Dipartimento di Elettronica e Informazione Corso di Onde Elettromagnetiche e Ottica Cap. 3 - I Sistemi Ottici Antonio Canciamilla [email protected] Materiale didattico Dispense del corso J.W. Goodman, “Introduction to Fourier optics”, McGraw Hill A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Sommario Le lenti e la loro azione La lente come operatore di Fourier Il sistema di formazione dell’immagine (SFI) La funzione di trasferimento di un SFI in luce coerente La funzione di trasferimento di un SFI in luce incoerente A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Richiami ottica geometrica Lunghezza focale 1 1 nl 1 1 f nm R1 R2 A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Richiami ottica geometrica Legge delle lenti Magnificazione 1 1 1 z1 z2 f M z1>2f z2 f z1 f z1 M<1 z1=z2=2f M=1 2f<z1<f M>1 z1 z2 Lente convessa-convessa con z1>f A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Richiami ottica geometrica Legge delle lenti Magnificazione 1 1 1 z1 z2 f M z2 A. Canciamilla z1 z2 f z1 f z1 Lente convessa-convessa con z1<f Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Richiami ottica geometrica Legge delle lenti Magnificazione 1 1 1 z1 z2 f M z2 f z1 f z1 z1 Lente concava-concava A. Canciamilla z2 Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Richiami ottica geometrica Richiami ottica geometrica: http://www.wainet.ne.jp/~yuasa/EngF5.htm http://www.educypedia.be/education/physicsopticslenses.htm Softwares propagazione attraverso lenti: http://www.iapht.unito.it/tidf/LENTI2.htm http://www.iapht.unito.it/tidf/LENTI.htm http://www.phy.ntnu.edu.tw/ntnujava/index.php?topic=48 http://phet.colorado.edu/simulations/sims.php?sim=Geometric_Optics Approfondimenti (aberrazioni) http://fr.video.yahoo.com/people/721837 A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lente = operatore di fase dei sistemi ottici Dispositivo ottico che introduce una forte perturbazione nella propagazione libera (quindi nell’integrale di Huygens-Fresnel), ma attraverso un effetto di sola fase. Elemento ottico con simmetria assiale, che trasmette e rifrange la luce, facendo convergere o divergere il fascio. Lente tradizionale: porzione di materiale trasparente (tipicamente vetro), con n omogeneo,e isotropo, limitata da almeno una superficie sferica. y x n z Δφ1(x1,y1) Δφ2(x2,y2) Superficie sferica variazione di cammino ottico (= variazione di fase) in funzione delle coordinate x,y. A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lente = operatore di fase dei sistemi ottici Dispositivo ottico che introduce una forte perturbazione nella propagazione libera (quindi nell’integrale di Huygens-Fresnel), ma attraverso un effetto di sola fase. Lenti GRIN (GRaded Index Lenses): spessore costante, variazione n(x,y) dell’indice di rifrazione Variazione indice n(x,y) variazione cammino ottico (= variazione di fase) in funzione delle coordinate x,y. A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lente sottile: ritarda un’onda incidente in modo proporzionale allo spessore della lente in ogni punto Ul’ Ritardo di fase tra i piani A e B alla coordinata x,y: Ul’’ ( x, y) kn( x, y) k[00 ( x, y)] Δ(x,y) Propagazione in aria n Propagazione nella lente Δ00 Quindi i campi complessi Ul’ e Ul’’ sono legati dalla relazione: A U l( x, y) tl ( x, y)U l( x, y) B con tl ( x, y) exp[ jk00 ] exp[ jk (n 1)( x, y)] Trasformazione di fase operata dalla lente A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Valuto lo spessore Δ(x,y), come somma dei due semi-spessori Δ1(x,y) e Δ2(x,y) ( x, y) 1 ( x, y) 2 ( x, y) 1 ( x, y) 01 R1 R12 ( x 2 y 2 ) (x,y) R1 x2 y2 2 2 ( x y ) 01 R1 1 1 2 R 1 R12 ( x 2 y 2 ) R1 R12 ( x 2 y 2 ) Convenzione: procedendo nel senso della propagazione (z): A. Canciamilla 1 (x2 y2 ) 01 R1 2 R1 2 Approssimazione parassiale: Δ01 lente convessa R>0 (x2 y2 ) (x2 y2 ) 1 1 R12 2 R12 lente concava R<0 Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Allo stesso modo per l’altro semi-spessore: (attenzione: R2<0) (x,y) -R2 2 ( x, y) 02 R2 R22 ( x 2 y 2 ) x2 y2 R22 ( x 2 y 2 ) 2 2 ( x y ) 02 R2 1 1 2 R 2 1 (x2 y2 ) 02 R2 2 R2 2 R2 R22 ( x 2 y 2 ) Approssimazione parassiale: Δ02 Convenzione: procedendo nel senso della propagazione (z): lente convessa R>0 A. Canciamilla lente concava R<0 Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lo spessore totale sarà dunque: ( x, y) 1 ( x, y) 2 ( x, y) (x2 y2 ) 1 1 (x2 y 2 ) 1 1 00 01 02 2 2 R1 R2 R1 R2 E lo sfasamento totale: ( x, y) kn( x, y) k[00 ( x, y)] (x2 y2 ) 1 1 (x2 y 2 ) 1 1 kn 00 k 00 00 2 2 R1 R2 R1 R2 (x2 y 2 ) 1 1 kn 00 k (n 1) 2 R1 R2 A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Definendo allora la lunghezza focale f 1 1 1 (n 1) f R1 R2 Lo sfasamento introdotto da una lente sottile in approssimazione parassiale sarà (x2 y2 ) ( x, y) kn 00 k 2f E possiamo definire la funzione di trasmissione della lente come t ( x, y) e A. Canciamilla jkn 00 j e k ( x2 y 2 ) 2f Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lente come operatore di fase: significato fisico k 2 2 U l ( x, y ) exp j ( x y ) U l( x, y) exp jkz 2f Onda Piana Onda Sferica f>0 Onda sferica convergente nel fuoco (f) dietro alla lente Lente positiva Piano-convessa Doppio-convessa Menisco positivo f<0 Onda sferica divergente nel fuoco (f) davanti alla lente Lente negativa Piano-concava A. Canciamilla Doppio-concava Menisco negativo Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Le lenti e la loro azione Lente come operatore di fase: significato fisico k kf ( x 2 y 2 ) kf 2 2 2 j (x y ) j j 2 2f 2 f 2 (x,y) f Onda sferica che si propaga da (x,y) verso il fuoco: x2 y2 jkf (1 cos ) jkf f (1 cos ) Proprietà legata all’approssimazione parassiale: 1 2 2 1 cos 1 sen 2 1 2 1 2 2 Approssima fronti d’onda sferici con fronti d’onda parabolici E’ la stessa usata sulle onde sferiche di Huygens per trasformare l’integrale di diffrazione in un integrale di Fourier Quando l’approssimazione parassiale viene meno Aberrazioni cromatiche A. Canciamilla Aberrazioni geometriche Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Lente come “operatore di Fourier” Consideriamo l’effetto della lente sull’integrale di Huygens-Fresnel Oggetto Lente Piano focale Caso A Oggetto posto immediatamente prima della lente Oggetto con trasmissione tO(x,y) Illuminazione con un’onda piana di ampiezza A A tO(x,y) Ul’ P(x,y)t(x,y) Ul’’ Uf Campo in ingresso alla lente: U l( x, y) U ogg ( x, y) At O ( x, y) Funzione di trasferimento della lente con pupilla P(x,y): P(x,y)t(x, y) 1 e 0 A. Canciamilla j Campo in uscita dalla lente: k ( x2 y2 ) 2f U l( x, y) U l( x, y) P( x, y)e j Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici k ( x2 y 2 ) 2f L’azione della lente sulla diffrazione Oggetto Voglio valutare l’effetto della propagazione tra un punto P1(x1,y1,z1) sul piano oggetto e un punto P0(x0,y0,z0) sul piano immagine Lente Scrivo l’integrale di Huygens-Fresnel jk ( x02 y02 ) 2 ( z0 z1 ) e jk ( z0 z1 ) e U ( P0 ) j ( z0 z1 ) U l( P1 ) e jk Ul’(P1) ( x12 y12 ) 2 ( z0 z1 ) e j 2 ( f x 0 x1 f y 0 y1 ) dx1dy1 U ( P0 ) e jk ( z0 z1 ) jk 2 ( z0 z1 ) e j ( z0 z1 ) U l( P1 ) 1 e jk ( x12 y12 ) 2f e jk ( x12 y12 ) 2 ( z0 z1 ) e j 2 ( f x 0 x1 f y 0 y1 ) x0 ; ( z0 z1 ) y0 ; ( z0 z1 ) f x0 f y0 Funzione di trasferimento lente ( x02 y02 ) Ul’’(P1) U(P0) dx1dy1 Se osservo il campo alla distanza focale f dalla lente, cioè per P0=Pf=(xf,yf,zf) e (zf-z1)=f: U ( Pf ) e jkf jk ( x 2f y 2f ) e jf 2f U l( P1 ) 1 e ( x2 y2 ) jk 1 1 2f e ( x2 y 2 ) jk 1 1 2f e j 2 ( f xf x1 f yf y1 ) f xf dx1dy1 La lente annulla esattamente il termine di fase all’interno dell’integrale di HF A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici f yf xf f yf f ; ; L’azione della lente sulla diffrazione Sul piano focale: U f ( P0 ) e jkf jk ( x 2f y 2f ) e jf 2f f xf U l( P1 ) e j 2 ( f xf x1 f yf y1 ) dx1dy1 La lente realizza sul suo piano focale la condizione di campo lontano (o di Frauhnofer), a meno di un termine di fase. A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici ; f yf f yf ; f Trasformata di Fourier Campo nel fuoco Termine di fase del campo in ingresso alla lente Lente = operatore Trasf. Di Fourier in campo vicino xf L’azione della lente sulla diffrazione Oggetto Lente Piano focale Caso B Oggetto posto a distanza d dalla lente Oggetto con trasmissione tO(x,y) Illuminazione con un’onda piana di ampiezza A A tO(x,y) Uogg Ul’ P(x,y)t(x,y) Ul’’ Uf 1- Considero l’effetto della propagazione lungo d attraverso l’integrale di HF Lavoro nel dominio degli spettri angolari Spetto angolare sul piano oggetto Fogg ( f x , f y ) T .d .F U ogg ( x, y) T .d .F At O ( x, y) Funzione di trasferimento della propagazione Risposta all’impulso della diffrazione di Fresnel e jkd 2 H prop( f x , f y ) T.d.F exp j x y2 d jd jkd 2 2 e exp j d f x f y Spetto angolare all’ingresso della lente Fl( f x , f y ) T .d .F U l( x, y) H prop( f x , f y ) Fogg ( f x , f y ) e e 2 2 jkd j d f x f y Fogg ( f x , f y ) (Eq.1) A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Oggetto Lente Piano focale 2- Considero l’azione della lente come operatore di Fourier jk A tO(x,y) Uogg e jkf e U f ( P0 ) jf P(x,y)t(x,y) Ul’ Ul’’ ( x 2f y 2f ) jk Uf 2f U ( P ) e l j 2 ( f xf x1 f yf y1 ) 1 dx1dy1 ( x 2f y 2f ) e jkf e j f 2f T .d .F U l( x, y ) (Eq.2) Sostituendo Eq.1 in Eq.2: U f ( P0 ) e jkf jk ( x 2f y 2f ) e jf 2f e e jkd j d f x2 f y2 (Eq.3) Fogg ( f x , f y ) Trascurando i termini costanti, il termine di fase davanti all’integrale di HF diventa: jk e ( x 2f y 2f ) 2f e j d f x2 f y2 e 2 2 ( x 2f y 2f ) j d xd yd jk d d 2f e A. Canciamilla e jk ( x 2f y 2f ) 2f e e jk 2 j ( xd2 yd2 ) 2 d ( x 2f y 2f ) 2f e j d e jk ( xd2 yd2 ) 2 d 2 ( x 2f y 2f ) 2f e Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici ( xd2 yd2 ) jk 2d L’azione della lente sulla diffrazione Oggetto Lente Piano focale Per d=f (oggetto posto nel piano focale di fronte alla lente) A tO(x,y) Uogg e P(x,y)t(x,y) Ul’ Ul’’ Uf jk ( x 2f y 2f ) 2f e ( xd2 yd2 ) jk 2d e jk ( x 2f y 2f ) ( x 2f y 2f ) 2f L’esponente del termine di fase prima dell’integrale di HF si annulla L’Eq.3 diventa: e 2 jkf U f ( P0 ) Fogg ( f x , f y ) cos t T .d .F U ogg ( x, y) jf Se pongo un’immagine a distanza f dalla lente, sul piano focale ho la sua trasformata di Fourier esatta A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Lente Oggetto Piano focale Caso C Oggetto posto dopo la lente, a distanza d dal piano focale Oggetto con trasmissione tO(x,y) A tO(x,y) Uogg Ul’ Illuminazione con un’onda piana di ampiezza A P(x,y)t(x,y) Ul’’ Uf Ottengo lo stesso risultato del caso A (oggetto sul piano della lente), a meno del fattore di scala f/d U f ( P0 ) e jkd jk ( x 2f y 2f ) e jd 2d f j 2 ( f xf x1 f yf y1 ) U ( P ) e dx1dy1 l 1 d f xf xf ; d yf f yf ; d Mi dà un grado di libertà in più nei problemi di filtraggio spaziale: Oggetto più lontano dal piano focale d più grande Immagine più grande A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Lente come operatore di Fourier: significato fisico ed esempio numerico yo Piano oggetto xo ES: yl Piano lente f=58mm (obiettivo macchina fotografica) xl yf Piano focale Xf=20um Luce visibile: λ≈600nm (rosso) xf Sul piano focale vedo un’intensità nel punto di coordinata xf=20um z L’oggetto conteneva frequenze spaziali pari a: 20 10 6 3 f xf 0 . 57 10 linee/m 0.57 linee/mm λf 0.6 10 6 58 10 3 xf Per xf=200um (x10): f xf 5.7 linee/mm (x10) λf xf Tanto più è estesa l’immagine sul piano focale, tanto più l’oggetto di partenza ha frequenze spaziali elevate (alta risoluzione) A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Colore Violetto Blu Verde Giallo Arancione Rosso λ 380–450 nm 450–495 nm 495–570 nm 570–590 nm 590–620 nm 620–750 nm L’azione della lente sulla diffrazione Lente come operatore di Fourier in campo vicino yo Piano oggetto xo yl Piano lente xl yf Piano focale A) Obiettivo macchina fotografica xf s=10mm (apertura) f=50mm (focale) z Trasformata di Fourier dell’oggetto per z = f = 50 mm B) Senza lente (solo pupilla di diametro s): Trasformata di Fourier dell’oggetto quando verifico la condizione di Fraunhofer z k 2 2 2s 2 s z > 1 km 2 s = 0.1 mm (x 1/100) z > 100 mm [ Stenoscopia] A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Finora abbiamo trascurato le dimensioni della lente C’è sempre una pupilla di dimensioni finite taglio le frequenze spaziali più alte Utilizzo un’approssimazione geometrica: Caso ideale: tutti i punti dell’oggetto che presentano le frequenze spaziali f x1 e fy1 contribuiscono al valore di intensità nel punto (x1,y1). Caso reale: solo un insieme finito di raggi passa dall’apertura della lente e contribuisce all’intensità in (x1,y1). Questo insieme può essere valutato retro-proiettando l’apertura della lente rispetto al punto (x1,y1). Tale insieme varia al variare del punto sul piano focale. yo Fenomeno di vignettatura dell’immagine Piano oggetto xo yl diminuzione di contrasto sui bordi Piano lente xl yf Piano focale xf (x1,y1) z A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici L’azione della lente sulla diffrazione Esempio di trasformata di Fourier ottica di un’immagine Il carattere ‘3’ può essere visto come la sommatoria di tre pupille note: A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Il sistema di formazione delle immagini (SFI) Lente = operatore di Fourier Utilizzo inusuale Lente: tipicamente utilizzata per formare immagini Riporta l’informazione ottica da un piano oggetto distante ad un piano immagine vicino do di xo xi Introduce un fattore di ingrandimento detto magnificazione tra le coordinate del piano oggetto e del piano immagine M A. Canciamilla xi xi Mxo xo Il segno tiene conto dell’eventuale ribaltamento Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Il sistema di formazione delle immagini (SFI) Lente = formatore di immagini Qual è la sua funzione di trasferimento? (xo, yo) 0 (xi, yi) 1 2 do Ipotesi: luce coerente 3 di Considerando la lente come un sistema lineare: h( x , y ; x , y ) U U i ( xi , yi ) U o ( xo , yo ) * h( xi , yi ; xo , yo ) Campo immagine i i o o Σoggetto Risposta all’impulso della lente o ( xo , yo )dxo dyo Campo oggetto 0- Sorgente puntiforme (impulsiva): U o ( xo , yo ) ( xo , yo ) 1- Secondo HF, ogni punto dell’oggetto (xo,yo) è una sorgente di onde sferiche che divergono verso la lente. Il campo che investe la lente in ogni punto (x,y) è quindi (appross. parassiale): ( x xo ) j 1 2do U l ( x, y ) e jd o k A. Canciamilla 2 ( y yo ) 2 Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici (Eq.4) Il sistema di formazione delle immagini (SFI) Lente = formatore di immagini Qual è la sua funzione di trasferimento? (xo, yo) 0 (xi, yi) 1 2 do 3 di 2- Il campo uscente dalla lente U’l sarà il campo entrante Ul moltiplicato per la funzione di trasferimento della lente: U l( x, y) U l ( x, y) P(x,y)t(x, y) j 2kf ( x 2 y 2 ) P(x,y)t(x, y) 1 e 0 (Eq.5) 3- Si tiene conto della propagazione lungo di mediante l’integrale di HF: ( xi x ) j e jkdi 2 di U i ( xi , yi ) U l( x, y ) U l( x, y )e jdi lente Fresnel k A. Canciamilla 2 ( yi y ) 2 dxdy Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici (Eq.6) Il sistema di formazione delle immagini (SFI) Lente = formatore di immagini Qual è la sua funzione di trasferimento? (xo, yo) 0 (xi, yi) 1 2 do 3 di Metto insieme i contributi espressi dalle Eq.4-5-6 e trascuro i termini di fase costanti. Avendo considerato una sorgente impulsiva, il campo di uscita coincide con la risposta all’impulso del sistema Ui(xi,yi)=h(xi,yi; xo,yo): k k k j ( x xo ) 2 ( y yo ) 2 ( xi x ) 2 ( yi y ) 2 j ( x2 y2 ) j 1 1 2do 2di 2f h( Pi , Po ) e P ( x , y ) 1 e e dxdy jdi jd o lente j h( Pi , Po ) A. Canciamilla e k xi 2 yi 2 2 di jdi j e k xo 2 yo 2 2do jd o P ( x, y ) 1 e k 1 1 1 2 2 j ( x y ) 2 d o d i f e x x jk o i d o d i lente Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici y o yi x do di y dxdy Il sistema di formazione delle immagini (SFI) j h( Pi , Po ) e k xi 2 yi 2 2 di jd i j e k xo 2 yo 2 2do jd o Indipendenti da (x,y) P ( x, y ) 1 e lente k 1 1 1 j 2 d o d i f 2 2 ( x y ) e x x jk o i d o d i y o yi x do di y dxdy Dipendenti da (x,y) Approssimazioni: Poniamo pari a 1 i termini quadratici di fase indipendenti da (x,y) ragionevole quando: - si è interessati solo all’intensità sul piano immagine (non alla fase); - l’oggetto e l’immagine giacciono su una sfera che ha per centro la lente; - in un SFI, solo una piccola regione del piano oggetto contribuisce significativamente al campo visto in un particolare punto del piano immagine. L’approssimazione è valida se all’interno della regione del piano oggetto, il contributo quadratico di fase varia di una quantità molto piccola (<< 1 radiante) Poniamo pari a 1 il termine quadratico di fase dipendente da (x,y) E’ una condizione di “messa a fuoco”: annulliamo l’effetto di broadening della risposta all’impulso sul piano oggetto 1 1 1 do di f E’ la legge delle lenti dell’ottica geometrica A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Il sistema di formazione delle immagini (SFI) Risposta all’impulso del sistema h( Pi , Po ) 1 2 d o d i P ( x, y ) e y o yi x do di y dxdy lente Definendo la magnificazione come: 1 h( Pi , Po ) 2 d o di x x jk o i d o d i M P( x, y) e j di do 2 x Mxo x yi Myo y d i i dxdy (Eq.7) lente A meno di un fattore di scale aggiuntivo 1/λdo, la risposta all’impulso della lente è il pattern di diffrazione di Fraunhofer dell’apertura della lente (cioè della sua funzione pupilla), centrato alle coordinate sul piano immagine (xi=Mxo, yi=Myo). A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente Relazione tra oggetto e immagine Per l’ottica geometrica, in un SFI ideale, l’immagine è una replica capovolta e ingrandita dell’oggetto y 1 1 x U i ( xi , yi ) U o i , i U o ( xo , yo ) M M M M Per l’ottica di Fourier la corrispondente risposta all’impulso dovrebbe essere una δ di Dirac del tipo: h( Pi , Po ) x y 1 xo i , yo i M M M L’ottica geometrica non tiene però conto della diffrazione. A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Il sistema di formazione delle immagini (SFI) L’ottica di Fourier tiene conto anche della diffrazione Prendo l’Eq.7 e normalizzo le coordinate oggetto e la risposta all’impulso, per rimuovere il fattore di magnificazione e l’inversione: Introduco le frequenze spaziali: fx 1 ~ x ~ U i ( xi , yi ) h ( xi xo , yi yo ) Uo o M M U i ( xi , yi ) ~ yo Myo ~ xo Mxo x d i ~ y , o M fy ~ 1 h h M y d i ~ ~ dxo dyo ~ ~ 1 U o ( xo , yo ) * h U geom ( xi , yi ) * h M ~ j 2 f x x f y y ~ ~ h ( Pi , Po ) P(di f xi , di f yi ) e dx dy T .d .F .P( xi , yi ) L’immagine prodotta da un SFI ideale è una replica scalata e invertita dell’oggetto. Effetto della diffrazione: convoluzione dell’immagine ideale con il pattern di diffrazione di Fraunhofer della pupilla della lente. Convoluzione smoothing filtraggio passa-basso delle frequenze spaziali A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente Relazione tra oggetto e immagine Passo nel dominio trasformato: Fi ( f x , f y ) Fgeom ( f x , f y ) H ( f x , f y ) Ricavo la Funzione di Trasferimento in Luce Coerente (Coherent Transfer Function o CTF): ~ CTF H ( f x , f y ) h P( xi , yi ) CTF P( xi , yi ) P(di f xi , di f yi ) Risposta all’impulso T.d.F.(Pupilla) Funzione di trasferimento Pupilla valutata alle coordinate del piano immagine Il SFI si comporta come un filtro di ampiezza con trasmissione 1 all’interno e 0 all’esterno Nella banda passante del filtro (in frequenze spaziali!), il SFI segue le regole dell’ottica geometrica. A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente Esempio: Pupilla circolare di diametro l: x2 y2 P( x, y ) circ l/2 = 1 per arg < 1 x2 y 2 l / 2 = 0 per arg > 1 x2 y 2 l / 2 l La Funzione di trasferimento coerente è: f 2 f 2 y x CTF H ( f x , f y ) circ l /( 2d i ) Frequenza di cut-off: (oltre la quale H(fx,fy)=0) f cutoff H = 1 per arg < 1 = 0 per arg > 1 fy l 2d i fx fcut-off=l/(2λdi) Indicatore della risoluzione del SFI, cioè della sua capacità di vedere dettagli A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente Esercizio: Pupilla circolare di diametro l = 1 cm λ = 630 nm (rosso) di = 25 mm f cutoff 1102 5 3 . 17 10 linee/m 317 linee/mm 6 6 2di 2 0.63 10 25 10 l Frequenza di cut-off calcolata sul piano immagine. Sul piano oggetto xo=xi/M, quindi anche la fcut-off sarà moltiplicata per un fattore 1/M Se il piano oggetto contiene frequenze f > fcut-off /M, esse vengono filtrate e non concorrono a formare l’immagine smoothing dell’immagine fcut-off = 7.9 linee/mm Aumento di fcut-off diminuisce di = 1 m Diminuisco l fcut-off diminuisce l = 1 mm (cellulari) fcut-off = 31.7 linee/mm Obiettivo fotografico: grande apertura l; piccola focale f fcut-off elevate: risolve frequenze più alte A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente In fotografia: Oggetti molto distanti rispetto alle dimensioni della camera di ≈ f Si definisce un parametro di qualità degli obiettivi: f-numero = f/l Indicatore sintetico del potere risolutivo di un sistema ottico: f cutoff 1 2 f numero f-numero piccolo risoluzione elevata Esercizio: f-numero = 2.8; f cutoff 1 1 283 linee/mm 2 f numero 2 0.63 106 2.8 Apertura obiettivo: A. Canciamilla f = 58 mm l = f/f-numero = 20.7 mm Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI coerente Significato della fcut-off nel diagramma di dispersione Alte frequenze spaziali Componenti di propagazione più inclinate Componenti con v > vcut-off Componenti con β < βcut-off ω Componenti filtrate Zona di accettazione 1 2 ω0 Zona di propagazione proibita βcut-off β k0 A. Canciamilla cutoff k0 1 ( f cutof ) 2 k0 θ β Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI incoerente Relazione tra oggetto e immagine Ipotesi: luce incoerente sorgente “termica”, con grande larghezza spettrale Non è possibile definire un valore di fase (varia in modo casuale durante le propagazione) Il SFI deve essere analizzato in termini di intensità invece che di campo I i ( xi , yi ) Autocorr U i ( xi , yi ) U i ( xi , yi )U i ( xi , yi ) Valor medio per t>>tc Relazione tra i campi per i SFI coerenti relazione tra le intensità per SFI incoerenti ~ U i ( xi , yi ) U geom( ~ xo , ~ yo ) * h In forma integrale: ~2 I i ( xi , yi ) I geom ( ~ xo , ~ yo ) * h 2 ~ I i ( xi , yi ) I geom ( ~ xo , ~ yo ) * h ( xi ~ xo , yi ~ yo ) d~ xo d~ yo A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI incoerente Relazione tra oggetto e immagine Passo nel dominio trasformato: T.d.F. {Intensità} = Spettro di Potenza Optical Transfer Function (OTF) incoerente = = T.d.F. normalizzata { |Risposta all’impulso coerente|2 } Si ( f xi , f yi ) Si ( f ~x o , f ~yo ) T ( f xi , f yi ) 2 j 2 ( f x f y ) ~ x i y i h ( x , y ) e dxi dyi i i OTF T ( f x , f y ) 2 ~ h ( xi , yi ) dxi dyi ~ ~ ~ ~ OTF h h * h h * H ( f x , f y ) H * ( f x , f y ) Autocorr H ( f x , f y ) La funzione di trasferimento in luce incoerente (OTF) è l’autocorrelazione normalizzata della funzione di trasferimento in luce coerente (H). A. Canciamilla Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI incoerente Relazione tra oggetto e immagine Si ottiene quindi: CTF P( xi , yi ) P(di f xi , di f yi ) OTF Autocorr H ( x, y) Autocorr P( xi , yi ) La funzione di trasferimento in luce incoerente (OTF) è l’autocorrelazione normalizzata della funzione pupilla (P). OTF: funzione complessa Spesso risulta utile conoscerne anche solo il modulo: MTF (Modulation Transfer Function) = |OTF| Importante parametro di descrizione dei SFI Proprietà autocorrelazione: T(0,0)=1; Valore 1 nell’origine (del piano delle frequenze spaziali) T(fx,fy) ≤ T(0,0); Andamento generalmente decrescente con fx (passa basso) T(fx,fy) ≤ T*(-fx,-fy); A. Canciamilla Funzione simmetrica Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Funzione di trasferimento di un SFI incoerente Come si calcola l’autocorrelazione della funzione pupilla? Prendo due repliche sovrapposte della funzione pupilla e le faccio scorrere in due direzioni opposte: l’area di sovrapposizione ad ogni passo è l’autocorrelazione. y y x Si dimostra che: x λdi|fy| f cutoff incoerente 2 f cutoff coerente A. Canciamilla λdi|fx| l di Onde Elettromagnetiche e Ottica - Capitolo 3 - I sistemi ottici Dipartimento di Elettronica e Informazione Corso di Onde Elettromagnetiche e Ottica Cap. 3 - I Sistemi Ottici