http://www.trio-lescano.it/
Notizie di
Gennaio-Febbraio 2014
Sono vietati l’uso e la riproduzione di testi e immagini
presenti in questo documento senza un’esplicita autorizzazione del Curatore
Tutto il lascito artistico delle Sorelle Lescano
liberamente disponibile su YouTube
Per valutare come procede questa importante iniziativa,
da noi promossa e patrocinanata, si consiglia di
visitare spesso queste tre pagine del sito,
tenute costantemente aggiornate:
Canzoni attualmente su YouTube: http://www.trio-lescano.it/youtube_1.html
Canali di nostro interesse: http://www.trio-lescano.it/youtube_2.html
Ultimi post: http://www.trio-lescano.it/Canzoni_postate_per_ultime_su_YouTube.html
È nostro vivo desiderio portare a compimento tale progetto nel più breve tempo possibile;
per riuscirci, però, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti gli appassionati.
In particolare ci mancano tuttora 16 incisioni delle Lescano, mentre altre 13 risultano inadatte
a essere pubblicate perché i relativi file audio che abbiamo in archivio sono di qualità troppo bassa;
per i dettagli si veda la pagina http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf.
Chi fosse in grado di darci un aiuto è pregato di contattarci al più presto: grazie!
◙ Martedì 7 Gennaio 2014
♦ Mail di Manuel Carrera: «Carissimi, come sapete, il 3 Gennaio non me ne sto mai
con le mani in mano... Oggi ho quindi pubblicato un breve documentario su Norma
Bruni, al quale hanno collaborato alcuni di voi. Spero che vi piaccia e che vogliate
diffonderlo. L’ho realizzato con i miei pochissimi mezzi... solo tanta pazienza e
passione. Ovviamente non dice proprio tutto quello che c’è scritto nel mio libro: è da
ritenersi un “bonus”».
Link: http://www.youtube.com/watch?v=SAjiQtYLnQY.
Manuel è davvero troppo modesto, perché il documentario di 15 minuti che ha
realizzato è in realtà un piccolo capolavoro, che meriterebbe di essere trasmesso nel
programma televisivo di Giovanni Minoli La storia siamo noi, se solo la Rai, per una
volta, volesse premiare l’impegno serio e la qualità dei risultati anziché… altre cose!
Tra i maggiori pregi del lavoro ci sono le testimonianze dal vivo – preziose e a tratti
commoventi – di Isa Bellini, Lidia Martorana e Renzo Barzizza, senza dimenticare la
voce del narratore, che è quella del nostro Simone Calomino: giovanissimo ma con
una dizione già da speaker professionale.
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♦ Eccellente exploit di inizio d’anno anche per Roberto Berlini, che ha offerto un
contributo di assoluto rilievo al nostro progetto Tutto il lascito artistico delle Sorelle
Lescano liberamente disponibile in rete. Per inciso, tale iniziativa sta riscuotendo un
lusinghiero successo, prova ne sia il consistente aumento nelle ultime settimane,
certificato da Google Analytics, delle visite giornaliere al nostro sito (anche se una
parte di queste non sono propriamente disinteressate...).
Stiamo parlando della pubblicazione integrale sul suo canale di YouTube (che
inizialmente si chiamava Swingitaliano) dei due dischi IT 830 e IT 831, contenenti
una fantasia sui motivi del celebre film disneyano Pinocchio.
In primo piano le canzoni Fa’ una fischiatina e Se una stella in ciel cadrà cantate
(con una finezza ed espressività ineguagliabili) da Alberto Rabagliati, Coro e Trio
Lescano, magistralmente accompagnati dalla Grande Orchestra diretta dal M° Pippo
Barzizza. Nella medley cantano anche Isa Bellini, deliziosa nel ruolo di Pinocchio, e
Giacomo Osella.
I due suddetti dischi, entrambi in ottimo stato di conservazione, sono stati messi a
disposizione di Roberto, per essere digitalizzati a regola d’arte, uno dalla stessa Isa
Bellini e l’altro dal collezionista Leonardo Càbano. Particolarmente apprezzabile il
corredo illustrativo della clip, con una menzione speciale per l’inedita foto giovanile
di Isa, seguita a ruota da un’altra recente accanto a Roberto, e la rara cartolina
d’epoca emessa per pubblicizzare i due dischi in oggetto, entrata poco tempo fa a far
parte della sempre più ricca collezione di Roberto.
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Degna di nota infine anche l’iniziale presentazione del lavoro da parte dell’Autore
stesso, che si conferma qui (come il suo amico e quasi coetaneo Simone) un
affabulatore elegante e per nulla intimidito dal fatto di essere filmato mentre parla a
braccio: non è cosa né da poco né, soprattutto, alla portata di chiunque.
Link: http://www.youtube.com/watch?v=zk9VivI4j3c.
♦ Mail di Vito Vita: «Innanzi tutto desidero fare a tutti i lescanofili i migliori auguri
di Buon Anno. Poi scrivo per comunicarvi due notizie: la prima riguarda Egidio
Storaci. Consultando “La Stampa”, ho trovato una notizia pubblicata il 3 Dicembre
1957, pag. 2: “Il maestro Storaci morto per infarto a 73 anni”. Nel trafiletto si dice
che morì nella sua abitazione in via Casalis a Torino, per cui bisogna correggere la
scheda a lui dedicata nella pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_Q-Z.html
[Abbiamo già provveduto a farlo - NdC].
Un’altra cosa: nell’Archivio della Siae il testo del brano La canzone delle mosche
(musicata da Egidio Storaci) risulta essere scritto da due persone, Giulio Avanzi ed
Enrica Maria Avanzi (fratello e sorella oppure marito e moglie?). Riferita a Giulio
Avanzi ho trovato questa pagina: che fosse veneto?».
Link:
http://opac.regione.veneto.it/SebinaOpac/Opac?action=documentview&sessID=F62AAE01CD3CB150B6E9F8A659DFCA31@45271d7&docID=8
♦ Mail del Curatore a Paolo Piccardo: «Carissimo, ho un dubbio: in Ricordo (GP
92528a) le fonti dicono unanimi che ci sono le Lescano, ma io non riesco a sentirle,
non per lo meno come al solito: tu cosa ne pensi?».
Risposta di Paolo Piccardo: «Ricordo lascia alquanto perplesso pure me, in quanto il
vocalizzo del coro presenta timbri decisamente maschili, anche se sembra di intuire la
presenza dell’inconfondibile voce di Giuditta. È possibile la presenza del Quartetto
Funaro, ma non ci giurerei: cosa ne pensano i colleghi più esperti?
PS - Riascoltando con attenzione il brano escluderei anche la presenza di Giuditta».
Alla luce di queste considerazioni, che condividiamo in toto, saremmo propensi ad
espungere – sia pure a gran malincuore! – dalla discografia delle Lescano questa bella
canzone. Ma per farlo aspettiamo il conforto di altri autorevoli pareri sulla delicata
questione.
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◙ Mercoledì 8 Gennaio 2014
♦ Mail di Lele Brunini: «Vi segnalo un Trio ispirato alle Lescano, in una storia
ambientata nella Milano del 1943. Si tratta dell’albo a fumetti La corona di ferro,
della serie “Dampyr”, n. 144, Marzo 2012, Sergio Bonelli Editore. I disegni sono di
Marco Di Majo e la sceneggiatura di Mauro Boselli. È un fumetto di ottima qualità,
che sviluppa una storia alla Dario Argento ricca di colpi di scena horror. Il
soggettista, nelle pagine in cui si trova quella (p. 14) che accludo,
immagina che nella Milano del 1943, sotto i bombardamenti dei cosiddetti
“liberatori”, un gruppo di musicisti scampati a varie vicissitudini, mettano insieme un
raccogliticcio quintetto, dando un modesto spettacolo in un locale, accompagnando
un Trio vocale femminile (chi vuole vederci le Lescano, come licenza poetica, non
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farà nulla di male). Il concerto viene interrotto da un allarme aereo, che prelude a un
disastroso blitz che distrugge parte della città, lasciando in piedi solo un’antica torre
medievale intorno alla quale poi si svilupperà una storia sinistra, con un corollario ai
tempi nostri...
La storia è molto ben fatta, e merita, per essere apprezzata, di essere letta per intero.
Consiglio a tutti di cercare l’albo in qualche fumetteria, dove si dovrebbe trovare
ancora facilmente».
Commento del Curatore: «Bella la pagina inviata da Lele, anche se il disegnatore
poteva documentarsi meglio sulla composizione delle orchestrine italiane nei primi
anni Quaranta. Qui vedo infatti tre chitarre, un contrabbasso e un violino: si direbbe
che il pur bravo Di Majo si sia ispirato, per disegnarla, unicamente a una foto del
“Quintette du Hot Club de France”.
Quanto alla trama della storia, essa è sorprendentemente simile a quella del nuovo
spettacolo delle Sorelle Marinetti, di cui abbiamo parlato nelle Notizie del 10 Ottobre
2013. A tale riguardo Lele ipotizza che vi abbia collaborato anche Boselli, che è uno
che spazia in cento cose».
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Amici, volevo solo ricordarvi la possibilità di far ricerche
negli immensi Copyright Catalogs americani (cercate l’anno che vi interessa)».
Link: https://archive.org/search.php?query=musical%20compositions%201938%20AND%20mediatype%3Atexts.
♦ Mail di Simone Calomino: «Ho più volte segnalato in passato il problema posto da
Ricordo... Io sono convinto che sia il Quartetto Vocale Cetra ad accompagnare Gino
Del Signore, il cantante solista. Segnalo che su Wikipedia hanno da poco inserito una
foto di tale Quartetto, anche se ho molti dubbi circa le identificazioni proposte,
specialmente per quanto concerne il M° Piero Pavesio.
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Da http://it.wikipedia.org/wiki/Quartetto_Vocale_Cetra.
Nonostante il “sound” di queste quattro voci, escluderei nell’incisione di Ricordo
l’intervento dei Funaro, in quanto questi ultimi erano soprattutto dei musicisti e non
credo che avrebbero accettato di cantare solo il coro muto, senza essere loro a fare
l’accompagnamento strumentale».
Commento del Curatore: «È fuor di dubbio che la foto in questione non ritrae affatto
il Quartetto Vocale Cetra del periodo 1938-1942. Essa deve invece risalire alla fine
degli anni Cinquanta, dato che il look e l’atteggiamento dei quattro cantanti
richiamano platealmente quelli dei Platters».
♦ Mail di Marco Gilardetti: «Caro Curatore, approfittando del ponte dell’epifania, ho
effettuato le registrazioni dei brani lescaninani che mi avevi chiesto tempo fa. I
risultati purtroppo sono stati gioie e dolori, come spesso accade con dischi molto
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vecchi. Spero che troverai comunque utile almeno una parte del lavoro effettuato.
Ho ritrovato Scianghai Lill - Questo disco è molto ben inciso e la mia copia si
presenta in condizioni quasi ottime. L’audio è molto buono e credo che sarai
soddisfatto della nuova registrazione, considerato che quella precedentemente
disponibile era a tuo dire piuttosto scadente [Roberto Berlini ci ha fornito nel
frattempo una nuova registrazione molto buona, che ha poi postato su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=I_Lbixb1stw - NdC].
Là nell’isola di Capri - Mi scrivevi a suo tempo che l’incisione disponibile presenta
un forte soffio di fondo. Purtroppo è così anche per quanto riguarda la mia copia, che
a questo punto non so se sia migliorativa o meno rispetto alla situazione attuale.
Sicuramente contribuisce al soffio di fondo un volume d’incisione sensibilmente
inferiore al solito, il quale quindi restringe la gamma dinamica disponibile e peggiora
di molto il rapporto segnale/rumore. E questo è tecnicamente indiscutibile. Tuttavia
ritengo anche possibile, considerato che tutti gli esemplari di questo disco sembrano
essere accomunati dal “soffiare forte”, che esso sia stato pubblicato in un momento in
cui gli approvvigionamenti di materie prime fossero particolarmente difficoltosi, e
quindi sia stato posto in commercio stampato su una mescola di bassa qualità e
particolarmente porosa.
Torna piccina - Anche questa registrazione, purtroppo, potrebbe non migliorare la
situazione presente. Difatti la mia copia presenta una particolare usura “a frattura” dei
solchi in corrispondenza delle note gravi, un fenomeno particolare (solitamente sono
più usurate le note acute dei fortissimo) e che si riscontra di rado. Ignoro di preciso
cosa lo causi: forse un ascolto con un grammofono particolarmente mal regolato e/o
con una punta del tutto inadatta. Ad ogni modo le note del contrabbasso risultano
fortemente distorte tanto che soprattutto nei minuti iniziali sembra che qualcuno
suoni, come direbbe Gigi Proietti, il suo famoso “basso col botto”. Ti segnalo una
curiosità: ho tenuto molto lungo il finale perché nella spirale e nell’anello terminale si
sentono delle voci, forse dei commenti dei musicisti stessi ad incisione terminata. È
una cosa molto inusuale che ho pensato ti avrebbe incuriosito. Purtroppo è arduo
decifrare cosa dicono queste persone. Almeno, io non ci sono riuscito».
◙ Giovedì 9 Gennaio 2014
♦ Ieri Antonio Mastrorocco, il decano dei nostri collaboratori, è stato il primo,
attraverso la sua pagina di Facebook, a condividere con tutti gli appassionati la
notizia-bomba, splendida e del tutto inattesa, che la collezione completa del
“Radiocorriere” è ora liberamente consultabile online all’indirizzo www.radiocorriere.teche.rai.it. I
nostri più fedeli e attivi collaboratori sono già al lavoro, pieni di entusiasmo, per
passare al setaccio questa enorme miniera di notizie e immagini, alla ricerca di
materiali di nostro interesse, vale a dire riguardanti non solo le Sorelle Lescano, come
è più che ovvio, ma anche tutti coloro che hanno collaborato con loro a diverso titolo.
Tra i primi ritrovamenti di rilievo ci sono, scovate da Paolo Piccardo, le foto dei
cantanti Armando Giannotti (fascicolo 26 del 1941) e Vincenzo Capponi (fascicolo
13 del 1934), dei quali non possedevamo prima alcuna immagine: si tratta
sfortunatamente di foto piccole e stampate maluccio, ma non è il caso di fare i
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difficili, dato che in casi come questi vale più che mai il vecchio adagio “poco è
sempre meglio di niente”. Dopo averli restaurati nella misura del possibile, abbiamo
già provveduto a inserire questi ritratti nella pagina [http://www.trio-lescano.it/cantanti.html]
dove, al loro posto, figurava prima la scritta: “Nessuna foto disponibile”.
Dal canto suo Simone Calomino non ha tardato a scoprire una foto mai vista prima
d’ora delle Olandesine. Ecco come la descrive: «In essa vediamo gli artisti dell’Eiar
che fanno finta di spingere un treno e, in prima fila, tre ragazze con il visetto dai lievi
tratti esotici. Chi saranno mai? Ma sì, sono proprio loro: Sandra, Giuditta e
Caterinetta!». Al più presto renderemo nota a tutti questa divertente immagine: prima
dobbiamo sistemarla un po’ e cercare di riconoscere almeno qualcuno degli artisti in
essa presenti.
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Amici, ho esaminato con attenzione i primi 26 fascicoli
del 1936 del “Radiocorriere”. Quella che ne emerge è la fotografia di un’Italia
impegnata nella guerra di Etiopia, che scandisce i giorni “dall’assedio economico”,
nei quali le trasmissioni radio sono improntate a un programma di musiche liriche e
sinfoniche, nonché a radiodrammi di vario genere. Pochissima evidenza è data alla
musica leggera ed ai suoi interpreti. Pubblicità di apparecchiature radio e miracolose
creme o perniciosi apparecchi per abbronzatura trovano spazio tra le pagine.
Alcuni elementi degni di nota: diverse ditte, tra cui la Chiappo di Torino offrono
dischi Cetra Parlophon al prezzo scontato di 7 lire, probabilmente per svuotare i
magazzini. Una primissima traccia del Trio Lescano appare a pagina 41 del numero
12 del 15 Marzo 1936. È la nota fotografia con le ragazze sorridenti a mezzobusto e
spalle scoperte, con scriminatura in mezzo dei capelli. Nessun commento se non una
laconica didascalia “Il Trio Vocale Lescano”. Poi più nulla fino al numero 22 del 24
Maggio 1936. Tra i dischi Cetra compare il GP 91313, Guarany Guaranà, eseguito
da un generico “Trio Vocale”. Più interessante la partecipazione delle ragazze, il 28
Maggio 1936, alla rivista di Katscher-Farkas Wunder Bar eseguita dal duo pianistico
Bormioli-Semprini e recitata da noti attori come Rina Franchetti, Giacomo Osella,
Nunzio Filogamo e altri. Dopo la proclamazione dell’Impero, il tono generale del
“Radiocorriere” si alleggerisce, facendosi un po’ meno propagandistico.
Conto, nei prossimi giorni, di proseguire nell’esame minuzioso del periodico, in
quanto il lavoro richiede tempo per scaricare i giornali e ancor più tempo per estrarre
le immagini».
♦ Renzo e Isa Barzizza si sono felicitati con Manuel Carrera per il documentario su
Norma Bruni che il nostro valente collaboratore ha da poco pubblicato su YouTube.
Col gentile consenso del primo pubblichiamo i loro due messaggi.
● Renzo Barzizza: «Manuel caro, complimenti. Il tuo documentario funziona e scorre
piacevolmente, pur nel disagio di ascoltare una storia per tanti versi così dolorosa.
Avere successo come cantante, avere riconoscimenti e ruolo, e finalmente anche un
po’ di denaro; e poi perdere immeritatamente tutto, ed essere emarginati e poi
dimenticati. Una bruttissima esperienza che ha segnato purtroppo la vita di tanti
artisti, anche di grandissimo valore. E poi ancora complimenti per questa tua (vostra)
volontà di raccontare vicende umane importanti e destinate fatalmente all’oblio. Che
è la ragione che mi ha spinto a ricostruire e raccontare l’avventura professionale del
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mio papà, affinché la memoria del suo talento e delle sue qualità non si perda. Chiaro
e incisivo il testo, letto dal nostro comune amico Simone. Il quale Simone (che saluto,
dal momento che mi legge in copia) ha un incipit da professionista navigato, sia per
intonazione che per timbro; poi si perde, in modo non grave, “cantando” più del
necessario. Gli occorreva un buon direttore di doppiaggio, come [mia sorella] Isa
Barzizza, per esempio. Nessun problema, però; se ne accorgeranno in pochi; al
pubblico, che mi auguro vasto, piacerà. Così come è piaciuto a Isa di cui “allego” il
giudizio, che condivido in pieno. Un abbraccio a tutt’e due».
● Isa Barzizza: « ...molto interessante questo documentario su Norma Bruni, di cui
non sapevo assolutamente nulla! Che storia triste, una morte così improvvisa, in un
momento in cui forse avrebbe ripreso a lavorare e probabilmente con successo! Che
mistero quello dell’abbandono dell’orchestra Angelini! Che sia avvenuto per un aut
aut della moglie tradita? Mi sembra di ricordare che si vociferasse di una tresca tra i
due. Comunque viene fuori una persona non qualunque, bellissima e con
un’altrettanto bellissima voce, e molto sfortunata. Fa’ i miei complimenti a Manuel. E
a te un grandissimo bacione dalla tua affezionata sorella Isa».
◙ Venerdì 10 Gennaio 2014
♦ Lele Brunini, attivissimo nel pubblicare sul suo canale di YouTube sempre nuove
canzoni rare delle Lescano, ci ha offerto un’ulteriore prova della sua generosa
disponibilità. Per comodità dei visitatori del sito ha riunito in un unico pdf (intitolato
con piacevole autoironia Zibaldone lescaniano) le presentazioni e i commenti che ha
via via postato su tali canzoni: tutti scritti in cui non si sa se ammirare maggiormente
la cultura e la capacità di analisi dell’Autore, spesso non disgiunte da una giusta dose
di arguzia, ovvero l’eleganza del suo stile espositivo, che va di pari passo con quella
delle musiche poco note messe a disposizione degli appassionati. Lele, che non si tira
mai indietro quando c’è da riconoscere i meriti altrui (qualità oggi sempre più
rara…), ha voluto inoltre inserire in un’apposita Appendice anche le analoghe
presentazioni di altri Autori che lo hanno particolarmente colpito, nonché qualche
commento.
Dato che il nostro progetto Tutto il lascito artistico delle Sorelle Lescano liberamente
disponibile su You Tube va avanti alla grande, con novità quasi giornaliere, la
raccolta di Lele è un classico “work in progress”, che il nostro amico si è impegnato
ad aggiornare periodicamente. Il pdf è apribile dalla pagina Oggi parliamo di… e
anche da quella che contiene l’elenco completo di tutte le canzoni lescaniane
attualmente ascoltabili in rete.
Links: http://www.trio-lescano.it/oggi_parliamo_di....html
http://www.trio-lescano.it/youtube_1.html
Lele ha infine espresso questo auspicio: «In un imprecisato futuro, quando finalmente
l’intero lascito delle Sorelle Lescano fosse di dominio pubblico, si potrebbe anche
pensare a un “libro” virtuale e collettivo, che contenesse – in ordine alfabetico o
cronologico – le schede di tutte le loro canzoni. Il tempo saprà suggerirci come
meglio orientarci».
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Auspicio che facciamo nostro toto corde, invitando fin d’ora chi fosse interessato a
partecipare a quest’altra importante e meritoria impresa corale a manifestare il
proprio punto di vista.
♦ Ecco dunque la nuova foto delle Lescano, che Simone Calomino ha reperito per
primo nel “Radiocorriere” n. 38 del 1939, p. 10.
I componenti della “Compagnia degli artisti dell’EIAR” sono tutti nominati, in
rigoroso ordine alfabetico, nella lunga didascalia della foto;
inoltre prendono parte ad essa i solisti di Angelini Pavesio, D’Ovidio, Tozzi e Astore.
Questi ultimi quattro mi fan molto pensare al Quartetto Vocale Cetra, di cui Astore
era componente supplente, e ora vi compare il trombonista Ilio Tozzi.
Nella foto, a detta di Paolo Piccardo, si riconoscono sicuramente, oltre alle Lescano,
Alfredo Clerici, Fausto Tommei, Ebe De Paulis, e probabilmente Giacomo Osella,
per via della calvizie.
Paolo ci scrive inoltre: «Sto proseguendo nello spoglio del “Radiocorriere”, annata
1936, ma non emerge nulla di significativo. L’impostazione della rivista in quel
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periodo è noiosa, sembra che esistano solo programmi di musica classica, anche
pesante (opere per fortuna sparite di Smareglia o di Pick-Mangiagalli…), terrificanti
radiodrammi et similia. Una rubrica settimanale si occupa dei nuovi dischi delle varie
etichette, ma il recensore pare ascoltare solo “mattoni” notevoli. Credo che le cose
interessanti si vedranno dal ’39 in poi. L’unica cosa che colpisce è l’insistenza con
cui il periodico (e quindi il regime) insiste nel pubblicizzare gli apparecchi radio con
mille allettamenti e facilitazioni. In quell’anno ben due crociere nel Mediterraneo
sulla T/n “Conte Verde” sono organizzate tra gli abbonati alle radiotrasmissioni, con
partecipazione dell’orchestra Cetra (ma non dei nostri beniamini)».
♦ Mail da Il Discobolo: «Cari amici, dal nostro archivio una bellissima puntata di
Parole & Musica oggi dedicata al grande Gorni Kramer. Appuntamento dunque su
www.ildiscobolo.net:
Venerdì 10 Gennaio alle ore 10 Sabato 11 Gennaio alle ore 14,30
Lunedì 13 Gennaio alle ore 18,10
Martedì 14 Gennaio alle ore 21,30
Buon ascolto!».
◙ Sabato 11 Gennaio 2014
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Carissimi, ho completato il tediosissimo vaglio
dell’annata 1936 del “Radiocorriere”. Penso che ricorrerò al Fosfo-stricno-peptone,
raccomandato spesso su tali fascicoli, per curarmi i nervi. Poche cose degne di nota:
una foto (pessima) di Illuminato Culotta [già recuperata con un certosino intervento
di restauro e sistemata al suo posto nella pagina http://www.trio-lescano.it/autori_italiani_AC.html]; poi, la settimana di Natale 1936, la Cetra annuncia la pubblicazione dei nuovi
dischi “marca Cetra”, che iniziano con la serie IT 500 (sono canzoni natalizie).
Dall’Ottobre finalmente le Lescano appaiono nei cataloghi Cetra Parlophon, come
pure in una prima pagina pubblicitaria.
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In seguito viene pubblicizzata l’Orchestra Cetra, nelle cui file si riconoscono Seracini
alla chitarra, i trombettisti Giudice, Garabello e Pasquali, i saxofonisti Barbi, Estill,
Quercioli e Ferraro, i violinisti Filanci e Valdambrini, il pianista Gheri, il batterista
Bausi, il fisarmonicista Corino, oltre naturalmente a Barzizza».
♦ Mail di Roberto Berlini: «Amici, malgrado i miei nuovi impegni universitari (con i
primi esami), mi sono ritagliato un po’ di tempo e ho esaminato tutti i numeri del
“Radiocorriere” del 1940. Particolarmente interessante ho trovato un piccolo articolo
che commenta la notizia che il ministro degli Esteri giapponese aveva appena
proibito il jazz. Foto di radiovisione più i comici-cantanti Vanni e Romigioli la fanno
da padroni...
Quello che ha osservato Paolo è molto emblematico. Abbiamo davanti, letteralmente,
come una lunga fotografia, l’immagine della musica italiana degli anni Trenta. È un
discorso da approfondire e non mancherò di approfondirlo in seguito. Ma quanto mi
appare triste, ora come ora, il... Medioevo!».
♦ Marco Gilardetti ha recensito [v. http://www.trio-lescano.it/Norma_Bruni.html] il libro di
Manuel Carrera, Norma Bruni – Una “voce di carne” nell’Italia in guerra. Ci
auguriamo che altri lettori del libro ci mandino con sollecitudine le loro impressioni o
reazioni, anche critiche: un’opera di indiscutibile qualità come questa, frutto del più
encomiabile impegno non solo di Manuel, ma anche di tutti coloro che hanno
collaborato con lui nell’impresa, non merita nel modo più assoluto di essere accolta
con indifferenza. Oltretutto – se malauguratamente così fosse – chi avesse intenzione
di pubblicare lavori simili su altri grandi artisti di quel medesimo periodo storico,
oggi pressoché dimenticati, ne sarebbe – comprensibilmente – scoraggiato in
partenza.
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◙ Domenica 12 Gennaio 2014
♦ Mail di Simone Calomino: «Nella foto con le Lescano da me ritrovata – e ben
restaurata dal Curatore – riconosco anch’io Tommei (dietro a Giuditta), Clerici (sopra
Tommei e, in prima fila. dietro le Lescano), Ebe De Paulis (quanto mi piace questa
cantante: è quella a sinistra di Clerici). La biondina quarta da sinistra, in basso, mi
sembra Lina Acconci... ».
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Ho iniziato a sfogliare i “Radiocorrieri” del 1937. Nel
primo numero si riassumono i nomi di tutti gli artisti scritturati nell’anno precedente,
Elenco incredibile per la qualità ed il numero dei musicisti, maestri, cantanti e attori.
Al giorno d’oggi sarebbe impensabile avere un Mascagni (se fosse vivo) che dirige
le sue opere con l’Orchestra della Rai. In effetti si faceva allora Cultura, ed era di
qualità. Magari la gente viveva nelle ristrettezze, ma l’immagine della radio di regime
era coi fiocchi!».
◙ Lunedì 13 Gennaio 2014
♦ Mail di Antonio Mastrorocco: «Finalmente, non so come e perché, sono riuscito ad
entrare nel sito del “Radiocorriere”, senza passare dalla “porta principale” e
reputandomi così abbastanza fortunato.
Al contrario di Paolo, ho voluto iniziare la mia consultazione dall’anno 1946,
andando a ritroso nel tempo. Ora sono al 1943 e delle Lescano nessuna notizia né
foto, tranne, nel riquadro dei dischi Cetra, la pubblicità (a tutto il ’43) delle loro
ultimissime incisioni, che dovrebbero risalire al 1942 o tutt’al più al ’42/’43 e non
oltre. Tornando indietro nel tempo, ho rivissuto con immensa emozione tutto il
passato del mio altro ieri, i momenti belli e quelli tristi della guerra: le sirene degli
allarmi, i bombardamenti, la paura e la corsa ai “rifugi”, la “tessera annonaria”, la
porzione di pane (che ci spettava) misurata in famiglia con la bilancia, le code per
l’acquisto degli alimentari, la “borsa nera”, la vita disagiata, lo stipendio che non
bastava già allora, le scarpe risuolate, i cappotti rivoltati e tante altre cose. Ma, pur
essendo stato un periodo alquanto triste, si rivela oggi tanto caro, forse perché legato
alla mia giovinezza e quindi tanto alla “nostalgia”. Barzizza, Angelini, Zeme,
Petralia, Pavesio, Gimelli, Di Ceglie, Kramer ci facevano compagnia, distraendoci
almeno un po’ dal clima che ci circondava.
Per gli amici dei Trii dirò che nel numero 37 del 1943 troveranno una bella foto del
Trio Capinere insieme a Dea Garbaccio, che in quel periodo cantava con loro dai
microfoni di Radio Roma, facendo parte dello staff del maestro Nello Segurini».
♦ Parecchi visitatori ci hanno chiesto in passato, ma anche di recente, quante siano
esattamente le canzoni incise dalle Sorelle Lescano: da sole o con Caterinetta, la più
giovane delle tre, nel ruolo di solista, ovvero assieme ad altri cantanti più o meno
famosi, in tutto una quarantina. Pensiamo che sia utile fare una buona volta il punto
di come stiano effettivamente le cose, anche in relazione al progetto (evidenziato nel
riquadro in alto di questa pagina) che stiamo portando avanti, con rinnovata
determinazione, dal Novembre scorso.
A tutt’oggi, dunque, la discografia lescaniana – intendiamo quella sicuramente
autentica – ammonta a 342 incisioni, realizzate nell’arco di tempo che va dalla
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primavera del ’36 alla fine del ’42. Non abbiamo invece alcuna prova certa che le
Lescano abbiano inciso altre matrici nei primi mesi del ’43, come taluni indizi
lasciavano credere. L’elenco delle incisioni, da noi compilato e diffuso nei primi anni
di attività del sito, ne comprendeva in realtà un numero maggiore, ma poi da esso
sono state definitivamente depennate le seguenti 7: In un valzer (Cuor a cuor), La
campana dell’amore, Piccolo Naviglio, Ricordo, Satan, Sul mar Pacifico, Trullalà jù.
Il motivo è che, con l’andar del tempo e l’intensificarsi delle nostre ricerche in ogni
direzione, abbiamo potuto accertare al di là di ogni dubbio che le Lescano non hanno
affatto partecipato a tali incisioni, pur figurando il loro nome sull’etichetta dei relativi
dischi o sui cataloghi dell’epoca; in taluni casi addirittura su entrambe queste fonti,
che pure sono le più autorevoli tra tutte quelle a nostra disposizione (si veda, per
maggiori dettagli, http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_di_dubbia_attribuzione.pdf).
Resta però tuttora incerta l’effettiva partecipazione delle Nostre all’incisione di
Lampadina blu (IT 1126, 1942), dubbio che potremo risolvere solo quando avremo
reperito e ascoltato questo disco, che purtroppo sembra essere estremamente raro.
Quanto al progetto di cui sopra, in data odierna sono già liberamente disponibili su
YouTube 246 canzoni delle o con le Lescano, ripartite in numerosi canali (quelli di
nostro maggior interesse sono 26). Altre 37 canzoni sono in attesa di essere
pubblicate, mentre le rimanenti sono così suddivise: 26 non si possono pubblicare (se
non sotto forma di brevi anteprime) essendo conservate presso la Discoteca di Stato,
ovvero perché ci sono state fornite da collezionisti che non vogliono, per un motivo o
per l’altro, che siano divulgate; 18 non siamo ancora riusciti a reperirle e infine di 15
non è consigliabile, almeno per ora, la pubblicazione, in quanto i relativi file audio in
nostro possesso risultano di qualità insufficiente o, peggio ancora, decisamente
scadente (v. http://www.trio-lescano.it/discografia/incisioni_mancanti.pdf).
♦ Roberto Berlini ci segnala che Vito Messina ha recentemente postato sul suo
pregevole canale di YouTube, per lo più dedicato al cinema italiano, una sequenza
del film Roma di Federico Fellini (1972). In essa si assiste all’esibizione, nel famoso
teatrino della Barafonda, di tre cantanti attempate e rotondette le quali, col nome di
Trio Fisa (che il pubblico maschile “sozzone”, aizzato dal becero presentatore, storpia
in chiave oscena, cambiando la seconda consonante), imitano il Trio Lescano, sia nel
repertorio che un po’ anche negli atteggiamenti. Fellini, che era quasi coetaneo di
Caterinetta, avrà sicuramente assistito, da giovane, a qualche spettacolo teatrale delle
vere Lescano e dunque la sua rivisitazione del Trio, sia pure in chiave
affettuosamente caricaturale, contiene senza dubbio elementi di verità, caratteristica
del resto di tutto il cinema del grande regista riminese.
Link: http://www.youtube.com/watch?v=qZPz_uVrxRU.
◙ Martedì 14 Gennaio 2014
Mail di Paolo Piccardo: «Alcune piccole novità iconografiche. Finalmente, grazie a
un’illustrazione reperita nel n. 10 del 1937 (p. 9) del “Radiocorriere”, ora sappiamo
chi è Luigi Gozzi e chi Nazzareno Raineri del Quartetto Jazz Prato. Quindi una foto
del duo Bormioli-Semprini e infine il nome, Fausto Trachini, del contrabbassista
nella foto con le Lescano e altri artisti. A presto, con nuove scoperte!».
15
Interessante, sempre nel medesimo numero del “Radiocorriere”, anche un articolo
intitolato Musiche sincopate dirette da Tito Petralia.
16
◙ Mercoledì 15 Gennaio 2014
♦ Mail da Antonio Mastrorocco: «Ho completato la consultazione dell’intera annata
1943 del “Radiocorriere”. Giunto al numero 3, relativo alla settimana 17-23 Gennaio,
in un articolo interno dedicato alle trasmissioni speciali (Radio Igea, Radio del
Combattente, Radio Rurale, Radio Gil, Radio Sociale) ho trovato in quest’ultima (un
programma in onda il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 12.30 alle 13 e organizzato
in collaborazione con le Confederazioni Fasciste dei Lavoratori) un accenno al
nostro Trio. Avrebbe partecipato, la settimana successiva, al loro programma e di
questo ne parlavano come di una “comparsa” del “popolare” Trio Lescano: è l’unico
accenno in tutta l’annata 1943 riservato alle Lescano. Se la loro partecipazione è stata
17
ritenuta una breve “comparsa” – e questo nel Gennaio del ’43! – mi sembra chiaro
che il loro successo aveva già avuto termine con l’anno precedente».
♦ TheLovesong5 [http://www.youtube.com/user/TheLovesong5/videos], che si qualifica
senz’altro come uno dei migliori canali di YouTube dedicati principalmente alla
musica leggera italiana degli anni Trenta-Quaranta e oltre, ha pubblicato nei giorni
scorsi una canzone di nostro interesse, inedita in rete: si tratta di Uh... Uh... signorina
Novecento, con Fausto Tommei e il Trio Lescano (GP 93134, 1940). Il nostro Simone
Calomino ha postato questo commento: «Carissimo, che bella questa canzone!
Peccato per la pessima qualità... Ti aveva contattato il Curatore del sito sul Trio
Lescano? Con lui stiamo pubblicando tutte le incisioni che abbiamo delle Sorelle
Lescano! Lui ce le invia restaurate e noi le pubblichiamo. Sarebbe carino se anche tu
collaborassi! Scrivigli se vuoi: [email protected]».
Ci auguriamo che il gestore di questo bel canale accolga l’invito di Simone, giacché
siamo convinti che le cose migliori siano di norma il frutto della collaborazione tra
più appassionati. Ad esempio, nel caso specifico, avremmo potuto fornire in amicizia
una buona buona copia di Uh... Uh... signorina Novecento, magistralmente – come
sempre – restaurata dal nostro Walter.
◙ Giovedì 16 Gennaio 2014
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Dal fascicolo 34 del 1937 (pag. 15) del “Radiocorriere”
emerge una caricatura del Trio fatta da Francesco Bausi: ce l’abbiamo già in archivio,
ma ora ne conosciamo meglio l’autore, che fu uno dei migliori batteristi di Barzizza.
18
A pag. 38 dello stesso numero vediamo l’Orchestra Cetra off stage.
Qualche numero prima è stato pubblicato l’elenco dei vincitori del concorso Eiar per
annunciatori. Indovinate un po’: tra di loro c’è un tale Mario Pio, che in futuro
diverrà una caricatura per Alberto Sordi».
♦ Mail dai Curatori del sito Ricordando i Trii Vocali: «Comunichiamo ai nostri
consultatori che, causa manutenzione, abbiamo momentaneamente chiuso la sezione
Notizie. Sarete avvisati appena sarà riaperta. Nel frattempo tutte le altre sezioni del
sito rimarranno attive e consultabili.
Vi ringraziamo per la comprensione e vi auguriamo un buon proseguimento di
settimana».
♦ Mail dal sito Il Discobolo: «Cari amici, per voi un’interessante puntata di Gran
Galà, il programma curato e condotto da Simone Calomino, dedicato a Michele
Montanari, con la partecipazione della figlia, Gianna Montanari.
In onda su www.ildiscobolo.net: giovedì 16 Gennaio alle ore 10, venerdì 17 Gennaio
alle ore 14.30 e sabato 18 Gennaio alle ore 18.10. Buon ascolto!».
◙ Sabato 18 Gennaio 2014
Mail di Paolo Piccardo:
«Ecco un istruttivo ritaglio comparso in un “Radiocorriere” del 1938.
Nel fascicolo 12 del 1938, a pagina 28, c’è una foto di Armando Giannotti di qualità
leggermente migliore della precedente. Infine dal fascicolo 20 del 1932, pagina 29, si
apprende che Klaviermaker [sic: coautore del fox-trot Lo so che non è vero, GP
92495, 1938], che credevamo essere uno pseudonimo di Barzizza, lo è in realtà di E.
M. Chiappo. A pensarci bene Chiappo è a tutti gli effetti un fabbricante di pianoforti,
in tedesco Klaviermacher, appunto... Sfortunatamente non si trovano sue foto, per
ora».
19
Quanto prima correggeremo le pagine sugli Autori italiani in cui si parla di
Klaviermaker.
20
◙ Domenica 19 Gennaio 2014
Paolo Piccardo ci segnala che sul “Radiocorriere” n. 39 del 1938, a pagina 15, ci sono
due foto, purtroppo piccole e per nulla nitide: esse sono nuove per noi e raffigurano la
prima il Trio Lescano col M° Barzizza e la seconda il Quartetto Funaro, entrambi in
concerto.
Quartetto Funaro.
◙ Lunedì 20 Gennaio 2014
Mail di Simone Calomino: «Complimenti per la scoperta delle due nuove foto [v. le
Notizie di ieri]. I Funaro in concerto ci confermano ciò che già avevamo pensato: che
fossero solo tre a cantare (Funaro, Raineri e Gozzi) e che il quarto (un fisarmonicista
e pianista, il cui cognome sarebbe Rossi) suonasse soltanto.
21
Ed ora due ottime notizie con cui iniziare nel migliore dei modi la settimana: grazie
alla squisita cortesia di Renato Percival Allison, che ringrazio pubblicamente a nome
di tutti i lescanofili, abbiamo recuperato una delle canzoni a noi mancanti,
l’affascinante versione del Tango di Ramona incisa nel ’37 da Harvedo Felicioli e il
Trio Lescano (GP 92206b), e una di quelle di cui possedevamo solo una copia
scadentissima, in pratica inascoltabile: la Canzone d’Haway , incisa nel ’39 da Piero
Pasero e il Trio Lescano (GP 92934b). Entrambi i file offertici da Renato sono
perfetti».
Simone ha pienamente ragione: si tratta di due magnifiche acquisizioni, di quelle che
(ri)danno la carica. Ringraziamo anche noi sentitamente l’amico Renato Percival,
custode – e dei più generosi! – di innumerevoli rarità discografiche di gran pregio.
Presto anche queste due rarissime incisioni saranno disponibili su YouTube.
Paolo Piccardo, dal canto suo, ha reperito in un numero del 1955 del “Radiocorriere”
una bella foto di Carlastella, la cantante che negli ultimi tempi ha visto aumentare
considerevolmente il numero dei propri ammiratori, e questo non solo per le qualità
della sua voce, ma anche per il suo stile interpretativo di ottima impronta jazzistica.
Fra questi ammiratori c’è appunto, in prima fila, il nostro Simone, che ha per lei una
sorta di adorazione: il nostro giovanissimo collaboratore ha dunque più di una
ragione per essere oggi particolarmente euforico – e noi con lui, naturalmente.
◙ Martedì 21 Gennaio 2014
Altra foto – purtroppo pure questa scarsamente leggibile – del Quartetto Jazz Funaro;
vi si riconoscono comunque, da sinistra a destra, Luigi Gozzi al clarinetto, Rossi (?)
al pianoforte, Nazzareno Raineri alla chitarra e infine Giuseppe Funaro al
contrabbasso. L’immagine è stata reperita, come la precedente, da Paolo Piccardo sul
n. 48 del “Radiocorriere” del 28 Novembre - 4 Dicembre 1937, p. 41: essa costituisce
un’ulteriore prova che, prima dello sciagurato Manifesto della Razza (“Giornale
d'Italia”, 15 Luglio 1938), con tutto quello che ne seguì di infame e luttuoso, il
regime fascista – a differenza di quello nazista in Germania – non era affatto
apertamente ostile né al jazz né agli artisti ebrei.
22
◙ Mercoledì 22 Gennaio 2014
♦ Paolo Piccardo ha reperito altre due foto di nostro interesse e, per una volta, di
qualità migliore del solito. La prima (“Radiocorriere” n. 45 del 1938, p. 16) ritrae
Luciana Dolliver mentre canta davanti al microfono; un’immagine simile – la
cantante indossa infatti il medesimo vestito – ce l’abbiamo già in archivio (v. la
quarta foto di pagina 2 del pdf http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_luciana_dolliver.pdf),
ma questa ci sembra più espressiva. La seconda foto (“Radiocorriere” n. 47 del 1938,
p. 25) ci mostra il rinomato duo pianistico Bormioli-Semprini, allora all’apice della
fama.
♦ Sempre Paolo ci ha inviato queste altre notizie: «Ho trovato nel solito
“Radiocorriere” (fascicolo 3/1939, pag.13) alcuni dati interessantissimi sul Primo
Concorso dell’Eiar per i nuovi artisti della canzone. Prima di tutto la Commissione
23
giudicante:
- Giulio Razzi, direttore della Radio
- Cesare Gallino, direttore d’Orchestra
- Italo Zoppini, ragioniere impiegato dell’Eiar, squadrista (fonte: Archivio di Stato
Torino)
- Alfredo Sernicoli, compositore, regista, produttore Eiar
- Cinico Angelini, direttore d’Orchestra
- Egidio Storaci, direttore d’Orchestra
- Tito Petralia, compositore e direttore d’Orchestra
- Nunzio Filogamo, presentatore e cantante.
Manca, clamorosamente, Barzizza! Si apprende anche che nessuno dei vincitori si è
aggiudicato la prima categoria, che prevedeva l’incisione di 20 facciate e quattro mesi
di scrittura.
Il fascicolo 5/1939 presenta, a pag. 12, i vincitori con foto un po’ sfocate e
abbastanza note. Vengono descritti brevemente i cantanti, e si può subito notare che
Boccaccini viene definito “abbronzato, autentico lavoratore”! Di Montanari,
giustamente, si cita il fatto di essere pittore che ha già esposto ai Littoriali. Le
ragazze, quasi senza esclusione, sono tutte pianiste o violiniste, alcune amanti del
genere lirico. È facile pensare al severo Petralia mentre scuote la ricca capigliatura in
approvazione di voci che magari han lasciato poche tracce. Ma il fatto resta. Da quel
primo concorso escono infatti Termini, Boccaccini, Montanari, Clerici, Mazzi,
Jottini: tutti giovani che abbiamo imparato ad amare.
Il successivo fascicolo del periodico (6/1939) mostra a pag. 13 una foto di gruppo e la
caricatura dei cantanti fatta da un radioascoltatore. Evidentemente i giovani
emergenti avevano fatto immediatamente breccia sul pubblico! Questo concorso fu
insomma una sorta di X Factor dell’epoca, con Petralia al posto di Morgan e
Filogamo al posto di Simona Ventura!».
♦ Lele Brunini ha immediatamente postato sul suo canale di YouTube (Lele Del
Gatto), affinché tutti gli appassionati possano gioirne, la canzone Tango di Ramona
con Harvedo Felicioli e il Trio Lescano (GP 92206), recuperata giorni fa grazie alla
generosa disponibilità del nostro collaboratore Renato Percival Allison. Elegante e
24
puntuale come sempre, e ricca di acute osservazioni, la sua presentazione del brano.
Link: http://www.youtube.com/watch?v=8-debFwS-u4.
A proposito del M° Petralia, che dirige in questa incisione la Radio Orchestra che
accompagna i cantanti, Lele ci scrive: «[…] non ho mai avuto alcun preconcetto
verso di lui, salvo trovarlo fuori stile nelle canzoni swinganti. Né mi unisco alla
damnatio memoriae che qualcuno ne ha fatto, perchè avrebbe osteggiato la giovane
Nilla Pizzi: ognuno è figlio del suo tempo, e giudica con i valori e i gusti del
momento. Del resto, il grande Gorni Kramer non si era scandalizzato alle prove di
Nel blu dipinto di blu, ritenendola un’assurdità musicale? Vuol forse dire che Kramer
non capiva un accidente di musica? Per dire, io trovo un obbrobrio le musiche che ti
assalgono oggi quando entri in un bar o ristorante, eppure un po’ di musica credo di
averla ascoltata in vita mia...».
◙ Giovedì 23 Gennaio 2014
♦ Mail di Simone Calomino: «Carissimi, vi segnalo innanzitutto che sto preparando
una Mostra Virtuale su Ecco la Radio. Per favore, chi avesse o trovasse qualcosa al
riguardo è gentilmente pregato di farmelo sapere.
Sono felicissimo che si stia facendo luce sul Primo Concorso per voci nuove
dell’Eiar, la “Prima gara della Canzone”... Concordo in pieno sulle osservazioni di
Paolo, cioè che dal concorso siano uscite voci giustamente celebri come Mazzi, la
Jottini, Montanari, Clerici, Boccaccini... ma avete ahimè dimenticato di citare la
scoperta più importante: Niny [o Ninì] Serena! Definita una voce “dai toni scuri”... e
come meglio definirla? A mio parere Niny aveva una “vociaccia” molto particolare:
ingolata, a tratti stonata ed eccessivamente drammatica. Non posso però negare che la
sua ammissione ai microfoni dell’Eiar sia stata qualcosa di molto importante: segna
infatti il distacco dalle vocine nasali e squillanti (tipo la Jottini, che personalmente
trovo deliziosa), che il più delle volte sembravano purtroppo tutte uguali, e il
passaggio a voci caratterizzate da una più forte personalità. E direi che la voce di
Niny ce l’aveva, eccome, una sua personalità! Del tutto unica anche la sua “figura”:
Manuel Carrera, nel suo libro Norma Bruni: una voce di carne nell’Italia in guerra
l’ha definita in un modo molto simpatico... Le incisioni di Niny sono davvero
rarissime ma quanto mai interessanti. Speriamo che possano saltarne fuori di nuove.
Intanto consiglio a tutti l’ascolto della sua personalissima versione di Machaquita».
Link: http://www.ildiscobolo.net/public/demo/SERENA%20NINI%20-%20Machaquita.mp3.
In una sua mail Paolo ci ha spiegato di aver tralasciato la Serena, perché non la ritiene
una cantante di primo piano.
♦ Riprendiamo, per puntualizzarlo meglio, il discorso sul numero effettivo delle
incisioni lescaniane (v. la seconda delle Notizie del 13 Gennaio scorso). Avendo
motivo di credere che il numero da noi indicato in precedenza sia da ritoccare un po’
al ribasso, abbiamo scritto a Paolo Piccardo – e p.c. a vari altri collaboratori – la
seguente mail: «È possibile (anzi assai probabile) che il lascito delle Lescano non sia
di 342 incisioni, bensì di 341. Per chiarire definitivamente il dubbio bisognerebbe
recuperare l’etichetta di IT 928a e verificare se ha la stessa matrice (50842) di AA
25
361a (che, come sai, ha due edizioni, con titoli diversi). Per favore, controlla anche tu
che almeno queste due incisioni siano assolutamente identiche:
- http://www.youtube.com/watch?v=o1VNU65JkYE
- http://www.youtube.com/watch?v=F4NYzliBi2k
A me sembra proprio di sì, ma non si sa mai...».
Ed ecco l’articolata e, come sempre, esauriente risposta di Paolo: «Andiamo con
ordine. Mazzoletti (Il jazz in Italia, p. 471) indica sia per IT 928 che per AA 361 le
matrici 50842 (St. Louis Blues) e 50343 (Pagan Love Song), incise nell’Aprile 1941.
Quanto alle due incisioni postate su YouTube con titoli diversi, esse sono
assolutamente identiche (val la pena di ricordare che Kramer, su disco FONIT 8025A, incise Tristezze di St. Louis). Il fatto notevole è che sul catalogo Cetra 1942 IT 928
viene segnalato come cancellato. Le tracce di AA 361 compaiono invece nel catalogo
1947, 1948 e 1949. Il “Radiocorriere” (fascicolo 23 del 1941, p.16) cita, senza
confermare numero di serie o matrice, che l’Orchestra Angelini ha inciso Tristezza
[sic] di San Luigi.
A questo punto direi che è successo questo: il disco esce come IT 928, se ne fa
pochissima pubblicità e sparisce quasi subito dai cataloghi o non ci entra proprio. La
matrice viene comunque conservata e tra il ’43 e il ’44 (viste le date di incisione della
serie AA) esce come Ritmo della Luisiana, AA 361, e rimane in catalogo. Ecco
perché, secondo me, non troveremo mai IT 928.
Del resto le canzoni citate nel “Radiocorriere”:
Addio (50864, IT 954 e AA 360, Farewell Blues)
Con stile (50863, id., In the Mood)
Alla finestra (50871, IT 953 e AA 359, Out of the Window)
Al ballo del taglialegna (50909, id., At the Woodchopper’s Ball)
La tristezza di San Luigi (50842, IT 928 e AA 361, St. Louis Blues)
Canto d’amore pagano (50843, id., Pagan Love Song)
Fremito (50845, AA 356, I Get a Kick out of You)
Il balletto di Lisetta (50898, id.)
sembrerebbero avallare questa teoria, trattandosi di canzoni americane tranne una».
Resta dunque assodato che IT 928 e AA 361 contengono sempre e solo la versione
italiana di St. Louis Blues, incisa da Angelini con le Nostre, anche se il titolo che
cambia da un’edizione all’altra può trarre in inganno. Le incisionni lescaniane
scendono dunque da 342 a 341: quanto prima aggiorneremo in tal senso tutte le
pagine pertinenti della nostra Discografia.
◙ Venerdì 24 Gennaio 2014
♦ Mail da Il Discobolo: «Cari amici, la puntata del programma Parole & Musica che
vi offriamo oggi, è dedicata al grande Alberto Rabagliati, raccontato da Giordano
Ballerini.
Vi aspettiamo su Radio Il Discobolo!
Venerdì 24 Gennaio alle ore 10
Sabato 25 Gennaio alle ore 14,30
26
Lunedì 27 Gennaio alle ore 18,10
Martedì 28 Gennaio alle ore 21,30».
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Amici, ho ricopiato per ragioni di miglior visibilità un
editoriale del “Radiocorriere” del Marzo 1939 (n. 10, p. 5).
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Ancora_della_musica_leggera.pdf
La polemica nasce in realtà sul fatto di trasmettere musica straniera in una realtà
autarchica, ma è interessante intravedere quale tipo di lotta ci fosse dietro le quinte,
tra coloro che spingevano per una radio impegnata e una spensierata. Abbiamo visto
che Barzizza, il più moderno e fantasioso dei nostri Direttori d’Orchestra fu lasciato
fuori dalle commissioni giudicanti gli aspiranti nuovi artisti, di conseguenza vien da
pensare che la voce del più reazionario di tutti, musicalmente parlando, fosse
inappellabile. Mi riferisco naturalmente a Petralia. Invece l’editorialista, presumo il
direttore della testata Gigi Michelotti, dimostra una certa indipendenza, rispettando
tuttavia le direttive “superiori” e affermando chiaramente di avere molto a cuore i
desiderata degli ascoltatori: sorprendente, considerato il periodo.
Nel 1939 l’Eiar indice anche diversi programmi denominati L’ora del dilettante,
molto seguiti. Al momento ho trovato Maria Pia Arcangeli, Clara Jaione e Gino Uras,
che in seguito avrebbero avuto il loro successo. Man mano che emergeranno nuovi
dati vi terrò informati.
Infine, parlando sempre del “Radiocorriere”, dal fascicolo 30 del 1939 in poi si
affacciano due grosse novità: innanzitutto l’avvento della ...Televisione! Inizia una
trasmissione quotidiana di due ore, dalle 19.00 alle 20.00 e dalle 22.30 alle 23.30 ed
il periodico dell’Eiar non manca di darne informazione, con la preziosa aggiunta –
finalmente! – di fotografie per noi tutti mai viste prima d’ora. In secondo luogo nasce
la Compagnia degli Artisti Cetra, che comprende anche le Nostre, e che porta il
programma Viva la Radio in giro per il Paese.
Ma veniamo al dolce, dunque. Inedita, credo, la foto del Trio Lescano (fasc. 34/1939,
p 7), poi un itinerario della Compagnia Cetra, un Trio Vocale composto da musicisti
diretti da Seracini (forse il Trio Vocale Cetra?), una bella immagine dell’Orchestra
Angelini. Però lascerei al nostro Curatore l’onere di sfogliare i fascicoli dal 30 al 40
della preziosa annata 1939, in ogni fascicolo all’incirca le pagine 7, 8, 9 e 10, e
quindi operare le sue magie per estrarre e rendere utilizzabili, nella misura del
possibile, le belle foto di tanti Artisti che riterrà di voler preservare».
Il Curatore provvederà, nei prossimi giorni, a fare quanto auspicato da Paolo, che sta
svolgendo un encomiabile lavoro di spoglio sistematico del periodico dell’Eiar. Non
bisogna tuttavia farsi soverchie illusioni circa le foto destinate a essere recuperate in
quanto attinenti al nostro ambito di ricerca: la loro qualità è in effetti mediamente
pessima, tanto che, per renderle anche solo accettabili secondo gli standard usuali, ci
vorrebbe non un semplice mago (che poi, in realtà, altri non è che un abile
illusionista), bensì qualcuno capace di compiere… degli autentici miracoli. È fin
troppo evidente che una tale capacità non è alla nostra portata, né mai potrebbe
esserlo.
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◙ Sabato 25 Gennaio 2014
♦ Sappiamo (v. le Notizie di
martedì scorso) che nel Quartetto
Jazz Funaro militò un non meglio
identificato Rossi, fisamonicista e
pianista. Nel “Radiocorriere” n.
30 del 1939, p. 13, c’è la foto di
un certo Nunzio Rossi, di cui però
non viene specificato se era uno
strumentista o un cantante.
Abbiamo allora chiesto ad alcuni
nostri collaboratori se tra le foto
dei due Rossi riscontravano una
qualche rassomiglianza.
29
Ecco le risposte ricevute:
- Paolo Piccardo: «Nutro qualche dubbio in proposito. In numeri successivi del
“Radiocorriere” Nunzio Rossi partecipa a vari concerti dell’Orchestra Fragna,
assieme a noti cantanti come Alberto Amato, Enzo Aita e altri. Inoltre, viste le foto
del Quartetto Jazz Funaro, il Nunzio sembra troppo aitante in confronto al –
diciamolo pure – mingherlino e fisicamente piuttosto brutto fisarmonicista Rossi».
- Simone Calomino: «Non so che dire... Non sono tanto le foto dei Funaro che non mi
convincono (perché, più o meno, si capisce la fisionomia di Rossi), ma piuttosto
quella di Nunzio... Bruttino lo era pure lui, ma non mi convince».
♦ Mail di Simone Calomino: «Carissimi, visto che recentemente si è parlato di St.
Louis Blues, vi mando registrazione [V. la sezione Incisioni complete della pagina
http://www.trio-lescano.it/anteprime_musicali.html] ed etichetta della mia copia di Tristezze
di S. Louis, nella versione di Natalino Otto [Fonit 8630-A, matr. 74071]. Trovo
questa versione stupenda. Mi sembra molto difficile confrontarla con quella delle
Lescano, perché è come se si trattasse di due canzoni totalmente diverse.
Oltre che per la bella interpretazione di Natalino, trovo che quest’incisione sia
speciale grazie all’arrangiamento di Alberto Semprini. Il pianoforte all’inizio è molto
d’effetto, e l’idea di dividere in due parti l’incisione (prima slow e poi swing), come è
stato fatto da Angelini nella versione delle Lescano, è anche qui molto indovinata.
L’Orchestra Ritmo-Melodica di Semprini ha dato alla luce dei veri e propri
capolavori. Io, da appassionato “profano”, non da esperto di tecniche musicali, la
trovo superiore alle orchestre di Angelini, Barzizza e Petralia, anche se con
quest’ultimo a mio parere, Semprini ha un punto in comune: l’ossessione per la
precisione e la perfetta coordinazione dei vari strumenti. Le sue incisioni sono tutte
perfette.
Giusto per farla completa, vi mando la scansione di una foto di Semprini tratta da un
catalogo Fonit-Brunswick del 1937».
30
◙ Domenica 26 Gennaio 2014
Come preannunciato venerdì scorso, abbiamo provveduto a riunire in un unico pdf le
foto relative alle Lescano, nonché ai loro più stretti collaboratori, apparse nei numeri
dal 30 al 40 del “Radiocorriere”, annata 1939. In appendice abbiamo ritenuto
opportuno inserire anche le due pagine che il suddetto periodico (n. 5, pp. 12 e 13)
aveva dedicato all’inizio dello stesso anno ai vincitori del 1° Concorso organizzato
dall’Eiar nel ’38 per reperire nuovi interpreti della canzone.
Ciò che colpisce maggiormente in questa galleria di ritratti o istantanee è non solo la
bassa qualità della stampa (forse conseguenza del tipo di carta usato per tale
settimanale), per cui le foto risultano poco definite e spesso al limite della leggibilità,
ma anche la scarsa cura della Redazione nella scelta delle foto stesse. Ce ne sono
alcune che appaiono decisamente brutte e tali da non rendere un buon servizio
all’artista che raffigurano: si veda ad esempio la foto di Gian Carla Bizzoni (p. 10 del
pdf) o quella di Lina Acconci (p. 11): queste due cantanti non saranno state
particolarmente avvenenti, ma di certo non dovevano essere così sgraziate come ce le
mostrano le due immagini in questione.
Le foto riunite nelle pagine 1-13 del pdf si riferiscono tutte alle trasmissioni
sperimentali della Televisione italiana (o Radiovisione, come, in alternativa, si diceva
allora), ovvero alla Compagnia degli artisti dell’Eiar - Gestione Cetra, di cui faceva
parte anche il Trio Lescano, in quel momento all’apice della sua popolarità. Viene
subito da chiedersi se le Olandesine parteciparono affettivamente a qualche
trasmissione televisiva e se di essa si conservi da qualche parte, nelle Teche Rai, la
registrazione: ecco una pista allettante per i nostri segugi!
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Radiocorriere_1939.pdf.
◙ Lunedì 27 Gennaio 2014
♦ Mail di Paolo Piccardo: «Grandiosa l’interpretazione del St. Louis Blues di Natalino
Otto con l’Orchestra Ritmo-Melodica di Alberto Semprini! Tuttavia, come
appassionato dello swing d’Oltreoceano, non posso fare a meno di segnalarvi le
versioni del brano eseguito dalle mie due orchestre favorite: Artie Shaw, Ottobre
31
1939 dal vivo, e Benny Goodman, 1938 pure dal vivo [V. la sezione Incisioni
complete di http://www.trio-lescano.it/anteprime_musicali.html].
Soprattutto quest’ultima è particolare. Al chiudersi dell’arrangiamento, Benny sente
che l’orchestra è sovreccitata e fa segno di continuare: il grandissimo Harry James
parte in solo, con l’accompagnamento trascinante di Gene Krupa, e di lì in avanti è un
piccolo miracolo, con tutti gli altri che entrano ad orecchio, fino al trascinante finale.
Artie Shaw, più eclettico, esegue un arrangiamento più moderno (che abbiamo
ripreso con la nostra NP Big Band), anche lui trascinato dall’altro grande batterista
dell’epoca, un giovanissimo – ma già famoso – Buddy Rich».
♦ Altra mail di Paolo Piccardo: «Ottimo il lavoro di recupero sulle foto del
“Radiocorriere”. Credo che buona parte della colpa di foto così scadenti sia il fatto
che sono state scansionate a bassa risoluzione o in scala dei grigi.
Ho iniziato a consultare i fascicoli del “Radiocorriere” del 1940. Nel n. 6, a p. 11, si
riferisce il risultato del Secondo Concorso per le voci nuove, da cui escono
personaggi come Oscar Carboni e Norma Bruni. La selezione fu su 3000 aspiranti e
54 finalisti, che si disputarono la vittoria dal 25 al 27 Gennaio 1940.
Il fascicolo successivo (n. 7/40, pp. 10-11) mostra le foto dei vincitori, tutte già viste.
È interessante notare come ancora ad inizio anno non ci fossero problemi ad eseguire
musiche di autori stranieri, come Robin, Kenny o Wrubel. La grande epurazione dei
cataloghi avverrà solo nel 1942».
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Secondo_Concorso_Eiar.pdf.
♦ Mail di Simone Calomino: «Roberto [Berlini] è un grande appassionato della
“Radiofonovisione” dell’Eiar. Mi raccontava tempo fa che nessuna delle trasmissioni
sperimentali fu mai registrata perché le telecamere erano in “presa diretta” senza
nessuna pellicola che salvasse l’immagine, al contrario delle trasmissioni tedesche
dove invece le telecamere avevano un sistema con registrazione su pellicola: vi era
infatti un ritardo di alcuni minuti nella messa in onda».
◙ Giovedì 30 Gennaio 2014
♦ Mail da Il Discobolo: «Cari amici, come ogni 15 giorni torna Gran Galà! Per voi
una bellissima puntata del programma, curato e condotto da Simone Calomino,
interamente dedicata a Lia Vandelli. Vi spettiamo su ww.ildiscobolo.net:
Giovedì 30 Gennaio alle ore 10
Venerdì 31 Gennaio alle ore 14,30
Sabato 1 Febbraio alle ore 18,10.
Buon ascolto!».
♦ Giorgio Zoffoli ci ha inviato tempo fa un bel dossier sul compositore napoletano
Pasquale Frustaci, autore della musica di cinque magnifiche canzoni, incise dalle o
con le Lescano e tutte ora ascoltabili su YouTube: Camminando sotto la pioggia
[versionein tedesco: Illusion], L’orologio dell’amore, Maria Luisa, Piccolo chalet e
Ritmo nel cuor. Come fatto in precedenza per altri importanti Autori, abbiamo
sistemato tutto questo materiale in un unico pdf ; esso è stato approvato senza riserve
dall’amico Giorgio, per cui ora lo possiamo pubblicare tra i Documenti.
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Pasquale_Frustaci.pdf.
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Come è noto, Zoffoli si occupa da molti anni del suo concittadino Marf (nome d’arte
di Mario Bonavita), sul quale ha in preparazione una monografia destinata a fare
piena luce su ogni aspetto della vita e dell’opera di questo valente e poliedrico artista.
A tale proposito Giorgio ci ha scritto questa mail:
«Caro Curatore, sono reduce dalla presentazione, presso il circolo “La Scranna” di
Forlì, dell’opera di Marf fatta da Gabriele Zelli, scrittore ed ex assessore alla cultura
di Forlì, oggi sindaco di Dovadola (FC). Zelli ha appena fatto uscire un volumetto
con i personaggi storici importanti di Forlì, fra cui, appunto, anche Marf. L’ho
contattato ai primi di Dicembre e abbiamo auspicato una collaborazione per qualcosa
di più approfondito. La presentazione anzidetta è stata tutto sommato interessante,
benché i relatori non abbiano detto niente di più di quello che già sapevo; tuttavia ho
potuto recuperare una foto di Marf che non avevo e che mi fa letteralmente
impazzire!
Oltre ad un Marf in età piuttosto matura (presumo che lo scatto debba risalire alla
prima metà degli anni Trenta) riconosco solo Vittorio Mascheroni alle sue spalle e
Cesare Gallino di fianco, ma non ho idea di chi siano gli altri personaggi. Né riesco a
focalizzare l’ambiente (presumibilmente una sala d’incisione) e le varie persone che
sono ritratte. Si direbbe un’incisione di gruppo e alcuni volti non mi sembrano di
italiani. I relatori hanno ipotizzato che la foto ritragga Marf mentre incide qualcosa a
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Parigi, durante uno dei suoi ricorrenti viaggi all’estero; ma la presenza dei due
direttori d’orchestra italiani mi spinge a escludere questa ipotesi di trasferta di
gruppo, che mi sembra un po’ rocambolesca [da rilevare inoltre che la foto reca, in
basso a sinistra, il marchio del fotografo milanese Dario Gatti - NdC].
Ti prego perciò di proporre l’indovinello sul sito: questa foto mi intriga parecchio, in
quanto potrebbe chiarirmi certe lacune nella biografia del buon Mario Bonavita».
♦ Tra le canzoni lescaniane di dubbia attribuzione, quella che maggiormente dispiace
di dover includere in questa specie di limbo è con ogni probabilità Baciamoci in
giardino (DC 4012, 1941/42: http://www.youtube.com/watch?v=L6jK5uMFe7w), dato che
questo ritmo moderato di Daga-Rizzo è incontestabilmente una delizia. Riassumiamo
i termini della questione. Inciso in modo magistrale da un giovanissimo Ernesto
Bonino, accompagnato dall’Orchestra di Pippo Barzizza, qui più smagliante che mai,
il brano, stando all’etichetta del disco e al catalogo Cetra del ’42, non avrebbe altri
interpreti all’infuori del cantante solista; se non che, ascoltando il disco, si ode, oltre a
Bonino, un ottimo Trio Vocale Femminile, che molti non esitano a identificare col
Trio Lescano, evidentemente in incognito. Della faccenda si è ampiamente discusso
in questa sede nei giorni 8-11 Gennaio 2010, senza per altro giungere a conclusioni
certe e definitive, ragion per cui si è appunto deciso di collocare questa canzone tra
quelle in cui l’effettiva presenza delle Lescano rimane dubbia.
Giorni fa qualcuno si è chiesto – del tutto legittimamente – chi siano allora le
bravissime cantanti o coriste che affiancano il bell’Ernesto in questa incisione, e ha
avanzato l’ipotesi che si tratti delle sorelle La Guardia del Duo Fiorenza. Ipotesi
subito smontata da Simone Calomino con queste argomentazioni:
«Il Duo Fiorenza è formato da due componenti, mentre in Baciamoci in giardino le
cantanti sono palesemente tre; in effetti la signora Pierina La Guardia, da me
intervistata, ha affermato di non aver mai inciso in trio. Io sono da sempre convinto
che le tre dell’incisione siano proprio le Lescano. L’unico problema è che, secondo
me, il disco gira un po’ più lento del dovuto. Le tre ragazze sono proprio straniere,
mentre quelle del Duo Fiorenza non imitavano le Lescano nella pronuncia, al
massimo lo facevano per lo swing. Non avevano poi quella “r moscia” che si sente in
Baciamoci in giardino. Infine Pierina non ricorda di averla mai incisa. Le sorelle La
Guardia andarono due sole volte a incidere, per un totale di una decina di facciate,
uscite tutte intorno al 1940-41 e tutte pubblicate la prima volta su serie IT. Baciamoci
in giardino, invece, compare per la prima volta solo nel Catalogo Cetra del 1942».
Circa la maggiore difficoltà nell’assegnare Baciamoci in giardino alle Lescano, cioè
il fatto che, relativamente a questa canzone, non siano mai menzionate nei cataloghi,
anche di molto posteriori al ’42, Lele Brunini ci scrive: «[…] nel fondo resto sempre
dell’opinione che si tratti delle Lescano. Certo, le voci suonano impastate e non è
facile separare una voce dall’altra, però a tratti sembrano proprio loro. Quanto alle
tipiche “r” arrotate, a me pare di sentirle, anche se obiettivamente meno del solito. Il
fatto poi che le Lescano non figurino sull’etichetta e nei cataloghi, secondo me non è
decisivo. Potrebbe essere che fosse in programma l’incisione con Bonino solo, e che
le etichette fossero già state stampate, e che poi all’ultimo momento si sia deciso di
aggiungere le Lescano. E poi, suvvia, se non sono loro, bisogna per forza pensare a
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un Trio formato per l’occasione: ma da chi? Quale Trio Femminile era allora così
bravo da potersi misurare alla pari col Trio Lescano autentico? Insomma di qui non si
scappa!».
In conclusione, sembra proprio che, a furor di popolo (come oggi accade spesso per i
nuovi santi...), si debba aggiungere Baciamoci in giardino alla discografia lescaniana,
che risalirebbe così a quota 342. C’è qualcuno che vota contro o siamo tutti
d’accordo?
◙ Venerdì 31 Gennaio 2014
♦ Mail di Marco Gilardetti: «Riguardo alle notizie recentemente pubblicate, voto –
molto convintamente – a favore delle Lescano in Baciamoci in giardino.
Personalmente infatti non ho dubbio alcuno che si tratti di loro. Molti sembrano
concentrarsi nell’individuare le erre arrotate, mentre secondo me il loro tratto più
inconfondibile sono le vocali saltate, cioè “mangiate” e/o trasformate in dittonghi:
tratto difficilissimo da imitare, soprattutto alla rapidità con cui loro cantavano.
Inoltre, l’argomento di Lele Brunini è un autentico “rasoio di Occam”: ammesso che
non siano loro, quali altre interpreti sarebbero state in grado di offrire una prestazione
del genere in quegli anni e in tempi brevi?».
♦ Mail di Renato Percival Allison: «Caro Curatore, ho nella mia collezione Vieni sul
mar e Tutto il mondo sa, che ti invierò al più presto perché sono in buone condizioni,
a differenza di quelle che sono presenti nell’Archivio sonoro del sito. […]. Ho inoltre
comperato una nuova fotocamera digitale e sto imparando a usarla: appena ottengo
risultati decenti ti invio l’etichetta di Le tristezze di San Luigi, IT 928; intanto ti
confermo che la matrice delle due stampe è la stessa, ossia 50842.
Qualche tempo fa, chiacchierando in chat con Simone Calomino, ho chiesto un suo
parere su Siboney, GP 92414. Non ti nascondo che ogni tanto riascolto questo brano,
perché non mi convince: lo definirei un “unicum”. Appartiene in effetti ad un periodo
in cui gli altri trii femminili autoctoni non erano nati, e nello stesso tempo, se non
sono le Lescano che affiancano Dino Di Luca, le tre ragazze che cantano qui ne
ricalcano lo stile in maniera perfetta. Oltretutto, non sono spuntate nel frattempo altre
incisioni con questo fantomatico trio senza nome. Io un’idea me la sono fatta e voglio
condividerla con te per conoscere il tuo parere, premettendo che non credo di avere
un orecchio molto fine. Ritengo comunque di aver capito che in questa incisione
manca la voce di Caterinetta, sostituita con un’altra corista; le altre due Lescano ci
sono sicuramente, ma poiché – come sappiamo – Caterinetta era la più dotate delle
tre, l’esecuzione risulta debole rispetto ai loro standard abituali. Prima di fare altre
ipotesi sono impaziente di sentire la tua opinione».
L’opinione del Curatore è che il trio femminile che si sente in Siboney (che sarà
presto in rete nel canale di Lele Brunini) è sorprendentemente simile a quello
presente in Baciamoci in giardino, anche se le due incisioni non sono contemporanee,
bensì distanziate di circa tre anni. Allora, dal momento che gli esperti sono in larga
maggioranza decisamente favorevoli all’inclusione di quest’ultima canzone nella
discografia lescaniana, non c’è motivo di rifiutare lo stesso trattamento a Siboney,
anche perché la voce di Dino Di Luca, così garbata ed elegante, si sposa a meraviglia
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con quella delle Olandesine, che, specialmente in quel periodo, erano per davvero le
Tre Grazie del canto. Se n’erano resi perfettamente conto anche i dirigenti della
Parlophon-Cetra, giacché il raffinato cantante livornese incise con loro la bellezza di
13 canzoni.
Siamo seri: possiamo immaginare (come afferma giustamente Marco Gilardetti) che
nel ’38 o giù di lì si potessero scovare in men che non si dica tre anonime coriste
nostrane capaci di cantare con la stessa classe e sicurezza, pressoché infallibili, delle
Olandesine? E poi perché mai i sullodati dirigenti si sarebbero dati la pena di trovare
delle sostitute, quando tenevano sotto contratto le artiste titolari? Semmai appare
plausibile che, per una qualche ragione che ignoriamo, all’appello mancasse in quella
particolare occasione proprio la più giovane delle sorelle, come ipotizza Renato, e ciò
potrebbe giustificare l’omissione del Trio nelle fonti antiche: essendo questo di fatto
incompleto in Siboney, il menzionarlo come se niente fosse poteva configurarsi
come… una sorta di truffa, che si è voluto evitare.
Circostanze simili possono essersi verificate anche per altre incisioni in cui, alla
prova dell’ascolto, le Lescano sembrano proprio esserci (in questi casi – si badi bene
– sempre come comprimarie); solo che, non figurando il loro nome sull’etichetta del
disco e/o nei cataloghi coevi, fanno sorgere dubbi circa la loro effettiva presenza.
Tuttavia, là dove la quasi totalità degli esperti più qualificati e autorevoli propende
per quest’ultima, sulla base poi di constatazioni e ragionamenti che non fanno una
grinza, appare senz’altro eccessiva e ingiusta la scelta di escludere tali incisioni,
magari di ottima qualità, dal lascito artistico delle magiche Sorelle. La discussione
resta comunque aperta.
◙ Sabato 1° Febbraio 2014
♦ Oggi, primo giorno del nuovo mese, è opportuno fare il bilancio dei traguardi
raggiunti nella realizzazione del nostro progetto Tutto il lascito artistico delle Sorelle
Lescano liberamente disponibile su YouTube. Nel momento in cui buttiamo giù
queste righe si possono ascoltare sul suddetto portale (assolutamente benemerito
verso la Cultura, malgrado i tanti abusi cui si presta) 280 canzoni lescaniane, e questo
senza alcuna restrizione o obbligo di sorta, vale a dire con un semplice clic del
mouse. È un risultato di tutto rispetto, di cui riteniamo di poter essere fieri, dato che
l’iniziativa è partita da noi ai primi di Novembre 2013, quando di canzoni delle
Lescano se ne potevano ascoltare gratuitamente in internet “solo” poco più di 160;
aggiungiamo, senza falsa modestia, che siamo noi che abbiamo reso possibile tale
iniziativa, fornendo ai nostri collaboratori che hanno accettato di parteciparvi il
materiale necessario per confezionare delle videoclip di qualità, per correttezza dei
dati discografici disponibili, corredo di immagini e presentazione dei brani. È vero
che alcuni file audio lasciano un po’ a desiderare, perché finora non ci è stato
possibile recuperarne di migliori; tuttavia, non appena la fortuna ci assiste e ciò
succede, provvediamo immediatamente a operare la sostituzione, giacché non c’è per
noi gioia più grande che offrire a tutti i fan la possibilità di gustare le canzoni delle
nostre beniamine mediante registrazioni il più possibile soddisfacenti.
Ma quante canzoni da postare su YouTube ancora ci rimangono? Oggi come oggi,
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purtroppo pochine, ma ci sono buoni motivi per guardare al futuro con un po’ di
ottimismo. Innanzi tutto va segnalato il fatto molto positivo che, rispetto al conteggio
preciso da noi effettuato il 23 Gennaio scorso, il numero delle incisioni lescaniane è
risalito da 341 a 343, grazie al fatto che, sentito il parere pressoché unanime e ben
motivato dei nostri maggiori esperti in materia di voci, abbiamo deciso di includere
nella discografia lescaniana (che quanto prima aggiorneremo) le due bellissime
canzoni Baciamoci in giardino e Siboney. Inoltre la lista delle canzoni impubblicabili,
giacché i relativi file audio in nostro possesso sono troppo scadenti, dovrebbe presto
assottigliarsi, dal momento che il nostro generoso collaboratore Renato Percival
Allison ci ha promesso proprio ieri di inviarci due di queste canzoni in registrazioni
di buona qualità. E non è tutto: sappiamo con certezza dove si trovano alcune delle 17
canzoni che tuttora ci mancano completamente: speriamo allora di riuscire prima o
poi a convincere i relativi (e fortunati!) possessori di questi rarissimi dischi a
condividerne il contenuto con tutti gli appassionati: l’impresa non è per niente facile,
per tante ragioni che sono in parte stranote, ma difficile non vuol dire impossibile. Ad
aiutarci ci sono proprio loro, le nostre adorate Sorelline. Dai Campi Elisi dove ci
piace immaginare che dimorino per sempre gli Artisti, per quanto dura e burrascosa
sia stata la loro vita terrena, esse – ne siamo più che sicuri – seguono con simpatia i
nostri sforzi e vorrebbero senza alcun dubbio che tutte le loro canzoni fossero
custodite non nel buio di una cassaforte chiusa a doppia mandata, bensì in quello
speciale caveau, con porte e finestre sempre spalancate e accessibile giorno e notte a
tutti gli amanti delle cose belle, che si chiama Rete.
♦ Paolo Piccardo ci ha chiesto di postare questa sua richiesta: «Qualcuno ha l’elenco
completo delle canzoni composte da F. [o G.?] Arconi, pseudonimo di Aristodemo
Uzzi? Grazie in anticipo».
◙ Lunedì 3 Febbraio 2014
Siamo lieti di annunciare che, proprio ieri, abbiamo compiuto un passo avanti –
limitato, ma non per questo meno gratificante – verso una conoscenza sempre più
completa del lascito artistico delle Sorelle Lescano. Innanzi tutto Paolo Piccardo ha
tirato fuori dal suo famoso cilindro magico ben più del solito coniglietto o dell’ancora
più scontata colomba bianca: come se nulla fosse, ha allegato ad una telegrafica mail
di quattro parole («Cosa pensi di questa?») nientemeno che… una canzone lescaniana
che ci mancava! Si tratta di Bimba mia non mi resistere (GP 92404), incisa nel ’38 da
Dino Di Luca e il Trio Lescano, accompagnati dall’Orchestra Barzizza. Il file audio
reperito dal nostro attivissimo collaboratore è in verità di qualità modesta (pensiamo
che sia stato travasato da un’audiocassetta di venti o trent’anni fa, probabilmente un
po’ smagnetizzata); tuttavia, data la sua rarità, dobbiamo per ora accontentarci, con
l’augurio che in futuro spunti una copia migliore, magari come quella – che è perfetta
– posseduta dalla Discoteca di Stato. Da notare che la partecipazione delle Lescano
(indubitabile all’ascolto) è segnalata solo dal Catalogo Cetra-Parlophon del ’39,
mentre l’etichetta del disco non ne fa menzione: ennesimo esempio di quella
deplorevole faciloneria che spesso dobbiamo imputare alle maestranze della Casa
discografica torinese alle dirette dipendenze dell’Eiar, la radio del regime fascista.
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Evidentemente nel Ventennio i treni arrivavano sempre in orario (così almeno
recitava la propaganda), ma quanto al resto…
La seconda bella notizia è che Renato Percival Allison, com’è nel suo stile, ha
prontamente mantenuto la promessa fattaci qualche giorno fa e ci ha spedito le sue
registrazioni di Tutto il mondo sa (IT 1014) e Vieni in riva al mar (IT 1032), di
migliore qualità rispetto a quelle che avevamo nel nostro Archivio sonoro. Di
conseguenza presto anche queste due canzoni rare saranno postate su YouTube,
affinché tutti possano ascoltarsele.
Da ultimo, dulcis in fundo, la discografia lescaniana si arricchisce di un’altra unità,
arrivando ora a quota 344. I nostri infallibili esperti (e se tali non fossero, che razza di
esperti sarebbero?) hanno infatti decretato, questa volta all’unanimità, che nella
deliziosa canzone La danza che fai tu (GP 92451, 1938)
il bravo Enzo Aita è affiancato, come meglio non poteva desiderare, proprio dalle
Olandesine, anche qui in incognito ma una volta di più in stato di grazia. Purtroppo di
questa canzone possediamo solo un file audio di buona qualità sì, ma gravemente
mutilo, cosicché da esso abbiamo potuto ricavare solo una soddisfacente anteprima.
Chi ne possedesse una copia integrale è ovviamente pregato di contattarci con
urgenza. La canzone, stando al Catalogo Cetra-Parlophon del 1939 (l’etichetta ancora
non ce l’abbiamo), è americana ed è tratta dal film Modella di lusso, in originale
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Vogues of 1938: una pellicola piena di belle canzoni, fra cui anche Siboney, di cui ci
siamo occupati venerdì scorso. La musica de La danza che fai tu è di Alter, ossia
Louis Alter (1902-1980), mentre il testo italiano è di Willy, pseudonimo dell’editore
Alberto Curci. Il titolo originale della canzone dovrebbe essere Turn On That Red
Hot Heat.
◙ Martedì 4 Febbraio 2014
Mail di Virgilio Zanolla: «A puro titolo di provocazione, vorrei rivolgere questa
domanda ai nostri confratelli: poniamo il caso che le Lescano oggi fossero tutt’e tre
ancor vive, oppure che vivesse qualche loro erede legittimo, figlio o nipote; so bene
che le tre sorelle olandesi non percepivano, a suo tempo, alcuna percentuale sulla
vendita dei loro dischi. La mia domanda infatti è questa: qualora il loro contratto
d’allora fosse stato regolato come quelli di oggi, quanto guadagnerebbero – oggi –
per la vendita e diffusione dei loro brani? (Oggi, aggiungo, che i loro motivi possono
essere venduti anche in ogni altro paese del mondo, e tramite il web hanno ulteriori
vantaggi, ecc. Forse avrebbero dei problemi per Tulipan, giacché le Andrews Sisters
lo incisero prima di loro, ma tramite accordi...).
Mi piacerebbe che qualche fanta-appassionato rispondesse, con delle cifre però. A
puro titolo di speculazione fanta-musicale».
◙ Martedì 11 Febbraio 2014
Dopodomani a Bologna, presso la sede de “ La Famèja Bulgnèisa”, Manuel Carrera
interverrà alla presentazione del suo libro (v. le Notizie dell’ 11 Dicembre 2013)
Norma Bruni: una voce di carne nell’Italia in guerra. Il relatore sarà Marco Poli.
Link: http://www.lafamigliabolognese.it/dblog/cerca.asp?cosa=marco+poli&Cerca.x=38&Cerca.y=18.
◙ Giovedì 13 Febbraio 2014
♦ C’è un limite alla faciloneria (o come cavolo vogliamo chiamarla)? A giudicare da
certe videoclip postate su YouTube, si direbbe di no! Prendiamo ad esempio quella
de IlMaurone: http://www.youtube.com/watch?v=OrPPvV4DvL8. Si tratta della famosa
canzone di Panzeri-Rizza Il Re del Portogallo, che fu incisa nel 1948 da vari
eccellenti interpreti, fra cui Italia Vaniglio e il Quartetto Stars. Il nostro
buontempone, però, non esita ad attribuire il brano al Trio Lescano (!), con tanto di
corredo fotografico. Tre dei nostri collaboratori (Simone Calomino, Paolo Piccardo e
da ultimo Lele Brunini) si sono presi la briga di segnalargli l’errore pacchiano, ma
non è servito a niente: IlMaurone ha fatto orecchie da mercante, tant’è che la sua clip
è ancora lì, a disinformare allegramente i 2206 internauti che l’hanno finora visitata.
Ha persino fatto scuola: tale antonino terrana (che pure dalla foto non sembra un
ragazzino...), l’ha infatti riproposta con la medesima attribuzione! È però doveroso
precisare che IlMaurone ha postato il suo capolavoro un 1° Aprile (del 2012). Uno
scherzo, dunque? Forse, ma di pessimo gusto.
♦ Mail da Il Discobolo: «Cari amici, primo attesissimo appuntamento del mese con
Gran Galà, il programma curato e condotto da Simone Calomino. Questa puntata
sarà dedicata a Romigioli: non mancate! In onda su www.ildiscobolo.net:
Giovedì 13 Febbraio alle ore 10;
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Venerdì 14 Febbraio alle ore 14,30;
Sabato 15 Febbraio alle ore 18,10.
Buon ascolto!».
◙ Venerdì 14 Febbraio 2014
Mail di Marco Basso: «Sto organizzando un’importante Mostra, di cui accludo la
locandina e l’invito. In particolare, sarei felice se la visitassero gli appassionati delle
Lescano, anche perché ho ricavato dei giorni dedicati all’ascolto su impianti d’epoca
di canzoni a richiesta».
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Locandina_Mostra.pdf
http://www.trio-lescano.it/pdf/Invito.pdf
◙ Sabato 15 Febbraio 2014
Simone Calomino ci ha scritto di aver ricevuto da Renzo Barzizza, figlio del grande
Pippo, un plico contenente varie foto, fra cui una, con dedica, di Caterinetta Lescano.
Questo il suo commento: «La foto è la notissima Aser [0012] e ci fornisce
un’ulteriore conferma che non era assolutamente lei a firmare gli autografi del Trio».
Simone ha inoltre acquistato, assieme ad altre, una foto autografata di Alfredo
Clerici, che presenta così: «Il cantante è qui ritratto giovanissimo. Oltre alla bellezza
della foto, mai vista in precedenza, sorprende un particolare insolito: sul retro c’è
scritto: “Artisti dei dischi Fonit”, ma a me non risulta che abbia mai inciso per la casa
milanese... Qualcuno è in grado di fornire una spiegazione di tale scritta?».
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◙ Martedì 18 Febbraio 2014
Manuel Carrera ci informa che «a Bologna [v. le Notizie dell’11 Febbraio scorso] è
andata molto bene, il mio libro è stato apprezzato e Marco Poli ha addirittura
proposto di chiedere al Comune di intitolare una via a Norma Bruni (o comunque una
targa sulla sua casa natale). La nipote mi ha inoltre dato altre foto, tutte del 1969-70,
che presto vi invierò. Intanto vi mando un trafiletto sull’incontro, tratto dal “Resto del
Carlino”, sezione Bologna conaca».
◙ Giovedì 20 Febbraio 2014
Da lungo tempo (si veda l’ultima delle Notizie del 16 Dicembre 2010) il nostro Paolo
Piccardo era sulle tracce del compositore Fausto Arconi, pseudonimo spesso adottato
dal Maestro Aristodemo – dagli amici chiamato Remo – Uzzi (1916-1945).
Ricordiamo che questo musicista è l’autore, in collaborazione per il testo con Nisa
(Nicola Salerno), della deliziosa canzone Cucù… cucù…, incisa nel ’39, con grazia
inarrivabile, da Lina Termini e il Trio Lescano, validamente accompagnate
dall’Orchestra diretta dal M° Pippo Barzizza.
Recentemente Paolo è riuscito a entrare in contatto con i figli del M° Uzzi, Amalia e
Raffaele. Quest’ultimo, un perfetto gentiluomo, è stato così amabile da fornirci
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informazioni biografiche sul suo genitore, nonché una discreta quantità di documenti
inediti che lo riguardano. Con tutto questo materiale abbiamo così potuto
confezionare un dossier, che siamo lieti di mettere a disposizione tanto degli studiosi
della Canzone Italiana quanto dei semplici appassionati. Tale dossier è stato incluso
nella seconda sezione dell’Archivio dei Documenti.
Dato che i Signori Amalia e Raffaele non hanno ancora ultimato lo spoglio
sistematico dell’archivio di famiglia, è possibile che in un prossimo futuro emergano
altre cose interessanti (notizie, foto, locandine, spartiti, lettere, ecc.) del o sul M°
Uzzi: in tal caso sarà nostra cura inserirle con sollecitudine nel dossier che è già in
rete, dando contemporaneamente avviso di tali integrazioni nelle Notizie.
Link: http://www.trio-lescano.it/pdf/Fausto_Arconi.pdf.
◙ Domenica 23 Febbraio 2014
Negli ultimi sei mesi la nostra Fototeca si è notevolmente arricchita di immagini, sia
delle Lescano che dei loro diretti collaboratori. Alcune di tali immagini sono di buona
qualità, altre purtroppo no (per queste ultime ci riferiamo in particolare a quelle
rinvenute nell’Archivio storico del “Radiocorriere”, da poco disponibile in rete). Va
però precisato che anche le foto piccole e/o di scarsa leggibilità rappresentano
comunque per noi dei documenti di indiscutibile interesse, anche perché ci offrono
non di rado informazioni sui nostri beniamini o beniamine che non si trovano in
alcuna altra fonte. Abbiamo ritenuto utile riunirle in due pdf separati: uno per le foto
delle Lescano, l’altro per quelle dei loro collaboratori.
Links: http://www.trio-lescano.it/fototeca/Nuove_immagini_del_Trio_Lescano.pdf
http://www.trio-lescano.it/fototeca/Nuove_immagini_dei_collaboratori.pdf
◙ Martedì 25 Febbraio 2014
Mail da Massimo Menozzi: «Sul sito della provincia di Cremona si può accedere a
tutto l’Archivio storico de “Il Regime Fascista” dal 1926 al 1945:
http://www.laprovinciacr.it/sezioni/1/cremona. Ho dato una rapida occhiata, ma non ho
trovato molto sul nostro Trio, salvo alcune cosette curiose. 25 Aprile 1940,
trasmissione radio Tre sorelle in gamba, biografia non vera del Trio Lescano: in quel
momento erano dunque abbastanza famose da far nascere delle parodie! 15 Maggio
1942 e oltre, nel trafiletto relativo agli spettacoli di Milano si parla de Le vedette con
Giovanni Vallarino e il Trio Lescano. Non mi pare di averne letto nella biografia
delle Nostre».
◙ Mercoledì 26 Febbraio 2014
♦ Mail di Virgilio Zanolla: «Ecco una voce sul Trio Lescano da aggiungere alla
nostra bibliografia dal dopoguerra ad oggi: Augusto Pasquali, Dizionario della
Musica Italiana - La Canzone, Roma, Newton, 1997, p. 90.
Tale voce, come si può vedere nell’allegato, contiene alcune delle solite grossolane
imprecisioni, inescusabili in un vero esperto di Storia della Canzone (l’arresto
genovese, le Lescano che si rifanno alle Andrews Sister, ecc.); tuttavia – a mio parere
– è senz’altro meno peggio di altre (figuriamoci quindi a che punto siamo!).
Questo Dizionario (che è poi un agile libretto, della serie vecchi “Millelire”), degli
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anni dell’EIAR include con una scheda solo i seguenti nomi: Angelini, Cinico Barzizza, Pippo - Bixio, Cesare Andrea - Bonino, Ernesto - Buti, Carlo - Carboni,
Oscar - Cherubini Bixio [sic] - D’Anzi, Giovanni - Fioresi, Silvana - Kramer, Gorni Mascheroni, Vittorio - Milly - Otto, Natalino - Petrolini, Ettore - Quartetto Cetra Rabagliati, Alberto - Spadaro, Odoardo - Tajoli, Luciano - Trio Lescano.
Quindi, niente Lina Termini, Norma Bruni, Meme Bianchi, Luciana Dolliver, Dea
Garbaccio, Nuccia Natali, Nella Colombo, Rodolfo De Angelis, Vittorio Belleli,
Alfredo Clerici, Gilberto Mazzi, Michele Montanari, Otello Boccaccini, ecc. ecc. E
quali Carneadi vengono inclusi al loro posto!».
>
♦ Lele Brunini ha recensito il libro di Manuel Carrera, Norma Bruni - Una “voce di
carne” nell’Italia in guerra, Edizioni Nuova Cultura, Dicembre 2013. Abbiamo
subito inserito tale pregevole contributo nella pagina http://www.trio-lescano.it/Norma_Bruni.html.
♦ Grazie a Giorgio Zoffoli la nostra collezione di mandolini si è arricchita di un
nuovo titolo: Brilla una stella in cielo.
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◙ Giovedì 27 Febbraio 2014
♦ Mail da Il Discobolo: «Cari amici ascoltatori, per voi una puntata imperdibile di
Gran Galà, il programma curato e condotto da Simone Calomino. Sarà dedicata al
Quartetto Vocale Stars e avrà, come ospite d’onore, Mariolina Gai, voce alta del
Quartetto. Non mancate!
Su www.ildiscobolo.net:
Giovedì 27 Febbraio alle ore 10;
Venerdì 28 Febbraio alle ore 14,30;
Sabato 1° Marzo alle ore 18,10.
Buon ascolto!».
♦ Recensione del CD, appena uscito, delle Dómisol Sisters Get on Board!
Link: http://www.trio-lescano.it/Get_on_Board_Recensione.html.
◙ Venerdì 28 Febbraio 2014
Il CD che abbiamo recensito ieri ha suscitato notevole interesse tra i nostri più
qualificati collaboratori. Ecco alcune delle mail giunte in Redazione, scelte tra le più
significative:
♦ Paolo Piccardo: «È difficile esprimere giudizi completi avendo così poco materiale
da ascoltare, ma un’idea me la sono fatta, e la esprimo con la mia consueta sincerità.
Le voci delle ragazze sono ben assestate, l’intonazione, la pronuncia e il “tiro” sono
adeguati ai pezzi. La ritmica, ad un primissimo ascolto, fornisce l’idea di essere
composta da elementi tecnicamente preparati ma, forse, ancora un tantino scolastici.
Evidentemente i ragazzi sono abituati a suonare in trio, un po’ meno a sostenere una
sezione, sia vocale che strumentale. Il batterista tende a rimanere un po’ sul tempo,
cosa che ad esempio in una grossa formazione con molti fiati porterebbe ad un
rallentamento generale. Il mio modesto consiglio è di cercare di anticipare, per
meglio sostenere il canto. In un pezzo come Sing, Sing, Sing forse gioverebbe anche
una maggiore presenza, ma naturalmente io parlo da orchestrale. La tecnica è invece
ineccepibile. Magari lo farò ascoltare al nostro drummer, il M° Rodolfo Cervetto che
ha molti anni di insegnamento e collaborazioni importanti all’attivo, in modo da
avere un giudizio autorevole. Leggendo l’elenco dei pezzi si denota un omaggio ai
grandi compositori di musica del periodo 1925/1940, che io personalmente adoro,
con alcune chicche meno note come After You’ve Gone e Lullaby Of Birdland. Un
plauso dunque a questi giovani che entrano nel mondo dello swing con una splendida
opera. Un grandissimo in bocca al lupo.
Colgo l’occasione per annunciarvi che l’Orchestra in cui milito [NP Big Band], unica
straniera, è stata invitata al famoso Herräng Dance Camp in Svezia, il prossimo
Luglio. Lo Swing vive!».
♦ Simone Calomino: «Le ragazze sono senza dubbio di qualità: ottima intonazione e
sincronia. L’unica cosa che trovo un po’ meno entusiasmante è l’impasto vocale...
Non sono totalmente in grado di chiarire il perché, dato che non riesco a spiegarmi
che cosa ci sia che non vada, eppure manca qualcosa... Può essere che le voci non
siano abbastanza “distanziate” fra loro. Cito ad esempio le nostre Lescano: Giuditta
aveva una voce bassissima, Caterinetta l’aveva alta ma non troppo e quando cantava
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da seconda voce abbassava ulteriormente il tono, mentre Sandra aveva una voce
molto alta. Questo permetteva una distinzione netta tra i registri delle cantanti e un
suono decisamente gradevole. A loro discapito, posso dire che nessuna formazione
vocale odierna è riuscita a ottenere un impasto vocale che mi abbia soddisfatto, ad
eccezione delle Puppini Sisters. Il perché è che la lead voice è molto alta e mi ricorda
lo stile vocale delle cantanti degli anni ’40.
Nonostante questo problema trascurabile (e forse irrisolvibile), le Dómisol mi
piacciono molto e anche i musicisti che le accompagnano sono di indubbia qualità.
Mi piace molto la batteria perché non prende il sopravvento sugli altri strumenti,
come avviene invece in molti casi di imitazione grossolana e malfatta. Si vede che
dietro l’esperienza di questi ragazzi c’è molto studio e soprattutto del lavoro
d’ascolto, che può sembrare noioso e sterile, ma invece è indispensabile per capire
quelle sfumature particolari che rendono certe esecuzioni così speciali. Insomma, io
darei loro un bell’8!».
♦ M° Rudy Cervetto, batterista della NP Big Band: «Non è facile dare un parere solo
su un brano [Sing, Sing, Sing] registrato in modo egregio e in studio, perché li tutto
deve funzionare, soprattutto in un brano arrangiato. Scelta per altro oculata non aver
fatto il solo di batteria, il che denota anche intelligenza. Sicuramente Simone
possiede timing, conosce il linguaggio e ha la padronanza dello strumento, cosa che
hanno quasi tutti quelli che hanno preso un diploma fuori dall’Italia. Questo è un
ottimo punto di partenza per chi vuole affrontare la professione in paesi dove esiste la
meritocrazia».
Links: http://www.countbasie.it/scheda_artista.php?id=33
http://www.youtube.com/watch?v=r1qJtTiUPR0&app=desktop
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Notizie di Gennaio-Febbraio 2014