NURSING
UP
M A G A Z I N E
Periodico della professione infermieristica edito da
Nursing Up - Il Sindacato degli Infermieri Italiani
SPECIALE COMPETENZE INFERMIERISTICHE
MINISTERO E
REGIONI VOGLIONO
IMPLEMENTARE LE
COMPETENZE DEGLI
INFERMIERI
Il provvedimento in itinere amplierebbe le competenze con
risvolti anche sulla formazione.
Per il Nursing Up IL PROVVEDIMENTO PRESENTA NUMEROSE
CRITICITÀ BISOGNA PONDERARLO CON MOLTA ATTENZIONE ...
ALL’INTERNO LE PROPOSTE SULLE QUALI IL NOSTRO
SINDACATO DISCUTE AI TAVOLI MINISTERIALI.
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Nursing Up
UP 2012
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L'UNIVERSITÀ HA CERTIFICATO LE COMPETENZE
DEI NOSTRI SINDACALISTI
Un master in Diritto Sindacale per difendere meglio i nostri iscritti,
è anche questa la vera differenza tra noi e gli altri.
Diplomi Universitari degli infermieri
Pubblicato il Decreto di equiparazione con le Lauree di primo livello.
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Collegati al portale del sindacato (www.nursingup.it) per accedere alla sezione “Prima Fila Nursing Up”,
dedicata ai servizi ed alle agevolazioni riservate solo agli iscritti del sindacato.
Nursing Up - via Carlo Conti Rossini 26
00147 Roma - telefono 065123395
www.nursingup.it - Periodico trimestrale
- Poste Italiane Spa - Spedizione in
abbonamento postale - D.L.353/2003
(conv. in L.27/02/2004 n.46), art.1,
comma 2 - DCB Vicenza - Reg.
Trib. Vicenza n. 1069 del 4/12/2003
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»
3 E 4 MAGGIO 2012
anno 9
numero 2
aprile-giugno
2012
UN MASTER DEDICATO
SOLO A TE CHE SEI
NOSTRO ISCRITTO!!!
3 e 4 MAGGIO 2012:
L’UNIVERSITÀ HA CERTIFICATO LE COMPETENZE DEI NOSTRI SINDACALISTI.
Un master in Diritto
Sindacale, la vera differenza
tra noi e gli altri.
La nostra strategia per
difenderti nel modo migliore.
Centinaia di nostri sindacalisti provenienti da tutta Italia stanno conseguendo il Master in Diritto Sindacale voluto dal Nursing Up per i propri
rappresentanti e realizzato da un primario Ateneo Italiano.
Con il conseguimento del Master del valore di 60 CFU i nostri rappresentanti vedranno formalmente certificata la loro preparazione in diritto sindacale.
UN ESERCITO DI PROFESSIONISTI FORMATI PER LA TUA
MIGLIORE DIFESA
Si tratta di un'ulteriore garanzia nei tuoi confronti, un dovere per il nostro sindacato che
ha deciso di affidare la difesa dei propri iscritti
nelle mani di sindacalisti con la massima preparazione nella materia, perché vogliamo per
te una tutela concreta e perché il Nursing Up
promuove le conoscenze e la competenza di
quelli che sono chiamati a difenderti.
TUTTO QUESTO E TANTO ALTRO ANCORA
PERCHÈ VOGLIAMO CONTINUARE A
MERITARE LA TUA FIDUCIA.
Leggi la lettera che il nostro Presidente ha
rivolto ai sindacalisti per questa particolare
occasione.
Sindacalisti del Nursing Up, dopo la discussione della
tesi, esibiscono con fierezza il documento conseguito del
Master in Diritto Sindacale.
MODULO RICHIESTA DI CANCELLAZIONE
DAI DESTINATARI DEL PERIODICO
NURSING UP MAGAZINE
Il sottoscritto ____________________
Indirizzo al quale riceve il Nursing Up
Magazine:
_______________________________
_______________________________
_______________________________
DICHIARA DI NON VOLER RICEVERE
ULTERIORI COPIE DEL PERIODICO IN
QUESTIONE
Luogo e Data: ___________________
Firma: _________________________
Comunicazione ai destinatari del NURSING UP MAGAZINE
ai sensi dell'Art 13 D.Lgs 196/2003
Egregio collega,
questa copia del Nursing Up Magazine le viene trasmessa al domicilio in via
sperimentale, cosa che si ripeterà di trimestre in trimestre.
L’indirizzo di destinazione è quello che lei stesso ha comunicato al momento
dell’iscrizione al sindacato.
Purtroppo esistono notevoli difficoltà, non dovute alla nostra volontà, che non
ci permettono di monitorare con assoluta precisione le iscrizioni e le cancellazioni
al sindacato che si sono verificate nel tempo, ciò è dovuto ai ritardi con i quali le
aziende comunicano i dati associativi ma anche al fatto che non sempre i professionisti comunicano al sindacato la loro intervenuta cancellazione.
Potrebbe accadere quindi che lei riceva regolarmente questa copia del Nursing Up Magazine pur non essendo iscritto alla nostra organizzazione, in tal caso,
e qualora per ogni altro motivo, pur essendo iscritto, lei non desideri più ricevere
copie del periodico, la preghiamo di compilare il modulo sottostante e trasmetterlo via fax al numero verde gratuito 800 95 95 29, provvederemo immediatamente
a cancellarla dalla lista dei destinatari.
I dati sono utilizzati dall’Associazione Nazionale Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica Nursing Up solo ai fini di trasmissione del
periodico Nursing Up Magazine e per le eventuali informazioni a carattere professionale, ciò anche con strumenti informatici, e non saranno comunicati a terzi
(salvo che agli incaricati della produzione ed etichettatura del periodico e alle
poste italiane che curano la spedizione). Può in ogni momento accedere ai dati,
opporsi al loro trattamento o chiedere di integrarli, rettificarli o cancellarli, rivolgendosi al legale rappresentante pro-tempore del Nursing Up Via Carlo Conti
Rossini, 26 - 00147 Roma.
Grazie per l’attenzione
AI RAPPRESENTANTI DEL NURSING UP ISCRITTI AL
MASTER IN DIRITTO SINDACALE
Caro collega,
hai appena sostenuto o sosterrai in questi giorni la discussione della tesi relativa al MASTER IN DIRITTO SINDACALE, il percorso Universitario voluto dal
Nursing Up per promuovere, attraverso l’implementazione delle tue conoscenze,
la migliore difesa possibile dei propri iscritti.
Salvo prova contraria, siamo l’unico sindacato infermieristico che può accreditarsi il vanto di aver formato un numero così grande di sindacalisti in Università dedicandogli un vero e proprio Master di Primo livello.
Ancora una volta abbiamo dimostrato con i fatti, ed oltre qualsiasi retorica
o demagogia, le nostre capacità, quelle che ci hanno consentito di costruire un
solido muro fatto di competenza e non di parole.
Nursing Up ha puntato alla valorizzazione delle tue conoscenze con un percorso di indubbio spessore atto a potenziare quella competenza fondamentale
che deve essere alla base del lavoro del maggior numero dei nostri sindacalisti.
L’attività didattica realizzata dall’Ateneo è stata svolta da docenti universitari, scelti tra i massimi esperti in materie giuridiche, economiche e sociologiche, ma anche da docenti di business schools, consulenti, testimoni aziendali
e responsabili di agenzie di rappresentanza negoziale scelti fra i più affermati
in ambito privato e pubblico, con specifiche competenze nell’area della gestione e
sviluppo delle risorse umane e del diritto sindacale.
QUESTO È UN MOMENTO STORICO, il nostro sindacato ha deciso di affidare la difesa degli infermieri nelle mani di sindacalisti con la massima
competenza nella materia, d'altronde, il continuo incremento degli iscritti
sul territorio nazionale, a palese dispetto dei nostri delatori, ci premia ogni
giorno del lavoro svolto.
In qualità di Presidente ho fermamente creduto in questo progetto che ha visto il corposo impegno del sindacato SOPRATTUTTO sotto il profilo economico
(considerati i costi) e che vede finalmente certificate a livello accademico le tue
competenze.
Per questo sono fiero di tutti voi, convinto che questa peculiare caratteristica
sia proprio QUELLA CHA DA SEMPRE CI CONTRADISTINGUE DAGLI ALTRI.
In bocca al lupo dunque, per i tuoi esami, se devi ancora sostenerli, auguri
infiniti invece per il tuo lavoro da sindacalista del Nursing Up se mentre io
scrivo tu ha già acquisito il tuo sospirato Master.
Lunga vita al Nursing Up!
Il Presidente, Antonio De Palma
2
UN MASTER DEDICATO SOLO A TE,
CHE SEI NOSTRO ISCRITTO!!!
4
DIPLOMI UNIVERSITARI DEGLI INFERMIERI EQUIPARATI
ALLE LAUREE DI PRIMO LIVELLO
8
SPECIALE COMPETENZE INFERMIERISTICHE:
MINISTERO E REGIONI VOGLIONO IMPLEMENTARE
LE COMPETENZE DEGLI INFERMIERI
18
...DAL TERRITORIO
19
GIURISPRUDENZA & CURIOSITÀ
CRISI, LE DISFUNZIONI DEL SISTEMA
20 LA
E LE RIFLESSIONI DI UN INFERMIERE
22 PROGRAMMA ASSICURATIVO NURSING UP
e
Nursing Up Magduaze in
anno 9 - numero
aprile - giugno 2012
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Direttore Responsa
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Antonio
Comitato Scientifico iscione
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Angela Armanetti, Fran
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Nursing Up
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sono riservati.
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É vietata la riproduzion zazione
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D.L.353/2003 (co
tale
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abboname
DCB Vicenza art.1, comma 2 6),
n.4
004
2/2
7/0
L.2
003
n. 1069 del 4/12/2
Reg. Trib. Vicenza
DIPLOMI UNIVERSITA
EQUIPARATI ALLE LAUR
È stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale N. 44 del 22 Febbraio 2012
il Decreto del MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ
E DELLA RICERCA in data 11 novembre 2011 recante: Equiparazione dei diplomi delle scuole dirette a
fini speciali, istituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1982, di durata triennale,
e dei diplomi universitari, istituiti ai
sensi della legge n. 341/1990, della medesima durata, alle lauree ex
D.M. 509/99 e alle lauree ex D.M.
270/2004, ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici.
2 prove, una scritta ed una pratica.”
Il Decreto prevede che “i possessori di diplomi oggetto di tale provvedimento afferenti all'area sanitaria,
privi di valore abilitante, per poter vedere equiparati i propri titoli dovranno
integrare l'esame finale con ulteriori
Solo per doverosa precisazione,
si stigmatizza infine che nei fatti il
nuovo provvedimento nulla sembra
cambiare per i possessori del Diploma di Infermiere Professionale
conseguito in base al precedente
Per quanto riguarda gli infermieri,
si sottolinea che il diploma universitario (ed oggi la laurea), possiede
valore abilitante all’esercizio della
relativa professione, come previsto specificatamente dal DM 24
luglio 1996,dall’ art 6.3 del D.Lgs.
30 dicembre 1992, n. 502 e smi e
dell’art 4 della Legge 5 novembre
1996, n. 573, quindi tale categoria
non deve sostenere alcuna integrazione dell’esame finale con la prova scritta e la prova pratica, come
invece previsto per i possessori di
titoli privi di valore abilitante.
ordinamento (Infermiere Professionale R.D. 21/11/1929, n° 2330- Infermiere Professionale D.P.R. 162,
10/3/1982), perché tale tipologia è
stata già riconosciuta equipollente al Diploma Universitario di Infermiere con Decreto del Ministro
della sanità di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica del 27
luglio 2000, sia ai fini dell'esercizio
professionale che dell'accesso alla
formazione post-base.
Si precisa inoltre che l’equiparazione DU/Lauree oggi prevista viene disposta esplicitamente ai fini
dell’ammissione ai pubblici concorsi.
Per i più interessati, si riporta a
seguire uno stralcio del Decreto
con le tabelle relative alle tipologie
di diploma che sono stati dichiarati
equipollenti alle Lauree.
STRALCIO DEL PROVVEDIMENTO
Art. 1
Decreto del MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA in data 11 novembre 2011
recante: Equiparazione dei diplomi delle scuole dirette a
fini speciali, istituite ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 162/1982, di durata triennale, e dei diplomi universitari, istituiti ai sensi della legge n. 341/1990,
della medesima durata, alle lauree ex D.M. 509/99 e alle
lauree ex D.M. 270/2004, ai fini della partecipazione ai
concorsi pubblici.
I diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riconosciuti al termine di un corso di durata triennale, e i diplomi universitari istituiti ai sensi della
legge 19 novembre 1990, n. 341, della medesima durata,
sono equiparati alle lauree universitarie delle classi di cui
ai decreti ministeriali 4 agosto 2000 e 2 aprile 2001 e alle
lauree universitarie delle classi di cui ai decreti ministeriali
16 marzo 2007 e 19 febbraio 2009 ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi, secondo le tabelle allegate che
fanno parte integrante del presente decreto.
Gazzetta Ufficiale N. 44 del 22 Febbraio 2012
IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ
E DELLA RICERCA di concerto con IL MINISTRO PER LA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE
…Omissis
…Ritenuto di dover procedere all'approvazione delle
citate tabelle al fine di stabilire le equiparazioni tra vecchi e nuovi titoli di studio per la partecipazione ai pubblici
concorsi;
Decreta:
Art. 2
I possessori di diplomi di cui all'art. 1 del presente decreto afferenti all'area sanitaria, privi di valore abilitante, ai fini
dell'equiparazione di cui al predetto art. 1, devono integrare
l'esame finale con la prova scritta e la prova pratica, come
previsto dall'art. 4 del decreto interministeriale del 24 luglio
1996, salvo il caso in cui gli stessi diplomi rientrino tra quelli
dichiarati equipollenti dai decreti del Ministro della sanità di
concerto con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica del 27 luglio 2000.
Il presente decreto sarà inviato ai competenti organi di
controllo e sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
pagina
4
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
pagina
ARI DEGLI INFERMIERI
REE DI PRIMO LIVELLO
TABELLA 1
Equiparazioni tra Diplomi delle Scuole dirette a fini speciali DPR 162/82, Lauree
delle classi DM 509//99 e Lauree delle classi DM 270/04
DIPLOMI (DPR 162/82)
LAUREE DELLA CLASSE (DM 509/99)
LAUREE DELLA CLASSE (DM 270/04)
Archivistica
13 Scienze dei beni culturali
L-01 Beni culturali
Assistente sociale
06 Scienze del servizio sociale
L-39 Servizio sociale
Costume e moda
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della
musica, dello spettacolo e della moda
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica,
dello spettacolo e della moda
Esperto in tecnologie tessili
10 Ingegneria industriale
L-09 Ingegneria industriale
Informatica (didattica a distanza)
26 Scienze e tecnologie informatiche
L-31 Scienze e tecnologie Informatiche
Logopedista
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Operatori tecnico-scientifici per i Beni culturali ed
ambientali – Settore archeologico
41 Tecnologie per la conservazione e il restauro dei L-43 Tecnologie per la conservazione e il restauro
beni culturali
dei beni culturali
Ortottista/i-assistente/i in oftalmologia
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Progettista per la nautica da diporto
10 Ingegneria industriale
L-09 Ingegneria industriale
Relazioni pubbliche
14 Scienze della comunicazione
L-20 Scienze della comunicazione
Rilevamento e rappresentazione dei beni
architettonici
04 Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
L-17 Scienze dell'architettura
Tecnico audiometrista
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico audioprotesista
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico cosmetologo
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
Tecnico della riabilitazione psichiatrica e
psicosociale
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Tecnico di assistenza sociale psichiatrica
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Tecnico di audiometria e protesizzazione acustica
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di dietologia e dietetica applicata o Dietista SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di laboratorio biomedico
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di logopedia
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Tecnico di logopedia e foniatria
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Tecnico di neurofisiopatologia
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di radiologia medica
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Tecnico di terapia intensiva chirurgica
SNT/01 Professioni sanitarie infermieristiche e
professione sanitaria ostetrica
L/SNT1 Professioni sanitarie infermieristiche e
professione sanitaria ostetrica/o
Tecnico disegnatore (Disegno anatomico)
Non c’è equiparazione
Non c’è equiparazione
Tecnico in biotecnologie
01 Biotecnologie
L-02 Biotecnologie
Tecnico ortodermista
Non c’è equiparazione
Non c’è equiparazione
Tecnico specialista in impianti biotecnologici
01 Biotecnologie
L-02 Biotecnologie
Tecnico specializzato in cosmetologia
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
Terapista della riabilitazione della neuro e
psicomotricità dell’età evolutiva
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Terapista della riabilitazione, indirizzo neurologico
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Terapista della riabilitazione, indirizzo riabilitazione
dell’apparato locomotore
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Terapista della riabilitazione, specializzato in
chinesiterapia o terapia del linguaggio
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
Topografo esperto
04 Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
L-23 Scienze e tecniche dell'edilizia
Utilizzazione dell’energia
10 Ingegneria industriale
L-09 Ingegneria industriale
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
5
TABELLA 2
Equiparazioni tra Diplomi Universitari L. 341/90, Lauree delle classi DM 509/99 e Lauree delle classi DM 270/04
DIPLOMI UNIVERSITARI (L. 341/90)
Analisi chimico-biologiche
Banca e finanza
Beni culturali per operatori turistici
Biologia
Biotecnologie agro-industriali
Biotecnologie industriali
Chimica
Commercio estero
Consulente del lavoro
Consulenza grafologica
Controllo di qualità nel settore industriale farmaceutico
Coordinamento per le attività di protezione civile
Dietista
Dietologia e dietetica applicata
Disegno anatomico
Disegno industriale
Economia applicata
Economia del sistema agroalimentare e dell’ambiente
Economia dell’ambiente
Economia delle imprese cooperative e delle organizzazioni non profit
Economia e amministrazione delle imprese
Economia e gestione dei servizi turistici
Economia e ingegneria della qualità
Edilizia
Educatore di comunità
Educatore e divulgatore ambientale
Educatore nelle comunità infantili
Educatore professionale
Esperto linguistico d'impresa
Etica sanitaria e bioetica
Fisioterapista
Geologia per la protezione dell’ambiente
Geologo (Tecnico per il monitoraggio geoambientale)
Gestione delle amministrazioni pubbliche
Gestione delle imprese alimentari
Gestione delle imprese cooperative e delle organizzazioni no profit
Gestione tecnica e amministrativa in agricoltura
Giornalismo
Igiene e sanità animale
Igienista dentale
Infermiere
Informatica
Informazione scientifica sul farmaco
Ingegneria aerospaziale
Ingegneria biomedica
Ingegneria chimica
Ingegneria dell’ambiente e delle risorse
Ingegneria dell’automazione
Ingegneria delle infrastrutture
Ingegneria delle materie plastiche
Ingegneria delle strutture
Ingegneria delle telecomunicazioni
Ingegneria edile
Ingegneria elettrica
Ingegneria elettronica
Ingegneria energetica
Ingegneria informatica
Ingegneria informatica e automatica
Ingegneria logistica e della produzione
Ingegneria meccanica
Insegnamento della lingua italiana a stranieri
Lingue straniere con specializzazione turistico- culturale
Logopedia
Logopedista
Marketing e comunicazione di azienda
Metodi quantitativi per l’economia
Metodologie Fisiche
Moneta e finanza
6
LAUREE DELLA CLASSE (DM 509/99)
12 Scienze biologiche
17 Scienze dell'economia e della gestione aziendale
13 Scienze dei beni culturali
12 Scienze biologiche
01 Biotecnologie
01 Biotecnologie
21 Scienze e tecnologie chimiche
28 Scienze economiche
02 Scienze dei servizi giuridici
18 Scienze dell'educazione e della formazione
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
27 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
Non c’è equiparazione
42 Disegno industriale
28 Scienze economiche
17 Scienze dell'economia e della gestione aziendale
28 Scienze economiche
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
10 Ingegneria industriale
04 Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile
18 Scienze dell’educazione e della formazione
18 Scienze dell’educazione e della formazione
18 Scienze dell’educazione e della formazione
18 Scienze dell’educazione e della formazione
03 Scienze della mediazione linguistica
29 Filosofia
SNT/02 Professioni sanitarie
16 Scienze della terra
16 Scienze della terra
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
14 Scienze della comunicazione
40 Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/01 Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica
26 Scienze e tecnologie Informatiche
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
10 Ingegneria industriale
09 Ingegneria dell’informazione
10 Ingegneria industriale
08 Ingegneria civile e ambientale
10 Ingegneria industriale
08 Ingegneria civile e ambientale
10 Ingegneria industriale
08 Ingegneria civile e ambientale
09 Ingegneria dell’informazione
04 Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edile
10 Ingegneria industriale
09 Ingegneria dell’informazione
10 Ingegneria industriale
09 Ingegneria dell’informazione
09 Ingegneria dell’informazione
10 Ingegneria industriale
10 Ingegneria industriale
03 Scienze della mediazione linguistica
03 Scienze della mediazione linguistica
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
17 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
28 Scienze economiche
25 Scienze e tecnologie fisiche
28 Scienze economiche
LAUREE DELLA CLASSE (DM 270/04)
L-13 Scienze biologiche
L-18 Scienze dell'economia e della gestione aziendale
L-01 Beni culturali
L-13 Scienze biologiche
L-02 Biotecnologie
L-02 Biotecnologie
L-27 Scienze e tecnologie chimiche
L-33 Scienze economiche
L-14 Scienze dei servizi giuridici
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-32 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
Non c’è equiparazione
L-04 Disegno industriale
L-33 Scienze economiche
L-18 Scienze dell'economia e della gestione aziendale
L-33 Scienze economiche
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-09 Ingegneria industriale
L-23 Scienze e tecniche dell'edilizia
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-12 Mediazione linguistica
L-05 Filosofia
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-34 Scienze geologiche
L-34 Scienze geologiche
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-18 Scienze dell'economia e della gestione aziendale
L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
L-20 Scienze della comunicazione
L-38 Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT1 Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o
L-31 Scienze e tecnologie Informatiche
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-09 Ingegneria industriale
L-08 Ingegneria dell’informazione
L-09 Ingegneria industriale
L-07 Ingegneria civile e ambientale
L-09 Ingegneria industriale
L-07 Ingegneria civile e ambientale
L-09 Ingegneria industriale
L-07 Ingegneria civile e ambientale
L-08 Ingegneria dell’informazione
L-23 Scienze e tecniche dell'edilizia
L-09 Ingegneria industriale
L-08 Ingegneria dell’informazione
L-09 Ingegneria industriale
L-08 Ingegneria dell’informazione
L-08 Ingegneria dell’informazione
L-09 Ingegneria industriale
L-09 Ingegneria industriale
L-12 Mediazione linguistica
L-12 Mediazione linguistica
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale
L-33 Scienze economiche
L-30 Scienze e tecnologie fisiche
L-33 Scienze economiche
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
7
DIPLOMI UNIVERSITARI (L. 341/90)
Operatore culturale per il turismo
Operatore dei beni culturali
Operatore del turismo culturale
Operatore della sicurezza e del controllo sociale
Operatore di costume e moda
Operatore giudiziario
Operatore giuridico d'impresa
Operatore in tecniche artistiche e dello spettacolo o Tecniche artistiche e dello spettacolo
Operatore per la didattica a distanza
Operatori psicopedagogici
Organizzatore musicale
Organizzatore teatrale
Ortottista ed assistente in oftalmologia
Ortottista-assistente di oftalmologia
Ostetrico/a
Ottica tecnica
Podologo
Produzione industriale
Produzioni agrarie tropicali e subtropicali
Produzioni animali
Produzioni vegetali
Prospettore geologico
Realizzazione, riqualificazione e gestione degli spazi verdi
Riabilitazione psichiatrica e psicosociale
Sceneggiatura e regia cinematografica e televisiva
Scienza dei materiali
Scienza dei media e della comunicazione
Scienza e ingegneria dei materiali
Scienze ambientali
Scienze assicurative
Scienze e tecniche cartarie
Scienze infermieristiche
Scienze motorie
Servizio sociale
Sistemi informativi territoriali
Statistica
Statistica e informatica per la gestione delle imprese
Statistica e informatica per le Amministrazioni pubbliche
Tecnica pubblicitaria
Tecniche ed arti della stampa
Tecniche erboristiche
Tecniche forestali e tecnologie del legno(già Tecniche forestali)
Tecnici in biotecnologie
Tecnico audiometrista
Tecnico audioprotesista
Tecnico audiovisivo e multimediale
Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Tecnico dell'educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale
Tecnico dello sviluppo ecocompatibile
Tecnico di audiometria ed audioprotesi
Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
Tecnico di laboratorio biomedico
Tecnico di laboratorio della formazione
Tecnico di misure ambientali
Tecnico di neurofisiopatologia
Tecnico ortopedico
Tecnico per la diagnostica applicata al restauro e conservazione dei beni culturali
Tecnico sanitario di laboratorio biomedico
Tecnico sanitario di radiologia medica
Tecnologie alimentari
Tecnologie farmaceutiche
Tecnologie industriali e dei materiali
Tecnologo della comunicazione audiovisiva e multimediale
Terapia della riabilitazione della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
Terapista della riabilitazione
Traduttori e Interpreti
Valutazione e controllo ambientale
LAUREE DELLA CLASSE (DM 509/99)
13 Scienze dei beni culturali
13 Scienze dei beni culturali
13 Scienze dei beni culturali
06 Scienze del servizio sociale
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
02 Scienze dei servizi giuridici
02 Scienze dei servizi giuridici
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
18 Scienze dell'educazione e della formazione
34 Scienze e tecniche psicologiche
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
SNT/01 Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica
25 Scienze e tecnologie fisiche
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
10 Ingegneria industriale
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
40 Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
16 Scienze della Terra
07 Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
21 Scienze e tecnologie chimiche
14 Scienze della comunicazione
10 Ingegneria industriale
27 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
37 Scienze statistiche
21 Scienze e tecnologie chimiche
SNT/01 Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica
33 Scienze delle attività motorie e sportive
06 Scienze del servizio sociale
07 Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
37 Scienze statistiche
37 Scienze statistiche
37 Scienze statistiche
14 Scienze della comunicazione
42 Disegno industriale
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
01 Biotecnologie
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
SNT/04 Professioni sanitarie della prevenzione
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
12 Scienze biologiche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
18 Scienze dell'educazione e della formazione
27 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
41 Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
SNT/03 Professioni sanitarie tecniche
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
24 Scienze e tecnologie farmaceutiche
10 Ingegneria industriale
23 Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
SNT/02 Professioni sanitarie della riabilitazione
03 Scienze della mediazione Linguistica
27 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
Viticoltura ed enologia
20 Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
LAUREE DELLA CLASSE (DM 270/04)
L-01 Beni culturali
L-01 Beni culturali
L-01 Beni culturali
L-39 Servizio sociale
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L-14 Scienze dei servizi giuridici
L-14 Scienze dei servizi giuridici
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-24 Scienze e tecniche psicologiche
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT1 Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o
L-30 Scienze e tecnologie fisiche
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-09 Ingegneria industriale
L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
L-38 Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali
L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
L-34 Scienze geologiche
L-21Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L-27 Scienze e tecnologie chimiche
L-20 Scienze della comunicazione
L-09 Ingegneria industriale
L-32 scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
L-41 Statistica
L-27 Scienze e tecnologie chimiche
L/SNT1 Professioni sanitarie, infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o
L-22 Scienze delle attività motorie e sportive
L-39 Servizio sociale
L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale
L-41 Statistica
L-41 Statistica
L-41 Statistica
L-20 Scienze della comunicazione
L-04 Disegno industriale
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
L-02 Biotecnologie
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L/SNT4 Professioni sanitarie della prevenzione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-13 Scienze biologiche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L-19 Scienze dell'educazione e della formazione
L-32 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L-43 Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L/SNT3 Professioni sanitarie tecniche
L-26 Scienze e tecnologie alimentari
L-29 Scienze e tecnologie farmaceutiche
L-09 Ingegneria industriale
L-03 Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione
L-12 Mediazione linguistica
L-32 Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali
L-26 Scienze e tecnologie alimentari
SPECIALE COMPETENZE INFERMIERISTICHE:
MINISTERO E REGI
IMPLEMENTARE LE
DEGLI INFERMIERI
Il provvedimento in itinere
amplierebbe le competenze
con risvolti anche sulla
formazione.
PER IL NURSING UP
IL PROVVEDIMENTO
PRESENTA NUMEROSE
CRITICITÀ.
Nelle pagine segenti sottoponiamo
all’attenzione del lettore le bozze sulle
quali il nostro sindacato è stato chiamato ad esprimere il proprio parere.
alle potenzialità della categoria ed
alle esigenze del sistema (al riguardo si legga circolare precedente sulla materia).
Ovviamente, si tratta dei documenti di lavoro disponibili al momento di andare in stampa, da
considerare pertanto come base
inziale del confronto istituzionale
attualmente in corso.
Presenti da una parte il Ministero
della Salute con i rappresentanti delle Regioni, dall’altra i sindacati.
Durante il mese di maggio sono
previsti nuovi incontri del tavolo di lavoro Ministero / Regioni / parti sociali
per valutare le osservazioni pervenute da parte delle compagini rappresentative della professione e del
mondo sindacale.
Nursing Up ha ponderato accuratamente la problematica impegnando,
a tal fine, il proprio Comitato Tecnico Scientifico Nazionale integrato
per l’occasione con professionisti/
dirigenti sindacali particolarmente
esperti.
Al prossimo incontro ufficiale, programmato per il giorno 24 maggio
p.v., il nostro sindacato si presenterà
con proprie posizioni sulla questione, delle quali, proseguendo con
questa lettura, sarà possibile leggere uno stralcio.
L'INCONTRO AL MINISTERO
Nel pomeriggio del 26.04.12 si è
tenuto il previsto incontro presso il
Ministero della Salute per discutere
delle proposte di fonte istituzionale
finalizzate alla regolamentazione di
quella che dovrebbe diventare “una
implementazione delle competenze
infermieristiche”, ottimizzata rispetto
Per il Nursing Up, rappresentata al
tavolo Ministeriale dal Presidente Antonio De Palma e dal Vice Presidente
del Comitato Tecnico Scientifico Mario De Santis, l’implementazione delle competenze infermieristiche “può
rappresentare un’opportunità per il
sistema salute”, ma il documento del
tavolo Ministero-Regioni va rivisto per
eliminare una serie di perplessità e
criticità che oggi sono evidenti.
SULL’IMPLEMENTAZIONE
DELLE COMPETENZE
INFERMIERISTICHE
Il nostro sindacato si conferma
disponibile a discutere su una implementazione delle competenze
infermieristiche attraverso la doverosa ottimizzazione delle potenzialità
professionali alla luce dei bisogni e
delle esigenze del sistema sociale.
Tuttavia, tale delicato procedimento non potrà realizzarsi senza aver
prima individuato gli strumenti e/o
le modalità “che consentano di evitare un rischio, quello di tracciare
una indiretta limitazione degli ambiti
di potenziale esercizio delle funzioni
infermieristiche”. Tale criticità è purtroppo evidente in casi del genere,
perché collaterale rispetto alla prevista ed a nostro parere, eccessivamente meticolosa declinazione di
talune classi di attività peculiari, che
pagina
8
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
pagina
9
IONI VOGLIONO
COMPETENZE
il lettore certamente, noterà leggendo le bozze di documento sulle
quali il Nursing Up è stato chiamato
ad esprimersi, dove vengono rappresentate le competenze tecnico
professionali della categoria.
Ad ulteriore sostegno di quanto
sopra, ed a seguito di un esame
nemmeno tanto approfondito della
documentazione di fonte Ministero/
Regioni, emerge chiaramente che
molte tra quelle competenze troppo meticolosamente declinate già
rientrano nell’attuale alveo delle
funzioni infermieristiche.
Questo fa sembrare pleonastica o addirittura paradossale ogni
eventuale ipotesi di ricomprenderle
“a posteriori” in tali ambiti, attraverso un provvedimento che si propone obiettivi di implementazione di
quelle esistenti.
Tutto ciò ovviamente, a meno
che Ministero e Regioni non vogliano pensare ad una vera e propria rivisitazione complessiva degli
ambiti di funzione degli infermieri,
ipotesi che appare illogica ed improponibile perché tale materia è
regolata da specifiche Leggi dello
stato (legge 42/99).
Insomma, una metodologia troppo rischiosa quella utilizzata perché
vicina a logiche di tipo mansionistico. Per questo secondo Nursing
Up dev’essere rivista, per evitare le
pericolose problematiche di cui parliamo e soprattutto per ottimizzare il
metodo rispetto ai destinatari, una
categoria di professionisti ormai
universalmente accreditata.
Per il nostro sindacato, invece
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
della strada oggi scelta, di declinare così dettagliatamente le competenze, se di implementazione deve
trattarsi, sarebbe ipotizzabile, ma
solo per esempio, di concentrare
l’attenzione “esclusivamente su
quelle macro classi di funzioni
oggi palesemente fuori dall’area delle competenze infermieristiche”, al fine di valutarne una
eventuale integrazione nel campo
delle responsabilità di tale professionista, se necessario anche prevedendo doverose sinergie di tipo
multidisciplinare.
Solo per portare un ulteriore
esempio, bisognerebbe anche
chiarire, con specifico riferimento alle competenze dell’infermiere
di area pediatrica, i seguenti altri
aspetti sollevati da associazioni di
infermieri pediatrici collaboranti con
la nostra organizzazione, che noi
riteniamo meritevoli di una particolare attenzione.
L'infermiere pediatrico è una figura professionale distinta da quella di
infermiere, che esiste da 70 anni e
la cui necessità e utilità sino ad oggi
non è stata messa in discussione. I
dati Almalaurea dimostrano che non
esistono problemi occupazionali per
gli infermieri pediatrici diversi da
quelli degli infermieri generalisti.
La bozza Stato-Regioni introduce due elementi di ambiguità e incertezza, infatti:
1.nelle premesse, al decimo capoverso viene scritto “Considerato che il Ministero della Salute
ha concordato...e tenuto conto
dell'accorpamento delle figure
professionali dell'infermiere e
dell'infermiere pediatrico;”
2. definisce un'area di competenze
infermieristiche pediatriche che
non sembra tenere conto della
figura dell'infermiere pediatrico.
A tutela dei 12.000 infermieri pediatrici, in particolare di quelli non
ancora occupati e dei circa 600 attualmente in formazione, sarebbe
preliminarmente necessario chiarire il senso della frase inserita in
premesse, dato che nessuno degli
stakeholders (Ministero, Regioni,
Ipasvi, Società Pediatriche, sindacati ecc.) ha mai parlato finora di
“accorpamento” delle due figure
professionali.
Per superare le criticità sopra
evidenziate, Nursing Up ha chiesto
ai rappresentanti delle regioni presenti al tavolo di poter leggere e valutare “la chiave di metodo da loro
utilizzata per la elaborazione delle
proposte sottoposte alla nostra attenzione”, in quanto riteniamo tali
informazioni fondamentali al fine di
comprendere se la relativa documentazione, come oggi noi pensiamo, possa o debba diventare parte
integrante e sostanziale di tutto il
materiale che sorregge il complesso procedimento.
L’INFERMIERE E LE ATTIVITÀ
IMPROPRIE
Ulteriore criticità riscontrata e
rappresentata dal nostro sindacato, risiede nell’urgenza di adottare i
necessari provvedimenti istituzionali in grado di fornire
precise indicazioni rego-
lamentari e/o organizzative ai vari livelli del SSN,
finalizzate alla individuazione di tutta quell’ampia gamma
di attività improprie, retaggio della
precedente normativa in materia,
che l’infermiere è ancora oggi chiamato a svolgere e che nulla hanno
a che vedere con il proprio attuale ruolo e responsabilità. Potrebbe cogliersi pertanto l'opportunità,
per integrare la problematica, per
quanto possibile, negli obiettivi del
tavolo aperto.
In ogni caso tali delicate questioni devono essere affrontate immediatamente e comunque prima o
quantomeno in maniera coeva ad
una eventuale implementazione
delle competenze della professione
infermieristica.
LA FORMAZIONE
Sulla formazione, Nursing Up
stigmatizza la competenza esclusiva dello Stato e l’importanza
dell’uniformità nazionale a tali livelli, sostenendo che ogni tipologia
di formazione finalizzata all’ integrazione delle competenze eventualmente implementata da parte
delle regioni in base a specifici bisogni territoriali, decisamente auspicabile soprattutto per attuare la
sempre richiesta “valorizzazione
professionale sul campo degli infermieri”, deve essere considerata
esclusivamente come finalizzata ai
bisogni territoriali del sistema salute, cosa diversa rispetto alla prevista formazione Universitaria e con
riferimento alle specializzazioni,
agli specifici livelli di qualificazione formativa previsti dalla Legge n
43/2006, art.6), punto 1 lett c).
Il Nursing Up è consapevole che
tale problematica esula dalla competenza del tavolo oggi aperto, ma
ritiene che i lavori in itinere non
possano prescindere dallo stigmatizzarne e declinarne i fondamenti
di principio ai fini di un doveroso riconoscimento.
MA IL NURSING UP È
IMPEGNATO ANCHE SU UN
ALTRO FRONTE …
Si, perché al momento in cui
scriviamo continuano a susseguirsi comunicati dei mass media che
raccontano di forti prese di posizione in ambito medico nei confronti
dell’ipotesi di provvedimento di cui
si parla, provvedimento che secondo taluni “non dovrebbe essere realizzato senza il preliminare placet
della categoria”.
Insomma, l’ipotesi di accordo
Stato /Regioni in discussione sembra legittimare inesistenti “invasioni
di campo”.
Contro questa fuorviante interpretazione della realtà e una volta
confermate previamente e con determinazione tutte le riserve sopra
espresse dalla nostra organizzazione in ordine al provvedimento,
ribadiamo che l’ attuale e complessa attività in itinere, che attiene agli
ambiti delle competenze infermieristiche, “laddove correttamente realizzata”, nulla avrebbe a che fare
con il gratuito trasferimento di com-
petenze e funzioni dai medici verso
gli infermieri.
Si tratterebbe invece di un delicato procedimento volto esclusivamente ad implementare l’esercizio
di funzioni integrate di tipo multidisciplinare e ad ottimizzare il contributo che ogni professionista viene
chiamato a dare nell’ambito del
complesso procedimento di erogazione delle cure e dell’assistenza
al cittadino. Si parla di un percorso
doveroso, alla luce dell’attuale status giuridico dell’infermiere, delle
sue responsabilità ed ampio alveo
di potenzialità, certamente ben lontano dagli interessi corporativi che
qualcuno vorrebbe intravedere perché, come si è detto, esso trae la
propria ragion d’essere dai bisogni
della collettività sociale e quindi dal
diritto del singolo di ottenere risposte istituzionali sempre in linea con
il costante processo di evoluzione
ordinamentale, formativa e scientifico/tecnologica.
PER IL NURSING UP È LEGITTIMA OGNI RISERVA O
DUBBIO SUL PROVVEDIMENTO IN DISCUSSIONE AL TAVOLO MINISTERO / REGIONI,
BISOGNA TUTTAVIA EVITARE
PERICOLOSISSIME STRUMENTALIZZAZIONI.
LEGGI IL COMUNICATO DEL
PRESIDENTE.
IL REALE RICONOSCIMENTO
DELLE FUNZIONI
Ultime riflessioni del nostro sindacato, non certo per importanza,
stanno nell’esigenza ormai evidente di attivare ogni forma di sensibilizzazione, sia a livello centrale che
regionale, affinché all’ormai costante processo di evoluzione delle
responsabilità in ambito infermieristico corrispondano i doverosi riconoscimenti di ordine economico e
contrattuale per gli infermieri.
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Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
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11
Gentili colleghi,
in questi giorni si rincorrono le notizie relative alla levata di scudi su
alcuni fronti professionali (soprattutto di area medica) ed al putiferio che
avrebbe scatenato l'ipotesi di accordo Stato/Regioni sull’integrazione delle competenze infermieristiche.
Il nostro sindacato è stato chiamato ad esprimere la propria opinione
sulla materia, cosa che ha fatto e che continuerà a fare.
In tale contesto abbiamo rappresentato e circostanziato criticamente
l’esistenza di rilievi e perplessità sul provvedimento a noi sottoposto, che
noi stessi riteniamo per molti aspetti addirittura incongruente o quanto
meno pleonastico rispetto alle norme che regolamentano le funzioni infermieristiche e le stesse esigenze del sistema.
Questo non deve impedire tuttavia l’apertura di un serio confronto
istituzionale sulla materia perché esiste oggi un’esigenza che nasce dal
nostro sistema assistenziale. Si tratta di un “paradosso”, prodotto dalla
palese scollatura esistente tra lo status giuridico del professionista infermiere e le norme che ne presiedono l’essere ed operare, frutto di una
normativa che si è evoluta raggiungendo livelli ragguardevoli in termini di
autonomia e responsabilità, dove troppo spesso il diritto sembra costretto
ad abdicare rispetto alle ragioni dettate dall’eterna disorganizzazione ed
emergenza.
Tutto ciò accade, sempre più spesso nella più comune indifferenza, o
ancor peggio nella generale rassegnazione.
Bisogna combattere questa realtà, partecipando a tutti i livelli ove si
dispiegano delle politiche che riguardano la professione!
È necessario scendere in campo per rappresentare le istanze della
categoria ed esprimere il loro pensiero senza mezzi termini, contribuendo
per quanto possibile a fare chiarezza sulle procedure in corso relative
all’eventuale implementazione delle funzioni infermieristiche.
Questo è doveroso, soprattutto per evitare il rischio tutt’altro che latente, che dietro le forti prese di posizione contro il provvedimento di cui si
parla (da parte di alcune tra le associazioni di professionisti sanitari non
infermieri), possano celarsi i soliti ed ormai retrivi “interessi di casta”.
La stampa di questi giorni ci invita a riflettere.
C’è chi si strappa le vesti perché “vede strano” che tra le attività previste dall’ipotesi, ad esempio con riferimento all’infermiere che si dedica
alle cure primarie, possa essere inserita la titolarità nella elaborazione
- con l'equipe multiprofessionale - del percorso clinico assistenziale e il
monitoraggio delle condizioni di stabilità della persona assistita cronica in
funzione della patologia.
C’è chi si oppone all’idea che l’infermiere “possa eseguire suture chirurgiche sulla base di protocolli condivisi”, come invece prevede la bozza
in itinere con riferimento ai professionisti di area chirurgica, o che possa
gestire la terapia in base a protocolli concordati.
C’è anche chi si scomoda mettendo in discussione l’ appropriatezza di
tali attribuzioni con riguardo alle specifiche competenze dell’infermiere e
chi parla addirittura di invasione di campo o di ingerenza nelle competenze di altri, con ciò dimenticando che in campo sanitario, quando si discute
di “competenze professionali”, bisogna prima effettuare un’approfondita
disamina sulla tipologia e portata di eventuali “riserve esclusive” e/o “di
ambiti di funzione caratteristici di una professione rispetto all’altra”, cosa
tutt’altro che semplice e scontata.
Ma chi è che si oppone a questo innovativo modello, che a nostro parere consente di garantire il diritto alla salute del cittadino attraverso una
doverosa ottimizzazione delle potenzialità di ogni professione?
Provare ad immaginarlo non è difficile e comunque le pagine internet
degli ultimi giorni sono a disposizione di ogni navigatore del web!
È invece evidente che i lavori in corso, come peraltro si legge nei documenti che stiamo valutando, mirano a realizzare “un sistema di flessibile dinamicità, escludendo ingessature organizzative nelle progressioni
di carriera e favorendo meccanismi di valorizzazione professionale e capacità nel riconoscere il valore e il contributo posto da parte del singolo
professionista nel processo assistenziale/organizzativo per tutto il tempo
di effettivo e positivo esercizio della competenza”.
Lo stesso articolo 1 della bozza di documento infatti, specifica in maniera inequivocabile che tale accordo “definisce lo sviluppo delle competenze e
delle responsabilità professionali dell’infermiere, al fine di favorirne l’approfondimento nonché l’attribuzione di ulteriori funzioni avanzate, in connessio-
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anno 9 - numero due
ne con gli obiettivi di prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione,
previsti dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale, anche
a seguito di ulteriore formazione complementare specialistica”.
Insomma, l’evoluzione della cultura e della professionalità - processo
costante in ambito delle professioni sanitarie - consente “agli operatori in
possesso dei requisiti necessari”, di fornire al cittadino una diversa e in
taluni casi più ampia ed evoluta gamma di prestazioni e garanzie a tutela
del diritto alla salute.
Tutto questo è opportuno e necessario, beninteso se realizzato con
l’apporto e condivisione delle categorie interessate, con buona pace di
quelli che la pensano diversamente, troppo spesso arroccati dietro retaggi
ormai inopportuni ed incongruenti.
Svolgere funzioni complesse e/o di particolare rilievo in campo sanitario non può essere considerato esclusivo appannaggio di alcuni.
In linea di principio occorrerebbe chiarire una volta per tutte che a poco
serve a talune categorie professionali di fare la voce grossa ogni volta che
si discute di innovazioni, peraltro dettate prioritariamente dalle esigenze
del cittadino, perché gli infermieri sono più che determinati, se necessario,
a far sentire anch’essi la loro voce!
Riteniamo che tutte le professioni in possesso dei necessari requisiti
e qualità, beninteso nel rispetto degli ambiti di funzione posti per ognuna
dai vigenti ordinamenti, vantino il diritto-dovere di compartecipare a pieno
titolo nel complesso procedimento finalizzato a fornire risposte tempestive
e competenti ai bisogni di salute del cittadino.
È evidente che tale apporto può concretizzarsi talvolta attraverso l’esercizio di funzioni autonome, in altri casi e sempre nell’ottica dei bisogni di
quest’ultimo, attraverso l’esercizio di funzioni integrate di tipo multidisciplinare, in grado di ottimizzare il contributo di ogni professionalità che compartecipa al procedimento di erogazione delle cure e dell’assistenza al cittadino.
Gli infermieri rispettano le altre professioni sanitarie, ma sulla materia
respingono al mittente qualsiasi eventuale strumentalizzazione e/o allarmismo anacronistico e fuori luogo.
Per questa ragione il sindacato Nursing Up continuerà a battersi fermamente, per superare le numerose criticità riscontrate nell’attuale procedimento promosso da Ministero e Regioni e se possibile per giungere ad
un risultato che consenta la prevista implementazione delle competenze
della professione infermieristica in una modalità congruente rispetto alle
norme vigenti ed alle nostre legittime aspirazioni e titolarità.
Bisogna che le istituzioni preposte forniscano precise indicazioni regolamentari e/o organizzative ai vari livelli, finalizzate alla individuazione di
tutta quell’ampia gamma di attività improprie, retaggio della precedente
normativa in materia, che l’infermiere è ancora oggi chiamato a svolgere e
che nulla hanno a che vedere con il proprio attuale ruolo e responsabilità.
È necessario che aziende ed enti del SSN intraprendano una seria
attività di revisione dei propri modelli organizzativi, troppo spesso implementati tenendo conto unicamente di perversi sistemi di suddivisione di
poteri ed agi, senza tener conto del fatto che l’infermiere risponde ai limiti
dell’umana sopportazione.
Non è più immaginabile che si continuino a scaricare sulle spalle degli
infermieri la maggior parte delle carenze organizzative, le cui cause sono
invece da addebitarsi ad un sistema tristemente strutturato, figlio di logiche
di austerità adottate da vari politicanti nel dispregio di qualsiasi coerenza.
In tale ottica è fuori dubbio che il nostro sindacato si opporrà contro
ogni eventuale tentativo di far passare l’ attuale e complessa integrazione in
corso, degli ambiti delle competenze infermieristiche “come un gratuito trasferimento di competenze e funzioni dai medici verso gli infermieri” perché
in presenza delle necessarie condizioni e garanzie tale rischio non esiste
anzi, sarebbe più corretto parlare di un coerente e doveroso processo di
evoluzione nell’ organizzazione delle attività socio sanitarie, sotteso ad ottimizzare le conoscenze, le prerogative e le competenze della professione
infermieristica nell’ambito delle garanzie sociali statuite dalla Costituzione.
Un procedimento doveroso quindi, se correttamente realizzato, in ogni
caso ben lontano dagli interessi di categoria che qualcuno vorrebbe speciosamente intravedere perché come si è detto esso trae impulso partendo dai
bisogni della collettività sociale e quindi dal diritto di ogni cittadino di ottenere
risposte istituzionali sempre in linea con il costante processo di evoluzione ordinamentale, formativa e scientifico/tecnologica ai vari livelli.
Il Presidente
Antonio De Palma
BOZZA DISPONIBILE AL MOMENTO DI ANDARE IN STAMPA
Evoluzione della professione infermieristica
Aree di competenza-responsabilità nei nuovi scenari sanitari e
socio sanitari Tavolo di lavoro Regioni-Ministero
(revisione dei profili di competenza dell'infermiere)
Nel contesto del servizio sanitario nazionale e in modo più estensivo
nell'assistenza alla persona, si sta assistendo ad una significativa evoluzione
delle componenti organizzativo-assistenziali conseguenti all'oggettivo manifestarsi di alcuni fenomeni, legati in particolare, all'aumento dell'età media, della
popolazione con fragilità e malattie cronico-degenerative, a cui si associa la
costante e profonda evoluzione scientifica e tecnologica.
Ciò, rende necessario ridefinire gli ambiti di cura e di assistenza, perseguendo processi basati sulla continuità, data dai percorsi assistenziali tendendo, da un lato, a standardizzare e sistematizzare le principali prestazioni e,
dall'altro, ponendo le basi per la personalizzazione dell'assistenza.
Il generarsi con forza di nuove esigenze nell'istituire servizi, rivisitare luoghi di cura, sia ospedalieri che territoriali, rende peculiare la modificazione del
ruolo professionale, dato dalle competenze, abilità e capacità dell'infermiere.
La ridefinizione degli ambiti di attività con modalità multiprofessionali, e il conseguente ampliamento delle competenze / responsabilità acquisite nel percorso formativo - laurea triennale, laurea magistrale, master di primo e secondo
livello percorsi formativi modulari strutturati dalle Regioni in base a specifiche
esigenze - costituisce l'ambito di azione e lo spazio istituzionale in cui proporre
le necessarie modifiche.
Le sfide che dovranno essere affrontate nell'immediato futuro dal Sistema
Sanitario (sostenibilità, equità, appropriatezza, efficacia, efficienza, consenso)
inducono ad affrontare alcuni nodi problematici al fine di contemperare il raggiungimento degli obiettivi di sistema indicati nel PSN e dai rispettivi Piani Sanitari Regionali. Investire nella professione infermieristica ponendo le basi per
una nuova autonomia e responsabilità professionale, consente di favorire un
sistema professionale capace di sostenere e soddisfare le esigenze dei servizi
e della popolazione.
Uno dei più significativi determinanti del buon andamento/qualità dei servizi
sanitari e socio sanitari è costituito dall'insieme degli operatori che, costituendo
l'interfaccia principale tra il sistema e i cittadini, assumono un ruolo centrale
nella realizzazione di risposte di qualità, efficienza/appropriatezza dei processi
e dei percorsi di cura e di assistenza, efficacia della relazione umana e professionale e di un proattivo risk management.
Il quadro normativo delle professioni infermieristiche
L'evoluzione delle professioni infermieristiche (d'ora in poi: la professione)
vede il suo inizio con il D.Lgs. 30 dicembre 1992 n.502 che, nell'adeguare l'impianto del SSN nato dalla legge 833/78, trasferisce la formazione infermieristica dalla sede regionale a quella universitaria e statuisce che la conseguente
ridefinizione del profilo professionale dell'infermiere e dell'infermiere pediatrico
dovrà aversi tramite specifico decreto del Ministero della sanità (ora ministero
della salute).
Il Ministero della Sanità (ora Ministero della Salute), con Decreto I 4/09/1994
n. 739 "Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo
profilo professionale dell'infermiere", delinea il profilo professionale dell'infermiere che viene definito responsabile dell'assistenza generale infermieristica
- e specifica che l'assistenza infermieristica, preventiva, curativa, palliativa e
riabilitativa, è di natura tecnica, relazionale, educativa.
Il Ministero della Sanità (ora Ministero della Salute), con Decreto 17/0 l
/1997 n. 70 "Regolamento concernente l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'infermiere pediatrico", delinea il profilo professionale dell'infermiere pediatrico con funzioni analoghe a quelle dell'Infermiere per
quanto attiene il neonato, il bambino, l’adolescente.
L'impianto normativa sopra descritto viene successivamente perfezionato:
12
- dalla legge 26/02/1999 n. 42 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie"
che sancisce che quella infermieristica è una professione sanitaria a tutto
tondo e che "Il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni
sanitarie di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre
1992. n. 502, e successive modificazioni e integrazioni. è determinato dai
contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base nonché degli specifici codici deontologici, fatte salve le
competenze previste per le professioni mediche e per le altre professioni del
ruolo sanitario per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di
laurea, nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali".
- dalla legge 10 agosto 2000 n. 251 "Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della
professione ostetrica" che all'art. 1, comma 1, 2 e 3 recita:
- "1. Gli operatori delle professioni sanitarie dell'area delle scienze infermieristiche e della professione sanitaria ostetrica svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia
della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle
norme istitutive dei relativi profili professionali nonché dagli specifici codici deontologici ed utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi
dell'assistenza.
- 2. Lo Stato e le regioni promuovono, nell'esercizio delle proprie funzioni
legislative. di indirizzo. di programmazione ed amministrative, la valorizzazione e la responsabilizzazione delle funzioni e del ruolo delle professioni infermieristico - ostetriche al fine di contribuire alla realizzazione del
diritto alla salute. al processo di aziendalizzazione nel Servizio Sanitario
Nazionale, all'integrazione dell'organizzazione del lavoro della sanità in
Italia con quelle degli altri Stati dell'Unione europea.
- 3. Il Ministero della Sanità, previo parere della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, emana linee guida per:
- l'attribuzione in tutte le aziende sanitarie della diretta responsabilità e
gestione delle attività di assistenza infermieristica e delle connesse funzioni;
- la revisione dell'organizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzata”.
Per effetto del su riportato quadro normativa è dato osservare che:
a)le professioni infermieristiche sono professioni autonome (art. 1 L. n.
42/1999 e art. 1, comma 1, L. 251/2000), essendo stata abrogata la definizione di "professione sanitaria ausiliaria" ex art. 1, comma 1;
b) l'oggetto della professione è costituito dalle "attività dirette alla prevenzione,
alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva" (art. 1, comma
1, L. n. 251/2000);
c) le funzioni proprie della professione sono definite "dalle norme istitutive dei
relativi profili professionali, dai contenuti degli ordinamenti didattici. nonché
dagli specifici codici deontologici ed utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell'assistenza" (art. 1, comma 1, L. 251/2000);
d) ulteriori funzioni possono essere stabilite dallo Stato e dalle Regioni "nell'esercizio delle proprie funzioni legislative, di indirizzo, di programmazione ed
amministrative".
Appare evidente che i criteri per la determinazione delle competenze proprie della professione, vengono sostanzialmente individuati:
a) nel criterio guida - introdotto dall’art. 1, comma 1, L. n. 251/2000 - che preordina la professione allo svolgimento delle "attività dirette alla prevenzione,
alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva";
b) nei criteri limiti - previsti dall’art. 1 L. n. 42/1999 e dall'art. 1, comma 1, L.
251/2000 - costituiti dai profili professionali, dall'ordinamento universitario e
formativo post-base e dai codici deontologici.
È, altresì, evidente che i criteri limiti di cui alla sopra riportata lett. b) configurano una dinamicità in progress di attribuzione di competenze/responsabilità
e funzioni secondo quanto già previsto o potrà essere stabilito da disposizioni
normative ed amministrative, preordinate a definire i profili professionali, gli
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anno 9 - numero due
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ordinamento universitari e formativi, le regole deontologiche.
Il tutto è esaltato e rafforzato dalla portata della previsione dell’art. 1, comma 2, L. n. 251/2000 che attribuisce espressamente allo Stato e alle Regioni il
compito di promuovere, nell'esercizio delle proprie funzioni legislative, di indirizzo, di programmazione ed amministrative, "la valorizzazione e la responsabilizzazione delle funzioni e del ruolo delle professioni infermieristico - ostetriche al fine di contribuire alla realizzazione del diritto alla salute, al processo di
aziendalizzazione nel Servizio Sanitario Nazionale, all'integrazione dell'organizzazione del lavoro della sanità in Italia con quelle degli altri Stati dell'Unione
europea".
Quanto sopra indica che la valorizzazione e responsabilizzazione delle
funzioni e del ruolo della professione ad opera dell'attività legislativa ed amministrativa dello Stato e delle Regioni, deve essere realizzata alla luce e nel
rispetto:
a) della competenza propria della professione, che si identifica con le "attività
dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e
collettiva" (art. 1, comma 1, L. n. 251/2000);
b) dell’evoluzione dei percorsi formativi definiti dalle istituzioni universitarie e
formative per le professioni sanitarie.
La statuizione dell'art. 1 della Legge 42, "Il campo proprio di attività e di
responsabilità delle professioni sanitarie ..... è determinato dai contenuti dei
decreti ministeriali ...... fatte salve le competenze previste per le professioni
mediche e per le altre professioni del ruolo sanitario.... nel rispetto reciproco
delle specifiche competenze professionali", ha provocato, anche recentemente, un significativo dibattito tra la professione infermieristica e quella medica
soprattutto per quanto concerne la ridefinizione dei campi di attività e delle
competenze/responsabilità nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali
(PDTA), la continuità dell'assistenza e la presa in carico territoriale di numerose
tipologie di pazienti, l'innovazione dell’organizzazione del lavoro.
In considerazione della complessità quotidiana del funzionamento degli
ospedali, dei servizi sanitari e socio sanitari territoriali e della necessaria innovazione dei processi dell'organizzazione e dei percorsi-clinico­assistenzialiriabilitativi si pone, con evidenza, la necessità del lavoro interdisciplinare e
multiprofessionale all'interno delle attività clinico assistenziali dirette alla tutela
della salute degli individui e della collettività. Tale scenario richiede l'acquisizione di saperi elevati per ciascuna professione dell'equipe e competenze agite in
una logica di integrazione, collaborazione e cooperazione tra professionisti e
non solo dell'area sanitaria.
Metodo di lavoro: partecipazione, comprensione e condivisione
La modalità di esercizio professionale chiede di innovare i rapporti tra
le diverse professionalità sanitarie e socio-sanitarie e l'organizzazione dei
processi produttivi. Allo scopo diviene rilevante la capacità di relazionarsi
nell'intento di fornire appropriate prestazioni e luoghi di lavoro dove il clima
favorisce comprensione, partecipazione e condivisione della reciproca evoluzione professionale.
Nell'ottica di cui sopra, diviene fondamentale che la politica orienti azioni
programmatiche e piani di studio che valorizzino i concetti precedentemente
illustrati; nel contempo diviene fondamentale anche che i Ministeri in condivisione con le Regioni producano, nell'ambito delle rispettive competenze istituzionali, gli atti di aggiornamento/adeguamento normativa e gli strumenti di pianificazione, attuazione e valutazione dell'impatto di tali innovazioni sulla salute
dei cittadini e sulla sostenibilità economica.
Gli strumenti operativi
Per attuare quanto disposto dal presente documento risulta necessaria l 'innovazione e la ridefinizione delle competenze del profilo professionale dell'infermiere veicolata da strumenti operativi quali, ad esempio:
• accordo Stato-Regioni che fornisce indirizzi per la gestione del sistema;
• provvedimenti di Giunta Regionale per l'implementazione di modelli organizzativi basati sull'intensità di cura e la complessità assistenziale sia a livello
ospedaliero che dei servizi territoriali;
• provvedimenti di Giunta Regionale per l'individuazione e attivazione di per-
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corsi formativi professionalizzanti nell'ambito dei Sistemi Sanitari Regionali;
• accordi fra Regione e Università per l'attivazione di percorsi formativi postlaurea triennale;
• indirizzi interministeriali per la ridefinizione dei piani di studio curriculari della
laurea triennale e magistrale;
• linee guida allegate al Piano Sanitario Nazionale o ai Piani Sanitari Regionali;
• linee progettuali/sperimentali nazionali o regionali per determinati campi di
attività, o per percorsi diagnostico terapeutico assistenziali o processi clinico
assistenziali.
La ridefinizione, l'implementazione e l'approfondimento delle competenze e
responsabilità professionali degli infermieri riguarda, in prima fase, le competenze che possono essere esercitate, dando atto agli strumenti sopra presentati, nelle seguenti aree professionali:
• AREA CURE PRIMARIE (cronicità, sanità pubblica, comunità e fragilità);
• AREA CRITICA E DELL'EMERGENZA URGENZA;
• AREA CHIRURGICA;
• AREA PEDIATRICA;
• AREA SALUTE MENTALE E DIPENDENZE;
La declinazione delle competenze di ciascuna area è specificata nell'allegato tecnico che è parte integrante del presente documento.
Quanto rappresentato fonda il proprio razionale attraverso una visione integrata delle seguenti componenti:
• formativa regionale: dove attivare una formazione modulare che risponda
alla professionalizzazione degli infermieri in conformità agli obiettivi posti in
programmazione;
• formativa curricolare universitaria: dove ridefinire i piani di studio della laurea
triennale e magistrale nonché dei master condivisi in accordi tra ministeri e
regioni al fine di rispondere alle necessità di sviluppo della professione infermieristica percorrendo in tal modo positive esperienze già mature in ambito
internazionale.
Nella definizione dei nuovi percorsi formativi è essenziale una forte integrazione fra l'Università e il SSR affinché la formazione universitaria faccia proprie
le necessità che nascono sia dall’evoluzione dei sistemi sanitari sia dalla necessità di sviluppare competenze professionalizzanti.
Ciò nell’ottica di porre in essere un sistema di flessibile dinamicità, escludendo ingessature organizzative, nelle progressioni di carriera e favorendo
meccanismi di valorizzazione professionale capaci di riconoscere il valore e il
contributo posto da parte del singolo professionista nel processo assistenziale/
organizzativo per il tempo di effettivo e positivo esercizio della competenza.
INFERMIERE AREA CURE PRIMARIE
1 COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
1.1 ASSISTENZA NELLE CURE PRIMARIE
1.1.1 Gestire i bisogni socio-sanitari e sanitari delle persone nelle cure
primarie con un approccio integrato
1.1.1.1 Utilizzare strumenti standardizzati per l'identificazione precoce di
possibili stati patologici (medicina di opportunità e di iniziativa)
1.1.1.2 Definire criteri per la classificazione del livello di complessità assistenziale basati sullo stato funzionale cognitivo e di stabilità clinica
1.1.1.3 Elaborare con l'equipe multiprofessionale il percorso clinico­assistenziale della persona assistita avvalendosi del sistema informativo al
fine di garantirne la tracciabilità
1.1.1.4 Monitorare le condizioni di stabilità della persona assistita cronica in
funzione della patologia
1.1.1.5 Proporre un intervento socio-assistenziale sulla base delle interpretazioni relative ai dati clinico-assistenziali
1.1.1.6 Trattare in autonomia problemi specifici sulla base di percorsi clinico
assistenziali o protocolli condivisi nell'equipe multi professionale
1.1.1.7 Gestire con l'equipe multiprofessionale il trattamento farmacologico e
le cure palliative secondo protocolli prestabiliti
1.1.1.8 Collaborare all'attività di sorveglianza e farmaco-vigilanza nelle condizioni croniche identificando gli eventuali segnali di destabilizzazione specifici per ogni patologia
1.1.1.9 Garantire supporto-educazione terapeutica alla persona assistita e al
familiare
1.1.1.10 Prescrivere sulla base di linee guida regionali presidi e ausili a supporto della dipendenza/non autosufficienza
1.1.1.11 Intervenire nelle situazioni di riacutizzazione
1.1.1.12 Riconoscere segni e/o segnali di disagio psichico sociale e cognitivo
1.1.1.13 Attivare la rete dei servizi a supporto in collaborazione con gli altri
profili
1.1.1.14 Utilizzare l'ecografia e altri strumenti di diagnostica semplice a sostegno dell'attività assistenziale
1.1.1.15 Riconoscere le principali manifestazioni che richiedono tempestività
di intervento
1.1.1.16 Garantire la presa in carico della persona assistita cronica e/o in condizione di fragilità
1.1.1.17 Realizzare un'assistenza infermieristica centrata sui problemi di salute e le necessità della persona assistita e/o della famiglia in relazione
all'età, al grado di autonomia, alla necessità di mantenere e sviluppare legami affettivi e sociali
1.1.1.18 Svolgere una funzione di filtro rispetto alle richieste della persona assistita orientandola verso i servizi e gli operatori adeguati al bisogno
di salute espresso
1.1.2 Gestire il processo infermieristico nell'ambito della continuità assistenziale, comunità e domiciliarità
1.1.2.1 Applicare i processi assistenziali nei contesti di comunità
1.1.2.2 Gestire il bilancio di salute in età pediatrica sulla base di protocolli
condivisi
1.1.2.3 Gestire in collaborazione con altri professionisti programmi di screening per le popolazioni a rischio
1.1.2.4 Organizzare campagne vaccinali
1.1.2.5 Organizzare programmi di sorveglianza, prevenzione e di controllo
delle infezioni in ogni presidio ospedaliero e/o comunità, orientati sia
agli utenti che agli operatori
1.1.2.6 Gestire la terapia su protocolli concordati
1.2 EDUCAZONE
1.2.1 Promuovere il processo educativo
1.2.1.1 Realizzare, in collaborazione con gli insegnanti delle scuole, specifici
programmi di educazione alla salute rivolti agli studenti per il controllo
dei fattori di rischio in rapporto alle fasce d'età
1.2.1.2 Educare la persona assistita e la sua famiglia a corrette abitudini di
vita, tenendo conto della loro rappresentazione della malattie e delle
differenze comportamentali legate alla cultura di appartenenza
1.2.1.3 Realizzare interventi educativi rivolti al personale rispetto a problematiche inerenti la promozione, la prevenzione e l'educazione sanitaria
1.2.1.4 Gestire le risorse umane e materiali dei servizi per realizzare un'assistenza efficace, efficiente e coerente
INFERMIERE AREA PEDIATRICA
1 COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
14
1.1 AREA PEDIATRICA
1.1.1 Gestire percorsi di assistenza per bambini affetti da patologia oncologica
1.1.1.1 Garantire la presa in carico della famiglia e del bambino con diagnosi
o sospetta diagnosi di malattia oncologica
1.1.1.2 Assumere il ruolo di infermiere di riferimento per la famiglia e il bambino nel percorso diagnostico e terapeutico
1.1.1.3 Collaborare con il team assistenziale per fornire supporto al bambino
ed ai familiari nella scelta dei protocolli terapeutici
1.1.1.4 Supervisionare in collaborazione con la famiglia la corretta applicazione dei protocolli diagnostico – terapeutici
1.1.1.5 Pianificare in collaborazione con la famiglia l'implementazione e il
monitoraggio di interventi per la rilevazione precoce dei sintomi
1.1.1.6 Valutare con il bambino e la famiglia l'impatto della malattia e della
terapia sulle attività di vita quotidiana
1.1.1.7 Intervenire per ridurre gli effetti negativi della terapia oncologica avvalendosi quando necessario dell'aiuto di consulenti e dell' attività
delle associazioni
1.1.1.8 Valutare il dolore utilizzando idonee scale di valutazione
1.1.1.9 Guidare la famiglia e il bambino in collaborazione con il team nella
scelta dei metodi per il controllo del dolore sia in ambito farmacologico che non
1.1.1.10 Pianificare la dimissione del bambino
1.1.1.11 Garantire l'attivazione dei percorsi per una domiciliazione protetta
1.1.1.12 Gestire la terapia sulla base di protocolli concordati
1.1.2 Gestire percorsi di assistenza per il neonato ad alta intensità di cura
1.1.2.1 Pianificare il percorso assistenziale del neonato/bambino sottoposto
ad assistenza pre-post chirurgica e/o con assistenza ventilatoria
1.1.2.2 Partecipare agli incontri con la famiglia e gli altri membri dell'equipe
nella fase pre-parto del neonato a rischio
1.1.2.3 Valutare i bisogni assistenziali del neonato e la rete familiare, per
rilevare la necessità di supporto emotivo, psicologico e sociale
1.1.2.4 Collaborare con altri membri dell'equipe alla definizione del piano
clinico assistenziale del neonato con patologia chirurgica e con assistenza ventilatoria avanzata
1.1.2.5 Pianificare la gestione dei sistemi di monitoraggio e gli interventi legati
all'assistenza ventilatoria avanzata sulla base di protocolli condivisi
1.1.2.6 Supervisionare la gestione dei sistemi di monitoraggio
1.1.2.7 Collaborare con l'equipe assistenziale alla pianificazione del percorso post-operatorio del neonato critico
1.1.2.8 Valutare il livello di stress e di adattamento del neonato e dei familiari
con metodologie validate (NIDCAP)
1.1.2.9 Garantire la continuità assistenziale attraverso la predisposizione di
percorsi di trasferimento o dimissione protetti
1.1.3 Gestire percorsi di assistenza del bambino con malattia cronica
1.1.3.1 Assicurare la guida, il supporto e l'educazione/counseling al bambino
affetto da malattia cronica e ai familiari
1.1.3.2 Garantire la presa in carico della famiglia e del bambino al primo
accesso in DH - in continuità con le cure territoriali
1.1.3.3 Assumere il ruolo d'infermiere di riferimento per la famiglia e il bambino nel percorso diagnostico e terapeutico in integrazione con l'equipe
multiprofessionale
1.1.3.4 Supportare il bambino e la famiglia a gestire l'impatto della malattia sullo
stile di vita tenendo conto dell'appartenenza multiculturale dell'utenza
1.1.3.5 Supervisionare la corretta applicazione dei protocolli diagnostici e
terapeutici condivisi
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anno 9 - numero due
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INFERMIERE AREA CHIRURGICA
1 COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
1.1 ASSISTENZA IN AREA CHIRURGICA
1.1.1 Gestire percorsi perioperatori – preospedalizzazione
1.1.1.1 Garantire l'attivazione del percorso pre-chirurgico del paziente
1.1.1.2 Effettuare sulla base dei protocolli clinico-assistenziali e scale di valutazione condivise, osservazioni, interviste e accertamenti finalizzati
alla valutazione del rischio pre-operatorio
1.1.1.3 Coordinare il percorso di preparazione diagnostico e specialistico
all'intervento chirurgico
1.1.1.4 Collaborare con l'equipe multiprofessionale alla valutazione del rischio peri-operatorio
1.1.1.5 Supportare la persona assistita e il familiare alla consapevolezza del
rischio chirurgico e anestesiologico favorendo la partecipazione al
piano assistenziale
1.1.2 Gestire l'assistenza in degenza
1.1.2.1 Attivare i percorsi della persona assistita sottoposta a procedura chirurgica complessa che richiede un livello di monitoraggio avanzato, per
il quale non ci sono indicazioni al ricovero presso la Terapia Intensiva
1.1.2.2 Collaborare con l'equipe multiprofessionale alla definizione del livello
di monitoraggio della persona assistita sottoposta a procedura chirurgica complessa nella fase pre e post operatoria
1.1.2.3 Pianificare l'assistenza alla persona assistita con alta/complessa dipendenza in base a protocolli condivisi
1.1.2.4 Collaborare con l'equipe multiprofessionale per l'accettazione della
persona assistita
1.1.2.5 Pianificare gli interventi per la riduzione delle complicanze della fase
post-operatoria
1.1.2.6 Supportare la persona assistita e la famiglia per garantire la loro partecipazione consapevole al piano assistenziale
1.1.3 Gestire l'assistenza negli ambulatori di follow up
1.1.3.1 Garantire la continuità al percorso post-chirugico della persona assistita
1.1.3.2 Garantire l'appropriatezza e uniformità di trattamento per lesioni cutanee post-chirurgiche e traumatiche
1.1.3.3 Eseguire l'accertamento della persona assistita
1.1.3.4 Valutare gli esiti delle lesioni post- chirurgiche e post traumatiche
1.1.3.5 Eseguire la sutura di ferite sulla base di protocolli condivisi
1.1.3.6 Collaborare con l'equipe multiprofessionale nel monitoraggio del processo di guarigione della lesione cutanea di natura traumatica e postchirurgica
1.1.3.7 Individuare precocemente l'insorgenza di complicanze
1.1.3.8 Attivare la consulenza di specialisti
1.1.3.9 Effettuare medicazioni sulla base di protocolli clinico-assistenziali
condivisi
1.1.4 Gestire l'assistenza in sala operatoria
1.1.4.1 Organizzare la sala operatoria, risorse tecnologiche e strumentali, in
base all'intervento e ai tempi chirurgici
1.1.4.2 Realizzare schemi organizzativi innovativi per la gestione delle attività in sala operatoria
1.1.4.3 Gestire referti, dati, immagini e video durante e dopo l'intervento
1.1.4.4 Collaborare con l'equipe multiprofessionale alla gestione della modulistica, refertazione, raccolta e analisi dei dati
1.1.4.5 Gestire il posizionamento e la mobilizzazione della persona assistita
sul tavolo operatorio
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1.1.4.6 Gestire la terapia su protocolli concordati
1.1.4.7 Collaborare nella gestione di strumenti e farmaci nell'anestesia (sedazione, analgesia e mio risoluzione)
1.1.4.8 Organizzare l'emorecupero intra e postoperatorio
1.1.4.9 Gestire le fasi di contesto di pertinenza relative all'espianto d'organi
1.1.4.10 Gestire la fase di risveglio con rischio anestesiologico
INFERMIERE AREA SALUTE MENTALE E DIPENDENZE
1 COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
1.1 SALUTE MENTALE
1.1.1 Effettuare la diagnosi infermieristica
1.1.1.1 Instaurare una relazione di aiuto con la persona assistita/famiglia per
supportare la presa di coscienza dello stato di salute
1.1.1.2 Valutare la consapevolezza e la necessità di sostegno nell'impatto
con la malattia e il trattamento
1.1.1.3 Utilizzare strumenti di valutazione
1.1.1.4 Condurre colloqui/interviste con la persona assistita e i familiari
1.1.1.5 Valutare la priorità per l'intervento medico in presenza di protocolli
codificati
1.1.1.6 Gestire, tramite protocolli condivisi anche farmacologici, segni/sintomi che espongono la persona assistita a pericoli immediati
1.1.1.7 Definire il progetto individualizzato di cura sia terapeutico che socioriabilitativo nell’ambito dell'equipe multi professionale
1.1.1.8 Valutare capacità ed abilità attuali e potenziali della persona assistita
1.1.1.9 Far emergere nella persona assistita elementi utili alla crescita personale (relazione terapeutica) facilitando la verbalizzazione di sensazioni relative alla patologia
1.1.1.10 Scegliere l'approccio adeguato alla persona assistita in base alle caratteristiche cliniche e personologiche
1.1.1.11 Attuare interventi di educazione sanitaria e promozione della salute
1.1.1.12 Gestire la terapia su protocolli concordati
1.1.2 Gestire la terapia
1.1.2.1 Sviluppare la coesione del gruppo professionale nella gestione della
persona assistita
1.1.2.2 Collaborare nell'attuazione di trattamenti psico-socio terapeutici individuali o di gruppo
1.1.2.3 Collaborare nella conduzione di progetti di riabilitazione a domicilio o
in comunità e nello sviluppo di gruppi di auto-mutuo aiuto
1.1.2.4 Favorire l'alleanza terapeutica e la compliance farmacologica
1.1.2.5 Monitorare le condizioni cliniche
1.1.2.6 Coordinare i vari interventi socio-sanitari nella gestione della presa in
carico della persona assistita secondo protocolli condivisi
1.1.2.7 Individuare criteri e modalità per l'attivazione di altri professionisti e di
mediatori culturali
1.1.2.8 Educare il contesto sociale di riferimento della persona assistita
1.1.2.9 Utilizzare strategie volte al superamento degli ostacoli all'apprendimento di comportamenti adattivi
1.1.2.10 Decodificare l'intervento rispetto alla richiesta sociale o istituzionale
1.1.2.11 Valutare le fasi del reinserimento lavorativo e sociale delle persone
con disagio psichico in collaborazione con altri profili
1.2 DIPENDENZE PATOLOGICHE
1.2.1 Gestire l'assistenza nell'ambito delle dipendenze patologiche
1.2.1.1
1.2.1.2
1.2.1.3
1.2.1.4
Rilevare l'anamnesi tossicologica
Valutare sintomi astinenziali
Utilizzare tecniche di counselling
Effettuare screening su psicopatologia utilizzando scale strutturate
1.2.2 Effettuare monitoraggio
1.2.2.1 Effettuare accertamenti sull'uso di sostanze
1.2.2.2 Gestire affidi di terapie sostitutive
1.2.2.3 Proporre accertamenti sullo stato di salute
INFERMIERE AREA CRITICA E EMERGENZA URGENZA
1 COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
1.1 PROCESSI ASSISTENZIALI/N EMERGENZA URGENZA
1.1.1 Gestire l'intervento di emergenza
1.1.1.1 Individuare i processi organizzativi del contesto
1.1.1.2 Gestire la documentazione del processo di assistenza
1.1.1.3 Individuare i livelli di responsabilità professionale in relazione all'organizzazione di appartenenza e alla pianificazione delle attività
1.1.1.4 Garantire la continuità assistenziale con l'ospedale attraverso una
comunicazione efficace
1.1.1.5 Riconoscere le principali alterazioni metaboliche, respiratorie e cardiache nel paziente acuto
1.1.1.6 Riconoscere le principali alterazioni ematochimiche nella diagnostica
di laboratorio in emergenza
1.1.1.7 Gestire, con funzioni di Team Leader, l'assistenza nelle situazioni di
emergenza-urgenza territoriale
1.1.1.8 Gestire efficacemente ed in sicurezza i casi non critici
1.1.1.9 Applicare linee guida, procedure e protocolli nei setting dell'emergenza
1.1.1.10 Utilizzare score di gravità clinica e indicatori di outcome
1.1.1.11 Sviluppare percorsi clinico assistenziali in equipe multiprofessionale
1.1.1.12 Garantire livelli di sicurezza adeguati ai livelli di criticità clinico-assistenziale delle persone assistite nel trasporto intra e interospedaliero
dei pazienti
1.1.1.13 Gestire la terapia su protocolli concordati
1.1.1.14 Eseguire la sutura di ferite sulla base di protocolli condivisi
1.1.2 Garantire l'intervento nel contesto Extraospedaliero
1.1.2.1
1.1.2.2
1.1.2.3
1.1.2.4
1.1.2.5
Valutare la richiesta di soccorso
Gestire le tecnologie e i sistemi informativi nelle centrali operative
Garantire la selezione della strategia di intervento più efficace
Identificare i problemi prioritari sottesi alla richiesta urgente
Assicurare il corretto utilizzo della tecnologia per la gestione della
chiamata
1.1.2.6 Assicurare la corretta trasmissione dell'allarme agli equipaggi sul territorio
1.1.2.7 Assicurare appropriate informazioni e istruzioni al chiamante
1.1.3 Garantire la presa in carico del paziente attraverso il Triage Ospedaliero
1.1.3.1 Applicare gli algoritmi decisionali di triage
1.1.3.2 Utilizzare modalità comunicative efficaci specifiche per il contesto di
attività
1.1.3.3 Valutare la persona assistita con assegnazione di codice colore di
priorità e individuazione di percorsi assistenziali
16
1.1.3.4 Rivalutare le persone assistite con frequenza temporale adeguata ai
livelli di priorità e alle condizioni cliniche, gestendo l'attesa dei familiari
1.1.3.5 Garantire la corretta gestione dei casi difficili in attesa con particolare
riguardo a quelli in allontanamento spontaneo
1.1.3.6 Individuare le priorità vitali immediate anche di fronte alla contemporaneità di molteplici richieste
1.1.3.7 Applicare i concetti di priorità psico-sociale
1.1.3.8 Adattare i piani e i programmi in base alle nuove priorità
1.1.4 Garantire l'intervento assistenziale nel contesto del DEA
1.1.4.1 Trattare la casistica minore secondo protocolli condivisi
1.1.4.2 Gestire il rischio infettivo nella persona assistita in trattamento
1.1.4.3 Utilizzare l'ecografia e altri strumenti di diagnostica semplice a sostegno dell'attività assistenziale
1.1.4.4 Assicurare l'attuazione di protocolli terapeutici condivisi nell'ambito
del dolore acuto e del dolore cronico
1.1.4.5 Controllare l'adeguatezza del funzionamento e il corretto utilizzo delle
apparecchiature
1.1.4.6 Garantire l'assistenza alla persona assistita con disturbi comportamentali
1.1.4.7 Gestire le tecnologie per il supporto delle funzioni vitali, nelle interazioni complesse persona assistita-macchina e nella risoluzione di
problemi tecnici complessi
1.1.4.8 Gestire le tecnologie per la valutazione e il monitoraggio delle funzioni vitali, nei rilievi strumentali complessi e nella risoluzione di problemi tecnici complessi
1.1.5 Garantire l'assistenza in età pediatrica in Emergenza- Urgenza
1.1.5.1 Applicare gli algoritmi di triage
1.1.5.2 Attuare le manovre di BLSD pediatrico
1.1.5.3 Trattare la casistica minore in età pediatrica secondo protocolli
condivisi
1.1.5.4 Garantire la Sicurezza del bambino nel trasporto primario e secondario
1.1.6 Garantire l'intervento nelle Maxiemergenze
1.1.6.1 Affrontare le situazioni di emergenza e urgenza che pongono più persone in condizioni critiche
1.1.6.2 Applicare i principi di Triage nelle maxiemergenze
1.1.6.3 Assicurare il corretto funzionamento del posto medico avanzato
1.1.6.4 Gestire gli eventi NBCR
1.1.6.5 Descrivere il piano di maxiemergenza del proprio territorio
1.1.6.6 Descrivere le misure da adottare per la decontaminazione, la derattizzazione e la disinfestazione
1.1.6.7 Informare la popolazione sui piani di intervento
1.2 TERAPIA INTENSIVA
1.2.1 Gestire i percorsi assistenziali in terapia intensiva
1.2.1.1 Pianificare le attività infermieristiche complessive della terapia intensiva in integrazione con altri professionisti
1.2.1.2 Gestire i sistemi informativi sui percorsi assistenziali
1.2.1.3 Gestire le tecnologie per la valutazione e il monitoraggio delle funzioni vitali
1.2.1.4 Gestire problemi complessi clinici, relazionali ed organizzativi nel
processo di donazione degli organi in ottica multiprofessionale
1.2.1.5 Mantenere livelli di sicurezza adeguati alla criticità clinico­assistenziale delle persone assistite nel trasporto intra e interospedaliero
1.2.2 Gestire il trattamento sulla base di valori di monitoraggio e la terapia intensiva in un’ottica multiprofessionale
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
17
1.2.2.1 Gestire lo svezzamento da ventilazione meccanica, in ottica multidisciplinare
1.2.2.2 Collaborare nella gestione dell’emergenza-urgenza in equipe multiprofessionale nei contesti di terapia intensiva ed intraospedalieri
1.2.2.3 Gestire problemi complessi derivanti dalle tecnologie per la somministrazione delle terapie
1.2.2.4 Collaborare all'attività di sorveglianza e farmaco-vigilanza nelle condizioni croniche identificando gli eventuali segnali di destabilizzazione specifici per ogni patologia
1.2.2.5 Favorire l'applicazione delle raccomandazioni di buone pratiche nella
gestione complessiva della persona assistita
1.2.2.6 Gestire i problemi complessi correlati alle lesioni cutanee e wound
care in terapia intensiva
1.2.2.7 Collaborare alla gestione del processo di prevenzione, programmazione diagnostica e di intervento per il rischio infettivo nella persona
assistita in alta intensità di cura
1.2.3 Gestire l'educazione e la relazione
1.2.3.1 Partecipare alla pianificazione di interventi relazionali multidisciplinari
1.2.3.2 Educare i care givers
1.2.3.3 Gestire la pianificazione di servizi in ottica multidisciplinare con individuazione di criteri ammissione e dimissione ai diversi livelli di intensità di cura
1.2.3.4 Gestire in ottica multidisciplinare i servizi di follow up post intensivo
delle persone assistite, anche nel long term dopo la dimissione al
domicilio
1.2.2.3 Effettuare tutorato clinico a studenti del proprio profilo o di operatori
di supporto
1.2.2.4 Facilitare l'inserimento del personale di nuova assegnazione
1.2.2.5 Facilitare l'applicazione delle competenze di contesto
1.3 QUALITA' E SICUREZZA
1.3.1 Analizzare i percorsi per la qualità
1.3.1.1 Identificare aree di miglioramento della qualità dell'assistenza
1.3.1.2 Promuovere progetti di miglioramento
1.3.1.3 Elaborare un progetto di miglioramento
1.3.1.4 Utilizzare i sistemi informativi/informatici per la raccolta e analisi
dei dati
1.3.1.5 Definire standard e indicatori di efficacia e efficienza in termini di
struttura processo ed esito
1.3.1.6 Utilizzare gli indicatori di efficacia ed efficienza dei servizi sanitari
1.3.1.7 Valutare il funzionamento dei servizi coinvolgendo la cittadinanza
1.3.1.8 Implementare le buone pratiche
1.3.2 Gestire il rischio clinico
1.3.2.1 Gestire gli strumenti di analisi reattiva
1.3.2.2 Gestire gli strumenti di analisi proattiva
1.3.2.3 Elaborare la mappa del rischio nei contesti operativi di pertinenza
1.3.2.4 Applicare strumenti e metodologie per la gestione del rischio clinico
1.3.2.5 Gestire audit multidisciplinari
COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TRASVERSALI
1.1 GESTIONE
1.1.1 Pianificare il lavoro
1.1.1.1 Individuare gli obiettivi di salute in relazione alle risorse disponibili in
collaborazione con altri profili
1.1.1.2 Analizzare criticamente gli aspetti etici legati al proprio profilo
1.1.1.3 Condurre il gruppo di lavoro
1.1.1.4 Coordinare l'operato di più professionisti
1.1.1.5 Partecipare al processo di technology assessment
1.1.1.6 Gestire le apparecchiature elettromedicali e videoscopiche in termini
di appropriatezza e sicurezza
1.1.1.7 Promuovere la reingegnerizzazione dei processi
1.1.2 Analizzare il contesto socio-sanitario
1.1.2.1 Individuare i principali modelli sanitari
1.1.2.2 Analizzare i processi di cambiamento istituzionale e organizzativo del
SSN PSSIR PAL
1.2 FORMAZIONE
1.2.1 Sviluppare percorsi formativi nel gruppo di lavoro
1.2.1.1
1.2.1.2
1.2.1.3
1.2.1.4
1.2.1.5
Rilevare il gap formativo del proprio gruppo di lavoro
Elaborare un progetto formativo
Condurre l'incontro formativo
Facilitare l'apprendimento dei discenti tramite sistemi innovativi
Valutare l'efficacia della formazione a livello organizzativo m collaborazione con il formatore
1.2.2 Gestire l'ambito di apprendimento
1.2.2.1 Progettare percorsi di tirocinio in collaborazione con il formatore
1.2.2.2 Valutare percorsi di tirocinio in collaborazione con il formatore
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
1.3.2.6 Gestire il Mortality & Morbidity Review come strumento di miglioramento per il raggiungimento di standard clinico-assistenziali attesi
1.4 RICERCA APPLICATA
1.4.1 Sviluppare Progetti di Ricerca
1.4.1.1 Leggere i fenomeni e i bisogni di comunità
1.4.1.2 Identificare specifici problemi e aree di ricerca e sviluppo
1.4.1.3 Effettuare la ricerca bibliografica su specifici problemi e aree di
interesse
1.4.1.4 Redigere un protocollo di ricerca in collaborazione multiprofessionale
e multidisciplinare
1.4.1.5 Effettuare studi epidemiologici in ambienti di vita e di lavoro in collaborazione con altri professionisti
1.4.1.6 Verificare l'applicazione dei risultati delle ricerche per ottenere un miglioramento della qualità
1.4.1.7 Divulgare i risultati delle ricerche all'equipe
1.4.1.8 Redigere un report di ricerca secondo gli attuali canoni della letteratura scientifica
1.4.1.9 Analizzare criticamente la letteratura scientifica secondaria, evidenziandone gli elementi di validità per l'applicazione dei risultati nella
pratica clinica
1.4.1.10 Produrre interventi clinico-assistenziali basati sulle indicazioni contenute in linee guida clinico-assistenziali
1.5 CONSULENZA
1.5.1 Fornire il supporto tecnico in qualità di esperto
1.5.1.1 Offrire consulenza su processi ad elevata complessità nei diversi
contesti clinici
1.5.1.2 Redigere un rapporto di consulenza
1.5.1.3 Utilizzare tecniche di coaching
Caro Presidente,
...dal
territorio
In questi giorni, giungono valanghe di comunicazioni e ringraziamenti
alla sede nazionale del
Nursing Up. Sono scritte
da sindacalisti che hanno frequentato il Master
in Diritto Sindacale e
che hanno già sostenuto gli esami finali.
Le attestazioni di
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e tutte di simile tenore. Per dedicare spazio prezioso alle altre
notizie siamo costretti a pubblicarne solo
due, rappresentative
di tutte le altre.
Questa è la sostanza dei nostri fatti,
perchè noi costruiamo garanzie per i
nostri iscritti.
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Coordinatore
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
19
19
pagina
GIURISPRUDENZA & CURIOSITÀ
MEDICI:ATTENZIONE AI
CERTIFICATI DI MALATTIA
RILASCIATI SENZA
EFFETTUARE LA VISITA
“Un mese di sospensione ai medici che tutelano malati
immaginari ma veri professionisti dell'assenteismo”.
È ciò che si legge sulla maggior parte dei quotidiani a seguito di una recente Sentenza della Corte di Cassazione, laddove
nella sostanza viene richiamato il rischio che corrono i medici
di famiglia di incorrere in un mese di sospensione dall'esercizio della professione se giustificano la mancata presenza in
servizio del paziente senza neppure visitarlo.
È infatti escluso, si legge in ogni dove e con riferimento al
provvedimento richiamato, che per evitare la sanzione disciplinare il professionista possa invocare la natura “anamnestica”
di questo tipo di certificati in cui il sanitario si limiterebbe ad
attestare quanto sostenuto dal cliente rispetto al proprio stato
di salute nei giorni precedenti la redazione del documento.
Al centro dell'attenzione anche frasi come “assente per indisposizione”, oppure “per malattia” su laconici certificati medici
che sono poi inviati al datore di lavoro e all'ente previdenziale.
La sentenza di cui si parla è la n 3705/12, della terza sezione civile della Cassazione.
L'AZIENDA NON DEVE
OSTACOLARE LA
FORMAZIONE ECM
Si informa dell'importante sentenza della Cassazione n
21817 del 19.09.2011, dove viene affrontata una problematica sulla quale Nursing Up si batte ormai da tempo.
Alcune riflessioni, seppur subordinate alla lettura del testo
ufficiale del provvedimento (non ancora a nostra disposizione)
ed ai relativi contenuti meritano di esser fatte.
Leggendo il documento, si noterà che la Corte di Cassazione ha ritenuto corretto l'assunto di un Tribunale di Appello, laddove si sostiene che è impossibile configurare l'esistenza a
carico di ogni singola ASL di un obbligo di predisporre e
organizzare specifici e determinati corsi di aggiornamento e/o formazione per i propri medici (noi supponiamo che tale
tesi valga anche per gli altri professionisti sanitari destinatari
delle medesime norme) e correlativamente un ben definito
diritto di questi di ottenere direttamente dall'ASL di appartenenza la promozione ed organizzazione di iniziative
formative e/o di aggiornamento professionale.
Continuando la lettura del medesimo provvedimento, la Suprema Corte richiama anche un altro importante assunto della
Corte di Appello sopra citata, secondo la quale il comportamento della Asl potrebbe essere legittimamente censurato non già in quanto l'Azienda abbia omesso di predisporre la formazione, bensì solo ove abbia, senza giustificato
motivo, impedito al proprio medico (e noi supponiamo che
questo valga anche per altri professionisti sanitari destinatari
delle medesime norme) di aggiornarsi e in concreto, di partecipare alle iniziative di formazione continua.
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
Ebbene, su tale ultimo passaggio Nursing Up auspica che
la Magistratura Italiana possa tornare presto a pronunciarsi,
anche per approfondire in quale maniera e/o modalità possa
considerarsi censurabile e soprattutto con quali conseguenze,
il comportamento di quelle aziende che avessero concretamente impedito, senza giustificato motivo agli interessati
di aggiornarsi e in concreto, che avessero loro impedito
di partecipare alle iniziative di formazione continua.
I CENTRI CONVENZIONATI
NON DEVONO CONFONDERE
L'INFERMIERE CON IL
MEDICO
Lo dice la Cassazione, quindi se in organico è previsto un
infermiere, questo non può essere sostituito con un medico.
Lo prevede una Sentenza della Cassazione Civile - Sez.
II n. 7884 del 06.04.2011, laddove si leggerà un'interessante dissertazione legata all'assunto che tra infermiere e medico esiste una differenza qualitativa e non meramente
quantitativa.
Nel caso in esame, di un centro medico convenzionato
dove la normativa prevede che la presenza di un infermiere
professionale durante l'orario di apertura dell'ambulatorio costituisca uno tra i “requisiti” e gli “indicatori” previsti per l'accreditamento presso il servizio sanitario pubblico, la presenza
dell'infermiere dev'essere considerata condizione specifica ed
obbligatoria in quanto previsto come requisito aggiuntivo e
non alternativo rispetto alla presenza del medico.
Come sempre in casi di egual genere, ribadiamo che si tratta di uno stralcio ufficioso del provvedimento, di fonte internet
e soggetto ad ogni riserva del caso, pertanto non dev'essere
in alcun modo considerato come sostitutivo del provvedimento ufficiale, al quale invece si rimanda anche per gli eventuali
ed opportuni approfondimenti.
Cassazione Civile - Sez. II; Sentenza n. 7884 del 06.04.2011
Il legale rappresentante di un centro medico convenzionato
proponeva ricorso avanti al Tribunale contro l'ordinanza ingiunzione emessa nei suoi confronti dall'ASL per la riscontrata mancanza del requisito organizzativo specifico in ragione
della riscontrata assenza di un infermiere professionale durante gli orari di apertura degli ambulatori di Dermatologia ed
Ortopedia. Si sosteneva a difesa che la presenza dell'infermiere professionale durante gli orari di apertura dei laboratori
non poteva ritenersi come condizione per l'accreditamento,
ma solo come uno degli indicatori per ottenerlo, sostituibile da
altro indicatore più qualificato (nella fattispecie, al momento
dell'accertamento era presente in luogo dell'infermiere un medico, a miglior supporto quindi, degli specialisti ambulatoriali).
Si è osservato che tra infermiere e medico esiste una differenza qualitativa e non meramente quantitativa. Il requisito,
indicato in aggiunta a quello relativo alla presenza di personale medico in possesso della specializzazione per la
relativa disciplina, deve ritenersi non alternativo,
ma cumulativo.
LA CRISI E LE
DISFUNZIONI DEL SISTEMA
LEGGIAMO LE RIFLESSIONI DI UN INFERMIERE
L'attuale periodo di crisi mette a dura prova ogni famiglia
italiana. Anche gli infermieri, come gli altri cittadini non
sono esenti da tutto questo.
Pubblichiamo a seguire la lettera di un collega indirizzata
al Presidente del Consiglio Mario Monti.
Ha scritto come uomo e come padre, prima che come
cittadino ed infermiere e le riflessioni che propone sono le
stesse che molti di noi fanno quotidianamente, anche per
questo siamo convinti che leggerla sarà utile per tutti.
Gentilissimo Signor Presidente del Consiglio
pagina
20
Chi le scrive è un uomo che lavora, ho 54 anni e sono un dipendente pubblico assunto a tempo indeterminato. È domenica, il sole splende alto e nonostante il freddo avrei voglia di passeggiare, invece ho
deciso di occupare questo tempo per scriverle, perché vorrei cercare
di parlare al suo cuore piuttosto che al politico, perché un cuore c'è l'ha
anche lei e che batte saldo e ben forte nel suo petto.
La situazione economica che stiamo vivendo è drammatica, per
la verità sono anni che profeti inascoltati hanno parlato di quello che
sarebbe avvenuto nel 2008, ma sono stati ignorati come Cassandra.
Un sistema economico come questo che non poteva reggere all'infinito
è infine collassato.
Ora la cura amara è quella che ogni cittadino sta vivendo ogni giorno sul posto di lavoro, negli uffici di collocamento, alla ricerca di qualsiasi impiego, presso gli uffici sociali dei comuni chiedendo il necessario per poter fare la spesa, oppure dormendo in automobile, perché
avendo perso il lavoro e non riuscendo più a pagare il mutuo o l'affitto,
questa è l'unica possibilità loro rimasta.
A volte ho la sensazione che dai palazzi del potere non si abbia
veramente a fuoco la disperata situazione di tante persone e famiglie
che sono scivolate nella povertà e le previsioni non lasciano ben sperare per il futuro.
Ora ci troviamo davanti a scelte drammatiche, che richiedono coraggio da parte di tutti e non sempre dei soliti, che esigono che non ci
siano comandanti che abbandonino la nave ma che rimangono al loro
posto di comando e responsabilità fino alla fine, a rischio della propria
vita, dopo aver posto in salvo i passeggeri e l'equipaggio.
Le chiedo scusa delle mie digressioni, ma vengo al motivo di questa mia lettera dove sono qui per chiederle un chiarimento su quello
che ho letto sui giornali e sentito alla tv, riguardo ai diritti di chi lavora
e dell'articolo 18, perché vede, signor presidente, non riesco proprio
a capire il motivo per cui, stando alle sue parole, non va bene che ci
siano lavoratori super tutelati e lavoratori che di tutele ne hanno
poche o non ne hanno affatto, e che quindi bisogna togliere privilegi (tutele) a chi secondo lei, ne ha tanti.
L'essere assunto a tempo indeterminato mi permette di poter accedere ad un mutuo, di poter garantirmi un futuro, di poter avere dei figli,
mandarli a scuola, mi consente di avere un prestito per acquistare l'auto,
ma mi permette soprattutto di soddisfare i bisogni primari come l'alimentazione, l'abitazione… Se sono ammalato vengo pagato lo stesso, e con
i diritti che ho e che sono stati acquisiti dai miei bisnonni, dai miei nonni
e dal mio papà, con lotte e sacrifici, sudore e dolore, posso guardare alla
mia vita futura con la serenità della sicurezza del mio lavoro e non con
l'ansia che potrei essere lasciato a casa.
Certo, ci sono lavoratori che non hanno questi diritti e allora, non
sarebbe più giusto e dignitoso garantire i miei diritti anche a loro
invece di volerli togliere a quelli come me?
Perché non garantire i diritti a tutti invece di sottrarli?
Mi scusi, signor presidente, ma è come dire che dal momento che
l'Italia non conosce le atrocità della guerra mentre altri Stati purtroppo
si, potremmo togliere un po' di pace dal nostro Paese per garantire
meno guerra agli altri. La soluzione è che non ci devono essere le
guerre e che la pace deve regnare sovrana dappertutto!
Non so se lei risponderà alla mia lettera e se almeno la prenderà
in considerazione, ma scrivendole ho ritenuto esprimere la mia democratica opinione sperando che ne tenga conto, perché forse tra i suoi
palazzi, non immagina nemmeno quali battaglie deve condurre chi ha
perso la dignità di un lavoro, per poter sopravvivere (come comprarsi
del cibo) perché è a questo che siamo arrivati.
Lei può argomentare e giustificare tutto quello che vuole, ma come
faccio a spiegare ad un anziano che va alla Caritas o che si lava con
l'acqua fredda che tutto ciò è necessario, ma necessario per chi? Per
le multinazionali, per le banche che continuano ad incamerare denaro
per la crescita, denaro nostro naturalmente, e che elargiscono col contagocce a famiglie e imprese?
Come faccio a spiegare alla moglie di quell'imprenditore edile che si
è suicidato ai primi di febbraio a Monselice (PD), perché non riusciva a
tirare avanti e che ha lasciato anche un figlio di dieci anni? Glielo spiegheranno forse le banche che si sono macchiate anche di quest'altra
morte che va ad aggiungersi alla fila di tutti quelli che l'hanno preceduto?
Penso spesso alla nostra bellissima Costituzione, ai nobili principi
che l'hanno ispirata e che trasmette, penso ai sacrifici e al sangue che
è costata, questo bellissimo documento che difende i deboli, che tutela diritti, salute, lavoro e libertà. Ne ho una copia nella mia borsa, la
porto con me quando vado per le scuole a tenere incontri sui diritti dei
bambini ed è proprio alla nostra Costituzione che mi riferisco quando
si parla di diritti.
Quello che sta accadendo in Grecia è terribile, diritti conquistati in
anni stanno dissolvendosi in poco tempo a causa delle leggi di mercato. In Grecia ci sono persino genitori che non vanno a riprendere
i loro bambini negli asili e nelle scuole perché non sanno cosa dar
loro da mangiare, e mentre da qualche parte c'è chi su questa crisi si
sta arricchendo pieno di avidità, da un'altra parte c'è gente che muore
di freddo, di fame, di depressione, e famiglie con bambini non sanno
come comprarsi da mangiare.
Sono questi i frutti della globalizzazione dell'economia?? È la miseria e la disperazione il prezzo da pagare per rimanere nell'euro?
Se il prezzo da pagare deve essere questo, che si ritorni pure alla
dracma o alla lira, disperati per disperati, almeno lo saremo con la nostra
moneta oppure si abbia il coraggio di fare quello che si è fatto in Islanda.
E se venti oscuri e pericolosi minacciano all'orizzonte di scatenare
una tempesta di proporzioni inaudite, ben vengano a questo punto, se
dopo la furia del vento e della pioggia possiamo sperare di ricostruire un
mondo fatto per l'uomo e non per il denaro, dove i diritti fondamentali
vengano garantiti a tutti e dove tutti possono vivere con sobrietà e possedere il necessario, coltivando non la ricerca spasmodica del potere
e della ricchezza ma le relazioni sociali, l'amicizia, l'amore e dove gli
anziani, i deboli, i bambini vengano finalmente rispettati.
Togliere i privilegi certamente, ma rubare i diritti, il futuro e la dignità, in
nome del denaro, mi scusi, questo non lo potrò mai accettare, anche perché ci sono altre possibili soluzioni, come le altre finanziarie che si trovano
sul sito http://www.sbilanciamoci.it, finanziarie che portano il pareggio a
bilancio senza intaccare i diritti, anzi incrementandoli.
Il domani sarà come noi lo costruiremo.
Io non so se le banche hanno un cuore ma lei ce l'ha e questa
vita per quanto lunga possa essere ha una fine per ciascuno di noi, e
voglia il cielo che Dio, pur nella sua immensa Misericordia, non debba
chiederci conto dei peccati che stiamo compiendo in nome del denaro.
La saluto con affetto e con stima.
Lettera firmata
C
T
Nursing Up Magazine
anno 9 - numero due
NURSING UP
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PROGRAMMA
ASSICURATIVO
NURSING UP
NURSING UP offre ai propri
iscritti*, per il 2012, esclusive
coperture assicurative gratuite
NESSUN ALTRO SINDACATO
TI DA TANTO!
Le informazioni relative ad ogni singola copertura assicurativa contenute nel presente depliant si
intendono parziali ed indicative.
Per tale ragione, ma anche per garantire un’adeguata riservatezza alle informazioni destinate ai nostri
associati, gli iscritti al sindacato che desiderino avere copia delle condizioni generali e specifiche di
assicurazione e sulle tipologie di ogni polizza, sulle eventuali franchigie previste, sui massimali di
copertura etc…, potranno richiedere copia fotostatica dei relativi estratti alla Sede Nazionale del
sindacato Nursing Up - Via Carlo Conti Rossini, 26 - 00147 Roma, indicando il proprio nome, cognome,
numero codice adesione ai servizi contrattuali, recapito al quale trasmettere la documentazione.
Tutte le garanzie assicurative descritte sul presente depliant decorrono dal 1/1/2012 al 31/12/2012 ad
eccezione di quelle relative "alla tutela legale nell'ambito della vita privata" che decorrono dalle ore 24 del
9/2/2012 sino al 31/12/2012.
1
2
3
COPERTURA RCT PROFESSIONALE
L’assicurazione copre le persone assicurate per il risarcimento di danni involontariamente cagionati a terzi
nell’esercizio professionale:
✗ massimale garantito per ogni singolo associato
2.200.000,00 €;
✗ validità della copertura in tutta Europa;
✗ colpa grave e rivalsa da parte dell’Ente Ospedaliero;
✗ garanzie pregresse nei termini di anni due.
COPERTURA PER DIFESA LEGALE IN
AMBITO PENALE
La garanzia opera per il pagamento degli onorari, spese
e competenze del legale liberamente scelto dall’iscritto,
spese giudiziarie e processuali, onorari dei periti di parte
e quelli nominati dal giudice, oltre ogni altra spesa di genere non specificatamente richiamata.
Per la difesa legale in ambito penale per delitti colposi e contravvenzioni. Il massimale è di Euro 5.200,00, per singolo associato, per caso assicurativo e senza limite di sinistri annui.
RCT DELLA VITA PRIVATA
La garanzia opera per i singoli associati e nucleo familiare convivente, nel limite del massimale di 2.200.000 €, a titolo di risarcimento per danni involontariamente cagionati a terzi per:
✗ morte e lesioni personali;
✗ distruzione o deterioramento di cose;
✗ in conseguenza di fatti accidentali verificatisi nell’ambito della vita privata e in relazione all’esercizio di sport
in qualità di dilettante anche se con partecipazione a
gare, prove e relativi allenamenti.
* nell’esercizio dell’attività professionale svolta di personale infermieristico e/o delle altre professioni sanitarie non mediche e/o
altri operatori sanitari non medici.
4
DIFESA RAPPORTI
CONTRATTUALI (TUTELA
DELLE CONTROVERSIE IN
AMBITO DI LAVORO)
5
La copertura opera per le controversie individuali relative al rapporto di
lavoro dipendente o in convenzione
con enti del servizio nazionale o con
privati, ed anche in sede extragiudiziale. La stessa opera, laddove previsto, anche in sede amministrativa
(ricorsi al TAR), per sostenere controversie con istituti o Enti Pubblici di
assicurazioni / Previdenziali o sociali
per prestazioni vantate dall’assicurato relativamente alla propria posizione previdenziale / assistenziale.
Nel 2012 sono state incluse nel Rischio
assicurativo tutte le Controversie derivanti dal contratto di lavoro, compresa
ogni azione intrapresa dall’assicurato
a seguito di procedimenti disciplinari.
6
TUTELA LEGALE
NELL’AMBITO DELLA VITA
PRIVATA
La nuova copertura consente agli
associati e al loro nucleo familiare la
possibilità di ottenere giustizia con:
✗ l’esercizio di pretese di risarcimento danni a persone e a cose subiti
per fatti illeciti di persone (faccio
lavare l’autovettura, mentre la ritiro
la trovo danneggiata, vado dall’avvocato per richiedere i danni);
✗ l’esercizio di pretese che derivino da
incidenti stradali nei quali gli associati al Nursing Up siano stati coinvolti
come pedoni, ciclisti o trasportati su
veicoli di terzi, pubblici o privati, ecc.
(vado in vacanza e prendo il treno, mi
rovino il vestito perché lo scompartimento è sporco, vado dall’avvocato
per ottenere un equo risarcimento).
SOCCORSO STRADALE E TRAINO AUTOVETTURA
L’iscritto* al Nursing Up ha diritto ad
usufruire gratuitamente di una delle
seguenti garanzie, a propria scelta e
per ogni sinistro:
✗ soccorso stradale;
✗ trasporto in autoambulanza;
✗ recupero del veicolo;
✗ demolizione del veicolo;
✗ auto in sostituzione.
La presente garanzia deve essere attivata attraverso la trasmissione di un fax
alla società assicuratrice, utilizzando il
modello incluso all’interno del magazine o richiedendone uno al proprio
rappresentante sindacale Nursing Up.
LE ASSICURAZIONI DELLE QUALI GODONO
I NOSTRI ASSOCIATI SONO IL FIORE
ALL’OCCHIELLO DEL NURSING UP
UN NUOVO MODO DI FARE SINDACATO
CON UNA PROTEZIONE A 360 GRADI PER
CHI DECIDE DI ISCRIVERSI
MODULO DI ATTIVAZIONE COPERTURA “SERVIZIO STRADALE E TRAINO”
800 042042
dall’ESTERO: +39 011 7425599
Comunicando il numero
di copertura assicurativa
105/06/00000 e la targa del veicolo
L’attivazione del servizio non è automatica, in tal senso è necessario che l’associato compili in ogni sua
parte il modulo sotto riportato, per poi inviarlo, opportunamente firmato, via fax ai numeri 010 8932910 o
010 543617 (Centro Nazionale di Raccolta adesioni
SOCCORSO STRADALE E TRAINO NURSING UP).
Per ogni ulteriore informazione e per conoscere
le condizioni di copertura della polizza assicurativa vai sul sito www.nursingup.it.
MODULO DA COMPILARE ED INVIARE ALLA SOCIETÀ ASSICURATRICE
Compilando spontaneamente con i dati richiesti questo apposito spazio e trasmettendolo al numero di fax della società assicuratrice
(010/543617) aderisco al servizio offertomi gratuitamente dal mio sindacato, in tal senso dichiaro sotto mia responsabilità, consapevole
delle conseguenze derivanti da dichiarazioni mendaci di essere alla data odierna iscritto al sindacato “NURSING UP” e di essere a
conoscenza che la copertura assicurativa è operante solo ed esclusivamente fin quando rimarrò iscritto al sindacato. Essendo opportunamente informato, ai sensi e per gli effetti del dlgs 196/2003 autorizzo il sindacato e la società che fornirà il servizio al trattamento
dei miei dati personali, come al seguito indicati, per le finalità necessarie all’erogazione del servizio, anche con strumenti informatici.
Cognome e Nome ____________________________________________________________
Codice Fiscale ____________________________________ Targa Veicolo ________________
Data ___/___/_______
Firma___________________________________________
Per attivare il servizio è sufficiente inviare il presente modulo via fax al numero indicato. Decorrenza del servizio: quattro giorni
lavorativi dopo l’invio del FAX.
fax: 010/8932910 o 010/543617
✔soccorso stradale
✔trasporto in autoambulanza
✔recupero del veicolo
✔demolizione del veicolo
✔auto in sostituzione
dall’ITALIA:
ATTENZIONE, LA PRESENTE INFORMATIVA È
A CARATTERE INDICATIVO
Centro Nazionale di Raccolta
adesioni SOCCORSO STRADALE
E TRAINO NURSING UP
(una a scelta per ogni sinistro)
Le prestazioni devono essere
richieste ai numeri
Da compilare ed inviare alla società
assicuratrice:
GARANZIE PRESTATE
Questa è una
infermiera alle
prese con le
preoccupazioni
quotidiane
Questa è una
infermiera
iscritta al
Nursing Up
PROGRAMMA ASSICURATIVO NURSING UP 2012
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deciso di investire
sulla serenità dei
propri associati,
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PENALE
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AMMINISTRATIVO E NEI
RAPPORTI CON L’AZIENDA
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SOCCORSO STRADALE E TRAINO
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Per maggiori informazioni, sfoglia il
magazine o visita il sito www.nursingup.it
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