Project cofinanced by European Regional Development Fund
Project cofinancé par le Fonds européen de développement régional
1G – MED08-515
“Gestione sostenibile dell’acqua attraverso
l’accrescimento della Responsabilità comune nei bacini
fluviali mediterranei”
AGENDA LOCALE 21
NEI BACINI FLUVIALI MEDITERRANEI
Marzo 2012
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
CONTENUTI
CONTENUTI
Indice delle immagini
Indice delle Figure
Indice delle tabelle
Elenco delle abbreviazioni
INTRODUZIONE
SEZIONE A – AGENDA 21 LOCALE – Inquadramento
1. Lo sviluppo di Agenda 21
2. La natura locale dell’Agenda 21 – LA21
3. I passi di LA21 dopo Rio
SEZIONE B – LA21 PROCESSO DI ATTUAZIONE E STRUMENTI
Il Piano LA21 come pratica su misura
1. Identificare le questioni chiave
2. Gestione degli Stakeholders
2.1 Identificazione e prioritizzazione degli stakeholders
2.2 Diffusione e motivazione
3. Processo di Dialogo Sociale
4. Piano di Azione
4.1. Scopo del piano d'azione Agenda 21 Locale
4.2. Contenuti del piano d'azione Agenda Locale 21
4.3. Punti critici di controllo
5. Attuazione e Monitoraggio
6. Valutazione e Feedback
SEZIONE C – RACCOLTA DELLE MIGLIORI PRATICHE DELL’AGENDA 21 LOCALE
TRA LE REGIONI PARTECIPANTI
1. Processo di Partecipazione Pubblica per il bacino del fiume Anthemountas
1.1 Introduzione
1.2 Contesto
1.3. Il Progetto
1.4 Risultati
1.6. Conclusioni / Lezioni apprese
1.7 Ulteriori informazioni
2. Green Public Procurement Information Network
2.1
Introduzione
2.2
Background
2.3. Il progetto “GPPinfoNET”
2.4
Risultati del progetto
2.5
Conclusioni / Lezioni apprese
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
2.6
Ulteriori informazioni
3. L'industria cartaria che opera a rete – un esperimento per la revisione dell’EMAS
3.1. Introduzione
3.2. Background
3.3
Il progetto PIONEER
3.4
Risultati del progetto
3.5
Conclusioni / Lezioni apprese
3.6
Ulteriori informazioni
4. Progetto di piano di gestione delle acque dei bacini idrografici a Cipro
4.1 Introduzione
4.2 Background
4.3 Il Progetto
4.4 I risultati del progetto
4.5 Conclusioni / lezioni apprese
4.6 Maggiori informazioni
5. Campagna di Efficienza energetica nella provincia di Granada
5.1 Introduzione
5.2 Background
5.3 Il progetto
5.4 I risultati del progetto
5.5 Conclusioni / lezioni apprese
5.6 Maggiori informazioni
6. Gestione dei rifiuti urbani nella Provincia di Granada
6.1 Introduzione
6.2 Background
6.3 Il progetto
6.4 Risultati del progetto
6.5 Conclusioni / insegnamenti
6.7 Ulteriori informazioni
7. Espansione e miglioramento delle aree verdi a Granada
7.1 Introduzione
7.2 Background
7.3 Il progetto
7.4 Risultati del progetto
7.5 Conclusioni / lezioni apprese
7.6 Ulteriori informazioni
BIBLIOGRAFIA & FONTI
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43
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Indice delle immagini
Immagine 1 – Progettazione generale del processo di partecipazione pubblica
Immagine 2 – Attuazione del processo di partecipazione pubblica
Immagine 3 – Decisione – utilizzazione della piramide del processo
Immagine 4 – Struttura del testo del protocollo finale
Immagine 5 – Acquisti Verdi Pubblici e altri strumenti di politica integrata del prodotto
Immagine 6 – Regione Toscana
Immagine 7 – Province di Lucca e Pistoia in Toscana
Immagine 8 - I Comuni del Distretto Cartario di Capannoni
Immagine 9 - Lucernari ad inseguimento solare
Immagine 10 – Pannelli solari fotovoltaici su edifici pubblici a Maracena
Immagine 11 – Laboratori di “Eco - Partecipazione” a Maracena
Immagine 12 – Bike Day e settimana della mobilità a Maracena
Immagine 13 – Visita tecnica all’impianto di smaltimento, recupero e compostaggio ad
Alhendin
Immagine 14 – Laboratorio di educazione ambientale “Isla Verde” (Isola verde)
Immagine 15 – Materiale per l’insegnamento scolastico
Immagine 16 – Catalogo delle piante e delle essenze del vivaio della Provincia di Granada
Indice delle Figure
Figura 1 – Analisi SWOT
Figura 2 – La mappatura degli stakeholders
Figura 3 – Forme di Interazione e di Comunicazione
Figura 4 – Livelli di Partecipazione Pubblica
Figura 5 – Esempio di struttura del testo di Protocollo
Indice delle tabelle
Tabella 1 –Matrice di Ricognizione dei Risultati
Tabella 2 – Criteri per l’interazione con gli stakeholders
Tabella 3 – Fasi della procedura di partecipazione pubblica
Tabella 4 – Indicatori usati nel Documento di Analisi Ambientale
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Elenco delle abbreviazioni
BAU
Scenario “Business as Usual”: scenario in cui il trend prosegue senza azioni
di cambiamento e/o politiche correttive
PAC
Politica Agricola Comunitaria
FSC
Fondi Strutturali Comunitari
EMAS
Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS= Eco-Management and
Audit Scheme)
EPD o DAP Dichiarazione Ambientale di Prodotto
GPP
Green Public Procurement - Acquisti pubblici verdi
HIH
Hand in Hand – di pari passo
PISSL
Programma Integrato per lo Sviluppo Sostenibile Locale
IPP
Politica Integrata di Prodotto
IPPC
Integrated Pollution Prevention and Control (Prevenzione e riduzione
integrate dell'inquinamento)
PMI
Project Management Institute (Istituto per la Gestione dei Progetto)
PP
Partecipazione Pubblica
RBMP
Piano di Gestione delle Acque della Repubblica di Cipro
SMEs/PMI
Piccole e medie imprese
WDD
Dipartimento per lo Sviluppo dell’acqua della Repubblica di Cipro
WFD
Water Framework Directive (Direttiva quadro sulle acque)
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
INTRODUZIONE
La presente guida è stata redatta nell’ambito del progetto 1G – MED08-515
WATERinCORE per la “gestione sostenibile delle acque attraverso l’accrescimento
della responsabilità comune nei bacini fluviali mediterranei”.
Il progetto WATERinCORE è attuato nell’ambito del programma transnazionale di
Cooperazione Territoriale Europea MED (http://www.programmemed.eu),
Asse di priorità 2: protezione ambientale e promozione di uno sviluppo territoriale
sostenibile,
Obiettivo 2.1: Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e del patrimonio culturale.
Il progetto mira alla progettazione, applicazione e diffusione di un quadro metodologico per
l’integrazione dei principi dell’Agenda 21 Locale nella Gestione delle Risorse Idriche dei
bacini fluviali mediterranei.
Si incentra sull’individuazione di buone pratiche e sulle politiche della gestione dell’acqua
come pure sullo stato attuale di applicazione dell’Agenda 21 Locale nelle regioni
partecipanti. Tenuto conto di queste e delle specifiche caratteristiche delle regioni verrà
progettato e attuato un processo di partecipazione pubblica in bacini e sottobacini fluviali
pilota selezionati in ogni regione al fine di motivare e coinvolgere attivamente gli
attori/stakeholders (portatori d’interesse) locali nello sviluppo e applicazione delle azioni
locali per la gestione delle acque. In questo modo verrà raggiunta la fornitura di strumenti
per una migliore integrazione di attività nell’ambito sia della gestione sostenibile dell’acqua
sia dell’Agenda Locale 21 e verrà realizzato il confronto tra le diverse problematiche e le
minacce riguardo le risorse idriche con un approccio trasversale, multisettoriale e orientato
al dialogo.
Per i risultati dei progetti da capitalizzare e diffondere sono state prodotte due brevi Guide.
La prima presenta “Parole Chiave”-”Keywords” e i requisiti di Agenda 21Locale, nonché
buoni esempi - casi di studio di attività di gestione delle risorse idriche locali che
incontrano i criteri di agenda 21 Locale in progetti delle regioni partecipanti. La seconda
Guida, in particolare, è presentato la situazione della gestione delle acque nei bacini pilota
in base ai risultati del progetto e anche buoni esempi di gestione delle acque nelle regioni
stesse.
Con questa guida il progetto WATERinCORE si rivolge agli stakeholders – autorità locali,
agenzie per lo sviluppo, società di consulenza e così via, in vista dell’applicazione del
processo Agenda 21 Locale. I lettori vengono accompagnati nelle nozioni e nella cultura
della Agenda 21 Locale (Sezione A) e familiarizzeranno con una elaborata raccolta di
strumenti e soluzioni (Sezione B) che derivano dall’esperienza del progetto così come
dalla bibliografia internazionale. Nella Sezione C i lettori vengono a conoscenza delle
pratiche migliori dell’Agenda 21 Locale nelle regioni partecipanti. Perciò, questa guida può
essere usata sia come fonte accademica per Agenda 21 Locale sia come aiuto per
chiunque voglia realizzare un processo di Agenda 21 Locale.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
SEZIONE A – AGENDA 21 LOCALE – Inquadramento
1. Lo sviluppo di Agenda 21
A pochi anni dall’introduzione del concetto di sostenibilità (Brundtland Report, 1987), la
Conferenza Americana sull’Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), conosciuta come il Summit
della Terra (Rio de Janeiro, 1992), diffuse il concetto di sviluppo sostenibile approvando
un piano di azione globale al fine di raggiungere uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo.
La cosiddetta “Agenda 21”, conosciuta per essere il maggior risultato della conferenza di
Rio, che espone i principi e le aree d’azione che si devono affrontare per risolvere i
problemi ambientali e di sviluppo e progredire fino ad ottenere l’obiettivo dello sviluppo
sostenibile nel 21° secolo.
Sviluppo sostenibile è quello sviluppo che permette di soddisfare le necessità del
presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di poter soddisfare
i propri bisogni.
Brundtland Report, 1987.
La struttura base di Agenda 21 è formata da alcune priorità inclusa la specificazione di
politiche finanziarie per tutte le aree del programma, la creazione di nuove risorse,
l’identificazione di strumenti tecnici ed economici, il rafforzamento dei rapporti tra le
autorità centrali e locali basati sul concetto di “decentramento”, lo sviluppo della
collaborazione tra i Governi e le organizzazioni non governative e non e la partecipazione
attiva dei cittadini. (1)
Ciò che è veramente importante riguardo l’Agenda 21 è l’approvazione di meccanismi
partecipativi attraverso un processo dinamico rivolto a raggiungere la sostenibilità.
L’approccio partecipativo è presente in tutti e 44 i capitoli di questo piano d’azione globale.
Per di più, il capitolo 28 dell’Agenda è basato sul sottolineare il concetto che
“visto che molti problemi e soluzioni affrontati nell’Agenda 21 hanno le loro radici nelle
attività locali, la partecipazione e la cooperazione delle autorità locali sarà un fattore
determinante per la realizzazione degli obiettivi. Le autorità locali costruiscono, operano
e mantengono le infrastrutture economiche, sociali e ambientali, supervisionano i
processi di pianificazione, stabiliscono politiche locali ambientali e regolamenti e
contribuiscono all’attuazione delle politiche ambientali nazionali e sub-nazionali.
Rappresentando il livello di governo più vicino ai cittadini, svolgono un ruolo
fondamentale nell’educazione, mobilitazione e rispondono al pubblico per promuovere
uno sviluppo sostenibile”.
Pertanto in questo capitolo le autorità locali in ogni paese sono chiamate a sottoscrivere
un processo di consultazione con la loro popolazione e a raggiungere il consenso su
”Agenda 21 Locale”. Le autorità locali sono chiamate ad agire essendo il livello di
governo più vicino alle persone.
S. Emrealp, 2005: Manuale di informazioni di facilitazione per l'attuazione della Agenda 21 Locale
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
“L’Agenda Locale 21 è il risultato del rilancio della consapevolezza internazionale sulla
necessità di attuare un quadro di base di principi finalizzati a uno sviluppo sostenibile e
che coprano tutte le attività umane.”
P. Tsartas et al (2006): Aeixoros, 5(1): 38
2. La natura locale dell’Agenda 21 – LA21
Il capitolo 28 dell’Agenda 21 contiene anche un invito diretto a tutte le amministrazioni
locali a creare i loro piani d’azione per uno sviluppo sostenibile. Questi piani d’azione dell’
“Agenda 21 locale” traducono i principi e i mandati dell’Agenda 21 in concrete strategie di
servizio per ogni comunità locale.
Nel capitolo 28 si afferma che:
“A partire dal 1996 la maggior parte delle autorità locali in ogni paese dovrebbero aver
intrapreso un processo consultivo con i loro cittadini e raggiunto un consenso su una
“Agenda 21Locale” per la comunità rispondendo al pubblico per promuovere lo sviluppo
sostenibile”.
LA21 ha lo scopo di attuare lo sviluppo sostenibile a livello locale. È un processo
consultivo attraverso cui ogni consiglio comunale dialoga con i cittadini, con le
organizzazioni locali e le imprese private e adotta una “Agenda 21 Locale”.
Una Agenda 21 Locale comprende sistemi e processi per integrare sviluppo ambientale,
economico e sociale. Fondata su una forte collaborazione tra governo locale e comunità, il
progresso verso uno sviluppo locale sostenibile sarà guidato dalla preparazione di
un’azione strategica a lungo termine che integra politiche e programmi esistenti e direzioni
future condivise.
L’Agenda 21 locale fornisce le basi per il dibattito e la consapevolezza dello sviluppo
sostenibile a livello di comunità. L’interesse principale dell’Agenda 21 Locale è di
coinvolgere tutti i gruppi in una pianificazione per lo sviluppo sostenibile nelle maggiori
aree di sviluppo economico, sociale e ambientale. Questo interesse alla partecipazione
colloca chiaramente l’Agenda 21 locale al di fuori dalle altre iniziative che si incentrano di
più sul raggiungimento di risultati per lo sviluppo sostenibile.
Il processo di LA21 è partecipativo, multi-settoriale e mira a raggiungere gli obiettivi
dell’Agenda 21 a livello locale attraverso la preparazione e realizzazione di progetti a
lungo termine e azioni strategiche che danno priorità alle preoccupazioni locali dello
sviluppo sostenibile.
S. Emrealp, 2005: Manuale sulle informazioni di facilitazione per l'attuazione di Agenda 21
Locale
11
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
3. I passi di LA21 dopo Rio
Negli anni che seguirono furono tenute diverse conferenze internazionali al fine di
riconoscere e migliorare i principi di governance locali, in particolare, la Campagna
Europea per le Città Sostenibili ad Aalborg, nel 1994; il Consiglio Internazionale per le
Iniziative Locali Ambientali a Freiburg, nel 1995, la Conferenza delle Nazioni Unite sugli
Insediamenti Umani (Habitat II), a Istanbul nel 1996, il Summit Mondiale delle Nazioni
Unite sullo Sviluppo Sostenibile, a Johannesburg nel 2002 ed altre.
Allo stesso tempo migliaia di autorità locali in tutto il mondo erano impegnate ad attuare
procedure della LA21 e spostavano la programmazione locale verso decisioni più
partecipate – creando nuovi processi. A causa della mancanza di una chiara definizione di
Agenda 21 Locale, le diverse iniziative sembravano avere differenze procedurali. Il quadro
di riferimento per i processi della LA21 in Europa si è composto durante la Campagna
Europea per Città Sostenibili ad Aalborg, nel 1994.
La Carta di Aalborg fornisce un quadro generale di riferimento per il processo di
progettazione della Agenda 21 locale che comprende le seguenti otto fasi:
1. ricognizione della pianificazione esistente e delle strutture finanziarie nonché altri
piani e programmi;
2. la sistematica identificazione, per mezzo di una estesa consultazione pubblica, dei
problemi e delle loro cause;
3. attribuzione di priorità per affrontare i problemi individuati;
4. la creazione di una visione per una comunità sostenibile attraverso un processo di
partecipazione che coinvolga tutti i settori della comunità;
5. la considerazione e la valutazione di alternative strategiche;
6. la realizzazione di un piano di azione locale a lungo termine verso la sostenibilità,
che comprenda obiettivi misurabili;
7. la programmazione di attuazione del piano, comprendente la preparazione di un
calendario e la dichiarazione di ripartizione delle responsabilità tra i partner;
8. l'istituzione di sistemi e procedure per il monitoraggio e la comunicazione in merito
all'attuazione del piano.
La “Guida Agenda 21 Locale– Un’introduzione alla Pianificazione dello Sviluppo
Sostenibile” redatta nel 1996 da ICLEI va oltre, creando, sulla base dell’esperienza di
LA21, progetti di iniziative in molte parti del mondo. La Guida propone passaggi
fondamentali per stabilire partnership e fornisce la procedura per preparare un Piano
d’Azione strategico che è considerato elemento centrale nella pianificazione dello sviluppo
sostenibile.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Un piano d’azione strategico si occupa di problemi e delle necessità ad un livello
sistematico e con una prospettiva a lungo termine. Contiene obiettivi concreti per
progressi sia a breve che a lungo termine e descrive i meccanismi attraverso i quali il
raggiungimento di questi obiettivi può essere valutato.
Il Piano d’Azione strategico può essere visto come un documento in cui poter unire le
azioni specifiche e gli impegni delle diverse istituzioni e degli stakeholders. Il documento è
un documento quadro di consenso, elaborato dalle parti interessate, che viene utilizzato
per guidare i suoi firmatari a sviluppare i loro piani di attuazione.
Questo Piano d’Azione pertanto conterrà:
 una visione unitaria, sviluppata dagli stakeholders, inclusa una posizione di consenso
su problemi e opportunità attuali;
 obiettivi strategici per ogni problema o area di opportunità in relazione alla visionig
adottata;
 target specifici da raggiungere per soddisfare ogni obiettivo;
 identificare le strategie e programmi di attuazione per il raggiungimento di tali obiettivi e
traguardi;
 una descrizione delle principali partnership da istituire per l'attuazione, comprese le
connessioni con i processi di pianificazione esistenti, e
 un quadro di riferimento per la valutazione periodica dei progressi compiuti, tra cui
"triggers" per le azioni e la pianificazione futura.
Il Summit Mondiale delle Nazioni Unite (ONU) sullo Sviluppo Sostenibile tenuto a
Johannesburg (conosciuto anche come Rio+10) aveva lo scopo di valutare l’attuazione
dell’Agenda 21 durante il decennio dopo il Summit di Rio del 1992. Pertanto, nella struttura
base di riferimento (2) del Summit è sottolineato che “nonostante i continui tentativi e i
numerosi esempi di ‘buone pratiche’ in tutto il mondo, i risultati rimangono in generale
limitati e inadeguati”.
Tuttavia, il Summit ha ribadito l’impegno globale per lo “sviluppo sostenibile” e si è
impegnato a rafforzare e migliorare le governance a tutti i livelli per l’effettiva attuazione di
agenda 21. L’altro grande risultato del Summit è il “Piano di attuazione”. Tale piano
costituisce il quadro d’azione per facilitare la realizzazione dei principi base approvati a
Rio con particolare enfasi sullo sradicamento della povertà.
(1) Attuazione di Agenda 21: Relazione del Segretario Generale, 2002
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
SEZIONE B – LA21 PROCESSO DI ATTUAZIONE E STRUMENTI
Secondo la Guida alla Pianificazione di Agenda 21 Locale pubblicata da ICLEI nel 1996, la
pianificazione dello sviluppo sostenibile di LA21 è un ibrido di tre tradizioni di
pianificazione:
 La pianificazione strategica (usato ampiamente nel settore privato per fornire alle
imprese e alle attività produttive prospettive e obiettivi a lungo termine e piani di azione
a breve termine per raggiungere tali obiettivi)
 La pianificazione di comunità (coinvolge i residenti e gli utenti dei servizi locali nei
processi volti a sviluppare e realizzare progetti e programmi per i servizi locale)
 La pianificazione ambientale (assicura che i progetti di sviluppo prendano in
considerazione le condizioni e i trend ambientali e che i gestori di tali progetti
identifichino e prendano misure per ridurre gli impatti ambientali derivanti da specifiche
attività di sviluppo).
Perciò il piano di LA21 si avvale di diversi metodi di pianificazione e di diversi strumenti
assunti da ogni tradizione per aiutare le comunità a:
 considerare equamente le condizioni economiche, comunitarie
nell’ideazione di progetti di sviluppo e di strategie di servizio;
e
ambientali
 coinvolgere pienamente gruppi di interesse, e, in particolare, coloro che usufruiscono
dei servizi, per lo sviluppo di strategie di servizi che vadano incontro alle loro necessità;
 creare strategie di servizio che possano essere sostenute poiché incentrate sul
sottolineare problemi sistematici piuttosto che i sintomi dei problemi e poiché
considerano trend e vincoli di lungo termine.
In questa sezione viene fornita una sequenza teorica e graduale al fine di chiarire i puntichiave del piano. Nel suggerire una totale considerazione di questi punti-chiave, si ricorda
anche che l’approccio dovrà essere adattato alle condizioni locali. Inoltre, benché queste
fasi possiedano una sequenza logica, non vengono qui presentate in un ordine
cronologicamente rigido di attuazione. In molti casi gli elementi chiave per un processo di
pianificazione per lo sviluppo sostenibile devono essere adottati contemporaneamente.
La vera forza della AL21 non deriva dal sua essere uniforme ovunque, ma dalla sua
capacità di conformarsi al contesto locale.
S. Emrealp, 2005: Manuale sulle informazioni di facilitazione per l'attuazione di Agenda 21
Locale
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Il Piano LA21 come pratica su misura
Ogni autorità locale coinvolta nel processo dell’LA21 contribuisce con un esempio diverso
per il progetto di azione locale condotto attraverso strutture e metodi che mostrano le
caratteristiche specifiche della città. D’altro canto si può osservare come diverse
esperienze di implementazione abbiano numerosi tratti comuni.
L’esperienza mostra che non c’è un unico “modello” che potrebbe essere applicato a tutte
le città in base al progetto di sviluppo dell’LA21. Ci sono diversi “modelli” che, per quanto
mostrino una somiglianza di base alla struttura di riferimento, riflettono le differenze
strutturali e operative derivanti dall’eterogeneità di ogni Comune o di altra autorità locale.
In questa cornice, la presente Guida fornisce i punti comuni tra le varie pratiche della LA21
che a loro volta costituiscono un unico quadro per la pianificazione. La realizzazione delle
fasi fornita nei seguenti paragrafi è da considerarsi come informazione utile per un Avvio
del processo di LA21 (più adatta probabilmente ad un Comune) che assume un ruolo
determinante per favorire l’attuazione dei principi di governance.
Brevemente, le fasi descritte nella sezione B riguardano:
1. identificare i principi chiave o il modo di definire gli obiettivi e gli scopi attraverso
una generica visione delle aree / principi di sviluppo dell’autorità locale
2. gestire gli stakeholders o il modo di rivolgersi alle persone al fine di ottenere il
proprio scopo
3. il Processo del Dialogo Sociale e il modo di facilitare il coinvolgimento degli
stakeholders attraverso meccanismi organizzativi
4. il Piano d’Azione o come ordinare gli obiettivi, priorità e scopi
5. attuazione e monitoraggio o il modi di mettere tutto in pratica
6. valutazione e feedback o come capire se l’intero processo ha prodotto risultati
effettivi.
Di seguito il lettore troverà le nozioni base delle procedure di Partecipazione Pubblica
usate in tutti i modelli di pianificazione partecipata dello sviluppo di LA21.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Permettere al pubblico di influenzare l’esito dei piani e i processi
di attuazione. Si possono individuare tre diversi livelli di
partecipazione: Informazione, Consultazione e Coinvolgimento
Attivo.
Fornire l’accesso all’informazione è il fondamento della
Informazione /
partecipazione
pubblica. Dare sufficienti informazioni è un
condividere
prerequisito per un significativo coinvolgimento del pubblico e
conoscenza
spesso è richiesto per legge.
Basso livello di partecipazione pubblica che prevede la fornitura
Consultazione /
di informazioni di base. L’amministrazione o l’autorità di gestione
condividere opinioni
mettono a disposizione i documenti per commenti scritti
(osservazioni), organizza incontri con il pubblico o cerca
attivamente i commenti e le opinioni della gente tramite indagini
e interviste. La consultazione può essere scritta, orale o un
sondaggio.
Partecipazione attiva / È un livello di partecipazione più alto rispetto alla consultazione.
La Partecipazione Attiva implica che gli stakeholders siano
cooperazione
invitati a contribuire attivamente al processo di pianificazione
attraverso la discussione delle problematiche e contribuendo
alla loro soluzione.
Tutti gli attori e/o parti interessate che non fanno parte
Pubblico
(o
“pubblico dell’amministrazione o “Una o più persone fisiche o giuridiche e,
in base alla legge o pratica nazionale, le loro associazioni,
generico”)
organizzazioni o gruppi”.
Qualsiasi persona, gruppo o organizzazione con un interesse o
Stakeholders /
“interesse economico” in una questione e/o tematica, o perché
parti interessate
direttamente influenzato o perché potrebbe influenzare
direttamente il risultato. “La parte interessata” include anche
membri del pubblico che non sono ancora consapevoli del fatto
che saranno influenzati (in pratica la maggior parte dei singoli
cittadini e molte ANG e imprese).
L’organizzazione – molto probabilmente ente pubblico, come un
Parte interessata
Comune – che si assume il ruolo promuovere e sostenere la
all’avvio della LA21
realizzazione del processo della LA21.
Partecipazione
Pubblica
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
1. Identificare le questioni chiave
La base della procedura per la Partecipazione Pubblica di LA21 consiste in una
approfondita conoscenza della situazione attuale e dei problemi dell’area, oltre ad una
comune intesa del gruppo di lavoro dell’autorità competente. Lo scopo è di creare un
Piano d’Azione (capitolo 1.4), i cui parametri verranno sviluppati nel tempo con la
collaborazione di tutte le parti coinvolte. La procedura da seguire passerà attraverso
diverse fasi incluse la diffusione delle informazioni e la richiesta di collaborazione. Di
conseguenza il primo passo per l’ Autorità Proponente (Ap) è sapere con certezza ciò che
si richiede.
Questo diventa possibile con uno scambio di idee interno finalizzato a raggiungere una
visione comune con i membri del Team dell’Autorità Proponente. Strumento utile a
categorizzare le problematiche di sviluppo dell’area – destinato ad essere applicato
durante la fase di valutazione – è la realizzazione della Matrice di Identificazione 3
(ARM, Achievement Recognition Matrix).
La ARM (Tabella 1) – usata come strumento durante il componente 3 del Progetto
WaterinCore – incontra gli elementi processuali chiave di un’Agenda Locale 21 con una
serie di obiettivi contenutivi derivanti dalla Strategia Sostenibile Europea 4, adattata
perfettamente alle condizioni locali. Lo scopo principale del concetto era di evidenziare il
fatto che la pianificazione e l’azione per la sostenibilità attraversa tutti gli aspetti dell’attività
dell’attività di governo locale, e anche quello di identificare tutte le iniziative in corso e
precedenti che sono chiaramente valide per raggiungere uno sviluppo sostenibile.
Tuttavia, c’è la volontà di dare particolare peso a quegli aspetti di sostenibilità visti come
più critici nelle aree locali e regionali, incluso l’insistere su questioni “verdi” se quelle sono
considerate le più impellenti.
L’ARM dovrebbe fornire un quadro riassuntivo della situazione attuale rispetto agli obiettivi
della LA21 nell’area prestabilita. Per di più si raccomanda fortemente che l’Autorità
Proponente esamini la situazione attuale basando le sue conclusioni su studi scientifici e
tecnici e su metodi di valutazione condivisi. L’analisi SWOT 5 è un metodo comunemente
usato più che utile per una valutazione globale, anche se dovrebbe basarsi su studi
importanti e su opinioni di esperti esterni.
3 SMEC Australia Pty Ltd, UTS Centro per l’Amministrazione Locale, Consulenti per l’Integrazione Pianificata
Pty. Ltd. (2002), Australia iniziativa per la Sostenibilità Locale: un Raggiungimento della Matrice di
Identificazione .
4 Consiglio dell’Unione Europea (2006), Revisione della Strategia di Sviluppo Sostenibile dell’UE (EU SDS) –
Strategia Rinnovata, Bruxelles.
5 Forze, Debolezze, Opportunità, Minacce.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Figura 1: Schema di Analisi SWOT
Fonte: http://www.bizstrategies.biz/charts/swot-analysis.html
Una volta che la situazione è rappresentata in modo chiaro, l’Autorità Proponente
dovrebbe discutere la portata e la complessità delle questioni da affrontare e,
naturalmente, il tempo e le risorse disponibili per la pianificazione. L’ultimo fattore è molto
importante, in quanto in base al a questo, ai diversi obiettivi si dovranno applicare diversi
gradi d’enfasi. Comunque si dovrebbe fare attenzione alla pianificazione di tempo e
risorse: non ci si dovrebbe concentrare sul budget a disposizione dell’amministrazione
locale ma sulla visione effettuata.
Identificazione delle questioni chiave
 Scambio di idee sui temi chiave
 Categorizzazione dei dati esistenti usando una Matrice d’Identificazione o un altro
strumento
 Valutare i dati basando la valutazione su studi rilevanti
 Considerare lo scopo e la complessità tenendo presente il tempo e le risorse disponibili
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Tabella 1: Matrice di Identificazione
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
2. Gestione degli Stakeholders
Una volta identificati le questioni chiave, e quando l’Autorità Proponente ha un quadro
chiaro della situazione attuale, è tempo di richiedere la partecipazione degli stakeholders.
Il progetto dovrebbe essere ampiamente diffuso, cosicché gli stakeholders siano
interessati a parteciparvi. Per questo scopo, la bibliografia suggerisce campagne di
sensibilizzazione come primo passo per un processo Partecipazione Pubblica (PP) di
successo. Dopo tutto gli stakeholders vanno motivati per far sì che partecipino.
Per questo la Guida di Pianificazione di LA21 (ICLEI) suggerisce la creazione di una
struttura dedicata o “Stakeholder Group” per coordinare e controllare il coinvolgimento
degli stakeholders, essendo il primo passo in ogni sforzo di pianificazione di sviluppo
sostenibile. Di solito l’Autorità Proponente è quella che gestisce e motiva gli stakeholders,
al fine di assicurare che le decisioni siano influenzate dalle loro opinioni ed esperienze.
2.1 Identificazione e prioritizzazione degli stakeholders
L’esercizio di gestione degli stakeholders implica che l’Autorità Proponente abbia già
individuato la portata della pianificazione e abbia stabilito scopi e obiettivi. Questi ultimi,
sono soggetti a modifiche in base ai punti di vista e alle osservazioni espresse durante il
processo di partecipazione pubblica. A quel punto l’Autorità Proponente (Ap) è pronta per
fare una qualche pianificazione degli stakeholders – o tramite una struttura dedicata o
internamente usando un unico gruppo di lavoro. Per “pianificazione degli Stakeholders” si
intende la tecnica usata per identificare le persone-chiave che devono essere persuase e
include l’identificazione e la prioritarizzazione degli stakeholders.
Uno stakeholder è definito 6 come ogni persona, gruppo o organizzazione rilevante con un
interesse per le problematiche in questione, o perché ne saranno influenzati o perché
hanno influenza, conoscenza o esperienza in quel settore.
L’esercizio della pianificazione degli stakeholders inizia con una semplice ricognizione su
chi sono i tuoi stakeholders. Come parte di ciò, l’Ap deve pensare a tutti i soggetti che
sono influenzati dal progetto della LA21, che hanno su di esso un’influenza o un certo
potere, oppure che siano interessati ad una sua conclusione positiva o negativa.
Il ricognizione può produrre una lunga lista di soggetti e organizzazioni che possono
essere interessati. Alcuni di questi potrebbero avere il potere di bloccare o far avanzare la
pianificazione della LA21. Alcuni potrebbero essere interessati, altri no.
Utile strumento per tracciare una mappa degli stakeholders è un griglia interesse/potere
che identifica e valuta l’effetto di un individuo o di un diverso gruppo di stakeholders. Si
6 Documento guida No 8: Partecipazione Pubblica in relazione alla Water Framework Directive
20
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
esaminano quali soggetti possono esercitare potere, la probabilità relativa di usare quel
potere, e il loro livello di interesse riguardo un determinato progetto. L'obiettivo dell'analisi
è quello di valutare quale singolo stakeholder o quale gruppo ha la maggiore capacità di
influenzare il progetto e quindi decidere quali stakeholders richiederanno un'attenzione
particolare. In altre parole tracciare una mappa dell’influenza degli stakeholders è uno
strumento per esaminare e visualizzare la relativa influenza che diversi individui e gruppi
hanno sulla fase decisionale.
Oltre al dare priorità agli stakeholders,
è molto utile per l’Ap sviluppare una
visione comune del tipo di comunità o
progetto su cui si vuole lavorare.
Questa visione sarà comunicata ai
diversi gruppi di stakeholders usando
metodi comunicativi appropriati
(messaggi)
adattati
alla
prioritizzazione dei risultati.
In un processo di “visioning”, i
partecipanti devono essere disposti a
presentare la loro idea di situazione
ideale, comprese le idee che
potrebbero
normalmente
essere
giudicate irrealistiche.
Figura 2: Mappatura degli Stakeholders
Fonte: G. Johnson & K. Scholes, Exploring Corporate
Strategy, Financial Times/Prentice Hall, 2002.
This diagram has been recreated by LMC
Comunicare queste idee può ispirare l’ambizione e l’entusiasmo durante il processo di
pianificazione. Aiuta anche a chiarire i valori fondamentali che gli stakeholders applicano a
una situazione o ad un’area. Un metodo per identificare i valori comuni è sintetizzare le
affermazioni delle organizzazioni partecipanti e di applicare quelle condivise alle aree
oggetto d’interesse. Infine, il processo di visioning dovrebbe identificare i principi
chiave o i valori su cui tutti gli stakeholders possono concordare come fondamentali
per il loro concetto di sostenibilità.
La corretta selezione dei partecipanti per lo “Stakeholder Group” è forse il passo più critico
nella creazione di un processo di pianificazione partecipata.
21
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
2.2 Diffusione e motivazione
Dopo aver individuato e elencato tutti gli stakeholders ritenuti importanti, l’Ap dovrebbe
pianificare la loro campagna di motivazione. Si suggerisce – solo nel caso vi sia
abbastanza tempo per un tale esercizio – che l’Ap tenti un primo approccio informativo
verso gruppi di partner in relazione ad appropriati mezzi di interazione. L’idea è di
diffondere i semi dell’informazione prima ai gruppi sociali più influenti (abitanti, ONG o latri)
piuttosto che informare chiunque sia disponibile.
In ogni caso l’accesso all’informazione è il prerequisito per una partecipazione effettiva e
attiva. Al pubblico si dovrebbero fornire informazioni utili circa l’intero processo di
pianificazione, inclusa la visione della comunità sviluppata dall’Ap. Altre informazioni
dovrebbero includere:
 Informazione sullo sviluppo sostenibile e le sue implicazioni per lo sviluppo locale e
attività di servizio municipali;
 Sintesi sui risultati delle ricerche attuali e relazioni sulle condizioni presenti e future
all’interno della comunità;
 Descrizione del processo del dialogo sociale e il suo claendario;
 In che modo i gruppi locali e gli individui possono partecipare;
 Cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi dall’esercizio della partecipazione pubblica;
 Come verranno prese le decisioni finali.
I mezzi per divulgare le informazioni e per creare interazione con diversi gruppi target
possono assumere diverse forme. Ma al fine di decidere quali mezzi raggiungono
l’obiettivo, la Guida N°8 WFD CIS fornisce alcuni consigli utili:
Tabella 2: Criteri per l’interazione tra gli Stakeholders
Qual è lo scopo dell’interazione?
Che cosa ci si aspetta dalle parti?
Quale tipo di interazione?
Cooperazione
Media interattivi (meeting ecc…)
Valutazione condivisa
Interviste, indagini, gruppi di discussione
Conoscenza condivisa
Sistemi di informazione (presentazioni,
articoli, schede informative)
Fonte: Guida WFD CIS N°8
22
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
La figura sotto suggerisce diverse forme di interazione e comunicazione a seconda dello
scopo e delle aspettative della Partecipazione Pubblica.
Figure 3: Forme di Interazione e Comunicazione
Fonte: WFD CIS Guida No. 8
Gestione degli “stakeholders”
 Determinare lo scopo della pianificazione
 Identificare gli “stakeholders”
 Prioritarizzare gli “stakeholders”
 Sviluppare la visione e comunicarla a diversi gruppi di “stakeholders”
23
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
3. Processo di Dialogo Sociale
Secondo la Guida alla pianificazione LA21 - ICLEI, coloro che partecipano (stakeholders)
a questo processo di pianificazione non sono i partecipanti ad hoc che occasionalmente
condividono le loro opinioni. Al contrario, essi sono tenuti a condividere le responsabilità
derivanti dal processo di pianificazione e dai suoi risultati. Il loro coinvolgimento deve
essere facilitato attraverso un meccanismo organizzativo suggerito in questa guida come il
processo di dialogo sociale.
Nel capitolo 2.2 della sezione B, il processo di diffusione e di motivazione si propone come
un approccio introduttivo o come un primo livello di influenza al dialogo sociale. Si tratta di
aprire la strada al coinvolgimento delle persone nell’ LA21. Quello che viene dopo è un
esercizio che unisce la consultazione 7 e il coinvolgimento attivo 8 (vedi figura 4). Vale a
dire, è un esercizio per aiutare gli “stakeholders” a condividere le conoscenze, rivedere e
partecipare a valutazioni tecniche, definire le priorità di pianificazione e sviluppare insieme
le varie possibilità di azione.
Figura 4: Livelli della Partecipazione Pubblica
Fonte: Guida No 8: Public La partecipazione nella direttiva quadro sulle acque
7 Consultazione – Utilizzata per raccogliere informazioni / opinioni da coloro che sono coinvolti per sviluppare
soluzioni basate su questa conoscenza. Relazioni, scenari o piani sono presentati e la gente viene chiesto di
commentare
8 Coinvolgimento Attivo – sono le parti interessate a partecipare attivamente al processo di pianificazione
per discutere le questioni e contribuire alla loro soluzione. Livelli ancora più elevati di partecipazione
comprendono il processo decisionale condiviso che le parti interessate diventano in parte responsabili per il
risultato.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Questa guida suggerisce l'attuazione di un processo di PP attraverso le piattaforme di
partecipazione come i focus group tematici, workshop, tavole rotonde e altro ancora.
Queste strutture assumono un ruolo molto significativo nella promozione e organizzazione
della partecipazione a livello locale. Esse mirano a riunire diversi stakeholders in modo da
avere un argomento comune e permettere in tal modo la creazione di un pensiero
collettivo. Le funzioni di tali piattaforme comprendono questioni che richiedono un
consenso da parte degli stakeholders come l'individuazione degli obiettivi e delle priorità di
“sviluppo sostenibile”, la formulazione di una visione comune, l'identificazione di strategie
di base, aree di azione e così via.
Va sottolineato che queste piattaforme di partecipazione non sono meccanismi per
assumere le funzioni di rappresentanti eletti che sono un aspetto indispensabile di governo
democratico locale, ma contribuiscono a rafforzare la rappresentanza e la partecipazione
locale.
L'esperienza dimostra che un processo di PP dovrebbe includere tappe importanti sotto
forma di eventi pubblici che forniscono così un altro modo per coinvolgere più persone. A
questo proposito, si suggerisce che il PP sia inquadrato (avviato e concluso) da due
importanti eventi pubblici. E' importante dire che questi eventi dovrebbero essere aperti a
tutte le parti interessate e al pubblico. Il lavoro svolto durante la fase di identificazione
degli stakeholders e durante la prioritizzazione, dovrebbe fornire l'elenco delle persone da
invitare al Forum. Tutte le parti interessate (senza eccezioni dalla lista iniziale degli
stakeholders) dovrebbero essere invitate ad entrambi gli eventi.
Il primo Forum rappresenta l’evento iniziale per avviare il processo di dialogo sociale. E’ di
importanza cruciale perché il suo impatto sarà motivo di un ulteriore coinvolgimento al
processo. Gli scopi e gli obiettivi devono essere chiaramente definiti e sviluppati in modo
da definire la un quadro generale ed evitare malintesi. Tutti i relatori di base dovrebbero
integrare le loro presentazioni attraverso dei supporti video e fornire materiale ai
partecipanti. Inoltre tutti i partecipanti dovrebbero disporre di tempo sufficiente per
intervenire.
Si consiglia la distribuzione di questionari di valutazione al termine del primo Forum in
modo da creare una fonte di informazione utile per essere utilizzata ulteriormente durante
il processo (vedi fase di valutazione e di feedback). Inoltre, si sottolinea l'importanza della
creazione di una “mailing list” che deve essere usate come follow-up per le informazioni.
L’Ap può utilizzare piattaforme partecipative per mettere a fuoco particolari tematiche in
modo da poter approfondire il processo. Questa guida prende come esempio le “Tavole
rotonde tematiche” utilizzate anche nel progetto “WaterinCore”. Queste piattaforme sono
formate da gruppi di lavoro che riuniscono specifici gruppi di stakeholders in grado di
approfondire questioni specifiche per la gestione delle acque. Essi mirano a un
coinvolgimento più attivo e mirato dei diversi gruppi delle parti sociali. Il numero delle
“Tavole rotonde”, così come le questioni importanti sulle quali discutere e gli stakeholders
che partecipano, è indicativo e devono essere adattate alle situazioni e alle circostanze
locali.
25
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
In conclusione, le piattaforme partecipative svolgono un ruolo sempre più importante nei
processi decisionali locali anche se le loro decisioni non sono “vincolanti”, ma di carattere
“consultivo” per i Comuni e le altre organizzazioni interessate. Il coinvolgimento dei
rappresentanti autorizzati da queste ultime, nell'ambito delle piattaforme, facilitano la
divulgazione delle decisioni del Consiglio e dei rispettivi ordini del giorno dell’Assemblea
Comunale e di altre istituzioni pubbliche competenti, aprendo così la strada alla loro
attuazione.
Il processo di dialogo sociale dovrebbe avere un risultato destinato ad essere utilizzato in
seguito come un promemoria del processo o come documento base per ulteriori
elaborazioni. Questo output, che rappresenta il risultato di processo, può essere
presentato e firmato durante la fase finale del processo di dialogo sociale e in particolare
durante l'evento finale.
Prendiamo l'esempio del protocollo di gestione delle risorse idriche per il progetto
WaterinCore (Figura 5). Questo protocollo ha ratificato il consenso della comunità locale
residente nel bacino dell’Anthemountas sul piano strategico di Gestione delle Acque che è
stato portato in consultazione. Esso riflette la politica discussa e decisa durante il processo
di dialogo sociale e copre le conclusioni finali che sono state firmate da tutti i partecipanti.
Figure 5: Esempio di struttura del testo del protocollo
Source: E. Pavlidou et al, 20007
Processo di dialogo sociale:
 Pubblicizzare il processo attraverso la definizione di eventi significativi
 Elaborare un’adeguata piattaforma partecipativa per coinvolgere delle persone adatte a
specifiche tematiche
 Discutere temi specifici attraverso queste piattaforme
 I partecipanti si legano con la firma di un accordo ufficiale
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
4. Piano di Azione
4.1. Scopo del piano d'azione Agenda 21 Locale
Il principale risultato del processo di Agenda Locale 21 è un piano strategico a lungo
termine che affronta i problemi prioritari dello sviluppo locale sostenibile. Il piano d'azione
dell’Agenda 21 Locale può essere considerato come un documento di consenso che
definisce le responsabilità degli “stakeholders” e delle comunità locali, individuando il
quadro generale degli obiettivi e delle azioni che ogni componente si impegna a
perseguire e fornendo una guida per le proprie azioni.
Il piano d'Azione Agenda 21 Locale spiana la strada alla mobilitazione delle risorse locali
verso obiettivi comuni e crea una sinergia d’azione congiunta tra i diversi "stakeholders".
4.2. Contenuti del piano d'azione Agenda Locale 21
Bisogna tener presente che il piano d'azione di Agenda Locale 21 è un piano strategico
con una visione strategica a lungo termine con specifiche priorità e obiettivi. Questa
guida suggerisce i contenuti di base per questo documento:
 Identificazione della situazione attuale
Identificazione dei problemi e delle loro cause, dei punti di forza e delle opportunità create.
Questa prima parte del piano d'azione dovrebbe essere affrontata attraverso un’analisi
SWOT. Punti di forza, debolezze, opportunità e minacce devono essere analizzate e i loro
collegamenti devono essere controllati. Idealmente, la situazione attuale dovrebbe essere
rafforzata attraverso i contributi scientifici e i supporti specialistici.
 Sviluppo di una visione a lungo termine
Mentre l'analisi SWOT deve riflettere la situazione attuale, il punto di partenza del Piano è
la visione a lungo termine che specificherà l'intervento richiesto. La visione dovrebbe
emergere dal processo di Partecipazione Pubblica in relazione con l’identità dello sviluppo
sostenibile della città e stabilendo il legame tra l'ambiente e lo sviluppo socio-economico.
 Individuazione degli obiettivi
La visione dovrebbe essere analizzata attraverso specifici, realistici e misurabili obiettivi
sostenibili, che dovrebbero derivare ancora una volta dal processo di PP.
 Pianificazione operativa
Preparazione di piani di azione settoriali orientati verso gli obiettivi identificati di sviluppo
sostenibile. Preparazione delle componenti fisiche, istituzionali e finanziarie del piano
d'azione locale, per affrontare le questioni prioritarie e i problemi individuati nell'ambito del
processo di Agenda 21 Locale.
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
4.3. Punti critici di controllo
La preparazione del piano d'azione Agenda 21 Locale deve essere costruita sulle attività e
sui risultati del processo partecipativo e trasversale di tutti gli aspetti del processo. E’
possibile che un certo numero di stakeholders locali non sente il Piano di Azione “come
proprio” e quindi potrebbero essere riluttanti ad essere coinvolti in esso. Pertanto, in tutti i
casi, il Piano dovrebbe riflettere le diverse prospettive e i contributi dei rispettivi
stakeholders. Deve inoltre essere preparato a presentarsi come un documento “vivo” e
“flessibile” al fine di garantire l'integrazione degli stakeholders che saranno
successivamente coinvolti.
Dovrebbe essere data molta importanza al contributo effettivo del processo di PP di
Agenda 21 Locale per la costruzione di un Piano di Azione dell’Agenda, in considerazione
del fatto che a volte la partecipazione è quasi considerata come “fine a se stessa” e
la sua incidenza rimane piuttosto limitata, in quanto essa non riesce ad essere
adeguatamente incanalata nel processo di pianificazione dell’azione. Pertanto, il Piano di
Azione dell'Agenda 21 Locale dovrebbe essere considerato come un volano della
partecipazione a livello locale per la definizione di obiettivi specifici ed azioni, così da poter
ottenere risultati tangibili e aumentarne l'efficacia.
Infine, è ben noto che gli obiettivi strategici e l’attuazione del piano d’azione dell’Agenda
21 Locale dipendono in larga parte dai processi di pianificazione formali. In questo quadro
dovrebbe essere assegnata grande importanza e priorità al consolidamento di
legami concreti tra l’Agenda 21 Locale e i progetti, programmi e budget dei rispettivi
comuni e istituzioni pubbliche.
Pianificazione dell’azione
 Sviluppare un piano strategico con una visione a lungo termine seguita da obiettivi
chiari e funzionali
 Includere le prospettive di tutti gli “stakeholders”
 Stabilire collegamenti tra il piano d’azione dell’Agenda 21 Locale e i progetti e i
programmi delle autorità locali
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
5. Attuazione e Monitoraggio
Secondo la “LA21 - Guida alla pianificazione di ICLEI”, un Piano di Azione è efficace se
sono efficienti le strutture messe in atto per attuarlo. Ciò significa che il Piano di Azione da
solo non può fare la differenza se le strutture governative esistenti non riescono a
soddisfare le esigenze e le relative sfide. Presumibilmente, l'approvazione del Piano di
Azione da parte dei rispettivi Comuni, promuoverà l'attuazione del piano e spianerà la
strada per la realizzazione delle azioni proposte e dei progetti prioritari in esso previsti.
Infatti, l'approvazione dovrebbe essere seguita dalla creazione di legami funzionali tra il
Piano di Azione di Agenda 21 Locale e dei Piani redatti sotto la diretta responsabilità delle
autorità locali (piano regolatore, piano dei trasporti ecc.). Così, gli enti locali saranno
invitati a modificare le loro politiche, piani e programmi alla luce del piano d'azione Agenda
21 Locale.
Il successo dell'attuazione di un piano d'azione strategico richiede due attività primarie. In
primo luogo, gli stakeholders che ricercano e sviluppano il piano devono trasformare le
strutture organizzative che hanno usato per la pianificazione, in strutture organizzative che
hanno responsabilità e capacità specifiche per l'attuazione. In secondo luogo, il governo
locale deve integrare le proposte e gli obiettivi del piano d'azione degli stakeholders nelle
sue pratiche, comprese le priorità di bilancio e le decisioni di investimento. Mobilitare le
capacità istituzionali del governo locale può essere fondamentale per l’attuazione.
Ci sono dei componenti importanti per un’efficace attuazione del piano d'azione dell’
Agenda 21 Locale quali:
 la revisione delle attuali politiche comunali, le priorità di bilancio, le pratiche e le
procedure interne per verificare la loro compatibilità con il piano d'azione o la creazione
di nuove strutture per sostenere i partenariati di attuazione.
 la creazione di un legame di impegno tra il piano d'azione e i requisiti di legge di
pianificazione.
 il monitoraggio delle nuove o future politiche comunali, delle decisioni o delle azioni per
garantire la coerenza con il piano d'azione.
Attuazione e monitoraggio
 Approvazione del piano d'azione da parte del Consiglio Comunale
 Riesame delle esistenti politiche comunali e delle relative strutture o creazione di nuove
per sostenere l'attuazione del piano d'azione
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
6. Valutazione e Feedback
La necessità di valutare il processo LA21 deriva dal bisogno di massimizzarne l'efficacia,
sia nel progetto stesso che nelle interazioni future. Inoltre, fare progressi verso la
sostenibilità richiede la valutazione sistematica delle strategie del piano d'azione per
valutare se siano adeguate e se stanno avendo gli effetti desiderati (9). Per questo motivo,
l’Ap dovrà esplorare questa fondamentale questione e condividere le informazioni sulle
condizioni locali, regionali e globali in modo che le nuove azioni possano essere concepite
per raggiungere gli obiettivi della propria Comunità.
Il processo di monitoraggio e di valutazione può essere di tipo partecipativo, il che
significa coinvolgere gli "stakeholders" del processo o non-partecipativo dove gli
"stakeholders" sono coinvolti solo per la raccolta di opinioni.
Il caso di valutazione non-partecipativa può essere esaminata attraverso l’esperienza del
"Cyprus Water Development Department" (10). La valutazione della procedura di PP è
stata effettuata e riportata da un esperto esterno che ha usato dei semplici strumenti come
gli indicatori che misurano il numero di visite sulla pagina web del WDD o questionari
distribuiti agli “stakeholders”. Il confronto tra il programma di attività previsto e ciò che è
realmente accaduto ha dimostrato che il processo di PP ha funzionato come previsto.
Nel caso in cui l’Ap selezioni un processo di valutazione di tipo partecipativo, la
distribuzione dei questionari durante le riunioni degli “stakeholders” del periodo di dialogo
sociale può essere molto utile. I questionari possono includere domande circa l'efficacia
del processo selezionato e i modi per migliorarlo.
Qualunque sia il metodo, l’ICLEI suggerisce quattro componenti chiave per un processo di
valutazione efficace. Questi sono:
 l'istituzione di un sistema in cui tutti i principali "stakeholders" comunicano
reciprocamente sulle azioni da essi adottate per attuare il piano d'azione;
 lo sviluppo di metodi e strumenti, come indicatori, per misurare le prestazioni della
comunità nel realizzare obiettivi e traguardi, e per stabilire se le condizioni iniziali sono
state raggiunte o se richiedono un’ulteriore pianificazione o azione;
 attuazione di un'analisi completa e revisione, su base periodica, delle condizioni locali,
regionali e globali. Un'analisi per verificare che queste condizioni abbiano un vero e
proprio avanzamento verso il raggiungimento della sostenibilità e della visione
comunitaria;
 l'istituzione di meccanismi per comunicare i progressi fatti e le prestazioni raggiunte agli
abitanti della comunità e alle loro organizzazioni, in modo che essi possano continuare
ad essere informati e guidare i loro comportamenti verso l'obiettivo dello sviluppo
sostenibile.
9 - ICLEI, Guida dell’LA21, LA21 Planning Guide, 2006
10 - Sezione c - Prassi migliori No4 in questa Guida
30
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Da un altro punto di vista, i criteri da utilizzare nella valutazione delle performance
dovrebbero indicare la misura con la quale individuare se le necessità sono effettivamente
soddisfatte in modo tempestivo ed efficace, così come il grado con il quale gli input delle
risorse fisiche e umane vengono convertiti in risultati tangibili. (11)
In conclusione, ogni sforzo per la valutazione ha lo scopo di miglioramento. Pertanto, i
risultati della valutazione devono essere destinati a cambiare ciò che non funziona
correttamente.
Valutazione e feedback
 Pianificare il metodo di valutazione dall'inizio del processo LA21
 Scegliere l’approccio partecipativo o non-partecipativo (o entrambi)
 Stabilire degli indicatori per misurare gli obiettivi
 Valutare le prestazioni e rivedere metodi e risorse
S. Emrealp, 2006: AlphaInformazioni sull'attuazione dell’ Agenda Locale 21
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Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
SEZIONE C – RACCOLTA DELLE MIGLIORI PRATICHE
DELL’AGENDA 21 LOCALE TRA LE REGIONI PARTECIPANTI
Nella piano di lavoro del progetto WATERinCORE, in particolare nella fase 4.2, si studiano
e si collezionano i buoni esempi da tutte le regioni partecipanti. Gli esempi analizzati
derivano dall’esperienza dell’ARPA (Agenzia regionale siciliana per la protezione
dell’ambiente), della Provincia di Lucca, della Provincia di Granada, del WDD Dipartimento per lo sviluppo dell’Acqua della Repubblica di Cipro e di ANATOLIKI sa Agenzia di Sviluppo degli Enti Locali della zona orientale della città di Salonicco. Le buone
pratiche vengono esposte nei capitoli successivi.
1. Processo di Partecipazione Pubblica per il bacino del fiume
Anthemountas
1.1 Introduzione
Il caso del processo di Partecipazione Pubblica (PP) del bacino di Anthemountas è stato
supportato dall’Unione Europea attraverso lo strumento finanziario “LIFE”, nell’ambito del
progetto LIFE 2004/ENV/GR/00099/ titolato “Water Agenda” (12). Si tratta di un esempio
significativo dell’attuazione dei principi dell’Agenda 21 nella Macedonia Centrale e per
quanto ci è dato sapere, il suddetto processo rappresenta in Grecia, il primo “laboratorio
sociale” di questo tipo riguardante la risorsa acqua o qualsiasi risorsa ambientale in
materia, con esito vincolante. Lo studio del caso è stato fornito da ANATOLIKI s.a.
1.2 Contesto
Diversi anni fa la regione della
Macedonia Centrale, le autorità locali,
gli istituti e le agenzie locali avviarono
un tentativo di esaminare l’area in
modo da proteggere l’acqua del
bacino. In questo contesto, il progetto
“Life Water Agenda” mirò alla
implementazione delle direttiva quadro
sulle acque (WFD) nel bacino del
fiume Anthemountas. Il progetto “LIFE”
riguardava le risorse idriche globali del
bacino del fiume Anthemountas.
Bacino idrografico Anthemountas - Popolazione
12 http://www.lifewateragenda.org/html/news-en.html
32
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Esso comprendeva lo sviluppo e l’applicazione di una politica di gestione sostenibile delle
risorse idriche secondo le disposizioni della WFD e dei principi dell’Agenda 21 (ONU
1992b). Il progetto ha avuto inizio nell’ottobre 2004 e si è concluso nell’ottobre 2007.
Il bacino idrografico del fiume Anthemountas si trova nella parte sud-orientale della
Prefettura di Salonicco e copre un’area di 320 Km2. Il problema più grave nella gestione
delle risorse idriche del bacino del fiume Anthemountas è che la domanda d’acqua di gran
lunga superiore rispetto alle risorse idriche disponibili e rinnovabili. I fabbisogni di acqua
sono quasi esclusivamente soddisfatti attraverso l’emungimento di acque sotterranee.
1.3. Il Progetto
Nella struttura del progetto “LIFE Water Agenda”, si era sviluppato per l’area in questione,
un processo di Partecipazione Pubblica (PP) coinvolgendo gli stakeholders, i consumatori
e la società civile allo scopo di raggiungere un consenso sociale che conducesse alla
formulazione di un accordo locale sulla gestione delle risorse idriche.
1.3.1 - Metodi e strumenti utilizzati
Lo sviluppo della metodologia del processo di PP era principalmente basato sulle linee
guida della “Guidance Document No 8 - Partecipazione pubblica in relazione alla WFD”
(Commissione Europea 2003) secondo la quale l’informazione e la consultazione devono
essere garantiti e il coinvolgimento attivo dovrebbe essere incoraggiato.
Alla luce della mancanza di precedenti esperienze simili nel paese, nonché della generale
assenza di una “cultura di consultazione pubblica” il processo di “PP” è stato adattato in
modo flessibile alle condizioni locali già in fase di progettazione. Il processo di “PP” che
doveva durare in linea di massima 17 mesi fu strutturato nelle seguenti fasi (ANATOLIKI
2006a):
Tavola 3: Fasi di procedura della partecipazione pubblica
Fasi
Periodo
1° Fase - Informazioni date a specifici gruppi target
Marzo – Aprile 2006
2° Fase - Informazione e motivazione della società
locale
Istituzione di una Cabina di Pilotaggio
3° Fase - Consultazione e processi di “policy making”
Accordo sociale
Maggio – Ottobre 2006
Novembre 2006 – Luglio 2007
Le informazioni sono state fornite in tutte le fasi del processo. La partecipazione attiva ha
avuto luogo a livello locale durante la fase 3, attraverso le deliberazioni del comitato di
consultazione e dei gruppi di lavoro, al fine di preparare gli specifici assi della politica di
gestione delle acque e il protocollo d’intesa. La consultazione è stata effettiva durante le
fasi 2 e 3 del “PP” allo scopo di discutere e finalizzare sia la politica delle acque che il
33
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
protocollo d’intesa sociale par la gestione delle acque nel bacino del fiume Anthemountas.
Il diagramma in basso mostra schematicamente il processo di partecipazione pubblica:
Immagine 1: programmazione finale del processo di PP
1.3.2 - Calendario del Processo e attuazione
L’attuazione del dialogo sociale ha seguito un percorso costruito su tre fasi:
Prima fase - Informazioni fornite a gruppi target specifici
Lo scopo di questa fase è stata l'informazione della società locale sugli obiettivi e le finalità
del progetto “LIFE”, dello stato dei corpi idrici del bacino, il valore del coinvolgimento del
pubblico nel processo decisionale e la metodologia della procedura di “PP” nel caso del
fiume Anthemountas. I principali gruppi target sono stati individuati negli agricoltori locali,
negli opinion leader e negli studenti delle scuole elementari e superiori.
34
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Immagine 2: Attuazione del processo di partecipazione pubblica
Seconda fase - Informazione e Motivazione
Durante questa fase l'informazione più generale è stata fornita a tutte le parti
potenzialmente interessate in una zona mirata del bacino Anthemountas. Inoltre la
motivazione per un coinvolgimento attivo nelle procedure di PP è stata rinforzata. Il punto
focale di questa fase è stato il primo Forum della concertazione sociale per la gestione
delle acque del fiume Anthemountas (5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente). Durante
questo evento sono stati presentati, gli scopi e le fasi della procedura di consultazione.
Inoltre i partecipanti al Forum sono stati invitati a contribuire al funzionamento di un
Comitato Consultivo. I membri del comitato rappresentavano la comunità locale e
presentavano le loro opinioni e le loro proposte alla fase della procedura di PP.
Terza fase - Il coinvolgimento attivo, la consultazione e gli indirizzi politici
All'inizio di questa fase, ha avuto luogo il secondo Forum. All'interno del quadro di
riferimento degli Scenari per l’acqua, sono state presentate e l'analisi economica e
recupero dei costi dei servizi idrici nel bacino del Fiume Anthemountas.
Dopo il 2 ° Forum, il Comitato ha continuato le sue attività in base alla metodologia "Give
andTake process" (Diritti e Doveri o Dare e Avere) - (San Diego City Schools, 2001).
Nell’ambito di queste attività, si sono formati gruppi di lavoro che miravano ad un
coinvolgimento più attivo e al confronto sui differenti temi dell’acqua in collaborazione con
gli schemi del progetto LIFE.
Il protocollo d’intesa sull'acqua concordato è stato presentato nel forum finale per essere
approvato dai partecipanti attraverso la creazione di un accordo sociale locale. Il protocollo
35
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
finale ha incluso i contenuti e la struttura previsti anche se non sono stati fissati obiettivi
quantitativi per il consumo di acqua o il prezzo.
Immagine 3: Decisione – piramide di costruzione del processo
Immagine 4: Struttura del protocollo d’Intesa finale
1.4 Risultati
Nonostante la preparazione di una buona campagna informativa, la partecipazione è stata
piuttosto limitata. Infatti, la partecipazione al 1° Forum era stata indicativa: anche se più di
100 poster furono pubblicati, 700 inviti spediti, notizie stampa pubblicate in diversi giornali
locali, solo 92 persone hanno partecipato, l'ineguale distribuzione geografica delle quali è
degna di nota. In particolare, il solo il 55.5% dei partecipanti proveniva dall’area del bacino
dell’Anthemountas, di questi il 64.5% dal Comune di Thermi, il 27.5% dal Comune di
36
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Vasilika e solo l’8% dal Comune dell’Anthemountas. Il restante 45.5% proveniva dall’area
fuori dal bacino dell’Anthemountas.
Inoltre una situazione simile era già stata sperimentata durante la prima riunione del
Comitato di Consultazione, dove la partecipazione dei rappresentanti del settore agricolo
era stata minima. Pertanto, si decise di intensificare la fornitura di informazioni non solo a
questo settore, ma anche, attraverso il Comitato, all'intero quadro delle parti sociali. Il
risultato fu una partecipazione più rappresentativa dei tre Comuni, in modo da poter fornire
un criterio di politica idrica comunemente accettato.
Inoltre, l'istituzione e il funzionamento di un gruppo di lavoro sulla gestione delle risorse
idriche nel settore agricolo, che si è riunito nelle zone agricole del bacino Anthemountas,
ha aumentato significativamente la partecipazione degli agricoltori, sia come individui che
come rappresentati delle cooperative locali.
Complessivamente hanno partecipato un totale di 29 organizzazioni, frequentando in
media 4 incontri ognuna. Il numero dei partecipanti si è più o meno stabilizzato dopo il
terzo incontro, sostenendo la coerenza delle discussioni. Infine, tutti i gruppi target
inizialmente selezionati sono stati rappresentati in modo soddisfacente.
1.6. Conclusioni / Lezioni apprese
Anche se il contesto del progetto generale è stato difficilmente sostenuto e la
partecipazione è stata limitata, l'intensificazione della diffusione delle informazioni a tutte le
parti sociali ha portato ad una partecipazione più rappresentativa dei tre Comuni al fine di
fornire una politica dell’acqua comunemente accettata.
Le discussioni sono diventate più mirate con il passare del tempo, ma anche l'intera
gamma di argomenti è stata esplorata, in seguito alle presentazioni e alle informazioni
fornite dai partner del progetto.
Inoltre, l'istituzione e il funzionamento del Gruppo di lavorp sulla gestione delle acque nel
settore agricolo, che si è riunito nelle zone agricole del bacino Anthemountas, ha
aumentato significativamente la partecipazione di agricoltori, sia come individui o
rappresentati attraverso le cooperative locali
La regione della Macedonia centrale, partner del progetto, ha già confermato che utilizzerà
l'accordo sociale raggiunto come punto di partenza per il piano di gestione idrico dell’area.
Alcune raccomandazioni politiche più ampie derivano dall'esperienza del presente
processo:
 Supportare lo sviluppo di una cultura di dibattito pubblico a partire dalle scuole.
 Avere un genuino dibattito pubblico, in contrasto con le consultazioni formali, potrebbe
essere ulteriormente incoraggiato e attuato attraverso una serie di tematiche locali
ambientali, potenziando le società locali e rafforzando il loro senso di responsabilità.
37
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
1.7 Ulteriori informazioni
Agenzia di Sviluppo degli Enti Locali dell’area orientale della città di Salonicco.
ANATOLIKI s.a., 1st km Thermi-Triadi, 9 Gold Center, GR – 57001
www.anatoliki.gr
Elisavet Pavlidou, Socratis Famellos
email: [email protected]
Tel. 00302310463930
38
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
2. Green Public Procurement Information Network
2.1
Introduzione
La Green Public Procurement Information Network (GPPinfoNET) è un progetto finanziato
dalla Commissione Europea nell’ambito della componente dell'Informazione e
Comunicazione del programma Life+ 2007. Il GPPinfoNET è stato promosso - attraverso
le attività di un gruppo di lavoro - da parte del Coordinamento Regionale di Agenda 21
Locale in Sicilia insieme con la Regione Sicilia (13) (ARTA) e ARPA Sicilia (14). Il progetto
del caso di studio è coordinato dalla Provincia Cremona. Il caso di studio è stato fornito da
ARPA Sicilia - Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
2.2
Background
Per intervenire nell'area che riguarda i prodotti, la politica suggerita dall'Unione Europea è
la Politica del Prodotto Integrato-IPP – come è stato definito nel “Libro Verde per la Politica
del Prodotto Integrato” (COM2001/68) – che è offerto come strategia atta a rafforzare le
politiche ambientali riguardanti i prodotti per promuovere lo sviluppo di un mercato per
prodotti più ecologici.
La IPP, secondo le definizioni della Commissione Europea è un “approccio che tenta di
ridurre l'impatto ambientale dei prodotti durante il loro intero ciclo di vita”.
Realizzando il GPP significa rivedere le procedure per l'acquisto di beni e servizi e gli
appalti di lavori pubblici prendendo in considerazione non solo il loro costo monetario ma
anche gli impatti ambientali che questi possono generare nel corso del loro ciclo vitale.
GPP significa orientare la domanda pubblica attraverso prodotti, servizi e opere pubbliche
che riducono:
 l'uso di risorse naturali
 consumo di energia e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
 produzione di rifiuti
 emissioni inquinanti
 rischi e pericoli
e ottimizzano il “servizio” offerto.
13 http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/
14 http://www.arpa.sicilia.it/context.jsp?ID_LINK=571&area=5
39
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Il settore degli appalti pubblici rappresenta in media il 16% del PIL dell’Unione Europea:
ecco perché il GPP è la forza motrice fondamentale per tutto il consumo sostenibile e per
le strategie di produzione. Attraverso gli appalti verdi, le Autorità Pubbliche possono
stimolare l'innovazione del prodotto e del processo, aumentare la diffusione di tecnologie
ambientali e guidare il mercato. Non solo: adottare l'appalto verde significa anche
razionalizzare la spesa e il consumo; realizzare l'appalto verde pubblico vuol dire
acquistare verde e in modo intelligente.
L'appalto verde pubblico propone l'IPP come uno strumento di domanda pubblica per un
orientamento ecologico verso altre etichette ambientali come:
- Ecolabel,
- Dichiarazione di Prodotto Ambientale-EDP,
- Sistemi di gestione Ambientale (EMAS o ISO 14001),
- Ecodesign, Turismo Sostenibile ecc.
Quelli sopra menzionati sono strumenti volontari che contribuiscono a ri-orientare le scelte
dei produttori verso prodotti e servizi che abbiano migliori prestazioni ambientali.
Immagine 5: Acquisto Pubblico Verde e altri strumenti di Politica del Prodotto Integrato
Fonte: Ecosystemi srl, nuova guida GPP
2.3. Il progetto “GPPinfoNET”
La Rete Informativa sugli Acquisti Pubblici Verdi (GPPinoNET) è un progetto finanziato
dalla Commissione Europea all'interno del programma Life+ 2007, Informazione e
Comunicazione che è stato condotto per tre anni a partire dal febbraio 2009.
GPPinfoNET è stato creato per:
 favorire la riduzione di impatti ambientali associati all'acquisto di beni e servizi;
 preparare il terreno all'introduzione e realizzazione dei Piani di Azione Nazionale del
GPP;
 aumentare la consapevolezza del ruolo del GPP per la realizzazione di consumo
sostenibile e strategie di produzione;
 colmare le lacune informative che impediscono l’attuazione del GPP.
40
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Durante gli ultimi 3 anni, il progetto ha creato una rete tra le amministrazioni pubbliche
locali di 9 regioni per colmare le lacune di informazione esistenti e per condividere le
soluzioni e le strategie necessarie per superare gli ostacoli posti alla diffusione
dell'acquisto verde.
L'obiettivo finale è quello di rendere disponibile ai responsabili per gli acquisti delle
province e dei comuni uno strumento facile da applicare (nella maggior parte dei casi è
sufficiente “taglia e incolla”) per redarre “gare d’appalto verdi” in molti settori d'acquisto, in
modo da ridurre concretamente l'impronta ecologica della pubblica amministrazione.
Le attività della rete sono iniziate con un seminario di lancio tenutosi il 6 novembre 2009
nell'auditorium dell' ART. Il seminario è stato utile non soltanto per presentare il progetto al
pubblico e aumentare la consapevolezza delle priorità ambientali regionali e su come il
GPP possa aiutare a indirizzarli, ma anche per raccogliere le prime adesioni al Network
per il GPP in Sicilia.
Le attività del Network stanno attualmente proseguendo innestate nelle attività e
esperienze già intraprese nell'isola dal servizio Ambiente e territorio della regione, da
ARPA Sicilia e dai singoli comuni utilizzando come dorsale a supporto e diffusione di
alcune aree operative alcuni gruppi di lavoro tematici già impostati e avviati all'interno dell'
Agenda Locale 21 Sicilia, in modo da migliorare ed espandere e in questo modo aiutare a
creare, attraverso le condizioni favorevoli della regione, la diffusione delle procedure del
Piano di azione per la sostenibilità ambientale del consumo nel campo del governo (cioè
Piano Nazionale di Azione nell'Acquisto Pubblico Verde – NAP GPP).
2.4
Risultati del progetto
I progetti successivi del GPP hanno trattato la questione dell'acquisto pubblico verde da
diversi punti di vista in modo da provvedere ad un approccio integrato alla società locale.
L'introduzione dei criteri ecologici nell'offerta e nella redazione delle gare di appalto
“verde” sono strumenti per formare una politica adeguata del GPP mentre il “GPP a
scuola” ha avviato il dialogo pubblico unendo tutti gli attori coinvolti in grado di giocare un
ruolo significativo nel cambiamento dei mezzi di produzione e consumo, intorno
all'argomento degli acquisti verdi. Inoltre, la GPPinfoNET va oltre preparando il terreno per
l'introduzione e la realizzazione dei Piani di Azione Nazionali per il GPP.
Tutte queste azioni migliorano una strategia singola che cambierà radicalmente i modi di
produzione e consumo associati a forti attività di diffusione per incoraggiare le autorità
locali e regionali all'adozione di politiche di acquisto verde. Nel frattempo, il pubblico viene
41
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
a conoscenza – in termini di adozione – di questa strategia attraverso eventi di
familiarizzazione come il “Compra Verde – Buy Green Forum”.
2.5
Conclusioni / Lezioni apprese
La lezione più importante appresa da questo caso è che la sostenibilità e il profondo
interesse per un progetto risiedono nel coinvolgimento della comunità locale. Il concetto è
che un determinato progetto dovrebbe essere ancorato saldamente alle problematiche
della società. Il coinvolgimento degli stakeholders locali rafforza lo status sociale del
progetto e apre la strada alla formazione di politiche concrete. Come esempio, il progetto
GPP è stato testato con successo ad un livello regionale e diverrà presto nazionale grazie
al Piano di Azione Nazionale sull'Acquisto Pubblico Verde – NAP GPP.
2.6
Ulteriori informazioni
Provincia di Cremona – Settore Agricoltura e Ambiente
Andrea Azzoni - Polo Merlini
Via Dante 134
26100 Cremona (ITALY)
Telefono: +39 0372 406551, +39 0372 406503
Fax: +39 0372 406461
e-mail: [email protected]
Web: www.provincia.cremona.it
http://www.gppinfonet.it
42
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
3. L'industria cartaria che opera a rete – un esperimento per la
revisione dell’EMAS
3.1. Introduzione
Come indicato dall’acronimo del progetto PIONEER (15), è stata sperimentata una
metodologia per portare alla certificazione volontaria proposta dall’Unione Europea (il
cosiddetto regolamento EMAS) un intero distretto industriale (in questo caso il Distretto
Cartario di Capannori) oltre che le singole organizzazioni come finora è avvenuto. Lo
studio del caso è stato fornito dalla Provincia di Lucca.
3.2. Background
Nella pianura alluvionale, che si estende a est della città di Lucca, si sono stabilite
importanti industrie per la produzione e il trattamento della carta.
L'area industriale identificata come “distretto cartario di
Lucca” è uno dei più importanti per questi prodotti a
livello europeo. In questa area inoltre si è sviluppata
un'espansione urbana che dopo il territorio della
pianura costiera, è l'area dove si registra la maggio
densità di popolazione.
La presenza di questo polo ha trascinato con sé
l'esistenza di numerose pressioni sull'ambiente e sulle
sue componenti, soprattutto acqua e atmosfera.
L'industria cartaria richiede l'utilizzo di molta acqua;
produce emissioni nell'atmosfera. Inoltre, il distretto
della carta ha la caratteristica di avere un sistema di
trasporti dei prodotti (dal materiale grezzo al prodotto
finale) supportato interamente dal sistema tradizionale
(mezzi pesanti).
Immagine 6: Regione Toscana
3.3
Il progetto PIONEER
Lo scopo è la creazione di una serie di risorse, conoscenze e soluzioni tecniche comuni a
tutte le realtà imprenditoriali presenti nel Distretto cartario: questo oltre che un esempio di
reale cooperazione nella salvaguardia ambientale, anche un effettivo risparmio delle
nostre risorse naturali: acqua, aria, paesaggio.
15 http://www.life-pioneer.info/welcome_en.php#
43
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Su questa base, il progetto compie attività e rende disponibili risorse comuni a livello
territoriale, per favorire lo sviluppo di EMAS come politica territoriale per la sostenibilità
locale; questo sarà integrato con altre politiche
dell’UE (Agenda 21, accordi volontari, IPPC)
per facilitare la diffusione dello schema tra le
PMI e le organizzazioni dei settori dove non è
ancora diffuso.
La partnership del PIONEER è composta da
IEFE BOCCONI Istituto di Economia delle Fonti
di Energia,la Scuola Superiore di Studi
Universitari S. Anna, la Camera di Commercio
di Lucca, l’Associazione Industriali della
Provincia di Lucca, il Comune di Pescia, SCA
Packaging e la Delicarta SOFIDEL (sono due
produttori di carta tra i più moderni e attivi nel
campo della gestione ambientale (con una
rilevante esperienza di certificazione ISO14001)
e
rappresentano
l’industria
locale
nell’Organismo di Coordinamento di Distretto).
Immagine 7: Province di Lucca e Pistoia
Il progetto sostiene molte organizzazioni per la registrazione all'EMAS. In particolare, sono
state selezionate 35 organizzazioni tra quelle più motivate verso EMAS (5 ente locali, 10
organizzazioni del terziario, 20 industrie, principalmente PMI) visto che l’obiettivo
principale del progetto è quello di condurre almeno metà delle organizzazioni selezionate
alla Certificazione EMAS.
In secondo luogo, il progetto ha promosso il coinvolgimento degli stakeholder attraverso
l’applicazione di Emas nella dimensione locale come uno strumento di politica territoriale e
integrandolo a livello operativo con altri strumenti come Agenda 21 e accordi volontari.
Ultimo, ma non meno importante, il progetto – che si ispira al 6° Programma di Azione –
ha prodotto una proposta per integrare il Regolamento Emas alle esigenze delle PMI
La metodologia del progetto comporta l’attuazione in ambito distrettuale dei diversi livelli
previsti dal Regolamento Emas, così da creare una base comune per tutte le singole
organizzazioni che intenderanno utilizzare le risorse collettive e l’approccio cooperativo,
per ottenere la registrazione Emas individualmente. Il progetto verificherà sul campo se il
Sistema di Gestione Ambientale del distretto e gli altri elementi “collettivi” sono realmente
utilizzabili per supportare la partecipazione individuale in Emas.
44
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Il progetto quindi si è sviluppato attraverso le seguenti azioni:
 Il livello iniziale con una valutazione preliminare della fattibilità e dell’applicabilità della
metodologia proposta a diversi distretti. Dopo la una valutazione e un miglioramento
della metodologia, è stato creato un Comitato di promozione nel distretto di Lucca per
fornire indirizzi strategici agli operatori distrettuali in materia di gestione ambientale.
 La fase successiva è stata la realizzazione di un’analisi iniziale del territorio
distrettuale, la quale è servita per identificare gli aspetti ambientali più significativi per
l’area.
 Successivamente un campione di organizzazioni rappresentativo è stato selezionato
nel distretto per verificare l’efficacia dell’approccio cooperativo.
 Il Comitato Promotore ha definito e condiviso una politica di distretto come riferimento
per le politiche individuali delle organizzazioni campione.
 Il programma ambientale distrettuale deriva da questa politica perseguendo un
costantemente miglioramento. Questi piani hanno preso la forma di accordi spontanei
tra gli attori locali.
 Il Sistema di Gestione Distrettuale ha fornito e fornirà molte risorse e procedure che
potranno essere condivise e valorizzate a livello territoriale: procedure di emergenza,
iniziative di formazione, audit per le PMI, gestione dei fornitori locali, ecc..
 La dichiarazione ambientale del distretto costituisce un supporto alle organizzazioni
campione per un’efficace comunicazione ai soggetti portatori d’interessi.
 La sperimentazione della metodologia sul distretto lucchese è in seguito stata validata
grazie a un confronto con altri distretti industriali UE
Per quanto riguarda la metodologia, il progetto PIONEER ha avuto inizio con il Documento
di l'Analisi Ambientale, uno strumento utile alle Aziende del Distretto Cartario che vogliono
aderire al Regolamento EMAS, oppure che hanno già raggiunto la registrazione, grazie al
Progetto PIONEER, e far fronte ai regolari aggiornamenti annuali nei prossimi anni.
Il Documento di Analisi Ambientale è stato aggiornato nel 2009 dal Comitato Promotore
del Distretto Cartario di Capannori. L'obiettivo era di migliorare il documento iniziale
rendendolo più conciso e quindi in forma maggiormente utilizzabile per le aziende.
Pertanto, il documento comprende una serie sintetica di schede relative alle varie
componenti ambientali.
Le schede di analisi ambientale sono aggiornate annualmente.
45
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Tabella 4: Indicatori utilizzati nel Documento di Analisi Ambientale
COMPONENTE
Atmosfera
Inquinamento acustico
Inquinamento elettromagnetico
Energia
Risorse idriche
Qualità delle acque sotterranee
Acque superficiali
Utilizzo del terreno
Rifiuti
Qualità del terreno e del
sottosuolo
Bodiveristà
Mobilità
Materie prime
INDICATORE AMBIENTALE
Concentrazione annue di inquinanti
Monitoraggio tramite centraline
Superamenti degli standard di qualità
Emissioni in atmosfera, dati IRSE (Inventario Regionale
delle Sorgenti di Emissione)
Emissioni in atmosfera per tipologia, dati IRSE
Zonizzazione acustica nei comuni del Distretto
Rilevazioni rumore effettuate nei comuni del Distretto
Misurazioni dei campi elettromagnetici nel Distretto
Livelli di induzione magnetica nel Distretto
Stazioni radio base (SRB)
Consumi procapite di energia elettrica
Consumo annui procapite di benzina
Consumo annui procapite di GPL
Consumo annui procapite di gasolio
Analisi multitemporale di falda
Prelevamento e consumo di acqua per gli acquedotti
Caratteristiche qualitative delle acque sotterranee:
cloruri, nitrati, ione ammonio e trielina
Stato ambientale delle acque sotterranee (SAAS)
LIM: Livello di Inquinamento da Macrodescrittori
IBE: indice biotico esteso
SECA: Stato ecologico dei corsi d’acqua
Superfici urbanizzate
Superficie Agricola Utilizzata
Superfici boscate
Quantità di RSU prodotti pro capite
Raccolta differenziata (RD) Rifiuti Solidi Urbani (RSU)
Quantità di Rifiuti Speciali (RS) prodotta Quota di Rifiuti
Speciali Pericolosi (RSP) sul Totale Rifiuti Speciali (RS)
Siti soggetti ad obbligo di bonifica
n° siti industriali / Totale siti da bonificare
Aree Naturali Protette
Percentuale di Motorizzazione
Quota di veicoli industriali nel parco auto
Consumo di macero
Consumo di pasta di fibra vergine
Consumo di prodotti chimici
Infine, il progetto ha prodotto nel 2008, il documento finale del Programma Ambientale del
Distretto Cartario di Capannori, documento redatto sotto forma di Piano d'Azione come
risultato del processo di Agenda 21 Locale .
46
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
3.4
Risultati del progetto
Ottenere la registrazione EMAS di varie
organizzazioni, delle 35 organizzazioni
selezionate tra quelle più motivate per
l'EMAS (5 enti locali, 10 organizzazioni
del terziario, 20 industrie, principalmente
PMI) e di conseguenza ottenere la
certificazione EMAS per almeno la metà.
Le organizzazioni non industriali sono
state incluse per promuovere EMAS nelle
aree dove l’adesione alla certificazione
non si è ancora ampiamente diffusa.
Il
coinvolgimento
di
stakeholders
attraverso l'applicazione dell'EMAS nella
dimensione locale come uno strumento
di politica territoriale e integrandolo a
livello operativo con altri strumenti come
Agenda 21 e accordi volontari
Preparazione di una proposta per
integrare il regolamento EMAS per
prendere in considerazione la possibilità
di definire requisiti per azioni a livello
Immagine 8: Comuni del distretto cartario
locale e fornire una forma di riconoscimento ufficiale per agenti locali che si sono
impegnate a questo approccio nei distretti (anche EMAS per adattarsi alle necessità di
PMI, come richiesto dal Sesto Programma di Azione).
Formalizzazione e diffusione di processi e modelli prodotti dal progetto per renderlo
trasferibile ad altri contesti locali
3.5
Conclusioni / Lezioni apprese
I primi risultati ottenuti sono le organizzazioni che hanno raggiunto la certificazione EMAS
nel Distretto Cartario:
Il 19 settembre 2008 il Comitato Ecoalbel - Ecoaudit Sezione Emas Italia ha rilasciato
l'attestato al Soggetto Promotore dell'Ambito Produttivo Omogeneo Distretto Cartario di
Capannori per aver attivato iniziative a livello locale di promozione e diffusione di Emas e
di creazione delle sinergie necessarie sia per l'adesione delle aziende allo schema del
Regolamento sia per il miglioramento ambientale dell'Ambito Produttivo Omogeneo nel
suo complesso.
47
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Inoltre con la collaborazione della Scuola Sant'Anna di Pisa si sono svolti seminari di
formazione per Aziende che si stanno registrando all'EMAS e sono iniziate le procedure
per l'inserimento.
Nella classifica di Ecodistretti 2009, che effettua una panoramica delle buone pratiche
sulle politiche ambientali applicate nei distretti industriali e neisistemi produttivi locali in
Italia, il Distretto Cartario di Capannori, si è classificato al primo posto nella classifica dei
primi 10 sistemi produttivi locali.
3.6
Ulteriori informazioni
Ufficio Agenda Locale 21 – Provincia di Lucca
Piazza Napoleone – Palazzo Ducale, 55100 Lucca
e-mail: [email protected]
Sito web del progetto: http://www.life-pioneer.info
48
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
4. Progetto di piano di gestione delle acque dei bacini idrografici a
Cipro
4.1 Introduzione
Un buon esempio di attuazione di Agenda 21 Locale è lo sviluppo dei Piani di Gestione dei
bacini idrografici (RBMP) a Cipro.
Il Piano di Gestione dei Bacini Idrografici (RBMP) è un piano che definisce la politica di
gestione delle acque, richiesto dalla direttiva quadro (WFD) (2000/60/CE). Esso copre
l'intera isola di Cipro, che è designata come un distretto idrografico, che si trova nella
Regione idrologica 8 (HR8).
Il piano include il programma di misure necessarie per conseguire gli obiettivi ambientali
della direttiva quadro. Queste misure si riferiscono a misure orizzontali (di base e
complementari), applicabili a tutti i corpi idrici esistenti a Cipro, ma anche a misure
specifiche adottate per i corpi idrici di HR8. Il caso di studio è fornita dalla Dipartimento per
lo Sviluppo dell’Acqua di Cipro.
Il piano di gestione (RBMP) incorpora i principi della sostenibilità, promuove idee e
proposte per la partecipazione della comunità locale e attiva dei cittadini nelle questioni di
gestione sostenibile delle acque.
4.2 Background
Per la prima volta è stato coinvolto il pubblico nello sviluppo di un processo così
importante come piano di gestione delle acque. Il RBMP è chiamato a risolvere una serie
di questioni relative allo stato delle risorse idriche superficiali e sotterranee, promuovendo
processi partecipativi.
Assume la visioning condivisa di garantire l'acqua in quantità e di qualità sufficiente,
identifica i problemi significativi che potrebbero esistere in relazione alle risorse idriche e
propone un piano di misure socialmente eque per affrontare i problemi e raggiungere gli
obiettivi. Il RBMP copre l'intera isola, che è designata come uno distretto idrografico.
49
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
4.3 Il Progetto
Il progetto prevedeva la consultazione e la
partecipazione attiva dei gruppi pubblici e delle
parti interessate legati all'uso e tutela delle
acque, tra cui i sindacati degli agricoltori, ONG, i
Comuni,, i Consigli di LA21, associazioni
professionali e di industrie, enti pubblici e le
associazioni scientifiche hanno partecipato
attivamente. Il progetto è stato finanziato dal
governo di Cipro. La procedura di consultazione
è stata lanciata nell’aprile 2007 e si è conclusa
alla fine di novembre 2010 comprendendo tre fasi
distinte come segue:
Nella prima fase si è proceduto con l’
identificazione e la mappatura degli stakeholders
seguita dalla progettazione della procedura di
consultazione. Sono stati selezionati gli strumenti
di consultazione adeguati e si è concordato il
calendario per l'attuazione di azioni di
consultazione.
Nella seconda fase è stato dato ampio spazio alle questioni di gestione delle acque a
Cipro e sono state promosse campagne di informazione e raccolta di opinioni mediante un
questionario. Si è creato un quadro stabile di
informazione, comunicazione e scambio di
opinioni attraverso la formazione di gruppi di
lavoro regionali di stakeholders, i quali sono stati
facilitati dal Dipartimento per lo sviluppo d'acqua.
Durante la terza fase si è presentata una bozza
del progetto RBMP alle parti. Sono state
organizzate riunioni sia a livello regionale che
locale durante le quali i partecipanti hanno avuto
la possibilità di esprimere apertamente le proprie
opinioni sull’RBMP. Il maggior successo di
queste riunioni lo hanno ottenuto i Comuni, a cui
hanno partecipato oltre il 30% dei consigli di
paese. Durante tale procedura, si sono utilizzati
vari strumenti per facilitare la comunicazione e
incoraggiare la discussione, come l'uso dei
media e di Internet, opuscoli informativi,
manifesti, questionari, seminari, workshop e
forum.
50
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
4.4 I risultati del progetto
Il risultato del progetto è un Piano di Gestione dei Bacini Idrografici che, in conformità con
la Matrice di Agenda 21 è caratterizzata dai seguenti obiettivi:
 Protezione della diversità biologica.
 Acqua e gestione delle acque reflue.
 Protezione ambientale e controllo dell'inquinamento.
Effettivi cambiamenti positivi sono attesi nel prossimo futuro, per quanto riguarda la
diminuzione degli emungimenti eccessivi delle acque sotterranee, apportando un
miglioramento lento ma costante per quanto riguarda la quantità e la qualità delle acque
sotterranee e anche per quanto riguarda l'ambiente acquatico a valle delle dighe principali.
4.5 Conclusioni / lezioni apprese
L'approccio top-down delle consultazioni, ha fornito un qualche tipo di controllo che si
riteneva necessario, dato che era la prima volta che vi era una partecipazione ad uno
schema di tali misure a Cipro. La formulazione dei gruppi di lavoro durante la procedura,
seguita dal coinvolgimento attivo dei Comuni nella terza fase si è rivelata molto efficace.
Le azioni di consultazione finora adottate hanno gettato le basi e hanno spianato la strada
a una discussione approfondita su molte questioni critiche in materia di acqua del paese,
questione che dovrebbe facilitare il lancio di dibattiti pubblici e più incontri a livello locale
nella seconda revisione del RBMP.
4.6 Maggiori informazioni
Contatti E-mail: [email protected]
Ulteriori informazioni sul sito web WDD: http://www.wfd.wdd.moa.gov.cy,
o thttp :/ / www.moa.gov.cy/moa/wdd/wdd.nsf/guide_en/guide_en?OpenDocument
51
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
5. Campagna di Efficienza energetica nella provincia di Granada
5.1 Introduzione
La campagna di efficienza energetica a Granada si è svolta nel quadro di un approccio
coordinato della rete di governance a scala provinciale denominata "Granada en Red".
L'obiettivo era l'ottimizzazione dei consumi energetici da parte delle amministrazioni locali
e dei servizi all'interno della Provincia. In questo quadro sono stati eseguiti audit energetici
dal Consiglio Provinciale di Granada per i Comuni. L'audit energetico ha così potenziato
adeguati piani di risparmio energetico per le Amministrazioni Comunali con l'obiettivo di
attuare un modello sostenibile di energia che apporti una riduzione del 20% sul consumo
di energia nel 2012. Il caso di studio - fornito dal Consiglio Provinciale di Granada - è
illustrato dalla descrizione del piano d'azione delle città di Ogijares e Maracena.
5.2 Background
Il Consiglio Provinciale di Granada ritiene che i consigli di contea rappresentano le città
stesse e sostiene la loro capacità di lavorare insieme. Per questo motivo, si è cercato di
valorizzare un nuovo modello di relazione tra il Consiglio Provinciale di Granada e gli enti
locali. Con il nome di "Granada en Red", questa rete si propone di fornire ai rappresentanti
provinciali e comunali gli strumenti adeguati al fine di migliorare il governo per mezzo di
una rete di governo provinciale coordinata. Diversi audit energetici comunali sono stati
effettuati nel quadro dei programmi d'azione stabiliti durante la procedura di accordo negli
anni fiscali 2006, 2007, 2008 e 2009.
L'accordo mira a ridurre la domanda di energia e consumo da parte dei Comuni per la
fornitura di servizi comunali. Tale accordo intende anche modernizzare e prolungare la
durata delle strutture comunali e delle attrezzature relative a tali servizi, nonché a
promuovere l'attuazione e l'utilizzo di energie rinnovabili.
Immagine 9: Tracker lucernario solare
52
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
5.3 Il progetto
L'obiettivo principale è quello di ottimizzare i consumi energetici da parte delle
amministrazioni locali e i servizi all'interno della provincia di Granada. A tal fine, si è
stabilito un Piano di Azione che intende ottenere la massima efficacia nella fornitura
di energia e nel suo utilizzo. Come risultato, il consumo energetico sarà ridotto senza
causare alcun danno alla qualità e convenienza dei servizi forniti ai cittadini.
Ricerche condotte in alcune città all'interno della provincia di Granada rivelano che una
riduzione del 20% sulle spese energetiche comunali sarebbe possibile se venissero
adottate alcune misure semplici e rimborsabili a breve termine .
Gli Audit Energetici possono dare una spinta all'adozione di un piano di risparmio
energetico nelle amministrazioni comunali, con l'obiettivo di implementare un modello
sostenibile di energia in modo da ridurne il 20% sul consumo nel 2012.
Obiettivi specifici degli Audit Energetici:
 Analizzare i consumi energetici comunali e individuare le opzioni di risparmio
energetico per quanto riguarda il piano di prestazioni e degli investimenti, con lo scopo
di ridurre i consumi del 20% nel 2012.
 Sviluppare l'efficienza energetica municipale.
 Migliorare la qualità della fornitura dei servizi urbani e promuovere politiche
energetiche comunali a favore della sostenibilità e della riduzione dell'impatto
ambientale.
 Modernizzare e rinnovare le istituzioni comunali.
 Offrire maggiore formazione al personale tecnico.
 Sensibilizzare i cittadini a una cultura energetica basata sul risparmio energetico
mediante dimostrazioni pratiche da parte dei Comuni.
Ogni procedura audit analizza i seguenti aspetti:
 Determinazione del consumo nei dipartimenti comunali.
 Descrizione e analisi d’illuminazione, riscaldamento e sistemi di raffreddamento, così
come il rilevamento dei punti critici.
 Analisi degli impianti per la raccolta, trattamento, trasporto, stoccaggio, distribuzione e
pompaggio di acqua delle abitazioni.
 Analisi degli impianti per l'illuminazione, al fine di privilegiare la zona di realizzazione,
all'interno della struttura comunale urbana, e migliorare la qualità dell'illuminazione.
 Ricerca per la realizzazione di sistemi di energia rinnovabile.
 Formulazione e valutazione delle proposte progettuali tecniche.
Le amministrazioni locali devono prendersi il seguente impegno:
 Firmare il protocollo di adesione alla "Red de Municipios por el Clima" (rete dei
Comuni per il clima).
 Investire il 25% dei costi per l'audit energetico.
 Formare manager comunali che si occupino di energia.
 Divulgare informazioni rilevanti.
53
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Il Consiglio della Provincia di Granada ha svolto Audit energetici mediante l'Agenzia
Provinciale per l'Energia, sulla base del loro progetto "AUD-GRA - Audit e efficienza
energetica negli enti locali all'interno della provincia di Granada".
Per conto dei Comuni, il Consiglio Provinciale di Granada si è impegnato nel programma
di sovvenzioni per la riuscita di progetti e studi di fattibilità relativi a misure di risparmio. La
Comunità Autonoma dell'Andalusia ha introdotto detti studi e progetti di fattibilità nel
quadro del Piano Energetico Andalusia 2003 - 2006 (PLEAN) - per la prima fase - e nel
Piano Energetico Sostenibilità dell’Andalusia 2007 - 2013 (PASENER) - per la seconda
fase. Audit Energetici Comunali sono stati finanziati come segue: il 50% dal Consiglio
dell’Andalusia, il 25% dal Consiglio Provinciale, il 25% dal Comune. Il prendere parte
all'accordo di cooperazione ha obbligato il Consiglio Provinciale a richiedere sovvenzioni
per conto del Comune. Inoltre, il Consiglio Provinciale era responsabile per la
concretizzazione e il finanziamento dell’inserimento, a patto che i sussidi fossero stati
precedentemente approvati dalla Comunità Autonoma dell'Andalusia.
L'attuazione del piano d'azione derivato dall’Audit Energetico della città di
Maracena.
I seguenti piani d'azione sono stati attuati a Maracena, in relazione alle diagnosi
energetiche, all'efficienza energetica e al risparmio:
Audit energetico: nel 2008, si è realizzato un audit energetico nei locali comunali e negli
impianti energetici come ad esempio all'illuminazione comunale. Il Comune ha presentato
un tasso di consumo di energia di 2.494,97 MWh annuo, e un tasso di consumo di energia
termica di 35,37 tonnellate all’anno. Questi tassi hanno rappresentato un tasso di
consumo di energia primaria di 648,42 tonnellate all’anno, comportando un costo
economico di 355.199,71 € all’anno.
Sulla base dei dati rivelati dalla relazione audit, sono state proposte diverse misure al fine
di migliorare l'efficienza energetica e raggiungere i seguenti vantaggi:
• Risparmio energetico. Il Comune otterrebbe un risparmio del 45% se tutte le prestazioni
incluse nel piano venissero rispettate.
• Risparmi economici. I costi economici derivanti dal consumo di energia in impianti
comunali ammontano a 355,199.71€. Nel caso in cui il piano d'azione giungesse a
compimento, si potrebbe ottenere un risparmio del 47%.
• Investimenti. Sarebbe necessario investire 307,665.47 € per la realizzazione di tutte le
prestazioni incluse nel piano.
• Impatto ambientale. La realizzazione del piano d'azione porterebbe un miglioramento
importante delle condizioni ambientali, e sarebbe anche possibile ridurre le emissioni di
CO2. Nel momento in cui il progetto venne lanciato, le emissioni di CO2 derivanti dai
consumi energetici comunali ammontavano a 3,128.48 tonnellate all’anno. Nel caso in cui
il piano venisse eseguito con successo, si otterrebbe una riduzione del 46% delle
emissioni di CO2.
54
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali: il Comune ha favorito la produzione di
energia solare fotovoltaica per 280 KW in 4 impianti fotovoltaici connessi alla rete - 1 in
proprietà assoluta, 3 secondo un modello di sfruttamento.
Immagine 10: Pannelli solari sugli edifici pubblici a Maracena
Installazione delle caldaie a biomassa negli edifici comunali: caldaie ad olio
combustibile sono state sostituite con caldaie a biomassa a pellet negli impianti scolastici.
Sostituzione dei lampioni: un programma per l’illuminazione e la manutenzione è stato
redatto in conformità alle nuove normative in materia di efficienza energetica e di
inquinamento luminoso. In aggiunta a questo, sono state sostituite o rimosse 2.256
lampade a vapore di mercurio a partire dal 2008.
Parcheggi per biciclette: ai fini di promuovere l'uso delle biciclette a Maracena, sono stati
distribuiti 50 parcheggi in tutta la città.
Sistema OnBike: il Comune dell’Andalusia per tale l'innovazione ha ideato il sistema
OnBike a Maracena. Si tratta di un servizio gratuito di noleggio biciclette di 4 ore per i
cittadini oltre i 16 anni d’età (7 ore di disponibilità per gli studenti universitari). Ci sono 7
padiglioni per il noleggio biciclette a Maracena, ognuno dei quali ha 10 biciclette.
Programmi di partecipazione dei cittadini: in termini generali, questi programmi
permettono ai cittadini di avere maggior peso sulle decisioni di progetti del Comune,
tramite la partecipazione diretta o attraverso i loro rappresentanti. A questo proposito, gli
agenti sociali svolgono un ruolo chiave in quanto partecipano alla maggior parte delle
attività. Questo programma di partecipazione auspica un maggiore coinvolgimento dei
cittadini, assistenza e sensibilizzazione su temi rilevanti.
Guida al risparmio energetico nella propria abitazione: il Comune di Maracena ha
pubblicato una guida personalizzata per risparmiare energia e migliorare l'efficienza
energetica in casa. La guida è stata inviata alle 3.500 famiglie che vivono a Maracena, ed
è attualmente disponibile anche su Internet. Inoltre, il Comune ha organizzato alcune
conferenze e spettacoli cinematografici, al fine di rendere le persone consapevoli
dell’importanza delle misure di risparmio energetico.
Campagna di Sensibilizzazione al Risparmio Energetico nella propria abitazione: ai
fini di incrementare il risparmio energetico in casa e incoraggiare l'acquisto di lampade a
55
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
risparmio energetico, il Comune ha lanciato una campagna a sostegno di pensionati e
disoccupati a Maracena i quali riceveranno 1000 lampade a risparmio energetico. Si sono
distribuiti anche opuscoli informativi. Inoltre, è stata organizzata una mostra negli edifici
comunali adoperando due tipi di lampade: una lampada a risparmio energetico e una
lampada ad incandescenza, collegate ad un misuratore di consumo di energia, in modo
tale da calcolare la differenza dei livelli di consumo.
Aula di "Eco-Partecipazione": si è lanciato a Maracena all'inizio del 2008 il progetto
"Aula di Eco-Partecipazione”. Tale progetto consiste nella realizzazione di diverse attività
legate all'educazione ambientale, tra le quali troviamo workshop, mostre e gite per
bambini, giovani e adulti. Alcuni degli argomenti più rilevanti sono: i cambiamenti climatici
e il risparmio energetico. Nell’'aula di Eco-Partecipazione vengono organizzate diverse
attività per specifici gruppi sociali. In questo modo, si organizzano alcune attività mirate ai
bambini o agli adulti, ma anche attività per tutti come la "Giornata OnBike". Grazie al
supporto delle scuole, i bambini dell’asilo e della scuola elementare possono prendere
parte alle diverse attività. Altre associazioni collaborano attivamente al progetto attraverso
la diffusione di informazioni.
Immagine 11: aula di "Eco-Partecipazione" a Maracena
Giornata OnBike e Settimana della Mobilità: nell’ambito della Giornata Mondiale
dell'Ambiente, si è istituita la giornata OnBike. Durante la Giornata OnBike, i partecipanti
percorrono in bicicletta una zona di Maracena. Possono partecipare persone di ogni età.
Diverse associazioni e gruppi legati al ciclismo e alla mobilità sostenibile contribuiscono
all’organizzazione dell'evento. Laboratori di educazione ambientale hanno luogo allo
stesso momento. Al fine di motivare i partecipanti, viene dato loro un dono gratificante
(una t-shirt, una bottiglia d'acqua, ecc) e prendono parte a una lotteria. I partecipanti
hanno accettato di ricevere informazioni sull’evento tramite telefono cellulare o e-mail; in
questo modo il numero dei partecipanti all'evento del 3° anno è raddoppiato rispetto al 1°
anno. Inoltre, i partecipanti ricevono periodicamente le informazioni su diverse questioni
(come la mobilità sostenibile, i servizi di prestito biciclette, eventi, ecc).
La Settimana della mobilità si svolge ogni anno a Maracena intorno al 22 settembre, allo
scopo di stimolare la mobilità sostenibile.
56
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Immagine 12: Giornata On Bike e la Settimana della mobilità a Maracena
Piano di Mobilità Urbana Sostenibile: il piano di mobilità urbana sostenibile analizza la
situazione e le condizioni della mobilità urbana nella città. I cittadini possono attivamente
collaborare, così come gli agenti che sono responsabili per specifici piani di azione. La
attuazione del Piano nel 2011 è stata approvata dalla riunione plenaria e il Governo
autonomo dell’Andalusia ne ha emesso la conferma ufficiale nel mese di dicembre 2010.
Corsi di guida efficiente: il Comune di Maracena ha offerto corsi di guida efficiente per
automobilisti e istruttori di scuole guida. Un totale di 30 automobilisti singoli e 100 istruttori
hanno frequentato i corsi.
Condividere una macchina: il Comune di Maracena collabora con il progetto denominato
"Condividere una macchina" istituito dall'Agenzia per l'Energia di Granada. Il sistema avrà
una piattaforma telematica per gli utenti.
Collaborazioni principali: il dipartimento per la mobilità del complesso ospedaliero
Virgen de las Nieves sta valutando di unirsi all’Agenda 21 e firmare un accordo di
cooperazione al fine di promuovere uno stile di vita basato sulla mobilità urbana
sostenibile a Maracena e, in particolare, tra le circa 250 persone che lavorano presso il
complesso ospedaliero e vivono a Maracena.
Forum per la partecipazione dei cittadini: i forum dei cittadini sono diventati un luogo
ideale dove le persone possono condividere le loro opinioni riguardo al piano di azione
Agenda 21, le loro sensazioni e qualsiasi altra faccenda di natura generale.
5.4 I risultati del progetto
Conseguentemente agli audit energetici, vari Comuni hanno lanciato alcune misure, tra le
quali:
 Sostituzione di sistemi di illuminazione inefficienti con più efficienti sistemi di
illuminazione.
 Promozione di sistemi di energia rinnovabile negli edifici pubblici: l'utilizzo dell'energia
solare termica in strutture sportive, la sostituzione di caldaie ad olio con caldaie a
biomassa e la sostituzione delle lampade a incandescenza con lampade fluorescenti
compatte.
Le misure di cui sopra porteranno ad un risparmio energetico e ad un miglioramento
dell'efficienza energetica, nonché ad una riduzione delle emissioni di CO2 e ad un
57
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
aumento del consumo di energia rinnovabile. Questi risultati aiuteranno a combattere il
cambiamento climatico.
5.5 Conclusioni / lezioni apprese
Il progetto di efficienza energetica sottolinea l'importanza della cooperazione tra le autorità
locali della provincia di Granada, cercando di valorizzare un nuovo modello di relazione tra
enti locali. Il progetto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione tra la Provincia e
le amministrazioni locali che si sono impegnate a firmare il protocollo di adesione alla rete
del consiglio di contea per il clima, a investire fondi e formare il proprio personale
nell’ambito del risparmio energetico. Il progetto coinvolge con forza i cittadini, avvicinandoli
ad una cultura energetica basata sul risparmio energetico.
Risultati tangibili sono evidenti in diversi settori: i servizi comunali sono modernizzati e la
durata della vita è prolungata, ma questo è il meno. Si risparmia energia e denaro, e
soprattutto, la sostenibilità passa attraverso la nuova cultura di risparmio energetico che si
sta sviluppando tra le autorità locali e i cittadini.
5.6 Maggiori informazioni
Agenzia Provinciale per l’Energia di Granada
http://www.apegr.org/
Edificio CIE 1 ª Planta - Avda.. Andalucía s / n
18015, Granada - Spagna.
[email protected]
[email protected]
[email protected]
0034 958 28 15 51
0034 958 28 15 53
Comune di Ogíjares
Libertad López Garrido, Tecnico Ambientale
[email protected]
0034958597902
Comune di Maracena
Ana Navarro Jiménez, tecnico ambientale
[email protected]
0034958420003
58
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
6. Gestione dei rifiuti urbani nella Provincia di Granada
6.1 Introduzione
Il Master Plan per la gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) nella provincia di Granada
si è attuato attraverso un accordo di cooperazione tra gli attori politici e sociali, sulla base
di un modello di gestione sovracomunale in materia di rifiuti solidi urbani.
6.2 Background
La popolazione è principalmente distribuita in piccoli paesi con limitate risorse tecniche ed
economiche, e ampia dispersione territoriale. Questi fatti comportano una raccolta
inadeguata e un trasporto incontrollato alle discariche, che sono situate più
frequentemente vicino alla città (come conseguenza dei costi di trasporto).
Conseguentemente alla gestione dei rifiuti individuali, circa 400 discariche si trovavano
sparse in tutta la provincia. Questo fatto, ha avuto effetti sull’ambiente, il paesaggio e la
salute pubblica. A causa delle loro insufficienti capacità tecniche ed economiche, le
piccole città non potevano conformarsi ai requisiti stabiliti dal sistema di controllo
ambientale in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU). Per questo
motivo, un modello di gestione sovracomunale è stato stabilito a tale riguardo.
6.3 Il progetto
Le attuali tendenze in materia di trattamento dei rifiuti solidi urbani danno priorità al
recupero delle materie prime contenute nei rifiuti. Questa tendenza comporta una
riduzione del numero e del volume delle discariche, poiché la localizzazione di esse è un
problema crescente da un punto di vista ambientale, sociale e politico. Inoltre, tale
tendenza rende possibile lo sfruttamento delle risorse che sono economicamente ed
ambientalmente utili, in quanto contribuiscono alla riduzione delle miniere, all’abbattimento
della domanda e dei costi energetici.
Quindi si è deciso di allestire due centri di riciclaggio e compostaggio al posto di una
discarica controllata in cui finirebbero tutti i rifiuti provinciali. Ciò renderà possibile riciclare
una percentuale elevata di risorse contenute nei rifiuti domestici.
Al fine di selezionare uno specifico sistema di trattamento dei rifiuti, è stato necessario un
confronto tra la fattibilità tecnica, economica ed ambientale dei sistemi affidabili esistenti. Il
sistema ideale deve essere conforme ai seguenti criteri:
 I sistemi di trattamento devono essere rispettosi dell'ambiente.
 Il sistema deve favorire il riciclo della maggior quantità di risorse contenute nei rifiuti se riciclati in energia o prodotti.
 Attivare il riciclaggio dei rifiuti da raccolta differenziata.
 La qualità dei prodotti deve corrispondere alla domanda del mercato.
 Il sistema deve garantire efficienza tecnica e di fattibilità.
59
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei

I costi di investimento e di manutenzione devono essere accessibili alla comunità in
cui i servizi saranno forniti.
Il Sistema di Riciclaggio e Compostaggio è stato considerato come il sistema più
appropriato per le sue caratteristiche e per gli obiettivi prefissati. Sulla base delle
caratteristiche dei rifiuti prodotti in provincia e il sistema scelto, si può concludere che è
possibile soddisfare le condizioni necessarie per un processo di compost adeguato, anche
nel caso delle colture più competitive della zona costiera. Inoltre, una ricerca sui
sottoprodotti dell'industria - tra cui vetro, cartone, carta, materiale plastico e ferro - rivela
che la stragrande maggioranza di questi prodotti possono essere integrati in un sistema
selettivo di raccolta dei rifiuti (carta / cartone e vetro) o possono essere messi a
disposizione della società per il loro utilizzo durante il processo di produzione.
Immagine 13 - Visita tecnica all’impianto di trattamento dei rifiuti, recupero e compostaggio
a Alhendin
6.3.1 - Riciclaggio e processo di compostaggio
Il riciclaggio e il processo di
compostaggio si basano sulla
produzione di compost, che ha
potenziali benefici per l'agricoltura
e riutilizza materiale organico
contenuto nei RSU. Prima di
questo processo, materiali quali
carta, cartone, vetro, plastica e
prodotti
del
ferro
vengono
recuperati e introdotti nei loro
corrispondenti sistemi di riciclaggio.
Materiali non recuperabili da rifiuti
solidi urbani vengono scartati e
portati nelle discariche.
Immagine 13: Visita tecnica all’impianto di trattamento rifiuti,
Riciclaggio e compostaggio nella città di Alhendin
Il materiale organico subisce il processo di fermentazione. Il compost viene elaborato in
questa fase. Il prodotto viene accumulato e conservato per 8-10 settimane, durante le
quali i mucchi vengono periodicamente rimaneggiati al fine di aerare, omogeneizzare e
umidificare, se necessario. Queste azioni permetteranno la trasformazione naturale di
materiali organici nel prodotto stabilizzato (compost).
Dopo aver rimosso le impurità con una maglia, il materiale viene disposto a maturare per
4-6 settimane, fino a diventare un prodotto totalmente stabilizzato e maturo.
Sottoprodotti vengono elaborati in diverse fasi finché non sono trasferiti ad aziende di
riciclaggio.
60
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
6.3.2 Vantaggi del sistema.
Per mezzo del Piano Generale per la Gestione Municipale dei Rifiuti Solidi della provincia
di Granada e del Consorzio Provinciale per il RSU (Rifiuti solidi urbani), sono stati
raggiunti miglioramenti nella gestione dei rifiuti. All’interno del quadro municipale, la
proporzione di rifiuti trasferiti alle discariche è stata ridotta e le cifre relative al riciclaggio
dei rifiuti sono aumentate. La stragrande maggioranza dei consigli comunali adotta questo
sistema per smaltire i rifiuti tramite una raccolta basata su criteri selettivi. Carta/cartone,
vetro, contenitori/imballaggi, oli e materiali organici vengono isolati.
Immagine 14: laboratorio di educazione Ambientale “Isla Verde”
Educazione ambientale e partecipazione cittadina nella gestione dei rifiuti urbani
“Isla Verde” è un laboratorio di educazione ambientale situato all’interno dell’impianto
"Loma de Manzanares" (Alhendín), responsabile della gestione dei rifiuti solidi urbani
del Settore Nord della provincia di Granada. “Verde Vélez” è il laboratorio di educazione
ambientale che è stato fondato a Vélez de Benaudalla e che gestisce lo smaltimento dei
rifiuti solidi provenienti dal Settore Sud. I programmi educativi che si svolgono in questi
laboratori hanno lo scopo di aiutare i cittadini a familiarizzare con i problemi legati alla
gestione dei rifiuti in modo dinamico, partecipativo e divertente. Inoltre, vengono
sviluppati differenti metodi didattici, in modo che si possano adattare ai diversi target di
partecipanti.
61
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
6.4 Risultati del progetto
Per mezzo del Piano Generale per la Gestione Municipale dei Rifiuti Solidi della provincia
di Granada e del Consorzio Provinciale per il RSU, sono stati raggiunti miglioramenti nella
gestione dei rifiuti. All’interno del quadro municipale, la proporzione di rifiuti trasferiti alle
discariche è stata ridotta e le cifre relative al riciclaggio dei rifiuti aumentate. La stragrande
maggioranza dei consigli comunali adotta questo sistema per smaltire una raccolta di rifiuti
basata su criteri selettivi. Carta/cartone, vetro, contenitori/imballaggi, oli e materiali
organici vengono isolati
6.5 Conclusioni / insegnamenti
Image 15: Materiali utilizzati
l’insegnamento nelle scuole
per
Problemi
apparentemente
insolubili
e
consolidati per tradizione come le discariche
possono essere superati grazie a procedure
di pianificazione integrate seguite da una forte
attività di partecipazione pubblica. Questa
combinazione produce dei risultati che
soddisfano tutte le condizioni necessarie per
l’applicazione di un progetto sostenibile di
successo.
6.7 Ulteriori informazioni
Gestione dei Rifiuti Solidi di Granada (RESUR)
[email protected]
Calle Tórtola 21 bajo, 18014 Granada – Spagna
Tel 0034 958 290 561
Fax 0034 958 804 332
[email protected]
[email protected]
62
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
7. Espansione e miglioramento delle aree verdi a Granada
7.1 Introduzione
Il progetto per il miglioramento e l’espansione delle aree
verdi a Granada si sviluppa attraverso la cooperazione tra il
Consiglio Provinciale di Granada e i consigli comunali che
appoggiano la necessità di aree verdi nei centri urbani. Lo
caso di studio è fornito dal Consiglio Provinciale di Granada.
7.2 Background
Le aree verdi fanno sono degli spazi aperti e sono
considerate come rappresentanti della qualità ambientale
urbana. Le suddette aree devono svolgere tre funzioni
principali: risorse territoriali, istituzionali e ambientali.
Tuttavia la concettualizzazione dello spazio pubblico coinvolge territori che si trovano al di
fuori dei centri urbani, vale a dire, spazi aperti, aree circostanti, canali di scolo e fiumi
associati ad una città specifica dei quali a volte non si tiene conto.
7.3 Il progetto
Il Consiglio Provinciale di Granada collabora con consigli comunali nella creazione e
miglioramento delle aree verdi. A questo scopo il vivaio provinciale venne fondato 30
anni fa nel “Cortijo Peinado”, all’interno del confine cittadino di Fuente Vaqueros.
Oggi nel vivaio provinciale vengono coltivate più di 300 specie, comprese le piante
ornamentali richieste dai consigli comunali, così come il foraggio, i cereali e le leguminose.
I servizi maggiormente più importanti offerti ai consigli comunali sono:
 Fornitura di strumenti tecnici per la progettazione, la manutenzione e l’abbellimento di
aree verdi. È’ stato creato un Catalogo delle specie disponibili nella provincia di
Granada di modo che specie differenti possano essere utilizzate per scopi decorativi.
 Assistenza per consigli comunali per quanto riguarda la creazione di aree verdi e la
scelta delle piante più adatte per ogni paese.
 Risposta alle richieste di piante da parte delle municipalità della Provincia di Granada
63
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
Immagine 16: Immagini di catalogo del vivaio della Delegazione di Granada
L’espansione e il miglioramento delle aree verdi nelle città della provincia di Granada
hanno perseguito i seguenti obiettivi:

Per le aree vicine ai centri urbani:
- Miglioramento della qualità ambientale.
- Recupero di aree deteriorate a livello ambientale e igienico.
- Costruzione di aree destinate all’utilizzo e allo svago pubblico, istituite vicino ai
centri urbani per varie funzioni complementari.

Per le aree intra-urbane con parchi e giardini pubblici:
- Progettazione, creazione e manutenzione delle aree verdi, secondo criteri di
sostenibilità.
- Risparmio dell’acqua per mezzo di un’adeguata gestione della richiesta di
acqua per l’irrigazione.
64
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
7.4 Risultati del progetto
- Espansione di aree pubbliche verdi e di svago
La crescente consapevolezza pubblica, l’adeguamento necessario dei consigli comunali
alla legislazione urbana che fornisce la superficie verde richiesta per abitante e l’obbligo di
istituire aree pubbliche per lo svago e il divertimento pubblico, hanno permesso la
rinascita, l’espansione e l’apprezzamento delle aree verdi.
- Attuazione di sistemi di irrigazione localizzati
Sistemi di irrigazione localizzati umidificano solo una determinata parte della superficie
totale, dove le piante possono estrarre acqua e nutrimento per crescere. Questo comporta
un’applicazione molto frequente. Paragonato ad altri sistemi di irrigazione, quello
localizzato offre un grande vantaggio: una più alta percentuale di risparmio d’acqua, dato
che il sistema utilizza solo l’esatta quantità di acqua di cui le piante hanno bisogno. Inoltre,
il sistema permette l’utilizzo di acqua a bassa qualità, mantiene costanti i livelli di umidità e
permette l’applicazione di altri prodotti attraverso l’acqua. Perciò facilita il mantenimento
delle aree verdi in buone condizioni.
- Selezione di specie di piante adattate alle condizioni climatiche
La selezione delle piante adattate alle condizioni climatiche di una zona specifica
rappresenta un elemento chiave per la sostenibilità delle aree verdi urbane. La selezione
appropriata delle piante assicura le migliori condizioni delle piante stesse, evitando lo
stress ambientale causato da circostanze avverse (come l’isolamento, il bisogno d’acqua,
ecc.). I costi di manutenzione sono dunque ridotti dal momento che non sarà necessario
sostituire le piante.
Vale la pena menzionare le specie altamente richieste per un giardinaggio sostenibile:
piante aromatiche che richiedono un moderato consumo di acqua per scopi decorativi, e
diversi tipi di piante tappezzanti che sostituiscono l’erba tradizionale o le conifere.
7.5 Conclusioni / lezioni apprese
Il progetto del vivaio Provinciale mostra
chiaramente che la tradizione è
generalmente più forte della legge. Di
conseguenza,
aumentare
la
consapevolezza pubblica utilizzando
mezzi che creano una tradizione (fiere,
eventi speciali o attività che implicano
pratiche comuni come il giardinaggio)
possono agire in favore della
sostenibilità.
Il
segreto
della
sostenibilità del progetto risiede
nell’utilizzo di piante adattate alle
condizioni climatiche di quell’area. La selezione appropriata riduce i costi di mantenimento
e preserva le specie endemiche.
65
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
7.6 Ulteriori informazioni
Vivaio Provinciale della Delegazione di Granada
Carretera de Fuente Vaqueros, frente nave Ecomarsa, 18.340 Fuente Vaqueros,
Granada – Spagna
Tel 0034 958 247 416
Consigli ai comuni sulle Aree Verdi: [email protected]
Richiesta piante: [email protected]
Sito web: http://www.dipgra.es/inicio/contenidos/index.php?area=256,
http://www.dipgra.es/vivero/plantas/categoria.asp
66
Agenda 21 Locale nei Bacini fluviali mediterranei
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Scarica

Breve Guida sul LA (3500)