il­FRIU­LI
DOSSIER COOPERATIVE
23 MAGGIO 2014 | N.20
L’unione fa la forza
Cooperazione: modello anticrisi
// 2 // DOSSIER cOOpERatIvE
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SOMMARIO
SergIo bolzonello (regIone fvg)
3
le cooperative sono il nostro polmone contro la crisi
frAnCo boSIo (ConfCooperAtIve)
5
Il cambiamento va guidato, per non doverlo subire
fedAgrI
6
principale pilastro dell’agroalimentare
federCoopeSCA
8
Stop alla vendita del pesce in barca
federlAvoro
9
Sostegno ai nuovi ‘vivai’
federSolIdArIetà
10
Il massimo ribasso minaccia le imprese sociali
provInCIA dI udIne
11
Il terzo settore merita maggiore attenzione
enzo gASpAruttI (legACoop fvg)
12
la nostra forza è il legame con la società e il territorio
legACoop fvg
14
la lezione di pertini
CopropA
15
Sergio bolzonello
patata protagonista a tavola
AdIno CISIlIno (AgCI)
17
Fotografia aggiornata del sistema Fvg
18
I numeri delle Coop
Il nostro modello dà risposte a chi vuole uscire dalla crisi
Coop nonCello
versione 3.3
ConSorzIo moSAICo
19
nuove tessere
SergIo bInI (euro&promoS group)
20
obbligati a crescere, ma abbiamo la ricetta giusta
CooperAtIvA lIbrArIA udIneSe
In regione le società registrate, sotto le varie forme,
sono in totale 1.157 e svolgono un importante ruolo,
oltre che economico, anche sociale
23
SeZIONe
GO
PN
TS
UD
TOTale
24
COOPeRaTIVe a MUTUalITÀ
PReValeNTe di cui agli art.
2512, 2513 e 2514 del c.c.
64
144
154
390
755
COOPeRaTIVe a MUTUalITÀ
PReValeNTe DI DIRITTO di cui
agli art. 111-septies, 111- undecies e 223-terdecies
50
63
80
119
312
COOPeRaTIVe DIVeRSe da
quelle a mutualità prevalente
17
22
10
38
87
1
1
549
1.157
la cooperazione salva la cultura
federAzIone bCC
Classe dirigente del futuro
CoopCA
26
un commercio a misura delle famiglie
Coop ArCobAleno
29
orti senza più steccati
bCC pordenoneSe
31
da banca di transizione a istituto di relazione
Coop ConSumAtorI nordeSt
32
Anno di consolidamento
ConSorzIo ledrA tAglIAmento
34
COOPeRaTIVe NON SOGGeTTe
alla normativa sulla mutualita’
prevalente, di cui all’art. 5, ultimo
comma, legge n. 366/2001
TOTale
142
230
244
tanti piccoli e grandi cantieri per tutelare il territorio
CondIfeSA fvg
37
meglio una polizza che troppi pesticidi
CAntInA vItIColtorI frIulAnI
Cambio d’abito per i vini della cantina la delizia
38
InSERtO a cuRa DI EuROnEwS - tEStI DI ROSSanO cattIvEllO
DIREttORE gIOvannI bERtOlI
REDazIOnE pIazza 1° MaggIO, 4 – uDInE - tElEfOnO: 043221922/229685,
fax: 0432/25058 – E-MaIl: [email protected]
DOSSIER cOOpERatIvE
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// 3 //
Le cooperative sono il nostro
polmone contro la crisi
Il vicepresidente della Regione Bolzonello: “Le imprese che mettono al centro la persona
e le sue esigenze, anzichè il profitto e la finanza, dimostrano la propria forza anticiclica”
Sergio Bolzonello*
L
e cooperative presenti in Friuli Venezia Giulia sono riuscite,
nonostante le difficoltà economiche del momento, a confermare
e attestare la loro presenza e il
proprio radicamento sul territorio. Un consolidamento avvenuto
attraverso la valorizzazione delle
peculiarità della formula partecipata, dove il cardine della logica
d’impresa non è la remunerazione del capitale e la finanza, bensì
la persona quale portatore di bisogni specifici. Attraverso la sua
gestione, la persona, concorre per
creare e soddisfare le condizioni
per la propria crescita e sviluppo.
Il riferimento alla congiuntura
negativa presente permette di
confermare l’elemento secondo
cui le cooperative rappresentano un polmone anticiclico che
esprime indici spesso in controtendenza rispetto agli indici di
settore tradizionali.
Una considerazione che si riflette a ogni livello; in tal senso
basti sottolineare che le cooperative composte esclusivamente
da donne sono il 30% del totale
e che la presenza femminile, tra
gli addetti nelle cooperative, si
attesta in Italia intorno al 52%,
mentre a livello regionale è femminile il 34% degli amministratori di cooperative, numeri che
non trovano analoga espressione
di valorizzazione della parità di
genere in nessuna altra formula
societaria.
In Friuli Venezia Giulia sono
oggi presente 1.157 cooperative.
Di queste 958 sono aderenti ad
associazioni del mov imento
cooperativo e hanno espresso,
nel 2013, un fatturato che supera
i 17 miliardi di euro; valori che
testimoniano la vitalità e il peso
del comparto nell’economia di
questa regione.
È, inoltre, importante sottolineare come la cooperazione si
colloca in maniera trasversale
rispetto alle politiche di settore,
proprio in virtù della presenza
diffusa del fenomeno cooperativo
in tutti i comparti economici e
sociali del nostro territorio.
La nostra amministrazione regionale, in ragione delle peculiari
funzioni esercitate alla luce dello
statuto di autonomia, è riuscita,
nel corso degli anni, ad accompagnare la crescita del movimento
cooperativo anche grazie a una
più penetrante attività di vigilanza rivolta alle società, consorzi
e altri enti; inoltre, è riuscita a
garantire, in collaborazione con
le associazioni, la complessiva
salute del comparto sostenendo
l’attuazione concreta di quei
principi di mutualità che ne sono
cardine.
Uno sostegno istituzionale con-
fermato dal suo ruolo di affiancamento specifico alla crescita del
settore svolto prima attraverso
la creazione, nel rispetto della
storica vocazione alla difesa e
valorizzazione delle risorse materiali e umane del territorio, di
un contesto normativo efficiente
e successivamente garantendo
un suo costante miglioramento
per renderlo adeguato alle sfide
Sosteniamo
il movimento
salvaguardandone
carattere
e finalità
che si prospettano.
In generale, l’azione della Regione, come previsto dalla Relazione
Politico Programmatica per il
triennio 2014–2016, è orientata a
promuovere, sostenere e consolidare il movimento cooperativo
salvaguardandone carattere e
finalità, e riconoscendo il ruolo
del credito cooperativo per la sua
peculiare azione di sistema nello
sviluppo locale.
Elementi che denotano la grande attenzione che l’amministrazione regionale rivolge a questo
comparto, strategico economicamente e socialmente per il territorio del Friuli Venezia Giulia.
* Vicepresidente e assessore
alle attività produttive,
commercio, cooperazione,
risorse agricole e forestali
catEGORIa
GO
pN
tS
UD
tOtaLE
ALTRE COOPERATIVE
10
29
25
67
131
BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO
4
2
1
8
15
1
1
3
4
1
2
CONSORZI AGRARI
CONSORZI E COOPERATIVE DI GARANZIA E FIDI
1
COOPERATIVE DETTAGLIANTI
COOPERATIVE DI CONFERIMENTO PRODOTTI AGRICOLI E ALLEVAMENTO
1
9
COOPERATIVE DI CONSUMO
49
2
84
144
10
6
27
43
6
2
13
25
19
4
28
COOPERATIVE DI LAVORO AGRICOLO
4
COOPERATIVE DI PESCA
5
COOPERATIVE DI PRODUZIONE E LAVORO
51
63
102
226
442
COOPERATIVE DI TRASPORTO
1
5
3
4
13
COOPERATIVE EDILIZIE DI ABITAZIONE
3
5
2
5
15
COOPERATIVE SOCIALI
47
59
81
104
291
tOtaLE
134
230
244
549
1.157
dossier cooperative
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// 5 //
Il cambiamento va guidato,
per non doverlo subire
Franco Bosio (Confcooperative): “Il momento è propizio:
la cooperazione è oggi emersa, dopo anni di quasi oblio,
come una delle grandi risorse del nostro Paese”
G
uidare il cambiamento per
non subirlo. Questo, sia
nel quot idiano delle singole
cooperative, sia nel sistema di
rappresentanza del movimento.
È questa la ‘politica’ di Confcooperative, come spiega il suo presidente regionale Franco Bosio.
Finora la cooperazione ha
retto, ma non potrà reggere in
eterno: qual è il provvedimento
più urgente da adottare?
“Il ritardo accumulato in questi
anni dalla politica è tale, e i problemi così gravi, che l’elenco dei
provvedimenti rischia di essere
più lungo dello spazio concessomi in questa intervista! Senza
dubbio l’emergenza più grave
nel Paese è la disoccupazione,
in particolare quella giovanile
che ormai supera il 40% e quella
degli over 50 estromessi dal mercato del lavoro, e per noi rimane
fondamentale mettere in campo
uno strumento che sostenga
l’occupazione anche attraverso
la costituzione di cooperative
fra i lavoratori di imprese in crisi
o fra giovani inoccupati: una
sorta di strumento regionale
paragonabile alla ex Legge Marcora nazionale, che consenta di
privilegiare la continuità occupazionale”.
C’è una particolare fibrillazione nella cooperazione agroalimentare: cosa sta succedendo
secondo lei?
“Non parlerei di ‘fibrillazione’,
quanto piuttosto di una evoluzione che oggi acquista spesso i
titoli dei giornali, ma è il frutto
di un cambiamento epocale da
tempo in corso. L’agricoltura
del 2014 si g ioca su mercat i
internazionali, con regole in
gran parte scritte a Bruxelles,
con investimenti e tecnologia.
È un’agricoltura molto diversa
da quella dei nostri genitori e
nonni e da quella della tradi-
Franco Brosio, presidente regionale di confcooperative
zione popolare. Questo ci deve
far pensare: oggi il problema
dell’agricoltura è valorizzare
adeguatamente il prodotto per
dare reddito all’agricoltore, che
è sempre più un vero e proprio
imprenditore professionista che
investe, si aggiorna, è preparato
e attento all’evoluzione del mercato. Valorizzare i nostri prodotti significa soprattutto venderli
sui mercati internazionali, dove
il Made in Italy è apprezzato e riconosciuto; strategie alternative,
come la vendita diretta, possono
tutt’al più costituire un’integrazione del reddito o coniugarsi
con iniziative collaterali di tipo
turistico, ma non sono certo la
via maestra per valorizzare i
nostri ‘cavalli di battaglia’ come
formaggio Montasio, prosciutto
di San Daniele, i vini friulani
eccetera, che hanno bisogno di
trovare sbocchi commerciali importanti e continuativi nei Paesi
esteri. Per fare ciò, la filiera agroalimentare dovrà riorganizzarsi
su aziende di dimensione media
maggiore, capaci di operare sul
mercato con adeguate professio-
nalità. Ecco che l’aggregazione
e i progetti industriali sono la
strada giusta per dare un futuro
agli agricoltori friulani”.
Quali sono le prossime tappe
del progetto Aci, sia a livello
nazionale, sia in quello locale?
“L’Alleanza Cooperativa Italiana, ovvero il coordinamento tra
le tre centrali cooperative Confcooperative, Legacoop e Agci,
è un passo molto importante
per il movimento cooperativo e
stiamo convintamene lavorando
per realizzarlo a tutti i livelli. A
livello nazionale alcune federazioni di settore, in particolare
nel settore della cooperazione
sociale, pesca e abitazione, si
sono già costituite in forma di
coordinamenti unitari. Nel corso del 2014 l’Aci diventerà una
realtà anche a livello regionale.
Cosa cambierà? Sarà più forte la
capacità dell’Aci di rappresentare gli interessi del mondo cooperativo: un unico coordinamento
capace di rappresentare 43mila
cooperative in Italia, con oltre
12 milioni di soci, ovvero una
fetta del sistema imprenditoriale
italiano altrettanto importante
di altre storiche organizzazioni
di categoria. Non da ultimo, la
velocità e l’efficienza nel prendere decisioni a beneficio delle
imprese trarrà giovamento anche dalla semplificazione nei
meccanismi di rappresentanza.
Insomma, sarebbe anacronistico proseguire su strade separate
e l’Aci rappresenta una risposta
alla necessità di rappresentare
le imprese in modo moderno.
Credo che il momento sia assolutamente propizio, in questo 2014,
perché abbiamo alle spalle anni
in cui la cooperazione è emersa,
dopo anni di quasi oblio, come
una delle g randi risorse del
nostro Paese. Il fatto che addirittura il ministro del lavoro del
governo nazionale provenga dal
mondo cooperativo è, ancora
una volta di più, il segno del
contributo che possiamo dare
al Paese. Per farlo, dobbiamo
fare squadra. Lo diciamo sempre alle cooperative associate,
e lo vogliamo fare anche come
associazione”.
// 6 // dossier cooperative
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Principale pilastro
dell’agroalimentare
Le cooperative agricole, in tutti i settori del primario regionale, svolgono un ruolo
fondamentale a favore dei propri soci. Unico neo: la scarsa patrimonializzazione
L
e cooperative agricole sono il
principale pilastro dell’agroalimentare regionale. Lo rivelano i
numero, di tutto rispetto, in Friuli
Venezia Giulia. Sono, infatti,
ben 162 le cooperative agricole
che costituiscono Fedagri Fvg,
federazione del settore agroalimentare presieduta da Giorgio
Giacomello e afferente a Confcooperative. Tra esse, la maggior
parte insediate nelle province
di Udine (ben 98 con 5.554 soci
agricoltori) e Pordenone (53 con
5.383 soci), sono rappresentati
tutti i settori dell’agricoltura
regionale. Le cooperative del
settore cerealicolo contano oltre
4.000 soci e un fatturato di oltre
75 milioni di euro. Il settore ortoflofrutticolo pesa per 83 milioni
di euro di fatturato, distribuiti
fra 21 cooperative. Il comparto
lattiero-caseario, infine, vale 121
milioni di euro con 49 cooperative. Le dieci cooperative vitivinicole contano, invece, poco
meno di 1.700 soci viticoltori e un
fatturato di sistema di 45 milioni
di euro.
riorganizzazione
Nel corso degli anni è sceso il
numero delle cooperative agricole, di pari passo con le profonde
trasformazioni che hanno interessato il sistema agricolo nel
suo complesso. Il fatturato medio
delle cooperative agricole si attesta a 2,7 milioni di euro, con una
elevata variabilità tra i settori: nel
comparto cerealicolo il fatturato
medio è di 7,5 milioni, in quello
vitivinicolo di 4,5 milioni di euro.
tasso di mutualità
Un comparto agricolo, quello
cooperativo, la cui importanza
per la filiera regionale è testimoniata dal tasso di mutualità:
quasi il 50% delle cooperative
di conferimento appartenenti
Il 42% delle società
presenta un patrimonio
netto inferiore
ai 50mila euro e solo
il 21%, invece,
supera il milione
giorgio giacomello assieme al vicepresidente
della regione sergio Bolzonello
a Fedagri Fvg acquista dai loro
soci agricoltori tra il 90 e il 100%
delle materie prime e merci e
l’87% delle cooperative acquista,
sempre dai loro soci, oltre il 50%
di materie prime e merci. Il dato
medio relativo alla percentuale
dello scambio mutualistico è
risultato essere pari all’85,7% nel
2012, e il trend risulta in crescita,
segno di una maggiore attenzione delle cooperative ai loro soci.
spalle da coprire
Preoccupa maggiormente, in-
vece, la patrimonializzazione
delle cooperative agricole: nel
2012, ben il 42% delle stesse
cooperative presentava un patrimonio netto fino a soli 50mila
euro. Solo il 21% presentava un
patrimonio netto superiore al
milione di euro.
Fedagri Fvg - dati per provincia
cooperative
soci
addetti
Fatturato (€)
gorizia
9
307
41
11.183.640
pordenone
53
5.383
514
249.780.781
udine
98
5.554
508
172.765.800
trieste
2
19
2
118.220
tot. Fedagri
162
11.263
1.065
433.848.441
// 8 // dossier cooperative
L
e cooperative della pesca valgono poco meno di 20 milioni di
euro e coinvolgono centinaia di addetti, in qualità di soci pescatori o
mitilicoltori, o come addetti diretti
delle cooperative che lavorano,
trasformano e commercializzano
il pescato o i mitili del Friuli Venezia Giulia. Sono i dati diffusi da
Confcooperative Federcoopesca
Fvg, associa 16 cooperative con
oltre 400 soci, in occasione dell’assemblea regionale del settore,
svoltasi a Grado presso i locali della
Cooperativa Pescatori.
“In questi anni la pesca ha attraversato una fase di profonda trasformazione sviluppando nuove
attività per far fronte al calo del
pescato”, racconta Fabrizio Regeni, presidente regionale, appena
riconfermato, di Federcoopesca e
presidente della cooperativa San
Vito di Marano Lagunare, una
delle più grandi del Friuli Venezia
Giulia. Tra i passaggi fondamentali che hanno segnato gli ultimi
quattro anni della pesca regionale: lo sviluppo di iniziative di
vendita diretta e di ristorazione,
la riconversione dei soci da pescatori ad itticoltori, l’introduzione
di innovazioni come il sistema
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si fanno paladini della difesa del
consumatori, e sottolinea il rischio
di destrutturazione dell’intero
comparto pesca regionale, che ha
bisogno di garantire elevati standard di sicurezza alimentare e una
filiera organizzata dalla pesca alla
distribuzione alimentare.
La recente deregulation
può creare rischi per la
salute dei consumatori
controlli nei mercati ittici
Stop alla vendita
del pesce in barca
di autocontrollo sanitario nella
mitilicoltura, prima, e in tutti i
molluschi bivalvi, poi.
novità pericolosa
A destare apprensione nel settore
è la diffusione della pratica di vendere il pesce direttamente in barca.
“Un vero e proprio ritorno al
passato – denuncia Regeni – che
ci fa fare un passo indietro dopo
tutto il lavoro che abbiamo fatto,
come sistema regionale della pesca
e come cooperative in particolare,
per mettere in regola dal punto di
vista sanitario i punti di sbarco del
pescato e i mercati ittici”.
Regeni punta il dito verso le
organizzazioni che sostengono la
pratica che si sta diffondendo, sotto
le ‘bandiere gialle’ di coloro che
Il partner Ideale
per Il trasporto nazIonale
del mobIle
spedIzIonI con mercI
pallettIzzate
da e per tutta ItalIa
La normativa consentirebbe di
vendere direttamente in barca
fino a 100 chilogrammi di pesce
senza essere sottoposti a nessun
controllo, ma anche bypassando
il sistema dei mercati ittici e le loro
certificazioni sanitarie. Le strutture dei mercati ittici hanno, infatti,
ottenuto il bollo CE sulla sicurezza
alimentare e sono di conseguenza
sottoposte a controlli giornalieri
per la verifica del rispetto delle caratteristiche sanitarie necessarie:
“Questo è una garanzia per il
consumatore, anche se per i soci
è un aumento dei costi”, spiega
Regeni, che lamenta l’incoerenza
della normativa e il rischio per
la sicurezza alimentare, che potrebbe danneggiare l’intero comparto, anche quello della filiera
organizzata:
C.A.A.M.P. S.c.ar.l
Via Casali sagree 13
33080 Prata di Pordenone (PN)
Tel. 0434.621838
Fax 0434.610323
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www.caamp.eu
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// 9 //
Sostegno ai
nuovi ‘vivai’
Le cooperative di lavoro e dei servizi
chiedono sostegni all’occupazione
“La cooperazione è un interlocutore serio e affidabile, verso cui la
Regione mantiene un’attenzione
alta”, ha detto l’assessore regionale
al Lavoro, Loredana Panariti, intervenendo all’assemblea di Federlavoro Fvg, tenutasi a Palmanova.
“Dal canto suo – ha aggiunto oltre ai 19,3 milioni di euro messi
in campo dal Governo, per il Friuli
Venezia Giulia, sulla ‘Garanzia
giovani’, la Regione ha messo a
disposizione, per la formazione e il
lavoro, ulteriori 19,1 milioni di euro.
A questi, cercheremo di aggiungere
fondi di garanzia per sostenere le
nuove imprese e lavoreremo per
favorire, in tutti i modi, le start up”.
“Avvertiamo l’assoluta priorità
che la Regione costituisca un sog-
getto unico per l’acquisto di beni
e servizi, con cui rapportarci”, ha
detto Patrizia Fantin, riconfermata all’unanimità alla presidenza
di Federlavoro Fvg, la federazione
che riunisce le cooperative di
produzione e dei servizi afferenti
a Confcooperative.
guardiamo avanti
“La salvaguardia dell’occupazione è stato, in questi anni, il
modo con cui la cooperazione ha
affrontato la crisi - ha aggiunto
Fantin –. Oggi guardiamo avanti
e la priorità va alla creazione di
nuova cooperazione, in particolare in quei nuovi ‘vivai’ che prevedono cooperative che operino
patrizia Fantin,
presidente di Federlavoro Fvg,
con l’assessore regionale
loredana panariti
nelle energie da fonti rinnovabili,
cooperative di professionisti e di
mestieri intellettuali, cooperative
per servizi innovativi alle imprese
e alle persone”.
Una sottolineatura fatta anche da
Franco Bosio, presidente regionale di Confcooperative.
nella direzione giusta
“Allo stato attuale – ha detto - la
vera questione è come ricreare
le condizioni per fare impresa e
offrire nuovi posti di lavoro. Su
questi aspetti, segnalo che i primi
strumenti messi in atto dal Governo, a nostro avviso, vanno nella
direzione giusta”.
Le cooperative aderenti a Federlavoro Fvg valgono oltre 180
milioni di euro e coinvolgono più
di 6.500 addetti, con 207 imprese
attive, per 4.400 soci coinvolti.
Operano nei più diversi settori economici: dai trasporti alla logistica;
dall’impiantistica alle costruzioni
edili; dai servizi informatici alle
consulenze; dall’impiantistica al
facility management e ai servizi
alle imprese e alla pubblica amministrazione.
UNIVERSIIS SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE
Impegno quotidiano
con anziani, minori, disabili
Universiis Società Cooperativa Sociale
Sede legale: Udine - via Cividina 41/a
Telefono: 0432.478382 - Telefax: 0432.478345
E-mail: [email protected] - Sito Web: www.universiis.it
// 10 // DOSSIER COOPERATIVE
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Nella nostra regione, le cooperative del settore sono 172, con 7 mila soci e 6.500 addetti,
e impegnano 476 persone svantaggiate e 514 volontari
Il massimo ribasso minaccia
le imprese sociali
L
e 172 cooperative sociali del
Friuli Venezia Giulia contano
quasi 7 mila soci e 6.500 addetti.
Il fatturato complessivo supera
i 205 milioni di euro, con una
crescita del 94% realizzata negli
ultimi sei anni; allora, le cooperative sociali erano ‘solo’ 117.
Nello stesso periodo, i soci sono
cresciuti del 15% e gli addetti
del 39% con un rallentamento
segnalato negli ultimi due anni.
Sono i dati diffusi da Federsolidarietà Fvg Confcooperative
in occasione del l’assemblea
elettiva regionale delle imprese
associate. All’importante appuntamento hanno preso parte
il presidente della III Commissione consiliare, Franco Rotelli;
il presidente di Confcooperative
Fvg, Franco Bosio; il vicepresidente nazionale di Federsolidarietà, Ugo Campagnaro e don
Pierluigi Di Piazza.
Neopresidente di Federsolidarietà è Luca Fontana, 43 anni,
psicologo, presidente della cooperativa Thiel di Fiumicello.
TAglI InDISCRImInATI
“Il trend di crescita della cooperazione sociale – ha dichiarato
- sta subendo un serio rallentamento dovuto a tanti fattori tra
i quali i tagli, a volte indiscriminati, ai servizi e le gare d’appalto
che, in maniera sempre maggiore, adottano come carattere
preva lente i l massimo
ribasso il quale, per le
imprese sociali, è difficilmente sostenibile e
le mette, di fatto, fuori
mercato. Il massimo
ribasso ha anche
un impatto diretto su l la qua l it à
dei servizi erogati
alle famiglie visto
che buona parte del
welfare locale e sus-sidiario è affidato a
cooperative sociali”.
Nelle cooperative sociali regionali sono impeg nate 476 persone
svantaggiate e 514 volontari.
luca Fontana,
presidente di
Federsolidarietà FVg
dossier cooperative
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// 11 //
Il Terzo settore merita
maggiore attenzione
Battaglia (Provincia di Udine): “È nostra intenzione contribuire a rafforzare
il suo ruolo, attuando forme di collaborazione attraverso strumenti giuridici
alternativi all’appalto”
N
uova occupazione attraverso
il sostegno alle cooperative
sociali che impiegano soggetti
svantaggiati e un monitoraggio
costante affinché le amministrazioni pubbliche rispettino le
quote di lavori assegnati a queste
realtà. Ne è convinta l’assessore
alle Politiche sociali della Provincia di Udine, Elisa Battaglia,
con l’adesione all’accordo per la
definizione degli strumenti di
valorizzazione delle persone del
Terzo settore nel sistema integrato degli interventi e dei servizi
sociali, promosso dall’ambito
distrettuale di Latisana.
“È nostra intenzione – annuncia
l’assessore – contribuire a rafforzare il ruolo sociale del Terzo
settore, attuando forme di collaborazione attraverso strumenti
giuridici alternativi all’appalto”.
Palazzo Belgrado prosegue così
nella collaborazione avviata con
l’ambito con l’obiettivo di incentivare gli affidamenti riservati
alle cooperative sociali di tipo B
da parte delle amministrazioni
pubbliche firmatarie, attraverso
un monitoraggio di questa tipologia di affidamenti.
occupazione prioritaria
“Come Provincia – aggiunge
- riteniamo il Terzo settore un
sistema complesso in grado di
sostenere le logiche di sviluppo
del sistema dei servizi caratteriz-
zati dalla maggiore prossimità ai
bisogni della comunità”.
clausola di salvaguardia
L’amministrazione va avanti
nella sua volontà di rispondere
alla nuova domanda sociale e
verificare che si crei nuova occupazione. Compito dell’ente è
quello di monitorare l’applicazione
da parte delle amministrazioni
pubbliche dell’assegnazione, che
verrà definita in sede di programmazione annuale, di quota percentuale delle forniture di lavori
e servizi diversi da quelli sociosanitari ed educativi, sotto soglia
comunitaria, alle coop di tipo B,
avendo cura di realizzare almeno
elisa Battaglia
un affidamento all’anno. Inoltre,
Palazzo Belgrado vigilerà affinché
vengano inserite nei bandi di gara
per l’affidamento di lavori, opere,
servizi e forniture sopra la soglia
comunitaria, le cosiddette clausole
sociali, finalizzate a favorire la partecipazione agli appalti di cooperative di tipo B o raggruppamenti
d’impresa che associno questa
tipologia specifica, con l’impiego
di personale svantaggiato, inglobando, fra i criteri di valutazione
dell’offerta economicamente più
vantaggiosa, parametri di valutazione del progetto sociale quale
parte integrante del progetto tecnico. Un sostegno concreto, dunque,
alle fasce deboli del mercato del
lavoro.
IL MOSAICO
maggio 1994
maggio 2014
CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI
per continuare, insieme...
Il Mosaico, assieme alle cooperative socie, si impegna a perseguire l’interesse generale
della propria comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini
IL MANTELLO DI SAN MARTINO
IL DOMANI
IL MOSAICO pone a fondamento di ogni attività
la dignità ontologica della persona.
Per un welfare autenticamente
per le persone e con le persone
Persona intesa come valore in sé, irriducibile ad altri scopi, essere speciale sempre e comunque con le sue risorse ed i suoi bisogni, le relazioni ed i legami che costruisce e che la
costituiscono, il bisogno e la capacità di produrre assieme ad altri il bene comune.
Asili nido, spazi gioco, servizi scolastici e doposcuola, centri estivi,
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giovani, assistenza domiciliare, case di riposo e servizi per anziani,
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Fonda le sue radici nella cultura cattolica, stratificata nella storia delle nostre comunità a
partire da Aquileia, dai cui mosaici deriva il nome anche per esprimere il radicamento al
territorio, alla storia ed alla cultura locale.
Per imprese effettivamente capaci
di includere tutti nelle produzioni
Il Mosaico ha scelto di operare nelle comunità isontine e friulane; attualmente occupa
475 soci lavoratori - di cui 75 sociali lavoratori svantaggiati - cui si affiancano
115 volontari.
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// 12 // dossier cooperative
www.ilfriuli.it
Gasparutti (Legacoop): “In questi anni di crisi abbiamo resistito meglio di altre forme economiche”
La nostra forza è il legame
con la società e il territorio
I
l model lo c ooperat ivo ha
dimostrato di reggere la crisi
meglio di altri, ma bisogna ancora lavorare per farne conoscere le potenzialità. A sostenerlo è
il presidente di Legacoop Fvg,
En z o Ga spa r ut t i c he pa rla
anche di Alleanza delle Cooperative (Aci) e di quanto siano indispensabili le buone politiche
infrastrutturali per favorire la
competitività del sistema economico regionale.
Perché il vostro modello sta
reggendo meglio di altri alla
crisi?
“La cooperazione ha saputo resi stere, ma ha dov uto,
a nch’essa, paga re u n costo
sig n i f icat ivo d i r ist r ut t u razione e riorganizzazione. La
cooperazione conosce molto
bene il valore delle reti e delle
collaborazioni fra imprese e,
i n quest’ot t ica, ha i nvest ito
in risorse sia economiche, sia
umane. Il nostro modello, anche attraverso il concetto di
filiera, ha saputo valorizzare
al massimo l’aspetto imprenditoriale con quello sociale.
L’attenzione alla collettività e
al territorio, infatti, sono fattori
che ci hanno contraddistinto
da sempre e ora, più che mai,
vengono apprezzati e valorizzati dal mercato. Secondo i dati
più recenti forniti dal secondo
Rapporto Euricse, che analizza
l’andamento della cooperazione
italiana nel periodo 2008-2011,
le cooperative italiane certamente attive sono tra le 55mila
e le 60mila. A fine 2011, le cooperative, unitamente ai loro
consorzi, hanno generato un
valore aggregato della produzione superiore ai 120 miliardi
e ha n no i nvest ito olt re 114
milioni di euro. Il tutto senza
contare quelle che operano nel
credito, nelle assicurazioni e le
Spa controllate da cooperative.
Sempre a fine 2011, le cooperat ive occupavano una cifra
menti più efficienti, ma anche
sviluppo della banda larga per
consentire un accesso alla rete,
in linea con i parametri dei Paesi più evoluti rappresentano
un obiettivo obbligato per la
Regione, perché è proprio dalle
infrastrutture che passa la strada dello sviluppo economico e
sociale del Friuli Venezia Giulia.
Le buone politiche infrastrutturali favoriscono la competitività
del sistema economico regionale e, ora, con la globalizzazione
dei mercati e la loro internazionalizzazione, gli equilibri socio
economici si sono profondamente modificati”.
enzo Gasparutti
“A volte il nostro modello rimane poco
conosciuto ed è per questo che siamo
impegnati nel diffondere i valori cooperativi
anche nelle scuole e nelle università”
attorno a 1,3 milioni di addetti”.
Con tutti questi numeri siete
conosciuti a sufficienza?
“A volte no, per questo Legacoop Fvg sta portando avanti una
serie di iniziative di promozione
cooperativa, in collaborazione
con il mondo della scuola e con
quello universitario, ma anche
con le a lt re associa z ion i d i
categoria, perché crediamo sia
importante far conoscere oltre
ai valori cooperativi, che fanno
parte del nostro Dna, anche le
opportunità che il sistema coop
offre a coloro che intendono
avviare un’impresa”.
Qu anto cont ano l e bu on e
politiche infrastrutturali per
favorire la competitività del
sistema economico?
“Investimenti in strade e autostrade, ferrovie, porti e aeroporti per consentire sposta-
Si parla di Alleanza Cooperativa in Fvg, quali sono i prossimi passi?
“Il processo di aggregazione
delle tre centrali cooperative
nell’Alleanza delle Cooperative
Italiane, avviato agli inizi del
2011, rappresenta u n’opportunità unica per il movimento
cooperativo e per la società civile di consolidare il ruolo della
cooperazione nell’economia
del Paese. Si tratta di uno degli
obiettivi più importanti che Legacoop Fvg intende perseguire.
L’Alleanza rappresenta un passo avanti importantissimo per
dare più forza al sistema cooperativo a livello locale, nazionale
e internazionale e per questo la
nostra organizzazione lavorerà
costantemente per rafforzare
il dialogo con le altre centrali
cooperative e condividere progetti e interventi per lo sviluppo
del territorio. Legacoop Fvg è
già pronta a procedere per dare
concretezza al progetto attraverso il coordinamento paritario
fra le tre centrali cooperative. Si
tratta della prima fase di questo
significativo cammino. Stiamo
lavorando per sostenere questo
percorso comune che nasce, lo
ricordo, per dare maggiore incisività alla rappresentanza della
cooperazione”.
// 14 // dossier cooperative
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La lezione di Pertini
Recuperata la tesi di laurea del grande statista, che
contiene ragionamenti lucidi e ancora oggi attuali
sulla cooperazione e sul suo ruolo
È
st ato present ato, a Ud ine, presso la sa la conveg n i del la Fonda z ione Cr up,
il volume ‘Sandro Pertini, La
cooperazione. Tesi di laurea
discussa nell’anno 1924 presso l’Istituto di Scienze sociali
‘Cesare Alfieri’ di Firenze’, a
cura di Sebastiano Tringali
ed edita da Ames, associazione
per lo studio del mutualismo e
dell’economia sociale. L’evento
è stato organizzato con Legacoop Liguria e Legacoop Fvg e
ha offerto molteplici spunti di
rif lessione sulla straordinaria
attualità dei valori del modello
cooperativo.
Assieme al curatore del volume, Sebastiano Tringali, sono
intervenuti Giorgio Bertinelli,
vicepresidente Legacoop nazionale, Gianluigi Granero, presi-
dente Legacoop Liguria, Furio
Honsell, sindaco del Comune
di Udine ed Enzo Gasparutti,
presidente Legacoop Fvg che
hanno evidenziato il lunghissimo lavoro di ricerca e recupero
di materiali che si credevano
perduti dopo la disastrosa alluv ione di Firenze del 1966,
ed evidenziato come il volume
contenga ragionamenti lucidi e
attuali sulla cooperazione e sul
suo ruolo.
“È stata un’occasione importante – ha detto in chiusura
Gasparutti - per rimettere al
centro il nostro sistema, i suoi
valori e la sua funzione economica e sociale oltre che utile
per diffondere e condividere
un’opera di straordinaria attualità che invita tutti ad una
maggiore collaborazione per il
S E R V I Z I i n t e g r at i
per l’ambiente
e il territorio
rafforzamento del tessuto imprenditoriale e la costruzione
di una più forte consapevole
coscienza europea. Ma questo
è solo uno degli aspetti che si
scoprono nelle 200 pagine del
libro”.
Analogamente si è espresso
Granero che, fra le altre considera z ion i, ha sot tol i neato
come Pertini era, e può ancora
rappresentare, un esempio di
politica intesa come ser vizio
reso alla comunità.
La tesi di Pertini fu depositata
il 28 ottobre del 1924, l’anno
del l’assassi n io del deputato
socialista Giacomo Matteotti,
del quale da lì a pochi mesi il
Presidente del Consiglio, Benito Mussolini, si assumerà la
responsabilità politica, dando
il via a un’ondata di repressione
politica delle opposizioni di cui
lo stesso Pertini fu una delle prime vittime. Questa tesi rappresenta uno dei suoi ultimi atti da
uomo libero ed è un documento
di grande interesse storico e politico. In un passaggio decisivo
per il futuro del Paese, mentre
il Fascismo iniziava la sua opera
di smantellamento delle strutture democratiche, Sandro Pertini
sceglie di discutere di cooperazione, come modello sociale da
difendere e preservare.
La filosofia di Idealservice nasce dal rispetto per
la Terra e per tutti coloro che la abitano. Il nostro
lavoro è fatto di donne e di uomini che mettono in
pratica ogni giorno questi ideali.
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dossier cooperative
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// 17 //
Il nostro modello dà risposte
a chi vuole uscire dalla crisi
I
l contributo che la cooperazione
può dare all’economia e alla società in questo delicato momento
storico può essere davvero strategico. Ne è convinto il presidente
regionale di Agci, Adino Cisilino,
che sottolinea come le caratteristiche peculiari di questo modello
imprenditoriale, non sempre
sufficientemente conosciute,
possono rivelarsi armi vincenti
in numerose situazioni. La cooperazione, però, deve anche saper
andare oltre i confini del ‘terreno’
in cui si è tradizionalmente mossa. Generare, cioè, impresa anche
in settori e con caratteristiche
completamente innovative.
Dal vostro osservatorio cosa
segna il barometro?
“Le conseguenze del prolungato
periodo di crisi, la depressione
dei consumi interni, l’esaurirsi
degli ammortizzatori sociali sta
portando in questo primo semestre dell’anno a un acuirsi della
chiusura di aziende e a livelli preoccupanti nella coesione sociale.
Crediamo, però, che ripartendo
dai fondamentali si possa, finalmente, intraprendere un percorso
di risalita dal fondo”.
In tale scenario, le cooperative
come stanno andando?
“In questi anni di stravolgimento economico, la cooperazione sta
dando risposte imprenditoriali e
sociali fondamentali. Il modello
mutualistico, che pone al centro
le persone e non il capitale, ha
dimostrato e sta dimostrando di
garantire lavoro a giovani, donne,
di dare l’occasione di reimpiego
a maestranze rimaste senza occupazione, di difendere il valore
delle produzioni agricole locali
e di assicurare ai consumatori
finali prezzi e servizi equi. Questa nostra ‘resistenza’, però, non
è infinita”.
Cosa intende per ‘fondamentali’?
“Nel settore cooperativo dobbiamo ripartire dai valori mutualistici, che possono, anzi devono,
creare nuovi spazi di crescita a
favore dell’economia e delle fami-
Cisilino (Agci):
“Cooperative tra
professionisti, società
per l’assorbimento
di crisi aziendali,
imprese ad alto
contenuto innovativo.
Sono queste le
azioni concrete che
ci faranno voltare
pagina”
glie. Dalla politica pretendiamo,
appunto, i suoi fondamentali:
obiettivi di lungo termine, onestà,
coerenza, chiarezza. Al sistema
finanziario si chiede di ridare ossigeno all’economia reale,
fatta di progetti aziendali e da
imprenditori, rivolti soprattutto
all’aggregazione e all’internazionalizzazione.
Solo così il Friuli Venezia Giulia potrà riprendersi il livello di
benessere che merita, tenendo
presente che il modello sociale ed
economico cui dobbiamo puntare
non potrà essere uguale a quello
precedente alla crisi”.
Anche la cooperazione deve
saper cambiare, quindi?
“Bisogna rendersi conto che le
caratteristiche peculiari di questo
modello economico, basato sulla
mutualità e sulla centralità della
persona, che sono anche le stesse
che hanno consentito in questi
anni una maggiore resistenza
rispetto al complesso del sistema economico, hanno ancora
notevoli margini di espressione.
Voglio essere ancora più esplicito. La cooperativa può essere
la formula ideale per aggregare
i professionisti, in maniera da
creare una realtà più articolata,
capace di erogare una pluralità di
servizi e competenze, ma che garantisce una mobilità in ingresso
e in uscita che nessun’altra forma
società consente.
La cooperativo, poi, può servire
quale strumento di salvataggio
adino cisilino
in alcune crisi aziendali, al fine
di non disperdere un patrimonio
di professionalità, di relazioni e di
conoscenza che possono consentire a una produzione di ripartire;
in più il nostro modello, alla luce
delle recenti novità normative,
può avere vantaggi anche in tema
di prelazione su affitti e cessioni
di azienda.
La cooperativa, ancora, deve saper guardare allo sviluppo anche
di asset intangibili, di know-how,
di brevetti, per rivitalizzare il proprio patrimonio, potendo anche
contare su strumenti finanziari,
come Finreco, specializzati in
questo settore.
Come si vede, la cooperazione
ha ancora molto da dire e da dare,
ma per farlo ha bisogno che le
istituzioni prendano coscienza di
queste possibilità ed eliminino gli
intralci a questo percorso”.
Quanto è importante il progetti
di Alleanza delle cooperative
italiane (Aci)?
“È fondamentale, perché è la
sommatoria dell’intero nostro
mondo associativo. Con una sola
voce può dare più forza alle nostre
richieste. Un primo passo importante è stato il ‘manifesto’ strutturato su sei punti: riavviare lo
sviluppo dell’economia reale e del
lavoro; salvaguardare la coesione
nazionale e sviluppare l’equità sociale, perché l’equità è un fattore
economico: più equità significa
più sviluppo; governo della spesa
pubblica, no ai tagli lineari, sì a
interventi calibrati e mirati; semplificazione amministrativa, cioè
meno stato dove si può, più stato
dove serve; ripristinare la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei
cittadini nei confronti delle stesse;
riforma degli assetti istituzionali,
cioè snellire le procedure decisionali senza abbassare il livello di
democrazia”.
// 18 // dossier cooperative
L
a coop Noncello oggi è alla
sua versione 3.3. Questa realtà
di impegno sociale, nata nel 1981,
ha affrontato un percorso evolutivo, superando anche l’impatto
della crisi economica, e ora ha
saputo rinnovarsi avviando un
percorso di rilancio. Nel biennio
2008-09, infatti, la crisi economica ha impattato pesantemente
sulla cooperativa: il ridursi degli
appalti pubblici, le gare spinte
al massimo ribasso con la conseguente riduzione dei margini
e il taglio netto delle commesse
di aziende private aveva portato
i conti della società in pericoloso
‘rosso’, con una flessione del fatturato dell’ordine del 30% annui e
pesanti perdite.
Il rinnovo dello staff e l’adozione
di un nuovo modello operativo,
senza per questo dimenticare i
valori alla base del movimento
mutualistico, hanno consentito di
dare una svolta alla Noncello, avviando appunto la sua versione 3.3.
“Abbiamo capito che si doveva
cambiare e abbiamo imboccato
una nuova strada – commenta
l’attuale presidente Stefano Mantovani – essere grandi e sociali
non basta, ma serviva introdurre
Coop Noncello
versione 3.3
Profondo rinnovamento per la realtà impegnata nel
collocamento lavorativo delle persone con svantaggi
www.ilfriuli.it
dei principi di efficienza come
qualsiasi altro soggetto privato.
Grazie a un nuovo staff, composto in gran parte da quarantenni
che rappresentano così la terza
generazione di questa cooperativa, è stato possibile uscire dal periodo di difficoltà e guardare con
fiducia ed entusiasmo al futuro”.
L’ultimo esercizio, il 2013, si attesta a 11 milioni di fatturato con
un utile di circa 200mila euro.
Attualmente, i lavoratori impegnati sono seicento, in gran parte
soci. Inoltre, il 34% degli occupati
è soggetto con svantaggi gravi e
un altro 20% presenta svantaggi
di carattere sociale. La Noncello,
inoltre, ha avviato anche un percorso di differenziazione dell’attività, operando dall’anno scorso
anche come cooperativa non solo
di tipo B, per esempio nel servizio
di trasporto disabili, nell’housing
sociale e nell’agricoltura sociale.
Societa’ Cooperativa Sociale
Onlus, Sede legale, uffici amministrativi Via dell’artigianato 20
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dossier cooperative
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Nuove tessere al Mosaico
Il consorzio tra cooperative sociali opera da vent’anni in maniera innovativa
per dare risposte ai bisogni sociali che emergono nelle comunità locali
A
ggregazione di cooperative
per l’inclusione sociale: nel
corso degli anni il Mosaico si è
arricchito costantemente di nuove tessere, per svolgere appieno
il ruolo che si è dato a favore del
territorio, come spiega il suo presidente Mauro Perissini.
Perché un Consorzio 20 anni fa
e perché il Mosaico adesso?
“Il Mosaico nasce 20 anni, su
iniziativa di tre cooperative sociali
isontine e friulane che avevano visto in tale strumento organizzativo
la possibile soluzione alla scelta
che poneva la possibile crescita
dimensionale. Infatti, per noi il
Consorzio itendeva consentire
alle cooperative, da una parte, di
mantenere le dimensioni e i radicamenti comunitari che abbiamo
sempre ritenuti fondamentali e
qualificanti la nostra esperienza
di impresa sociale, e, dall’altro,
consentiva alle stesse imprese di
dotarsi di strumenti di gestione
e di sviluppo che il loro mercato
richiedeva e richiede. Dopo 20
anni, le motivazioni rimangono
le stesse in quanto per noi resta
valido il principio che una cooperativa sociale trova la sua massima
realizzazione in una dimensione
fortemente caratterizzata dal radicamento reale e continuo nelle
comunità in cui opera. La scelta
di richiamare i mosaici di Aquileia
nel nostro nome, infatti, non è stata
certo casuale”.
Per cosa si possono caratterizzare questi 20 anni di attività?
// 19 //
“Non è certo semplice, viste le
tante cooperative e le tante attività
realizzate; un aspetto, però, secondo me risalta ed è quello della
innovazione. Un termine oggi molto usato che noi abbiamo sempre
interpretato nel senso di cogliere i
bisogni non soddisfatti delle persone e cercare di trovare, assieme
a loro e alle istituzioni, modalità
e strumenti nuovi per affrontarli.
È stato così nel settore dei servizi
estivi e di quelli educativi per i minori, nei servizi domiciliari per gli
anziani, per le persone disabili per
finire alle attività, molto articolate,
connesse con la salute mentale che
hanno costituito il settore di maggior impegno del Mosaico negli
ultimi anni e che hanno consentito
di realizzare importanti opportunità a favore delle persone”.
Qual è un obiettivo per i prossimi 20 anni?
“Riuscire sempre a capire quali
sono i bisogni delle persone e,
assieme con loro, con altre organizzazioni del Terzo settore e anche profit e con i Servizi, trovare il
modo di partecipare a organizzare
risposte che non escludano mai
nessuno che ne ha bisogno”.
Sede amministrativa ed operativa di Romans d’ Isonzo
SERVIZI EDUCATIVI SUL TERRITORIO
Infanzia
Scuola
Disabilità
• Doposcuola con svolgimento assistito dei
compiti, scuole primarie, secondarie e dell’
infanzia;
• Interventi individuali e di sostegno ai DSA;
• Percorsi di studio individualizzati;
• Laboratori educativi in lingua inglese;
• Laboratori educativi in lingua inglese;
• Spazio gioco 18-36 mesi;
• Baby sitting domiciliare e in area gioco;
• Laboratori creativi;
• Centri estivi tematici;
• Animazione feste;
• Progetti individualizzati rivolti a persone affette da
disabilità, disturbi comportamentali e dello spettro autistico;
• Tutoring e sostegno genitoriale nella gestione
del conflitto
OLTRE IL CONFINE
strade realizzabili per dare motivazione al loro impegno e dare
dignità al loro diventare adulti. Una risposta concreta all’ eterna
domanda “.. E io cosa farò da grande?”
Un percorso dedicato agli individui e alle loro famiglie, nel rispetto delle esigenze particolari e delle peculiarità di ognuno, una
presa in carico globale che oltre a valorizzare le potenziali-tà della
persona disabile prenda atto delle difficoltà e delle problematiche
legate alla disabilità stessa, attuando percorsi che permettano di
esternare ed affrontare il disagio, e di riela-borarlo poi in maniera positiva attraverso l’ attività. Il momen-to della crescita di ogni
individuo è fatto di luoghi, di esperien-ze, di relazioni, che spesso
vanno oltre la famiglia e la scuola, proprio perché ognuno ha bi-
sogno di allargare i propri confini e confrontarsi con gli altri. Molte
volte per i bambini e ragazzi con disabilità questi luoghi non esistono: sono “confinati” nella scuola e sostenuti solo dalle famiglie,
che non possono provve-dere a tutte le loro esigenze. Attraverso
l’ educazione relazio-nale con compagni e figure educative, attraverso il sostegno e lo sviluppo di una corretta crescita fisica ed
espressiva, attra-verso l’ aiuto ed il supporto per il mantenimento
scolastico, attraverso la conoscenza dell’ ambiente che ci circonda
e delle possibilità che ci offre, ad ognuno deve essere garantita la
pos-sibilità di sperimentare e conoscere le proprie capacità, al fine
di poterle convogliare in maniera positiva.
La sede del nostro progetto è a Villesse in Piazza San Rocco 4.
Esperienze di vita e progetti occupazionali
Da una decennale esperienza nel mondo della disabilità, in un’
ottica di rinnovamento, sperimentazione e di presa in carico
delle effettive esigenze delle famiglie che vivono ogni giorno le
difficoltà legate alla gestione di un bambino con bisogni particolari, vogliamo proporre una formula di assi-stenza educativoformativa basata su percorsi e progetti individualizzati, dedicata
ai bambini e ragazzi in età scolare ed agli adolescenti - o giovani
adulti - che terminato il percor-so scolastico non trovano un collocamento, cercando nelle loro possibilità e capacità, le diverse
CONTATTI: Ufficio di Romans d’ Isonzo - Via Latina 128 - Tel. 0481 282089 - Fax 0481 282089 Cell. 347 5281811/348 3365525
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// 20 // dossier cooperative
www.ilfriuli.it
“Obbligati a crescere, ma
abbiamo la ricetta giusta”
In pochi anni, in controtendenza rispetto al settore, Euro&Promos Group è cresciuta
diventando un primario player nazionale. La società guidata da Serbio Bini
non si ferma e punta a nuovi importanti obiettivi
P
er capire come si costruisce 2013, ha toccato i 69,5 milioni, in
Si tratta di una crescita assolu“Nel mondo del lavoro, in geneuna società cooperativa di aumento del 16% rispetto all’anno tamente rilevante, soprattutto re, e nel nostro settore, in particosuccesso può essere utile analiz- precedente. Per l’anno in corso, gli se confrontata con il contesto lare, è importante guardare al fuzare il percorso che Euro&Promos appalti già acquisiti prevedono un nazionale del mondo del ‘pulito’; turo con lungimiranza, intuendo
Group ha fatto negli ultimi anni. fatturato di 93 milioni di euro, con contesto che vede un mercato i tempi giusti per i cambiamenti
infatti, pur in una fase storica di tendenza di ulteriore crescita. Il nazionale che nel 2011 ha avuto e attuando le trasformazioni al
difficoltà generale, la realtà gui- 44% del fatturato è realizzato nel un calo di fatturato di circa il 1,4%, momento giusto. Nel 2007 l’oridata dal presidente Sergio Bini Nordest, il 23% nel Nordovest e nel 2012 ha avuto un calo di fattu- ginaria Eurocoop si è fusa con la
ha inanellato una serie di continui il resto, equamente, nel Centro e rato di circa il 1,6%, che nel 2013 Promo San Giacomo dando vita
successi, non soltanto in termini Sud Italia.
ha avuto un calo di fatturato di alla Euro&Promos Group, con
di fatturato, che la collocano oggi
Gli utili netti negli ultimi tre circa il 2,1% e si prevede un trend un fatturato che da 40 milioni
tra i leader non soltanto a livello anni si sono attestati oltre il mi- di calo di circa il 2,1% nel 2014.
arriverà a toccare, nel bilancio che
nordestino, ma anche nello sce- lione di euro e nel 2012 hanno
Per il presidente Bini la strategia andremo ad approvare, i 100 minario
nazionale.
Il fatturato
del sociale
toccato
1,4 milioni.
Il numero
di Euro&Promos
Group continuadiacomunità,
lioni di euro. Numeri di assoluta
ARACON
è una
Cooperativa
impegnata
nell’ambito
educativo
e in quello dell’animazione
2010intesa
era dicome
60,7 milioni
di euro,
dipendenti
è passato dai 2.900 parlare di crescita.
importanza che ci permettono di
promozione
del benessere
dei cittadini.
quello
che
la
prossima
assemblea
del
2010
al
dato
attuale
che
ha
essere oggi uno dei maggiori plaOffre interventi nelle situazioni di disagio, progetti di prevenzione, e opera per attivare all’interno dei territori
andrà ad approvare, per l’esercizio superato le cinquemila persone.
Qual è il vostro ‘segreto’?
yer a livello nazionale nel settore,
(quartieri, circoscrizioni, paesi) la partecipazione dei cittadini con l’obiettivo di contribuire a promuovere una
cultura della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva.
ARACON
è una Cooperativa
sociale
nell’ambito
educativo
e in quello
dell’animazione
comunità,
g Progetti
di supporto
e sostegno alledi
donne
ARACON
cooperativa
sociale onlus nasce
nel impegnata
1997 dall’Associazione
ARACON
Gruppo
• Progetti di supporto a donne nella conciliazione del tempo lavoro con la vita familiare e
intesaPolivalente.
come promozione del benessere dei cittadini.
ARACON aderisce al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e
l’accudimento dei bambini
Offre
nelle situazioni di disagio, progetti di prevenzione, •eProgetti
operadi per
attivare
all’interno
deisituazioni
territori
al
CNCAinterventi
FVG.
supporto
per percorsi
di uscita da
di violenza
ARACON
opera
nell’area del lavoro
sociale,
in particolare con minori
giovani. con l’obiettivo di contribuire a promuovere una
(quartieri,
circoscrizioni,
paesi)
la partecipazione
dei ecittadini
g Animazione Socioculturale
g Area Minori
cultura
della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva.
• Progettazione e gestione di interventi nel settore dell’animazione socioculturale ed
• Progetti di prevenzione al disagio giovanile:
educativa (animazione di strada, animazione didattica, laboratori…)
centri di aggregazione, animazione di territorio, lavoro di strada; sostegno, orientamento e
• Progetti di rete
ARACON
è
una
Cooperativa
sociale
impegnata
nell’ambito
educativo
e in quello
dell’animazione
comunità,
accompagnamento
nelle sociale
situazionionlus
di disagio;
percorsi
di informazione
e sensibilizzazione
Progetti
supporto
e sostegno
alle di
donne
•gIniziative
didisensibilizzazione
del territorio
(convegni,
mostre…)
ARACON
cooperativa
nasce
nel 1997
dall’Associazione
ARACON
su
comportamenti
a
rischio
in
adolescenza.
Gruppo
• Progetti di supporto a donne nella conciliazione del tempo lavoro con la vita familiare e
intesaPolivalente.
come promozione del benessere dei cittadini.
g Area Formazione
•ARACON
Progetti diaderisce
promozione
della
partecipazione
dei
giovani:
al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e
l’accudimento dei bambini
Offre
interventi
situazioni
di disagio,artistica
progetti
di prevenzione,
operadi supporto
per
attivare
dei
territori
progetti
promozionenelle
della creatività
e dell’espressione
giovanile;
interventi di
•eProgetti
Formazione
permanente
perall’interno
operatori
ed da
educatori
territoriali
al
CNCAdi
FVG.
per percorsi
di uscita
situazioni
di violenza
educazioneopera
alla legalità
e alla
cittadinanza
attiva;
Forum
giovani.
• Formazionedi
di base
e stages per
sociali una
ARACON
nell’area
del
lavoro
sociale,
in
particolare
con
minori
e
giovani.
(quartieri, circoscrizioni, paesi) la partecipazione dei cittadini con l’obiettivo
contribuire
a animatori
promuovere
g Animazione Socioculturale
• Formazione per operatori di strada e per operatori di rete
g Area Minori
g
Giovani
cultura
della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva.
• Formazione
Progettazione
gestione di
interventi
nel settore
dell’animazione socioculturale ed
pereinsegnanti,
famiglie,
volontari
e associazioni
Servizi socio-educativi
• Progetti
di prevenzione ealsocio-assistenziali:
disagio giovanile:
educativa
(animazione
di strada,
animazione didattica, laboratori…)
• Formazione
per giovani
“peer educators”
progetti
rivolti a minori diversamente
e/o inlavoro
situazione
di disagio
personale,
familiare
centri
di aggregazione,
animazione di abili
territorio,
di strada;
sostegno,
orientamento
e
• Progetti di rete
g Area Consulenza e Progettazione
e
sociale; cooperativa
accompagnamento
nelle situazioni
di disagio;
percorsi
di informazione
e sensibilizzazione
Progettididisensibilizzazione
supporto e sostegno
alle donne
• gIniziative
del territorio
(convegni, mostre…)
ARACON
sociale onlus
nasce
nel 1997
dall’Associazione
ARACON
progetti
individuali
di gruppo;
su
comportamenti
ae/o
rischio
in adolescenza.
Ad
Amministrazioni
Enti nella
Localiconciliazione
si offre consulenza
e progettazione
di servizi
Gruppo
Polivalente.
• Progetti
di supporto ed
a donne
del tempo lavoro
con la vita familiare
e
g Area Formazione
domiciliari,
scolastici
e/o di educativa
territoriale
promuovere
l’integrazione
•
Progetti di
promozione
della
dei
•interventi
Progetti
di
promozione
dellapartecipazione
partecipazione
deigiovani:
giovani: per
socioculturali
ed
ARACON
aderisce
al
CNCA
(Coordinamento
Nazionale
Comunità
di Accoglienza)
e
l’accudimento
deieducativi
bambini in particolare rivolti a minori e giovani.
e
la
socializzazione.
di
promozione
della
creatività
e
dell’espressione
artistica
giovanile;
interventi
di
A
Organizzazioni
del
terzo
settore
si
offrono
consulenze
sullo
sviluppo
organizzativo
progetti
di
promozione
della
creatività
e
dell’espressione
artistica
giovanile;
interventi
di
al CNCA FVG.
• Formazione
permanente
per operatori
ed educatori
territoriali
Progetti di supporto
per percorsi
di uscita
da situazioni
di violenza
•ARACON
Servizi di opera
doposcuola
pre/post
accoglienza:
educazione
allalegalità
legalità
e di
alla
attiva;
giovani.
educazione
alla
e ealla
cittadinanza
attiva;
Forum
giovani,
Consigli
Comunali
dei Ragazzi.
nell’area
delcittadinanza
lavoro
sociale,
inForum
particolare
con minori
e giovani.
• gFormazione di base e stages per animatori sociali
privati
g Contratti
servizi per minori delle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Animazione
Socioculturale
• Formazione per operatori di strada e per operatori di rete
g Area Giovani
Minori estivi
stipulati
direttamente
fra
la Cooperativa
e i destinatari
dell’intervento
(persone
•g
Centri ricreativi
Progettazione
gestione di
interventi
nel settore
dell’animazione
socioculturale
ed
•Contratti
Formazione
pereinsegnanti,
famiglie,
volontari
e associazioni
e famiglie)
per attività
educative/assistenziali.
• Servizi
Progettisocio-educativi
di prevenzioneealsocio-assistenziali:
disagio giovanile:
educativa
(animazione
di “peer
strada,
animazione didattica, laboratori…)
•singole
Formazione
per giovani
educators”
g Area Scuole
progetti
a minori diversamente
e/o inlavoro
situazione
di disagio
personale,
familiare
centri di rivolti
aggregazione,
animazione diabili
territorio,
di strada;
sostegno,
orientamento
e
•gProgetti
di rete
ARACON
opera nella
provincia di Udine su diversi territori:
g Area
•accompagnamento
Percorsi
scuole
secondarie
di primo
e secondo
grado:
Consulenza
e Progettazione
e
sociale; rivolti allenelle
situazioni
di disagio;
percorsi
di informazione
e sensibilizzazione
• Iniziative
di sensibilizzazione
del territorio (convegni, mostre…)
Ambiti
Distrettuali di Udine,
Tarcento,
Friuli, Gemona
del Friuli
prevenzione
dei comportamenti
a rischio, dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni,
progetti
individuali
e/o
di gruppo;
su comportamenti
a rischio
in adolescenza.
Ad
Amministrazioni
ed Enti
Locali Cividale
si offre del
consulenza
e progettazione
di servizi
egSan
Daniele.
gestione
conflitti, scolastici
peer
education,
formazione
ai rappresentanti
di classe
e di istituti
interventi
domiciliari,
e/o di educativa
per promuovere
l’integrazione
• Progetti dei
di promozione
della
partecipazione
deiterritoriale
giovani:
socioculturali
ed educativi in particolare rivolti a minori e giovani.
Area
Formazione
scolastici.
e
la socializzazione.
progetti
di promozione della creatività e dell’espressione artistica giovanile; interventi di
A
Organizzazioni
del terzo per
settore
si offrono
consulenze
sullo sviluppo organizzativo
• Formazione
permanente
operatori
ed educatori
territoriali
•educazione
Servizi di doposcuola
pre/post
accoglienza:
alla legalitàeedialla
cittadinanza
attiva; Forum giovani.
•gFormazione di base e stages per animatori sociali
Ufficio
di primarie
coordinamento
e segreteria
Contratti privati
servizi per minori delle
scuole
e secondarie
di primo grado.
• Formazione per operatori
di strada
e per
di rete
Certificata
UNI
EN
ISOoperatori
9001:2008
per la progettazione,
Arearicreativi
Giovani estivi
Via Sagrado,3 - 33100 Udine
Contratti
stipulati
fra la
Cooperativa
e i destinatari
dell’intervento (persone
• gCentri
• Formazione
per direttamente
insegnanti,
famiglie,
volontari
e associazioni
gestione
ed
erogazione
di servizi
socio educativi territoriali,
singole
e
famiglie)
per
attività
educative/assistenziali.
• Servizi socio-educativi
e socio-assistenziali:
tel. 0432.548804
fax 0432.490125
• Formazione per giovani
educators”
g Area Scuole
servizi “peer
di sostegno
scolastico, servizi, attività ed iniziative di
progetti rivolti a minori
abili e/o in situazione di disagio personale, familiare
mail:diversamente
[email protected]
g ARACON operaaggregazione
e didi
animazione
comunità
a favore di minori
nella
provincia
Udine su di
diversi
territori:
g Area Consulenza
•ePercorsi
scuole secondarie di primo e secondo grado:
e Progettazione
sociale; rivolti alle
pec: [email protected]
e giovani,
servizi di Cividale
supporto e sostegno
alle donne.
Ambiti
Distrettuali di
Udine,
Tarcento,
Friuli, Gemona
del Friuli
prevenzione
dei
comportamenti
a
rischio,
dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni,
progetti individuali e/o di gruppo;
Ad Amministrazioni
ed Enti
Locali si offre del
consulenza
e progettazione
di servizi
web:
www.aracon.it
e
San Daniele.ed educativi in particolare rivolti a minori e giovani.
gestione
conflitti,
peer
education,
formazione
ai rappresentanti
di classe
e di istituti
interventidei
domiciliari,
scolastici
e/o di educativa
territoriale
per promuovere
l’integrazione
socioculturali
scolastici.
e la socializzazione.
A Organizzazioni del terzo settore si offrono consulenze sullo sviluppo organizzativo
• Servizi di doposcuola e di pre/post accoglienza:
g Contratti privati
Ufficio
di coordinamento
e segreteria
servizi per minori delle
scuole
primarie e secondarie
di primo grado.
Certificata UNI
ENCooperativa
ISO 9001:2008
per la progettazione,
Via Sagrado,3 - 33100 Udine
Contratti stipulati direttamente
fra la
e i destinatari
dell’intervento (persone
• Centri ricreativi estivi
ededucative/assistenziali.
erogazione di servizi socio educativi territoriali,
singole e famiglie) gestione
per attività
tel. 0432.548804 fax 0432.490125
g Area Scuole
servizi di sostegno scolastico, servizi, attività ed iniziative di
mail: [email protected]
g ARACON opera
aggregazione
e di di
animazione
comunità
a favore di minori
nella provincia
Udine su di
diversi
territori:
• Percorsi rivolti alle scuole secondarie di primo e secondo grado:
pec:
[email protected]
e giovani,
servizi di Cividale
supportodel
e sostegno
alle donne.
Ambiti Distrettuali di
Udine, Tarcento,
Friuli, Gemona
del Friuli
prevenzione dei comportamenti a rischio, dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni,
web:
www.aracon.it
e San Daniele.
gestione dei conflitti,
peer
education, formazione ai rappresentanti di classe e di istituti
scolastici.
Ufficio di coordinamento e segreteria
Via Sagrado,3 - 33100 Udine
tel. 0432.548804 fax 0432.490125
Certificata UNI EN ISO 9001:2008 per la progettazione,
gestione ed erogazione di servizi socio educativi territoriali,
dossier cooperative
www.ilfriuli.it
// 21 //
turnover vicino allo zero, una
media di età tra i 30 e i 40 anni e
circa il 60% di donne e non solo
tra la forza lavoro. Anche in seno
al Cda, la presenza femminile è
maggioritaria”.
sergio Bini
nonché leader nel Triveneto”.
Come siete arrivati a questi
risultati?
“Il futuro è già oggi: solo innovando continuamente i processi
e i servizi offerti si può crescere e
consolidare le posizioni. Dall’originario settore pulizie ci siamo
trasformati in un azienda di facility, in particolare nel settore delle
varie esigenze di un edificio. Una
scelta strategica, da una parte, ma
obbligata, dall’altra, che ci per-
mette di partecipare con successo
alle gare bandite dalle grosse centrali di acquisto a livello italiano
e, in particolare, dalle pubbliche
amministrazioni, sempre più in
cerca di fornitori completi e dotati
di un pool di servizi a 360 gradi”.
Quali sono le linee di sviluppo?
“Continuare a crescere acquisendo sempre più quote di mercato e diversificando il fatturato
sia in termini di servizi resi, sia
in termini di tipologia di clienti:
stiamo lavorando per aumentare
la clientela privata, anche in nuovi
settori. Parimenti, dobbiamo pensare a proseguire nell’ottica di acquisizione di aziende del settore al
fine di arrivare a una dimensione
di almeno 250 milioni di fatturato
entro i prossimi 4-6 anni. Numeri
minimi per restare sul mercato da
attori protagonisti”.
Il necessità di crescita penalizza
il clima aziendale?
“Le posso dire che abbiamo un
La vostra esperienza può essere
di insegnamento al sistema economico locale?
“La crisi economica che in questi
anni ha pesantemente colpito il
nostro Paese, e sopratutto la nostra regione, sembra aver toccato
solo alcuni settori produttivi del
mondo della cooperazione. Il 2013
è stato un ‘anno nero’ per l’occupazione, nei soli primi nove mesi
nella nostra regione si sono persi
9.300 posti di lavoro. I disoccupati
sono passati da 35mila nel 2012
a oltre 41mila nel 2013. Di fronte
a questi preoccupanti dati per
l’economia, la cooperazione tiene sia in termini di occupati, sia
di valore della produzione. Mai
come oggi garantire occupazione è importante e il mondo della
cooperazione sta riuscendo in
questo intento, ma proseguire per
questa strada da soli è sempre più
difficile, abbiamo bisogno anche
dell’aiuto delle istituzioni”.
LE ATTIVITÀ DELLA Cooperativa
La Cooperativa Pescatori “San Vito” di Marano Lagunare è stata fondata nel 1940 in forma societaria cooperativistica e rinnovata nel
1951 nella attuale società cooperativa a responsabilità limitata, si propone la tutela dei
pescatori e la valorizzazione dei prodotti della
pesca e della molluschicoltura. In particolare
si prefigge la commercializzazione per conto
dei soci dei prodotti ittici anche attraverso la
gestione di negozi al dettaglio, la distribuzione ai soci di quanto è necessario per gestire la
propria attività o per l’impianto e la conduzione di allevamenti destinati a molluschicoltura e
crostaceicoltura, la lavorazione dei prodotti ittici e l’assistenza assicurativa e previdenziale.
Soc. Coop. a R. L.: Via Serenissima, 30
33050 Marano Lagunare (Ud) Italy - Tel. 0431 67118
Fax 0431 67990 - [email protected]
Gestione Mercato Ittico Ingrosso Comunale: Via Serenissima, 30
Tel. 0431 67004 - Fax 0431 640784
Centro Raccolta e Spedizione Molluschi Bivalvi: Via San Vito
Località Nalon - Tel. 0431 67500
dossier cooperative
www.ilfriuli.it
// 23 //
La cooperazione salva la cultura
U
na delle storiche librerie udinesi ‘salvata’ da tre indomiti
cooperatori: inizia così la storia
della Cooperativa Libraria Udinese che, da aprile, ha permesso di
riaprire la libreria Tarantola, fondata nel 1904 da Luigi Tarantola
e diventata negli anni cuore della
vita culturale e letteraria udinese. Dopo quasi cinquant’anni di
gestione da parte del precedente
proprietario, spetta infatti a tre
giovani attorno ai 30 anni il compito di rilevare la libreria, attraverso la neocostituita cooperativa, e
riavviare l’attività.
Tre giovani librai
hanno scelto questa
forma imprenditoriale
per riaprire la storica
libreria udinese
‘Tarantola’
fondata nel 1904
le origini
È una storia lunga, quella della
Libreria Tarantola, che inizia con
i fratelli Luigi e Carlo Tarantola di
Pontremoli che alla fine dell’Ottocento avviano l’attività di venditori ambulanti di libri. In seguito
alla nascita dei tre figli, Luigi e la
moglie Luigia decidono di aprire
una libreria a Udine nel 1904,
mentre Carlo fece altrettanto a
Padova. Nel 1905 si trasferiscono
dalla sede originaria di Riva Bartolini in via Vittorio Veneto nello
stesso spazio in cui si trova oggi
la libreria.
Alla fine del 1918, al termine
della Prima Guerra Mondiale,
la libreria riapre dopo un anno
di chiusura seguito alla rotta
italiana di Caporetto.
personaggi ospiti
Nel corso degli anni passano
tra le sue pareti tanti personaggi
della cultura, sia locali come
Gian Giacomo Menon, Amedeo
Giacomini, Novella Cantarutti,
Luciano Morandini, Tito Maniacco, Carlo Sgorlon, Alessandro
Ivanov, sia nazionali come Diego
Valeri, Giuseppe Bevilacqua,
Indro Montanellli, Morando Morandini, Fulvio Tomizza, Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo,
Giulio Einaudi, e anche qualche
straniero come Luis Sepúlveda e
Marc Fumaroli. E il futuro?
tradizione e innovazione
“Vogliamo mantenere l’impianto della ‘vecchia’ Tarantola spiega Giovanni Tomai, giovane
presidente della cooperativa – arricchendolo, però, di tante novità
e tante nuove attività. Abbiamo
avviato presentazioni di libri,
parteciperemo a ‘La Notte dei
lettori’ e siamo partner di Vicino/
Lontano; abbiamo raddoppiato la
superficie creando un’area relax”.
Perché proprio la forma cooperativa?
“Ci sembra il modo giusto per
porre al centro la cultura e il
fare cultura – risponde Tomai l’impegno personale più che la
ricerca del profitto. In ogni caso,
nulla di tutto questo sarebbe sta-
to possibile senza l’aiuto costante
dei professionisti della Confcooperative locale, che ci hanno
permesso di portare a termine
quello che all’inizio sembra un
sogno”.
Presidio ‘dolomitico’
A Forni di Sopra la bottega svolge anche un ruolo sociale
U
n punto di riferimento ai piedi delle Dolomiti friulane,
anche grazie alla sua storia ultracentenaria. La Cooperativa di consumo Santa Maria Assunta di Forni di Sopra, infatti,
è nata l’11 febbraio 1900, divisa inizialmente fra magazzino e
cassa rurale. Fu monsignor Fortunato De Santa a volere fortemente la sua creazione. Oggi, oltre un secolo dopo, può vantare
più di 400 soci, tra cui residenti, fornesi all’estero e proprietari
di seconde case, attratti dagli speciali sconti riservati agli affiliati. Dà lavoro a 10 dipendenti fissi, più gli stagionali in estate
e inverno. Nel 2009, il fatturato è stato di 1,8 milioni di euro.
Il fiore all’occhiello è rappresentato dal supermercato nella frazione di Vico, un’accogliente struttura di 780 metri quadrati nella
quale, oltre ai generi alimentari, comprese nel periodo estivo le
verdure fresche provenienti dai terreni di Forni di Sopra, vengono venduti articoli di ferramenta, abbigliamento e casalinghi.
Oltre al supermercato di Vico, la realtà dolomitica gestisce un
bar, affidato in gestione, e una filiale dell’attività principale ad
Andrazza, a supporto soprattutto di chi non può raggiungere
il centro del paese. Più che per far utili, questo punto vendita
ha una funzione prettamente sociale. Nella piccola frazione,
infatti, abitano tante persone anziane che magari hanno difficoltà di spostamento. Tenere aperto un negozio, peraltro l’unico
nella località, è anche un servizio importante per i residenti.
La Coop fornese è davvero un punto di riferimento per la
comunità e non soltanto. La sua lunga storia le consente
di affrontare al meglio le sfide del presente e del futuro.
// 24 // dossier cooperative
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Classe dirigente del futuro
Giovani laureati a Bruxelles grazie alle Bcc e alla Regione: scade il 3 giugno prossimo
il nuovo bando per una borsa di studio che consente di fare un’esperienza unica
S
ei mesi, cioè da luglio a dicembre 2014, di tirocinio retribuito
con borsa di studio all’Ufficio
di collegamento della Regione
Friuli Venezia Giulia a Bruxelles.
È quanto offre ‘Insieme in Europa’, un’iniziativa avviata nel 2006
grazie alla convenzione, rinnovata nel 2012, tra la Federazione
regionale delle Bcc e la Regione e
che si rivolge a clienti, soci o figli di
soci delle Bcc, che siano laureati
in Agraria, Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche e Corso
interfacoltà in Studi europei.
due posti all’anno
La disponibilità annuale è di due
borse di studio, una per semestre,
mentre sono complessivamente
16 quelle stanziate dall’inizio del
progetto, che hanno permesso ai
dossier cooperative
www.ilfriuli.it
neolaureati, precisamente 12 ragazze e 4 ragazzi, di specializzarsi
nelle materie comunitarie lavorando sul campo: un’opportunità
che si è trasformata tante volte in
un lavoro concreto anche a livello
comunitario o internazionale.
nuove generazioni
“Con questo progetto che va avanti ininterrottamente da nove anni
– sottolinea il presidente della Federazione delle Bcc del Friuli Venezia
Giulia, Giuseppe Graffi Brunoro
– il credito cooperativo dimostra,
ancora una volta, la fiducia e l’attenzione verso le nuove generazioni,
sostenendo la formazione della
classe dirigente del domani. Inoltre,
consente anche a noi di entrare in
contatto con giovani in possesso di
caratteristiche importanti da selezionare per l’eventuale ingresso nel
nostro sistema bancario”.
In questo primo semestre del
2014, il borsista a Bruxelles è originario di Sistiana e si chiama Igor
Markovic.
prima di un contratto
Il bando dell’iniziativa è aperto
Il progetto è in
corso ormai da
nove anni e ha
coinvolto fino a
oggi 16 persone
// 25 //
ai candidati di età inferiore ai
28 anni, che abbiano conseguito, con un voto non inferiore a
99/110, una laurea quadriennale
del vecchio ordinamento o laurea specialistica quinquennale
di quello nuovo, comunque da
non più di dodici mesi. Per essere inseriti nella graduatoria,
inoltre, gli aspiranti ‘stagisti’
devono possedere una buona
conoscenza della lingua inglese
e dimostrare di non usufruire
di altre borse di studio. Ultima
clausola: i candidati non devono
essere impegnati in alcuna attività lavorativa.
sportelli del territorio
Le richieste di partecipazione
devono essere inviate, entro martedì 3 giugno 2014, alla propria
Bcc di riferimento che la trasmetterà, a sua volta, alla Federazione.
Una volta attribuita la borsa di
studio, del valore di mille euro
al mese netti, con in aggiunta la
copertura assicurativa per infortuni, al vincitore sarà assegnato
un tutor nominato dalla Regione
che, con il borsista, predisporrà il
progetto di formazione da seguire.
// 26 // dossier cooperative
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Un commercio
a misura
delle famiglie
Dopo 23 anni Giacomo Cortiula cede il timone della Cooperativa Carnica
di consumo (CoopCa), ma l’assemblea lo ha acclamato presidente onorario
I
l premio per 23 anni di impegno e passione alla guida della
cooperativa, Giacomo Cortiula
l’ha ricevuto domenica 18 maggio, quando l’assemblea dei soci,
presenti in quattrocento, l’ho ha
acclamato presidente onorario
con un lunghissimo applauso
in piedi. Per la società carnica
della grande distribuzione la
fase storica che sta vivendo parla
di consolidamento e crescita:
“un passo alla volta, il nostro
cammino continua” commenta
Cortiula. L’obiettivo, infatti, è di
aumentare ulteriormente il fatturato e, quindi, la rete distributiva
per arrivare a una soglia minima
che garantisca l’autonomia della storica cooperativa fondata
nell’aprile del 1906.
Che fase storica state, quindi,
vivendo?
“Continua il lavoro fatto in oltre
un secolo dai nostri predecessori.
Attualmente, siamo presenti con
48 punti vendita, di cui 8 iper cioè
con una superficie superiore ai
tremila metri quadrati, in tutta
la regione Friuli Venezia Giulia e
in Veneto Orientale”.
Come sta evolvendo il mercato
della grande distribuzione?
“È in costante evoluzione, sull’onda sia dei cambiamenti sociali, sia
della crisi economica e, quindi, del
consumi. Dopo il passato boom
delle grandissime superfici di
vendita e dei centri commerciali,
sta tornando l’interesse verso la
media dimensione e, credo, prossimamente anche verso la piccola.
Supermercati, cioè, più a misura
di consumatore e di famiglia, che
garantisca il servizio anche in zone
in cui una popolazione che sta invecchiando ha meno possibilità di
muoversi e di recarsi nei grandi poli
commerciali”.
La CoopCa come intende interpretare questa evoluzione?
“Puntiamo ancora a crescere.
Attualmente, il nostro fatturato
si aggira sui 150 milioni di euro
e puntiamo a raggiungere i 200
milioni, un livello che giudichiamo adeguato per garantirci
l’autonomia. Per farlo puntiamo
alla crescita della rete commerciale, attraverso nuove aperture
e acquisizioni, in particolare
nella Bassa friulana e in Veneto.
Recentemente, sono entrati a far
parte della CoopCa un supermercato a Precenicco e uno a Crocetta del Montello. Ovviamente, la
nostra strategia di crescita è fatta
con calma e dedizione, un passo
alla volta”.
E in Carnia?
“Siamo nati qui e rimarremo
sempre qui. Prova ne è che il
nostro magazzino, da 22mila
metri quadrati, lo abbiamo voluto
realizzare in Carnia, ad Amaro.
Crediamo che questo nostro territorio rappresenti un cavalcavia
d’Europa. La nostra cooperativa
intende presidiare il territorio
con i propri punti vendita al servizio dei residenti”.
Come si può rilanciare l’economia carnica?
“Purtroppo, è stato perso troppo tempo per colpa di personalismi. Noi carnici siamo gente
splendida, ma abbiamo nel Dna
un’invidia e un individualismo
che ci frenano. Il paradosso è
che proprio in Carnia è nato il
mov imento cooperativo, che
rappresenta valori diametralmente opposti. Quindi, quando
vogliamo fare squadra siamo
in grado di raggiungere grandi
risultati”.
Perché ha deciso di lasciare la
guida della cooperativa?
“Sono stato presidente per 23
anni e ad agosto compirò 80
anni. È giusto, quindi, che passi
il testimone e sono ben felice di
ricoprire ora il ruolo di presidente onorario, come hanno voluto
i soci. La più grande soddisfazione è stata proprio durante
l’ultima assemblea quando i
quattrocento soci presenti si
sono alzati in piedi e mi hanno
a lungo applaudito: questo gesto
mi ha ripagato di tutti i sacrifici
fatti negli anni”.
Continueremo a crescere in Friuli e in Veneto orientale, presidiando
comunque l’area montana per dare un servizio alla nostra comunità
Interventi per
ripristinare l’ecosistema
Un’ampia gamma di servizi nel settore ambientale.
è questa la missione della Ge.Co, azienda sorta nel 2003 e che opera, oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche nel Veneto ed
Emilia Romagna. è nata dall’incontro di varie conoscenze nei campi dell’ecologia e della sicurezza, ed è in grado di offrire
soluzioni integrate per una migliore qualità dell’ambiente grazie ad una squadra di lavoro completa di mezzi ed attrezzature,
specializzata in particolar modo negli interventi d’emergenza
nuovo servizio
di bonifica materiali contenenti amianto
Società Cooperativa Carnica di Consumo
Presente in Friuli Venezia Giulia con 19 Supermercati e 2 Ipermercati
e in Veneto con 14 Supermercati, 2 Ipermercati e 1 Discount
e, per chi ama la casa,
con lo store di Tolmezzo (UD),
via Matteotti n. 5
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Un percorso lungo 108 anni
per essere ancora
“vicino a te,
ogni giorno”
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dossier cooperative
www.ilfriuli.it
A
Gorizia nel 1980 nacque la
cooperativa sociale Arcobaleno: l’obiettivo era di combattere
l’emarginazione e la disoccupazione di persone con disagi
mentali e sociali dando loro un
lavoro e, dunque, la possibilità
di reinserimento e autonomia.
Fu fra le prime in regione e in 34
anni di esperienza centinaia di
lavoratori e lavoratici hanno riconquistato un ruolo e l’indipendenza. Oggi Arcobaleno, nella
sede storica di via San Michele,
vive un rinnovamento epocale
nel segno dell’innovazione tecnologica e del ripensamento di
nuove modalità di relazioni e di
servizi al territorio.
Al suo interno sono nati Magazìn, ‘acceleratore urbano’ con
190 metri quadrati di spazi condivisi di lavoro, confronto ed esposizione d’arte, e Orti Goriziani,
piattaforma web transfrontaliera
che ha la finalità di ricostruire il
tessuto sociale ed economico del
goriziano, attraverso la messa in
rete di servizi in Italia e Slovenia.
L’obiettivo di Orti Gorizianiè far
incontrare offerta e domanda di
prodotti agroalimentari in un
territorio da Tolmino ad Aquileia,
comprendente le aree urbane del
Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) di Gorizia,
// 29 //
Orti senza più steccati
La cooperativa
sociale Arcobaleno
ha sviluppato
un importante
progetto per
riscoprire le
potenzialità del
Goriziano, sia in
territorio italiano,
sia sloveno
Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba.
una nuova economia
“Non una forma di e-commerce
- spiega il project manager Fabrizio Valencic - ma un nuovo modo
di fare economia riscoprendo
le potenzialità del territorio, i
bisogni della comunità, la stagionalità dei prodotti, in una
proiezione di economia sociale
locale e digitale”.
Il progetto, finanziato dal programma per la cooperazione
Italia-Slovenia 2007-2013, accanto alla cooperativa Arcobaleno vede la partecipazione di
Legacoop Fvg, leader partner,
assieme ad altre realtà isontine
e regionali. Orti goriziani sarà
presentato durante la 3° edizio-
ne delle ‘Giornate di economia
sociale transfrontaliera’ con l’appuntamento dal titolo ‘1914-2014,
dall’Europa della Prima Guerra
mondiale all’Europa sociale’, in
programma a Gorizia dal 29 al
31 maggio. Nella serata di giovedì
29 maggio, nella sede di Magazin, si terrà una degustazione di
prodotti con concerto finale del
gruppo Radio Zastava.
// reinserimento lavorativo
Traslochi migliori con il Grande Carro
La coop sociale goriziana quest’anno taglia il traguardo dei vent’anni di attività
L
a cooperativa sociale ‘Il Grande Carro’ con sede a Gorizia
rappresenta un punto di riferimento per il territorio isontino e
non solo. La cooperativa fa parte
del Consorzio ‘Il Mosaico’ e, come
le altre socie, pone come principio
fondamentale, la dignità ontologica della persona: i soci lavoratori
fanno parte, infatti, di un progetto
di reinserimento lavorativo.
Con la sua esperienza pluriennale, proprio quest’anno ricorre
il ventesimo anniversario dalla
sua nascita, si occupa di proporre
una vasta gamma di soluzioni
per l’imballaggio e il trasporto
merci, nonché servizi di trasloco
mobili e sgombero di locali. A
tutti è capitato, almeno volta
nella vita, di dover affrontare un
trasloco di un’abitazione privata o
di un ufficio, sapendo molto bene
quanto sia duro e faticoso; avere
a disposizione dei professionisti
rappresenta, quindi, un valore
aggiunto da non sottovalutare per
la nostra sicurezza e per l’integrità
della merce. Per questo motivo la
cooperativa ‘Il Grande Carro’ ha a
disposizione uno staff in grado di
risolvere qualsiasi tipo di gestione
del trasloco e in qualsiasi situazione.
Viene sempre garantita la massima
attenzione alla merce e ai mobili trasportati, nonchè massima puntualità nel loro arrivo a destinazione.
Per ogni intervento la cooperativa
si occupa di fornire un servizio
di sopralluogo preventivo gratuito e senza impegno alcuno,
per calcolare la possibile spesa e
organizzare al meglio il trasloco
e la spedizione. In base al tipo
di intervento da affrontare, ‘Il
Grande Carro’ dispone di parco
macchine per ogni tipo di esigenza
con furgoni di varie capienze e
autoscale per traslochi in altezza.
Oltre all’ambito dei traslochi e
trasporti, la cooperativa è attiva
nell’ambito green. Si occupa, infatti, della manutenzione e gestione di aree verdi, della coltivazione
e vendita di piante in serra e orticole; in base alla stagione vengono
coltivati ciclamini, primule viole,
begonie surfinie, diventate ormai
famose in città per la loro bellezza.
Per il suo lungo impegno, la
cooperativa rappresenta una garanzia di professionalità e affidabilità con uno scopo ben preciso:
l’integrazione sociale dei cittadini.
// 30 // dossier cooperative
www.ilfriuli.it
R
isparmi per i propri sociutenti pari a 1,8 milioni di
euro e, inoltre, un bilancio che
si chiude in utile per 833mila. La
Società elettrica cooperativa Alto
But (Secab), dopo 103 anni dalla
sua fondazione, continua a portare molteplici vantaggi al proprio
territorio. Anche il bilancio 2013,
infatti, presenta indicatori finanziari solidi.
La produzione complessiva
di energia elettrica è stata di
44,6 GWh, generata da cinque
impianti idroelettrici ad acqua
fluente con una potenza complessiva di 10 MW più un impianto di cogenerazione da 0,57
MW. A fine 2013 i soci risultano
2.869, mentre le utenze servite
5.499, in un’area di distribuzione che si estende su sei comuni
carnici: Cercivento, Ligosullo,
Paluzza, Sutrio, Ravascletto e
Treppo Carnico per complessivi
170 chilometri quadrati.
Il risparmio complessivamente
ottenuto dai soci per la fornitura
di energia elettrica alle proprie
utenze ammonta, appunto, a 1,8
milioni di euro, pari a una minor
spesa fino al 56% per le utenze
domestiche e fino al 55% per le
utenze produttive. Inoltre, la cooperativa è attiva sotto altri fronti:
i prestiti sociali ai soci, per esempio, ammontano attualmente a
7,2 milioni di euro.
Questi risultati sono stati analizzati e approvati dall’assemblea
annuale di Secab che ha visto la
presenza, oltre a un gran numero
di soci, anche del governatore
della Regione Debora Serracchiani, dell’assessore all’Ambiente ed Energia Sara Vito,
del consigliere regionale Enio
Agnola, di quello provinciale
Luigi Gonano, del vicepresidente
di Legacoop Fvg Marcello Sesso,
del direttore dell’Associazione
delle Cooperative Friulane Marco Agostinis e del capo delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine Vittorio De Marco.
Durante l’incontro, il presidente
Luigi Cortolezzis, ha illustrato i
progetti in corso, a dimostrazione di come Secab sabbia guardare al futuro.
Tra gli interventi in programma
si possono citare la realizzazione
di due nuovi impianti idroelettrici, uno sul torrente Gladegna
e uno sul rio Coll’Alto; l’ammodernamento degli impianti idroelettrici di Enfretors e Fontanone;
la realizzazione dell’elettrodotto
transfrontaliero interrato 132 kV
impianto di Noiariis
Secab: modello virtuoso
di gestione del territorio
Oltre a consentire importanti risparmi sulla bolletta elettrica
ai propri utenti, famiglie e aziende, la storica società garantisce
servizio migliori e valorizza le risorse locali
Paluzza-Wurmlach con la società
Alpen Adria Energy Line; la realizzazione del collegamento 20 kV
con impianti idroelettrici posti
nel versante austriaco a ridosso
del confine di Stato.
Inoltre, è in corso il progetto
Agenda 21 per l’autosufficienza
energetica di un ambito territoriale alpino in collaborazione
oltre che con i Comuni in cui la
cooperativa esercita il servizio
di distribuzione dell’energia
elettrica, anche con i comuni di
Arta Terme, Comeglians, Paularo
e Zuglio oltre che con l’Agenzia
per l’energia Fvg, Legambiente e
la Provincia di Udine.
“Il progetto – ha spiegato Cortolezzis - intende definire una
serie di azioni che permettano di
attivare in maniera sostenibile le
risorse energetiche presenti sul
territorio, per creare sviluppo
socio-economico nel rispetto
dell’ambiente e delle potenzialità
locali”.
Secab, poi, guarda alla realizzazione di un impianto di cogenerazione per la valorizzazione
della filiere corta legno-energia.
“Stiamo pensando a una diversificazione nelle fonti di produzione energetica – ha aggiunto il
presidente -. In particolare, stiamo completando lo studio di fattibilità per un piccolo impianto a
biomasse forestali abbinato a un
pellettificio. È una nuova maniera di produrre energia attraverso
l’utilizzo di una risorsa locale,
il legno, che al pari dell’acqua
è una risorsa del territorio che
utilizzata in maniera sostenibile
e attraverso un processo di filiera
corta, può essere un importante
elemento per contribuire alla
ripresa economica della vallata”.
L’affidabilità dei servizi della
cooperativa hanno av uto un
grande test lo scorso inverno,
quando le eccezionali nevicate
hanno causato lunghi black-out
in molte zone montane: non in
quelle di competenza di Secab.
I disagi per gli utenti, così, sono
stati minimi grazie al fatto che
le sue linee sono in gran parte
interrate. La società, infatti, ha
sempre creduto in questa solu-
zione, che garantisce non solo un
minore impatto ambientale, ma
anche una maggiore sicurezza
nella continuità della distribuzione. Certamente, ha un costo di
investimento iniziale superiore,
ma i benefici si possono godere
nel medio periodo in termini di
qualità del servizio.
Il modello di efficienza e valorizzazione del territorio può
essere esportabile anche fuori
dai tradizionali confini. Infatti,
la cooperativa sta verificando la
possibilità di ampliare l’area di
distribuzione con il coinvolgimento degli altri due distributori
locali di energia elettrica: Idroelettrica Valcanale e la Cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra,
nonché la Comunità Montana
della Carnia.
Paluzza - www.secab.it
DOSSIER COOPERATIVE
www.ilfriuli.it
// 31 //
Da banca di transizione
a istituto di relazione
La Bcc Pordenonese, nel 130° anniversario dalla sua fondazione,
si dimostra in controtendenza rispetto alle criticità del momento,
innovando nelle rete di sportelli e puntando su famiglie e giovani
Direttore
Gianfranco
Pilosio
È
nota a tutti la situazione in cui
versa il Nordest, colpito dalla
crisi più di altre realtà proprio
perché da sempre considerato
locomotiva dell’economia del
Paese. Anche nel nostro territorio
vi sono state crisi e chiusure di
aziende con pesanti ripercussioni sui posti di lavoro.
“In questo scenario la Bcc Pordenonese ha comunque fatto la
sua parte – dichiara il suo presidente Pietro Roman - tanto che
negli ultimi anni ha concesso
centinaia di anticipazioni della
Cassa integrazione ordinaria e
straordinaria, sia a clienti, sia
a non clienti e a tasso zero per i
soci, a sostegno e difesa del reddito dei lavoratori.
Bcc Pordenonese si distingue
anche per un’iniziativa unica
per le sue caratteristiche nel
panorama bancario: il Progetto Microcredito attivato con la
Provincia di Pordenone e che è
giunto al suo secondo anno. Nel
2013 è stata avviata analoga iniziativa con il Comune di San Vito
al Tagliamento con le medesime
finalità: finanziare fino a 2 mila
euro, senza interessi, persone e
famiglie che si trovano in una momentanea situazione di difficoltà
economica e devono far fronte a
necessità essenziali riguardanti
la casa, la salute o l’istruzione”.
In questo modo, la Bcc Pordenonese fa squadra con le istituzioni
dando una mano a decine di famiglie in momentanea difficoltà,
a riprova che i principi ispiratori
dello statuto in termini di coesione sociale, rispetto e promozione
della persona non sono solo mere
parole”.
“La Bcc Pordenonese – aggiunge
il direttore generale Gianfranco
Pilosio - ha continuato a sostenere in modo concreto le imprese e
le famiglie del territorio dando
particolare impulso alle attività
di supporto e di finanziamento
delle imprese che cercano sboc-
chi di fatturato all’estero e del
settore agroalimentare locale.
Per queste sono stati creati prodotti dedicati che vanno dall’ecom merce a i f ina nzia ment i
agevolati nel comparto dell’invecchiamento prodotti.
La Bcc Pordenonese ha pensato
anche alle famiglie con nuove
linee di mutui ipotecari per acquisto casa, a condizioni particolarmente vantaggiose per i soci,
e anche con i prestiti personali
destinati alla ristrutturazione
e riqualificazione energetica.
Anche questi interventi, in un
circuito virtuoso servono a dare
un aiuto alla ripresa nel settore
dell’edilizia e del mobile”.
nuOVE APERTuRE 2.0
A Cor va di Azzano Decimo
in via Centrale è in funzione il
nuovo sportello virtuale Bcc Pn
2.0. Si tratta di uno sportello tecnologicamente all’avanguardia,
ma utilizzabile da persone di
qualsiasi età. Anche da chi, con
la tecnologia, non ha particolare
confidenza.
Per tutte queste motivazioni,
visto anche l’apprezzamento da
parte della clientela che ne ha
constatato la snellezza e la semplicità, prossimamente la banca
aprirà un nuovo sportello virtuale a Fagnigola di Azzano Decimo
e successivamente anche a San
Martino di Campagna.
Anche in questa iniziativa la
Banca va in cont rotendenza
rispetto al resto del sistema bancario che sta operando chiusure
di sportelli non strategici e non
sufficientemente redditizi.
Prosegue il Progetto Giovani,
che rimane uno degli obiettivi
principali anche del nuovo piano
strategico 2014-2016, dato che la
banca vuole essere riferimento
anche per questo segmento di
clientela e in tal senso vanno gli
investimenti fatti con la creazio-
ne della ‘Consulta dei giovani
soci’ con 22 elementi under 35
con l’obiettivo di intercettare le
esigenze dei giovani e divulgare
principi e valori cooperativi, in
un continuo scambio propositivo
con il Cda della banca. Contemporaneamente è stata avviata la
nuova linea di conti Bcc Generation per i giovani 18-30 anni,
il cui testimonial è il campione
olimpico Daniele Molmenti.
Quest’anno, inoltre, si celebrano i 130 anni dalla fondazione
della Cassa Cooperativa di Prestiti di Pravisdomini, istituita
il 3 agosto 1884 a opera di 53
soci fondatori e poi unificatasi
nel 1936 con la Cassa Rurale
Cattolica San Martino di Barco,
fondata nel 1896. Ha continuato
a operare autonomamente fino al
1995 quando, assieme alla Cassa
Rurale e Artigiana di Azzano
Decimo e San Quirino, ha dato
vita all’attuale Bcc Pordenonese.
Oggi i soci sono 10.516.
// 32 // dossier cooperative
www.ilfriuli.it
Anno di consolidamento
Nonostante le criticità dell’economia, per Coop Consumatori Nordest il 2013 si chiude
con buoni risultati e la crescita dei soci, che ora sono quasi 630mila
Miele decimato
Le conseguenze della moria di api a inizio primavera
G
S
ono partite le 70 assemblee
che toccheranno tutti i territori in cui la Coop Consumatori
Nordest è presente: 12 province
dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna, dalla Lombardia e
Veneto Orientale.
Nonostante il 2013 sia stato un
anno critico per l’economia, la
cooperativa presenta buoni dati:
1.139 milioni di euro di vendite
dell’intero gruppo, un utile di
8,3 milioni, un patrimonio netto
in incremento a 796 milioni e
una base sociale che passa da
607.246 a 628.906 persone.
Tra gli argomenti all’ordine del
giorno delle diverse assemblee
separate, c’è la presentazione dei dati di bilancio 2013 e
la nomina dei componenti la
‘Commissione Valori e Regole’,
originale organo di controllo
della correttezza degli impegni
presi da parte della cooperativa.
Questi incontri, inoltre, sono
aperti alla comunità locale e
sono, così, anche l’occasione
per rendicontare i vari progetti
di solidarietà che Coop promuove a favore delle fasce sociali
più deboli.
ravemente compromessa la produzione friulana di miele, che
deve fare i conti con la moria di api che ha caratterizzato molte
zone del Friuli centrale e collinare, oltre a Gemona, Terzo d’Aquileia
e Cividale. Da un primo controllo, fa sapere il presidente del Consorzio apicoltori della provincia di Udine, Giorgio Della Vedova,
pare che la produzione di miele per alveare da una media di circa
20 chilogrammi, che in genere in questo periodo si realizzava, sia
scesa a non oltre 5 chili per alveare. Dalle mappe elaborate si stima
che il numero degli alveari presenti sui territori dei comuni colpiti
sia superiore alle 6mila unità sui 19mila totali denunciati; in questa
valutazione non si è tenuto conto delle autorizzazioni concesse dalla
Commissione Apistica per gli spostamenti in corso da parte degli
apicoltori nomadisti per la raccolta dei mieli delle fioriture primaverili; sul territorio provinciale si muovono per il nomadismo circa
7 mila alveari l’anno che maggiormente si concentrano nelle zone
collinari e montane; nei comuni interessati dagli spopolamenti del
2014 per le fioriture primaverili la Commissione apistica Provinciale
ha concesso autorizzazioni per lo spostamento di circa mille alveari.
Sebbene i calcoli finali si annuncino di segno meno, il fenomeno che aveva fatto scattare l’allarme, comunque, sta gradualmente rientrando, dopo l’apice toccato fra marzo e aprile,
quando è stata accertata la moria probabilmente originata, anche se per ora si tratta di ipotesi, da un insetticida.
“Non stiamo più vedendo fenomeni di moria – dichiara Della Vedova - le api stanno riprendendo a lavorare, seppure con difficoltà”.
Nel frattempo, per essere certi dell’origine della moria, sono
state effettuate le dovute campionature e adesso il Consorzio
sta aspettando l’esito da parte dell’Istituto zooprofilattico delle tre Venezie di Padova dove si trova il Centro di riferimento nazionale per l’apicoltura. È in corso una valutazione dei
danni sopportati dalle aziende apistiche professionali.
// venchiaredo
Stracchino friulano col vento in poppa
Dal 2007 a oggi, la produzione del caseificio di Ramuscello è cresciuta di sette volte
I
l 2013 è stato un anno estremamente positivo per Venchiaredo, l’azienda casearia
leader nel mercato dei private label, specializzata nella trasformazione dei formaggi
freschi per la produzione di stracchino e
formaggi spalmabili sin dal 1968.
Questo è quanto è emerso dall’assemblea dei
soci che si è svolta a metà maggio, durante
la quale è stato approvato il bilancio dello
scorso esercizio ed è stata rilevata una crescita costante dal 2007 a oggi. Per farsi un’idea,
è sufficiente analizzare la produzione di
stracchino: quasi sette volte superiore rispetto a quella di sei anni fa. È, infatti, passata
dalle 1.150 tonnellate del 2007, appunto, alle
oltre 7.165 tonnellate del 2013.
Venchiaredo, che ha sede a Ramuscello di
Sesto al Reghena, oltre alla sinergia con
Emmi Italia che ne distribuisce i prodotti,
deve il suo successo alla collaborazione con
la Cooperativa Produttori Latte Venchiaredo, che garantisce attraverso il suo latte
di qualità un prodotto unico per gusto e
caratteristiche qualitative. Questi, quindi,
i due segreti vincenti dell’azienda, che contribuiscono alla crescita di un marchio e
alla valorizzazione del territorio dal quale
esso proviene.
A.G.C.I.
Assistelelesocietà
societàaderenti
aderenticon
conservizi
servizididi:
Assiste
:
www.agci.fvg.it
• Consulenza
Consulenza
problematiche
sindacali
e di
su su
problematiche
sindacali
e di lavoro;
lavoro;
• Consulenza attività promozionali;
 Consulenza attività promozionali;
• Consulenza contabile - amministrativa, fiscale,
 Consulenza contabile – amministrativa, fiscale,
pagheeeproblematiche
problematiche degli
degli appalti;
appalti;
paghe
susu
normativa
comunitaria;
• Consulenza
Consulenza
normativa
comunitaria;
•
Consulenza
per
i
rapporti
con
l’estero;
 Consulenza per i rapporti con
l’estero;
finanziaria
perper
la ricerca
del del
miglior
• Consulenza
Consulenza
finanziaria
la ricerca
miglior
tipo di
di finanziamento,
bilanci
tipo
finanziamento,riclassificazione
riclassificazionedeidei
bilanci
d’esercizio,
alleproblematiche
problematiche
inerenti
d’esercizio, soluzione
soluzione alle
inerenti
Basilea
II
e
III,
redazione
di
business
plan
e due
Basilea II III, redazione di business plan e due
diligence
diligencesocietaria
societaria ee contabile;
contabile;
• Informazione
Informazione
settimanale
riservata
settimanale riservata
a tuttiaglitutti gli
aderenti
tramite
newsletter;
aderenti tramite newsletter;
 Revisione, in base alla L.R. 27/2007 e D.Lgs
• Revisione, in base alla L.R. 27/2007 e D.Lgs
220/2002, agli enti cooperativi aderenti;
agli enti cooperativi
aderenti;
 220/2002,
Formazione
su
tematiche
inerenti
•l’antiriciclaggio;
Formazione su tematiche inerenti l’antiriciclaggio;
in merito
alla applicazione
della della
• Consulenza
Consulenza
in merito
alla applicazione
normativasulla
sulla privacy
privacy ee D.V.R.
D.V.R.
normativa
AGCI
AGCI aderisce
aderisce al
al Consorzio
Consorzio Regionale
Regionale
Garanzia
Garanzia Fidi
Fidi –– FINRECO
FINRECO –– Finanziaria
Finanziaria
Regionale
Regionale della
della Cooperazione
Cooperazione del
del FVG
FVG ee ad
ad
altri
altristrumenti
strumenti finanziari
finanziari aa carattere
carattere nazionale.
ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE
ASSOCIAZIONE
GENERALE
COOPERATIVE
ITALIANE
FEDERAZIONE
REGIONALE
FVG
FVG
ViaFEDERAZIONE
Morpurgo 34/9 REGIONALE
– 33100 UDINE
Via Morpurgo
34/9 – 33100 UDINE
Tel. 0432.294850
Tel. 0432.294850
e-mail: [email protected]
pec: [email protected]
e-mail [email protected] pec:[email protected]
// 34 // dossier cooperative
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Bilancio degli interventi realizzati dal Consorzio Ledra Tagliamento nell’ultima
stagione invernale, per un importo totale che raggiunge quota 22,5 milioni di euro
Tanti piccoli e grandi cantieri
per tutelare il territorio
L
e immagini del ‘prima’ e del
‘dopo’ rispetto agli interventi realizzati dal Consorzio
di Bonifica Ledra Tagliamento
nello scorso inverno sul territorio
di competenza confermano le
parole del vicepresidente della
Regione, Sergio Bolzonello, sui
Consorzi di bonifica regionali:
“Rappresentino uno strumento
operativo irrinunciabile nella gestione e nella tutela del territorio
agricolo ed extra agricolo”.
Non sono solo immagini, perché esse registrano fatti: tanti
cantieri aperti e chiusi in tempo,
soldi statali, regionali e fondi propri spesi rapidamente e attuando
economie che non incidano sulla
qualità degli interventi. Il punto
sulle opere realizzate a seguito
di delegazione o concessione
regionale e statale e sulle opere
realizzate sugli impianti esistenti con fondi di bilancio nella
stagione invernale 2013/2014 è
stato fatto dal Consiglio dei delegati del Consorzio, presieduto
dal Dante Dentesano, che al termine ha verbalizzato “la propria
soddisfazione per l’importanza
delle opere realizzate e l’importo
complessivo dei lavori” pari a
22,5 milioni di euro.
irriGaZioNe
Sono stati quattro i cantieri su
cui si è lavorato per la trasformazione irrigua da scorrimento
ad aspersione, garantendo la fruibilità dell’impianto al 31 maggio;
tre quelli che hanno riguardato la
ristrutturazione e l’adeguamento
di canali e impianti. Nello specifico, a Bicinicco per 3,5 milioni
il Consorzio è intervenuto per
trasformazione irrigua, realizzazione e ristrutturazione di opere
di irrigazione. Nuovi impianti
fruibili da fine maggio, mentre
eventuali lavori di finitura potranno essere completati dopo
la stagione irrigua.
Entro fine mese termineranno
i lavori sugli impianti anche
nell’intervento di trasformazione
irrigua operata sui comizi 05B e
06B in Comune di Basiliano su
una superficie di 300 ettari per
1,7 milioni. Gli uffici stanno seguendo l’iter per l’allacciamento
dell’impianto da parte di Enel.
Fine cantiere in tempo utile per
la stagione irrigua anche nella
zona di Vissandone in Comune di
Basiliano, dove la trasformazione
irrigua ha riguardato un progetto
di 2,5 milioni.
Sono proseguiti i lavori di trasformazione irrigua anche nei
Comuni di Pozzuolo, Mortegliano e Pavia di Udine, per un
importo di 5,1 milioni. Sono in
corso i lavori di ampliamento del
comprensorio servito dall’impianto in pressione con contestuale dismissione della rete a
scorrimento. Con le economie
del ribasso d’asta è stato rivestito
un tratto del canale di Castions.
ristrUttUraZioNi
Il Consorzio ha operato entro i
termini previsti un importante
intervento di manutenzione del
ponte canale Cormor, poco a
valle del quartiere fieristico di
Torreano di Martignacco.
“L’intervento – spiega il direttore del Consorzio, Massimo
Canali – era particolarmente
urgente, poiché il manufatto era
in condizioni molto precarie”.
Proseguita la ristrutturazione,
iniziata l’anno scorso, della rete
irrigua di Gemona e Osoppo su
un’area di 1.200 ettari per 4,6
milioni. I lavori proseguiranno a
gennaio per rendere funzionale
la rete a scorrimento per la prossima stagione irrigua. Si è provveduto, poi, a opere di finitura
e alla piantumazione delle aree
verdi nei Comuni di Basiliano e
Mereto di Tomba a seguito degli
importanti interventi (8,5 milioni) di razionalizzazione delle
risorse idriche e del territorio
agricolo. Messa in sicurezza
anche di un tratto del canali dei
Santa Maria in Comune di Pavia
di Udine (303mila euro).
MaNUteNZioNe
Su delegazioni regionali sono in
corso, “mediamente con le tempistiche previste”, attività di manutenzione dei comprensori di
bonifica dell’Alto Friuli e dell’ex
comprensorio Torre-Natisone.
In corso anche i lavori di sfalcio
ed espurgo. Realizzati importanti
interventi di manutenzione in occasione dell’asciutta del sistema
derivatorio Ledra Tagliamento.
appareccHiatUre
Con fondi propri, il Consorzio
ha operato interventi di manutenzione delle apparecchiature
elettroidrauliche sull’opera di
presa della condotta di Flaibano
a Maseriis e sull’opera di presa della condotta di Basiliano.
Interventi anche sul canale di
Santa Maria, alle paratoie di Andreuzza, a quelle di Ospedaletto,
oltreché in diversi impianti di
pompaggio.
DOSSIER COOPERATIVE
www.ilfriuli.it
// 35 //
Patata protagonista a tavola
Gli agricoltori friulani di CoProPa, che già vantano il marchio regionale Aqua, puntano
ad ampliare i prodotti del proprio paniere andando incontro alle esigenze del consumatore
L
a cooperativa produttori patate del Friuli Venezia Giulia
(CoProPa) punta ad ampliare
la gamma di prodotti e di utilizzi della materia prima sia
per garantire maggiore qualità
alimentare al consumatore, sia
per difendere la giusta remunerazione per gli agricoltori soci.
“Da alcuni anni abbiamo intrapreso una serie di investimenti e
di collaborazioni per ampliare la
gamma dei nostro prodotti – spiega Flavio Pighin, presidente della
cooperativa che ha sede a Ovoledo
di Zoppola – così nella grande distribuzione sono sempre presenti
i nostri sacchetti di vario peso confezionati, ma si sono aggiunte le patate già sbucciate e anche tagliate,
pronte quindi per qualsiasi cottura,
e forniamo la materia prima anche
a ditte per il confezionamento di
gnocchi e di frico”.
PER TuTTE lE RICETTE
la Marabel e la Manitou, ognuna
ideale per una preparazione diversa in cucina. Oltre alla varietà
del prodotto, possiamo vantare
il marchio regionale Aqua che
garantisce il consumatore, così,
anche sulla qualità della nostra
produzione”.
Su questo doppio binario parallelo, interesse del consumatore e
gratificazione del socio produttore, si muove così la cooperativa,
cosciente che in un mercato di
consumo che rimane fermo anziché in crescita, è la qualità a poter
dare maggiore soddisfazione,
anziché la logica della quantità
a ogni costo.
“Quest’anno i nostri soci hanno
seminato 145 ettari – continua Pighin – con le varietà che tradizionalmente sono molto apprezzate
dai friulani, come la Kennebec,
COPROPA - Coop. Produttori
Patate F.V.G. Via Zoppola, 37 Ovoledo di Zoppola (pn) Tel.
0434.574145 - www.copropa.it [email protected]
qualche minuto di riscaldamento.
CoProPa, quindi, guarda con
interesse a quelle che vengono
chiamate quarta e quinta gamma, ovvero alimenti e piatti già
pronti per cucinare o pronti da
mangiare semplicemente con
Cooperativa Sociale
Soc. Coop. Sociale ONLUS
Servizi Pima Infanzia
Asili Nido e Punti Verdi
CASARSA DELLA DELIZIA (PN) V.le Rimembranza, 41
Tel. 0434 872708 - Cell. 338 1517715
COSPALAT
dal produttore al consumatore
TUTTI I GIORNI ORARIO CONTINUATO
LA DOMENICA APERTO TUTTO IL GIORNO
Spaccio Cospalat FVG Fontanabona Pagnacco (UD) Via Marolins, 1
Spaccio Cospalat FVG Loc. Ipplis Premariacco (UD) Via Casai Braidis, 7
Spaccio Cospalat FVG Remanzacco (UD) Via C. Ferro, 32 (ex macelleria Borlini)
Spaccio Cospalat FVG Venzone (UD) Via Pontebbana, 4
DALLE 8.00 ALLE 13.00 E DALLE 15.30 ALLE 20.00
DOMENICA MATTINA APERTO
Spaccio Cospalat FVG Buja (UD) Via S.Stefano, 37
Spaccio Cospalat FVG Campoformido (UD) Largo Municipio, 19
Spaccio Cospalat FVG Cordenons (PN) Via Sclavons, 22
Spaccio Cospalat FVG Faedis (UD) P.zza I° Maggio, 10
Spaccio Cospalat FVG Gorizia (GO) Via Noccaccia, vano 27/28
Spaccio Cospalat FVG Lucinico (GO) Via alla Stesa, 52
Spaccio Cospalat FVG S.Maria di Sclaunicco (UD) P.zza d’Assunzione, 18
Spaccio Cospalat FVG Tarcento (UD) Via Udine, 58
Spaccio Cospalat FVG Valvasone (PN) P.zza Mercato, 7/a
Spaccio Cospalat FVG Varmo (UD) Via Roma, 17
Spaccio Cospalat FVG Udine (UD) Via Aquileia, 96
Spaccio Cospalat FVG Udine (UD) Via Largo Val Calda, 3 - Zona Villaggio del Sole
Cospalat F.V.G.
dossier cooperative
www.ilfriuli.it
N
on u sate ag rofa r mac i a
sproposito per difendere il
vostro mais: è l’appello lanciato
da Condifesa Fvg, consorzio
che assiste le imprese agricole
socie in caso di rischio climatico, ma anche ai danni arrecati
dalle presenze di parassiti che
mettono in pericolo le colture
agrarie.
un aiuto mutualistico
“Il nostro intento - spiega il
presidente di Condifesa Fvg
Fabio Benedetti - è quello di
affiancarci alle aziende agricole che stanno attraversando
un momento di crisi piuttosto
prolungato e che mirano a una
intensificazione della produzioni per incrementare i propri
redditi. Questo atteggiamento
molte volte li porta a utilizzare
troppi fitofarmaci che danneggiano l’ambiente e aumentano
i costi di produzione aziendale
in maniera immotivata. È per
questo che Condifesa Fvg, realtà associativa in attività dal
2008, mette a disposizione la
possibilità di stipulare polizze
agevolate e aderire a fondi di
mut ua l ità ded icat i a questa
iniziativa”.
// 37 //
Meglio una polizza
che troppi pesticidi
Grazie a Condifesa Fvg gli imprenditori agricoli possono
assicurarsi contro i danni da parassiti, anzichè ricorrere a un uso,
a volte spropositato, dei fitofarmaci
difesa del reddito
In pratica, se un agricoltore
c he si adeg u a a u n a d i fesa
integrata e la propria coltura
subisce dei da n n i, g l i stessi ver r a n no r i stor at i d a u n
fondo di mutualità costruito
attorno all’agricoltore. La valutazione tecnica per scegliere
se è necessa r io ut i l i z z a re i
geodisinfestanti è supportata
da l bol let t i no del le colt u re
erbacee che VenetoAgricoltura
invia gratuitamente mediante
e-mail a lle aziende ag ricole
che lo richiedono. Il costo del
Fondo è mediamente la metà
della spesa per l’uso dei geodisinfestanti che l’azienda non
userà; inoltre, attraverso una
polizza agevolata multirischio
si proteggerà anche dai rischi
climatici. Così i redditi degli
imprenditori agricoli sono al
sicuro come anche la sa lute
dell’ambiente magari creando
qu a lc he problem a i n meno
anche alle api.
// coop pellet
Consumatori uniti per tagliare la bolletta
Innovativa coop per l’acquisto di pellet e l’utilizzo di fonti energetiche alternative
S
i chiama semplicemente Coop Pellet, o
più precisamente Cooperativa italiana
consumatori energie rinnovabili, ed è la
prima cooperativa di consumatori dedita
alla vendita ai propri soci di pellet. Nata
nel 2013, oggi conta circa 70 soci, prevalentemente nuclei familiari, che attraverso
l’acquisto collettivo proposto dalla cooperativa di Campolongo Tapogliano riescono
a spuntare prezzi vantaggiosi, mentre la
cooperativa fornisce anche un’assistenza di
tipo tecnico e di consulenza ai soci.
“Le fonti di energia rinnovabile da prodotto
di nicchia, come erano considerate qualche
anno fa, stanno diventando sempre più una
esigenza comune – spiega il presidente della
cooperativa, Sergio Marizza - molto più spesso,
infatti, i consumatori prendono in considera-
zione l’installazione di stufe e caldaie a pellet,
pannelli solari termici o pompe di calore: ecco il
perché di una cooperativa di consumo dedicata
alle energie rinnovabili”.
Le previsioni degli esperti ipotizzano che i prezzi
di gas e gasolio possano aumentare mediamente, nei prossimi anni, anche del 12% annuo,
mentre i prezzi del pellet dovrebbero aumentare
di non più del 4%, rendendo la biomassa sempre
più conveniente, anche grazie all’evoluzione
tecnologica delle caldaie ad alto rendimento.
“La cooperativa si sta impegnando in uno
dei settori più promettenti per lo sviluppo
futuro del movimento cooperativo – afferma
Flavio Sialino, presidente dell’Associazione
Cooperative Friulane – e costituisce quindi
un esempio lodevole della capacità di adattamento del modello d’impresa cooperativa”.
// 38 // dossier cooperative
www.ilfriuli.it
A Casarsa svolta negli ultimi mesi sia nella produzione, sia nell’immagine
Cambio d’abito per i vini
della cantina La Delizia
I
vini della Cantina Viticoltori
Friulani La Delizia sono da
sempre la sintesi della dedizione
e passione dei soci viticultori
per la terra, le stagioni e la vigna.
Però, la vera svolta, av venuta
negli ultimi mesi, ha portato
un profondo rinnovamento che
ha coinvolto sia la produzione,
sia l’immagine esaltandone gli
aspetti distintivi di affidabilità,
tradizione e passione.
debutto al vinitaly
A questi aspetti si è aggiunta
una comunicazione del brand
fresca ed elegante, capace di
coniugare esperienze e innovazione legate al territorio come
evidenzia il restyling della linea
di vini Doc La Delizia, presentato
allo scorso Vinitaly.
Un gruppo di esperti designer
ha realizzato la creatività del
progetto grafico che esprime
lo spirito moderno e il legame
a l la t radizione, ra f forza ndo
allo stesso tempo l’identità del
brand. A esaltare la qualità del
vino il colore oro che caratterizza tutta la gamma, al centro
foglie e tralci di vite stilizzate
sottolineano lo stretto legame
con i vitigni autoctoni della zona
Doc Friuli Grave. Fanno parte
della rinnovata linea La Delizia
lo Chardonnay, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Bianco,
il Pinot Grigio, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Sauvignon, il
Friulano e il Prosecco Spumante
Doc Extra Dry.
nostra immagine associandola ai
forti valori di identità del nostro
territorio”.
Il restyling ha come obiettivo
quello di migliorare e arricchire
l’immagine della gamma vini La
Delizia aumentandone il valore
percepito e allo stesso tempo
fornire uno strumento utile di
argomentazione alla vendita,
in un periodo di sofferenza nei
consumi complessivi.
tradizione e innovazione
Tradizione e innovazione sono
i punti cardine su cui poggia
la filosofia della cantina cooperativa friulana, 500 soci che
ogni giorno si impegnano nel
t ramandare conoscenze applicando con perseveranza un
impegno che non scende a compromessi, capace di rendere la
massima espressione qualitativa
del territorio friulano con uno
sguardo all’innovazione.
continui investimenti
“Il packaging è riconosciuto
dal mercato come un elemento
decisivo nel processo di acquisto del consumatore – spiega il
presidente Denis Ius – siamo
consapevoli di questo e vogliamo
continuare a investire nella creazione e nel consolidamento della
// nuove linee
Territorio in bottiglia con Sass Ter e Naonis
Espressione di una zona particolarmente vocata per la produzione di vini d’eccellenza
C
ome l’arte e la gastronomia,
anche il vino nasce da uno
stretto legame con il territorio da
cui diventa espressione. Di questo
ne è ben consapevole la cantina
cooperativa La Delizia che con
le nuove linee Sass Ter e Naonis
punta alla produzione di vini profumati ed eleganti che esprimono
il carattere e l’anima del territorio
friulano, già a partire dal nome.
Sass Ter richiama l’impasto sassoso
dei terreni mentre Naonis deriva
dal toponimo con cui era chiamata
anticamente la città di Pordenone.
Le nuove linee identificano vini
fermi per la prima e spumanti
per la seconda, prodotti da uve
coltivate nella zona del Friuli Doc
Grave. Una zona particolarmente
vocata per la produzione di vini
d’eccellenza grazie a molteplici
aspetti, in primis il particolare terreno di origine alluvionale che ha
depositato nel corso degli anni una
buona concentrazione di materiale
calcareo-dolomitico, che assicura
una forte escursione termica utile
alle uve per regalare ai vini profumi
e aromi.
Per questo nuovo progetto sono
una cinquantina gli ettari coltivati
e selezionati dai soci viticoltori della
cantina cooperativa di Casarsa,
vigneti situati nell’alta pianura friulana che godono di un microclima
favorevole mitigato dal mare e al
riparo dai venti freddi provenienti
da nord, grazie alla vicinanza delle
montagne circostanti.
Fanno parte della linea Sass Ter
vini bianchi come lo Chardonnay,
il Friulano e il Pinot Grigio, mentre
per i rossi il Refosco dal Peduncolo
Rosso e il Merlot. La linea Naonis è
dedicata agli spumanti come il Moscato, la Ribolla Gialla, il Prosecco, il
Rosè e il tradizionale brut ‘Il Nostro’.
semplice,
naturale,
fidata:
come tu la vuoi
COOPERATIVA
FRUTTICOLTORI FRIULANI S.C.A.
33097 Spilimbergo (PN)
Tel. 0427 2637 - Fax 0427 50449
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MELA
DOLCE
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Elevato contenuto
zuccherino, gusto dolce,
polpa molto croccante.
Gusto dolce con punata
aromatica, profumata,
croccante e succosa.
Dolce, succosa, aromatica,
con sfumature delicatamente
acidule e un sentore d’uva
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Gusto dolce, aroma
inconfondibile, polpa
croccante e succosa
Sapore fresco
e intenso, aroma deciso
fra dolce e aspro.
Fresca succosa,
delicatamente acidula,
polpa croccante.
mela friulana
fresco benessere
qualità superiore
La mela FRIULFRUCT nasce nel cuore del
Friuli in un territorio in cui la coltura del melo
ha antiche e nobili tradizioni databili all’epoca
romana.
FRIULI, LA TERRA DELLE MELE
PIÚ BUONE.
“Una mela al giorno leva il medico di torno”
in questo proverbio è racchiuso tutto il sapere
dei nostri padri. Una sola mela assicura il 20%
del fabbisogno giornaliero di fibre.
LA MELA,
UN CONCENTRATO DI SALUTE.
I nostri Soci adottano tecniche di produzione
integrata che consentono di razionalizzare gli
interventi salvaguardando la salute degli operatori e dei consumatori ed allo stesso tempo
limitando i rischi per l’ambiente, in un contesto
di agricoltura sostenibile.
“friulana” in cucina
Crostata di Golden
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a fettine tenendole
in acqua con poco limone spremuto per evitare che anneriscano. In un
tegame sciogliere la noce di burro ed aggiungete le mele precedentemente asciugate e lo zucchero tenendo alcune fettine da parte per la
decorazione finale. Imburrate uno stampo per torta rotondo e foderatolo
con la pasta frolla eliminando quella in eccesso; spalmate la marmellata
sul fondo e versate le mele già cotte decorando in superficie con le
fettine disposte a cerchi fino a coprire il tutto. Sbattere l’uovo e spennellare bene la superficie della torta. Infornate a 180° e cuocete per 30/40
minuti coprendo con carta alluminio.
Ingredienti
500 gr di pasta frolla
800 gr di mele Golden Delicious
100 gr di confettura a piacere
1 uovo fresco
50 gr di zucchero
una noce di burro
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invia una tua ricetta a www.friulfruct.com,
le più curiose saranno pubblicate nel sito.
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