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S
in alute
Lenti a contatto:
ottime, con criterio
Le lenti a contatto permettono di lasciare gli occhiali nel cassetto e di recuperare una visione pressochè uguale a quella di chi non ha difetti visivi. Ma attenzione all’igiene! E non sottovalutiamo i disturbi agli occhi: anche se sono
lievi, può essere il caso di chiedere consiglio all’oculista.
OCCHIALI, ADDIO!
➔ A CHI RIVOLGERSI ?
L’oculista è il medico specializzato in malattie degli
occhi. Rivolgetevi a lui per
la prescrizione delle lenti,
per tutelare la salute della
vostra vista con controlli
periodici e per curare le malattie degli occhi.
L’ottico è il tecnico che applica le lenti a contatto. Rivolgetevi a lui per un consiglio sul prodotto a voi più
confacente.
B
enchè oggi sia alquanto in voga la
correzione chirurgica dei difetti
della vista (in termini oculistici,“difetti di refrazione”) sono sempre più
diffuse anche le lenti a contatto, prodotte attualmente
in molti tipi adatti per esigenze specifiche: lenti morbide, rigide, a permanenza,
settimanali, mensili, colorate
e…chi più ne ha, più ne metta. Oltre ad evitare il fastidio
e la penalizzazione estetica
degli occhiali, la lente a contatto non limita il campo visivo ed è ancora più efficace
dell’occhiale nel correggere i
difetti di vista, soprattutto
quelli gravi: ad esempio, nelle forti miopie l’uso delle
lenti a contatto è da considerarsi quasi obbligatorio perché elimina l’effetto di rimpicciolimento provocato dagli occhiali, quindi restituisce una visione molto più
normale. Anche per chi ha
un difetto visivo solo in un
occhio è preferibile l’uso di
una sola lente a contatto, dato che non sempre si possono montare sugli occhiali
lenti molto diverse fra loro.
Per usare le lenti a contatto
bisogna però avere una lacrimazione abbondante, altrimenti esse vengono mal tollerate. Anche in presenza di
malattie dell’occhio l’opportunità di applicare le lenti a
contatto dev’essere valutata
caso per caso dallo specialista.Un altro fattore da tener
presente è l’età. Molti ritengono che le lenti a contatto
possano essere usate solo a
partire dall’adolescenza.
Questo non è esatto, perché
vi sono situazioni particolari
in cui l’oculista può prescrivere le lenti a contatto anche
a bambini piccoli o a neonati. E’ il caso, ad esempio,
della cataratta congenita o
della miopia elevata in un
solo occhio. Per questi difetti
congeniti la correzione con
lenti a contatto è indispensabile, e deve essere il più possibile precoce perché nel periodo che va dalla nascita ai
sei anni circa i gravi difetti
visivi possono essere un fattore di rischio per lo sviluppo globale del bambino.
In ogni caso, dopo aver optato per le lenti a contatto resta
da decidere quale tipo di lente usare. Essenzialmente si
tratta di scegliere tra le lenti
morbide e quelle rigide. Le
lenti morbide di ultima generazione contengono ancora
più acqua (fino all’80%) e sono indicate per uso breve,
giornaliero o settimanale (le
cosiddette lenti “usa e getta”). Le lenti ricche d’acqua
sono però più fragili e durano piuttosto poco, sono da
sconsigliare se la lacrimazione non è abbondante e infine, essendo molto porose,
possono diventare un ricettacolo per vari tipi di batteri se
le norme di pulizia e sterilizzazione non vengono applicate scrupolosamente.
Le lenti rigide gas-permeabili sono più piccole, più facili
da maneggiare e da applicare
ma sono tollerate meno bene
delle morbide, perché se ne
avverte la presenza nell’occhio e non tutti sopportano
questo fastidio. In compenso, non presentano il problema della contaminazione
batterica. Sono indicate per i
soggetti con astigmatismo
elevato, per chi porta le lenti molte ore e per chi ha una
lacrimazione poco abbondante.
Qualunque sia il tipo di lente
DA SAPERE
SEGNI DI ALLARME
● occhio rosso
● fastidio indossando le lenti
● riduzione della visione
● fastidio alla luce
● depositi visibili sulla lente
FATTORI CHE RIDUCONO
IL COMFORT DELLE LENTI
● uso troppo prolungato
● cambiamenti di temperatura
● correnti d’aria
● alcool
● alcuni farmaci (ad es., la pillola anticoncezionale)
● situazioni fisiologiche specifiche (ad es., la menopausa)
● aria condizionata
● scarsa igiene
usato, bisogna tener presente
che si tratta pur sempre di un
corpo estraneo in continuo
movimento nell’occhio: ciò
può provocare, soprattutto
quando l’igiene delle lenti
viene un po’ trascurata, oppure se le lenti vengono indossate per troppe ore, piccole abrasioni superficiali
della cornea in cui facilmente vanno ad impiantarsi i germi, provocando infezioni.
L’interessato può non accorgersi del problema per il fatto
che la cornea, sottoposta al
continuo sfregamento dalla
lente, diventa con il tempo
meno sensibile al dolore, sicchè la diagnosi viene fatta
tardivamente e l’infezione è
più difficile da curare. L’indizio a cui bisogna fare molta
attenzione è l’arrossamento
degli occhi, anche se non si
avverte nessun fastidio particolare. In caso di infezione le
lenti vengono sospese per un
periodo di 15-30 giorni,
mandate a sterilizzare o sostituite; l’oculista prescriverà
nel frattempo una cura con
antibiotici, lacrime artificiali
o antinfiammatori in collirio.
Roberto Salati
Centro specializzato
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Lenti a contatto: ottime, con criterio