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L’acqua è vita
SCHEDA
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Acqua
ragione di vita
Noi siamo fatti soprattutto di acqua. Il nostro corpo è composto per il 70% di acqua.
Acqua che vive e che consente all’essere
umano di svolgere tutte le sue funzioni.
Si può stare senza mangiare anche per
30 giorni. Senza acqua possiamo vivere
al massimo 48 ore. Poi inizia la nostra
agonia 1
Quindi l’acqua è ragione di vita e fonte di
sviluppo della persona. Senza acqua non
ci può essere vita né sviluppo…
Eppure, oggi nel mondo 1 miliardo e 400
milioni di persone su 6 miliardi di
abitanti non hanno accesso all’acqua
potabile.
Il rischio è che nell’anno 2025, quando la
popolazione mondiale sarà di circa 8 miliar-
di di esseri umani, il numero delle persone
senza accesso all’acqua potabile aumenti a
più di 3 miliardi.
Distribuzione
dell’Acqua nel Pianeta
Abbiamo già accennato al fatto che l’acqua è tra le risorse distribuite nel mondo
con maggiore diseguaglianza.
Vi sono luoghi dove le condizioni climatiche portano sovrabbondanza e inondazioni e altre in cui regna la scarsità e la
siccità; luoghi desertici
e aridi e altri ricchissimi
di vegetazione.
1
Una persona del peso
di 75 Kg di quanta acqua
ha bisogno in un giorno:
di almeno 1 litro, 1,5 litri o 2 litri ?
La risposta la trovi sulla scheda BLU
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VOLONTARIATO
L’acqua è vita
9 Paesi nel mondo si dividono il 60% delle risorse idriche naturali del mondo:
6.000
5.670
5.000
3.904
2.530 2.478
2.000
1.112 1.020
INDIA
STATI UNITI
CANADA
CINA
RUSSIA
0
BRASILE
2.000
INDONESIA
1.550
CONGO
2.880 2.850
3.000
COLOMBIA
4.000
I 9 Paesi con più risorse idriche (in Km2)
Il Medio Oriente è forse la regione del mondo che
più delle altre soffre della mancanza strutturale di
acqua, a cui si aggiungono dei periodi ricorrenti di
siccità. Ciò rende difficile lo sviluppo economico e
agricolo di molti di questi Paesi.
Tra i Paesi maggiormente deficitari vi sono il Kuwait,
il Qatar, il Bahrein, l’Arabia Saudita, Israele e la Giordania.
Ma anche l’Africa soffre fortemente per la scarsità
d’acqua e per lunghi periodi di siccità, soprattutto
nel Maghreb, nel Sahel e nell’Africa orientale.
Negli ultimi cinquant’anni la disponibilità d’acqua
è diminuita di tre quarti in Africa e di due terzi in
Asia. La FAO prevede che nel 2005 saranno almeno 30 i Paesi che dovranno far fronte a crisi
idriche croniche.
Acqua e servizi
igienici inadeguati
Si stima che a livello mondiale ben 2 miliardi e 400
milioni di persone non dispongano di adeguati servizi sanitari.
In Africa la disponibilità di acqua potabile, reti fognarie e servizi igienici è ancora molto lontana da
uno standard accettabile, soprattutto nelle aree ru-
rali, dove meno del 60% della popolazione dispone di acqua potabile e meno della metà di servizi
igienici.
In Papua Nuova Guinea il 70% della popolazione
non ha accesso all’acqua, in Zambia la percentuale è del 73% e in Burkina Faso sale al 78%. In Asia
Meridionale solo il 37% della popolazione ha accesso a strutture sanitarie adeguate.
PAESI
% di popolazione che ha
accesso a impianti
igienici adeguati 2000
PAESI
Ruanda
8
Afghanistan
Afghanistan
12
Etiopia
Etiopia
12
Ciad
Eritrea
13
Cambogia
Cambogia
17
Mauritania
Rep. Dem. Congo
21
Laos
Ciad
29
Angola
Burkina Faso
29
Oman
Laos
30
Ruanda
Mauritania
33
Burkina Faso
Acqua e malattie
Secondo le stime dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, più di 10 milioni di bambini
muoiono ogni anno a seguito del consumo di acqua insalubre e per le cattive condizioni sanitarie
che ne derivano 2
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INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO
Complessivamente si stima che l’80% delle malattie nei Paesi del Sud del mondo sia dovuto alla cattiva qualità dell’acqua. Sono fondamentalmente 5 le malattie di origine idrica: 1) malattie
trasmesse dall’acqua (tifo, colera, dissenteria,
gastroenterite ed epatite); 2) infezioni della pelle
e degli occhi dovuti all’acqua (tracomi, lebbra,
congiuntivite e ulcere); 3) parassitosi legate all’acqua; 4) malattie dovute ad inset% di popolazione che ha ti vettori, ad esempio mosche e zanaccesso a fonti sicure di
zare; 5) infine, malattie dovute a
acqua potabile 2000
mancanza di igiene (taeniases).
13
24
Un rapporto della Banca Mondiale* indica che l’accesso all’acqua potabile
e a strutture igieniche adeguate permetterebbero di evitare annualmente
2 milioni di decessi dovuti alla dissenteria di bambini neonati e 200 milioni
di episodi di diarrea ogni anno.
27
30
37
37
38
39
41
* La Banca Mondiale è un’agenzia speciale delle Nazioni
Unite, nata nel 1944 con l’obiettivo di regolare le relazioni
economiche internazionali del dopoguerra e di favorire lo
sviluppo dei paesi poveri, fornendo loro prestiti ed assistenza tecnica in progetti specifici.
42
Le conseguenze di un inadeguato o
inesistente accesso all’acqua, quindi,
sono devastanti, specialmente
per le donne e i bambini.
Quando l’acqua non è facilmente accessibile, soprattutto le donne e i bambini devono spendere
molto tempo per andare a rifornirsi.
Ciò incide negativamente sulla loro salute, sicurezza e istruzione. Si è notato che dove non esistono
gabinetti le bambine spesso non frequentano la
scuola.
Il compito di rifornire d’acqua la famiglia nelle aree
rurali, ricade in gran parte sulle donne e sulle bambine, le quali devono spesso percorrere lunghe distanze alla ricerca di una minima quantità d’acqua
per il fabbisogno domestico.
Nei Paesi più poveri, un bambino su cinque
muore prima di raggiungere i cinque anni,
per lo più a causa di malattie infettive
derivanti dall’uso di acqua non adatta
o inquinata 3
2
Quante sono le persone che non hanno un rubinetto in casa?
3
Qual è il Paese del Mondo con il più alto tasso di mortalità infantile?
In questo Paese, qual è la percentuale di mortalità infantile?
Le risposte le trovi sulla scheda BLU
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L’acqua è vita
Un caso tipico: l’Eritrea
L’Eritrea, situata nel Corno d’Africa, ha una temperatura media che varia dai 25° ai 35°, con
scarse precipitazioni, pochi fiumi e laghi e una
forte deforestazione, che provoca l’erosione del
suolo e rende frequenti le siccità.
A causa del progressivo degrado dei suoli, che colpisce circa il 50% dei suoli, l’Eritrea è attualmente
costituita principalmente da superfici rocciose.
Le critiche condizioni ambientali hanno nel tempo provocato una diminuzione della produttività
agricola e pastorale, contribuendo altresì ai movimenti interni della popolazione, già provocati da
eventi bellici.
La popolazione eritrea è di circa 4 milioni di abitanti. La maggior parte della gente vive in abitazioni
molto povere e inadeguate, in condizioni igieniche
precarie; la popolazione in condizione di usare adeguati servizi sanitari è pari al 13%. La disponibilità
di acqua potabile è estremamente limitata 4
Per quanto riguarda l’alimentazione, il 57%
degli eritrei risultano denutriti,
e il 44% dei bambini sottopeso.
4
Quale percentuale di popolazione
eritrea può accedere a fonti d’acqua
adeguate: il 36%, 46% o il 56%?
La risposta la trovi sulla scheda BLU
L’80% degli eritrei vive in zone rurali, e il 20% di
questi si dedica alla pastorizia. Le attività principali
per la sopravvivenza rimangono infatti l’agricoltura,
la pastorizia e il piccolo commercio.
A causa delle mancate piogge l’Eritrea si trova ad
affrontare già dalla fine del 2002 una delle più grandi carestie mai vissute dagli anni Ottanta in poi.
Le stime delle Autorità Locali dimostrano che dallo scorso novembre la vita di 2,3 milioni di persone
è a rischio, 1,4 milioni dei quali sono direttamente
colpiti dalla siccità.
Il reperimento dell’acqua potabile
rappresenta uno dei principali
problemi degli abitanti dei villaggi.
Al momento essi attingono l’acqua da piccoli pozzi scavati a mano, poco profondi e fangosi, situati
molto spesso a 4-5 Km di distanza dai centri abitati ed alimentati da piccolissime sorgenti poco
profonde.
La situazione è aggravata dal fatto che l’acqua
reperita contiene molte impurità e,
non essendo filtrata e bollita in modo
appropriato, provoca seri disagi fisici.
Le conseguenze per la salute sono,
pertanto, piuttosto gravi: la maggior parte
degli abitanti sono affetti da “belarzia”
e “giardia”, due parassiti intestinali che recano
seri disturbi se non curati tempestivamente.
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