Corso di snowboard:
Snowboard, uno sport oramai affermato e diffuso su tutte le piste; ma, specie in Italia, ancora
ingiustamente velato di un'aria di "estremo", talvolta di difficile, di pericoloso.
In realtà uno dei pochi sport che, superati i preconcetti diffusi può dare sensazioni ed emozioni
uniche a chiunque, a qualsiasi età, ed ovunque.
Perché lo snowboard. Perché si entra nel
mondo del surf in tutti i suoi aspetti, e lo si fa
sfruttando tutti gli impianti e le attrezzature nate
con lo sci. Ma si ottiene molto di più. Perché
proprio la posizione apparentemente instabile si
trasforma in un'arma di libertà e di flessibilità
inaspettate, una volta preso confidenza con la
tavola. Perché, a differenza dello sci, si scopre
che la tavola da snowboard si adatta
immediatamente a tutti i tipi di neve. Perché, in
particolare, la neve fresca da luogo difficile e
da esperti sciatori diventa un'esperienza
assolutamente naturale ed indimenticabile.
Perché, specie con l'attrezzatura soft, alla solo
apparente costrizione di avere i due piedi legati
alla stessa tavola fa da contraltare l'immensa
maggior comodità data da scarponi morbidi e
dall'assenza di racchette o bastoncini che dir si
voglia.
Dove lo snowboard. Ovunque, anche sulle piste
che oramai ti avevano annoiato perché troppo
larghe e piatte, e ci mettevi cinque minuti a farle dopo un quarto d'ora sugli impianti. Con lo
snowboard, tutto cambia, ogni curva è un'esperienza nuova, la pista la percorri per linee
trasversali, mentre gli sci ti portano diritti fino in fondo e non ti accorgi neanche di tanti tratti.
Snowboard anche sulle piste primaverili, dove con la tavola galleggi e ti diverti, mentre con gli sci
t'impantani e annaspi.
Per chi lo snowboard. Per chiunque, anche per i bambini, che troveranno un'immensa naturalezza
ad andare sulle loro morbide ed apposite tavolette, e non esporranno più le loro delicate
articolazioni delle ginocchia a distorsioni e danni da portarsi appresso per tutta la loro vita. Ma
anche per te che oramai non hai più l'età per sognare la nazionale di sci, o magari ce l'hai ma non
t'interessa, e vuoi provare delle emozioni completamente nuove e diverse. A te che non ti
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accontenti più di fare quelle quattro curve compassato nella solita pista che frequenti da molti anni,
e hai la voglia di ricominciare, di rimetterti in gioco.
Come lo snowboard. Con i nuovi maestri appositi appena creati, è sempre la soluzione migliore.
Ma, se hai un amico esperto e paziente, anche solo con i suoi consigli lo snowboard richiede solo
alcuni giorni di dedizione e sforzo iniziali, poi tutto viene naturale, ed impari bene in meno di una
stagione, per molti in una settimana, contro gli anni necessari sullo sci! E, magari, imparare in
coppia col tuo lei o lui è divertente ed unico!
Per cominciare a andare con lo snowboard. Per entrare in questo fantastico mondo è necessario
però non sbagliare il primo passo, attrezzature sproporzionate alla singola persona o del tutto
inadatte possono bloccare sul nascere anche il più volonteroso principiante, è già successo in
passato. Per cui nello snowboard più che in ogni altro sport è indispensabile avere chi ti consiglia
adeguatamente, e che talvolta ha provato sulla propria pelle la conseguenza di alcuni errori,
ovverosia ha la giusta esperienza. Noi del SeaSide Snow Club abbiamo fatto dello snowboard la
nostra passione, e quindi puoi rivolgerti con fiducia a noi per avere i consigli del caso.
School
Siamo andati tutti (chi piu' chi meno) a scuola,
probabilmente non per tutti e' stata una bella
esperienza, sicuramente per tutti e' stata un'esperienza
indimenticabile.Noi abbiamo pensato che non e'
molto giusto tenere la nostra esperienza per noi stessi,
e' meglio dividerla con gli altri in modo tale da
permettere a tutti di provare le meravigliose emozioni
che lo snowboard sa dare. Certo nessuno di noi e'
ufficialmente qualificato per impartire lezioni di
snowboard per cui non possiamo dire di essere i
detentori della vera sapienza dello snowboard.
Sicuramente pero' possiamo consigliarvi per il meglio
su come affrontare le basi di quasi ogni disciplina...il
nostro aiuto non elimina certo la possibilita' di
usufruire di un aiuto qualificato che anzi e' sempre
consigliato da noi. Leggere due righe su internet non
basta a conoscere i corretti movimenti e le posture che
si apprendono solo con l'aiuto di un maestro e
dell'esperienza personale.La prima sezione della
nostra School e' quella dedicata ai principianti :
contiene consigli su come scegliere l'attrezzatura per le prime uscite in snowboard e su come
affrontare con il minimo danno le prime discese, una sezione che e' un must per chiunque voglia
avvicinarsi allo snowboard.La seconda sezione e' la Trick School. Qui potrete imparare le basi dello
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straight jump e passare dai trick base a quelli avanzati. Contiene anche il fondamentale "Guida alle
Prime Rotazioni" che vi schiudera' le porte del 180° e del 360°. La terza sezione e' dedicata al
freeride, qui troverete le regole base per un'escursione in montagna, una guida per saper riconoscere
i vari tipi di neve (indispensabile per calcolare il rischio di valanghe), insomma tutto il necessario
per appassionarvi a questa disciplina e permettervi di praticarla in tutta sicurezza.La quarta sezione
e' dedicata alla disciplina del momento: il bordercross. Essa accomuna tutti i vari aspetti dello
snowboard, permette di confrontare snowboard hard e soft sullo stesso piano e soprattutto e'
accessibile praticamente a tutti. Imparate dalla campionessa italiana di border Isabella Dal Balcon
tutti i trucchi per dare il meglio nelle gare e per far mangiare un po' di powder ai vostri avversari.Vi
siete mai sentiti a disagio quando i giornali o i video di snowboard parlano lo snowboardese stretto?
Volete imparare i nomi di tutti i trick e saper riconoscere le diverse strutture? Finalmente grazie alla
quinta sezione della school di freestyler site avrete il piu' completo vocabolario di snowboard che
sia mai stato creato, nessun libro, rivista o sito internet e' mai arrivato a tanto...Ultima (ma non certo
la meno importante) sezione e' quella dedicata alla storia dello snowboard, con una descrizione
dettagliata che ci porta a comprendere l'evoluzione dei materiali e della filosofia del nostro sport
dalle origini fino ai giorni nostri. Non lo sapete che una scuola che si rispetti non puo' non insegnare
anche storia? Solo che questa non e' quella pallosissima che avete sempre sentito ma la dinamica ed
emozionante storia dello snowboard...
Beginner's Guide…
ovvero tutto quello che avreste voluto sapere, e non avete mai osato chiedere,
…per cominciare a "snobordare"!
Introduzione.
Questa guida non deve in nessun caso sostituire l'intervento diretto di una figura competente
nel campo dell'insegnamento dello snowboard, infatti un istruttore potra' correggervi con
maggior precisione, e soprattutto sul momento; questo significa minor tempo perso da parte vostra e
sicuramente meno danni fisici!
Regolarmente ad ogni inizio stagione compaiono sulle varie riviste di sno' le classiche rubriche
"Consigli per chi inizia". Ora, visto che sicuramente per chi si mette una tavola ai piedi senza sapere
nulla, le prime ore si possono trasformare in un'esperienza problematica, se non anche, talvolta,
traumatica, non c'è dubbio che una serie di valide indicazioni possa fare la differenza fra un buon
principiante snowboarder e uno snowboarder…mancato. Cercheremo però di affrontare la cosa in
modo un po' più approfondito, toccando alcuni aspetti su cui le classiche spiegazioni talvolta
sorvolano. Intanto un esempio… personale di come possa essere utile avere un paio di nozioni di
base prima di passare al debutto sullo "sno". Chi scrive ha inforcato la tavola per la prima volta
all'inizio del '92: noleggio "prendi esci e arrangiati", Crazy Banana a punta con hard e scarponi da
sci…. Nessuna idea su come si giri "il coso", prove con le ginocchia disperatamente, come sugli sci,
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ma niente. Pensate che scena, sulla pista siamo in diversi che rotoliamo e strisciamo … Oltretutto, i
rigidissimi scarponi da sci che tutti indossano aumentano a dismisura la sgradevole sensazione di
costrizione connessa ad essere legato con entrambi i piedi ad un solo attrezzo, che inoltre ha un flex
ed un peso alquanto… marmorei. Risultato, dopo un ora la conclusione è: sono contento di aver
provato, ma non fa per me! E dovranno passare altri quattro anni per il colpo di fulmine…. Eppure
sarebbe bastato uno solo che sulla pista (o al noleggio…) avesse detto: "gira le anche e le spalle, va
in rotazione!". Oggi le cose sono radicalmente cambiate, chi va ad un noleggio trova tavole
flessibili e sciancrate, attacchi soft e scarponi soft di discreta e talvolta buona fattura, noleggiatori
(con qualche distinguo) con perlomeno una preparazione di base; alla fine il neofita di solito
comincia con un attrezzo con un buon setup di base, che favorisce sicuramente l'apprendimento dei
primi rudimenti. Essenziale è poi la scelta dell'attrezzatura soft, oramai quasi univoca, che
sicuramente permette subito di sentire il feeling di libertà e flessibilità dello snowboard, e di
confrontarlo in positivo… col dolore degli scarponi da sci! Anche chi, fino a qualche anno fa, si
ostinava a dire che l'attrezzatura hard permetteva una maggior precisione nei movimenti e
nell'apprendimento, oramai ammette che per cominciare è meglio il soft, vista la maggior tolleranza
verso gli errori di questo. Peraltro, nella maggior parte delle "istruzioni per l'uso", si assistono
ancora a variazioni e carenze su alcuni aspetti specifici, che possono dar luogo a spiacevoli
equivoci, e, talvolta, anche a rifiuti ed abbandoni della tavola; si cercherà quindi di aggiungere una
serie di elementi che, in base all'esperienza, si spera possano essere di aiuto nell'apprendimento.
Fasi preliminari.
Allora, vediamo qui di seguito di dar conto dei "primi passi", cominciando dal cosidetto "setup
iniziale", e poi proseguendo con i primi movimenti sulla neve.
Potete consultare il vocabolario di Freestyle per eventuali chiarimenti sui termini usati che vi
fossero sconosciuti.
Scelta dell'attrezzo: anche se vediamo dei nostri amici viaggiare con un bel 160-163 da
boardercross, abbiamo l'umiltà, per le prime uscite, di limitarci ad una misura a noi piu' consona,
considerando che la tavola per un normotipo (cioe' una persona alta 1,70 e di 70 kg di peso) e' lunga
circa 156 cm. per il soft e 164 cm. per un hard, a questi valori dovremmo sottrarre da 1 a 5 cm; una
tavola siffatta ci aiuterà molto nelle prime scivolate trasversali e nelle prime curve. Inoltre, per il
debutto, evitiamo una pista dura come il marmo, all'inizio sarà inevitabile "testarla" con tutte le
parti del corpo, ginocchia e posteriori in primis…
Direzione, passo, e angolazione: per il "senso di marcia" se andate gia' con lo skateboard mettete
davanti il piede che tenete sulla tavola quando spingete, altrimenti esistono diversi sistemi, tutti
relativamente validi, di determinare quale sara' il piede da mettere avanti: ad esempio potrebbe
essere il piede che staccate per ultimo in un balzo, oppure il piede su cui fate perno per giocare a
calcio, o ancora il piede che usate per pulire con uno straccio per terra. Tutti questi metodi sono
validi in generale ma, se vi sentite a disaio una volta sistemati sulla tavola, non esitate a cambiare
subito la postura, non c'e niente di piu' sbagliato che perseverare in un errore. Una piccola
avvertenza: si sono già visti voli fantozziani di chi, non abituato allo scivolamento o non preparato
alla diversa reazione di uno snowboard, che ha molta più superficie dell'insieme di due sci (… e non
ha gli skistoppers!), ha messo un piede fra i due attacchi e…lanciato la tavola a diversi metri di
distanza! Specie per gli ex sciatori, ma anche per i distratti cronici (come chi scrive), il consiglio è,
oltre che di fare le prime prove su un piano perfetto, senza pendio dopo pochi metri, e non attorniato
da decine di persone, di agganciare prudentemente il caro e spesso dimenticato classico leash di
sicurezza di volta in volta alla gamba che si prova come anteriore, anche se non si aggancia nessuno
dei due attacchi.
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Per il passo, consigliamo un quarto dell'altezza +5 cm come minimo e un quarto dell'altezza +15
come massimo.; e in ogni caso quello col quale ci si sente più a proprio agio, anche se sono
assolutamente sconsigliate, oltre che demodè, esagerazioni, specie in aumento; come ultima cosa,
un leggero arretramento del passo rispetto alla boccolatura, 1-2 cm massimo, puo' favorire le prime
curve, comunque se non siete sicuri mantenete la centralita' sulla tavola. Gli attacchi soft vanno
montati con la serie di buchi perpendicolare alla lunghezza della tavola, in modo tale da poter
centrare perfettamente il piede e non farlo sporgere troppo da una parte o dall'altra, qualora il vostro
piede fosse normalmente gia' centrato sulla tavola montate pure i fori in direzione parallela (come
peraltro si dovrebbe fare con gli attacchi hard) in modo da poter fare una regolazione piu' fine del
passo.
Per l'angolazione il discorso si fa spesso variabile a seconda della rivista o del "consigliere" di
turno, e il nostro consiglio, costante e sperimentato nel tempo, è: 20° per il piede anteriore, 10° per
quello posteriore , per quanto riguarda il soft, mentre invece un'angolazione rispettivamente di 51° e
45° per quanto riguarda l'hard. Questo è un buon compromesso fra una trasversalità accentuata, che
da la massima stabilità e quindi aiuta moltissimo nelle fasi iniziali, ed un po' di direzionalità che
permette subito dopo di apprendere le prime curve. Si ricordi comunque, per inciso, che il sistema
soft è concepito per un movimento prettamente front-back trasversale rispetto alla tavola, e pertanto
angolare un attacco decisamente oltre i 35°-40° espone le caviglie a rischi di distorsione,
introducendosi una componente laterale del movimento della gamba per cui solo gli scarponi hard
sono predisposti. Ovviamente, poi, tutto dipende dal feeling con la neve del singolo; qualora questo
fosse inizialmente piuttosto scarso, con seri problemi a controllare lo scivolamento di un attrezzo
sulla neve, forse sarebbe meglio passare la prima giornata con uno 10°-0° o 15°-5° per avere la
massima stabilità trasversale. Inclinare, in ogni caso, all'inizio di due-tre tacche entrambi gli
spoilers posteriori degli attacchi,senza superare i 15 gradi di inclinazione, per aiutare la flessione
delle gambe e il sollevamento della lamina che sta davanti alla punta dei piedi, ovverosia la lamina
toeside (vedi il vocabolario del sito); questo eviterà un po' la tendenza a contrastare lo
scivolamento (in posizione "heelside", ovverosia con le spalle rivolte a monte e lo sguardo verso
valle, e con la lamina posteriore appoggiata, ovvero la lamina dalla parte dei talloni) irrigidendo le
gambe e tirando su le punte dei piedi, con dolori ai muscoli.. sicuri. Anche la divergenza fra i due
attacchi, che come media viene indicata in 10°, può essere aumentata e diminuita in base alle
esigenze del singolo, c'è chi si sente i piedi troppo a papera con 5°, chi sente invece costrizione alle
ginocchia con 15°; attenzione però a non esagerare.
Come cadere: Per prima, una cosa sulla quale le istruzioni classiche si soffermano raramente, e che
invece può avere una notevole rilevanza, cioè… come cadere! E', infatti, essenziale, per uno sport
con un equilibrio statico instabile come lo snowboard, essere preparati all'inizio a possibili cadute, e
pertanto avere qualche idea su come affrontarle può evitare ancor di più rifiuti traumatici della
tavola. Quindi: cadendo in avanti con una certa forza si dovrà evitare sia l'impuntamento di
ginocchia, scivolando invece in avanti con tutto il corpo come in una "rullata" di pallavolo, e in più
in questa fase, si dovrà assolutamente evitare l'istintiva reazione di frontarsi con le braccia tese e le
mani aperte ad angolo retto rispetto al polso, "allungandosi" a pelle di leone sulla neve, pena
distorsioni o peggio. Idem per le cadute all'indietro, scivolare accompagnando con le braccia poste a
fianco del corpo, e, mai e poi mai, girare le mani all'indietro o di fuori. Al momento esistono in
commercio tutta una serie di protezioni per ogni parte ed articolazione del corpo, fra le quali, per i
principianti, sono consigliabili le classiche ginocchiere, i parapolsi e i parasedere (vedete la sezione
protezioni ). Evitate se potete le protezioni "fai da te", come cuscini, maglioni o altro, servono a
poco e se non ben posizionati possono causare perfino danni.
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Sulla neve: Allora, adesso siamo sulla neve,
sappiamo se siamo goofy o regular, abbiamo scelto
angoli e passo, ecc., ecc. Mettiamo la tavola su un
piano perfetto, senza discese nel raggio di una decina
i metri, tenendo sempre saldamente in mano il leash,
che sarà attaccato al lato interno, cioè verso il centro
della tavola, dell'archetto dell'attacco anteriore, o
nell'apposito buco sul lato dell'attacco. (Ah, tra
l'altro, un leash normale (non di quelli supercorti)
attaccato lì e legato all'altro archetto, si trasformerà
in un
ottimo
"spall
accio" per portare in giro la tavola!
Comunque, per prima cosa leghiamo il leash
nostra gamba, appena sopra il polpaccio ed
infiliamo il piede anteriore chiudendo bene ma
esagerare le due straps o l'eventuale gancio
Dopodichè con cautela, mettiamo l'altro piede
alla
senza
hard.
oltre
la
lamin
a
"toesi
de" della tavola, e proviamo a muoverci più o meno
in tondo, piano, per prendere confidenza con il
"coso" attaccato.
Un piccolo segreto sarà quello di spingere
lateralmente col piede a 90° rispetto alla punta della
tavola, "di traverso", senza cercare, per il momento,
di girare il piede libero con la punta verso l'avanti.
Qualche tentativo, con la massima cautela e lentezza,
sarà poi possibile farlo anche col piede posizionato
dietro la lamina posteriore (heelside); fare attenzione che questa seconda posizione è un po' più
innaturale, e un po' più a rischio di cadute. Dopo aver assunto un discreto equilibrio, sempre in
piano e partendo dalla posizione col piede posteriore davanti alla lamina front (toeside), si proverà a
dare un paio di spinte e poi mettere il piede sul pezzo di gomma detto "pad antiscivolo" (necessario!
e meglio se messo vicino all'attacco posteriore, non esattamente in mezzo!) e scivolare per un metro
due in linea retta.
Non riteniamo che la cosiddetta sensibilizzazione con un piede solo, appena descritta, vada limitata
alle primissime fasi in assoluto piano. Una discesa molto dolce (con una pendenza attorno al 10%)
aiutera' molto a superare la sensazione di instabilita' sulla tavola, inoltre la possibilita' di poggiare in
qualsiasi momento il piede sulla neve aiutera' a superare la sensazione di costrizione che potrebbe
derivare dall'avere entrambi i piedi bloccati sullo stesso asse.
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Allacciamo i 2 attacchi: Ora ci sediamo con la
schiena rivolta a monte, infiliamo il piede
nell'attacco posteriore e lo chiudiamo esattamente
come abbiamo fatto prima con quello anteriore. Una
volta che entrambi gli attacchi sono ben chiusi,
possiamo alzarci: per far questo bastera' portare le
braccia dietro il corpo, premere con i talloni in modo
da far presa con la lamina, e spingere verso l'alto con
le braccia tenendo le gambe piegate, in questo modo,
dopo 2 o 3 tentativi, riusciremo ad alzarci. Una volta
quasi in piedi, cominciamo a distendere le gambe,
abbassando contemporaneamente la tavola ma
cercando di rimanere comunque con la lamina
anteriore leggermente sollevata dal terreno..
Beginner's Guide…
2 parte
ovvero tutto quello che avreste voluto sapere, e non avete mai osato chiedere,
…per cominciare a "snobordare"!
Introduzione.
Questa guida non deve in nessun caso sostituire l'intervento diretto di una figura competente
nel campo dell'insegnamento dello snowboard, infatti un istruttore potra' correggervi con
maggior precisione, e soprattutto sul momento; questo significa minor tempo perso da parte vostra e
sicuramente meno danni fisici!
Ricordiamo che potete consultare il vocabolario per eventuali chiarimenti sui termini usati che vi
fossero sconosciuti.
Giriamoci a terra: Distendiamoci sulla neve con le
braccia aperte ed alziamo abbastanza la tavola dal suolo,
quel tanto che serve per farla ruotare in aria; per far ciò ci
spingeremo con le braccia distese quasi a 90° rispetto al
corpo, spingendo con un braccio e bilanciando con l'altro.
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La derapata sulla massima pendenza: Adesso, un
po' di pendenza ci vuole… Anzi, per i primi
scivolamenti il terreno migliore è un pendio leggero
ed ampio; comunque che non sia così piatto da far sì
che la lamina a valle tocchi spesso il manto nevoso.
Questo per evitare, o quantomeno ridurre,
improvvise cadute, ovverosia i famigerati
"controlamina"; situazioni ad affrontare le quali,
comunque, si dovrebbe essere preparati in base ai
consigli dati nella prima parte…
I primi scivolamenti saranno in backside, cioè,
appunto, voltati verso valle, e consisteranno
semplicemente nel diminuire la presa di spigolo della
tavola sulla neve, restando centrali col peso distribuito su entrambe le gambe; la posizione che
assumeremo per quest’esercizio e’ molto importante perche’ condizionera’ tutto cio che seguira’.
Quindi stiamo con gli arti inferiori leggermente flessi e con le braccia allargate tenendo i gomiti un
po’ piegati (per non sembrare jesus christ superstar…) e il busto eretto; in particolare ricordiamo
che mai e poi mai bisognerà tenere un braccio dietro il corpo, pena, in caso di cadute improvvise,
spiacevoli sorprese ai polsi… Tornerà utile a questo punto l'inclinazione di un paio di tacche degli
spoilers, che dovrebbe determinare una corretta preflessione delle ginocchia e delle caviglie, la
quale a sua volta evita posizioni scorrette e anche un po'… ridicole, per capirsi simili a quelle di chi
cammina solo sui talloni con le con le gambe dritte e
irrigidite… Per fermarci facciamo forza con i
quadricipiti come se dovessimo sollevare le punte
dei piedi e contemporaneamente pieghiamo
leggermente le gambe, in questo modo faremo
cambiare l’angolo di incidenza della lamina della
tavola sulla neve rallentando la nostra discesa fino a
fermarci; e’ importante mantenere il busto dritto
altrimenti si rischia di portare il sedere fuori dalla
tavola, non scaricando il peso sulla lamina e
spostando il baricentro all’indietro, cosa che ci fara’
di certo fare una brutta caduta (la mitica “culata”).
Passiamo quindi alle prime derapate sulla lamina
frontside, che per il neofita sono in genere più fastidiose, perché si deve scivolare all'indietro e
psicologicamente non si vede "il dirupo" (anche se invece si vedono i simpatici sciatori piombare da
monte e sfiorarci a 100 all'ora…). Anche in questo caso per fermare la nostra derapata dovremo
cambiare l’angolo di incidenza della lamina e lo faremo facendo forza sui polpacci (come se
dovessimo sollevarci in punta di piedi) e contemporaneamente piegando le gambe mantenendo
sempre il busto eretto.
Problemino: visto che, al punto in cui siamo, non sappiamo ancora curvare, come passare dalla
posizione frontside, cioè "fronte verso monte", alla posizione backside, cioè "schiena verso monte",
e viceversa? Bè, all'inizio il sistema forse non più elegante, ma più efficace, sarà quello di utilizzare
la girata a terra descritta all'inizio di questa pagina..
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La derapata in diagonale: Una volta che avremo
acquisito una buona sicurezza negli scivolamenti
dritti possiamo provare, semplicemente abbassando
leggermente la spalla davanti, a eseguire una
derapata in diagonale che ci porti progressivamente
da un lato all’altro della pista. Una volta arrivati in
prossimita’ del lato della pista dobbiamo riuscire a
perdere la velocita’ che abbiamo acquisito fino a
quel punto. Senza farci prendere dal panico
riportiamo il peso al centro della tavola annullando il
piegamento della
spalla e ritorniamo a derapare sulla massima
pendenza, stando bene attenti a non sbilanciarci indietro; cosi’ infatti non solo non riusciremo ad
arrestarci ma bensi’ perderemo il controllo della tavola aumentando la velocita’ anziche’ frenare.
Una volta fermi e’ necessario girarsi sull’altro lato usando il metodo sopra descritto per poi ripartire
con un’altra diagonale sulla lamina opposta.
Per questo esercizio tenete presente che non e’ utile
andare in fackie (cioe’ con il piede dietro avanti)
perche’ potrebbe confordere le vostre idee al
momento gia’ incasinate, inoltre e’ meglio partire
derapando sulla lamina su cui vi sentite piu’ sicuri.
Se per caso facendo questo esercizio vi doveste
sentire a disagio e piu’ propensi ad andare con l’altro
piede in avanti non vi spaventate (ve l’avevo detto
che il metodo per determinare quale piede deve
andare avanti e’ arbitrario…) basta perdere 5 minuti
con un cacciavite per girare gli attacchi e il gioco e’
fatto.
Non continuate con questo o gli esercizi piu’ avanti
se non vi sentite a vostro agio sulla tavola nella posizione con cui avete cominciato, le torsioni che
si creerebbero a livello di schiena e di legamenti delle gambe valgono sicuramente il tempo che
investirete nella regolazione dell’attrezzatura.
La curva controllata: E’ il primo tipo di curva che
dobbiamo imparare ad eseguire, non state a sentire
chi vi dice che e’ inutile perche’ probabilmente non
se ne intende molto di insegnamento dello
snowboard. Per fare correttamente questo esercizio
dovremo trovare un pendio medio dolce,
possibilmente un campo scuola, dove non ci
cureremo dei bambini di 5 anni che ci sfrecciano
davanti e ci prendono in giro, (se lo fanno
ricordategli che anche loro non sono usciti dall’utero
che gia’ sapevano sciare…) ma ci concentreremo sui
movimenti da eseguire e li potremo ripetere da fermi
fino ad assimilarli. Nello snowboard e’
controproducente buttarsi senza aver prima adeguatamente riflettuto su cosa fare una volta partiti.
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Partendo dalla derapata in diagonale accentuiamo
l’abbassamento della spalla davanti e la
accompagnamo con una leggera flessione del
ginocchio anteriore, contemporaneamente ruotiamo
il busto e le spalle all’interno della curva che
intendiamo fare, questi movimenti ci aiuteranno a
portare la tavola sulla linea di massima pendenza e
ad annullare la presa di spigolo che non ci
permetterebbe di completare la curva. Ora siamo a
meta’ dell’opera e nel punto sicuramente piu’
critico…la tavola infatti comincera’ a prendere
velocita’ e se non saremo ben sicuri dei movimenti
da eseguire e ci lasceremo prendere dal panico
continuera’ la sua corsa trascinandoci con lei. Ma come dicevo prima questo non succedera’ perche’
avremo avuto la pazienza di studiare a fondo i movimenti da eseguire e perche’ il pendio da noi
scelto non sara’ troppo ripido.
Senza fermare il nostro movimento rotatorio
(mantenendo quindi le spalle ruotate rispetto all’asse
della tavola) e possibilmente senza dare colpi o
strattoni con la gamba posteriore completiamo la
curva cambiando lo spigolo e portandoci
gradualmente in posizione di base come per eseguire
una derapata sulla massima pendenza. Sara’ meglio
quindi fermarsi prima di cominciare un’altra curva
usando le tecnica sopra descritta, questo al fine di
non strafare e non confondere i movimenti.
Ripetiamo l’esercizio varie volte per entrambe le
curve fino a che non avremo acquisito una
padronanza completa dei movimenti da eseguire,
solo allora potremo arrischiarci a concatenarle, cioe’ ad eseguire due curve di seguito.
Piegamenti e distensioni: Il successivo passo sarà quello di introdurre dei movimenti di
compressione ed estensione. Per un principio analogo a quello dello sci nello snowboard si
eseguono piegamenti e distensioni allo scopo di favorire rispettivamente la presa di spigolo e il
cambio di lamina. Per poterli inserire correttamente all’interno degli esercizi che abbiamo appena
imparato ci vorra’ un po’ di tempo, necessario per calcolare il momento giusto di esecuzione. Nella
curva controllata va eseguita una leggera distensione al momento di iniziare la curva e un leggero
piegamento appena compiuta la cosiddetta "inversione di lamina", nel completare la curva. Per
inciso la presenza del piegamento e della distensione rendera’ inutile, via via che verra’ eseguita
con piu’ precisione, il macchinoso movimento di abbassamento della spalla e la leggera flessione
del ginocchio che dovevamo eseguire prima. Attenzione che il passaggio dall’una all’altra tecnica
non e’ il salto di un baratro ma una lenta e graduale evoluzione dove “ il vecchio metodo” e’ sempre
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valido qualora non ci si sentisse sicuri. Anche se tutto ciò, descritto a parole, può sembrare una
sequenza complicata da rammentare, in realtà ricordiamoci che la curva con lo snowboard è
davvero una delle cose più istintive e naturali, ben più difficile da descrivere che poi da realizzare;
ben diversamente dalla curva a sci uniti con "le due assi", per la quale ci vogliono spesso anni di
tentativi. Per cui non scoraggiamoci per qualche "tuffo" fuori programma; si sa, lo sno' ha una
lamina sola, e gli errori si constatano spesso solo… dopo, per terra.
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Trick school
Molti dei rider che si avvicinano per la prima volta a
questo "sport" (la parola suona strana anche a me ma
ricordiamo che lo snowboard e' olimpionico!) lo fanno
perche' sono rimasti colpiti dalle evoluzioni di qualche
video o da qualche foto spettacolare.
Quando pero' si prova per le prime volte a saltare si
capisce subito che per fare trick stilosi, anche i piu'
semplici, e' necessaria una certa preparazione che per il
novello rider si traduce in molto impegno e moltissime
cadute. Non preoccupatevi! Una buona regola, che vale
anche per qualsiasi pro, e' : "Se smetti di cadere vuol dire
che non stai imparando niente di nuovo" (non mi ricordo
chi l'ha detto, so solo che aveva ragione).
Pero' dato che rider non e' un sinonimo di masochista si
cerchera' di cadere sempre il meno possibile facendosi
consigliare, da qualcuno che abbia piu' esperienza di noi,
qualche trucchetto per farsi meno male.
E qui sorge il problema perche' in Italia nonostante
l'enorme diffusione dello snowboard non e' facile trovare
qualcuno (tra i tanti bravi) disposto a perdere 5 minuti per
aiutare il neofita ad apprezzare ancora di piu' la sua tavola.
Se non riuscite a trovare qualcuno sulle piste che vi
spieghi le basi dei trick, e se non avete qualche milioncino da investire in un camp, potete sempre
leggere queste quattro righe che ho scritto senza pretese..... almeno in teoria saprete cosa fare.....
(Anonimo:"guarda che tra il sapere e il fare c'e' di mezzo un sacco di male" Milo:"Zitto tu che poi si
impressionano!" N.d.A.)
I grab
La distinzione in grab base e grab avanzati, che sarà fatta in questa trattazione, è frutto solamente
della mente malata dello scrittore e non serve ad altro che evitare al neofita di cimentarsi con le
prese più difficili riservandole ad un secondo momento quando la sua preparazione sarà più
avanzata. Durante le spiegazioni si useranno termini che se dovessero risultare troppo tecnici
potranno essere chiariti grazie al "Vocabolario"; abbiamo fatto in modo che il Vocabolario si apra
in una finestra a parte, in modo da poter consultare tutte le sezioni ed allo stesso tempo avere
sempre il vocabolario sotto mano per capire alcuni termini tecnici che sono stati usati.
Il Famoso Vocabolario, per riuscire a districarsi nei termini Tecnici e non dello Snowboard..
Le Basi per poter fare i primi Salti, in sicurezza e risparmiando tempo nell'apprendimento..
I primi Grab come farli, quando farli...
Se non sapete da dove iniziare, per prima cosa leggete questo articolo sulle Prime Rotazioni..
I più Esperti invece potranno trovare pane per i loro denti nella sezione Trick Avanzati..
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Impariamo a Saltare..
Come prima cosa ci dobbiamo trovare un salto, non troppo alto, con il dente che non butti
verso l'alto e con l'atterraggio in discesa.. se non lo trovate, guardatevi intorno e trovate
un cambio di pendenza, meglio se in neve fresca; una volta trovato, armatevi di pala
oppure usate la tavola e fate un mucchio di neve dove intendete costruire il dente; se siete
in parecchi, piazzate le tavole davanti del dente e sui fianchi, in modo da poter diminuire
il volume di neve che dovrete usare per finire il dente, ed allo stesso tempo darete già una
forma al salto. Fatto il dente, pestate la parte di scorrimento con le tavole per bene, il
dente non dovrà cedere quando ci sarete sopra.. Ora piazzatevi di fianco, la rincorsa e il
dente dovranno fare una curva dolce, non dovrete vedere un brusco cambio di pendenza,
altrimenti la compressione che subirete quando vi accingerete a saltare vi potrebbe
sbilanciare..
Ok, siamo pronti.. risaliamo di una decina di metri, fissiamo bene la tavola, prendiamo un
bel respiro e.. vai.
La rincorsa dovrà essere lineare, cercate di non fare curve prima del salto.. state morbidi
sulle gambe e non tenete le ginocchia vicine, anzi allargatele il più possibile (questo per
evitare che in atterraggio ve le troviate sul mento), tenete il peso centrale e la tavola
possibilmente piatta.. le spalle dovranno essere PARALLELE alla tavola, altrimenti rischiereste di
innescare una rotazione in aria non voluta!
Quando sarete sul dente, tenete la posizione, non fate nulla, non spingetevi con le gambe verso
l'alto, semplicemente lasciatevi "sparare" in aria dal salto. Una volta in aria, se avrete fatto tutto
bene, sarete perfettamente bilanciati, l'unico vostro problema ora sarà l'atterraggio.. basta distendere
le gambe e non appena sentirete la tavola toccare il terreno, dovrete ammortizzare con le gambe e..
il gioco è fatto!
Una volta che avrete chiuso il primo salto, fatene ancora una decina, finchè non ne sbaglierete uno,
magari anche aumentando l'ampiezza del salto; nel momento in cui sentirete la sicurezza di
potercela fare sempre, allora sarete pronti per passare alle sezioni che spiegano i Grab Base, i Grab
Avanzati e le Rotazioni..
I primi Grab:
Per l'esecuzione dei grab di base e' sufficiente una discreta abilità nell'utilizzo dello strumento
volgarmente detto "tavola"; in pratica se sapete fare le curve e avete un discreto equilibrio sarà
facile per voi eseguire questi trick di base.
Il salto ideale per provare queste "prese" è un salto di misura tale da non incutervi timore che però
vi permetta di stare in aria per un certo periodo, le prime volte bastano salti di misura compresa tra i
30 e i 50 cm in altezza e date le misure non sarà necessario preparare un atterraggio in discesa e in
neve fresca (anche se le cadute sono sempre possibili) è comunque sempre consigliabile una lieve
discesa per non sottoporre le vostre ossa a shock eccessivi, permettendovi di scaricare parte della
caduta in velocità.
Ricordate che a seconda dell'inclinazione dell'atterraggio il peso va spostato più avanti: ovvero
atterraggio più inclinato, peso spostato più avanti (come se doveste affrontare una discesa libera di
quella pendenza), atterraggio piatto, peso centrale.
Prima di provare a saltare potreste cercare un punto piano della pista e lì provare a salticchiare
staccando con la sola forza delle gambe e toccando (ho detto toccando non grabbando! N.d.M.) la
tavola nei diversi punti, a seconda del grab; in questo modo prenderete confidenza con i movimenti
da eseguire in aria sul salto in maniera tale che poi vi verrà quasi automatico farli al momento
decisivo.
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Innanzitutto dato che un'eventuale torsione del busto e delle spalle porterà la tavola a girare in aria
(vedi: le prime rotazioni N.d.M.) si dovrà cercare di tenere le spalle il più possibile parallele alla
tavola: per questo motivo durante la trattazione farò riferimento a "braccio davanti" e "braccio
dietro" intendendoli rispetto alla direzione di marcia.
Per i primi tentativi la tavola va toccata e subito lasciata ma via via che prenderete confidenza con il
grab dovrete cercare di tenere la posizione il più a lungo possibile (naturalmente salto più grande =
più possibilità di tenere il grab N.d.M.) o addirittura di eseguire due prese successive (urgh!).
Indy
Questa presa è una delle più semplici, è sufficiente piegarsi come se vi doveste toccare la punta dei
piedi con la mano dietro prendendo la lamina toeside tra i due attacchi, contemporaneamente per
mantenere l'equilibrio il braccio davanti va spostato in alto, per rendere il tutto ancora più semplice
vi consiglio di spostare il braccio davanti seguendo un movimento rotatorio attorno alla spalla (in
pratica come se doveste fare una bracciata di nuoto a stile libero) in questa maniera bilancerete la
tendenza ad andare in avanti del corpo.
Method
Per eseguire questo grab dovete tener presente che l'equilibrio del vostro corpo è essenziale; quindi
già in fase di stacco fate in modo tale che i movimenti siano ben coordinati.
Subito dopo lo stacco in aria piegate le gambe e cercate di portare i talloni vicino alle natiche per
effettuare il grab con la mano davanti sulla lamina heelside compresa tra gli attacchi, naturalmente
questo movimento tenderà a sbilanciarvi in avanti dunque per evitare la caduta dovrete cercare di
portare con forza il braccio posteriore verso l'alto in maniera tale da bilanciare lo spostamento
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Nose
Per eseguire questo grab è necessaria un pò di esperienza con i due grab sopracitati, per il resto
prevede di toccare la punta della tavola con la mano davanti portandola ad altezza di presa piegando
il ginocchio della gamba davanti, naturalmente per il solito motivo dell'equilibrio il braccio dietro
andrà sollevato.. (per rendere più facile il tutto le prime volte è meglio non cercare la presa sulla
punta esatta della tavola ma un pò più vicino all'attacco davanti,in questa maniera non si esegue un
nose vero e proprio ma non si rischia nemmeno di farsi male)
Tail
Una volta eseguito il nose non ci dovrebbero essere problemi ad affrontare il tail, si tratta di tenere
la testa sempre rivolta verso l'atterraggio per non sbilanciarsi e quindi di piegare la gamba dietro e
afferrare la coda della tavola con la mano posteriore, il peso tenderebbe a spostarsi indietro per cui
con il braccio davanti dovrete mantenere l'equilibrio alzandolo verso l'alto, ricordate comunque di
ribilanciare il peso prima dell'atterraggio (Anche in questo caso potete passare gradualmente alla
coda estrema prendendo la tavola sulla lamina toeside, partendo vicini all'attacco posteriore e
andando via via più indietro). Ad un livello più avanzato potete cercare la presa con una rotazione
minima della tavola di circa 45° in frontside questo aumenta molto lo stile della manovra.
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Le Prime Rotazioni
Le prime rotazioni nello snowboard sono anche le piu' difficili, di norma infatti non si ha
confidenza a non guardare nella direzione di marcia, anche se solo per un attimo, per non parlare
del fatto che per molti e' quasi impensabile atterrare in fakie e mantenere il controllo della tavola.
Riuscire a chiudere le prime rotazioni e' comunque una delle piu' belle sensazioni che lo snowboard
sappia regalare, e' come andare in paradiso passando dall'inferno e'... da provare!
Seguendo questi semplici consigli dovreste essere in grado di chiudere i primi 180 dopo uno o due
giorni di tentativi e il 360 circa sette giorni dopo il 180.
Se doveste avere dei problemi nel comprendere alcuni termini potete fare riferimento al "Piccolo
dizionario del freestyler" altra opera del sottoscritto.
Una volta eseguito per la prima volta il trick e' bene ripeterlo piu' volte (non vi stancherete tanto
presto del nuovo giocattolo, ve lo assicuro) per acquisirne la padronanza piena, le rotazioni
andrebbero inoltre provate piu' volte sia in backside che in frontside. Una volta capito il
meccanismo delle rotazioni girare 180 gradi in piu' e' solo questione di pratica....
Come girare un 360 in 7 mosse (e parecchie cadute):
1. Per capire come avviene una rotazione bisogna innanzitutto considerare il fatto che non possiamo
tentare di girare la tavola in aria (chi l'ha provato sa che voglio dire) semplicemente perche' la
rotazione risulterebbe sgraziata e convulsa, molto probabilmente sbilanciata e si concluderebbe con
una caduta rovinosa. Quando vogliamo far ruotare la nostra tavola dobbiamo avere per forza un
punto di appoggio sul quale spingere per imprimerle il movimento rotatorio, in parole povere la
rotazione comincia ben prima dello stacco effettivo da terra.
2. Chi avesse gia' provato a girare piu' di 180 gradi si sara' accorto del fatto che la tavola sembra
non volerne sapere di girare qualche grado in piu'..... e qui si arriva ad un punto cruciale che
secondo me non e' mai stato sottolineato a sufficienza dalle riviste che danno consigli sui trick...
cerchero' di rimediare.. in tutte le rotazioni sono le spalle a precedere il movimento della tavola (piu'
sottolineato di cosi') anche per un modesto 180 il movimento rotatorio delle spalle va effettuato sul
salto ancora prima dello stacco, solo cosi' si potra' atterrare con le spalle nella giusta posizione per
l'andatura fakie e non avere problemi di atterraggio. Per quanto riguarda il 360 grazie alla rotazione
anticipata non si avranno intoppi nella rotazione della tavola che risultera' fluida e soprattutto
completa.
3. Finita la non sottovalutabile parte teorica e' giunto il momento di passare alla parte pratica,
trovatevi una gobba, una collinetta, un dislivello possibilmente in un posto dove non corriate il
rischio di saltare in groppa a qualcuno e dove l'atterraggio non sia troppo maligno (assicuratevi che
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non ci siano sassi prima di saltare N.d.M.). Il vostro "salto", che potete anche costruire agevolmente
con pochi colpi di pala, dovrebbe essere sistemato in maniera tale che la rincorsa preveda una curva
toeside questo essenzialmente perche' la tendenza di tutti e' di dare l'impulso di stacco con la punta
dei piedi e perche' la linea della curva se ben impostata aiuta molto la rotazione. Ricordate che un
salto ben costruito va tutto a vostro vantaggio, non correrete cosi' il rischio di veder cedere il dente
sotto i vostri piedi (cosa che potrebbe avere effetti disastrosi), inoltre un salto piuttosto largo vi
evitera' la preoccupazione di centrare uno stacco troppo piccolo (indicativamente la larghezza deve
essere di almeno tre tavole affiancate).
180° Backside Indy
360° Backside
4. A questo punto non ci resta che saltare... ricordando pero' che un'inclinazione troppo pronunciata
degli attacchi (specialmente di quello dietro) puo' causare problemi di torsione delle gambe in
andatura fakie (questo solo nel caso che non atterriate in perfetto 360)... per i primi salti dovreste
tentare di girare in backside, cioe' in senso orario per un regular e antiorario per un rider goofy.
Questo perche' potrete caricare meglio la rotazione delle spalle senza perdere di vista lo stacco del
salto, inoltre sara' piu' facile controllare l'atterraggio di una rotazione non completa in quanto
potrete vederlo gia' nell'ultima parte della rotazione ed eventualmente laminare heelside per non
cadere di faccia.
5. Prendete velocita' sufficiente a restare in aria per un po' ma non tale da rendervi insicuri del salto,
non c'e' niente di peggio che tentare un trick del quale non si e' convinti. Quando arrivate sul salto
ruotate le spalle, tenendo le braccia larghe e staccate dal corpo, nella direzione opposta a quella in
cui dovete ruotare e contemporaneamente piegate le gambe. In questo modo caricate la massima
energia muscolare che dovra' essere poi liberata al momento dello stacco.
6. Calcolate a occhio il momento dello stacco (questo purtroppo viene solo con l'esperienza) e un
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istante prima liberate l'energia accumulata ruotando le spalle nella direzione di rotazione e
estendendo le gambe cercando di non fare movimenti a scatti e scoordinati, ma un unico movimento
fluido. Se i tempi sono stati ben calcolati la rotazione dipendera' solamente dalla quantita' di forza
applicata nella rotazione delle spalle. Altrimenti rotazioni effettuate in parte dopo lo stacco
risulteranno sbilanciate e forzate, rotazioni effettuate prima dello stacco risulteranno incomplete.
Imparate dai vostri errori a regolare il momento dello stacco e la forza da applicare nella torsione
delle spalle, mi dispiace per le vostre natiche ma non ci sono altri modi...
7. Nel momento dell'atterraggio piegate di nuovo le ginocchia per ammortizzare e se ce l'avete fatta
prima di tutto esultate e gasatevi come dei tapiri in calore, poi andate al bar a festeggiare con gli
amici e se vi avanza un po' di tempo mandatemi una mail per raccontarmi com'e' stato bello.
Postilla: Se durante la rotazione in aria si ritirano le braccia e le si tegono aderenti al corpo la
rotazione sara' molto piu' veloce a parita' di forza rotazionale (per il principio fisico della
conservazione del momento angolare che qui vi risparmio). Siamo ai Grab Avanzati... Qui le cose si
complicano, i movimenti diventano molto più complessi, bisogna sentire il salto prima di farlo, e
comunque, qui gli insuccessi si sprecheranno, finchè un giorno...... Roastbeef
Manovra simile all'indy, con la differenza che per iniziare il grab, dovremo tentare quasi di sederci
sulla tavola, quindi allungando la mano posteriore e facendola passare frontalmente in mezzo alle
gambe, prenderemo la lamina heelside (lamina posteriore).
Il braccio avanti va alzato per bilanciare il movimento precedente.
Mute
Iniziare a complicarci la vita.... Stacchiamo dal salto belli convinti, giriamo la tavola di circa 90° in
direzione FS, quindi grabbiamo con la mano anteriore in mezzo ai piedi la lamina toeside e
portiamo il braccio posteriore all'indietro per cercare l'equilibio... Teniamolo un po' ma molliamo
abbastanza prima di atterrare, ricordiamoci che dobbiamo far perdere alla tavola i 90° acquisiti
prima!
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StaleFish
Qui il discorso si complica ulteriormente.... stacchiamo e giriamo la tavola di circa 45° FS, quindi
pieghiamoci verso il basso, quasi a sederci e grabbiamo la tavola con la mano posteriore la lamina
heelside vicino al piede posteriore, portando il braccio anteriore in avanti, sempre per cercare
l'equilibrio.... La posizione è molto precaria, quindi molliamo presto il grab per riportarci in
posizione di atterraggio...
Indy Nosebone
Tutto uguale all'indy, solo che una volta grabbata la tavola, dobbiamo portare il peso indietro e
piegare la gamba posteriore, in questa maniera la gamba anteriore si stende (fatelo con calma,
perché questo movimento vi sbilancerà parecchio, perciò per le prime volte tenete il corpo diritto e
piegate la tavola).
BackSideAir
Siamo ad un classico.. è la manovra più fotografata dell'anno, ed in effetti, se fatto bene, è molto
spettacolare. Partiamo convinti sul salto.... e qui nasce il primo problema? bisogna rimanere in aria
parecchio, quindi dovremo farci un salto da almeno 6 metri di lunghezza... Appena stacchiamo la
tavola dal terreno, dovremo portare la gamba posteriore al sedere; questo movimento farà ruotare la
punta della tavola di circa 45° in direzione backside (in pratica la porterà verso il nostro petto); a
questo punto grabbiamo la tavola con il braccio anteriore sulla lamina hellside tra il piede anteriore
e la punta, quindi tiriamo ulteriolmente la tavola in direzione backside. Se fatto bene, vi troverete
con la tavola perpendicolare alla direzione in cui state andando. Il braccio posteriore dovrà essere
portato in avanti per bilanciare il movimento un po' contorto (anche se portandolo avanti, la figura
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sarà ancora più contorta!). Un paio di metri prima dell'atterraggio, lasciate la presa e riportate la
tavola in posizione ottimale per l'atterraggio.
JapanAir
Altro bel salto, oltretutto complicato da fare.... Come per il BackSideAir, abbiamo bisogno di
parecchio tempo in aria.... Non appena siamo in volo, portiamo la gamba anteriore verso il petto, la
tavola automaticamente si porterà quasi "di fianco" a noi e si alzerà la punta. Grabbiamo la lamina
toeside con la mano anteriore tra il piede e la punta, quindi tiriamola indietro.. siamo ora con la
tavola praticamente di fianco.. il braccio posteriore sarà steso all'indietro per il bilanciamento..
teniamolo ancora un po', ok, ora siamo a circa 2 metri dall'atterraggio, è tempo di prepararci per
atterrare, quindi mollate tutto e portate la tavola di nuovo sotto di voi e bella dritta?
Boardercross:
Cosa fare per affrontare un boardercross.. o snowboardcross
Ci sono varie situazioni da prendere in esame, tutte
possono essere superate con un minimo di allenamento,
se pero' vogliamo affrontarle con l'idea di ritrovarci poi
tra i migliori, allora dobbiamo tenere presente alcuni
punti fondamentali, che devono essere rispettati per
poter essere vincenti. Ricordatevi inoltre, che una buona
dose di fortuna e' condizione necessaria per vincere una
gara, specialmente in boardercross.. questo perche'
sarete in 4 persone a correre fianco a fianco, e basta che uno si appoggi a voi o vi cada davanti, che
vi troverete a terra senza saperlo, quindi questo tipo di gara e' anche influenzata dal comportamento
degli altri, non solo dalle vostre capacita'!
Innanzi tutto analiziamo la gara:
Ci sono le qualifiche, nelle quali ogni atleta parte da
solo e viene cronometrato. Quando anche l'ultimo e'
sceso, vengono presi i migliori 32 tempi (possono
essere presi anche solo 16 o 64, a seconda del numero
degli iscritti) che parteciperanno alle fasi finali.
Nelle fasi finali, si corre generalmente in 4 (a volte
anche 6), e passano i primi 2 che tagliano il traguardo;
si continua cosi' ad eliminare 2 atleti per ogni Run,
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finche' non si arrivera' ai migliori 4, i quali disputeranno la finale.
La cosa importante nelle qualifiche, e' capire il livello medio degli atleti, in modo tale da poter
gestire la gara; se ci sono i migliori atleti italiani, dovrete "tirare" come dei pazzi per poter sperare
di qualificarvi, diversamente si potra' anche tirare un po' il freno, quindi avere la certezza di arrivare
al traguardo qualificandosi.
Noi cercheremo di darvi delle indicazioni di massima, ricordate comunque che ogni tracciato e'
diverso dagli altri quindi non esiste un modo "ottimale" per affrontare qualunque tracciato, il modo
migliore non si puo' certo insegnare scrivendo 2 righe, ma si capisce e si impara gareggiando,
sbagliando, cadendo e provando!
Affrontiamo ora i punti generalmente piu' tecnici di un tracciato "classico":
Whoops: Per superare questi ostacoli (generalmente 3
gobbe ravvicinate), dobbiamo individuare la gobba piu'
alta o comunque la piu' difficile, quella che ci sbilancia
maggiormente e la olliamo. Le altre invece cercheremo
di ammortizzarle, sfruttando la discesa della gobba per
pompare con le gambe e accelerare; l'ideale e' non
staccare mai la tavola da terra, quindi se riusciamo ad
ammortizzarle tutte e 3, usciremo piu' veloci degli altri.
Paraboliche: Non e' difficile affrontare una parabolica,
ma farla bene e velocemente si': dobbiamo solo pensare
a fare la curva tenendo la tavola piatta, quindi
assecondando la forza centrifuga che ci portera' verso la
parte alta della parabolica; rimaniamo in alto fino a
quando vediamo la fine della parabolica, in quel
momento cominceremo a scendere per aumentare la
velocita'; la tavola va tenuta il piu' possibile piatta,
perche' se andiamo in lamina, rischiamo di cadere e
sicuramente non sfrutteremo appieno la possibilita' di
accelerare ancora data dalla parabolica.
Jump: La velocita' con la quale affrontare un jump in
boarder dipende da una sola cosa.. la lunghezza del flat! Per
sfruttare al massimo il jump, bisogna atterrare nella parte
iniziale della discesa, non dopo, perche' non potremo
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sfruttare tutta l'accelerazione che ci consente la discesa, non prima, perche' atterrare in flat rallenta,
vi puo' sbilanciare e se non ammortizzate bene, vi puo' spingere di nuovo verso l'alto, con
conseguente caduta.
Cercate di raccogliervi il piu' possibile una volta in aria, servira' per essere piu' veloci e per
mantenervi in assetto, senza pericolosi sbilanciamenti.
Atterrate con la tavola piatta, il peso leggermente in avanti, questo vi permettera' di sfruttare al
massimo la discesa per prendere velocita'.
Tecnica: Aprite le braccia, vi serviranno per bilanciarvi;
tenetele sopra la punta e la coda della tavola, in maniera
tale da non portare il corpo in rotazione. Il peso va
tenuto il piu' possibile centrale, questo vi permettera' di
manovrare meglio e di essere molto piu' sensibili. Le
gambe vanno leggermete piegate, sempre pronte ad
ammortizzare le asperita' del terreno.
Ricordatevi che la maggior parte dei tracciati prevede
dei punti nei quali bisogna frenare, quindi non potete
farli a "missile", pena il volo al di fuori del tracciato!
Cercate di gestire le vostre forze, e' meglio andare piano
e arrivare al traguardo piuttosto che tirare oltre i propri
limiti e cadere!
Per riuscire ad individuare tutti i punti difficili, e' necessario provare il tracciato almeno 4 o 5 volte,
con velocita' sempre maggiori; cercatevi dei riferimenti da utilizzare poi in gara, partite concentrati,
e non fatevi prendere troppo dall'emozioni, in fin dei conti, siete li per divertirvi!!
Pipe school
Benvenuti all'inaugurazione della sezione che conclude
la serie di articoli piu' apprezzati di questo sito, articoli
che insegnano, o meglio
danno consigli, su come affrontare i primi passi nelle
discipline piu' in voga del momento.
E naturalmente non poteva mancare l'half-pipe, una
struttura tanto sognata quanto praticamente introvabile
sul territorio italiano. Una struttura cosi' particolare da
riuscire a regalare nuove emozioni anche ai rider piu'
smaliziati, da permettere manovre che prima ci eravamo
soltanto sognati e una vera e propria serie di salti in
sequenza che esaltano non solo il nostro stile ma anche il
controllo del nostro mezzo.
Infatti nel pipe e' importante ricordare che l'elemento
essenziale e' la fluidita' e che ogni atterraggio deve
essere fatto tenendo conto delle manovre che vogliamo
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eseguire in seguito, considerato questo e ricordando le basi dei salti dovremo mantenere un
controllo piu' che buono sulla tavola per tutto il tempo che passerremo dentro al "mezzo tubo".
Bisogna anche tenere presente che questa struttura e' fatta di neve molto compatta (e' un eufemismo
per non dire di durissimo ghiaccio) e che quindi pagheremo caro ogni errore, anche minimo, sulla
nostra persona, pertanto e' consigliabile non affrontare questa disciplina cosi' impegnativa quando si
e' alle prime armi ma aspettare di aver raggiunto un buon livello di esperienza; anche essendo
esperti le prime volte e' comunque facile sbagliare e per non portare conseguenze troppo pesanti e'
meglio dotarsi con un minimo di protezioni, casco e paraschiena in primis, ma possono anche
essere utili ginocchiere e parapolsi. Un' ultima cosa: e' sempre bene osservare sul posto i locals o
chi ci sa girare (li riconoscete perche' escono dal lip mezzo metro piu' di tutti) per capire soprattutto
dove i muri sono meno rovinati e naturalmente come ci si muove nel pipe, in questa fase
ricordiamoci di essere umili e di assimilare il piu' in fretta possibile tutto quello che vediamo e
impariamo, avremo tempo in seguito per pensare al nostro orgoglio.
L'entrata in pipe
Ci sono fondamentalmente due modi per entrare in pipe e naturalmente e' bene che li impariate
entrambi prima di accingervi a cose piu' complicate. Il primo metodo e' piu' semplice, ma dipende
molto da dove e' costruito il pipe, se infatti la partenza e' a ridosso di una montagna o presenta una
scarsa pendenza sara' quasi impossibile utilizzarlo e quindi dovremo per forza usare il secondo
metodo, che e' un po' piu' complicato ma sara' molto naturale per chi va gia' in skate ed e' abituato a
girare negli skatepark.
I° Metodo - Entrata da sopra
Come gia' accennato sopra, il pipe che
affronterete con quest'entrata deve avere una zona
a monte libera da ostacoli e con una pendenza
sufficiente da poter prendere un po' di velocita'
prima di salire il muro del pipe. Occorre
affrontare il tutto con decisione e grinta per non
rischiare di salire solo parte del muro e non avere
abbastanza velocita' per effettuare il
cambiamento di direzione.
Dopo esserci allacciati la tavola, circa una decina
di metri a monte del pipe e piu' o meno in
corrispondenza di uno dei due muri, partiamo
subito con una decisa diagonale condotta verso il
muro opposto in modo da acquistare velocita'; in
questa maniera dovremmo riuscire a impostarci
gia' in lamina per "tenere" sul muro del pipe e
quindi riuscire a salire verso l'alto.
Se notate che non riuscite a salire con questo
metodo vuol dire che state laminando poco o che
state tagliando il muro del pipe con un angolo
sbagliato, quindi fermatevi a guardare le tracce di
altri rider o chi ci sta girando in quel momento e
cercate di imitare la loro traiettoria; se ancora non
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riuscite a salire forse avete acquistato poca velocita' e potreste rimediare partendo da piu' in alto.
II° Metodo - Drop
E' la classica manovra con cui si entra in
rampa e deriva proprio dalla tradizione skate;
ci allacciamo la tavola sul coping piu' o
meno all'inizio del pipe, quindi ci alziamo in
pidi e raccogliamo tutto il nostro coraggio, ne
avremo bisogno!
Con un breve tratto di rettilineo eseguito sul
coping acquistiamo un po' di velocita',
tenendo la tavola piu' o meno parallela al lip,
quindi ruotiamo le spalle e distendiamo
leggermente le gambe in modo da girare la
tavola proprio verso il flat del pipe. A questo
punto ci troveremo con la tavola mezza nel
vuoto e mezza posata sul coping, diretti verso
una fine certa per spiaccicamento sul flat.
L'unico modo di evitarla e' di abbassare
repentinamente il braccio davanti in modo da
scendere con la tavola aderente al muro e non
uscire completamente dritti, ricordandosi
pero' di rimanere comunque morbidi sulle
gambe per assorbire la transizione del muro
che ci potrebbe sbilanciare e quindi farci
cadere. Questa tecnica richiede maggiori
capacita' e sensibilita' sulla tavola e pertanto
e' consigliabile affrontarla quando si ha gia'
un po' di sicurezza su questo tipo di manovre
(roba tipo ollie, 180 o cose cosi').
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..Come uscire in Powder in sicurezza.
Prima di avventurarci in
Powder, è neccessario conoscere alcune regole basilari.. bisogna conoscere la montagna, rispettarla,
perchè in un momento ci può travolgere..
Se rispetteremo queste regole, sicuramente riusciremo a Godere una giornata fantastica che resterà
impressa nella nostra memoria per anni..
Iniziamo allora la nostra lettura dalle "Regole Fondamentali";
Una volta assimilate le prime, possiamo passare alla parte sicuramente più divertente, i cliff..
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I "dieci comandamenti" del buon Freerider
Fare fuoripista puo' essere una delle cose piu' gratificanti in assoluto per uno snowboarder, ma puo'
essere anche una delle cose piu' pericolose, per ridurre al minimo possibile i rischi e' opportuno
seguire qeste semplici regole che vi permetteranno di divertirvi con una sicurezza in piu'. Per
fuoripista non si intende una piccola diversione dalla pista principale ma un'escursione che non
preveda l'utilizzo sistematico di impianti di risalita, compiuta in una zona dove il traffico sciistico e'
ridotto al minimo e che porta su percorsi non segnati dal servizio piste.
I. Non andate mai a fare fuoripista da soli o senza una guida alpina, e' utile che del gruppo faccia
parte anche qualcuno che conosca bene il luogo dell'escursione
II. Non confidate mai esclusivamente sul vostro grado di abilita' (ricordate che gli incidenti capitano
a chiunque?)
III. Siate sempre coscienti delle condizioni metereologiche, ascoltando i bollettini locali del tempo e
ricordando che in montagna i cambiamenti sono spesso improvvisi e veloci, rinunciate all'impresa
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se le condizioni non sono ideali o i cambiamenti troppo imprevedibili.
IV. Portate sempre con voi la dotazione di sicurezza completa: rilevatore, pala, sonda, coperta
termica, kit di primo soccorso, cartina della zona, ricetrasmittente, bussola, altimetro, crema e
occhiali da sole.
V. Verificate periodicamente e in particolare prima dell'uscita il funzionamento delle
apparecchiature di supporto e il buono stato dell'attrezzatura che andrete a usare.
VI. Indossate abbigliamento strettamente funzionale e adeguato, non dimenticate le cibarie a casa.
VII. Informare sempre qualcuno che rimanga a valle del vostro itinerario e dell'orario previsto per il
rientro: in questo modo eventuali soccorsi saranno notevolmente facilitati.
VIII. Rimanete sempre in gruppo (nei limiti delle distanze di sicurezza) e non perdetevi mai di vista
l'un l'altro.
IX. Non affrontate il fuoripista se non in perfette condizioni fisiche e psicologiche.
X. Studiate bene prima dell'uscita difficolta' e punti pericolosi del percorso che intedete seguire.
I Cliff Jump
I cliff jump sono di sicuro una delle parti piu' emozionanti del fantastico mondo
del freeride, sono un momento di estasi pura tra un curvone e l'altro. Si
definiscono cliff tutte le pareti che presentano un dislivello verticale (o quasi),
solitamente vi sono rocce affioranti sulla parete in quanto la neve difficilmente
riesce a fermarsi sulle superfici troppo inclinate. Eseguire un cliff jump significa
superare questo dislivello saltandolo con la propria tavola, una cosa che a
prima vista puo' sembrare semplice ma che spesso si rivela proibitiva per la
maggior parte dei riders inesperti che rischiano non solo di rovinare la propria
tavola ma anche di farsi veramente male.
Ecco qualche consiglio su come affrontare i cliff in modo da non farvi correre
troppi rischi.
Innanzitutto verificate la vostra attrezzatura, controllate che gli scarponi siano
ben stretti e gli attacchi non lascino troppo gioco ai piedi, e' indispensabile una
grande reattivita' da parte della vostra attrezzatura, deve seguire al
millimentro ogni vostro movimento pena il rischio di sbagliare il momento
importantissimo dello stacco.
A meno che non siate nati su quel versante della montagna e l'abbiate vista sia
d'estate che d'inverno e' sempre consigliabile controllare che l'atterraggio sia
sgombro da rocce (controllate sempre anche sotto la neve usando la tavola
come sonda) ed inclinato a sufficienza da non costringervi ad assorbire l'intero
impatto con le vostre gambe. A questo punto siete materialmente pronti al
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grande salto nel vuoto, ma lo siete anche psicologicamente? Un attimo di
indecisione puo' costarvi molto caro...per cui fatevi un'esame di coscienza e
decidete una volta per tutte se volete affrontare il salto oppure no.
Una volta decisi non vi resta che affrontare la rincorsa con decisione (come
sempre) e una volta arrivati in prossimita' dello stacco lasciarvi trasportare
dalla vostra velocita', oppure se preferite potete spingere con le gambe
eseguendo un ollie per aumentare l'ampiezza del salto. E' importantissimo che
durante lo stacco non ci siano movimenti scomposti ma un unico fluido
movimento bilanciato, perdere l'equilibrio significa non riuscire a correggere la
posizione e quindi fare una brutta caduta (anche se non ci sono sassi sotto eh?
n.d.M.). Una volta in aria assumete una posizione raccolta con le spalle
parallele alla tavola in modo da non innescare rotazioni non volute, preparatevi
all'atterraggio qualche istante prima allungando le gambe e spostando il peso
leggermente indietro. Infatti si suppone che voi affrontiate i cliff solo in
condizioni di buon innevamento (neve fresca) e quindi per evitare di piantare la
tavola in fase di atterraggio e' consigliabile mantenere la stessa postura
arretrata tipica dell'andatura freeride.
Come in ogni cosa bisognerebbe cercare di affrontare le cose con gradualita' partendo da piccoli
dislivelli e saltando senza spinta e completamente dritti, solo successivamente si potra' passare a
salti piu' impegantivi includendo grab o rotazioni nella fase aerea. E' fondamentale non
sopravvalutare le proprie capacita' e non saltare alla cieca (senza saper cosa troverete sotto) come
anche essere fiduciosi in se stessi. L'esperienza di un cliff da' una sensazione di liberta' e potenza
mai provata in altre occasioni ma dobbiamo sempre ricordare che e' la montagna ad essere piu' forte
di noi, lo e' stata prima che noi nascessimo e lo sara' quando non saremo piu' qui, (quasi) per
sempre.
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Vocabolario tascabile del freestyler
Questa piccola guida tascabile non ha la pretesa di essere esaustiva o di coprire ogni possibile
situazione, piu' che altro serve a chi si avvicina per la prima volta al mondo del freeestyle per non
sentirsi fuori luogo quando si parla lo snowboardese stretto (come il dialetto barese ma meno
accentato) e magari per dare un nome ai propri sogni.
Se nella spiegazione di un nome si e' resa necessaria l'introduzione di un termine non comune ho
cercato di evidenziarlo con un asterisco e di includerlo in altra parte del vocabolario.
La sezione vocabolario e' ora ampliata con molti termini piu' tecnici che comprendono una breve
descrizione delle strutture dedicate al freestyle.
Il vocabolario e' in ordine alfabetico tranne per quest'unica parola :
Freestyle = Ovvero stile libero, siete liberi di fare tutto cio' che vi piace con la vostra amata
tavoletta, non vi sono regole, a parte quelle che vi imponete voi stessi, quelle che vi sono imposte
dal rispetto degli altri e dal rispetto dell'ambiente ovviamente.
Air-to-Fakie = Tipico trick da half-pipe(*) in cui il rider(*) non compie rotazioni e quindi atterra in
fakie(*)
Alley-oop = Altra manovra da half-pipe in cui la rotazione (solitamente 180 o piu') avviene verso
monte cioe' per un regular(*) una rotazione backside nel muro frontside e una rotazione frontside
sul muro backside
Backside = Viene definita backside una qualsiasi rotazione che venga compiuta in senso orario per
un rider regular(*) o in senso antiorario per un rider goofy(*)
Backside air = Trick molto in voga (e' uno dei piu' fotografati) che consiste nel portare la tavola a
90 gradi nel senso di una rotazione backside(*) e quindi grabbare(*) con la mano davanti la punta
della tavola o la lamina tra gli attacchi
Bonk = Viene definito bonk l'atto di colpire con la tavola un qualsiasi oggetto (ad esempio colpire
un tavolo della baita con la coda della tavola e' un tailbonk)
Cliff = Un cliff e' un dislivello naturale della montagna in cui le rocce formano una parete verticale
di alcuni metri, nel freeride e' l'unico tipo di salto che si puo' fare ma vi assicuro che basta e avanza
Coping = Il coping e' la parte superiore piatta di un half-pipe(*), quella, per intenderci, dove si
cammina durante la risalita?
Corkscrew = Termine usato per descrivere qualsiasi rotazione molto stretta e veloce che presenti
un asse spostato rispetto a quello verticale
Dente = Viene comunemente chiamato dente la parte terminale di uno straight-jump(*)
cioe' la parte con la massima altezza e la massima inclinazione, quella che definisce le
caratteristiche del salto
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Fakie = A volte anche definito impropriamente switch(*) indica l'andare o eseguire manovre con
una posizione delle gambe opposta a quella normalmente usata (es: andatura goofy per un regular)
Flat = Letteralmente "piano" e' la parte piatta dopo uno straight jump(*) di lunghezza variabile a
seconda delle dimensioni del dente(*), serve a creare un' atterraggio in discesa per evitare che il
contraccolpo del salto gravi totalmente sulle gambe dei saltatori
Flip = Un flip e' una manovra molto spettacolare che prevede di effettuare uno o piu'(!) salti mortali
(sia in avanti che all'indietro e a seconda della manovra si aggiunge il prefisso "back" all'indietro o
"front" in avanti); ne esistono comunque molte versioni diverse
Frontside = E' l'esatto contrario di backside(*)
Funbox = Letteralmente scatola-di-divertimento e' un tipo di straight-jump un po' particolare,
questa struttura ha infatti la forma di un parallelepipedo adagiato sul suo lato piu' lungo con salto e
atterraggio sulle facce piu' piccole.
Goofy = Un goofy e' semplicemente un rider(*) che normalmente conduce la tavola con il piede
destro in avanti
Grab = Un grab e' una manovra che prevede di prendere una parte della propria tavola con la mano,
l'atto e' spesso definito "grabbare"
Grind = In generale si intende per grind un qualsiasi slide(*) ma in particolare di solito ci si
riferisce al cosiddetto 50/50 cioe' uno slide effettuato con la tavola perpendicolare alla ringhiera,
panchina, etc.
Half pipe = Letteralmente "mezzo tubo" e' una struttura dedicata allo snowboard che ha proprio la
forma di un tubo tagliato nel senso della lunghezza, le pareti del "tubo" hanno altezze e inclinazioni
variabili ma sono solitamente molto ripide (15 gradi circa) e con un'altezza di circa 3 metri, la
lunghezza totale della struttura e' solitamente di 80 m. circa, questo permette al rider(*) di compiere
piu' manovre consecutive passando da un muro all'altro attraverso una transizione(*) di circa 5
metri
Handplant = Manovra molto spettacolare tipica del pipe in cui il rider(*) appoggia una o entrambe
le mani sul lip(*) e compie una rotazione o un'altra manovra piu' complicata come ad esempio un
flip(*)
Handrail = Letteralmente "rotaia per le mani" si tratta semplicemente di un corrimano metallico di
forma tubolare usato negli snowparks(*) come struttura dedicata allo slide
Heelside = E' definita heelside la lamina (o la curva) dalla parte dei talloni, e' il contrario di
toeside(*)
Indy = Grab(*) tra i piu' semplici, del quale esistono molte diverse versioni, che prevede di
grabbare con la mano la lamina toeside(*) della tavola tra i due attacchi
Japan air = Un grab(*) che prevede di prendere la tavola sulla lamina toeside(*) con la mano
davanti al piede che sta davanti, anche di questo grab esistono diverse versioni
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Jib = Termine un po' strano che intende l'atto di andare con la tavola su qualcosa che non sia la
neve come ad esempio l'erba, l'asfalto, gli alberi etc.
Kicker = Si dice kicker qualsiasi straight-jump(*) che abbia un dente particolarmente pronunciato e
alto, che dunque lancia il rider(*) piu' in alto che in lungo
Lip = Viene definito lip il bordo superiore del muro di un half-pipe(*) o di un quarter-pipe(*)
McTwist = E' un trick(*) tipico del pipe in cui si compie una rotazione di 540 gradi e
contemporaneamente un flip(*). Il nome viene dal mitico skateboarder Mike McGill
Melancholie = Figura molto simile al method(*) che prevede di grabbare con la mano davanti la
lamina heelside(*) lasciando pero' la tavola parallela al terreno
Method = Altro trick(*) molto in voga in questa stagione, praticamente uguale al melancholie(*)
con la differenza che entrambe le ginocchia sono piegate e la tavola viene alzata dietro la schiena
Mute = Il vero mute prevede di ruotare la tavola di 90 gradi in frontside(*) e di grabbare, con la
mano davanti, la lamina toeside(*) in mezzo ai due attacchi; per concludere la manovra si riporta la
tavola in posizione normale
Nose grab = E' una delle manovre piu' semplici che prevede di grabbare(*) la punta della tavola e
contemporaneamente piegare la gamba davanti
Ollie = Manovra derivata direttamente dallo skateboard che prevede di staccare senza avere un salto
vero e proprio alzando il piede davanti e utilizzando il piede dietro per far forza sulla coda della
tavola e usando la risposta della stessa per sollevarsi da terra (il nome viene dallo skater Alan
Gelfand soprannominato appunto Ollie)
One-foot = Una delle manovre piu' pericolose dello snowboard che prevede di saltare con
solamente uno degli attacchi (di solito quello davanti) allacciato e che quindi espone a rischi
maggiori il vostro inguine (e il mio N.d.M.)
Quarter pipe = Come fa pensare la parola stessa e' la meta' di un half-pipe, cioe' un muro soltanto
di altezza uguale o maggiore a quella di un muro di pipe e largo circa una decina di metri,
l'approccio alla struttura avviene frontalmente, viene eseguita una sola manovra in aria e poi il
disimpegno avviene nella stessa direzione dalla quale si e' venuti
Regular = L'opposto di goofy(*), ovvero chiunque che come andatura normale tenga il piede
sinistro in avanti
Rewind = Manovra molto difficile che prevede di cominciare la rotazione in un senso, quindi
bloccarla e invertire il senso di rotazione
Rider = Semplicemente chiunque abbia una tavola sotto ai piedi...
Roast beef = Grab(*) molto simiile all'indy(*) in cui la mano dietro prende la lamina heelside(*)
passando attraverso le gambe
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Rodeo = Esistono molte versioni diverse di questo trick(*), uno dei piu' in voga in Italia, che
prevede di compiere una rotazione fuori asse corkscrew(*) e un flip(*) contemporaneamente, forse
una delle manovre piu' difficli da spiegare perche' assolutamente non codificata
Sad = Simile al melancholie(*) solo che la gamba davanti viene stesa
Seatbelt = Uno dei grab(*) piu' strani, che qui cito solo per far veder che l'inventiva umana non ha
limiti, prevede di prendere la coda della tavola con la mano davanti (quindi passando davanti al
busto come una cintura di sicurezza)
Snowpark = Si definisce snowpark qualsiasi gruppo di strutture dedicate al freestyle-snowboard
presenti in un comprensorio sciistico
Spina = E' un tipo particolare di straight-jump(*) che non ha flat(*) ma ha la possibilita' di un
doppio atterraggio (sia heelside che toeside) su una pendenza immediatamente adiacente al
dente(*), e' cosi' chiamato in virtu' del fatto che ha la forma di un grosso cuneo
Stalefish = Manovra standard ma sempre spettacolare, prevede di prender la lamina heelside(*) tra i
due attacchi con la mano dietro (per la verita' la tavola viene anche girata di 90 gradi in frontside
per facilitare la presa)
Stiffy = Viene chiamata stiffy qualsiasi manovra in cui la tavola viene grabbata e le gambe sono
entrambe completamente stese
Straight-jump = Disciplina tra le piu' rischiose e spettacolari del freestyle prevede di saltare da un
unico salto (anche se in alcune gare si possono combinare vari salti) solitamente di dimensioni
molto grandi (dente(*) di 6 metri e flat(*) di 16 metri) e di compiere un'unica manovra.
Switch = Si dice switch di una manovra eseguita partendo in posizione fakie(*)
Tail grab = Manovra standard in cui la coda della tavola viene presa e la gamba dietro piegata
Tail wheelie = E' cosi' definita l'andatura in cui la punta della tavola e' completamente sollevata
dalla neve e l'unica parte poggiante e' la coda della stessa
Transizione = E' la parte intermedia di piano compresa tra i due muri di un half-pipe(*)
Trick = Un trick e' una qualsiasi manovra eseguita in aria con la tavola.....
Toeside = E' il contrario di heelside(*) e significa dalla parte delle dita, viene cosi' definita ogni
curva o manovra che prevede l'appoggio della lamina dalla parte della punta dei piedi
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