PASSO GRÖSTE mt 2500 - CAMPEGGIO MEDIE
In questo numero:
ESPERIENZE ESTIVE:
Abruzzo
pag. 4
Maglie
pag. 9 - 13
Romania
pag. 14 - 15
Palermo
pag. 16
S. Caterina
pag. 17
Madonna di Campiglio
pag. 18
Riflessione del Parroco
Granello di Senape
Una settimana … San Paolo
Una settimana …. San Paolo: il bello è quello
che si può mettere al posto dei puntini!
un sostantivo nascosto, che non è una riserva
naturale, non è uno stadio, non è un monte, ma
questa volta è stato un ospedale! Mi è capitato
in questo mese di Settembre di fare una
settimana al San Paolo, adesso si dice presso
l’Azienda Ospedaliera san Paolo, per una serie
di problemi legati alla mia ipertensione
arteriosa…
Devo dire che, forse, era meglio scegliere il
posto per una settimana di… ferie, ma pazienza
quest’anno è andata così. Sicuramente devo
dire di aver ricevuto tute le cure del caso e con
molta attenzione e precisione. Devo dire che
questa realtà è proprio un mondo tutto a sé,
fatto di tante persone, medici, infermieri,
pazienti… che uno scopre solo vivendoci dentro.
Qualche particolare mi è rimasto impresso:
senz’altro la professionalità degli operatori
(medici e infermieri) e questo menomale, mi
sono sempre sentito tranquillo e in buone mani!
Un altro particolare che penso sia proprio del
nostro tempo: in questa settimana in reparto
(quarto piano, Medicina 2) sono morte almeno
tre persone, ma per la privacy e tutto il resto
nessuno deve accorgersene… alla mattina vedi
vuoto il letto che avevi visto occupato fino alla
sera prima e poi senti a volte qualche timido
racconto del vicino di letto che racconta qualche
velocissimo particolare… bisogna morire in
silenzio e si sparisce il più in fretta possibile!
Io stanza numero 2, nella stanza numero 3 ha
“passato”, “vissuto” i suoi ultimi giorni Giovanna
Rossi, una nostra parrocchiana che aveva
avuto qualche problema di salute quest’estate e
che è stata poi ricoverata per un aggravamento
improvviso della situazione generale. Ho potuto
così vederla, scambiare qualche parola,
abbiamo pregato un po’ insieme: ho visto
passare tutta la famiglia che l’ha accompagnata
con cura e attenzione per questi giorni.
Insomma una settimana di esperienze ricche e
signiificative … quanto FORSE un corso biblico!
Ciao, don Renzo
Si potrebbe mettere un CON (san Paolo): è
da poco terminato l’Anno Paolino, l’anno che il
Papa ha voluto e promosso per una maggior
conoscenza dell’apostolo. E si sono
moltiplicate le iniziative di incontri, ritiri, scuole
bibliche… tutto ciò che poteva favorire una
maggior conoscenza dell’apostolo e dei suoi
scritti. Penso non sia blasfemo dire che
quando il Papa parla gli editori cattolici
esultano… erano anni che non si stampavano
così tanti libri su san Paolo! Ottima occasione
per riprendere in mano le sue lettere, alcune
più conosciute, altre forse meno…
assomiglierebbe forse più ad una domanda di
Gerry Scotti chiedere quante sono le lettere di
san Paolo presenti nel canone del Nuovo
Testamento. O sarebbe bello chiedere chi
possa dire di averle lette tutte…. Come
numero di pagine non è poi così esagerato!
Si potrebbe mettere un SULLE ORME DI: tra
le mille iniziative dell’Anno Paolino non è
mancato il turismo religioso e ripensando ai tre
viaggi dell’apostolo c’è chi ha attraversato in
lungo e in largo il Mediterraneo… per seguire
le orme di Paolo. Medioriente, Turchia (Asia
minore), Grecia… Roma. Anche la dimensione
“geografica” di questo Apostolo è qualcosa di
grandioso e di formidabile, soprattutto se si
considerasse la qualità dei trasporti di allora!!
Si potrebbe mettere addirittura mettere una
semplicissima preposizione A: una settimana
a san Paolo. Saremmo catapultati in Brasile in
questa enorme megalopoli (circa 11 milioni di
abitanti, 20 milioni se consideriamo l’area
urbana
circostante).
Citta
globale,
multiculturale, mista e mille altri possibili
aggettivi che dicano le contraddizioni di un
posto abbastanza unico nel suo genere,
probabilmente anche affascinante! Sta di fatto
però che non ci sia andato se non con la
fantasia!
Allora? La realtà e più semplice: una settimana
AL san Paolo, dove questo “AL” presuppone
Pag. 2
Granello di Senape
Oratorio estivo
Anche questo anno noi animatori
abbiamo
vissuto
l’esperienza
dell’oratorio estivo.
È stato un mese impegnativo, stancante
ma
soprattutto
gratificante
particolarmente per le numerose “new
entry” che per la prima volta hanno
partecipato all’oratorio estivo come
animatori.
Ecco cosa racconta Silvia R: “É stato
pesante ma davvero divertente perché
per la prima volta mi sono sentita più
responsabile e ho capito che fare
l’animatrice è molto più difficile di
quanto immaginassi ma proprio per
questo più stimolante”.
Simone G invece è ormai un veterano:
“Questo è stato il terzo anno da animatore
ma mi sono accorto che resta sempre
un’esperienza intensa e, soprattutto
questo anno mi sono accorto di quanto sia
bello vedere i bambini felici di quello che
io facevo per loro”.
Anche per me è ormai il terzo anno: non
so bene se dire che tipo di oratorio sia
stato per me, se sono stato bravo o meno,
se sono stato importante, simpatico o
amato dai bambini (questo certo non devo
dirlo io perchè non sta a me giudicare il
mio operato). Io posso dire che quello che
ho fatto questo anno e quello che faccio da
tre anni lo faccio sempre con grande
passione ed impegno cercando di dare il
meglio ai bambini e i ragazzi.
In fondo, credo che noi animatori
dobbiamo essere al servizio della parte
fondamentale dell’oratorio, i ragazzi, noi
dobbiamo fare “da cornice”, ed è quello
che credo ognuno di noi cerca di fare
costantemente.
Sicuramente molte cose le sbaglieremo,
forse a volte siamo un po’ scapestrati ma
ricordatevi che mettiamo tutto il nostro
impegno e cerchiamo di fare il massimo.
Ci tengo a ringraziare tutti i ragazzi,
bambini e genitori che ho e abbiamo
conosciuto in questi anni, poiché
personalmente mi hanno arricchito molto e
con loro, e attraverso loro, sono cresciuto,
siamo cresciuti, e così sarà anche per i
“nuovi” che hanno messo grande impegno
e, il lavoro dei quali vorrei fosse
apprezzato .
Un grazie a tutti, anche quelli che mi sono
dimenticato di citare e arrivederci all’anno
prossimo .
Marco A
Pag. 3
Granello di Senape
Esperienze estive
L’AQUILA : noi ci siamo stati !
Quest’anno, tra le varie proposte estive
rivolte ad adolescenti e giovani c’era
anche la possibilità di trascorrere alcuni
giorni nelle tendopoli a l’Aquila,
appoggiando le attività della Caritas
umbra. Siamo partiti senza sapere con
precisione ciò che stavamo andando a
fare, con l’intenzione di dare una mano
dove sarebbe stato utile.
Abbiamo alloggiato inizialmente nel
campo di S. Antonio a Pile, piccola
frazione alla porte de L’Aquila e,
successivamente, alcuni di noi sono stati
spostati per necessità in altri campi.
Nel campo di S. Antonio alloggiavano
solo volontari Caritas ed eravamo circa
150 persone, numero che è poi cresciuto
fino a 300 per giungere la settimana
successiva a 500.
Ogni giorno venivamo divisi in gruppi e
mandati in base alle necessità delle
tendopoli nei diversi campi a dare una
mano per le cose più disparate: cucinare,
pulire, montare nuove tende, giocare con i
bambini, parlare con le persone, fare ciò
che noi chiamavamo “il giro”, ovvero
andare casa per casa a chiedere a chi
viveva ancora in appartamento se
avevano
bisogno
di
qualcosa,
comunicando loro dove potevano trovare
beni di prima necessità e farmaci, fare
traslochi e tutto ciò che è necessario per
la vita di una comunità.
Con la nostra presenza siamo stati in
grado di manifestare solidarietà e
comprensione a chi invece aveva perso
tutto. In concreto, ciò che abbiamo fatto
non ha cambiato la situazione
materialmente ma moralmente ha
significato molto: chi ha sofferto ha trovato
un po’ di sollievo percependo di non
essere più solo; allo stesso tempo anche
noi volontari abbiamo potuto provare
qualcosa di inaspettato, che ci ha
portato a una crescita e una maturazione
maggiore rispetto a quando siamo partiti.
Ricordiamo in maniera molto chiara l’effetto
che ci ha fatto vedere per la prima volta
con i nostri occhi il disastro causato dal
terremoto: la case crollate, calcinacci
ovunque, le strade vuote. Ciò che ci ha
colpito di più è però il segno indelebile che
le persone portano dentro di loro, il senso
di smarrimento e la paura che trasmetto
quando raccontano a noi ragazzi ciò che
sentirono la notte del 6 Aprile, la loro voglia
di ricominciare, la loro capacità di non
arrendersi e di attivarsi affinché tutto possa
tornare alla normalità il prima possibile.
Ci siamo sentiti piccoli davanti
all’immensità di questo disastro, spesso
inutili.
Quando la sera, però, tornavamo al
nostro campo e ci rendevamo conto di
essere in tanti, tutti uniti dalla voglia di
essere utili nel nostro piccolo, dalla fede,
dal credere che le cose potevano cambiare.
Erano proprio quei momenti che ci
permettevano di capire che la nostra
presenza lì aveva un senso. Non eravamo
indispensabili per la ricostruzione della città,
ma lo eravamo per le persone. Ogni sorriso,
parola, gesto che ognuno di noi ha
condiviso con loro è stato un piccolissimo
seme di speranza che darà i suoi frutti
solamente con il tempo e con la
collaborazione di tutti.
In conclusione, nessuno di noi riuscirà
mai a dimenticare ciò che abbiamo vissuto
e condiviso con tanti. Quello che abbiamo
appreso,non verrà abbandonato poiché
cercheremo sempre di cambiare la
situazione e il mondo in cui viviamo. Nulla
termina mai davvero e questo è stato solo
l’inizio di un lungo,anzi lunghissimo viaggio
attraverso la fede e la condivisione.
Elisa, Martina & Chiara
Pag. 4
Granello di Senape
Esperienze estive
ABRUZZO
QUALCHE CIFRA
Il sisma che alle 3.32 del 6 aprile 2009 ha
colpito un’ampia zona della Provincia de
L’Aquila, ha provocato 308 vittime e
ingenti danni alle strutture pubbliche e
private,
soprattutto
nel
capoluogo
abruzzese e in alcuni paesi limitrofi.
Gli ultimi aggiornamenti della Protezione
Civile (luglio ‘09) segnalavano che le
persone sfollate superavano le 59.000
unità così alloggiate:
in tendopoli allestite direttamente dalla
Protezione Civile: 26.519 persone in
159 aree
negli alberghi di Teramo, Pescara, Chieti
e Ascoli Piceno: 23.706 persone in
482 strutture
in abitazioni messe a disposizione da
privati: 9322 persone in 2328
abitazioni
in micro insediamenti spontanei di
tende. 383 persone in 10 aree,
presso parrocchie (quest’ultimo dato è
sottostimato perché non esiste un
censimento ufficiale).
da Caritas Ambrosiana settembre 2009
UN COMMENTO
Una settimana fa (ndr 30 agosto) i
responsabili della Protezione civile sono
passati tenda per tenda (ndr del campo AB-C all’Aquila) a dare la notizia che il
campo sarebbe stato chiuso tra venerdì 4
e sabato 5 settembre e che le persone
sarebbero state trasferite negli edifici.
Un uomo racconta: “Ricordo la mia prima
entrata nel campo. Alla vista delle tende ho
provato un senso di benessere… In questi
mesi abbiamo cercato di ricostruire una
comunità con i suoi equilibri, i suoi ritmi, le
sue regole… Ora quello che succede è un
altro terremoto”.
Per terremoto lui non intende soltanto
quello della terra, ma anche tutti quegli
eventi emotivi e sociali a cui gli abruzzesi
hanno dovuto fare fronte in questi mesi. Il
disgregare in modo frettoloso questo
barlume di comunità che si stava creando
getterà nello sconforto altre persone.
Soprattutto quelle più deboli, che qui
avevano ritrovato un po’ di regolarità. Si è
scelto un metodo decisionista, calato
dall’alto, che non lascia spazio alla
condivisione. Forse efficace per la
macchina organizzativa, ma devastante per
la maggior parte delle persone che si
trovano qui.
da Il nostro tempo, 20 settembre 2009
LE ULTIME NOTIZIE
“Che farebbe se a cinque mesi dal
terremoto non sapesse dove trovare una
sistemazione per la sua famiglia, una
scuola per i suoi figli, un lavoro che ha
perso? Se non avesse la minima idea di
come e quando potrà riparare la sua casa,
ammesso che ne abbia ancora una?”.
La domanda è rivolta a Giorgio
Napolitano. A porla sono tre comitati
cittadini dell’Abruzzo, che dopo il sisma
del 6 aprile chiedono una cosa sola.
Una casa.
Dopo la visita del capo dello Stato a
l’Aquila e il concerto diretto dal maestro
Muti sui luoghi del terremoto, i cittadini
hanno deciso di scrivere una lettera a
Napolitano per denunciare la loro
Pag. 5
Granello di Senape
Esperienze estive
situazione: a cinque mesi dalla tragedia
che ha colpito le terre dell’Abruzzo non
sanno dove passeranno l’inverno. Se gli
abitanti di Onna, uno dei paesi simbolo
della tragedia, “dopo i troppi lutti e la
sofferenza di cinque mesi di tenda,
potranno avere un tetto nel piccolo
villaggio di case di legno che sorge
accanto al paese distrutto”, per gli altri si
prospetta un’altra realtà.
E’ infatti iniziato lo smantellamento delle
tendopoli, ma le case danneggiate non
sono state riparate e le nuove abitazioni
antisismiche previste dal piano C.A.S.E,
“circa 5.000 abitazioni per circa 15.000
persone, che vi avrebbero abitato il tempo
necessario a ricostruire la propria casa”,
non bastano ad offrire una
sistemazione a tutti.
“Per cui le persone dalle tende vengono
trasportate in caserma o in albergo - la
destinazione viene comunicata poco prima
in modo da ridurre il rischio di rimostranze.
Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e
quindi decine di migliaia di persone
dovranno essere piazzate in altri territori e
Pag. 6
province. Chi ha la fortuna di avere ancora
lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare
a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri
o autobus navetta, questi – pare – messi a
disposizione dalle istituzioni. Gli altri
staranno lì in attesa degli eventi”. Questa
“è la storia di una devastazione annunciata
– scrivono - Perché non si è saputo e non
si è voluto dare priorità alla ricostruzione
ma alla costruzione del nuovo”.
La speranza – scrivono i comitati cittadini
- è nel poter riallacciare i fili spezzati con le
persone e i luoghi. E' poter restare insieme
e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o
mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma
che è la tua casa. La speranza è di
ricostruire la casa, la scuola, le strade e le
piazze e di ritrovarsi insieme”.
da www.tg24.sky.it 10 settembre2009
C’È ANCORA BISOGNO!
Qualcuno ha sentito la necessità di
tornarci, per portare ancora il proprio
contributo: sul prossimo numero di
Granello di Senape ci racconterà…
Granello di Senape
Esperienze estive
Una canzone: “Domani”
Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di
tutti (Ligabue)
Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
passa il sole ogni giorno/ senza mai
tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare
(Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e
Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella
Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo
Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma,
Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)
rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei
Tra le nuvole e il mare/ c’è una stazione di
posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare
(Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me/ shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero,
Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare
Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani,/ domani, lo so
(Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto
Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio
Cosma)
domani è già qui (Jovanotti)
rap 1 Estraggo un foglio nella risma
nascosto
scrivo e non riesco forse perché il sisma
m’ha scosso (Caparezza)
rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che
poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo
solo oggi (Frankie Hi NRG)
e la vita la vita si fa grande così (Gianluca
sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò
domani, tendimi le mani, tendimi le mani
(Marracash)
Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi
di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)
rap 4 Come l’aquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre
diversi e siamo sempre gli stessi
hai fatto il massimo e il massimo non è
bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad
impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini d’Abruzzo
e aumentano d’intensità le lampadine una
frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
Pag. 7
Granello di Senape
Esperienze estive
comu le scole, le case e specialmente lu
core
e puru nu postu cu facimu l’amore (Jovanotti,
J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound
System)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia
(Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario
Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale
(Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e
qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti,
Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)
(tromba solo di Roy Paci)
Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash,
FabriFibra, J Ax)
(Assolo violino Mauro Pagani)
Ma domani domani, domani lo so, lo so, che
si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e
comincia (Elisa) domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare
(Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te
(Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)
(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani
(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò
Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico,
Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca
Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano
Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia,
Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini,
Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek,
Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti,
Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango,
Cesare Cremonini, Saturnino)
Domani è già qui, domani è già qui
(Jovanotti).
“Domani 21/04.2009” è stato registrato in un solo giorno, il 21 aprile 2009, in un
solo luogo. Tutti gli artisti e le persone coinvolte hanno partecipato al progetto a
titolo gratuito. Il progetto si propone di sostenere gli interventi di ricostruzione al
L’Aquila.
Dedicato alla memoria delle vittime del terremoto, ai sopravvissuti e a tutte le persone che lavorano alla ricostruzione.
Pag. 8
Granello di Senape
Esperienze estive
Maglie: “Centro accoglienza Agimi” Campo di lavoro. Così c’è stata presenta
una settimana che poi si è rivelata
essere un occasione di conoscenza,
integrazione,
capace
di
renderci
partecipi in prima persona di una
condivisione a contatto con una realtà
diversa, ma pur sempre simile alla
nostra; ci ha permesso di poterci
raffrontare tra di noi e con gli altri
facendoci comprendere quanto la
diversità possa e debba essere uno
strumento di unione e non di
discriminazione
e
separazione.
L’amicizia è stata un elemento
fondamentale di questa esperienza, e
nonostante la differenza d’età si è riusciti
a creare un ambiente di coesione che ci
ha permesso di rendere ogni singolo
istante di questa esperienza un ricordo
vivo e trasparente nella nostra memoria.
Un aspetto che si è rivelato
fondamentale è quello cristiano che
durante questo breve periodo ci ha
accompagnato e ci ha aiutato a
comprendere meglio la fede che vive in
noi e che spesso purtroppo si nasconde
nell’ombra di noi stessi, nelle nostre
debolezze. Il momento più forte e
significativo è stata la “veglia notturna”;
un’ora di preghiera e riflessione personale
trascorsa nel cuore della notte.
La settimana è stata comunque molto
impegnativa e importante per la nostra
crescita personale e di gruppo e
soprattutto per accrescere in ognuno di
noi la consapevolezza che il mondo non è
fatto solo di noi, dei nostri problemi, dei
nostri capricci ma anche di altre persone
che forse sognano di avere meno della
metà di tutto ciò che abbiamo noi e che ci
ricordano più che mai chiaramente i veri
valori..quelli che contano davvero..ovvero
i valori della famiglia, degli affetti
quotidiani, di un lavoro, di una casa dove
abitare con i propri cari.
Con il bagaglio di ritorno nell’ultima tasca
della valigia dei ricordi c’era la
consapevolezza di aver vissuto un
esperienza all’ insegna della condivisione
e dell’amicizia.
Claudio Francesco Giacomo
Pag. 9
Granello di Senape
Esperienze estive
22-29 Luglio 2009
Quest’estate gli adolescenti degli
oratori di San Curato, Creta e San Vito,
sotto consiglio di Fra Dario e Don
Paolo, sono stati convinti ad affrontare
un’esperienza nel Salento, una terra
fantastica, dove è stato necessario il
duro lavoro, ma anche dove si sono
divertiti e conosciuti tra di loro.
Questi 21 ragazzi sono stati ospiti
(e operai) per una settimana del centro
AGIMI a Maglie in provincia di Lecce.
Il centro ha una funzione di
accoglienza per immigrati,
specialmente albanesi, AGIMI significa
“Alba” in albanese. I ragazzi infatti
hanno condiviso il soggiorno con due
ragazzi afghani e uno ghanese, che è
stato così gentile da raccontare loro la
sua storia.
L’aiuto dei ragazzi nel centro è stato
notevole: per una settimana tutte le
mattine si alzavano presto e si
dividevano i compiti; c’era chi
imbiancava, chi andava nei campi a
raccogliere i pomodori, chi andava sul
tetto per pulire le piastrelle; tutte cose
impegnative, ma che, fatte in
compagnia, perdono il loro peso.
I momenti di convivenza davano la
forza e l’allegria per continuare con
entusiasmo i compiti che ci erano
assegnati: durante i vari pasti e nelle
preghiere questo gruppo si è
conosciuto molto venendo a creare un
forte legame anche a Milano, sia dentro
che fuori i rispettivi oratori.
Ci sono stati anche molti spazi per il
divertimento durante il pomeriggio e la
sera: tra mare e sagre di paese, i
giovani si sono ritrovati nelle bellissime
spiagge salentine e a ballare la pizzica
in piazza davanti a centinaia di persone.
L’esperienza al centro ha insegnato
a tutti un po’ di dedizione al lavoro e il
piacere di una vita comunitaria, la
scoperta di mentalità diverse rispetto
alle diverse zone del mondo
e ha regalato ad ognuno di
loro un pezzetto di felicità e
di crescita che si rivelerà
utile nella vita.
Quest’articolo è anche un
invito a partecipare alle
esperienze che verranno
offerte negli anni futuri,
perché si impara sempre
qualcosa e ci si diverte
moltissimo.
Andrea Consiglio (S.Vito)
Pag. 10
Granello di Senape
Esperienze estive
Un volto: Paul
Il pomeriggio in cui Paul decide di
raccontarci la sua storia c'è un sole
micidiale e nell'aria neanche un filo di
vento. Ci sediamo all'ombra di un tendone,
muniti di una bottiglia di acqua fredda e
tanta curiosità. Paul è un uomo muscoloso,
ma dallo sguardo tranquillo. Parla in
inglese a bassa voce e si ferma spesso per
assicurarsi che io abbia capito. Mentre con
calma comincia a raccontare, io comincio a
scrivere.
Paul è nato in Ghana, nel distretto di
Kintampo, nel 1979. Il nome del villaggio,
corrisponde a quello dei suoi dei, Hyreso.
Mi chiede se ho chiaro il concetto di
“spirits”, una definizione che credo
abbracci sia il concetto di dei, sia quello più
immediatamente intuibile di spiriti (senza
tralasciare proprio gli spiriti dei defunti,
degli antenati). Quella è la credenza della
sua gente, come in gran parte d'Africa.
Il potere locale nel suo paese è gestito da
quattro figure che Paul definisce “kings”:
un front king, un right king, un left king ed
un main king. Il padre di Paul è un front
king, suo prozio un left king e il nonno
materno un right king.
Era un ragazzino di appena dodici anni
quando venne a contatto per la prima volta
con le organizzazioni cristiane. Una
colonna di scout passò per il suo paese e lui
rimase molto colpito dalla disciplina quasi
militare di questi piccoli stranieri. Pensò:
“Voglio essere come loro”. Prese contatto
con il prete responsabile, tal don Antonio, e
attraverso un traduttore cominciò a
conoscere i Vangeli.
Tornato a casa, il king suo padre lo
picchiò selvaggiamente.
Paul si solleva la maglietta e mi mostra un
segno sulla schiena, una larga cicatrice
sopra la scapola sinistra.
Era affascinato dalla nostra religione, ma
evidentemente non aveva la libertà di
conoscerla né tantomeno praticarla. Così, a
diciassette anni, decise di scappare di casa.
Lasciò solo un messaggio: “Non tornerò”.
Raggiunse Kumasi senza un soldo in tasca
e senza un contatto, ma in qualche modo
trovò da mangiare e trovò da dormire. Poi
trovò un uomo, un cristiano avventista, che
lo accolse e mantenne.
L'uomo aveva un grande negozio di
scarpe. Paul cominciò a vendere scarpe.
Intanto crebbe, si sposò ed ebbe tre figli.
Poco più di un anno fa, l'intermediario
degli spiriti del suo villaggio natale morì.
Paul dovette presenziare al rito funebre,
concluso il quale, tornò immediatamente
dalla sua famiglia a Kumasi. Ma i guai
stavano solo per iniziare...
Sua madre gli spedì una lettera qualche
tempo dopo: gli spiriti avevano scelto lui
come nuovo intermediario.
Molti ambiscono a ricoprire questa carica,
dal momento che una volta prescelti, si è
sistemati per il resto dei proprio giorni. Il
villaggio provvede a tutto e i “clienti”
pagano i pronostici a caro prezzo. Paul mi
descrive il rituale del vaticinio, ma faccio
fatica a capirlo. Quello che capisco
perfettamente è che questi dei Hyreso
hanno un particolare criterio per eleggere il
loro interlocutore: il prescelto deve essere
imparentato con almeno tre dei quattro
kings.
Pag. 11
Granello di Senape
Esperienze estive
Gli chiedo come, visto che solo questi
stregoni hanno il privilegio di parlare e
conoscere il volere degli spiriti, si possa
comunicare con loro per scoprire il nome
del nuovo intermediario una volta morto
quello vecchio. La risposta ovviamente
coinvolge altri riti, durante i quali alcuni
rappresentanti si riuniscono e offrono
sacrifici animali. Una volta eletto il nuovo
intermediario, gli dei non ne scelgono un
nuovo finché questi è ancora in vita.
Ed ecco la causa dell'odissea di Paul.
Quando ero in Zambia, mi era capitato
più di una volta di incontrare cristiani che
credevano negli spiriti. La nuova fede
annunciata dai missionari, spesso si
inserisce nelle credenze popolari e nei
credo preesistenti, senza sostituirsi ad essi,
ma anzi creando situazioni paradossali.
Ascoltando la serietà con cui Paul mi
racconta di questi spiriti e di queste
usanze, non posso fare a meno di pensare
che in parte, in lui sia ancora radicata la
convinzione della loro effettiva esistenza.
Ma quando glielo chiedo, mi risponde
senza incertezze: Dio l'ha reso un uomo
libero.
Tornato al villaggio, spiegò alla madre
che, in quanto cristiano, non avrebbe mai
potuto accettare di diventare il nuovo
intermediario. La madre era molto
preoccupata dalla decisione del figlio e
dalle conseguenze che ne sarebbero
scaturite: gli diede tre mesi di tempo per
rifletterci, ma era chiaro che Paul non
aveva e non ha la minima intenzione di
diventare il portavoce degli spiriti dal
momento che crede in Dio. Questa
decisione fu l'equivalente di una condanna
a morte.
che i “kings” gli concedettero per andare a
chiudere la sua attività e fare fagotto. Una
volta tornato a Kumasi si mosse in fretta
per cercare una via di fuga.
Sapeva che, una volta che avesse
cominciato a scappare, gli uomini del suo
villaggio avrebbero cercato di trovarlo e
ucciderlo per permettere agli dei di
scegliere un nuovo intermediario. Ma ogni
angolo d'Africa è raggiungibile via terra e
fuggire non sarebbe stato semplice.
Paul non era certo un uomo ricco in
Ghana, ma l'attività andava bene, e non
avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe
stato costretto a lasciare il paese. Si consultò
con la moglie e poi si rivolse al fratello di lei
per trovare una soluzione. Il cognato aveva
un contatto in Costa D'Avorio, il capitano
di una nave che aveva fra le sue rotte le
coste europee.
L'altra persona ad essere in pericolo in
questa situazione era suo fratello. Se Paul si
fosse davvero reso irreperibile era molto
probabile che gli uomini del villaggio si
sarebbero rivolti a lui.
Ma il capitano della nave era disposto a
prendere solo una persona.
I due fratelli si divisero il denaro (a Paul il
passaggio costò in tutto 2500 euro) e
tentarono la sorte per vie separate: mentre
Paul prendeva la nave, suo fratello si mise
in viaggio via terra.
La madre sapeva che i figli erano in fuga,
ma ovviamente era stata tenuta all'oscuro
dei loro spostamenti. Quando Paul,
settimane più tardi e ormai approdato a
Genova, prese contatto con lei, scoprì il
triste destino che era toccato a suo fratello.
Paul dovette sfruttare i tre mesi di tempo
Pag. 12
Granello di Senape
Esperienze estive
Partito
con
una
carovana
di
quarantacinque uomini, tutti stipati a
bordo di due Toyota Land Cruiser, aveva
attraversato il Burkina Faso e affrontato il
deserto. Ma uno dei due fuoristrada a quel
punto si era rotto. L'altro aveva proseguito
il viaggio, promettendo di tornare a
riprendere quelli rimasti a piedi. Ci aveva
impiegato dieci giorni ad arrivare a
destinazione e tornare sul luogo
dell'incidente. Rimasti senza cibo e acqua,
dei passeggeri dell'altro fuoristrada erano
sopravvissuti solo in tre. Per colpa mia, mi
dice Paul, mio fratello è morto. Poi per un
lungo periodo resta in silenzio, incapace di
continuare.
In Italia è un rimbalzare da un città
all'altra. Paul affrontò i rigori del nostro
inverno con la sola giacca che gli aveva
donato il capitano. Il freddo è il ricordo
più vivido che ha di Cuneo. Poi le
indicazioni di connazionali e associazioni
lo spingono inesorabilmente verso sud,
prima a Napoli e poi a Lecce.
Ed è in una struttura d'accoglienza
dell'Agimi di Maglie che c'incontriamo.
E' importante, mi dice, che la gente
conosca la sua storia. Lui sa che in Africa
altre persone vengono perseguitate e
uccise per motivi simili ai suoi. Ma finché
non se ne parla, finché l'opinione pubblica
non si focalizza anche su questo problema,
le vittime non potranno mai essere
protette e i colpevoli arrestati. Quando
infatti gli chiedo se in Ghana la polizia non
si occupa di casi come questi, lui mi
risponde spostandosi alla radice del
problema.
schiavitù di credenze pericolose e
ingannevoli. Per un attimo stupisce anche
me, che pure sono cattolico, la concezione
della religione cristiana come una sorta di
valore progressista, quando da noi, cristiani
di vecchia data, la si accoglie pigramente
come una tradizione di stato e più che
professarla la si strumentalizza per fini
politici.
Eppure questa è la sua prima vera
accezione, quella della buona novella, del
Vangelo come novità che libera l'uomo.
Quello che mi colpisce di più però, è la
chiarezza con cui quest'uomo scampato alla
morte guarda alla sua gente e ai suoi
problemi, e il coraggio con cui porta avanti
le sue convinzioni e affronta il suo destino.
Se
avesse
accettato
di
diventare
l'intermediario
degli
spiriti,
adesso
probabilmente sarebbe stato un africano
ricco e pressoché nullafacente (una figura a
noi poco conosciuta), e non il classico
africano immigrato costretto ad una
spasmodica ricerca del permesso di
soggiorno e del lavoro (una figura a noi
tristemente più nota). Ma si sarebbe
sottomesso ad un sistema che nega ogni
libertà individuale e spirituale ed anzi lo
avrebbe alimentato.
C'è bisogno d'istruzione. E di Dio.
Questo può liberare un popolo dalla
Pag. 13
Matteo Broggi (S.Vito)
Granello di Senape
Esperienze estive
Romania:
“Tutto può succedere”
Quando parti per la terza volta pensi
di avere delle certezze e delle sicurezze
in più. Pensi di sapere già quello che ti
capiterà e quello che dovrai affrontare.
Grande errore, almeno se vai in Romania.
Il progetto era di andare a Macin, piccola
cittadina sul Danubio ( 80 km dal posto in
cui sono andata l’anno scorso) e svolgere
“attività di strada”. L’esperienza, assai
diversa dalle mie aspettative data
l’assenza dei bambini, mi ha dato modo
tuttavia di conoscere ulteriori aspetti del
mondo rumeno, quasi da turista.
Passeggiavo su sampietrini sconnessi,
con i piedi neri per la terra e impregnati
dell’odore tipico delle strade rumene che il
sole, la sterpaglia, i gatti e i cani randagi
rendono forte ed acre. Osservavo le
villette a schiera con il tetto di alluminio e
un cadente recinto di legno o di pietra.
Carretti trainati da cavalli riempivano le
strade periferiche disseminando qua e là
paglia. In Romania tutto può essere, tutto
può succedere, come meno te l’aspetti.
Nelle strade in cui dovevamo fare attività,
regnava una monotona desolazione.
“Una vecchietta ci invita nella sua micro
casa: sui muri si alternano immagini di
santi, papi e calendari di donne nude. In
uno scatolone stanno degli orologi,
collane e braccialetti, sembra della
refurtiva. Mi vergogno di aver avuto
questo pensiero. Mentre ci racconta che
la figlia è andata a vivere in Italia, ci dice
che a Macin ci sono pochi bambini, ad
agosto sono in vacanza e ci esorta a non
andare in giro così per la città che non è
sicura”. “Andando in Cetazi, la zona in cui
tutti ci dicono di stare lontani perché
pericolosa e malfamata incontriamo un
uomo che va a comprare della birra
accompagnato da una ragazza, troppo
grande per essere la figlia, troppo giovane
per essere la moglie. Ci addentriamo nel
quartiere tabù e finalmente vediamo
qualche ragazzetto che gioca a calcio in
mezzo alla strada. Facciamo conoscenza e
il giorno dopo siamo di nuovo là a giocare
con loro. Nel pomeriggio proseguiamo per
quella via pieni di speranza ed entusiasmo
fino al confine con la campagna: a
delimitare c’è una strada sterrata ai cui lati
si ergono casupole fatiscenti di fango,
rigorosamente con antenna a parabola.
Qualche faccia incuriosita ci osserva,
capiamo che sono Rom, zingari. Poi il
nulla”.
“Venerdì organizziamo una giornata al
campo sportivo comunale: vengono i
cinque ragazzini di Cetazi e una decina che
aveva letto il volantino nella piazza in
centro. Le attività sportive e creative li
entusiasmano. Giocano spensierati fino al
pomeriggio e già sono visibilmente
affezionati a noi anche se sanno che
l’indomani partiamo.”
La decisione combattuta era stata presa
il giorno prima, la nostra presenza a Macin
era di scarsa utilità. Con triste dispiacere
lasciavo Macin, temendo di aver illuso
semplicemente quei pochi ragazzi.
Passando un giorno a Rm. Valcea ( posto
in cui sono andata nel 2007) domenica
sera ripartiamo per Bals. Qui c’era già un
gruppo di volontari di BIR che faceva la sua
missione.
Entriamo nell’istituto Flore de colt – stella
alpina-. In Romania chi vive al Floare de
colt è tutto fuorché protetto. Qui vivono
ragazzi sieropositivi, malati di AIDS,
Pag. 14
Granello di Senape
Esperienze estive
violenti” e persone specialmente adulte
con gravi handicap e ritardi, scarti della
società.
“È la normalità”.
Molti mi prendono per una mano, o solo
per un dito e mi vogliono portare là in
fondo nel cortile. Un cortile sporco, pieno
di escrementi di animale e di ferraglia
abbandonata e di vetri.
Loro camminano scalzi.
Cerco di fargli capire che là non si deve
andare, che è pericoloso, ma non
capiscono e rimangono a dondolarsi su e
giù in mezzo a quello schifo. Per terra, ci
sono molte meline, cadute dagli alberi: le
prendono e le mangiano, dopodiché le
gettano a terra. Meno di dieci minuti e
qualche affamato la riaccoglie ormai
marrone. Con orrore penso: “proprio
tutto può succedere”.
Mi guardo in giro per vedere se
qualcuno ha preso la tempera nera,
perché è sparita: lei è lì, con il suo volto
completamente immerso nel piattino di
plastica pieno di tempera che se la mangia.
Nessuno fa una piega.
Con i ragazzi più grandi prepariamo un
falò: sono malati, ma non lo danno a
vedere, ci aiutano e di questo sono felici e
gratificati. Una chitarra e si parte a cantare.
Dal più piccolo al più grande: tutti
sorridevano e si divertivano, sembrava
quasi di non essere al Flore de colt. Invece
eravamo là, a dimostrazione del fatto che
in Romania “tutto può succedere” anche
che all’ istituto di Bals si possa percepire
l’allegria, si possa passare una bella
giornata di quelle che ti lasciano contento e
soddisfatto, di quelle che non capitano
quasi mai e che ti ricorderai.
Tornare a Milano e lasciarli là, in balia di
se stessi con le loro meline nel loro
giardino, vorrei ribellarmi. Come sempre
ringrazio di essere stata là, grazie alla
Romania che mi fa crescere e maturare,
forse proprio perché là “tutto può
succedere”.
Martina Trinchera
MACIN
BALS
Pag. 15
Granello di Senape
Esperienze estive
Palermo
E… state al “Borgo della pace”
Palermo. Un'esperienza estiva molto
particolare, diversa dalle altre, molto
forte, durata una settimana; sette
giorni a contatto con una realtà
completamente diversa da quella a cui
noi ( Giorgio, Galpa, Chiara, Meo,
Francesco, Davide, Marco, Elena,
Giulia, Carlo e Matteo) siamo abituati.
Abbiamo potuto conoscere padre
Paolo Turturro, un sacerdote
dall'enorme forza morale e spirituale,
oltre che dall'invidiabile coraggio, che
da anni lotta contro la mafia.
Quest’anno il nostro lavoro è stato
più di servizio anche se supportati dai
continui incitamenti di Carlo abbiamo
comunque animato le giornate di Toti,
Michele, Silvia tre bambini, ma anche
quelle degli “animatori” presenti al
Borgo; con quest’ultimi abbiamo
giocato, chiacchierato e condiviso
anche il servizio (ad esempio dopo
pranzo e dopo cena).
Guidati da Marco uno degli
“animatori” abbiamo visitato il Borgo
Vecchio di Palermo, il quartiere da cui
vengono i ragazzi del centro, e
abbiamo potuto renderci conto della
realtà che li circonda.
L'ultimo giorno sono saliti al Centro di
Baucina altri ragazzi che fuori sono
rivestiti da una corazza che poche ore
dopo che ci hanno conosciuti si era
ammorbidita e che se solo avessimo
potuto trascorrere con loro altro tempo
si sarebbe potuta abbassare.
Dai racconti di P. Paolo abbiamo
capito la forza di un uomo che crede in
quello che fa e che lo fa non per trarne
dei profitti ma per dare un futuro a
questi ragazzi, infatti per comprendere
l’opera di P. Paolo bisogna ascoltare i
suoi racconti sulla sua vita e come
parla di questi ragazzi che aiuta.
Quest’esperienza ci ha aperto gli
occhi su quello che succede lontano
(anche se non cos’ tanto) da noi.
Chiara V e Giorgio R
Il fondatore
Don Paolo Turturro è nato a Giovinazzo
(Ba) il 18 marzo 1946.
Ordinato sacerdote nel 1978, giunge a
Palermo nel 1983 dopo la missione in
Costa d’Avorio e in Togo. Nel 1986 don
Paolo ha una brillante idea: “bruciamo le
pistole di plastica”.
Nel 1984 fonda l’Associazione “Dipingi la
pace” di cui don Paolo è il presidente, e
del quale ogni giorno alcuni volontari,
gratuitamente, combattono l’evasione
scolastica e l’emarginazione.
L’Associazione “Dipingi la pace”
promuove incontri formativi con giovani
provenienti da tutte le parti del mondo al
Borgo della Pace in località Tumminia di
Villafrati (Pa).
Inoltre don Paolo Turturro è disponibile a
conferenze riguardanti tematiche rivolte
alla non violenza e alla legalità.
Pag. 16
Granello di Senape
Esperienze estive
S.Kate 2009
Quest'anno è stato proposto a noi
adolescenti, oltre che la Puglia e Palermo,
di provare una delle tante esperienze offerte
dall'AC (Azione Cattolica): trascorrere una
settimana a Santa Caterina di Valfurva dal
tema “Il diario di un galeotto, tra fede, Dio e
qualcun altro...”.
Sono partita un po' spaesata perché non
conoscevo nessuno, a parte mia cugina, ma
già in pullman ho percepito un'atmosfera
familiare. Non mi è stato difficile entrare in
questo favoloso gruppo, per farmi rompere il
ghiaccio mi hanno invitata a cantare nel
coro per la messa quotidiana.
Un ambiente accogliente, educatori e
ragazzi scatenati, ma gentili, disponibili e
soprattutto socievoli, affiancati da cinque
fantastici seminaristi che alle 8.00 del
mattino come sveglia mettevano la sigla
delle tartarughe Ninja e si mettevano a
ballarla.
Anche il sacerdote (il mitico don. Luca
Ciotti) sembrava uno di “famiglia”: faceva le
battute durante la predica, ti aiutava per
ogni problema, organizzava per noi ragazzi i
giochi durante i momenti di svago.
E' un cambiamento che non finisce con il
temine della settimana ma ti rimane dentro
per sempre.
L'unica tristezza è che ad aver
sperimentato questa magnifica esperienza
sono stata solo io del mio oratorio, ma
soprattutto che di Milano eravamo
pochissimi .
Un problema è che i vari ragazzi
provengono da diversi posti (come
principalmente i dintorni di Milano, Lecco e
Monza) e quindi se si stringono forti amicizie
il più delle volte non ci si può ritrovare
spesso come ad esempio con gli amici della
propria zona.
Ora fortunatamente mi tengo ancora in
contatto con loro tramite internet (facebook e
msn) e il cellulare.
Consiglio vivamente quest'esperienza,
specialmente a chi magari non si sente sicuro
nella propria fede ma soprattutto a chi vuole
vivere una settimana tra amicizie, Dio e
divertimento.
Ringrazio S. Kate perché mi ha cambiato
la vita.
La settimana però non è stata solo giochi,
balli, musica, gite in montagna, ma
soprattutto momenti seri e di riflessione.
Un' occasione per
approfondire la
propria fede toccando argomenti
interessanti (es. libertà e servizio), e per
stringere nuove amicizie. Interessanti anche
le attività di laboratorio che erano sempre
collegate agli argomenti che affrontavamo.
Praticamente da S. Kate (così chiamata
da noi adolescenti) si torna cambiati, nel
senso che riflettendo quasi ogni giorno
sull'orientamento e sulle grandi domande
della propria esistenza si è aiutati a
sviluppare la spiritualità nella vita quotidiana.
Pag. 17
Ilaria B.
Granello di Senape
Esperienze estive
Madonna di Campiglio
Campeggio medie 2009
Anche quest’anno i ragazzi di 1, 2,
3 media assieme di 2 ragazzi di 5
elementare hanno potuto
partecipare ad una delle esperienze
più belle dell’anno: il campeggio!!!
esperienze del giorno, i ragazzi si
cimentavano in attività proposte
dagli noi animatori. Tra questi
ricordiamo UNIVERSUS, una
variante “cosmica” del giro dell’oca.
Quest’anno il posto destinato ad
accoglierci era vicino a Madonna di
Campiglio, più precisamente a
Campo Carlo Magno. Questa era la
nostra base, partenza per ogni
passeggiata e gita, per una
settimana intera!!!
Ovviamente giochi di questo
genere non bastano per animare i
campeggiatori. Quindi, siamo
passati a giochi più intriganti come il
“gioco notturno” e ovviamente la
caccia al tesorooooooo!!! Che ha
occupato tutto il pomeriggio ai
ragazzi che oltre che correre,
ragionare e saltare i ragazzi non
hanno fatto.
Ogni giorno Don Renzo e gli
animatori accompagnavano i
ragazzi, scarpinando su e giù per le
montagne come stambecchi stanchi.
Ogni volta ritornavamo con negli
occhi le bellezze del creato
gentilmente concesse da “un tempo
solare o comunque parzialmente
coperto”.
Abbiamo anche avuto la fortuna
di poter passare una notte presso il
rifugio Tuckett dove abbiamo
gustato la volta celeste. Con quattro
posti letti in meno, abbiamo
dormito tutti appiccicati su dei
“comodi” letti molto caldi.
Alla
sera,
non
stanchi
Ma campeggio non significa solo
camminare, correre e giocare.
Durante le giornate ci sono stati
anche momenti di riflessione sulle
letture domenicali in preparazione
della messa conclusiva, che ha
coinvolto ogni ragazzo attivamente
attraverso la lettura il canto e la
preghiera. È stata una ottima
conclusione per salutarci tutti
assieme prima di partire.
delle
Pag. 18
Beh non rimane che dirci:
ALL’ANNO PROSSIMO!!!
Granello di Senape
Nuovo anno oratoriano
C’É DI PIÚ
Sabato 12 settembre ci siamo recati
presso il centro Schuster dove la FOM
(Fondazione Oratori Milanesi) ha
organizzato un intero pomeriggio
all’insegna del divertimento, elemento
basilare della fondazione per cercare di
cogliere quante più informazioni possibili
sul nuovo tema di questo anno pastorale
2009/10.
attraverso il quale saremo veramente in
grado di capire il senso della parola
“condivisione”; in ultimo la croce diventa
una sorta di luce che ci guida e che
illumina le strade tracciate per ciascuno di
noi aiutandoci così a trovare finalmente
una giusta direzione in modo da essere in
grado di affidare le nostre vite totalmente al
Signore.
“C’è di più” è appunto l’iniziativa che ha
il compito di spronare ogni ragazzo e ogni
adulto a mettersi in gioco, a trovare il
proprio posto e a ricoprire un ruolo nella
comunità cristiana.
Insomma in ognuno di noi c’è un talento
particolare e unico allo stesso tempo che
può essere utile per il prossimo al fine di
riportare speranza anche nei momenti più
difficili della vita. Ciascuno è prezioso e
essenziale,per questo tutti i doni ricevuti
non devono essere dimenticati ma fatti
fruttare.
Il logo in se fa riferimento alla
moltiplicazione dei pani e dei pesci tratta
dal Vangelo.
Sono raffigurate diverse immagini
ognuna con un proprio significato
specifico: la folla rappresenta la nostra
comunità in cammino,nel tentativo di
condividere un determinato percorso
seguendo le orme di Gesù; il ragazzo
rappresenta il gruppo dei giovani, i quali
con la forza della fede e del desiderio di
vivere secondo precisi ideali, si danno agli
altri e sono disposti a offrire se stessi per
cercare di migliorare il mondo in cui
vivono; la parola “c’è” fa invece
riferimento
a
tre
simboli
contemporaneamente: il pane, il pesce e
l’infinito. I primi due riguardano il miracolo
della moltiplicazione mentre l’ultima fa
riferimento all’’amore che Dio ha per noi e
C’è di più nella chiesa e in noi, c’è di più
in questa vita.
Questo è ciò che la FOM ha voluto
comunicarci con questo nuovo tema in
modo da poterci dare una spinta diversa e
una carica per continuare le nostre attività
quotidiane spesso tanto noiose.
In conclusione,dopo aver preso parte ai
diversi stand allestiti e aver conosciuto un
“nuovo amico” che ci accompagnerà in
questa avventura.
Molte cose ci aspettano in questi mesi,
quindi: BUON ANNO PASTORALE A
TUTTI, e ricordatevi che C’È DI PIÚ!
Ilaria & Sonia
Pag. 19
Granello di Senape
In famiglia
LA NOSTRA COMUNITA’ RICORDA LUISA E GIUSEPPE Ora siamo tutti a casa, tornati dalle
vacanze….
Ci si incontra tra i banchi della chiesa
o sul sagrato e ci accorgiamo di colpo
che un pensiero pesa sul nostro cuore:
quel posto vuoto, quella sedia vuota.
La nostra comunità ha subito una
ferita molto profonda, chi non conosceva
Luisa (Cucchi), la sua disponibilità, il
suo sorriso aperto e amichevole con tutti,
il suo sottile umorismo?
In tanti ricordano il suo umile servizio
nel sistemare per tanti anni i fiori
sull’altare con gusto e armonia, o la sua
allegra partecipazione alle
Feste
Patronali in prima linea con il marito
Arturo nella preparazione della Pesca di
Beneficienza.
Che dire del signor Giuseppe
(Salomone) riservato e schivo ma
sempre partecipe e “affamato” di
conoscenza delle cose di Dio, come ha
detto Don Renzo nella omelia del suo
funerale. Il suo servizio prezioso nella
Commissione Amministrativa ci aveva
reso più piacevole ascoltare di “numeri e
conti” quando veniva al Consiglio
Pastorale per illustrarceli.
La nostra comunità sta soffrendo ed è
più povera senza questi testimoni:
possiamo dire che hanno amato la loro
parrocchia, hanno servito la loro
comunità con dedizione.
E’ questa la domanda che dobbiamo
tutti farci: siamo convinti che ognuno di
noi è parte di questa comunità ma è
legato agli altri, che la nostra vita non è
costruita solo da noi stessi, ma anche – e
sicuramente di più – da tutti quelli che ci
hanno voluto bene e che hanno
testimoniato l’amore per la Chiesa con le
loro opere.?
Un ricordo, un’immagine, un’azione
sola di queste due persone che ci hanno
lasciato rappresentano un valore e una
testimonianza che rimane per sempre.
Il coraggio di continuare ce lo danno
quindi loro che nella comunione dei santi
continueranno ad amare questa comunità.
Riporto queste belle parole di Padre
Maria Turoldo:
“I morti sono piu’ vicini dei vivi, sono
piu’ presenti di noi, non ci divide neanche
un foglio di carta velina. I testimoni non
sono preoccupati di farsi vedere, ma di far
vedere l’Altro. Scompaiono i testimoni,
ma ci hanno raccontato di Lui.
Continuano a raccontarci di Lui.
Scompaiono i nostri cari, ma siamo
avvolti, come da una nube, dalla loro
presenza. Scompaiono dalla visibilità, ma
ci indicano Lui, il Signore e con la loro
testimonianza ci raccontano di Lui, perchè
– è scritto – non ci stanchiamo e non ci
perdiamo d’animo.”
Chi prenderà il loro posto?
Pag. 20
Claudia F.
Granello di Senape
In famiglia
… ciao Luisa!
Ricordandoti
Il 12 agosto per una tragica fatalità ha
perso la vita LUISA BISSOLA CUCCHI;
tante persona della Parrocchia presenti a
Milano hanno partecipato al funerale e
sono state vicine ad Arturo e alla sua
famiglia. La ricordiamo per i tanti servizi
svolti nella nostra comunità.
Trent’anni fa, quando è arrivata nella
nostra Parrocchia, ha partecipato
intensamente con Madre Atonia
all’organizzazione di un gruppo di aiuto
alle persone con problemi di handicap: con
la sua gioiosa allegria metteva a loro agio i
ragazzi e anche i loro familiari in tanti
momenti di ritrovo e anche organizzando
per loro piacevoli cenette.
Per tanti anni ha addobbato di fiori
l’altare per ogni occasione speciale e per il
decoro quotidiano.
Sino a qualche anno fa ha gestito la
pesca di beneficenza per la festa patronale,
selezionando e preparando i materiali
ricevuti e anche andando per i negozi del
Giambellino e nei laboratori dei cognati
della bergamasca.
Sempre attenta alla Caritas parrocchiale
ogni anno si interessava per la
preparazione dei pacchi di Natale e offriva
un vasetto di marmellata per ogni pacco.
Non avremo più modo di sentire le sue
spiritose battute e le sue sonore risate, ma
siamo sicuri che continuerà dal cielo ad
interessarsi alla nostra Caritas e alla nostra
comunità.
Giancarlo Pizzoli
Pag. 21
Grazie Luisa d’averci concesso la tua
amicizia per trent’anni. Tanti quanti
sono stati gli anni di matrimonio con
Arturo. Ti rivediamo raggiante all’uscita
della chiesa di San Vincenzo in prato
dopo la cerimonia! Risentiamo le grida
di gioia, al pranzo di nozze, dei parenti
di Arturo “Evviva el pà de Le” cui
facevano eco tutti gli invitati, parenti e
amici: i primi, i Cucchi, ti accoglievano
nella loro famiglia, i secondi, quelli del
Santo Curato d’Ars, nella comunità
parrocchiale a cui hai dato tanto.
Con quanta gioia ti sei immessa nel
ruolo di sposa e di mamma… di nonna!
Infatti Marinella e Simone, figli di
Arturo, erano già grandi e, con il passare
del tempo ti sei trovata nonna. Una
nonna sprint, sempre sorridente, sempre
di corsa ad aiutare i nipoti (quanti?
Abbiamo perso il conto!) nei fabbisogni
giornalieri o, anche a fare qualche
vacanza extra. Luisa, trent’anni sono
passati in fretta: sembra ieri che ci
siamo uniti anche noi al coro degli
“Evviva el pà de Le!” ed ora, con il
cuore gonfio di dolore, ci uniamo al
saluto che il fratello di Arturo, a nome
di tutta la famiglia, ti ha dedicato.
Grazie Luisa! Ciao.
Tina e Gianni
Granello di Senape
Terza età
Ripensando.. .. .. .. all’estate anziani
Ripercorrendo i giornali milanesi del
periodo del ferragosto, ho potuto leggere
alcune osservazioni e ricevere provocazioni
che cerco di riassumere per tutti affinchè
facciamo insieme qualche riflessione sulla
situazione degli anziani e sul nostro modo di
accostarci alla persona e al suo problema.
Dal Corriere della sera 14 agosto 2009.
“ Nelle chiamate giunte al call center di
Palazzo Marino, c’è di tutto. Fanno la parte del
leone gli accompagnamenti (401) e le
consegne dei pasti a domicilio, ma crescono
anche le domande di aiuto per l’igiene
personale e le richieste di un sostegno
relazionale. C’è chi chiama per un’esigenza
precisa, ma anche chi chiede di poter ricevere
una telefonata ogni giorno soltanto per fare
due parole. Il piano caldo è stato declinato
anche in tutte le zone del decentramento,
attraverso l’attività dei centri multiservizi per
anziani (CAM). Un ruolo fondamentale,
sottolinea l’assessore Moioli, è quello dei
custodi sociali. Sono vere
sentinelle sul
territorio...spesso, sono proprio loro ad alzare
il telefono per chiedere aiuto per conto degli
anziani, che in molti casi non sono in
condizione di chiamare oppure non vogliono
farlo.”
Dall’Avvenire del 18 agosto 2009.
“ Custodia sociale: d’avanguardia la sfida a
solitudine e abbandono nel capoluogo
lombardo. Collaborazione originale tra
pubblico e non profit oggi in fase di estensione
anche in città più piccole. Operatori e
Assistenti per il ritorno del buon vicinato.
Portieri sociali e soci-sanitari in collaborazione
con comuni ed enti locali per attivare le reti a
sostegno di over 65, ammalati e in condizione
di indigenza. Dietro di loro si celano situazioni
di grande bisogno che la metropoli d’estate,
scorda. - Sono i miei angeli, dice Luisa, ultra
novantenne, grazie a loro, passano a trovarmi
alcune signore della scala e i volontari della
parrocchia. E il tempo passa più in fretta” -
Avvenire 18 agosto - Milano –
“Quello delle sentinelle è un modello da
esportare per diffondere la prossimità sul
territorio, evitare drammi della solitudine
soprattutto in estate, con le città svuotate. Per
offrire non solo interventi mirati, ma soprattutto
una rete sociale con i vicini, le associazioni di
volontariato, i medici di base e le parrocchie..”
Queste parole chiave: rete, sentinelle,
vicinato, telefonate, sono anche per noi le
parole da declinare in continuazione per trovare
soluzioni adeguate, risposte immediate,
esprimere la vicinanza della comunità cristiana
nelle situazioni di disagio che andiamo
scoprendo nei nostri palazzi. Da poco più di un
anno il Centro ascolto Anziani, si sta movendo
in questa direzione alla ricerca di un cammino
nuovo da percorrere, che coinvolga la comunità
cristiana e porti ad una integrazione più attiva e
solidale nella diversità.
Per affrontare meglio la complessità dei
problemi, che comprendono oltre la
conoscenza dei bisogni, la collaborazione coi
servizi del Cam, e altre associazioni del
quartiere, abbiamo pensato di proporre ai
volontari un “corso di aggiornamento e di
formazione, con il supporto della Caritas
Diocesana.
Pensiamo che sia un buon inizio per
aggredire con un po’ di competenza, le
problematiche, e sentirci insieme ad affrontare il
lavoro.
Saranno pochi incontri ma densi, in cui ci
metteremo a confronto.
Pensiamoci, per dare la nostra risposta
quando verrà programmato.
Nella nostra esperienza di questo anno di
lavoro, abbiamo notato come sia urgente la
necessità di rompere il silenzio della persona
sola e di promuovere piano piano la
sensibilizzazione alla realtà del vicinato. Quanta
solitudine! Non ci si conosce, non si parla e
spesso non si vuole parlare con l’inquilino del
pianerottolo!
Pag. 22
Granello di Senape
Terza età
C’è bisogno di volontari disposti ad
ascoltare, e perché no, ad impegnarsi con una
telefonata tutti i giorni all’anziano solo, per
rompergli l’isolamento.
Il progetto di avere delle Sentinelle in ogni
caseggiato fa fatica a decollare. Ce ne sono
alcune ma non bastano. Abbiamo davanti un
lungo lavoro di rete da fare per togliere
pregiudizi, superare barriere, creare la
mentalità della collaborazione.
Durane l’estate abbiamo raccolto spesso la
gioia e il ringraziamento per un piccolo
interessamento, un accompagnamento o per
un intervento risolutivo di una situazione ma
nello stesso tempo abbiamo anche portato
dentro di noi, le lacrime e le angosce della
solitudine di alcuni a cui non abbiamo potuto
dare una risposta.
C’è tanto lavoro da fare: c’è spazio per tutti
quelli che vorranno darci una mano anche con
l’impegno di una telefonata al giorno!
Se poi ci fosse qualche volontaria/o in
pensione, magari operatori sociali o sanitari che
hanno desiderio di fare qualcosa, e chiunque di
buona volontà, può
telefonare al Centro Ascolto Anziani,
martedì e giovedì dalle 9 alle 11
tel. 02.427267
La prossimità è vicinanza e la vicinanza
esprime la visibilità della Comunità Cristiana tra
le nostre case.
Centro Ascolto Anziani
Con gli anziani in montagna
Siamo un gruppo di 35 anziani del Santo Curato d’Ars, del Murialdo e di altre parrocchie del
decanato Giambellino. Questo anno il periodo di permanenza presso il Patronato San Vincenzo a Clusone (m. 650) è stato di 15 giorni, dal 1 al 15 luglio. Molti ospiti vengono da
parecchi anni.
Don Antonio è stato presente con me i primi otto giorni; poi è salito don Guglielmo.
Le giornate, non sempre allietate dal bel tempo, sono trascorse serenamente, con diversi
momenti che ci hanno fatto sperimentare una vera comunione.
Ci sono stati momenti di preghiera, con partecipazione libera ma molto partecipata: alle ore
8.00 Recita delle Lodi, alle ore 18.00 Santo Rosario e alle ore 18.30 Santa Messa. Ci sono
stati momenti di riflessione sulla Parola di Dio. Inoltre, lasciate all’iniziativa dei singoli o dei
gruppi, ci sono state passeggiate, a gruppetti, e momenti di gioco alle carte, soprattutto a
“scala quaranta”, con tornei.
Da non dimenticare infine il momento fatidico della “Tombola” con ricchi premi e
l’appuntamento fisso con il grande mercato del lunedì, a Clusone Alta.
Per me è stata la seconda volta che partecipavo come aiuto di don Antonio, dedicandomi
soprattutto al buon funzionamento in cucina, aiutando le due persone straniere del Murialdo,
inesperte, a preparare la colazione, distribuire il pranzo e la cena, portati dall’esterno.
Per me è stata un’esperienza molto bella, anche se impegnativa, che volentieri ripeterei.
Al momento del distacco mi sono accorta che il poco che sono riuscita a fare, è stato gratificato dal loro dispiacere sincero. Mettersi a disposizione degli altri, nel nome del Signore, è un
fatto molto importante per la propria vita.
Maria M
Pag. 23
Granello di Senape
Vita Parrocchiale
E’ BELLO ESSERE COMUNITA’!
Approfitto di questo mezzo di
comunicazione parrocchiale per
ringraziare tutti quelli che mi sono stati
vicini in questo periodo.
Devo dire che non mi aspettavo una
partecipazione così numerosa
Scommetto che nemmeno Berlusconi
con la sua popolarità ha mai avuto
così tante persone “SINCERAMENTE”
interessate alla sua salute.
E’ stato proprio un propagarsi di
notizie, era come se venisse emesso il
bollettino medico e poi i vari “organi di
stampa” diramavano le notizie.
Senz’altro avrà deciso di farlo perché
non ne poteva più di sentirle.
Scherzi a parte, in questi momenti si
avverte tutta l’importanza di far parte di
una comunità. E’ come una grande
famiglia dove, quando si sa che uno
non sta bene, si fa di tutto per essergli
vicino.
Purtroppo la mia prova non è finita, ma
sono sicura che con tutte queste “travi
di sostegno” una persona non può
crollare
Ho scritto un mucchio di sciocchezze
ma spero che il senso sia chiaro
E’ un grande GRAZIE! a tutti
Quello che però conta di più sono tutte
le preghiere che queste persone
hanno rivolto al Signore chiedendo di
aiutarmi.
Argene
La luce
“Quali luci c’erano in chiesa”, chiese una catechista ai bambini.
“I lampadari”.
“Le candele”.
“Il lumino rosso del Tabernacolo”.
“Le finestre”.
I bambini tacquero.
“Qualche altra cosa”, chiese ancora la catechista.
Un bambino alzò la mano e disse: “Gli occhi delle persone”.
Da “Solo il vento lo sa” Editrice ELLE DI CI
Pag. 24
Granello di Senape
Anno sacerdotale
Le “uscite” celebri del Santo Curato
In questo anno dedicato al nostro patrono non possiamo tralasciare l’evento senza darvi notizie
ulteriori circa la figura di quest’uomo, prete sconcertante e straordinario, di cui il suo vescovo
diceva: “Io non so se sia istruito, ma quello che so bene è che lo Spirito Santo si prende cura di
illuminarlo”.
Non tutti forse sanno che il nostro San Giovanni Maria Vienney era dotato per natura di
un’intelligenza sveglia, acuta, vivace, di uno spirito che sapeva osservare, attento a scoprire gli stati
d’animo e i sentimenti più nascosti di una persona. Con facilità coglieva il lato umoristico di una
situazione. Giovanni Maria era portato alla gioia, allo humor. Aveva la battuta pronta. Alcune sue
“uscite” sono rimaste celebri.
Ne riportiamo alcune tratte dalla premessa del libro “Importunate il buon Dio” ed. Città Nuova.
Un amico suo, parroco di
un paese vicino, e di corporatura non indifferente,
conversava familiarmente
con Vianney: “Io spero,
signor parroco, che voi non
dimentichiate i vostri amici… Conto un po’ su di voi
per farmi venire lassù…
Quando salirete in cielo
cercherò di aggrapparmi
alla vostra veste”. Vianney,
g u ar d an do lo
s or r is e :
“Guardatevene
bene!
L’entrata del cielo è
stretta e resteremmo tutti
e due fuori dalla porta!”
Una signora corpulenta gli
chiese cosa dovesse fare
per entrare in Paradiso:
“Tre quaresime, figlia
mia! “ Rispose il curato.
Importunato da tempo da una donna
che gli raccontava in ogni tono e in
ogni occasione a solita storia, il curato
finì per chiedere:
Figlia mia, qual è il mese dell’anno in cui parlate di meno?
A quel missionario che negli ultimi tempi
troppo elogiò la persona del curato, egli
gli ribattè: “Vedete bene che quando ci
siete voi le cose possono ancora andare!
Ma quando sono solo non concludo nulla. Io sono come gli zeri che valgono solo
se sono vicini ad altre cifre”.
Non lo so!
Deve essere il mese di febbraio perché ha tre giorni
in meno!
Pag. 25
Granello di Senape
Anagrafe
Sono tornati alla casa del Padre
Libralato Letizia - Norma (anni 85)
Via Tulipani 2
Esposti Rosa (anni 85)
Via C. Dentato 11
Codazzi Giancesare (anni 73)
Via Biancospini 18
Casali Erminio (anni 85)
Via Biancospini 1
Daffonchio Ezio (anni 54)
Via Lorenteggio 155
Zanenga Natalina (anni 81)
Via Giambellino 141
Zugnoni Carla Caterina (anni 73)
Via Lorenteggio 157
Toffoli Gemma (anni 92)
L. go Gelsomini 3
Campari Carlotta (anni 87)
Via Giambellino 141
Liggeri Franco (anni 89)
L. go Gelsomini 1
Aiello Antonio (anni 77)
Via Giambellino 141
Fait Susanna (anni 43)
L.go Scalabrini 2
Bianchi Giovanna (anni 95)
Via Giambellino 142
Bissola Luisa (anni 73)
Via C. Dentato 11
Ofelio Francesco (anni 70)
Via Biancospini 4
Pallanza Marta Carmela (anni 82)
Voghera
Favalli Bruno (anni 81)
Via Giambellino 143
Radaelli Franco (anni 90)
L. go Gelsomini 1
Michelucci Matteo Rosario (anni 79)
L. go Gelsomini 3
Ranghetti Orsolina (anni 79)
Via Coronelli 6
Salomone Giuseppe (anni 72)
Via Giambellino 122
Giorgio Carmine (anni 81)
Via Giambellino 104
Lombardi Gaetano (anni 96)
Via Giambellino 142
Bartolacci Giuseppina (anni 79)
L. go Gelsomini 1
Piacentelli Giovanna (anni 76)
L. go Gelsomini 6
Santoro Antonio (anni 77)
L. go Gelsomini 1
Calanna Giuseppe (anni 89)
L. go Scalabrini 2
Durante Mario (anni 78)
Via Giambellino 131
Sono nati alla vita di fede
Matteo Giuseppe Liso
di Giovanni e Anna Roseto
Gaia Meloni
di Bernardo e Barbara Cristina Miranda
Christian Leone
di Francesco e Maria Putrone
Francesco Alessandro Gasparri
di Stefano Francesco Lino e Sara Maria Rosaria Silvestro
Aurora Giuseppina Infurna
di Michele e Rosaria Anzalone
Alessia Bellone
di Epifanio Fabio e Angela Falco
Marco Sassone
di Sebastiano Stefano e Cristina Celada
Paola Tomassi Rubi
di Paolo Antonio e Rivera Saliz Rox Rubi
Robert Elio Lucio Corrado Maria
di Loic Andrò e Antonella Di Maria
Si sono uniti in matrimonio
Romaniello Francesca e Seminara Vincenzo
il 26 settembre 2009
Pag. 26
Notizie utili
Granello di Senape
Parrocchia Santo Curato D'Ars - Largo Giambellino 127 - 20146 MILANO
RECAPITI TELEFONICI
don Renzo Marnati
ORARIO SANTE MESSE
024223844
FERIALI: ore 8.10 preghiera delle lodi
ore 8.30
ore 18 (giugno e luglio)
VIGILIARE (sabato): ore 18.00
Ufficio parrocchiale
Oratorio
02427267
Ufficio Caritas e fax
02471570
don Antonio Carretta
024237457
Posta elettronica:
Sito internet:
[email protected]
FESTIVI: ore 8.30 - 10.00 - 11.30 - 18.00
Nei mesi di luglio e agosto è sospesa la
messa delle 11,30
CONFESSIONI
www.curatodars.it
Posta elettronica sito: [email protected]
CARITAS PARROCCHIALE
Centro di ascolto: 02471570
martedì e giovedì, dalle ore 9,30 alle 11
Lunedì:
ore 9-10 (don Mario)
Giovedì:
ore 9-10 (don Antonio)
Venerdì:
ore 9-10 (don Renzo)
Sabato:
ore 10-11 (don Franco)
Centro di ascolto anziani: 02427267
martedì e giovedì, dalle ore 9 alle 11
ore 17-18 (due sacerdoti)
Pensioni pratiche di invalidità
ACLI - Via S. Cristoforo 1
Da lunedì a venerdì: ore 9 - 12
Tel. 02428269
Compilazione mod. 730 mod. 740
martedì: 9-12 (presso ACLI, via Bruzzesi 2)
BATTESIMI
Indicativamente la 2ª domenica di questi
mesi: Febbraio - Aprile - Giugno - Ottobre Dicembre
Per ulteriori informazioni rivolgersi per
tempo in Ufficio parrocchiale.
Distribuzione alimentari:
venerdì, dalle ore 16 alle 18 (orario estivo)
UFFICIO PARROCCHIALE
Distribuzione indumenti:
mercoledì, ore 9 - 11
Chiude nei mesi di luglio e agosto
Da lunedì a venerdì, ore 9 - 12 / 15 - 18
27 SETTEMBRE 2009
Anno XIV - N° 4
Impaginazione e grafica:
Franco Gelpi
Periodico mensile, Ciclostilato in proprio
Direttore Responsabile:
don Renzo Marnati
Redazione:
Claudia Fassi - Rossella Meneguzzo
Fabio Previdi - ………..
Stampa:
don Renzo - Gelpi Franco
Rilegatura:
Gruppo terza età
Pag. 27
SETTEMBRE 2009
27
Dom FESTA ORATORIO
28
Lun
INIZIO CATECHISMO 2° anno
29
Mar
30
17
INIZIO CATECHISMO 3° anno
19
Lun
Mer INIZIO CATECHISMO 4° anno
20
Mar
OTTOBRE 2009
21
Mer
22
Gio
Ven
3
ORDINAZIONI DIACONALI
Sab
in Duomo
Dom
5
Lun
6
Mar
7
Mer
INCONTRO SU S. CURATO D’ARS ore 21
23
Ven
24
Sab
25
Dom
26
Lun
27
Mar
28
Mer
29
Gio
Ven
INCONTRO FAMIGLIE
Gio INCONTRO SU S. CURATO D’ARS ore 21
9
Ven
30
10
Sab
31
Dom
12
Lun
13
Mar
14
Mer
15
Gio
FESTA PATRONALE
GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
S. MESSA DEFUNTI ore 18,30
INIZIO CATECHISMO 1° anno
2
4
CORO GOSPEL “BRU. CO” ore 21
Sab VEGLIA MISSIONARIA
Dom
Gio
11
Ven
18
1
8
16
INIZIO PERCORSO FIDANZATI ore 21
CASTAGNATA MEDIE
BEATIFICAZIONE DON GNOCCHI
PERCORSO FIDANZATI ore 21
Sab
BATTESIMI ore 16
PerCorso FIDANZATI
INCONTRO DON G. RIGOLDI ore 21
Comunicare la Fede oggi
Il percorso prevede 9 incontri, al venerdì
sera ore 21.
Il corso partirà il prossimo 23 ottobre.
Contattare al più presto il Parroco
Scarica

Anno 2009, numero 4 - Parrocchia Santo Curato d`Ars