©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte Cronaca dei ritrovamenti e dei restauri R. R. SOPRINTENDENZA ALLE ANTICHITÀ DI BOLOGNA SOPRINTENDENZA ALLE ANTICHITÀ DI ANCONA. PORTO CORSINI (RAVENNA): GUBBIO: T eatro Romano. Al fine di impedire l' eventuale cro110 di alcune delle arcate d el monumento si è provveduto, con carattere di urgenza a consolidare tali ilrcat e mediante la costruzione di sott'archi in mattoni e sp eroni pure in l aterizio , nonchè con co late e iniezioni di cemento fr a i massi perico lanti (fig. l). È stata inoltre rimo ssa una scala moderna aggiunta alle strutture antich e. - Direttore dei lavori: E. Galli . MONTEPORZIO DI PESARO: Ascia di bronzo. È stata fortuitamente rinvenuta una b ellissima ascia di bronzo , ad alette, con codolo ribadito e rafforzato e col taglio arrotato (fig. 2). . L' esemplare, di patina verde uniforme, è perfettamente co nservato; è lungo cm. 13. E rma di Epicuro. Nello scor so ottobre 6 km. circa allargo di Porto Corsini un p escatore raccogli eva con la rete un'erma marmorea (alt. m . 0,4.95) raffigurante un personaggio b arbato , ch e si può ritenere esser'e un ritratto di Epicuro per la somiglianza con i busti riconosciuti co me ritratti convenzionali d el filo sofo . D el panneggiamen to è raffigurato soltanto il lembo d el!'h imation, ricad ente sull a sp alla sini stra. La scultura può attribuirsi all'età imp eriale, copia da un prototipo di età ellenistica; ma fu restaurata nel Cinquecento . Essa va riunita infatti all e altre sculture rinvenu te egua lmente nelle stesse acqu e, e di cui fu già d ata notizia in questa Rivista (a. II, fase. I , p. 56 sgg.): sculture facenti parte di un cari co di opere d 'art e sp edito dal Card. Ippolito d'E ste iunior a l Duca Alfonso d'Este a Ferrara n ell a seconda metà d el secolo XVI , e naufragato n ell'Adriatico (figg. 3-4.) . La scultura è stata immessa nel Museo Nazionale di Ravenna. R. SOPRINTENDENZA ALLE ANTICHITÀ DI PADOVA . A QU ILEIA: T esta romana. È entrata a far parte d elle collezioni del Museo Arch eologico di Aquileia una t esta-ritratto romana, proveniente con ogni probabilità d alla città o d alle sue immediate adiacenze. R appresenta un vecchio dalla pelle vizza e rugo sa: solchi profondi sono segnati sulla fronte , intorno agli occhi, ai lati del n aso e agli angoli della bocca. Gli occhi sono lisci, i capelli sono trattati solo nelle larghe cio cch e disposte sulla fronte e alle tempi e. La mod ellazione, ch e non conosce morbidezze, rende in maniera quanto m ai efficace i caratteri fisici dell'individuo. Dato che i capelli sono lavorati solo in minima parte e dato anch e l'esiguo spessore d ella scultura , è da cred er e che essa provenga da una stele o da un'edicola sepolàale. La su a datazione più probabile è a lla prima m età del primo secolo d. C. (fig. 5). TRIESTE: Lavori di restauro del T eatro Romano. N el gennaio d el 1941 sono stati ripresi i lavori di restauro d ell'edificio di cui nel 1940 era stata consoli- Fig. 1. Teatro Romano. Sottarchi a mattoni di sostegno alle strutture antiche. GUBBIO: Fig. 2. MONTEP ORZIO (Pesaro): Ascia dell'età del bronzo. ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte ------ 468 ----------------------------------------- LE ARTI ----- Figg. 3-4. RAVENNA : R. Mu seo. Erma di Epicuro. d ata parte d el primo e del secondo cuneo. Le gradinat e, specie del terzo e d el quarto cuneo, si presentavano 01tl:emodo d eteriorate, soprattutto per l'azione disgregatrice F jg. 5. AQUILEIA: Museo Archeolog jco. Test a romana. delle intemperie e delle acqu e d'inftltrazione, e prossimn si lnsciava presentire la rovina del m onum ento, ove non si fo sse intervenuti con prontezza e risolutezza a d arrest arne il disso lvimento . Si è pro ceduto all a demolizione progressiva di tutto il vecchio manufatto , ch e non dava 'più garanzia di resi st enza , sino a mettere a nudo la roccia. Indi, in base a punti di riferimento conservnti con esattezza, è stato eseguito il restaurQ del terzo , cun eo, usando mattoni fabbri cati appositamente nelle st esse dimensioni di quelli rimo ssi, sbriciolati e gu asti _ D ei singoli gradini si è ripri stinata solo la fronte e parte d ella pedata, mentre il resto è stato consolidato alla roccia mediante una struttura di piet rame e cemento. In part e si sono consolidnte pure le cinque scalette ch e m ettono alle gradinate. Questa fase del restauro ha permesso un interessante rilievo , constatato con assoluta certezza: In scaletta ceiltrale presentn in basso una biforcazione che a 35 cm. sopra il piano dell'orchestra , proprio nel centro della cavea, lascia 'una specie di ripi ano d ell e dimensioni di l mq. Anch e tutti i modesti r est i d ei muri della scena, del proscenio il dei parasceni e i canali di scolo ch e attraversano l'orchestra, hanno avuto le n ecessarie cure. Il prezioso monumento della romana T ergest e h a ripreso cosÌ in buona part e il suo aspetto antico. A condurre a termine con la stessa accuratezza tutta l'opera rimane da restaurare p er intero il quarto cuneo , compl etare il primo e il secondo , e infine rifare i sei· grad ini superiori in tutto l'ampio giro della cavea. Solo - cosÌ sarà assicurat~ la conservazione dell'insigne monum ento (figg. 6-7). - Dtrettore dei lavori : Giovanni Brusin_ ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte - - - LE ARTI 469 Fig. 6. TRIESTE: Teatro Romano. Veduta generale. Fig. 7. TRIESTE: Teatro Romano. Scala centrale e particolare del III settore, prima del restauro. In località Bagnoli d i Val Rosandra, lavori di scavo condotti nello scorso mese di marzo , col concorso finanziario dell'Ente Provinciale per il Turismo di Trieste, hanno rimesso in valore resti notevoli dell' acquedotto romano dell'antica Tergeste, di cui una parte e, in complesso, anche il percorso , erano già noti sin dal 1902: non . molto però era quello che si poteva vedere di esso. Lo scavo fu iniziato contemporaneamente in due punti. Un tratto, che si sviluppa per cirça m. 70, mostra in una lunghezza di circa m. lO la volta ancora intatta ; un secondo tratto, lungo circa m. 50, è invece tutto scoperto, chè la volta o è crollata o fu demolita a utilizzarne le pietre come materiale da costruzione. Gli elementi messi in luce consentirono di accertare le dimensioni dell'opera e la tecnica della costruzione. Anzitutto la roccia fu tagliata nel fianco della montagna in profondità per un'altezza varia, a seconda, naturalmente, della pendenza e della accidentalità del monte, mentre la larghezza del taglio fu quasi costantemente di m. 1,60. Nella trincea cosÌ ricavata appare collocato il manufatto romano. Il cunicolo che convogliava le acque era alto complessivamente m. 1,30 e largo circa m. 0,50. Il fondo e i fianchi constano di un conglomerato di ciottoli e calce dello spessore di m. 0,50; internamente poi, per un'altezza di m. 0,50, lo specus· è rivestito di un intonaco di OpUS signinum, dello spessore di cm. 5 nei lati e di cm. 8 circa nel piano del canale, il tutto levigato con un impasto pure di calce e mattone polverizzato, resistentissimo all' acqua. . La volta di pietre, non intonacata, ha uno spessore di .m. 0,35. Scavi di assaggio hanno assodato, anche molto a monte, l'esistenza dell'acquedotto che presenta le stesse caratteristiche strutturali e serba qua e là ancora la volta originaria. Si è iniziata la costruzione di un muro a secco in pietra al fine di proteggere il cunicolo dei de- Fig. 8. BAGNOLI DI VAL ROSANDRA (TRIESTE): Il cunicolo dell'acquedotto romano con r esto di volta. Fig. 9. BAGNOLI DI VAL ROSANDRA (TRIESTE): Un lungo tratto del cunicolo dell'acquedotto romano. BAGNOLI DI VAL ROSANDRA: Acquedotto Romano. ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte ------ 470 ----------------------------------------------- LE ARTI a quello delle volte stesse, m entre n ella p arte culmin ale, ove non costituiscono ch e un gravame inerte, sono ripieni di un leggiero calces truzzo di pomice. Nella ri cordata cro cera v er so il Vial e Principcss a di Piemonte, che è appoggiata a du.e pareti p iù alte, i costruttori h anno voluto evitare lo scolo d ell e acque n ell' angolo di qu este due p aret i. P erciò al pos to d ei due spioventi , ch e avrebb ero dovuto ivi convergere, la copertura ha ric evuto una dispo sizione a terrazza leggerm ente inclinata verso l' esterno . Anche qui nel riempimento tra le crocere e il piano d ell a terra zza si è pro curato di alleggerire a l ma ssimo la mass a muraria. La terrazza po ggia infatti su susp ensurae a pilastrini qu adrati - che avevano forse anche lo scopo di isol arla medi ante una camera d ' aria - e al di sotto di que st e furono in fisse nella muratura numerose anfore . di vari a dimension e. In corri spo ndenza d el p educcio d ell a volta si ha invece un riemp im ento di struttura massiccia. Si aggiun ge cosÌ un altro esempio a qu elli analoghi , ch e si son o andati moltiplicando in questi ultimi anni, a dimo strare come n ell' architettura roman a a lla potenzil costruttiva si asso ci una conoscenza precisa, se pure empirica, delle leggi stati che, e co me questa scienza abbia trovato una serie sist em ati ca ma vari ata di soluzioni perfettamente aderenti a i sin goli problemi (fig. lO). Dircttore del lavoro: Luigi Crema. R. SOPRINTENDENZA ALLE 'ANTICHITÀ DI ROMA. TUSCANI A : Fig. lO. ROMA : Frammento di statuina li! (II) bronzo. In contrada « Pantalla)), a ci rca 4 km. dall'abitato , è stata fortuitament e rinvenuta la parte sup eriore di una statua in bronzo (alt. 0,10 circa) r appresentante Minerva. La D ea d oveva essere stante ; veste chitone e himation, e sopra a questo reca 11na grande egi da a squame; intorno al collo è una grossa collana e al polso sup erstite due Terme di Diocle"iano. Particolare dell a str uttur'a di una volto. triti chI': co ntinuam ente fr anano d al fianco del monte. È avviata cosÌ la valorizzazione di questo importante man ufatto romano, e la zona relativa v iene già ricevendo , per cu ra d ell'Ent e Provinciale per il Turismo di Trieste, an ch e un' adeguata vest e arborea (figg. 8-9). - Direttore dello scavo: Giovanni Brusin. R. SOPRI NTENDENZA ALLE ANTICHITÀ DI ROMA. ROMA: (I) T erme d i Diocleziano . I recenti lavori di restauro alle grandi cro cer e dei due ambienti presso il frigidario coperto , or a Chiesa di S. Ma ria d egli An geli - l'nno verso il Viale Princip essa di Piem onte, l'altro a ccanto all'attuale ingresso del Museo N az.ionale Romano - hanno permesso di effettuare un esauriente esame sulla struttura delle volte stesse : struttura ch e presenta particolare interesse p erch è rivela un razionale impi ego di m ateriali leggieri. L e crocere sono infatti costituite, come fu già notato dal Rivoira , d a un conglomerato cementizio di tufelIi nel quale è 'annegata lungo gli spigoli un a nervatura lat erizia « a c!lssette )) ; il loro sp essor e p uò dirsi dato da quello delle costolature : circa cm. 80. L 'estr adosso d elle volte non ha andam ento cilindri co parallelo all'intrad osso, m a è conformato a doppio spiovente, sui cui piani poggiavJl la copertura di tegole. Si 'è pòtu(o lio tare ch e ' gli spazi tra gli spioventi d el t etto e la curva d ell e volte sono riempiti verso le reni , ove hanno una funzione resistente, con un conglomerato cementizio a tufelli e tegolozzo, uguale Fig. Il. T USCANI A: Frammento di statuina di bronzo. s ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte LE ART I - -- --------~ - - - 471 bracciali. I capelli, bipartiti sulla fronte, sono cinti da un'alta .stephane (fig. 11). Il panneg!!:io in r elazione con l' egida ci riporta a un tipo del IV secolo a. C.; ma gli ornamenti, evidentemen te sovrapposti alla concezion e greca originale, provano trattarsi di un' opera etrus co-italica, che può essere datata intorno al III secolo a. C. R. SOPRI NTENDEN ZA ALLE ANTICHITÀ (III) DI ROMA. Nuovo (rammento di Fast i, con il ricordo della morte di Augu;to. OSTI A ANTICA: Tra le molte e inter essanti scoperte ostiensi che rivelano sempre più l'importanza di Ostia per la conoscenza del mondo romano, va segnalato in particolar modo il trovamento di un frammento marmoreo d i Fasti-Annali nei quali venivano registrati i nomi dei co n soli , dei duoviri e i più importanti avvenimenti di Roma. Il nuovo t esto si riferisce ardi anni 14. e IS d ell'èra nostra, e mentre per 'l'anno 15 si elencano soltanto i nomi dei consoli, per l'anno 14 esso registra il t erzo censimento del popolo romano fatto d a Augusto e da Tiberio nonchè la morte di Augusto con le seguenti parole « (Augustus 1)11, Ti . Caesar censum (egerunt). C(ensa) s(nnt) c(ivium) r(omanorum) K(apitum) (qua.dragies sem el centena milia nongenti) . XIV k. S ept. Augustus (excessit) ". La data della morte di Angusto al 19 agosto dell'anno 14 è esatta ed è registrata senza alcuna menzione d ei solenni funerali e degli onori divini decretati all' imperatore. Invece la cifra d el censimento ch e risulta di 4·.100.900 cittad ini romani è in contrasto con quella riferita nelle R es Gestae August i (e che quindi deve considerarsi esatta) la quale è di 4. 937.000. Per non imputare un ,errore ai Fasti-Ostiensi che si so no sempre ri scontrati precisi e r ispondenti a verità, si potrebbe supporre che in essi siano registrati soltanto i cittadini romani risiedenti in Italia e non quelli delle provincie romane che asso m- Fig . 12. CATANIA: Cappella Bonaiuto (dopo il r estauro). merebbero alla cifra di 836 .1'00 cifra che anche per altre vie risulterebb e non lo ntana dal vero . Il significato d ella cifra sarebhe stato specificato nelle lettere ch e mancano al t est o , innanzi alla r egistraz'i one d el numero . Comunque il n uovo frammento d ei Fasti-Ostiensi è u no d ei più interess anti t ra i molti fino ad oggi ritrovat i. R . SOPRI N T END ENZA Al MONUMENTI DI C AT _\ NIA. PIAZZA ARMERINA : Ch iesa di San Pietro. Questa chi esa, notevole p er l'interesse artistico d ei por tali c dei monumenti fu ner ari d ella t arda rhlascenza in essa con serv at i, Fig . 13. CATANIA: Cappella -Bonaiuto (dojlo il restauro). è stata recentemente r estaurata . Dopo il con solidamento d el tetto, si è dovuto smont are, dato lo stato di fatiscenza, il pregev ole soffitto ligneo del XVII I secolo , che sovrasta l'unica n avata; fu - ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte --- -- 472 --------------------------------------------- LE A RTI - Fig. 14. LOMELLO: Battistero. Il fonte battesimale. rono p er ciò rimosse le grandi travature d i sostegno e sostituite con nuove di sicura stabilità. Si provvide quindi a ricollegare con ogni oculatezza la struttura decorativa, così da ridurre al minimo l e parti nuove di quest'ultima. Un attent o r estauro pittorico completò l'opera. Direttore del lavoro: Piero Gazzola. _ _ durre con crescent ~ int eresse il rest auro d el Battistero ottagonale, dal quale sono emer si importanti risultati. Sotto il pavimento fu innanzi tutto rimo sso, .e vagliato senza ri sultato, uno strato di materiale di riporto alto circa due m etri. Es so nascondeva , oltre a tra cce di due impiantiti corrispondenti a successivi rialzamenti imposti dalle notevo li variazioni d el t erreno circostante, gli elem enti d el piano origin ario in m ezzo al quale apparvero i r esti d el fonte battesimale (fig. 14). Questo consi ste in un~ va sca in mllratura di forma es agona rivestita da inton aci internamente decorati nella zona basam ent ale con fin te bozze rosse ed azzurre e, n el parapetto , con lo sangh e, d et erm inate da fa,cie d ello st esso colore e racchiuden ti iscrizioni. Di queste deco razioni policro m e sopravvive una parte. Nel lato a levante un pilastrino di muro , anch'esso affrescato, so stien e una vasca con foro di u scita per l' acqua lu strale. Due scalini, in corrispondenza di un'aper tura nel parapetto, permettevano la discesa nella vasca. Qualche altro r esiduo di pittura a buon fresco , prezio sa testimonianza dell'originaria decorazione interna, è stato trovato nella ni cchia di m ezzogiorno. Dopo la demolizione delle casette addo ssate al Batti stero, questo potè esser e liberato dal terreno in cui sembrava affondato, e così v enn ero in luce i resti di insospettate nicchie esterne a pianta rettangolare che si corrispondevano n ei lati opposti d ell'ottagono , formando guasi le braccia di un a croce, ed alternantesi con le suprestiti nicchie semi circolari (fig. 15). CATANIA: Cappella tricora. La capp ella Bonaiuto , cb e consta di u n vano quadrangol ar e ampliato da tre grandi nicchioni , è attualmente situata ad un livello più basso del suolo stradale e conglobata nelle case circostanti. L'ed ificio, coronato da una cupola, r isale all'alto-medioevo, come è stato confermato dai recenti restauri che ne hanno rinsaldato le stnltture, mettendone in luce tutta la parte basamentale e, nei punti di maggior interesse, il paramento murario costituito da cor si abbastanza r egolari di blocchi di pietra lavica. Durante tali lavori sono riapparse le antiche finestre , occluse dall e costruzioni appoggiate all'edificio . Il restauro ha anch e provveduto a stabilire un com odo a ccesso alla cappella, a porre in evidenza l'andamento curvilin eo delle strutture nelle due absid i laterali che no n è stato possibile riaprire, a ri sanare la ,cupola dall'umidità e ad apporre un nuovo pavimento in cotto. L'edificio, una volta arri cch ito d a colonne, di cui sono stati trovati tutti gli alloggiamenti , è p articolarmente int eressante p er la tipologia e p erchè è uno dei pochissimi edifici antichi risparmiato a Catania dai t erremoti (figg. 12, 13). - Direttore del lavoro: Piero Gazzola. R . SOPRI NTENDENZA AI MONUMENTI DI MILANO. LOMELLO: Battistero. Nel maggio 1940-XVIlI vennero iniziati i lavori di restauro alla Chiesa di S. Maria M.aggiore ed al Battistero di Lomello. Secon do il programma studiato si doveva s ubito por mano al consolidamento della parte anteriore della chi es a - qu ella abbandonata dopo il crollo delle v olte avvenuto circa due secoli addietro - mentre i òaggi da eseguirsi nel fr attempo sul Battistero avrebbero chiariti molti punti oscuri, indicando la via da seguire per il suo rest a uro. M.a il frutto di co deste esplorazioni fu tale da indurre la Soprintendenza ad iniziare senza indu gio ed a con- Fig. 15 . LOMELLO: Battistero (durante i lavor i di r es tauro) . ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte .' LE ARTI - - - - - . - - - - - - - - - - - - - - - - - - 473 Le ni cchi e r ettangolari poterono ricostruirsi con esatt ezza seguendo le tracce di un innesto trovate sotto l'inton aco; la muratura nuova fn tenuta in arretrato di qualch e centimetro rispetto alla vecchia per poter leggere chiarament e, anche in avvenire, la parte rifatta. All 'esterno furono p ure scoperti i resti di una corni ce dentellata di la lerizi ch e cillgeva l' edificio all' altezza del parapetto delle finestre, le nicchiette con cimase ango lari che fian cheggiano le finestre stesse e le due porte antiche d'ingresso con avanzi di pilastri, probabilmente pertinenti a protiri. Perciò il Battistero di Lomello, ch e in base a d un sommario esame stilistico si crede di poter assegnare all'VIII secolo, non solo costituisce un notevolissimo documento d ell'arcbitettura preromanica finora quasi scono sciuto , ma si è r ilevato anche un'op era architettonica di grande interesse, p er il vario e complesso g·iuo co vo lumetrico, per le proporzioni slanciate e p er le singolarità di alcuni particolari ch e rivelano preesistenti tradizioni classiche accanto a d influenze orientali ed oltramontane. - Direttore del lavoro : Gino Chierici. R. SOPRINTENDENZA AI MONUMENTI DI VERONA. CREMA: Ex-Chiesa di S. Spirito e S. Maddal ena. Questo aggraziato edificio rina scimentale, datato al 1523 ed attribuibile ad Agostino D e Fondutis, è stato' liberato dall'esercizio cinematografico che vi si era in- Fìg. 17. CREMONA: Palazzo Ugolani-Dati , già Affaitati. Il cortile dopo il restauro. stallato e consegu ent emente r estaurato negli elem enti decorativi d el prospetto e del fianco sinistro , completamente r ealizzati in cotto . Mentre si è dovuto largam ente reintegrare la cornice del frontone, il restauro dei capitelli, d elle basi e d ell' archivo lto del portale d'ingresso è stato eseguito utilizzando a ntichi elementi fittili originali, accantonati per un eventuale impiego sin dall'epo ca d ella costruzione. Anche le volute situate nel campo d el timpano, i piedistalli d elle paraste, lo zoccolo terminale e gli intonaci nello sfondo delle nicchie sono stati opportunamente r estaurati (fig. 16). Durante i lavori furono ritrovate e poste in evid enza nel fianco sinistro le due finestre originali che illuminavano il transetto , notevo li per la forma degli strombi che racco rdano la rettilinea parete esterna con quella a sup er ~ci e curva dell'interno. - Direttore del lavoro : Guido Verga. CREMONA: Palazzo Ugo lani-Dati già Affaitati. Il cortile di codesto grandio so palazzo cremon ese è sta to restaurato nelle d ecorazioni a stucco (impasto di calce v iva e terracotta macinata) ch e erano in gran parte deteriorate o scomparse. Sulla base degli elementi originari si è potuta ricomporre l' a ntica ornamentazione e co nferire nuovo d ecoro all'edificio; la tinteggiatura delle pareti è stata eseguita valendosi d elle tracce di quella originaria (fig. 17). . Altre provvidenze di car attere conservativo sono state apportate a l monumento , rinnovando la copertura sulla terrazza del loggiato in fondo al cortile e gli intonaci delle volte so ttostanti ; cosÌ pure si è provveduto a sist emar e le condutture p er le pluviali incassandole nella muratura agli angoli del cortile. - Direttore del lavoro: Raffaello Niccòli . R. SOPRINTENDENZA ALLE GALLERIE D I P ALE RMO. Oratorio di San Niccolò R eale, Tavola di Anto nio Veneziano (1388). PALERMO: Fig. 16. CREMA: Ex-Chiesa di S. Sp irito e S. Maddalena (dopo il r estauro). La tavola fu spianata e ri connessa mediante cambre a farfalla , rinunziando all'impiego dell'impalcatura a traverse scorrevo li, perchè m ale l'avrebb e sopportata il legn o assai so ttile e tarlato. Furono in seguito completamente asportati tutti i ridipinti eccetto quelli del manto della Vergine (figg. 18-27 ) e ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte Fig . 18. PALERMO: O'ratorio di S. icco lò Real e. Tab ell a d ei Confra ti di Anton io Venez iano (1388) (dopo il restanro) . ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte F igg . 19-21. PALERMO: Oratorio di S. Niccolò R eale. Particolar i della Tab ell a dei Confrati di Antonio Veneziano (1388) (dopo il restauro). I ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte · I.~. Figg. 22- 2;; : PALERMO . : ... :.;: .",,~ . I . , Oratorio di S. N iccolò R eale. Particolari d ella Tab ella (l ei Confrnti di Antonio Veneziano (! 388) (dopo i l r es tauro). • ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte Figg. 26-27. PALERMO . Oratorio di S. Nicco lò R ea le. Parli colari (l cll a T abell a dc i CO llfrati di Antonio Veneziano (1388) (dopo il r es tauro). Fi gg . 28- 29. TRAPANI: R. Museo Pepoli. La Pi età del secolo X IV (prima e dopo il restauro) . ©Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Bollettino d'Arte ----- 478 ------------------------------------------- L E ARTI della veste del flagellatore a destra di chi gu arda, dove si sarebbero creati due grandi e compatti vuoti difficili a campirsi. Le lacune già esistenti e quelle nuovamente apparse con la rimozione dei ridipinti furono stuccat e a gesso e colla e campite con colori lo cali. Furono inoltre complet ate le fascie d ecorative inquadranti i due medaglioni superiori e - dove nessun dubbio era possibile nella lettura - le lettere delle iscrizioni. La bella cornice ciuquecentesca non è stata rimessa in opera per lasciare in vista le parti, tornati in luce, delle fascie decorative. Le maggiori ridipinture si trovavano nei seguenti punti: l) medaglione della Madonna: l'intero manto; 2) medaglione di S. Giovanni: il petto e il braccio destro tranne la mano , che è originale; 3) flagellatore a destra di chi guarda: l'intera veste; 4) medaglione di S. Marco: spalla destra e braccio destro tranne la mano, che è origina le; 5) medaglione di S. Luca: la spalla e le braccia; 6) varie ridipinture nei medaglioni minori del tabellone. - Direttore del lavoro: Rob erto Salvini. Restauratore: Guido ' Gregoriettl. TRAPANI: R. Museo Pepoli. - La Pietà, del secolo XIV. Il colore tendeva a distaccarsi in corrisponden za delle fenditure verticali che la tavola presentava. Il consolidamento del colore è stato eseguito a mezzo di iniezioni. Le piccolissime l acune furono stuccate a ~ cera e riprese con tinte lo cali piatte (figg. 28-29). - Direttore del lavoro: Roberto Salvini. Restauratore: Guido Gregorietti. s