Clima, scontri a Parigi
Oltre 200 arresti
Hollande: uno scandalo
“La protesta dove c’erano i fiori del 13 novembre”. A pag. 4
ITALIAN COMMUNITY DAILY NEWSPAPER
$1.25 Più tasse nella Gta (prezzo più alto fuori) ■ Anno 03 ■ N. 227
www.corriere.com
Lunedì 30 Novembre 2015
Immigrazione, serve un altro approccio
I cinesi hanno da insegnarci, italiani sempre esclusi mentre resta il problema dei lavoratori senza documenti
TORONTO - Il governo federale
deve cambiare marcia sul fronte
dell’immigrazione. E questo non
solo sullo scottante tema dei rifugiati siriani - i dettagli sono
stati illustrati la scorsa settimana - ma anche per gli immigrati
che arrivano dall’Italia e dall’Europa e per i lavoratori senza documenti che sono già in Canada.
f ARTICOLI IN ITALIANO
E IN INGLESE A PAGINA 2
LA VISITA
Repubblica
Centrafricana,
bagno di folla
per il Papa
BANGUI - Le prossime consultazioni elettorali diano inizio ad
una nuova fase della storia della
Repubblica Centrafricana (Rc).
Non aver paura della «diversità
etnica, politica e religiosa», apprezzando invece «la meravigliosa diversità del mondo». Elogio
degli sforzi della comunità internazionale per il Centrafrica. Non
poteva essere più concreto, diretto e convito, l’appoggio del Papa
ad un Paese dilaniato dai conflitti
interreligiosi.
f ARTICOLO A PAGINA 6
VERBANIA
La “Nonna
d’Italia” Emma
compie 116 anni
f A PAG. 6
Edin Dzeko e Iago Falque protagonisti in negativo dell’ennesima prova incolore della Roma, battuta in casa dall'Atalanta
Roma e Garcia, una crisi senza fine
Giallorossi ko in casa contro l’Atalanta. La Juventus sbanca il Barbera e ritorna in corsa per le zone alte
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LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
2
CANADA
IL COMMENTO
Immigrazione, si deve imparare dai cinesi
L’Onorevole Joe Volpe, Editore
TORONTO - I cinesi lo chiamo il
“dividendo demografico” - la disponibilità di risorse umane in
quantità che rendono le inefficienze nelle industrie del lavoro intensivo economiche e produttive.
L’attenta gestione del dividendo
ha permesso alla Cina di catapultare un’arretrata economia agraria a una dinamica manifatturiera
che compete con gli Usa e l’Europa. Nei primi anni Novanta, per esempio, Deng Xiaoping, successore del turbolento e repressivo Mao
Zedong, fece il passo coraggioso di
permettere alla sua gente di viaggiare all’interno della Cina senza permessi di lavoro e visti di entrata. Sembrava un complemento logico a una strategia industriale (dell’industrializzazione) che si
basava pesantemente sul successo
del risultato riuscito delle Zone Economiche Speciali. Entro un anno, 90 milioni di cinesi lasciarono
le loro città e i loro villaggi in cerca di un (migliore) lavoro altrove.
Pensiamo alle “migrazioni di massa dei rifugiati siriani”... si tratta di
poca roba, in confronto, no?
A chi piace la matematica, significa l’8 per cento degli 1,2 miliardi
di cinesi si spostarono volontariamente. Il boom delle costruzioni e
della relativa domanda per i beni
correlati si impennò e di parecchio.
L’equivalente di tre Canada doveva
essere costruito, in un anno. Seguì
l’investimento diretto straniero. La
Cina poté così contare su una crescita netta a due cifre nel Pil per
quasi vent’anni.
La nona e la decima economie
nel mondo, l’Italia e il Canada rispettivamente, e con una popolazione totale combinata di 94 milioni di anime, hanno il loro “stile unico” nel gestire il loro “dividendo-deficit demografico”.
L’Italia, probabilmente il Paese
con la popolazione più vecchia al
mondo, ironicamente ha una ricchezza di giovani educati, abili, disoccupati e disponibili a spostarsi.
Il governo non sembra in grado di
proporre strategie economiche che
invogliano questi giovani a rimanere in Italia.
da
e
h
Sc
1
Germania
Regno Unito
Svizzera
Francia
Usa
Spagna
Brasile
Belgio
Australia
Austria
Olanda
Argentina
Emirati A.
CANADA
Irlanda
Gli italiani emigrati all’estero nel 2014
14.440
13.491
10.376
8.426
5.181
4.090
3.462
2.491
1.770
1.610
1.397
1.276
1.166
1.145
1.081
0
Né può obbligarli a rimanere a
casa. Non sono né poco istruiti né
indigenti.
Dovendo fare i conti con un tasso di disoccupazione in alcune Regioni vicino al 40 per cento, chi ha
meno di 35 anni fa i bagagli e se
ne va. Negli ultimi 10 anni, si stima che in media 75mila di queste
persone sono emigrate ogni anno.
Questo è l’equivalente di costruire una città grande come Sault Ste
Marie ogni anno, o una città come
Mississauga lungo quel periodo.
È una perdita per l’Italia. Un guadagno per il Canada? Non proprio.
La scheda 1 ci mostra una storia
differente. Il Canada si posiziona al
14 posto come punto di destinazione per i giovani che si trasferiscono
dal mio Paese di origine: sotto gli
Emirati e di poco sopra l’Irlanda.
Questo fa male. Dopo anni nei
quali i ministri dell’Immigrazione
del precedente governo gonfiavano il petto in modo vanaglorioso
dicendo che il Canada era “la terra promessa”, sembra che altri Pa-
a2
d
he NEL 2014 SONO STATI
c
S
652 GLI ITALIANI
CHE HANNO
OTTENUTO LA PR
CARD IN CANADA
5.000
esi siano più attraenti della nostra
propaganda basata sui “valori condivisi”.
Gli italiani dicono che il Canada è inospitale e non accogliente, almeno non per loro. I requisiti linguistici necessari a priori sono
troppo stringenti per loro per qualificarsi.
La scheda 2 mostra che solo 652
italiani sono arrivati (e hanno avuto la Permanent Residence card) in
Canada nel 2014. Questo classifica
l’Italia al 55° posto come nazione
fonte dei residenti.
Questo è strano. Da una prospettiva di immigrazione, sembrerebbe il classico fattore “spingi e tira” sia stato sostituito dal “rifiuto
e respinto”. C’è un clima differente
nell’atmosfera. Si può sentire nelle
conversazioni attorno alla questione dei rifugiati siriani.
Forse non ci dovremmo aspettare nulla di meno. Abbiamo avuto nove anni di immigrazione gestita come una questione di sicurezza o come mezzo di approvvi-
10.000
gionamento di manodopera a basso costo sulla base “dell’usa e getta”: il programma per i lavoratori
stranieri temporanei. L’economia,
e specialmente alcuni suoi settori, richiede approcci a lungo termine. I lavoratori, i sindacati e i datori di lavoro seri sono venuti fuori
con le loro proprie strategie per girare attorno alle regole di Ottawa e
per riempire i vuoti nel “deficit demografico”.
Essenzialmente, loro hanno adottato un approccio del “non chiedere, non dire” agli immigrati senza documenti e quindi illegali. Ma
loro sono qui. La scorsa settimana,
i rapporti dal Consiglio Comunale
di Toronto e dalla polizia hanno riferito di 200mila immigrati illegali nell’area code 416. Sarebbe l’equivalente di un 8 per cento addizionale alla popolazione della città.
Apparentemente ce ne sono almeno altri 100mila nella zona del
905. Combinati, i lavoratori illegali e senza i documenti corrispondono alla città di London, in Ontario.
15.000
Le città più grandi nella GTHA
si sono dichiarate “città santuario”,
che vuol dire che non metteranno
in pratica le regole dell’immigrazione di Ottawa. I provveditorati
sembra che facciano lo stesso. La
Provincia ha istruito l’OPP a non
partecipare ai blitz degli ufficiali
responsabili dell’immigrazione.
Ottawa ha bisogno di altri segnali che gli indichino che non è sulla strada giusta? Martedì ho ricevuto una copia di una email mandata alla signora Gregoire, la moglie del Primo Ministro, da un portoghese-canadese. Lui la implorava
di persuadere Justin Trudeau di estendere lo stesso tipo di compassione che il Paese stava mostrando
ai siriani anche alle decine di migliaia di lavoratori portoghesi già
in Canada e semplicemente legalizzare il loro status. Il governo precedente ha sviluppato una reputazione di incompetenza e malizia
in alcune questioni, specialmente
sull’immigrazione. È tempo di un
approccio differente.
ENGLISH VERSION
Taking lessons from the Chinese on migration
The Honourable Joe Volpe, Publisher
TORONTO - The Chinese call it
the “Demographic Dividend” – the
availability of human resources in
quantities that make the inefficiencies in labour intensive industries
economical and productive.
The careful management of this
dividend has allowed China to catapult from an inhibiting agrarian
economy to a dynamic, manufacturing one that rivals the USA and Europe. In the early 90’s for example,
Deng Xiaoping, the diminutive successor to the turbulent, repressive
Mao Zedong, took the courageous
step of allowing his people to travel
within China without travel permits
and entry visas.
It seemed like a logical complement to an industrial[ization] strategy that relied heavily on the success of the successful outcome of
the coastal Special Economic Zones.
Within a year, 90 million Chinese
left their towns and villages in
search of a [better] job elsewhere.
Think of the “mass migrations of
Syrian refugees”…pretty small potatoes, no?
For those who like math that
means 8% of the 1.2 billion people
in China relocated voluntarily. The
construction boom and the attendant demand for related goods spiked
upwards. The equivalent of three
Canadas needed to be built - in one
year. Foreign Direct Investment followed. China enjoyed double-digit
net growth in GDP for close to
twenty years.
The 9th and 10th biggest economies in the world by GDP, Italy
and Canada respectively, and with
a combined total population that
is 94 million souls, have their own
“unique style” of managing their
“demographic dividend/deficit”.
Italy, arguably the world’s oldest population by age, ironically
still has a wealth of educated, and
skilled, unemployed and mobile
young people. The government cannot seem to come up with economic strategies that will keep them at
home. Nor can it force them to stay.
They are neither uneducated nor
destitute.
Facing an unemployment rate in
some provinces of close to 40%, the
under 35 crowd is picking up and
leaving. Over the last 10 years, it is
estimated that an average of 75,000
such people have emigrated every
year. That is the equivalent of building one city the size of Sault Ste
Marie every year, or the city of Mississauga over that time period.
been replaced by “rebuff and recoil”. There is a different “air” filling
the atmosphere. One could sense it
in conversations around the Syrian
Refugees issue.
Italy’s loss. Canada’s gain? Not
quite. Figure 1 tells a different story.
Canada ranks 14th as a destination
point for young people on the move
from my country of origin: below
the Emirate and just above Ireland.
Perhaps we should expect nothing less. We have had nine years of
immigration being handled as a security issue or as a means to get inexpensive labour on a “use and discard” basis: the temporary foreign
workers program. The Economy,
and especially some sectors of it,
require longer-term approaches.
Workers, Unions and serious employers have come up with their
own strategies to circumvent Ottawa’s rules and to fill in the “demographic deficit”.
Ouch. That hurts. After years of
vainglorious chest thumping by
Immigration Ministers in the previous government that Canada is
the “promised land”, it seems that
other countries appear more attractive than our “shared values”
propaganda. Italians say that Canada is inhospitable and unaccepting
– at least for them. The upfront language requirements are too exacting
for them to qualify.
Figure 2 attached shows only
652 Italians “landed” (given their
Permanent Residence card) in Canada in 2014. That ranks Italy as 55th
as source nation for residents.
This is odd. From an immigration
perspective, it would appear that
the classic “push – pull” factors have
Essentially, they have adopted
a “don’t ask, don’t tell” approach
to undocumented – illegal – immigrants. But, they are here. Last week,
reports from Toronto City Council
and the Metro Police referred to
200, 000 illegal immigrants in the
416 area code. That would be the
equivalent of an additional 8% of the
city’s population.
There are apparently at least another 100,000 in the 905 belt. Combined, the illegal/undocumented
worker population is the size of the
city of London, Ontario. These are
people who are economically integrated, have jobs and pay taxes. Are
there any bad apples in the crowd?
Probably, but our security system
does not appear to have caught
them either.
The bigger cities in the GTHA
have declared themselves “sanctuary cities”, meaning they will not
enforce Ottawa’s immigration rules.
The School Boards appear to be
doing the same. The Province has
instructed the OPP not to participate with Immigration Enforcement
Officials in any crackdowns. Does
Ottawa need more signals that it is
way off side?
Tuesday, I received a copy of an
email sent to Mme Gregoire, the
Prime Minister’s wife, from a Portuguese Canadian. He implored her
to persuade Justin Trudeau to extend the same kind of compassion
the country was showing Syrians to
the tens of thousands of Portuguese
workers already in Canada, and simply legalize their status.
The previous government developed a reputation for incompetence and malice on some issues, especially immigration. It’s time for a
different approach.
CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
3
PRIMO PIANO
PARIGI
CRONACA
Trudeau rende omaggio alle vittime
TORONTO - Prima un silenzio
surreale, dopo la ballata “Quand
les hommes vivront d’amour”
scritta da Raymond Levesque
interpretata da Veronic Dicaire mentre giovani studenti hanno posto fiori su un santuario improvvisato. Tanta emozione sui
volti dei presenti.
A Parigi il primo ministro canadese Justin Trudeau ha reso
così omaggio alle vittime degli
attentati terroristici con una visita alla sala concerti Bataclan, teatro della carneficina del 13 novembre. Ad organizzare la cerimonia commemorativa nel luogo
dove hanno perso la vita 90 delle
130 vittime degli attacchi dei terroristi islamici, è stata una delegazione del Quebec.
Ad accompagnare Trudeau è
stata la moglie Sophie Gregoire,
il premier del Quebec Philippe
Couillard e il sindaco di Montreal Denis Coderre oltre al primo
ministro francese Manual Valls.
«I canadesi sono stati colpiti profondamente dagli attentati e questa è stata una importante occasione per dimostrare la nostra
partecipazione e la nostra determinazione ad essere vicini al popolo francese, a tutto il mondo
che lotta contro il terrore per poter creare pace e stabilità in tutto
il mondo», ha detto Trudeau.
Ieri il primo ministro del Canada ha partecipato al pranzo di
lavoro al palazzo dell’Eliseo con
il presidente Francois Hollande
che, in un incontro con i giornali-
Sparatoria a
North York, uomo
in fin di vita
Il primo ministro canadese Justin Trudeau con la moglie Sophie Gregoire e il primo ministro francese Manual Valls
rende omaggio alle vittime degli attentati di fronte al Bataclan di Parigi
sti, ha messo in luce come «i negoziati sul clima hanno già fatto notevoli progressi negli ultimi mesi grazie anche alla presa
di posizione del Canada».
Il presidente francese ha parlato in particolare del finanziamento per il clima - Trudeau ha annunciato questa settimana un impegno dilazionato in cinque anni pari a $2.65 miliardi - e la decisione del governo canadese di
imporre una tassa per le emissioni di carbonio.
Ha una agenda ricca di appuntamenti il primo ministro Trudeau: ieri ha infatti incontrato il
presidente ucraino Petro Porochenko, l’ex governatore generale
Michaelle Jean che è attualmente
a capo de La Francophonie, e un
gruppo di sindaci delle maggior
città canadesi.
Justin Trudeau ha sottolineato
come i terribili attacchi terroristici abbiano reso i leader mondiali desiderosi di unirsi ed essere solidali ai colloqui sui cambiamenti climatici ospitati da Parigi: «Sono ottimista, sono certo
che il risultato sarà positivo nonostante l’assenza di piani credibili per il taglio alle emissioni al
fine di fermare il riscaldamento
globale», ha detto fiducioso Justin Trudeau.
CONCORSO DI BELLEZZA
La Cina “bandisce” Miss Canada
TORONTO - Quando tra pochi
giorni si aprirà a Sanya, nel sud
della Cina, il 65º concorso per
l’elezione di Miss Mondo, mancherà la concorrente canadese.
Anastasia Lin, 25 anni, di origine cinese, è infatti stata bloccata a Hong Kong perché “non idonea” ad ottenere un visto per
la Repubblica Popolare. «È stata una cosa brutta ma non del tutto inaspettata - ha dichiarato la giovane a un gruppo
di giornalisti dopo ore di attesa in aeroporto - vogliono punirmi per la mia fede e vogliono impedirmi di parlare dei diritti umani».
Lin è una seguace della setta religiosa
del Falun Gong, bandita e perseguitata dalle autorità di Pechino, che hanno imprigionato migliaia dei suoi adepti e in passato
ha denunciato le violazioni dei diritti umani da parte del governo cinese.
Lin è emigrata in Canada nel 2003, quando era una teenager. I media americani la
definiscono “un’attrice e una pianista classica”. «Ho tutti i diritti di partecipare all’evento - ha aggiunto la giovane - è piuttosto
triste: voglio dire, sono solo una studentessa di recitazione e una reginetta di bellezza, cosa possono temere da me?». Per entrare in Cina i cittadini canadesi hanno bi-
Presents
sogno di un visto che in genere viene rilasciato dalle sedi
diplomatiche cinesi all’estero.
Alcune località turistiche come Sanya, che si trova sull’isola tropicale di Hainan, sono autorizzate a rilasciare visti all’ingresso. Lin ha puntato su questo ed ha cercato di entrare nella Repubblica Popolare Cinese. Non ha funzionato e la giovane è stata bloccata all’aeroporto internazionale di
Hong Kong per alcune ore. Poi i funzionari
della Dragonair, la compagnia aerea cinese
con la quale intendeva viaggiare, le hanno
detto che non potevano farla salire a bordo
in assenza del visto. Quando Lin ha protestato l’hanno fatta parlare al telefono con
un funzionario dell’ufficio visti di Hainan.
La stessa giovane ha raccontato che il
suo interlocutore si è limitato ad affermare che “non è idonea” ad ottenere un visto.
«Non mi ha fornito alcuna ragione - ha raccontato Lin - semplicemente, appena gli ho
comunicato il mio nome cinese, Lin Yefan,
mi ha detto che non sono idonea». La giovane non ha chiarito per quanto tempo intende rimanere ad Hong Kong e se intende prende altre iniziative per riaffermare
il suo diritto a partecipare al concorso di
Sanya. «Ci devo pensare», ha detto.
RIFUGIATI
La famiglia di Aylan arriverà a Vancouver
TORONTO - La famiglia del piccolo Aylan
Kurdi, il bimbo curdo annegato che le onde
trasportarono sulla spiaggia di Budrum, in
Turchia, presto raggiungerà il Canada. Lo
riporta The Guardian.
Tima Kurdi, la zia di Aylan, ha annunciato alla stampa che il Canada ha approvato la sua domanda di portare suo fratello Mohammed e la sua famiglia in Canada. I controlli di sicurezza sono ancora in corso, ma lei spera che i suoi familiari possano raggiungere il Canada entro Natale. Mohammed Kurdi è lo zio di
Aylan.
Il Citizenship and Immigration of Canada ha confermato la notizia. Il suo portavoce Remi Larivière ha assicurato che “l’iter
della domanda sta procedendo bene”.
Aylan annegò insieme con il fratellino di cinque anni e la loro mamma, mentre stavano attraversando il tratto di mare
tra Turchia e Grecia per raggiungere l’isola
greca di Kos.
Le foto del corpicino senza vita di Aylan
sulla spiaggia turca di Budrum, riempirono
le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, scatenando l’indignazione internazionale sulla crisi dei rifugiati.
Elgin Theatre
nov. 27, 2015
To Jan. 3, 2016
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THE NEXT STEP
JorDan clark
lamar Johnson
taveeta szymanowicz
thestar.com
TORONTO - Versa in pericolo
di vita un uomo ricoverato in ospedale in seguito ad una sparatoria avvenuta in un edificio
che si trova su Falstaff Avenue a
Noth York. Non è ancora chiaro
cosa abbia scatenato la sparatoria: il ferito è stato raggiunto da
un solo colpo di pistola.
∑ La polizia di Toronto avverte
ristoratori e i consumatori circa
forni non sicuri venduti da Kitchen Queen Appliance. Il proprietario dei tre negozi di elettrodomestici è stato arrestato
con l’accusa di beni ottenuti da
attività criminali. Dei 300 forni
venduti solo 100 sono stati trovati finora: la polizia continua a
cercare di individuare gli acquirenti e chiede a chiunque abbia
informazioni di contattarla.
 La polizia di Toronto sta dando la caccia a un uomo che dopo un incidente in auto avvenuto all’incrocio di Dovercourt
Road con College Street è fuggito a piedi. Gli agenti hanno rinvenuto una pistola all’interno
del veicolo abbandonato.
∏ Un automobilista è stato trasportato in elicottero in ospedale dove le sue condizioni sono state giudicate critiche dopo che ha perso il controllo della sua auto schiantandosi. L’incidente è accaduto alle 4 di ieri
mattina nelle vicinanze di Embleton Road e Mississauga Road.
LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
4
PRIMO PIANO
IL MEETING
Guerriglia a Parigi, la rabbia di Hollande
Lucia Sali
PARIGI - Cielo plumbeo, nervi a
fior di pelle. E massima tensione
tra l’allarme terrorismo e il pugno duro contro le manifestazioni, con oltre 200 fermi, scontri e
vandalismi al memoriale delle
vittime degli attentati nella centralissima place de la République.
È la Parigi che ha dato il via alla XXI Conferenza Onu sul clima, dove oggi, nella zona superblindata di Le Bourget, sono attesi tutti i principali leader mondiali, da Obama a Putin passando per
il premier italiano Matteo Renzi e
il primo ministro canadese Justin
Trudeau. Immediato lo sdegno di
Hollande che dal delicato vertice Ue-Turchia a Bruxelles sui migranti ha bollato l’accaduto come
«scandaloso».
A niente è valsa per compensare l’annullata manifestazione a favore del clima la distesa simbolica di scarpe, tra cui quelle di Papa
Francesco, e nemmeno le migliaia di mani che si sono strette pacificamente in una catena di solidarietà da République a Nation. Una frangia di gruppi estremisti di
sinistra, vestiti di nero e col capo
coperto, ha volutamente attaccato
le forze dell’ordine facendo salire
la tensione alle stelle.
La mattinata era cominciata senza sole ma con moltissime persone che avevano aderito all’appello di Avaaz - l’organizzazione che aveva lanciato l’idea
Un'immagine degli scontri a Parigi alla vigilia del vertice
della marcia per salvare il clima
poi annullata dopo l’instaurazione
dello stato di emergenza - a portare un paio di scarpe in Place de
la République, il luogo da cui sarebbe dovuto partire il corteo. In
mezzo al “prato” colorato di centinaia di scarpine da bimbi, sandali, tacchi a spillo e scarpe da ginnastica, anche quelle mandate da
papa Francesco, dell’attrice francese Marion Cotillard e della stilista Vivienne Westwood.
Poi tra 5 e 10mila persone si so-
no prese per mano in una lunga
catena lungo il percorso virtuale
della manifestazione, sino a Nation. Con una sola interruzione:
davanti al Bataclan, in memoria
delle 90 vittime cadute sotto i colpi della follia terroristica dell’Isis,
e dove anche Justin Trudeau e il
presidente cileno Michelle Bachelet sono voluti passare a rendere
omaggio.
Poi la deriva violenta: alcuni
gruppuscoli, riuniti dietro la sigla ‘Anticop21’, al grido di “stato
SECONDO PIATTO
Merluzzo alla panna
Patate in salsa saporita
DOLCE
Gelato ai lamponi
Ingredienti per 4 persone:
- 600 gr. di patate
- 5 pomodori perini maturi
- 4 filetti d’acciuga
- 50 gr. di olive nere
- un limone - basilico
- mezzo bicchiere di olio extravergine
d’oliva - sale e pepe.
Teresina
PRIMO PIATTO
Passato di ceci
Calorie per porzione: 30
Tempo di preparazione: 40 min.
Economico: si Vegetariano: no
Ingredienti per 4 persone:
- 500 gr. di filetti di merluzzo
- 80 gr. di burro
- 150 gr. di panna liquida
- un pizzico di pepe bianco e sale.
Preparazione: “Soffriggere aglio e cipolla
tritati ed il rametto di rosmarino intero in
metà dell’olio; unire i ceci e far insaporire.
Bagnare con un litro d’acqua calda, unire
i dadi, la salsa di pomodoro, l’alloro, una
presa di sale e cuocere, a fuoco basso,
per circa mezz’ora. Eliminare poi alloro e
rosmarino e frullare tutto il resto; unire il
rimanente olio e servire ben caldo.”
CONTORNO
Calorie per porzione: 265
Tempo di preparazione: un’ora
Economico: si Vegetariano: no
La Cucina
di
Calorie per porzione: 165
Tempo di preparazione: 45 min.
Economico: si Vegetariano: si
Ingredienti per 4 persone:
- 300 gr. di ceci lessati
- una cipolla
- uno spicchio d’aglio
- un rametto di rosmarino
- 2 dadi
- un cucchiaio di salsa di pomodoro
- una foglia d’alloro
- 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- sale.
d’emergenza, stato di polizia, non
ci toglierete il diritto di manifestare”, a volto coperto hanno cominciato a scontrarsi con le forze
dell’ordine.
Lanci di oggetti, ma soprattutto delle candele, dei vasi di fiori
e degli altri oggetti del memoriale spontaneo lasciati ai piedi della statua della Marianna al centro
della piazza. E persino le scarpe
della marcia “mancata”.
L’indignazione dei parigini è
scattata subito e molti dei presen-
ti hanno cercato di rimettere ordine, mentre sui social network
si è scatenata la condanna per il
gesto profanatore. Ma, soprattutto, non si è fatta attendere la reazione delle forze dell’ordine, intervenute con lacrimogeni e cariche: 208 persone sono state ammanettate per identificarle, di cui 174 fermate trattenute in stato di
fermo.
«Elementi di disturbo che nulla
hanno a che fare con gli ambientalisti», ha detto Hollande, che ha
definito l’accaduto «doppiamente
scandaloso», sia nei confronti delle vittime degli attentati che della
Conferenza sul clima.
Clima pesante insomma già ancor prima di iniziare: mantenuto a tutti i costi dal governo francese nonostante gli attentati, l’evento è stato “sigillato” nell’area
di Le Bourget, ad appena un paio
di fermate dallo Stade de France e
Saint-Denis, teatro d’azione e covo dei terroristi.
Autostrade e tangenziali chiuse,
invito ai parigini a restare a casa,
6.300 tra militari e poliziotti mobilitati intorno all’area e 15.600 in
tutta l’Ile-de-France, più un centinaio di caschi blu e 300 agenti di
sicurezza solo nella “zona blu” dei
negoziati del sito della Conferenza.
Oltre agli agenti di sicurezza
dei 150 leader che saranno presenti oggi. È stato già ieri, e sarà
anche oggi, un minuto di silenzio
per i 130 morti degli attentati ad
avviare i lavori.
Preparazione: “Lavare le patate e lessarle con la buccia in acqua salata per 40
minuti; scolarle, farle raffreddare, pelarle
e tagliarle a spicchi. Nel frattempo scottare i pomodori in acqua bollente, scolarli,
tritarli finemente insieme alle acciughe,
olive, qualche foglia di basilico ed unire al
composto l’olio ed il succo di limone, sale
e pepe. Disporre le patate in una terrina,
condirle con la salsa preparata e servirle
fredde.”
Preparazione: Friggere in un tegame i
filetti di merluzzo con metà del burro,
aggiustando di sale e pepe. Sgocciolarli e
porli in una teglia, coprendoli con la panna. Passarli in forno a 200°C per 10 min.,
poi disporre il pesce scolato della panna
in un piatto di portata, mettere la panna di
cottura in un tegamino con il burro, scaldarla mescolando per 5 minuti e versarla
calda sui filetti di pesce.
Il Corriere Canadese invita le sue affezionate lettrici
a inviare le ricette a loro più care, quelle che fanno
leccare i baffi a tutta la famiglia, che magari vengono
preparate per celebrare una occasione speciale oppure
che sono semplici da eseguire, ideali quando si rientra a
Calorie per porzione: 375
Tempo di preparazione: un’ora
Economico: no Vegetariano: si
Ingredienti per 4 persone:
- 200 gr. di lamponi
- 140 gr. di zucchero
- un limone
- mezzo litro di panna montata
- un pezzetto di cedro candito.
Preparazione: Lavare i lamponi, sgocciolarli ed unirli, in una casseruola, allo
zucchero, il succo e la scorza grattugiata del limone. Cuocere mescolando, a
calore moderato, per 40 minuti circa,
quindi passare il tutto al setaccio e
lasciar raffreddare. Aggiungere al passato la panna e il cedro candito tagliato a
dadini, mescolare delicatamente e trasferire il composto in congelatore, fino
a quando si sarà rappreso. Distribuirlo
quindi in coppette singole e servire.
casa dal lavoro.
La cucina italiana di oggi nasce dalla tradizione:
condividete le vostre ricette con noi: le pubblicheremo
in italiano e in inglese!
L’indirizzo è: [email protected]
CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
5
PRIMO PIANO
IL VERTICE
I Big della Terra e il nodo del “Carbon Free”
PARIGI - Quando, quanto e come tagliare le emissioni di gas serra: detta in soldoni, la questione
sul tavolo del summit di Parigi è
questa. E i soldi c’entrano eccome, perché un’economia “Carbon
free” costa, anche se promette un
buon ritorno d’investimento. In
ballo, tra l’altro, ci sono 100 miliardi di dollari all’anno sino al 2020
che le nazioni ricche dovrebbero
dare a quelle povere per far sì che
la loro crescita non poggi sui combustibili fossili, com’è avvenuto in
Occidente con due secoli di industrializzazione “sporca”.
Da Parigi dovrebbe uscire un
accordo più che un trattato in
questo senso, come ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, che presiederà
il summit, in quella che è una concessione alle richieste Usa (in caso di trattato il presidente Obama dovrebbe sottoporlo al voto
del Congresso). “Ma alcune delle clausole saranno comunque legalmente vincolanti, non stiamo
facendo letteratura”, ha detto Fabius al Financial Times.
Progressi sul fronte delle emissioni sono stati già fatti, tanto che
la “decarbonizzazione” sembra una strada senza ritorno ormai imboccata (il nodo è la velocità a cui percorrerla). Nel 2014 le emissioni globali sono aumentate solo dello 0,5% totalizzando 35,7 miliardi di tonnellate di CO2. Per il
61% di questo carbonio i colpevoli
sono soltanto quattro: Cina (30%),
Stati Uniti (15%), Ue (10%) e In-
La protesta delle scarpe ieri a Parigi
dia (6,5%), che sono anche i Paesi con il peso maggiore al tavolo negoziale della Cop21. L’Unione Europea ha fatto i compiti a casa, e l’anno scorso ha tagliato le
sue emissioni del 5,4%. Cina e Usa
hanno registrato entrambe un incremento dello 0,9%, inferiore rispetto agli anni precedenti, mentre l’India ha avuto un aumento
del 7,8%.
I quattro big dell’inquinamento, insieme ad altri 170 Stati, hanno messo nero su bianco i propri
impegni “non vincolanti” per diminuire la CO2.
Gli Stati Uniti si impegnano a
ridurre le emissioni del 26-28%
nel 2025 rispetto ai livelli del 2005.
L’Ue vuole ridimensionarle del
40% entro il 2030 rispetto ai livelli
del 1990. La Cina punta a raggiungere il picco massimo di emissioni entro il 2030, e a ridurre la CO2
per unità di Prodotto interno lordo del 60-65%.
Le promesse dell’India prevedono di abbassare la CO2 legata al
Pil del 30-35% nel 2030, e soprattutto di arrivare a produrre il 40%
dell’elettricità da fonti non fossili
nel giro di 15 anni.
Tra le restanti nazioni, alcune
come Etiopia, Messico e Marocco
hanno presentato piani ambiziosi;
altre come la Russia, il Canada, il
Giappone e l’Australia non si sono
sprecate troppo. Facendo la somma degli impegni di tutti i Paesi,
e assumendo che saranno rispettati, l’aumento della temperatura
globale entro il 2100 sarà di 2,7-3
gradi. Troppi.
L’obiettivo su cui il mondo converge è limitare l’impennata del
termometro a due gradi rispetto
ai livelli preindustriali, meglio ancora un grado e mezzo. Se si sfora,
sostengono gli scienziati, gli efetti del cambiamento climatico potrebbero essere devastanti.
Un’economia “Carbon free”
non è certo gratis, per metterla in
atto la volontà politica va accompagnata allo stanziamento di risorse. Però i vantaggi, anche economici, superano i costi.
Lo ha già detto da tempo la Banca Mondiale: combattere il cambiamento climatico farà crescere
il Pil mondiale ino a 2.600 miliardi di dollari all’anno entro il 2030
in termini di nuovi posti di lavoro, aumento dei rendimenti agricoli e beneici di salute pubblica.
La scelta tra lotta al cambiamento climatico e crescita economica,
insomma, è un falso dilemma.
Non intervenire, al contrario,
ha un costo notevole che inisce
soprattutto sulle spalle dei più poveri.
Un incremento delle temperature pari a tre gradi, avverte
l’Oxfam, da qui al 2050 porterà a
790 miliardi di dollari all’anno il
conto che i Paesi in via di sviluppo dovranno pagare per adattarsi
al cambiamento climatico, cui si
aggiungono 1.700 miliardi all’anno di perdite economiche.
A quel punto i 100 miliardi elargiti dagli Stati ricchi sarebbero
davvero poca cosa.
LA SCHEDA
Cambiamenti climatici, gli scenari cui andiamo incontro
PARIGI - Obiettivo dei leader mondiali alla Cop21 di Parigi è arrivare
a un accordo che consenta di mantenere l’aumento della temperatura globale entro massimo due gradi
rispetto ai livelli preindustriali. Per
farlo, secondo l’ultimo rapporto del
foro scientiico dell’Onu (il Gruppo
intergovernativo sui cambiamenti climatici, Ipcc), è necessario ridurre le emissioni di gas serra causate dall’uomo tra il 40 e il 70% entro il 2050, per poi azzerarle entro
la ine di questo secolo. Ciò implica
che oltre la metà dell’energia dovrà
essere prodotta da fonti a basse emissioni - rinnovabili ma anche nucleare - entro il 2050, mentre l’uso
dei combustibili fossili dovrà esse-
re bandito entro il 2100. Fondamentale è l’eicienza energetica per ridurre i consumi.
QUATTRO SCENARI: L’Ipcc
ha delineato quattro scenari futuri possibili: uno di consistente mitigazione delle emissioni, due scenari intermedi e uno in cui non si
introducono ulteriori misure per
tagliare la CO2. Nel primo caso è
probabile che la febbre del Pianeta si limiterà a due gradi, mentre
nell’ultimo scenario l’incremento
della temperatura può raggiungere
fra i 3,7 e i 4,8 gradi.
INNALZAMENTO DEI MARI: Tra le prime conseguenze c’è
l’innalzamento del livello del mare, che in base al termometro po-
trà essere contenuto a 26 centimetri a ine secolo, oppure arrivare a
siorare il metro. A far salire gli oceani contribuirà lo scioglimento
dei ghiacci, dalla fusione supericiale della calotta glaciale in Groenlandia al collasso di alcune aree dell’Antartide. Il ghiaccio marino
artico sarà sempre meno esteso in
tutti i mesi dell’anno.
CITTÀ SOMMERSE: Un innalzamento dei mari di 90 centimetri
mette a rischio quei 150 milioni di
persone che nel mondo vivono in
aree costiere “basse”, a non più di
un metro sopra il livello del mare,
avverte la Nasa. Per la maggior parte si tratta di asiatici, in Paesi poveri come il Bangladesh e città come
Tokyo e Singapore, che potrebbero
essere interamente sommerse. Ma
il pericolo interessa anche l’Occidente, da New York ad Amburgo.
EVENTI ESTREMI: L’incremento degli eventi estremi - da tempeste e alluvioni a prolungate ondate
di siccità - è una delle conseguenze evidenti del mutamento del clima. Nel 2014, ricorda l’Onu, i disastri naturali hanno causato 19,3 milioni di sfollati.
CIBO: L’aumento delle temperature per l’Ipcc avrà un impatto negativo sulle principali colture - grano,
riso e mais - a fronte di una maggiore domanda di cibo determinata dall’aumento della popolazione
globale. I rischi per la sicurezza a-
limentare dovuti al calo dei raccolti, siccità, alluvioni e instabilità dei
prezzi alimentari, saranno più elevati alle basse latitudini, andranno
cioè a colpire di più i Paesi poveri.
FRONTE SALUTE: Il cambiamento climatico aggraverà le cattive condizioni di salute in molte regioni, soprattutto nei paesi in
via di sviluppo. Gli esempi includono maggiori probabilità di infortunio, di malattia e di morte a causa
di ondate di calore più intense e di
incendi; l’aumento della probabilità di denutrizione per il calo della produzione di cibo nelle regioni
povere; maggiori rischi di malattie
trasportate dall’acqua e trasmesse
da vettori.
TERRORISMO
Allarme in Libia: Sirte la nuova Raqqa
NEW YORK - Sirte la nuova
Raqqa. È uno degli incubi dei servizi di intelligence occidentali, che temono come la città nel
nordest della Libia possa diventare la nuova capitale dello Stato
islamico, base privilegiata da cui il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi
e la sua cerchia più stretta potranno continuare a seminare terrore,
a due passi dall’Europa. Anche se
dovessero essere cacciati via dalla Siria e dall’Iraq. A lanciare l’allarme due reportage pubblicati
su New York Times e Wall Street
Journal, che da Misurata danno un
quadro molto preoccupante della
situazione.
Con la Libia divenuta oramai
il primo Stato al di fuori di Iraq e
Siria dove l’Isis governa davvero.
Ha il controllo di una vasta area nell’est del Paese: quella di Sirte appunto, città natale di Gheddafi e roccaforte dell’ex rais. Una
regione che gli uomini dello Stato
islamico non solo hanno in pugno
grazie alla presenza di oltre 5.000
combattenti (fino a pochi mesi fa
si parlava di alcune centinaia), ma
che amministrano attraverso l’azione di emiri che impongono le
brutali regole del Califfato (dal divieto di fumare o ascoltare la musica all’obbligo del velo integrale
per le donne) e gestiscono le risorse. Queste ultime provenienti soprattutto dal petrolio, di cui
il Paese nordafricano è ricco. Ma
anche dal traffico di profughi.
Al momento i jihadisti controllerebbero oltre 250 chilometri di
costa libica, dalla città di Abugrein a ovest di Sirte (non lontano
da Misurata) a quella di Nawfaliya
a est. Ma le milizie dell’Isis punterebbero ora ancora più ad est, dove - spiegano fonti locali - la città di Ajdabiya rappresenta il nuovo obiettivo. La sua conquista infatti darebbe all’Isis il controllo di
un punto strategico, vitale per il
controllo dei campi e dei terminali petroliferi a sud della città.
Insomma, l’uccisione in un
raid aereo degli Usa di Abu Nabil
al-Anbari, inviato di al-Baghdadi
in Libia, non sembrerebbe aver intaccato le capacità del gruppo nel
Paese nordafricano, che approfitta sempre più delle divisioni che
ancora oggi impediscono in Libia
la costituzione di un governo di unità nazionale. Anzi, secondo fonti di intelligence occidentali - scrive il Nyt - uno dei rischi maggiori è che il gruppo dirigente dell’Isis, dal Califfo in giù, per sfuggire all’offensiva sempre più serrata
dei raid aerei su Raqqa e sulle altre roccaforti in Siria e in Iraq stia
preparando un “piano di emergenza”. Una ritirata proprio verso Sirte, che potrebbe diventare il
nuovo fulcro dello Stato islamico.
“Dalla Siria e dall’Iraq è in corso
un grande esodo della leadership
dell’Isis che si sta stabilendo in Libia”, spiega Omar Adam, a capo di
una delle principali milizie di Misurata.
EDITORE - Consorzio M.T.E.C. Consultants Italia,
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LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
6
ITALIA
LA TRAGEDIA
Giovanna Chirri
BANGUI - Le prossime consultazioni elettorali diano inizio ad una nuova fase della storia della Repubblica Centrafricana (Rc). Non
aver paura della “diversità etnica,
politica e religiosa”, apprezzando
invece “la meravigliosa diversità
del mondo”. Elogio degli sforzi della comunità internazionale per il
Centrafrica. Non poteva essere più
concreto, diretto e convinto, l’appoggio del Papa al Paese dilaniato
dai conflitti, colpito da una spaventosa crisi umanitaria, in cerca di un
percorso istituzionale che ridia vivibilità alla politica e alla vita.
Papa Bergoglio ha dato un sostegno più che esplicito ai centrafricani, già nel suo primo discorso pubblico, nel Palais de la Renaissance
di Bangui dove è giunto acclamato
per chilometri da una folla festante, scortato dai contingenti dell’Onu, percorrendo 4 chilometri in auto coperta e cinque in auto scoperta.
Le parole che ha pronunciato,
l’accoglienza che ha ricevuto, il discorso che gli ha rivolto davanti al
Corpo diplomatico il presidente di
transizione Catherine Samba-Panza mostrano che ha avuto ragione
lui a osare contro ogni timore per
la sicurezza questo viaggio a Bangui. L’apertura della porta santa nel
pomeriggio ha un significato fortissimo per i cattolici, ma la sua presenza e il discorso al Corpo diplomatico sono più che parlanti per
tutti i centrafricani.
Che il Papa sia andato al cuore
dei problemi e sia entrato nel cuore dei centrafricani si è capito anche dal discorso che gli ha rivolto
il presidente di transizione, Catherine Samba-Panza: «La sua visita è
una benedizione e una vittoria, della fede sulla paura, sull’incredulità
e una vittoria della compassione e
della solidarietà della chiesa universale».
Volontaria italiana
uccisa in Kenya
Il Ponteice a Bangui
LA VISITA
Repubblica Centrafricana,
bagno di folla per il Papa
«Il contesto politico del momento - ha detto la presidente - le minacce alla sicurezza reali o amplificate che hanno ostacolato i preparativi della sua visita e il risorgere in questi ultimi giorni di movimenti degli estremisti e dei terroristi con una violenza onnipresente,
avrebbero potuto scoraggiare di assumere il rischio di far tappa a Bangui». Al Palazzo de la Renaissance
papa Francesco ha anche reso la vi-
sita di cortesia alla presidente. Al
momento dello scambio dei doni,
la signora ha offerto due oggetti di
artigianato locale: una scatola di legno pregiato e un vassoio realizzato con ossa intrecciate. Papa Bergoglio ha ricambiato con un disegno
a penna su carta avorio che rappresenta la basilica di San Pietro in costruzione, eseguito da Pieter Coecke. Papa Francesco ha poi visitato il campo profughi di St.Sauveur,
che si trova vicino all’aeroporto e
che ospita circa 3.300 persone, soprattutto donne e bambini. Prima
di congedarsi dal campo profughi
il Papa ha invitato «tutti i centrafricani a fare qualcosa per la pace:
qualsiasi sia la cultura, la religione,
lo stato sociale, perché - ha detto tutti siamo fratelli, mi piacerebbe
che tutti insieme, proprio per questo fatto che siamo fratelli, vogliamo la pace».
NOVARA - È morta mentre tentava di proteggere la madre dall’attacco di un uomo armato di machete. L’ultimo atto di una vita consacrata all’aiuto degli altri.
Rita Fossaceca, 51 anni, medico a
Novara, è stata uccisa con un colpo di pistola a Mijomboni, un piccolo villaggio vicino a Malindi, in
Kenya, dove si trovava per conto
dell’associazione umanitaria internazionale For Life. Un gruppo di persone a caccia di denaro
ha fatto irruzione nella casa, all’ora di cena, e ha cominciato a picchiare i presenti. Rita ha ordinato
agli aggressori di fermarsi e con il
proprio corpo ha fatto scudo a Michelina, la mamma.
È stato allora che uno dei componenti della banda ha premuto il
grilletto. Il proiettile ha centrato il
medico nel petto. Ferito alla testa
e a una spalla il padre, Giovanni,
e, in modo non grave, due infermiere dell’ospedale Maggiore di
Novara, Monica Zanellato e Paola
Lenghini. Insieme a loro c’era anche uno zio di Rita, un sacerdote,
don Luigi di Lella.
Originaria di Trivento, paese in
provincia di Campobasso dove abitano ancora i familiari, Rita lavorava all’ospedale Maggiore di
Novara come responsabile della
radiologia interventistica nel reparto diretto da Alessandro Carriero. Ma era anche uno dei collaboratori più attivi di For Life, una
onlus fondata nel 2006 dallo stesso Carriero. Ed erano anni che, nel
tempo libero, volava in Kenya per
prestare servizio come volontaria.
Questa volta a Mijomboni, dove
ha trovato la morte.
VERBANIA
NORMAN ATLANTIC
La “Nonna d’Italia” compie 116 anni
Si inizia a svuotare il relitto
VERBANIA - Sorride e si guarda intorno quasi stupita da tanta attenzione. Emma Morano, la
“Nonna d’Italia”, ieri ha compiuto 116 anni e li ha festeggiati nella sua casa di vicolo San Leonardo, a Verbania, meta di un continuo viavai di persone. «Sto bene,
sto bene e finché va così me ne resto qui con voi. Sapete che ho una bella voce? Se volete vi canto
“Parlami d’amore Mariù”, la mia
canzone preferita».
In tanti hanno fatto gli auguri a
questa signora del 1899, la seconda persona più longeva al mondo. Papa Francesco le ha impartito una benedizione e le ha inviato il “testimonium del pellegrino”,
una placchetta raffigurante i santi
Pietro e Paolo svelata per la prima
volta dagli archivi della Biblioteca
Apostolica Vaticana.
Il presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, ha mandato un
telegramma: “Desidero felicitarmi
con lei per l’eccezionale traguardo, mai raggiunto prima da un italiano, dei 116 anni di vita. In questa
lieta circostanza formulo, anche a
nome di tutti gli italiani, i più affettuosi auguri e le invio i miei più
cordiali saluti”.
Emma Morano
Il sindaco di Verbania, Silvia
Marchionni, è andata a trovarla,
mentre nei giorni scorsi sono arrivati persino dal Giappone: una delegazione dal Sol Levante le
ha portato dei biscotti e i saluti di
Nabi Tajima, più giovane di lei di
un anno.
Emma ha cavalcato tre secoli. È
nata a Civiasco, nel vercellese, il
29 novembre 1899, quando il papa
era Leone XIII e in Italia - Paese unito da appena 38 anni - c’era il re
e il campionato di calcio era ap-
pena stato inventato. È
testimone di un mondo
senza radio, tv, senza telefonini e senza Internet
che oggi si fa fatica persino a concepire.
Dopo avere lavorato
allo iutificio Maioni e
nella cucina del Collegio Santa Maria di Verbania, si è ritirata.
Nella sua casa nel vicolo è seguita dai nipoti
e, da pochi mesi, anche
da una badante che resta con lei nel corso della notte.
Emma era la prima di
cinque sorelle, tutte morte dopo avere superato i
90 anni, e di tre fratelli. Sua mamma visse 91 anni, una zia toccò i
101.
Il segreto della longevità? Forse verrà decifrato dagli specialisti
della Harvard Medical School di
Boston, che due anni fa hanno ricevuto un campione del suo Dna.
Per adesso ci si accontenta della
spiegazione di chi la accudisce:
«Mangia poco e non si fa mancare
nulla, neppure le sue tre uova crude al giorno».
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BARI - Ad un anno dall’incendio
che il 28 dicembre scorso trasformò il Norman Atlantic in un relitto
alla deriva nel mare in tempesta al
largo dell’Albania, il traghetto potrebbe finalmente restituire i corpi almeno di alcuni dei 18 dispersi
che potrebbero essere rimasti nella sua “pancia”. Dispersi che si aggiungono alle 11 vittime accertate
del naufragio della motonave che
partì dalla Grecia diretta ad Ancona con circa 500 passeggeri.
Sono infatti cominciate le operazioni di svuotamento (tecnicamente “smassamento”) del traghetto ormeggiato nel porto di Bari, con le quali gli inquirenti puntano ad accertare le eventuali responsabilità connesse al naufragio,
e a ritrovare i corpi che mancano
all’appello.
«L’attività di svuotamento dalle
carcasse delle auto - dicono - è cominciata ieri sul ponte 5, quello più
esterno, e proseguirà nelle prossime settimane. Le vetture completamente distrutte dalle fiamme e
irrecuperabili, vengono direttamente mandate a smaltimento.
La fase più delicata sarà quella di svuotamento dei ponti 3 e 4,
dove gli inquirenti ipotizzano che
CHIAMA OGGI STESSO
sia scoppiato l’incendio e dove potrebbero esserci prove e cadaveri».
Il naufragio avvenne nei giorni
più freddi dell’inverno, con la neve che cadeva fitta e con il mare in
tempesta che complicò e ostacolò
le operazioni di soccorso e di recupero della nave, operazioni di soccorso che si protrassero per giorni dopo l’incendio. La magistratura
barese dovrà accertare se le condizioni del mare fossero troppo proibitive per affrontare la traversata, e
se a bordo vi fossero tutte le attrezzature di emergenza funzionanti.
Sul relitto, ormeggiato dal febbraio scorso di fronte al terminal
crociere del porto di Bari, è in corso da alcuni mesi un incidente probatorio chiesto dalla Procura per
accertare le cause dell’incendio, la
gestione delle fasi di salvataggio,
ma soprattutto la funzionalità di
tutti gli impianti a bordo.
Dopo l’apertura lo scorso giugno
del portellone di poppa, una serie
di sopralluoghi effettuati sul relitto da parte dei periti nominati dal
giudice e dalle parti, sono iniziati
anche gli accertamenti sulle due
scatole nere e sui computer di bordo.
CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
7
SPORTISSIMO
NAPOLI-INTER
Da Meazza
a Cavani, storia
di una sfida
sempre viva
Tracollo Roma
Giallorossi battuti in casa dall’Atalanta, adesso Garcia rischia davvero
LA GIORNATA
Prosegue la rimonta della Juve, oggi Napoli-Inter
ROMA - La sbornia di Barcellona
non è facile da digerire e la Roma
precipita in crisi facendosi battere
in casa 2-0 dall’Atalanta dopo una
gara sciatta e senza nerbo. Alle
sue spalle rimonta forte la Juve
che al Barbera, nel posticipo serale, fredda il Palermo (3-0) grazie
a un gol del solito Mandzukic, di
Sturaro e Zaza: 4ª vittoria di fila e
5º posto in classifica (a 24 punti),
davanti al Milan, e soprattutto un
messaggio chiaro al campionato.
In attesa del posticipo di oggi
della Fiorentina e del big match
Napoli-Inter, i giallorossi fanno
hakariri entrando in una crisi dalle conseguenze imprevedibili.
Nelle altre gare vittorie di Carpi, Udinese e Frosinone grazie
alle prodezze di Borriello, Thereau e Ciofani. Non ci sono Messi
e Suarez all’Olimpico, ma basta e
avanza Papu Gomez per mandare
in tilt la fragile difesa romanista.
Il ko non fa una piega e ora la so-
cietà dovrà ponderare bene i passi
da compiere vista l’evidente confusione che attanaglia ormai la
squadra.
Il buongiorno del resto si vede
già dal mattino: Dzeko non ha
fortuna in un paio di conclusioni,
Iturbe fa molto movimento ma
con poco costrutto. Pjanic ha una
buona opportunità ma gli ospiti
passano per il solito svarione arretrato: Digne rinvia male, Papu
Gomez avanza, Castan aspetta a
contrastarlo e il tiro improvviso
è splendido e si infila all’angolino.
Poi arrivano i fischi e l’Atalanta
con Maxi Moralez ha anche l’occasione per raddoppiare.
Garcia immette il giovane Sadiq, i giallorossi appaiono svuotati
e psicologicamente provati. Allo
scoramento si aggiungono gravi
errori che in contropiede consentono ai lombardi di chiudere
la partita. Papu Gpmez si invola
e Maicon lo stende: rosso e rigore
che Denis trasforma certificando
la crisi della Roma.
L’Atalanta dell’ex tecnico della
Lazio Reja fa un robusto passo
in avanti verso il centroclassifica. Dove si piazza anche l’Empoli, grazie ai tre punti conquistati
contro una Lazio meno balbettante del solito ma decisamente sfortunata: due i gol annullati (forse
ingiustamente) dall’arbitro Fabbri
di Ravenna e che mandano su tutte le furie la dirigenza biancoceleste.
Così la gara la decise un bel
colpo di testa di Tonelli che porta i toscani a 18 punti in classifica.
Molto combattute le altre tre partite pomeridiane: il Genoa fa harakiri nella gara interna col Carpi
cominciata in salita per l’espulsione di Pavoletti per un’inutile gomitata. I rossoblù passano subito
con Figueiras, ma nella ripresa
l’ingresso di Borriello sveglia gli
ospiti che pareggiano proprio con
l’esperto attaccante, che poi procura l’assist per Zaccardo che fa
rinascere le speranze di salvezza.
Nel derby del Nordest spettacolo ed emozioni con il Chievo
avanti con Paloschi, l’Udinese
che recupera e passa in avanti con
Thereau, poi arriva il pari che ristabilisce l’equilibrio con Inglese.
Alla fine il francese trova anche lo
spunto per il nuovo e definitivo
sorpasso.
Sembrava tutto fatto per il Frosinone con il Verona in dieci per
la folle gomitata di Rafael che procura rosso ed espulsione: Ciofani
trasforma e poi raddoppia, nella
ripresa i laziali si portano sul 3-0
ma poi il cuore del Verona prova
a fare il miracolo: Viviani e Moras
lanciano la rimonta che però non
si compie. Cambia molto nella lotta per non retrocedere. Il Verona
sembra già spacciato, il Carpi dà
segni di ripresa, il Frosinone comincia a respirare.
ROMA - Nella sfida tra super goleador argentini, Higuain e Icardi, e
tra tecnici italiani così diversi per
stile e storia, Sarri e Mancini, si disputa nel monday night all’italiana
il primo scontro al vertice con vista scudetto. L’Inter sembra essersi evoluta dall’1-0 seriale, il Napoli
colpisce quando vuole col suo attacco spietato ed è imbattuta da 17
gare viaggiando a ritmi da Bayern
e Barcellona. Due squadre dalla
difesa imperforabile e oggi i nerazzurri potrebbero accettare con
soddisfazione anche il pari.
Napoli-Inter ha meno appeal di
un derby o di un Milan-Juve ma è
tra i confronti storici del calcio italiano, illuminato nel tempo dalle
imprese di Sallustro, Altafini, Maradona e Cavani da un lato, Meazza, Lorenzi, Boninsegna, Milito
dall’altra. La nobiltà senza tempo
del confronto la testimonia la prima rete assoluta, segnata da un asso come Fulvio “Fuffo” Bernardini in un 3-0 esterno dell’Inter di 89
anni fa, il 3 ottobre 1926 completato da una doppietta del poliziotto
austriaco Anton Powolny. Un’epoca di bocconi amari per il Napoli che, dopo il primo successo per
4-1 con doppietta di Sallustro nel
1929, nel ritorno rimedia un 8-1 cui
il giovane talento Meazza collabora con una tripletta. Poi nel Napoli arrivano Altafini, Sivori ed ecco
il doppio 3-1 con doppiette di Altafini e Canè nel 1966 e nel 1969. È
del 1971 l’immagine indelebile della testa di Boninsegna che colpisce
il pallone e segna nell’impatto con
la suola di Panzanato, una foto che
dà ancora i brividi. Passano sette
anni ed ecco la finale di Coppa Italia all’Olimpico: capitan Bini confeziona il 2-1 in rimonta che consegna il trofeo all’Inter.
Poi nel 1980 si impone con un
punteggio d’altri tempi, 4-3 a Napoli (conduceva 3-0) con doppietta
di Muraro. A fine decennio epiche
battaglie tra i due superteam a guida carismatica, Matthaeus e Maradona: nel 1988 volata scudetto tra
le due rivali col tedesco che fissa il
2-1 alla 30ª firmando il 13º tricolore, ma l’anno dopo il 2-0 per i partenopei firmato Maradona e Careca dà la spinta per la vittoria al fotofinish sul Milan. Momenti di gloria prima di una fase di impasse,
dopo un 4-0 del 1996 l’Inter deve
attendere il 2005 per tornare a vincere, il Napoli passa per il purgatorio della B, risorge con De Laurentiis e da 10 anni è una sfida quasi
sempre al vertice.
Oggi fischio d’inizio al San Paolo alle 3 pm, due ore prima invece
scendono in campo Sassuolo e Fiorentina al Mapei-Stadium di Reggio Emilia.
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LUNEDI 30NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
8
SPORT
Palermo
0
76
23
6
12
7
18
28
10
16
20
11
91
53
34
4
3
25
27
33
21
8
Sorrentino
Struna
Goldaniga
Gonzalez
Lazaar
Chochev
Jajalo
Hiljemark
Brugman
Vazquez
Gilardino
Colombi
Alastra
El Kaoutari
Andelkovic
Rispoli
Maresca
Rigoni
Daprelà
Quaison
Trajkoviski
All Ballardini
Juventus
Struna
Goldaniga
Gonzalez
Jajalo
Chochev
5.5
5.5
5.5
6
5.5
5.5
6
5.5
5
5.5
5.5
sv
6
5.5
-
3
Sorrentino
Lazaar
Hiljemark
Brugman
Gilardino
Vazquez
Dybala
Evra
Mandzukic
Pogba Marchisio
Chiellini
Bonucci
Sturaro
Cuadrado
Barzagli
1
15
19
3
16
27
8
10
33
17
21
25
34
20
12
24
26
40
9
7
Buffon
Barzagli
Bonucci
Chiellini
Cuadrado
Sturaro
Marchisio
Pogba
Evra
Mandzukic
Dybala
Neto
Rubinho
Padoin
Alex Sandro
Rugani
Lichtsteiner
Vitale
Morata
Zaza
Buffon
6
6
6.5
6.5
6
6.5
6.5
6.5
6.5
6.5
6.5
6
6.5
6
-
All Allegri
IL POSTICIPO
Ancora Mandzukic, la Juve è tornata
PALERMO - La Juventus vince 3-0
a Palermo e centra il quarto successo consecutivo in campionato.
A spianare la strada, come mercoledì contro il Manchester City,
ci ha pensato ancora Mandzukic.
Dategli la palla giusta e Mario solleva se stesso e tutta la squadra. È
successo all’8’ del secondo tempo, quando il croato ha sovrastato
Struna nello stacco aereo e l’ha
messa dentro sul cross al bacio di
Dybala. Così i bianconeri balzano temporaneamente al 5° posto
e si portano a -3 dalla Roma. L’operazione rimonta, cominciata un
mese fa nel derby di Torino, prosegue rapidamente.
La Juve parte piano e cresce col
passare dei minuti, non abbastanza
da dare l’impressione di avere in
mano la partita. Allegri conferma
il 3-5-2 cambiando solo i due esterni rispetto alla gara di Champions
col City, dando fiducia a Cuadrado
dopo due esclusioni consecutive.
Ma il colombiano, meno incisivo
rispetto al solito, si accende solo
nel finale ed è più Evra a spingere. Gli unici pericoli, in ogni caso,
arrivano dalle fasce perché il 4-3-12 del Palermo chiude ogni spazio
al centro: Mandzukic spara a lato
sul cross basso di Evra, Bonucci si
divora una palla gol sugli sviluppi di un corner, Dybala conferma
che il colpo di testa non è tra i suoi
LE REAZIONI
Simone
Zaza
“
I giocatori della Juve festeggiano Mandzukic dopo il gol del vantaggio a Palermo
fondamentali preferiti mandando
fuori un bell’assist di Sturaro. Tiri
in porta, però, non se ne vedono
e anche Buffon fa quasi da spettatore: il Palermo pressa alto con
Brugman che, tra le linee, si occupa più di annullare Marchisio che
di verticalizzare, mentre uno dei
pochi lampi di Vazquez, in ogni
caso sempre molto attivo, produce
una chance per Hiljemark in avvio.
Portare più uomini sugli esterni
per allargare le maglie della difesa
del Palermo è la strategia giusta:
il gol che sblocca la partita nasce
così. Mandzukic salta più in alto
dell’avversario e segna di testa,
ma il merito è anche di Dybala che
si allarga a sinistra. A Palermo lo
sanno bene che “u picciriddu” è
tanto bravo a far gol quanto a regalare assist ai compagni. Ballardini
prova a cambiare le carte in tavola
ma ne ricava poco e, anzi, rischia
di subire il raddoppio. La Juve abbassa il baricentro, Allegri preferisce la velocità di Morata al fisico
di Mandzukic e si copre con Lichtsteiner al posto di Cuadrado. E la
quarta vittoria consecutiva arriva
senza patemi, anzi, arriva in scioltezza con il raddoppio di Sturaro, e
il tris di Zaza: è la nuova Juve.
INFEZIONE VIRALE
Paura per Zoff, ricoverato: «Ho parato anche questa»
ROMA - Dino Zoff, il mito del calcio italiano, l’uomo dal palmares
sconfinato, è malato: ricoverato
da alcune settimane in una clinica
romana “per un problema neurovegetativo”. Dopo i primi giorni
di paura la situazione sarebbe ora
sotto controllo. È lo stesso 73enne
campione friulano a rassicurare
tutti: «Sto abbastanza bene, ho
avuto delle complicanze di origine
virale che mi hanno un po’ scom-
bussolato ma sono sulla buona
strada», le parole dello storico n.1
della Nazionale che ringrazia per
le tante manifestazioni d’affetto
arrivategli nelle ultime ore: «Per
adesso l’ho parata - aggiunge Zoff
- Ringrazio i tantissimi che hanno
scritto di queste gentilezze».
Prima del diretto interessato,
anche Giovanni Malagò, capo dello sport italiano e amico personale
della bandiera azzurra aveva speso
parole di ottimismo sulla salute del
capitano del Mundial ‘82: «Vista la
mia amicizia e l’affetto con Dino
Zoff e la moglie Anna, conosco la
situazione sin dal primo giorno e
l’ho seguita costantemente. La prima cosa che mi sento di dire è che
voglio tranquillizzare tutti: siamo
assolutamente in via di miglioramento», la parole rassicuranti del
presidente del Coni. Il primo tweet di auguri del mondo del calcio
arriva dalla “sua” Juventus: “Zoff
è un uomo forte e una leggenda.
Tifiamo tutti per lui. #ForzaDino”,
si legge sul social web del club
bianconero. Ma l’affettuoso in bocca al lupo è trasversale e unisce
bianconeri e milanisti, romanisti e
interisti, torinisti, viola e rossoneri e tanti altri, tutti per un giorno
ad incitare la “bandiera” Dino Zoff,
monumento dello sport italiano,
sotto l’hashtag #ForzaDino.
Mi godo il
momento e
andiamo avanti
così. La squadra
è compatta, ci
hanno aiutato i
momenti difficili.
Obiettivo? Essere
fra le prime tre a
gennaio”
Davide
Ballardini
“
Per 60’
abbiamo fatto
una buonissima
partita, dopo
il loro gol era
difficile. Soglia
retrocessione?
Dobbiamo fare
belle partite e
punti, il problema
non esiste”.
CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
9
SPORT
CALCIO
KO CON L’ATALANTA
La Roma affonda all’Olimpico, Garcia trema
ROMA - Rudi Garcia aveva annunciato una Roma arrabbiata
per la figuraccia col Barcellona
e promesso una pronta riscossa.
Evidentemente gli manca il polso della squadra, scesa in campo
contro l’Atalanta senza nerbo e
senza gioco, meritando la netta sconfitta per 2-0 frutto della
peggior prestazione stagionale in
campionato. Un ko pesante, contro una squadra che non segnava
da tre giornate, che ha messo a
nudo gravi manchevolezze difensive e sterilità ofensiva quando
vengono a mancare Gervinho e
Salah. Poco ha aiutato il già debole carattere dei giallorossi in un
Olimpico quasi spettrale, muto e
gelido non solo per la temperatura, con la tifoseria che si è accesa
unicamente quando, alla ine del
primo e del secondo tempo, ha
ischiato sonoramente squadra e
tecnico.
Si prospetta una settimana dificile per il francese, già nel mirino della società e della critica.
Dovrà dare una sterzata netta prima della trasferta di domenica a
Torino e soprattutto della decisiva sida di Champions con il Bate
Borisov, il prossimo 9 dicembre.
Giocando così, gli ottavi sarebbero un miraggio. Le mosse odierne
di Garcia non hanno avuto alcun
ROMA-ATALANTA 0-2
Roma (4-3-3): De Sanctis 5.5,
Florenzi 5 (25’ st Maicon 5),
Manolas 5, Castan 5, Digne 4.5,
Pjanic 5, De Rossi 5, Nainggolan
5, Iturbe 5 (37’ st Torosidis sv),
Dzeko 4.5, I.Falque 4.5 (17’ st Sadiq 5.5). All.: Garcia 4.5
Atalanta (4-3-3): Sportiello
6, Raimondi 6, Paletta 6, Stendardo 5.5, Brivio 6.5, Grassi 6,
Cigarini 6 (26’ st Migliaccio 6),
Kurtic 6 (37’ st De Roon sv),
Moralez 6.5, Denis 6.5, Gomez 7
(43’ st Cherubin sv). All.: Reja 7
Arbitro: Calvarese di Teramo 6
Reti: nel pt 40’ Gomez; nel st
37’ Denis su rig.
Juan Manuel Iturbe, anche per lui ieri ennesima prestazione insuiciente
efetto: ha messo mano alla difesa, recuperando in porta il 38enne
De Sanctis al posto di Szczesny,
relegato in panchina insieme con
Ruediger, avvicendato a sua volta da Castan, quasi mai utilizzato
quest’anno. Rispetto alla gara del
Camp Nou, la fascia destra è stata
riaidata a Florenzi. Con De Rossi
guarito a far perno a centrocampo, in attacco il tridente Iturbe,
Dzeko e Iago Falque. Il risultato
non è stato quello atteso, dato che
la retroguardia ha fatto acqua da
tutte le parti. De Rossi non ha in-
ciso, Nainggolan ha spinto poco,
Pjanic era distratto e poco preciso mentre in avanti, con Iturbe
confusionario, gli altri due hanno
deluso completamente. Reja, che
con la Roma ha un conto aperto,
ha preferito Cigarini a De Roon
al centro e sopperito all’assenza
al’ultimo minuto di Pinilla con
Denis, schierati davanti a Maxi
Moralez e Gomez.
E proprio il Papu Gomez ha castigato i giallorossi alla ine di un
primo tempo di rara bruttezza,
proprio, quando sembrava che la
Roma si fosse svegliata dalla catalessi grazie ad un paio di giocate
più precise e alle conclusioni pericolose di Dzeko al 35’ e Iturbe
un minuto dopo. È stato proprio
Digne, uno dei più attivi ino ad
allora tra i giallorossi sulla fascia
sinistra, a regalare all’argentino
una palla d’oro sbagliando disimpegno. Gomez, alla quarta rete
stagionale, non ha sprecato l’occasione.
Nella ripresa, la Roma ha aumentato il ritmo, siorando il gol
all’8’, quando Cigarini ha salvato
sulla linea un colpo di testa di Pjanic deviati da Paletta. Al 16’ però
è stato De Sanctis a evitare il 2-0
parando alla grande su Moralez
lanciato a rete, in fuorigioco non
segnalato. Garcia ha tolto l’inutile
Falque per il giovane Sadiq e quindi Florenzi per inserire Maicon,
ma la musica non è cambiata. Il
gioco è continuato a latitare e l’inevitabile è accaduto al 36’, quando Maicon ha abbattuto in area
Gomez ed è stato espulso, mentre Denis ha siglato il raddoppio
chiudendo la partita.
AL CASTELLANI
Tonelli match-winner, quarta sconfitta esterna di fila per la Lazio
EMPOLI (Firenze) - Continua il
momento nero della Lazio. A Empoli basta un gol, segnato dopo
appena cinque minuti da Tonelli,
a piegare i biancocelesti che, nonostante l’arrembaggio durato per
tutto il secondo tempo, non sono
riusciti a trovare il pareggio. O
meglio, la palla ha superato la linea di porta un paio di volte, ma
l’arbitro Fabbri di Ravenna in entrambi i casi ha annullato la rete:
nel primo caso per fallo su portiere, nel secondo per un fuorigioco
tutto da valutare. Episodi su cui la
dirigenza biancoceleste ha molto
polemizzato con il direttore di
gara. Sta di fatto che per la Lazio
la crisi è adesso conclamata con
la quarta sconitta consecutiva in
trasferta, un punto in cinque partite per la squadra di Stefano Pioli
che adesso sembra ancora di più
sulla graticola. Eppure nella ripresa il migliore in campo è stato
Skorupski, portiere empolese di
proprietà della Roma che, come
il regista Paredes, in questa gara
ha trovato motivazioni da derby
uscendone come migliore in campo. Una prestazione da 8 con una
super parata su un colpo di testa
ravvicinato di Klose che di fatto
vale quanto un gol.
Che per la Lazio si potesse mettere male si era capito già dopo
pochi minuti. Il gol infatti è arrivato al primo corner: traversone
di Paredes in mezzo all’area dove
Tonelli ha preso la rincorsa e di
testa si è tufato a centro area
concludendo, in modo preciso e
potente, alla destra di Marchetti.
Lazio impietrita e tifosi subito a
contestare il presidente Lotito e
i giocatori. Il primo tiro laziale
arriva al 21’ con Milinkovic Savic,
un sinistro su cui Skorupski controlla, stesso discorso al 24’ su tiro
di Djordjevic. Pericolosa ancora
la Lazio con Biglia al 30’ su punizione, palla fuori di poco sopra la
traversa. Nel inale un paio di occasioni: al 41’ Candreva non trova
di poco la porta in sforbiciata; al
46’ Maccarone si libera di Basta
e calcia di potenza sul secondo
palo, palla che siora il sette.
Nella ripresa c’è un’altra Lazio
in campo: al 2’ Radu tira di sinistro, va a siorare la traversa ma
Skorupski mette in corner, l’arbitro sbaglia anche qui non concedendolo. Sarà la ripresa del
portiere polacco, grande protagonista: al 14’ grande parata su Djor-
djevic di sinistro al volo. Pioli prova a scuotere la squadra inserendo
Klose e Anderson e giocando col
3-4-3 con Candreva quarto attaccante esterno. Giampaolo corre ai
ripari: entra Zambelli al posto di
Livaja. Al 21’ primo gol annullato
alla Lazio: su azione di corner la
palla resta nell’area piccola dopo
un tocco di Djordjevic, Skorupski
mette le mani sulla sfera ma Klose
in scivolata mette in rete. Fabbri
annulla per fallo sul portiere. Al
43’ secondo gol annullato alla Lazio: cross di Basta per Matri, tocco per Klose che insacca sfruttando l’uscita a vuoto di Skorupski.
Fabbri ferma tutto per fuorigioco.
È l’occasione che fa più arrabbiare
la dirigenza laziale. Ma il risultato non cambia e l’Empoli porta a
casa tre punti d’oro.
EMPOLI-LAZIO 1-0
Empoli (4-3-1-2): Skorupski 8,
Laurini 6,5, Tonelli 7, Costa 6,5,
Mario Rui 6,5, Zielinski 6, Paredes 6,5, Buchel 6, Saponara 6 (8’
st Krunic sv, 24’ st Pucciarelli
5,5), Maccarone 6, Livaja 6 (19’ st
Zambelli 6). All.: Giampaolo 7
Lazio (4-4-1-1): Marchetti 6,
Basta 6, Hoedt 6, Mauricio 6,
Radu 5,5 (12’ st Klose 6,5), Biglia
6, Milinkovic Savic 5 (12’ st Anderson 6), Parolo 6,5, Candreva
5,5, Lulic 5,5, Djordjevic 6 (29’ st
Matri 6). All.: Pioli 6
Arbitro: Fabbri di Ravenna 6,5
Reti: 5’ pt Tonelli
Ammoniti: Paredes, Livaja, Tonelli per gioco scorretto
Spettatori: 9.362
SFIDA SALVEZZA
Tre punti d’oro per il Frosinone, il Verona si sveglia troppo tardi
FROSINONE - Il Frosinone, con
tanto patos nei titoli di coda, porta
a casa tre punti meritati ma onore
al Verona che lascia in Ciociaria
una grande fetta di Serie A dopo
aver dato tutto ino all’ultimo secondo.
Per gli scaligeri protagonista negativo il portiere Rafael che al 19’
del primo tempo dopo aver recuperato un traversone, ostacolato
da Paganini, ha reagito in maniera
incomprensibile, riilando una gomitata al tornante di Stellone. Per
Rizzoli nessuna esitazione, rosso
diretto e rigore. In porta è subentrato Gollini che ha quasi preso il
rigore di Daniel Ciofani. Lo stesso
attaccante ha poi raddoppiato di
testa bruciando sul tempo Moras.
A inizio ripresa il tris giallazzurro con Dionisi, terminale di
una bella combinazione Sammarco-Daniel Ciofani. Tutto deciso?
Assolutamente no. Al 24’ Viviani
su punizione dal limite ha bruciato i guantoni di Leali. La squadra
di Mandorlini sullo slancio, ap-
proittando di un vistoso calo di
concentrazione del Frosinone, su
angolo di Viviani al 31’ con Moras,
complice una incertezza di Leali,
ha ridotto ulteriormente il divario.
Da questo momento la partita,
con il Verona, ricordiamolo in 10,
è diventata una battaglia. Veronesi con Toni e Pazzini, subentrato
a inizio ripresa, a cercare spazi in
area frusinate e questi ultimi a riorganizzarsi per portare più alto
il loro baricentro. Al 38’ una botta
incredibile di Hallfredsson ha fatto tremare il “Matusa”, poi un paio
di ripartenze dei ciociari mal gestite. Alla ine il boato liberatorio
dei tifosi di casa. Il Frosinone ha
scavalcato il Bologna e accorciato
su Genoa e Chievo.
Frosinone (4-4-2): Leali 5, Rosi
6, Diakité 6.5, Blanchard 6.5 (16’ st
Bertoncini 5), Crivello 6, Paganini
6.5, Gori 7, Sammarco 6.5, Soddimo 6 (28’ st Frara 6), Dionisi 6.5,
Daniel Ciofani 7 (20’ st Castillo 5).
All.: Stellone 6.5
Verona (4-3-3): Rafael 3, Pisano 5,
Bianchetti 5, Moras 6, Souprayen
6.5, Ionita 5 (11’ st Greco 6), Viviani 6.5, Hallfredsson 6, Siligardi 6
(20 pt Gollini 6,5) Toni 6.5, Gomez
5 (46’ Pazzini 5). All.: Mandorlini 6
Arbitro: Rizzoli 6.5
Reti: nel pt 20’ (rig.) e 40’ Daniel
Ciofani; nel st 4’ Dionisi, 24’ Viviani, 31’ Moras
Ammoniti: Souprayen, Blanchard, Viviani, Hallfredsson e
Moras
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LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
10
SPORT
SAMPDORIA TRAVOLTA
Poker rossonero, Sinisa ritrova il suo Milan
MILANO - Una donna capricciosa intriga e non annoia, aveva detto Adriano Galliani riprendendo la
metafora di Mihajlovic: il Milan di
sabato è stato vivo, divertente, non
ha deluso e soprattutto non ha fatto i capricci.
I rossoneri trovano un grande
Niang che dimostra di aver imparato la lezione di Genova, presentandosi in campo come un giocatore maturo e scafato a dispetto dei
sui 21 anni. È lui il protagonista, il
mattatore e l’uomo gol ed è un peccato che Silvio Berlusconi non sia
venuto a San Siro a godersi un Milan pimpante ispirato dal giovane
attaccante francese. Il presidente
sognava una squadra giovane e italiana e la sua idea si sta facendo
largo. Donnarumma è titolare stabile anche se all’inizio della partita si prende un grande rischio con
un passaggio sfortunato che lo costringe a travolgere Eder. Niente di
grave solo un’occasione persa per
la Samp.
Il Milan sale subito in cattedra e
già al 5’ fa capire che sarà la sua serata: Niang fa partire un velenoso
cross che taglia l’area e si spegne
sul fondo. Poco dopo, all’8’, Cerci
va in gol su una respinta di Viviano ma la rete viene annullata per
fuorigioco dell’attaccante rossonero. Prove tecniche di gol che arriva al 16’ e porta la irma di Jack Bo-
M’Baye
Niang:
primo gol
in campionato
per lui
con la maglia
del Milan
e prima
doppietta
in rossonero
naventura che mette in rete un pallone perfetto pennellato per lui da
Niang. Meritato vantaggio del Milan che sbaglia poco o niente: veloce, aggressivo, solido e inalmente cinico. I blucerchiati sembrano
non avere la forza di reagire: Eder
si spegne, Fernando è assente ingiustiicato, Muriel non pervenuto, De Silvestri deve trovare la forma dopo la lunga assenza. Errori e rassegnazione per la squadra
di Montella che ha davvero tanto
da lavorare. Il Milan macina occa-
sioni con Niang, Romagnoli e Cerci. Nella Sampdoria si mette in evidenza Soriano che al 25’ semina il
panico in area cercando il triangolo con Muriel. L’azione non si concretizza e il Milan riprende a spingere alla ricerca del raddoppio.
La carica dei rossoneri viene premiata al 37’ quando l’arbitro assegna un rigore per un plateale fallo
di De Silvestri che trattiene Bonaventura. Trasforma Niang, freddo
e preciso nel calciare dal dischetto.
La Sampdoria è tramortita e in
apertura di ripresa il Milan fa tris
ancora con Niang: dopo due occasioni, irma la sua prima doppietta in rossonero grazie a uno splendido destro che traigge Viviano. Il
Milan prosegue in scioltezza, si diverte e fa divertire il pubblico. La
Sampdoria si sgretola, vani i tentativi non troppo convinti di Soriano
ed Eder. A servire il poker ci pensa Luiz Adriano, appena entrato al
posto di Niang: stop di petto e tiro al volo del centravanti brasiliano che sfrutta al meglio l’imbecca-
GRANATA
MILAN-SAMPDORIA 4-1
Milan (4-4-2): Donnarumma
6; Abate 6, Alex 6, Romagnoli
6, Antonelli 6; Cerci 6.5 (35’ st
Honda 6), Kucka 6 (8’ st Poli
5.5), Montolivo 6.5, Bonaventura
7; Bacca 6, Niang 7.5 (29’ st Luiz
Adriano 7). All. Mihajlovic 7
Sampdoria (4-3-1-2): Viviano
5; De Silvestri 5 (19’ St Pedro
Pereira 5), Silvestre 5, Regini 5,
Mesbah 5; Ivan 5 (29’ st Palombo
5.5), Fernando 4.5, Barreto 5; Soriano 5; Muriel 5 (18’ st Bonazzoli 5), Eder 5.5. All. Montella 5
Arbitro: Doveri di Roma 6
Reti: nel pt 16’ Bonaventura, 38’
Niang (R); nel st 4’ Niang, 34’
Luiz Adriano, 42’ Eder (rigore)
ta di Cerci.
Per la Samp gol della bandiera
al 42’: arriva su rigore per un fallo di Poli su Eder che poi trasforma dagli undici metri. Il Milan risale la corrente e forse sta per lasciarsi deinitivamente alle spalle il periodo dell’instabilità cronica e dei tentennamenti psicologici: gli obiettivi riprendono forma e
sostanza, i rossoneri si avvicinano
alla zona Champions con 23 punti
in classiica, migliora il gioco e cresce la iducia.
TORINO-BOLOGNA 2-0
Si sblocca il “Gallo” Belotti, il Toro stende il Bologna
TORINO - Il Torino sofre contro
un Bologna coriaceo, anche se rinunciatario, e torna alla vittoria
casalinga. Tre punti pesanti grazie
alla prima rete stagionale del ‘Gallo’ Belotti, sporcato da un dubbio
controllo col braccio, e al raddoppio nel recupero di Vives, alla centesima gara con la maglia granata.
Per mister Donadoni è la prima
sconitta da quando si è accomodato sulla panchina emiliana.
Risultato giusto, nel complesso,
se si considera la mole di gioco
espressa dalle due squadre, con un
Torino più intraprendente, sospinto dalla bella prova sulle fasce di
Molinaro e Bruno Peres, e un Bologna eccessivamente rinunciatario.
Troppo poco per impensierire un
Torino tornato sui livelli di inizio
stagione, al secondo successo consecutivo dopo il colpo in trasferta
con l’Atalanta.
Fin dalle prime battute di gioco
l’atteggiamento delle due squadre
era evidente, con il Torino aggrappato alle iniziative degli esterni e
il Bologna, ben schierato da Donadoni, più preoccupato a chiudere
gli spazi che a proporsi in attacco.
Eppure il primo brivido l’aveva
data una giocata di Giaccherini,
con Molinaro a chiudere provvi-
denzialmente su Mancuso lanciato
a rete, che ha protestato per l’eccessiva foga del giocatore granata.
Poi il Torino ha iniziato a macinare
gioco, e a gestire la partita, senza
però riuscire a sbloccarla.
Nella ripresa è sempre il Torino
a fare la partita, con Quagliarella
che di testa spedisce sulla traversa
un cross di Molinaro prima di lasciare spazio a Maxi Lopez, fresco
di rinnovo contrattuale. L’attaccante argentino è entrato subito
in partita, andando a rincorrere
l’avversario e facendo da sponda a
Belotti. La sponda vincente, però,
è stata proprio quella del ‘Gallo’, al
CHIEVO KO
30’: stop a seguire che fulmina Maietta e bolide sul primo palo che
Mirante vede soltanto passare.
E’ la zampata che spezza l’equilibrio della gara e dà iducia ai
padroni di casa che, a diferenza
di altre partite, mantengono il controllo della partita e non si fanno
prendere dall’afanno. In pieno recupero arriva il gol della tranquillità. A realizzarlo è Giuseppe Vives,
35 anni e una vita da gregario, che
inila Mirante con un tiro angolatissimo dalla linea del fondo. La
vittoria interrompe la serie positiva del Bologna e rilancia le ambizioni granata.
Torino (3-5-2): Padelli 6, Bovo
6, Glik 6, Moretti 6, Peres 6.5,
Acquah 6, Vives 7, Baselli 6,
Molinaro 6, Quagliarella 6 (23’
st Maxi Lopez 6), Belotti 6.5.
All. Ventura 6
Bologna (4-3-3): Mirante 5.5,
Rossettini 6, Maietta 5, Gastaldello 6, Masina 6, Donsah 5.5
(34’ st Mounier sv), Diawara
6, Brighi 6, Giaccherini 5.5 (9’
st Brienza), Mancosu 5.5 (18’ st
Acquafresca), Rizzo 5. All. Donadoni 5.5
Arbitro: Ghersini di Genova
5.5
Reti: nel st 30’ Belotti, 47’ Vives
GENOA BEFFATO
Gol e spettacolo al Bentegodi, passa l’Udinese Il Carpi rimonta e sorride con l’ex Borriello
VERONA - Spettacolo al Bentegodi, cinque
gol, un palo per parte, tante occasioni e giocate da applausi. Alla ine festeggia l’Udinese guidata da uno straordinario Thereau. Al
26’ Meggiorini se ne va via sulla destra, mette in mezzo per Birsa che viene prima murato e poi colpisce la traversa. Alla ine, il più
lesto ad arrivare sul pallone è Paloschi che
da due passi non sbaglia. In chiusura di frazione Widmer scende sul fondo e la mette in
mezzo dopo un’avvolgente azione friulana,
interviene Frey che però svirgola e traigge
il suo portiere. La partenza della ripresa è uno shock per il Chievo. L’Udinese conquista
palla e riparte velocissima sulla destra con
Aguirre. Palla al centro, conclusione svirgolata da Iturre che trova però Thereau che di
tacco irma il vantaggio ospite. A rimettere
le cose a posto ci pensa il neo entrato Ingle-
v
se che controlla un suggerimento di Rigoni,
si gira ed esplode un gran destro che s’insacca nel sette. Poi Di Natale fa passare un gran
pallone per Thereau che entra in area di rigore e supera Bizzarri con un grandissimo
tocco sotto.
Chievo (4-3-1-2): Bizzarri 6, Frey 5,5, Gamberini 5,5, Cesar 5,5, Gobbi 6, Castro 5,5, Rigoni 6, Hetemaj 6, Birsa 6 (26’st Pepe 6) Meggiorini 6 (16’st Inglese 7), Paloschi 6 (21’st
Pellissier 6). All: Maran 6
Udinese (3-5-2): Karnezis 6, Piris 5,5, Danilo 6, Felipe 5,5, Widmer 6, Badu 6, Lodi 6, Iturra 6 (18’st Bruno Fernandes 6), Edenilson
6 (33’st Adnan 6), Aguirre 6 (27’st Di Natale
6,5), Thereau 8. All: Colantuono 6,5
Arbitro: Gervasoni di Mantova 6
Reti: 25’pt Paloschi, 42’pt Frey (aut), 1’st
Thereau, 27’st Inglese, 35’st Thereau
GENOVA - Impresa del Carpi che in rimonta espugna il Ferraris battendo il Genoa al
termine di una gara combattuta e segnata
soprattutto dall’espulsione di Pavoletti dopo appena cinque minuti per una gomitata
a Gagliolo. Una vittoria, la prima in trasferta, che permette agli uomini di Castori di abbandonare l’ultimo posto della classiica. Sida che si anima subito al 5’ del primo tempo.
Pavoletti e Gagliolo ingaggiano un match in
area ospite con l’attaccante del Genoa che si
è liberato della marcatura stretta del giocatore avversario con una gomitata. Gagliolo
termina a terra e rosso per Pavoletti. Nonostante l’inferiorità numerica i rossoblù dopo
appena sessanta secondi passano in vantaggio con Figueiras che, decentrato, batte con
un preciso rasoterra diagonale Belec inilando il pallone nell’angolino più lontano. Sot-
Pascale v Di Poce v Iadipaolo
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to di un gol, ma con un uomo in più Castori passa così al 4-3-3. Nessun cambio nell’intervallo ma al 6’ Castori si gioca la carta Borriello. E l’ex di turno prima batte Perin al 13’
con un preciso diagonale, poi al 36’ ofre l’assist a Zaccardo per il 2-1 deinitivo.
Genoa (3-4-3): Perin 6.5, Izzo 5.5, Burdisso
6.5, Ansaldi 6, Figueiras 6.5 (43’ pt De Maio
5.5; 25’ st Pandev 4), Rincon 6.5, Costa 5.5 (15’
st Ntcham 5), Laxalt 6 ,Gakpé 6, Pavoletti 4,
Lazovic 6. All.: Gasperini 5.5
Carpi (4-4-1-1): Belec 6.5, Zaccardo 7, Romagnoli 6, Gagliolo 6, Letizia 6, Pasciuti 6,
Coie 6.5, Lollo 6, Martinho 5.5 (9’ st Di Gaudio 6), Matos 5.5 (6’ st Borriello 7.5), Mbakogu 5.5 (30’ st Lasagna 6). All. Castori 6.5
Arbitro: Gavillucci di Latina 5.5
Reti: nel pt 8’ Figueiras, nel st. 13’ Borriello,
35’ Zaccardo
v Telephone: (905) 850-8550
v
v Toronto Line: (416) 746-7420
v Telefax: (905) 850-9998
3800 Steeles Avenue West, Suite 300, Vaughan, Ontario, Canada L4L 4G9A
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CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
11
SPORT
SERIE B
Crollo Cagliari, il Crotone ora è a un punto
ROMA – Il Cagliari manca l’occasione per restare in fuga. Crolla sorprendentemente a Brescia
e viene riavvicinato dal Crotone,
vittorioso nel primo anticipo a La
Spezia. Scivola al 3° posto il Bari
che non va oltre l’1-1 a Como, sale
il Novara che rende amara la prima di Mutti sulla panchina del Livorno. Un risultato che consente
di mettere un piede in zona playof anche al Perugia, che passa in
rimonta ad Avellino, e all’Entella che espugna Modena. In coda, bella boccata d’ossigeno per
il Lanciano, che supera il Latina,
e per la Ternana che con un gol
per tempo piega il Vicenza. Negli
altri anticipi, importanti successi del Cesena sul Pescara e della
Pro Vercelli a Salerno. Finisce 00 il posticipo tra Ascoli e Trapani.
Brescia-Cagliari 4-0 - Clamoroso scivolone della capolista Cagliari a Brescia. I sardi crollano
nella ripresa subendo al primo affondo (47’) il gol di Caracciolo. Al
57’ Kupisz raddoppia prima del 30 irmato Embalo e del poker irmato al 93’ ancora da Kupisz.
Como-Bari 1-1 - Il Bari non va oltre l’1-1 a Como e lascia il Crotone da solo al 2° posto. Passano in
vantaggio i padroni di casa al 53’
con un colpo di testa di Ganz, ma
al 70’ De Luca batte Scufet e pareggia.
Livorno-Novara 0-1 - Il Novara
espugna Livorno e rende amaro il
ritorno in panchina di Mutti. I labronici sciupano una buona occasione in avvio con Moscati e iniscono per essere puniti al 43’ da
Gonzalez che scavalca Da Costa
in uscita con un bel tocco di sinistro.
Avellino-Perugia 1-2 - Il Perugia espugna in rimonta Avellino
e mette un piede in zona playoff. Sono gli irpini a passare in vantaggio al 35’ con un destro al volo
da fuori area di Gavazzi, ma il Pe-
MARCATORI
Mandzukic
e Zaza
salgono a due
I giocatori del Crotone festeggiano il successo di La Spezia che li riavvicina alla vetta
rugia non ci sta e al 49’ pareggia
con Di Carmine. L’Avellino accusa
il colpo e al 65’ incassa l’1-2, opera di Parigini.
Modena-Entella 0-1 - Colpo
grosso dell’Entella che passa con
autorevolezza al Braglia, inilando il 10° risultato utile di ila. Il
gol-vittoria lo realizza Caputo al
79’ con un destro ravvicinato su
cross dalla sinistra di Costa Ferreira.
Virtus Lanciano-Latina 2-1 - Il
Lanciano piega nel inale il Latina e porta a casa tre punti vitali
in chiave salvezza. A sbloccare il
risultato è Piccolo al 10’ con una
bella azione personale. Gli ospiti
pareggiano al 41’ con un colpo di
testa di Acosty, poi al 57’ i pontini sbagliano un rigore con Corvia
che calcia alto ma malgrado l’inferiorità numerica per l’espulsione al 69’ di Di Cecco trova il 2-1 al
75’ ancora con Piccolo che trasfor-
ma un altro rigore.
Ternana-Vicenza 2-0 - Con un
gol per tempo la Ternana spazza via un irriconoscibile Vicenza e mette la testa fuori dalla zona retrocessione. Gli umbri partono forte e passano in vantaggio al
25’ con un colpo di testa di Ceravolo. Il raddoppio arriva al 51’ con
Falletti che conclude una bella azione personale.
Spezia-Crotone 0-1 - Comincia
dunque con una sconitta interna l’avventura di Mimmo Di Carlo sulla panchina dello Spezia. Il
Crotone passa 1-0 con un rigore trasformato da Stoian al 13’ del
primo tempo e concesso per un
fallo di mano di Milos sul cross di
Ricci.
Cesena-Pescara 1-0 - Dopo tre
turni torna alla vittoria il Cesena,
grazie al gol dell’ex Ragusa. Col
Pescara inisce 1-0 con la formazione di Drago spesso pericolo-
sa, spinta da un Sensi incontenibile che batte anche la punizione da
cui nasce il gol decisivo di Ragusa.
Salernitana-Pro Vercelli 1-2 - La
Pro Vercelli espugna l’Arechi di
Salerno prevalendo per 2-1. Dieci
minuti e l’incontro si sblocca con
Mustacchio che porta avanti gli ospiti. Il bomber salernitano Donnarumma segna il momentaneo
pareggio al 63’ ma è ancora Mustacchio a condannare la squadra
di Torrente al 78’.
Ascoli-Trapani 0-0 - Ascoli e
Trapani chiudono sullo 0-0 il posticipo di Serie B. Il primo pericolo arriva all’8’ della ripresa quando Cacia colpisce il palo di testa,
dopo la deviazione del portiere
del Trapani Nicolas. La replica dei
siciliani è aidata ad un tiro di Nadarevic al 26’, che inisce di poco
al lato. Succede ben poco nel prosieguo ed il match scivola sul pareggio a reti bianche.
10 reti: Higuain (Napoli), Eder (3
rigori-Sampdoria).
9 reti: Kalinic (Fiorentina).
7 reti: Insigne (Napoli).
6 reti: Bacca (Milan); Gervinho e
Pjanic (1) (Roma).
5 reti: Pavoletti (Genoa); Dybala
(1-Juve); Salah (Roma); Paloschi
(Chievo); Thereau (Udinese).
4 reti: Gomez (Atalanta); Saponara (Empoli); Ilicic (4-Fiorentina); Dionisi (Frosinone); Icardi (Inter); Felipe Anderson (Lazio); Muriel (Sampdoria); Babacar (1-Fiorentina); Baselli, Quagliarella (Torino).
3 reti: Pinilla (Atalanta); Mounier (Bologna); Borriello (Carpi); Meggiorini e Inglese (Chievo); Maccarone (Empoli); Ciofani (Frosinone); Jovetic (1-Inter);
Gakpe (Genoa); Biglia (1-Lazio);
Bonaventura e Luiz Adriano (Milan); Allan (Napoli); Hiljemark
(Palermo); Dzeko (2-Roma); Soriano (Samp); Floro Flores e Sansone (Sassuolo); Gilardino (Palermo); Badu, Zapata (Udinese).
2 reti: Denis (1-Atalanta); Destro (1), Masina, Giaccherini (Bologna); Matos (Carpi); Birsa, Castro (Chievo); Buchel, Pucciarelli (Empoli); Alonso (Fiorentina);
Blanchard (Frosinone); Laxalt
(Genoa); Perisic (Inter); Mandzukic, Zaza e Pogba (1-Juventus);
Djordjevic, Matri e Kishna (Lazio); Niang (1-Milan); G. Gonzalez (Palermo); Florenzi (Roma);
Berardi (1), Defrel, (Sassuolo);
Bovo, M. Lopez (1-Torino); E. Pisano (Verona).
LE CLASSIFICHE
Celebriamo il 30.mo Anniversario
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SERIE B - 15ª GIORNATA
SERIE A - 14ª GIORNATA
SQUADRA PUNTI
Inter*
Fiorentina*
Napoli*
Roma
Juventus
Milan
Sassuolo*
Atalanta
Torino
Lazio
Udinese
Empoli
Sampdoria
Chievo
Genoa
Palermo
Frosinone
Bologna
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Verona
30
28
28
27
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9
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G
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1
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Chin Building
622 College St #204
Toronto M6G 1B6
416 924 5033
RISULTATI
Torino-Bologna
2-0
Milan-Sampdoria
4-1
Roma-Atalanta
0-2
Chievo Udinese
2-3
Genoa-Carpi
1-2
Frosinone-Verona
3-2
Empoli-Lazio
1-0
Palermo-Juventus
0-3
Sassuolo-Fiorentina oggi 1 pm
Napoli-Inter
oggi 3 pm
PROSSIMO TURNO
VENERDÌ 4 DICEMBRE
Lazio-Juventus
2.45 pm
SABATO 5 DICEMBRE
Torino-Roma
9 am
Inter-Genoa
2.45 pm
DOMENICA 6 DICEMBRE
Bologna Napoli
6.30 am
Atalanta-Palermo
9 am
Fiorentina-Udinese
Frosinone-Chievo
Verona-Empoli
Sampdoria-Sassuolo
12 pm
Carpi-Milan
2.45 pm
SQUADRA PUNTI
Cagliari
32
Crotone
31
Bari
29
Cesena
27
Novara (-2) 25
Pescara
24
Brescia
23
Perugia
21
Livorno
21
Entella
21
Pro Vercelli 20
Trapani
20
Vicenza
19
Latina
17
Spezia
17
Avellino
16
Ternana
16
Salernitana 15
Modena
15
Lanciano (-1) 14
Ascoli
14
Como
9
G
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
15
V
10
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15
21
24
14
20
13
12
19
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14
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16
17
11
12
11
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13
9
18
23
8
15
14
14
20
18
20
23
25
22
23
19
16
20
27
RISULTATI
Avellino-Perugia
Brescia-Cagliari
Cesena-Pescara
Como-Bari
Lanciano-Latina
Livorno-Novara
Modena-Entella
Salernitana-Pro Vercelli
Spezia-Crotone
Ternana-Vicenza
Ascoli-Trapani
1-2
4-0
1-0
1-1
2-1
0-1
0-1
1-2
0-1
2-0
0-0
PROSSIMO TURNO
VENERDÌ 4 DICEMBRE
Virtus Entella-Brescia
1 pm
Perugia-Modena
3 pm
SABATO 5 DICEMBRE
Crotone-Cesena
9am
Latina-Livorno
Pescara-Spezia
Pro Vercelli-Ternana
Bari-Ascoli
Trapani-Avellino
Novara-Virtus Lanciano
DOMENICA 6 DICEMBRE
Vicenza-Salernitana
9am
Cagliari-Como
11.30 am
LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
12
SPORT
LEGA PRO Girone A
13ª giornata
Alessandria-Giana Erminio
Cittadella-Reggiana
Cuneo-Lumezzane
Pavia-Mantova
Pro Patria-Padova
Pro Piacenza-Bassano
Sudtirol-Cremonese
AlbinoLeffe-Renate
FeralpiSalò-Pordenone
Cittadella
Alessandria
FeralpiSalò
Pavia
Bassano
Cremonese
Reggiana
Sudtirol
Pordenone
Cuneo
Giana Erminio
Padova
Pro Piacenza
Lumezzane
Mantova
AlbinoLeffe
Renate
Pro Patria
P
26
24
24
22
21
21
20
20
19
19
17
15
15
13
13
11
9
3
G
13
13
13
13
13
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13
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13
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13
13
13
13
V
7
7
7
6
5
5
5
5
4
6
4
3
3
4
3
3
1
0
LEGA PRO Girone B
LEGA PRO Girone C
13ª giornata
13ª giornata
1-0
2-1
2-0
2-2
0-0
1-1
1-1
1-0
2-1
Ancona-Pontedera
Arezzo-Lupa Roma
Carrarese-Pistoiese
Savona-Rimini
Tuttocuoio-Maceratese
L’Aquila-Prato
Santarcangelo-Spal
Teramo-Siena
Pisa-Lucchese
N
5
3
3
4
6
6
5
5
7
1
5
6
6
1
4
2
6
3
Spal
Maceratese
Pisa
Ancona
Carrarese
Tuttocuoio
Pontedera
Robur Siena
L’Aquila (-1)
Prato
Rimini
Arezzo
Santarcangelo
Teramo (-6)
Pistoiese
Lucchese
Savona (-6)
Lupa Roma
P
1
3
3
3
2
2
3
3
2
6
4
4
4
8
6
8
6
10
SERIE D Girone A
SERIE D Girone B
16ª giornata
16ª giornata
P
29
25
25
22
21
20
18
17
17
16
15
14
12
12
11
11
7
6
G
13
13
13
13
13
13
13
13
13
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13
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13
13
13
13
V
9
7
7
6
5
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3
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4
4
2
2
5
2
3
3
1
1-1
1-1
2-0
0-0
2-1
2-0
0-2
2-1
2-1
Benevento-Cosenza
Lupa Castelli-Catania
Melfi-Matera
Paganese-Catanzaro
Akragas-Lecce
Fidelis Andria-Martina
Messina-Juve Stabia
Monopoli-Ischia Isolaverde
Foggia-Casertana
N
2
4
4
4
6
5
6
8
3
4
3
8
6
3
5
2
4
3
Casertana*
Lecce
Messina
Cosenza
Benevento (-1)
Foggia*
Fidelis Andria
Monopoli
Paganese
Catanzaro
Akragas
Juve Stabia
Ischia (-4)
Matera (-2)
Catania (-11)
Melfi
Martina Franca (-1)
Lupa Castelli
P
2
2
2
3
2
3
3
2
5
5
6
3
5
5
6
8
6
9
SERIE D Girone C
16ª giornata
P
27
22
21
21
20
19
18
17
17
17
15
15
13
13
12
10
8
6
G
12
13
13
13
13
12
13
13
13
13
13
13
13
13
13
13
13
13
0-0
1-2
2-2
1-2
1-3
2-0
0-0
2-0
oggi
V
8
6
5
5
5
5
5
5
4
5
4
3
4
3
6
2
2
1
N
3
4
6
6
6
4
3
2
5
2
3
6
5
6
5
4
3
3
P
1
3
2
2
2
3
5
6
4
6
6
4
4
4
2
7
8
9
SERIE D Girone D
SERIE D Girone E
16ª giornata
14ª giornata
Acqui-Vado
Argentina-Caronnese
Bra-Ligorna
Chieri-Castellazzo
Fezzanese-Derthona
Gozzano-O. Voghera
Lavagnese-Novese
Pro Settimo-S. Levante
Rapallo B.-Borgosesia
Sp. Bellinzago-Pinerolo
1-2
0-0
3-0
3-0
0-3
3-2
1-0
0-0
2-0
1-0
Bustese R.-Olginatese
Lecco-Folgore Caratese
Caravaggio-Ciserano
Fiorenzuola-Monza
Grumellese-Sondrio
Mapello B.-Pergolettese
P.S.P.Isola-Varesina S.
Pro Sesto-C. Mazzano
V. Bergamo-Inveruno
Seregno-Piacenza
3-0
2-0
0-1
0-0
1-4
0-1
2-0
3-0
0-3
1-1
Belluno-Venezia
Este-F. Monfalcone
Fontanafredda-Abano
Giorgione-Sacilese
Levico-Liventina
Mestre-Luparense S.P.
Montebelluna-C. Noale
Tamai-Campodarsego
Union Ripa-V.V. Verona
Unione Triestina-Dro
0-0
3-1
2-2
3-2
3-2
4-1
1-1
0-0
0-5
0-0
Arzignano-Fortis J.
3-0
Bellaria-Altovicentino 1-3
D. Rovigo-Parma 1913
0-3
Imolese-Romagna C.
3-1
Legnago-Correggese
2-1
Ravenna-Forlì
1-1
Sammaurese-Clodiense 2-1
San Marino-Ribelle
1-0
Villafranca V.-Mezzolara 3-1
V. Castelfr.-Lentigione 1-1
Ghivizzano-Viareggio
Gualdo-Ponsacco
Massese-J. Montemurlo
Pianese-Gavorrano
Poggibonsi-Foligno
Sangiovannese-Gubbio
Sansepolcro-Colligiana
Scandicci-C. di Castello
V. Spoleto-Montecatini
1-1
3-1
1-1
0-0
0-1
0-1
1-1
3-3
0-2
Caronnese
Sporting Bellinzago
Chieri
Lavagnese
Pinerolo
Sestri Levante
Gozzano
Argentina Taggia
Derthona
Bra
Oltrepo Voghera
Pro Settimo
Novese
Borgosesia
Rapallo Bogliasco
Vado
Acqui
Ligorna
Fezzanese
Castellazzo
38
35
32
31
30
28
28
26
25
25
23
17
17
17
16
16
14
13
10
9
Piacenza
Lecco
Seregno
Ciserano
Monza
Ciliverghe Mazzano
Inveruno
Pro Sesto
Folgore Caratese
Ponte San Pietro Isola
Bustese Roncalli
Pergolettese
Varesina Sport
Olginatese
Mapello Bonate
Grumellese
Caravaggio
Virtus Bergamo
Sondrio
Fiorenzuola
41
33
29
27
26
26
24
22
21
20
20
20
19
19
17
17
17
15
12
12
Campodarsego
Venezia
Este
Virtus Vecomp Verona
Belluno
Calvi Noale
Liventina
Tamai
Giorgione
Mestre
Levico
Unione Triestina
Union Ripa La Fenadora
Abano
Montebelluna
Fontanafredda
Luparense San Paolo
Dro
Fincantieri Monfalcone
Sacilese
38
35
29
28
28
26
24
23
22
21
21
19
19
18
17
17
16
16
9
7
Parma
Forlì
Altovicentino
San Marino
Imolese
D. Porto Tolle Rovigo
Arzignano
Lentigione
Ribelle
Virtus Castelfranco
Sammaurese
Legnago
Ravenna
Correggese
Romagna Centro
Villafranca Veronese
Mezzolara
Fortis Juventus
Bellaria
Clodiense
Montecatini
Jolly Montemurlo
Olimpia Colligiana
Gavorrano
Gubbio
Poggibonsi
Foligno
Ponsacco
Ghivizzano
Città di Castello
Viareggio
Sangiovannese
Pianese
Gualdo
Sansepolcro
Scandicci
Massese
Voluntas Spoleto
28
27
26
26
24
23
22
22
20
20
19
19
17
13
11
10
10
6
SERIE D Girone G
SERIE D Girone F
40
34
33
31
27
26
25
25
24
22
22
21
20
18
16
14
14
10
7
4
SERIE D Girone I
SERIE D Girone H
14ª giornata
14ª giornata
Avezzano-Isernia
2-1
Campobasso-Matelica 1-2
Castelfidardo-Fano
0-2
Chieti-Folgore Veregra rin
Fermana-Giulianova
2-2
Monticelli-Vis Pesaro
1-1
Ol. Agnonese-Jesina
1-0
S.N. Teramo-Amiternina 1-1
Sambenedett.-Recanatese 1-1
Albalonga-Rieti
Arzachena-Muravera
Astrea-C. Genzano
Budoni-Grosseto
Castiadas-Nuorese
Ostiamare-Lanusei
San Cesareo-Trastevere
Torres-Flaminia
Viterbese-Olbia
1-2
1-1
0-3
0-3
1-2
3-0
0-1
4-1
3-1
Picerno-Isola Liri
Fondi-Aprilia
Francavilla F.-Torrecuso
Francavilla-Potenza
Pomigliano-Nardò
Manfredonia-S. Severo
Marcianise-Gallipoli
Serpentara B.-Taranto
Bisceglie-Turris
3-4
4-2
0-1
4-1
3-2
1-4
3-0
0-0
4-1
Aversa-Gragnano
2-2
Cavese-Marsala
2-1
Due Torri-Scordia
1-0
Gelbison-Palmese
1-2
Leonfortese-Siracusa
0-1
Noto-Agropoli
2-1
Roccella-Vibonese
0-2
Vigor Lamezia-Rende
3-1
Sarnese-Frattese
0-0
ha riposato Reggio Calabria
Sambenedettese
Fano
Matelica
San Nicolò Teramo
Folgore Veregra*
Monticelli
Avezzano
Isernia
Chieti*
Jesina
Olympia Agnonese
Fermana
Campobasso
Castelfidardo
Recanatese
Amiternina Scoppito
Vis Pesaro
Giulianova
Grosseto
Arzachena
Viterbese
Rieti
Nuorese
Ostiamare
Torres
Olbia (-1)
Albalonga
Lanusei
Trastevere
Cynthia Genzano
Flaminia
Budoni
Muravera
Astrea
San Cesareo
Castiadas
30
30
27
27
25
24
23
22
21
20
18
17
15
13
12
10
7
6
Francavilla Fontana
Nardò
Francavilla in Sinni
Fondi
Pomigliano
Taranto
Bisceglie
San Severo (-2)
Isola Liri
Potenza
Marcianise
Turris
Torrecuso
Manfredonia
Aprilia
Gallipoli
Serpentara Bellegra
Picerno
29
28
27
27
26
25
23
22
22
19
18
18
17
17
11
9
7
4
Cavese*
Siracusa*
Frattese*
Due Torri*
Vibonese*
Sarnese*
Reggio Calabria*
Palmese*
Gragnano*
Aversa Normanna* (-2)
Noto
Leonfortese*
Marsala
Agropoli*
Rende
Roccella*
Gelbison*
Scordia*
Vigor Lamezia (-1)
32
25
24
23
21
20
19
19
18
18
16
16
16
16
16
12
12
12
14ª giornata
16ª giornata
32
30
29
26
25
24
23
22
21
20
20
20
19
16
16
15
13
11
7
CORRIERE CANADESE � LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015
13
SPORT
CALCIO ESTERO
Vardy entra nella storia scavalcando Van Nistelrooy
LONDRA - Dalle fabbriche di
Sheield al record di Van Nistelrooy superato. Jamie Vardy sta stupendo il mondo a suon di gol. E lo
sta facendo nel Leicester di Ranieri, in cima alla Premier League: una favola nel vero senso della parola. Perché ino a qualche anno fa
Vardy faceva l'operaio per pagarsi
gli studi. Ora è il centravanti della nazionale inglese e ha superato
il record di Van Nistelrooy segnando in 11 partite consecutive di Premier.
Come Batistuta, meglio di Van
Nistelrooy. Sono i numeri a dirlo. L'olandese ai tempi del Manchester United aveva segnato in 10
partite di ila. Vardy ha fatto meglio, realizzando il suo ilotto proprio contro i Red Devils. Sono 14 in
altrettanti match in campionato le
reti dell'inglese in questa stagione:
è già record storico per un singolo giocatore in una stagione di Premier per il Leicester. Batigol, nel
1994 con la Fiorentina, segnò in 11
partite di Serie A di ila: l'allenatore? Ranieri.
La rete del record è venuta contro il Manchester United . Il pare del leicester permette l'aggancio in vetta da parte del Manchester City.
Il Manchester City si rialza do-
Jamie Vardy, classe 1987, bomber supremo del Leicester
po i ko con Liverpool e Juventus.
All'Etihad cade 3-1 il Southampton, privo dello squaliicato Pellè. Fa tutto Sterling nel vantaggio
dei Citizens: de Bruyne deve solo
appoggiare in rete la palla dell'1-0
al 9'. Delph raddoppia al 20', ma
nella ripresa i Saints accorciano
con Long (49'). Ci vuole un gol
di Kolarov al 69' per chiudere i
conti sul 3-1. Tre su tre per il Tottenham. Gli uomini di Pochettino, dopo il pareggio 1-1 con l’Arsenal e la vittoria 4-1 sul West Ham
United, trovano il 3° risultato utile nei 3 derby di Londra disputati
consecutivamente in campionato,
pareggiando per 0-0 in casa contro il Chelsea. Il match di White
Hart Lane, valevole per il 14° tur-
no di Premier League, si conclude a reti bianche. I Blues, dopo il
successo per 1-0 sul Norwich, tornano a non vincere, aspettando un
successo esterno che manca addirittura dal 23 agosto (3-2 al West
Bromwich Albion).
Continua, diversamente, la striscia positiva del Tottenham. I londinesi non perdono dalla prima
giornata di campionato: 1-0 in casa del Manchester United. Da lì in
poi Pochettino ha condotto i suoi
a 6 vittorie e 7 pareggi. Il pareggio lascia invariate le situazioni di
classiica delle due squadre: Chelsea sempre più nella parte bassa
con appena 15 punti, mentre gli
Spurs sono quarti a quota 25, sopravanzati da Manchester United 28, Leicester e Manchester City 29.
Il Real rialza la testa
MADRID - Reduce da due sconitte consecutive in campionato
contro Siviglia (3-2) e Barcellona
(4-0), il Real Madrid ritrova la via
della vittoria. Dopo le molte polemiche che hanno fatto seguito alla
debacle nel Classico, Benitez conduce i suoi ad una vittoria per 20 sul campo dell’Eibar. A decidere
il match, valido per la 13ª giornata
della Liga, sono i gol di Bale e Cristiano Ronaldo.
Prosegue la marcia inarrestabile
del Barça, che a quattro giorni dal
tennistico 6-1 di Champions contro la Roma, torna sul pianeta Liga
e si sbarazza senza problemi anche
della Real Sociedad del grande ex
Eusebio Sacristan. Del capocannoniere Neymar, due volte a segno, e
di Luis Suarez e Messi le pregevoli reti che permettono ai blaugrana
di consolidare il primato.
Psg inarrestabile
PARIGI (FRANCIA) – Il Psg
non si ferma più. I parigini, alla
prima partita casalinga dopo gli
attentati che hanno sconvolto la
città lo scorso 13 novembre, ottengono il 15° risultato utile consecutivo in altrettante giornate di campionato, battendo il Troyes per 41.A decidere il match, valido per il
15° turno della Ligue 1, ci pensano Cavani (20’), Ibrahimovic (58’),
Kurzawa (68’) e Augustin (84’).
Il Bayern fa 13
MONACO DI BAVIERA (Germania) - Mueller e Coman trascinano il Bayern di Guardiola alla
tredicesima vittoria in campionato. All'Allianz Arena cade anche
l'Hertha Berlino (quarto): 2-0 in
41 minuti e pratica chiusa già nel
primo tempo per il Bayern, che ora ha 11 punti sul Borussia Dortmund, ma anche una gara in più.
UCRAINO DETRONIZZATO DOPO 10 ANNI
Fine regno Klitschko, Fury sul trono dei massimi
ROMA - Un giovane ed esuberante
colosso inglese dal nome più che
evocativo, Tyson Fury, ha messo
ine al lunghissimo regno di Wladimir Klitschko - quasi dieci anni
- sul trono dei pesi massimi. A 39
anni, dopo 27 difese chiuse con
successo, il campione ucraino ha
dovuto inchinarsi al 27enne Fury.
Pur non riuscendo a metterlo
al tappeto, l’inglese lo ha sconitto
ai punti (115-112, 115-112, 116-111) sul
ring della Esprit Arena di Dusseldorf, in Germania, davanti a una
folla di 55.000 spettatori, strappandogli le corone Wba, Ibf e Wbo.
Alla ine, in piena euforia, si è
impadronito del microfono, e ha
intonato una canzone dedicata alla
moglie.
Nato a Manchester ma di origini
gitano-irlandesi, Fury so è presentato all’incontro forte di uno score
immacolato (25 vittorie a 0, 18 per
ko), e ha sfruttato in pieno la sua
stazza - è alto 209 centimetri, dieci
più di Klitschko, e pesa 117 chili - e
la sua maggiore agilità per mettere
in diicoltà l’esperto ucraino.
Non è stata una vittoria nettis-
Una fase del match
tra Fury, a destra, e
Klitschko; nel riquadro
il nuovo campione con le
sue cinture
sima, ma alla ine il campione ha
ammesso di aver subito troppo
l’avversario: «Mi ero preparato a
dovere, ma non sono stato abbastanza veloce. Tyson è stato rapido
e forte, davvero molto agile, e io
non ho trovato la misura per portare i miei colpi», ha commentato
prima di annunciare la volontà di
ottenere presto la rivincita.
Oneste valutazioni di un campione decisamente disabituato a
trovarsi nella parte del perdente,
visto che nel suo record di 64-4
per datare la penultima sconitta
bisogna risalire addirittura all’aprile del 2004. Nel frattempo l’ucraino aveva conquistato nel 2006 la
WESTERN CONFERENCE
EASTERN CONFERENCE
2015-2016
Standings
RISULTATI
Domenica
Detroit-Florida
Sabato
Toronto-Washington
2-4
Rangers-Philadelphia
0-3
Montreal-New Jersey 2-3 0t
Tampa-Islanders
2-3
Pittsburgh-Edmonton 2-3 rig
corona dei massimi Ibf, nel 2008
quella Wbo e nel 2001, quella
Wba. L’altra disponibile, la corona
Wbc (lasciata vacante nel 2013 dal
fratello di Klitschko, Vitaly, diventato sindaco di Kiev) è detenuta
dallo statunitense Deontay Wilder.
Fury può essere il nuovo personaggio della boxe mondiale dopo
gli anni del calmo predominio dei
Klitschko. Esuberante ed allegro,
sfrontato nella conferenza stampa della vigilia, teatrale sul ring
(più volte ha invitato il campione
a farsi sotto), nel dopo match il
britannico si è fatto umile, chiedendo scusa delle “stupide frasi”
espresse alla vigilia - aveva paragonato l’avversario ad un paio
di mutande - e, rivolgendosi con
rispetto al “grande campione”, lo
ha ringraziato per l’incontro. Poco
prima però, ancora sul ring, si era impadronito del microfono per
dedicare alla moglie “I don’t want
to miss a thing” degli Aerosmith.
Una performance accettabile, ma
per ora con i pugni ci sa fare meglio.
METROPOLITAN DIVISION
ATLANTIC DIVISION
GIOCATE
PUNTI
Montréal
25
39
Ottawa
23
29
Boston
22
27
Detroit
23
27
Tampa Bay 25
25
Florida
22
22
Buffalo
24
22
TORONTO
23
19
GIOCATE
Washington 23
Rangers
24
Islanders
24
Pittsburgh 23
New Jersey 23
Philadelphia 24
Carolina
23
Columbus
25
St. Louis-Columbus
3-1
Nashville-Buffalo
1-4
Minnesota-Dallas
3-4 0t
Colorado-Winnipeg
5-3
Arizona-Ottawa
4-3
S.Jose-Calgary
5-3
Los Angeles-Chicago 3-2 0t
Venerdì Boston-Rangers 4-3
Philadelphia-Nashville 3-2 0t
Minnesota-Winnipeg
3-1
Anaheim-Chicago
2-3 0t
Washington-Tampa Bay 4-2
Buffalo-Carolina
4-1
N.Jersey-Montreal
3-2rig
Columbus-Pittsburgh 2-1 0t
Detroit-Edmonton
4-3 0t
Florida-Islanders
3-2 rig
PUNTI
35
34
28
28
26
23
20
20
CENTRAL
DIVISION
GIOCATE
Dallas
24
St Louis
24
Chicago
24
Nashville
23
Minnesota
22
Winnipeg
25
Colorado
23
PUNTI
38
33
2 9
2 8
26
24
19
Dallas-Vancouver
3-2rig
Arizona-Calgary
2-1 0t
PROSSIME PARTITE
Lunedì - Toronto-Edmonton;
Islanders-Colorado; Rangers-Carolina; Anaheim-Vancouver.
LEAFS, TRE DI FILA
I Maple Leafs hanno perso la terza partita consecutiva perchè non
PACIFIC
DIVISION
GIOCATE
San Jose
23
Los Angeles 23
Arizona
23
Vancouver 24
Anaheim
24
Calgary
24
Edmonton
24
PUNTI
28
29
27
25
21
18
18
hanno portieri all'altezza. il Washington, impostosi per 4-2, ha
tirato 23 volte contro Bernier che
ne ha lasciato passere quattro.
Finnato che non comprano almeno un ottimo goalie i Leafs nion
andranno da nessuna parte.
LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
14
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preoccuparvi più del dovuto. Il giudizio
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22 AGO-21 SETT contano.
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37182841-02
37235946-02
37437896-02
37521793-02
37529299-01
37781306-03
37790687-01
37819673-01
37829260-01
40013728-01
40150312-01
40215206-01
40269569-07
40463113-01
40470409-01
40485183-01
40487987-03
40509910-03
40512366-02
40518476-01
40672285-01
40680442-01
57610407-01
59054702-04
59100275-02
59148162-01
59221172-01
59356504-02
59462483-02
59596740-01
59598171-03
59621211-01
59770136-01
59770628-06
59793618-05
59814502-04
59891263-10
59990767-03
63283381-04
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girare da un motore a vapore sotto un
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riscosse però grande successo, anche
se alla Cochrane va il merito di averci
provato. Soltanto dopo gli anni '40 del secolo successivo la lavastoviglie cominciò
ad entrare nelle abitazioni, con grande
sollievo di tante casalinghe.
LUNEDI 30 NOVEMBRE 2015 � CORRIERE CANADESE
16
SPORT
FORMULA 1
A Rosberg l’ultimo Gp. Raikkonen 3o, Vettel 4o
ROMA - Ennesima doppietta Mercedes con Nico Rosberg che si
prende la soddisfazione di battere
il compagno-rivale Lewis Hamilton nell’ultimo Gp della stagione
ad Abu Dhabi.
Il campionato del mondo di Formula 1 chiude il sipario nella notte
scintillante dello Yas Marina Circuit assistendo al solito dominio
delle Stelle d’Argento e con la conferma della Ferrari a seconda forza
del Mondiale in attesa di poter dire davvero la sua nel 2016.
Kimi Raikkonen si regala un bel
podio davanti all’amico Sebastian
Vettel che riesce a rimontare dalla
quindicesima fino alla quarta posizione grazie ad una strategia perfetta e ad una Rossa sempre più in
palla.
Il resto dei team si dividono le
briciole con la Force India di Sergio Perez a spuntare un buon quinto posto davanti alla Red Bull di
Daniel Ricciardo. Chiusura incolore della McLaren con Jenson Button dodicesimo e Fernando Alonso diciassettesimo.
Una gara che non ha praticamente avuto storia fin dal via con
la Mercedes di Rosberg che scattava dalla pole subito in testa al semaforo verde davanti al compagno
Hamilton ed alla Ferrari di Raikkonen. Prime tre posizioni che, fatta
eccezione per i consueti rimescolamenti dovuti ai vari cambi gomme, non sono mai cambiate per tutta la corsa. L’unico a dare spettacolo è stato Vettel con la sua rimonta
cominciata già dalle prime curve: a
pochi metri dal via il tedesco della
Ferrari si catapulta dalla quindicesima posizione di partenza alla dodicesima per poi recuperare in pochi giri la zona punti.
Dopo il primo pit-stop Vettel,
partito con soft, si ritrova già a ridosso dei primi per poi posizionarsi nella quarta posizione che manterrà praticamente fino alla bandiera a scacchi sbarazzandosi facilmente della Force India di Perez e
della Red Bull di Ricciardo.
Una rimonta inesorabile che permette alla Ferrari di chiudere in
bellezza una stagione costantemente in crescita alla caccia delle
super Mercedes e con tre vittorie
all’attivo.
«La Mercedes ha meritato di
ARRIVO E CLASSIFICHE
Raikkonen, Rosberg e Hamilton sul podio di Abu Dhabi
vincere - ha detto il teal principal
della Ferrari Maurizio Arrivabene
facendo un bilancio del 2015 della
F1 appena concluso - noi abbiamo
fatto il secondo nei costruttori e il
terzo e quarto nei piloti, quindi Kimi ha passato Bottas. Complimenti a tutti. Che voto daresti a questa squadra? 10 e lode per tutta la
squadra. Veramente, lo penso sul
serio. Adesso siamo una squadra.
Nel 2016 - aggiunge Arrivabene Ognuno deve porsi degli obiettivi, non dobbiamo porci quello di
essere secondi, ovviamente. Dobbiamo porci l’obiettivo di essere
davanti alle Mercedes. Siamo persone serie, dei professionisti, ed è
quello che dobbiamo fare. Non è
detto che ci riusciremo, ma faremo di tutto per raggiungerlo».
Felice per la sua stagione e la
rimonta ad Abu Dhabi è Vettel:
«Partendo dietro ho avuto un po’
di difficoltà, arrivare terzi e quarti era il massimo che potessimo fare. È stato bello fare tanti sorpassi
- ammette il tedesco della Ferrari Non credo che potessi vincere se
partivo più avanti, le Mercedes erano più veloci. Ora possiamo fare
un bel brindisi e pensare al 2016».
Ordine d’arrivo del Gran Premio di Abu Dhabi, ultima prova
della stagione 2015 di F1:
1)Nico Rosberg (Ger/Mercedes); 2) Lewis Hamilton (Ing/
Mercedes); 3) Kimi Raikkonen
(Fin/Ferrari); 4) Sebastian Vettel (Ger/Ferrari) 43’’735;
5)
Sergio Perez (Mes/Force India).
Classifica Mondiale piloti:
1) Lewis Hamilton
381
2) Nico Rosberg
322
3) Sebastian Vettel
278
4) Kimi Raikkonen
150
5) Valtteri Bottas
136
6) Felipe Massa
121
7) Daniil Kvyat
95
8) Daniel Ricciardo
92
9) Sergio Perez
78
10) Nico Hulkenberg
58
Mondiale costruttori:
1) Mercedes
703
2) Ferrari
428
3) Williams/Mercedes
257
4) Red Bull/Renault
187
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Immigrazione, serve un altro approccio