SCAVI DI ERCOLANO –
LE TERME SUBURBANE
Il complesso delle Terme suburbane fu costruito in quella area ove si sviluppò l’edilizia
ercolanese nel processo di espansione urbanistica oltre gli angusti limiti del primitivo centro
cittadino. L’impianto (I sec. a.C. - I sec. d.C.), di proprietà privata, è edificato su una terrazza
artificiale verso il mare, poco fuori le mura ed è uno dei meglio conservati dell'antichità.
Il complesso termale risulta eminente per la sua scenografica posizione, a pochissima
distanza dal mare, e fu sottoposto nei secoli a continue spoliazioni.
Originariamente si sviluppava su tre piani con andamento scenografico ed è stato riportato
alla luce nel decennio 1949-1959 e in maniera definitiva negli scavi condotti fino al 19851989. Lo scavo è risultato molto difficile per la compattezza del terreno e per la presenza di
acque sotterranee che lo invadono per una certa altezza.
L’ingresso si apre su un ampio piazzale e superato il portale a semicolonne con timpano
triangolare, a seguito di una breve gradinata, ci si immette nel vestibolo tetrastilo illuminato
da un lucernario a pozzo, impluvium, sorretto da quattro colonne a fusto liscio su cui
s'imposta una doppia fila di archetti a tutto sesto sovrapposti.
Qui si può ancora ammirare la bella e malinconica erma marmorea (ritratto su pilastro) di
"Apollo", sostenuta da un pilastro da cui sgorgava l'acqua che s'andava a raccogliere nel
bacino posto di fronte. Da questo ambiente si può accedere alle varie parti, tutte ottimamente
conservate, delle terme che non avevano, come di consueto, una sezione maschile ed una
femminile.
Probabilmente era riservata ai soli uomini o veniva usata, alternativamente, dagli
appartenenti ad entrambi i sessi.
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Via Cardano n. 42 – 8 0 0 5 5 Portici (NA).
Tel/fax 081/7762618 - Fax 02/335178012 - PIva 03837431216
Sito Web: http://www.societaitalianabiotecnologie.it - email: [email protected]
Il vestibolo disimpegna a destra, attraverso un corridoio, su una sala di attesa o di riposo con
pavimento in cocciopesto e con ampie finestre che davano sul mare e disimpegna sul
praefurnium (forno per il riscaldamento).
Gli ambienti termali propriamente detti comprendono una grande ed unica sala, in gran parte
occupata dalla piscina, che fungeva sia da apodyterium (spogliatoio) che da frigidarium, con
pavimento a lastre di marmo bianco, pareti con affreschi di IV Stile e decorazioni a riquadri
in stucco; curioso è l’affresco in "quarto stile" dello spogliatoio: 16 pannelli presentano scene
erotiche, tra cui quella che vede impegnate due donne rimane unica nella pittura romana.
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FRIGIDARIUM
Proseguendo fra tepidarium e frigidarium vi è una stanza elegantemente decorata da stucchi
e marmi e dotata di sedili e marmorei sistemati lungo le pareti: si doveva trattare d'una sorta
di sala d'aspetto. Le pareti presentano un zoccolo ed un podio rivestiti di marmi policromi,
sopra i quali, in una campitura di stucco bianco, vi sono grandi pannelli riquadrati da cornici e
separati da pilastrini, in ognuno dei quali vi è una figura in altorilievo di guerriero in stucco tra
lunghe specchiature.
La decorazione delle pareti è conclusa, in alto, da un largo fregio su fondo rosso. È notevole
anche il pavimento, con quadrelli di marmo nero.
Di qui a sinistra si passa nel tepidarium mentre a destra nel calidarium.
Il tepidarium è dotato di una vasca rettangolare piuttosto ampia, con pavimento di lastre di
ardesia e stucchi alle pareti raffiguranti guerrieri ed è collegato col laconicum, piccola stanza
a pianta circolare, nella quale si prendevano bagni di vapore con mosaico pavimentale nero
su fondo bianco.
TEPIDARIUM
Il calidarium, invece, come di norma, ha una vasca di modeste dimensioni, per l'acqua
calda, ed un bacino per le abluzioni d'acqua fredda e presenta anch’esso pareti decorate in
IV Stile. In questo ambiente è visibile la controforma del labrum (vasca per abluzioni)
impressa nel materiale vulcanico entrato dalla finestra, che strappò violentemente il bacino
dal suo sostegno.
Dietro il calidarium è l'ambiente con le caldaie per il riscaldamento delle terme: il praefurnuim
che con altri ambienti di servizio dislocati lungo un corridoio completano la pianta delle
terme.
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INDAGINI STRUMENTALI
Le indagini strumentali sono state eseguite per un periodo di tempo sufficiente a delineare il
macrosistema (l’intero sito ove sono ubicati gli affreschi da preservare) e le condizioni
microclimatiche presenti, le cui componenti principali comprendono:
- valutazione dell'esposizione alla temperatura;
- valutazione dell’umidità relativa;
- indagini luxmetriche;
- valutazioni polveri aerodisperse
- valutazione inquinamento da campi elettromagnetici
- valutazione inquinamento da inquinanti atmosferici
Per ciascun sito sono state individuate le postazioni di misura relative a differenti affreschi,
ponendo particolare attenzione a quelle caratterizzate da importanti fenomeni di degrado in
corso e collocate in punti tra loro distanti o comunque soggetti a condizioni microclimatiche
differenti (esposizione al sole, alla luce, all’umidità di risalita).
Le misure delle condizioni di temperatura, umidità relativa, l’illuminanza, polveri,
elettromagnetismo ed inquinanti atmosferici sono state condotte con cadenza oraria, per un
tempo sufficiente a minimizzare l’errore di rilevazione e badando a che l’operatore e il
relativo allestimento non costituisse fattore di imprecisione.
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STRUMENTAZIONE DI CAMPIONAMENTO MICROCLIMATICO
I parametri microclimatici rilevati sono stati campionati a mezzo di una STAZIONE
MICROCLIMATICA BABUC prodotta dalla società LSI S.p.A. di Settala (MI).
Tutte le misure sono state eseguite in base ai seguenti principi:
- la centralina microclimatica è stata posta a circa 1 metro dalla posizione oggetto del
monitoraggio;
- la scelta dei punti da campionare è stata effettuata privilegiando punti in cui fossero
presenti condizioni macroscopiche di maggiore degrado delle opere d’arte.
I dati campionati sono stati analizzati e valutati a mezzo di apposito software di gestione dei
dati “Infogap evoluto”.
Il campionatore-multiacquisitore è stato dotato delle seguenti sonde:
- Anemometro a filo caldo BSV101 per la misura del parametro “velocità dell’aria”
- Sonda psicrometrica BSU102 costituita da 2 sensori di temperatura, di cui uno a bulbo
asciutto che misura la temperatura secca dell’aria, il secondo è un termometro rivestito di
una guaina idrofila, con l’opposta estremità immersa in acqua ultrapura, che misura la
temperatura di bulbo umido a ventilazione forzata.
- Globotermometro BST131; la temperatura rilevata consente di calcolare la temperatura
media radiante.
- Sonda per temperatura di bulbo umido a ventilazione naturale BSU121. L'umidità relativa è
data dal rapporto tra l'umidità assoluta (quantità di vapore d'acqua presente in un ambiente)
e l'umidità massima (quantità di vapore d'acqua che può essere contenuta ad una
determinata temperatura senza che si verifichi la condensazione del vapore).
- Sonda termometrica BST105;
- Sonde luxmetriche per ambienti interni BSR001 e BSR003;
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I risultati del campionamento microclimatico e luxmetrico è riportato nei seguenti grafici,
suddivisi per temperatura, umidità e luce presenti nel sito archeologico oggetto delle indagini
strumentali. Per l’indagine riguardante l’influenza della luce sul degrado dei dipinti si è deciso
di posizionare la sonda direttamente su quelli ritenuti maggiormente degradati:
il grafico illuminometrico riporta tre misure relative a tre punti riportati con i seguenti codici:
TS10: marmo su piscina piccola
TS11: bassorilievo vicino alla porta
TS12: stanza con acquasantiera_ marmo nella vasca
Misura della temperatura_Terme Suburbane
25,0
20,0
15,0
°C
stanza con piscina piccola
stanza con bassorilievo
stanza con acquasantiera
10,0
5,0
0,0
10.00
11.00
12.00
13.00
14.00
15.00
16.00
17.00
18.00
ora
7
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misura dell'umidità_terme suburbane
120,0
100,0
80,0
stanza con piscina piccola
RH%
stanza con bassorilievo
stanza con acquasantiera
60,0
40,0
20,0
0,0
10.00
11.00
12.00
13.00
14.00
15.00
16.00
17.00
18.00
ora
Misura dell'illuminanza_terme suburbane
30,0
25,0
20,0
lux
TS10_ marmo su piscina piccola
15,0
TS11_bassorilievo vicino alla porta
TS12_stanza con acquasantiera,
marmo nella vasca
10,0
5,0
0,0
10.00
11.00
12.00
13.00
14.00
15.00
16.00
17.00
18.00
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Per la ricerca degli inquinanti atmosferici si sono utilizzate sonde appresso elencate. I dati
sono stati anch’essi analizzati e valutati a mezzo di apposito software di gestione dei dati
“Infogap evoluto”.
-
Sonda elettrochimica BSO101 per il monitoraggio della concentrazione ambientale
di carbonio monossido (CO) nel range tra 0 e 1000 ppm;
-
Sonda elettrochimica BSO103 per il monitoraggio della concentrazione ambientale
di anidride carbonica (CO2) nel range tra 0 e 3000 ppm;
-
Sonda elettrochimica BSO108 per il monitoraggio della concentrazione ambientale
di ossidi di azoto (NOx) nel range tra 0 e 20 ppm;
-
Sonda elettrochimica BSO111 per il monitoraggio della concentrazione ambientale
di anidride solforosa (SO2) nel range tra 0 e 20 ppm;
Inquinanti atmosferici ppm
Luoghi campionati
CO2
CO
NO2
SO2
Stanza con piscina piccola
Stanza con bassorilievo
Stanza con acquasantiera
493
446
464
0,9
0,9
0,8
0,6
0,6
0,5
0,2
0,2
0,1
CAMPIONAMENTO DEL PARTICOLATO AERODISPERSO
Le polveri aerodisperse sono state campionate mediante uno strumento di prelievo a portata
costante modello DIGIT ISO prodotto dalla Zambelli.
Il flussometro digitale incorporato garantisce assoluta precisione in un range tra 0,5 e 30
litri/minuto e permette di mantenere la portata costante per l’intero campionamento.
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Un dispositivo di controllo segnala le anomalie sul display e, se la causa che provoca
l’allarme persiste per un tempo maggiore di 5 minuti, il campionamento viene interrotto.
Lo strumento è dotato di batterie tampone a salvataggio dei programmi impostati in caso di
mancanza di rete.
Utilizzando tale campionatore unitamente a un elaboratore modello 5005 per la rilevazione
della temperatura e della pressione differenziale è stato possibile effettuare precisi ed
affidabili campionamenti isocinetici.
Le polveri sono state captate su filtri a membrane micropori Metricel da 0,45 µm di colore
bianco in nitrato di cellulosa con diametro di 47 mm.
Dopo il campionamento i filtri sono stati condizionati e quindi ripesati su bilancia analitica
eseguendo una determinazione gravimetrica.
CAMPIONAMENTO ELETTROMAGNETICO
L’attrezzatura utilizzata per monitorare l’inquinamento indotto da campi elettrici o magnetici è
costituito da un monitore PMM Mod. 8053 A corredato da un sensore isotropico di campo
elettrico EP-330 operante tra 100 KHz-3 GHz.
La strumentazione di misura è stata controllata a cura del laboratorio di controllo SIT 08,
tracciabile all’Istituto Metrologico Nazionale.
L’uso di procedure automatiche minimizza i tempi di calibrazione della strumentazione. Lo
strumento è dotato di un microprocessore e di un display grafico di grandi dimensioni.
Utilizza circuiti ad alta densità che sono facilmente riparabili o sostituibili.
Il firmware interno può essere aggiornato via PC o scaricato dal sito.
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Polveri totali
Luoghi campionati
Campi elettromagnetici
Valore
trovato
mg/mc
Stanza con piscina
piccola
Stanza con
bassorilievo
Stanza con
acquasantiera
1,1
0.9
1,2
Luoghi campionati
Valore
trovato
V/m
Stanza con piscina
piccola
Stanza con
bassorilievo
Stanza con
acquasantiera
< 0,3
< 0,3
< 0,3
INDAGINI MICROBIOLOGICHE
La microflora presente sulle costruzioni di materiale lapideo è rappresentata da un
complesso ecosistema che si sviluppa in diversi modi secondo le condizioni ambientali e
delle caratteristiche chimiche e fisiche del materiale. Per la caratterizzazione dei
biodeteriorigeni presenti nel sito in esame si è proceduto ricercando i seguenti gruppi
microbici e fisiologici:
• Conta Microbica Totale aerobia;
• Funghi;
• Lieviti;
• Attinomiceti;
• Batteri solfo-ossidanti;
• Batteri nitrosanti;
• Batteri nitricanti;
• Batteri azotofissatori;
• Microflora fototrofa.
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Sono stati effettuati dei prelievi non distruttivi delle superfici delle opere d’arte. La scelta dei
punti da campionare è stata fatta valutando il grado di deterioramento complessivo dell’intero
sito, individuando, attraverso una preliminare valutazione visiva, la presenza di eventuali
patine microbiche o biofilm, o di zone con macchie di umidità, suscettibili di contaminazioni
microbiche. In assenza di evidenti sintomi di deterioramento si procedeva utilizzando una
termocamera ad infrarossi che permetteva di rilevare i punti di maggiore umidità non visibili
ad occhio nudo. Tale analisi preliminare ha permesso di individuare in questo sito, costituito
da diverse stanze, due punti da campionare (a ridosso di un basso rilevo e a all’interno di
una vasca non restaurata), in prossimità di punti maggiormente danneggiati (incrostazioni
verdi-rosse e polverose) e umidi.
Inoltre in ogni stanza, sono stati prelevate patine e biofilm mediante prelievi
diretti (in totale 7 punti)
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CAMPIONAMENTO DELLA MICROFLORA BIODETERIORIGENA
Per il campionamento e il monitoraggio sono state consultate e seguite le Raccomandazioni
NORMAL (3/80; 19/85; 1/80; 9/82) e la normativa UNI ( NI 10922 e 10923) applicando delle
modifiche metodologiche a seconda delle esigenze e delle condizioni ambientali via via
riscontrate. Le modalità di campionamento utilizzate sono state:
• Membrane di nitrocellulosa
• Tamponi
• Prelievi diretti
• Aria
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Le membrane di nitrocellulosa di diametro di 47 mm e superficie pari a 17, 34 cm2 sono state
poste per qualche secondo a contatto con la superficie da analizzare. Dopo il prelievo le
membrane sono state trasferite sia direttamente sui substrati di crescita solidi specifici, sia in
Solfis per effettuare le diluizioni necessarie per l’inoculo dei substrati liquidi.
Per il prelievo con il tampone è stato utilizzato un delimitatore di superficie costituito da una
sagoma vuota al centro di 100 cm2 di ampiezza, costituito da materiale plastico monouso o
da metallo sterilizzabile. Una volta scelta e delimitata la superficie da campionare, il prelievo
è stato effettuato mediante l’uso di tamponi sterili che sono stati, poi, immersi in 10 ml di
soluzione fisiologica.
Il prelievo diretto è stato effettuato in presenza di siti molto deteriorati, di biofilm o di patine
microbiche. Sono stati effettuati prelevando direttamente la patina e trasferendola in
soluzione fisiologica. Si è proceduto poi all’allestimento di diluizioni per le analisi
microbiologiche.
La contaminazione dell’aria dei siti da analizzare è stata valutata mediante aspirazione
diretta su substrato solido utilizzando un campionatore MASS 100 (Foss Electrics) con
un’aspirazione costante di 50 lt/min. La sua contaminazione microbica è stata determinata
mediante il conteggio del numero di UFC/tempo e indicato come Indice di contaminazione
Microbica dell’Aria (IMA). I punti campionati per quest’analisi erano gli stessi scelti per le
analisi delle superfici.
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DETERMINAZIONI MICROBIOLOGICHE
Conteggio microbico
La contaminazione delle superfici è stata valutata inoculando i substrati di crescita solidi
direttamente con le membrane di nitrocellulosa o indirettamente mediante diluizionisospensioni delle stesse in soluzione fisiologica. Per la ricerca e il conteggio della carica
microbica totale, di funghi, lieviti e attinomiceti sono stati utilizzati substrati solidi (PCA,
DRBC, Terreno per attinomiceti secondo Jensen) incubati a 28°C per 48-72h; invece per la
microflora fototrofa sono stati utilizzati diversi substrati solidi e liquidi specifici che hanno
permesso di contare diversi gruppi di alghe (Diatomee, Cianoficee, Cloroficee e la Carica
Algale Totale). Per la valutazione di quest’ultima è stato usato un terreno di coltura secondo
Pochon e Tardieux, e un nuovo substrato appositamente messo a punto in base allo studio
dei diversi componenti utili per la crescita di tutte le specie di alghe. Le piastre sono state
incubate a temperatura ambiente per 30 giorni in presenza di luce continua naturale di giorno
e artificiale di notte, ottenuta con lampade al neon con intensità di 3600 lux. La presenza di
gruppi fisiologici appartenenti ai solfo-ossidanti, nitrosanti, nitricanti e azotofissatori è stata
ricercata in mezzo liquido dopo circa 20 giorni d’incubazione a 28°C, attraverso la
determinazione dei prodotti delle loro specifiche attività fisiologiche oppure valutando la
formazione di un anello superficiale del mezzo liquido causato dall’accrescimento microbico,
come nel caso degli azotofissatori.
In tutte le stanze delle Terme Suburbane, la carica batterica totale ha mostrato il valore più
basso rispetto agli altri siti di Ercolano (valori compresi tra 0,05 e 0,40 UFC/cm2), la
contaminazione dei funghi e dei lieviti ha mostrato valori uguali, ma in prossimità del basso
rilievo, ha mostrato un valore più elevato (0,75 UFC/cm2). Valori così bassi rispetto agli altri
siti analizzati sono spiegabili in quanto tutte le stanze delle Terme Suburbane non sono
aperte al pubblico.
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Non è stata trovata alcuna contaminazione da parte degli attinomiceti. Per quanto riguarda la
contaminazione di alghe e cianobatteri sono ancora in corso analisi per ottenere
un’identificazione molecolare delle specie eventualmente presenti.
SolfoCampioni
ossidanti
2
(MPN/cm )
Nitrosanti
2
(MPN/cm )
a
Azoto-
2
fissatori
Nitricanti
(MPN/cm )
Carica
batterica
2
(MPN/cm )
Attinomiceti
Funghi
2
(UFC/cm )
totale
(UFC/cm2)
(UFC/cm2)
TS10
-
-
-
-
0,057
0,057
0
TS11
-
-
86,5
-
0,403
0,749
0
TS12
-
-
-
-
0,288
0,403
0
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0,8
Parete dx
Bassorilievo
0,7
Stanza con acqua santiera
0,6
UFC/cm2
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0
Carica batterica totale
Funghi e lieviti
Attinomiceti
Gruppi microbici
CONTEGGI MICROBICI PER LA VALUTAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DELL’ARIA
La contaminazione microbica dell’aria dell’intero sito, ha mostrato valori maggiori relativi alla
carica batterica totale (indice IMA pari a 14,6 UFC/ 50 m3 di aria), invece, per la
contaminazione di funghi sono stati evidenziati valori bassi ( indice IMA = 6,4 UFC/ 50 m3 di
aria). Non è stata rilevata la presenza di lieviti.
Punti
Carica
campionati
microbica
totale (PCA)
Funghi
e
lieviti
(DRBC)
3
UFC/ 50m
3
UFC/ 50m
Stanza
3
26.6
31,7
4
25,7
33,7
29,8
11,1
Parete destra
Stanza
Bassorilievo
Stanza 5
17
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35
Carica batterica totale
Funghi e lieviti
30
20
3
UFC/50m
25
15
10
5
Sede degli
Augustali
Casa
Colonnato
Tuscanico
Casa
dello
Scheletro
Terme Suburbane
intera
Stanza
Stanza 5
Stanza 4
bassorilievo
Stanza 3
parete dx
intera
Stanza
intera
Stanza
Parete dx
Parete sx
0
Casa del
Rilevo di
Telefo
Punti campionati
Identificazione fenotipica
Sia gli isolati microbici ottenuti dall’isolamento su substrato solido sia i campioni prelevati
mediante tamponi e prelievo diretto, sono stati sottoposti a identificazione microbica
convenzionale e molecolare.
Preliminarmente è stata effettuata un’osservazione delle colonie andando a rilevare la loro
morfologia in piastra prima di procedere alla purificazione. Si è valutata la dimensione, la
forma, i margini, il colore e la consistenza.
Una volta ottenute delle colonie pure, queste sono state osservate al microscopio La
morfologia degli isolati è stata evidenziata mediante osservazione al microscopio ottico di
preparati a fresco e colorati. Questo tipo di indagine ha consentito di riconoscere la
morfologia e la struttura cellulare propria di ogni isolato microbico.
E’ stato usato il microscopio in campo chiaro di preparati a fresco o colorati. La colorazione
usata per l’osservazione di alcuni campione è quella semplice. L’osservazione al microscopio
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ha permesso di individuare e riconoscere, preliminarmente, i principali gruppi microbici
oggetto delle analisi. L’osservazione al microscopio è stata fatta non solo per le colonie
purificate ma anche per i substrati liquidi che hanno mostrato crescita.
Ove possibile, le colonie sono state sottoposte alla reazione di Gram e al saggio della
catalasi.
ESEMPI
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Identificazione molecolare
In seguito alla purificazione e all’identificazione, i ceppi isolati sono stati sottoposti a
estrazione del DNA, per procedere all’accertamento tassonomico mediante sequenziamento
di una regione parziale del 16S DNA, con amplificazione del 16S eubatterico mediante PCR.
L’amplificazione è stata eseguita in un termociclizzatore programmabile. Tutto il prodotto di
reazione ottenuto mediante PCR, è stato controllato mediante elettroforesi su gel di agarosio
all’1,5% a 100 volt per circa 1h.
Per procedere alla purificazione le bande di DNA ottenute sul gel sono state
asportate mediante taglio con bisturi, e sottoposte a un processo di purificazione,
quantificazione e infine sequenziamento.
L’identificazione delle colonie isolate dai substrati solidi inoculati direttamente con le
membrane hanno permesso di rilevare la presenza solo di forme bastoncellari sporigene
appartenenti al genere Bacillus, con la specie Bacillus megaterium e Bacillus pumilus. Dai
diversi prelievi diretti delle patine microbiche, sono state isolate diverse specie microbiche,
tutte di forma bastoncellare, sporigene e asporigene e, in particolare, ogni punto, localizzato
in stanze diverse, è stato caratterizzato dalla presenza di uno specifico genere microbico.
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Infatti, in alcuni punti di prelievo sono state isolati solo bacilli appartenenti alle specie Bacillus
benzoevorans, Bacillus megaterium, Bacillus simplex, Bacillus macroides, mentre in un altro
punto sono state isolate specie appartenenti al genere Aeromonas, in particolare le specie
Aeromonas sobria, Aeromonas salmonicida e Aeromonas hydrophila. In un altro punto, è
stato rilevato il genere Pseudomonas, con la specie Pseudomonas plecoglossicida; e in fine
nell’ultimo punto è stata isolata la specie Microbacterium esteraromaticum.
I campioni sono stati inoltre sottoposti ad analisi PCR-DGGE (Denaturing Gradient Gel
Electrophoresis) per evidenziare la biodiversità e la presenza eventuale di specie non
coltivabili. Con questa tecnica, infatti, dai campioni prelevati con i tamponi, si è messa in
evidenza la presenza di altre specie di batteri e attinomiceti: Streptomyces sp., Streptomyces
atratus, Streptomyces gelaticus, Streptomyces pulveraceus, Streptomyces naraensis,
Streptomyces nodosus, Streptomyces sanglieri, Stenotrophomonas spp, Brevibacterium sp.,
Microbacterium kitamiense, Microbacterium chocolatum, Microbacterium aurantiacum.
Microbacterium ketosireducens. Invece dalle patine ottenute mediante prelievo diretto sono
stati isolati: Aeromonas bestiarum, Aeromonas salmonicida, Aeromonas molluscorum,
Aeromonas hydrophyla, Aeromonas encheleia, Paenibacillus odorifer, Paenibacillus borealis,
Paenibacillus lautus, Paenibacillus ginsengari, Paenibacillusglucanolyticus, Paenibacillus
chibensis, Pseudomonas alcaligenes, Pseudomonas mendocina e Brevibacterium aureum e
Exiguobacterium aurantiacum.
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Identificazione batterica mediante metodi molecolari
Specie individuate con la
PCR-DGGE
Specie isolate in piastra
(sequenziamento della
Modalità di prelievo
(sequenziamento del 16S
regione V6-V8 del 16S
rDNA)
rDNA)
Brevibacterium sp
Streptomyces sp.
Streptomyces atratus
Streptomyces gelaticus
Streptomyces pulveraceus
Streptomyces naraensis
Membrane di
Bacillus megaterium
Streptomyces nodosus
nitrocellulosa e
Bacillus pumilus
tamponi
Streptomyces sanglieri
Stenotrophomonas sp.
Microbacterium kitamiense
Microbacterium chocolatum
Microbacterium aurantiacum
Microbacterium laevaniformans
Microbacterium ketosireducens
Aeromonas bestiarum
Aeromonas salmonicida
Aeromonas molluscorum
Bacillus megaterium
Aeromonas hydrophyla
Bacillus benzoevorans
Aeromonas encheleia
Bacillus simplex
Paenibacillus odorifer
Bacillus macroides
Paenibacillus borealis
Aeromonas sobria
Prelievi diretti delle
Paenibacillus lautus
Aeromonas salmonicida
patine microbiche
Paenibacillus ginsengari
Aeromonas hydrophila
Paenibacillusglucanolyticus
Pseudomonas
Paenibacillus chibensis
plecoglossicida
Pseudomonas alcaligenes
Microbacterium
Pseudomonas mendocina
esteraromaticum
Brevibacterium aureum
Exiguobacterium aurantiacum
Identificazione molecolare fungina
Nel caso dei funghi, l’identificazione al microscopio, è risultata più ostica, in quanto essi
presentano caratteristiche morfologiche complesse e svariate, con strutture miceliari diverse, ife
settate e non, ecc.. che al massimo permettono un’identificazione a livello di genere; essendo
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invece, nostro obiettivo, ottenere un’identificazione a livello speciografico si era proseguiti con
l’identificazione molecolare. Quindi si erano scelti ceppi caratteristici di ogni sito esaminato
(almeno 2 per ogni sito) e sottoposti ad estrazione di DNA mediante DNAZOL (Invitrogen Cat.
No.:
10503-0327).
Quindi,
si
era
proceduto
all’accertamento
tassonomico
mediante
sequenziamento del frammento D1-D2 (circa 600pb) con amplificazione del 23S rDNA mediante
PCR.
L’amplificazione è stata eseguita in un termociclizzatore programmabile.
La miscela di reazione, del volume totale di 50µl è stata preparata in eppendorf da 0,2ml. Tutto il
prodotto di reazione ottenuto mediante PCR, è stato controllato mediante elettroforesi su gel di
agarosio all’1,6% a 100 volt per circa 1h.
Per procedere alla purificazione le bande di DNA ottenute sul gel sono state asportate mediante
taglio con bisturi, e sottoposte a un processo di purificazione, quantificazione e infine
sequenziamento.
Per quanto riguarda l’identificazione dei funghi relativa a questo sito, presso il basso rilievo sono
srati isolati ceppi appartenenti al genere Aspergillus con le specie A. versicolor, A. sydowii, A.
puniceus, A. ustus, A. pseudoflectus e A. granulosus e la specie Davidiella tassiana. Invece, nella
stanza con l’acquasantiera, sono stati rilevati ceppi di funghi appartenenti alle specie Aspergillus
versicolor, Aspergillus multicolor, Aspergillus ustus e Davidiella tassiana ma anche Microascus
cirrosus e M. trigonosporus, Scopulariopsis flava, Emericella spectabilis, Mucor circinelloides,
Mucor ramosissimus, Penicillium chrysogenum, Bionectria ochroleuca, Bionectria grammicospora,
Bionectria laevigata, Bionectria epichloe e Clonostachys divergens.
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Identificazione fungina mediante metodi molecolari
Punti campionati
Funghi
Basorilievo
Aspergillus sydowii
Aspergillus puniceus
Aspergillus ustus
Aspergillus pseudoflectus
Aspergillus granulosus
Davidiella tassiana
Stanza con acquasantiera
Aspergillus versicolor
Aspergillus multicolor
Aspergillus ustus
Davidiella tassiana
Microascus cirrosus
Microascus trigonosporus
Scopulariopsis flava
Emericella spectabilis
Mucor circinelloides
Mucor ramosissimus
Penicillium chrysogenum
Bionectria ochroleuca
Bionectria grammicospora
Bionectria laevigata
Bionectria epichloe
Clonostachys divergens
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