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IAGGIO IN PROVINCIA
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IL SOGNO DELLA
VAL TROMPIA
Sarezzo, Gardone Val Trompia, Marcheno, Bovegno,
Collio, San Colombano: c’è voglia di crescere.
I
di Alessandra Tonizzo
s
ncolonnati nel traffico, ci dirigiamo verso quella che fu la Valle D’Oro del bresciano, la terra
solcata dal fiume Mella che, con
tutti i suoi 50 chilometri d’estensione,
reclama a sé una storia nuova, capace di
reinventarsi dopo i fasti degli anni ’60’70: la Val Trompia.
Ce la mette tutta, questa terra, avanzando
a spizzichi e bocconi tra industria matura e innovazione, isolamento e nuove
speranze. A un anno di distanza dal nostro viaggio nella valle, troviamo gente
disposta a vincere la timidezza di una vita
cinta dalle montagne – Monte ColomMESI
2011
12novembre
MESI
2011
12novembre
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IAGGIO IN PROVINCIA
Val Trompia
bine, Muffetto, Guglielmo, Dosso Alto le
cime principali di questa zona prealpina
–, parlandoci apertamente di una realtà
sfaccettata, che guarda forzatamente oltre la crisi.
Scopriamo così le grandi speranze di
Sarezzo – paese d’origini molto antiche, 13mila abitanti e un panorama
alto-collinare suggestivo, con alture coperte di vegetazione boschiva e diversi
torrenti – realtà interessata da una forte
crescita edilizia la cui economia è basata
soprattutto sull’industria e sul terziario; il paese, oggi, mira a fare da perno
rispetto alle zone limitrofe, complice la
sua struttura ariosa, la piazza di nuova
costruzione, il clima disteso.
A Gardone Val Trompia, nel bene
e nel male, si respira un’aria diversa,
non fosse altro per il titolo di città che
la contraddistingue dal 2001: ai grandi
numeri (12mila abitanti) corrispondono
le grandi aspettative degli abitanti, tra
integrazione (1.600 stranieri), servizi
(sede della Comunità Montana di Valle Trompia, a Gardone c’è un presidio
ospedaliero e diversi enti nell’ambito di
volontariato, sport, cultura) e necessità
di riscatto per quei giovani che, da anni,
guardano oltre alla Beretta.
MESI
2011
12novembre
®
s.n.c.
1976 - 2011
35
anni di attività
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Nelle pagine precedenti, una veduta di San Colombano.
In questa pagina, due scorci di Sarezzo (sopra) e di Bovegno (sotto).
Con Marcheno s’inizia ad inerpicarsi
verso l’alta valle. Con poco più di 4mila
abitanti, il piccolo paese, tagliato in due
dalla statale rumorosa e trafficata, registra dati emblematici: -86%, dal ’90 al
2000, nei settori agricoli, +700% nel
settore istituzionale. Crescono i servizi
ma langue il commercio, e i giovani...
migrano.
Quest’ultimo, putroppo, rischia di essere il leit motiv per gli ultimi paesi del
nostro viaggio in Provincia, contrassegnati dalle disillusioni della nuova generazione che, ad esempio, a Collio si
è stancata di ascoltare i racconti di una
stazione turistica che non c’è più. Infrastrutture, negozi, iniziative: chi abita
qui reclama vita, e descrive il proprio
paese natale come un treno il cui macchinista, da tempo, si è dato alla fuga,
ma i cui binari, se ben oliati, funzionano
ancora. Forse è a San Colombano, verdissima frazione di Collio, che il sogno
dell’alta Val Trompia si fa sentire più
forte, perché velato della magica parola
“turismo”, capace di dare slancio all’economia locale e lustro all’intera zona.
Eppure, dicono, qui si vive alla giornata
e ci si sente fuori dal mondo, complice
una viabilità discutibile che fa anelare la
discussa autostrada.
Anche Bovegno, dall’alto delle sue torri
medievali – ricordi della funzione difensiva dell’antico insediamento –, aspetta
e spera. Nella conca il cui giace il paese
– conca da cui si dipartono alcune valli laterali, come la Valle di Graticelle,
la Val Sorda e la Valle della Meola –, si
guarda con ugual fiducia e sospetto alle
proposte per far decollare le potenzialità
del paese, tra cui l’impianto per il progetto turistico di Montecampione.
In Valle Trompia, insomma, non manca la materia prima per sognare, servirebbe solo una bella spinta per realizzare la voglia di crescita che giace nel
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IAGGIO IN PROVINCIA
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Val Trompia
CI HANNO DETTO…
sarezzo
di alessandra Tonizzo
ANNA FILIPPINI
(ABBIGLIAMENTO DONNA)
Via Roma
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
quilla, di siesta.
A Sarezzo si respira un’aria tran
tro del paese,
cen
il
nte,
ilme
Mentre si cerca, inut
manciata di
lche
qua
a
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si scop
lo spirito
ma
,
evia
croc
o
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negozi non sono piaz
ali.
solid
e
ate
d’iniziativa delle persone, affezion
Anna Filippini.
MESI
2011
12novembre
Che passioni si possono coltivare, in
paese?
“Io mi butto anima e corpo nel teatro,
prima recitando, ora facendo la regista
in oratorio con due gruppi del paese:
pia, oramai, ha una visione ristretta del
mercato”.
Com’è il rapporto con gli stranieri?
“Ce ne sono molti, forse troppi. L’integrazione c’è, abbiamo anche fatto la
Festa etnica, ma spesso c’è un problema
di mancanza d’educazione”.
uno adulto, gli Anonimi, che si cimentano nella prosa, ed uno di piccoli, con i
quali facciamo musicals”.
Quindi i ragazzi vivono Sarezzo…
“Basta saperli coinvolgere: rispondono
sempre, maturando con grinta ed energia”.
L’anno scorso si parlava di un sistema
di videosorveglianza: vi sentite più
sicuri?
“Pensi che non lo sapevo nemmeno! Per
ora non c’è nessun problema”.
Piazza Cesare Battisti vi ha portato
più clienti?
“A dire il vero, i lavori, durati due anni,
hanno dirottato altrove molta clientela”.
Cosa chiederebbe al Sindaco?
“Dei punti d’incontro per i ragazzi, per
ritrovarsi, giocare”.
IVONNE BUTTI
(TABACCHERIA) Via 1850
Un pregio e un difetto di Sarezzo
“Sarezzo è un paese positivo, tranquillo.
Peccato per il centro, perché siamo pochi commercianti”.
La viabilità è buona?
“Tranne il giorno del mercato, in cui
viene chiuso il traffico in centro, non c’è
nessun problema”.
Sicurezza percepita?
“Direi di sì: sono abbastanza fiduciosa”.
ELISA FACCHINI
(ZENZERO CAFFÈ) Via Roma
Sarezzo è un paese per giovani?
“Assolutamente no. Quando ero più
giovane era diverso, anche molti bar di
un tempo stanno scemando”.
Sarezzo descritto a chi non lo conosce.
“Un paese situato in un contesto carino,
una bella zona in cui venire a vivere, ma
chi cerca più negozi deve spostarsi in
zone tipo la Franciacorta: la Valtrom-
Ivonne Butti.
ROBERTO SALVI
(CASA COSÌ) Via Roma
Da lavoratore, come percepisce Sarezzo?
“Come un paese di persone splendide:
sono due anni che lavoro qui, mi trovo
molto bene”.
Come va l’attività?
“Ovviamente paghiamo un po’ lo scotto d’essere nuovi… ci vuole tempo per
ingranare e farci conoscere, ma la cosa
sta andando bene e non possiamo certo
lamentarci”.
Che tipo di clientela avete?
“Signore dai 35 ai 50 anni, provenienti
da tutta la valle, anche se Sarezzo sta facendo da perno rispetto a tutta la zona:
qui c’è una bella piazza, ci sono i parcheggi e tutto quello che può servire”.
Come affrontate la crisi?
“Si sente nella scelta del prodotto me-
dio, che si è abbassato: ora si scelgono
prodotti esteticamente meno importanti, ma noi siamo un’azienda piccola, flessibile e con prezzi umani. La nostra pubblicità sono le nonnine di Sarezzo!”.
s
La sua clientela?
“Quasi tutte signore, difficilmente teenager, sia di Sarezzo che di Villa Carcina, Concesio, Polaveno, San Giovanni e
Lumezzane, dove lavoravo prima”.
VOCE AI PASSANTI
Michele, 41 anni “Sarezzo è in
una posizione strategica ‘intelligente’, tanto che ci raggiungono da Lumezzane e Gavardo per
fare le proprie spese”.
Giovanni, 50 anni Cosa pensa
dei sistemi di videosorveglianza
predisposti dal Comune? “Non
ne conoscevo neanche l’esistenza in paese… mi sembra che non
ce ne sia bisogno, il clima qui è
tranquillo”.
Carla, 72 anni È contenta di
abitare qui? “Io qui ho tutto a
disposizione, a portata di mano:
non mi sposterei da Sarezzo”.
Ilenia, 36 anni Com’è la viabilità? “Spostarsi in macchina è
sempre più problematico…”.
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12novembre
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IAGGIO IN PROVINCIA
Val Trompia
Intervista
MASSIMO OTTELLI, SINDACO DI SAREZZO
Diverse persone chiedono che Sarezzo organizzi per i giovani più
punti di ritrovo, di gioco, che non
siano soltanto l’oratorio o i bar. Il
Comune cosa ne pensa?
“Sarezzo vede diverse offerte per
i giovani. Oltre agli oratori, ancora
vera fucina per tanti nostri ragazzi,
il Comune dispone del Centro di aggregazione giovanile a Villa Usignolo,
che promuove diverse iniziative per
i ragazzi di 11-18 anni (feste, laboratori, punto compiti), a volte però disertate dagli stessi ragazzi. Vorrei anche ricordare che il nostro territorio,
grazie alla collaborazione dell’Unione
Società Sportive, dà la possibilità di
svolgere numerose discipline sportive con due campi da calcio, cinque
palestre, piste ciclabili, centro tennis,
skate park, pista ad anello ed altri impianti. Inoltre, presso la nostra biblioteca, sono presenti una ludoteca e il
centro scacchistico”.
L’anno scorso si parlava di un sistema di videosorveglianza sul
territorio comunale, di cui molti
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12novembre
però ignorano l’esistenza: è effettivamente in uso, ce n’era davvero
bisogno?
“È da anni che il Comune di Sarezzo è dotato di alcuni impianti di
videosorveglianza sul proprio territorio, dislocati in punti sensibili
accordati con le forze dell’ordine
in una conferenza di servizi (piazza
C. Battisti, via De Gasperi zona di
Crocevia, centro Borgo Bailo e centro Le Calchere). Gli impianti funzionano e sono un aiuto, oltre che un
deterrente, al controllo dei luoghi.
Naturalmente vengono utilizzati nel
rispetto della privacy, a tutela di tutti i cittadini”.
Sembra che Sarezzo stia diventando un punto di ritrovo per la Valtrompia: perché non organizzare
eventi aggreganti che diano maggiore senso d’unità al paese, un po’
dispersivo?
“Non sono d’accordo con questa affermazione. Il Comune di Sarezzo, anche in collaborazione con le numerose associazioni presenti sul territorio
(oltre 80), organizza numerosi eventi
durante l’anno, a partire dalla fiera di
S. Faustino, che richiama visitatori da
tutta la provincia, a “Lo sport incontra la piazza”, sempre molto partecipato, alla Notte Bianca (iniziativa nata
quest’anno grazie alla collaborazione
con i commercianti, con grandissimo
successo di pubblico), all’arrivo della
gara Aido di auto storiche, a concerti
e spettacoli organizzati nella nostra
piazza per le diverse fasce d’età. Inoltre, l’anno scorso è stato inaugurato
Palazzo Avogadro, a Zanano, che è
sede permanente di mostre molto
interessanti”.
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IAGGIO IN PROVINCIA
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Val Trompia
gardone val trompia
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
di alessandra Tonizzo
LUCA IENCO
(BAR I PORTICI) Via Matteotti
Purtroppo Gardone Val Trompia
sembra aver
perso la voglia di valorizzarsi, di
aprirsi agli altri.
Lo si nota attraversando strade
semi-deserte e
parlando con gente che, se non
racconta la propria stanchezza, preferisce tacere.
Il clima, anche
in pieno sole, è piuttosto cupo e
desolante.
Luca Ienco.
Che paese è Gardone?
“Un paese basato sul lavoro e basta,
morto dopo le otto di sera”.
Quindi per i giovani…
“Non resta che spostarsi: Villa Carcina,
Sarezzo, Marcheno”.
Il target dei suoi clienti?
“Intorno ai 50-60 anni, sicuramente
non diciottenni”.
Sicurezza.
“La sicurezza c’è, Gardone è tranquillo”.
C’è integrazione con gli stranieri?
“Devo dire “sì e no”, molti si integrano,
altrettanti fanno gruppo e vogliono stare
per i fatti loro”.
s
ROSANGELA PASINETTI
(ERBORISTERIA)
Via 20 Settembre
Da quanto gestisce quest’attività?
“Da 28 anni: nel tempo ho visto cambiare Gardone, ma certo non in meglio”.
Perché?
“Prima era un centro di negozi, basta ricordare com’era Via Zanardelli. Ma anche aziende, uffici e scuole sono andati
sparendo”.
Che clientela ha?
“Sicuramente femminile, ma d’età varia,
dalla giovanissima alla signora anziana,
proveniente sia dal paese che da fuori,
anche se la gente è sempre meno”.
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IAGGIO IN PROVINCIA
Val Trompia
Com’è il mercato di Gardone?
“Anche quello si sta trasformando: le
bancarelle dei cinesi sono sempre di
più, così o si è interessati a quel tipo di
commercio o…”.
Un segno che la fa ben sperare?
“Per il momento, purtroppo, nessun segno. Anche chi torna dopo tanto tempo
a Gardone si accorge di questi cambiamenti negativi”.
EMANUELE SCARCELLA
(LA BOTTEGA DEI FIORI)
Via Matteotti
Gardone è…
“Una città che è un piccolo centro
dell’economia, perché c’è molta vita a
livello economico. È curata e aperta: dà
molta ospitalità agli estranei”.
Quindi il rapporto con lo straniero è
buono.
“Vengo dalla Franciacorta, da Adro, un
paese che per questo è finito anche sui
giornali: qui è un altro mondo, la relazione con gli immigrati è molto buona,
sono ben ambientati”.
Ci parli della sua attività.
“C’è da tre anni, e la mia clientela va da
chi è più modesto a chi non si fa problemi a spendere”.
Cosa manca a Gardone?
“Ci vorrebbero più attività per coinvolgere la gente, visto che Gardone è una
cittadina grande e potrebbe attirare
maggiormente”.
s
CESARE FRANZINI
(EDICOLA) Via Matteotti
Gardone in un aggettivo.
“Operoso”.
È davvero un paese dormitorio?
“Anche se Gardone non è mai stato un
paese con una grande vita, per me non è
un dormitorio, tolti quei quartieri sguarniti di servizi”.
Un pregio e un difetto di Gardone.
“A me il paese piace perché ci sono nato
e cresciuto, ci lavoro da 50 anni! Nel
tempo è cambiata la gente, ci sono molti extracomunitari, che a me non danno
nessun problema”.
Emanuele Scarcella.
VOCE AI PASSANTI
Alessandra, 30 anni Un problema da segnalare all’amministrazione? “Ma ha provato ad attraversare la strada? Qui le strisce
pedonali ci sono ogni morte di
Papa, e il traffico non scherza!”.
Simone, 25 anni Come si divertono i giovani a Gardone Val
Trompia? “Qui nel week-end si
prende la macchina e si va via,
non c’è niente”.
Claudio, 69 anni Una sua impressione sul paese. “Sono qui
di passaggio, ma tra traffico, rumore e quant’altro è difficile raccapezzarsi!”.
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MESI
2011
12novembre
media partner
SoStenitori aderenti
SoStenitore ordinario
V
IAGGIO IN PROVINCIA
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Val Trompia
Intervista
MICHELE GUSSAGO, SINDACO DI GARDONE VAL TROMPIA
Per alcuni Gardone rischia di diventare un paese dormitorio, forse per
colpa del pendolarismo “forzato”:
cosa fare?
“Certo, trent’anni o quarant’anni
fa, quando si andava a lavorare alla
Beretta o alla Redaelli, a tre passi
da casa, era diverso, ma il fatto che
oggi i giovani, grazie anche all’istruzione, si spostino di più è positivo. Il
paese non si sta affatto spegnendo:
l’agenda delle proposte sportive,
culturali e associative è ampia, tanto che, volendo, si potrebbe uscire
ogni sera. Lo sanno i giovani che
oggi si radunano al parco urbano,
complice anche la rete wifi gratuita
(sono già 800 gli iscritti) e, a dire il
vero, ricevo addirittura qualche telefonata di protesta perché, secondo
alcuni, ci sarebbero troppe feste,
troppo rumore. Secondo me, sta al
singolo decidere di vivere il proprio
paese, di uscire, invece di stare davanti alla tv”.
Quanto è città e quanto è paese
Gardone?
“Gardone è città nella proposta cul-
turale, nella possibilità d’istruzione.
Mentre è ancora paese, per fortuna,
nei rapporti familiari, umani, di vicinato, nel volontariato: qui il senso di
appartenenza alla comunità è forte,
si sente d’essere ‘di qualcuno’, non
di nessuno”.
Aziende, uffici, negozi e scuole:
in paese c’è chi pensa che Gardone stia “lasciando andare” diversi,
troppi servizi.
“Se guardiamo i servizi pubblici a
Gardone, la lista è “infinita”: dai
carabinieri, all’ospedale, alle scuole
superiori, alla sede della Comunità
montana... Semmai il problema si
porrà in futuro, con la cosiddetta razionalizzazione, ossia quei tagli che
potrebbero toglierci qualcosa alla
quale ci siamo abituati. Dal punto di
vista commerciale, la nostra scelta è
stata quella di non fare concorrenza
ai grandi centri commerciali dei comuni della bassa valle, perché non
sarebbe la nostra vocazione, che
invece rimane manifatturiera e produttiva. Vero è che i piccoli negozi
del centro, se non altamente specia-
lizzati, soccombono alla concorrenza
e ad un tipo di mercato che è radicalmente cambiato, per tutti”.
Attraversare la strada, in paese,
può essere un problema di tempo
e di sicurezza.
“Soprattutto per gli anziani, questa
è una realtà: purtroppo non esiste
una grande educazione nei passaggi pedonali e l’attraversamento
della statale, se non tramite i semafori a pulsante, può essere difficile.
Siamo in una valle stretta, con una
strada trafficata che taglia a metà i
paesi… Ci dovrebbe essere più attenzione al pedone da parte dell’automobilista”.
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IAGGIO IN PROVINCIA
•
•
•
•
•
traslochi
trasporti
fine art
logistica
depositi
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
di alessandra Tonizzo
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Lavora qui da molto?
“Da quando è mancato mio marito, 13
anni fa, che ha gestito l’attività per più
di 30 anni: ora andiamo avanti io e mio
figlio”.
Chi serve?
“Industriali, privati, famiglie con bambini… molti del paese, mentre per i servizi matrimoniali lavoriamo con gente di
fuori”.
Che idea si è fatta di Marcheno?
posizione non
Macheno è una sorpresa. La sua
orosa e traffirum
da
stra
la
con
–
proprio felice
a cattiva –, ha
ven
cata che lo avvelena come una
i più profonzion
rela
e
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colt
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portato la gen
e solo per
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de, a saper accogliere chi si ferm
ostante
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una breve sost
del
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la
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il sotterraneo senso d’isolam
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virtù
tà
essi
nec
di
fa
si
commercio: qui
“Mi trovo molto bene con la gente di qui,
direi che sono tutti affabili e onesti”.
LORELLA ZUBANI
(LAVASECCO)
Via Zanardelli
Lavora qui da 11 anni, che clientela
ha?
“Quasi tutta femminine, età mista, sia di
Marcheno che di zone limitrofe”.
In tempo di crisi, che capi le portano?
“Rispolverano spesso le cose di una volta, sia per necessità sia perché la moda
gira”.
s
Gigliola Guarini e Marco Bettinsoli.
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Lorella Zubani.
MESI
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I l mese dei
V
IAGGIO IN PROVINCIA
Pigiami!
93
Val Trompia
s
L’età media della sua clientela?
“Varia, anche come sesso, ed è per lo
più del paese”.
Questo traffico è un problema?
“Sì, anche solo nell’attraversare la strada”.
Un pregio e un difetto di Marcheno.
“Marcheno è ancora un paese, e quindi
mantiene tante belle cose di questa realtà. Il grosso difetto è l’inquinamento”.
Manuel Doloni e Nicola Bertussi.
Le lavanderie a gettoni che nascono
adesso le fanno molta concorrenza?
“Un po’ sì: capisco che la gente voglia
risparmiare, ma il servizio è diverso, a
cominciare dal fatto che io rispondo nel
caso dovesse succedere qualcosa alla
merce, in quelle lavanderie non lo so”.
Suggerirebbe Marcheno a una giovane coppia in cerca di casa?
“Sicuramente sì. Anche se è un paese
un po’ fiacco quanto a negozi: chi c’è
resiste con i denti, chi vorrebbe aprire
fa fatica”.
NICOLA BERTUSSI
(CAFFÈ DELLA LOGGIA)
Via Zanardelli
Marcheno è un paese sufficientemente attrezzato per i giovani?
“Direi di no: si potrebbe fare sicuramente di più”.
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Franco, 31 anni Marcheno è un
paese sicuro? “La sicurezza qui
c’è, non ricordo nessun episodio
spiacevole”.
Paolo, 45 anni Com’ è il rapporto con gli stranieri? “Ci sono
pochi rapporti ma nessuna tensione”.
MESI
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IAGGIO IN PROVINCIA
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Val Trompia
bovegno
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
di bruno forza
Bovegno è come il classico studente
che ha grandi potenzialità ma che si acconten
ta della sufficienza. I suoi abitanti se ne stan
no accorgendo e
non hanno paura a sfoderare opin
ioni. La crescita, forse, è alle porte. Le carcasse
di cave e miniere stanno facendo strada – almeno
nelle idee – a
turismo e sport, istituzioni perm
ettendo.
DAIANA BREGOLI
(MINI FASHION) Via Brentana
s
Daiana Bregoli.
Cosa offre Bovegno?
“A parte l’aria buona? Non c’è delinquenza e ci sono belle persone, ma siamo fuori dal mondo”.
Cosa manca?
“Turisti e giovani”.
Ha mai pensato di tagliare la corda?
“Se capitasse l’occasione della vita me
ne andrei anch’io, ma per il momento va
bene così”.
MESI
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12novembre
V
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IAGGIO IN PROVINCIA
Val Trompia
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RINALDO TANGHETTI
E ELDA GATTA
(LA BOTTEGA IN CIMAVILLA)
P.za Martiri della Libertà
Come vivete a Bovegno?
“Benissimo, è un paese tranquillo dal
quale non andremmo mai via”.
La crisi si sente?
“Non ci lamentiamo. È chiaro che bisogna rimboccarsi le maniche. Noi abbiamo investito sfruttando l’esperienza nel
settore e ne siamo felici”.
Il punto sull’immigrazione.
“Gli stranieri sono pochi e non sappiamo neanche se esistono. Una volta arrivavano i sardi, oggi tocca a loro, ma non
ci sono problemi”.
Cosa vi preoccupa?
“La popolazione negli ultimi anni si è
dimezzata. Nascono sempre meno bambini e ci sono parecchi appartamenti
vuoti in vendita. Il problema è che nessuno viene a Bovegno”.
Elda Gatta e Rinaldo Tanghetti.
Da che parte state sul discorso Montecampione?
“Abbiamo tanto verde, forse troppo.
Quel progetto porterebbe crescita anche qui”.
s
Risparmio
CLAUDIO TANGHETTI
(BAR VALTRUMPLINO)
Via Provinciale
Ci descriva Bovegno.
“Il paese è tranquillo e l’aria è buona,
ma spesso e volentieri bisogna spostarsi, soprattutto se si è giovani, perché
quello che offre Bovegno non basta”.
Opportunità di lavoro?
“Pochissime, praticamente zero. I miei
nonni dicevano che era un paese turistico,
ma oggi io non vedo nulla di turistico”.
A tal proposito si fa un gran discutere
del progetto turistico di Montecampione, questione che riguarda anche
Bovegno.
“Io sono favorevole. Si creerebbe passaggio e i benefici ricadrebbero su tutta
la comunità. Ovviamente è un progetto
che va realizzato in un certo modo, ma è
indispensabile perché abbiamo bisogno
di qualcosa in grado di attirare gente”.
Maria, 53 anni Molti considerano Bovegno un paese spento
per giovani e turisti. “Ci vorrebbe più sostegno per lo sport
e attenzione agli under 18. Poi
speriamo che la famosa autostrada per la Valtrompia venga realizzata”. Ha mai pensato di andarsene? “Io non cambierei mai,
e nemmeno i miei figli”.
Franco, 50 anni Un giudizio
all’amministrazione comunale?
“Negativo. Sulle poltrone che
contano si siede troppo spesso gente che non sa fare il suo
mestiere”. Questione Montecampione. Lei da che parte sta?
“Io darei il via libera immediatamente. La direzione da seguire
è quella, altrimenti a Bovegno
finiremo per girarci i pollici. Il
Comune deve capire questo e
non deve ostacolare gli imprenditori che vogliono investire sul
territorio”. E sull’autostrada che
collegherebbe Brescia alla Valtrompia? “Solo un pazzo sarebbe contrario”.
Ivan, 41 anni Montecampione
sì o Montecampione no? “La
questione non mi è chiara. Vorrei
capire fino a che punto arriva l’investimento e dove inizia la speculazione edilizia”. Cosa non va
a Bovegno? “Paghiamo 20 anni
di politiche sbagliate e l’impianto
di Montecampione non è la soluzione perché garantirebbe solo 6
mesi di lavoro l’anno”.
Daniela, 34 anni È contenta di
come è governato il paese?
“Qui sono state fatte scelte assurde. Hanno investito un sacco di soldi nel parco minerario,
dove una persona può andare
una volta nella vita, e adesso si
fa tanto trambusto su alberghi e
impianti sciistici che garantirebbero indotti continui. Assurdo”.
Il vantaggio è lineare
* lo sconto si riferisce alla componente relativa ai costi d’acquisto dell’energia, che rappresenta, al netto delle imposte, circa il 60% della spesa complessiva della bolletta
per una famiglia tipo con consumi annui pari a 2.700 kWh (3 KW di potenza impegnata) nell’abitazione di residenza.
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COLLIO
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Val Trompia
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
di bruno forza
FRANCO RACAGNI
(ALBERGO MANIVA
RISTORANTE) P.za Zanardelli
Collio è ieratico, fermo come la
sua funivia. Una
realtà frammentata dal punto di vista
commerciale
e turistico, dove non ci sono stra
tegie comuni e si
guarda il collega della porta acca
nto con un pizzico d’invidia e pregiudizio. Gli anzi
ani colorano la
zona chiacchierando sulle panchin
e e popolando i
bar. Il loro cruccio? Il futuro dei giov
ani.
Franco Racagni.
Come va a Collio?
“Qualcuno dice che ormai Collio ha
perso il treno. Io credo che in realtà il
treno sia fermo. Il problema è che manca
il macchinista”.
VOCE AI PASSANTI
Cosa non va?
“Mancano infrastrutture, negozi e iniziative. Il turismo è indietro, non c’è
sinergia tra le realtà del territorio e le
istituzioni, che sembrano non avere interesse a fare il bene della comunità”.
Da quanto tempo avete l’attività qui?
“Da due anni. Noi siamo di Mompiano.
Abbiamo una pizzeria anche là. Qui siamo venuti con l’obiettivo di rilanciare
l’albergo e il ristorante”.
Ci siete riusciti?
“Siamo gli unici a garantire un servizio
di bus navetta che raccoglie gli ospiti
s
Tullia 70 anni Vivere a Collio
la rende felice? “Direi di sì, qui
non si vive male. Sicuramente va
meglio a noi anziani che ai giovani”. E a chi opera nel turismo?
“Male. Un sacco di proprietari
non riesce ad affittare appartamenti che restano vuoti e i pochi
turisti sono tutti anziani. Perfino i
miei nipoti vengono qui controvoglia da Brescia”.
Maddalena 68 anni Cosa rende
speciale Collio? “Queste sono
belle zone, ricche di natura e ossigeno, ma a livello sociale siamo
messi male. Personalmente sono
preoccupata perché qui i nostri
giovani non hanno futuro”. Quindi
che fanno? “Lavorano nelle officine della zona o a Gardone, oppure
o negli alberghi di S. Colombano.
Non esistono alternative”.
MESI
2011
12novembre
100
V
IAGGIO IN PROVINCIA
Val Trompia
nel raggio di 50 km. Li portiamo anche
alle piste da sci. Poi puntiamo su pizza
di qualità e cucina casereccia a prezzi
bassi. La soddisfazione più bella è stata
una cartolina di ringraziamento arrivata
da nostri ospiti neozelandesi”.
Cosa dovrebbero fare invece le istituzioni?
“Rimboccarsi le maniche. Poi servono imprenditori pronti a investire e a
scommettere sulla zona. L’esempio da
seguire è il comprensorio costruito da
Lucchini a San Colombano”.
Questione giovani.
“Per loro non c’è nulla. La noia li conduce ai bar e purtroppo anche alla droga. E
dire che abbiamo tanti bravi ragazzi che
meriterebbero fiducia”.
OMAR GERARDINI
(TABACCHI)
P.za Zanardelli
Consiglierebbe a qualcuno di trasferirsi qui?
san colombano
GIGLIOLA RAMBALDINI
(ALBERGO PIANI DI NAANI)
Via Bondegno,
San Colombano
Come va la vita a S. Colombano?
“Si va avanti. In queste zone si vive alla
giornata”.
E il turismo?
“Maluccio, perché il paese offre poco.
Se escludiamo le piste da sci al Maniva
e quelle per slittini e pattinaggio non c’è
altro”.
Quali sono le principali attrazioni
della zona?
“L’aria fresca e la bellezza del paesaggio”.
Cosa potrebbero fare le istituzioni
per incentivare il turismo?
“Dovremmo fare di più tutti, invece
siamo delle tartarughe chiuse in se
stesse”.
MESI
2011
12novembre
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“Nessuno deciderebbe di trasferirsi qui.
Ci vivi se ci sei nato”.
Cosa la tiene ancorato a Collio?
“Gli amici, la passione per la caccia e il
lavoro”.
Quali sono i problemi più sentiti?
“Ci vorrebbero centri giovanili e strutture sportive. Il paese va indietro. Anni
fa era diverso”.
Perché?
“Gli albergatori hanno fatto solo i loro
interessi senza offrire servizi adeguati ai
Omar Gerardini.
turisti. Il Maniva è la salvezza della zona
grazie agli investimenti di Lucchini, ma
Pezzeda è ko, sommersa dai debiti e con
la seggiovia ferma”.
SILVANO BONOMINI
(FOTO COLLIO)
P.za Marconi
Come vanno le cose da queste parti?
“Siamo giù. Non c’è gente. Il turismo
zoppica. Solo ad agosto si è visto un certo movimento”.
Come giudica l’operato del Comune?
“Ha pochi soldi, non può fare di
più”.
Come rialzarsi?
“Spero che possano rimettere in funzione la seggiovia perché questa situazione
danneggia tutto il paese”.
L’autostrada per la Valtrompia sarebbe un ulteriore aiuto?
“Senza dubbio, e un servizio prezioso
per i residenti che lavorano distanti da
casa”.
PAESE CHE VAI…
LE NOSTRE IMPRESSIONI
paradiso di
San Colombano è un piccolo
turistica e
cita
cres
una
tranquillità che sogna
agli ocione
prig
una
di
ze
bian
sem
le
assume
e. Ma
grar
emi
ad
nati
chi dei giovani, condan
are.
parl
di
lia
vog
ha
non
la gente
GABRIELE RAMBALDINI
(ALBERGO IL CICLAMINO)
Via Bondegno, San Colombano
Come giudica la qualità della vita a
San Colombano?
“Ottima, si vive benissimo. Qui sì che
abbiamo l’aria buona”.
Come sono andati gli affari nella stagione estiva?
“Così così, ma diciamo che poteva andare peggio”.
VOCE AI PASSANTI
Qual è la problematica più sentita dai
residenti?
“La totale assenza delle istituzioni”.
Ci faccia un esempio.
“La strada che conduce al mio albergo
era zeppa di buche ma le nostre segnalazioni non sono servite a nulla. Mi sono
dovuto rimboccare le maniche insieme
al mio amico Aimo Maggi. Abbiamo
comprato cemento e sabbia e abbiamo
sistemato tutto”.
nel numero di gennaio
La Valle Camonica:
Breno - Darfo - Edolo - Ponte di Legno
nel numero di febbraio
Speciale Lumezzane
Enzo, 47 anni Da quanto tempo vive a San Colombano? “Da
sette anni e ci sto bene”. Qual è
il cruccio di chi abita qui? “Senza dubbio la viabilità, complice la
frana dei giorni scorsi”.
Genny e Mateia, 17 e 18 anni
Com’è la vita dei giovani a San
Colombano? “Pessima. Qui siamo fuori dal mondo. Per noi non
c’è davvero niente”. Come descrivereste il paese a chi non lo
conosce? “La maggioranza degli
abitanti è anziana, e ci sono tre
bar in croce. Per noi ragazzi la patente rappresenta una via di fuga
per poterci spostare”. Il vostro
futuro è lontano da qui? “Sicuramente. Andremo a Brescia o
a Gardone Valtrompia”. I vostri
genitori che ne pensano? “Ci
danno ragione”. Cosa chiedereste al sindaco? “Vorremmo che ci
fossero più occasioni di festa, di
incontro e di divertimento. Ogni
tanto andiamo al cinema a Brescia, ma ci vuole un’ora di strada,
non è il massimo”. L’oratorio è
vissuto? “Per niente. Non ci andiamo più da un pezzo”.
DELFINA RAMBALDINI
(ALBERGO LA SCALETTA)
Via Bondegno, San Colombano
Come si vive da queste parti?
“È una vita dedicata completamente al
lavoro”.
La crisi è arrivata anche qui?
“Certo, e si vede soprattutto nel turismo. Chi passa di qui non spende più e
spesso i visitatori sono un danno perché
sporcano e non hanno rispetto dell’ambiente”.
L’occupazione per i giovani è ridotta
all’osso…
“Lavorano nelle fabbriche a Collio o si
spostano a Gardone Val Trompia. Non
ci sono alternative”.
MESI
2011
12novembre
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