“O P E R A R O M A N I” (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) Via Roma, 21 – 38060 - NOMI (TN) Costituita ai sensi della L.R. 21 settembre 2005, n. 7. MANUALE ORGANIZZATIVO Marzo 2013 Pagina 1 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 INDICE PREMESSA CHE COSA E’ L’ORGANIZZAZIONE PAG. 4 L’ORGANIZZAZIONE ALL’ OPERA ROMANI PAG. 5 LA DOMANDA PAG. 8 IL MODELLO ASSISTENZIALE PROFESSIONALE - 1. I PRINCIPI E LE PRASSI ASSISTENZIALI PAG. 10 - 2. LE METODOLOGIE E GLI STRUMENTI ASSISTENZIALI PAG. 12 2.1 LA VALUTAZIONE INTEGRATA DELLA DOMANDA PAG. 12 2.2. LA PROGRAMMAZIONE PAG. 13 - 3 PRASSI E METODOLOGIE DI ASSISTENZA (PROTOCOLLI) PAG. 14 - 4. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ ASSISTENZIALE PAG. 15 IL MODELLO ORGANIZZATIVO-GESTIONALE - 1. LA LOGICA PAG. 16 - 2. L’ARTICOLAZIONE DEL SERVIZIO PAG. 17 - 3. IL SISTEMA DEI RUOLI I RIFERIMENTI ORGANIZZATIVI PAG. 19 - 4. SISTEMI DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO PAG. 20 Pagina 2 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA PAG. 22 - DIRETTORE PAG. 24 - COORDINATORE DELL’ATTIVITA’ SANITARIA PAG. 25 - COORDINATORE DI STRUTTURA ASSISTENZIALE PAG. 27 - MEDICO DI ASSISTENZA GENERICA PAG. 30 - INFERMIERE PROFESSIONALE PAG. 32 - FISIOTERAPISTA PAG. 34 - ANIMATORE PAG. 36 - OPERATORE SOCIO SANITARIO PAG. 38 - RESPONSABILE QUALITA’ E FORMAZIONE PAG. 39 - DIREZIONE AMMINISTRATIVA PAG. 41 STRUMENTI PER LA RACCOLTA DEI DATI PAG. 44 - SCHEDA PER VISITA PREAMMISSIVA PAG. 45 - PIANO DI ASSISTENZA INDIVIDUALIZZATO PAG. 63 POSIZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI Pagina 3 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 PREMESSA Che cosa è l’organizzazione Per capire il concetto di “Organizzazione” e quindi la necessità di adottare il “manuale organizzativo” occorre approfondire il concetto di azienda. L’Azienda è un soggetto economico che opera per finalità istituzionali ed ha una propria esistenza ed una propria individualità rispetto alla persona giuridica che agisce per finalità di carattere istituzionali quali quelle fissate per le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (APSP). Per raggiungere le proprie finalità l’Ente persona giuridica deve svolgere una attività economica e perciò deve costituire una propria azienda che rappresenta lo strumento di cui si avvale l’ente. Etimologicamente azienda, deriva dal latino agenda (agere = agire) che significa “operazioni da compiere”, “cose da fare”; l’azienda, è pertanto una organizzazione di persone e di beni economici istituita per il conseguimento di un fine attraverso il complesso di operazioni che in essa vengono poste in essere. L’amministrazione economica si attiva attraverso tre momenti astrattamente distinti ma fra loro intimamente connessi: - l’organizzazione - la gestione - la rilevazione L’organizzazione riguarda essenzialmente il razionale ordinamento degli organi che dovranno operare nell’azienda, attraverso la coordinazione delle energie umane, materiali e immateriali in vista del migliore raggiungimento degli scopi per cui l’azienda viene istituita. In particolare costituiscono problemi di organizzazione: - la scelta della forma giuridica (azienda individuale, società di vario tipo) - il reclutamento del personale; - la determinazione delle funzioni e dei compiti da svolgere, nonché la loro attribuzione ai vari organi, fissandone la struttura, i poteri e le responsabilità. In senso stretto Pagina 4 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 l’organizzazione riguarda principalmente l’ordinamento costituito dall’insieme delle persone operanti nell’azienda. La gestione è l’attività, cioè il complesso di operazioni ordinate sistematicamente mirate direttamente al conseguimento dei fini dell’azienda. La rilevazione è costituita dalle registrazioni, annotazioni, scritture effettuate per consentire conoscenze utili ai fini di una conveniente gestione ed organizzazione; ha quindi scopi conoscitivi e di controllo. L’organizzazione all’ “Opera Romani” La persona giuridica Opera Romani si è costituita e modificata nel tempo secondo il percorso di seguito sinteticamente esposto. L’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB) “Ospedale Ricovero Romani” venne costituita in Nomi in base all’accordo intervento in Rovereto l’11.06.1906 tra i rappresentanti dei Comuni di Nomi, Pomarolo e Volano che ottenne l’approvazione da parte delle Luogotenenza di Innsbruck con atto n. 45621 del 17.08.1907. La L.R. 21 settembre 2005, n. 7, ha approvato il “Nuovo ordinamento delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza – Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona” ed ha previsto, fra l’altro, la trasformazione delle IPAB in “Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona”. In attuazione della normativa regionale è stato approvato il nuovo Statuto con la deliberazione della Giunta Regionale n. 279 del 25/09/2007 e l’IPAB Opera “Romani” è stata trasformata dal 1° gennaio 2008 in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Opera Romani” (APSP). Gli scopi statutari sono stati individuati nell’ospitalità di: - anziani non autosufficienti o con gravi disabilità in forma semiresidenziale al fine di favorire il più possibile la loro permanenza nel proprio ambiente di vita e di sostenere le famiglie di appartenenza; - anziani non autosufficienti, in forma residenziale, non curabili a domicilio, che hanno bisogno di trattamenti continui, nonché persone non autosufficienti o con gravi disabilità fisiche o psichiche L’ “Opera Romani” promuove, inoltre, la realizzazione di servizi di assistenza domiciliare integrativi o alternativi a quelli residenziali o semiresidenziali, convenzionandosi anche con altri enti pubblici che svolgono attività di carattere socio-assistenziale. Pagina 5 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Il Consiglio di Amministrazione per dare attuazione ai fini statutari ha costituito nel tempo la propria azienda, in senso economico, dotandosi di una propria pianta organica, con individuazione dei profili professionali e delle relative mansioni e specificando inoltre le modalità di assunzione. Con l’adozione del manuale organizzativo la Direzione intende individuare le modalità operative del personale. Il Consiglio, nell’espletamento della propria attività, cioè per il raggiungimento dei propri fini statutari, dovrà tener conto, quali vincoli, degli indirizzi nazionali, regionali e provinciali in materia assistenziale per il miglioramento della qualità assistenziale. Il quadro normativo vigente è il seguente: - L.R. 21 settembre 2005, n. 7, avente ad oggetto “Nuovo ordinamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza – aziende pubbliche di servizi alla persona”; - L.R. 16 giugno 2006, avente ad oggetto “Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino”; - L.P. 27 luglio 2007, n. 13, avente ad oggetto “Politiche sociali nella provincia di Trento”; - L.P. 22 luglio 2009, n. 8, avente ad oggetto “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’Alzheimer e di altre malattie neurovegetative legate all’invecchiamento e per il sostegno delle famiglie, nonché modificazioni dell’art. 49 della L.P. 1° aprile 1993, n. 10 (legge sul servizio sanitario provinciale) in materiale di personale”; - L.P. 16 giugno 2010, n. 16, avente ad oggetto: “Tutela della salute in provincia di Trento” - L.P. 24 luglio 2012, n. 15 avente per oggetto “Tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie e modificazioni delle leggi provinciali 3 agosto 2010, n. 19 e 29 agosto 1983 n. 29 in materia sanitaria” La R.S.A. deve essere organizzata per “nuclei”, di norma, di circa 20 ospiti, per il miglioramento della qualità dell’assistenza. Il concetto di “nucleo” al quale fa riferimento l’Opera Romani, non essendo previsto dalla legge, è il seguente: “Il modello organizzativo per nuclei prevede l’articolazione del servizio in gruppi stabili di anziani, ciascuno dotato di un proprio - organico - di operatori. Scopo del nucleo è di personalizzare l’azione di assistenza secondo gli stili di vita consolidati dei singoli ospiti, per massimizzare il grado di benessere della loro permanenza all’interno del servizio”. Pagina 6 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Attualmente l’ “Opera Romani” è autorizzata al funzionamento, è accreditata ed è convenzionata con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento per la gestione di posti di R.S.A. I requisiti organizzativi minimi prevedono, per ogni R.S.A: - valutazione multidimensionale attraverso appositi strumenti validati dei problemi/bisogni sanitari, cognitivi, psicologici e sociali dell’ospite al momento dell’ammissione e periodicamente secondo le indicazione dell’UVM; - stesura di un piano di assistenza individualizzato corrispondente ai problemi/bisogni identificati dall’UVM; - lavoro degli operatori deputati all’assistenza secondo le modalità e le logiche dell’équipe interdisciplinare; - raccolta dei dati delle singole valutazioni multidimensionali tale da permettere il controllo continuo delle attività della R.S.A.; - coinvolgimento della famiglia dell’ospite; - valorizzazione dell’intervento del volontariato; - personale medico, infermieristico, di riabilitazione e di assistenza alla persona in relazione alle dimensioni ed alla tipologia delle prestazioni erogate e nel rispetto delle indicazioni provinciali. Per l’accreditamento dell’Opera Romani la Provincia Autonoma di Trento ha accertato ulteriori requisiti di qualità, rispetto a quelli dell’autorizzazione al funzionamento. Il Centro Diurno, servizio semiresidenziale, è autorizzato al funzionamento. Pagina 7 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 LA DOMANDA L’assistenza agli anziani non autosufficienti è un’azione globale che richiede alle strutture assistenziali dinamicità, flessibilità, adattabilità, elasticità, differenziabilità, per poter seguire l’anziano nella sua instabilità, variabilità e specificità. L’anziano non autosufficiente deve trovare all’interno della struttura assistenziale le risposte ai propri bisogni. Il servizio deve essere in grado di adattare, plasmare il proprio assetto e funzionamento sulle esigenze della domanda degli ospiti, portando l’assistenza all’anziano e non l’anziano all’assistenza, e ciò per evitare di sradicare l’ospite dall’ambiente fisico e dal sistema di relazioni nel quale si è inserito, quasi sempre, con difficoltà e sofferenza. L’uscita temporanea dalla struttura residenziale per fruire di prestazioni assistenziali ha senso laddove le condizioni e i bisogni dell’utente richiedono assistenza non previste e non garantite dalla struttura, quali, ad esempio, prestazioni specialistiche ospedaliere o supporto per il reinserimento nell’ambiente di provenienza. La struttura assistenziale deve essere organizzata per gestire direttamente tutta la casistica dell’anziano dalla non autosufficienza fisica alla perdita delle capacità cognitive e si identifica con le seguenti specificità: • forte complessità: consistente nella vasta gamma dei bisogni del singolo; • forte instabilità: causata dalla elevata variabilità, determinata dal frequente cambiamento delle condizioni della persona; • forte differenziazione: data l’unicità, irripetibilità del singolo, a prescindere dall’età e dalle condizioni psico-fisiche; • forte unitarietà: richiesta dall’assoluta integrazione dell’individuo e dei suoi bisogni. Sul piano dei contenuti, la domanda evidenzia l’emergenza dell’anziano affetto da demenza con disturbi comportamentali. Pagina 8 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Il fenomeno demenze ha assunto dimensioni e diffusione tali da richiedere interventi specifici e differenziati lungo l’intero percorso di assistenza; per agire nelle diverse fasi e forme in cui si presenta sono necessari nuclei specializzati all’interno della struttura residenziale. L’attività dell’Ente, oltre a gestire una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), per inserirsi concretamente ed attivamente nella rete territoriale dei servizi, si è indirizzata ad erogare servizi alternativi semiresidenziali quali il Centro Diurno e l’accoglienza di Ospiti temporanei in RSA. Pagina 9 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 IL MODELLO ASSISTENZIALE PROFESSIONALE 1. I PRINCIPI E LE PRASSI ASSISTENZIALI In coerenza con le specificità dell’utenza e dei suoi bisogni, il modello assistenziale deve assumere un “taglio” riabilitativo globale, fortemente centrato sulla domanda, che rappresenta il riferimento assoluto delle decisioni e delle azioni assistenziali. Ciò significa che il servizio individua e persegue obiettivi di recupero e di mantenimento delle capacità residue degli anziani in tutte le fasi e in tutti gli ambiti di vita dell’ospite, cercando di rendere compatibili il più possibile l’efficacia tecnica degli interventi con il gradimento della persona (bene-essere). L’impegno della struttura deve essere quello di mantenere “vivi”, non solo in vita, gli anziani ospiti, agendo sul piano della “mobilizzazione” fisica e psico-sociale, intese come motivazione al vivere. La filosofia del servizio prevede che nessuna azione e intervento può accadere per “caso” in presenza di obiettivi e di processi assistenziali definiti sulla base delle aspettative e delle condizioni dell’utente. Si tratta di progettare e di programmare la “spontaneità” di un’azione assistenziale efficace e gradevole in continuità e sintonia con i percorsi e i tempi di una vita normale. L’approccio riabilitativo prevede una forte sintonia e sinergia professionale e operativa. In particolare l’intervento fisioterapico e l’attività di animazione possono produrre, se effettivamente integrati, circoli virtuosi all’interno dei quali il sostegno e il recupero fisico e psico sociale si rinforzano reciprocamente. Le attività più propriamente riabilitative si raccordano strettamente con l’assistenza socio assistenziale di base e sanitaria, sia per progettare gli interventi, in coerenza con la domanda, che per qualificare e arricchire l’assistenza, “trasferendo” e “trasfondendo” nei processi di intervento Pagina 10 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 una logica e una pratica professionale sempre più connotata in senso riabilitativo. In tal senso è previsto che i Fisioterapisti e gli Animatori siano presenti periodicamente in tutte le fasi di vita dell’anziano e di attività del servizio, per poter fornire il supporto necessario alla qualificazione dell’assistenza in senso riabilitativo. Il modello assistenziale-professionale deve fare perno sul monitoraggio delle condizioni e dei bisogni degli anziani per operare per “ipotesi” di risultato e secondo logiche e metodi anche sperimentali, che implicano verifiche sistematiche dei risultati raggiunti, la loro valutazione in rapporto ai metodi e ai processi adottati e la regolazione continua delle azioni assistenziali. Fatti e dati sull’anziano, ipotesi delle ragioni che li determinano, obiettivi di modifica dello stato globale dell’ospite verso condizioni di maggior benessere, progetti e processi di assistenza, riflessioni e valutazioni sistematiche, revisione e regolazione degli interventi, nuovi progetti sono gli elementi che caratterizzano, in particolare, il metodo dell’assistenza alla persona gravemente non autosufficiente. Il modello assistenziale professionale deve essere in grado di esprimere: • Una forte flessibilità e adattabilità alle diverse condizioni degli anziani e ai cambiamenti dei bisogni del singolo anziano nel tempo; • Un’elevata reattività, intesa come tempestività di risposta alle dinamiche delle condizioni degli anziani; • Una forte continuità di azione degli operatori, sul piano dei contenuti dell’intervento, in particolare, delle modalità-relazioni con l’anziano, per garantire una condizione di agio e di sicurezza, fondamentale rispetto al bene-essere dell’ospite; • Una forte continuità di azione del servizio, che deve esser in grado di gestire l’intera gamma di bisogni dell’utente al proprio interno e presso l’ambiente di vita dell’anziano, senza che possa scaricare la persona a nuclei o strutture specializzate, fatta eccezione per i dementi; • Una specializzazione puntuale, a presidio degli specifici bisogni e interventi con gli anziani; • Un’intensa e sistematica integrazione professionale e operativa fra tutte le figure professionali che interagiscono con l’anziano per recuperare sul piano del raccordo interdisciplinare, l’unitarietà della persona, spesso “frantumata” fra le singole discipline, per incrementare il grado di flessibilità e di reattività della struttura. Pagina 11 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Le articolazioni della struttura, i nuclei, per mantenere adeguati livelli di flessibilità, devono essere progettate per rispondere alla globalità e alle dinamiche dei bisogni dell’anziano. Potrebbe essere, invece, definito il mix o la composizione dell’utenza dei nuclei, secondo criteri di distribuzione della gestione dell’impegno professionale richiesto dalle differenti condizioni e bisogni degli anziani. L’unica patologia per la quale è prevista l’attivazione di un nucleo specializzato è la demenza, per i disturbi comportamentali, che richiede ambienti, comportamenti e interventi specifici rispetto alle necessità degli altri utenti. 2. LE METODOLOGIE E GLI STRUMENTI ASSISTENZIALI 2.1 LA VALUTAZIONE INTEGRATA DELLA DOMANDA La valutazione delle condizioni, dei bisogni, delle abitudini, delle aspettative ed il gradimento degli anziani implica la messa a punto di un processo costante di rilevazione e di interpretazione della “domanda” articolato, sostanzialmente, in due distinti percorsi professionali e opportunità, di differente valenza, ma assolutamente integrati fra loro. L’uno rivolto agli aspetti biologici dell’anziano e condotto prevalentemente, ma non esclusivamente, dalle figure sanitarie e l’altro orientato alla lettura della dimensione psico-sociale degli anziani e gestito prevalentemente, ma non esclusivamente, dagli Operatori Socio-Sanitari e degli Animatori. La valutazione della dimensione biologica deve essere compiuta dallo staff medico, infermieristico e riabilitativo, utilizzando anche strumenti oggettivi quali scale valutative e test che misurano il livello di autosufficienza del soggetto nello svolgimento delle principali attività quotidiane e nelle funzioni cognitive. La valutazione degli aspetti assistenziali di base e psico-sociali deve essere compiuta dagli Operatori Socio-Sanitari e dall’Animatore, utilizzando specifici strumenti e schede di osservazione dei comportamenti degli Ospiti. Pagina 12 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 L’analisi e la valutazione “biologica” e quella “psico-sociale” degli anziani sono integrate per ricostruire il sistema unitario delle condizioni, dei bisogni, delle aspettative, delle abitudini e del gradimento della persona e rappresentano il dato di riferimento per tutti i processi di assistenza per la gestione successiva, dalla programmazione degli interventi individuali e delle strategie dell’ente, alla verifica e regolazione delle attività di assistenza e di governo della struttura. In particolare l’analisi e la valutazione individuale è parte del piano di assistenza individuale (PAI). Altro strumento informativo adottato, indispensabile per dare continuità ed efficacia alla gestione dell’anziano, è la consegna integrata: sanitaria e assistenziale, utilizzata, unitariamente, da tutte le figure professionali. 2.2. LA PROGRAMMAZIONE Ogni livello organizzativo della struttura opera per piani di lavoro, basati su una puntuale e organica analisi delle condizioni e dei bisogni degli anziani, degli impegni e dei livelli di qualità e di efficienza della struttura e delle sue singole articolazioni. I piani di ciascun livello organizzativo prendono spunto e si collocano all’interno degli indirizzi e degli obiettivi dei livelli di riferimento gerarchico e funzionale superiori che, a loro volta, mettono a punto le proprie strategie operative “attingendo” informazioni e suggerimenti dai collaboratori. I piani di ciascuna unità devono essere raccordati con gli obiettivi e le azioni dei ruoli e delle articolazioni della struttura con le quali hanno un rapporto di stretta interdipendenza. Il processo di pianificazione “alto/basso” – “basso/alto” e “lateralizzato” (elaborato con il contributo anche dei colleghi), garantisce lo sviluppo di attività in linea con le scelte politiche aziendali, congruenti con i bisogni e le condizioni degli utenti e coerenti fra loro. La gestione del nucleo prevede l’adozione della metodologia del piano di assistenza individuale integrato (più oltre solo PAI), di piani gestionali, del piano riabilitativo e del piano dell’animazione. Pagina 13 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Il PAI deve esser formulato dall’équipe del nucleo, composta dal Coordinatore di Struttura Assistenziale, dal Medico, dagli Infermieri Professionali, dagli Operatori Socio-Sanitari, dall’Animatore, dal Fisioterapista. Il PAI viene gestito e aggiornato sistematicamente dal Coordinatore di Struttura Assistenziale o dai suoi collaboratori (Infermieri, Fisioterapisti, Animatori), attraverso momenti di verifica e di valutazione comuni (microequipe) coinvolgendo gli Operatori Socio Sanitari. Il piano di nucleo riguarda la programmazione annuale delle attività e delle risorse del nucleo in relazione agli obiettivi di benessere e organizzativi identificati dal Coordinatore di Struttura Assistenziale. Il Coordinatore di Struttura Assistenziale coinvolge nella formulazione del piano gli Operatori Socio-Sanitari, gli Infermieri Professionali, il Fisioterapista e l’Animatore, in grado di fornire puntuali dati e proposte in merito alla gestione degli anziani, per dare organicità, equilibrio e coerenza, sia interne, che rispetto alle azioni delle altre figure professionali, al progetto annuale di nucleo. Il piano riabilitativo individuale e il piano dell’animazione vengono formulati rispettivamente dal Fisioterapista e dall’Animatore. Date le condizioni di non autosufficienza degli anziani, è opportuno che riabilitazione e animazione raccordino sempre più le proprie analisi e i propri interventi, nella prospettiva di realizzare un’azione di “riattivazione” globale, condotta congiuntamente, facendo leva sulle capacità e sulle motivazioni residue dell’anziano. 3. PRASSI E METODOLOGIE DI ASSISTENZA (PROTOCOLLI) La prassi di ingresso in struttura prevede la visita, presso il domicilio dell’anziano, per conoscere il potenziale utente nel suo ambiente di vita e dare continuità al suo percorso esistenziale, per effettuare una prima valutazione di massima delle condizioni, dei bisogni, delle abitudini e predisporre un percorso di ingresso e di prima permanenza in struttura il più possibile congruente. Le figure professionali incaricate di realizzare, al più presto e congiuntamente, la visita domiciliare sono, di norma, l’Animatore o il Coordinatore di Struttura Assistenziale, il Fisioterapista e l’Infermiere Professionale, senza ritardare l’accoglienza dell’anziano in RSA. Pagina 14 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 L’ente inoltre definisce e adotta, prassi relative a tutte le principali attività di assistenza e di gestione degli anziani, e la realizzazione di visite specialistiche interne ed esterne alla struttura, il ricovero in ospedale è previsto solo in caso di assoluta necessità, stante il disagio a cui deve sottostare l’anziano. La struttura definisce le metodologie di intervento assistenziale (protocolli) relative a tutte le fasi e le attività che l’anziano svolge all’interno e all’esterno. I protocolli definiscono le modalità generali, valide, cioè per tutti gli ospiti, con cui gli operatori tutti sono chiamati ad agire ed a rapportarsi con gli anziani. La identificazione e l’adozione dei protocolli hanno l’obiettivo di rendere gli interventi degli operatori congruenti con le condizioni, con i bisogni e con il gradimento degli anziani e di dare omogeneità di intervento al singolo ospite e vengono definiti nei piani di assistenza individuale. Le metodologie di intervento vengono verificate e riformulate periodicamente, sulla base dei cambiamenti riscontrati nelle condizioni e nei comportamenti degli anziani. 4. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA’ ASSISTENZIALE Il sistema di valutazione e di sviluppo della qualità dell’assistenza all’anziano, intesa come connubio fra gradimento dell’ospite ed efficacia tecnica degli interventi, in grado di realizzare elevate condizioni di bene-essere degli anziani, prevede l’adozione, oltre che dei requisiti strutturali e gestionali contenuti nelle specifiche direttive provinciale, di indicatori e di indici di qualità e di efficienza. I parametri di qualità riguardano: • Il grado di benessere bio-psico-sociale di cui godono gli anziani (indicatori di risultatobenessere) • La tipologia e le modalità di gestione delle attività di assistenza e di “riattivazione” (indicatori assistenziali) • Le capacità professionali degli operatori (indicatori professionali) • Le metodologie e gli strumenti informativi e operativi utilizzati dal servizio (indicatori di processo). Il sistema di valutazione della qualità assistenziale prevede la verifica periodica del gradimento degli anziani rispetto al sistema delle azioni sviluppate all’interno del servizio, tramite opportune metodologie (questionari, interviste). Pagina 15 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 IL MODELLO ORGANIZZATIVO GESTIONALE 1. LA LOGICA L’esigenza di diversificazione, di “personalizzazione”, di flessibilità, di specializzazione, di reattività, di continuità, di interdisciplinarietà del sistema assistenziale è garantita da un assetto organizzativo disegnato secondo due direttrici: verticale e orizzontale-circolare, e tre logiche di progettazione: la differenziazione nell’articolazione, il decentramento e l’integrazione. La direttrice “verticale” è tracciata lungo le funzioni specialistiche e assicura gli obiettivi di area: - sanitaria - socio-assistenziale - economico-finanziaria, garantendo: - il presidio efficace degli aspetti tecnico-specifici della gestione e dei singoli bisogni dell'anziano, attraverso l'adozione di strumenti e comportamenti professionali e operativi "disciplinari" qualificati; - l'omogeneità delle azioni assistenziali e gestionali delle specifiche "famiglie" professionali del servizio ciascuna delle quali si trova a condividere approcci e metodologie di intervento "proprie". La direttrice orizzontale-circolare è tracciata lungo la domanda e assicura gli obiettivi globali assistenziali ed è identificata dai nuclei, e garantisce al presidio la complessità e la globalità della gestione del servizio e della persona anziana. L'articolazione e la differenziazione della struttura in sottosistemi organizzativi, i nuclei, all'interno dei quali nell’ambito degli indirizzi e delle scelte generali del servizio, si diversifica l'azione assistenziale per piccoli “gruppi” di anziani e per singoli ospiti, adottando interventi, modalità, tempi, e relazioni personalizzate per utente. Pagina 16 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Il decentramento organizzativo e professionale, ossia l'assegnazione di precise responsabilità e poteri decisionali a livelli organizzativi intermedi e operativi, incrementa il grado di reattivitàtempestività della risposta alle dinamiche dei bisogni dell'anziano, oltre alla flessibilità e alla diversificazione degli interventi e alla congruenza degli adattamenti alle variazioni di stato degli ospiti. Il decentramento e la delega di responsabilità sono condizioni organizzative indispensabili nei servizi alla persona, in particolare non autosufficiente, che presuppongono una struttura fortemente qualificata, professionalmente "matura" ed affidabile, dovendo gestire un'utenza particolarmente fragile e dipendente. L’integrazione orizzontale, fra ruoli e settori differenti, e verticale fra figure professionali con diversi livelli di responsabilità, assicura la sintonia e le sinergie necessarie a realizzare un insieme di forze gestionali monodirezionale, orientate, cioè, verso gli stessi risultati globali, per il singolo anziano, come per l'intera struttura, e scandito da logiche e pratiche assistenziali ed attività omogenee e compatibili. 2. L’ARTICOLAZIONE DEL SERVIZIO L’Opera “Romani” si articola in: • due strutture assistenziali, che gestiscono posti letto di RSA; • un centro diurno, • un servizio amministrativo. Le strutture assistenziali sono aggregate per dislocazione territoriale: • una in Via Roma che si articola in due nuclei, uno al 1° piano e l’altro al 2° piano presso la Casa di Riposo, oltre alla Palazzina, con un solo nucleo; • l’altra presso la ex Casa Albergo in Piazza Vinotti, con un solo nucleo. Ad ogni struttura assistenziale è preposto un Coordinatore di Struttura Assistenziale. Le due strutture assistenziali, che gestiscono posti letto di RSA, ed il Centro Diurno rappresentano, la “mission” dell’ente, l’area “marketing” dell’Ente in quanto responsabili dell’analisi della domanda e della identificazione e realizzazione degli obiettivi e dei processi di assistenza agli utenti. Pagina 17 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Ogni “struttura assistenziale” è articolata in “nuclei” e questi ultimi sono dotati di specifici “organici” che prevedono la presenza di: Operatori Socio-Sanitari, Animatore, Infermieri Professionali e il Fisioterapista, funzionanti secondo un proprio piano operativo caratterizzato da specifiche modalità assistenziali e professionali, dimensionate sulle condizioni e sui bisogni degli anziani ospiti. A bilanciare l’”indipendenza" operativa dei “nuclei” e delle “strutture assistenziali”, rispetto alla necessità di omogeneità culturale-professionale e gestionale, che resta un sistema organizzativo organico e integrato, dotato di strategie e di politiche di assistenza e gestionali unitarie, sono previsti ruoli, organismi, processi e strumenti di raccordo e di messa in sinergia delle idee e delle azioni. L'area dell'assistenza ha il compito delicato e determinante di dare il "la" in termini propositivi rispetto alle scelte di fondo dell'Azienda, con responsabilità decisionali riguardo agli aspetti tecnico-gestionali del servizio. Tutto ciò all'interno di un continuo confronto con il servizio amministrativo, per rendere compatibili le azioni di assistenza e di gestione degli anziani con le risorse disponibili e con il quadro normativo. Le unità operative che non svolgono funzioni di assistenza diretta agli anziani hanno il compito di facilitare, fluidificare e razionalizzare l'azione riabilitativa rivolta agli anziani, secondo la logica che tutte le unità dell'ente hanno come obiettivo primario il benessere degli ospiti e la qualità del servizio. Pagina 18 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 3. IL SISTEMA DEI RUOLI E I RIFERMENTI ORGANIZZATIVI (DIPENDENZE) In coerenza con le esigenze di specializzazione disciplinare ed operativa e con la necessità di sintesi assistenziale e gestionale della struttura il modello organizzativo prevede due tipologie di posizioni di “lavoro”: quelle “gestionali manageriali”, cioè con funzione di ottimizzazione delle risorse umane e strumentali, e “tecnico-professionali”. Della prima tipologia (gestionali manageriali) fanno parte: • Il Direttore; • I Coordinatori di Struttura Assistenziale; Fanno riferimento alla seconda tipologia (tecnico-professionali): • il Coordinatore dell’attività sanitaria; • il Medico di assistenza generica; • l'Infermiere Professionale; • l’Operatore Socio Sanitario; • il Fisioterapista; • l’Animatore; • il Responsabile del Servizio Amministrativo. Il Direttore risponde al consiglio di amministrazione al quale deve garantire il supporto per le decisioni politiche strategiche e la conoscenza degli elementi più significativi per la verifica e la valutazione dei risultati della gestione della struttura. Al Direttore riferiscono: • il Coordinatore dell’Attività Sanitaria; • i Coordinatori delle Strutture Assistenziali; • il Responsabile del Servizio Amministrativo. Al Coordinatore di Struttura Assistenziale riferiscono: • il Medico di assistenza generica (per gli aspetti organizzativo-gestionali); • il Fisioterapista (per gli aspetti organizzativo-gestionali); • gli Infermieri Professionali (per gli aspetti organizzativi-gestionali); Pagina 19 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 • l’Animatore; • gli Operatori Socio-Sanitari. Al Medico di assistenza generica riferiscono, per gli aspetti tecnico-sanitari: • il Fisioterpista; • gli Infermieri Professionali. 4. SISTEMI DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO a) il coordinamento alla RSA Opera Romani. IL LAVORO COMPLESSO DEI SERVIZI RESIDENZIALI. I servizi residenziali per anziani, quali le RSA, sono servizi peculiari che prevedono forme di convivenza organizzata, e che vengono chiamati a coniugare, nella quotidianità, dimensioni di soggettività, di comunità e di organizzazione. I servizi residenziali devono quindi dare continuità alla gestione delle problematiche della salute siano esse legate ad acuzie, cronicità, e non autosufficienza, ma contemporaneamente anche assicurare continuità, per ognuno degli ospiti, forme di relazione con la propria storia, con il proprio patrimonio di esperienze e di identità con i legami e gli affetti familiari e relazionali. Nelle RSA le competenze e le professionalità sanitarie e assistenziali devono coniugarsi con la capacità di dare attenzione alle dimensioni organizzative del servizio, cioè con la qualità dei processi di lavoro e delle modalità di interazione e di riconoscimento di chi vi opera, di chi vi entra in contatto, di chi vi si affida e di chi affida. E’ fondamentale perciò che l’organizzazione investa per costruire l’“oggetto di lavoro” per riuscire a rappresentare il servizio che si vuole realizzare ovvero quali sono i riferimenti che si devono tenere nella relazione con gli ospiti e con le loro famiglie, i valori e le ipotesi scientifiche che lo orientano. Nell’agire degli operatori sono infatti centrali le loro rappresentazioni “interne”, mentali ed emotive, le loro sensibilità ed i valori. Se l’oggetto del lavoro non è sufficientemente definito, rappresentato e riportato a processi di lavoro entro i quali i singoli si possano “vedere”, è facile che gli apporti lavorativi di ciascuno tendano a logiche ed obiettivi frammentati, con il rischio che si contrappongano, che i riferimenti diventino prevalentemente quelli delle mansioni in sé. In mancanza di un oggetto di lavoro visibile Pagina 20 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 e condiviso tendono inoltre ad emergere modelli culturali interiorizzati, impliciti e spesso inconsapevoli, sicuramente rassicuranti anche perché dotati di forza e di persistenza. Così ogni professione seguirà i propri codici ed i propri riferimenti con il determinarsi di una logica di lavoro più “istituzionalizzante” e “meccanicistica” ancorata al rispetto del proprio mansionario. L’organizzazione di questo tipo tende inevitabilmente a ridurre gli ospiti ed i loro famigliari ad oggetto degli interventi e delle azioni assistenziali che magari sono anche qualificate, non riuscendo però a riconoscere una loro soggettività. In questo schema aumentano anche le microconflittualità quotidiane tra operatori con gli ospiti e con le loro famiglie. LA RISORSA COORDINAMENTO Il Coordinamento è una funzione organizzativa vitale per il funzionamento di ogni organizzazione, ma è anche una attribuzione specifica assegnata al alcuni ruoli. La funzione di coordinamento, in relazione alla complessità, alla cultura e alla filosofia gestionale delle RSA, viene svolta da figure professionali differenti, con contenuti diversificati. Si hanno ruoli di coordinamento “centrale”, altri più “decentrati” a livello di nucleo assistenziale, in determinate situazioni vengono introdotte “collaborazioni” al coordinamento ed altre ancora sono previste delle “referenze” di nucleo o di turno. Si hanno inoltre situazioni di coordinamento “differenziati” tra ruoli infermieristici e ruoli socioassistenziali ed altre dove i coordinamenti sono unificati, cioè non differenziati per professione: si hanno coordinatori di struttura e coordinatori di aree di servizio. Alle figure di coordinamento viene richiesto l’esercizio di funzioni diverse, sia di carattere generale, per assicurare il coordinamento delle strutture, sia micro organizzativo: di programmazione e contemporaneamente di gestione quotidiana di eventi imprevisti, di controllo sugli aspetti generali dell’andamento del servizio, ma anche comportamenti operativi specifici e quotidiani degli operatori, di gestione dei rapporti con le famiglie nelle fasi iniziali dell’ingresso in struttura, ma anche di intervento quotidiano su micro conflittualità tra operatori o con le famiglie. Garantire il contesto generale del lavoro. Uno dei loro compiti è sicuramente quello di garantire il contesto generale del lavoro, cioè la tenuta ed il raccordo delle condizioni generali che fanno da cornice al lavoro degli operatori ed al funzionamento quotidiano: compito questo molto importante in organizzazioni con molte variabili in gioco come le RSA. Più nello specifico si tratta di un investimento sull’armonizzazione dei tempi dei diversi servizi interni, sulla garanzia degli approvvigionamenti sulla tenuta generale della programmazione del Pagina 21 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 lavoro, sulla garanzia del rispetto degli standard di assistenza, sul mantenimento della copertura del personale in relazione ad assenze, permessi, ferie o ad esigenze impreviste nei carichi assistenziali degli ospiti. Sostenere il lavoro degli operatori. Tra le funzioni dei coordinatori c’è il sostegno ed il controllo del lavoro degli operatori, un compito importante e non semplice. Proprio per questo è utile analizzare schematicamente alcune modalità di esercizio di questa funzione. In questo contesto si associa il controllo al sostegno nel senso che con il controllo non si intende qualcosa di esterno e normativo ma qualcosa che interagisce con i processi di lavoro per mantenerli in relazione a orientamenti oggetti di lavoro ed ai risultati attesi. Si tratta di : - controllo e sostegno attraverso la supervisione diretta - controllo e sostengo attraverso procedure - controllo e sostegno attraverso la definizione e la cura delle premesse Controllo e sostegno attraverso la supervisione diretta. Avviene intervenendo direttamente in rapporto agli operatori ed alle loro operazioni, correggendo integrando e sostenendo. Questa modalità è utilizzata solitamente nelle organizzazioni semplici con contesti ravvicinati di relazione operativa, a livello di nucleo o di servizio oppure quando ci si trova di fronte a compiti complessi in cui vengono richieste vicinanza di sguardi, particolari competenze tecniche, maggiori risorse professionali rispetto all’insieme di problemi trattati oppure dove viene percepita una fragilità di competenze degli operatori. Si tratta di una modalità che in situazioni di gruppo ampio rischia di diventare dispendiosa se viene utilizzata per affrontare problemi che si ripetono, finisce per dissipare risorse organizzative e non è detto che permetta di sedimentare un apprendimento organizzativo che ne determini poi una minore necessità. Controllo e sostegno attraverso procedure . Si esplica costruendo procedure, check list, note di riferimento, fogli firma che hanno l’obiettivo di agevolare il lavoro, evitare disattenzioni, dimenticanze di atti, non controllo di alcuni snodi nell’esecuzione di compiti. Spingono ad avere attenzione a questioni che richiederebbero altrimenti di essere lasciate da parte (ad esempio passaggi da fare verso l’ospite, verso i famigliari ed altre). Si parla qui di procedure costruite dal coordinatore, per la sua situazione di coordinamento, talvolta attraverso il coinvolgimento di gruppi di lavoratori. Pagina 22 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Sono quindi procedure di grado diverso rispetto a quelle organizzative più generali quali ad esempio legate alla certificazione di qualità istituzionale (accreditamento) o ad indicazioni e normative organizzative più generali. Le procedure, se da una parte indirizzano e sostengono i comportamenti lavorativi, evitando dimenticanze e permettendo di risalire a chi ha compiuto o tralasciato determinate operazioni, comportano il potenziale rischio di far prendere le distanze dai bisogni personali espressi dagli ospiti e possono deresponsabilizzare rispetto ad investimenti più soggettivi e personalizzati. Quando possibile, se la costruzione delle procedure avviene con il coinvolgimento degli operatori li aiuta a farli sentire partecipi nella determinazione delle modalità di lavoro. Controllo e sostegno attraverso le premesse. Viene esercitato favorendo il riconoscimento e la condivisione di “criteri” e “riferimenti” tecnici e culturali che possano sostenere comportamenti più orientati, responsabili e professionali da parte dei collaboratori. Con questa modalità per l’operatore di controllo tende a passare da qualcosa che è “esterno”, come quando è esercitata attraverso la supervisione diretta o la definizione di procedure, a qualcosa di più interno, che appartiene anche a lui perché viene stimolata la sua diretta e proattiva condivisione. In questa situazione gli operatori sono stimolati ad un maggior investimento cognitivo ed emotivo per riconoscere la loro competenza e conoscenza professionale e si favorisce la fiducia e l’autocontrollo. Il suo esercizio e sviluppo si basa su investimenti relazionali con gli operatori che hanno come tema il riconoscimento e la rielaborazione di aspetti del lavoro, di errori, problemi, incidenti, di nuovi compiti da affrontare. Richiede investimenti di tempo e spazi di confronto definiti, ma produce ritorni in termini di consapevolezza degli operatori e azioni più orientate ai valori ed agli obiettivi, favorisce una maggiore soddisfazione nel lavoro. E’ particolarmente importante sviluppare questa modalità nelle situazioni dove si chiede agli operatori di valutare le diverse variabili in gioco al fine di mettere in campo comportamenti lavorativi flessibili e personalizzati, orientati a criteri guida e non da regole predefinite e comportamenti standard. Cosa succede nelle quotidianità operative. Molto frequentemente, presi dalle molteplici quotidianità organizzative, i coordinatori tendono a concentrare il loro esercizio di ruolo sugli aspetti di tenuta generale delle condizioni di lavoro e sugli interventi di sostegno e controllo attraverso la supervisione diretta. In questo modo il loro Pagina 23 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ruolo risulta depotenziato rispetto alla possibilità di ottenere un più elevato livello di integrazione del personale e una più qualificata assistenza all’ospite o supporto alla famiglia. Inoltre rischiano di restare ancorati su un livello operativo che è si necessario, ma per certi versi distante rispetto alla tutela della qualità specifica dei processi di cura, e si ritrovano a lasciare sullo sfondo la possibilità e la potenzialità di un lavoro di sostegno e consolidamento dei processi che faccia leva su apprendimenti professionali e organizzativi più profondi, più interiorizzati da parte degli operatori e, quindi più affidabili nei loro esiti. Un’altra delle conseguenze è che in questo modo i coordinatori si trovano ad essere sempre sovraccarichi di lavoro ed alla rincorsa di continue emergenze. COSTRUIRE E RAPPRESENTARE L’OGGETTO DI LAVORO Proprio perché l’oggetto di lavoro nelle RSA è complesso, non va data per scontata la sua rappresentazione presso gli operatori. Il presidiare questo aspetto è uno dei contenuti importanti del lavoro della figura di coordinamento. Nei servizi sono presenti degli strumenti che aiutano alla formazione della rappresentazione dell’oggetto del lavoro e tra questi abbiamo i Piani di Assistenza Individuali (PAI). La bontà dello strumento è però collegata alla qualità del suo processo di utilizzo. E’ importante cioè che la sua elaborazione e la sua compilazione avvengano in modo da favorire la ricomposizione tra i diversi sguardi e le diverse conoscenze che ci sono attorno alle situazioni e che aiuti a prefigurare interventi professionali orientati al processo di cura evitando una loro riduzione all’elenco delle prestazioni. E’importante che le diverse figure professionali siano agevolate a considerare il proprio ruolo in rapporto a dei processi di cura, a degli obiettivi e al senso da dare all’intervento. Rappresentare i processi ed il senso, e non le singole prestazioni, è anche una risorsa per favorire la cooperazione e i mutui aggiustamenti tra gli operatori e le professioni in rapporto alle situazioni specifiche che si presentano nel processo assistenziale di cura. Confini mobili tra le diverse professioni e reciproci aggiustamenti consentono di affrontare meglio le variabilità che gli ospiti pongono, i “minutaggi” possono riarticolarsi, i tempi soggettivi ed organizzativi funzionano meno. E’ per questo che l’attenzione del coordinatore deve saper andare alla riconsiderazione dei processi di lavoro, ma anche delle rappresentazioni mentali degli operatori, perché queste concorrono a definire i comportamenti lavorativi nonché la capacità di interagire positivamente con gli altri colleghi, con gli ospiti e con le loro famiglie. E’importante allora riconoscere la necessità di non dare per scontati i significati ed i contenuti del coordinamento, anche per mettere in campo delle Pagina 24 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 azioni di accompagnamento alla costruzione di un ruolo che sia più articolato nei suoi riferimenti e più adeguato rispetto alla domanda di qualità che viene rivolta alle esigenze per gli anziani. Vi è dunque una qualità e una strategicità nei contenuti di ruolo dei coordinatori che è importante sostenere e qualificare. b) tipi di organismi ed integrazione professionale ed operativa all’Opera Romani. Il Direttore mette a punto il piano operativo e il piano strategico dell'ente. Il piano strategico che contiene gli obiettivi globali, le azioni e le risorse necessarie a produrre i risultati attesi. Il Piano di settore e strategico dell’Azienda deve essere compatibile con le risorse finanziarie. Il Piano di settore e strategico, e relativi "budget", rappresentano lo strumento-riferimento per la realizzazione, la verifica-valutazione periodica e la regolazione degli obiettivi e delle azioni aziendali. Il raccordo e le sinergie fra i ruoli e le aree della struttura sono garantite da alcuni organismi di integrazione professionale ed operativa rappresentati da: • Comitato Direttivo, cui partecipano il Direttore, il Coordinatore dell’Attività Sanitaria, i Coordinatori delle Strutture Assistenziali ed il Responsabile della qualità e formazione, ha lo scopo di garantire un'impostazione e una gestione delle attività e delle risorse unitarie e unidirezionali rispetto ai risultati da perseguire come servizio e ai processi da percorrere (si riunisce una volta alla settimana); • Incontro per la predisposizione dei Piani Assistenziali Individualizzati (PAI): cui partecipano il Coordinatore di Struttura assistenziale, il Medico di Assistenza generica, l’Infermiere Professionale, il Fisioterapista , l’Animatore ed il parente dell’Ospite. Si riunisce una volta alla settimana per garantire la stesura di un PAI per ospite ogni tre mesi. • Equipe di Nucleo, cui partecipano il Coordinatore di Struttura Assistenziale, il Medico di assistenza generica, l’Infermiere Professionale, il Fisioterapista e l’Animatore, ha lo scopo di realizzare un modello assistenziale e operativo del servizio improntato allo sviluppo qualitativo Pagina 25 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 delle attività e degli operatori, fortemente integrato nelle sue differenti componenti professionali, sistematicamente e organicamente regolato sulla base dei risultati assistenziali e di efficienza prodotti. Si riunisce una volta alla settimana, dopo gli incontri dei PAI previsti per ogni nucleo. • incontri dell’equipe con gli Operatori Socio Sanitari, cui partecipano tutti gli Operatori e l’equipe multidisciplinare, hanno lo scopo di analizzare, valutare e affrontare i problemi e i cambiamenti organizzativi e gestionali necessari per una assistenza sempre in linea con la domanda e con le esigenze di efficienza della struttura; si riunisce, di regola, una volta al mese. • Incontri giornalieri di consegna: partecipano tutti i componenti dell’equipe interdisciplinare e gli OSS in Servizio; Pagina 26 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 STRUTTURA ORGANIZZATIVA Pagina 27 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Consiglio di Amministrazione e Presidente Direttore Responsabile Qualità e Formazione Coordinatore Attività Sanitaria Coordinatore Servizi Amministrativi di Struttura Assistenziale Medico di assistenza generica Ragioneria e Personale Infermiere Professionale Fisioterapista Economato Cucina Ragioneria Guardaroba/lavanderia Ospiti Personale Pagina 28 di 80 Manutenzione MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Coordinatore di Struttura Assistenziale Categoria D Medico di Diagnosi e Cura Infermiere Profess. e Fisioterapisti Animatore O.S.A./O.S.S. Ausiliari Pagina 29 di 80 Categoria C Categoria B/A MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ANALISI DELLE POSIZIONI – PROFILI PROFESSIONALI Le relazioni fra i vari profili professionali dipendono in concreto dal tipo di contratto stipulato con gli interessati : contratto individuale di lavoro subordinato o lavoro autonomo. Pagina 30 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Direttore DIPENDE DA: Presidente Consiglio di amministrazione DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Coordinatore dell’Attività Sanitaria (per gli aspetti organizzativi e gestionali), Coordinatore di Struttura Assistenziale, Direzione Amministrativa Il Direttore è la figura dirigenziale apicale dell’ “Opera Romani” ed è responsabile della gestione amministrativa, tecnica, economica, finanziaria e socio-assistenziale della medesima, nei limiti delle risorse, delle direttive e degli obiettivi assegnati dal Consiglio di amministrazione. Egli è responsabile della correttezza amministrativa nonché dell’efficienza ed efficacia di gestione in relazione alle risorse assegnate e alle attribuzioni conferite. Al Direttore competono tutti gli adempimenti specificatamente previsti dalle vigenti normative e dal regolamento di organizzazione dell’ Opera Romani, nonché l’assolvimento degli obblighi derivanti dal disciplinare dell’incarico (contratto di lavoro) in vigore presso l’Opera Romani. Il medesimo, in conformità dei programmi, degli stanziamenti di bilancio e del relativo budget assegnato annualmente dal Consiglio di Amministrazione, adotta gli atti ed i provvedimenti amministrativi compresi quelli che impegnano l' “Opera Romani” verso l'esterno disponendo di autonomi poteri di spesa e di organizzazione, nonché delle necessarie risorse umane, strumentali e di controllo. Il Direttore è responsabile complessivamente dell’attività amministrativa, delle risorse assegnate, della corretta realizzazione del budget annuale sia in entrata che in uscita, della gestione e dei relativi risultati nonché della qualità dei servizi resi all’utenza, rispondendone al Consiglio di Amministrazione in relazione agli obiettivi fissati dallo stesso. Il Direttore prende parte alle riunioni del Consiglio d'Amministrazione ed esprime obbligatoriamente il proprio parere su ogni proposta di deliberazione sottoposta allo stesso Consiglio ed esercita anche le funzioni di Segretario verbalizzante. Pagina 31 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Coordinatore dell’Attività Sanitaria DIPENDE DA: Direttore ( per gli aspetti organizzativi e gestionali ) DALLA POSIZIONE DIPENDE: Il Medico di assistenza generica FINALITÀ DELLA POSIZIONE .Funzione di coordinamento sanitario. Al medico al quale è attribuita la funzione di coordinamento, svolge compiti con particolare riferimento agli aspetti igienico sanitari, alla gestione dei farmaci e all’ assistenza degli ospiti. La funzione di coordinamento delle attività sanitarie nelle RSA viene eseguita nell’ambito dei parametri assistenziali esplicitati e comprende: - collaborazione nelle attività di organizzazione della vita comunitaria e nell’accoglimento degli ospiti: - coordinamento dei piani di intervento individuali in collaborazione con l’equipe di lavoro e controllo di qualità della cura e dell’assistenza in generale; - direzione dell’attività del personale infermieristico e di riabilitazione anche sulla base delle indicazioni del medico specialista e del coordinatore di struttura assistenziale; - adozione, controllo e vigilanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza secondo le norme vigenti; - approvvigionamento dei farmaci forniti direttamente dall’Azienda e vigilanza sul loro utilizzo; - partecipazione ad incontri con medici coordinatori di RSA; - raccordo con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e con il Distretto Sanitario; - raccordo con i medici specialisti; - elaborazione di linee guida per l’organizzazione sanitaria della struttura, al fine di garantire un’omogeneità di comportamento del personale; - ogni altro adempimento connesso alla gestione sanitaria della struttura; - redazione di una relazione annuale sull’andamento dell’assistenza agli ospiti da inviare per il tramite della Direzione della RSA al Distretto di competenza e, per conoscenza all’assessorato alla Salute e Politiche sociali – Servizio Politiche sanitarie e per la non autosufficienza. Pagina 32 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Il medico coordinatore, su richiesta dell’Azienda, invia l’inventario delle scorte di medicinali e di prodotti sanitari giacenti nella struttura. La RSA adotta tutti gli atti necessari per garantire la massima integrazione tra l’attività medica di diagnosi e cura ed il coordinamento delle attività sanitarie. Pagina 33 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Coordinatore di struttura assistenziale DIPENDE DA: Direttore DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Medico di assistenza generica (per gli aspetti organizzativi e gestionali); Infermiere Professionale (per gli aspetti organizzativi e gestionali); Fisioterapista (per gli aspetti organizzativi e gestionali) Animatore FINALITÀ DELLA POSIZIONE I1 Coordinatore di Struttura Assistenziale è responsabile della struttura assistenziale di appartenenza; a tal fine presidia gli aspetti sotto descritti: - Assicura e acquisisce – raccordandosi con i servizi territoriali competenti - la conoscenza della domanda di assistenza della popolazione anziana residente nella zona di riferimento. - Elabora e propone alla posizione superiore le modifiche di servizio (quale utenza/ quali tipologie di interventi e prestazioni) coerenti con l'evoluzione dei bisogni della popolazione anziana e compatibili con le risorse della struttura. - Elabora e propone alla posizione superiore, con il supporto delle équipe di Nucleo e del Medico, il Piano strategico triennale e il Piano operativo annuale della struttura, comprensivo dei Piani di nucleo, previa consultazione con il coordinatore delle attività sanitarie. - Assicura – con la collaborazione delle équipe di Nucleo e del Medico - la realizzazione del programma annuale. In particolare: • svolge un'azione di indirizzo complessivo delle attività e delle risorse della struttura; • verifica gli esiti complessivi del servizio, sulla base dei risultati prodotti; • interviene direttamente concordando azioni correttive a fronte di significativi scostamenti fra obiettivi previsti e risultati ottenuti; Pagina 34 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 - Assicura lo sviluppo della qualità del servizio - in linea con il sistema qualità vigente in struttura, con il supporto del Responsabile della Qualità e della Formazione, con la collaborazione delle équipe di Nucleo - attraverso: • l’attenzione agli standard di riferimento complessivi e di singola attività e il controllo dei parametri definiti; • la promozione di atteggiamenti e comportamenti professionali conseguenti; • la promozione e la verifica di piani di miglioramento; la partecipazione attiva degli Operatori, di diversi livelli, all'individuazione di soluzioni migliorative dei servizi all’utenza; - Assicura - con la collaborazione dell’équipe di Nucleo - la corretta gestione dell'accesso e dell'accoglimento dell'ospite nella struttura, in particolare: • gestisce l'ingresso sulla base dei criteri e delle prassi definite dall'Ente e concordate con gli Enti territoriali di riferimento; • definisce i criteri di formazione dei gruppi di utenti e di distribuzione degli Ospiti nei Nuclei; - Elabora e propone alla posizione superiore cambiamenti della struttura organizzativa, di sistemi e strumenti di organizzazione e di gestione delle risorse e delle attività, in coerenza con l'evoluzione dell'utenza ed in grado di migliorare il livello di efficienza ed efficacia del servizio. - Assicura – anche attraverso la collaborazione degli Infermieri di Nucleo - lo sviluppo di integrazione professionale, organizzativa ed operativa fra i diversi ruoli e servizi della struttura, con particolare riferimento alle macro-aree sociale e sanitaria, al fine di garantire la qualità complessiva del servizio a favore dell’ospite e dei familiari - Cura e assicura l’ottimale gestione di tutte le risorse umane, ivi compreso la definizione dell’orario di lavoro, i turni e i criteri di sostituzione, limitatamente al personale dipendente - Indirizza e coordina il personale della struttura. - Assicura lo sviluppo professionale del personale; in particolare garantisce la rilevazione dei bisogni formativi e l’elaborazione – con la collaborazione del Responsabile della Qualità e della Formazione - del relativo piano di formazione, in coerenza con l'evoluzione dei bisogni degli ospiti e i relativi impegni del servizio. - Assicura una gestione razionale ed efficiente dei servizi generali della struttura, proponendo le soluzioni più idonee e controllando i risultati di quantità e qualità prodotti. - Cura il proprio aggiornamento professionale, per tutti gli aspetti inerenti le responsabilità del ruolo. Pagina 35 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 - Cura l'integrazione dei nuclei con gli altri settori dell'ente, in particolare con i servizi alberghieri, il servizio manutenzione e i servizi amministrativi, utilizzando strumenti e prassi operative proposte della struttura, per assicurare ai nuclei le risorse e le prestazioni necessarie all'assistenza e al benessere degli anziani. - Assicura - per quanto di competenza, con la collaborazione dei servizi preposti e degli interlocutori dei singoli nuclei - l'approvvigionamento dei materiali necessari per l'erogazione dell'assistenza agli ospiti e per il funzionamento dei Nuclei, utilizzando le prassi e gli strumenti informatizzati messi a punto dalla struttura. - Cura e assicura – con la collaborazione delle équipe dei nuclei - una gestione dei rapporti con i familiari coerente con gli indirizzi della struttura e volta a favorire la continuità e l'intensità del rapporto fra gli anziani e i loro parenti, al fine di creare le migliori condizioni possibili di benessere per gli ospiti. Pagina 36 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Medico di assistenza generica DIPENDE DA: Coordinatore delle attività sanitarie Coordinatore di Struttura Assistenziale (per gli aspetti organizzativi e gestionali) DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Fisioterapista (per le problematiche tecnico sanitarie) Infermieri Professionali (per le problematiche tecnico sanitarie). FINALITÀ DELLA POSIZIONE - Assicura la conoscenza delle condizioni e dei bisogni, in particolare di salute fisica, degli anziani attraverso una sistematica osservazione e valutazione funzionale degli ospiti, svolta in collaborazione con le altre figure professionali del servizio, in particolare infermieri professionali ed i fisioterapisti al fine di elaborare e realizzare piani di assistenza sanitaria di nucleo e individuali congruenti con le specifiche condizioni di ciascun anziano. - Fornisce supporto e consulenza – soprattutto in materia sanitaria - al Coordinatore di Struttura Assistenziale – in relazione alla sua responsabilità e competenze - per l'elaborazione e la realizzazione del modello assistenziale, dei piani operativi e del piano strategico della struttura, al fine di dare la massima congruenza possibile al rapporto fra domanda e offerta di assistenza. - Assicura lo sviluppo delle condizioni di qualità dell'assistenza sanitaria previste dalle normative in materia, dai requisiti dell’accreditamento e dalle politiche e piani dell'ente, al fine di realizzare i risultati di salute e di benessere. - A tale scopo attua direttamente o propone al Coordinatore di Struttura Assistenziale, i cambiamenti relativi al sistema degli interventi e dei processi di assistenza sanitaria e agli strumenti operativi e informativi, in coerenza con le scelte aziendali, per identificare e realizzare le migliori condizioni di assistenza sanitaria, compatibili con le risorse disponibili, e di adeguare costantemente il sistema dell'offerta all'evoluzione della domanda di assistenza. - Svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione con gli anziani della struttura, al fine di assicurare loro le migliori condizioni di salute e di benessere. A tale fine mantiene i necessari rapporti con il sistema dei servizi territoriali. - Garantisce la programmazione e l’effettuazione delle terapie; facilita il collegamento con i presidi ospedalieri e i servizi dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, per quanto di sua Pagina 37 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 competenza, in caso di visite specialistiche e/o di ricovero, raccordandosi con i colleghi di tali strutture; provvede all’aggiornamento costante della cartella sanitaria di ciascun ospite. - Cura e assicura l'integrazione professionale e operativa dell'assistenza sanitaria con l'azione assistenziale di base e psico-sociale, al fine di realizzare un sistema riabilitativo omogeneo, continuo e organico. A tale scopo dialoga costantemente con il Coordinatore di struttura assistenziale e partecipa agli organismi di coordinamento gestionale e assistenziale dell'ente. - Cura e assicura, per gli aspetti sanitari, la gestione dell'ingresso e dell'accoglimento dell'anziano in struttura, al fine di predisporre un programma di assistenza congruente con le condizioni e i bisogni degli utenti. - Collabora - anche raccordandosi con il restante personale sanitario dell’ente - con il Coordinatore di struttura assistenziale per lo sviluppo tecnologico del servizio, proponendo l'adozione di strumenti, di ausili e di presidi in grado di migliorare l'efficacia dell'assistenza e il benessere degli anziani. - Collabora all'elaborazione dei piani di assistenza individuali (PAI), partecipando agli incontri di équipe dei nuclei, al fine di elaborare e realizzare interventi di assistenza e di riabilitazione globale integrati e coerenti con le dinamiche delle condizioni e dei bisogni di ciascun anziano. - Indirizza e coordina, per gli aspetti tecnico – sanitari legati alla diagnosi e cura, gli Infermieri Professionali ed i fisioterapisti anche al fine di garantire l’integrazione e la coerenza fra le diverse funzioni sanitarie. - Cura e assicura lo sviluppo professionale degli operatori della Struttura per gli aspetti tecnico sanitari, attraverso una gestione improntata all’informazione ed al coinvolgimento dei collaboratori nelle problematiche del servizio e dei singoli “casi” e tramite la realizzazione di iniziative di aggiornamento per il personale della struttura, al fine di sviluppare costantemente le capacità degli operatori in coerenza con la dinamica della domanda. - Cura e assicura – per quanto di competenza - la gestione dei rapporti con i familiari, al fine di fornire le informazioni necessarie e di favorire la loro partecipazione alle attività della struttura. Pagina 38 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Infermiere Professionale DIPENDE DA: Coordinatore di Struttura Assistenziale (per gli aspetti organizzativo gestionali) Medico di assistenza generica (per le problematiche tecnico sanitarie) DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Operatori Socio Sanitari (OSS) FINALITÀ DELLA POSIZIONE - Supporta il medico di assistenza generica per l'individuazione delle metodologie e dei protocolli tecnici-professionali, al fine di impostare e realizzare un'assistenza infermieristica congruente con le condizioni degli anziani e con il modello "riabilitativo" della struttura - organizza gli OSS di Nucleo - Assicura l’assistenza sanitaria infermieristica diretta all’ospite, favorendo la presa in carico dei bisogni dello stesso, in un’ottica di miglioramento continuo della qualità - Cura la raccolta sistematica dei dati e delle informazioni relative alle condizioni e ai comportamenti degli ospiti, al fine di realizzare un'azione di prevenzione e di intervento precoce e di mantenere e migliorare lo stato di salute degli anziani. Assicura la tenuta delle registrazioni di competenza sanitaria, anche per quanto riguarda la gestione dei farmaci e dei presidi - Elabora e propone programmi di intervento al medico di assistenza generica e ne garantisce l'integrazione professionale e operativa con i piani di assistenza individuali e di nucleo. In particolare, assicura lo sviluppo di raccordo e di sinergia con le figure socio-assistenziali attraverso: • la visita domiciliare di pre-ingresso; • la presa in carico integrata degli anziani al momento dell'ingresso; • l'elaborazione e la realizzazione di programmi interdisciplinari individuali e di nucleo; • la consultazione con gli operatori socio assistenziali di base per la regolazione dell'intervento; • l'adozione di metodologie e di strumenti di lavoro e di gestione delle informazioni comuni in grado, comunque, di favorire la sintonia professionale e operativa; Pagina 39 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 • - la partecipazione sistematica agli incontri di équipe; Assicura la realizzazione dei programmi, nel rispetto dei livelli qualitativi previsti e in osservanza del profilo professionale definito dalla specifica normativa. In particolare: • organizza le visite di routine e affianca, se richiesto, il personale medico nel corso delle visite; • assicura l'intervento del personale medico in caso di bisogno dell’ospite; • cura la gestione dei farmaci e del materiale d'uso, con le modalità necessarie a garantire efficacia e sicurezza d’impiego • cura la tenuta delle cartelle cliniche, compilando regolarmente la sezione di sua competenza; • attua, in collaborazione con il personale socio-assistenziale di nucleo, indicazioni relative alla posturazione e le alla riattivazione/mobilizzazione fornite dai tecnici della riabilitazione, con i quali mantiene costanti rapporti; • controlla la rispondenza delle diete alle prescrizioni mediche; • organizza le visite specialistiche richieste dal medico presso i presidi sanitari esterni o presso la struttura. - Cura l'ingresso dell'anziano in struttura, secondo le prassi definite, effettuando, le visite di preingresso e mettendo a punto il programma integrato di assistenza per l'inserimento dell'ospite nel nucleo. - Assicura il mantenimento e l'incremento della qualità dell'assistenza all'anziano, attraverso: • il perseguimento dei livelli assistenziali di nucleo; • lo sviluppo di metodologie di intervento e di relazione differenziate e flessibili, congruenti con le condizioni e le aspettative dei singoli anziani - Mantiene i rapporti con i familiari degli anziani, secondo le politiche proprie della struttura, al fine di fornire le informazioni di competenza e di favorire la presenza dei parenti - Favorisce la formazione del personale di assistenza finalizzata in particolare alla crescita professionale dell’equipe, ivi compresi i tirocinanti OSS ed Infermieri Professionali. Pagina 40 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Fisioterapista DIPENDE DA: Coordinatore di struttura assistenziale (per gli aspetti organizzativi gestionali) Medico di assistenza generica (per gli aspetti tecnico sanitario) DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Operatori Socio Sanitari FINALITÀ DELLA POSIZIONE - Definisce sulla base degli indirizzi del Fisiatra, in accordo con il Medico di assistenza generica, il programma delle attività di riabilitazione psico-motoria individuali e di gruppo, raccordandolo con gli altri interventi socio-assistenziali e sanitari in un’ottica di piano riabilitativo globale. - Realizza con la supervisione del Fisiatra e del Medico di assistenza generica, gli interventi previsti dal programma, al fine di sviluppare, mantenere e/o contenere la perdita delle capacità residue degli anziani e del loro grado di autosufficienza e di realizzare le condizioni di benessere previste. - Cura sistematicamente la raccolta dei dati e delle informazioni relative alle condizioni, ai bisogni, ai comportamenti, alle richieste e il gradimento dei singoli ospiti, al fine di programmare interventi riabilitativi congruenti e di contribuire al monitoraggio globale della domanda. - Svolge attività di consulenza e di supporto agli operatori, al fine di garantire la continuità e l’efficacia degli interventi riabilitativi svolti con gli ospiti, di fornire agli operatori socio sanitari le indicazioni e i metodi idonei per posturare e mobilizzare efficacemente gli anziani e di dare una valenza riabilitativa all’azione assistenziale degli operatori, per tutti gli aspetti e i momenti della vita dell’anziano in struttura. A tal fine presenzia e prende visione, periodicamente, del complesso delle attività svolte dagli ospiti in struttura: alzata, igiene, colazione, ed altro. - Cura l’integrazione della propria attività con gli altri interventi socio-sanitari, attraverso l’elaborazione di programmi individuali e di nucleo integrati, l’adozione di metodi e di prassi di intervento interdisciplinari, la partecipazione agli incontri di equipe, al fine di dare la massima continuità e omogeneità possibile al sistema delle azioni di assistenza prodotte con gli ospiti. Pagina 41 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 - In particolare, raccorda il proprio intervento con l’attività di animazione, allo scopo di produrre un rinforzo reciproco dell’efficacia dei rispettivi interventi e dell’azione comune prodotta. - Propone al Coordinatore di Struttura Assistenziale ed al Medico di assistenza generica, in sede di equipe di nucleo, l’acquisto di ausili, attrezzature e strumenti riabilitativi, per incrementare il grado di efficacia dell’azione terapeutica. Pagina 42 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Animatore DIPENDE DA: Coordinatore di struttura assistenziale DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Operatori Socio Sanitari FINALITÀ DELLA POSIZIONE - Elabora e propone il programma di animazione, avendone condiviso gli obiettivi e le azioni con il Coordinatore di Struttura Assistenziale, sulla base delle condizioni e delle aspettative degli anziani, al fine di predisporre in tempi utili le iniziative necessarie a realizzare le condizioni di massimo benessere possibile per gli ospiti. - Realizza direttamente e attraverso la collaborazione degli Operatori Socio-Sanitari, i programmi presentati e approvati, fornendo loro, in modo sistematico, indirizzi, supporto e supervisione. Svolge attività di consulenza e di orientamento degli operatori, al fine di dare valenza riabilitativa al complesso degli interventi di assistenza di base. A tale scopo presenzia e prende visione, periodicamente, di tutte le attività svolte dagli ospiti in struttura (alzata, igiene, colazione). - Fornisce supporto al Coordinatore della Struttura Assistenziale per la messa a punto di strategie di animazione diversificate e flessibili in grado di coinvolgere tutti gli anziani in momenti di riattivazione individuali e collettivi. A tal fine ricerca e sperimenta nuove forme e modalità di animazione e di "occupazione", in stretta collaborazione con il Fisioterapista e con gli Operatori per realizzare iniziative di recupero globale integrato delle capacità e delle motivazioni degli ospiti. - Cura sistematicamente la raccolta dei dati e delle informazioni relativi alle condizioni, ai bisogni, ai comportamenti, alle aspettative e al gradimento dei singoli ospiti, al fine di programmare e realizzare interventi di riattivazione congruenti e di contribuire al monitoraggio globale della domanda. - Cura l'integrazione della propria attività con gli altri interventi socio-sanitari, attraverso l'elaborazione di programmi individuali e di nucleo integrati, l'adozione di metodi e di prassi di intervento interdisciplinari, la partecipazione agli incontri di équipe, al fine di dare la massima continuità, omogeneità ed efficacia possibile alla propria azione e al sistema assistenziale. Pagina 43 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 - In particolare, raccorda il proprio intervento con l'attività di riabilitazione, allo scopo di produrre un rinforzo reciproco dell'efficacia dei rispettivi interventi e dell'azione comune prodotta. - Elabora e propone, in accordo con il Coordinatore di Struttura Assistenziale, i programmi di aggiornamento degli operatori in materia di animazione e di relazione con gli anziani, al fine di rinforzare la matrice riabilitativa dell'approccio e dei comportamenti professionali degli operatori. Pagina 44 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Operatore Socio Sanitario DIPENDE DA: Infermiere del nucleo assistenziale Fisioterapisti e Animatori per le attività di loro competenza DALLA POSIZIONE DIPENDONO: FINALITÀ DELLA POSIZIONE - Cura sistematicamente (monitora) la raccolta delle informazioni relative alle condizioni, ai bisogni, ai comportamenti, alle richieste, al gradimento del singolo ospite, al fine di realizzare e regolare gli interventi di assistenza in coerenza con le dinamiche della “domanda" degli anziani - Collabora con le altre figure professionali dell’equipe interdisciplinare per l'elaborazione e realizzazione dei piani di assistenza individuali PAI, al fine di personalizzare il più possibile l'azione del servizio con i singoli ospiti - Realizza i PAI, per quanto di sua competenza, e fornisce assistenza agli anziani curando in particolare: • l'igiene personale • l'abbigliamento • l'alimentazione • l'unità abitativa • la mobilizzazione • la socializzazione/animazione • le relazioni interpersonali • il riposo secondo modalità di intervento e di rapporto orientate a mantenere/sviluppare il grado di autonomia globale e di benessere dell'anziano. - Cura, per quanto di competenza, l'ingresso dell'anziano in struttura, collaborando a tutte le azioni previste dal servizio. - Integra la propria azione con le prestazioni delle altre figure professionali, in particolare degli Infermieri Professionali, del Fisioterapista e dell'Animatore, per realizzare interventi di assistenza organici e coordinati, traguardati su obiettivi interdisciplinari di riabilitazione e di benessere globali. Pagina 45 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Responsabile Qualità e Formazione DIPENDE DA: Direttore DALLA POSIZIONE DIPENDONO: FINALITÀ DELLA POSIZIONE Il Responsabile della Qualità e delle Formazione fa parte della posizione in Staff alla Direzione ed esercita le sue funzioni - secondo gli indirizzi del Direttore - al servizio di tutta l’Azienda. A tal fine presidia gli aspetti sotto descritti. Qualità - Supporta il Direttore nella definizione e implementazione delle politiche e dei piani di sviluppo del sistema qualità aziendale, nella cura e verifica dei requisiti per l’accreditamento dei servizi, nell’azione continua di verifica e miglioramento dei livelli di qualità conseguiti. A tal fine coordina la definizione del Piano triennale e annuale degli obiettivi di sviluppo del sistema qualità (nell’ambito del Piano strategico aziendale) e il costante aggiornamento della Carta dei servizi. - Supporta – in coerenza con gli indirizzi del Direttore - i Coordinatori di struttura, il Coordinatore sanitario e il Medico, i Responsabili dei servizi centrali e le professionalità coinvolte, nella definizione e verifica dei Piani di Struttura e di Nucleo, secondo una logica di miglioramento continuo, e nella stesura e aggiornamento di linee guida, procedure e istruzioni operative previste dal sistema qualità e dai requisiti di accreditamento vigenti. - Cura e assicura la definizione e realizzazione di strumenti e percorsi per la verifica della soddisfazione degli ospiti e delle loro famiglie, al fine di promuovere una costante azione di valutazione e miglioramento dei servizi e della qualità di vita nelle strutture. - Assicura o cura la produzione e la raccolta della documentazione richiesta dal sistema qualità ed accreditamento ai diversi livelli aziendali; cura la corretta ed efficiente organizzazione del relativo sistema di documentazione e archiviazione, avvalendosi delle tecnologie disponibili e raccordandosi con le funzioni preposte al sistema informativo aziendale. Formazione - Presidia, con il contributo dei Coordinatori di Struttura e del Medico, il processo di raccolta e analisi dei bisogni formativi ai diversi livelli dell’organizzazione. Pagina 46 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 - Elabora – a partire dall’analisi dei bisogni e in dialogo con le funzioni di responsabilità – il Piano formativo annuale e il relativo budget e lo propone alla posizione superiore per la validazione. - Assicura la realizzazione delle iniziative formative previste, il loro monitoraggio e la loro valutazione, sia in relazione agli esiti di apprendimento, sia al gradimento dei partecipanti e alla ricadute in ambito aziendale - Cura la documentazione e le attestazioni relative alle attività formative svolte e a ciò che riguarda il conseguimento di crediti formativi - Promuove – con la collaborazione delle funzioni di responsabilità dell’Azienda – momenti di riflessione e azioni di miglioramento della qualità dell’attività formativa in relazione alle esigenze di sviluppo del personale, correlate ai bisogni di assistenza, cura e socializzazione degli ospiti. Pagina 47 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 TITOLO DELLA POSIZIONE: Direzione Amministrativa DIPENDE DA: Direttore DALLA POSIZIONE DIPENDONO: Collaboratore di Economato, Assistenti amministrativi e contabili. FINALITÀ DELLA POSIZIONE Svolge le attribuzioni relative al Servizio Ragioneria-Personale ed economato. a) Ragioneria Cura la corretta e puntuale osservanza delle norme di contabilità, delle leggi tributarie e delle disposizioni contributive relative al personale. Appone la propria firma, rendendosene responsabile, quale funzionario istruttore, a tutti gli atti contabili emessi dall’Azienda, compresi gli ordinativi di pagamento e di incasso. Fornisce alla Direzione proposte e dati per l’annuale compilazione del bilancio preventivo e per le eventuali successive variazioni. Provvede a compilare i verbali di chiusura, i bilanci di esercizio ed assiste l’organo di revisione nelle operazioni di controllo. E’ responsabile della regolare e corretta emissione degli ordinativi di pagamento e degli ordinativi di incasso, della emissione delle fatture ed altre note di addebito, della liquidazione delle spese e degli stipendi, della compilazione e presentazione entro i termini di legge delle denunce dei redditi, delle dichiarazioni I.V.A. e delle dichiarazioni contributive. E’ inoltre responsabile del controllo periodico delle partite contabili attive non ancora incassate e della tempestiva segnalazione alla Direzione di eventuali inadempienze; propone l’emissione di solleciti di pagamento, costituzioni di mora, note di addebito, ingiunzioni di pagamento. Svolge attività istruttoria mediante la predisposizione di provvedimenti concernenti la gestione contabile dell’Azienda. Partecipa a periodici incontri con il Direttore e gli altri Collaboratori responsabili per esaminare collegialmente le varie problematiche di gestione. Pagina 48 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 b) Personale Sovrintende alla attuazione pratica delle disposizioni riguardanti gli aspetti giuridici, economici e previdenziali relativi ai rapporti di pubblico impiego privatizzati, in applicazione di norme di legge, regolamentari e contrattuali, gestendone gli aspetti retributivi, contributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali. Collabora con la Direzione e gli altri responsabili dei servizi nella rilevazione, analisi, revisione, verifiche di tutte le procedure organizzative, modalità esecutive, gestione del sistema informativo della rilevazione delle presenze e dell’organizzazione del personale, allo scopo di garantire costante efficienza nella gestione di tutti i servizi dell’Ente. c) Economato Nell’ambito dell’attività amministrativa, svolge compiti di studio, formazione, programmazione, analisi ed elaborazione di dati, anche in collaborazione con i Responsabili degli altri servizi amministrativi, sociali ed assistenziali dell’Ente. In particolare ha la responsabilità del servizio di economato e della gestione delle spese in economia. Entro tali competenze gli spetta: - la predisposizione di atti e procedimenti contrattuali e di capitolati d’oneri; - il controllo della regolare esecuzione dei contratti di somministrazione, di fornitura e di appalto; - il riscontro delle fatture; - la supervisione tecnica della gestione dei servizi generali: cucina, lavanderia e guardaroba, magazzino; - il controllo generale sulla qualità e quantità delle merci e sulla regolarità della loro conservazione; - le spese minute ed urgenti previste dal regolamento di economato; - gli incassi delle pensioni degli Ospiti; - la cura delle riscossioni speciali e la custodia dei fondi degli Ospiti, come stabilito dal Regolamento di economato; - la redazione e l’aggiornamento degli inventari dell’ente; - la cura della manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni mobili ed immobili, nonché degli impianti tecnologici di proprietà dell’Ente; Pagina 49 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Collabora con la Direzione formulando anche proposte e provvedimenti al fine di migliorare la gestione economale e gli altri servizi che sovrintende. Collabora con gli altri Responsabili dei servizi al fine di garantire adeguato coordinamento negli interventi a favore dell’utente. Partecipa a periodici incontri con il Direttore e gli altri Collaboratori responsabili per esaminare collegialmente le varie problematiche di gestione. Pagina 50 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 STRUMENTI PER LA RACCOLTA DEI DATI Per dare attuazione alla nuova metodologia di lavoro occorre dotare i profili professionali dell’equipe assistenziale (Coordinatore di Struttura Assistenziale, Medico di assistenza generica, Infermiere Professionale, Fisioterapista, Animatore ed Operatore Socio Sanitario) di adeguati strumenti di lavoro per avere dati organizzati e disponibili a tutti. La “cartella sanitaria integrata con la parte socio-assistenziale” è strumento irrinunciabile in quanto consente di evidenziare la storia dell’Ospite mettendolo al centro del lavoro personalizzando, così, l’assistenza. La parte socio-assistenziale, che deve integrarsi con quella sanitaria, è composta da scheda di visita preammissiva, scheda socio-assistenziale, diario assistenziale e piano di assistenza individuale. Sarà cura dell’equipe, in particolare dell’OSS Tutor, gestire le varie schede alle quali farà riferimento per la stesura dei piani individuali di assistenza. Si allegano gli strumenti di cui sopra, per una conoscenza approfondita. ELENCO STRUMENTI 1) Scheda per visita preammissiva 2) Piano di assistenza individualizzato Pagina 51 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 SCHEDA VISITA PREAMMISSIVA OSPITE Nome Ospite: Data Compilazione: Dati generali Soprannome: Luogo nascita: Data nascita: Professione: Titolo di studio: Stato civile: Situazione di convivenza: Vive da solo Vive con: Luogo di compilazione: al domicilio in R.S.A. in ospedale Denominazione Alla presenza di: Compilato da: Figlio: Coord.Str.Ass.: Moglie / Marito: OSA / OSS: Nipote: I.P. Infermiere: Fisioterapista: Medico: Coord.Serv.Ass. : Altro: Altro: Inserimento in R.S.A. Motivi dell’inserimento in R.S.A.: Consapevolezza dell'anziano rispetto all'inserimento in R.S.A.: Atteggiamenti verso la struttura: Pagina 52 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ABITUDINI RELATIVE AL SONNO Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Si addormenta subito oppure ha difficoltà? Ha risvegli frequenti durante la notte? Si alza di notte e che cosa fa? Cade dal letto? Ha incubi / urla? Soffre di insonnia? E' agitato? Utilizza le sponde? Ha atteggiamenti/comportamenti particolari? (russare, chiamare, parlare nel sonno, gridare, sonnambulismo, ecc.) Abitudini per indurre il sonno Farmaci Passeggiare Lettura Aspettare una certa ora Qual’è la parte del letto in cui dorme? Quanti cuscini utilizza e quale è la loro posizione? Quante coperte utilizza? Che cosa desidera avere sul comodino? Va posizionato o preferisce posizioni particolari? Preferisce le finestre: Aperte Chiuse Indifferente Preferisce la luce: Accesa intensa Accesa soffusa Spenta Preferisce le porte: Aperte Chiuse Pagina 53 di 80 Bere qualcosa Altro MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ABITUDINI RELATIVE AL RIPOSO Alzata Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire A che ora si sveglia? Quanto tempo impiega per alzarsi? Come avviene l'alzata? Riposo pomeridiano Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Non riposa: A che ora riposa nel pomeriggio? Quanto tempo necessita per riposarsi? A che ora si alza nel pomeriggio? Dove preferisce riposarsi? Utilizza le sponde? Preferisce riposarsi: Sopra le coperte Sotto le coperte Se è abituato a spogliarsi, che cosa si toglie? Riposo notturno Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire E' abituato a dormire con altri? Si No A che ora si corica? Quali indumenti indossa? Quale tipo di igiene effettua? Pagina 54 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ABITUDINI RELATIVE ALL'ABBIGLIAMENTO Vestizione e svestizione Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Quali sono gli abiti che preferisce indossare? Presenta manie o riti particolari nell'indossare/togliere i vestiti? Presenta gusti particolari e abitudini rispetto agli abiti? Quali sono i colori preferiti? Ci sono particolari da adottare (per es. per evitare che senta dolore)? E' abituato a cambiarsi: Spesso Poco Nei giorni festivi è abituato a mettersi un abito particolare? Quali indumenti indossa da solo e per quali ha bisogno di aiuto? Quali indumenti si toglie da solo e con quali ha bisogno di aiuto? Pagina 55 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ABITUDINI RELATIVE ALL'IGIENE Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Igiene del mattino A che ora si lava? Quanto tempo impiega per lavarsi? Utilizza saponi o prodotti specifici (spugne, manopole, ecc)? Quali? Presenta timori o paure: dell’acqua altro di prendere freddo di farsi vedere nudo Presenta particolari reazioni (es. agitazione, aggressività, pianto, ecc) al momento di lavarsi? Ha pudore? E' abituato ad eseguire il pediluvio? Che cosa è abituato a lavarsi tutti i giorni? Mani Parti intime Altro Viso Piedi Utilizzo del sapone Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Utilizzo dello spazzolino da denti Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Si lava Le mani Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Il viso Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire I denti Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Pagina 56 di 80 Denti MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Le parti intime Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire I piedi Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Altro Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Il bagno Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire A che ora fa il bagno? Quanto tempo impiega? E' abituato a fare il bagno o la doccia? Qual'è il suo livello di gradimento? Ogni quanti giorni fa il bagno/doccia? In quale giorno della settimana? Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica Mattino Pomeriggio Presenta particolari abitudini al momento del bagno/doccia? Da chi si fa lavare preferibilmente? Usa: Accappatoio Asciugamano Ha pudore? Cure estetiche Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Ci tiene al proprio aspetto? Quali cure estetiche è abituato a eseguire? Pagina 57 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Quanto si pettina? Come preferisce i capelli? Ogni quanto va dal parrucchiere/barbiere? Pettinarsi Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Pulizia unghie Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Trucco Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Barba/Peluria Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Pagina 58 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 ABITUDINI RELATIVE ALL'ALIMENTAZIONE Protesi Dentizione Protesi completa Protesi superiore Protesi inferiore Ponti Edentulo Ha denti propri Altro Gestione della protesi Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire La toglie Dopo ogni pasto Dopo colazione Dopo pranzo Dopo cena La lava Dopo ogni pasto Dopo colazione Dopo pranzo Dopo cena Colazione Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire A che ora fa colazione? Quanto tempo impiega? Che cosa preferisce mangiare/bere e che cosa rifiuta? Quanto mangia/beve? Dove fa colazione? Con chi fa colazione? E' in grado di scegliere personalmente il menù? Quali attività svolge solitamente dopo colazione? Pranzo Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Si alimenta volentieri, è di buon appetito? A che ora mangia? Pagina 59 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Quanto tempo impiega? E' abituato a mangiare: Lentamente Velocemente Quali sono i cibi preferiti? Quali sono i cibi che rifiuta? Dove mangia? Con chi mangia? Si alimenta con: Cibi solidi Frullati Utilizza ausili o posate particolari? Abitudini/preferenze particolari: Quali bevande assume Mangia davanti alla TV Preferisce mettere il tovagliolo Parlare Altro Caffè Acqua Vino Liquori Bibite Altro Quantità Quantità Quantità Quantità Quantità Quando? Fuma? Che cosa fuma? In quale quantità? Quando? Presenta allergie alimentari? Quali attività svolge solitamente dopo pranzo? Ristoro pomeridiano (merenda) Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire A che ora fa merenda? Cosa preferisce mangiare/bere? Come trascorre il pomeriggio? Cena Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Pagina 60 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Si alimenta volentieri, è di buon appetito? A che ora mangia? Quanto tempo impiega? E' abituato a mangiare: Lentamente Velocemente Quali sono i cibi preferiti? Quali sono i cibi che rifiuta? Dove mangia? Con chi mangia? Si alimenta con: Cibi solidi Frullati Utilizza ausili o posate particolari? Abitudini/preferenze particolari: Quali bevande assume Mangia davanti alla TV Preferisce mettere il tovagliolo Parlare Altro Caffè Acqua Vino Liquori Bibite Altro Quantità Quantità Quantità Quantità Quantità Quando? Fuma? Che cosa fuma? In quale quantità? Quando? Presenta allergie alimentari? Quali attività svolge solitamente dopo pranzo? Pagina 61 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 AUTONOMIE MOTORIE Uso del telefono Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Uso del telefonino Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Sa usare il telefono pubblico? Si No Sa usare la scheda? Si No Uso delle scale Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Uso dell'ascensore Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Uso delle porte Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire Deambulazione Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire E' in grado di deambulare? (breve descrizione) In quali ambienti/spazi deambula? Presenta tentativi di fuga? Pagina 62 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 CAPACITA' SENSORIALI Vista Usa gli occhiali no per leggere per lavoro altro Perché presbite miope altro Udito Usa gli apparecchi acustici Olfatto Gusto Tatto Pagina 63 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 PROBLEMATICHE SANITARIE / INFERMIERISTICHE Stato di coscienza stato di coma assopito risponde agli stimoli non risponde ad alcuno stimolo risponde agli stimoli verbali confuso vigile Patologie Disturbi dell' umore e del comportamento Ansia Apatia Depressione Irritabilità Aggressività Allucinazioni Deliri Orientato tempo Orientato spazio Orientato tempo e spazio Non orientato Deficit cognitivo Terapie Come le assume Respirazione Autonoma Ossigeno terapia Cannula endotracheale l/mi n continua a intervalli _______ frequenz a Tipo: Qualità secrezioni: Data ultimo cambio: n° Alimentazione Liquida Semiliquida Normale O.S. Alimentazione Enterale Niente alimentazione note S.N.G. dal : Tipo Prodotto: Quantità: Velocità (ml/h): Disfagia Pagina 64 di 80 no lieve moderata grave P.E.G. dal : per: Solidi Liquidi Mista MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Diabetico Dieta personalizzata Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire No Diuresi note: Pannolone: Catetere vescicale: Si No Si Tipo e n° cat.: Ultima sostituzione: Alvo Continente Regolare Fa tutto da solo Fa da solo, con supervisione Va aiutato Ci si deve sostituire No Irregolar e Lassativi Clisteri Tipo: Ogni quanto tempo: Ultima evacuazione Stomia Mobilizzazione A letto In carrozzina Deambula Con spondine Con protezione Con presidi Solo Accompagnat o Con presidi Programmi specifici di riabilitazione Decubiti Sede Tipo di medicazione ALLERGIE Eventuali allergie Pagina 65 di 80 Quali ? Quali ? Un Operatore Due Operatori Girello Bastone Tripode Stampelle MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 INTERESSI Televisione Telegiornali Trasmissioni culturali Giochi a premi Sport Film Varietà Pubblicità Programmi musicali Commedie Funzioni religiose Meteorologia Altro Lettura giornali Necrologi Sport Meteorologia Riviste Altro Cultura Oroscopo Politica Notizie locali Moda Cronaca Radio Giornali radio Musica Trasmissioni culturali Fantascienza Gialli Ballo Uncinetto-maglia Teatro Ricamo Viaggi Boccie Cucina Musica Canto Mostre Altro Lettura libri Romanzi Altro Hobbies Hobbies Giochi a carte Tombola Enigmistica Giardinaggio Pittura Altri Attività domestiche preferite Animali E' abituato a tenere animali in casa? Li accudisce personalmente? Religione Funzioni religiose No Fa la comunione Attività sociali Frequenta circoli sociali/bar? E' interessato/svolge attività sociali ed associative? Pagina 66 di 80 Va a messa Segue la messa in TV MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 STILE DI RELAZIONE / COMUNICAZIONE Eloquio Usa sempre lo stesso tono di voce? Parla a voce bassa? Alta Bassa Normale Tende a ripetere le stesse frasi/parole? Tende a mangiare la parole? Parla in dialetto? Perde il filo del discorso? Risponde alle domande con brevi frasi o con monosillabi (si-no)? Tende a inventare alcune parole? Il linguaggio è rallentato o veloce? Rallentato Normale Veloce Il linguaggio è completamente incomprensibile? Si blocca, tartaglia, balbetta, e pronuncia male le parole? L'eloquio è poco scorrevole con pause inappropriate? Note E' in grado di comprendere ciò che gli viene detto (la risposta è coerente con la domanda)? E' in grado di leggere/scrivere? Con chi comunica prevalentemente (famigliari, amici, ecc)? Perchè? Nella comunicazione utilizza prevalentemente la parola, i gesti od altro? Stile di relazione/comunicazione prevalente Chiede Interrompe la comunicazione Risponde solo su sollecitazione Presenta agitazione psicomotoria Ha un’iniziativa ridotta ed è apatico Non mantiene la giusta distanza fisica dall’interlocutore E’ riservato, tende a non parlare di se Pagina 67 di 80 Ascolta Si distrae, distoglie lo sguardo dall’interlocutore Si altera, è aggressivo E’ disinibito Tocca fisicamente l’interlocutore Comunica in gruppo MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Stile di relazione gradito Qual'è il modo migliore per rapportarsi con lui ed entrare in comunicazione? In quali situazioni si irrita? Contenuti della comunicazione Richieste Ricordi Critiche Iniziative Sentimenti Informazioni Paure, insicurezze Richieste di aiuto o fare attività Di quali argomenti preferisce parlare? Pagina 68 di 80 Desideri Temi più frequenti Proposte MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 INDICE SCHEDA PER VISITA PREAMMISSIVA OSPITE DATI GENERALI PAG. 1 - ABITUDINI RELATIVE AL SONNO PAG. 2 - ABITUDINI RELATIVE AL RIPOSO PAG. 3 - ABITUDINI RELATIVE ALL' ABBIGLIAMENTO PAG. 4 - ABITUDINI RELATIVE ALL' IGIENE PAG. 5 - ABITUDINI RELATIVE ALL' ALIMENTAZIONE PAG. 6 - AUTONOMIE MOTORIE PAG. 7 - CAPACITA' SENSORIALI PAG. 8 - PROBLEMATICHE SANITARIE / INFERMIERISTICHE PAG. 9 – INTERESSI PAG. 10 - STILE DI RELAZIONE / COMUNICAZIONE PAG. INDICE PAG. Pagina 69 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 70 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 71 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 72 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 73 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 74 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 75 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 76 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 77 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 78 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 Pagina 79 di 80 MANUALE ORGANIZZATIVO – MARZO 2013 NOTE SINTETICHE DEL RUOLO DI CIASCUN PROFILO PROFESSIONALE NELLA COMPILAZIONE DEL P.A.I. Coordinatore di struttura assistenziale : Coordina il gruppo di lavoro nella stesura del PAI ed illustra ai familiari la funzione dello stesso. Medico di assistenza generica: evidenzia le problematiche, i bisogni sanitari, le patologie dell’assistito ed i motivi per i quali si vuole intervenire. Spiega all’equipe come queste possono influire su alcuni comportamenti e atteggiamenti dell’ospite. Suggerisce come comportarsi in alcune malattie o sintomi particolari (demenza, depressione, psicosi, ecc.). Se è il caso rivaluta terapie e programma visite di controllo. Prescrive eventuali contenzioni: fisica o farmacologia. Si rende disponibile per ogni eventuale chiarimento richiesto da parte dell’equipe e/o dal familiare sul decorso e la prognosi della malattia dell’ospite e sulla terapia. Propone strategie per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’ospite il più a lungo possibile. Infermiere Professionale Tutor: evidenzia le problematiche, i bisogni infermieristici ed i motivi per i quali si vuole intervenire. Riferisce circa i comportamenti dell’ospite e le migliori strategie per farlo sentire a suo agio con particolare riferimento alle problematiche sanitarie. Riferisce circa l’adeguata idratazione ed alimentazione con la funzione di seguire la prescrizione di eventuali diete personalizzate. Riferisce l’osservazione sulle abitudini dell’ospite riguardo al sonno, al riposo, agli interessi, allo stile di relazione/comunicazione, autonomia motoria e stato emotivo in integrazione con l’OSA tutor, l’animatore ed i terapeuti. Propone strategie per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’ospite il più a lungo possibile. Fisioterapista: evidenzia le capacità motorie dell’ospite in integrazione con l’infermiere professionale, suggerisce l’uso di ausili e la loro modifica e la cura della posizione. Riferisce i risultati dei test cognitivi e dell’equilibrio somministrati. Riferisce l’osservazione sugli interessi e lo stile di relazione/comunicazione in integrazione con le altre figure dell’equipe. Propone strategie per mantenere il più a lungo possibile l’autonomia motoria dell’ospite. Animatore: relaziona sul coinvolgimento dell’ospite in attività organizzate previa integrazione con il resto dell’equipe. E’ propositivo sul coinvolgimento dell’ospite in tutte le attività evidenziate negli interessi nella scheda preammissiva ed altre notizie circa desideri, volontà e bisogni. O.S.S. Tutor: raccoglie notizie sull’andamento della quotidianità dell’ospite e dei suoi bisogni assistenziali, come da scheda preammissiva e dal PAI. Ha la funzione di integrarsi – in modo propositivo – con gli operatori, in relazione a tutti i momenti della giornata dell’ospite, ribadendo gli obiettivi ed i principi dell’assistenza dell’ospite a lui assegnato. Pagina 80 di 80