“O P E R A R O M A N I”
(Azienda Pubblica di Servizi alla Persona)
Via Roma, 21 – 38060 - NOMI (TN)
Costituita ai sensi della L.R. 21 settembre 2005, n. 7.
MANUALE
ORGANIZZATIVO
Marzo 2013
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
INDICE
PREMESSA
CHE COSA E’ L’ORGANIZZAZIONE
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L’ORGANIZZAZIONE ALL’ OPERA ROMANI
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LA DOMANDA
PAG. 8
IL MODELLO ASSISTENZIALE PROFESSIONALE
- 1. I PRINCIPI E LE PRASSI ASSISTENZIALI
PAG. 10
- 2. LE METODOLOGIE E GLI STRUMENTI ASSISTENZIALI
PAG. 12
2.1 LA VALUTAZIONE INTEGRATA DELLA DOMANDA
PAG. 12
2.2. LA PROGRAMMAZIONE
PAG. 13
- 3 PRASSI E METODOLOGIE DI ASSISTENZA (PROTOCOLLI)
PAG. 14
- 4. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ ASSISTENZIALE
PAG. 15
IL MODELLO ORGANIZZATIVO-GESTIONALE
- 1. LA LOGICA
PAG.
16
- 2. L’ARTICOLAZIONE DEL SERVIZIO
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17
- 3. IL SISTEMA DEI RUOLI I RIFERIMENTI ORGANIZZATIVI
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19
- 4. SISTEMI DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO
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20
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LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
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- DIRETTORE
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24
- COORDINATORE DELL’ATTIVITA’ SANITARIA
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25
- COORDINATORE DI STRUTTURA ASSISTENZIALE
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27
- MEDICO DI ASSISTENZA GENERICA
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30
- INFERMIERE PROFESSIONALE
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32
- FISIOTERAPISTA
PAG.
34
- ANIMATORE
PAG.
36
- OPERATORE SOCIO SANITARIO
PAG.
38
- RESPONSABILE QUALITA’ E FORMAZIONE
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39
- DIREZIONE AMMINISTRATIVA
PAG.
41
STRUMENTI PER LA RACCOLTA DEI DATI
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44
- SCHEDA PER VISITA PREAMMISSIVA
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45
- PIANO DI ASSISTENZA INDIVIDUALIZZATO
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POSIZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI
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PREMESSA
Che cosa è l’organizzazione
Per capire il concetto di “Organizzazione” e quindi la necessità di adottare il “manuale
organizzativo” occorre approfondire il concetto di azienda.
L’Azienda è un soggetto economico che opera per finalità istituzionali ed ha una propria
esistenza ed una propria individualità rispetto alla persona giuridica che agisce per finalità di
carattere istituzionali quali quelle fissate per le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (APSP).
Per raggiungere le proprie finalità l’Ente persona giuridica deve svolgere una attività
economica e perciò deve costituire una propria azienda che rappresenta lo strumento di cui si avvale
l’ente. Etimologicamente azienda, deriva dal latino agenda (agere = agire) che significa “operazioni
da compiere”, “cose da fare”; l’azienda, è pertanto una organizzazione di persone e di beni
economici istituita per il conseguimento di un fine attraverso il complesso di operazioni che in essa
vengono poste in essere.
L’amministrazione economica si attiva attraverso tre momenti astrattamente distinti ma fra
loro intimamente connessi:
-
l’organizzazione
-
la gestione
-
la rilevazione
L’organizzazione riguarda essenzialmente il razionale ordinamento degli organi che
dovranno operare nell’azienda, attraverso la coordinazione delle energie umane, materiali e
immateriali in vista del migliore raggiungimento degli scopi per cui l’azienda viene istituita.
In particolare costituiscono problemi di organizzazione:
-
la scelta della forma giuridica (azienda individuale, società di vario tipo)
-
il reclutamento del personale;
-
la determinazione delle funzioni e dei compiti da svolgere, nonché la loro attribuzione ai
vari organi, fissandone la struttura, i poteri e le responsabilità. In senso stretto
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l’organizzazione riguarda principalmente l’ordinamento costituito dall’insieme delle
persone operanti nell’azienda.
La gestione è l’attività, cioè il complesso di operazioni ordinate sistematicamente mirate
direttamente al conseguimento dei fini dell’azienda.
La rilevazione è costituita dalle registrazioni, annotazioni, scritture effettuate per
consentire conoscenze utili ai fini di una conveniente gestione ed organizzazione; ha quindi scopi
conoscitivi e di controllo.
L’organizzazione all’ “Opera Romani”
La persona giuridica Opera Romani si è costituita e modificata nel tempo secondo il
percorso di seguito sinteticamente esposto.
L’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB) “Ospedale Ricovero Romani”
venne costituita in Nomi in base all’accordo intervento in Rovereto l’11.06.1906 tra i rappresentanti
dei Comuni di Nomi, Pomarolo e Volano che ottenne l’approvazione da parte delle Luogotenenza
di Innsbruck con atto n. 45621 del 17.08.1907.
La L.R. 21 settembre 2005, n. 7, ha approvato il “Nuovo ordinamento delle Istituzioni
Pubbliche di Assistenza e Beneficenza – Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona” ed ha previsto,
fra l’altro, la trasformazione delle IPAB in “Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona”.
In attuazione della normativa regionale è stato approvato il nuovo Statuto con la
deliberazione della Giunta Regionale n. 279 del 25/09/2007 e l’IPAB Opera “Romani” è stata
trasformata dal 1° gennaio 2008 in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Opera Romani”
(APSP).
Gli scopi statutari sono stati individuati nell’ospitalità di:
- anziani non autosufficienti o con gravi disabilità in forma semiresidenziale al fine di favorire il
più possibile la loro permanenza nel proprio ambiente di vita e di sostenere le famiglie di
appartenenza;
- anziani non autosufficienti, in forma residenziale, non curabili a domicilio, che hanno bisogno di
trattamenti continui, nonché persone non autosufficienti o con gravi disabilità fisiche o psichiche
L’ “Opera Romani” promuove, inoltre, la realizzazione di servizi di assistenza domiciliare
integrativi o alternativi a quelli residenziali o semiresidenziali, convenzionandosi anche con altri
enti pubblici che svolgono attività di carattere socio-assistenziale.
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Il Consiglio di Amministrazione per dare attuazione ai fini statutari ha costituito nel tempo
la propria azienda, in senso economico, dotandosi di una propria pianta organica, con
individuazione dei profili professionali e delle relative mansioni e specificando inoltre le modalità
di assunzione. Con l’adozione del manuale organizzativo la Direzione intende individuare le
modalità operative del personale.
Il Consiglio, nell’espletamento della propria attività, cioè per il raggiungimento dei propri
fini statutari, dovrà tener conto, quali vincoli, degli indirizzi nazionali, regionali e provinciali in
materia assistenziale per il miglioramento della qualità assistenziale.
Il quadro normativo vigente è il seguente:
- L.R. 21 settembre 2005, n. 7, avente ad oggetto “Nuovo ordinamento delle istituzioni
pubbliche di assistenza e beneficenza – aziende pubbliche di servizi alla persona”;
- L.R. 16 giugno 2006, avente ad oggetto “Norme in materia di governo dell’autonomia del
Trentino”;
- L.P. 27 luglio 2007, n. 13, avente ad oggetto “Politiche sociali nella provincia di Trento”;
- L.P. 22 luglio 2009, n. 8, avente ad oggetto “Disposizioni per la prevenzione e la cura
dell’Alzheimer e di altre malattie neurovegetative legate all’invecchiamento e per il
sostegno delle famiglie, nonché modificazioni dell’art. 49 della L.P. 1° aprile 1993, n. 10
(legge sul servizio sanitario provinciale) in materiale di personale”;
- L.P. 16 giugno 2010, n. 16, avente ad oggetto: “Tutela della salute in provincia di Trento”
- L.P. 24 luglio 2012, n. 15 avente per oggetto “Tutela delle persone non autosufficienti e
delle loro famiglie e modificazioni delle leggi provinciali 3 agosto 2010, n. 19 e 29 agosto
1983 n. 29 in materia sanitaria”
La R.S.A. deve essere organizzata per “nuclei”, di norma, di circa 20 ospiti, per il
miglioramento della qualità dell’assistenza.
Il concetto di “nucleo” al quale fa riferimento l’Opera Romani, non essendo previsto dalla
legge, è il seguente:
“Il modello organizzativo per nuclei prevede l’articolazione del servizio in gruppi stabili di anziani,
ciascuno dotato di un proprio - organico - di operatori. Scopo del nucleo è di personalizzare
l’azione di assistenza secondo gli stili di vita consolidati dei singoli ospiti, per massimizzare il
grado di benessere della loro permanenza all’interno del servizio”.
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Attualmente l’ “Opera Romani” è autorizzata al funzionamento, è accreditata ed è
convenzionata con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento per la gestione di
posti di R.S.A.
I requisiti organizzativi minimi prevedono, per ogni R.S.A:
-
valutazione
multidimensionale
attraverso
appositi
strumenti
validati
dei
problemi/bisogni sanitari, cognitivi, psicologici e sociali dell’ospite al momento
dell’ammissione e periodicamente secondo le indicazione dell’UVM;
-
stesura di un piano di assistenza individualizzato corrispondente ai problemi/bisogni
identificati dall’UVM;
-
lavoro degli operatori deputati all’assistenza secondo le modalità e le logiche
dell’équipe interdisciplinare;
-
raccolta dei dati delle singole valutazioni multidimensionali tale da permettere il
controllo continuo delle attività della R.S.A.;
-
coinvolgimento della famiglia dell’ospite;
-
valorizzazione dell’intervento del volontariato;
-
personale medico, infermieristico, di riabilitazione e di assistenza alla persona in
relazione alle dimensioni ed alla tipologia delle prestazioni erogate e nel rispetto delle
indicazioni provinciali.
Per l’accreditamento dell’Opera Romani la Provincia Autonoma di Trento ha accertato
ulteriori requisiti di qualità, rispetto a quelli dell’autorizzazione al funzionamento.
Il Centro Diurno, servizio semiresidenziale, è autorizzato al funzionamento.
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LA DOMANDA
L’assistenza agli anziani non autosufficienti è un’azione globale che richiede alle strutture
assistenziali dinamicità, flessibilità, adattabilità, elasticità, differenziabilità, per poter seguire
l’anziano nella sua instabilità, variabilità e specificità.
L’anziano non autosufficiente deve trovare all’interno della struttura assistenziale le risposte
ai propri bisogni.
Il servizio deve essere in grado di adattare, plasmare il proprio assetto e funzionamento sulle
esigenze della domanda degli ospiti, portando l’assistenza all’anziano e non l’anziano all’assistenza,
e ciò per evitare di sradicare l’ospite dall’ambiente fisico e dal sistema di relazioni nel quale si è
inserito, quasi sempre, con difficoltà e sofferenza.
L’uscita temporanea dalla struttura residenziale per fruire di prestazioni assistenziali ha
senso laddove le condizioni e i bisogni dell’utente richiedono assistenza non previste e non garantite
dalla struttura, quali, ad esempio, prestazioni specialistiche ospedaliere o supporto per il
reinserimento nell’ambiente di provenienza.
La struttura assistenziale deve essere organizzata per gestire direttamente tutta la casistica
dell’anziano dalla non autosufficienza fisica alla perdita delle capacità cognitive e si identifica con
le seguenti specificità:
•
forte complessità: consistente nella vasta gamma dei bisogni del singolo;
•
forte instabilità: causata dalla elevata variabilità, determinata dal frequente cambiamento delle
condizioni della persona;
•
forte differenziazione: data l’unicità, irripetibilità del singolo, a prescindere dall’età e dalle
condizioni psico-fisiche;
•
forte unitarietà: richiesta dall’assoluta integrazione dell’individuo e dei suoi bisogni.
Sul piano dei contenuti, la domanda evidenzia l’emergenza dell’anziano affetto da demenza
con disturbi comportamentali.
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Il fenomeno demenze ha assunto dimensioni e diffusione tali da richiedere interventi
specifici e differenziati lungo l’intero percorso di assistenza; per agire nelle diverse fasi e forme in
cui si presenta sono necessari nuclei specializzati all’interno della struttura residenziale.
L’attività dell’Ente, oltre a gestire una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), per inserirsi
concretamente ed attivamente nella rete territoriale dei servizi, si è indirizzata ad erogare servizi
alternativi semiresidenziali quali il Centro Diurno e l’accoglienza di Ospiti temporanei in RSA.
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IL MODELLO ASSISTENZIALE
PROFESSIONALE
1. I PRINCIPI E LE PRASSI ASSISTENZIALI
In coerenza con le specificità dell’utenza e dei suoi bisogni, il modello assistenziale deve
assumere un “taglio” riabilitativo globale, fortemente centrato sulla domanda, che rappresenta il
riferimento assoluto delle decisioni e delle azioni assistenziali. Ciò significa che il servizio
individua e persegue obiettivi di recupero e di mantenimento delle capacità residue degli anziani in
tutte le fasi e in tutti gli ambiti di vita dell’ospite, cercando di rendere compatibili il più possibile
l’efficacia tecnica degli interventi con il gradimento della persona (bene-essere).
L’impegno della struttura deve essere quello di mantenere “vivi”, non solo in vita, gli
anziani ospiti, agendo sul piano della “mobilizzazione” fisica e psico-sociale, intese come
motivazione al vivere.
La filosofia del servizio prevede che nessuna azione e intervento può accadere per “caso” in
presenza di obiettivi e di processi assistenziali definiti sulla base delle aspettative e delle condizioni
dell’utente.
Si tratta di progettare e di programmare la “spontaneità” di un’azione assistenziale efficace e
gradevole in continuità e sintonia con i percorsi e i tempi di una vita normale.
L’approccio riabilitativo prevede una forte sintonia e sinergia professionale e operativa. In
particolare l’intervento fisioterapico e l’attività di animazione possono produrre, se effettivamente
integrati, circoli virtuosi all’interno dei quali il sostegno e il recupero fisico e psico sociale si
rinforzano reciprocamente.
Le attività più propriamente riabilitative si raccordano strettamente con l’assistenza socio
assistenziale di base e sanitaria, sia per progettare gli interventi, in coerenza con la domanda, che
per qualificare e arricchire l’assistenza, “trasferendo” e “trasfondendo” nei processi di intervento
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una logica e una pratica professionale sempre più connotata in senso riabilitativo. In tal senso è
previsto che i Fisioterapisti e gli Animatori siano presenti periodicamente in tutte le fasi di vita
dell’anziano e di attività del servizio, per poter fornire il supporto necessario alla qualificazione
dell’assistenza in senso riabilitativo.
Il modello assistenziale-professionale deve fare perno sul monitoraggio delle condizioni e
dei bisogni degli anziani per operare per “ipotesi” di risultato e secondo logiche e metodi anche
sperimentali, che implicano verifiche sistematiche dei risultati raggiunti, la loro valutazione in
rapporto ai metodi e ai processi adottati e la regolazione continua delle azioni assistenziali.
Fatti e dati sull’anziano, ipotesi delle ragioni che li determinano, obiettivi di modifica dello
stato globale dell’ospite verso condizioni di maggior benessere, progetti e processi di assistenza,
riflessioni e valutazioni sistematiche, revisione e regolazione degli interventi, nuovi progetti sono
gli elementi che caratterizzano, in particolare, il metodo dell’assistenza alla persona gravemente non
autosufficiente.
Il modello assistenziale professionale deve essere in grado di esprimere:
•
Una forte flessibilità e adattabilità alle diverse condizioni degli anziani e ai cambiamenti dei
bisogni del singolo anziano nel tempo;
•
Un’elevata reattività, intesa come tempestività di risposta alle dinamiche delle condizioni degli
anziani;
•
Una forte continuità di azione degli operatori, sul piano dei contenuti dell’intervento, in
particolare, delle modalità-relazioni con l’anziano, per garantire una condizione di agio e di
sicurezza, fondamentale rispetto al bene-essere dell’ospite;
•
Una forte continuità di azione del servizio, che deve esser in grado di gestire l’intera gamma di
bisogni dell’utente al proprio interno e presso l’ambiente di vita dell’anziano, senza che possa
scaricare la persona a nuclei o strutture specializzate, fatta eccezione per i dementi;
•
Una specializzazione puntuale, a presidio degli specifici bisogni e interventi con gli anziani;
•
Un’intensa e sistematica integrazione professionale e operativa fra tutte le figure professionali
che interagiscono con l’anziano per recuperare sul piano del raccordo interdisciplinare,
l’unitarietà della persona, spesso “frantumata” fra le singole discipline, per incrementare il
grado di flessibilità e di reattività della struttura.
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Le articolazioni della struttura, i nuclei, per mantenere adeguati livelli di flessibilità, devono
essere progettate per rispondere alla globalità e alle dinamiche dei bisogni dell’anziano. Potrebbe
essere, invece, definito il mix o la composizione dell’utenza dei nuclei, secondo criteri di
distribuzione della gestione dell’impegno professionale richiesto dalle differenti condizioni e
bisogni degli anziani.
L’unica patologia per la quale è prevista l’attivazione di un nucleo specializzato è la
demenza, per i disturbi comportamentali, che richiede ambienti, comportamenti e interventi
specifici rispetto alle necessità degli altri utenti.
2. LE METODOLOGIE E GLI STRUMENTI ASSISTENZIALI
2.1 LA VALUTAZIONE INTEGRATA DELLA DOMANDA
La valutazione delle condizioni, dei bisogni, delle abitudini,
delle aspettative ed il
gradimento degli anziani implica la messa a punto di un processo costante di rilevazione e di
interpretazione della “domanda” articolato, sostanzialmente, in due distinti percorsi professionali e
opportunità, di differente valenza, ma assolutamente integrati fra loro. L’uno rivolto agli aspetti
biologici dell’anziano e condotto prevalentemente, ma non esclusivamente, dalle figure sanitarie e
l’altro orientato alla lettura della dimensione psico-sociale degli anziani e gestito prevalentemente,
ma non esclusivamente, dagli Operatori Socio-Sanitari e degli Animatori.
La valutazione della dimensione biologica deve essere compiuta dallo staff medico,
infermieristico e riabilitativo, utilizzando anche strumenti oggettivi quali scale valutative e test che
misurano il livello di autosufficienza del soggetto nello svolgimento delle principali attività
quotidiane e nelle funzioni cognitive.
La valutazione degli aspetti assistenziali di base e psico-sociali deve essere compiuta dagli
Operatori Socio-Sanitari e dall’Animatore, utilizzando specifici strumenti e schede di osservazione
dei comportamenti degli Ospiti.
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L’analisi e la valutazione “biologica” e quella “psico-sociale” degli anziani sono integrate
per ricostruire il sistema unitario delle condizioni, dei bisogni, delle aspettative, delle abitudini e del
gradimento della persona e rappresentano il dato di riferimento per tutti i processi di assistenza per
la gestione successiva, dalla programmazione degli interventi individuali e delle strategie dell’ente,
alla verifica e regolazione delle attività di assistenza e di governo della struttura.
In particolare l’analisi e la valutazione individuale è parte del piano di assistenza individuale
(PAI).
Altro strumento informativo adottato, indispensabile per dare continuità ed efficacia alla
gestione dell’anziano, è la consegna integrata: sanitaria e assistenziale, utilizzata, unitariamente, da
tutte le figure professionali.
2.2.
LA PROGRAMMAZIONE
Ogni livello organizzativo della struttura opera per piani di lavoro, basati su una puntuale e
organica analisi delle condizioni e dei bisogni degli anziani, degli impegni e dei livelli di qualità e
di efficienza della struttura e delle sue singole articolazioni.
I piani di ciascun livello organizzativo prendono spunto e si collocano all’interno degli
indirizzi e degli obiettivi dei livelli di riferimento gerarchico e funzionale superiori che, a loro volta,
mettono a punto le proprie strategie operative “attingendo” informazioni e suggerimenti dai
collaboratori.
I piani di ciascuna unità devono essere raccordati con gli obiettivi e le azioni dei ruoli e delle
articolazioni della struttura con le quali hanno un rapporto di stretta interdipendenza.
Il processo di pianificazione “alto/basso” – “basso/alto” e “lateralizzato” (elaborato con il
contributo anche dei colleghi), garantisce lo sviluppo di attività in linea con le scelte politiche
aziendali, congruenti con i bisogni e le condizioni degli utenti e coerenti fra loro.
La gestione del nucleo prevede l’adozione della metodologia del piano di assistenza
individuale integrato (più oltre solo PAI), di piani gestionali, del piano riabilitativo e del piano
dell’animazione.
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Il PAI deve esser formulato dall’équipe del nucleo, composta dal Coordinatore di Struttura
Assistenziale, dal Medico, dagli Infermieri Professionali, dagli Operatori Socio-Sanitari,
dall’Animatore, dal Fisioterapista.
Il PAI viene gestito e aggiornato sistematicamente dal Coordinatore di Struttura
Assistenziale o dai suoi collaboratori (Infermieri, Fisioterapisti, Animatori), attraverso momenti di
verifica e di valutazione comuni (microequipe) coinvolgendo gli Operatori Socio Sanitari.
Il piano di nucleo riguarda la programmazione annuale delle attività e delle risorse del
nucleo in relazione agli obiettivi di benessere e organizzativi identificati dal Coordinatore di
Struttura Assistenziale. Il Coordinatore di Struttura Assistenziale coinvolge nella formulazione del
piano gli Operatori Socio-Sanitari, gli Infermieri Professionali, il Fisioterapista e l’Animatore, in
grado di fornire puntuali dati e proposte in merito alla gestione degli anziani, per dare organicità,
equilibrio e coerenza, sia interne, che rispetto alle azioni delle altre figure professionali, al progetto
annuale di nucleo.
Il piano riabilitativo individuale e il piano dell’animazione vengono formulati
rispettivamente dal Fisioterapista e dall’Animatore. Date le condizioni di non autosufficienza degli
anziani, è opportuno che riabilitazione e animazione raccordino sempre più le proprie analisi e i
propri interventi, nella prospettiva di realizzare un’azione di “riattivazione” globale, condotta
congiuntamente, facendo leva sulle capacità e sulle motivazioni residue dell’anziano.
3. PRASSI E METODOLOGIE DI ASSISTENZA (PROTOCOLLI)
La prassi di ingresso in struttura prevede la visita, presso il domicilio dell’anziano, per
conoscere il potenziale utente nel suo ambiente di vita e dare continuità al suo percorso esistenziale,
per effettuare una prima valutazione di massima delle condizioni, dei bisogni, delle abitudini e
predisporre un percorso di ingresso e di prima permanenza in struttura il più possibile congruente.
Le figure professionali incaricate di realizzare, al più presto e congiuntamente, la visita
domiciliare sono, di norma, l’Animatore o il Coordinatore di Struttura Assistenziale, il
Fisioterapista e l’Infermiere Professionale, senza ritardare l’accoglienza dell’anziano in RSA.
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L’ente inoltre definisce e adotta, prassi relative a tutte le principali attività di assistenza e di
gestione degli anziani, e la realizzazione di visite specialistiche interne ed esterne alla struttura, il
ricovero in ospedale è previsto solo in caso di assoluta necessità, stante il disagio a cui deve
sottostare l’anziano.
La struttura definisce le metodologie di intervento assistenziale (protocolli) relative a tutte
le fasi e le attività che l’anziano svolge all’interno e all’esterno. I protocolli definiscono le modalità
generali, valide, cioè per tutti gli ospiti, con cui gli operatori tutti sono chiamati ad agire ed a
rapportarsi con gli anziani. La identificazione e l’adozione dei protocolli hanno l’obiettivo di
rendere gli interventi degli operatori congruenti con le condizioni, con i bisogni e con il gradimento
degli anziani e di dare omogeneità di intervento al singolo ospite e vengono definiti nei piani di
assistenza individuale.
Le metodologie di intervento vengono verificate e riformulate periodicamente, sulla base dei
cambiamenti riscontrati nelle condizioni e nei comportamenti degli anziani.
4. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ ASSISTENZIALE
Il sistema di valutazione e di sviluppo della qualità dell’assistenza all’anziano, intesa come
connubio fra gradimento dell’ospite ed efficacia tecnica degli interventi, in grado di realizzare
elevate condizioni di bene-essere degli anziani, prevede l’adozione, oltre che dei requisiti strutturali
e gestionali contenuti nelle specifiche direttive provinciale, di indicatori e di indici di qualità e di
efficienza.
I parametri di qualità riguardano:
•
Il grado di benessere bio-psico-sociale di cui godono gli anziani (indicatori di risultatobenessere)
•
La tipologia e le modalità di gestione delle attività di assistenza e di “riattivazione” (indicatori
assistenziali)
•
Le capacità professionali degli operatori (indicatori professionali)
•
Le metodologie e gli strumenti informativi e operativi utilizzati dal servizio (indicatori di
processo).
Il sistema di valutazione della qualità assistenziale prevede la verifica periodica del
gradimento degli anziani rispetto al sistema delle azioni sviluppate all’interno del servizio, tramite
opportune metodologie (questionari, interviste).
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IL MODELLO ORGANIZZATIVO
GESTIONALE
1. LA LOGICA
L’esigenza di diversificazione, di “personalizzazione”, di flessibilità, di specializzazione, di
reattività, di continuità, di interdisciplinarietà del sistema assistenziale è garantita da un assetto
organizzativo disegnato secondo due direttrici: verticale e orizzontale-circolare, e tre logiche di
progettazione: la differenziazione nell’articolazione, il decentramento e l’integrazione.
La direttrice “verticale” è tracciata lungo le funzioni specialistiche e assicura gli obiettivi di
area:
-
sanitaria
-
socio-assistenziale
-
economico-finanziaria,
garantendo:
- il presidio efficace degli aspetti tecnico-specifici della gestione e dei singoli bisogni dell'anziano,
attraverso l'adozione di strumenti e comportamenti professionali e operativi "disciplinari"
qualificati;
- l'omogeneità delle azioni assistenziali e gestionali delle specifiche "famiglie" professionali del
servizio ciascuna delle quali si trova a condividere approcci e metodologie di intervento "proprie".
La direttrice orizzontale-circolare è tracciata lungo la domanda e assicura gli obiettivi
globali assistenziali ed è identificata dai nuclei, e garantisce al presidio la complessità e la globalità
della gestione del servizio e della persona anziana.
L'articolazione e la differenziazione della struttura in sottosistemi organizzativi, i nuclei,
all'interno dei quali nell’ambito degli indirizzi e delle scelte generali del servizio, si diversifica
l'azione assistenziale per piccoli “gruppi” di anziani e per singoli ospiti, adottando interventi,
modalità, tempi, e relazioni personalizzate per utente.
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Il decentramento organizzativo e professionale, ossia l'assegnazione di precise responsabilità
e poteri decisionali a livelli organizzativi intermedi e operativi, incrementa il grado di reattivitàtempestività della risposta alle dinamiche dei bisogni dell'anziano, oltre alla flessibilità e alla
diversificazione degli interventi e alla congruenza degli adattamenti alle variazioni di stato degli
ospiti. Il decentramento e la delega di responsabilità sono condizioni organizzative indispensabili
nei servizi alla persona, in particolare non
autosufficiente, che presuppongono una struttura
fortemente qualificata, professionalmente "matura" ed affidabile, dovendo gestire un'utenza
particolarmente fragile e dipendente.
L’integrazione orizzontale, fra ruoli e settori differenti, e verticale fra figure professionali
con diversi livelli di responsabilità, assicura la sintonia e le sinergie necessarie a realizzare un
insieme di forze gestionali monodirezionale, orientate, cioè, verso gli stessi risultati globali, per il
singolo anziano, come per l'intera struttura, e scandito da logiche e pratiche assistenziali ed attività
omogenee e compatibili.
2. L’ARTICOLAZIONE DEL SERVIZIO
L’Opera “Romani” si articola in:
•
due strutture assistenziali, che gestiscono posti letto di RSA;
•
un centro diurno,
•
un servizio amministrativo.
Le strutture assistenziali sono aggregate per dislocazione territoriale:
•
una in Via Roma che si articola in due nuclei, uno al 1° piano e l’altro al 2° piano presso la
Casa di Riposo, oltre alla Palazzina, con un solo nucleo;
•
l’altra presso la ex Casa Albergo in Piazza Vinotti, con un solo nucleo.
Ad ogni struttura assistenziale è preposto un Coordinatore di Struttura Assistenziale.
Le due strutture assistenziali, che gestiscono posti letto di RSA, ed il Centro Diurno
rappresentano, la “mission” dell’ente, l’area “marketing” dell’Ente in quanto responsabili
dell’analisi della domanda e della identificazione e realizzazione degli obiettivi e dei processi di
assistenza agli utenti.
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Ogni “struttura assistenziale” è articolata in “nuclei” e questi ultimi sono dotati di specifici
“organici” che prevedono la presenza di: Operatori Socio-Sanitari, Animatore, Infermieri
Professionali e il Fisioterapista, funzionanti secondo un proprio piano operativo caratterizzato da
specifiche modalità assistenziali e professionali, dimensionate sulle condizioni e sui bisogni degli
anziani ospiti.
A bilanciare l’”indipendenza" operativa dei “nuclei” e delle “strutture assistenziali”, rispetto
alla necessità di omogeneità culturale-professionale e gestionale, che resta un sistema organizzativo
organico e integrato, dotato di strategie e di politiche di assistenza e gestionali unitarie, sono
previsti ruoli, organismi, processi e strumenti di raccordo e di messa in sinergia delle idee e delle
azioni.
L'area dell'assistenza ha il compito delicato e determinante di dare il "la" in termini
propositivi rispetto alle scelte di fondo dell'Azienda, con responsabilità decisionali riguardo agli
aspetti tecnico-gestionali del servizio.
Tutto ciò all'interno di un continuo confronto con il servizio amministrativo, per rendere
compatibili le azioni di assistenza e di gestione degli anziani con le risorse disponibili e con il
quadro normativo.
Le unità operative che non svolgono funzioni di assistenza diretta agli anziani hanno il
compito di facilitare, fluidificare e razionalizzare l'azione riabilitativa rivolta agli anziani, secondo
la logica che tutte le unità dell'ente hanno come obiettivo primario il benessere degli ospiti e la
qualità del servizio.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
3. IL SISTEMA DEI RUOLI E I RIFERMENTI ORGANIZZATIVI (DIPENDENZE)
In coerenza con le esigenze di specializzazione disciplinare ed operativa e con la necessità di
sintesi assistenziale e gestionale della struttura il modello organizzativo prevede due tipologie di
posizioni di “lavoro”: quelle “gestionali manageriali”, cioè con funzione di ottimizzazione delle
risorse umane e strumentali, e “tecnico-professionali”.
Della prima tipologia (gestionali manageriali) fanno parte:
•
Il Direttore;
•
I Coordinatori di Struttura Assistenziale;
Fanno riferimento alla seconda tipologia (tecnico-professionali):
•
il Coordinatore dell’attività sanitaria;
•
il Medico di assistenza generica;
•
l'Infermiere Professionale;
•
l’Operatore Socio Sanitario;
•
il Fisioterapista;
•
l’Animatore;
•
il Responsabile del Servizio Amministrativo.
Il Direttore risponde al consiglio di amministrazione al quale deve garantire il supporto per le
decisioni politiche strategiche e la conoscenza degli elementi più significativi per la verifica e la
valutazione dei risultati della gestione della struttura.
Al Direttore riferiscono:
•
il Coordinatore dell’Attività Sanitaria;
•
i Coordinatori delle Strutture Assistenziali;
•
il Responsabile del Servizio Amministrativo.
Al Coordinatore di Struttura Assistenziale riferiscono:
•
il Medico di assistenza generica (per gli aspetti organizzativo-gestionali);
•
il Fisioterapista (per gli aspetti organizzativo-gestionali);
•
gli Infermieri Professionali (per gli aspetti organizzativi-gestionali);
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
•
l’Animatore;
•
gli Operatori Socio-Sanitari.
Al Medico di assistenza generica riferiscono, per gli aspetti tecnico-sanitari:
•
il Fisioterpista;
•
gli Infermieri Professionali.
4. SISTEMI DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO
a) il coordinamento alla RSA Opera Romani.
IL LAVORO COMPLESSO DEI SERVIZI RESIDENZIALI.
I servizi residenziali per anziani, quali le RSA, sono servizi peculiari che prevedono forme di
convivenza organizzata, e che vengono chiamati a coniugare, nella quotidianità, dimensioni di
soggettività, di comunità e di organizzazione.
I servizi residenziali devono quindi dare continuità alla gestione delle problematiche della salute
siano esse legate ad acuzie, cronicità, e non autosufficienza, ma contemporaneamente anche
assicurare continuità, per ognuno degli ospiti, forme di relazione con la propria storia, con il proprio
patrimonio di esperienze e di identità con i legami e gli affetti familiari e relazionali.
Nelle RSA le competenze e le professionalità sanitarie e assistenziali devono coniugarsi con la
capacità di dare attenzione alle dimensioni organizzative del servizio, cioè con la qualità dei
processi di lavoro e delle modalità di interazione e di riconoscimento di chi vi opera, di chi vi entra
in contatto, di chi vi si affida e di chi affida.
E’ fondamentale perciò che l’organizzazione investa per costruire l’“oggetto di lavoro” per riuscire
a rappresentare il servizio che si vuole realizzare ovvero quali sono i riferimenti che si devono
tenere nella relazione con gli ospiti e con le loro famiglie, i valori e le ipotesi scientifiche che lo
orientano.
Nell’agire degli operatori sono infatti centrali le loro rappresentazioni “interne”, mentali ed
emotive, le loro sensibilità ed i valori.
Se l’oggetto del lavoro non è sufficientemente definito, rappresentato e riportato a processi di
lavoro entro i quali i singoli si possano “vedere”, è facile che gli apporti lavorativi di ciascuno
tendano a logiche ed obiettivi frammentati, con il rischio che si contrappongano, che i riferimenti
diventino prevalentemente quelli delle mansioni in sé. In mancanza di un oggetto di lavoro visibile
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
e condiviso tendono inoltre ad emergere modelli culturali interiorizzati, impliciti e spesso
inconsapevoli, sicuramente rassicuranti anche perché dotati di forza e di persistenza. Così ogni
professione seguirà i propri codici ed i propri riferimenti con il determinarsi di una logica di lavoro
più “istituzionalizzante” e “meccanicistica” ancorata al rispetto del proprio mansionario.
L’organizzazione di questo tipo tende inevitabilmente a ridurre gli ospiti ed i loro famigliari ad
oggetto degli interventi e delle azioni assistenziali che magari sono anche qualificate, non riuscendo
però a riconoscere una loro soggettività. In questo schema aumentano anche le microconflittualità
quotidiane tra operatori con gli ospiti e con le loro famiglie.
LA RISORSA COORDINAMENTO
Il Coordinamento è una funzione organizzativa vitale per il funzionamento di ogni organizzazione,
ma è anche una attribuzione specifica assegnata al alcuni ruoli.
La funzione di coordinamento, in relazione alla complessità, alla cultura e alla filosofia gestionale
delle RSA, viene svolta da figure professionali differenti, con contenuti diversificati.
Si hanno ruoli di coordinamento “centrale”, altri più “decentrati” a livello di nucleo assistenziale, in
determinate situazioni vengono introdotte “collaborazioni” al coordinamento ed altre ancora sono
previste delle “referenze” di nucleo o di turno.
Si hanno inoltre situazioni di coordinamento “differenziati” tra ruoli infermieristici e ruoli socioassistenziali ed altre dove i coordinamenti sono unificati, cioè non differenziati per professione: si
hanno coordinatori di struttura e coordinatori di aree di servizio.
Alle figure di coordinamento viene richiesto l’esercizio di funzioni diverse, sia di carattere generale,
per assicurare il coordinamento delle strutture, sia micro organizzativo: di programmazione e
contemporaneamente di gestione quotidiana di eventi imprevisti, di controllo sugli aspetti generali
dell’andamento del servizio, ma anche comportamenti operativi specifici e quotidiani degli
operatori, di gestione dei rapporti con le famiglie nelle fasi iniziali dell’ingresso in struttura, ma
anche di intervento quotidiano su micro conflittualità tra operatori o con le famiglie.
Garantire il contesto generale del lavoro.
Uno dei loro compiti è sicuramente quello di garantire il contesto generale del lavoro, cioè la tenuta
ed il raccordo delle condizioni generali che fanno da cornice al lavoro degli operatori ed al
funzionamento quotidiano: compito questo molto importante in organizzazioni con molte variabili
in gioco come le RSA.
Più nello specifico si tratta di un investimento sull’armonizzazione dei tempi dei diversi servizi
interni, sulla garanzia degli approvvigionamenti sulla tenuta generale della programmazione del
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
lavoro, sulla garanzia del rispetto degli standard di assistenza, sul mantenimento della copertura del
personale in relazione ad assenze, permessi, ferie o ad esigenze impreviste nei carichi assistenziali
degli ospiti.
Sostenere il lavoro degli operatori.
Tra le funzioni dei coordinatori c’è il sostegno ed il controllo del lavoro degli operatori, un compito
importante e non semplice. Proprio per questo è utile analizzare schematicamente alcune modalità
di esercizio di questa funzione.
In questo contesto si associa il controllo al sostegno nel senso che con il controllo non si intende
qualcosa di esterno e normativo ma qualcosa che interagisce con i processi di lavoro per mantenerli
in relazione a orientamenti oggetti di lavoro ed ai risultati attesi. Si tratta di :
-
controllo e sostegno attraverso la supervisione diretta
-
controllo e sostengo attraverso procedure
-
controllo e sostegno attraverso la definizione e la cura delle premesse
Controllo e sostegno attraverso la supervisione diretta.
Avviene intervenendo direttamente in rapporto agli operatori ed alle loro operazioni, correggendo
integrando e sostenendo. Questa modalità è utilizzata solitamente nelle organizzazioni semplici con
contesti ravvicinati di relazione operativa, a livello di nucleo o di servizio oppure quando ci si trova
di fronte a compiti complessi in cui vengono richieste vicinanza di sguardi, particolari competenze
tecniche, maggiori risorse professionali rispetto all’insieme di problemi trattati oppure dove viene
percepita una fragilità di competenze degli operatori.
Si tratta di una modalità che in situazioni di gruppo ampio rischia di diventare dispendiosa se viene
utilizzata per affrontare problemi che si ripetono, finisce per dissipare risorse organizzative e non è
detto che permetta di sedimentare un apprendimento organizzativo che ne determini poi una minore
necessità.
Controllo e sostegno attraverso procedure .
Si esplica costruendo procedure, check list, note di riferimento, fogli firma che hanno l’obiettivo di
agevolare il lavoro, evitare disattenzioni, dimenticanze di atti, non controllo di alcuni snodi
nell’esecuzione di compiti. Spingono ad avere attenzione a questioni che richiederebbero altrimenti
di essere lasciate da parte (ad esempio passaggi da fare verso l’ospite, verso i famigliari ed altre). Si
parla qui di procedure costruite dal coordinatore, per la sua situazione di coordinamento, talvolta
attraverso il coinvolgimento di gruppi di lavoratori.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Sono quindi procedure di grado diverso rispetto a quelle organizzative più generali quali ad esempio
legate alla certificazione di qualità istituzionale (accreditamento) o ad indicazioni e normative
organizzative più generali.
Le procedure, se da una parte indirizzano e sostengono i comportamenti lavorativi, evitando
dimenticanze e permettendo di risalire a chi ha compiuto o tralasciato determinate operazioni,
comportano il potenziale rischio di far prendere le distanze dai bisogni personali espressi dagli
ospiti e possono deresponsabilizzare rispetto ad investimenti più soggettivi e personalizzati.
Quando possibile, se la costruzione delle procedure avviene con il coinvolgimento degli operatori li
aiuta a farli sentire partecipi nella determinazione delle modalità di lavoro.
Controllo e sostegno attraverso le premesse.
Viene esercitato favorendo il riconoscimento e la condivisione di “criteri” e “riferimenti” tecnici e
culturali che possano sostenere comportamenti più orientati, responsabili e professionali da parte
dei collaboratori. Con questa modalità per l’operatore di controllo tende a passare da qualcosa che è
“esterno”, come quando è esercitata attraverso la supervisione diretta o la definizione di procedure,
a qualcosa di più interno, che appartiene anche a lui perché viene stimolata la sua diretta e proattiva
condivisione.
In questa situazione gli operatori sono stimolati ad un maggior investimento cognitivo ed emotivo
per riconoscere la loro competenza e conoscenza professionale e si favorisce la fiducia e
l’autocontrollo. Il suo esercizio e sviluppo si basa su investimenti relazionali con gli operatori che
hanno come tema il riconoscimento e la rielaborazione di aspetti del lavoro, di errori, problemi,
incidenti, di nuovi compiti da affrontare.
Richiede investimenti di tempo e spazi di confronto definiti, ma produce ritorni in termini di
consapevolezza degli operatori e azioni più orientate ai valori ed agli obiettivi, favorisce una
maggiore soddisfazione nel lavoro. E’ particolarmente importante sviluppare questa modalità nelle
situazioni dove si chiede agli operatori di valutare le diverse variabili in gioco al fine di mettere in
campo comportamenti lavorativi flessibili e personalizzati, orientati a criteri guida e non da regole
predefinite e comportamenti standard.
Cosa succede nelle quotidianità operative.
Molto frequentemente, presi dalle molteplici quotidianità organizzative, i coordinatori tendono a
concentrare il loro esercizio di ruolo sugli aspetti di tenuta generale delle condizioni di lavoro e
sugli interventi di sostegno e controllo attraverso la supervisione diretta. In questo modo il loro
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ruolo risulta depotenziato rispetto alla possibilità di ottenere un più elevato livello di integrazione
del personale e una più qualificata assistenza all’ospite o supporto alla famiglia.
Inoltre rischiano di restare ancorati su un livello operativo che è si necessario, ma per certi versi
distante rispetto alla tutela della qualità specifica dei processi di cura, e si ritrovano a lasciare sullo
sfondo la possibilità e la potenzialità di un lavoro di sostegno e consolidamento dei processi che
faccia leva su apprendimenti professionali e organizzativi più profondi, più interiorizzati da parte
degli operatori e, quindi più affidabili nei loro esiti. Un’altra delle conseguenze è che in questo
modo i coordinatori si trovano ad essere sempre sovraccarichi di lavoro ed alla rincorsa di continue
emergenze.
COSTRUIRE E RAPPRESENTARE L’OGGETTO DI LAVORO
Proprio perché l’oggetto di lavoro nelle RSA è complesso, non va data per scontata la sua
rappresentazione presso gli operatori. Il presidiare questo aspetto è uno dei contenuti importanti del
lavoro della figura di coordinamento.
Nei servizi sono presenti degli strumenti che aiutano alla formazione della rappresentazione
dell’oggetto del lavoro e tra questi abbiamo i Piani di Assistenza Individuali (PAI).
La bontà dello strumento è però collegata alla qualità del suo processo di utilizzo. E’ importante
cioè che la sua elaborazione e la sua compilazione avvengano in modo da favorire la
ricomposizione tra i diversi sguardi e le diverse conoscenze che ci sono attorno alle situazioni e che
aiuti a prefigurare interventi professionali orientati al processo di cura evitando una loro riduzione
all’elenco delle prestazioni.
E’importante che le diverse figure professionali siano agevolate a considerare il proprio ruolo in
rapporto a dei processi di cura, a degli obiettivi e al senso da dare all’intervento.
Rappresentare i processi ed il senso, e non le singole prestazioni, è anche una risorsa per favorire la
cooperazione e i mutui aggiustamenti tra gli operatori e le professioni in rapporto alle situazioni
specifiche che si presentano nel processo assistenziale di cura.
Confini mobili tra le diverse professioni e reciproci aggiustamenti consentono di affrontare meglio
le variabilità che gli ospiti pongono, i “minutaggi” possono riarticolarsi, i tempi soggettivi ed
organizzativi funzionano meno.
E’ per questo che l’attenzione del coordinatore deve saper andare alla riconsiderazione dei processi
di lavoro, ma anche delle rappresentazioni mentali degli operatori, perché queste concorrono a
definire i comportamenti lavorativi nonché la capacità di interagire positivamente con gli altri
colleghi, con gli ospiti e con le loro famiglie. E’importante allora riconoscere la necessità di non
dare per scontati i significati ed i contenuti del coordinamento, anche per mettere in campo delle
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
azioni di accompagnamento alla costruzione di un ruolo che sia più articolato nei suoi riferimenti e
più adeguato rispetto alla domanda di qualità che viene rivolta alle esigenze per gli anziani.
Vi è dunque una qualità e una strategicità nei contenuti di ruolo dei coordinatori che è importante
sostenere e qualificare.
b) tipi di organismi ed integrazione professionale ed operativa all’Opera Romani.
Il Direttore mette a punto il piano operativo e il piano strategico dell'ente. Il piano strategico
che contiene gli obiettivi globali, le azioni e le risorse necessarie a produrre i risultati attesi.
Il Piano di settore e strategico dell’Azienda deve essere compatibile con le risorse
finanziarie.
Il Piano di settore e strategico, e relativi "budget", rappresentano lo strumento-riferimento
per la realizzazione, la verifica-valutazione periodica e la regolazione degli obiettivi e delle azioni
aziendali.
Il raccordo e le sinergie fra i ruoli e le aree della struttura sono garantite da alcuni organismi
di integrazione professionale ed operativa rappresentati da:
•
Comitato Direttivo, cui partecipano il Direttore, il Coordinatore dell’Attività Sanitaria, i
Coordinatori delle Strutture Assistenziali ed il Responsabile della qualità e formazione, ha lo
scopo di garantire un'impostazione e una gestione delle attività e delle risorse unitarie e
unidirezionali rispetto ai risultati da perseguire come servizio e ai processi da percorrere (si
riunisce una volta alla settimana);
•
Incontro per la predisposizione dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI): cui partecipano il
Coordinatore di Struttura assistenziale, il Medico di Assistenza generica, l’Infermiere
Professionale, il Fisioterapista , l’Animatore ed il parente dell’Ospite. Si riunisce una volta alla
settimana per garantire la stesura di un PAI per ospite ogni tre mesi.
•
Equipe di Nucleo, cui partecipano il Coordinatore di Struttura Assistenziale, il Medico di
assistenza generica, l’Infermiere Professionale, il Fisioterapista e l’Animatore, ha lo scopo di
realizzare un modello assistenziale e operativo del servizio improntato allo sviluppo qualitativo
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
delle attività e degli operatori, fortemente integrato nelle sue differenti componenti
professionali, sistematicamente e organicamente regolato sulla base dei risultati assistenziali e di
efficienza prodotti. Si riunisce una volta alla settimana, dopo gli incontri dei PAI previsti per
ogni nucleo.
•
incontri dell’equipe con gli Operatori Socio Sanitari, cui partecipano tutti gli Operatori e
l’equipe multidisciplinare, hanno lo scopo di analizzare, valutare e affrontare i problemi e i
cambiamenti organizzativi e gestionali necessari per una assistenza sempre in linea con la
domanda e con le esigenze di efficienza della struttura; si riunisce, di regola, una volta al mese.
•
Incontri giornalieri di consegna: partecipano tutti i componenti dell’equipe interdisciplinare e gli
OSS in Servizio;
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
STRUTTURA
ORGANIZZATIVA
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Consiglio di Amministrazione e Presidente
Direttore
Responsabile Qualità e Formazione
Coordinatore
Attività Sanitaria
Coordinatore
Servizi Amministrativi
di Struttura Assistenziale
Medico di assistenza generica
Ragioneria e Personale
Infermiere
Professionale
Fisioterapista
Economato
Cucina
Ragioneria
Guardaroba/lavanderia
Ospiti
Personale
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Manutenzione
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Coordinatore di
Struttura Assistenziale
Categoria D
Medico di
Diagnosi e Cura
Infermiere Profess.
e Fisioterapisti
Animatore
O.S.A./O.S.S. Ausiliari
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Categoria C
Categoria B/A
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ANALISI DELLE POSIZIONI – PROFILI PROFESSIONALI
Le relazioni fra i vari profili professionali dipendono in concreto dal tipo di contratto stipulato con
gli interessati : contratto individuale di lavoro subordinato o lavoro autonomo.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Direttore
DIPENDE DA:
Presidente
Consiglio di amministrazione
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Coordinatore dell’Attività Sanitaria
(per gli aspetti organizzativi e gestionali),
Coordinatore di Struttura Assistenziale,
Direzione Amministrativa
Il Direttore è la figura dirigenziale apicale dell’ “Opera Romani” ed è responsabile della
gestione amministrativa, tecnica, economica, finanziaria e socio-assistenziale della medesima, nei
limiti delle risorse, delle direttive e degli obiettivi assegnati dal Consiglio di amministrazione.
Egli è responsabile della correttezza amministrativa nonché dell’efficienza ed efficacia di
gestione in relazione alle risorse assegnate e alle attribuzioni conferite.
Al Direttore competono tutti gli adempimenti specificatamente previsti dalle vigenti
normative e dal regolamento di organizzazione dell’ Opera Romani, nonché l’assolvimento degli
obblighi derivanti dal disciplinare dell’incarico (contratto di lavoro) in vigore presso l’Opera
Romani.
Il medesimo, in conformità dei programmi, degli stanziamenti di bilancio e del relativo
budget assegnato annualmente dal Consiglio di Amministrazione, adotta gli atti ed i provvedimenti
amministrativi compresi quelli che impegnano l' “Opera Romani” verso l'esterno disponendo di
autonomi poteri di spesa e di organizzazione, nonché delle necessarie risorse umane, strumentali e
di controllo.
Il Direttore è responsabile complessivamente dell’attività amministrativa, delle risorse
assegnate, della corretta realizzazione del budget annuale sia in entrata che in uscita, della gestione
e dei relativi risultati nonché della qualità dei servizi resi all’utenza, rispondendone al Consiglio di
Amministrazione in relazione agli obiettivi fissati dallo stesso.
Il Direttore prende parte alle riunioni del Consiglio d'Amministrazione ed esprime
obbligatoriamente il proprio parere su ogni proposta di deliberazione sottoposta allo stesso
Consiglio ed esercita anche le funzioni di Segretario verbalizzante.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Coordinatore dell’Attività Sanitaria
DIPENDE DA:
Direttore ( per gli aspetti organizzativi e gestionali )
DALLA POSIZIONE DIPENDE:
Il Medico di assistenza generica
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
.Funzione di coordinamento sanitario.
Al medico al quale è attribuita la funzione di coordinamento, svolge compiti con particolare
riferimento agli aspetti igienico sanitari, alla gestione dei farmaci e all’ assistenza degli ospiti.
La funzione di coordinamento delle attività sanitarie nelle RSA viene eseguita nell’ambito
dei parametri assistenziali esplicitati e comprende:
-
collaborazione
nelle
attività
di
organizzazione
della
vita
comunitaria
e
nell’accoglimento degli ospiti:
-
coordinamento dei piani di intervento individuali in collaborazione con l’equipe di
lavoro e controllo di qualità della cura e dell’assistenza in generale;
-
direzione dell’attività del personale infermieristico e di riabilitazione anche sulla
base delle indicazioni del medico specialista e del coordinatore di struttura assistenziale;
-
adozione, controllo e vigilanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza secondo
le norme vigenti;
-
approvvigionamento dei farmaci forniti direttamente dall’Azienda e vigilanza sul
loro utilizzo;
-
partecipazione ad incontri con medici coordinatori di RSA;
-
raccordo con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e con il Distretto Sanitario;
-
raccordo con i medici specialisti;
-
elaborazione di linee guida per l’organizzazione sanitaria della struttura, al fine di
garantire un’omogeneità di comportamento del personale;
-
ogni altro adempimento connesso alla gestione sanitaria della struttura;
-
redazione di una relazione annuale sull’andamento dell’assistenza agli ospiti da
inviare per il tramite della Direzione della RSA al Distretto di competenza e, per conoscenza
all’assessorato alla Salute e Politiche sociali – Servizio Politiche sanitarie e per la non
autosufficienza.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Il medico coordinatore, su richiesta dell’Azienda, invia l’inventario delle scorte di
medicinali e di prodotti sanitari giacenti nella struttura.
La RSA adotta tutti gli atti necessari per garantire la massima integrazione tra l’attività
medica di diagnosi e cura ed il coordinamento delle attività sanitarie.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Coordinatore di struttura assistenziale
DIPENDE DA:
Direttore
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Medico di assistenza generica (per gli aspetti
organizzativi e gestionali);
Infermiere Professionale (per gli aspetti organizzativi e
gestionali);
Fisioterapista (per gli aspetti organizzativi e gestionali)
Animatore
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
I1 Coordinatore di Struttura Assistenziale è responsabile della struttura assistenziale di
appartenenza; a tal fine presidia gli aspetti sotto descritti:
-
Assicura e acquisisce – raccordandosi con i servizi territoriali competenti - la conoscenza
della domanda di assistenza della popolazione anziana residente nella zona di riferimento.
-
Elabora e propone alla posizione superiore le modifiche di servizio (quale utenza/ quali
tipologie di interventi e prestazioni) coerenti con l'evoluzione dei bisogni della popolazione
anziana e compatibili con le risorse della struttura.
-
Elabora e propone alla posizione superiore, con il supporto delle équipe di Nucleo e del
Medico, il Piano strategico triennale e il Piano operativo annuale della struttura,
comprensivo dei Piani di nucleo, previa consultazione con il coordinatore delle attività
sanitarie.
-
Assicura – con la collaborazione delle équipe di Nucleo e del Medico - la realizzazione del
programma annuale. In particolare:
•
svolge un'azione di indirizzo complessivo delle attività e delle risorse della
struttura;
•
verifica gli esiti complessivi del servizio, sulla base dei risultati prodotti;
•
interviene direttamente concordando azioni correttive a fronte di significativi
scostamenti fra obiettivi previsti e risultati ottenuti;
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
-
Assicura lo sviluppo della qualità del servizio - in linea con il sistema qualità vigente in
struttura,
con il supporto del Responsabile della Qualità e della Formazione, con la
collaborazione delle équipe di Nucleo - attraverso:
•
l’attenzione agli standard di riferimento complessivi e di singola attività e il
controllo dei parametri definiti;
•
la promozione di atteggiamenti e comportamenti professionali conseguenti;
•
la promozione e la verifica di piani di miglioramento; la partecipazione attiva
degli Operatori, di diversi livelli, all'individuazione di soluzioni migliorative
dei servizi all’utenza;
-
Assicura - con la collaborazione dell’équipe di Nucleo - la corretta gestione dell'accesso e
dell'accoglimento dell'ospite nella struttura, in particolare:
•
gestisce l'ingresso sulla base dei criteri e delle prassi definite dall'Ente e
concordate con gli Enti territoriali di riferimento;
•
definisce i criteri di formazione dei gruppi di utenti e di distribuzione degli
Ospiti nei Nuclei;
-
Elabora e propone alla posizione superiore cambiamenti della struttura organizzativa, di
sistemi e strumenti di organizzazione e di gestione delle risorse e delle attività, in coerenza
con l'evoluzione dell'utenza ed in grado di migliorare il livello di efficienza ed efficacia del
servizio.
-
Assicura – anche attraverso la collaborazione degli Infermieri di Nucleo - lo sviluppo di
integrazione professionale, organizzativa ed operativa fra i diversi ruoli e servizi della
struttura, con particolare riferimento alle macro-aree sociale e sanitaria, al fine di garantire
la qualità complessiva del servizio a favore dell’ospite e dei familiari
-
Cura e assicura l’ottimale gestione di tutte le risorse umane, ivi compreso la definizione
dell’orario di lavoro, i turni e i criteri di sostituzione, limitatamente al personale dipendente
-
Indirizza e coordina il personale della struttura.
-
Assicura lo sviluppo professionale del personale; in particolare garantisce la rilevazione dei
bisogni formativi e l’elaborazione – con la collaborazione del Responsabile della Qualità e
della Formazione - del relativo piano di formazione, in coerenza con l'evoluzione dei
bisogni degli ospiti e i relativi impegni del servizio.
-
Assicura una gestione razionale ed efficiente dei servizi generali della struttura, proponendo
le soluzioni più idonee e controllando i risultati di quantità e qualità prodotti.
-
Cura il proprio aggiornamento professionale, per tutti gli aspetti inerenti le responsabilità del
ruolo.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
-
Cura l'integrazione dei nuclei con gli altri settori dell'ente, in particolare con i servizi
alberghieri, il servizio manutenzione e i servizi amministrativi, utilizzando strumenti e prassi
operative proposte della struttura,
per assicurare ai nuclei le risorse e le prestazioni
necessarie all'assistenza e al benessere degli anziani.
-
Assicura - per quanto di competenza, con la collaborazione dei servizi preposti e degli
interlocutori dei singoli nuclei - l'approvvigionamento dei materiali necessari per
l'erogazione dell'assistenza agli ospiti e per il funzionamento dei Nuclei, utilizzando le prassi
e gli strumenti informatizzati messi a punto dalla struttura.
-
Cura e assicura – con la collaborazione delle équipe dei nuclei - una gestione dei rapporti
con i familiari coerente con gli indirizzi della struttura e volta a favorire la continuità e
l'intensità del rapporto fra gli anziani e i loro parenti, al fine di creare le migliori condizioni
possibili di benessere per gli ospiti.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Medico di assistenza generica
DIPENDE DA:
Coordinatore delle attività sanitarie
Coordinatore di Struttura Assistenziale
(per gli aspetti organizzativi e gestionali)
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Fisioterapista (per le problematiche tecnico sanitarie)
Infermieri Professionali (per le problematiche tecnico
sanitarie).
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
-
Assicura la conoscenza delle condizioni e dei bisogni, in particolare di salute fisica, degli
anziani attraverso una sistematica osservazione e valutazione funzionale degli ospiti, svolta in
collaborazione con le altre figure professionali del servizio, in particolare infermieri
professionali ed i fisioterapisti al fine di elaborare e realizzare piani di assistenza sanitaria di
nucleo e individuali congruenti con le specifiche condizioni di ciascun anziano.
-
Fornisce supporto e consulenza – soprattutto in materia sanitaria - al Coordinatore di Struttura
Assistenziale – in relazione alla sua responsabilità e competenze - per l'elaborazione e la
realizzazione del modello assistenziale, dei piani operativi e del piano strategico della struttura,
al fine di dare la massima congruenza possibile al rapporto fra domanda e offerta di assistenza.
-
Assicura lo sviluppo delle condizioni di qualità dell'assistenza sanitaria previste dalle normative
in materia, dai requisiti dell’accreditamento e dalle politiche e piani dell'ente, al fine di
realizzare i risultati di salute e di benessere.
-
A tale scopo attua direttamente o propone al Coordinatore di Struttura Assistenziale, i
cambiamenti relativi al sistema degli interventi e dei processi di assistenza sanitaria e agli
strumenti operativi e informativi, in coerenza con le scelte aziendali, per identificare e
realizzare le migliori condizioni di assistenza sanitaria, compatibili con le risorse disponibili, e
di adeguare costantemente il sistema dell'offerta all'evoluzione della domanda di assistenza.
-
Svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione con gli anziani della struttura, al
fine di assicurare loro le migliori condizioni di salute e di benessere. A tale fine mantiene i
necessari rapporti con il sistema dei servizi territoriali.
-
Garantisce la programmazione e l’effettuazione delle terapie; facilita il collegamento con i
presidi ospedalieri e i servizi dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, per quanto di sua
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
competenza, in caso di visite specialistiche e/o di ricovero, raccordandosi con i colleghi di tali
strutture; provvede all’aggiornamento costante della cartella sanitaria di ciascun ospite.
-
Cura e assicura l'integrazione professionale e operativa dell'assistenza sanitaria con l'azione
assistenziale di base e psico-sociale, al fine di realizzare un sistema riabilitativo omogeneo,
continuo e organico. A tale scopo dialoga costantemente con il Coordinatore di struttura
assistenziale e partecipa agli organismi di coordinamento gestionale e assistenziale dell'ente.
-
Cura e assicura, per gli aspetti sanitari, la gestione dell'ingresso e dell'accoglimento dell'anziano
in struttura, al fine di predisporre un programma di assistenza congruente con le condizioni e i
bisogni degli utenti.
-
Collabora - anche raccordandosi con il restante personale sanitario dell’ente - con il
Coordinatore di struttura assistenziale per lo sviluppo tecnologico del servizio, proponendo
l'adozione di strumenti, di ausili e di presidi in grado di migliorare l'efficacia dell'assistenza e il
benessere degli anziani.
-
Collabora all'elaborazione dei piani di assistenza individuali (PAI), partecipando agli incontri
di équipe dei nuclei, al fine di elaborare e realizzare interventi di assistenza e di riabilitazione
globale integrati e coerenti con le dinamiche delle condizioni e dei bisogni di ciascun anziano.
-
Indirizza e coordina, per gli aspetti tecnico – sanitari legati alla diagnosi e cura, gli Infermieri
Professionali ed i fisioterapisti anche al fine di garantire l’integrazione e la coerenza fra le
diverse funzioni sanitarie.
-
Cura e assicura lo sviluppo professionale degli operatori della Struttura per gli aspetti tecnico sanitari, attraverso una gestione improntata all’informazione ed al coinvolgimento dei
collaboratori nelle problematiche del servizio e dei singoli “casi” e tramite la realizzazione di
iniziative di aggiornamento per il personale della struttura, al fine di sviluppare costantemente le
capacità degli operatori in coerenza con la dinamica della domanda.
-
Cura e assicura – per quanto di competenza - la gestione dei rapporti con i familiari, al fine di
fornire le informazioni necessarie e di favorire la loro partecipazione alle attività della struttura.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Infermiere Professionale
DIPENDE DA:
Coordinatore di Struttura Assistenziale (per gli aspetti
organizzativo gestionali)
Medico di assistenza generica (per le problematiche
tecnico sanitarie)
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Operatori Socio Sanitari (OSS)
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
- Supporta il medico di assistenza generica per l'individuazione delle metodologie e dei protocolli
tecnici-professionali, al fine di impostare e realizzare un'assistenza infermieristica congruente
con le condizioni degli anziani e con il modello "riabilitativo" della struttura
- organizza gli OSS di Nucleo
- Assicura l’assistenza sanitaria infermieristica diretta all’ospite, favorendo la presa in carico dei
bisogni dello stesso, in un’ottica di miglioramento continuo della qualità
-
Cura la raccolta sistematica dei dati e delle informazioni relative alle condizioni e ai
comportamenti degli ospiti, al fine di realizzare un'azione di prevenzione e di intervento precoce
e di mantenere e migliorare lo stato di salute degli anziani. Assicura la tenuta delle registrazioni
di competenza sanitaria, anche per quanto riguarda la gestione dei farmaci e dei presidi
-
Elabora e propone programmi di intervento al medico di assistenza generica e ne garantisce
l'integrazione professionale e operativa con i piani di assistenza individuali e di nucleo. In
particolare, assicura lo sviluppo di raccordo e di sinergia con le figure socio-assistenziali
attraverso:
•
la visita domiciliare di pre-ingresso;
•
la presa in carico integrata degli anziani al momento dell'ingresso;
•
l'elaborazione e la realizzazione di programmi interdisciplinari individuali e di
nucleo;
•
la consultazione con gli operatori socio assistenziali di base per la regolazione
dell'intervento;
•
l'adozione di metodologie e di strumenti di lavoro e di gestione delle
informazioni comuni in grado, comunque, di favorire la sintonia professionale
e operativa;
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
•
-
la partecipazione sistematica agli incontri di équipe;
Assicura la realizzazione dei programmi, nel rispetto dei livelli qualitativi previsti e in
osservanza del profilo professionale definito dalla specifica normativa. In particolare:
•
organizza le visite di routine e affianca, se richiesto, il personale medico nel
corso delle visite;
•
assicura l'intervento del personale medico in caso di bisogno dell’ospite;
•
cura la gestione dei farmaci e del materiale d'uso, con le modalità necessarie a
garantire efficacia e sicurezza d’impiego
•
cura la tenuta delle cartelle cliniche, compilando regolarmente la sezione di sua
competenza;
•
attua, in collaborazione con il personale socio-assistenziale di nucleo,
indicazioni relative alla posturazione e
le
alla riattivazione/mobilizzazione
fornite dai tecnici della riabilitazione, con i quali mantiene costanti rapporti;
•
controlla la rispondenza delle diete alle prescrizioni mediche;
•
organizza le visite specialistiche richieste dal medico presso i presidi sanitari
esterni o presso la struttura.
-
Cura l'ingresso dell'anziano in struttura, secondo le prassi definite, effettuando, le visite di preingresso e mettendo a punto il programma integrato di assistenza per l'inserimento dell'ospite
nel nucleo.
-
Assicura il mantenimento e l'incremento della qualità dell'assistenza all'anziano, attraverso:
•
il perseguimento dei livelli assistenziali di nucleo;
•
lo sviluppo di metodologie di intervento e di relazione differenziate e flessibili,
congruenti con le condizioni e le aspettative dei singoli anziani
-
Mantiene i rapporti con i familiari degli anziani, secondo le politiche proprie della struttura, al
fine di fornire le informazioni di competenza e di favorire la presenza dei parenti
-
Favorisce la formazione del personale di assistenza finalizzata in particolare alla crescita
professionale dell’equipe, ivi compresi i tirocinanti OSS ed Infermieri Professionali.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Fisioterapista
DIPENDE DA:
Coordinatore di struttura assistenziale (per gli aspetti
organizzativi gestionali)
Medico di assistenza generica (per gli aspetti tecnico
sanitario)
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Operatori Socio Sanitari
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
-
Definisce sulla base degli indirizzi del Fisiatra, in accordo con il Medico di assistenza
generica, il programma delle attività di riabilitazione psico-motoria individuali e di gruppo,
raccordandolo con gli altri interventi socio-assistenziali e sanitari in un’ottica di piano
riabilitativo globale.
-
Realizza con la supervisione del Fisiatra e del Medico di assistenza generica, gli interventi
previsti dal programma, al fine di sviluppare, mantenere e/o contenere la perdita delle
capacità residue degli anziani e del loro grado di autosufficienza e di realizzare le condizioni
di benessere previste.
-
Cura sistematicamente la raccolta dei dati e delle informazioni relative alle condizioni, ai
bisogni, ai comportamenti, alle richieste e il gradimento dei singoli ospiti, al fine di
programmare interventi riabilitativi congruenti e di contribuire al monitoraggio globale della
domanda.
-
Svolge attività di consulenza e di supporto agli operatori, al fine di garantire la continuità e
l’efficacia degli interventi riabilitativi svolti con gli ospiti, di fornire agli operatori socio
sanitari le indicazioni e i metodi idonei per posturare e mobilizzare efficacemente gli anziani
e di dare una valenza riabilitativa all’azione assistenziale degli operatori, per tutti gli aspetti
e i momenti della vita dell’anziano in struttura. A tal fine presenzia e prende visione,
periodicamente, del complesso delle attività svolte dagli ospiti in struttura: alzata, igiene,
colazione, ed altro.
-
Cura l’integrazione della propria attività con gli altri interventi socio-sanitari, attraverso
l’elaborazione di programmi individuali e di nucleo integrati, l’adozione di metodi e di
prassi di intervento interdisciplinari, la partecipazione agli incontri di equipe, al fine di dare
la massima continuità e omogeneità possibile al sistema delle azioni di assistenza prodotte
con gli ospiti.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
-
In particolare, raccorda il proprio intervento con l’attività di animazione, allo scopo di
produrre un rinforzo reciproco dell’efficacia dei rispettivi interventi e dell’azione comune
prodotta.
-
Propone al Coordinatore di Struttura Assistenziale ed al Medico di assistenza generica, in
sede di equipe di nucleo, l’acquisto di ausili, attrezzature e strumenti riabilitativi, per
incrementare il grado di efficacia dell’azione terapeutica.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Animatore
DIPENDE DA:
Coordinatore di struttura assistenziale
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
Operatori Socio Sanitari
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
-
Elabora e propone il programma di animazione, avendone condiviso gli obiettivi e le azioni
con il Coordinatore di Struttura Assistenziale, sulla base delle condizioni e delle aspettative
degli anziani, al fine di predisporre in tempi utili le iniziative necessarie a realizzare le
condizioni di massimo benessere possibile per gli ospiti.
-
Realizza direttamente e attraverso la collaborazione degli Operatori Socio-Sanitari, i
programmi presentati e approvati, fornendo loro, in modo sistematico, indirizzi, supporto e
supervisione. Svolge attività di consulenza e di orientamento degli operatori, al fine di dare
valenza riabilitativa al complesso degli interventi di assistenza di base. A tale scopo
presenzia e prende visione, periodicamente, di tutte le attività svolte dagli ospiti in struttura
(alzata, igiene, colazione).
-
Fornisce supporto al Coordinatore della Struttura Assistenziale per la messa a punto di
strategie di animazione diversificate e flessibili in grado di coinvolgere tutti gli anziani in
momenti di riattivazione individuali e collettivi. A tal fine ricerca e sperimenta nuove forme
e modalità di animazione e di "occupazione", in stretta collaborazione con il Fisioterapista e
con gli Operatori per realizzare iniziative di recupero globale integrato delle capacità e delle
motivazioni degli ospiti.
-
Cura sistematicamente la raccolta dei dati e delle informazioni relativi alle condizioni, ai
bisogni, ai comportamenti, alle aspettative e al gradimento dei singoli ospiti, al fine di
programmare e realizzare interventi di riattivazione congruenti e di contribuire al
monitoraggio globale della domanda.
-
Cura l'integrazione della propria attività con gli altri interventi socio-sanitari, attraverso
l'elaborazione di programmi individuali e di nucleo integrati, l'adozione di metodi e di prassi
di intervento interdisciplinari, la partecipazione agli incontri di équipe, al fine di dare la
massima continuità, omogeneità ed efficacia possibile alla propria azione e al sistema
assistenziale.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
-
In particolare, raccorda il proprio intervento con l'attività di riabilitazione, allo scopo di
produrre un rinforzo reciproco dell'efficacia dei rispettivi interventi e dell'azione comune
prodotta.
-
Elabora e propone, in accordo con il Coordinatore di Struttura Assistenziale, i programmi di
aggiornamento degli operatori in materia di animazione e di relazione con gli anziani, al fine
di rinforzare la matrice riabilitativa dell'approccio e dei comportamenti professionali degli
operatori.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Operatore Socio Sanitario
DIPENDE DA:
Infermiere del nucleo assistenziale
Fisioterapisti e Animatori per le attività di loro
competenza
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
-
Cura sistematicamente (monitora) la raccolta delle informazioni relative alle condizioni, ai
bisogni, ai comportamenti, alle richieste, al gradimento del singolo ospite, al fine di realizzare e
regolare gli interventi di assistenza in coerenza con le dinamiche della “domanda" degli anziani
- Collabora con le altre figure professionali dell’equipe interdisciplinare per l'elaborazione e
realizzazione dei piani di assistenza individuali PAI, al fine di personalizzare il più possibile
l'azione del servizio con i singoli ospiti
- Realizza i PAI, per quanto di sua competenza, e fornisce assistenza agli anziani curando in
particolare:
•
l'igiene personale
•
l'abbigliamento
•
l'alimentazione
•
l'unità abitativa
•
la mobilizzazione
•
la socializzazione/animazione
•
le relazioni interpersonali
•
il riposo
secondo modalità di intervento e di rapporto orientate a mantenere/sviluppare il grado di
autonomia globale e di benessere dell'anziano.
- Cura, per quanto di competenza, l'ingresso dell'anziano in struttura, collaborando a tutte le azioni
previste dal servizio.
- Integra la propria azione con le prestazioni delle altre figure professionali, in particolare degli Infermieri
Professionali, del Fisioterapista e dell'Animatore, per realizzare interventi di assistenza organici e
coordinati, traguardati su obiettivi interdisciplinari di riabilitazione e di benessere globali.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Responsabile Qualità e Formazione
DIPENDE DA:
Direttore
DALLA POSIZIONE DIPENDONO:
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
Il Responsabile della Qualità e delle Formazione fa parte della posizione in Staff alla Direzione ed
esercita le sue funzioni - secondo gli indirizzi del Direttore - al servizio di tutta l’Azienda. A tal
fine presidia gli aspetti sotto descritti.
Qualità
-
Supporta il Direttore nella definizione e implementazione delle politiche e dei piani di sviluppo
del sistema qualità aziendale, nella cura e verifica dei requisiti per l’accreditamento dei servizi,
nell’azione continua di verifica e miglioramento dei livelli di qualità conseguiti.
A tal fine coordina la definizione del Piano triennale e annuale degli obiettivi di sviluppo del
sistema qualità (nell’ambito del Piano strategico aziendale) e il costante aggiornamento della
Carta dei servizi.
-
Supporta – in coerenza con gli indirizzi del Direttore - i Coordinatori di struttura, il
Coordinatore sanitario e il Medico, i Responsabili dei servizi centrali e le professionalità
coinvolte, nella definizione e verifica dei Piani di Struttura e di Nucleo, secondo una logica di
miglioramento continuo, e nella stesura e aggiornamento di linee guida, procedure e istruzioni
operative previste dal sistema qualità e dai requisiti di accreditamento vigenti.
-
Cura e assicura la definizione e realizzazione di strumenti e percorsi per la verifica della
soddisfazione degli ospiti e delle loro famiglie, al fine di promuovere una costante azione di
valutazione e miglioramento dei servizi e della qualità di vita nelle strutture.
-
Assicura o cura la produzione e la raccolta della documentazione richiesta dal sistema qualità
ed accreditamento ai diversi livelli aziendali; cura la corretta ed efficiente organizzazione del
relativo sistema di documentazione e archiviazione, avvalendosi delle tecnologie disponibili e
raccordandosi con le funzioni preposte al sistema informativo aziendale.
Formazione
-
Presidia, con il contributo dei Coordinatori di Struttura e del Medico, il processo di raccolta e
analisi dei bisogni formativi ai diversi livelli dell’organizzazione.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
-
Elabora – a partire dall’analisi dei bisogni e in dialogo con le funzioni di responsabilità – il
Piano formativo annuale e il relativo budget e lo propone alla posizione superiore per la
validazione.
-
Assicura la realizzazione delle iniziative formative previste, il loro monitoraggio e la loro
valutazione, sia in relazione agli esiti di apprendimento, sia al gradimento dei partecipanti e alla
ricadute in ambito aziendale
-
Cura la documentazione e le attestazioni relative alle attività formative svolte e a ciò che
riguarda il conseguimento di crediti formativi
-
Promuove – con la collaborazione delle funzioni di responsabilità dell’Azienda – momenti di
riflessione e azioni di miglioramento della qualità dell’attività formativa in relazione alle
esigenze di sviluppo del personale, correlate ai bisogni di assistenza, cura e socializzazione
degli ospiti.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
TITOLO DELLA POSIZIONE:
Direzione Amministrativa
DIPENDE DA:
Direttore
DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Collaboratore di Economato, Assistenti amministrativi e
contabili.
FINALITÀ DELLA POSIZIONE
Svolge le attribuzioni relative al Servizio Ragioneria-Personale ed economato.
a)
Ragioneria
Cura la corretta e puntuale osservanza delle norme di contabilità, delle leggi tributarie e
delle disposizioni contributive relative al personale.
Appone la propria firma, rendendosene responsabile, quale funzionario istruttore, a tutti gli
atti contabili emessi dall’Azienda, compresi gli ordinativi di pagamento e di incasso.
Fornisce alla Direzione proposte e dati per l’annuale compilazione del bilancio preventivo e
per le eventuali successive variazioni.
Provvede a compilare i verbali di chiusura, i bilanci di esercizio ed assiste l’organo di
revisione nelle operazioni di controllo.
E’ responsabile della regolare e corretta emissione degli ordinativi di pagamento e degli
ordinativi di incasso, della emissione delle fatture ed altre note di addebito, della liquidazione delle
spese e degli stipendi, della compilazione e presentazione entro i termini di legge delle denunce dei
redditi, delle dichiarazioni I.V.A. e delle dichiarazioni contributive.
E’ inoltre responsabile del controllo periodico delle partite contabili attive non ancora
incassate e della tempestiva segnalazione alla Direzione di eventuali inadempienze; propone
l’emissione di solleciti di pagamento, costituzioni di mora, note di addebito, ingiunzioni di
pagamento.
Svolge attività istruttoria mediante la predisposizione di provvedimenti concernenti la
gestione contabile dell’Azienda.
Partecipa a periodici incontri con il Direttore e gli altri Collaboratori responsabili per
esaminare collegialmente le varie problematiche di gestione.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
b)
Personale
Sovrintende alla attuazione pratica delle disposizioni riguardanti gli aspetti giuridici,
economici e previdenziali relativi ai rapporti di pubblico impiego privatizzati, in applicazione di
norme di legge, regolamentari e contrattuali, gestendone gli aspetti retributivi, contributivi,
previdenziali, assistenziali e fiscali.
Collabora con la Direzione e gli altri responsabili dei servizi nella rilevazione, analisi,
revisione, verifiche di tutte le procedure organizzative, modalità esecutive, gestione del sistema
informativo della rilevazione delle presenze e dell’organizzazione del personale, allo scopo di
garantire costante efficienza nella gestione di tutti i servizi dell’Ente.
c)
Economato
Nell’ambito
dell’attività
amministrativa,
svolge
compiti
di
studio,
formazione,
programmazione, analisi ed elaborazione di dati, anche in collaborazione con i Responsabili degli
altri servizi amministrativi, sociali ed assistenziali dell’Ente.
In particolare ha la responsabilità del servizio di economato e della gestione delle spese in
economia.
Entro tali competenze gli spetta:
-
la predisposizione di atti e procedimenti contrattuali e di capitolati d’oneri;
-
il controllo della regolare esecuzione dei contratti di somministrazione, di fornitura e di
appalto;
-
il riscontro delle fatture;
-
la supervisione tecnica della gestione dei servizi generali: cucina, lavanderia e guardaroba,
magazzino;
-
il controllo generale sulla qualità e quantità delle merci e sulla regolarità della loro
conservazione;
-
le spese minute ed urgenti previste dal regolamento di economato;
-
gli incassi delle pensioni degli Ospiti;
-
la cura delle riscossioni speciali e la custodia dei fondi degli Ospiti, come stabilito dal
Regolamento di economato;
-
la redazione e l’aggiornamento degli inventari dell’ente;
-
la cura della manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni mobili ed immobili, nonché
degli impianti tecnologici di proprietà dell’Ente;
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Collabora con la Direzione formulando anche proposte e provvedimenti al fine di migliorare
la gestione economale e gli altri servizi che sovrintende.
Collabora con gli altri Responsabili dei servizi al fine di garantire adeguato coordinamento
negli interventi a favore dell’utente.
Partecipa a periodici incontri con il Direttore e gli altri Collaboratori responsabili per
esaminare collegialmente le varie problematiche di gestione.
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
STRUMENTI PER LA RACCOLTA
DEI DATI
Per dare attuazione alla nuova metodologia di lavoro occorre dotare i profili professionali
dell’equipe assistenziale (Coordinatore di Struttura Assistenziale, Medico di assistenza generica,
Infermiere Professionale, Fisioterapista, Animatore ed Operatore Socio Sanitario) di adeguati
strumenti di lavoro per avere dati organizzati e disponibili a tutti.
La “cartella sanitaria integrata con la parte socio-assistenziale” è strumento irrinunciabile in
quanto consente di evidenziare la storia dell’Ospite mettendolo al centro del lavoro
personalizzando, così, l’assistenza.
La parte socio-assistenziale, che deve integrarsi con quella sanitaria, è composta da scheda
di visita preammissiva, scheda socio-assistenziale, diario assistenziale e piano di assistenza
individuale.
Sarà cura dell’equipe, in particolare dell’OSS Tutor, gestire le varie schede alle quali farà
riferimento per la stesura dei piani individuali di assistenza.
Si allegano gli strumenti di cui sopra, per una conoscenza approfondita.
ELENCO STRUMENTI
1) Scheda per visita preammissiva
2) Piano di assistenza individualizzato
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
SCHEDA VISITA PREAMMISSIVA OSPITE
Nome Ospite:
Data Compilazione:
Dati generali
Soprannome:
Luogo nascita:
Data nascita:
Professione:
Titolo di studio:
Stato civile:
Situazione di convivenza:
Vive da
solo
Vive con:
Luogo di compilazione:
al domicilio
in R.S.A.
in ospedale
Denominazione
Alla presenza di:
Compilato da:
Figlio:
Coord.Str.Ass.:
Moglie /
Marito:
OSA / OSS:
Nipote:
I.P.
Infermiere:
Fisioterapista:
Medico:
Coord.Serv.Ass.
:
Altro:
Altro:
Inserimento in R.S.A.
Motivi dell’inserimento in
R.S.A.:
Consapevolezza dell'anziano rispetto all'inserimento in
R.S.A.:
Atteggiamenti verso la
struttura:
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ABITUDINI RELATIVE AL SONNO
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Si addormenta subito oppure
ha difficoltà?
Ha risvegli frequenti durante
la notte?
Si alza di notte e che cosa fa?
Cade dal letto?
Ha incubi / urla?
Soffre di insonnia?
E' agitato?
Utilizza le sponde?
Ha
atteggiamenti/comportamenti
particolari? (russare,
chiamare, parlare nel sonno,
gridare, sonnambulismo, ecc.)
Abitudini per indurre il sonno
Farmaci
Passeggiare
Lettura
Aspettare una certa ora
Qual’è la parte del letto in cui
dorme?
Quanti cuscini utilizza e quale
è la loro posizione?
Quante coperte utilizza?
Che cosa desidera avere sul
comodino?
Va posizionato o preferisce
posizioni particolari?
Preferisce le finestre:
Aperte
Chiuse
Indifferente
Preferisce la luce:
Accesa intensa
Accesa soffusa
Spenta
Preferisce le porte:
Aperte
Chiuse
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Bere qualcosa
Altro
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ABITUDINI RELATIVE AL RIPOSO
Alzata
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
A che ora si sveglia?
Quanto tempo impiega per
alzarsi?
Come avviene l'alzata?
Riposo pomeridiano
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Non riposa:
A che ora riposa nel
pomeriggio?
Quanto tempo necessita per
riposarsi?
A che ora si alza nel
pomeriggio?
Dove preferisce riposarsi?
Utilizza le sponde?
Preferisce riposarsi:
Sopra le coperte
Sotto le coperte
Se è abituato a spogliarsi, che
cosa si toglie?
Riposo notturno
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
E' abituato a dormire con
altri?
Si
No
A che ora si corica?
Quali indumenti indossa?
Quale tipo di igiene effettua?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ABITUDINI RELATIVE ALL'ABBIGLIAMENTO
Vestizione e svestizione
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Quali sono gli abiti che
preferisce indossare?
Presenta manie o riti
particolari
nell'indossare/togliere i
vestiti?
Presenta gusti particolari e
abitudini rispetto agli abiti?
Quali sono i colori preferiti?
Ci sono particolari da adottare
(per es. per evitare che senta
dolore)?
E' abituato a cambiarsi:
Spesso
Poco
Nei giorni festivi è abituato a
mettersi un abito particolare?
Quali indumenti indossa da
solo e per quali ha bisogno di
aiuto?
Quali indumenti si toglie da
solo e con quali ha bisogno di
aiuto?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ABITUDINI RELATIVE ALL'IGIENE
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Igiene del mattino
A che ora si lava?
Quanto tempo impiega per
lavarsi?
Utilizza saponi o prodotti
specifici (spugne, manopole,
ecc)? Quali?
Presenta timori o paure:
dell’acqua
altro
di prendere freddo
di farsi vedere nudo
Presenta particolari reazioni
(es. agitazione, aggressività,
pianto, ecc) al momento di
lavarsi?
Ha pudore?
E' abituato ad eseguire il
pediluvio?
Che cosa è abituato a lavarsi
tutti i giorni?
Mani
Parti intime
Altro
Viso
Piedi
Utilizzo del sapone
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Utilizzo dello spazzolino da
denti
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Si lava
Le mani
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Il viso
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
I denti
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
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Denti
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Le parti intime
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
I piedi
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Altro
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Il bagno
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
A che ora fa il bagno?
Quanto tempo impiega?
E' abituato a fare il bagno o la
doccia?
Qual'è il suo livello di
gradimento?
Ogni quanti giorni fa il
bagno/doccia?
In quale giorno della
settimana?
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
Mattino
Pomeriggio
Presenta particolari abitudini
al momento del
bagno/doccia?
Da chi si fa lavare
preferibilmente?
Usa:
Accappatoio
Asciugamano
Ha pudore?
Cure estetiche
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Ci tiene al proprio aspetto?
Quali cure estetiche è abituato
a eseguire?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Quanto si pettina?
Come preferisce i capelli?
Ogni quanto va dal
parrucchiere/barbiere?
Pettinarsi
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Pulizia unghie
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Trucco
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Barba/Peluria
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
ABITUDINI RELATIVE ALL'ALIMENTAZIONE
Protesi
Dentizione
Protesi completa
Protesi superiore
Protesi inferiore
Ponti
Edentulo
Ha denti propri
Altro
Gestione della protesi
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
La toglie
Dopo ogni pasto
Dopo colazione
Dopo pranzo
Dopo cena
La lava
Dopo ogni pasto
Dopo colazione
Dopo pranzo
Dopo cena
Colazione
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
A che ora fa colazione?
Quanto tempo impiega?
Che cosa preferisce
mangiare/bere e che cosa
rifiuta?
Quanto mangia/beve?
Dove fa colazione?
Con chi fa colazione?
E' in grado di scegliere
personalmente il menù?
Quali attività svolge
solitamente dopo colazione?
Pranzo
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Si alimenta volentieri, è di
buon appetito?
A che ora mangia?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Quanto tempo impiega?
E' abituato a mangiare:
Lentamente
Velocemente
Quali sono i cibi preferiti?
Quali sono i cibi che rifiuta?
Dove mangia?
Con chi mangia?
Si alimenta con:
Cibi solidi
Frullati
Utilizza ausili o posate
particolari?
Abitudini/preferenze
particolari:
Quali bevande assume
Mangia davanti alla TV
Preferisce mettere il tovagliolo
Parlare
Altro
Caffè
Acqua
Vino
Liquori
Bibite
Altro
Quantità
Quantità
Quantità
Quantità
Quantità
Quando?
Fuma?
Che cosa fuma?
In quale quantità?
Quando?
Presenta allergie alimentari?
Quali attività svolge
solitamente dopo pranzo?
Ristoro pomeridiano
(merenda)
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
A che ora fa merenda?
Cosa preferisce
mangiare/bere?
Come trascorre il
pomeriggio?
Cena
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Si alimenta volentieri, è di
buon appetito?
A che ora mangia?
Quanto tempo impiega?
E' abituato a mangiare:
Lentamente
Velocemente
Quali sono i cibi preferiti?
Quali sono i cibi che rifiuta?
Dove mangia?
Con chi mangia?
Si alimenta con:
Cibi solidi
Frullati
Utilizza ausili o posate
particolari?
Abitudini/preferenze
particolari:
Quali bevande assume
Mangia davanti alla TV
Preferisce mettere il tovagliolo
Parlare
Altro
Caffè
Acqua
Vino
Liquori
Bibite
Altro
Quantità
Quantità
Quantità
Quantità
Quantità
Quando?
Fuma?
Che cosa fuma?
In quale quantità?
Quando?
Presenta allergie alimentari?
Quali attività svolge
solitamente dopo pranzo?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
AUTONOMIE MOTORIE
Uso del telefono
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Uso del telefonino
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Sa usare il telefono pubblico?
Si
No
Sa usare la scheda?
Si
No
Uso delle scale
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Uso dell'ascensore
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Uso delle porte
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
Deambulazione
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
E' in grado di deambulare?
(breve descrizione)
In quali ambienti/spazi
deambula?
Presenta tentativi di fuga?
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
CAPACITA' SENSORIALI
Vista
Usa gli occhiali
no
per leggere
per lavoro
altro
Perché
presbite
miope
altro
Udito
Usa gli apparecchi acustici
Olfatto
Gusto
Tatto
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MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
PROBLEMATICHE SANITARIE / INFERMIERISTICHE
Stato di coscienza
stato di coma
assopito
risponde agli stimoli
non risponde ad alcuno
stimolo
risponde agli stimoli verbali
confuso
vigile
Patologie
Disturbi dell' umore e del
comportamento
Ansia
Apatia
Depressione
Irritabilità
Aggressività
Allucinazioni
Deliri
Orientato tempo
Orientato spazio
Orientato tempo e spazio
Non orientato
Deficit cognitivo
Terapie
Come le assume
Respirazione
Autonoma
Ossigeno terapia
Cannula endotracheale
l/mi
n
continua
a intervalli
_______
frequenz
a
Tipo:
Qualità secrezioni:
Data ultimo cambio:
n°
Alimentazione
Liquida
Semiliquida
Normale
O.S.
Alimentazione
Enterale
Niente alimentazione
note
S.N.G. dal
:
Tipo Prodotto:
Quantità:
Velocità
(ml/h):
Disfagia
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no
lieve
moderata
grave
P.E.G. dal
:
per:
Solidi
Liquidi
Mista
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Diabetico
Dieta personalizzata
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
No
Diuresi
note:
Pannolone:
Catetere vescicale:
Si
No
Si
Tipo e n° cat.:
Ultima sostituzione:
Alvo
Continente
Regolare
Fa tutto da solo
Fa da solo, con supervisione
Va aiutato
Ci si deve sostituire
No
Irregolar
e
Lassativi
Clisteri
Tipo:
Ogni quanto
tempo:
Ultima evacuazione
Stomia
Mobilizzazione
A letto
In carrozzina
Deambula
Con spondine
Con
protezione
Con presidi
Solo
Accompagnat
o
Con presidi
Programmi specifici di
riabilitazione
Decubiti
Sede
Tipo di medicazione
ALLERGIE
Eventuali allergie
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Quali ?
Quali ?
Un Operatore
Due Operatori
Girello
Bastone
Tripode
Stampelle
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
INTERESSI
Televisione
Telegiornali
Trasmissioni
culturali
Giochi a premi
Sport
Film
Varietà
Pubblicità
Programmi
musicali
Commedie
Funzioni
religiose
Meteorologia
Altro
Lettura giornali
Necrologi
Sport
Meteorologia
Riviste
Altro
Cultura
Oroscopo
Politica
Notizie locali
Moda
Cronaca
Radio
Giornali radio
Musica
Trasmissioni
culturali
Fantascienza
Gialli
Ballo
Uncinetto-maglia
Teatro
Ricamo
Viaggi
Boccie
Cucina
Musica
Canto
Mostre
Altro
Lettura libri
Romanzi
Altro
Hobbies
Hobbies
Giochi a carte
Tombola
Enigmistica
Giardinaggio
Pittura
Altri
Attività domestiche preferite
Animali
E' abituato a tenere animali in
casa?
Li accudisce personalmente?
Religione
Funzioni religiose
No
Fa la comunione
Attività sociali
Frequenta circoli sociali/bar?
E' interessato/svolge attività
sociali ed associative?
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Va a messa
Segue la messa in TV
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
STILE DI RELAZIONE / COMUNICAZIONE
Eloquio
Usa sempre lo stesso tono di voce?
Parla a voce bassa?
Alta
Bassa
Normale
Tende a ripetere le stesse
frasi/parole?
Tende a mangiare la parole?
Parla in dialetto?
Perde il filo del discorso?
Risponde alle domande con brevi
frasi o con monosillabi (si-no)?
Tende a inventare alcune parole?
Il linguaggio è rallentato o veloce?
Rallentato
Normale
Veloce
Il linguaggio è completamente
incomprensibile?
Si blocca, tartaglia, balbetta, e
pronuncia male le parole?
L'eloquio è poco scorrevole con
pause inappropriate?
Note
E' in grado di comprendere ciò che gli
viene detto (la risposta è coerente
con la domanda)?
E' in grado di leggere/scrivere?
Con chi comunica prevalentemente
(famigliari, amici, ecc)? Perchè?
Nella comunicazione utilizza
prevalentemente la parola, i gesti od
altro?
Stile di relazione/comunicazione prevalente
Chiede
Interrompe la comunicazione
Risponde solo su sollecitazione
Presenta agitazione psicomotoria
Ha un’iniziativa ridotta ed è apatico
Non mantiene la giusta distanza fisica
dall’interlocutore
E’ riservato, tende a non parlare di se
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Ascolta
Si distrae, distoglie lo sguardo
dall’interlocutore
Si altera, è aggressivo
E’ disinibito
Tocca fisicamente l’interlocutore
Comunica in gruppo
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
Stile di relazione gradito
Qual'è il modo migliore per
rapportarsi con lui ed entrare in
comunicazione?
In quali situazioni si irrita?
Contenuti della comunicazione
Richieste
Ricordi
Critiche
Iniziative
Sentimenti
Informazioni
Paure, insicurezze
Richieste di aiuto o fare
attività
Di quali argomenti preferisce parlare?
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Desideri
Temi più frequenti
Proposte
MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013
INDICE SCHEDA PER VISITA PREAMMISSIVA OSPITE
DATI GENERALI
PAG.
1 - ABITUDINI RELATIVE AL SONNO
PAG.
2 - ABITUDINI RELATIVE AL RIPOSO
PAG.
3 - ABITUDINI RELATIVE ALL' ABBIGLIAMENTO
PAG.
4 - ABITUDINI RELATIVE ALL' IGIENE
PAG.
5 - ABITUDINI RELATIVE ALL' ALIMENTAZIONE
PAG.
6 - AUTONOMIE MOTORIE
PAG.
7 - CAPACITA' SENSORIALI
PAG.
8 - PROBLEMATICHE SANITARIE / INFERMIERISTICHE
PAG.
9 – INTERESSI
PAG.
10 - STILE DI RELAZIONE / COMUNICAZIONE
PAG.
INDICE
PAG.
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NOTE SINTETICHE DEL RUOLO DI CIASCUN PROFILO PROFESSIONALE NELLA
COMPILAZIONE DEL P.A.I.
Coordinatore di struttura assistenziale : Coordina il gruppo di lavoro
nella stesura del PAI ed illustra ai familiari la funzione dello stesso.
Medico di assistenza generica: evidenzia le problematiche, i bisogni
sanitari, le patologie dell’assistito ed i motivi per i quali si vuole
intervenire. Spiega all’equipe come queste possono influire su alcuni
comportamenti e atteggiamenti dell’ospite. Suggerisce come comportarsi
in alcune malattie o sintomi particolari (demenza, depressione, psicosi,
ecc.). Se è il caso rivaluta terapie e programma visite di controllo.
Prescrive eventuali contenzioni: fisica o farmacologia. Si rende disponibile
per ogni eventuale chiarimento richiesto da parte dell’equipe e/o dal
familiare sul decorso e la prognosi della malattia dell’ospite e sulla terapia.
Propone strategie per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’ospite il più a
lungo possibile.
Infermiere Professionale Tutor: evidenzia le problematiche, i bisogni
infermieristici ed i motivi per i quali si vuole intervenire. Riferisce circa i
comportamenti dell’ospite e le migliori strategie per farlo sentire a suo
agio con particolare riferimento alle problematiche sanitarie. Riferisce
circa l’adeguata idratazione ed alimentazione con la funzione di seguire la
prescrizione di eventuali diete personalizzate. Riferisce l’osservazione
sulle abitudini dell’ospite riguardo al sonno, al riposo, agli interessi, allo
stile di relazione/comunicazione, autonomia motoria e stato emotivo in
integrazione con l’OSA tutor, l’animatore ed i terapeuti. Propone strategie
per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’ospite il più a lungo possibile.
Fisioterapista: evidenzia le capacità motorie dell’ospite in integrazione
con l’infermiere professionale, suggerisce l’uso di ausili e la loro modifica
e la cura della posizione. Riferisce i risultati dei test cognitivi e
dell’equilibrio somministrati. Riferisce l’osservazione sugli interessi e lo
stile di relazione/comunicazione in integrazione con le altre figure
dell’equipe. Propone strategie per mantenere il più a lungo possibile
l’autonomia motoria dell’ospite.
Animatore: relaziona sul coinvolgimento dell’ospite in attività
organizzate previa integrazione con il resto dell’equipe. E’ propositivo sul
coinvolgimento dell’ospite in tutte le attività evidenziate negli interessi
nella scheda preammissiva ed altre notizie circa desideri, volontà e
bisogni.
O.S.S. Tutor: raccoglie notizie sull’andamento della quotidianità
dell’ospite e dei suoi bisogni assistenziali, come da scheda preammissiva e
dal PAI. Ha la funzione di integrarsi – in modo propositivo – con gli
operatori, in relazione a tutti i momenti della giornata dell’ospite,
ribadendo gli obiettivi ed i principi dell’assistenza dell’ospite a lui
assegnato.
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