n. 159 5 dicembre 2011 PA RLA “VALENTINO VINCERÀ ANCORA” FILIPPO PREZIOSI Dopo un 2011 difficile il dt della Ducati rilancia la sfida a Honda e Yamaha Ma su futuro del Mondiale incombe una crisi che spaventa Registrazione al tribunale Civile di Bologna con il numero 4/06 del 30/04/2003 Direttore responsabile: Massimo Costa ([email protected]) Redazione: Stefano Semeraro Marco Minghetti Collaborano: Carlo Baffi Antonio Caruccio Marco Cortesi Valerio Faccini Alfredo Filippone Dario Lucchese Claudio Pilia Guido Rancati Produzione: Marco Marelli Fotografie: Photo4 Actualfoto Studio Mazzi Photo Pellegrini MorAle Realizzazione: Inpagina srl Via Giambologna, 2 40138 Bologna Tel. 051 6013841 Fax 051 5880321 [email protected] 2 A FLORIANAPOLIS VINCE ALGUERSUARI Jaime Alguersuari ha vinto la sesta edizione dell'International Challenge Go-Kart Champs svoltasi all'Arena Sapiens di Florianapolis, in Brasile. La prima manche l'aveva vinta Jules Bianchi davanti ad Alguersuari e Felipe Massa mentre la seconda corsa ha visto al primo posto Alguersuari dopo la squalifica di Bianchi, il cui peso del mezzo in sede di verifica non era regolamentare. Nella classifica finale, Alguersuari ha avuto la meglio su Massa e Lucas Di Grassi Dal 1° gennaio c'è un nuovo circuito su cui correre L’INTERVISTA FILIPPO PREZIOSI «MOTO GP, UNA SFIDA FOLLE CHE CI HA FATTO CRESCERE» di Stefano Semeraro gli altri nostri piloti andranno forte». Filippo Preziosi, il 2011 per la Ducati e Valentino è stato un anno difficile… «Sì, perché le aspettative erano alte. Ma penso anche che senza Valentino e senza le difficoltà che abbiamo incontrato non avremmo dato il via a tante novità che, se saremo bravi, ci daranno un livello di conoscenza superiore a quello che avevamo prima. I problemi sono innegabili, ma sono anche uno stimolo» Il futuro del motomondiale è così buio come sembra, fra case che se ne vanno e costi da tagliare? «Viviamo in una congiuntura mondiale difficile. Ne soffrono molto Italia e Spagna, che sono due pilastri del campionato, anche a livello di sponsor. Serve un’analisi per trovare delle contromisure. Nessuno ha un quadro preciso e certo della situazione economica fra sei mesi o un anno. Bene fa Carmelo Ezpeleta, l’organizzatore del mondiale, a cercare un modello che sia sostenibile per tutti in tempi difficili. A noi spetta aiutarlo. Ma serve un compromesso che metta insieme problemi economici, le esigenze dello spettacolo e un regolamento che permetta alle Case di studiare nuovi soluzioni per aumentare il knowhow. Una scelta che congeli del tutto la sperimentazione farebbe venir meno il motivo per cui la Ducati partecipa alle gare». Che cosa non ha funzionato? «La moto che avevamo non metteva Valentino in condizione di lottare per le posizioni che gli competono. Per rimediare abbiamo dovuto fare molte prove durante le gare, che è il miglior modo per non fare risultati, visto che in gara bisognerebbe toccare giusto qualche dettaglio per adattare la moto al circuito». A Valentino non piaceva proprio la filosofia della Ducati del 2011: l’avete trasformata per accontentarlo? «La Ducati punta a dare a Valentino una moto con cui possa vincere. Vorrei poi “svalentinizzare” un po’ la questione: noi vogliamo fare una moto migliore per tutti. Quando Valentino sarà in condizione di far bene, anche tutti 6 Un compromesso che c’è già? «Dovremo essere bravi a trovarlo. Faccio l’esempio della monocentralina. Ottima per i costi, ma verrebbe meno tutta la ricerca elettronica che abbiamo fatto e che si riversa anche sulla moto produzione. Resterebbe però il costo sostenuto dal reparto corse. E Filippo Preziosi, perugino, 43 anni, dal 2005 oltre che direttore tecnico è anche direttore generale di Ducati Corse. Ha curato l’ideazione e lo sviluppo delle moto per il campionato Moto Gp e Superbike 7 L’INTERVISTA FILIPPO PREZIOSI allora verrebbe da chiedersi: perché farle? Se Ducati ha deciso di partecipare alla Moto Gp è perché il regolamento consentiva il passaggio dai motori due tempi ai quattro tempi, con una tecnologia che permetteva di avere un ritorno sulla produzione». Con la nuova GP1 che apre anche alle moto CRT c’è rischio di “appiattirsi” sul modello Superbike con moto che non sarebbero più prototipi? “Anche la Superbike deve fare i conti con la crisi. Abbiamo già accettato modifiche, come il passare da due moto a una, che non piacciono a noi tecnici e non piacciono neanche ai piloti, ma che servono a sopravvivere. Con i prototipi il discorso è diverso, lì si possono sperimentare soluzioni che poi vengono usate anche sulle moto di produzione: non avremmo mai fatto la Panigale se non avessimo corso in Moto Gp. E’ importante per le Case avere una palestra dove potersi muovere con più libertà, ma lo è altrettanto trovare un regolamento che consenta ad altre Case di entrare in MotoGp con un budget accettabile. Il mercato delle supersportive, che una volta era rilevante, negli ultimi anni si è ridotto. Anche il mercato europeo e Usa si è molto contratto, mentre i mercati emergenti si rivolgono ad altri tipi di moto. Ragion per cui anche Honda e Yamaha, che pure hanno budget faraonici, prima o poi potrebbero chiedersi perché partecipare alle gare. Con budget accettabili inoltre forse aumenterebbe anche il contenuto agonistico delle gare, che è quello che interessa il pubblico. Noi tecnici alle volte siamo troppo innamorati della sperimentazione». Diciamolo più brutalmente: Suzuki ha appena dato l’addio al Mondiale: si rischia lo sboom? «La situazione va assolutamente cambiata. L’anno prossimo con dodici moto appena seguite direttamente da 3-4 Case, sempre se correrà Aprilia, il problema sicuramente si porrà». Nel 2012 la Ducati tornerà a vincere? «La situazione non è facile. Dobbiamo recuperare competitività rispetto agli altri, modificando la moto più in fretta di quanto lo faranno gli altri. Una sfida difficile. Abbiamo già dei test che ci indicano la strada per migliorarla. Se poi basterà a correre più veloci degli altri, questo solo le gare ce lo diranno». Come è cambiata la nuova moto? «Tutte le altre Moto Gp hanno un telaio che collega le due ruote. La Ducati dall’inizio della sua esperienza in MotoGp all’ultima gara di Valencia ha sempre corso con un motore che si pone come un “mattone” fra il telaio anteriore e il forcellone posteriore. E’ una scelta costruttiva molto efficiente, e infatti i colleghi della produzione hanno deciso di adottarlo per la Panigale perché permette di raggiungere le rigidità che si vogliono con pesi contenuti. Paradossalmente, è una soluzione tecnica più interessante per la produzione che per le corse. Nelle corse, da regolamento, c’è un peso minimo da rispettare, mentre in produzione se si trova una soluzione migliore di quella dei concorrenti si può offrire al cliente una moto più leggera, perché nessuno t i chiede di zavorrarla. Però ci sono due fattori che ci hanno spinto a adottare un tela- “ serve un compromesso che metta insieme problemi economici, le esigenze dello spettacolo e un regolamento che permetta alle Case di studiare nuovi soluzioni per aumentare il know-how. Una scelta che congeli del tutto la sperimentazione farebbe venir meno il motivo per cui la Ducati partecipa alle gare FILIPPO PREZIOSI ” 8 io più tradizionale. La prima è che le gomme sono molto dedicate all’utilizzo in Moto Gp, con regolazioni che sono molto facili da adottare con quel tipo di telaio. La seconda è che nel campionato si possono usare solo sei motori. Nella struttura a “motore portante” se si vuole cambiare la ciclistica occorre cambiare anche il motore, e questo è in contraddizione con la limitazione dei motori. In una fase in cui volevamo provare varie geometrie per capire la migliore ciclistica, avere un telaio che ti consenta di sistemare in posizioni diverse un motore che resta sempre lo stesso ci era più conveniente». Visto da uno che ci lavora insieme, che tipo è Valentino? «Lavorarci insieme mi ha confermato le sue capacità di riferire ai tecnici ciò che accade sulle moto. E’ una cosa molto difficile, perché devi capirlo mentre stai cercando di portare la moto al suo limite fisico, o anche oltre. E poi perché devi tradurlo in parole. Ma questo me l’aspettavo. Quello che mi ha sorpreso è stata la sua professionalità nel mantenere un atteggiamento sempre positivo anche in una stagione così difficile. Per uno che ha vinto nove mondiali e si aspettava di trovare una moto competitiva, non è stato facile. Durante l’anno non siamo stati capaci di fornirgli soluzioni, ma lui è rimasto sempre disponibile. E’ anche questo che mi ha fatto capire perché Valentino è diverso da altri piloti». Ci sono stati momenti in cui avete rischiato la rottura? «Ci sono stati momenti molti difficili. Ad esempio al Mugello, una gara importante sia per Valentino sia per la Ducati, dove nonostante corressimo con una moto rinnovata i risultati non sono arrivati. Ma il rispetto reciproco non è mai mancato. E’ per questo che siamo ancora insieme». Nel 2012 cosa chiede la Ducati a Valentino e cosa chiede Valentino alla Ducati? «Valentino fin dal primo momento ci ha chiesto solo una cosa: una moto con la quale poter vincere. Perché, checchè ne se dica o se ne legga, non è uno fissato con una soluzione tecnica particolare. Se la moto va veloce con il telaio di legno, di carbonio o di alluminio, per lui è indifferente. Può avere al 9 L’INTERVISTA FILIPPO PREZIOSI massimo delle esperienze pregresse, ma ha sempre detto: non sono un ingegnere. Non può essere lui a decidere. Noi gli chiediamo solo di essere Valentino. Quando troverà la confidenza con la moto che gli porteremo, ne sono sicuro, spingerà e tornerà a fare le cose fantastiche che ha fatto in tutta la sua carriera, oltre il limite della fisica. Già vederlo al Rally di Monza mi ha confermato in questa idea: quando vede le posizioni che contano sa tirare fuori grandi cose. Quando a Jerez sul bagnato è caduto lo ha fatto perché ha dato il 110 per cento capendo che in quelle condizioni poteva vincere. Del resto quando un pilota cade io penso sempre a che cosa abbiamo sbagliato noi, non a cosa ha sbagliato lui». Quanto ha influito finore la pressione di essere un marchio italiano che fa correre un grande pilota italiano? «Sicuramente per noi è un grande motivo di orgoglio. La pressione la percepisco, perché vedo che ogni cosa che abbiamo fatto quest’anno è stata amplificata mille volte, ciò che in passato non succedeva. Ma la pressione dei media non ha influito nel modo in cui facciamo le cose e ci relazioniamo al pilota. Certo, con Valentino abbiamo alzato l’asticella, avere un pilota come lui è una grande responsabilità. Ma la scelta stessa di entrare in MotoGp, sfidando con un budget così piccolo colossi come la Honda e la Yamaha, è una scelta al limite della pazzia. Ci ha dato però anche grandi soddisfazioni. E la Ducati di oggi non sarebbe quello che è senza l’esperienza in Moto Gp». Vi siete dati una scadenza per vincere o mollare? «Sicuramente i risultati sportivi devono arrivare a giustificare la scelta. Per ora l’importante è soprattutto vedere quanto il lavoro che si fa in MotoGp è utile per le moto di produzione». Valentino ha ancora dentro dei campionati Mondiali? «Sicuramente sì. L’ho capito quando il giovedì sera l’ho visto stare un’ora con il suo elettronico a guardare i dati, sapendo bene che nel weekend di gara non avrebbe potuto vincere. Ma lui restava nel suo motorhome, impegnandosi come se fino a quel giorno avesse vinto tutte le gare e stesse lottando per il titolo». Quanto sarà importante vincere sin dall’inizio della stagione? «Sarebbe bello, ma sarà difficile. Noi puntiamo a ridurre il gap con gli avversari. Poi, essendo la prima gara in Qatar, penso che a meno di abbatterlo con una fucilata sarà Casey a vincere…». In futuro vedremo un Mondiale sempre più spagnolo e giapponese e sempre meno italiano? «Sicuramente quando Valentino deciderà di smettere sarà un momento difficile per il campionato e per l’Italia. La Ducati mette un contenuto di passionalità italiana e in questo è diversa da Honda e Yamaha. Certo gli ultimi arrivi sono tutti spagnoli: in Spagna si è fatto un ottimo lavoro nel crescere i piloti, purtroppo da noi è più difficile». La morte di Simoncelli ha spinto qualcuno a chiedersi a cosa servono le corse. «È un problema che ciascuno deve porre alla propria coscienza. Il distacco da Marco Simoncelli, un ragazzo così limpido, che ricordava tanto Valentino, è stato molto difficile. Purtroppo le corse sono pericolose, anche se noi ce lo dimentichiamo. Se le corse con il loro rischio esistessero solo per essere una palestra per gli ingegneri, sarebbe una domanda lecita. Ma le corse sono dentro lo spirito di tutti i piloti. A volte ce lo diciamo fra noi: che cosa ci inventeremmo, per farci male. Lo spirito dell’uomo è fatto così, ci sono tante attività umane in cui parte del fascino, purtroppo o per fortuna, sta nel rischio. Se domani chiudessimo con le corse, i piloti farebbero qualcosa di altrettanto pericoloso. Questo non ci assolve dal cercare di rendere le corse sempre più sicure, come del resto facciamo anche con le auto che pure sulle strade ogni annno fanno 6500 morti». Se anche nel 2012 dovesse andare male con Valentino, che succederà? «Be’, eviteremo che questo accada». “ Valentino fin dal primo momento ci ha chiesto solo una cosa: una moto con la quale poter vincere. Perché, checchè ne se dica o se ne legga, non è uno fissato con una soluzione tecnica particolare. Se la moto va veloce con il telaio di legno, di carbonio o di alluminio, per lui è indifferente. Può avere al massimo delle esperienze pregresse, ma ha sempre detto: non sono un ingegnere. Non può essere lui a decidere. Noi gli chiediamo solo di essere Valentino FILIPPO PREZIOSI 10 ” Valentino Rossi ha firmato un contratto biennale con Ducati (con un compenso pare attorno ai 15 milioni di euro all’anno): il 2012 sarà l’anno del riscatto dopo le delusioni della passata stagione? 11 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR La giuria Antonio Caruccio (Italiaracing) Roberto Chinchero (Autosprint, Gazzetta dello Sport, Autosport Japan) Marco Cortesi (Italiaracing, Autosprint, Nuvolari TV) Massimo Costa (Italiaracing e Autosprint). Dario Lucchese (Italiaracing e Autosprint) Claudio Pilia (Italiaracing) Enrico Rosi Cappellani (Autosprint) R A I L A T I A T O L PI quaande amar g i d a chi ti 'oro bo d lla giuri nti pilo l a i a u a c p d i n l i o o ee tec g, acin edazion tra i par ati con m entur a i l r no ni V a Ita pion i. stra Pilot dalla no , rientra sa, cam i Giovan ieci nom , l e d u e a d l e r d e c n t p e n i a n a ag zio co em tu ad red a edi lte effet Come s tagione nque l'e ompost questa p o, ma m i t ati. lla s ti è c e in e sce à du a set bolic ti all ntà dell selezion utato, ne . Chi sar eleziona e trovat mio sim a v i r i o h F.3 pre la b dei s ci ar disp gazz eci c Ecco onferma si sui ra n hanno elle di un o la rosa , tra i di anti. Un c r e lità c sprime i che no iori a qu uest’ann ilota ch ai giudi e r n d ta a ni giova ze supe 2010? Q remo il p pilata nquista. m n g a e i o e l c n l t c i e a o o a it po liarac sv chi l sific a vi o di post Pilota Ita ettiman lare clas ulum di c s o rini, ossima a partic al curri l r o l i p a g i d a t L à pres rger eme ggiunge a che 12 1 1 0 2 G N I C A R I precedenti vincitori 2010 – Giovanni Venturini 2009 – Andrea Caldarelli 2008 – Mirko Bortolotti 2007 – Edoardo Mortara 2006 – Edoardo Piscopo 2005 – Davide Rigon 2004 – Ronnie Quintarelli I dieci nomi selezionati Riccardo Agostini – 7° F.ACI-CSAI Abarth Andrea Boffo – 1° Challenge F.Renault David Fumanelli – 2° European F.3 Open Luca Ghiotto – 9° F.ACI-CSAI Abarth Vittorio Ghirelli – 9° F.Renault ALPS Kevin Gilardoni – 6° F.Renault ALPS Edoardo Liberati – 5° F.3 Italia Mario Marasca – 8° F.ACI-CSAI Abarth Raffaele Marciello – 3° F.3 Italia Tommaso Menchini – 4° Challenge F.Renault 13 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR 14 Riccardo Agostini Rivelazione del 2010, quest’anno lo si attendeva ai piani alti della classifica generale. Qualcosa non ha funzionato e i risultati sono stati al di sotto delle aspettative nel corso della stagione, che ha visto il ragazzo veneto cambiare anche team passando da Villorba a JD Motorsport. È comunque risultato il migliore della pattuglia italiana nella F.Abarth Italia. 20 – 4 – 1994 2011 – 7° F.ACI-CSAI Abarth Ha già svolto qualche test con la F.3 2010 – 11° F.ACI-CSAI Abarth in vista di un passaggio di categoria 15 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR 16 Andrea Boffo Al debutto assoluto in monoposto, nel Challenge F.Renault si è subito distinto per le qualità velocistiche e per l’ottima visione di gara. Ben seguito dal team Torino, ha battagliato con compagni di squadra e avversari ben più esperti di lui, ma alla fine ha avuto la freddezza per conquistare il titolo. Ora è pronto per il salto nella F.Renault ALPS e, magari, anche nella Eurocup 11-5-1994 2011 – 1° Challenge F.Renault 17 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR David Fumanelli Quattro vittorie, quattro pole, secondo posto nella European F.3 Open. L’inizio di campionato per il lombardo era stato deludente considerando che aveva scelto di rimanere per il terzo anno (e sempre con RP Motorsport) in questa categoria con il chiaro intento di vincere il titolo. Poi, la sterzata verso la metà di stagione, la raccolta di bei risultati e il grande recupero che però 21-4-1992 2011 – 2° European F.3 Open non è bastato per far suo il numero uno. Fumanelli 2010 – 3° European F.3 Open si è anche ben distinto nei recenti test GP3 di Jerez 2009 – 8° European F.3 Open provando anche la Dallara della Renault 3.5 2008 – 25° F.Renault Italia 18 19 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR Vittorio Ghirelli Una progressione costante ha caratterizzato il 2011 del 17enne romano la cui carriera è decisamente atipica avendo debuttato lo scorso anno nel mondo delle monoposto direttamente in GP3 e F.3 Italia. Mantenuto l’impegno in GP3, questa stagione ha lavorato sodo anche nella F.Renault, ALPS ed Eurocup, con One Racing. Ed è proprio nella serie organizzata da Fastlane che Vittorio 9-5-1994 ha ottenuto importanti piazzamenti salendo anche sul podio. 2011 – 9° F.Renault ALPS – GP3 2010 – GP3 e F.3 Italia Poteva fare ancora meglio se non avesse saltato alcune prove ALPS per l’impegno in GP3 20 21 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR 22 Luca Ghiotto La rivelazione della F.Abarth 2011 porta il nome di Luca Ghiotto, figlio d’arte, che ha debuttato nel mondo delle monoposto quest’anno col team Prema. Una pole ad Imola, un podio, qualche errore, qualche ingenuità, ma una base sulla quale si può lavorare molto bene. Il ragazzo promette, sarebbe fondamentale fare ora una esperienza europea importante dove 24-2-1995 2011 – 9° F.ACI-CSAI Abarth confrontarsi con i migliori coetanei del mondo 23 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR Kevin Gilardoni E’ uno dei giovani con maggiore esperienza avendo praticamente saggiato tutte le formule propedeutiche: Azzurra, BMW, Abarth, Renault. Quest’anno è stato tra i migliori azzurri nell’ALPS difendendo i colori di un team al debutto, il Torino Motorsport. Un bel podio a Pau ha evidenziato le qualità di Gilardoni che ora merita un salto di cavalleria 16-3-1992 2011 – 6° F.Renault ALPS 2010 – 8° F.ACI-CSAI Abarth 2009 – 26° F.BMW Europe 2008 – 3° F.Azzurra 24 25 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR Edoardo Liberati Era atteso a un’annata d’oro e difatti aveva iniziato alla grande. Sembrava avviato a una facile conquista del tricolore F.3 dopo tre anni nella categoria, ma Liberati del team Ghinzani si è perso non riuscendo a contenere il recupero dei piloti BVM Target e Prema. È ancora giovane e con ottime qualità, ma dopo 4 anni di gare nell’orticello 18-12-1992 2011 – 5° F.3 Italia italiano sarebbe ora che iniziasse a confrontarsi 2010 – 9° F.3 Italia con i migliori coetanei del resto del mondo 2009 – 13° F.3 Italia 2008 – 1° F.Azzurra 2007 14° F.Azzurra 26 27 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR Mario Marasca Dopo una stagione di apprendistato, Marasca con la BVM Target è cresciuto rapidamente divenendo uno dei protagonisti della F.Abarth. Numerosissimi i piazzamenti e costante la crescita nei risultati che lo pongono nella rosa dei giovani azzurri da tenere d’occhio 15-4-1994 2011 – 8° F.ACI-CSAI Abarth 2010 – F.ACI-CSAI Abarth 28 29 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR 30 Raffaele Marciello Classico talento naturale, che porta subito al limite qualsiasi mezzo si ritrovi a guidare. Molto forte, l’unico appunto è che deve migliorarsi nella gestione e nella visione delle corse che affronta, evitando di buttare per sciocchi errori risultati importanti e punti decisivi per il campionato. Il salto dalla Abarth alla F.3 Italia l’ha assorbito benissimo, ma l’essere stato battuto in campionato, 17-12-1994 2011 – 3° F.3 Italia nella classifica rookie, da Lewis deve farlo riflettere 2010 – 3° F.ACI-CSAI Abarth sul punto scritto sopra. Molto bravo nel breve test con la Renault 3.5, nel 2012 sarà nella F.3 Euro Series 31 L’INIZIATIVA LA SETTIMANA DEGLI OSCAR 32 Tommaso Menchini Cresciuto lontano dall’Italia, prima nella Lista BMW poi nella F.Palmer Audi, Menchini da oggetto sconosciuto ha affrontato il Challenge F.Renault Italia risultando una delle sorprese della stagione col team GSK. Il toscano ha lottato per buona parte della stagione per la conquista del titolo, poi lasciato andare anche per qualche errore. Ora nel suo futuro c’è la Renault 2.0, o ALPS o Eurocup 29-9-1992 2011 – 4° Challenge Renault 2010 – 18° F.Palmer Audi 2009 – 8° F.Lista 33 RACE OF CHAMPIONS DUSSELDORF OGIER ACCENDE I FUOCHI 34 Sébastien Ogier e Tom Kristensen in trionfo dopo la finalissima di Dusseldorf 35 RACE OF CHAMPIONS DUSSELDORF Finale Ogier b. Kristensen Semifinale Ogier b. Tomczyk Kristensen b. Schumacher Quarti di finale Kristensen b. Button Schumacher b. Vettel Ogier b. Priaulx Tomczyk b. Coulthard Sebastien Ogier ha vinto la Race of Champions di Dusseldorf battendo nella finale Tom Kristensen. Il giovane rallista francese, che ha appena lasciato la Citroen dopo le polemiche con Sebastien Loeb per raggiungere la Volskwagen, ha avuto la meglio sul danese nei due confronti. Ogier nel cammino che lo ha portato in finale ha vinto ben sette degli otto confronti affrontati, poi il due a zero a Kristensen al volante dei Roc Buggies e delle Audi R8s. Ogier nella semifinale ha eliminato il campione DTM Martin Tomczyk (nei quarti aveva sconfitto Andy Priaulx) con le Audi R8, mentre Kristensen ha spento l'entusiasmo del pubblico tedesco vincendo per soli 18 millesimi il confronto in semifinale con Michael Schumacher sulle KTM X-bows. Il pilota F.1 della Mercedes aveva battuto Sebastian Vettel nei quarti di finale con le Roc Buggies. Il cammino di Jenson Button si è interrotto nei quarti per mano di Kristensen. 36 Eliminati agli ottavi Albuquerque Pastrana Ekstrom Kopecky Deegan Hanninen Petrov Grosjean La finale tra Ogier e Kristensen Ogier ha “scaldato” il pubblico tedesco compiendo alcuni giri di pista con la nuovissima Polo Wrc 37 RACE OF CHAMPIONS DUSSELDORF 38 GERMANIA IMPRENDIBILE CON SCHUMI E VETTEL Quinta vittoria conscecutiva nella Race of Champions Nation Cup per la Germania di Michael Schumacher e Sebastian Vettel. Sabato sera, nella cornice dello stadio della città di Dusseldorf, lo stesso che ha ospitato l'edizione dello scorso anno, i due campioni del mondo F.1 in finale hanno battuto il team Nordic composto da Tom Kristensen e Juho Hanninen. Schumacher ha battuto Kristensen nella sfida disputata con le KTM X-bow dopo che il plurivincitore di Le Mans ha commesso un errore nell'ultimo giro mentre Vettel ha sconfitto Hanninen, alla guida dei Roc Buggies, grazie anche ad una giravolta del rallista finlandese. Schumacher e Vettel sono arrivati in finale non senza difficoltà. Il confronto con la Gran Bretagna di Jenson Button e Andy Priaulx è stato infatti ostico. Il vice campione del mondo F.1 ha iniziato rifilando mezzo secondo a Schumacher (sfida svolta con le vetture stile Nascar da 450 cavalli), ma a rimettere in parità la "partita" ci ha pensato Vettel che con le X-bows ha battuto Priaulx. La bella ha visto scendere sul tracciato di Dusseldorf Vettel e Button, abituali sfidanti nel mondiale F.1. Con le X-bows, l'ha spuntata Vettel dopo che Button è finito in testacoda. Il team Nordic invece, la finale l'ha conquistata sconfiggendo la Francia di Romain Grosjean e Sebastien Ogier. Tutto facile per Kristensen che con l'Audi R8s ha regolato il campione della GP2 mentre Hanninen con la Scirocco ha avuto la meglio sul collega rallista Ogier. Nelle fasi precedenti, nel gruppo A, Kristensen-Hanninen e Grosjean-Ogier hanno guadagnato la semifinale eliminando nei vari confronti disputati il team USA di Travis Pastrana e Brian Deegan (protagonista con moto da cross e nel rallycross) e il team Germania Sat 1 di Timo Glock e Timo Scheider. Nel Gruppo B, Schumacher-Vettel e Button-Priaulx sono arrivati in semifinale mandando a casa il team Slavic di Vitaly Petrov e Jan Kopecky e la All Stars di David Coulthard e Filipe Albuquerque. Ricordiamo che il portoghese nel 2010 ha vinto l'edizione ROC. 39 FORMULA 1 IL CASO 40 Domenicali e Horner CHI HA PAURA DELLA FOTA? Stefano Semeraro Tempi duri, per i sindacati. Anche per quelli che rappresentano categorie privilegiate. La FOTA, l’associazione dei team di F.1 nata nel 2008 perde i pezzi. Dopo la HRT, che aveva già lasciato nel dicembre 2010, la scorsa settimana se ne sono andate Ferrari e Red Bull, e questa volta il vuoto si nota. Il motivo, come è noto a chi ha seguito la vicenda anche su Italiaracing, è l’accordo sull’RRA, il patto per il contenimento dei costi. Un capitolato complesso e un po’ bizantino nei quali meandri la Red Bull era riuscita a ritagliarsi una strada per aggirare il “cap” sullo sviluppo, e che la Ferrari ormai non sopportava più. La squadra che vuole continuare a vincere e quella che vuole tornare a farlo, insomma, non amano troppo i vincoli. A Maranello, in parti- colare, sta stretta la normativa che limita i test (con il budget e una pista a disposizione come Fiorano non è facile capire i perché) e in generale un futuro nel quale la F.1 sia sempre meno tecnologica e sempre più “ambientalista”, con motori depotenziati, limitata sperimentazione tecnologica da far ricadere sulla produzione e tanto – “troppo” secondo la Ferrari – potere all’aerodinamica. La Red Bull, da parte sua, ha acquisito un vantaggio tecnico e non vuole cederlo. Poi c’è la questione dei piccoli team, di come vanno trattati: se come risorse fresche per una campionato low cost, o come semplici “dependance” buone per noleggiare una terza macchina (come preferirebbe la Ferrari). Martin Whitmarsh, il team principal della McLaren che attualmente regge la presidenza della FOTA, ha 41 FORMULA 1 IL CASO 42 provato a mediare, a sopire, a troncare le polemiche, ma non ci è riuscito. Ferrari Red Bull lo ringraziano, e formalmente hanno promesso di continuare a impegnarsi a cercare soluzioni comuni per l’RRA, ma con la “disdetta” hanno deciso di tornare a dialogare direttamente con la FIA e con la FOM. E cioè con Ecclestone, il vero beneficiario della spaccatura, che come tutti i “padroni” ha sempre mal tollerato la presenza di un sindacato e che del divide et impera ha sempre fatto uno dei suoi capisaldi. Per Bernie i team dovrebbero limitarsi a far correre le macchine e a tacere, lasciando a lui il compito di portare a casa il grano e a dividerlo secondo criteri da lui stabiliti, e la crisi della FOTA gli sta facendo sfregare le mani. Un finale inevitabile? In F.1 la pace e la comunità d’intenti, con buona pace del “patto della concordia”, sono sempre state un’utopia, ma va detto che lo sprofondo economico globale sta mettendo a dura prova un po’ tutta l’organizzazione dello sport professionistico. Dal basket Nba al calcio, dalle moto al tennis, la difficoltà di far convivere interessi diversi e spes- so contrastanti sta diventando evidente ora che i soldi iniziano a scarseggiare e il “rigore e l’equità” diventano le parole d’ordine dei governi. Le esigenze e le strategie di Manchester United, Barcellona e Bate Borisov non sono le stesse, come non sono le stesse le logiche che muovono la Ferrari e la Sauber o la Marussia, o che motivano da una parte Federer, Nadal, Djokovic e dall’altra il n.200 del mondo nel tennis. Guarda caso, però, gli sport dove le cose sembrano andare meno peggio sono quelli, come il football americano, dove faticosamente si è cercato un compromesso fra i “ricchi” e i “poveri”, attraverso strumenti di ridistribuzione degli introiti e delle risorse che permettono anche ai meno danarosi di competere mantenendo vivo il contenuto agonistico delle gare. Sono compromessi difficili da trovare, specie nel motorsport dove le componenti in gioco – case, team, piloti, organizzatori – e i costi sono tanti e difficili da amalgamare. Ma la frammentazione serve a poco e la decadenza della boxe, uno sport dove non si capisce neanche più chi è campione di che cosa, sta lì a dimostrarlo. Whitmarsh con Ecclestone. C’è da scommetterci che anche questa volta ad uscire vincitore sarà il boss inglese 43 FORMULA 1 KIMI RAIKKONEN 44 “MI MANCAVA IL CORPO A CORPO” Le ha tentate tutte dopo avere abbandonato la F.1. Ci ha provato forte con i rally, poi capito che le soddisfazioni non sarebbero mai arrivate, ha tastato il mondo Nascar, è salito sulla Peugeot LMP1, ma alla fine ha capito che il suo ambiente naturale è uno solo: la F.1. Ha inseguito la Williams, ha firmato per la Lotus Kimi, perché sei tornato in F.1? “La principale ragione è che non ho mai perso la passione per la F.1. Quando quest’anno ho fatto delle apparizioni in alcune gare Nascar, con i truck, ho capito che mi mancavano tantissimo le corse su pista, il gareggiare fianco a fianco con gli avversari. Nei rally combatti solamente contro il cronometro. Ecco che allora ho chiamato alcune persone che lavorano in F.1, le cose si sono succedute rapidamente ed è arrivato l’accordo con la Lotus Renault”. Perché hai scelto la Lotus? “Avevo due opzioni: Lotus o Williams. Le cose hanno preso la giusta strada, come volevo, con la Lotus e questa è la ragione per cui alla fine tornerò con questa squadra”. Hai seguito le vicende del mondiale F.1 quest’anno, del tuo futuro team? “Lo scorso anno molto poco, questa stagione un poco di più e qualche gara l’ho osservata. Ho visto anche gli ultimi 20 giri del GP del Brasile perché ero ormai certo di far parte del team Lotus nel 2012… ma in precedenza non mi sono mai interessato a fondo sui vari spostamenti dei piloti e non pensavo proprio che saltasse fuori l’occasione di tornare in F.1”. Pensi che sarà difficile affrontare l’attuale F.1 rispetto a quella che conoscevi fino al 2009, con le gomme Pirelli, il DRS e tante altre diavolerie tecniche? “Da quando ho lasciato il mondiale a oggi, penso che la maggiore differenza sia rappresentata dalle gomme Pirelli. Per il resto non vedo grossi problemi. Il DRS è una novità, ma prima c’era il bottone per le ali anteriori, ora c’è quello per l’ala posteriore”. 45 FORMULA 1 KIMI RAIKKONEN Quale Raikkonen vedremo rispetto al 2009? “Non lo so. Sono stato lontano dalla F.1 per due stagioni e dall’ultima gara del 2009 non ho più guidato una monoposto. Ora sono due anni più vecchio, però non penso che vi siano stati cambiamenti radicali nel circus. E’ stato divertente correre nei rally anche se ho vissuto giornate molto dure. Questa stagione per certi versi è stata più semplice, ma è una disciplina molto difficile. Ora non vedo l’ora di tornare in F.1, almeno è il mondo che conosco meglio. Nei rally ero un neofita così come lo ero nella Nascar e sinceramente non sapevo quello che sarebbe potuto accadere”. Hai modificato la preparazione fisica? “Mi sono sempre allenato nei due anni in cui ho partecipato al mondiale rally anche se in questa specialità lo sforzo fisico è inferiore alla F.1, dove però stai meno in macchina. Un mese fa 46 ho iniziato una attività rivolta alla F.1, il collo è la parte più difficile da preparare, ma per fortuna ho ancora diversi mesi davanti”. Qual è la sensazione migliore che ricordi di quando guidavi una monoposto di F.1? “La frenata e come le cose accadano rapidamente. E rispetto ai rally, puoi permetterti di sbagliare. Nelle piste ci sono le aree di fuga, se commetti un errore puoi rimediare, in qualifica puoi ritentare il giro. Sugli sterrati, nelle strade, una frenata sbagliata compromette tutto il weekend”. Ci saranno sei campioni del mondo il prossimo anno in F.1 e tu sarai uno di questi “Non sarei tornato se non avessi avuto la motivazione giusta. La gente potrà pensare quello che vuole, ma io conosco bene il perché ho deciso di mettere la firma sotto un contratto”. Kimi Raikkonen 17 ottobre 1979 Espoo – Finlandia Sopra, Raikkonen in azione con la vettura Nascar utilizzata in giugno. Sotto, il finlandese impegnato sulgi sterrati del Rally di Giordania Debutto in F.1 – GP di Australia 2001 GP disputati – 155 Campione del mondo nel 2007 Vice campione del mondo nel 2003 e 2005 Vittorie – 18 Prima vittoria – Sepang 2003 Ultima vittoria – Spa 2009 Pole – 16 Prima pole – Nurburgring 2003 Ultima pole – Magny Cours 2008 GPV – 35 I suoi team 2001 – Sauber 2002/2006 – McLaren 2007/2009 – Ferrari 2012 – Lotus 47 FORMULA 1 I FINLANDESI GLI ACROBATI DEL NORD Massimo Costa Può sembrare incredibile, ma la Finlandia, paese nordico praticamente senza circuiti, senza campionati locali di velocità, e che ha visto sbocciare una infinita sequela di rallisti, ha regalato alla F.1 tre campioni del mondo e quattro titoli iridati. Pochi, ma buoni, verrebbe da dire. Sono stati appena otto i piloti della fredda terra che ha come capitale Helsinki ad affacciarsi nel mondiale. Uno di questi, tra l’altro, non si è mai qualificato (Mikko Kozarowitzki nel 1977 fece due tentativi con una March del team RAM, senza successo) mentre Leo Kinnunen, primissimo finnico ad approdare in F.1, nel 1974 vi riuscì una sola volta su sei con una Surtees del team privato AAW. Dopo di che, spazio alla qualità. Il terzo finlandese a mettere piede in un paddock del mondiale è stato il funambolico Keke Rosberg. Il debutto risale al 1978 con una Theodore cui sono seguite partecipazioni con Wolf, ATS, Fittipaldi, Williams e McLaren con la quale ha concluso la carriera nel 1986. In mezzo, 114 Gran Premi, cinque successi, e soprattutto un mondiale vinto nel 1982 con la WilliamsCosworth. Titolo conquistato in un anno terribile per la morte di Gilles Villeneuve, di Riccardo Paletti e per il drammatico incidente di Didier Pironi. Era la Ferrari la favo- 48 rita, imbattibile con il suo turbo, ma gli eventi le girarono contro e Rosberg fu abile ad approfittarne. Quando lasciò la F.1, per due anni non si videro finlandesi finché nel 1989 non arrivò JJ Lehto. Un talento vero, che sbalordì con la Onyx prima e con la Scuderia Italia poi, trovando la consacrazione con la Sauber. Lo volle la Benetton nel 1994, ma un incidente nei test pre campionato pregiudicò la carriera di Lehto; nelle poche gare fatte, non era più lui e in F.1 non trovò più posto dopo 62 Gran Premi e nessun successo. Mentre Lehto si faceva amare per le imprese con la Scuderia Italia, nel 1991 arrivò Mika Hakkinen, al debutto con la Lotus. Passato in McLaren come terzo pilota, quell’alto e biondo nordico mise in difficoltà Ayrton Senna nelle tre gare che disputò alla fine del 1993 sostituendo Michael Andretti. Superato un terribile incidente nell’ultimo GP del 1995 ad Adelaide, rimase diversi giorni in coma, Hakkinen ebbe la forza di tornare già la stagione seguente e di vincere per la McLaren due mondiali nel 1998 e 1999. Ritirandosi poi alla fine del 2001 con sulle spalle un bottino di venti vittorie. Nel 1994, in F.1 aveva debuttato un altro Mika, Salo. Due gare a fine anno per la Lotus, poi l’ingaggio con Tyrrell per il 1995 e il seguente passag- gio alla Arrows. Come i suoi connazionali, anche Salo era velocissimo e “caldo”. Dopo alcuni GP con la Bar, a sorpresa arrivò per lui la chiamata dalla Ferrari, nel 1999, per sostituire l’infortunato Michael Schumacher. La sua carriera venne rilanciata e l’anno dopo finì alla Sauber (via Ferrari), poi lo prese la Toyota per sviluppare la nuova vettura nel 2001 che poi portò al debutto nel 2002. Alla fine di quell’anno, l’uscita dal mondiale dopo 109 Gran Premi. Nel 2001, la bandiera finlandese è stata tenuta alta anche da Kimi Raikkonen, entrato alla Sauber, poi subito ingaggiato dalla McLaren. Altro biondo rapidissimo e grande lottatore, due volte vice campione del mondo, ha conquistato l’iride nel 2007 al suo primo anno in Ferrari, nella quale è rimasto fino al 2009. Poi, l’uscita di scena, il passaggio non fortunato al Mondiale Rally con la Citroen. Ed ora il ritorno con la Lotus. L’ultimo a timbrare il cartellino della F.1 è stato Heikki Kovalainen, ovviamente biondo e con gli occhi azzurri come tutti gli altri. Con la Renault il debutto che gli ha permesso di guadagnarsi la chiamata della McLaren. Ma nel confronto con il compagno Lewis Hamilton, nel 2008 e nel 2009, ha sfigurato. Ha trovato posto alla Lotus, futura Caterham nel 2012 e con la quale si appresta a vivere la terza stagione. Keke Rosberg Mika Hakkinen Tutti i finlandesi in F.1 Leo Kinnunen – 1974 - 1 Gp Mikko Kozarowitzki – 1977 - 0 Keke Rosberg – 1978/1986 - 114 JJ Lehto – 1989/1994 - 62 Mika Hakkinen – 1991/2001 - 161 Mika Salo – 1994/2002 - 109 Kimi Raikkonen – 2001/2009 - 155 Heikki Kovalainen – 2007/2011 – 89 Kimi Raikkonen Gli iridati Mika Hakkinen – 2 mondiali nel 1998 e 1999 Keke Rosberg – 1 mondiale nel 1982 Kimi Raikkonen – 1 mondiale nel 2007 I vincenti Mika Hakkinen – 20 GP Kimi Raikkonen – 18 GP Keke Rosberg – 5 GP Heikki Kovalainen – 1 GP Heikki Kovalainen 49 LA CURIOSITÀ LE SPERANZE FINLANDESI GLI Con Bottas terzo pilota Williams, scalpitano in GP3 i giovani Laine e Vainio che si candidano a salire velocemente i gradini del professionismo Aaro Vainio 50 EREDI DI KIMI Matias Laine Antonio Caruccio La Lapponia è da sempre la terra di Babbo Natale, e dicembre è il periodo in cui i bambini mandano la propria lettera per ricevere in dono qualcosa… In Finlandia il regalo più grande lo ha avuto Kimi Raikkonen, che torna in F.1 dopo due anni di stop, ma sperano di poter seguire la sua strada anche altri piloti provenienti dalla terra dei Mille Laghi. Alle porte della massima formula c’è Valtteri Bottas, terzo pilota Williams, campione nella Eurocup di F.Renault 2.0 nel 2008 e della GP3 nel 2011. Proprio in GP3 militano le due speranze nascenti del motorsport finlandese, da sempre patria di grandi talenti nei controsterzi. Parliamo di Aaro Vainio, (18 anni), e Matias Laine (21). Entrambi ripeteranno nel 2012 la GP3, ma tra loro sono estremamente differenti. Vainio sembra essere un predestinato delle corse: nipote di un famoso rallista finnico, ha vinto molto in kart divenendo campione Europeo di KF3 nel 2008 e KF1 nel 2009. Ha poi da subito ben impressionato al debutto in F.Renault 2.0 nel 2010, giungen- do quest’anno in GP3 con Tech 1 e cogliendo buoni risultati ad inizio campionato come il podio di Barcellona. In seguito però, si è un po’ perso: “Ci sono molte cose da considerare in un campionato come la GP3. Finché, ad inizio anno, avevo un compagno esperto come Caldarelli sono riuscito a sfruttare il suo lavoro, ma dopo il suo addio ho dovuto cercare da solo le giuste soluzioni per la vettura”. Per questo motivo, con l’esperienza maturata anche in questi test invernali, Vainio conta sulla nuova squadra, la Lotus ART per iscrivere il suo nome nell’albo dei vincitori. A seguirlo managerialmente sin dai primi successi del kart c’è Nicolas Todt, socio di Frederic Vasseur nel pacchetto azionario del team per cui corre. Un predestinato forse, data anche la citta di nascita, Espoo, che diede i natali anche a Raikkonen. Diversa invece la situazione per Laine. Dopo una carriera in sordina nei kart, è approdato in monoposto disputando la F.3 Euro Series con Motopark, per approdare in GP3 con Manor, squadra con la quale disputerà il campionato del prossimo anno, forte dei risultati dei test invernali che lo hanno sempre visto terminare tra i primi cinque in ogni sessione. La storia di Matias è differente da quella di Aaro, dato che un brutto incidente nel 2008 sembrava dover porre fine alla sua carriera proprio quando aveva debuttato in monoposto con la F.Renault 2.0. Dopo mesi in cui è rimasto quasi immobilizzato a letto per una forte commozione celebrale e dei seri problemi alle gambe, è riuscito a rialzarsi e tornare a correre. Quando non è in pista, Matias si allena e lavora nella concessionaria d’auto della propria famiglia, e riguardo il ritorno del suo connazionale in F.1 dice: “Per tutta la nazione è una grande opportunità, perché Kimi potrà tornare a dimostrare di essere il migliore. Il motorsport è molto seguito in Finlandia, benché non come l’hockey che è lo sport nazionale, ma grazie a Raikkonen anche noi piloti di categorie minori possiamo godere di un po’ di visibilità in più nell’ambito delle corse”. Sarà dunque grande sfida tra loro nel 2012 in GP3, e chissà che proprio uno dei due non sia il successore del loro connazionale Bottas… 51 FORMULA 1 CAMPIONI DI RITORNO Massimo Costa Qualcuno ritorna. Altri no. Nella storia della F.1, erano cinque i campioni del mondo che una volta usciti dalla F.1, o addirittura ritiratisi perché non ne potevano più di rischiare ad ogni curva e di viaggiare in continuazione, hanno poi deciso di rientrare nel mondiale. Ora con Kimi Raikkonen diventano sei. Il primo ad aprire la via del ripensamento fu Niki Lauda. Lasciò la F.1 dopo due mondiali vinti con la Ferrari nel 1975 e 1977 e un volto deturpato dalle fiamme che lo avvolsero al Nurburgring nel 1976. Lauda si convinse di mollare tutto nel corso delle prove libere del GP del Canada del 1979, quando era alla Brabham di Bernie Ecclestone. Disse che gli sembrava stupido girare su un circuito come un forsennato, non aveva più la voglia e lo stimolo. Il team se ne fece una ragione e velocemente lo rimpiazzò con Ricardo Zunino, che disputò la gara. Lauda però, a fine 1981 avvicinò Ron Dennis e la McLaren per preparare il grande rientro in vista della stagione 1982. Aveva 33 anni. L’austriaco ha corso fino al 1985 vincendo il mondiale del 1984 e chiudendo la carriera con 171 gare disputate. Tormentato il dopo F.1 di Alan Jones. Campione del mondo nel 1980 con la Williams, l’australiano si ritirò al termine dell’annata successiva quando aveva 35 anni. Dopo un anno e mezzo, venne chiamato dalla Arrows, a caccia di sponsor, per partecipare al GP di Long Beach al posto di Chico Serra. Jones si qualificò molto bene, dodicesimo, ma appesantito e poco allenato rimediò una figuraccia ritirandosi fisicamente distrutto al 58° dei 75 giri previsti. Dopo altri due anni e mezzo, Jones ricomparì nel GP di Monza del 1985 con la Lola Beatrice del team Haas, al debutto assoluto in F.1. Coinvolto nel progetto tutto americano, Jones disputò le ultime corse del 1985 e tutte quelle del 1986 spuntando un quarto e un sesto posto. Ma a fine anno, salutò la compagnia definitivamente dopo 116 GP. 52 Un anno sabbatico se lo prese Alain Prost dopo essere stato licenziato dalla Ferrari alla fine del 1991. Aveva un contratto già pronto con la Williams vinci tutto, ma dovette aspettare il 1993 per guidare quel missile e vincere il suo quarto campionato del mondo. Per poi ritirarsi con la corona in tasca a fine 1993 dopo 199 gare. Il rientro di Prost si intrecciò con l’uscita di scena dalla F.1 di Nigel Mansell, laureatosi campione nel 1992 con la Williams. Il team gli rifiutò un aumento dell’ingaggio e allora l’inglese se ne andò nella americana CART dove vinse il titolo. Nel 1994, Williams gli offrì di tornare in F.1 guidando in alcune occasioni la monoposto lasciata tragicamente libera da Senna. Mansell, 41 anni, lo fece in quattro gare conquistando un GP e venendo scelto per il 1995 dalla McLaren-Mercedes. La macchina non era competitiva, Mansell iniziò al terzo GP (Imola) al posto di Mark Blundell, ma appariva svogliato e allora venne licenziato in tronco dopo due sole corse. Infine, Michael Schumacher. Ritiratosi a fine 2006, il sette volte iridato ha faticato ad allontanarsi dal mondo dei motori. Provando in alcune occasioni la Ferrari F.1, iniziando a gareggiare con le due ruote, cadendo e facendosi anche male. Finché affascinato dalla nuova avventura tutta Mercedes, Schumacher a 40 anni è tornato a tempo pieno nel mondiale a partire dal 2010. VOGLIA MATTA Niki Lauda Ritiro fine 1979 Rientro inizio 1982 Ritiro definitivo fine 1985 Alan Jones Ritiro fine 1981 Rientro 1983 in un solo GP Rientro fine 1985 alcuni GP Ritiro definitivo fine 1986 Alain Prost Ritiro fine 1991 Rientro inizio 1993 Ritiro definitivo fine 1993 Nigel Mansell Uscita dalla F.1 fine 1992 Rientro 1994 alcuni GP Ritiro metà 1995 Michael Schumacher Ritiro fine 2006 Rientro inizio 2010 Niki Lauda al suo ultimo anno in F.1 nel 1985 53 FORMULA 1 PILOTI A CONFRONTO TESTA 54 A A TESTA Sebastian Vettel ha dominato le qualifiche del mondiale 2011 di F.1, trascinando con se una Red Bull-Renault altrimenti zoppicante nelle mani di Mark Webber. Il team angloaustriaco ha monopolizzato la scena, ma anche nelle squadre inseguitrici non sono mancate sorprese. Analizziamo i risultati all’interno degli altri team e scopriamo chi ha faticato e chi invece ha disputato una buona stagione Servizio a cura di Filippo Ronchetti Mark Webber nella scia di Sebastian Vettel Foto Mazzi 55 FORMULA 1 PILOTI A CONFRONTO Red Bull-Renault Vettel-Webber 16 a 3 Mercedes Schumacher-Rosberg 16 a 3 Williams-Cosworth Barrichello-Maldonado 10 a 9 Probabilmente nemmeno Adrian Newey e Christian Horner si aspettavano che il 2011 potesse essere più trionfale del 2010: l’anno scorso la Red Bull conquistò 15 pole su 19 gare, di cui 10 ottenute da Vettel. Difficile migliorare. Invece, gli angloaustriaci ci sono riusciti, lasciandosi sfuggire solo la pole in Corea. Merito quasi esclusivo di Sebastian Vettel, che da solo ne ottiene 15 e batte il record di Nigel Mansell. Nelle restanti quattro gare Seb fa secondo in 3 occasioni e si accontenta del terzo posto nella sua peggior qualifica dell’anno, al Nurburgring. E Webber? In un anno certo avaro di soddisfazioni (3 pole e 4 secondi posti sono i suoi migliori risultati), Mark conferma di avere alcune piste in cui è davvero difficile batterlo: Nurburgring e Barcellona. Al Ring ottenne la sua prima pole (e vittoria) nel 2009: risultato bissato quest’anno dopo che nel 2010 si è corso a Hockenheim. In Spagna ha replicato la pole dell’anno scorso. A dispetto del numero di gara più alto, sono due stagioni che Nico ridicolizza il sette volte campione del mondo Michael Schumacher. Quest’anno il risultato è stato un netto 16 a 3, mentre nel 2010 fu 15 a 4. In entrambe le annate il miglior risultato di Michael è un quinto posto, mentre il migliore di Nico è stato un secondo nel campionato 2010 e un terzo, a Istanbul, in quello appena concluso. E se Rosberg non ha mai ottenuto una pole, l’ultima di Schumi sembra ormai preistoria: Magny-Cours 2006. La coppia sudamericana della Williams chiude nel modo più equilibrato possibile: 10 a 9 in favore di Rubens. Tuttavia, sarà per l’esuberanza giovanile, i migliori risultati del team di Grove li ottiene il giovane venezuelano. Se infatti Rubens si muove costantemente oltre la decima posizione (miglior qualifica in Turchia e a Montecarlo, 11esimo), il buon Pastor fa settimo a Silverstone, ottavo a Montecarlo e nono a Barcellona. Da registrare anche la terribile qualifica nel penultimo GP stagionale, ad Abu Dhabi, quando le due monoposto sono penalizzate di dieci posizioni per la sostituzione del motore e scattano dall’ultima fila. L’ultima pole position di Barrichello risale al GP del Brasile 2009, quando guidava la Brawn GP. L’ultima pole del team è stata ottenuta nello stesso GP del 2010, con Nico Hulkenberg. McLaren-Mercedes Hamilton-Button 12 a 7 Aver impedito alla Red Bull di ottenere 19 pole su 19 nel mondiale 2011: probabilmente sarà questa la traccia più evidente lasciata da Lewis Hamilton negli annali 2011. Prima ancora delle tre vittorie. E se Jenson ha concluso la stagione da vice campione del mondo, Lewis potrà sempre dire di averlo battuto 12 a 7 in qualifica. Tempi alla mano si tratterebbe di un 13 a 6, ma in India Lewis è stato penalizzato di tre posizioni per aver ignorato le bandiere gialle durante le libere: ha così preso il via dalla quinta posizione anziché dalla seconda. Button ha ottenuto il secondo posto in tre occasioni (Cina, Monaco e Giappone), mentre la sua ultima pole risale a Montecarlo 2009, quando guidava la Brawn GP. Ferrari Alonso-Massa 15 a 4 Gerarchie ben definite in Ferrari, dove Fernando Alonso si è imposto per 15 a 4 su Felipe Massa. La miglior qualifica dell’anno per il team di Maranello è stata ottenuta in Canada, con lo spagnolo e il brasiliano rispettivamente secondo e terzo per l’unica volta in 19 gare. L’ultima pole di Alonso risale al GP di Singapore 2010, quella di Massa addirittura al GP del Brasile 2008. 56 Renault Petrov – Heidfeld 8 a 3 Senna – Petrov 5 a 3 Orfana del talento di Robert Kubica, la Lotus “nera” si affida all’esperienza di Nick Heidfeld, in Formula 1 dal 2000 ma con soli cinque GP all’attivo nel 2010. Accanto a lui Vitaly Petrov, asfaltato da Kubica la stagione prima (17 a 2), ma confermato grazie all’apporto economico che garantisce. E l’inizio è pirotecnico: in Australia il brutto anatroccolo russo si qualifica sesto, mentre l’esperto Nick affonda in 18esima posizione. Heidfeld viene cacciato alla vigilia del GP del Belgio dal boss Renault Eric Boullier che, a quanto pare, si aspettava da lui un rendimento migliore: e se precedere il compagno di team con 34 punti a 32 non è bastato a Nick, viene da sospettare che forse Boullier abbia preso in considerazione il rendimento in qualifica: 8 a 3 per il russo. In effetti Heidfeld si rende protagonista, in qualifica, di alti e bassi incredibili, mentre Petrov ottiene come peggior risultato il 14esimo posto a Silverstone. A Spa arriva Bruno Senna, che imita lo scoppiettante avvio di stagione di Petrov e si qualifica settimo su una pista difficile e, per di più, umida. A fine campionato Senna prevale 5 a 3, che sarebbe un pareggio considerando che Petrov, in India, sconta un arretramento di cinque posizioni per aver causato un incidente nel precedente GP coreano. Tirate le somme, il miglior risultato in qualifica del team sono due sesti posti, realizzati da Petrov all’esordio in Australia e da Heidfeld nel successivo GP in Malesia. Nick vanta una pole position, al Nurburgring nel 2005 (GP d’Europa), quando guidava per la Williams. Force India-Mercedes Sutil-Di Resta 10 a 9 La Force India aveva come obiettivo il quinto posto nel campionato costruttori, e per provare ad agguantarlo Vijay Mallya non ha esitato a scaricare Vitantonio Liuzzi e ingaggiare Paul Di Resta, esordiente ma già campione DTM. Accanto a lui è stato confermato il tedesco Adrian Sutil, alla terza stagione nel team. L’operazione quinto posto è fallita a vantaggio della Renault per 4 punti, ma lo scozzese ha fatto subito capire di essere una buona scelta, battendo il compagno di team per 3 a 0 nelle prime qualifiche stagionali. A fine stagione i risultati dicono che Sutil si è imposto con il minimo scarto: 10 a 9. Il miglior risultato per Di Resta è il sesto posto a Silverstone, mentre per Sutil è l’ottavo, ottenuto in Germania, Ungheria, India e Brasile. Sauber-Ferrari Perez-Kobayashi 9 a 8 Kobayashi-De La Rosa 1 a 0 Una delle coppie di giovani piloti più interessanti del campionato, con l’esordiente messicano Sergio Perez accreditato addirittura di un futuro come pilota ufficiale Ferrari. Finisce 9 a 8 a favore di Perez, e la nota in cui si legge che quest’ultimo ha saltato due GP, Monaco e il Canada, in seguito all’incidente avuto nella fase finale delle qualifiche monegasche. Miglior risultato di Kobayashi è stato il settimo posto nella gara di casa, in Giappone, mentre per Perez si è trattato del nono in Belgio. Toro Rosso-Ferrari Buemi-Alguersuari 12 a 7 E’ sfida aperta tra i due alfieri della Toro Rosso, che a inizio campionato sanno di dover impressionare i vertici Red Bull per mantenere il posto e, magari, puntare a quello di Mark Webber per il 2012. Nelle prime otto gare, fino a Valencia, Buemi piazza un sonoro 7 a 1 ad Alguersuari. Nelle restanti undici gare la situazione si fa più equilibrata, e al termine dell’ultima qualifica in Brasile i numeri dicono 12 a 7 a vantaggio di Buemi, mentre in classifica prevale Jaime con 26 punti contro 15. Il miglior risultato dello svizzero è il nono posto, ottenuto in Cina e replicato in India, mentre per Alguersuari è il sesto di Spa. Lotus-Renault Kovalainen-Trulli 16 a 2 Kovalainen-Chandhok 1 a 0 L’esito delle qualifiche 2011 si dimostra impietoso con il nostro connazionale Jarno Trulli, che fa meglio di Heikki Kovalainen in due sole occasioni su 18: a Montreal e nel GP di casa, a Monza. Curiosamente, i due piloti della Lotus “verde” sono vicini nella classifica dei tempi per 15 volte su 18 e per ben 9 volte monopolizzano la decima fila dello schieramento. Nel GP di Germania, al Nurburgring, motivi contrattuali impongono l’indiano Karun Chandhok al posto di Trulli: prevale Kovalainen che si qualifica 18esimo. Il miglior risultato stagionale del finlandese (che può vantare la pole a Silverstone nel 2008 con la McLaren) è il 15esimo posto in Spagna. Per Jarno, che ha all’attivo 4 pole (l’ultima a Sakhir nel 2009 con la Toyota), il miglior risultato è il 18esimo posto, replicato in quattro occasioni. HRT-Cosworth Liuzzi-Karthikeyan 6 a 1 Liuzzi-Ricciardo 5 a 5 Ricciardo-Karthikeyan 1 a 0 Travagliata gestione dei piloti in HRT. Il team inizia con la coppia Vitantonio Liuzzi-Narain Karthikeyan, che dura fino a Valencia e vede l’italiano imporsi per 6 a 1. Valencia è in realtà l’ottava gara ma nella prima, a Melbourne, le due HRT non rientrano nel 107% e quindi non si qualificano. Nei due GP seguenti, Malesia e Cina, Liuzzi e Karthikeyan chiudono lo schieramento in quest’ordine. Al netto della penalizzazione di D’Ambrosio e delle disavventure di Kobayashi, l’indiano sarebbe ultimo anche nella quarta gara, in Turchia, mentre a Montecarlo le HRT vengono ammesse al via senza che abbiano ottenuto un tempo in qualifica (Liuzzi ultimo). Narain evita l’ultima posizione in Canada, mentre la occupa nuovamente a Valencia. A questo punto l’indiano viene sostituito da Daniel Ricciardo, uno dei pupilli Red Bull, fino a quel momento terzo pilota della Toro Rosso. Tra lui e Tonio viene fuori un’accesa battaglia, che si conclude in pareggio: 5 a 5. In realtà, tempi alla mano e tralasciando le disavventure, Liuzzi s’impone 6 a 4, ma sconta un arretramento di 5 posizioni nel GP di Germania per la sostituzione del cambio. Nel primo GP dell’India nella storia della F1, il team rimanda in pista Karthikeyan, idolo di casa, al posto di Liuzzi. Ricciardo conquista la penultima posizione per 22 millesimi, lasciando al compagno l’ingrato compito di scattare dall’ultima posizione nel GP di casa. Migliori risultati: per Liuzzi e Ricciardo si tratta di un 20esimo posto, rispettivamente in Turchia e Abu Dhabi; per Karthikeyan è il 22esimo, conquistato nei tre GP consecutivi di Turchia, Spagna e Montecarlo. Virgin-Cosworth Glock-D’Ambrosio 15 a 4 Quarta stagione completa di F.1 per il tedesco Timo Glock, che può vantare tre podi con la Toyota tra il 2008 e il 2009. Accanto a lui, nella scuderia con i peggiori risultati del 2010, l’esordiente belga Jerome D’Ambrosio. I piloti del team Virgin si spartiscono l’ultima fila dello schieramento in due occasioni: nella prima gara in Australia (dove le HRT non si qualificano) e nell’ultima in Brasile. Timo si qualifica ultimo in Brasile, D’Ambrosio in Australia, Canada e Ungheria. Per dirla tutta, ci sono altre quattro occasioni (Turchia, Spagna, Monaco e Germania) in cui Jerome risulta il pilota con il tempo peggiore: ma grazie alle vicissitudini di altri concorrenti, sulla griglia di partenza si ritrova qualcuno alle spalle. Nel confronto con il più esperto Glock, il belga viene sopravanzato in 15 occasioni su 19, mentre prevale in Cina, Giappone, India e Brasile. Per Glock il miglior risultato sono tre 19esimi posti, per D’Ambrosio il 20esimo in Belgio e Giappone. 57 FORMULA 1 ADRIAN SUTIL 58 NELLE MANI DI SANTA CLAUS Massimo Costa In F.1 dal 2007, quando debuttò con la Spyker, Adrian Sutil è oggi probabilmente uno dei piloti maggiormente sottovalutati del mondiale. Rimasto fedele al team che poi ha cambiato nome nel 2008 divenendo Force India, il tedesco che oggi ha 28 anni nel 2005 era il compagno di Lewis Hamilton nel team ASM nella F.3 Euro Series, divenendo il vice campione alle spalle dell’inglese, e poi ha conquistato la F.3 giapponese nel 2006. Sutil è l’ultimo pilota entrato in F.1 direttamente dalla F.3, evitando così il passaggio in GP2 o Renault 3.5. Oggi ha disputato 90 Gran Premi, si è piazzato nono nella classifica iridata al termine di quella che può essere considerata la sua migliore stagione e dovrebbe essere nella lista di diversi team principal. Invece non è così. Sutil sente di meritare un posto in un buon team, ma Mercedes e McLaren, che lo scorso anno erano nel suo mirino, non lo hanno considerato: “Trovo strana questa situazione, ma in F.1 è così, niente è mai sicuro o dovuto. Al momento ho più di una opzione ed io e il mio manager stiamo cercando di trovare quello che può essere il miglior pacchetto per il 2012. Spero che entro un paio di settimane si possa definire qualcosa”. Il lungo rapporto con la Force India e Mallya sembra essere giunto al capolinea, viene dato per certo infatti il rientro di Nico Hulkenberg mentre Paul Di Resta verrà riconfermato. Ma Sutil non ci mette una pietra sopra: “Come ho detto, ho più di una possibilità…”. La soluzione per lui pare essere la Williams, a fianco di Pastor Maldonado e al posto di Rubens Barrichello, oppure la Lotus, con Kimi Raikkonen: “Il ritorno di Raikkonen non ha ostacolato i miei piani, non è stata una sorpresa per me. Sarebbe bello poter essere il suo compagno di squadra, ho sempre detto che preferisco avere nello stesso box il miglior pilota in circolazione per potermi confrontare apertamente”. Intanto si avvicina il Natale: “Come regalo vorrei una monoposto che mi permetta di conquistare il primo podio, o la prima vittoria. Santa Claus, mi hai sentito?”. 59 RETRO’ GIANCARLO FISICHELLA UNA BELLA STORIA 60 61 RETRO’ GIANCARLO FISICHELLA Con la Renault F.1 Carlo Baffi 231 gran premi disputati dal 1995 al 2009, 3 vittorie, 19 podi e 4 pole. E’ questo il bilancio della carriera in F.1 di uno dei più noti piloti italiani attualmente in attività. Parliamo di Giancarlo Fisichella, per tutti “Fisico”, nato a Roma il 14 gennaio 1973 e cresciuto nel quartiere di Pietralata, dove il padre aveva una carrozzeria. Giancarlo si avvicina ai motori a 8 anni, guidando un kart sulla pista di Guidonia. Nel 1984 esordisce nel Campionato Italiano Minikart 60cc e dall’89 al ’91 è 2° nel Campionato Europeo e nel Mondiale. Sale sulle monoposto nel 1991 debuttando in Formula Alfa Boxer, preludio al passaggio nella F.3 italiana l’anno dopo. Sulla Dallara-Opel della RC Motorsport, il romano chiude 8° in classifica e se nella stagione successiva è vice campione alle spalle di Christian Pescatori, nel ’94 vince il titolo con 10 vittorie, 18 podi e 11 pole. Giancarlo trionfa a Monte Carlo e in una manche del prestigioso Grand Prix di Macao. Risultati che lo lanciano nel DTM con l’Alfa Romeo, ma la F.1 è sempre più vicina. Il 27 settembre del ’95, Giancarlo è a Fiorano per un test sulla Ferrari 412T, insieme a Morbidelli, Martini e Badoer per giocarsi il ruolo di tester ufficia- 62 le. In quell’occasione la spunta Badoer, ma per Giancarlo si aprono le porte della Minardi. Esordisce così nel GP d’Australia del ’96 disputando metà campionato e continuando a correre per l’Alfa Romeo nel DTM mentre l’anno dopo emigra alla Jordan. Al volante della gialla monoposto inglese motorizzata Peugeot, Fisico è 3° in Canada, 2° in Belgio e totalizza 20 punti iridati. Nel ‘98 viene ingaggiato dalla Benetton e sulla B198 sigla due secondi posti, in Canada e a Monaco e la pole in Austria. Il rapporto con il team anglo-italiano si concluderà quando nel 2002 il romano è di nuovo in Jordan, la scuderia che gli regalerà la prima vittoria iridata. Il 6 aprile 2003 sotto un nubifragio, s’impone nel GP del Brasile ma per un errore dei cronometristi, la vittoria viene assegnata a Raikkonen. La FIA correggerà la classifica e Giancarlo riceverà la coppa del vincitore dallo stesso Kimi, nella gara successiva a Imola. Dopo un 2004 incolore con la Sauber, Fisico approda alla Renault di Flavio Briatore. Suo compagno di squadra è la stella Fernando Alonso che in quell’anno conquista il suo primo mondiale. Il romano s’aggiudica il GP d’Australia, è 2° in Giappone, 3° a Monza e 5° assoluto in cam- pionato. Sempre nel 2005, nasce il Fisichella Motorsport, team gestito in società con la Coloni Motorsport e impegnato in GP2 ed Euroseries 3000; un’esperienza che durerà sino al 2009. Nel 2006, Giancarlo è 1° in Malesia e 3° in altri 4 GP, ma Alonso domina e si riconferma campione. Dopo un 2007 sottotono, Fisico abbandona la Renault per una nuova avventura targata Force India, la ex Jordan, poi Midland e Spyker, rilevata dal magnate indiano Vijai Mallya. Dopo un 2008 a secco, il riscatto arriva il 29 agosto 2009, quando a Spa, Giancarlo sigla una sorprendente pole ed un 2° posto in gara dietro al ferrarista Raikkonen; che di lì a due settimane sarà il suo nuovo compagno di scuderia. La Ferrari chiama il romano al posto di Badoer, sostituto dell’infortunato Massa dopo l’Ungheria. A Monza si corona un sogno tanto ambito, ma purtroppo la F60 non è delle migliori e Giancarlo dovrà soffrire nei restanti 6 GP. Rimasto a Maranello come 3° pilota per il 2010, Fisichella partecipa alle gare endurance sulla F430. Nel 2011 trionfa nella 1000 KM di Spa e nella 24 Ore di Le Mans chiude al 2° posto di classe. Insieme a Gimmi Bruni conquista il titolo nel Campionato Le Mans Series nella GT Pro sulla Ferrari 458 Italia della AF Corse. Nel 2009 con la Ferrari F.1 Nel 2010 per la prima volta a Le Mans 63 AUTO GP VERSO IL 2012 UNA INIEZI DI BOOST 64 ONE 65 AUTO GP VERSO IL 2012 L’Auto GP continua a sfornare novità in chiave 2012. L’organizzatore, che per accrescere il valore propedeutico del campionato ha già introdotto il pit-stop obbligatorio anche in gara 2, ha infatti deciso di lanciare un’altra novità per la prossima stagione: un overboost di potenza che sarà a disposizione dei piloti in entrambe le gare del weekend. Grazie a un pulsante sul volante, i protagonisti della serie potranno infatti attivare una speciale modalità del motore che darà loro un surplus di potenza di 50 CV. Tale chance sarà a loro disposizione per sole 10 volte a gara, fatto che obbligherà i piloti a scegliere con cura le occasioni in cui attivarlo. L’obiettivo non è soltanto quello di facilitare i sorpassi (l’overboost potrà anche essere utilizzato per difendersi da un attacco altrui), bensì quello di abituare i piloti a gestire le opportunità strategiche offerte da questa iniezione di potenza, allenandosi così al meglio per quello che troveranno in F.1, dove con KERS e DRS queste possibilità addirittura raddoppiano. Non si tratta comunque dell’ultimo annuncio in vista della prossima stagione: lo staff del campionato sta infatti lavorando ad altre novità che renderanno il pacchetto 2012 dell’Auto GP ancora più interessante. DOPPIO PIT-STOP Il calendario intercontinentale, che vedrà la serie superare i confini dell’Europa per la prima volta nella sua storia per approdare in Brasile e negli Stati Uniti, non sarà l’unica novità del prossimo anno: lo staff è infatti al lavoro per creare un campionato che mantenendo i punti di forza delle prime due stagioni risulti ancora più avvincente e propedeutico per i giovani talenti che lo disputeranno. Proprio con questo obiettivo, l’organizzazione ha quindi varato la prima modifica alla formula sportiva della Serie, che nel 2012 vedrà novità importanti per quanto riguarda gara 2. La corsa della domenica, infatti, verrà allungata fino a svolgersi sulla stessa identica distanza di gara 1. Come in gara 1, inoltre, verrà introdotto il pit-stop obbligatorio, portando così un importante elemento strategico anche nella seconda corsa del weekend. Invariato, invece, il sistema di determinazione della griglia che vedrà l’inversione dei primi otto classificati del giorno precedente, ragione per cui i punteggi assegnati per la gara domenicale resteranno inferiori a quelli previsti per la Main Race del sabato. 66 67 RENAULT 3.5 TEST AD ALCANIZ DALLA NEBBIA ESCE STANAW Lo scenario che ha caratterizzato i tre giorni di test di Alcaniz 68 A WAY La rivelazione Stanaway 69 RENAULT 3.5 TEST AD ALCANIZ Massimo Costa Sembra avere una dote particolare il neozelandese Richie Stanaway: mandare rapidamente in temperatura le gomme e segnare il migliore tempo dopo appena quattro giri quando tutti gli altri, causa la nebbia e il freddo (5 gradi) iniziavano a segnare tempi decenti verso la settima o l’ottava tornata. Sarà stata la permanenza in Germania, quindi l’abitudine a correre con un meteo spesso inclemente, fatto sta che il campione tedesco della F.3 2011 e prima ancora campione F.Adac Master 2010, è risultato il protagonista assoluto degli ultimi test collettivi della Renault 3.5 con questo modello di Dallara, introdotto nel 2008. Ora il campionato guarda al futuro, al nuovo “kittone” aerodinamico, al DRS e al motore Zytek, un pacchetto che renderà la monoposto, sempre targata Dallara, più potente (530 cavalli anziché gli attuali 480) e con tempi sul giro più bassi di circa tre secondi rispetto a quanto visto negli ultimi anni. Stanaway è dunque il nome nuovo uscito dalla nebbia di Alcaniz. “Un vero peccato, la settimana scorsa c’erano più di 20 gradi”, si rammaricava l’addetto stampa di Motorland Aragon. Il pilota che arriva dalla Nuova Zelanda e che ha convinto il management Gravity a puntare su di lui dovrebbe disputare la Renault 3.5 con lo stesso team con il quale ha brillato in questi test: Charouz. Che pare divenuto terra di conquista dei neozelandesi considerando che quest’anno vi ha corso Brendon Hartley. Se Stanaway ha convinto, Will Stevens ha finalmente confermato quanto di buono si è sempre detto su di lui in Gran Bretagna. Per la prima volta con P1 Motorsport, l’inglese che in Eurocup F.Renault non è riuscito a tenere il passo di Robin Frijns e Carlos Sainz, ha segnato il primo tempo nella seconda giornata, crono che gli è valso il secondo posto assoluto. Due rookie davanti a tutti dunque. Sorridente dopo un’annata deludente, Arthur Pic. Per la prima volta nel box della Dams, che ancora ha goduto del supporto tecnico della uscente Epic, il fratello del Charles che correra in F.1 con la Virgin ha piazzato il terzo tempo assoluto, ma quello che è piaciuto è la costanza nelle prestazioni, sempre da assoluto. Quarto è risultato Kevin Korjus, altro talento seguito da Gravity, che rimarrà con Tech 1 nel 2012 mentre quinto ha concluso il vice campione tedesco della F.3, il danese Marco Sorensen (Charouz) grande protagonista dei precedenti test collettivi di Montmelò. Un buon lavoro lo ha svolto il campione inglese della F.3, Felipe Nasr, con la vettura del team Carlin mentre subito molto veloce è stato Nico Muller nella sua prima apparizione con Draco. Solo tre gli italiani che sono scesi in pista nel test collettivo. Daniel Zampieri ha girato il lunedì pomeriggio siglando il terzo tempo con il BVM Target. Giovanni Ventuirni ha girato nuovamente con Draco il martedì, risultando terzo la mattina, poi scivolando fuori dalla top ten nel pomeriggio col secondo treno di gomme nuove. Il giorno successivo, Venturini ha saggiato la Dallara del team Fortec. Nuovamente tra i primissimi con le prime quattro gomme nuove, poi la discesa nel pomeriggio, quando le temperature si abbassavano. In pista anche Andrea Roda che ha costantemente migliorato i propri tempi girando per il team Draco il martedì. 70 Buone prestazioni per Afanasiev con BVM Target Foresti è seguito dall'ex pilota di F.1 Moreno Vinta la battaglia contro un tumore, Stoneman è tornato in pista dopo un anno dedicato alle cure Positivo ritorno di Negrao dopo un problema fisico che lo aveva costretto a saltare la gara finale di Barcellona Martedì 29 novembre 2011, 1° giorno – I top 10 Dopo aver provato con Draco, Venturini ha saggiato la vettura della Fortec 1 - Richie Stanaway - Charouz - 1'42"810 2 - Arthur Pic - Epic/Dams - 1'43"106 3 - Kevin Korjus - Tech 1 - 1'43"155 4 - Marco Sorensen - Charouz - 1'43"204 5 - Felipe Nasr - Carlin - 1'43"380 6 - Will Stevens - P1 - 1'43"432 7 - Lucas Foresti - Tech 1 - 1'43"503 8 - Sergey Afanasiev - BVM Target - 1'43"555 9 - Carlos Huertas - Fortec - 1'43"556 10 - Laurens Vanthoor - ISR - 1'43"610 Mercoledì 30 novembre 2011, 2° giorno – I top 10 Vanthoor punta alla WSR dopo due stagioni in F.3 Euro 1 - Will Stevens - P1 - 1'43"072 2 - Arthur Pic - Epic/Dams - 1'43"093 3 - Marco Sorensen - Charouz - 1'43"166 4 - Richie Stanaway - Charouz - 1'43"251 5 - Kevin Korjus - Tech 1 - 1'43"259 6 - Nico Muller - Draco - 1'43"376 7 - Kevin Magnussen - Carlin - 1'43"401 8 - Nick Yelloly - Comtec - 1'43"450 9 - Robin Frijns - Fortec - 1'43"455 10 - Zoel Amberg - Pons - 1'43"504 Quaife-Hobbs ha provato per la Dams 71 GP3 DAVID FUMANELLI LA SORPRE Antonio Caruccio David Fumanelli ha avuto una settimana piuttosto impegnativa dividendosi tra il test WSR 3.5 ad Alcaniz e le prove collettive della GP3 a Jerez, dove è stato costantemente grande protagonista con la Dallara del team MW Arden. Hai ottenuto dei grandi risultati in questi test GP3, ti aspettavi al primo contatto di essere subito così veloce? “Sapevo che Arden era una grande squadra, dati i risultati ottenuti nel corso della stagione e nei precedenti test con Mitch Evans. Jerez inoltre è da sempre stata una delle mie piste preferite e ho potuto da subito spingere al massimo cercando di capire la macchina e le gomme. Era per me la prima volta al volante di una vettura turbo, è stata una bella esperienza che certamente mi gratifica per i risultati ottenuti”. 72 Nella stessa settimana hai anche provato la WSR. Che differenze hai trovato tra queste vetture? “La Renault 3.5 è sicuramente una macchina di livello superiore, con la quale avevo maggior confidenza. Molto potente ed incollata a terra, si guida in modo diverso dalla GP3. Oltre al motore, la grande differenza sta anche nelle gomme, con le Pirelli della GP3 che sono decisamente più difficili da interpretare rispetto alle Michelin, ed i freni sono molto diversi”. Il tuo obiettivo è la Renault 3.5 per il 2012. Hai però valutato dopo queste prove l’ipotesi di andare in GP3? “Spero di riuscire a trovare il budget necessario per fare il salto in WSR il prossimo anno. La macchina mi piace molto e penso di avere la giusta esperienza per arrivare a disputare una stagione di buon livello anche in un campionato impegnativo come quello. Se non dovessi riuscire in questo obiettivo, potrei pensare alla GP3, ma solo nel prossimo mese prenderò la decisione definitiva”. Sia tu che Fontana siete stati grandi protagonisti di questi test. Pensi che il livello del Formula 3 Open sia migliorato rispetto al passato? “Personalmente sono molto maturato in questi tre anni di F.3, e questo è stato sicuramente il campionato più duro da me disputato. Nonostante i risultati conseguiti, non sono riuscito a vincere il titolo, andato nelle mani di Alex Fontana, ma sia in WSR che in GP3 io e lui abbiamo dimostrato di essere molto vicini e di poter lottare per la Top-10 in campionati di livello superiore alla F.3, a dimostrazione anche di come sia migliorata la serie”. ESA DI JEREZ 73 IL FATTO ELEZIONI ACI 74 RISCAMBIO AL VERTICE Angelo Sticchi Damiani il nuovo presudente dell’ACI Battiam battiam le mani arriva il vincitor, battiam battiam le mani all’uomo di valor… Angelo Sticchi Damiani ce l’ha fatta (quasi) a diventare presidente dell’Automobile Club d’Italia: manca ancora il decreto di ratifica alla nomina del Presidente della Repubblica, ma intanto il sessantaseienne ingegnere pugliese ha incassato la fiducia dei rappresentanti dei vari autoclub provinciali e si prepara a piazzarsi al vertice dell’ente. Avrà molto fare e lo ha ricordato nella breve dichiarazione affidata alle penne amiche dopo la conclusione dello spoglio. Anche per rilanciare lo sport delle quattro ruote, ha precisato. Verissimo: nel tempo, l’automobilismo da corsa tricolore è sprofondato in buco nero del quale non se ne vede il fondo. Scelte clientelari o anche solo insensate hanno desertificato un settore nel quale germogliavano talenti e adesso ci sarebbe tutto da ricostruire. Proverà a farlo, assicura. Ma pare un tantino curioso che a ricostruire (anche) una credibilità internazionale debba pensarci l’uomo che ha avuto un ruolo non marginale nell’opera di demolizione. Sul tavolo, i problemi da risolvere non mancano. Uno, non certo il più importante, ma il più pressante, riguarda il prossimo Rally d’Italia. Che – lo ha ribadito il comitato esecutivo dell’Aci giusto poche ore prima del cambio al vertice – dovrebbe traslocare dalla Sardegna alla Sicilia. Se i componenti il gran consiglio della Fia daranno l’okay da qui a pochi giorni. Il dubbio che Sticchi abbia già iniziato a lavorare sottotraccia per convincere i vertici federali a non avallare il cambio della location aleggia nell’aria. Ma non è detto che i sussurri fin troppo interessati di chi con il Rally Italia Sardegna (Ris), aveva trovato la propria America trovino riscontro nella realtà. Non è uno sprovveduto, il neo-presidente. Sa bene che la politica è l’arte del compromesso e, soprattutto, sa che non è il momento migliore per mandare l’Aci incontro a un altro “bagno di sangue” economico che le vaghe assicurazioni del governatore sardo non bastano certo a scongiurare. E allora non è assurdo immaginare che appoggi la scelta siciliana ottenendo in cambio la possibilità di avere voce in capitolo nella Targa Florio mondiale. g. r. 75 PRODOTTO SALONE DI TOKYO CENTRO D’INTERESSE 76 Cambio di sede. Più concept che novità come tradizione. Grande sfoggio di alta tecnologia miniaturizizzata e presenza importante dell'industria tedesca nel più importante salone dell'automobile del Sol Levante con cadenza biennale 77 PRODOTTO SALONE DI TOKYO Toyota Aqua Marco Marelli E con questa sono 42 le edizioni del salone dell’automobile di Tokyo. Uno show ricco come mai era capitato nel recente passato, con in più una importante ciliegina, l’accordo BMW-Toyota. C'è tanto da scrivere su questa edizione. Ma andiamo con ordine partendo dal luogo dove si tiene. Dopo ben 24 anni, l’esposizione cambia sede e si trasferisce nel centro della più grande metropoli del Sol Levante. Il modernissimo centro congressi ed esposizioni Bigh Sight, caratterizzato da un fantasmagorico ingresso a piramidi rovesciate. L’area fieristica di Makuari più grande ma anche più lontana e vicino all'aeroporto è stata abbandonata. Su una superficie ridotta a 6 mila metri quadri, si sono così potute ammirare, senza lunghe scarpinate, nuove generazioni di automobili con sistemi per una mobilità sempre più sostenibile. E il claim Suzuki “piccola auto per un grande 78 futuro” è risultato più azzeccato che mai, perché di auto o concept di dimensioni importanti, in questa edizione, bastava una sola mano per contarle. Il più grande produttore giapponese, Toyota, è tornato attore protagonista sia per le proposte tutte molto importanti sia per le scelte strategiche: la famiglia Prius si è allargata con la compatta, Aqua. E quindi si delinea l'idea di un vero e proprio marchio nel marchio. Al tempo stesso per non scontentare chi ama sempre le prestazioni è tornata una coupé erede del mito Celica (realizzata con Subaru a motore anteriore e trazione posteriore): si chiama FT-86 e conquista sia perché prima Toyota a motore boxer turbo con iniezione diretta sia per per la riduzione del peso, poco più di 1200 kg. Tra l'altro il pianale completamente nuovo e la presenza di sospensioni evolute ha permesso di scegliere un set pneumatici dalle dimensioni non esasperate così da rendere la guida sportiva davvero interes- sante. Sempre Toyota ha presentato una super compact car, la Pixus Space, con motore 660 cc atta a soddisfare la crescente domanda di questo genere di vetture, che sul mercato giapponese ha una quota del 30% in costante crescita. In poche parole già con questi tre modelli Toyota ha dato biada a chi è sensibile all'ecologia, alla sportività, alla mobilità cittadina. In più, non paga, ha tolto i veli ad una elettrica: la FTEV III che arriverà nel 2012; ha scoperto una vettura a idrogeno attesa nel 2015, la FCV-R; ha proposto il veicolo multimediale Fun-Vii dal futuro non ancora certo ma rivoluzionario sì, perché offrirà la possibilità della gestione a distanza attraverso specifiche applicazioni con smartphone. Riassumendo in tre modelli ha voluto chiarire che massima è pure l'attenzione sulle auto elettriche, su quelle a idrogeno e che per entrambe fondamentale sarà il rapporto uomo/macchina/tecnologia grazie all'elettronica spinta. Ma soprattutto Toyota ha Nissan Pivo Nissan Pivo Honda AC-X pure firmato un importante accordo con BMW che prevede la disponibilità di diesel bavaresi per le sue vetture e contributi per lo sviluppo della tecnologia ibrida, batterie al litio comprese. Insomma: la prima Casa automobilistica giapponese non ha voluto tralasciare nulla mostrando fatti concreti. Al contrario di Nissan. Il secondo produttore, legato a doppia mandata con Renault e all’ambizioso sviluppo della mobilità elettrica, ha insistito con il progetto Pivo, concept car giunta alla terza generazione che sinceramente ha stancato. In più ha svelato altre due concept car elettriche, la sportiva Esflow e la Townpod che non hanno fatto impazzire tanto che l’unica novità vera è stato l’NV 350, veicolo commerciale leggero atteso anche nel vecchio continente nel 2013. Molto più concreta e rinvigorita dai risultati commerciali ottenuti sul mercato americano, Honda ha arricchito lo stand di tre primizie: una tre posti per la città; una sportiva compatta a due posti roadster sempre con motore elettrico; l’ibrida AC-X, grande e filante berlina a cinque posti, la cui missione dovrebbe essere quella di accattivarsi principalmente clienti americani. Honda in più ha annunciato una nuova generazione di motori definita “Earth Dreams Motor”. Grande esuberanza ha mostrato anche Suzuki con la Regina, compatta super aerodinamica e con peso piuma da 30 km/l; con la Swift ibrida ad autonomia estesa; con il prototipo tandem Q, a 2 posti: un uovo con le ruote e trazione elettrica. Più avari di novità gli stand di Mazda e Mitsubishi: la prima ha svelato Takeri che anticipa le forme della futura 6; la seconda PX-iMiEV II con trazione integrale grazie a due motori elettrici e Mirage sub compatta per mercati emergenti con motore 1,0 litri a 3 cilindri benzina da 30 km/l. Prima ibrida invece per Subaru con la concept ATC: carrozzeria station wagon, motore 1,6 turbo affiancato da uno elettrico e sempre Subaru ha presentato BRZ, coupé a trazione posteriore e motore anteriore boxer a iniezione diretta da 200 cavalli e peso piuma di 1200 chili, in vendita dalla prossima estate anche in Italia. Grande assente l’industria americana, non quella tedesca. BMW ha svelato la Serie 5 ibrida e con l’accordo firmato con Toyota ha calato un asso importante, poiché in diversi campi strategici potrà ora giocare come costruttore dai numeri rilevanti, per l’acquisto delle materie prime ormai sempre più rare; Volkswagen ha ancora una volta stupito per la celerità con cui è in grado di rispondere a chiunque tenti di proporre veicoli di successo. Nel caso specifico ha presentato la CrossCoupé che altro non è che una Tiguan rimodellata per soddisfare gli ultimi trend (suv-coupé) al fine di non lasciare alla Evoque il titolo di SUV compatta più modaiola del momento. Nel settore delle supercar va segnalato il debutto sul mercato giapponese della Lamborghini Aventador con guida destra. 79 1 2011 IFORMULA CALENDARI VERSO LE CASTELLET I VINCITORI DELLE GA FORMULA 1 27 marzo - Melbourne Sebastian Vettel 10 aprile - Sepang Sebastian Vettel 17 aprile - Shanghai Lewis Hamilton 8 maggio - Istanbul Sebastian Vettel 22 maggio - Barcellona Sebastian Vettel 29 maggio - Montecarlo Sebastian Vettel 12 giugno - Montreal Jenson Button 26 giugno - Valencia Sebastian Vettel 10 luglio - Silverstone Fernando Alonso 24 luglio - Nurburgring Lewis Hamilton 31 luglio - Budapest Jenson Button 28 agosto - Spa Sebastian Vettel 11 settembre - Monza Sebastian Vettel 25 settembre - Singapore Sebastian Vettel 9 ottobre - Suzuka Jenson Button 16 ottobre - Yeongam Sebastian Vettel 30 ottobre – Nuova Delhi Sebastian Vettel 13 novembre - Abu Dhabi Lewis Hamilton 27 novembre – San Paolo Mark Webber MONDIALE RALLY 10-13 febbraio - Svezia Hirvonen-Lhetinen 3-6 marzo - Messico Loeb-Elena 24-27 marzo - Portogallo Ogier-Ingrassia 13-16 aprile - Giordania Ogier-Ingrassia 5-8 maggio - Italia Loeb-Elena 26-29 maggio - Argentina Loeb-Elena 16-19 giugno - Grecia Ogier-Ingrassia 28-30 luglio - Finlandia Loeb-Elena 18-21 agosto - Germania Ogier-Ingrassia 8-11 settembre - Australia Hirvonen-Lhetinen 29 settembre-2 ottobre - Francia Ogier-Ingrassia 20-23 ottobre - Spagna Loeb-Elena 10-13 novembre - Gran Bretagna Latvala-Anttila IRC 18-22 gennaio - Monte Carlo Bouffier-Panseri 14-16 aprile - Canarie Hanninen-Markkula 13-15 maggio - Tour de Corse Neuville-Gilsoul 2-4 giugno - Prime Yalta Hanninen-Markkula 23-25 giugno - Ypres Loix-Miclotte 14-16 luglio - Azzorre Hanninen-Markkula 26-28 agosto - Barum Kopecky-Stary 9-11 settembre - Mecsek Kopecky-Stary 22-24 settembre - Sanremo Neuville-Gilsoul 7-9 ottobre - Scozia Mikkelsen-Floene 3-5 novembre - Cipro Mikkelsen-Floene 80 MOTO GP 20 marzo – Losail Casey Stoner 3 aprile - Jerez Jorge Lorenzo 1 maggio - Estoril Dani Pedrosa 15 maggio - Le Mans Casey Stoner 5 giugno - Barcellona Casey Stoner 12 giugno - Silverstone Casey Stoner 25 giugno - Assen Ben Spiess 3 luglio - Mugello Jorge Lorenzo 17 luglio - Sachsenring Dani Pedrosa 24 luglio - Laguna Seca Casey Stoner 14 agosto - Brno Casey Stoner 28 agosto -Indianapolis Casey Stoner 4 settembre - Misano Jorge Lorenzo 18 settembre - Alcaniz Casey Stoner 2 ottobre - Motegi Dani Pedrosa 16 ottobre - Phillip Island Casey Stoner 23 ottobre -Sepang n.d. 6 novembre - Valencia Casey Stoner GP2 8 maggio - Istanbul Grosjean / Coletti 22 maggio - Barcellona Pic / Leimer 29 maggio - Montecarlo Valsecchi / Pic 26 giugno - Valencia Grosjean / Gutierrez 10 luglio - Silverstone Bianchi / Grosjean 24 luglio - Nurburgring Filippi / Grosjean 31 luglio - Budapest Grosjean / Coletti 28 agosto - Spa Vietoris / Filippi 11 settembre - Monza Filippi / Vietoris GP2 ASIA 12 febbraio – Abu Dhabi Bianchi / Coletti 27 marzo – Imola Grosjean / Clos F.NIPPON 15 maggio – Suzuka Andre Lotterer 5 giugno – Autopolis Kazuki Nakajima 17 luglio – Fuji Andre Lotterer 7 agosto – Motegi Joao Paulo De Oliveira 4 settembre – Suzuka n.d. 25 settembre – Sugo Andre Lotterer 6 novembre – Motegi Lotterer / Lotterer 14 novembre – Fuji Joao Paulo De Oliveira INDYCAR 27 marzo - St Petersburg Dario Franchitti 10 aprile - Birmingham Will Power 17 aprile - Long Beach Mike Conway 1 maggio - San Paolo Will Power 29 maggio - Indianapolis Dan Wheldon 11 giugno - Fort Worth Franchitti / Power 19 giugno – West Allis Dario Franchitti 25 giugno - Newton Marco Andretti 10 luglio - Toronto Dario Franchitti 24 luglio - Edmonton Will Power 7 agosto - Lexington Scott Dixon 14 agosto - Loudon Ryan Hunter-Reay 28 agosto - Sonoma Will Power 4 settembre - Baltimora Will Power 18 settembre - Motegi Scott Dixon 2 ottobre - Sparta Ed Carpenter 16 ottobre - Las Vegas n.d. SUPERLEAGUE 5 giugno - Assen Burman / Tappy / Dolby 17 luglio - Zolder Dolby / Martin / Vervisch AUTO GP 15 maggio – Monza Venturini / Onidi 5 giugno – Budapest Ceccon / Afanasiev 19 giugno – Brno Filippi / Buttarelli 17 luglio – Donington Lancaster / Buttarelli 31 luglio – Oschersleben Afanasiev / Venturini 4 settembre – Valencia Afanasiev / Haryanto 2 ottobre – Mugello Tambay / Carroll FORMULA RENAULT 3.5 17 aprile – Alcaniz Rossi / Korjus 1 maggio – Spa Wickens / Vergne 15 maggio – Monza Korjus / Ricciardo 29 maggio – Montecarlo Ricciardo 19 giugno – Nurburgring Wickens / Korjus 3 luglio – Budapest Vergne / Vergne 21 agosto – Silverstone Wickens / Wickens 18 settembre – Le Castellet Vergne / Rossi 9 ottobre – Barcellona Wickens / Costa ARE 2011 GP3 8 maggio - Istanbul Zanella / Zanella 22 maggio - Barcellona Melker / Sims 26 giugno - Valencia Quaife Hobbs / Calado 10 luglio - Silverstone Muller / Williamson 24 luglio - Nurburgring Haryanto / Bottas 31 luglio - Budapest Bottas / Haryanto 28 agosto - Spa Bottas / Stanaway 11 settembre - Monza Bottas / Da Costa F.2 17 aprile - Silverstone Bortolotti / Monras 15 maggio - Magny Cours Zanella / Zanella 26 giugno - Spa Bratt / Bortolotti 3 luglio - Nurburgring Bortolotti / Bortolotti 24 luglio - Brands Hatch Clarke / Pineiro 28 agosto - Zeltweg Pineiro / Pineiro 2 ottobre - Monza Marinescu / Bortolotti 30 ottobre - Barcellona Bortolotti / Bortolotti TROFEO INTERNAZIONALE F.3 22 maggio - Pau Marco Wittmann 14 agosto - Zandvoort Felix Rosenqvist 20 novembre - Macao Daniel Juncadella 27 novembre - Yeongam F.3 EURO SERIES 3 aprile - Le Castellet Melker / Merhi / Juncadella 1 maggio - Hockenheim Merhi / Juncadella / Merhi 15 maggio - Zandvoort Melker / Sato / Wittman 5 giugno - Zeltweg Merhi / Merhi / Juncadella 3 luglio - Norisring Melker / Wittman / Wittman 7 agosto - Nurburgring Merhi / Merhi / Juncadella 11 settembre - Silverstone Merhi / Sorensen / Wittman 2 ottobre - Valencia Melker / Wittman / Merhi 23 ottobre - Hockenheim Merhi / Rosenqvist / Merhi F.3 ITALIA 15 maggio - Franciacorta Mancinelli / Maisano 5 giugno - Misano Liberati / Marciello 17 luglio - Imola Liberati / Giovesi 7 agosto - Spa Lewis / Campana 4 settembre - Adria Marciello / Jousse 18 settembre - Vallelunga Campana / Maisano 2 ottobre - Mugello Lewis / Giovesi 16 ottobre - Monza Lewis / Guerin BRITISH F.3 16 aprile – Monza Nasr / Svendsen-Cook / Nasr 25 aprile – Outlon Park Foresti / Christodoulou / Nasr 15 maggio – Snetterton Magnussen / Foresti / Magnussen 19 giugno – Brands Hatch Foresti / Tinknell / Nasr 3 luglio – Nurburgring Magnussen / Harvey / Nasr 17 luglio – Le Castellet Nasr / Buller / Nasr 30 luglio – Spa Merhi / Magnussen / Merhi 4 settembre – Rockingham Fantin / Pye / Magnussen 25 settembre – Donington Svendsen-Cook / Bottas / Magnussen 9 ottobre – Silverstone Magnussen / Sims / Huertas FORMEL 3 24 aprile – Oschersleben Stanaway / Stanaway 7 maggio – Spa Bachler / Stanaway 15 maggio – Sachsenring Stanaway / Bachler 5 giugno – Assen Stanaway / Stanaway 12 giugno – Zolder Stanaway / Blomqvist 14 agosto – Zeltweg Stanaway / Stanaway 4 settembre – Lausitzring Sorensen / Stanaway 18 settembre – Assen Bachler / Stanaway 2 ottobre – Hockenheim Stanaway / Stanaway EUROPEAN F.3 OPEN 17 aprile - Valencia Jokinen / Fernandez 15 maggio - Magny Cours Correa / Jokinen 26 giugno - Spa Gamberini / Fontana 24 luglio - Brands Hatch Ilyas / Correa 18 settembre - Portimao Fumanelli / Cunha 2 ottobre - Monza Fumanelli / Fontana 16 ottobre - Jerez Fumanelli / Jammal 30 ottobre - Barcellona Amberg / Fumanelli JAPAN F.3 15 maggio – Suzuka Yasuda / Yamauchi 12 giugno – Fuji Sekiguchi / Yasuda 17 luglio – Fuji Sekiguchi / Yasuda 7 agosto – Motegi Sekiguchi / Sekiguchi 28 agosto – Okayama Yasuda / Yamauchi 25 settembre - Sugo Yamauchi / Sekiguchi / Sekiguchi EUROCUP F.RENAULT 17 aprile – Alcaniz Sainz / Stevens 1 maggio – Spa Sainz / Kvyat 19 giugno – Nurburgring Frijns / Kvyat 3 luglio – Budapest Frijns / Hansen 21 agosto – Silverstone Frijns / Frijns 18 settembre – Le Castellet Chatin / Frijns 9 ottobre – Barcellona Tarancon / Riberas F.RENAULT ALPS 27 marzo – Monza Gibbin / Zimmer 8 maggio – Imola McKee / McKee 22 maggio – Pau Tarancon / Tarancon 12 giugno – Zeltweg McKee / Hansen 3 luglio – Budapest Tarancon / Chatin 18 settembre – Le Castellet Chatin / Chatin 2 ottobre – Spa Riberas / Riberas F.RENAULT NEC 10 aprile - Hockenheim Kvyat / Sainz / Sainz 1 maggio - Spa Sainz / Kvyat 14 maggio - Nurburgring Sainz / Sainz 5 giugno - Assen Sainz / Frijns / Wiman 31 luglio - Oschersleben Ellinas / Sainz 14 agosto - Zandvoort Sainz / Sainz 28 agosto - Most Kvyat / Sainz 25 settembre - Monza Kvyat / Kvyat / Kvyat F.ABARTH EUROPEAN SERIES 8 maggio – Valencia Niederhauser / Sirotkin 5 giugno – Misano Barrabeig / Visoiu 7 agosto – Spa Sirotkin / Niederhauser 28 agosto – Zeltweg Sirotkin / Niederhauser 2 ottobre – Mugello Sirotkin / Niederhauser 16 ottobre – Monza Sirotkin / Niederhauser 30 ottobre – Barcellona Sirotkin / Visoiu F.ACI-CSAI ABARTH 17 aprile – Vallelunga Niederhauser / Heche 22 maggio – Varano Niederhauser / Camplese 5 giugno – Misano Barrabeig / Visoiu 17 luglio – Imola Niederhauser / Heche 7 agosto – Spa Sirotkin / Niederhauser 2 ottobre – Mugello Niederhauser / Camplese 16 ottobre – Monza Sirotkin / Niederhauser CHALLENGE F.RENAULT ITALIA 27 marzo – Monza Mancinelli / Boffo 8 maggio – Imola Ciccaglioni / Mancinelli 28 maggio – Mugello Mancinelli / Mambretti 12 giugno – Zeltweg Boffo / N. De Val 24 luglio – Misano Mancinelli / Boffo 25 settembre - Varano Mancinelli / S. De Val 2000 LIGHT 20 marzo - Imola Calamia / Von Grunigen 10 aprile - Franciacorta Frisone / Frisone 1 maggio - Imola Pellitteri / Pellitteri 22 maggio – Varano Pellitteri / Viero 2 luglio - Imola Pellitteri / Pellitteri 4 settembre - Adria Pellitteri / Curatolo 2 ottobre - Monza Spiga / Coppi 81 I CALENDARI 2011 3000 LIGHT 10 aprile - Franciacorta Marco Betti 1 maggio - Magione Marco Betti 10 luglio - Adria 31 luglio - Pergusa 4 settembre - Adria 24 ORE DI LE MANS 12 giugno Treluyer-Lotterer-Fassler LE MANS SERIES 3 Aprile – Le Castellet Collard-Tinseau-Jousse 8 maggio – Spa Collard-Tinseau-Jousse 3 luglio – Imola Belicchi-Boullion 11 settembre – Silverstone Belicchi-Boullion 25 settembre – Estoril Collard-Tinseau-Jousse ILMC 19 marzo – 12 Ore di Sebring Panis-Lapierre-Duval 8 maggio – 6 Ore di Spa Gené-Wurz-Davidson 11 giugno – 24 Ore di Le Mans Treluyer-Lotterer-Fassler 3 luglio – 6 Ore di Imola Bourdais-Davidson 11 settembre – 6 Ore di Silverstone Bourdais-Pagenaud 1 ottobre – Petit Le Mans Montagny-Sarrazin-Wurz 12 novembre – Cina Bourdais-Davidson FIA GT1 26 marzo - Abu Dhabi Piccione-Dusseldorp 10 aprile - Zolder Winkelhock-Basseng 8 maggio - Portimao Luhr-Krumm 15 maggio - Sachsenring Hohenadel-Piccini 5 giugno - Silverstone Luhr-Krumm 3 luglio - Navarra Pastorelli-Schwager 17 luglio - Le Castellet Luhr-Krumm / Luhr-Krumm 4 settembre - Ordos Martin-Makowiecki 11 settembre - Pechino Turner-Mucke 6 novembre - San Luis Pastorelli-Buurman ENDURANCE SERIES 17 aprile - Monza Ruberti-Roda-Giammaria 22 maggio - Navarra Bartels-Kechele-Verdonk 31 luglio – Spa Ekstrom-Franchi-Scheider 27 agosto – Magny Cours Ekstrom-Franchi-Scheider 9 ottobre - Silverstone Leinders-Palttala-Martin GT OPEN 1 maggio – Imola Frezza-Lopez / Ceccato-Barba 15 maggio – Magny Cours Montermini-Moncini / Frezza-Lopez 26 giugno – Spa Montermini-Moncini / Frezza-Lopez 24 luglio – Brands Hatch Palttala-Martin-Leinders 28 agosto – Zeltweg Ceccato-Barba / Gattuso-Bontempelli 18 settembre – Portimao Giammaria-Ramos / Ayari-Camathias 2 ottobre – Monza Peter-Broniszewski / Montermini-Moncini 30 ottobre - Barcellona Ayari-Camathias / Pier Guidi-Lopez 82 SUPER GT JAP 1 maggio – Fuji Motoyama-Treluyer 22 maggio – Okayama Matsuda-Oliveira 19 giugno – Sepang Kogure-Duval 31 luglio – Sugo Quintarelli-Yanagida 21 agosto – Suzuka Kogure-Duval 11 settembre – Fuji Tachikawa-Hirate 2 ottobre – Autopolis Motoyama-Treluyer 16 ottobre – Motegi Motoyama-Treluyer 13 novembre – Fuji Quintarelli / Izawa DTM 1 maggio - Hockenheim Bruno Spengler 15 maggio - Zandvoort Mike Rockenfeller 5 giugno - Zeltweg Martin Tomczyk 19 giugno - Lausitzring Martin Tomczyk 3 luglio - Norisring Bruno Spengler 7 agosto - Nurburgring Mattias Ekstrom 4 settembre - Brands Hatch Martin Tomczyk 18 settembre - Oschersleben Mattias Ekstrom 2 ottobre - Valencia Mattias Ekstrom 23 ottobre - Hockenheim Jamie Green WTCC 20 marzo - Curitiba Huff / Menu 24 aprile - Zolder Huff / Tarquini 15 maggio - Monza Huff / Huff 5 giugno - Budapest Menu / Muller 19 giugno - Brno Huff / Muller 3 luglio - Porto Menu / Huff 17 luglio - Donington Muller / Muller 31 luglio - Oschersleben Muller / Engstler 4 settembre - Valencia Muller / Muller 23 ottobre - Suzuka Menu / Coronel 6 novembre - Cina Menu / Muller 20 novembre – Macao Huff / Huff GRAND AM 29 gennaio - 24 Ore di Daytona Hand-Pruett-Rahal-Rojas 5 marzo - Homestead Pruett-Rojas 9 aprile - Birmingham Pruett-Rojas 14 maggio - Virginia Barbosa/Borcheller/France 30 maggioRichelmi - Lime Rock Angelelli / Taylor ora è a 4 giugno - Watkins Glen Angelelli / Taylor Ramos Pruett-Rojas 25 giugnosei-punti RoaddaAmerica 9 luglio - Laguna Seca Fogarty-Gurney 24 luglio - Milville Pruett-Rojas 13 agosto - Watkins Glen Angelelli / Taylor 20 agosto - Montreal Fogarty-Gurney 17 settembre - Mid-Ohio Dalziel-Potolicchio ALMS 16 marzo – Sebring Lapierre-Panis-Duval 16 aprile – Long Beach Graf/Luhr 9 luglio – Lakeville Dyson-Smith 24 luglio – Mosport Graf/Luhr 6 agosto – Lexington Graf/Luhr 21 agosto – Elkhart Lake Graf/Luhr 4 settembre – Baltimora Al Masaood-Kane 17 settembre – Laguna Seca Fernandez-Primat-Mucke NASCAR 20 febbraio – Daytona Trevor Bayne 27 febbraio – Phoenix Jeff Gordon 6 marzo – Las Vegas Carl Edwards 20 MARZO – BRISTOL Kyle Busch 27 marzo – Fontana Kevin Harvick 3 aprile – Martinsville Kevin Harvick 9 aprile – Fort Worth Matt Kenseth 17 aprile – Talladega Jimmie Johnson 30 aprile – Richmond Kyle Busch 7 maggio – Darlington Regan Smith 15 maggio – Dover Matt Kenseth 29 maggio – Charlotte Kevin Harvick 5 giugno – Kansas Brad Keselowski 12 giugno – Pocono Jeff Gordon 19 giugno – Michigan Denny Hamlin 26 giugno – Sonoma Kurt Busch 2 luglio – Daytona David Ragan 9 luglio – Kentucky Kyle Busch 17 luglio – Loudon Ryan Newman 31 luglio – Indianapolis Paul Menard 7 agosto – Pocono Brad Keselowski 14 agosto – Watkins Glen Marcos Ambrose 21 agosto – Michigan Kyle Busch 27 agosto – Bristol Brad Keselowski 4 settembre – Atlanta Jeff Gordon 10 settembre – Richmond Kevin Harvick 18 settembre – Chicago Tony Stewart 25 settembre – Loudon Tony Stewart 2 ottobre – Dover Kurt Busch 9 ottobre – Kansas Jimmie Johnson 15 ottobre – Charlotte Matt Kenseth 23 ottobre – Talladega Clint Bowyer 30 ottobre – Martinsville Tony Stewart 6 novembre – Fort Worth Tony Stewart 13 novembre – Phoenix Kasey Kahne 20 novembre – Miami Tony Stewart SUPERSTARS 10 aprile – Monza Pigoli / Cerruti 8 maggio – Valencia Bertolini / Palma 22 maggio – Portimao Biagi / Biagi 5 giugno – Misano Ferrara / Pigoli 19 giugno – Donington Bertolini / Bertolini 10 luglio – Misano Cerqui / Rangoni 7 agosto – Spa Bertolini / Bertolini 25 settembre – Mugello Cerqui / Cerqui 9 ottobre – Vallelunga Bertolini / Bertolini GT SPRINT SUPERSTARS 10 aprile – Monza Mugelli / Palma 22 maggio – Portimao Cirò / Barri 10 luglio – Misano Cressoni / Cirò 7 agosto – Spa Cadei / Cressoni 25 settembre – Mugello Cressoni / Cressoni 9 ottobre – Vallelunga Cirò / Solieri GT ITALIA 17 aprile - Vallelunga Bonanomi-Sonvico / Bonanomi-Sonvico 5 giugno - Misano Cordoni-Ruberti / Livio-Piccini 19 giugno - Magione Cordoni-Ruberti / Bonanomi-Sonvico 17 luglio - Imola Di Benedetto-Merendino / Capello-Cicognani 31 luglio - Mugello Di Benedetto-Merendino / Bonanomi-Sonvico 18 settembre - Vallelunga Di Benedetto-Merendino / Geri-Cioci 2 ottobre - Mugello Fornaroli-Mastronard / Kruglyk-Basov 16 ottobre - Monza Amos-Kox / Kox-Amos FERRARI CHALLENGE 10 aprile – Monza Gai / Gai 11 giugno – Le Mans Philip Baron 10 luglio – Misano Bontempelli / Malucelli 4 settembre - Zeltweg Gay/ Bontempelli 25 settembre – Mugello Malucelli / Malucelli 9 ottobre - Vallelunga Malucelli / Malucelli TROFEO MASERATI 1 maggio - Imola Baldi / Baldi 15 maggio - Monza Sbirrazzuoli / Gai 5 giugno - Hungaroring Kiss / Kiss 26 giugno - Spa Catsburg / Sbirrazzuoli 17 luglio - Donington Sbirrazzuoli / Ardagna 4 settembre - Valencia Piancastelli / Baldi 18 settembre - Vallelunga Pier Guidi / Pier Guidi 2 ottobre - Mugello Pier Guidi / Bertolini TROFEO LAMBORGHINI 17 aprile – Monza Amos / Amos / Leimer 5 giugno – Silverstone Amos / Babini-Zucchi / Babini-Zucchi 17 luglio – Le Castellet Babini-Zucchi / Sladecka/Tweraser / Sladecka/Tweraser 31 luglio – Spa Babini-Zucchi / Janiš-Knoll / Janiš-Knoll 2 ottobre – Hockenheim Babini-Zucchi / Babini-Zucchi / Leimer 30 ottobre – Barcellona Delhez/Enjalbert / Leimer / Sladecka/Tweraser EUROMEGANE TROPHY 17 aprile – Alcaniz Comini / Comini 1 maggio – Spa Comini / Comini 19 giugno – Nurburgring Comini / Comini 3 luglio – Budapest Nalio / Comini 21 agosto – Silverstone Comini / Comini 18 settembre – Le Castellet Schothorst / Comini 9 ottobre – Barcellona Comini / Nalio EUROCUP CLIO 1 maggio – Spa Milan / Milan 19 giugno – Nurburgring Milan / Verschuur 18 settembre – Le Castellet Pedalà / Milan 9 ottobre – Barcellona Milan / Duenas CLIO CUP ITALIA 27 marzo – Monza Nogues / Marchetti 8 maggio – Imola Nogues / Nogues 29 maggio – Mugello Rinaldi / Nogues 12 giugno – Zeltweg Nogues / Marchetti 24 luglio – Misano Nogues / Zanini 25 settembre – Varano Nogues / Nogues ENDURANCE CHAMPIONS CUP 27 marzo - 4 Ore di Monza Perazzini-Cioci 15 maggio - 500 Miglia di Imola Invernizzi-Venturi-Maino 23 luglio - 6 Ore di Misano Perazzini-Cioci-Casè 20 novembre - 6 Ore di Vallelunga TURISMO SERIE 17 aprile - Adria Toby / Toby 15 maggio - Imola Tramontozzi 12 giugno - Zeltweg Piatesi / Tramontozzi 3 luglio - Magione Iatsiuk-Zhuarvlev / Nember 24 luglio - Misano Ferri / Menapace-Caramaschi 25 settembre - Varano Tramontozzi / Nember 23 ottobre - Vallelunga Menapace-Caramaschi / Ceccato COPPA ITALIA 17 aprile - Adria Mengozzi / Romano 8 maggio - Imola Bianco / Pasquinelli 29 maggio - Mugello Necchi / Piatesi 12 giugno - Zeltweg Necchi / Finco 3 luglio - Magione Necchi / Finco 24 luglio - Misano Bianco / Cappello 25 settembre - Varano Mengozzi / Cacciari 23 ottobre - Vallelunga Romani / Cappello CITE 17 aprile - Vallelunga Necchi / Bacci 15 maggio - Franciacorta Necchi / Necchi 5 giugno - Misano Meloni / Necchi 19 giugno - Magione Rangoni-Mulacchiè / Rangoni-Mulacchiè 17 luglio - Imola Bacci / Bacci 31 luglio - Mugello Rangoni-Mulacchiè / Rangoni-Mulacchiè 4 settembre - Adria Rangoni-Mulacchiè / Rangoni-Mulacchiè 2 ottobre - Monza Necchi / Meloni ITALIANO RALLY 24-27 marzo – Ciocco Andreucci-Andreussi 17 aprile – 1000 Miglia Andreucci-Andreussi 8 maggio – Costa Smeralda Andreucci-Andreussi 5 giugno – Targa Florio Andreucci-Andreussi 19 giugno – Salento Andreucci-Andreussi 14-16 luglio – San Crispino Andreucci-Andreussi 4 settembre – Alpi Orientali Rossetti-Chiarcossi 18 settembre – S. M. di Castrozza Andreucci-Andreussi TROFEO RALLY ASFALTO 1 maggio – Aosta Pedersoli-Romano 29 maggio – Marca Re-Bariani 12 giugno – Lanterna Re-Bariani 26 giugno – Appennino Reggiano Michelini-Perna 28 agosto – Proserpina Pedersoli-Romano 25 settembre – Sanremo Pedersoli-Romano 23 ottobre – Como Virag-Pozzi TROFEO RALLY TERRA 3 aprile – Adriatico Navarra-Fedeli 8 maggio – Costa Smeralda Trentin / De Marco 3 luglio – San Marino Mikkelsen-Floene 17 luglio – San Crispino Aghini-Cerrai 2 ottobre – Azzano Mikkelsen-Floene 30 ottobre – Conca d’Oro Arminen-Nikkola PORSCHE CARRERA CUP 1 maggio - Imola 15 maggio - Franciacorta 5 giugno - Misano 26 giugno - Nurburgring 31 luglio - Mugello 18 settembre - Vallelunga 16 ottobre - Monza PORSCHE TARGA TRICOLORE 3 aprile - Imola 8 maggio - Misano 22 maggio - Zeltweg 3 luglio - Monza 11 settembre - Mugello 9 ottobre - Adria 30 ottobre - Vallelunga 83