolle, torte e crostate.
Tutti i prodotti della linea
Home Baking Baule Volante
sono vegani, senza allergeni e senza glutine.
Alce Nero propone una selezione di oli extravergine di
oliva: il 100% italiano ottenuto da diverse varietà tra
cui Ogliarola Barese e Coratina, coltivate nelle zone più
vocate del Sud Italia e il Dop Terra di Bari, leggermente
fruttato, con retrogusto piccante e amaro. Oltre a
questi, il monocultivar Biancolilla proveniente dalle
omonime olive coltivate nella Sicilia sud-occidentale.
www.alcenero.com
Seguici anche su fattidibio.com
e
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news dal mondo bio
NaturaSì cucina
biologica
di Milano:
i prossimi
appuntamenti
15 novembre
Trentino Alto Adige
Continuano i brunch regionali presso il
Ristorante NaturaSì Cucina biologica di
Milano: ogni domenica potrai viaggiare
attraverso le regioni d’Italia in un’atmosfera amichevole, che ti permetterà
di riscoprire i veri sapori della nostra
terra.
Dopo gli appuntamenti di settembre e
ottobre, che hanno visto come protagonisti Liguria, Sicilia, Abruzzo, Toscana,
Emilia, Puglia, Lombardia e Campania,
ecco i prossimi previsti in calendario:
6 dicembre
Sant Ambreus
1 novembre
Lazio
8 novembre
Piemonte
50
22 novembre
Veneto
29 novembre
Umbria
13 dicembre
Valle d’Aosta
20 dicembre
Natale
Inoltre, dopo la settimana del porcino e
dell’uva e quella della castagna, dal 31
ottobre al 6 novembre sarà la settimana
della zucca.
Continuano anche i percorsi di degustazione enogastronomica rivolti a tutti gli
appassionati del buon vino: guidati da
un sommelier, potranno infatti avere la
possibilità di conoscere i vini biologici
che accompagneranno le portate dello
chef, accostando i sapori della tavola ai
profumi e agli aromi del vino. Questi gli
appuntamenti conclusivi, che si terranno nei mesi di novembre-dicembre:
martedì 10 novembre 2015
SAN GIMIGNANO, IL VINO DELLE
TORRI: IL PALAGIONE
Vernaccia di San Gimignano
DOCG Hydra
Vernaccia di San Gimignano Riserva
DOCG Ori
Chianti Colli Senesi DOCG Caelum
mercoledì 2 dicembre
DALLA SICILIA... CON ORGOGLIO:
TENUTA LA FAVOLA
IGT Terre Siciliane Grillo – Catarratto
Eloro Pachino DOC La Favola
(Nero d’Avola)
Moscato di Noto Passito Refosa
Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante NaturaSì Milano
Via E. De Amicis 45
tel. 02 36699215
[email protected]
www.naturasi.it
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cucina biologica
i tuoi ristoranti bio
Gli ingredienti dei nostri piatti sono semplici: buoni prodotti della terra, coltivati
da mani esperte di contadini biologici, ricette equilibrate e cuochi appassionati e attenti.
Per assaporare anche in città il gusto della Natura.
Vieni a trovarci a:
Bereguardo (PV) - Via Cascina Orsine, 5
Tel. 0382/930542
Bologna - Via Montefiorino, 6/A
Tel. 051/430304
Catania - Piazza Europa (Borghetto Europa)
Tel. 095/722123
Conegliano (TV) - Via San Giuseppe, 38
Tel. 0438/370642
Milano - Via E. De Amicis, 45
Tel. 02/36699215
Milano - Piazzale di Porta Lodovica, 3
Tel. 02/58321921
Verona - Via L. De Besi, 20
Tel. 045/8905576
Vicenza - Via Divisione Acqui, 15
Tel. 0444/966253
Villafranca (VR) - Via Adamello, 4/F
Tel. 045/6304682
naturasi.it
NaturaSì, il tuo supermercato biologico.
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Le Terre di Ecor un impegno per la biodiversità