Economia del Lavoro
2010
Capitolo 9 - 8
La discriminazione del mercato del lavoro
-
Applicazioni di politica economica: determinanti del
rapporto del salario donne-uomini
1
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
•Fine
anni ’90: rapporto del salario donne – uomini era
0,64 in Giappone, 0,75 nel Regno Unito e 0,76 negli US;
¾ in Italia….
(Nella Bibbia il «salario» femminile era il 60% di quello
maschile: ≈ Giappone odierno)
Domanda: quali fattori spiegano l’esistenza e la
persistenza di questo enorme divario salariale

2
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
•Tab.
9-2: il differenziale salariale grezzo negli US
(1995) il 28,6% per le donne in meno degli uomini:
differenze di istruzione, età e regione di residenza
spiegano un divario salariale solo dello 0,8% circa,
•
•dopo
aver aggiustato per professione e industria,
generano un divario solo del 7,6%.
•In ogni caso, la parte di differenziale dovuto alla
discriminazione non scende sotto al 21%
3
Tabella 9 - 2 La scomposizione di Oaxaca del differenziale salariale
donne – uomini, USA 1995
Controlli per differenze
di istruzione, età, e
regione di residenza
Controlli per differenze
di istruzione, età,
regione di residenza,
professione e industria
Logaritmo del
differenziale salariale
grezzo
- 0,286
- 0,286
- dovuto a differenze
nelle caratteristiche
- 0,008
- 0,076
- dovuto alla
discriminazione
- 0,279
- 0,211
4
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Le differenze di genere in variabili come grado di
istruzione, regione di residenza ed età non riescono a
spiegare gran parte del divario salariale di genere: l’uomo
e la donna “tipici” hanno infatti le stesse caratteristiche
(istruzione media, età media, urbanizzazione della
popolazione…). Professione e settore invece sono ≠
 è la discriminazione, nel senso di Oaxaca, a spiegare la
maggior parte del divario salariale tra uomini e donne.
• Le scomposizioni di Oaxaca in Tab. 9–2, tuttavia,
ignorano una determinante chiave dei guadagni
femminili: uomini e donne di età simile hanno storie
•
molto diverse sul mercato del lavoro.
5
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
La maggioranza di donne sposate abbandona il mkt del
lavoro negli anni in cui crescono i figli. Negli US:
•
fine anni ’60 tipicamente una donna lavorava per 3-4 anni
dopo la scuola, poi 7 anni di impegno domestico, poi
ritorno permanente sul mkt del lavoro;
• fine anni ‘80 una donna lavorava solamente il 71% degli
anni di potenziale presenza sul mkt del lavoro, rispetto al
93% di un uomo.
• Italia: dal 1977 al 1995 differenziale salariale  ma
differenza dovuta a discriminazione  e la discontinuità di
presenza sul mkt della donna può contribuire a spiegare
una parte notevole del divario salariale di genere.
•
6
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
• Sappiamo che il k umano è più redditizio quanto più
lungo è il periodo di remunerazione per raccogliere i
rendimenti dell’investimento. Guardando ai nuovi entranti:
• la maggioranza degli uomini si aspetta di stare sul mkt del
lavoro per tutta la vita => k umano acquisito dagli uomini
ha un lungo periodo di remunerazione;
• al contrario, alcune donne si aspettano di dedicare tempo
alla famiglia =>  periodo di remunerazione e rendimenti
dell’investimento.
=>Anche se oggi le donne acquisiscono più k umano degli
uomini, il valore  per presenza intermittente sul mkt del
lavoro.
7
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
La discontinuità dell’offerta di lavoro nel ciclo vitale
genera un divario salariale di genere per due ragioni
distinte:
1.uomini tendono ad acquisire più k umano (esperienza
on job, specific training);
2.il k umano delle donne tende a deprezzarsi durante il
periodo di crescita dei figli.
3. Nonostante il dibattito, i dati sostengono l’hip. che il
divario salariale possa essere spiegato dalla differenza
nelle storie ed esperienze sul mkt di lavoro.
4.e.g.: studio sui laureati della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università del Michigan dal 1973 al 1975.
•
8
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
•
15 anni dopo laurea, gli avvocati maschi guadagnavano
141.000$ l’anno e le donne 86.000$ (61%).
2/3 del divario può essere spiegato dalle differenze nelle
storie di lavoro: se una donna avvocato ha deciso di
lavorare part – time per 3 anni per prendersi cura dei figli
(come fanno molte donne) => i suoi guadagni  in
maniera permanente del 17%!
• Dedicarsi a tempo pieno alla professione invece  il n.
di clienti e le opportunità di avanzamento di carriera.
• Il modello del k umano, utile per spiegare il divario,
affronta un importante ostacolo concettuale:
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La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Teoria del k umano attribuisce parte dei differenziali
salariali di genere ai periodi di remunerazione più brevi
delle donne (che investendo meno nell’addestramento
sul lavoro e nelle altre forme di k umano hanno salari
inferiori). Ma basso w => meno incentivi a lavorare.
• PBL.: del tipo “viene prima l’uovo o la gallina?”. Una
minore presenza sul lavoro di una donna conduce a
salari inferiori (investimenti minori in k umano)?
Oppure i salari inferiori, forse causati dalla
discriminazione, hanno portato ad un minore
attaccamento al lavoro?
• Difficile soluzione sul piano statistico.
•
10
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Tab. 9-3: La segregazione professionale
Molta segregazione professionale tra uomini e donne sul
mkt del lavoro: meno del 5% dei meccanici dei motori di
aerei sono donne ma oltre il 95% delle insegnati degli asili
nido e delle receptionist sono donne.
• Hip. della segregazione professionale: le donne sono
(auto)segregate intenzionalmente in particolari professioni.
• Questa non è il risultato della discriminazione dei datori
di lavoro uomini, ma di un clima sociale nel quale le
ragazze sono indirizzate in posti di lavoro “adatti a loro”.
• Donne concentrate in poche professioni:  w salario di
c.d. lavori femminili => divario salariale di genere.
•
11
Tabella 9 - 3 Occupazione femminile nel 2001, per professione
Professione
Percentuale
femminile
Salario orario medio del lavoratore
nella professione
(in dollari)
Carpentieri
1,7
15,33
Meccanici di motori aerei
4,1
21,07
Caminiosti
5,3
14,22
Poliziotti e investigatori
10,3
19,65
Ingegneri chimici
11,4
31,77
Architetti
23,5
25,17
Avvocati
29,3
38,82
Psicologi
29,3
39,93
Guardie
29,9
12,35
Cuochi
42,5
8,67
Impiegati postali
49,7
16,71
Manager finanziari
52,1
26,63
Agenti immobiliari
52,2
24,37
Insegnati di scuola secondaria
58,5
21,44
Insegnanti di scuola elementare
82,5
19,93
Camerieri
84,8
8,52
Bancari
86,9
10,52
Addetti alla cura dei bambini
97,0
8,43
Addetti alla reception
97,0
10,93
Insegnanti di asilo nido
97,8
13,43
12
Tabella 9 - 3 Occupazione femminile nel 2001, per professione
40.00
35.00
y = -0.1256x + 25.336
R² = 0.2012
Salario orario medio
30.00
25.00
20.00
15.00
10.00
5.00
0.00
0.00
10.00
20.00
30.00
40.00
50.00
60.00
Percentuale femminile
70.00
80.00
90.00
100.00
13
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Negli US una donna che lavora in una professione con
almeno il 75% di colleghi donne guadagna il 14% circa
in meno di una donna confrontabile che lavora in una
professione con più del 75% dei colleghi uomini.
•
Un uomo che lavora in una professione a prevalenza
di donne guadagna il 14% in meno che in una
professione in prevalenza maschile.
•
=> E’ la “femminilizzazione” del posto di lavoro che
porta a salari inferiori, indipendentemente dal fatto che
il lavoratore occupato sia un uomo o una donna.
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La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Esempio di segregazione professionale: i c.d. ‘vincoli del
matrimonio’ hanno ristretto l’occupazione delle donne
sposate in alcuni settori sul mkt del lavoro US da fine ‘800
•
fino al 1950 :
• no insegnamento e lavori d’ufficio, ma nessun divieto per
cameriere, collaboratrici familiari o nei posti di lavoro
manifatturieri
=> i ‘vincoli del matrimonio’ hanno spinto di fatto le donne
istruite fuori dal mkt del lavoro, oppure le hanno segregate
in posti di lavoro pagati meno.
• in Italia, fino ai primi anni ‘60 le donne non potevano fare
concorsi in Magistratura, le «maestre» non dovevano essere
sposate…
15
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
In Italia: la percentuale di donne occupate in settori
tradizionalmente
femminili
(istruzione,
pubblica
amministrazione, sanità e lavori sociali e altri servizi) è del
36,6%, mentre le donne occupate in settori
tradizionalmente maschili (manifattura, costruzione,
trasporti e comunicazione) sono circa il 19,3 %.
• Gli uomini occupati in settori tradizionalmente maschili
sono il 44,9%, il 17,1% è in settori tradizionalmente
femminili.
• La percentuale di donne occupate in settori maschili è più
bassa del 25,6% (44,9 – 19,3) mentre nei settori
tradizionalmente femminili è più alta del 19,5% (36,6 –
17,1).
•
16
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
• Perchè la segregazione professionale?
•Spiegazione del modello del k umano dal lato
dell’offerta: le donne scelgono razionalmente certe
professioni e ne evitano altre perché queste (e.g. le
insegnanti di asilo nido o chi si prende cura dei bambini)
richiedono qualifiche che non devono essere aggiornate
di frequente, mentre altre professioni (e.g. i concertisti o i
fisici nucleari) richiedono qualifiche che devono essere
aggiornate di continuo.
•Le donne che vogliono max.zzare il PV dei guadagni di
tutta la vita non entreranno in professioni nelle quali le
loro qualifiche si deprezzano rapidamente durante gli
anni che trascorrono nel settore non di mkt.
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La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
• I dati indicano che le donne tendono a scegliere professioni che max.zzano
i guadagni nel ciclo di vita.
•La
scelta da parte di una donna di un’università
prestigiosa è in parte determinata dalle sue capacità
innate => le donne non sono “incanalate” dal clima
sociale in particolari corsi di studi.
e.g.: le donne con buoni punteggi nei test
standard delle capacità matematiche entrano in
campi più tecnici: il «clima sociale» non è
decisivo.
•
18
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Fig. 9–7: L’andamento del rapporto tra il salario delle
donne e degli uomini ngli US
Tra i full-time tutto l’anno, il rapporto salariale donneuomini è oscillato intorno allo 0,6 tra il 1960 e il 1980.
Da inizio anni ’80 è  rapidamente, stabilizzandosi
sullo 0,77 dal 2004 => non implica necessariamente che
lo status economico delle donne non sia migliorato
durante i due decenni dal ‘60 all’80:
• % di partecipazione alla forza lavoro delle donne 
rapidamente nello stesso periodo => il salario medio
•
femminile nel 1960 e nel 1980 è stato calcolato su
campioni molto diversi di donne.
19
Figura 9 - 7 Andamento del rapporto dei guadagni donne - uomini,
1960 – 2004
20
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Hip.: le ultime entrate nel mkt del lavoro abbiano
salari inferiori alle donne che già lavoravano.
•
Aggiungere le persone a salario più basso al
campione delle donne lavoratrici maschererebbe
miglioramento dei salari femminili nel tempo.
 I dati indicano in realtà un notevole miglioramento
dei salari femminili anche prima del 1980 (postcontrollo effetti coorte): il %  w femminile era del
20% > del %  w maschili.
Nel grafico il miglioramento è nascosto: sono entrate
tante donne giovani a salario basso

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La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Ricordiamo: la disuguaglianza salariale è , anche
all’interno di gruppi con = qualifica, negli anni ‘80 e
’90.
 Allora ci si potrebbe aspettare  ulteriore di divario
salariale tra uomini e donne. Invece:
•
Fig. 9–7: rivela, tuttavia, che lo status economico delle
donne è migliorato rapidamente negli anni ‘80 e ‘90.
•Ricordiamo: è  la disuguaglianza salariale tra le
donne: in parte è l’effetto delle nuove entranti a salario
basso
•
22
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Fig. 9–8: andamento dei differenziali salariali per vari
paesi europei, 1994-2006.
• Miglioramento relativo dei salari delle donne,
attribuibile principalmente a  esperienza (minori
interruzioni) sul mkt del lavoro delle donne:
• almeno il 50% dell’  del rapporto del salario
donne/uomini è attribuibile a  stabilità nel mkt del
lavoro delle donne americane (= in EU).
• Sembra anche che ci sia stata  del grado con cui
donne e uomini sono trattati diversamente sul mkt del
lavoro: nel periodo il divario nel % di rendimento delle
qualifiche tra gli uomini e le donne è .
•
23
Figura 9 - 8 Andamento del differenziale salariale donne - uomini,
1994 – 2006
Differenziale salariale di genere
30
Belgio
25
Danimarca
Germania
20
Spagna
Francia
15
Italia
10
Olanda
Finlandia
5
Svezia
0
Gran Bretagna
1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
24
Gender pay differentials: Italy 2006-2011
Unadjusted Country
gap Italy
Source: Eurostat
EU27
2006
4.4
2007
5.1
2008
4.9
2009
5.5
17.7
17.6
17.5p
17.1p
In 2011 women earn 20% less than men
(10% less if only full-time workers are considered)
Source: ISTAT (2011)
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Dal 1994 al 2006 il differenziale salariale di genere: in
Germania è rimasto stabile, in Gran Bretagna è  e in
Danimarca è . In Italia e nel Sud Europa i differenziali
salariali sono: < di US e Regno Unito; ≅ a quelli dei paesi
del Nord Europa.
 Siamo davvero tra i paesi più paritari d’Europa?
•
N.B.: nei paesi con differenziali salariali elevati => i
differenze nei % di occupazione sono fra i più bassi (circa
10 punti%); nei paesi con differenze salariali basse =>
differenziali % occupazione elevatissimi (fino a 40 punti
%)
•
26
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
•Possibile
spiegazione: fenomeni di selezione nella forza
lavoro:
•Se
le donne occupate hanno in media caratteristiche associate a
maggiori rendimenti sul mercato del lavoro (es.: elevati livelli di
istruzione), i paesi con tassi di occupazione femminili bassi
hanno differenziali salariali minori semplicemente perché le
donne che avrebbero bassi salari potenziali non lavorano.
•In Italia la % di donne occupate con bassa istruzione è tra i più
bassi d’Europa.
•Correggendo questo problema di selezione il differenziale
salariale in Italia e Sud Europa sale al 25-30%, annullando
l’apparente vantaggio in termini di pari opportunità salariali
27
rispetto al Nord Europa
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini

Istruzione e “discriminazione da offerta”
Istruzione è un fattore molto importante che contribuisce a
 la discriminazione “da parte dell’offerta” (cioè non decisa
dai datori di lavoro):
• In Italia le donne più istruite (con un diploma o una laurea):
• hanno > probabilità di iniziare una carriera lavorativa e di
restare sul mkt, sia se nelle coorti giovani che in quelle meno
giovani (scarto con le donne poco istruite molto alto);
•
conciliano meglio lavoro e famiglia («costringono» i partner
a collaborare);
• dedicano meno tempo al lavoro domestico e più ai figli =>
•
 effetti negativi sui figli piccoli
28
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
Studio sui dati del panel Europeo Eurostat (ECHP),
confronta il comportamento lavorativo delle mamme
istruite e non: in Italia le donne con elevata istruzione
•
rientrano nel mkt del lavoro a pochi mesi dalla nascita
del figlio, (quelle con bassa/media istruzione a 50 mesi
dalla nascita nel 60% dei casi è ancora fuori dal mkt).
• Le scelte di lavoro delle donne più istruite sono meno
sensibili alle variazioni del contesto socio - economico
circostante (crisi).
• Confronto con Francia: le donne italiane potrebbero
 partecipazione se fossero in un mkt così flessibile e
in tale più generoso sistema dei servizi.
29
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
• In Italia:  partecipazione femminile ha fatto emergere una
doppia polarizzazione:
ptra donne con elevati e bassi livelli di istruzione (l’istruzione
rende molto per le donne)
ptra donne che vivono nel centro - nord e donne che vivono al
sud (la partecipazione è aumentata soprattutto al Nord)
Polarizzazione si riproduce nei comportamenti familiari –
riproduttivi (+ istruzione = + figli).
2. Dati Istat (Indagine “Famiglia e soggetti sociali”): solo le
1.
laureate possono scegliere se rinunciare alla famiglia (?) o
conciliare i due ruoli. La laurea è un fattore protettivo
dell’impatto dei figli sulla discontinuità lavorativa.
30
La discriminazione del mercato del lavoro –
Determinanti del rapporto del salario donne-uomini
• In Italia:  partecipazione femminile ha  la sperequazione
dei redditi familiari
•50
anni fa la moglie di un medico era una casalinga. Oggi è
un medico.
•50
anni fa la moglie di un operaio era una casalinga (o
un’operaia). Oggi è cambiato poco….
31
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