CARTA ITTICA
DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
2014 - 2019
STUDIO PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA
AI SENSI DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE
(DIRETTIVA“HABITAT”)
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Al presente studio hanno partecipato:
Dott. Biol: Enrico Marconato
Dott. For: Silvia Artolozzi
Dott. Biol: Thomas Busatto
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
I
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Indice
Introduzione
1
Rete Natura 2000
1
La Valutazione di Incidenza
4
Normativa di riferimento
5
Metodologia procedurale
7
FASE 1
9
FASE 2
10
Caratteristiche del piano
10
Inquadramento territoriale del Piano
10
Contenuti
14
LA CLASSIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA PROVINCIALI
14
INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE DI RIPOSO BIOLOGICO
14
INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE NO KILL
15
PIANI DI MIGLIORAMENTO DELLE COMUNITA’ ITTICHE
15
INDICAZIONI GESTIONALI PER LE ATTIVITA’ DI PESCA IN ZONA A) E B)
16
CARATTERISTICHE E CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE DEI BILANCIONI NELLE ACQUE
DELLA ZONA B)
17
CRITERI PER LA CONCESSIONE DI ACQUE PUBBLICHE AI FINI DELLA PESCA SPORTIVA 17
INTERVENTI IN CASO DI ASCIUTTA TEMPORANEA E DI FAUNA ITTICA IN DIFFICOLTA’ 17
INDIVIDUAZIONE DEI CAMPI DI GARA FISSI E CRITERI PER LO SVOLGIMENTO DI
MANIFESTAZIONI AGONISTICHE
18
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA A
19
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA B
21
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA C
22
IMMISSIONI E RIPOPOLAMENTI
23
ISTITUZIONE E GESTIONE DELLE ZONE DI ACCRESCIMENTO GIOVANILE
29
INDICAZIONI GESTIONALI PER L’ATTIVITÀ DI ACQUACOLTURA E PER LA PESCA
SPORTIVA IN BACINI ALL’INTERNO DI AREE PRIVATE
30
INDICAZIONI PER LA GESTIONE DELLE SPONDE DEI CAMPI GARA E DEI TRATTI DI CORSI
D’ACQUA INTERESSATI DA RADUNI DI PESCA SPORTIVA
33
NORME PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA NELLA ACQUE INTERNE E LAGUNARI DELLA
PROVINCIA DI VENEZIA
36
Aree di interesse e caratteristiche dimensionali
68
Distanza dal sito della Rete Natura 2000 e dagli elementi chiave di questi
73
Durata dell’attuazione e cronoprogramma
74
Indicazioni derivanti dagli strumenti di pianificazione
74
Direttiva Habitat e Piani di Gestione
74
Piano Territoriale di Coordinamento Regionale (PTRC) e Piano Territoriale Provinciale di
Coordinamento (PTCP)
76
Piani di Bacino Distrettuale
77
Piano di Tutela delle Acque (P.T.A.)
78
Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.)
80
Autorità di Bacino nazionale dell’Adige
81
Autorità di Bacino nazionale dei fiumi dell’Alto Adriatico (Tagliamento, Livenza, Piave e
Brenta-Bacchiglione)
82
Autorità di Bacino interregionale del Lemene
83
Autorità di Bacino interregionale del Fissero, Canal Bianco
83
Autorità di Bacino regionale del Sile e della pianura tra Piave e Livenza
84
Piano Faunistico Venatorio Regionale e Piano Faunistico Venatorio della Provincia di
Venezia
84
Misure di conservazione Allegato A Dgr n. 2371 del 27.07.2006
85
Utilizzo delle risorse
105
Fabbisogno nel campo dei trasporti, della viabilità e delle reti infrastrutturali
106
Emissioni, scarichi, rifiuti, rumori, inquinamento luminoso
106
Alterazioni dirette e indirette sulle componenti ambientali aria, acqua, suolo
107
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INTRODUZIONE
Identificazione di tutti i piani, progetti e interventi che possono interagire congiuntamente
110
FASE 3
111
Definizione dei limiti spaziali e temporali dell’analisi
111
Identificazione dei siti della Rete Natura 2000 interessati
128
Sito SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano
129
Sito SIC IT 3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio
133
Sito SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
137
Sito SIC IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”
139
Sito ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di Cinto Caomaggiore
142
Sito SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
146
Sito SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
149
Sito SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
152
Sito SIC IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
154
Sito SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
157
Sito SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
161
Sito SIC IT3250044 Fiume Reghena e Lemene – Canale Taglio e rogge limitrofe – Cave di
Cinto Caomaggiore
164
Sito SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
168
Sito ZPS IT3270023 Delta del Po
175
Caratteristiche ambientali delle aree interessate dalle previsioni di piano
180
Assetto vegetazionale
181
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore
181
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
Sottoragruppamento III: Fiume Sile
181
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore – IV: Fiumi
Livenza
182
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore – V: Fiumi
Reghena – Lemene
183
Raggruppamento 3C: Zone umide e loro pertinenze: fontanili e laghi eutrofici
184
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata, aree vallive e
foci – I: Laguna di Venezia
186
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata, aree vallive e
foci – III: Fiume Po: tratto terminale e delta veneto
188
Raggruppamento 5B: Biotopi litoranei e sistemi dunali
190
Assetto faunistico
193
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore
193
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
Sottoragruppamento III: Fiume Sile
193
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore – IV: Fiumi
Livenza
194
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore – V: Fiumi
Reghena – Lemene
194
Raggruppamento 3C: Zone umide e loro pertinenze: fontanili e laghi eutrofici
195
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata, aree vallive e
foci – I: Laguna di Venezia
196
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata, aree vallive e
foci – III: Fiume Po: tratto terminale e delta veneto
196
Raggruppamento 5B: Biotopi litoranei e sistemi dunali
197
Identificazione degli aspetti vulnerabili dei siti considerati
199
SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
202
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
205
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto
Caomaggiore
209
ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore 212
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
215
SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
217
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INTRODUZIONE
SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
218
ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio
221
Identificazione degli effetti con riferimento agli habitat, habitat di specie e specie nei
confronti dei quali si producono
224
Identificazione degli effetti sinergici e cumulativi
225
Identificazione dei percorsi e dei vettori attraverso i quali si producono
237
Previsione e valutazione della significatività degli effetti con riferimento agli habitat,
habitat di specie e specie
238
Habitat acquatici
241
Avifauna
244
Erpetofauna
246
Ittiofauna
248
Fase 4
261
Sintesi delle informazioni rilevate e delle determinazioni assunte
261
Bibliografia e fonti
288
Riferimenti bibliografici
288
Riferimenti normativi
288
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IV
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Introduzione
La Carta Ittica è uno strumento necessario per la gestione della fauna ittica;
essa studia lo stato dell'ittiofauna in rapporto alle caratteristiche ambientali delle
acque correnti superficiali. La Carta Ittica, quindi, ha lo scopo di fornire delle
indicazioni per una gestione razionale della pesca, basata su valutazioni tecniche
scientifiche quantitative, verificabili e migliorabili nel tempo, grazie ai monitoraggi
effettuati nel corso degli anni (dal 2001 al 2012).
Rete Natura 2000
A partire dagli anni '80 il concetto di biodiversità e le problematiche relative alla
progressiva perdita di diversità biologica a causa delle attività umane sono diventati
oggetto di numerose convenzioni internazionali.
Già nel 1979 con la Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli
uccelli selvatici, nota come direttiva “Uccelli”, erano state istituite le ZPS (Zone a
Protezione Speciale), aree con presenza di habitat indispensabili a garantire la
sopravvivenza e la riproduzione degli uccelli selvatici nella loro area di distribuzione.
Nel 1992, con la sottoscrizione della Convenzione di Rio sulla Biodiversità, tutti
gli stati Membri della Comunità Europea hanno riconosciuto la conservazione in situ
degli ecosistemi e degli habitat naturali come priorità da perseguire, ponendosi come
obiettivo quello di "anticipare, prevenire e attaccare alla fonte le cause di significativa
riduzione o perdita della diversità biologica in considerazione del suo valore intrinseco
e dei suoi valori ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali,
ricreativi ed estetici".
Con questa nuova ottica il Consiglio della Comunità Europea ha adottato la
Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e
della flora e della fauna selvatiche, nota come direttiva “Habitat”. Questa direttiva
prevedeva che lo Stato membro individuasse dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
con le caratteristiche fissate dagli allegati della direttiva, che insieme alle aree già
denominate come zone di protezione speciale (ZPS), andassero a costituire la rete
ecologica europea coerente di Zone Speciali di Conservazione (ZSC), denominata Rete
Natura 2000. La tutela della biodiversità è stata quindi riletta a scala geografica
maggiore, e l’approccio conservazionistico rivolto alle singole specie minacciate è stato
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INTRODUZIONE
integrato ed affiancato da azioni volte alla tutela di tutta la diversità biologica, nelle
sue componenti: genetica, di specie e di ecosistemi.
Natura 2000 è il nome che il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha
assegnato ad un sistema coordinato e coerente (una "rete") di aree destinate alla
conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea per la conservazione
degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Le aree
denominate ZSC e ZPS nel loro complesso garantiscono la presenza, il mantenimento
e/o il ripristino di habitat e specie del continente europeo particolarmente minacciati di
frammentazione e di estinzione. Al di là del numero e della tipologia degli organismi
protetti, la rete Natura 2000 permette agli Stati membri di applicare il concetto
innovativo di tutela della biodiversità riconoscendo l’interdipendenza di elementi
biotici, abiotici e antropici nel garantire l’equilibrio naturale in tutte le sue componenti.
I due tipi di aree, SIC e ZPS, possono essere distinte o sovrapposte a seconda dei
casi. L’impegno coordinato dell’Unione e degli Stati Membri nella costruzione della
Rete Natura 2000 applica il carattere intrinsecamente transfrontaliero della tutela
della biodiversità, quale patrimonio genetico, specifico ed ecosistemico non limitato al
territorio di una singola nazione. Attraverso il concetto di rete, l’attenzione è rivolta
alla valorizzazione della funzionalità degli habitat e dei sistemi naturali: vengono
considerati non solo lo stato qualitativo dei siti, ma anche le potenzialità che gli
habitat ricadenti al loro interno hanno di raggiungere un livello di maggiore
complessità. Sono quindi presi in considerazione anche siti degradati in cui tuttavia gli
habitat hanno conservato l’efficacia funzionale e sono in grado di tornare verso forme
più complesse.
La conservazione degli habitat seminaturali riconosce il valore di aree, quali
quelle con attività di agricoltura tradizionale, con boschi utilizzati, con pascoli, in cui la
presenza dell’uomo ha contribuito a stabilire un equilibrio ecologico. Per gli obiettivi di
gestione dei siti Natura 2000, la direttiva Habitat è chiara nel favorire lo sviluppo
sostenibile, attuato attraverso l’integrazione della gestione delle risorse naturali con le
attività economiche e le esigenze sociali e culturali delle popolazioni che vivono al loro
interno.
La peculiarità della rete Natura 2000 è basata su un sistema di territori correlati
da legami funzionali. La coerenza ecologica della rete è assicurata dalla gestione
integrata di ogni sito, non in considerazione dello Stato membro di appartenenza, ma
in quanto parte integrante del sistema. Si mira così a garantire a livello europeo la
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INTRODUZIONE
presenza e distribuzione degli habitat e delle specie considerate. La rete Natura 2000
non è dunque un semplice assemblaggio di siti, ma il risultato di una selezione di aree
che, pur non essendo sempre realmente collegate, contribuiscono per ciascun habitat
e ciascuna specie al raggiungimento della coerenza complessiva della rete all’interno
del continente europeo. In tale ambito si inserisce l’individuazione e la conservazione
degli elementi del paesaggio significativi per la fauna e la flora selvatiche: i corsi
d’acqua con le relative sponde, le siepi e i muretti a secco quali sistemi tradizionali di
delimitazione dei campi. Si tratta di elementi che per la loro struttura sono
funzionalmente essenziali per la migrazione, la distribuzione geografica, lo scambio
genetico delle specie selvatiche (corridoi ecologici).
I siti della rete vengono monitorati grazie ad attività di gestione e ricerca che
forniscono dati oggettivi su cui basare progetti di sviluppo economico compatibili con
la conservazione. La conoscenza scientifica diventa così occasione di sviluppo
sostenibile oltrechè garanzia di conservazione.
L’attuazione della Direttiva “Habitat” in Italia (attraverso il D.P.R. n.357 del 8
settembre 1997) prevede l’individuazione dei Siti di Importanza Comunitaria, avviata
dal Ministero dell’Ambiente con il programma “Bioitaly” nell’ambito del regolamento
europeo “Life”. La Regione Veneto ha partecipato al programma, che si è concluso nel
1997, individuando 156 siti sul proprio territorio. Si tratta, nella maggior parte dei
casi, di siti già sottoposti a diverse forme di protezione, perché indicati nel Piano
Territoriale Regionale di Coordinamento come luoghi adatti all’istituzione di parchi e
riserve naturali, aree di tutela paesaggistica e ambiti di particolare interesse
naturalistico.
La realizzazione nel Veneto della Rete Natura 2000 è stata affidata al Segretario
Regionale per il Territorio (Deliberazione della Giunta Regionale n. 3766 del 21
dicembre 2001). Le indagini per l’individuazione dei Siti di Importanza Comunitaria e
delle
Zone
di
Protezione
Speciale
sono
state
approfondite
con
analisi
tecnicoscientifiche effettuate da un gruppo di esperti incaricati. In seguito ai successivi
studi e censimenti da una parte e provvedimenti e comunicazioni della Corte di
Giustizia della Comunità Europea e del Ministero dell’Ambiente dall’altra, l’elenco dei
siti e le relative perimetrazioni sono stati rivisti e aggiornati. Allo stato attuale nella
Regione del Veneto sono presenti 128 Siti Natura 2000, di cui 102 Siti di Importanza
Comunitaria e 67 Zone di Protezione Speciale che complessivamente coprono circa il
23 per cento del territorio regionale.
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INTRODUZIONE
La Regione Veneto ha inoltre avviato, a partire dal 2003, il censimento degli
habitat di interesse comunitario e degli habitat di specie presenti nei siti della rete
ecologica Natura 2000 che si trovano nel proprio territorio. Facendo seguito ad una
fase sperimentale, durante la quale sono stati censiti e cartografati 9 siti pilota, è
stato sviluppato e approvato con la D.G.R. 2702/2006 un programma per il
completamento della cartografia degli habitat regionali. Con l’allegato A della D.G.R.
1066/2007 sono state succesivamente approvate le specifiche tecniche per la
struttura del database così come formulato dal Servizio Reti Ecologiche e Biodiversità
della Direzione Pianificazione Territoriale e Parchi - Segreteria Regionale all’Ambiente
e Territorio. Nel database sono contenute tutte le informazioni necessarie alla
comprensione della cartografia e al suo utilizzo.
Attualmente, è disponibile la cartografia degli habitat, per i siti in questione,
approvata con D.G.R. 3919/2007, D.G.R. 1125/2008 e D.G.R. 4240/2008; tale
documentazione
è
pubblicata
presso
il
sito
della
Regione
Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/).
La Valutazione di Incidenza
La valutazione d'incidenza è il procedimento di carattere preventivo al quale è
necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze negative
su un sito o proposto sito della Rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad
altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso.
Tale procedura è stata introdotta dall'articolo 6, comma 3, della direttiva
"Habitat" con lo scopo di salvaguardare l'integrità dei siti attraverso l'esame delle
interferenze di piani e progetti “non” direttamente connessi alla conservazione degli
habitat e delle specie per cui essi sono stati individuati, ma in grado di condizionarne
l'equilibrio ambientale.
La valutazione di incidenza, se correttamente realizzata ed interpretata,
costituisce lo strumento per garantire, dal punto di vista procedurale e sostanziale, il
raggiungimento di un rapporto equilibrato tra la conservazione soddisfacente degli
habitat e delle specie e l'uso sostenibile del territorio.
La valutazione d’incidenza si deve applicare sia a progetti che interessano
direttamente i siti di Importanza Comunitaria, sia a progetti che anche indirettamente
possano avere un qualche effetto su tali siti, essa rappresenta uno strumento di
prevenzione che analizza gli effetti di interventi che, seppur localizzati, vanno collocati
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INTRODUZIONE
in un contesto ecologico dinamico. Ciò in considerazione delle correlazioni esistenti tra
i vari siti e che portano alla coerenza complessiva e alla funzionalità della rete Natura
2000, sia a livello nazionale che comunitario. Pertanto, la valutazione d'incidenza si
qualifica come strumento di salvaguardia, che si cala nel particolare contesto di
ciascun sito, ma che lo inquadra nella funzionalità dell'intera rete.
Normativa di riferimento
Il recepimento delle due principali direttive europee (“Uccelli” 79/409/CEE, oggi
abrogata, con la nuova Direttiva 2009/147/CE e “Habitat” 92/43/CEE) da parte dello
Stato Italiano avviene con la L. 157/1992 “Norme per la protezione della fauna
selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e con il D.P.R. 357/1997
“Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione
degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche”. In
seguito il Legislatore è intervenuto con modificazioni, integrazioni e disposizioni
ulteriori; l’elenco completo in ordine cronologico è riportato in bibliografia.
Per quanto riguarda nello specifico la valutazione d’incidenza, in ambito
nazionale viene disciplinata dall'art.6 del DPR 120/2003, che ha sostituito l'art.5 del
DPR 357/1997 il quale trasferiva nella normativa italiana i paragrafi 3 e 4 della
direttiva "Habitat". Il DPR 357/97 è stato, infatti, oggetto di una procedura di
infrazione da parte della Commissione Europea, che ha portato alla sua modifica ed
integrazione da parte del DPR 120/2003.
In base all'art. 6 del nuovo DPR 120/2003, comma 1, nella pianificazione e
programmazione
territoriale
si deve
tenere
conto
della valenza naturalistico-
ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria, dei siti di importanza
comunitaria e delle zone speciali di conservazione. Si tratta di un principio di carattere
generale tendente ad evitare che vengano approvati strumenti di gestione territoriale
in conflitto con le esigenze di conservazione degli habitat e delle specie di interesse
comunitario.
Sono da sottoporre a valutazione di incidenza (comma 3), tutti gli interventi
non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione
soddisfacente delle specie e degli habitat presenti in un sito Natura 2000, ma che
possono avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o congiuntamente
ad altri interventi.
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INTRODUZIONE
Lo studio per la valutazione di incidenza deve essere redatto secondo gli
indirizzi dell'allegato G al DPR 357/97.
Tale allegato, che non è stato modificato dal nuovo decreto, prevede che lo
studio per la valutazione di incidenza debba contenere:
-
una
descrizione
dettagliata
del
piano
o
del
progetto
che
faccia
riferimento, in particolare, alla tipologia delle azioni e/o delle opere, alla dimensione,
alla complementarietà con altri piani e/o progetti, all'uso delle risorse naturali, alla
produzione di rifiuti, all'inquinamento e al disturbo ambientale, al rischio di incidenti
per quanto riguarda le sostanze e le tecnologie utilizzate;
-
un'analisi delle interferenze del piano o progetto col sistema ambientale
di riferimento, che tenga in considerazione le componenti biotiche, abiotiche e le
connessioni ecologiche.
Nell'analisi delle interferenze, occorre prendere in considerazione la qualità, la
capacità di rigenerazione delle risorse naturali e la capacità di carico dell'ambiente.
Per i progetti già assoggettati alla procedura di Valutazione d'Impatto
Ambientale (VIA), la valutazione d'incidenza viene ricompresa nella procedura di VIA
(DPR 120/2003, art. 6, comma 4). Di conseguenza, lo studio di impatto ambientale
predisposto dal proponente dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra
progetto e finalità conservative del sito in base agli indirizzi dell'allegato G.
Qualora, a seguito della valutazione di incidenza, un piano o un progetto risulti
avere conseguenze negative sull'integrità di un sito (valutazione di incidenza
negativa), si deve procedere a valutare le possibili alternative. In mancanza di
soluzioni alternative, il piano o l'intervento può essere realizzato solo per motivi di
rilevante interesse pubblico e con l'adozione di opportune misure compensative
dandone comunicazione al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio (DPR
120/2003, art. 6, comma 9).
Se nel sito interessato ricadono habitat naturali e specie prioritari, l'intervento
può essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell'uomo e alla sicurezza
pubblica, o per esigenze di primaria importanza per l'ambiente, oppure, previo parere
della Commissione Europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico
(DPR 120/2003, art. 6, comma 10). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o
pubblico non rilevante), si esclude l'approvazione.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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INTRODUZIONE
Metodologia procedurale
La metodologia procedurale proposta nella guida della Commissione è un
percorso di analisi e valutazione progressiva che si compone di 4 fasi principali:
- LIVELLO 1: verifica (screening) - processo che identifica la possibile incidenza
significativa su un sito della rete Natura 2000 di un piano o un progetto,
singolarmente o congiuntamente ad altri piani o progetti.
- LIVELLO 2: valutazione "appropriata" - verificato che gli esiti della selezione
preliminare (screening) comportano l’approfondimento in merito alle situazioni in cui
sono possibili incidenze negative o le stesse non possono essere escluse in forza del
principio di precauzione, la valutazione “appropriata” richiede l’analisi dell'incidenza
del piano o del progetto sull'integrità del sito, singolarmente o congiuntamente ad altri
piani o progetti, nel rispetto della struttura e della funzionalità del sito e dei suoi
obiettivi di conservazione;
- LIVELLO 3: analisi di soluzioni alternative - individuazione e analisi di
eventuali soluzioni alternative per raggiungere gli obiettivi del progetto o del piano,
evitando incidenze negative sull'integrità del sito;
- LIVELLO 4: definizione di misure di compensazione - individuazione di azioni,
anche preventive, in grado di bilanciare le incidenze previste, nei casi in cui non
esistano soluzioni alternative o le ipotesi proponibili presentino comunque aspetti con
incidenza negativa, ma per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico sia
necessario che il progetto o il piano venga comunque realizzato.
L'iter delineato nella guida non corrisponde necessariamente a un protocollo
procedurale, molti passaggi possono essere infatti seguiti "implicitamente" ed esso
deve, comunque, essere calato nelle varie procedure già previste, o che potranno
essere previste, dalle Regioni e Province Autonome.
Occorre inoltre sottolineare che i passaggi successivi fra le varie fasi non sono
obbligatori, sono invece consequenziali alle informazioni e ai risultati ottenuti; ad
esempio, se le conclusioni alla fine della fase di verifica indicano chiaramente che non
ci potranno essere effetti con incidenza significativa sul sito, non occorre procedere
alla fase successiva.
A livello regionale, la Giunta Regionale del Veneto ha provveduto a formulare le
prime indicazioni applicative con la deliberazione 22 giugno 2001, n. 1662, che
sancisce l’obbligatorietà della Valutazione d’Incidenza di piani e progetti inerenti le
aree SIC e ZPS. Tali indirizzi sono stati successivamente sviluppati con la D.G.R. 4
ottobre 2002, n. 2803 che ha approvato la "Guida metodologica per la valutazione di
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INTRODUZIONE
incidenza ai sensi della Direttiva 92/43/CEE" e le "Modalità operative per la verifica e il
controllo a livello regionale della rete Natura 2000".
Tale “Guida” è stata aggiornata con la D.G.R. 3173/2006 che revoca la D.G.R.
2803/2002; e si ha una nuova formulazione, sulla base del contributo di osservazioni
e indicazioni formulate dalle strutture regionali interessate, della "Guida metodologica
per la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE". Le fasi procedurali
previste nella selezione preliminare (screening), e presenti in tale studio, sono
rispettivamente:
- FASE 1: Valutazione della connessione con la gestione del sito
- FASE 2: Descrizione del progetto / piano e identificazione delle incidenze
- FASE 3: Valutazione della significatività delle incidenze
- FASE 4: Valutazione riassuntiva
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FASE 1
Il progetto/piano non è “direttamente connesso o necessario alla gestione del
sito” e non presenta le caratteristiche elencate al paragrafo 3 dell’Allegato A della
D.G.R. 3173/2006 “Criteri e indirizzi per l’individuazione dei piani, progetti e interventi
per i quali non è necessaria la procedura di Valutazione di Incidenza”, si procede con
la fase di screening.
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FASE 2
Caratteristiche del piano
Inquadramento territoriale del Piano
La Carta Ittica è uno strumento necessario per la gestione della fauna ittica;
essa studia lo stato dell'ittiofauna in rapporto alle caratteristiche ambientali delle
acque correnti superficiali. La Carta Ittica, quindi, ha lo scopo di fornire delle
indicazioni per una gestione razionale della pesca, basata su valutazioni tecniche
scientifiche quantitative, verificabili e migliorabili nel tempo, grazie ai monitoraggi
effettuati nel corso degli anni (dal 2001 al 2012).
Chiarito che la Carta Ittica rappresenta di fatto un piano di gestione faunistica,
che interessa il territorio provinciale, la stessa deve essere sottoposta a Valutazione di
incidenza allo scopo di verificare le sue ricadute all’interno dei Siti di importanza
comunitaria e delle Zone di protezione speciale; all’interno di questo documento la
Carta Ittica sarà identificata con il termine “Piano”.
Sono state analizzate tutte le attività previste dalla carta ittica e la relativa
legislazione in modo da valutare attentamente tutte le attività soggette ad incidenza.
La Carta Ittica, come indicato dall’art. 3 e dall’art. 5 della L.R. 19/1998,
definisce a livello provinciale gli indirizzi utili alla pianificazione provinciale e le azioni
da intraprendere per il raggiungimento degli obiettivi di ordine conservazionistico e
quelli di ordine alieutico. Questo strumento è di fondamentale importanza per la
corretta gestione delle risorse alieutiche, per questo motivo richiede continui
aggiornamenti ed adeguamenti alle mutevoli condizioni ambientali.
+Le indicazioni riportate nella Carta Ittica tengono conto soprattutto dello
studio specifico della struttura e della dinamica dei popolamenti ittici e
la
caratterizzazione dettagliata delle caratteristiche ambientali dei corsi d'acqua, in
associazione alla valutazione della pressione di pesca e indicazioni per i progetti di
gestione.
La regolamentazione per una corretta gestione razionale della pesca, che
scaturisce dall Carta Ittica, è basata su valutazioni tecnico-scientifiche, verificabili e
migliorabili nel tempo ed interessa tutto il territorio provinciale con particolare
riferimento alle acque classificate come zona A (acque salmonicole) e zona B (acque
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
ciprinicole) ed alcune zone della Laguna di Venezia (zona C) destinate a campo gara
come le bocche di porto.
Le acque superficiali della Provincia di Venezia sono state suddivise sulla base
delle loro caratteristiche chimico-fisiche e morfologiche in 4 gruppi:
Fascia delle risorgive
Fascia della bassa pianura
Fascia delle specie eurialine
Fascia lagunare
La distinzione tra queste zone non è ben marcata; normalmente vi è un
gradiente costante tra una fascia e quella successiva che consente una sorta di
continuità del corso d’acqua. Nonostante questa situazione, per motivi gestionali,
conviene trovare dei punti netti che demarchino il passaggio tra le diverse tipologie
poiché fasce diverse hanno problematiche e regolamentazioni molto differenti. Nel
territorio della Provincia di Venezia, quandi si hanno:
1. La fascia delle risorgive è un'area piuttosto limitata della provincia, localizzata nella
sua parte nord-orientale, delimitata a est dal F. Tagliamento e a ovest dal F.
Livenza. Comprende i territori dei comuni di S. Stino di Livenza, Annone Veneto,
Pramaggiore, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Portogruaro e Teglio Veneto. Tale zona
costituisce certamente uno degli ambienti umidi di maggior qualità della provincia
e presenta una comunità ittica peculiare.
2. La fascia della bassa pianura comprende la maggior parte del territorio provinciale
ed è in generale caratterizzata da acque a lento decorso con fondo fangososabbioso e, spesso, abbondante vegetazione acquatica. Le acque della bassa
pianura, e in particolar modo quelle appartenenti al gruppo dei canali artificiali,
sono quelle maggiormente interessate dalla presenza di specie alloctone, pesci cioè
originari di altre aree geografiche e che per vari motivi sono giunti nei nostri
ambienti; alcune di queste specie si sono dimostrate molto competitive e in molti
casi sono riuscite a costituire delle popolazioni numerose, ben strutturate,
modificando sostanzialmente il quadro ittiofaunistico originario.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
3. La fascia delle specie eurialine comprende la parte terminale dei corsi d’acqua
prima della loro immissione nel Mare Adriatico e comprende parte dei canali
adiacenti alle zone lagunari e costiere. La caratteristica principale di questa zona è
la presenza del cuneo salino, che si rileva con la continua variabilità della
concentrazione salina a causa dell'afflusso di acqua salmastra dal mare o dalle
lagune.
4. La fascia lagunare interessa la laguna di Venezia e quella di Caorle, zone che
ricevono afflussi d'acqua dolce dai fiumi tributari ma che sono anche aperti al mare
o ad esso direttamente connessi.
La tutela della fauna ittica e la regolamentazione delle attività di pesca
dilettantistica e professionale nella fascia lagunare (ZONA C – salmastra, ai sensi
dell’art. 2 del regolamento provinciale per l’esercizio della pesca nelle acque interne e
marittime interne della provincia di Venezia) sono oggetto di uno specifico piano di
gestione e pianificazione denominato “Piano per la gestione delle risorse alieutiche
delle lagune delle provincia di Venezia”.
Di seguito si riporta la cartografia del reticolo idrografico della Provincia di
Venezia.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Figura 1:: Reticolo idrografico nella Provincia di Venezia
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Contenuti
Il Piano denominato “Carta Ittica della Provincia di Venezia” oggetto della
valutazione, prevede le seguenti attività/azioni:
LA CLASSIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA PROVINCIALI
La classificazione dei corsi d’acqua provinciali si basa sulle norme del G.Lgs. n.
152/2006 che recepisce la direttiva 78/659/CEE del 18 luglio 1978 sulla qualità delle
acque dolci che richiedono la protezione o il miglioramento per essere idonee alla vita
dei pesci. Il Decreto legislativo classifica le acque dolci in Salmonicole e Ciprinicole in
base alla conformità di alcuni paramentri chimico-fisici a valori guida e valori
imperativi stabiliti.
Una ulteriore classificazione delle acque ai fini della pesca che ha riscontro negli
articoli del Regolamento Provinciale, è relativa alle seguenti 3 categorie:
a) acque principali interne;
b) acque secondarie interne;
c) acque salmastre;
La classificazione dei corsi d’acqua non influenza i siti Rete Natura 2000.
INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE DI RIPOSO BIOLOGICO
Le zone di riposo biologico sono brevi tratti di corso d’acqua dove la pesca, sia
dilettantistica sia professionale, è vietata per tutelare e salvaguardare le specie ittiche
residenti. La scelta delle zone di riposo biologico deve obbligatoriamente ricadere in
tratti di fiume che possiedano una buona valenza ecologica e che consentano alla
comunità ittica autoctona di strutturarsi in modo naturale, senza subire l’effetto legato
alla pressione alieutica.
Le zone di riposo biologico assumono un importante ruolo come punti di
diffusione delle specie ittiche autoctone; infatti grazie alla regolamentazione di tali
aree, le zone di riposo biologico assumono la funzione di serbatoi naturali dalle quali
scaturisce un continuo ripopolamento per i contigui tratti dei corsi d'acqua.
Rispetto alla precedente Carta Ittica l’estensione delle zone a riposo biologico è
stata incrementata sia con l’ampliamento delle vecchie zone di riposo biologico sia con
la creazione di nuove aree.
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INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE NO KILL
L’individuazione dei tratti da destinare alla pesca No Kill riguarda tratti di corso
d’acqua più o meno lunghi e nasce dalla volontà di consentire la pesca dilettantistico
e/o professionale tutelando contemporaneamente la comunità ittica residente o la
popolazione di una o più specie. Per la scelta dei tratti di corso d’acqua da destinare
all’attività di pesca No KILL bisogna tener conto di diverse componenti, come la
qualità dell’ambiente acquatico, il tipo di specie ittiche presenti, la lunghezza di corso
d’acqua da destinare alla pesca regolamentata e la metodologia di pesca che si vuole
consentire.
La decisione di consentire un certo tipo di pesca (No-Kill integrale, No-Kill
specifica, ecc.) è legata certamente all’obiettivo di mantenere in buono stato di salute
una o più determinate specie ittiche, ma la decisione finale deve anche tener conto
delle aspettative dei pescatori locali, il cui coinvolgimento per una ottimale gestione
della zona regolamentata è spesso determinante.
Nei tratti di corso d’acqua dove si pratica la pesca No-Kill integrale non si può
trattenere
alcun
esemplare
autoctono,
anzi
questi
devono
essere
reimmessi
immediatamente dopo la cattura cercando di arrecare meno danno possibile; mentre
nelle zone in cui si pratica la pesca No-Kill specifica la reintroduzione obbligatoria
riguarda solo gli esemplari delle specie per cui le stesse zone vengono istituite.
Nelle zone dove si pratica la pesca No-Kill specifica la protezione interessa
esclusivamente il luccio e la carpa; vi sono zone dove entrambe le specie sono
tutelate ed altre invece dove la protezione è limitata solo ad una delle due.
Rispetto alla precedente Carta Ittica le zone no Kill sono state incrementate sia
con l’ampliamento delle vecchie zone sia con la creazione di nuove.
PIANI DI MIGLIORAMENTO DELLE COMUNITA’ ITTICHE
La legislazione vigente in materia di acquacoltura e di pesca nelle acque
interne, a seguito della Legge Regionale 28 aprile 1998 n. 19, appare adeguata alle
esigenze di tutela del patrimonio ittico; per ottenere la protezione ed il recupero della
fauna ittica occore una corretta gestione del patrimonio ittico non degradato ed al
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
tempo stesso bisogna intervenire in modo diretto su quelle comunità che risultino
alterate per riequilibrarle e incentivarne il recupero.
Gli interventi diretti sulle comunità alterate sono le immissioni di materiale ittico
e i ripopolamenti, l’istituzione di zone di accrescimento e il controllo delle specie
alloctone; mentre gli interventi di salvaguardia generale sono l’istituzione di periodi di
divieto di pesca e di misure minime di cattura per le specie.
Le immissioni e i ripopolamenti sono attività gestionali comunemente effettuate
dalla Provincia per sostenere la pesca e per recuperare la presenza e l’abbondanza
numerica di specie ittiche le cui popolazioni hanno subito forti riduzioni rispetto al
passato.
Per verificare l’efficienza delle immissioni ittiche e per poter avere a disposizione
del materiale ittico di buona qualità di una discreata taglia è stata prevista l’istituzione
di zone di accrescimento giovanile per alcune specie che ricoprono un ruolo
particolarmente importante per l’attività alieutica. Tali zone sono limitate a piccoli
tratti di fiumi che presentano particolari condizioni chimico fisiche e di integrità. Le
specie per le quali sono state istituite tali zone sono il luccio e la trota fario.
I piani di controllo delle specie alloctone hanno come obbiettivo il contenimento
delle stesse, in quanto qualsiasi tipo di introduzione determina un’alterazione
ecologica che spesso non viene valutata nella sua reale gravità.
In un ambiente ecologicamente stabile, si instaurano tra le specie rapporti che
garantiscono un equilibrio stabile nel tempo, equilibrio che dipende dalla capacità
portante dell’ambiente e dal fatto che le specie che lo compongono occupano al suo
interno tutte le nicchie disponibili. Le specie alloctone introdotte possono scardinare
tali equilibri, e purtroppo l’unico mezzo a disposizione per controllare l’impatto
consiste nel monitoraggio periodico degli ambienti interessati per avere un quadro
sullo stato delle popolazioni il più dettagliato possibile.
Gli interventi di salvaguardia generale consistono nell’istituzione di periodi di
divieto di pesca e di misure minime di cattura per le specie. Queste ultime servono per
garantire almeno un evento riproduttivo.
INDICAZIONI GESTIONALI PER LE ATTIVITA’ DI PESCA IN ZONA A) E B)
Nella Carta ittica vengono definite anche le norme regolamentari che devono
essere rispettate dei pescatori dilettantistico e professionale durante l’azione di pesca
e le limitazioni connesse a tale attività.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Il regolamento completo per l’esercizio della pesca in Zona “A” e Zona “B” è
riferito a tutti i pescatori muniti di licenza di pesca (sia essa di Tipo A che di Tipo B);
per quanto concerne la pesca nelle acque della zona A della provincia di Venezia, il
pescatore dilettante deve essere anche munito del tesserino regionale. Tutte le norme
e le limitazioni saranno successivamente recepite nel Regolamento Provinciale.
CARATTERISTICHE E CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE DEI BILANCIONI
NELLE ACQUE DELLA ZONA B)
I 52 bilancioni rilevati sono localizzati principalmente nelle acque dei Fiumi del
Veneto Orientale (Fiume Sile, Fiume Piave, Fiume Livenza) dove l’attività di pesca con
tale attrezzo è un’attività tradizionale.
La Provincia di Venezia nel 2012 ha reddatto il “Piano per la localizzazione dei
bilancioni in provincia di Venezia” (Provincia di Venezia, 2012) con il quale sono stati
individuati nuovi criteri per la localizzazione di questi attrezzi nel territorio provinciale
nonché introdotte prescrizioni relativamente alle caratteristiche tecniche dell’attrezzo.
CRITERI PER LA CONCESSIONE DI ACQUE PUBBLICHE AI FINI DELLA PESCA
SPORTIVA
In base all'articolo 30 della L.R. n. 19/98, le acque pubbliche possono essere
date in concessione ad associazioni o federazioni di pescatori dilettantistico-sportive
non aventi finalità di lucro; tale concessione ha la funzione di migliorare la gestione
della fauna ittica autoctona presente e di garantire modalità di accesso e di fruizione
più agevoli per i pescatori dilettanti.
INTERVENTI IN CASO DI ASCIUTTA TEMPORANEA E DI FAUNA ITTICA IN
DIFFICOLTA’
All’interno del reticolo idrografico provinciale per la manutenzione degli argini o
dei manufatti spesso i corsi d’acqua vengono messi in asciutta temporanea; ciò
costituisce un elemento di perturbazione della comunità ittica che richede uno
spostamento
in
altro
sito.
Tali
operazioni
possono
determinare
fenomeni
di
transfaunazione con spostamento di specie da un corpo idrico ad un altro. Per evitare
la diffusione di specie alloctone a seguito del recupero, la reintroduzione del materiale
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
ittico prelevato non potrà essere effettuata in corpi idrici diversi da quello di origine
inoltre sussiste l’obbligo di trattenere gli alloctoni.
INDIVIDUAZIONE DEI CAMPI DI GARA FISSI
SVOLGIMENTO DI MANIFESTAZIONI AGONISTICHE
E
CRITERI
PER
LO
Le manifestazioni agonistiche sono quelle attività ricreative con finalità
associativa che vengono effettuate in Provincia di Venezia e si distinguono in tre
diverse tipologie.
o
Le gare di pesca sportiva sono rappresentate da quelle manifestazioni
a carattere agonistico organizzate da associazioni affiliate al CONI con un
numero di partecipanti maggiore di 50. Tali gare devono essere svolte nei
campi di gara fissi individuati dalla Provincia.
o
Le manifestazioni di pesca sportiva sono le attività aventi finalità
ricreativa e di aggregazione sociale, anche a carattere competitivo,
organizzate a livello locale, con un numero di partecipanti superiore a 50.
Gare e manifestazioni possono essere svolte solo in campi gara fissi
mentre i raduni possono essere autorizzati anche fuori dagli stessi.
o
Infine i raduni di pesca sportiva sono quelle attività aventi finalità
ricreativa e di aggregazione sociale, organizzate a livello locale, con un
numero di partecipanti inferiori a cinquanta. Tali raduni possono essere
svolti anche in corsi d'acqua non individuati ai sensi dei precedenti
commi.
La maggior parte di competizioni sportive si effettuano nelle acque ciprinicole
della Zona B mentre vi è una limitata richiesta di gare a salmonidi in Zona A.
La differenza sostanziale tra le competizioni sportive a salmonidi (che si
svolgono in Zona A) e quelle a ciprinidi (che riguardano tutti gli altri corsi d’acqua
provinciali) è dovuto al fatto che nelle competizioni a salmonidi il materiale ittico
catturato non viene liberato al termine della gara cosa che invece avvirnr in Zona B.
In Zona A i campi gara sono 2 e localizzati tutti all’interno di zone SIC; per tale
motivo i criteri per lo svolgimento delle competizioni in questi campi gara, nello
specifico le immissioni di pesce e il numero di competizioni massime consentite,
saranno assoggetate a valutazione di incidenza.
Per quanto concerne i campi gara in zona B e C localizzati in aree di interesse
per la Direttiva Habitat 92/43/CEE, i fattori che possono incidere negativamente sugli
habitat e sulle specie di interesse non riguardano l’immissione di materiale ittico per lo
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
svolgimento della competizione che non è previsto, ma si riferiscono al rumore
generato dai mezzi per il raggiungimento del posto di pesca, al disturbo legato alla
presenza antropica lungo le sponde, all’azione di pasturazione per richiamare nell’area
di pesca le prede e alla mortalità differita di queste ultime. Nelle gare in acque
ciprinicole tutto il pesce viene trattenuto in apposite nasse per essere pesato al
termine della manifestazione e successivamente reimmesso nel medesimo tratto di
fiume, per cui non vi è sottrazione di specie. Alcuni esemplari possono morire
successivamente alla re immissione per lo stress legato alla cattura; tale mortalità
(detta mortalità differita) è estremamente ridotta se le azioni di slamatura e di
manipolazione del pesce vengono effettuate in modo appropriato. Nelle competizioni
in zona B e zona C gli agonisti hanno l’obbligo di effettuare tutte le azioni necessarie
alla salvaguardia della fauna ittica previa la loro squalifica dalla competizione.
Pertanto la mortalità differita appare trascurabile.
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA A
In generale, le competizioni a salmonidi che vengono effettuate in Zona A
presentano
delle
problematiche
diverse
da quelle
relative
alle
manifestazioni
agonistico sportive effettuate in Zona B. Il problema principale di queste gare è
l’immissione nei corsi d’acqua di grandi quantità di materiale ittico nei giorni
precedenti alla manifestazione sportiva.
L'introduzione in ambiente di questo materiale ittico, ed in particolare la
quantità che non viene pescata durante la manifestazione agonistica, provoca un certo
impatto sulla comunità ittica residente per fenomeni di competizione territoriale e
trofica; nella particolare situazione ambientale della Zona A della provincia di Venezia,
rappresentata esclusivamente da ambienti di risorgiva, la comunità ittica originale mal
si presta ad accogliere grossi quantitativi di salmonidi.
Le immissioni di grossi quantitativi di salmonidi possono essere un elemento di
disturbo, in grado di incidere in modo negativo sugli equilibri popolazionali all'interno
della comunità ittica e su alcune specie di interesse comunitario, con particolare
attenzione agli anfibi.
Per non alterare in maniera significativa la situazione riscontrata nei corsi
d’acqua del Portogruarese e valutata l'esigenza di disporre anche nelle acque
provinciali di un campo di gara in Zona A, si ritiene possibile l'inserimento di due
campi di gara in acque salmonicole ma, per quanto precedentemente descritto, con
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
delle precise limitazioni del numero di partecipanti per gara, con un numero massimo
definito di manifestazioni nell'arco dell'anno e con un numero massimo di trote da
immettere in funzione della gara.
1). Denominazione del corso d’acqua: FIUME LEMENE (COMUNE DI GRUARO)
Delimitazione del tratto interessato dal Campo di gara
Sponda destra dal Ponte delle Erbere al Mulino di Boldara
Sponda sinistara dal Ponte delle Erbere al ponte per Cintello
Capienza concorrenti, con passo 10 metri
300 concorrenti totali, distribuiti su tratti di entrambe le rive del campo di gara
Limitazioni previste per il campo di gara:
- numero massimo di gare: 6 durante l'anno
- quantità massima di trote fario da immettere:
•
per gare
inferiori a 120
concorrenti si possono
immettere
1.25
Kg/partecipante alla gara;
•
Per gare comprese tra 120 e 150 concorrenti si possono immettere 1.20
Kg/partecipante alla gara;
•
Per gare comprese tra 150 e 200 concorrenti si possono immettere 1.0
Kg/partecipante alla gara;
•
Per gare superiori ai 200 concorrenti si possono immettere 0.8
Kg/partecipante alla gara.
2).Denominazione
del
corso
d’acqua:
Taglio
NUOVO
REGHENA
(COMUNE
DI
CINTOCAOMAGGIORE)
Delimitazione del tratto interessato dal Campo di gara
Su entrambe le rive, dal confine con la provincia di Pordenone allo sbarramento
localizzato a monte della confluenza con il fiume Reghena (loc. Sega)
Capienza concorrenti 150, con passo 10 metri, distribuiti lungo il campo di gara.
Limitazioni previste per il campo di gara:
- numero massimo di gare: 14 durante l'anno
- numero massimo di gare in un mese: 4
- quantità massima di trote fario da immettere:
•
per
gare
inferiori
a
50
concorrenti
si
possono
immettere
1.5
Kg/partecipante alla gara;
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•
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
per gare comprese tra 50 e 100 concorrenti si possono immettere 1.25
Kg/partecipante alla gara;
•
per gare comprese tra 100 e 150 concorrenti si possono immettere 1.00
Kg/partecipante alla gara.
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA B
Lo sforzo di cattura legato ad una gara di pesca in Zona B può causare danni
alla comunità ittica presente; tale sforzo è influenzato da molteplici fattori tra i quali
due sono particolarmente importanti, ovvero il numero totale di partecipanti e la
durata della manifestazione.
Tra questi due parametri, quello che influisce maggiormente sullo sforzo di
cattura è il numero di concorrenti, in quanto il tempo di pesca rimane solitamente
costante nelle competizioni.
Le specie normalmente più catturate sono essenzialmente quelle ciprinicole:
scardola, carassio dorato, alborella, cavedano e triotto, e la quantità relativa alle
singole specie può variare moltissimo in funzione del corso d'acqua o del relativo
tratto in cui si effettua la gara.
Si stima che mediamente ogni pescatore sia in grado di catturare 2.0-3.0 Kg di
pesce durante una manifestazione sportiva della durata di tre ore in condizioni
ottimali.
La mortalità a seguito di una competizione è determinata da due fattori, la
mortalità diretta e quella differita. La prima è quella più importante dal punto di vista
gestionale, in quanto in nessun caso è valutabile la mortalità differita che
probabilmente colpisce parte del materiale reimmesso nell'ambiente acquatico.
Oltre alla mortalità del pesce, le competizioni sportive alterano la qualità delle
acque a seguito dell’azione di richiamo del pesce mediante l’utilizzo di pastura o altre
sostanze di richiamo.
Nella Carta Ittica sono riportati i limiti di utilizzo delle pasture durante le
competizioni sportive in funzione della loro tipologia:
a)
per le gare internazionali e quelle di campionati nazionali possono essere
utilizzati kg 1 “fouillis”, g 100 di “ver de vase”, kg 1 di larva di mosca carnaria, kg 5 di
pastura e granturco, kg 0,5 di vermi di terra.
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b)
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
per le gare di campionati regionali e provinciali kg 0,5 di fouillis, kg 1 di
larva di mosca carnaria, kg 4 di pastura, kg 0,5 di granturco, g 100 di ver de vase.
c)
per le altre gare, competizioni e raduni, kg 1 di larva di mosca carnaria,
kg 2 di pastura, gr 500 di granturco e gr 200 di vermi di terra.
e)
per le gare, manifestazioni e raduni di carp fishing si consente l’utilizzo di
kg 8 (comprensivi di pastura e esche).
La scelta dei tratti da adibire a campi gara fissi ha tenuto conto anche di altri
fattori, come la facilità per raggiungere il luogo, la disponibilità di uno spazio
sufficiente per il parcheggio senza intralciare la normale viabilità, la possibilità di
avvicinarsi facilmente alle sponde senza recare un danno agli habitat presenti e a
distribuirsi adeguatamente lungo tutta la sezione interessata.
La scelta dei tratti da destinare ai campi gara ha tenuto conto anche della
sicurezza dei concorrenti, infatti non sono stati istituiti campi gara dove le sponde
sono troppo scoscese e nemmeno in zone soggette ad allagamenti improvvisi.
Per regolare l’afflusso di pescatori lungo i campi gara e il conseguente apporto
di pasture e disturbo per la presenza antropica, la Carta Ittica pone un limite sul
numero di competizioni annuali che si possono fare all’interno di ciascun campo gara.
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA FISSI IN ZONA C
Nonostante la scelta di affrontare in Carta Ittica unicamente temi legati allo
studio e alla gestione delle acque salmonicole (Zona A) e ciprinicole (Zona B), in
considerazione della specificità dell’argomento trattato, si è deciso di analizzare tutti i
possibili campi gara distribuiti sul territorio provinciale. Pertanto, sono stati individuati
anche i seguenti campi gara ricadenti in zona C.
1). Denominazione del corpo d’acqua: DIGA FORANEA DI PUNTA SABBIONI
(COMUNE DI CAVALLINO – TREPORTI)
Capienza concorrenti, con passo 10 metri
50 concorrenti distribuiti su tutto il Campo di Gara.
2). Denominazione del corpo d’acqua: DIGA FORANEA DI SAN NICCOLÒ
(COMUNE DI VENEZIA)
Capienza concorrenti, con passo 10 metri
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260 concorrenti distribuiti su tutto il Campo di Gara.
3). Denominazione del corpo d’acqua: DIGA FORANEA ALBERONI
(COMUNE DI VENEZIA)
Capienza concorrenti, con passo 10 metri
120 concorrenti distribuiti su tutto il Campo di Gara.
Le competizioni che vengono effettuate nei tre campi gara in zona C non hanno
impatto su habitat di interesse comunitario in quanto interessano esclusivamente aree
caratterizzate da grandi massi e quindi prive di habitat. Durante tali competizioni il
pesce catturato viene preservato vivo in nasse per poi essere liberato.
IMMISSIONI E RIPOPOLAMENTI
Le immissioni e i ripopolamenti sono attività gestionali effettuate per sostenere
la pesca e per recuperare le specie ittiche la cui abbondanza ha subito forti riduzioni
rispetto al passato.
I criteri per le immissioni ed il ripopolamento devono tener conto in primo luogo
del tipo di acque in cui vengono effettuate le semine; è chiaro che la gestione delle
acque a vocazione ciprinicola deve essere nettamente diversa da quella effettuata
nelle acque salmonicole.
Le specie che possono essere utilizzate per operare le immissioni in acque
classificate “Zona A”, sulla base delle indicazione della Carta Ittica, sono:
Trota fario (Salmo trutta trutta)
Anguilla (Anguilla anguilla)
Per quanto concerne le immisioni di trota fario, la loro frammentazione nell'arco
dell'anno (come previsto dalla Carta Ittica) mantiene la biomassa salmonicola a livelli
adeguati per non avere incidenza negativa sulle specie di interesse comunitario
presenti nell’area. I quantitativi riportati nel Piano sono da considerarsi come massimi
e dovranno essere immessi esclusivamente nelle zone aperte alla libera pesca,
compresi i tratti No-Kill.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
L’immissione dell’anguilla può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno;
particolarmente interessante appare la semina di giovani anguille visto la particolare
vocazionalità dei corsi d’acqua del Veneto Orientale.
Di seguito si riportano le tabelle relative ai piani di semina riguardanti la trota
fario e anguilla; in queste viene anche riportata la biomassa media o la densità
immessa.
Tabella 1: Stadi giovanili di trota fario
Corso d'acqua
Fiume Lemene
Roggia Versiola
Roggia Rojale
Stadi giovanili di trota fario (Salmo t. trutta)
Lunghezza del
Descrizione
Quantità
tratto di fiume
(m)
In ZRB
200
785.4
In ZRB
600
1215,5
In ZRB
800
1768
Densità immessa
0,01
0,12
0,11
Tabella 2: Adulti di trota fario pronta pesca (22-25 cm) e quantitativi annui (kg)
Adulti di trota fario (Salmo t. trutta) "pronta pesca"(22-25 cm) - quantitativi annui (kg)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
Corso d’acqua
Biomassa immessa
immesso nell’arco dell’anno
(m)
Lemene
250
2184,5
4,58
Nuovo Reghena
80
1750,99
1,52
Caomaggiore
50
674,23
7,42
Canale Nuovo Taglio
50
3132,36
1,06
Roggia Mulino
25
1124,2
2,22
Tabella 3: Ragani di anguilla (minori di 25 cm) e quantitativi annui (kg)
Corso d’acqua
Lemene
Nuovo Reghena
Versiola
Caomaggiore
Canale Nuovo Taglio
Roggia Mulino
Ragani anguilla (<25 cm)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
immesso nell’arco dell’anno
(m)
50
2184,5
50
1750,99
30
1000
30
674,23
30
3132,36
20
1124,2
Biomassa immessa
0,91
0,95
5,00
4,49
0,64
6,3
Le attività di ripopolamento mediante immissioni di fauna ittica nelle acque
ciprinicole ha solo l’effetto di un incremento momentaneo e localizzato della specie
oggetto dell’immissione.
Le immissioni di pesce indicate nel Piano hanno l’obiettivo di recuperare le
specie che sono minacciate o che risultano in calo a seguito dei monitoraggi; la lista
delle specie utilizzabili riportata nel Piano richiama per l’appunto le specie che dai
monitoraggi sono apparse in difficoltà e che hanno necessità di un supporto per
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
recuperare. Nel Piano non sono riportati i quantitativi e le modalità di immissione di
tutte le specie riportate nella lista; per le specie di cui non non è stato identificato
alcun quantitativo, qualora si decidesse l’immissione, dovrà essere effettuata una
integrazione della Valutazione di incidenza ambientale.
I Piani di immissione e le relative modalità di semina non hanno influenza
negativa sulle specie e sugli habitat di interesse comunitario, anzi tendono ad
apportare un miglioramento delle condizioni faunistiche locali poiché i piani di semina
prevedono una biomassa congrua e decisamente contenuta rispetto a quella naturale
presente nel tratto. Di seguito si riportano le tabelle con i quantitativi dei pesci
immessi e il corrispondente valore di biomassa.
Di seguito sono riportate le tabelle relative ai piani di semina della Carta Ittica
per la Tinca e il Luccio; in queste viene anche riportata la biomassa media o la densità
immessa.
Tabella 4: Programma immissioni di Tinca (20-25 cm)
Programma immissioni di Tinca (20-25 cm)
Corso d'acqua
località
kg
Lunghezza del tratto
di fiume
(m)
Biomassa
immessa
Fiume Loncon
da confl. Can. Fosson a confl.
Lemene
tutto il corso d’acqua
100
11381,36
0,40
60
2030,95
2,30
Canale Morto di
Oriago
tutto il corso d’acqua
40
1611,21
0,70
Canale Fossetta
tutto il corso d’acqua
60
7076,41
0,70
Fiume Marzenego
tra Scorzè e Martellago
60
4894,2
1,40
Scolo Lusore
a valle di Marano
50
3210,96
1,90
Canale
Nuovissimo
dallo sbarramento di Porto Menai
a C. Lupia
60
6520,52
0,50
Canale Muson
Vecchio
Canale
Taglio di
Mirano
Fiume Lemene
tra Stigliano e Mirano
90
7863,09
1,40
80
6465,04
0,80
50
13864,11
0,10
Fiume Meolo
tra Mirano e Mira
tra Portogruaro e Ponte
Maranghetto
tutto il corso d'acqua
60
4098,43
1,80
Fiume Dese
tra Marcon e Ponte Alto
60
4429,28
0,40
Naviglio Brenta
tra Mira e Malcontenta
a valle della confluenza con il
Can. Fossetta
tra Fossalta di Portogruaro e Villa
90
6922,84
0,40
60
5315,11
0,50
40
12515,83
0,20
tra Fossalta di Portogruaro e P.te
Madonnetta
40
7262,55
0,40
Canale Bidoggia
Canale Vela
Roggia
Lugugnana
Canale Taglio
Nuovo
TOTALE
1000
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Tabella 5: Programma immissioni di Luccio (5 - 8 cm)
Programma immissioni di Luccio (5 - 8 cm)
Quantità
(pezzi)
(n°
individui)
Lunghezza
del tratto di
fiume
(m)
Densità
immessa
0,003
Corso d'acqua
Località
Gorzone
150
970,85
300
6520,52
0,002
Lusore
Zona Riposo Biologico
compresi 50 per zona No Kill ad
Oriago
tutto il corso d’acqua
250
6581,82
0,006
Marzenego
avalle di Robegano
500
2803,45
0,005
Muson Vecchio
tutto il corso d’acqua
300
7863,09
0,002
Nuovissimo
Taglio Mirano
tutto il corso d’acqua
200
6465,04
0,002
Dese
350
4429,28
0,003
Vela
100 a monte e 150 a valle di Marcon
tutto il corso d’acqua
300
5315,11
0,001
Fossetta
tutto il corso d’acqua
200
7076,41
0,001
Piavon
tutto il corso d’acqua
300
2130,13
0,004
Ramo
tutto il corso d’acqua
250
3483,02
0,002
Lemene
300
13864,11
0,002
Loncon-Fosson
esclusa la Zona A
tutto il corso d’acqua
400
11381,36
0,005
Reghena
tutto il corso d’acqua
300
6539,85
0,020
TOTALE
4100
I valori di biomassa e di densità riportati nelle tabelle sopraelencate sono
decisamente contenuti rispetto a quelli riscontrati durante il monitoraggio 2012 (Il
Monitoraggio della Carta Ittica della Provincia di Venezia (2012), Marconato E. et al.).
Sempre in Zona B potranno essere effettuate semine di anguille nel territorio
provinciale con quantitativi da definire di volta in volta sulla base dei risultati dei
monitoraggi ittiofaunistici; i punti di immissione saranno sulle acque principali del
reticolo idrografico provinciale in tratti esterni ai siti Rete Natura 2000.
Nell’ambito del progetto di reintroduzione dello storione cobice, specie
prioritaria in allegato II e IV della Direttiva Habitat, è possibile che possano essere
eseguite delle immissioni di esemplari nelle acque principali del retiaolo idrografico
principale al di fuore dei siti Rete Natura 2000. Queste potranno essere eseguite
fintanto che non si avrà evidenza della avvenuta riproduzione naturale della specie e
della
sua
capacità
di
auto
sostenersi;
i
periodici
monitoraggi
ittiofaunistici
manterranno sotto controllo la sitazione della specie e forniranno indicazioni per
eventuali interventi di ripopolamento.
Le due specie alloctone che vengono seminate in Provincia di Venezia sono il
pesce gatto e la trota iridea; tale azione è limitata in alcuni corsi d’acqua della
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provincia che presentano le condizioni sufficienti per impedirne l’eventuale diffusione e
che non sono idraulicamente connessi con zone SIC o ZPS.
In particolare il pesce gatto viene seminato in due zone della Provincia di
Venezia, una localizzata nella zona settentrionale del reticolo idrografico e l’altra nella
zona meridionale. Per ciò che riguarda i quantitativi per le semine di pesce gatto,
viene fissato un valore massimo pari a 2,0 g/mq di superficie di alveo bagnato. Simili
quantitativi corrispondono al 6,0% della produzione ittica media delle tipologie
ambientali in oggetto e corrispondono a immissioni massime annue pari a 110 kg per
il Monforesto, 36 kg per la cava di Galta, 28 kg per i Bacino di Lison e 44 kg per il
Canale Lanzoni.
Il primo bacino di Lison, sitauto tra San Stino di Livenza e Portogruaro, è
fisicamente limitato dal fatto che la sua connessione con il reticolo idrografico
principale è regolata da una idrovora che impedisce al pesce di circolare liberamente.
Il bacino di Lison presenta le caratteristiche ambientali tipiche dei bacini irrigui, con i
livelli idrici che si modificano nell’arco dell’anno in funzione della richiesta di acqua per
l’irrigazione dei campi.
Anche il Monforesto è spazialmente isolato dal raticolo idrografico provinciale da
idrovore sia a monte sia a valle. Anche questo corso d’acqua presento forti fluttazioni
di livello nell’arco dell’anno che non consentono l’insediamento di una comunità
vegetale con buone caratteristiche di naturalità.
L’utilizzo di questa specie in acque pubbliche è consentito dall’art. 12 della L.R.
del Veneto n. 19/1998 che ammette l’immissione, il trasporto, il commercio e la
detenzione del pesce gatto (Ictalurus melas) di produzione nazionale.
La trota iridea viene immessa in concomitanza di non più di 10 manifestazioni di
pesca nel canale Lugugnana del Cavrato: il canale Lugugnana, che si innesta sul
Fiume Tagliamento all'altezza di Cesarolo, è un piccolo canale di irrigazione inserito
nella più vasta area del Cavrato, compresa tra due argini, che svolge funzioni di
scolmatore in caso di piene del Fiume Tagliamento. Il Canale Lugugnana attinge acqua
dolce a monte dal Fiume Tagliamento attraverso un doppio sistema di chiaviche,
mentre a valle immette acqua sul Canale Cavrato attraverso un sistema a sfioramento
localizzato nei pressi di Ca’ La Bernarda che consente di mantenere un livello d’acqua
costante all’interno del Canale Lugugnana e impedisce la risalita di acqua salmastra
proveniente dal sistema Canale dei Lovi – Canale Cavrato. Per questo motivo, in
condizioni ordinarie, il Canale Lugugnana può essere considerato isolato dal resto del
sistema idrografico provinciale.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
A seguito delle osservazioni al Piano, la Ammnistrazione provinciale ha ritenuto
di aderire alla richiesta dell’Associazione Pescatori del Veneto Orientale per l’utilizzo
parziale delle trota iridea al posto della trota fario in occasione delle manifestazioni di
pesca sul canale Nuovo Reghena dal confine con la provincia di Pordenone allo
sbarramento localizzato a monte della confluenza con il fiume Reghena (loc. Sega). La
richiesta è stata formulata poiché già a monte, nel tratto di canale che scorre in
territorio friulano, vengono effettuate immissioni di trote iridee da molti anni e in
considerazione che la specie alloctona non dovrebbe essere in grado di riprodursi
autonomamente nelle acque della provincia di Venezia e delel provincie limitrofe.
La possibilità di immissione è comunque vincolata al nel rispetto delle seguenti
prescrizioni:
a) Capienza concorrenti 150, con passo 10 metri, distribuiti lungo il campo di gara.
b) Limitazioni previste per il campo di gara:
- numero massimo di gare: 14 durante l'anno
- numero massimo di gare in un mese: 4
Tenuto conto del fatto che il campo è inserito in un’area SIC e che il pesce non
pescato potrebbe trasferirsi nel fiume Reghena più a valle, per la trota iridea si
prevede:
1. Quantità massime di trote iridee da immettere, in alternativa all’immissione di
trote fario:
• per gare inferiori a 50 concorrenti si possono immettere 1,0 kg/partecipante
alla gara;
• per gare comprese tra 50 e 100 concorrenti si possono immettere 0,85
kg/partecipante alla gara;
• per gare comprese tra 100 e 150 concorrenti si possono immettere 0,70
kg/partecipante alla gara.
I quantitativi di trote immesse si riferiscono al numero degli effettivi
partecipanti alla competizione e non agli iscritti. L’attività di immissione della Trota
iridea in caso di eventi di piena dovrà essere annullata.
È obbligatorio da parte dell’organizzatore della gara effettuare dettagliate
rendicontazioni relative all’effettivo numero di pesci immessi e al numero di quelli poi
catturati durante la manifestazione sportiva.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
La Provincia effettuerà attività di monitoraggio finalizzate a valutare l’eventuale
diffusione della specie nel reticolo idrografico e per accertare l’assenza di eventi
riproduttivi.
L’attività di monitoraggio sarà effettuata con frequenza annuale nei primi tre
anni dall’entrata in vigore della presente Carta Ittica. Successivamente, in assenza di
dati che evidenzino la diffusione delle stesse, si procederà con campionamenti con
frequenza biennale. Le metodologie di campionamento utilizzate saranno quelle
abitualmente impiegate nelle attività di monitoraggio della fauna ittica condotte dalla
Provincia e ormai consolidate e standardizzate.
Le stazioni di campionamento saranno localizzate nel corso d’acqua interessato
dall’attività di semina e in aree limitrofe per valutare un’eventuale diffusione della
specie.
Tutte le altre specie elencate nell’art. 21 del Regolamento che è possibile
utilizzare per i ripopolamenti, non è al momento in programma il loro utilizzo poiché
non sono emerse esigenze ambientali o alieutiche che lo prevedano. Qualora si
prevedesse di utilizzarle andrà integrata la Valutazione di incidenza con uno specifico
aggiornamento.
ISTITUZIONE E GESTIONE DELLE ZONE DI ACCRESCIMENTO GIOVANILE
Le Zone di Acccrescimento giovanile previste dal Piano sono destinate a solo
due specie ittiche, il luccio e la trota fario.
Tali zone sono utili per verificare il reale successo delle semine ittiche e per
garantire la possibilità di recuperare materiale ittico di buona qualità da ridistribuire
nel territorio una volta raggiunta una taglia idonea.
Per quanto riguarda il luccio le zone identificate dal Piano per tale azione non
ricadono all’interno di aree SIC e ZPS (scolo Lusore nei pressi di Santa Maria di Sala e
scolo Desoletto a Scorzè).
Per la trota fario invece, sono state istituite nel recente passato aree destinate
alla semina di giovanili finalizzato al loro accrescimento e alla successiva cattura per
ripopolare altri tratti con materiale di buona qualità. Tali tratti sono situati nei corsi di
acqua della zona A, tutti ricadenti all’interno di aree SIC e ZPS.
Le zone individuate sono:
1) Fiume Lemene: dal salto in località Tisa al ponte sulla S.P. 76;
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
2) Roggia Versiola: dal Mulino di Gruaro al ponte sulla S.P. 76;
3) Roggia Rojale: dal confine provinciale all’immissione sul fiume Lemene.
Di fondamentale importanza è la quantità di giovani trote fario immesse, che
non deve essere tale da incidere in modo negativo sulle specie di interesse
comunitario. In base ai quantitativi, riportati nella Carta Ittica (Tabella 6), per le zone
di accrescimento si può rilevare che le tempistiche di raccolta e le quantità da
immettere sono tali da non causare alcun danno e nessuna incidenza.
Tabella 6: Trotelle per zona di accrescimento (6 - 9 cm) e quantitativi annui
Adulti di trota fario (Salmo t. trutta) "pronta pesca"(22-25 cm) - quantitativi annui (kg)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
Corso d’acqua
Densità immessa
immesso nell’arco dell’anno
(m)
200
0,05
Lemene
200
600
0,16
Versiola
1500
800
0,18
Roggia Rojale
1800
Appare fondamentale però che tale attività sia monitorata e controllata per
recuperare informazioni sulle dinamiche popolazionali dell’intera comunità ittica, con
particolare riferimento alle specie bentoniche (cobite comune e ghiozzo padano). Il
Piano prevede infatti una serie di attività che dovranno essere condotte con l’ausilio di
personale specializzato che ha la funzione di valutare l’efficacia di tali zone e l’impatto
che queste hanno.
Tra queste attività risulta particolarmente importante quella di bonifica del
tratto interessato dalle specie predatrici, al fine di ottimizzare l’inserimento dei giovani
pesci nel corso d’acqua.
INDICAZIONI GESTIONALI PER L’ATTIVITÀ DI ACQUACOLTURA E PER LA
PESCA SPORTIVA IN BACINI ALL’INTERNO DI AREE PRIVATE
L'attività degli impianti di acquacoltura e di quelli di pesca sportiva rappresenta
un fattore importante per la diffusione di specie alloctone negli ecosistemi acquatici
naturali con un impatto rilevante sugli habitat acquatici.
La salvaguardia degli ecosistemi naturali e la tutela delle specie autoctone ha
un ruolo fondamentale per la corretta gestione del territorio; per questo motivo il
Piano prevede l'assoggettamento delle attività di acquacoltura e di gestione di impianti
di pesca sportiva all’interno di proprietà private ad atti autorizzatori provinciali di cui
all’art. 22 e all’art.29 della L.R. n. 19/1998 nonché all’art. 25 e all’art. 29 del
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Regolamento per l’esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della
provincia di Venezia.
Le indicazioni del Piano per le concessioni delle attività d’acquacoltura indicano
che nelle aree demaniali è consentito solamente l’allevamento di specie autoctone in
quanto la possibilità di fuga da tali strutture delle specie ittiche è elevata;
momentaneamente non vi sono impianti di acquacoltura in aree demaniali, per cui tale
regola potrà essere applicata per possibili richieste future.
Per tutti gli altri impianti il Piano prevede una valutazione del rischio di
dispersione delle specie ittiche presenti al proprio interno.
Le caratteristiche dell'impianto determinanti per la valutazione del rischio
devono essere: tipo di collegamento con la rete idrografica; tipo di trattamento delle
acque reflue; posizione interrata o rialzata dei corpi d'acqua rispetto al piano di
campagna e alla rete d'irrigazione; accorgimenti per evitare perdite degli esemplari
allevati ad opera di predatori, in caso di allagamenti o esondazioni, per effetto di furti
o vandalismo.
Per gli impianti di acquacoltura chiusi situati in aree di proprietà privata, non
sono previste limitazioni riguardo alle specie allevate, in quanto la sicurezza
dell'allevamento rispetto a eventuali fughe di pesce viene verificata da parte della
competente autorità in fase autorizzativa.
Tale valutazione si basa molto sulla capacità dalle specie alloctone di dare
origine a popolazioni in grado di autoriprodursi e sulla complessità del reticolo
idrografico provinciale.
Per valutare i rischi associati all'allevamento di organismi acquatici alloctoni in
impianti aperti e alla gestione di impianti di pesca sportiva in proprietà privata,
occorre valutare la probabilità che tali organismi si insedino e le conseguenze di tale
insediamento, secondo la seguente procedura standardizzata.
Tabella 7: tabella di valutazione del rischio di fuga dall'allevamento di organismi
acquatici alloctoni
Fattori di valutazione
Livello di
rischio
Osservazioni a sostegno
della valutazione
A) La specie oggetto dell'allevamento o immessa nell’impianto di pesca
sportiva, passata o dispersa nell’ambiente circostante, colonizza e
mantiene con successo una popolazione negli ecosistemi acquatici
naturali o seminaturali presenti nella zona dell'allevamento.
4 l'evento, secondo la letteratura scientifica, si è già verificato in
passato in ecosistemi analoghi o poco dissimili e i parametri ambientali
degli ecosistemi circostanti rientrano nell'intervallo di tolleranza della
specie
3 l'evento non trova riscontri certi in letteratura scientifica per
ecosistemi paragonabili, tuttavia i parametri ambientali rientrano
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nell'intervallo di tolleranza della specie
2 l'evento non trova riscontri certi in letteratura scientifica per
ecosistemi paragonabili e i parametri ambientali non rientrano
nell'intervallo di tolleranza della specie
1 vi sono riscontri in letteratura che la specie, introdotta in ecosistemi
analoghi, non ha potuto insediare una popolazione in grado di
autoriprodursi
B) Gravità del rischio ambientale connesso all'eventuale insediamento
della specie alloctona.
4 nel reticolo idrografico provinciale non risultano già presenti
popolazioni naturalizzate della specie alloctona
2 nel reticolo idrografico provinciale risultano già presenti sporadiche
popolazioni naturalizzate della specie alloctona
1 Il reticolo idrografico provinciale risulta inoltre già sistematicamente
colonizzato dalla specie alloctona
C) Vulnerabilità intrinseca dell'impianto di acquacoltura o dell’impianto
di pesca sportiva alla fuoriuscita accidentale e dispersione
nell'ambiente di esemplari vivi e di altro materiale biologico (uova e
sperma o gameti)
5 l'impianto è caratterizzato da strutture e procedure inidonee ad
impedire la diffusione nell'ambiente di esemplari vivi e di altro
materiale anche nelle condizioni di ordinario esercizio
2 l'impianto è caratterizzato da strutture e procedure idonee ad
impedire la diffusione nell'ambiente di esemplari vivi e di altro
materiale biologico in condizioni ordinarie di esercizio ma è vulnerabile
nei confronti di eventi esterni quali esondazioni, allagamenti, atti di
vandalismo, furti, ecc.
0 l'impianto, pur non essendo incluso nell'elenco ufficiale degli impianti
chiusi, è caratterizzato da strutture e procedure tali da impedire la
diffusione nell'ambiente di esemplari vivi e di altro materiale biologico,
anche a fronte di eventi esterni eccezionali
D) Rischio associato ad allagamenti o esondazioni
3 il sito dell'impianto è incluso nelle aree soggette ad allagamenti o
esondazioni o comunque è stato soggetto in passato a tali fenomeni
1 il sito dell'impianto non è incluso nelle aree soggette ad allagamenti
o esondazioni e non risulta essere stato soggetto in passato a tali
fenomeni
La concessione per acquacoltura o l’autorizzazione per la gestione nell’impianto
di pesca sportiva può essere rilasciata quando la somma dei livelli di rischio non è
superiore a 10. In ogni caso il rilascio di nuove concessioni di acquacoltura e per
laghetti di pesca sportiva deve essere supportata da idonea Valutazione di incidenza
ambientale.
Per quanto riguarda gli impianti di acquacoltura o pesca sportiva all’interno di
aree private già esistenti, vi dovrà essere un adeguamento tale da rispettare il livello
di rischio mentre la concessione per i nuovi impianti non dovrà essere rilasciata finchè
il livello di rischio non risulterà superiore a 10 per ogni singola specie.
Per quanto concerne i laghetti di pesca sportiva in aree private il Piano prevede
il divieto di trasporto all’esterno di esemplari ancora in vita. Ciò rende impossibile
l’impatto sulle specie ittiche di tutto il reticolo provinciale, con particolare riguardo per
quelle delle zone SIC e ZPS.
La procedura proposta nel Piano per la valutazione del rischio di contaminazione
con specie alloctone è adeguata e risulta efficace nel limitare il rischio di impatto sulle
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
specie di interesse comunitario soprattutto per quanto concerne i laghetti di pesca
sportiva nelle vicinenza di aree SIC e ZPS.
INDICAZIONI PER LA GESTIONE DELLE SPONDE DEI CAMPI GARA E DEI
TRATTI DI CORSI D’ACQUA INTERESSATI DA RADUNI DI PESCA SPORTIVA
Secondo quanto previsto dall’art. 6, comma 4, del Regolamento Provinciale
sulla pesca prot. n. 52111/1999, le modalità per la preparazione dei campi gara e dei
tratti di corsi d’acqua interessati dai raduni di pesca sportiva effettuate dalle
Associazioni
organizzatrici
della
competizione
devono
attenersi
alle
seguenti
indicazioni gestionali.
La preparazione delle sponde deve riguardare esclusivamente lo sfalcio di
specie erbacee poste al di sopra del livello dell’acqua, l’asportazione di eventuali rovi e
l’asportazione delle sole piante schiantate da eventi naturali. E’ comunque vietato
qualsiasi intervento che abbia per oggetto le macrofite acquatiche con apparato
radicale che si sviluppa al di sotto del livello dell’acqua, nonché le specie arbustive e
arboree eventualmente presenti sulle sponde (con l’eccezione del rovo).
Tale divieto è valido per tutti coloro che praticano l’attività di pesca, sia sportiva
che professionale, e non deve ovviamente interessare gli Enti gestori della
componente idraulica dei corpi idrici che, nell’ambito delle proprie competenze,
devono provvedere alle attività di gestione, tra cui l’eventuale alleggerimento della
vegetazione acquatica, ottemperando alle norme vigenti che prevedono una specifica
Valutazione di incidenza per questo tipo di operazioni.
La pulizia da rovi e lo sfalcio dell’erba, oltre che la rimozione delle piante a
terra, deve essere effettuata nel rispetto delle formazioni vegetazionali riparie e di
sponda.
Nel caso di formazioni di Phragmites estese e sviluppate, esclusivamente per i
tratti di corsi d’acqua non inclusi in Siti di Importanza Comunitaria, in Zone di
Protezione Speciale nei Parchi e nelle Riserve Regionali, è consentito lo sfalcio della
canna anche al di sotto del livello dell’acqua unicamente in corrispondenza delle
postazioni di pesca, con larghezza massima pari a 1,5 metri, che dovranno comunque
mantenere una distanza di rispetto una dall’altra pari ad almeno 10 metri, nella quale
mantenere la fascia di canneto integra.
E’ fatto comunque salvo quanto previsto dall’art. 21, comma 1, lett. o) della
legge n. 157/92, come modificato dalla legge n. 96/2010, relativamente al divieto di
“…distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, …”.
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Le misure gestionali sopra descritte potranno essere applicate nel rispetto dei
periodi temporali riportati nella seguente tabella.
Tabella 8: misure gestionali delle sponde e periodi temporali
Aree di pregio (Siti di Importanza Comunitaria, Zone di Protezione Speciale, Parchi e
Riserve Regionali)
1 marzo - 15 luglio
16 luglio - 28 febbraio
Macrofite acquatiche
Divieto di qualsiasi
intervento
Divieto di qualsiasi
intervento
Sponde interne al di sopra del
livello dell’acqua
Divieto di qualsiasi
intervento
Periodo idoneo agli
interventi
Sommità
esterne
Divieto di qualsiasi
intervento
Periodo idoneo agli
interventi
arginali
e
sponde
Altre aree
Macrofite acquatiche
Sponde interne al di sopra del
livello dell’acqua
Sommità
esterne
arginali
e
sponde
1 marzo - 15 luglio
16 luglio - 28 febbraio
Divieto di qualsiasi
intervento
Divieto di qualsiasi
intervento, ad eccezione
della preparazione
piazzole su Phragmites
Interventi effettuabili nel
rispetto di quanto previsto
dall’art. 21, comma 1, lett.
o) della legge n. 157/92
Periodo idoneo agli
interventi
Periodo idoneo agli
interventi
Periodo idoneo agli
interventi
I fattori di pressione che possono comportare effetti sui siti della rete Natura
2000, in seguito alle azioni previste dalla Carta Ittica, sono riconducibili:
•
Individuazioni delle zone di riposo biologico;
•
Istituzione delle zone da destinare alla pesca regolamentata;
•
Piani di miglioramento delle comunità ittiche che prevedono a loro
volta:
- Individuazione dei periodi di divieto di pesca e le dimensioni
minime di cattura dei pesci;
-
Piani di ripopolamento;
-
Istituzione di zone di accrescimento giovanile;
-
Piani di controllo delle specie alloctone;
•
Indicazioni regolamentari per le attività di pesca nelle zone A e B;
•
Individuazione campi gara fissi e svolgimento di competizioni di pesca
sportiva;
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
•
Interventi in caso di asciutta;
•
Indicazioni gestionali per le attività di acquacoltura e per la pesca
sportiva all’interno di aree private.
Le azioni sopra riportate possono essere considerate come elementi che
favoriscono la protezione e il miglioramento delle comunità ittiche perché sono votate
a tutelare le specie presenti nel territorio veneziano con particolare attenzione a quelle
che presentano elementi di criticità demografica promuovendo misure di protezione
mirate o intervenendo su regolamentazione a raggio maggiore. Per le attività invece
che riguardano:
•
Piani di ripopolamento;
•
Campi gara e svolgimento di competizioni di pesca sportiva;
•
Zone di accrescimento stadi giovanili
si riporta di seguito una sintesi delle azioni e delle pressioni che possono
comportare nei siti Rete Natura 2000.
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Tabella 9: Azioni di piano e effetti che possono produrre
AZIONI DI PIANO
FONTE DI PRESSIONE
EFFETTO/FATTORE DI PRESSIONE
- Produzione di rumore e gas di
Inquinamento acustico
scarico per movimentazione
mezzi
Piani di ripopolamento
Campi gara e
svolgimento di
manifestazioni sportive
Zone di accrescimento
stadi giovanili
- Immissione di pesce
Disturbo
e
perturbazione
dell’ecosistema a carico della
componente faunistica
- Produzione di polveri, rumore
Inquinamento acustico
- Presenza di partecipanti alla
manifestazione
Disturbo
e
perturbazione
dell’ecosistema a carico della
componente faunistica
- Occupazione del suolo
Competizione tra le specie
Pesca mediante l’utilizzo di
pastura
Disturbo e perturbazione
dell’ecosistema a carico della
componente faunistica
Immissione di pesce
Competizione tra le specie
NORME PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA NELLA ACQUE INTERNE E LAGUNARI
DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
Nella tabella sottostante si riporta in toto il Regolamento per l’esercizio della
pesca nelle acque interne e marittime interne della Provincia di Venezia e le possibili
incidenze che si possono avere nei siti Rete Natura 2000.
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REGOLAMENTO PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA
NELLE ACQUE INTERNE E MARITTIME INTERNE
DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
(deliberazione del Consiglio Provinciale prot.
52111/V del 14 gennaio 1999 modificata con
deliberazioni del Consiglio Provinciale prot.
8078/IV di verb. del 10/02/2000;
n.2006/00040 del 11/05/2006; n. 2007/00037
del 21/06/2007; n. 2007/00085 del
20/12/2007; n. 2009/12 del 22/01/2009; n.
2011/45 del 10/05/2011 e n. 2012/62 del
07/08/2012).
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 – Attività di pesca
Il presente regolamento disciplina l'esercizio
1.
della pesca nelle acque interne e marittime
interne della provincia di Venezia, ai sensi degli
articoli 4 e 7 della legge regionale 28 aprile
1998, n. 19.
2.
E' attività di pesca ogni azione, svolta in acque
interne e marittime interne, diretta alla ricerca e
cattura di organismi animali eterotermi acquatici
viventi, nonché alla raccolta di alghe.
L'esercizio della pesca è consentito nei modi, nei
3.
periodi e con gli attrezzi previsti nel presente
regolamento.
Art. 2 - Suddivisione delle acque
1.
In applicazione dell'articolo 5, comma 2 della
L.R. n. 19/98, la Provincia di Venezia, ai fini
dell'esercizio della pesca, è suddivisa nelle
seguenti zone:
· Zona salmonicola (ZONA A): comprende tutte
le acque situate a nord dell’Autostrada A4
“Venezia – Trieste” e ad est dalla S.S. n. 251,
così come da cartografia allegata alla Carta
Ittica;
· Zona ciprinicola (ZONA B): comprende tutte le
altre acque esistenti nel territorio provinciale,
con esclusione di quelle comprese nelle zone "A"
e "C";
· Zona salmastra (ZONA C): comprende tutte le
acque salate e salmastre ricadenti nelle aree
della laguna di Venezia, della Lama del Morto e
della laguna di Caorle e i corsi d’acqua
contermini, così come da cartografia allegata
alla Carta Ittica.
Art. 3 - Classificazione delle acque
1.
Agli effetti della pesca, le acque della provincia
di Venezia, in considerazione delle valutazioni
espresse dalla Carta ittica provinciale, sono così
classificate:a) acque principali interne;b) acque
secondarie interne; c) acque salmastre.
2.
Sono principali interne le acque che, per la loro
portata, vastità e condizioni biologiche nonché
per la loro caratteristica di naturalità, possono
essere sfruttate ai fini della pesca in modo
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
3.
4.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
economicamente apprezzabile, anche con l'uso
di reti e attrezzi a grande cattura. Esse sono:
a) fiume Adige;
b) fiume Bacchiglione;
c) fiume Brenta;
d) fiume Gorzone;
e) fiume Livenza;
f) fiume Piave;
g) fiume Sile - Piave Vecchia, compreso il tratto
Musile-Caposile-Intestadura;
h) fiume Tagliamento;
i) canale Taglio Nuovissimo, da Ca' Molin alla
Laguna;
j) canale Loncon, dalla confluenza con il canale
Fosson all’innesto con il fiume Lemene;
k) fiume Lemene, dalla confluenza con il
Reghena al suo innesto con il canale Nicesolo;
l) fiume Dese da ponte Alto al ponte della S.S. n.
14.
Sono secondarie interne tutte le altre acque
interne con esclusione di quelle comprese nella
zona salmastra (zona C).
Sono acque salmastre quelle ricomprese nella
zona salmastra (zona C) di cui al precedente
articolo 2.
TITOLO II
NORME PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA
Art. 4 - Distanze da manufatti
1.
Fermi restando i divieti disposti da altre Autorità,
è vietato l'esercizio della pesca con qualsiasi
attrezzo dalle macchine e opere idrauliche, dai
graticci e simili, da e sotto i ponti, compresi
quelli translagunari denominati "della Libertà" e
della S.S. Romea tra Chioggia e Valli di
Chioggia, nonché a distanza inferiore a m 10
dalle cascate, dai salti d’acqua e dalle scale di
monta dei pesci.
Abrogato
Art. 5 - Uso di esche e pasture per il pescatore
dilettante-sportivo
1.
E' consentito usare per la pesca esche naturali e
artificiali escluse uova di pesce o loro imitazioni,
sangue e derivati, interiora di animali.
1bis L’utilizzo di esche composte da interiora di
animali, in deroga a quanto disposto al
precedente comma 1, è consentito per la pesca
di crostacei alloctoni esclusivamente con canne
prive di ami.
2.
Fatto salvo quanto previsto dal successivo
articolo 30, il pescatore dilettante-sportivo può
detenere e usare, per giornata, non più di kg 1
di “fouillis”, kg 0,1 di “ver de vase”, kg 1 di larva
di mosca carnaria, kg 5 di pastura (12 LITRI
BAGNATA) e kg 0,5 di granturco, kg 0,5 di vermi
di terra se in acque principali; in acque
secondarie e in acque salmastre il pescatore
dilettante – sportivo può detenere e usare, per
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Articolo oggetto di valutazione
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
giornata, non più di kg 0,5 di “fouillis”, kg 0,1 di
“ver de vase”, kg 1 di larva di mosca carnaria,
kg 4 di pastura (10 LITRI BAGNATA), kg 0,5 di
granturco, kg 0,5 di vermi di terra.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
per
motivi
di
particolari
caratteristiche
idrobiologiche dei corsi d'acqua, acquisite le
opportune informazioni tecnico-scientifiche, può
modificare i quantitativi di cui al precedente
comma.
E' vietata ogni forma di pasturazione con il
sangue, con composti contenenti sangue, con
interiora di animali ovvero con qualsiasi altra
sostanza atta a stordire i pesci.
Nelle acque della zona A sono vietati l'uso e la
detenzione della larva di mosca carnaria, delle
uova di salmone o di trota e ogni forma di
pasturazione.
(abrogato con deliberazione del Consiglio
Provinciale n. 2007/00085 del 20/12/2007)
7.
L'uso del pesciolino vivo o morto come
esca è consentito esclusivamente con l'impiego
di specie autoctone, ad esclusione dell’Anguilla
(Anguilla anguilla).
E' sempre vietato liberare il pesce esca non
utilizzato nei corsi d'acqua provinciali.
E' vietata la commercializzazione, la vendita e la
detenzione di pesci esca non autoctoni. Gli
esercizi commerciali devono segnalare con
apposite targhette identificative gli acquari
destinati alla stabulazione per la vendita dei
pesci esca.
Art. 6 - Catture consentite al pescatore
dilettante-sportivo e norme di salvaguardia
1.
Al pescatore dilettante-sportivo è consentita la
cattura giornaliera di non più di kg 5 complessivi
di pesci e di non più di kg 5 complessivi tra
molluschi e crostacei, tranne il caso in cui tale
limite venga superato dall'ultimo capo catturato.
2.
Fermi restando i limiti complessivi massimi di kg
5 di cui al comma 1, il quantitativo massimo di
echinodermi non può superare kg 1.
3.
Non concorrono alla formazione del quantitativo
di cui al primo comma tutte le specie ittiche
alloctone per le quali sono consentite catture
senza limiti di numero e di peso, con l’eccezione
delle vongole. E' vietato reimmettere nei corsi
d'acqua provinciali le specie ittiche non
autoctone catturate.
4.
E' vietato abbandonare gli esemplari catturati
sulle rive dei corsi o specchi acquei o in
prossimità dei luoghi di pesca. E' inoltre vietato
provocare dissesti agli argini, alle sponde e al
cotico erboso delle rive dei canali o specchi
acquei, abbandonare esche non utilizzate e rifiuti
di qualsiasi genere a terra, sulle rive o nelle
immediate vicinanze del luogo di pesca, nonché
Articolo
non
soggetto
a
valutazione che fa riferimento a
indicazioni
del
superato
Regolamento
regionale
antecedente alla L.R. 19/98. Il
presente regolamento è stato
integrato con norme più restrittive
per quanto riguarda il prelievo di
echinodermi.
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5.
Art.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
gettare rifiuti in acqua.
Il pescatore professionale non può catturare
giornalmente più di mille esemplari di Riccio di
mare (Paracentrotus lividus).
7 - Uso degli attrezzi
Gli attrezzi da pesca devono essere usati
secondo le modalità contenute nel presente
regolamento. Qualora ciò non avvenga gli
attrezzi sono sequestrati e, successivamente,
confiscati con apposito provvedimento, ai sensi
della Legge 24/11/81, n. 689.
Il soffermarsi lungo corsi o specchi d'acqua in
possesso di attrezzi da pesca immediatamente
pronti all'uso è considerato attività di pesca.
Gli attrezzi consentiti per la pesca professionale
e collocati in acqua devono recare un
contrassegno riportante il numero della licenza
di categoria "A" del proprietario titolare.
Gli attrezzi di pesca non devono occupare più
della metà della larghezza del corso d'acqua
dove sono collocati, fermo restando il prioritario
rispetto della sicurezza della navigazione.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
acquisite le opportune informazioni tecnicoscientifiche, può autorizzare, per periodi e zone
limitate, l'uso di attrezzi non previsti dal
presente regolamento qualora ciò si rendesse
necessario per catturare specie ittiche non
autoctone.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
per comprovati motivi di tutela e salvaguardia
del patrimonio ittico, può vietare o limitare,
temporaneamente, l'uso di attrezzi consentiti dal
presente regolamento sia per la pesca di
professione che dilettantistico-sportiva.
E' vietato l'esercizio della pesca con canne in
fibra di carbonio o altro materiale conduttore di
energia elettrica a distanza inferiore a m 30 da
linee elettriche aeree. Tali attrezzi devono essere
smontati durante gli spostamenti da un luogo
all'altro di pesca.
Ogni pescatore dilettante sportivo non può
occupare un tratto di riva superiore a m 20; il
posto di pesca spetta al primo occupante. Deve
essere comunque osservata una distanza minima
di rispetto di 20 metri dagli attrezzi da pesca
professionale in esercizio.
La distanza minima di rispetto fra due natanti
ancorati è fissata in m 50, salvo consenso del
primo occupante.
L'uso del guadino è consentito esclusivamente
quale attrezzo ausiliario per il recupero del pesce
già catturato; la maglia della rete non può
essere inferiore a mm 10.
L’impiego della fonte luminosa è sempre vietato
salvo nei casi espressamente previsti dal
presente regolamento.
La misura della maglia delle reti si effettua
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo
comprendente limitazione all’uso di
attrezzi che non comporta alcuna
incidenza agli habitat, habitat di specie
e specie dei Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
calcolando la distanza interna tra due nodi
diagonalmente
opposti;
l'operazione
va
effettuata stirando la maglia bagnata lungo la
diagonale maggiore
.
Art. 8 - Tipi di pesca vietati
1.
E' vietata l'attività di pesca con sommovimento
del fondo, fatta eccezione per l'uso di attrezzi
consentiti per la pesca professionale, nonché la
pesca con l’uso della lenza munita di "ancoretta"
o di due o più ami trattenuti insieme a guisa di
“ancoretta”. L’uso dell’ancoretta è consentito
solo se abbinato ad esca artificiale per la pesca a
“spinning”. La pesca con le mani è consentita
solo in zona C.
2. E' vietato pescare usando materiale esplodente,
tossico o inquinante. E' vietato, altresì, l'uso della
corrente elettrica come mezzo di uccisione o
stordimento dei pesci.
3. E' vietato gettare o infondere nelle acque sostanze
atte a stordire o uccidere fauna ittica.
4. E' vietata qualsiasi attività di pesca in acque
coperte nella loro maggior parte da ghiaccio e
durante le asciutte, parziali o totali, di bacini o
corsi d'acqua.
Art. 9 - Anellidi e corbole
1.
La raccolta degli anellidi e delle corbole è
consentita ai pescatori di professione in possesso
della licenza di categoria "A" con l'ausilio del
palo, della forca, del coltello e del crivello a
mano con rete a sacco avente dimensioni
massime di cm 60 per cm 90 oppure cm 80 di
diametro.
2.
Il pescatore dilettante-sportivo, in possesso di
licenza di tipo "B", "C", "D" o dell'autorizzazione
di cui all'articolo 10 della L.R. n. 19/98, può
raccogliere per proprio uso esclusivo e col solo
ausilio delle mani, del coltello, del palo o della
forca, fino a 200 esemplari al giorno complessivi
di vermi, di cui non più di 100 della specie verme
duro o "muriddu" e fino a 100 esemplari di
corbole.
3.
E' vietato l'uso di qualsiasi mezzo meccanico,
nonché dell'attrezzo denominato "vanghetto";
dopo la raccolta il sito dovrà essere ripristinato.
Art. 10 - Unità per la pesca professionale
1.
Le
unità
a motore
adibite
alla pesca
professionale nelle lagune venete devono essere
iscritte nei registri delle navi minori e dei
galleggianti della navigazione marittima o
interna.
2.
Le unità a motore aventi lunghezza fuori tutto
non superiore a m 7,5 adibite alla pesca
professionale nelle lagune venete devono essere
iscritte
negli
appositi
registri
tenuti
dall'Ispettorato di Porto di Venezia, qualora non
iscritta come imbarcazione da pesca marittima.
3.
Per l'esercizio della pesca professionale possono
Norme atte a tutelare la fauna ittica
quindi non comporta alcuna incidenza
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
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essere utilizzati navi o natanti con stazza lorda
non superiore a 10 tonnellate, con apparato
motore non superiore a Kw 112 (pari a CV 150).
TITOLO III
PESCA IN ZONA SALMONICOLA (ZONA A)
Art. 11 – Pesca dilettantistico-sportiva in zona
salmonicola (zona A)
1.
Il pescatore dilettante-sportivo, munito di
licenza tipo "B," "C", "D" o dell'autorizzazione di
pesca rilasciata ai sensi dell'articolo 10 della L.R.
n. 19/98 o dei permessi temporanei di cui all’art.
9, comma 10, della L.R. 19/1998 e provvisto del
tesserino di cui all’art. 9, commi 4 e 5, della L.R.
19/1998, oltre al consenso dell'eventuale
concessionario, può esercitare la pesca nelle
acque classificate salmonicole (zona A) con i
seguenti attrezzi e con le seguenti modalità:
a) una sola canna con o senza mulinello e un
solo amo, che può terminare con un solo dardo,
fatto salvo quanto previsto al successivo comma
4. Nella pesca con esche artificiali è consentito
l'impiego di imitazioni munite di più ami singoli,
purché facenti parti di un'unica esca;
b) moschera o camolera con un amo ed
esclusivamente a galla;
c) coda di topo con una sola mosca artificiale;
d) canna armata di mazzacchera o boccon per
la pesca alle anguille.
1bis Il tesserino di cui all’art. 9, commi 4 e 5, della
L.R. n. 19/1998 deve essere compilato in ogni
sua parte secondo le prescrizioni di cui all’art. 9,
commi 4 e 6, della L.R. n. 19/1998 e secondo le
prescrizioni riportate nelle pagine iniziali dello
stesso tesserino. Nelle acque di Zona A la scelta
tra pesca in Zona No Kill e pesca nelle altre zone
in cui è consentito trattenere gli esemplari
pescati (Kill), che deve essere segnata
preventivamente sul tesserino, obbliga il
pescatore all’esercizio della pesca nella forma
prescelta per l’intera giornata interessata. Al fine
delle annotazioni da apporre sul tesserino,
l’orario di conclusione dell’uscita mattutina e di
inizio dell’uscita pomeridiana è fissato alle ore
12:00. Appena catturato un esemplare di
Salmonide è fatto obbligo di apporre un segno X
nella casella corrispondente alla specie che
interessa. In caso di deposito degli esemplari è
fatto
obbligo
di
cerchiare
i
segni
X
corrispondenti.
2.
L'uso degli attrezzi di cui al primo comma è
consentito da mezz'ora prima della levata del
sole fino a mezz'ora dopo il tramonto. L’esercizio
della pesca nelle Acque di Zona A è comunque
vietato dall’ultimo lunedì di settembre al primo
sabato di marzo. L’esercizio della pesca nelle
Acque di Zona A è comunque vietato nelle
giornate di martedì e venerdì, anche se festivi.
3.
L'attività di pesca ai "salmonidi" e "timallidi" può
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo
comprendente nome sulle modalità di
esercizio della pesca sportiva che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
essere esercitata per un numero massimo di
quindici giorni al mese.
4.
La pesca alle anguille è consentita con l’uso
massimo di una canna da mezz’ora prima della
levata del sole fino a mezz’ora dopo il tramonto,
nonché con l'uso massimo di due canne da
mezz’ora dopo il tramonto a mezzanotte.
5.
E' vietato l'esercizio della pesca da natante,
anche se ancorato.
Nel rispetto dei limiti di peso previsti dal
6.
presente regolamento, ogni pescatore, per
ciascuna giornata di pesca, può catturare fino a
cinque capi delle specie appartenenti alle
famiglie dei "salmonidi" e "timallidi", di cui non
più di un timallide.
7.
E' vietata ogni forma di pesca subacquea.
Il tesserino regionale di cui al primo comma è
8.
rilasciato dalla Provincia ai titolari di licenza tipo
"B", "C", "D" o dell'autorizzazione di pesca
rilasciata ai sensi dell'articolo 10 della L.R. 19/98
o dei permessi temporanei di cui all’art. 9,
comma 10, della L.R. n. 19/1998. La Provincia
può delegare il rilascio del tesserino regionale
anche a enti locali, associazioni e federazioni di
pesca sportiva.
TITOLO IV
PESCA IN ZONA CIPRINICOLA (ZONA B)
Art. 12 - Pesca dilettantistico-sportiva in zona
ciprinicola (zona B)
1.
Il pescatore dilettante-sportivo, munito di
licenza tipo "B," "C", "D" o dell'autorizzazione di
pesca rilasciata ai sensi dell'articolo 10 della L.R.
n. 19/98 o dei permessi temporanei di cui all’art.
9, comma 10, della L.R. n. 19/1998, oltre al
consenso dell'eventuale concessionario, può
esercitare la pesca nelle acque classificate
ciprinicole (zona B) con i seguenti attrezzi e con
le seguenti modalità:
a) canna con o senza mulinello. E' consentito
l'uso di un massimo di tre canne, con non più di
tre ami per ciascuna canna. E' vietato l'uso di
ami ad "ancoretta", fatta eccezione per la pesca
a "spinning" con esca artificiale;
b) bilancino. II lato massimo della rete non
deve superare m 1,50 e la maglia non deve
essere inferiore a mm 20. L'attrezzo deve essere
usato esclusivamente da riva, non può essere
abbinato né usato da opposte rive o da natante.
L'attrezzo, a rete bagnata, non deve avere una
sacca superiore a cm 40. La distanza tra due
bilancini contigui non può essere inferiore a m
20. L'uso dell'attrezzo è consentito solo nei corsi
d'acqua principali di cui al precedente articolo 3,
comma 2. L'uso del bilancino è vietato dal 1
maggio al 30 giugno;
c) tirlindana con non più di tre esche;
d) coda di topo, con non più di tre mosche
artificiali;
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo
comprendente nome sulle modalità di
esercizio della pesca sportiva che non
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
e) moschera o camolera, con non più di tre ami
ed esclusivamente a galla;
f) boccon o mazzacchera, per la pesca delle
anguille.
g) bilancia a mano o carrucola. L’utilizzo è
riservato alle associazioni di volontariato a
favore di soggetti diversamente abili, dietro
specifica autorizzazione rilasciata dal dirigente
responsabile dell’ufficio competente per ragioni
di
aggregazione
sociale
e
ricreativa.
L’autorizzazione
può
essere
rilasciata
esclusivamente per i corsi d’acqua principali. Il
lato massimo della rete non deve superare m
2,50, mentre la larghezza della maglia non deve
essere inferiore a mm 12. La distanza tra due
bilance non può essere inferiore a m 20.
h) bilancia grande o bilancione. Il lato o il
diametro della rete non deve superare la metà
della larghezza del corso d'acqua al momento
dell'emersione e la maglia della rete non deve
essere inferiore a mm 40. E' consentito l'uso del
bilancione con al centro un quadrato di rete di
superficie non superiore a 1/6 di quella totale
del bilancione, con maglia non inferiore a mm 20
e di un ulteriore quadrato di rete di superficie
pari 1/6 di quella precedente, con maglia di mm
12. L'uso della fonte luminosa è consentito
esclusivamente durante le operazioni di recupero
del pescato.
L’utilizzo della bilancia grande o bilancione è
consentito:
•
al
titolare
della
concessione
per
l’occupazione dello spazio acqueo o degli argini
demaniali, in possesso di licenza di categoria B
ovvero dell’autorizzazione ex art. 10 L.R. n.
19/1998 e munito di specifica autorizzazione
rilasciata dal dirigente responsabile dell’ufficio
provinciale competente;
ad altro pescatore munito dei medesimi
•
titoli autorizzativi, purché delegato dal titolare
della concessione a sua volta in possesso dei
titoli di cui al precedente punto o dal titolare di
concessione di cui all’art. 13, comma 1, lettera
e). La delega può essere estesa fino ad un
numero massimo di altri cinque pescatori i cui
nominativi, e le loro eventuali variazioni,
dovranno essere preventivamente comunicati
all’ufficio competente della Provincia di Venezia
dal titolare della concessione.
L’autorizzazione può essere rilasciata per le
installazioni già censite nel 2007 con la Carta
Ittica della Provincia di Venezia. L’utilizzo di
ulteriori installazioni può essere autorizzato nel
rispetto delle indicazioni contenute nella Carta
Ittica della Provincia di Venezia e, per quelle
assentite
a
far
data
dal
01.08.2012,
esclusivamente nel caso di bilancioni a due
antenne con rete priva di sacco terminale di
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raccolta.
L’autorizzazione provinciale ha validità triennale
e consente l’uso di una singola bilancia grande o
bilancione
specificatamente
indicata
nell’autorizzazione. Il pescatore dilettantisticosportivo, munito di licenza B, può risultare
titolare di una sola autorizzazione provinciale per
l’utilizzo della bilancia grande o bilancione.
Art. 13 - Pesca di professione in zona ciprinicola
(zona B)
Il pescatore di professione, munito di licenza di
1.
tipo "A", oltre al consenso dell'eventuale
concessionario, può esercitare la pesca nelle
acque della zona ciprinicola (zona B) con i
seguenti attrezzi e alle seguenti modalità:
A) nelle acque principali:
a) gli attrezzi di cui all'articolo 12 con le
modalità e limitazioni ivi indicate;
b) tremaglio denominato anche "redesin", "rè
armà", "sorbera". La lunghezza massima della
rete non deve superare la metà della larghezza
del corso d'acqua e comunque non deve essere
superiore a m 24. L'altezza massima della rete
non deve superare m 1,50 e la maglia della rete
interna non deve essere inferiore a mm 32. La
rete deve essere salpata da un solo capo,
mentre l'altro deve essere fissato a terra. E'
inoltre consentita la rete da "secondare" di
altezza massima di m 3,50. E' vietato occupare
con detta rete più della metà del corso d'acqua
nonché usare la medesima a strascico. E' vietato
altresì stendere l'attrezzo come fosse una rete di
circuizione;
c) bertovello con ali denominato anche
"cogularia" o "traturo". L'apertura massima al
corpo non deve superare m 4, la lunghezza
massima delle due ali m 6 ciascuna e l'altezza
massima delle stesse m 2. La maglia delle ali e
della
coda
non
deve
essere
inferiore
rispettivamente a mm 40 e mm 20. Ne è sempre
vietato l'uso a strascico. La distanza di rispetto
tra due attrezzi contigui non deve essere
inferiore a m 15;
d) bertovello denominato anche "bartoeo". Il
diametro massimo della bocca non deve
superare m 1,50, la lunghezza massima della
rete m 2,50 e la maglia non deve essere
inferiore a mm 24. E' consentito l'uso di più
bertovelli uniti fra loro, fino a un massimo di 50;
tra un gruppo di bertovelli e un altro, deve
intercorrere una distanza minima di m 50;
e) bilancia grande o bilancione. Fermo restando
quanto disciplinato al precedente art.12,
1°comma, lettera h) in ordine alle installazioni
utilizzabili, alle caratteristiche della rete della
bilancia e alle modalità di pesca, il titolare della
concessione per l’occupazione dello spazio
acqueo o degli argini demaniali in possesso di
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo
comprendente nome sulle modalità di
esercizio della pesca professionale che
non comporta alcuna incidenza agli
habitat, habitat di specie e specie dei
Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
licenza di categoria A, utilizza la struttura di
pesca a bilancia senza alcuna ulteriore
autorizzazione
provinciale.
Il
pescatore
professionista in possesso di licenza di tipo A,
non titolare di concessione, può utilizzare
l’attrezzo denominato bilancia grande, previo
consenso del titolare della concessione per
l’occupazione dello spazio acqueo o degli argini
demaniali;
f) vangaiola da gamberetti denominata anche
"negossa" o "aguà". L'apertura massima della
bocca della rete non deve superare m 1,50 e la
maglia non deve essere inferiore a mm 10 né
superiore a mm 14. E' permessa l'applicazione
della traversa in legno. L'uso dell'attrezzo con o
senza il quadrato centrale è vietato dal 1 maggio
al 30 giugno;
g) nassa. Il diametro di apertura della bocca
non deve superare cm 40 e la distanza tra i
vimini e le corde metalliche non deve essere
inferiore a mm 5. La misura va presa ad attrezzo
bagnato;
h) corda armata denominata anche "spaderno"
o "triziola" o "parangale". L'attrezzo deve essere
posato sul fondo del corso d'acqua;
i) fureghin. La maglia non deve essere
inferiore a mm 60;
B) nelle acque secondarie:
a) gli attrezzi di cui all'articolo 12 con le
modalità e limitazioni ivi indicate;
b) gli attrezzi di cui alle lettere d), g) e h) del
precedente punto A).
TITOLO V
PESCA IN ZONA SALMASTRA (ZONA C)
Art. 14 - Pesca dilettantistico-sportiva in zona
salmastra (zona C)
1.
Il pescatore dilettante-sportivo, munito di licenza
tipo "B," "C", "D" o dell'autorizzazione di pesca
rilasciata ai sensi dell'articolo 10 della L.R. n.
19/98 o dei permessi temporanei di cui all’art. 9,
comma 10, della L.R. n. 19/1998, oltre al
consenso dell'eventuale concessionario, può
esercitare la pesca nelle acque classificate
salmastre (zona C) con i seguenti attrezzi e con
le seguenti modalità:
a) non più di cinque canne con o senza
mulinello o, in alternativa, non più di cinque
togne per ciascun pescatore e con non più di tre
ami per ciascuna canna o togna. E' altresì
consentito l'uso della "correntina" con non più di
quattro ami e nella misura di due attrezzi per
ciascun pescatore;
b) bilancia a mano o carrucola. Il lato massimo
della rete non deve superare m 2,50, mentre la
larghezza della maglia non deve essere inferiore
a mm 12. La distanza tra due bilance non può
essere inferiore a m 20;
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
c) bilancino. Il lato massimo della rete non
deve superare m 1,50 e la larghezza della
maglia non deve essere inferiore a mm 12. La
distanza tra due bilancini contigui non può
essere inferiore a m 20;
d) fiocina. La distanza tra il primo e l'ultimo
dente non deve superare cm 15. E' consentito
l'uso dell'attrezzo anche con l'ausilio di fonte
luminosa durante i periodi dal 15 marzo al 15
giugno e dal 1° settembre al 30 novembre. La
fonte luminosa non può superare l'equivalente di
400 watt di potenza per la lampada e di 100
watt in ogni altro caso;
e) sugheri o "suri" con un amo e in numero
massimo di 25;
f) volega. Il diametro non deve superare i cm
50, mentre la maglia non deve essere inferiore a
mm 16. E' consentito l'uso di tale attrezzo anche
per la pesca delle seppie, con l'ausilio della fonte
luminosa, limitatamente ai periodi dal 1° marzo
al 31 maggio e dal 1° agosto al 30 settembre;
per l'uso della fonte luminosa valgono le norme
di cui alla precedente lettera d); se la pesca è
praticata da natante, lo stesso deve essere
ormeggiato;
g) paravanti da caminar, con misura di cm 80 e
maglia non inferiore a mm 16;
h) rezzaglio o "sparviero" o "giacchio". La
maglia della rete non dev'essere inferiore a mm
28;
i) slitta con scivolo divergente, con non più di
otto ami, nella misura di un solo attrezzo per
pescatore;
l) bilancia grande o bilancione. Il lato o il
diametro della rete non deve superare la metà
della larghezza del corso d'acqua al momento
dell'emersione e la maglia della rete non deve
essere inferiore a mm 40. E' consentito l'uso del
bilancione con al centro un quadrato di rete di
superficie non superiore a 1/6 di quella totale del
bilancione, con maglia non inferiore a mm 20 e
di un ulteriore quadrato di rete di superficie pari
1/6 di quella precedente, con maglia di mm 12.
L'uso della fonte luminosa è consentito
esclusivamente durante le operazioni di recupero
del pescato.
L’utilizzo della bilancia grande o bilancione è
consentito:
•
al
titolare
della
concessione
per
l’occupazione dello spazio acqueo o degli argini
demaniali, in possesso di licenza di categoria B
ovvero dell’autorizzazione ex art. 10 L.R. n.
19/1998 e munito di specifica autorizzazione
rilasciata dal dirigente responsabile dell’ufficio
provinciale competente;
ad altro pescatore munito dei medesimi titoli
•
autorizzativi, purché delegato dal titolare della
concessione a sua volta in possesso dei titoli di
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cui al precedente punto o dal titolare di
concessione di cui all’art. 15, comma 1, lettera
k). La delega può essere estesa fino ad un
numero massimo di altri cinque pescatori i cui
nominativi, e le loro eventuali variazioni,
dovranno essere preventivamente comunicati
all’ufficio competente della Provincia di Venezia
dal titolare della concessione.
•
L’autorizzazione può essere rilasciata per le
installazioni già censite nel 2008 con il Piano per
la gestione delle risorse alieutiche delle lagune di
Venezia
e
Caorle.
L’utilizzo
di
ulteriori
installazioni può essere autorizzato solo in
Laguna di Venezia, fino ad un numero massimo
di 6 nuovi bilancioni aggiuntivi rispetto alle
strutture già censite, privilegiando i luoghi dei
quali esiste documentazione storica e, per quelle
assentite
a
far
data
dal
01.08.2012,
esclusivamente nel caso di bilancioni a due
antenne con rete priva di sacco terminale di
raccolta. Il rilascio dell’autorizzazione per
l’utilizzo delle predette ulteriori installazioni è
subordinato all’osservanza di una distanza di
rispetto da un bilancione all'altro, misurata in
linea d’aria, non inferiore a metri 50. La predetta
autorizzazione provinciale ha validità triennale e
consente l’uso di una singola bilancia grande o
bilancione
specificatamente
indicata
nell’autorizzazione. Il pescatore dilettantisticosportivo, munito di licenza B, può risultare
titolare di una sola autorizzazione provinciale per
l’utilizzo della bilancia grande o bilancione.
m) chebe da gò o da gamberi di cm 30 per cm
15, in numero massimo di 15 per ogni barca;
n) canna da bisati, in numero massimo di 15
per ogni barca;
o) "re' da imbrocco" o "barracuda". La rete
deve essere in nylon, di lunghezza non superiore
a m 100. La maglia non dev'essere inferiore a
mm 44. L'attrezzo deve essere usato come rete
di superficie;
p) tremaglio per "anguele". La lunghezza
dell'attrezzo non deve superare m 12 e la maglia
della rete non dev'essere inferiore a mm 16.
L'attrezzo dev'essere usato come rete da posta;
2.
Gli attrezzi di cui alle lettere a), e) e i) possono
essere usati in modo cumulativo solo fino alla
concorrenza di 15 ami complessivi.
3.
Nella laguna di Caorle e nella Lama del Morto
sono consentiti esclusivamente gli attrezzi di cui
alle lettere a), b), c), e), i) ed l) del comma 1.
4.
Ogni attività di pesca è comunque vietata a
distanza inferiore a m 50 dagli appostamenti fissi
di acquacoltura.
Art. 14 bis – Pesche tradizionali in Laguna di
Venezia.
Per mantenere e favorire antichi attrezzi e
1.
tradizionali modalità di pesca effettuate da
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
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2.
3.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
soggetti qualificati nell’ambito della tradizione
lagunare il dirigente responsabile dell’ufficio
competente
autorizza
pescatori
dilettantisportivi, muniti di licenza tipo "B," "C" o
dell'autorizzazione di pesca rilasciata ai sensi
dell'articolo 10 della L.R. n. 19/98, ad esercitare
la pesca nelle acque della Laguna di Venezia con
i seguenti attrezzi e con le seguenti modalità:
a) parangale di fondo o di superficie con non
più di 50 ami. È consentito l’uso di un solo
attrezzo per pescatore. La distanza tra due
attrezzi contigui non può essere inferiore a m
100;
b) fureghin. La maglia non dev'essere inferiore
a mm 44 e la lunghezza non superiore a m 24;
c) tartanella ciara. Le ali (pareti di invito della
rete) non devono avere lunghezza superiore a m
15 ed altezza superiore a m 2; la maglia non
deve essere inferiore a mm 20. L’attrezzo deve
essere trainato senza l’ausilio di forza motrice
meccanica,, evitando l’occlusione di canali o
ghebi e comunque in ambienti non confinati;
d) trimaglio o tramaglio o sorbera, di lunghezza
della rete non superiore a m 50. La maglia non
deve essere inferiore a mm 44;
e) cogollo denominato anche “bertovello”,
“reon” o “traturo”, “monchin” o “mezza-luna”,
nel numero massimo di 1. La bocca dell’attrezzo
non deve superare i m 3 e la sua lunghezza
massima non può superare i m 9. La maglia
delle ali e della bocca non deve essere inferiore a
mm 14. la maglia del cogollo non deve essere
inferiore a mm 12.
f) bragotto, con lunghezza della rete non
superiore a m 15 e maglia non inferiore a mm
16. L’attrezzo deve essere trainato senza l’ausilio
di forza motrice meccanica, evitando l’occlusione
di canali o ghebi e comunque in ambienti non
confinati.
L’autorizzazione di cui al comma precedente
viene rilasciata annualmente ed ha validità dal
1° aprile al 30 novembre. Il numero complessivo
di pescatori
autorizzati annualmente per
ciascuno degli attrezzi di cui al comma 1 non può
essere superiore a 80 per la zona denominata
“laguna nord” e 80 per la zona denominata
“laguna sud”, demarcate dal Ponte della Libertà,
dalla città di Venezia e dal limite meridionale del
Canale di San Nicolò.
Per ottenere l’autorizzazione di cui al comma 1, i
pescatori interessati o le associazioni di pesca
sportiva, in nome e per conto dei propri
associati,
possono
presentare
apposita
domanda dal 1° dicembre al 31 gennaio,
optando in via esclusiva per la laguna nord
ovvero per la laguna sud. Nel caso delle
domande presentate dalla associazioni, deve
essere allegato, per ciascuno degli attrezzi di cui
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4.
5.
6.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
al comma 1, un elenco dei pescatori, propri
associati, interessati all’uso di tali attrezzi.
Il numero complessivo delle autorizzazioni
comprendenti l’utilizzo delle attrezzature previste
alle lettere d) ed e) non può essere superiore a
5.
Il rilascio dell’autorizzazione avviene sulla base
delle seguenti condizioni di priorità:
a) essere residente in uno dei comuni della
provincia di Venezia il cui territorio rientra
almeno in parte nella conterminazione lagunare;
b) essere cittadini italiani che hanno dato lustro
alla tradizione lagunare veneziana in campo
sportivo;
c) essere stato titolare di licenza per la pesca
professionale nelle acque interne di tipo A;
d) essere socio di un’associazione di pesca
sportiva impegnata nel mantenimento delle
tradizionali modalità di pesca;
e) maggiore età anagrafica.
Le domande di autorizzazione presentate dopo il
31 gennaio possono essere accolte qualora non
sia stato raggiunto il limite massimo di cui al
comma 2 secondo l’ordine cronologico di
presentazione.
Art. 15 - Pesca di professione in zona salmastra
(zona C)
1.
Il pescatore di professione, munito di licenza di
tipo "A", oltre al consenso dell'eventuale
concessionario, può esercitare la pesca nelle
acque della zona salmastra (zona C) con i
seguenti attrezzi e con le seguenti modalità:
a) gli attrezzi di cui all'articolo 14 con le
modalità e le limitazioni ivi indicate;
b) cerchio o "rassaio", con rete a maglia non
inferiore a mm 14;
c) tirlindana;
d) saccaleva o cianciolo, denominata anche
rete di circuizione. La maglia non deve essere
inferiore a mm 16 e la lunghezza massima della
rete non deve essere superiore a m 100;
e) rete da posta con cogoli o "tresse". La
maglia della rete dei cogoli non deve essere
inferiore a mm 12, mentre quella delle "pareti"
non deve essere inferiore a mm 14. La distanza
tra ogni linea di reti da posta non deve essere
inferiore a m 200. Durante il periodo di pesca
autorizzato, le reti da posta devono essere
ripulite almeno ogni 15 giorni e al suo termine le
reti e i pali di sostegno dovranno essere riportati
a terra;
f) trimaglio o tramaglio o sorbera, anche da
fondo. La maglia non deve essere inferiore a mm
35;
g) tela da pesce novello denominata anche
"tratolina da pesse novello". La lunghezza
massima della rete denominata anche tela non
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
deve essere superiore a m 8;
h) sorbera a canna. La maglia non deve essere
inferiore a mm 20;
i) rastrello e rasca, per la pesca dei molluschi,
salvo quanto previsto dal successivo articolo 17;
j) cogollo denominato anche "bertovello",
"reon" o "traturo", "monchin" o "mezza-luna". La
bocca dell'attrezzo non deve superare i m 3 e la
sua lunghezza massima non può superare i m 9.
La maglia delle ali e della bocca non deve essere
inferiore a mm 14. La maglia del cogolo non
deve essere inferiore a mm 12;
k) bilancia grande o bilancione. Fermo restando
quanto disciplinato al precedente art. 14, 1°
comma, lettera l) in ordine alle installazioni
utilizzabili, alle caratteristiche della rete della
bilancia e alle modalità di pesca, il titolare della
concessione per l’occupazione dello spazio
acqueo o degli argini demaniali in possesso di
licenza di categoria A, utilizza la struttura di
pesca a bilancia senza alcuna ulteriore
autorizzazione
provinciale.
Il
pescatore
professionista in possesso di licenza di tipo A,
non titolare di concessione, può utilizzare
l’attrezzo denominato bilancia grande, previo
consenso del titolare della concessione per
l’occupazione dello spazio acqueo o degli argini
demaniali;
l) volega. La maglia non deve essere inferiore
a mm 16;
m) coccia volante. La maglia non deve essere
inferiore a mm 14;
n) coccia con ciocioli. La maglia non deve
essere inferiore a mm 12. La pesca con tale
attrezzo è svolta da due imbarcazioni in traino
parallelo. E' consentito l'uso di un peso per
ciascuna estremità atto a tenere la rete
bilanciata;
o) battarella. La maglia della rete non deve
essere inferiore a mm 12;
p) tartana fissa da schille o da acquadelle. La
maglia della rete non deve essere inferiore a mm
12. E' vietata l'aggiunta della catena;
q) tartanella ciara o da sepe. La maglia non
deve essere inferiore a mm 20;
r) granzera o bragagna da granchi. La maglia
della rete non deve essere inferiore a mm 20;
s) schiller. La maglia della rete non deve
essere inferiore a mm 10.
t) parangale di fondo o di superficie;
u) chebe da gò o da gamberi di cm 30 per cm
15;
v) canna da bisati;
w) fureghin. La maglia non dev'essere inferiore
a mm 44 e la lunghezza non superiore a m 24;
x) "re' da imbrocco" o "barracuda", anche da
fondo. La rete deve essere in nylon. La maglia
non dev'essere inferiore a mm 35;
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2.
3.
4.
5.
6.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
y) tremaglio per "anguele". La lunghezza
dell'attrezzo non deve superare m 12 e la maglia
della rete non dev'essere inferiore a mm 16.
L'attrezzo dev'essere usato come rete da posta;
z) reoni da seppie. L’attrezzo non deve
superare i m 15 di apertura complessiva e i m 4
di altezza;
aa) nassa da seppie. La nassa deve avere
dimensioni non eccedenti a quelle di seguito
indicate: se a forma di parallelepipedo o
consimile lunghezza m 1,10, larghezza m 0,60,
altezza 0,60; se a forma cilindrica lunghezza fra i
cerchi più esterni m 1,50, diametro m 0,50. È
consentito l’uso di un massimo di due cordate
per pescatore, ciascuna composta da un
massimo di trenta nasse.
Nella laguna di Caorle e nella Lama del Morto è
vietato l'uso degli attrezzi di cui alle lettere d),
m), n), p), q), r), s), z), aa) del comma
precedente. E' consentito l'uso del "re' da
imbrocco" o "barracuda" soltanto da un'ora
prima del tramonto a un'ora dopo la levata del
sole.
I
pescatori
di
professione
ovvero
loro
cooperative, che intendono esercitare la pesca
con gli attrezzi di cui alla lettera e), z) e aa) del
primo comma, devono essere muniti di apposita
autorizzazione, indicante i tempi e i luoghi di
postazione, rilasciata dal dirigente dell'ufficio
competente, previa adozione di un atto
dirigenziale di carattere generale che disciplini i
criteri di rilascio in coerenza con le indicazioni
contenute nel Piano di cui al successivo articolo
33, sentite le autorità competenti in materia di
sicurezza della navigazione.
Per ottenere l'autorizzazione di cui al comma
precedente, i pescatori professionali ovvero loro
cooperative o consorzi, devono presentare, entro
il mese di dicembre, apposita domanda al
dirigente dell'ufficio provinciale competente,
indicando nominativamente i pescatori addetti
nonché, su apposita cartografia, la posizione e la
lunghezza lineare complessiva degli attrezzi. Per
gli attrezzi di cui alle lettere z) e aa) la domanda
dovrà essere corredata da un piano per la
schiusura delle uova di seppia deposte sugli
attrezzi.
La suddetta autorizzazione ha validità fino al 15
gennaio dell’anno successivo per gli attrezzi di
cui alla lettera e) del primo comma e fino al 30
giugno dello stesso anno di rilascio per gli
attrezzi di cui alle lettere z) e aa) del primo
comma;
Non possono essere autorizzate più di quaranta
postazioni per i reoni da seppie nell’intera laguna
di Venezia, da rilasciare nel numero massimo di
una
postazione
per
ciascun
pescatore
professionista osservando i seguenti criteri di
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7.
8.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
priorità:
a) non avere commesso violazioni relative
all’utilizzo degli attrezzi per i quali viene chiesta
l’autorizzazione.
b) essere stato titolare di autorizzazione nei
due anni precedenti;
c) essere
titolare di licenza di pesca
professionale di tipo A dal maggior numero di
anni consecutivi;
d) maggiore età anagrafica.
La stessa postazione per i reoni da seppie potrà
essere usata da più pescatori professionisti,
purché appartenenti alla stessa cooperativa di
pesca.
Le reti da posta devono essere segnalate con
paline recanti appositi contrassegni rilasciati
dalla Provincia.
L'autorizzazione di cui al comma 3 può essere
sospesa previa diffida e successivamente
revocata per gravi o ripetute inosservanze delle
prescrizioni.
TITOLO VI
DISPOSIZIONI PER LA PESCA DI MOLLUSCHI
NELLE ACQUE SALMASTRE (ZONA C)
Art. 16 - Raccolta dilettantistico-sportiva di
molluschi bivalvi
Al pescatore dilettante-sportivo, titolare di licenza di
pesca di tipo "B", "C", "D" o dell'autorizzazione di
pesca rilasciata ai sensi dell'articolo 10 della L.R. n.
19/98 o dei permessi temporanei di cui all’art. 9,
comma 10, della L.R. n. 19/1998, è consentito
raccogliere molluschi bivalvi al di fuori di aree
assegnate in concessione a fini di molluschicoltura ed
esclusivamente mediante raccolta a mano, in quantità
non superiore a cinque chilogrammi al giorno, dall'alba
al tramonto.
Art. 17 - Pesca professionale di vongole
1.
Ai sensi dell'art. 33 c. 4 della L.R. n. 19/98, la
pesca professionale di vongole, al di fuori di aree
assegnate
in
concessione
a
scopo
di
acquacoltura, è soggetta ad autorizzazione
rilasciata dal dirigente responsabile dell'ufficio
competente a pescatori di professione titolari di
licenza di tipo "A" che ne facciano richiesta,
tenuto conto degli indirizzi contenuti nel Piano di
cui all'articolo 33.
2.
L'autorizzazione di cui al comma precedente
deve stabilire il quantitativo di prodotto
giornaliero pescabile nonché l'indicazione dei
metodi e degli attrezzi utilizzabili, tra i seguenti:
a) raccolta a mano;
b) rasca (rasca manuale trainata all'indietro);
c) rastrello (rastrello manuale da barca).
È fatto divieto di esercitare pesca di vongole di tipo
professionale dal tramonto all’alba.
Art. 18 - Attività di venericoltura
1.
L'attività
di
venericoltura
è
soggetta
a
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
2.
3.
4.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
concessione provinciale. La concessione è categoria C, non considerate all’interno
rilasciata dal dirigente responsabile dell'ufficio della Carta Ittica delle acque interne
competente su istanza della persona fisica o
giuridica richiedente.
L'istanza deve contenere:
a) gli elementi identificativi del richiedente;
b) l'atto autorizzativo o concessorio dell'organo
competente per l'occupazione dello spazio
acqueo;
idoneo
elaborato
planimetrico
o
c) un
cartografico relativo all'area di attività;
d) il piano annuale di gestione e produzione
della risorsa ittica con la delimitazione delle zone
di allevamento e di raccolta della vongola, il
numero degli addetti all'attività e il numero e la
tipologia delle imbarcazioni adibite, i sistemi di
raccolta - anche meccanici - utilizzati, i punti e
gli orari di sbarco del prodotto, il ciclo produttivo
e i quantitativi di prodotto giornalieri per singolo
addetto e complessivi;
e) le altre indicazioni previste dal Piano di cui
all'articolo 33.
La concessione ha durata massima di cinque
anni ed è rinnovabile; può essere sospesa previa
diffida e successivamente revocata per gravi o
reiterate inottemperanze agli obblighi in essa
contenuti.
Con il provvedimento di concessione la Provincia
determina le modalità di esercizio dell'attività di
allevamento e raccolta del prodotto, con
particolare riguardo alla congruità e funzionalità
del piano di gestione e produzione, al numero
degli addetti ed ai sistemi di semina e raccolta anche con carattere sperimentale - tenuto conto
degli indirizzi contenuti nel Piano di cui
all'articolo 33.
TITOLO VII
NORME PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELLA
FAUNA ITTICA
Art. 19 – Lunghezze minime di cattura dei pesci
1.
Per motivi di protezione e tutela della fauna
ittica, le lunghezze minime di cattura sono le
seguenti:
· temolo (Thymallus thymallus) cm 35
· trota marmorata (Salmo trutta-marmoratus) cm
40
· trota fario (Salmo trutta trutta) cm 22
· persico reale (Perca fluviatilis) cm 20
· tinca (Tinca tinca) cm 25
· carpa (Cyprinus carpio) cm 30
· barbo comune (Barbus plebejus) cm 25
· cavedano (Leuciscus cephalus) cm 20
· luccio (Esox lucius) cm 50
· anguilla (Anguilla anguilla) cm 40
· scazzone (Cottus gobio) cm 10
Per le lunghezze minime delle specie ittiche di
2.
origine marina valgono le misure indicate nella
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000. Rprende ed integra l’art,
13 della L.R. 19/98 imponendo per
temolo, barbo comune, luccio misure
più restrittive.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
3.
4.
5.
Art.
1.
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1bis
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normativa nazionale e comunitaria vigenti in
materia.
Le lunghezze minime totali dei pesci sono
misurate dall'apice del muso all'estremità del
lobo più lungo della pinna caudale oppure
all'estremità della pinna caudale quando questa
non presenta due lobi.
I pesci catturati di misura inferiore a quella
consentita devono essere immediatamente
reimmessi in acqua, procedendo al taglio della
lenza qualora la slamatura comporti dei pericoli
per la sopravvivenza dell'esemplare catturato,
fatta eccezione nei casi di utilizzo di esche
artificiali.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente
per ragioni di tutela e salvaguardia del
patrimonio ittico, acquisite le opportune
informazioni tecnico-scientifiche, può adottare
provvedimenti più restrittivi, con carattere
temporaneo, rispetto alle misure minime di cui
ai precedenti commi 1 e 2.
20 - Periodi di proibizione della pesca
Ai fini di tutela della fauna acquatica, la pesca
delle specie sotto riportate è vietata nei periodi a
fianco di ciascuna indicati:
anguilla (Anguilla anguilla) dal 1° gennaio al 31
marzo;
temolo (Thymallus thymallus) dall'ultimo lunedì
di settembre al 15 aprile;
tinca (Tinca tinca) dal 1° maggio al 30 giugno;
persico reale (Perca fluviatilis) dal 1° aprile al 31
maggio
carpa (Cyprinus carpio) dal 15 maggio al 30
giugno;
luccio (Esox lucius) dal 1° gennaio al 15 aprile;
trota marmorata (Salmo trutta marmoratus)
dall'ultimo lunedì di settembre al primo sabato di
marzo;
trota fario (Salmo trutta trutta) dall'ultimo lunedì
di settembre al primo sabato di marzo;
barbo comune (Barbus plebejus) dal 15 aprile al
15 giugno;
corbola (Upogepia sp.) dal 1° giugno al 31
luglio;
anellidi (Marphysa sanguinea, Hediste sin.
Nereis sp., Perinereis sp.) dal 1° dicembre al 28
febbraio;
gobione (Gobio gobio) dal 15 aprile al 15
giugno;
riccio di mare (Paracentrotus lividus) dal 1°
maggio al 30 giugno;
È sempre vietata la cattura delle seguenti
specie:
pigo (Rutilus pigus);
lasca (Chondrostoma genei);
savetta (Chondrostoma soetta);
lampreda di ruscello (Lethenteron zanandreai);
lampreda marina (Petromyzon marinus);
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo che
riprende ed integra l’articolo 14 della
L.R. 19/98 con esclusive finalità di
protezione della fauna ittica. Di alcune
specie è stata vietata la cattura in
tutto l’anno per la loro importanza
ecologica e conservzionistica
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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2.
3.
4.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
panzarolo (Knipowitschia punctatissimus);
spinarello (Gasterosteus aculeatus);
storione comune (Acipenser sturio);
storione cobice (Acipenser naccarii);
storione ladano (Huso huso);
gambero di fiume (Austropotamobius pallipes
italicus);
nono (Aphanius fasciatus);
ghiozzetto di laguna (Knipowitschia panizzae);
ghiozzetto cenerino (Pomatoschistus canestrini);
cheppia (Alosa fallax);
cobite comune (Cobitis taenia);
cobite mascherato (Sabanejewia larvata).
Gli esemplari catturati in epoca di divieto devono
essere immediatamente reimmessi in acqua
procedendo, fatta eccezione nel caso di utilizzo
di esca artificiale, al taglio della lenza qualora la
slamatura
comporti
pericolo
per
la
sopravvivenza dell'esemplare catturato.
Relativamente alle specie di storioni, fermi
restando gli obblighi di cui ai precedenti commi,
il pescatore ha altresì l'obbligo, entro 24 ore, di
informare della cattura la Provincia.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente
può adottare provvedimenti, a carattere
temporaneo, di variazione o integrazione dei
periodi o delle specie di cui al primo comma,
tenuto
conto
dell'incidenza
dei
periodi
riproduttivi delle singole specie ittiche in
relazione
alla
caratteristiche
delle
acque
provinciali e acquisite le opportune informazioni
tecnico-scientifiche.
Art. 21 – Semine ittiche
1.
Viste le indicazioni della Carta Ittica Provinciale,
nelle acque interne della provincia è consentita
l'immissione delle seguenti specie ittiche:
· luccio (Esox lucius);
· tinca (Tinca tinca);
· carpa (Cyprinus carpio);
· anguilla (Anguilla anguilla);
· cavedano (Leuciscus cephalus);
· barbo comune (Barbus plebejus);
· savetta (Chondrostoma soetta);
· pigo (Rutilus pigus);
· trota fario (Salmo trutta trutta);
· scazzone (Cottus gobio)
· storione cobice (Acipenser naccarii);
· persico reale (Perca fluviatilis);
· pesce gatto (Ictalurus melas) – nei soli corsi
d’acqua individuati dalla Carta Ittica.
2.
Le singole semine di specie ittiche di cui al primo
comma, ad esclusione di quelle previste al
successivo
articolo
25,
devono
essere
preventivamente
autorizzate
dal
dirigente
responsabile dell'ufficio competente.
3.
I prodotti ittici da immettere nelle acque
pubbliche provinciali e in quelle comunicanti con
Articolo oggetto di valutazione.
Fanno parte della valutazione
esclusivamente la trota fario, la
tinca, il luccio e l’anguilla per i
quali vi sono specifici piani di
immissione. Per le altre specie,
qual’ora
i
monitoraggi
evidenziassero
problematiche
emergenti, è possibile proporre
degli interventi di ripopolamento
previa valutazione dell’incidenza
ambientale dell’operazione.
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4.
5.
6.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
acque pubbliche devono essere accompagnati da
certificazione
sanitaria
comprovante
la
provenienza da impianti indenni da malattie
infettive e diffusive nel rispetto della normativa
vigente in materia.
La certificazione di cui sopra deve essere messa
a disposizione, per gli eventuali controlli anche
sul luogo di consegna, delle autorità sanitarie
locali preposte e degli incaricati della Provincia,
prima della immissione nei corsi d'acqua.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
per motivi di natura biologica e/o per una
migliore e più efficace azione di ripopolamento di
specie ittiche autoctone, acquisite le opportune
informazioni tecnico-scientifiche, può adottare
provvedimenti a carattere temporaneo di
variazione o integrazione delle specie di cui è
consentita l'immissione.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
previa verifica dal punto di vista tecnico
scientifico, può autorizzare la cattura e la
traslocazione di esemplari riproduttori di specie
autoctone, in base alle indicazioni della Carta
Ittica. Le attività di cattura e di immissione non
possono interessare le zone della rete Natura
2000 o i corsi d’acqua ad esse connessi
Art. 22 - Zone di divieto di pesca e pesca
regolamentata
1.
A tutela e protezione della fauna ittica, sono
istituite le zone di riposo biologico individuate
nella Carta Ittica Provinciale.
2.
La Carta Ittica Provinciale individua, in
particolari bacini o corsi d'acqua aventi
caratteristiche di effettiva chiusura con altre
acque, anche in zone di divieto di pesca, zone di
ripopolamento per stadi giovanili di specie ittiche
destinate all'accrescimento o alla produzione di
specie autoctone per successive immissioni nei
corsi d'acqua provinciali.
3.
Nelle zone di cui commi 1 e 2 è vietata ogni
forma di pesca.
4.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente,
per motivi di natura biologica, per una migliore
azione di ripopolamento ittico e per ragioni di
pubblico interesse o per accertate situazioni di
pericolo, acquisite le opportune informazioni
tecnico-scientifiche, può adottare provvedimenti,
a carattere temporaneo, di variazione e
integrazione delle zone di riposo biologico e delle
zone di ripopolamento per stadi giovanili.
5.
Nelle “Zone No-Kill” vige l'obbligo dell'immediato
rilascio di tutte le specie ittiche autoctone
catturate ovvero limitatamente a talune di esse,
secondo le indicazioni della Carta Ittica
Provinciale. Nelle “Zone No-Kill” integrali è
vietata la pesca professionale. Nelle “Zone NoKill” alla carpa e al luccio la pesca professionale
Articolo oggetto di valutazione
limitatamente
alle
zone
di
accrescimento
per
gli
stadi
giovanili di alcune specie ittiche.
Le restanti indicazioni normative
riguardano
zone
di
riposo
biologico in cui è vietata la pesca o
zone No Kill in cui è vietato il
prelievo ai pescatori sportivi. Tali
azioni
sono
a
carattere
conservazionistico
e
non
producono
effetti
negativi
sull’ittiofauna.
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è consentita, anche alle specie oggetto di tutela.
Nelle “Zone No-Kill”, integrali o in quelle rivolte
alla tutela della carpa e del luccio, è consentita
la pesca dilettantistico - sportiva con le seguenti
modalità:
a) obbligo di liberazione immediata, nello
stesso ambiente in cui è stato catturato, del
pesce appartenente alle specie autoctone
tutelate dalla zona No-Kill;
b) è comunque vietato l’uso dell’ancoretta;
c) è vietato l’uso come esca del pesce vivo o
morto;
d) nelle “Zone No-Kill” istituite per la
protezione del luccio (Esox lucius) è consentito
l’uso di un solo amo senza ardiglione qualora
venga impiegata l’esca artificiale;
e) nelle “Zone No-Kill” istituite per la
protezione del luccio (Esox lucius) è vietato l’uso
di esca artificiale dal 1° gennaio al 15 aprile;
f) nelle “Zone No-Kill” istituite per la
protezione della carpa (Cyprinus carpio) è
consentito l’uso di un solo amo senza ardiglione
qualora venga impiegata l’esca artificiale,
granaglie e derivati, boiles o pellet;
g) nelle “Zone No-Kill” istituite per la
protezione integrale di tutte le specie autoctone
è consentito esclusivamente l’uso di un solo amo
senza ardiglione;
h) devono
essere
rispettate,
in
quanto
compatibili, le norme generali sulla pesca nelle
acque a cui appartiene la zona No-Kill, compreso
il divieto di reimmissione delle specie ittiche non
autoctone catturate e l’osservanza dei periodi di
divieto di pesca di cui all’art. 20;
5bis Sono istituite le “Zone No-Kill” individuate dalla
Carta Ittica Provinciale
5ter Abrogato
6.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente
può istituire zone di pesca in cui è consentito
l'uso di sole esche artificiali.
7.
Le zone di pesca vietata o regolamentata dal
presente articolo possono essere affidate in
gestione, previa sottoscrizione di apposita
convenzione, ad enti pubblici, associazioni o
federazioni di pescatori sportivi.
8.
La tabellazione delle zone di cui al presente
articolo sarà curata dalla Provincia in conformità
al provvedimento della Giunta Regionale di cui
all'articolo 32 della L.R. n. 19/98.
TITOLO VIII
DISPOSIZIONI VARIE
Art. 22 bis - Poteri del Presidente della Provincia
Abrogato
Art. 23 – Novellame
1.
La pesca del novellame allo stato vivo destinato
agli allevamenti o ai ripopolamenti è consentita
per un periodo non superiore a 90 giorni. Il
dirigente responsabile dell'ufficio competente
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Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
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2.
3.
4.
5.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
stabilisce con proprio provvedimento annuale la
data di inizio, comunque non antecedente il
primo
marzo, e di termine comunque non
successiva al 31 maggio.
Il periodo di pesca del seme di mollusco è
stabilito dal Dirigente dell’ufficio competente con
proprio provvedimento, acquisite le opportune
informazioni tecnico scientifiche.
Le attività di cui ai commi precedenti possono
essere svolte esclusivamente dai pescatori di
professione in possesso di licenza di categoria
"A" e sono subordinate al rilascio di un'apposita
autorizzazione
del
dirigente
responsabile
dell'ufficio competente, nella quale sono stabiliti
zone, periodi, orari e quantità di prodotto e
modalità specifiche di pesca, secondo gli indirizzi
contenuti nel Piano di cui al successivo art. 33.
I soggetti autorizzati devono inviare alla
Provincia
entro
il
termine
stabilito
nel
provvedimento una dichiarazione riguardante i
luoghi di pesca del novellame, la quantità
raccolta complessiva e per singole specie,
nonché la destinazione del prodotto. La
dichiarazione deve essere accompagnata da
idonea documentazione fiscale.
L'autorizzazione può essere sospesa, revocata e
non rinnovata per gravi o ripetute violazioni alle
prescrizioni in essa contenute.
Art. 24 - Concessioni per l’esercizio della pesca
sportiva e dilettantistica
1.
Le concessioni di acque pubbliche per l'esercizio
della pesca sportiva e dilettantistica previste
dall'articolo 30 della L.R. n. 19/98 sono rilasciate
dal dirigente responsabile dell'ufficio competente
ad enti pubblici, ad associazioni o federazioni di
pescatori dilettanti-sportivi non aventi finalità di
lucro e operanti a livello locale, provinciale,
regionale, nazionale, in base ai criteri stabiliti
dalla Carta Ittica Provinciale.
2.
Abrogato
3.
Abrogato
4.
La concessione è accordata, a titolo oneroso, per
il periodo di validità della Carta Ittica Provinciale
ed è rinnovabile. La stessa può essere sospesa
previa diffida e successivamente revocata per
gravi o reiterate inottemperanze agli obblighi in
essa contenuti.
5.
La regolamentazione dell'attività di pesca
dilettantistico-sportiva
nelle
acque
in
concessione,
eventualmente
proposta
dal
concessionario, deve essere approvata dalla
Provincia.
6.
Il provvedimento di concessione costituisce
l’autorizzazione all’immissione di fauna ittica
autoctona di cui all’art. 12 comma 6 della L.R.
del Veneto n. 19/1998, nei limiti delle specie, dei
quantitativi e dei periodi previsti dagli obblighi
Articolo di tipo amministrativo
collegato all’art. 30 della L.R.19/98. Il
piano di immissione della fauna ittica
andrà sottoposto a valutazione di
incidenza prima del rilascio della
concessione
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
ittiogenici di cui al disciplinare di concessione.
Art. 25 – Pesca sportiva in laghetti e bacini
all’interno di aree di proprietà privata
1.
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente
rilascia l'autorizzazione per la gestione di
impianti di pesca sportiva e pesca dilettantisticosportiva riservata, all'interno di aree di proprietà
privata, in base ai criteri stabiliti dalla Carta
Ittica Provinciale.
2.
Abrogato
3.
Abrogato
4.
Dagli impianti di cui al presente articolo non può
essere portato all'esterno alcun esemplare di
specie ittica ancora in vita.
5.
La durata dell'autorizzazione è di anni cinque ed
è rinnovabile. La stessa può essere sospesa
previa diffida e successivamente revocata per
gravi o reiterate inottemperanze agli obblighi in
essa contenuti.
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Art. 26 - Autorizzazione pesca scientifica e per
attività formative
1.
Le autorizzazioni di pesca scientifica di cui
all'articolo 9, comma 9, lettera d) della L.R.
19/98 sono rilasciati dal dirigente dell'ufficio
competente a ricercatori e loro collaboratori per
comprovati motivi di ricerca scientifica, anche in
deroga dei divieti di cui ai precedenti articoli 19,
20 e 22. A tal fine la domanda dovrà contenere il
programma di ricerca relativo.
2.
Acquisite le opportune informazioni tecnicoscientifiche,
con
particolare
riferimento
all’impatto ambientale, il dirigente responsabile
dell’ufficio
competente
può
autorizzare,
nell’ambito delle attività di cui al comma 1,
l’esercizio della pesca con attrezzi e modalità
diverse da quelle previste dal presente
regolamento.
3.
I titolari di autorizzazioni di pesca scientifica, al
termine
delle
indagini
eseguite,
devono
presentare alla Provincia copia della relazione
tecnico-scientifica relativa all'attività svolta.
4.
I soggetti che stanno svolgendo tirocini formativi
e di orientamento possono essere autorizzati dal
dirigente dell’ufficio competente a svolgere le
attività di pesca e acquacoltura previste dalla
convenzione e dal progetto formativo per la
durata dello stesso.
Articolo
di
tipo
amministrativo
collegato all’art. 9 della L.R. 19/98. Nel
caso le indagini e/o gli studi facessero
esplicito riferimento a specie di
interesse comunitario sarà necessario
provvedere a darne preventivo avviso
al
Minstero
dell’Ambiente e
ad
ottenere i relativi permessi con onere
a carico dl richiedente.
Art. 26 bis – Permessi temporanei di pesca
1.
Il permesso temporaneo di pesca di cui all’art. 9,
comma 10, della L.R. n. 19/1998 viene rilasciato
dalla Provincia, anche per il tramite di altri
soggetti delegati, e ha validità nelle sole acque
interne e marittime interne incluse entro il
territorio della Provincia di Venezia. Tale
permesso
sostituisce
temporaneamente
la
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
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2.
3.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
licenza di pesca dilettantistico-sportiva e il
tesserino regionale per la zona “A” salmonicola,
ove
necessario,
purché
in
esso
siano
chiaramente indicati il nominativo, la data e il
luogo di nascita del pescatore, nonché la data di
inizio e di termine del periodo di validità del
permesso e il numero di catture di salmonidi
effettuati che non potrà superare il numero
massimo previsto dalla legge.
Il permesso temporaneo di cui al comma 1, con
validità non superiore ai 7 giorni, verrà rilasciato
a fronte del versamento di un importo avente
valore pari a Euro 8,00 per una giornata e di
Euro 20,00 per una settimana. Tali importi sono
introitati dalla Provincia e sono destinati agli
interventi in materia di pesca dilettantisticosportiva che competono alla stessa ai sensi della
L.R. n. 19/1998.
I soggetti titolari di concessioni per la pesca
dilettantistico sportiva o di diritti esclusivi di
pesca possono prevedere il rilascio di una
propria autorizzazione temporanea per la pesca
nelle acque di rispettiva competenza, integrativa
rispetto al permesso temporaneo di cui al
comma 1, anche a titolo oneroso”.
Art. 27 - Pesca subacquea
La pesca subacquea è consentita solo nelle
1.
acque salmastre (zona C), esclusivamente in
apnea, a pescatori maggiorenni in possesso di
licenza di tipo "A" o "B".
1bis L’utilizzo di apparecchi ausiliari di respirazione,
in deroga a quanto disposto al precedente
comma 1, è consentito esclusivamente per la
raccolta di esemplari di Riccio di mare
Paracentrotus lividus e di molluschi bivalvi, ai
pescatori titolari dell’autorizzazione per la pesca
professionale
subacquea
valida
per
i
compartimenti marittimi di Chioggia e di
Venezia, che siano anche titolari di licenza di
pesca di tipo A per le acque interne e marittime
interne. Per l’esercizio della pesca subacquea
professionale
con
apparecchi
ausiliari
di
respirazione
devono
essere
utilizzate
esclusivamente unità da pesca iscritte nei
registri delle navi minori e dei galleggianti
munite di apposita licenza di pesca ”Unità
Appoggio per la Pesca Subacquea Professionale”
in corso di validità. Il pescatore professionale
che esercita la pesca di Riccio di mare nelle
acque della zona C non può effettuare la pesca
in mare nel corso della stessa giornata.
2.
La pesca subacquea è vietata da un'ora prima
del tramonto a un'ora dopo la levata del sole e
nelle seguenti località:
a) a distanza inferiore a m 500 da zone di
balneazione;
b) a distanza inferiore a m 100 da impianti di
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
acquacoltura, natanti ancorati, opere portuali,
boe e segnali marittimi e altre opere idrauliche.
3.
Durante l'immersione il pescatore subacqueo ha
l'obbligo di segnalare la sua presenza mediante
un galleggiante portante una bandiera rossa con
striscia diagonale bianca, visibile a una distanza
non inferiore a m 300. Se il pescatore si serve di
un natante appoggio, la bandiera deve essere
collocata anche sul natante.
4.
Il fucile subacqueo può essere tenuto in
posizione di armamento solo durante l'immersione.
Art. 28 - Asciutte e manutenzione di bacini e
corsi d’acqua
Almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori che
1.
comportino la messa in asciutta parziale o totale
di bacini o corsi d’acqua e di ogni altro
intervento che interessi i corsi d’acqua, il
responsabile deve darne comunicazione scritta
alla Provincia.
2.
Non sono tenuti all'obbligo di cui al primo
comma
i
titolari
di
concessione
e
di
autorizzazione di cui agli articoli 25 e 29 del
presente regolamento.
3.
Le dichiarazioni d'urgenza in merito alle
operazioni di messa in asciutta di cui all'articolo
16, comma 3, della L.R. n. 19/98, devono
pervenire contestualmente alla comunicazione e
devono riportare i motivi di urgente e grave
necessità e di pubblico interesse certificati dal
Genio Civile o dal Magistrato alle Acque o dal
Sindaco competente per territorio o dal
Consorzio di bonifica interessato.
4.
La Provincia, nei casi di mancato rispetto dei
termini di cui al comma 1, qualora accerti la
carenza o l'insufficienza delle motivazioni
d'urgenza addotte, può richiedere il risarcimento
dei danni arrecati al patrimonio ittico.
5.
Entro il 31 marzo di ciascun anno i Consorzi di
bonifica dovranno trasmettere alla Provincia il
piano operativo dello sfalcio delle macrofite
acquatiche contenente le modalità di attuazione,
nonché il piano degli interventi programmati di
ordinaria o straordinaria manutenzione sui corsi
d'acqua di competenza. Al fine di garantire la
tutela della fauna ittica, la Provincia può imporre
specifiche prescrizioni al riguardo.
Art.29 – Attività di acquacoltura e piscicoltura
1.
Salvo quanto previsto dall'articolo 18, l'attività di
acquacoltura e di piscicoltura, sia in acque poste
in aree del demanio pubblico, sia se esercitata in
specchi acquei posti all’interno di aree di
proprietà privata, è soggetta a concessione
provinciale. Tale concessione è rilasciata dal
dirigente responsabile dell'ufficio competente su
istanza della persona fisica o giuridica
richiedente, tenuto conto delle indicazioni
espresse dalla Carta ittica provinciale.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Articolo di tipo amministrativo. Nel
caso di attività di sfalcio da parte dei
consorzi di bonifica andrà prodotta
idonea documentazione di incidenza da
parte dell’ente proponente come da
normativa vigente.
Gli stessi dovranno operare secondo le
indicazioni
della
Valutazione
di
Incidenza
Articolo di tipo amministrativo . Nel
caso di nuovi impianti o di rinnovo di
autorizzazioni esistenti andrà prodotta
idonea documentazione di incidenza da
parte del proponente come da
normativa vigente, per le attività
ricadenti o in connessione con zone
SIC/ZPS.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
2.
L’istanza deve contenere:
a) i dati identificativi del richiedente;
b) l'autorizzazione o il parere favorevole
dell'organo competente per l'occupazione dello
spazio acqueo per le acque poste in aree del
demanio pubblico;
c) idoneo elaborato planimetrico-cartografico
relativo all'area di attività;
d) nulla
osta
da
parte
della
U.L.S.S.
competente per lo svolgimento dell’attività
proposta;
e) elenco delle specie ittiche oggetto di
allevamento;
f) relazione tecnica riportante la superficie, le
caratteristiche degli specchi d'acqua utilizzati e il
tipo di allevamento praticato;
g) dichiarazione riportante modalità, località e
quantità di acqua prelevata accompagnata
dall'autorizzazione
rilasciata
dall'autorità
competente;
h) l'autorizzazione o l'assenso del titolare del
fondo, ove diverso dal richiedente;
3. La concessione ha durata di cinque anni e può
essere sospesa o revocata per le violazioni in essa
previste.
Articolo oggetto di valutazione
Art. 30 – Gare, manifestazioni e raduni di pesca
sportiva
1.
Si definiscono gare di pesca sportiva le
competizioni
aventi
carattere
agonistico
organizzate da associazioni affiliate al CONI. Tali
gare devono essere svolte nei campi di gara fissi
individuati dalla Provincia.
2.
Si definiscono manifestazioni di pesca sportiva le
attività
aventi
finalità
ricreativa
e
di
aggregazione
sociale,
anche
a
carattere
competitivo, organizzate a livello locale, con un
numero di partecipanti superiore a cinquanta.
Tali manifestazioni devono essere svolte nei
campi di gara fissi individuati dalla Provincia.
3.
Si definiscono raduni di pesca sportiva le attività
aventi finalità ricreativa e di aggregazione
sociale, organizzate a livello locale, con un
numero di partecipanti inferiore a cinquanta. Tali
raduni possono essere svolti anche in corsi
d'acqua non individuati ai sensi dei precedenti
commi.
4.
Le gare e le manifestazioni di pesca sportiva
sono vietate nel mese di gennaio e febbraio.
5.
Gare, manifestazioni e raduni di pesca sportiva
devono essere preventivamente autorizzati dal
dirigente responsabile dell'ufficio competente; a
tal fine le associazioni o federazioni interessate
devono presentare la relativa domanda entro il
30 gennaio dell'anno di riferimento. Per i raduni
di pesca sportiva la domanda deve essere
presentata almeno 30 giorni prima dello
svolgimento degli stessi.
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6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Il tratto del corso d'acqua dove si svolge la gara,
la manifestazione o il raduno di pesca dovrà
essere chiuso alla libera pesca a partire dalle ore
12.00 del giorno precedente e fino ad un'ora
dopo il termine dello stesso.
Spetta
agli
organizzatori
delle
gare,
manifestazioni o raduni di pesca delimitare con
tabelle recanti la scritta: "GARA DI PESCA
AUTORIZZATA", ovvero "MANIFESTAZIONE DI
PESCA AUTORIZZATA", ovvero "RADUNO DI
PESCA AUTORIZZATO" i tratti dei corsi d'acqua
loro assegnati.
Gli organizzatori delle gare, delle manifestazioni
o raduni di pesca sportiva sono responsabili dei
danni provocati a terzi durante lo svolgimento
delle stesse.
Nelle gare, nelle manifestazioni e nei raduni di
pesca sportiva, è consentita la pesca in deroga
ai limiti previsti per la quantità di cattura, le
misure e il periodo di divieto di cattura dei pesci.
Il pesce pescato in zona ciprinicola (zona B)
durante le gare, le manifestazioni o raduni di
pesca deve essere mantenuto vivo e, fatta
eccezione per le specie ittiche alloctone, deve
essere reimmesso nell'ambiente acquatico da
dove è stato prelevato.
Per le gare, manifestazioni e raduni di pesca
autorizzate in corsi d'acqua della zona
salmonicola (zona A), a cura e spese
dell'organizzatore della gara deve essere
preventivamente immesso un quantitativo di
trote fario (Salmo trutta trutta) in misura
variabile tra g 800 e g 1500 per ogni
partecipante a seconda del campo di gara
utilizzato e del numero di partecipanti previsti,
secondo quanto previsto dalla Carta Ittica. Dette
immissioni
devono
essere
previste
nel
provvedimento
di
autorizzazione
alle
competizioni, che costituisce l’autorizzazione di
cui all’art. 12 comma 6 della L.R. Veneto
19/1998.
Per le gare, manifestazioni o raduni di pesca
sportiva in zona B e in zona C è vietata qualsiasi
immissione di specie ittiche.
Nello svolgimento di gare, manifestazioni e
raduni
di
pesca
è
consentito
utilizzare
esclusivamente i sottoelencati attrezzi: a) canne
fisse, telescopiche o ad innesti; b) canne
telescopiche o ad innesti munite di anelli
passafilo e mulinello; c) guadino per il recupero
del pesce allamato.
Qualora pervengano più richieste per gare,
manifestazioni
o
raduni
concomitanti,
l'autorizzazione è concessa secondo il seguente
ordine di priorità:
a) gare internazionali;
b) gare di campionati nazionali;
c) gare di campionati regionali;
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15.
16.
17.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
d) gare di campionati provinciali;
e) altre gare;
f) manifestazioni;
g) raduni.
All’interno della stessa categoria sarà data
priorità in base all’ordine cronologico di
presentazione delle istanze.
Durante lo svolgimento di gare, manifestazioni o
raduni di pesca è consentito l'utilizzo di sole
esche naturali e la quantità di pasturazione per
ogni pescatore, fatto salvo il divieto di
pasturazione per la “zona A”, viene di seguito
fissata in relazione al tipo di evento:
a) per le gare internazionali e quelle di
campionati nazionali: kg 1 “fouillis”, kg 0,1 di
“ver de vase”, kg 1 di larva di mosca carnaria,
kg 5 di pastura (12 LITRI BAGNATA) e kg 0,5 di
granturco, kg 0,5 di vermi di terra.
b) per le gare di campionati regionali e
provinciali: kg 0,5 “fouillis”, kg 0,1 di “verde
vase”, kg 1 di larva di mosca carnaria, kg 4 di
pastura (10 LITRI BAGNATA), kg 0,5 di
granturco, kg 0,5 di vermi di terra;
c) per le altre gare, manifestazioni e raduni: kg
1 di larva di mosca carnaria, kg 2 di pastura (4
LITRI BAGNATA), kg 0,5 di granturco e kg 0,2 di
vermi di terra;
d) d) per le gare, manifestazioni e raduni di
carpfishing: kg 8 complessivi di pastura e esche
(boiles e granaglie).
I singoli campi gara di pesca possono essere
affidati in gestione ad enti pubblici, ad
associazioni o federazioni di pesca sportiva,
mediante apposita convenzione con la quale
saranno stabilite le norme di utilizzo e di
particolare regolamentazione.
Non è consentita l’effettuazione di raduni nelle
zone di riposo biologico e nelle zone di
accrescimento giovanile. Nelle acque salmonicole
(zona A) sono vietati i raduni in “Zona No-Kill”.
Nelle
acque
ciprinicole
(zona
B)
gare,
manifestazioni e raduni effettuati all’interno di
“Zone No-Kill” devono svolgersi nel rispetto delle
prescrizioni di cui all’art. 22.
Art. 31 - Manifestazioni di pesca riservate a
pescatori minorenni
Il dirigente responsabile dell'ufficio competente può
autorizzare manifestazioni finalizzate alla promozione
dell'attività di pesca sportiva e di conoscenza
dell'ambiente acquatico, a scolaresche, gruppi di
minorenni e a portatori di handicap, anche non in
possesso di licenza o autorizzazione di pesca di cui
all'articolo 10 della L.R. n. 19/98.
Art. 32 - Riqualificazione ambientale e iniziative
promozionali in favore della pesca
La Provincia riserva una parte degli introiti di cui
all'articolo 35, comma 3, della L.R. n. 19/98 per
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Articolo di tipo amministrativo. Nel
caso venissero finanziati progetti di
riqualificazione ambientale per la
valorizzazione
ambientale
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
iniziative promozionali in favore della pesca e della
valorizzazione dell'ambiente acquatico, da assegnare a
cooperative
di
pescatori
professionali
e
loro
associazioni e consorzi, federazioni e associazioni di
pescatori dilettanti-sportivi.
Art. 33 - Piano per la gestione delle risorse
alieutiche delle lagune della provincia di Venezia
1.
La Provincia approva il piano per la gestione
delle risorse alieutiche delle lagune ricomprese
nel proprio territorio.
2.
Il piano ha ad oggetto i criteri e gli indirizzi per
l'esercizio dell'attività di pesca e acquacoltura
nelle acque marittime interne, secondo principi
di compatibilità ambientale e di congruità
economica.
3.
Il piano, in particolare, indicherà le modalità per:
a) il passaggio da un utilizzo per libero accesso
ad un utilizzo per allocazione di risorse di cui è
stata valutata la convenienza, in linea con la
politica della pesca in mare e perciò in linea con
la politica europea della pesca;
le
produzioni
attuali
e
b) razionalizzare
diversificarle in modo da conferire maggiore
stabilità al sistema, mantenendo nel contempo le
attività tradizionali anche quali momenti culturali
di valenza adriatica e mediterranea;
c) pubblicizzare l'azione dell'Ente rivolta agli
obiettivi precedenti e contrastare deviazioni e
comportamenti abusivi.
Il piano è aggiornato almeno ogni cinque anni o
4.
in relazione alle mutate condizioni ambientali ed
economico-sociali del settore.
dell’ambiente
acquatico,
questi
saranno assoggetati a valutazione di
incidenza come da normativa vigente.
Art. 34 - Licenze di pesca professionale - Tipo
“A”
1.
Ai fini della riconferma annuale di cui all'articolo
25, comma 4 della L.R. n. 19/98, i pescatori di
professione devono presentare, almeno 30 giorni
prima della scadenza, la documentazione
prevista dallo stesso articolo.
2.
Qualora venga accertata la carenza dei
presupposti per la titolarità della licenza di pesca
professionale tipo "A", la Provincia comunica ai
soggetti interessati l'obbligo di restituzione del
relativo documento. In caso di mancata
restituzione la Provincia provvede al ritiro della
licenza di pesca. In seguito al ritiro, la
sussistenza di elementi fattuali idonei alla
presunzione del ripristino dei requisiti di legge è
condizione per l’accoglimento dell’istanza di
rilascio di una nuova licenza di pesca
professionale di tipo A.
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Art 35 - Sanzioni amministrative e rinvio
1.
Le infrazioni al presente regolamento saranno
punite, in quanto applicabili, ai sensi dell'articolo
33 della L.R. n. 19/98.
2.
La sanzione proporzionale di cui all'articolo 33,
Articolo di tipo amministrativo che non
comporta alcuna incidenza agli habitat,
habitat di specie e specie dei Siti Rete
Natura 2000
Non soggetti a valutazione perché
ricadenti all’interno di acque di
categoria C, non considerate all’interno
della Carta Ittica delle acque interne
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3.
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
comma 11, della L.R. n. 19/98 è determinata in
misura pari al triplo del valore commerciale del
prodotto ittico pescato, calcolato in base al
listino dei prezzi all'ingrosso della C.C.I.A.A. di
Venezia per il periodo di riferimento.
Per quanto non contemplato nel presente
Regolamento si rinvia alle altre disposizioni
normative vigenti in materia.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Aree di interesse e caratteristiche dimensionali
Il Piano della carta ittica, strumento necessario per la gestione della fauna
ittica, studia lo stato dell'ittiofauna in relazione alle caratteristiche ambientali delle
acque correnti di superficie di tutta la provincia di Venezia; il Piano pertanto ha effetti
su numerosi siti Rete Natura 2000 all’interno del territorio provinciale di Venezia.
I Siti Rete Natura 2000 interessati dal Piano della Carta Ittica, vengono di
seguito elencati:
SIC
IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del
Monticano
SIC
IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio
SIC
IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
SIC
IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
ZPS
IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di
Cinto Caomaggiore
SIC/ZPS
IT3250016 Cave di Gaggio
SIC/ZPS
IT3250017 Cave di Noale
SIC/ZPS
IT3250021 Ex cave di Martellago
SIC
IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
SIC
IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
SIC
IT3250031 Laguna superiore di Venezia
SIC
IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge
limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore
SIC
IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
ZPS
IT3270023 Delta del Po
Il sito SIC IT3240031 “Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio” si
sviluppa lungo il corso del Sile nei Comuni di Carbonera, Casale sul Sile, Casier,
Roncade, Silea e Treviso nel trevigiano, e di Quarto d’Altino nel veneziano. Il SIC
include la ZPS IT3240019 “Fiume Sile: Sile Morto e ansa S.Michele Vecchio”.
Il sito SIC IT3240029 “Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del
Monticano” è rappresentativo degli ambienti legati ai corsi d’acqua meandriformi di
pianura, a dinamica seminaturale. Sono presenti fasce di boschi igrofili ripariali di
salici e ontani con elementi tipici del bosco planiziale, associati ad aree di prati umidi e
canneti.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
l sito SIC IT3240033 “Fiumi di Meolo e Vallio” comprende un corso d'acqua di
risorgiva con tratti a vegetazione ripariale arbustiva caratterizzata dalla buona qualità
delle acque derivanti da risorgiva. La vegetazione riparia, sia erbacea che arborea,
risulta praticamente assente; per contro, l’assenza di copertura arborea permette uno
sviluppo rigoglioso delle comunità acquatiche, che in alcuni tratti tendono a
colonizzare la quasi totalità dello specchio d’acqua.
Il sito IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei” nel suo complesso si
presenta come un ambiente litoraneo antropizzato caratterizzato dalla presenza di
frammenti di sistemi dunali relitti o di recente formazione. All’interno del sito si
possono individuare gli ambiti nei quali si sviluppa la tipica seriazione psammofila,
mentre nelle bassure interdunali si sviluppa una vegetazione erbacea di tipo igrofilo.
Il Sito IT3250012 “Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto
Caomaggiore” ricade totalmente all’interno del sito IT3240031 “Fiume Sile da Treviso
Est a San Michele Vecchio”, pertanto nella descrizione delle caratteristiche ambientali
del sito in esame tali ambienti verranno descritti unitamente.
Il sito è un corso d'acqua di risorgiva meandriforme a dinamica naturale con
elevata valenza vegetazionale e faunistica, caratterizzato dalla presenza di risorgive
con vegetazione acquatica radicante e natante. Arricchisce la diversità ambientale
l’area delle cave di Cinto Caomaggiore, costituita da ex cave di inerti (ghiaie)
alimentate da acqua di falda, pluviali ed in parte di raccolta. Elementi di bosco
planiziale a Quercus robur, Acer campestre, Fraxinus ornus e Ulmus minor sono
rinvenibili all’interno dell’area.
Il Sito IT3250016 denominato “Cave di Gaggio”, si trova nella zona centro
occidentale della Provincia di Venezia, al confine con la Provincia di Treviso. Il sito è
caratterizzato dalla presenza di cave di argilla abbandonate sulle quali si è ricostituita
in parte una vegetazione igrofila che va a costituire praterie umide, di mesofite e
formazioni palustri. È un’area di notevole valenza dal punto di vista faunistico, in
particolare come area di sosta migratoria per ardeidi, anatidi, rallidi e caradriiformi,
nonché come area di nidificazione per la pavoncella e il corriere piccolo.
Il sito IT3250017 “Cave di Noale” è situato nell’area centro occidentale della
provincia di Venezia, e ricade integralmente nel Comune di Noale ed è interessato
dall’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition”. Hanno la stessa origine di alcune cave limitrofe, come le cave di
Villetta di Salzano e le cave di Gaggio: la loro genesi inizia dall’abbandono delle cave
di argilla, sulle quali, data la scarsa profondità delle vasche, si è insediata una
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
rigogliosa vegetazione palustre ad elofite, e sono diffusi tipi vegetazionali come i
lamineti e i cariceti. Sono inoltre presenti superfici a vegetazione arboreo-arbustiva
igrofila, costituita prevalentemente da saliceti e frammenti residuali di querceti
planiziali.
Il sito IT3250021 “Ex cave di Martellago” invece si trova nella zona centro
occidentale della Provincia di Venezia ricadente nei comuni di Martellago e Venezia. Il
sito comprende laghi eutrofici di profondità variabile, facenti parte del complesso di
cave estinte di sabbia e di argilla di Martellago, importanti per l’avifauna migratice.
Sono presenti saliceti con frammenti di querceto planiziale, canneti, giuncheti ripariali
e laminati.
Il sito IT3250023 “Lidi di Venezia: biotopi litoranei” è localizzato nel Comune di
Venezia ed è caratterizzato da aree ad elevato dinamismo per la presenza di sistemi
dunosi e spiagge sabbiose, le cui estremità sono soggette a processi di accumulo
naturale di sabbia, con la conseguente formazione di un’ampia battigia e di strutture
dunali in evoluzione.
Il sito IT3250030 “Laguna medio inferiore di Venezia” è caratterizzato dalla
presenza di un complesso sistema di barene, canali e paludi, con ampie aree utilizzate
per
attività
di
vallicoltura
nella
porzione
occidentale
(valli
da
pesca)
e
di
molluschicoltura in quella orientale (mitilicoltura lungo i canali lagunari a maggior
profondità e venericoltura nelle aree a minor battente idrico).
Il sito IT3250031 “Laguna superiore di Venezia” ricade nei comuni di della
Provincia di Venezia – Cavallino – Preporti, nel comune di Jesolo, Musile di Piave e
Quarto d’Altino, ed è caratterizzato dalla presenza di un complesso sistema di barene,
canali, paludi e foci fluviali, con ampie porzioni utilizzate prevalentemente per
l’allevamento del pesce.
La ZPS IT3250012 “Fiume Reghena e Lemene – Canale Taglio e rogge limitrofe
– Cave di Cinto Caomaggiore” è costituito prevalentemente da corpi d’acqua interni
(sia stagnanti che correnti), torbiere, paludi, stagni. Sono presenti inoltre boscaglie,
macchia e brughiere. Il sito nel suo complesso si presenta ricco di corsi d’acqua di
risorgiva a dinamica naturale.
Il Sito IT3270017 “Delta del Po: tratto terminale e delta veneto” invece
comprende numerose biocenosi che insistono su altrettanti numerosi habitat.
La maggior parte dell’area è localizzata nel delta del fiume Po e nella laguna
veneta. Il sito SIC si sovrappone per gran parte dell’area al sito ZPS IT3270023 “Delta
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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del Po”, e con esso condivide la maggior parte delle specie prioritarie e gli habitat di
importanza comunitaria.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Figura 2: Siti Rete 2000 interessati dalla Carta Ittica
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Distanza dal sito della Rete Natura 2000 e dagli elementi chiave di questi
Le aree di intervento, riconducibili alle semine, ai campi gara e alle gare, alle zone di
accrescimento per la trota fario possono ricadere all’interno dei Siti Natura 2000 sopra
elencati.
Di seguito si riportano gli elementi chiave dei siti che potenzialmente possono essere
influenzati dalla carta ittica:
Gli habitat naturali che caratterizzano i siti, ricadenti all’interno delle aree di campo
gara della Carta Ittica, sono:
- L’habitat naturale - 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.” (per il sito IT3250012 e IT3250044);
- 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”
(per il sito IT3250012, IT3250044 e IT3250016);
- L’habitat naturale 2110 “Dune fisse del litorale (Crucianellion maritimae)”(per il sito
IT3250003);
In riferimento alle specie faunistiche si segnalano invece, come elementi chiave:
- Dalle specie di Uccelli incluse nell’all. I della Nuova Direttiva Uccelli, si
considereranno tutte le specie ornitiche legate agli ambienti acquatici e prossime ad
essi: Averla piccola (Lanius collurio), Martin pescatore (Alcedo atthis), Succiacapre
(Caprimulgus europaeus), Airone rosso (Ardea purpurea), Airone Bianco (Egretta
alba),
Garzetta
(Egretta
garzetta),
Tarabuso
(Botaurus
stellaris),
Tarabusino
(Ixobrychus minutus), Nitticora (Nycticorax nycticorax), Sgarza ciuffetto (Ardeola
ralloides), Voltolino (Porzana porzana), Fraticello (Sterna albifrons), Moretta tabaccata
(Aythya nyroca), Mignattaio (Plegadis falcinellus), Mignattino (Chlidonias niger),
Beccapesci (Sterna sandvincensis), Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), Nibbio bruno
(Milvus migrans), Albanella reale (Circus cyaneus), Nitticora (Nycticorax nycticorax),
Marangone
himantopus),
minore
Falco
(Phalacrocorax
pescatore
pygmeus),
(Pandion
Cavaliere
haliaetus),
Falco
d’Italia
di
(Himantopus
palude
(Circus
aeruginosus) e Falco cuculo (Falco vespertinus).
- Dalle specie di Anfibi e Rettili elencate nell’all. II della Direttiva 92/43: Ululone dal
ventre giallo (Bombina variegata), Rana di Lataste (Rana latastei), Tritone crestato
(Triturus carnifex) e Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), presenti nei Formulario
Standard ed in Allegato 2 e 4 delle Direttiva Habitat.
Rientranti in allegato 2 delle Direttiva Habitat, tra i pesci sono presenti: Cobite
(Cobitis taenia), Cobite mascherato (Sabanejewia larvata), Trota marmorata (Salmo
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marmoratus), Cheppia (Alosa fallax), Ghiozzetto di laguna (Podogobius panizzae),
Barbo (Barbus plebejus), Lasca (Chondrostoma genei), Savetta (Chondrostoma
soetta), Pigo (Rutilus pigus), Scazzone (Cottus gobio) e Storione cobice (Acipenser
naccarii)
Durata dell’attuazione e cronoprogramma
La Carta Ittica ha una durata di 5 anni e corrisponde alla tempistica riportata
per l’aggiornamento dei dati relativi alle condizioni delle popolazioni ittiche ittiche nelle
acque provinciali, come indicato dall’art. 6 della L.R. n. 19/1998.
Le attività inserite all’interno della “Carta ittica” normalmente hanno cadenza
annuale e vengono ripetute per tutti e cinque gli anni in cui la stessa è in vigore.
La Carta Ittica prevede delle azioni che hanno cadenza annuale che possono
subire delle lievi modifiche nel tempo tenendo presente i quantitativi massimi riportati
nel Piano (come le immissioni di materiale ittico per ripopolamento o lo svolgomento
di competizioni sportive) ed altre che non verranno modificate per l’intera durata della
Carta Ittica (come i periodi di divieto di pesca e le misure minime per la cattura).
Indicazioni derivanti dagli strumenti di pianificazione
Direttiva Habitat e Piani di Gestione
Con la direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992 (direttiva "Habitat") relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica,
il Consiglio delle Comunità Europee, al fine di contribuire a salvaguardare la
biodiversità, ha promosso la costituzione di una rete ecologica europea di zone speciali
di conservazione (Z.S.C.) denominata Natura 2000, con l'obiettivo di garantire il
mantenimento,
o
all'occorrenza
il
ripristino,
in
uno
stato
di
conservazione
soddisfacente dei tipi di habitat naturali e degli habitat delle specie, elencati negli
allegati alla direttiva, nella loro area di ripartizione naturale.
Per l'individuazione dei siti nei quali gli Stati membri dovranno designare le Z.S.C., la
direttiva sopra menzionata definisce le procedure da seguire sia a livello nazionale
(proposta di un elenco di siti con le relative informazioni, predisposte sulla base di un
formulario
elaborato
dalla
Commissione
Europea),
sia
a
livello
comunitario
(formulazione di un elenco di siti selezionati come siti di importanza comunitaria);
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viene inoltre specificato che nella rete Natura 2000 sono comunque comprese le
Z.P.S. classificate dagli Stati membri ai sensi della direttiva 79/409/CEE, (oggi
abrogata e sostituita con la Nuova Direttiva 147/2009 CE), che sono sottoposte alle
norme stabilite per i siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e per le Z.S.C., con
particolare riferimento all'applicazione di misure di salvaguardia e alle procedure per
la valutazione di incidenza di piani e progetti.
Con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, l'Italia ha recepito la direttiva 92/43/CEE
regolamentandone l'attuazione da parte dello Stato, delle Regioni e Province
Autonome. Il decreto, oggetto di contenzioso (causa C-143/02 commissione delle
Comunità Europee contro la Repubblica Italiana, pervenuta a sentenza in data 20
marzo 2003), è stato di recente modificato e integrato, a conclusione di un complesso
lavoro che ha coinvolto Ministero e Regioni, con l'emanazione del D.P.R. 12 marzo
2003, n. 120.
L’art. 3 del D.P.R. 357 e s.m.i. affida alle Regioni il compito di individuare i siti di rete
Natura 2000 e le misure di conservazione necessarie che possono all’occorrenza
contemplare appositi piani di gestione.
Il Piano si presenta quindi come lo strumento che consente di conseguire l’obiettivo
della conservazione della biodiversità tenendo conto delle esigenze economiche, sociali
e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali come indicato dall’art. 2 della
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”.
Con la D.G.R. 2371 del 26 luglio 2006 la Regione Veneto ha approvato le misure di
conservazione per le ZPS individuando 35 ZPS per le quali è necessario predisporre 27
piani di gestione.
Le ZPS per le quali sono stati predisposti i piani di gestione sono complessivamente, a
livello regionale, 35 per un totale di 334.239 ettari (su 359.882) pari al 93 % del
territorio regionale compreso nelle ZPS.
I Piani di Gestione presenti nella Provincia di Venezia, in cui ricade la pianificazione
della Carta Ittica sono il Piano di Gestione della ZPS IT3240019 “Fiume Sile: Sile
Morto e ansa a S. Michele Vecchio”, il Piano di Gestione dei Siti Natura 2000:
IT3250040 “Foce del Tagliamento”, IT3250041 “Valle Vecchia – Zumelle – Valli di
Bibione” IT3250042 “Valli Zignago – Perera – Franchetti – Nova” e il Piano di gestione
del Sito Natura 2000: IT3250046 Laguna di Venezia.
Veneto Agricoltura ha redatto il Piano di Gestione dei Siti Natura 2000: IT3250040
“Foce del Tagliamento”, IT3250041 “Valle Vecchia – Zumelle – Valli di Bibione”
IT3250042 “Valli Zignago – Perera – Franchetti – Nova” mentre il Magistrato alle
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Acque ha sottoscritto in data 4 settembre 2008 il Protocollo d’Intesa con la Regione
Veneto per la redazione e l’attuazione del Piano di Gestione della rete Natura 2000
della Laguna di Venezia, ai sensi del Decreto 3 settembre 2002 del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Linee guida per la gestione dei
siti Natura 2000 e della DGR n. 3919 del 4 dicembre 2007.
Tra gli altri Piani di Gestione e atti pianificatori si segnalano inoltre:
Piano di Gestione dei Bacini idrici delle Alpi Orientali, adottato con delibera del
Comitato Istituzionale n.1 del 24 febbraio 2010;
Piano stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico del bacino del fiume Adige,
approvato con DPCM del 27 aprile 2006;
1° Variante del Piano stralcio per la tutela del rischio idrogeologico del bacino del
fiume Adige, Regione Veneto, per le aree in dissesto da versante, approvato con
DPCM del 13 dicembre 2011 (sostituisce nelle tematiche considerate quanto riportato
al punto b).
Per i corpi idrici che ricadono all’interno delle aree designate per la protezione degli
habitat e delle specie, compresi i siti pertinenti della rete Natura 2000 istituiti ai sensi
della Direttiva 92/43/CEE e della nuova direttiva 147/2009/CEE, gli obiettivi
ambientali, per il Piano di Gestione dei Bacini idrici delle Alpi Orientali, sono quelli già
previsti ai sensi dell’art 4 della Direttiva 2000/60/CE.
Piano Territoriale di Coordinamento Regionale (PTRC) e Piano Territoriale
Provinciale di Coordinamento (PTCP)
La risorsa idrica è di interesse anche per vari piani di programmazione
provinciale e regionale. Nel PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento),
recentemente adottato con Delibera della Giunta Regionale n° 372 del 17 febbraio
2009 (B.U.R. n° 22 del 13 marzo 2009) secondo quanto previsto dalla nuova legge
urbanistica (L.R. 11/2004 e s.m.i), che subentra a quello pubblicato sul B.U.R. il 24
settembre 1992 (PCR 13/12/1991, n. 250 e PCR 28/05/1992, n. 382), e nel PTPC
(Piano Territoriale Provinciale di Coordinamento), adottato dalla Provincia di Venezia
con deliberazione n. 2008/104 del 05/12/2008, viene riconosciuta alla matrice acqua
una valenza molto rilevante, confermata da un’analisi sullo stato di fatto e sulle
tendenze in atto, che riconoscono l’eccessivo stato di sfruttamento di questa risorsa e
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la
presenza
di
molte
fonti
di
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
pressione
(sia
puntuali
che
diffuse)
che
ne
compromettono un uso più pregiato.
L’obiettivo per la Provincia è in ogni caso quello di tutelare l’aspetto qualitativo della
risorsa, promuovendo da un lato un costante monitoraggio, dall’altro incentivando
nuove tecnologie ed attività a basso impatto, come i processi di auto-depurazione per
i nutrienti e l’uso di tecnologia avanzata per il riutilizzo delle acque di scarico e per la
loro depurazione.
La strategia volta alla riduzione del consumo di acqua e del carico di nutrienti e
microinquinanti generato in agricoltura e zootecnia è composta da azioni di tipo
normativo (riduzione dei consumi di acqua di irrigazione, riduzione dei carichi massimi
di fanghi di depurazione e di liquami zootecnici smaltibili su terreno agricolo) e da
incentivi di carattere prevalentemente economico per l'adozione di particolari colture e
strumenti, in particolare per l'adozione di pratiche ecocompatibili.
Sia il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale (PTRC) che il Piano Territoriale
Provinciale di Coordinamento (PTCP), prevedono una serie di obiettivi che però non
influenzano ne sono connessi con il tipo di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di
Venezia; si esclude pertanto qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Piani di Bacino Distrettuale
Il Piano di Bacino Distrettuale, introdotto nell’ordinamento del nostro Paese con il
D.lgs n. 152 del 2006 (Codice dell’Ambiente), con valore di piano territoriale di
settore, è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale
vengono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finalizzate alla tutela
quali-quantitativa delle acque e alla sistemazione idrogeologica e idraulica in funzione
dei pericoli di inondazione, mareggiata, siccità e frana, comprese le misure per
contrastare i fenomeni di subsidenza e di desertificazione.
A seguito dell’approvazione del Piano, che è sottoposto alla valutazione ambientale
strategica in sede statale, le autorità competenti provvedono ad adeguare i rispettivi
piani territoriali e i programmi regionali, con particolare riguardo al settore
urbanistico.
Il Piano di Bacino Distrettuale è composto dal Piano stralcio per la tutela dal rischio
idrogeologico e dal Piano di gestione delle acque, che ha recepito la Direttiva
comunitaria Acque 2000/60.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
A quest’ultimo sono raccordati i Piani di tutela delle Acque, redatti dalle Regioni, e i
Piani d’ambito, relativi al ciclo dell’acqua delle Autorità di Ambito Territorialie Ottimale
(AATO).
Costituisce un unicum con il Piano di Bacino Distrettuale il Piano di gestione del rischio
di alluvioni, previsto dalla Direttiva comunitaria 2007/60 e introdotto dal D.lgs n.
49/2010: entrambi, infatti, rientrano nella gestione integrata dei bacini idrografici,
sfruttando le rispettive potenzialità di sinergie e benefici comuni.
Figura 3: gli strumenti di pianificazione finalizzati alla difesa del suolo e alla
tutela delle acque, introdotti dal D.lgs n. 152/2006, dal D.lgs n. 49/2010 (sfondo
azzurro) e da altri piani collegati. (Fonte: I piani comunali delle acque - 2010)
Il Piano di Gestione dei bacini idrografici delle Alpi Orientali è stato adottato dai
Comitati Istituzionali delle Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico e dell’Adige
con Delibera n. 1 del 24 febbraio 2010.
I Piani di bacino distrettuale prevedono una serie di obiettivi che però non influenzano
ne sono connessi con il tipo di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di Venezia; si
esclude pertanto qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Piano di Tutela delle Acque (P.T.A.)
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Il Piano di Tutela delle Acque (P.T.A.) adottato dalla Regione Veneto con delibera di
giunta n. 4453 del 29/12/2004 e approvato il 05/11/2009 con delibera n. 107 del
Consiglio Regionale, e le “Linee Guida applicative del Piano di tutela delle acque”
approvate con Dgr n. 80 del 27 gennaio 2011, è lo strumento regionale che definisce
tutti gli interventi necessari per la salvaguardia della risorsa idrica, intesi come
risanamento e protezione della stessa.
Il piano è costituito di tre parti:
· all. A1 Sintesi degli aspetti conoscitivi;
· all. A2: Indirizzi di Piano;
· all. A3 Norme Tecniche.
La Sintesi degli aspetti conoscitivi analizza i seguenti punti:
- organizzazione attuale e stato della pianificazione nel settore idrico;
- descrizione generale dei bacini idrografici;
- corpi idrici oggetto del P.T.A.;
- sintesi delle pressioni e degli impatti esercitati dall’attività antropica sullo stato delle
acque superficiali e sotterranee;
- reti di monitoraggio e classificazione dei corpi idrici significativi;
- analisi delle criticità per bacino idrografico.
I punti salienti del Piano sono trattati in forma descrittiva ed approfondita negli
Indirizzi del Piano, dove si specificano anche le motivazioni. I vari obiettivi, identificati
su scala di distretto, sono individuati per le aree sensibili, le zone vulnerabili e le aree
di salvaguardia.
Le norme del P.T.A. sono prescrizioni vincolanti per Amministrazioni ed Enti Pubblici,
per le autorità d’Ambito Territoriale Ottimale e per i soggetti privati: gli strumenti di
pianificazione di settore, regionali e degli Enti Locali, anche già vigenti, devono
conformarsi al Piano per qualsiasi aspetto che possa interagire con la difesa e la
gestione della risorsa idrica.
Il Piano di Risanamento Regionale delle Acque (PRRA, Regione Veneto 1989) rimane
in vigore solo per la cartografia e per gli schemi fognari.
Nel P.T.A. sono considerate anche le aree sensibili e le zone vulnerabili da nitrati di
origine agricola. Le aree sensibili presenti all’interno della provincia di Venezia sono la
Laguna di Venezia e tutti corpi idrici ricadenti all’interno del Bacino Scolante ad essa
afferenti e tutte le acque costiere del mar Adriatico ed i corsi d’acqua ad esse
recapitanti per un tratto di 10 km dalla linea di costa. Le aree vulnerabili ricadenti
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
nella provincia di Venezia sono tutto il Comune di Cavarzere e il Bacino Scolante nella
Laguna di Venezia.
Il Veneto è interessato da tre Autorità di bacino di rilievo nazionale (Adige, Fiumi
dell’Alto Adriatico, Po), due bacini idrografici di rilievo interregionale (Lemene, FisseroTartaro-Canalbianco), e tre bacini di rilievo regionale (Laguna di Venezia, Sile e
Pianura tra Piave e Livenza, individuati ai sensi della Legge n. 183/89).
La provincia di Venezia, oltre all’applicazione ed al rispetto del Piano di Tutela delle
Acque approvato dalla Regione, ha inserito nel PTCP i Piani di Tutela delle Acque
Comunali attraverso cui le varie amministrazioni devono programmare e gestire il
problema acque con particolare riferimento alle acque meteoriche.
La classificazione delle acque superficiali nel 2009 per la Regione Veneto si è riferita
sia alla vecchia normativa (D.Lgs n. 152/99) che alla nuova (D.Lgs n. 152/06): la
prima è stata utilizzata quando la normativa più recente, ancora priva dei decreti di
attuazione, non permetteva di giungere alla classificazione del corpo idrico.
In particolare il D.Lgs n. 152/06 introduce un innovativo sistema di classificazione
modificando radicalmente il concetto stesso di stato ecologico che assume un
significato più fedele al termine: vengono evidenziati, per le varie tipologie di acque
superficiali, gli elementi qualitativi per la classificazione dello stato ecologico “elevato,
buono, sufficiente” privilegiando elementi biologici rispetto a quelli chimici ed
introducendo elementi idromorfologici.
Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.)
Obiettivo prioritario del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico è la riduzione del
rischio idrogeologico entro valori compatibili con gli usi del suolo in atto, in modo tale
da salvaguardare l’incolumità delle persone e ridurre al minimo i danni ai beni esposti.
Nel territorio della Provincia di Venezia sono presenti l’autorità di Bacino nazionale
dell’Adige, l’autorità di Bacino nazionale dei fiumi dell’Alto Adriatico (Tagliamento,
Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione), l’autorità di Bacino interregionale del Lemene,
l’autorità di Bacino interregionale del Fissero, Canal Bianco, l’autorità di Bacino
regionale del Sile e della pianura tra Piave e Livenza oltre il bacino scolante nella
laguna di Venezia.
Di seguito, in Figura 4, si riporta la cartografia dei Bacini presenti nella provincia di
Venezia.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Figura 4: Bacini in Provincia di Venezia
Autorità di Bacino nazionale dell’Adige
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Il piano stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico del bacino idrografico del fiume
Adige compreso nella Regione del Veneto è predisposto ai sensi:
- dell’articolo 17, con particolare riferimento ai commi da 4 a 6 ter, 18 e 20 della legge
n. 183/1989 e successive modifiche ed integrazioni, e dell'articolo 1-bis commi 3-5,
del decreto legge n. 279/2000 convertito dalla legge n. 365/2000;
- dell'articolo 1, commi 1, 4, 5 e 5-bis del decreto legge n. 180/1998 convertito dalla
legge n. 267/1998, e successive modifiche ed integrazioni;
- degli articoli 1 e 1-bis del decreto legge n. 279/2000 convertito con modificazioni
dalla legge n. 365/2000;
- del D.P.C.M. 29 settembre 1998.
Il piano stralcio contiene:
- l’individuazione delle aree vulnerabili per esondazioni, frane o colate detritiche;
- gli elementi a rischio rilevati in ciascuna area vulnerabile, nonché la valutazione dei
relativi danni potenziali con riferimento particolare all’incolumità delle persone, alla
sicurezza delle infrastrutture e delle altre opere pubbliche o di interesse pubblico, allo
svolgimento delle attività economiche, alla conservazione del patrimonio ambientale e
culturale;
- la perimetrazione delle aree di pericolosità idraulica e di pericolo da frana o da colata
detritica;
- la perimetrazione delle aree a rischio idraulico;
- le opportune indicazioni relative a tipologia e programmazione preliminare degli
interventi di mitigazione o eliminazione dei rischi e dei pericoli;
- le norme di attuazione e le prescrizioni per le aree di pericolosità idraulica e per le
aree di pericolo da frana e da colata detritica.
Il P.A.I., come elencato sopra, prevede una serie di obiettivi che non influenzano ne
sono connessi con il tipo di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di Venezia
pertanto si esclude qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Autorità di Bacino nazionale dei fiumi dell’Alto Adriatico (Tagliamento,
Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione)
Il Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico dei bacini dei fiumi Isonzo, Tagliamento,
Piave, Brenta-Bacchiglione è stato adottato con delibera del Comitato Istituzionale n.
4 del 19 giugno 2007.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Il presente Piano, sulla base delle conoscenze acquisite e dei principi generali
contenuti nel punto 2 del D.P.C.M. 29 settembre 1998, classifica i territori in funzione
delle condizioni di pericolosità e rischio.
Il P.A.I., come elencato sopra, prevede una serie di obiettivi che non influenzano ne
sono connessi con il tipo di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di Venezia
pertanto si esclude qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Il P.A.I. prevede una serie di obiettivi che non influenzano ne sono connessi con il tipo
di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di Venezia pertanto si esclude qualsiasi tipo
di nesso tra i due piani.
Autorità di Bacino interregionale del Lemene
Il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico dei bacini del fiume Lemene è redatto,
adottato ed approvato ai sensi e per gli effetti degli articoli 17 e 19 della legge 18
maggio 1989, n. 183, dell’art. 1 del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180 così come
convertito con legge 3 agosto 1998, n. 267, degli articoli 1 e 1 bis del decreto legge
12 ottobre 2000, n. 279 così come convertito con legge 11 dicembre 2000, n. 365 e
del D.P.C.M. 29 settembre 1998 ed ha valore di piano stralcio del piano di bacino del
Fiume Lemene interessante il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia e della
Regione del Veneto.
Il Piano persegue l’obiettivo di garantire al territorio del bacino un livello di sicurezza
adeguato rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geologico, attraverso il ripristino
degli equilibri idraulici, geologici ed ambientali, il recupero degli ambiti fluviali e del
sistema delle acque, la programmazione degli usi del suolo ai fini della difesa, della
stabilizzazione e del consolidamento dei terreni.
Il P.A.I. dei bacino del fiume Lemene, prevede una serie di obiettivi che non
influenzano ne sono connessi con il tipo di pianificazione prevista dalla Carta Ittica di
Venezia pertanto si esclude qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Autorità di Bacino interregionale del Fissero, Canal Bianco
Il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico dei bacini del Fiume Fissero Tartaro
Canalbianco, è redatto, adottato ed approvato ai sensi e per gli effetti degli articoli 17
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
e 19 della legge 18 maggio 1989, n. 183, dell’art. 1 del decreto legge 11 giugno 1998,
n. 180 così come convertito con legge 3 agosto 1998, n. 267, degli articoli 1 e 1 bis
del decreto legge 12 ottobre 2000, n. 279 così come convertito con legge 11 dicembre
2000, n. 365 e del D.P.C.M. 29 settembre 1998 ed ha valore di piano stralcio del
piano di bacino del Fiume Fissero Tartaro Canalbianco interessante il territorio della
Regione Lombardia e della Regione del Veneto.
Il Piano persegue l’obiettivo di garantire al territorio del bacino un livello di sicurezza
adeguato rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geologico, attraverso il ripristino
degli equilibri idraulici, geologici ed ambientali, il recupero degli ambiti fluviali e del
sistema delle acque, la programmazione degli usi del suolo ai fini della difesa, della
stabilizzazione e del consolidamento dei terreni.
Il P.A.I. dei bacino del Fiume Fissero Tartaro Canalbianco, prevede una serie di
obiettivi che non influenzano ne sono connessi con il tipo di pianificazione prevista
dalla Carta Ittica di Venezia pertanto si esclude qualsiasi tipo di nesso tra i due piani.
Autorità di Bacino regionale del Sile e della pianura tra Piave e Livenza
Il Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) del fiume Sile e della pianura compresa tra
Piave e Livenza è stato approvato dal Consiglio regionale con DCR n. 7364 del 27
giugno 2007.
Anche in questo caso, il P.A.I. non influenza ne è connesso con il tipo di pianificazione
prevista dalla Carta Ittica di Venezia.
Piano Faunistico Venatorio Regionale e Piano Faunistico Venatorio della
Provincia di Venezia
ll Piano Faunistico Venatorio Regionale
2007/2012, sulla base dei criteri dettati
dall’art. 10 della Legge 157/92, è approvato dal Consiglio regionale su proposta della
Giunta regionale ed ha validità di cinque anni, come previsto dall’art. 8 della Legge
regionale 9 dicembre 1993, n. 50.
Tra i vari contenuti e finalità, il Piano, corredato dalla relativa cartografia e dal
regolamento
di
attuazione,
prevede
l’attuazione
della
pianificazione
faunistico
venatoria mediante il coordinamento dei Piani provinciali.
Il Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Venezia, approvato con Deliberazione
del Consiglio Provinciale n. 51 di verb. del 12.06.2003 e modificato con Deliberazione
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
del Consiglio Provinciale n. 2007/00079 di verb. del 22.11.2007, fa riferimento alla
normativa regionale in materia faunistico - venatoria e, in particolare, al contenuto
della L.R. del Veneto n. 50 del 9 dicembre 1993 avente per oggetto "Norme per la
protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio".
Il Piano Faunistico Venatorio Regionale, il Piano Faunistico Venatorio della Provincia di
Venezia e la Carta Ittica della Provincia di Venezia non interferiscono dal punto di vista
della pianificazione.
Piano per la gestione delle risorse alieutiche della Laguna di Venezia
Il Piano pesca della Laguna di Venezia prevede indirizzi volti alla pesca e
all'acquacoltura delle Lagune della Provincia di Venezia al rango di attività sostenibili
in termini ambientali, biologici, economici e sociali.
Il Piano della Laguna di Venezia interessa tutte le acque lagunari della categoria C
pertanto non ha punti di unione con la Carta Ittica che interessa i corsi d’acqua
classificati come acque di categoria A e B.
Piano per la gestione delle risorse alieutiche del Comune di Caorle
Il Comune di Caorle, a seguito dell’acquisizione dei diritti esclusivi di pesca, ha
adottato, con deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del 19/05/2003 e successive
proroghe e modificazioni, un Piano programma per la gestione delle risorse alieutiche
nelle acque oggetto di diritti di pesca. Il Piano di pesca di Caorle prevede, al contrario
di quanto previsto dalla Carta Ittica, il divieto in tutte le acque soggette a diritti
esclusivi di pesca, il divieto della pesca, della pasturazione nonché della detenzione
del bigattino; la Carta Ittica infatti concede la pesca, la pasturazione e la detenzione
del bigattino in tutte le acque di categoria B. Per quanto espressamente non previsto,
si applicano le norme della L.R. 19/1998 e del Regolamento provinciale vigente.
Si precisa che l'art 3 del regolamento provinciale individua le acque di zona C
rimandando alla cartografia allegata alla carta ittica.
Misure di conservazione Allegato A Dgr n. 2371 del 27.07.2006
Sito ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di Cinto
Caomaggiore
In base alle indicazioni dell’All. B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006 gli obiettivi
di conservazione della ZPS IT3250012 sono i seguenti:
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Tutela di Ixobrychus minutus.
Tutela di Bombina variegata, Triturus carnifex, Rana latastei.
Tutela di Emys orbicularis.
Tutela di Salmo marmoratus, Cottus gobio, Barbus plebejus, Rutilus pigus,
Chondrostoma soetta, Chondrostoma genei.
Tutela dell’avifauna migratrice.
Tutela degli ambienti umidi e dei corsi d’acqua (ambienti lentici, lotici e aree
contermini), miglioramento o ripristino della vegetazione ripariale. Diminuzione dei
potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione.
Conservazione dell’habitat prioritario 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa
e Fraxinus excelsior (Alno-Podion, Alnion incanae, Salicion albae)”.
Conservazione dell’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione
del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion”.
Conservazione, miglioramento o ripristino dei prati umidi, garantire la continuità
strutturale dell’habitat e la regolamentazione delle attività antropiche.
Conservazione dell’habitat 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine di
megaforbie igrofile”.
La ZPS non necessita di piano di gestione e valgono le misure di conservazione
contenute nell’allegato B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006, che sono di seguito
elencate.
Tabella 10: Misure di conservazione sito IT3250012 contenute nell’allegato B
della DGR 2371 del 27 Luglio 2006
MG1_009
MG1_012
Tutela di Ixobrychus minutus
Gestione e monitoraggio dei siti di nidificazione:
Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli
ardeidi, mantenimento dei siti per la nidificazione. (GA, MR)
Verifica dell’integrità strutturale e funzionale del canneto e
monitoraggio dei siti di nidificazione interni ad esso. (GA, MR)
Definizione e adozione delle opportune azioni atte ad evitare il
potenziale disturbo nel periodo della nidificazione. (RE)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_007, MG5_008.
Monitoraggio e gestione delle funzionalità del sito per l’avifauna
migratrice di cui all’allegato I della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE:
Pianificazione di un programma di monitoraggio regolare dell’avifauna
migratrice. (RE, MR)
Intensificazione delle attività di controllo e di vigilanza nei periodi di
migrazione per scoraggiare il prelievo illegale e il bracconaggio. (GA,
MR)
Regolamentazione dell’attività venatoria con individuazione di
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MG1_016
MG1_017
MG1_019
MG1_021
MG2_001
MG5_001
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
eventuali limitazioni spaziali e temporali della stessa durante il
periodo di passo. (RE)
Tutela di Bombina variegata, Triturus carnifex, Rana latastei:
Controllo e riduzione della pressione dei predatori. (GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Verifica dell’entità della predazione delle larve di anfibi da parte della
fauna ittica, anche in rapporto alle immissioni di pesci a scopo
alieutico. (MR)
Riduzione della impermeabilità delle infrastrutture. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_007, MG5_008
Tutela di Emys orbicularis:
Realizzazione di studi specifici per migliorare le conoscenze e le stime
relative alle popolazioni frammentate. (MR)
Verifica della reale distribuzione di Trachemys scripta e delle possibili
interazioni con Emys orbicularis ed elaborazione di eventuali
programmi di eradicazione. (MR, GA)
Svolgimento di indagini per valutare l’entità delle catture accidentali
di Emys orbicularis da parte di reti o altri strumenti per la pesca.
(MR)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_007, MG5_008.
Tutela di Salmo marmoratus, Cottus gobio, Barbus plebejus:
Controllo delle immissioni e individuazione delle aree dove le
immissioni per la pesca sportiva comportano danno alle popolazioni
autoctone. (MR)
Divieto di immissioni per pesca sportiva in tratti fluviali con presenza
di specie di interesse 87onservazioni stico minacciate dalle specie
immesse. (RE)
Divieto di immissione di Barbus barbus. (RE)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_007.
Tutela di Rutilus pigus, Chondrostoma soetta, Chondrostoma genei:
Individuazione di aree per il ripopolamento nelle quali sia vietato il
prelievo. (RE,MR)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_007.
Predisposizione di incentivi nelle aree agricole all’interno dei siti per la
conservazione degli habitat seminaturali, le pratiche agronomiche
conservative, lo sviluppo delle reti ecologiche, la riqualificazione del
paesaggio rurale e l’attuazione delle seguenti azioni:
Introduzione delle tecniche di agricoltura biologica, secondo le norme
previste dal Regolamento (CE) n. 2092/91. (IN)
Interventi aziendali coordinati di messa a dimora di nuovi impianti di
fasce tampone monofilare, di siepi monofilare, boschetti e interventi
di cura e miglioramento delle formazioni esistenti. (IN)
Realizzazione di strutture funzionali al mantenimento e alla diffusione
della fauna selvatica. (IN)
Creazione di strutture per l’osservazione della fauna selvatica che non
arrechino disturbo alle specie presenti. (IN)
Regolamentazione delle attività di gestione delle acque interne:
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la gestione e manutenzione
idraulica degli ambienti ripariali, degli alvei e delle sponde. (RE)
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MG5_002
MG5_007
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la ripulitura dei fossi e dei
canali di scolo secondo modalità compatibili con gli habitat e le specie
di interesse e con l’integrità del sito. (RE)
Redazione di un Piano di Azione attraverso l’elaborazione dei piani
forestali di cui all’art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dei popolamenti silvo – pastorali all’interno del sito.
(RE)
Divieto di costruzione di opere (dighe, sbarramenti o altro
potenzialmente in grado di creare impedimenti definitivi al passaggio
della fauna ittica. (RE)
Verifica della fattibilità dei manufatti idraulici al fine di garantire un
livello sufficiente delle acque, anche nel periodo estivo e
adeguamento dei piani previsti e di quelli esistenti. (MR, RE)
Divieto di canalizzazione dei corsi d’acqua e di tombamento della rete
idrografica minore, fatte salve le esigenze di protezione dal rischio
idrogeologico. (RE)
Verifica della conformità delle opere di captazione e regolazione delle
acque che possono provocare modifiche del regime delle portate,
abbassamento eccessivo e/o repentino della falda e prosciugamento
degli specchi d’acqua con l’art. 39 delle Norme Tecniche di Attuazione
del Piano di Tutela delle Acque di cui all’allegato A della D.G.R.
4453/04. (RE)
Verifica degli interventi di manutenzione idraulica con tagli di
controllo sullo sviluppo della vegetazione acquatica e ripariale. (MR)
Mantenimento di profondità diversificate nelle aree umide, idonee al
permanere del geosigmeto esistente e della fauna associata, fatte
salve le esigenze di protezione dal rischio idrogeologico. (GA)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione, il ripristino,
l’ampliamento e il mantenimento di fasce tampone di vegetazione
ripariale lungo corsi d’acqua, fossi o scoline in diretta connessione
idraulica con le aree coltivate e nelle aree contermini, potenziali fonti
localizzate di inquinamento. (IN)
Gestione periodica sulla base di Linee Guida Regionali degli ambiti di
canneto caratterizzati da eccessiva chiusura con sfalci finalizzati alla
diversificazione strutturale, al ringiovanimento, al mantenimento di
specchi d’acqua liberi, favorendo i tagli a rotazione per parcelle ed
evitando il taglio raso e l’abbruciamento, sulla base di considerazioni
e con modalità specifiche in base alle specie presenti. (GA)
Attività conoscitive e monitoraggio delle acque interne:
Censimento, monitoraggio e analisi degli effetti ambientali degli
sbarramenti esistenti nei corsi d’acqua. (MR)
Controllo dell’inquinamento delle acque, rispetto ad alterazioni
chimico-fisiche, eutrofizzazione, composti organici per l’agricoltura,
metalli, scarichi industriali e divieto di svolgere attività che possono
alterare la qualità delle acque, in particolare nelle aree di rispetto
delle sorgenti. (MR, RE)
Conservazione dell’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Potenziamento o eventuale realizzazione di fasce di vegetazione con
effetto tampone rispetto alle aree agricole contermini all’habitat. (RE,
IN)
Divieto di realizzazione di opere di presa e di emungimenti in grado di
ridurre le portate al di sotto del deflusso minimo vitale del corso
d’acqua. (RE)
Riduzione o eliminazione dei fenomeni di erosione delle sponde al fine
di mantenere il geosigmeto ripariale, secondo le Linee Guida
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Regionali di cui al punto primo della misura MG5_001. (GA)
Divieto di rettificazione del corso d’acqua e di creazione di
sbarramenti definitivi, fatte salve le esigenze di protezione dal rischio
idrogeologico. (RE)
Monitoraggio della qualità delle acque e della presenza di specie
alloctone della flora e della fauna. (MR)
Conservazione dell’habitat 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa
e Fraxinus excelsior (Alno-Podion, Alnion incanae, Salicion albae)” –
prioritario.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Redazione di un Piano di Azione attraverso l’elaborazione dei piani
forestali di cui all’art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dell’habitat all’interno del sito. (RE)
In alternativa porre in essere le misure seguenti:
Divieto di realizzazione di attività di drenaggio con diretta influenza
sull’habitat. (RE)
MG5_008
Divieto di taglio degli esemplari arborei maturi o senescenti, fatte
salve le esigenze Legate alla riduzione del rischio idraulico. (RE)
Regolamentazione delle utilizzazioni forestali nelle porzioni di habitat
non raggiunte dalle piene e meno vincolate alla falda, prevedendone
l’utilizzo solo a fronte di un progetto speciale di taglio, secondo
quanto previsto dalla D.G.R. 4808/97 e attenendosi alle Prescrizioni
di Massima di Polizia Forestale di cui alla D.C.R. 51/03. (RE)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione di interventi che
favoriscono la ricostituzione dell’habitat in aree dove questo è
assente o molto degradato mediante riqualificazione e ampliamento
delle porzioni esistenti e riduzione della frammentazione. (IN, GA)
Conservazione dell’habitat 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine
di megaforbie igrofile”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Divieto di alterazione dell’habitat, anche con bonifica e drenaggio,
MG5_010
qualora situato nei pressi dei corsi d’acqua, fatte salve le esigenze di
protezione dal rischio idrogeologico. (RE)
Monitoraggio ed eventuale contenimento delle specie alloctone della
flora. (MR)
TIPOLOGIA DI MISURA: (GA) Gestione attiva, (RE) Regolamentazione, (IN)
Incentivazione, (MR) Programma di monitoraggio e/o ricerca, (PD) Programma didattico.
Sito SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
In base alle indicazioni dell’All. B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006 gli obiettivi
di conservazione della ZPS IT3250016 sono i seguenti:
Tutela dell’avifauna nidificante, svernante e migratrice legata agli ambienti
umidi: ardeidi, anatidi, limicoli, rapaci.
Riduzione
del
disturbo
alle
specie
di
interesse
conservazionistico
che
frequentano gli ambienti agricoli. Miglioramento e creazione di habitat di interesse
faunistico ai margini delle aree coltivate all’interno del sito.
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Tutela degli ambienti umidi, miglioramento o ripristino della vegetazione
igrofila. Diminuzione dei potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione.
Ricostituzione e riqualificazione di habitat di interesse faunistico.
Conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition”.
La ZPS non necessita di piano di gestione e valgono le misure di conservazione
contenute nell’allegato B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006, che sono elencate di
seguito.
Tabella 11: Misure di conservazione sito IT3250016 contenute nell’allegato B
della DGR 2371 del 27 Luglio 2006
MG1_009
MG1_012
MG1_017
MG2_001
Tutela di Ixobrychus minutus, Phalacrocorax pygmaeus.
Gestione e monitoraggio dei siti di nidificazione:
Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli ardeidi,
mantenimento dei siti per la nidificazione. (GA, MR)
Regolamentazione delle utilizzazioni forestali prevedendone l’utilizzo solo a
fronte di un progetto speciale di taglio, secondo quanto previsto dalla D.G.R.
4808/97 e attenendosi alle Prescrizioni di Massima di Polizia Forestale di cui
alla D.C.R. 51/2003. (RE) (GA)
Verifica dell’integrità strutturale e funzionale del canneto e monitoraggio dei
siti di nidificazione interni ad esso. (GA, MR)
Definizione e adozione delle opportune azioni atte ad evitare il potenziale
disturbo nel periodo della nidificazione. (RE)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Monitoraggio e gestione delle funzionalità del sito per l’avifauna migratrice di
cui all’allegato I della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE:
Pianificazione di un programma di monitoraggio regolare dell’avifauna
migratrice (RE, MR)
Intensificazione delle attività di controllo e di vigilanza nei periodi di
migrazione per scoraggiare il prelievo illegale e il bracconaggio. (GA, MR)
Regolamentazione dell’attività venatoria con individuazione di eventuali
limitazioni spaziali e temporali della stessa durante il periodo di passo. (RE)
Tutela di Emys orbicularis:
Realizzazione di studi specifici per migliorare le conoscenze e le stime
relative alle popolazioni frammentate. (MR)
Verifica della reale distribuzione di Trachemys scripta e delle possibili
interazioni con Emys orbicularis ed elaborazione di eventuali programmi di
eradicazione. (MR GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e all’alimentazione.
(GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è attiva e
presenta maggiori criticità. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Predisposizione di incentivi nelle aree agricole all’interno dei siti per la
conservazione degli habitat seminaturali, le pratiche agronomiche
conservative, lo sviluppo delle reti ecologiche, la riqualificazione del
paesaggio rurale e l’attuazione delle seguenti azioni:
Introduzione delle tecniche di agricoltura biologica, secondo le norme
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
MG5_001
MG5_004
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
previste dal Regolamento (CE) n. 2092/91. (IN)
Interventi aziendali coordinati di messa a dimora di nuovi impianti di fasce
tampone monofilare, di siepi monofilare, boschetti e interventi di cura e
miglioramento delle formazioni esistenti. (IN)
Realizzazione di strutture funzionali al mantenimento e alla diffusione della
fauna selvatica. (IN)
Creazione di strutture per l’osservazione della fauna selvatica che non
arrechino disturbo alle specie presenti. (IN)
Regolamentazione delle attività di gestione delle acque interne:
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la gestione e manutenzione
idraulica degli ambienti ripariali e delle sponde. (RE)
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la ripulitura dei fossi e dei canali
di scolo secondo modalità compatibili con gli habitat e le specie di interesse
e con l’integrità del sito. (RE)
Divieto di canalizzazione e di tombamento della rete idrografica minore. (RE)
Verifica della conformità delle opere di captazione e regolazione delle acque
che possono provocare abbassamento eccessivo e/o repentino della falda e
prosciugamento degli specchi d’acqua con l’art. 39 delle Norme Tecniche di
Attuazione del Piano di Tutela delle Acque di cui all’allegato A della D.G.R.
4453/04 (RE)
Mantenimento di profondità diversificate nelle aree umide, idonee al
permanere del geosigmeto esistente e della fauna associata, fatte salve le
esigenze di protezione dal rischio idrogeologico. (GA)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione, il ripristino, l’ampliamento e
il mantenimento di fasce tampone di vegetazione ripariale lungo fossi o
scoline in diretta connessione idraulica con le aree coltivate e nelle aree
contermini, potenziali fonti localizzate di inquinamento. (IN)
Gestione periodica sulla base di Linee Guida Regionali degli ambiti di canneto
caratterizzati da eccessiva chiusura con sfalci finalizzati alla diversificazione
strutturale, al ringiovanimento, al mantenimento di specchi d’acqua liberi,
favorendo i tagli a rotazione per parcelle ed evitando il taglio raso e
l’abbruciamento, sulla base di considerazioni e con modalità specifiche in
base alle specie presenti. (GA)
Conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Regolamentazione delle attività agricole finalizzata alla riduzione o
eliminazione degli erbicidi, divieto totale di uso di erbicidi nelle aree
contermini entro un raggio di 100 m dall’habitat. (RE)
Individuazione e attivazione di incentivi per la realizzazione e il
mantenimento di fasce di vegetazione con effetto tampone. (IN, GA)
Realizzazione di accordi di programma per la pesca, la piscicoltura, la caccia
e l’agricoltura, per evitare il 91onservazioni stic delle risorse e l’instaurarsi di
condizioni distrofiche. (RE)
Avvio di studi per una corretta gestione delle dinamiche interspecifiche
macrofite-ittiofauna e macrofite-avifauna acquatica, di notevole interesse sia
91onservazioni stico, sia produttivo. (MR)
Attuazione di una gestione idraulica ottimale, con particolare riferimento ai
livelli idrici, finalizzata al mantenimento degli habitat e delle specie per
evitare l’avanzamento delle elofite e, limitatamente al periodo di
nidificazione, per evitare la perdita delle covate di avifauna acquatica. (RE)
Monitoraggio delle condizioni idrogeologiche e degli assetti geomorfologici
dell’habitat e individuazione degli interventi necessari a ridurre l’interrimento
attraverso la limitazione dei processi di eutrofizzazione e di sedimentazione
e mediante attività di rinaturalizzazione. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale eradicazione delle specie di fauna
alloctone. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale contenimento delle specie di flora
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
alloctone. (MR, GA)
TIPOLOGIA DI MISURA: (GA) Gestione attiva, (RE) Regolamentazione, (IN) Incentivazione,
(MR) Programma di monitoraggio e/o ricerca, (PD) Programma didattico
Sito SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
In base alle indicazioni dell’All. B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006 gli obiettivi
di conservazione della ZPS IT3250017 “Cave di Noale” sono i seguenti:
Tutela di Ixobrychus minutus
Tutela di Triturus carnifex, Emys orbicularis
Miglioramento e creazione di habitat di interesse faunistico ai margini delle aree
coltivate all’interno del sito.
Tutela degli ambienti umidi, miglioramento o ripristino della vegetazione
igrofila.
Diminuzione dei potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione.
Ricostituzione e riqualificazione di habitat di interesse faunistico.
Conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition”.
La ZPS non necessita di piano di gestione; valgono le misure di conservazione
contenute nell’allegato B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006, di seguito riportate.
Tabella 12: Misure di conservazione sito IT3250017 contenute nell’allegato B
della DGR 2371 del 27 Luglio 2006
MG1_009
MG1_016
Tutela di Ixobrychus minutus,
Gestione e monitoraggio dei siti di nidificazione:
Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli
ardeidi, mantenimento dei siti per la nidificazione. (GA, MR)
Verifica dell’integrità strutturale e funzionale del canneto e
monitoraggio dei siti di nidificazione interni ad esso. (GA, MR)
Definizione e adozione delle opportune azioni atte ad evitare il
potenziale disturbo nel periodo della nidificazione. (RE)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Tutela di Triturus carnifex:
Controllo e riduzione della pressione dei predatori. (GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Verifica dell’entità della predazione delle larve di anfibi da parte della
fauna ittica, anche in rapporto alle immissioni di pesci a scopo
alieutico. (MR)
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MG1_017
MG2_001
MG5_001
MG5_004
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Riduzione della impermeabilità delle infrastrutture. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Tutela di Emys orbicularis:
Realizzazione di studi specifici per migliorare le conoscenze e le stime
relative alle popolazioni frammentate. (MR)
Verifica della reale distribuzione di Trachemys scripta e delle possibili
interazioni con Emys orbicularis ed elaborazione di eventuali
programmi di eradicazione.(MR, GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Predisposizione di incentivi nelle aree agricole all’interno dei siti per la
conservazione degli habitat seminaturali, le pratiche agronomiche
conservative, lo sviluppo delle reti ecologiche, la riqualificazione del
paesaggio rurale e l’attuazione delle seguenti azioni:
Introduzione delle tecniche di agricoltura biologica, secondo le norme
previste dal Regolamento (CE) n. 2092/91. (IN)
Interventi aziendali coordinati di messa a dimora di nuovi impianti di
fasce tampone monofilare, di siepi monofilare, boschetti e interventi
di cura e miglioramento delle formazioni esistenti. (IN)
Realizzazione di strutture funzionali al mantenimento e alla diffusione
della fauna selvatica. (IN)
Creazione di strutture per l’osservazione della fauna selvatica che non
arrechino disturbo alle specie presenti. (IN)
Regolamentazione delle attività di gestione delle acque interne:
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la gestione e manutenzione
idraulica degli ambienti ripariali e delle sponde. (RE)
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la ripulitura dei fossi e dei
canali di scolo secondo modalità compatibili con gli habitat e le specie
di interesse e con l’integrità del sito. (RE)
Divieto di canalizzazione e di tombamento della rete idrografica
minore. (RE)
Verifica della conformità delle opere di captazione e regolazione delle
acque che possono provocare abbassamento eccessivo e/o repentino
della falda e prosciugamento degli specchi d’acqua con l’art. 39 delle
Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque di cui
all’allegato A della D.G.R. 4453/04 (RE)
Mantenimento di profondità diversificate nelle aree umide, idonee al
permanere del geosigmeto esistente e della fauna associata, fatte
salve le esigenze di protezione dal rischio idrogeologico. (GA)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione, il ripristino,
l’ampliamento e il mantenimento di fasce tampone di vegetazione
ripariale lungo fossi o scoline in diretta connessione idraulica con le
aree coltivate e nelle aree contermini, potenziali fonti localizzate di
inquinamento. (IN)
Gestione periodica sulla base di Linee Guida Regionali degli ambiti di
canneto caratterizzati da eccessiva chiusura con sfalci finalizzati alla
diversificazione strutturale, al ringiovanimento, al mantenimento di
specchi d’acqua liberi, favorendo i tagli a rotazione per parcelle ed
evitando il taglio raso e l’abbruciamento, sulla base di considerazioni
e con modalità specifiche in base alle specie presenti. (GA)
Conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Regolamentazione delle attività agricole finalizzata alla riduzione o
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
eliminazione degli erbicidi, divieto totale di uso di erbicidi nelle aree
contermini entro un raggio di 100 m dall’habitat. (RE)
Individuazione e attivazione di incentivi per la realizzazione e il
mantenimento di fasce di vegetazione con effetto tampone. (IN, GA)
Realizzazione di accordi di programma per la pesca, la piscicoltura, la
caccia e l’agricoltura, per evitare il sovrasfruttamento delle risorse e
l’instaurarsi di condizioni distrofiche. (RE)
Avvio di studi per una corretta gestione delle dinamiche
interspecifiche macrofite-ittiofauna e macrofite-avifauna acquatica, di
notevole interesse sia conservazionistico, sia produttivo. (MR)
Attuazione di una gestione idraulica ottimale, con particolare
riferimento ai livelli idrici, finalizzata al mantenimento degli habitat e
delle specie per evitare l’avanzamento delle elofite e, limitatamente al
periodo di nidificazione, per evitare la perdita delle covate di avifauna
acquatica. (RE)
Monitoraggio delle condizioni idrogeologiche e degli assetti
geomorfologici dell’habitat e individuazione degli interventi necessari
a ridurre l’interrimento attraverso la limitazione dei processi di
eutrofizzazione e di sedimentazione e mediante attività di
rinaturalizzazione. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale eradicazione delle specie di
fauna alloctone. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale contenimento delle specie di
flora alloctone. (MR, GA)
TIPOLOGIA DI MISURA: (GA) Gestione attiva, (RE) Regolamentazione, (IN)
Incentivazione, (MR) Programma di monitoraggio e/o ricerca, (PD) Programma didattico.
Sito SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
In base alle indicazioni dell’All. B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006 gli obiettivi
di conservazione della ZPS IT3250017 “Cave di Noale” sono i seguenti:
· Tutela di Ixobrychus minutus, Triturus carnifex, Emys orbicularis;
· Tutela dell’avifauna migratrice;
· Riduzione del disturbo alle specie di interesse conservazionistico che frequentano gli
ambienti agricoli;
· Miglioramento e creazione di habitat di interesse faunistico ai margini delle aree
coltivate all’interno del sito;
· Tutela degli ambienti umidi, miglioramento o ripristino della vegetazione igrofila.
· Diminuzione dei potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione.
· Ricostituzione e riqualificazione di habitat di interesse faunistico;
· Conservazione dell’habitat prioritario 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion,
Alnion incanae, Salicion Albae);
· Conservazione dell’habitat 3150 ”Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition”;
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
· Conservazione, miglioramento o ripristino dei prati umidi, garantire la continuità
strutturale dell’habitat e la regolamentazione delle attività antropiche;
· Conservazione dell’habitat 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie
igrofile”.
La ZPS non necessita di piano di gestione e valgono le misure di conservazione
contenute nell’allegato B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006, di seguito elencate.
Tabella 13: Misure di conservazione sito IT3250021 contenute nell’allegato B
della DGR 2371 del 27 Luglio 2006
MG1_009
MG1_012
MG1_016
MG1_017
Tutela di Ixobrychus minutus,
Gestione e monitoraggio dei siti di nidificazione:
Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli
ardeidi, mantenimento dei siti per la nidificazione. (GA, MR)
Verifica dell’integrità strutturale e funzionale del canneto e
monitoraggio dei siti di nidificazione interni ad esso. (GA, MR)
Definizione e adozione delle opportune azioni atte ad evitare il
potenziale
disturbo nel periodo della nidificazione. (RE)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Monitoraggio e gestione delle funzionalità del sito per l’avifauna
migratrice di cui all’allegato I della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE:
Pianificazione di un programma di monitoraggio regolare dell’avifauna
migratrice (RE, MR)
Intensificazione delle attività di controllo e di vigilanza nei periodi di
migrazione per scoraggiare il prelievo illegale e il bracconaggio. (GA,
MR)
Regolamentazione dell’attività venatoria con individuazione di
eventuali limitazioni spaziali e temporali della stessa durante il
periodo di passo. (RE)
Tutela di Triturus carnifex:
Controllo e riduzione della pressione dei predatori. (GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Verifica dell’entità della predazione delle larve di anfibi da parte della
fauna ittica, anche in rapporto alle immissioni di pesci a scopo
alieutico. (MR)
Riduzione della impermeabilità delle infrastrutture. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Tutela di Emys orbicularis:
Realizzazione di studi specifici per migliorare le conoscenze e le stime
relative alle popolazioni frammentate. (MR)
Verifica della reale distribuzione di Trachemys scripta e delle possibili
interazioni con Emys orbicularis ed elaborazione di eventuali
programmi di eradicazione.(MR, GA)
Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
Divieto di raccolta. (RE)
Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
MG2_001
MG5_001
MG5_004
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_004.
Predisposizione di incentivi nelle aree agricole all’interno dei siti per la
conservazione degli habitat seminaturali, le pratiche agronomiche
conservative, lo sviluppo delle reti ecologiche, la riqualificazione del
paesaggio rurale e l’attuazione delle seguenti azioni:
Introduzione delle tecniche di agricoltura biologica, secondo le norme
previste dal Regolamento (CE) n. 2092/91. (IN)
Interventi aziendali coordinati di messa a dimora di nuovi impianti di
fasce tampone monofilare, di siepi monofilare, boschetti e interventi
di cura e miglioramento delle formazioni esistenti. (IN)
Realizzazione di strutture funzionali al mantenimento e alla diffusione
della fauna selvatica. (IN)
Creazione di strutture per l’osservazione della fauna selvatica che non
arrechino disturbo alle specie presenti. (IN)
Regolamentazione delle attività di gestione delle acque interne:
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la gestione e manutenzione
idraulica degli ambienti ripariali e delle sponde. (RE)
Realizzazione di Linee Guida Regionali per la ripulitura dei fossi e dei
canali di scolo secondo modalità compatibili con gli habitat e le specie
di interesse e con l’integrità del sito. (RE)
Divieto di canalizzazione e di tombamento della rete idrografica
minore. (RE)
Verifica della conformità delle opere di captazione e regolazione delle
acque che possono provocare abbassamento eccessivo e/o repentino
della falda e prosciugamento degli specchi d’acqua con l’art. 39 delle
Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque di cui
all’allegato A della D.G.R. 4453/04 (RE)
Mantenimento di profondità diversificate nelle aree umide, idonee al
permanere del geosigmeto esistente e della fauna associata, fatte
salve le esigenze di protezione dal rischio idrogeologico. (GA)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione, il ripristino,
l’ampliamento e il mantenimento di fasce tampone di vegetazione
ripariale lungo fossi o scoline in diretta connessione idraulica con le
aree coltivate e nelle aree contermini, potenziali fonti localizzate di
inquinamento. (IN)
Gestione periodica sulla base di Linee Guida Regionali degli ambiti di
canneto caratterizzati da eccessiva chiusura con sfalci finalizzati alla
diversificazione strutturale, al ringiovanimento, al mantenimento di
specchi d’acqua liberi, favorendo i tagli a rotazione per parcelle ed
evitando il taglio raso e l’abbruciamento, sulla base di considerazioni
e con modalità specifiche in base alle specie presenti. (GA)
Conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Regolamentazione delle attività agricole finalizzata alla riduzione o
eliminazione degli erbicidi, divieto totale di uso di erbicidi nelle aree
contermini entro un raggio di 100 m dall’habitat. (RE)
Individuazione e attivazione di incentivi per la realizzazione e il
mantenimento di fasce di vegetazione con effetto tampone. (IN, GA)
Realizzazione di accordi di programma per la pesca, la piscicoltura, la
caccia e l’agricoltura, per evitare il sovrasfruttamento delle risorse e
l’instaurarsi di condizioni distrofiche. (RE)
Avvio di studi per una corretta gestione delle dinamiche
interspecifiche macrofite-ittiofauna e macrofite-avifauna acquatica, di
notevole interesse sia conservazionistico, sia produttivo. (MR)
Attuazione di una gestione idraulica ottimale, con particolare
riferimento ai livelli idrici, finalizzata al mantenimento degli habitat e
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
delle specie per evitare l’avanzamento delle elofite e, limitatamente al
periodo di nidificazione, per evitare la perdita delle covate di avifauna
acquatica. (RE)
Monitoraggio delle condizioni idrogeologiche e degli assetti
geomorfologici dell’habitat e individuazione degli interventi necessari
a ridurre l’interrimento attraverso la limitazione dei processi di
eutrofizzazione e di sedimentazione e mediante attività di
rinaturalizzazione. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale eradicazione delle specie di
fauna alloctone. (MR, GA)
Monitoraggio, controllo ed eventuale contenimento delle specie di
flora alloctone. (MR, GA)
Conservazione dell’habitat 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa
e Fraxinus excelsior (Alno-Podion, Alnion incanae, Salicion albae)” prioritario.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Redazione di un Piano di Azione attraverso l’elaborazione dei piani
forestali di cui all’art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dell’habitat all’interno del sito. (RE)
In alternativa porre in essere le misure seguenti:
Divieto di realizzazione di attività di drenaggio con diretta influenza
sull’habitat. (RE)
MG5_008
Divieto di taglio degli esemplari arborei maturi o senescenti, fatte
salve le esigenze Legate alla riduzione del rischio idraulico. (RE)
Regolamentazione delle utilizzazioni forestali nelle porzioni di habitat
non raggiunte dalle piene e meno vincolate alla falda, prevedendone
l’utilizzo solo a fronte di un progetto speciale di taglio, secondo
quanto previsto dalla D.G.R. 4808/97 e attenendosi alle Prescrizioni
di Massima di Polizia Forestale di cui alla D.C.R. 51/03. (RE)
Predisposizione di incentivi per la realizzazione di interventi che
favoriscono la ricostituzione dell’habitat in aree dove questo è
assente o molto degradato mediante riqualificazione e ampliamento
delle porzioni esistenti e riduzione della frammentazione. (IN, GA)
Conservazione dell’habitat 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine
di megaforbie igrofile”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
Divieto di alterazione dell’ habitat, anche con bonifica e drenaggio,
MG6_010
qualora situato nei pressi dei corsi d’acqua, fatte salve le esigenze di
protezione dal rischio idrogeologico. (RE)
Monitoraggio ed eventuale contenimento delle specie alloctone della
flora. (MR)
TIPOLOGIA DI MISURA: (GA) Gestione attiva, (RE) Regolamentazione, (IN)
Incentivazione, (MR) Programma di monitoraggio e/o ricerca, (PD) Programma didattico.
Sito ZPS IT3270023 Delta del Po
L’All. B della DGR 2371 del 27 luglio 2006 individua gli obiettivi di conservazione
per il sito IT3270023 e le relative misure di conservazione. La ZPS necessita inoltre di
piano di gestione.
Tra gli obiettivi previsti dell’All. B della DGR 2371 del 27 luglio 2006 ci sono:
• Tutela di Kosteletzkia pentacarpos, Salicornia veneta.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
• Tutela di Larus ridibundus, Sterna albifrons, Sterna hirundo, Sterna sandvicensis,
Phalacrocorax pygmaeus, Ardea cinerea, Ardea purpurea, Ardeola ralloides, Botaurus
stellaris, Egretta alba, Egretta garzetta, Ixobrychus minutus, Nycticorax nycticorax,
Mergus serrator, Tadorna tadorna, Charadrius alexandrinus, Haematopus ostralegus,
Himantopus himantopus, Numenius arquata, Pluvialis squatarola, Recurvirostra
avosetta, Tringa erythropus, Tringa totanus.
• Tutela dell’avifauna svernante e migratrice.
• Tutela di Pelobates Fuscus insubricus.
• Tutela di Emys orbicularis.
• Tutela di Petromyzon marinus, Lethenteron zanandreai, Acipenser sturio, Acipenser
naccarii, Alosa fallax.
• Mitigazione degli impatti della fauna contro le infrastrutture.
• Riduzione del disturbo alle specie di interesse conservazionistico che frequentano gli
ambienti agricoli. Miglioramento e creazione di habitat di interesse faunistico ai
margini delle aree coltivate all’interno del sito.
• Tutela degli ambienti umidi e dei corsi d’acqua (ambienti lentici, lotici e aree
contermini), miglioramento o ripristino della vegetazione ripariale. Diminuzione dei
potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione.
• Conservazione, miglioramento o ripristino degli ambienti di torbiera e dei prati umidi
e regolamentazione delle attività antropiche.
• Conservazione delle lagune, degli ambiti costieri e dunali.
• Conservazione degli habitat 9340 “Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia”,
91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Podion, Alnion
incanae, Salicion albae)”, 92°0 “Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba”, 7210
“Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae”, 6420
“Praterie umide mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion”,
1110 “Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina”, 1130
“Estuari”, 1150 “Lagune costiere”, 1140 “Distese fangose o sabbiose emergenti
durante la bassa marea”, 1310 “Vegetazione pioniera a Salicornia e altre specie delle
zone fangose e sabbiose”, 1320 “Prati di Spartina (Spartinion maritimae)”, 1410
“Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)”, 1420 “Praterie e fruticeti
mediterranee e termo-atlantici (Sarcocornetea fruticosi)”, 1510 “Steppe salate
mediterranee (Limonietalia)”, 1210 “Vegetazione annua delle linee di deposito
marine”, 2110 “Dune mobili embrionali”, 2120 “Dune mobili del cordone litorale con
presenza di Ammophila arenaria (dune bianche”)”, 2130 “Dune costiere fisse a
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
vegetazione erbacea (“dune grigie”)”, 2160 “Dune con presenza di Hippophae
rhamnoides”, 2190 “Depressioni umide interdunari”, 2250 “Dune costiere con
Juniperus spp.”, 2270 “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster”.
Tabella 14: Misure di conservazione del sito IT3270023 contenute nell’allegato
B della DGR 2371 del 27 Luglio 2006
MG1_001a
MG1_001b
MG1_009
Tutela di Kosteletzkia pentacarpos
• Divieto di raccolta. (RE)
• Individuazione di nuove stazioni e monitoraggio dello stato di
conservazione delle popolazioni. (MR)
• Mantenimento delle stazioni a Kosteletzkia pentacarpos garantendo
il grado di apertura del cotico erboso rispetto a Juncus spp. e
riducendo la presenza di Phragmites australis. (GA)
• Monitoraggio del grado di frammentazione e di inarbustamento
delle stazioni. (MR)
• Verifica sulla necessità di eventuale conservazione ex situ. (RE)
• Valgono inoltre le misure MG7_001, MG7_005.
Tutela di Salicornia veneta
• Divieto di raccolta. (RE)
• Redazione di un Piano di Azione per la conservazione della specie.
(RE)
• Individuazione di nuove stazioni e monitoraggio dello stato di
conservazione delle popolazioni. (MR)
• Divieto di apertura di percorsi che possono danneggiare le zone
marginali ed erbose della barena, nelle stazioni in cui è presente la
specie. (RE)
• Valgono inoltre le misure MG7_001, MG7_005.
Tutela di Larus ridibundus, Sterna albifrons, Sterna hirundo, Sterna
sandvicensis, Phalacrocorax pygmaeus, Ardea cinerea, Ardea
purpurea, Ardeola ralloides, Botaurus stellaris, Egretta alba, Egretta
garzetta, Ixobrychus minutus, Nycticorax nycticorax, Mergus serrator,
Tadorna tadorna, Charadrius alexandrinus, Haematopus ostralegus,
Himantopus himantopus, Numenius arquata, Pluvialis squatarola,
Recurvirostra avosetta, Tringa erythropus, Tringa totanus.
Gestione e monitoraggio dei siti di nidificazione:
• Monitoraggio dei siti di nidificazione e di alimentazione di sternidi,
tutela integrale delle aree di nidificazione e mantenimento dei siti per
la nidificazione e il riposo di uccelli, non raggiungibili da predatori
terrestri. (GA, MR)
• Realizzazione di campi di sorveglianza nei siti di riproduzione di
Sterna albifrons. (GA)
• Realizzazione di studi che possano portare ad una miglior
comprensione delle dinamiche interspecifiche tra sternidi e laridi.
(MR)
• Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli
ardeidi, mantenimento dei siti per la nidificazione. (GA, MR)
• Regolamentazione delle utilizzazioni forestali nelle garzaie
prevedendone l’utilizzo solo a fronte di un progetto speciale di taglio,
secondo quanto previsto dalla D.G.R. 4808/97 e attenendosi alle
Prescrizioni di Massima di Polizia Forestale di cui alla D.C.R. 51/2003.
(RE)
• Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione degli
anatidi. (GA, MR)
• Controllo del disturbo nei siti di nidificazione e alimentazione dei
limicoli. (GA, MR)
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MG1_010
MG1_011
MG1_012
MG1_015
MG1_017
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
• Verifica dell’integrità strutturale e funzionale del canneto e
monitoraggio dei siti di nidificazione interni ad esso. (GA, MR)
• Definizione e adozione delle opportune azioni atte ad evitare il
potenziale disturbo nel periodo della nidificazione. (RE)
• Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_008,
MG7_001, MG7_002, MG7_003, MG7_004, MG7_005, MG7_006.
Tutela di Podiceps cristatus, Podiceps nigricollis, Tachybaptus
ruficollis, Mergus
serrator, Tadorna tadorna:
• Svolgimento di indagini per valutare l’entità delle catture accidentali
di uccelli acquatici da parte di reti o altri strumenti per la pesca. (MR)
• Valgono inoltre le misure MG7_001, MG7_003, MG7_004,
MG7_005.
Monitoraggio, gestione dei siti di svernamento:
• Pianificazione di un programma di monitoraggio regolare
dell’avifauna svernante. (RE, MR)
• Intensificazione delle attività di controllo e di vigilanza nei periodi di
svernamento. (GA, MR)
• Regolamentazione delle operazioni di pasturazione artificiale, con
incentivazione per le operazioni di miglioramenti ambientali atti a
favorire la crescita spontanea di vegetazione di fondale utile
all’alimentazione dell’avifauna acquatica. (RE, IN)
Monitoraggio e gestione delle funzionalità del sito per l’avifauna
migratrice di cui all’allegato I della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE:
• Pianificazione di un programma di monitoraggio regolare
dell’avifauna migratrice. (RE, MR)
• Intensificazione delle attività di controllo e di vigilanza nei periodi di
migrazione per scoraggiare il prelievo illegale e il bracconaggio. (GA,
MR)
• Regolamentazione dell’attività venatoria con individuazione di
eventuali limitazioni spaziali e temporali della stessa durante il
periodo di passo. (RE)
Tutela di Pelobates fuscus insubricus:
• Divieto di apertura di nuovi sentieri. (RE)
• Divieto di transito con mezzi meccanici. (RE)
• Divieto di transito pedonale al di fuori dei sentieri. (RE)
• Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
• Divieto di raccolta. (RE)
• Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
• Predisposizione di un piano per la realizzazione di passaggi sicuri.
(RE)
• Riduzione della impermeabilità delle infrastrutture. (GA)
Tutela di Emys orbicularis:
• Realizzazione di studi specifici per migliorare le conoscenze e le
stime relative alle popolazioni frammentate. (MR)
• Verifica della reale distribuzione di Trachemys scripta e delle
possibili interazioni con Emys orbicularis ed elaborazione di eventuali
programmi di eradicazione. (MR, GA)
• Svolgimento di indagini per valutare l’entità delle catture accidentali
di Emys orbicularis da parte di reti o altri strumenti per la pesca.(MR)
• Individuazione e ripristino dei siti idonei alla riproduzione e
all’alimentazione. (GA)
• Divieto di raccolta. (RE)
• Intensificazione delle azioni di vigilanza nei periodi in cui la specie è
attiva e presenta maggiori criticità. (GA)
• Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG5_008,
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MG1_020
MG1_021
MG1_025
MG2_001
MG4_009
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
MG7_001, MG7_003, MG7_004, MG7_005, MG7_006.
Tutela di Petromyzon marinus, Lethenteron zanandreai, Acipenser
sturio, Acipenser naccarii:
• Verifica della effettiva presenza di Petromyzon marinus. (MR)
• Identificazione e tutela opportuna dei tratti dei corsi d’acqua e dei
bacini dove sono ubicate le più importanti aree di frega. (MR)
• Controllo della pesca di frodo e istituzione del divieto di pesca. (RE,
MR)
• Divieto di immissione di specie affini a Acipenser sturio e Acipenser
naccarii che possano comportare ibridazioni e perdite del patrimonio
genetico, lungo il corso fluviale, gli affluenti, le aree di foce. (RE)
• Individuazione delle aree dove le immissioni per la pesca sportiva
comportano danno alle popolazioni ittiche autoctone. (MR)
• Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG7_003.
Tutela di Alosa fallax:
• Individuazione di aree per il ripopolamento nelle quali sia vietato il
prelievo. (RE,MR)
• Valgono inoltre le misure MG5_001, MG5_002, MG7_001,
MG7_003, MG7_004, MG7_005.
Mitigazione degli impatti della fauna contro le infrastrutture:
• Realizzazione di una banca dati relativa agli episodi di impatto o
folgorazione contro le principali reti aeree (cavi elettrici), contro
barriere, recinzioni e traffico veicolare. (MR)
• Valutazione della necessità di collocazione di dissuasori adeguati e
loro eventuale predisposizione. (GA, RE)
• Verifica della possibilità di rendere gli habitat contermini alle
infrastrutture coinvolte meno appetibili per la fauna. (MR)
Predisposizione di incentivi nelle aree agricole all’interno dei siti per la
conservazione degli habitat seminaturali, le pratiche agronomiche
conservative, lo sviluppo delle reti ecologiche, la riqualificazione del
paesaggio rurale e l’attuazione delle seguenti azioni:
• Introduzione delle tecniche di agricoltura biologica, secondo le
norme previste dal Regolamento (CE) n. 2092/91. (IN)
• Interventi aziendali coordinati di messa a dimora di nuovi impianti
di fasce tampone monofilare, di siepi monofilare, boschetti e
interventi di cura e miglioramento delle formazioni esistenti. (IN)
• Realizzazione di strutture funzionali al mantenimento e alla
diffusione della fauna selvatica. (IN)
• Creazione di strutture per l’osservazione della fauna selvatica che
non arrechino disturbo alle specie presenti. (IN)
Conservazione dell’habitat 9340 “Foreste di Quercus ilex e Quercus
rotundifolia”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Divieto di impianto di pino domestico e di pino marittimo all’interno
delle foreste di leccio e in un raggio di 50 m da esse, all’interno del
sito. (RE)
Redazione di un piano d'azione attraverso l'elaborazione dei piani
forestali di cui all'art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dell’habitat all’interno del sito. (RE)
In alternativa porre in essere le misure seguenti:
• Adeguamento delle normative vigenti in campo forestale al fine di
garantire l’adozione delle migliori forme di gestione rispetto alle
condizioni stazionali.
Tutela integrale dei boschi d’alto fusto per lasciare alla libera
evoluzione i casi con condizioni stazionali ottimali, obbligo di
mantenimento delle chiazze arbustive e del sottobosco di elevato
pregio vegetazionale. (RE)
• Rafforzamento del sistema di prevenzione e vigilanza contro gli
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MG5_001
MG5_002
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
incendi boschivi. (GA, RE)
• Predisposizione di strumenti regolamentari per la fruizione, ed
eventuale mantenimento di una sostenibile funzione ricreativa
mediante la predisposizione di azioni di informazione e
sensibilizzazione. (GA, RE)
• Individuazione e cartografia delle aree da destinare a riserve
forestali e loro istituzione. (MR, RE)
Regolamentazione delle attività di gestione delle acque interne:
• Realizzazione di Linee Guida Regionali per la gestione e
manutenzione idraulica degli ambienti ripariali, degli alvei e delle
sponde. (RE)
• Realizzazione di Linee Guida Regionali per la ripulitura dei fossi e
dei canali di scolo secondo modalità compatibili con gli habitat e le
specie di interesse e con l’integrità del sito. (RE)
• Redazione di un Piano di Azione attraverso l’elaborazione dei piani
forestali di cui all’art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dei popolamenti silvo - pastorali all’interno del sito.
(RE)
• Divieto di costruzione di opere (dighe, sbarramenti o altro)
potenzialmente in grado di creare impedimenti definitivi al passaggio
della fauna ittica. (RE)
• Verifica della fattibilità dei manufatti idraulici al fine di garantire un
livello sufficiente delle acque, anche nel periodo estivo e
adeguamento dei piani previsti e di quelli esistenti. (MR, RE)
• Divieto di canalizzazione dei corsi d’acqua e di tombamento della
rete idrografica minore, fatte salve le esigenze di protezione dal
rischio idrogeologico. (RE)
• Verifica della conformità delle opere di captazione e regolazione
delle acque che possono provocare modifiche del regime delle
portate, abbassamento eccessivo e/o repentino della falda e
prosciugamento degli specchi d’acqua con l’art. 39 delle Norme
Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque di cui
all’allegato A della D.G.R. 4453/04. (RE)
• Verifica degli interventi di manutenzione idraulica con tagli di
controllo sullo sviluppo della vegetazione acquatica e ripariale. (MR)
• Mantenimento di profondità diversificate nelle aree umide, idonee al
permanere del geosigmeto esistente e della fauna associata, fatte
salve le esigenze di protezione dal rischio idrogeologico. (GA)
• Riattivazione dei collegamenti idraulici con il corso d’acqua di
origine, monitoraggio sullo sviluppo della vegetazione acquatica e
verifica delle situazioni di progressivo interrimento. (GA, MR)
• Predisposizione di incentivi per la realizzazione, il ripristino,
l’ampliamento e il mantenimento di fasce tampone di vegetazione
ripariale lungo corsi d’acqua, fossi o scoline in diretta connessione
idraulica con le aree coltivate e nelle aree contermini, potenziali fonti
localizzate di inquinamento. (IN)
• Gestione periodica sulla base di Linee Guida Regionali degli ambiti
di canneto caratterizzati da eccessiva chiusura con sfalci finalizzati
alla diversificazione strutturale, al ringiovanimento, al mantenimento
di specchi d’acqua liberi, favorendo i tagli a rotazione per parcelle ed
evitando il taglio raso e l’abbruciamento, sulla base di considerazioni
e con modalità specifiche in base alle specie presenti. (GA)
Attività conoscitive e monitoraggio delle acque interne:
• Censimento, monitoraggio e analisi degli effetti ambientali degli
sbarramenti esistenti nei corsi d’acqua. (MR)
• Censimento, monitoraggio e analisi degli effetti ambientali delle
attività di estrazione di ghiaia e di sabbia. (MR)
• Controllo dell’inquinamento delle acque, rispetto ad alterazioni
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MG5_008
MG6_001
MG6_003
MG6_009
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
chimicofisiche, eutrofizzazione, composti organici per l’agricoltura,
metalli, scarichi industriali e divieto di svolgere attività che possono
alterare la qualità delle acque, in particolare nelle aree di rispetto
delle sorgenti. (MR, RE)
Conservazione degli habitat 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Podion, Alnion incanae, Salicion
albae)” - prioritario, 92A0 “Foreste a galleria di Salix alba e Populus
alba”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Redazione di un Piano di Azione attraverso l’elaborazione dei piani
forestali di cui all’art. 23 della L.R. 52/78 per il mantenimento e
miglioramento dell’habitat all’interno del sito. (RE)
In alternativa porre in essere le misure seguenti:
• Regolamentazione dell’accesso veicolare, consentito solo lungo la
viabilità esistente e per lo svolgimento di opere o interventi
espressamente autorizzati e con le necessarie prescrizioni. (RE)
• Divieto di realizzazione di attività di drenaggio con diretta influenza
sull’habitat. (RE)
• Divieto di taglio degli esemplari arborei maturi o senescenti, fatte
salve le esigenze legate alla riduzione del rischio idraulico. (RE)
• Regolamentazione delle utilizzazioni forestali nelle porzioni di
habitat non raggiunte dalle piene e meno vincolate alla falda,
prevedendone l’utilizzo solo a fronte di un progetto speciale di taglio,
secondo quanto previsto dalla D.G.R. 4808/97 e attenendosi alle
Prescrizioni di Massima di Polizia Forestale di cui alla D.C.R. 51/2003.
(RE)
• Predisposizione di incentivi per la realizzazione di interventi che
favoriscono la ricostituzione dell’habitat in aree dove questo è assente
o molto degradato mediante riqualificazione e ampliamento delle
porzioni esistenti e riduzione della frammentazione. (IN, GA)
Regolamentazione delle attività di gestione della risorsa idrica negli
ambienti umidi e di torbiera:
• Redazione di Linee Guida Regionali per gli accessi e la fruizione
sostenibile degli ambienti umidi di torbiera e realizzazione di un Piano
di Azione complessivo per tutti i siti. (RE)
• Predisposizione di un Piano di Azione per il mantenimento dei livelli
di acqua ottimali, per limitare l’interrimento delle aree umide e per
contrastare la successiva ricolonizzazione arbustiva e arborea. (RE,
GA)
• Divieto di realizzazione di interventi che possono provocare la
frammentazione degli habitat di torbiera. (RE)
Conservazione dell’habitat prioritario 7210 “Paludi calcaree con
Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Regolamentazione della gestione idraulica finalizzata alla limitazione
delle fluttuazioni del livello delle acque e divieto di realizzazione di
opere di drenaggio e captazione. (RE)
• Predisposizione di interventi diretti per limitare o ridurre
l’estensione del canneto all’interno dell’habitat, compatibilmente alle
esigenze ecologiche delle specie presenti. (GA)
• Divieto di trasformazione dell’uso del suolo con particolare
riferimento ai rimboschimenti e alla messa a coltura. (RE)
Conservazione dell’habitat 6420 “Praterie umide mediterranee con
piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Divieto di uso dei fertilizzanti nelle aree circostanti l’habitat entro un
raggio di 50 m all’interno del sito. (RE)
• Divieto di nuova messa a coltura e divieto di impianto di Pinus sp.
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
MG7_001
MG7_002
MG7_003
MG7_004
MG7_005
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
nelle aree circostanti l’habitat entro un raggio di 200 m all’interno del
sito. (RE)
• Predisposizione di incentivi per il mantenimento delle pratiche
agricole tradizionali, con divieto di realizzazione degli sfalci nei periodi
di nidificazione dell’avifauna e obbligo di sfalcio regolare tardivo con
asportazione della biomassa di risulta, sfavorendo l’utilizzo di mezzi
meccanici che possono causare la compattazione del suolo. (RE, IN)
• Monitoraggio ed eventuale eradicazione delle specie alloctone e
invasive. (GA, MR)
Regolamentazione delle attività di gestione degli ambienti lagunari,
dunali e retrodunali:
• Monitoraggio della portata dei corsi d’acqua, della qualità delle
acque e dei flussi di inquinanti provenienti dai bacini scolanti. (MR)
• Realizzazione di un piano di protezione e intervento in caso di
sversamento accidentale di sostanze oleose o altri inquinanti. (RE)
Conservazione dell’habitat 1110 “Banchi di sabbia a debole copertura
permanente di acqua marina”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Prosecuzione e intensificazione dell’attività di monitoraggio e
controllo degli apporti nutritivi per individuare eventuali sviluppi
algali. (MR, GA)
• Monitoraggio del traffico di natanti e del carico turistico, nelle aree
dipertinenza dell’habitat. (MR)
• Monitoraggio del livello degli inquinanti nelle acque e negli
organismi evalutazione del rischio di contaminazione della catena
trofica e bioaccumulo.(MR)
• Regolamentazione dell’attività di pesca (comprensiva della
molluschicoltura edella raccolta di molluschi) e di dragaggio con loro
rigorosa proibizione nellepraterie a Zostera, fatte salve le esigenze di
protezione dal rischioidrogeologico. Nelle zone più sensibili tali attività
vanno valutate caso percaso. (RE)
Conservazione dell’habitat 1130 “Estuari”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Divieto di modifica della morfologia spondale, fatte salve le esigenze
di protezione dal rischio idrogeologico. (RE)
• Predisposizione di Linee Guida Regionali per la gestione dei canneti,
delle altre formazioni di elofite e delle cenosi alofile, che interessano
le aree di pertinenza dell’habitat. (RE)
• Monitoraggio delle attività industriali, del traffico di natanti, del
carico turistico, nelle aree di pertinenza dell’habitat. (MR)
• Monitoraggio del livello degli inquinanti nelle acque e negli
organismi e valutazione del rischio di contaminazione della catena
trofica e bioaccumulo. (MR)
• Monitoraggio degli inquinanti rilasciati dai sedimenti durante le
attività di dragaggio, ai sensi delle D.G.R. 80/05, D.G.R. 1043/05,
D.G.R. 4170/05. (MR)
Conservazione dell’habitat prioritario 1150 “Lagune costiere”.
Regolamentazione delle attività che interessano l’habitat:
• Monitoraggio e controllo dell’inquinamento e dell’eutrofizzazione.
(MR)
• Monitoraggio delle attività industriali, del traffico di natanti, del
carico turistico nelle aree di pertinenza dell’habitat. (MR)
Conservazione degli habitat di palude salmastra 1140 “Distese
fangose o sabbiose emergenti durante la bassa marea”, 1310
“Vegetazione pioniera a Salicornia e altre specie delle zone fangose e
sabbiose”, 1320 “Prati di Spartina (Spartinion maritimae)”, 1410
“Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)”, 1420
“Praterie e fruticeti mediterranee e termo-atlantici (Sarcocornetea
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
fruticosi)”, 1510 “Steppe salate mediterranee (Limonietalia)” prioritario.
Regolamentazione delle attività che interessano gli habitat:
• Divieto di realizzazione di drenaggi o di opere che possano causare
interrimento degli habitat 1410 e 1420. Nelle zone più sensibili tali
attività vanno valutate caso per caso. (RE)
• Monitoraggio del traffico di natanti e del carico turistico nelle aree di
pertinenza dell’habitat. (MR)
• Analisi del grado di frammentazione degli habitat. (MR)
• Monitoraggio delle attività di pesca (comprensiva della
molluschicoltura e della
raccolta di molluschi). (MR)
Conservazione degli habitat dunali e retrodunali 1210 “Vegetazione
annua delle linee di deposito marine”, 2110 “Dune mobili embrionali”,
2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila
arenaria (“dune bianche”)”, 2130 “Dune costiere fisse a vegetazione
erbacea (“dune grigie”)” - prioritario, 2160 “Dune con presenza di
Hippophae rhamnoides”, 2190 “Depressioni umide interdunari”, 2250
“Dune costiere con Juniperus spp.” - prioritario, 2270 “Dune con
foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster” - prioritario.
Regolamentazione delle attività che interessano gli habitat:
• Divieto di realizzazione di nuovi impianti di conifere nelle zone
retrodunali. (RE)
MG7_006
• Realizzazione di opere di difesa e recupero delle dune, anche
mediante interventi puntuali di piantagione di Ammophila arenaria
per accelerarne la creazione e la fissazione. (GA)
• Elaborazione di un Piano di Azione per la riqualificazione delle aree
umide retrodunali. (RE)
• Prosecuzione dell’attività di monitoraggio fitosanitario delle pinete
dunali. (MR)
• Mantenimento delle attività di prevenzione contro gli incendi. (MR)
• Monitoraggio dei fattori di disturbo nelle zone di interesse
ornitologico durante
il periodo primaverile ed estivo. (MR)
• Monitoraggio delle specie vegetali alloctone. (MR)
TIPOLOGIA DI MISURA: (GA) Gestione attiva, (RE) Regolamentazione, (IN)
Incentivazione, (MR) Programma di monitoraggio e/o ricerca, (PD) Programma didattico.
Utilizzo delle risorse
Il Piano di gestione in esame utilizza risorse appartenenti ai siti Natura 2000
ossia le acque del reticolo idrografico provinciale di Venezia che in parte rientra nelle
aree SIC e ZPS.
Il Piano, che prevede azioni riconducibili a:
•
Individuazioni delle zone di riposo biologico;
•
Istituzione delle zone da destinare alla pesca regolamentata;
•
Piani di miglioramento delle comunità ittiche che prevedono a loro
volta:
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
- Individuazione dei periodi di divieto di pesca e le dimensioni
minime di cattura dei pesci;
-
Piani di ripopolamento;
-
Istituzione di zone di accrescimento giovanile;
-
Piani di controllo delle specie alloctone;
•
Indicazioni regolamentari per le attività di pesca nelle zone A e B;
•
Individuazione campi gara fissi e svolgimento di competizioni di pesca
sportiva;
•
Interventi in caso di asciutta;
•
Indicazioni gestionali per le attività di acquacoltura e per la pesca
sportiva all’interno di aree private
comunque
non
prevede
alcun
emungimento
dalla
falda
durante
la
fase
di
fruizione/esercizio. Data la natura degli interventi, che riguardano azioni volte alla
gestione della pesca e alla tutela delle specie ittiche, si prevede però che vi sarà, per
le azioni riguardanti le competizioni sportive, alterazione sulle caratteristiche chimicofisiche della matrice acqua.
Il Piano comunque non comporta consumo di suolo, ne alcun taglio di piante e/o
eliminazione di cotico erboso se non limitato ad alcuni campi gara per consentire il
passaggio dei garisti.
Fabbisogno nel campo dei trasporti, della viabilità e delle reti infrastrutturali
I mezzi che verranno utilizzati, escluvamente per le azioni di semina, saranno
dei camion, di modeste dimensioni, attrezzati con vasche per il trasporto dei pesci.
L’accesso principale alle aree in progetto avverrà tramite strade e/o piste, già
presenti, per il transito dei mezzi d’opera. In generale gli accessi alle aree in esame
risultano essere sufficientemente adeguati nelle dimensioni per il passaggio dei mezzi
d’opera sopra indicati.
Emissioni, scarichi, rifiuti, rumori, inquinamento luminoso
Per la tipologia del Piano elementi di emissione sono individuati dai gas di
scarico delle automobili durante le competizioni dei garisti e di tutto il personale
necessario al corretto svolgimento delle competizioni di pesca sportiva; per le attività
di semina invece non si prevedono emissioni pericolose dato il limitato numero di
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
mezzi coinvolti fatta eccezione di accidentali e non prevedibili perdite di oli o
lubrificanti. In riferimento ai rifiuti prodotti dalle attività derivanti dalle competizioni
sportive, esse saranno regolarmente raccolti e conferiti, in base alla normativa vigente
in materia.
In riferimento al rumore si evidenzia che esistono già livelli di rumorosità di
fondo in alcune aree del Piano dovuti principalmente al traffico veicolare.
Durante le competizioni sportive l’afflusso dei veicoli è limitato nel tempo in
quanto il raggiungimento delle postazioni è consentito esclusivamente 2 ore prima
dell’inizio della manifestazione e non avviene contemporaneamente. Ipotizzando che
ogni concorrente raggiunga il campo gara con il proprio veicolo, il livello di rumorosità
è legato al numero di partecipanti. Considerando inoltre la capienza massima dei
campi
gara,
riportata
nel
Piano,
e
di
conseguenza
il
numero
massimo
di
persone/mezzi, il livello di rumorosità risulta non elevato.
Il Piano inoltre non contiene indicazioni riguardo l’utilizzo di fonti luminose
artificiali durante l’azione di pesca; solo per le competizioni di carpfishing è consentito
qundi l’utilizzo di fonte luminose per la sicurezza personale dei concorenti.
Alterazioni dirette e indirette sulle componenti ambientali aria, acqua, suolo
Le
azioni
oggetto
della
valutazione
sono
essenzialmente
i
piani
di
ripopolamento, i campi gara e lo svolgimento di competizioni di pesca sportiva e le
zone di accrescimento giovanile.
Di seguito vengono riportate le alterazioni a ciascuna componente ambientale
specificando l’azione che la origina, se si tratta di alterazione diretta e/o indiretta e se
coinvolge i siti Rete Natura 2000 in esame.
Acqua
Le attività derivanti dalla realizzazione del Piano della Carta Ittica non
provocano alterazioni qualitative e quantitative dirette e indirette alla risorsa acqua se
non per accidentali e non prevedibili, ne valutabili perdite di oli o lubrificanti derivanti
dai mezzi d’opera (camion con vasche per pesci). Per quanto riguarda le azioni volte
alla gestione della pesca e alla tutela delle specie ittiche, si prevede però che vi
saranno, per le azioni riguardanti le gare sportive, alterazione sulle caratteristiche
chimico-fisico della matrice acqua derivanti dal materiale utilizzato per richiamare il
pesce nella zona di pesca.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
I quantitativi di pastura consentiti nella Carta ittica per la pesca dilettantisticasportiva sono tali da non causare alterazioni alla matrice acqua, se si considera il
singolo pescatore; ma durante le manifestazioni sportive la quantità complessiva di
pastura che viene riversata nel corso d’acqua potrebbe essere tale da generare una di
alterazione per l’elevato numero di pescatori.
L’acqua comunque ha un effetto di diluizione in quanto favorisce la dispersione
degli inquinanti e quindi la riduzione delle concentrazioni degli stessi nel caso in cui il
tratto interessato sia caratterizzato da acque lotiche (Inquinamento delle acque
superficiali).
Aria
Per quanto riguarda le alterazioni alla componente aria sono possibili nei giorni
delle competizioni sportive dove si avrà un flusso intenso di personale e mezzi di
trasporto nelle aree dei campi gara: sarà in ogni caso garantito il pieno rispetto dei
limiti imposti dalla normativa vigente in materia.
Altra possibile alterazione che si può verificare è il rumore emesso dai mezzi
d’opera necessari per la fase dei ripopolamenti ittici che comportano inquinamento
acustico (Altre forme di inquinamento).
Per definire il limite spaziale dell’analisi relativa al fattore rumore si è
considerato che il suono si propaghi in campo libero, attenuando con legge logaritmica
il livello di rumorosità risultante in funzione della distanza.
Per il calcolo della dimensione spaziale dell’area potenzialmente interessata da
incidenza è stata utilizzata la formula di calcolo del livello di pressione sonora in
campo libero, così definita:
Lp2 = il rumore residuo di pressione sonora trasmesso alla distanza d2
Lp1 = il rumore trasmesso alla distanza d1
d2 = ampiezza del buffer
d1 = 1 m dalla sorgente di produzione.
Per semplicità il calcolo non considera gli effetti di deviazione, diffrazione,
rifrazione e diffusione del suono eventualmente prodotti dall’ambiente circostante;
vengono comunque considerati livelli di rumorosità nel calcolo del buffer tali da
considerare rispettato il principio di precauzione.
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FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
Di seguito si riportano i risultati ottenuti dall’applicazione della formula sopra
indicata.
Mezzo
d’opera
Camion
leggero
Automobili
Livello di
pressione
Livello di
sonora
Riduzione
pressione
prodotta dal
minima
sonora –
mezzo
richiesta
obiettivo,
(considerata
in dB
in dB
e d = 1m)
in dB
Distanza
(m)
Riduzione
pressione
sonora a
100 m
Lp2
in dB a
100 m
di
distanza
86
55
25
100
40 dB
46 dB
84
55
29
100
40 dB
44 dB
Il livello di rumorosità dei mezzi d’opera (camion con vasche per trasporto dei
pesci e auto) viene valutato secondo i livelli di rumore standard individuati dall’INSAI
(Istituto Nazionale Svizzero di Assicurazione) e dall’ANCE pari rispettivamente a 86 e
84 dB mentre il rumore a 100 m di distanza scende rispettivamente a 46 e 44 dB in
virtù dell’attenuazione e comunque oltre 500 m l’effetto viene completamente
attenuato. Tale valore risulta compatibile con il valore di 50 dB ritenuto il lilmite di
disturbo per l’avifauna (DOOLING R.J., POPPER A.N., 2007); va inoltre evidenziato che
i mezzi d’opera non si spostano mai da strade carrabili asfaltate per motivi di
sicurezza ed eventualmente il trasporto finale del pesce in zone poco accessibili e
naturali viene eseguito a mano con l’ausilio di secchi da parte degli addetti alla
semina.
Suolo
Le azioni della Carta Ittica non comportano alterazioni del suolo poiché il Piano
consiste principalmente nella gestione della pesca e alla tutela delle specie ittiche.
Il Piano inoltre non comporta consumo di suolo, nè alcun taglio di piante e/o
eliminazione di cotico erboso se non limitato per consentire il passaggio dei garisti.
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Identificazione di
congiuntamente
tutti
i
piani,
FASE 2-DESCRIZIONE DEL PIANO
progetti
e
interventi
che
possono
interagire
Il Piano per la localizzazione dei bilancioni in Provincia di Venezia è contenuto in
forma sintetica all’interno della Carta Ittica pertanto interagisce congiuntamente con
essa.
Le attività di ripopolamento e di gestione dei campi gara in Zona A sono state
assoggettate a preventiva Valutazione di incidenza con documento mirato nel 2010.
Non vi sono altri piani, progetti ed interventi che interagiscono congiuntamente
con le azioni della Carta Ittica della Provincia di Venezia.
Ci sono comunque Piani di Gestione delle ZPS (IT3250016 Cave di Gaggio,
IT3250017 Cave di Noale e IT3250021 Ex cave di Martellago) che però non sono
ancora stati approvati; la valutazione sulle possibili interazioni con la Carta Ittica
verrano pertanto valutate quando i documenti saranno approvati.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
FASE 3
Riguardo gli effetti del Piano sui siti Natura 2000 e la loro significatività, la
Guida Metodologica per la Valutazione di Incidenza ai sensi della Direttiva 92/43/CEE,
all’allegato A della D.G.R.V. n. 3173 del 10 ottobre 2006, propone alcuni tipi di
incidenza e la valutazione della significatività di questi ultimi attraverso l’utilizzo di
opportuni indicatori di importanza.
Le diverse tipologie d’incidenza rappresentano gli esempi delle possibili
influenze a cui potrebbe portare la realizzazione del Piano o progetto sulla Rete
Ecologica Natura 2000. Gli indicatori di importanza sono invece dei valori quantitativi,
attribuibili ai tipi di impatto, atti a descrivere l’intensità della modificazione del
territorio e dei suoi elementi, ovvero l’intensità con cui la stessa si manifesta.
Definizione dei limiti spaziali e temporali dell’analisi
La dimensione spaziale dell’analisi delle possibili incidenze del Piano è stata
effettuata valutando le aree di influenza degli interventi proposti e la loro relazione
con il sito Natura 2000 in esame.
Sulla base dei diversi impatti prevedibili sulle componenti ambientali descritti in
precedenza, è stata individuata la possibile area di influenza del Piano. In
considerazione delle finalità dello studio di incidenza ambientale, sono stati presi in
considerazione gli effetti degli interventi sulle componenti biotiche dei siti della Rete
Natura interessati dall’intervento.
Per la componente floro-faunistica l’analisi è stata limitata alle superfici delle
aree protette. Questa superficie complessiva si ritiene sia quella nella quale gli
interventi delle azioni del Piano, semine e campi gara, possano causare maggiore
disturbo alla componente biotica. L’area di influenza è riferita a tutte le aree
interessate dalle azioni della Carta Ittica, nello specifico i campi gara che ricadono
all’interno dei siti Rete Natura 2000, ampliate di un buffer di 100 metri (per i siti ZPS
IT3250012, SIC IT3250044, SIC IT3250003, SIC/ZPS IT3250016, SIC IT3250031,
SIC IT3250023), scelto in via precauzionale considerando il potenziale disturbo sulla
fauna dovuto principalmente dal carico antropico, nei campi gara, nei giorni delle
competizioni sportive (vedere figure sottostanti).
Nel caso delle zone di semina ricadenti nei SIC e ZPS sono state considerate le
operazioni di immissione di trota fario, tinca, luccio e anguilla ricadenti nella ZPS
IT3250012, SIC IT3250044, SIC IT3240033, ZPS IT3240019, SICIT3240031; il buffer
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
di analisi considerato è stato di 5 m poiché le attività di semina del pesce vengono
svolte con automezzo che si porta in prossimità di ponti o strade che costeggiano il
corso
d’acqua
e
successivamente
i
volontari
dell’associazione
di
pescatori
distribuiscono con secchi il pesce lungo il corso d’acqua.
Nel caso delle zone di accrescimento sono state considerate le zone di
immissione di trota fario poiché quelle del luccio sono esterne ai siti Rete Natura 2000
(Scolo Lusore e Scolo Desolino); il sito considerato è il SIC IT3250044 con un buffer di
analisi di 5 m poiché le operazioni di preparazione dell’area consistono nello
spostamento della fauna ittica residente a valle del tratto di accrescimento e nella
successiva introduzione di materiale giovanile che rimarrà indisturbato nella roggia per
circa 2 anni. Successivamente verrà prelevato e trasferito nelle acque di rogge e fiumi
limitrofi. Le operazioni vengono svolte con l’ausilio dell’elettrostorditore.
Per la valutazione temporale degli interventi delle azioni del Piano viene
considerata solo la fase strettamente connessa alla realizzazione dell’azione (periodo e
durata dell’azione stessa). Le attività di ripopolamento vengono eseguite da Aprile a
Ottobre ed hanno durata di circa 6 ore per ciascuna giornata impegata. Le gare di
pesca vengono eseguite da Aprile a Settembre e possono durare da 4 a 48 ore in
dipendenza del tipo di manifestazione che si realizza.
Per quanto riguarda l’asta fluviale gli interventi non comporteranno variazioni
all’assetto morfologico dei corsi d’acqua all’interno dei Siti Rete Natura 2000 trattati.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 5: Area buffer (100 metri) per i campi gara nel sito SIC IT3250044
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 6: Area buffer (100 metri) per il campo gara nel sito SIC IT3250003
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 7: Area buffer (100 metri) per il campo gara nel sito SIC IT3250031
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 8: Area buffer (100 metri) per il campo gara nel sito SIC/ZPS IT3250016
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 9: Area buffer (5 metri) per la zona di semina delle fario e anguille nel sito
SIC/ZPS IT3250044, IT3250012
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 10: Area buffer (5 metri) per la zona di semina delle fario e anguilla nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 11: Area buffer (5 metri) per la zona di semina delle fario e anguilla nel sito
SIC/ZPS IT3250044
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 12: Area buffer (5 metri) per la zona di semina della tinca nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 13: Area buffer (5 metri) per la zona di semina della tinca nel sito
SIC/ZPS IT3250044
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 14: Area buffer (5 metri) per la zona di semina della tinca nel sito
SIC/ZPS IT3240033
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 15: Area buffer (5 metri) per la zona di semina della tinca nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 16: Area buffer (5 metri) per la zona di semina del luccio nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 17: Area buffer (5 metri) per la zona di semina del luccio nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 18: Area buffer (5 metri) per la zona di semina del luccio nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Figura 19: Area buffer (5 metri) per la zona di accrescimento della fario nel sito
SIC/ZPS IT3250044
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Identificazione dei siti della Rete Natura 2000 interessati
I siti Rete Natura 2000 che possono essere influenzate dal Piano in esame per i
quali si rende necessario verificare la possibilità che insorgano eventuali impatti diretti
e/o indiretti, vengono di seguito elencati e singolarmente descritti analizzando le
componenti ambientali che le caratterizzano:
SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano
SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio
SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto
Caomaggiore
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
SIC IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave
di Cinto Caomaggiore
SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
ZPS IT3270023 Delta del Po
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano
Il sito SIC IT3240029 “Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del
Monticano” si sviluppa su una superficie di 1955 ettari e per una lunghezza di 270 km
nelle province di Treviso e Venezia, attraversando i Comuni di Cessalto, Codognè,
Conegliano, Fontanelle, Gaiarine, Gorgo al Monticano, Mansuè, Mareno di Piave,
Meduna di Livenza, Motta di Livenza, Oderzo, Ormelle, Portobuffolè, Refrontolo, San
Fior, San Pietro di Faletto, San Polo di Piave, San Vendemiano, Susegana, Vazzola,
San Stino di Livenza, e Torre di Mosto.
Il SIC include l’area ZPS IT3240013 “Ambito fluviale del Livenza”.
Il sito è rappresentativo degli ambienti legati ai corsi d’acqua meandriformi di
pianura, a dinamica seminaturale. Sono presenti fasce di boschi igrofili ripariali di
salici e ontani con elementi tipici del bosco planiziale, associati ad aree di prati umidi e
canneti. Risulta inoltre importante la presenza di vegetazione acquatica tipica dei fiumi
a
lento
decorso,
costituita
dalle
alleanze
del
Ranunculion
fluitantis
e
del
Potamogetonion pectinati, dall’associazione del Myriophyllo-Nupharetum, da lamineti
dei Lemnetea minor a da cariceti e canneti ad alofite del Magnocaricion elatae e del
Phragmition.
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano
essere tre: quello con maggiore copertura è il 3260 “Fiumi delle pianure e montani
con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion”, a cui seguono il
6430 “Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile” e il 91E0 “Foreste
alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus exelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion
albae)” che risulta prioritario (*).
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/) risulta invece non
presente il 6430, mentre sono stati individuati due ulteriori habitat, il 3260 “Laghi
eutrofici naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition” e il 6510
“Praterie
magre
da
fieno
a
bassa
altitudine
(Alopecurus
pratensis,
Sanguisorba
officinalis)”,come riportato nella seguente tabella:
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 15: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
3260
6510
91E0*
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del tipo Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Praterie magre da fieno a bassa
altitudine
(Alopecurus
pratensis,
Sanguisorba officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Presente nel
sito di
intervento
NO
NO
NO
NO
Gli habitat con copertura maggiore risulta essere il 6510 che risulta avere uno
stato durevole. Il 91E0 è valutato invece come stadio maturo e risulta avere una
significativa rappresentatività mentre il 3260, presente con uno stadio maturo, una ha
valore di significativa rappresentatività. Il 3260 e il 3150 risultano inoltre mosaicati,
per contatto, con un ambiente non Natura 2000 ma, secondo il Corine Land Cover,
con zone Boscate (31).
Le tipologie prevalenti, non classificate come habitat secondo la codifica Natura
2000 ma rappresentate dai codici Corine Land Cover, sono 112 “Zone residenziali a
tessuto discontinuo e rado”, 511 “Corsi d'acqua, canali e idrovie”, 23 “Prati stabili
(foraggere permanenti)”, 221 “Vigneti”, 31 “Zone boscate con identificazione del
grado di copertura”, 32 “Zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erbacea” e
il 41 “Zone umide interne”.
All’interno del sito IT3240029 risultano presenti diverse specie ornitiche, tra cui
il tarabusino (Ixobrychus minutus), il martin pescatore (Alcedo atthis) e l’averla
piccola (Lanius collurio) che usano quest’area come sito di riproduzione, mentre il
falco di palude (Circus aeruginosus) è uno svernante occasionale (Tabella 16). In
Tabella 17 si riportano invece gli uccelli non elencati nell’Allegato I della Direttiva
2009/147/CE.
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130
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 16: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE (fonte
Scheda Natura 2000)
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva
2009/147/CE
stato del
codice della
nome scientifico
nome comune
popolament
specie
o
A081
Circus aeruginosus
Falco di palude
B
A119
Porzana porzana
Voltolino
C
A197
Chlidonias niger
Mignattino
B
Piro piro
A166
Tringa glareola
B
boschereccio
Nycticorax
A023
Nitticora
C
nycticorax
A022
Ixobrychus minutus Tarabusino
B
A122
Crex crex
Re di quaglie
A
A229
Alcedo atthis
Martin pescatore
B
A338
Lanius collurio
Averla piccola
A
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Tabella 17: Uccelli non elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE
(fonte Scheda Natura)
Uccelli presenti nel sito non elencati nell’All.I della Direttiva
2009/147/CE
stato del
codice della
nome scientifico
nome comune
popolament
specie
o
A055
Anas platyrhynchos
Germano reale
B
A235
Picus viridis
Picchio verde
A
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Anche qui risultano importanti anche le popolazioni di anfibi, sia rane rosse
(Rana latastei) sia l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata).
Tabella 18: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/ CEE
stato del
codice della
nome scientifico
nome comune
popolament
specie
o
Ululone dal ventre
1193
Bombina variegata
A
giallo
1215
Rana latastei
Rana di Lataste
A
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
La fauna ittica presenta un numero inferiore di specie di interesse comunitario
rispetto all’area del Piave, però sia alla popolazione di lampreda padana (Lethenteron
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
zanandreai) che di trota marmorata (Salmo marmoratus) è stato attribuito un valore
eccellente.
Tabella 19: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1097
1107
1103
1991
nome scientifico
Lethenteron
zanandreai
Salmo marmoratus
Alosa fallax
Sabanejewia larvata
nome comune
stato del
popolament
o
Lampreda padana
A
Trota marmorata
Cheppia
Cobite mascherato
A
C
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Per il sito IT3240029 non sono state segnalate specie di invertebrati, di
mammiferi e specie floristiche di importanza comunitaria.
Tra le altre specie segnalate per il sito, anche se non elencate in Direttiva
Uccelli e in allegato II della Direttiva Habitat si trovano 3 specie di mammiferi, 1 pesce
e 2 di piante (Tabella 20).
Tabella 20: specie importanti di flora e fauna (fonte Scheda Natura 2000)
Altre specie importanti di flora e fauna
tipologia
Mamm.
Mamm.
Mamm.
Pesci
Piante
Piante
nome scientifico
Muscardinus
avellanarius
Neomys fodiens
Mustela putorius
Thymallus
thymallus
Butomus
umbellatus
Hippurus vulgaris
nome comune
popolazione
Moscardino
C
Toporagno d’acqua
Puzzola europea
C
V
Temolo
R
R
R
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Le principali vulnerabilità del sito sono legate all’antropizzazione delle rive ed
all’inquinamento delle acque, a cui si aggiungono gli effetti delle alterazioni a carico
del reticolo idrografico e la pressione antropica esercitata sul territorio attraversato dal
Livenza e dal Monticano.
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT 3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio
Il sito SIC IT3240031 “Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio” si
sviluppa lungo il corso del Sile per una superficie di 753 ha, nei Comuni di Carbonera,
Casale sul Sile, Casier, Roncade, Silea e Treviso nel trevigiano, e di Quarto d’Altino nel
veneziano.
Il SIC include la ZPS IT3240019 “Fiume Sile: Sile Morto e ansa S.Michele
Vecchio”.
Come per il sito IT3240019 gli habitat di interesse comunitario riportati nel
formulario standard risultano essere il 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine di
megaforbie idrofile” e il 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion”, ma dalla cartografia degli habitat
risultano invece presenti il 6410 e il 91E0, quest’ultimo prioritario (*) (Tabella 21):
Tabella 21: Habitat presenti nel sito (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
6410
91E0 *
Praterie con Molinia su terreni calcarei,
torbosi
o
argilloso-limosi
(Molinion
caeruleae)
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Presente nel
sito di
intervento
NO
NO
Anche in questo caso, data la parziale sovrapposizione dei due siti, le indicazioni
relative agli habitat presenti sono simili a quelle già viste per il sito IT3240019, da cui
risulta che la maggior parte della superficie degli habitat è stata valutata di
stadio“pioniero” (1), e con una rappresentatività “non significativa” (1).
Le superfici non classificate secondo la codifica Natura 2000 sono acrivibili alle
tipologie già identificate in precedenza: prevalentemente 112 “Zone residenziali a
tessuto discontinuo e rado”, 21111 “Seminativi semplici”, 221 “Vigneti”, 2241
“Pioppeti”, e più limitatamente 31 “Zone boscate con identificazione del grado di
copertura”, 4111 “Canneti a Phragmites”, 5111 “Fiumi”, 512 “Bacini d’acqua” e 5122
“Laghi artificiali”.
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133
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Il popolamento faunistico del sito risulta molto simile a quello della ZPS
IT3240019 “Fiume Sile: Sile Morto e ansa S.Michele Vecchio”, sia per quanto riguarda
l’avifauna che per l’erpetofauna e la teriofauna (vedi tabelle sotto riportate).
Tabella 22: Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva
2009/147/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A021
A022
A023
A024
A026
A029
A073
A081
A082
A094
A119
A197
A229
A338
nome scientifico
Botaurus stellaris
Ixobrychus minutus
Nycticorax nycticorax
Ardeola ralloides
Egretta garzetta
Ardea purpurea
Milvus migrans
Circus aeruginosus
Circus cyaneus
Pandion haliaetus
Porzana porzana
Chlidonias niger
Alcedo atthis
Lanius collurio
nome comune
Tarabuso
Tarabusino
Nitticora
Sgarza ciuffetto
Garzetta
Airone rosso
Nibbio bruno
Falco di palude
Albanella reale
Falco pescatore
Voltolino
Mignattino
Martin pescatore
Averla piccola
valutazione
globale
B
B
B
B
C
B
B
C
C
C
B
C
B
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Tabella 23: Uccelli presenti nel sito e non elencati nell’All.I della Direttiva
2009/147/CEE
Uccelli presenti nel sito non elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A055
A336
A004
nome scientifico
Anas querquedula
Remiz pendulinus
Tachybaptus ruficollis
nome comune
Marzaiola
Pendolino
Tuffetto
valutazione
globale
C
A
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Tabella 24: Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1215
nome scientifico
Emys orbicularis
Rana latastei
nome comune
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
valutazione
globale
C
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 25: Mammiferi presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/CEE
Mammiferi presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
nome scientifico
1324
Myotis myotis
1304
Rhinolophus
ferrumequinum
nome comune
Vespertilio
maggiore
Ferro di cavallo
maggiore
valutazione
globale
B
C
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Rispetto al sito IT3240019 la fauna ittica si arricchisce di un’altra specie di
interesse comunitario, la lampreda padana (Lethenteron zanandreai) (Tabella 26).
Tabella 26: Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/CEE
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1149
1097
1991
nome scientifico
Cobitis taenia
Lethenteron
zanandreai
Sabanejewia larvata
nome comune
Cobite
valutazione
globale
B
Lampreda padana
B
Cobite mascherato
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Come per il sito IT3240019 vengono segnalate 2 specie di invertebrati (Tabella
27). Risultano inoltre presenti altre specie considerate importanti e tutelate a livello
europeo (Tabella 28).
Tabella 27: Invertebrati presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/CEE
Invertebrati presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1092
1088
nome scientifico
Austropotamobius
pallipes
Cerambyx cerdo
nome comune
Gambero di fiume
valutazione
globale
A
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
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135
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 28: Altre specie importanti di flora e fauna
Altre specie importanti di flora e fauna
tipologia
I
I
M
nome scientifico
Agonum versutum
Emmericia patula
Muscardinus
avellanarius
M
Neomys fodiens
M
P
P
Nyctalus noctula
Hottonia palustris
Leucojum aestivum
Ophioglossum
vulgatum
Ranunculus sceleratus
Utricularia australis
P
P
P
nome comune
popolazione
V
C
Moscardino
Toporagno
acquatico
Nottola comune
C
C
P
R
R
V
R
V
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
l sito SIC IT 3240033 ha un’estensione di 85 ettari ed una lunghezza di 93 km.
Tale sito comprende un corso d'acqua di risorgiva con tratti a vegetazione
ripariale arbustiva caratterizzata dalla buona qualità delle acque derivanti da risorgiva.
Se il fiume Meolo, nel suo tratto superiore, presenta un andamento sinuoso e
assume l’aspetto di un canale solo nella sua parte potamale, il fiume Vallio mostra
condizioni morfologiche compromesse sin dalla sorgente, con rive ripede prive di
vegetazione, fino a divenire completamente canalizzato e con un andamento
pressoché rettilineo. La vegetazione riparia, sia erbacea che arborea, risulta
praticamente assente; per contro, l’assenza di copertura arborea permette uno
sviluppo rigoglioso delle comunità acquatiche (3260), che in alcuni tratti tendono a
colonizzare la quasi totalità dello specchio d’acqua. In questo sito, la vulnerabilità è
legata a modifiche all'idrodinamica del fiume e all'alveo. L’importanza del sito è legata
alla buona qualità delle acque derivanti da risorgiva.
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano
essere tre: l’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion”, il 6430 “Bordure planiziali, montane e
alpine di megaforbie idrofile” e il 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)”. Dall’analisi della
cartografia
degli
habitat
pubblicata
dalla
Regione
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risulta
Veneto
presente
solo l’habitat 3260 oltre che alla presenza di un diverso habitat, rispetto a quelli
indicati nel formulario standard, 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition” come riportato nella seguente tabella:
Tabella 29: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
3260
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Presente nel
sito di
intervento
SI
NO
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nella Scheda Natura 2000 non sono indicate ne specie vegetali ne specie
animali elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE e Nuova Direttiva Uccelli
147/2009/CE fatta eccezione per i pesci con l’unica presenza della lampreda padana
(Lethenteron zanandreai) presente in allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3250003 “Penisola del Cavallino: biotopi litoranei”
Il sito nel suo complesso si presenta come un ambiente litoraneo antropizzato
caratterizzato dalla presenza di frammenti di sistemi dunali relitti o di recente
formazione.
Il sito ha un’estensione di 283 ha, e si sviluppa per 27 km, ricadendo
interamente nel Comune di Cavallino Treporti. All’interno del sito si possono
individuare gli ambiti nei quali si sviluppa la tipica seriazione psammofila, mentre nelle
bassure interdunali si sviluppa una vegetazione erbacea di tipo igrofilo.
I fattori di vulnerabilità sono quelli tipici degli ambienti costieri, e cioè
l’inquinamento delle acque, la crescente urbanizzazione, gli incendi , lo sfruttamento
turistico,
agricolo,
industriale
(industrie
termoelettriche),
commerciale
(attività
portuali) ed estrattivo (cave di sabbia).
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/) risultano presenti il
1410 “Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)”, 2110 “Dune embrionali
mobili”, 2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria
(dune bianche)”, 2130* “Dune costiere fisse a vegetazione erbacea (“dune grigie”)”,
2190 “Depressioni umide interdunari”, 2230 “Dune con prati dei Malcolmietalia”,
2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster”, il 6420 “Praterie umide
mediterranee con piante erbacee alte del Molinio-Holoschoenion” e il 7210* “Paludi
calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae” come riportato nella
seguente tabella:
Tabella 30: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
Presente nel
sito di
intervento
1410
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia
maritimi)
NO
2110
Dune embrionali mobili
SI
2120
2130*
Dune mobili del cordone litorale con
presenza di Ammophila arenaria (dune
bianche)
Dune costiere fisse a vegetazione
erbacea (“dune grigie”)
NO
NO
2190
Depressioni umide interdunari
NO
2230
Dune con prati dei Malcolmietalia
NO
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
2270*
6420
7210*
Presente nel
sito di
intervento
Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus
pinaster
Praterie umide mediterranee con piante
erbacee alte del Molinio-Holoschoenion
Paludi calcaree con Cladium mariscus e
specie del Caricion davallianae
NO
NO
NO
Come accade nella maggior parte degli ambienti terrestri, la classe più
numerosa è quella degli Uccelli. Sono rappresentati da specie che trovano nei vari
ambienti a disposizione (boschi, zone umide ed ambienti cotonali), gli habitat adatti
alla propria sopravvivenza. Le specie presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della
Direttiva 2009/147/CE sono riportate in Tabella 31. Le tabelle che seguono riportano il
nome scientifico ed il nome italiano delle specie, la valutazione del sito secondo
quanto riportato nella scheda Natura 2000.
Risultano protette anche specie appartenenti alla classe Anfibi e Rettili, riportate
in Tabella 32.
Tabella 31. Uccelli migratori abituali non elencati nell’Allegato I della Direttiva
2009/147/CE.
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A022
A131
A029
A151
A082
A026
A094
A193
A081
A098
A135
A103
A195
A224
A229
A338
A138
A191
nome scientifico
Ixobrychus minutus
Himantopus
himantopus
Ardea purpurea
Philomachus pugnax
Circus cyaneus
Egretta garzetta
Pandion haliaetus
Sterna hirundo
Circus aeruginosus
Falco columbarius
Glareola pratincola
Falco peregrinus
Sterna albifrons
Caprimulgus
europaeus
Alcedo atthis
Lanius collurio
Charadrius
alexandrinus
Sterna sandvicensis
nome comune
Tarabusino
valutazione
globale
C
Cavaliere d’Italia
Airone rosso
Combattente
Albanella reale
Garzetta
Falco pescatore
Sterna comune
Falco di palude
Smeriglio
Pernice di mare
Falco pellegrino
Fraticello
C
C
C
C
Succiacapre
Martin pescatore
Averla piccola
Fratino
Beccapesci
C
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 32: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1215
nome scientifico
Emys orbicularis
Rana latastei
nome comune
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
valutazione
globale
B
Tra le specie vegetali, presenti in allegato II della Direttiva Habitat 92/43/CEE
secondo il Formulario Standard, si segnala la presenza di Euphrasia marchesettii,
Stipa veneta e Kosteletzkya pentacerpos.
Tabella 33: Piante elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Piante presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1714
1880
1581
nome scientifico
Euphrasia marchesettii
Stipa veneta
Kosteletzkya
pentacerpos
nome comune
valutazione
globale
B
C
C
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di Cinto
Caomaggiore
Il Sito di Importanza Comunitaria IT3250012 ricade totalmente all’interno del
sito IT 3240031 “Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio”, pertanto nella
descrizione delle caratteristiche ambientali del sito in esame tali ambienti verranno
descritti unitamente.
Il sito denominato “Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di Cinto
Caomaggiore” è localizzato in prossimità dell’abitato di Portogruaro, ed ha una
superficie totale di 461 ettari. È un corso d’acqua di risorgiva conservazioni a dinamica
naturale. Con elevata valenza vegetazionale e faunistica, caratterizzato dalla presenza
di risorgive con vegetazione acquatica radicante e natante del Ranunculion fluitantis e,
nelle acque più fresche, del Ranunculo-Sietum erecto-submersi; i cariceti sono
abbondanti
come
anche
giuncheti
e
canneti
ripariali
(Sparganio-Glycerion
e
Phragmition), prati igrofili, boschi idrofili ripariali a Salix alba, S.cinerea e S.triandra,
Alnus glutinosa, Populus nigra e P. alba (Salicetea purpureae). Arricchisce la diversità
ambientale l’area delle cave di Cinto Caomaggiore, costituita da ex cave di inerti
(ghiaie) alimentate da acqua di falda, pluviali ed in parte di raccolta. Elementi di bosco
planiziale a Quercus robur, Acer campestre, Fraxinus ornus e Ulmus minor sono
rinvenibili all’interno dell’area.
Le
principali
vulnerabilità
del
sito
sono
riconducibili
alla
progressiva
antropizzazione del territorio circostante (insediamenti umani e incremento della
relativa rete infrastrutturale).
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano
essere tre: l’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion”, il 6430 “Bordure planiziali, montane e
alpine di megaforbie idrofile” e il 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risultano
confermati tutti e tre gli habitat oltre al 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition”, 6510 “Praterie magre da fieno a bassa
altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)” e 91F0 “Foreste miste
riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris)” come riportato nella seguente
tabella:
Tabella 34: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
3260
6430
6510
91E0*
91F0
Presente nel
sito di
intervento
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Bordure planiziali, montane e alpine di
megaforbie idrofile
Praterie magre da fieno a bassa
altitudine
(Alopecurus
pratensis,
Sanguisorba officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Foreste miste riparie di grandi fiumi a
Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus
minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus
angustifolia (Ulmenion minoris)
SI
SI
NO
NO
NO
NO
Le specie ornitiche presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della Direttiva
147/2009/CE sono riportate in Tabella 35.
Tabella 35. Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A393
A029
A081
A023
A021
A193
A024
A082
A060
A022
A027
A026
A229
A338
nome scientifico
Phalacrocorax
pygmeus
Ardea purpurea
Circus aeruginosus
Nycticorax nycticorax
Botaurus stellaris
Sterna hirundo
Ardeola ralloides
Circus cyaneus
Aythya nyroca
Ixobrychus minutus
Egretta alba
Egretta garzetta
Alcedo atthis
Lanius collurio
nome comune
valutazione
globale
Marangone minore
C
Airone Rosso
Falco di Palude
Nitticora
Tarabuso
Sterna
Sgarza ciuffetto
Albanella reale
Moretta tabaccata
Tarabusino
Airone Bianco
Garzetta
Martin pescatore
Averla piccola
B
C
C
C
C
C
C
C
B
B
B
C
C
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Per quanto riguarda Anfibi e Rettili, si rinvengono rane verdi (Rana esculenta) e
rane rosse (Rana dalmatina, R. latastei), rospo comune e smeraldino (Bufo bufo, B.
viridis), nonché tritoni. Il sito risulta essere una delle ultime colonie di Bombina
variegata della pianura veneta. Tra i rettili si ritrovano la testuggine palustre (Emys
orbicularis), le bisce d’acqua (Natrix sp.) e il biacco (Coluber viridiflavus)
Sono riportate in Tabella 36 le specie elencate in Allegato II della Direttiva
92/43/CEE.
Tabella 36: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
(fonte Scheda Natura 2000 sito IT3250012)
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1193
1220
1215
1167
nome scientifico
Bombina variegata
Emys orbicularis
Rana latastei
Triturus carnifex
nome comune
Ululone
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
Tritone crestato
valutazione
globale
A
B
B
Per quanto riguarda Mammiferi, la scheda Natura 2000 non segnala la presenza
di specie inserite nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
Sulla base dei monitoraggi effettuati, la fauna ittica è quella tipica dei fiumi di
risorgiva e mostra un buono stato di salute. Si rinvengono la trota fario (Salmo trutta
trutta), la trota mormorata (S. t. marmoratus), e il temolo (Thymallus thymallus),
inoltre si segnala la presenza dell’anguilla (Anguilla anguilla), della tinca (Tinca tinca)
e della carpa (Cyprinus carpio).
In Tabella 37 si riportano i Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva
2009/147/CE.
Tabella 37 Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 2009/147/CE (fonte
Scheda Natura 2000 sito IT3250012)
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1137
1115
1140
nome scientifico
Barbus plebejus
Chondrostoma genei
Chondrostoma soetta
nome comune
valutazione
globale
Barbo comune
Lasca
Savetta
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144
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
1149
1114
1107
1163
Cobitis taenia
Rutilus pigus
Salmo marmoratus
Cottus gobio
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Cobite comune
Pigo
Trota marmorata
Scazzone
C
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145
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
Il Sito di Importanza Comunitaria IT3250016 denominato “Cave di Gaggio”, si
trova nella zona centro occidentale della Provincia di Venezia, al confine con la
Provincia di Treviso. Si estende per una superficie di 115 ettari, ricadente nei comuni
di Marcon, Quarto d’Altino e Venezia. Il sito è caratterizzato dalla presenza di cave di
argilla abbandonate sulle quali si è ricostituita in parte una vegetazione igrofila che va
a costituire praterie umide, di mesofite e formazioni palustri. È una delle poche
stazioni in cui è presente l’Utricularietum australis e l’aggruppamento a Typha
laxmannii. Sono inoltre diffusi tipi vegetazionali come i lamineti (MyriophylloNupharetum) e i cariceti (Caricetum elatae e Caricetum ripariae). È un’area di
notevole valenza dal punto di vista faunistico, in particolare come area di sosta
migratoria per ardeidi, anatidi, rallidi e caradriiformi, nonché come area di
nidificazione per la pavoncella e il corriere piccolo. È segnalata infine la presenza
specie entomologiche indicate dall’Allegato II della Direttiva 2009/147/CE.
Sono presenti all’interno dell’area coltivazioni, qualche edificio e una cava
attiva; va inoltre segnalata la presenza della linea ferroviaria, di linee elettriche, di un
metanodotto e un oleodotto.
Il territorio esterno prossimo al SIC presenta una matrice agricola frammentata
dai numerosi centri urbani, le aree industriali e commerciali e gli assi stradali.
Le principali vulnerabilità del sito sono legate alla modifica delle condizioni
idrauliche (discariche, bonifiche, prosciugamenti), ad alcune pratiche agricole (uso di
pesticidi, fertilizzazione, rimozione di siepi e boschetti) e alieutiche (gare di pesca),
alla fruizione per attività sportivo-ricreative ed alla progressiva antropizzazione del
territorio circostante (insediamenti umani e relativa rete infrastrutturale).
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
gli
habitat
di
interesse comunitario risultano essere tre: 3150 “Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”, 6410 “Praterie con Molinia su
terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)” e 7210 “Paludi calcaree
con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae”.
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146
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 38: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Presente nel
sito di
intervento
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
6410
7210
Nella
Scheda
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Praterie con Molinia su terreni calcarei,
torbosi o argilloso-limosi (Molinion
caeruleae)
Paludi calcaree con Cladium mariscus e
specie del Caricion davallianae
Natura
2000
non
sono
indicate
SI
NO
NO
specie
vegetali
indicate
nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, anche se segnala la presenza di Ludwigia
palustris, Poa palustris, Typha laxmannii e Utricularia australis, tutte specie legate agli
ambienti umidi.
La classe più numerosa è quella degli Uccelli, in particolare migratori. Sono
rappresentati da specie che trovano nei vari ambienti a disposizione boschi, zone
umide ed ambienti ecotonali, gli habitat adatti alla sosta. Le specie presenti nel sito ed
elencate nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE sono riportate in Tabella 39,
mentre le specie non elencate nell’allegato I sono consultabili sulla scheda Natura
2000 presente in Allegato 1.
Tabella 39: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A197
A119
A195
A151
A026
A030
A176
A131
A023
A193
A021
A032
A022
A082
A029
A024
A081
A120
nome scientifico
Chlidonias niger
Porzana porzana
Sterna albifrons
Philomachus pugnax
Egretta garzetta
Ciconia nigra
Larus melanocephalus
Himantopus
himantopus
Nycticorax nycticorax
Sterna hirundo
Botaurus stellaris
Plegadis falcinellus
Ixobrychus minutus
Circus cyaneus
Ardea purpurea
Ardeola ralloides
Circus aeruginosus
Porzana parva
nome comune
Mignattino
Voltolino
Fraticello
Combattente
Garzetta
Cicogna nera
Gabbiano corallino
valutazione
globale
C
C
C
C
C
C
C
Cavaliere d’Italia
C
Nitticora
Sterna comune
Tarabuso
Mignattaio
Tarabusino
Albanella reale
Airone rosso
Sgarza ciuffetto
Falco di palude
Schiribilla
B
C
C
C
B
C
B
C
B
C
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
A229
A338
Alcedo atthis
Lanius collurio
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Martin pescatore
Averla piccola
C
Per quanto riguarda Mammiferi e Pesci, la scheda Natura 2000 non segnala la
presenza di specie inserite nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE; Anfibi e Rettili
sono invece riportati in Tabella 40.
Tabella 40: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
nome scientifico
Emys orbicularis
nome comune
valutazione
globale
Testuggine d’acqua
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
Il sito di importanza comunitaria SIC IT3250017 Cave di Noale è situato
nell’area centro occidentale della provincia di Venezia, e ricade integralmente nel
Comune di Noale.
Si estende per una superficie di 43 ha, ed è interessato dall’habitat 3150 “Laghi
eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition” evidenziato
Tabella 41. Hanno la stessa origine di alcune cave limitrofe, come le cave di Villetta di
Salzano e le cave di Gaggio: la loro genesi inizia dall’abbandono delle cave di argilla,
sulle quali, data la scarsa profondità delle vasche, si è insediata una rigogliosa
vegetazione palustre ad elofite, e sono diffusi tipi vegetazionali come i lamineti
(Myriophyllo-Nupharetum) e i cariceti (Caricetum elatae e Caricetum ripariae). Sono
inoltre
presenti
superfici
a
vegetazione
arboreo-arbustiva
igrofila,
costituita
prevalentemente da saliceti e frammenti residuali di querceti planiziali.
Questo
sito
rappresenta
una
delle
poche
stazioni
in
cui
è
presente
l’Utricularietum australis, una formazione caratterizzata da Utricularia australis, una
specie carnivora acquatica appartenente alla famiglia delle Lentibulariacee, localmente
presente in ambienti di acque stagnanti ed eutrofiche e considerata Minacciata (Status
UICN). Questa pianta flottante presenta fusti ramificati sommersi, flessibili, lunghi
anche fino a centoventi centimetri che portano brevi foglioline capillari con funzione
assimilatrice e foglie più lunghe, alcune delle quali trasformate in vescicole (o otricoli)
di circa tre millimetri di diametro che agiscono sia da minuscole trappole che da
galleggianti.
L’area è divisa in due parti dal Rio Draganziolo, che è in connessione artificiale
con le cave. La superficie acquea è inoltre alimentata dalla falda, che in tale zona
risulta poco profonda, e in misura minore dall’acqua piovana.
Il territorio esterno prossimo al SIC presenta una matrice agricola frammentata
dai numerosi i centri urbani.
Le principali vulnerabilità del sito sono legate alla modifica delle condizioni
idrauliche (discariche, bonifiche, prosciugamenti), ad alcune pratiche agricole (uso di
pesticidi, fertilizzazione, rimozione di siepi e boschetti) e alieutiche (gare di pesca),
alla fruizione per attività sportivo-ricreative ed alla progressiva antropizzazione del
territorio circostante (insediamenti umani e relativa rete infrastrutturale).
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risulta
essere il 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/) risulta confermato
l’habitat 3150 oltra alla presenza del 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)” sopra riportato come
riportato nella seguente tabella:
Tabella 41: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
91E0*
Presente nel
sito di
intervento
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
NO
NO
Le cave rappresentano un’area di notevole valenza dal punto di vista faunistico
per la presenza di numerose specie ornitiche sia migratorie che stanziali di particolare
pregio, segnalate in Tabella 42. In particolare, è un ambiente ideale come area di
sosta migratoria per ardeidi, anatidi, rallidi e caradriiformi, che trovano nei vari
ambienti a disposizione boschi, zone umide ed ambienti ecotonali gli habitat adatti alla
sosta. Tipicamente in questi ambienti troviamo anche la testuggine palustre Emys
orbicularis che in questi ambienti vive e si riproduce con successo, ma anche numerosi
mammiferi che in questi ambienti trovano il giusto isolamento dall’ambiente
circostante sempre più antropizzato e disturbato dall’azione dell’uomo.
Per quanto riguarda gli Uccelli, le specie presenti nel sito ed elencate
nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE sono riportate in Tabella 42, le specie non
elencate nell’Allegato I sono consultabili nella scheda Natura 2000.
Tabella 42: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A022
A026
A029
A023
nome scientifico
Ixobrychus minutus
Egretta garzetta
Ardea purpurea
Nycticorax nycticorax
nome comune
Tarabusino
Garzetta
Airone rosso
Nitticora
valutazione
globale
C
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150
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A082
A229
A338
nome scientifico
Circus cyaneus
Alcedo atthis
Lanius collurio
nome comune
valutazione
globale
Albanella reale
Martin pescatore
Averla piccola
Per quanto riguarda Mammiferi e Pesci, la scheda Natura 2000 non segnala la
presenza di specie inserite nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE; Anfibi e Rettili
sono invece riportati in Tabella 43.
Tabella 43: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1167
nome scientifico
Emys orbicularis
Triturus carnifex
nome comune
Testuggine d’acqua
Tritone crestato
valutazione
globale
B
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151
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
Il Sito SIC/ZPS IT3250021 si trova nella zona centro occidentale della Provincia
di Venezia e si estende per una superficie di 50 ettari ricadente nei comuni di
Martellago e Venezia.
Il sito comprende laghi eutrofici di profondità variabile, facenti parte del
complesso di cave estinte di sabbia e di argilla di Martellago, importanti per l’avifauna
migratice. Sono presenti saliceti con frammenti di querceto planiziale, canneti,
giuncheti ripariali e laminati. La matrice agricola circostante risulta frammentata da
centri urbani, zone industriali e commerciali, linee elettriche e reti viarie; la ZPS
risulta inoltre attraversata da un metanodotto interrato.
Le principali vulnerabilità del sito sono riconducibili ad alcune pratiche agricole
(uso di pesticidi, fertilizzazione), cinegetiche e alieutiche (pesca sportiva), all’attività
estrattiva, all’eutrofizzazione, alla fruizione per attività sportive e ricreative, agli
insediamenti umani e alla relativa rete infrastrutturale.
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano essere
tre: l’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition”, il 6430 “Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile” e
il 91E0 “Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risultano
confermati tutti fatta eccezione dell’habitat 6430 come riportato nella seguente
tabella:
Tabella 44: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Presente nel
sito di
intervento
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
91E0*
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Nella Scheda Natura 2000 non sono
indicate
NO
NO
specie
vegetali elencate
nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Il sito risulta importante dal punto di vista faunistico; le specie ornitiche
presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CE sono riportate
in Tabella 45, mentre le specie non elencate nell’Allegato I sono consultabili sulla
scheda Natura 2000 presente di seguito.
Tabella 45: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A029
A023
A024
A082
A060
A022
A026
A229
A338
nome scientifico
Ardea purpurea
Nycticorax nycticorax
Ardeola ralloides
Circus cyaneus
Aythya nyroca
Ixobrychus minutus
Egretta garzetta
Alcedo atthis
Lanius collurio
nome comune
Airone Rosso
Nitticora
Sgarza ciuffetto
Albanella reale
Moretta tabaccata
Tarabusino
Garzetta
Martin pescatore
Averla piccola
valutazione
globale
C
C
C
C
C
C
C
C
C
Le specie di Anfibi e Rettili, elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
sono riportate in Tabella 46.
Tabella 46: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1167
nome scientifico
Emys orbicularis
Triturus carnifex
nome comune
Testuggine d’acqua
Tritone crestato
valutazione
globale
B
Per quanto riguarda mammiferi e pesci e invertebrati, la scheda Natura 2000
non segnala la presenza di specie inserite nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
Il sito SIC IT3250023 è localizzato nel Comune di Venezia, e ha un’estensione
di 150 ha per 16 km. È caratterizzato da aree ad elevato dinamismo per la presenza di
sistemi dunosi e spiagge sabbiose, le cui estremità sono soggette a processi di
accumulo naturale di sabbia, con la conseguente formazione di un’ampia battigia e di
strutture dunali in evoluzione. All’interno del sito si possono individuare gli ambiti nei
quali si sviluppa la tipica seriazione psammofila (Valsolo, Cakiletum aegyptiaceae,
Sporobolo
arenarii,
Agropiretum
juncei,
Echinophoro
spinosae,
Ammophiletum
arenarie, etc). Sulle dune consolidate sono presenti impianti artificiali di Pinus pinea e
Pinus pinaster, che ospitano elementi della flora mediterranea. Nelle bassure
interdunali si sviluppa la tipica vegetazione erbacea di tipo idrofilo (ErianthoSchoenetum nigricantis). Nonostante la forte pressione antropica, con conseguente
alterazione dell’assetto geomorfologico, e la presenza di interventi di rimboschimento
spesso non coerenti con le caratteristiche ambientali, nel complesso è un sito di
particolare valenza naturalistica, in quanto si sono conservati alcuni aspetti tipici della
vegetazione litoranea e habitat in condizioni naturali o seminaturali. Si tratta
soprattutto, per quanto riguarda l’ambito delle dune marittime, di porzioni dell’arenile
non sottoposte ad operazioni di pulizia meccanica e delle dune stabilizzate retrostanti
a vegetazione erbacea ed arbustiva, spesso ospitanti impianti di entità arboree. Al di
fuori del contesto dunale si rinvengono pochi frammenti di habitat costieri alofili,
maggiormente comuni invece nell’ambito più propriamente lagunare.
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano
essere sette: l’habitat 2270* “Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster”,
2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune
bianche)”, 2110 “Dune embrionali mobili”, 6420 “Praterie umide mediterranee con
piante
erbacee
alte
del
Molinio-Holoschoenion”,
2230
“Dune
con
prati
dei
Malcolmietalia”, 2190 “Depressioni umide interdunari”, 2130* Dune costiere fisse a
vegetazione erbacea ("dune grigie"), il 1210 “Vegetazione annua delle linee di
deposito marine”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risultano
presenti
tutti gli habitat sopra citati come riportato nella seguente tabella:
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 47: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Presente nel
sito di
intervento
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
2270*
2120
1210
6420
Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus
pinaster
Dune mobili del cordone litorale con
presenza di Ammophila arenaria (dune
bianche)
Vegetazione annua delle linee di deposito
marine
Praterie umide mediterranee con piante
erbacee alte del Molinio-Holoschoenion
2110
Dune embrionali mobili
2130*
Dune costiere fisse
erbacea ("dune grigie")
NO
NO
NO
NO
NO
a
vegetazione
NO
2230
Dune con prati dei Malcolmietalia
NO
2190
Depressioni umide interdunari
NO
Sul litorale veneziano sono presenti quindi habitat di interesse comunitario, che
riflettono la notevole variabilità dell’ambiente litorale, condizionata da numerosi fattori
limitanti quali la natura mobile del substrato, l’aridità, la povertà di nutrienti, l’elevata
salinità, la ventosità, l’azione del moto ondoso e la generale frammentazione.
Si ritrovano così a stretto contatto habitat diverse: alcuni dominati da impianti
artificiali di specie termofile del genere Pinus, insediatesi in aree potenzialmente
occupate dalla lecceta; dune costiere fisse a vegetazione erbacea (“dune grigie”)
costituite da comunità erbacee perenni che colonizzano le dune stabilizzate, con
abbondante presenza di muschi e licheni; dune con prati di Malcolmietalia, comunità
annuali costituite da specie primaverili effimere di piccola taglia; dune mobili del
cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (“dune bianche”); dune mobili
embrionali: comunità costiere perenni presenti sui primi rilievi dunali (dune
embrionali); vegetazione annua delle linee di deposito marine: comunità costiere
annuali che colonizzano le aree tra la battigia e le dune embrionali, dove esiste un
significativo
apporto
di
nutrienti;
praterie
umide
mediterranee
di
Molinio-
Holoschoenion, tipiche delle bassure umide infradunali presenti nell’intero bacino
mediterraneo; depressioni umide interdunari, caratterizzate da vegetazione erbacea
che colonizza depressioni infra e retrodunali leggermente salmastre.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
In questo ambiente la classe più numerosa è quella degli Uccelli, con specie che
trovano nei vari ambienti a disposizione (zone umide, dune e macchie) gli habitat
adatti alla propria sopravvivenza. In particolare l’area è considerata di importanza
nazionale per la nidificazione di fratino e fraticello.
Le
specie
presenti
nel
sito
ed
elencate
nell’Allegato
I
della
Direttiva
147/2009/CE sono riportate in Tabella 48; i dati che seguono riportano il nome
scientifico ed il nome italiano delle specie e la valutazione del sito secondo quanto
riportato nella scheda Natura 2000.
Tabella 48: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A229
A224
A138
A081
A026
A338
A176
A073
A094
A195
A094
A193
nome scientifico
Alcedo atthis
Caprimulgus
europaeus
Charadrius
alexandrinus
Circus aeruginosus
Egretta garzetta
Lanius collurio
Larus melanocephalus
Milvus migrans
Pandion haliaetus
Sterna albifrons
Sterna hirundo
Sterna sandvicensis
nome comune
Martin pescatore
valutazione
globale
C
Succiacapre
B
Fratino
C
Falco di palude
Garzetta
Averla piccola
Gabbiano corallino
Nibbio bruno
Falco pescatore
Fraticello
Sterna comune
Beccapesci
C
B
C
Nel Formulario Standard non sono indicate nella specie di Anfibi e Rettili,
Mammiferi e Pesci.
Altra specie presente nel sito e considerata importante è l’insetto Cylindera
trisignata, un carabide tipico dell’ambiente dell’arenile.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
Il sito SIC IT3250030 ha un’estensione complessiva di 26.385 ettari ed è
caratterizzato dalla presenza di un complesso sistema di barene, canali e paludi, con
ampie aree utilizzate per attività di vallicoltura nella porzione occidentale (valli da
pesca) e di molluschicoltura in quella orientale (mitilicoltura lungo i canali lagunari a
maggior profondità e venericoltura nelle aree a minor battente idrico).
Il paesaggio naturale è caratterizzato da spazi di acqua libera con vegetazione
macrofitica sommersa e da barene che ospitano tipi e sintipi alofili, alcuni dei quali
endemici del settore Nord Adriatico.
I principali tipi di habitat di interesse comunitario, riportati nel formulario
standard, e menzionati nell‘Allegato I della Direttiva 92/43/CEE, presenti nel sito
sono: l’habitat 1420 “Praterie e fruticeti alofili mediterranei e termo-atlantici
(Sarcocornetea fruticosi)”, il 1150* “Lagune costiere”, il 1140 “Distese fangose o
sabbiose emergenti durante la bassa marea”, il 1510 “Steppe salate mediterranee
(Limonietalia)”, il 1410 “Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)”, il 1320
“Prati di Spartina (Spatinion maritimae)” e il 1310 “Vegetazione pioniera a Salicornia e
altre specie annuali delle zone fangose e sabbiose”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risultano
presenti
tutti gli habitat, elencati sopra, oltre all’habitat 1210 “Vegetazione annua delle linee di
deposito marine” come riportato nella seguente tabella:
Tabella 49: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
1140
1150*
1210
1310
Presente nel
sito di
intervento
Distese fangose o sabbiose emergenti
durante la bassa marea
NO
Lagune costiere
NO
Vegetazione annua delle linee di deposito
marine
Vegetazione pioniera a Salicornia e altre
specie annuali delle zone fangose e
sabbiose
NO
NO
1320
Prati di Spartina (Spatinion maritimae)
NO
1410
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia
maritimi)
NO
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
1420
1510
6420
Praterie e fruticeti alofili mediterranei e
termo-atlantici (Sarcocornietea fruticosi)
Steppe
salate
mediterranee
(Limonietalia)
Praterie umide mediterranee con piante
erbacee alte del Molinio-Holoschoenion
Presente nel
sito di
intervento
NO
NO
NO
Relativamente alla qualità e importanza del sito si segnala la presenza di tipi e
sintipi endemici e di specie vegetali rare e/o minacciate sia a livello regionale che
nazionale. Si segnala inoltre l’elevata rilevanza dell’area per lo svernamento, la
migrazione e la nidificazione dell’avifauna.
Relativamente alle specie appartenenti all’avifauna e inserite nell’allegato I della
direttiva 2009/147/CE si segnala la presenza di: Himantopus himantopus (cavaliere
d’Italia - nidificante e migratrice regolare), Sterna albifrons (fraticello - nidificante e
migratrice regolare), Sterna hirundo (sterna comune - nidificante, migratrice regolare
e svernante irregolare), Ardea purpurea (airone rosso - nidificante, migratrice regolare
e svernante irregolare), Egretta garzetta (garzetta - sedentaria nidificante, migratrice
regolare e svernante), Nycticorax nycticorax (nitticora - sedentaria nidificante,
migratrice regolare e svernante), Circus aeruginosus (falco di palude - sedentaria
nidificante, migratrice regolare e svernante), Recurvirostra avosetta (avocetta nidificante, migratrice regolare e svernante) e Sterna sandvincensis (beccapesci nidificante, migratrice regolare e svernante).
Il sito risulta avere un valore eccellente per la conservazione delle seguenti
specie: Himantopus himantopus, Sterna albifrons, Sterna hirundo, Ardea purpurea,
Nycticorax nycticorax, Egretta garzetta, Circus aeruginosus, Recurvirostra avosetta e
Sterna sandvincensis.
Le specie ornitiche presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della Direttiva
147/2009/CE sono riportate nella tabella sottostante, mentre le specie non elencate
nell’Allegato I sono consultabili sulla scheda Natura 2000 presente in tabella 55.
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 50: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A140
A197
A131
A022
A195
A193
A032
A029
A034
A082
A151
A084
A021
A023
A024
A026
A027
A081
A0132
A176
A191
A229
A393
A138
nome scientifico
Pluvialis apricaria
Chlidonias niger
Himantopus
himantopus
Ixobrychus minutus
Sterna albifrons
Sterna hirundo
Plegadis falcinellus
Ardea purpurea
Platalea leucorodia
Circus cyaneus
Philomachus pugnax
Circus pygargus
Botaurus stellaris
Nycticorax nycticorax
Ardeola ralloides
Egretta garzetta
Egretta alba
Circus aeruginosus
Recurvirostra avosetta
Larus melanocephalus
Sterna sandvincensis
Alcedo atthis
Phalacrocorax
pygmeus
Charadrius
alexandrinus
nome comune
Piviere dorato
Mignattino
valutazione
globale
B
C
Cavalier d’italia
A
Tarabusino
Fraticello
Sterna
Mignattaio
Airone Rosso
Spatola
Albanella reale
Combattente
Albanella minore
Tarabuso
Nitticora
Sgarza ciuffetto
Garzetta
Airone Bianco
Falco di Palude
Avocetta
Gabbiano corallino
Beccapesci
Martin pescatore
B
A
A
B
A
C
B
C
B
B
A
B
A
B
A
A
B
A
B
Marangone minore
C
Fratino
B
Tra le specie elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE sono segnalate
nel formulario, tra i rettili, Emys orbicularis (testuggine palustre; il sito risulta avere
un valore eccellente per la sua conservazione), mentre tra gli anfibi Rana latastei
(rana di Lataste) e Triturus carnifex (tritone crestato) come riportato nella tabella
sottostante.
Tabella 51: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1215
1167
nome scientifico
Emys orbicularis
Rana latastei
Triturus carnifex
nome comune
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
Tritone crestato
valutazione
globale
A
B
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tra i pesci citati nel formulario Natura 2000 come presenti nel sito ed elencati
nell’allegato
II
della
Direttiva
92/43/CEE
si
segnalano:
Podogobius
panizzae
(ghiozzetto lagunare), Pomatoschistus canestrinii (ghiozzetto cenerino) e Alosa fallax
(cheppia).
Tabella 52: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1155
1154
1103
nome scientifico
Podogobius panizzae
Pomatoschistus
canestrinii
Alosa fallax
nome comune
valutazione
globale
Ghiozzetto lagunare
Ghiozzetto cenerino
Cheppia
C
Per quanto riguarda le essenze botaniche, delle specie elencate nell’Allegato II
della Direttiva 92/43/CEE è presente in questo sito Salicornia veneta.
Tabella 53: Piante elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Piante presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1443
nome scientifico
Salicornia veneta
nome comune
Salicornia veneta
Nella Scheda Natura 2000 non sono
indicate
specie
valutazione
globale
B
vegetali elencate
nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE nè specie animali appartenenti ai mammiferi
e invertebrati.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
Il sito SIC IT3250031 ha un’estensione complessiva di 20.365 ettari, ricade nei
comuni di Venezia, Cavallino – Treporti, nel comune di Jesolo, Musile di Piave e Quarto
d’Altino, ed è caratterizzato dalla presenza di un complesso sistema di barene, canali,
paludi e foci fluviali, con ampie porzioni utilizzate prevalentemente per l’allevamento
del pesce.
I principali tipi di habitat di interesse comunitario, riportati nel formulario
standard, e menzionati nell‘Allegato I della Direttiva 92/43/CEE, presenti nel sito
sono: l’habitat 1150* “Lagune costiere”, 1420 “Praterie e fruticeti alofili mediterranei
e termo-atlantici (Sarcocornetea fruticosi)”, il 1140 “Distese fangose o sabbiose
emergenti
durante
la
bassa
marea”,
il
1510
“Steppe
salate
mediterranee
(Limonietalia)”, il 1310 “Vegetazione pioniera a Salicornia e altre specie annuali delle
zone fangose e sabbiose”, il 1320 “Prati di Spartina (Spatinion maritimae)”, e il 1410
“Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
risultano
presenti
tutti gli habitat, elencati sopra, fatta eccezione del 1420 e la presenza di un nuovo
habitat 1210 “Dune embrionali mobili” come riportato nella seguente tabella:
Tabella 54: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
1150*
1210
1140
1510
1310
Presente nel
sito di
intervento
Lagune costiere
NO
Dune embrionali mobili
NO
Distese fangose o sabbiose emergenti
durante la bassa marea
Steppe
salate
mediterranee
(Limonietalia)
Vegetazione pioniera a Salicornia e altre
specie annuali delle zone fangose e
sabbiose
NO
NO
NO
1320
Prati di Spartina (Spatinion maritimae)
NO
1410
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia
maritimi)
NO
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Il sito è un’importante area per lo svernamento e la migrazione di alcuni uccelli
acquatici, in particolare di quelli limicoli. È un’area preferenziale quale sito di
nidificazione per alcuni cardiformi tra cui Himantopus himantopus (cavaliere d’Italia –
nidificante e migratrice regolare) e Tringa totanus (pettegola – sedentaria, nidificante,
migratrice regolare, svernante). Altra specie ornitica di elevato interesse è Circus
aeruginosus (falco di palude – migratrice, sedentaria, svernante).
Le specie ornitiche presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della Direttiva
147/2009/CE sono riportate nella tabella sottostante, mentre le specie non elencate
nell’Allegato I sono consultabili sulla scheda Natura 2000.
Tabella 55: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CEE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A022
A082
A151
A197
A027
A026
A140
A081
A021
A023
A193
A131
A195
A191
A0132
A024
A029
A084
A229
A032
A393
A034
A138
A176
A141
A035
nome scientifico
Ixobrychus minutus
Circus cyaneus
Philomachus pugnax
Chlidonias niger
Egretta alba
Egretta garzetta
Pluvialis apricaria
Circus aeruginosus
Botaurus stellaris
Nycticorax nycticorax
Sterna hirundo
Himantopus
himantopus
Sterna albifrons
Sterna sandvincensis
Recurvirostra avosetta
Ardeola ralloides
Ardea purpurea
Circus pygargus
Alcedo atthis
Plegadis falcinellus
Phalacrocorax
pygmeus
Platalea leucorodia
Charadrius
alexandrinus
Larus melanocephalus
Pluvialis squatarola
Phoenicopterus ruber
Tarabusino
Albanella reale
Combattente
Miganttino
Airone Bianco
Garzetta
Piviere dorato
Falco di Palude
Tarabuso
Nitticora
Sterna comune
valutazione
globale
B
B
C
C
B
A
B
A
B
A
B
Cavalier d’italia
A
Fraticello
Beccapesci
Avocetta
Sgarza ciuffetto
Airone Rosso
Albanella minore
Martin pescatore
Mignattaio
A
A
A
B
A
B
B
B
Marangone minore
C
Spatola
C
Fratino
B
Gabbiano corallino
Pivieressa
Fenicottero rosso
B
B
B
nome comune
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tra le specie elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE si trovano, tra i
rettili, Emys orbicularis (testuggine palustre), tra gli anfibi Rana latastei (rana di
Lataste).
Tabella 56: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1220
1215
nome scientifico
Emys orbicularis
Rana latastei
nome comune
valutazione
globale
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
I pesci citati nel formulario Natura 2000 come presenti nel sito ed elencati
nell’allegato II della Direttiva 92/43/CEE sono: Pomatoschistus canestrinii (ghiozzetto
cenerino), Podogobius panizzae (ghiozzetto di laguna), Aphanius fasciatus (nono).
Tabella 57: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1155
1154
1152
nome scientifico
Podogobius panizzae
Pomatoschistus
canestrinii
Aphanius fasciatus
nome comune
valutazione
globale
Ghiozzetto lagunare
Ghiozzetto cenerino
Nono
C
Anche per questo sito la vulnerabilità è dovuta principalmente all’eccessiva
presenza di natanti, responsabili di evidenti fenomeni di erosione delle barene, alla
notevole perdita di sedimenti non compensata da un eguale tasso di import marino ed
all’inquinamento delle acque dovuto sostanzialmente alla presenza del vicino
Petrolchimico di Marghera, all’attività agricola e all’acquicoltura in genere.
Nella Scheda Natura 2000 non sono
indicate
specie
vegetali elencate
nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE ne specie animali appartenenti ai mammiferi
e invertebrati.
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3250044 Fiume Reghena e Lemene – Canale Taglio e rogge limitrofe –
Cave di Cinto Caomaggiore
Il SIC si sviluppa per circa 640 ha e comprende la ZPS IT3250012. E’
individuato
completamente
prevalentemente
pianeggiante
all’interno
(altitudine
della
max
Regione
19
m
Veneto
s.l.m.)
ed
su
territorio
è
costituito
prevalentemente da corpi d’acqua interni (sia stagnanti che correnti), torbiere, paludi,
stagni. Sono presenti inoltre boscaglie, macchia e brughiere. All’interno sono
comprese centri abitati, la rete stradale e ferroviaria, aree industriali. Rispetto alla
ZPS IT3250012 i canali e le risorgive tutelate sono più ampi. Le cave di Cinto
Caomaggiore, esterne alla zona di intervento del Piano di gestione proposto,
rappresentano un interessante biotopo umido di origine artificiale utile in particolar
modo per la sosta, lo svernamento e la nidificazione di uccelli acquatici.
Il sito nel suo complesso si presenta ricco di corsi d’acqua di risorgiva a
dinamica naturale. I fiumi di pianura hanno elevata valenza vagatazionale e
faunistica; nelle risorgive è significativa la presenza di vegetazione acquatica radicante
e natante del Ranunculion fluitans e, nelle acque più fresche, del Ranunculo-Sietum
erecto-submersi. Sono presenti bordure di cariceti, giuncheti e canneti ripariali
(Sparganio-Glycerion e Phragmition), prati igrofili, boschi igrofili e ripariali a Salix
alba, S. cinerea, e S. triandra, Alnus glutinosa, Populu nigra e P. alba. Sono inoltre
presenti e frammentati elementi di bosco planiziale a Quercus robur, Acer campestre,
Fraxinus ornus e Ulmus minor”.
Gli habitat di interesse comunitario riportati nel formulario standard risultano
essere tre: l’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion”, il 6410 “Praterie con Molinia su
terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)”, il 6430 “Bordure
planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile” e il 91E0* “Foreste alluvionali di
Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)”.
Dall’analisi della cartografia degli habitat pubblicata dalla Regione Veneto
(http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/) risulta non presente
l’habitat 6410 e presenti il 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
Magnopotamion o Hydrocharition”, 6510 “Praterie magre da fieno a bassa altitudine
(Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)”, 91F0 “Foreste miste riparie di grandi
fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
angustifolia (Ulmenion minoris)” e 91L0 “Querceti di rovere illirici (ErythronioCarpinion)” come riportato nella seguente tabella:
Tabella 58: Habitat di interesse comunitario (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
3150
3260
6430
6510
91E0*
91F0
91L0
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Bordure planiziali, montane e alpine di
megaforbie idrofile
Praterie magre da fieno a bassa
altitudine
(Alopecurus
pratensis,
Sanguisorba officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Foreste miste riparie di grandi fiumi a
Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus
minor, Fraxinus excelsior o Fraxinus
angustifolia (Ulmenion minoris)
Querceti di rovere illirici (ErythronioCarpinion)
Presente nel
sito di
intervento
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
Nell’area interessata dal Piano proposto, l’habitat caratteristico è il Fiume delle
pianure con vegetazione del Ranunculion fluitans e del Callitricho-Batrachion; l’habitat
presenta una vegetazione erbacea perenne paucispecifica formata da macrofite
acquatiche a sviluppo prevalentemente subacqueo con apparati fiorali generalmente
situati sopra il pelo dell’acqua. In vegetazione esposta a corrente più veloce
(Ranunculion fluitantis) gli apparati fogliari rimangono del tutto sommersi mentre in
condizioni reofile meno spinte una parte delle foglie è portata a livello della superficie
dell’acqua (Callitricho-Batrachion). In virtù della specificità dell’ambiente (acqua in
movimento) la coltre vegetale formata può essere continua ma è più spesso suddivisa
in ampie zolle delimitate dai filoni di corrente più veloce.
L’habitat è sviluppato in corsi d’acqua ben illuminati di dimensioni mediopiccole
o eventualmente nei fiumi maggiori, ma solo ai margini o in rami laterali minori. In
ogni caso il fattore condizionante è la presenza dell’acqua in movimento durante tutto
il ciclo stagionale.
La disponibilità di luce è un fattore critico e perciò questa vegetazione non si
insedia in corsi d‘acqua ombreggiati dalla vegetazione esterna. Il mantenimento della
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vegetazione
è
scoraggiato
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
dal trasporto
torbido
che intercetta la
luce, può
danneggiare meccanicamente gli organi sommersi e può ricoprire le superfici
fotosintetiche.
Un
trasporto
rilevante
inoltre
può
innescare
fenomeni
di
sedimentazione rapida all’interno delle zolle sommerse di vegetazione il cui esito
ultimo è la destabilizzazione delle zolle stesse.
Nella Scheda Natura 2000 non sono indicate particolari specie vegetali.
Come accade nella maggior parte degli ambienti terrestri, la classe più
numerosa è quella degli Uccelli. Sono rappresentati da specie che trovano nei vari
ambienti a disposizione boschi, zone umide ed ambienti ecotonali, gli habitat adatti
alla propria sopravvivenza. Le specie presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della
Direttiva 147/2009/CE sono riportate in tabella 66 mentre le specie non elencate
nell’allegato I sono consultabili sulla scheda Natura 2000 presente in Allegato 2.
Le tabelle che seguono riportano il nome scientifico ed il nome italiano delle
specie, nonchè la valutazione del sito secondo quanto riportato nella scheda Natura
2000.
Si definisce inoltre la presenza del Cormorano (Phalacrocorax carbo siniensis)
come specie presente ma non indicata nell’Allegato I della Direttiva 147/2009/CE.
Per i Mammiferi, la scheda Natura 2000 riferita al sito in esame non riporta
presenza di specie protette; le altre specie non sono numerose ed elencate nelle
tabelle sottostanti: Anfibi e Rettili in Tabella 60, mentre i Pesci sono elencati in Tabella
61.
Per quanto riguarda le specie sopra elencate non si hanno informazioni riguardo
la loro presenza nel sito di intervento (avvistamenti); è comunque da ritenersi poco
probabile che tali specie trovino all’interno dell’area di intervento gli ambienti idonei al
completamento di tutto o di parte del loro ciclo vitale.
Tabella 59: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A029
A081
A023
A021
A193
nome scientifico
Ardea purpurea
Circus aeruginosus
Nycticorax nycticorax
Botaurus stellaris
Sterna hirundo
nome comune
Airone Rosso
Falco di Palude
Nitticora
Tarabuso
Sterna
valutazione
globale
B
C
C
C
C
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A024
A082
A060
A022
A027
A026
A229
A338
nome scientifico
Ardeola ralloides
Circus cyaneus
Aythya nyroca
Ixobrychus minutus
Egretta alba
Egretta garzetta
Alcedo atthis
Lanius collurio
nome comune
Sgarza ciuffetto
Albanella reale
Moretta tabaccata
Tarabusino
Airone Bianco
Garzetta
Martin pescatore
Averla piccola
valutazione
globale
C
C
C
B
B
B
C
C
Tabella 60: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1193
1220
1215
1167
nome scientifico
Bombina variegata
Emys orbicularis
Rana latastei
Triturus carnifex
nome comune
Ululone
Testuggine d’acqua
Rana di Lataste
Tritone crestato
valutazione
globale
A
B
B
Tabella 61: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1097
1137
1115
1140
1149
1114
1107
1163
nome scientifico
Lethenteron
sanandreai
Barbus plebejus
Chondrostoma genei
Chondrostoma soetta
Cobitis taenia
Rutilus pigus
Salmo marmoratus
Cottus gobio
nome comune
valutazione
globale
Lampreda padana
B
Barbo comune
Lasca
Savetta
Cobite comune
Pigo
Trota marmorata
Scazzone
B
B
B
B
B
B
C
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
Sito SIC IT3270017 “Delta del Po: tratto terminale e delta veneto” presenta
un’estensione di 25362 ha, e comprende numerose biocenosi che insistono su
altrettanti numerosi habitat.
La maggior parte dell’area è localizzata nel delta del fiume Po e nella laguna
veneta. Il sito SIC si sovrappone per gran parte dell’area al sito ZPS IT3270023, e con
esso condivide la maggior parte delle specie prioritarie e gli habitat di importanza
comunitaria.
Il SIC IT3270017 comprende il Delta del Po e la maggior parte del perimetro del
parco ed include inoltre tutto il corso del Fiume Po in provincia di Rovigo.
Il sito nel suo complesso, come riportato nella specifica scheda descrittiva della
Banca Dati del Ministero dell’Ambiente, Servizio Conservazione Natura, rappresenta
un insieme fluviale caratterizzato da: “un tratto di fiume di rilevanti dimensioni e
portata, con sistema deltizio, sistemi dunali costieri, zone umide vallive, formazioni
sabbiose (scanni) e isole fluviali con golene a lanche.
Secondo quanto riportato al punto 3.1 dalla scheda Natura 2000 relativa al sito
IT3270017,
all’interno
del
SIC
sono
presenti
numerosi
habitat
di
interesse
conservazionistico.
Dall’analisi
della
cartografia
degli
habitat
(sito
della
http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
Regione
emergono
Veneto
però
alcuni aggiornamenti, che riguardano l’individuazione di 3 nuovi habitat (2230 “Dune
costiere fisse a vegetazione erbacea (dune grigie)”, 3150 “Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition”, 3270 “Fiumi con argini
melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.”), e la scomparsa
del 6420 e del 92A0.
Si riporta a seguire la lista degli habitat di interesse comunitario attualmente
presenti nel sito; gli habitat prioritari indicati nell’allegato I della Direttiva Habitat sono
evidenziati con l’asterisco (*).
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 62: Habitat presenti nel sito (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
1110
1130
1140
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
1510*
2110
2120
2130*
2160
2190
2230
2250*
2270*
3150
3270
7210*
91E0*
9340
Banchi di sabbia a debole copertura
permanente di acqua marina
Estuari
Distese fangose o sabbiose emergenti durante
la bassa marea
Lagune costiere
Vegetazione annua delle linee di deposito
marine
Vegetazione annua pioniera di Salicornia e
altre delle zone fangose e sabbiose
Prati di Spartina (Spartinion maritimae)
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia
maritimi)
Praterie e fruticeti alofili mediterranei e termoatlantici (Sarcocornetea fruticosi)
Steppe salate mediterranee (Limonietalia)
Dune mobili embrionali
Dune mobili del cordone litorale con presenza
di Ammophila arenaria (dune bianche)
Dune costiere fisse a vegetazione erbacea
(dune grigie)
Dune con presenza di Hippophae rhamnoides
Depressioni umide interdunari
Dune con prati dei Malcolmietalia
Dune costiere con Juniperus spp.
Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus
pinaster
Laghi eutrofici naturali con vegetazione del
tipo Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi con argini melmosi con vegetazione del
Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.
Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie
del Caricion davallianae
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e
Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion
incanae, Salicion albae)
Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
Presente
nel sito
di
intervent
o
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
Formazioni boschive
Oggi sopravvivono solo pochi lembi di bosco autoctono. Nelle zone asciutte,
sulle dune fossili più recenti, domina il leccio (Quercus ilex), la specie arborea più
diffusa. Nelle depressioni interdunali, dove soprattutto in inverno l'acqua ristagna a
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
lungo, crescono invece frassino ossifilo (Fraxinus oxycarpa), pioppo bianco (Populus
alba) e olmo comune (Ulmus minor).
Nel settore occidentale, sulle dune più antiche e livellate dal tempo, trova
spazio la tipica formazione boschiva di pianura: farnia (Quercus robur) e carpino
comune (Carpinus betulus).
Attorno, sulle creste dunali (i cosiddetti "staggi"), si sviluppa un rigoglioso
bosco di pioppo bianco, salice bianco (Salix alba) e frassino ossifilo, specie arboree
legate agli ambienti umidi e ripariali.
Pinete
Le pinete che caratterizzano buona parte del paesaggio del litorale (Rosolina,
Porto Viro, ecc.) sono state tutte impiantate artificialmente in tempi più o meno
remoti. Le pinete sono formate soprattutto da pino domestico (Pinus pinea) e da pino
marittimo (Pinus pinaster). Accanto al pino domestico crescono le piante del bosco
spontaneo (leccio, farnia, pioppo bianco, frassini), sotto le quali prosperano
moltissime specie di arbusti e di orchidee.
Nonostante siano la conseguenza di rimboschimenti artificiali, questi ambiti oggi
sono molto ricchi di biodiversità e rappresentano un ambiente molto interessante
dell’area del Delta.
Zone umide d'acqua dolce
Sono ambienti composti da lanche, mortizze dei fiumi, canali, cave abbandonate
e casse di espansione che ospitano una ricchissima vegetazione palustre. Molti di
questi ambiti sono degli specchi d'acqua che oggi il fiume invade nei periodi di piena
ma che non molto tempo fa costituivano, a volte, dei rami secondari del fiume se non
addirittura il corso principale.
Zone umide d'acqua salmastra
Nelle valli da pesca la specie più diffusa è il fieno di mare (Ruppia marittima);
altrettanto prolifica è la lattuga di mare (Ulva lactuga), che può svilupparsi fino a
creare ostacolo al passaggio delle barche.
Sotto il profilo ornitico queste zone sono in grado di fornire ad una specie o più
specie tutte le caratteristiche ecologiche necessarie allo svolgimento dell’intero ciclo
biologico e pertanto sono fondamentali per la salvaguardia , oltre che delle specie di
vegetazione, anche per la fauna.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Dune, spiagge e scanni
La parte di spiaggia più vicina al mare è colonizzata da cespi erbacei di ruchetta
di mare (Cakile maritima), nappola italiana (Xanthium italicum), calcatreppola
(Eryngium maritimum).
In seconda fila cresce la robusta gramigna delle spiagge (Agropyron junceum),
l'eringio di mare (Eryngium maritimum), l'elicriso (Helichrysum italicum), lo zigolo
delle spiagge (Cyperus kalli) e l'erba medica di mare (Medicago marina).
Queste vegetazioni costituiscono degli habitat tutelati dalla direttiva 92/43/CEE
e per i quali sono stati definite delle apposite misure di conservazione da parte della
Regione Veneto.
Sulla cima delle dune cresce lo sparto pungente (Ammophila littoralis).
La sommità delle dune stabilizzate è ricoperta di muschio (Tortula ruralis),
accompagnato dalla vedovina delle spiagge (Scabiosa argentea) e dal paleo (Vulpia
membranacea).
Più all'interno, si possono trovare i primi arbusti di asparago pungente
(Asparagus acutifolius), fillirea (Phyllirea angustifolia), olivello spinoso (Hippophae
rhamnoides), ginepro comune (Juniperus communis) e incontrare il Cardo asinino
(Cirsium vulgare).
Per quanto riguarda le specie vegetali protette ai sensi della Direttiva Habitat, la
Scheda Natura 2000 al punto 3.2. segnala la presenza di due specie elencate
nell’Allegato II della Direttiva Habitat, elencate di seguito in Tabella 63; di queste una,
la salicornia veneta (Salicornia veneta), è prioritaria.
Tabella 63: Piante elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/EEC (fonte Scheda
Natura 2000)
Piante presenti nel sito ed elencate nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1443
1581
nome scientifico
Salicornia veneta
Kosteletzkya
pentacarpos
nome comune
Salicornia veneta
Ibisco litorale
stato del
popolament
o
C
C
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Per completare la descrizione delle specie vegetali presenti all’interno del sito si
rimanda al punto 3.3 del formulario standard Natura 2000, che riporta l’elenco delle
specie più significative segnalate per l’area.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Per quanto riguarda le specie animali, queste sono riportate seguendo una
suddivisione basata sulle classi di appartenenza dei diversi taxa.
Come accade nella maggior parte degli ambienti terrestri, la classe più
numerosa è quella degli Uccelli. Le specie presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I
della nuova Direttiva 2009/147/CE sono riportate nella tabella seguente, mentre le
specie non elencate nell’Allegato I sono consultabili sulla scheda Natura 2000.
Le tabelle che seguono riportano il nome scientifico ed il nome italiano delle
specie, e la valutazione globale del sito per la conservazione delle stesse secondo
quanto riportato nella scheda Natura 2000.
Tabella 64: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE (fonte Scheda
Natura 2000)
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
A229
A029
A024
A021
A224
nome scientifico
Alcedo atthis
Ardea purpurea
Ardeola ralloides
Botaurus stellaris
Caprimulgus
europaeus
A027
Casmerodius albus
A197
A081
A082
A084
A026
Chlidonias niger
Circus aeruginosus
Circus cyaneus
Circus pygargus
Egretta garzetta
Himantopus
himanthopus
Ixobrychus minutus
Nycticorax nycticorax
Phalacrocorax
pygmeus
Philomachus pugnax
Phoenicopterus ruber
Pluvialis apricaria
Pluvialis squatarola
Recurvirostra
avosetta
Sterna albifrons
Sterna hirundo
Sterna sandvicensis
A131
A022
A023
A393
A151
A035
A140
A141
A132
A195
A193
A191
nome comune
valutazione
globale
Martin pescatore
Airone rosso
Sgarza dal ciuffetto
Tarabuso
C
B
B
C
Succiacapre
C
Airone bianco
maggiore
Mignattino
Falco di palude
Albanella reale
Albanella minore
Garzetta
B
B
A
B
B
B
Cavaliere d'Italia
B
Tarabusino
Nitticora
C
B
Marangone minore
B
Combattente
Fenicottero rosa
Piviere dorato
Pivieressa
B
B
B
B
Avocetta
A
Fraticello
Sterna comune
Beccapesci
B
B
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nell’area del delta gli uccelli, con oltre 370 specie di nidificanti, migratori e
svernanti regolari, rappresentano la componente faunistica più diversificata ed
interessante; molte di queste specie inoltre utilizzano i larghi specchi d’acqua nel
periodo invernale per svernare e riprodursi.
Lungo il corso del Po si possono osservare l'airone cinerino (Ardea cinerea),
svassi (Podiceps cristatus) e cormorani (Phalacrocoras carbo). Tra gli ardeidi vi sono
la garzetta (Egretta garzetta), la nitticora (Nycticorax nycticorax), la sgarza ciuffetto
(Ardeola ralloides) e il tarabuso (Ixobrychus minutus).
Internamente, lungo i canali e le golene, abbiamo ambienti più ricchi di specie
per l'ampia varietà vegetativa e la diversità di ambienti legata al differente fluire delle
acque. Tra i canneti nidificano specie come l'airone rosso (Ardea purpurea) e il falco di
palude (Circus aeroginosus), e vi si rifugiano e nutrono alcuni passeriformi come il
basettino (Panurus biarmicus), il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), il
migliarino di palude (Emberiza schoeniclus) e l'usignolo di fiume (Cettia cettii).
Nelle lagune e nelle valli nidificano il fraticello (Sterna albifrons), la sterna
comune (Sterna hirundo), la sterna zampenere (Gelochelidon nilotica), il beccapesci
(Sterna sandvicensis), il gabbiano reale (Larus argentatus), il gabbiano comune (Larus
ridibundus),
la
pettegola
(Tringa
totanus),
il
cavaliere
d'Italia
(Himantopus
himantopus) e l'avocetta (Recurvirostra avosetta) e molte altre specie.
Le altre specie riportate dal formulario standard e presenti nell’Allegato II
Direttiva 92/43/CEE sono elencate nelle tabelle sottostanti.
Si segnala la presenza del pelobate fosco italiano (Pelobates fuscus insubricus),
specie prioritaria.
Tabella 65: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
(fonte Scheda Natura 2000)
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/ CEE
codice della
specie
1220
1199
nome scientifico
Emys orbicularus
Pelobates fuscus
insubricus
nome comune
valutazione
globale
Testuggine palustre
B
Pelobate fosco italiano
B
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 66: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE (fonte Scheda
Natura 2000)
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1101
1100
1103
1097
nome scientifico
Acipenser sturio
Acipenser naccarii
Alosa fallax
Lethentheron
zanandreai
1155
Padogobius panizzae
1095
Petromyzon marinus
Pomatoschistus
canestrinii
1154
nome comune
valutazione
globale
Storione comune
Storione cobice
Cheppia
A
A
C
Lampreda padana
B
Ghiozzetto di
laguna
Lampreda di mare
Ghiozzetto
cenerino
C
C
C
(Codifica secondo quanto riportato nel Formulario Standard per la raccolta dei dati – Note esplicative)
Per i mammiferi e gli invertebrati, la scheda Natura 2000 riferita al sito in
esame non riporta presenza di specie protette.
Ulteriori specie importanti per la flora e la fauna non elencate in Allegato II della
Direttiva Habitat sono elencate al punto 3.3 della scheda Natura 2000.
Il sito è vulnerabile alle attività umane quali: fruizione turistica, pesca,
acquacoltura, bonifiche ad uso agricolo ed inquinamento delle acque.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Sito ZPS IT3270023 Delta del Po
La Zona di Protezione Speciale IT3270023 denominata “Delta del PO”, è una
vasta area di protezione della flora e fauna localizzata nel sud del Veneto con
l’obbiettivo di tutelare una delle più vaste aree deltizie italiane. Il sito ZPS “Delta del
fiume Po” ha una estensione di 25.013 Ha, per un lunghezza di 482 Km, è un’area
molto estesa che al suo interno contiene numerosi habitat che vanno dagli ambienti
alofili litoranei, fortemente condizionati dall’elevato tenore salino, fino agli ambienti
fluviali dell’entroterra in cui sono presenti specie vegetali e animali tipiche dei tratti
potamali dei grandi fiumi padani.
Il sito nel suo complesso, come riportato nella specifica scheda descrittiva della
Banca Dati del Ministero dell’Ambiente, Servizio Conservazione Natura, rappresenta
un insieme fluviale caratterizzato da: “un tratto di fiume di rilevanti dimensioni e
portata, con sistema deltizio, sistemi dunali costieri, zone umide vallive, formazioni
sabbiose (scanni) e isole fluviali con golene a lanche, con associazioni tipicamente
appartenenti alla serie psammofila e, limitatamente ad alcune aree lembi relitti di
foreste. L’ambito costituito dai rami fluviali del Po ospita boschi igrofili di Salix sp. e
Populus alba. Nelle golene sono presenti praterie galleggianti di Trapa natans. Le
singolari formazioni sabbiose alle foci, sui margini delle lagune, sono colonizzate da
vegetazione psammofila e alofila. La parte valliva è caratterizzata da un complicato
sistema
di
canneti,
barene,
canali
e
paludi
con
ampie
porzioni
utilizzate
prevalentemente per l’allevamento del pesce. Il paesaggio naturale è caratterizzato da
spazi d’acqua libera con vegetazione macrofitica sommersa e da ampi isolotti piatti
che ospitano tipi e sintipi alofili”.
Secondo quanto riportato al punto 3.1 dalla scheda natura 2000, relativa al sito
IT3270023, all’interno della ZPS sono presenti numerosi habitat di interesse
conservazionistico. Dall’analisi della cartografia degli habitat (sito della Regione
Veneto
http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/)
emergono
però alcuni aggiornamenti, che riguardano l’individuazione di 4 nuovi habitat: 2230
“Dune costiere fisse a vegetazione erbacea (dune grigie)”, 3150 “Laghi eutrofici
naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition”, 3270 “Fiumi con
argini melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.” e 6210
“Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato
calcareo (Festuco-Brometalia) (*notevole fioritura di orchidee)”.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Di seguito, in (Tabella 67), si riporta la lista degli habitat di interesse
comunitario attualmente presenti nel sito; gli habitat prioritari indicati nell’allegato I
della Direttiva Habitat sono evidenziati con l’asterisco (*).
Tabella 67: Tipi di habitat presenti nel sito (fonte: Regione Veneto)
Habitat di interesse comunitario
Codice e nome
1110
1130
1140
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
1510*
2110
2120
2130*
2160
2190
2230
2250*
2270*
3150
3270
6210
7210*
91E0*
9340
Banchi di sabbia a debole copertura permanente
di acqua marina
Estuari
Distese fangose o sabbiose emergenti durante la
bassa marea
Lagune costiere
Vegetazione annua delle linee di deposito marine
Vegetazione annua pioniera di Salicornia e altre
delle zone fangose e sabbiose
Prati di Spartina (Spartinion maritimae)
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)
Praterie e fruticeti alofili mediterranei e termoatlantici (Sarcocornetea fruticosi)
Steppe salate mediterranee (Limonietalia)
Dune mobili embrionali
Dune mobili del cordone litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune bianche)
Dune costiere fisse a vegetazione erbacea (dune
grigie)
Dune con presenza di Hippophae rhamnoides
Depressioni umide interdunari
Dune con prati dei Malcolmietalia
Dune costiere con Juniperus spp.
Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster
Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo
Magnopotamion o Hydrocharition
Fiumi con argini melmosi con vegetazione del
Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.
Formazioni erbose secche seminaturali e facies
coperte da cespugli su substrato calcareo
(Festuco-Brometalia) (* notevole fioritura di
orchidee)
Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del
Caricion davallianae
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion
albae)
Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
Presente
nel sito di
intervento
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Per quanto riguarda le specie vegetali, la Scheda Natura 2000 al punto 3.2,
segnala la presenza di due specie elencate nell’allegato II della direttiva Habitat, sono
di seguito elencate in Tabella 68 con le relative descrizioni.
Tabella 68: Piante elencate nell’Allegato II della Direttiva 92/43/EEC (fonte
Scheda Natura 2000 sito IT3270023)
Piante presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/
CEE
codice della
specie
1443
1581
nome scientifico
Salicornia veneta
Kosteletzkya
pentacarpos
nome comune
valutazione
globale
Salicornia veneta
C
Ibisco litorale
C
Come accade nella maggior parte degli ambienti terrestri, la classe più
numerosa è quella degli Uccelli. Sono rappresentati da specie che trovano nei boschi,
zone umide ed ambienti ecotonali gli habitat adatti alla propria sopravvivenza. Le
specie presenti nel sito ed elencate nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE sono
riportate in Tabella 69, mentre le specie non elencate nell’allegato I sono consultabili
sulla scheda Natura 2000 presente in Allegato 1.
Le tabelle che seguono riportano il nome scientifico ed il nome italiano delle
specie, la valutazione del sito secondo quanto riportato nella scheda Natura 2000.
Tabella 69: Uccelli elencati nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE (fonte
Scheda Natura 2000 sito IT3270023)
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
nome scientifico
A229
Alcedo atthis
A029
Ardea purpurea
A024
A021
Ardeola ralloides
Botaurus stellaris
Caprimulgus
europaeus
Charadrius
alexandrinus
Chlidonias niger
Circus aeruginosus
Circus cyaneus
Circus pygargus
Egretta alba
Egretta garzetta
A224
A138
A197
A081
A082
A084
A027
A026
nome comune
Martin pescatore
Airone rosso
Sgarza dal ciuffetto
Tarabuso
Succiacapre
Fratino
Mignattino
Falco di palude
Albanella reale
Albanella minore
Airone Bianco
Garzetta
valutazione
globale
C
B
B
C
C
B
C
A
B
B
B
B
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Uccelli presenti nel sito ed elencati nell’All.I della Direttiva 2009/147/CE
codice della
specie
nome scientifico
Himantopus
himanthopus
Ixobrycus minutus
Lanius collurio
Lanius minor
Nycticorax nycticorax
Phalacrocorax
pygmeus
Philomachus pugnax
Phoenicopterus ruber
Pluvialis apricaria
Pluvialis squatarola
Recurvirostra
avosetta
Sterna albifrons
Sterna hirundo
Sterna sandvicensis
A131
A022
A338
A339
A023
A393
A151
A035
A140
A141
A132
A195
A193
A191
valutazione
globale
nome comune
Cavaliere d'Italia
B
C
B
B
B
Tarabusino
Averla piccola
Averla cenerina
Nitticora
Marangone minore
B
B
B
B
B
Combattente
Fenicottero rosa
Piviere dorato
Pivieressa
Avocetta
A
B
B
B
Fraticello
Sterna comune
Beccapesci
Per i Mammiferi, la scheda Natura 2000 riferita al sito in esame non riporta
presenza di specie protette, le specie appartenenti ad altri gruppi non sono numerose,
sono elencate nelle tabelle sottostanti: Anfibi e Rettili in Tabella 70 mentre i Pesci
sono elencati in Tabella 71.
Tabella 70: Anfibi e Rettili elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
(fonte Scheda Natura 2000 sito IT3270023)
Anfibi e Rettili presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva
92/43/ CEE
codice della
specie
1220
1199
nome scientifico
Emys orbicularus
Pelobates fuscus
insubricus
nome comune
valutazione
globale
Testuggine palustre
B
Pelobate fosco italiano
B
Tabella 71: Pesci elencati nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE (fonte
Scheda Natura 2000 sito IT3270023)
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1101
1100
nome scientifico
Acipenser sturio
Acipenser naccarii
nome comune
Storione comune
Storione cobice
valutazione
globale
A
A
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Pesci presenti nel sito ed elencati nell’All.II della Direttiva 92/43/ CEE
codice della
specie
1103
nome scientifico
Alosa fallax
Lethentheron
zanandreai
1097
1155
Padogobius panizzae
1095
Petromyzon marinus
Pomatoschistus
canestrinii
1154
nome comune
valutazione
globale
Cheppia
C
Lampreda padana
B
Ghiozzetto di
laguna
Lampreda di mare
Ghiozzetto
cenerino
C
C
C
Ulteriori specie importanti per la flora e la fauna, sono elencate al punto 3.3
della scheda Natura 2000 presente in allegato, sono inclusi nella lista: 10 taxa per gli
insetti, 1 taxon per i mammiferi, e 28 taxa per le piante.
Il sito è vulnerabile ad attività antropiche quali eccessiva fruizione turisticoricreativa, lottizzazione, pesca, acquacotura. Ma anche bonifiche ad uso agricolo ed
all’inquinamento.
Ulteriori
fattori
sono
l’elevata
pressione
antropica
data
da
sfruttamento agricolo, subsidenza, erosione, gli interramenti e gli interventi di
itticoltura intensiva.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Caratteristiche ambientali delle aree interessate dalle previsioni di
piano
Data l’estesa superficie che il Piano di gestione della Carta Ittica copre, per
quanto riguarda l’assetto vegetazione si sono individuate, facendo riferimento
all’atlante dei Siti Rete Natura 2000 del Veneto, delle zone omogenee alle quali si è
susseguita
una
descrizione
comprendente
l’inquadramento
generale
in
cui
si
analizzano il contesto geografico, i caratteri ambientali e biologici distintivi, le
principali criticità e i fattori perturbativi che complessivamente possono o hanno
interessato i siti; ad ogni raggruppamento inoltre sono stati elencati i siti oggetto di
tale studio per la Valutazione di Incidenza.
I raggruppamenti interessati sono principalmente due: Raggruppamento 3 –
Corsi d’acqua e zone umide d’acqua dolce e Raggruppamento 5 – Aree della fascia
litoranea che a loro volta si suddividono in sottoragruppamenti nei quali sono presenti
i siti oggetto di valutazione. Di seguito vengono elencati e descritti i raggruppamenti:
-
Raggruppamento 3 – Corsi d’acqua e zone umide d’acqua dolce
-
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
III: Fiume Sile;
-
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
IV: Fiumi Livenza;
-
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
V: Fiumi Reghena – Lemene;
-
Raggruppamento 3C: Zone umide e loro pertinenze: fontanili e laghi
eutrofici;
-
Raggruppamento 5 – Aree della fascia litoranea
-
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – I: Laguna di Venezia;
-
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – III: Fiume Po: tratto terminale e delta veneto;
-
Raggruppamento 5B: Biotopi litoranei e sistemi dunali.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Assetto vegetazionale
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore
Con il termine di “risorgiva” si definiscono le venute a giorno di acque
sotterranee legate alla variazione della permeabilità dei sedimenti: le acque della
falda, che circolano più o meno liberamente all’interno dei sedimenti a granulometria
grossolana, affiorano in superficie nel momento in cui incontrano livelli più fini e quindi
meno permeabili.
Una volta affiorate in superficie, le acque di risorgiva formano una fitta rete di
piccoli corsi d’acqua che confluendo finiscono con l’originare alcuni tra i principali fiumi
della pianura veneta (Lemene, Sile, Dese, Marzenego, Tergola, Bacchiglione, ecc.),
che presentano, rispetto agli altri fiumi, caratteristiche peculiari, come una portata
costante, una temperatura relativamente costante, una buona trasparenza e basse
concentrazioni di nutrienti.
In questo raggruppamento rientra il Sito Rete Natura 2000:
-
SIC IT3240033 Fiumi Meolo e Vallio.
Il Fiume Meolo, nel suo tratto superiore, presenta un andamento sinuoso e
assume l’aspetto di un canale solo nella sua parte potamale mentre il Fiume Vallio
mostra condizioni morfologiche compromesse sin dalle risorgenze, con rive ripide
prive di vegetazione, fino a divenire completamente canalizzato e con un andamento
pressoché rettilineo.
La vegetazione riparia, sia erbacea che arborea, è praticamente assente. Per
contro, l’assenza di copertura arborea permette uno sviluppo rigoglioso delle comunità
acquatiche (3260), che in alcuni tratti tendono a colonizzare la quasi totalità dello
specchio d’acqua.
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
Sottoragruppamento III: Fiume Sile
Il sottoraggruppamento del Fiume Sile comprende l’intero corso del fiume Sile,
dalle sorgenti fin quasi al suo sbocco in laguna.
Il paesaggio vegetale attuale del Sile, appare, modificato a causa degli
interventi antropici che si sono succeduti nel tempo. La vegetazione naturale è oramai
confinata all’interno dei corsi d’acqua e lungo le loro sponde. Altrettanto rari e
confinati risultano gli ultimi lembi di torbiera bassa neutro-alcalina (7230), riferibili
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
nell’area ad una comunità endemica della bassa pianura veneto-friulana, l’ErucastroSchoenetum nigricantis. È soprattutto al suo interno che sono più frequenti specie di
elevatissimo pregio quali l’endemica eufrasia di Marchesetti (Euphrasia marchesettii),
e alcune specie microterme demontane come il carice di Davalls (Carex davalliana), i
viticcini estivi (Spiranthes aestivalis), i pennacchi a foglie larghe (Eriophorum
Iatifolium), ecc.. Lungo i bordi delle polle di risorgiva è ancora riscontrabile la
comunità a falasco (Cìadium mariscus) (7210*). Anche nell’ambito della vegetazione
seminaturale sono presenti tipologie di elevato pregio naturalistico come i molinieti
(6410), praterie umide da sfalcio create dall’uomo, a scapito delle comunità di
torbiera, riferibili al Plantagini altissimae Molinietum caeruleae comunita endemica
della bassa pianura veneto-friulana. Le comunità nemorali sono costituite soprattutto
da boscaglie ripariali a salice cinerino (Salix cinerea) mentre le formazioni arboree piu
evolute quali i boschi ad ontano nero (91E0*) e soprattutto i querco carpineti planiziali
(91L0) sono presenti in frammenti di dimensioni ridotte e la te stimonianza della loro
passata esistenza e spesso affidata alla presenza di singoli elementi floristici.
Rientrano a far parte di questo sottoraggruppamento i Siti Rete Natura 2000:
-
SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso est a S. Michele Vecchio.
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
IV: Fiumi Livenza
Il sottoraggruppamento del Fiume Livenza comprende la porzione veneta del
corso della Livenza, che da Gaiarine si snoda nella pianura fino a Motta di Livenza
dove avviene la confluenza con il Monticano, che rappresenta, assieme al Meschio,
uno dei suoi affluenti più regolari. Nel tratto veneto, la Livenza è un tipico fiume di
pianura, ricco di acqua, pescoso e con una ricca vegetazione.
L’elemento di maggiore interesse consiste nell’andamento stesso del fiume, che
conserva caratteri di elevata naturalità e nella presenza di ampie superfici di prati da
fieno (6510), ricchi in specie, che si sviluppano in corrispondenza di bassure soggette
a
piene
alluvionali,
esprimendo
interessanti
aspetti
a
salvastrella
maggiore
(Sanguisorba officinalis) e campanelle maggiori (Leucojum aestivum). La presenza di
queste ampie aree, oltre ad accrescere il valore naturalistico, mantengono elevata la
funzionalità del fiume, fungendo da bacini naturali di laminazione delle piene. Il
massimo livello di funzionalità si riscontra però in presenza dei boschi ripari (91E0*),
che, tuttavia, hanno spesso uno sviluppo lineare e, difficilmente, riescono ad
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
esprimere fasce più ampie. Ben rappresentata è anche la vegetazione acquatica
(3260), con lembi di qualità elevata.
Rientra a far parte di questo sottoraggruppamento il Sito Rete Natura 2000:
-
SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del
Monticano.
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
V: Fiumi Reghena – Lemene
Tra i corsi d’acqua di risorgiva del Veneto Orientale, un posto importante è
sicuramente occupato da Lemene e Reghena che, storicamente, hanno disegnato il
territorio, contribuendo materialmente alla sua edificazione convogliando parte delle
antiche piene del Tagliamento, e determinato la nascita della Laguna di Caorle.
Il sottoraggruppamento è costituito dai tre corsi d’acqua principali, il fiume
Reghena, la roggia Versiola e il fiume Lemene; a questi si accompagna una fitta rete
di canali di varie dimensioni e lunghezza che si sviluppa in modo capillare all’interno
del territorio e la cui presenza è legata essenzialmente all’utilizzo agricolo: il
paesaggio attraversato è infatti un mosaico complesso di seminativi, orti e frutteti,
interrotti da piccoli paesi e infrastrutture viarie.
A diversificare il paesaggio concorrono alcuni laghetti di origine artificiale, nati
per l’escavazione di ghiaia che, in seguito all’abbandono dell’attività, hanno acquisito
un certo grado di naturalità (Cave di Cinto Caomaggiore).
Il sistema fluviale del Reghena-Lemene rappresenta una delle aree più integre e
significative, dal punto di vista naturalistico, dell’entroterra della Provincia di Venezia.
L’agroecosistema evidenzia ancora, in ampi tratti, un apprezzabile grado di
conservazione paesaggistica e naturalistica nel quale si possono riscontrare piccole
superfici a “campi chiusi” e sono frequenti le alberate e le siepi con grandi farnie e
ontani, piccoli boschetti, rive erbose, piccoli appezzamenti a prato (6510) e lungo le
scoline, i filari di salici a capitozza. I nuclei boscati più rappresentativi, in termini
areali, rappresentano relitti di bosco planiziale (91L0) che si sono mantenuti fino ad
oggi come parchi di ville storiche (Parco di Villa Bombarda e Bosco di Alvisopoli).
Nonostante, in entrambi i casi, sia evidente l’intervento dell’uomo (scavo di canali,
realizzazione di collinette, introduzione di specie ornamentali), il parziale abbandono
cui sono stati soggetti negli anni, in particolare il bosco di Alvisopoli, ha favorito il
riaffermarsi della componente vegetale tipica con farnia (Quercus robur), carpino
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
bianco (Carpinus betulus), acero campestre (Acer campestre), frassino (Fraxinus
oxycarpa) e olmo (Ulmus minor).
Una presenza importante è anche un piccolo relitto di bosco umido situato lungo
le rive del Lemene: si tratta di un piccolo bosco alluvionale (91F0), dominato dal
frassino meridionale (Fraxinus oxycarpa), soggetto a inondazione in occasione delle
piene maggiori. L’ambito più strettamente fluviale è, invece, caratterizzato dai saliceti
a salice bianco e pioppo (91E0*), che si sviluppano per lo più linearmente lungo il
corso dei due fiumi, senza esprimere mai grandi superfici. Le formazioni arboree
riparie si concentrano nei tratti superiori, mentre in quelli medi e inferiori, sono
sostituite da canneti a cannuccia di palude (Phragmites australis) o da tratti erbosi
regolarmente falciati. La vegetazione più strettamente acquatica, analogamente agli
altri fiumi, si articola in due componenti, che si vicariano a seconda della velocità della
corrente: nei tratti a corrente più rapida, le comunità di Ranunculion fiuitantis e
Callitricho-Batrachion (3260), nei tratti più calmi o solo lentamente fluenti, le
comunità di Magnopotamion o Hydrocharition (3150).
Rientrano a far parte di questo sottoraggruppamento i Siti Rete Natura 2000:
-
ZPS IT3250012 Ambiti Fluviali del Reghena e del Lemene - Cave di
Cinto Caomaggiore;
-
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene Canale Taglio e rogge
limitrofe - Cave di Cinto Caomaggiore.
Raggruppamento 3C: Zone umide e loro pertinenze: fontanili e laghi eutrofici
Le zone umide sono aree caratterizzate dalla presenza, permanente o
temporanea, di acqua libera o di un suolo impregnato di acqua. Si tratta di aree
acquitrinose, paludi o torbiere, comunemente ritenute “aree improduttive”, ma che
svolgono
molteplici
e
fondamentali
funzioni
ecologiche,
sociali,
culturali
ed
economiche: regolano il regime delle falde e dei corsi d’acqua, riducono la
concentrazione di inquinanti, mitigano e mantengono costante il microclima.
Rientrano a far parte di questo sottoraggruppamento i Siti Rete Natura 2000:
-
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio;
-
SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale;
-
SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Le cave di Gaggio fanno parte di un vasto ed antico insediamento estrattivo di
argilla, ormai abbandonato da lungo tempo ed in gran parte bonificato, localizzato
sulla destra idrografica del fiume Zero. Il sito è composto dalle ex cave di Gaggio,
propriamente dette, a nord e dalle cave di Praello, a sud.
Il sito è caratterizzato da un ricco mosaico di comunità vegetali, sommerse,
natanti, ripariali e nemorali, ormai molto rare e localizzate in ambito planiziale e che
ospitano specie di elevato pregio naturalistico. Negli specchi d’acqua non troppo
profondi e nei piccoli canali si riscontrano le tipiche comunità di acque ferme (3150),
natanti o radicanti. Tra le prime, è certamente importante, la comunità a erba vescica
(Utricularia australis). l’Utricularietum australis, presente con certezza in Veneto solo
in pochissime altre località. Lungo i bordi delle vasche, a formare una sorta di cintura,
si trovano i canneti, comunità ben riconoscibili per la dominanza di elofite di grandi
dimensioni (Phragmites australis, Typha latifolia, Schoenopi’ectus Iacustris), che si
vicariano in base alla profondità dell’acqua.
Lungo le sponde meno ripide e in alcune aree depresse interne, sono presenti
comunità erbacee dominate da grandi carici (Carex elata, C. acutiformis, C. riparia).
Un aspetto particolare, molto interessante per la sua rarità in pianura, è il cladieto
(7210*), in cui l’entità dominante e fisionomizzante è il falasco (Cladium mariscus),
una robusta e tagliente ciperacea, un tempo non rara in pianura ed ora sempre più
minacciata dalla progressiva riduzione delle aree palustri. La naturale evoluzione dei
cladieti porta alla formazione di boschi igrofili (ontanete o frassineti), ma l’area risente
ancora in modo evidente dell’intenso sfruttamento antropico passato, fatto che si
traduce nella mancanza di formazioni arboree ben strutturate e identificabili.
Le cave di Noale (ex cave Cavasin) sono situate a nord-est del paese nelle
immediate vicinanze del centro storico medioevale. Sono delimitate, sud, dall’asse
ferroviario Venezia-Trento e, a nord, dal Rio Draganziolo, che parzialmente le
attraversa. Le parti di acqua libera, dove la profondità non è troppo elevata, sono
interessate da vegetazione acquatica flottante e radicata (3150). Sulle sponde delle
vasche, si alternano cariceti ripariali ed ampie distese di canneto a cannuccia di
palude (Phragmites australis) e a lisca maggiore (Typha latifolia), che raggiungono
anche dimensioni considerevoli. Lungo gli argini del rio Draganziolo e ai margini delle
vasche, si rinvengono anche bo- Provincia di Venezia-Noaie scaglie igrofile (91E0*)
più o meno mature, con salice bianco (Salix alba), ontano nero (Alnus glutinosa) e
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
pioppo bianco (Populus alba). Si rinvengono anche macchie boscate e siepi rurali che,
nello strato erbaceo, ospitano specie tipiche del querco-carpineto planiziale.
L’area delle “Ex cave di Martellago” è formata da un insieme di stagni più o
meno profondi derivati dall’abbandono dell’attività di cava, principalmente di argilla.
Gli stagni sono alimentati dalle acque di falda e dal Rio Storto, fiume di risorgiva e
affluente del Marzenego che attraversa l’area umida. Il popolamento vegetale
presente è quello tipico delle aree umide di pianura. All’interno dell’area, la gestione
ha favorito la naturale evoluzione verso la formazione di comunità boschive igrofile
(91E0*), che sono talvolta ancora soggette a forte dinamismo. Le situazioni più
evolute e strutturate sono dominate da salice bianco (Salix alba) e pioppi (Populus
sp.pl.), cui possono associarsi anche lontano nero (Alnus glutinosa) e il salice cinereo
(Salix cinerea). Accanto alle formazioni boscate, sono ancora presenti canneti e
cariceti, che, però, non raggiungono mai estensioni degne di nota. All’interno degli
specchi d’acqua, si rinvengono le comunità, sommerse e natanti, tipiche delle acque
debolmente fluenti della nostra pianura (3150).
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – I: Laguna di Venezia
La Laguna di Venezia si può definire un ambiente di transizione unico al mondo
per la sua importanza storica, economica, geografica ed ambientale.
Con i suoi 55.000 ettari di superficie è una delle più vaste zone umide del
Mediterraneo. È divisa dal mare da un cordone litoraneo che si estende dalla Foce
dell’Adige a quella del Piave, interrotto solamente dalle bocche di porto di Lido,
Malamocco e Chioggia, che conferiscono al sistema il carattere salmastro e la
conformazione delle terre emerse e dei fondali. Il margine lagunare, in laguna nord e
centro-sud, è definito dalle valli da pesca, aree lagunari separate dalla laguna aperta
tramite recinzioni o argini, nelle quali si pratica la vallicoltura, una pratica di
ittiocoltura estensiva.
L’elemento caratterizzante del paesaggio lagunare è rappresentato, senza
dubbio, dalle barene, che coprono una superficie di circa 70 chilometri quadrati,
svolgendo un ruolo insostituibile nei processi idro-morfologici e di costruzione stessa
dell’intero sistema. L’area lagunare, che di per sé rappresenta un habitat prioritario
(1150) è costituita da specchi d’acqua poco profondi (“paludi”, “bassifondi”, “laghi” e
“chiari”) e da terre soggette a periodica sommersione per effetto della marea
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
(“barene” e “velme”), solcate da numerosi canali naturali e artificiali (“ghebi”), che
formano una rete di più di 1500 chilometri che assicura la propagazione delle correnti
di marea fino al confine con la terraferma. Gli specchi d’acqua e i canali sono
colonizzati dalle cosiddette “fanerogame marine”: nelle aree a salinità limitata, la
zostera (Zostera marina) e là zostera nana (Nanozostera noltii), dove la salinità
aumenta, la cimodocea (Cymodocea nodosa). Le velme (1140), che emergono
solamente durante la bassa marea, sono invece, generalmente prive di comunità di
piante superiori e sono, al contrario, ricoperte da popolamenti di alghe azzurre e
diatomee,
diventando
un
habitat
di
elevata
importanza
per
l’alimentazione
dell’avifauna.
L’elemento più identitario del paesaggio lagunare è dato però, dalle barene, con
le loro comunità alofile, formate da piante in grado di svolgere il loro ciclo vitale in
ambienti inospitali per altre specie vegetali a causa dell’elevata concentrazione salma,
che può essere anche tre volte supe riore a quella marina.
Sebbene ci siano evidenti differenze fra le varie barene, la vegetazione che
ospitano presenta due caratteristiche pressoché costanti: una ridotta diversità di
specie e una variazione nella composizione in relazione alla morfologia del suolo.
Quest’ultimo carattere fa sì che in una barena si realizzi il fenomeno noto come
zonazione” per cui questa non è mai completamente uniforme, ma in essa si può
distinguere un complesso di “microhabitat”, cui corrispondono comunità diverse. Nelle
aree più depresse, quasi costantemente sommerse si sviluppa una comunità endemica
nord-adriatica (Limonio narbonensis-Spartinietum maritimae), dominata dallo sparto
delle barene (Spartina marittima) (1320), che con le sue radici potenti contribuisce a
consolidare i fanghi salmastri.
Le aree fangose solo periodicamente sommerse dall’acqua salmastra, sono,
invece, colonizzate da specie annuali, alo-nitrofile, comunemente note come salicornie
(Salicornia sp. p1.). Fra queste, merita particolare attenzione la salicornia veneta
(Salicornia veneta), specie endemica nord-adriatica e prioritaria, che forma popola
menti quasi puri dove l’acqua salmastra permane per tempi molto lunghi (1310). Nelle
aree dove, al contrario, l’emersione è più prolungata, determinando un’elevata
concentrazione di sali nel suolo, si instaura- no comunità dominate dalle salicornie
perenni (Sarcocornia sp.pI. e Arthrocnemum) (1420), ma nelle quali è facile trovare il
limonio
comune
(Lìmonium
narbonense), il gramignone
marittimo
(Puccinellia
palustris), la sueda marittima (Suaeda maritima) e l’astro marino (Aster tripolium). Le
stazioni più evolute sono, invece, dominate da vere e proprie praterie salate (1410)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
che si sviluppano su suoli piuttosto umidi, con diversi giunchi (Juncus maritimus,
Juncus gerardii, ecc.), il gramignone marittimo (Puccinellia palustris), il limonio
comune (Limonium narbonense) e l’astro marino (Aster tripolium). In questi ambienti,
che presentano una splendida fioritura settembrina, vivono molte specie rare quali la
piantaggine di Cornut (Plantago cornuti) e la piantaggine a foglie grasse (Plantago
crassifolia). Dove la sommersione diventa un evento occasionale,infine, si sviluppano
praterie alofile caratterizzate da specie erbacee perenni appartenenti soprattutto al
genere Limonium (1510*).
Dove la salinità diminuisce, compare, e a volte domina, la cannuccia di palude
(Phragmites australis), specie molto comune che forma in alcune zone folti canneti,
creando l’ambiente di vita ideale per numerose specie di uccelli acquatici, che si
concentrano in particolare durante le stagioni migratorie e d’inverno.
Rientrano a far parte di questo sottoraggruppamento i Siti Rete Natura 2000:
-
SIC IT3250030 Laguna medio-inferiore di Venezia;
-
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia.
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – III: Fiume Po: tratto terminale e delta veneto
Il Delta del Po rappresenta una delle più vaste zone umide d’Europa e del
Mediterraneo e riveste un notevole interesse sia sotto il profilo naturalistico che
storico e ambientale. I litorali, che generalmente coincidono con gli “scanni” alle foci
dei rami del Po, sono le zone più integre, rimanendo indisturbati per buona parte
dell’anno. Questi, nonostante il forte dinamismo, sono colonizzati dalla tipica sequenza
psammofila, anche se molto spesso, dato il poco spazio a disposizione, le varie
comunità si trovano compenetrate: la prima comunità è il cachileto (Salsolo kaliCakiletum marìtimae) (1210), una comunità di specie annuali pioniere. Alle sue spalle,
compare l’agropireto (Sporobolo arenarii-Agropyretum juncei) riferibile allhabitat
2110, spesso assente a causa di fenomeni erosivi. A questo segue la comunità a
sparto
pungente
(Ammophila
littoralis)
(Echinophoro
spinosae-Ammophiletum
arenariae) (2120), che ospita spesso l’apocino veneto (Trachomitum venetum), specie
asiatica, in Italia localizzata solo nell’alto Adriatico. La vegetazione delle dune più
interne, non più soggette all’azione del vento si distingue per l’elevata ricchezza
floristica e per la diversificata provenienza delle specie componenti. Elementi di origine
steppica accanto a specie termofile meridionali vanno a costituire il TortuloAQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Scabiosetum (2130*), un’associazione endemica dell’alto Adriatico, sostituita con
comunità di specie annuali (2230) laddove la copertura dei muschi risulta meno
continua. Le dune più elevate e più arretrate sono colonizzate da comunità arbustive
ed arboree. Tra le prime, degna di nota per la sua rarità, è una comunità endemica
dei cordoni dunali nord-adriatici, lo Junipero communis-Hippophaètum fluviatilis
(2160), una comunità durevole che, a causa della forte influenza dell’aerosol alino
dovuto alla vicinanza del mare, non evolve verso una comunità boschiva. Le
formazioni arbustive a olivello spinoso (Hippopha rhamnoides) o a ginepro comune
(2250*), precedono, fronte a mare, la pineta d’impianto (2270*) o il bosco dunale a
Quercus ilex (9340), un bosco sempreverde localizzato sulle sommità dei cordoni
dunosi. Le lagune e le valli da pesca sono, invece, interessate da vegetazioni alofile. I
fondali delle lagune e soprattutto delle valli, sono talvolta occupati da comunità a
zostera nana (Nanozostera folti) (1110), mentre in condizioni di minore salinità
compaiono ruppieti a ruppia spiralata (Ruppia cirrhosa). Sui fanghi dei bordi lagunari e
sulle barene si stabilisce il salicornieto (1310) a Salicornia veneta, specie prioritaria
endemica alto-adriatica. Lungo i margini lagunari soggetti a maree, ai bordi delle
bassure e degli argini delle valli da pesca si distingue una vegetazione composta dallo
sparto delle barene (Spartina maritima) e dal limonio comune (Limonium serotinum)
(1320). Si tratta, ancora una volta, di una comunità endemica dell’alto Adriatico
(Limonio narbonensis-Spartinetum maritimae), in forte regressione a causa di
fenomeni erosivi. Alle sue spalle, si estendono praterie alte e dense dominate dalle
salicornie perenni (1420) o dai grandi giunchi (1410). Allo sbocco dei rami del Po,
dove l’acqua dolce si mescola a quella marina, si stabiliscono comunità vegetali in
grado di tollerare una modesta salinità. Sui “bonelli”, suoli fangosi che emergono
durante la bassa marea, si sviluppano estesissimi canneti a cannuccia di palude
(Phragmites australis) alternati a piccole fasce discontinue di lisca maggiore (Typha
angustifolia). I migliori esempi di queste vegetazioni si hanno alla foce del Po di Pila,
del Po di Gnocca e del Po di Goro. Allontanandosi dall’influenza marina, l’ampia rete di
corsi d’acqua, canali e fossi presenta le specie legate agli ambienti umidi d’acqua
dolce. I bacini d’acqua dolce e ferma mostrano comunità di idrofite (3510), dominate
dalla lenticchia d’acqua (Lemna minor e E. gibba, Spirodela polyrhiza) e dall’erba
pesce (Salvinia natans). Sulle spiagge sabbiose e sabbioso-limose riscontrabili lungo il
corso del fiume, nella stagione estiva si osserva una comunità di specie annuali
infestanti e nitrofile (3270), come gli amaranti (Amaranthus sp. pl.)e i poligoni
(Polygonum persicaria), che sui suoli fangosi vengono sostituite da interessanti
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
comunità a piccoli ciperi (Cyperus glomeratus, C. michelianus, Cyperus fuscus, C.
flavescens). il paesaggio vegetale più conosciuto lungo il corso del Po è tuttavia il
bosco ripariale costituito da salice bianco (Salix alba), salice da ceste (S. triandra) e
pioppo bianco (Populus alba) (91E0*), particolarmente ben rappresentato all’isola
Tontola a Ficarolo, nelle golene di Crespino e di Fanarella e soprattutto lungo il corso
del Fo di Maistra e del Po di Fila.
Rientrano a far parte di questo sottoraggruppamento i Siti Rete Natura 2000:
-
SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto;
-
ZPS IT3270023 Delta del Po.
Raggruppamento 5B: Biotopi litoranei e sistemi dunali
Gli ecosistemi costieri rappresentano sistemi complessi, definiti e governati da
un gradiente molto netto, legato ad esempio al vento ed alla salinità, che procede dal
mare verso l’interno. Lungo questo gradiente si verificano cambiamenti molto rapidi
delle condizioni ambientali, che determinano una sequenza spaziale delle comunità,
precisa e ben definita. Disturbi di una certa entità si ripercuotono sulla morfologia
dunale, e questo porta ad un’alterazione delle comunità, dei loro rapporti e da ultimo
del paesaggio stesso, con modificazioni la cui intensità varia con l’intensità del
disturbo.
I tratti di litorale sabbioso non disturbati dalle attività umane ospitano comunità
con importanti emergenze floristiche ed endemismi: boschi, cespuglieti e praterie
termofile e xerofile lungo la costa e in corrispondenza dei sistemi di dune fossili, che
presentano una composizione in specie che li rende unici nell’intero bacino del
Mediterraneo, combinazione derivante da una commistione di elementi mediterranei
che convivono con specie microterme.
Rientra a far parte di questo sottoraggruppamento il Siti Rete Natura 2000:
-
SIC IT3250003 Penisola del cavalino: biotopi litoranei;
-
SIC ITLido di Venezia: biotopi litoranei.
Il Litorale del Cavallino è caratterizzato da complessi dunosi di formazione
antica e recente, che si estendono dall’attuale foce del Sile fino a Punta Sabbioni.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Per porre rimedio ai fenomeni erosivi, concentrati in modo particolare nel tratto
centro-settentrionale del litorale, nel 1997 il Magistrato alle Acque di Venezia, tramite
il Consorzio Venezia Nuova, ha realizzato un intervento di ripascimento di 11
chilometri di spiaggia e le dune artificiali sono state oggetto di interventi di
stabilizzazione mediante impianti di sparto pungente (Ammophila littoralis) e tamerici
(Tamarix gallica).
La penisola del Cavallino evidenzia alcune particolarità, legate ad un clima più
fresco e ad una minor salinità dell’acqua, dovute alla presenza di importanti foci
Provincia di Venezia - Cavallino-Treporti fluviali poste a Nord. L’insieme di queste
caratteristiche determina un carattere “atlantico” che viene evidenziato da numerose
testimonianze floro-faunistiche, concentrate soprattutto nel settore retrodunale. La
presenza più evidente è l’erica erbacea (Erica carnea), che spesso si accompagna ad
entità microterme come il salice a foglie di rosmarino (Salix rosmarinifolia), o l’apocino
veneziano (Trachomitum venetum), che trova qui il limite occidentale del suo areale.
Nel sito si rinvengono ancora habitat in condizioni naturali o seminaturali. Si
tratta, soprattutto, dell’ambitp delle dune marittime, che ospitano la caratteristica
sequenza che comprende la comunità perenne a gramigna delle spiagge (Agropyron
junceum), Sporobolo arenarii-Agropyretum juncei (2110), e la comunità a sparto
pungente (Ammophila littoralis), Echinophoro spinosaeAmmophiletum arenariae, che
occupa le dune più interne ed elevate (2120). Le dune stabilizzate retrostanti sono
colonizzate da un mosaico di comunità erbacee ed arbustive, tra cui spiccano, per
importanza, le dune grigie (2130*), che nel litorale veneto ospitano una comunità
endemica (Tortulo-Scabiosetum), costituita prinipalmente da specie erbacee xerofile
perenni, camefite, muschi e licheni. Rilevanti sono, anche, le estese praterie umide
retrodunali (6420), particolarmente ben rappresentate a Punta Sabbioni, con
importanti presenze floristiche (Euphrasia marchesettii, Epipactis palustris, Salix
rosmarinifoha, ecc.).
La copertura boscata è rappresentata in massima parte dalla pineta (2270*), di
origine artificiale, che mostra una buona potenzialità verso i boschi termofili a leccio
(Quercus ilex).
Il litorale del Lido si estende lungo l’estremo occidentale dell’arco litoraneo
nord Adriatico, tra le bocche di porto di Lido e Malamocco e, assieme all’isola di
Pellestrina e Ca’ Roman e alla penisola del Cavallino, tratteggia i cordoni litoranei che
separano le acque della laguna di Venezia dal mare aperto.
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Sulle
due
isole
possono
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
essere
individuati due
tipi di ambiente
dalle
caratteristiche alquanto differenti. Il primo è quello legato ai litorali sabbiosi, che si
esprime quasi completamente agli Alberoni e a Ca’ Roman. In queste due aree, si può
riconoscere la tipica sequenza psammofila che va dalle comunità costiere annuali, che
colonizzano le aree tra la battigia e le prime dune mobili (1210), alle duna mobili
embrionali (2110) fino alle dune mobili con Ammophila littoralis (2120), presenti agli
Alberoni con uno degli esempi più belli di tutto il litorale veneto. A mosaico con
quest’ultima comunità, si sviluppano spesso comunità annuali nitrofile, favorite dal
disturbo e dal calpestio (2230). Al sistema delle dune mobili, segue quello delle dune
stabilizzate. Queste sono in gran parte ricoperte da pinete d’impianto (2270*), mentre
nelle porzioni più aride e nelle chiarie della pineta, si sviluppa il Tortulo-Scabiosetum
(2130*), endemico delle dune nord-adriatiche. Meno rappresentato è, invece, il
sistema dei retroduna umidi, presente con pochi esempi molto localizzati, tra cui vale
la pena di citare una piccola area di palude a falasco (Cladium mariscus) (7210*) a
San Niccolò. Sul lato delle isole rivolto alla laguna, dove il livello del suolo sia tale da
essere influenzato dall’acqua salmastra, si sono venute a formare comunità di tipo
lagunare, simili a quelle delle barene. Gli esempi di comunità barenicole si
concentrano esclusivamente agli Alberoni e a S. Maria del Mare, dove sono presenti
vegetazioni pioniere a Salicornia veneta (1310), in contatto con le comunità a
salicornie perenni (1420) e con le praterie dominate da giunchi o altre specie igrofile
(1410).
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Assetto faunistico
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore
Le specie ittiche che caratterizzano questi corsi d’acqua sono lo spinarello
(Gasterosteus aculeatus), il panzarolo (Knipowitschia punctatissimus) e la lampreda di
ruscello (Lethenteron zanandreai) che associati a specie più comuni come il ghiozzo
padano (Padogobius martensii), il luccio (Esox lucius) e il cobite comune (Cobitis
taenia), costituiscono una comunità ittica particolare che non trova riscontro in altri
ambienti umidi. Interessante è la presenza di una specie tipica degli ambienti
torrentizi di montagna, lo scazzone (Cottus gobio), che in queste zone si localizza nei
tratti ghiaioso-ciottolosi e riesce a costituire delle popolazioni talvolta molto numerose.
Altra specie facilmente rinvenibile è infine la trota fario (Salmo trutta trutta), un
tempo considerata presente in modo raro se non casuale in queste acque ed ora,
grazie alle continue attività di semina, divenuta talvolta la specie dominante.
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
Sottoragruppamento III: Fiume Sile
La fauna costituisce una forte componente dell’ecosistema fluviale e le specie
legate alle zone umide costituiscono le emergenze di maggior valore. Tra gli anfibi si
ricorda la notevole presenza della Rana di Lataste (Rana latastei) che si rinviene
all’interno delle formazioni boschive riparial.i Discretamente diffusa è anche la
Testuggine palustre (Emys orbicularis) che però risente molto delle modificazioni del
suo habitat elettivo. Per quanto concerne l’avifauna, gli ardeidi nidificanti sono ben
rappresentati
con
l’Airone
cenerino
(Ardea
cinerea),
la
Nitticora
(Nictycorax
nictycorax), la Garzetta (Egretta garzetta) e l’Airone guarda-buoi (Bubulcus ibis) che
da poco si è insediato all’interno del Parco. Tra gli anatidi si ricorda la presenza della
Moretta (Aythya fuligula), nidificante con un numero di coppie che rappresenta circa il
25-30% dell’intera popolazione nazionale.
Le specie ittiche originarie tipicamente presenti e dominanti in questi ambienti
sono soprattutto i ciprinidi reofili come il cavedano (Leuciscus cephalus), il pigo
(Rutilus pigus) e la lasca (Chondrostoma genei). A questi sono associate altre specie
come il gobione (Gobio gobio), il ghiozzo padano, il cobite comune (Cobitis taenia).
La seconda categoria ambientale viene denominata zona dei ciprinidi fitofili,
costituita da specie meglio adattate alle acque lentiche e normalmente con capacità
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
natatorie inferiori alle precedenti; le specie ciprinicole che meglio caratterizzano questi
ambienti sono la scardola (Scardinius erythrophthalmus), la carpa (Cyprinus carpio),
la tinca (Tinca tinca), il triotto (Rutilus erythrophthalmus) e l’alborella (Alburnus
alburnus alborella).
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
IV: Fiumi Livenza
L’elevata diversità ambientale rende la Livenza adatta ad ospitare una fauna
ricca e articolata, in particolare per quanto riguarda la fauna ittica, per la quale sono
segnalate la Trota marmorata (Salmo marmoratus), il Barbo (Barbusplebejus), la
Tinca (Tinca tinca) e il Temolo (Thymallus thymallus).
Le specie ittiche dominanti in questi ambienti sono soprattutto i ciprinidi reofili
come il cavedano (Leuciscus cephalus) e il pigo (Rutilus pigus). A questi sono
associate altre specie come il gobione (Gobio gobio), il ghiozzo padano e il cobite
comune (Cobitis taenia).
L’altra categoria ittica ben rappresentata numericamente è quella dei ciprinidi
fitofili, tipo la scardola (Scardinius erythrophthalmus), la carpa (Cyprinus carpio) e
l’alborella (Alburnus alburnus alborella).
Tra gli anfibi sono sicuramente presenti l’Ululone dal ventre giallo (Bombina
variegata) e la Rana di Lataste (Rana lataste). Tra l’avifauna, il Falco pecchiaiolo
(Pernis apivorus), il Martin pescatore (Alcedo atthis), la cui dieta è costituita quasi
esclusivamente da pesci e l’Averla piccola (Lanius collurio), un passeraceo tipico di
siepi e macchie boscate.
Raggruppamento 3B: Risorgive, corsi arginati e reticolo idrografico minore –
V: Fiumi Reghena – Lemene
La componente faunistica è piuttosto ricca. Tra i vertebrati si evidenzia
l’ittiofauna, che nei tratti inferiori, si arricchisce per la presenza della savetta
(Condrostoma soetta). Lungo il corso dei due fiumi sono rilevabili anche alcune specie
di avifauna, che trovano, però, il loro habitat ideale nelle Cave di Cinto Caomaggiore,
che rappresentano una tra le riserve faunistiche più importanti della provincia e
dell’intero Veneto orientale, grazie alla presenza di grandi bacini d’acqua e al limitato
disturbo antropico. Nel biotopo si è insediata una garzaia che conta più di cento coppie
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
tra
(Egretta
Airone
cenerino
(Ardea
cinerea), Garzetta
garzetta)
e
Nitticora
(Nycticorax nycticorax) oltre ad una quarantina di coppie di Marangone minore
(Phaeacrocorax pygmeus). La fitta rete di canali e piccole zone umide che li
attraversa, fa, inoltre, di questi boschi ambiti importanti per anfibi e rettili quali la
Rana di Lataste (Rana latastei) e la Testuggine palustre (Emys orbicularis).
Raggruppamento 3C: Zone umide e loro pertinenze: fontanili e laghi eutrofici
Nelle cave di Gaggio gli specchi d’acqua, le boscaglie e i canneti risultano
ambienti ideali per numerose specie di uccelli, in particolare acquatici. Al di là delle
varie specie di anatidi presenti, dalla Marzaiola (Anas quequedula) all’Alzavola (Anas
crecca),
sono
gli
ardeidi
(aironi
e
simili)
che
rendono
questa
zona
umida
particolarmente importante, ospitando, a seconda dei periodi dell’anno, la quasi
totalità delle specie regolarmente presenti in Italia, con l’Airone guardabuoi (Bubulcus
ibis), il Tarabusino (Ixobrychus minutus), la Garzetta (Egretta garzetta) e la Nitticora
(Nycticorax nycticorax). In inverno è possibile osservare il Tarabuso (Botaurus
stellaris) e l’Airone bianco maggiore (Casmerodius albus).
Molto interessante dal punto di vista conservazionistico appare anche la
comunità di rettili e anfibi: sono presenti la Testuggine palustre (Emys orbicularis), la
Rana di Lataste (Rana Iatastei) e il Tritone crestato (Triturus carnifex).
Per quanto riguarda le cave di Noale, la compresenza di habitat paludosi e
boscati, consente l’espressione di una comunità faunistica interessante e diversificata.
Tra gli anfibi, la Rana di Lataste (Rana latastei) e il Tritone crestato (Triturus
carnifex). L’area è, però, importante soprattutto per l’avifauna. I grandi canneti
ospitano alcune coppie di Airone rosso (Ardea purpurea), ma nell’area nidifica anche il
Tarabusino (lxobrychus minutus), e, saltuariamente, il più raro Tarabuso (Botaurus
stellaris),
oltre
alla
Cannaiola
(Acrocephalus
scirpaceus)
e
al
Cannareccione
(Acrocephalus arundinaceus). Le macchie boscate ospitano, invece, specie più comuni
come il Picchio verde (Picus viridis), il Picchio rosso maggiore (Picoides major),
l’Averla piccola (Lanius collurio) e la Ghiandaia (Garrulus glandarius).
Nelle ex cave di Martellago, la fauna ittica presente è rappresentata da specie
legate alla pesca sportiva, tipicamente riconducibili al gruppo dei ciprinidi fitofili ed
alcuni predatori come il luccio (Esox lucius) ed il persico trota (Micropterus salmoides)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
più interessanti risultano gli altri gruppi. Come la maggior parte delle aree umide
dell’entroterra veneziano, il sito ospita un’avifauna ricca, con anatidi, rallidi e picidi.
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – I: Laguna di Venezia
La maggior parte degli uccelli acquatici dipendenti dai complessi barenosi
lagunari è costituita dai limicoli, le cui popolazioni svernanti raggiungono dimensioni
rilevanti a livello nazionale, soprattutto il Piovanello pancianera (Calidris alpina).
Poche specie di caradriformi, generalmente molto specializzate, nidificano nelle barene
più integre e stabilizzate, raramente interessate dai fenomeni di marea. Alcune di
queste
sono
piuttosto
rare
a
livello
nazionale
come
il
Beccapesci
(Sterna
sandvicensis), per il quale la laguna di Venezia rappresenta il secondo sito italiano e
uno dei pochi noti per il Mediterraneo. La popolazione lagunare di Pettegola (Tringa
totanus) costituisce addirittura l’80% dell’intera popolazione nidificante italiana.
Sono però gli ambienti dulciacquicoli e debolmente salmastri, le valli, che
richiamano una straordinaria quantità di avifauna acquatica, tanto che l’area valliva
lagunare nel suo complesso può essere considerata la zona umida più importante
d’Italia per lo svernamento dell’avifauna acquatica. I dati più significativi si hanno per
la famiglia degli anatidi (Anas penelope, A. crecca, A. plathyrinchos, A. acuta, ecc.).
Poche specie, per lo più legate ai canneti e alle aree aperte si riproducono: si tratta in
particolare del Falco di palude (Circus aeruginosus) e della più rara Albanella minore
(Circus pygargus). Numerose altre specie sono presenti durante il periodo di
migrazione e di sverna merito.
Altrettanto importanti sono gli ardeidi, il cui numero sembra in icremento, in
particolare per quanto riguarda la popolazione di Airone rosso (Ardea purpurea), per il
quale la Laguna di Venezia rappresenta una delle aree di nidificazione più importanti
d’Italia. Per alcune di queste specie l’area valliva lagunare è sede di svernarnento: ad
esmpio nitticora (Nycticorax nycticorax), Garzetta (Egretta garzetta), Airone cenerino
(Ardea cinerea) e Airone bianco maggiore (Casmerodius albus).
Raggruppamento 5A: Ecosistemi di transizione – lagune, casse di colmata,
aree vallive e foci – III: Fiume Po: tratto terminale e delta veneto
L’intero complesso del Delta del Po riveste una grande importanza per la
conservazione della fauna, in particolare l’avifauna, che è molto ricca e articolata.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nelle zone di acqua dolce nidifica lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus). Gli ardeidi
sono presenti con numerose specie nidificanti e in varie località del Delta sono
presenti molte garzaie e dormitori. Tra i nidificanti, il Tarabuso (Botaurus stellaris), il
Tarabusino (lxobrychus minutus), l’Airone cenerino (Ardea cinerea) e l’Airone bianco
maggiore (Casmerodius albus). Tra le specie di recente insediamento, come
nidificanti, sono da segnalare anche il Cormorano (Phalacrocorax carbo) e il
Marangone minore (Phalacrocorax pygmeus). Tra l’avifauna di passo o svernante,
molto importanti come varietà, sono gli anatidi. Tra questi troviamo il Germano reale
(Anas platyrhynchos), il Mestolone (Anas clypeata), il Moriglione (Aythya ferma), ma
soprattutto il Fischione (Anas penelope), con la popolazione svernante più importante
d’italia. Tra le specie tipiche delle zone umide salmastre, le più significative sono
l’Avocetta (Recurvirostra avosetta) e la Beccaccia di mare (Haematopus ostralegus),
mentre le zone umide di acqua dolce sono frequentate preferibilmente dal Cavaliere
d’italia (Himantopus himantopus), dalla Pavoncella (Vanellus vanellus) e dai Piviere
dorato (Pluvialis apricaria). Molto numerosi sono anche i laridi, sia nidificanti che
svernanti e migratori, per molti dei quali il delta rappresenta spesso uno dei pochi siti
di nidificazione in italia, come ad esempio la Sterna zampe nere (Gelochelidon
nilotica). Numerosissimi sono anche i rapaci, tra cui il Falco di palude (Circus
aeruginosus), legato soprattutto ai canneti, l’Albanella minore (Circus pygargus),
l’Albanella reale (Circus cyaneus), la Poiana (Buteo buteo), lo Sparviere (Accipiter
nisus), il Falco pescatore (Pandion haliaetus), il Falco pellegrino (Falco peregrinus) e il
Lodolaio (Falco subbuteo). L’ambito fluviale e il sistema di canali, valli e il mare
rappresentano, infine, ambienti ideali per moltissime specie di pesci.
Malgrado la variabilità ambientale che la contraddistingue, in questa fascia di
territorio vi sono delle specie ittiche stabilmente presenti e che con le loro popolazioni
permettono di definire con un buon grado di precisione l'estensione di questa fascia: si
tratta delle specie cosiddette eurialine, che cioè ben tollerano le variazioni di salinità,
come il ghiozzetto di laguna (Knipowitschia panizzae), la passera (Platichthys flesus) e
i cefali (gen. Mugil, Liza, Chelon).
Raggruppamento 5B: Biotopi litoranei e sistemi dunali
Nella penisola del Cavallino, gli ambiti di spiaggia costituiscono una zona di
eccezionale importanza per lo svernamento, la migrazione e la nidificazione di uccelli
acquatici: il Fratino (Charadrius alexandrinus) e il Fraticello (Sternula albifrons)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
trovano qui il loro habitat riproduttivo ottimale. Nella pineta e nella vegetazione
arbustiva nidificano regolarmente il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), la
Ghiandaia (Garrulus glandarius), l’Occhiocotto (Sylvia melanocephala) e lo Zigolo nero
(Emberiza cirlus). Le depressioni umide interdunali sono l’habitat ottimale per anfibi
come la Rana agile (Rana dalmatina), la Raganella (Hyla arborea) ed il Rospo
smeraldino (Bufo viridis). Si segnala, inoltre, la presenza della Testuggine palustre
(Emys orbicularis) e di un interessante nucleo di Rana di Lataste(Rana latastei).
Al Lido di Venezia invece, data la varietà di ambienti, il comparto faunistico è
vario, concentrato però dove maggiori sono gli ambiti indisturbati. Tra le prime dune,
le presenze più significative sono quelle di fratino (Charadrius alexandrinus) e
Fraticello (Sternula albifrons). Nelle aree più interne nidificano ‘Averla piccola (Lanius
collurio),
il
Succiacapre
(Caprimulgus
europaeus),
l’Occhiocotto
(Sylvia
melanocephala) e lo Zigolo nero (Emberiza cirlus). Durante l’inverno sono osservabili
lo Sparviere (Accipiter nisus), la Poiana (Buteo buteo) e il Gufo comune (Asio otus).
Legate alle pinete, sono invece specie più comuni come il Picchio rosso maggiore
(Dendrocopos major), il Picchio verde (Picus viridis) il Rigogolo (Oriolus oriolus), e, tra
i rapaci notturni, l’Assiolo (Asio otus).
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Identificazione degli aspetti vulnerabili dei siti considerati
Le aree di interevento del Piano di gestione in esame ricadono, per quanto
riguarda i fattori di pressione derivanti dalle semine di materiale ittico, nei siti ZPS
IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio, SIC IT3240033 Fiumi
di Meolo e Vallio, ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di
Cinto Caomaggiore, SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge
limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore, SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso EST a S.
Michele Vecchio.
Nell’area di influenza del Piano, in base alla cartografia ufficiale approvata dalla
Regione Veneto per il SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio risultano interessati
habitat Rete Natura 2000 quali 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo
Magnopotamion o Hydrocharition”.
Le aree di interevento del Piano di gestione in esame ricadono, per quanto
riguarda i fattori di pressione derivanti dai campi gara e svolgimento di
manifestazioni sportive, nel SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei,
il SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia, il SIC IT3250044 Fiumi Reghena e
Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore, la ZPS
IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore e il
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio.
Nell’area di influenza del Piano, in base alla cartografia ufficiale approvata dalla
Regione Veneto per la ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave
di Cinto Caomaggiore e il SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio e SIC IT3250044 Fiumi
Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore
risultano interessati habitat Rete Natura 2000 quali 3150 “Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition” e 3260 “Fiumi delle pianure e
montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion”, per il
SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei l’habitat Rete Natura 2000
2110 “Dune embrionali mobili”, per il SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio l’habitat
3150
“Laghi
eutrofici
naturali
con
vegetazione
del
tipo
Magnopotamion
o
Hydrocharition” mentre per il SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia nessun
habitat Rete Natura 2000. Le tipologie di intervento non comportano alterazioni degli
habitat di interesse comunitario in quanto, ove previste, le piazzole dei campi gara in
Zona B risultano già da tempo realizzate, mentre nei campi gara in Zona A non sono
necessarie piazzole fisse per lo svolgimento delle competizioni.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Le aree di interevento del Piano di gestione in esame ricadono, per quanto
riguarda i fattori di pressione derivanti dalle zone di accrescimento degli stadi
giovanili delle trote fario, nel SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale
Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore caratterizzato dalla presenza
dell’habitat 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion
fluitantis e Callitricho- Batrachion”.
Numerose e riportate nelle tabelle sottostanti sono invece le specie di uccelli,
elencate in All. I Dir. 2009/147/CE, che potrebbero utilizzare le aree circostanti
dell’area di influenza del progetto.
Per quanto riguarda l’erpetofauna i Formulari Standard segnalano tre specie di
Anfibi in All II della Direttiva 92/43: Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) e
dal Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e la Rana di lataste (Rana latastei) ed
una specie di rettile, Testuggine d’acqua (Emys orbicularis). L’ululone dal ventre giallo
è presente in aree boscate e aperte con ambienti acquatici come stagni, pozze e
sorgenti mentre per la riproduzione predilige acque ferme e poco profonde situate
all’interno o in prossimità di formazioni boschive.
Il tritone crestato italiano invece predilige principalmente boschi sia di latifoglie
che di conifere ma anche habitat aperti come prati e pascoli purchè presentino
ambienti acquatici adatti alla riproduzione. La rana di lataste predilige ambienti di
querco-carpineti planiziali ma anche ambienti con boschi ripariali igrofili, sipei
alberate, boschi collinari e paludi interne.
L’ambiente preferenziale degli anfibi è quindi quello degli stagni, delle pozze e
delle polle di risorgiva. Tali tipologie ambientali sono presenti nell’area oggetto di
valuzione anche se non sono coinvolte direttamente dalle attività previste dalla carta
ittica.
La testuggine d’acqua invece frequenta ambienti costieri asciutti quali arbusti
costieri e boschi termofili radi. Tali tipologie ambientali non sono presenti nell’area
oggetto di valuzione e pertanto si escude la presenza di tali specie nell’area in esame.
Per quanto riguarda la fauna ittica presenti nei SIC e nelle ZPS della Provincia di
Venezia, il Piano è migliorativo rispetto al precedente ampliando i periodi di divieto di
cattura per alcune e incrementando la lunghezza minima per la pesca di altre.
La fauna di interesse comunitari presente nella provincia di Venezia è la seguente:
Knipowitschia panizzae
Ghiozzetto di laguna
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200
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Alosa fallax Cheppia
Lethenteron sanandreai Lampreda padana
Barbus plebejus
Barbo
Chondrostoma genei
Lasca
Chondrostoma soetta
Savetta
Cobitis taenia
Cobite comune
Rutilus pigus
Pigo
Salmo marmoratus
Cottus gobio
Trota marmorata
Scazzone
Sulla base delle indagini svolte nelle tabelle seguenti si riporta un quadro di
sintesi
delle
specie
frammentazione,
alla
floristiche
perdita
e
di
faunistiche
superficie
potenzialmente
nonché
vulnerabili
all’inquinamento
alla
acustico,
all’inquinamento delle acque e alla competizione faunistica, all’interno dell’area di
influenza del Piano per quanto riguardano i Siti Rete Natura 2000 sopra indicati.
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
201
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
SIC IT3250003
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
Tabella 72: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
Denominazione
Presenza
nell’area di
influenza
1410
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)
Non presente
2110
Dune embrionali mobili
Non presente
2120
Dune mobili del cordone litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune bianche)
Non presente
2130*
Dune costiere fisse a vegetazione erbacea ("dune
grigie")
Non presente
2190
Depressioni umide interdunari
Non presente
2230
Dune con prati dei Malcolmietalia
Non presente
Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster
Non presente
6420
Praterie umide mediterranee con piante erbacee
alte del Molinio-Holoschoenion
Non presente
7210*
Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del
Caricion davallianae
Non presente
2270*
Aspetti che rendono
vulnerabili gli
habitat
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto. La zona di
campo gara è infatti
fisicamente
separata
dall’habitat da scogliere
con massi ciclopici che
sorreggono
la
diga
foranea. Il campo gara è
posto sulla diga in parte
cementificata ed è rivolto
verso il canale di S.
Nicolò
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area
di progetto
Nella tabella sottostante, non si segnala, nel breve tratto del campo gara, la
presenza di specie ornitiche stanziali, in quanto la zona interessata dal campo gara
riguarda solo il lato canale della bocca di porto che è caratterizzata esclusivamente da
grandi massi.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 73: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
SPECIE
COD
A022
A131
A029
A151
A082
A026
A094
A193
A081
A098
A135
A103
A195
A224
A229
A338
A138
A191
Nome
scientifico
Ixobrychus
minutus
Himantopus
himantopus
Ardea
purpurea
Philomachus
pugnax
Circus
cyaneus
Egretta
garzetta
Pandion
haliaetus
Sterna
hirundo
Circus
aeruginosus
Falco
columbarius
Glareola
pratincola
Falco
peregrinus
Sterna
albifrons
Caprimulgus
europaeus
Alcedo atthis
Lanius
collurio
Charadrius
alexandrinus
Sterna
sandvicensis
Nome
comune
Presenza nell’area di
influenza
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Tarabusino
Non presente
Cavaliere
d’Italia
Non presente
Airone rosso
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Combattente
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Albanella reale
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Garzetta
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Falco
pescatore
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Sterna
comune
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Falco di palude
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Smeriglio
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Pernice di
mare
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Falco
pellegrino
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Fraticello
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Succiacapre
Non presente
Martin
pescatore
Non presente
Averla piccola
Non presente
Fratino
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Beccapesci
Non presente
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 74: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza nell’area di
influenza
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
Emys
orbicularis
Rana
latastei
Testuggine
d’acqua
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Rana di
Lataste
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
SPECIE
COD
1220
1215
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
Tabella 75: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
1150*
Presenza
nell’area di
influenza
Denominazione
Lagune costiere
Non presente
1210
Dune embrionali mobili
Non presente
1140
Distese fangose o sabbiose emergenti durante la
bassa marea
Non presente
1510
Steppe salate mediterranee (Limonietalia)
Non presente
1310
Vegetazione pioniera a Salicornia e altre specie
annuali delle zone fangose e sabbiose
Non presente
1320
Prati di Spartina (Spatinion maritimae)
Non presente
1410
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)
Non presente
Aspetti che rendono
vulnerabili gli habitat
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
Habitat non
perché esterno
progetto
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
vulnerabile
all’area di
Tabella 76: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Non presente
A082
Circus cyaneus
Albanella
reale
Non presente
A151
Philomachus
pugnax
Combattente
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
A197
Chlidonias niger
Mignattino
Non presente
A027
Egretta alba
Airone Bianco
A026
Egretta garzetta
Garzetta
A140
Pluvialis apricaria
Piviere dorato
Non presente
A081
Circus
aeruginosus
Falco di
Palude
Non presente
A021
Botaurus stellaris
Tarabuso
Non presente
A023
Nycticorax
nycticorax
Nitticora
Non presente
A193
Sterna hirundo
Sterna
comune
Non presente
A131
Himantopus
himantopus
Cavalier
d’italia
Non presente
A195
Sterna albifrons
Fraticello
Non presente
A191
Sterna
sandvincensis
Beccapesci
Non presente
A0132
Recurvirostra
avosetta
Avocetta
Non presente
A024
Ardeola ralloides
Sgarza
cuiffetto
Non presente
A029
Ardea purpurea
Airone Rosso
Non presente
A084
Circus pygargus
Albanella
minore
Non presente
A229
Alcedo atthis
Martin
pescatore
Non presente
A032
Plegadis
falcinellus
Mignattaio
Non presente
A393
Phalacrocorax
pygmeus
Marangone
minore
Non presente
A034
Platalea
Spatola
Non presente
Non presente
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
leucorodia
A138
Charadrius
alexandrinus
Fratino
Non presente
A176
Larus
melanocephalus
Gabbiano
corallino
Non presente
A141
Pluvialis
squatarola
Pivieressa
Non presente
A035
Phoenicopterus
ruber
Fenicottero
rosso
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto che ricade all’interno del
paese di Jesolo
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 77: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
1220
1215
Nome
scientifico
Nome
comune
Emys
orbicularis
Rana
latastei
Testuggine
d’acqua
Rana di
Lataste
Presenza
nell’area di
influenza
Non presente
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Tabella 78: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
pesci elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
1155
Knipowitschia
panizzae
Ghiozzetto di
laguna
Presente
1154
Pomatoschistus
canestrinii
Ghiozzetto
cenerino
Non
presente
1103
Alosa fallax
Cheppia
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie vulnerabile perché sensibile
all’inquinamento
puntiforme
delle
manifestazioni sportive per caratteristiche
ecologiche
Specie non vulnerabile perché non
presente nell’area di progetto
Specie vulnerabile perché sensibile
all’inquinamento
puntiforme
delle
manifestazioni sportive per caratteristiche
ecologiche
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe cave di Cinto Caomaggiore
Tabella 79: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
Presenza
nell’area di
influenza
Denominazione
3150
Laghi eutrofici naturali con
Magnopotamion o Hydrocharition
3260
Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion
Presente
6430
Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie
idrofile
Non presente
6510
Praterie magre da fieno a bassa altitudine
(Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Non presente
91E0*
91F0
91L0
vegetazione
del
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion
albae)
Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus
robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus
excelsior o Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris)
Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion)
Non Presente
Non presente
Non presente
Non presente
Aspetti che rendono
vulnerabili gli habitat
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat vulnerabile perché
sottoposto a carico di
nutrienti (pasture)
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Tabella 80: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
A029
A081
A023
A021
Nome
scientifico
Ardea
purpurea
Circus
aeruginosus
Nycticorax
nycticorax
Botaurus
Nome
comune
Airone
Rosso
Falco di
Palude
Presenza
nell’area
di
influenza
Presente
Presente
Nitticora
Presente
Tarabuso
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
A193
A024
A082
A060
A022
A027
A026
A229
A338
Nome
scientifico
Nome
comune
stellaris
Sterna
hirundo
Ardeola
ralloides
Circus
cyaneus
Aythya
nyroca
Ixobrychus
minutus
Sterna
Egretta
garzetta
Alcedo
atthis
Lanius
collurio
Presente
Sgarza
ciuffetto
Albanella
reale
Moretta
tabaccata
Presente
Presente
Presente
Tarabusino
Egretta alba
Airone
Bianco
Sgarza
cuiffetto
Martin
pescatore
Averla
piccola
Presenza
nell’area
di
influenza
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
Tabella 81: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
Nome
comune
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
COD
Nome
scientifico
1193
Bombina
variegata
Ululone
Presente
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive e alla predazione della fauna ittica
seminata
1220
Emys
orbicularis
Testuggine
d’acqua
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di progetto
1215
Rana
latastei
Rana di
Lataste
Presente
1167
Triturus
carnifex
Tritone
crestato
Presente
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive e alla predazione della fauna ittica
seminata
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive e alla predazione della fauna ittica
seminata
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210
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 82: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
pesci elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area
di influenza
1097
Lethenteron
sanandreai
Lampreda
padana
1137
Barbus plebejus
Barbo
Presente
Lasca
Non presente
Savetta
Non presente
Presente
1115
1140
Chondrostoma
genei
Chondrostoma
soetta
Non presente
1149
Cobitis taenia
Cobite
comune
1114
Rutilus pigus
Pigo
Non presente
1107
Salmo
marmoratus
Trota
marmorata
Non presente
1163
Cottus gobio
Scazzone
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
puntiforme delle manifestazioni sportive e alla
competizione della fauna ittica seminata
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
puntiforme delle manifestazioni sportive e alla
competizione della fauna ittica seminata
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto. E’ presente esclusivamente nel F.
Tagliamento con popolazione molto limitata e
compromessa. Nel Tagliamento non vengono fatte
immissioni di trota fario
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area
di progetto
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211
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto
Caomaggiore
Tabella 83: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
Presenza
nell’area di
influenza
Denominazione
3150
Laghi
eutrofici
naturali
con
Magnopotamion o Hydrocharition
vegetazione
del
3260
Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del
Ranunculion fluitantis e Callitrichon-Batrachion
Presente
6430
Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie
idrofile
Non presente
6510
Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus
pratensis, Sanguisorba officinalis)
Non presente
91E0*
Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Non presente
91F0
Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur,
Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior o
Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris)
Non presente
Non Presente
Aspetti che
rendono
vulnerabili gli
habitat
Habitat
non
vulnerabile perché
esterno all’area di
progetto
Habitat vulnerabile
perché sottoposto
a carico di nutrienti
(pasture)
Habitat
non
vulnerabile perché
esterno all’area di
progetto
Habitat
non
vulnerabile perché
esterno all’area di
progetto
Habitat
non
vulnerabile perché
esterno all’area di
progetto
Habitat
non
vulnerabile perché
esterno all’area di
progetto
Tabella 84: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
A393
A029
A081
A023
A021
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area
di
influenza
Phalacrocorax
pygmeus
Ardea
purpurea
Circus
aeruginosus
Nycticorax
nycticorax
Marangone
minore
Airone
Rosso
Falco di
Palude
Presente
Nitticora
Presente
Botaurus
Tarabuso
Presente
Presente
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
SPECIE
COD
Nome
scientifico
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Presenza
nell’area
di
influenza
Nome
comune
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
stellaris
A193
Sterna hirundo
Sterna
A024
Ardeola
ralloides
A082
Circus cyaneus
A060
Aythya nyroca
Sgarza
cuiffetto
Albanella
reale
Moretta
tabaccata
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Presente
A027
Egretta alba
Airone
Bianco
Presente
A026
Egretta
garzetta
Garzetta
Presente
A229
Alcedo atthis
A338
Lanius collurio
Martin
pescatore
Averla
piccola
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
delle manifestazioni sportive
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
all’inquinamento acustico
Tabella 85: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
1193
1220
1215
1167
Nome
scientifico
Bombina
variegata
Emys
orbicularis
Rana
latastei
Triturus
carnifex
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Ululone
Presente
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive
Testuggine
d’acqua
Rana di
Lataste
Tritone
crestato
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di progetto
Nome
comune
Presente
Presente
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento puntiforme
delle manifestazioni sportive
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 86: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
pesci elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
1137
1115
1140
Nome
scientifico
Barbus plebejus
Chondrostoma
genei
Chondrostoma
soetta
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
Barbo
Presente
Lasca
Non presente
Savetta
Non presente
Presente
1149
Cobitis taenia
Cobite
comune
1114
Rutilus pigus
Pigo
Non presente
1107
Salmo
marmoratus
Trota
marmorata
Non presente
1163
Cottus gobio
Scazzone
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie
vulnerabile
perché
sensibile
all’inquinamento puntiforme delle manifestazioni
sportive per caratteristiche ecologiche e alla
competizione con le specie immesse
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie
vulnerabile
perché
sensibile
all’inquinamento puntiforme delle manifestazioni
sportive per caratteristiche ecologiche e alla
competizione con le specie immesse
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto. E’ presente esclusivamente
nel F. Tagliamento con popolazione molto limitata
e compromessa. Nel Tagliamento non vengono
fatte immissioni di trota fario
Specie non vulnerabile perché non presente
nell’area di progetto
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
214
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
Tabella 87: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
3150
6410
7210
Presenza
nell’area di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili
gli habitat
Presente
Habitat vulnerabile perché sottoposto a
carico di nutrienti (pasture)
Non presente
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Non presente
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Denominazione
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Praterie con Molinia su terreni calcarei,
torbosi o argilloso-limosi (Molinion
caeruleae)
Paludi calcaree con Cladium mariscus e
specie del Caricion davallianae
Tabella 88: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
A197
Chlidonias niger
Mignattino
Presente
A119
Porzana porzana
Voltolino
Presente
A195
Sterna albifrons
Fraticello
Presente
A151
Philomachus
pugnax
Combattente
Presente
A026
Egretta garzetta
Garzetta
Presente
A030
Ciconia nigra
Cicogna nera
Presente
Larus
melanocephalus
Himantopus
himantopus
Nycticorax
nycticorax
Gabbiano
corallino
Cavaliere
d’Italia
Non
Presente
Nitticora
Presente
Sterna
comune
Presente
Tarabuso
Presente
Mignattaio
Presente
A176
A131
A023
A193
A021
A032
Sterna hirundo
Botaurus
stellaris
Plegadis
falcinellus
Nome
comune
Presenza
nell’area
di
influenza
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile all’inquinamento
acustico delle manifestazioni sportive
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Presenza
nell’area
di
influenza
Nome
comune
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Presente
A082
Circus cyaneus
Albanella
reale
Presente
A029
Ardea purpurea
Airone rosso
Presente
A024
Ardeola ralloides
A081
Circus
aeruginosus
Sgarza
ciuffetto
Falco di
palude
A120
Porzana parva
Schiribilla
A229
Alcedo atthis
A338
Lanius collurio
Martin
pescatore
Averla
piccola
Presente
Presente
Presente
Presente
Presente
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
Specie vulnerabile perché sensibile
acustico delle manifestazioni sportive
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
all’inquinamento
Tabella 89: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
1220
Emys
orbicularis
Nome
comune
Testuggine
d’acqua
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
Tabella 90: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
3150
3260
Denominazione
Laghi
eutrofici
naturali
con
vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition
Fiumi delle pianure e montani con
vegetazione
del
Ranunculion
fluitantis e Callitrichon-Batrachion
Presenza
nell’area di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili gli
habitat
Presente
Habitat presente nell’area di progetto ma
non vulnerabile alle immissioni di Tinca
Non presente
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
217
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
Tabella 91: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
1140
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
Denominazione
Distese fangose o sabbiose
durante la bassa marea
emergenti
Lagune costiere
Vegetazione annua delle linee di deposito
marine
Vegetazione pioniera a Salicornia e altre
specie annuali delle zone fangose e sabbiose
Prati di Spartina (Spatinion maritimae)
Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia
maritimi)
Praterie e fruticeti alofili mediterranei e
termo-atlantici (Sarcocornietea fruticosi)
1510
Steppe salate mediterranee (Limonietalia)
6420
Praterie umide mediterranee con piante
erbacee alte del Molinio-Holoschoenion
Presenza
nell’area di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili
gli habitat
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Habitat non vulnerabile perché esterno
all’area di progetto
Tabella 92: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
A140
Pluvialis
apricaria
Piviere
dorato
Non presente
A197
Chlidonias niger
Mignattino
Non presente
Himantopus
himantopus
Ixobrychus
minutus
Cavalier
d’italia
Non presente
Tarabusino
Non presente
Sterna albifrons
Fraticello
Non presente
A131
A022
A195
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
218
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area di
influenza
A193
Sterna hirundo
Sterna
Non presente
A032
Plegadis
falcinellus
Mignattaio
Non presente
A029
Ardea purpurea
Airone Rosso
Non presente
A034
Platalea
leucorodia
Spatola
Non presente
A082
Circus cyaneus
Albanella
reale
Non presente
A151
Philomachus
pugnax
Combattente
Non presente
A084
Circus pygargus
Albanella
minore
Non presente
Tarabuso
Non presente
Nitticora
Non presente
A021
A023
Botaurus
stellaris
Nycticorax
nycticorax
A024
Ardeola ralloides
Sgarza
ciuffetto
Non presente
A026
Egretta garzetta
Garzetta
Non presente
A027
Egretta alba
A081
A0132
A176
A191
A229
A393
A138
Circus
aeruginosus
Recurvirostra
avosetta
Larus
melanocephalus
Sterna
sandvincensis
Alcedo atthis
Phalacrocorax
pygmeus
Charadrius
alexandrinus
Airone
Bianco
Falco di
Palude
Non presente
Non presente
Avocetta
Non presente
Gabbiano
corallino
Non presente
Beccapesci
Non presente
Martin
pescatore
Marangone
minore
Fratino
Non presente
Non presente
Non presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
Specie non vulnerabile
nell’area di progetto
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
perché non presente
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219
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 93: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
1220
1215
1167
Nome
scientifico
Emys
orbicularis
Rana
latastei
Triturus
carnifex
Nome
comune
Testuggine
d’acqua
Rana di
Lataste
Tritone
crestato
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili le specie
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Specie non vulnerabile perché non presente nell’area di
progetto
Tabella 94: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
pesci elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome scientifico
Nome comune
Presenza
nell’area di
influenza
1155
Knipowitschia panizzae
1154
Pomatoschistus
canestrinii
Ghiozzetto di
laguna
Ghiozzetto
cenerino
1103
Alosa fallax
Cheppia
Non presente
-
Acipenser naccarii
Storione cobite
Non presente
Non presente
Non presente
Aspetti che rendono
vulnerabili le specie
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
non
non
non
non
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio
Tabella 95: Analisi critica della presenza nell’area di influenza degli habitat di
interesse comunitario
HABITAT
COD
Presenza
nell’area di
influenza
Denominazione
3150
Laghi eutrofici naturali con vegetazione
del Magnopotamion o Hydrocharition
Non presente
6410
Praterie con Molinia su terreni calcarei,
torbosi o argilloso-limosi (Molinion
caeruleae)
Non presente
7210
Paludi calcaree con Cladium mariscus e
specie del Caricion davallianae
Non presente
Aspetti che rendono
vulnerabile l’habitat
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Habitat non vulnerabile
perché esterno all’area di
progetto
Tabella 96: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
uccelli elencati in Allegato I della Direttiva 2009/147/CEE
SPECIE
COD
A197
A119
A195
A151
A026
A030
A176
A131
A023
A193
Nome
scientifico
Chlidonias
niger
Porzana
porzana
Sterna
albifrons
Philomachus
pugnax
Egretta
garzetta
Ciconia nigra
Larus
melanocephal
us
Himantopus
himantopus
Nycticorax
nycticorax
Sterna
hirundo
Nome
comune
Mignattino
Voltolino
Fraticello
Combatten
te
Garzetta
Cicogna
nera
Gabbiano
corallino
Cavaliere
d’Italia
Nitticora
Sterna
comune
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
non
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
non
non
non
non
non
non
non
non
non
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Botaurus
stellaris
Plegadis
falcinellus
Ixobrychus
minutus
Circus
cyaneus
Ardea
purpurea
Ardeola
ralloides
Circus
aeruginosus
Albanella
reale
Airone
rosso
Sgarza
ciuffetto
Falco di
palude
A120
Porzana parva
Schiribilla
A229
Alcedo atthis
A338
Lanius collurio
A021
A032
A022
A082
A029
A024
A081
Tarabuso
Mignattaio
Tarabusino
Martin
pescatore
Averla
piccola
Presenza
nell’area
di
influenza
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Non
presente
Aspetti che rendono vulnerabili le
specie
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
Specie non vulnerabile perché
presente nell’area di progetto
non
non
non
non
non
non
non
non
non
non
Tabella 97: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
anfibi e rettili elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
1220
Emys
orbicularis
Testuggine
d’acqua
Presenza
nell’area
di
influenza
Aspetti che rendono vulnerabili
le specie
Non
presente
Specie non vulnerabile perché non
presente nell’area di progetto
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 98: Analisi critica della presenza nell’area di influenza delle specie di
pesci elencati in Allegato II della Direttiva 92/43/CEE
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Presenza
nell’area
di
influenza
1149
Cobitis taenia
Cobite
Presente
1991
Sabanejewia
larvata
Cobite
mascherato
Non
presente
Aspetti che rendono
vulnerabili le specie
Specie vulnerabile perché
sensibile alla competizione
con le specie oggetto di
ripopolamento
Specie non vulnerabile
perché non presente
nell’area di progetto
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Identificazione degli effetti con riferimento agli habitat, habitat di specie e specie nei
confronti dei quali si producono
Le attività di piano:
•
Piani di ripopolamento;
•
Campi gara e svolgimento di competizioni di pesca sportiva;
•
Indicazioni gestionali per le attività di acquacoltura e per la pesca
sportiva all’interno di aree private,
possono comportare pressioni con influenze sui siti Rete Natura 2000.
Tabella 99: Effetti e bersagli (habitat e specie vulnerabili) e vettori attraverso i
quali si producono
AZIONI DI PIANO
Piani di
ripopolamento
FONTE DI
PRESSIONE
Produzione
di
polveri
per
movimentazione
mezzi
Produzione
di
rumore e gas di
scarico
per
movimentazione
mezzi
Possibile
immissione di specie
alloctone nel reticolo
idrografico
provinciale
EFFETTO/FATTORE DI
PRESSIONE
Inquinamento acustico
Disturbo e perturbazione
dell’ecosistema a carico
della
componente
faunistica
Inquinamento acustico
Campi gara
Indicazioni gestionali
per la pesca, Zone
di accrescimento per
gli stadi giovanili di
trota fario
- Produzione di
polveri, rumore
- Presenza di
partecipanti alla
manifestazione
- Occupazione del
suolo
- Uso di pasture per
attrarre i pesci
Spostamento della
fauna ittica
Immissione di trotelle
Disturbo e perturbazione
dell’ecosistema a carico
della
componente
faunistica
Mortalità differita
specie ittiche
VETTORE
Aria
Acqua e
aria
Disturbo e perturbazione
dell’ecosistema a carico
della componente
faunistica
Fauna terrestre
potenzialmente
frequentante l’area
Aria
Acqua,
Aria e
suolo
delle
Inquinamento deriavante
dall’uso di pasture per
richiamo pesci
BERSAGLIO
Fauna terrestre e
acquatica
potenzialmente
frequentante l’area
e habitat
Acqua
Acqua
Fauna acquatica
frequentante l’area
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Identificazione degli effetti sinergici e cumulativi
Di seguito, nelle tabelle successive, si riportano le specie di interesse
comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti derivanti dal Piano che possono
incidere in maniera sinergica e cumulativa sugli stessi bersagli.
Per il SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei, il SIC IT3240033
Fiumi di Meolo e Vallio e il SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia non vi
sono specie bersaglio soggette a fattori di pressione previsti dalle azioni del Piano.
Per le specie ittiche presenti nei siti IT3250044 “Fiumi Reghena e Lemene canale Taglio e rogge limitrofe cave di Cinto Caomaggiore”, IT3250012 “Ambiti fluviali
del Reghena e del Lemene – cave di Cinto Caomaggiore” e IT3240019 “Fiume Sile:
Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio” in cui ricadono alcuni campi gara e si attuano
attività di ripopolamento, la navigazione da diporto, specialmente nella stagione estiva
può determinare effetti di disturbo sulla fauna acquatica.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 100: Specie di interesse comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti del Piano e presenti nel
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
SPECIE
Nome
scientifico
COD
Potenziale
vulnerabilità
Azioni del piano
incidenti
Fonte di pressione
su habitat o specie
Effetti sinergici e
cumulativi
Bersaglio
/
Si
/
Si
Nome comune
Ittiofauna
Campi gara
1155
Knipowitschia
panizzae
Ghiozzetto di
laguna
Si
Attività
ripopolamento
di
Campi gara
1103
Alosa fallax
Cheppia
Si
Attività
ripopolamento
di
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Disturbo alla
componente faunistica
(cattura occasionale)
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 101: Specie di interesse comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti del Piano e presenti nel
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto Caomaggiore
SPECIE
Nome
scientifico
COD
Potenziale
vulnerabilità
Azioni del piano
incidenti
Fonte di pressione
su habitat o specie
Effetti sinergici e
cumulativi
Bersaglio
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Nome comune
Habitat
3260
Fiumi delle pianure e montani
con vegetazione del Ranunculion
fluitantis e CallitrichoBatrachion.
Si
Campi gara
Avifauna
A029
Ardea purpurea
Airone Rosso
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A081
Circus
aeruginosus
Falco di Palude
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A023
Nycticorax
nycticorax
Nitticora
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A021
Botaurus
stellaris
Tarabuso
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A193
Sterna hirundo
Sterna
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
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Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
A024
Ardeola
ralloides
Sgarza
ciuffetto
Si
A082
Circus cyaneus
Albanella reale
Si
Competizioni sportive
A060
Aythya nyroca
Moretta
tabaccata
Si
Competizioni sportive
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Si
Competizioni sportive
A027
Egretta alba
Airone Bianco
Si
Competizioni sportive
A026
Egretta
garzetta
Garzetta
Si
Competizioni sportive
A229
Alcedo atthis
Martin
pescatore
Si
Competizioni sportive
A338
Lanius collurio
Averla piccola
Si
Competizioni sportive
Competizioni sportive
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Erpetofauna
Competizioni sportive
1193
Bombina
variegata
Campi gara
Ululone
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
accrescimento
giovanili fario
-Pressione antropica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Competizione
faunistica
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
/
Si
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Competizioni sportive
Campi gara
1215
Rana latastei
Rana di
Lataste
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
accrescimento
giovanili fario
Competizioni sportive
Campi gara
1167
Triturus
carnifex
Tritone
crestato
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
accrescimento
giovanili fario
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
-Pressione antropica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Competizione
faunistica
-Pressione antropica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Disturbo
e
competizione faunistica
/
Si
/
Si
/
Si
/
Si
Ittiofauna
1137
Barbus
plebejus
Barbo
Si
Competizioni sportive
-Disturbo
alla
componente
faunistica
(cattura ccasionale)
Campi gara
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Attività
ripopolamento
di
Competizione
faunistica
Zone
accrescimento
di
Disturbo
e
competizione faunistica
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Campi gara
1149
Cobitis taenia
Cobite comune
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
accrescimento
di
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
/
Si
Disturbo
e
competizione faunistica
Tabella 102: Specie di interesse comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti del Piano e presenti nella
ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore
SPECIE
Nome
scientifico
COD
Potenziale
vulnerabilità
Azioni del piano
incidenti
Fonte di pressione
su habitat o specie
Effetti sinergici e
cumulativi
Bersaglio
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Nome comune
Habitat
3260
Fiumi delle pianure e montani
con vegetazione del Ranunculion
fluitantis e CallitrichoBatrachion.
Si
Campi gara
Avifauna
A393
Phalacrocorax
pygmeus
Marangone
minore
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A029
Ardea purpurea
Airone Rosso
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
230
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
A081
Circus
aeruginosus
Falco di Palude
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A023
Nycticorax
nycticorax
Nitticora
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A021
Botaurus
stellaris
Tarabuso
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A193
Sterna hirundo
Sterna
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A024
Ardeola
ralloides
Sgarza
ciuffetto
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A082
Circus cyaneus
Albanella reale
Si
Competizioni sportive
A060
Aythya nyroca
Moretta
tabaccata
Si
Competizioni sportive
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Si
Competizioni sportive
A027
Egretta alba
Airone Bianco
Si
Competizioni sportive
A026
Egretta
garzetta
Garzetta
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
A229
Alcedo atthis
Martin
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
Disturbo e
Si
Si
Si
Si
Si
Si
231
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
pescatore
A338
Lanius collurio
Averla piccola
Si
Competizioni sportive
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Erpetofauna
Competizioni sportive
1193
Bombina
variegata
Ululone
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
di
accrescimento fario
Competizioni sportive
1215
Rana latastei
Rana di
Lataste
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
di
accrescimento fario
Competizioni sportive
1167
Triturus
carnifex
Tritone
crestato
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
di
accrescimento fario
-Pressione antropica
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Competizione
faunistica
-Pressione antropica
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Competizione
faunistica
-Pressione antropica
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
Competizione
faunistica
/
Si
/
Si
/
Si
/
Si
/
Si
Ittiofauna
1137
Barbus
plebejus
Barbo
Competizioni sportive
-Disturbo
alla
componente
faunistica
(cattura ccasionale)
Campi gara
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Si
Attività
ripopolamento
di
Competizione
faunistica
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
232
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Zone
accrescimento
di
Campi gara
1149
Cobitis taenia
Cobite comune
Si
Attività
ripopolamento
di
Zone
accrescimento
di
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Disturbo
e
competizione faunistica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione
faunistica (predazione
stadi giovanili)
/
Si
Disturbo
e
competizione faunistica
Tabella 103: Specie di interesse comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti del Piano e presenti nel
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
SPECIE
Nome
scientifico
COD
Potenziale
vulnerabilità
Azioni del piano
incidenti
Fonte di pressione
su habitat o specie
Effetti sinergici e
cumulativi
Bersaglio
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Nome comune
Habitat
3150
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del Magnopotamion
o Hydrocharition
Si
Campi gara
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Avifauna
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233
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
A197
A119
Chlidonias niger
Porzana
porzana
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Mignattino
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Voltolino
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A195
Sterna albifrons
Fraticello
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A151
Philomachus
pugnax
Combattente
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A026
Egretta
garzetta
Garzetta
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A030
Ciconia nigra
Cicogna nera
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
A131
Himantopus
himantopus
Cavaliere
d’Italia
Si
Competizioni sportive
A023
Nycticorax
nycticorax
Nitticora
Si
Competizioni sportive
A193
Sterna hirundo
Sterna comune
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
A021
Botaurus
Tarabuso
Si
Competizioni sportive
-Inquinamento
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
Disturbo e
Si
Si
Si
Si
234
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
stellaris
A032
Plegadis
falcinellus
Mignattaio
Si
Competizioni sportive
A022
Ixobrychus
minutus
Tarabusino
Si
Competizioni sportive
A082
Circus cyaneus
Albanella reale
Si
Competizioni sportive
A029
Ardea purpurea
Airone rosso
Si
Competizioni sportive
A024
Ardeola
ralloides
Sgarza
ciuffetto
Si
Competizioni sportive
A081
Circus
aeruginosus
Falco di palude
Si
Competizioni sportive
A120
Porzana parva
Schiribilla
Si
Competizioni sportive
A229
Alcedo atthis
Martin
pescatore
Si
Competizioni sportive
A338
Lanius collurio
Averla piccola
Si
Competizioni sportive
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
-Inquinamento
acustico
-Pressione antropica
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Tabella 104: Specie di interesse comunitario potenzialmente vulnerabili agli effetti del Piano e presenti nel
SIC/ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
SPECIE
COD
Nome
scientifico
Nome
comune
Potenziale
vulnerabilità
Azioni del piano
incidenti
Si
Semina materiale
ittico
Fonte di pressione su habitat o
specie
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Effetti sinergici e
cumulativi
Bersaglio
Disturbo e
perturbazione
dell’ecosistema
Si
Ittiofauna
114
9
Cobitis
taenia
Cobite
Competizione tra le specie
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236
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Identificazione dei percorsi e dei vettori attraverso i quali si producono
I vettori individuati, in grado di trasferire a distanza alcuni effetti generati dalle
attività del Piano, sono l’aria e l’acqua.
In questo contesto l’acqua è vettore di inquinamento di carichi organici (fosforo,
azoto) derivanti dall’uso di sostanze di richiamo del pesce nelle zone di pesca;
concentrazioni maggiori di tali carichi di sostanze organiche le si avranno durante le
competizioni di pesca sportiva dove la presenza di pescatori risulta maggiore. Tale
azione del Piano quindi prevede alterazioni sulle caratteristiche chimico-fisico e
biologiche della matrice acqua, nei tratti dove vi sono i campi gara; l’effetto di questo
vettore tuttavia, ha un ruolo positivo in quanto favorisce la dispersione degli
inquinanti e quindi la riduzione delle concentrazioni degli stessi nel caso in cui il tratto
interessato sia caratterizzato da acque lotiche.
L’aria invece è vettore principalmente dell’inquinamento acustico causato sia dai
mezzi d’opera utilizzati per le semine, oltre che in grado di trasferire emissioni
inquinanti, sia dal flusso di persone e loro mezzi di trasporto che si avranno durante le
competizioni sportive nelle aree dei campi gara.
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237
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Previsione e valutazione della significatività
riferimento agli habitat, habitat di specie e specie
degli
effetti
con
In riferimento alla Guida Metodologica per la Valutazione di Incidenza ai sensi
della Direttiva 92/43/CEE, all’allegato A della D.G.R.V. n. 3173 del 10 ottobre 2006
vengono valutate la significatività e l’entità dell’incidenza delle diverse azioni di piano
attraverso l’utilizzo di opportuni indicatori di importanza.
Per verificare il Grado di conservazione degli habitat e le sue eventuali
variazioni, si prende come riferimento la situazione presente allo stato attuale e si fa
uso di una tabella di seguito riportata.
FUNZIONI
prospettive
eccellenti
buone prospettive
prospettive
mediocri o
sfavorevoli
A
A
A
eccellente
B se ripristino facile
o possibile con un
impegno medio
ben
conservata
A
mediamente
o
parzialmente
degradata
B se ripristino facile
o possibile con un
impegno medio
C se ripristino
difficile o
impossibile
B
C se ripristino
difficile o
impossibile
STRUTTURA
B se ripristino facile
C se ripristino
possibile con un
impegno medio o
Difficile/impossibile
C
A: conservazione eccellente, B: buona conservazione, C: conservazione media o limitata
Si riporta, utile come riferimento e confronto, anche il Grado di conservazione
degli habitat relativi all’intero Sito, sempre riferito alla
cartografia degli habitat
approvata dalla Regione Veneto, e quello riportato nel Formulario Standard, sempre
relativo al Sito; il Grado di conservazione dell’area di analisi invece si è basato sul
“giudizio esperto”.
HABITAT
3150 Laghi eutrofici
naturali con
vegetazione del
Magnopotamion o
Hydrocharition
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(AREA DI ANALISI)
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(SITO)
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(FORMULARIO)
BUONO
BUONO
-
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
238
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(AREA DI ANALISI)
HABITAT
3260 Fiumi delle
pianure e montani con
vegetazione del
Ranunculion fluitantis e
Callitricho- Batrachion.
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(SITO)
BUONO
GRADO DI
CONSERVAZIONE
(FORMULARIO)
BUONO
BUONO
Per quanto riguarda il grado di conservazione delle specie invece, esso si
ottiene dal grado di conservazione degli elementi dell’habitat importanti per la specie
(habitat di specie) e dalla possibilità di ripristino; si fa uso poi della tabella di seguito
riportata.
Possibilità di ripristino
Grado di
conservazione
della struttura
facile
possibile con un
impegno medio
difficile o
impossibile
elementi in condizioni eccellenti
A
A
A
elementi ben conservati
B
B
B
elementi in uno stato di medio o
parziale degrado
B
C
C
dove si intende:
A= elementi in condizioni eccellenti indipendentemente dalla possibilità di
ripristino
B= elementi ben conservati indipendentemente dalla possibilità di ripristino o
elementi in medio o parziale degrado in condizioni di facile ripristino
C= tutte le altre combinazioni
Per quanto riguarda le specie presenti nell’area di intervento, il Grado di
conservazione è riferito al sito ed è espresso nel formulario standard; le specie di
uccelli, anfibi e pesci potenzialmente presenti nell’area di indagine sono di seguito
riportate. Nella tabella che segue sono riportate le diverse informazioni per le varie
specie indicate anche nel formulario standard.
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
239
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Riprod.
Nome scientifico
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Migratoria
Riprod
Svern
Valutazione del sito
Stazio
Popol
Cons.
Isolam
Glob.
P
P
R
P
R
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
P
C
C
C
C
R
P
C
C
C
C
C
C
C
C
C
B
C
B
C
P
C
C
C
C
B
B
C
C
C
C
C
C
B
B
C
C
P
C
C
C
C
V
C
C
C
C
C
B
A
C
P
C
C
C
C
C
P
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
B
A
B
C
A
B
B
P
C
C
B
B
C
C
C
B
C
C
B
C
C
B
B
B
C
C
AVIFAUNA
Ardeola ralloides
Circus cyaneus
Ardea purpurea
Ardeola ralloides
Circus aeruginosus
Botaurus stellaris
Himantopus
himantopus
Plegadis falcinellus
Porzana parva
Ixobrychus
minutus
Egretta garzetta
Egretta alba
Chlidonias niger
Porzana porzana
Philomachus
pugnax
Ciconia nigra
Phalacrocorax
pygmeus
Nycticorax
nycticorax
Alcedo atthis
Lanius collurio
Sterna hirundo
Sterna albifrons
P
C
P
P
P
C
P
ERPETOFAUNA
Bombina variegata
Rana latastei
Triturus carnifex
R
R
C
PESCI
Alosa fallax
Barbus plebejus
Knipowitschia
panizzae
Cobitis taenia
C
Grado di Conservazione: grado di conservazione della struttura e delle funzioni del tipo di habitat naturale in questione e
possibilità di ripristino, secondo la seguente codifica:
A = conservazione eccellente;
B = buona conservazione
C = conservazione media o ridotta
Valutazione globale: valutazione globale del valore del sito per la conservazione del tipo di habitat naturale, secondo la
seguente codifica:
A = valore eccellente
B = valore buono
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
240
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
C = valore significativo
Habitat acquatici
Gli habitat identificati come potenzialmente interessati dalle azioni di piano sono
il 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”
ed il 3260 “Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e
Callitricho- Batrachion” che potrebbero essere influenzati dall’aumento del carico
organico determinato dall’uso delle pasture per attrarre i pesci in occasione delle
competizioni sportive.
Nelle gare in zona B si utilizza un quantitativo massimo di sfarinati e di larve di
mosca carnaria (bigattini). Pertanto questo tipo di manifestazione sportiva comporta
un’alterazione della qualità delle acque che comunque risulta nel complesso limitata.
Infatti ipotizzando che tutti i partecipanti alle competizioni liberino in acqua 600 gr di
chironomidi, 1000 gr bigattini, 4000 gr pastura e 500 gr granoturco (come da
regolamento per le gare a carattere provinciale presente nella Carta Ittica), si può
determinare l’apporto massimo in azoto e fosforo sulla base della capienza del campo
gara. Le concentazioni di nutrienti diluiti in acqua sono accettabili e non superiori ai
valori soglia riportati in normativa (Tabella 114). I valori indicati sono del tutto
cautelativi in quanto si è considerato che tutto il contenuto in azoto e fosforo della
pastura venga solubilizzato cosa che nella realtà mai si realizza.
Le concentrazioni di azoto per la vita dei ciprinidi è di 0.2 mg/l (Dlgs 152/2006)
e di fosforo è di 0.14 mg/l (fonte Dlgs 152/2006) pertanto le concentazioni di nutrienti
che possono solubilizzarsi in acqua sono accettabili e non superiori ai valori limite.
Considerando le capacità di autodepurazione del corpo idrico si può ipotizzare
che l’apporto di sostanze organiche (carboidrati, azoto e fosforo) sia ragionevolmente
compatibile con l’ambiente acquatico e determini impatti sicuramente trascurabili.
E’ pertanto ipotizzabile che non ci sia alterazione del corpo idrico che possa
interferire significativamente con la flora e fauna acquatiche. Non vengono usate
esche o pasture che possano influire negativamente sulle specie presenti nel corso
d’acqua.
Il numero di gare proposto risulta pertanto idoneo e non incide sulle
componenti biotiche dei siti.
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
241
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Non ci sarà alterazione qualitativa e quantitativa dei corpi idrici che possa
interferire con la flora e fauna acquatiche.
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
242
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 105: tabella con i calcoli delle concentrazioni di nutrienti che si possono realizzare nei campi gara a seguito
dell’utilizzo di pasture a base vegetale
CAMPI GARA FISSI IN ZONA B
Corso d’acqua
Tagliamento
Fiume Lemene
Sile
Concorrenti (passo
10 m)
100 distribuiti su tutto
il campo gara
150 distribuiti su tutto
il campo gara
130 concorrenti
distribuiti su tutto il
campo gara
Numero annuale
massimo di
giornate con
competizioni di
pesca sportiva
Quantitativi
totali per
gara di
pastura
utilizzata
15
900 kg
15
900 kg
25
1500 kg
Quantitativi di
azoto e fosforo
per gara
30 kg di azoto
9 kg di fosforo
30 kg di azoto
9 kg di fosforo
75 kg di azoto
22,5 kg di
fosforo
Portata
media del
fiume nel
campo gara
Durata
manifestazione
Volume totale
in cui
verranno
diluiti i
nutrienti
25 m3/s
3 ore (10800 s)
270000 m3
25 m3/s
3 ore (10800 s)
270000 m3
50 m3/s
3 ore (10800 s)
540000 m3
Concentrazione
nutrienti diluiti in
acqua
0.11
0.03
0.11
0.03
mg/l
mg/l
mg/l
mg/l
azoto
fosforo
azoto
fosforo
0.14 mg/l azoto
0.04 mg/l fosforo
Corso d’acqua
Concorrenti (passo
10 m)
Numero annuale
massimo di
giornate con
competizioni di
pesca sportiva
Totali
competizioni
Quantitativi
totali per gara
di pastura
utilizzata
Quantitativi di
azoto e fosforo
per gara
Durata
manifestazione
Volume
bacino
Concentrazione
nutrienti diluiti
in acqua
Cave di Praello
15 coppie distribuiti su
tutto il campo gara
36
18
360 kg
18 kg di azoto
5.4 kg di fosforo
48 ore (172800 s)
240000 m3
0.08 mg/l azoto
0.02 mg/l fosforo
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nelle gare in Zona A non si utilizza nessuna forma di pasturazione pertanto
sono da escluder fenomeni di alterazione della qualità delle acque.
Per i siti SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San Michele Vecchio, SIC
IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei, SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e
Vallio, SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio, SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di
Venezia, SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia e ZPS IT3250012 Ambiti fluviali
del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore, invece, le aree di influenza
del Piano ricadono in habitat di interesse comunitario ma, il tipo di attività prevista
non comporta alcuna frammentazione né perdita degli habitat presenti.
Per i siti SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del
Monticano, SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale, SIC/ZPS IT3250021
Ex
cave
di
Martellago, SICIT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei, ZPSIT3270023 Delta del
Po e SIC IT3270017 “Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto”, le aree di
influenza del Piano non ricadono in habitat di interesse comunitario; pertanto non
risulta alcuna incidenza su habitat di interesse comunitario.
Riassumendo quanto detto, le attività connesse alla realizzazione e svolgimento
di gare di pesca sportiva non comportano alterazione della qualità delle acque, non
comportano frammentazione né perdita degli habitat 3150 e 3260 pertanto si può
affermare che l’attuale stato di conservazione di questi rimane invariato (Grado di
conservazione BUONO).
Avifauna
Vengono riportate le specie bersaglio presenti nei siti nei quali le competizione
sportiva possono determinare disturbo ed il loro grado di conservazione:
Valutazione del sito
Nome scientifico
Popol
Cons.
Isolam
Glob.
Ardeola ralloides
Circus cyaneus
Ardea purpurea
Ardeola ralloides
Circus aeruginosus
Botaurus stellaris
Himantopus
himantopus
Plegadis falcinellus
Porzana parva
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Valutazione del sito
Nome scientifico
Ixobrychus
minutus
Egretta garzetta
Egretta alba
Chlidonias niger
Porzana porzana
Philomachus
pugnax
Ciconia nigra
Phalacrocorax
pygmeus
Nycticorax
nycticorax
Alcedo atthis
Lanius collurio
Sterna hirundo
Sterna albifrons
Popol
Cons.
Isolam
Glob.
C
B
C
B
C
C
C
C
B
B
C
C
C
C
C
C
B
B
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
B
A
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
Le fonti di pressione sono identificate nell’inquinamento acustico e nell’aumento
della pressione antropica che possono realizzarsi in occasione delle gare di pesca
sportiva.
In particolare il disturbo deriva dalla produzione di rumori, vibrazioni in acqua e
polveri derivanti dal flusso di autovetture oltre che alla presenza stessa dei garisti e di
tutto il personale tecnico necessario per lo svolgimento di tali attività. Tuttavia un
impatto significativo a carico dell’ambiente, dove le attività verranno realizzate, si può
escludere in ragione della tempistica breve delle azioni previste. Le gare infatti
interessano il corso d’acqua per un intervallo di tempo di 6 ore (gare al colpo e gare ai
salmonidi) ed un massimo di 48 ore (gare di carpfishing).
Va inoltre specificato che l'impatto dovuto alle competizioni sportive di pesca
può essere ritenuto non significativo per le modalità con cui la fauna risponde
solitamente a questo tipo di disturbo: si verifica in genere un iniziale allontanamento
delle specie, seguito da un loro ritorno non appena esse percepiscono che il rumore
non è associato ad alcun tipo di minaccia concreta. D’altra parte bisogna anche tener
conto che buona parte della fauna ornitica presente nelle aree è già abituata alla
presenza dell’uomo, e per questo motivo meno soggetta a stress e disturbo.
Le competizioni di pesca sportiva comporteranno un aumento del carico
antropico durante le giornate di gara. L’aumento stimato, nei siti Rete Natura 2000
oggetto di valutazione, è comunque limitato in quanto complessivamente saranno
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
interessati circa 14 giorni di gara sul fiume Taglio Nuovo Reghena, 6 giorni di gara sul
fiume Lemene (zona A) 15 giorni a Concordia Sagittaria sul Lemene, 25 a Jesolo, 36
nelle Cave di Praello e 15 a S. Michele sul Tagliamento; queste giornate saranno
distribuite nell’arco dell’anno a partire dal mese di marzo fino a metà dicembre. La
differenza in termini di giornate di gara, tra i 6 ed i 36 giorni nei siti di interesse
comunitario, sta nelle differenti tipologie di competizione (gare di pesca alla trota,
gare di pesca al colpo e/o carpfishing) che incidono in misura diversa sui corpi idrici e
sugli ecosistemi circostanti e sulla diversa fragilità dei siti interessati.
In particolare la quantità di competizioni riportate per i campi gara delle Cave di
Praello e di Jesolo sono tali da non generare potenziali impatti negativi sll’avifauna
presente nei siti in quanto il campo di gara di Jesolo è situato in una zona fortemente
antropizzata che già di sua natura non presenta habitat di interesse comunitario ed è
fortemente influenzata dal disturbo antropico, mentre il campo gara localizzato nelle
Cave del Praello interessa la zona marginale del sito di scarso interesse naturalistico
per la sua vicinanza ai centri commerciali e alla ferrovia, fonti di disturbo e di rumore.
Le competizioni sportive all’interno delle Cave del Praello durante i periodi
riproduttivi delle specie ornitiche di interesse comunitario, potranno essere effettuate
solo in alcuni specifici spazi, preventivamente concordati con la LIPU, la FIPSAS, il
Comune di Marcon e la Provincia di Venezia, dove il disturbo alle specie ormitiche è
considerato minimo.
Questa diversificazione permette di contenere fortemente l’eventuale disturbo
determinato dal carico antropico, che risulta limitato esclusivamente ad alcuni brevi
periodi, tali da poter considerare il suo effetto nel complesso non significativo.
Poiché le fonti di pressione identificate per le specie ornitiche di interesse
conservazionistico non incidono sul grado di conservazione della struttura e
l’eventuale possibilità di ripristino è considerata “facile”, si può asserire che il grado di
conservazione delle specie ornitiche non subirà cambiamenti dallo stato esistente.
Erpetofauna
Vengono riportate le specie bersaglio presenti nei siti nei quali le competizione
sportive e le attività di ripopolamento possono determinare disturbo ed il loro grado di
conservazione:
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Valutazione del sito
Nome scientifico
Popol
Cons.
Isolam
Glob.
Bombina variegata
Rana latastei
Triturus carnifex
C
C
C
C
C
B
A
B
C
A
B
B
Le attività di competizione sportiva comportano l’uso di significative quantità di
pastura a base organica che possono alterare la qualità delle acque. Come sopra
specificato l’alterazione della quantità di sostanza organica è ragionevolmente limitata
e comunque compatibile con i livelli indicati nel D.Lgs. 152/2006 per la vita dei
ciprinidi; tali valori sono comunque compatibili anche per la vita degli anfibi dato che
colonizzano ambienti con le stesse caratteristiche ambientali. La pressione può
pertanto ritenersi non significativa per le specie in oggetto.
Le attività di ripopolamento possono comportare fenomeni di predazione sugli
stadi giovanili degli anfibi.
Per quanto concerne le immissioni di trota fario, la Carta Ittica prevede la loro
immissione frammentata durante l’anno al fine di mantenere la biomassa salmonicola
a livelli adeguati per non incidere negativamente sull’ecosistema e sulle specie di
interesse comunitario presenti nell’area. I quantitativi da immettere riportati nel Piano
indicano il quantitativo massimo. Analogo discorso vale per le immissioni nelle zone di
accrescimento giovanile. Vi è comunque da specificare che le zone di deposizione degli
anfibi sono generalmente non colonizzate dai salmonidi; gli anfibi preferiscono infatti
bassi fondali a substrato fangoso con abbondante vegetazione acquatica che sono
ambienti difficilmente utilizzati dai salmonidi.
Tabella 106: Stadi giovanili di trota fario
Corso d'acqua
Fiume Lemene
Roggia Versiola
Fiume
Caomaggiore
Stadi giovanili di trota fario (Salmo t. trutta)
Lunghezza del
Descrizione
Quantità
tratto di fiume
(m)
In ZRB
700
785.4
In ZRB
1.500
1215,5
In ZRB
1.500
460,68
Densità immessa
0,06
0,21
0,33
Tabella 107: Adulti di trota fario pronta pesca (22-25 cm) e quantitativi annui
(kg)
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Adulti di trota fario (Salmo t. trutta) "pronta pesca"(22-25 cm) - quantitativi annui (kg)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
Corso d’acqua
Biomassa immessa
immesso nell’arco dell’anno
(m)
Lemene
250
2184,5
4,58
Nuovo Reghena
80
1750,99
1,52
Caomaggiore
50
674,23
7,42
Canale Nuovo Taglio
50
3132,36
1,06
Roggia Mulino
25
1124,2
2,22
L’immissione dell’anguilla potrà essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno;
la biomassa di anguilla conseguente alle immissioni non incide negativamente
sull’ecosistema e sulle specie di interesse comunitario presenti nell’area in quanto i
quantitativi da immettere riportati nel Piano sono decisamente limitati e suddivisi nel
corso d’acqua.
Tabella 108: Ragani di anguilla (minori di 25 cm) e quantitativi annui (kg)
Corso d’acqua
Lemene
Nuovo Reghena
Versiola
Caomaggiore
Canale Nuovo Taglio
Roggia Mulino
Ragani anguilla (<25 cm)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
immesso nell’arco dell’anno
(m)
50
2184,5
50
1750,99
30
1000
30
674,23
30
3132,36
20
1124,2
Biomassa immessa
0,91
0,95
5,00
4,49
0,64
6,3
Per quanto riguarda i ripopolamenti di tinca e luccio, si consideri che hanno solo
l’effetto
di
un
incremento
momentaneo
e
localizzato
della
specie
oggetto
dell’immissione in quanto i valori utilizzati, di norma pochi grammi al metro quadro,
interessano percentuali ridotte rispetto alle potenzialità ittiogeniche dei corsi d’acqua
provinciali. I ripopolamenti di tinca sono pertanto decisamente limitati così come
anche quelli dei piccoli lucci.
Per quanto sopra esposto le pressioni generate dalle attività agonistiche legate
alla pesca e le attività di semina comportano degli effetti non significativi sulle
popolazioni di anfibi e sulla qualità delle acque che li accoglie; pertanto si esclude che
possano esserci delle variazioni allo stato attuale di conservazione delle specie.
Ittiofauna
Vengono riportate le specie bersaglio presenti nei siti nei quali le competizione
sportive e le attività di ripopolamento possono determinare disturbo ed il loro grado di
conservazione:
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Valutazione del sito
Nome scientifico
Popol
Cons.
Isolam
Glob.
Alosa fallax
Barbus plebejus
Knipowitschia
panizzae
Cobitis taenia
C
C
B
B
C
C
C
B
C
B
C
C
B
B
C
C
Le attività di competizione sportiva comportano l’uso di significative quantità di
pastura a base organica che possono alterare la qualità delle acque. Come sopra
specificato l’alterazione della quantità di sostanza organica è ragionevolmente limitata
e comunque compatibile con i livelli indicati nel D.Lgs. 152/2006 per la vita dei
ciprinidi; tali valori sono comunque compatibili anche per la vita delle specie ittiche
indicate. Nelle competizioni di pesca in Zona A, in cui si utilizzano trota fario ed iridea
con quantitativi ben definiti per ciascun concorrente, bisogna dire che durante la
competizione si è osservato che circa il 70% del seminato viene catturato dai
concorrenti e nei giorni successivi alla competizione vi è un afflusso di pescatori in
aumento rispetto alla norma che contribuiscono a prelevare la rimanente parte dei
pesci rimasti in fiume. E’ pertanto ipotizzabile che il surplus di pesce che entra in
fiume prima di una competizione rimanga poco tempo in acqua (alcuni giorni) e possa
pertanto competere in maniera non significativa con le specie ittiche presenti. Si tenga
presente che lo sviluppo dei campi gara in cui si svolgono le competizioni agonistiche
è limitato ripetto al reticolo idrico superficiale quindi l’eventuale impatto rimane
confinato spazialmente.
E’ possibile che possano rimanere agganciati all’amo dei garisti sia il barbo che
la cheppia durante la competizione sportiva. Tale evento è comunque poco probabile
perché le tecniche di cattura nei campi di gara a salmonidi e in quelli a ciprinidi sono
poco compatibili con queste due specie; vi è comunque da sottolineare che nelle gare
in Zona B, acque a ciprinidi, il pesce viene comunque rimesso in acqua vivo alla fine
della competizione.
La pressione determinata dalle competizioni di pesca può pertanto ritenersi non
significativa per le specie ittiche oggetto di analisi.
Per quanto riguarda le immissioni di fauna ittica, nello specifico la trota fario,
queste vengono realizzate solamente nel tratto alto dei fiumi Lemene, Nuovo Reghena
Caomaggiore, Canale Nuovo taglio e Roggia Mulino con le modalità sopradescritte che
non comportano impatti significativi sulla fauna ittica residente.
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 109: Adulti di trota fario pronta pesca (22-25 cm) e quantitativi annui
(kg)
Adulti di trota fario (Salmo t. trutta) "pronta pesca"(22-25 cm) - quantitativi annui (kg)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
Corso d’acqua
Biomassa immessa
immesso nell’arco dell’anno
(m)
Lemene
250
2184,5
4,58
Nuovo Reghena
80
1750,99
1,52
Caomaggiore
50
674,23
7,42
Canale Nuovo Taglio
50
3132,36
1,06
Roggia Mulino
25
1124,2
2,22
Nei tratti invece potamali che rientrano in siti Rete Natura 2000 i Piani di
immissione e le relative modalità di semina non hanno influenza negativa sulle specie
di interesse comunitario poiché prevedono una introduzione di biomassa decisamente
contenuta rispetto a quella naturale presente nel tratto.
Di seguito sono riportate le tabelle relative ai piani di semina della Carta Ittica
per la Tinca e il Luccio; in queste viene anche riportata la biomassa media o la densità
immessa.
Tabella 110: Programma immissioni di Tinca (20-25 cm)
Programma immissioni di Tinca (20-25 cm)
Corso d'acqua
località
kg
Lunghezza del tratto
di fiume
(m)
Biomassa
immessa
Fiume Loncon
da confl. Can. Fosson a confl.
Lemene
tutto il corso d’acqua
100
11381,36
0,40
60
2030,95
2,30
Canale Morto di
Oriago
tutto il corso d’acqua
40
1611,21
0,70
Canale Fossetta
tutto il corso d’acqua
60
7076,41
0,70
Fiume Marzenego
tra Scorzè e Martellago
60
4894,2
1,40
Scolo Lusore
a valle di Marano
50
3210,96
1,90
Canale
Nuovissimo
dallo sbarramento di Porto Menai
a C. Lupia
60
6520,52
0,50
Canale Muson
Vecchio
Canale
Taglio di
Mirano
Fiume Lemene
tra Stigliano e Mirano
90
7863,09
1,40
80
6465,04
0,80
50
13864,11
0,10
Fiume Meolo
tra Mirano e Mira
tra Portogruaro e Ponte
Maranghetto
tutto il corso d'acqua
60
4098,43
1,80
Fiume Dese
tra Marcon e Ponte Alto
60
4429,28
0,40
Naviglio Brenta
tra Mira e Malcontenta
a valle della confluenza con il
Can. Fossetta
tra Fossalta di Portogruaro e Villa
90
6922,84
0,40
60
5315,11
0,50
40
12515,83
0,20
tra Fossalta di Portogruaro e P.te
Madonnetta
40
7262,55
0,40
Canale Bidoggia
Canale Vela
Roggia
Lugugnana
Canale Taglio
Nuovo
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250
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FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
TOTALE
1000
Tabella 111: Programma immissioni di Luccio (5 - 8 cm)
Programma immissioni di Luccio (5 - 8 cm)
Quantità
(pezzi)
(n°
individui)
Lunghezza
del tratto di
fiume
(m)
Densità
immessa
0,003
Corso d'acqua
Località
Gorzone
150
970,85
300
6520,52
0,002
Lusore
Zona Riposo Biologico
compresi 50 per zona No Kill ad
Oriago
tutto il corso d’acqua
250
6581,82
0,006
Marzenego
avalle di Robegano
500
2803,45
0,005
Muson Vecchio
tutto il corso d’acqua
300
7863,09
0,002
Taglio Mirano
tutto il corso d’acqua
200
6465,04
0,002
Dese
350
4429,28
0,003
Vela
100 a monte e 150 a valle di Marcon
tutto il corso d’acqua
300
5315,11
0,001
Fossetta
tutto il corso d’acqua
200
7076,41
0,001
Piavon
tutto il corso d’acqua
300
2130,13
0,004
Ramo
tutto il corso d’acqua
250
3483,02
0,002
Lemene
300
13864,11
0,002
Loncon-Fosson
esclusa la Zona A
tutto il corso d’acqua
400
11381,36
0,005
Reghena
tutto il corso d’acqua
300
6539,85
0,020
Nuovissimo
TOTALE
4100
I valori di biomassa e di densità riportati nelle tabelle sopraelencate sono
decisamente contenuti rispetto a quelli riscontrati durante il monitoraggio 2012 (Il
Monitoraggio della Carta Ittica della Provincia di Venezia (2012), Marconato E. et al.).
Per quanto riguarda le immissioni di anguilla, queste vengono eseguite in pochi
corsi d’acqua della provincia e in quantitativi contenuti. Data l’estrema mobilità della
specie, che compie ampie migrazioni durante il suo ciclo biologico, è molto facile che
gli esemplari liberati si disperdano rapidamente nei corsi d’acqua limitrofi portando
pertanto
ad
una
diminuzione
della
densità
conseguentemente, ad una drastica diminuzione
nel
sito
di
immissione
della competizione
trofica
e,
e
territoriale con le specie ittiche residenti. I valori di biomassa immessi sono comunque
piuttosto contenuti confermando un ridotto impatto competitivo.
Tabella 112: Ragani di anguilla (minori di 25 cm) e quantitativi annui (kg)
Corso d’acqua
Lemene
Nuovo Reghena
Versiola
Caomaggiore
Ragani anguilla (<25 cm)
Massimo quantitativo
Lunghezza del tratto di fiume
immesso nell’arco dell’anno
(m)
50
2184,5
50
1750,99
30
1000
30
674,23
Biomassa immessa
0,91
0,95
5,00
4,49
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
251
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Canale Nuovo Taglio
Roggia Mulino
3132,36
1124,2
30
20
0,64
6,3
I valori riportati conducono ad escludere pertanto fenomeni di competizione sia
trofica che territoriale con le specie ittiche residenti e, nel caso del luccio, favoriscono
la presenza di questa specie che è molto importante nella struttura piramidale del
popolamento ittico.
Per quanto riguarda le attività che vengono svolte nelle zone di accrescimento
dei salmonidi queste sono riconducibili ad un preliminare allontanamento delle trote
fario e lucci presenti che vengono spostati a valle sempre nello stesso corso d’acqua e
nel successivo ripopolamento con trotelle che rimarranno per circa 2 anni indisturbate
nel fiume. Le specie residenti pertanto, tra cui quelle di interesse conservazionistico,
non vengono toccate, anzi rimangono in un corso d’acqua in cui viene vietata ogni
forma di cattura e possono così meglio strutturarsi. Il successivo ripopolamento con
giovani trotelle viene realizzato a densità molto contenute proprio per meglio sfruttare
la potenzialità ittiogenica dell’ambiente; questo comporta un ridotto, anzi trascurabile
impatto sulle specie ittiche residenti tra cui quelle di interesse conservazionistico.
Tabella 113: Densità di immissione delle trtelle fario nelle zone di accrescimento
giovanile
Corso d'acqua
Fiume Lemene
Roggia Versiola
Roggia Rojale
Stadi giovanili di trota fario (Salmo t. trutta)
Lunghezza del
Descrizione
Quantità
tratto di fiume
(m)
In ZRB
200
785.4
In ZRB
600
1215,5
In ZRB
800
1768
Densità immessa
0,01
0,12
0,11
Da quanto sopra esposto è possibile evidenziare che le attività agonistiche di
pesca e di ripopolamento e le attività nelle zone di accrescimento dei giovanili di trota
fario non comportano alterazioni sullo stato di conservazione delle specie ittiche di
interesse
conservazionistico
poiché
non
influiscono
sulla
consistenza
del
loro
popolamento e non comportano perturbazioni significative dell’ecosistema.
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
252
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 114: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – Cave di Cinto
di
dall’uso
Nulla
Nullo
delle incidenze indirette
Non significativo
Significatività/negatività
Non significativo
delle incidenze dirette
Inquinamento
Nulla
Significatività/negatività
Pressione antropica
Campi gara
Competizione faunistica
Inquinamento acustico
Fiumi delle pianure e montani
richiamo pesci
Azione
per
Habitat
3260
pasture
COD
deriavante
Caomaggiore
Non significativo
Tabella 115: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – Cave di Cinto
A193
Sterna hirundo
Competizioni sportive
Competizioni sportive
per
deriavante
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
di
pasture
Nulla
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
delle incidenze indirette
Botaurus stellaris
Nullo
Significatività/negatività
A021
Competizioni sportive
Nulla
delle incidenze dirette
Nycticorax nycticorax
Significatività/negatività
A023
Competizioni sportive
Competizione faunistica
Circus aeruginosus
Nulla
richiamo pesci
A081
Competizioni sportive
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
dall’uso
Ardea purpurea
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
Inquinamento
A029
Competizioni sportive
Pressione antropica
Phalacrocorax pygmeus
Inquinamento acustico
Habitat
A393
Azione
COD
Caomaggiore
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
253
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
A024
Ardeola ralloides
A082
Circus cyaneus
A060
Aythya nyroca
A022
Ixobrychus minutus
A027
Egretta alba
A026
Egretta garzetta
A229
Alcedo atthis
A338
Lanius collurio
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Competizioni sportive
Semine
Zone
accrescimento
fario
Competizioni sportive
Semine
Zone
accrescimento
fario
Competizioni sportive
Semine
Zone
accrescimento
fario
Non
significativo
Competizioni sportive
Semine
Zone
accrescimento
fario
Competizioni sportive
Semine
Zone
accrescimento
fario
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nullo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nullo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nullo
Non
significativo
Nullo
Nullo
Nullo
Non significativo
Nullo
Non
significativo
Nullo
Nullo
Nullo
Non significativo
Nullo
Non
significativo
Anfibi e rettili
1193
1215
1167
Bombina variegata
Rana latastei
Triturus carnifex
Pesci
1137
1149
Barbus plebejus
Cobitis taenia
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
254
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nulla
Nullo
incidenze indirette
Non significativo
delle
Inquinamento deriavante dall’uso di
Nulla
Significatività/negatività
Pressione antropica
Nulla
incidenze dirette
Inquinamento acustico
Campi gara
Significatività/negatività
Azione
Laghi eutrofici naturali
Competizione faunistica
Habitat
3150
pasture per richiamo pesci
COD
delle
Tabella 116: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250016 Cave di Gaggio
Non significativo
incidenze
Non significativo
Non significativo
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Egretta garzetta
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Ciconia nigra
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A131
Himantopus himantopus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A023
Nycticorax nycticorax
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A193
Sterna hirundo
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A021
Botaurus stellaris
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Philomachus pugnax
A026
A030
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
à
A151
pasture
Sterna albifrons
deriavante
195
Competizioni sportive
119
indirette
Non significativo
Porzana porzana
Competizioni sportive
delle
Non significativo
Nullo
Competizioni sportive
Significatività/negativit
Significatività/negativit
à delle incidenze dirette
Competizione faunistica
di
Nullo
Nulla
Chlidonias niger
dall’uso
Inquinamento
Nulla
Nulla
A197
per
Pressione antropica
Nulla
Azione
Non significativo
Habitat
Non significativo
COD
Inquinamento acustico
richiamo
Tabella 117: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250016 Cave di Gaggio
255
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Significatività/negativit
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A022
Ixobrychus minutus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A082
Circus cyaneus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A029
Ardea purpurea
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A024
Ardeola ralloides
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A081
Circus aeruginosus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Porzana parva
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A229
Alcedo atthis
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A338
Lanius collurio
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A120
à
pasture
deriavante
indirette
Competizione faunistica
incidenze
Inquinamento
Non significativo
delle
Pressione antropica
Competizioni sportive
Significatività/negativit
Inquinamento acustico
à delle incidenze dirette
Azione
Plegadis falcinellus
dall’uso
Habitat
A032
per
COD
di
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
richiamo
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
delle incidenze indirette
Nullo
Significatività/negatività
Nulla
delle incidenze dirette
Significatività/negatività
Competizioni sportive
Competizione faunistica
Ixobrychus minutus
Nulla
richiamo pesci
A022
Competizioni sportive
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
dall’uso di pasture per
Himantopus himantopus
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Inquinamento deriavante
A131
Competizioni sportive
Pressione antropica
Chlidonias niger
Inquinamento acustico
Habitat
A197
Azione
COD
Tabella 118: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
256
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
A195
Sterna albifrons
A193
Sterna hirundo
A032
Plegadis falcinellus
A029
Ardea purpurea
A151
Philomachus pugnax
A021
Botaurus stellaris
A023
Nycticorax nycticorax
A024
Ardeola ralloides
A026
Egretta garzetta
A027
Egretta alba
A081
Circus aeruginosus
A229
Alcedo atthis
A393
Phalacrocorax pygmeus
Competizioni sportive
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Competizioni sportive
Nulla
Nullo
Nulla
Nulla
Nullo
Competizioni sportive
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Competizioni sportive
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nullo
Competizioni sportive
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Nullo
Competizioni sportive
Non
significativo
Non
significativo
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Competizioni sportive
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Anfibi e rettili
1220
Emys orbicularis
1215
Rana latastei
1167
Triturus carnifex
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Pesci
1155
Knipowitschia panizzae
1103
Alosa fallax
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
Nullo
Non
significativo
Non
significativo
257
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Nullo
Non significativo
Nulla
Nulla
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
delle incidenze indirette
Non significativo
di
Significatività/negatività
Non significativo
delle incidenze dirette
Significatività/negatività
Nulla
richiamo pesci
Nulla
pasture
Competizione faunistica
per
deriavante
Competizioni sportive
dall’uso
Alosa fallax
Inquinamento
1103
Pressione antropica
Knipowitschia panizzae
Inquinamento acustico
Habitat
1155
Azione
COD
Tabella 119: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
Semine
Competizioni sportive
Semine
Tabella 120: Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250044 Fiume Reghena e del Lemene – Canale Taglio e rogge
Inquinamento
Competizione faunistica
Significatività/negatività
Nulla
Nulla
Non significativo
Nulla
Nullo
Non significativo
3260
Fiumi delle pianure e montani
Campi gara
Nulla
Nulla
Non significativo
Nulla
Nullo
Non significativo
richiamo pesci
di
dall’uso
delle incidenze indirette
Pressione antropica
Campi gara
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
Significatività/negatività
Inquinamento acustico
Laghi eutrofici naturali
delle incidenze dirette
Azione
per
Habitat
3150
pasture
COD
deriavante
limitrofe – Cave di Cinto Caomaggiore
258
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Tabella 121: : Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC IT3250044 Fiume Reghena e del Lemene – Canale Taglio e rogge
Significatività/negatività
delle incidenze indirette
Significatività/negatività
delle incidenze dirette
Competizione faunistica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Pressione antropica
Habitat
A029
Ardea purpurea
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A081
Circus aeruginosus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A023
Nycticorax nycticorax
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A021
Botaurus stellaris
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A193
Sterna hirundo
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A024
Ardeola ralloides
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A082
Circus cyaneus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A022
Ixobrychus minutus
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A027
Egretta alba
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Egretta garzetta
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A229
Alcedo atthis
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
A338
Lanius collurio
Competizioni sportive
Non significativo
Non significativo
Nulla
Nulla
Nullo
Non significativo
Competizioni sportive
Nulla
Nulla
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
Nulla
Nulla
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
Nulla
Nulla
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
A026
Azione
COD
Inquinamento acustico
limitrofe – Cave di Cinto Caomaggiore
Anfibi e rettili
1193
Bombina variegata
Semine
Zone accrescimento fario
Competizioni sportive
1215
Rana latastei
Semine
Zone accrescimento fario
Competizioni sportive
1167
Triturus carnifex
Semine
Zone accrescimento fario
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
259
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il 17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 3-CARATTERISTICHE DEI SITI INTERESSATI
Pesci
Competizioni sportive
1137
Barbus plebejus
Nullo
Nullo
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
Nullo
Nullo
Non significativo
Non significativo
Nullo
Non significativo
Semine
Zone accrescimento fario
Competizioni sportive
1149
Cobitis taenia
Semine
Zone accrescimento fario
Azione
Inquinamento acustico
Pressione antropica
Inquinamento
deriavante dall’uso di
pasture per richiamo
pesci
Competizione faunistica
Significatività/negatività
delle incidenze dirette
Significatività/negatività
delle incidenze indirette
Habitat
COD
Tabella 122: : Stima dell’incidenza sui bersagli del SIC/ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio
Semine
Nullo
Nullo
Nullo
Non significativo
Nullo
Non significativo
Pesci
1149
Cobitis taenia
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
260
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Fase 4
Sintesi delle informazioni rilevate e delle determinazioni assunte
Vengono di seguito riportate le tabelle contenenti una sintesi delle informazioni
raccolte durante la stesura di suddetta valutazione di incidenza.
Dati identificativi del Progetto
Titolo del Progetto
Carta ittica della Provincia di Venezia anno 2012
Codice, denominazione, localizzazione ZPS IT3240019 Fiume Sile:Sile morto e ansa a S.
e caratteristiche del sito Natura 2000
Michele Vecchio
SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso
inferiore del Monticano
SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a San
Michele Vecchio
SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi
litoranei
ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del
Lemene - cave di Cinto Caomaggiore
SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
SIC IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
SIC IT3250044 Fiumi Reghena e Lemene - canale
Taglio e rogge limitrofe - cave di Cinto
Caomaggiore
SIC IT3270017 “Delta del Po: Tratto terminale e
Delta veneto”
ZPS IT3270023 Delta del Po
Descrizione del Progetto
La Carta Ittica è uno strumento necessario per la
gestione della fauna ittica; essa studia lo stato
dell'ittiofauna in relazione alle caratteristiche
ambientali delle acque correnti di superficie. La
prima stesura del Piano è stata adottata nel 1999
ed integrato con successivi monitoraggi e piani di
miglioramento.
La gestione razionale della pesca è basata su
valutazioni
tecnico
scientifiche
quantitative,
verificabili e migliorabili nel tempo.
Il piano denominato “Carta Ittica della Provincia di
Venezia” oggetto della valutazione, prevede la
regolamentazione di tutte quelle attività che
riguardano:
• LA CLASSIFICAZIONE DEI CORSI D’ACQUA
PROVINCIALI
• INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE DI RIPOSO
BIOLOGICO
• INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE NO KILL
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
• PIANI DI MIGLIORAMENTO DELLE COMUNITA’
ITTICHE
• INDICAZIONI GESTIONALI PER LE ATTIVITA’
DI PESCA IN ZONA A) E B)
• CARATTERISTICHE E CRITERI PER LA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Progetto direttamente connesso
necessario alla gestione del sito
LOCALIZZAZIONE DEI BILANCIONI NELLE
ACQUE DELLA ZONA B)
CRITERI PER LA CONCESSIONE DI ACQUE
PUBBLICHE AI FINI DELLA PESCA SPORTIVA
INTERVENTI IN CASO DI ASCIUTTA
TEMPORANEA E DI FAUNA ITTICA IN
DIFFICOLTA’
INDIVIDUAZIONE DEI CAMPI DI GARA FISSI E
CRITERI PER LO SVOLGIMENTO DI
MANIFESTAZIONI AGONISTICHE
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA
FISSI IN ZONA A
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA
FISSI IN ZONA B
COMPETIZIONI SPORTIVE E CAMPI GARA
FISSI IN ZONA C
IMMISSIONI E RIPOPOLAMENTI
ISTITUZIONE E GESTIONE DELLE ZONE DI
ACCRESCIMENTO GIOVANILE
INDICAZIONI GESTIONALI PER L’ATTIVITÀ DI
ACQUACOLTURA E PER LA PESCA SPORTIVA IN
BACINI ALL’INTERNO DI AREE PRIVATE
INDICAZIONI PER LA GESTIONE DELLE
SPONDE DEI CAMPI GARA E DEI TRATTI DI
CORSI D’ACQUA INTERESSATI DA RADUNI DI
PESCA SPORTIVA
NORME PER L’ESERCIZIO DELLA PESCA NELLA
ACQUE INTERNE E LAGUNARI DELLA
PROVINCIA DI VENEZIA
o Il progetto non è direttamente connesso
necessario alla gestione dei SIC e delle ZPS.
o
Descrizione di altri piani o progetti che Il Piano per la localizzazione dei bilancioni in
possano dare effetti combinati
Provincia di Venezia è contenuto in forma sintetica
all’interno della Carta Ittica pertanto interagisce
congiuntamente con essa.
Le attività di ripopolamento e di gestione dei
campi gara in Zona A sono state assoggettate a
preventiva
Valutazione
di
incidenza
con
documento mirato nel 2010.
Ci sono comunque Piani di Gestione (IT3250016
Cave di Gaggio, IT3250017 Cave di Noale e
IT3250021 Ex cave di Martellago) che però non
sono ancora stati approvati; la valutazione sulle
possibili interazioni con la Carta Ittica verrano
pertanto valutate in un secondo momento.
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
Valutazione della significatività degli effetti
Descrizione di come il Progetto (da Il progetto non incide in modo significativo sui siti
solo o per azione combinata) incida sui della rete Natura 2000 presenti.
siti Natura 2000
Spiegazione del perché gli effetti non Gli effetti del progetto possono ritenersi non
si debbano considerare significativi
significativi: tale asserzione trova giustificazione
nel fatto che non sono stati individuati habitat di
interesse comunitario con cui il Piano possa
interferire.
Le competizioni sportive che prevedono la semina
di pesce (salmonidi) sono eseguite rispettando le
capacità ittiogeniche dei corpi idrici.
Eventuali interferenze con la qualità delle acque in
seguito all’utilizzo di pasture nelle gare in zona B
sono compatibili con le capacità autodepurative
dei fiumi.
Gli effetti di disturbo antropico sulla fauna
residente
sono
limitati
nel
tempo
e
conseguentemente privi di effetto.
a
fine
di
ogni
singola
Sono
previste
manifestazione di pesca attività di pulizia totale
dei rifiuti erroneamente abbandonati.
Le semine di specie autoctone vengono eseguite
nel rispetto delle caratteristiche portanti degli
ecosistemi interessati.
Le zone di accrescimento dei giovanili di fario sono
ripopolate con salmonidi a bassa densità.
Le semine di pescegatto ed iridea vengono
eseguite in aree circoscritte e confinate. Sono
previsti monitoraggi di controllo annuali per
verificare la non dispersione delle specie in ambiti
limitrofi
Consultazione con gli Organi e Enti
Nell’ambito della procedura di VAS è stato
competenti e risultati della
contattato il Parco Regionale del F. Sile e Regione
consultazione
Veneto – Unità di progetto Caccia e Pesca
Dati raccolti per l'elaborazione dello screening
Responsabili della
verifica
Dr. Stefano Salviati,
Biologo
Fonte dei dati
Livello di
completezza delle
informazioni
Banca dati Regione
Veneto
Adeguato
Banche dati personali
Adeguato
Rilievi durante
sopralluoghi diretti
Adeguato
Carta Ittica della
Provincia di venezia
Adeguato
Monitoraggi della
fauna ittica per la
Provincia di Venezia
Adeguato
Luogo dove possono
essere reperiti e
visionati i dati
utilizzati
Sito internet Regione
Veneto
Aquaprogram srl
Vicenza
Aquaprogram srl
Vicenza
Amministrazione
Provinciale di
Venezia
Amministrazione
Provinciale di
Venezia
e Aquaprogram srl
Vicenza
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FASE 4-SINTESI
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
SITO ZPS IT3240019 Fiume Sile: Sile morto e ansa a S. Michele Vecchio
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significatività
negativa
delle
incidenze
dirette(*)
Significatività
negativa
delle
incidenze
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Habitat
Praterie con Molinia su
terreni calcarei, torbosi o
6410
No
argilloso-limosi
(Molinion
caeruleae)
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa
e
Fraxinus
(Alno-Padion, No
91E0 * excelsior
Alnion incanae, Salicion
albae)
Uccelli
A021 Botaurus stellaris
No
A022 Ixobrychus minutus
No
A023 Nycticorax nycticorax
No
A024 Ardeola ralloides
No
A026 Egretta garzetta
No
A029 Ardea purpurea
No
A073 Milvus migrans
No
A081 Circus aeruginosus
No
A082 Circus cyaneus
No
A094 Pandion haliaetus
No
A119 Porzana porzana
No
A197 Chlidonias niger
No
A229 Alcedo atthis
No
A338 Lanius collurio
No
Anfibi e rettili
1220 Emys orbicularis
No
1215 Rana latastei
No
Pesci
1149 Cobitis taenia
No
1991 Sabanejewia larvata
No
SITO SIC IT3240029 Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
No
Habitat
3150
Laghi eutrofici naturali con
No
vegetazione
del
tipo
Nulla
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
Magnopotamion
o
Hydrocharition
Fiumi delle pianure e
montani con vegetazione
3260
No
del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Praterie magre da fieno a
bassa altitudine (Alopecurus
6510
No
pratensis,
Sanguisorba
officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa
e
Fraxinus
(Alno-Padion, No
91E0* excelsior
Alnion incanae, Salicion
albae)
Uccelli
A081 Circus aeruginosus
No
A119 Porzana porzana
No
A197 Chlidonias niger
No
A166 Tringa glareola
No
A023 Nycticorax nycticorax
No
A022 Ixobrychus minutus
No
Crex
crex
A122
No
A229 Alcedo atthis
No
A338 Lanius collurio
No
Anfibi e rettili
1193 Bombina variegata
No
1215 Rana latastei
No
Pesci
1097 Lethenteron zanandreai
No
1107 Salmo marmoratus
No
1103 Alosa fallax
No
1991 Sabanejewia larvata
No
FASE 4-SINTESI
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
SITO SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a S. Michele Vecchio
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Habitat
Praterie con Molinia su
terreni calcarei, torbosi o
6410
No
argilloso-limosi
(Molinion
caeruleae)
Foreste alluvionali di Alnus
91E0 *
No
glutinosa
e
Fraxinus
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3240031 Fiume Sile da Treviso Est a S. Michele Vecchio
excelsior
(Alno-Padion,
Alnion incanae, Salicion
albae)
Uccelli
A021 Botaurus stellaris
A022 Ixobrychus minutus
A023 Nycticorax nycticorax
A024 Ardeola ralloides
A026 Egretta garzetta
A029 Ardea purpurea
A073 Milvus migrans
A081 Circus aeruginosus
A082 Circus cyaneus
A094 Pandion haliaetus
A119 Porzana porzana
A197 Chlidonias niger
A229 Alcedo atthis
A338 Lanius collurio
Anfibi e rettili
1220 Emys orbicularis
1215 Rana latastei
Pesci
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Non
significativo
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
1149
Cobitis taenia
Si
1097
1991
Lethenteron zanandreai
Sabanejewia larvata
No
No
No
No
No
SITO SIC IT3240033 Fiumi di Meolo e Vallio
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Habitat
3150
3260
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione
del
No
Magnopotamion
o
Hydrocharition
Fiumi delle pianure e
montani con vegetazione
No
del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
SITO SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
Habitat/specie
Presenza
Significatività Significativit Presenza di
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250003 Penisola del Cavallino: biotopi litoranei
Cod
Nome
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
negativa delle à negativa
incidenze
delle
dirette(*)
incidenze
indirette(*)
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Habitat
1410
2110
2120
2130*
2190
2230
2270*
6420
7210*
Pascoli
inondati
mediterranei
(Juncetalia
maritimi)
Dune embrionali mobili
Dune mobili del cordone
litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune
bianche)
Dune costiere fisse a
vegetazione erbacea (“dune
grigie”)
Depressioni
umide
interdunari
Dune
con
prati
dei
Malcolmietalia
Dune con foreste di Pinus
pinea e/o Pinus pinaster
Praterie umide mediterranee
con piante erbacee alte del
Molinio-Holoschoenion
Paludi calcaree con Cladium
mariscus e specie del
Caricion davallianae
Uccelli
A022 Ixobrychus minutus
A131 Himantopus himantopus
A029 Ardea purpurea
A151 Philomachus pugnax
A082 Circus cyaneus
A026 Egretta garzetta
A094 Pandion haliaetus
A193 Sterna hirundo
A081 Circus aeruginosus
A098 Falco columbarius
A135 Glareola pratincola
A103 Falco peregrinus
A195 Sterna albifrons
A224 Caprimulgus europaeus
A229 Alcedo atthis
A338 Lanius collurio
A138 Charadrius alexandrinus
A191 Sterna sandvicensis
Anfibi e rettili
1220 Emys orbicularis
1215 Rana latastei
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di
Caomaggiore
Habitat/specie
Cod
Nome
Cinto
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Si
Nulla
Non
significativo
No
Si
Nulla
Non
significativo
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
Habitat
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione
del
3150
Magnopotamion
o
Hydrocharition
Fiumi delle pianure e
montani con vegetazione
3260
del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Bordure planiziali, montane
6430 e alpine di megaforbie
idrofile
Praterie magre da fieno a
bassa altitudine (Alopecurus
6510
pratensis,
Sanguisorba
officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa
e
Fraxinus
(Alno-Padion,
91E0* excelsior
Alnion incanae, Salicion
albae)
Foreste miste riparie di
grandi fiumi a Quercus
robur, Ulmus laevis e Ulmus
91F0
minor, Fraxinus excelsior o
Fraxinus
angustifolia
(Ulmenion minoris)
Uccelli
A393
Phalacrocorax pygmeus
Si
Nulla
A029
Ardea purpurea
Si
Nulla
A081
Circus aeruginosus
Si
Nulla
A023
Nycticorax nycticorax
Si
Nulla
A021
Botaurus stellaris
Si
Nulla
A193
Sterna hirundo
Si
Nulla
A024
Ardeola ralloides
Si
Nulla
A082
Circus cyaneus
Si
Nulla
A060
Aythya nyroca
Si
Nulla
A022
Ixobrychus minutus
Si
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
269
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO ZPS IT3250012 Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene – cave di
Caomaggiore
A027
Egretta alba
Si
Nulla
A026
Egretta garzetta
Si
Nulla
A229
Alcedo atthis
Si
Nulla
A338
Lanius collurio
Si
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Cinto
No
No
No
No
Anfibe e rettili
1193
Bombina variegata
Si
Nulla
1220
Emys orbicularis
No
Nulla
1215
Rana latastei
Si
Nulla
1167
Triturus carnifex
Si
Nulla
1137
Barbus plebejus
Si
Nulla
1115
1140
Chondrostoma genei
Chondrostoma soetta
No
No
Nulla
Nulla
1149
Cobitis taenia
Si
Nulla
1114
1107
1163
Rutilus pigus
Salmo marmoratus
Cottus gobio
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
No
No
No
No
Pesci
Non
significativo
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
SITO SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Habitat
3150
6410
7210
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del
Si
Magnopotamion o
Hydrocharition
Praterie con Molinia su
terreni calcarei, torbosi o
No
argilloso-limosi (Molinion
caeruleae)
Paludi calcaree con Cladium
mariscus e specie del
No
Caricion davallianae
Nulla
Non
significativo
No
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Non
significativo
Non
significativo
No
Uccelli
A197
Chlidonias niger
Si
Nulla
119
Porzana porzana
Si
Nulla
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
270
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC/ZPS IT3250016 Cave di Gaggio
195
Sterna albifrons
Si
Nulla
A151
Philomachus pugnax
Si
Nulla
A026
Egretta garzetta
Si
Nulla
A030
Ciconia nigra
Si
Nulla
A176
Larus melanocephalus
Si
Nulla
A131
Himantopus himantopus
Si
Nulla
A023
Nycticorax nycticorax
Si
Nulla
A193
Sterna hirundo
Si
Nulla
A021
Botaurus stellaris
Si
Nulla
A032
Plegadis falcinellus
Si
Nulla
A022
Ixobrychus minutus
Si
Nulla
A082
Circus cyaneus
Si
Nulla
A029
Ardea purpurea
Si
Nulla
A024
Ardeola ralloides
Si
Nulla
A081
Circus aeruginosus
Si
Nulla
A120
Porzana parva
Si
Nulla
A229
Alcedo atthis
Si
Nulla
A338
Lanius collurio
Si
Nulla
No
Nulla
Anfibi e rettili
Emys orbicularis
1220
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
SITO SIC/ZPS IT3250017 Cave di Noale
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
Nulla
No
Habitat
3150
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del
Nulla
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
271
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
91E0*
Magnopotamion o
Hydrocharition
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion,
Alnion incanae, Salicion
albae)
Uccelli
Ixobrychus minutus
A022
Egretta garzetta
A026
Ardea purpurea
A029
Nycticorax nycticorax
A023
Circus cyaneus
A082
Alcedo atthis
A229
Lanius collurio
A338
Anfibi e rettili
Emys orbicularis
1220
Triturus carnifex
1167
FASE 4-SINTESI
No
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
SITO SIC/ZPS IT3250021 Ex cave di Martellago
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Habitat
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione
del
3150
No
Magnopotamion
o
Hydrocharition
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa
e
Fraxinus
(Alno-Padion, No
91E0* excelsior
Alnion incanae, Salicion
albae)
Uccelli
A029
Ardea purpurea
No
Nycticorax nycticorax
A023
No
Ardeola ralloides
A024
No
Circus cyaneus
A082
No
Aythya nyroca
A060
No
Ixobrychus minutus
A022
No
Egretta garzetta
A026
No
Alcedo atthis
A229
No
Lanius collurio
A338
No
Anfibi e rettili
Emys orbicularis
1220
No
Triturus carnifex
1167
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
272
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250023 Lido di Venezia: biotopi litoranei
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Habitat
2270*
2120
1210
6420
2110
2130*
2230
2190
Uccelli
A229
A224
A138
A081
A026
A338
A176
A073
A094
A195
A094
A193
Dune con foreste di Pinus
pinea e/o Pinus pinaster
Dune mobili del cordone
litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune
bianche)
Vegetazione annua delle
linee di deposito marine
Praterie umide mediterranee
con piante erbacee alte del
Molinio-Holoschoenion
Dune embrionali mobili
Dune costiere fisse a
vegetazione erbacea ("dune
grigie")
Dune
con
prati
dei
Malcolmietalia
Depressioni
umide
interdunari
Alcedo atthis
Caprimulgus europaeus
Charadrius alexandrinus
Circus aeruginosus
Egretta garzetta
Lanius collurio
Larus melanocephalus
Milvus migrans
Pandion haliaetus
Sterna albifrons
Sterna hirundo
Sterna sandvicensis
SITO SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Habitat
1140 Distese fangose o sabbiose No
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Nulla
No
Nulla
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
273
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
1510
6420
emergenti durante la bassa
marea
Lagune costiere
Vegetazione annua delle
linee di deposito marine
Vegetazione
pioniera
a
Salicornia e altre specie
annuali delle zone fangose
e sabbiose
Prati di Spartina (Spatinion
maritimae)
Pascoli
inondati
mediterranei
(Juncetalia
maritimi)
Praterie e fruticeti alofili
mediterranei
e
termoatlantici
(Sarcocornietea
fruticosi)
Steppe salate mediterranee
(Limonietalia)
Praterie umide mediterranee
con piante erbacee alte del
Molinio-Holoschoenion
Uccelli
A140 Pluvialis apricaria
A197
Chlidonias niger
A131
Himantopus himantopus
A022
Ixobrychus minutus
A195
Sterna albifrons
A193
Sterna hirundo
A032
Plegadis falcinellus
A029
Ardea purpurea
A034
Platalea leucorodia
A082
Circus cyaneus
A151
Philomachus pugnax
A084
Circus pygargus
A021
Botaurus stellaris
A023
Nycticorax nycticorax
A024
Ardeola ralloides
A026
Egretta garzetta
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Si
Nulla
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Si
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
274
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250030 Laguna medio inferiore di Venezia
A027
Egretta alba
A081
Circus aeruginosus
A0132 Recurvirostra avosetta
A176 Larus melanocephalus
A191 Sterna sandvincensis
A229
Alcedo atthis
A393
Phalacrocorax pygmeus
A138 Charadrius alexandrinus
Anfibi e rettili
1220
Emys orbicularis
1215
Rana latastei
1167
Triturus carnifex
Si
Si
No
No
No
Si
Si
No
Si
Si
Si
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
No
No
Pesci
1155
Knipowitschia panizzae
Si
Nulla
Non
significativo
No
1154
Pomatoschistus
canestrinii
No
Nulla
Nulla
No
1103
Alosa fallax
Si
Nulla
Non
significativo
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
275
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
Habitat/specie
Cod
Nome
Habitat
1150* Lagune costiere
1210 Dune embrionali mobili
Distese fangose o sabbiose
1140 emergenti durante la bassa
marea
Steppe salate mediterranee
1510
(Limonietalia)
Vegetazione
pioniera
a
Salicornia e altre specie
1310
annuali delle zone fangose
e sabbiose
Prati di Spartina (Spatinion
1320
maritimae)
Pascoli
inondati
(Juncetalia
1410 mediterranei
maritimi)
Uccelli
Ixobrychus minutus
A022
Circus cyaneus
A082
Philomachus pugnax
A151
Chlidonias niger
A197
Egretta alba
A027
Egretta garzetta
A026
Pluvialis apricaria
A140
Circus aeruginosus
A081
Botaurus stellaris
A021
Nycticorax nycticorax
A023
Sterna hirundo
A193
Himantopus himantopus
A131
Sterna albifrons
A195
Sterna sandvincensis
A191
A0132 Recurvirostra avosetta
Ardeola ralloides
A024
Ardea purpurea
A029
Circus pygargus
A084
Alcedo atthis
A229
Plegadis falcinellus
A032
Phalacrocorax pygmeus
A393
Platalea leucorodia
A034
Charadrius alexandrinus
A138
Larus melanocephalus
A176
Pluvialis squatarola
A141
Phoenicopterus ruber
A035
Anfibi e rettili
1220 Emys orbicularis
1215 Rana latastei
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
276
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3250031 Laguna superiore di Venezia
Pesci
1155
Knipowitschia panizzae
Si
Nulla
1154
1152
Pomatoschistus canestrinii
Aphanius fasciatus
No
No
1103
Alosa fallax
Si
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Non
significativo
No
No
No
No
SITO SIC IT3250044 Fiume Reghena e Lemene – Canale Taglio e rogge limitrofe – Cave di
Cinto Caomaggiore
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Si
Nulla
Non
significativo
No
Si
Nulla
Non
significativo
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
Habitat
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione
del
3150
Magnopotamion
o
Hydrocharition
Fiumi delle pianure e
montani con vegetazione
3260
del Ranunculion fluitantis e
Callitrichon-Batrachion
Bordure planiziali, montane
6430 e alpine di megaforbie
idrofile
Praterie magre da fieno a
bassa altitudine (Alopecurus
6510
pratensis,
Sanguisorba
officinalis)
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa
e
Fraxinus
(Alno-Padion,
91E0* excelsior
Alnion incanae, Salicion
albae)
Foreste miste riparie di
grandi fiumi a Quercus
robur, Ulmus laevis e Ulmus
91F0
minor, Fraxinus excelsior o
Fraxinus
angustifolia
(Ulmenion minoris)
Querceti di rovere illirici
91L0
(Erythronio-Carpinion)
Uccelli
A029
Ardea purpurea
Si
Nulla
A081
Circus aeruginosus
Si
Nulla
A023
Nycticorax nycticorax
Si
Nulla
A021
Botaurus stellaris
Si
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
No
No
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
277
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
A193
Sterna hirundo
Si
Nulla
A024
Ardeola ralloides
Si
Nulla
A082
Circus cyaneus
Si
Nulla
A060
Aythya nyroca
Si
Nulla
A022
Ixobrychus minutus
Si
Nulla
A027
Egretta alba
Si
Nulla
A026
Egretta garzetta
Si
Nulla
A229
Alcedo atthis
Si
Nulla
A338
Lanius collurio
Si
Nulla
Si
Nulla
No
Nulla
Si
Nulla
Si
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
Non
significativo
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Anfibi e rettili
1193
1220
1215
1167
Bombina variegata
Emys orbicularis
Rana latastei
Triturus carnifex
Pesci
1097
Lethenteron sanandreai
No
Nulla
1137
Barbus plebejus
Si
Nulla
1115
1140
Chondrostoma genei
Chondrostoma soetta
No
No
Nulla
Nulla
1149
Cobitis taenia
Si
Nulla
1114
1107
1163
Rutilus pigus
Salmo marmoratus
Cottus gobio
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Non
significativo
Non
significativo
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
SITO SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
Nulla
Nulla
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
Habitat
1110
1130
1140
Banchi di sabbia a debole
copertura permanente di
acqua marina
Estuari
Distese fangose o sabbiose
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
278
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
1510*
2110
2120
2130*
2160
2190
2230
2250*
2270*
3150
3270
7210*
91E0*
9340
emergenti durante la bassa
marea
Lagune costiere
Vegetazione annua delle
linee di deposito marine
Vegetazione annua pioniera
di Salicornia e altre delle
zone fangose e sabbiose
Prati di Spartina (Spartinion
maritimae)
Pascoli inondati
mediterranei (Juncetalia
maritimi)
Praterie e fruticeti alofili
mediterranei e termoatlantici (Sarcocornetea
fruticosi)
Steppe salate mediterranee
(Limonietalia)
Dune mobili embrionali
Dune mobili del cordone
litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune
bianche)
Dune costiere fisse a
vegetazione erbacea (dune
grigie)
Dune con presenza di
Hippophae rhamnoides
Depressioni umide
interdunari
Dune con prati dei
Malcolmietalia
Dune costiere con Juniperus
spp.
Dune con foreste di Pinus
pinea e/o Pinus pinaster
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del tipo
Magnopotamion o
Hydrocharition
Fiumi con argini melmosi
con vegetazione del
Chenopodion rubri p.p e
Bidention p.p.
Paludi calcaree con Cladium
mariscus e specie del
Caricion davallianae
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion,
Alnion incanae, Salicion
albae)
Foreste di Quercus ilex e
Quercus rotundifolia
Uccelli
A229 Alcedo atthis
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
279
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3270017 Delta del Po: Tratto terminale e Delta veneto
A029 Ardea purpurea
A024 Ardeola ralloides
A021 Botaurus stellaris
A224 Caprimulgus europaeus
A027 Casmerodius albus
A197 Chlidonias niger
A081 Circus aeruginosus
A082 Circus cyaneus
A084 Circus pygargus
A026 Egretta garzetta
A131 Himantopus himanthopus
A022 Ixobrychus minutus
A023 Nycticorax nycticorax
A393 Phalacrocorax pygmeus
A151 Philomachus pugnax
A035 Phoenicopterus ruber
A140 Pluvialis apricaria
A141 Pluvialis squatarola
A132 Recurvirostra avosetta
A195 Sterna albifrons
A193 Sterna hirundo
A191 Sterna sandvicensis
Anfibi e rettili
1220 Emys orbicularus
1199 Pelobates fuscus insubricus
Pesci
1101 Acipenser sturio
1100 Acipenser naccarii
1103 Alosa fallax
1097 Lethentheron zanandreai
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
No
No
No
No
1155
Knipowitschia panizzae
Si
1095
1154
Petromyzon marinus
Pomatoschistus canestrinii
No
No
No
No
No
SITO SIC IT3270023 Delta del Po
Habitat/specie
Cod
Nome
Presenza
nell’area
oggetto di
valutazione
(**)
Significativit
Significatività
à negativa
negativa delle
delle
incidenze
incidenze
dirette(*)
indirette(*)
Presenza di
effetti
sinergici e
cumulativi
(**)
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
Habitat
1110
1130
1140
Banchi di sabbia a debole
copertura permanente di
acqua marina
Estuari
Distese fangose o sabbiose
emergenti durante la bassa
marea
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
280
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3270023 Delta del Po
1150*
1210
1310
1320
1410
1420
1510*
2110
2120
2130*
2160
2190
2230
2250*
2270*
3150
3270
6210
7210*
91E0*
Lagune costiere
Vegetazione annua delle
linee di deposito marine
Vegetazione annua pioniera
di Salicornia e altre delle
zone fangose e sabbiose
Prati di Spartina (Spartinion
maritimae)
Pascoli inondati
mediterranei (Juncetalia
maritimi)
Praterie e fruticeti alofili
mediterranei e termoatlantici (Sarcocornetea
fruticosi)
Steppe salate mediterranee
(Limonietalia)
Dune mobili embrionali
Dune mobili del cordone
litorale con presenza di
Ammophila arenaria (dune
bianche)
Dune costiere fisse a
vegetazione erbacea (dune
grigie)
Dune con presenza di
Hippophae rhamnoides
Depressioni umide
interdunari
Dune con prati dei
Malcolmietalia
Dune costiere con Juniperus
spp.
Dune con foreste di Pinus
pinea e/o Pinus pinaster
Laghi eutrofici naturali con
vegetazione del tipo
Magnopotamion o
Hydrocharition
Fiumi con argini melmosi
con vegetazione del
Chenopodion rubri p.p e
Bidention p.p.
Formazioni erbose secche
seminaturali e facies
coperte da cespugli su
substrato calcareo (FestucoBrometalia) (* notevole
fioritura di orchidee)
Paludi calcaree con Cladium
mariscus e specie del
Caricion davallianae
Foreste alluvionali di Alnus
glutinosa e Fraxinus
excelsior (Alno-Padion,
Alnion incanae, Salicion
albae)
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
No
Nulla
Nulla
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
281
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
SITO SIC IT3270023 Delta del Po
9340
Foreste di Quercus ilex e
Quercus rotundifolia
Uccelli
A229 Alcedo atthis
A029 Ardea purpurea
A024 Ardeola ralloides
A021 Botaurus stellaris
A224 Caprimulgus europaeus
A138 Charadrius alexandrinus
A197 Chlidonias niger
A081 Circus aeruginosus
A082 Circus cyaneus
A084 Circus pygargus
A027 Egretta alba
A026 Egretta garzetta
A131 Himantopus himanthopus
A022 Ixobrycus minutus
A338 Lanius collurio
A339 Lanius minor
A023 Nycticorax nycticorax
A393 Phalacrocorax pygmeus
A151 Philomachus pugnax
A035 Phoenicopterus ruber
A140 Pluvialis apricaria
A141 Pluvialis squatarola
A132 Recurvirostra avosetta
A195 Sterna albifrons
A193 Sterna hirundo
A191 Sterna sandvicensis
Anfibi e rettili
Emys orbicularis
1220
Rana latastei
1215
Pesci
1101 Acipenser sturio
1100 Acipenser naccarii
1103 Alosa fallax
1097 Lethentheron zanandreai
No
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
No
No
No
No
No
No
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Non
significativo
Nulla
Nulla
No
No
No
No
1155
Knipowitschia panizzae
Si
1095
1154
Petromyzon marinus
Pomatoschistus canestrinii
No
No
No
No
No
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
282
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
Esito della procedura di screening
Dalle valutazioni inerenti il tipo di progetto, dalle caratteristiche ambientali dell’area in cui
ricade l’intervento e dall’analisi delle peculiarità dei Siti Rete Natura 2000 (specie vegetali,
animali ed habitat citati negli allegati) seguendo la procedura indicata nella guida
metodologica per la Valutazione di Incidenza ai sensi della Direttiva 92/43/CEE della
Regione Veneto (D.G.R. n° 3173 del 10 ottobre 2006), si ritiene di poter affermare che gli
aspetti progettuali non saranno significativi per la conservazione delle specie e degli
habitat di ques’area Natura 2000.
Dichiarazione firmata del professionista
In relazione alle analisi effettuate e alle valutazioni di possibili effetti, seguendo la
procedura indicata nella guida per la Valutazione di Incidenza ai si ritiene quindi di poter a
ragione affermare che ai sensi della Direttiva 92/43/CEE della Regione Veneto (D.G.R. n°
3173 del 10 ottobre 2006), e in considerazione delle indagini effettuate si ritiene quindi di
poter a ragione affermare che:
con ragionevole certezza scientifica, si può escludere il verificarsi di effetti
significativi negativi sui siti della rete Natura 2000 per il progetto denominato
“Carta ittica della provincia di Venezia”
Vicenza 25/10/2013
Enrico Marconato
Thomas Busatto
Silvia Artolozzi
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
283
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Attestazioni di professionalità
Secondo quanto disposto dalla D.G.R. n° 3173 del 10 ottobre 2006, ai sensi e per gli effetti
del D.P.R. n. 445/2000, il sottoscritto ENRICO MARCONATO nato il 6 ottobre 1959 a Vicenza,
residente a Vicenza, Via Mozzi 2, biologo libero professionista iscritto all’Ordine nazionale dei
Biologi al numero 27352, incaricato della redazione della relazione di incidenza ambientale
(Screening) per il progetto denominato “Carta ittica della provincia di Venezia”
dichiara
di essere in possesso della esperienza specifica e delle competenze in campo biologico,
naturalistico ed ambientale necessarie per la corretta ed esaustiva redazione della valutazione di
incidenza.
Vicenza, Ottobre 2013
Biologo Enrico Marconato
Attestazioni di professionalità
Secondo quanto disposto dalla D.G.R. n° 3173 del 10 ottobre 2006, ai sensi e per gli effetti
del D.P.R. n. 445/2000, il sottoscritto THOMAS BUSATTO nato il 1 ottobre 1974 a Mirano (VE),
residente a Marghera, Via Palladio 20, biologo libero professionista iscritto all’Ordine nazionale dei
Biologi al numero 53579, incaricato della redazione della relazione di incidenza ambientale
(Screening) per il progetto denominato “Carta ittica della provincia di Venezia”
dichiara
di essere in possesso della esperienza specifica e delle competenze in campo biologico,
naturalistico ed ambientale necessarie per la corretta ed esaustiva redazione della valutazione di
incidenza.
Vicenza, Ottobre 2013
Biologo Thomas Busatto
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
284
Riproduzione cartacea del documento informatico sottoscritto digitalmente da MARINA BALLEELLO il 17/04/2014 14:52:06 Paolo Gabbi il 25/03/2014 15:30:01 Stefano Nen il
17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
FASE 4-SINTESI
Secondo quanto disposto dalla D.G.R. n° 3173 del 10 ottobre 2006, ai sensi e per gli effetti
del D.P.R. n. 445/2000, la sottoscritta SILVIA ARTOLOZZI nata il 3 luglio 1978 ad Arzignano in
Provincia di Vicenza, residente a Monteviale (VI), Via Costigiola 2/C, dottore forestale libero
professionista iscritta all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Forestali della Provincia di Vicenza al
numero 343, incaricata della redazione della relazione di incidenza ambientale (Screening) per il
progetto denominato “Carta ittica della provincia di Venezia”
dichiara
di essere in possesso della esperienza specifica e delle competenze in campo biologico,
naturalistico ed ambientale necessarie per la corretta ed esaustiva redazione della valutazione di
incidenza.
Vicenza, Ottobre 2013
Dottore Forestale Silvia Artolozzi
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
285
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
286
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17/04/2014 11:01:27 ai sensi dell'art. 20 e 23 del D.lgs 82/2005
Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
BIBLIOGRAFIA
AQUAPROGRAM S.R.L. – ECOLOGIA APPLICATA E GESTIONE DELL’AMBIENTE – VICENZA
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
Bibliografia e fonti
Riferimenti bibliografici
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DEGLI
UCCELLI
NIDIFICANTI
IN
PROVINCIA
DI
VENEZIA”
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VENEZIA.
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PROVINCIALE DI VENEZIA.
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UTET, TORINO
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PROVINCIA DI
ROVIGO”, AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI ROVIGO.
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DI
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MARCONATO E, MAIO G., SALVIATI S., BUSATTO T., 2005 – “MONITORAGGIO DELLA CARTA
ITTICA DELLA
PROVINCIA DI VENEZIA”, AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VENEZIA
MARCONATO E, MAIO G., SALVIATI S., BUSATTO T., 2012 – “MONITORAGGIO DELLA CARTA
ITTICA DELLA
PROVINCIA DI VENEZIA”, AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI VENEZIA
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DELL’ARTICOLO
6 DELLA DIRETTIVA “HABITAT” 92/43/CEE”.
COMUNITÀ EUROPEA, 2002, “VALUTAZIONE DI PIANI E PROGETTI AVENTI UN’INCIDENZA
SIGNIFICATIVA SUI SITI DELLA RETE
DELL’ARTICOLO
NATURA 2000. GUIDA METODOLOGICA ALLE DISPOSIZIONI
6, PARAGRAFI 3 E 4 DELLA DIRETTIVA “HABITAT” 92/43/CEE”.
ARNOLD
BURTON: 1985: GUIDA DEI RETTILI E DEGLI ANFIBI D’EUROPA, FRANCO MUZZIO
EDITORE
Riferimenti normativi
DIRETTIVA 2009/147/CE “UCCELLI” CONCERNENTE LA CONSERVAZIONE DEGLI UCCELLI
SELVATICI.
DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE DEL 6 MARZO 1991 CHE MODIFICA LA
DIRETTIVA
79/409/CEE DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE CONCERNENTE LA CONSERVAZIONE
DEGLI UCCELLI SELVATICI.
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BIBLIOGRAFIA
LEGGE N. 157 DELL’11 FEBBRAIO 1992 – NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA OMEOTERMA
E PER IL PRELIEVO VENATORIO (RECEPIMENTO DELLA
DIRETTIVA UCCELLI).
DIRETTIVA 92/43/CEE “HABITAT”, RELATIVA ALLA CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT NATURALI E
SEMINATURALI, E DELLA FLORA E DALLA FAUNA SELVATICHE.
DPR 357/97, MODIFICATO CON DPR 120/03, RECANTE IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA
DIRETTIVA 92/43/CEE.
DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE 20 GENNAIO 1999, MODIFICAZIONI DEGLI ALLEGATI A
E
B DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 SETTEMBRE 1997, N. 357, IN ATTUAZIONE
DELLA
DIRETTIVA 97/62/CE DEL CONSIGLIO, RECANTE ADEGUAMENTO AL PROGRESSO TECNICO E
SCIENTIFICO DELLA
DIRETTIVA 92/43/CEE.
DECRETO MINISTERIALE 3 APRILE 2000 – (MINISTERO DELL’AMBIENTE) – ELENCO DEI SITI DI
IMPORTANZA COMUNITARIA E DELLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALI, INDIVIDUATI AI SENSI DELLE
DIRETTIVE 92/43/CEE E 79/409/CEE
DIRETTIVA 2001/42/CEE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO – DEL 27 GIUGNO 2001
– CONCERNENTE LA VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DI DETERMINATI PIANI E PROGRAMMI SULL’AMBIENTE.
DECRETO 3 SETTEMBRE 2002 – (MINISTERO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO) – LINEE
GUIDA PER LA GESTIONE DEI SITI NATURA 2000.
LEGGE N. 221 DEL 3 OTTOBRE 2002 – INTEGRAZIONI ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N, 157,
IN MATERIA DI PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA E DI PRELIEVO VENATORIO, IN ATTUAZIONE
DELL’ART.
9 DELLA DIRETTIVA 79/409/CEE.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 MARZO 2003, N. 120, REGOLAMENTO
RECANTE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AL
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 SETTEMBRE
1997, N. 357, CONCERNENTE L’ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE CONCERNENTI LA
CONSERVAZIONE DEGLI HABITAT NATURALI E SEMINATURALI, NONCHÉ DELLA FLORA E DELLA FAUNA
SELVATICHE.
D.G.R. 21 DICEMBRE 1998, N. 4824 – DESIGNAZIONE DEI SITI DA PROTEGGERE.
D.G.R. 22 GIUGNO 2001, N. 1662 – DIRETTIVA 79/409/CEE, D.P.R. 8 SETTEMBRE 1997, N.
357, D.M. 3 APRILE 2000. ATTI DI INDIRIZZO.
D.G.R. 4 OTTOBRE 2002, N. 2803 – ATTUAZIONE DIRETTIVA COMUNITARIA 92/43/CEE E
D.P.R. 357/1997.
D.G.R. 7 GIUGNO 2002, N. 1522 AVENTE PER OGGETTO: D.G.R. 6 MAGGIO 2002, N. 1130 –
“DIRETTIVA 92/43/CEE E 79/409/CEE. RETE ECOLOGICA NATURA 2000. REVISIONE DEI SITI DI
IMPORTANZA COMUNITARIA RELATIVI ALLA REGIONE BIOGEOGRAFIA ALPINA”. MODIFICA ALLEGATI B E D
IN ADEGUAMENTO AD ULTERIORI OSSERVAZIONI TECNICHE FORMULATE DAL
DELLA
MINISTERO DELL’AMBIENTE E
TUTELA DEL TERRITORIO; GUIDA METODOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA, PROCEDURE
E MODALITÀ OPERATIVE.
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V.I.N.C.A.- CARTA ITTICA PROVINCIA DI VENEZIA
BIBLIOGRAFIA
D.G.R. 21 FEBBRAIO 2003, N. 448 – RETE ECOLOGICA NATURA 2000. REVISIONE SITI DI
IMPORTANZA
COMUNITARIA
(S.I.C.)
RELATIVI
ALLA
REGIONE
BIOGEOGRAFIA
CONTINENTALE.
RIDEFINIZIONE CARTOGRAFICA DEI S.I.C. DELLA REGIONE VENETO IN SEGUITO ALL’ACQUISIZIONE DELLE
PERIMETRAZIONI SU
DEI
CARTA TECNICA REGIONALE REDATTA ALLA SCALA 1:10000 ALLEGATO A – ELENCO
SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA DELLE REGIONI BIOGEOGRAFICHE ALPINA E CONTINENTALE.
D.G.R. 21 FEBBRAIO 2003, N. 449 – RETE ECOLOGICA NATURA 2000: REVISIONE DELLE ZONE
DI
PROTEZIONE SPECIALE (Z.P.S.) ALLEGATO A – ELENCO DELLE ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE
(Z.P.S.)
D.G.R. 6 AGOSTO 2004, N. 2673 – DELIBERA DI AGGIORNAMENTO DELLA D.G.R. 21 FEBBRAIO
2003, N. 449.
D.G.R. 18 MAGGIO 2005, N. 241 - ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE (Z.P.S.), SITI DI
IMPORTANZA COMUNITARIA (S.I.C.). PROVVEDIMENTO IN ESECUZIONE DELLA SENTENZA CORTE DI
GIUSTIZIA DELLE COMUNITÀ EUROPEE DEL 20 MARZO 2003, CAUSA C- 378/01. RICOGNIZIONE E
REVISIONE DATI EFFETTUATA NELL'AMBITO DEL PROGETTO DI
CUI
ALLA
D.G.R. N. 4360 DEL
30.12.2003.
D.G.R. 3173 DEL 10 OTTOBRE 2006 – NUOVE DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’ATTUAZIONE DELLA
DIRETTIVA COMUNITRIA
INCIDENZA.
92/43/CEE D.P.R. 357/1997. GUIDA METODOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DI
PROCEDURE E MODALITÀ OPERATIVE.
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATI
ALLEGATO 1: Mappa delle azioni della Carta Ittica nella Provincia di Venezia
ALLEGATO 2: Campo gara Diga degli Alberoni e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 3: Campo gara San Nicoletto e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 4: Campo gara Punta Sabbioni e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 5: Campo gara Fiume Sile a Jesolo e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 6: Campo gara Cave di Praello e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 7: Campo gara Lemene a Concordia Sagittaria e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 8: Campo gara Molino Boldara e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 9: Campo gara Taglio Nuovo Reghena e Siti Rete Natura 2000
ALLEGATO 10: Areale di distribuzione del Barbo
ALLEGATO 11: Areale di distribuzione della Cheppia
ALLEGATO 12: Areale di distribuzione del Cobite
ALLEGATO 13: Areale di distribuzione del Ghiozzetto di laguna
ALLEGATO 14: Areale di distribuzione della Lampreda padana
ALLEGATO 15: Areale di distribuzione della Lasca
ALLEGATO 16: Areale di distribuzione del Pigo
ALLEGATO 17: Areale di distribuzione della Savetta
ALLEGATO 18: Areale di distribuzione dello Scazzone
ALLEGATO 19: Areale di distribuzione dello Storione cobice
ALLEGATO 20: Areale di distribuzione della Trota marmorata
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 1: Mappa delle azioni della Carta Ittica nella Provincia di Venezia
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ALLEGATO 2: Campo gara Diga degli Alberoni e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 3: Campo gara San Nicoletto e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 4: Campo gara Punta Sabbioni e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 5: Campo gara Fiume Sile a Jesolo e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 6: Campo gara Cave di Praello e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 7: Campo gara Lemene a Concordia Sagittaria e Siti Rete Natura 2000
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ALLEGATO 8: Campo gara Molino Boldara e Siti Rete Natura 2000
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ALLEGATO 9: Campo gara Taglio Nuovo Reghena e Siti Rete Natura 2000
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Delibera: 2014 / 23 del 15/04/2014
ALLEGATO 10: Areale di distribuzione del Barbo
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ALLEGATO 11: Areale di distribuzione della Cheppia
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ALLEGATO 12: Areale di distribuzione del Cobite
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ALLEGATO 13: Areale di distribuzione del Ghiozzetto di laguna
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ALLEGATO 14: Areale di distribuzione della Lampreda padana
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ALLEGATO 15: Areale di distribuzione della Lasca
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ALLEGATO 16: Areale di distribuzione del Pigo
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ALLEGATO 17: Areale di distribuzione della Savetta
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ALLEGATO 18: Areale di distribuzione dello Scazzone
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ALLEGATO 19: Areale di distribuzione dello Storione cobice
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ALLEGATO 20: Areale di distribuzione della Trota marmorata
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