ilFRIULI DOSSIER COOPERATIVE 23 MAGGIO 2014 | N.20 L’unione fa la forza Cooperazione: modello anticrisi // 2 // DOSSIER cOOpERatIvE www.ilfriuli.it SOMMARIO SergIo bolzonello (regIone fvg) 3 le cooperative sono il nostro polmone contro la crisi frAnCo boSIo (ConfCooperAtIve) 5 Il cambiamento va guidato, per non doverlo subire fedAgrI 6 principale pilastro dell’agroalimentare federCoopeSCA 8 Stop alla vendita del pesce in barca federlAvoro 9 Sostegno ai nuovi ‘vivai’ federSolIdArIetà 10 Il massimo ribasso minaccia le imprese sociali provInCIA dI udIne 11 Il terzo settore merita maggiore attenzione enzo gASpAruttI (legACoop fvg) 12 la nostra forza è il legame con la società e il territorio legACoop fvg 14 la lezione di pertini CopropA 15 Sergio bolzonello patata protagonista a tavola AdIno CISIlIno (AgCI) 17 Fotografia aggiornata del sistema Fvg 18 I numeri delle Coop Il nostro modello dà risposte a chi vuole uscire dalla crisi Coop nonCello versione 3.3 ConSorzIo moSAICo 19 nuove tessere SergIo bInI (euro&promoS group) 20 obbligati a crescere, ma abbiamo la ricetta giusta CooperAtIvA lIbrArIA udIneSe In regione le società registrate, sotto le varie forme, sono in totale 1.157 e svolgono un importante ruolo, oltre che economico, anche sociale 23 SeZIONe GO PN TS UD TOTale 24 COOPeRaTIVe a MUTUalITÀ PReValeNTe di cui agli art. 2512, 2513 e 2514 del c.c. 64 144 154 390 755 COOPeRaTIVe a MUTUalITÀ PReValeNTe DI DIRITTO di cui agli art. 111-septies, 111- undecies e 223-terdecies 50 63 80 119 312 COOPeRaTIVe DIVeRSe da quelle a mutualità prevalente 17 22 10 38 87 1 1 549 1.157 la cooperazione salva la cultura federAzIone bCC Classe dirigente del futuro CoopCA 26 un commercio a misura delle famiglie Coop ArCobAleno 29 orti senza più steccati bCC pordenoneSe 31 da banca di transizione a istituto di relazione Coop ConSumAtorI nordeSt 32 Anno di consolidamento ConSorzIo ledrA tAglIAmento 34 COOPeRaTIVe NON SOGGeTTe alla normativa sulla mutualita’ prevalente, di cui all’art. 5, ultimo comma, legge n. 366/2001 TOTale 142 230 244 tanti piccoli e grandi cantieri per tutelare il territorio CondIfeSA fvg 37 meglio una polizza che troppi pesticidi CAntInA vItIColtorI frIulAnI Cambio d’abito per i vini della cantina la delizia 38 InSERtO a cuRa DI EuROnEwS - tEStI DI ROSSanO cattIvEllO DIREttORE gIOvannI bERtOlI REDazIOnE pIazza 1° MaggIO, 4 – uDInE - tElEfOnO: 043221922/229685, fax: 0432/25058 – E-MaIl: [email protected] DOSSIER cOOpERatIvE www.ilfriuli.it // 3 // Le cooperative sono il nostro polmone contro la crisi Il vicepresidente della Regione Bolzonello: “Le imprese che mettono al centro la persona e le sue esigenze, anzichè il profitto e la finanza, dimostrano la propria forza anticiclica” Sergio Bolzonello* L e cooperative presenti in Friuli Venezia Giulia sono riuscite, nonostante le difficoltà economiche del momento, a confermare e attestare la loro presenza e il proprio radicamento sul territorio. Un consolidamento avvenuto attraverso la valorizzazione delle peculiarità della formula partecipata, dove il cardine della logica d’impresa non è la remunerazione del capitale e la finanza, bensì la persona quale portatore di bisogni specifici. Attraverso la sua gestione, la persona, concorre per creare e soddisfare le condizioni per la propria crescita e sviluppo. Il riferimento alla congiuntura negativa presente permette di confermare l’elemento secondo cui le cooperative rappresentano un polmone anticiclico che esprime indici spesso in controtendenza rispetto agli indici di settore tradizionali. Una considerazione che si riflette a ogni livello; in tal senso basti sottolineare che le cooperative composte esclusivamente da donne sono il 30% del totale e che la presenza femminile, tra gli addetti nelle cooperative, si attesta in Italia intorno al 52%, mentre a livello regionale è femminile il 34% degli amministratori di cooperative, numeri che non trovano analoga espressione di valorizzazione della parità di genere in nessuna altra formula societaria. In Friuli Venezia Giulia sono oggi presente 1.157 cooperative. Di queste 958 sono aderenti ad associazioni del mov imento cooperativo e hanno espresso, nel 2013, un fatturato che supera i 17 miliardi di euro; valori che testimoniano la vitalità e il peso del comparto nell’economia di questa regione. È, inoltre, importante sottolineare come la cooperazione si colloca in maniera trasversale rispetto alle politiche di settore, proprio in virtù della presenza diffusa del fenomeno cooperativo in tutti i comparti economici e sociali del nostro territorio. La nostra amministrazione regionale, in ragione delle peculiari funzioni esercitate alla luce dello statuto di autonomia, è riuscita, nel corso degli anni, ad accompagnare la crescita del movimento cooperativo anche grazie a una più penetrante attività di vigilanza rivolta alle società, consorzi e altri enti; inoltre, è riuscita a garantire, in collaborazione con le associazioni, la complessiva salute del comparto sostenendo l’attuazione concreta di quei principi di mutualità che ne sono cardine. Uno sostegno istituzionale con- fermato dal suo ruolo di affiancamento specifico alla crescita del settore svolto prima attraverso la creazione, nel rispetto della storica vocazione alla difesa e valorizzazione delle risorse materiali e umane del territorio, di un contesto normativo efficiente e successivamente garantendo un suo costante miglioramento per renderlo adeguato alle sfide Sosteniamo il movimento salvaguardandone carattere e finalità che si prospettano. In generale, l’azione della Regione, come previsto dalla Relazione Politico Programmatica per il triennio 2014–2016, è orientata a promuovere, sostenere e consolidare il movimento cooperativo salvaguardandone carattere e finalità, e riconoscendo il ruolo del credito cooperativo per la sua peculiare azione di sistema nello sviluppo locale. Elementi che denotano la grande attenzione che l’amministrazione regionale rivolge a questo comparto, strategico economicamente e socialmente per il territorio del Friuli Venezia Giulia. * Vicepresidente e assessore alle attività produttive, commercio, cooperazione, risorse agricole e forestali catEGORIa GO pN tS UD tOtaLE ALTRE COOPERATIVE 10 29 25 67 131 BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO 4 2 1 8 15 1 1 3 4 1 2 CONSORZI AGRARI CONSORZI E COOPERATIVE DI GARANZIA E FIDI 1 COOPERATIVE DETTAGLIANTI COOPERATIVE DI CONFERIMENTO PRODOTTI AGRICOLI E ALLEVAMENTO 1 9 COOPERATIVE DI CONSUMO 49 2 84 144 10 6 27 43 6 2 13 25 19 4 28 COOPERATIVE DI LAVORO AGRICOLO 4 COOPERATIVE DI PESCA 5 COOPERATIVE DI PRODUZIONE E LAVORO 51 63 102 226 442 COOPERATIVE DI TRASPORTO 1 5 3 4 13 COOPERATIVE EDILIZIE DI ABITAZIONE 3 5 2 5 15 COOPERATIVE SOCIALI 47 59 81 104 291 tOtaLE 134 230 244 549 1.157 dossier cooperative www.ilfriuli.it // 5 // Il cambiamento va guidato, per non doverlo subire Franco Bosio (Confcooperative): “Il momento è propizio: la cooperazione è oggi emersa, dopo anni di quasi oblio, come una delle grandi risorse del nostro Paese” G uidare il cambiamento per non subirlo. Questo, sia nel quot idiano delle singole cooperative, sia nel sistema di rappresentanza del movimento. È questa la ‘politica’ di Confcooperative, come spiega il suo presidente regionale Franco Bosio. Finora la cooperazione ha retto, ma non potrà reggere in eterno: qual è il provvedimento più urgente da adottare? “Il ritardo accumulato in questi anni dalla politica è tale, e i problemi così gravi, che l’elenco dei provvedimenti rischia di essere più lungo dello spazio concessomi in questa intervista! Senza dubbio l’emergenza più grave nel Paese è la disoccupazione, in particolare quella giovanile che ormai supera il 40% e quella degli over 50 estromessi dal mercato del lavoro, e per noi rimane fondamentale mettere in campo uno strumento che sostenga l’occupazione anche attraverso la costituzione di cooperative fra i lavoratori di imprese in crisi o fra giovani inoccupati: una sorta di strumento regionale paragonabile alla ex Legge Marcora nazionale, che consenta di privilegiare la continuità occupazionale”. C’è una particolare fibrillazione nella cooperazione agroalimentare: cosa sta succedendo secondo lei? “Non parlerei di ‘fibrillazione’, quanto piuttosto di una evoluzione che oggi acquista spesso i titoli dei giornali, ma è il frutto di un cambiamento epocale da tempo in corso. L’agricoltura del 2014 si g ioca su mercat i internazionali, con regole in gran parte scritte a Bruxelles, con investimenti e tecnologia. È un’agricoltura molto diversa da quella dei nostri genitori e nonni e da quella della tradi- Franco Brosio, presidente regionale di confcooperative zione popolare. Questo ci deve far pensare: oggi il problema dell’agricoltura è valorizzare adeguatamente il prodotto per dare reddito all’agricoltore, che è sempre più un vero e proprio imprenditore professionista che investe, si aggiorna, è preparato e attento all’evoluzione del mercato. Valorizzare i nostri prodotti significa soprattutto venderli sui mercati internazionali, dove il Made in Italy è apprezzato e riconosciuto; strategie alternative, come la vendita diretta, possono tutt’al più costituire un’integrazione del reddito o coniugarsi con iniziative collaterali di tipo turistico, ma non sono certo la via maestra per valorizzare i nostri ‘cavalli di battaglia’ come formaggio Montasio, prosciutto di San Daniele, i vini friulani eccetera, che hanno bisogno di trovare sbocchi commerciali importanti e continuativi nei Paesi esteri. Per fare ciò, la filiera agroalimentare dovrà riorganizzarsi su aziende di dimensione media maggiore, capaci di operare sul mercato con adeguate professio- nalità. Ecco che l’aggregazione e i progetti industriali sono la strada giusta per dare un futuro agli agricoltori friulani”. Quali sono le prossime tappe del progetto Aci, sia a livello nazionale, sia in quello locale? “L’Alleanza Cooperativa Italiana, ovvero il coordinamento tra le tre centrali cooperative Confcooperative, Legacoop e Agci, è un passo molto importante per il movimento cooperativo e stiamo convintamene lavorando per realizzarlo a tutti i livelli. A livello nazionale alcune federazioni di settore, in particolare nel settore della cooperazione sociale, pesca e abitazione, si sono già costituite in forma di coordinamenti unitari. Nel corso del 2014 l’Aci diventerà una realtà anche a livello regionale. Cosa cambierà? Sarà più forte la capacità dell’Aci di rappresentare gli interessi del mondo cooperativo: un unico coordinamento capace di rappresentare 43mila cooperative in Italia, con oltre 12 milioni di soci, ovvero una fetta del sistema imprenditoriale italiano altrettanto importante di altre storiche organizzazioni di categoria. Non da ultimo, la velocità e l’efficienza nel prendere decisioni a beneficio delle imprese trarrà giovamento anche dalla semplificazione nei meccanismi di rappresentanza. Insomma, sarebbe anacronistico proseguire su strade separate e l’Aci rappresenta una risposta alla necessità di rappresentare le imprese in modo moderno. Credo che il momento sia assolutamente propizio, in questo 2014, perché abbiamo alle spalle anni in cui la cooperazione è emersa, dopo anni di quasi oblio, come una delle g randi risorse del nostro Paese. Il fatto che addirittura il ministro del lavoro del governo nazionale provenga dal mondo cooperativo è, ancora una volta di più, il segno del contributo che possiamo dare al Paese. Per farlo, dobbiamo fare squadra. Lo diciamo sempre alle cooperative associate, e lo vogliamo fare anche come associazione”. // 6 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Principale pilastro dell’agroalimentare Le cooperative agricole, in tutti i settori del primario regionale, svolgono un ruolo fondamentale a favore dei propri soci. Unico neo: la scarsa patrimonializzazione L e cooperative agricole sono il principale pilastro dell’agroalimentare regionale. Lo rivelano i numero, di tutto rispetto, in Friuli Venezia Giulia. Sono, infatti, ben 162 le cooperative agricole che costituiscono Fedagri Fvg, federazione del settore agroalimentare presieduta da Giorgio Giacomello e afferente a Confcooperative. Tra esse, la maggior parte insediate nelle province di Udine (ben 98 con 5.554 soci agricoltori) e Pordenone (53 con 5.383 soci), sono rappresentati tutti i settori dell’agricoltura regionale. Le cooperative del settore cerealicolo contano oltre 4.000 soci e un fatturato di oltre 75 milioni di euro. Il settore ortoflofrutticolo pesa per 83 milioni di euro di fatturato, distribuiti fra 21 cooperative. Il comparto lattiero-caseario, infine, vale 121 milioni di euro con 49 cooperative. Le dieci cooperative vitivinicole contano, invece, poco meno di 1.700 soci viticoltori e un fatturato di sistema di 45 milioni di euro. riorganizzazione Nel corso degli anni è sceso il numero delle cooperative agricole, di pari passo con le profonde trasformazioni che hanno interessato il sistema agricolo nel suo complesso. Il fatturato medio delle cooperative agricole si attesta a 2,7 milioni di euro, con una elevata variabilità tra i settori: nel comparto cerealicolo il fatturato medio è di 7,5 milioni, in quello vitivinicolo di 4,5 milioni di euro. tasso di mutualità Un comparto agricolo, quello cooperativo, la cui importanza per la filiera regionale è testimoniata dal tasso di mutualità: quasi il 50% delle cooperative di conferimento appartenenti Il 42% delle società presenta un patrimonio netto inferiore ai 50mila euro e solo il 21%, invece, supera il milione giorgio giacomello assieme al vicepresidente della regione sergio Bolzonello a Fedagri Fvg acquista dai loro soci agricoltori tra il 90 e il 100% delle materie prime e merci e l’87% delle cooperative acquista, sempre dai loro soci, oltre il 50% di materie prime e merci. Il dato medio relativo alla percentuale dello scambio mutualistico è risultato essere pari all’85,7% nel 2012, e il trend risulta in crescita, segno di una maggiore attenzione delle cooperative ai loro soci. spalle da coprire Preoccupa maggiormente, in- vece, la patrimonializzazione delle cooperative agricole: nel 2012, ben il 42% delle stesse cooperative presentava un patrimonio netto fino a soli 50mila euro. Solo il 21% presentava un patrimonio netto superiore al milione di euro. Fedagri Fvg - dati per provincia cooperative soci addetti Fatturato (€) gorizia 9 307 41 11.183.640 pordenone 53 5.383 514 249.780.781 udine 98 5.554 508 172.765.800 trieste 2 19 2 118.220 tot. Fedagri 162 11.263 1.065 433.848.441 // 8 // dossier cooperative L e cooperative della pesca valgono poco meno di 20 milioni di euro e coinvolgono centinaia di addetti, in qualità di soci pescatori o mitilicoltori, o come addetti diretti delle cooperative che lavorano, trasformano e commercializzano il pescato o i mitili del Friuli Venezia Giulia. Sono i dati diffusi da Confcooperative Federcoopesca Fvg, associa 16 cooperative con oltre 400 soci, in occasione dell’assemblea regionale del settore, svoltasi a Grado presso i locali della Cooperativa Pescatori. “In questi anni la pesca ha attraversato una fase di profonda trasformazione sviluppando nuove attività per far fronte al calo del pescato”, racconta Fabrizio Regeni, presidente regionale, appena riconfermato, di Federcoopesca e presidente della cooperativa San Vito di Marano Lagunare, una delle più grandi del Friuli Venezia Giulia. Tra i passaggi fondamentali che hanno segnato gli ultimi quattro anni della pesca regionale: lo sviluppo di iniziative di vendita diretta e di ristorazione, la riconversione dei soci da pescatori ad itticoltori, l’introduzione di innovazioni come il sistema www.ilfriuli.it si fanno paladini della difesa del consumatori, e sottolinea il rischio di destrutturazione dell’intero comparto pesca regionale, che ha bisogno di garantire elevati standard di sicurezza alimentare e una filiera organizzata dalla pesca alla distribuzione alimentare. La recente deregulation può creare rischi per la salute dei consumatori controlli nei mercati ittici Stop alla vendita del pesce in barca di autocontrollo sanitario nella mitilicoltura, prima, e in tutti i molluschi bivalvi, poi. novità pericolosa A destare apprensione nel settore è la diffusione della pratica di vendere il pesce direttamente in barca. “Un vero e proprio ritorno al passato – denuncia Regeni – che ci fa fare un passo indietro dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto, come sistema regionale della pesca e come cooperative in particolare, per mettere in regola dal punto di vista sanitario i punti di sbarco del pescato e i mercati ittici”. Regeni punta il dito verso le organizzazioni che sostengono la pratica che si sta diffondendo, sotto le ‘bandiere gialle’ di coloro che Il partner Ideale per Il trasporto nazIonale del mobIle spedIzIonI con mercI pallettIzzate da e per tutta ItalIa La normativa consentirebbe di vendere direttamente in barca fino a 100 chilogrammi di pesce senza essere sottoposti a nessun controllo, ma anche bypassando il sistema dei mercati ittici e le loro certificazioni sanitarie. Le strutture dei mercati ittici hanno, infatti, ottenuto il bollo CE sulla sicurezza alimentare e sono di conseguenza sottoposte a controlli giornalieri per la verifica del rispetto delle caratteristiche sanitarie necessarie: “Questo è una garanzia per il consumatore, anche se per i soci è un aumento dei costi”, spiega Regeni, che lamenta l’incoerenza della normativa e il rischio per la sicurezza alimentare, che potrebbe danneggiare l’intero comparto, anche quello della filiera organizzata: C.A.A.M.P. S.c.ar.l Via Casali sagree 13 33080 Prata di Pordenone (PN) Tel. 0434.621838 Fax 0434.610323 [email protected] www.caamp.eu dossier cooperative www.ilfriuli.it // 9 // Sostegno ai nuovi ‘vivai’ Le cooperative di lavoro e dei servizi chiedono sostegni all’occupazione “La cooperazione è un interlocutore serio e affidabile, verso cui la Regione mantiene un’attenzione alta”, ha detto l’assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, intervenendo all’assemblea di Federlavoro Fvg, tenutasi a Palmanova. “Dal canto suo – ha aggiunto oltre ai 19,3 milioni di euro messi in campo dal Governo, per il Friuli Venezia Giulia, sulla ‘Garanzia giovani’, la Regione ha messo a disposizione, per la formazione e il lavoro, ulteriori 19,1 milioni di euro. A questi, cercheremo di aggiungere fondi di garanzia per sostenere le nuove imprese e lavoreremo per favorire, in tutti i modi, le start up”. “Avvertiamo l’assoluta priorità che la Regione costituisca un sog- getto unico per l’acquisto di beni e servizi, con cui rapportarci”, ha detto Patrizia Fantin, riconfermata all’unanimità alla presidenza di Federlavoro Fvg, la federazione che riunisce le cooperative di produzione e dei servizi afferenti a Confcooperative. guardiamo avanti “La salvaguardia dell’occupazione è stato, in questi anni, il modo con cui la cooperazione ha affrontato la crisi - ha aggiunto Fantin –. Oggi guardiamo avanti e la priorità va alla creazione di nuova cooperazione, in particolare in quei nuovi ‘vivai’ che prevedono cooperative che operino patrizia Fantin, presidente di Federlavoro Fvg, con l’assessore regionale loredana panariti nelle energie da fonti rinnovabili, cooperative di professionisti e di mestieri intellettuali, cooperative per servizi innovativi alle imprese e alle persone”. Una sottolineatura fatta anche da Franco Bosio, presidente regionale di Confcooperative. nella direzione giusta “Allo stato attuale – ha detto - la vera questione è come ricreare le condizioni per fare impresa e offrire nuovi posti di lavoro. Su questi aspetti, segnalo che i primi strumenti messi in atto dal Governo, a nostro avviso, vanno nella direzione giusta”. Le cooperative aderenti a Federlavoro Fvg valgono oltre 180 milioni di euro e coinvolgono più di 6.500 addetti, con 207 imprese attive, per 4.400 soci coinvolti. Operano nei più diversi settori economici: dai trasporti alla logistica; dall’impiantistica alle costruzioni edili; dai servizi informatici alle consulenze; dall’impiantistica al facility management e ai servizi alle imprese e alla pubblica amministrazione. UNIVERSIIS SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE Impegno quotidiano con anziani, minori, disabili Universiis Società Cooperativa Sociale Sede legale: Udine - via Cividina 41/a Telefono: 0432.478382 - Telefax: 0432.478345 E-mail: [email protected] - Sito Web: www.universiis.it // 10 // DOSSIER COOPERATIVE www.ilfriuli.it Nella nostra regione, le cooperative del settore sono 172, con 7 mila soci e 6.500 addetti, e impegnano 476 persone svantaggiate e 514 volontari Il massimo ribasso minaccia le imprese sociali L e 172 cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia contano quasi 7 mila soci e 6.500 addetti. Il fatturato complessivo supera i 205 milioni di euro, con una crescita del 94% realizzata negli ultimi sei anni; allora, le cooperative sociali erano ‘solo’ 117. Nello stesso periodo, i soci sono cresciuti del 15% e gli addetti del 39% con un rallentamento segnalato negli ultimi due anni. Sono i dati diffusi da Federsolidarietà Fvg Confcooperative in occasione del l’assemblea elettiva regionale delle imprese associate. All’importante appuntamento hanno preso parte il presidente della III Commissione consiliare, Franco Rotelli; il presidente di Confcooperative Fvg, Franco Bosio; il vicepresidente nazionale di Federsolidarietà, Ugo Campagnaro e don Pierluigi Di Piazza. Neopresidente di Federsolidarietà è Luca Fontana, 43 anni, psicologo, presidente della cooperativa Thiel di Fiumicello. TAglI InDISCRImInATI “Il trend di crescita della cooperazione sociale – ha dichiarato - sta subendo un serio rallentamento dovuto a tanti fattori tra i quali i tagli, a volte indiscriminati, ai servizi e le gare d’appalto che, in maniera sempre maggiore, adottano come carattere preva lente i l massimo ribasso il quale, per le imprese sociali, è difficilmente sostenibile e le mette, di fatto, fuori mercato. Il massimo ribasso ha anche un impatto diretto su l la qua l it à dei servizi erogati alle famiglie visto che buona parte del welfare locale e sus-sidiario è affidato a cooperative sociali”. Nelle cooperative sociali regionali sono impeg nate 476 persone svantaggiate e 514 volontari. luca Fontana, presidente di Federsolidarietà FVg dossier cooperative www.ilfriuli.it // 11 // Il Terzo settore merita maggiore attenzione Battaglia (Provincia di Udine): “È nostra intenzione contribuire a rafforzare il suo ruolo, attuando forme di collaborazione attraverso strumenti giuridici alternativi all’appalto” N uova occupazione attraverso il sostegno alle cooperative sociali che impiegano soggetti svantaggiati e un monitoraggio costante affinché le amministrazioni pubbliche rispettino le quote di lavori assegnati a queste realtà. Ne è convinta l’assessore alle Politiche sociali della Provincia di Udine, Elisa Battaglia, con l’adesione all’accordo per la definizione degli strumenti di valorizzazione delle persone del Terzo settore nel sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, promosso dall’ambito distrettuale di Latisana. “È nostra intenzione – annuncia l’assessore – contribuire a rafforzare il ruolo sociale del Terzo settore, attuando forme di collaborazione attraverso strumenti giuridici alternativi all’appalto”. Palazzo Belgrado prosegue così nella collaborazione avviata con l’ambito con l’obiettivo di incentivare gli affidamenti riservati alle cooperative sociali di tipo B da parte delle amministrazioni pubbliche firmatarie, attraverso un monitoraggio di questa tipologia di affidamenti. occupazione prioritaria “Come Provincia – aggiunge - riteniamo il Terzo settore un sistema complesso in grado di sostenere le logiche di sviluppo del sistema dei servizi caratteriz- zati dalla maggiore prossimità ai bisogni della comunità”. clausola di salvaguardia L’amministrazione va avanti nella sua volontà di rispondere alla nuova domanda sociale e verificare che si crei nuova occupazione. Compito dell’ente è quello di monitorare l’applicazione da parte delle amministrazioni pubbliche dell’assegnazione, che verrà definita in sede di programmazione annuale, di quota percentuale delle forniture di lavori e servizi diversi da quelli sociosanitari ed educativi, sotto soglia comunitaria, alle coop di tipo B, avendo cura di realizzare almeno elisa Battaglia un affidamento all’anno. Inoltre, Palazzo Belgrado vigilerà affinché vengano inserite nei bandi di gara per l’affidamento di lavori, opere, servizi e forniture sopra la soglia comunitaria, le cosiddette clausole sociali, finalizzate a favorire la partecipazione agli appalti di cooperative di tipo B o raggruppamenti d’impresa che associno questa tipologia specifica, con l’impiego di personale svantaggiato, inglobando, fra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, parametri di valutazione del progetto sociale quale parte integrante del progetto tecnico. Un sostegno concreto, dunque, alle fasce deboli del mercato del lavoro. IL MOSAICO maggio 1994 maggio 2014 CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI per continuare, insieme... Il Mosaico, assieme alle cooperative socie, si impegna a perseguire l’interesse generale della propria comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini IL MANTELLO DI SAN MARTINO IL DOMANI IL MOSAICO pone a fondamento di ogni attività la dignità ontologica della persona. Per un welfare autenticamente per le persone e con le persone Persona intesa come valore in sé, irriducibile ad altri scopi, essere speciale sempre e comunque con le sue risorse ed i suoi bisogni, le relazioni ed i legami che costruisce e che la costituiscono, il bisogno e la capacità di produrre assieme ad altri il bene comune. Asili nido, spazi gioco, servizi scolastici e doposcuola, centri estivi, servizi educativi e socio educativi, servizi educativi specialistici, centri giovani, assistenza domiciliare, case di riposo e servizi per anziani, progetti riabilitavi nella salute mentale. Fonda le sue radici nella cultura cattolica, stratificata nella storia delle nostre comunità a partire da Aquileia, dai cui mosaici deriva il nome anche per esprimere il radicamento al territorio, alla storia ed alla cultura locale. Per imprese effettivamente capaci di includere tutti nelle produzioni Il Mosaico ha scelto di operare nelle comunità isontine e friulane; attualmente occupa 475 soci lavoratori - di cui 75 sociali lavoratori svantaggiati - cui si affiancano 115 volontari. www.consorzioilmosaico.org Pulizie civili e industriali, manutenzione e gestione aree verdi, coltivazione e vendita di piante in serra, traslochi, sgomberi, facchinaggio, assemblaggi, editoria e stampa, grafica e multimedialità, lavanderia industriale e guardaroba, portierato, gestione strutture ricettive, mense, agricoltura sociale, allevamento, servizi amministrativi, accertamento tributi, formazione specialistica, ristorazione e catering, noleggio bici. Per relazioni costantemente accoglienti Maneggio e riabilitazione equestre, attività sportive, eventi culturali, mostre, corsi e seminari, feste per bambini con giochi gonfiabili. // 12 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Gasparutti (Legacoop): “In questi anni di crisi abbiamo resistito meglio di altre forme economiche” La nostra forza è il legame con la società e il territorio I l model lo c ooperat ivo ha dimostrato di reggere la crisi meglio di altri, ma bisogna ancora lavorare per farne conoscere le potenzialità. A sostenerlo è il presidente di Legacoop Fvg, En z o Ga spa r ut t i c he pa rla anche di Alleanza delle Cooperative (Aci) e di quanto siano indispensabili le buone politiche infrastrutturali per favorire la competitività del sistema economico regionale. Perché il vostro modello sta reggendo meglio di altri alla crisi? “La cooperazione ha saputo resi stere, ma ha dov uto, a nch’essa, paga re u n costo sig n i f icat ivo d i r ist r ut t u razione e riorganizzazione. La cooperazione conosce molto bene il valore delle reti e delle collaborazioni fra imprese e, i n quest’ot t ica, ha i nvest ito in risorse sia economiche, sia umane. Il nostro modello, anche attraverso il concetto di filiera, ha saputo valorizzare al massimo l’aspetto imprenditoriale con quello sociale. L’attenzione alla collettività e al territorio, infatti, sono fattori che ci hanno contraddistinto da sempre e ora, più che mai, vengono apprezzati e valorizzati dal mercato. Secondo i dati più recenti forniti dal secondo Rapporto Euricse, che analizza l’andamento della cooperazione italiana nel periodo 2008-2011, le cooperative italiane certamente attive sono tra le 55mila e le 60mila. A fine 2011, le cooperative, unitamente ai loro consorzi, hanno generato un valore aggregato della produzione superiore ai 120 miliardi e ha n no i nvest ito olt re 114 milioni di euro. Il tutto senza contare quelle che operano nel credito, nelle assicurazioni e le Spa controllate da cooperative. Sempre a fine 2011, le cooperat ive occupavano una cifra menti più efficienti, ma anche sviluppo della banda larga per consentire un accesso alla rete, in linea con i parametri dei Paesi più evoluti rappresentano un obiettivo obbligato per la Regione, perché è proprio dalle infrastrutture che passa la strada dello sviluppo economico e sociale del Friuli Venezia Giulia. Le buone politiche infrastrutturali favoriscono la competitività del sistema economico regionale e, ora, con la globalizzazione dei mercati e la loro internazionalizzazione, gli equilibri socio economici si sono profondamente modificati”. enzo Gasparutti “A volte il nostro modello rimane poco conosciuto ed è per questo che siamo impegnati nel diffondere i valori cooperativi anche nelle scuole e nelle università” attorno a 1,3 milioni di addetti”. Con tutti questi numeri siete conosciuti a sufficienza? “A volte no, per questo Legacoop Fvg sta portando avanti una serie di iniziative di promozione cooperativa, in collaborazione con il mondo della scuola e con quello universitario, ma anche con le a lt re associa z ion i d i categoria, perché crediamo sia importante far conoscere oltre ai valori cooperativi, che fanno parte del nostro Dna, anche le opportunità che il sistema coop offre a coloro che intendono avviare un’impresa”. Qu anto cont ano l e bu on e politiche infrastrutturali per favorire la competitività del sistema economico? “Investimenti in strade e autostrade, ferrovie, porti e aeroporti per consentire sposta- Si parla di Alleanza Cooperativa in Fvg, quali sono i prossimi passi? “Il processo di aggregazione delle tre centrali cooperative nell’Alleanza delle Cooperative Italiane, avviato agli inizi del 2011, rappresenta u n’opportunità unica per il movimento cooperativo e per la società civile di consolidare il ruolo della cooperazione nell’economia del Paese. Si tratta di uno degli obiettivi più importanti che Legacoop Fvg intende perseguire. L’Alleanza rappresenta un passo avanti importantissimo per dare più forza al sistema cooperativo a livello locale, nazionale e internazionale e per questo la nostra organizzazione lavorerà costantemente per rafforzare il dialogo con le altre centrali cooperative e condividere progetti e interventi per lo sviluppo del territorio. Legacoop Fvg è già pronta a procedere per dare concretezza al progetto attraverso il coordinamento paritario fra le tre centrali cooperative. Si tratta della prima fase di questo significativo cammino. Stiamo lavorando per sostenere questo percorso comune che nasce, lo ricordo, per dare maggiore incisività alla rappresentanza della cooperazione”. // 14 // dossier cooperative www.ilfriuli.it La lezione di Pertini Recuperata la tesi di laurea del grande statista, che contiene ragionamenti lucidi e ancora oggi attuali sulla cooperazione e sul suo ruolo È st ato present ato, a Ud ine, presso la sa la conveg n i del la Fonda z ione Cr up, il volume ‘Sandro Pertini, La cooperazione. Tesi di laurea discussa nell’anno 1924 presso l’Istituto di Scienze sociali ‘Cesare Alfieri’ di Firenze’, a cura di Sebastiano Tringali ed edita da Ames, associazione per lo studio del mutualismo e dell’economia sociale. L’evento è stato organizzato con Legacoop Liguria e Legacoop Fvg e ha offerto molteplici spunti di rif lessione sulla straordinaria attualità dei valori del modello cooperativo. Assieme al curatore del volume, Sebastiano Tringali, sono intervenuti Giorgio Bertinelli, vicepresidente Legacoop nazionale, Gianluigi Granero, presi- dente Legacoop Liguria, Furio Honsell, sindaco del Comune di Udine ed Enzo Gasparutti, presidente Legacoop Fvg che hanno evidenziato il lunghissimo lavoro di ricerca e recupero di materiali che si credevano perduti dopo la disastrosa alluv ione di Firenze del 1966, ed evidenziato come il volume contenga ragionamenti lucidi e attuali sulla cooperazione e sul suo ruolo. “È stata un’occasione importante – ha detto in chiusura Gasparutti - per rimettere al centro il nostro sistema, i suoi valori e la sua funzione economica e sociale oltre che utile per diffondere e condividere un’opera di straordinaria attualità che invita tutti ad una maggiore collaborazione per il S E R V I Z I i n t e g r at i per l’ambiente e il territorio rafforzamento del tessuto imprenditoriale e la costruzione di una più forte consapevole coscienza europea. Ma questo è solo uno degli aspetti che si scoprono nelle 200 pagine del libro”. Analogamente si è espresso Granero che, fra le altre considera z ion i, ha sot tol i neato come Pertini era, e può ancora rappresentare, un esempio di politica intesa come ser vizio reso alla comunità. La tesi di Pertini fu depositata il 28 ottobre del 1924, l’anno del l’assassi n io del deputato socialista Giacomo Matteotti, del quale da lì a pochi mesi il Presidente del Consiglio, Benito Mussolini, si assumerà la responsabilità politica, dando il via a un’ondata di repressione politica delle opposizioni di cui lo stesso Pertini fu una delle prime vittime. Questa tesi rappresenta uno dei suoi ultimi atti da uomo libero ed è un documento di grande interesse storico e politico. In un passaggio decisivo per il futuro del Paese, mentre il Fascismo iniziava la sua opera di smantellamento delle strutture democratiche, Sandro Pertini sceglie di discutere di cooperazione, come modello sociale da difendere e preservare. La filosofia di Idealservice nasce dal rispetto per la Terra e per tutti coloro che la abitano. Il nostro lavoro è fatto di donne e di uomini che mettono in pratica ogni giorno questi ideali. Global service e Gestione integrata del patrimonio immobiliare Igiene e sanificazione di ambienti civili, industriali e sanitari Molte attività. Un unico referente specializzato. Il Facility Management è la nuova frontiera della gestione integrata dei servizi. Raccolta differenziata e recupero RSU - RSA Carta, plastica, vetro, ferro, ramaglie, ingombranti, ecc... Gestione impianti ecologici di selezione e trattamento materiali riciclabili Idealservice Soc. Coop. - Via Basaldella, 90 - 33037 Pasian di Prato (Ud) Tel. 0432 693511 (6 linee r.a.) - Fax 0432 691044 - [email protected] - www.idealservice.it . . . o n g o s i b . . . i o a h n g i o u s i c b i i d a o h l l i e u u c q i d o l o o l s l e a u r q p m o l o o s C a r p oma compprraalloo bbuuoonnoo!!!!!! CM Ma com nnuuoovvoo a t i d n e v t o i t ppuunnto vend a Direzione perDirezione il Santuario per il Santuario di Castelmonte di Castelmonte in via Europa, 24 via Europa, 24 ainCividale del Friuli a Cividale del Friuli tel. 0432 731338 tel. 0432 731338 aperto anche domenica mattina aperto anche domenica dalle ore 8.00 alle 13.00 mattina dalle ore 8.00 alle 13.00 Cividale del Friuli viale Libertà, 50 - tel. 0432 700955 Cividale Friulivia viale Libertà, 150- tel. - tel.0432 0432753206 700955 Corno di del Rosazzo P. Zorutti, Corno di Rosazzo P. Zorutti, - tel.373145 0432 753206 Cervignano via P. via Zorutti, 2 - tel.10431 Cervignano via P. 35 Zorutti, 2 - tel. 0431 373145 Buttrio via Roma, - tel. 0432 673280 Buttrio viavia Roma, 35 13 - tel. 0432 673280 Manzano Roma, - tel. 0432 754105 Manzano via Roma, 13 tel. 0432 S. Pietro al Natisone loc. Azzida -754105 Zona ind. 1 - tel. 0432 727949 S. Pietro al Natisone loc. Azzida Zona ind. - tel. 0432 727949 San Giorgio di Nogaro piazza del Grano, 11 -1tel. 0431 621892 San Giorgio di Nogaro viale piazza del Grano, - tel. 0431 621892 Selvis di Remanzacco del Sole, 152 11 - tel. 0432 648049 Selvis di Remanzacco viale del Sole, 152 - tel. 0432 648049 www.latteriacividale.it www.latteriacividale.it [email protected] [email protected] dossier cooperative www.ilfriuli.it // 17 // Il nostro modello dà risposte a chi vuole uscire dalla crisi I l contributo che la cooperazione può dare all’economia e alla società in questo delicato momento storico può essere davvero strategico. Ne è convinto il presidente regionale di Agci, Adino Cisilino, che sottolinea come le caratteristiche peculiari di questo modello imprenditoriale, non sempre sufficientemente conosciute, possono rivelarsi armi vincenti in numerose situazioni. La cooperazione, però, deve anche saper andare oltre i confini del ‘terreno’ in cui si è tradizionalmente mossa. Generare, cioè, impresa anche in settori e con caratteristiche completamente innovative. Dal vostro osservatorio cosa segna il barometro? “Le conseguenze del prolungato periodo di crisi, la depressione dei consumi interni, l’esaurirsi degli ammortizzatori sociali sta portando in questo primo semestre dell’anno a un acuirsi della chiusura di aziende e a livelli preoccupanti nella coesione sociale. Crediamo, però, che ripartendo dai fondamentali si possa, finalmente, intraprendere un percorso di risalita dal fondo”. In tale scenario, le cooperative come stanno andando? “In questi anni di stravolgimento economico, la cooperazione sta dando risposte imprenditoriali e sociali fondamentali. Il modello mutualistico, che pone al centro le persone e non il capitale, ha dimostrato e sta dimostrando di garantire lavoro a giovani, donne, di dare l’occasione di reimpiego a maestranze rimaste senza occupazione, di difendere il valore delle produzioni agricole locali e di assicurare ai consumatori finali prezzi e servizi equi. Questa nostra ‘resistenza’, però, non è infinita”. Cosa intende per ‘fondamentali’? “Nel settore cooperativo dobbiamo ripartire dai valori mutualistici, che possono, anzi devono, creare nuovi spazi di crescita a favore dell’economia e delle fami- Cisilino (Agci): “Cooperative tra professionisti, società per l’assorbimento di crisi aziendali, imprese ad alto contenuto innovativo. Sono queste le azioni concrete che ci faranno voltare pagina” glie. Dalla politica pretendiamo, appunto, i suoi fondamentali: obiettivi di lungo termine, onestà, coerenza, chiarezza. Al sistema finanziario si chiede di ridare ossigeno all’economia reale, fatta di progetti aziendali e da imprenditori, rivolti soprattutto all’aggregazione e all’internazionalizzazione. Solo così il Friuli Venezia Giulia potrà riprendersi il livello di benessere che merita, tenendo presente che il modello sociale ed economico cui dobbiamo puntare non potrà essere uguale a quello precedente alla crisi”. Anche la cooperazione deve saper cambiare, quindi? “Bisogna rendersi conto che le caratteristiche peculiari di questo modello economico, basato sulla mutualità e sulla centralità della persona, che sono anche le stesse che hanno consentito in questi anni una maggiore resistenza rispetto al complesso del sistema economico, hanno ancora notevoli margini di espressione. Voglio essere ancora più esplicito. La cooperativa può essere la formula ideale per aggregare i professionisti, in maniera da creare una realtà più articolata, capace di erogare una pluralità di servizi e competenze, ma che garantisce una mobilità in ingresso e in uscita che nessun’altra forma società consente. La cooperativo, poi, può servire quale strumento di salvataggio adino cisilino in alcune crisi aziendali, al fine di non disperdere un patrimonio di professionalità, di relazioni e di conoscenza che possono consentire a una produzione di ripartire; in più il nostro modello, alla luce delle recenti novità normative, può avere vantaggi anche in tema di prelazione su affitti e cessioni di azienda. La cooperativa, ancora, deve saper guardare allo sviluppo anche di asset intangibili, di know-how, di brevetti, per rivitalizzare il proprio patrimonio, potendo anche contare su strumenti finanziari, come Finreco, specializzati in questo settore. Come si vede, la cooperazione ha ancora molto da dire e da dare, ma per farlo ha bisogno che le istituzioni prendano coscienza di queste possibilità ed eliminino gli intralci a questo percorso”. Quanto è importante il progetti di Alleanza delle cooperative italiane (Aci)? “È fondamentale, perché è la sommatoria dell’intero nostro mondo associativo. Con una sola voce può dare più forza alle nostre richieste. Un primo passo importante è stato il ‘manifesto’ strutturato su sei punti: riavviare lo sviluppo dell’economia reale e del lavoro; salvaguardare la coesione nazionale e sviluppare l’equità sociale, perché l’equità è un fattore economico: più equità significa più sviluppo; governo della spesa pubblica, no ai tagli lineari, sì a interventi calibrati e mirati; semplificazione amministrativa, cioè meno stato dove si può, più stato dove serve; ripristinare la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nei confronti delle stesse; riforma degli assetti istituzionali, cioè snellire le procedure decisionali senza abbassare il livello di democrazia”. // 18 // dossier cooperative L a coop Noncello oggi è alla sua versione 3.3. Questa realtà di impegno sociale, nata nel 1981, ha affrontato un percorso evolutivo, superando anche l’impatto della crisi economica, e ora ha saputo rinnovarsi avviando un percorso di rilancio. Nel biennio 2008-09, infatti, la crisi economica ha impattato pesantemente sulla cooperativa: il ridursi degli appalti pubblici, le gare spinte al massimo ribasso con la conseguente riduzione dei margini e il taglio netto delle commesse di aziende private aveva portato i conti della società in pericoloso ‘rosso’, con una flessione del fatturato dell’ordine del 30% annui e pesanti perdite. Il rinnovo dello staff e l’adozione di un nuovo modello operativo, senza per questo dimenticare i valori alla base del movimento mutualistico, hanno consentito di dare una svolta alla Noncello, avviando appunto la sua versione 3.3. “Abbiamo capito che si doveva cambiare e abbiamo imboccato una nuova strada – commenta l’attuale presidente Stefano Mantovani – essere grandi e sociali non basta, ma serviva introdurre Coop Noncello versione 3.3 Profondo rinnovamento per la realtà impegnata nel collocamento lavorativo delle persone con svantaggi www.ilfriuli.it dei principi di efficienza come qualsiasi altro soggetto privato. Grazie a un nuovo staff, composto in gran parte da quarantenni che rappresentano così la terza generazione di questa cooperativa, è stato possibile uscire dal periodo di difficoltà e guardare con fiducia ed entusiasmo al futuro”. L’ultimo esercizio, il 2013, si attesta a 11 milioni di fatturato con un utile di circa 200mila euro. Attualmente, i lavoratori impegnati sono seicento, in gran parte soci. Inoltre, il 34% degli occupati è soggetto con svantaggi gravi e un altro 20% presenta svantaggi di carattere sociale. La Noncello, inoltre, ha avviato anche un percorso di differenziazione dell’attività, operando dall’anno scorso anche come cooperativa non solo di tipo B, per esempio nel servizio di trasporto disabili, nell’housing sociale e nell’agricoltura sociale. Societa’ Cooperativa Sociale Onlus, Sede legale, uffici amministrativi Via dell’artigianato 20 Roveredo in Piano (PN) Tel 0434 386 811 Fax: 0434 949 960 [email protected] http://www.coopnoncello.it dossier cooperative www.ilfriuli.it Nuove tessere al Mosaico Il consorzio tra cooperative sociali opera da vent’anni in maniera innovativa per dare risposte ai bisogni sociali che emergono nelle comunità locali A ggregazione di cooperative per l’inclusione sociale: nel corso degli anni il Mosaico si è arricchito costantemente di nuove tessere, per svolgere appieno il ruolo che si è dato a favore del territorio, come spiega il suo presidente Mauro Perissini. Perché un Consorzio 20 anni fa e perché il Mosaico adesso? “Il Mosaico nasce 20 anni, su iniziativa di tre cooperative sociali isontine e friulane che avevano visto in tale strumento organizzativo la possibile soluzione alla scelta che poneva la possibile crescita dimensionale. Infatti, per noi il Consorzio itendeva consentire alle cooperative, da una parte, di mantenere le dimensioni e i radicamenti comunitari che abbiamo sempre ritenuti fondamentali e qualificanti la nostra esperienza di impresa sociale, e, dall’altro, consentiva alle stesse imprese di dotarsi di strumenti di gestione e di sviluppo che il loro mercato richiedeva e richiede. Dopo 20 anni, le motivazioni rimangono le stesse in quanto per noi resta valido il principio che una cooperativa sociale trova la sua massima realizzazione in una dimensione fortemente caratterizzata dal radicamento reale e continuo nelle comunità in cui opera. La scelta di richiamare i mosaici di Aquileia nel nostro nome, infatti, non è stata certo casuale”. Per cosa si possono caratterizzare questi 20 anni di attività? // 19 // “Non è certo semplice, viste le tante cooperative e le tante attività realizzate; un aspetto, però, secondo me risalta ed è quello della innovazione. Un termine oggi molto usato che noi abbiamo sempre interpretato nel senso di cogliere i bisogni non soddisfatti delle persone e cercare di trovare, assieme a loro e alle istituzioni, modalità e strumenti nuovi per affrontarli. È stato così nel settore dei servizi estivi e di quelli educativi per i minori, nei servizi domiciliari per gli anziani, per le persone disabili per finire alle attività, molto articolate, connesse con la salute mentale che hanno costituito il settore di maggior impegno del Mosaico negli ultimi anni e che hanno consentito di realizzare importanti opportunità a favore delle persone”. Qual è un obiettivo per i prossimi 20 anni? “Riuscire sempre a capire quali sono i bisogni delle persone e, assieme con loro, con altre organizzazioni del Terzo settore e anche profit e con i Servizi, trovare il modo di partecipare a organizzare risposte che non escludano mai nessuno che ne ha bisogno”. Sede amministrativa ed operativa di Romans d’ Isonzo SERVIZI EDUCATIVI SUL TERRITORIO Infanzia Scuola Disabilità • Doposcuola con svolgimento assistito dei compiti, scuole primarie, secondarie e dell’ infanzia; • Interventi individuali e di sostegno ai DSA; • Percorsi di studio individualizzati; • Laboratori educativi in lingua inglese; • Laboratori educativi in lingua inglese; • Spazio gioco 18-36 mesi; • Baby sitting domiciliare e in area gioco; • Laboratori creativi; • Centri estivi tematici; • Animazione feste; • Progetti individualizzati rivolti a persone affette da disabilità, disturbi comportamentali e dello spettro autistico; • Tutoring e sostegno genitoriale nella gestione del conflitto OLTRE IL CONFINE strade realizzabili per dare motivazione al loro impegno e dare dignità al loro diventare adulti. Una risposta concreta all’ eterna domanda “.. E io cosa farò da grande?” Un percorso dedicato agli individui e alle loro famiglie, nel rispetto delle esigenze particolari e delle peculiarità di ognuno, una presa in carico globale che oltre a valorizzare le potenziali-tà della persona disabile prenda atto delle difficoltà e delle problematiche legate alla disabilità stessa, attuando percorsi che permettano di esternare ed affrontare il disagio, e di riela-borarlo poi in maniera positiva attraverso l’ attività. Il momen-to della crescita di ogni individuo è fatto di luoghi, di esperien-ze, di relazioni, che spesso vanno oltre la famiglia e la scuola, proprio perché ognuno ha bi- sogno di allargare i propri confini e confrontarsi con gli altri. Molte volte per i bambini e ragazzi con disabilità questi luoghi non esistono: sono “confinati” nella scuola e sostenuti solo dalle famiglie, che non possono provve-dere a tutte le loro esigenze. Attraverso l’ educazione relazio-nale con compagni e figure educative, attraverso il sostegno e lo sviluppo di una corretta crescita fisica ed espressiva, attra-verso l’ aiuto ed il supporto per il mantenimento scolastico, attraverso la conoscenza dell’ ambiente che ci circonda e delle possibilità che ci offre, ad ognuno deve essere garantita la pos-sibilità di sperimentare e conoscere le proprie capacità, al fine di poterle convogliare in maniera positiva. La sede del nostro progetto è a Villesse in Piazza San Rocco 4. Esperienze di vita e progetti occupazionali Da una decennale esperienza nel mondo della disabilità, in un’ ottica di rinnovamento, sperimentazione e di presa in carico delle effettive esigenze delle famiglie che vivono ogni giorno le difficoltà legate alla gestione di un bambino con bisogni particolari, vogliamo proporre una formula di assi-stenza educativoformativa basata su percorsi e progetti individualizzati, dedicata ai bambini e ragazzi in età scolare ed agli adolescenti - o giovani adulti - che terminato il percor-so scolastico non trovano un collocamento, cercando nelle loro possibilità e capacità, le diverse CONTATTI: Ufficio di Romans d’ Isonzo - Via Latina 128 - Tel. 0481 282089 - Fax 0481 282089 Cell. 347 5281811/348 3365525 [email protected] - [email protected] - www.cooperativaorizzonte.com // 20 // dossier cooperative www.ilfriuli.it “Obbligati a crescere, ma abbiamo la ricetta giusta” In pochi anni, in controtendenza rispetto al settore, Euro&Promos Group è cresciuta diventando un primario player nazionale. La società guidata da Serbio Bini non si ferma e punta a nuovi importanti obiettivi P er capire come si costruisce 2013, ha toccato i 69,5 milioni, in Si tratta di una crescita assolu“Nel mondo del lavoro, in geneuna società cooperativa di aumento del 16% rispetto all’anno tamente rilevante, soprattutto re, e nel nostro settore, in particosuccesso può essere utile analiz- precedente. Per l’anno in corso, gli se confrontata con il contesto lare, è importante guardare al fuzare il percorso che Euro&Promos appalti già acquisiti prevedono un nazionale del mondo del ‘pulito’; turo con lungimiranza, intuendo Group ha fatto negli ultimi anni. fatturato di 93 milioni di euro, con contesto che vede un mercato i tempi giusti per i cambiamenti infatti, pur in una fase storica di tendenza di ulteriore crescita. Il nazionale che nel 2011 ha avuto e attuando le trasformazioni al difficoltà generale, la realtà gui- 44% del fatturato è realizzato nel un calo di fatturato di circa il 1,4%, momento giusto. Nel 2007 l’oridata dal presidente Sergio Bini Nordest, il 23% nel Nordovest e nel 2012 ha avuto un calo di fattu- ginaria Eurocoop si è fusa con la ha inanellato una serie di continui il resto, equamente, nel Centro e rato di circa il 1,6%, che nel 2013 Promo San Giacomo dando vita successi, non soltanto in termini Sud Italia. ha avuto un calo di fatturato di alla Euro&Promos Group, con di fatturato, che la collocano oggi Gli utili netti negli ultimi tre circa il 2,1% e si prevede un trend un fatturato che da 40 milioni tra i leader non soltanto a livello anni si sono attestati oltre il mi- di calo di circa il 2,1% nel 2014. arriverà a toccare, nel bilancio che nordestino, ma anche nello sce- lione di euro e nel 2012 hanno Per il presidente Bini la strategia andremo ad approvare, i 100 minario nazionale. Il fatturato del sociale toccato 1,4 milioni. Il numero di Euro&Promos Group continuadiacomunità, lioni di euro. Numeri di assoluta ARACON è una Cooperativa impegnata nell’ambito educativo e in quello dell’animazione 2010intesa era dicome 60,7 milioni di euro, dipendenti è passato dai 2.900 parlare di crescita. importanza che ci permettono di promozione del benessere dei cittadini. quello che la prossima assemblea del 2010 al dato attuale che ha essere oggi uno dei maggiori plaOffre interventi nelle situazioni di disagio, progetti di prevenzione, e opera per attivare all’interno dei territori andrà ad approvare, per l’esercizio superato le cinquemila persone. Qual è il vostro ‘segreto’? yer a livello nazionale nel settore, (quartieri, circoscrizioni, paesi) la partecipazione dei cittadini con l’obiettivo di contribuire a promuovere una cultura della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva. ARACON è una Cooperativa sociale nell’ambito educativo e in quello dell’animazione comunità, g Progetti di supporto e sostegno alledi donne ARACON cooperativa sociale onlus nasce nel impegnata 1997 dall’Associazione ARACON Gruppo • Progetti di supporto a donne nella conciliazione del tempo lavoro con la vita familiare e intesaPolivalente. come promozione del benessere dei cittadini. ARACON aderisce al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e l’accudimento dei bambini Offre nelle situazioni di disagio, progetti di prevenzione, •eProgetti operadi per attivare all’interno deisituazioni territori al CNCAinterventi FVG. supporto per percorsi di uscita da di violenza ARACON opera nell’area del lavoro sociale, in particolare con minori giovani. con l’obiettivo di contribuire a promuovere una (quartieri, circoscrizioni, paesi) la partecipazione dei ecittadini g Animazione Socioculturale g Area Minori cultura della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva. • Progettazione e gestione di interventi nel settore dell’animazione socioculturale ed • Progetti di prevenzione al disagio giovanile: educativa (animazione di strada, animazione didattica, laboratori…) centri di aggregazione, animazione di territorio, lavoro di strada; sostegno, orientamento e • Progetti di rete ARACON è una Cooperativa sociale impegnata nell’ambito educativo e in quello dell’animazione comunità, accompagnamento nelle sociale situazionionlus di disagio; percorsi di informazione e sensibilizzazione Progetti supporto e sostegno alle di donne •gIniziative didisensibilizzazione del territorio (convegni, mostre…) ARACON cooperativa nasce nel 1997 dall’Associazione ARACON su comportamenti a rischio in adolescenza. Gruppo • Progetti di supporto a donne nella conciliazione del tempo lavoro con la vita familiare e intesaPolivalente. come promozione del benessere dei cittadini. g Area Formazione •ARACON Progetti diaderisce promozione della partecipazione dei giovani: al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e l’accudimento dei bambini Offre interventi situazioni di disagio,artistica progetti di prevenzione, operadi supporto per attivare dei territori progetti promozionenelle della creatività e dell’espressione giovanile; interventi di •eProgetti Formazione permanente perall’interno operatori ed da educatori territoriali al CNCAdi FVG. per percorsi di uscita situazioni di violenza educazioneopera alla legalità e alla cittadinanza attiva; Forum giovani. • Formazionedi di base e stages per sociali una ARACON nell’area del lavoro sociale, in particolare con minori e giovani. (quartieri, circoscrizioni, paesi) la partecipazione dei cittadini con l’obiettivo contribuire a animatori promuovere g Animazione Socioculturale • Formazione per operatori di strada e per operatori di rete g Area Minori g Giovani cultura della legalità, della solidarietà e della cittadinanza attiva. • Formazione Progettazione gestione di interventi nel settore dell’animazione socioculturale ed pereinsegnanti, famiglie, volontari e associazioni Servizi socio-educativi • Progetti di prevenzione ealsocio-assistenziali: disagio giovanile: educativa (animazione di strada, animazione didattica, laboratori…) • Formazione per giovani “peer educators” progetti rivolti a minori diversamente e/o inlavoro situazione di disagio personale, familiare centri di aggregazione, animazione di abili territorio, di strada; sostegno, orientamento e • Progetti di rete g Area Consulenza e Progettazione e sociale; cooperativa accompagnamento nelle situazioni di disagio; percorsi di informazione e sensibilizzazione Progettididisensibilizzazione supporto e sostegno alle donne • gIniziative del territorio (convegni, mostre…) ARACON sociale onlus nasce nel 1997 dall’Associazione ARACON progetti individuali di gruppo; su comportamenti ae/o rischio in adolescenza. Ad Amministrazioni Enti nella Localiconciliazione si offre consulenza e progettazione di servizi Gruppo Polivalente. • Progetti di supporto ed a donne del tempo lavoro con la vita familiare e g Area Formazione domiciliari, scolastici e/o di educativa territoriale promuovere l’integrazione • Progetti di promozione della dei •interventi Progetti di promozione dellapartecipazione partecipazione deigiovani: giovani: per socioculturali ed ARACON aderisce al CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) e l’accudimento deieducativi bambini in particolare rivolti a minori e giovani. e la socializzazione. di promozione della creatività e dell’espressione artistica giovanile; interventi di A Organizzazioni del terzo settore si offrono consulenze sullo sviluppo organizzativo progetti di promozione della creatività e dell’espressione artistica giovanile; interventi di al CNCA FVG. • Formazione permanente per operatori ed educatori territoriali Progetti di supporto per percorsi di uscita da situazioni di violenza •ARACON Servizi di opera doposcuola pre/post accoglienza: educazione allalegalità legalità e di alla attiva; giovani. educazione alla e ealla cittadinanza attiva; Forum giovani, Consigli Comunali dei Ragazzi. nell’area delcittadinanza lavoro sociale, inForum particolare con minori e giovani. • gFormazione di base e stages per animatori sociali privati g Contratti servizi per minori delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Animazione Socioculturale • Formazione per operatori di strada e per operatori di rete g Area Giovani Minori estivi stipulati direttamente fra la Cooperativa e i destinatari dell’intervento (persone •g Centri ricreativi Progettazione gestione di interventi nel settore dell’animazione socioculturale ed •Contratti Formazione pereinsegnanti, famiglie, volontari e associazioni e famiglie) per attività educative/assistenziali. • Servizi Progettisocio-educativi di prevenzioneealsocio-assistenziali: disagio giovanile: educativa (animazione di “peer strada, animazione didattica, laboratori…) •singole Formazione per giovani educators” g Area Scuole progetti a minori diversamente e/o inlavoro situazione di disagio personale, familiare centri di rivolti aggregazione, animazione diabili territorio, di strada; sostegno, orientamento e •gProgetti di rete ARACON opera nella provincia di Udine su diversi territori: g Area •accompagnamento Percorsi scuole secondarie di primo e secondo grado: Consulenza e Progettazione e sociale; rivolti allenelle situazioni di disagio; percorsi di informazione e sensibilizzazione • Iniziative di sensibilizzazione del territorio (convegni, mostre…) Ambiti Distrettuali di Udine, Tarcento, Friuli, Gemona del Friuli prevenzione dei comportamenti a rischio, dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni, progetti individuali e/o di gruppo; su comportamenti a rischio in adolescenza. Ad Amministrazioni ed Enti Locali Cividale si offre del consulenza e progettazione di servizi egSan Daniele. gestione conflitti, scolastici peer education, formazione ai rappresentanti di classe e di istituti interventi domiciliari, e/o di educativa per promuovere l’integrazione • Progetti dei di promozione della partecipazione deiterritoriale giovani: socioculturali ed educativi in particolare rivolti a minori e giovani. Area Formazione scolastici. e la socializzazione. progetti di promozione della creatività e dell’espressione artistica giovanile; interventi di A Organizzazioni del terzo per settore si offrono consulenze sullo sviluppo organizzativo • Formazione permanente operatori ed educatori territoriali •educazione Servizi di doposcuola pre/post accoglienza: alla legalitàeedialla cittadinanza attiva; Forum giovani. •gFormazione di base e stages per animatori sociali Ufficio di primarie coordinamento e segreteria Contratti privati servizi per minori delle scuole e secondarie di primo grado. • Formazione per operatori di strada e per di rete Certificata UNI EN ISOoperatori 9001:2008 per la progettazione, Arearicreativi Giovani estivi Via Sagrado,3 - 33100 Udine Contratti stipulati fra la Cooperativa e i destinatari dell’intervento (persone • gCentri • Formazione per direttamente insegnanti, famiglie, volontari e associazioni gestione ed erogazione di servizi socio educativi territoriali, singole e famiglie) per attività educative/assistenziali. • Servizi socio-educativi e socio-assistenziali: tel. 0432.548804 fax 0432.490125 • Formazione per giovani educators” g Area Scuole servizi “peer di sostegno scolastico, servizi, attività ed iniziative di progetti rivolti a minori abili e/o in situazione di disagio personale, familiare mail:diversamente [email protected] g ARACON operaaggregazione e didi animazione comunità a favore di minori nella provincia Udine su di diversi territori: g Area Consulenza •ePercorsi scuole secondarie di primo e secondo grado: e Progettazione sociale; rivolti alle pec: [email protected] e giovani, servizi di Cividale supporto e sostegno alle donne. Ambiti Distrettuali di Udine, Tarcento, Friuli, Gemona del Friuli prevenzione dei comportamenti a rischio, dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni, progetti individuali e/o di gruppo; Ad Amministrazioni ed Enti Locali si offre del consulenza e progettazione di servizi web: www.aracon.it e San Daniele.ed educativi in particolare rivolti a minori e giovani. gestione conflitti, peer education, formazione ai rappresentanti di classe e di istituti interventidei domiciliari, scolastici e/o di educativa territoriale per promuovere l’integrazione socioculturali scolastici. e la socializzazione. A Organizzazioni del terzo settore si offrono consulenze sullo sviluppo organizzativo • Servizi di doposcuola e di pre/post accoglienza: g Contratti privati Ufficio di coordinamento e segreteria servizi per minori delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Certificata UNI ENCooperativa ISO 9001:2008 per la progettazione, Via Sagrado,3 - 33100 Udine Contratti stipulati direttamente fra la e i destinatari dell’intervento (persone • Centri ricreativi estivi ededucative/assistenziali. erogazione di servizi socio educativi territoriali, singole e famiglie) gestione per attività tel. 0432.548804 fax 0432.490125 g Area Scuole servizi di sostegno scolastico, servizi, attività ed iniziative di mail: [email protected] g ARACON opera aggregazione e di di animazione comunità a favore di minori nella provincia Udine su di diversi territori: • Percorsi rivolti alle scuole secondarie di primo e secondo grado: pec: [email protected] e giovani, servizi di Cividale supportodel e sostegno alle donne. Ambiti Distrettuali di Udine, Tarcento, Friuli, Gemona del Friuli prevenzione dei comportamenti a rischio, dinamiche di gruppo, educazione alle emozioni, web: www.aracon.it e San Daniele. gestione dei conflitti, peer education, formazione ai rappresentanti di classe e di istituti scolastici. Ufficio di coordinamento e segreteria Via Sagrado,3 - 33100 Udine tel. 0432.548804 fax 0432.490125 Certificata UNI EN ISO 9001:2008 per la progettazione, gestione ed erogazione di servizi socio educativi territoriali, dossier cooperative www.ilfriuli.it // 21 // turnover vicino allo zero, una media di età tra i 30 e i 40 anni e circa il 60% di donne e non solo tra la forza lavoro. Anche in seno al Cda, la presenza femminile è maggioritaria”. sergio Bini nonché leader nel Triveneto”. Come siete arrivati a questi risultati? “Il futuro è già oggi: solo innovando continuamente i processi e i servizi offerti si può crescere e consolidare le posizioni. Dall’originario settore pulizie ci siamo trasformati in un azienda di facility, in particolare nel settore delle varie esigenze di un edificio. Una scelta strategica, da una parte, ma obbligata, dall’altra, che ci per- mette di partecipare con successo alle gare bandite dalle grosse centrali di acquisto a livello italiano e, in particolare, dalle pubbliche amministrazioni, sempre più in cerca di fornitori completi e dotati di un pool di servizi a 360 gradi”. Quali sono le linee di sviluppo? “Continuare a crescere acquisendo sempre più quote di mercato e diversificando il fatturato sia in termini di servizi resi, sia in termini di tipologia di clienti: stiamo lavorando per aumentare la clientela privata, anche in nuovi settori. Parimenti, dobbiamo pensare a proseguire nell’ottica di acquisizione di aziende del settore al fine di arrivare a una dimensione di almeno 250 milioni di fatturato entro i prossimi 4-6 anni. Numeri minimi per restare sul mercato da attori protagonisti”. Il necessità di crescita penalizza il clima aziendale? “Le posso dire che abbiamo un La vostra esperienza può essere di insegnamento al sistema economico locale? “La crisi economica che in questi anni ha pesantemente colpito il nostro Paese, e sopratutto la nostra regione, sembra aver toccato solo alcuni settori produttivi del mondo della cooperazione. Il 2013 è stato un ‘anno nero’ per l’occupazione, nei soli primi nove mesi nella nostra regione si sono persi 9.300 posti di lavoro. I disoccupati sono passati da 35mila nel 2012 a oltre 41mila nel 2013. Di fronte a questi preoccupanti dati per l’economia, la cooperazione tiene sia in termini di occupati, sia di valore della produzione. Mai come oggi garantire occupazione è importante e il mondo della cooperazione sta riuscendo in questo intento, ma proseguire per questa strada da soli è sempre più difficile, abbiamo bisogno anche dell’aiuto delle istituzioni”. LE ATTIVITÀ DELLA Cooperativa La Cooperativa Pescatori “San Vito” di Marano Lagunare è stata fondata nel 1940 in forma societaria cooperativistica e rinnovata nel 1951 nella attuale società cooperativa a responsabilità limitata, si propone la tutela dei pescatori e la valorizzazione dei prodotti della pesca e della molluschicoltura. In particolare si prefigge la commercializzazione per conto dei soci dei prodotti ittici anche attraverso la gestione di negozi al dettaglio, la distribuzione ai soci di quanto è necessario per gestire la propria attività o per l’impianto e la conduzione di allevamenti destinati a molluschicoltura e crostaceicoltura, la lavorazione dei prodotti ittici e l’assistenza assicurativa e previdenziale. Soc. Coop. a R. L.: Via Serenissima, 30 33050 Marano Lagunare (Ud) Italy - Tel. 0431 67118 Fax 0431 67990 - [email protected] Gestione Mercato Ittico Ingrosso Comunale: Via Serenissima, 30 Tel. 0431 67004 - Fax 0431 640784 Centro Raccolta e Spedizione Molluschi Bivalvi: Via San Vito Località Nalon - Tel. 0431 67500 dossier cooperative www.ilfriuli.it // 23 // La cooperazione salva la cultura U na delle storiche librerie udinesi ‘salvata’ da tre indomiti cooperatori: inizia così la storia della Cooperativa Libraria Udinese che, da aprile, ha permesso di riaprire la libreria Tarantola, fondata nel 1904 da Luigi Tarantola e diventata negli anni cuore della vita culturale e letteraria udinese. Dopo quasi cinquant’anni di gestione da parte del precedente proprietario, spetta infatti a tre giovani attorno ai 30 anni il compito di rilevare la libreria, attraverso la neocostituita cooperativa, e riavviare l’attività. Tre giovani librai hanno scelto questa forma imprenditoriale per riaprire la storica libreria udinese ‘Tarantola’ fondata nel 1904 le origini È una storia lunga, quella della Libreria Tarantola, che inizia con i fratelli Luigi e Carlo Tarantola di Pontremoli che alla fine dell’Ottocento avviano l’attività di venditori ambulanti di libri. In seguito alla nascita dei tre figli, Luigi e la moglie Luigia decidono di aprire una libreria a Udine nel 1904, mentre Carlo fece altrettanto a Padova. Nel 1905 si trasferiscono dalla sede originaria di Riva Bartolini in via Vittorio Veneto nello stesso spazio in cui si trova oggi la libreria. Alla fine del 1918, al termine della Prima Guerra Mondiale, la libreria riapre dopo un anno di chiusura seguito alla rotta italiana di Caporetto. personaggi ospiti Nel corso degli anni passano tra le sue pareti tanti personaggi della cultura, sia locali come Gian Giacomo Menon, Amedeo Giacomini, Novella Cantarutti, Luciano Morandini, Tito Maniacco, Carlo Sgorlon, Alessandro Ivanov, sia nazionali come Diego Valeri, Giuseppe Bevilacqua, Indro Montanellli, Morando Morandini, Fulvio Tomizza, Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Giulio Einaudi, e anche qualche straniero come Luis Sepúlveda e Marc Fumaroli. E il futuro? tradizione e innovazione “Vogliamo mantenere l’impianto della ‘vecchia’ Tarantola spiega Giovanni Tomai, giovane presidente della cooperativa – arricchendolo, però, di tante novità e tante nuove attività. Abbiamo avviato presentazioni di libri, parteciperemo a ‘La Notte dei lettori’ e siamo partner di Vicino/ Lontano; abbiamo raddoppiato la superficie creando un’area relax”. Perché proprio la forma cooperativa? “Ci sembra il modo giusto per porre al centro la cultura e il fare cultura – risponde Tomai l’impegno personale più che la ricerca del profitto. In ogni caso, nulla di tutto questo sarebbe sta- to possibile senza l’aiuto costante dei professionisti della Confcooperative locale, che ci hanno permesso di portare a termine quello che all’inizio sembra un sogno”. Presidio ‘dolomitico’ A Forni di Sopra la bottega svolge anche un ruolo sociale U n punto di riferimento ai piedi delle Dolomiti friulane, anche grazie alla sua storia ultracentenaria. La Cooperativa di consumo Santa Maria Assunta di Forni di Sopra, infatti, è nata l’11 febbraio 1900, divisa inizialmente fra magazzino e cassa rurale. Fu monsignor Fortunato De Santa a volere fortemente la sua creazione. Oggi, oltre un secolo dopo, può vantare più di 400 soci, tra cui residenti, fornesi all’estero e proprietari di seconde case, attratti dagli speciali sconti riservati agli affiliati. Dà lavoro a 10 dipendenti fissi, più gli stagionali in estate e inverno. Nel 2009, il fatturato è stato di 1,8 milioni di euro. Il fiore all’occhiello è rappresentato dal supermercato nella frazione di Vico, un’accogliente struttura di 780 metri quadrati nella quale, oltre ai generi alimentari, comprese nel periodo estivo le verdure fresche provenienti dai terreni di Forni di Sopra, vengono venduti articoli di ferramenta, abbigliamento e casalinghi. Oltre al supermercato di Vico, la realtà dolomitica gestisce un bar, affidato in gestione, e una filiale dell’attività principale ad Andrazza, a supporto soprattutto di chi non può raggiungere il centro del paese. Più che per far utili, questo punto vendita ha una funzione prettamente sociale. Nella piccola frazione, infatti, abitano tante persone anziane che magari hanno difficoltà di spostamento. Tenere aperto un negozio, peraltro l’unico nella località, è anche un servizio importante per i residenti. La Coop fornese è davvero un punto di riferimento per la comunità e non soltanto. La sua lunga storia le consente di affrontare al meglio le sfide del presente e del futuro. // 24 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Classe dirigente del futuro Giovani laureati a Bruxelles grazie alle Bcc e alla Regione: scade il 3 giugno prossimo il nuovo bando per una borsa di studio che consente di fare un’esperienza unica S ei mesi, cioè da luglio a dicembre 2014, di tirocinio retribuito con borsa di studio all’Ufficio di collegamento della Regione Friuli Venezia Giulia a Bruxelles. È quanto offre ‘Insieme in Europa’, un’iniziativa avviata nel 2006 grazie alla convenzione, rinnovata nel 2012, tra la Federazione regionale delle Bcc e la Regione e che si rivolge a clienti, soci o figli di soci delle Bcc, che siano laureati in Agraria, Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche e Corso interfacoltà in Studi europei. due posti all’anno La disponibilità annuale è di due borse di studio, una per semestre, mentre sono complessivamente 16 quelle stanziate dall’inizio del progetto, che hanno permesso ai dossier cooperative www.ilfriuli.it neolaureati, precisamente 12 ragazze e 4 ragazzi, di specializzarsi nelle materie comunitarie lavorando sul campo: un’opportunità che si è trasformata tante volte in un lavoro concreto anche a livello comunitario o internazionale. nuove generazioni “Con questo progetto che va avanti ininterrottamente da nove anni – sottolinea il presidente della Federazione delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Graffi Brunoro – il credito cooperativo dimostra, ancora una volta, la fiducia e l’attenzione verso le nuove generazioni, sostenendo la formazione della classe dirigente del domani. Inoltre, consente anche a noi di entrare in contatto con giovani in possesso di caratteristiche importanti da selezionare per l’eventuale ingresso nel nostro sistema bancario”. In questo primo semestre del 2014, il borsista a Bruxelles è originario di Sistiana e si chiama Igor Markovic. prima di un contratto Il bando dell’iniziativa è aperto Il progetto è in corso ormai da nove anni e ha coinvolto fino a oggi 16 persone // 25 // ai candidati di età inferiore ai 28 anni, che abbiano conseguito, con un voto non inferiore a 99/110, una laurea quadriennale del vecchio ordinamento o laurea specialistica quinquennale di quello nuovo, comunque da non più di dodici mesi. Per essere inseriti nella graduatoria, inoltre, gli aspiranti ‘stagisti’ devono possedere una buona conoscenza della lingua inglese e dimostrare di non usufruire di altre borse di studio. Ultima clausola: i candidati non devono essere impegnati in alcuna attività lavorativa. sportelli del territorio Le richieste di partecipazione devono essere inviate, entro martedì 3 giugno 2014, alla propria Bcc di riferimento che la trasmetterà, a sua volta, alla Federazione. Una volta attribuita la borsa di studio, del valore di mille euro al mese netti, con in aggiunta la copertura assicurativa per infortuni, al vincitore sarà assegnato un tutor nominato dalla Regione che, con il borsista, predisporrà il progetto di formazione da seguire. // 26 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Un commercio a misura delle famiglie Dopo 23 anni Giacomo Cortiula cede il timone della Cooperativa Carnica di consumo (CoopCa), ma l’assemblea lo ha acclamato presidente onorario I l premio per 23 anni di impegno e passione alla guida della cooperativa, Giacomo Cortiula l’ha ricevuto domenica 18 maggio, quando l’assemblea dei soci, presenti in quattrocento, l’ho ha acclamato presidente onorario con un lunghissimo applauso in piedi. Per la società carnica della grande distribuzione la fase storica che sta vivendo parla di consolidamento e crescita: “un passo alla volta, il nostro cammino continua” commenta Cortiula. L’obiettivo, infatti, è di aumentare ulteriormente il fatturato e, quindi, la rete distributiva per arrivare a una soglia minima che garantisca l’autonomia della storica cooperativa fondata nell’aprile del 1906. Che fase storica state, quindi, vivendo? “Continua il lavoro fatto in oltre un secolo dai nostri predecessori. Attualmente, siamo presenti con 48 punti vendita, di cui 8 iper cioè con una superficie superiore ai tremila metri quadrati, in tutta la regione Friuli Venezia Giulia e in Veneto Orientale”. Come sta evolvendo il mercato della grande distribuzione? “È in costante evoluzione, sull’onda sia dei cambiamenti sociali, sia della crisi economica e, quindi, del consumi. Dopo il passato boom delle grandissime superfici di vendita e dei centri commerciali, sta tornando l’interesse verso la media dimensione e, credo, prossimamente anche verso la piccola. Supermercati, cioè, più a misura di consumatore e di famiglia, che garantisca il servizio anche in zone in cui una popolazione che sta invecchiando ha meno possibilità di muoversi e di recarsi nei grandi poli commerciali”. La CoopCa come intende interpretare questa evoluzione? “Puntiamo ancora a crescere. Attualmente, il nostro fatturato si aggira sui 150 milioni di euro e puntiamo a raggiungere i 200 milioni, un livello che giudichiamo adeguato per garantirci l’autonomia. Per farlo puntiamo alla crescita della rete commerciale, attraverso nuove aperture e acquisizioni, in particolare nella Bassa friulana e in Veneto. Recentemente, sono entrati a far parte della CoopCa un supermercato a Precenicco e uno a Crocetta del Montello. Ovviamente, la nostra strategia di crescita è fatta con calma e dedizione, un passo alla volta”. E in Carnia? “Siamo nati qui e rimarremo sempre qui. Prova ne è che il nostro magazzino, da 22mila metri quadrati, lo abbiamo voluto realizzare in Carnia, ad Amaro. Crediamo che questo nostro territorio rappresenti un cavalcavia d’Europa. La nostra cooperativa intende presidiare il territorio con i propri punti vendita al servizio dei residenti”. Come si può rilanciare l’economia carnica? “Purtroppo, è stato perso troppo tempo per colpa di personalismi. Noi carnici siamo gente splendida, ma abbiamo nel Dna un’invidia e un individualismo che ci frenano. Il paradosso è che proprio in Carnia è nato il mov imento cooperativo, che rappresenta valori diametralmente opposti. Quindi, quando vogliamo fare squadra siamo in grado di raggiungere grandi risultati”. Perché ha deciso di lasciare la guida della cooperativa? “Sono stato presidente per 23 anni e ad agosto compirò 80 anni. È giusto, quindi, che passi il testimone e sono ben felice di ricoprire ora il ruolo di presidente onorario, come hanno voluto i soci. La più grande soddisfazione è stata proprio durante l’ultima assemblea quando i quattrocento soci presenti si sono alzati in piedi e mi hanno a lungo applaudito: questo gesto mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti negli anni”. Continueremo a crescere in Friuli e in Veneto orientale, presidiando comunque l’area montana per dare un servizio alla nostra comunità Interventi per ripristinare l’ecosistema Un’ampia gamma di servizi nel settore ambientale. è questa la missione della Ge.Co, azienda sorta nel 2003 e che opera, oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche nel Veneto ed Emilia Romagna. è nata dall’incontro di varie conoscenze nei campi dell’ecologia e della sicurezza, ed è in grado di offrire soluzioni integrate per una migliore qualità dell’ambiente grazie ad una squadra di lavoro completa di mezzi ed attrezzature, specializzata in particolar modo negli interventi d’emergenza nuovo servizio di bonifica materiali contenenti amianto Società Cooperativa Carnica di Consumo Presente in Friuli Venezia Giulia con 19 Supermercati e 2 Ipermercati e in Veneto con 14 Supermercati, 2 Ipermercati e 1 Discount e, per chi ama la casa, con lo store di Tolmezzo (UD), via Matteotti n. 5 Un percorso lungo 108 anni per essere ancora “vicino a te, ogni giorno” dossier cooperative www.ilfriuli.it A Gorizia nel 1980 nacque la cooperativa sociale Arcobaleno: l’obiettivo era di combattere l’emarginazione e la disoccupazione di persone con disagi mentali e sociali dando loro un lavoro e, dunque, la possibilità di reinserimento e autonomia. Fu fra le prime in regione e in 34 anni di esperienza centinaia di lavoratori e lavoratici hanno riconquistato un ruolo e l’indipendenza. Oggi Arcobaleno, nella sede storica di via San Michele, vive un rinnovamento epocale nel segno dell’innovazione tecnologica e del ripensamento di nuove modalità di relazioni e di servizi al territorio. Al suo interno sono nati Magazìn, ‘acceleratore urbano’ con 190 metri quadrati di spazi condivisi di lavoro, confronto ed esposizione d’arte, e Orti Goriziani, piattaforma web transfrontaliera che ha la finalità di ricostruire il tessuto sociale ed economico del goriziano, attraverso la messa in rete di servizi in Italia e Slovenia. L’obiettivo di Orti Gorizianiè far incontrare offerta e domanda di prodotti agroalimentari in un territorio da Tolmino ad Aquileia, comprendente le aree urbane del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) di Gorizia, // 29 // Orti senza più steccati La cooperativa sociale Arcobaleno ha sviluppato un importante progetto per riscoprire le potenzialità del Goriziano, sia in territorio italiano, sia sloveno Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba. una nuova economia “Non una forma di e-commerce - spiega il project manager Fabrizio Valencic - ma un nuovo modo di fare economia riscoprendo le potenzialità del territorio, i bisogni della comunità, la stagionalità dei prodotti, in una proiezione di economia sociale locale e digitale”. Il progetto, finanziato dal programma per la cooperazione Italia-Slovenia 2007-2013, accanto alla cooperativa Arcobaleno vede la partecipazione di Legacoop Fvg, leader partner, assieme ad altre realtà isontine e regionali. Orti goriziani sarà presentato durante la 3° edizio- ne delle ‘Giornate di economia sociale transfrontaliera’ con l’appuntamento dal titolo ‘1914-2014, dall’Europa della Prima Guerra mondiale all’Europa sociale’, in programma a Gorizia dal 29 al 31 maggio. Nella serata di giovedì 29 maggio, nella sede di Magazin, si terrà una degustazione di prodotti con concerto finale del gruppo Radio Zastava. // reinserimento lavorativo Traslochi migliori con il Grande Carro La coop sociale goriziana quest’anno taglia il traguardo dei vent’anni di attività L a cooperativa sociale ‘Il Grande Carro’ con sede a Gorizia rappresenta un punto di riferimento per il territorio isontino e non solo. La cooperativa fa parte del Consorzio ‘Il Mosaico’ e, come le altre socie, pone come principio fondamentale, la dignità ontologica della persona: i soci lavoratori fanno parte, infatti, di un progetto di reinserimento lavorativo. Con la sua esperienza pluriennale, proprio quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dalla sua nascita, si occupa di proporre una vasta gamma di soluzioni per l’imballaggio e il trasporto merci, nonché servizi di trasloco mobili e sgombero di locali. A tutti è capitato, almeno volta nella vita, di dover affrontare un trasloco di un’abitazione privata o di un ufficio, sapendo molto bene quanto sia duro e faticoso; avere a disposizione dei professionisti rappresenta, quindi, un valore aggiunto da non sottovalutare per la nostra sicurezza e per l’integrità della merce. Per questo motivo la cooperativa ‘Il Grande Carro’ ha a disposizione uno staff in grado di risolvere qualsiasi tipo di gestione del trasloco e in qualsiasi situazione. Viene sempre garantita la massima attenzione alla merce e ai mobili trasportati, nonchè massima puntualità nel loro arrivo a destinazione. Per ogni intervento la cooperativa si occupa di fornire un servizio di sopralluogo preventivo gratuito e senza impegno alcuno, per calcolare la possibile spesa e organizzare al meglio il trasloco e la spedizione. In base al tipo di intervento da affrontare, ‘Il Grande Carro’ dispone di parco macchine per ogni tipo di esigenza con furgoni di varie capienze e autoscale per traslochi in altezza. Oltre all’ambito dei traslochi e trasporti, la cooperativa è attiva nell’ambito green. Si occupa, infatti, della manutenzione e gestione di aree verdi, della coltivazione e vendita di piante in serra e orticole; in base alla stagione vengono coltivati ciclamini, primule viole, begonie surfinie, diventate ormai famose in città per la loro bellezza. Per il suo lungo impegno, la cooperativa rappresenta una garanzia di professionalità e affidabilità con uno scopo ben preciso: l’integrazione sociale dei cittadini. // 30 // dossier cooperative www.ilfriuli.it R isparmi per i propri sociutenti pari a 1,8 milioni di euro e, inoltre, un bilancio che si chiude in utile per 833mila. La Società elettrica cooperativa Alto But (Secab), dopo 103 anni dalla sua fondazione, continua a portare molteplici vantaggi al proprio territorio. Anche il bilancio 2013, infatti, presenta indicatori finanziari solidi. La produzione complessiva di energia elettrica è stata di 44,6 GWh, generata da cinque impianti idroelettrici ad acqua fluente con una potenza complessiva di 10 MW più un impianto di cogenerazione da 0,57 MW. A fine 2013 i soci risultano 2.869, mentre le utenze servite 5.499, in un’area di distribuzione che si estende su sei comuni carnici: Cercivento, Ligosullo, Paluzza, Sutrio, Ravascletto e Treppo Carnico per complessivi 170 chilometri quadrati. Il risparmio complessivamente ottenuto dai soci per la fornitura di energia elettrica alle proprie utenze ammonta, appunto, a 1,8 milioni di euro, pari a una minor spesa fino al 56% per le utenze domestiche e fino al 55% per le utenze produttive. Inoltre, la cooperativa è attiva sotto altri fronti: i prestiti sociali ai soci, per esempio, ammontano attualmente a 7,2 milioni di euro. Questi risultati sono stati analizzati e approvati dall’assemblea annuale di Secab che ha visto la presenza, oltre a un gran numero di soci, anche del governatore della Regione Debora Serracchiani, dell’assessore all’Ambiente ed Energia Sara Vito, del consigliere regionale Enio Agnola, di quello provinciale Luigi Gonano, del vicepresidente di Legacoop Fvg Marcello Sesso, del direttore dell’Associazione delle Cooperative Friulane Marco Agostinis e del capo delegazione di Tolmezzo di Confindustria Udine Vittorio De Marco. Durante l’incontro, il presidente Luigi Cortolezzis, ha illustrato i progetti in corso, a dimostrazione di come Secab sabbia guardare al futuro. Tra gli interventi in programma si possono citare la realizzazione di due nuovi impianti idroelettrici, uno sul torrente Gladegna e uno sul rio Coll’Alto; l’ammodernamento degli impianti idroelettrici di Enfretors e Fontanone; la realizzazione dell’elettrodotto transfrontaliero interrato 132 kV impianto di Noiariis Secab: modello virtuoso di gestione del territorio Oltre a consentire importanti risparmi sulla bolletta elettrica ai propri utenti, famiglie e aziende, la storica società garantisce servizio migliori e valorizza le risorse locali Paluzza-Wurmlach con la società Alpen Adria Energy Line; la realizzazione del collegamento 20 kV con impianti idroelettrici posti nel versante austriaco a ridosso del confine di Stato. Inoltre, è in corso il progetto Agenda 21 per l’autosufficienza energetica di un ambito territoriale alpino in collaborazione oltre che con i Comuni in cui la cooperativa esercita il servizio di distribuzione dell’energia elettrica, anche con i comuni di Arta Terme, Comeglians, Paularo e Zuglio oltre che con l’Agenzia per l’energia Fvg, Legambiente e la Provincia di Udine. “Il progetto – ha spiegato Cortolezzis - intende definire una serie di azioni che permettano di attivare in maniera sostenibile le risorse energetiche presenti sul territorio, per creare sviluppo socio-economico nel rispetto dell’ambiente e delle potenzialità locali”. Secab, poi, guarda alla realizzazione di un impianto di cogenerazione per la valorizzazione della filiere corta legno-energia. “Stiamo pensando a una diversificazione nelle fonti di produzione energetica – ha aggiunto il presidente -. In particolare, stiamo completando lo studio di fattibilità per un piccolo impianto a biomasse forestali abbinato a un pellettificio. È una nuova maniera di produrre energia attraverso l’utilizzo di una risorsa locale, il legno, che al pari dell’acqua è una risorsa del territorio che utilizzata in maniera sostenibile e attraverso un processo di filiera corta, può essere un importante elemento per contribuire alla ripresa economica della vallata”. L’affidabilità dei servizi della cooperativa hanno av uto un grande test lo scorso inverno, quando le eccezionali nevicate hanno causato lunghi black-out in molte zone montane: non in quelle di competenza di Secab. I disagi per gli utenti, così, sono stati minimi grazie al fatto che le sue linee sono in gran parte interrate. La società, infatti, ha sempre creduto in questa solu- zione, che garantisce non solo un minore impatto ambientale, ma anche una maggiore sicurezza nella continuità della distribuzione. Certamente, ha un costo di investimento iniziale superiore, ma i benefici si possono godere nel medio periodo in termini di qualità del servizio. Il modello di efficienza e valorizzazione del territorio può essere esportabile anche fuori dai tradizionali confini. Infatti, la cooperativa sta verificando la possibilità di ampliare l’area di distribuzione con il coinvolgimento degli altri due distributori locali di energia elettrica: Idroelettrica Valcanale e la Cooperativa Idroelettrica di Forni di Sopra, nonché la Comunità Montana della Carnia. Paluzza - www.secab.it DOSSIER COOPERATIVE www.ilfriuli.it // 31 // Da banca di transizione a istituto di relazione La Bcc Pordenonese, nel 130° anniversario dalla sua fondazione, si dimostra in controtendenza rispetto alle criticità del momento, innovando nelle rete di sportelli e puntando su famiglie e giovani Direttore Gianfranco Pilosio È nota a tutti la situazione in cui versa il Nordest, colpito dalla crisi più di altre realtà proprio perché da sempre considerato locomotiva dell’economia del Paese. Anche nel nostro territorio vi sono state crisi e chiusure di aziende con pesanti ripercussioni sui posti di lavoro. “In questo scenario la Bcc Pordenonese ha comunque fatto la sua parte – dichiara il suo presidente Pietro Roman - tanto che negli ultimi anni ha concesso centinaia di anticipazioni della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria, sia a clienti, sia a non clienti e a tasso zero per i soci, a sostegno e difesa del reddito dei lavoratori. Bcc Pordenonese si distingue anche per un’iniziativa unica per le sue caratteristiche nel panorama bancario: il Progetto Microcredito attivato con la Provincia di Pordenone e che è giunto al suo secondo anno. Nel 2013 è stata avviata analoga iniziativa con il Comune di San Vito al Tagliamento con le medesime finalità: finanziare fino a 2 mila euro, senza interessi, persone e famiglie che si trovano in una momentanea situazione di difficoltà economica e devono far fronte a necessità essenziali riguardanti la casa, la salute o l’istruzione”. In questo modo, la Bcc Pordenonese fa squadra con le istituzioni dando una mano a decine di famiglie in momentanea difficoltà, a riprova che i principi ispiratori dello statuto in termini di coesione sociale, rispetto e promozione della persona non sono solo mere parole”. “La Bcc Pordenonese – aggiunge il direttore generale Gianfranco Pilosio - ha continuato a sostenere in modo concreto le imprese e le famiglie del territorio dando particolare impulso alle attività di supporto e di finanziamento delle imprese che cercano sboc- chi di fatturato all’estero e del settore agroalimentare locale. Per queste sono stati creati prodotti dedicati che vanno dall’ecom merce a i f ina nzia ment i agevolati nel comparto dell’invecchiamento prodotti. La Bcc Pordenonese ha pensato anche alle famiglie con nuove linee di mutui ipotecari per acquisto casa, a condizioni particolarmente vantaggiose per i soci, e anche con i prestiti personali destinati alla ristrutturazione e riqualificazione energetica. Anche questi interventi, in un circuito virtuoso servono a dare un aiuto alla ripresa nel settore dell’edilizia e del mobile”. nuOVE APERTuRE 2.0 A Cor va di Azzano Decimo in via Centrale è in funzione il nuovo sportello virtuale Bcc Pn 2.0. Si tratta di uno sportello tecnologicamente all’avanguardia, ma utilizzabile da persone di qualsiasi età. Anche da chi, con la tecnologia, non ha particolare confidenza. Per tutte queste motivazioni, visto anche l’apprezzamento da parte della clientela che ne ha constatato la snellezza e la semplicità, prossimamente la banca aprirà un nuovo sportello virtuale a Fagnigola di Azzano Decimo e successivamente anche a San Martino di Campagna. Anche in questa iniziativa la Banca va in cont rotendenza rispetto al resto del sistema bancario che sta operando chiusure di sportelli non strategici e non sufficientemente redditizi. Prosegue il Progetto Giovani, che rimane uno degli obiettivi principali anche del nuovo piano strategico 2014-2016, dato che la banca vuole essere riferimento anche per questo segmento di clientela e in tal senso vanno gli investimenti fatti con la creazio- ne della ‘Consulta dei giovani soci’ con 22 elementi under 35 con l’obiettivo di intercettare le esigenze dei giovani e divulgare principi e valori cooperativi, in un continuo scambio propositivo con il Cda della banca. Contemporaneamente è stata avviata la nuova linea di conti Bcc Generation per i giovani 18-30 anni, il cui testimonial è il campione olimpico Daniele Molmenti. Quest’anno, inoltre, si celebrano i 130 anni dalla fondazione della Cassa Cooperativa di Prestiti di Pravisdomini, istituita il 3 agosto 1884 a opera di 53 soci fondatori e poi unificatasi nel 1936 con la Cassa Rurale Cattolica San Martino di Barco, fondata nel 1896. Ha continuato a operare autonomamente fino al 1995 quando, assieme alla Cassa Rurale e Artigiana di Azzano Decimo e San Quirino, ha dato vita all’attuale Bcc Pordenonese. Oggi i soci sono 10.516. // 32 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Anno di consolidamento Nonostante le criticità dell’economia, per Coop Consumatori Nordest il 2013 si chiude con buoni risultati e la crescita dei soci, che ora sono quasi 630mila Miele decimato Le conseguenze della moria di api a inizio primavera G S ono partite le 70 assemblee che toccheranno tutti i territori in cui la Coop Consumatori Nordest è presente: 12 province dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna, dalla Lombardia e Veneto Orientale. Nonostante il 2013 sia stato un anno critico per l’economia, la cooperativa presenta buoni dati: 1.139 milioni di euro di vendite dell’intero gruppo, un utile di 8,3 milioni, un patrimonio netto in incremento a 796 milioni e una base sociale che passa da 607.246 a 628.906 persone. Tra gli argomenti all’ordine del giorno delle diverse assemblee separate, c’è la presentazione dei dati di bilancio 2013 e la nomina dei componenti la ‘Commissione Valori e Regole’, originale organo di controllo della correttezza degli impegni presi da parte della cooperativa. Questi incontri, inoltre, sono aperti alla comunità locale e sono, così, anche l’occasione per rendicontare i vari progetti di solidarietà che Coop promuove a favore delle fasce sociali più deboli. ravemente compromessa la produzione friulana di miele, che deve fare i conti con la moria di api che ha caratterizzato molte zone del Friuli centrale e collinare, oltre a Gemona, Terzo d’Aquileia e Cividale. Da un primo controllo, fa sapere il presidente del Consorzio apicoltori della provincia di Udine, Giorgio Della Vedova, pare che la produzione di miele per alveare da una media di circa 20 chilogrammi, che in genere in questo periodo si realizzava, sia scesa a non oltre 5 chili per alveare. Dalle mappe elaborate si stima che il numero degli alveari presenti sui territori dei comuni colpiti sia superiore alle 6mila unità sui 19mila totali denunciati; in questa valutazione non si è tenuto conto delle autorizzazioni concesse dalla Commissione Apistica per gli spostamenti in corso da parte degli apicoltori nomadisti per la raccolta dei mieli delle fioriture primaverili; sul territorio provinciale si muovono per il nomadismo circa 7 mila alveari l’anno che maggiormente si concentrano nelle zone collinari e montane; nei comuni interessati dagli spopolamenti del 2014 per le fioriture primaverili la Commissione apistica Provinciale ha concesso autorizzazioni per lo spostamento di circa mille alveari. Sebbene i calcoli finali si annuncino di segno meno, il fenomeno che aveva fatto scattare l’allarme, comunque, sta gradualmente rientrando, dopo l’apice toccato fra marzo e aprile, quando è stata accertata la moria probabilmente originata, anche se per ora si tratta di ipotesi, da un insetticida. “Non stiamo più vedendo fenomeni di moria – dichiara Della Vedova - le api stanno riprendendo a lavorare, seppure con difficoltà”. Nel frattempo, per essere certi dell’origine della moria, sono state effettuate le dovute campionature e adesso il Consorzio sta aspettando l’esito da parte dell’Istituto zooprofilattico delle tre Venezie di Padova dove si trova il Centro di riferimento nazionale per l’apicoltura. È in corso una valutazione dei danni sopportati dalle aziende apistiche professionali. // venchiaredo Stracchino friulano col vento in poppa Dal 2007 a oggi, la produzione del caseificio di Ramuscello è cresciuta di sette volte I l 2013 è stato un anno estremamente positivo per Venchiaredo, l’azienda casearia leader nel mercato dei private label, specializzata nella trasformazione dei formaggi freschi per la produzione di stracchino e formaggi spalmabili sin dal 1968. Questo è quanto è emerso dall’assemblea dei soci che si è svolta a metà maggio, durante la quale è stato approvato il bilancio dello scorso esercizio ed è stata rilevata una crescita costante dal 2007 a oggi. Per farsi un’idea, è sufficiente analizzare la produzione di stracchino: quasi sette volte superiore rispetto a quella di sei anni fa. È, infatti, passata dalle 1.150 tonnellate del 2007, appunto, alle oltre 7.165 tonnellate del 2013. Venchiaredo, che ha sede a Ramuscello di Sesto al Reghena, oltre alla sinergia con Emmi Italia che ne distribuisce i prodotti, deve il suo successo alla collaborazione con la Cooperativa Produttori Latte Venchiaredo, che garantisce attraverso il suo latte di qualità un prodotto unico per gusto e caratteristiche qualitative. Questi, quindi, i due segreti vincenti dell’azienda, che contribuiscono alla crescita di un marchio e alla valorizzazione del territorio dal quale esso proviene. A.G.C.I. Assistelelesocietà societàaderenti aderenticon conservizi servizididi: Assiste : www.agci.fvg.it • Consulenza Consulenza problematiche sindacali e di su su problematiche sindacali e di lavoro; lavoro; • Consulenza attività promozionali; Consulenza attività promozionali; • Consulenza contabile - amministrativa, fiscale, Consulenza contabile – amministrativa, fiscale, pagheeeproblematiche problematiche degli degli appalti; appalti; paghe susu normativa comunitaria; • Consulenza Consulenza normativa comunitaria; • Consulenza per i rapporti con l’estero; Consulenza per i rapporti con l’estero; finanziaria perper la ricerca del del miglior • Consulenza Consulenza finanziaria la ricerca miglior tipo di di finanziamento, bilanci tipo finanziamento,riclassificazione riclassificazionedeidei bilanci d’esercizio, alleproblematiche problematiche inerenti d’esercizio, soluzione soluzione alle inerenti Basilea II e III, redazione di business plan e due Basilea II III, redazione di business plan e due diligence diligencesocietaria societaria ee contabile; contabile; • Informazione Informazione settimanale riservata settimanale riservata a tuttiaglitutti gli aderenti tramite newsletter; aderenti tramite newsletter; Revisione, in base alla L.R. 27/2007 e D.Lgs • Revisione, in base alla L.R. 27/2007 e D.Lgs 220/2002, agli enti cooperativi aderenti; agli enti cooperativi aderenti; 220/2002, Formazione su tematiche inerenti •l’antiriciclaggio; Formazione su tematiche inerenti l’antiriciclaggio; in merito alla applicazione della della • Consulenza Consulenza in merito alla applicazione normativasulla sulla privacy privacy ee D.V.R. D.V.R. normativa AGCI AGCI aderisce aderisce al al Consorzio Consorzio Regionale Regionale Garanzia Garanzia Fidi Fidi –– FINRECO FINRECO –– Finanziaria Finanziaria Regionale Regionale della della Cooperazione Cooperazione del del FVG FVG ee ad ad altri altristrumenti strumenti finanziari finanziari aa carattere carattere nazionale. ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE FEDERAZIONE REGIONALE FVG FVG ViaFEDERAZIONE Morpurgo 34/9 REGIONALE – 33100 UDINE Via Morpurgo 34/9 – 33100 UDINE Tel. 0432.294850 Tel. 0432.294850 e-mail: [email protected] pec: [email protected] e-mail [email protected] pec:[email protected] // 34 // dossier cooperative www.ilfriuli.it Bilancio degli interventi realizzati dal Consorzio Ledra Tagliamento nell’ultima stagione invernale, per un importo totale che raggiunge quota 22,5 milioni di euro Tanti piccoli e grandi cantieri per tutelare il territorio L e immagini del ‘prima’ e del ‘dopo’ rispetto agli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento nello scorso inverno sul territorio di competenza confermano le parole del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, sui Consorzi di bonifica regionali: “Rappresentino uno strumento operativo irrinunciabile nella gestione e nella tutela del territorio agricolo ed extra agricolo”. Non sono solo immagini, perché esse registrano fatti: tanti cantieri aperti e chiusi in tempo, soldi statali, regionali e fondi propri spesi rapidamente e attuando economie che non incidano sulla qualità degli interventi. Il punto sulle opere realizzate a seguito di delegazione o concessione regionale e statale e sulle opere realizzate sugli impianti esistenti con fondi di bilancio nella stagione invernale 2013/2014 è stato fatto dal Consiglio dei delegati del Consorzio, presieduto dal Dante Dentesano, che al termine ha verbalizzato “la propria soddisfazione per l’importanza delle opere realizzate e l’importo complessivo dei lavori” pari a 22,5 milioni di euro. irriGaZioNe Sono stati quattro i cantieri su cui si è lavorato per la trasformazione irrigua da scorrimento ad aspersione, garantendo la fruibilità dell’impianto al 31 maggio; tre quelli che hanno riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento di canali e impianti. Nello specifico, a Bicinicco per 3,5 milioni il Consorzio è intervenuto per trasformazione irrigua, realizzazione e ristrutturazione di opere di irrigazione. Nuovi impianti fruibili da fine maggio, mentre eventuali lavori di finitura potranno essere completati dopo la stagione irrigua. Entro fine mese termineranno i lavori sugli impianti anche nell’intervento di trasformazione irrigua operata sui comizi 05B e 06B in Comune di Basiliano su una superficie di 300 ettari per 1,7 milioni. Gli uffici stanno seguendo l’iter per l’allacciamento dell’impianto da parte di Enel. Fine cantiere in tempo utile per la stagione irrigua anche nella zona di Vissandone in Comune di Basiliano, dove la trasformazione irrigua ha riguardato un progetto di 2,5 milioni. Sono proseguiti i lavori di trasformazione irrigua anche nei Comuni di Pozzuolo, Mortegliano e Pavia di Udine, per un importo di 5,1 milioni. Sono in corso i lavori di ampliamento del comprensorio servito dall’impianto in pressione con contestuale dismissione della rete a scorrimento. Con le economie del ribasso d’asta è stato rivestito un tratto del canale di Castions. ristrUttUraZioNi Il Consorzio ha operato entro i termini previsti un importante intervento di manutenzione del ponte canale Cormor, poco a valle del quartiere fieristico di Torreano di Martignacco. “L’intervento – spiega il direttore del Consorzio, Massimo Canali – era particolarmente urgente, poiché il manufatto era in condizioni molto precarie”. Proseguita la ristrutturazione, iniziata l’anno scorso, della rete irrigua di Gemona e Osoppo su un’area di 1.200 ettari per 4,6 milioni. I lavori proseguiranno a gennaio per rendere funzionale la rete a scorrimento per la prossima stagione irrigua. Si è provveduto, poi, a opere di finitura e alla piantumazione delle aree verdi nei Comuni di Basiliano e Mereto di Tomba a seguito degli importanti interventi (8,5 milioni) di razionalizzazione delle risorse idriche e del territorio agricolo. Messa in sicurezza anche di un tratto del canali dei Santa Maria in Comune di Pavia di Udine (303mila euro). MaNUteNZioNe Su delegazioni regionali sono in corso, “mediamente con le tempistiche previste”, attività di manutenzione dei comprensori di bonifica dell’Alto Friuli e dell’ex comprensorio Torre-Natisone. In corso anche i lavori di sfalcio ed espurgo. Realizzati importanti interventi di manutenzione in occasione dell’asciutta del sistema derivatorio Ledra Tagliamento. appareccHiatUre Con fondi propri, il Consorzio ha operato interventi di manutenzione delle apparecchiature elettroidrauliche sull’opera di presa della condotta di Flaibano a Maseriis e sull’opera di presa della condotta di Basiliano. Interventi anche sul canale di Santa Maria, alle paratoie di Andreuzza, a quelle di Ospedaletto, oltreché in diversi impianti di pompaggio. DOSSIER COOPERATIVE www.ilfriuli.it // 35 // Patata protagonista a tavola Gli agricoltori friulani di CoProPa, che già vantano il marchio regionale Aqua, puntano ad ampliare i prodotti del proprio paniere andando incontro alle esigenze del consumatore L a cooperativa produttori patate del Friuli Venezia Giulia (CoProPa) punta ad ampliare la gamma di prodotti e di utilizzi della materia prima sia per garantire maggiore qualità alimentare al consumatore, sia per difendere la giusta remunerazione per gli agricoltori soci. “Da alcuni anni abbiamo intrapreso una serie di investimenti e di collaborazioni per ampliare la gamma dei nostro prodotti – spiega Flavio Pighin, presidente della cooperativa che ha sede a Ovoledo di Zoppola – così nella grande distribuzione sono sempre presenti i nostri sacchetti di vario peso confezionati, ma si sono aggiunte le patate già sbucciate e anche tagliate, pronte quindi per qualsiasi cottura, e forniamo la materia prima anche a ditte per il confezionamento di gnocchi e di frico”. PER TuTTE lE RICETTE la Marabel e la Manitou, ognuna ideale per una preparazione diversa in cucina. Oltre alla varietà del prodotto, possiamo vantare il marchio regionale Aqua che garantisce il consumatore, così, anche sulla qualità della nostra produzione”. Su questo doppio binario parallelo, interesse del consumatore e gratificazione del socio produttore, si muove così la cooperativa, cosciente che in un mercato di consumo che rimane fermo anziché in crescita, è la qualità a poter dare maggiore soddisfazione, anziché la logica della quantità a ogni costo. “Quest’anno i nostri soci hanno seminato 145 ettari – continua Pighin – con le varietà che tradizionalmente sono molto apprezzate dai friulani, come la Kennebec, COPROPA - Coop. Produttori Patate F.V.G. Via Zoppola, 37 Ovoledo di Zoppola (pn) Tel. 0434.574145 - www.copropa.it [email protected] qualche minuto di riscaldamento. CoProPa, quindi, guarda con interesse a quelle che vengono chiamate quarta e quinta gamma, ovvero alimenti e piatti già pronti per cucinare o pronti da mangiare semplicemente con Cooperativa Sociale Soc. Coop. Sociale ONLUS Servizi Pima Infanzia Asili Nido e Punti Verdi CASARSA DELLA DELIZIA (PN) V.le Rimembranza, 41 Tel. 0434 872708 - Cell. 338 1517715 COSPALAT dal produttore al consumatore TUTTI I GIORNI ORARIO CONTINUATO LA DOMENICA APERTO TUTTO IL GIORNO Spaccio Cospalat FVG Fontanabona Pagnacco (UD) Via Marolins, 1 Spaccio Cospalat FVG Loc. Ipplis Premariacco (UD) Via Casai Braidis, 7 Spaccio Cospalat FVG Remanzacco (UD) Via C. Ferro, 32 (ex macelleria Borlini) Spaccio Cospalat FVG Venzone (UD) Via Pontebbana, 4 DALLE 8.00 ALLE 13.00 E DALLE 15.30 ALLE 20.00 DOMENICA MATTINA APERTO Spaccio Cospalat FVG Buja (UD) Via S.Stefano, 37 Spaccio Cospalat FVG Campoformido (UD) Largo Municipio, 19 Spaccio Cospalat FVG Cordenons (PN) Via Sclavons, 22 Spaccio Cospalat FVG Faedis (UD) P.zza I° Maggio, 10 Spaccio Cospalat FVG Gorizia (GO) Via Noccaccia, vano 27/28 Spaccio Cospalat FVG Lucinico (GO) Via alla Stesa, 52 Spaccio Cospalat FVG S.Maria di Sclaunicco (UD) P.zza d’Assunzione, 18 Spaccio Cospalat FVG Tarcento (UD) Via Udine, 58 Spaccio Cospalat FVG Valvasone (PN) P.zza Mercato, 7/a Spaccio Cospalat FVG Varmo (UD) Via Roma, 17 Spaccio Cospalat FVG Udine (UD) Via Aquileia, 96 Spaccio Cospalat FVG Udine (UD) Via Largo Val Calda, 3 - Zona Villaggio del Sole Cospalat F.V.G. dossier cooperative www.ilfriuli.it N on u sate ag rofa r mac i a sproposito per difendere il vostro mais: è l’appello lanciato da Condifesa Fvg, consorzio che assiste le imprese agricole socie in caso di rischio climatico, ma anche ai danni arrecati dalle presenze di parassiti che mettono in pericolo le colture agrarie. un aiuto mutualistico “Il nostro intento - spiega il presidente di Condifesa Fvg Fabio Benedetti - è quello di affiancarci alle aziende agricole che stanno attraversando un momento di crisi piuttosto prolungato e che mirano a una intensificazione della produzioni per incrementare i propri redditi. Questo atteggiamento molte volte li porta a utilizzare troppi fitofarmaci che danneggiano l’ambiente e aumentano i costi di produzione aziendale in maniera immotivata. È per questo che Condifesa Fvg, realtà associativa in attività dal 2008, mette a disposizione la possibilità di stipulare polizze agevolate e aderire a fondi di mut ua l ità ded icat i a questa iniziativa”. // 37 // Meglio una polizza che troppi pesticidi Grazie a Condifesa Fvg gli imprenditori agricoli possono assicurarsi contro i danni da parassiti, anzichè ricorrere a un uso, a volte spropositato, dei fitofarmaci difesa del reddito In pratica, se un agricoltore c he si adeg u a a u n a d i fesa integrata e la propria coltura subisce dei da n n i, g l i stessi ver r a n no r i stor at i d a u n fondo di mutualità costruito attorno all’agricoltore. La valutazione tecnica per scegliere se è necessa r io ut i l i z z a re i geodisinfestanti è supportata da l bol let t i no del le colt u re erbacee che VenetoAgricoltura invia gratuitamente mediante e-mail a lle aziende ag ricole che lo richiedono. Il costo del Fondo è mediamente la metà della spesa per l’uso dei geodisinfestanti che l’azienda non userà; inoltre, attraverso una polizza agevolata multirischio si proteggerà anche dai rischi climatici. Così i redditi degli imprenditori agricoli sono al sicuro come anche la sa lute dell’ambiente magari creando qu a lc he problem a i n meno anche alle api. // coop pellet Consumatori uniti per tagliare la bolletta Innovativa coop per l’acquisto di pellet e l’utilizzo di fonti energetiche alternative S i chiama semplicemente Coop Pellet, o più precisamente Cooperativa italiana consumatori energie rinnovabili, ed è la prima cooperativa di consumatori dedita alla vendita ai propri soci di pellet. Nata nel 2013, oggi conta circa 70 soci, prevalentemente nuclei familiari, che attraverso l’acquisto collettivo proposto dalla cooperativa di Campolongo Tapogliano riescono a spuntare prezzi vantaggiosi, mentre la cooperativa fornisce anche un’assistenza di tipo tecnico e di consulenza ai soci. “Le fonti di energia rinnovabile da prodotto di nicchia, come erano considerate qualche anno fa, stanno diventando sempre più una esigenza comune – spiega il presidente della cooperativa, Sergio Marizza - molto più spesso, infatti, i consumatori prendono in considera- zione l’installazione di stufe e caldaie a pellet, pannelli solari termici o pompe di calore: ecco il perché di una cooperativa di consumo dedicata alle energie rinnovabili”. Le previsioni degli esperti ipotizzano che i prezzi di gas e gasolio possano aumentare mediamente, nei prossimi anni, anche del 12% annuo, mentre i prezzi del pellet dovrebbero aumentare di non più del 4%, rendendo la biomassa sempre più conveniente, anche grazie all’evoluzione tecnologica delle caldaie ad alto rendimento. “La cooperativa si sta impegnando in uno dei settori più promettenti per lo sviluppo futuro del movimento cooperativo – afferma Flavio Sialino, presidente dell’Associazione Cooperative Friulane – e costituisce quindi un esempio lodevole della capacità di adattamento del modello d’impresa cooperativa”. // 38 // dossier cooperative www.ilfriuli.it A Casarsa svolta negli ultimi mesi sia nella produzione, sia nell’immagine Cambio d’abito per i vini della cantina La Delizia I vini della Cantina Viticoltori Friulani La Delizia sono da sempre la sintesi della dedizione e passione dei soci viticultori per la terra, le stagioni e la vigna. Però, la vera svolta, av venuta negli ultimi mesi, ha portato un profondo rinnovamento che ha coinvolto sia la produzione, sia l’immagine esaltandone gli aspetti distintivi di affidabilità, tradizione e passione. debutto al vinitaly A questi aspetti si è aggiunta una comunicazione del brand fresca ed elegante, capace di coniugare esperienze e innovazione legate al territorio come evidenzia il restyling della linea di vini Doc La Delizia, presentato allo scorso Vinitaly. Un gruppo di esperti designer ha realizzato la creatività del progetto grafico che esprime lo spirito moderno e il legame a l la t radizione, ra f forza ndo allo stesso tempo l’identità del brand. A esaltare la qualità del vino il colore oro che caratterizza tutta la gamma, al centro foglie e tralci di vite stilizzate sottolineano lo stretto legame con i vitigni autoctoni della zona Doc Friuli Grave. Fanno parte della rinnovata linea La Delizia lo Chardonnay, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Sauvignon, il Friulano e il Prosecco Spumante Doc Extra Dry. nostra immagine associandola ai forti valori di identità del nostro territorio”. Il restyling ha come obiettivo quello di migliorare e arricchire l’immagine della gamma vini La Delizia aumentandone il valore percepito e allo stesso tempo fornire uno strumento utile di argomentazione alla vendita, in un periodo di sofferenza nei consumi complessivi. tradizione e innovazione Tradizione e innovazione sono i punti cardine su cui poggia la filosofia della cantina cooperativa friulana, 500 soci che ogni giorno si impegnano nel t ramandare conoscenze applicando con perseveranza un impegno che non scende a compromessi, capace di rendere la massima espressione qualitativa del territorio friulano con uno sguardo all’innovazione. continui investimenti “Il packaging è riconosciuto dal mercato come un elemento decisivo nel processo di acquisto del consumatore – spiega il presidente Denis Ius – siamo consapevoli di questo e vogliamo continuare a investire nella creazione e nel consolidamento della // nuove linee Territorio in bottiglia con Sass Ter e Naonis Espressione di una zona particolarmente vocata per la produzione di vini d’eccellenza C ome l’arte e la gastronomia, anche il vino nasce da uno stretto legame con il territorio da cui diventa espressione. Di questo ne è ben consapevole la cantina cooperativa La Delizia che con le nuove linee Sass Ter e Naonis punta alla produzione di vini profumati ed eleganti che esprimono il carattere e l’anima del territorio friulano, già a partire dal nome. Sass Ter richiama l’impasto sassoso dei terreni mentre Naonis deriva dal toponimo con cui era chiamata anticamente la città di Pordenone. Le nuove linee identificano vini fermi per la prima e spumanti per la seconda, prodotti da uve coltivate nella zona del Friuli Doc Grave. Una zona particolarmente vocata per la produzione di vini d’eccellenza grazie a molteplici aspetti, in primis il particolare terreno di origine alluvionale che ha depositato nel corso degli anni una buona concentrazione di materiale calcareo-dolomitico, che assicura una forte escursione termica utile alle uve per regalare ai vini profumi e aromi. Per questo nuovo progetto sono una cinquantina gli ettari coltivati e selezionati dai soci viticoltori della cantina cooperativa di Casarsa, vigneti situati nell’alta pianura friulana che godono di un microclima favorevole mitigato dal mare e al riparo dai venti freddi provenienti da nord, grazie alla vicinanza delle montagne circostanti. Fanno parte della linea Sass Ter vini bianchi come lo Chardonnay, il Friulano e il Pinot Grigio, mentre per i rossi il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Merlot. La linea Naonis è dedicata agli spumanti come il Moscato, la Ribolla Gialla, il Prosecco, il Rosè e il tradizionale brut ‘Il Nostro’. semplice, naturale, fidata: come tu la vuoi COOPERATIVA FRUTTICOLTORI FRIULANI S.C.A. 33097 Spilimbergo (PN) Tel. 0427 2637 - Fax 0427 50449 www.friulfruct.com mela friulana SCALA DEL GUSTO SCOPRI LA TUA MELA DOLCE FUJI FUJI GALA GOLDEN DELICIOUS RED DELICIOUS IMPERATORE GRANNY SMITH Elevato contenuto zuccherino, gusto dolce, polpa molto croccante. 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I nostri Soci adottano tecniche di produzione integrata che consentono di razionalizzare gli interventi salvaguardando la salute degli operatori e dei consumatori ed allo stesso tempo limitando i rischi per l’ambiente, in un contesto di agricoltura sostenibile. “friulana” in cucina Crostata di Golden Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a fettine tenendole in acqua con poco limone spremuto per evitare che anneriscano. In un tegame sciogliere la noce di burro ed aggiungete le mele precedentemente asciugate e lo zucchero tenendo alcune fettine da parte per la decorazione finale. Imburrate uno stampo per torta rotondo e foderatolo con la pasta frolla eliminando quella in eccesso; spalmate la marmellata sul fondo e versate le mele già cotte decorando in superficie con le fettine disposte a cerchi fino a coprire il tutto. Sbattere l’uovo e spennellare bene la superficie della torta. Infornate a 180° e cuocete per 30/40 minuti coprendo con carta alluminio. Ingredienti 500 gr di pasta frolla 800 gr di mele Golden Delicious 100 gr di confettura a piacere 1 uovo fresco 50 gr di zucchero una noce di burro LA TUA RICETTA ON-LINE invia una tua ricetta a www.friulfruct.com, le più curiose saranno pubblicate nel sito.