NOTIZIARIO DEL MONASTERO DI SAN BENEDETTO NORCIA [email protected] www.osbnorcia.org Monastero di S. Benedetto via Reguardati, 22 06046 Norcia (PG) Italia Anno XI, n. 2 ESTATE - AUTUNNO 2009 Carissimi amici: S ono molto orgoglioso dei nostri monaci. Oh, non siamo perfetti! Tutti noi (compreso il vostro servo indegno) potremmo migliorare in termini di obbedienza e umiltà - ma ciò nonostante, sono molto orgoglioso di tutti loro. Nel mese di settembre, Frater Evagrio e Frater Michele hanno fatto professione dei voti semplici (vale a dire, per un periodo di tre anni). Il 6 ottobre, Frater Giovanni ha fatto la professione solenne (vale a dire, per tutta la vita). Il 31 ottobre, Frater Tommaso è stato ordinato sacerdote (troverete maggiori notizie sull'ordinazione nel prossimo numero). Quando si leggono le testimonianze di questi monaci nel nostro giornalino, si percepiscono subito due qualità eccezionali: un grande amore per Dio, da un lato, e un desiderio di conversione, dall'altro. Cos'altro si può desiderare? Siamo, inoltre, lieti di comunicarvi importanti sviluppi sul tema "Il Progetto" - grazie al generoso sostegno dei nostri benefattori. È fantastico, ora possiamo iniziare! Quindi questo numero del giornalino parlerà di crescita - sia in Grazia che in numero. Unitevi a noi nel ringraziare Dio per un dono così grande. In Domino, Rev.mo Padre Cassiano Folsom, O.S.B. Priore Sepoltura mistica: Frater Giovanni si prostra in preghiera, coperto dal drappo funebre I VOTI SOLENNI DI FRATER GIOVANNI D io chiama tutti gli uomini a sé. E, in particolare, Egli chiama alcuni uomini a vivere esclusivamente per Lui. Sono chiamati ad offrire tutta la propria vita e a partecipare ogni giorno al culto di Dio, loro creatore. Chi sono questi uomini? Sono i monaci! Vi elenco le tre ragioni per cui ho deciso di diventare un monaco benedettino: 1. Per imparare a conoscere me stesso e ad approfondire il mio rapporto con Dio per mezzo del Suo eterno Figlio e della Santa Obbedienza; 2. Per vincere le mie passioni e i miei vizi con l'aiuto della Grazia Divina, attraverso il voto di conversione della vita; 3. Per vivere una vita che mi chiama sempre ad un amore più grande per Dio e per il prossimo, attraverso il voto di stabilità in una particolare comunità monastica. Soprattutto, attraverso la vita monastica, un uomo impara Frater Giovanni raccolto in preghiera a rinunciare all'amore proprio, acquisendo il Divino Amore che lo richiama sempre ad una nuova e più profonda unione con Dio. La sottomissione del mio proprio arbitrio al fine di acquisire il Divino Amore, richiederà più tempo e più sforzo rispetto a quanto, probabilmente, non lo sia per gli altri! Eppure, anche quando il monaco acquisisce l'Amore Divino, non è lasciato solo con Dio. Piuttosto, muore per se stesso in modo da poter vivere per gli altri. Il 6 ottobre 2009, con l'atto solenne di professione monastica sono morto per me e per il mondo. La mia speranza è che, dopo una lunga vita trascorsa nel monastero, possa cominciare a vedere alcuni dei frutti di questa morte. D'ora in avanti, nel terreno della mia anima ci sarà molta più terra da coltivare. Frater Maria Giovanni McKenzie O.S.B I VOTI SEMPLICI DI FRATER EVAGRIO E FRATER MICHELE In nomine Domini nostri Iesu Christi. Amen. Ego, frater (nome), de (luogo di nascita), diœceseos (nome della diocesi), promitto ad triennium stabilitatem meam, conversationem morum meorum et oboedientiam secundum Regulam sancti Patris nostri Benedicti, necnon statuta particularia nostra, sed et Constitutiones et Statuta Congregationis HelvetoAmericanae, in hoc monasterio Sancti Benedicti de Nursia sub titulo Mariae Sedis Sapientiae, coram Deo et Sanctis quorum reliquiae hic servantur, in praesentia Reverendissimi Patris Prioris Cassiani Folsom et monachorum eiusdem. Ad cuius rei fidem hanc petitionem manu propria subscripsi, anno a Nativitate Domini bis millesimo nono, die tertio mensis septembris. Frater Evagrio e Frater Michele mostrano la loro carta dei voti Frater Evagrio Hayden, O.S.B. scrive: Per un monaco, il momento più significativo della propria vita è la professione dei voti. È il punto essenziale di svolta, l'offerta fondamentale di se stessi a Dio, che definisce il resto della propria vita. Professando i voti, il monaco volge se stesso verso il Signore e fissa il suo sguardo su di Lui. Egli definisce il corso della sua vita, più o meno allo stesso modo in cui un marinaio in tempi antichi avrebbe diretto la prua della sua nave verso una stella polare, all'inizio del suo viaggio. Per la vita di un monaco, i voti sono essenziali, come lo era la stella per il marinaio. Si tratta di un aiuto costante e un promemoria per colui che deve rinnovare il proprio impegno e tornare a confrontarsi con il proprio Dio. Un monaco è un pellegrino in viaggio per tutta la notte di questa vita, nell'attesa dell'alba. La professione dei voti è come quando il pellegrino stanco volge il volto verso est, in attesa di veder sorgere il sole. Dopo aver professato i miei voti semplici, anch'io dovrò volgere me stesso ad est e mantenere lo sguardo fisso sul Signore. L'atto di emettere i voti allarga gli orizzonti del monaco e si protende verso Dio, proprio come un bambino potrebbe tendere le braccia verso il padre che ama, in modo che egli possa protendergli un dono prezioso, il dono di se stesso. Formulare i voti solleva il monaco e lo pone come un'offerta sacrificale davanti alla Santissima Trinità. Egli diventa un olocausto, offrendosi interamente consumato per il Signore. Come nell'Antico Testamento, nulla era messo da parte, ma tutto veniva consumato nel fuoco come un dono completo e incondizionato, così ora, il monaco deve dare tutto il proprio corpo, la propria anima, la propria mente e, soprattutto, la propria volontà come un olocausto al Dio vivente. Confidando nella fedeltà sconfinata di Dio, il monaco è convinto che non sarà lasciato orfano, ma che sarà accolto nelle braccia del Signore. Nella cerimonia del giuramento, canta, Suscipe me Domine secundum eloquium tuum ... “Sollevami, o Signore secondo la tua promessa!” E Dio è sempre fedele alle sue promesse, siamo noi quelli che veniamo meno alla fede. Frater Michele Reyes, O.S.B. scrive: Nel mio pellegrinare verso Dio, professare i voti semplici è stato un passo da gigante nella fede. Anni fa, non avrei mai pensato che Dio mi avrebbe chiamato a donare la mia vita come un monaco benedettino, separandomi dal mondo. Avevo le mie proprie idee sul disegno di Dio per me. Sono contento di essere riuscito ad aprire gli occhi sul Suo progetto verso di me. Ho da sempre una particolare devozione a San Michele Arcangelo e ho persino avuto la grazia di visitare il Santuario del Monte Gargano. È stata una vera gioia per me quando Papa Benedetto XVI ha pubblicato il suo Motu Proprio Summorum Pontificum, perché nella Forma Straordinaria della Messa, San Michele viene nominato nel Confiteor. Non mi è venuto in mente allora che San Michele voleva che anch'io prendessi il suo nome. Rendere pubblica professione dei voti semplici mi ha aiutato a capire la profondità del suo amore nei miei confronti e come la Divina Provvidenza opera in ogni momento nella nostra vita. Possa la sua luce continuare a brillare sul mondo attraverso i monaci a Lui consacrati. IL PROGETTO Il 17 giugno 2009, il Padre Priore e l'Arcivescovo Fontana hanno firmato i documenti necessari al completamento delle pratiche per l'acquisto della proprietà. Deo gratias! Durante il mese di settembre, in due fine settimana diversi, i monaci assistiti dagli amici della città di Norcia hanno eseguito alcune operazioni preliminari di pulizia – disboscamento della giungla che era cresciuta tutt'intorno all'edificio nel corso degli anni. Nel mese di ottobre abbiamo dato l'incarico ad una società specializzata per entrare nell'edificio ed eseguire la messa in sicurezza: puntellamento dei muri che erano in pericolo di crollo, sgombero delle macerie, abbattimento degli alberi che erano cresciuti dentro l'edificio, rafforzamento delle volte e assestamento dei tetti - in breve, rendendo le rovine un cantiere sicuro. Ora gli architetti (e i monaci!) possono muoversi liberamente all'interno dell'edificio. Frater Antonio trasporta dei mattoni di alta qualità che dovranno essere riutilizzati per il restauro Frater Giovanni alle prese con un “Bob-Cat” (o miniescavatore) Una parte del piano superiore e del tetto: prima della messa in sicurezza Una parte del piano superiore e del tetto: dopo la messa in sicurezza L’antico dormitorio Una vista dall’alto della chiesa diroccata Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano vi alzate di buon mattino, Tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: Il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno (Sal 126,1-2). DONAZIONI I vostri generosi versamenti potranno confluire presso: cc postale n.13748066 intestato a Monastero di San Benedetto - Norcia, causale “pro comunità benedettina” Cassa di Risparmio di Spoleto - Agenzia di Norcia IBAN: IT39F0631538580000001005246 - Swift Code (BIC): CRSPIT3S Ricompensa con la vita eterna, O Signore, tutti coloro che ci fanno del bene nel tuo nome