W Il mio Desiderio si è che se piacesse a Dio stabilirla, abbia da essere un’Opera tutta rivolta alla Gloria di Dio negli Esercizi delle Sante Opere di Carità e che tutte le preghiere e le opere abbiano da essere rivolte ad ottenere il perdono generale dei peccati, e Preghiere continue per la Santa Chiesa e per i bisogni di questa. Maddalena di Canossa W Ai Responsabili dei Gruppi Laicali della Famiglia Laicale Canossiana, Alle Missionarie Secolari di S. Maddalena, Ai Coordinamenti Provinciali e Territoriali Ai Superiori Generali e ai loro Consigli Carissimi, la Commissione Internazionale della Famiglia Laicale Canossiana annuncia con gioia la convocazione del V° CONGRESSO INTERNAZIONALE FAMIGLIA LAICALE CANOSSIANA 31 luglio al 7 agosto 2011 Centro Diocesano di Spiritualità S. Fidenzio Via Pradelle, 62 . Novaglie – 37034 Verona (Italia) Tema del Congresso: “Vi Raccomando i Miei Amati Poveri” La Commissione, formata dai rappresentanti dei Fratelli e Sorelle Laici Canossiani, delle Missionarie Secolari di S. Maddalena di Canossa, dell’Associazione Laici Canossiani, ha proposto, come criterio di partecipazione, che ogni Provincia o Territorio o Delegazione, sia presente con la Coordinatrice o il Coordinatore Provinciale, un’altra Laica Canossiana o Laico Canossiano e l’ Animatrice o l’Animatore Provinciale. Approfondiremo, durante il Congresso, il tema della povertà, affinché possiamo diventare sempre più sensibili ai poveri e ci impegniamo a vivere questa attenzione secondo lo spirito di Santa Maddalena di Canossa. Rinnoviamo a tutti l’invito alla preghiera del mercoledì per la buona riuscita del Congresso 2011, come Maddalena ci ricorda: “Su tutto è sempre necessario pregare”. Proponiamo le preghiere, in allegato, come voce unanime della Famiglia Laicale Canossiana. Invitiamo tutte le Province, Territori e Delegazioni ad impegnarsi con il cammino formativo in preparazione al Congresso, che inviamo in allegato, sul tema della povertà e della solidarietà. Vi salutiamo, con l’augurio di tradurre nella quotidianità personale, familiare e sociale il valore dell’attenzione alle povertà. Il carisma di Maddalena sia guida al nostro cammino. Ricordandoci nella preghiera, chiediamo a Maria, Madre della Carità sotto la Croce, di accompagnare il nostro cammino verso il Congresso. La Commissione Internazionale Famiglia Laicale Canossiana. Verona, 16 Ottobre, 2010 Il Signore ci conceda la Grazia di servirlo di Cuore e di operare per la sua Gloria. Maddalena di Canossa Ti ringraziamo, Signore, per il dono di partecipare al carisma di Santa Maddalena. Apri il nostro cuore, per prepararci con gioia al prossimo appuntamento della Famiglia Canossiana. Donaci uno sguardo limpido e una cura particolare per i poveri che incontriamo ogni giorno. Donaci un cuore fedele alla tua Parola e aperto alla tua grazia. Ispiraci sempre nuova fiducia e slancio per non scoraggiarci di fronte ai fallimenti, alle debolezze e alle ingratitudini. Aiutaci ad avere uno stile di vita semplice e sobrio, ordinato ed essenziale. Custodisci e proteggi la nostra Famiglia Canossiana. Fa’ che siamo davvero una famiglia, dove ognuno si sforzi di comprendere, perdonare, aiutare, condividere; dove l’unica legge che ci lega e ci fa essere tuoi veri discepoli sia lo Spirito del Più Grande Amore. Maria Santissima Addolorata, modello di perfetta carità, ci accompagni e ci sostenga in questo cammino. Amen! (preghiera ufficiale del Congresso) Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli in tutto il mondo, che vivono e muoiono in povertà e di fame. Dona loro, attraverso le nostre mani, quest’oggi, il pane quotidiano, e con il nostro amore comprensivo, dona pace e gioia. Amen! Paolo VI Respira in me, Spirito Santo, che tutti i miei pensieri possano essere Santi. Agisci in me, Spirito Santo, che anche il mio lavoro possa essere Santo. Conduci il mio cuore, Spirito Santo, che io sappia amare solo ciò che è Santo. Rafforzami, o Spirito Santo, perché difenda tutto ciò che è Santo. Custodiscimi, dunque, o Spirito Santo, che io possa essere sempre Santo. Aprimi il cuore alle sofferenze dei nostri fratelli e sorelle, poveri e abbandonati, insieme poter essere santi in Te, che sei il Santo. Amen! Sant’Agostino, elaborata per il Congresso (preghiere alternative) Carissimi, Benvenuti al 5° Congresso Internazionale della Famiglia Laicale Canossiana! Nel 2006 ci eravamo lasciati con le delibere del 4° Congresso “PROFETI DI COMUNIONE”, che avevano indicato le prospettive di cammino per i cinque anni trascorsi: INSPICE ET FAC: la contemplazione di Gesù Crocifisso e l’orazione del cuore alimentata dalla Parola di Dio. RELAZIONE PERSONALE: per stabilire relazioni personali, improntate alla profezia e alla comunione, è fondamentale avere come base la preghiera, le virtù tipicamente canossiane e la condivisione delle condizioni di vita. FAMIGLIA: è dono di Dio e la valorizziamo; in essa ci impegniamo concretamente per un clima di serenità, con attenzione al dialogo e al perdono. LAVORO: da svolgere con competenza, onestà e coerenza alla nostra vocazione. Vi vere la giustizia. Fare bene e fare il bene! QUOTIDIANITÁ: guardare la vita con gli occhi di Gesù, rendere straordinario l’ordinario, evitare ogni lamento, essere testimoni gioiosi. CHIESA LOCALE: centrale per la nostra vita cristiana è l’Eucaristia, sorgente del la comunione e della missione. Siamo parte della Chiesa locale, collaboriamo con i sacerdoti e i religiosi. Dobbiamo essere credibili nella vita. GIUSTIZIA E PACE: ci impegniamo a promuoverle sempre ed ovunque, collaboriamo per salvaguardare i diritti dei poveri, difendiamo la vita dal concepimento alla morte. FORMAZIONE: è prioritaria nella nostra vita e per questo dedichiamo particolare cura al cammino personale di fede, alla vita sacramentale, allo studio dei documenti del Magistero della Chiesa e dei testi carismatici. RISPETTO DEL CREATO: valorizziamo e rispettiamo la natura, per godere l’armonia del creato. Assumiamo uno stile di sobrietà ed essenzialità. Dopo cinque anni ci ritroviamo sul tema: “VI RACCOMANDO I MIEI AMATI POVERI” Le giornate, che vivremo insieme, saranno ricche di preghiera, di incontri, di lavori di gruppo. Desideriamo darti alcune indicazioni pratiche, per il buon svolgimento dei lavori. Per qualsiasi necessità, informazione, richiesta, puoi rivolgerti alla SEGRETERIA: le persone che hanno questo incarico sapranno aiutarti per qualsiasi necessità. Se non stai bene, sempre in SEGRETERIA, c’è una piccola farmacia, con qualche farmaco. Se hai portato qualche piccolo dono da distribuire agli altri delegati, rivolgiti alla SEGRETERIA per avere indicazioni sul momento della distribuzione. Ti raccomandiamo la puntualità ai vari momenti indicati sul programma: il rispetto dei tempi è essenziale per svolgere al meglio i lavori del Congresso. Per i momenti della colazione, pranzo e cena, oltre alla puntualità, chiediamo la tua collaborazione per sparecchiare al termine, per dare un aiuto fraterno per sistemare il refettorio e per preparare i tavoli per la volta successiva. Ti auguriamo di vivere con gioia queste giornate, nello spirito della nostra Madre Fondatrice, Santa Maddalena! La Commissione Internazionale della Famiglia Laicale Canossiana Celebrazione d’Apertura ڜ canto Everyone moved by the Spirit Is a son and daughter of God. Led by the fire of his love We will live in the light of the Lord. We will live in the light of the Lord. Come, O Spirit of Jesus. Come in the power of His Name. Renew the depths of our hearts. Come, O Spirit of Jesus. Send forth the power of your love. Renew the face of the earth. ڜ introduzione Siamo qui, perché il Signore ci ha chiamati dai diversi angoli del mondo, anzitutto per rinnovare e fare esperienza della comunione, che ci unisce nello spirito di Santa Maddalena, che ci consegna uno specifico mandato di attenzione ai poveri: ‘VI RACCOMANDO I MIEI AMATI POVERI!’ Chiediamo, quindi, allo Spirito di concederci uno SGUARDO NUOVO verso i piccoli, gli esclusi, gli emarginati, che costellano sempre il cielo della comunità ecclesiale e della società moderna. Il nostro obiettivo è interrogarci non tanto sulle povertà, antiche e nuove, ma sul nostro MODO di riconoscerle, interpretarle, accoglierle, guarirle, perché i poveri siano sempre più al CENTRO della comunità cristiana come ci indica il Signore Gesù. SEGNO del CROCIFISSO e di SANTA MADDALENA G. Accanto al CROCIFISSO, che resterà per noi il Centro e la Sorgente del nostro cammino di comunione e di approfondimento, poniamo l’immagine di SANTA MADDALENA, perché è da Lei che vogliamo imparare l’ampiezza e la profondità dell’amore verso i poveri e verso il Padre. Al canto del ritornello, un laico porta l’icona di S. Maddalena e una Madre mette l’incenso nel braciere. Il Tuo fuoco Maddalena / Dio solo carità il tuo cuore Maddalena: / il Crocifisso amore la tua passione Maddalena / i poveri di sempre. Tu figlia del tuo tempo / in ascolto della vita, hai sentito la fatica / e la gioia di donarti. Hai scoperto che il Signore / ti chiede spogliamento, hai amato questo Dio / che fa nuova la tua vita. Tu vesti la chiamata / di dono e umanità, il volto dei fratelli / appassiona il tuo profondo. Il Crocifisso Dio / della vita è tuo esemplare, Donna del più grande amore / ti plasma il tuo Signore. Con la Madre dei Dolori / vivi all’ombra della croce, la tua vita qui germoglia / e per noi diventi Madre. Siamo figli dell’amore / generati dal tuo dono, camminando sui tuoi passi / diventiamo gratuità. Tu ci lasci la missione / di promuovere la vita, far conoscere il Signore / e diffondere l’amore. Egli non è conosciuto / e per questo non è amato, col tuo cuore Maddalena / per il mondo noi andiamo. Proclamazione del Vangelo secondo Matteo Mentre Gesù era a Betania, in casa di Simone, il lebbroso, venne a lui una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato di gran valore e lo versò sul capo di lui, che stava a tavola. Veduto ciò, i discepoli si indignarono e dissero: “Perché questo spreco? Quest'olio si sarebbe potuto vendere caro e dare il denaro ai poveri”. Ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perché date noia a questa donna? Ha fatto una buona azione verso di me, perché i poveri li avete sempre con voi, ma me non mi avete sempre. Versando quest'olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo vangelo, anche ciò che ella ha fatto sarà raccontato in memoria di lei”. Mt 26, 6-13 ڜ silenzio (musica di sottofondo) ڜ commento La donna si fa vicino a Gesù, non parla, non chiede, non fa convegni, si avvicina con gli occhi dell’amore e della gratuità come solo una donna sa fare. La donna che si avvicina al Signore, che spreca tutto il suo bene più prezioso per onorare Gesù, è segno della Chiesa nella condizione attuale, che è davvero sollecitata da più parti ad essere una Chiesa della carità, a cui viene chiesta una rinnovata attenzione ai poveri. “AVETE I POVERI SEMPRE CON VOI” Per il vangelo i poveri sono un'eredità preziosa, sono l’”appello”, che Gesù ci lascia, perché noi possiamo scoprire la nostra chiamata. Se si ascolta il loro appello, se si accolgono come li accoglie Gesù, allora i poveri, gli ultimi, gli emarginati sono un compito, che stimola una dedizione costante, che sollecita cammini di fedeltà. ڜ salmo 145 Laudate omnes gentes, laudate Dominum (2 volte) Louva a Iahweh, ó minha alma!: / enquanto eu viver, louvarel Iahweh, tocarei ao meu Deus, enquanto existir! / Não depositais a segurança nos nobres, e nos filhos do homem, que não podem salvar! / Exalam o espiritu e voltam à terra; e no mesmo dia perecem seus planos! Happy the man who has the God / of Jacob to help him, whose hope is fixed on his God, / Maker of heaven and earth, and the sea and all that these hold! / Yahweh, forever faithful, gives justice to those denied it, / gives food to the hungry. Il Signore libera i prigionieri, / il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, / il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, / egli sostiene l'orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi. / Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione. GUIDA: Ascoltiamo la Parola di Santa Maddalena, che ci indica la modalità con cui accostarci ai nostri fratelli e sorelle, che vivono in diverse forme di povertà ed esclusione sociale: riconoscere ed accogliere il Cristo nelle sue immagini è la strada della beatitudine, che ci apre fin d’ ora la porta del Paradiso nell’incontro feriale e quotidiano con Lui, Amore Crocifisso. … per soddisfare veramente a questo importantissimo oggetto di Carità si ricordino le Sorelle quel detto di Gesù Cristo, che chi accoglie ed ha cura di queste bambine nel suo nome, accoglie Egli stesso. Con qual fiducia e confidenza in Dio si troverà alla morte quella Sorella che si sarà diportata da vera Figlia della Carità nell'esercizio di un'opera così santa e come verrà dal Signore accolta negli eterni Tabernacoli, avendolo tante volte accolto, difeso e custodito nella sua Immagine? Come altresì quale sarebbe la confusione ed il dolore di quella Sorella la quale dopo la morte, fissando per la prima volta lo sguardo nell'amabilissimo volto di Gesù Cristo, dovesse sentirsi rimproverare di averlo nelle Sue Immagini, o rifiutato perché troppo povero, o riguardato con impazienza e maltrattato perché difettoso, o trascurato per indolenza, o dimenticato per riguardo alla mancanza di quei talenti ed altre naturali doti, le quali si amano più per fini umani che per gli Spirituali o celesti. Maddalena di Canossa ڜ canto Con lo stesso tuo cuore / noi vogliamo vivere Signore, abitati dal tuo Amore, / Tu ci chiami a vivere con Te. Maddalena nostra Madre, / animata dal tuo Spirito, ci hai lasciato la missione / di servire col tuo cuore. Lasciamo che ogni nostra azione / sia guidata dal Tuo Spirito: Spirito di carità e dolcezza, / mansuetudine e umiltà. Spirito di zelo e di fortezza, / gli stessi sentimenti che hai Tu; l’amabilissimo tuo Amore, / pazientissimo Gesù. Nello Spirito ci chiami / generosissimo Signore, per condividere con i fratelli / il dono del Più Grande Amore. SEGNO del MONDO con i POVERI GUIDA: La terra, una rete di fili, una selva di antenne, la terra possiede fiumi e montagne di parole, parole che vengono e parole che vanno, parole che si incrociano e che si scontrano; parole che feriscono e parole che abbracciano. Parole che fanno piangere e ridere. E dentro le parole ci sta l’uomo con tutto il suo bene e con tutto il suo male. Mentre ogni Delegato delle varie Province pone l’immagine per comporre il puzzle del mondo, logo del nostro Congresso, cantiamo insieme: TESTIMONI dell’ AMORE. ORDINE CON CUI LE PROVINCE PORTANO LE IMMAGINI DEI POVERI CHE VENGONO POSTE SUL MONDO: Nord Est Africa . Africa Centro Ovest . Argentina-Paraguay . Brasile . Nord America . Filippine . Giappone . Hong Kong . India Centro . India Sud . Indonesia . Malaysia . Singapore . Timor . Australia . Europa . Brescia . Catania . Milano . Padova . Verona . Fratelli Sorelle Laici Canossiani . Padri Canossiani. ڜ canto Testimoni dell’amore / Testimoni del Signore, siamo il popolo di Dio/ e annunciamo il Regno suo. Annunciamo la sua pace / la speranza della croce che lo Spirito di Dio / dona a questa umanità. Il tuo Spirito, Signore, in ogni tempo, / ci fa segno del tuo Amore per il mondo; tra la gente noi viviamo la tua missione, / nella fede che si fa condivisione. La parola della vita noi proclamiamo / e la storia del tuo amore raccontiamo: Tra la gente noi viviamo una certezza che Tu / offri ad ogni uomo giorni di grazia. Tu Pastore sei con noi, guidi il cammino, / ci raduni come Chiesa per il Regno. Tra la gente noi viviamo nuova speranza / e la gioia che ci dà la tua presenza. SEGNO DEL PROFUMO Il profumo, che la donna ha versato su Cristo, era espressione del suo amore, della sua cura per Lui; Maddalena ci invita ad avere lo stesso amore gratuito per i poveri, in questo modo noi diventiamo il profumo di Cristo nella nostra storia quotidiana. GUIDA: Durante il canto finale ogni Delegato è invitato a ricevere il segno che esprime il messaggio di questa celebrazione. ڜ canto Maddalena ancora ci invita / soprattutto fate conoscere Gesù. Amatelo e annunciatelo / e con la vita parlate di Lui, a tutti i popoli, a tutti i popoli, / a tutti i popoli della terra. The challenge of Magdalene / calls us above all, to make our Brother Jesus known / by loving Him and being His witnesses with our life, in all of our ways, / among all people (3x) throughout the earth. ڜ AMEN! SALUTO E RELAZIONE COMMISSIONE INTERNAZIONALE Carissimi, con gioia saluto tutti voi, che siete arrivati qui dai cinque continenti per il V° Congresso della Famiglia Laicale Canossiana. A tutti voi, Fratelli e Sorelle Laici Canossiani, Missionarie Secolari S. Maddalena, all’Associazione Laici Canossiani, alle Madri e ai Padri, che hanno accettato questo invito, va il mio più cordiale e sincero benvenuto! Ci siamo riuniti nel nome di Santa Maddalena di Canossa, che, divorata dalla carità, che è come “un fuoco che sempre più si dilata e tutto cerca di abbracciare”, rapita dall’amore senza confini di Cristo Crocifisso, vuole estendere il suo progetto apostolico, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone nella dinamica della sua azione caritativa. In questo suo progetto siamo coinvolti anche noi! Maddalena scriveva nel Piano delle Terziarie: “cercare che l’unità dello Spirito porti un impegno generale al bene particolare e a quello comune”. Per questo ci siamo riuniti: cercare che l’unità dello Spirito porti un impegno generale al bene particolare e a quello comune sul tema della povertà. Nell’anno 2000, l’anno del Grande Giubileo, anche i Laici Canossiani si ritrovarono a Roma per celebrare il III Congresso, che ebbe come tema ”Lievito non massa”: questa espressione di Ida Zanolini, Presidente delle Collaboratrici Canossiane, negli anni 1950 – 1960, ha ben espresso la carica di impegno, che ha caratterizzato i lavori congressuali. In quell’occasione si è riflettuto sulla profezia del laico nella Chiesa e nel Carisma Canossiano, definendo l’identità della Famiglia Laicale Canossiana. Nei lavori di gruppo e negli interventi in assemblea, i vari rappresentanti evidenziarono il loro impegno nel mondo, presentando programmi con stupende iniziative e interventi concreti soprattutto verso i poveri, proprio come il Vangelo chiede ad ogni cristiano e S. Maddalena domanda ad ogni persona, che vive il suo carisma. I Delegati condivisero le riflessioni su questo argomento e negli incontri formativi mensili dei successivi anni tutti gli appartenenti alla Famiglia Laicale Canossiana approfondirono come essere lievito nella propria situazione di vita e di lavoro. Nel 2006 ci incontrammo qui a Verona, S. Fidenzio, per il IV° Congresso, “Profeti di comunione”, affrontando la non facile impresa di tradurre nella quotidianità personale, familiare e sociale il valore della profezia. Ci siamo posti l’interrogativo: “Come essere profeti di comunione, oggi?”. I Lavori del Congresso hanno ridestato nel cuore e nella mente di tutti i Laici Canossiani l’ansia instancabile del “profeta”, che offre senza condizione il proprio amore, la propria disponibilità, il gusto di farsi compagno di viaggio di tutti, seguendo il ritmo di sempre, in famiglia e nel lavoro, per parlare di Cristo con linguaggi comprensibili e vissuti, per parlare della speranza, che proviene da Gesù e che supera ogni tristezza, ogni discordia, difficoltà. Essere profeti di comunione, di perdono, di attesa, di accoglienza alla luce del carisma di Santa Maddalena. Gli Atti del Congresso ci hanno accompagnato nella formazione per i successivi tre anni: profezia come ascolto, come grazia di perdono, come impegno per la costruzione di comunità riconcilianti. Nell’ottobre del 2006 sono iniziati anche gli incontri della nuova Commissione Internazionale della Famiglia Laicale Canossiana, che ha lavorato con impegno e responsabilità in questi cinque anni, incontrandosi ventitre volte. I compiti, portati a termine, sono stati vari, alcuni dei quali anche in continuità con i precedenti Congressi: .. Preparazione degli Atti del Congresso del 2006 “Profeti di Comunione” Eccomi nell’oggi: in Italia questi foglietti mensili sono strumenti di riflessione carismatica su Maddalena di Canossa; dal 2008 i temi affrontati sono stati condivisi dalla Commissione; ricordo gli argomenti: 2006. L’itinerario spirituale di S. Maddalena nelle Memorie; 2007, S. Maddalena e le Terziarie; 2008, S. Maddalena, profeta di comunione in famiglia; 2009, S. Maddalena e l’Eucaristia; 2010, L’amicizia di S. Maddalena con Carolina Durini; 2011, L’amicizia di S. Maddalena con Leopoldina Naudet. Mercoledì Canossiano: dal primo marzo 2007 tutta la Famiglia Canossiana si è impegnata in questo giorno della settimana a una speciale preghiera e riflessione sul carisma canossiano. Linee guida per la formazione: la Commissione ha progettato queste linee guida, dopo un lavoro di approfondimento, che sono patrimonio comune di tutta la Famiglia Laicale Canossiana. L’obiettivo generale è quello di approfondire e rinnovare costantemente la propria fede, per essere testimoni di Gesù Crocifisso e Risorto, con una maturazione della dimensione umana, cristiana e carismatica. Nelle linee guida sono stati elencati i contenuti della formazione, i modi per renderla concreta, le fonti a cui attingere, lo stile di vita che ne consegue, gli ambiti nei quali i Laici Canossiani sono chiamati a vivere il proprio carisma, i tempi dell’itinerario formativo – che prevede un cammino permanente, preceduto da un periodo di Formazione Iniziale, i protagonisti dell’itinerario formativo ed infine l’attenzione ai formatori, chiamati a vivere la responsabilità formativa rispetto agli altri. Seminari annuali per Formatori: in Italia per tre anni (2008 – 2009 – 2010) i formatori delle varie espressioni della Famiglia Laicale Canossiana hanno affrontato i temi del laico all’interno della Chiesa, del rapporto laici-sacerdoti-religiosi, dei laici nel pensiero di Santa Maddalena, le caratteristiche dell’animatoreformatore. Il primo Seminario ci ha acconsentito di approfondire il tema dell’identità: il laico nella chiesa. Il secondo Seminario ci ha condotti a rileggere il tema della missione: Andate anche voi nella mia vigna. Il terzo Seminario ci ha aiutato a riscoprire la bellezza dell’accompagnamento: la guida spirituale di don Libera, attraverso le lettere a S. Maddalena e le linee guida per i formatori. Calendario permanente: nella cartelletta avete trovato il mese di agosto del calendario perpetuo, preparato da tutta la Commissione. Il testo è disponibile in italiano e in inglese: ogni giorno è riportata una frase di S. Maddalena, un brano della Sacra Scrittura e una foto. Ogni mese è caratterizzato da un tema. Il lavoro terminerà nel prossimo dicembre. Sul sito dell’Associazione Laici Canossiani potete trovare tutti i mesi già preparati (da gennaio ad agosto). La Commissione è arrivata alla decisione di diffonderlo attraverso il sito, perché i costi per la stampa sono risultati troppo elevati, dopo un’attenta analisi di preventivi richiesti in Italia, a Hong Kong e in Cina. Questo è un piccolo strumento che ci permette di vivere quotidianamente il nostro essere Laici Canossiani. Cammino preparatorio per questo Congresso: la Commissione ha indicato le preghiere, le riflessioni sulla povertà a livello generale, il compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (già preparato in precedenza dall’Associazione Laici Canossiani) e la riflessione sulle Opere di Misericordia, quali strumenti efficaci per la preparazione al tema di questo Congresso. Vorrei richiamare la vostra attenzione sulla Dottrina Sociale della Chiesa: è un aiuto che la Chiesa dà a tutti i fedeli per compiere discernimenti difficili e rilevanti che investono le decisioni che sono chiamati a maturare. Giovanni Paolo II ha scritto nella “Novo Millennio Ineunte”, al n. 52, che questo documento risponde allo “sforzo che il Magistero Ecclesiale ha compiuto per leggere la realtà sociale alla luce del Vangelo”. Congresso Internazionale 2011: tutto il lavoro per l’organizzazione di questo importante appuntamento è stato svolto con cura ed attenzione, per far sì che i lavori si svolgano nel migliore dei modi. Circolari: la comunicazione a tutto il mondo è avvenuta attraverso le circolari, che hanno permesso la divulgazione delle informazioni. Cinque anni sono passati in fretta e altro lavoro avremmo voluto portare a termine: preparare un archivio dei documenti per tutta la Famiglia Laicale Canossiana, stabilire delle linee guida per la cura degli “Amici di Maddalena”, preparare un libretto con alcune figure profetiche della Famiglia Laicale Canossiana di tutto il mondo , comporre un libro di preghiere per i Laici Canossiani, progettare per tutte le espressioni della Famiglia Laicale Canossiana un mese carismatico: è auspicabile che tutte le espressioni laicali si impegnino, in un determinato mese, ad approfondire la ricchezza del nostro carisma. Oggi, aprendo ufficialmente i lavori di questo V° Congresso, inizieremo la nostra riflessione sul tema: “VI RACCOMANDO I MIEI AMATI POVERI”. Perché abbiamo scelto questo tema? Siamo partiti dalla situazione concreta che sta attraversando il mondo in cui viviamo e dalla raccomandazione di Santa Maddalena, che ha dedicato tutta la sua vita ai poveri. S. Maddalena ci ha lasciato nel suo testamento spirituale del 16 gennaio 1835 questa frase: “Vi raccomando quanto mai posso i miei amati poveri; cercate per carità che tutti vadano un giorno a godere il Signore, e ciò con le vostre sante istruzioni, orazioni, carità e fatiche”. Nei prossimi giorni affronteremo il tema della povertà, con l’aiuto dei relatori, dei gruppi di lavoro, dei DVD. I temi dei Gruppi di Lavoro sono emersi della consultazione effettuata attraverso un questionario inviato a tutti i Laici Canossiani: sono punti comuni evidenziati da tutti i continenti e ispirati ai rami di carità di S. Maddalena. I gruppi approfondiranno questi argomenti: 1. Famiglia: fragilità e povertà nella famiglia, accoglienza dei nascituri e dei bambini, cura dei malati, soccorso al povero, ospitalità dell’abbandonato, assistenza all’inguaribile, protezione dell’anziano. 2. Educazione: infanzia e giovani 3. Visite agli ospedali e agli infermi, volontariato (malati, solitudine, anziani, badanti) 4. Evangelizzazione e presenza nella chiesa locale 5. Immigrazione ed integrazione 6. Guerra, violenza, problemi gravi dell’infanzia: orfani, bambini di strada, bambini soldato. 7. Fame Questi gruppi approfondiranno i temi assegnati e suggeriranno qualche soluzione concreta che tutti potremo vivere come attenzione ai poveri, che incontriamo nella nostra vita. Mettiamo questo lavoro dei gruppi tra le mani di Maria, la Mamma di Gesù. A Lei chiediamo di seguire i suoi esempi nell’amore verso il prossimo. Maria offre il primo esempio di amore verso il prossimo con la visita a sua cugina Elisabetta: in questo episodio Maria ci insegna che la carità deve spingere anche ad accettare i sacrifici e le sofferenze che essa richiede, ci insegna la sollecitudine, la generosità, la fiducia, la pazienza, la capacità di intuizione. Maria ci offre un altro esempio di questa finezza di carità, di intuizione, nell’episodio delle nozze di Cana: Maria era sempre animata dallo spirito di carità; anche nelle azioni ordinarie della vita era attenta, ma con molta discrezione, nell’osservare quello che succedeva intorno a Lei. Questi Gruppi di Lavoro ci aiutino ad imitare Maria nella carità materiale e spirituale e ad avere occhi nuovi, capaci di vedere. Avremo anche la possibilità nei prossimi giorni di visionare i DVD sul tema della povertà, preparati con tanto impegno da voi. Vi comunico che gli Atti di questo Congresso comprenderanno anche questo prezioso materiale. Potremo vedere le povertà che i Laici Canossiani incontrano là dove vivono, e tutte colpiranno il nostro cuore. Forse potremmo anche provare sentimenti di impotenza di fronte a tante situazioni drammatiche. Ma non è questo lo scopo della visione dei DVD: lo scopo invece è quello di scuoterci, commuoverci e incoraggiarci, perché nel mondo, in maniera molto discreta e silenziosa, ci sono numerosi testimoni di Dio che vivono con amore, generosità e solidarietà l’incontro con i fratelli e sorelle, soprattutto con gli ultimi. Papa Benedetto XVI ha detto nel 2007: “Ciascuno di voi, se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose. Ecco perché non dovete avere paura di sognare a occhi aperti progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi. Niente è impossibile a chi si fida di Dio e si affida a Dio”. Sento questa frase rivolta anche a ciascun Laico Canossiano. Per finire, vorrei mettere come cornice a questo Congresso quanto Benedetto XVI ha scritto nella sua enciclica “SPE SALVI”. Il Papa ha indicato la nostra santa Giuseppina Bakhita come esempio di una persona che è giunta a conoscere Dio, il vero Dio, e da Lui ha ricevuto SPERANZA. Il grande fascino di Bakhita, che non ebbe vita facile, sempre contesa fra padroni, è la sua capacità estrema di rasserenare il mondo, nell’assistenza ai feriti di guerra e alle persone malate. Sapeva infondere calma con il suo sorriso contagioso. Mai come oggi il mondo ha bisogno di serenità e di speranza. Ciascuno di noi viva questo Congresso con lo spirito di Bakhita: la nostra missione sia di non tenere per noi questa speranza, ma di farla raggiungere a molti. Raggiungere tutti. L’incontro con il Dio vivente, l’incontro con una speranza, che è più forte delle sofferenze della schiavitù, trasformi dal di dentro la vita e il mondo. Come Laici Canossiani ci rivolgiamo a Maria, che il Papa al n. 49 chiama “Stella della speranza”: “Santa Maria, dalla Croce tu ricevesti una nuova missione: diventasti Madre di tutti coloro che vogliono credere nel tuo Figlio Gesù e seguirlo. Fa’ che anche nel nostro cuore risuoni la parola dell’angelo, nel momento dell’annunciazione: “Non temere, Maria!” Quanto volte il Signore, il tuo Figlio, aveva detto la stessa cosa ai suoi discepoli: Non temete! Abbiate coraggio! Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore! Tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre, come Madre della Speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare e amare come Te. Indicaci la via verso il Regno di Gesù! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino. Benedici il nostro lavoro! Affidiamo a Maria il nostro cammino, le nostre domande di fronte alle difficoltà e le speranze che coltiviamo nel cuore. Chiediamo a Santa Maddalena la sua passione per i piccoli e i poveri, il suo desiderio che tutti conoscano e amino Gesù. Portiamo sempre ed ovunque in noi l’anelito di Maddalena: vivere intensamente la relazione con il Signore Gesù Crocifisso e Maria, Madre della Carità sotto la Croce, per donare con gioia la nostra vita là dove il suo Spirito ci invia, perché il suo amore si estenda su tutta la terra. Il Signore ci benedica. Buon lavoro e grazie! “Vi raccomando i miei amati poveri” A tutti voi, carissimi, il mio saluto fraterno e un grazie speciale agli organizzatori del Congresso, per avermi invitata a questo vostro incontro privilegiato, in cui vedo rappresentate le diverse espressioni della grande Famiglia Canossiana. Sono onorata di poter condividere con voi, anche solo per un tempo breve, ciò che ci rende ‘famiglia’ nello spirito, nella visione, nelle scelte, nelle realizzazioni: il Carisma di Maddalena e il suo mandato per la missione: soprattutto fate conoscere Gesù. Dal programma che accompagnerà queste vostre giornate, e che ho avuto l’opportunità di consultare in precedenza, mi pare che vi state introducendo in una ricca esperienza di approfondimento, di animazione e di fraternità attorno all’appassionato imperativo di Maddalena rivolto alle sue ‘compagne ‘ di ogni tempo: ‘Vi raccomando i miei amati poveri’. A tale esperienza vi siete preparati, con responsabilità ed entusiasmo, nei rispettivi Paesi di provenienza, nelle realtà locali, nella Chiesa, in famiglia, nei luoghi di lavoro e di servizio solidale; spazi in cui esprimete i valori del Vangelo e del Carisma Canossiano nella modalità propria della scelta vocazionale di ciascuno. È a partire dagli ‘ultimi’ del Rione di San Zeno, dai poveri del suo tempo, che Maddalena muove i primi passi, cercando la sua strada per condividere con tutti l’amore misericordioso e compassionevole di Dio Padre, promuovendo la dignità di ciascuno, soprattutto di chi è più povero, piccolo, solo, ultimo … Maddalena ha trovato la sua strada e il suo ‘modo’ di servire i poveri lasciandosi guidare dalla Parola di Dio, ascoltata, meditata, custodita; contemplando Gesù Crocifisso. Da Lui ha ricevuto grazia e ispirazione per avviare la sua Istituzione, fondata sulla Carità. 1. Gesù Cristo: da ricco che era … “Conoscere infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” 2 Cor 8,9. “Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” Ebr 10,4. “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” Mt 25,40. Come Gesù, anche Maddalena: da ricca che era … 2. Maddalena da Marchesa a povera, tra i poveri di S. Zeno Dalla prima esperienza ‘mistica’ di Maddalena: la sua scelta preferenziale per i poveri. “Durante la S. Messa, mentre ascoltavo il passo del Libro di Tobia 12,13: “Quando tra preghiere e lacrime seppellivi i morti, io offrivo a Dio le tue preghiere”, provavo un impulso interiore molto forte a dedicare me stessa alle opere di carità” Memorie I, 25. Era il 20 luglio 1795, festa di S. Gerolamo Emiliani. Ascoltando questo passo della Bibbia, Maddalena si sentì interiormente spinta a dedicarsi alle opera di carità. Nella preghiera prolungata, discernimento, condivisione con la sua guida spirituale e fiducioso affidamento a Dio e alla sua ‘cara Madonna’, questa ispirazione divenne per Maddalena, presenza tra i poveri, gesto di amore, opera di carità. L’assistenza spirituale agli ammalati, nel tempo, fu assunta dalle Sorelle Canossiane come uno dei cinque rami di carità. Sicuramente Maddalena ha davanti a sé e fa parte, lei stessa, della situazione culturale e sociale del suo tempo … È nella concretezza della vita quotidiana: culturale, sociale, personale che cerchiamo, troviamo, realizziamo la Volontà di Dio, provocate da situazioni concrete. Maddalena ha scoperto, nel suo progressivo divenire “serva dei poveri”, la sua specifica vocazione nella Chiesa. La contemplazione di Gesù Crocifisso, l’Amore Più Grande, l’ha condotta necessariamente a realizzare la vocazione di “serva dei poveri”. Così ella si esprime in una sua lettera all’amica Carolina Durini (Ep 1, p. 434): “Voi sapete, dunque, mia cara amica, come da molti anni si sia degnato il Signore di favorirmi il dono della vocazione al servizio dei poveri, e come ho sempre desiderato di farlo procurando lo stabilimento di una Istituzione di carità secondo lo spirito dell’Istituto delle Figlie della Carità, Serve dei Poveri”. “Vi raccomando quanto mai posso i miei amati poveri; cercate per carità che tutti vadano un giorno a godere il Signore, e questo con le vostre sante istruzioni, orazioni, carità e fatiche …” (Maddalena: Lettera di Commiato, Bergamo, 16 gennaio 1835). “… come Serve dei Poveri dobbiamo a questi le nostre cure, fatiche e premure …, operando con lo Spirito di Gesù Cristo, Spirito di carità, di dolcezza, di mansuetudine, di umiltà, spirito di zelo, e di fortezza, spirito amabilissimo, generosissimo e pazientissimo” (RD. Prefazione p. 6). E a questo spirito tutti noi dobbiamo formarci ed essere confermati in esso mediante: 3. la preghiera, contemplazione della vita, morte e risurrezione di Gesù. L’approfondimento del Carisma di Maddalena La conoscenza delle attuali situazioni delle povertà emergenti Le scelte concrete di vita per una carità evangelica, solidale. Noi, coinvolti dal Carisma di Maddalena: poveri tra i poveri di oggi So che è da settembre dell’anno scorso che state riflettendo, in modo tutto particolare, sulla povertà di molti fratelli e sorelle, vicini e lontani, confrontandovi con gli osservatori che danno la situazione in tempo reale e rilevano le cause di tali disagi, con la Parola di Dio, la Dottrina Sociale della Chiesa, il Carisma di Maddalena. Apprezzo questa vostra ‘assiduità’ all’approfondimento della preoccupante e crescente realtà di molti fratelli e sorelle, che vivono il dramma della povertà dai mille volti e dalle più svariate conseguenze … E da questa assiduità deduco la vostra volontà ed impegno per un cammino permanente di formazione che crea in ciascuno la disponibilità a lasciarsi formare ogni giorno dalla vita per la missione: a servizio della dignità dei poveri del Vangelo, benedetti dal Signore e amati da Maddalena. Condividiamo l’intuizione carismatica di Maddalena: consacrata a Dio, per la Sua gloria e il bene dei prossimi. Il risultato è diventare quello che desideriamo essere: memoria di Gesù, nel tratto di storia che ci è dato di vivere. La sua visione si concretizza in un contesto storico-culturale che ben conosciamo. E Maddalena, in questo contesto, porta la sua voce originale: l’amore di Dio in Gesù, che ella assume come motivo dell’amore per ogni persona, per i poveri, in perfetta gratuità. Da qui l’impegno di formare in se stessa e nelle sue compagne gli atteggiamenti/virtù e le capacità operative/ministeri, che attuano la profezia dell’amore nella forma del servizio della giustizia di Dio. E tale giustizia si attua come servizio dei poveri, servizio alla loro dignità, poiché la giustizia di Dio tende a dare a ciascuno il posto che corrisponde alla sua dignità davanti a Dio (cfr. Instrumentum Laboris, Capitolo Generale 2008). Ma per servire come Maddalena, dobbiamo costantemente formarci al suo stesso stile di vita, alla sua stessa modalità di servire la missione: povera tra i poveri. La ‘modalità’ sembra essere una nota molto importante. Noi, come discepoli di Cristo, come Maddalena, mettiamo a disposizione tutto, gratuitamente: la nostra fede, il nostro tempo, la nostra amicizia. E lo facciamo perché siamo convinti di avere ricevuto noi, per primi, gratuitamente e in misura sovrabbondante. Ricordiamo cosa dice Gesù: “Date e vi sarà dato: ne riceverete in misura buona, pigiata, scossa e traboccante, perché con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato anche a voi” (Lc 6,38). Il nostro prenderci cura dei poveri è espressione della nostra vita ‘consacrata’ a Dio nell’amore, secondo la vocazione di ciascuno. È la prova che tutto scaturisce dalla carità che diventa, nel mondo, come una ‘invocazione operosa’ della giustizia del Regno, ove ogni persona ha un posto ed è restituita alla propria dignità. Tutto questo è possibile per l’energia che viene a noi dallo Spirito del Risorto, che ci apre alla visione della gloria del Padre, che è la vita piena di ogni uomo e donna. Il Signore ci liberi dalla tentazione di ricondurre i poveri all'immagine di persone da assistere, lontani dall'immagine di persone dalle quali apprendere, da ascoltare, perché ad essi, i poveri, se ancora diamo credito alle parole di Gesù, sono stati rivelati i segreti del Regno (cfr. Mt 11,25-28). E dunque sappiamo dove scavare per trovare i segreti del Regno. Nei poveri. A qualsiasi terra appartengano. Stabiliti in Dio: non cerchiamo che la sua gloria: “la gloria di Dio è l’uomo vivente” S. Ireneo. Sull’esempio di Cristo, che "spogliò se stesso assumendo la condizione di servo" Fil 2,7. Da poveri, dedicati al servizio dei poveri, con lo stile di Maddalena: “ad essi, i poveri, dobbiamo tutte le cure, fatiche, premure e i nostri pensieri” RD 6. Dalla Parola di oggi, una certezza e un’invocazione: “O voi tutti che avete sete, venite alle acque; anche chi non ha denaro, venga! Comperate e mangiate, senza denaro e senza spesa, vino e latte” Is 55,1. ‘A te sono rivolti in attesa gli occhi di tutti e tu dai loro il cibo a tempo opportuno; apri la tua mano, Signore, e sazia la fame di ogni vivente’ Sal 144,15-16 “Gesù disse: … date voi stessi a loro da mangiare” Mt 14,16. Padre, rendici degni di servire Fa’, o Padre, che diventiamo un tralcio genuino e fruttuoso di Gesù, vera vite, accettandolo in noi come la verità da annunciare, come la vita da vivere, come la luce da accendere, come l’amore da comunicare, come la via da percorrere, come la gioia da donare, come la pace da diffondere, come il sacrificio da offrire per la salvezza del mondo. Padre, rendici degni di servire i tuoi figli e nostri fratelli e sorelle, che in mezzo al mondo vivono e muoiono nella povertà e nella fame. Da’ loro, attraverso le nostre mani e il nostro cuore, il pane quotidiano, la pace e la gioia. Padre, donaci oggi e sempre la fede che sa vedere e servire Gesù, tuo Figlio, nei poveri. AMEN! SALUTO FRATERNO Carissimi Laici Canossiani: il mio fraterno e caloroso saluto a tutti voi, alle Sorelle Canossiane presenti e ai miei Confratelli. Grazie per avermi invitato a partecipare e a rivolgervi il mio saluto e a celebrare la Liturgia Eucaristica di apertura. Con me è presente anche il Padre Vicario Generale, P. Gianluigi Andolfo, che ha seguito insieme a me il lavoro della Commissione, e soprattutto crede nella presenza e nella collaborazione dei Laici. Il tema del precedente 4° Congresso era stato: “Profeti di comunione”. Ci eravamo e vi eravate chiesti “Come essere laici profeti operatori di comunione oggi nella chiesa e nella famiglia canossiana e nelle sue opere?”. E soprattutto: “Perché, da quale sorgente attingere motivazioni e imparare atteggiamenti per parlare di comunione con la vita?”. Se era urgente cinque anni fa, quanto più oggi, in questo nostro tempo tormentato ci è chiesto, “In ogni contesto e in ogni parte del mondo, anche dentro la chiesa - di parlare e soprattutto agire per la pace e la comunione”. Forse in questi anni abbiamo avuto modo di verificare e sperimentare come è difficile vivere la comunione, coltivare la comunione e farla crescere; non si può mai darla per fatta, per scontata. Chi è più avanti nell’esperienza della carità, chi è più consolidato nella fede, a lui il compito sempre di fare il primo passo, di recuperare il terreno perduto, di ricucire le relazioni, di morire a se stesso anche, pur di far brillare la comunione. Ma questo fa parte costantemente della fatica del nostro vivere e del nostro crescere. Fa parte del nostro processo di assimilazione dei valori di Gesù, artefice e fonte della comunione. Portare il frutto della comunione esige non isolarsi dalla Radice, dalla Vite, coltivare anzitutto la comunione con la Vite che è Gesù. Forse il Congresso che stiamo per vivere ci suggerisce una risposta, ci indica una strada per costruire la comunione. Stiamo aprendo il nostro Congresso all’insegna di questa espressione di Maddalena “Vi raccomando i miei amati poveri”. Non anticipo le riflessioni e le conclusioni cui arriveremo insieme, guidati dalle relazioni sul tema. Solo qualche flash suggerito da questa scelta tematica. Maddalena ha tribolato non poco per liberarsi dalla sua condizione di “ricchezza”, di privilegio; e insieme per accogliere la sua “povertà” umana, quanta strada ha fatto per scoprire nella preghiera il volto di Dio, Padre Buono, nelle sembianze del Figlio Crocifisso, per scoprire nell’obbrobrio e nel fallimento della Croce tutta l’arditezza, la profondità e l’estensione dell’amore di Dio. È lì che si svela il segreto evangelico: “nella debolezza si manifesta la mia grazia”; nella povertà estrema si scatena la potenza divina. Beati allora i “poveri di spirito”, perché essi sono in grado di aprirsi e accogliere il regno di Dio, la rivelazione del suo amore. Beati tutti i poveri perché in qualche modo, anche se non se ne rendono conto, si manifesta la prossimità, l’accondiscendenza, la benevolenza divina, a loro preferibilmente si indirizza la sua rivelazione. Gesù è “il povero”, l’impoverito per decisione divina, che arricchisce tutti della sua povertà. Charles de Foucauld direbbe, Colui che per sempre occupa l’ultimo posto. Maddalena lo contempla Crocifisso come “spogliato di tutto, fuorché del suo amore” per Dio e per l’uomo. Accanto al Cristo Crocifisso, non si possono non incontrare i poveri, tutti i poveri senza esclusione. Perché Lui si è fatto “piccolo”, “prossimo”, “servo”, “buon samaritano”, amico dei piccoli e dei poveri. Se si fa comunione con Cristo Crocifisso, non si può non fare comunione con i poveri con i quali Egli ha deciso di abitare, di condividere il suo amore preferenziale. Forse per loro è più vera la sua promessa: “io sono con voi fino alla fine del mondo”. Per questo sono i poveri – gli affamati, gli assetati, gli ignudi, i malati, i carcerati, i diseredati e marginalizzati di ogni società, i crocifissi di ogni tempo e di ogni latitudine (cfr. Mt 25, 31-46) - che si offrono a noi come strada maestra per incontrare il Signore Crocifisso. Sono costituiti da Lui suo “sacramento” vivo: chi darà anche solo un bicchier d’acqua ad uno di questi piccoli … (Mt 10, 42). Tutti siamo poveri, per la nostra condizione creaturale, per i limiti della nostra umanità. Eppure tutti chiamati a diventare poveri, evangelicamente, sulle orme del Povero – Gesù – che è totalmente affidato a Dio e consegnato all’umanità. Tutti chiamati a convertirci e ad avvicinarci, a farci prossimi dei piccoli e dei poveri. Auguro di cuore a tutti noi – Laici, Padri e Madri - che partecipiamo a queste giornate di fraternità e di approfondimento, di riscoprire, con la guida di Maddalena, questo vangelo dei poveri e per i poveri. Questo sarà oggetto della nostra riflessione e della nostra preghiera: che si riaccenda il nostro entusiasmo e soprattutto si rinnovi la nostra missione: + che impariamo a servire i poveri, anziché servirci dei poveri per metterci al sicuro e sentirci a posto con la nostra buona coscienza, ascoltando le lo ro vere domande (soprattutto le domande!), anziché dando loro cose … + che impariamo a “servire da poveri”, facendoci solidali, condividendo, più che beneficando dall’alto delle nostre possibilità, progetti, capacità + che ci sforziamo di “servire con i poveri”, promuovendo la loro dignità, dando spazio al loro stesso amore e suscitando la loro iniziativa. Concludo con un grazie a tutti voi e a tutti i Laici Canossiani che voi rappresentate, che vivono, condividono e lavorano con noi e più di noi nella vigna del mondo per farla diventare regno accogliente per i poveri. E con la preghiera presa dalla liturgia: “Vieni in nostro aiuto, Signore, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi”. Grazie e buon lavoro! Cari fratelli e sorelle, Nella lettura continua del Vangelo di Matteo, dopo le tre domeniche in cui abbiamo ascoltato il capitolo 13: le parabole del Regno, ascoltiamo oggi dal capitolo 14, il racconto della moltiplicazione dei pani. Nella liturgia feriale, ieri, abbiamo letto i primi 12 versetti: il martirio di Giovanni Battista, ad opera di Erode, per una banale promessa da re a una ballerina, sobillata dalla madre. L’affermarsi del Regno passa anche attraverso quelle che possono sembrare umanamente delle assurdità! Oggi, il seguito. Gesù è stato informato della morte del Battista, non si tratta semplicemente di una notizia di cronaca: quella morte ha a che fare con il destino di Gesù. È preannuncio drammatico della morte di Gesù. Come a dire: il Regno è una realtà misteriosa, piccola e nascosta, seminata da Dio nelle zolle dell’umanità e della storia, come un seme deve morire, come un tesoro deve essere cercato con sforzo, esige la disponibilità a rischiare tutto per l’acquisto. È realtà dinamica e vitale, fermenta la realtà, diventerà albero ospitale per tutti … e insieme fa luce sulle negatività umane, discerne il bene dal male … Ma il Regno “soffre violenza”, costa, chiede fedeltà, rinuncia, perseveranza, coraggio di mantenersi dalla parte del vero e del bene, fino alla fine. Costa il martirio. Gesù annuncia e semina il Regno, è Lui stesso il Regno, ha davanti a sé la strada che porta a Gerusalemme, all’epilogo della passione e della croce. Come chicco di grano dovrà essere seminato e morire per produrre il frutto moltiplicato dalla Rivelazione dell’amore fedele e senza ripensamenti del Padre. Come tesoro dovrà essere nascosto nel campo per essere cercato dalla Maddalena, dai discepoli, da tutti coloro che, affa- mati e assetati di verità e di amore, non lasceranno che i loro cuori si sazino di cibi che non durano e che non danno vita vera al cuore. L’accostamento tra i movimenti, le parole e i gesti di Gesù, al testo di Isaia (prima lettura) è eloquente e voluto: Gesù che si allontana e richiama nel deserto le folle affamate per dar loro abbondantemente, come nuovo Mosè, il cibo della Parola e annunciare che Lui stesso è il Cibo della vita. É Lui che compie e realizza la promessa profetica; Lui rivela la compassione di Dio per il suo popolo errante e affamato; è Lui la manifestazione definitiva e piena della compassione del Padre per tutti i suoi figli, per l’umanità intera: “sentì compassione per loro”. È il Figlio che si lascia consegnare dal Padre, perché nessuno si senta perduto, ognuno ritrovi senso di dignità e di valore, speranza di ricupero e di via di uscita. Nessun povero potrà dubitare dell’amore di Dio! L’eco delle parole di Isaia “Venite … ascoltate e vivrete” risuona ancora nelle parole e nei gesti di Gesù; “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e Io vi ristorerò”. … Vi ristorerò non tanto col prodigio di un facile ristoro e di una mensa a poco prezzo, quanto con il dono della Parola che riempie di un cibo. Egli stesso, la sua vita, la sua persona, che sazia. Egli promette di condurci a quel ristoro, a quel riposo che è la comunione stessa con Dio, alla vita piena. Origene, un Padre della Chiesa del IV secolo, scrive in un suo commento a Ezechiele: “Egli è disceso sulla terra, mosso a pietà del genere umano, ha sofferto i nostri dolori prima ancora di patire la croce e degnarsi di assumere la nostra carne; se Egli non avesse patito, non sarebbe venuto a trovarsi nella condizione della nostra vita di uomini. Prima ha patito, poi è disceso e si è mostrato. Qual è questa passione che per noi ha sofferto? È la passione dell’amore”. Non ci fermeremo mai abbastanza a contemplare questa “compassione divina” come Egli, l’Altissimo, possa chinarsi benevolo verso di noi, verso ognuna delle sue creature, verso ogni suo figlio indistintamente, verso di me, con un amore unico e incommensurabile. Noi siamo capaci di commuoverci, anche profondamente, per qualcosa, per qualcuno, in qualche caso … per un po’ di tempo, ponendo al nostro amore molte condizioni … Ma Egli è la compassione! Per tutti, per sempre! Le viscere di Dio sono le viscere di Gesù, viscere materne, viscere di compassione che fremono di fronte allo smarrimento, alla sofferenza, ad ogni fatica e privazione delle donne e degli uomini, di tutti, del più piccolo! S. Paolo aveva capito e sperimentato sulla sua pelle questo amore di misericordia. Nella seconda lettura, dal cap. 8 della Lettera ai Romani, Paolo ci comunica la sua esperienza e ci testimonia la certezza che ha illuminato e sostenuto tutta la sua vita di convertito, di discepolo, di apostolo: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione …? Io sono infatti persuaso che né morte né vita …. né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore”. E Paolo sapeva bene cosa significavano queste povertà, era ben convinto del suo essere un nulla, della spina che opprimeva e tormentava la sua fede e la sua risposta. Nel venire incontro a quella povera umanità, nel dare il pane, Gesù non scavalca i suoi discepoli, la chiesa, noi: “date loro voi stessi da mangiare … quanti pani avete?”. Egli ci coinvolge nella sua compassione e nel suo darsi da fare, valorizza quello che siamo e quello che abbiamo. Si incarna nei nostri gesti e nelle nostre parole. Si materializza in ogni buon samaritano. Vi aggiunge il plusvalore divino, che non solo moltiplica materialmente il pane, ma lo carica di significato e valenza nuova. Quel pane abbondante, che esce dalle mani di Gesù e della Chiesa, è il suo Corpo e la sua Vita donata, è lo splendore di Dio che solo sazia e riempie il cuore. Quel pane abbondante e distribuito a tutti, uomini, donne, bambini, è la sua Eucaristia: è la vita di Gesù consegnata. É pane che mangiato, rende responsabili. In questa sorgente, sgorga e si radica la vita di tanti che con Lui, come Lui e per Lui, si consegnano a un povero, ascoltano uno smarrito, si prendono cura di un piccolo, consolano un afflitto, guariscono un malato. Da questo Pane Eucaristico scaturisce la responsabilità dell’amore, la condivisione della fede in Lui, della conoscenza di Lui. È di questo Pane, soprattutto, che hanno bisogno i poveri. Mangiando questo pane, non avremo bisogno più di parlare tanto del nostro impegno, del nostro servizio, della nostra generosità. Ci basterà e ci farà riposare, essere nello splendore dell’amore di Gesù che ha conquistato i cuori. Questo Pane è la speranza vera per il mondo, per i poveri. Gesù, dopo il miracolo, si ritrova solo. Il mondo, i poveri ... noi non capiamo ancora. Anche allora non viene meno la sua benevolenza e ci ricrea e ci rigenera nel perdono: “Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?”. Cari amici, non poteva esserci liturgia più consona all’apertura del nostro Congresso. Maddalena ci raccomanda i suoi amati poveri. I poveri sono prima di tutto i raccomandati di Gesù. Ma tutti ci scopriamo, al tempo stesso, poveri e bisognosi, già amati e accolti. Tutti in Gesù siamo arricchiti del suo amore e resi capaci di dare noi stessi Gesù da mangiare e da ascoltare a qualcuno dei fratelli. Maddalena, alla scuola di Gesù, aveva capito che nulla potrebbe sfamare il cuore dell’uomo se non è impastato di amore di Dio. Per questo la carità più necessaria è quella che, mentre cura le ferite del corpo e dell’animo umani, trasmette, con umiltà e gioia, il senso della dignità, la benevolenza del Padre per tutti i suoi figli. Egli mi ha Scelto Dio, il Signore ha mandato il suo Spirito su di me: Egli mi ha scelto per portare il lieto messaggio ai poveri, per curare chi ha il cuore spezzato per proclamare la liberazione ai deportati, la scarcerazione ai prigionieri. Mi ha mandato ad annunciare il tempo nel quale il Signore sarà favorevole al suo popolo. Mi ha mandato a confortare quelli che soffrono, a portare loro un turbante prezioso invece di cenere, olio profumato e non abiti di lutto, un canto di lode al posto di un lamento, gioia a chi è afflitto in Sion. Tutti faranno quel che è giusto, saranno come splendidi alberi piantati da Dio per rivelare la sua gloria e potenza. Dice il Signore: I vostri nemici vi hanno fatto doppiamente soffrire: non solo vi hanno umiliati ma anche ingiuriati. Perciò le ricchezza vi saranno raddoppiate nel vostro paese e vivrete per sempre nella gioia. Io, il Signore, voglio che si rispetti il diritto e non sopporto che si rubi, che si compiano ingiustizie. Vi ricompenserò fedelmente, farò un’alleanza con voi che durerà per sempre. I vostri discendenti saranno famosi fra tutte le nazioni e tutti i popoli. Chiunque li vedrà riconoscerà che sono un popolo benedetto da me, il Signore. Esulto di gioia con tutta l’anima mia per quello che il Signore, mio Dio, ha fatto: mi ha vestito con la sua salvezza, la sua giustizia mi copre come un mantello. Sono felice come uno sposo quando si mette il turbante di nozze, come una sposa quando si adorna di gioielli. Come la terra fa nascere i germogli e il giardino fa germogliare i suoi semi, Così Dio, il Signore, farà sbocciare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni. Isaia 61