PASSO GRÖSTE mt 2500 - CAMPEGGIO MEDIE In questo numero: ESPERIENZE ESTIVE: Abruzzo pag. 4 Maglie pag. 9 - 13 Romania pag. 14 - 15 Palermo pag. 16 S. Caterina pag. 17 Madonna di Campiglio pag. 18 Riflessione del Parroco Granello di Senape Una settimana … San Paolo Una settimana …. San Paolo: il bello è quello che si può mettere al posto dei puntini! un sostantivo nascosto, che non è una riserva naturale, non è uno stadio, non è un monte, ma questa volta è stato un ospedale! Mi è capitato in questo mese di Settembre di fare una settimana al San Paolo, adesso si dice presso l’Azienda Ospedaliera san Paolo, per una serie di problemi legati alla mia ipertensione arteriosa… Devo dire che, forse, era meglio scegliere il posto per una settimana di… ferie, ma pazienza quest’anno è andata così. Sicuramente devo dire di aver ricevuto tute le cure del caso e con molta attenzione e precisione. Devo dire che questa realtà è proprio un mondo tutto a sé, fatto di tante persone, medici, infermieri, pazienti… che uno scopre solo vivendoci dentro. Qualche particolare mi è rimasto impresso: senz’altro la professionalità degli operatori (medici e infermieri) e questo menomale, mi sono sempre sentito tranquillo e in buone mani! Un altro particolare che penso sia proprio del nostro tempo: in questa settimana in reparto (quarto piano, Medicina 2) sono morte almeno tre persone, ma per la privacy e tutto il resto nessuno deve accorgersene… alla mattina vedi vuoto il letto che avevi visto occupato fino alla sera prima e poi senti a volte qualche timido racconto del vicino di letto che racconta qualche velocissimo particolare… bisogna morire in silenzio e si sparisce il più in fretta possibile! Io stanza numero 2, nella stanza numero 3 ha “passato”, “vissuto” i suoi ultimi giorni Giovanna Rossi, una nostra parrocchiana che aveva avuto qualche problema di salute quest’estate e che è stata poi ricoverata per un aggravamento improvviso della situazione generale. Ho potuto così vederla, scambiare qualche parola, abbiamo pregato un po’ insieme: ho visto passare tutta la famiglia che l’ha accompagnata con cura e attenzione per questi giorni. Insomma una settimana di esperienze ricche e signiificative … quanto FORSE un corso biblico! Ciao, don Renzo Si potrebbe mettere un CON (san Paolo): è da poco terminato l’Anno Paolino, l’anno che il Papa ha voluto e promosso per una maggior conoscenza dell’apostolo. E si sono moltiplicate le iniziative di incontri, ritiri, scuole bibliche… tutto ciò che poteva favorire una maggior conoscenza dell’apostolo e dei suoi scritti. Penso non sia blasfemo dire che quando il Papa parla gli editori cattolici esultano… erano anni che non si stampavano così tanti libri su san Paolo! Ottima occasione per riprendere in mano le sue lettere, alcune più conosciute, altre forse meno… assomiglierebbe forse più ad una domanda di Gerry Scotti chiedere quante sono le lettere di san Paolo presenti nel canone del Nuovo Testamento. O sarebbe bello chiedere chi possa dire di averle lette tutte…. Come numero di pagine non è poi così esagerato! Si potrebbe mettere un SULLE ORME DI: tra le mille iniziative dell’Anno Paolino non è mancato il turismo religioso e ripensando ai tre viaggi dell’apostolo c’è chi ha attraversato in lungo e in largo il Mediterraneo… per seguire le orme di Paolo. Medioriente, Turchia (Asia minore), Grecia… Roma. Anche la dimensione “geografica” di questo Apostolo è qualcosa di grandioso e di formidabile, soprattutto se si considerasse la qualità dei trasporti di allora!! Si potrebbe mettere addirittura mettere una semplicissima preposizione A: una settimana a san Paolo. Saremmo catapultati in Brasile in questa enorme megalopoli (circa 11 milioni di abitanti, 20 milioni se consideriamo l’area urbana circostante). Citta globale, multiculturale, mista e mille altri possibili aggettivi che dicano le contraddizioni di un posto abbastanza unico nel suo genere, probabilmente anche affascinante! Sta di fatto però che non ci sia andato se non con la fantasia! Allora? La realtà e più semplice: una settimana AL san Paolo, dove questo “AL” presuppone Pag. 2 Granello di Senape Oratorio estivo Anche questo anno noi animatori abbiamo vissuto l’esperienza dell’oratorio estivo. È stato un mese impegnativo, stancante ma soprattutto gratificante particolarmente per le numerose “new entry” che per la prima volta hanno partecipato all’oratorio estivo come animatori. Ecco cosa racconta Silvia R: “É stato pesante ma davvero divertente perché per la prima volta mi sono sentita più responsabile e ho capito che fare l’animatrice è molto più difficile di quanto immaginassi ma proprio per questo più stimolante”. Simone G invece è ormai un veterano: “Questo è stato il terzo anno da animatore ma mi sono accorto che resta sempre un’esperienza intensa e, soprattutto questo anno mi sono accorto di quanto sia bello vedere i bambini felici di quello che io facevo per loro”. Anche per me è ormai il terzo anno: non so bene se dire che tipo di oratorio sia stato per me, se sono stato bravo o meno, se sono stato importante, simpatico o amato dai bambini (questo certo non devo dirlo io perchè non sta a me giudicare il mio operato). Io posso dire che quello che ho fatto questo anno e quello che faccio da tre anni lo faccio sempre con grande passione ed impegno cercando di dare il meglio ai bambini e i ragazzi. In fondo, credo che noi animatori dobbiamo essere al servizio della parte fondamentale dell’oratorio, i ragazzi, noi dobbiamo fare “da cornice”, ed è quello che credo ognuno di noi cerca di fare costantemente. Sicuramente molte cose le sbaglieremo, forse a volte siamo un po’ scapestrati ma ricordatevi che mettiamo tutto il nostro impegno e cerchiamo di fare il massimo. Ci tengo a ringraziare tutti i ragazzi, bambini e genitori che ho e abbiamo conosciuto in questi anni, poiché personalmente mi hanno arricchito molto e con loro, e attraverso loro, sono cresciuto, siamo cresciuti, e così sarà anche per i “nuovi” che hanno messo grande impegno e, il lavoro dei quali vorrei fosse apprezzato . Un grazie a tutti, anche quelli che mi sono dimenticato di citare e arrivederci all’anno prossimo . Marco A Pag. 3 Granello di Senape Esperienze estive L’AQUILA : noi ci siamo stati ! Quest’anno, tra le varie proposte estive rivolte ad adolescenti e giovani c’era anche la possibilità di trascorrere alcuni giorni nelle tendopoli a l’Aquila, appoggiando le attività della Caritas umbra. Siamo partiti senza sapere con precisione ciò che stavamo andando a fare, con l’intenzione di dare una mano dove sarebbe stato utile. Abbiamo alloggiato inizialmente nel campo di S. Antonio a Pile, piccola frazione alla porte de L’Aquila e, successivamente, alcuni di noi sono stati spostati per necessità in altri campi. Nel campo di S. Antonio alloggiavano solo volontari Caritas ed eravamo circa 150 persone, numero che è poi cresciuto fino a 300 per giungere la settimana successiva a 500. Ogni giorno venivamo divisi in gruppi e mandati in base alle necessità delle tendopoli nei diversi campi a dare una mano per le cose più disparate: cucinare, pulire, montare nuove tende, giocare con i bambini, parlare con le persone, fare ciò che noi chiamavamo “il giro”, ovvero andare casa per casa a chiedere a chi viveva ancora in appartamento se avevano bisogno di qualcosa, comunicando loro dove potevano trovare beni di prima necessità e farmaci, fare traslochi e tutto ciò che è necessario per la vita di una comunità. Con la nostra presenza siamo stati in grado di manifestare solidarietà e comprensione a chi invece aveva perso tutto. In concreto, ciò che abbiamo fatto non ha cambiato la situazione materialmente ma moralmente ha significato molto: chi ha sofferto ha trovato un po’ di sollievo percependo di non essere più solo; allo stesso tempo anche noi volontari abbiamo potuto provare qualcosa di inaspettato, che ci ha portato a una crescita e una maturazione maggiore rispetto a quando siamo partiti. Ricordiamo in maniera molto chiara l’effetto che ci ha fatto vedere per la prima volta con i nostri occhi il disastro causato dal terremoto: la case crollate, calcinacci ovunque, le strade vuote. Ciò che ci ha colpito di più è però il segno indelebile che le persone portano dentro di loro, il senso di smarrimento e la paura che trasmetto quando raccontano a noi ragazzi ciò che sentirono la notte del 6 Aprile, la loro voglia di ricominciare, la loro capacità di non arrendersi e di attivarsi affinché tutto possa tornare alla normalità il prima possibile. Ci siamo sentiti piccoli davanti all’immensità di questo disastro, spesso inutili. Quando la sera, però, tornavamo al nostro campo e ci rendevamo conto di essere in tanti, tutti uniti dalla voglia di essere utili nel nostro piccolo, dalla fede, dal credere che le cose potevano cambiare. Erano proprio quei momenti che ci permettevano di capire che la nostra presenza lì aveva un senso. Non eravamo indispensabili per la ricostruzione della città, ma lo eravamo per le persone. Ogni sorriso, parola, gesto che ognuno di noi ha condiviso con loro è stato un piccolissimo seme di speranza che darà i suoi frutti solamente con il tempo e con la collaborazione di tutti. In conclusione, nessuno di noi riuscirà mai a dimenticare ciò che abbiamo vissuto e condiviso con tanti. Quello che abbiamo appreso,non verrà abbandonato poiché cercheremo sempre di cambiare la situazione e il mondo in cui viviamo. Nulla termina mai davvero e questo è stato solo l’inizio di un lungo,anzi lunghissimo viaggio attraverso la fede e la condivisione. Elisa, Martina & Chiara Pag. 4 Granello di Senape Esperienze estive ABRUZZO QUALCHE CIFRA Il sisma che alle 3.32 del 6 aprile 2009 ha colpito un’ampia zona della Provincia de L’Aquila, ha provocato 308 vittime e ingenti danni alle strutture pubbliche e private, soprattutto nel capoluogo abruzzese e in alcuni paesi limitrofi. Gli ultimi aggiornamenti della Protezione Civile (luglio ‘09) segnalavano che le persone sfollate superavano le 59.000 unità così alloggiate: in tendopoli allestite direttamente dalla Protezione Civile: 26.519 persone in 159 aree negli alberghi di Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno: 23.706 persone in 482 strutture in abitazioni messe a disposizione da privati: 9322 persone in 2328 abitazioni in micro insediamenti spontanei di tende. 383 persone in 10 aree, presso parrocchie (quest’ultimo dato è sottostimato perché non esiste un censimento ufficiale). da Caritas Ambrosiana settembre 2009 UN COMMENTO Una settimana fa (ndr 30 agosto) i responsabili della Protezione civile sono passati tenda per tenda (ndr del campo AB-C all’Aquila) a dare la notizia che il campo sarebbe stato chiuso tra venerdì 4 e sabato 5 settembre e che le persone sarebbero state trasferite negli edifici. Un uomo racconta: “Ricordo la mia prima entrata nel campo. Alla vista delle tende ho provato un senso di benessere… In questi mesi abbiamo cercato di ricostruire una comunità con i suoi equilibri, i suoi ritmi, le sue regole… Ora quello che succede è un altro terremoto”. Per terremoto lui non intende soltanto quello della terra, ma anche tutti quegli eventi emotivi e sociali a cui gli abruzzesi hanno dovuto fare fronte in questi mesi. Il disgregare in modo frettoloso questo barlume di comunità che si stava creando getterà nello sconforto altre persone. Soprattutto quelle più deboli, che qui avevano ritrovato un po’ di regolarità. Si è scelto un metodo decisionista, calato dall’alto, che non lascia spazio alla condivisione. Forse efficace per la macchina organizzativa, ma devastante per la maggior parte delle persone che si trovano qui. da Il nostro tempo, 20 settembre 2009 LE ULTIME NOTIZIE “Che farebbe se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una?”. La domanda è rivolta a Giorgio Napolitano. A porla sono tre comitati cittadini dell’Abruzzo, che dopo il sisma del 6 aprile chiedono una cosa sola. Una casa. Dopo la visita del capo dello Stato a l’Aquila e il concerto diretto dal maestro Muti sui luoghi del terremoto, i cittadini hanno deciso di scrivere una lettera a Napolitano per denunciare la loro Pag. 5 Granello di Senape Esperienze estive situazione: a cinque mesi dalla tragedia che ha colpito le terre dell’Abruzzo non sanno dove passeranno l’inverno. Se gli abitanti di Onna, uno dei paesi simbolo della tragedia, “dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto”, per gli altri si prospetta un’altra realtà. E’ infatti iniziato lo smantellamento delle tendopoli, ma le case danneggiate non sono state riparate e le nuove abitazioni antisismiche previste dal piano C.A.S.E, “circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa”, non bastano ad offrire una sistemazione a tutti. “Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo - la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e Pag. 6 province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi – pare – messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi”. Questa “è la storia di una devastazione annunciata – scrivono - Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo”. La speranza – scrivono i comitati cittadini - è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme”. da www.tg24.sky.it 10 settembre2009 C’È ANCORA BISOGNO! Qualcuno ha sentito la necessità di tornarci, per portare ancora il proprio contributo: sul prossimo numero di Granello di Senape ci racconterà… Granello di Senape Esperienze estive Una canzone: “Domani” Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti (Ligabue) Grignani) e comincia domani (Giuliano Sangiorgi) passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare. (Tiziano Ferro) Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri) Dove sarò? (Gianni Morandi) Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni) con un pò di fortuna (Ron) si può dimenticare. (Luca Carboni) Dove sarò (Baustelle) domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle) oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano) rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei Tra le nuvole e il mare/ c’è una stazione di posta (Franco Battiato) uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri) sul sentiero infinito (Max Pezzali) del maestrale (Eugenio Finardi) Day by day (Zucchero) Day by day (Cesare Cremonini) hold me/ shine on me. (Zucchero) shine on me (Cesare Cremonini) Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi) Ma domani, domani,/ domani, lo so (Francesco Renga) Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni) E di nuovo la vita (Mauro Pagani) sembra fatta per te (Giuliano Palma) e comincia (Elio) domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma) domani è già qui (Jovanotti) rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto scrivo e non riesco forse perché il sisma m’ha scosso (Caparezza) rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi NRG) e la vita la vita si fa grande così (Gianluca sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash) Tra le nuvole e il mare si può andare e andare (Laura Pausini) sulla scia delle navi di là del temporale (Carmen Consoli) e qualche volta si vede (Nek) domani (Antonello Venditti) una luce di prua (Nek) e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti) rap 4 Come l’aquila che vola libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo eccoci qua cittadini d’Abruzzo e aumentano d’intensità le lampadine una frazione di secondo prima della finee la tua mamma, la tua patria da ricostruire, Pag. 7 Granello di Senape Esperienze estive comu le scole, le case e specialmente lu core e puru nu postu cu facimu l’amore (Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System) non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi) a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra) non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi) sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra) non siamo così soli (Giorgia) a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra) non siamo così soli (Giorgia) a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra) sulla stessa barca (J Ax) a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra) Tra le nuvole e il mare si può andare, andare Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù) Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan) Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi) (tromba solo di Roy Paci) Domani è già qui Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax) (Assolo violino Mauro Pagani) Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini) E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa) domani (Sud Sound System) Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours) E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango) E comincia (Niccolò Fabi) (coro finale) domani E domani domani, domani lo so Lo so che si passa il confine E di nuovo la vita sembra fatta per te E comincia domani (Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino) Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti). “Domani 21/04.2009” è stato registrato in un solo giorno, il 21 aprile 2009, in un solo luogo. Tutti gli artisti e le persone coinvolte hanno partecipato al progetto a titolo gratuito. Il progetto si propone di sostenere gli interventi di ricostruzione al L’Aquila. Dedicato alla memoria delle vittime del terremoto, ai sopravvissuti e a tutte le persone che lavorano alla ricostruzione. Pag. 8 Granello di Senape Esperienze estive Maglie: “Centro accoglienza Agimi” Campo di lavoro. Così c’è stata presenta una settimana che poi si è rivelata essere un occasione di conoscenza, integrazione, capace di renderci partecipi in prima persona di una condivisione a contatto con una realtà diversa, ma pur sempre simile alla nostra; ci ha permesso di poterci raffrontare tra di noi e con gli altri facendoci comprendere quanto la diversità possa e debba essere uno strumento di unione e non di discriminazione e separazione. L’amicizia è stata un elemento fondamentale di questa esperienza, e nonostante la differenza d’età si è riusciti a creare un ambiente di coesione che ci ha permesso di rendere ogni singolo istante di questa esperienza un ricordo vivo e trasparente nella nostra memoria. Un aspetto che si è rivelato fondamentale è quello cristiano che durante questo breve periodo ci ha accompagnato e ci ha aiutato a comprendere meglio la fede che vive in noi e che spesso purtroppo si nasconde nell’ombra di noi stessi, nelle nostre debolezze. Il momento più forte e significativo è stata la “veglia notturna”; un’ora di preghiera e riflessione personale trascorsa nel cuore della notte. La settimana è stata comunque molto impegnativa e importante per la nostra crescita personale e di gruppo e soprattutto per accrescere in ognuno di noi la consapevolezza che il mondo non è fatto solo di noi, dei nostri problemi, dei nostri capricci ma anche di altre persone che forse sognano di avere meno della metà di tutto ciò che abbiamo noi e che ci ricordano più che mai chiaramente i veri valori..quelli che contano davvero..ovvero i valori della famiglia, degli affetti quotidiani, di un lavoro, di una casa dove abitare con i propri cari. Con il bagaglio di ritorno nell’ultima tasca della valigia dei ricordi c’era la consapevolezza di aver vissuto un esperienza all’ insegna della condivisione e dell’amicizia. Claudio Francesco Giacomo Pag. 9 Granello di Senape Esperienze estive 22-29 Luglio 2009 Quest’estate gli adolescenti degli oratori di San Curato, Creta e San Vito, sotto consiglio di Fra Dario e Don Paolo, sono stati convinti ad affrontare un’esperienza nel Salento, una terra fantastica, dove è stato necessario il duro lavoro, ma anche dove si sono divertiti e conosciuti tra di loro. Questi 21 ragazzi sono stati ospiti (e operai) per una settimana del centro AGIMI a Maglie in provincia di Lecce. Il centro ha una funzione di accoglienza per immigrati, specialmente albanesi, AGIMI significa “Alba” in albanese. I ragazzi infatti hanno condiviso il soggiorno con due ragazzi afghani e uno ghanese, che è stato così gentile da raccontare loro la sua storia. L’aiuto dei ragazzi nel centro è stato notevole: per una settimana tutte le mattine si alzavano presto e si dividevano i compiti; c’era chi imbiancava, chi andava nei campi a raccogliere i pomodori, chi andava sul tetto per pulire le piastrelle; tutte cose impegnative, ma che, fatte in compagnia, perdono il loro peso. I momenti di convivenza davano la forza e l’allegria per continuare con entusiasmo i compiti che ci erano assegnati: durante i vari pasti e nelle preghiere questo gruppo si è conosciuto molto venendo a creare un forte legame anche a Milano, sia dentro che fuori i rispettivi oratori. Ci sono stati anche molti spazi per il divertimento durante il pomeriggio e la sera: tra mare e sagre di paese, i giovani si sono ritrovati nelle bellissime spiagge salentine e a ballare la pizzica in piazza davanti a centinaia di persone. L’esperienza al centro ha insegnato a tutti un po’ di dedizione al lavoro e il piacere di una vita comunitaria, la scoperta di mentalità diverse rispetto alle diverse zone del mondo e ha regalato ad ognuno di loro un pezzetto di felicità e di crescita che si rivelerà utile nella vita. Quest’articolo è anche un invito a partecipare alle esperienze che verranno offerte negli anni futuri, perché si impara sempre qualcosa e ci si diverte moltissimo. Andrea Consiglio (S.Vito) Pag. 10 Granello di Senape Esperienze estive Un volto: Paul Il pomeriggio in cui Paul decide di raccontarci la sua storia c'è un sole micidiale e nell'aria neanche un filo di vento. Ci sediamo all'ombra di un tendone, muniti di una bottiglia di acqua fredda e tanta curiosità. Paul è un uomo muscoloso, ma dallo sguardo tranquillo. Parla in inglese a bassa voce e si ferma spesso per assicurarsi che io abbia capito. Mentre con calma comincia a raccontare, io comincio a scrivere. Paul è nato in Ghana, nel distretto di Kintampo, nel 1979. Il nome del villaggio, corrisponde a quello dei suoi dei, Hyreso. Mi chiede se ho chiaro il concetto di “spirits”, una definizione che credo abbracci sia il concetto di dei, sia quello più immediatamente intuibile di spiriti (senza tralasciare proprio gli spiriti dei defunti, degli antenati). Quella è la credenza della sua gente, come in gran parte d'Africa. Il potere locale nel suo paese è gestito da quattro figure che Paul definisce “kings”: un front king, un right king, un left king ed un main king. Il padre di Paul è un front king, suo prozio un left king e il nonno materno un right king. Era un ragazzino di appena dodici anni quando venne a contatto per la prima volta con le organizzazioni cristiane. Una colonna di scout passò per il suo paese e lui rimase molto colpito dalla disciplina quasi militare di questi piccoli stranieri. Pensò: “Voglio essere come loro”. Prese contatto con il prete responsabile, tal don Antonio, e attraverso un traduttore cominciò a conoscere i Vangeli. Tornato a casa, il king suo padre lo picchiò selvaggiamente. Paul si solleva la maglietta e mi mostra un segno sulla schiena, una larga cicatrice sopra la scapola sinistra. Era affascinato dalla nostra religione, ma evidentemente non aveva la libertà di conoscerla né tantomeno praticarla. Così, a diciassette anni, decise di scappare di casa. Lasciò solo un messaggio: “Non tornerò”. Raggiunse Kumasi senza un soldo in tasca e senza un contatto, ma in qualche modo trovò da mangiare e trovò da dormire. Poi trovò un uomo, un cristiano avventista, che lo accolse e mantenne. L'uomo aveva un grande negozio di scarpe. Paul cominciò a vendere scarpe. Intanto crebbe, si sposò ed ebbe tre figli. Poco più di un anno fa, l'intermediario degli spiriti del suo villaggio natale morì. Paul dovette presenziare al rito funebre, concluso il quale, tornò immediatamente dalla sua famiglia a Kumasi. Ma i guai stavano solo per iniziare... Sua madre gli spedì una lettera qualche tempo dopo: gli spiriti avevano scelto lui come nuovo intermediario. Molti ambiscono a ricoprire questa carica, dal momento che una volta prescelti, si è sistemati per il resto dei proprio giorni. Il villaggio provvede a tutto e i “clienti” pagano i pronostici a caro prezzo. Paul mi descrive il rituale del vaticinio, ma faccio fatica a capirlo. Quello che capisco perfettamente è che questi dei Hyreso hanno un particolare criterio per eleggere il loro interlocutore: il prescelto deve essere imparentato con almeno tre dei quattro kings. Pag. 11 Granello di Senape Esperienze estive Gli chiedo come, visto che solo questi stregoni hanno il privilegio di parlare e conoscere il volere degli spiriti, si possa comunicare con loro per scoprire il nome del nuovo intermediario una volta morto quello vecchio. La risposta ovviamente coinvolge altri riti, durante i quali alcuni rappresentanti si riuniscono e offrono sacrifici animali. Una volta eletto il nuovo intermediario, gli dei non ne scelgono un nuovo finché questi è ancora in vita. Ed ecco la causa dell'odissea di Paul. Quando ero in Zambia, mi era capitato più di una volta di incontrare cristiani che credevano negli spiriti. La nuova fede annunciata dai missionari, spesso si inserisce nelle credenze popolari e nei credo preesistenti, senza sostituirsi ad essi, ma anzi creando situazioni paradossali. Ascoltando la serietà con cui Paul mi racconta di questi spiriti e di queste usanze, non posso fare a meno di pensare che in parte, in lui sia ancora radicata la convinzione della loro effettiva esistenza. Ma quando glielo chiedo, mi risponde senza incertezze: Dio l'ha reso un uomo libero. Tornato al villaggio, spiegò alla madre che, in quanto cristiano, non avrebbe mai potuto accettare di diventare il nuovo intermediario. La madre era molto preoccupata dalla decisione del figlio e dalle conseguenze che ne sarebbero scaturite: gli diede tre mesi di tempo per rifletterci, ma era chiaro che Paul non aveva e non ha la minima intenzione di diventare il portavoce degli spiriti dal momento che crede in Dio. Questa decisione fu l'equivalente di una condanna a morte. che i “kings” gli concedettero per andare a chiudere la sua attività e fare fagotto. Una volta tornato a Kumasi si mosse in fretta per cercare una via di fuga. Sapeva che, una volta che avesse cominciato a scappare, gli uomini del suo villaggio avrebbero cercato di trovarlo e ucciderlo per permettere agli dei di scegliere un nuovo intermediario. Ma ogni angolo d'Africa è raggiungibile via terra e fuggire non sarebbe stato semplice. Paul non era certo un uomo ricco in Ghana, ma l'attività andava bene, e non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe stato costretto a lasciare il paese. Si consultò con la moglie e poi si rivolse al fratello di lei per trovare una soluzione. Il cognato aveva un contatto in Costa D'Avorio, il capitano di una nave che aveva fra le sue rotte le coste europee. L'altra persona ad essere in pericolo in questa situazione era suo fratello. Se Paul si fosse davvero reso irreperibile era molto probabile che gli uomini del villaggio si sarebbero rivolti a lui. Ma il capitano della nave era disposto a prendere solo una persona. I due fratelli si divisero il denaro (a Paul il passaggio costò in tutto 2500 euro) e tentarono la sorte per vie separate: mentre Paul prendeva la nave, suo fratello si mise in viaggio via terra. La madre sapeva che i figli erano in fuga, ma ovviamente era stata tenuta all'oscuro dei loro spostamenti. Quando Paul, settimane più tardi e ormai approdato a Genova, prese contatto con lei, scoprì il triste destino che era toccato a suo fratello. Paul dovette sfruttare i tre mesi di tempo Pag. 12 Granello di Senape Esperienze estive Partito con una carovana di quarantacinque uomini, tutti stipati a bordo di due Toyota Land Cruiser, aveva attraversato il Burkina Faso e affrontato il deserto. Ma uno dei due fuoristrada a quel punto si era rotto. L'altro aveva proseguito il viaggio, promettendo di tornare a riprendere quelli rimasti a piedi. Ci aveva impiegato dieci giorni ad arrivare a destinazione e tornare sul luogo dell'incidente. Rimasti senza cibo e acqua, dei passeggeri dell'altro fuoristrada erano sopravvissuti solo in tre. Per colpa mia, mi dice Paul, mio fratello è morto. Poi per un lungo periodo resta in silenzio, incapace di continuare. In Italia è un rimbalzare da un città all'altra. Paul affrontò i rigori del nostro inverno con la sola giacca che gli aveva donato il capitano. Il freddo è il ricordo più vivido che ha di Cuneo. Poi le indicazioni di connazionali e associazioni lo spingono inesorabilmente verso sud, prima a Napoli e poi a Lecce. Ed è in una struttura d'accoglienza dell'Agimi di Maglie che c'incontriamo. E' importante, mi dice, che la gente conosca la sua storia. Lui sa che in Africa altre persone vengono perseguitate e uccise per motivi simili ai suoi. Ma finché non se ne parla, finché l'opinione pubblica non si focalizza anche su questo problema, le vittime non potranno mai essere protette e i colpevoli arrestati. Quando infatti gli chiedo se in Ghana la polizia non si occupa di casi come questi, lui mi risponde spostandosi alla radice del problema. schiavitù di credenze pericolose e ingannevoli. Per un attimo stupisce anche me, che pure sono cattolico, la concezione della religione cristiana come una sorta di valore progressista, quando da noi, cristiani di vecchia data, la si accoglie pigramente come una tradizione di stato e più che professarla la si strumentalizza per fini politici. Eppure questa è la sua prima vera accezione, quella della buona novella, del Vangelo come novità che libera l'uomo. Quello che mi colpisce di più però, è la chiarezza con cui quest'uomo scampato alla morte guarda alla sua gente e ai suoi problemi, e il coraggio con cui porta avanti le sue convinzioni e affronta il suo destino. Se avesse accettato di diventare l'intermediario degli spiriti, adesso probabilmente sarebbe stato un africano ricco e pressoché nullafacente (una figura a noi poco conosciuta), e non il classico africano immigrato costretto ad una spasmodica ricerca del permesso di soggiorno e del lavoro (una figura a noi tristemente più nota). Ma si sarebbe sottomesso ad un sistema che nega ogni libertà individuale e spirituale ed anzi lo avrebbe alimentato. C'è bisogno d'istruzione. E di Dio. Questo può liberare un popolo dalla Pag. 13 Matteo Broggi (S.Vito) Granello di Senape Esperienze estive Romania: “Tutto può succedere” Quando parti per la terza volta pensi di avere delle certezze e delle sicurezze in più. Pensi di sapere già quello che ti capiterà e quello che dovrai affrontare. Grande errore, almeno se vai in Romania. Il progetto era di andare a Macin, piccola cittadina sul Danubio ( 80 km dal posto in cui sono andata l’anno scorso) e svolgere “attività di strada”. L’esperienza, assai diversa dalle mie aspettative data l’assenza dei bambini, mi ha dato modo tuttavia di conoscere ulteriori aspetti del mondo rumeno, quasi da turista. Passeggiavo su sampietrini sconnessi, con i piedi neri per la terra e impregnati dell’odore tipico delle strade rumene che il sole, la sterpaglia, i gatti e i cani randagi rendono forte ed acre. Osservavo le villette a schiera con il tetto di alluminio e un cadente recinto di legno o di pietra. Carretti trainati da cavalli riempivano le strade periferiche disseminando qua e là paglia. In Romania tutto può essere, tutto può succedere, come meno te l’aspetti. Nelle strade in cui dovevamo fare attività, regnava una monotona desolazione. “Una vecchietta ci invita nella sua micro casa: sui muri si alternano immagini di santi, papi e calendari di donne nude. In uno scatolone stanno degli orologi, collane e braccialetti, sembra della refurtiva. Mi vergogno di aver avuto questo pensiero. Mentre ci racconta che la figlia è andata a vivere in Italia, ci dice che a Macin ci sono pochi bambini, ad agosto sono in vacanza e ci esorta a non andare in giro così per la città che non è sicura”. “Andando in Cetazi, la zona in cui tutti ci dicono di stare lontani perché pericolosa e malfamata incontriamo un uomo che va a comprare della birra accompagnato da una ragazza, troppo grande per essere la figlia, troppo giovane per essere la moglie. Ci addentriamo nel quartiere tabù e finalmente vediamo qualche ragazzetto che gioca a calcio in mezzo alla strada. Facciamo conoscenza e il giorno dopo siamo di nuovo là a giocare con loro. Nel pomeriggio proseguiamo per quella via pieni di speranza ed entusiasmo fino al confine con la campagna: a delimitare c’è una strada sterrata ai cui lati si ergono casupole fatiscenti di fango, rigorosamente con antenna a parabola. Qualche faccia incuriosita ci osserva, capiamo che sono Rom, zingari. Poi il nulla”. “Venerdì organizziamo una giornata al campo sportivo comunale: vengono i cinque ragazzini di Cetazi e una decina che aveva letto il volantino nella piazza in centro. Le attività sportive e creative li entusiasmano. Giocano spensierati fino al pomeriggio e già sono visibilmente affezionati a noi anche se sanno che l’indomani partiamo.” La decisione combattuta era stata presa il giorno prima, la nostra presenza a Macin era di scarsa utilità. Con triste dispiacere lasciavo Macin, temendo di aver illuso semplicemente quei pochi ragazzi. Passando un giorno a Rm. Valcea ( posto in cui sono andata nel 2007) domenica sera ripartiamo per Bals. Qui c’era già un gruppo di volontari di BIR che faceva la sua missione. Entriamo nell’istituto Flore de colt – stella alpina-. In Romania chi vive al Floare de colt è tutto fuorché protetto. Qui vivono ragazzi sieropositivi, malati di AIDS, Pag. 14 Granello di Senape Esperienze estive violenti” e persone specialmente adulte con gravi handicap e ritardi, scarti della società. “È la normalità”. Molti mi prendono per una mano, o solo per un dito e mi vogliono portare là in fondo nel cortile. Un cortile sporco, pieno di escrementi di animale e di ferraglia abbandonata e di vetri. Loro camminano scalzi. Cerco di fargli capire che là non si deve andare, che è pericoloso, ma non capiscono e rimangono a dondolarsi su e giù in mezzo a quello schifo. Per terra, ci sono molte meline, cadute dagli alberi: le prendono e le mangiano, dopodiché le gettano a terra. Meno di dieci minuti e qualche affamato la riaccoglie ormai marrone. Con orrore penso: “proprio tutto può succedere”. Mi guardo in giro per vedere se qualcuno ha preso la tempera nera, perché è sparita: lei è lì, con il suo volto completamente immerso nel piattino di plastica pieno di tempera che se la mangia. Nessuno fa una piega. Con i ragazzi più grandi prepariamo un falò: sono malati, ma non lo danno a vedere, ci aiutano e di questo sono felici e gratificati. Una chitarra e si parte a cantare. Dal più piccolo al più grande: tutti sorridevano e si divertivano, sembrava quasi di non essere al Flore de colt. Invece eravamo là, a dimostrazione del fatto che in Romania “tutto può succedere” anche che all’ istituto di Bals si possa percepire l’allegria, si possa passare una bella giornata di quelle che ti lasciano contento e soddisfatto, di quelle che non capitano quasi mai e che ti ricorderai. Tornare a Milano e lasciarli là, in balia di se stessi con le loro meline nel loro giardino, vorrei ribellarmi. Come sempre ringrazio di essere stata là, grazie alla Romania che mi fa crescere e maturare, forse proprio perché là “tutto può succedere”. Martina Trinchera MACIN BALS Pag. 15 Granello di Senape Esperienze estive Palermo E… state al “Borgo della pace” Palermo. Un'esperienza estiva molto particolare, diversa dalle altre, molto forte, durata una settimana; sette giorni a contatto con una realtà completamente diversa da quella a cui noi ( Giorgio, Galpa, Chiara, Meo, Francesco, Davide, Marco, Elena, Giulia, Carlo e Matteo) siamo abituati. Abbiamo potuto conoscere padre Paolo Turturro, un sacerdote dall'enorme forza morale e spirituale, oltre che dall'invidiabile coraggio, che da anni lotta contro la mafia. Quest’anno il nostro lavoro è stato più di servizio anche se supportati dai continui incitamenti di Carlo abbiamo comunque animato le giornate di Toti, Michele, Silvia tre bambini, ma anche quelle degli “animatori” presenti al Borgo; con quest’ultimi abbiamo giocato, chiacchierato e condiviso anche il servizio (ad esempio dopo pranzo e dopo cena). Guidati da Marco uno degli “animatori” abbiamo visitato il Borgo Vecchio di Palermo, il quartiere da cui vengono i ragazzi del centro, e abbiamo potuto renderci conto della realtà che li circonda. L'ultimo giorno sono saliti al Centro di Baucina altri ragazzi che fuori sono rivestiti da una corazza che poche ore dopo che ci hanno conosciuti si era ammorbidita e che se solo avessimo potuto trascorrere con loro altro tempo si sarebbe potuta abbassare. Dai racconti di P. Paolo abbiamo capito la forza di un uomo che crede in quello che fa e che lo fa non per trarne dei profitti ma per dare un futuro a questi ragazzi, infatti per comprendere l’opera di P. Paolo bisogna ascoltare i suoi racconti sulla sua vita e come parla di questi ragazzi che aiuta. Quest’esperienza ci ha aperto gli occhi su quello che succede lontano (anche se non cos’ tanto) da noi. Chiara V e Giorgio R Il fondatore Don Paolo Turturro è nato a Giovinazzo (Ba) il 18 marzo 1946. Ordinato sacerdote nel 1978, giunge a Palermo nel 1983 dopo la missione in Costa d’Avorio e in Togo. Nel 1986 don Paolo ha una brillante idea: “bruciamo le pistole di plastica”. Nel 1984 fonda l’Associazione “Dipingi la pace” di cui don Paolo è il presidente, e del quale ogni giorno alcuni volontari, gratuitamente, combattono l’evasione scolastica e l’emarginazione. L’Associazione “Dipingi la pace” promuove incontri formativi con giovani provenienti da tutte le parti del mondo al Borgo della Pace in località Tumminia di Villafrati (Pa). Inoltre don Paolo Turturro è disponibile a conferenze riguardanti tematiche rivolte alla non violenza e alla legalità. Pag. 16 Granello di Senape Esperienze estive S.Kate 2009 Quest'anno è stato proposto a noi adolescenti, oltre che la Puglia e Palermo, di provare una delle tante esperienze offerte dall'AC (Azione Cattolica): trascorrere una settimana a Santa Caterina di Valfurva dal tema “Il diario di un galeotto, tra fede, Dio e qualcun altro...”. Sono partita un po' spaesata perché non conoscevo nessuno, a parte mia cugina, ma già in pullman ho percepito un'atmosfera familiare. Non mi è stato difficile entrare in questo favoloso gruppo, per farmi rompere il ghiaccio mi hanno invitata a cantare nel coro per la messa quotidiana. Un ambiente accogliente, educatori e ragazzi scatenati, ma gentili, disponibili e soprattutto socievoli, affiancati da cinque fantastici seminaristi che alle 8.00 del mattino come sveglia mettevano la sigla delle tartarughe Ninja e si mettevano a ballarla. Anche il sacerdote (il mitico don. Luca Ciotti) sembrava uno di “famiglia”: faceva le battute durante la predica, ti aiutava per ogni problema, organizzava per noi ragazzi i giochi durante i momenti di svago. E' un cambiamento che non finisce con il temine della settimana ma ti rimane dentro per sempre. L'unica tristezza è che ad aver sperimentato questa magnifica esperienza sono stata solo io del mio oratorio, ma soprattutto che di Milano eravamo pochissimi . Un problema è che i vari ragazzi provengono da diversi posti (come principalmente i dintorni di Milano, Lecco e Monza) e quindi se si stringono forti amicizie il più delle volte non ci si può ritrovare spesso come ad esempio con gli amici della propria zona. Ora fortunatamente mi tengo ancora in contatto con loro tramite internet (facebook e msn) e il cellulare. Consiglio vivamente quest'esperienza, specialmente a chi magari non si sente sicuro nella propria fede ma soprattutto a chi vuole vivere una settimana tra amicizie, Dio e divertimento. Ringrazio S. Kate perché mi ha cambiato la vita. La settimana però non è stata solo giochi, balli, musica, gite in montagna, ma soprattutto momenti seri e di riflessione. Un' occasione per approfondire la propria fede toccando argomenti interessanti (es. libertà e servizio), e per stringere nuove amicizie. Interessanti anche le attività di laboratorio che erano sempre collegate agli argomenti che affrontavamo. Praticamente da S. Kate (così chiamata da noi adolescenti) si torna cambiati, nel senso che riflettendo quasi ogni giorno sull'orientamento e sulle grandi domande della propria esistenza si è aiutati a sviluppare la spiritualità nella vita quotidiana. Pag. 17 Ilaria B. Granello di Senape Esperienze estive Madonna di Campiglio Campeggio medie 2009 Anche quest’anno i ragazzi di 1, 2, 3 media assieme di 2 ragazzi di 5 elementare hanno potuto partecipare ad una delle esperienze più belle dell’anno: il campeggio!!! esperienze del giorno, i ragazzi si cimentavano in attività proposte dagli noi animatori. Tra questi ricordiamo UNIVERSUS, una variante “cosmica” del giro dell’oca. Quest’anno il posto destinato ad accoglierci era vicino a Madonna di Campiglio, più precisamente a Campo Carlo Magno. Questa era la nostra base, partenza per ogni passeggiata e gita, per una settimana intera!!! Ovviamente giochi di questo genere non bastano per animare i campeggiatori. Quindi, siamo passati a giochi più intriganti come il “gioco notturno” e ovviamente la caccia al tesorooooooo!!! Che ha occupato tutto il pomeriggio ai ragazzi che oltre che correre, ragionare e saltare i ragazzi non hanno fatto. Ogni giorno Don Renzo e gli animatori accompagnavano i ragazzi, scarpinando su e giù per le montagne come stambecchi stanchi. Ogni volta ritornavamo con negli occhi le bellezze del creato gentilmente concesse da “un tempo solare o comunque parzialmente coperto”. Abbiamo anche avuto la fortuna di poter passare una notte presso il rifugio Tuckett dove abbiamo gustato la volta celeste. Con quattro posti letti in meno, abbiamo dormito tutti appiccicati su dei “comodi” letti molto caldi. Alla sera, non stanchi Ma campeggio non significa solo camminare, correre e giocare. Durante le giornate ci sono stati anche momenti di riflessione sulle letture domenicali in preparazione della messa conclusiva, che ha coinvolto ogni ragazzo attivamente attraverso la lettura il canto e la preghiera. È stata una ottima conclusione per salutarci tutti assieme prima di partire. delle Pag. 18 Beh non rimane che dirci: ALL’ANNO PROSSIMO!!! Granello di Senape Nuovo anno oratoriano C’É DI PIÚ Sabato 12 settembre ci siamo recati presso il centro Schuster dove la FOM (Fondazione Oratori Milanesi) ha organizzato un intero pomeriggio all’insegna del divertimento, elemento basilare della fondazione per cercare di cogliere quante più informazioni possibili sul nuovo tema di questo anno pastorale 2009/10. attraverso il quale saremo veramente in grado di capire il senso della parola “condivisione”; in ultimo la croce diventa una sorta di luce che ci guida e che illumina le strade tracciate per ciascuno di noi aiutandoci così a trovare finalmente una giusta direzione in modo da essere in grado di affidare le nostre vite totalmente al Signore. “C’è di più” è appunto l’iniziativa che ha il compito di spronare ogni ragazzo e ogni adulto a mettersi in gioco, a trovare il proprio posto e a ricoprire un ruolo nella comunità cristiana. Insomma in ognuno di noi c’è un talento particolare e unico allo stesso tempo che può essere utile per il prossimo al fine di riportare speranza anche nei momenti più difficili della vita. Ciascuno è prezioso e essenziale,per questo tutti i doni ricevuti non devono essere dimenticati ma fatti fruttare. Il logo in se fa riferimento alla moltiplicazione dei pani e dei pesci tratta dal Vangelo. Sono raffigurate diverse immagini ognuna con un proprio significato specifico: la folla rappresenta la nostra comunità in cammino,nel tentativo di condividere un determinato percorso seguendo le orme di Gesù; il ragazzo rappresenta il gruppo dei giovani, i quali con la forza della fede e del desiderio di vivere secondo precisi ideali, si danno agli altri e sono disposti a offrire se stessi per cercare di migliorare il mondo in cui vivono; la parola “c’è” fa invece riferimento a tre simboli contemporaneamente: il pane, il pesce e l’infinito. I primi due riguardano il miracolo della moltiplicazione mentre l’ultima fa riferimento all’’amore che Dio ha per noi e C’è di più nella chiesa e in noi, c’è di più in questa vita. Questo è ciò che la FOM ha voluto comunicarci con questo nuovo tema in modo da poterci dare una spinta diversa e una carica per continuare le nostre attività quotidiane spesso tanto noiose. In conclusione,dopo aver preso parte ai diversi stand allestiti e aver conosciuto un “nuovo amico” che ci accompagnerà in questa avventura. Molte cose ci aspettano in questi mesi, quindi: BUON ANNO PASTORALE A TUTTI, e ricordatevi che C’È DI PIÚ! Ilaria & Sonia Pag. 19 Granello di Senape In famiglia LA NOSTRA COMUNITA’ RICORDA LUISA E GIUSEPPE Ora siamo tutti a casa, tornati dalle vacanze…. Ci si incontra tra i banchi della chiesa o sul sagrato e ci accorgiamo di colpo che un pensiero pesa sul nostro cuore: quel posto vuoto, quella sedia vuota. La nostra comunità ha subito una ferita molto profonda, chi non conosceva Luisa (Cucchi), la sua disponibilità, il suo sorriso aperto e amichevole con tutti, il suo sottile umorismo? In tanti ricordano il suo umile servizio nel sistemare per tanti anni i fiori sull’altare con gusto e armonia, o la sua allegra partecipazione alle Feste Patronali in prima linea con il marito Arturo nella preparazione della Pesca di Beneficienza. Che dire del signor Giuseppe (Salomone) riservato e schivo ma sempre partecipe e “affamato” di conoscenza delle cose di Dio, come ha detto Don Renzo nella omelia del suo funerale. Il suo servizio prezioso nella Commissione Amministrativa ci aveva reso più piacevole ascoltare di “numeri e conti” quando veniva al Consiglio Pastorale per illustrarceli. La nostra comunità sta soffrendo ed è più povera senza questi testimoni: possiamo dire che hanno amato la loro parrocchia, hanno servito la loro comunità con dedizione. E’ questa la domanda che dobbiamo tutti farci: siamo convinti che ognuno di noi è parte di questa comunità ma è legato agli altri, che la nostra vita non è costruita solo da noi stessi, ma anche – e sicuramente di più – da tutti quelli che ci hanno voluto bene e che hanno testimoniato l’amore per la Chiesa con le loro opere.? Un ricordo, un’immagine, un’azione sola di queste due persone che ci hanno lasciato rappresentano un valore e una testimonianza che rimane per sempre. Il coraggio di continuare ce lo danno quindi loro che nella comunione dei santi continueranno ad amare questa comunità. Riporto queste belle parole di Padre Maria Turoldo: “I morti sono piu’ vicini dei vivi, sono piu’ presenti di noi, non ci divide neanche un foglio di carta velina. I testimoni non sono preoccupati di farsi vedere, ma di far vedere l’Altro. Scompaiono i testimoni, ma ci hanno raccontato di Lui. Continuano a raccontarci di Lui. Scompaiono i nostri cari, ma siamo avvolti, come da una nube, dalla loro presenza. Scompaiono dalla visibilità, ma ci indicano Lui, il Signore e con la loro testimonianza ci raccontano di Lui, perchè – è scritto – non ci stanchiamo e non ci perdiamo d’animo.” Chi prenderà il loro posto? Pag. 20 Claudia F. Granello di Senape In famiglia … ciao Luisa! Ricordandoti Il 12 agosto per una tragica fatalità ha perso la vita LUISA BISSOLA CUCCHI; tante persona della Parrocchia presenti a Milano hanno partecipato al funerale e sono state vicine ad Arturo e alla sua famiglia. La ricordiamo per i tanti servizi svolti nella nostra comunità. Trent’anni fa, quando è arrivata nella nostra Parrocchia, ha partecipato intensamente con Madre Atonia all’organizzazione di un gruppo di aiuto alle persone con problemi di handicap: con la sua gioiosa allegria metteva a loro agio i ragazzi e anche i loro familiari in tanti momenti di ritrovo e anche organizzando per loro piacevoli cenette. Per tanti anni ha addobbato di fiori l’altare per ogni occasione speciale e per il decoro quotidiano. Sino a qualche anno fa ha gestito la pesca di beneficenza per la festa patronale, selezionando e preparando i materiali ricevuti e anche andando per i negozi del Giambellino e nei laboratori dei cognati della bergamasca. Sempre attenta alla Caritas parrocchiale ogni anno si interessava per la preparazione dei pacchi di Natale e offriva un vasetto di marmellata per ogni pacco. Non avremo più modo di sentire le sue spiritose battute e le sue sonore risate, ma siamo sicuri che continuerà dal cielo ad interessarsi alla nostra Caritas e alla nostra comunità. Giancarlo Pizzoli Pag. 21 Grazie Luisa d’averci concesso la tua amicizia per trent’anni. Tanti quanti sono stati gli anni di matrimonio con Arturo. Ti rivediamo raggiante all’uscita della chiesa di San Vincenzo in prato dopo la cerimonia! Risentiamo le grida di gioia, al pranzo di nozze, dei parenti di Arturo “Evviva el pà de Le” cui facevano eco tutti gli invitati, parenti e amici: i primi, i Cucchi, ti accoglievano nella loro famiglia, i secondi, quelli del Santo Curato d’Ars, nella comunità parrocchiale a cui hai dato tanto. Con quanta gioia ti sei immessa nel ruolo di sposa e di mamma… di nonna! Infatti Marinella e Simone, figli di Arturo, erano già grandi e, con il passare del tempo ti sei trovata nonna. Una nonna sprint, sempre sorridente, sempre di corsa ad aiutare i nipoti (quanti? Abbiamo perso il conto!) nei fabbisogni giornalieri o, anche a fare qualche vacanza extra. Luisa, trent’anni sono passati in fretta: sembra ieri che ci siamo uniti anche noi al coro degli “Evviva el pà de Le!” ed ora, con il cuore gonfio di dolore, ci uniamo al saluto che il fratello di Arturo, a nome di tutta la famiglia, ti ha dedicato. Grazie Luisa! Ciao. Tina e Gianni Granello di Senape Terza età Ripensando.. .. .. .. all’estate anziani Ripercorrendo i giornali milanesi del periodo del ferragosto, ho potuto leggere alcune osservazioni e ricevere provocazioni che cerco di riassumere per tutti affinchè facciamo insieme qualche riflessione sulla situazione degli anziani e sul nostro modo di accostarci alla persona e al suo problema. Dal Corriere della sera 14 agosto 2009. “ Nelle chiamate giunte al call center di Palazzo Marino, c’è di tutto. Fanno la parte del leone gli accompagnamenti (401) e le consegne dei pasti a domicilio, ma crescono anche le domande di aiuto per l’igiene personale e le richieste di un sostegno relazionale. C’è chi chiama per un’esigenza precisa, ma anche chi chiede di poter ricevere una telefonata ogni giorno soltanto per fare due parole. Il piano caldo è stato declinato anche in tutte le zone del decentramento, attraverso l’attività dei centri multiservizi per anziani (CAM). Un ruolo fondamentale, sottolinea l’assessore Moioli, è quello dei custodi sociali. Sono vere sentinelle sul territorio...spesso, sono proprio loro ad alzare il telefono per chiedere aiuto per conto degli anziani, che in molti casi non sono in condizione di chiamare oppure non vogliono farlo.” Dall’Avvenire del 18 agosto 2009. “ Custodia sociale: d’avanguardia la sfida a solitudine e abbandono nel capoluogo lombardo. Collaborazione originale tra pubblico e non profit oggi in fase di estensione anche in città più piccole. Operatori e Assistenti per il ritorno del buon vicinato. Portieri sociali e soci-sanitari in collaborazione con comuni ed enti locali per attivare le reti a sostegno di over 65, ammalati e in condizione di indigenza. Dietro di loro si celano situazioni di grande bisogno che la metropoli d’estate, scorda. - Sono i miei angeli, dice Luisa, ultra novantenne, grazie a loro, passano a trovarmi alcune signore della scala e i volontari della parrocchia. E il tempo passa più in fretta” - Avvenire 18 agosto - Milano – “Quello delle sentinelle è un modello da esportare per diffondere la prossimità sul territorio, evitare drammi della solitudine soprattutto in estate, con le città svuotate. Per offrire non solo interventi mirati, ma soprattutto una rete sociale con i vicini, le associazioni di volontariato, i medici di base e le parrocchie..” Queste parole chiave: rete, sentinelle, vicinato, telefonate, sono anche per noi le parole da declinare in continuazione per trovare soluzioni adeguate, risposte immediate, esprimere la vicinanza della comunità cristiana nelle situazioni di disagio che andiamo scoprendo nei nostri palazzi. Da poco più di un anno il Centro ascolto Anziani, si sta movendo in questa direzione alla ricerca di un cammino nuovo da percorrere, che coinvolga la comunità cristiana e porti ad una integrazione più attiva e solidale nella diversità. Per affrontare meglio la complessità dei problemi, che comprendono oltre la conoscenza dei bisogni, la collaborazione coi servizi del Cam, e altre associazioni del quartiere, abbiamo pensato di proporre ai volontari un “corso di aggiornamento e di formazione, con il supporto della Caritas Diocesana. Pensiamo che sia un buon inizio per aggredire con un po’ di competenza, le problematiche, e sentirci insieme ad affrontare il lavoro. Saranno pochi incontri ma densi, in cui ci metteremo a confronto. Pensiamoci, per dare la nostra risposta quando verrà programmato. Nella nostra esperienza di questo anno di lavoro, abbiamo notato come sia urgente la necessità di rompere il silenzio della persona sola e di promuovere piano piano la sensibilizzazione alla realtà del vicinato. Quanta solitudine! Non ci si conosce, non si parla e spesso non si vuole parlare con l’inquilino del pianerottolo! Pag. 22 Granello di Senape Terza età C’è bisogno di volontari disposti ad ascoltare, e perché no, ad impegnarsi con una telefonata tutti i giorni all’anziano solo, per rompergli l’isolamento. Il progetto di avere delle Sentinelle in ogni caseggiato fa fatica a decollare. Ce ne sono alcune ma non bastano. Abbiamo davanti un lungo lavoro di rete da fare per togliere pregiudizi, superare barriere, creare la mentalità della collaborazione. Durane l’estate abbiamo raccolto spesso la gioia e il ringraziamento per un piccolo interessamento, un accompagnamento o per un intervento risolutivo di una situazione ma nello stesso tempo abbiamo anche portato dentro di noi, le lacrime e le angosce della solitudine di alcuni a cui non abbiamo potuto dare una risposta. C’è tanto lavoro da fare: c’è spazio per tutti quelli che vorranno darci una mano anche con l’impegno di una telefonata al giorno! Se poi ci fosse qualche volontaria/o in pensione, magari operatori sociali o sanitari che hanno desiderio di fare qualcosa, e chiunque di buona volontà, può telefonare al Centro Ascolto Anziani, martedì e giovedì dalle 9 alle 11 tel. 02.427267 La prossimità è vicinanza e la vicinanza esprime la visibilità della Comunità Cristiana tra le nostre case. Centro Ascolto Anziani Con gli anziani in montagna Siamo un gruppo di 35 anziani del Santo Curato d’Ars, del Murialdo e di altre parrocchie del decanato Giambellino. Questo anno il periodo di permanenza presso il Patronato San Vincenzo a Clusone (m. 650) è stato di 15 giorni, dal 1 al 15 luglio. Molti ospiti vengono da parecchi anni. Don Antonio è stato presente con me i primi otto giorni; poi è salito don Guglielmo. Le giornate, non sempre allietate dal bel tempo, sono trascorse serenamente, con diversi momenti che ci hanno fatto sperimentare una vera comunione. Ci sono stati momenti di preghiera, con partecipazione libera ma molto partecipata: alle ore 8.00 Recita delle Lodi, alle ore 18.00 Santo Rosario e alle ore 18.30 Santa Messa. Ci sono stati momenti di riflessione sulla Parola di Dio. Inoltre, lasciate all’iniziativa dei singoli o dei gruppi, ci sono state passeggiate, a gruppetti, e momenti di gioco alle carte, soprattutto a “scala quaranta”, con tornei. Da non dimenticare infine il momento fatidico della “Tombola” con ricchi premi e l’appuntamento fisso con il grande mercato del lunedì, a Clusone Alta. Per me è stata la seconda volta che partecipavo come aiuto di don Antonio, dedicandomi soprattutto al buon funzionamento in cucina, aiutando le due persone straniere del Murialdo, inesperte, a preparare la colazione, distribuire il pranzo e la cena, portati dall’esterno. Per me è stata un’esperienza molto bella, anche se impegnativa, che volentieri ripeterei. Al momento del distacco mi sono accorta che il poco che sono riuscita a fare, è stato gratificato dal loro dispiacere sincero. Mettersi a disposizione degli altri, nel nome del Signore, è un fatto molto importante per la propria vita. Maria M Pag. 23 Granello di Senape Vita Parrocchiale E’ BELLO ESSERE COMUNITA’! Approfitto di questo mezzo di comunicazione parrocchiale per ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini in questo periodo. Devo dire che non mi aspettavo una partecipazione così numerosa Scommetto che nemmeno Berlusconi con la sua popolarità ha mai avuto così tante persone “SINCERAMENTE” interessate alla sua salute. E’ stato proprio un propagarsi di notizie, era come se venisse emesso il bollettino medico e poi i vari “organi di stampa” diramavano le notizie. Senz’altro avrà deciso di farlo perché non ne poteva più di sentirle. Scherzi a parte, in questi momenti si avverte tutta l’importanza di far parte di una comunità. E’ come una grande famiglia dove, quando si sa che uno non sta bene, si fa di tutto per essergli vicino. Purtroppo la mia prova non è finita, ma sono sicura che con tutte queste “travi di sostegno” una persona non può crollare Ho scritto un mucchio di sciocchezze ma spero che il senso sia chiaro E’ un grande GRAZIE! a tutti Quello che però conta di più sono tutte le preghiere che queste persone hanno rivolto al Signore chiedendo di aiutarmi. Argene La luce “Quali luci c’erano in chiesa”, chiese una catechista ai bambini. “I lampadari”. “Le candele”. “Il lumino rosso del Tabernacolo”. “Le finestre”. I bambini tacquero. “Qualche altra cosa”, chiese ancora la catechista. Un bambino alzò la mano e disse: “Gli occhi delle persone”. Da “Solo il vento lo sa” Editrice ELLE DI CI Pag. 24 Granello di Senape Anno sacerdotale Le “uscite” celebri del Santo Curato In questo anno dedicato al nostro patrono non possiamo tralasciare l’evento senza darvi notizie ulteriori circa la figura di quest’uomo, prete sconcertante e straordinario, di cui il suo vescovo diceva: “Io non so se sia istruito, ma quello che so bene è che lo Spirito Santo si prende cura di illuminarlo”. Non tutti forse sanno che il nostro San Giovanni Maria Vienney era dotato per natura di un’intelligenza sveglia, acuta, vivace, di uno spirito che sapeva osservare, attento a scoprire gli stati d’animo e i sentimenti più nascosti di una persona. Con facilità coglieva il lato umoristico di una situazione. Giovanni Maria era portato alla gioia, allo humor. Aveva la battuta pronta. Alcune sue “uscite” sono rimaste celebri. Ne riportiamo alcune tratte dalla premessa del libro “Importunate il buon Dio” ed. Città Nuova. Un amico suo, parroco di un paese vicino, e di corporatura non indifferente, conversava familiarmente con Vianney: “Io spero, signor parroco, che voi non dimentichiate i vostri amici… Conto un po’ su di voi per farmi venire lassù… Quando salirete in cielo cercherò di aggrapparmi alla vostra veste”. Vianney, g u ar d an do lo s or r is e : “Guardatevene bene! L’entrata del cielo è stretta e resteremmo tutti e due fuori dalla porta!” Una signora corpulenta gli chiese cosa dovesse fare per entrare in Paradiso: “Tre quaresime, figlia mia! “ Rispose il curato. Importunato da tempo da una donna che gli raccontava in ogni tono e in ogni occasione a solita storia, il curato finì per chiedere: Figlia mia, qual è il mese dell’anno in cui parlate di meno? A quel missionario che negli ultimi tempi troppo elogiò la persona del curato, egli gli ribattè: “Vedete bene che quando ci siete voi le cose possono ancora andare! Ma quando sono solo non concludo nulla. Io sono come gli zeri che valgono solo se sono vicini ad altre cifre”. Non lo so! Deve essere il mese di febbraio perché ha tre giorni in meno! Pag. 25 Granello di Senape Anagrafe Sono tornati alla casa del Padre Libralato Letizia - Norma (anni 85) Via Tulipani 2 Esposti Rosa (anni 85) Via C. Dentato 11 Codazzi Giancesare (anni 73) Via Biancospini 18 Casali Erminio (anni 85) Via Biancospini 1 Daffonchio Ezio (anni 54) Via Lorenteggio 155 Zanenga Natalina (anni 81) Via Giambellino 141 Zugnoni Carla Caterina (anni 73) Via Lorenteggio 157 Toffoli Gemma (anni 92) L. go Gelsomini 3 Campari Carlotta (anni 87) Via Giambellino 141 Liggeri Franco (anni 89) L. go Gelsomini 1 Aiello Antonio (anni 77) Via Giambellino 141 Fait Susanna (anni 43) L.go Scalabrini 2 Bianchi Giovanna (anni 95) Via Giambellino 142 Bissola Luisa (anni 73) Via C. Dentato 11 Ofelio Francesco (anni 70) Via Biancospini 4 Pallanza Marta Carmela (anni 82) Voghera Favalli Bruno (anni 81) Via Giambellino 143 Radaelli Franco (anni 90) L. go Gelsomini 1 Michelucci Matteo Rosario (anni 79) L. go Gelsomini 3 Ranghetti Orsolina (anni 79) Via Coronelli 6 Salomone Giuseppe (anni 72) Via Giambellino 122 Giorgio Carmine (anni 81) Via Giambellino 104 Lombardi Gaetano (anni 96) Via Giambellino 142 Bartolacci Giuseppina (anni 79) L. go Gelsomini 1 Piacentelli Giovanna (anni 76) L. go Gelsomini 6 Santoro Antonio (anni 77) L. go Gelsomini 1 Calanna Giuseppe (anni 89) L. go Scalabrini 2 Durante Mario (anni 78) Via Giambellino 131 Sono nati alla vita di fede Matteo Giuseppe Liso di Giovanni e Anna Roseto Gaia Meloni di Bernardo e Barbara Cristina Miranda Christian Leone di Francesco e Maria Putrone Francesco Alessandro Gasparri di Stefano Francesco Lino e Sara Maria Rosaria Silvestro Aurora Giuseppina Infurna di Michele e Rosaria Anzalone Alessia Bellone di Epifanio Fabio e Angela Falco Marco Sassone di Sebastiano Stefano e Cristina Celada Paola Tomassi Rubi di Paolo Antonio e Rivera Saliz Rox Rubi Robert Elio Lucio Corrado Maria di Loic Andrò e Antonella Di Maria Si sono uniti in matrimonio Romaniello Francesca e Seminara Vincenzo il 26 settembre 2009 Pag. 26 Notizie utili Granello di Senape Parrocchia Santo Curato D'Ars - Largo Giambellino 127 - 20146 MILANO RECAPITI TELEFONICI don Renzo Marnati ORARIO SANTE MESSE 024223844 FERIALI: ore 8.10 preghiera delle lodi ore 8.30 ore 18 (giugno e luglio) VIGILIARE (sabato): ore 18.00 Ufficio parrocchiale Oratorio 02427267 Ufficio Caritas e fax 02471570 don Antonio Carretta 024237457 Posta elettronica: Sito internet: [email protected] FESTIVI: ore 8.30 - 10.00 - 11.30 - 18.00 Nei mesi di luglio e agosto è sospesa la messa delle 11,30 CONFESSIONI www.curatodars.it Posta elettronica sito: [email protected] CARITAS PARROCCHIALE Centro di ascolto: 02471570 martedì e giovedì, dalle ore 9,30 alle 11 Lunedì: ore 9-10 (don Mario) Giovedì: ore 9-10 (don Antonio) Venerdì: ore 9-10 (don Renzo) Sabato: ore 10-11 (don Franco) Centro di ascolto anziani: 02427267 martedì e giovedì, dalle ore 9 alle 11 ore 17-18 (due sacerdoti) Pensioni pratiche di invalidità ACLI - Via S. Cristoforo 1 Da lunedì a venerdì: ore 9 - 12 Tel. 02428269 Compilazione mod. 730 mod. 740 martedì: 9-12 (presso ACLI, via Bruzzesi 2) BATTESIMI Indicativamente la 2ª domenica di questi mesi: Febbraio - Aprile - Giugno - Ottobre Dicembre Per ulteriori informazioni rivolgersi per tempo in Ufficio parrocchiale. Distribuzione alimentari: venerdì, dalle ore 16 alle 18 (orario estivo) UFFICIO PARROCCHIALE Distribuzione indumenti: mercoledì, ore 9 - 11 Chiude nei mesi di luglio e agosto Da lunedì a venerdì, ore 9 - 12 / 15 - 18 27 SETTEMBRE 2009 Anno XIV - N° 4 Impaginazione e grafica: Franco Gelpi Periodico mensile, Ciclostilato in proprio Direttore Responsabile: don Renzo Marnati Redazione: Claudia Fassi - Rossella Meneguzzo Fabio Previdi - ……….. Stampa: don Renzo - Gelpi Franco Rilegatura: Gruppo terza età Pag. 27 SETTEMBRE 2009 27 Dom FESTA ORATORIO 28 Lun INIZIO CATECHISMO 2° anno 29 Mar 30 17 INIZIO CATECHISMO 3° anno 19 Lun Mer INIZIO CATECHISMO 4° anno 20 Mar OTTOBRE 2009 21 Mer 22 Gio Ven 3 ORDINAZIONI DIACONALI Sab in Duomo Dom 5 Lun 6 Mar 7 Mer INCONTRO SU S. CURATO D’ARS ore 21 23 Ven 24 Sab 25 Dom 26 Lun 27 Mar 28 Mer 29 Gio Ven INCONTRO FAMIGLIE Gio INCONTRO SU S. CURATO D’ARS ore 21 9 Ven 30 10 Sab 31 Dom 12 Lun 13 Mar 14 Mer 15 Gio FESTA PATRONALE GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE S. MESSA DEFUNTI ore 18,30 INIZIO CATECHISMO 1° anno 2 4 CORO GOSPEL “BRU. CO” ore 21 Sab VEGLIA MISSIONARIA Dom Gio 11 Ven 18 1 8 16 INIZIO PERCORSO FIDANZATI ore 21 CASTAGNATA MEDIE BEATIFICAZIONE DON GNOCCHI PERCORSO FIDANZATI ore 21 Sab BATTESIMI ore 16 PerCorso FIDANZATI INCONTRO DON G. RIGOLDI ore 21 Comunicare la Fede oggi Il percorso prevede 9 incontri, al venerdì sera ore 21. Il corso partirà il prossimo 23 ottobre. 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