Programmazione e
Valutazione nella scuola
dell’autonomia
Il dibattito pedagogico contemporaneo verte essenzialmente
sull’importanza della centralità della persona che apprende
e che tramite l’apprendimento
sviluppa le sue capacità e acquista competenze.
La scuola dell’autonomia nasce con il fondamentale e
ineludibile compito
di garantire a tutti gli alunni il successo formativo, inteso come
piena formazione della personalità, nel rispetto delle identità
personali,
sociali e culturali.
Il Piano dell’Offerta Formativa costituisce uno strumento
pedagogico-didattico (non burocratico) funzionale alla
personalizzazione dei percorsi educativi e didattici.
POF ------ Coordinamento --------- PDA
di Classe
Unità di
Apprendimento
( PEP )
La Programmazione didattica annuale (PDA) svolge, a livello
di classe, lo stesso ruolo del POF a livello di scuola.
Nella Programmazione didattica annuale si ha la sintesi dei
piani educativi personalizzati (PEP) degli alunni delle singole
classi. Come tale, evidentemente, si presenta molto più
analitica, dettagliata, articolata, rispetto al POF.
QUADRO NORMATIVO
Personale docente CCNL 2006/2009
ART. 26 - FUNZIONE DOCENTE
(art.38, comma 3, del CCNL 4-8-1995 ed art.23 del CCNL
26-5- 1999)
1. La funzione docente, realizza il processo di
insegnamento/apprendimento…………………. sulla base
delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti
scolastici definiti per i vari ordini e gradi dell'istruzione.
2. La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e
professionale dei docenti; essa si esplica nelle attività
individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività di
aggiornamento e formazione in servizio.
3. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle
attività collegiali, ……………….. elaborano, attuano e
verificano, per gli aspetti pedagogico - didattici, il piano
dell’offerta formativa……………………………………. .
ART. 27 - PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE
(art.23 del CCNL 26-5-1999)
1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da
competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologicodidattiche,
organizzativo-relazionali
e
di
ricerca,
documentazione e valutazione tra loro correlate ed
interagenti………………………… . I contenuti della
prestazione professionale del personale docente si
definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti
dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli
indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della
scuola.
ART. 28 - ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO
(art.41 del CCNL 4-8-1995, interpretazione autentica in data
17-9-1997 dell’art.41 anzidetto ed art.24 del CCNL 26-5-1999)
5. …………………………………..l'attività di insegnamento si
svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22
ore settimanali nella scuola elementare e in 18 ore
settimanali nelle scuole e istituti d'istruzione secondaria ed
artistica, distribuite in non meno di cinque giornate
settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento
stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2
ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base
plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi
in incontri collegiali dei docentiinteressati, in tempi non
coincidenti con l'orario delle lezioni.
ART. 29 - ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO
(art.42 del CCNL 4-8-1995 ed art.24, comma 5 del CCNL
26-5-1999)
1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni
impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi
ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività,
anche a carattere collegiale, di programmazione,
progettazione, ricerca, valutazione, documentazione,
aggiornamento e formazione, compresa la preparazione
dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle
riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti
organi.
2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività
relative:
a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b) alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie.
3.
Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i
docenti sono costituite da:
a)
partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi
compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio
e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli
scrutini
trimestrali,
quadrimestrali
e
finali
e
sull'andamento delle attività educative nelle scuole
materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore
annue;
b)
La partecipazione alle attività collegiali dei consigli di
classe, di interclasse, di intersezione. Gli obblighi relativi
a queste attività sono programmati secondo criteri
stabiliti dal collegio dei docenti in modo da prevedere un
impegno fino a 40 ore annue;
c)
lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la
compilazione degli atti relativi alla valutazione.
4.
Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli
studenti, in relazione alle diverse modalità organizzative
del servizio, il consiglio d' istituto sulla base delle
proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i
criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli
studenti, assicurando la concreta accessibilità al
servizio, pur compatibilmente con le esigenze di
funzionamento dell'istituto e prevedendo idonei
strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie.
“PER SUSCITARE DESIDERIO NEI RAGAZZI BISOGNA METTERE
PASSIONE IN QUELLO CHE SI FA”
LA SOCIETA’ e LA SCUOLA
(evoluzione sostanziale del funzionamento
della scuola)
In ogni periodo storico la società esprime un particolare ideale
educativo e assegna alla scuola il compito di realizzarlo.
Percorrendo le tappe dello sviluppo del sistema scolastico italiano ci si
accorge della profondità dei mutamenti intercorsi soprattutto negli
ultimi trent’ anni, correlati alla parallela evoluzione del paese verso un
sistema sempre più fondato sulla convivenza democratica:
diffusione delle teorie dell’apprendimento
diffusione delle teorie sull’età evolutiva di Piaget (che hanno
profondamente influenzato le pratiche didattiche nella scuola);
l’attenzione alle specifiche epistemologie disciplinari);
diffusione della teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner
(l’individuazione di strumenti per migliorare l’apprendimento:
insegnamento e valutazione maggiormente personalizzati);
rinnovamento della didattica generale e delle didattiche relative
alle discipline: la nuova linguistica, la nuova matematica, le scienze,
la cibernetica, la tecnologia, i sistemi di valutazione della scuola
italiana;
l’esplosione della scolarità, la dilatazione scolastica, la diffusione
rapida dell’informazione in forme e dimensioni tali da esigere una
società capillarmente istruita, il dirompere di aspirazioni e di
aspettative nuove presso tutti i ceti della società.
Una società cognitiva richiede ai suoi cittadini il possesso di capacità e
di competenze che permettano loro di apprendere per tutto il corso
della vita; di ampliare e di incrementare il loro patrimonio culturale; di
porsi nella realtà locale, nazionale e mondiale quali soggetti liberi,
creativi, autonomi, costruttori attivi delle loro conoscenze nonché
depositari di valori etici condivisi.
La società cambia repentinamente
La scuola adegua i suoi interventi
alle caratteristiche dei periodi storico – sociali
Lo stato giuridico del docente non è mutato
La nuova normativa si è solo sovrapposta alla
precedente, e, pur avendone facoltà, non ha
Prodotto abrogazioni o adeguamenti o
coordinamenti contrattuali e di profilo
professionale dei docenti.
IMPIANTO CULTURALE E PEDAGOGICO DELLA
NUOVA SCUOLA E FLESSIBILITA’ DIDATTICA E
ORGANIZZATIVA DELLA PROGRAMMAZIONE
Rif.ti Norm.vi
-
DPR 275/1999, che attua e fissa i criteri contenuti nell’art.
21 della legge n. 59/1997
–- Regolamento recante norme concernenti il riordino degli
istituti professionali ai sensi dell’art. 64, comma 4, del
decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133.
DPR del 15 marzo 2010, n. 87
-
Allegato A – Profilo educativo, culturale e professionale
dello studente a conclusione del secondo del sistema
educativo di istruzione e formazione per gli istituti
professionali.
Allegato B – INDIRIZZI, PROFILI, QUADRI E RISULTATI
DI APPRENDIMENTO DEL SETTORE SERVIZI:
B1. Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
B2. Servizi socio-sanitari
Articolazioni
B3. Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
Articolazioni
B4. Servizi commerciali
-
Linee Giuda per il passaggio al nuovo ordinamento (DPR
del 15 marzo 2010, n. 87)
IMPIANTO
§ UN IMPIANTO CULTURALE “FORTE” (identità culturale)
FONDATO SULLA CENTRALITA’ DELLO STUDENTE E
SULLE DISCIPLINE PER UNA PREPARAZIONE DI AMPIO
SPESSORE E PER LA FORMAZIONE ALLA
CITTADINANZA PLANETARIA
§ UN IMPIANTO PEDAGOGICO CHE RECUPERA IL
MEGLIO
DELLA TRADIZIONE PEDAGOGICA :
DALL’ATTIVISMO A DEWEY, DA PIAGET A CLAPAREDE.
SI APRE ALLE NUOVE FRONTIERE DELLA PSICOLOGIA
E DELLA PEDAGOGIA: DA BRUNER ALLA TEORIA DELLE
INTELLIGENZE PLURIME DI GARDNER, DAL MASTERY
LEARNING AL COOPERATIVE LEARNING, DALLE
ATTIVITA’ DI LABORATORIO ALL’OSSERVANZA DEGLI
ASPETTI DEONTOLOGICI PROFESSIONALI
§ CIRCOLARITA’ DEL PROCESSO FORMATIVO :
Orientamenti per l’organizzazione del curricolo – POF – U.
di A. - OBIETTIVI FORMATIVI – UNITA’ DI LAVORO – (PEP)
– PECUP
§ AMPIA FLESSIBILITA’ DIDATTICA E ORGANIZZATIVA
Il Regolamento definisce gli indirizzi e i quadri
orari delle singole discipline, definisce le
competenze in uscita (all. B), parla di
personalizzazione, di valorizzazione della
metodologia laboratoriale e del pensiero
operativo, di lavoro cooperativo per progetti
(all.
A),
identifica
gli
obiettivi
di
apprendimento e i contenuti che dovranno
caratterizzare il percorso formativo degli
studenti coerenti con i caratteri pedagogici di
alto valore contenuti nelle Linee guida e negli
Orientamenti
per
l’organizzazione
del
Curricolo
§CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE
§ METODOLOGIE FUNZIONALI AGLI INDIRIZZI
§Possibilità di utilizzare la quota di autonomia
del 20% dei curricoli, negli ambiti degli
indirizzi, con particolare riferimento alle
attività di laboratorio
•
LOGICA DELLA RIFORMA
DAI PROGRAMMI AI PIANI DI STUDIO
PERSONALIZZATI
PASSANDO DALLA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
ANNUALE
DAI PROGRAMMI _________________ALLE LINEE GUIDA
Ministeri
DALLA LOGICA DEL CURRICOLO E DELLA
PROGRAMMAZIONE ______________AI PIANI DI STUDIO
Personalizzati
DAGLI OBIETTIVI ________________ALLE COMPETENZE
DALLA SCUOLA UDITORIO ______________
ALLA
SCUOLALABORATORIO
DA UNA SCUOLA PER TUTTI ___________ AD UNA
SCUOLA PER CIASCUNO
TALE LOGICA NECESSITA DI
UNA PROPOSTA ORGANIZZATIVO – DIDATTICA INNOVATIVA
ELABORATA DA DOCENTI CHE ABBIANO ATTITUDINE AL
CAMBIAMENTO, MENTALITA’ DUTTILE, CULTURA
ORGANIZZATIVA IN AGGIUNTA ALLE TRADIZIONALI
COMPETENZE DI CARATTERE PROFESSIONALE
Il Collegio dei Docenti deve dare “senso al contesto”,
promuovere il cambiamento, utilizzare procedure mirate
alla valorizzazione delle risorse interne. Deve favorire il
lavoro di squadra perché si possano coordinare i
processi di insegnamento – apprendimento.
Questa strategia affina nei docenti le capacità di
rileggere i saperi disciplinari in relazione alle
problematiche dell’apprendimento degli studenti; di
relazionarsi con gli alunni, con i colleghi, con le
famiglie, in modo da creare un ambiente favorevole
all’apprendimento; di agire correttamente con il
territorio.
IL CURRICOLO
Il curricolo è l’impianto fondamentale della progettazione
educativa e didattica, per visualizzare ed organizzare i
processi di apprendimento, per realizzare una formazione
unitaria e graduale e per garantire all’allievo un percorso
formativo globale, coerente e progressivo per lo sviluppo
della sua personalità attraverso il passaggio dei diversi
gradi scolastici.
Il curricolo organizza e descrive l’intero percorso formativo
che uno studente compie nel quale si intrecciano e si
fondono i processi cognitivi
e quelli relazionali.
L’UNITARIETA’ DEL
PERCORSO non dimentica
LA PECULIARITA’ DEI
DIVERSI MOMENTI
EVOLUTIVI
nei quali
L’AVVENUTA DELL’APPRENDIMENTO
vede un passaggio progressivo
DALL’IMPARARE FACENDO ----------- ALLA CAPACITA’ DI
RIFLETTERE E
FORMALIZZARE L’ESPERIENZA
ATTRAVERSO
LA RI-COSTRUZIONE DEGLI STRUMENTI CULTURALI E
LA CAPACITA’ DI UTILIZZARLI COME CHIAVI DI
LETTURA DELLA REALTA’
•
•
•
DAL CURRICOLO SCATURISCE LA
PROGRAMMAZIONE
centrato sulle discipline
(chiama in prima persona i docenti)
CURRICOLO : fondato sulle attività degli
alunni
(interessi, motivazioni, attitudini….)
fondato sui punti focali
(corecurricula – estrapolare i
contenuti essenziali)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
LA PROGRAMMAZIONE
•
Si configura come processo previsionale a breve
scadenza, come il mezzo attraverso il quale si
adeguano le indicazioni ministeriali alle specifiche
esigenze educative in cui la scuola opera, nella
considerazione attenta del contesto nazionale e locale,
e nella visione olistica dell’insegnamento orientativa
dei processi sociali e della vocazione del territorio.
Per attuare i suoi compiti la scuola deve organizzarsi in
maniera funzionale:
seguendo le linee guida, in particolare gli orientamenti per
l’organizzazione dei curricoli;
predisponendo una adeguata organizzazione didattica;
muovendo dalle effettive capacità ed esigenze di
apprendimento degli studenti;
rispettando il Profilo educativo, culturale e professionale.
Le linee guida e gli orientamenti mirano ad aiutare i
ragazzi :
-a possedere unitariamente la cultura;
-ad acquisire tutti i linguaggi specifici delle singole discipline;
-ad acquisire una seria preparazione scientifica e
professionale;
-a porsi quali cittadini attivi e costruttori di valori etici condivisi.
LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA
Dà coerenza e specificità alle attività didattiche, evita
la frammentarietà e la dispersione perché nulla è
affidato al caso. In essa il fulcro è rappresentato dagli
obiettivi da conseguire, dai quali scaturiscono tutti gli
altri momenti della programmazione stessa.
La elaborazione
collegialmente
spetta ai docenti
individualmente
-
-
stabilendo le modalità concrete per mezzo delle quali
conseguire le mete fissate dalle indicazioni
programmatiche;
stabilendo la scansione più opportuna;
tenendo conto dell’ampliamento delle opportunità
formative offerte dal curricolo;
percorsi
delineando
procedure idonee
per lo
svolgimento
dell’insegnamento
La programmazione didattica deve essere assunta e
realizzata dai docenti come sintesi progettuale e valutativa
del proprio operato.
PROGRAMMAZIONE : per obiettivi
per concetti (mappe concettuali)
modulare
a sfondo integratore
Per Obiettivi: si avvale di tassonomie (es. Tassonomia di Bloom)
L’alunno deve dimostrare di aver conseguito
conoscenze, abilità, competenze, comportamenti, modi di
essere, modi di fare, modi di agire,….
I docenti devono determinare aree di riferimento (Area
cognitiva, area affettiva, area psicomotoria), chiari e
precisi obiettivi.
AREA COGNITIVA
Obiettivi di padronanza:
Obiettivi di competenza:
Obiettivi di espressione:
- conoscenza
-applicazione
-creatività
(capacità di rievocare
materiale memorizzato)
(Capacità di far uso di
materiale conoscitivo per
risolvere problemi nuovi)
(Capacità di operare tramite
il pensiero divergente)
-comprensione
analisi
(Capacità di afferrare il
senso di una informazione e
di saperla trasformare)
(Capacità di separare degli
elementi, evidenziandone i
rapporti)
-sintesi
(Capacità di riunire elementi
al fine di formare una nuova
struttura organizzata e
coerente)
-valutazione
(Capacità di formulare
autonomamente giudizi
critici di valore e metodo)
AREAAFFETTIVA
Obiettivi di interesse
Obiettivi di impegno
-ricettività
-risposta
(Capacità di percepire e
prestare attenzione a
stimoli, senza peraltro
reagire)
(Capacità di reagire ad uno
stimolo esterno in modo
accondiscendente o
spontaneo)
(Capacità di sistemare
spontaneamente scelte e
valori in sintesi più ampi)
-valutazione
(capacità di creare una
propria visione del mondo e
di valutare i propri
atteggiamenti
(Capacità di scegliere o
rifiutare)
Obiettivi di
partecipazione
-organizzazione
-caratterizzazione
AREA PSICOMOTORIA
Movimenti riflessi : risposte ad uno stimolo senza volizione cosciente
(segmentali, intersegmentali, soprasegmentali)
Movimenti fondamentali di base: patterns motori innati (locomotori,
non locomotori, manipolativi)
Abilità percettive: interpretazione degli stimoli e adattamento
all’ambiente (discriminazioni: cinestetica, visiva,
uditiva, tattile, capacità coordinate)
Qualità fisiche: caratteristiche funzionali di carattere organico
(resistenza, forza, flessibilità, agilità)
Movimenti di destrezza: sviluppo di competenza e padronanza
Comunicazione non verbale: continuum di espressività (movimento
espressivo e interpretativo)
Per mappe concettuali:
•
•
•
•
Secondo l'impostazione originale di Novak, le caratteristiche
essenziali di una mappa concettuale sono le seguenti:
è costituita da nodi concettuali, ciascuno dei quali rappresenta un
concetto elementare e viene descritto con un'etichetta apposta ad una
sagoma geometrica;
i nodi concettuali sono collegati mediante delle relazioni di tipo
connessionista: in genere vengono rappresentate come frecce orientate
e dotate di un'etichetta descrittiva (in genere un predicato);
la struttura complessiva è di tipo reticolare (che quindi potrebbe non
presentare un "preciso punto di partenza").
Come si realizzano
•
•
•
•
individuare chiaramente la "domanda focale", ovvero il tema che si sta
descrivendo e che circoscrive l'ambito di analisi;
svilupparla per quanto possibile dall'alto verso il basso, considerando le
relazioni trasversali una eccezione;
adottare una logica di realizzazione di tipo connessionista: prima
avviene l'identificazione dei concetti, poi la creazione delle relazioni
associative tra di essi;
riuscire a collegare i diversi argomenti in modo chiaro e corretto.
Sono concetti fondamentali che l’uomo deve acquisire.
ELEMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE
•
accertamento dei prerequisiti
•
definizione degli obiettivi
•
scelta dei contenuti culturali e delle attività
•
scelta dei metodi, strategie, mezzi e sussidi
•
scelta della metodologia e mezzi di verifica e di valutazione
Ritorniamo al curricolo
CRITERI PER L’ELABORAZIONE DEL CURRICOLO
Il Regolamento sull’autonomia fissa i criteri che le istituzioni scolastiche
devono osservare per l’elaborazione del curricolo.
In particolare stabilisce quali siano i riferimenti prescrittivi che il Ministero
deve fornire e che riguardano i seguenti aspetti:
a)
gli obiettivi generali del processo formativo;
b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze
degli alunni;
c)
le discipline e attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e
il relativo monte ore annuale.
OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO
Gli obiettivi generali costituiscono l’impianto
culturale e pedagogico della Riforma scolastica e
orientano le scelte educative e didattiche dei
docenti
I quattro ASSI CULTURALI
ASSE DEI LINGUAGGI
Ob. generali
ASSE MATEMATICO
Ob. generali
ASSE SCIENTIFICOTECNOLOGICO
Ob. generali
ASSE STORICO-SOCIALE
Ob. generali
Sono il TESSUTO per la costruzione
di percorsi di apprendimento
orientati
all’acquisizione
di
competenze chiave che preparino i
giovani alla vita adulta e che
costituiscano
la
base
per
consolidare e accrescere saperi e
competenze in un processo di
apprendimento
permanente,
anche ai fini della futura vita
lavorativa
Fonte : D.M. 22 agosto 2007, n. 139 “Regolamento recante norme in
materia di assolvimento dell’obbligo di istruzione”.
I SAPERI sono articolati in
ABILITA’/CAPACITA’
CONOSCENZE
Le COMPETENZE-CHIAVE sono il risultato della
INTEGRAZIONE
tra i SAPERI e le COMPETENZE degli ASSI CULTURALI
attraverso
un unico processo di insegnamento/apprendimento
L’INTEGRAZIONE fra gli ASSI CULTURALI è uno
strumento per l’INNOVAZIONE METODOLOGICO
DIDATTICA.
Offre la possibilità di progettare percorsi di apprendimento
(anche attraverso il ricorso alla quota di flessibilità del
20%):
• coerenti con le aspirazioni dei giovani
• attente al loro diritto all’orientamento consapevole
• per una loro partecipazione efficace e costruttiva alla vita
sociale e professionale
I SAPERI
Sono i mezzi per aiutare gli studenti a crescere, a “divenire”, a formare
tutte le dimensioni della personalità, a sviluppare il potenziale creativo,
la riflessione, il pensiero operativo e critico, ad assumere la piena
consapevolezza di essere cittadini del mondo.
CONOSCENZE
Sono il prodotto dell’attività teoretica dell’uomo: il sapere teorico e
pratico. Il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso
l’apprendimento.
ABILITA’
Sono il prodotto della razionalità dell’uomo : il saper fare. La capacità
di applicare conoscenze per portare a termine compiti e risolvere
problemi.
CAPACITA’
Si intende una potenzialità e una propensione a fare, pensare, agire in
un certo modo.
COMPETENZE
Sono l’insieme delle buone capacità portate al miglior
compimento:quello che siamo effettivamente in grado di fare.
Le COMPETENZE – CHIAVE
• IMPARARE ad IMPARARE
• PROGETTARE
• COMUNICARE
• COLLABORARE e PARTECIPARE
• AGIRE in modo AUTONOMO e RESPONSABILE
• RISOLVERE PROBLEMI
• INDIVIDUARE COLLEGAMENTI e RELAZIONI
• ACQUISIRE ed INTERPRETARE INFORMAZIONI
Riflessioni
Scuola della relazione educativa
In educazione è molto difficile impadronirsi delle conoscenze
(SAPERE) e delle abilità (FARE) e trasformarle in competenze di ciascuno in
nome e per conto di una logica di scambio: la scuola dà una cosa allo studente
che contraccambia con qualcos’altro (impegno, attenzione, studio, correttezza)
E’ difficile anche nel caso in cui alla logica dello scambio si
sostituisca quella del rapporto. Avere rapporti tra soggetti dentro l’istituzione
scuola, tra docente e allievi, tra docenti e genitori, significa infatti far sempre
riferimento all’incontro di ruoli e competenze, profili e responsabilità, comunque
formalizzate in statuti, norme, contratti, gerarchie, ecc.
Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio della estraneità
tra i soggetti coinvolti resta rilevante. Se alle logiche dello scambio e del
rapporto si sostituisce e si vive quella della relazione educativa ci si prende
cura l’uno dell’altro come persone : l’altro ci sta a cuore, e si sente che il suo
bene è, in fondo, anche la realizzazione del nostro.
Scuola dell’innovazione territoriale
Per realizzare
- menti d’opera;
- professionalità;
- laboratorialità.
Scuola dell’Innovazione territoriale
Fonte: Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento, DPR 15 marzo 2010, n. 87
GLI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
-
Rappresentano i livelli essenziali di prestazione del servizio
scolastico
-
Sono presentati in maniera analitica in due distinti elenchi
(conoscenza ed abilità) in ciascuna disciplina
-
Costituiscono il punto di riferimento dei docenti
programmazione dei percorsi formativi personalizzati
-
Anche se in maniera analitica obbediscono al principio della
sintesi e dell’ologramma e valorizzano l’apertura inter e
transdisciplinare presente in ogni disciplina
-
L’ordine con cui sono elencati vale solo per i docenti e disegna
una mappa culturale, semantica e sintattica che essi devono
padroneggiare nei dettagli
-
Devono essere mediati, interpretati, ordinati, distribuiti e
organizzati negli obiettivi formativi, nei contenuti, nei metodi e nelle
verifiche delle unità di apprendimento
per
la
Sono contenuti nelle discipline.
Le discipline fanno risaltare l’attività del soggetto che apprende, il
modo in cui progressivamente acquisisce i punti di vista, le modalità di
indagine e gli specifici linguaggi dei diversi campi del sapere,
sicuramente contribuiscono a far sviluppare il gusto e la capacità di
apprendimentoautonomo continuo (lifelong learning) e di orientamento
personale.
Il percorso educativo, nella prospettiva
della maturazione del Profilo educativo,
culturale e professionale dello studente,
utilizza gli obiettivi specifici di
apprendimento per progettare
Unità di Apprendimento.
LE UNITÀ DI APPRENDIMENTO
OBIETTIVI GENERALI
OBIETTIVI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO –
ABILITA’ - CONOSCENZE
OBIETTIVI FORMATIVI
CONTENUTI
UNITA’ DI
APPRENDIMENTO
ATTIVITA’ – METODI –
ORGANIZZAZIONE
RACCORDI INTER E
TRANSDISCIPLINARI
VERIFICA FORMATIVA
COMPETENZE
PECUP
LE UNITA’ DI APPRENDIMENTO
-
SI COSTRUISCONO ALL’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO
SULLA BASE DEI BISOGNI FORMATIVI DEGLI ALUNNI E
DELLE DOMANDE ESPRESSE DALLE FAMIGLIE
-
CONCORRONO A FORMARE I PIANI DI STUDIO
PERSONALIZZATI
Hanno la finalità di promuovere ciò che
lo studente
fa e deve fare
per imparare
Sono centrate sugli alunni
Struttura psicologica dell’alunno
(tratti psicologici, peculiari abilità, capacità, cognitività,)
e coniugano
Struttura delle discipline
(struttura epistemologica e logica delle discipline)
IPOTESI DI STRUTTURA
Dipartimenti X Assi culturali
Ob. Generali del processo formativo (Competenze)
Ob. Specifici di apprendimento (Conoscenze e abilità)
CLASSI PARALLELE (es: tutte le classi prime)
( Obietti generali e specifici comuni )
CONSIGLIO DI CLASSE
Programmazione coordinata
per Unità di Apprendimento
(sceglie i tempi, la quantità, i titoli, le modalità)
Unità di Apprendimento per assi culturali all’interno
del consiglio di classe tenendo conto comunque dei
livelli comuni paralleli
Titolo dell’Unità di Apprendimento
Obiettivi
specifici di
apprend.
Obiettivi Contenut Strategie
formativi i
didattiche
(attività,
metodi,
soluzioni
organizzativ
e)
Raccordi inter
e
transdisciplinar
i e con i
laboratori
Veri
fica
for
ma
tiva
Conoscenze
Abilità
L’unità è tale proprio in quanto organica e significativa.
Perché allora si parla, oggi, di U. di A. ?
Che cosa le motiva e le concretizza ?
Non vi è alcun contenuto che possa essere confinato in una sola e
specialistica parte della cultura, ma sempre può essere visto da più punti
di vista e richiamare ulteriori approfondimenti.
Le U. di A. sono ipotizzate come strumenti e procedure riferiti a una
pluralità di discipline.
Non occorre tuttavia progettare sempre unità d’apprendimento inter e
pluridisciplinari, perché si danno discipline (italiano e matematica) che
intrattengono con le altre immediate e imprescindibili relazioni e perché
anche all’interno delle proposte didattiche disciplinari esistono aspetti
delle stesse o elementi di altre discipline che è necessario, per il
migliore apprendimento degli alunni, ricondurre ad unitarietà in modo
sistematico, intenzionale e condiviso, evitando la casualità di semplici
accostamenti.
Articolazione dell’Unità di Apprendimento
Titolo: dà conto dell’unitarietà degli argomenti trattati e funge da filo
conduttore dell’unità stessa.
Ob. Specifici : sono tratti dalle Declinazioni dei risultati di apprendimento in
conoscenze e abilità.
Ob. Formativi: sono il risultato dell’interpretazione e della declinazione degli
obiettivi specifici di apprendimento.
Contenuti: sono tratti dalle discipline di studio.
Strategie didattiche: sono le scelte effettuate rispetto alle attività, ai metodi e
alle soluzioni organizzative. Sono procedure efficaci per promuovere
un apprendimento coinvolgente, motivante e significativo. Tengono
conto degli spazi, dei tempi e delle risorse umane e materiali.
Ogni unità di apprendimento propone attività individuali, di gruppo e di
classe, schede operative, prove di verifica adeguate alle strategie didattiche,
agli obiettivi formativi e alle competenze da acquisire.
Raccordi inter e transdisciplinari: assicurano la comunicazione tra le
discipline. (Spiegare perché riflettere sulle discipline degli assi).
Le verifiche formative: propongono prove adeguate (strutturate,
semistrutturate, miste,…) per rilevare il raggiungimento o meno degli obiettivi
formativi dell’unità di apprendimento.
(Griglie di osservazione sistematica)
OGNI SINGOLO DOCENTE FA ENTRARE LA SUA
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ANNUALE NELLE UNITA’ DI
APPRENDIMENTO.
Il PSP è una raccolta ordinata delle Unità di
Apprendimento che ogni alunno o gruppo di
alunni porta a termine.
La strategia collegiale da privilegiare è
LA FLESSIBILITA ORGANIZZATIVA
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Programmazione e Valutazione nella scuola dell