VARROA
Caratteristiche della patologia
Informazioni
Malattia
Varroasi (Varroatosi)
Varroa destructor Anderson & Trueman. Acaro appartenente
alla famiglia Varroidae (Acarina, Mesostigmata), a quattro
paia di zampe e con notevole dimorfismo sessuale. Le
femmine sono facilmente distinguibili a occhio nudo, di forma
ovale-ellissoidale e colore bruno-rossiccio, di dimensioni 1,11,7 x 1,5-1,9 mm. I maschi sono di forma rotondeggiante e di
colore bianco-grigiastro, di dimensioni inferiori a quelle delle
femmine (0,8 mm). La femmina rappresenta la vera
responsabile dell’infestazione, effettando la fase riproduttiva
all’interno delle celle di covata, alternata ad una fase foretica
di diversa durata a seconda dell’età, delle condizioni
climatiche e della presenza o meno di covata.
Breve descrizione (max. 10 righe)
Originariamente limitata ad Apis cerana, a cui non causava
particolari danni, la parassitosi si è diffusa ad Apis mellifera a
partire dagli anni ’50 del secolo scorso. Segnalata per la prima
volta in Italia nel 1981. Da allora si è diffusa su tutto il
territorio nazionale ed è da considerare ubiquitaria. E’
attualmente considerata la più grave parassitosi dell’ape
mellifera a livello mondiale, ad esclusione dell’Australia e
dell’isola meridionale della Nuova Zelanda. L’acaro si
comporta da parassita obbligato per tutto il suo ciclo vitale,
che è sincronizzato con quello dell’ape, sia a spese della
covata (preferibilmente quella maschile), sia a spese degli
adulti (api operaie e fuchi). La malattia, se non contrastata,
conduce a morte le famiglie. Le strategie di controllo si
basano sull’utilizzo di acaricidi di origine naturale (timolo,
acido ossalico) e/o di sintesi (fluvalinate, amitraz), associato a
tecniche apistiche quali il blocco di covata naturale o indotto,
l’utilizzo di favo-trappola, la formazione di sciami artificiali.
Rilevanza della patologia
Presenza e frequenza dell’agente eziologico sul territorio regionale / extraregionale
Presenza e frequenza della
Endemica. Frequenza molto elevata: praticamente tutte le
malattia in Regione Lombardia
famiglie di api di n determinato territorio sono infestate.
Presenza e frequenza della
Endemica. Frequenza molto elevata: praticamente tutte le
malattia in regioni / Stati
famiglie di api di n determinato territorio sono infestate.
confinanti
Frequenza eventuali epidemie
Parassitosi a carattere endemico.
(specificare aree)
Animali / Vettori / Ambiente
Si tratta di un parassita obbligato dell’ape che non presenta
vettori e non sopravvive nell’ambiente senza la presenza
dell’ape.
E.1
E.1.1 Nome patologia
E.1.2 Agente/i eziologico/i
E.1.3
1
1.1-1.2
1.1.1
1.2.1
1.1.2
1.2.2
1.1.3
1.2.3
1.1.4
1.2.4
Scheda varroa
Pag. 1
1.1.5 Eventuali cicli stagionali / focolai
1.2.5 influenzati da anomalie climatiche
1.1.6
1.2.6
1.1.7
1.2.7
1.1.8
1.2.8
1.3
1.3.1
1.4
1.4.1
1.4.2
1.4.3
1.5
1.5.1
1.5.2
1.5.3
1.5.4
1.6
1.6.1
1.6.2
1.6.3
1.7
1.7.1
1.7.2
1.7.3
La dinamica di sviluppo della popolazione di varroa all’interno
dell’alveare dipende dal momento stagionale (principalmente
primavera/estate) e dalla situazione della famiglia ospite. La
riproduzione è legata alla presenza di covata, soprattutto
maschile in quanto caratterizzata da un più lungo periodo di
opercolatura, ed alla regolarità/stabilità delle temperature.
Fattori che favoriscono la presenza La varroa si diffonde da un apiario ad un altro attraverso
dell'agente (scarse misure
l’introduzione di regine e nuclei, la raccolta di sciami, il
igieniche, biosicurezza,
nomadismo e i fenomeni di deriva e saccheggio.
management, ecc.)
Stabilità nell'ambiente dell'agente Nessuna, in assenza di api.
eziologico
Possibilità di eliminare l'agente
L’agente non sopravvive nell’ambiente in assenza di api.
dall'ambiente
Numero di specie domestiche colpite
Numero di specie domestiche
Una sola specie: Apis mellifera.
colpite (indicare anche quali)
Velocità di diffusione
Rapidità di diffusione
Media. Legata a fenomeni di deriva e saccheggio, e ad
nell'allevamento
operazioni apistiche quali la riunione di famiglie.
Rapidità di diffusione tra
Media. Trasmissione rapida tra apiari legata alla
allevamenti
movimentazione di api.
Capacità di diffondersi senza
Nessuna.
movimentazione di animali
Vettori come reservoir e potenziali fonti di contagio
Ciclo della patologia influenzato da Non esistono vettori noti dell’acaro.
vettori
Presenza del vettore sul territorio
Nessuna.
regionale / nazionale
Presenza del vettore legata a
Nessuna.
determinate aree / condizioni
climatiche
Capacità del vettore di
Nessuna.
sopravvivere, riprodursi,
trasmettere l'infezione, fungere da
reservoir
Rischio di contagio nelle specie sensibili
Probabilità di trasmissione
Alta.
Modalità di trasmissione
Contatto diretto con api infestate.
Particolari condizioni che
Fenomeni di deriva e saccheggio a partire da apiari infestati
che si trovino nel raggio di 3 km. Introduzione di api regine e
favoriscono la trasmissione
nuclei infestati.
Specie selvatiche reservoir e potenziali fonti di contagio
Specie colpite
Nessuna.
Interazioni selvatici / domestici /
Nessuna.
uomo
Eventuali specie in pericolo colpite Nessuna.
Scheda varroa
Pag. 2
1.8
Potenziale diffusione silente
La sintomatologia è dipendente dal livello di infestazione e
attraverso i segni clinici
dalla presenza di infezioni concomitanti. La sintomatologia
apprezzabile riguarda sia la covata (irregolarità, presenza di
opercoli bucherellati e infossati, nascita di api più piccole del
normale e deformi) sia le api adulte (difficoltà di volo,
riduzione della popolazione). In presenza di infestazione
elevata, i danni sono gravi ed evidenti. In presenza di
infestazione media o bassa, alcuni segni clinici, peraltro non
sempre patognomonici, sono di solito rilevabili in seguito ad
un controllo attento. In ogni caso, la presenza del parassita è
sempre rilevabile tramite attenta osservazione delle api.
Diffusione attraverso soggetti sub- La presenza del parassita nelle famiglie/api asintomatiche è
clinici / asintomatici
sempre rilevabile tramite adeguate metodologie di verifica
che sono direttamente applicabili dall’ apicoltore.
Periodo d'incubazione
Variabile a seconda del momento stagionale e dallo stato
della famiglia, comunque inferiore all’anno.
Variabilità dell’agente
Specie / Tipi conosciuti
Si tratta di una specie complessa, suddivisa in alcune
sottospecie/aplotipi, solo due delle quali sono state descritte
in modo dettagliato: l’aplotipo coreano (più aggressivo, e
diffuso in Europa, Asia continentale, Africa settentrionale e
America settentrionale) e l’aplotipo giapponese (meno
aggressivo, e diffuso in Giappone, Indonesia e America
meridionale).
Mutazioni
Sono descritte mutazioni di geni bersaglio di acaricidi quali il
fluvalinate, che conferiscono resistenza al relativo
trattamento.
Interazioni ospite-patogeno
Grado di conoscenza scientifica
L’azione
patogena
è
proporzionale
all’intensità
sulla patogenesi
dell’infestazione ed è rappresentata sia dal danno diretto
arrecato alle api in via di sviluppo ed adulte, sia dalla
trasmissione di infezioni secondarie in particolare diverse
virosi, sia dall’azione negativa nei confronti del sistema
immunitario.
Conoscenza della risposta immunitaria
Totale / parziale / nessuna
Più che di immunità a livello individuale nei confronti
conoscenza dell'immunità umorale dell’acaro, si fa riferimento alla cosiddetta immunità sociale,
cioè alla difesa collettiva della famiglia volta a ridurre gli
effetti dell’infestazione, attraverso determinate strategie di
tipo comportamentale, fra cui preminente risulta il
comportamento igienico (che riguarda l’individuazione ela
rimozione delle larve infestate o morte dalle cellette) e il
grooming (che riguarda la rimozione dell’acaro, operata da
una ape, dal corpo della medesima ape o di altre api della
famiglia).
Totale / parziale / nessuna
Si rimanda a quanto riportato a proposito dell’immunità
conoscenza dell'immunità cellulo- umorale.
mediata
1.8.1 Riconoscibilità della patologia
1.8.2
1.8.3
1.9
1.9.1
1.9.2
1.10
1.10.1
1.11
1.11.1
1.11.2
Scheda varroa
Pag. 3
Impatto socio-economico
2
2.1
Impatto della patologia sulle produzioni
2.1.1 Perdite produttive (mortalità /
Altamente variabili in base all’andamento stagionale e alle
scarti)
2.1.2
2.1.3
2.2
2.2.1
2.2.2
2.2.3
2.2.4
2.3
2.3.1
2.3.2
2.3.3
2.3.4
2.3.5
2.3.6
3
3.1
3.1.1
3.2
3.2.1
3.2.2
3.2.3
3.2.4
3.2.5
3.2.6
metodologie di controllo messe in atto, possono arrivare alla
morte/eliminazione di buona parte o tutte le famiglie
dell’apiario, e alla perdita parziale o totale dei relativi prodotti
Danni al reddito
Altamente variabili, da lievi a elevati.
Minacce alla sopravvivenza
Le strategie di controllo, se applicate puntualmente ed
dell'industria
omogeneamente su una determinata base territoriale,
consentono di limitare gli effetti negativi dell’infestazione sul
comparto; in assenza di tali strategie, l’infestazione è
potenzialmente letale per il comparto.
Impatto economico diretto (costi cumulativi inclusi)
Riduzioni e divieti alla produzione Nessuno.
Mezzi di controllo (vaccinazione e Esistono diversi formulati acaricidi caratterizzati da differente
costo ed efficacia terapeutica; inoltre va considerato il costo
terapia medica / Test-and-cull /
Stamping out)
dei dispositivi apistici quali le gabbiette per il blocco di covata.
Costi delle eventuali misure di
Apprezzabili in termini di tempo lavorativo necessario alla
monitoraggio
valutazione dello stato di infestazione e dei dispositivi apistici
quali le arnie dotate di fondo mobile.
Costi degli eventuali interventi di
Significativi in termini di costo dei formulati acaricidi, dei
controllo
dispositivi apistici quali le gabbiette per il blocco di covata, e
del tempo lavorativo necessario a realizzare gli interventi.
Impatto economico indiretto (sociale, commerciale)
Conseguenze sulla distribuzione dei Nessuna.
prodotti
Riduzione del prezzo di mercato
Nessuna.
Divieto di distribuzione a livello
Nessuno.
nazionale
Costi dei trattamenti e del controllo Non applicabile.
della patologia negli esseri umani
Riduzioni del turismo e della
Non applicabile.
biodiversità
Restrizioni sul sistema produttivo
Nessuna.
Impatto sulla salute pubblica
Presente in normativa
Se presente ambito territoriale
Presente nella normativa internazionale, UE, nazionale e
interessato
regionale.
Potenziale zoonosico
Possibilità di trasmissione agli
Nessuna.
esseri umani
Frequenza di trasmissione agli
Nulla.
esseri umani
Modalità di trasmissione agli esseri Irrilevante.
umani (diretto, indiretto, vettori,
alimenti, aerogena)
Barriere di specie
Irrilevante.
Fattori di patogenicità
Irrilevante.
Eventuale sottostima dei casi
Irrilevante.
umani
Scheda varroa
Pag. 4
Probabilità di contagio
Nessuna.
3.3
3.3.1 Animali vivi, prodotti di origine
animale, ambiente, alimenti
3.4
Trasmissibilità tra esseri umani
3.4.1 Modalità di trasmissione tra esseri Non trasmissibile.
umani (diretta / indiretta)
3.4.2 Probabilità di trasmissione tra
esseri umani
Non trasmissibile.
3.5
Impatto sulla salute umana
3.5.1 Gravità della sintomatologia clinica Nessuna. Non colpisce l’uomo.
dei soggetti colpiti
3.5.2 Durata della sintomatologia e
dell'eventuale interruzione
dell'attività lavorativa
3.5.3 Danni permanenti
3.5.4 Mortalità
3.6
3.6.1 Probabilità d'infezione /
tossinfezione / intossicazione
attraverso gli alimenti
3.6.2 Dosi necessarie per causare
infezione / tossinfezione /
intossicazione
3.6.3 Precauzioni richieste
Nessuna. Non colpisce l’uomo.
Nessuno. Non colpisce l’uomo.
Nessuna. Non colpisce l’uomo.
Impatto sulla sicurezza alimentare
Nessuna.
3.7
3.7.1 Potenziale dannoso dell'agente
sull'uomo
3.7.2 Reperibilità dell'agente
3.7.3 Facilità d’impiego e conservazione
4
4.1
4.1.1
4.1.2
4.1.3
4.1.4
Nessuna.
Nessuna.
Potenziale bioterroristico
Nessuno. Trattasi di agente innocuo per l’uomo.
Facilmente reperibile.
Facilmente mantenibile in alveari con famiglie di api.
dell'agente (laboratori / personale
specializzato / singoli individui)
Impatto sugli scambi commerciali
Impatto scambi regionali legato alle normative vigenti
Blocco / limitazione al commercio Fa riferimento alla normativa nazionale: Il DM 17 febbraio
(singolo animale, mandria, area
1995 tuttora in vigore recita: nei casi di varroasi, il sindaco
delimitata, totale)
ricevuta la denuncia dispone il divieto di rimuovere o
vendere alveari o api vive e di introdurre nell'apiario infestato
nuove famiglie, prima che i relativi impianti siano stati
disinfestati
Lista di prodotti vietati
Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all’eventuale
trasferimento del miele
Perdita di indennità
Non applicabile
Difficoltà e tempistica del recupero Non applicabile
di eventuali indennità perse
Scheda varroa
Pag. 5
4.2
Impatto scambi nazionali / comunitari legato alle normative vigenti
4.2.1 Blocco / limitazione al commercio
La OM 17 febbraio 1995 (GU 04/04/95 n. 79) tuttora in vigore
(singolo animale, mandria, area
delimitata, totale)
4.2.2
4.2.3
4.3
4.3.1
4.3.2
4.3.3
4.3.5
4.4
4.4.1
5
5.1
5.1.1
5.2
5.2.1
5.3
5.3.1
5.3.2
5.4
5.4.1
recita: nei casi di varroasi, il sindaco ricevuta la denuncia
dispone il divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e
di introdurre nell'apiario infestato nuove famiglie, prima che i
relativi impianti siano stati disinfestati.
L’OM 31 marzo 1978 contiene le norme per l’importazione
dall’estero di api vive e di covate di api ai fini della
prevenzione della varroasi.
REGIONE LMBARDIA
Lista di prodotti vietati
Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all’eventuale
trasferimento del miele.
Perdita di indennità
Non applicabile.
Impatto scambi internazionali legato alle normative vigenti
Blocco / limitazione al commercio L’OM 31 marzo 1978 contiene le norme per l’importazione
(singolo animale, mandria, area
dall’estero di api vive e di covate di api ai fini della
delimitata, totale)
prevenzione della varroasi.
Lista di prodotti vietati
Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all’eventuale
trasferimento del miele.
Perdita di indennità
Non applicabile.
Paesi con legislazioni
REGIONE LOMBARDIA
particolarmente restrittive
Possibilità di creare aree di controllo
Estensione dell'area
Nessuna
Benessere animale
Impatto sul benessere animale (durata)
Presenza e durata dei danni al
Permanente, per tutta la vita dell’ape e della famiglia.
benessere animale
Frequenza di animali sofferenti/feriti/stressati a causa della patologia
In condizioni non limite, le api sofferenti sono meno del 20%
Se presenti indicare la percentuale
dei membri della famiglia.
Severità / reversibilità della malattia
Le infestazioni con presenza di sintomatologia evidente sono
Gravità clinica / reversibilità della
difficilmente controllabili e portano frequentemente alla
malattia
perdita della famiglia.
Nella maggior parte delle famiglie senza sintomatologia
eclatante, la malattia è controllabile con adeguati trattamenti
Interventi terapeutici e loro
periodici, pur senza poter eradicare il parassita. Comunque,
efficacia
una parte delle famiglie (variabile a seconda delle modalità
gestionali e delle condizioni concomitanti, e ipotizzabile fra il
5 e il 10%) viene perduta ogni anno a causa dell’infestazione.
Impatto sulle libertà animali
Non applicabile.
Libertà animali impedite
Scheda varroa
Pag. 6
Strumenti di controllo
6
6.1
Adeguatezza degli strumenti per la diagnosi
6.1.1 Kit validati disponibili in Italia
Non esistono kit diagnostici validati.
6.1.2 Normative che regolano la
Ministero della Salute: Piano Nazionale Integrato 2011-2014,.
diagnostica
6.1.3
6.1.4
6.2
6.2.1
6.2.2
6.2.3
6.2.4
6.2.5
6.2.6
6.3
6.3.1
6.3.2
Regione Lombardia: Indicazioni operative per la lotta alla
varroa per l’anno 2011.
Metodologie diagnostiche descritte Il “Manual of Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial
da enti internazionali (OIE, UE)
Animals”, OIE , 6°ed. 2008, riporta al capitolo 2.2.7 la
metodologia diagnostica basata: a) sulla ricerca visiva del
parassita fra i detriti ritrovabili sul fondo mobile dell’arnia,
anche previo arricchimento per flottazione, b) sull’esame
della covata, e c) sull’esame diretto delle api, per la
rilevazione della sintomatologia e dell’acaro (anche tramite
particolari metodologie di separazione).
Possibilità / Obbligo di effettuare
Non applicabile.
test DIVA (vaccini marker)
Adeguatezza degli strumenti per la prevenzione
Ostacoli / incentivi alla prevenzione La prevenzione dell’infestazione nel territorio regionale è
sostanzialmente inapplicabile, fermo restando che pressoché
l’intero patrimonio apistico è da considerarsi infestato. E’
possibile controllare l’eccessivo sviluppo dell’infestazione ed i
relative effetti negativi, mediante apposite strategie di
trattamento.
Possibili mezzi di prevenzione e loro Da un punto di vista teorico, un apiario esente non deve
efficacia
essere soggetto a vicinanza di apiari infestati nel raggio di 3
km, ed eventuali introduzioni di api adulte dall’esterno
dovrebbero essere effettuate previa somministrazione di
trattamento acaricida, peraltro presumibilmente non efficace
al 100%.
Disponibilità di vaccini commerciali Non disponibili.
a livello Europeo / Internazionale
Disponibilità di vaccini marker a
Non disponibili.
livello Europeo / Internazionale
Efficacia della vaccinazione
Non applicabile.
Normative che regolano gli
Non esistono vaccini.
interventi vaccinali
Adeguatezza degli strumenti per il controllo
Ostacoli / incentivi al controllo
Il beneficio derivante dall’adozione tempestiva di adeguate
strategie di controllo è indiscutibile. Peraltro sono riportati
diversi fenomeni di resistenza farmacologica. Al fine di ridurre
questi ultimi, è consigliabile alternare l’impiego degli acaricidi
negli anni o combinare l’utilizzo di diversi acaricidi nello
stesso anno , ed inoltre integrare i trattamenti con adeguate
tecniche apistiche.
Possibili mezzi di controllo e loro
Non sono ipotizzabili piani di eradicazione ma solamente di
efficacia
monitoraggio e di contenimento del livello dell’infestazione e
dei relativi effetti.
Scheda varroa
Pag. 7
6.3.3 Normative che regolano i mezzi di
controllo
Scheda varroa
Con la OM 16 giugno 1980, la varroasi è stata aggiunta
all’elenco delle malattie a carattere infettivo e diffusivo di cui
all’art. 1 del Regolamento di Polizia veterinaria. Sono tuttora
in vigore l’OM 21 aprile 1983, secondo cui la varroasi è
malattia soggetta a denuncia e la OM 17 febbraio 1995 che
recita: nei casi di varroasi, il sindaco ricevuta la denuncia
dispone: a) il divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive
e di introdurre nell'apiario infestato nuove famiglie, prima
che i relativi impianti siano stati disinfestati; b) l'esecuzione di
opportuni trattamenti disinfestanti nell'apiario parassitato
ove non si ritenga piu' conveniente ordinare la distruzione
dello stesso o di parte degli alveari nei casi di incontrollabile
infestazione. Il sindaco dispone, altresi', l'esecuzione degli
interventi diagnostici per l'accertamento del livello della
parassitosi negli apiari situati in un raggio di almeno 5
chilometri dal focolaio individuato. provvedimenti sanitari
disposti dal sindaco sono revocati dopo accertamento
ufficiale dei risultati degli interventi effettuati da valutarsi
mediante controlli clinici e parassitologici ovvero dopo
l'avvenuta distruzione dell'apiario o di parte degli alveari.E’ in
attesa di emanazione un nuovo decreto in base al quale la
Varroasi non dovrebbe più essere considerata malattia
soggetta a denuncia, bensì ad obbligo di notifica al Servizio
Veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale territorialmente
competente. I servizi veterinari delle Regioni e Province
autonome stanno adottando piani regionali o provinciali
pluriennali di controllo alla Varroatosi in funzione delle
diverse tipologie produttive e dell'ecosistema del territorio di
competenza. I piani di cui sopra contengono in particolare
istruzioni sul numero di trattamenti acaricidi annuali, sulla
tempistica di esecuzione nonché sulle diverse opzioni di
trattamento individuate in funzione della tipologia produttiva
nonché indicazioni sulle buone pratiche di conduzione degli
apiari.In data 28/04/2009 è stato pubblicato il decreto n°4120
della Direzione Generale Sanità per la “Realizzazione della
rete di monitoraggio in apicoltura sul territorio della Regione
Lombardia”. L’obiettivo della rete è di acquisire informazioni
e dati sullo stato sanitario del patrimonio apistico regionale e
sulle possibili cause degli episodi di moria e spopolamento
segnalati nel recente passato. Sono stati selezionati 50 apiari
stanziali, costituiti da almeno 10 alveari, distribuiti sul
territorio regionale in modo da essere rappresentativi delle
diverse realtà geografiche, agronomiche e delle varie zone
nettarifere, da sottoporsi a 4 controlli a cadenza trimestrale .
All’atto di ciascun controllo il decreto prevede il prelievo di
campioni di api, covata, miele e polline da sottoporsi ad
analisi
immediata
in
situazioni
che
richiedano
approfondimento diagnostico e stoccaggio in laboratorio
presso l’IZSLER per eventuali successivi quadri di indagine. Ai
fini di una raccolta organica dei dati è stato approntato,
previa georeferenziazione degli apiari, un apposito modulo
nel SIE accessibile via WEB dai tecnici e veterinari referenti
abilitati. Le attività della rete di monitoraggio vengono
Pag. 8
rimodulate di anno in anno sulla base dei riscontri ottenuti.
In Lombardia il Gruppo di lavoro regionale per la tutela
sanitaria e l’incremento dell’apicoltura emana ogni anno le
indicazioni operative per la valutazione della situazione
sanitaria degli apiari nei riguardi della varroasi attraverso il
controllo periodico delle condizioni delle famiglie, effettuato
secondo modalità codificate. Nel caso si manifestino sintomi
di grave infestazione, gli apicoltori devono informare il
Servizio di Medicina Veterinaria della ASL al fine di consentire
alla Commissione Apistica Provinciale di valutare gli eventuali
interventi di emergenza e di fornire le relative indicazioni.
6.4
Adeguatezza degli strumenti per la terapia
6.4.1 Sistemi terapeutici in uso (cura e
I prodotti acaricidi registrati per il trattamento della varroasi
prevenzione)
comprendono principi attivi di sintesi (fluvalinate, amitraz) o
di origine naturale (timolo). E’ inoltre stato recentemente
registrato un prodotto di origine naturale a base di acido
ossalico somministrato per gocciolamento. Questi trattamenti
vengono effettuati solitamente in assenza di covata, naturale
(nel periodo invernale) o indotta mediante pratiche apistiche
(blocco di covata tramite ingabbiamento della regina), al fine
di massimizzarne l’efficacia, che comunque non è mai totale.
Pratiche apistiche complementari alle strategie di controllo
sono rappresentate dall’impiego del favo trappola, dalla
riduzione della presenza di favi con celle maschili (ottenuta
tramite asportazione selettiva della covata maschile), dalla
sostituzione razionale delle regine, e dalla formazione di
nuclei. I trattamenti vanno eseguiti contemporaneamente
nell’intero apiario, in modo da minimizzare i rischi di
reinfestazione, e dovrebbero essere effettuati in modo
coordinato all’interno della stessa realtà territoriale.
6.4.2 Normative che regolano la terapia In Lombardia il Gruppo di lavoro regionale per la tutela
medica
sanitaria e l’incremento dell’apicoltura emana ogni anno le
indicazioni operative per l’esecuzione dei trattamenti antivarroasi, rivolte agli apicoltori presenti sul territorio regionale,
alle loro Associazioni e ai Responsabili dei Dipartimenti di
Prevenzione. Queste indicazioni vengono formulate sulla base
dei risultati dei trattamenti effettuati l’anno precedente, dei
dati raccolti nell’ambito della Rete di monitoraggio regionale,
e della situazione sanitaria degli apiari alla ripresa primaverile
dell’anno corrente. Attualmente, lo schema di trattamento si
basa su due trattamenti con prodotti farmacologici registrati:
uno estivo e uno autunnale. Il trattamento estivo, effettuato
subito dopo la fine dei raccolti principali, è finalizzato ad
abbattere in modo significativo la presenza di varroe per
consentire alle famiglie di arrivare all’autunno in buone
condizioni. Il trattamento autunnale è finalizzato a
minimizzare il carico di varroa che la famiglia presenterà alla
successiva ripresa primaverile. Gli apicoltori vengono invitati a
verificare l’efficacia dei trattamenti.
6.4.3 Eventuali residui / tempi di
I trattamenti attualmente ammessi dalla normativa nazionale
vanno effettuati in assenza di melario.
sospensione
Scheda varroa
Pag. 9
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