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Anno XVIII, Numero 2, novembre 2015
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Non viaggio mai senza libri né in pace né in guerra.
È il miglior viatico che abbia trovato
in questo viaggio umano.
Michel de Montaigne
Giulio Einaudi editore
Direttore responsabile
Ernesto Franco
Per la grafica:
Fabrizio Farina
Viviana Gottardello
Direzione, redazione
Via Umberto Biancamano 2,
10121 Torino,
telefono 011 56561,
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www.einaudi.it
Società editrice
Giulio Einaudi Editore
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Filiale di Torino
Anno XVIII, numero 2
Dipinti di Donatella Merlo.
(Foto Studio Gonella)
Registrazione n. 5161 del 3.6.1998
presso il Tribunale di Torino
NUE
Anonimo
Un’altra storia di Roma
Origo gentis romanae
Testo scritto alla fine del IV secolo d.C., che attinge però a fonti
di età augustea, l’Origo gentis romanae racconta la piú antica
storia del Lazio in modo molto diverso dalla tradizione passata
in giudicato.
Anonimo
Un’altra storia di Roma
Origo gentis romanae
A cura di Mario Lentano
Considerato in passato un falso allestito
in età umanistica, l’Origo gentis romanae
è in realtà un breve scritto tardo imperiale che utilizza fonti erudite di età augustea, altrimenti perdute, per raccontare
la storia piú antica del Lazio: dall’arrivo
in quella regione di Giano e Saturno sino
alla fondazione di Roma da parte dei gemelli Romolo e Remo.
Una piccola enciclopedia del mito romano, dunque; ma anche una storia delle
origini ricca di varianti escluse dalla versione che di quella storia si era affermata
nel tempo: secondo l’Origo, per esempio,
Enea aveva tradito Troia vendendo la sua
città ai Greci in cambio della propria in-
columità; Romolo e Remo non erano affatto figli di Marte ma nacquero dall’incesto di Rea Silvia con il cognato usurpatore
Amulio; e Remo non fu ucciso dal fratello, anzi, gli sopravvisse per molti anni.
È una preziosa e affascinante testimonianza delle varianti del mito che sono
state cancellate da quella celebrativa che
si impose con Tito Livio.
Mario Lentano è nato a Napoli nel 1964.
Insegna Lingua e letteratura latina all’Università di Siena. Tra i suoi volumi, Il
mito di Enea (con Maurizio Bettini) nei
«Saggi».
Nuova Universale Einaudi
pp. 190
€ 22,00
22684-8
«Silvio Proca, re di Alba Longa, istituì eredi in parti uguali i due figli Numitore e Amulio. Allora
Amulio mise da una parte il solo regno, dall’altra l’intero patriimonio e tutto l’ammontare dei beni
paterni e consentì al fratello Numitore, che era piú anziano, di scegliere cosa preferisse. Numitore
prediligeva una vita tranquilla e agiata da privato cittadino rispetto al potere regale; fu perciò Amulio a prendere possesso del regno. Per garantire poi al suo potere la massima sicurezza, fece uccidere
nel corso di una battuta di caccia il figlio del fratello Numitore; quanto alla sorella di quello, Rea
Silvia, le impose di diventare sacerdotessa di Vesta, simulando di essere stato ammonito in sogno
dalla dea stessa in questo senso; in realtà era lui a credere che fosse opportuno fare così, per evitare
il rischio che dalla donna nascesse qualcuno intenzionato a vendicare le offese subite dal nonno,
come scrive Valerio Anziate nel primo libro. Invece Marco Ottavio e Licinio Macro dicono che
Amulio, zio paterno della sacerdotessa Rea, si innamorò di lei; un giorno che il cielo era coperto di
nuvole e l’atmosfera buia, e la donna era uscita ad attingere acqua per i riti sacri, non appena si fece
un po’ di luce le tese un agguato nel bosco sacro di Marte e le fece violenza; trascorsa la gravidanza,
nacquero due gemelli. Quando Amulio venne a saperlo, per celare la circostanza del loro delittuoso
concepimento, ordinò di uccidere la sacerdotessa e di mostrargli i neonati. Numitore allora, sperando che questi, se fossero riusciti a raggiungere l’età adulta, sarebbero stati un giorno vendicatori
delle offese da lui subite, li fece sostituire con altri e consegnò i suoi veri nipoti a Faustolo, capo
dei pastori, perché li allevasse».
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I Millenni
François-René de Chateaubriand
Memorie d’oltretomba
Introduzione di Cesare Garboli
Nuova edizione
François-René de Chateaubriand
Memorie dell’oltretomba
Introduzione di Cesare Garboli
A cura di Ivanna Rosi e Fabio Vasarri
I Millenni
vol. 1: pp. 1160
vol. 2: pp. 1144
2 voll. in cofanetto
con 16 tavole a colori
€ 160,00
22824-8
Nel 1995 uscí nella Biblioteca della Pléiade Einaudi un’edizione
delle Memorie d’oltretomba progettata da Cesare Garboli e curata
da Ivanna Rosi. A vent’anni di distanza, quella edizione, aggiornata,
corretta e modificata in molti punti, rivive ora nei Millenni.
Oltre alla traduzione del testo di Chateaubriand, l’edizione
si compone di un lungo saggio introduttivo di Garboli; di
una dettagliata cronologia della vita di Chateaubriand; di una
storia della ricezione dell’opera; di appendici con parti scartate
dall’autore nell’ultima redazione del testo; di note di commento
e di un indice dei nomi e delle opere molto articolato. Inoltre, un
apparato iconografico basato su incisioni d’epoca accompagna il
testo raffigurando via via episodi e personaggi del libro.
Dunque, tutti gli strumenti per poter apprezzare fino in fondo
uno dei libri piú affascinanti della letteratura di ogni tempo. Il
testamento spirituale di un uomo e di un’epoca sopravanzati da
un mondo nuovo, dalla modernità che incombeva e che avrebbe
cambiato tutti i riferimenti. Una vita vissuta da protagonista
e raccontata da grande scrittore, capace di trasformare in
rappresentazione icastica e in riflessione morale ogni piccolo
episodio, ogni ricordo, ogni personaggio maggiore e minore.
«Hanno insistito perché pubblicassi da vivo
alcune parti delle Memorie; preferisco parlare dal fondo della tomba; il mio racconto
sarà cosí accompagnato da quelle voci che
hanno qualcosa di sacro, perché escono dal
sepolcro; l’interesse è forse mediocre, ma lo
lascio in mancanza di meglio all’orfano destinato a restare quaggiú dopo di me. Se ho
sofferto abbastanza in questo mondo per
essere nell’altro un’ombra felice, un raggio
sfuggito dai Campi Elisi spargerà sui miei
ultimi quadri una luce protettrice: la vita non
mi si addice; la morte forse mi starà meglio.
Queste Memorie sono state l’oggetto della
mia predilezione: san Bonaventura ottenne
dal cielo la grazia di continuare le sue dopo
la morte; io non spero in un favore simile,
ma vorrei resuscitare nell’ora dei fantasmi,
per correggere almeno le bozze. D’altra
parte, quando l’Eternità mi avrà tappato le
orecchie con le due mani, nella polverosa
famiglia dei sordi non sentirò piú nessuno.
Se una parte di questo lavoro mi ha interessato in modo particolare, è quella che riguarda
la mia giovinezza, il recesso piú ignoto della
mia vita: qui ho dovuto risvegliare un mondo
che conoscevo solo io; ho incontrato, errando in mezzo a quella umanità scomparsa,
solo ricordi e silenzio; di tutte le persone che
ho conosciuto, quante esistono oggi?»
François-René de Chateaubriand nasce a Saint-Malo il 4 settembre 1768. Passa gran parte dell’infanzia e
dell’adolescenza nel castello di Combourg. A diciannove anni si trasferisce a Parigi e viene presentato a Luigi
XVI. Frequenta Malesherbes, il piú moderato dei philosophes.
Disgustato dalle violenze della Rivoluzione, viaggia per diversi mesi negli Stati Uniti, e poi emigra in Inghilterra
fino al 1800. A Londra stampa nel 1797 il suo primo libro: l’Essai sur les Révolutions.
Tornato in Francia sotto Napoleone, nel 1801 pubblica Atala e l’anno seguente il Génie du Christianisme, che
include anche René, e che ottiene un enorme successo. La seconda edizione del libro viene dedicata al Primo
console, che lo ricompensa con l’incarico di segretario d’ambasciata a Roma.
Nel 1806 intraprende un viaggio in Oriente. Tornato in Francia, pubblica un commento molto polemico
sull’esecuzione del duca d’Enghien che provoca la rottura dei suoi rapporti con Napoleone.
Nel 1809 pubblica Les martyrs. Due anni dopo, l’Itinéraire de Paris à Jérusalem, resoconto del suo viaggio.
Durante la Restaurazione borbonica Chateaubriand svolge importanti ruoli politici, di ministro e ambasciatore nelle principali capitali europee. È ostile alla svolta orleanista del 1830 e rimane fedele a Carlo X, che
andrà a trovare piú volte durante gli anni nell’esilio boemo.
Con atteggiamento sprezzante, resta lontano dalla politica durante tutto il regno di Luigi Filippo. Lavora
intensamente alle Memorie d’oltretomba, la cui prima stesura è terminata nel 1840. Nel 1844 pubblica la Vita
di Rancé.
Dopo molti tagli e riscritture, nel 1846 le Memorie vengono completate con l’Avvertenza iniziale. Muore il 4
luglio 1848, poche settimane dopo la proclamazione della Repubblica.
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Grandi Opere
Stephen J. Campbell
Michael W. Cole
L’arte del Rinascimento in Italia
Una nuova storia
Questa nuova e originale storia dell’arte italiana del Rinascimento, basata sulle piú recenti ricerche critiche, prende in considerazione quanto si produceva non solo nelle grandi città (Roma, Firenze e Venezia), ma anche in molti altri centri abitati d’Italia tra
il 1400 e il 1600. I due autori ripercorrono l’intero canone della
pittura e scultura rinascimentale, allargando il tradizionale campo d’indagine fino a considerare l’architettura, le arti decorative,
il disegno, l’incisione e gli oggetti d’uso quotidiano. Evitando i
limiti di un approccio troppo ancorato alle biografie degli artisti,
il volume individua inedite connessioni formali e tematiche fra le
opere d’arte prodotte nei due secoli, decennio dopo decennio;
analizza le tecniche di produzione, collega le opere ai luoghi in
cui furono create e individua il ruolo dei committenti, nonché le
aspettative e le reazioni dei primi fruitori.
Stephen J. Campbell
Michael W. Cole
L’arte del Rinascimento in Italia
Una nuova storia
Traduzione di Paola Boccalatte e Andrea Asioli
Grandi Opere
pp. 680,
Con 817 illustrazioni di cui 703 a colori.
Formato 22,5 x 27,5 cm
€ 110,00
22528-5
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«Questo volume costituisce una sorta di
ricognizione, una storia dell’arte in Italia
e dell’arte prodotta da artisti italiani all’estero lungo due secoli, a partire dal 1400.
Abbiamo puntato alla completezza piuttosto che all’enciclopedismo; abbiamo fatto
scelte e fissato limiti, in modo da poterci
concentrare su singoli oggetti e monumenti. Il testo è stato organizzato secondo una
sequenza cronologica neutrale, piuttosto
che per capitoli costruiti intorno alle carriere dei singoli artisti, anche per sottolinea-re i limiti dell’approccio biografico e
per indicare possibili alternative. La scrittura storica è la costruzione di una narrazione e si possono narrare storie differenti
su ognuna delle opere prese in considerazione: la vita del suo autore, l’interesse del
compratore, o committente, la tradizione
che sta dietro a quel soggetto, la risposta
del pubblico e cosí via.
Ogni capitolo intende mettere in risalto le
circostanze e le aspettative che definiscono
i momenti storici in cui l’opera venne eseguita, nonché i temi e i problemi condivisi
da oggetti coevi anche piuttosto diversi fra
loro. Cosí, al singolo capitolo corrisponde
un tema che le opere realizzate in un particolare decennio si prestano particolarmente bene a esplorare.
La produzione di immagini nella cultura
del Rinascimento fu guidata dalla memoria di immagini precedenti e controllata da
supposizioni spesso taciute circa il formato, lo stile, la tipologia. La trasformazione
storica consisteva non solo in una sequenza di scoperte e innovazioni ma anche in
un graduale cambiamento della relazione
dell’artista con il manufatto; stavano mutando i valori e le idee alla base del fare,
del lavoro artistico (per esempio la verità
divina, la verità della natura, l’emulazione
degli antichi e la concezione dell’artista
come autore). Questa dimensione autoriflessiva rispetto all’opera d’arte sostiene
una ricca narrativa storica di per se stessa, che cercheremo di proporre a fianco
di quella sui committenti, le istituzioni, le
pratiche religiose».
Stephen J. Campbell è docente di Storia dell’arte alla
Johns Hopkins University. Precedentemente ha insegnato alla University of Michigan e alla University
of Pennsylvania.
Michael W. Cole, dopo aver insegnato alla University
of North Carolina, alla University of Pennsylvania e
al Williams College, è oggi docente di Storia dell’arte
e archeologia alla Columbia University.
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Grandi Opere
Cyprian Broodbank
Il Mediterraneo
Dalla preistoria alla nascita del mondo classico
Cyprian Broodbank
Il Mediterraneo
Dalla preistoria alla nascita del mondo classico
Traduzione di Daniele Cianfriglia e Chiara Veltri
Grandi Opere
pp. 678, con 387 illustrazioni e 49 tavole a colori.
Formato 18,5 x 24,5 cm
€ 95,00
22562-9
«Ci sono luoghi», ha scritto il poeta Iosif Brodskij, «che,
esaminati su una mappa, ti fanno sentire per un breve
istante un’affinità con la Provvidenza, luoghi in cui la storia
è inevitabile, luoghi in cui la geografia provoca la storia».
Il bacino del Mediterraneo è costellato di simili luoghi e
per millenni ha prodotto alcune delle piú sorprendenti
vicende storiche e culturali del pianeta. Questo libro è la piú
completa e aggiornata sintesi interpretativa dell’evoluzione
del Mediterraneo, dai primi insediamenti umani e l’origine
dell’agricoltura e della metallurgia fino al sorgere delle antiche
civiltà: egizia, levantina, minoica, micenea, fenicia, etrusca,
greca arcaica. Il Mediterraneo possiede requisiti non comuni
che ne spiegano il precoce sviluppo: è il piú grande mare
interno del mondo ed è prossimo al nucleo fluviale nei pressi
del quale si sono diffuse le prime civiltà. Non c’è quindi da
meravigliarsi se le società che vi si affacciavano si siano rivelate
eccezionali, e che, come importanti campagne archeologiche
hanno evidenziato, il «Mare di mezzo» custodisca le fonti piú
ricche e preziose per lo studio delle culture antiche.
Per la vastità delle conoscenze, la qualità delle analisi e l’eleganza
dello stile, questo saggio è stato salutato dai piú importanti
studiosi come un capolavoro della ricerca archeologica, storica
e geografica.
«Un libro eccezionale: il migliore contributo alla storia del Mediterraneo degli ultimi
sessanta e piú anni, da quando uscí Civiltà e
imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II
di Braudel. Credo che ben presto diventerà
un’opera di riferimento e che trasformerà il
nostro modo di pensare l’epoca preistorica
e antica del Mediterraneo».
Ian Morris, Stanford University
«Un risultato straordinario, arricchito da
alcune centinaia di illustrazioni scelte in
modo eccellente... si tratta di un lavoro
esemplare, per ampiezza, profondità e interesse».
David Abulafia, University of Cambridge
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«Grandioso e avvincente… Un’importante impresa intellettuale… Questo è uno di
quei rari libri – non me ne viene in mente
nessun altro – in cui lo studio dell’epoca
preistorica confluisce armoniosamente nel
periodo storico del mondo antico. Va lodato come un’opera rilevante, che stabilisce
nuovi standard culturali, di coerenza e di
leggibilità».
Colin Renfrew, University of Cambridge
Cyprian Broodbank insegna Archeologia
del Mediterraneo all’Institute of Archaeology, University College London.
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Grandi Opere
Chiara Frugoni
Quale Francesco?
Il messaggio nascosto negli
affreschi della Basilica superiore
ad Assisi
Un volume splendidamente illustrato e una
innovativa interpretazione degli affreschi della
Basilica superiore di Assisi.
Chiara Frugoni
Quale Francesco?
Il messaggio nascosto negli affreschi
della Basilica superiore ad Assisi
Grandi Opere
pp. 632
200 illustrazioni a colori
Formato 21,5 x 27 cm
€ 80,00
22098-3
Perché per un cinquantennio le pareti della Basilica superiore
rimasero bianche nonostante Francesco riposasse, in quella inferiore, dal 1230? Occorreva lodare il fondatore ma nello stesso
tempo raccordare i suoi ideali di povertà assoluta agli stridenti
cambiamenti avvenuti nel frattempo: i frati rifiutavano ormai il
lavoro manuale, studiavano e volevano essere mantenuti dai fedeli. Secondo l’autrice, gli affreschi, legati l’uno all’altro, dipendono
da un unico e coerente programma; fu realizzato però in tempi
diversi, da Cimabue in poi, fino al ciclo dedicato al santo, dipinto
sotto Nicola IV (1288-92), il primo papa francescano, ciclo che si
basa sulla Legenda maior di Bonaventura. Ma un’altra sua opera
è da tenere presente: le Collationes in Hexaëmeron. Accettando in modo prudente ma deciso le previsioni di Gioacchino da
Fiore e dello pseudo-Gioacchino, si attua il raccordo fra posizioni inconciliabili. Francesco ha anticipato, come un prototipo,
l’Ordine perfetto dei contemplativi che si concretizzerà solo in
futuro, Ordine che non è ancora quello di Bonaventura. I suoi
frati, preparandosi attraverso lo studio e la dotta predicazione,
concorrono perciò attivamente a realizzare il progetto divino.
In un volume splendidamente illustrato, Chiara Frugoni, la piú
accreditata studiosa di Francesco e di iconologia francescana, offre, oltre a un’inedita chiave interpretativa dell’intera Basilica superiore, una straordinaria galleria di nuovi particolari visivi finora
sfuggiti agli studiosi, di cui fornisce, di volta in volta, l’esauriente
spiegazione.
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Ha pubblicato numerosi saggi sulle figure di san Francesco e santa Chiara, tra
cui: Francesco e l’invenzione delle stimmate, Vita di un uomo: Francesco d’Assisi,
Una solitudine abitata: Chiara d’Assisi (Laterza 2006) e Francesco e le terre dei non
cristiani (Edizioni Biblioteca Francescana 2012). Presso Einaudi ha inoltre pubblicato: La Cappella degli Scrovegni di Giotto, La cattedrale e il battistero di Parma,
L’affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni, La voce delle immagini.
Pillole iconografiche dal Medioevo e Le storie di San Francesco. Guida agli affreschi
della Basilica superiore di Assisi. I suoi libri sono tradotti nelle principali lingue
europee, oltre che in giapponese e in coreano.
Le stimmate, lo strepitoso miracolo mai concesso da Dio prima ad alcun uomo, facevano di Francesco
un santo di una grandiosità eccezionale, ma proprio per questo gli impedivano di essere lo scomodo, anzi
impossibile modello per la vita religiosa dei frati. Il contemplativo ed estatico Francesco doveva essere
considerato come un inviato da Dio per una vita comune che si sarebbe realizzata solo negli ultimi tempi,
lasciando cosí liberi i frati del tempo di Bonaventura di prepararsi alla lontanissima meta nei modi che
non dovevano avere piú l’ideale approvazione del fondatore, dal quale si trovavano svincolati proprio per
la sua eccezionale e inimitabile santità.
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immagine frugoni
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La Biblioteca
Bruce Levine
La guerra civile americana
Charles King
Mezzanotte a Istanbul
Traduzione di Cristina Spinoglio
Traduzione di Luigi Giacone
La piú autorevole storia sociale della Guerra di
secessione americana, le origini della ribellione
del Sud e le violente trasformazioni che portarono
alla scomparsa di un mondo idilliaco e opulento,
fondato sullo sfruttamento di quattro milioni di
schiavi neri.
Istanbul dagli anni Venti alla fine della Seconda
guerra mondiale. Il ritratto di una città cosmopolita
al tramonto dell’impero ottomano, in cerca di una
nuova identità.
Una nuova storia
Nel 1860 il Sud degli Stati Uniti era una regione ricca e florida,
dove una piccola minoranza aveva accumulato immense fortune e
un enorme potere politico grazie al sistema di sfruttamento della
popolazione di colore. Anche i bianchi non schiavi appoggiavano
gli interessi dei proprietari delle piantagioni, nonostante lo spropositato divario di ricchezza che li separava da essi. Ma alla fine del
1865 questo mondo collassò. Milioni di schiavi ottennero la libertà,
molti bianchi poveri smisero di assecondare i loro vicini benestanti,
e i proprietari terrieri si ritrovarono privati della loro principale
fonte di ricchezza: tutto il loro idilliaco mondo e modo di vivere
svaní all’improvviso. Questo cambiamento epocale, avvertito da
tutta l’America, avviò il paese in direzione della democrazia e della
parità dei diritti. Levine dà conto dei numerosi, drammatici aspetti
di questa vicenda ricorrendo a una grande quantità di diari, lettere,
articoli di giornale, documenti governativi, ecc. In questo libro la
rea-le posta in gioco politica e sociale della Guerra civile diventa
piú chiara che mai: gli schiavi combattono per la loro libertà fronteggiando brutali rappresaglie; Abraham Lincoln e il suo partito
trasformano quella che era iniziata come una guerra attinente all’Unione in una crociata contro la schiavitú. Quando il fumo delle
battaglie si diradò, le regioni Dixie e tutta la società americana si
scoprirono cambiate per sempre.
Dal crollo dell’impero alla nascita della Turchia moderna
A mezzanotte del 31 dicembre 1925, i cittadini della neonata Repubblica turca celebrarono il nuovo anno, acconsentendo per la
prima volta a utilizzare un calendario e un’ora unificata per tutto
il paese.
Eppure a Istanbul, antico crocevia tra Oriente e Occidente, la gente guardava incerta al futuro. Mai del tutto turca, Istanbul era da
sempre stata casa per generazioni di greci, armeni ed ebrei, oltre
che naturalmente musulmani. L’immensa metropoli accoglieva
nobili della Russia bianca in fuga dalla rivoluzione, killer bolscevichi sulle tracce di Lev Trockij, professori tedeschi, diplomatici
inglesi e imprenditori americani: una panoplia di faccendieri, poeti,
benefattori e perdigiorno. Durante la Seconda guerra mondiale,
migliaia di ebrei fuggivano attraverso Istanbul verso la Palestina,
anche grazie all’impegno del futuro papa Giovanni XXIII. Nella
hall del Pera Palace, l’hotel piú lussuoso dell’epoca, punto d’arrivo
del celebre Orient Express, si aggiravano cosí tante spie che il direttore fu costretto ad apporre un cartello che le invitava a lasciare
il posto agli ospiti paganti.
Nella sua prosa elegante e suggestiva, questo libro ridà vita a un’epoca tragica e fantastica in cui l’antica capitale dell’impero ottomano si ritrovò nel giro di pochi anni sbalzata dal Medioevo al
mondo moderno.
Bruce Levine insegna Storia all’Università dell’Illinois. È uno dei
curatori della rivista sulla Guerra civile «North and South» e ha
pubblicato altri tre libri sull’argomento, uno dei quali, Confederate
Emancipation: Southern Plans to Free and Arm Slaves during the
Civil War, ha vinto il Peter Seaborg Award for Civil War Scholarship ed è stato finalista per la saggistica del 2005 per il «The
Washington Post».
Charles King insegna International Affairs and Government alla
Georgetown University (Washington, D.C.). È autore di sei libri
sull’Europa orientale. In italiano ha pubblicato Storia del mar
Nero (Donzelli, 2005). Per Einaudi ha pubblicato Odessa. Splendore e tragedia di una città di sogno («La Biblioteca», 2013) e Il
miraggio della libertà. Storia del Caucaso («La Biblioteca», 2014).
pp. 440, con 38 illustrazioni nel testo - 3 cartine - € 32,00 - 22590-2
pp. 424, con 32 illustrazioni in b/n - € 32,00 - 22308-3
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La Biblioteca
Jonathan Israel
Menti rivoluzionarie
Élisabeth Roudinesco
Sigmund Freud
Traduzione di Palma di Nunno e Marco Nani
Traduzione di Valeria Zini
La Rivoluzione del 1789 si mise in movimento dando seguito alle dottrine radicali settecentesche, e
presto diede luogo a tre fazioni contrapposte che
lottarono per la supremazia.
La vita e l’opera del paradosso Freud, metà avventuriero e metà scienziato, uomo dei Lumi irresistibilmente attratto dalla parte dell’ombra, sullo
sfondo dei grandi eventi della storia del mondo,
dalla Vienna di fine secolo al lento declino dell’Impero austro-ungarico, dalle tragedie della guerra
all’esplosione dell’antisemitismo, all’avvento del
nazismo.
Una storia intellettuale della Rivoluzione francese
dai Diritti dell’uomo a Robespierre
Per molto tempo gli storici hanno dato per scontato ciò che era
evidente ai testimoni dell’epoca: che la Rivoluzione francese fu
causata dalle idee radicali dell’Illuminismo. Negli ultimi decenni
gli studiosi hanno invece cominciato a sostenere che la rivoluzione venne portata avanti dalle forze sociali, dalla politica, dall’economia o dalla cultura; da quasi tutto insomma, escludendo
però i concetti astratti di libertà e uguaglianza. In questo libro,
uno dei maggiori storici dell’età dell’Illuminismo restituisce alla
storia intellettuale della Rivoluzione la sua legittima centralità.
Attingendo copiosamente a fonti di prima mano, Jonathan Israel
ricostruisce il gigantesco dibattito intellettuale che produsse e
accompagnò le varie fasi della Rivoluzione francese, dimostrando
come tali idee divisero i capi rivoluzionari in blocchi ideologici
violentemente opposti, e come questi conflitti sfociarono infine
nel Terrore. Nella Rivoluzione culminarono gli ideali di emancipazione e di democrazia dell’Illuminismo, se si concluse diversamente è solo perché tali idee vennero tradite.
nel suo tempo e nel nostro
Insieme alla storia del suo inventore, Élisabeth Roudinesco ricostruisce l’avventura stessa della psicoanalisi, la fondazione, gli sviluppi, le battaglie, i successi e i fallimenti, i protagonisti, le poste
in gioco teoriche, le scuole e gli orientamenti, i pazienti, le vittime.
La biografia di Roudinesco riesce esattamente in questa impresa,
rischiosa e difficile: raccontare l’avventura della psicoanalisi collocando la storia di Freud e della sua «creazione», nella Storia del
secolo che ne ha visto l’apparizione e che, per molti versi, l’ha resa
possibile, con rigore e intelligenza profonda del fatto che, in virtú
di tale avventura, la Storia, e le storie, di tutti e di ciascuno, non
saranno piú le stesse.
Dopo decenni di furori apologetici e violente condanne, fondato
su rigorose ricerche d’archivio, impraticabili fino a qualche anno
or sono, questo libro si propone come imprescindibile punto di
riferimento storico e teorico per lo studio di uno dei massimi
protagonisti dell’età contemporanea.
Jonathan Israel è professore di Storia moderna all’Institute for
Advanced Study di Princeton. Tra i suoi libri ricordiamo A Revolution of the Mind: Radical Enlightenment and the Intellectual
Origins of Modern Democracy (Princeton) e una monumentale storia dell’Illuminismo radicale in tre volumi: Radical Enlightenment,
Enlightenment Contested e Democratic Enlightenment (OUP). Per
Einaudi ha pubblicato Una rivoluzione della mente («PBE», 2011).
Élisabeth Roudinesco è storica della psicoanalisi e psicoanalista
affermata a livello internazionale.
Direttrice di ricerca all’Université Paris Diderot VII, Élisabeth
Roudinesco è autrice di molti libri fondamentali, in particolare
Jacques Lacan (1995). Profilo di una vita, storia di un sistema di
pensiero (1995), e Dictionnaire de la psychanalyse (con Michel
Plon, 2011).
pp. 800 - 22 illustrazioni bn - € 38,00 - 22480-6
pp. 512 - € 34,00 - 22650-3
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immagine Lucas Epoca cover
Saggi
Juliet Hacking
I grandi fotografi
John Eliot Gardiner
La musica nel castello del cielo
Traduzione di Cristina Spinoglio
Traduzione di Luca Lamberti
Le vite dei grandi fotografi sono altrettanto affascinanti e ricche di implicazioni quanto le immagini che
essi ci hanno lasciato, molti delle quali fanno ormai
parte del nostro paesaggio culturale. Eppure, delle
storie che stanno dietro l’obiettivo – fatte di difficoltà economiche, di tragedie personali, di successi e di
sconfitte – spesso sappiamo ben poco. Questo libro
racconta con bruciante rapidità e in modo coinvolgente le esperienze di vita di trentotto fra le figure piú
importanti e influenti dell’intera storia della fotografia, da Ansel Adams a Madame Yevonde.
Esaminando la biografia e il percorso formativo di
questi artisti, dai risvolti singolari e complessi, nonché
il crogiolo sociale, culturale e politico in cui tali visioni
del mondo hanno preso forma, Juliet Hacking getta
una nuova luce sulla loro opera.
Questo originale saggio non fornisce soltanto una
maggiore e piú sfumata comprensione di ogni personalità, ma guida sottotraccia il lettore attraverso
le innovazioni, i movimenti e gli sviluppi dell’intera
storia della fotografia.
Johann Sebastian Bach è uno dei compositori piú enigmatici e complessi della storia della musica. Come è
possibile che un uomo apparentemente cosí normale,
opaco e, in alcune occasioni, estremamente irascibile,
sia stato capace di comporre un’opera tanto sublime?
Gardiner fin da giovanissimo ha eseguito e studiato
l’opera di Bach e oggi è uno dei suoi piú rinomati interpreti. I frutti della sua lunga esperienza come direttore si distillano in questo libro, che pur radicandosi
negli studi piú recenti riesce brillantemente a smarcarsene, per farci comprendere e apprezzare non solo alcune delle piú importanti composizioni bachiane – approfondendo in quale clima culturale nacquero, la loro struttura e le impressioni che producevano
sugli ascoltatori – ma anche tutto quanto è possibile
oggi sapere sull’uomo che le scrisse.
I pochi frammenti biografici, l’analisi della musica e
l’osservazione dei casi nei quali la personalità di Bach
sembra infiltrarsi tra le note della partitura vengono
messi in relazione, con l’obiettivo di offrire al lettore
un’idea reale e concreta di ciò che poteva significare
per Bach fare musica; per cercare fin dove è possibile di condividerne esperienze e sensazioni, e di mettere in rilievo alcuni tratti della sua personalità intimamente sovversiva.
Con questo straordinario saggio, John Eliot Gardiner
ci permette di approfondire l’opera e il pensiero di uno
degli artisti piú geniali di tutti i tempi.
Ansel Adams, Manuel Álvarez Bravo, Diane Arbus,
Eugène Atget, Richard Avedon, Margaret BourkeWhite, Bill Brandt, Brassaï, Claude Cahun, Julia Margaret Cameron, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson,
Roy DeCarava, Charles Lutwidge Dodgson, Robert
Doisneau, Peter Henry Emerson, Walker Evans, Roger Fenton, Lady Clementina Hawarden, Hannah
Höch, André Kertész, Gustave Le Gray, Man Ray,
Robert Mapplethorpe, László Moholy-Nagy, Eadweard Muybridge, Nadar, Norman Parkinson, Irving
Penn, Albert Renger-Patzsch, Aleksandr Rodčenko,
August Sander, Edward Steichen, Alfred Stieglitz,
Paul Strand, Sho¯mei To¯matsu, Edward Weston,
Madame Yevonde.
Un ritratto di Johann Sebastian Bach
Uliano Lucas e Tatiana Agliani
La realtà e lo sguardo
Storia del fotogiornalismo in Italia
Dalle prime prove di fotogiornalismo tra Otto e Novecento fino alle nuove forme dell’informazione nel
nuovo Millennio.
Quali sono stati i percorsi del fotogiornalismo italiano? Quali i suoi protagonisti? Le loro scelte narrative,
la loro cultura visiva? Che ruolo è stato attribuito alle
immagini nella stampa del nostro paese? Il libro nasce
in risposta a queste domande. Analizza la funzione e il
peso attribuito all’informazione visiva sui quotidiani e
sui periodici in diversi momenti politico-culturali, ripercorre la nascita e l’evoluzione delle diverse testate,
ricostruisce le vicende professionali dei fotoreporter
e le dinamiche del loro rapporto con le redazioni dei
giornali e con le agenzie fotografiche, raccontando
l’intreccio tra le trasformazioni del paese e quelle della carta stampata. Dal primo incontro della stampa
con la fotografia fra Otto e Novecento, fino alle nuove
scelte narrative ed estetiche della fotografia degli anni
Novanta, strettamente legate alla riorganizzazione del
mondo dell’informazione nella società globale di fine
millennio.
Uliano Lucas (Milano 1942) tra gli anni ’60 e ’70 lavora come fotografo tentando di opporre una stampa
d’inchiesta civile all’informazione consueta del tempo. Negli anni ’80 lavora con «Il Mondo», «L’Espresso», «L’Europeo», «il manifesto», «La Stampa» e tanti
altri, immortalando alcuni degli avvenimenti storici
piú importanti e drammatici di quell’epoca.
Con 101 fotografie.
Juliet Hacking, dopo aver diretto per tre anni il Dipartimento di fotografia di Sotheby’s di Londra, dal
2006 dirige il Master in fotografia (storica e contemporanea) del Sotheby’s Institute of Art. Ha curato e
scritto il catalogo per la mostra «David Wilkie Wynfield: Princes of Victorian Bohemia» per la National
Portrait Gallery. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo
il volume, da lei curato, Photography. The Whole Story
(Thames & Hudson 2012).
John Eliot Gardiner è un direttore d’orchestra di fama
mondiale. Ha fondato il Monteverdi Choir and Orchestra, l’Orchestre de l’Opéra de Lyon, gli English
Baroque Soloists e l’Orchestre Révolutionnaire Romantique. Ha diretto le piú importanti orchestre del
mondo e per i principali teatri d’opera. Vive in una
fattoria nel Dorset, in Inghilterra.
Tatiana Agliani (Milano 1974) è autrice di diversi testi
sul fotogiornalismo italiano e i suoi protagonisti, firma
con Lucas i saggi introduttivi a «Storia d’Italia. Annali»: L’immagine fotografica, 1945-2000. Ha compiuto
ripetuti soggiorni in Cina, conducendo ricerche sulla
fotografia e il fotogiornalismo cinesi.
Saggi - pp. 304 - formato 18,5 x 24,5 cm - € 45,00 22750-0
Saggi - pp. 664 con 40 illustrazioni bn e 3/8 TFT a
colori - € 38,00 - 20455-6
Saggi - pp. 600 con 152 illustrazioni bn e 3/8 TFT a
colori - € 42,00 - 16201-6
15
Saggistica
Jonathan Crary
24/7
Wally Olins
Brand New
Abram de Swaan
Reparto assassini
Traduzione di Mario Vigiak
Traduzione di Daria Cavallini
Traduzione di Piero Arlorio
Aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è il
mantra del capitalismo contemporaneo, l’ideale perverso di una vita senza
pause, attivata in qualsiasi momento
del giorno o della notte, in una sorta di
condizione di veglia globale. Viviamo in
un non tempo interminabile che erode
ogni separazione tra un intenso e ubiquo consumismo e le strategie di controllo e sorveglianza. Sembra impossibile non lavorare, mangiare, giocare,
chattare o twittare lungo l’intero arco
della giornata, non c’è momento della
vita che sia realmente libero. Con la sua
presenza ossessiva, il mercato dissolve
ogni forma di comunità e di espressione
politica, invadendo il tessuto della vita
quotidiana.
24/7 è una riflessione teorica brillante, che combina riferimenti filosofici,
esperimenti scientifico-militari, analisi
di film e opere d’arte, per dare forma
a un’antropologia critica della contemporaneità.
È tutto finito? In un’epoca di globalizzazione, la varietà e l’individualità delle marche e del branding saranno completamente annientate da potenti multinazionali che domineranno i mercati
mondiali? Finiremo tutti per acquistare e utilizzare versioni delle stesse cose? I luoghi del mondo arriveranno a
somigliarsi sempre di più, come accade
oggi agli aeroporti? Quali implicazioni comporterà per il tradizionale dominio dei marchi occidentali la vertiginosa crescita dei nuovi mercati in India,
Cina, Brasile, dove si stanno affermando marchi globali basati su punti di forza e tradizioni culturali locali? Che impatto avranno la tecnologia digitale e
la crescita vorticosa dei clienti attraverso i social media? Che influssi produrrà tutto ciò sui prodotti e i servizi che
consumiamo? Le aziende esistono solo
per realizzare profitti e crescere, oppure per aiutare la società, o per entrambe
le cose? E cosa vogliamo davvero noi,
clienti globalizzati?
Wally Olins – guru mondiale del branding e delle identità aziendali – analizza
ogni aspetto dell’argomento intrecciando l’approccio commerciale con quello storico, sociologico, antropologico.
Racconta in termini vivaci e pragmatici il rapido evolversi del nostro mercato globale; mette a fuoco i problemi che
affliggono le imprese di oggi; critica il
comportamento immorale delle aziende, loda quelle che costruiscono e sostengono con successo il loro marchio; e
attraverso esempi brillanti predice la natura e le forme del branding del futuro.
Il XX secolo, con i suoi milioni di persone barbaramente assassinate, è stato tra i
piú sanguinosi nella storia dell’umanità.
E la domanda che continua a tormentarci è come sia possibile che tanti volenterosi carnefici si mettano al servizio del
male. In questo libro, Abram de Swaan,
scienziato sociale e psicanalista, offre
una originale radiografia della violenza
di massa attuata dai cosiddetti «uomini
comuni», esaminando le dinamiche di
reclutamento dei regimi sanguinari al
fine di creare un articolato meccanismo
che predispone alle peggiori nefandezze
senza apparente coinvolgimento morale, senza l’attivazione di un senso di responsabilità personale.
De Swaan si domanda da dove provengano le azioni genocidarie e come possano rifluire, apparentemente senza lasciare traccia, nella vita quotidiana, quando
l’orrore è terminato. E coloro che ne
sono stati responsabili? Erano davvero
il mero prodotto di circostanze esterne?
Oppure qualcosa di intimamente costitutivo li disponeva a diventare assassini
di massa? Attingendo a un ampio ventaglio di discipline, tra cui la sociologia,
l’antropologia, le scienze politiche, la
storia e la psicologia, De Swaan getta
nuova luce sul male radicale, che continua a imperversare tra i popoli di tutto
il mondo.
Chi era Socrate? Quali i contenuti del
suo pensiero? E perché «l’uomo piú
giusto del suo tempo» fu messo sotto
accusa per empietà ad Atene, simbolo
di democrazia? Il filosofo piú «paradossale» di tutti è stato autore e vittima post mortem, e oggi piú che mai, di
un ulteriore paradosso. Non ha scritto
nulla, e secondo molti è vano cercarne i
tratti «storici» nel contrasto tra le fonti
(Aristofane, Platone, Senofonte…); eppure la sua vita e il suo pensiero sono
al centro della riflessione dagli Stoici a
Ficino, a Nietzsche o Foucault.
Ma la varietà delle fonti si spiega meglio
con la ricchezza della figura di Socrate che liquidando notizie e divergenze
come creazioni ex nihilo. Questo libro
muove dalla sua persona, il ruolo sociale
che Socrate ha consapevolmente tradotto nell’eccentricità della sua figura intellettuale; ne esplora poi il metodo (fra
confutazione e aporia, eros e ironia) e i
temi di pensiero (l’anima e la sua cura, il
bene e la virtú) di cui fu iniziatore come
filosofo; infine, il processo e la condanna a morte, che Socrate ha affrontato da
cittadino di una città che aveva fortemente criticato, perché l’aveva profondamente amata.
Jonathan Crary insegna Modern Art
and Theory alla Columbia University.
Di lui presso Einaudi è uscito Le tecniche dell’osservatore. Visione e modernità nel XIX secolo («Pbe», 2013).
Wally Olins è stato presidente di Saffron Brand Consultants e precedentemente di Wolff Olins. Consulente di
alcune delle imprese commerciali piú
importanti del mondo, tra le quali 3i,
Renault, Repsol, BT, Volkswagen, Tata,
Lloyd di Londra, ha lavorato con molte
nazioni, regioni e città, ha vinto numerosi premi e insegnato in alcune delle
piú importanti università del mondo.
Abram de Swaan è professore emerito
di Scienze sociali presso l’Università di
Amsterdam.
Maria Michela Sassi insegna Storia
della filosofia antica presso l’Università di Pisa. Fra le sue opere principali:
La scienza dell’uomo nella Grecia antica (1988; trad. ing. Chicago University
Press, 2001), e Gli inizi della filosofia:
in Grecia (2009; trad. ing. in corso,
Princeton University Press).
I Maverick pp. 146 - € 18,00 - 21835-5
I Maverick pp. 200, € 20,00 - 22525-4
PBE pp. 320 - € 27,00 - 22526-1
PBE pp. 264 - € 23,00 - 21399-2
Il capitalismo all’assalto del sonno
16
Il futuro del branding nella società che
cambia
La mentalità dell’omicidio di massa
Maria Michela Sassi
Indagine su Socrate
Persona filosofo cittadino
Saggistica
Armin Eich
L’età augustea
Rene Pfeilschifter
La tarda antichità
Wolfgang Blösel
Roma: l’età repubblicana
Traduzione di Umberto Colla
Traduzione di Camilla Pasteris
Traduzione di Umberto Colla
Ottaviano, l’erede di Cesare, dà il colpo di grazia alla vacillante repubblica
romana e introduce, dopo anni di
guerra civile, la sovranità di uno solo
(27 a.C.). Nella sua qualità di princeps
(primo cittadino), ottiene dal senato
pieni poteri speciali che anche i suoi
successori manterranno: per questo
si fa iniziare da lui, che ora assume il
nome di Augusto, l’epoca imperiale romana. La base della forza degli imperatori è costituita però soprattutto dalle
legioni, che estendono e rendono sicuri
i confini dell’impero. Non soltanto esse, grazie alla loro perfetta macchina
bellica, schiacciano brutalmente ogni
resistenza straniera consentendo la
fondazione di nuove province, con gli
enormi introiti fiscali che ne conseguono, ma contribuiscono alla diffusione
della cultura di Roma, che anche tra i
barbari trova numerosi ammiratori e
imitatori. In questo libro diventa chiaro come tutto questo sviluppo non sia
però affatto il risultato di un progetto,
né di una superiore larghezza di vedute
da parte dei Romani, ma solo l’effetto
di molte decisioni singole, di casualità
e anche di necessità.
Dopo che l’Impero romano fu per
mezzo secolo scosso da gravi crisi,
Diocleziano (284-305) riuscí a stabilizzarlo. Con lui, ha inizio l’epoca della
tarda antichità. Nonostante lui e il suo
coreggente si opponessero al cristianesimo, la nuova fede si affermò come
religione di stato. Questa transizione
comportò un notevole contrasto con i
rappresentanti delle posizioni pagane,
e fu anche caratterizzata da grandi conflitti teologici all’interno della Chiesa.
Gli argomenti intellettuali, tuttavia,
vennero presto messi in secondo piano dalle turbolenze del periodo delle
migrazioni, nel corso del quale bande
barbariche portarono al collasso il regno d’occidente (476), mentre a Costantinopoli l’impero è saldo. Tuttavia,
con l’avvento dell’Islam
si giungerà anche lí a un punto di svolta.
In pochi secoli Roma passa da giovane
città, di cui sappiamo poco piú di quello che narrano le leggende, a potenza
mondiale, posta di fronte a prove continue, talora estremamente ardue sul
piano militare.
Wolfgang Blösel nella sua documentata, varia e accattivante esposizione
parte dagli inizi, avvolti nel mito, dei
«sette re di Roma» per giungere fino
alla fine della repubblica, travolta dalle
tempeste delle guerre civili. Le lotte tra
patrizi e plebei, l’evoluzione delle varie
magistrature, le guerre contro i popoli
vicini (non da ultimo, il decisivo conflitto con Cartagine) e le lotte interne
alla élite aristocratica sono alcuni dei
punti nodali della sua narrazione. Con
un’attenzione particolare allo spezzarsi
della solidarietà interna al ceto dominante e all’ascesa di protagonisti quali
Pompeo e Cesare, che annunciano
quella rovina della repubblica da cui
uscirà vittorioso Ottaviano, destinato
a dare inizio, come Augusto, al periodo imperiale.
Chi è il dio Vertumno? Semplicemente
il mutare, l’incontenibile impulso delle
cose a divenire altro da quel che erano.
Nella sua giurisdizione, infatti, ricadono
il cambiamento delle stagioni e la maturazione dei frutti, la pratica dell’innesto (vera e propria «trasformazione» di
una specie vegetale in un’altra) e quella
dello «scambiare» merci, il mutamento
degli eventi e l’atto del cambiare idea.
Soprattutto, però, Vertumno si distingue per una sua ineguagliabile virtú: la
metamorfosi. Il dio può infatti assumere ogni e qualsiasi identità sociale, bella fanciulla o cittadino togato, soldato o
mietitore, pescatore o acrobata, e lo fa
salvaguardando sempre una qualità che
di necessità vien meno a trasformisti e
incostanti: l’eleganza.
Esplorare le province in cui si esercitano i poteri di Vertumno – una cui
statua «metamorfica» si ergeva a Roma
nel Vicus Tuscus fino dalla piú remota
antichità – offre a Maurizio Bettini l’opportunità di affrontare insieme alcuni
temi cruciali nella definizione della divinità, non solo antica: prima di tutto la
sua natura non personale, tanto che il
suo nome può essere sia singolare che
plurale, sia maschile che femminile; il
carattere plurimo e distribuito della sua
«identità», simile a una figura frattale,
in cui la forma dei dettagli si riflette in
quella dell’insieme; infine la natura e
lo statuto delle immagini che la raffigurano.
Armin Eich insegna Storia antica alla
Bergischen Universität di Wuppertal.
Rene Pfeilschifter insegna Storia antica alla Julius-Maximilians-Universität
di Würzburg.
Wolfgang Blösel ha insegnato Storia
antica nelle Università di Düsseldorf,
Kassel e dal 2012 in quella di Duisburg-Essen. Punti focali della sua ricerca sono le oligarchie e le democrazie
nella storia greca e romana.
Maurizio Bettini (1947), saggista e scrittore, insegna Filologia classica all’Università di Siena. Tra i suoi libri pubblicati: Il ritratto dell’amante (1992), Nascere (1998), Le orecchie di Hermes (2000),
Voci. Antropologia sonora del mondo antico (2008), Contro le radici (2011), Vertere. Un’antropologia della traduzione
nella cultura antica (2012) e Elogio del
politeismo (2014). Per Einaudi dirige la
collana «Mythologica».
Le legioni e l’Impero
L’unico dio e i tanti sovrani
«Ricco di idee, stilisticamente elegante
e dal racconto vivace».
«Süddeutsche Zeitung»
Il Forum e l’espazione del dominio
Maurizio Bettini
Un dio elegante
Vertumno e la religione romana
Uscita febbraio 2016
Pbe pp. 264 - con 9 cartine - € 26,00
- 22676-3
Pbe pp. 280 - con 6 illustrazioni in bn
e 8 cartine - € 26,00 - 22677-0
Pbe pp. 296 - con 8 illustrazioni in bn
e 10 cartine - € 28,00 - 22922-1
PBE pp. 240 - con 23 illustrazioni in
bn - € 24,00 - 22021-1
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Saggistica
Francesco Benigno
La mala setta
Diego Leoni
La guerra verticale
La storia dell’intreccio tra Stato e criminalità organizzata nei primi vent’anni
dell’Italia unita non è mai stata raccontata cosí: l’organizzazione di mafia e camorra immaginate sul modello delle sette segrete si mescola alle pratiche delle autorità, inclini ad usare i criminali nella repressione contro sovversivi e oppositori.
La guerra italo-austriaca fu una guerra di montagna e la guerra di montagna
fu molte guerre: guerra di masse sugli altopiani, alpinistica sulle Dolomiti e sui
ghiacciai, sotterranea in tutti i settori, tecnologica e di saperi.
Alle origini di mafia e camorra
1859-1878
Questo libro si propone di affrontare in modo nuovo la questione del crimine
organizzato italiano nella seconda metà del XIX secolo, utilizzando la categoria
di «classi pericolose». Questa impostazione è diversa dalla prospettiva, comunemente adottata, che punta viceversa a studiare il crimine organizzato ottocentesco
ex post, per cosí dire, «dall’oggi», e cioè a partire dalle forme e dalle strutture
che la criminalità organizzata si è data durante il secondo dopoguerra. Vi è al
fondo di questa prospettiva un residuo di un pregiudizio di stampo romantico,
l’idea per cui vi siano dei soggetti separati, «i criminali», intesi come un popolo
a parte, portatore di inequivocabili stigmate comportamentali e attitudinali che
li rendono sempre uguali a sé stessi malgrado il tempo trascorso. L’adozione
del modello delle «classi pericolose» consente invece di muoversi in direzione
opposta, basandosi sulla concezione del crimine condivisa nell’Ottocento. Tutto
ciò ha conseguenze importanti. Piuttosto che considerare, ad esempio, l’analisi
della mafia delle origini come una sorta di premessa utile a sceverare le radici lunghe di pratiche criminali che daranno poi luogo nel XX secolo a «Cosa nostra»,
esso invita invece a immergersi nella confusione dei discorsi e delle pratiche di
quell’epoca. Inoltre, una prospettiva del genere obbliga a riunire ciò che è stato
artificialmente separato, vale a dire l’indagine sulla camorra a quella sulla mafia.
Vi è infine il bisogno di uscire da una certa concezione ristretta della storia del
crimine come storia sociale intesa alla vecchia maniera, reintroducendovi le urgenze della politica e le forme dell’immaginario collettivo.
Lo sviluppo del crimine organizzato nei primi due decenni dell’Italia unita, e in
particolare la crescente popolarità di mafia e camorra considerate alla stregua
di sette segrete, è strettamente legato alla lotta dello Stato contro gli eversori,
repubblicani prima e socialisti internazionalisti poi.
In questo dirompente e innovativo libro, Francesco Benigno illustra il rapporto
tra il neonato Stato italiano e la criminalità organizzata, avvalendosi di fonti d’epoca poliziesche e giudiziarie oltre che delle fonti giornalistiche coeve. Il risultato
dell’indagine mostra come attorno al nodo dell’ordine pubblico la società italiana
si divida e si ricomponga lungo linee di frattura che oppongono – a Nord come a
Sud – svariate opzioni ideali e politiche e differenti concezioni della pubblica sicurezza. Il libro mostra anche la genesi di pratiche poliziesche di manipolazione,
infiltrazione e diversione comuni in epoca liberale e che, attraverso il fascismo,
sono poi transitate nell’Italia repubblicana.
Uomini, animali e macchine sul fronte di montagna
1915-1918
Gran parte della fronte italo-austriaca correva sulle cime, quelle cime (l’Adamello, la Marmolada, le Dolomiti orientali) che, prima della guerra, erano già state
teatro della sfida turistico-alpinistica fra le borghesie italiana e austro-tedesca.
Immaginata e preparata come una sfida di breve durata, la guerra di montagna
inchiodò i suoi attori per piú di tre anni su un ambiente ostico e ostile, e mai pensato prima come spazio di insediamento di grandi masse. Per rendere possibile
questo, per combattere e sopravvivere lassú, gli eserciti si impadronirono dello
spazio alpino, delle sue genti, delle sue piante, dei suoi animali, delle sue risorse:
lo attrezzarono, lo scomposero, lo ricomposero, lo artificializzarono, portando
in quota, che sempre piú si elevava, un numero iperbolico di animali, di armi, di
mezzi, di tecnologie, di materiali. Misero in campo nuovi saperi e nuove tecniche;
svilupparono all’estremo l’alpinismo; e infine sprofondarono nelle viscere della
montagna: per difendersi dalla Natura e per offendere il nemico da sotto. Di
tutto questo movimento, di questo sistema, di queste trasformazioni; di quel che
avevano elaborato i teorici della guerra di montagna; di quel che vissero e videro
i combattenti e ne scrissero; del formarsi sul campo di narrazioni e contronarrazioni, miti e antimiti, racconta il libro.
Quando, il 24 maggio 1915, si aprí il fronte italo-austriaco, nessuno di coloro che
avevano teorizzato la guerra di montagna avrebbe mai immaginato che cosa sarebbe stata. Tanto meno coloro che si accingevano a combatterla. Non fu guerra
lampo, né di movimento, fu guerra di posizione: ma su un terreno sconosciuto,
inospitale, e che da lí a poco avrebbe mietuto le sue vittime con il freddo e le
valanghe. Gli eserciti dovettero misurarsi anche con quella Natura: sublime alla
vista, celebrata, nemica. Lí dove si pensava potessero agire solo piccole pattuglie, si stanziarono ingenti masse d’uomini che, per vivere, dovettero trascinare
in quota masse di animali, e una quantità iperbolica di materiali, macchine e
armi; sfollare parte delle popolazioni e militarizzarne altra; allestire un esercito
parallelo di lavoratori civili e prigionieri. La guerra di montagna fu molte guerre:
di masse sugli altopiani, alpinistica sulle Dolomiti e sui ghiacciai, sotterranea in
tutti i settori, tecnologica e di saperi. Infine, si fece sistema che si autoregolava,
sovrapponendosi e sostituendosi a quello alpino. Il libro di Leoni racconta come
tutto ciò poté accadere, di come la sfida militare fosse stata preannunciata da
quella turistico-alpinistica fin dalla seconda metà dell’Ottocento; di come vissero
e raccontarono quell’esperienza i combattenti, ma anche i prigionieri, i civili; di
come cambiarono le relazioni fra uomo e ambiente. La fa mettendo in campo al
pari degli eserciti, molte discipline, molti saperi, molte voci e molti corpi.
Francesco Benigno insegna Metodologia della ricerca storica presso l’Università
di Teramo. Direttore dell’Imes (Istituto Meridionale di Storia e Scienze Sociali),
fa parte del Comitato di redazione di «Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali» e di «Storica». Le sue ricerche si concentrano sulla storia politica europea
della prima età moderna con particolare riferimento all’Italia spagnola e alla
monarchia degli Asburgo e, piú recentemente, sulla storia dei concetti storiografici e sui processi di costruzione identitaria dei gruppi sociali. Tra i suoi libri
piú recenti ricordiamo: Mirrors of Revolution. Conflict and Political Identity in
Early Modern Europe (Brepols, 2010); Favoriti e ribelli. Stili della politica barocca
(Bulzoni, 2011); Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia (Viella, 2014).
Diego Leoni è insegnante e storico del Novecento. Vive e lavora a Rovereto, dove
coordina le attività di ricerca ed editoriali del Laboratorio di storia. Fra i suoi libri
sulla prima guerra mondiale ricordiamo La Grande Guerra. Esperienza memoria
immagini (il Mulino, 1986, con C. Zadra); La montagna violata (Materiali di
lavoro, 1989); La macchina di sorveglianza (Museo storico in Trento, 2001, con
P. Marchesoni e A. Rastelli); Come si porta un uomo alla morte (Museo storico
in Trento, 2007).
Einaudi Storia
pp. 448 - € 35,00 - 22441-7
Einaudi Storia
pp. 576 - € 36,00 - 19347-8
18
Luciano Gallino
Il denaro, il debito e la doppia crisi
Giulia Maria Crespi
Il mio filo rosso
«Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta
politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche
che giudicavamo fondamentali: l’idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico».
Causa fondamentale della sconfitta dell’uguaglianza è stata, per Gallino, dagli
anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l’incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di
beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A
questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile
dei sistemi che sostengono la vita – il «sistema ecologico»–. Il tutto con il ferreo
sostegno di un’ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine
contabili dà corpo a una povertà dell’azione politica quale non si era forse mai
vista nella storia.
Questo è lo straordinario racconto autobiografico di una protagonista del Novecento italiano. Giulia Maria Crespi appartiene a un’importante famiglia lombarda, di cui ha proseguito la tradizione filantropica e di impegno civile. Con
naturale voce narrativa, senza autoindulgenza, con sincerità e nessun timore reverenziale racconta qui le molte avventurose storie della sua vita. Centrali nel libro
sono le vicende del «Corriere della Sera», di grande importanza per la storia del
nostro Paese. Giulia Maria Crespi, che in modo crescente partecipa alla gestione
del giornale, si adopera in una battaglia per l’ammodernamento del «Corriere»,
in consonanza con la parte piú progressista dell’opinione pubblica. Una svolta
coraggiosa ma irta di difficoltà, che nel 1974 la costringeranno a lasciare la gestione del giornale. Si occupa sempre piú della Fondazione Crespi Morbio per
Famiglie Numerose e di Italia Nostra. Nel 1975 assieme a Renato Bazzoni fonda
il FAI (Fondo Ambiente Italiano) per la tutela e valorizzazione del patrimonio
artistico e ambientale. Da 40 anni lotta strenuamente per difendere l’agricoltura
in Italia, in particolare quella organica.
spiegati ai nostri nipoti
Luciano Gallino è professore emerito, già ordinario di Sociologia, all’Università
di Torino. Si occupa da tempo delle trasformazioni del lavoro e dei processi produttivi nell’epoca della globalizzazione. Per Einaudi ha pubblicato Informatica
e qualità del lavoro (1983), L’incerta alleanza (1992), Se tre milioni vi sembran
pochi (1998), La scomparsa dell’Italia industriale (2003), L’impresa irresponsabile
(2005), Con i soldi degli altri (2009), Finanzcapitalismo (2011), L’attacco allo stato
sociale (2013), Il colpo di Stato di banche e governi (2013) e L’impresa responsabile.
Un’intervista su Adriano Olivetti (a cura di Paolo Ceri; 2014).
Passaggi
pp. 216 - € 18,00 - 22834-7
Il «Corriere» e altre storie della mia vita
Giulia Maria Crespi dal 1962 al 1975 lavora nel C.d.A. del «Corriere della Sera».
Dal 1965 al 1975 ha svolto una lunga attività in Italia Nostra. Nel 1975, lasciata
la gestione editoriale del «Corriere», con Renato Bazzoni fonda il FAI (Fondo
per l’Ambiente Italiano) di cui è oggi Presidente Onorario. Da 35 anni conduce,
prima da sola poi con suo figlio, un’azienda agricola di famiglia nella Pianura
padana, dove imposta il metodo innovativo dell’Agricoltura biodinamica. Ha
ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia, tra cui dal Presidente Ciampi
l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine «al merito della Repubblica Italiana». Recentemente ha ricevuto da parte della Repubblica francese la
Legion d’Onore.
Passaggi
pp. 480 - € 22,00 - 22538-4
19
Letture Einaudi
Rulfo
Il gallo d’oro
Benjamin
Uomini tedeschi
Traduzione di Paolo Collo.
Prefazione di Ernesto Franco.
A cura di Enrico Ganni.
«Dionisio Pinzón abbandonò l’arena dei galli stringendo fra le mani un mucchietto
di piume e un ricordo di sangue»
Il povero e malconcio Dionisio Pinzón prende con sé un gallo moribondo dopo
un combattimento.
Il gallo, guarito per le sue cure e vincitore di molti combattimenti, gli cambia la vita
e lo conduce fra le braccia della Caponera, affascinante cantante, donna allergica
a mura domestiche. Il gallo d’oro e la Caponera sono due oggetti d’amore e anche
due straordinari portafortuna che si passano il testimone nella vita di Dionisio,
diventato via via molto ricco. Ma la vita degli uomini non sembra dissimile da quella
dei galli da combattimento: si può vincere diversi incontri consecutivi ma prima o
poi si perde. Tutto.
Con questo racconto lungo, Rulfo ha concluso la sua opera letteraria, limitata in
quantità ma fondamentale per qualità e per l’influenza che ha avuto su scrittori
come Garcìa Márquez e Vargas Llosa.
Tutti i personaggi di El gallo de oro, a ben vedere, non sono uomini o donne alla ricerca di un proprio fare dentro la storia, ma figure del destino condannate a ripetere
per l’eternità la propria parte. Forse è per questo che i luoghi dove si svolgono i fatti
sono quasi sempre palcoscenici o simulacri di palcoscenico. Palcoscenici grandi come un paese o una città sono le fiere; palcoscenico sono le arene per i combattimenti
dei galli o i tavolati piú o meno improvvisati su cui canta La Caponera; palcoscenico,
infine, è anche il tavolo del gioco d’azzardo su cui tutto si vince o tutto si perde. Senza
un possibile senso ulteriore.
dalla prefazione di Ernesto Franco
Juan Rulfo nasce a Sayula, in Messico, nel 1918, in una famiglia agiata. Quando
ha cinque anni i «cristeros», fazione cattolica che contestava le leggi anticlericali
della rivoluzione, uccidono suo padre; quando ne ha nove la madre muore per
un attacco di cuore; il piccolo Juan cresce in un orfanotrofio
di Guadalajara. Compiuti gli studi superiori, si trasferisce a Città del Messico e
nel 1936 trova lavoro come funzionario statale all’Ufficio emigrazione. Nel 1944
fonda la rivista «Pan». Nel 1948 cambia impiego diventando rappresentante di
pneumatici. Nel 1952 ottiene una borsa di studio della Fondazione Rockefeller
che gli consente di dedicarsi per alcuni anni alla scrittura letteraria. L’anno seguente pubblica la raccolta di racconti El Llano en llamas (La pianura in fiamme)
e nel 1955 Pedro Páramo. Nel 1963 è assunto all’Istituto nazionale per gli studi
indigeni, di cui sarà poi direttore.
A partire dagli anni Sessanta diventa uno degli scrittori-culto della letteratura
ispano-americana.
Nel 1980 esce la sua terza opera: Il gallo d’oro, un racconto lungo scritto originariamente per il cinema.
Muore a Città del Messico nel 1986.
I libri di Rulfo sono tutti e tre pubblicati in questa collana.
pp. 96 - € 14,00 - 18111-6
20
«Quando laGermania parlava senza dover falsare la propria voce»
Lichtenberg, Hölderlin, i fratelli Grimm, Goethe, Kant, Liebig (sì, quello dei dadi
per il brodo), Brentano, Büchner e un’altra dozzina.
Sono il manipolo di intellettuali tedeschi fra Sette e Ottocento scelto da Benjamin
per rappresentare, con un’antologia delle loro conversazioni epistolari, il quadro
etico, intellettuale e piú generalmente antropologico dell’«essere tedeschi». O
meglio, di quello che era stato «essere tedeschi».
Benjamin pubblicò la prima serie di lettere nel 1931 sulla «Frankfurter Zeitung»
quando il nazismo era alle porte. La raccolta in volume uscì nel 1936, quando
Benjamin era già esule e doveva pubblicare sotto pseudonimo: il senso di contrapposizione di un’altra civiltà tedesca, sobria, appassionata, responsabile rispetto
alla retorica e alla violenza del Reich non poteva essere piú esplicita.
Un collage politico e sentimentale in cui c’è tutto Benjamin.
La centralità di Goethe per tutto il progetto è innegabile: della sua morte si parla
nella lettera introduttiva; in un’altra, Zelter si rivolge direttamente all’amico; c’è
Goethe al centro delle considerazioni di Bertram ed è infine lui personalmente
a scrivere al figlio di Thomas Seebeck, l’amico che è morto. Quest’ultima lettera
è corredata, oltre che dell’introduzione, anche di un apposito commento. (...)
L’inizio della fine della Weimarer Kunstperiode, segnata dalla morte di Goethe,
coincise cronologicamente con la nascita del movimento democratico, quando
l’umanesimo tedesco lasciò la sfera privata evocata da Benjamin e si trasformò
in fatto politico. Nella premessa, tuttavia, Benjamin tracciava l’arco sino al 1931,
quando i sintomi della drammatica disgregazione della Repubblica di Weimar
erano ormai sotto gli occhi di tutti, stabilendo quindi un nesso fra la situazione
politica della prima metà del XIX secolo e quella contemporanea: nello stesso
giorno in cui venne pubblicata l’ultima lettera, i giornali riportavano la notizia
delle dimissioni del Cancelliere Heinrich Brüning.
dalla prefazione di Enrico Ganni
Walter Benjamin nasce a Berlino nel 1892. Si dedica alla critica e alla saggistica affrontando autori come Goethe, Baudelaire, Kafka e Proust, ma anche alcuni temi
piú generali come l’identità del moderno, i mutamenti della fruizione estetica, il
ruolo dei mass media. Non accolto dall’università tedesca, vive di collaborazioni
a giornali e riviste.
Nel 1933, all’avvento del nazismo, emigra a Parigi. È in contatto epistolare con
Adorno e Horkheimer, che hanno ricostituito negli Stati Uniti l’Istituto per la
ricerca sociale di Francoforte. Nel 1940, dopo aver cercato di fuggire in Spagna
e di lì raggiungere Adorno e Horkheimer oltreoceano, sentendosi braccato dalla
Gestapo, si uccide a Port Bou, sul confine franco-spagnolo.
Beffa del destino, il visto per l’espatrio arriva il giorno dopo la sua morte.
Di lui Einaudi ha pubblicato, tra l’altro: Angelus novus, L’opera d’arte nell’epoca
della sua riproducibilità tecnica, Strada a senso unico, I «passages» di Parigi. In
questa stessa collana i suoi testi piú narrativi: Infanzia berlinese, Immagini di città.
Da Einaudi è stata pubblicata anche l’edizione delle Opere complete, a cura di
Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser, in nove volumi.
pp. 244 - € 18,00 - 22272-7
Frontiere Einaudi
Corrado Augias
Le ultime diciotto ore di Gesú
Dopo il grande successo di Inchiesta su Maria e Inchiesta su Gesú, Corrado
Augias affronta, in un racconto mozzafiato e di grande precisione storica, le
diciotto ore che hanno cambiato il destino dell’uomo.
Anno 33 della nostra era, il giovane profeta Gesú di Nazareth viene condannato e giustiziato.
Tutto si è svolto in un pugno d’ore, da diciotto a venti. Dal tramonto di un giorno, al
primo pomeriggio del successivo. In modo convulso. Per lo piú nottetempo o alle deboli
luci dell’alba. Un processo celebrato in base a quali accuse? Chi aveva ordinato l’arresto
e perché? Soprattutto chi aveva il potere di convalidare il provvedimento emettendo la
sentenza finale?
Unendo i suoi piú recenti studi teologici a una splendida penna da narratore, Augias dà
vita a un’originale indagine sulle ultime ore di vita di Gesú di Nazareth viste – probabilmente per la prima volta – dall’inedita prospettiva degli occupanti romani. Che effetto
facevano quei profeti esaltati di Dio agli occhi disincantati dei padroni del mondo?
I personaggi: un Ponzio Pilato politicamente debole, collerico e incerto, la misteriosa e
tormentata moglie Claudia Procula, Caio Quinto Lucilio intellettuale deluso, acuto testimone degli eventi, il fariseo Nicodemo discepolo di Gesú e membro del Sinedrio, Giuda
forse vittima predestinata di un disegno divino, Maddalena la discepola donna, Erode
Antipa un re fantoccio nelle mani dei romani, Giuseppe e Maria che assistono disperati
alla morte del figlio amato, la mutevole folla di Gerusalemme.
Pagina dopo pagina, Corrado Augias tiene il lettore col fiato sospeso ricostruendo una vicenda che crediamo, non sempre a ragione, di conoscere. E sintetizza in modo affascinante decenni di discussioni storiche e teologiche, lasciando aperte delle domande ma fornendo insieme nuovi e inaspettati punti fermi da cui, ancora e ancora una volta, ripartire.
Corrado Augias
Le ultime diciotto ore di Gesú
Frontiere
pp. 256
€ 20,00
22365-6
«I pochi dati disponibili ci permettono solo di sapere che il condannato era un uomo pio, di forte fede, tendenzialmente mite anche se,
in alcune occasioni, ha ceduto a scatti d’ira o gridato frasi minacciose.
Un uomo del popolo, figlio di un modesto artigiano e di una casalinga, autodidatta, pervaso d’amore per tutte le creature, per la natura
e per la divinità. Come molti altri profeti della sua epoca, si diceva
certo che fosse imminente la fine dei tempi e il finale giudizio».
Corrado Augias, giornalista, scrittore, autore di programmi culturali per la Tv, è nato a Roma.
È opinionista del quotidiano «la Repubblica»; i suoi numerosi libri sono tradotti nelle principali
lingue. Ricordiamo tra l’altro: I segreti di New York, I segreti di Londra, I segreti di Roma, I segreti
di Parigi. Con Mauro Pesce, Inchiesta su Gesú e con Marco Vannini, Inchiesta su Maria. Per Einaudi
ha pubblicato, insieme a Vladimiro Polchi, Il sangue e il potere. Processo a Giulio Cesare, Tiberio e
Nerone (2008) e Il lato oscuro del cuore (2014).
21
Narrativa italiana
Eugenio Scalfari
L’allegria, il pianto, la vita
New York Stories
«Dentro ciascuno di noi c’è una scintilla di caos».
Fitzgerald, Capote, Soldati, Malamud, Cheever, Pasolini intervistato da Oriana Fallaci, Yates, Grace Paley,
DeLillo, Englander e altri racconti inediti... Un’antologia che è anche una guida letteraria, da portare con
sé nel proprio viaggio (magari fatto solo con l’immaginazione) nella Grande Mela.
La natura piú profonda dell’uomo tende alla pace
o alla guerra? Quale dei due sentimenti – il potere
e l’amore – è quello che piú fa girare la ruota della
vita? E come si colloca la politica tra queste spinte
contrapposte?
Un diario vitalissimo in cui si intrecciano i ricordi, le
pagine dei libri piú amati, la passione per il mondo
sempre accesa. Un vero e proprio zibaldone, avvincente e penetrante, scritto da uno degli intellettuali di
riferimento del nostro tempo.
Eugenio Scalfari (Civitavecchia, 1924), dopo aver
collaborato al «Mondo» di Pannunzio, è stato, nel
1955, tra i fondatori dell’«Espresso» che ha diretto
dal 1963 al 1969. Nel 1976 ha fondato il quotidiano
«la Repubblica», che ha diretto fino al 1996 e di cui
oggi è editorialista. Tra i suoi libri ricordiamo La sera
andavamo in via Veneto. Storia di un gruppo dal «Mondo» alla «Repubblica», Incontro con Io, Alla ricerca
della morale perduta, Il labirinto, La ruga sulla fronte
e, con Giuseppe Turani, Razza padrona, L’uomo che
non credeva in Dio, Per l’alto mare aperto, Scuote l’anima mia Eros, Dialogo tra credenti e non credenti,
L’amore, la sfida, il destino e Racconto autobiografico.
Con il Gruppo editoriale l’Espresso ha pubblicato,
raccolti in cinque volumi, gli articoli scritti tra il 1955
e il 2004. Nel 2012 Mondadori ha pubblicato nei
«Meridiani» La passione dell’etica. Scritti 1963-2012.
Supercoralli
pp. 152 - € 18,00 - 22822-4
Racconti a cura di Paolo Cognetti
La missione di Tad nella vita è quella di divertirsi piú
di chiunque altro a New York City. Quello spilungone
di Jelly, invece, gareggia a colpi di rime nelle strade
di Harlem per rimorchiare una tipa che gli paghi il
pranzo. Melinda dagli occhi neri vuole fare la ballerina.
Pier Paolo Pasolini, pantaloni di velluto e scarpe di camoscio, si aggira da solo per le zone piú cupe del porto.
Brooklyn, Manhattan, il Bronx, Park Avenue, i locali
fumosi del Village, un vecchio teatro polveroso sulla Seconda Avenue, Central Park in cui bivaccano i
beatnik, un negozio di antichità sulla Terza Strada
in cui puoi incontrare Greta Garbo, il Peep World,
Times Square coi suoi spacciatori, la tavola calda di
Broadway in cui gli immigrati polacchi parlano di letteratura yiddish.
Christian Raimo
Tranquillo prof, la richiamo io
Le interrogazioni, i compiti, il tempo che non passa
mai, sono gli incubi di qualunque studente. Tranne
che in questo libro, dove è il professore a non essere preparato. Nato su Facebook e diventato molto
rapidamente un fenomeno virale, Tranquillo prof, la
richiamo io racconta di un docente non autorevole,
spaventato, in cerca di riconoscimento, alle prese con
degli studenti straordinariamente precisi, attenti,
consapevoli del proprio ruolo.
Attraverso telefonate, mail, sms, appuntamenti in
chat, si srotola una divertentissima quanto atipica e
struggente storia d’amore: con tanto di innamorato
respinto (il prof), amata sfuggente (la classe), attacchi
di gelosia (per la supplente) e paura dell’abbandono
(ogni volta che una vacanza si avvicina)...
Sembra il mondo alla rovescia, invece è la rappresentazione clinica della crisi dei presunti adulti,
personaggi fragili e alla deriva. Una tragicommedia
surreale. Una buffissima operetta morale.
Paolo Cognetti (Milano, 1978) ha realizzato per minimum fax la serie Scrivere/New York. La sua passione per
New York si è concretizzata inoltre in due guide: New
York è una finestra senza tende (Laterza 2010) e Tutte le
mie preghiere guardano verso ovest (EDT 2014). Sempre
per minimum fax ha pubblicato Manuale per ragazze di
successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere
(2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara.
Christian Raimo è nato nel 1975 a Roma, dove vive e
insegna. Ha pubblicato per minimum fax tre raccolte
di racconti: Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle
del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico,
Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato
il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero
2005). Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi il romanzo Il peso della grazia (Supercoralli). È fra gli autori di
Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014). È redattore di
«minima et moralia» e di «Internazionale».
Supercoralli
pp. 400 - € 21,00 - 22801-9
L’Arcipelago Einaudi
pp. 270 - € 16,00 - 22276-5
Michela Murgia
Chirú
Volersi bene significa derubarsi l’un l’altro, attirarsi e spaventarsi, scambiarsi di posto. È questo che fanno Eleonora e Chirú: lei insegna,
lui impara; lei parla, lui ascolta – o forse è il contrario. Una storia di apprendistato, dono, manipolazione e gioventú.
Quando Eleonora e Chirú si incontrano, lui ha diciotto anni e lei quarantaquattro. Le loro vite sembrano non avere niente in comune.
Eppure è con apparente naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono – dall’arte alla cucina, dai riti affettivi
al gusto estetico – li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quel compromettente tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre
allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri.
Eleonora offre a Chirú ogni cosa che ha imparato e che sa, cercando in cambio l’energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a
galla anche i ricordi e le scorie, dall’infanzia all’ombra di un padre violento fino a un presente che sembra appagato e invece è dominato
dall’ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo
spietato, regalando a Eleonora il successo formativo piú eclatante e allo stesso tempo la piú dura lezione della sua vita.
Supercoralli
pp. 200 - € 18,50
20633-8
22
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di
lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzí Tutta la vita davanti.
Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora,
vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani,
Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L’incontro.
Narrativa italiana
Valentina Diana
Mariti
Ester Viola
La sciagura sentimentale
Elvira Seminara
Atlante degli abiti smessi
Se qualcuno vi chiedesse di cosa parla questo libro,
ve la cavereste facilmente rispondendo: è la storia di
un matrimonio. Anzi, di un matrimonio tardivo. In
realtà però questo libro parla della paura della felicità, che spesso va di pari passo con quell’esercizio di
equilibrismo che chiamiamo vita di coppia.
Drina e Gi si sono baciati per la prima volta a
vent’anni, ma senza lingua. Per la lingua hanno dovuto aspettarne altri venti. Ritrovarsi, quando la vita un po’ sembra alle spalle, è cosí strano. Come se
Cenerentola in premenopausa incontrasse il Principe Azzurro – stempiato e con la pancetta – e gli dicesse: «Parliamone».
Drina ha un figlio adolescente, molti problemi e un
bellissimo sguardo sulle cose. Soprattutto su Gi. Già,
perché Drina guarda suo marito in un modo cosí divertente e complesso che ti pare di essere lí, a ridere, disperarti, passare l’aspirapolvere con loro: invece lo stai facendo a casa tua.
Gi fa l’architetto, accumula ingiunzioni di pagamento nel bagagliaio dell’automobile, aggroviglia le lenzuola mentre dorme e butta folate di ottimismo su
chiunque gli cada a tiro. È imperfetto, come tutti i
mariti, ed è assolutamente irresistibile.
Immaginatevi Bridget Jones nell’epoca dei social
network. In fondo tutte le sciagure sentimentali si
somigliano, ma è meglio se capitano a qualcun altro.
Eleonora è una donna eccentrica con un modo tutto
suo di guardare il mondo. Ma è anche una donna impetuosa. E ora che l’ex marito è scomparso, il rapporto con la figlia Corinne si è strappato, «come un lenzuolo che ha subito troppi lavaggi, vestito troppi letti».
È anche per questo che Eleonora lascia Firenze e si
rifugia a Parigi, in cerca di solitudine e di chiarezza,
perché certe fughe «non si organizzano, si subiscono
e al massimo cerchi di perfezionarle». Da lí, osserva il
parco sotto casa e le abitudini bizzarre degli inquilini
del suo palazzo – un «ottimo esercizio di equa e diffusa compassione» – e tesse nuove trame. Ma soprattutto scrive a Corinne, per ricucire il loro rapporto.
Un giorno dopo l’altro compila un campionario sfavillante degli abiti lasciati nella casa di Firenze. Una
sorta di vademecum per orientarsi fra il silenzio ostinato degli armadi e il frastuono dell’umanità.
Il catalogo animato di Eleonora diventa cosí un modo
di trasmettere l’esperienza del tutto singolare, «fuori dalle ante». Un vortice di parole febbrili, inventive, con una forza espressiva inesausta, che ci trascina
senza sosta, lasciandoci alla fine la sensazione di avere vissuto una storia che ci riguarda molto da vicino.
o Le imperfezioni di Gi
Valentina Diana è nata a Torino. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea «Il centro
del discorso» 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo
Awards 2013 per la drammaturgia), La palestra della felicità e Opera Nazionale Combattenti. Per Einaudi ha pubblicato il romanzo Smamma (2014 e 2015).
I Coralli
pp. 280 - € 18,00 - 22673-2
Olivia ha trent’anni e fa l’avvocato divorzista. La sciagura sentimentale è quindi il suo pane quotidiano,
tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti
e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un
amore nuovo di zecca i primi, agguerritissimi i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata
lasciata, ma siccome il suo ex continua a mandarle
messaggi su WhatsApp o a telefonarle, lei crede che
stiano per tornare insieme, è solo questione di tempo.
Eppure, per scoprire che lui non è piú «disponibile»
oggi basta sbirciare – comodamente da casa – il suo
profilo Facebook…
Ester Viola ha il talento raro della battuta fulminante,
quell’acutezza un po’ spietata che ci mette a nudo
davanti a noi stessi.
Un romanzo d’esordio divertentissimo, affilato, che è
quasi un vademecum amoroso, un prontuario ironico per affrontare e superare la sciagura sentimentale.
Perché in fondo, come dice Olivia, «la strada per la
felicità è piena di bivi, a guardare meglio le vetrine».
Ester Viola lavora a Napoli come avvocato. Scrive per
«IL», magazine del «Sole 24 Ore». Questo è il suo primo romanzo.
Elvira Seminara giornalista e pop artist, ha pubblicato per Mondadori L’indecenza (2008) e per nottetempo Scusate la polvere (2011) e La penultima fine del
mondo (2013). I primi due romanzi sono stati messi in scena nel 2014 e nel 2015 dal Teatro Stabile di
Catania. Suoi testi sono tradotti in diversi paesi. Vive ad Aci Castello.
I Coralli
pp. 226 - € 16,50 - 22419-6
I Coralli
pp. 184 - € 17,00 - 22664-0
Diego De Silva
Terapia di coppia per amanti
Che cosa sono esattamente gli amanti? Quella che formano incontrandosi è una coppia imperfetta o un’unione piú ambiziosa, che
non desidera niente al di fuori di sé? Viviana e Modesto arrivano al punto di affidare il loro tormento a un analista, spiazzato e
persino contagiato da quel duetto paradossale che s’interroga sull’amore drammatizzando e ridendo di sé.
Due adulti sposati (non tra loro) si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente
alle intemperie.
Viviana è sexy ed elegante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare cosí le
infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un’altra. Modesto è meno chic, decisamente piú sboccato e sbrigativo nella
formulazione dei concetti, ma abilissimo nell’autoassoluzione. Modestamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo
indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché.
È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall’analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto
ormai esasperato da scontri e lacerazioni continue.
I Coralli
pp. 250 - € 18,00
22666-4
Diego De Silva è nato a Napoli nel 1964. Presso Einaudi ha pubblicato i romanzi Certi bambini (2001), premio selezione Campiello,
La donna di scorta (2001), Voglio guardare (2002), Da un’altra carne (2004), Non avevo capito niente (2007), Mia suocera beve (2010),
Sono contrario alle emozioni (2011) e Mancarsi (2012).
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Narrativa straniera
Martin Amis
La zona d’interesse
Javier Marías
Cosí ha inizio il male
Alice Munro
Mo Yan
Amica della mia giovinezza Il paese dell’alcol
Traduzione di Maurizia Balmelli
Traduzione di Maria Nicola
Traduzione di Susanna Basso
Traduzione di Silvia Calamandrei
Al Kat Zet, la zona d’interesse, la vita
scorre placidamente: madri che passeggiano con le figliolette, ricchi pasti serviti
alla mensa ufficiali, tediosa burocrazia
negli uffici, caldi incontri nelle alcove.
Tutto intorno un’altra vita – se questa è
vita – freme e spira, a centinaia, a migliaia, giú per le fosse, su per i camini.
Ma qui, lungo il viale alberato della zona d’interesse, comprendente terreni,
officine e centro residenziale delle SS,
due amici d’infanzia – Golo Thomsen,
ufficiale di collegamento fra l’industria
bellica e il Reich, nonché nipote del
gerarca Martin Bormann, e Boris Eltz,
capitano valoroso e senza scrupoli – possono fantasticare sulle morbide forme
della procace Hannah Doll, moglie dello
spietato Kommandant del campo, come
in un qualunque caffè del centro. Qui si
può ridere del tatuaggio sul braccio delle
Haftlinge – «il tuo numero di telefono?»
– e affogare il grattacapo di una partita di
150 unità femminili troppo deperibili in
una dose extra di buon brandy.
Siamo nella Madrid degli anni Ottanta,
una città in cui il ricordo della dittatura
franchista è ancora dolorosamente vivo.
Il giovane Juan de Vere, fresco di laurea,
viene assunto da Eduardo Muriel per
fargli da assistente. Muriel è un regista
che vive in una grande casa nei quartieri
alti della capitale insieme alla moglie, la
giovane e bella Beatriz Noguera, e i figli.
I due avrebbero tutto per essere felici,
eppure Juan è colpito dalla freddezza e
dallo sdegnoso contegno con cui il marito tratta la moglie. Perché si comporta
cosí? Addirittura, una notte che passa
nella casa dei Muriel, Juan assiste alla
strana scena della sensuale Beatriz che,
vestita unicamente con un’impalpabile
sottoveste, implora il marito di fare l’amore con lei solo per esserne respinta e
ricacciata nella sua stanza.
Vancouver, la grande città sullo sfondo
del libro, coincide con un risveglio, che
è un disincanto e anche una formazione,
spesso sessuale. E la sessualità, lambita,
sussurrata o esibita, vitalistica o imbarazzata, illecita o meno, serpeggia per
tutto il volume. È il caso di Five Points,
la cui protagonista, Brenda, ha un marito invalido e un amante, Neil, che dà
senso alla sua quotidianità. Gli incontri
con lui rappresentano l’irrinunciabile
conferma di un’esistenza ancora piena e
sono vissuti come autentico cerimoniale
della vita. Ma in questo rito si innesta il
primo litigio, e quel litigio lascia intravedere un potenziale di ferocia che incrina
irrimediabilmente l’idillio.
All’ispettore Ding sono giunte strane
voci: a Jiuguo, una cittadina mineraria della Cina profonda, la politica di
controllo delle nascite, o del «figlio
unico», ammette deroghe solo se i neonati rispondono ai criteri di selezione
di una macabra impresa di allevamento
destinata a rifornire i migliori ristoranti del cibo piú prelibato… la carne di
bambino!
Ma quando si reca sul luogo per indagare, l’ispettore Ding entra in una spirale
di banchetti, libagioni, pranzi ufficiali e
feste improvvisate che lo stordiscono in
un fiume di alcol. Quelli che ha davanti
sono i piú raffinati piatti della cucina
tradizionale di Jiuguo o qualcosa di
molto, molto peggio?
Un romanzo scatenato, surreale, in cui
il grottesco è la chiave di una satira violentissima di una società corrotta e corruttrice. Mo Yan iniziò la prima stesura
del Paese dell’alcol nel luglio del 1989,
subito dopo il massacro di piazza Tiananmen.
Martin Amis è nato a Oxford nel 1949, e
vive fra Londra e New York. Nel 2014 è
stato insignito del premio Bottari Lattes
Grinzane.
Supercoralli
pp. 310 - € 20,00 - 22354-0
Javier Marías è nato a Madrid nel
1951. Della sua opera Einaudi ha pubblicato Domani nella battaglia pensa a
me, Tutte le anime, Un cuore cosí bianco, L’uomo sentimentale, Nera schiena
del tempo, Malanimo, Quand’ero mortale, Selvaggi e sentimentali, Vite scritte, Traversare l’orizzonte, Interpreti di
vite, la trilogia de Il tuo volto domani,
Gli innamoramenti, I territori del lupo,
Il secolo e Mentre le donne dormono.
Supercoralli
pp. 460 - € 21,00 - 22604-6
Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è la piú importante autrice
canadese contemporanea. È cresciuta
a Wingham, Ontario. Ha pubblicato
quattordici raccolte di racconti e un romanzo. Fra i molti premi letterari ricevuti, per tre volte il Governor General’s
Literary Award, il National Book Critics
Circle Award, l’O. Henry Award e il
Man Booker International Prize. I suoi
racconti appaiono regolarmente sulle
piú prestigiose riviste letterarie.
Supercoralli
pp. 320 - € 20,00 - 17596-2
Mo Yan, Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, nasce nel 1955 da una
famiglia numerosa di contadini poveri, a
Gaomi, nella provincia dello Shandong.
Supercoralli
pp. 148 - € 20,00 - 15515-5
Murakami Haruki
La strana biblioteca
Traduzione di Antonietta Pastore
Tornando a casa dopo la scuola, uno studente si ferma in una strana biblioteca. Certo, anche la sua richiesta è un po’ strana.
Chiede alla bibliotecaria qualche libro che possa soddisfare la sua ultima curiosità (è un bambino curioso, il nostro protagonista):
la riscossione delle tasse nell’Impero ottomano. La bibliotecaria lo manda alla stanza 107...
Una fiaba fantastica e immaginifica sul potere della lettura nel darci le chiavi per fuggire dalla prigione dell’infelicità.
Murakami Haruki è, insieme alla nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, il solo scrittore che appare nella lista di «Time» delle
cento persone piú influenti al mondo nel 2015.
Una strana biblioteca, inedito in Italia, è illustrato da Lorenzo Ceccotti.
Supercoralli
pp. 90 - € 15,00
22588-9
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Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in
giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Einaudi ha pubblicato Dance Dance Dance, La ragazza
dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood (Tokyo Blues), L’uccello che girava le Viti del Mondo, La
fine del mondo e il paese delle meraviglie, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L’elefante scomparso e altri racconti, L’arte di correre, Nel
segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole (2013), Ritratti in jazz (2013,
con le illustrazioni di Wada Makoto), L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (2014) e Uomini senza donne (2015).
Narrativa straniera
Abraham B. Yehoshua
La comparsa
Orhan Pamuk
La stranezza
che ho nella testa
Romain Puértolas
La bambina che aveva
mangiato una nuvola
grande come la Tour Eiffel
Herman Melville
Moby-Dick
Traduzione di Alessandra Shomroni
Traduzione di Barbara La Rosa
Traduzione di Margherita Botto
Traduzione Ottavio Fatica
Dopo qualche anno all’estero, Noga
torna nella sua città per occuparsi della
grande casa dei genitori in uno dei quartieri in cui è piú forte lo scontro tra israeliani laici e ortodossi. Poiché l’orchestra
per cui suona è ferma, la donna accetta
di lavorare come comparsa in film o in
serie televisive, felice anche di poter tornare in contatto con la realtà israeliana
dalla quale si è allontanata negli ultimi
anni. Oltre alle esperienze riservatele
dal lavoro di figurante Noga si ritrova
ad affrontare situazioni di vario genere a
Gerusalemme, quali l’invadenza di due
bambini ultraortodossi che si intrufolano in casa di sua madre per guardare
la televisione (cosa a loro proibita), la
corte discreta di un compagno di lavoro, ex poliziotto balbuziente ed «eterna
comparsa» e, in ultimo, il ritorno dell’ex
marito, venuto a sapere casualmente
della sua presenza in Israele.
Mevlut è innamorato di Rayiha, una ragazza incontrata una volta sola, di sfuggita durante una festa. Per tre anni non
passa giorno senza che lui le scriva una
lettera d’amore, e pur non ricevendo mai
risposta, in fondo al cuore Mevlut sa di
essere ricambiato. Il suo migliore amico
Süleyman, che gli fa da «postino», riferisce a Mevlut che la ragazza acconsente
a scappare con lui e sposarlo. Peccato
soltanto che, una volta portata via la ragazza dalla casa paterna nel cuore della
notte, finalmente al sicuro sul treno per
Istanbul, Mevlut guardi finalmente bene
in faccia la sua futura moglie e scopra
di essersi sbagliato: quella non è Rayiha,
ma la sorella piú grande e brutta che per
tutti quegli anni aveva ricevuto le lettere,
credendo fossero destinate a lei.
Léon, un controllore di volo dell’aeroporto di Orly, entra da un anziano barbiere per farsi tagliare i capelli e gli racconta una vicenda bizzarra: la storia di
una giovane postina che il giorno dell’eruzione di un vulcano islandese, che ha
riempito i cieli d’Europa di una nube di
ceneri bloccando tutti i voli, è arrivata
alla sua torre di controllo in bikini, chiedendo il permesso di prendere il volo
dalle piste. Cioè di volare lei stessa, non
sopra a un aereo, per raggiungere in un
ospedale di Marrakech la bambina malata che aveva appena adottato. Anche il
barbiere si ricorda quel giorno: è quando l’aereo su cui viaggiava suo fratello
è caduto a causa della nube: vi furono
centosessantadue morti. E ricorda pure
la notizia folle di Providence Dupois,
la donna che ha volato e di cui hanno
parlato tutti i giornali.
Da piú di un secolo e mezzo uno spettro
si aggira nelle acque extraterritoriali della letteratura: Moby Dick. Coalizzati in
una sacra caccia, da allora non facciamo
che braccarlo, per sottometterlo alle nostre interpretazioni, e questa caccia maniacale e consapevole, che è anzitutto
una caccia a noi stessi, ci condanna. Protagonisti per noi dell’impresa: Ishmael,
l’esule del racconto veterotestamentario; Ahab, lo sciamano che ha viaggiato in altri regni restandone sfregiato e
mutilato, non soltanto fuori, ma da quel
contromondo torna da iniziato: iniziato senza setta, mistico senza religione,
erotico senza sfogo o meglio, se cacciare senza uccidere è amare senza godere,
allora Ahab vuole solo quello: uccidere
il Mostro, che in primo luogo ha in sé; il
Pequod, una nave di pazzi governata da
un pazzo furioso (la riprova è che come
in ogni manicomio c’è chi parla lo shakespeariano); una ciurma d’ogni colore,
razza e fede, dai quaccheri ai cannibali
agli adoratori del fuoco; Moby Dick,
Leviatano su misura per moderni, inafferrabile; e l’oceano mondo.
Abraham B. Yehoshua (Gerusalemme
1936) ha pubblicato per Einaudi, tra
gli altri, i romanzi L’amante, Un divorzio tardivo, Il signor Mani, La sposa liberata e La scena perduta. Le sue opere
sono tradotte in ventidue lingue.
Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul.
Nel 2006 ha vinto il Premio Nobel per la
Letteratura. Einaudi ha in catalogo tutti
i suoi romanzi e i suoi saggi: Il castello
bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il
libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell’innocenza, Altri colori, Il signor
Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui
e sentimentali e L’innocenza degli oggetti.
Supercoralli
pp. 282 - € 20,00 - 22306-9
Supercoralli
pp. 854 - € 22,00 - 20755-7
Romain Puértolas è nato nel 1975
a Montpellier. Ha vissuto in Spagna
e in Inghilterra, lavorando come dj,
insegnante di lingue, traduttore, assistente di volo, illusionista. L’incredibile
viaggio del fachiro che restò chiuso in un
armadio Ikea (Einaudi 2014), in testa
alle classifiche francesi per mesi, è stato
tradotto in decine di lingue.
Supercoralli
pp. 216 - € 19,00 - 22713-5
Hermann Melville (Melvill) è nato nel
1819 e morto nel 1891.
Supercoralli
pp. 680 - € 30,00 - 21186-8
Kazuo Ishiguro
Il gigante Sepolto
Traduzione di Susanna Basso
Attraversando terre coperte da una nebbia sottile che confonde e cancella i ricordi, Axl e Beatrice viaggiano alla ricerca del figlio.
Nel paese dei britanni e dei sassoni, dove regna ormai da tempo la pace imposta da re Artú, l’uomo e la donna incontrano creature
fantastiche, assistono a prodigi e sfuggono a pericoli mortali.
La strada li porterà lontano, là dove li attende la prova piú grande: saggiare la purezza del proprio cuore.
Supercoralli
pp. 315 - € 20,00
22232-1
Kazuo Ishiguro è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. È autore di romanzi, racconti e
sceneggiature. Nel 1989 ha vinto il Man Booker Prize per Quel che resta del giorno e nel 2008 il «Times» l’ha incluso fra i 50 piú
grandi autori britannici dal 1945. In Italia tutti i suoi romanzi e racconti sono tradotti da Einaudi: Quel che resta del giorno (1990),
Un pallido orizzonte di colline (1991), Un artista del mondo effimero (1994), Gli inconsolabili (1995), Quando eravamo orfani (2000),
Non lasciarmi (2006) e Notturni (2009).
25
Einaudi Stile Libero
Jo Nesbø
Scarafaggi
Joe R. Lansdale
Honky tonk Samurai
Don Winslow
Il cartello
Jese Andrews
Il mio peggior amico
Traduzione di
Margherita Podestà Heir
Traduzione di
Margherita Podestà Heir
Traduzione di
Alfredo Colitto
Traduzione di
Alessandra Sarchi
Harry Hole è a Bangkok per affiancare i
poliziotti locali nell’indagine sull’omicidio di un diplomatico norvegese ucciso
in un bordello. Ma come gli scarafaggi
che brulicano nella sua stanza, cosí i
personaggi coinvolti nel caso sembrano
moltiplicarsi all’infinito. Né la famiglia
dell’ambasciatore morto, né le autorità
di Oslo, e tanto meno la polizia locale,
sembrano disposti a collaborare. E Harry si ritrova solo.
La vita sembra dover cambiare radicalmente, per Hap Collins e Leonard Pine.
Il loro vecchio amico e datore di lavoro,
Marvin Hanson, ha accettato l’invito
del Consiglio municipale ad assumere le
funzioni di capo della Polizia, ed è stato
costretto a vendere la sua agenzia di investigazioni. A rilevarla, però, ha provveduto Brett, la magnifica infermiera dai
capelli rosso fuoco che ha conquistato
il cuore di Hap. Ai due investigatori a
tempo perso non resta che riprendere
l’antico mestiere per una padrona che
li adora, ma non per questo esita a tiranneggiarli. E basta il primo incarico,
un’indagine su una ragazza fin troppo
piacente scomparsa anni prima in circostanze misteriose, perché i guai arrivino
a frotte, tra venditori d’auto antiche che
vendono ben altro, scagnozzi della Dixie
Mafia e una famiglia di fratelli pazzi dal
coltello facile.
2014. Adán Barrera, capo di El Federación, la piú potente rete di cartelli della
droga al mondo, si trova in isolamento
in una prigione di San Diego. Art Keller,
l’agente della Dea che – dopo avergli ucciso il fratello e il nipote – lo ha sbattuto
lí dentro, si è ritirato in un monastero
in New Mexico, dove vive in solitudine
e semplicità facendo l’apicoltore e cercando di dimenticare la sua precedente
«vita di menzogne». La tregua si incrina
quando Barrera riesce a farsi trasferire
in un carcere messicano e l’accordo tra i
vari cartelli della droga salta, innescando una guerra intestina di efferatezza
mai vista. Con Barrera di nuovo in azione e pronto a qualunque atrocità, pur di
riprendere il controllo perduto, Keller
finisce risucchiato nel gorgo.
Buffo, tenero e bizzarro. Tra Tutta colpa delle stelle e Braccialetti rossi, un romanzo sulla vita e la morte. E le scariche
ormonali.
Jo Nesbø ha venduto 27 milioni di copie
dei suoi libri nel mondo. Einaudi ha
pubblicato: Il pettirosso (2000, 2015),
Nemesi (2002, 2015), La stella del diavolo
(2003, 2015), Il leopardo (2011), Lo spettro (2012), Polizia (2013) e Il pipistrello
(2014), tutti appartenenti alla fortunatissima serie con protagonista il detective
Harry Hole, e i thriller Il cacciatore di teste (2013), Il confessore (2014) e Sangue
e neve (2015).
Stile Libero Big
pp. 440 - € 20,00 - 21658-0
Joe R. Lansdale è forse il piú geniale
autore di crime contemporaneo. Della
serie di Hap e Leonard Einaudi Stile
Libero ha pubblicato Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Il mambo degli orsi,
Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi e Una coppia perfetta.
Stile Libero Big
pp. 368 - € 18,00 - 22829-3
Don Winslow è uno dei piú affermati
autori del crime contemporaneo. Per Einaudi Stile Libero ha già pubblicato, con
grande successo, L’inverno di Frankie
Machine, Il potere del cane, La pattuglia
dell’alba, La lingua del fuoco, Le belve, I
re del mondo, Morte e vita di Bobby Z,
Missing. New York.
Stile Libero Big
pp. 900 - € 22,00 - 21754-9
La vita di Greg cambia il giorno in cui la
madre gli comunica che la sua compagna Rachel si è ammalata molto gravemente e che lui dovrebbe proprio starle
vicino. Per Greg, il piú imbranato nerd
asociale della scuola, è un vero colpo. Il
fortino di solitudine che si è costruito
nel tempo comincia a traballare davanti
ai suoi occhi. Non c’è niente da fare, se
non sottoporsi al supplizio. Unica consolazione, la presenza di Earl, l’altro
nerd della scuola. Insieme decidono di
fare l’unica cosa di cui sono capaci. Un
film per Rachel. Il film piú brutto della
Storia, probabilmente, ma con un’unica, devotissima fan.
Jesse Andrews è uno scrittore e musicista di Pittsburgh, in Pennsylvania. Questo è il suo primo romanzo.
Stile Libero Extra
pp. 264 - € 17,50 - 21219-3
Maurizio De Giovanni
In fondo al tuo cuore
Inferno per il commissario Ricciardi
Immersa nel caldo torrido di luglio, la città si appresta a festeggiare una delle sue ricorrenze piú popolari, quella della Madonna
del Carmine, quando viene sconvolta da una terribile notizia: la tragica fine di uno stimato medico e professore universitario,
caduto da una finestra in circostanze poco chiare.
Ricciardi è incaricato di indagare sul caso e, come al solito, «il fatto», l’immagine dell’ultimo istante di dolore del morto, lo perseguita. Ma questa volta il commissario è distratto da uno dei momenti piú difficili della propria esistenza. Su di lui incombono
l’abbandono e il lutto.
Stile Libero Big
pp. 528 - € 15,00
22800-2
26
Maurizio De Giovanni (Napoli, 1958) comincia la sua carriera di scrittore nel 2005, vincendo un concorso per giallisti esordienti
con un racconto ambientato nella Napoli degli anni Trenta e incentrato sulla figura del commissario Ricciardi. Il personaggio dà
vita a un ciclo di romanzi, pubblicati da Einaudi Stile Libero, che comprende, finora, Il senso del dolore, La condanna del sangue,
Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore) e In fondo al tuo cuore. Dopo
Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Premio Scerbanenco), nel 2013, con I Bastardi di Pizzofalcone, cui fanno seguito Buio
(Einaudi Stile Libero 2013) e Gelo (Einaudi Stile Libero 2014), inaugura una nuova serie contemporanea che ha come protagonista
la squadra investigativa di un commissariato partenopeo.
Einaudi Stile Libero
Wu Ming
L’invisibile ovunque
Tutti i protagonisti di questo libro cercano un modo per resistere alla guerra. C’è
chi sceglie la renitenza alla leva o la sfida
all’istituzione psichiatrica, correndo il rischio che la follia simulata diventi reale.
C’è chi sperimenta la mimetizzazione e
l’utopia di un’invisibilità che renda impossibile agli uomini combattersi. C’è
chi trova il modo di nascondersi nelle
pieghe della guerra, praticando l’umorismo e il paradosso, esplorando gli abissi
della psiche umana, fantasticando piani
grandiosi per farla pagare al mondo che
ha reso possibile la carneficina. C’è chi
si arruola negli Arditi, scansando la vita
di trincea, ma al prezzo di divenire un
uomo-arma, da impiegare in azioni al
limite dell’impossibile e del suicidio.
Wu Ming è un collettivo di scrittori attivo dalla fine del XX secolo. Nel 1999,
col nome «Luther Blissett», pubblica
per Einaudi Stile Libero il romanzo Q.
A partire dal 2000 ha pubblicato romanzi a piú mani come 54, Manituana,
Altai, L’Armata dei Sonnambuli, romanzi «solisti», l’antologia di racconti
Anatra all’arancia meccanica e diversi
«oggetti narrativi non identificati»
(Asce di guerra, Timira, Point Lenana).
Stile Libero Big
pp. 232 - € 17,50 - 22591-9
Carlo Bonini
Giancarlo De Cataldo
La notte di Roma
Dionigi Tettamanzi
Misericordia
Roma, ai giorni nostri. Un neonazista
dell’epoca di Romanzo criminale, che
ha saputo crescere e mimetizzarsi fino a
diventare punto di riferimento delle piú
diverse mafie, tenute insieme dal suo
carisma. Il Samurai è temporaneamente ospite delle patrie galere, e a farne le
veci sulla strada c’è il suo discepolo ed
erede, Sebastiano Laurenti, legato da
un ambiguo rapporto con l’affascinante
onorevole Chiara Visone.
A sbarrare loro il cammino provvederà
l’inedita coppia composta da un giovane prete dalle idee rivoluzionarie e un
politico onesto, solido e incorruttibile,
«rottamato» dalla nuova gestione.
Arcivescovo emerito di Milano, pastore
da sempre vicino alla gente, il cardinale Dionigi Tettamanzi si interroga sulla
decisione del papa di indire il Giubileo
della Misericordia. Un Anno santo dedicato all’accoglienza e al perdono che
vuole rivolgersi, in modo particolare, a
chi si sente solo e abbandonato, a chi si
ritiene escluso dalla Chiesa, e a quanti si
sentono giudicati per situazioni affettive
particolari. Seguendo punto per punto
la bolla Misericordiae Vultus, Tettamanzi affronta i temi scottanti della famiglia,
dell’immigrazione, delle disuguaglianze
sociali, del confronto con l’Islam, e ci
racconta una Chiesa che vuole tornare
alle radici del messaggio evangelico,
confessare la propria gioia e assumersi
la responsabilità di amare gli esseri umani, tutti.
Carlo Bonini è inviato speciale de «la
Repubblica». Ha pubblicato per Stile
Libero il best seller Acab. All Cops Are
Bastards (2009) e, con Giancarlo De Cataldo, Suburra (2013).
Il Giubileo di papa Francesco
Carlo Lucarelli
Il tempo delle iene
con Paolo Rodari
Giancarlo De Cataldo ha pubblicato
per Stile Libero il best seller Romanzo
criminale (2002). Tra i suoi ultimi libri,
I traditori (2010), Io sono il Libanese
(2012), Nell’ombra e nella luce (2014).
Dionigi Tettamanzi (Renate, 1934) viene
ordinato sacerdote nel 1957 e cardinale
nel 1998. Dal 2002 al 2011 ha retto la
diocesi milanese, di cui ora è arcivescovo
emerito. Ha partecipato al conclave del
2013 che ha elevato al soglio pontificio
papa Francesco.
Stile Libero Big
pp. 320 - € 19,50 - 22777-7
Stile Libero Extra
pp. 160 - € 14,00 - 22881-1
Eritrea, 1899. Un soldato italiano di
guardia in un magazzino di Archico,
sulla costa vicino Massaua, si fa sedurre da una bella ragazza che va spesso
a visitarlo quando lui è in servizio. In
realtà la ragazza non subisce il fascino
italiano, ma è complice di una banda di
ladri che, ogni volta, entra nel magazzino e porta via qualcosa. Una sera però
il colpo va male e il furto è scoperto. I
ladri scappano senza rubare niente, e
quando arrivano i carabinieri capiscono perché: le casse sono piene di sci e
scarponi da montagna. Che ci fanno in
Eritrea, con quaranta gradi all’ombra?
Intanto ad Asmara, scelta dalle autorità
italiane come la futura capitale della colonia d’Eritrea, si inaugura il lussuoso
Albergo Italia. A dormire per la prima
notte in uno degli edifici piú moderni
dell’Africa Orientale ci sono politici,
ufficiali e imprenditori. Uno di questi,
però, la mattina dopo non si sveglia. Si
tratta di un oscuro faccendiere, ucciso
durante la notte.
Carlo Lucarelli (Parma 1960) è uno
scrittore, regista, sceneggiatore, conduttore televisivo e giornalista italiano.
Stile Libero Big
pp. 216 - € 18,00 - 22563-6
Niccolò Ammaniti
Anna
In una Sicilia diventata un’immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito.
Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un’isola riconquistata
dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per
farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove.
Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo piú struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per
rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».
Niccolò Ammaniti ha pubblicato Fango (1996, 2014), Branchie (1997, 2006, 2015), Ti prendo e ti porto via (1999, 2014), Io non
ho paura (2001, 2014), Come Dio comanda (2006), Che la festa cominci (2009, 2015), Io e te (2010) e Il momento è delicato (2012).
Stile Libero Big
pp. 288 - € 19,00
22775-3
27
Electa
Note del guanciale
Sei Shõnagon
Illustrato con le opere di Hokusai
Le Note del guanciale, capolavoro della letteratura giapponese,
viene qui illustrato con le tavole di Hokusai: un omaggio al Giappone.
Grandi opere
con 180 stampe di Hokusai
Formato 28 x 31,5 cm
pp. 416
Illustrazioni 200 a colori
Due volumi in cofanetto: un volume con
cucitura a vista e un volume in brossura
Tiratura limitata 1.500 copie
€ 140,00
978889180476-1
Scritte agli inizi dell’XI secolo da Sei Shõnagon, dama di corte
legata alla principessa Sadako, le Note riflettono la raffinatezza
e la cultura Heian nel momento del suo massimo splendore. La
dama, infatti, annota in questa sorta di diario intimo le sue impressioni e riflessioni sulla vita di corte, i suoi riti e costumi, ma
anche sulla natura e la cultura del Giappone, con straordinaria
sensibilità e attenzione.
Il testo si presenta in forma di spunti tematici che invitano il lettore a immergersi nel modo tutto giapponese di sentire la natura
e il mondo, mettendosi all’ascolto dei mille dettagli che regolano
la vita quotidiana, per coglierne la grazia e la bellezza.
Questa edizione presenta una selezione degli scritti di Sei Shõnagon, associata alle meravigliose tavole del Maestro Hokusai, in
una raffinata sinfonia di parole e immagini.
Il cofanetto include un volume stampato su carta pregiata e cucito a vista come da tradizione giapponese, e un volumetto allegato comprendente un saggio critico di presentazione dell’opera
poetica, con note esplicative e didascalie per ogni singola tavola
di Hokusai.
India
Steve McCurry
Fotografia, moda e spettacolo
Mostre 2013-2014 Fondazione Mast
Formato 27,5 x 38 cm
pp. 208
Illustrazioni 350 a colori e in b/n
Cartonato
€ 59,00
978889180471-6
Fotografia Industriale
Dopo il successo di “Le storie dietro le fotografie”, ecco
il nuovo capolavoro di Steve McCurry dedicato a uno dei
paesi più misteriosi e affascinanti del globo: l’India.
Steve McCurry è la leggenda vivente della fotografia moderna, ha pubblicato migliaia di immagini che ci raccontano il
mondo attraverso i suoi personaggi e le sue storie più belle.
“Ho viaggiato per molto tempo in vari luoghi, ma il primo posto che
ho visitato come reporter fotografico è stato l’India. La mia esperienza
là è durata circa due anni e mi ha ispirato in modo tale da indurmi a
ritornare spesso in quella parte del mondo. Penso che l’India sia molto
affascinante per i suoi colori, fortemente collegati alla cultura e alla
religione. In Rajasthan, dove il colore è ovunque, si trova Jodhpur, città
che amo molto. Essa appare in parte ricoperta di blu e ciò mi ha dato
modo di scattare foto con texture e colori spettacolari, come se mi fossi
trovato in una sorta di sogno” Un reportage fotografico di rara bellezza,
realizzato da uno dei fotografi più influenti e carismatici di tutti i tempi.
Il viaggio di Steve, come tutti i suoi viaggi, sarà ricchissimo di momenti
eccezionali, di scatti preziosi, capaci di consegnare al lettore il vero
volto dell’India, l’eden di ogni grande fotografo.
28
Capolavori della fotografia
industriale
A cura di Urs Stahel
Testi di Gian Luca Farinelli, Petra Giloy-Hirtz,
Isabella Seragnoli, Urs Stahel
Formato 22 x 29 cm - pp. 704
Illustrazioni 650 a colori e in b/n
Edizione bilingue in italiano e inglese
Cartonato - € 100,00
978889180692-5
Il libro la Fotografia Industriale Collezione Fondazione MAST, 2013-2014
raccoglie integralmente quanto è stato presentato nelle prime quattro mostre, allestite tra il 2013 e il 2014 negli spazi espositivi di MAST
Le mostre erano intitolate: Mondi industriali 2013; Mondi industriali 2014; Capitale umano nell’industria e comprendevano fotografie in possesso della Fondazione
MAST.
La quarta mostra, The Factory Photographs, ha presentato 111 fotografie, in parte della
collezione, scattate da David Lynch. Nel libro sono compresi, oltre alla presentazione
di Isabella Seragnoli, il saggio Fotografia e Industria del curatore della Collezione
MAST, Urs Stahel, e due contributi specifici dedicati alla mostra delle fotografie di
David Lynch di Petra Giloy-Hirtz e Gian Luca Farinelli.
Le riproduzioni di tutte le fotografie esposte in ciascuna mostra sono precedute da
brevi brani di celebri studiosi che da diversi punti di vista si sono occupati della
storia dell’industria moderna (da Karl Marx a Carlo M. Cipolla) e da testi che hanno
segnato i modi in cui la fotografia è stata interpretata nel Novecento (da Trista Tzara
e Susan Sontang).
Il libro non offre soltanto la più esaustiva documentazione oggi disponibile sulla storia
e gli sviluppi della fotografia industriale, ma anche uno strumento unico per studiare
la storia della fotografia dalle sue origini ai giorni nostri.
29
I Meridiani
Wallace Stevens
Tutte le poesie
a cura di Massimo Bacigalupo
I Meridiani
pp. 1472
€ 80,00
978880465350-9
Clemente Rebora
Poesie, prose
e traduzioni
a cura di Adele Dei
I Meridiani
pp. 1472
€ 80,00
978880465504-6
Un volume molto atteso di un poeta di culto
del nostro tempo.
Bernard Malamud
Romanzi e racconti
Un maestro della narrativa americana che ha
influenzato generazioni di scrittori.
Il volume, curato e tradotto da Massimo
Bacigalupo, uno dei grandi anglisti italiani
e raffinato studioso in particolare di poesia,
raccoglie tutte le poesie che Stevens volle
includere nei suoi Collected Poems (1954),
riprendendo pressoché integralmente le
sue sei fondamentali raccolte: Armonium
(1923), Idee dell’ordine (1936), L’uomo
con la chitarra blu (1937), Parti del mondo
(1943), Trasporto all’estate (1947), Le aurore
d’autunno (1950), e aggiungendovi una sezione di splendidi testi degli ultimi anni, La
roccia. Nella presente edizione sono anche
incluse le poesie disperse contemporanee a
La roccia e un’ampia scelta degli aforismi a
cui il poeta affidava le sue intuizioni spesso
paradossali, anche leggere e umoristiche,
sempre incisive, che delineano la sua visione del ruolo fondamentale dell’arte nella
vita e della vita nell’arte. Questa è la prima
volta che l’opera poetica di Stevens viene
integralmente tradotta in un’altra lingua, e
che appare accompagnata da un commento
dettagliato, che permetterà a tutti i lettori
di scoprire e godere il tesoro inesauribile di
questa scrittura.
vol. II (1967-1986)
Il Meridiano, secondo dei due che offrono
l’opera omnia di Malamud con molte nuove
traduzioni, propone le opere scritte tra il
1967 e il 1986, anno della morte dell’autore,
compresi Le vite di Dubin (1979), considerato da molti il suo capolavoro, e l’incompiuto
Il popolo, così come l’omonima raccolta di
racconti. Autore peculiare per come trasferisce nell’americano l’ironia dello yiddish,
Malamud affronta il tema del “doppio” e
quello dell’identità ebraica, offrendo un ritratto dell’umanità tutta.
Wallace Stevens (1879-1955) è da molti
considerato il maggiore poeta americano
del Novecento; certo non è secondo a nessuno dei massimi coetanei nel mondo (Eliot,
Frost, Pound, Williams). Ha fama di poeta
difficile, addirittura impenetrabile, ma i suoi
testi hanno la limpidità glaciale di uno specchio in cui i lettori non cessano di trovare
immagini e parole per dire la loro condizione (post)moderna.
Una voce poetica originale, forte e dolente,
di respiro internazionale.
Il Meridiano raccoglie per la prima volta
tutto ciò che Rebora ha pubblicato fino
al 1930, quando entra nell’ordine dei rosminiani: poesie, prose, traduzioni (da
Andreev, Tolstòj, Gogol’), oltre ai testi poetici dati alle stampe successivamente, in
volume o su rivista. Curatrice del volume è
Adele Dei, studiosa di poesia novecentesca
già curatrice del Meridiano delle poesie di
Palazzeschi, che mette in luce il Clemente
Rebora poeta e letterato, riorganizzando e
ricontrollando filologicamente i testi e mettendo in discussione la tradizione editoriale
non d’autore finora disponibile. Il tutto avvalendosi di una grande mole di documenti
inediti.
Clemente Rebora (Milano 1885 - Stresa
1957) è stato insegnante e collaboratore
di importanti riviste fra cui «la Voce»; nel
1913 pubblica Frammenti lirici e nel 1922
Canti anonimi, dopo l’esperienza come
combattente nella Prima guerra mondiale.
Traduce molto, soprattutto dal russo.
In seguito a una crisi religiosa, nel 1928
si converte e nel 1930 entra come novizio nell’ordine dei rosminiani. Ordinato
sacerdote nel 1936, pubblica ancora due
raccolte, Curriculum vitae (1955) e Canti
dell’infermità (1956).
a cura di Paolo Simonetti
I Meridiani
pp. 1856
€ 80,00
978880465502-2
Émile Zola
Romanzi
vol. III
a cura di Pierluigi Pellini
I Meridiani
pp. 1920
€ 80,00
978880465745-3
Bernard Malamud (Brooklyn 1914 - New
York 1986), ebreo newyorkese, figlio di immigrati russi, ha vissuto molti anni a New
York prima di trasferirsi nell’Oregon per
insegnare letteratura.
Ha vinto i più importanti premi letterari tra
cui il Pulitzer e il National Book Award per
la narrativa. Tra le sue opere il romanzo
d’esordio Il fuoriclasse (1952), Il giovane
di bottega (1957), L’uomo di Kiev (1966),
Ritratti di Fidelman (1969), Gli inquilini
(1971), Le vite di Dubin (1979) e La grazia
di Dio (1982).
Il capolavoro Germinal e altri due avvincenti romanzi poco noti in Italia: da leggere!
Si conclude l’edizione di Zola in tre volumi
nei Meridiani. Nove romanzi in totale, che
offrono le più diverse sfaccettature dello
scrittore francese.
I tre qui presentati si svolgono tutti in provincia: nella Bestia umana la vita del protagonista è travolta da una tara ereditaria
che lo spinge compulsivamente al femminicidio, in una narrazione che sfiora toni da
noir; nella Terra Zola mostra crudamente i
vizi e la bassezza morale di un mondo contadino troppo spesso visto con romanticismo; infine Germinal, il capolavoro della
maturità, mette in scena il drammatico
mondo dei minatori di carbone e i primi
fermenti socialisti.
Émile Zola (Parigi 1840-1902), caposcuola
del naturalismo francese, fu al centro di
vivaci polemiche letterarie e non solo: celebre la sua presa di posizione in favore
dei pittori impressionisti e soprattutto del
capitano Dreyfus nel celebre affaire di cui,
con il suo J’accuse, Zola denuncia il complotto militare reazionario e antisemita. Il
suo ciclo dei Rougon-Macquart, composto
di venti romanzi scritti tra 1871 e 1893,
condensa le contraddizioni della modernità
nelle vicende di una famiglia e in immagini
memorabili.
31
Punto Einaudi
ABRUZZO
L’Aquila, [email protected]
Pescara, Via del Porto 18, 65127, PE,
366-2669743, [email protected]
Teramo, vedi San Benedetto del Tronto
BASILICATA
Matera, vedi Bari
CALABRIA
Catanzaro, vedi Reggio Calabria
Cosenza, vedi Reggio Calabria
Crotone, vedi Reggio Calabria
Reggio Calabria, Via Crocefisso 7, 89128, RC,
0965-26099, [email protected]
CAMPANIA
Caserta, vedi Torre Annunziata
Napoli, vedi Nocera Inferiore
Nocera Inferiore, Via Matteotti 35, 84014, SA,
081-5176505, [email protected]
Salerno, vedi Nocera Inferiore
Torre Annunziata, Corso Umberto I 178, 80058, NA,
081-5365216, [email protected]
EMILIA ROMAGNA
Bologna, Via Mascarella 11/A, 40126, BO,
051-222947, [email protected]
Carpi, Via Matteotti 31/E, 41012, MO,
328-4242883, 059-6229473, [email protected]
Ferrara e Forlì Cesena, vedi Bologna
Modena, Piazza Mazzini 30, 41100, MO,
059-211686, [email protected]
Parma, vedi Bologna
Reggio Emilia, vedi Modena
Rimini e Ravenna, vedi Bologna
FRIULI VENEZIA GIULIA
Pordenone, Via Mazzini 64, 33170, PN,
0434-27744, [email protected]
Trieste, vedi Udine
Udine, Via V. Veneto 49, 33100, UD,
0432-512567, [email protected]
LAZIO
Frosinone, Corso della Repubblica 165, 03100, FR,
0775-210778, [email protected]
Latina, Centro commerciale Sermoneta Shopping,
Via Le Pastine, 04013, Sermoneta, LT,
0773-1762378, [email protected]
Rieti, vedi Tarquinia
Roma, Punto Einaudi Via Labicana 114, 00184 RM
06-6875043, [email protected]
Roma, Via Bisagno 3, 00199 RM,
06-86213517, [email protected]
Roma, RM, 333-5769853, [email protected]
Roma, Largo Sant’Alfonso 33, 00185, RM,
06-44700084, [email protected]
Tarquinia, Via Umberto I 25, 01016, VT,
0766-856323, [email protected]
Viterbo, vedi Tarquinia
LIGURIA
Imperia, vedi Genova
Savona, vedi Genova
Genova, Salita Pollaiuoli 18/R, 16123, GE,
010-2468300, [email protected]
La Spezia vedi Pisa
LOMBARDIA
Bergamo, Via Nino Bixio 94, 24050, Grassobbio, BG,
035-526828, [email protected]
Brescia, Via Pace 16/A, 25122, BS,
030-3757409, [email protected]
Como, Via Indipendenza 23, 22100, CO,
031-264483, [email protected]
Lecco, vedi Bergamo
Mantova, Corso Vittorio Emanuele 19, 46100, MN,
0376-365854, [email protected]
Milano, Corso di Porta Vigentina 36, 20122, MI
02-32960699, [email protected]
Pavia, vedi Alessandria
Sondrio, vedi Bergamo
Varese, vedi Como
MARCHE
Macerata, vedi S. Benedetto del Tronto
S. Benedetto del Tronto, Via XX settembre, 45/c,
63039, AP, 0735-592861, [email protected]
Ancona, vedi S. Benedetto del Tronto
Pesaro, vedi S. Benedetto del Tronto
MOLISE
Campobasso, vedi Nocera Inferiore
PIEMONTE
Alessandria, Via Cavallotti 46, 15121, AL,
0131-254638, [email protected]
Asti, vedi Torino, Via C. Battisti
Biella, via Quintino Sella 47, 13100, BI,
0321-398358, [email protected]
Cuneo, vedi Torino, Via C. Battisti
Ivrea, Via Guarnotta 21, 10015, TO,
0125-641135, [email protected]
Novara, Via Col di Lana 15/B, 28100, NO,
0321-398358, [email protected]
Torino, Corso Francia 280, 10146, TO,
011-7792319, [email protected]
Torino, Via C. Battisti 19/C, 10123, TO,
011-8171089, [email protected]
Torino, Corso Regina Margherita 229/D, 10144, TO,
011-788110, [email protected]
TOSCANA
Arezzo, vedi Firenze
Empoli, vedi Prato
Firenze, Via Guelfa 22/A/rosso, 50129, FI,
055-2654093, [email protected]
Lucca, vedi Pisa
Livorno, vedi Pisa
Massa Carrara, vedi Pisa
Pisa, Piazza S. Frediano 10, 56126, PI,
050-541914, [email protected]
Pistoia, vedi Prato
Prato, Via Altopascio 31, 59100, FI,
0574-29297, [email protected]
Siena, Via Pantaneto 66, 53100, SI,
0577-49356, [email protected]
TRENTINO ALTO ADIGE
Bolzano, vedi Trento
Trento, Piazza della Mostra 8, 38100, TN,
0461-239838, [email protected]
VENETO
Padova, Via Cesarotti 22-24, 35100, PD,
049-8757798, [email protected]
Rovigo, vedi Bologna
Treviso, Vicolo Rialto 12, 31100, TV,
0422-583863, [email protected]
Venezia, S. Polo 2583, 30125, VE,
041-714035, [email protected]
PUGLIA
Bari, Via De Rossi 94, 70122, BA,
080-5244989, [email protected]
Barletta, Corso Garibaldi 129, 70051, BA,
0883-533355, [email protected]
Foggia, vedi Barletta
Lecce, vedi Bari
SARDEGNA
Cagliari, Via Petrarca 11/13, 09128, CA,
070-487393, [email protected]
SICILIA
Catania, Via Antico Corso 63, 95124, CT,
095-536975, [email protected]
Messina, Vedi Reggio Calabria
Palermo, Via Ariosto 24/E, 90144, PA,
091-341068, [email protected]
Ragusa, vedi Catania
Trapani, Corso V. Emanuele 121, 91100, TP,
0923-23900, 392-6419942,
[email protected]
ISBN 978-88-06-82598-0
682598
http://www.einaudi.it/punto_einaudi
9 788806 825980
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