La terapia della febbre : Corretto uso degli
antipiretici e degli antibiotici
Felice Nunziata
Direttore Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino
ASL Avellino
Febbre
Elevazione della T centrale al di sopra
dei limiti di normalità;
• E’ parte di una risposta difensiva di organismi multicellulari nei
confronti di microorganismi che sono riconosciuti dall’ospite
come patogeni o comunque estranei,mediata da citochine,fattori
endocrini e immunologici.
Definizione del WHO: T centrale normale è
compresa tra 36,5 e 37,5° C.
• I limiti di normalità possono presentare variabilità individuali e si
modificano secondo un ritmo circadiano.
Ipertermia
T rettale = o > a 41,6° C non legata a
pirogeni endogeni ma a meccanismi
che agiscono al di fuori del centro
ipotalamico :
• Colpo di calore
• Ipotiroidismo
• Disautonomia familiare
• Displasia ectodermica anidrotica
Febbre
Non esistono in letteratura
evidenze a supporto che la febbre
sia pericolosa per se stessa :
Spiegare ai genitori che morbilità e
mortalità che si verificano in corso
di malattie febbrili sono causate
dalla malattia sottostante
Se la febbre non è dannosa perché
allora abbassarne il valore ?
Solo per alleviare il disaggio e il distress :
I piccoli sono sofferenti , mangiano e
dormono meno
Anche nei bambini con pregresse
convulsioni febbrili non c’è evidenza che
l’uso degli antipiretici prevenga le
convulsioni
Febbre
Ci sono invece evidenze che i
microorganismi soffrano T >
37° C e che abbassare la T
possa addirittura peggiorare
la malattia :
• L’uso regolare dell’antipiretico nella
Varicella ritarda la risoluzione delle
lesioni e, in caso di parassitemia,ne
prolunga i tempi tanto che la WHO
non li consiglia nei paesi in via di
sviluppo per le possibili interferenze
in caso di malaria
• L’uso profilattico dell’antipiretico
prima delle vaccinazioni
comporterebbe la produzione di
ridotti titoli anticorpali
Come si misura la febbre
Misurazion
e rettale:
Misurazion
e orale:
Misurazione
timpanica:
Misurazione
ascellare:
gold
standard ma
sconsigliata
perché
invasiva e
comporta
disagio
Necessita della
collaborazione
del bambino
ed è
influenzata
dalla T dei cibi
e da eventuali
mucositi
preferibilmente
ad appannaggio
del personale
sanitario e per
bambini di età >
4 sett.
Consigliabile
per tutti e con
termometro
elettronico.
Febbre

La febbre è sicuramente il più frequente motivo di
visita pediatrica.
Fever Phobia: 1980 Atteggiamento iperansioso dei genitori
e ipertrattamento a cui sottoponevano i loro figli legato a :
Immaginano che possa > 43° C
Controllano la T e svegliano il piccolo
ogni ora
Danno l’antipiretico a 37° C
Che porti necessariamente le
convulsioni
Che dia la Meningite

Ad oggi non è cambiato molto anzi …
Febbre
I metodi fisici per abbassare la T come :
• Spogliare il bambino
• Uso di ghiaccio
• Spugnature tiepide
• Sono assolutamente inutili perché agiscono in periferia e
non sul centro della termoregolazione a livello
diencefalico,creano disagio e possono determinare un
effetto paradosso
• Da consigliare solo nell’ipertermia
L’uso degli antipiretici, e dei
FANS ( anche autoprescritti ) in
particolare, è aumentato in
modo esponenziale negli ultimi
10 anni. Naturalmente è
aumentato anche il numero di
reazioni avverse che si sono
elevate non tanto per il
maggior numero di dosi ma
per un uso improprio
Le segnalazioni sempre più
frequenti da parte dell’AIFA di
numerosi episodi di
sovradosaggio
(sanguinamento,epatotossicità)
di farmaci antipiretici
induce,quindi,a porre
l’attenzione su un’adeguata
informazione sulle indicazioni
all’uso sia per i medici che per i
genitori
Considerazioni generali sull’uso del
Paracetamolo e dell’Ibuprofene
Ibuprofene :
5-10 mg/kg/dose x 3-4
somministrazioni; dosaggio
terapeutico massimo :30
mg/kg/die ; tossico >
100mg/kg/die
Farmaco di scelta per la cura
delle patologie dolorose con
componente infiammatoria
Dosaggio per la gestione delle
malattie con infiammazione cronica
è maggiore rispetto a quello per la
febbre
Paracetamolo :
Di elezione per il trattamento della
febbre (10-15 mg/kg/dose) e della
patologie dolorose senza
infiammazione (15 mg/kg/dose ) x 4-6
somministrazioni ; dosaggio tossico >
150 mg/kg in unica somministrazione
Alcuni protocolli per la gestione del dolore in
ambito ospedaliero utilizzano addirittura dosi
di carico di 40 mg/kg/dose (saturate tutte le
vie di modulazione del dolore) a
dimostrazione di un’elevata sicurezza
Considerazioni generali sull’uso del
Paracetamolo e dell’Ibuprofene
Secondo l’AIFA,nelle infezioni delle alte vie respiratorie non
ci sono dati a supporto dell’efficacia dell’Ibuprofene
Nell’otite ,come terapia antalgica,è raccomandato in
associazione all’antibiotico
Nel caso di dolore post-operatorio,l’Ibuprofene è
sconsigliato per possibili sequele di sanguinamento
mentre è fortemente consigliato il Paracetamolo
Considerazioni generali sull’uso del
Paracetamolo e dell’Ibuprofene
Non utilizzare i cortisonici per la febbre
L’ASA non è indicato in pediatria per il rischio di S. di Reye
Non utilizzare ibuprofene:
nella polmonite
(aumentata
incidenza di
empiema )
nelle condizioni di
disidratazione
(possibile danno
renale),
nella varicella (
favorisce lo sviluppo
di complicanze
batteriche),
nelle affezioni
delle alte vie
respiratorie,
in corso di trattamento con ASA nella malattia di
Kawasaky per il rischio di ridotta efficacia
dell’attività antiaggregante dell’ASA
Uso combinato di Paracetamolo e
di Ibuprofene
• I dati della letteratura non evidenziano particolari
vantaggi clinici
• Incrementa, invece,il rischio di effetti collaterali
sia per l’aumento dei dosaggi che per le
interferenze tra le due molecole nei loro
meccanismi di detossicazione


La vera sfida consiste nel riuscire ad avere
strumenti clinici in grado di individuare quei
pochi bambini senza evidenti segni di
localizzazione che possono avere una
batteriemia occulta ed eventualmente
sviluppare una malattia batterica severa
Esistono campanelli d’allarme che possano
discriminare tra malattie febbrili banali e altre
potenzialmente critiche ?
Raccomandazioni del National Institute
for Health and Care Excellence
Valutazione del rischio di malattia
grave
• Nei bambini di età > 6 mesi non utilizzare solo
il valore della T per distinguere quelli che
hanno una malattia grave
• I lattanti tra i 3 e i 6 mesi con T = o > a 39° C
sono da considerare in un gruppo intermedio
di avere una malattia grave
• I lattanti di età < ai 3 mesi con T a 38° C sono
ad alto rischio di avere una malattia grave
Schema a “semaforo”per indirizzare la gestione
del bambino febbrile con età > 3 mesi

Valuta il rischio di malattia grave come basso
(verde),intermedio (giallo) o alto (rosso)
Sintesi della strategia terapeutica
dell’OMA non complicata
Lateralità
Severità
sintomi
Età
< 6 mesi
Età
6-24 mesi
Età
> 24 mesi
Diagnosi Certa
Bilaterale
Grave
Antibiotico
immediato
Antibiotico
immediato
Antibiotico
immediato
Lieve
Monolaterale
Grave
Antibiotico Antibiotico
immediato immediato
Antibiotico Antibiotico
immediato immediato
Vigile
Vigile
attesa
attesa
Lieve
Antibiotico
immediato
Vigile
attesa
Vigile
attesa






Solo alcune categorie di soggetti sono a rischio
aumentato di avere una complicanza a seguito
di URI
Le linee guida del National Institute for Health
and Care Excellence (NICE) indicano l’utilizzo
dell’antibiotico in :
Bambino nato pretermine
Malattie croniche polmonari,renali e cardiache
Compromissione del Sistema Immunitario
Fibrosi Cistica
Malattie neuromuscolari
Take at home





Bambino febbrile :
Attenzione all’uso indiscriminato degli
antipiretici
Valutare caso per caso per l’eventuale
somministrazione dell’antibiotico
Partire sempre da una valutazione clinica
attenta
Avere maggiore “aggressività” nei confronti dei
bambini più piccoli
Chiedere aiuto alla diagnostica di laboratorio
Scarica

La terapia della febbre - Percorsi integrati diagnostico