Programmazione e Valutazione nella scuola dell’autonomia Il dibattito pedagogico contemporaneo verte essenzialmente sull’importanza della centralità della persona che apprende e che tramite l’apprendimento sviluppa le sue capacità e acquista competenze. La scuola dell’autonomia nasce con il fondamentale e ineludibile compito di garantire a tutti gli alunni il successo formativo, inteso come piena formazione della personalità, nel rispetto delle identità personali, sociali e culturali. Il Piano dell’Offerta Formativa costituisce uno strumento pedagogico-didattico (non burocratico) funzionale alla personalizzazione dei percorsi educativi e didattici. POF ------ Coordinamento --------- PDA di Classe Unità di Apprendimento ( PEP ) La Programmazione didattica annuale (PDA) svolge, a livello di classe, lo stesso ruolo del POF a livello di scuola. Nella Programmazione didattica annuale si ha la sintesi dei piani educativi personalizzati (PEP) degli alunni delle singole classi. Come tale, evidentemente, si presenta molto più analitica, dettagliata, articolata, rispetto al POF. QUADRO NORMATIVO Personale docente CCNL 2006/2009 ART. 26 - FUNZIONE DOCENTE (art.38, comma 3, del CCNL 4-8-1995 ed art.23 del CCNL 26-5- 1999) 1. La funzione docente, realizza il processo di insegnamento/apprendimento…………………. sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i vari ordini e gradi dell'istruzione. 2. La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti; essa si esplica nelle attività individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività di aggiornamento e formazione in servizio. 3. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle attività collegiali, ……………….. elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti pedagogico - didattici, il piano dell’offerta formativa……………………………………. . ART. 27 - PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE (art.23 del CCNL 26-5-1999) 1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologicodidattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti………………………… . I contenuti della prestazione professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della scuola. ART. 28 - ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO (art.41 del CCNL 4-8-1995, interpretazione autentica in data 17-9-1997 dell’art.41 anzidetto ed art.24 del CCNL 26-5-1999) 5. …………………………………..l'attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d'istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docentiinteressati, in tempi non coincidenti con l'orario delle lezioni. ART. 29 - ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO (art.42 del CCNL 4-8-1995 ed art.24, comma 5 del CCNL 26-5-1999) 1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi. 2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative: a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; b) alla correzione degli elaborati; c) ai rapporti individuali con le famiglie. 3. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da: a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue; b) La partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue; c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione. 4. Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d' istituto sulla base delle proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell'istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie. “PER SUSCITARE DESIDERIO NEI RAGAZZI BISOGNA METTERE PASSIONE IN QUELLO CHE SI FA” LA SOCIETA’ e LA SCUOLA (evoluzione sostanziale del funzionamento della scuola) In ogni periodo storico la società esprime un particolare ideale educativo e assegna alla scuola il compito di realizzarlo. Percorrendo le tappe dello sviluppo del sistema scolastico italiano ci si accorge della profondità dei mutamenti intercorsi soprattutto negli ultimi trent’ anni, correlati alla parallela evoluzione del paese verso un sistema sempre più fondato sulla convivenza democratica: diffusione delle teorie dell’apprendimento diffusione delle teorie sull’età evolutiva di Piaget (che hanno profondamente influenzato le pratiche didattiche nella scuola); l’attenzione alle specifiche epistemologie disciplinari); diffusione della teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner (l’individuazione di strumenti per migliorare l’apprendimento: insegnamento e valutazione maggiormente personalizzati); rinnovamento della didattica generale e delle didattiche relative alle discipline: la nuova linguistica, la nuova matematica, le scienze, la cibernetica, la tecnologia, i sistemi di valutazione della scuola italiana; l’esplosione della scolarità, la dilatazione scolastica, la diffusione rapida dell’informazione in forme e dimensioni tali da esigere una società capillarmente istruita, il dirompere di aspirazioni e di aspettative nuove presso tutti i ceti della società. Una società cognitiva richiede ai suoi cittadini il possesso di capacità e di competenze che permettano loro di apprendere per tutto il corso della vita; di ampliare e di incrementare il loro patrimonio culturale; di porsi nella realtà locale, nazionale e mondiale quali soggetti liberi, creativi, autonomi, costruttori attivi delle loro conoscenze nonché depositari di valori etici condivisi. La società cambia repentinamente La scuola adegua i suoi interventi alle caratteristiche dei periodi storico – sociali Lo stato giuridico del docente non è mutato La nuova normativa si è solo sovrapposta alla precedente, e, pur avendone facoltà, non ha Prodotto abrogazioni o adeguamenti o coordinamenti contrattuali e di profilo professionale dei docenti. IMPIANTO CULTURALE E PEDAGOGICO DELLA NUOVA SCUOLA E FLESSIBILITA’ DIDATTICA E ORGANIZZATIVA DELLA PROGRAMMAZIONE Rif.ti Norm.vi - DPR 275/1999, che attua e fissa i criteri contenuti nell’art. 21 della legge n. 59/1997 –- Regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti professionali ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. DPR del 15 marzo 2010, n. 87 - Allegato A – Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo del sistema educativo di istruzione e formazione per gli istituti professionali. Allegato B – INDIRIZZI, PROFILI, QUADRI E RISULTATI DI APPRENDIMENTO DEL SETTORE SERVIZI: B1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale B2. Servizi socio-sanitari Articolazioni B3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Articolazioni B4. Servizi commerciali - Linee Giuda per il passaggio al nuovo ordinamento (DPR del 15 marzo 2010, n. 87) IMPIANTO § UN IMPIANTO CULTURALE “FORTE” (identità culturale) FONDATO SULLA CENTRALITA’ DELLO STUDENTE E SULLE DISCIPLINE PER UNA PREPARAZIONE DI AMPIO SPESSORE E PER LA FORMAZIONE ALLA CITTADINANZA PLANETARIA § UN IMPIANTO PEDAGOGICO CHE RECUPERA IL MEGLIO DELLA TRADIZIONE PEDAGOGICA : DALL’ATTIVISMO A DEWEY, DA PIAGET A CLAPAREDE. SI APRE ALLE NUOVE FRONTIERE DELLA PSICOLOGIA E DELLA PEDAGOGIA: DA BRUNER ALLA TEORIA DELLE INTELLIGENZE PLURIME DI GARDNER, DAL MASTERY LEARNING AL COOPERATIVE LEARNING, DALLE ATTIVITA’ DI LABORATORIO ALL’OSSERVANZA DEGLI ASPETTI DEONTOLOGICI PROFESSIONALI § CIRCOLARITA’ DEL PROCESSO FORMATIVO : Orientamenti per l’organizzazione del curricolo – POF – U. di A. - OBIETTIVI FORMATIVI – UNITA’ DI LAVORO – (PEP) – PECUP § AMPIA FLESSIBILITA’ DIDATTICA E ORGANIZZATIVA Il Regolamento definisce gli indirizzi e i quadri orari delle singole discipline, definisce le competenze in uscita (all. B), parla di personalizzazione, di valorizzazione della metodologia laboratoriale e del pensiero operativo, di lavoro cooperativo per progetti (all. A), identifica gli obiettivi di apprendimento e i contenuti che dovranno caratterizzare il percorso formativo degli studenti coerenti con i caratteri pedagogici di alto valore contenuti nelle Linee guida e negli Orientamenti per l’organizzazione del Curricolo §CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE § METODOLOGIE FUNZIONALI AGLI INDIRIZZI §Possibilità di utilizzare la quota di autonomia del 20% dei curricoli, negli ambiti degli indirizzi, con particolare riferimento alle attività di laboratorio • LOGICA DELLA RIFORMA DAI PROGRAMMI AI PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI PASSANDO DALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE DAI PROGRAMMI _________________ALLE LINEE GUIDA Ministeri DALLA LOGICA DEL CURRICOLO E DELLA PROGRAMMAZIONE ______________AI PIANI DI STUDIO Personalizzati DAGLI OBIETTIVI ________________ALLE COMPETENZE DALLA SCUOLA UDITORIO ______________ ALLA SCUOLALABORATORIO DA UNA SCUOLA PER TUTTI ___________ AD UNA SCUOLA PER CIASCUNO TALE LOGICA NECESSITA DI UNA PROPOSTA ORGANIZZATIVO – DIDATTICA INNOVATIVA ELABORATA DA DOCENTI CHE ABBIANO ATTITUDINE AL CAMBIAMENTO, MENTALITA’ DUTTILE, CULTURA ORGANIZZATIVA IN AGGIUNTA ALLE TRADIZIONALI COMPETENZE DI CARATTERE PROFESSIONALE Il Collegio dei Docenti deve dare “senso al contesto”, promuovere il cambiamento, utilizzare procedure mirate alla valorizzazione delle risorse interne. Deve favorire il lavoro di squadra perché si possano coordinare i processi di insegnamento – apprendimento. Questa strategia affina nei docenti le capacità di rileggere i saperi disciplinari in relazione alle problematiche dell’apprendimento degli studenti; di relazionarsi con gli alunni, con i colleghi, con le famiglie, in modo da creare un ambiente favorevole all’apprendimento; di agire correttamente con il territorio. IL CURRICOLO Il curricolo è l’impianto fondamentale della progettazione educativa e didattica, per visualizzare ed organizzare i processi di apprendimento, per realizzare una formazione unitaria e graduale e per garantire all’allievo un percorso formativo globale, coerente e progressivo per lo sviluppo della sua personalità attraverso il passaggio dei diversi gradi scolastici. Il curricolo organizza e descrive l’intero percorso formativo che uno studente compie nel quale si intrecciano e si fondono i processi cognitivi e quelli relazionali. L’UNITARIETA’ DEL PERCORSO non dimentica LA PECULIARITA’ DEI DIVERSI MOMENTI EVOLUTIVI nei quali L’AVVENUTA DELL’APPRENDIMENTO vede un passaggio progressivo DALL’IMPARARE FACENDO ----------- ALLA CAPACITA’ DI RIFLETTERE E FORMALIZZARE L’ESPERIENZA ATTRAVERSO LA RI-COSTRUZIONE DEGLI STRUMENTI CULTURALI E LA CAPACITA’ DI UTILIZZARLI COME CHIAVI DI LETTURA DELLA REALTA’ • • • DAL CURRICOLO SCATURISCE LA PROGRAMMAZIONE centrato sulle discipline (chiama in prima persona i docenti) CURRICOLO : fondato sulle attività degli alunni (interessi, motivazioni, attitudini….) fondato sui punti focali (corecurricula – estrapolare i contenuti essenziali) • • • • • • • • • • • • • • • • LA PROGRAMMAZIONE • Si configura come processo previsionale a breve scadenza, come il mezzo attraverso il quale si adeguano le indicazioni ministeriali alle specifiche esigenze educative in cui la scuola opera, nella considerazione attenta del contesto nazionale e locale, e nella visione olistica dell’insegnamento orientativa dei processi sociali e della vocazione del territorio. Per attuare i suoi compiti la scuola deve organizzarsi in maniera funzionale: seguendo le linee guida, in particolare gli orientamenti per l’organizzazione dei curricoli; predisponendo una adeguata organizzazione didattica; muovendo dalle effettive capacità ed esigenze di apprendimento degli studenti; rispettando il Profilo educativo, culturale e professionale. Le linee guida e gli orientamenti mirano ad aiutare i ragazzi : -a possedere unitariamente la cultura; -ad acquisire tutti i linguaggi specifici delle singole discipline; -ad acquisire una seria preparazione scientifica e professionale; -a porsi quali cittadini attivi e costruttori di valori etici condivisi. LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA Dà coerenza e specificità alle attività didattiche, evita la frammentarietà e la dispersione perché nulla è affidato al caso. In essa il fulcro è rappresentato dagli obiettivi da conseguire, dai quali scaturiscono tutti gli altri momenti della programmazione stessa. La elaborazione collegialmente spetta ai docenti individualmente - - stabilendo le modalità concrete per mezzo delle quali conseguire le mete fissate dalle indicazioni programmatiche; stabilendo la scansione più opportuna; tenendo conto dell’ampliamento delle opportunità formative offerte dal curricolo; percorsi delineando procedure idonee per lo svolgimento dell’insegnamento La programmazione didattica deve essere assunta e realizzata dai docenti come sintesi progettuale e valutativa del proprio operato. PROGRAMMAZIONE : per obiettivi per concetti (mappe concettuali) modulare a sfondo integratore Per Obiettivi: si avvale di tassonomie (es. Tassonomia di Bloom) L’alunno deve dimostrare di aver conseguito conoscenze, abilità, competenze, comportamenti, modi di essere, modi di fare, modi di agire,…. I docenti devono determinare aree di riferimento (Area cognitiva, area affettiva, area psicomotoria), chiari e precisi obiettivi. AREA COGNITIVA Obiettivi di padronanza: Obiettivi di competenza: Obiettivi di espressione: - conoscenza -applicazione -creatività (capacità di rievocare materiale memorizzato) (Capacità di far uso di materiale conoscitivo per risolvere problemi nuovi) (Capacità di operare tramite il pensiero divergente) -comprensione analisi (Capacità di afferrare il senso di una informazione e di saperla trasformare) (Capacità di separare degli elementi, evidenziandone i rapporti) -sintesi (Capacità di riunire elementi al fine di formare una nuova struttura organizzata e coerente) -valutazione (Capacità di formulare autonomamente giudizi critici di valore e metodo) AREAAFFETTIVA Obiettivi di interesse Obiettivi di impegno -ricettività -risposta (Capacità di percepire e prestare attenzione a stimoli, senza peraltro reagire) (Capacità di reagire ad uno stimolo esterno in modo accondiscendente o spontaneo) (Capacità di sistemare spontaneamente scelte e valori in sintesi più ampi) -valutazione (capacità di creare una propria visione del mondo e di valutare i propri atteggiamenti (Capacità di scegliere o rifiutare) Obiettivi di partecipazione -organizzazione -caratterizzazione AREA PSICOMOTORIA Movimenti riflessi : risposte ad uno stimolo senza volizione cosciente (segmentali, intersegmentali, soprasegmentali) Movimenti fondamentali di base: patterns motori innati (locomotori, non locomotori, manipolativi) Abilità percettive: interpretazione degli stimoli e adattamento all’ambiente (discriminazioni: cinestetica, visiva, uditiva, tattile, capacità coordinate) Qualità fisiche: caratteristiche funzionali di carattere organico (resistenza, forza, flessibilità, agilità) Movimenti di destrezza: sviluppo di competenza e padronanza Comunicazione non verbale: continuum di espressività (movimento espressivo e interpretativo) Per mappe concettuali: • • • • Secondo l'impostazione originale di Novak, le caratteristiche essenziali di una mappa concettuale sono le seguenti: è costituita da nodi concettuali, ciascuno dei quali rappresenta un concetto elementare e viene descritto con un'etichetta apposta ad una sagoma geometrica; i nodi concettuali sono collegati mediante delle relazioni di tipo connessionista: in genere vengono rappresentate come frecce orientate e dotate di un'etichetta descrittiva (in genere un predicato); la struttura complessiva è di tipo reticolare (che quindi potrebbe non presentare un "preciso punto di partenza"). Come si realizzano • • • • individuare chiaramente la "domanda focale", ovvero il tema che si sta descrivendo e che circoscrive l'ambito di analisi; svilupparla per quanto possibile dall'alto verso il basso, considerando le relazioni trasversali una eccezione; adottare una logica di realizzazione di tipo connessionista: prima avviene l'identificazione dei concetti, poi la creazione delle relazioni associative tra di essi; riuscire a collegare i diversi argomenti in modo chiaro e corretto. Sono concetti fondamentali che l’uomo deve acquisire. ELEMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE • accertamento dei prerequisiti • definizione degli obiettivi • scelta dei contenuti culturali e delle attività • scelta dei metodi, strategie, mezzi e sussidi • scelta della metodologia e mezzi di verifica e di valutazione Ritorniamo al curricolo CRITERI PER L’ELABORAZIONE DEL CURRICOLO Il Regolamento sull’autonomia fissa i criteri che le istituzioni scolastiche devono osservare per l’elaborazione del curricolo. In particolare stabilisce quali siano i riferimenti prescrittivi che il Ministero deve fornire e che riguardano i seguenti aspetti: a) gli obiettivi generali del processo formativo; b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni; c) le discipline e attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale. OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO Gli obiettivi generali costituiscono l’impianto culturale e pedagogico della Riforma scolastica e orientano le scelte educative e didattiche dei docenti I quattro ASSI CULTURALI ASSE DEI LINGUAGGI Ob. generali ASSE MATEMATICO Ob. generali ASSE SCIENTIFICOTECNOLOGICO Ob. generali ASSE STORICO-SOCIALE Ob. generali Sono il TESSUTO per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione di competenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscano la base per consolidare e accrescere saperi e competenze in un processo di apprendimento permanente, anche ai fini della futura vita lavorativa Fonte : D.M. 22 agosto 2007, n. 139 “Regolamento recante norme in materia di assolvimento dell’obbligo di istruzione”. I SAPERI sono articolati in ABILITA’/CAPACITA’ CONOSCENZE Le COMPETENZE-CHIAVE sono il risultato della INTEGRAZIONE tra i SAPERI e le COMPETENZE degli ASSI CULTURALI attraverso un unico processo di insegnamento/apprendimento L’INTEGRAZIONE fra gli ASSI CULTURALI è uno strumento per l’INNOVAZIONE METODOLOGICO DIDATTICA. Offre la possibilità di progettare percorsi di apprendimento (anche attraverso il ricorso alla quota di flessibilità del 20%): • coerenti con le aspirazioni dei giovani • attente al loro diritto all’orientamento consapevole • per una loro partecipazione efficace e costruttiva alla vita sociale e professionale I SAPERI Sono i mezzi per aiutare gli studenti a crescere, a “divenire”, a formare tutte le dimensioni della personalità, a sviluppare il potenziale creativo, la riflessione, il pensiero operativo e critico, ad assumere la piena consapevolezza di essere cittadini del mondo. CONOSCENZE Sono il prodotto dell’attività teoretica dell’uomo: il sapere teorico e pratico. Il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. ABILITA’ Sono il prodotto della razionalità dell’uomo : il saper fare. La capacità di applicare conoscenze per portare a termine compiti e risolvere problemi. CAPACITA’ Si intende una potenzialità e una propensione a fare, pensare, agire in un certo modo. COMPETENZE Sono l’insieme delle buone capacità portate al miglior compimento:quello che siamo effettivamente in grado di fare. Le COMPETENZE – CHIAVE • IMPARARE ad IMPARARE • PROGETTARE • COMUNICARE • COLLABORARE e PARTECIPARE • AGIRE in modo AUTONOMO e RESPONSABILE • RISOLVERE PROBLEMI • INDIVIDUARE COLLEGAMENTI e RELAZIONI • ACQUISIRE ed INTERPRETARE INFORMAZIONI Riflessioni Scuola della relazione educativa In educazione è molto difficile impadronirsi delle conoscenze (SAPERE) e delle abilità (FARE) e trasformarle in competenze di ciascuno in nome e per conto di una logica di scambio: la scuola dà una cosa allo studente che contraccambia con qualcos’altro (impegno, attenzione, studio, correttezza) E’ difficile anche nel caso in cui alla logica dello scambio si sostituisca quella del rapporto. Avere rapporti tra soggetti dentro l’istituzione scuola, tra docente e allievi, tra docenti e genitori, significa infatti far sempre riferimento all’incontro di ruoli e competenze, profili e responsabilità, comunque formalizzate in statuti, norme, contratti, gerarchie, ecc. Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio della estraneità tra i soggetti coinvolti resta rilevante. Se alle logiche dello scambio e del rapporto si sostituisce e si vive quella della relazione educativa ci si prende cura l’uno dell’altro come persone : l’altro ci sta a cuore, e si sente che il suo bene è, in fondo, anche la realizzazione del nostro. Scuola dell’innovazione territoriale Per realizzare - menti d’opera; - professionalità; - laboratorialità. Scuola dell’Innovazione territoriale Fonte: Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento, DPR 15 marzo 2010, n. 87 GLI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO - Rappresentano i livelli essenziali di prestazione del servizio scolastico - Sono presentati in maniera analitica in due distinti elenchi (conoscenza ed abilità) in ciascuna disciplina - Costituiscono il punto di riferimento dei docenti programmazione dei percorsi formativi personalizzati - Anche se in maniera analitica obbediscono al principio della sintesi e dell’ologramma e valorizzano l’apertura inter e transdisciplinare presente in ogni disciplina - L’ordine con cui sono elencati vale solo per i docenti e disegna una mappa culturale, semantica e sintattica che essi devono padroneggiare nei dettagli - Devono essere mediati, interpretati, ordinati, distribuiti e organizzati negli obiettivi formativi, nei contenuti, nei metodi e nelle verifiche delle unità di apprendimento per la Sono contenuti nelle discipline. Le discipline fanno risaltare l’attività del soggetto che apprende, il modo in cui progressivamente acquisisce i punti di vista, le modalità di indagine e gli specifici linguaggi dei diversi campi del sapere, sicuramente contribuiscono a far sviluppare il gusto e la capacità di apprendimentoautonomo continuo (lifelong learning) e di orientamento personale. Il percorso educativo, nella prospettiva della maturazione del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, utilizza gli obiettivi specifici di apprendimento per progettare Unità di Apprendimento. LE UNITÀ DI APPRENDIMENTO OBIETTIVI GENERALI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO – ABILITA’ - CONOSCENZE OBIETTIVI FORMATIVI CONTENUTI UNITA’ DI APPRENDIMENTO ATTIVITA’ – METODI – ORGANIZZAZIONE RACCORDI INTER E TRANSDISCIPLINARI VERIFICA FORMATIVA COMPETENZE PECUP LE UNITA’ DI APPRENDIMENTO - SI COSTRUISCONO ALL’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO SULLA BASE DEI BISOGNI FORMATIVI DEGLI ALUNNI E DELLE DOMANDE ESPRESSE DALLE FAMIGLIE - CONCORRONO A FORMARE I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI Hanno la finalità di promuovere ciò che lo studente fa e deve fare per imparare Sono centrate sugli alunni Struttura psicologica dell’alunno (tratti psicologici, peculiari abilità, capacità, cognitività,) e coniugano Struttura delle discipline (struttura epistemologica e logica delle discipline) IPOTESI DI STRUTTURA Dipartimenti X Assi culturali Ob. Generali del processo formativo (Competenze) Ob. Specifici di apprendimento (Conoscenze e abilità) CLASSI PARALLELE (es: tutte le classi prime) ( Obietti generali e specifici comuni ) CONSIGLIO DI CLASSE Programmazione coordinata per Unità di Apprendimento (sceglie i tempi, la quantità, i titoli, le modalità) Unità di Apprendimento per assi culturali all’interno del consiglio di classe tenendo conto comunque dei livelli comuni paralleli Titolo dell’Unità di Apprendimento Obiettivi specifici di apprend. Obiettivi Contenut Strategie formativi i didattiche (attività, metodi, soluzioni organizzativ e) Raccordi inter e transdisciplinar i e con i laboratori Veri fica for ma tiva Conoscenze Abilità L’unità è tale proprio in quanto organica e significativa. Perché allora si parla, oggi, di U. di A. ? Che cosa le motiva e le concretizza ? Non vi è alcun contenuto che possa essere confinato in una sola e specialistica parte della cultura, ma sempre può essere visto da più punti di vista e richiamare ulteriori approfondimenti. Le U. di A. sono ipotizzate come strumenti e procedure riferiti a una pluralità di discipline. Non occorre tuttavia progettare sempre unità d’apprendimento inter e pluridisciplinari, perché si danno discipline (italiano e matematica) che intrattengono con le altre immediate e imprescindibili relazioni e perché anche all’interno delle proposte didattiche disciplinari esistono aspetti delle stesse o elementi di altre discipline che è necessario, per il migliore apprendimento degli alunni, ricondurre ad unitarietà in modo sistematico, intenzionale e condiviso, evitando la casualità di semplici accostamenti. Articolazione dell’Unità di Apprendimento Titolo: dà conto dell’unitarietà degli argomenti trattati e funge da filo conduttore dell’unità stessa. Ob. Specifici : sono tratti dalle Declinazioni dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità. Ob. Formativi: sono il risultato dell’interpretazione e della declinazione degli obiettivi specifici di apprendimento. Contenuti: sono tratti dalle discipline di studio. Strategie didattiche: sono le scelte effettuate rispetto alle attività, ai metodi e alle soluzioni organizzative. Sono procedure efficaci per promuovere un apprendimento coinvolgente, motivante e significativo. Tengono conto degli spazi, dei tempi e delle risorse umane e materiali. Ogni unità di apprendimento propone attività individuali, di gruppo e di classe, schede operative, prove di verifica adeguate alle strategie didattiche, agli obiettivi formativi e alle competenze da acquisire. Raccordi inter e transdisciplinari: assicurano la comunicazione tra le discipline. (Spiegare perché riflettere sulle discipline degli assi). Le verifiche formative: propongono prove adeguate (strutturate, semistrutturate, miste,…) per rilevare il raggiungimento o meno degli obiettivi formativi dell’unità di apprendimento. (Griglie di osservazione sistematica) OGNI SINGOLO DOCENTE FA ENTRARE LA SUA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE NELLE UNITA’ DI APPRENDIMENTO. Il PSP è una raccolta ordinata delle Unità di Apprendimento che ogni alunno o gruppo di alunni porta a termine. La strategia collegiale da privilegiare è LA FLESSIBILITA ORGANIZZATIVA