Cfr: POSTE ITALIANE SPA - Sped. in Abbonamento Postale 70% NO/TO Anno XVIII, Numero 2, novembre 2015 Quadrimestrale Spedizione in abbonamento Prezzo ai soli fini Iva, � 0,44 Non viaggio mai senza libri né in pace né in guerra. È il miglior viatico che abbia trovato in questo viaggio umano. Michel de Montaigne Giulio Einaudi editore Direttore responsabile Ernesto Franco Per la grafica: Fabrizio Farina Viviana Gottardello Direzione, redazione Via Umberto Biancamano 2, 10121 Torino, telefono 011 56561, fax 011 542903 www.einaudi.it Società editrice Giulio Einaudi Editore Via Umberto Biancamano 2, 10121 Torino Spedizione in a.p.-70% Filiale di Torino Anno XVIII, numero 2 Dipinti di Donatella Merlo. (Foto Studio Gonella) Registrazione n. 5161 del 3.6.1998 presso il Tribunale di Torino NUE Anonimo Un’altra storia di Roma Origo gentis romanae Testo scritto alla fine del IV secolo d.C., che attinge però a fonti di età augustea, l’Origo gentis romanae racconta la piú antica storia del Lazio in modo molto diverso dalla tradizione passata in giudicato. Anonimo Un’altra storia di Roma Origo gentis romanae A cura di Mario Lentano Considerato in passato un falso allestito in età umanistica, l’Origo gentis romanae è in realtà un breve scritto tardo imperiale che utilizza fonti erudite di età augustea, altrimenti perdute, per raccontare la storia piú antica del Lazio: dall’arrivo in quella regione di Giano e Saturno sino alla fondazione di Roma da parte dei gemelli Romolo e Remo. Una piccola enciclopedia del mito romano, dunque; ma anche una storia delle origini ricca di varianti escluse dalla versione che di quella storia si era affermata nel tempo: secondo l’Origo, per esempio, Enea aveva tradito Troia vendendo la sua città ai Greci in cambio della propria in- columità; Romolo e Remo non erano affatto figli di Marte ma nacquero dall’incesto di Rea Silvia con il cognato usurpatore Amulio; e Remo non fu ucciso dal fratello, anzi, gli sopravvisse per molti anni. È una preziosa e affascinante testimonianza delle varianti del mito che sono state cancellate da quella celebrativa che si impose con Tito Livio. Mario Lentano è nato a Napoli nel 1964. Insegna Lingua e letteratura latina all’Università di Siena. Tra i suoi volumi, Il mito di Enea (con Maurizio Bettini) nei «Saggi». Nuova Universale Einaudi pp. 190 € 22,00 22684-8 «Silvio Proca, re di Alba Longa, istituì eredi in parti uguali i due figli Numitore e Amulio. Allora Amulio mise da una parte il solo regno, dall’altra l’intero patriimonio e tutto l’ammontare dei beni paterni e consentì al fratello Numitore, che era piú anziano, di scegliere cosa preferisse. Numitore prediligeva una vita tranquilla e agiata da privato cittadino rispetto al potere regale; fu perciò Amulio a prendere possesso del regno. Per garantire poi al suo potere la massima sicurezza, fece uccidere nel corso di una battuta di caccia il figlio del fratello Numitore; quanto alla sorella di quello, Rea Silvia, le impose di diventare sacerdotessa di Vesta, simulando di essere stato ammonito in sogno dalla dea stessa in questo senso; in realtà era lui a credere che fosse opportuno fare così, per evitare il rischio che dalla donna nascesse qualcuno intenzionato a vendicare le offese subite dal nonno, come scrive Valerio Anziate nel primo libro. Invece Marco Ottavio e Licinio Macro dicono che Amulio, zio paterno della sacerdotessa Rea, si innamorò di lei; un giorno che il cielo era coperto di nuvole e l’atmosfera buia, e la donna era uscita ad attingere acqua per i riti sacri, non appena si fece un po’ di luce le tese un agguato nel bosco sacro di Marte e le fece violenza; trascorsa la gravidanza, nacquero due gemelli. Quando Amulio venne a saperlo, per celare la circostanza del loro delittuoso concepimento, ordinò di uccidere la sacerdotessa e di mostrargli i neonati. Numitore allora, sperando che questi, se fossero riusciti a raggiungere l’età adulta, sarebbero stati un giorno vendicatori delle offese da lui subite, li fece sostituire con altri e consegnò i suoi veri nipoti a Faustolo, capo dei pastori, perché li allevasse». 3 I Millenni François-René de Chateaubriand Memorie d’oltretomba Introduzione di Cesare Garboli Nuova edizione François-René de Chateaubriand Memorie dell’oltretomba Introduzione di Cesare Garboli A cura di Ivanna Rosi e Fabio Vasarri I Millenni vol. 1: pp. 1160 vol. 2: pp. 1144 2 voll. in cofanetto con 16 tavole a colori € 160,00 22824-8 Nel 1995 uscí nella Biblioteca della Pléiade Einaudi un’edizione delle Memorie d’oltretomba progettata da Cesare Garboli e curata da Ivanna Rosi. A vent’anni di distanza, quella edizione, aggiornata, corretta e modificata in molti punti, rivive ora nei Millenni. Oltre alla traduzione del testo di Chateaubriand, l’edizione si compone di un lungo saggio introduttivo di Garboli; di una dettagliata cronologia della vita di Chateaubriand; di una storia della ricezione dell’opera; di appendici con parti scartate dall’autore nell’ultima redazione del testo; di note di commento e di un indice dei nomi e delle opere molto articolato. Inoltre, un apparato iconografico basato su incisioni d’epoca accompagna il testo raffigurando via via episodi e personaggi del libro. Dunque, tutti gli strumenti per poter apprezzare fino in fondo uno dei libri piú affascinanti della letteratura di ogni tempo. Il testamento spirituale di un uomo e di un’epoca sopravanzati da un mondo nuovo, dalla modernità che incombeva e che avrebbe cambiato tutti i riferimenti. Una vita vissuta da protagonista e raccontata da grande scrittore, capace di trasformare in rappresentazione icastica e in riflessione morale ogni piccolo episodio, ogni ricordo, ogni personaggio maggiore e minore. «Hanno insistito perché pubblicassi da vivo alcune parti delle Memorie; preferisco parlare dal fondo della tomba; il mio racconto sarà cosí accompagnato da quelle voci che hanno qualcosa di sacro, perché escono dal sepolcro; l’interesse è forse mediocre, ma lo lascio in mancanza di meglio all’orfano destinato a restare quaggiú dopo di me. Se ho sofferto abbastanza in questo mondo per essere nell’altro un’ombra felice, un raggio sfuggito dai Campi Elisi spargerà sui miei ultimi quadri una luce protettrice: la vita non mi si addice; la morte forse mi starà meglio. Queste Memorie sono state l’oggetto della mia predilezione: san Bonaventura ottenne dal cielo la grazia di continuare le sue dopo la morte; io non spero in un favore simile, ma vorrei resuscitare nell’ora dei fantasmi, per correggere almeno le bozze. D’altra parte, quando l’Eternità mi avrà tappato le orecchie con le due mani, nella polverosa famiglia dei sordi non sentirò piú nessuno. Se una parte di questo lavoro mi ha interessato in modo particolare, è quella che riguarda la mia giovinezza, il recesso piú ignoto della mia vita: qui ho dovuto risvegliare un mondo che conoscevo solo io; ho incontrato, errando in mezzo a quella umanità scomparsa, solo ricordi e silenzio; di tutte le persone che ho conosciuto, quante esistono oggi?» François-René de Chateaubriand nasce a Saint-Malo il 4 settembre 1768. Passa gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza nel castello di Combourg. A diciannove anni si trasferisce a Parigi e viene presentato a Luigi XVI. Frequenta Malesherbes, il piú moderato dei philosophes. Disgustato dalle violenze della Rivoluzione, viaggia per diversi mesi negli Stati Uniti, e poi emigra in Inghilterra fino al 1800. A Londra stampa nel 1797 il suo primo libro: l’Essai sur les Révolutions. Tornato in Francia sotto Napoleone, nel 1801 pubblica Atala e l’anno seguente il Génie du Christianisme, che include anche René, e che ottiene un enorme successo. La seconda edizione del libro viene dedicata al Primo console, che lo ricompensa con l’incarico di segretario d’ambasciata a Roma. Nel 1806 intraprende un viaggio in Oriente. Tornato in Francia, pubblica un commento molto polemico sull’esecuzione del duca d’Enghien che provoca la rottura dei suoi rapporti con Napoleone. Nel 1809 pubblica Les martyrs. Due anni dopo, l’Itinéraire de Paris à Jérusalem, resoconto del suo viaggio. Durante la Restaurazione borbonica Chateaubriand svolge importanti ruoli politici, di ministro e ambasciatore nelle principali capitali europee. È ostile alla svolta orleanista del 1830 e rimane fedele a Carlo X, che andrà a trovare piú volte durante gli anni nell’esilio boemo. Con atteggiamento sprezzante, resta lontano dalla politica durante tutto il regno di Luigi Filippo. Lavora intensamente alle Memorie d’oltretomba, la cui prima stesura è terminata nel 1840. Nel 1844 pubblica la Vita di Rancé. Dopo molti tagli e riscritture, nel 1846 le Memorie vengono completate con l’Avvertenza iniziale. Muore il 4 luglio 1848, poche settimane dopo la proclamazione della Repubblica. 4 5 Grandi Opere Stephen J. Campbell Michael W. Cole L’arte del Rinascimento in Italia Una nuova storia Questa nuova e originale storia dell’arte italiana del Rinascimento, basata sulle piú recenti ricerche critiche, prende in considerazione quanto si produceva non solo nelle grandi città (Roma, Firenze e Venezia), ma anche in molti altri centri abitati d’Italia tra il 1400 e il 1600. I due autori ripercorrono l’intero canone della pittura e scultura rinascimentale, allargando il tradizionale campo d’indagine fino a considerare l’architettura, le arti decorative, il disegno, l’incisione e gli oggetti d’uso quotidiano. Evitando i limiti di un approccio troppo ancorato alle biografie degli artisti, il volume individua inedite connessioni formali e tematiche fra le opere d’arte prodotte nei due secoli, decennio dopo decennio; analizza le tecniche di produzione, collega le opere ai luoghi in cui furono create e individua il ruolo dei committenti, nonché le aspettative e le reazioni dei primi fruitori. Stephen J. Campbell Michael W. Cole L’arte del Rinascimento in Italia Una nuova storia Traduzione di Paola Boccalatte e Andrea Asioli Grandi Opere pp. 680, Con 817 illustrazioni di cui 703 a colori. Formato 22,5 x 27,5 cm € 110,00 22528-5 6 «Questo volume costituisce una sorta di ricognizione, una storia dell’arte in Italia e dell’arte prodotta da artisti italiani all’estero lungo due secoli, a partire dal 1400. Abbiamo puntato alla completezza piuttosto che all’enciclopedismo; abbiamo fatto scelte e fissato limiti, in modo da poterci concentrare su singoli oggetti e monumenti. Il testo è stato organizzato secondo una sequenza cronologica neutrale, piuttosto che per capitoli costruiti intorno alle carriere dei singoli artisti, anche per sottolinea-re i limiti dell’approccio biografico e per indicare possibili alternative. La scrittura storica è la costruzione di una narrazione e si possono narrare storie differenti su ognuna delle opere prese in considerazione: la vita del suo autore, l’interesse del compratore, o committente, la tradizione che sta dietro a quel soggetto, la risposta del pubblico e cosí via. Ogni capitolo intende mettere in risalto le circostanze e le aspettative che definiscono i momenti storici in cui l’opera venne eseguita, nonché i temi e i problemi condivisi da oggetti coevi anche piuttosto diversi fra loro. Cosí, al singolo capitolo corrisponde un tema che le opere realizzate in un particolare decennio si prestano particolarmente bene a esplorare. La produzione di immagini nella cultura del Rinascimento fu guidata dalla memoria di immagini precedenti e controllata da supposizioni spesso taciute circa il formato, lo stile, la tipologia. La trasformazione storica consisteva non solo in una sequenza di scoperte e innovazioni ma anche in un graduale cambiamento della relazione dell’artista con il manufatto; stavano mutando i valori e le idee alla base del fare, del lavoro artistico (per esempio la verità divina, la verità della natura, l’emulazione degli antichi e la concezione dell’artista come autore). Questa dimensione autoriflessiva rispetto all’opera d’arte sostiene una ricca narrativa storica di per se stessa, che cercheremo di proporre a fianco di quella sui committenti, le istituzioni, le pratiche religiose». Stephen J. Campbell è docente di Storia dell’arte alla Johns Hopkins University. Precedentemente ha insegnato alla University of Michigan e alla University of Pennsylvania. Michael W. Cole, dopo aver insegnato alla University of North Carolina, alla University of Pennsylvania e al Williams College, è oggi docente di Storia dell’arte e archeologia alla Columbia University. 7 Grandi Opere Cyprian Broodbank Il Mediterraneo Dalla preistoria alla nascita del mondo classico Cyprian Broodbank Il Mediterraneo Dalla preistoria alla nascita del mondo classico Traduzione di Daniele Cianfriglia e Chiara Veltri Grandi Opere pp. 678, con 387 illustrazioni e 49 tavole a colori. Formato 18,5 x 24,5 cm € 95,00 22562-9 «Ci sono luoghi», ha scritto il poeta Iosif Brodskij, «che, esaminati su una mappa, ti fanno sentire per un breve istante un’affinità con la Provvidenza, luoghi in cui la storia è inevitabile, luoghi in cui la geografia provoca la storia». Il bacino del Mediterraneo è costellato di simili luoghi e per millenni ha prodotto alcune delle piú sorprendenti vicende storiche e culturali del pianeta. Questo libro è la piú completa e aggiornata sintesi interpretativa dell’evoluzione del Mediterraneo, dai primi insediamenti umani e l’origine dell’agricoltura e della metallurgia fino al sorgere delle antiche civiltà: egizia, levantina, minoica, micenea, fenicia, etrusca, greca arcaica. Il Mediterraneo possiede requisiti non comuni che ne spiegano il precoce sviluppo: è il piú grande mare interno del mondo ed è prossimo al nucleo fluviale nei pressi del quale si sono diffuse le prime civiltà. Non c’è quindi da meravigliarsi se le società che vi si affacciavano si siano rivelate eccezionali, e che, come importanti campagne archeologiche hanno evidenziato, il «Mare di mezzo» custodisca le fonti piú ricche e preziose per lo studio delle culture antiche. Per la vastità delle conoscenze, la qualità delle analisi e l’eleganza dello stile, questo saggio è stato salutato dai piú importanti studiosi come un capolavoro della ricerca archeologica, storica e geografica. «Un libro eccezionale: il migliore contributo alla storia del Mediterraneo degli ultimi sessanta e piú anni, da quando uscí Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II di Braudel. Credo che ben presto diventerà un’opera di riferimento e che trasformerà il nostro modo di pensare l’epoca preistorica e antica del Mediterraneo». Ian Morris, Stanford University «Un risultato straordinario, arricchito da alcune centinaia di illustrazioni scelte in modo eccellente... si tratta di un lavoro esemplare, per ampiezza, profondità e interesse». David Abulafia, University of Cambridge 8 «Grandioso e avvincente… Un’importante impresa intellettuale… Questo è uno di quei rari libri – non me ne viene in mente nessun altro – in cui lo studio dell’epoca preistorica confluisce armoniosamente nel periodo storico del mondo antico. Va lodato come un’opera rilevante, che stabilisce nuovi standard culturali, di coerenza e di leggibilità». Colin Renfrew, University of Cambridge Cyprian Broodbank insegna Archeologia del Mediterraneo all’Institute of Archaeology, University College London. 9 Grandi Opere Chiara Frugoni Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi Un volume splendidamente illustrato e una innovativa interpretazione degli affreschi della Basilica superiore di Assisi. Chiara Frugoni Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi Grandi Opere pp. 632 200 illustrazioni a colori Formato 21,5 x 27 cm € 80,00 22098-3 Perché per un cinquantennio le pareti della Basilica superiore rimasero bianche nonostante Francesco riposasse, in quella inferiore, dal 1230? Occorreva lodare il fondatore ma nello stesso tempo raccordare i suoi ideali di povertà assoluta agli stridenti cambiamenti avvenuti nel frattempo: i frati rifiutavano ormai il lavoro manuale, studiavano e volevano essere mantenuti dai fedeli. Secondo l’autrice, gli affreschi, legati l’uno all’altro, dipendono da un unico e coerente programma; fu realizzato però in tempi diversi, da Cimabue in poi, fino al ciclo dedicato al santo, dipinto sotto Nicola IV (1288-92), il primo papa francescano, ciclo che si basa sulla Legenda maior di Bonaventura. Ma un’altra sua opera è da tenere presente: le Collationes in Hexaëmeron. Accettando in modo prudente ma deciso le previsioni di Gioacchino da Fiore e dello pseudo-Gioacchino, si attua il raccordo fra posizioni inconciliabili. Francesco ha anticipato, come un prototipo, l’Ordine perfetto dei contemplativi che si concretizzerà solo in futuro, Ordine che non è ancora quello di Bonaventura. I suoi frati, preparandosi attraverso lo studio e la dotta predicazione, concorrono perciò attivamente a realizzare il progetto divino. In un volume splendidamente illustrato, Chiara Frugoni, la piú accreditata studiosa di Francesco e di iconologia francescana, offre, oltre a un’inedita chiave interpretativa dell’intera Basilica superiore, una straordinaria galleria di nuovi particolari visivi finora sfuggiti agli studiosi, di cui fornisce, di volta in volta, l’esauriente spiegazione. Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Ha pubblicato numerosi saggi sulle figure di san Francesco e santa Chiara, tra cui: Francesco e l’invenzione delle stimmate, Vita di un uomo: Francesco d’Assisi, Una solitudine abitata: Chiara d’Assisi (Laterza 2006) e Francesco e le terre dei non cristiani (Edizioni Biblioteca Francescana 2012). Presso Einaudi ha inoltre pubblicato: La Cappella degli Scrovegni di Giotto, La cattedrale e il battistero di Parma, L’affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni, La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo e Le storie di San Francesco. Guida agli affreschi della Basilica superiore di Assisi. I suoi libri sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano. Le stimmate, lo strepitoso miracolo mai concesso da Dio prima ad alcun uomo, facevano di Francesco un santo di una grandiosità eccezionale, ma proprio per questo gli impedivano di essere lo scomodo, anzi impossibile modello per la vita religiosa dei frati. Il contemplativo ed estatico Francesco doveva essere considerato come un inviato da Dio per una vita comune che si sarebbe realizzata solo negli ultimi tempi, lasciando cosí liberi i frati del tempo di Bonaventura di prepararsi alla lontanissima meta nei modi che non dovevano avere piú l’ideale approvazione del fondatore, dal quale si trovavano svincolati proprio per la sua eccezionale e inimitabile santità. 10 immagine frugoni 11 La Biblioteca Bruce Levine La guerra civile americana Charles King Mezzanotte a Istanbul Traduzione di Cristina Spinoglio Traduzione di Luigi Giacone La piú autorevole storia sociale della Guerra di secessione americana, le origini della ribellione del Sud e le violente trasformazioni che portarono alla scomparsa di un mondo idilliaco e opulento, fondato sullo sfruttamento di quattro milioni di schiavi neri. Istanbul dagli anni Venti alla fine della Seconda guerra mondiale. Il ritratto di una città cosmopolita al tramonto dell’impero ottomano, in cerca di una nuova identità. Una nuova storia Nel 1860 il Sud degli Stati Uniti era una regione ricca e florida, dove una piccola minoranza aveva accumulato immense fortune e un enorme potere politico grazie al sistema di sfruttamento della popolazione di colore. Anche i bianchi non schiavi appoggiavano gli interessi dei proprietari delle piantagioni, nonostante lo spropositato divario di ricchezza che li separava da essi. Ma alla fine del 1865 questo mondo collassò. Milioni di schiavi ottennero la libertà, molti bianchi poveri smisero di assecondare i loro vicini benestanti, e i proprietari terrieri si ritrovarono privati della loro principale fonte di ricchezza: tutto il loro idilliaco mondo e modo di vivere svaní all’improvviso. Questo cambiamento epocale, avvertito da tutta l’America, avviò il paese in direzione della democrazia e della parità dei diritti. Levine dà conto dei numerosi, drammatici aspetti di questa vicenda ricorrendo a una grande quantità di diari, lettere, articoli di giornale, documenti governativi, ecc. In questo libro la rea-le posta in gioco politica e sociale della Guerra civile diventa piú chiara che mai: gli schiavi combattono per la loro libertà fronteggiando brutali rappresaglie; Abraham Lincoln e il suo partito trasformano quella che era iniziata come una guerra attinente all’Unione in una crociata contro la schiavitú. Quando il fumo delle battaglie si diradò, le regioni Dixie e tutta la società americana si scoprirono cambiate per sempre. Dal crollo dell’impero alla nascita della Turchia moderna A mezzanotte del 31 dicembre 1925, i cittadini della neonata Repubblica turca celebrarono il nuovo anno, acconsentendo per la prima volta a utilizzare un calendario e un’ora unificata per tutto il paese. Eppure a Istanbul, antico crocevia tra Oriente e Occidente, la gente guardava incerta al futuro. Mai del tutto turca, Istanbul era da sempre stata casa per generazioni di greci, armeni ed ebrei, oltre che naturalmente musulmani. L’immensa metropoli accoglieva nobili della Russia bianca in fuga dalla rivoluzione, killer bolscevichi sulle tracce di Lev Trockij, professori tedeschi, diplomatici inglesi e imprenditori americani: una panoplia di faccendieri, poeti, benefattori e perdigiorno. Durante la Seconda guerra mondiale, migliaia di ebrei fuggivano attraverso Istanbul verso la Palestina, anche grazie all’impegno del futuro papa Giovanni XXIII. Nella hall del Pera Palace, l’hotel piú lussuoso dell’epoca, punto d’arrivo del celebre Orient Express, si aggiravano cosí tante spie che il direttore fu costretto ad apporre un cartello che le invitava a lasciare il posto agli ospiti paganti. Nella sua prosa elegante e suggestiva, questo libro ridà vita a un’epoca tragica e fantastica in cui l’antica capitale dell’impero ottomano si ritrovò nel giro di pochi anni sbalzata dal Medioevo al mondo moderno. Bruce Levine insegna Storia all’Università dell’Illinois. È uno dei curatori della rivista sulla Guerra civile «North and South» e ha pubblicato altri tre libri sull’argomento, uno dei quali, Confederate Emancipation: Southern Plans to Free and Arm Slaves during the Civil War, ha vinto il Peter Seaborg Award for Civil War Scholarship ed è stato finalista per la saggistica del 2005 per il «The Washington Post». Charles King insegna International Affairs and Government alla Georgetown University (Washington, D.C.). È autore di sei libri sull’Europa orientale. In italiano ha pubblicato Storia del mar Nero (Donzelli, 2005). Per Einaudi ha pubblicato Odessa. Splendore e tragedia di una città di sogno («La Biblioteca», 2013) e Il miraggio della libertà. Storia del Caucaso («La Biblioteca», 2014). pp. 440, con 38 illustrazioni nel testo - 3 cartine - € 32,00 - 22590-2 pp. 424, con 32 illustrazioni in b/n - € 32,00 - 22308-3 12 La Biblioteca Jonathan Israel Menti rivoluzionarie Élisabeth Roudinesco Sigmund Freud Traduzione di Palma di Nunno e Marco Nani Traduzione di Valeria Zini La Rivoluzione del 1789 si mise in movimento dando seguito alle dottrine radicali settecentesche, e presto diede luogo a tre fazioni contrapposte che lottarono per la supremazia. La vita e l’opera del paradosso Freud, metà avventuriero e metà scienziato, uomo dei Lumi irresistibilmente attratto dalla parte dell’ombra, sullo sfondo dei grandi eventi della storia del mondo, dalla Vienna di fine secolo al lento declino dell’Impero austro-ungarico, dalle tragedie della guerra all’esplosione dell’antisemitismo, all’avvento del nazismo. Una storia intellettuale della Rivoluzione francese dai Diritti dell’uomo a Robespierre Per molto tempo gli storici hanno dato per scontato ciò che era evidente ai testimoni dell’epoca: che la Rivoluzione francese fu causata dalle idee radicali dell’Illuminismo. Negli ultimi decenni gli studiosi hanno invece cominciato a sostenere che la rivoluzione venne portata avanti dalle forze sociali, dalla politica, dall’economia o dalla cultura; da quasi tutto insomma, escludendo però i concetti astratti di libertà e uguaglianza. In questo libro, uno dei maggiori storici dell’età dell’Illuminismo restituisce alla storia intellettuale della Rivoluzione la sua legittima centralità. Attingendo copiosamente a fonti di prima mano, Jonathan Israel ricostruisce il gigantesco dibattito intellettuale che produsse e accompagnò le varie fasi della Rivoluzione francese, dimostrando come tali idee divisero i capi rivoluzionari in blocchi ideologici violentemente opposti, e come questi conflitti sfociarono infine nel Terrore. Nella Rivoluzione culminarono gli ideali di emancipazione e di democrazia dell’Illuminismo, se si concluse diversamente è solo perché tali idee vennero tradite. nel suo tempo e nel nostro Insieme alla storia del suo inventore, Élisabeth Roudinesco ricostruisce l’avventura stessa della psicoanalisi, la fondazione, gli sviluppi, le battaglie, i successi e i fallimenti, i protagonisti, le poste in gioco teoriche, le scuole e gli orientamenti, i pazienti, le vittime. La biografia di Roudinesco riesce esattamente in questa impresa, rischiosa e difficile: raccontare l’avventura della psicoanalisi collocando la storia di Freud e della sua «creazione», nella Storia del secolo che ne ha visto l’apparizione e che, per molti versi, l’ha resa possibile, con rigore e intelligenza profonda del fatto che, in virtú di tale avventura, la Storia, e le storie, di tutti e di ciascuno, non saranno piú le stesse. Dopo decenni di furori apologetici e violente condanne, fondato su rigorose ricerche d’archivio, impraticabili fino a qualche anno or sono, questo libro si propone come imprescindibile punto di riferimento storico e teorico per lo studio di uno dei massimi protagonisti dell’età contemporanea. Jonathan Israel è professore di Storia moderna all’Institute for Advanced Study di Princeton. Tra i suoi libri ricordiamo A Revolution of the Mind: Radical Enlightenment and the Intellectual Origins of Modern Democracy (Princeton) e una monumentale storia dell’Illuminismo radicale in tre volumi: Radical Enlightenment, Enlightenment Contested e Democratic Enlightenment (OUP). Per Einaudi ha pubblicato Una rivoluzione della mente («PBE», 2011). Élisabeth Roudinesco è storica della psicoanalisi e psicoanalista affermata a livello internazionale. Direttrice di ricerca all’Université Paris Diderot VII, Élisabeth Roudinesco è autrice di molti libri fondamentali, in particolare Jacques Lacan (1995). Profilo di una vita, storia di un sistema di pensiero (1995), e Dictionnaire de la psychanalyse (con Michel Plon, 2011). pp. 800 - 22 illustrazioni bn - € 38,00 - 22480-6 pp. 512 - € 34,00 - 22650-3 13 immagine Lucas Epoca cover Saggi Juliet Hacking I grandi fotografi John Eliot Gardiner La musica nel castello del cielo Traduzione di Cristina Spinoglio Traduzione di Luca Lamberti Le vite dei grandi fotografi sono altrettanto affascinanti e ricche di implicazioni quanto le immagini che essi ci hanno lasciato, molti delle quali fanno ormai parte del nostro paesaggio culturale. Eppure, delle storie che stanno dietro l’obiettivo – fatte di difficoltà economiche, di tragedie personali, di successi e di sconfitte – spesso sappiamo ben poco. Questo libro racconta con bruciante rapidità e in modo coinvolgente le esperienze di vita di trentotto fra le figure piú importanti e influenti dell’intera storia della fotografia, da Ansel Adams a Madame Yevonde. Esaminando la biografia e il percorso formativo di questi artisti, dai risvolti singolari e complessi, nonché il crogiolo sociale, culturale e politico in cui tali visioni del mondo hanno preso forma, Juliet Hacking getta una nuova luce sulla loro opera. Questo originale saggio non fornisce soltanto una maggiore e piú sfumata comprensione di ogni personalità, ma guida sottotraccia il lettore attraverso le innovazioni, i movimenti e gli sviluppi dell’intera storia della fotografia. Johann Sebastian Bach è uno dei compositori piú enigmatici e complessi della storia della musica. Come è possibile che un uomo apparentemente cosí normale, opaco e, in alcune occasioni, estremamente irascibile, sia stato capace di comporre un’opera tanto sublime? Gardiner fin da giovanissimo ha eseguito e studiato l’opera di Bach e oggi è uno dei suoi piú rinomati interpreti. I frutti della sua lunga esperienza come direttore si distillano in questo libro, che pur radicandosi negli studi piú recenti riesce brillantemente a smarcarsene, per farci comprendere e apprezzare non solo alcune delle piú importanti composizioni bachiane – approfondendo in quale clima culturale nacquero, la loro struttura e le impressioni che producevano sugli ascoltatori – ma anche tutto quanto è possibile oggi sapere sull’uomo che le scrisse. I pochi frammenti biografici, l’analisi della musica e l’osservazione dei casi nei quali la personalità di Bach sembra infiltrarsi tra le note della partitura vengono messi in relazione, con l’obiettivo di offrire al lettore un’idea reale e concreta di ciò che poteva significare per Bach fare musica; per cercare fin dove è possibile di condividerne esperienze e sensazioni, e di mettere in rilievo alcuni tratti della sua personalità intimamente sovversiva. Con questo straordinario saggio, John Eliot Gardiner ci permette di approfondire l’opera e il pensiero di uno degli artisti piú geniali di tutti i tempi. Ansel Adams, Manuel Álvarez Bravo, Diane Arbus, Eugène Atget, Richard Avedon, Margaret BourkeWhite, Bill Brandt, Brassaï, Claude Cahun, Julia Margaret Cameron, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Roy DeCarava, Charles Lutwidge Dodgson, Robert Doisneau, Peter Henry Emerson, Walker Evans, Roger Fenton, Lady Clementina Hawarden, Hannah Höch, André Kertész, Gustave Le Gray, Man Ray, Robert Mapplethorpe, László Moholy-Nagy, Eadweard Muybridge, Nadar, Norman Parkinson, Irving Penn, Albert Renger-Patzsch, Aleksandr Rodčenko, August Sander, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, Paul Strand, Sho¯mei To¯matsu, Edward Weston, Madame Yevonde. Un ritratto di Johann Sebastian Bach Uliano Lucas e Tatiana Agliani La realtà e lo sguardo Storia del fotogiornalismo in Italia Dalle prime prove di fotogiornalismo tra Otto e Novecento fino alle nuove forme dell’informazione nel nuovo Millennio. Quali sono stati i percorsi del fotogiornalismo italiano? Quali i suoi protagonisti? Le loro scelte narrative, la loro cultura visiva? Che ruolo è stato attribuito alle immagini nella stampa del nostro paese? Il libro nasce in risposta a queste domande. Analizza la funzione e il peso attribuito all’informazione visiva sui quotidiani e sui periodici in diversi momenti politico-culturali, ripercorre la nascita e l’evoluzione delle diverse testate, ricostruisce le vicende professionali dei fotoreporter e le dinamiche del loro rapporto con le redazioni dei giornali e con le agenzie fotografiche, raccontando l’intreccio tra le trasformazioni del paese e quelle della carta stampata. Dal primo incontro della stampa con la fotografia fra Otto e Novecento, fino alle nuove scelte narrative ed estetiche della fotografia degli anni Novanta, strettamente legate alla riorganizzazione del mondo dell’informazione nella società globale di fine millennio. Uliano Lucas (Milano 1942) tra gli anni ’60 e ’70 lavora come fotografo tentando di opporre una stampa d’inchiesta civile all’informazione consueta del tempo. Negli anni ’80 lavora con «Il Mondo», «L’Espresso», «L’Europeo», «il manifesto», «La Stampa» e tanti altri, immortalando alcuni degli avvenimenti storici piú importanti e drammatici di quell’epoca. Con 101 fotografie. Juliet Hacking, dopo aver diretto per tre anni il Dipartimento di fotografia di Sotheby’s di Londra, dal 2006 dirige il Master in fotografia (storica e contemporanea) del Sotheby’s Institute of Art. Ha curato e scritto il catalogo per la mostra «David Wilkie Wynfield: Princes of Victorian Bohemia» per la National Portrait Gallery. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il volume, da lei curato, Photography. The Whole Story (Thames & Hudson 2012). John Eliot Gardiner è un direttore d’orchestra di fama mondiale. Ha fondato il Monteverdi Choir and Orchestra, l’Orchestre de l’Opéra de Lyon, gli English Baroque Soloists e l’Orchestre Révolutionnaire Romantique. Ha diretto le piú importanti orchestre del mondo e per i principali teatri d’opera. Vive in una fattoria nel Dorset, in Inghilterra. Tatiana Agliani (Milano 1974) è autrice di diversi testi sul fotogiornalismo italiano e i suoi protagonisti, firma con Lucas i saggi introduttivi a «Storia d’Italia. Annali»: L’immagine fotografica, 1945-2000. Ha compiuto ripetuti soggiorni in Cina, conducendo ricerche sulla fotografia e il fotogiornalismo cinesi. Saggi - pp. 304 - formato 18,5 x 24,5 cm - € 45,00 22750-0 Saggi - pp. 664 con 40 illustrazioni bn e 3/8 TFT a colori - € 38,00 - 20455-6 Saggi - pp. 600 con 152 illustrazioni bn e 3/8 TFT a colori - € 42,00 - 16201-6 15 Saggistica Jonathan Crary 24/7 Wally Olins Brand New Abram de Swaan Reparto assassini Traduzione di Mario Vigiak Traduzione di Daria Cavallini Traduzione di Piero Arlorio Aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è il mantra del capitalismo contemporaneo, l’ideale perverso di una vita senza pause, attivata in qualsiasi momento del giorno o della notte, in una sorta di condizione di veglia globale. Viviamo in un non tempo interminabile che erode ogni separazione tra un intenso e ubiquo consumismo e le strategie di controllo e sorveglianza. Sembra impossibile non lavorare, mangiare, giocare, chattare o twittare lungo l’intero arco della giornata, non c’è momento della vita che sia realmente libero. Con la sua presenza ossessiva, il mercato dissolve ogni forma di comunità e di espressione politica, invadendo il tessuto della vita quotidiana. 24/7 è una riflessione teorica brillante, che combina riferimenti filosofici, esperimenti scientifico-militari, analisi di film e opere d’arte, per dare forma a un’antropologia critica della contemporaneità. È tutto finito? In un’epoca di globalizzazione, la varietà e l’individualità delle marche e del branding saranno completamente annientate da potenti multinazionali che domineranno i mercati mondiali? Finiremo tutti per acquistare e utilizzare versioni delle stesse cose? I luoghi del mondo arriveranno a somigliarsi sempre di più, come accade oggi agli aeroporti? Quali implicazioni comporterà per il tradizionale dominio dei marchi occidentali la vertiginosa crescita dei nuovi mercati in India, Cina, Brasile, dove si stanno affermando marchi globali basati su punti di forza e tradizioni culturali locali? Che impatto avranno la tecnologia digitale e la crescita vorticosa dei clienti attraverso i social media? Che influssi produrrà tutto ciò sui prodotti e i servizi che consumiamo? Le aziende esistono solo per realizzare profitti e crescere, oppure per aiutare la società, o per entrambe le cose? E cosa vogliamo davvero noi, clienti globalizzati? Wally Olins – guru mondiale del branding e delle identità aziendali – analizza ogni aspetto dell’argomento intrecciando l’approccio commerciale con quello storico, sociologico, antropologico. Racconta in termini vivaci e pragmatici il rapido evolversi del nostro mercato globale; mette a fuoco i problemi che affliggono le imprese di oggi; critica il comportamento immorale delle aziende, loda quelle che costruiscono e sostengono con successo il loro marchio; e attraverso esempi brillanti predice la natura e le forme del branding del futuro. Il XX secolo, con i suoi milioni di persone barbaramente assassinate, è stato tra i piú sanguinosi nella storia dell’umanità. E la domanda che continua a tormentarci è come sia possibile che tanti volenterosi carnefici si mettano al servizio del male. In questo libro, Abram de Swaan, scienziato sociale e psicanalista, offre una originale radiografia della violenza di massa attuata dai cosiddetti «uomini comuni», esaminando le dinamiche di reclutamento dei regimi sanguinari al fine di creare un articolato meccanismo che predispone alle peggiori nefandezze senza apparente coinvolgimento morale, senza l’attivazione di un senso di responsabilità personale. De Swaan si domanda da dove provengano le azioni genocidarie e come possano rifluire, apparentemente senza lasciare traccia, nella vita quotidiana, quando l’orrore è terminato. E coloro che ne sono stati responsabili? Erano davvero il mero prodotto di circostanze esterne? Oppure qualcosa di intimamente costitutivo li disponeva a diventare assassini di massa? Attingendo a un ampio ventaglio di discipline, tra cui la sociologia, l’antropologia, le scienze politiche, la storia e la psicologia, De Swaan getta nuova luce sul male radicale, che continua a imperversare tra i popoli di tutto il mondo. Chi era Socrate? Quali i contenuti del suo pensiero? E perché «l’uomo piú giusto del suo tempo» fu messo sotto accusa per empietà ad Atene, simbolo di democrazia? Il filosofo piú «paradossale» di tutti è stato autore e vittima post mortem, e oggi piú che mai, di un ulteriore paradosso. Non ha scritto nulla, e secondo molti è vano cercarne i tratti «storici» nel contrasto tra le fonti (Aristofane, Platone, Senofonte…); eppure la sua vita e il suo pensiero sono al centro della riflessione dagli Stoici a Ficino, a Nietzsche o Foucault. Ma la varietà delle fonti si spiega meglio con la ricchezza della figura di Socrate che liquidando notizie e divergenze come creazioni ex nihilo. Questo libro muove dalla sua persona, il ruolo sociale che Socrate ha consapevolmente tradotto nell’eccentricità della sua figura intellettuale; ne esplora poi il metodo (fra confutazione e aporia, eros e ironia) e i temi di pensiero (l’anima e la sua cura, il bene e la virtú) di cui fu iniziatore come filosofo; infine, il processo e la condanna a morte, che Socrate ha affrontato da cittadino di una città che aveva fortemente criticato, perché l’aveva profondamente amata. Jonathan Crary insegna Modern Art and Theory alla Columbia University. Di lui presso Einaudi è uscito Le tecniche dell’osservatore. Visione e modernità nel XIX secolo («Pbe», 2013). Wally Olins è stato presidente di Saffron Brand Consultants e precedentemente di Wolff Olins. Consulente di alcune delle imprese commerciali piú importanti del mondo, tra le quali 3i, Renault, Repsol, BT, Volkswagen, Tata, Lloyd di Londra, ha lavorato con molte nazioni, regioni e città, ha vinto numerosi premi e insegnato in alcune delle piú importanti università del mondo. Abram de Swaan è professore emerito di Scienze sociali presso l’Università di Amsterdam. Maria Michela Sassi insegna Storia della filosofia antica presso l’Università di Pisa. Fra le sue opere principali: La scienza dell’uomo nella Grecia antica (1988; trad. ing. Chicago University Press, 2001), e Gli inizi della filosofia: in Grecia (2009; trad. ing. in corso, Princeton University Press). I Maverick pp. 146 - € 18,00 - 21835-5 I Maverick pp. 200, € 20,00 - 22525-4 PBE pp. 320 - € 27,00 - 22526-1 PBE pp. 264 - € 23,00 - 21399-2 Il capitalismo all’assalto del sonno 16 Il futuro del branding nella società che cambia La mentalità dell’omicidio di massa Maria Michela Sassi Indagine su Socrate Persona filosofo cittadino Saggistica Armin Eich L’età augustea Rene Pfeilschifter La tarda antichità Wolfgang Blösel Roma: l’età repubblicana Traduzione di Umberto Colla Traduzione di Camilla Pasteris Traduzione di Umberto Colla Ottaviano, l’erede di Cesare, dà il colpo di grazia alla vacillante repubblica romana e introduce, dopo anni di guerra civile, la sovranità di uno solo (27 a.C.). Nella sua qualità di princeps (primo cittadino), ottiene dal senato pieni poteri speciali che anche i suoi successori manterranno: per questo si fa iniziare da lui, che ora assume il nome di Augusto, l’epoca imperiale romana. La base della forza degli imperatori è costituita però soprattutto dalle legioni, che estendono e rendono sicuri i confini dell’impero. Non soltanto esse, grazie alla loro perfetta macchina bellica, schiacciano brutalmente ogni resistenza straniera consentendo la fondazione di nuove province, con gli enormi introiti fiscali che ne conseguono, ma contribuiscono alla diffusione della cultura di Roma, che anche tra i barbari trova numerosi ammiratori e imitatori. In questo libro diventa chiaro come tutto questo sviluppo non sia però affatto il risultato di un progetto, né di una superiore larghezza di vedute da parte dei Romani, ma solo l’effetto di molte decisioni singole, di casualità e anche di necessità. Dopo che l’Impero romano fu per mezzo secolo scosso da gravi crisi, Diocleziano (284-305) riuscí a stabilizzarlo. Con lui, ha inizio l’epoca della tarda antichità. Nonostante lui e il suo coreggente si opponessero al cristianesimo, la nuova fede si affermò come religione di stato. Questa transizione comportò un notevole contrasto con i rappresentanti delle posizioni pagane, e fu anche caratterizzata da grandi conflitti teologici all’interno della Chiesa. Gli argomenti intellettuali, tuttavia, vennero presto messi in secondo piano dalle turbolenze del periodo delle migrazioni, nel corso del quale bande barbariche portarono al collasso il regno d’occidente (476), mentre a Costantinopoli l’impero è saldo. Tuttavia, con l’avvento dell’Islam si giungerà anche lí a un punto di svolta. In pochi secoli Roma passa da giovane città, di cui sappiamo poco piú di quello che narrano le leggende, a potenza mondiale, posta di fronte a prove continue, talora estremamente ardue sul piano militare. Wolfgang Blösel nella sua documentata, varia e accattivante esposizione parte dagli inizi, avvolti nel mito, dei «sette re di Roma» per giungere fino alla fine della repubblica, travolta dalle tempeste delle guerre civili. Le lotte tra patrizi e plebei, l’evoluzione delle varie magistrature, le guerre contro i popoli vicini (non da ultimo, il decisivo conflitto con Cartagine) e le lotte interne alla élite aristocratica sono alcuni dei punti nodali della sua narrazione. Con un’attenzione particolare allo spezzarsi della solidarietà interna al ceto dominante e all’ascesa di protagonisti quali Pompeo e Cesare, che annunciano quella rovina della repubblica da cui uscirà vittorioso Ottaviano, destinato a dare inizio, come Augusto, al periodo imperiale. Chi è il dio Vertumno? Semplicemente il mutare, l’incontenibile impulso delle cose a divenire altro da quel che erano. Nella sua giurisdizione, infatti, ricadono il cambiamento delle stagioni e la maturazione dei frutti, la pratica dell’innesto (vera e propria «trasformazione» di una specie vegetale in un’altra) e quella dello «scambiare» merci, il mutamento degli eventi e l’atto del cambiare idea. Soprattutto, però, Vertumno si distingue per una sua ineguagliabile virtú: la metamorfosi. Il dio può infatti assumere ogni e qualsiasi identità sociale, bella fanciulla o cittadino togato, soldato o mietitore, pescatore o acrobata, e lo fa salvaguardando sempre una qualità che di necessità vien meno a trasformisti e incostanti: l’eleganza. Esplorare le province in cui si esercitano i poteri di Vertumno – una cui statua «metamorfica» si ergeva a Roma nel Vicus Tuscus fino dalla piú remota antichità – offre a Maurizio Bettini l’opportunità di affrontare insieme alcuni temi cruciali nella definizione della divinità, non solo antica: prima di tutto la sua natura non personale, tanto che il suo nome può essere sia singolare che plurale, sia maschile che femminile; il carattere plurimo e distribuito della sua «identità», simile a una figura frattale, in cui la forma dei dettagli si riflette in quella dell’insieme; infine la natura e lo statuto delle immagini che la raffigurano. Armin Eich insegna Storia antica alla Bergischen Universität di Wuppertal. Rene Pfeilschifter insegna Storia antica alla Julius-Maximilians-Universität di Würzburg. Wolfgang Blösel ha insegnato Storia antica nelle Università di Düsseldorf, Kassel e dal 2012 in quella di Duisburg-Essen. Punti focali della sua ricerca sono le oligarchie e le democrazie nella storia greca e romana. Maurizio Bettini (1947), saggista e scrittore, insegna Filologia classica all’Università di Siena. Tra i suoi libri pubblicati: Il ritratto dell’amante (1992), Nascere (1998), Le orecchie di Hermes (2000), Voci. Antropologia sonora del mondo antico (2008), Contro le radici (2011), Vertere. Un’antropologia della traduzione nella cultura antica (2012) e Elogio del politeismo (2014). Per Einaudi dirige la collana «Mythologica». Le legioni e l’Impero L’unico dio e i tanti sovrani «Ricco di idee, stilisticamente elegante e dal racconto vivace». «Süddeutsche Zeitung» Il Forum e l’espazione del dominio Maurizio Bettini Un dio elegante Vertumno e la religione romana Uscita febbraio 2016 Pbe pp. 264 - con 9 cartine - € 26,00 - 22676-3 Pbe pp. 280 - con 6 illustrazioni in bn e 8 cartine - € 26,00 - 22677-0 Pbe pp. 296 - con 8 illustrazioni in bn e 10 cartine - € 28,00 - 22922-1 PBE pp. 240 - con 23 illustrazioni in bn - € 24,00 - 22021-1 17 Saggistica Francesco Benigno La mala setta Diego Leoni La guerra verticale La storia dell’intreccio tra Stato e criminalità organizzata nei primi vent’anni dell’Italia unita non è mai stata raccontata cosí: l’organizzazione di mafia e camorra immaginate sul modello delle sette segrete si mescola alle pratiche delle autorità, inclini ad usare i criminali nella repressione contro sovversivi e oppositori. La guerra italo-austriaca fu una guerra di montagna e la guerra di montagna fu molte guerre: guerra di masse sugli altopiani, alpinistica sulle Dolomiti e sui ghiacciai, sotterranea in tutti i settori, tecnologica e di saperi. Alle origini di mafia e camorra 1859-1878 Questo libro si propone di affrontare in modo nuovo la questione del crimine organizzato italiano nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando la categoria di «classi pericolose». Questa impostazione è diversa dalla prospettiva, comunemente adottata, che punta viceversa a studiare il crimine organizzato ottocentesco ex post, per cosí dire, «dall’oggi», e cioè a partire dalle forme e dalle strutture che la criminalità organizzata si è data durante il secondo dopoguerra. Vi è al fondo di questa prospettiva un residuo di un pregiudizio di stampo romantico, l’idea per cui vi siano dei soggetti separati, «i criminali», intesi come un popolo a parte, portatore di inequivocabili stigmate comportamentali e attitudinali che li rendono sempre uguali a sé stessi malgrado il tempo trascorso. L’adozione del modello delle «classi pericolose» consente invece di muoversi in direzione opposta, basandosi sulla concezione del crimine condivisa nell’Ottocento. Tutto ciò ha conseguenze importanti. Piuttosto che considerare, ad esempio, l’analisi della mafia delle origini come una sorta di premessa utile a sceverare le radici lunghe di pratiche criminali che daranno poi luogo nel XX secolo a «Cosa nostra», esso invita invece a immergersi nella confusione dei discorsi e delle pratiche di quell’epoca. Inoltre, una prospettiva del genere obbliga a riunire ciò che è stato artificialmente separato, vale a dire l’indagine sulla camorra a quella sulla mafia. Vi è infine il bisogno di uscire da una certa concezione ristretta della storia del crimine come storia sociale intesa alla vecchia maniera, reintroducendovi le urgenze della politica e le forme dell’immaginario collettivo. Lo sviluppo del crimine organizzato nei primi due decenni dell’Italia unita, e in particolare la crescente popolarità di mafia e camorra considerate alla stregua di sette segrete, è strettamente legato alla lotta dello Stato contro gli eversori, repubblicani prima e socialisti internazionalisti poi. In questo dirompente e innovativo libro, Francesco Benigno illustra il rapporto tra il neonato Stato italiano e la criminalità organizzata, avvalendosi di fonti d’epoca poliziesche e giudiziarie oltre che delle fonti giornalistiche coeve. Il risultato dell’indagine mostra come attorno al nodo dell’ordine pubblico la società italiana si divida e si ricomponga lungo linee di frattura che oppongono – a Nord come a Sud – svariate opzioni ideali e politiche e differenti concezioni della pubblica sicurezza. Il libro mostra anche la genesi di pratiche poliziesche di manipolazione, infiltrazione e diversione comuni in epoca liberale e che, attraverso il fascismo, sono poi transitate nell’Italia repubblicana. Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna 1915-1918 Gran parte della fronte italo-austriaca correva sulle cime, quelle cime (l’Adamello, la Marmolada, le Dolomiti orientali) che, prima della guerra, erano già state teatro della sfida turistico-alpinistica fra le borghesie italiana e austro-tedesca. Immaginata e preparata come una sfida di breve durata, la guerra di montagna inchiodò i suoi attori per piú di tre anni su un ambiente ostico e ostile, e mai pensato prima come spazio di insediamento di grandi masse. Per rendere possibile questo, per combattere e sopravvivere lassú, gli eserciti si impadronirono dello spazio alpino, delle sue genti, delle sue piante, dei suoi animali, delle sue risorse: lo attrezzarono, lo scomposero, lo ricomposero, lo artificializzarono, portando in quota, che sempre piú si elevava, un numero iperbolico di animali, di armi, di mezzi, di tecnologie, di materiali. Misero in campo nuovi saperi e nuove tecniche; svilupparono all’estremo l’alpinismo; e infine sprofondarono nelle viscere della montagna: per difendersi dalla Natura e per offendere il nemico da sotto. Di tutto questo movimento, di questo sistema, di queste trasformazioni; di quel che avevano elaborato i teorici della guerra di montagna; di quel che vissero e videro i combattenti e ne scrissero; del formarsi sul campo di narrazioni e contronarrazioni, miti e antimiti, racconta il libro. Quando, il 24 maggio 1915, si aprí il fronte italo-austriaco, nessuno di coloro che avevano teorizzato la guerra di montagna avrebbe mai immaginato che cosa sarebbe stata. Tanto meno coloro che si accingevano a combatterla. Non fu guerra lampo, né di movimento, fu guerra di posizione: ma su un terreno sconosciuto, inospitale, e che da lí a poco avrebbe mietuto le sue vittime con il freddo e le valanghe. Gli eserciti dovettero misurarsi anche con quella Natura: sublime alla vista, celebrata, nemica. Lí dove si pensava potessero agire solo piccole pattuglie, si stanziarono ingenti masse d’uomini che, per vivere, dovettero trascinare in quota masse di animali, e una quantità iperbolica di materiali, macchine e armi; sfollare parte delle popolazioni e militarizzarne altra; allestire un esercito parallelo di lavoratori civili e prigionieri. La guerra di montagna fu molte guerre: di masse sugli altopiani, alpinistica sulle Dolomiti e sui ghiacciai, sotterranea in tutti i settori, tecnologica e di saperi. Infine, si fece sistema che si autoregolava, sovrapponendosi e sostituendosi a quello alpino. Il libro di Leoni racconta come tutto ciò poté accadere, di come la sfida militare fosse stata preannunciata da quella turistico-alpinistica fin dalla seconda metà dell’Ottocento; di come vissero e raccontarono quell’esperienza i combattenti, ma anche i prigionieri, i civili; di come cambiarono le relazioni fra uomo e ambiente. La fa mettendo in campo al pari degli eserciti, molte discipline, molti saperi, molte voci e molti corpi. Francesco Benigno insegna Metodologia della ricerca storica presso l’Università di Teramo. Direttore dell’Imes (Istituto Meridionale di Storia e Scienze Sociali), fa parte del Comitato di redazione di «Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali» e di «Storica». Le sue ricerche si concentrano sulla storia politica europea della prima età moderna con particolare riferimento all’Italia spagnola e alla monarchia degli Asburgo e, piú recentemente, sulla storia dei concetti storiografici e sui processi di costruzione identitaria dei gruppi sociali. Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo: Mirrors of Revolution. Conflict and Political Identity in Early Modern Europe (Brepols, 2010); Favoriti e ribelli. Stili della politica barocca (Bulzoni, 2011); Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia (Viella, 2014). Diego Leoni è insegnante e storico del Novecento. Vive e lavora a Rovereto, dove coordina le attività di ricerca ed editoriali del Laboratorio di storia. Fra i suoi libri sulla prima guerra mondiale ricordiamo La Grande Guerra. Esperienza memoria immagini (il Mulino, 1986, con C. Zadra); La montagna violata (Materiali di lavoro, 1989); La macchina di sorveglianza (Museo storico in Trento, 2001, con P. Marchesoni e A. Rastelli); Come si porta un uomo alla morte (Museo storico in Trento, 2007). Einaudi Storia pp. 448 - € 35,00 - 22441-7 Einaudi Storia pp. 576 - € 36,00 - 19347-8 18 Luciano Gallino Il denaro, il debito e la doppia crisi Giulia Maria Crespi Il mio filo rosso «Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico». Causa fondamentale della sconfitta dell’uguaglianza è stata, per Gallino, dagli anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l’incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile dei sistemi che sostengono la vita – il «sistema ecologico»–. Il tutto con il ferreo sostegno di un’ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine contabili dà corpo a una povertà dell’azione politica quale non si era forse mai vista nella storia. Questo è lo straordinario racconto autobiografico di una protagonista del Novecento italiano. Giulia Maria Crespi appartiene a un’importante famiglia lombarda, di cui ha proseguito la tradizione filantropica e di impegno civile. Con naturale voce narrativa, senza autoindulgenza, con sincerità e nessun timore reverenziale racconta qui le molte avventurose storie della sua vita. Centrali nel libro sono le vicende del «Corriere della Sera», di grande importanza per la storia del nostro Paese. Giulia Maria Crespi, che in modo crescente partecipa alla gestione del giornale, si adopera in una battaglia per l’ammodernamento del «Corriere», in consonanza con la parte piú progressista dell’opinione pubblica. Una svolta coraggiosa ma irta di difficoltà, che nel 1974 la costringeranno a lasciare la gestione del giornale. Si occupa sempre piú della Fondazione Crespi Morbio per Famiglie Numerose e di Italia Nostra. Nel 1975 assieme a Renato Bazzoni fonda il FAI (Fondo Ambiente Italiano) per la tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale. Da 40 anni lotta strenuamente per difendere l’agricoltura in Italia, in particolare quella organica. spiegati ai nostri nipoti Luciano Gallino è professore emerito, già ordinario di Sociologia, all’Università di Torino. Si occupa da tempo delle trasformazioni del lavoro e dei processi produttivi nell’epoca della globalizzazione. Per Einaudi ha pubblicato Informatica e qualità del lavoro (1983), L’incerta alleanza (1992), Se tre milioni vi sembran pochi (1998), La scomparsa dell’Italia industriale (2003), L’impresa irresponsabile (2005), Con i soldi degli altri (2009), Finanzcapitalismo (2011), L’attacco allo stato sociale (2013), Il colpo di Stato di banche e governi (2013) e L’impresa responsabile. Un’intervista su Adriano Olivetti (a cura di Paolo Ceri; 2014). Passaggi pp. 216 - € 18,00 - 22834-7 Il «Corriere» e altre storie della mia vita Giulia Maria Crespi dal 1962 al 1975 lavora nel C.d.A. del «Corriere della Sera». Dal 1965 al 1975 ha svolto una lunga attività in Italia Nostra. Nel 1975, lasciata la gestione editoriale del «Corriere», con Renato Bazzoni fonda il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) di cui è oggi Presidente Onorario. Da 35 anni conduce, prima da sola poi con suo figlio, un’azienda agricola di famiglia nella Pianura padana, dove imposta il metodo innovativo dell’Agricoltura biodinamica. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia, tra cui dal Presidente Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine «al merito della Repubblica Italiana». Recentemente ha ricevuto da parte della Repubblica francese la Legion d’Onore. Passaggi pp. 480 - € 22,00 - 22538-4 19 Letture Einaudi Rulfo Il gallo d’oro Benjamin Uomini tedeschi Traduzione di Paolo Collo. Prefazione di Ernesto Franco. A cura di Enrico Ganni. «Dionisio Pinzón abbandonò l’arena dei galli stringendo fra le mani un mucchietto di piume e un ricordo di sangue» Il povero e malconcio Dionisio Pinzón prende con sé un gallo moribondo dopo un combattimento. Il gallo, guarito per le sue cure e vincitore di molti combattimenti, gli cambia la vita e lo conduce fra le braccia della Caponera, affascinante cantante, donna allergica a mura domestiche. Il gallo d’oro e la Caponera sono due oggetti d’amore e anche due straordinari portafortuna che si passano il testimone nella vita di Dionisio, diventato via via molto ricco. Ma la vita degli uomini non sembra dissimile da quella dei galli da combattimento: si può vincere diversi incontri consecutivi ma prima o poi si perde. Tutto. Con questo racconto lungo, Rulfo ha concluso la sua opera letteraria, limitata in quantità ma fondamentale per qualità e per l’influenza che ha avuto su scrittori come Garcìa Márquez e Vargas Llosa. Tutti i personaggi di El gallo de oro, a ben vedere, non sono uomini o donne alla ricerca di un proprio fare dentro la storia, ma figure del destino condannate a ripetere per l’eternità la propria parte. Forse è per questo che i luoghi dove si svolgono i fatti sono quasi sempre palcoscenici o simulacri di palcoscenico. Palcoscenici grandi come un paese o una città sono le fiere; palcoscenico sono le arene per i combattimenti dei galli o i tavolati piú o meno improvvisati su cui canta La Caponera; palcoscenico, infine, è anche il tavolo del gioco d’azzardo su cui tutto si vince o tutto si perde. Senza un possibile senso ulteriore. dalla prefazione di Ernesto Franco Juan Rulfo nasce a Sayula, in Messico, nel 1918, in una famiglia agiata. Quando ha cinque anni i «cristeros», fazione cattolica che contestava le leggi anticlericali della rivoluzione, uccidono suo padre; quando ne ha nove la madre muore per un attacco di cuore; il piccolo Juan cresce in un orfanotrofio di Guadalajara. Compiuti gli studi superiori, si trasferisce a Città del Messico e nel 1936 trova lavoro come funzionario statale all’Ufficio emigrazione. Nel 1944 fonda la rivista «Pan». Nel 1948 cambia impiego diventando rappresentante di pneumatici. Nel 1952 ottiene una borsa di studio della Fondazione Rockefeller che gli consente di dedicarsi per alcuni anni alla scrittura letteraria. L’anno seguente pubblica la raccolta di racconti El Llano en llamas (La pianura in fiamme) e nel 1955 Pedro Páramo. Nel 1963 è assunto all’Istituto nazionale per gli studi indigeni, di cui sarà poi direttore. A partire dagli anni Sessanta diventa uno degli scrittori-culto della letteratura ispano-americana. Nel 1980 esce la sua terza opera: Il gallo d’oro, un racconto lungo scritto originariamente per il cinema. Muore a Città del Messico nel 1986. I libri di Rulfo sono tutti e tre pubblicati in questa collana. pp. 96 - € 14,00 - 18111-6 20 «Quando laGermania parlava senza dover falsare la propria voce» Lichtenberg, Hölderlin, i fratelli Grimm, Goethe, Kant, Liebig (sì, quello dei dadi per il brodo), Brentano, Büchner e un’altra dozzina. Sono il manipolo di intellettuali tedeschi fra Sette e Ottocento scelto da Benjamin per rappresentare, con un’antologia delle loro conversazioni epistolari, il quadro etico, intellettuale e piú generalmente antropologico dell’«essere tedeschi». O meglio, di quello che era stato «essere tedeschi». Benjamin pubblicò la prima serie di lettere nel 1931 sulla «Frankfurter Zeitung» quando il nazismo era alle porte. La raccolta in volume uscì nel 1936, quando Benjamin era già esule e doveva pubblicare sotto pseudonimo: il senso di contrapposizione di un’altra civiltà tedesca, sobria, appassionata, responsabile rispetto alla retorica e alla violenza del Reich non poteva essere piú esplicita. Un collage politico e sentimentale in cui c’è tutto Benjamin. La centralità di Goethe per tutto il progetto è innegabile: della sua morte si parla nella lettera introduttiva; in un’altra, Zelter si rivolge direttamente all’amico; c’è Goethe al centro delle considerazioni di Bertram ed è infine lui personalmente a scrivere al figlio di Thomas Seebeck, l’amico che è morto. Quest’ultima lettera è corredata, oltre che dell’introduzione, anche di un apposito commento. (...) L’inizio della fine della Weimarer Kunstperiode, segnata dalla morte di Goethe, coincise cronologicamente con la nascita del movimento democratico, quando l’umanesimo tedesco lasciò la sfera privata evocata da Benjamin e si trasformò in fatto politico. Nella premessa, tuttavia, Benjamin tracciava l’arco sino al 1931, quando i sintomi della drammatica disgregazione della Repubblica di Weimar erano ormai sotto gli occhi di tutti, stabilendo quindi un nesso fra la situazione politica della prima metà del XIX secolo e quella contemporanea: nello stesso giorno in cui venne pubblicata l’ultima lettera, i giornali riportavano la notizia delle dimissioni del Cancelliere Heinrich Brüning. dalla prefazione di Enrico Ganni Walter Benjamin nasce a Berlino nel 1892. Si dedica alla critica e alla saggistica affrontando autori come Goethe, Baudelaire, Kafka e Proust, ma anche alcuni temi piú generali come l’identità del moderno, i mutamenti della fruizione estetica, il ruolo dei mass media. Non accolto dall’università tedesca, vive di collaborazioni a giornali e riviste. Nel 1933, all’avvento del nazismo, emigra a Parigi. È in contatto epistolare con Adorno e Horkheimer, che hanno ricostituito negli Stati Uniti l’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte. Nel 1940, dopo aver cercato di fuggire in Spagna e di lì raggiungere Adorno e Horkheimer oltreoceano, sentendosi braccato dalla Gestapo, si uccide a Port Bou, sul confine franco-spagnolo. Beffa del destino, il visto per l’espatrio arriva il giorno dopo la sua morte. Di lui Einaudi ha pubblicato, tra l’altro: Angelus novus, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Strada a senso unico, I «passages» di Parigi. In questa stessa collana i suoi testi piú narrativi: Infanzia berlinese, Immagini di città. Da Einaudi è stata pubblicata anche l’edizione delle Opere complete, a cura di Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser, in nove volumi. pp. 244 - € 18,00 - 22272-7 Frontiere Einaudi Corrado Augias Le ultime diciotto ore di Gesú Dopo il grande successo di Inchiesta su Maria e Inchiesta su Gesú, Corrado Augias affronta, in un racconto mozzafiato e di grande precisione storica, le diciotto ore che hanno cambiato il destino dell’uomo. Anno 33 della nostra era, il giovane profeta Gesú di Nazareth viene condannato e giustiziato. Tutto si è svolto in un pugno d’ore, da diciotto a venti. Dal tramonto di un giorno, al primo pomeriggio del successivo. In modo convulso. Per lo piú nottetempo o alle deboli luci dell’alba. Un processo celebrato in base a quali accuse? Chi aveva ordinato l’arresto e perché? Soprattutto chi aveva il potere di convalidare il provvedimento emettendo la sentenza finale? Unendo i suoi piú recenti studi teologici a una splendida penna da narratore, Augias dà vita a un’originale indagine sulle ultime ore di vita di Gesú di Nazareth viste – probabilmente per la prima volta – dall’inedita prospettiva degli occupanti romani. Che effetto facevano quei profeti esaltati di Dio agli occhi disincantati dei padroni del mondo? I personaggi: un Ponzio Pilato politicamente debole, collerico e incerto, la misteriosa e tormentata moglie Claudia Procula, Caio Quinto Lucilio intellettuale deluso, acuto testimone degli eventi, il fariseo Nicodemo discepolo di Gesú e membro del Sinedrio, Giuda forse vittima predestinata di un disegno divino, Maddalena la discepola donna, Erode Antipa un re fantoccio nelle mani dei romani, Giuseppe e Maria che assistono disperati alla morte del figlio amato, la mutevole folla di Gerusalemme. Pagina dopo pagina, Corrado Augias tiene il lettore col fiato sospeso ricostruendo una vicenda che crediamo, non sempre a ragione, di conoscere. E sintetizza in modo affascinante decenni di discussioni storiche e teologiche, lasciando aperte delle domande ma fornendo insieme nuovi e inaspettati punti fermi da cui, ancora e ancora una volta, ripartire. Corrado Augias Le ultime diciotto ore di Gesú Frontiere pp. 256 € 20,00 22365-6 «I pochi dati disponibili ci permettono solo di sapere che il condannato era un uomo pio, di forte fede, tendenzialmente mite anche se, in alcune occasioni, ha ceduto a scatti d’ira o gridato frasi minacciose. Un uomo del popolo, figlio di un modesto artigiano e di una casalinga, autodidatta, pervaso d’amore per tutte le creature, per la natura e per la divinità. Come molti altri profeti della sua epoca, si diceva certo che fosse imminente la fine dei tempi e il finale giudizio». Corrado Augias, giornalista, scrittore, autore di programmi culturali per la Tv, è nato a Roma. È opinionista del quotidiano «la Repubblica»; i suoi numerosi libri sono tradotti nelle principali lingue. Ricordiamo tra l’altro: I segreti di New York, I segreti di Londra, I segreti di Roma, I segreti di Parigi. Con Mauro Pesce, Inchiesta su Gesú e con Marco Vannini, Inchiesta su Maria. Per Einaudi ha pubblicato, insieme a Vladimiro Polchi, Il sangue e il potere. Processo a Giulio Cesare, Tiberio e Nerone (2008) e Il lato oscuro del cuore (2014). 21 Narrativa italiana Eugenio Scalfari L’allegria, il pianto, la vita New York Stories «Dentro ciascuno di noi c’è una scintilla di caos». Fitzgerald, Capote, Soldati, Malamud, Cheever, Pasolini intervistato da Oriana Fallaci, Yates, Grace Paley, DeLillo, Englander e altri racconti inediti... Un’antologia che è anche una guida letteraria, da portare con sé nel proprio viaggio (magari fatto solo con l’immaginazione) nella Grande Mela. La natura piú profonda dell’uomo tende alla pace o alla guerra? Quale dei due sentimenti – il potere e l’amore – è quello che piú fa girare la ruota della vita? E come si colloca la politica tra queste spinte contrapposte? Un diario vitalissimo in cui si intrecciano i ricordi, le pagine dei libri piú amati, la passione per il mondo sempre accesa. Un vero e proprio zibaldone, avvincente e penetrante, scritto da uno degli intellettuali di riferimento del nostro tempo. Eugenio Scalfari (Civitavecchia, 1924), dopo aver collaborato al «Mondo» di Pannunzio, è stato, nel 1955, tra i fondatori dell’«Espresso» che ha diretto dal 1963 al 1969. Nel 1976 ha fondato il quotidiano «la Repubblica», che ha diretto fino al 1996 e di cui oggi è editorialista. Tra i suoi libri ricordiamo La sera andavamo in via Veneto. Storia di un gruppo dal «Mondo» alla «Repubblica», Incontro con Io, Alla ricerca della morale perduta, Il labirinto, La ruga sulla fronte e, con Giuseppe Turani, Razza padrona, L’uomo che non credeva in Dio, Per l’alto mare aperto, Scuote l’anima mia Eros, Dialogo tra credenti e non credenti, L’amore, la sfida, il destino e Racconto autobiografico. Con il Gruppo editoriale l’Espresso ha pubblicato, raccolti in cinque volumi, gli articoli scritti tra il 1955 e il 2004. Nel 2012 Mondadori ha pubblicato nei «Meridiani» La passione dell’etica. Scritti 1963-2012. Supercoralli pp. 152 - € 18,00 - 22822-4 Racconti a cura di Paolo Cognetti La missione di Tad nella vita è quella di divertirsi piú di chiunque altro a New York City. Quello spilungone di Jelly, invece, gareggia a colpi di rime nelle strade di Harlem per rimorchiare una tipa che gli paghi il pranzo. Melinda dagli occhi neri vuole fare la ballerina. Pier Paolo Pasolini, pantaloni di velluto e scarpe di camoscio, si aggira da solo per le zone piú cupe del porto. Brooklyn, Manhattan, il Bronx, Park Avenue, i locali fumosi del Village, un vecchio teatro polveroso sulla Seconda Avenue, Central Park in cui bivaccano i beatnik, un negozio di antichità sulla Terza Strada in cui puoi incontrare Greta Garbo, il Peep World, Times Square coi suoi spacciatori, la tavola calda di Broadway in cui gli immigrati polacchi parlano di letteratura yiddish. Christian Raimo Tranquillo prof, la richiamo io Le interrogazioni, i compiti, il tempo che non passa mai, sono gli incubi di qualunque studente. Tranne che in questo libro, dove è il professore a non essere preparato. Nato su Facebook e diventato molto rapidamente un fenomeno virale, Tranquillo prof, la richiamo io racconta di un docente non autorevole, spaventato, in cerca di riconoscimento, alle prese con degli studenti straordinariamente precisi, attenti, consapevoli del proprio ruolo. Attraverso telefonate, mail, sms, appuntamenti in chat, si srotola una divertentissima quanto atipica e struggente storia d’amore: con tanto di innamorato respinto (il prof), amata sfuggente (la classe), attacchi di gelosia (per la supplente) e paura dell’abbandono (ogni volta che una vacanza si avvicina)... Sembra il mondo alla rovescia, invece è la rappresentazione clinica della crisi dei presunti adulti, personaggi fragili e alla deriva. Una tragicommedia surreale. Una buffissima operetta morale. Paolo Cognetti (Milano, 1978) ha realizzato per minimum fax la serie Scrivere/New York. La sua passione per New York si è concretizzata inoltre in due guide: New York è una finestra senza tende (Laterza 2010) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (EDT 2014). Sempre per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara. Christian Raimo è nato nel 1975 a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax tre raccolte di racconti: Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero 2005). Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi il romanzo Il peso della grazia (Supercoralli). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014). È redattore di «minima et moralia» e di «Internazionale». Supercoralli pp. 400 - € 21,00 - 22801-9 L’Arcipelago Einaudi pp. 270 - € 16,00 - 22276-5 Michela Murgia Chirú Volersi bene significa derubarsi l’un l’altro, attirarsi e spaventarsi, scambiarsi di posto. È questo che fanno Eleonora e Chirú: lei insegna, lui impara; lei parla, lui ascolta – o forse è il contrario. Una storia di apprendistato, dono, manipolazione e gioventú. Quando Eleonora e Chirú si incontrano, lui ha diciotto anni e lei quarantaquattro. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con apparente naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono – dall’arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico – li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quel compromettente tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú ogni cosa che ha imparato e che sa, cercando in cambio l’energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie, dall’infanzia all’ombra di un padre violento fino a un presente che sembra appagato e invece è dominato dall’ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora il successo formativo piú eclatante e allo stesso tempo la piú dura lezione della sua vita. Supercoralli pp. 200 - € 18,50 20633-8 22 Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzí Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L’incontro. Narrativa italiana Valentina Diana Mariti Ester Viola La sciagura sentimentale Elvira Seminara Atlante degli abiti smessi Se qualcuno vi chiedesse di cosa parla questo libro, ve la cavereste facilmente rispondendo: è la storia di un matrimonio. Anzi, di un matrimonio tardivo. In realtà però questo libro parla della paura della felicità, che spesso va di pari passo con quell’esercizio di equilibrismo che chiamiamo vita di coppia. Drina e Gi si sono baciati per la prima volta a vent’anni, ma senza lingua. Per la lingua hanno dovuto aspettarne altri venti. Ritrovarsi, quando la vita un po’ sembra alle spalle, è cosí strano. Come se Cenerentola in premenopausa incontrasse il Principe Azzurro – stempiato e con la pancetta – e gli dicesse: «Parliamone». Drina ha un figlio adolescente, molti problemi e un bellissimo sguardo sulle cose. Soprattutto su Gi. Già, perché Drina guarda suo marito in un modo cosí divertente e complesso che ti pare di essere lí, a ridere, disperarti, passare l’aspirapolvere con loro: invece lo stai facendo a casa tua. Gi fa l’architetto, accumula ingiunzioni di pagamento nel bagagliaio dell’automobile, aggroviglia le lenzuola mentre dorme e butta folate di ottimismo su chiunque gli cada a tiro. È imperfetto, come tutti i mariti, ed è assolutamente irresistibile. Immaginatevi Bridget Jones nell’epoca dei social network. In fondo tutte le sciagure sentimentali si somigliano, ma è meglio se capitano a qualcun altro. Eleonora è una donna eccentrica con un modo tutto suo di guardare il mondo. Ma è anche una donna impetuosa. E ora che l’ex marito è scomparso, il rapporto con la figlia Corinne si è strappato, «come un lenzuolo che ha subito troppi lavaggi, vestito troppi letti». È anche per questo che Eleonora lascia Firenze e si rifugia a Parigi, in cerca di solitudine e di chiarezza, perché certe fughe «non si organizzano, si subiscono e al massimo cerchi di perfezionarle». Da lí, osserva il parco sotto casa e le abitudini bizzarre degli inquilini del suo palazzo – un «ottimo esercizio di equa e diffusa compassione» – e tesse nuove trame. Ma soprattutto scrive a Corinne, per ricucire il loro rapporto. Un giorno dopo l’altro compila un campionario sfavillante degli abiti lasciati nella casa di Firenze. Una sorta di vademecum per orientarsi fra il silenzio ostinato degli armadi e il frastuono dell’umanità. Il catalogo animato di Eleonora diventa cosí un modo di trasmettere l’esperienza del tutto singolare, «fuori dalle ante». Un vortice di parole febbrili, inventive, con una forza espressiva inesausta, che ci trascina senza sosta, lasciandoci alla fine la sensazione di avere vissuto una storia che ci riguarda molto da vicino. o Le imperfezioni di Gi Valentina Diana è nata a Torino. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea «Il centro del discorso» 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), La palestra della felicità e Opera Nazionale Combattenti. Per Einaudi ha pubblicato il romanzo Smamma (2014 e 2015). I Coralli pp. 280 - € 18,00 - 22673-2 Olivia ha trent’anni e fa l’avvocato divorzista. La sciagura sentimentale è quindi il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerritissimi i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome il suo ex continua a mandarle messaggi su WhatsApp o a telefonarle, lei crede che stiano per tornare insieme, è solo questione di tempo. Eppure, per scoprire che lui non è piú «disponibile» oggi basta sbirciare – comodamente da casa – il suo profilo Facebook… Ester Viola ha il talento raro della battuta fulminante, quell’acutezza un po’ spietata che ci mette a nudo davanti a noi stessi. Un romanzo d’esordio divertentissimo, affilato, che è quasi un vademecum amoroso, un prontuario ironico per affrontare e superare la sciagura sentimentale. Perché in fondo, come dice Olivia, «la strada per la felicità è piena di bivi, a guardare meglio le vetrine». Ester Viola lavora a Napoli come avvocato. Scrive per «IL», magazine del «Sole 24 Ore». Questo è il suo primo romanzo. Elvira Seminara giornalista e pop artist, ha pubblicato per Mondadori L’indecenza (2008) e per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di Catania. Suoi testi sono tradotti in diversi paesi. Vive ad Aci Castello. I Coralli pp. 226 - € 16,50 - 22419-6 I Coralli pp. 184 - € 17,00 - 22664-0 Diego De Silva Terapia di coppia per amanti Che cosa sono esattamente gli amanti? Quella che formano incontrandosi è una coppia imperfetta o un’unione piú ambiziosa, che non desidera niente al di fuori di sé? Viviana e Modesto arrivano al punto di affidare il loro tormento a un analista, spiazzato e persino contagiato da quel duetto paradossale che s’interroga sull’amore drammatizzando e ridendo di sé. Due adulti sposati (non tra loro) si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy ed elegante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare cosí le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente piú sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Modestamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da scontri e lacerazioni continue. I Coralli pp. 250 - € 18,00 22666-4 Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Presso Einaudi ha pubblicato i romanzi Certi bambini (2001), premio selezione Campiello, La donna di scorta (2001), Voglio guardare (2002), Da un’altra carne (2004), Non avevo capito niente (2007), Mia suocera beve (2010), Sono contrario alle emozioni (2011) e Mancarsi (2012). 23 Narrativa straniera Martin Amis La zona d’interesse Javier Marías Cosí ha inizio il male Alice Munro Mo Yan Amica della mia giovinezza Il paese dell’alcol Traduzione di Maurizia Balmelli Traduzione di Maria Nicola Traduzione di Susanna Basso Traduzione di Silvia Calamandrei Al Kat Zet, la zona d’interesse, la vita scorre placidamente: madri che passeggiano con le figliolette, ricchi pasti serviti alla mensa ufficiali, tediosa burocrazia negli uffici, caldi incontri nelle alcove. Tutto intorno un’altra vita – se questa è vita – freme e spira, a centinaia, a migliaia, giú per le fosse, su per i camini. Ma qui, lungo il viale alberato della zona d’interesse, comprendente terreni, officine e centro residenziale delle SS, due amici d’infanzia – Golo Thomsen, ufficiale di collegamento fra l’industria bellica e il Reich, nonché nipote del gerarca Martin Bormann, e Boris Eltz, capitano valoroso e senza scrupoli – possono fantasticare sulle morbide forme della procace Hannah Doll, moglie dello spietato Kommandant del campo, come in un qualunque caffè del centro. Qui si può ridere del tatuaggio sul braccio delle Haftlinge – «il tuo numero di telefono?» – e affogare il grattacapo di una partita di 150 unità femminili troppo deperibili in una dose extra di buon brandy. Siamo nella Madrid degli anni Ottanta, una città in cui il ricordo della dittatura franchista è ancora dolorosamente vivo. Il giovane Juan de Vere, fresco di laurea, viene assunto da Eduardo Muriel per fargli da assistente. Muriel è un regista che vive in una grande casa nei quartieri alti della capitale insieme alla moglie, la giovane e bella Beatriz Noguera, e i figli. I due avrebbero tutto per essere felici, eppure Juan è colpito dalla freddezza e dallo sdegnoso contegno con cui il marito tratta la moglie. Perché si comporta cosí? Addirittura, una notte che passa nella casa dei Muriel, Juan assiste alla strana scena della sensuale Beatriz che, vestita unicamente con un’impalpabile sottoveste, implora il marito di fare l’amore con lei solo per esserne respinta e ricacciata nella sua stanza. Vancouver, la grande città sullo sfondo del libro, coincide con un risveglio, che è un disincanto e anche una formazione, spesso sessuale. E la sessualità, lambita, sussurrata o esibita, vitalistica o imbarazzata, illecita o meno, serpeggia per tutto il volume. È il caso di Five Points, la cui protagonista, Brenda, ha un marito invalido e un amante, Neil, che dà senso alla sua quotidianità. Gli incontri con lui rappresentano l’irrinunciabile conferma di un’esistenza ancora piena e sono vissuti come autentico cerimoniale della vita. Ma in questo rito si innesta il primo litigio, e quel litigio lascia intravedere un potenziale di ferocia che incrina irrimediabilmente l’idillio. All’ispettore Ding sono giunte strane voci: a Jiuguo, una cittadina mineraria della Cina profonda, la politica di controllo delle nascite, o del «figlio unico», ammette deroghe solo se i neonati rispondono ai criteri di selezione di una macabra impresa di allevamento destinata a rifornire i migliori ristoranti del cibo piú prelibato… la carne di bambino! Ma quando si reca sul luogo per indagare, l’ispettore Ding entra in una spirale di banchetti, libagioni, pranzi ufficiali e feste improvvisate che lo stordiscono in un fiume di alcol. Quelli che ha davanti sono i piú raffinati piatti della cucina tradizionale di Jiuguo o qualcosa di molto, molto peggio? Un romanzo scatenato, surreale, in cui il grottesco è la chiave di una satira violentissima di una società corrotta e corruttrice. Mo Yan iniziò la prima stesura del Paese dell’alcol nel luglio del 1989, subito dopo il massacro di piazza Tiananmen. Martin Amis è nato a Oxford nel 1949, e vive fra Londra e New York. Nel 2014 è stato insignito del premio Bottari Lattes Grinzane. Supercoralli pp. 310 - € 20,00 - 22354-0 Javier Marías è nato a Madrid nel 1951. Della sua opera Einaudi ha pubblicato Domani nella battaglia pensa a me, Tutte le anime, Un cuore cosí bianco, L’uomo sentimentale, Nera schiena del tempo, Malanimo, Quand’ero mortale, Selvaggi e sentimentali, Vite scritte, Traversare l’orizzonte, Interpreti di vite, la trilogia de Il tuo volto domani, Gli innamoramenti, I territori del lupo, Il secolo e Mentre le donne dormono. Supercoralli pp. 460 - € 21,00 - 22604-6 Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è la piú importante autrice canadese contemporanea. È cresciuta a Wingham, Ontario. Ha pubblicato quattordici raccolte di racconti e un romanzo. Fra i molti premi letterari ricevuti, per tre volte il Governor General’s Literary Award, il National Book Critics Circle Award, l’O. Henry Award e il Man Booker International Prize. I suoi racconti appaiono regolarmente sulle piú prestigiose riviste letterarie. Supercoralli pp. 320 - € 20,00 - 17596-2 Mo Yan, Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, nasce nel 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri, a Gaomi, nella provincia dello Shandong. Supercoralli pp. 148 - € 20,00 - 15515-5 Murakami Haruki La strana biblioteca Traduzione di Antonietta Pastore Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po’ strana. Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista): la riscossione delle tasse nell’Impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107... Una fiaba fantastica e immaginifica sul potere della lettura nel darci le chiavi per fuggire dalla prigione dell’infelicità. Murakami Haruki è, insieme alla nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, il solo scrittore che appare nella lista di «Time» delle cento persone piú influenti al mondo nel 2015. Una strana biblioteca, inedito in Italia, è illustrato da Lorenzo Ceccotti. Supercoralli pp. 90 - € 15,00 22588-9 24 Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Einaudi ha pubblicato Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood (Tokyo Blues), L’uccello che girava le Viti del Mondo, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L’elefante scomparso e altri racconti, L’arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole (2013), Ritratti in jazz (2013, con le illustrazioni di Wada Makoto), L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (2014) e Uomini senza donne (2015). Narrativa straniera Abraham B. Yehoshua La comparsa Orhan Pamuk La stranezza che ho nella testa Romain Puértolas La bambina che aveva mangiato una nuvola grande come la Tour Eiffel Herman Melville Moby-Dick Traduzione di Alessandra Shomroni Traduzione di Barbara La Rosa Traduzione di Margherita Botto Traduzione Ottavio Fatica Dopo qualche anno all’estero, Noga torna nella sua città per occuparsi della grande casa dei genitori in uno dei quartieri in cui è piú forte lo scontro tra israeliani laici e ortodossi. Poiché l’orchestra per cui suona è ferma, la donna accetta di lavorare come comparsa in film o in serie televisive, felice anche di poter tornare in contatto con la realtà israeliana dalla quale si è allontanata negli ultimi anni. Oltre alle esperienze riservatele dal lavoro di figurante Noga si ritrova ad affrontare situazioni di vario genere a Gerusalemme, quali l’invadenza di due bambini ultraortodossi che si intrufolano in casa di sua madre per guardare la televisione (cosa a loro proibita), la corte discreta di un compagno di lavoro, ex poliziotto balbuziente ed «eterna comparsa» e, in ultimo, il ritorno dell’ex marito, venuto a sapere casualmente della sua presenza in Israele. Mevlut è innamorato di Rayiha, una ragazza incontrata una volta sola, di sfuggita durante una festa. Per tre anni non passa giorno senza che lui le scriva una lettera d’amore, e pur non ricevendo mai risposta, in fondo al cuore Mevlut sa di essere ricambiato. Il suo migliore amico Süleyman, che gli fa da «postino», riferisce a Mevlut che la ragazza acconsente a scappare con lui e sposarlo. Peccato soltanto che, una volta portata via la ragazza dalla casa paterna nel cuore della notte, finalmente al sicuro sul treno per Istanbul, Mevlut guardi finalmente bene in faccia la sua futura moglie e scopra di essersi sbagliato: quella non è Rayiha, ma la sorella piú grande e brutta che per tutti quegli anni aveva ricevuto le lettere, credendo fossero destinate a lei. Léon, un controllore di volo dell’aeroporto di Orly, entra da un anziano barbiere per farsi tagliare i capelli e gli racconta una vicenda bizzarra: la storia di una giovane postina che il giorno dell’eruzione di un vulcano islandese, che ha riempito i cieli d’Europa di una nube di ceneri bloccando tutti i voli, è arrivata alla sua torre di controllo in bikini, chiedendo il permesso di prendere il volo dalle piste. Cioè di volare lei stessa, non sopra a un aereo, per raggiungere in un ospedale di Marrakech la bambina malata che aveva appena adottato. Anche il barbiere si ricorda quel giorno: è quando l’aereo su cui viaggiava suo fratello è caduto a causa della nube: vi furono centosessantadue morti. E ricorda pure la notizia folle di Providence Dupois, la donna che ha volato e di cui hanno parlato tutti i giornali. Da piú di un secolo e mezzo uno spettro si aggira nelle acque extraterritoriali della letteratura: Moby Dick. Coalizzati in una sacra caccia, da allora non facciamo che braccarlo, per sottometterlo alle nostre interpretazioni, e questa caccia maniacale e consapevole, che è anzitutto una caccia a noi stessi, ci condanna. Protagonisti per noi dell’impresa: Ishmael, l’esule del racconto veterotestamentario; Ahab, lo sciamano che ha viaggiato in altri regni restandone sfregiato e mutilato, non soltanto fuori, ma da quel contromondo torna da iniziato: iniziato senza setta, mistico senza religione, erotico senza sfogo o meglio, se cacciare senza uccidere è amare senza godere, allora Ahab vuole solo quello: uccidere il Mostro, che in primo luogo ha in sé; il Pequod, una nave di pazzi governata da un pazzo furioso (la riprova è che come in ogni manicomio c’è chi parla lo shakespeariano); una ciurma d’ogni colore, razza e fede, dai quaccheri ai cannibali agli adoratori del fuoco; Moby Dick, Leviatano su misura per moderni, inafferrabile; e l’oceano mondo. Abraham B. Yehoshua (Gerusalemme 1936) ha pubblicato per Einaudi, tra gli altri, i romanzi L’amante, Un divorzio tardivo, Il signor Mani, La sposa liberata e La scena perduta. Le sue opere sono tradotte in ventidue lingue. Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul. Nel 2006 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Einaudi ha in catalogo tutti i suoi romanzi e i suoi saggi: Il castello bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell’innocenza, Altri colori, Il signor Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui e sentimentali e L’innocenza degli oggetti. Supercoralli pp. 282 - € 20,00 - 22306-9 Supercoralli pp. 854 - € 22,00 - 20755-7 Romain Puértolas è nato nel 1975 a Montpellier. Ha vissuto in Spagna e in Inghilterra, lavorando come dj, insegnante di lingue, traduttore, assistente di volo, illusionista. L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea (Einaudi 2014), in testa alle classifiche francesi per mesi, è stato tradotto in decine di lingue. Supercoralli pp. 216 - € 19,00 - 22713-5 Hermann Melville (Melvill) è nato nel 1819 e morto nel 1891. Supercoralli pp. 680 - € 30,00 - 21186-8 Kazuo Ishiguro Il gigante Sepolto Traduzione di Susanna Basso Attraversando terre coperte da una nebbia sottile che confonde e cancella i ricordi, Axl e Beatrice viaggiano alla ricerca del figlio. Nel paese dei britanni e dei sassoni, dove regna ormai da tempo la pace imposta da re Artú, l’uomo e la donna incontrano creature fantastiche, assistono a prodigi e sfuggono a pericoli mortali. La strada li porterà lontano, là dove li attende la prova piú grande: saggiare la purezza del proprio cuore. Supercoralli pp. 315 - € 20,00 22232-1 Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. È autore di romanzi, racconti e sceneggiature. Nel 1989 ha vinto il Man Booker Prize per Quel che resta del giorno e nel 2008 il «Times» l’ha incluso fra i 50 piú grandi autori britannici dal 1945. In Italia tutti i suoi romanzi e racconti sono tradotti da Einaudi: Quel che resta del giorno (1990), Un pallido orizzonte di colline (1991), Un artista del mondo effimero (1994), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000), Non lasciarmi (2006) e Notturni (2009). 25 Einaudi Stile Libero Jo Nesbø Scarafaggi Joe R. Lansdale Honky tonk Samurai Don Winslow Il cartello Jese Andrews Il mio peggior amico Traduzione di Margherita Podestà Heir Traduzione di Margherita Podestà Heir Traduzione di Alfredo Colitto Traduzione di Alessandra Sarchi Harry Hole è a Bangkok per affiancare i poliziotti locali nell’indagine sull’omicidio di un diplomatico norvegese ucciso in un bordello. Ma come gli scarafaggi che brulicano nella sua stanza, cosí i personaggi coinvolti nel caso sembrano moltiplicarsi all’infinito. Né la famiglia dell’ambasciatore morto, né le autorità di Oslo, e tanto meno la polizia locale, sembrano disposti a collaborare. E Harry si ritrova solo. La vita sembra dover cambiare radicalmente, per Hap Collins e Leonard Pine. Il loro vecchio amico e datore di lavoro, Marvin Hanson, ha accettato l’invito del Consiglio municipale ad assumere le funzioni di capo della Polizia, ed è stato costretto a vendere la sua agenzia di investigazioni. A rilevarla, però, ha provveduto Brett, la magnifica infermiera dai capelli rosso fuoco che ha conquistato il cuore di Hap. Ai due investigatori a tempo perso non resta che riprendere l’antico mestiere per una padrona che li adora, ma non per questo esita a tiranneggiarli. E basta il primo incarico, un’indagine su una ragazza fin troppo piacente scomparsa anni prima in circostanze misteriose, perché i guai arrivino a frotte, tra venditori d’auto antiche che vendono ben altro, scagnozzi della Dixie Mafia e una famiglia di fratelli pazzi dal coltello facile. 2014. Adán Barrera, capo di El Federación, la piú potente rete di cartelli della droga al mondo, si trova in isolamento in una prigione di San Diego. Art Keller, l’agente della Dea che – dopo avergli ucciso il fratello e il nipote – lo ha sbattuto lí dentro, si è ritirato in un monastero in New Mexico, dove vive in solitudine e semplicità facendo l’apicoltore e cercando di dimenticare la sua precedente «vita di menzogne». La tregua si incrina quando Barrera riesce a farsi trasferire in un carcere messicano e l’accordo tra i vari cartelli della droga salta, innescando una guerra intestina di efferatezza mai vista. Con Barrera di nuovo in azione e pronto a qualunque atrocità, pur di riprendere il controllo perduto, Keller finisce risucchiato nel gorgo. Buffo, tenero e bizzarro. Tra Tutta colpa delle stelle e Braccialetti rossi, un romanzo sulla vita e la morte. E le scariche ormonali. Jo Nesbø ha venduto 27 milioni di copie dei suoi libri nel mondo. Einaudi ha pubblicato: Il pettirosso (2000, 2015), Nemesi (2002, 2015), La stella del diavolo (2003, 2015), Il leopardo (2011), Lo spettro (2012), Polizia (2013) e Il pipistrello (2014), tutti appartenenti alla fortunatissima serie con protagonista il detective Harry Hole, e i thriller Il cacciatore di teste (2013), Il confessore (2014) e Sangue e neve (2015). Stile Libero Big pp. 440 - € 20,00 - 21658-0 Joe R. Lansdale è forse il piú geniale autore di crime contemporaneo. Della serie di Hap e Leonard Einaudi Stile Libero ha pubblicato Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Il mambo degli orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi e Una coppia perfetta. Stile Libero Big pp. 368 - € 18,00 - 22829-3 Don Winslow è uno dei piú affermati autori del crime contemporaneo. Per Einaudi Stile Libero ha già pubblicato, con grande successo, L’inverno di Frankie Machine, Il potere del cane, La pattuglia dell’alba, La lingua del fuoco, Le belve, I re del mondo, Morte e vita di Bobby Z, Missing. New York. Stile Libero Big pp. 900 - € 22,00 - 21754-9 La vita di Greg cambia il giorno in cui la madre gli comunica che la sua compagna Rachel si è ammalata molto gravemente e che lui dovrebbe proprio starle vicino. Per Greg, il piú imbranato nerd asociale della scuola, è un vero colpo. Il fortino di solitudine che si è costruito nel tempo comincia a traballare davanti ai suoi occhi. Non c’è niente da fare, se non sottoporsi al supplizio. Unica consolazione, la presenza di Earl, l’altro nerd della scuola. Insieme decidono di fare l’unica cosa di cui sono capaci. Un film per Rachel. Il film piú brutto della Storia, probabilmente, ma con un’unica, devotissima fan. Jesse Andrews è uno scrittore e musicista di Pittsburgh, in Pennsylvania. Questo è il suo primo romanzo. Stile Libero Extra pp. 264 - € 17,50 - 21219-3 Maurizio De Giovanni In fondo al tuo cuore Inferno per il commissario Ricciardi Immersa nel caldo torrido di luglio, la città si appresta a festeggiare una delle sue ricorrenze piú popolari, quella della Madonna del Carmine, quando viene sconvolta da una terribile notizia: la tragica fine di uno stimato medico e professore universitario, caduto da una finestra in circostanze poco chiare. Ricciardi è incaricato di indagare sul caso e, come al solito, «il fatto», l’immagine dell’ultimo istante di dolore del morto, lo perseguita. Ma questa volta il commissario è distratto da uno dei momenti piú difficili della propria esistenza. Su di lui incombono l’abbandono e il lutto. Stile Libero Big pp. 528 - € 15,00 22800-2 26 Maurizio De Giovanni (Napoli, 1958) comincia la sua carriera di scrittore nel 2005, vincendo un concorso per giallisti esordienti con un racconto ambientato nella Napoli degli anni Trenta e incentrato sulla figura del commissario Ricciardi. Il personaggio dà vita a un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende, finora, Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore) e In fondo al tuo cuore. Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Premio Scerbanenco), nel 2013, con I Bastardi di Pizzofalcone, cui fanno seguito Buio (Einaudi Stile Libero 2013) e Gelo (Einaudi Stile Libero 2014), inaugura una nuova serie contemporanea che ha come protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Einaudi Stile Libero Wu Ming L’invisibile ovunque Tutti i protagonisti di questo libro cercano un modo per resistere alla guerra. C’è chi sceglie la renitenza alla leva o la sfida all’istituzione psichiatrica, correndo il rischio che la follia simulata diventi reale. C’è chi sperimenta la mimetizzazione e l’utopia di un’invisibilità che renda impossibile agli uomini combattersi. C’è chi trova il modo di nascondersi nelle pieghe della guerra, praticando l’umorismo e il paradosso, esplorando gli abissi della psiche umana, fantasticando piani grandiosi per farla pagare al mondo che ha reso possibile la carneficina. C’è chi si arruola negli Arditi, scansando la vita di trincea, ma al prezzo di divenire un uomo-arma, da impiegare in azioni al limite dell’impossibile e del suicidio. Wu Ming è un collettivo di scrittori attivo dalla fine del XX secolo. Nel 1999, col nome «Luther Blissett», pubblica per Einaudi Stile Libero il romanzo Q. A partire dal 2000 ha pubblicato romanzi a piú mani come 54, Manituana, Altai, L’Armata dei Sonnambuli, romanzi «solisti», l’antologia di racconti Anatra all’arancia meccanica e diversi «oggetti narrativi non identificati» (Asce di guerra, Timira, Point Lenana). Stile Libero Big pp. 232 - € 17,50 - 22591-9 Carlo Bonini Giancarlo De Cataldo La notte di Roma Dionigi Tettamanzi Misericordia Roma, ai giorni nostri. Un neonazista dell’epoca di Romanzo criminale, che ha saputo crescere e mimetizzarsi fino a diventare punto di riferimento delle piú diverse mafie, tenute insieme dal suo carisma. Il Samurai è temporaneamente ospite delle patrie galere, e a farne le veci sulla strada c’è il suo discepolo ed erede, Sebastiano Laurenti, legato da un ambiguo rapporto con l’affascinante onorevole Chiara Visone. A sbarrare loro il cammino provvederà l’inedita coppia composta da un giovane prete dalle idee rivoluzionarie e un politico onesto, solido e incorruttibile, «rottamato» dalla nuova gestione. Arcivescovo emerito di Milano, pastore da sempre vicino alla gente, il cardinale Dionigi Tettamanzi si interroga sulla decisione del papa di indire il Giubileo della Misericordia. Un Anno santo dedicato all’accoglienza e al perdono che vuole rivolgersi, in modo particolare, a chi si sente solo e abbandonato, a chi si ritiene escluso dalla Chiesa, e a quanti si sentono giudicati per situazioni affettive particolari. Seguendo punto per punto la bolla Misericordiae Vultus, Tettamanzi affronta i temi scottanti della famiglia, dell’immigrazione, delle disuguaglianze sociali, del confronto con l’Islam, e ci racconta una Chiesa che vuole tornare alle radici del messaggio evangelico, confessare la propria gioia e assumersi la responsabilità di amare gli esseri umani, tutti. Carlo Bonini è inviato speciale de «la Repubblica». Ha pubblicato per Stile Libero il best seller Acab. All Cops Are Bastards (2009) e, con Giancarlo De Cataldo, Suburra (2013). Il Giubileo di papa Francesco Carlo Lucarelli Il tempo delle iene con Paolo Rodari Giancarlo De Cataldo ha pubblicato per Stile Libero il best seller Romanzo criminale (2002). Tra i suoi ultimi libri, I traditori (2010), Io sono il Libanese (2012), Nell’ombra e nella luce (2014). Dionigi Tettamanzi (Renate, 1934) viene ordinato sacerdote nel 1957 e cardinale nel 1998. Dal 2002 al 2011 ha retto la diocesi milanese, di cui ora è arcivescovo emerito. Ha partecipato al conclave del 2013 che ha elevato al soglio pontificio papa Francesco. Stile Libero Big pp. 320 - € 19,50 - 22777-7 Stile Libero Extra pp. 160 - € 14,00 - 22881-1 Eritrea, 1899. Un soldato italiano di guardia in un magazzino di Archico, sulla costa vicino Massaua, si fa sedurre da una bella ragazza che va spesso a visitarlo quando lui è in servizio. In realtà la ragazza non subisce il fascino italiano, ma è complice di una banda di ladri che, ogni volta, entra nel magazzino e porta via qualcosa. Una sera però il colpo va male e il furto è scoperto. I ladri scappano senza rubare niente, e quando arrivano i carabinieri capiscono perché: le casse sono piene di sci e scarponi da montagna. Che ci fanno in Eritrea, con quaranta gradi all’ombra? Intanto ad Asmara, scelta dalle autorità italiane come la futura capitale della colonia d’Eritrea, si inaugura il lussuoso Albergo Italia. A dormire per la prima notte in uno degli edifici piú moderni dell’Africa Orientale ci sono politici, ufficiali e imprenditori. Uno di questi, però, la mattina dopo non si sveglia. Si tratta di un oscuro faccendiere, ucciso durante la notte. Carlo Lucarelli (Parma 1960) è uno scrittore, regista, sceneggiatore, conduttore televisivo e giornalista italiano. Stile Libero Big pp. 216 - € 18,00 - 22563-6 Niccolò Ammaniti Anna In una Sicilia diventata un’immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un’isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo piú struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa». Niccolò Ammaniti ha pubblicato Fango (1996, 2014), Branchie (1997, 2006, 2015), Ti prendo e ti porto via (1999, 2014), Io non ho paura (2001, 2014), Come Dio comanda (2006), Che la festa cominci (2009, 2015), Io e te (2010) e Il momento è delicato (2012). Stile Libero Big pp. 288 - € 19,00 22775-3 27 Electa Note del guanciale Sei Shõnagon Illustrato con le opere di Hokusai Le Note del guanciale, capolavoro della letteratura giapponese, viene qui illustrato con le tavole di Hokusai: un omaggio al Giappone. Grandi opere con 180 stampe di Hokusai Formato 28 x 31,5 cm pp. 416 Illustrazioni 200 a colori Due volumi in cofanetto: un volume con cucitura a vista e un volume in brossura Tiratura limitata 1.500 copie € 140,00 978889180476-1 Scritte agli inizi dell’XI secolo da Sei Shõnagon, dama di corte legata alla principessa Sadako, le Note riflettono la raffinatezza e la cultura Heian nel momento del suo massimo splendore. La dama, infatti, annota in questa sorta di diario intimo le sue impressioni e riflessioni sulla vita di corte, i suoi riti e costumi, ma anche sulla natura e la cultura del Giappone, con straordinaria sensibilità e attenzione. Il testo si presenta in forma di spunti tematici che invitano il lettore a immergersi nel modo tutto giapponese di sentire la natura e il mondo, mettendosi all’ascolto dei mille dettagli che regolano la vita quotidiana, per coglierne la grazia e la bellezza. Questa edizione presenta una selezione degli scritti di Sei Shõnagon, associata alle meravigliose tavole del Maestro Hokusai, in una raffinata sinfonia di parole e immagini. Il cofanetto include un volume stampato su carta pregiata e cucito a vista come da tradizione giapponese, e un volumetto allegato comprendente un saggio critico di presentazione dell’opera poetica, con note esplicative e didascalie per ogni singola tavola di Hokusai. India Steve McCurry Fotografia, moda e spettacolo Mostre 2013-2014 Fondazione Mast Formato 27,5 x 38 cm pp. 208 Illustrazioni 350 a colori e in b/n Cartonato € 59,00 978889180471-6 Fotografia Industriale Dopo il successo di “Le storie dietro le fotografie”, ecco il nuovo capolavoro di Steve McCurry dedicato a uno dei paesi più misteriosi e affascinanti del globo: l’India. Steve McCurry è la leggenda vivente della fotografia moderna, ha pubblicato migliaia di immagini che ci raccontano il mondo attraverso i suoi personaggi e le sue storie più belle. “Ho viaggiato per molto tempo in vari luoghi, ma il primo posto che ho visitato come reporter fotografico è stato l’India. La mia esperienza là è durata circa due anni e mi ha ispirato in modo tale da indurmi a ritornare spesso in quella parte del mondo. Penso che l’India sia molto affascinante per i suoi colori, fortemente collegati alla cultura e alla religione. In Rajasthan, dove il colore è ovunque, si trova Jodhpur, città che amo molto. Essa appare in parte ricoperta di blu e ciò mi ha dato modo di scattare foto con texture e colori spettacolari, come se mi fossi trovato in una sorta di sogno” Un reportage fotografico di rara bellezza, realizzato da uno dei fotografi più influenti e carismatici di tutti i tempi. Il viaggio di Steve, come tutti i suoi viaggi, sarà ricchissimo di momenti eccezionali, di scatti preziosi, capaci di consegnare al lettore il vero volto dell’India, l’eden di ogni grande fotografo. 28 Capolavori della fotografia industriale A cura di Urs Stahel Testi di Gian Luca Farinelli, Petra Giloy-Hirtz, Isabella Seragnoli, Urs Stahel Formato 22 x 29 cm - pp. 704 Illustrazioni 650 a colori e in b/n Edizione bilingue in italiano e inglese Cartonato - € 100,00 978889180692-5 Il libro la Fotografia Industriale Collezione Fondazione MAST, 2013-2014 raccoglie integralmente quanto è stato presentato nelle prime quattro mostre, allestite tra il 2013 e il 2014 negli spazi espositivi di MAST Le mostre erano intitolate: Mondi industriali 2013; Mondi industriali 2014; Capitale umano nell’industria e comprendevano fotografie in possesso della Fondazione MAST. La quarta mostra, The Factory Photographs, ha presentato 111 fotografie, in parte della collezione, scattate da David Lynch. Nel libro sono compresi, oltre alla presentazione di Isabella Seragnoli, il saggio Fotografia e Industria del curatore della Collezione MAST, Urs Stahel, e due contributi specifici dedicati alla mostra delle fotografie di David Lynch di Petra Giloy-Hirtz e Gian Luca Farinelli. Le riproduzioni di tutte le fotografie esposte in ciascuna mostra sono precedute da brevi brani di celebri studiosi che da diversi punti di vista si sono occupati della storia dell’industria moderna (da Karl Marx a Carlo M. Cipolla) e da testi che hanno segnato i modi in cui la fotografia è stata interpretata nel Novecento (da Trista Tzara e Susan Sontang). Il libro non offre soltanto la più esaustiva documentazione oggi disponibile sulla storia e gli sviluppi della fotografia industriale, ma anche uno strumento unico per studiare la storia della fotografia dalle sue origini ai giorni nostri. 29 I Meridiani Wallace Stevens Tutte le poesie a cura di Massimo Bacigalupo I Meridiani pp. 1472 € 80,00 978880465350-9 Clemente Rebora Poesie, prose e traduzioni a cura di Adele Dei I Meridiani pp. 1472 € 80,00 978880465504-6 Un volume molto atteso di un poeta di culto del nostro tempo. Bernard Malamud Romanzi e racconti Un maestro della narrativa americana che ha influenzato generazioni di scrittori. Il volume, curato e tradotto da Massimo Bacigalupo, uno dei grandi anglisti italiani e raffinato studioso in particolare di poesia, raccoglie tutte le poesie che Stevens volle includere nei suoi Collected Poems (1954), riprendendo pressoché integralmente le sue sei fondamentali raccolte: Armonium (1923), Idee dell’ordine (1936), L’uomo con la chitarra blu (1937), Parti del mondo (1943), Trasporto all’estate (1947), Le aurore d’autunno (1950), e aggiungendovi una sezione di splendidi testi degli ultimi anni, La roccia. Nella presente edizione sono anche incluse le poesie disperse contemporanee a La roccia e un’ampia scelta degli aforismi a cui il poeta affidava le sue intuizioni spesso paradossali, anche leggere e umoristiche, sempre incisive, che delineano la sua visione del ruolo fondamentale dell’arte nella vita e della vita nell’arte. Questa è la prima volta che l’opera poetica di Stevens viene integralmente tradotta in un’altra lingua, e che appare accompagnata da un commento dettagliato, che permetterà a tutti i lettori di scoprire e godere il tesoro inesauribile di questa scrittura. vol. II (1967-1986) Il Meridiano, secondo dei due che offrono l’opera omnia di Malamud con molte nuove traduzioni, propone le opere scritte tra il 1967 e il 1986, anno della morte dell’autore, compresi Le vite di Dubin (1979), considerato da molti il suo capolavoro, e l’incompiuto Il popolo, così come l’omonima raccolta di racconti. Autore peculiare per come trasferisce nell’americano l’ironia dello yiddish, Malamud affronta il tema del “doppio” e quello dell’identità ebraica, offrendo un ritratto dell’umanità tutta. Wallace Stevens (1879-1955) è da molti considerato il maggiore poeta americano del Novecento; certo non è secondo a nessuno dei massimi coetanei nel mondo (Eliot, Frost, Pound, Williams). Ha fama di poeta difficile, addirittura impenetrabile, ma i suoi testi hanno la limpidità glaciale di uno specchio in cui i lettori non cessano di trovare immagini e parole per dire la loro condizione (post)moderna. Una voce poetica originale, forte e dolente, di respiro internazionale. Il Meridiano raccoglie per la prima volta tutto ciò che Rebora ha pubblicato fino al 1930, quando entra nell’ordine dei rosminiani: poesie, prose, traduzioni (da Andreev, Tolstòj, Gogol’), oltre ai testi poetici dati alle stampe successivamente, in volume o su rivista. Curatrice del volume è Adele Dei, studiosa di poesia novecentesca già curatrice del Meridiano delle poesie di Palazzeschi, che mette in luce il Clemente Rebora poeta e letterato, riorganizzando e ricontrollando filologicamente i testi e mettendo in discussione la tradizione editoriale non d’autore finora disponibile. Il tutto avvalendosi di una grande mole di documenti inediti. Clemente Rebora (Milano 1885 - Stresa 1957) è stato insegnante e collaboratore di importanti riviste fra cui «la Voce»; nel 1913 pubblica Frammenti lirici e nel 1922 Canti anonimi, dopo l’esperienza come combattente nella Prima guerra mondiale. Traduce molto, soprattutto dal russo. In seguito a una crisi religiosa, nel 1928 si converte e nel 1930 entra come novizio nell’ordine dei rosminiani. Ordinato sacerdote nel 1936, pubblica ancora due raccolte, Curriculum vitae (1955) e Canti dell’infermità (1956). a cura di Paolo Simonetti I Meridiani pp. 1856 € 80,00 978880465502-2 Émile Zola Romanzi vol. III a cura di Pierluigi Pellini I Meridiani pp. 1920 € 80,00 978880465745-3 Bernard Malamud (Brooklyn 1914 - New York 1986), ebreo newyorkese, figlio di immigrati russi, ha vissuto molti anni a New York prima di trasferirsi nell’Oregon per insegnare letteratura. Ha vinto i più importanti premi letterari tra cui il Pulitzer e il National Book Award per la narrativa. Tra le sue opere il romanzo d’esordio Il fuoriclasse (1952), Il giovane di bottega (1957), L’uomo di Kiev (1966), Ritratti di Fidelman (1969), Gli inquilini (1971), Le vite di Dubin (1979) e La grazia di Dio (1982). Il capolavoro Germinal e altri due avvincenti romanzi poco noti in Italia: da leggere! Si conclude l’edizione di Zola in tre volumi nei Meridiani. Nove romanzi in totale, che offrono le più diverse sfaccettature dello scrittore francese. I tre qui presentati si svolgono tutti in provincia: nella Bestia umana la vita del protagonista è travolta da una tara ereditaria che lo spinge compulsivamente al femminicidio, in una narrazione che sfiora toni da noir; nella Terra Zola mostra crudamente i vizi e la bassezza morale di un mondo contadino troppo spesso visto con romanticismo; infine Germinal, il capolavoro della maturità, mette in scena il drammatico mondo dei minatori di carbone e i primi fermenti socialisti. Émile Zola (Parigi 1840-1902), caposcuola del naturalismo francese, fu al centro di vivaci polemiche letterarie e non solo: celebre la sua presa di posizione in favore dei pittori impressionisti e soprattutto del capitano Dreyfus nel celebre affaire di cui, con il suo J’accuse, Zola denuncia il complotto militare reazionario e antisemita. Il suo ciclo dei Rougon-Macquart, composto di venti romanzi scritti tra 1871 e 1893, condensa le contraddizioni della modernità nelle vicende di una famiglia e in immagini memorabili. 31 Punto Einaudi ABRUZZO L’Aquila, [email protected] Pescara, Via del Porto 18, 65127, PE, 366-2669743, [email protected] Teramo, vedi San Benedetto del Tronto BASILICATA Matera, vedi Bari CALABRIA Catanzaro, vedi Reggio Calabria Cosenza, vedi Reggio Calabria Crotone, vedi Reggio Calabria Reggio Calabria, Via Crocefisso 7, 89128, RC, 0965-26099, [email protected] CAMPANIA Caserta, vedi Torre Annunziata Napoli, vedi Nocera Inferiore Nocera Inferiore, Via Matteotti 35, 84014, SA, 081-5176505, [email protected] Salerno, vedi Nocera Inferiore Torre Annunziata, Corso Umberto I 178, 80058, NA, 081-5365216, [email protected] EMILIA ROMAGNA Bologna, Via Mascarella 11/A, 40126, BO, 051-222947, [email protected] Carpi, Via Matteotti 31/E, 41012, MO, 328-4242883, 059-6229473, [email protected] Ferrara e Forlì Cesena, vedi Bologna Modena, Piazza Mazzini 30, 41100, MO, 059-211686, [email protected] Parma, vedi Bologna Reggio Emilia, vedi Modena Rimini e Ravenna, vedi Bologna FRIULI VENEZIA GIULIA Pordenone, Via Mazzini 64, 33170, PN, 0434-27744, [email protected] Trieste, vedi Udine Udine, Via V. Veneto 49, 33100, UD, 0432-512567, [email protected] LAZIO Frosinone, Corso della Repubblica 165, 03100, FR, 0775-210778, [email protected] Latina, Centro commerciale Sermoneta Shopping, Via Le Pastine, 04013, Sermoneta, LT, 0773-1762378, [email protected] Rieti, vedi Tarquinia Roma, Punto Einaudi Via Labicana 114, 00184 RM 06-6875043, [email protected] Roma, Via Bisagno 3, 00199 RM, 06-86213517, [email protected] Roma, RM, 333-5769853, [email protected] Roma, Largo Sant’Alfonso 33, 00185, RM, 06-44700084, [email protected] Tarquinia, Via Umberto I 25, 01016, VT, 0766-856323, [email protected] Viterbo, vedi Tarquinia LIGURIA Imperia, vedi Genova Savona, vedi Genova Genova, Salita Pollaiuoli 18/R, 16123, GE, 010-2468300, [email protected] La Spezia vedi Pisa LOMBARDIA Bergamo, Via Nino Bixio 94, 24050, Grassobbio, BG, 035-526828, [email protected] Brescia, Via Pace 16/A, 25122, BS, 030-3757409, [email protected] Como, Via Indipendenza 23, 22100, CO, 031-264483, [email protected] Lecco, vedi Bergamo Mantova, Corso Vittorio Emanuele 19, 46100, MN, 0376-365854, [email protected] Milano, Corso di Porta Vigentina 36, 20122, MI 02-32960699, [email protected] Pavia, vedi Alessandria Sondrio, vedi Bergamo Varese, vedi Como MARCHE Macerata, vedi S. Benedetto del Tronto S. Benedetto del Tronto, Via XX settembre, 45/c, 63039, AP, 0735-592861, [email protected] Ancona, vedi S. Benedetto del Tronto Pesaro, vedi S. Benedetto del Tronto MOLISE Campobasso, vedi Nocera Inferiore PIEMONTE Alessandria, Via Cavallotti 46, 15121, AL, 0131-254638, [email protected] Asti, vedi Torino, Via C. Battisti Biella, via Quintino Sella 47, 13100, BI, 0321-398358, [email protected] Cuneo, vedi Torino, Via C. Battisti Ivrea, Via Guarnotta 21, 10015, TO, 0125-641135, [email protected] Novara, Via Col di Lana 15/B, 28100, NO, 0321-398358, [email protected] Torino, Corso Francia 280, 10146, TO, 011-7792319, [email protected] Torino, Via C. Battisti 19/C, 10123, TO, 011-8171089, [email protected] Torino, Corso Regina Margherita 229/D, 10144, TO, 011-788110, [email protected] TOSCANA Arezzo, vedi Firenze Empoli, vedi Prato Firenze, Via Guelfa 22/A/rosso, 50129, FI, 055-2654093, [email protected] Lucca, vedi Pisa Livorno, vedi Pisa Massa Carrara, vedi Pisa Pisa, Piazza S. Frediano 10, 56126, PI, 050-541914, [email protected] Pistoia, vedi Prato Prato, Via Altopascio 31, 59100, FI, 0574-29297, [email protected] Siena, Via Pantaneto 66, 53100, SI, 0577-49356, [email protected] TRENTINO ALTO ADIGE Bolzano, vedi Trento Trento, Piazza della Mostra 8, 38100, TN, 0461-239838, [email protected] VENETO Padova, Via Cesarotti 22-24, 35100, PD, 049-8757798, [email protected] Rovigo, vedi Bologna Treviso, Vicolo Rialto 12, 31100, TV, 0422-583863, [email protected] Venezia, S. Polo 2583, 30125, VE, 041-714035, [email protected] PUGLIA Bari, Via De Rossi 94, 70122, BA, 080-5244989, [email protected] Barletta, Corso Garibaldi 129, 70051, BA, 0883-533355, [email protected] Foggia, vedi Barletta Lecce, vedi Bari SARDEGNA Cagliari, Via Petrarca 11/13, 09128, CA, 070-487393, [email protected] SICILIA Catania, Via Antico Corso 63, 95124, CT, 095-536975, [email protected] Messina, Vedi Reggio Calabria Palermo, Via Ariosto 24/E, 90144, PA, 091-341068, [email protected] Ragusa, vedi Catania Trapani, Corso V. Emanuele 121, 91100, TP, 0923-23900, 392-6419942, [email protected] ISBN 978-88-06-82598-0 682598 http://www.einaudi.it/punto_einaudi 9 788806 825980