PROVINCIA DI GORIZIA RASSEGNA STAMPA SABATO 13 FEBBRAIO 2010 Rassegna per ricerca personalizzata Testate/Edizioni in ricerca: Parole chiave in ricerca: Ordinamento generale: Affari&Finanza E Polis Friuli Espresso Il Friuli Il Gazzettino Nazionale Il Gazzettino Pordenone Il Gazzettino Udine Il Giornale Il Nuovo Friuli Il Piccolo Trieste Il Piccolo Monfalcone Il Piccolo Nazionale Il Piccolo Istria Il Piccolo Gorizia Il Popolo Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore NordEst Italia Oggi La Repubblica La Stampa La Vita Cattolica Messaggero Veneto Udine Messaggero Veneto Pordenone Messaggero Veneto Nazionale Messaggero Veneto Gorizia Panorama Primorski Dnevnik Vita Nuova Voce Isontina Alfredo Pascolin Enrico Gherghetta Gennaro Flanga Licia Morsolin Mara Cernic Marco Marincic Maurizio Di Matteo Maurizio Salomoni Provincia di Gorizia Roberta Demartin Sara Vito Condizione sulle parole: almeno una presente Data decrescente Testate/Edizioni Parole chiave N° Titolo Testata-Edizione Data 1 Il Piccolo Nazionale 13-02-2010 Il Piccolo Nazionale 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Gorizia rimpiange Basaglia Provincia di Gorizia - Tesori dal passato all'Archivio storico di Gorizia Provincia di Gorizia - L'immigrazione non va combattuta Enrico Gherghetta - Allarme amianto all'ex caserma Amadio Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia - I luoghi dell'inferno della Shoah Marco Marincic - Provincia di Gorizia - Superiori, socngiurata la guerra per i corsi Maurizio Salomoni - Provincia di Gorizia - Non ci resta che aspettare i dettagli del piano Provincia di Gorizia - Futurismo, mostre e testimonianze Provincia di Gorizia - L'identita' negata Provincia di Gorizia - Apt: fermate dei bus a norma di legge Provincia di Gorizia - Teatri di passaggio Provincia di Gorizia - Mossa, le tasse restano inalterate Provincia di Gorizia - 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 Cormons incontriamoci si allea con la Pro Loco Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Il Piccolo Gorizia 13-02-2010 Messaggero Veneto Udine 13-02-2010 Messaggero Veneto Udine 13-02-2010 Messaggero Veneto Pordenone 13-02-2010 Messaggero Veneto Nazionale 13-02-2010 Messaggero Veneto Gorizia 13-02-2010 Messaggero Veneto Gorizia 13-02-2010 Messaggero Veneto Gorizia 13-02-2010 Primorski Dnevnik 13-02-2010 Provincia di Gorizia - Una lapide per Trubar Provincia di Gorizia - I licei insistono Provincia di Gorizia - Energia Provincia di Gorizia - Pontebbana nord Provincia di Gorizia - Quei Borbone esuli a Gorizia Provincia di Gorizia - Migliorini Enrico Gherghetta - Piano provinciale Maurizio Salomoni - Nuovi testi arricchiscono l'Archivio storico Provincia di Gorizia - Dvodnevni Provincia di Gorizia - 13 FEB 2010 Il Piccolo Nazionale Regione pagina 12 Quotidiano DOPO IL SUCCESSO DELLA FICTION Gorizia rimpiange Basaglia. «Ora almeno una via» I suoi ex collaboratori accusano le amministrazioni di allora e lanciano una proposta riparatrice di FRANCESCO FAIN GORIZIA L’ennesima occasione perduta. Una delle tante per Gorizia che si conferma ”città del no se pol”. Il capoluogo isontino sarebbe potuto diventare centro pilota delle malattie mentali dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma quell’onda rivoluzionaria innescata da Franco Basaglia si scontrò contro le remore e le paure delle istituzioni e fu Trieste a diventare riferimento di quella ”sperimentazione” che portò all’eliminazione delle terapie di elettroshock dall’elenco delle cure somministrate ai pazienti, all’apertura dei cancelli, alla libertà dei malati di passeggiare nel parco, di consumare libera- mente i pasti all’aperto, di sentirsi degenti assistiti e non prigionieri. Un’occasione perduta, quindi. E di Basaglia (oggi tornato prepotentemente d’attualità grazie alla fiction di Raiuno) cosa rimane a Gorizia? «Nulla», rispondono all’unisono gli ex infermieri basagliani convinti Livio Bianchini e Marijan Sosol. Resta la cittadinanza onoraria conferita allo psichiatra e alla sua équipe nel 2007: una battaglia che vide in prima linea gli allora consiglieri di Rifondazione comunista (oggi approdati a Sinistra e Libertà). «Per il resto, le istituzioni di Gorizia si sono dimenticate di Basaglia e di quell’eccezionale esperienza. Perché non gli dedichiamo una via? Perché non portiamo qui quella grande mostra sui mani- comi italiani che venne organizzata a Reggio Emilia due anni fa? Ne abbiamo parlato con l’assessore Devetag: c’era anche l’idea di promuovere un convegno a 30 anni dalla scomparsa dello psichiatra ma anche questo ce lo siamo fatti scippare da Trieste. Continua a perpetuarsi quella che definiamo una ”colossale svista” della politica goriziana. Dappertutto, in occasione dei trent’anni della legge 180, sono stati promossi appuntamenti celebrativi: a Gorizia, nulla. E l’esperienza triestina non ci sarebbe potuta essere senza il lavoro svolto qui». Bianchini e Sosol hanno lavorato con i ”matti” dal 1969 al 2003. Purtroppo, sono stati pochissimo con Basaglia. «Nell’agosto del 1972 organizzai l’ultima sagra al Parco Basaglia alla quale partecipò anche Franco. Quei momenti di festa erano unici e vi partecipavano centinaia di goriziani». Bianchini ha il cruccio di non aver fotografato quegli appuntamenti destinati a segnare la storia della psichiatria. «In quei tempi, Basaglia aveva parecchi oppositori: dall’assessore provinciale alla Sanità Peressin al presidente della Provincia Chiantaroli, a don Italo Brandolin. Riconosciamo a Rolando Cian di avere cercato di fare da mediatore ma il sogno basagliano svanì. Il Centro di salute mentale a Cormòns era già pronto ma rimase lettera morta». La sua legge schiuse definitivamente le porte dei manicomi, dando il via a una psichiatria senza più muri. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 13 FEB 2010 Il Piccolo Nazionale Cultura e Spettacolo pagina 25 Quotidiano ARCHIVI. NUOVE ACQUISIZIONI Tesori dal passato all’Archivio storico di Gorizia Arrivano le carte dei conti di Strassoldo e l’album dell’esilio dei reali di Francia GORIZIA Offre in consultazione oltre 40.000 unità tra volumi, opuscoli e periodici: istituita nel 1861, la Biblioteca della Provincia di Gorizia integra le fonti documentarie dell’Archivio Storico provinciale, che risalgono fino al 1200. L’Archivio è costituito nel suo nucleo centrale dagli atti relativi al governo dell’antica Contea di Gorizia, ereditata dagli Asburgo nel 1500, ovvero dalla documentazione prodotta dall’assemblea degli Stati Provinciali alla quale era appunto delegata l’amministrazione della Contea, analogamente a quanto avveniva nelle altre Province austriache. Nell’archivio si ritrovano così raccolti sistematicamente gli atti ufficiali che documentano tutte le vicende secolari della Contea goriziana (e spaziano dalle concessioni imperiali redatte su pergamena e validate da sigilli ai verbali delle riunioni in Dieta degli Stati registrate in volumi); non mancano però evidenze “di colore” su vicende e aneddoti storici di rilievo, come le dettagliate relazioni sulle visite dei sovrani asburgici nei propri domini, ma anche sulla decennale residenza della casa reale dei Borbone a Gorizia, dal 1836. Un patrimonio d’eccezione, quindi, quello dell’Archivio Storico che afferisce all’Assessorato alla Cultura della Provincia di Gorizia. Ed è proprio di queste settimane la notizia di nuove e preziose acquisizioni che, fortemente volute dall’Assessorato provinciale alla Cultura, valorizzano e arricchiscono la dotazione esistente: si tratta di importanti documenti manoscritti e a stampa, che andranno ad incrementare le raccolte sia dell’Archivio Storico che della Biblioteca. In particolare, per integrare la raccolta di documenti relativi al decennale soggiorno goriziano della famiglia reale di Francia in esilio e alla sepoltura dei suoi membri nel convento della Castagnavizza è stata acquistata una rarità bibliografica, ovvero il volume di Théodore Muret, ”Album de l’Exil” (Résidences de la branche ainée des Bourbons depuis 1830), Parigi 1850, corredata da 15 litografie in seppia di Eugéne Grandsire, di cui tre raffiguranti Gorizia. Fra le nuove acquisizioni anche una pianta topografica manoscritta relativa a beni fondiari in Strassoldo, che incrementa la documentazione conservata nell’Archivio Storico Provinciale. Qui, infatti, è confluito l’archivio dei conti Strassoldo del ramo di Grafenberg, acquistato già nel 1883 dal Museo Provinciale; all’interno di questo archivio nobiliare è presente una notevole quantità di documenti di natura economica, in particolare estimi e disegni di rilievo di beni fondiari della famiglia, sottoposti a riconfinazioni in seguito a vendite o passaggi ereditari. Fra i documenti di questa natura sono numerosi quelli relativi al patrimonio del conte Giuseppe di Strassoldo (1700-1784), giunto in eredità al primogenito Leopoldo e agli altri figli, e sottoposto ad operazioni di riconfinazione nel 1789: proprio ad esse si riferisce la carta topografica ora acquisita. I documenti connessi a questa carta e già in possesso dell’Archivio Storico Provinciale, distribuiti nelle cosiddette Serie Diverse dell’Archivio gentilizio, sono stati rintracciati grazie alla catalogazione analitica del fondo, realizzata nell’ambito del progetto di riordino finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, da poco concluso. Per la sezione delle Carte Geografiche, che caratterizza la Biblioteca Provinciale fin dalle sue origini e consta attualmente di oltre 500 unità dei secoli XVI-XX – con rari atlanti del XVII e del XVIII secolo e le carte militari provenienti dal lascito Radetzky - sono state acquistate nove carte geografiche del XVIII secolo e 2 del XIX secolo relative ai territori della contea di Gorizia e delle province contermini. Nel dettaglio, si tratta della Carta Geografica della Provincia del Friuli di Guglielmo De L’Isle nell’edizione veneziana dell’Albrizzi del 1750, delle otto tavole dedicate rispettivamente alla Carniola e alla Carinzia nell’opera del Reylli del 1796 (di cui la Biblioteca Provinciale possiede già le tavole relative alla Contea di Gorizia e all’Istria), della Carte de la Partie Autrichienne de Venise stampata a Vienna nel 1804 e della Provincia di Udine con le piante di Udine e di Trieste di Giacinto Maina del 1842. Valeria Donelli Castagnavizza (1830), dall’«Album» di Théodore Muret Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Cronaca pagina 14 Quotidiano «L’immigrazione non va combattuta» Nel convegno organizzato dal Pd le tesi di Touadi e Di Piazza «La politica deve lavorare sull’integrazione per prevenire l’implosione sociale. Siamo ancora in tempo, e lo dobbiamo alle future generazioni». È un messaggio di speranza, ma anche e soprattutto di impegno consapevole e costante, quello che Jean Leonard Touadi, deputato del Pd e primo parlamentare di colore in Italia, ha voluto consegnare alle tante persone – semplici cittadini o uomini politici, come il presidente della Provincia Enrico Gherghetta - che ieri sera hanno gremito la sala conferenze dell’Hotel Entourage, dove il Pd cittadino ha organizzato l’incontro sul tema “Immigrazione tra paura e integrazione”. Con Touadi ed il segretario comunale del Pd Giuseppe Cingolani, ad affrontare uno dei temi più sentiti nel nostro Paese, quello appunto dell’immigrazione, c’era an- che don Pierluigi Di Piazza, direttore del centro di accoglienza Balducci di Zugliano. Touadi ha raccontato come gli immigrati residenti in Italia, nel 2008, erano il 7,2% della popolazione, ovvero 3 milioni 891 mila. Cifre e percentuali che sfatano anche il mito secondo il quale tutti gli immigrati vengano solo in Italia, visto che la media europea oscilla tra il 5 ed il 10% di residenti stranieri. «Dobbiamo innanzitutto capire che l’immigrazione non è un fenomeno passeggero, ma stabile – ha detto Touadi -. L’Italia è ormai un paese a immigrazione permanente, e di conseguenza quello dell’immigrazione è uno dei grandi problemi che ci troveremo ad affrontare anche in futuro». Touadi ha anche spiegato come il tessuto sociale italiano stia mutando progressivamente: ogni anno quasi 40mila stranieri ottengo- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 no la cittadinanza italiana, e dal 1995 al 2007 sono stati ben 222mila i matrimoni misti. «Ci troviamo davanti ad un bivio – ha detto - : possiamo tentare di contrastare l’immigrazione oppure, e questa è la scelta secondo me più sensata, fare di tutto per governare al meglio questo fenomeno». Un messaggio del tutto simile a quello che don Pierluigi Di Piazza ha espresso ricordando una frase di don Milani, che definiva la politica “l’arte di uscire insieme dai problemi”. Di Piazza ha ricordato come il centro Balducci è nato, 22 anni fa, proprio dalla volontà di dare una risposta alle esigenze di chi ha bisogno, poco importa se straniero o italiano. Oggi il centro ospita 54 persone da tutte le parti del mondo, tra cui anche una famiglia mongola arrivata dal centro d’accoglienza di Gradisca d’Isonzo. (m.b.) Taglio basso Il Piccolo Gorizia Isontino 13 FEB 2010 pagina 22 Quotidiano CORMONS:IL DEGRADO DELL’EX STRUTTURA MILITARE Allarme amianto nell’ex caserma ”Amadio” Protestano i residenti della zona: le coperture dei tetti si stanno sfaldando di MATTEO FEMIA CORMONS Il tetto in eternit di alcuni capannoni della caserma ”Amadio” di Cormons sta cedendo e gli abitanti delle case, che si ritrovano a ridosso della struttura protestano. «Lo scioglimento delle coperture in amianto è un problema enorme per la nostra salute, gli amministratori devono intervenire al più presto possibile»: nelle vie Milano e Roma, le due strade più prossime all’area di sei ettari e mezzo nel quale è situata l’ex caserma, da settimane ormai c’è preoccupazione tra i residenti. Alcuni vistosi buchi si sono formati a causa delle intemperie proprio a ridosso delle abitazioni, e c’è chi ormai ha perso la pazienza, anche perché oltre al problema-eternit si sta manifestando sempre più fortemente anche un altro nodo, quello relativo alle fognature. «Il tetto in eternit di un capannone situato proprio dietro la mia casa – spiega Narciso Castagnaviz – è ormai rotto: si è già formata una fessura evidente, segno che ormai le intemperie hanno del tutto rovinato la copertura. Non nascondiamo la nostra preoccupazione: già il fatto di vivere con dell’amianto dietro casa non è certamente consigliabile, ma ora che si stanno verificando delle vere e pro- Uno dei tetti in eternit dell’ex caserma che si sta sfaldando prie voragini chiediamo agli enti preposti che facciano qualcosa per rimuovere questo problema. Se n’è parlato anche nei giorni scorsi sulla stampa: quando una copertura in eternit comincia a rovinarsi, i rischi per la salute si moltiplicano perché è così che si inalano sostanza nocive». Il problema dell’amianto nella ”Amadio” non è l’unico: «Da tempo ormai siamo invasi da topi e odori insopportabili provenienti da una discarica a cielo aperto Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 sita tra i muri della caserma e il giardino di una casa privata da tempo abbandonata – continua Castagnaviz – le fognature di fatto in quel punto non sono coperte, e lascio immaginare gli odori che salgono continuamente da quell’acquitrino». I residenti insomma chiedono condizioni sanitarie più adeguate su due fronti, quello dell’eternit, e quello fognario. «Il Comune – chiede un altro degli abitanti di via Milano, Bruno Castello – Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Isontino pagina 22 Quotidiano dovrebbe chiedere ai proprietari del terreno in disuso la possibilità di intervenire direttamente a copertura di questo tratto di fogna a cielo aperto, che va assolutamente coperta: in certe giornate l’aria è davvero insopportabile, e non si può certamente convivere con i topi che assaltano quest’area abbandonata». Gli amministratori cercano di tranquillizzare. Comune e Provincia hanno già stanziato i 170 mila euro necessari per lo smaltimento dell’eternit presente nei sei ettari e mezzo dell’ex caserma Amadio e la fase di progettazione dell’operazione è già partita. I 3500 metri quadrati di amianto presenti all’interno del perimetro ex demaniale dunque hanno i giorni (ma sarebbe meglio dire i mesi, visto i naturali tempi tecnici della burocrazia) contati. Lo sottolinea il sindaco di Cormons Luciano Patat. «Conosciamo bene purtroppo le lamentele provenienti dai residenti di via Milano e viale Roma – ammette – e comprendiamo perfettamente il loro stato d’animo di preoccupazione per la rottura di alcuni tratti di copertura in eternit a ridosso delle abitazioni. L’amministrazione comunale da subito si è detta sensibile al problema della rimozione completa dell’amianto presente nell’area dell’ex caserma, e per questo abbiamo coinvol- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. to anche la Provincia in questo problema». L’ente del presidente Gherghetta ha stanziato 100 mila euro per lo smaltimento totale del materiale pericoloso. A questi soldi il Comune di Cormons ne aggiungerà altri 70 mila: in totale saranno 170 mila euro che serviranno per rimuovere completamente l’eternit. «Oggi – continua Patat – siamo nella fase progettuale del lavoro. Significa che i soldi stanziati ci sono, e che dei professionisti stanno lavorando alla progettazione dello smaltimento del materiale. Al termine di questa fase sarà quindi avviata una gara d’appalto che ci darà il nome della ditta che si occuperà fisicamente dell’operazione». Il Comune è dunque perfettamente conscio della delicatezza del problema e dell’urgenza di una risposta. «Siamo consapevoli che quell’eternit va rimosso prima possibile – dice ancora Patat –, stiamo aspettando che l’iter burocratico giunga a conclusione per poter dare l’incarico ad un’impresa: difficile davvero oggi ipotizzare dei tempi entro i quali l’amianto sarà espiantato dall’ex Amadio. Purtroppo si tratta di tempi non brevi, ma l’operazione è evidenziata come una delle più urgenti sull’agenda dell’amministrazione comunale». © RIPRODUZIONE RISERVATA 2/2 Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino pagina 25 Quotidiano SUL TRENO DELLA MEMORIA STUDENTI ISONTINI AD AUSCHWITZ E A BIRKENAU Studenti goriziani a Birkenau assieme ai tre ex deportati davanti al monumento che ricorda gli internati morti nel campo. A destra l’ingresso dei giovani ad Auschwitz sotto la tristemente celebre ”Arbeit macht frei”-Il lavoro rende liberi. (Foto di Giovanni Fierro) I luoghi dell’inferno della Shoah dove l’uomo è stato annullato Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/3 Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino pagina 25 Quotidiano di GIOVANNI FIERRO GORIZIA «Questo viaggio che faremo ad Auschwitz è per vedere dove la dignità umana è stata calpestata. Ma sarà importante anche il ritorno, per portare nel nostro prossimo quotidiano questa esperienza». È stata questa l’intonazione giusta e necessaria con cui Oliviero Alotto, presidente dell’associazione Terra del Fuoco, ha augurato buon viaggio, a tutti gli studenti che hanno partecipato al progetto Treno della Memoria, che dal 4 al 10 febbraio li ha portati ad Auschwitz e a Birkenau. Punto di partenza, non a caso, la Risiera di San Saba. L’incontro con tutti i ragazzi del Friuli Venezia Giulia è nella sala delle cerimonie. Qui veniva parcheggiato il camion della gassificazione, vera e propria prima camera a gas, che funzionava con i gas di scarico del veicolo. In viaggio/Cracovia. Il treno parte da Udine. Si aggiungono gli studenti del Trentino, dell’Emilia, della Sicilia. In tutto più di 700 ragazzi. La gioia dei Monia: «È importante studiare l’Olocausto ma viverlo così è davvero un’altra cosa!» E il pensiero va ai bambini giovani si sente, giustificata. Ma sanno bene che questo è viaggio non una gita. Alcuni di loro hanno avuto già occasione per incontrare i tre testimoni, ex deportati, che saranno con loro in questa settimana. Ogni gruppo di studenti ha due educatori con cui si confronteranno per pensieri e riflessioni. Arriva la notte. Chi dorme, chi festeggia il proprio compleanno. Il centro di Cracovia è molto bello, chiese imponenti ed altre minute; tutt’intorno un pullulare di locali. La città ha una forte presenza studentesca. Il cambio è ottimo. È tutto coperto dalle neve. E nevica. Il centro culturale Rotunda accoglie gli studenti nel pomeriggio. Vilma Braini, Mario Candotto e Riccardo Goruppi parlano delle loro esperienze dei campi di prigionia. «La cosa peggiore? Vedere le persone morire di fame. Quando avete appetito, non dite che avete fame. La fame ti fa perdere la vista». C’è una intimità che si trasforma in ascolto, in attenzione. «La visione del film ”Il pianista” di Roman Polanski è stata fondamentale ci siamo preparati, sappiamo che la visita di domani sarà importante», Filippo Fragiacomo e Vojtek Suzek si raccontano. Auschwitz/Birkenau. Il domani è arrivato. Destinazione i campi di concentramento e stermino di Auschwitz e Birkenau. Il primo è una grande caserma trasformata dai nazisti. La scritta ”Il lavoro rende liberi” accoglie tutti, è il passaggio obbligatorio. Poi è il silenzio ad imporsi. Nelle stanze dei caseggiati c’è tutta la storia di questo dolore. Fotografie, ricostruzione degli ambienti, sale di tortura e di morte. Ma anche quintali di capelli che non hanno più trovato una carezza, un numero infinito di scarpe per sempre spaiate come destini che non tornano, le valigie di chi è arrivato qui e che non hanno più una destinazione, occhiali ammassati fino a formare un enorme rovo. Nel corridoio sono appesi i ritratti fotografici dei prigionieri. Il volto di Jrina Vlach è impaurito. La sua gioventù si mescola al suo smarrimento. Morirà prima dei vent’anni. L’impatto emotivo è forte. Una ragazza sviene. Dicono che succede spesso. Entrare a Birkenau è entrare in uno spazio infinito. Per dimensioni e per stordimento. Le baracche rimaste mostrano lo stato bestiale con cui erano trattate le persone. La sporcizia inevitabile, il freddo, l’ammassamento. Nel pomerig- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. gio gli studenti commemorano il milione di donne, uomini e bambini che cui sono stati sterminati. È tutto bianco, neve che non sarà mai semplice neve. La temperatura segna - 11. Hostel Orange. Questo ostello ospita gli studenti di Gorizia e provincia. È al terzo piano, musica reggae e ska nell’aria, un respiro gioiosamente giovanile. «Ad Auschwitz mi ha colpito tutta quella massa di capelli umani - racconta Monia Azzano dell’Agrario di Gradisca -; con una amica ci guardavamo, e ci veniva da piangere». «A me tutti quei vestiti dei bambini», aggiunge Mattia Cuberli dell’Ipsia di Gorizia. «Una foto in particolare mi ha impressionata - si confida Veronica Todisco dell’Iti Gorizia -: c’è un gruppo di deportati con alcuni nazisti che impartivano loro comandi. Erano come tre cani, incattiviti, che tenevano a bada un gregge di pecore. Entrare ad Auschwitz è come entrare in una macchina della morte». «Di certo - dice ancora Monia – è importante studiare la Shoah, ma viverla così è un’altra cosa!». «È allarmante di come qui sono sopravvissute solo le persone più forti - riflette Mattia - quelle che si sono salvate per il puro istinto di sopravvivenza». Sulla stessa via dell’ostello c’è la sede della Caritas. È ora di pranzo. È lunga la fila di chi chiede un pasto. Ritorno/Futuro. I pullman portano i ragazzi alla stazione. Alle 12 si ritorna a casa. Il Treno della Memoria è stato un viaggio dove i ragazzi si sono confrontati su temi come la zona grigia, la paura, l’indifferenza, i totalitarismi. In un percorso di memorie che vuole ridare dignità ad ogni persona, trucidata perché considerata diversa, inferiore. E per il futu- Clara Abatangelo: «I giovani sono diventati testimoni di questo orrore, ora racconteranno la loro esperienza» 2/3 ro? «Con i nostri educatori incontreremo di nuovo questi studenti - spiega Clara Abatangelo, responsabile e coordinatrice del progetto per il Friuli Venezia Giulia - che diventeranno dei veri e propri testimoni di questo viaggio. A loro chiediamo di raccontare la propria esperienza. Verranno anche visitati i luoghi della Memoria della nostra regione: il campo di concentramento di Visco e il memoriale di Gonars, la malga di Porzus, le foibe di Baovizza e nuovamente la Risiera di San Saba. Lavoro da fare ce n’è». Sul futuro del progetto è molto preoccupato l’assessore della Provincia di Gorizia Marko Marincic: «Perché in merito ci sono alcuni segnali di disimpegno da parte del competente assessorato regionale, che potrebbero mettere in forse la continuazione di questa esperienza. Come Provincia continueremo a sostenere il Treno della Memoria, e chiederemo ai Comuni e agli altri enti del territorio di fare altrettanto». La zona grigia. È presente in tutte quelle situazioni e luoghi dove si trovano a convivere centinaia o migliaia di persone, dalle caserme agli uffici, dagli ospedali alle fabbriche, luoghi dove si produce una dialettica di potere tra chi comanda e chi ubbisce. Primo Levi l’ha messa in evidenza, nel suo libro “I sommersi e i salvati”, per raccontare le complesse relazioni di potere nei lager. In questa zona grigia vivono tutti quelli che, ognuno con un compito ognuno con una responsabilità, collaborano al funzionamento della macchina opprimente del potere. Perchè «l’ascesa dei privilegiati, non solo nel Lager ma in tutte le convivenze umane, è un fenomeno angosciante ma immancabile: essi sono assenti solo nelle utopie». © RIPRODUZIONE RISERVATA Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino pagina 25 Quotidiano I TESTIMONI. PARLA LA GORIZIANA VILMA BRAINI «Perché io sono tornata, e loro no?» GORIZIA Sono loro la forza di questo viaggio: Vilma Braini, Mario Candotto e Riccardo Goruppi. Persone che nei campi di concentramento e sterminio ci sono andate, e sono riuscite a tornare a casa. In questa settimana, hanno condiviso la propria memoria con tutti i giovani. Al centro Rotunda, e incontrandoli sul treno, negli scompartimenti, per testimoniare, per raccontare. Vilma, goriziana di Sant’Andrea, internata a Bergen Belsen, partecipa per la quinta volta a questo progetto. È sera, il treno corre, attorno a lei ragazze e ragazzi. «Tra di noi donne si cantava, italiane e slovene. E tenevamo la testa in giù, dopo che ci avevano gridato di smettere. Ma erano proprio le nostre guardiane a portarci un pezzo di pane, dopo averci torturato, dopo aver cantato per loro Vilma Braini parla con gli studenti sul Treno della Memoria che ha portato i giovani goriziani e isontini in Polonia ‘Mamma’». Le domande continuano e lei non si risparmia. «La zona grigia era già iniziata prima, quando non potevamo esprimerci con la nostra lingua, lo sloveno. Era obbligatorio l’italiano; mi dicevano ”ricordati di dire che a casa parliamo italiano”». E come si sente adesso? «Mi sento libera, ma in alcune occasioni no, perché per troppi sono ancora una s-cjava. Le sue pupille si stringono, abbracciano la sua storia; nei suoi occhi un velo di commozione mette a nudo la sua emozione. «Io sono tornata a casa, ma tanti no. Perché io sì e loro no? Non ho fatto niente di diverso da loro». Mario adesso vive a Ronchi dei Legionari, si è portato in viaggio un po’ di buon vino, per il pranzo e per la cena, per stare assieme. La sua prigionia l’ha trascorsa a Dachau. «Per me è un dovere comunicare ai giovani cos’erano i lager. Dico sempre che questa è la pura verità, ma se non ci fossi stato, stenterei anch’io a crederci. Perché è l’idea di un pazzo. È il più basso livello a cui l’umanità può arrivare. Considerare degli uomini come dei sottouomini!». Come un toro la sua voce si carica, esce impetuosa e assolutamente nitida. «Lì annientavano la tua personalità, con fame e angherie. Per loro noi eravamo dei ”pezzi”, 400/500 pezzi per baracca, questa era la loro forza lavoro. Solo davanti al tornio, lavoravo nella produzione di materiale bellico, mi sentivo un po’ me stesso, solo lì». (g. f.) I PROMOTORI Associazione Terra del Fuoco e Provincia unite nel progetto GORIZIA Il Treno della Memoria - il cui percorso è stato seguito in diretta ogni giorno da Radio Gorizia 1 - è stato organizzato dall’associazione di promozione culturale Terra del Fuoco di Torino con il sostegno e la partecipazione della Provincia di Gorizia, assessorato della Pace. Il progetto vede coinvolti gli alunni della scuole superiori, per quattro viaggi con destinazione i campi di concentramento e sterminio di Au- schwitz e Birkenau, e un percorso di formazione alla Storia e ai suoi accadimenti, che ha coinvolto studiosi e storici che hanno incontrato i ragazzi nelle settimane antecedenti il viaggio. In tutto sono quasi tremila i giovani coinvolti, che hanno potuto visitare i luoghi della Memoria. Il terzo treno ha visto la partecipazione degli alunni del Friuli Venezia Giulia, con ben 250 ragazzi delle scuole di Gorizia e provincia. Da sinistra Monia Azzano, Mattia Cuberli e Veronica Todisco Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 3/3 Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Cronaca pagina 14 Quotidiano SCUOLA. L’ASSESSORE SALOMONI: «NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI CAMBIERÀ SOLTANTO LA CARTA INTESTATA» Superiori, scongiurata la guerra per i corsi La Provincia tranquillizza le famiglie: «Quella della Regione è una delibera razionale ed equilibrata» di FRANCESCO FAIN «A Gorizia, nella maggior parte dei casi, cambierà soltanto la carta intestata dei vari Istituti. Gli eventuali spostamenti di sedi saranno graduali e concordati: di questa possibilità se ne parlerà con i soggetti interessati». L’assessore provinciale all’Istruzione Maurizio Salomoni si sente di tranquillizzare genitori e sindacati su come si concretizzerà in loco la riforma Gelmini delle vecchie scuole superiori. Sono due gli Istituti in provincia di Gorizia che otterranno lo status di Isis, Istituti statali di istruzione superiore. Si tratta del Brignoli di Gradisca d’Isonzo in società con i Pacassi e il Fermi di Gorizia. Rimescolamenti in vista anche per gli altri Istituti: l’Isis D’Annunzio - già in squadra con il Fabiani - accoglie anche lo Slataper. L’Isis Cossar-Da Vinci, oltre agli Istituti professionali, accoglierà anche quelli tecnici. Salomoni ritiene «equilibrata» la delibera regionale con cui si è dato il via libera al piano aggiornato di dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome del Friuli Venezia Giulia. «Sono state ascoltate le Province e questo non può che farmi piacere. Ritengo che il piano sia assolutamente razionale e logico». Secondo la Provincia, a Gorizia non si correrà il rischio che - invece - si paventa a Udine, ovvero di una guerra fra scuole per l’attivazione dei corsi. Tutto è stato calibrato al millimetro come spiegato nei giorni scorsi dallo stesso Salomoni, dalla presidente della terza commissione consiliare provinciale Cultura e istruzione Angela Giorgione e dal vicepresidente sempre della terza commissione consiliare provinciale Cultura e istruzione Marino De Grassi. «Le scelte fatte, evitando la proliferazione di indirizzi uguali, sullo stesso bacino d’utenza, qualificano l’offerta formativa - ribadiscono i tre amministratori, sgombrando il campo da ogni possibile equivoco -. Prima di prendere queste decisioni sono stati sentiti i dirigenti scolastici e le loro indicazioni, relative ai criteri di base, sono state prese in considerazione, nel rispetto delle normative nazionali. Secondo il Dpr 233/88, infatti, casi come quello del Polo liceale di Gorizia non sono possibili, per le difficoltà gestionali che implicano: istituti composti Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. Maurizio Salomoni Marino De Grassi da oltre 1100 iscritti non possono esistere. Ogni dirigente così potrà gestire istituti a misura d'uomo dai 500 ai 900 studenti. Il caso di Gorizia era ampiamente fuori norma. La riforma pone una soluzione a questa irregolarità: i due poli liceali di- 1/2 venteranno omogenei, con circa 800 allievi ciascuno. Gli stessi principi sono stati adottati anche nella riorganizzazione degli istituti tecnici». Ribadiscono Salomoni, Giorgione e De Grassi: «Ma soprattutto il piano è fatto per poter dare agli studenti, che si iscriveranno il prossimo anno, massima chiarezza sull’offerta formativa a disposizione, senza doppioni, situazioni ibride o casi poco chiari. Lasciando immutata la situazione ci sarebbe stato un sicuro disorientamento nella scelta dei nuovi indirizzi da parte delle famiglie e dei ragazzi. Non si è sottovalutata nemmeno la questione territoriale, garantendo la completezza dell'offerta formativa su tutto il territorio provinciale. La Provincia è dovuta intervenire, prendendo atto che la pura e semplice applicazione del passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, avrebbe determinato l’istituzione di realtà scolastiche “ibride”, anche con doppioni di indirizzo (un istituto per metà tecnico e per metà liceo, due licei scientifici con opzione tecnologica e due licei linguistici) nella stessa città, creando confusione nella fase di orientamento scolastico». © RIPRODUZIONE RISERVATA Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Cronaca pagina 14 Quotidiano Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 Apertura 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Cronaca pagina 14 Quotidiano «Non ci resta che aspettare i dettagli del piano» Previti (Uil): «Restiamo perplessi». I genitori del polo liceale: «Ormai la battaglia è persa» L’unica certezza è il dubbio. Sembrano esprimere questo, il giorno dopo l’approvazione del piano provinciale di riordino della scuola da parte della Regione, i commenti di sindacati e genitori, ovvero di coloro che maggiormente si sono opposti nei giorni scorsi alle scelte della Provincia. L’incertezza è legata soprattutto al fatto che, malgrado le rassicurazioni arrivate nelle ultime ore, sono molti coloro che non riescono ancora a valutare le conseguenze pratiche del nuovo piano. Conseguenze che, vale la pena di ricordarlo, sono destinate a concretizzarsi nello specifico solo dopo che il Ministero avrà reso pienamente esecutivi i contenuti della tanto discussa riforma della scuola. «Si fa riserva di provvedere con successivi atti – si legge nella delibera della Regione -, da adottarsi ad avvenuta entrata in vigore della nuova normativa statale in materia di as- setto ordina mentale dell’istruzione secondaria superiore e di riorganizzazione della rete scolastica, ogni ulteriore determinazione in ordine all’adeguamento degli indirizzi dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche di istruzione superiore della regione in coerenza con le corrispondenti indicazioni dei rispettivi piani provinciali». Tradotto dal burocratese, i dettagli sulle novità dei corsi e degli indirizzi che verranno attivati nelle scuole non si conoscono ancora. Anche per questo, allora, a regnare sembra essere soprattutto la confusione. «Noi della Uil avevamo subito segnalato che, a nostro parere, c’era qualcosa che non andava in questo piano - spiega Ugo Previti, segretario regionale Uil Scuola -. Purtroppo non siamo stati ascoltati, ma a questo punto non voglio più rilanciare la polemica, perché le parole sono destinate a restare tali, e non servono a risolvere i Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. Un’immagine d’archivio del Liceo scientifico problemi. Non ci resta che aspettare, per capire quali saranno le conseguenze di queste decisioni, e chi avrà avuto ragione». Alla finestra restano anche i rappresentanti dei genitori del polo liceale, che nei giorni scorsi avevano annunciato battaglia. L’approvazione del piano da parte della Regione, pe- 1/1 rò, di fatto non lascia più grandi margini di manovra. «Lunedì pomeriggio questo sarà ovviamente l’argomento principale al centro del dibattito durante il consiglio d’Istituto del polo liceale – dice Giuseppe Marzo, rappresentante dei genitori -. Cercheremo di affrontare il problema a livello istituzionale, prima che attraverso una protesta concordata con tutte le famiglie degli studenti, ma è chiaro che dopo la delibera della Regione la partite sembra purtroppo chiusa. Non so come reagiremo, ma quel che è certo è che continua a non esserci chiarezza sulla situazione, ed il fatto stesso che il piano sia stato portato a termine così rapidamente testimonia come si volessero soffocare sul nascere le prevedibili proteste». Il signor Marzo, poi, riserva un commento al vetriolo anche alla notizia che l’amministrazione provinciale promuoverà la prossima settimana degli incontri informativi nelle scuole: «È un atteggiamento molto democratico – dice con una battuta -, si salta il dialogo e si passa direttamente alle informazioni. Vedremo come andrà a finire, e soprattutto lo vedranno i nostri figli e gli studenti che si iscriveranno nei prossimi anni: temo che lasceremo loro una brutta eredità». Marco Bisiach Taglio medio 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino pagina 16 Quotidiano CONTINUANO LE VISITE GUIDATE Futurismo, mostre e testimonianze in uno special di Rizzarelli su Raitre GORIZIA I personaggi, i luoghi, gli artisti e le opere del futurismo saranno i protagonisti di uno special in onda oggi alle 12.25 su Raitre, proposto da "Il Settimanale", rotocalco della Tgr. L’approfondimento di Mario Rizzarelli verte su una stagione culturale tra le due guerre, nell'area giuliana caratterizzata da una marcata internazionalità. Sono tre le mostre allestite nel capoluogo isontino, nella sede della Fondazione Carigo, ai Musei Provinciali e in Castello, dedicate ai legami nazionali e internazionali fra la Venezia Giulia e le capitali europee, in occasione del centenario della pubblicazione del manifesto di Tommaso Marinetti. Particolarità del lavoro giornalistico un'analitica e documentata ricerca dei luoghi e del- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. le persone che vissero la dirompente vitalità innovativa del futurismo. Ci saranno i ricordi di testimoni degli avvenimenti storici e culturali, Anna Bombig, poetessa e scrittrice racconterà il rapporto con Tullio Crali , suo docente di disegno all' Istituto Magistrale, mentre Daria Delpin, vedova del futurista Raoul Cenisi, svelerà le atmosfere e il dinamismo di una Gorizia vivace e creativa. Proseguono intanto le visite guidate gratuite alle mostre sul Futurismo. Oggi, alla Fondazione Carigo di via Carducci, appuntamento alle 16.30. domani alla stessa ora presenti i curatori. Visite guidate gratuite oggi (alle 15.30) e domani (alle 11.30 e 15.30) anche alla mostra ”Futurismo, Moda e Design” ai musei provinciali di Borgo Castello. 1/1 Taglio basso 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Lettere pagina 16 Quotidiano ISTITUTO FERMI L’identità negata Per la seconda volta, nel giro di pochi anni, il glorioso Istituto Tecnico Commerciale «Enrico Fermi» di Gorizia rischia di perdere la propria identità e visibilità: prima trasferito dalla storica sede di via Diaz in via Puccini unito al Tecnico industriale e dal prossimo anno, presumibilmente all’Istituto tecnico per geometri «Nicolò Pacassi» in via Vittorio Veneto. Ancora una volta è il nostro istituto a pagare fusioni e dimensionamenti! Mentre, infatti l’Istituto tecnico per geometri e l’Agrario di Gradisca, ai quali il Fermi è stato aggregato, rimangono nelle loro sedi attuali, siamo noi a doverci rispostare. Se la Provincia sostiene che non abbiamo i numeri per esistere da soli come prevederebbe la riforma Gelmini, almeno ci venga data, per par condicio, una sede tutta per noi, che non può che essere quella storica di via Diaz. Seguono 22 firme di insegnanti Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Isontino pagina 21 Quotidiano Apt: fermate dei bus a norma di legge L’Azienda provinciale dei trasporti ribatte alle critiche emerse a Ronchi dei Legionari RONCHI Oltre quarantacinque nuovi punti luce e una ventina di pensiline per completare la dotazione attualmente esistente di oltre 220 strutture dell'Azienda provinciale trasporti: e in questo programma, cofinanziato dalla Provincia di Gorizia e che nei prossimi mesi riguarderà le fermate degli autobus nell' intero Isontino, sarà compresa anche Ronchi dei Legionari, dove qualche settimana fa erano state sollevate delle questioni riguardo l'aspetto e la posizione di alcune fermate. Questioni che, secondo l'Apt, sono però già state risolte o erano così gravi come rappresnetato, visto che l'aspetto delle fermate, sostiene l’Apt, è un elemento a cui l'azienda ha sempre dedicato grande importanza, e che proprio le fermate e la loro dotazione (panchine e luci) hanno ottenuto uno dei punteggi più alti nelle indagini sulla soddisfazione degli utenti. «Dove è possibile – spiega l'Apt – procediamo con la pavimentazione della zona-pensilina e la sistemazione della luce, e nel caso in cui sia possibile anche con la sistemazione della fermata fuori dalla sede stradale tramite la creazione di un apposito golfo. Chiaramente è un intervento che dipende dallo spazio disponibile, ed è complesso da realizzare in centro città». Tutto questo viene specificato in risposta anche alle polemiche sorte a Ronchi dei Legionari circa alcune fermate Apt ritenute per vari motivi non idonee. «Quello che vogliamo specificare è che tutte le fermate Apt sono a norma di legge, e sono state autorizzate da un' apposita commissione – spiega ancora l'Azienda –. Purtroppo ci sono luoghi, specie in centro città, dove non è stato possibile realizzare una zona di sosta per evitare le attese delle automobili, ma fare altrimenti avrebbe significato privare la zona di una fermata». Per quanto riguarda poi le altre questioni sollevate, per le fermate di competenza Apt (e non è il caso di quella di via Dante a Ronchi dei Legionari, che è di proprietà comunale), in via San Lorenzo il problema dell'impianto di illuminazione segnalato come ”non funzionante” era stato risolto con il taglio delle fronde che oscuravano la luce, e periodicamente l'Apt procede a controlli sull'operatività del sistema; per quanto riguarda via Redipuglia, invece, e quella lungo via Volontari della Libertà, giudicate fermate ostative del traffico, si tratta come specificato di soste autorizzate e impossibili da realizzare, in quella zona, secondo altre modalità. La fermata degli autobus in via Redipuglia Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Isontino pagina 21 Quotidiano STARANZANO. INIZIATIVA RIVOLTA AI GIOVANI ”Teatri di passaggio”, un pieno di risate STARANZANO Successo della quinta rassegna “Teatri di passaggio” che si è conclusa giovedì, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Staranzano con il supporto della biblioteca e la collaborazione della Provincia, dell’associazione La Fa Bù, dell’istituto comprensivo Dante Alighieri e della Fondazione Carigo. In programma la commedia brillante “Igor il gobbo e il principe Vladimiro da Verucchio, pronipote del conte Vlad (Dracula)”, curata dalla Compagnia dei Ciarlatani di Riccione che ha strappato applausi e risate non finire. Protagonisti Francesco Tonti e Alex Gabellini. Ci sono state due rappresentazioni. La prima in mattinata per gli alunni dell’Alighieri all’auditorium della scuola e la replica serale per il pubblico con l’ingresso nella sala teatrale San Pio X di via De Amicis che hanno riscosso em oriscoo . Lunedì scorso, invece, c’era stata l’esibizione dell’Associazione culturale musica libera Amol Iz Geven di Trieste. Protagonisti Daniela Gattorno, Franko Korošez. Musiche dal vivo di Davide Casali e Samuele Orlandi. L’iniziativa era rivolta ai giovani con particolare attenzione al pubblico pre-adolescenziale e adolescenziale. Monica Falcomer di La Fa Bù, associazione attiva a Staranzano e in tutta la provincia dal 2002 nel teatro, ha affermato che la rassegna ha anche lo scopo di sviluppare un percorso di comunicazione tra il pubblico e gli artisti. ”Infatti - ha detto - alla fine dello spettacolo gli artisti hanno aperto le loro esperienze, stati d’animo e professionalità agli adolescenti, assetati e curiosi davanti a emozioni vive, dirette e vere. La rassegna si propone di toccare diversi aspetti della pratica teatrale, dal teatro comico a quello popolare e di strada a quello interculturale, fornendo diversi modelli di comunicazione e di espressioni attuali, reali e divertenti. Dopo l’ottimo riscontro con il progetto pilota nel 2005, abbiamo potuto constatare quanto fosse forte e reale l’interesse dei ragazzi e delle strutture per questo modello di attività”. (ci. vi.) Il pubblico di giovani alla rappresentazione di Staranzano Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Isontino pagina 22 Quotidiano Mossa, le tasse resteranno inalterate Lunedì si approva il bilancio. Nessuna modifica a Irpef e aliquota Ici di FRANCESCO FAIN MOSSA Tasse inalterate a Mossa. Nessuna variazione né dell’addizionale Irpef né dell’aliquota Ici. L’amministrazione comunale di Mossa, consapevole della criticità del momento che sta mettendo in difficoltà tutte le famiglie, ha deciso di mettere ulteriormente le mani nelle tasche dei propri cittadini. Nel corso dell’anno non ci saranno variazioni: il carico fiscale rimarrà tale e quale a quello dell’anno passato. A portare la lieta novella il sindaco Elisabetta Feresin che illustra, a volo d’uccello, le principali novità del bilancio di previsione. «Il nostro strumento contabile va controcorrente esordisce il primo cittadino -. La giunta municipale l’ha adottato nei giorni scorsi e, nei prossimi giorni, verrà esaminato e votato dal Consiglio. Che dire? Sostanzial- Il sindaco Elisabetta Feresin La sede del municipio di Mossa mente, vengono confermate tutte le aliquote precedenti. Inoltre, siamo riusciti ad assicurare maggiori risorse al sociale e agli investimenti». Un piccolo miracolo, dunque? «Devo ringraziare la giunta municipale precedente che ha governato con oculatezza - aggiuge Elisa- betta Feresin -. Un plauso va anche al nostro ufficio ragioneria». Il Consiglio comunale in seduta ordinaria è stato convocato per lunedì alle 18.30 presso la sala consiliare del Municipio di Mossa. Parecchi i punti all’ordine del giorno: dalla lettura ed ap- provazione verbali seduta precedente al via libera al programma dei lavori pubblici per il triennio 2010-2012 e dell'elenco annuale per l’esercizio 2010. Si passerà, poi, alla determinazione delle aliquote Ici per l’esercizio 2010 alla riconferma dell’addizionale comunale Irpef. Ma il momento culminante sarà l’approvazione del Bilancio di previsione 2010, della relazione previsionale e programmatica 2010 2012 e del bilancio pluriennale 2010 - 2012. Altri punti all’ordine del giorno: la nuova convenzione di segreteria associata con l’inserimento del Comune di San Floriano del Collio nell’accordo; l’approvazione delle direttive contenute nella variante 16 al Piano regolatore comunale; l’approvazione del regolamento sugli impianti sportivi; l’esame e la successiva votazione del regolamento del servizio di assistenza domiciliare. Chiuderanno la seduta il nuovo regolamento del servizio di prestito nell’ambito del Sistema Bibliotecario della Provincia di Gorizia, le comunicazioni del sindaco e la consueta risposta ad interpellanze ed interrogazioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Isontino pagina 22 Quotidiano RINNOVATO IL DIRETTIVO Cormons incontriamoci si allea con la Pro loco Sì alla collaborazione per la realizzazione delle manifestazioni CORMONS Una collaborazione fattiva con la Pro Loco nell’organizzazione di eventi di richiamo, la formulazione di una proposta ufficiale a Comune e Provincia per il mantenimento del Corso di laurea in enologia e viticultura sul territorio cittadino, l’adesione al sodalizio aperta ai residenti in cambio di sconti sull’acquisto di merce nei negozi cormonesi. Sono queste alcune delle novità che riguardano le rinata Associazione Cormons Incontriamoci, che si è riunita per l’elezione del consiglio direttivo: a farne parte sono stati nominati Paolo Vecchiet, Antonio Bonelli, Veronica Jacuzzi (già presidente del sodalizio), Maurizio Sclauzero, Carlo Maria Laorenza, Evi Drigani, Barbara Simonit, Filippo Toscano e Bruno Dissegna. A tutti gli associati è stata richiesta una quota partecipativa di iscrizione al sodalizio di 10 euro: la nomina del presidente, del segretario e del tesoriere dell’associazione avverrà in un secondo momento. «Le manifestazioni – spiega uno dei fondatori di Cormons Incontriamoci, creata ormai vent’anni fa, Oscar Zorgniotti – saranno organizzate in accordo con la Pro Loco, con cui apriremo una collaborazione in tal senso. I membri del direttivo coprono tutte le zone principali da un punto di vista commerciale per Cormons: dalla zona industriale alle varie direttive del centro storico, proprio per essere più vicini possibili alle necessità dei nostri colleghi. Vogliamo ringraziare la Camera di commercio di Gorizia per l’aiuto datoci in occasione dei recenti eventi natalizi: abbiamo ricevuto in tutto 18.868 euro per abbellire Cormons. I numeri del nostro settore nella nostra cittadina, nonostante la crisi sicuramente evidente, sono comunque confortanti: sono presenti 147 attività commerciali, 50 pubblici esercizi, 4 alberghi e 2 residenze turistiche. Insomma, la nostra categoria a Cormons c’è ed è una presenza forte e significativa per la comunità». (m.f.) Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. BioCormons è organizzata dagli esercenti 1/1 Spalla sinistra 13 FEB 2010 Il Piccolo Gorizia Agenda e Taccuino pagina 25 Quotidiano UNA LAPIDE PER TRUBAR Lunedì alle 11 avrà luogo, nella sala giunta del Comune di Gorizia, la presentazione della cerimonia per la posa della lapide in memoria di Primož Trubar, padre della letteratura slovena. La cerimonia si terrà sabato 20 febbraio alle 11 in piazza Cavour. L'evento è promosso dalla Consulta per i problemi della minoranza etnica cittadina in collaborazione con numerose associazioni e istituzioni locali e vari enti tra cui il Comune di Gorizia, la Provincia di Gorizia e la Regione. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Breve Messaggero Veneto Udine Cronaca 13 FEB 2010 pagina 6 Quotidiano I licei insistono, vogliamo le Scienze applicate I dirigenti di Marinelli e Copernico: ai genitori va garantita la libertà di scelta Il liceo scientifico Marinelli nonsiarrende,allaparidelCopernico è convinto che l’istituzione del liceo delle Scienze applicate gli spetti di diritto: «Anche giovedìabbiamoribaditoall’Ufficioscolastico regionale, alla Regione e alla Provincia, che gli attuali cinqueindirizziconfluiscononaturalmente nel liceo storico e nel liceo delle scienze applicate». Il dirigente scolastico, Tomaso Di Girolamo, auspica di ricevere una rispostaprimadel26febbraioquando le famiglie visiteranno l’istituto di viale Leonardo da Vinci. All’indomani dell’approvazionedella deliberaregionaleche ha fatto proprio il Piano di dimensionamento scolastico provinciale, quello che trasforma l’istituto tecnico industriale Malignani in Isis (istitutoscolasticodiistruzionesuperiore) autorizzandolo a trasformare il vecchio liceo tecnologico in liceo delle scienze applicate, mentrenonaggiungenulladinuovo a Copernico e Marinelli che restano licei storici senza l’opzione delle Scienze applicate. Di Girolamo e il collega del Copernico, Andrea Carletti, sperano chelaRegione,conlapubblicazione del regolamento ministeriale, corra ai ripari e gli riconosca la possibilità di istituire anche l’op- zioneScienzeapplicate.«Conuna maggiore articolazione di corsi – spiega Carletti – i genitori possono esercitare una vera libertà di scelta. Se un istituto offre solo i corsi del liceo base non è accattivante. Non capiamo perché la Regione non ci assegna una quota di offerta formativa che fa parte del riordino dei licei». Detto questo Carletti non nasconde di aver trovato «sproporzionate» le parole del preside del Malignani che l’altro giorno aveva detto: «Giù le mani dal Malignani». «Con Campanella–sostieneCarletti–hoparlato più volte con estrema chiarezza. Noi non vogliamo penalizzare il Malignani diciamo solo che in città possono convivere tre licei con tutti gli indirizzi previsti». Nel frattempo arriva la puntualizzazione dell’assessore provinciale all’Istruzione, Elena Rizzi: «In questa fase – spiega – si è operato per adeguare le anagrafiche ministeriali. Una successiva determinazione dei singoli corsi di studio autorizzabili in ciascuna scuola definirà l’effettiva applicazione delle stesse. Sulle eventuali autorizzazioni il parere della Provincia potrebbe essere favorevole purché il totale degli studenti non superi il numero ammissibile nei locali a disposizione». (g.p.) Studenti davanti al liceo scientifico Marinelli in un’immagine d’archivio Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Udine Lettere pagina 17 Quotidiano ENERGIA/1 Argomentazioni portate e omesse Attraverso il Messaggero Veneto vorrei intervenire sulla discussione relativaall’elettrodottoRedipugliaUdine in fase di progettazione. Le opinionicheandròaesporrenonsono personali, ma frutto di convincimenti maturati una serata in cui ho seguitoiragionamentieleargomentazioni delle persone facenti parte delgruppoprovincialedegliecologistidemocratici.Ilgruppoprovinciale degli ecologisti democratici è composto da persone che per esperienza professionale, culturale, scientifica, politica sono esperte di problematiche ambientali; si riuniscononelpropriotempoliberoegratuitamente;unapartediloroèiscritta al Pd, altri pensano o verificano chequesto siauno strumentoutilea concretizzarequellocheconunoslogansi definisce “svilupposostenibile”.L’elettrodottosu cuisi ragionaè inserito nella logica delle interconnessioni internazionali necessarie per ovviare a carenze strutturali di produzione di energia elettrica, o a carenze improvvise dovute a guasti o manutenzione, pertanto l’infrastruttura è da realizzare, si tratta di vederecomeeguardandoaqualiinteressi. Si parla di interconnessioni internazionali, in questo caso provenienti dalla Slovenia, e dalla SloveniaaRedipugliailnuovoelettrodottoèprevistointerratogiànelprogetto di massima. È difficile comprendere perché in provincia di Gorizia sia previsto l’interramento, mentre in provincia di Udine si sia optato perlasoluzioneaerea(questosenza cadere in sciocchi campanilismi). Sul Messaggero Veneto del 5 febbraio il rappresentante di Terna afferma che «portare i cavi sottoterra sarebbe più impattante anche dal punto di vista ambientale perché la posa dei cavi comporta il mantenimento, per tutto il loro percorso, di unafasciaditerrenolargadai5ai25 metrisullaqualeèinterdettaqualsiasi coltivazione arborea le cui radici potrebbero danneggiare i cavi stessi. In buona sostanza per la fasciaindicatanonsipotrebberopiantarealberi,masipotrebbepraticare qualsiasialtraattivitàagricolaorealizzarestruttureindustriali,diserviziooabitative,mentresitace sulfatto che la linea aerea avrebbe una fascia sottostante della larghezza di 150 metri in cui, per la salvaguardia dellasalutedaicampielettromagnetici,nonsipotrebbesostaree/olavorare per più di 2 ore, rendendo impossibile,nell’area dirispetto, larealizzazione e l’utilizzo di qualsiasi strutturaemoltoproblematicol’utilizzo del terreno per attività agricole;tutto questo perderebbe moltodi importanza se il tracciato interrato corresse parallelo (per la parte possibile) all’autostrada... In questo caso le argomentazioni portate e quelle omesse da Terna non testimoniano di una volontà di rapporti seri fra Terna e le popolazioni interessate all’elettrodotto. Perquantoriguardaicostièvero che sono più alti, ma un’impresa chevogliarealmentepraticarelaresponsabilità sociale, ovvero agire Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. nella consapevolezza che non vi sonosoloicostiaziendalidaconteggiare,maancheicostipagatidalterritorioedallacollettivitàlocale,dovrebbe fare un calcolo costi-benefici complessivo e tenere in seria considerazione le opinioni degli abitanti deiterritoriattraversati.Altroaspetto da tenere in considerazione è quello dei minori costi di manutenzione dei cavi non sottoposti, se interrati, agli agenti atmosferici (caldo, freddo fulmini eccetera); inoltre,seicostisonoquelliriportatinegliarticolisulMessaggeroVeneto,il consigliodichioperainquestosettore è quello di provare a richiedere preventivi a imprese specializzate operantiinnazionieuropeelimitrofe,probabilmentecisarannosorprese positive. Per quanto riguarda la posizione espressa dalla Confindustria (Messaggero Veneto del 4 febbraio) favorevole alla linea aerea è comprensibilel’esigenzadi“farpresto” per avere a disposizione l’energia per le attività economiche, purtroppo la crisi economica e il conseguenteminorfabbisognodienergia, che secondo gli esperti si protrarrà per 8-10 anni, rende sopportabile un leggero ritardo. Un’ultima considerazione la meritano le posizioni espresse dal presidente della giunta regionale che sono di un’indeterminatezza degna delmigliorpolitichese,e cheinvece diprenderselacon chihagovernato precedentemente si sarebbe potuto opporrealledecisionidiTerna(iterminiperimpugnarelaprocedurasono scaduti il 3 febbraio), così come hanno fatto molti consigli comunali deiterritori interessati;inogni caso vale sempre il detto: «Hai voluto la bicicletta, pedala!». Gianfranco Buttazzoni Udine ENERGIA/2 Ennesimo scontro di tipo ideologico Assisto conanimo quasi divertito al susseguirsi sui media dei dibattiti-scontri relativi alla possibilitàdelritorno,comeprotagonista, del nucleare sulla scena energetica nazionale. Quello che più mi diverte è il rendermi sempre più conto che le due opposte barricate altro non rappresentanochel’ennesimoscontroideologico, demagogico e ipocrita che troppo spesso anima il dibattito pubblico del nostro Paese. Mipermettodiprenderespunto da alcune lettere di cittadini, pubblicatesull’edizionedivenerdì 5 febbraio, e fare qualche mia valutazione. Premetto che sono uno studente di ingegneria, e mi sento quindi in dovere di fornire un’analisi la più oggettiva possibile (con la quale però si scontra l’esigenza di brevità), valutando singolarmente gli aspetti più si- 1/2 gnificativi del problema, e partendo da quello che secondo me è fondamentale: il costo dell’energia elettrica derivante da fonte nucleare. A sostegno delle tesi nucleariste è detto che il costo del kW da fonte nucleare è tra i più bassi rispettoallealtrefontinonrinnovabili. Questo è vero se consideriamo il costo in bolletta, cioè quanto il cittadino paga il kW al fornitore di energia. Vanno però considerati anche i costi “nascosti”, cioè quelli sostenuti dallo Statoperrealizzare,gestireeinfinesmantellareunacentrale,ecoperti tramite tasse e imposte, quindi non presenti in bolletta, mapursempreincidentisullavalutazionedeicosti finali.Si tenga anche conto del fatto che l’energia prodotta da fonte nucleare che importiamo dalla Francia ci costa poco perché ne producono troppa rispetto alle reali esigenze. Ecco quindi che, per loro, è conveniente vendere questo surplus a noi a un prezzo basso, piuttosto che non utilizzarla e avere quindi una perdita. Altro argomento interessante èl’approvvigionamentodellamateria prima. Si continua a sostenere la validità del nucleare in quanto ci permetterebbe di liberarci dalla dipendenza delle fonti fossili e garantirci serenità energetica futura, quando l’uranio stesso non è una fonte rinnovabile. Si vuole quindi sostituire una fonte in via di esaurimento come il petrolio (il cui approvvigionamentocausacontinueinstabilità tra Stati, o talvolta anche guerre), con un’altra fonte non rinnovabile come l’uranio, anch’essa non proprio presente in Taglio medio 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Udine Lettere pagina 17 Quotidiano quantitàrassicuranti(ilqualeapprovvigionamento causerà future continue instabilità tra Stati, o talvolta anche guerre)? L’ultimoaspettoèquellodelle scorie. Ho avuto il piacere di leggere che le scorie sono un materialeduraturopertempilunghissimi (milioni di anni), protetto da strutturecapacidischermaretutti i tipi di radiazione. Beh, il fatto che la radioattività del materiale sia duratura è un bel problema, più che un pregio, perché significa che quel che noi produciamo oggi in termini di scorie peserà sulgropponediunbelpo’digenerazioni future. E siamo sicuri di avere le conoscenze e le tecnologie per realizzare strutture con caratteristiche tali da contenere per centinaia d’anni le scorie, senzaalcunrischiodifuoriuscite di materiale o cedimenti dell’involucro? Concludo con un piccolo colpodiscena.Ilnucleare“purtroppo” ci serve, ma non in quanto tale. Si rende infatti indispensabileinquantoformadiproduzionechecipermettediaverequantitativi di energia adeguati a quellichesonogliaspettidisicurezza della fornitura elettrica. Questoèilgrandesvantaggiodelle fonti rinnovabili come sole, vento e maree, in quanto sono fonti aleatorie. Fino a quando nonsaremoingradodiimmagazzinare questa energia in modo energeticamente valido, a esempiotramitevettoricomel’idrogeno, le fonti convenzionali saranno indispensabili. Discutiamo quindi sul nucleare, sul dove, sul come, sul quando, ma facciamolo liberi dalle limitazioni intellettuali derivanti da vecchie ideologie. Il nucleare non è di destra e il sole non è di sinistra. E concludo dicendo che una visione lucida e libera da demagogie ci permetterebbe di scorgere l’esponenziale ascesa nello scenario mondiale (ma facilmente percepibile anche nella nostra regione) del comparto scientificoeindustrialelegatoalle fontirinnovabili, anchein Fvg. Con buona pace, ovviamente, di chi vede nel passato il sole, e nel futuro il nucleare. Filiberto Fantini Latisana ENERGIA/3 Una scelta sbagliata Sono basito alla lettura della decisioneassuntadalpresidente Tondo sul parziale interramento dell’elettrodotto UdineRedipuglia,dicelui, permantenere coesa la sua maggioranza. Il presidente Tondo in perfetto stile “Nimby” (Not in my back yard-Nonnelmiogiardino)vuolefareil nucleare in Sloveniain quota regione Fvg. Cosa dire? Lo so che chiedere coerenza a un politico è troppo, ma a questo punto prego il mio segretario, la professoressa Lauretta Iuretig,dirivederelelodiaTondo espresse nella sua lettera pubblicata su queste pagine recentemente. Riportounpasso diunoscritto del professor Franco Battaglia che dà l’idea di cosa certe personeintendonoper“farepolitica”: «Particolarmente interessante fu l’atteggiamento di Antonio Di Pietro. Per ragioni sulle quali è ora troppo lungo dettagliare, il senatore mi aveva contattato per chiedermi di aiutarlo nella stesura della voce protezione-ambientale del suo programma politico, dicendomi che intendeva porre, al centrodellostesso,la questione – a suo dire – morale. Onorato di tanta considerazione gli dissi di dubitare di intendermi io di questioni morali, ma che, per quelchecapivo,potevaforseinteressargli la faccenda elettrosmog che, al di là dei 60 mila miliardi di lire, stava impropriamente allarmando l’intero Paese,echeavrebbepotutorassicurare, almeno lui – che non era Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 col centrosinistra né possedeva impianti di emissioni di campi elettromagnetici–,chel’elettrosmog non esiste. Mi rispose che non poteva farlo perché non poteva perdere voti e che avrebbe invece messo la lotta all’elettrosmog alcentro del suo programma di protezione dell’ambiente. Sconsolato per la certezza di non intendermi affatto di questioni morali salutai definitivamente il senatore». Chiosa finale: «Nel 2001 il centro-destravinse leelezionie nel 2002 il bravo Altero Matteoli, allora ministro all’Ambiente, poselapietratombalesullaquestioneinmododaevitarealPaese lo sperpero di 60 mila miliardi di lire in interramento delle linee di trasmissione elettrica, una manovra che, anche se fatta,non avrebbeevitatoneanche una leucemia infantile. Antonio Di Pietro, invece, assieme a Verdi, Rifondazione comunista e compagnia cantando, nel 2003 organizzò un referendum che, se fosse passato, avrebbe obbligato, comunque,l’interramento dei cavi elettrici e lo sperpero di 60 mila miliardi. Gli italiani al referendum di Di Pietro neanche ci andarono». Se nelle elezioni politiche dell’anno 2008 gli italiani defenestrarono dal Parlamento i Verdi e i Comunisti alle prossime elezioni regionali farò di tutto per defenestrare i seguaci di Di Pietro e il presidente Tondo. Tanto anche per lui Berlusconi, se lo vorrà ancora, troverà un collegio nazionale sicuro a Savona. Ormai posso solo sperare nei politici di An confluitinelPdlecomesocialista è tutto dire. Renzo Riva Nuovo Psi Fvg Energia e Ambiente Buja Taglio medio 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Pordenone Provincia pagina 10 Quotidiano Spilimbergo. Attenzione su 464 e bretella di Barbeano. Si è parlato anche di banda larga: sarà disponibile entro l’anno «Pontebbana nord, una priorità» Grande viabilità, faccia a faccia in municipio con l’assessore regionale SPILIMBERGO.«Lacosiddetta “Pontebbana nord”, cioèilsistemadellestraderegionali 464 di Spilimbergo e 463 del Tagliamento, costituisce un’asse che Regione, Provincia di Pordenone e Comune di Spilimbergo riconoscono fondamentale per la viabilità della destra Tagliamento eper le sueconnessioniconil Friuli». Questo, e non solo, quanto definito nel corso del vertice avvenuto in municipio a Spilimbergo, tra gli amministratorilocaliel’assessore regionale alla viabilità e trasporti, Riccardo Riccardi. Presenti,oltrealsindacoRenzo Francesconi, gli assessori Roberto Mongiat e Silvano Pillin e l’assessore provinciale Antonio Consorti. VariantediDignano.L’incontro è stato l’occasione per affinare le progettazioni che riguardano, in particolare, il collegamento tra la strada provinciale di Barbeano e la 464,maanchel’interventodefinito come la variante di Dignano. Le due opere si trovano attualmente in una diversa fase di avanzamento. Per Barbeano occorre giungere a una progettazione definitiva dellaprevista bretella,hanno concordato Regione, Provincia e amministrazione municipale, inserendo, dunque, l’intervento nella programmazione e nella disponibilità finanziaria di Fvg Strade. Il costo complessivo indicato per la bretella di Barbeano, a livello di studio di fattibilità, raggiungei14milionidieuro. I punti critici della 464. Nella programmazione pluriennale della Regione per la L’obiettivo Alleggerire il traffico nelle frazioni: resta un punto fermo Faccia a faccia in municipio tra l’assessore regionale Riccardi e gli amministratori locali messainsicurezzadellaviabilità, dovrà trovare inserimento, ha osservato l’assessore Riccardi, anche l’eliminazione di di alcune criticità viarie lungo la strada regionale 464, la quale attualmente presenta, secondo il primo cittadino Francesconi,alcunepericolose intersezioni. Riccardi ha, inoltre, confermato al sindaco che le esigenze di messa in sicurezza del territorio spilimberghese potranno trovare inserimento nell’ambito del programma di interventi di prevenzione contro il rischio idrogeologico che la Protezione civile sta elaborando, secondo una «scala di priorità» tra i diversi interventi. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. Progetto banda larga. Non si è parlato unicamente diviabilitànelcorsodelverticespilimberghese.L’attenzione è stata indirizzata anche sul settore delle nuove tecnologie, in particolare su internet. L’assessore regionale ha assicurato che la banda larga verràestesaaSpilimbergoentro la fine dell’anno in corso. A breve, ha sottolineato Riccardi, i Comuni della regione interessati al superamento del cosiddetto “digital divide” – è il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no – saranno chiamatiadattivareun’iniziativa pubblica di illustrazione deipassiprocedurali del progetto Ermes. L’obiettivo è di 1/2 Il completamento della bretella di Barbeano è considerata un elemento importante per la viabilità a livello sovracomunale. Permetterà di convogliare il traffico, alleggerendodimoltoilpassaggio di mezzi all’interno delle frazioni spilimberghesi. L’opera consentirà, di fatto, un collegamento diretto col nuovo ponte sul Meduna, la circonvallazione di Vivaro e il ponte sul Cellina: in pratica il nuovo tracciato diretto a Roveredo in Piano e Sacile, una sorta di Pontebbana bis, o meglio, Pontebbana nord. far comprendere come la società Mercurio, che in prima battuta curava l’estensione della banda larga nelle aree più svantaggiate, di fatto non abbia rispettato le norme, nazionaliecomunitariediriferimento in questa materia, ampliandointalmodoitempinecessariper l’avanzamentoe il completamentodelladorsale a fibra ottica. «Malgrado l’obbligata revisione del progetto Ermes – ha assicurato l’assessore regionale Riccardi - stiamo lavorando per garantire il collegamento in banda larga a tutti i 218 Comuni regionali entro il 2011, come previsto dalprogettoinizialediMercurio». (g.z.) © RIPRODUZIONE RISERVATA Apertura 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Pordenone Provincia Quotidiano La viabilità di Spilimbergo resta al centro del dibattito ammiistrativo Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 pagina 10 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Nazionale Agenda e Taccuino pagina 13 Quotidiano L’opera arricchirà le raccolte dell’Archivio Storico Tra i nuovi beni, una carta topografica dei fondi Strassoldo Quei Borbone esuli a Gorizia Il volume-rarità di Théodore Muret edito a Parigi nel 1850 GORIZIA. Offre in consultazione oltre 40.000 unità tra volumi, opuscoli e periodici: istituita nel 1861, la Biblioteca della Provinciadi Goriziaintegralefontidocumentarie dell’Archivio Storico Provinciale, che risalgono fino al 1200, ed entrambi si arricchiscono continuamente. È proprio di queste settimane la notizia di nuove e preziose acquisizioni: si tratta di importanti documentimanoscrittieastampa,cheandrannoadincrementare le raccolte sia dell’Archivio Storico sia della Biblioteca. In particolare, per integrare la raccolta di documentimanoscrittieastampa relativi al decennale soggiorno goriziano della famiglia reale di Francia in esilio e alla sepoltura dei suoi membri nel conventodellaCastagnavizza, èstataacquistataunararità bibliografica, ovvero il volume di Théodore Muret Album de l’Exil (Résidences de la branche ainée des Bourbons depuis 1830), Parigi 1850, corredata da 15 litografie in seppia di Eugène Grandsire, di cui tre raffiguranti Gorizia. Fralenuoveacquisizioni anche una pianta topografica manoscritta relativa a beni fondiari in Strassoldo, che incrementa la documentazione conservata nell’Archivio Storico Provinciale. Qui, infatti, è confluito l’archivio dei conti Strassoldo del ramo di Graffenberg, acquistato giànel1883dalMuseoProvinciale: all’interno di questo archivio nobiliare è presente una notevole quantità di documenti di natura economica, in particolareestimi edisegni di rilievodibenifondiaridella famiglia, sottoposti a riconfinazioni in seguito a venditeopassaggiereditari. Fra i documenti di questa natura sono numerosi quelli relativi al patrimonio del conte Giuseppe di Strassoldo (1700-1784), giunto in eredità al primogenito Leopoldo e agli altri figli, e sottoposto a operazioni di riconfinazione nel 1789: proprio a esse si riferiscelacartatopografica ora acquisita. I documenti connessi a questa carta e già in possesso dell’Archivio Storico Provinciale, distribuiti nelle cosiddette Serie Diverse dell’Archivio gentilizio, sono stati rintracciati grazie alla catalogazione analitica del fondo, realizzata nell’ambito del progetto di riordino finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, da poco concluso. PerlasezionedelleCarteGeografiche,checaratterizza la Biblioteca Provincialefin dalle sue origini e consta attualmente di oltre 500 unità dei secoli XVI-XX – con rari atlanti del XVII e del XVIII secoloe lecarte militari provenienti dal lascito Radetzky – sono state acquistate nove carte geografiche del XVIII secolo e due del XIX secolo relative ai territori della contea di Gorizia e delle province contermini. Nel dettaglio, si tratta della Carta Geografica della Provincia del Friuli di Guglielmo De L’Isle nell’edizione veneziana dell’Albrizzi del 1750,delleottotavolededicate rispettivamente alla Carniola e alla Carinzia nell’opera del Reylli del 1796 (di cui la Biblioteca Provinciale possiede già le tavole relative alla Contea di Gorizia e all’Istria), della Carte de la Partie Autrichienne de Venise stampata a Vienna nel 1804 e della Provincia di Udine con le piante di Udine e di Trieste di Giacinto Maina del 1842. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. La chiesa e il convento della Castagnavizza, oggi in Slovenia, in una foto d’epoca: vi furono sepolti alcuni reali della casa di Borbone esuli dalla Francia 1/1 Apertura 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Gorizia Cronaca pagina 2 Quotidiano Le reazioni Migliorini: «Tutto potrebbe essere invalidato» Il consigliere provinciale a Gherghetta: perché tanta fretta? Brussa: più margini alle Province Il piano di riordino delle scuolesuperioripotrebbeessere invalidato dalla mancanza di un parere scritto delle istituzioni scolastiche: a sollevare questo dubbio è il consigliere provinciale Luciano Migliorini, che interpella il presidente, EnricoGherghetta, chiedendogli per quale motivo le decisioni sono state prese tanto in fretta. Migliorini prende le mosse dallacriticapiùfrequentementerivoltaallaProvinciadainsegnanti, presidi e genitori, ovvero la fretta con cui sono state prese le decisioni. «Chisiopponealpianoobietta un insufficiente coinvolgi- mentodelleistituzioni scolastiche, ufficio scolastico provinciale incluso, nella predisposizione del piano. Risulta che gli istituti siano stati consultati e abbiano fornito, spesso di propria iniziativa, alcune indicazioni molto generali, al fine di consentireallaProvinciadielaborare una prima bozza di proposta, su cui successivamente sarebbe stato necessario confrontarsi per individuare una scelta ottimale e graduale, con sensodiresponsabilitàadeguatoall’impattosull’offertaformativa.Nientedituttociòsièinvece realizzato. Le istituzioni scolastiche sono state sinteticamente informate della decisio- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. ne della Provincia solo a cose fatte, il giorno dopo la seduta dellacommissione,ehannopotuto prendere atto, senza alcuna voce in capitolo». Il consigliere provinciale si sofferma, poi, su quelli che sonostati,secondolui,ilimitidelle modalità seguite: «Sulla base della mia esperienza, mi sembra che fosse obbligatorio acquisire un parere scritto da parte delle istituzioni scolastiche, la cui mancanza potrebbe invalidare il piano stesso. Inoltre,consideratiigrandicambiamenti in atto, mi sembrava doveroso predisporre un quadro economico sulle conseguenze del progetto, valutare gli effetti 1/1 per il personale scolastico nel nuovo assetto organizzativo, individuarele criticitàpotenziali sotto il profilo formativo che la nuova organizzazione può introdurre a discapito del servizio fornito agli studenti. Mi risulta che non fosse obbligatoriointervenireimmediatamente sull’organizzazione scolastica, quindi la tempestività della Provincia può risultare, a maggior ragione, ingiustificata». AncheFrancoBrussa,consigliere regionale del Pd, intervienenelladiscussionesuglieffetti del piano di riordino delle superiori: «L’auspicio è che la giunta regionale predisponga una delibera che lasci ampio marginealleProvince perindirizzarsi verso gli accorpamenti e le divisioni più funzionali. Si realizzerebbe così un percorso virtuoso che da un lato consentirebbe alla Regione di approvareunostrumentodiindirizzo dovuto, dall’altro alle Province di iniziare quel percorso che le porterà, nel tempo, ad avere una chiara e omogenea visione dell’offerta scolastica. Ciò aiuterebbe le amministrazioni a usare al meglio le risorse, garantendo che le scelte corrispondano agli interessi della scuola, degli operatori e degli alunni,versocuideveessereindirizzato, prioritariamente, ogni obiettivo». (f.s.) Taglio medio 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Gorizia Cronaca pagina 2 Quotidiano Bisognerà ora attendere i regolamenti del ministero che dovrebbero essere emanati nel volgere di poco tempo. Il liceo musicale potrà essere attivato non prima del 2011 Piano provinciale, ok dalla Regione Approvato il riordino degli istituti superiori senza alcuna correzione Vialiberadapartedellagiuntaregionale al piano provinciale di riordino delle scuolesuperiori. Bisognerà ora attendere iregolamentidelministero,chedovrebbero essere emanati a breve, dal momento che il termine per le iscrizioni per il nuovo anno scolastico è il 27 marzo. La giunta regionale, su proposta dell’assessore Molinaro, ha quindi licenziato il piano aggiornato di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, prendendo atto del lavoro di riordino effettuato dalla Provincia. Nello stesso tempo si riserva di intervenire per una seconda fase dal momento che mancano i regolamenti attuativi che ufficializzeranno gli indirizzi e i contenuti delle singole scuole. Quelcheècertoè cheilliceomusicale, la cui attivazione è stata richiesta anche da Gorizia, dovrà attendere almeno il 2011-2012. Intanto il Brignoli di Gradisca diventerà Istituto statale di istruzione superiore, comprendente appunto la scuolagradiscano,l’ItgPacassiel’ItcFermi.Il Cossar-Da Vinci diverrà istituto tecnico e professionale,mentrel’IpsiadiMonfalcone istituto statale di istruzione superiore di Monfalcone e Grado. Tra i licei e gli istituti tecnici ci sarà una nuova composizione: l’Isis D’Annunzio costituirà un polo conl’IsaMaxFabiani e lo Slataper,ilclassico Dante con lo scientifico Duca degli Abruzzi, infine il Galilei costituirà da solounIsis. Alla luce dell’ulteriore passo L’assessore avanti compiuregionale Molinaro to dal piano di riordino delle superiori, l’assessore provinciale all’istruzione, Maurizio Salomoni, assicura che saranno organizzati adeguati incontriformativi:«LaRegionenonhaapportato correzioni al piano che abbiamo presentato, mantenendo una posizione equilibrata.Insostanzahaattuatoimmediatamente quello che era possibile, secondo le posizioni delle Province, mentre ci sarà un’ulteriore fase di attuazione per le parti che derivano dalle trasformazioni del riordino. Dipende dalle decisioni del ministro Gelmini, in ogni caso non credo che ci sarà da aspettare a lungo, visto che i ragazzi devono comunque iscriversi entro il 27 marzo. Noi siamo disposti ad aiutare a conoscere le novità, abbiamo risorse specificamente destinate all’orientamento, inoltre promuoveremo almeno due incontri informativi sul piano di riordino, uno a Gorizia e uno a Monfalcone». Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. Francesca Santoro 1/1 Apertura 13 FEB 2010 Messaggero Veneto Gorizia Cronaca pagina 2 Quotidiano La prestigiosa istituzione cittadina vanta anche una pianta topografica relativa a beni fondiari degli Strassoldo Nuovi testi arricchiscono l’Archivio storico Fra le acquisizioni un volume del 1850 corredato da 15 litografie, tre di Gorizia Offre in consultazione oltre 40.000 unità tra volumi, opuscoli e periodici: istituita nel 1861, la Biblioteca della Provincia di Gorizia integra le fonti documentarie dell’Archivio storico provinciale, che risalgono fino al 1200. Nell’archivio si ritrovano così raccolti sistematicamente gli atti ufficiali che documentano tutte le vicende secolari della Contea goriziana (e spaziano dalle concessioniimperiali redatte su pergamenaevalidate dasigilli aiverbali delle riunioni in Dieta degli Stati registrate in volumi); non mancano però evidenze “di colore” su vicende e aneddoti storici di rilievo,come ledettagliaterelazioni sulle visite dei sovrani asburgici nei propri domini, ma anche sulla decennale residenza della casa reale dei Borbone a Gorizia, dal 1836. Un patrimonio d’eccezione, quindi, quello dell’Archivio storico che afferisce all’assessorato alla cultura della Provincia. Ed è proprio di queste settimane la notizia di nuove e preziose acquisizioni che valorizzano e arricchiscono la dotazione esistente: si tratta di importanti documenti manoscritti e a stampa, che andranno a incrementare le raccolte sia dell’Ar- chivio storico sia della Biblioteca. In particolare, per integrare la raccolta di documentimanoscrittiea stampa relativialdecennalesoggiornogorizianodellafamiglia reale di Francia in esilio e alla sepoltura dei suoi membri nel convento della Castagnavizza è stata acquistata una rarità bibliografica, ovvero il volume di Théodore Muret, Album de l’Exil (Résidences de la branche ainée des Bourbons depuis 1830), Parigi 1850, corredata da 15 litografie in seppia di Eugéne Grandsire, di cui 3 raffiguranti Gorizia. Fra le nuove acquisizioni anche una pianta topografica manoscritta relativa a beni fondiari in Strassoldo, che incrementa la documentazione conservata nell’Archivio Storico Provinciale. Qui, infatti, è confluito l’archivio dei conti Strassoldo del ramo di Grafenberg, acquistato già nel 1883 dal Museo provinciale; all’interno di questo archivio nobiliare è presente una notevole quantità di documenti di natura economica, in particolare estimi e disegni di rilievo di beni fondiari della famiglia, sottopostia riconfinazioniin seguitoavendite o passaggi ereditari. Fra i documenti diquestanaturasononumerosiquellirela- tivi al patrimonio del conte Giuseppe di Strassoldo (1700-1784), giunto in eredità al primogenito Leopoldo e agli altri figli, e sottoposto a operazioni di riconfinazione nel 1789: proprio a esse si riferisce la carta topografica ora acquisita. Per la sezione delle Carte geografiche, che caratterizza la Biblioteca provinciale fin dalle sue origini e consta attualmente di oltre 500 unità dei secoli XVI-XX – con rari atlanti del XVII e del XVIII secolo e le carte militari provenienti dal lascito Radetzky – sono state acquistate nove carte geografichedel XVIIIsecoloeduedelXIX secolo relative ai territori della contea di Gorizia e delle province contermini. Nel dettaglio, si tratta della Carta geografica della Provincia del Friuli di Guglielmo De L’Isle nell’edizione veneziana dell’Albrizzi del 1750, delle 8 tavole dedicate rispettivamente alla Carniola e alla Carinzia nell’opera del Reylli del 1796 (di cui la BibliotecaProvincialepossiedegiàletavolerelative alla Contea di Gorizia e all’Istria), dellaCarte dela Partie Autrichienne deVenise stampata a Vienna nel 1804 e della Provincia di Udine con le piante di Udine e di Trieste di Giacinto Maina del 1842. Una delle mappe topografiche che fa parte dell’Archivio cittadino Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 13 FEB 2010 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 8 Quotidiano POKRAJINA - V bivši umobolnici Dvodnevni posvet o čustvih Širiti informacije o negativnih posledicah prekomernega uživanja psihoaktivnih snovi (zakonitih in ne) med mladimi je namen dvodnevnega posveta Čustva, dobro počutje, kreativnost, ki ga prireja pokrajinska uprava v sodelovanju s fakulteto za psihologijo na tržaški univerzi, mednarodno šolo za višje študije Sissa in podjetjem za zdravstvene storitve. Srečanje bo v četrtek, 18., in petek, 19. februarja, v gledališču na območju bivše umobolnice pri Sv. Ivanu (Ul. Edoardo Weiss št. 13), na njem pa bo posegla vrsta uglednih strokovnjakov. Posvet je namenjen mladim in vsem, ki se z njimi ukvarjajo, od učiteljev in vzgojiteljev do staršev in javnih upraviteljev. Rdeča nit bodo čustva, o katerih bosta podala poročilo tudi izvedenca zdravnik Alberto Pellai z univerze v Milanu in nevrobiolog Alberto Oliverio z rimske univerze La Sapienza. Med ostalimi bodo posegli tudi Stefano Canali z višje šole Sissa, ki bo specifično govoril o psihoaktivnih snoveh, ter Donatella Ferrante in Lisa di Blas s fakultete za psihologijo, ki se bosta osre- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. dotočili na nasilje oziroma na oceno in predvidevanje emocij. Čustva bodo na zasedanju obravnavali ne le v zvezi s uživanjem psihoaktivnih snovi, temveč tudi v zvezi z ljubezenskimi odnosi, z obnašanjem in z drugimi življenjskimi aspekti. Vzporedno s posvetom, ki ga bo v četrtek ob 15. uri odprla pokrajinska predsednica Maria Teresa Bassa Poropat (na sliki), bodo dopoldne (ob 11. uri) na postaji Rogers odprli razstavo Psicoattivo. Dodatne informacije nudijo na spletni strani www.provincia.trieste.it. 1/1 Taglio medio