Project cofinanced by European Regional Development Fund Project cofinancé par le Fonds européen de développement régional 1G – MED08-515 “Gestione sostenibile dell’acqua attraverso l’accrescimento della Responsabilità comune nei bacini fluviali mediterranei” AGENDA LOCALE 21 NEI BACINI FLUVIALI MEDITERRANEI Marzo 2012 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei CONTENUTI CONTENUTI Indice delle immagini Indice delle Figure Indice delle tabelle Elenco delle abbreviazioni INTRODUZIONE SEZIONE A – AGENDA 21 LOCALE – Inquadramento 1. Lo sviluppo di Agenda 21 2. La natura locale dell’Agenda 21 – LA21 3. I passi di LA21 dopo Rio SEZIONE B – LA21 PROCESSO DI ATTUAZIONE E STRUMENTI Il Piano LA21 come pratica su misura 1. Identificare le questioni chiave 2. Gestione degli Stakeholders 2.1 Identificazione e prioritizzazione degli stakeholders 2.2 Diffusione e motivazione 3. Processo di Dialogo Sociale 4. Piano di Azione 4.1. Scopo del piano d'azione Agenda 21 Locale 4.2. Contenuti del piano d'azione Agenda Locale 21 4.3. Punti critici di controllo 5. Attuazione e Monitoraggio 6. Valutazione e Feedback SEZIONE C – RACCOLTA DELLE MIGLIORI PRATICHE DELL’AGENDA 21 LOCALE TRA LE REGIONI PARTECIPANTI 1. Processo di Partecipazione Pubblica per il bacino del fiume Anthemountas 1.1 Introduzione 1.2 Contesto 1.3. Il Progetto 1.4 Risultati 1.6. Conclusioni / Lezioni apprese 1.7 Ulteriori informazioni 2. Green Public Procurement Information Network 2.1 Introduzione 2.2 Background 2.3. Il progetto “GPPinfoNET” 2.4 Risultati del progetto 2.5 Conclusioni / Lezioni apprese 5 7 7 7 8 9 10 10 11 12 14 15 17 20 20 22 24 27 27 27 28 29 30 32 32 32 32 33 36 37 38 39 39 39 40 41 42 5 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 2.6 Ulteriori informazioni 3. L'industria cartaria che opera a rete – un esperimento per la revisione dell’EMAS 3.1. Introduzione 3.2. Background 3.3 Il progetto PIONEER 3.4 Risultati del progetto 3.5 Conclusioni / Lezioni apprese 3.6 Ulteriori informazioni 4. Progetto di piano di gestione delle acque dei bacini idrografici a Cipro 4.1 Introduzione 4.2 Background 4.3 Il Progetto 4.4 I risultati del progetto 4.5 Conclusioni / lezioni apprese 4.6 Maggiori informazioni 5. Campagna di Efficienza energetica nella provincia di Granada 5.1 Introduzione 5.2 Background 5.3 Il progetto 5.4 I risultati del progetto 5.5 Conclusioni / lezioni apprese 5.6 Maggiori informazioni 6. Gestione dei rifiuti urbani nella Provincia di Granada 6.1 Introduzione 6.2 Background 6.3 Il progetto 6.4 Risultati del progetto 6.5 Conclusioni / insegnamenti 6.7 Ulteriori informazioni 7. Espansione e miglioramento delle aree verdi a Granada 7.1 Introduzione 7.2 Background 7.3 Il progetto 7.4 Risultati del progetto 7.5 Conclusioni / lezioni apprese 7.6 Ulteriori informazioni BIBLIOGRAFIA & FONTI 42 43 43 43 43 47 47 48 49 49 49 50 51 51 51 52 52 52 53 57 58 58 59 59 59 59 62 62 62 63 63 63 63 65 65 66 67 6 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Indice delle immagini Immagine 1 – Progettazione generale del processo di partecipazione pubblica Immagine 2 – Attuazione del processo di partecipazione pubblica Immagine 3 – Decisione – utilizzazione della piramide del processo Immagine 4 – Struttura del testo del protocollo finale Immagine 5 – Acquisti Verdi Pubblici e altri strumenti di politica integrata del prodotto Immagine 6 – Regione Toscana Immagine 7 – Province di Lucca e Pistoia in Toscana Immagine 8 - I Comuni del Distretto Cartario di Capannoni Immagine 9 - Lucernari ad inseguimento solare Immagine 10 – Pannelli solari fotovoltaici su edifici pubblici a Maracena Immagine 11 – Laboratori di “Eco - Partecipazione” a Maracena Immagine 12 – Bike Day e settimana della mobilità a Maracena Immagine 13 – Visita tecnica all’impianto di smaltimento, recupero e compostaggio ad Alhendin Immagine 14 – Laboratorio di educazione ambientale “Isla Verde” (Isola verde) Immagine 15 – Materiale per l’insegnamento scolastico Immagine 16 – Catalogo delle piante e delle essenze del vivaio della Provincia di Granada Indice delle Figure Figura 1 – Analisi SWOT Figura 2 – La mappatura degli stakeholders Figura 3 – Forme di Interazione e di Comunicazione Figura 4 – Livelli di Partecipazione Pubblica Figura 5 – Esempio di struttura del testo di Protocollo Indice delle tabelle Tabella 1 –Matrice di Ricognizione dei Risultati Tabella 2 – Criteri per l’interazione con gli stakeholders Tabella 3 – Fasi della procedura di partecipazione pubblica Tabella 4 – Indicatori usati nel Documento di Analisi Ambientale 7 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Elenco delle abbreviazioni BAU Scenario “Business as Usual”: scenario in cui il trend prosegue senza azioni di cambiamento e/o politiche correttive PAC Politica Agricola Comunitaria FSC Fondi Strutturali Comunitari EMAS Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS= Eco-Management and Audit Scheme) EPD o DAP Dichiarazione Ambientale di Prodotto GPP Green Public Procurement - Acquisti pubblici verdi HIH Hand in Hand – di pari passo PISSL Programma Integrato per lo Sviluppo Sostenibile Locale IPP Politica Integrata di Prodotto IPPC Integrated Pollution Prevention and Control (Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) PMI Project Management Institute (Istituto per la Gestione dei Progetto) PP Partecipazione Pubblica RBMP Piano di Gestione delle Acque della Repubblica di Cipro SMEs/PMI Piccole e medie imprese WDD Dipartimento per lo Sviluppo dell’acqua della Repubblica di Cipro WFD Water Framework Directive (Direttiva quadro sulle acque) 8 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei INTRODUZIONE La presente guida è stata redatta nell’ambito del progetto 1G – MED08-515 WATERinCORE per la “gestione sostenibile delle acque attraverso l’accrescimento della responsabilità comune nei bacini fluviali mediterranei”. Il progetto WATERinCORE è attuato nell’ambito del programma transnazionale di Cooperazione Territoriale Europea MED (http://www.programmemed.eu), Asse di priorità 2: protezione ambientale e promozione di uno sviluppo territoriale sostenibile, Obiettivo 2.1: Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e del patrimonio culturale. Il progetto mira alla progettazione, applicazione e diffusione di un quadro metodologico per l’integrazione dei principi dell’Agenda 21 Locale nella Gestione delle Risorse Idriche dei bacini fluviali mediterranei. Si incentra sull’individuazione di buone pratiche e sulle politiche della gestione dell’acqua come pure sullo stato attuale di applicazione dell’Agenda 21 Locale nelle regioni partecipanti. Tenuto conto di queste e delle specifiche caratteristiche delle regioni verrà progettato e attuato un processo di partecipazione pubblica in bacini e sottobacini fluviali pilota selezionati in ogni regione al fine di motivare e coinvolgere attivamente gli attori/stakeholders (portatori d’interesse) locali nello sviluppo e applicazione delle azioni locali per la gestione delle acque. In questo modo verrà raggiunta la fornitura di strumenti per una migliore integrazione di attività nell’ambito sia della gestione sostenibile dell’acqua sia dell’Agenda Locale 21 e verrà realizzato il confronto tra le diverse problematiche e le minacce riguardo le risorse idriche con un approccio trasversale, multisettoriale e orientato al dialogo. Per i risultati dei progetti da capitalizzare e diffondere sono state prodotte due brevi Guide. La prima presenta “Parole Chiave”-”Keywords” e i requisiti di Agenda 21Locale, nonché buoni esempi - casi di studio di attività di gestione delle risorse idriche locali che incontrano i criteri di agenda 21 Locale in progetti delle regioni partecipanti. La seconda Guida, in particolare, è presentato la situazione della gestione delle acque nei bacini pilota in base ai risultati del progetto e anche buoni esempi di gestione delle acque nelle regioni stesse. Con questa guida il progetto WATERinCORE si rivolge agli stakeholders – autorità locali, agenzie per lo sviluppo, società di consulenza e così via, in vista dell’applicazione del processo Agenda 21 Locale. I lettori vengono accompagnati nelle nozioni e nella cultura della Agenda 21 Locale (Sezione A) e familiarizzeranno con una elaborata raccolta di strumenti e soluzioni (Sezione B) che derivano dall’esperienza del progetto così come dalla bibliografia internazionale. Nella Sezione C i lettori vengono a conoscenza delle pratiche migliori dell’Agenda 21 Locale nelle regioni partecipanti. Perciò, questa guida può essere usata sia come fonte accademica per Agenda 21 Locale sia come aiuto per chiunque voglia realizzare un processo di Agenda 21 Locale. 9 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei SEZIONE A – AGENDA 21 LOCALE – Inquadramento 1. Lo sviluppo di Agenda 21 A pochi anni dall’introduzione del concetto di sostenibilità (Brundtland Report, 1987), la Conferenza Americana sull’Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), conosciuta come il Summit della Terra (Rio de Janeiro, 1992), diffuse il concetto di sviluppo sostenibile approvando un piano di azione globale al fine di raggiungere uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo. La cosiddetta “Agenda 21”, conosciuta per essere il maggior risultato della conferenza di Rio, che espone i principi e le aree d’azione che si devono affrontare per risolvere i problemi ambientali e di sviluppo e progredire fino ad ottenere l’obiettivo dello sviluppo sostenibile nel 21° secolo. Sviluppo sostenibile è quello sviluppo che permette di soddisfare le necessità del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di poter soddisfare i propri bisogni. Brundtland Report, 1987. La struttura base di Agenda 21 è formata da alcune priorità inclusa la specificazione di politiche finanziarie per tutte le aree del programma, la creazione di nuove risorse, l’identificazione di strumenti tecnici ed economici, il rafforzamento dei rapporti tra le autorità centrali e locali basati sul concetto di “decentramento”, lo sviluppo della collaborazione tra i Governi e le organizzazioni non governative e non e la partecipazione attiva dei cittadini. (1) Ciò che è veramente importante riguardo l’Agenda 21 è l’approvazione di meccanismi partecipativi attraverso un processo dinamico rivolto a raggiungere la sostenibilità. L’approccio partecipativo è presente in tutti e 44 i capitoli di questo piano d’azione globale. Per di più, il capitolo 28 dell’Agenda è basato sul sottolineare il concetto che “visto che molti problemi e soluzioni affrontati nell’Agenda 21 hanno le loro radici nelle attività locali, la partecipazione e la cooperazione delle autorità locali sarà un fattore determinante per la realizzazione degli obiettivi. Le autorità locali costruiscono, operano e mantengono le infrastrutture economiche, sociali e ambientali, supervisionano i processi di pianificazione, stabiliscono politiche locali ambientali e regolamenti e contribuiscono all’attuazione delle politiche ambientali nazionali e sub-nazionali. Rappresentando il livello di governo più vicino ai cittadini, svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione, mobilitazione e rispondono al pubblico per promuovere uno sviluppo sostenibile”. Pertanto in questo capitolo le autorità locali in ogni paese sono chiamate a sottoscrivere un processo di consultazione con la loro popolazione e a raggiungere il consenso su ”Agenda 21 Locale”. Le autorità locali sono chiamate ad agire essendo il livello di governo più vicino alle persone. S. Emrealp, 2005: Manuale di informazioni di facilitazione per l'attuazione della Agenda 21 Locale 10 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei “L’Agenda Locale 21 è il risultato del rilancio della consapevolezza internazionale sulla necessità di attuare un quadro di base di principi finalizzati a uno sviluppo sostenibile e che coprano tutte le attività umane.” P. Tsartas et al (2006): Aeixoros, 5(1): 38 2. La natura locale dell’Agenda 21 – LA21 Il capitolo 28 dell’Agenda 21 contiene anche un invito diretto a tutte le amministrazioni locali a creare i loro piani d’azione per uno sviluppo sostenibile. Questi piani d’azione dell’ “Agenda 21 locale” traducono i principi e i mandati dell’Agenda 21 in concrete strategie di servizio per ogni comunità locale. Nel capitolo 28 si afferma che: “A partire dal 1996 la maggior parte delle autorità locali in ogni paese dovrebbero aver intrapreso un processo consultivo con i loro cittadini e raggiunto un consenso su una “Agenda 21Locale” per la comunità rispondendo al pubblico per promuovere lo sviluppo sostenibile”. LA21 ha lo scopo di attuare lo sviluppo sostenibile a livello locale. È un processo consultivo attraverso cui ogni consiglio comunale dialoga con i cittadini, con le organizzazioni locali e le imprese private e adotta una “Agenda 21 Locale”. Una Agenda 21 Locale comprende sistemi e processi per integrare sviluppo ambientale, economico e sociale. Fondata su una forte collaborazione tra governo locale e comunità, il progresso verso uno sviluppo locale sostenibile sarà guidato dalla preparazione di un’azione strategica a lungo termine che integra politiche e programmi esistenti e direzioni future condivise. L’Agenda 21 locale fornisce le basi per il dibattito e la consapevolezza dello sviluppo sostenibile a livello di comunità. L’interesse principale dell’Agenda 21 Locale è di coinvolgere tutti i gruppi in una pianificazione per lo sviluppo sostenibile nelle maggiori aree di sviluppo economico, sociale e ambientale. Questo interesse alla partecipazione colloca chiaramente l’Agenda 21 locale al di fuori dalle altre iniziative che si incentrano di più sul raggiungimento di risultati per lo sviluppo sostenibile. Il processo di LA21 è partecipativo, multi-settoriale e mira a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 21 a livello locale attraverso la preparazione e realizzazione di progetti a lungo termine e azioni strategiche che danno priorità alle preoccupazioni locali dello sviluppo sostenibile. S. Emrealp, 2005: Manuale sulle informazioni di facilitazione per l'attuazione di Agenda 21 Locale 11 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 3. I passi di LA21 dopo Rio Negli anni che seguirono furono tenute diverse conferenze internazionali al fine di riconoscere e migliorare i principi di governance locali, in particolare, la Campagna Europea per le Città Sostenibili ad Aalborg, nel 1994; il Consiglio Internazionale per le Iniziative Locali Ambientali a Freiburg, nel 1995, la Conferenza delle Nazioni Unite sugli Insediamenti Umani (Habitat II), a Istanbul nel 1996, il Summit Mondiale delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, a Johannesburg nel 2002 ed altre. Allo stesso tempo migliaia di autorità locali in tutto il mondo erano impegnate ad attuare procedure della LA21 e spostavano la programmazione locale verso decisioni più partecipate – creando nuovi processi. A causa della mancanza di una chiara definizione di Agenda 21 Locale, le diverse iniziative sembravano avere differenze procedurali. Il quadro di riferimento per i processi della LA21 in Europa si è composto durante la Campagna Europea per Città Sostenibili ad Aalborg, nel 1994. La Carta di Aalborg fornisce un quadro generale di riferimento per il processo di progettazione della Agenda 21 locale che comprende le seguenti otto fasi: 1. ricognizione della pianificazione esistente e delle strutture finanziarie nonché altri piani e programmi; 2. la sistematica identificazione, per mezzo di una estesa consultazione pubblica, dei problemi e delle loro cause; 3. attribuzione di priorità per affrontare i problemi individuati; 4. la creazione di una visione per una comunità sostenibile attraverso un processo di partecipazione che coinvolga tutti i settori della comunità; 5. la considerazione e la valutazione di alternative strategiche; 6. la realizzazione di un piano di azione locale a lungo termine verso la sostenibilità, che comprenda obiettivi misurabili; 7. la programmazione di attuazione del piano, comprendente la preparazione di un calendario e la dichiarazione di ripartizione delle responsabilità tra i partner; 8. l'istituzione di sistemi e procedure per il monitoraggio e la comunicazione in merito all'attuazione del piano. La “Guida Agenda 21 Locale– Un’introduzione alla Pianificazione dello Sviluppo Sostenibile” redatta nel 1996 da ICLEI va oltre, creando, sulla base dell’esperienza di LA21, progetti di iniziative in molte parti del mondo. La Guida propone passaggi fondamentali per stabilire partnership e fornisce la procedura per preparare un Piano d’Azione strategico che è considerato elemento centrale nella pianificazione dello sviluppo sostenibile. 12 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Un piano d’azione strategico si occupa di problemi e delle necessità ad un livello sistematico e con una prospettiva a lungo termine. Contiene obiettivi concreti per progressi sia a breve che a lungo termine e descrive i meccanismi attraverso i quali il raggiungimento di questi obiettivi può essere valutato. Il Piano d’Azione strategico può essere visto come un documento in cui poter unire le azioni specifiche e gli impegni delle diverse istituzioni e degli stakeholders. Il documento è un documento quadro di consenso, elaborato dalle parti interessate, che viene utilizzato per guidare i suoi firmatari a sviluppare i loro piani di attuazione. Questo Piano d’Azione pertanto conterrà: una visione unitaria, sviluppata dagli stakeholders, inclusa una posizione di consenso su problemi e opportunità attuali; obiettivi strategici per ogni problema o area di opportunità in relazione alla visionig adottata; target specifici da raggiungere per soddisfare ogni obiettivo; identificare le strategie e programmi di attuazione per il raggiungimento di tali obiettivi e traguardi; una descrizione delle principali partnership da istituire per l'attuazione, comprese le connessioni con i processi di pianificazione esistenti, e un quadro di riferimento per la valutazione periodica dei progressi compiuti, tra cui "triggers" per le azioni e la pianificazione futura. Il Summit Mondiale delle Nazioni Unite (ONU) sullo Sviluppo Sostenibile tenuto a Johannesburg (conosciuto anche come Rio+10) aveva lo scopo di valutare l’attuazione dell’Agenda 21 durante il decennio dopo il Summit di Rio del 1992. Pertanto, nella struttura base di riferimento (2) del Summit è sottolineato che “nonostante i continui tentativi e i numerosi esempi di ‘buone pratiche’ in tutto il mondo, i risultati rimangono in generale limitati e inadeguati”. Tuttavia, il Summit ha ribadito l’impegno globale per lo “sviluppo sostenibile” e si è impegnato a rafforzare e migliorare le governance a tutti i livelli per l’effettiva attuazione di agenda 21. L’altro grande risultato del Summit è il “Piano di attuazione”. Tale piano costituisce il quadro d’azione per facilitare la realizzazione dei principi base approvati a Rio con particolare enfasi sullo sradicamento della povertà. (1) Attuazione di Agenda 21: Relazione del Segretario Generale, 2002 13 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei SEZIONE B – LA21 PROCESSO DI ATTUAZIONE E STRUMENTI Secondo la Guida alla Pianificazione di Agenda 21 Locale pubblicata da ICLEI nel 1996, la pianificazione dello sviluppo sostenibile di LA21 è un ibrido di tre tradizioni di pianificazione: La pianificazione strategica (usato ampiamente nel settore privato per fornire alle imprese e alle attività produttive prospettive e obiettivi a lungo termine e piani di azione a breve termine per raggiungere tali obiettivi) La pianificazione di comunità (coinvolge i residenti e gli utenti dei servizi locali nei processi volti a sviluppare e realizzare progetti e programmi per i servizi locale) La pianificazione ambientale (assicura che i progetti di sviluppo prendano in considerazione le condizioni e i trend ambientali e che i gestori di tali progetti identifichino e prendano misure per ridurre gli impatti ambientali derivanti da specifiche attività di sviluppo). Perciò il piano di LA21 si avvale di diversi metodi di pianificazione e di diversi strumenti assunti da ogni tradizione per aiutare le comunità a: considerare equamente le condizioni economiche, comunitarie nell’ideazione di progetti di sviluppo e di strategie di servizio; e ambientali coinvolgere pienamente gruppi di interesse, e, in particolare, coloro che usufruiscono dei servizi, per lo sviluppo di strategie di servizi che vadano incontro alle loro necessità; creare strategie di servizio che possano essere sostenute poiché incentrate sul sottolineare problemi sistematici piuttosto che i sintomi dei problemi e poiché considerano trend e vincoli di lungo termine. In questa sezione viene fornita una sequenza teorica e graduale al fine di chiarire i puntichiave del piano. Nel suggerire una totale considerazione di questi punti-chiave, si ricorda anche che l’approccio dovrà essere adattato alle condizioni locali. Inoltre, benché queste fasi possiedano una sequenza logica, non vengono qui presentate in un ordine cronologicamente rigido di attuazione. In molti casi gli elementi chiave per un processo di pianificazione per lo sviluppo sostenibile devono essere adottati contemporaneamente. La vera forza della AL21 non deriva dal sua essere uniforme ovunque, ma dalla sua capacità di conformarsi al contesto locale. S. Emrealp, 2005: Manuale sulle informazioni di facilitazione per l'attuazione di Agenda 21 Locale 14 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Il Piano LA21 come pratica su misura Ogni autorità locale coinvolta nel processo dell’LA21 contribuisce con un esempio diverso per il progetto di azione locale condotto attraverso strutture e metodi che mostrano le caratteristiche specifiche della città. D’altro canto si può osservare come diverse esperienze di implementazione abbiano numerosi tratti comuni. L’esperienza mostra che non c’è un unico “modello” che potrebbe essere applicato a tutte le città in base al progetto di sviluppo dell’LA21. Ci sono diversi “modelli” che, per quanto mostrino una somiglianza di base alla struttura di riferimento, riflettono le differenze strutturali e operative derivanti dall’eterogeneità di ogni Comune o di altra autorità locale. In questa cornice, la presente Guida fornisce i punti comuni tra le varie pratiche della LA21 che a loro volta costituiscono un unico quadro per la pianificazione. La realizzazione delle fasi fornita nei seguenti paragrafi è da considerarsi come informazione utile per un Avvio del processo di LA21 (più adatta probabilmente ad un Comune) che assume un ruolo determinante per favorire l’attuazione dei principi di governance. Brevemente, le fasi descritte nella sezione B riguardano: 1. identificare i principi chiave o il modo di definire gli obiettivi e gli scopi attraverso una generica visione delle aree / principi di sviluppo dell’autorità locale 2. gestire gli stakeholders o il modo di rivolgersi alle persone al fine di ottenere il proprio scopo 3. il Processo del Dialogo Sociale e il modo di facilitare il coinvolgimento degli stakeholders attraverso meccanismi organizzativi 4. il Piano d’Azione o come ordinare gli obiettivi, priorità e scopi 5. attuazione e monitoraggio o il modi di mettere tutto in pratica 6. valutazione e feedback o come capire se l’intero processo ha prodotto risultati effettivi. Di seguito il lettore troverà le nozioni base delle procedure di Partecipazione Pubblica usate in tutti i modelli di pianificazione partecipata dello sviluppo di LA21. 15 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Permettere al pubblico di influenzare l’esito dei piani e i processi di attuazione. Si possono individuare tre diversi livelli di partecipazione: Informazione, Consultazione e Coinvolgimento Attivo. Fornire l’accesso all’informazione è il fondamento della Informazione / partecipazione pubblica. Dare sufficienti informazioni è un condividere prerequisito per un significativo coinvolgimento del pubblico e conoscenza spesso è richiesto per legge. Basso livello di partecipazione pubblica che prevede la fornitura Consultazione / di informazioni di base. L’amministrazione o l’autorità di gestione condividere opinioni mettono a disposizione i documenti per commenti scritti (osservazioni), organizza incontri con il pubblico o cerca attivamente i commenti e le opinioni della gente tramite indagini e interviste. La consultazione può essere scritta, orale o un sondaggio. Partecipazione attiva / È un livello di partecipazione più alto rispetto alla consultazione. La Partecipazione Attiva implica che gli stakeholders siano cooperazione invitati a contribuire attivamente al processo di pianificazione attraverso la discussione delle problematiche e contribuendo alla loro soluzione. Tutti gli attori e/o parti interessate che non fanno parte Pubblico (o “pubblico dell’amministrazione o “Una o più persone fisiche o giuridiche e, in base alla legge o pratica nazionale, le loro associazioni, generico”) organizzazioni o gruppi”. Qualsiasi persona, gruppo o organizzazione con un interesse o Stakeholders / “interesse economico” in una questione e/o tematica, o perché parti interessate direttamente influenzato o perché potrebbe influenzare direttamente il risultato. “La parte interessata” include anche membri del pubblico che non sono ancora consapevoli del fatto che saranno influenzati (in pratica la maggior parte dei singoli cittadini e molte ANG e imprese). L’organizzazione – molto probabilmente ente pubblico, come un Parte interessata Comune – che si assume il ruolo promuovere e sostenere la all’avvio della LA21 realizzazione del processo della LA21. Partecipazione Pubblica 16 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 1. Identificare le questioni chiave La base della procedura per la Partecipazione Pubblica di LA21 consiste in una approfondita conoscenza della situazione attuale e dei problemi dell’area, oltre ad una comune intesa del gruppo di lavoro dell’autorità competente. Lo scopo è di creare un Piano d’Azione (capitolo 1.4), i cui parametri verranno sviluppati nel tempo con la collaborazione di tutte le parti coinvolte. La procedura da seguire passerà attraverso diverse fasi incluse la diffusione delle informazioni e la richiesta di collaborazione. Di conseguenza il primo passo per l’ Autorità Proponente (Ap) è sapere con certezza ciò che si richiede. Questo diventa possibile con uno scambio di idee interno finalizzato a raggiungere una visione comune con i membri del Team dell’Autorità Proponente. Strumento utile a categorizzare le problematiche di sviluppo dell’area – destinato ad essere applicato durante la fase di valutazione – è la realizzazione della Matrice di Identificazione 3 (ARM, Achievement Recognition Matrix). La ARM (Tabella 1) – usata come strumento durante il componente 3 del Progetto WaterinCore – incontra gli elementi processuali chiave di un’Agenda Locale 21 con una serie di obiettivi contenutivi derivanti dalla Strategia Sostenibile Europea 4, adattata perfettamente alle condizioni locali. Lo scopo principale del concetto era di evidenziare il fatto che la pianificazione e l’azione per la sostenibilità attraversa tutti gli aspetti dell’attività dell’attività di governo locale, e anche quello di identificare tutte le iniziative in corso e precedenti che sono chiaramente valide per raggiungere uno sviluppo sostenibile. Tuttavia, c’è la volontà di dare particolare peso a quegli aspetti di sostenibilità visti come più critici nelle aree locali e regionali, incluso l’insistere su questioni “verdi” se quelle sono considerate le più impellenti. L’ARM dovrebbe fornire un quadro riassuntivo della situazione attuale rispetto agli obiettivi della LA21 nell’area prestabilita. Per di più si raccomanda fortemente che l’Autorità Proponente esamini la situazione attuale basando le sue conclusioni su studi scientifici e tecnici e su metodi di valutazione condivisi. L’analisi SWOT 5 è un metodo comunemente usato più che utile per una valutazione globale, anche se dovrebbe basarsi su studi importanti e su opinioni di esperti esterni. 3 SMEC Australia Pty Ltd, UTS Centro per l’Amministrazione Locale, Consulenti per l’Integrazione Pianificata Pty. Ltd. (2002), Australia iniziativa per la Sostenibilità Locale: un Raggiungimento della Matrice di Identificazione . 4 Consiglio dell’Unione Europea (2006), Revisione della Strategia di Sviluppo Sostenibile dell’UE (EU SDS) – Strategia Rinnovata, Bruxelles. 5 Forze, Debolezze, Opportunità, Minacce. 17 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Figura 1: Schema di Analisi SWOT Fonte: http://www.bizstrategies.biz/charts/swot-analysis.html Una volta che la situazione è rappresentata in modo chiaro, l’Autorità Proponente dovrebbe discutere la portata e la complessità delle questioni da affrontare e, naturalmente, il tempo e le risorse disponibili per la pianificazione. L’ultimo fattore è molto importante, in quanto in base al a questo, ai diversi obiettivi si dovranno applicare diversi gradi d’enfasi. Comunque si dovrebbe fare attenzione alla pianificazione di tempo e risorse: non ci si dovrebbe concentrare sul budget a disposizione dell’amministrazione locale ma sulla visione effettuata. Identificazione delle questioni chiave Scambio di idee sui temi chiave Categorizzazione dei dati esistenti usando una Matrice d’Identificazione o un altro strumento Valutare i dati basando la valutazione su studi rilevanti Considerare lo scopo e la complessità tenendo presente il tempo e le risorse disponibili 18 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Tabella 1: Matrice di Identificazione 19 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 2. Gestione degli Stakeholders Una volta identificati le questioni chiave, e quando l’Autorità Proponente ha un quadro chiaro della situazione attuale, è tempo di richiedere la partecipazione degli stakeholders. Il progetto dovrebbe essere ampiamente diffuso, cosicché gli stakeholders siano interessati a parteciparvi. Per questo scopo, la bibliografia suggerisce campagne di sensibilizzazione come primo passo per un processo Partecipazione Pubblica (PP) di successo. Dopo tutto gli stakeholders vanno motivati per far sì che partecipino. Per questo la Guida di Pianificazione di LA21 (ICLEI) suggerisce la creazione di una struttura dedicata o “Stakeholder Group” per coordinare e controllare il coinvolgimento degli stakeholders, essendo il primo passo in ogni sforzo di pianificazione di sviluppo sostenibile. Di solito l’Autorità Proponente è quella che gestisce e motiva gli stakeholders, al fine di assicurare che le decisioni siano influenzate dalle loro opinioni ed esperienze. 2.1 Identificazione e prioritizzazione degli stakeholders L’esercizio di gestione degli stakeholders implica che l’Autorità Proponente abbia già individuato la portata della pianificazione e abbia stabilito scopi e obiettivi. Questi ultimi, sono soggetti a modifiche in base ai punti di vista e alle osservazioni espresse durante il processo di partecipazione pubblica. A quel punto l’Autorità Proponente (Ap) è pronta per fare una qualche pianificazione degli stakeholders – o tramite una struttura dedicata o internamente usando un unico gruppo di lavoro. Per “pianificazione degli Stakeholders” si intende la tecnica usata per identificare le persone-chiave che devono essere persuase e include l’identificazione e la prioritarizzazione degli stakeholders. Uno stakeholder è definito 6 come ogni persona, gruppo o organizzazione rilevante con un interesse per le problematiche in questione, o perché ne saranno influenzati o perché hanno influenza, conoscenza o esperienza in quel settore. L’esercizio della pianificazione degli stakeholders inizia con una semplice ricognizione su chi sono i tuoi stakeholders. Come parte di ciò, l’Ap deve pensare a tutti i soggetti che sono influenzati dal progetto della LA21, che hanno su di esso un’influenza o un certo potere, oppure che siano interessati ad una sua conclusione positiva o negativa. Il ricognizione può produrre una lunga lista di soggetti e organizzazioni che possono essere interessati. Alcuni di questi potrebbero avere il potere di bloccare o far avanzare la pianificazione della LA21. Alcuni potrebbero essere interessati, altri no. Utile strumento per tracciare una mappa degli stakeholders è un griglia interesse/potere che identifica e valuta l’effetto di un individuo o di un diverso gruppo di stakeholders. Si 6 Documento guida No 8: Partecipazione Pubblica in relazione alla Water Framework Directive 20 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei esaminano quali soggetti possono esercitare potere, la probabilità relativa di usare quel potere, e il loro livello di interesse riguardo un determinato progetto. L'obiettivo dell'analisi è quello di valutare quale singolo stakeholder o quale gruppo ha la maggiore capacità di influenzare il progetto e quindi decidere quali stakeholders richiederanno un'attenzione particolare. In altre parole tracciare una mappa dell’influenza degli stakeholders è uno strumento per esaminare e visualizzare la relativa influenza che diversi individui e gruppi hanno sulla fase decisionale. Oltre al dare priorità agli stakeholders, è molto utile per l’Ap sviluppare una visione comune del tipo di comunità o progetto su cui si vuole lavorare. Questa visione sarà comunicata ai diversi gruppi di stakeholders usando metodi comunicativi appropriati (messaggi) adattati alla prioritizzazione dei risultati. In un processo di “visioning”, i partecipanti devono essere disposti a presentare la loro idea di situazione ideale, comprese le idee che potrebbero normalmente essere giudicate irrealistiche. Figura 2: Mappatura degli Stakeholders Fonte: G. Johnson & K. Scholes, Exploring Corporate Strategy, Financial Times/Prentice Hall, 2002. This diagram has been recreated by LMC Comunicare queste idee può ispirare l’ambizione e l’entusiasmo durante il processo di pianificazione. Aiuta anche a chiarire i valori fondamentali che gli stakeholders applicano a una situazione o ad un’area. Un metodo per identificare i valori comuni è sintetizzare le affermazioni delle organizzazioni partecipanti e di applicare quelle condivise alle aree oggetto d’interesse. Infine, il processo di visioning dovrebbe identificare i principi chiave o i valori su cui tutti gli stakeholders possono concordare come fondamentali per il loro concetto di sostenibilità. La corretta selezione dei partecipanti per lo “Stakeholder Group” è forse il passo più critico nella creazione di un processo di pianificazione partecipata. 21 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 2.2 Diffusione e motivazione Dopo aver individuato e elencato tutti gli stakeholders ritenuti importanti, l’Ap dovrebbe pianificare la loro campagna di motivazione. Si suggerisce – solo nel caso vi sia abbastanza tempo per un tale esercizio – che l’Ap tenti un primo approccio informativo verso gruppi di partner in relazione ad appropriati mezzi di interazione. L’idea è di diffondere i semi dell’informazione prima ai gruppi sociali più influenti (abitanti, ONG o latri) piuttosto che informare chiunque sia disponibile. In ogni caso l’accesso all’informazione è il prerequisito per una partecipazione effettiva e attiva. Al pubblico si dovrebbero fornire informazioni utili circa l’intero processo di pianificazione, inclusa la visione della comunità sviluppata dall’Ap. Altre informazioni dovrebbero includere: Informazione sullo sviluppo sostenibile e le sue implicazioni per lo sviluppo locale e attività di servizio municipali; Sintesi sui risultati delle ricerche attuali e relazioni sulle condizioni presenti e future all’interno della comunità; Descrizione del processo del dialogo sociale e il suo claendario; In che modo i gruppi locali e gli individui possono partecipare; Cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi dall’esercizio della partecipazione pubblica; Come verranno prese le decisioni finali. I mezzi per divulgare le informazioni e per creare interazione con diversi gruppi target possono assumere diverse forme. Ma al fine di decidere quali mezzi raggiungono l’obiettivo, la Guida N°8 WFD CIS fornisce alcuni consigli utili: Tabella 2: Criteri per l’interazione tra gli Stakeholders Qual è lo scopo dell’interazione? Che cosa ci si aspetta dalle parti? Quale tipo di interazione? Cooperazione Media interattivi (meeting ecc…) Valutazione condivisa Interviste, indagini, gruppi di discussione Conoscenza condivisa Sistemi di informazione (presentazioni, articoli, schede informative) Fonte: Guida WFD CIS N°8 22 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei La figura sotto suggerisce diverse forme di interazione e comunicazione a seconda dello scopo e delle aspettative della Partecipazione Pubblica. Figure 3: Forme di Interazione e Comunicazione Fonte: WFD CIS Guida No. 8 Gestione degli “stakeholders” Determinare lo scopo della pianificazione Identificare gli “stakeholders” Prioritarizzare gli “stakeholders” Sviluppare la visione e comunicarla a diversi gruppi di “stakeholders” 23 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 3. Processo di Dialogo Sociale Secondo la Guida alla pianificazione LA21 - ICLEI, coloro che partecipano (stakeholders) a questo processo di pianificazione non sono i partecipanti ad hoc che occasionalmente condividono le loro opinioni. Al contrario, essi sono tenuti a condividere le responsabilità derivanti dal processo di pianificazione e dai suoi risultati. Il loro coinvolgimento deve essere facilitato attraverso un meccanismo organizzativo suggerito in questa guida come il processo di dialogo sociale. Nel capitolo 2.2 della sezione B, il processo di diffusione e di motivazione si propone come un approccio introduttivo o come un primo livello di influenza al dialogo sociale. Si tratta di aprire la strada al coinvolgimento delle persone nell’ LA21. Quello che viene dopo è un esercizio che unisce la consultazione 7 e il coinvolgimento attivo 8 (vedi figura 4). Vale a dire, è un esercizio per aiutare gli “stakeholders” a condividere le conoscenze, rivedere e partecipare a valutazioni tecniche, definire le priorità di pianificazione e sviluppare insieme le varie possibilità di azione. Figura 4: Livelli della Partecipazione Pubblica Fonte: Guida No 8: Public La partecipazione nella direttiva quadro sulle acque 7 Consultazione – Utilizzata per raccogliere informazioni / opinioni da coloro che sono coinvolti per sviluppare soluzioni basate su questa conoscenza. Relazioni, scenari o piani sono presentati e la gente viene chiesto di commentare 8 Coinvolgimento Attivo – sono le parti interessate a partecipare attivamente al processo di pianificazione per discutere le questioni e contribuire alla loro soluzione. Livelli ancora più elevati di partecipazione comprendono il processo decisionale condiviso che le parti interessate diventano in parte responsabili per il risultato. 24 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Questa guida suggerisce l'attuazione di un processo di PP attraverso le piattaforme di partecipazione come i focus group tematici, workshop, tavole rotonde e altro ancora. Queste strutture assumono un ruolo molto significativo nella promozione e organizzazione della partecipazione a livello locale. Esse mirano a riunire diversi stakeholders in modo da avere un argomento comune e permettere in tal modo la creazione di un pensiero collettivo. Le funzioni di tali piattaforme comprendono questioni che richiedono un consenso da parte degli stakeholders come l'individuazione degli obiettivi e delle priorità di “sviluppo sostenibile”, la formulazione di una visione comune, l'identificazione di strategie di base, aree di azione e così via. Va sottolineato che queste piattaforme di partecipazione non sono meccanismi per assumere le funzioni di rappresentanti eletti che sono un aspetto indispensabile di governo democratico locale, ma contribuiscono a rafforzare la rappresentanza e la partecipazione locale. L'esperienza dimostra che un processo di PP dovrebbe includere tappe importanti sotto forma di eventi pubblici che forniscono così un altro modo per coinvolgere più persone. A questo proposito, si suggerisce che il PP sia inquadrato (avviato e concluso) da due importanti eventi pubblici. E' importante dire che questi eventi dovrebbero essere aperti a tutte le parti interessate e al pubblico. Il lavoro svolto durante la fase di identificazione degli stakeholders e durante la prioritizzazione, dovrebbe fornire l'elenco delle persone da invitare al Forum. Tutte le parti interessate (senza eccezioni dalla lista iniziale degli stakeholders) dovrebbero essere invitate ad entrambi gli eventi. Il primo Forum rappresenta l’evento iniziale per avviare il processo di dialogo sociale. E’ di importanza cruciale perché il suo impatto sarà motivo di un ulteriore coinvolgimento al processo. Gli scopi e gli obiettivi devono essere chiaramente definiti e sviluppati in modo da definire la un quadro generale ed evitare malintesi. Tutti i relatori di base dovrebbero integrare le loro presentazioni attraverso dei supporti video e fornire materiale ai partecipanti. Inoltre tutti i partecipanti dovrebbero disporre di tempo sufficiente per intervenire. Si consiglia la distribuzione di questionari di valutazione al termine del primo Forum in modo da creare una fonte di informazione utile per essere utilizzata ulteriormente durante il processo (vedi fase di valutazione e di feedback). Inoltre, si sottolinea l'importanza della creazione di una “mailing list” che deve essere usate come follow-up per le informazioni. L’Ap può utilizzare piattaforme partecipative per mettere a fuoco particolari tematiche in modo da poter approfondire il processo. Questa guida prende come esempio le “Tavole rotonde tematiche” utilizzate anche nel progetto “WaterinCore”. Queste piattaforme sono formate da gruppi di lavoro che riuniscono specifici gruppi di stakeholders in grado di approfondire questioni specifiche per la gestione delle acque. Essi mirano a un coinvolgimento più attivo e mirato dei diversi gruppi delle parti sociali. Il numero delle “Tavole rotonde”, così come le questioni importanti sulle quali discutere e gli stakeholders che partecipano, è indicativo e devono essere adattate alle situazioni e alle circostanze locali. 25 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei In conclusione, le piattaforme partecipative svolgono un ruolo sempre più importante nei processi decisionali locali anche se le loro decisioni non sono “vincolanti”, ma di carattere “consultivo” per i Comuni e le altre organizzazioni interessate. Il coinvolgimento dei rappresentanti autorizzati da queste ultime, nell'ambito delle piattaforme, facilitano la divulgazione delle decisioni del Consiglio e dei rispettivi ordini del giorno dell’Assemblea Comunale e di altre istituzioni pubbliche competenti, aprendo così la strada alla loro attuazione. Il processo di dialogo sociale dovrebbe avere un risultato destinato ad essere utilizzato in seguito come un promemoria del processo o come documento base per ulteriori elaborazioni. Questo output, che rappresenta il risultato di processo, può essere presentato e firmato durante la fase finale del processo di dialogo sociale e in particolare durante l'evento finale. Prendiamo l'esempio del protocollo di gestione delle risorse idriche per il progetto WaterinCore (Figura 5). Questo protocollo ha ratificato il consenso della comunità locale residente nel bacino dell’Anthemountas sul piano strategico di Gestione delle Acque che è stato portato in consultazione. Esso riflette la politica discussa e decisa durante il processo di dialogo sociale e copre le conclusioni finali che sono state firmate da tutti i partecipanti. Figure 5: Esempio di struttura del testo del protocollo Source: E. Pavlidou et al, 20007 Processo di dialogo sociale: Pubblicizzare il processo attraverso la definizione di eventi significativi Elaborare un’adeguata piattaforma partecipativa per coinvolgere delle persone adatte a specifiche tematiche Discutere temi specifici attraverso queste piattaforme I partecipanti si legano con la firma di un accordo ufficiale 26 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 4. Piano di Azione 4.1. Scopo del piano d'azione Agenda 21 Locale Il principale risultato del processo di Agenda Locale 21 è un piano strategico a lungo termine che affronta i problemi prioritari dello sviluppo locale sostenibile. Il piano d'azione dell’Agenda 21 Locale può essere considerato come un documento di consenso che definisce le responsabilità degli “stakeholders” e delle comunità locali, individuando il quadro generale degli obiettivi e delle azioni che ogni componente si impegna a perseguire e fornendo una guida per le proprie azioni. Il piano d'Azione Agenda 21 Locale spiana la strada alla mobilitazione delle risorse locali verso obiettivi comuni e crea una sinergia d’azione congiunta tra i diversi "stakeholders". 4.2. Contenuti del piano d'azione Agenda Locale 21 Bisogna tener presente che il piano d'azione di Agenda Locale 21 è un piano strategico con una visione strategica a lungo termine con specifiche priorità e obiettivi. Questa guida suggerisce i contenuti di base per questo documento: Identificazione della situazione attuale Identificazione dei problemi e delle loro cause, dei punti di forza e delle opportunità create. Questa prima parte del piano d'azione dovrebbe essere affrontata attraverso un’analisi SWOT. Punti di forza, debolezze, opportunità e minacce devono essere analizzate e i loro collegamenti devono essere controllati. Idealmente, la situazione attuale dovrebbe essere rafforzata attraverso i contributi scientifici e i supporti specialistici. Sviluppo di una visione a lungo termine Mentre l'analisi SWOT deve riflettere la situazione attuale, il punto di partenza del Piano è la visione a lungo termine che specificherà l'intervento richiesto. La visione dovrebbe emergere dal processo di Partecipazione Pubblica in relazione con l’identità dello sviluppo sostenibile della città e stabilendo il legame tra l'ambiente e lo sviluppo socio-economico. Individuazione degli obiettivi La visione dovrebbe essere analizzata attraverso specifici, realistici e misurabili obiettivi sostenibili, che dovrebbero derivare ancora una volta dal processo di PP. Pianificazione operativa Preparazione di piani di azione settoriali orientati verso gli obiettivi identificati di sviluppo sostenibile. Preparazione delle componenti fisiche, istituzionali e finanziarie del piano d'azione locale, per affrontare le questioni prioritarie e i problemi individuati nell'ambito del processo di Agenda 21 Locale. 27 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 4.3. Punti critici di controllo La preparazione del piano d'azione Agenda 21 Locale deve essere costruita sulle attività e sui risultati del processo partecipativo e trasversale di tutti gli aspetti del processo. E’ possibile che un certo numero di stakeholders locali non sente il Piano di Azione “come proprio” e quindi potrebbero essere riluttanti ad essere coinvolti in esso. Pertanto, in tutti i casi, il Piano dovrebbe riflettere le diverse prospettive e i contributi dei rispettivi stakeholders. Deve inoltre essere preparato a presentarsi come un documento “vivo” e “flessibile” al fine di garantire l'integrazione degli stakeholders che saranno successivamente coinvolti. Dovrebbe essere data molta importanza al contributo effettivo del processo di PP di Agenda 21 Locale per la costruzione di un Piano di Azione dell’Agenda, in considerazione del fatto che a volte la partecipazione è quasi considerata come “fine a se stessa” e la sua incidenza rimane piuttosto limitata, in quanto essa non riesce ad essere adeguatamente incanalata nel processo di pianificazione dell’azione. Pertanto, il Piano di Azione dell'Agenda 21 Locale dovrebbe essere considerato come un volano della partecipazione a livello locale per la definizione di obiettivi specifici ed azioni, così da poter ottenere risultati tangibili e aumentarne l'efficacia. Infine, è ben noto che gli obiettivi strategici e l’attuazione del piano d’azione dell’Agenda 21 Locale dipendono in larga parte dai processi di pianificazione formali. In questo quadro dovrebbe essere assegnata grande importanza e priorità al consolidamento di legami concreti tra l’Agenda 21 Locale e i progetti, programmi e budget dei rispettivi comuni e istituzioni pubbliche. Pianificazione dell’azione Sviluppare un piano strategico con una visione a lungo termine seguita da obiettivi chiari e funzionali Includere le prospettive di tutti gli “stakeholders” Stabilire collegamenti tra il piano d’azione dell’Agenda 21 Locale e i progetti e i programmi delle autorità locali 28 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 5. Attuazione e Monitoraggio Secondo la “LA21 - Guida alla pianificazione di ICLEI”, un Piano di Azione è efficace se sono efficienti le strutture messe in atto per attuarlo. Ciò significa che il Piano di Azione da solo non può fare la differenza se le strutture governative esistenti non riescono a soddisfare le esigenze e le relative sfide. Presumibilmente, l'approvazione del Piano di Azione da parte dei rispettivi Comuni, promuoverà l'attuazione del piano e spianerà la strada per la realizzazione delle azioni proposte e dei progetti prioritari in esso previsti. Infatti, l'approvazione dovrebbe essere seguita dalla creazione di legami funzionali tra il Piano di Azione di Agenda 21 Locale e dei Piani redatti sotto la diretta responsabilità delle autorità locali (piano regolatore, piano dei trasporti ecc.). Così, gli enti locali saranno invitati a modificare le loro politiche, piani e programmi alla luce del piano d'azione Agenda 21 Locale. Il successo dell'attuazione di un piano d'azione strategico richiede due attività primarie. In primo luogo, gli stakeholders che ricercano e sviluppano il piano devono trasformare le strutture organizzative che hanno usato per la pianificazione, in strutture organizzative che hanno responsabilità e capacità specifiche per l'attuazione. In secondo luogo, il governo locale deve integrare le proposte e gli obiettivi del piano d'azione degli stakeholders nelle sue pratiche, comprese le priorità di bilancio e le decisioni di investimento. Mobilitare le capacità istituzionali del governo locale può essere fondamentale per l’attuazione. Ci sono dei componenti importanti per un’efficace attuazione del piano d'azione dell’ Agenda 21 Locale quali: la revisione delle attuali politiche comunali, le priorità di bilancio, le pratiche e le procedure interne per verificare la loro compatibilità con il piano d'azione o la creazione di nuove strutture per sostenere i partenariati di attuazione. la creazione di un legame di impegno tra il piano d'azione e i requisiti di legge di pianificazione. il monitoraggio delle nuove o future politiche comunali, delle decisioni o delle azioni per garantire la coerenza con il piano d'azione. Attuazione e monitoraggio Approvazione del piano d'azione da parte del Consiglio Comunale Riesame delle esistenti politiche comunali e delle relative strutture o creazione di nuove per sostenere l'attuazione del piano d'azione 29 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 6. Valutazione e Feedback La necessità di valutare il processo LA21 deriva dal bisogno di massimizzarne l'efficacia, sia nel progetto stesso che nelle interazioni future. Inoltre, fare progressi verso la sostenibilità richiede la valutazione sistematica delle strategie del piano d'azione per valutare se siano adeguate e se stanno avendo gli effetti desiderati (9). Per questo motivo, l’Ap dovrà esplorare questa fondamentale questione e condividere le informazioni sulle condizioni locali, regionali e globali in modo che le nuove azioni possano essere concepite per raggiungere gli obiettivi della propria Comunità. Il processo di monitoraggio e di valutazione può essere di tipo partecipativo, il che significa coinvolgere gli "stakeholders" del processo o non-partecipativo dove gli "stakeholders" sono coinvolti solo per la raccolta di opinioni. Il caso di valutazione non-partecipativa può essere esaminata attraverso l’esperienza del "Cyprus Water Development Department" (10). La valutazione della procedura di PP è stata effettuata e riportata da un esperto esterno che ha usato dei semplici strumenti come gli indicatori che misurano il numero di visite sulla pagina web del WDD o questionari distribuiti agli “stakeholders”. Il confronto tra il programma di attività previsto e ciò che è realmente accaduto ha dimostrato che il processo di PP ha funzionato come previsto. Nel caso in cui l’Ap selezioni un processo di valutazione di tipo partecipativo, la distribuzione dei questionari durante le riunioni degli “stakeholders” del periodo di dialogo sociale può essere molto utile. I questionari possono includere domande circa l'efficacia del processo selezionato e i modi per migliorarlo. Qualunque sia il metodo, l’ICLEI suggerisce quattro componenti chiave per un processo di valutazione efficace. Questi sono: l'istituzione di un sistema in cui tutti i principali "stakeholders" comunicano reciprocamente sulle azioni da essi adottate per attuare il piano d'azione; lo sviluppo di metodi e strumenti, come indicatori, per misurare le prestazioni della comunità nel realizzare obiettivi e traguardi, e per stabilire se le condizioni iniziali sono state raggiunte o se richiedono un’ulteriore pianificazione o azione; attuazione di un'analisi completa e revisione, su base periodica, delle condizioni locali, regionali e globali. Un'analisi per verificare che queste condizioni abbiano un vero e proprio avanzamento verso il raggiungimento della sostenibilità e della visione comunitaria; l'istituzione di meccanismi per comunicare i progressi fatti e le prestazioni raggiunte agli abitanti della comunità e alle loro organizzazioni, in modo che essi possano continuare ad essere informati e guidare i loro comportamenti verso l'obiettivo dello sviluppo sostenibile. 9 - ICLEI, Guida dell’LA21, LA21 Planning Guide, 2006 10 - Sezione c - Prassi migliori No4 in questa Guida 30 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Da un altro punto di vista, i criteri da utilizzare nella valutazione delle performance dovrebbero indicare la misura con la quale individuare se le necessità sono effettivamente soddisfatte in modo tempestivo ed efficace, così come il grado con il quale gli input delle risorse fisiche e umane vengono convertiti in risultati tangibili. (11) In conclusione, ogni sforzo per la valutazione ha lo scopo di miglioramento. Pertanto, i risultati della valutazione devono essere destinati a cambiare ciò che non funziona correttamente. Valutazione e feedback Pianificare il metodo di valutazione dall'inizio del processo LA21 Scegliere l’approccio partecipativo o non-partecipativo (o entrambi) Stabilire degli indicatori per misurare gli obiettivi Valutare le prestazioni e rivedere metodi e risorse S. Emrealp, 2006: AlphaInformazioni sull'attuazione dell’ Agenda Locale 21 31 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei SEZIONE C – RACCOLTA DELLE MIGLIORI PRATICHE DELL’AGENDA 21 LOCALE TRA LE REGIONI PARTECIPANTI Nella piano di lavoro del progetto WATERinCORE, in particolare nella fase 4.2, si studiano e si collezionano i buoni esempi da tutte le regioni partecipanti. Gli esempi analizzati derivano dall’esperienza dell’ARPA (Agenzia regionale siciliana per la protezione dell’ambiente), della Provincia di Lucca, della Provincia di Granada, del WDD Dipartimento per lo sviluppo dell’Acqua della Repubblica di Cipro e di ANATOLIKI sa Agenzia di Sviluppo degli Enti Locali della zona orientale della città di Salonicco. Le buone pratiche vengono esposte nei capitoli successivi. 1. Processo di Partecipazione Pubblica per il bacino del fiume Anthemountas 1.1 Introduzione Il caso del processo di Partecipazione Pubblica (PP) del bacino di Anthemountas è stato supportato dall’Unione Europea attraverso lo strumento finanziario “LIFE”, nell’ambito del progetto LIFE 2004/ENV/GR/00099/ titolato “Water Agenda” (12). Si tratta di un esempio significativo dell’attuazione dei principi dell’Agenda 21 nella Macedonia Centrale e per quanto ci è dato sapere, il suddetto processo rappresenta in Grecia, il primo “laboratorio sociale” di questo tipo riguardante la risorsa acqua o qualsiasi risorsa ambientale in materia, con esito vincolante. Lo studio del caso è stato fornito da ANATOLIKI s.a. 1.2 Contesto Diversi anni fa la regione della Macedonia Centrale, le autorità locali, gli istituti e le agenzie locali avviarono un tentativo di esaminare l’area in modo da proteggere l’acqua del bacino. In questo contesto, il progetto “Life Water Agenda” mirò alla implementazione delle direttiva quadro sulle acque (WFD) nel bacino del fiume Anthemountas. Il progetto “LIFE” riguardava le risorse idriche globali del bacino del fiume Anthemountas. Bacino idrografico Anthemountas - Popolazione 12 http://www.lifewateragenda.org/html/news-en.html 32 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Esso comprendeva lo sviluppo e l’applicazione di una politica di gestione sostenibile delle risorse idriche secondo le disposizioni della WFD e dei principi dell’Agenda 21 (ONU 1992b). Il progetto ha avuto inizio nell’ottobre 2004 e si è concluso nell’ottobre 2007. Il bacino idrografico del fiume Anthemountas si trova nella parte sud-orientale della Prefettura di Salonicco e copre un’area di 320 Km2. Il problema più grave nella gestione delle risorse idriche del bacino del fiume Anthemountas è che la domanda d’acqua di gran lunga superiore rispetto alle risorse idriche disponibili e rinnovabili. I fabbisogni di acqua sono quasi esclusivamente soddisfatti attraverso l’emungimento di acque sotterranee. 1.3. Il Progetto Nella struttura del progetto “LIFE Water Agenda”, si era sviluppato per l’area in questione, un processo di Partecipazione Pubblica (PP) coinvolgendo gli stakeholders, i consumatori e la società civile allo scopo di raggiungere un consenso sociale che conducesse alla formulazione di un accordo locale sulla gestione delle risorse idriche. 1.3.1 - Metodi e strumenti utilizzati Lo sviluppo della metodologia del processo di PP era principalmente basato sulle linee guida della “Guidance Document No 8 - Partecipazione pubblica in relazione alla WFD” (Commissione Europea 2003) secondo la quale l’informazione e la consultazione devono essere garantiti e il coinvolgimento attivo dovrebbe essere incoraggiato. Alla luce della mancanza di precedenti esperienze simili nel paese, nonché della generale assenza di una “cultura di consultazione pubblica” il processo di “PP” è stato adattato in modo flessibile alle condizioni locali già in fase di progettazione. Il processo di “PP” che doveva durare in linea di massima 17 mesi fu strutturato nelle seguenti fasi (ANATOLIKI 2006a): Tavola 3: Fasi di procedura della partecipazione pubblica Fasi Periodo 1° Fase - Informazioni date a specifici gruppi target Marzo – Aprile 2006 2° Fase - Informazione e motivazione della società locale Istituzione di una Cabina di Pilotaggio 3° Fase - Consultazione e processi di “policy making” Accordo sociale Maggio – Ottobre 2006 Novembre 2006 – Luglio 2007 Le informazioni sono state fornite in tutte le fasi del processo. La partecipazione attiva ha avuto luogo a livello locale durante la fase 3, attraverso le deliberazioni del comitato di consultazione e dei gruppi di lavoro, al fine di preparare gli specifici assi della politica di gestione delle acque e il protocollo d’intesa. La consultazione è stata effettiva durante le fasi 2 e 3 del “PP” allo scopo di discutere e finalizzare sia la politica delle acque che il 33 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei protocollo d’intesa sociale par la gestione delle acque nel bacino del fiume Anthemountas. Il diagramma in basso mostra schematicamente il processo di partecipazione pubblica: Immagine 1: programmazione finale del processo di PP 1.3.2 - Calendario del Processo e attuazione L’attuazione del dialogo sociale ha seguito un percorso costruito su tre fasi: Prima fase - Informazioni fornite a gruppi target specifici Lo scopo di questa fase è stata l'informazione della società locale sugli obiettivi e le finalità del progetto “LIFE”, dello stato dei corpi idrici del bacino, il valore del coinvolgimento del pubblico nel processo decisionale e la metodologia della procedura di “PP” nel caso del fiume Anthemountas. I principali gruppi target sono stati individuati negli agricoltori locali, negli opinion leader e negli studenti delle scuole elementari e superiori. 34 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Immagine 2: Attuazione del processo di partecipazione pubblica Seconda fase - Informazione e Motivazione Durante questa fase l'informazione più generale è stata fornita a tutte le parti potenzialmente interessate in una zona mirata del bacino Anthemountas. Inoltre la motivazione per un coinvolgimento attivo nelle procedure di PP è stata rinforzata. Il punto focale di questa fase è stato il primo Forum della concertazione sociale per la gestione delle acque del fiume Anthemountas (5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente). Durante questo evento sono stati presentati, gli scopi e le fasi della procedura di consultazione. Inoltre i partecipanti al Forum sono stati invitati a contribuire al funzionamento di un Comitato Consultivo. I membri del comitato rappresentavano la comunità locale e presentavano le loro opinioni e le loro proposte alla fase della procedura di PP. Terza fase - Il coinvolgimento attivo, la consultazione e gli indirizzi politici All'inizio di questa fase, ha avuto luogo il secondo Forum. All'interno del quadro di riferimento degli Scenari per l’acqua, sono state presentate e l'analisi economica e recupero dei costi dei servizi idrici nel bacino del Fiume Anthemountas. Dopo il 2 ° Forum, il Comitato ha continuato le sue attività in base alla metodologia "Give andTake process" (Diritti e Doveri o Dare e Avere) - (San Diego City Schools, 2001). Nell’ambito di queste attività, si sono formati gruppi di lavoro che miravano ad un coinvolgimento più attivo e al confronto sui differenti temi dell’acqua in collaborazione con gli schemi del progetto LIFE. Il protocollo d’intesa sull'acqua concordato è stato presentato nel forum finale per essere approvato dai partecipanti attraverso la creazione di un accordo sociale locale. Il protocollo 35 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei finale ha incluso i contenuti e la struttura previsti anche se non sono stati fissati obiettivi quantitativi per il consumo di acqua o il prezzo. Immagine 3: Decisione – piramide di costruzione del processo Immagine 4: Struttura del protocollo d’Intesa finale 1.4 Risultati Nonostante la preparazione di una buona campagna informativa, la partecipazione è stata piuttosto limitata. Infatti, la partecipazione al 1° Forum era stata indicativa: anche se più di 100 poster furono pubblicati, 700 inviti spediti, notizie stampa pubblicate in diversi giornali locali, solo 92 persone hanno partecipato, l'ineguale distribuzione geografica delle quali è degna di nota. In particolare, il solo il 55.5% dei partecipanti proveniva dall’area del bacino dell’Anthemountas, di questi il 64.5% dal Comune di Thermi, il 27.5% dal Comune di 36 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Vasilika e solo l’8% dal Comune dell’Anthemountas. Il restante 45.5% proveniva dall’area fuori dal bacino dell’Anthemountas. Inoltre una situazione simile era già stata sperimentata durante la prima riunione del Comitato di Consultazione, dove la partecipazione dei rappresentanti del settore agricolo era stata minima. Pertanto, si decise di intensificare la fornitura di informazioni non solo a questo settore, ma anche, attraverso il Comitato, all'intero quadro delle parti sociali. Il risultato fu una partecipazione più rappresentativa dei tre Comuni, in modo da poter fornire un criterio di politica idrica comunemente accettato. Inoltre, l'istituzione e il funzionamento di un gruppo di lavoro sulla gestione delle risorse idriche nel settore agricolo, che si è riunito nelle zone agricole del bacino Anthemountas, ha aumentato significativamente la partecipazione degli agricoltori, sia come individui che come rappresentati delle cooperative locali. Complessivamente hanno partecipato un totale di 29 organizzazioni, frequentando in media 4 incontri ognuna. Il numero dei partecipanti si è più o meno stabilizzato dopo il terzo incontro, sostenendo la coerenza delle discussioni. Infine, tutti i gruppi target inizialmente selezionati sono stati rappresentati in modo soddisfacente. 1.6. Conclusioni / Lezioni apprese Anche se il contesto del progetto generale è stato difficilmente sostenuto e la partecipazione è stata limitata, l'intensificazione della diffusione delle informazioni a tutte le parti sociali ha portato ad una partecipazione più rappresentativa dei tre Comuni al fine di fornire una politica dell’acqua comunemente accettata. Le discussioni sono diventate più mirate con il passare del tempo, ma anche l'intera gamma di argomenti è stata esplorata, in seguito alle presentazioni e alle informazioni fornite dai partner del progetto. Inoltre, l'istituzione e il funzionamento del Gruppo di lavorp sulla gestione delle acque nel settore agricolo, che si è riunito nelle zone agricole del bacino Anthemountas, ha aumentato significativamente la partecipazione di agricoltori, sia come individui o rappresentati attraverso le cooperative locali La regione della Macedonia centrale, partner del progetto, ha già confermato che utilizzerà l'accordo sociale raggiunto come punto di partenza per il piano di gestione idrico dell’area. Alcune raccomandazioni politiche più ampie derivano dall'esperienza del presente processo: Supportare lo sviluppo di una cultura di dibattito pubblico a partire dalle scuole. Avere un genuino dibattito pubblico, in contrasto con le consultazioni formali, potrebbe essere ulteriormente incoraggiato e attuato attraverso una serie di tematiche locali ambientali, potenziando le società locali e rafforzando il loro senso di responsabilità. 37 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 1.7 Ulteriori informazioni Agenzia di Sviluppo degli Enti Locali dell’area orientale della città di Salonicco. ANATOLIKI s.a., 1st km Thermi-Triadi, 9 Gold Center, GR – 57001 www.anatoliki.gr Elisavet Pavlidou, Socratis Famellos email: [email protected] Tel. 00302310463930 38 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 2. Green Public Procurement Information Network 2.1 Introduzione La Green Public Procurement Information Network (GPPinfoNET) è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della componente dell'Informazione e Comunicazione del programma Life+ 2007. Il GPPinfoNET è stato promosso - attraverso le attività di un gruppo di lavoro - da parte del Coordinamento Regionale di Agenda 21 Locale in Sicilia insieme con la Regione Sicilia (13) (ARTA) e ARPA Sicilia (14). Il progetto del caso di studio è coordinato dalla Provincia Cremona. Il caso di studio è stato fornito da ARPA Sicilia - Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente 2.2 Background Per intervenire nell'area che riguarda i prodotti, la politica suggerita dall'Unione Europea è la Politica del Prodotto Integrato-IPP – come è stato definito nel “Libro Verde per la Politica del Prodotto Integrato” (COM2001/68) – che è offerto come strategia atta a rafforzare le politiche ambientali riguardanti i prodotti per promuovere lo sviluppo di un mercato per prodotti più ecologici. La IPP, secondo le definizioni della Commissione Europea è un “approccio che tenta di ridurre l'impatto ambientale dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita”. Realizzando il GPP significa rivedere le procedure per l'acquisto di beni e servizi e gli appalti di lavori pubblici prendendo in considerazione non solo il loro costo monetario ma anche gli impatti ambientali che questi possono generare nel corso del loro ciclo vitale. GPP significa orientare la domanda pubblica attraverso prodotti, servizi e opere pubbliche che riducono: l'uso di risorse naturali consumo di energia e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili produzione di rifiuti emissioni inquinanti rischi e pericoli e ottimizzano il “servizio” offerto. 13 http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/ 14 http://www.arpa.sicilia.it/context.jsp?ID_LINK=571&area=5 39 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Il settore degli appalti pubblici rappresenta in media il 16% del PIL dell’Unione Europea: ecco perché il GPP è la forza motrice fondamentale per tutto il consumo sostenibile e per le strategie di produzione. Attraverso gli appalti verdi, le Autorità Pubbliche possono stimolare l'innovazione del prodotto e del processo, aumentare la diffusione di tecnologie ambientali e guidare il mercato. Non solo: adottare l'appalto verde significa anche razionalizzare la spesa e il consumo; realizzare l'appalto verde pubblico vuol dire acquistare verde e in modo intelligente. L'appalto verde pubblico propone l'IPP come uno strumento di domanda pubblica per un orientamento ecologico verso altre etichette ambientali come: - Ecolabel, - Dichiarazione di Prodotto Ambientale-EDP, - Sistemi di gestione Ambientale (EMAS o ISO 14001), - Ecodesign, Turismo Sostenibile ecc. Quelli sopra menzionati sono strumenti volontari che contribuiscono a ri-orientare le scelte dei produttori verso prodotti e servizi che abbiano migliori prestazioni ambientali. Immagine 5: Acquisto Pubblico Verde e altri strumenti di Politica del Prodotto Integrato Fonte: Ecosystemi srl, nuova guida GPP 2.3. Il progetto “GPPinfoNET” La Rete Informativa sugli Acquisti Pubblici Verdi (GPPinoNET) è un progetto finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Life+ 2007, Informazione e Comunicazione che è stato condotto per tre anni a partire dal febbraio 2009. GPPinfoNET è stato creato per: favorire la riduzione di impatti ambientali associati all'acquisto di beni e servizi; preparare il terreno all'introduzione e realizzazione dei Piani di Azione Nazionale del GPP; aumentare la consapevolezza del ruolo del GPP per la realizzazione di consumo sostenibile e strategie di produzione; colmare le lacune informative che impediscono l’attuazione del GPP. 40 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Durante gli ultimi 3 anni, il progetto ha creato una rete tra le amministrazioni pubbliche locali di 9 regioni per colmare le lacune di informazione esistenti e per condividere le soluzioni e le strategie necessarie per superare gli ostacoli posti alla diffusione dell'acquisto verde. L'obiettivo finale è quello di rendere disponibile ai responsabili per gli acquisti delle province e dei comuni uno strumento facile da applicare (nella maggior parte dei casi è sufficiente “taglia e incolla”) per redarre “gare d’appalto verdi” in molti settori d'acquisto, in modo da ridurre concretamente l'impronta ecologica della pubblica amministrazione. Le attività della rete sono iniziate con un seminario di lancio tenutosi il 6 novembre 2009 nell'auditorium dell' ART. Il seminario è stato utile non soltanto per presentare il progetto al pubblico e aumentare la consapevolezza delle priorità ambientali regionali e su come il GPP possa aiutare a indirizzarli, ma anche per raccogliere le prime adesioni al Network per il GPP in Sicilia. Le attività del Network stanno attualmente proseguendo innestate nelle attività e esperienze già intraprese nell'isola dal servizio Ambiente e territorio della regione, da ARPA Sicilia e dai singoli comuni utilizzando come dorsale a supporto e diffusione di alcune aree operative alcuni gruppi di lavoro tematici già impostati e avviati all'interno dell' Agenda Locale 21 Sicilia, in modo da migliorare ed espandere e in questo modo aiutare a creare, attraverso le condizioni favorevoli della regione, la diffusione delle procedure del Piano di azione per la sostenibilità ambientale del consumo nel campo del governo (cioè Piano Nazionale di Azione nell'Acquisto Pubblico Verde – NAP GPP). 2.4 Risultati del progetto I progetti successivi del GPP hanno trattato la questione dell'acquisto pubblico verde da diversi punti di vista in modo da provvedere ad un approccio integrato alla società locale. L'introduzione dei criteri ecologici nell'offerta e nella redazione delle gare di appalto “verde” sono strumenti per formare una politica adeguata del GPP mentre il “GPP a scuola” ha avviato il dialogo pubblico unendo tutti gli attori coinvolti in grado di giocare un ruolo significativo nel cambiamento dei mezzi di produzione e consumo, intorno all'argomento degli acquisti verdi. Inoltre, la GPPinfoNET va oltre preparando il terreno per l'introduzione e la realizzazione dei Piani di Azione Nazionali per il GPP. Tutte queste azioni migliorano una strategia singola che cambierà radicalmente i modi di produzione e consumo associati a forti attività di diffusione per incoraggiare le autorità locali e regionali all'adozione di politiche di acquisto verde. Nel frattempo, il pubblico viene 41 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei a conoscenza – in termini di adozione – di questa strategia attraverso eventi di familiarizzazione come il “Compra Verde – Buy Green Forum”. 2.5 Conclusioni / Lezioni apprese La lezione più importante appresa da questo caso è che la sostenibilità e il profondo interesse per un progetto risiedono nel coinvolgimento della comunità locale. Il concetto è che un determinato progetto dovrebbe essere ancorato saldamente alle problematiche della società. Il coinvolgimento degli stakeholders locali rafforza lo status sociale del progetto e apre la strada alla formazione di politiche concrete. Come esempio, il progetto GPP è stato testato con successo ad un livello regionale e diverrà presto nazionale grazie al Piano di Azione Nazionale sull'Acquisto Pubblico Verde – NAP GPP. 2.6 Ulteriori informazioni Provincia di Cremona – Settore Agricoltura e Ambiente Andrea Azzoni - Polo Merlini Via Dante 134 26100 Cremona (ITALY) Telefono: +39 0372 406551, +39 0372 406503 Fax: +39 0372 406461 e-mail: [email protected] Web: www.provincia.cremona.it http://www.gppinfonet.it 42 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 3. L'industria cartaria che opera a rete – un esperimento per la revisione dell’EMAS 3.1. Introduzione Come indicato dall’acronimo del progetto PIONEER (15), è stata sperimentata una metodologia per portare alla certificazione volontaria proposta dall’Unione Europea (il cosiddetto regolamento EMAS) un intero distretto industriale (in questo caso il Distretto Cartario di Capannori) oltre che le singole organizzazioni come finora è avvenuto. Lo studio del caso è stato fornito dalla Provincia di Lucca. 3.2. Background Nella pianura alluvionale, che si estende a est della città di Lucca, si sono stabilite importanti industrie per la produzione e il trattamento della carta. L'area industriale identificata come “distretto cartario di Lucca” è uno dei più importanti per questi prodotti a livello europeo. In questa area inoltre si è sviluppata un'espansione urbana che dopo il territorio della pianura costiera, è l'area dove si registra la maggio densità di popolazione. La presenza di questo polo ha trascinato con sé l'esistenza di numerose pressioni sull'ambiente e sulle sue componenti, soprattutto acqua e atmosfera. L'industria cartaria richiede l'utilizzo di molta acqua; produce emissioni nell'atmosfera. Inoltre, il distretto della carta ha la caratteristica di avere un sistema di trasporti dei prodotti (dal materiale grezzo al prodotto finale) supportato interamente dal sistema tradizionale (mezzi pesanti). Immagine 6: Regione Toscana 3.3 Il progetto PIONEER Lo scopo è la creazione di una serie di risorse, conoscenze e soluzioni tecniche comuni a tutte le realtà imprenditoriali presenti nel Distretto cartario: questo oltre che un esempio di reale cooperazione nella salvaguardia ambientale, anche un effettivo risparmio delle nostre risorse naturali: acqua, aria, paesaggio. 15 http://www.life-pioneer.info/welcome_en.php# 43 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Su questa base, il progetto compie attività e rende disponibili risorse comuni a livello territoriale, per favorire lo sviluppo di EMAS come politica territoriale per la sostenibilità locale; questo sarà integrato con altre politiche dell’UE (Agenda 21, accordi volontari, IPPC) per facilitare la diffusione dello schema tra le PMI e le organizzazioni dei settori dove non è ancora diffuso. La partnership del PIONEER è composta da IEFE BOCCONI Istituto di Economia delle Fonti di Energia,la Scuola Superiore di Studi Universitari S. Anna, la Camera di Commercio di Lucca, l’Associazione Industriali della Provincia di Lucca, il Comune di Pescia, SCA Packaging e la Delicarta SOFIDEL (sono due produttori di carta tra i più moderni e attivi nel campo della gestione ambientale (con una rilevante esperienza di certificazione ISO14001) e rappresentano l’industria locale nell’Organismo di Coordinamento di Distretto). Immagine 7: Province di Lucca e Pistoia Il progetto sostiene molte organizzazioni per la registrazione all'EMAS. In particolare, sono state selezionate 35 organizzazioni tra quelle più motivate verso EMAS (5 ente locali, 10 organizzazioni del terziario, 20 industrie, principalmente PMI) visto che l’obiettivo principale del progetto è quello di condurre almeno metà delle organizzazioni selezionate alla Certificazione EMAS. In secondo luogo, il progetto ha promosso il coinvolgimento degli stakeholder attraverso l’applicazione di Emas nella dimensione locale come uno strumento di politica territoriale e integrandolo a livello operativo con altri strumenti come Agenda 21 e accordi volontari. Ultimo, ma non meno importante, il progetto – che si ispira al 6° Programma di Azione – ha prodotto una proposta per integrare il Regolamento Emas alle esigenze delle PMI La metodologia del progetto comporta l’attuazione in ambito distrettuale dei diversi livelli previsti dal Regolamento Emas, così da creare una base comune per tutte le singole organizzazioni che intenderanno utilizzare le risorse collettive e l’approccio cooperativo, per ottenere la registrazione Emas individualmente. Il progetto verificherà sul campo se il Sistema di Gestione Ambientale del distretto e gli altri elementi “collettivi” sono realmente utilizzabili per supportare la partecipazione individuale in Emas. 44 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Il progetto quindi si è sviluppato attraverso le seguenti azioni: Il livello iniziale con una valutazione preliminare della fattibilità e dell’applicabilità della metodologia proposta a diversi distretti. Dopo la una valutazione e un miglioramento della metodologia, è stato creato un Comitato di promozione nel distretto di Lucca per fornire indirizzi strategici agli operatori distrettuali in materia di gestione ambientale. La fase successiva è stata la realizzazione di un’analisi iniziale del territorio distrettuale, la quale è servita per identificare gli aspetti ambientali più significativi per l’area. Successivamente un campione di organizzazioni rappresentativo è stato selezionato nel distretto per verificare l’efficacia dell’approccio cooperativo. Il Comitato Promotore ha definito e condiviso una politica di distretto come riferimento per le politiche individuali delle organizzazioni campione. Il programma ambientale distrettuale deriva da questa politica perseguendo un costantemente miglioramento. Questi piani hanno preso la forma di accordi spontanei tra gli attori locali. Il Sistema di Gestione Distrettuale ha fornito e fornirà molte risorse e procedure che potranno essere condivise e valorizzate a livello territoriale: procedure di emergenza, iniziative di formazione, audit per le PMI, gestione dei fornitori locali, ecc.. La dichiarazione ambientale del distretto costituisce un supporto alle organizzazioni campione per un’efficace comunicazione ai soggetti portatori d’interessi. La sperimentazione della metodologia sul distretto lucchese è in seguito stata validata grazie a un confronto con altri distretti industriali UE Per quanto riguarda la metodologia, il progetto PIONEER ha avuto inizio con il Documento di l'Analisi Ambientale, uno strumento utile alle Aziende del Distretto Cartario che vogliono aderire al Regolamento EMAS, oppure che hanno già raggiunto la registrazione, grazie al Progetto PIONEER, e far fronte ai regolari aggiornamenti annuali nei prossimi anni. Il Documento di Analisi Ambientale è stato aggiornato nel 2009 dal Comitato Promotore del Distretto Cartario di Capannori. L'obiettivo era di migliorare il documento iniziale rendendolo più conciso e quindi in forma maggiormente utilizzabile per le aziende. Pertanto, il documento comprende una serie sintetica di schede relative alle varie componenti ambientali. Le schede di analisi ambientale sono aggiornate annualmente. 45 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Tabella 4: Indicatori utilizzati nel Documento di Analisi Ambientale COMPONENTE Atmosfera Inquinamento acustico Inquinamento elettromagnetico Energia Risorse idriche Qualità delle acque sotterranee Acque superficiali Utilizzo del terreno Rifiuti Qualità del terreno e del sottosuolo Bodiveristà Mobilità Materie prime INDICATORE AMBIENTALE Concentrazione annue di inquinanti Monitoraggio tramite centraline Superamenti degli standard di qualità Emissioni in atmosfera, dati IRSE (Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione) Emissioni in atmosfera per tipologia, dati IRSE Zonizzazione acustica nei comuni del Distretto Rilevazioni rumore effettuate nei comuni del Distretto Misurazioni dei campi elettromagnetici nel Distretto Livelli di induzione magnetica nel Distretto Stazioni radio base (SRB) Consumi procapite di energia elettrica Consumo annui procapite di benzina Consumo annui procapite di GPL Consumo annui procapite di gasolio Analisi multitemporale di falda Prelevamento e consumo di acqua per gli acquedotti Caratteristiche qualitative delle acque sotterranee: cloruri, nitrati, ione ammonio e trielina Stato ambientale delle acque sotterranee (SAAS) LIM: Livello di Inquinamento da Macrodescrittori IBE: indice biotico esteso SECA: Stato ecologico dei corsi d’acqua Superfici urbanizzate Superficie Agricola Utilizzata Superfici boscate Quantità di RSU prodotti pro capite Raccolta differenziata (RD) Rifiuti Solidi Urbani (RSU) Quantità di Rifiuti Speciali (RS) prodotta Quota di Rifiuti Speciali Pericolosi (RSP) sul Totale Rifiuti Speciali (RS) Siti soggetti ad obbligo di bonifica n° siti industriali / Totale siti da bonificare Aree Naturali Protette Percentuale di Motorizzazione Quota di veicoli industriali nel parco auto Consumo di macero Consumo di pasta di fibra vergine Consumo di prodotti chimici Infine, il progetto ha prodotto nel 2008, il documento finale del Programma Ambientale del Distretto Cartario di Capannori, documento redatto sotto forma di Piano d'Azione come risultato del processo di Agenda 21 Locale . 46 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 3.4 Risultati del progetto Ottenere la registrazione EMAS di varie organizzazioni, delle 35 organizzazioni selezionate tra quelle più motivate per l'EMAS (5 enti locali, 10 organizzazioni del terziario, 20 industrie, principalmente PMI) e di conseguenza ottenere la certificazione EMAS per almeno la metà. Le organizzazioni non industriali sono state incluse per promuovere EMAS nelle aree dove l’adesione alla certificazione non si è ancora ampiamente diffusa. Il coinvolgimento di stakeholders attraverso l'applicazione dell'EMAS nella dimensione locale come uno strumento di politica territoriale e integrandolo a livello operativo con altri strumenti come Agenda 21 e accordi volontari Preparazione di una proposta per integrare il regolamento EMAS per prendere in considerazione la possibilità di definire requisiti per azioni a livello Immagine 8: Comuni del distretto cartario locale e fornire una forma di riconoscimento ufficiale per agenti locali che si sono impegnate a questo approccio nei distretti (anche EMAS per adattarsi alle necessità di PMI, come richiesto dal Sesto Programma di Azione). Formalizzazione e diffusione di processi e modelli prodotti dal progetto per renderlo trasferibile ad altri contesti locali 3.5 Conclusioni / Lezioni apprese I primi risultati ottenuti sono le organizzazioni che hanno raggiunto la certificazione EMAS nel Distretto Cartario: Il 19 settembre 2008 il Comitato Ecoalbel - Ecoaudit Sezione Emas Italia ha rilasciato l'attestato al Soggetto Promotore dell'Ambito Produttivo Omogeneo Distretto Cartario di Capannori per aver attivato iniziative a livello locale di promozione e diffusione di Emas e di creazione delle sinergie necessarie sia per l'adesione delle aziende allo schema del Regolamento sia per il miglioramento ambientale dell'Ambito Produttivo Omogeneo nel suo complesso. 47 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Inoltre con la collaborazione della Scuola Sant'Anna di Pisa si sono svolti seminari di formazione per Aziende che si stanno registrando all'EMAS e sono iniziate le procedure per l'inserimento. Nella classifica di Ecodistretti 2009, che effettua una panoramica delle buone pratiche sulle politiche ambientali applicate nei distretti industriali e neisistemi produttivi locali in Italia, il Distretto Cartario di Capannori, si è classificato al primo posto nella classifica dei primi 10 sistemi produttivi locali. 3.6 Ulteriori informazioni Ufficio Agenda Locale 21 – Provincia di Lucca Piazza Napoleone – Palazzo Ducale, 55100 Lucca e-mail: [email protected] Sito web del progetto: http://www.life-pioneer.info 48 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 4. Progetto di piano di gestione delle acque dei bacini idrografici a Cipro 4.1 Introduzione Un buon esempio di attuazione di Agenda 21 Locale è lo sviluppo dei Piani di Gestione dei bacini idrografici (RBMP) a Cipro. Il Piano di Gestione dei Bacini Idrografici (RBMP) è un piano che definisce la politica di gestione delle acque, richiesto dalla direttiva quadro (WFD) (2000/60/CE). Esso copre l'intera isola di Cipro, che è designata come un distretto idrografico, che si trova nella Regione idrologica 8 (HR8). Il piano include il programma di misure necessarie per conseguire gli obiettivi ambientali della direttiva quadro. Queste misure si riferiscono a misure orizzontali (di base e complementari), applicabili a tutti i corpi idrici esistenti a Cipro, ma anche a misure specifiche adottate per i corpi idrici di HR8. Il caso di studio è fornita dalla Dipartimento per lo Sviluppo dell’Acqua di Cipro. Il piano di gestione (RBMP) incorpora i principi della sostenibilità, promuove idee e proposte per la partecipazione della comunità locale e attiva dei cittadini nelle questioni di gestione sostenibile delle acque. 4.2 Background Per la prima volta è stato coinvolto il pubblico nello sviluppo di un processo così importante come piano di gestione delle acque. Il RBMP è chiamato a risolvere una serie di questioni relative allo stato delle risorse idriche superficiali e sotterranee, promuovendo processi partecipativi. Assume la visioning condivisa di garantire l'acqua in quantità e di qualità sufficiente, identifica i problemi significativi che potrebbero esistere in relazione alle risorse idriche e propone un piano di misure socialmente eque per affrontare i problemi e raggiungere gli obiettivi. Il RBMP copre l'intera isola, che è designata come uno distretto idrografico. 49 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 4.3 Il Progetto Il progetto prevedeva la consultazione e la partecipazione attiva dei gruppi pubblici e delle parti interessate legati all'uso e tutela delle acque, tra cui i sindacati degli agricoltori, ONG, i Comuni,, i Consigli di LA21, associazioni professionali e di industrie, enti pubblici e le associazioni scientifiche hanno partecipato attivamente. Il progetto è stato finanziato dal governo di Cipro. La procedura di consultazione è stata lanciata nell’aprile 2007 e si è conclusa alla fine di novembre 2010 comprendendo tre fasi distinte come segue: Nella prima fase si è proceduto con l’ identificazione e la mappatura degli stakeholders seguita dalla progettazione della procedura di consultazione. Sono stati selezionati gli strumenti di consultazione adeguati e si è concordato il calendario per l'attuazione di azioni di consultazione. Nella seconda fase è stato dato ampio spazio alle questioni di gestione delle acque a Cipro e sono state promosse campagne di informazione e raccolta di opinioni mediante un questionario. Si è creato un quadro stabile di informazione, comunicazione e scambio di opinioni attraverso la formazione di gruppi di lavoro regionali di stakeholders, i quali sono stati facilitati dal Dipartimento per lo sviluppo d'acqua. Durante la terza fase si è presentata una bozza del progetto RBMP alle parti. Sono state organizzate riunioni sia a livello regionale che locale durante le quali i partecipanti hanno avuto la possibilità di esprimere apertamente le proprie opinioni sull’RBMP. Il maggior successo di queste riunioni lo hanno ottenuto i Comuni, a cui hanno partecipato oltre il 30% dei consigli di paese. Durante tale procedura, si sono utilizzati vari strumenti per facilitare la comunicazione e incoraggiare la discussione, come l'uso dei media e di Internet, opuscoli informativi, manifesti, questionari, seminari, workshop e forum. 50 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 4.4 I risultati del progetto Il risultato del progetto è un Piano di Gestione dei Bacini Idrografici che, in conformità con la Matrice di Agenda 21 è caratterizzata dai seguenti obiettivi: Protezione della diversità biologica. Acqua e gestione delle acque reflue. Protezione ambientale e controllo dell'inquinamento. Effettivi cambiamenti positivi sono attesi nel prossimo futuro, per quanto riguarda la diminuzione degli emungimenti eccessivi delle acque sotterranee, apportando un miglioramento lento ma costante per quanto riguarda la quantità e la qualità delle acque sotterranee e anche per quanto riguarda l'ambiente acquatico a valle delle dighe principali. 4.5 Conclusioni / lezioni apprese L'approccio top-down delle consultazioni, ha fornito un qualche tipo di controllo che si riteneva necessario, dato che era la prima volta che vi era una partecipazione ad uno schema di tali misure a Cipro. La formulazione dei gruppi di lavoro durante la procedura, seguita dal coinvolgimento attivo dei Comuni nella terza fase si è rivelata molto efficace. Le azioni di consultazione finora adottate hanno gettato le basi e hanno spianato la strada a una discussione approfondita su molte questioni critiche in materia di acqua del paese, questione che dovrebbe facilitare il lancio di dibattiti pubblici e più incontri a livello locale nella seconda revisione del RBMP. 4.6 Maggiori informazioni Contatti E-mail: [email protected] Ulteriori informazioni sul sito web WDD: http://www.wfd.wdd.moa.gov.cy, o thttp :/ / www.moa.gov.cy/moa/wdd/wdd.nsf/guide_en/guide_en?OpenDocument 51 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 5. Campagna di Efficienza energetica nella provincia di Granada 5.1 Introduzione La campagna di efficienza energetica a Granada si è svolta nel quadro di un approccio coordinato della rete di governance a scala provinciale denominata "Granada en Red". L'obiettivo era l'ottimizzazione dei consumi energetici da parte delle amministrazioni locali e dei servizi all'interno della Provincia. In questo quadro sono stati eseguiti audit energetici dal Consiglio Provinciale di Granada per i Comuni. L'audit energetico ha così potenziato adeguati piani di risparmio energetico per le Amministrazioni Comunali con l'obiettivo di attuare un modello sostenibile di energia che apporti una riduzione del 20% sul consumo di energia nel 2012. Il caso di studio - fornito dal Consiglio Provinciale di Granada - è illustrato dalla descrizione del piano d'azione delle città di Ogijares e Maracena. 5.2 Background Il Consiglio Provinciale di Granada ritiene che i consigli di contea rappresentano le città stesse e sostiene la loro capacità di lavorare insieme. Per questo motivo, si è cercato di valorizzare un nuovo modello di relazione tra il Consiglio Provinciale di Granada e gli enti locali. Con il nome di "Granada en Red", questa rete si propone di fornire ai rappresentanti provinciali e comunali gli strumenti adeguati al fine di migliorare il governo per mezzo di una rete di governo provinciale coordinata. Diversi audit energetici comunali sono stati effettuati nel quadro dei programmi d'azione stabiliti durante la procedura di accordo negli anni fiscali 2006, 2007, 2008 e 2009. L'accordo mira a ridurre la domanda di energia e consumo da parte dei Comuni per la fornitura di servizi comunali. Tale accordo intende anche modernizzare e prolungare la durata delle strutture comunali e delle attrezzature relative a tali servizi, nonché a promuovere l'attuazione e l'utilizzo di energie rinnovabili. Immagine 9: Tracker lucernario solare 52 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 5.3 Il progetto L'obiettivo principale è quello di ottimizzare i consumi energetici da parte delle amministrazioni locali e i servizi all'interno della provincia di Granada. A tal fine, si è stabilito un Piano di Azione che intende ottenere la massima efficacia nella fornitura di energia e nel suo utilizzo. Come risultato, il consumo energetico sarà ridotto senza causare alcun danno alla qualità e convenienza dei servizi forniti ai cittadini. Ricerche condotte in alcune città all'interno della provincia di Granada rivelano che una riduzione del 20% sulle spese energetiche comunali sarebbe possibile se venissero adottate alcune misure semplici e rimborsabili a breve termine . Gli Audit Energetici possono dare una spinta all'adozione di un piano di risparmio energetico nelle amministrazioni comunali, con l'obiettivo di implementare un modello sostenibile di energia in modo da ridurne il 20% sul consumo nel 2012. Obiettivi specifici degli Audit Energetici: Analizzare i consumi energetici comunali e individuare le opzioni di risparmio energetico per quanto riguarda il piano di prestazioni e degli investimenti, con lo scopo di ridurre i consumi del 20% nel 2012. Sviluppare l'efficienza energetica municipale. Migliorare la qualità della fornitura dei servizi urbani e promuovere politiche energetiche comunali a favore della sostenibilità e della riduzione dell'impatto ambientale. Modernizzare e rinnovare le istituzioni comunali. Offrire maggiore formazione al personale tecnico. Sensibilizzare i cittadini a una cultura energetica basata sul risparmio energetico mediante dimostrazioni pratiche da parte dei Comuni. Ogni procedura audit analizza i seguenti aspetti: Determinazione del consumo nei dipartimenti comunali. Descrizione e analisi d’illuminazione, riscaldamento e sistemi di raffreddamento, così come il rilevamento dei punti critici. Analisi degli impianti per la raccolta, trattamento, trasporto, stoccaggio, distribuzione e pompaggio di acqua delle abitazioni. Analisi degli impianti per l'illuminazione, al fine di privilegiare la zona di realizzazione, all'interno della struttura comunale urbana, e migliorare la qualità dell'illuminazione. Ricerca per la realizzazione di sistemi di energia rinnovabile. Formulazione e valutazione delle proposte progettuali tecniche. Le amministrazioni locali devono prendersi il seguente impegno: Firmare il protocollo di adesione alla "Red de Municipios por el Clima" (rete dei Comuni per il clima). Investire il 25% dei costi per l'audit energetico. Formare manager comunali che si occupino di energia. Divulgare informazioni rilevanti. 53 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Il Consiglio della Provincia di Granada ha svolto Audit energetici mediante l'Agenzia Provinciale per l'Energia, sulla base del loro progetto "AUD-GRA - Audit e efficienza energetica negli enti locali all'interno della provincia di Granada". Per conto dei Comuni, il Consiglio Provinciale di Granada si è impegnato nel programma di sovvenzioni per la riuscita di progetti e studi di fattibilità relativi a misure di risparmio. La Comunità Autonoma dell'Andalusia ha introdotto detti studi e progetti di fattibilità nel quadro del Piano Energetico Andalusia 2003 - 2006 (PLEAN) - per la prima fase - e nel Piano Energetico Sostenibilità dell’Andalusia 2007 - 2013 (PASENER) - per la seconda fase. Audit Energetici Comunali sono stati finanziati come segue: il 50% dal Consiglio dell’Andalusia, il 25% dal Consiglio Provinciale, il 25% dal Comune. Il prendere parte all'accordo di cooperazione ha obbligato il Consiglio Provinciale a richiedere sovvenzioni per conto del Comune. Inoltre, il Consiglio Provinciale era responsabile per la concretizzazione e il finanziamento dell’inserimento, a patto che i sussidi fossero stati precedentemente approvati dalla Comunità Autonoma dell'Andalusia. L'attuazione del piano d'azione derivato dall’Audit Energetico della città di Maracena. I seguenti piani d'azione sono stati attuati a Maracena, in relazione alle diagnosi energetiche, all'efficienza energetica e al risparmio: Audit energetico: nel 2008, si è realizzato un audit energetico nei locali comunali e negli impianti energetici come ad esempio all'illuminazione comunale. Il Comune ha presentato un tasso di consumo di energia di 2.494,97 MWh annuo, e un tasso di consumo di energia termica di 35,37 tonnellate all’anno. Questi tassi hanno rappresentato un tasso di consumo di energia primaria di 648,42 tonnellate all’anno, comportando un costo economico di 355.199,71 € all’anno. Sulla base dei dati rivelati dalla relazione audit, sono state proposte diverse misure al fine di migliorare l'efficienza energetica e raggiungere i seguenti vantaggi: • Risparmio energetico. Il Comune otterrebbe un risparmio del 45% se tutte le prestazioni incluse nel piano venissero rispettate. • Risparmi economici. I costi economici derivanti dal consumo di energia in impianti comunali ammontano a 355,199.71€. Nel caso in cui il piano d'azione giungesse a compimento, si potrebbe ottenere un risparmio del 47%. • Investimenti. Sarebbe necessario investire 307,665.47 € per la realizzazione di tutte le prestazioni incluse nel piano. • Impatto ambientale. La realizzazione del piano d'azione porterebbe un miglioramento importante delle condizioni ambientali, e sarebbe anche possibile ridurre le emissioni di CO2. Nel momento in cui il progetto venne lanciato, le emissioni di CO2 derivanti dai consumi energetici comunali ammontavano a 3,128.48 tonnellate all’anno. Nel caso in cui il piano venisse eseguito con successo, si otterrebbe una riduzione del 46% delle emissioni di CO2. 54 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali: il Comune ha favorito la produzione di energia solare fotovoltaica per 280 KW in 4 impianti fotovoltaici connessi alla rete - 1 in proprietà assoluta, 3 secondo un modello di sfruttamento. Immagine 10: Pannelli solari sugli edifici pubblici a Maracena Installazione delle caldaie a biomassa negli edifici comunali: caldaie ad olio combustibile sono state sostituite con caldaie a biomassa a pellet negli impianti scolastici. Sostituzione dei lampioni: un programma per l’illuminazione e la manutenzione è stato redatto in conformità alle nuove normative in materia di efficienza energetica e di inquinamento luminoso. In aggiunta a questo, sono state sostituite o rimosse 2.256 lampade a vapore di mercurio a partire dal 2008. Parcheggi per biciclette: ai fini di promuovere l'uso delle biciclette a Maracena, sono stati distribuiti 50 parcheggi in tutta la città. Sistema OnBike: il Comune dell’Andalusia per tale l'innovazione ha ideato il sistema OnBike a Maracena. Si tratta di un servizio gratuito di noleggio biciclette di 4 ore per i cittadini oltre i 16 anni d’età (7 ore di disponibilità per gli studenti universitari). Ci sono 7 padiglioni per il noleggio biciclette a Maracena, ognuno dei quali ha 10 biciclette. Programmi di partecipazione dei cittadini: in termini generali, questi programmi permettono ai cittadini di avere maggior peso sulle decisioni di progetti del Comune, tramite la partecipazione diretta o attraverso i loro rappresentanti. A questo proposito, gli agenti sociali svolgono un ruolo chiave in quanto partecipano alla maggior parte delle attività. Questo programma di partecipazione auspica un maggiore coinvolgimento dei cittadini, assistenza e sensibilizzazione su temi rilevanti. Guida al risparmio energetico nella propria abitazione: il Comune di Maracena ha pubblicato una guida personalizzata per risparmiare energia e migliorare l'efficienza energetica in casa. La guida è stata inviata alle 3.500 famiglie che vivono a Maracena, ed è attualmente disponibile anche su Internet. Inoltre, il Comune ha organizzato alcune conferenze e spettacoli cinematografici, al fine di rendere le persone consapevoli dell’importanza delle misure di risparmio energetico. Campagna di Sensibilizzazione al Risparmio Energetico nella propria abitazione: ai fini di incrementare il risparmio energetico in casa e incoraggiare l'acquisto di lampade a 55 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei risparmio energetico, il Comune ha lanciato una campagna a sostegno di pensionati e disoccupati a Maracena i quali riceveranno 1000 lampade a risparmio energetico. Si sono distribuiti anche opuscoli informativi. Inoltre, è stata organizzata una mostra negli edifici comunali adoperando due tipi di lampade: una lampada a risparmio energetico e una lampada ad incandescenza, collegate ad un misuratore di consumo di energia, in modo tale da calcolare la differenza dei livelli di consumo. Aula di "Eco-Partecipazione": si è lanciato a Maracena all'inizio del 2008 il progetto "Aula di Eco-Partecipazione”. Tale progetto consiste nella realizzazione di diverse attività legate all'educazione ambientale, tra le quali troviamo workshop, mostre e gite per bambini, giovani e adulti. Alcuni degli argomenti più rilevanti sono: i cambiamenti climatici e il risparmio energetico. Nell’'aula di Eco-Partecipazione vengono organizzate diverse attività per specifici gruppi sociali. In questo modo, si organizzano alcune attività mirate ai bambini o agli adulti, ma anche attività per tutti come la "Giornata OnBike". Grazie al supporto delle scuole, i bambini dell’asilo e della scuola elementare possono prendere parte alle diverse attività. Altre associazioni collaborano attivamente al progetto attraverso la diffusione di informazioni. Immagine 11: aula di "Eco-Partecipazione" a Maracena Giornata OnBike e Settimana della Mobilità: nell’ambito della Giornata Mondiale dell'Ambiente, si è istituita la giornata OnBike. Durante la Giornata OnBike, i partecipanti percorrono in bicicletta una zona di Maracena. Possono partecipare persone di ogni età. Diverse associazioni e gruppi legati al ciclismo e alla mobilità sostenibile contribuiscono all’organizzazione dell'evento. Laboratori di educazione ambientale hanno luogo allo stesso momento. Al fine di motivare i partecipanti, viene dato loro un dono gratificante (una t-shirt, una bottiglia d'acqua, ecc) e prendono parte a una lotteria. I partecipanti hanno accettato di ricevere informazioni sull’evento tramite telefono cellulare o e-mail; in questo modo il numero dei partecipanti all'evento del 3° anno è raddoppiato rispetto al 1° anno. Inoltre, i partecipanti ricevono periodicamente le informazioni su diverse questioni (come la mobilità sostenibile, i servizi di prestito biciclette, eventi, ecc). La Settimana della mobilità si svolge ogni anno a Maracena intorno al 22 settembre, allo scopo di stimolare la mobilità sostenibile. 56 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Immagine 12: Giornata On Bike e la Settimana della mobilità a Maracena Piano di Mobilità Urbana Sostenibile: il piano di mobilità urbana sostenibile analizza la situazione e le condizioni della mobilità urbana nella città. I cittadini possono attivamente collaborare, così come gli agenti che sono responsabili per specifici piani di azione. La attuazione del Piano nel 2011 è stata approvata dalla riunione plenaria e il Governo autonomo dell’Andalusia ne ha emesso la conferma ufficiale nel mese di dicembre 2010. Corsi di guida efficiente: il Comune di Maracena ha offerto corsi di guida efficiente per automobilisti e istruttori di scuole guida. Un totale di 30 automobilisti singoli e 100 istruttori hanno frequentato i corsi. Condividere una macchina: il Comune di Maracena collabora con il progetto denominato "Condividere una macchina" istituito dall'Agenzia per l'Energia di Granada. Il sistema avrà una piattaforma telematica per gli utenti. Collaborazioni principali: il dipartimento per la mobilità del complesso ospedaliero Virgen de las Nieves sta valutando di unirsi all’Agenda 21 e firmare un accordo di cooperazione al fine di promuovere uno stile di vita basato sulla mobilità urbana sostenibile a Maracena e, in particolare, tra le circa 250 persone che lavorano presso il complesso ospedaliero e vivono a Maracena. Forum per la partecipazione dei cittadini: i forum dei cittadini sono diventati un luogo ideale dove le persone possono condividere le loro opinioni riguardo al piano di azione Agenda 21, le loro sensazioni e qualsiasi altra faccenda di natura generale. 5.4 I risultati del progetto Conseguentemente agli audit energetici, vari Comuni hanno lanciato alcune misure, tra le quali: Sostituzione di sistemi di illuminazione inefficienti con più efficienti sistemi di illuminazione. Promozione di sistemi di energia rinnovabile negli edifici pubblici: l'utilizzo dell'energia solare termica in strutture sportive, la sostituzione di caldaie ad olio con caldaie a biomassa e la sostituzione delle lampade a incandescenza con lampade fluorescenti compatte. Le misure di cui sopra porteranno ad un risparmio energetico e ad un miglioramento dell'efficienza energetica, nonché ad una riduzione delle emissioni di CO2 e ad un 57 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei aumento del consumo di energia rinnovabile. Questi risultati aiuteranno a combattere il cambiamento climatico. 5.5 Conclusioni / lezioni apprese Il progetto di efficienza energetica sottolinea l'importanza della cooperazione tra le autorità locali della provincia di Granada, cercando di valorizzare un nuovo modello di relazione tra enti locali. Il progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione tra la Provincia e le amministrazioni locali che si sono impegnate a firmare il protocollo di adesione alla rete del consiglio di contea per il clima, a investire fondi e formare il proprio personale nell’ambito del risparmio energetico. Il progetto coinvolge con forza i cittadini, avvicinandoli ad una cultura energetica basata sul risparmio energetico. Risultati tangibili sono evidenti in diversi settori: i servizi comunali sono modernizzati e la durata della vita è prolungata, ma questo è il meno. Si risparmia energia e denaro, e soprattutto, la sostenibilità passa attraverso la nuova cultura di risparmio energetico che si sta sviluppando tra le autorità locali e i cittadini. 5.6 Maggiori informazioni Agenzia Provinciale per l’Energia di Granada http://www.apegr.org/ Edificio CIE 1 ª Planta - Avda.. Andalucía s / n 18015, Granada - Spagna. [email protected] [email protected] [email protected] 0034 958 28 15 51 0034 958 28 15 53 Comune di Ogíjares Libertad López Garrido, Tecnico Ambientale [email protected] 0034958597902 Comune di Maracena Ana Navarro Jiménez, tecnico ambientale [email protected] 0034958420003 58 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 6. Gestione dei rifiuti urbani nella Provincia di Granada 6.1 Introduzione Il Master Plan per la gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) nella provincia di Granada si è attuato attraverso un accordo di cooperazione tra gli attori politici e sociali, sulla base di un modello di gestione sovracomunale in materia di rifiuti solidi urbani. 6.2 Background La popolazione è principalmente distribuita in piccoli paesi con limitate risorse tecniche ed economiche, e ampia dispersione territoriale. Questi fatti comportano una raccolta inadeguata e un trasporto incontrollato alle discariche, che sono situate più frequentemente vicino alla città (come conseguenza dei costi di trasporto). Conseguentemente alla gestione dei rifiuti individuali, circa 400 discariche si trovavano sparse in tutta la provincia. Questo fatto, ha avuto effetti sull’ambiente, il paesaggio e la salute pubblica. A causa delle loro insufficienti capacità tecniche ed economiche, le piccole città non potevano conformarsi ai requisiti stabiliti dal sistema di controllo ambientale in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU). Per questo motivo, un modello di gestione sovracomunale è stato stabilito a tale riguardo. 6.3 Il progetto Le attuali tendenze in materia di trattamento dei rifiuti solidi urbani danno priorità al recupero delle materie prime contenute nei rifiuti. Questa tendenza comporta una riduzione del numero e del volume delle discariche, poiché la localizzazione di esse è un problema crescente da un punto di vista ambientale, sociale e politico. Inoltre, tale tendenza rende possibile lo sfruttamento delle risorse che sono economicamente ed ambientalmente utili, in quanto contribuiscono alla riduzione delle miniere, all’abbattimento della domanda e dei costi energetici. Quindi si è deciso di allestire due centri di riciclaggio e compostaggio al posto di una discarica controllata in cui finirebbero tutti i rifiuti provinciali. Ciò renderà possibile riciclare una percentuale elevata di risorse contenute nei rifiuti domestici. Al fine di selezionare uno specifico sistema di trattamento dei rifiuti, è stato necessario un confronto tra la fattibilità tecnica, economica ed ambientale dei sistemi affidabili esistenti. Il sistema ideale deve essere conforme ai seguenti criteri: I sistemi di trattamento devono essere rispettosi dell'ambiente. Il sistema deve favorire il riciclo della maggior quantità di risorse contenute nei rifiuti se riciclati in energia o prodotti. Attivare il riciclaggio dei rifiuti da raccolta differenziata. La qualità dei prodotti deve corrispondere alla domanda del mercato. Il sistema deve garantire efficienza tecnica e di fattibilità. 59 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei I costi di investimento e di manutenzione devono essere accessibili alla comunità in cui i servizi saranno forniti. Il Sistema di Riciclaggio e Compostaggio è stato considerato come il sistema più appropriato per le sue caratteristiche e per gli obiettivi prefissati. Sulla base delle caratteristiche dei rifiuti prodotti in provincia e il sistema scelto, si può concludere che è possibile soddisfare le condizioni necessarie per un processo di compost adeguato, anche nel caso delle colture più competitive della zona costiera. Inoltre, una ricerca sui sottoprodotti dell'industria - tra cui vetro, cartone, carta, materiale plastico e ferro - rivela che la stragrande maggioranza di questi prodotti possono essere integrati in un sistema selettivo di raccolta dei rifiuti (carta / cartone e vetro) o possono essere messi a disposizione della società per il loro utilizzo durante il processo di produzione. Immagine 13 - Visita tecnica all’impianto di trattamento dei rifiuti, recupero e compostaggio a Alhendin 6.3.1 - Riciclaggio e processo di compostaggio Il riciclaggio e il processo di compostaggio si basano sulla produzione di compost, che ha potenziali benefici per l'agricoltura e riutilizza materiale organico contenuto nei RSU. Prima di questo processo, materiali quali carta, cartone, vetro, plastica e prodotti del ferro vengono recuperati e introdotti nei loro corrispondenti sistemi di riciclaggio. Materiali non recuperabili da rifiuti solidi urbani vengono scartati e portati nelle discariche. Immagine 13: Visita tecnica all’impianto di trattamento rifiuti, Riciclaggio e compostaggio nella città di Alhendin Il materiale organico subisce il processo di fermentazione. Il compost viene elaborato in questa fase. Il prodotto viene accumulato e conservato per 8-10 settimane, durante le quali i mucchi vengono periodicamente rimaneggiati al fine di aerare, omogeneizzare e umidificare, se necessario. Queste azioni permetteranno la trasformazione naturale di materiali organici nel prodotto stabilizzato (compost). Dopo aver rimosso le impurità con una maglia, il materiale viene disposto a maturare per 4-6 settimane, fino a diventare un prodotto totalmente stabilizzato e maturo. Sottoprodotti vengono elaborati in diverse fasi finché non sono trasferiti ad aziende di riciclaggio. 60 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 6.3.2 Vantaggi del sistema. Per mezzo del Piano Generale per la Gestione Municipale dei Rifiuti Solidi della provincia di Granada e del Consorzio Provinciale per il RSU (Rifiuti solidi urbani), sono stati raggiunti miglioramenti nella gestione dei rifiuti. All’interno del quadro municipale, la proporzione di rifiuti trasferiti alle discariche è stata ridotta e le cifre relative al riciclaggio dei rifiuti sono aumentate. La stragrande maggioranza dei consigli comunali adotta questo sistema per smaltire i rifiuti tramite una raccolta basata su criteri selettivi. Carta/cartone, vetro, contenitori/imballaggi, oli e materiali organici vengono isolati. Immagine 14: laboratorio di educazione Ambientale “Isla Verde” Educazione ambientale e partecipazione cittadina nella gestione dei rifiuti urbani “Isla Verde” è un laboratorio di educazione ambientale situato all’interno dell’impianto "Loma de Manzanares" (Alhendín), responsabile della gestione dei rifiuti solidi urbani del Settore Nord della provincia di Granada. “Verde Vélez” è il laboratorio di educazione ambientale che è stato fondato a Vélez de Benaudalla e che gestisce lo smaltimento dei rifiuti solidi provenienti dal Settore Sud. I programmi educativi che si svolgono in questi laboratori hanno lo scopo di aiutare i cittadini a familiarizzare con i problemi legati alla gestione dei rifiuti in modo dinamico, partecipativo e divertente. Inoltre, vengono sviluppati differenti metodi didattici, in modo che si possano adattare ai diversi target di partecipanti. 61 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 6.4 Risultati del progetto Per mezzo del Piano Generale per la Gestione Municipale dei Rifiuti Solidi della provincia di Granada e del Consorzio Provinciale per il RSU, sono stati raggiunti miglioramenti nella gestione dei rifiuti. All’interno del quadro municipale, la proporzione di rifiuti trasferiti alle discariche è stata ridotta e le cifre relative al riciclaggio dei rifiuti aumentate. La stragrande maggioranza dei consigli comunali adotta questo sistema per smaltire una raccolta di rifiuti basata su criteri selettivi. Carta/cartone, vetro, contenitori/imballaggi, oli e materiali organici vengono isolati 6.5 Conclusioni / insegnamenti Image 15: Materiali utilizzati l’insegnamento nelle scuole per Problemi apparentemente insolubili e consolidati per tradizione come le discariche possono essere superati grazie a procedure di pianificazione integrate seguite da una forte attività di partecipazione pubblica. Questa combinazione produce dei risultati che soddisfano tutte le condizioni necessarie per l’applicazione di un progetto sostenibile di successo. 6.7 Ulteriori informazioni Gestione dei Rifiuti Solidi di Granada (RESUR) [email protected] Calle Tórtola 21 bajo, 18014 Granada – Spagna Tel 0034 958 290 561 Fax 0034 958 804 332 [email protected] [email protected] 62 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 7. Espansione e miglioramento delle aree verdi a Granada 7.1 Introduzione Il progetto per il miglioramento e l’espansione delle aree verdi a Granada si sviluppa attraverso la cooperazione tra il Consiglio Provinciale di Granada e i consigli comunali che appoggiano la necessità di aree verdi nei centri urbani. Lo caso di studio è fornito dal Consiglio Provinciale di Granada. 7.2 Background Le aree verdi fanno sono degli spazi aperti e sono considerate come rappresentanti della qualità ambientale urbana. Le suddette aree devono svolgere tre funzioni principali: risorse territoriali, istituzionali e ambientali. Tuttavia la concettualizzazione dello spazio pubblico coinvolge territori che si trovano al di fuori dei centri urbani, vale a dire, spazi aperti, aree circostanti, canali di scolo e fiumi associati ad una città specifica dei quali a volte non si tiene conto. 7.3 Il progetto Il Consiglio Provinciale di Granada collabora con consigli comunali nella creazione e miglioramento delle aree verdi. A questo scopo il vivaio provinciale venne fondato 30 anni fa nel “Cortijo Peinado”, all’interno del confine cittadino di Fuente Vaqueros. Oggi nel vivaio provinciale vengono coltivate più di 300 specie, comprese le piante ornamentali richieste dai consigli comunali, così come il foraggio, i cereali e le leguminose. I servizi maggiormente più importanti offerti ai consigli comunali sono: Fornitura di strumenti tecnici per la progettazione, la manutenzione e l’abbellimento di aree verdi. È’ stato creato un Catalogo delle specie disponibili nella provincia di Granada di modo che specie differenti possano essere utilizzate per scopi decorativi. Assistenza per consigli comunali per quanto riguarda la creazione di aree verdi e la scelta delle piante più adatte per ogni paese. Risposta alle richieste di piante da parte delle municipalità della Provincia di Granada 63 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei Immagine 16: Immagini di catalogo del vivaio della Delegazione di Granada L’espansione e il miglioramento delle aree verdi nelle città della provincia di Granada hanno perseguito i seguenti obiettivi: Per le aree vicine ai centri urbani: - Miglioramento della qualità ambientale. - Recupero di aree deteriorate a livello ambientale e igienico. - Costruzione di aree destinate all’utilizzo e allo svago pubblico, istituite vicino ai centri urbani per varie funzioni complementari. Per le aree intra-urbane con parchi e giardini pubblici: - Progettazione, creazione e manutenzione delle aree verdi, secondo criteri di sostenibilità. - Risparmio dell’acqua per mezzo di un’adeguata gestione della richiesta di acqua per l’irrigazione. 64 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 7.4 Risultati del progetto - Espansione di aree pubbliche verdi e di svago La crescente consapevolezza pubblica, l’adeguamento necessario dei consigli comunali alla legislazione urbana che fornisce la superficie verde richiesta per abitante e l’obbligo di istituire aree pubbliche per lo svago e il divertimento pubblico, hanno permesso la rinascita, l’espansione e l’apprezzamento delle aree verdi. - Attuazione di sistemi di irrigazione localizzati Sistemi di irrigazione localizzati umidificano solo una determinata parte della superficie totale, dove le piante possono estrarre acqua e nutrimento per crescere. Questo comporta un’applicazione molto frequente. Paragonato ad altri sistemi di irrigazione, quello localizzato offre un grande vantaggio: una più alta percentuale di risparmio d’acqua, dato che il sistema utilizza solo l’esatta quantità di acqua di cui le piante hanno bisogno. Inoltre, il sistema permette l’utilizzo di acqua a bassa qualità, mantiene costanti i livelli di umidità e permette l’applicazione di altri prodotti attraverso l’acqua. Perciò facilita il mantenimento delle aree verdi in buone condizioni. - Selezione di specie di piante adattate alle condizioni climatiche La selezione delle piante adattate alle condizioni climatiche di una zona specifica rappresenta un elemento chiave per la sostenibilità delle aree verdi urbane. La selezione appropriata delle piante assicura le migliori condizioni delle piante stesse, evitando lo stress ambientale causato da circostanze avverse (come l’isolamento, il bisogno d’acqua, ecc.). I costi di manutenzione sono dunque ridotti dal momento che non sarà necessario sostituire le piante. Vale la pena menzionare le specie altamente richieste per un giardinaggio sostenibile: piante aromatiche che richiedono un moderato consumo di acqua per scopi decorativi, e diversi tipi di piante tappezzanti che sostituiscono l’erba tradizionale o le conifere. 7.5 Conclusioni / lezioni apprese Il progetto del vivaio Provinciale mostra chiaramente che la tradizione è generalmente più forte della legge. Di conseguenza, aumentare la consapevolezza pubblica utilizzando mezzi che creano una tradizione (fiere, eventi speciali o attività che implicano pratiche comuni come il giardinaggio) possono agire in favore della sostenibilità. Il segreto della sostenibilità del progetto risiede nell’utilizzo di piante adattate alle condizioni climatiche di quell’area. La selezione appropriata riduce i costi di mantenimento e preserva le specie endemiche. 65 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei 7.6 Ulteriori informazioni Vivaio Provinciale della Delegazione di Granada Carretera de Fuente Vaqueros, frente nave Ecomarsa, 18.340 Fuente Vaqueros, Granada – Spagna Tel 0034 958 247 416 Consigli ai comuni sulle Aree Verdi: [email protected] Richiesta piante: [email protected] Sito web: http://www.dipgra.es/inicio/contenidos/index.php?area=256, http://www.dipgra.es/vivero/plantas/categoria.asp 66 Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei BIBLIOGRAFIA & FONTI AUTORE E. Pavlidou, S. Famellos, M. Makraki, A. Deliyannis ANATOLIKI S.A. EU - Working Group 2.9 – Public Participation in the context of Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive 2000/60/EC” HarmoniCOP International Association for Public Participation J. Meyers and S. Vermeulen International Institute for Environment and Development LIFE GR/ENV/04/000099, WATER AGENDA ANATOLIKI S.A. London Management Centre Knowledge Resource Centre S. Papalexiou ANNO TITOLO 2007 Planning and implementation of a Public Participation process towards the development of the Anthemountas river basin water management plan. 2003 Guidance document no 8 – “Public Participation in relation to the Water Framework Directive” in the framework of “Common Implementation strategy for the Water Framework Directive 2000/60/EC” 2005 Learning together to manage together 2006 PP Toolbox 2005 Stakeholder Influence mapping 2006 Report on the planned procedure and campaign for the implementation of the social agreement for water management at Anthemountas basin district 2009 “Stakeholder mapping” in Management Tools (http://www.lmcuk.com/management-tool/stakeholdermapping) “Stakeholders’ management in Public Administration” Workshop Manual prepared for Atlantis s.a. in the framework of “Evaluation of EU funded projects” for the Planning Bureau of Cyprus. 67