©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
Cronaca dei ritrovamenti e dei restauri
R.
S OPRT TENDE ' ZA Al
DEI. L AZIO.
ALATRI :
Mo
ME TI
Chiesa di S. Silve.,lro.
Qu ali fosser o l e condi zioni d ella chiesa romanica di
S. Sil ve t r o an la tri a ll' est~l no come all'int erno , è dimostrato dalle fotografi e ch e si pubhlieano (figg. 1-3).
All'es t er no, la facciata d ella chiesa, ori.,.i llariament e
a capanna, era st ata lrasfo r ma t a p er includ er e, sotto
un più largo s piovent e, anch e la fa ccia t a d ell a canom ca
ad essa a de rent e, alterandon e in t al modo compl etamente
il caratter e. Il'interno, l e condizioni d ella chi esa erano
ancor p iù gravi : tra gli archi ch e separano la navata
principale d a qn eHa l a t erale, era s tata er etta una paret e
e n ello sp e ore rli CIll es ta e rano state format e quattro
capp ell e; lo sp azio compreEO nella t er za arcata, rh e Ì'
più bassa, era . tato chiuso da muro pieno. In tal modo
l'ambient e d ella nav at a laterale completamente separato
dall a chi esa, era stat o trasformato in una sagr es tia e in
11na cantina con botti ; da que ta , per via ili una cal etta
a chiocciola, si pa sava in un l'r imo piano di abitazion e.
A tutto ciò si aggiung a lo stato gen eralI" di fati scenza ,
t auto d ella fa eC"iata, quanto d ell' interno , quanto d .~1 campanile. Il qu ,ù e camp anil e er a stato cos truito iu epo ca
mod ern a el evaud olo d al soffitto d ella nava~a laterale,
ver o l'ab ~ide, a sinistl'a.
Complessi er nno dunque i r es tauri d a co mpi er e, anch e per ch è la chi es a mostrav a ili aver subìto , i n epoca
antica, va ri e t1asformazioni sp ecialmente p er l'ap ertura
di porte e finestre com e qu ella ad es. d l pro pt'tto, lunga
e strel'ta porta con battenti dall' est'erno verso l'inte1no;
, Figg. 1-2.
I.ATm :
Chi c.a eli S.
elem ento Jlon facilment e giu tilì cahile; s ull a p ruete di
d es tra erano Rtate chiu se l e fin e tre, ch e archi trav:i a d
u nico p ezzo accu avano dall ' es terno antich e, ed er an o
s tate ap erte altre più in alto. _Jè rlo eu m enti , limita tissimi
del r e to , proiettavano hl e su.Ua tori a d ei r es t auri antichi limitandosi questi a ricordare com e la chi esa, a l 1220
fo e già m enzionata e quindi già esi s t ent ~ e co m e fosse
inizialmente ad llna ola n avata dato ch e n el 1331 venn e
con aerata es endo stata aggiunta l a nav ata lateral e con
tre archi a d ampio esto su pilas l'ri quadri i due primi
più vicini all ' ah ~id e, più alti , e l'altro più bas o.
La chies a dunque non era sorta a due navate - il ch r
sarebbe stato lll1 esempio di notevole inter esse n el Lazio ma lo divenne in epo ca posterior e e e in qn e to p el'i odo
di allargamento v enne costruito 1m campanil e - una
d ell e du e campan e porta la data 1302 (op era ili nelreotto
e Giov anni di Guirlotto da Pisa) - posteriorm ente rlistnltt o, n essun indizio si è tratto n ell'atto d el rest auro . L' esist ente, ubi cato in modo da gr av ar e sul so ffiuo d ella
na vata laterale, era del tutto mod erno e fatiscente.
Fatte queste premesse, chiarit e dall'aechl o materi ale
foto grafico, si può sommariament e ricordare l'opera di
r es tauro compiuta. Anzitutto, venn e demolito il ca mpanile e d emolita l'intereap edine tra le arcate d ell a avata
lateral e : rifallo il soffitto , rafforzati i pilastri e gli arch i,
si è completamente r estallrata la nav ata dj sinistra retituendo alla chiesa la forma che ehbe n el secolo .L IV,
evitando lo sconcio di un'ala di chiesa tra sformat a in
cantina.
Finestre r ettangolari a ntich e, ritrovate sotto l'iml)ianr attua sulla paret e d es tra , v enn ero ap erte chiud endo le
a ltre mod erue in alto ; rifallo il pav:imento ; l'jnferriata
a lla scal etta cb e dalla navata conduce alla eripta con
ilvcslro (prima del r estauro e dopo).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
Fig. 3.
ALATnI:
Chi esa di
.ilves lro: L'interno (dopo il re tauro) .
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
LEARTI
41 - - -
Fig. 6. ARDEA.
Ca ttedrale. L' interno (dop o
Fig. 5. ARDEA:
Cattedra le. Pro spetto (restaurato) .
d ecorazioni ad affresc o - cript a o oraloriwn giù restaurato nel 1911-1913 - venne sostituita con un parapetto
in mura tura .
Per la fa cciata , segu endo la linea degli spigoli dall e
murature in vista si è dato allo spiovente le proporzioni
originali rontinuando in modo similare i l fregio a pietra
gi alla e nera (pi etul anticamente in silu perch è molto
adoperata p er le costruzioni) ch e ne adorna la parte alta.
D ella enigmatica porta-finestra sono stati lasciati visibili
gli stipiti come doc umentazione storica ma si è chiuso il
vuoto p er dar e al prosp etto la sua unità di massa.
Compinti i re tauri ar chitet tonici , si proced ette ai
res tauri d ei nnmero si affreschi che d ecoravano la chi esa e ch e erano riapparsi SoUo l'intonaco. Sulla parete
r1 cll'alJsi d e (fig. 3) - tutta coperta d'intonaro - ap parvero clementi di una Incoronazione della, Vergine d el seco lo XIV e n ella parte inferiore, racchiu si in otto retl angoli, fi gure di santi , iu atteggiamento f rontale. Sul
pilastro a d e tra , sull' affresco rappIe entante il mira1'010 di S. Silvestro era vi sibil
un secondo trato con
la r appresentazion e d ella Madonna co l bam],ino (se(' 0 10 _ IV).
Fig. 7.
RD EA:
Ca LLedrn lc. L'a bsid e (dopo
resI auri).
restauri).
Si pro cedette allo strappo cli (Iue to affresco riportandolo sulla parete sinistra in modo da scoprire del tutto
l'affresco duecentesco. Sull'altro pila tro la d ecorazione
formata da affreschi votivi del ecolo XIII- IV Cla app en a visibile.
Fig. 8.
RDEA :
Cattedrale. AIIresco dtl secolo XV.
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
42 '--------------------------------------------- LE ARTI - -
Fig. 9.
ROl\IA :
Pa ssetto di B orgo. Sagg io di r es lauro.
L a d eco lUzione pittorica di'I la paret e de tra d ella n avata principal e co tituit a da un ciclo d ecorativo d el
Duccento con sceu e d egli Evangeli alternate d a figur e
di santi e d a vari a ffr escru vo tivi dci secolo XIV e V
era v isibile, ma in -p e sitn e condizioni: ~i proced ette a to glier e le ridipinture pralicate durant e i p reccd en ti r estauri l ~ q'uali na cond evano i m otivi d 'o m ameuto e gli
scomp:nti d ei dipinti: li con solidarc gli a fl'rl'schi C O~l ClIscioato di ra lcio e appli cazione di p re~s aLoi m l'ccll'l1i r i,
in al cnni punti fa ccndo prim a lo s as am cnLo d ell e iniezionl (li geoso falli a i primi d el OVel'cu to. Dopo i l 1'0"1 1solidam enLo si è pl'o vv~duto III 1'll\ ivam ento d el colon' .
Alcuni a ffr CRchi di secondo s Il'al o: S. Scbllstian o e S. 1.11 (· ia, la t es l a eli uu a santa ergine, 11na Mad o .ma col B a mbino so r appo sti agli a ffr eschi du ccenLe. chi , sono stati
di . tll cca ti col solito istema d el b endaggio c riportati
snlla parel e sini stra . Là dove qu('sta op erazion e apparivn
impo ~i bil e, i è l ascinto visibil e il tripli ce strato: lunet la
rappresentall t e Cris to e i l anto Ve. COYO l'colo TV (figura 4) t esta di p:io an e sml l'o (secolo V) e a ffr esco d ci
secolo _' III : un aifrl'sco m ediocrissimo eh e nn scond eva
uu a cen a d'eH'inter essante ciclo d eeo rativo mf:'dioeva]c è
stal'o d el tutto aspor tllto.
Sull a parete d en a pOl'ta d' ilJgr es~o , a des tra , er a vi sihil e un a serie di cinqu e fi gure sotto arcat e, delle qua li
dn e, l a Vergi ne e . E ra m o, d el t ULLO integre e l e altre
in m ediocri condizioni . V ennero tu tte rinsa]f1at" co m e
pnre l'affre co dell a lun el t a sul1n porLa rappre en l ante
la Madonna col B a mbjno (secolo X I V). SOLLO l' intonaco
sull'nltra m et à d ella parete vennero scoperti a]emù pann elli d ecora tivi di m ediocre inter e se.
bbat tuta l'intercap edine fra i pilastri d ell a nava ta
prjn('ipale lIpparver o ni pi lastri st cssi tra cce di (lcrorn-
zion e pittoricn d el secol o XIV; altro a.(fresco d ello stesso
secolo apparve sulla paret e sinistra d ella navata l ateral c
altro ancora sulla parete di fondo rappresentante S. Cristoforo nltri dodi ci pannelli d el _eeolo IV- V co n san ti
e la Vergine in trono sulla parel e d ' jngresso. Tutti venn ero con solidati.
In alcun e zone era visiPile sull e t re pareti d ell a n avata principal e lilla d ecorazione a finto drapp eggio ch e
venn e r es taurata; altre zone venn ero scoperte sotto l'in lonnco, n ell e zone rimast e la f1 erorazior·e è s taI a rareordatn con decora zi oni similari ad affresco. S111 soffil lo
e 51111 e pn'reti r s tata d a l a u,na p a ljn a lll" fI ton all' (li ra "(·ord o.
Men I re p e'r ,i resI mll'i a rchitNLOni ei la ('hi esa h a ripreso
la SlI a lmità - qu ell a trecentesca - . c 'lon Cjl1e1!a inizial I'
l'!' tnndo com e fin d ocumento pur
e mpre inter e. sante,
an ch e sc lllni le d ell'nrchitettnra rom ::mi cn go ti ca, i r esLau ri aO'ti nfl'r eschi hanno res tj trlito alla clùe a l a sn a
antica d ecorazion e notevolmentc lIccre cendo il r cp ertori o
d egli a fI'r esrhi d ecora ti vi laziali d a] ccolo . III al serolo 1 VI.
I r e tanri agli affreschi son o sLa ti eseguilj da . M. Znmponi. - D,:rettore elei la.vori : Alb erto T er en zio .
ARDEA :
R esta.uri alla. Cattrdr"l r.
D I'Jl a cru e a ll en edc uiu a di Ard ea, olt allLo l e monofore ull a pal'et e di d e. Lra, ed altra sulla parLe termina] ..
del prosp etto, ne accusavano l e origini romani h e; p er il
r es to essa appariv a una insignifica nte clù esa di campagna
ridipinta e m al concia. In par eccru ecoli di vita molli
rrs l anri erano st nti r e~i nece ari: il più grave, avvemll.o
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
LE AR T I
43
i piLastri d ella !lavata SllUstra erano cad enti e fu neces ario rifarli. Così pure si rifece la paret e fra i pilastri di d estra abolendo l e fin e tre C riaprendo in alto
le fine str elle originari e romani ch e ch e erano state mura t e.
Dal lato oppo to en ne d emolita la casa coloni ea; i
l·iportò a vista l a parete riaprendo le antiche e originari e
fines tl e, il tetto v enne rifatto in modo più a datto e venJ1 ~
ripre~a , o rinnovata, la cornice a m a l toni e a lnen sol e.
Il pro petto , quasi totalmente distnltto, v('nn e ripre o:
vpnne r estaurata la monofora originaria , rifatto l'o enl o
su tra cce e ist enti, e~ep"uita la porta d ' iagr esso ornallrlola eco do l'L' SO m edio evale. All'interno, nell'allo di
de molire il muro tra i pi las tri di d es lra , v ennero scoperli
sui pilas tri ste si , alcuni affreFchi d el serolo V - popolareschi , ma vividi e fr esrhi di eolore - i quali , ~ ta cc ati
chù posto o ril!;in al e, v ennero ripor t a ti sulla nuova parete cOEtitucndo si in ta'l modo una original e d ecorazio ne e una pagina interessant e p er la s tor ia d ell a chi esa
t essa (fig 8).
D ell'ah id e vc'me la sciato a vi _ta il paramento mlt,·ario e poirhè i frammenti , 1"itro 'a li in siLu., d ella ori)!'inaJ:ia decorazione del catino nOli con<entivano alcu na
d erluziolle stilistira e, tanto m eno , po sibi lilà di restauro ,
ques to venne d ecorato , e igendolo 'le n ecessi tà di culto ,
con l'immngin e di Cristo pantol'ratore ispirata ai mo saicj
bizanl·ini. Rifatta la supp ell ettil e ecclesias ti ca, la chie ·a ,
in ottim e condizioni statirh e e in rinno vato d ecoro stiljStlCO , ve nn e solennemente riap erta a l cuLto dal Card. P io
gnnt elli eli Belmonte il 19 se tt embre 1940. - Direl/.orc dei
lavori: AJberto T er enzio.
Fig. lO. AnDA nA ( assari): Cruesa Parrocchial e.
[II Volto
anto , secolo
VI (primu elci restauro).
ve rso il 169.3, aveva tra sforrnato la chiesa - ùliziahnentc
a tre na va t e - sopprimendone la na ... atel la di d .stra ,
e lev,mdo una parete tra i pilastri con ampi e fines tre e
chiud endo le fiue tre originari e a mODofora. Altre tra·
~formaziotli aveva subìlO la chiesa; il pavimento anti<"o,
di cui alcune t e sere sono state ritrovate negli scavi recc uti era stato sosti tuito e così pure l'originario soffitto,
sostituito cou altro ch e e.er eitava lllla spinta eccessiva
sulle pareti, ne aveva d et enninalo un notevo·1 strapio mbo. Anch e il vecchio al tare, rivolto al popolo con la fen estr eUa confessionis era stato distrutto. Nel 1754 la
chiesa era st a ta sconsacrata (cfr. ALBERTO GALIETI, in
/Jolletti no della R egia deputazione di storia pa.tria., sezione
vl'litema., anllo VII, semestre 1941). Riaperta quindi al
<"ulIO, aveva aggiunta la ca a r.olonica suL soffino della
navata sinistra , e subiva altri guasti, ridipintur e e popolaresch e « c~ orazioui finchè, . empre più indebolite Le sotto strutlurc e cadenti l e p are ti , era ridotta iu pes~imc
("ondizioni di staticità; la cbe. a pareva abbandonata ad
Ull imminent e crollo se non fo sse intnve u l a la volontà
d cI Capo d el Governo a d ordinarne j r estauri.
I r es t au ri v ennero finanziati dal Ministero d ell'Ech,(' azion e
azionale crI eseguiti dalla Soprintendenza ai
Monumenti d el Lazio. E ~ 6i si sono limitati a far ritoT11aJ·c
la ch iesa in condizioni sI atiche efficienti e a ridarle non
già l'aspetto ch e es. a ebbe inizialment'l - troppi elementi
ormai man cavano -, ma u n notevol e deeoro stilistico ri-,
mettendo :in vista q ua nto era rimasto d ell'antico e a queto ag·giungeudo quanto era indispensflbiJe p er il funl<ionamento d ella chiesa t essa (figg. 5, 6, 7).
Furono rinforzat e l e fondamenta e fu coperto l'intonaco prr m e ttere in vista l'ori.ginario paramento murario il ehe alse a mostrarne le debolezze costruttive:
Fig. Il. AnDAnA (Sassari): Chiesa Parrocchiale.
Madonna eol Bambino, secolo XVI (prima del restauro).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
44
LE ARTI
In seguito ebhe altri restauri : notevoli quelli co mpiuti
all' epoca di Pio IV : ap ertura delle feritoie e di sei te fornici ; importanti quelli all'epoca di Urbano VIII : rial za to
i l muro, coronato di m erli e coperto da tetti isolandolo
dalle CII se addossat e.
Se si aggiungono a t anti rifacimenti già notevoli fin o
al secolo XVII, quelli post eriori, si vedrà come il r estauro
nefirùtivo al P assetto di Borgo presenti difficoltà dovendo
pr oceder e con l a massima cautela in u bbidienza a du e
finalit à complet am ente a ntitetich e : la prima quella di
rifar e p er ragioni st a tich e al cuni p ezzi di muro, la seconda quella di limitar e al m assimo i rifacim ent i p er non
togliere alle mura la docum entazione d ell a loro l ongevità.
La foto grafia ch e EÌ acclude (fi g. 9) presenta la parte
del muretto di Borgo presa in saggio di r estauro , l ateralmente si possono veder e le condizioni gen erali del
muro. - D irettore dei lavori : Arch . Riccardo Biolchi. Soprintendente: Alh eJ:to T er enzio.
R . SOPRINTENDENZA AI MONUlI1ENTI
E GALLERIE DI CAGLIARI.
ARDARA (SASSARI): Chiesa .Parrocchi ale. - P ittore sardo
del secolo VI: Gonfal one dipinto.
La tavol a era molto tarlata, e il colore in p art e caduto e in parte sollevato in sieme all'imprimitura (figg. lO
e 11): si è dovuto p er ciò proceder e al consolidamento d el
dipinto , stuccando e camp endo COil tint e locali l e lacun e
e integrando la eornice con nuovi el em enti intagliati e
dora ti a bolo. Riferito in un primo t empo dubitativ am ente Giovanni Muru, il gonfalone si deve piuttosto att ribuire al pittore anonimo ch e eseg uÌ tutta l a parte
superior e dell' an cona di Ardara, nettam ente distinta dalla
ua predella, firmat a e da tat a al 1515 da Giovalmi Muru.
- Funzionario preposto al restauro : Raffaele D elogu. R estauratore: Augusto Dallaglio.
Fig. J2. CAG LIARI : Chiesa del Carmin c.
Ancon a d et ta cl i S. Albcrto (dopo il r estauro).
T:t O~L\ :
I rest""r i al « P assetto di Borgo ».
Il res tauro al PasseltO di B orgo per una lungh ezza
di circa quaranta m etri è st ato e devc esser e considerato
come un saggio p er rendersi conto delle condizioni statich e delle mur Cl e per osser vare i risultati es tetici dt'lla
liberazion e delle ar cate e del rifacimento della mer latura
hmgo t u tt o il Passetto , ch e vien e a cos tituire un elem ento di gr ande interesse n el complesso urbanis tico tra
il Va ti.can o e Castel Sa.at'Angelo.
La lunga cortina present a traccia assai pal ese d egli
iunumerevoli gu as ti prodotti dalle sopra strutture e d'al
tempo e, sopr a ttutto dai continui risar cimenti , r est auri ,
rifacimen ti fa tti riaI secolo X al secolo
. Costnùta
infatti all'epoca di L eone IV ad imitazione delle mura
A lll'eli aue adoper ando m ateri ale ];Ornano di ricupero an(;0 1"a visibile, a datt a t a a « passe tt o » p er congiungere il
Va lieano e Cas tel Sant'Angelo all'epoca di Niccolò III
D ecursu m fecit a p alatio suo u sque ad castrum praedictum », Cod.i ce dei Mirabilia), ebhe gi à n ella prima m et à
del secolo X V all'epoca di Giova nni X X III ampi r estauri
t an to da far p arlar e di ver a e propria costruzion e (Diario
di A ntonio di P ietro, MURATORI, R. I . S., T. 24) ma p oi,
avvenuto un cr ollo il 2 ma ggio 1493 veJ1])e ricostruito p er
45 metr i di lungh ezza verso il cast ello, opera compiuta da
P apa Al essandr o VI : « Portas et propugnaclùa a Vaticano
ad Adl'ian.i m olem vetu state eonfecta tutiora r estituit »
(iscrizione sulla por ta del cortile della Guardia in Vaticano).
«(
CA GLIARI : Chiesa del Carmine. - Pittor e sardo op erante
intorno al 1580 : Ancona di S. Alberto.
Si è provveduto a rafforzare le tavole m ediante correnti applicat i SlÙ r ovescio e a d armar e dall'interno la predella, ch e era sconnessa ~ m ancante di alcuni elementi
n ecessari p er r eggere il p eso delle tav ol e sopra stanti. Al
posto dei p annelli d ella predella, a sportati in epoca non
precisabile, sono st at e col1ocate tav ole campite a tinta
piatta . Oltre ch e a r isanare il dipinto dal tarlo, si è anch e provveduto a liberarlo dai ridipi.ati e dall e antich e
vernici , a r est aurar e la cornice e ad eseguire u n alta r ...
appositam en te progettato dalla Soprintendenza. L'inedita
opera, ch e accusava n ella lunetta superiore l'inn esto su l
ceppo della tradizione cavariana di nuove acquisizioni
rnanieristich e, dopo il r estmll'O (fig. 12) ha rivelato un
tessuto cromatico manieri ~ tico auch e n el t rittico, dove
!'impiant o compositivo e disegnativo app ariva maggior m ente l egato alle cifr e consu et e n elle bottegh e cagli aritane del primo Cinqueçento. Sotto i due st emuù della
cornice sono stati ritrova ti (ru.elli originali, comprendenti
tre monti di r osso sormontati dalla croce, su campo d'oro.
D egli stemmi soprammessi si è fatto un accurato rilievo .
.- Funzionario preposto al restauro: RaH'aele D elogu. R estauratore: Llùgi Ru smirù.
CAGLIARI: Chiesa del Carmine. - Girolamo Impara to (1 594):
Ancoua dipinta.
Il r estauro , strett am ente conser v ativo, non offre nuovi
elem enti p er la conoscenza dell'artista , ch e ha firmato e
dat ato quest 'opera. Si è provveduto unicam ente a eon-
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
Fig. 13. CAGLIAlU: hic" clella Purissima. Lorenzo Cavar o:
Sa n Girolam o (pr im a el el rest a uro).
Fig. 14. CAGLIARI: Chi c a della Puri sim a. Lorenzo Cavaro:
Sa o Girolamo. Il rovescio d el colore dopo l'operazione di
s trap po e la rim ozione d ell' imprimitura originaria.
F igg. 15-16. CAGLIARI: Chiesa della Purissima. Lorenzo Cava ro : an Girolamo. P articolari deUa testa e d ella mano del Saluto,
dopo l'op erazion e di strapp o c la rimozione dell' imprimitura.
I
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
LE
46 solid ar e l e t avol e, risaJl3Jldole dal tarlo e rafforza ndol e
p er m ezzo cIi t r aver se eorrevoli , a fis are il colore sollevato , e a campi re le la cune con tinte locali. È stata inoltre
restaura t a l a cornice, risarcendo l a doratura dell e parti
orn a mentali e so tituendo agli elem enti dell'intuglio, ch e
app ari vtIDo es tremamente tadati , altri nuovi, mod eUati
sugli originali.
complem ento del r estauro è stato progettat o e fatto
e egnire un nuovo altare di trav prtino in sostituzione del
vecc hio a mattoni intonacati. - Fl/.Ilzionario preposto al
restauro : R a ffa el e D clogu. R estemratore: Lui!;i Rusmini.
CAG LIARl : Chieslt Cattedrale. - Mani era di L eandro Bassano : L ' nnuncio ai Pastori.
L a t ela è stata rifod erata e tesa su un nuovo t elaio,
i l colore lib erato dalle v ecchie v ernici ch e l'offuscav ano ,
e l e la cune esis t enti nella parte inferior e del dipinto stucca t e e campit e di tinte locali. È s tata anche rinnovata
la doratura n elle p a rti abra se o cadute. - FlLnzionltrio
preposto al restlturo: RaH'aelc D elogu . Restlturatore : Luig i Ru mini.
RTI - -
esist eva, il colore originario, e dove era caduto , la tavola _
L e laclille ono tate stuccate e campite di tint c locali.
Il r es t auro ha p erme O di assegnare il dipinto (fig. 17)
al pittor e cagliaritano Mich el e Cavaro , e di collocarlo n el
decenuio 1550-1560, a cau a degli evidenti rapporti con i
framm enti di predella cu stoditi n ella Parrocchiale di Ploaghe (Sassari) , e con l'ancon a del Duomo di Cagliari - FunziOI'LlIrio preposto al rcs ttmro : Raffaele D elogu. R estauratore : Luigi Rusmini.
GONNOS'fRA lA'rZA (CAGLIAm): Chiesa Parrocchiale. - Lor enzo Cavaro (1 501) : n cona dipint a .
Con olidate e riacco tate con cambre le diver se tavol c
ed eseglùta l'impalchetta tura m ediante correnti di fa ggio
sta!!'ionato , è stata oper a ta una genl"rale di sinfezione dal
tarlo. Sono state poi stuccate le p ar ti man canti e campi t e
di tint e locali , previa soluzione delle antich e v ernici ossi-
CAG LIAIU: Chiesa della Purissima.. - Pittorc sardo della
scconda m et à del secolo J VI: Trittico a sportelli.
L e t avole sono stat e ri sanate dal tarlo e ric01m esse
IlJ edi ant e traver sc scorrevoli entro guid e, gli antichi r es taur i rimo ssi insi em e alle v ecchie vernici , le lacune tucca t e e campit e di tinte locali. Si è inoltre rinnovata l a
doratura delle parti abra se della cornice. Il restauro ha
p ermesso eli riguadagnarc quasi tutto il pavimento ori~inari o d rllo scomparto centrale. In consid erazione del
suo v alore stori co i è rispettato, tra l e ridipintnre, il
ritratto d el donatore dipinto, com!: informa l'attigua
iscrizione, n el 1593. Il trittico è anteriore di parecchi
decenni a tale data , e si può for e assegnare alla m età
del Cinquecento , p er il timido in serirsi di motivi maniel"istici entro lo ch ema ancora catalano. - Funzionario
preposto al restauro : Raffa elc D elogu. R csteturlltore: Lui"i Ru mini.
CAGLI,ilU : ChieslI elellet Pu,r issima. - Lorenzo Cavaro :
. Girolamo.
L c particolari condizioni deJl'imprimitura, lcgata c
quasi m ar cita, h anno consig liato di eseguire lo strappo
del colore, evitando la lun ga e fatico sa operazi.one d ella
('onsumazione d ella tavola. Lo strappo , compiuto dopo
l'he accurati saggi n e avevano accertato la possibilità ,
è pi enam ente riu scito senza prov ocare la più piccola p ercUta (figg. 13-16). Il colore, opportunamente libera to dall'antica m e tica , è stato fi ssato m ediante una nuova imprimitura alla st essa tavola originanll , assottigliata e solid a ment l' collega ta n ell e ue diver se parti , con l'applicazione di travcr se scorrevoli. L'opera dev e essere attribuita
al pittore cagliaritano Lorenzo Cavaro, di c ui richiama i
modi qua si popo]~ reschi. La pre enza di formule compositive itfllian eggianti e la sommarietà del modellato indi cano un'l'poca di esecnzion e piutto to tarda c comunque post eriore alla pala BaUero , datata al 1507. - Funziona,l' io preposto al restauro: Raffaele Delogu. RestltumLOTe : Luigi Rusmini.
CAGLIAlU : ChieseL di
dolorata.
. Rosalill. - Michele Cavaro: L'Ad-
Ri sanata la t avola dal t arlo , ed eseguita l'applicazione di traver se scorrevoli entro guide, si è proceduto
aUa pulitura del dipinto, ponendo in luce, dove questo
Fig. 17. CAGLIARI : Chi esa di Santa Rosalia.
Michele Cavaro: Madonna d ei d olori (prima d el restauro) .
=
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
Fig. '!Il . GONNO ST It I ATZA (Cagliari): Chiesa Parrocchia le.
Lorenzo Caval'o: An cona (prima del restauro).
:Fjg. 19. GONNOSTRAMATZA (Cagli ari): Chiesa Parrocchia le.
Lorenzo Cavaro: Aneona. P a rticolare co n la Crocifissione
(prima ùel restauro).
l;'igg. 20-21. GONNOSTRAMATZA (Cagliari) : Chi esa Parrocchiale. Lorenzo Cavaro:
Madonna in trono e sportello del tabernacolo (prima del r es tauro).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
LE
48
dat e. L'ancona, co ì restaurata, è tata montata su un
robusto telaio ch e collega l e diverse tavole lasciandol e
per ò stati cament e indip end enti.
TI restauro ha migliorato la lettura d ell'unica opera
integra , firmata e datata al I 50l , d el pittore cagliaritano
Lorenzo Cavaro. Il tessuto cromatico, gravem ente oscurato dalle verni ci ossidate, è riapparso vivacissimo e sma~Iiant e: il suo particolare caratter e conferma l' orientam en to popolaresco del pittore (figg. 18-21). - FUllzionario
preposto al restu,uro: Raffaele Delogu. R estu,uratore: Luigi Rusrnini.
OLZAI (C GLIAm) : Chiesa Parrocchiale. - Maes tro di Olzai ( eco lo XV) : An cona dipinta.
Raddrizzamento dell e tavole curvate e saldatura eli
quelle disgiunte m ediante appli cazion e di cambre; s tucca tura e ripresa pittor ica a tinte locali d elh lacun e di
co lore; risarcimento delle abrasioni e delle g raffiature ;
rifacim ento degli elementi ornamentali in oro punzonato
abrasi o caduti dalla cornice della predella. L'ancona è
~ tata poi montata sopra un robusto t elaio, che collega
i diveni el ementi dell'ancoua , pur mantenendoli stati camen te indipend enLi. Ion si è ritenuto opportuno di rinnovare l e vel ature di colore, radicalmente asportate su
quasi tutta l a sup er fi cie d el dipinto in una operazione di
pulitura r elativam ente recente.
L'op era (fì gg. 22-25), che mo tra caratteri propri alla
pittura v alenzana d el ses to e se ttimo deeeruuo d el Quattrocento, d eve essere ricollegata ai frammenti dell'ancona
di S. Maria di Sibiola presso Serdiana, oggi nel Museo di
Cagliari. TI gruppo, riunito so tto l'insegna d cI Maestro
di Olzai, cos Lituisce il primo, più sic uro ed evid ent ~ an ello
eli congiunzione fra la pittura sp agnola ai t errafer ma e
l a scuola sarela di tampace. - F unzionario preposto al
restauro : Raffa ele D elog n. R"st.auratore: ugu to:Dallaglio .
Figg. 22-23.
OLZAI
R TI
ORI TANO: Chiesa di S. Francesco. - Pietro Cavaro: . Francesco ch e riceve l e stimmat e.
Fissati i soll evamenti d el colOl'e ed eseg uito l'incar Lona i!;gio, si è proceduto alla disinfezione d eUe tavol a ed
a]j'appli cazion ~ ul rov escio di sei traver se scorr evoli. In
seguito , il dipinto è stato lib er ato dall e vecchie vernici e
dai Jidipinti ; le l ac une sono state stu ccate e campi te con
tint e locali e l a fascia marginal e, in origine sotto stant e
ai pilars ed ai m erlers, pu.rtroppo l' crduti, con un ton o
grigio avana in accordo con i grigi e i bnlni dominanti
n ell a compo, izion e.
Il dipinto ha rit rova to l'originaria Ere ch ezza e co mpostezza cromatica , e docum enta come il pittore, abbandonando i cromaLisDÙ catalaJlo-val enzani d elle opere giovanili, i orientn sse v erso una pittura infinitamente moltiplicata n fi rapporti dei toni dominnnti di grigio e eli
bruno. Sintomo di una sen sibilità coloristica nuova n ell'ambiente pittorico sardo della m età del Cinq'llecento
sono apparsi gli ultimi piani in bianco e violn t enu e.
Ri tùta da documcnti ch e l'opera fu dipinta da Pietro Cavaro n el] 533 (fig. 26). - Funzionario preposto al restauro:
Raffaele D elo!tU. R estauratore: Luigi Ru smlni.
SASSARI : Chiesa di S. Antonio A bate. - Ma es tro eli Cas tel sardo (secolo . V-XVI): Santo Diacono.
I el 1725 la tavola , in origin e a cu spide, venne centinata in alto , provvista di tUla cornice doraI a (fig. 27) ed
(Cagliari): Chiesa di S. Barbara. Maestro di Olzai: Ancoua detta della P estilenza
(prima del restauro e dopo).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
-
LE ARTI
49
Fig. 24. OLZAI (Cagliari): Chi esa cii S. Ba.rhara. Ma estro ci i
Olzai : Ancona detta della P es ti lenza. Parti cola re con Sa n Michele (prim a ci el restauro).
upplicata nel m ezzo di unll t el a con la Madonna in glOJ"ia
c Santi, firmata in q"uell o stesso anno dal pittore genov ese Bartolomeo Au.gu sto. Allo st e so pittore si deve proJJ aJ)ilmente la completa ridipmtura del fondo con un
drappo bruno e il saltuario rito cco della figura nelle parl i
abra se. n r es tauro ha p10vveduto a riaddrizzare la t avola, applicandovi a t er go delle traver se scorrevoli, a 1isanarla dal tarlo , e a r es tituirla all a sua forma originaria
(fig. ~8). Diluita una durissi ma v ernice di copale, i ridipinti sono s tati asportati u sando il raschietto, l e d e~ora­
zioni in pa stiglia della daJmatica r eintegrate, e le laclln c
di colore campite con tint e locali. Data la manc.'lnza di
clem en ti originaJi , si è dovuto rinunciare alla r ico tmzione dei merlers ch e dove vano decorare la parte sup erior e, oltre il limit e della centina settecentesca . La puli-
Fig. 26. ORI l'AN O : Chi esa di an France co. Pietro Cav aro:
aD Francesco riceve le s tilllmate (prima ci el r est auro).
tura ha p erm ~sso di riacquistAre, oltre Al pavimento ad
azuleJos , al parapetto ed al fondo oro, punzonato con un
delicatissimo motivo di tralci di campanule, l a d efinizion e
spariale dell'amhiente in cui camp eggia la figlUa del Diacono, di cui il adesso giustificat a la posa
prosp ettica di tre quarti. Più stre tti e
coavincenti al)paiono adesso i n essi fra
ql.le ta e le altre oper e sicure del Maes u'o
di Cast elsardo , cd il r es tau.ro ha conferm ato l' e. a llczza dell' altrilmzione, già
propost a d al Brunelli e da Aru. - Funzionario preposto al restauro: Raffaele D elogu. R estauratore: u gu to Dallaglio.
Chiesa cl i S. A pollil/ are. - S e ti f!
dipinti raffi gur anti bllsti eli Apostoli ,
d e! secolo _ VII.
SASSAJU :
Fig. 25. OLZAI (Cagliari): Chic a cii S. Barhara. l aestro di Olzui :
Ancona detla della P estilenza. Particolare clelia preclella.
L e op er e ODO ~ I.a t c rm telate C t ese ~ ll
nuovi telai, liberate dai ridipinti, stuccate e eampite con tinte lo cali nelle lncune. Sono op er e di impor tanza secondaria, riferibili a un imitatore lo cale di modelli spagnoli: l'esecuzioue sommaria e
rozza ricorda, fra l'altro, le opere firmate
del pitt ore seicente co sassarese Antonio
T edd e. - Funzwnario preposto al restauro: Raffaele Dclogu. R estauratore: Augus to Dal/aglio.
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
- - - 50 -
---------
---------------.~---------------------
LE ARTI
li'ig. 27. SASSA ll l : Chi esa d ei Serv i di Mari a.
Ma eslro di Castelsardo: Sa ll lo Dia cono (priUla dci re lauro).
A SAlU: Ca ttedrale. - Gonfalone dipinto , della fm e de l
secolo XV, o del principio del XVI.
A causa dello sdoppiamento , relativamcnte r ecente,
dd gonfalone, allo scopo di ricavarne due distinti dipinti ,
le sinO"olc tavole si erano incurvate fino a cr eparsi al
centro , nel punto di ma ggiore sollecitazione. Dopo averl e
riadclrizza te, le due tavole h anno ricevuto l'applica zion e
eli traverse scorrevoli. In seguito, pulite accuratamente
l'.l s uperfici clipinte, si è provveduto a risarcire l e graffiature c a ca mpire con tinte n eutre le parti JJruciate. Essendo co mpletamente scompal·se alcune delle l et tere decoranti il velo della Veronica , si è preferito rinUllziare
all'integrazione delle altre che potevano essere ripristinate con celtezza, p er non crear e sq·llilibri en tro il partito orn amentale. Lo s tes o criterio è stato seguito per
gli ornati della croce inscritta nel nimbo del Vol to Santo.
Furono inoltre restaurati nella doratura, i pilars l a terali
Fig. 28. SAS Alll : Chiesa d ei ccvi di Maria.
Maestro di Castel sard o: Santo Dia cono (d opo il r estauru) .
c senza integrarli n elle parti d'intaglio perdute, fl.lfOJJU
appli ca ti due listclli sagom a ti lungo i marp:ini superiori
e inferiori dell e tavole, n ec"ssari p er inquadrare i clipinti .
La tra ccia offerta dai p erdu~i m erlers non era tab da p erIlll' tterne l a ricostruzione ad int.n glio, ed è stata campita
con una tinta piatta d'ocra gialla opportunamente vela t a
p er accordarla col fondo oro (figg. 29 e 30). - Funzionario
prep osto a.l restcwro : Raffn ele D elogu. R estauratore : Au gusto Dal/ aglio.
SA
SAnI:
secolo
R. lIifusco G. A. San/w. - Pittore holognese del
VII: n ven ditore di polli.
Si è provveduto a rinsaldare e a s1irare il colore, a lib erare il qt~adro dall e vecchie vernici, e a ritoccare le
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
<,
Fig. 29.
AS Anr:
Cattedrale. Pittore sa rd o-spagoll olo (circA ) 500) : Verollica (dopo il re tauro).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
Fig. 30.
A
111:
Clllledr~le. Pillore s~ rdo ·.pagnuolo (circa 1500).
ladonna col Bambino (dopo il reslauro).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
LE ARTI -
----------~_~
F ig. 31. BO LOG ' A: Monte di Pietà.
Sell ol" di Paolo VcrOll Csc: La Pic!';; (prim a drl restauro).
lacnn e. L'opera si p u ò attribuire allo t esso autore nl
quale si d ebbono altre due scene di gen ere, raffiguranU
Bertoldino in atto di seminare fa rina e B ertoldino taglia
le orecchie all'asino, che si conservano nello stesso Museo
c ch e furono riferite dal Lavagnino a nn pittore holognese
(l eI secolo VII. - F unzionario preposto al restauro ; Raf·
facIe Delog n. R eslau.ra 'ore; !\ Ilgn sto DaJl og lio.
n.
DI
OPlll TF.NnF. ZA
A.
l~U;; CALLF.nm
BOLoe
BOLOe A: Monte di Pi. /,à. - Sen ola di Po ol o Veronese:
La Pi ~ l à.
TI clipinl"O era stato rint elato in due epoch e diverfe
e le due gros se t el e, sovrapplica t e con grande quantit à
di colla, avevan o irrigidito il dipinto e formato d l!J1 e
pieghe profonde ch e erano stat e colma t e con stuccature
e campite con integrazioni pittorich e, l e quali dilagavano
anche suUa pittura orif!:inale, qua si completamente ridi·
pinta. È tata perciò rinnovata la rintelatura, togliendo
le vecchie fodere, ammorbidendo il colore e distendendo
Iv pieghe. ono ta t e poi rimo e tu tte le ridipinture e le
Fig. 33. BOLOG A: R. Pi naeotcea. fastelletta:
comuni ca L1 n Santo (dopo il restauro).
ngelo che
-
53
F ig. 32. BOLOGNA: Monte di Pietà .
SCII OIa di P"olo Vrronese: La Pict" (,l opo il
~ rs t"uro ).
©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte
54
LEARTI - -
FigI;. 3 1·-35. CAI'UCNANO: Chj e a Parrocchial e. La Pietà , lerra cotta (prima del restauro c doro).
tucca turc poste fra l e pieghe, fino a coprire il col ore
originale. Le piccole laclUle sono state stuccate e reintegrate con velature. Si è COEÌ rivela to un dipinto di notevole finezza, sp ecie n ei particolari meglio con servati, ('o me i due angeli, ch e ricordano i modi di Francesco MOlltemezzano (figg. 31 c 32). - FrLnzinnario preposto al restall.ro: Antonino Sorrclltino. Restauratore: Ro solia Aliana Montro11i.
BOLOG A: R. Pinacoteca. fatli della vita di Santi.
Mastèl! ~ tta :
Dodici tel
('nn
I quadri sono stati rint e!ati e distesi sn nuovi t ~ ­
lai ; l o superficie cromatica ripulita; c l e lorune compile
con tint ~ locali. Certe paTti assai guaste ~ spelate, specie nei fondi ono sta le lasciate nello sta to in cui furono
rinvel1ut ~ , evitando ogni sovrapposizione arbitraria. La
serie, finora ignota e nascosta nei m agazzini dI'ila Pinacol: ca, rappresent a il pittore in modo assai piìr compl e to che non foce sero i suoi po ·hi dipinti già espos ti
(fig. 33) . - FUllz ionari prpposti al restauro: Antonino SorTentino e Cl'sare Gnudi. R pstallrfltore: Ro sa lia A li:11ln MonIToni.
CAPUGNANO (BOLO GNA) : Chiesa Parrocchiale. - Arte toscana del principio del secolo . VI: Pietà i11 t ~rracotta.
Il gruppo era st ato rotto iu più pezzi durante l'affrettata rimozione dalla chi esa, pericolante i11 seguito ai
danni provocati da uua frana. J vari frammenti ono
s~a ti saldati fino a ri eomporre i siugoli blocchi, in cui il
gr uppo era sta to sezionato in origine p ~r la cottura. In
seguito si sono raschiati i numero i stra ti di vernice a d
olio ch e deturpavano il modellato e togli vano ogni caratter e alle sClùt.ure, che furono ricondotte al loro talo
priluitivo, al colore cioè della terracotta originale senza policromia e senza verniciature. Ultimata lo pulitura, i vari
blocchi sono tati ritlluti con armature e mor ette di ferro ;
e le figu re sono state fissate con murature e legature di
f erro alJ'intelaiatura. pure in ferro, del piano di posa, in
modo che il gruppo formi un unico blocco_ di sicura s taticit à e solidità. L~ poch e parti danneggia te o mancanti ono
sta t e colmal e con s luccature ben visibili (fìgg. 34 e 35).
Il r _'stauro h a rivelato un'opera nOlevole, da ria",.jcinare alla maniera di Baccio da Moutelupo, sul confronto con il gruppo framm ~ntario in terracotta, esistente
nl'l S. D omenico di Bologna e dnlahil(' fra In fine rlel
('colo XV e i l principio (lei XVI.
Scarica

Le Arti 1942-43 - Bollettino d`Arte