07/IX
17.00
domenica
CHIESA DEL SANTO VOLTO
Coro Maghini
Claudio Chiavazza direttore
Luca Benedicti organo
Intorno a Bach
LA BELLA MUSICA NEL TUO QUARTIERE
Intorno a Bach
Samuel Scheidt
(1587-1654)
Modus Ludendi in pleno organo pedaliter, per organo
Johann Michael Bach
(1648-1694)
Ich weiß daß mein Erlöser lebt, mottetto a 5 voci
Johann Pachelbel
(1653-1706)
O Lamm Gottes unschuldig, preludio corale per organo
Johann Christoph Bach
(1642-1703)
Sei getreu bis in den Tod, mottetto a 5 voci
Dietrich Buxtehude
(1637-1707)
Ach Herr, mich armen Sünder, preludio corale BuxWV 178
per organo
Johann Ludwig Bach
(1677-1731)
Unsere Trübsal, mottetto a 6 voci
Johann Ludwig Krebs
(1713-1780)
Meinen Jesum laß ich nicht, preludio corale per organo
Johann Pachelbel
Singet dem Herrn ein neues Lied, mottetto a 8 voci
Johann Sebastian Bach
(1685-1750)
Fantasia sopra Jesu meine Freude BWV 713 per organo
Jesu meine Freude, mottetto a 5 voci BWV 227
2
Coro Maghini
Soprani
Chiara Albanese, Cristina Camoletto,
Nadia Kuprina, Teresa Nesci,
Silvia Prot, Karin Selva,
Arianna Stornello, Nozomi Sugiura,
Sonia Tedla Chebreab
Contralti
Giulia Beatini, Elisa Brizzolari,
Elena Camoletto, Annalisa Mazzoni,
Maria Russo, Svetlana Skvortzova
Tenori
Alessandro Baudino, Michele Concato,
Massimo Lombardi, Corrado Margutti,
Adriano Popolani, Claudio Zinutti
Bassi
Riccardo Bovina, Riccardo Bertalmio,
Luciano Fava, Ermanno Lo Gatto,
Marco Milanesio, Dario Previato,
Dario Ribechi
Claudio Chiavazza, direttore
Luca Benedicti, organo
Si ringraziano per la collaborazione
3
Ich weiß daß mein Erlöser lebt
Ich weiß daß mein Erlöser lebt,
und er wird mich hernach
aus der Erden wieder geben werden,
und werde in meinem Fleisch, Gott sehen.
Denselben werde ich mir sehen,
und meine Augen werden ihn schauen,
und kein Fremder.
Sei getreu bis in den Tod
Sei getreu bis in den Tod
So will ich dir die Krone des Lebens geben.
Halte fest und sei getreu,
Wenn dich Welt und Satan schrekken,
Laß dir keine Furcht erwekken,
Nenne deinen Jesum frei.
Halte fest und sei getreu.
Jesus bleibet dir getreu,
Der in aller Angst und Schmerzen
Tröstet die betrubten Herzen,
Der dich machet bandefrei.
Jesus bleibet dir getreu!
Sei getreu bis in den Tod,
Und verlierest du das Leben,
Jesus will dir’s wieder geben,
Der dich reißt aus aller Not.
Sei getreu bis in den Tod.
Jesus läßt dich nicht im Tod,
Der dir gibt zum Gnadenlohne
Jene schöne Lebenskrone,
Sei getreu in aller Not.
Jesus läßt dich nicht im Tod!
Unsere Trübsal
Unsere Trübsal, die zeitlich und leicht ist, schaffet eine Ewige
und, über alle Maß, wichtige Herrlichkeit,
die wir nicht sehen auf das Sichtbare,
sondern auf das Unsichtbare.
4
Io so che il mio Salvatore vive
Io so che il mio Salvatore vive,
e mi farà risorgere sulla terra,
e verrò rivestito di questa
stessa mia pelle.
Così io mi vedrò
e i miei occhi lo vedranno,
vedranno lui e nessun altro.
Sii fedele fino alla morte
Sii fedele fino alla morte
e io ti darò la corona della vita.
Aspetta e sii fedele.
Quando il mondo e Satana ti terrorizzano
non lasciare in te alcuna paura,
apertamente invoca il tuo Gesù.
Aspetta e sii fedele.
Gesù rimane fedele a te,
nella paura come nel dolore
consola i cuori afflitti,
rende liberi dalle costrizioni.
Gesù rimane fedele a te!
Sii fedele fino alla morte,
se dovessi perdere la vita
Gesù te la darà di nuovo,
egli ti libera da ogni angoscia.
Sii fedele fino alla morte.
Gesù non ti lascerà nella morte,
egli ti darà la grazia e ti ricompenserà
con la corona della vita,
sii fedele in tutte le avversità.
Gesù non ti lascerà nella morte!
La nostra afflizione
La nostra afflizione, che è temporanea e leggera,
crea una gloria eterna, importante sopra ogni cosa,
che non riconosciamo nelle cose che si vedono,
ma in quelle che non si vedono.
5
Singet dem Herrn ein neues Lied
Singet dem Herrn ein neues Lied,
singet dem Herrn alle Welt.
Singet dem Herrn, und lobet seinen Namen,
denn er tut Wunder.
Er sieget mit seiner Rechten
und mit seinem heiligen Arm,
der Herr lässet sein Heil verkündigen.
Für die Völker läßt er
seine Gerechtigkeit offenbaren.
Er gedenket an seine Gnade und Wahrheit;
aller Welt Ende sehen
das Heil unsers Gottes,
denn er kommt das Erdreich zu richten.
Er wird den Erdboden richten
mit Gerechtigkeit,
und die Völker mit Recht.
Jesu, meine Freude
1 Jesu, meine Freude,
Meines Herzens Weide,
Jesu, meine Zier,
Ach wie lang, ach lange
Ist dem Herzen bange
Und verlangt nach dir!
Gottes Lamm, mein Bräutigam,
Außer dir soll mir auf Erden
Nichts sonst Liebers werden.
2 Es ist nun nichts Verdammliches an denen, die in Christo
Jesu sind, die nicht nach dem Fleische wandeln, sondern
Nach dem Geist.
3 Unter deinem Schirmen
Bin ich vor den Stürmen
Aller Feinde frei.
Laß den Satan wittern,
Laß den Feind erbittern,
Mir steht Jesus bei.
Ob es itzt gleich kracht und blitzt,
Ob gleich Sünd und Hölle schrecken:
Jesus will mich decken.
4 Denn das Gesetz des Geistes, der da lebendig macht in
Christo Jesu, hat mich frei gemacht von dem Gesetz der
Sünde und des Todes.
6
Cantate al Signore un canto nuovo
Cantate al Signore un canto nuovo
cantate al Signore su tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
poiché egli ha fatto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo,
il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza.
A tutti i popoli ha rivelato
la sua giustizia.
Egli si è ricordato della sua misericordia e verità;
tutti confini della terra possono vedere
la salvezza del nostro Dio,
perciò egli viene a giudicare la terra.
Egli giudicherà la terra
con giustizia
e i popoli con equità.
Gesù, mia gioia
1 Gesù, mia gioia,
diletto del mio cuore,
Gesù, mio tesoro,
ah, da quanto, da quanto tempo
il mio cuore soffre
e ardentemente ti desidera!
Agnello di Dio, mio sposo,
nessun altro sulla terra
può essermi più caro di te.
2 Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono
in Cristo Gesù, che non perseguono la via della carne
ma quella dello spirito.
3 Sotto la tua protezione
mi metto in salvo dalle tempeste
scatenate da tutti i nemici.
Sia che Satana si infuri,
sia che il nemico si accanisca,
Gesù è al mio fianco.
Anche se lampeggia e tuona,
se il peccato e l’inferno diffondono il loro terrore,
Gesù mi proteggerà.
4 Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù,
mi ha liberato dalla legge del peccato
e della morte.
7
5 Trotz dem alten Drachen,
Trotz des Todes Rachen,
Trotz der Furcht darzu!
Tobe, Welt, und springe,
Ich steh hier und singe
In gar sicher Ruh.
Gottes Macht hält mich in acht;
Erd und Abgrund muss verstummen,
Ob sie noch so brummen.
6 Ihr aber seid nicht fleischlich sondern geistlich, so anders
Gottes Geist in euch wohnet. Wer aber Christi Geist nicht
Hat, der ist nicht sein.
7 Weg mit allen Schätzen!
Du bist mein Ergötzen,
Jesu, meine Lust!
Weg ihr eitlen Ehren,
Ich mag euch nicht hören,
Bleibt mir unbewusst!
Elend, Not, Kreuz, Schmach und Tod
Soll mich, ob ich viel muss leiden,
Nicht von Jesu scheiden.
8 So aber Christus in euch ist, so ist der Leib zwar tot um
der Sünde willen; der Geist aber ist das Leben um der
Gerechtigkeit willen.
9 Gute Nacht, o Wesen,
Das die Welt erlesen,
Mir gefällst du nicht.
Gute Nacht, ihr Sünden,
Bleibet weit dahinten,
Kommt nicht mehr ans Licht!
Gute Nacht, du Stolz und Pracht!
Dir sei ganz, du Lasterleben,
Gute Nacht gegeben.
10 So nun der Geist des, der Jesum von den Toten auferwecket
Hat, in euch wohnet, so wird auch derselbige, der Christum
Von den Toten auferwecket hat, eure sterbliche Leiber lebendig
Machen um des willen, dass sein Geist in euch wohnet.
11 Weicht, ihr Trauergeister,
Denn mein Freudenmeister,
Jesus, tritt herein.
Denen, die Gott lieben,
Muß auch ihr Betrüben
Lauter Zucker sein.
Duld ich schon hier Spott und Hohn,
Dennoch bleibst du auch im Leide,
Jesu, meine Freude.
8
5 A dispetto dell’antico serpente,
a dispetto delle fauci della morte,
a dispetto anche della paura!
Scatenati, terra, e trema,
io resto qui e canto
in perfetta pace.
La potenza di Dio mi mette in guardia;
la terra e gli abissi dovranno tacere
per quanto possano ora rumoreggiare.
6 Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito,
dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno
non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
7 Via da me tutti i tesori,
sei tu il mio piacere,
Gesù, mio desiderio!
Basta, vani onori,
rifiuto di ascoltarvi,
non voglio conoscervi!
Miseria, pena, croce, disgrazia e morte,
qualunque sia la mia sofferenza,
non mi separeranno da Gesù.
8 E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto
a causa del peccato, ma lo spirito è vita
a causa della giustificazione.
9 Buona notte, esistenza
che hai scelto il mondo,
non mi soddisfi.
Buona notte, peccato,
stai lontano da me,
non venire più alla luce!
Buona notte, orgoglio e gloria!
Soprattutto a te, vita di iniquità,
buona notte!
10 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita
in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita
anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che
abita in voi.
11 Via, spiriti di tristezza,
poiché il signore della gioia,
Gesù, sta arrivando.
Coloro che amano Dio
accettano anche le loro sofferenze
come zucchero dolcissimo.
Sebbene qui sopporti beffe e infamie,
tu sei con me anche nel dolore,
Gesù, mia gioia.
9
Un programma – quello del concerto odierno – volto a collocare la
figura del sommo Bach, il Kantor per antonomasia, entro un più
vasto panorama culturale, “contestualizzato” nella realtà in cui
ebbe a formarsi e poi ad operare: e ciò grazie a un corollario di
autori (due dei quali, Pachelbel nativo di Norimberga e il nordico
Buxtehude, non certo minori) che assai bene testimoniano una
koinè musicale interiorizzata, fatta propria e condotta ai massimi
vertici da Bach medesimo: la cui statura beninteso giganteggia
per genialità, coerenza, magistero, estro, inventiva, inarrivabile
solidità nel dominare le forme e quant’altro. Comune dunque e
largamente condiviso è il linguaggio – quello del Barocco organistico e vocale tedesco – ben ravvisabile all’ascolto grazie all’accostamento ravvicinato delle pagine in programma, fatta salva la
dissimile personalità degli autori rappresentati; nonché comune
risulta l’appartenenza all’universo luterano (e alle prassi liturgiche ad esso connesse) al quale si ricollegano le forme ivi radunate
in maniera esemplare: segnatamente il genere organistico del
Preludio corale (che all’epoca poteva assumere varie declinazioni)
e il Mottetto vocale per coro (in qualche caso doppio coro, ed ecco
allora la disposizione addirittura a 8 voci di gabrieliana memoria).
L’esordio è nel segno dell’arcaicizzante Samuel Scheidt, originario di Halle dove fu organista presso la Moritzkirche e, perfezionatosi con l’olandese Sweelinck, organista di corte presso la
Magdalenekapelle di Moritzburg, poi Director musices nella città
natale: musicista solido, assai apprezzato per la linearità dello
stile, passato alla storia specie per la sua vasta Tabulatura Nova
(Amburgo 1624), ampia silloge suddivisa in tre parti, di fondamentale rilevanza storica quanto all’evoluzione delle forme organistiche. Significativo che il fantasioso (e pur rigoroso) brano in
programma rechi l’esplicita indicazione pleno organo pedaliter a
rimarcare quanto già all’epoca la tecnica del pedale fosse evoluta
(fu tra i primi a introdurre l’ardita innovazione del doppio pedale),
retaggio poi pienamente raccolto dai musicisti delle generazioni
successive e favorito dalla parallela evoluzione dell’organaria,
sino a culminare in Bach, musicista a lui posteriore di un secolo.
Del geniale e assai versatile Pachelbel che fu allievo di Kerll, attivo
ad Eisenach, Erfurt, Stoccarda e nella città d’origine (oggi noto
al grande pubblico quasi esclusivamente per quel suo famigerato
e pur amabile Canone su basso ostinato approdato financo ai
media), assai ammirato da Bach e parimenti impegnato sul duplice
fronte della musica organistica e di quella corale, si ascoltano due
pagine che ben ne esemplificano la scrittura: sicché non è difficile
rendersi conto di come, nella sua vasta opera cembalo-organistica
(ben 250 brani) e al tempo stesso in quella vocale, occorra ravvisare ben più di un semplice precursore di Bach. Egli fu infatti
musicista dagli orizzonti internazionali e seppe mediare tra scuole
10
e stili dissimili, dall’Italia alla Francia all’universo nordico. Tutti
elementi destinati a confluire, come in un ideale compendio, nella
produzione bachiana. Nel Mottetto a doppio coro che ci viene
proposto, assai evidente risulta l’ascendenza dall’universo italiano
di area tardo-rinascimentale che Pachelbel contribuì a traghettare
al Barocco pieno. Verosimilmente appartiene al tardo periodo di
attività, durante il quale egli operò presso la chiesa di San Sebaldo,
a Norimberga.
Quanto all’austero danese Dietrich Buxtehude (per lunghissimi
anni e sino alla morte attivo alla consolle della Marienkirche di
Lubecca dove era succeduto a Franz Tunder) è noto l’episodio
che ne lega la vicenda biografica a quella di Bach: quest’ultimo
gli fece visita nel corso del 1705, raggiungendo a piedi la città
anseatica e restandovi poi quasi quattro mesi (i superiori non gli
avevano concesso che poche settimane) per apprenderne l’arte
sopraffina. E già questo la dice lunga sull’elevato profilo artistico
del musicista. Quanto al Preludio corale in programma (BuxWV
178) è pagina estatica, intesa ad “interpretare” mirabilmente,
con la severa compostezza delle sue fraseologie, il più autentico
atteggiamento del penitente: la cui sincera contrizione di fronte
al giudizio divino del quale teme la collera, si esplica in una
sorta di rasserenante e fiducioso abbandono che le combinazioni
sonore escogitate da Buxtehude suggeriscono con sorprendente
aderenza.
Una manciata di pagine, poi, ben rappresenta la grande “famiglia”
degli avi di Bach. Ecco allora un Mottetto a 5 voci a testimonianza
della creatività di Johann Michael che, attivo ad Arnstadt, eccelse
specie nell’ambito vocale, la cui quintogenita – Maria Barbara –
fu poi la prima consorte di Johann Sebastian. Laddove il di lui
fratello Johann Christoph a detta degli studiosi fu in assoluto «il
più importante esponente dei membri della famiglia Bach prima
di Johann Sebastian» che lo ebbe in alta considerazione. Quasi
coetaneo di Johann Sebastian fu invece il cugino Johann Ludwig,
attivo a Meiningen e degno di menzione specie per la produzione
di Cantate liturgiche e per l’appunto in virtù dei suoi Mottetti di
ampio respiro e pregevole fattura. Johann Ludwig Krebs fu invece
allievo del Kantor e ne assimilò modi e scrittura, specie nei Corali
organistici che, «impregnati di profonda religiosità», ricalcano
spesso schemi del bachiano Orgelbüchlein, pur senza eguagliarne
il valore. E dulcis in fundo l’organistica Fantasia sopra Jesu meine
Freude BWV 713 molto opportunamente fatta precedere al sublime (e celeberrimo) Mottetto BWV 227 composto da Bach per la
commemorazione funebre di Johanna Maria Rappold, facoltosa
figlia del rettore della Nikolaischule e vedova del funzionario
Jakob Kees, che ebbe luogo il 18 luglio 1723. Ci troviamo in
presenza di una vasta forma ciclica articolata in undici sezioni
11
giustapposte secondo un calcolato impianto strutturale di ammirevole maestria. Prevale, fin dall’incipit, l’andamento pacato
del Corale che più volte ricorre a punteggiare la pagina con il
suo afflato; ammirevole, poi, il trattamento contrappuntistico
nelle restanti sezioni, ora solidamente granitiche e arcaicizzanti
(n. 2 e n. 10), ora più aeree (in trio) con un andamento variabile
delle voci da 3 a 5: affettuoso il tratto sul testo Denn das Gesetz.
E non manca nemmeno una maestosa Fuga (Ihr aber) di impianto quasi organistico (è la sesta sezione) collocata al centro, quasi
ideale spartiacque del maestoso Mottetto. Toccante l’epilogo,
sorta di espressiva ninna-nanna o Wiegenlied che dir si voglia,
con l’insistita esortazione al riposo e alla pace (Gute Nacht).
Attilio Piovano
12
Il Coro Maghini, intitolato a una delle figure più significative
della vita musicale di Torino (Ruggero Maghini, direttore del
Coro Rai dal 1950 per oltre vent’anni) si è costituito nel 1995 in
occasione di una produzione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale
della Rai; da allora ha collaborato più volte con la stessa orchestra
affrontando le pagine più significative del repertorio sinfonicocorale tra le quali spiccano la Messa in si minore, le due Passioni
e il Magnificat di Bach, la Messa in do minore e il Requiem di
Mozart, la Missa Solemnis e la Nona Sinfonia di Beethoven, il Te
Deum e il Requiem di Verdi, le opere sinfonico-corali di Brahms,
Peer Gynt di Grieg, La vida breve di Falla, Porgy and Bess di
Gershwin. Nel 2006, in occasione del concerto inaugurale del
restaurato Auditorium Rai “Arturo Toscanini” ha preso parte alla
esecuzione della Seconda Sinfonia di Mahler sotto la direzione
di Rafael Frühbeck de Burgos. Nel 2008 ha partecipato alla 47ª
Semana de Musica Religiosa di Cuenca (Spagna) con l’esecuzione
del War Requiem di Britten e del Requiem di Verdi. Più recentemente ha eseguito La Creazione di Haydn (a fianco del Coro della
Radio Svedese), il Messiah di Händel, la Messa in mi bemolle di
Schubert sotto la direzione di Ivor Bolton; prossimamente eseguirà la Missa Solemnis di Beethoven a fianco dell’OSN Rai e sotto
la direzione di Juraj Valčuha in occasione del concerto inaugurale
della stagione 2014/2015.
Dal qualche anno collabora stabilmente anche con l’Academia Montis Regalis, con numerosi progetti concertistici per
l’Unione Musicale di Torino e la Società del Quartetto di
Milano. Recentemente il Coro ha partecipato alle Innsbrucker
Festwochen der Alten Musik dove nel 2013 ha preso parte all’allestimento della Clemenza di Tito di Mozart e nel 2014 ha eseguito
la Messa in si minore di Bach. Accanto al Coro è sorta nel 2005
l’Accademia Maghini, la cui attività istituzionale è indirizzata
prevalentemente alla formazione vocale dei coristi, sia amatoriali
sia professionisti, e all’organizzazione di eventi quali la rassegna
Musica nei luoghi dello spirito.
13
Claudio Chiavazza ha studiato presso il Conservatorio di Torino
diplomandosi in clarinetto, musica corale e direzione di coro.
Si è poi perfezionato in direzione corale con Peter Erdei presso
l’Istituto Kodály di Kecskemét in Ungheria; in qualità di direttore
ha tenuto concerti in Italia, Austria, Belgio, Belgio, Ungheria,
Francia, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca, ex-Jugoslavia, affrontando un repertorio che spazia dal canto gregoriano alla polifonia vocale contemporanea con diverse prime esecuzioni. Fin
dalla sua fondazione, è direttore del Coro Maghini con cui ha
affrontato le più importanti pagine del repertorio sinfonico-corale
collaborando con direttori quali Rafael Frühbeck De Burgos, Yuri
Ahronovič, Kirill Petrenko, Gerd Albrecht, Kristjan Järvi, Serge
Baudo, Simon Preston, Jeffrey Tate, Juanio Mena, Gianandrea
Noseda, Wayne Marshall, Helmuth Rilling, Christopher Hogwood,
Robert King, Ottavio Dantone, Alessandro De Marchi. Ha diretto
diversi complessi partecipando a importanti festival quali MITO
SettembreMusica, Tempus Paschale di Torino, 50ª Settimana
Internazionale di Musica Sacra di Monreale, Armoniche Fantasie,
Musica Recercata di Genova, Festival dei Saraceni, 5º Festival
Musicale della Via Francigena, Les Baroquiales di Sospel, Musique
Sacrée en Avignon.
Luca Benedicti si è diplomato in organo e composizione organistica e in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio
di Cuneo. Ha quindi seguito masterclass con Ewald Kooiman,
Michael Radulescu, Lionel Rogg e Jean Guillou. Concertista
dal 1988, si esibisce in Italia e all’estero (Francia, Germania,
Danimarca, Belgio, Finlandia, Svizzera, Austria, Inghilterra e
Spagna) in importanti festival organistici nazionali e internazionali. Nel 2012 ha tenuto un concerto nella Cattedrale di Bruges
e nella Sinagoga Centrale di New York e, nel 2013, si è esibito
nella Lincoln Cathedral (Organ Recital 2013) e ha effettuato una
tournée in Australia (Melbourne). Nell’aprile 2014 ha eseguito
un concerto nella Cattedrale di Barcellona (Tercer Cicle dels
Concerts d’Orgue). Dal 2004 collabora con l’Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai e si esibisce con artisti di fama internazionale
tra i quali il flautista catalano Claudi Arimany. È organista del
Coro Maghini, con cui negli ultimi sei anni ha eseguito diversi
concerti nel contesto del festival “Musica nei luoghi dello spirito”.
Ha fatto parte della commissione per il restauro e l’ampliamento
del grande organo Carlo Vegezzi-Bossi (1897) situato nella Chiesa
del Sacro Cuore di Cuneo; è direttore artistico di due importanti
rassegne organistiche internazionali che si svolgono ogni anno a
Cuneo e ad Alba.
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