Automazione
LETTORE RFID
LOW-COST
Memorizza e riconosce fino a
25 tag standard con codifica a
64 bit e dispone di un’uscita a
relé funzionante in modalità
impulsiva o bistabile; il tutto
senza impiegare integrati o
moduli dedicati alla gestione
dei transponder.
di DAVIDE SCULLINO
L
a lettura a distanza di badge e in generale di
transponder per RFiD è stato un argomento
che ci ha interessato fin da quando, oltre dieci anni
fa, siamo riusciti a trovare in commercio integrati
e moduli facilmente utilizzabili, in grado di provvedere da soli alla lettura dei dati dei tag; chi ci
segue dall’inizio sa che in questi
anni di lettori per RFiD, da abbinare a
computer e funzionanti autonomamente
(stand-alone) ne abbiamo proposti parecchi, a partire da quello basato sull’integrato
U2270 della Temic fino ad arrivare all’ultimo
Elettronica In ~ Luglio / Agosto 2009
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nostro progetto, che sfrutta il
modulo ID12 della ID Innovations (molto pratico perché incorpora la bobina eccitatrice) e che
abbiamo descritto nel fascicolo
n° 130 di Elettronica In. Tutti i
circuiti da noi proposti sono stati
accomunati dalla caratteristica di
un relé a tempo o a permanenza.
Si tratta perciò di un lettore di
tag RFiD stand-alone di basso
costo (dato che la componentistica impiegata è limitata e tutta
molto comune) destinato a quelle
applicazioni dove un tempo era
consigliabile ricorrere ad altre
Schema a blocchi
COMPARATORE
AMPLIFICATORE
+
+
-
-
PIC12F629
RIVELATORE
DRIVER
BOBINA
impiegare componenti dedicati
allo scopo; per questa ragione
non siamo mai riusciti ad offrirvi
qualcosa di veramente economico, in quanto tutte le soluzioni
da noi sviluppate sono state
inevitabilmente condizionate dal
costo degli integrati e dei moduli
richiesti. Ma adesso qualcosa è
cambiato, perché siamo riusciti
a sviluppare un lettore di tag
per RFiD molto particolare e
basato su un semplice doppio
operazionale per generare il
campo elettromagnetico eccitatore e rilevare le commutazioni del chip dei tag standard
codificati a 64 bit, oltre che su
un piccolo microcontrollore
di casa Microchip che decifra i
dati, memorizza fino a 25 diversi
codici (e quindi altrettanti tag) e,
riconoscendoli in lettura, attiva
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TAG
soluzioni; peraltro, il progetto
da noi proposto consente di
realizzare interfacce per tornelli,
cancelli motorizzati ed altro di
simile, estremamente robuste e
affidabili, precise e in grado di
riconoscere tag a badge e portachiavi a una distanza di circa
8 cm, il che significa che non è
indispensabile appoggiare il tag
come invece è per molti lettori di
transponder per RFiD riservati al
controllo accessi.
IL CIRCUITO
I transponder o tag per RFiD si
leggono eccitandoli mediante un
campo elettromagnetico variabile e poi rilevando il carico che
essi determinano per effetto della
reazione d’indotto; praticamente
la lettura avviene sfruttando un
sistema assimilabile al trasfor-
Luglio / Agosto 2009 ~ Elettronica In
matore, dove l’avvolgimento
primario è quello eccitatore del
lettore e il secondario è, invece, la bobina all’interno del tag.
Quando l’avvolgimento a bordo
del lettore emette il proprio campo elettromagnetico (tipicamente
a 125 kHz) le variazioni di flusso
che investono il tag inducono
nella sua bobina una tensione
alternata, la quale, tramite un
raddrizzatore e un condensatore,
viene resa continua e alimenta
la logica interna al tag; la logica,
una volta alimentata emette il
proprio codice serialmente sotto
forma di stringa di impulsi, i
quali polarizzano un transistor
che chiude periodicamente in
cortocircuito la bobina del tag
(ma non influisce sulla logica,
dato che il corto avviene prima
del diodo raddrizzatore) determinando un maggiore assorbimento, che si traduce in una
richiesta di incremento del flusso
magnetico. Questa condizione
causa un maggiore assorbimento
di corrente da parte della bobina
del lettore, quindi è facile leggere
gli impulsi e quindi il codice
del tag perché basta rilevare gli
impulsi dovuti ai picchi di assorbimento (che corrispondono ai
livelli alti) e i cali di corrente (che
corrispondono alle pause, ossia
allo zero logico).
La tecnica di rilevamento degli
impulsi prodotti dal transponder
è simile a quella adottata nella
gran parte dei metal-detector e
si basa sul carico determinato da
un conduttore in cortocircuito
immesso in un flusso elettromagnetico variabile.
L’insieme delle operazioni,
ovvero l’eccitazione dei tag e la
lettura dei loro codici mediante
la reazione d’indotto, viene tipicamente svolto da un integrato
o modulo specializzato; invece
nel progetto che vi proponiamo
le realizziamo con un circuito
[schema ELETTRICO]
molto semplice basato su due
amplificatori operazionali.
Al solito, un microcontrollore
(un PIC12F629, in questo caso...)
legge gli impulsi, esamina i
codici e provvede alle operazioni sia di apprendimento, sia di
identificazione; inoltre, lo stesso
micro sintetizza la componente
variabile con la quale viene
comandata la bobina
eccitatrice.
Dando uno
sguardo allo
schema elettrico,
vediamo che il campo eccitatore viene
prodotto dalla bobina
eccitatrice collegata tra
i punti COIL, la quale
riceve l’alimentazione
dall’uscita di un semplice
amplificatore a simmetria
complementare formato da T1
e T3, le cui basi sono unite e
pilotate insieme dall’onda generata dal PIC. Più esattamente, il
microcontrollore sintetizza un
segnale rettangolare PWM a 125
kHz mediante l’apposita istruzio-
ne PicBasic e il filtro composto da
R15 e C13 rende tale componente
quasi sinusoidale.
Va notato che la bobina genera un campo elettromagnetico
alternato perché, a seguito
dell’applicazione della polarità
Elettronica In ~ Luglio / Agosto 2009
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positiva, la bobina tende, quando
il potenziale fornito dallo stadio
a simmetria complementare si
abbassa, a restituire l’energia
immagazzinata, la quale viene assorbita dal T3; ciò determina un
flusso di corrente bidirezionale e
quindi un campo effettivamente
alternato.
Quando un transponder rispon-
zare e livellare la tensione prodotta dalla corrente nella bobina
eccitatrice, in modo da ricavare
una componente unidirezionale,
la cui ampiezza è funzione diretta dell’assorbimento del tag.
Lo stadio che segue è disaccoppiato in continua in modo da
bloccare la componente filtrata
da C3 dovuta alla corrente che
microcontrollore tramite la linea
GP3.
Il partitore formato dalle resistenze R2 ed R3 determina la
polarizzazione a riposo per l’operazionale IC1a e il riferimento
per il comparatore; C7, C2 e C4
servono ad eliminare l’eventuale residuo dei 125 kHz con
cui viene alimentata la bobina
LETTORE
TAG
CAMPO MAGNETICO
+
-
CHIP
DATI
GENERATORE
125 kHZ
DATI TRASMESSI
-
CAMPO MAGNETICO
MODULATO
Nei sistemi a transponder per RFid, per interrogare i
tag il lettore crea un campo elettromagnetico variabile;
ai capi della bobina dei tag si determina una tensione
che, raddrizzata, alimenta il chip contenente il codice, il
quale pilota un transistor in grado di cortocircuitare la
bobina stessa. Ciò causa una variazione di assorbimento nel lettore, corrispondente ai dati del tag.
DECODER
DATI RILEVATI
de, la parte di circuito facente
capo agli operazionali IC1a e
IC1b provvede a rilevare le variazioni di corrente causate dalla
commutazione nel tag, ovvero a
discriminare gli impulsi distinguendoli dal segnale naturalmente prodotto dalla bobina.
Per ottenere ciò si sfrutta una
sorta di rilevatore di corrente
che si basa sulla differenza di
potenziale ai capi della resistenza
di carico R7, che, insieme ad R1,
chiude il circuito della bobina
verso massa; il diodo D1 e il condensatore C3 servono a raddriz-
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fluisce nella bobina eccitatrice in
condizioni di riposo; infatti C6 si
lascia attraversare dalla corrente
quando c’è una variazione di
tensione all’uscita del rivelatore
(D1/C3) e quindi quando il tag
pulsa. IC1a eleva il livello del
segnale rivelato e IC2b funziona da comparatore ad isteresi
(lo vedete dalla retroazione
positiva realizzata dalla R12) e
commuta lo stato della propria
uscita in presenza degli impulsi
costituenti il codice indotto dal
tag che viene letto. L’uscita di
tale operazionale viene letta dal
Luglio / Agosto 2009 ~ Elettronica In
eccitatrice, allo scopo di evitare
che venga amplificato, mentre
C12 ed R8 formano una rete che
spegne eventuali picchi e sopprime ancora l’eventuale residuo
dei 125 kHz indotto dalla bobina
nelle piste dello stampato.
Il microcontrollore è programmato in modo da inizializzare GP1
come input con pull-up interno
destinato alla lettura del pulsante
P1 (usato in programmazione)
e GP3 come ingresso, ma senza
pull-up, dedicato alla lettura
degli impulsi discriminati dai
due operazionali; sempre all’ini-
zializzazione, viene impostata
GP0 come uscita destinata al
comando del relé di uscita e GP2
ancora come output, ma assegnato al generatore PWM. Dato che
la corrente fornita dalle linee di
I/O del PIC non basta ad alimentare la bobina del relé, il micro
si aiuta con un transistor NPN
del quale pilota la base; il led in
serie alla linea GP0 permetterà
di verificare lo stato del RY1,
ovvero sarà illuminato ad uscita
attiva (relé eccitato) e spento a
relé rilasciato.
COME FUNZIONA
Il firmware che gira nel micro
prevede la lettura ciclica dello
stato della GP1, in modo da
rilevare in ogni momento la pressione del pulsante; quest’ultimo
serve ad avviare la procedura
di acquisizione (apprendimento) dei tag e di impostazione
del tempo e della modalità di
attivazione del relé: ogni volta
che viene appreso un tag, il
microcontrollore memorizza il
codice corrispondente nella propria EEPROM.
Inizialmente il programma cancella il contenuto della EEPROM
per rimuovere eventuali dati
casuali presenti dopo l’accensione, quindi il circuito è pronto
all’apprendimento; inutile dire
che l’uscita resta a riposo e con
essa il led, fin quando non è stato
appreso il codice di almeno un
tag per RFid.
Per avviare l’apprendimento
bisogna premere il pulsante del
circuito e, mantenendolo premuto, avvicinare il tag stesso alla bobina: di solito il rilevamento avviene anche a 7÷8 cm di distanza
dalla sezione orizzontale dell’avvolgimento; quando il micro riconosce il codice corrispondente e
lo memorizza, fa pulsare il relé
e il led due volte consecutive,
quindi si predispone all’imposta-
[piano di MONTAGGIO]
Elenco
Componenti:
R1÷R3: 470 ohm
R4÷R6, R13: 10 kohm
R7, R8: 100 kohm
R9, R10: 220 kohm
R11: 39 kohm
R12: 1 Mohm
R13: 10 ohm
R14, R15: 330 ohm
R16: 4,7 kohm
R17: 1 kohm
R18: 47 kohm
C1, C2: 10 nF multistrato
C3÷C5: 4,7 nF multistrato
C6÷C10: 100 nF multistrato
C11, C12: 100 pF ceramico
C13: 470 pF ceramico
C14, C15: 22 pF ceramico
C16: 100 µF 25 VL elettrolitico
D1÷D3: 1N4148
D4, D5: 1N4007
IC1: LM358
IC2: PIC12F629-I/P (VMK179)
VR1: 7805
X1: Quarzo 20 MHz
LD1: Led 3 mm rosso
T1, T2: BC547
T3: BC557
SW1: Microswitch
RY1: Relé 12 V 125Vac/15A
Varie
- Morsetto 2 poli
- Morsetto 3 poli
- Zoccolo 4+4 (2 pz.)
- Bobina irradiante (vedi testo)
- Circuito stampato
zione del modo e del tempo di attivazione dell’uscita nel normale
funzionamento (intervallo di
attivazione impulsiva del relé a
seguito del riconoscimento di un
tag di quelli già memorizzati).
Notate che il circuito si predispone per l’impostazione del tempo
solo quando gli fate apprendere
il primo tag; per i successivi questa impostazione non è prevista,
in quanto il tempo e la modalità
di attivazione del relé possono
essere impostati un’unica volta e
ugualmente per tutti i tag memorizzabili. Questo vuol dire che se
decidete un tempo di tre secondi,
vale per il primo tag, il secondo,
il terzo ecc.
Se rilasciate il pulsante non appena il circuito ha dato la conferma
dell’apprendimento del primo
tag (doppio battito del relé) e
senza dare il tempo al relé di pulsare un’ulteriore volta, il tempo
assunto è il minimo: 0,5 secondi.
Dunque, torniamo alla procedura di apprendimento e vediamo
come si imposta l’uscita: dopo
la memorizzazione del tag e la
conferma che il micro dà facendo
pulsare due volte il relé, lo stesso
Elettronica In ~ Luglio / Agosto 2009
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RFID nei caschi da football
La possibilità che un atleta sia vittima di colpi di sole anche mortali
esiste (è successo a Korey Stringer, giocatore dei Minnesota Vikings,
nel 2001) specialmente per i giocatori di football, che indossano
spesse protezioni. Per questa ragione, Hothead Sports, ha inventato
dei caschi da football americano con sistema RFID integrato,
pensati per tenere sotto controllo la temperatura corporea degli
atleti. Il sistema è stato sviluppato da Identec Solutions, società
statunitense specializzata in soluzioni RFID a lungo raggio, e si
basa su chip ad RF estremamente leggeri e resistenti agli urti che,
inseriti nei caschi, sono in grado di monitorare le condizioni dei
giocatori e di trasmetterle in tempo reale, per esempio, al portatile
o al palmare dell’allenatore; se la temperatura corporea oltrepassa
i limiti impostati, l’anomalia viene segnalata allo staff medico, che
può intervenire tempestivamente.
Ma questa non è la prima volta che l’RFID viene scelto per monitorare
la temperatura corporea in ambito sportivo: l’ultimo esempio è della
scorsa estate, quando chip RFID, inseriti in capsule da ingerire,
erano stati impiegati per controllare dall’interno le condizioni dei
maratoneti durante la corsa e trasmettere i dati a distanza. Proprio
il raggio d’azione molto ampio, che consente di inviare i dati fino a
500 metri di distanza, è una delle caratteristiche più interessanti
del progetto RFID di Hothead Sports, esportabile in altri settori dove
è necessario un controllo delle condizioni fisiche delle persone.
RY1 inizia a pulsare e il led
ripete tale condizione; ogni attivazione del relé (ovvero ciascun
lampeggio del led) corrisponde
al tempo di un secondo. Per
impostare il tempo desiderato,
rilasciate SW1 dopo che il relé
ha battuto per il numero di volte
pari ai secondi per cui volete
che, nel normale funzionamento,
il relé resti attivo ogniqualvolta il circuito riconosce uno dei
transponder memorizzati: ad
32
esempio, se desiderate un’attivazione (impulsiva) per tre secondi,
lasciate che RY1 pulsi tre volte,
poi rilasciate il pulsante. Tenete
comunque presente che il tempo
più lungo impostabile è 4 minuti
(240 secondi, corrispondenti a
240 pulsazioni del relé) ragion
per cui in fase di impostazione il
relé batterà non più di 240 volte
(escluse le due della conferma di
apprendimento del tag, s’intende); oltre, il circuito imposta
Luglio / Agosto 2009 ~ Elettronica In
per l’uscita la modalità bistabile.
In ogni caso, la conferma della
memorizzazione dell’impostazione del tempo di attivazione del
relé viene data dal circuito con
un doppio battito del relé e due
pulsazioni del led.
Per impostare tempi lunghi o la
modalità bistabile senza dover
stare lì a tenere premuto il pulsante, consigliamo di cortocircuitare i capi del pulsante stesso con
un cavetto provvisto di coccodrilli, oppure di stagnare un
interruttore in parallelo all’SW1;
in tal caso, dopo esservi accertati
di aver aperto detto interruttore
alimentate il circuito, quindi
dopo qualche secondo chiudete
lo stesso e procedete prima con
l’apprendimento del tag e poi
con l’impostazione dell’intervallo voluto.
Dopo che il relé ha battuto per
il numero di volte pari ai secondi desiderati per l’attivazione
impulsiva o passati i 240 impulsi,
corrispondenti al tempo massimo, quando il relé non batte più
(ciò indica che è stata impostata
la modalità bistabile) aprite pure
l’interruttore.
Per apprendere un nuovo
transponder, bisogna ripetere
l’operazione, ossia premere e
mantenere premuto SW1, quindi
avvicinare il tag e attendere la
conferma dell’acquisizione, data
dai soliti due lampeggi consecutivi del led e dal doppio battito
del relé; poi bisogna rilasciare il
pulsante. Notate che già dall’apprendimento del secondo
tag il circuito non effettua più la
procedura di impostazione dell’intervallo di attivazione del relé,
il quale si imposta solo la prima
volta. Per modificare il tempo occorre cancellare completamente
la memoria e quindi rimuovere
anche i codici dei tag già appresi,
quindi far apprendere un tag e,
durante la fase di apprendimen-
to, definire un nuovo intervallo o
una nuova modalità per l’attivazione dell’uscita.
Notate ancora che se il codice
appreso è il venticinquesimo e
quindi dopo l’apprendimento del
tag corrispondente la memoria è
piena, il circuito lo segnala facendo lampeggiare il led e pulsare il
relé per cinque volte.
Osservate inoltre che non è possibile cancellare un tag singolo, ma
per disattivarlo occorre ancora
cancellare l’intera memoria.
L’operazione di cancellazione si
compie premendo e mantenendo
premuto SW1 mentre si alimenta
il circuito; l’avvenuta cancellazione viene segnalata da tre lampeggi del led e altrettante pulsazioni
del relé in rapida sequenza.
Dopo questa segnalazione potete
rilasciare il pulsante ed eventualmente ripremerlo per iniziare un
nuovo apprendimento.
A seguito della cancellazione
totale, il circuito riconosce tutti i
transponder standard con codifica a 64 bit (modalità “low-security”); il tempo e la modalità di
attivazione del relé rimangono,
invece, quelli impostati l’ultima
volta, quindi se avevate impostato un tempo di 10 s, qualsiasi
transponder avvicinato alla
bobina di lettura fa eccitare il
relé in modo impulsivo per dieci
secondi.
Per modificare i tempi occorre
apprendere un tag e procedere
all’impostazione già descritta;
in ogni caso, dopo una cancellazione totale bisogna per forza
impostare nuovamente il tempo
e la modalità di attivazione del
relé, altrimenti entrambi questi
parametri vengono impostati in
base a come vi comportate durante l’apprendimento, nel senso
che se dopo la conferma dell’acquisizione del codice del primo
tag data dalle due pulsazioni del
relé, attendete una sola pulsazio-
Le procedure di utilizzo
Una volta appreso almeno un tag e impostato il tempo, il lettore di
transponder è pronto per l’uso: basta passare davanti alla sua bobina
un tag a una distanza massima di 8 centimetri e il relé si attiva, per poi
tornare a riposo scaduto il tempo impostato.
Nel caso per l’uscita sia impostata la modalità bistabile, ogni volta che
viene riconosciuto un transponder il relé inverte la propria condizione,
eccitandosi se a riposo e tornando a riposo se eccitato.
Per apprendere il primo tag RFiD bisogna compiere le seguenti operazioni:
1. premere il pulsante a circuito alimentato;
2. avvicinare il tag alla bobina;
3. dopo che il relé ha battuto due volte e il led ha emesso due lampeggi in rapida sequenza, allontanare il tag e rilasciare SW1.
Se il tag in apprendimento è il primo dopo un reset (cancellazione della
memoria) il circuito propone l’impostazione del tempo e della modalità
di comando dell’uscita; quindi, dopo che il relé e il led hanno pulsato
due volte dovete:
1. attendere che il relé venga eccitato e ricada per il numero di
volte corrispondenti ai secondi che desiderate resti eccitato nel
normale funzionamento al riconoscimento di un transponder,
ovvero attendere più di 240 pulsazioni se desiderate che nel
normale utilizzo il relé funzioni in bistabile;
2. rilasciare subito dopo il pulsante e verificare che il circuito confermi l’impostazione con due rapide pulsazioni del relé e del led.
Notate che se nella fase di apprendimento del primo tag,
dopo le due pulsazioni di conferma dell’apprendimento rilasciate il pulsante senza dare il tempo
al relé di battere nuovamente, per l’uscita viene
attivata la modalità impulsiva con il minimo
tempo di attivazione, ossia mezzo secondo.
ne, impostate il modo bistabile e
un tempo di 1 secondo.
REALIZZAZIONE PRATICA
Bene, spiegato com’è fatto e in
che modo funziona il nostro lettore, vediamo le note costruttive;
il tutto è realizzato su un piccolo
circuito stampato monofaccia
e quindi di facile realizzazione
anche senza ricorrere alla fotoincisione; una seconda basetta, comunque opzionale, permette di
realizzare la bobina irradiante. Il
vantaggio di costruire la bobina
mediante uno stampato è che la
stessa basetta, dal lato opposto a
quello delle
piste a spirale, può essere
esposta all’esterno senza il rischio che venga
danneggiata, neppure dall’urto
dei tag.
Per realizzare i due c.s. seguite
le tracce lato rame scaricabili
dal nostro sito internet www.
elettronicain.it; incise le basette,
forate quella base e iniziate a
disporvi i componenti, dando la
precedenza alle resistenze e ai
diodi al silicio (per i quali dovete
ricordare che la fascetta colorata
sul corpo indica il catodo) quindi
Elettronica In ~ Luglio / Agosto 2009
33
La bobina irradiante
(antenna) del nostro
dispositivo è realizzata
su circuito stampato, del
quale qui accanto vedete
la traccia lato rame a
grandezza naturale.
procedendo con gli zoccoli per
microcontrollore ed LM358, il
pulsante, i condensatori (fate
attenzione alla polarità degli
elettrolitici) e i transistor, da
orientare tutti come indicato nell’apposito disegno. Completate
il circuito inserendo e saldando
il regolatore integrato 7805 (che
deve avere l’aletta metallica
rivolta a C9) le morsettiere a
passo 5 mm per l’alimentazione
e l’uscita, il quarzo da 20 MHz ed
il relé.
A questo punto potete sistemare
la bobina eccitatrice (o antenna
irradiante, se preferite) realizzata su circuito stampato, che
consigliamo di sovrapporre allo
stampato di base e distanziare
mediante colonnine esagonali
(preferibilmente in plastica, per
non disturbare il rilevamento dei
transponder) alte almeno 25 mm;
il c.s. dell’antenna va collegato
ai contatti siglati COIL di quello
base, mediante due corti spezzoni di filo in rame da saldare uno
nella piazzola interna ed uno
in quella esterna (estremi della
spirale).
In alternativa alla realizzazione
su basetta ramata, la bobina
potete costruirla tradizionalmente, ovvero avvolgendo in aria
34
(su diametro di 40 mm) 20÷25
spire di filo in rame smaltato
del diametro di 0,2 mm; finito
l’avvolgimento, per collegarlo al
circuito stampato base raschiate
bene le estremità del filo, allo
scopo di rimuoverne lo smalto e
consentire la stagnatura.
Se avete bisogno di collocare lo
stampato in un luogo diverso e
distante da quello dove verranno
letti i tag, sappiate che la bobina
può essere sistemata senza troppi problemi: in linea teorica, i fili
di collegamento con lo stampato
base possono essere lunghi fino
a 5 metri, quindi regolatevi di
conseguenza. Ad ogni modo, per
quel che riguarda la collocazio-
Luglio / Agosto 2009 ~ Elettronica In
ne della bobina considerate che
può stare praticamente ovunque:
l’unica condizione è che non
deve essere appoggiata a piani
di metallo e che il pannello di
copertura che serve a proteggerla
dall’esterno deve essere anch’esso in materiale non metallico ed
elettricamente isolante, quale ad
esempio plastica, bachelite, vetro
o vetroresina, legno. Quindi la
bobina può essere sistemata dietro un vetro o del plexiglass sul
quale disegnare un cerchio che
indichi la zona dove avvicinare i
tag per farli leggere.
Per l’alimentazione dell’insieme
utilizzate un alimentatore da rete

che fornisca 12 V e 100 mA.
per il MATERIALE
Il progetto descritto in queste pagine è disponibile in scatola di montaggio (cod. MK179) al prezzo di 25,00 Euro. Il kit, prodotto dalla Velleman, comprende tutti i componenti, la basetta forata e serigrafata,
il micro già programmato, la bobina stampata e due tag. Questi ultimi
possono essere acquistati anche separatamente (versione a portachiavi, TAG1 a 3,00 Euro oppure versione carta di credito, TAG2, a
3,00 Euro). Tutti i prezzi si intendono IVA compresa.
Il materiale va richiesto a: Futura Elettronica, Via Adige 11, 21013 Gallarate (VA)
Tel: 0331-799775 • Fax: 0331-792287 - http://www.futurashop.it
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