RELAZIONE
del
NUCLEO di VALUTAZIONE
ANNO 2002
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO
Il Rapporto è stato redatto dal Nucleo di valutazione dell’Università degli Studi di Torino nominato nella sua
attuale composizione con D.R. 420 del 20.06.2003, in conformità a quanto previsto dalla L. 370/99. Ai lavori hanno
preso parte la dott.ssa Catia Malatesta, la dott.ssa Elena Forti, la dott.ssa Guendalina Leonardi, il dott. Giorgio Longo e
il Sig. Davide Siddi, dell’ufficio di supporto al Nucleo. Si ringrazia per la collaborazione la dott.ssa Carla Pignata,
referente di ateneo per l’ufficio statistico del Miur.
La composizione del Nucleo è la seguente:
ADRIANO ZECCHINA
Presidente, Ordinario di Chimica fisica nella Facoltà di Scienze M.F.N.
FEDERICO BUSSOLINO
Ordinario di Biochimica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia
GIORGIO GILLI
Ordinario di Igiene nella Facoltà di Scienze M.F.N.
ENRICO MALTESE
Ordinario di Filologia bizantina nella Facoltà di Lettere e Filosofia
CARLO MANACORDA
Docente a contratto di Contabilità pubblica nelle Facoltà di Economia e di Giurisprudenza
GIOVANNI RE
Associato di Farmacologia e tossicologia nella Facoltà di Medicina Veterinaria
ANDREA SCAGNI
Associato di Statistica nella Facoltà di Scienze Politiche
Indice
1
Premessa
1
2
La didattica
4
2.1
L’offerta didattica dell’Ateneo
4
2.2
L’offerta didattica post-lauream
9
2.3
La domanda di istruzione universitaria
15
2.4
Gli scambi internazionali
17
2.5
L’organizzazione didattica: risorse umane e distribuzione per Facoltà
20
2.6
Rapporto studenti/docenti: alcuni dati sul contesto nazionale e internazionale
22
2.7
La riforma degli ordinamenti didattici
23
2.8
L’analisi della performance didattica
27
2.9
Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale
31
3
La valutazione della didattica
34
3.1
Il quadro precedente
34
3.2
Il progetto di indagine 2002-2003
35
3.3
Il questionario
37
3.4
La preparazione
38
3.5
Lo svolgimento dell’indagine
39
3.6
La copertura e l’errore
40
3.7
Il feedback dalle Facoltà
42
3.8
L’impiego dei risultati
43
3.9
L’indagine sui dottorandi
44
3.10
L’indagine sui laureandi
45
3.11
Il quadro nazionale
46
4
La ricerca
50
4.1
Premessa
50
4.2
L’analisi dell’attività dei Dipartimenti
51
4.3
L’analisi dei risultati ottenuti nei bandi ministeriali
75
4.4
Dottorandi, Assegnisti e borse post-lauream: alcuni dati sul contesto nazionale
79
5
La gestione amministrativa
82
5.1
Il quadro complessivo e le instabilità del sistema gestionale
82
5.2
L’ordinamento e l’organizzazione
85
5.3
La gestione delle risorse umane
86
5.4
La gestione delle risorse economiche
91
6
Le attività a sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo
94
6.1
Premessa
94
6.2
Interventi destinati alla generalità degli studenti
95
6.3
Interventi non destinati alla generalità degli studenti
102
Appendici
I
Allegati al capitolo “La valutazione della didattica”
I-1
I.1
Allegato A – Scheda del questionario per singolo corso
I-1
I.2
Allegato B – Scheda del questionario in batteria
I–3
I.3
Allegato C – Pieghevole informativo di presentazione dell’indagine
I-5
II
I risultati della prima indagine coordinata sulle opinioni degli
studenti sulla didattica
II - 1
II.1
Premessa
II - 1
II.2
Riflessioni sulla natura e scopi dell’indagine
II – 2
II.3
Prospettive e direzioni di approfondimento
II - 5
III
La valutazione delle opinioni degli studenti sulla didattica a Torino.
III - 1
Primi risultati dell’indagine a.a. 2002-03
Relazione 2002
Premessa
1 Premessa
La relazione per l’anno 2002 del Nucleo di Valutazione è articolata in capitoli dedicati a:
Didattica, Valutazione delle opinioni studenti e dottorandi, Ricerca, Gestione amministrativa e
Attività di sostegno degli studi ed inserimento lavorativo.
Lo schema di lavoro, nonché il grado di dettaglio con cui vengono presentati i vari argomenti,
non coincidono necessariamente con quelli adottati dai nuclei delle altre università. Questo per due
ragioni fondamentali. La prima ragione consiste nel fatto che non c’è uno schema rigido prefissato a
cui tutti i nuclei devono necessariamente attenersi. La seconda ragione dipende dalla sensibilità di
ciascun nucleo verso i problemi del proprio ateneo e alla cui soluzione si sente maggiormente
impegnato. Questa seconda ragione è conseguenza diretta del ruolo di “orientamento attivo verso la
valutazione” che ciascun nucleo è chiamato a svolgere nel proprio specifico contesto.
Per quanto riguarda la presente relazione, la massima attenzione è riservata a:
i)
descrizione delle ripercussioni sulla didattica della riforma dei piani di studio;
ii)
descrizione degli aspetti pratici e metodologici della rilevazione centralizzata delle
opinioni studenti secondo la metodologia suggerita dal Comitato Nazionale;
iii)
descrizione della attività di rilevazione delle opinioni dei dottorandi;
iv)
descrizione dei risultati della rilevazione della ricerca presso i dipartimenti e dei problemi
metodologici ad essa associati;
v)
descrizione dei dati principali della gestione amministrativa e discussione dei problemi di
corretta valutazione ad essa collegati.
vi)
Per quanto riguarda le attività di sostegno degli studi la relazione riporta principalmente i
dati provenienti da fonti regionali.
Ogni singolo capitolo è stato disegnato non solo per fornire un quadro realistico di ciascun
settore, ma anche per offrire spunti di riflessione sia alle autorità accademiche dell’Ateneo che al
Comitato di Valutazione Nazionale.
Per quanto riguarda in particolare il capitolo sulla Didattica, è utile sottolineare come l’attuale
relazione sia la prima che cerca di illustrare e valutare le ripercussioni apportate dalla riforma
universitaria alla numerosità e organizzazione dei percorsi didattici delle Facoltà. Nonostante lo
sforzo statistico affrontato, l’analisi dei dati risulta ancora alquanto problematica a causa del
carattere transitorio della situazione. Infatti non si è ancora concluso il primo ciclo delle lauree
triennali attivate nell’anno accademico 2001/02. Nel contempo i dati riguardanti i corsi di laurea
che hanno applicato la riforma già a partire dal 2000/01 non sono sufficientemente numerosi da
permettere conclusioni di carattere sufficientemente generale. Su questa base è evidente che un
quadro veramente significativo potrà essere fornito solo nella relazione del prossimo anno.
Nonostante queste doverose premesse, emergono già alcuni fatti significativi riguardanti
l’elevato numero di offerte didattiche e il grande ventaglio dei numeri riguardanti gli iscritti ai vari
corsi di laurea (in alcuni casi molto grandi o in altri molto piccoli). Questo punto deve essere ben
ponderato dalle autorità accademiche, che devono rifuggire da valutazioni basate puramente su
criteri di numerosità delle coorti tenendo nel dovuto conto sia l’effetto amplificativo, ma puramente
temporaneo delle mode, che l’importanza culturale e strategica del contenuto dei corsi. Un altro
elemento che emerge dall’analisi dei dati è l’aumento degli iscritti, un dato che tende a spezzare
l’andamento negativo registrato negli ultimi anni. Dati confortanti provengono infine anche dal
numero dei laureati che posizionano l’Università di Torino ai primi posti nel panorama nazionale.
Nel terzo capitolo riguardante la Valutazione delle opinioni degli studenti si riportano e
discutono i problemi incontrati dal Nucleo nella rilevazione delle opinioni degli studenti
conformemente alle indicazioni nazionali diffuse dal CNSVU.
1
Relazione 2002
Premessa
Nella relazione ci si sofferma opportunamente sulla procedura adottata, che ha visto la
partecipazione dei rappresentanti delle Facoltà in uno sforzo complesso di compartecipazione. Si è
trattato nel complesso di un lavoro molto oneroso che il Nucleo ha affrontato in prima persona.
Si può dire senza tema di smentite che l’iniziativa ha avuto successo, anche se sono emerse
difficoltà che vale la pena di segnalare. La prima difficoltà concerne la valutazione aggregata dei
risultati delle diverse strutture legata a fattori sia esogeni (diverse attitudini e approcci alla vita
universitaria degli studenti delle facoltà scientifiche ed umanistiche) sia di organizzazione del
lavoro per le attività gestite direttamente dai referenti locali dell’indagine. La seconda difficoltà
riguarda l’organizzazione del lavoro degli studenti part-time utilizzati per la somministrazione dei
questionari.
All’indagine sulle opinioni degli studenti di primo e secondo livello è stata affiancata inoltre
un’indagine sperimentale autonoma (mediante interviste telefoniche capillari) sulle opinioni degli
studenti di dottorato svolta nell’estate 2003. Nonostante l’importanza del tema, tale tipo di
intervento è poco diffuso a livello nazionale ed è stato effettuato per la prima volta a Torino. I
risultati complessivi delle indagini 2002/03 sono attualmente all’esame del Nucleo e verranno
presentati all’Ateneo all’inizio del 2004.
Il quarto capitolo, dedicato alla Ricerca, contiene una grande quantità di dati ed elaborazioni
riguardanti i prodotti della ricerca e i costi relativi. Si tratta del risultato di un grande sforzo di
raccolta ed elaborazione che speriamo si possa rivelare utile sia a livello locale che nazionale. Come
suggerito dal Comitato Nazionale, la relazione tratta dell’attività dei Dipartimenti e permette di
avere informazioni ed indicatori su: i) fonti di finanziamento, capacità di acquisire fondi esterni e
prodotti scientifici ottenuti dai docenti; ii) risultati dell’Ateneo nei bandi ministeriali e confronto
con i risultati ottenuti da altri Atenei; iii) confronto tra l’Ateneo torinese e gli altri Atenei per
quanto attiene il numero di Assegnisti, Dottorandi e post-doc.
I dati riportati sono i più accurati sino ad ora raccolti e testimoniano di uno sforzo senza
precedenti da parte del Nucleo e di un buon grado di consapevolezza e collaborazione raggiunto dai
Dipartimenti. In particolare per quanto riguarda i prodotti della ricerca si è cercato di tener conto
maggiormente delle specificità delle varie discipline. Su questo punto assai delicato, la
collaborazione attiva in termini di proposte da parte delle varie aree scientifiche è benvenuta. E’
opinione del Nucleo che questa relazione sia molto innovativa e completa e possa costituire quindi
la base per l’impostazione di una politica della ricerca dell’Ateneo. Per questa ragione nel testo
sono contenute
Il quinto capitolo è dedicato alla Gestione Amministrativa. Per quanto concerne questo settore il
Nucleo di valutazione ha dovuto ancora prendere atto, suo malgrado, che non sono venute meno le
cause di instabilità del sistema universitario nel suo complesso, cause che hanno determinato negli
anni passati, e determinano tutt'oggi, situazioni di incertezza e difficoltà nella gestione tali da non
consentirne un ordinato sviluppo nelle diverse manifestazioni.
Le difficoltà della finanza pubblica presenti nel Paese si riflettono anche pesantemente sulla vita
degli Atenei, sovente nell'impossibilità di programmare interventi didattici e di ricerca scientifica
per carenza di risorse finanziarie anche minime. La mancata soluzione di questo nodo vitale - che,
tra l'altro, sembra destinato a perdurare - produrrà arretramenti rispetto alle altre realtà
internazionali simili, facendo perdere competitività al nostro sistema rispetto ad esse, con
immancabili ricadute negative in tutti i settori delle attività nazionali.
Per quanto concerne l'attività interna dell'Ateneo nell'anno 2002, il Nucleo ha proceduto alle
verifiche di spettanza riguardanti gli aspetti organizzativi e gestionali di natura finanziaria,
economica e patrimoniale, nonché di promozione generale dell'Ateneo.
Rimandando alle annotazioni sviluppate, più dettagliatamente, nel contesto della relazione al
proposito, sul piano generale il Nucleo ha accertato, dandone atto, il realizzarsi, nel corso dell'anno
a riferimento, di alcuni processi di ottimizzazione nelle suddette aree della gestione. Questi
processi, tuttavia, non sembrano esaustivi dell'insieme di interventi che andrebbero posti in essere
2
Relazione 2002
Premessa
per dare modernità e vitalità alle strutture amministrative e logistiche dell'Ateneo. Il Nucleo ha,
quindi, sottolineato la necessità che gli organi di governo dell'Università si facciano carico dei
provvedimenti occorrenti a rimuovere le situazioni di criticità riscontrate.
Il sesto capitolo è dedicato alle Attività di sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo. Per
quanto attiene gli interventi riguardanti le borse di studio sia in termini assoluti che comparativi con
altre realtà universitarie italiane i dati riportati sono di fonte EDISU.
Specifica attenzione è dedicata anche alle attività di orientamento e di tutorato svolte presso il
nostro Ateneo: esse sono elencate in dettaglio e discusse conseguentemente .
Uno specifico punto è infine dedicato all’attività del CORFUI nel settore dei tirocini.
3
Relazione 2002
La Didattica
2 La didattica
Premessa
In questo capitolo della Relazione vengono esaminati i dati relativi all’offerta didattica
dell’Ateneo Torinese per l’anno accademico 2002/03, con l’intento di valutare, laddove possibile, i
primi effetti dell’impatto della riforma universitaria sulla qualità e sull’efficienza dei percorsi
didattici. Il raggiungimento di tale obiettivo complessivamente per tutto l’Ateneo, tuttavia, è reso
difficoltoso dall’incompletezza e dalla disomogeneità dei dati disponibili. A questo proposito si
deve sottolineare, come già affermato nella Relazione dello scorso anno, che per l’anno accademico
2002/03 la situazione descritta riflette una fase di transizione, infatti solo 5 Facoltà hanno portato a
termine il primo triennio di applicazione della riforma, avviata nell’a.a. 2000/01. Dato il carattere
sperimentale dell’iniziativa ed il numero limitato dei corsi e studenti interessati, risulta purtroppo
di difficile interpretazione l’analisi relativa a tali corsi per una prima riflessione sull’evoluzione
della riforma. Nelle altre Facoltà non si è ancora concluso il primo ciclo relativo alle lauree triennali
attivate nell’a.a. 2001/02.
Nella valutazione dei dati restano anche delle incognite legate alla possibile disattivazione di
diversi corsi di laurea e all’effettiva attivazione dei corsi di laurea specialistica, nonché alla corretta
assunzione ed interpretazione dei dati relativi agli studenti passati dal vecchio al nuovo
ordinamento. Tale situazione per esempio emerge dall’analisi dei dati che sono riportati nelle
tabelle e figure del capitolo 2.8 (L’analisi della performance didattica), in cui si possono riscontrare
andamenti anomali, parte dei quali giustificabili in quanto derivanti da situazioni particolari come
ad esempio la nuova istituzione di facoltà o corsi di laurea.
In via generale si deve comunque tener conto del margine di errore contenuto nei risultati
presentati, derivante dall’esistenza di una base dati in continuo assestamento. Tale situazione può
essere giustificata dall’insorgenza di problemi di tipo informatico derivanti dalla gestione
contemporanea del vecchio e nuovo ordinamento.
2.1 L’offerta didattica dell’Ateneo
Al fine di valutare la dinamica dell’offerta complessiva in atto è stato preso in considerazione
l’a.a. 1999/2000, l’ultimo integralmente ascritto al vecchio ordinamento. In quell’anno l’offerta
didattica complessiva confrontabile contava 44 corsi di laurea e 40 di diploma. La successiva
tabella di riepilogo (Tabella 2.1.1) mette in evidenza una proliferazione di corsi di studio,
conseguenza diretta dell’applicazione della riforma che ha costretto ad un ripensamento delle
offerte didattiche e alla diversificazione delle stesse in funzione di un più specifico indirizzo
professionalizzante del percorso formativo universitario. Va sottolineato, comunque, che la
composizione dell’offerta didattica è stata ulteriormente arricchita dalla nuova attivazione delle
lauree specialistiche.
4
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.1.1 - L’offerta formativa per Facoltà nell’a.a. 2002/2003 e variazione rispetto
all’a.a. 2001/2002
Confronto tra a.a. 2001/2002
e a.a. 2002/2003
a.a. 2002/2003
Facoltà
L
LS
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
Lingue e letterature straniere
Medicina e chirurgia
Medicina e veterinaria
Psicologia
Sc. Formazione
Scienze MFN
Sc. Politiche
Scuola Amm. Aziendale
Scuola Univ. Biotecnologie
Scuola Univ. Sc. Motorie
Interfacoltà
9 2
12
2
4
8 11
3
18
1
5
4 5
10 23
14 10
TOTALE attivati
97 57
ciclo
CDL CDU Totale
unico
2
3
1
1
1
1
2
1
1
5
1
2
3
6
2
3
Ciclo
CDL CDU
unico
L
LS
11
12
4
4
19
3
22
2
5
10
33
25
2
2
3
8
-2
-1
=
=
=
=
+18
=
+1
+1
-2
=
=
=
=
+5
+1
=
=
=
+1
=
=
=
=
=
+7
+2
=
-1
+4
+3
=
=
=
=
=
=
+3
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
-3
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
-15
=
=
=
=
=
-1
=
=
=
165
+20
+17
+3
-3
-16
Fonte: Miur-Ustat, indagine sull’offerta formativa
Legenda:
L Laurea Triennale
LS Laurea Specialistica
Ciclo unico Laurea Specialistica a ciclo unico
CDL Laurea (vecchio ordinamento)
CDU Diploma universitario (vecchio ordinamento)
Tabella 2.1.2 - Riepilogo dell’offerta formativa nell’a.a. 2002/2003
Tipologia corso di studio
Attivati
Lauree triennali
97
Lauree specialistiche
57
Lauree specialistiche a ciclo unico
6
Corsi di Laurea vecchio ordinamento
2
Corsi di Diploma vecchio ordinamento
3
Totali Corsi di Studio
165
Master di primo livello
Master di secondo livello
Corsi di dottorato
Scuole di specializzazione
Corsi di perfezionamento
Totali post-lauream
18
8
63
70
36
195
Fonte: Miur-Ustat, indagine sull’offerta formativa
I dati riportati nella Tabella 2.1.1, che illustra un confronto tra i corsi attivi nell’a.a. 2001/2002 e
quelli attivi nell’anno accademico in esame, confermano che la tendenza alla proliferazione dei
corsi, benché ancora in atto, vada esaurendosi. L’incremento dei Corsi di Laurea di I livello (+ 20) è
da attribuire alla situazione particolare della Facoltà di Medicina e Chirurgia, verificatasi a seguito
della trasformazione dei CDU in Lauree triennali. L’incremento del numero di Corsi di Laurea di II
livello può essere quasi interamente ricondotto al completamento dei percorsi formativi in
applicazione della riforma presso alcune Facoltà e all’offerta delle Scuole universitarie.
5
Relazione 2002
La Didattica
Benché il numero dei corsi di studio sia in assoluto alto – ma in linea con l’andamento medio
nazionale – esso rispecchia una pluralità cospicua di corsi di studio intrinseca all’impianto della
riforma disegnato dal legislatore, questo fattore congenito è destinato a incidere maggiormente nelle
realtà complesse (Atenei di dimensioni medio-grandi, con possibilità e necessità di diversificare
considerevolmente l’offerta). Tuttavia questa situazione merita un’attenta considerazione da parte
degli organi di governo accademici per ciò che riguarda sia la qualità effettiva dell’offerta, sia la
sostenibilità complessiva. Il Nucleo, infatti, ribadisce, come già evidenziato nella Relazione dello
scorso anno, che l’incremento dell’offerta didattica sembra essere, in alcuni casi, non commisurato
alle forze effettive già presenti o acquisibili e potrebbe influenzare la qualità della didattica e di
conseguenza della ricerca.
Sotto il profilo strettamente quantitativo a livello di Ateneo bisogna sottolineare che l’analisi dei
dati relativi al numero di iscritti per l’a.a. 2002/03 evidenzia complessivamente un aumento delle
iscrizioni rispetto all’anno accademico precedente e in controtendenza all’andamento negativo
registrato negli ultimi anni (Tab 2.3.1). Tuttavia, un’analisi più dettagliata a livello di singolo corso
di laurea mette in risalto situazioni di evidente dispersione di risorse, anche se, allo stato attuale, tali
dispersioni potrebbero risultare di relativa importanza in vista dei possibili assestamenti che
conseguiranno a prevedibili disattivazioni e di una più rigorosa applicazione dei vincoli previsti dai
“requisiti minimi”.
I corsi di laurea del nuovo ordinamento sono stati valutati per numerosità di studenti iscritti per
ciascuna Facoltà nel corso dell’anno accademico 2001/2002. I corsi sono stati suddivisi in 15 classi
sulla base del numero degli studenti (iscritti totali) della classe; l’intervallo considerato per ciascuna
classe è riportato nella prima colonna di ciascuna delle tabelle (Tab. 2.1.3, 2.1.4 e 2.1.5). Le prime
due classi sono state differenziate, in tutte e tre le tabelle, a seconda dell’area disciplinare della
Facoltà, distinguendo tra umanistiche e scientifiche. Tale soluzione è stata adottata in riferimento ai
valori minimi fissati dalla delibera 17/2001/II/1 del Senato Accademico dell’Università di Torino
del 26 luglio 2001 per l’attivazione dei corsi di laurea triennale (almeno 30 iscritti per le lauree
triennali afferenti alle Facoltà umanistiche e almeno 20 per quelle afferenti alle Facoltà
scientifiche).
Dall’analisi della Tabella 2.1.3 risulta che ben 34 corsi hanno un numero di studenti iscritti non
superiore a 25, 7 risultano essere lauree triennali e 27 lauree specialistiche; di questi 34 corsi di
laurea, 4 corsi risultano comprendere 1 solo studente, 5 corsi solo 2 studenti, 4 corsi 3 studenti e 2
corsi 4 studenti. In presenza di situazioni di precarietà il Nucleo suggerisce che vengano adottate
tutte le iniziative necessarie per il rispetto dei requisiti minimi attualmente previsti dal Ministero.
Poiché si tratta per la quasi totalità di lauree specialistiche, in alcuni casi un numero di studenti così
limitato può essere giustificato dal fatto che il numero degli iscritti sia da attribuire a studenti il cui
titolo di studio è stato convertito in laurea di primo livello e che in seguito si sono iscritti ad un
corso di laurea specialistica. Tuttavia, come più volte precisato in precedenza, risulta difficile
effettuare un’analisi dei dati dell’a.a. 2001/2002 ed è perciò necessario attendere il completamento
di un intero ciclo per valutare i dati relativi ai corsi di nuova istituzione.
6
Relazione 2002
La Didattica
1
1
1
1
1
4
1
3
1
2
3
1
2
1
1
1
2
1
1
1
1
1
1
2
2
5
2
1
1
1
1
1
21
7
1
31
4
40
2
1
1
2
-
1
7
2
-
-
5
2
2
1
1
1
4
8
24
9
33
15
24
9
2
3
1
1
1
1
9
4
7
3
3
1
1
4
17
5
2
4
9
102
20
10
15
5
6
6
2
9
26
10
3
5
10
208
Sc. Politiche
Sc. della
Formazione
Psicologia
5
Lettere e
Filosofia
Lingue e Lett.
Straniere
11
6
8
2
3
5
1
5
9
5
1
1
1
106
Interfacoltà
4
4
Giurisprudenza
-
33
15
-
Economia
Scienze MFN
17
3
-
Totale
complessivo
Totale
1
1
-
Totale facoltà
Umanistiche
5
3
-
14
4
-
Totale Facoltà
Scientifiche
51 - 75
75 - 100
101 - 125
126 - 150
151 - 180
181 - 230
231 - 250
251 - 300
301 - 500
501 - 750
751 - 1000
1001 - 1400
> 1400
2
-
Scuola Univ.
Biotecnologie
2
5
-
Medicina
Veterinaria
(*) 1- 20
(*) 21 - 50
(*) 1 - 30
(*) 31 -50
Medicina e
Chirurgia
Farmacia
Agraria
Numero
iscritti
Interfacoltà
Tabella 2.1.3 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Totale offerta
formativa a.a. 2001/02)
1
2
1
1
2
1
23
5
1
8
1
2
1
1
1
24
4
2
2
1
2
2
2
1
2
2
1
5
16
24
3
Totale
-
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
-
1
4
1
2
24
1
45
-
1
1
1
4
2
4
17
7
15
5
17
7
2
3
1
1
1
1
5
4
7
3
2
1
1
2
13
2
1
3
1
69
8
9
10
5
3
4
2
4
16
3
2
3
1
114
Sc. Politiche
Sc. della
Formazione
-
4
1
2
5
3
1
1
1
1
1
13
7
2
Psicologia
Lettere e
Filosofia
Lingue e Lett.
Straniere
3
2
1
1
Interfacoltà
3
5
3
2
1
3
1
2
3
1
1
1
Giurisprudenza
-
2
2
Economia
Scienze MFN
Medicina
Veterinaria
-
15
5
-
Totale
complessivo
2
3
-
14
1
-
Totale facoltà
Umanistiche
51 - 75
75 - 100
101 - 125
126 - 150
151 - 180
181 - 230
231 - 250
251 - 300
301 - 500
501 - 750
751 - 1000
1001 - 1400
> 1400
1
-
Totale Facoltà
Scientifiche
1
3
-
Scuola Univ.
Biotecnologie
(*) 1- 20
(*) 21 - 50
(*) 1 - 30
(*) 31 -50
Medicina e
Chirurgia
Farmacia
Agraria
Numero
iscritti
Interfacoltà
Tabella 2.1.4 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi del nuovo
ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02)
14
4
1
16
2
2
1
1
1
3
4
9
18
7
Relazione 2002
La Didattica
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
-
-
2
1
1
11
1
28
-
-
4
3
1
5
4
3
2
3
1
1
1
1
5
4
7
3
2
1
1
2
13
2
1
3
1
52
8
9
10
5
3
4
2
3
14
3
2
3
1
80
Sc. Politiche
Sc. della
Formazione
-
1
1
1
1
1
4
1
2
5
3
1
3
1
1
4
1
1
1
1
12
1
Psicologia
Lettere e
Filosofia
Lingue e Lett.
Straniere
3
2
1
1
Interfacoltà
3
5
3
2
1
3
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
Giurisprudenza
-
2
2
Economia
Scienze MFN
-
1
5
-
Totale
complessivo
2
3
-
Medicina
Veterinaria
Medicina e
Chirurgia
-
1
1
-
Totale facoltà
Umanistiche
1
-
Totale Facoltà
Scientifiche
3
-
Scuola Univ.
Biotecnologie
(*) 1- 20
(*) 21 - 50
(*) 1 - 30
(*) 31 -50
51 - 75
75 - 100
101 - 125
126 - 150
151 - 180
181 - 230
231 - 250
251 - 300
301 - 500
501 - 750
751 - 1000
1001 - 1400
> 1400
Totale
Farmacia
Agraria
Numero
iscritti
Interfacoltà
Tabella 2.1.5 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi di laurea
triennale del nuovo ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02)
14
4
1
8
4
2
2
1
14
51 - 75
75 - 100
101 - 125
126 - 150
151 - 180
181 - 230
231 - 250
251 - 300
301 - 500
501 - 750
751 - 1000
1001 - 1400
> 1400
-
1
1
-
-
-
1
-
14
-
-
-
-
-
6
2
-
-
3
2
Sc. Politiche
Sc. della
Formazione
Psicologia
Lettere e
Filosofia
Lingue e Lett.
Straniere
Interfacoltà
Giurisprudenza
Economia
Totale Facoltà
Scientifiche
Scuola Univ.
Biotecnologie
13
4
Totale
complessivo
-
Scienze MFN
Medicina
Veterinaria
Medicina e
Chirurgia
Farmacia
1
Totale facoltà
Umanistiche
(*) 1- 20
(*) 21 - 50
(*) 1 - 30
(*) 31 -50
Agraria
Numero
iscritti
Interfacoltà
Tabella 2.1.6 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi di laurea
specialistica e specialistica a ciclo unico del nuovo ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02)
13
4
14
1
2
13
4
1
2
Totale
1
2
1
13
17
8
5
4 17
Fonte: Area Studenti. Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione
(*)Le prime due classi di numerosità di iscritti sono state differenziate a seconda dell’area disciplinare della facoltà
distinguendo tra umanistiche e scientifiche. Tale soluzione è stata adottata in riferimento ai valori minimi fissati dalla
delibera del Senato Accademico n.17/2001/II/1 del 26 luglio 2001 per l’attivazione dei corsi di laurea triennale.
8
34
Relazione 2002
La Didattica
2.2 L’offerta didattica post-lauream.
2.2.1
I corsi di dottorato
La Tabella 2.2.1 riepiloga l’offerta del XVIII ciclo, con l’indicazione dei relativi Dipartimenti
proponenti, “sede” naturale dell’attività dei singoli dottorati.
Tabella 2.2.1 – Offerta dei corsi di dottorato di ricerca del XVIII ciclo
Dipartimenti proponenti
Corsi di dottorato
Biologia animale e dell'uomo
Biologia animale e dell'uomo
Biologia vegetale
Chimica IFM
Chimica IFM; Chimica analitica; Chimica GOA
Discipline artistiche, musicali e dello spettacolo
Discipline artistiche, musicali e dello spettacolo
Discipline ginecologiche ed ostetriche
Discipline medico-chirurgiche
Economia "Cognetti de Martiis"
Economia "Cognetti de Martiis"
Economia "Cognetti de Martiis"
Economia aziendale
Filologia, linguistica e tradizione classica
Filosofia
Fisica generale; Fisica sperimentale; Fisica teorica
Genetica, biologia e biochimica
Genetica, biologia e biochimica
Genetica, biologia e biochimica
Informatica
Matematica
Medicina e oncologia sperimentale
Medicina interna
Morfofisiologia veterinaria
Neuroscienze
Neuroscienzze - Sez. Fisiologia
Orientalistica
Patologia animale
Produzioni animali, epidemiologia ed ecologia
Psicologia
Psicologia
Psicologia
Psicologia
Sc. antropologiche, archeologiche e storicoterritoriali
Sc. antropologiche, archeologiche e storicoterritoriali
Sc. cliniche e biologiche
Sc. cliniche e biologiche
Sc. del linguaggio e lett. moderne comparate
Sc. del linguaggio e lett. moderne comparate
Biologia evoluzionistica e conservazione della biodiversità
Scienze bio-chimiche
Biologia e biotecnologia dei funghi
Scienza e tecnologia dei materiali
Scienze chimiche
Anglistica
Discipline del Cinema e del Teatro
Scienze cliniche
Radioimmunolocalizzazione dei tumori umani
Economia delle istituzioni e della creatività
Scienze e progetto della comunicazione
Scienze economiche (ex Studi economici europei)
Economia aziendale
Filologia e letteratura greca, latina e bizantina
Filosofia ed ermeneutica filosofica
Fisica
Biochimica e biotecnologia cellulare
Biologia umana: basi molecolari e cellulari
Genetica umana
Informatica
Matematica
Patologia sperimentale e molecolare
Fisiopatologia medica
Scienze di base e biotecnologie veterinarie
Neuroscienze
Fisiologia
Ebraistica
Scienze cliniche e veterinarie
Produzioni animali
Psicodinamica delle relazioni e dei comportamenti di
lavoro, organizzativi e istituzionali
Psicologia clinica e relazioni interpersonali
Psicologia sociale e dello sviluppo in una prospettiva
applicativa
Scienze cognitive
Archeologia. Sviluppo storico e interrelazioni culturali
nell'antichità e nel Medio Evo
Scienze antropologiche
Farmacologia e terapia sperimentale e clinica
Immunologia e biologia cellulare
Letteratura e linguistica tedesca
Letterature comparate e filologia romanza
9
Relazione 2002
La Didattica
Dipartimenti proponenti
Sc. della terra; Sc. Mineralogiche e petrologiche
Sc. dell'educazione e della formazione
Sc. e tecnologie del farmaco
Sc. giuridiche
Sc. giuridiche
Sc. giuridiche
Sc. giuridiche
Sc. giuridiche "Ruffini"
Sc. letterarie e filologiche
Sc. letterarie e filologiche
Sc. letterarie e filologiche
Sc. letterarie e filologiche
Sc. Oncologiche
Sc. Oncologiche
Sc. pediatriche e dell'adolescenza
Scienze oncologiche; Fisica teorica
Scienze sociali
Storia
Storia
Storia
Studi politici
Studi politici
Valorizzazione e protezione risorse agroforestali
Biologia Animale e dell’Uomo; Chimica I.F.M.;
Discipline Filosofiche; Economia Aziendale;
Fisica Generale; Informatica; Psicologia;
Scienze Letterarie e Filologiche; Scienze Sociali;
Statistica e Matematica Applicata alle Scienze
Umane; Storia; Interateneo Territorio
Corsi di dottorato
Scienze della terra
Scienze dell'educazione e della formazione
Scienza del farmaco
Scienze giuridiche - diritto penale italiano e comparato
Scienze giuridiche - diritto processuale penale
Scienze giuridiche - diritto pubblico
Scienze giuridiche - Filosofia del diritto, teoria delle
scienze normative e dell'ordinamento internazionale
Scienze giuridiche - diritto civile
Francesistica
Italianistica
Linguistica, linguistica applicata, ingegneria linguistica
Romanistica
Oncologia umana
Scienze e tecnologie cellulari
Pediatria sperimentale
Sistemi complessi applicati alla biologia post-genomica
Ricerca sociale comparata
Istituzioni, società, religioni dal tardo-antico alla fine del
Medioevo
Storia della società europea in età moderna
Storia delle società contemporanee
Scienza politica
Studi politici europei ed euro-americani
Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari
Cultura e impresa
Legenda: Sono indicati in grassetto i corsi di nuova attivazione.
In termini numerici, l’offerta del XVIII ciclo incrementa gli anni precedenti (XV ciclo: 52; XVI
ciclo: 55; XVII ciclo: 54), il che non può non rappresentare un elemento di soddisfazione, tanto più
in un periodo di restrizioni per le risorse degli Atenei.
Per ciò che più propriamente riguarda la valutazione delle attività di dottorato, il Nucleo ha già
espresso in passato le proprie osservazioni critiche sulla notevole difformità dell’organizzazione
della didattica, non sempre giustificabile in base alle peculiarità disciplinari dei singoli dottorati, e
ha espresso l’auspicio di un generale movimento dei dottorati di ricerca dell’Ateneo verso forme di
meglio definita e più visibile attività formativa e di ricerca. Il tema, evidentemente, va ben oltre
l’istituzionale premura del Nucleo e ben oltre i confini dell’Ateneo: è il tema cruciale della funzione
effettiva dei dottorati quale terzo livello dell’Università italiana, ovvero luogo di formazione
finalizzato all’acquisizione delle competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta
qualificazione – ma anche, come dispone la nuova disciplina sul dottorato di ricerca (L. 210/98,
art.4 e relativo regolamento attuativo sul Dottorato di ricerca, D.M. 224/99, art. 4), luogo di
formazione professionale, in grado di interagire con soggetti pubblici e privati.
Considerato il valore strategico della risorsa dottorato e la sua apicalità nella costruzione del
nuovo edificio dei cicli, il Nucleo ha inteso, nell’anno in osservazione, dedicare particolare
impegno nella propria attività valutativa, sia attraverso un più stretto raccordo con iniziative avviate
in ambito centrale, sia attraverso approcci e strumenti elaborati autonomamente.
10
Relazione 2002
La Didattica
Il movimento che si è innescato, su scala nazionale, per una più rigorosa e uniforme valutazione
del terzo livello universitario (tradizionalmente una zona d’ombra nell’ambito generale della
valutazione universitaria), ha avuto finora momenti di buona aggregazione e visibilità, ma procede
ancora in maniera molto lenta e intermittente.
Soggetto trainante e coordinante, in collaborazione con il CNVSU, è stata finora la CRUI, che
sulla scorta di un documento fondante del maggio 2002 (Proposta di un sistema di valutazione dei
corsi di Dottorato di ricerca), ha organizzato incontri e gruppi di lavoro tra rappresentanti dei vari
Atenei. I dati – ma più ancora i problemi emersi – mettono a nudo la sostanziale arretratezza non
solo della valutazione dei dottorati di ricerca, ma, ancor prima e soprattutto, del sistema dei
dottorati in sé. Senza dubbio il passaggio alla gestione autonoma da parte dei singoli Atenei ha
peggiorato la situazione, che tuttavia era grave in partenza: per limitarsi a fatti macroscopici,
mancano tuttora – ma mancano dall’origine – elementari e indispensabili sistemi di gestione e
osservazione, quali un’anagrafe dei dottorati di ricerca e un’anagrafe dei dottori e dei dottorandi di
ricerca. Le ripercussioni di queste carenze sono troppo facilmente immaginabili perché valga la
pena di scendere nel dettaglio delle negatività. Ci si limita solo a rilevare come gli sforzi
complessivi dei soggetti coinvolti – Miur e Atenei – per definire e rendere adeguatamente visibili i
percorsi didattici di I e di II livello (sito OFF.F) non abbiano al momento alcun riscontro
confrontabile per il III livello.
Ancor più desolanti sono altri aspetti, che andrebbero urgentemente e adeguatamente affrontati.
Anche qui, basta indicare le sofferenze principali:
(a) la totale assenza di un sistema di accreditamento delle attività didattiche del dottorato
sufficientemente omologo e condiviso (a.1) presso il medesimo Ateneo (!) e (a.2) tra i diversi
Atenei; (b) l’assenza di una griglia minima di criteri per garantire un processo di valutazione e
confronto delle diverse realtà dei dottorati, onde garantire una migliore allocazione delle risorse
disponibili, ancora (b.1) a livello intrateneo e (b.2) interateneo. Il quadro va probabilmente
deteriorandosi per una serie ben nota di fattori, tra i quali destano preoccupazione: la deriva di
crescente divaricazione tra singole realtà alimentata dalla perdurante assenza di rimedi; la
simmetrica inerzia di tali realtà a rispondere a pur minime sollecitazioni al cambiamento; a ciò si
aggiunge ancora una difficoltà, ormai piuttosto percepibile, dell’istituzione dottorato a conservare
una propria identità specifica e un primato nell’ambito delle attività didattiche post lauream
innovato dal legislatore (in che cosa il dottorato si differenzia e rimane “superiore” rispetto a un
“master” di II livello, che ha dalla sua parametri di accreditamento in linea con il sistema e una
“regolare” organizzazione formativa?).
In un orizzonte così incerto, il Nucleo di valutazione dell’Ateneo torinese ha inteso comunque
svolgere con rinnovata attenzione il proprio compito. A partire dall’anno in esame è stata
predisposta e somministrata a tutti i coordinatori di dottorato una nuova versione del questionario
che raccoglie voci significative per la valutazione dell’attività di dottorato. L’acquisizione delle
risposte al questionario è connessa con l’annuale relazione nel Nucleo sull’attività di dottorato
(D.M. 30.4.1999, n. 224, art. 3, c. 2). Rispetto alle versioni precedenti numero e precisione dei dati
richiesti sono cresciuti sensibilmente. L’orizzonte di osservazione, inoltre, è passato dal solo 1°
anno dei corsi attivi al 1° e 3° anno, così da poter ottenere informazioni aggiornate non solo
sull’avvio, ma anche sulla conclusione dei singoli cicli.
Questa prima esperienza è stata sufficientemente confortante per quanto riguarda il numero delle
risposte pervenute (40 risposte su 52 corsi attivi per il 3° anno del XV ciclo; 50 risposte su 55 corsi
attivi per il 1° anno del XVII ciclo). Quanto ai dati desumibili, si possono osservare alcuni elementi
positivi: un’accresciuta capacità dei Dipartimenti sedi del dottorato nell’acquisire risorse aggiuntive
da destinare a borse; un sufficiente, sebbene non esaltante, livello di internazionalizzazione. Tra gli
elementi di criticità vanno annoverati: il numero di borse Miur non assegnate (con conseguente
ritorno dei relativi fondi al Ministero); la ridotta o del tutto assente didattica istituzionale di alcuni
dottorati, in un quadro di forte eterogeneità; la presenza occasionale di dottorandi giunti alla soglia
dell’esame per il conferimento del titolo finale senza alcuna pubblicazione al proprio attivo.
11
Relazione 2002
La Didattica
Il Nucleo di valutazione si propone di affinare ulteriormente il questionario, al fine di acquisire
dati sempre più significanti, da integrare con i dati raccolti attraverso il questionario somministrato
agli iscritti al dottorato, per il quale si veda più avanti al paragrafo 3.9.
Tabella 2.2.2 - Andamento posti messi a concorso per dottorati di ricerca per ciclo di attivazione
XVII
ciclo di dottorato
XVIII
XIX
con borsa Miur
con borsa finanziata da terzi
con borsa ISASUT
152
28
6
164
46
15
156
50
18
Totale con borsa
Posti liberi
186
145
225
193
224
195
Totale posti a concorso
331
418
419
Posti messi a concorso
Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo)
Figura 2.2.1 - Andamento della composizione percentuale dei posti messi a concorso nei corsi
di dottorato di ricerca
100%
90%
80%
44%
46%
47%
4%
4%
70%
60%
2%
50%
8%
11%
12%
40%
Posti liberi
30%
46%
37%
39%
20%
con borsa ISASUT
10%
con borsa finanziata da terzi
con borsa Miur
0%
XVII
XVIII
XIX
Ciclo
Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo)
Tabella 2.2.3 - Andamento posti assegnati nei corsi di dottorato di ricerca per ciclo di attivazione
XV
ciclo di dottorato
XVI
XVII
con borsa Miur
con borsa finanziata da terzi
con borsa ISASUT
129
21
0
151
28
0
151
28
4
161
44
14
Totale con borsa
Posti liberi
150
82
179
112
183
115
219
158
Totale posti a concorso
232
291
298
377
Posti assegnati
XVIII
Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo)
12
Relazione 2002
La Didattica
Figura 2.2.2 - Andamento della composizione dei posti assegnati da concorso nei corsi di
dottorato di ricerca
100%
90%
35%
80%
38%
39%
0%
1%
10%
9%
42%
70%
0%
60%
9%
4%
12%
50%
Posti liberi
40%
56%
52%
51%
43%
con borsa ISASUT
30%
20%
con borsa finanziata da terzi
10%
con borsa Miur
0%
Ciclo
XV
XVI
XVII
XVIII
Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo)
2.2.2
L’offerta di altre attività didattiche post lauream
L’offerta di formazione post lauream relativa all’anno 2002/2003 si è realizzata anche attraverso
le 70 Scuole di specializzazione attive, di cui 52 appartenenti all’area medica. Il totale dei posti con
borsa a disposizione è pari a 1.416 su tutti gli anni di corso attivi, incluse le borse ministeriali
destinate alle scuole mediche. La Scuola Interateneo di Specializzazione per la formazione degli
Insegnanti della scuola secondaria (S.I.S.) ha messo a disposizione 360 posti non coperti da borsa a
cui si aggiungono 330 posti per l’abilitazione all’attività di sostegno.
Completano l’offerta formativa i 31 corsi di perfezionamento ancora attivi, 27 dei quali
pertinenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia.
13
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.2.4 - Struttura dell'offerta didattica post-lauream dell'Università di Torino a.a 2002/03
SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE
Parchi e giardini
Scienze viticole ed enologiche
Farmacia ospedaliera
Professioni legali "B. Caccia e F. Croce"
Archeologia
Allergologia ed immunologia clinica
Anatomia patologica
Anestesia e rianimazione
Anestesia e rianimazione II
Audiologia e foniatria
Biochimica clinica
Cardiochirurgia
Cardiologia
Chirurgia generale I
Chirurgia generale II
Chirurgia generale III
Chirurgia maxillo-facciale
Chirurgia odontostomatologica
Chirurgia pediatrica
Chirurgia plastica e ricostruttiva
Chirurgia toracica
Chirurgia vascolare
Dermatologia e venereologia
Ematologia
Endocrinologia e malattie del ricambio
Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
Genetica medica
Geriatria
Ginecologia ed ostetricia
Igiene e medicina preventiva
Malattie dell'apparato respiratorio
Malattie infettive
Medicina del lavoro
Medicina dello sport
Medicina fisica e riabilitazione
Medicina interna I
Medicina interna II
Medicina legale
Medicina nucleare
Microbiologia e virologia
Nefrologia
Neurochirurgia
Neurologia
Neuropsichiatria infantile
Oftalmologia
Oncologia
Ortognatodonzia
Ortopedia e traumatologia
Otorinolaringoiatria
Patologia clinica
Pediatria
Psichiatria
Psicologia clinica
Radiodiagnostica
Radioterapia
Scienza dell'alimentazione - ind. Nutrizione clinica
Urologia
Ispezione degli alimenti di origine animale
Patologia suina
Sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche
Psicologia clinica
Psicologia della salute (2)
Fisica sanitaria
Indir. dell'arte e del disegno
Indir. delle lingue straniere
Indir. delle scienze naturali
Indir. delle scienze umani
Indir. fisico-inform.-matematico
Indir. linguistico-letterario
Corsi di sostegno all'handicap
FACOLTA'
AGRARIA
FARMACIA
GIURISPRUDENZA
LETTERE
MEDICINA E
CHIRURGIA
CORSI DI PERFEZIONAMENTO
Parchi e giardini ed aree verdi
Preparazioni topiche farmaceutiche e cosmetiche
Affezioni tiroidee e paratiroidee
Alcologia e problemi alcolcorrelati
Assistenza infermieristica al paziente critico cardiovascolare
Chirurgia ambulatoriale e chirurgia a degenza breve (Day-Surgery)
Chirurgia della parete addominale (ernie e laparoceli)
Chirurgia laparoscopica
Chirurgia orale
Criminalistica medico-legale
Diagnosi e terapie delle malattie dell'esofago
Diagnostica molecolare in medicina
Impianto e gestione degli accessi centrali a lungo termine
Implanto-protesi
Infezioni ospedaliere: la sorveglianza e il controllo
Le malformazioni fetali: diagnosi e trattamento
Management sanitario
Metodologia clinica delle cefalee e delle nevralgie craniche, ricerca e terapia
Metodologia della ricerca infermieristica clinica
Parodontologia
Patologia e medicina orale
Pediatria medico legale
Psichiatria transculturale
Psicogeriatria
Psiconcologia
Psicopatologia forense e psicologia giudiziaria - 2° livello
Terapia del dolore: presidi farmacologici tecnici e fisici
Terapie espressive
Tossicologia occupazionale ed ambientale
MEDICINA
VETERINARIA(1)
PSICOLOGIA
SC. FORMAZIONE
SCIENZE M.F.N.
SC. POLITICHE
Didattica dell'italiano (PERFIL 2)
Comunicazione e mediazione interculturale
S.I.S (3)
(1) Le scuole di specializzazione di Medicina Veterinaria nell’a.a. 2002/2003 non erano attive per il primo anno
(2) Ha sede nella Scuola di Psicologia Applicata
(3) Scuola di Specializzazione per la formazione degli Insegnanti della Scuola Secondaria
14
Relazione 2002
La Didattica
2.3 La domanda di istruzione universitaria
La Tabella 2.3.1 presenta l’andamento delle iscrizioni nell’Ateneo per gli ultimi 3 anni (2000/01,
2001/02, 2002/03), fornendo i dati della rilevazione Miur al 31 gennaio 2003.
La tendenza al calo, che proseguiva da alcuni anni (gli iscritti raggiungevano il totale di 62.264
nell’a.a. 1999/2000, ed erano progressivamente scesi fino a 58.812 nel 2001/02) parrebbe essersi
arrestata: il dato relativo al 2002/03 (59.799), mostra infatti un lieve aumento rispetto alla cifra
dell’anno precedente. Va considerato che l’incremento (+ 987 unità) è in larga misura da ascrivere
alle Scuole universitarie (+ 729). Se si osservano i soli iscritti alle Facoltà, pare per ora più
opportuno parlare di stabilità che non di aumento (2001/02: 56.490; 2002/3: 56.748, ovvero +
0,45%) e l’impressione sembra confermata dal dato degli iscritti al 1° anno dei corsi (2001/02:
13.675; 2002/3: 13.837, ovvero + 1,18%). L’Ateneo torinese rimane dunque nel novero degli
Atenei di grandi dimensioni (quelli con oltre 50.000 iscritti), ma conferma purtroppo però la sua
collocazione storica nella zona inferiore della fascia.
All’interno dei dati di Ateneo, le uniche Facoltà che hanno visto un costante aumento di iscritti
negli ultimi tre anni sono Lingue e Scienze Politiche; registrano ancora un calo le Facoltà di
Agraria, Giurisprudenza, Psicologia e Scienze della Formazione. Per quest’ultima Facoltà bisogna
considerare anche l’applicazione ai principali corsi di studio del “numero chiuso” a partire dall’a.a.
2002/03.
15
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.3.1 - Studenti iscritti dall’a.a. 2000/01 all’a.a. 2002/03 per Facoltà e tipo di corso di studio
2000/2001
iscritti al I°
anno
Cdl DU L
Facoltà
Agraria
altri iscritti in
corso
Cdl DU L
2001/2002
iscritti fuori
corso
Cdl DU L
Totali
Cdl
DU
iscritti al I° anno
L
Cdl DU
L
LS
altri iscritti in
corso
Cdl DU L
2002/2003
iscritti fuori
corso
Cdl DU L
Totali
Cdl
DU
Iscritti al I° anno
L
LS Cdl DU
L
159
22
257
725
195
6
474
95 0
1358
312
263
0
1
490
0
621
78
107
411
82
27
1032
161
624
0
0
0
412
Economia
1371
94
0
2855
38
0
3251
5 0
7477
137
0
0
0
2130
0
2814
406
0
3002
79
0
5816
485
2130
0
1
1
Farmacia
314
26
0
1154
21
0
348 348 0
1816
395
0
0
0
344
0
871
101
0
522
1
0
1393
102
344
0
0
0
1079
0
0
2039
0
0
3941
0 0
7059
0
0
5
0
1090
0
2603
0
0
2815
0
0
5423
0
1090
0
16
0
15 1181
Giurisprudenza
altri iscritti in corso
LS
Cdl
DU
L
iscritti fuori corso
LS
16
207
0
556
2262
0
1496
37
74
411
320
0
0
1261
1061
Cdl
DU
L
Totali
LS
Cdl
DU
L
LS
6
341
9
221
0
548
9
1189
1887
0
2294
17
300
0
3791
55
4449
0
80
403
429
0
24 100
749
0
178
914
0
869
0
2682
0
3759
0
986 1261
117
0
22
Lettere
0
2821
63
16
4585
2 0
7406
80
1197
0
0
1501
15
1483
40 1265
3529
7
21
5012
47
2787
15
0
0
1794
59
448
7
2080
77
2859
14
616
0
3307
21
4490
136
Lingue
707
0
0
1307
55
0
48
9 0
2062
64
0
5
0
1062
0
1218
52
0
502
0
0
1725
52
1062
0
2
0
1311
0
551
0
893
0
671
0
198
0
1224
0
2402
0
423
583
0
1659
755
0
788
73 0
2870
1411
0 349 783
0
0
1615
823
0
840
90
0
2804
1696
0
0
1
0
681
370
1168 557
2
254
704 131
0
8
1873 688
683
632
118
28
0
415
28
0
305
19 0
838
75
0
0
0
123
0
389
26
0
252
30
0
641
56
123
0
0
0
86
112
3
0
40
383
179
0
32
82
182
0
158
577
Psicologia
523
0
0
2605
0
0
1473
0 0
4601
0
0
0
0
341
0
2383
0
0
1246
0
0
3629
0
341
0
0
0
429
0
811
0
352
0
1783
0
105
0
2594
0
886
0
Scienze della
Formazione
227
0 1908
3580
0
44
2467
2 0
6274
2
1952 202
0
1695
0
1712
0 1116
1795
2 192
3709
2
3003
0 235
0
741
115
678
0
2012
56
1722
1
1048
0
2635
1
3801
171
Scienze MFN
347
165
613
1824
260
80
2104 178 0
4275
603
693
1
0
1335
3
968
95
344
1384 127
49
2353
222
1728
3
0
0
1100
143
342
4
1427
47
1141
43
775
0
1483
47
3302
190
1086
96
161
2021
202
1
2579
20 0
5686
318
162 398
0
1800
2
2099
132
152
2264
10
4761
155
1962
2 187
0
1888
129
1238
7
1474
34
1757
7
619
15
3182
14
3981
178
6354 1029 4120
23005
22363 751 0
51722
3397
4267 960 784
11911
20 18776 1753 2984 18562 441 299
38298
2978
15194
20 442
1
10778
2616
8323 612
11672
1260
Medicina
e Chirurgia
Medicina
Veterinaria
Scienze
Politiche
Totale
Facoltà
Scuole
Universitarie
Scuola univ.
commercio
estero
Scuola univ.
management
d'impresa
Scuola univ.
biotecnologie
Scuola univ.
scienze motorie
Interfacolta'
Totale Scuole
e Interfacoltà
Ateneo
1617 147
23
11.503
24.769
23.114
59.386
13.675
23.513
19.302
56.490
iscritti al I°
anno
altri iscritti in
corso
iscritti fuori
corso
Totali
iscritti al I° anno
altri iscritti in
corso
iscritti fuori
corso
Totali
13.837
21.867
Iscritti al I° anno
Cdl DU
L
16562 222
Cdl
DU
L
Cdl
DU
122
13
272
-
-
-
-
654
195
36
885
-
-
-
-
80
251
18
349
96
272
21
389
0
0
101
0
84
0
162
0
96
0
327
639
0
966
323
1610
0
1933
0
0
325
61
799
0
1049
0
0
0
-
-
-
-
-
-
-
-
82
0
0
0
883
0
1293
0
96
0
55
638
116
26505 4081
56.748
iscritti fuori corso
LS
137
212
25327 835
21.044
altri iscritti in corso
LS
4055 205
L
Totali
LS
17
Cdl
DU
L
0
180
0
280
0
0
799
0
1374
61
8
0
0
0
302
55
25
0
979
0
1956
116
1.198
1.207
67
2.472
419
1.882
21
2.322
754
2.176
121
3.051
12.701
25.976
23.181
61.858
14.094
25.395
19.323
58.812
14.591
24.043
21.165
59.799
Fonte: Rilevazione Ustat/Miur provvisoria al 31 gennaio.
LS
16
Relazione 2002
La Didattica
2.4 Gli scambi internazionali
Per verificare i risultati raggiunti dall’Università degli studi di Torino nel garantire agli studenti
una formazione curricolare di tipo europeo, un passaggio obbligato è quello dell’analisi della
mobilità internazionale e del suo andamento nel corso degli ultimi anni.
I programmi europei cui partecipa l’Università di Torino sono diversi, ma indubbiamente quello
maggiormente sviluppato è “Socrates/Erasmus”, di cui si riportano i dati riepilogativi del triennio
accademico 2000/01-2002/2003.
Tabella 2.4.1 - Mobilità in uscita con progetto Erasmus
Facoltà
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
Sc. Motorie
SAA
Totale
a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 2002/03
20
23
20
77
94
109
4
9
10
43
37
35
110
111
85
75
93
84
18
17
21
7
7
3
26
21
28
31
43
56
30
30
28
93
80
94
6
10
51
37
25
585
608
608
Fonte: Ufficio Mobilità internazionale
Tabella 2.4.2 - Mobilità in entrata con progetto Erasmus
Facoltà
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
Sc. Motorie
S.I.S.
SAA
Totale
a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 2002/03
16
17
22
56
97
140
7
12
8
37
55
53
55
66
75
57
79
80
7
12
21
3
5
9
12
13
14
4
18
33
30
36
37
42
30
57
2
3
2
32
45
n.p.
358
487
554
Fonte: Ufficio Mobilità internazionale
In via generale i dati presi in esame e le informazioni acquisite dagli uffici evidenziano due
circostanze che sembrano caratterizzare gli scambi internazionali:
1. una crescente disponibilità degli studenti alla mobilità, testimoniata dall’aumento negli
ultimi anni del numero di domande;
17
Relazione 2002
La Didattica
2. il perdurare di alcuni ostacoli di tipo finanziario ed organizzativo (ad es: difficoltà di
sistemazione abitativa per gli studenti in entrata) che richiedono ulteriori interventi da parte
dell’Ateneo.
Il Nucleo ha cercato di valutare se questi due aspetti siano fenomeni di tipo locale o se invece
rappresentino una situazione diffusa anche presso le altre università italiane.
Di grande utilità in questo tipo di analisi comparativa sono stati due documenti: (a) il rapporto
predisposto dalla Fondazione RUI su richiesta e contributo del MIUR “Esperienza della mobilità
internazionale: gli studenti Erasmus italiani – febbraio 2001; (b) il documento 1/03 del CNVSU su
“La valutazione dei programmi di mobilità studentesca internazionale negli atenei italiani:
presentazione del progetto e dei principali risultati della ricerca”.
La lettura delle esperienze degli altri atenei e soprattutto del tipo di problemi che caratterizzano,
in modo pressoché diffuso a livello nazionale, i programmi di mobilità, da un lato consente di
apprezzare maggiormente i miglioramenti che si sono realizzati in quest’ambito presso il nostro
Ateneo, dall’altro non può che far riflettere sulla necessità di un rafforzamento di tutti quei fattori
che portano al successo della mobilità.
Il Nucleo ha voluto fare una prima verifica del risultato raggiunto dal nostro Ateneo per ciascuno
degli indicatori proposti nel documento del Comitato, ai fini di una valutazione complessiva della
mobilità studentesca.
Si riporta a fianco di ogni indicatore qual è la situazione di Torino.
Informazione ed orientamento (degli studenti in uscita). L’utilizzo del web è ormai il canale di
comunicazione preferenziale verso l’utenza studentesca; nello specifico vengono pubblicati sia il
bando che tutte le altre informazioni utili su tutti i progetti di mobilità attivi presso l’ateneo. Grazie
alla realizzazione di apposite procedure gli studenti hanno ora la possibilità di compilare on line la
domanda di partecipazione ai bandi.
Programmazione accademica (da intendersi come livello di applicazione del sistema ECTS e di
esistenza o meno di chiarezza nelle procedure di riconoscimento). Al momento non risulta essere
applicato il sistema ECTS; per quanto riguarda le procedure di riconoscimento le singole Facoltà
procedono in modo autonomo e non coordinato.
Programmazione ed incremento risorse finanziarie. Sotto questo profilo si sono fatti importanti
passi in avanti: infatti oltre a garantire già da più anni la disponibilità della borsa UE in via
anticipata al momento della partenza, l’Università di Torino fornisce agli studenti un contributo
aggiuntivo rispetto alle borse ed un contributo di viaggio uguale per tutti gli studenti (pari a 309,87
pro capite). Lo stanziamento messo a bilancio per le borse a.a. 2002/03 è stato di 565.520,00 euro.
Di norma anche il Senato degli Studenti mette disposizione dei fondi per la mobilità
internazionale, cui si possono aggiungere eventuali fondi appositamente stanziati dalle Facoltà.
Monitoraggio. Non risultano ancora attive indagini mirate al monitoraggio dei processi di
mobilità. A tale proposito potrebbe essere utile rilevare l’opinione dei fruitori del servizio – quindi
studenti in entrata ed in uscita – per poter introdurre gli opportuni miglioramenti ai processi
amministrativi che supportano i programmi di mobilità.
Programmazione della mobilità in entrata e accoglienza. Come già evidenziato nel corso della
precedente relazione il minor numero degli studenti stranieri in entrata rispetto a quelli in uscita
(Tab. 2.4.1 e Tab. 2.4.2) evidenzia la necessità di moltiplicare le azioni di miglioramento delle
condizioni di accoglienza. L’Università già da tempo si è dotata di un’apposita pagina web dedicata
alla logistica e accoglienza per gli studenti stranieri, contenente tutti i contatti e le informazioni
necessarie sia per reperire gli indirizzi di sistemazioni abitative che per potersi muovere nel
contesto cittadino.
Al momento dell’arrivo gli studenti sono accolti dall’ufficio Erasmus dell’Università e vengono
dotati di un account di posta elettronica per poter mantenere un contatto costante durante il corso
18
Relazione 2002
La Didattica
del soggiorno. La sistemazione abitativa rappresenta al momento attuale un problema di difficile
soluzione, almeno finché l’Università non disporrà, come è in previsione, di ulteriori residenze per
gli studenti.
Valorizzazione delle risorse umane. Non risultano essere in atto iniziative di formazione specifica
per il personale dedicato alla gestione dei programmi di scambio.
Da questo breve quadro sembra potersi esprimersi un giudizio positivo sugli interventi che
l’Ateneo sta realizzando in questo settore, pur riconoscendo ampi spazi di miglioramento per
quanto riguarda il problema degli alloggi e del monitoraggio dei processi ed in ultimo, ma ben più
importante, del riconoscimento dei crediti formativi. Non conforta il fatto che tali problemi non
siano una peculiarità del nostro Ateneo, ma un problema diffuso a livello nazionale come
evidenziato dai documenti sopra citati.
A dimostrazione del fatto che il nostro sistema universitario risulta meno attraente o comunque
“accogliente” di altri paesi europei, si riporta di seguito una tabella in cui è possibile verificare il
peso dell’Italia rispetto agli altri paesi nel programma di mobilità Erasmus e quanto pesa su questi
numeri l’Università di Torino.
Tabella 2.4.3 - Mobilità Erasmus da e verso paesi europei, a.a. 2001/02
Paese
Belgio
Danimarca
Germania
Grecia
Spagna
Francia
Irlanda
Italia
Lussemburgo
Paesi Bassi
Austria
Portogallo
Finlandia
Svezia
Regno Unito
Totale membri UE
Cipro
Estonia
Lettonia
Lituania
Malta
Polonia
Rep. Ceca
Rep. Slovacca
Slovenia
Ungheria
Totale membri dal 2004
Bulgaria
Romania
Turchia
Totale UE e paesi candidati
In Uscita
Studenti
4.313
1.668
15.698
1.872
16.905
17.417
1.660
13.353
104
3.973
2.873
2.601
2.958
2.522
8.224
96.141
72
274
209
823
129
4.323
2.533
578
364
1.736
107.182
605
1.964
n.d.
109.751
In Entrata
% su totale
3,93%
1,52%
14,30%
1,71%
15,40%
15,87%
1,51%
12,17%
0,09%
3,62%
2,62%
2,37%
2,70%
2,30%
7,49%
87,60%
0,07%
0,25%
0,19%
0,75%
0,12%
3,94%
2,31%
0,53%
0,33%
1,58%
97,66%
0,55%
1,79%
100%
Studenti
3.134
1.985
11.669
1.021
17.620
15.446
3.069
8.701
16
5.351
1.967
2.383
2.930
4.284
16.565
96.141
37
115
48
91
173
792
732
111
108
769
99.117
51
275
n.d.
99.443
% su totale
3,15%
2,00%
11,73%
1,03%
17,72%
15,53%
3,09%
8,75%
0,02%
5,38%
1,98%
2,40%
2,95%
4,31%
16,66%
96,68%
0,04%
0,12%
0,05%
0,09%
0,17%
0,80%
0,74%
0,11%
0,11%
0,77%
99,67%
0,05%
0,28%
100%
Fonte: Commissione Europea, Dir. Gen. XXII - Istruzione, Formazione e Gioventù;
dati Univ. di Torino - Ufficio Mobilità internazionale
19
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.4.4 - Mobilità ERASMUS "zona UE e aspiranti UE" dell’Università di Torino e
nazionali a.a. 2001/02(valori assoluti e percentuali)
Paese
In Uscita
Torino
Italia
In Entrata
Ateneo Torino Italia
su Italia
Belgio
Danimarca
Germania
Grecia
Spagna
Francia
Irlanda
Italia
Lussemburgo
Paesi Bassi
Austria
Portogallo
Finlandia
Svezia
Regno Unito
Totale membri UE
Cipro
Estonia
Lettonia
Lituania
Malta
Polonia
Rep. Ceca
Rep. Slovacca
Slovenia
Ungheria
Totale membri dal 2004
Bulgaria
Romania
Turchia
28
586 4,78%
12
279 4,30%
71 1.811 3,92%
4
163 2,45%
174 4.340 4,01%
139 2.325 5,98%
10
198 5,05%
0
0 0,00%
20
505 3,96%
5
309 1,62%
25
551 4,54%
10
298 3,36%
23
383 6,01%
63 1.605 3,93%
584 13.353 4,37%
0
5 0,00%
2
14 14,29%
1
1 100,00%
2
21 9,52%
0
47 0,00%
7
98 7,14%
0
50 0,00%
0
16 0,00%
0
17 0,00%
1
122 0,82%
597 13.744 4,34%
0
0 0,00%
3
64 4,69%
n.d.
n.d.
n.d.
9
5
41
11
171
127
6
0
1
2
17
10
3
29
432
0
1
0
2
0
15
2
0
3
1
456
0
31
n.d.
Totale UE e paesi candidati
600 13.808
487 9.802
4,35%
Ateneo
su Italia
404 2,23%
90 5,56%
1.360 3,01%
213 5,16%
3.130 5,46%
1.242 10,23%
90 6,67%
8 0,00%
213 0,47%
362 0,55%
498 3,41%
156 6,41%
121 2,48%
814 3,56%
8.701 4,96%
2 0,00%
12 8,33%
2 0,00%
51 3,92%
49 0,00%
304 4,93%
118 1,69%
42 0,00%
46 6,52%
189 0,53%
9.516 4,79%
33 0,00%
253 12,25%
n.d.
n.d.
4,97%
Fonti: Dati su Italia - Commissione Europea, Dir. Gen. XXII - Istruzione, Formazione e Gioventù;
dati Univ. di Torino - Ufficio Mobilità internazionale
2.5 L’organizzazione didattica: risorse umane e distribuzione per Facoltà
La Tabella 2.5.1 riassume la situazione del personale docente per Facoltà e per macro aree
disciplinari, con riferimento agli aa.aa. 2000/01, 2001/02, 2002/03. Il dato di Ateneo mostra come,
complessivamente, il personale docente continui a crescere: l’incremento del 2002/03 sul 1999/00
(1.890 unità) è del 10,95%. Tale andamento risulta dalla somma di situazioni assai diverse, poiché
nell’Ateneo è fortemente aumentato il numero dei professori di I fascia: dai 514 del 1999/00 si è
passati ai 691 del 2002/03 (+ 34,4%), mentre sono rimaste sostanzialmente stabili, o poco più, le
cifre dei professori di II fascia, da 603 nel 1999/00 a 612 nel 2001/02, e dei ricercatori, da 773 a
794.
La Tabella 2.5.1 bis espone nuovamente i dati in relazione alle quattro macro aree.
20
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.5.1 - Personale docente e Ricercatore aa.aa. 2000/2001, 2001/2002, 2002/2003
Facoltà
Totali
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
Totale
N. prof. di I fascia
N. prof. di II fascia
Ricercatori
2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/
01
02
03
01
02
03
01
02
03
01
02
03
116
120
116
30
33
31
40
44
44
46
43
41
142
147
146
37
43
46
46
46
44
59
58
56
60
63
65
13
14
16
21
27
29
26
22
20
114
118
117
49
54
54
12
15
20
53
49
43
212
212
206
70
76
82
49
50
51
93
86
73
81
91
98
18
21
24
33
34
36
30
36
38
451
470
467
141
159
155
117
127
129
193
184
183
84
91
89
22
24
23
26
25
25
36
42
41
51
57
64
15
17
18
10
13
13
26
27
33
95
120
129
32
33
38
28
41
42
35
46
49
433
427
434
129
146
150
126
130
133
178
151
151
155
161
166
45
52
54
45
44
46
65
65
66
1994 2077 2097
601
672
691
553
596
612
840
809
794
Dati al 31 dicembre di ogni anno. Fonte: Area Personale.
Tabella 2.5.1 bis - Personale docente e Ricercatore aa.aa. 2000/2001, 2001/2002 , 2002/2003
Tot Docenti
Macroarea
Sanitaria
(Medicina, Veterinaria, Farmacia)
Scientifica e tecnologica
(Scienze MFN, Agraria)
Socioeconomica e giuridica
(Economia, Sc. Politiche,
Giurisprudenza)
Umanistica (Lettere, Lingue, Sc.
Formazione, Psicologia)
Totale
PO
PA
RU
DE
2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 200001
02
03
01
02
03
01
02
03
01
02
03
01
200102
200203
595
624
621
176
197
194
164
179
183
255
248
244 412,8 442,2 440,4
549
547
550
159
179
181
166
174
177
224
194
192 383,7 396,6 400,0
411
426
429
131
149
154
103
105
110
177
172
165 287,2 304,5 310,2
439
480
497
135
147
162
120
138
142
184
195
193 307,2 337,7 354,8
1994 2077 2097
601
672
691
553
596
612
840
809
794 1.390,9 1.480,9 1.505,5
Nella tabella 2.5.2 compaiono i dati ottenuti mediante la ponderazione nota con il nome di
“docente equivalente” (fissato pari a 1 il costo di un professore ordinario, il costo di un professore
associato è pari a 0,76 e il costo di un ricercatore è pari a 0,44).
Tabella 2.5.2 - Docenti equivalenti al 31/12/2002
Facoltà
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
Totale
PO
31
46
16
54
82
24
155
23
18
38
150
54
691
PA in DE
44 33,4
44 33,4
29 22,0
20 15,2
51 38,8
36 27,4
129 98,0
25 19,0
13
9,9
42 31,9
133 101,1
46 35,0
612 465,1
RU in DE
41 18,04
56 24,64
20
8,8
43 18,92
73 32,12
38 16,72
183 80,52
41 18,04
33 14,52
49 21,56
151 66,44
66 29,04
794 349,4
totale DE
82,5
104,1
46,8
88,1
152,9
68,1
333,6
60,0
42,4
91,5
317,5
118,0
1.505,5
Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione
21
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.5.3 - Graduatorie delle Facoltà per consistenza di docenti ponderati (DE) al 31.12.2002
e di studenti in corso nell'a.a. 2002/2003
1)
2)
3)
N.
docenti
studenti
stud. in
Facoltà
Facoltà
Facoltà
ord.
equivalenti
in corso
corso/DE
1 Medicina e Chirurgia
333,6 Economia
5.684 Economia
54,6
2 Scienze M.F.N.
317,5 Scienze Politiche
4.957 Scienze Politiche
42,0
3 Lettere
152,9 Lettere
4.465 Scienze Formazione
41,9
4 Scienze Politiche
118,0 Scienze Formazione
3.837 Lingue
40,5
5 Economia
104,1 Scienze M.F.N.*
3.410 Psicologia
37,5
6 Scienze Formazione
91,5 Giurisprudenza
3.207 Giurisprudenza
36,4
7 Giurisprudenza
88,1 Medicina e Chirurgia
3.033 Lettere
29,2
8 Agraria
82,5 Lingue
2.757 Farmacia
27,5
9 Lingue
68,1 Psicologia
1.592 Agraria
14,5
10 Med. Veterinaria
60,0 Farmacia
1.288 Scienze M.F.N.*
10,7
11 Farmacia
46,8 Agraria
1.197 Med. Veterinaria
10,4
12 Psicologia
42,4 Med. Veterinaria
624 Medicina e Chirurgia
9,1
Totale Torino
1.505,5 Totale Torino**
36.400 Totale Torino**
24,2
Fonti: Docenti - Rilevazione CNVSU - Nuclei2003"; Studenti – Miur/Ustat rilevazione al 31 gennaio 2003.
Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione
* comprende gli iscritti in corso della Scuola Univ. in Biotecnologie
**comprende gli iscritti in corso dei Corsi Interfacoltà
L’andamento delle graduatorie esposte nella tabella 2.5.3 ricalca nella sostanza i rilevamenti
degli anni scorsi. Come già in passato, la Facoltà con il maggior numero di docenti equivalenti è
Medicina e Chirurgia, e quella con il numero più basso è Psicologia, con un divario rilevantissimo
(ca. 290 punti: il medesimo valore degli anni scorsi, con una minima riduzione). E, come in passato,
le prime cinque posizioni restano stabili.
Qualche movimento si verifica invece nella colonna 3, cioè nella classifica delle Facoltà secondo
il rapporto studenti in corso/docenti ponderati. Qui il posto più alto (cioè il più sfavorevole quanto a
risorse umane disponibili alla didattica) non tocca più alla Facoltà di Psicologia, bensì a Economia,
che ha beneficiato di un costante trend favorevole nella crescita degli iscritti; un cambiamento tocca
anche l’ultima posizione, che non va più a Medicina Veterinaria, bensì a Medicina e Chirurgia. Le
alternanze delle posizioni intermedie, e i valori assoluti non evidenziano grandi scostamenti rispetto
al passato. Affiorano però elementi significativi, e in certa misura confortanti: (a) il valore medio di
Ateneo è ulteriormente sceso, passando da 25,4 a 24,2 (era 26,6 al 31.12.2000); (b) la forcella
max./min. dei valori di Facoltà si è sensibilmente ridotta: era di oltre 90 punti nel 2000
(103,6÷10,4), di oltre 60 punti nel 2001 (70,3÷8,8), è di 45 punti nell’anno in esame (54,6÷9,1); (c)
se nel 2000 si registravano ancora casi di Facoltà con valori pari a 4 e 3 volte il valore di Ateneo, e
nel 2001 la Facoltà con il valore più alto, Psicologia, rasentava ancora una soglia di 3 volte il valore
medio, nell’anno in esame il valore di Economia è di poco superiore al doppio del valore di Ateneo.
2.6 Rapporto studenti/docenti: alcuni dati sul contesto nazionale ed internazionale
Si forniscono, infine, alcuni dati che consentono di posizionare l’Ateneo torinese nel sistema
universitario italiano (tabella 2.6.1). L’Ateneo di Torino presenta un rapporto tra studenti iscritti e
“staff docente” inferiore alla media nazionale e tra i più bassi dei “mega Atenei”. Tale indice può
costituire una misura della qualità dell’organizzazione didattica, pur considerando le specifiche
differenze esistenti tra le diverse Facoltà dell’Ateneo.
Benché i risultati dell’Ateneo siano buoni rispetto al contesto nazionale, ed in particolare nel
confronto con i grandi atenei, rimane comunque troppo alto rispetto ai valori degli altri Paesi. Il
rapporto studenti/docenti colloca, infatti, l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi aderenti all’OCSE,
22
Relazione 2002
La Didattica
come evidenziato nella tabella 2.6.2. Bisogna precisare che il valore del rapporto riferito all’Italia
indicato in quest’ultima tabella è diverso da quello esposto nella tabella 2.6.1, in quanto si riferisce
ad un periodo di rilevazione diverso e proveniente da fonti che utilizzano differenti metodologie di
aggregazione nella “costruzione” del dato e dell’indice. Tale valore negativo è comunque mitigato
dal processo di miglioramento in atto nel sistema italiano che ha visto calare tale rapporto da 24,8 a
22,8 tra il 1999 e il 2000 (con la migliore performance di miglioramento in termini assoluti).
Tabella 2.6.1 - Rapporto studenti iscritti a.a 2001/2002 su
personale docente in alcune università italiane
Università
Bologna
Palermo
Napoli Federico II
Roma La Sapienza
Pisa
Padova
Torino
Milano
Firenze
totale Italia
Studenti
Docenti
studenti/
docenti
96.501
60.888
89.155
136.839
47.784
55.644
52.021
58.613
56.935
1.684.533
3.062
1.984
3.046
4.932
1.907
2.234
2.097
2.368
2.330
58.464
31,5
30,7
29,3
27,7
25,1
24,9
24,8
24,8
24,4
28,8
Fonte: procedura Nuclei2003. Dati a dicembre 2002
Tabella 2.6.2 - Rapporto studenti/docenti in alcuni paesi stranieri anno 2000
Stati
Italia
Francia
Regno Unito
Spagna
USA
Olanda
Germania
Giappone
studenti / docenti
22,8
18.3
17,6
15,9
13,5
12,6
12,1
11,4
Fonte: Rapporto 2002 sull'istruzione – OCSE (Dati riferiti al 2000)
2.7 La riforma degli ordinamenti didattici
In questo capitolo si è inteso valutare l’impatto del nuovo ordinamento didattico sulla carriera
dello studente universitario presso l’Ateneo torinese. Ovviamente i dati elaborati sono limitati ai
primi due anni di corso delle lauree di nuova istituzione e ciò rende l’analisi per ora del tutto
indicativa. Per ottenere dati significativi bisognerà anche in questo caso attendere il compimento
del ciclo di studi.
Al fine di rendere più chiara l’interpretazione della tabella 2.7.1 e degli indicatori analizzati
viene riportata una breve spiegazione sul calcolo dei parametri utilizzati.
23
Relazione 2002
La Didattica
Gli studenti equivalenti (SE)1 o studenti attivi
Lo studente equivalente è un parametro di valutazione calcolato, per quanto riguarda il vecchio
ordinamento didattico, secondo la seguente formula:
N° totale delle annualità superate nell’anno solare
SE annualità =
N° annualità previste dal corso di studio
per il conseguimento del titolo
Anni durata legale del corso di studio
Esso rappresenta il numero di studenti che risulterebbero iscritti se tutti rispettassero il piano di
studi riuscendo a superare gli esami con regolarità.
Lo Studente Attivo rappresenta un indice di processo utilizzato dal CNVSU per il calcolo di
indicatori di risultato rapportato con il numero effettivo di iscritti e per il calcolo della quota di
FFO. Esso corrisponde al parametro in precedenza definito come Studente Equivalente1. Lo
Studente Attivo rappresenta il massimo grado di efficienza del processo di istruzione universitaria
(se tutti gli studenti fossero Studenti Attivi non esisterebbero studenti fuori corso, né in ritardo con
gli esami durante il percorso formativo e quindi potenziali fuori corso).
Con la riforma della didattica e l’introduzione dei CFU il Nucleo di Valutazione ha inteso
introdurre una modificazione della formula di calcolo dell’indice SE. La nuova formula di calcolo
viene semplificata dall’introduzione del parametro CFU nel modo seguente:
N° totale dei CFU acquisiti nell’anno solare
SE CFU =
60
Tale formula si basa sul fatto che, indipendentemente dal corso di laurea seguito (triennale o
specialistica, di qualsiasi facoltà o ateneo) uno studente dovrebbe acquisire annualmente 60 CFU.
Tuttavia risulta opportuno fare alcune considerazioni.
L’indice SE CFU può essere influenzato dalla tipologia di studente considerato per il calcolo,
infatti se calcolato sui soli studenti full-time rimane sostanzialmente invariato rispetto all’indice
calcolato per il vecchio ordinamento (ma si riferisce solo ad una parte della popolazione
studentesca). Per questo motivo per poter confrontare il dato relativo al nuovo ordinamento con
quello relativo al vecchio ordinamento l’analisi è stata effettuata utilizzando i dati dei soli studenti
full-time. Inoltre il valore di 60 CFU è il numero di CFU previsti dalle prove inserite in un anno di
corso, mentre in teoria è possibile acquisirne anche un numero superiore (fino ad 80).
Il valore dell’indice SE è influenzato inoltre dal fatto che nella formula non viene considerato il
numero di studenti realmente iscritti: esso può essere considerato un valore virtuale, infatti il
raggiungimento di uno stesso valore di tale indice, in due Facoltà diverse, può essere il risultato di
due situazioni diametralmente opposte dal punto di vista dell’efficacia del “processo universitario”:
tanti studenti realmente iscritti mediocri, oppure pochi studenti realmente iscritti eccellenti.
Per questo motivo il Nucleo propone di considerare l’indice di successo o di regolarità che mette
in rapporto il valore degli SE con il numero di iscritti totali dando un peso più aderente alla realtà al
valore dell’indice SE.
1
Per convenzione in questo documento verrà privilegiato l’utilizzo del termine Studente Attivo benché sia sinonimo di Studente
Equivalente, mentre nelle formule e nelle tabelle sarà utilizzato l’acronimo SE (Studente Equivalente)
24
Relazione 2002
La Didattica
Indice di regolarità – Indicatore 1
Indice di regolarità CFU =
N° totale dei CFU acquisiti nell’anno solare
60
x
1
Totale
iscritti
=
SE CFU
Totale
iscritti
Nel calcolo di tale indice vengono utilizzati gli esami riferiti ad un dato anno solare X e gli
iscritti riferiti all’anno accademico corrispondente (es: a.s. 2002 e a.a 2001-2002).
L’indice permette di fornire informazioni sulla percentuale di studenti in grado di procedere con
regolarità nel percorso di studio, misurando così l’efficacia del processo formativo dell’Ateneo per
ciascuna Facoltà. Un ulteriore vantaggio fornito da questo indice è rappresentato dal fatto che si
tratta di un valore pesato confrontabile tra anni, Facoltà ed Atenei diversi.
Per questo indice valgono le stesse considerazioni già fatte a proposito dello SE per quanto
riguarda la popolazione studentesca di riferimento in base alla tipologia di iscrizione (part-time,
full-time o totali).
Tale indice è stato calcolato anche per SE annualità del Vecchio ordinamento e confrontato con
quello per SE CFU riferiti al Nuovo ordinamento, con l’intento di effettuare un raffronto preliminare
tra l’andamento del vecchio e del nuovo ordinamento (Tab. 2.7.1).
L’analisi della tabella 2.7.1 mette in evidenza, per il dato pesato (indicatore 1), un valore
positivo per quanto riguarda il totale dell’Ateneo, pari allo 0,58%. Da questo punto di vista il
passaggio al nuovo ordinamento non evidenzierebbe, al momento della rilevazione dei dati, un
miglioramento apprezzabile nella carriera dello studente. Risulterà interessante e maggiormente
significativo comparare i dati dei due diversi ordinamenti allorquando saranno disponibili i dati
relativi al completamento del ciclo dei nuovi corsi di laurea.
Si precisa che dall’analisi della tabella 2.7.1 sono stati esclusi i corsi di laurea della Facoltà di
Medicina e Chirurgia, in quanto nell’a.a. 2001/02 presso questa Facoltà non erano ancora stato
attivato alcun corso del nuovo ordinamento, e i corsi di Laurea specialistica a ciclo unico della
Facoltà di Medicina Veterinaria e della Facoltà di Farmacia, poiché il massiccio passaggio al nuovo
ordinamento da parte di studenti iscritti ad ordinamenti precedenti ed il mantenimento del corso di
laurea di durata quinquennale avrebbero avuto effetti ingannevoli sull’attendibilità dei risultati
finali dell’analisi.
25
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.7.1 - Elaborazione sui CFU degli iscritti regolari a.a 2001/02 e confronto con l’a.a. 1999/00
2002
Facoltà
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Interfacoltà
Lettere e Filosofia
Lingue e Lett. straniere
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze MFN e
S.U. Biotecnologie
Scienze Politiche
Totale
2000
CFU acquisiti
Iscritti
S.E.
Indice di
Iscritti
S.E.
Indice di
Indicatore 1
Differenza
dagli studenti Regolari (Indicatore 2)
successo
Regolari
(Indicatore 2)
successo
[calcolato
dal
CNVSU]
regolari 2002 a.a. 2001/02
(Indicatore 1) a.a. 1999/2000
(Indicatore 1) 2002 - 2000
34.173
80.234
4.567
35.873
3.176
101.324
30.863
2.269
13.061
96.900
1.002
2.759
123
1.069
96
3.621
1.088
70
418
3.496
569,55
1.337,23
76,12
597,88
52,93
1.688,73
514,38
37,82
217,68
1.615,00
56,84%
48,47%
61,88%
55,93%
55,14%
46,64%
47,28%
54,02%
52,08%
46,20%
1.250
4.954
20
3.241
4.149
1.448
37
2.361
4.350
615,00
3.066,00
14,00
1.051,00
2.351,00
437,00
18,00
1.207,00
1.937,00
49,20%
61,89%
70,00%
32,43%
56,66%
30,18%
48,65%
51,12%
44,53%
7,64%
-13,42%
-8,12%
23,50%
-10,03%
17,10%
5,38%
0,95%
1,67%
77.731
2.605
1.295,52
49,73%
3.320
1.524,00
45,90%
3,83%
67.493
2.446
1.124,88
45,99%
3.058
1.270,00
41,53%
4,46%
18.793
9.127,73
48,57%
29.861
14.331,00
47,99%
0,58%
547.664
Fonte: Area Studenti.
Elaborazione: Ufficio Nucleo di valutazione
N.B. I dati relativi all’a.a. 2001/2002 e all’anno solare 2002 non corrispondono a quelli già trasmessi al Ministero e potrebbero non corrispondere alla
situazione reale definitiva, per via dell’assestamento della base dati ad oggi in itinere, ma in buona fase di avanzamento.
26
Relazione 2002
La Didattica
A supporto di quanto affermato nella discussione dei dati riportati nella Tabella 2.7.1 pare
indicativo l’andamento del numero dei laureati dell’Università degli Studi di Torino negli ultimi 5
anni. Nella Figura 2.7.1 risulta evidente che nel 2001 (anno in cui si sono laureati i primi studenti
delle lauree triennali che hanno effettuato il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento) si è
verificato un forte incremento di laureati, pari al 33%. Tale andamento si è confermato nell’anno
solare 2002 facendo registrare un ulteriore incremento.
Figura 2.7.1 – Andamento del numero dei laureati dell’Università di Torino: 1998-2002
9.024
7.842
8.000
6.893
6.514
6.000
5.882
1.299
917
650
809
206
4.000
6.143
5.976
5.864
5.676
2.000
6.637
1.578
400
0
a.s. 1998
a.s. 1999
a.s. 2000
CDL
CDU
L1LIV
a.s. 2001
a.s. 2002
TOT
Fonte: Miur –Rilevazione istruzione universitaria 2002.
2.8 L’analisi della performance didattica
Nel presente capitolo si è voluta effettuare un’analisi della performance didattica delle varie
Facoltà e dell’Ateneo torinese. A tale scopo sono stati utilizzati quali parametri gli indici espressi in
valore percentuale relativi a: immatricolati senza esami, iscritti in corso e laureati in corso, calcolati
secondo le seguenti formule:
% immatricolati senza esami =
Immatricolati che non
hanno superato annualità
Immatricolati
% iscritti in corso =
Studenti in corso
Studenti totali
% laureati in corso =
Laureati nella durata legale
Laureati totali
Le tabelle che seguono riportano l’elaborazione degli indicatori della performance didattica, in
particolare la tabella 2.8.1 riporta i valori degli indici di performance in termini percentuali mentre
la tabella 2.8.2 riporta il posizionamento delle Facoltà in base ai quartili calcolati per le
distribuzioni dei valori degli IPD negli aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02.
27
Relazione 2002
La Didattica
I punteggi riportati nella tabella 2.8.2 sono relativi, cioè legati al miglior risultato ottenuto, e non
assoluti; ne consegue che la presenza di un asterisco (¤) non esprime necessariamente un valore
negativo, poiché occorre leggere le due tabelle congiuntamente. Si osservi, ad esempio, nell’indice
“% iscritti in corso” della seconda tabella come le Facoltà che hanno ricevuto un solo asterisco – e
si posizionano quindi nel quartile più basso – abbiano un valore compreso tra il 49% e il 59% (tab.
2.8.1), e cioè assolutamente in linea con l’incidenza degli studenti fuori corso presenti nei maggiori
Atenei italiani (si veda il paragrafo seguente 2.9 “Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale”).
28
Relazione 2002
La Didattica
Tabella 2.8.1 – Indicatori di performance didattica (IPD) negli aa.aa. 99/00, 00/01 e01/02
FACOLTA'
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
Lingue e lett. straniere
Med. Veterinaria
Medicina e chirurgia
Psicologia
Sc. Politiche
Sc. della Formazione
Sc. MFN
Scienze Motorie
ATENEO
% immatricolati senza esami
a.a. 1999/2000
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
a.a. 1999/2000
% iscritti in corso
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
a.s.1999
% laureati in corso
a.s.2000
a.s.2001
9%
7%
17%
13%
12%
8%
9%
7%
7%
7%
8%
18%
-
9%
10%
18%
11%
15%
12%
8%
3%
10%
19%
7%
27%
8%
18%
5%
13%
11%
2%
7%
5%
2%
17%
13%
4%
8%
6%
73%
56%
67%
46%
48%
98%
61%
76%
52%
53%
63%
55%
100%
69%
58%
67%
46%
45%
93%
60%
75%
53%
53%
60%
55%
51%
66%
64%
71%
50%
49%
82%
61%
81%
56%
59%
65%
63%
69%
8%
12%
5%
1%
7%
5%
38%
1%
3%
1%
7%
-
6%
9%
1%
2%
7%
7%
52%
4%
9%
2%
9%
-
16%
11%
2%
2%
5%
8%
52%
7%
13%
3%
14%
-
10%
12%
7%
57%
57%
62%
8%
11%
12%
Tabella 2.8.2 – Posizionamento delle Facoltà nei quartili calcolati per le distribuzioni dei valori degli IPD negli aa.aa. 99/00, 00/01 e01/02
FACOLTA'
Dati Nuclei
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
Lingue e lett. straniere
Med. Veterinaria
Medicina e chirurgia
Psicologia
Sc. Politiche
Sc. della Formazione
Sc. MFN
Scienze Motorie
ATENEO
% immatricolati senza esami
a.a. 1999/2000
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
a.a. 1999/2000
% iscritti in corso
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
a.s.1999
% laureati in corso
a.s.2000
a.s.2001
¤¤
¤¤¤
¤
¤
¤¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤
¤
-
¤¤¤
¤¤¤
¤
¤¤
¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤
¤
¤¤¤¤
¤
¤¤¤¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤
¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤
¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤
¤
¤¤¤¤
¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤
¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤
¤
¤¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤
¤¤
¤
¤¤¤
-
¤¤
¤¤¤¤
¤
¤
¤¤
¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤
¤¤¤¤
-
¤¤¤¤
¤¤¤
¤
¤
¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤
¤¤¤
¤
¤¤¤¤
-
¤¤
¤¤
¤¤
¤¤
¤¤
¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤¤
¤¤¤
Fonte dati: Procedura Nuclei 2001, 2002, 2003.
Legenda: primo quartile ¤
secondo quartile
¤¤
terzo quartile
¤¤¤
quarto quartile
¤¤¤¤
N.B. Sulla base delle percentuali calcolate nella prima tabella si assegnano i precedenti simboli per gli iscritti ed i laureati in corso. Per gli immatricolati senza esami si
procede invece nel modo inverso, in quanto il miglior risultato corrisponde alla percentuale minore.
29
Relazione 2002
La Didattica
Le figure 2.8.1, 2.8.2 e 2.8.3 rappresentano l’andamento dei tre parametri analizzati nella tabella
2.8.1 (immatricolati senza esami, iscritti in corso e laureati in corso) e consentono di evidenziare più
agevolmente i picchi ed il campo di variazione nel corso del periodo considerato.
Figura 2.8.1 – Grafico dell’andamento dell’incidenza degli immatricolati senza esami negli
aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02
a.a. 1999/2000
% immatricolati senza esami
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
30%
25%
20%
15%
10%
5%
Scienze Motorie
Scienze MFN
Scienze della
formazione
Sc, Politiche
Psicologia
Medicina e
chirurgia
Med, veter
Ling, lett
Lett, filosofia
Giurisprudenza
Farmacia
Economia
Agraria
0%
Figura 2.8.2 – Grafico dell’andamento dell’incidenza degli iscritti in corso negli aa.aa.
1999/00, 2000/01 e 2001/02
% iscritti in corso
a.a. 1999/2000
a.a. 2000/01
a.a. 2001/02
100%
90%
80%
70%
60%
50%
Scienze Motorie
Scienze MFN
Scienze della
formazione
Sc, Politiche
Psicologia
Medicina e
chirurgia
Med, veter
Ling, lett
Lett, filosofia
Giurisprudenza
Farmacia
Economia
Agraria
40%
30
Relazione 2002
La Didattica
Figura 2.8.3 – Grafico dell’andamento dell’incidenza dei laureati in corso negli aa.aa. 1999/00,
2000/01 e 2001/02
% laureati in corso
a.s.1999
a.s.2000
a.s.2001
100%
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
Scienze
Motorie
Scienze MFN
Scienze della
formazione
Sc, Politiche
Psicologia
Medicina e
chirurgia
Med, veter
Ling, lett
Lett, filosofia
Giurisprudenza
Farmacia
Economia
Agraria
0%
2.9 Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale
Sono di seguito riportate alcune considerazioni sui dati Nuclei2003 presentati sul sito
http://simi.polito.it/atenei/nuclei2003 che possono fornire un’indicazione della situazione
dell’Ateneo torinese rispetto alla situazione nazionale.
¨ Iscritti (dati riferiti al 31 luglio 2002, relativi a studenti che abbiano pagato la seconda rata
delle tasse di iscrizione)
1. Il totale degli iscritti nell’a.a. 2001/2002 (esclusi coloro già in possesso di un altro titolo
universitario) posiziona l’ateneo torinese al 9° posto a livello nazionale con un totale di 52.021
unità.
2. Considerando solo i primi dieci atenei ordinati per numero decrescente di iscritti, emerge un
dato confortante per l’Università degli Studi di Torino: l’ateneo presenta la maggiore
percentuale (circa il 62%) di iscritti in corso pari a 32.453 unità.
3. L’Ateneo torinese, risulta inoltre posizionato al sesto posto se si considera la percentuale di
studenti (circa il 26%) che non hanno superato annualità in rapporto al numero totale degli
iscritti.
31
Relazione 2002
La Didattica
Università
Roma - La Sapienza
Bologna
Napoli - Federico II
Palermo
Milano
Firenze
Padova
Catania
Torino
Bari
Studenti Studenti
totali
in corso
136.839
96.501
89.155
60.888
58.613
56.935
55.644
54.405
52.021
49.536
studenti
studenti
in corso/
senza esami/
studenti totali studenti totali
68.497
53.415
45.247
35.767
30.094
29.588
33.809
29.061
32.453
25.674
50%
55%
51%
59%
51%
52%
61%
53%
62%
52%
31%
21%
27%
28%
24%
22%
15%
20%
26%
27%
¨ Immatricolati
1. Il totale degli immatricolati per l’a.a. 2001/2002 posiziona l’ateneo torinese al 4° posto a livello
nazionale con 13.182 unità.
2. Considerando i primi 10 atenei in ordine decrescente di immatricolati, si può osservare che
l’Università degli Studi di Torino presenta per l’a.a. 2001/20002 un incremento pari a circa il
30% rispetto all’a.a. precedente, seconda solo a Milano (incremento pari a circa il 36%).
3. Un dato molto importante da considerare è rappresentato dalla percentuale molto bassa (poco
più del 7%) di immatricolati che non hanno superato annualità. Tale percentuale risulta essere
più bassa rispetto agli altri atenei. Questo dato risulta molto interessante in quanto viene
utilizzato come parametro per l’assegnazione dell’FFO.
Università
Roma - La Sapienza
Bologna
Napoli - Federico II
Torino
Palermo
Milano
Padova
Catania
Firenze
Bari
Immatricolati Immatricolati
2001/2002 a.a. precedente
23.045
15.820
14.547
13.182
13.151
10.596
10.155
9.557
8.936
8.877
18.410
15.516
13.525
10.136
11.334
7.783
8.799
7.700
8.034
7.684
Variazione
Immatric.
su a.a.
precedente
25,18 %
1,96 %
7,56 %
30,05 %
16,03 %
36,14 %
15,41 %
24,12 %
11,23 %
15,53 %
Immatricolati
che non
hanno superato
annualità
26,12 %
16,18 %
26,85 %
7,18 %
46,38 %
11,76 %
10,05 %
17,87 %
14,94 %
27,24 %
Fonte dati: Nuclei 2003
¨ Laureati/diplomati
1. Il numero totale di laureati e/o diplomati nell’anno solare 2001 posiziona l'ateneo torinese al 5°
posto a livello nazionale con 7.386 unità (nel conteggio vengono considerati per tutti gli atenei
solo gli studenti che conseguono il titolo per la prima volta).
2. Considerando la percentuale di laureati e/o diplomati in corso rispetto al numero totale dei
laureati/diplomati, si può osservare come l’Università di Torino presenti un’alta percentuale
(circa il 12%) rispetto agli altri atenei, seconda solo all’Università Cattolica di Milano (circa il
13%).
32
Relazione 2002
La Didattica
Università
Roma - La Sapienza
Bologna
Napoli - Federico II
Padova
Torino
Milano
Bari
Firenze
Milano - Univ. Cattolica
Milano - Politecnico
Totali
13.426
10.785
8.285
7.479
7.386
6.923
5.905
5.353
5.186
5.033
Nella
durata
legale
547
905
391
680
899
577
237
196
683
280
1 anno
oltre la
durata
legale
2 anni
oltre la
durata
legale
1.395
1.716
681
1.610
1.561
898
1.135
574
1.226
1.200
1.936
2.181
1.046
1.561
1.232
1.223
1.103
789
1.203
1.027
3 anni 4 e + anni
% durata
oltre la oltre la
legale su
durata
durata
totale
legale
legale
2.364
1.916
1.288
1.141
1.191
1.323
997
941
789
752
7.184
4.067
4.879
2.487
2.503
2.902
2.433
2.853
1.285
1.774
4,07 %
8,39 %
4,72 %
9,09 %
12,17 %
8,33 %
4,01 %
3,66 %
13,17 %
5,56 %
¨ Calcolo laureati /diplomati pesati
Il calcolo relativo al parametro “laureato pesato”2 rapportato al valore totale posiziona l’Università
di Torino, con una percentuale pari a circa il 35%, al secondo posto a livello nazionale, dietro solo
all’Università Cattolica di Milano (circa il 38%).
Università
Milano - Univ. Cattolica
Torino
Padova
Milano - Politecnico
Bologna
Milano
Bari
Roma – La Sapienza
Firenze
Napoli - Federico II
Totali
5.186
7.386
7.479
5.033
10.785
6.923
5.905
13.426
5.353
8.285
Laureato pesato
L* =LC + 0,7 LF1+ 0,2 LF2+ 0,1 LF3
1989
2608
2482
1578
3141
1873
1595
2866
1135
1694
% laureato pesato
su dato totale
a.s.2001
38,36 %
35,30 %
33,19 %
31,35 %
29,12 %
27,05 %
27,01 %
21,34 %
21,20 %
20,44 %
2
La formula per il calcolo di questo parametro (Lpes = LInCorso + 0,7 LFuoricorso1anno + 0,2 LFuoricorso2anni + 0,1
LFuoricorso>=3anni) è definita nel DOC 02/03 del CNVSU “Il riparto della quota di riequilibrio e degli incentivi a valere sul FFO dal
1995 al 2002 e ipotesi per gli interventi del 2003”.
33
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
3 La valutazione della didattica
3.1 Il quadro precedente
La valutazione della qualità della didattica è da tempo uno dei temi centrali del lavoro svolto dal
Nucleo di Valutazione. Sin dalla sua costituzione il Nucleo si è attivato per diffondere, migliorare le
caratteristiche e valutare i risultati dell’attività di rilevazione delle opinioni sulla didattica degli
studenti dell’Università di Torino. Ciò sia in ossequio al dettato normativo (L. 370/1999), sia nella
convinzione che l’applicazione della cultura della valutazione in università debba riguardare anche
e soprattutto la qualità dei processi in atto, senza preclusioni di sorta e con una crescente attenzione
all’opinione della componente studentesca, che tende oggi a divenire sempre più “clientela”
dell’università.
La maggior parte delle Facoltà dell’Ateneo torinese svolge da tempo autonomamente l’attività di
rilevazione delle opinioni degli studenti sulla qualità dell’offerta didattica. Negli ultimi anni, grazie
anche all’impegno del Nucleo in tal senso, le iniziative di rilevazione si sono generalizzate
arrivando a coprire tutto l’Ateneo. La responsabilità della progettazione e dell’organizzazione delle
indagini è rimasta tuttavia, fino all’anno accademico 2002-2003, completamente decentrata alle
singole Facoltà rendendo estremamente difficile, se non impossibile, valutare la rappresentatività e i
risultati delle rilevazioni svolte localmente. Tali difficoltà sono state evidenziate in modo chiaro dal
lavoro del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo sull’argomento, in particolare nelle Relazioni annuali
‘99/2000 e 2000/01, che forniscono inoltre un quadro complessivo delle attività sinora svolte da
ciascuna Facoltà.
L’introduzione di un più elevato grado di coerenza a livello di Ateneo del processo di indagine
sulle opinioni degli studenti è motivata da due ragioni principali:
a) specifiche previsioni nella legge 370/1999 dei compiti attribuiti ai Nuclei di Valutazione di
Ateneo. Il MIUR chiede esplicitamente alle singole università informazioni su tali aspetti, il che
implica che gli atenei siano attivi in tal senso. Appare evidente come le possibilità per il MIUR
di ottenere indicazioni utili e costruttive a livello nazionale siano inversamente proporzionali al
grado di frammentarietà ed eterogeneità con cui le indagini vengono localmente progettate e
svolte. Quando poi l’eterogeneità è forte, non solo tra i diversi Atenei ma anche al loro interno,
tale obiettivo diviene praticamente irrealizzabile;
b) necessità di valutazione interna finalizzata alle scelte strategiche di governo dell’Ateneo. Se
infatti si assume che le indicazioni ricavabili dalle indagini sulle opinioni degli studenti abbiano
una rilevanza che supera l’ambito locale delle singole strutture, è evidentemente necessario che
le indagini siano confrontabili, per quanto riguarda sia cosa viene chiesto, che per come viene
chiesto.
In base a tali considerazioni e a un’analisi del quadro nazionale di riferimento, che vedeva
l’Università di Torino in posizione di sensibile ritardo su questi temi, nella primavera del 2002 il
Rettore ha incaricato il Nucleo di Valutazione di predisporre un progetto di rilevazione
coordinata a livello di Ateneo delle opinioni degli studenti sulla didattica. Pochi mesi dopo il
Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU), nell’ambito di una
documentazione sul tema sempre più dettagliata, ha pubblicato il documento 9/02 (“Proposta di un
insieme minimo di domande per la valutazione della didattica da parte degli studenti
frequentanti”), che chiedeva agli atenei un ulteriore sforzo di convergenza su questionari in cui
fosse inclusa una base minima di domande uguali a livello nazionale. Tale richiesta non poteva che
avvalorare l’intenzione già espressa di coordinare le indagini a livello di Ateneo.
34
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
Va ricordato infine che l’onere addizionale sostenuto dall’Ateneo per il coordinamento
dell’indagine viene ampiamente compensato dai risparmi netti nelle risorse che in precedenza le
singole Facoltà impiegavano a questo fine, con evidenti diseconomie di scala.
3.2 Il progetto di indagine 2002-2003
Il lavoro precedentemente svolto su questi temi ha permesso al Nucleo di predisporre in tempi
relativamente contenuti una bozza di progetto, che è stata presentata nel giugno 2002 al Senato
Accademico e a cui un apposito gruppo di lavoro, coordinato dal Nucleo di Valutazione e
comprendente i Presidi delle Facoltà o loro delegati, ha apportato i necessari affinamenti, arrivando
a formulare un questionario conforme alle indicazioni del CNVSU (Doc 09/02) e a definire le
responsabilità direttive e organizzative a livello di ateneo per l’attuazione del progetto. Il progetto
esecutivo è stato così definito all’inizio di ottobre 20021.
I presupposti fondamentali da cui il progetto è partito sono:
a) uniformare i contenuti di base e le modalità di attuazione dell’indagine per tutti gli aspetti che
possono influire sulla attendibilità statistica dei dati e sulla rappresentatività dei risultati;
b) garantire, pur nel rispetto del principio precedente, l’autonomia delle Facoltà nel definire
contenuti addizionali e dettagli del processo di svolgimento della rilevazione.
I principali ambiti in cui veniva richiesta una sostanziale uniformità di comportamenti erano:
· Informazione - Le azioni volte ad informare i rispondenti dell’esistenza dell’indagine, della
novità della sua organizzazione coordinata, della crescente importanza dei risultati in termini di
trasparenza del processo di erogazione dell’offerta formativa assumono notevole rilevanza alla
luce della necessità di ottenere dallo studente un contributo attivo e consapevole. A tale fine il
Nucleo ha predisposto un apposito pieghevole2, volto non solo ad informare ma anche a
sensibilizzare e responsabilizzare gli studenti rispetto all’importanza dell’indagine e alla sua
trasparenza, che è stato distribuito in tutto l’Ateneo e pubblicato sulle pagine web di Facoltà e
Nucleo di Valutazione.
· Questionario – il questionario, riportato in appendice3, è stato progettato dalla società incaricata
della stampa del questionario e della sua lettura ottica in modo da ottemperare le specifiche
ottimali a tali fini con una appropriata leggibilità e comprensibilità per il rispondente. La forma
finale del questionario è stata concordata con la direzione dei lavori a livello di Ateneo.
· Collocazione nel corso dell’anno dei momenti di rilevazione – Il momento ideale per la
rilevazione è stato individuato in corrispondenza dei 2/3 circa di svolgimento delle lezioni,
periodo in cui si ritiene che lo studente possa avere elementi sufficienti a esprimere un giudizio.
Inoltre, compatibilmente con l’eterogenea organizzazione della didattica e la limitata
disponibilità di risorse per lo svolgimento della rilevazione, il progetto suggeriva di concentrare
la rilevazione in due momenti dell’anno accademico, indicativamente corrispondenti con i due
semestri.
· Modalità di distribuzione, compilazione e ritiro del questionario – Obiettivo preminente in
tale ambito era quello di coinvolgere - pur senza forzature - il più possibile gli studenti,
contenendo i tempi richiesti dall’operazione ed evitando di richiedere al rispondente sforzi
volontari superflui.
Per meglio adattarsi alle differenti modalità di organizzazione della didattica, il progetto ha
1
Nucleo di Valutazione dell'Ateneo, Rilevazione delle opinioni degli studenti sulla didattica nell'ateneo torinese. Progetto esecutivo,
14 ottobre 2002, Università di Torino, documento interno.
2
Riportato nell’Appendice I come allegato C.
3
Riportato nell’Appendice I come allegato A e B.
35
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
previsto due metodi alternativi di rilevazione pratica dei dati, recependo le istanze delle Facoltà
che negli anni precedenti avevano sperimentato con successo entrambi i metodi, e dando
comunque libertà alla Facoltà nella scelta di quale adottare per l’a.a. 2002-03:
- per singolo corso: un questionario viene compilato dallo studente per ciascun insegnamento o
corso integrato frequentato. Nella non semplice determinazione dell’unità didattica di
riferimento4 per la compilazione del questionario, il progetto proponeva di identificare, in linea
generale, come unità didattica di rilevazione il corso individuato da un unico momento di
verifica del profitto (un esame unico con un voto finale unico, anche se eventualmente condotto
in sequenza da più collaboratori alla docenza). Nel contempo il singolo questionario prevedeva
la possibilità di esprimere con identiche modalità un giudizio individuale su un numero di
docenti, collaboratori, esercitatori ecc. variabile da uno a quattro, mentre sugli aspetti più
generali del corso il giudizio restava unico.
Per i questionari “per singolo corso”, che ben si adattano ai casi in cui lo studente si organizza in
modo prevalentemente autonomo l’attività di frequenza e studio, il momento previsto per la
distribuzione, compilazione e ritiro era un intervallo di 20 minuti circa tra le due ore di una
lezione unitaria del corso in oggetto.
- per tutti i moduli didattici di un semestre "in batteria” adatto ai Corsi di Laurea caratterizzati
da una programmazione didattica rigidamente strutturata prevede un momento unificato di
rilevazione, di durata maggiore (30-45 minuti), in cui lo studente è chiamato a fornire indicazioni
per tutti i moduli didattici frequentati durante il semestre in esame. La scheda-questionario
(diversa da quella per la rilevazione per singolo corso) conteneva un certo numero di domande
con possibilità di fornire risposte “in batteria” distinte per ciascun modulo, mentre altre domande
più generali erano unificate. Con tale impostazione l’obiettivo di contenere sia l’impegno
richiesto allo studente per la compilazione che il disturbo all’attività didattica viene
maggiormente soddisfatto; è tuttavia evidente come essa risulti inapplicabile nelle Facoltà in cui
la strutturazione della didattica non è rigida e i corsi non sono frequentati da coorti omogenee di
studenti, ma da una popolazione composita che segue corsi diversi in numero diverso. In tali casi
non si può evitare la somministrazione separata corso per corso.
La modalità di rilevazione “in batteria” vedeva l’intera coorte di studenti iscritti a un C.d.L. e a
un certo anno di corso effettuare la compilazione in una stessa aula.
Complementare alla definizione delle linee guida che l’attuazione dell’indagine doveva seguire è
stata l’identificazione precisa delle figure e competenze di tutto il personale partecipante al
progetto.
La struttura organizzativa dell’indagine prevedeva le seguenti figure:
Nucleo di Valutazione dell’Ateneo. Oltre alla stesura del progetto, mantiene un ruolo di
monitoraggio generale sull’andamento dell’indagine e di garante della corretta impostazione
delle procedure seguite. Si occupa inoltre dell’analisi e valutazione dei risultati aggregati
dell’indagine.
Direzione dei lavori. E’ affidata ad un Docente responsabile dell’indagine individuato tra i
membri del Nucleo di Valutazione in relazione alle competenze e all’esperienza precedente
accumulate in ambiti operativi vicini a quello in oggetto.
Consulente tecnico. L’incarico (temporaneo) affida ad un manager scelto tra il personale tecnicoamministrativo dell’Ateneo l’impostazione e la gestione degli aspetti amministrativi del
progetto, in particolare per quanto riguarda la definizione delle previsioni di costo e le procedure
di selezione e stesura del contratto con la società esterna (cfr. la corrispondente voce nel seguito).
4
La riforma degli ordinamenti ha comportato un incremento della modularizzazione dell'offerta formativa anche in facoltà dove gli
insegnamenti erano tradizionalmente concepiti come corsi unitari di 60-70 ore tenuti da un singolo docente. Si evidenziano quindi
due esigenze contrastanti:
- da un lato ottenere dall'indagine indicazioni legate con una certa precisione al singolo docente;
- dall'altro evitare una crescita incontrollata del numero di questionari, che causerebbe un elevato livello di "fastidio statistico" per lo
studente.
36
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
Segreteria. È affidata ad 1 unità di personale tecnico-amministrativo di livello D1 impegnata a
tempo pieno, i cui compiti principali sono: la gestione dei contatti con i fornitori esterni (stampa
delle schede-questionario, fornitori del software e hardware di lettura ottica delle schedequestionario), il controllo periodico di tempi e modalità di attuazione da parte delle Facoltà, il
supporto continuativo alle Facoltà per risolvere le difficoltà e i problemi di ordinaria
amministrazione, la formazione e il coordinamento del personale addetto a distribuzione e ritiro
dei questionari, la codifica, la raccolta e conservazione dei dati presso l’amministrazione
centrale, le funzioni di segreteria e supporto all’elaborazione dati per le attività del Nucleo di
Valutazione.
Referenti locali dell’indagine. Individuati a livello di Facoltà, si occupano di progettare gli
aspetti organizzativi locali dello svolgimento dell’indagine. Le singole Facoltà mantengono
infatti la responsabilità della gestione operativa del personale addetto alla rilevazione, per una
più diretta e immediata soluzione dei problemi pratici immediati che sorgono durante lo
svolgimento dell’indagine. Alcune esperienze anche presso l’ateneo torinese indicano infatti che
quando i rilevatori devono affrontare contesti organizzativi fortemente eterogenei (come
l’attività didattica di diverse Facoltà su una molteplicità di sedi) il rischio di commettere errori
od omissioni diviene molto elevato.
Studenti collaboratori part-time. Reclutati in numero appropriato sono incaricati dello
svolgimento pratico delle rilevazioni sotto la guida congiunta della Direzione dei lavori e del
Referente locale dell’indagine. Pur costituendo un unico “team” di rilevatori, la loro Facoltà di
provenienza dovrebbe essere coincidente con quella presso cui sono chiamati ad operare per
evidenti motivi di efficienza organizzativa. Le Facoltà possono affiancare ai rilevatori proprio
personale tecnico amministrativo per garantire la qualità e precisione delle operazioni; in ogni
caso non deve essere coinvolto il personale docente dei corsi, per mantenere evidente
l’anonimato dell’indagine e liberare per quanto possibile il rispondente da inibizioni
psicologiche legate al timore di identificazione del proprio questionario da parte del docente.
Una società specializzata esterna con cui l’Ateneo stipula un contratto, incaricata di:
· progettare l’impaginazione dei due formati del questionario (per singolo corso e in batteria);
· stampare le quantità richieste di ciascuno dei due formati;
· consegnare e ritirare una volta compilate presso le Facoltà le copie di ciascun formato nel
numero specificato dalla direzione dei lavori;
· effettuare la lettura ottica e la registrazione su supporto informatico dei dati riportati sulle
schede questionario;
· fornire stime dell’accuratezza delle operazioni di lettura ottica dettagliatamente per ogni
tipologia di domande presenti nel questionario;
· effettuare elaborazioni statistiche di base predisponendo per ciascun insegnamento o corso
integrato una scheda individuale riportante le distribuzioni di frequenze percentuali per tutte
le domande. Schede analoghe devono essere predisposte anche in forma aggregata per
ciascuna Facoltà, corso di laurea ad essa appartenente e per l’intero Ateneo.
La società scelta deve fornire adeguate garanzie riguardo alla riservatezza con cui vengono
trattati i dati, al rispetto dei tempi previsti in sede di contratto per tutte le attività di propria
competenza, nonché ai livelli di accuratezza nella lettura ottica.
3.3 Il questionario
Il questionario, distinto in due tipologie (per singolo corso o in batteria), è dal punto di vista
grafico predisposto per facilitare la lettura ottica e minimizzare il rischio di errore in tale sede. A
tale fine tutti i caratteri stampati in prossimità delle caselle che il rispondente deve annerire sono in
rosso, colore trasparente al lettore ottico; inoltre tali caselle sono disposte su una griglia spaziale
rigida che copre tutto il foglio. Sempre al fine di ridurre la probabilità di errori di lettura, il
37
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
questionario non richiede l’inserimento di alcun carattere alfanumerico; anche i codici numerici a
più cifre vengono individuati annerendo un numero di caselle pari alle cifre richieste.
Per quanto riguarda i contenuti il questionario è formato da una parte coincidente con il “set
minimo di domande” previsto dal Doc 09/02 del CNVSU e una parte predisposta autonomamente,
che riporta in via prevalente informazioni di tipo anagrafico (non previste dal Doc 09/02), distinte in
due sezioni, Profilo personale e Vita universitaria.
La parte che richiede di esprimere effettivi giudizi coincide in sostanza con quella ministeriale,
anche per la scala di risposte5; è prevista la sola domanda aggiuntiva: “Il docente riesce ad
evidenziare i contenuti fondamentali del programma?” utile a verificare la capacità del docente di
trasmettere con chiarezza, nell’ambito del programma del corso, la struttura gerarchica che
individua gli elementi cognitivi fondamentali rispetto agli arricchimenti marginali.
Infine, rispetto allo schema standard, nella scheda per singolo corso si sono individuate le
domande che riguardano la competenza strettamente individuale nell’attività in aula (chiarezza
espositiva, stimolo dell’interesse, contenuti fondamentali del programma), per le quali è prevista
una risposta distinta per eventuali esercitatori, seminaristi, secondi docenti. Le restanti domande,
che valutano l’organizzazione complessiva del corso (carico di studio, materiali didattici di
supporto, partenza dal corretto livello conoscitivo nell’esposizione, attività integrative di laboratorio
e simili), sono invece a risposta unica.
La scheda in batteria permette di esprimere giudizi distinti su quasi tutti gli aspetti della didattica
per un massimo di 12 moduli didattici. Per esigenze di spazio, le sole domande riguardanti gli spazi
(aule, laboratori e simili) sono invece unificate per tutti i moduli. La scelta è motivata dal fatto che
nei corsi di studio con didattica rigidamente strutturata che utilizzano il questionario in batteria le
aule e gli spazi dove le “classi” di studenti svolgono l’attività didattica sono in genere gli stessi per
tutti i moduli.
3.4 La preparazione
Le operazioni preliminari hanno avuto inizio nel mese di ottobre 2002, con la definizione del
capitolato per il contratto con la Società esterna e il reclutamento degli studenti part-time per la
rilevazione del primo semestre. Purtroppo la tardiva pubblicazione del Doc 09/2002 del CNVSU ha
causato un certo ritardo rispetto all’avvio dell’anno accademico per la necessità di rivedere il
progetto e di concordare con i delegati delle Facoltà la stesura finale del questionario conforme alle
indicazioni nazionali.
Gli studenti part-time sono stati reclutati con fondi resi disponibili dal Senato Studenti, che ha
dimostrato interesse e apprezzamento per l’indagine prevista. Tutti gli studenti coinvolti hanno
partecipato ad un incontro collegiale di formazione e presentazione e a un secondo incontro a
piccoli gruppi per verificare e affinare la preparazione pratica al lavoro nelle aule di lezione. Agli
incontri sono intervenuti il Docente responsabile del Nucleo, il consulente tecnico e il personale di
Segreteria. Hanno inoltre preso parte alcuni Referenti locali di Facoltà6.
La formazione del personale part-time ha riguardato aspetti sia operativi che di comportamento:
· ricezione e conservazione delle schede questionario;
· conoscenza dettagliata di entrambe le schede questionario (per singolo corso e in batteria)
rispetto al significato delle domande e alle modalità con cui far riportare le codifiche appropriate
ai rispondenti;
· organizzazione e gestione delle schede raccolte fino al momento della consegna alla società
incaricata della lettura ottica;
5
La scala è a quattro modalità invece di quella più diffusa a cinque modalità; senza la modalità “intermedia” in scala il rispondente è
sempre costretto a “sbilanciarsi” in senso negativo o positivo nella valutazione.
6
L’attività di formazione dei rilevatori è stata svolta anche all’inizio del secondo semestre per i nuovi reclutati.
38
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
atteggiamento personale da tenere nello svolgimento dei propri compiti, cruciale per la buona
riuscita dell’indagine. Il rispondente infatti forma la propria impressione sulla qualità e sulla
serietà dell’indagine a partire dal comportamento del rilevatore, che deve pertanto dimostrare
competenza, precisione e attenzione per i dettagli, capacità di dare indicazioni e risolvere
eventuali piccoli problemi senza incertezze o indecisioni.
Nel contempo sono state predisposte, in base ad appositi elenchi degli insegnamenti attivati per
l’anno 2002-2003 e dei nominativi di tutto il personale docente coinvolto forniti dalle Facoltà,
codifiche per tutti gli insegnamenti previsti nei due semestri, necessarie per identificare
univocamente i questionari, che sono state consegnate ai rilevatori in forma di fascicoli distinti per
Facoltà.
·
3.5 Lo svolgimento dell’indagine
L’attività di somministrazione dei questionari ha avuto inizio all’inizio di dicembre 2002. Dato il
ritardo di circa due mesi rispetto all’inizio dell’attività didattica non sono stati rilevati i moduli di 5
CFU o meno partiti all’inizio del semestre. In ragione della forte eterogeneità dei calendari didattici
delle Facoltà, è stato garantito un ampio margine di tempo per la somministrazione. Per la Facoltà
di Medicina e Chirurgia, dato che difficoltà organizzative avevano impedito lo svolgimento
dell’indagine nel primo semestre, la rilevazione dei giudizi sui corsi corrispondenti è stata effettuata
all’inizio del secondo semestre.
Durante tutto il periodo di rilevazione la Segreteria dell’indagine ha seguito quotidianamente
l’attività degli studenti part-time, verificandone la correttezza e completezza, risolvendo le difficoltà
di contatto con i Referenti locali che in alcuni casi si sono verificate. Tra le ragioni di tali difficoltà
vi è stata l’impossibilità di impegnare su ciascuna Facoltà solo studenti part-time ivi iscritti, data la
necessità di rispettare le graduatorie dei bandi 150 ore e la presenza maggioritaria di domande da
parte di studenti delle Facoltà umanistiche.
Presso le Facoltà in cui è stato impiegato il questionario per singolo corso si è cercato, quando
possibile, di far precedere la somministrazione da un colloquio preventivo con ciascun docente
finalizzato a individuare il momento ideale per la rilevazione. Tuttavia in molti casi i ristretti tempi
disponibili hanno costretto i rilevatori a presentarsi direttamente, senza specifico preavviso. Va
comunque tenuto presente che, all’avvio della rilevazione, il Docente responsabile del Nucleo ha
sollecitato i Presidi e i Referenti locali a dare ad essa la massima visibilità, informando
tempestivamente tutti i colleghi sui tempi e le modalità di attuazione.
Nelle Facoltà in cui la rilevazione è avvenuta in batteria il più ristretto calendario dei momenti di
rilevazione è stato gestito direttamente dal Referente locale, data la necessità di coinvolgere gli
studenti al di fuori delle normali ore di lezione (o sostituendo un’ora di lezione con la
somministrazione dei questionari).
L’indagine del secondo semestre, non più caratterizzata da ritardi significativi e meglio
impostata in base all’esperienza accumulata nel semestre precedente, si è svolta con minori
problemi e ha visto la partecipazione anche dei principali corsi di studio interfacoltà (Biotecnologie,
Scienze Motorie e Scienze Strategiche) e della Scuola di Amministrazione Aziendale, non coinvolti
nella prima metà dell’anno.
Una volta compilati, i questionari sono stati conservati in condizioni di adeguata sicurezza, sotto
la responsabilità del Referente Locale presso le Facoltà di provenienza fino al momento del ritiro da
parte della società incaricata.
39
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
3.6 La copertura e l’errore
Problema di fondamentale importanza in ogni indagine statistica è quello dell’attendibilità della
base di dati ottenuta e quindi della possibilità di trarne correttamente indicazioni conoscitive e
operative. I due principali fattori che vanno tenuti sotto controllo in tal senso sono:
a) la copertura, cioè l’effettiva osservazione dei fenomeni di interesse sull’intera popolazione
oggetto di indagine;
b) l’errore (non campionario), cioè l’incidenza di fattori che causano la non corretta osservazione
o registrazione del dato.
Per quanto riguarda la copertura, va ricordato che oggetto dell’indagine non è l’intera coorte di
iscritti all’università, ma solo il sottoinsieme degli studenti frequentanti almeno un corso di lezioni.
Nei corsi di studio a frequenza obbligatoria i due insiemi sono approssimativamente coincidenti; in
altri casi vi è invece una marcata differenza.
Inoltre tale popolazione non è di facile definizione, in quanto l’insieme degli studenti
frequentanti è in generale diverso in ogni lezione e nella maggior parte dei casi presenta dimensioni
decrescenti con l’avvicinarsi della fine dei corsi. Lo schema in Figura 1 evidenzia tale processo di
autoselezione.
Figura 3.6.1 - Composizione della coorte studentesca
Studenti
Studenti che
interessati
decidono frequentare
a frequentare
in modo stabile
Tutti gli studenti che devono
sostenere un esame
I motivi di tale riduzione sono vari, e possono essere classificati come segue in relazione ai
problemi posti all’analisi dei dati raccolti:
a) casi mancanti casualmente (missing at random), relativi a studenti che hanno deciso di non
frequentare per fattori del tutto estranei ai temi che l’indagine studia;
b) casi mancanti non casualmente, relativi a studenti che non frequentano per motivi legati
direttamente o indirettamente agli aspetti valutati nell’indagine.
Nel primo caso non si evidenziano effetti distorsivi sui risultati, ma solo una minore
rappresentatività della popolazione, che non viene in realtà censita ma campionata con selezione
approssimativamente casuale.
Nel secondo caso, invece, vi sono maggiori rischi di produrre un quadro non completamente
attendibile della situazione. Il fattore più evidente in questo senso è l’insoddisfazione o lo scarso
interesse che le prime lezioni possono avere suscitato nello studente, inducendolo a non frequentare
più. Altro fattore rilevante è tuttavia anche la percezione di utilità (o addirittura necessità) della
frequenza in funzione del superamento dell’esame. Ad esempio, un corso ritenuto generalmente
poco interessante può risultare molto frequentato fino alla fine perché si ritiene sia difficile superare
l’esame con una preparazione sui soli testi.
40
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
La combinazione di tali fattori può comportare una distorsione nei risultati apparenti
dell’indagine in termini comparativi; si pensi alla contrapposizione tra:
a) un corso di studi che prevede lezioni quasi tutte ritenute “necessarie” per l’esame, e quindi
“costringe” alla frequenza fino alla fine anche gli studenti insoddisfatti dalla qualità dei corsi;
b) un corso di studi dove molte lezioni risultano superabili anche con una preparazione sui soli
libri di testo, e in cui quindi frequentano quasi sempre solo gli studenti che ritengono interessanti e
utili in sé le lezioni.
Con ogni probabilità l’indagine produrrà risultati più soddisfacenti per il corso di studi b);
tuttavia, se fosse possibile coinvolgere per tale corso tutti gli studenti che hanno partecipato alle
prime lezioni, i risultati potrebbero diventare equivalenti o addirittura inferiori a quelli emersi per il
corso di studi a)7.
La valutazione dell’incidenza di tale distorsione risulta quindi estremamente difficile in assenza
di giudizi a priori sulla utilità della frequenza ai fini dell’esame. Come verrà mostrato nell’analisi
dei dati, in alcuni casi i risultati effettivamente ottenuti con la presente indagine potrebbero essere
letti in tale ottica, pur tenendo conto dell’ineliminabile componente di soggettività su cui si fonda la
valutazione.
Per quanto riguarda l’errore, quelli di osservazione corrispondono a casi di mancata
comprensione delle domande da parte del rispondente per la formulazione non chiara o per
l’inadeguata organizzazione grafica della scheda. Gli errori di registrazione emergono quando il
lettore ottico non riesce a interpretare esattamente i segni tracciati dal rispondente sulla scheda. I
primi sono più difficili da riconoscere; in genere si può fare riferimento a dati di controllo esterni o
all’incidenza di risposte incoerenti rispetto ai dati forniti con altre domande8. I secondi sono in
genere casi in cui il dato risulta in parte assente o illeggibile9.
L’esperienza dell’a.a. 2002-03 evidenzia come principale fonte di errori di osservazione la
trascrizione dei codici di Facoltà, Corsi di Laurea e insegnamento (ed eventualmente docente), dati
che i rilevatori dovevano comunicare per lo più oralmente10 agli studenti in aula prima che questi
rispondessero alle domande vere e proprie. Inoltre risultano di più difficile gestione (e quindi
maggiore probabilità di errore) tutti i campi a più cifre, che richiedono l’annerimento di separate
caselle per le unità, le decine e le centinaia, come l’anno di nascita, di immatricolazione, il voto di
maturità. Minori problemi si registrano per le domande di effettiva valutazione, che prevedono
sempre la semplice scelta di una tra quattro caselle.
L’errore di registrazione, legato sostanzialmente alle caratteristiche tecniche delle
apparecchiature di lettura ottica, può essere concretamente valutato solo mediante il confronto
visivo manuale tra un campione di questionari cartacei compilati e i dati che il lettore ottico ne ha
ricavato. Tale operazione, effettuata dalla Segreteria dell’indagine su 80 questionari ha fornito
indicazioni molto positive, sia in termini di qualità della compilazione da parte degli studenti, che di
attendibilità della lettura ottica. Nessuno tra i questionari campionati è risultato compilato in modo
del tutto inadeguato; in alcuni casi di coloritura parziale dei riquadri previsti (coperti per il 50%
circa dello spazio previsto) la lettura ottica ha comunque riconosciuto la risposta fornita. Anche tutti
7
Si potrebbe tuttavia ulteriormente obiettare che gli studenti che hanno smesso di frequentare dopo poche lezioni non sono in realtà
ancora in grado di valutare correttamente il corso. Inoltre in alcuni casi il diffondersi di opinioni negative tra gli studenti può portare
molti di loro a rinunciare alla frequenza senza neanche frequentare le prime lezioni.
8
Nella prima tipologia rientra ad esempio l’indicazione di un docente titolare di un insegnamento contrastante con quella indicata per
quell’insegnamento dal personale rilevatore. Riferimenti simili sono tuttavia disponibili per particolari dati.
9
Il lettore ottico impiegato quest’anno forniva un carattere “-” in caso di cifra necessaria non annerita, e un “+” qualora vi fossero più
cifre annerite in luogo dell’unica richiesta.
10
In alcuni casi gli studenti hanno utilizzato lucidi (laddove le attrezzature in aula lo consentivano), in altri hanno annotato alla
lavagna i codici (cosa che può comportare errori nella lettura a causa della calligrafia), in un caso sono stati fotocopiati i codici dei
corsi di laurea su apposito modulo.
41
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
i casi rilevati come mancata risposta dal lettore ottico sono risultati correttamente riconosciuti, e
non dovuti a inadeguata indicazione a penna del rispondente.
3.7 Il feedback dalle Facoltà
A conclusione delle operazioni di rilevazione dei dati è stata richiesta ai Referenti Locali di ogni
Facoltà una breve relazione sull’effettivo andamento dell’indagine, al duplice fine di trarre un
bilancio dell’efficienza del processo di rilevazione e di individuare le eventuali variazioni al
progetto da predisporre per l’indagine dell’anno accademico successivo.
La valutazione complessiva del progetto è stata positiva da parte di tutte le Facoltà, con massima
soddisfazione per quelle presso cui le precedenti indagini autonome erano ancora agli inizi o
avevano fornito risultati insufficienti (come Lingue e Lett. Straniere e Psicologia). In particolare è
stato valutato molto positivamente il ruolo della Segreteria centrale dell’indagine, la cui azione di
coordinamento e supporto è apparsa spesso cruciale. Anche il personale rilevatore composto da
studenti collaboratori part-time è risultato all’altezza dei compiti assegnati; in alcuni casi (come a
Medicina Veterinaria) si è evidenziata l’efficienza nettamente superiore degli studenti part-time
impiegati presso la propria Facoltà di appartenenza rispetto a quelli provenienti da altre Facoltà. In
un solo caso (Scienze della Formazione) è stata rilevata la disponibilità di un numero insufficiente
di rilevatori, in relazione all’obiettivo di svolgere l’indagine in uno stesso breve periodo di tempo su
tutti gli insegnamenti previsti.
Purtroppo il reclutamento degli studenti part-time per l’attività di rilevazione è sottoposto a
numerosi vincoli economici e amministrativi non superabili in via di ordinaria amministrazione: al
di là della necessità di impiegare risorse economiche scarse, le graduatorie da cui si attingono i
nominativi non sono create appositamente, per cui:
·
·
·
·
gli studenti reclutati non si aspettano di essere impiegati in un progetto di tale impegno;
le graduatorie dell’amministrazione centrale sono valide da gennaio a dicembre, periodo “non
coincidente” con l’anno accademico;
la forte prevalenza nelle graduatorie generali dell’Amministrazione Centrale di studenti
provenienti dalle Facoltà umanistiche, e i voti leggermente superiori che questi ottengono rende
quasi impossibile reclutare studenti iscritti alle Facoltà scientifiche;
oltre alle difficoltà che i rilevatori di Facoltà diverse da quella di lavoro hanno mostrato, ci si
scontra frequentemente con l’indisponibilità preventiva a lavorare in trasferta di molti studenti11,
in particolare sulle sedi universitarie più decentrate; in media risulta necessario contattare 4-5
soggetti per ottenere la disponibilità di uno. A ciò va aggiunta la frequente richiesta da parte
dello studente di utilizzare il monte ore in un periodo “circoscritto”. Tale rigidità comporta delle
difficoltà nel coniugare i tempi di rilevazione della Facoltà con le esigenze del rilevatore.
In linea generale difficoltà organizzative maggiori (e la necessità di ricorrere a scelte operative
meno conformi allo standard di progetto) sono state riscontrate presso le sedi decentrate delle
Facoltà. Va tuttavia osservato che lo svolgimento dell’indagine in tali sedi non era affidata, in base
al progetto, agli studenti part-time reclutati dalla direzione centrale, ma a personale individuato
dalle singole Facoltà. Sono state infatti avanzate richieste di coinvolgimento nelle attività di
formazione del personale rilevatore di tali figure (per esempio da Agraria).
Rispetto alla caratteristiche del questionario si è evidenziata una certa difficoltà nel riuscire a far
compilare correttamente i codici identificativi agli studenti (Agraria e S.A.A.). Tali difficoltà sono
in parte inevitabili e possono essere attenuate solo con un accresciuto impegno e attenzione in aula
da parte dei rilevatori. Inoltre alcune Facoltà hanno evidenziato la relativa complessità e la
11
E' d'altronde comprensibile come lo studente part-time, per sua natura impegnato in via parallela nell'attività didattica e di studio,
non possa in molti casi conciliare la presenza a tal fine presso la propria facoltà con le frequenti necessità di trasferta presso un'altra
sede universitaria.
42
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
mancanza di documentazione delle schede statistiche di base riguardanti ciascun insegnamento, che
ai docenti non abituati alla valutazione di dati quantitativi potrebbero risultare di difficile lettura.
Infine, è diffusamente ritenuto eccessivo il ritardo nella consegna alle Facoltà dei risultati
dell’indagine. Tale ritardo, legato principalmente ai tempi di elaborazione delle schede da parte
della società esterna, è causato dalla combinazione di fattori transienti e rigidità strutturali. Da un
lato, infatti, il primo anno di indagine ha inevitabilmente visto un certo numero (comunque molto
contenuto) di casi di errore o imprecisione, tipicamente nell’identificazione di insegnamenti
inizialmente non previsti, che ha reso necessari contatti e verifiche di dettaglio effettuate
congiuntamente dalla Segreteria dell’indagine e dalla società esterna. Dall’altro, per motivi di
organizzazione del lavoro e impiego efficiente delle risorse, la società esterna ha stampato le schede
statistiche in un’unica soluzione, per cui l’operazione ha potuto aver luogo solo quando anche
l’ultimo caso problematico è stato risolto. Mentre quest’ultimo vincolo appare difficilmente
superabile, è prevedibile per il futuro un contenimento dei tempi di consegna grazie ad un’ulteriore
diminuzione dell’incidenza di casi dubbi e alla maggiore velocità di loro soluzione.
Su tutti gli aspetti descritti la direzione dell’indagine, insieme ai Referenti di Facoltà, effettuerà
un riesame in via preliminare all’avvio dell’indagine 2003-04, valutando le opportunità di
modifiche all’impostazione del progetto o all’organizzazione del lavoro.
3.8 L’impiego dei risultati
Presupposto fondamentale perché l’investimento di risorse necessario per un’indagine come
quella descritta sia giustificato è che i risultati ottenuti vengano conosciuti, analizzati e poi
effettivamente utilizzati dalla direzione delle strutture e dal corpo docente. A tale proposito il
progetto del Nucleo di Valutazione individuava le seguenti esigenze primarie:
a) tempestiva disponibilità dei dati. Per ciascun corso tale disponibilità dovrebbe concretizzarsi
prima dell’inizio del corso dell’a.a. successivo;
b) predisposizione e diffusione ai singoli docenti di una scheda riassuntiva sui risultati dei propri
questionari. La scheda riporta le distribuzioni delle risposte a tutte le domande presenti nel
questionario, confrontate con le distribuzioni globali per la Facoltà di afferenza come termine di
riferimento;
c) elaborazione complessiva dei dati: anche se l’informazione specifica al singolo docente ha
importanza primaria, non può essere trascurato l’esame complessivo della struttura. Il Nucleo
pertanto ha svolto una serie di elaborazioni concordando con il Rettore il livello di aggregazione
dei dati da diffondere. Si segnala che, in allegato alla relazione, sono riportati i primi risultati
sull’indagine, corredati una premessa esplicativa, già presentati nel corso della Seduta del
Senato Accademico del 3 febbraio 2004. A ciò va aggiunto che anche le singole Facoltà
possono effettuare specifiche analisi dei dati che le riguardano.
d) individuazione esplicita di figure singole o collettive preposte all’esame istituzionale delle
risultanze dell’indagine. Tali figure dovrebbero essere chiamate ad un’attenta riflessione di
approfondimento, soprattutto sulle cause delle eventuali situazioni anomale riscontrate (da
valutare, tuttavia, alla luce dell’attendibilità dei dati raccolti) e quindi l’eventuale proposta di
azioni correttive o migliorative concrete. Tale procedura è inoltre condizione indispensabile
perché l’indagine non si riduca, agli occhi di studenti e docenti, ad un mero adempimento
amministrativo12.
12
Su tali temi è ancor oggi valido quanto affermato dal Nucleo nella Prolusione per l’Inaugurazione dell’a.a. 2001-2002: “....resta
ancora da risolvere il problema dell’utilizzo istituzionale delle rilevazioni, che ad oggi non risulta previsto in nessuna Facoltà. In
proposito, il Nucleo raccomanda che le Facoltà sappiano cogliere le potenzialità dello strumento garantendo, con modalità
adeguate, l’approfondimento delle cause delle eventuali criticità emergenti nell’insegnamento impartito dai singoli docenti....”.
43
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
È d’altronde ovvio che la fase d), molto più che le precedenti fasi di rilevazione ed elaborazione,
implica delicati problemi di verifica e controllo sull’attività dei singoli docenti su cui il Nucleo non
ha diretta competenza. Le diverse Facoltà hanno quindi anche quest’anno agito in completa
autonomia a tale riguardo.
Dalle relazioni finali dei referenti locali, che dovevano includere anche indicazioni su questi
temi, è emerso che la questione è ancora in fase preliminare di valutazione in quasi tutte le Facoltà13.
In alcuni casi sono state chiaramente definite le figure autorizzate a prendere visione dei risultati ai
diversi livelli di disaggregazione (Economia, Psicologia), ma non è sempre chiaro quanto tali figure
siano effettivamente tenute ad effettuare una seria analisi dei dati a propria disposizione. In molte
Facoltà il dibattito è ormai da tempo avviato, ma non ancora giunto a conclusione; le soluzioni
prospettate sono spesso sensibilmente diverse. Laddove alcune Facoltà sembrano orientate ad una
trasparenza quasi completa (ad esempio Scienze M.F.N., dove tuttavia si pensa di garantire la
possibilità al singolo docente di richiedere esplicitamente la non diffusione dei propri dati, o
Medicina Veterinaria, dove si pensa all’affissione negli spazi comuni della Facoltà), altre non hanno
per ora neanche reso noti i dati individuali ai docenti interessati in modo generalizzato (Scienze
della Formazione), o intendono comunque mantenere un elevato livello di riservatezza (come a
Psicologia, dove la corrispondenza tra i codici e gli insegnamenti associati non è nota neanche ai
membri della Commissione Didattica di Facoltà).
La possibilità di collegare direttamente l’allocazione di risorse ai risultati dell’indagine è stata
ipotizzata solo a Scienze M.F.N., con riferimento ai fondi per l’incentivazione didattica; la proposta
non ha tuttavia avuto seguito dato che le prospettive di rinnovamento di tali finanziamenti sono
modeste.
3.9 L’indagine sui dottorandi
Con l’avvio della recente riforma il Dottorato di Ricerca è stato organicamente inserito nel
contesto dell’offerta formativa dell’Università italiana, come terzo - e conclusivo - livello di studi
dopo la laurea specialistica. Nel contempo l’attenzione verso gli aspetti di qualità del servizio nei
confronti dei “clienti/studenti” si è accresciuta, portando all’assegnazione ai Nuclei di Valutazione
di Ateneo di compiti istituzionali di monitoraggio della rispondenza del complesso delle attività
formative alle aspettative e alle aspirazioni professionali e scientifiche degli studenti iscritti. Tale
attività di sondaggio è già da tempo avviata dalla gran parte delle Facoltà torinesi nei confronti degli
studenti del vecchio ordinamento ora trasformatosi in lauree triennali e specialistiche; è stato invece
finora ignorato l’ambito dei Dottorati, per i quali ad oggi non è disponibile alcuna indicazione sulla
soddisfazione e le motivazioni degli studenti partecipanti.
Per questo il Nucleo di Valutazione dell’Università di Torino, che già esamina annualmente
l’adeguatezza di un’ampia serie di caratteristiche strutturali dei Dottorati in base alle relazioni dei
Coordinatori, ha individuato nell’estensione delle indagini sulle opinioni del corpo studente agli
studenti di Dottorato uno degli obiettivi primari per l’anno accademico 2002-03. Ciò al fine di
orientare meglio le scelte necessarie a far crescere l’efficacia e l’efficienza del settore, che
costituisce il punto d’incontro privilegiato tra didattica e ricerca, rappresentando quindi il cuore
dell’università.
Per questo primo anno il lavoro ha assunto un carattere sperimentale di indagine pilota, volto
soprattutto a verificare la validità della metodologia utilizzata e l’attendibilità dei risultati ottenibili.
Per verificare nel dettaglio la funzionalità del questionario definito in sede di progetto è stata
svolta un’indagine preliminare su un campione di 10 dottorandi, con intervista diretta o telefonica.
La rilevazione è stata inizialmente impostata mediante la pubblicazione del questionario su un
sito internet dell’Università, a cui i dottorandi dovevano accedere per l’autonoma compilazione. A
13
Solo le relazioni di Scienze MFN, Psicologia, Scienze della Formazione, Medicina Veterinaria riportano significative indicazioni
al riguardo.
44
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
tutti i dottorandi, appartenenti al XVI–XVII ciclo (quindi al II – III anno di corso), è stato quindi
richiesto di partecipare all’indagine mediante avviso cartaceo postale e posta elettronica ove ciò
risultasse possibile14.
La rilevazione via web è stata scelta per diversi motivi, tra cui:
· la maggiore motivazione alla collaborazione con l’istituzione universitaria che dovrebbe
caratterizzare un dottorando rispetto ad uno studente di primo o secondo livello, e i conseguenti
tassi di risposta relativamente elevati;
· l’assenza di ambiti naturali in cui organizzare una rilevazione diretta senza eccessivi costi e
difficoltà logistiche. La popolazione dei dottorandi si caratterizza infatti per la presenza fisica in
Università non sistematica e spesso saltuaria, la disaggregazione in gruppi di dimensioni ristrette
e le sedi fortemente diffuse sul territorio (generalmente presso i Dipartimenti).
Il questionario on-line è stato implementato con il supporto della Divisione Sistemi Informativi;
un database apposito provvedeva automaticamente a registrare e organizzare i dati inseriti dai
rispondenti.
Il riscontro pratico ha fornito tuttavia risultati non soddisfacenti in termini di copertura, dato che
al termine del periodo inizialmente previsto per la rilevazione risultavano pervenute solo un quarto
delle risposte attese. Si è perciò deciso di posticipare la scadenza del periodo previsto e di avviare
una vera e propria indagine CATI15 sull’intera popolazione di interesse; tali accorgimenti hanno
permesso di giungere alla fine del periodo di attività didattica (luglio 2003) a una copertura molto
elevata e ad una forte affidabilità dei dati, pur se con un impiego di risorse di personale superiore a
quello inizialmente previsto.
Dal punto di vista dei contenuti il questionario proposto è sensibilmente più complesso di quello
utilizzato per l’Indagine sulla didattica di primo e secondo livello; infatti:
· la registrazione diretta su supporto informatico svincola dalle esigenze della lettura ottica, in
particolare evita il ricorso esclusivo a risposte espresse in codici numerici;
· la differente figura di rispondente dovrebbe garantire una maggiore disponibilità a fornire
indicazioni ampie ed esaurienti;
· il questionario non riguarda singoli corsi o momenti nel tempo, ma richiede una valutazione
globale dell’esperienza e delle attività svolte nell’ambito del dottorato di ricerca.
I principali temi toccati sono quelli relativi alle attività didattiche e di ricerca proposte ai
dottorandi; ad essi si affiancano tuttavia anche alcune domande riguardanti le risorse economiche e
materiali che risultano disponibili, i desideri e le aspirazioni dei dottorandi per il proprio futuro,
nonché spazi liberi per osservazioni personali.
Una descrizione particolareggiata dell’indagine e dei risultati ottenuti verranno pubblicati dal
Nucleo nel corso dell’a.a. 2003-04.
3.10 L’indagine sui laureandi
Con il documento 4/2003 il CNVSU ha proposto agli atenei di affiancare alla valutazione
puntuale dell’aspetto formativo più evidente - le lezioni - una rilevazione delle opinioni dei
laureandi sull’intero percorso di studi compiuto16. Tale estensione permetterebbe di monitorare
anche altri aspetti rilevanti dell’attività universitaria, tra i quali possono essere ricordati i seguenti
processi:
· orientamento e informazione generale agli studenti;
14
Si è dovuto constatare che purtroppo una significativa quota dei dottorandi dell’Ateneo (il 30% circa) non dispone ancora di e-mail
o non ha fornito indicazione in tal senso all’inizio del corso.
15
Acronimo di Computer Aided Telephone interview: studenti universitari collaboratori part-time compilavano lo stesso questionario
questionario on-line che era direttamente disponibile ai dottorandi durante colloqui telefonici diretti. Tale attività si è svolta presso
gli uffici dell’Ateneo sotto la supervisione della Segreteria dell’Indagine sulla qualità della didattica.
16
Anche in questo caso il documento (denominato Valutazione dell’esperienza universitaria da parte degli studenti che concludono
gli studi) prevede un set minimo di domande su cui il CNVSU invita gli atenei a basare il proprio questionario locale.
45
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
· accompagnamento e tutoraggio;
· verifiche intermedie del profitto (esami);
· supporto allo svolgimento dell’eventuale stage e alla redazione della prova finale di laurea.
Gli aspetti organizzativi di tale nuova indagine sono da considerarsi con attenzione: al momento
dell’uscita dal sistema, infatti, l’interesse personale dello studente ai risultati della valutazione
dell’organizzazione universitaria non può che essere modesto, non sussistendo più alcuna ricaduta
diretta che lo riguardi. E’ quindi necessario fare ogni sforzo per minimizzare il fastidio statistico
aggiuntivo, individuando allo stesso tempo i modi e i tempi per rendere la compilazione del
questionario una procedura “ordinaria” per lo studente che si prepara alla prova finale di laurea.
In tale ambito il Nucleo di Valutazione dell’Università di Torino, in sintonia con gli orientamenti
del CNVSU e della maggior parte degli atenei consorziati, ha promosso l’ipotesi di utilizzare il
questionario AlmaLaurea, opportunamente rivisto, come strumento per la rilevazione in oggetto.
L’analisi comparativa dei contenuti del questionario AlmaLaurea e del Doc 4/2003 ha evidenziato
significative aree di intersezione, rendendo possibile, con uno sforzo contenuto, raccogliere con il
questionario AlmaLaurea anche i dati previsti dal CNVSU, ed evitando così ogni appesantimento
della macchina organizzativa già esistente presso gli atenei consorziati.
In base ad un’apposita convenzione tra CNVSU e il Consorzio AlmaLaurea il processo di
armonizzazione, che ha organicamente incorporato nel questionario AlmaLAurea le esigenze
conoscitive del CNVSU, è stato portato a compimento nel settembre 2003. Per tutte le sessioni di
laurea successive sarà quindi possibile raccogliere i dati previsti.
Per garantire alla rilevazione una copertura e un’affidabilità soddisfacente vanno tuttavia meglio
definiti alcuni aspetti logistici e di immagine. In primo luogo è necessario che la rilevazione
AlmaLaurea venga estesa a tutti gli studenti, facendo percepire la compilazione del questionario
come adempimento necessario all’espletamento delle pratiche di Laurea, invece di rappresentare
solo un’opzione. Inoltre, va osservato che l’enfasi nell’azione di AlmaLaurea e nella percezione che
ne hanno gli studenti è oggi posta in modo prevalente sulle finalità di supporto all’ingresso nel
mondo del lavoro, mentre gli aspetti di valutazione degli studi universitari in quanto tali risultano
marginali. E’ auspicabile quindi riequilibrare la situazione evidenziando maggiormente la parte di
valutazione degli studi, a livello grafico e di contenuti nell’interfaccia della procedura informatica
di rilevazione, nella restante documentazione connessa ad AlmaLaurea e con apposite iniziative di
comunicazione.
3.11 Il quadro nazionale
A livello nazionale il diffondersi di forme sistematiche di valutazione della didattica
universitaria è fenomeno recente, legato principalmente alla costituzione del CNVSU (2000) e
all’entrata in vigore della L. 370/1999 con la definizione dei relativi compiti dei nuclei di
valutazione locali.
Come evidenziato nella Relazione Annuale 2001 del Nucleo, tale processo si è da subito
caratterizzato, quasi ovunque negli atenei medio-grandi, per l’organizzazione unitaria a livello di
ateneo, adottata quest’anno anche a Torino.
Rispetto alle figure preposte alla gestione delle indagini si rileva la presenza sia di casi, come
quello torinese, dove il Nucleo assume il ruolo preminente, sia di contesti dove altri uffici (costituiti
ad hoc o con precedente attività in ambito statistico) gestiscono l’indagine, lasciando al Nucleo i
soli compiti di analisi e valutazione dei risultati.
Più recentemente è divenuto rilevante verificare quanto diffusa sia stata tra gli atenei l’adozione
del “set minimo di domande” proposto con il Doc 9/02 dal CNVSU, da cui dipende la comparabilità
a livello nazionale delle opinioni degli studenti sugli aspetti didattici del sistema universitario.
46
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
Tale aspetto ha un’importanza anche maggiore della comparabilità interna tra le Facoltà del
singolo Ateneo, dove le metodologie didattiche tipiche dei diversi ambiti disciplinari, nonché le
popolazioni studentesche con caratteristiche e motivazioni molto eterogenee rendono i risultati del
confronto di difficile valutazione.
La comparabilità trasversale, invece, tra le Facoltà che a livello nazionale operano negli stessi
ambiti disciplinari, non presenta tali problemi e guarda a realtà formative più omogenee, potendo
più ragionevolmente offrire un contributo a un processo di benchmarking della performance
universitaria.
A questo riguardo non esistono ad oggi dati esaustivi: il CNVSU non ha infatti effettuato una
rilevazione specifica ma si è limitato a verificare, nelle relazioni dei N.d.V. locali, la presenza di
indicazioni relative all’adozione dei contenuti del Doc 9/02. In base a tale analisi si può ritenere
che la quota di Atenei che hanno adottato il “set minimo di domande” sia certamente non inferiore
al 30%, e si collochi plausibilmente intorno al 45-50%.
Al di là degli aspetti generali descritti, con il presente lavoro si sono voluti acquisire alcuni
elementi informativi più dettagliati sulle metodologie adottate per l’indagine presso altri Atenei, in
particolare riguardo agli aspetti più problematici di attuazione del progetto, sui quali il Nucleo sta
effettuando un riesame.
La necessità di maggiore approfondimento e spesso di contatto diretto con i rispettivi N.d.V. ha
portato a restringere l’analisi che segue solo ad alcune Università assimilabili all’Ateneo di Torino
in termini di iscritti e offerta didattica, o in relazione all’iniziativa sviluppata in questo ambito di
recente17. In particolare ci si è soffermati sui seguenti aspetti:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
livello generale di copertura dell’indagine
tipologia di questionario utilizzato
periodo di attuazione dell’indagine
aspetti organizzativi dell’indagine
somministrazione del questionario
elaborazione e diffusione dei risultati
Copertura generale dell’indagine
I risultati di copertura delle Facoltà esaminate sono in linea con quelli ottenuti a Torino come
evidenziato nella tabella che segue:
Tabella 3.11.1 – Copertura dell’indagine studenti in alcune università italiane
Ateneo
Torino
Firenze
Padova
Bologna
Roma Tre
Trento
Iscritti
59.545
59.013
58.900
97.015
31.463
14.401
Questionari
compilati
98.641
82.888
106.444
148.936
42.551
31.728
Questionari
pro-capite
Anno di
rilevazione
1,66
1,40
1,81
1,54
1,35
2,20
2002-2003
2002-2003
2001-2002
2001-2002
2001-2002
2002-2003
Fonte: dati MIUR (iscritti) e relazioni annuali dei Nuclei di Valutazione interni
L’unico Ateneo che presenta un valore di questionari pro-capite sensibilmente superiore è
Trento, che tra quelli considerati è tuttavia nettamente il più piccolo.
Per valutare eventuali problemi di copertura legati allo specifico momento di rilevazione, alcuni
Atenei (Padova, Bologna) prevedono domande che chiedono allo studente di valutare
17
Sono stati considerati in particolare gli atenei di Bologna, Padova, Firenze, Roma Tre, Trento.
47
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
approssimativamente la dimensione della classe, in termini assoluti, o di scarto tra le presenze al
momento della rilevazione e quelle “normali”.
Tipologia di questionario utilizzato
Come già rilevato a livello nazionale, anche tra le Università prese a confronto negli anni di
riferimento, non tutte si sono adeguate completamente al modello fornito dal CNVSU.
Tra le differenze si rileva ad esempio l’utilizzo di una scala di risposta diversa (a 10 livelli,
utilizzata dalle Università di Padova e Bologna fino all’anno accademico 2002-2003) da quella a 4
livelli suggerita dal CNVSU, invece adottata da Roma Tre, Trento, Firenze e Torino.
Sulla formulazione delle domande di valutazione tutti gli Atenei considerati hanno recepito,
almeno nelle linee generali, il “set minimo” proposto dal CNVSU come evidenziato nella tabella
seguente:
Tabella 3.11.2 – Aderenza dell’indagine studenti al modello CNVSU in alcune università italiane
Ateneo
Aderenza al modello CNVSU
Firenze
Adotta in modo esatto le domande del modello CNVSU, modificandone però l’ordine e i
raggruppamenti
Padova
Sono presenti circa 2/3 delle domande del modello CNVSU, ma con una formulazione
diversa dei quesiti e una diversa organizzazione nel questionario. Quest’ultimo permette,
allo studente che lo desideri, di indicare il n. di matricola
Bologna
Sono presenti quasi tutte le domande del modello CNVSU, ma con una formulazione
diversa dei quesiti e una diversa organizzazione nel questionario18.
Roma Tre
Vengono recepite fedelmente le domande del modello CNVSU ad eccezione di quelle
relative all’Organizzazione del corso di studi e all’interesse per agli argomenti.
Trento
Vengono recepite fedelmente le domande del modello CNVSU ad eccezione di quelle della
sezione Organizzazione del corso di studi.
Va osservato tuttavia che l’adozione dei contenuti del “set minimo” con una riformulazione del
testo delle domande, o ancor più una variazione del loro numero con accorpamenti o suddivisioni di
quelle originarie, pur garantendo una generale uniformità dei temi sottoposti a valutazione, rende
difficile ottenere una comparazione puntuale dei risultati tra Facoltà o Atenei.
Inoltre ogni Ateneo integra, in modo autonomo, lo schema suggerito dal CNVSU19: le Università
di Firenze, Roma Tre, Bologna, come Torino, inseriscono nel questionario una sezione, più o meno
ampia, dedicata a individuare le “caratteristiche individuali” del rispondente; Padova inserisce solo
una domanda in cui viene chiesto allo studente quanta parte delle lezioni frequenta; il questionario
utilizzato dall’Università di Firenze prevede poi la presenza di 5 domande “libere” utilizzabili dalle
singole Facoltà ai propri fini; nella maggior parte dei casi infine (Bologna, Padova, Firenze, Roma
Tre) esiste una sezione aggiuntiva per le domande a risposta aperta.
Periodo di attuazione dell’indagine
Il questionario viene dovunque somministrato, nell’arco dei due semestri, quando si sono svolti
almeno i due terzi – tre quarti circa delle lezioni delle unità didattiche valutate.
18Nel seguente a.a. 2003-04, tuttavia, l'Università di Bologna adotterà in modo completo il modello CNVSU.
19Lo stesso doc. 9/02 del CNVSU invitava esplicitamente gli Atenei a muoversi in tale direzione.
48
Relazione 2002
La Valutazione della Didattica
Aspetti organizzativi dell’indagine
·
·
·
·
presso l’Università di Firenze l’indagine è coordinata dal dipartimento di statistica da cui il
Nucleo acquisisce i risultati. Presso il dipartimento un gruppo di valutazione e monitoraggio ha
il compito di coordinare le indagini e collaborare alle elaborazioni statistiche dei dati.
presso l’Università di Bologna l’indagine è realizzata dall’Osservatorio Statistico dell’Ateneo.
presso l’Università di Padova l’indagine, promossa dal Nucleo di Valutazione e progettata da
una Commissione appositamente costituita e composta da almeno un referente per Facoltà, è
realizzata dal Centro Informativo di Ateneo. L’organizzazione è affidata a 3 coordinatori che
hanno il compito di acquisire la lista dei docenti titolari di insegnamento, contattarli e fissare un
appuntamento per la rilevazione.
Presso le Università di Roma Tre e Trento l’indagine è coordinata dal Nucleo di Valutazione e
dall’ufficio di Supporto al Nucleo.
Generalmente è il dipartimento/ufficio/osservatorio di statistica ad occuparsi dell’elaborazione
dei dati e delle successive aggregazioni.
Somministrazione del questionario
E’ normalmente presente almeno un referente (docente o funzionario) per Facoltà/Corso di Studi
o una Commissione per la Valutazione della Didattica dei vari corsi di studio con il compito di
collaborare all’organizzazione dell’indagine. Sono poi spesso affidate (Bologna, Firenze, Padova) a
personale appartenente al corpo studenti (es. studenti part-time 150 ore) le operazioni di
somministrazione del questionario. Presso l’università di Roma Tre sono invece prevalentemente i
docenti a curare le operazioni di somministrazione presso i propri corsi mentre presso l’Università
di Firenze i rilevatori sono talvolta coadiuvati dai docenti. Emerge in tutti i casi analizzati
l’importanza dell’ottenere il più alto livello di collaborazione e coordinamento fra l’organo preposto
all’organizzazione centralizzata dell’indagine, le singole Facoltà e personale rilevatore.
Elaborazione e diffusione dei risultati
Lo svolgimento delle operazioni di natura più strettamente tecnica (stampa dei questionari,
registrazione dei risultati ecc.) è svolto da società esterne presso tutti gli Atenei di maggiori
dimensioni, ma non in altri casi (Trento).
E’ prassi comune (Bologna, Firenze, Padova, Trento) dare ampia diffusione ai risultati aggregati
per Ateneo, Facoltà e corso di Studi.
Nel caso di Roma Tre il livello di diffusione è differenziato a seconda del tipo di aggregazione:
viene data ampia diffusione ai dati aggregati per Ateneo e Facoltà mentre i dati sintetici per corso di
Studi vengono consegnati al Consiglio degli Studenti e pubblicati e commentati nella relazione sulla
valutazione della didattica da parte degli studenti da inviare ogni anno al CNVSU ai sensi della
legge 370/99 e diffusa all’interno dell’Ateneo presso le Facoltà, i Corsi di Studio, il Senato
Accademico e il Consiglio di Amministrazione.
I risultati relativi al singolo insegnamento vengono invece generalmente forniti ai Presidi di
Facoltà e al docente interessato.
Come si vede, la breve analisi compiuta delinea un quadro di relativa omogeneità di approccio e
scelte organizzative, senza che emergano particolari indicazioni utili alla revisione del progetto di
indagine presso l’Ateneo torinese. L’unico elemento di interesse è forse il tentativo di ricavare da
indicazioni degli stessi studenti elementi utili a valutare il grado di copertura effettiva dell’indagine,
aspetto importante per l’attendibilità dei risultati ma difficile da controllare in modo oggettivo.
49
Relazione 2002
La Ricerca
4 La Ricerca
4.1 Premessa
Nell’attività di valutazione della ricerca il Nucleo ha cercato di migliorare gli strumenti di
raccolta dei dati interni e contestualmente di affinare gli indici, coniugando la continuità rispetto al
passato con la coerenza verso le indicazioni ministeriali e i nuovi orientamenti che emergono a
livello nazionale. Un importante fattore di miglioramento della qualità dei dati è stata l’accresciuta
collaborazione dei Dipartimenti conseguente alla crescente consapevolezza dell’utilità e necessità di
introduzione di processi valutativi. Ciò anche a seguito di una costante politica di stimolo da parte
del Nucleo di Valutazione.
Sono stati quindi predisposti gli indicatori suggeriti dal Comitato Nazionale per la Valutazione
del Sistema Universitario, che possono essere di estrema utilità agli Organi accademici per tracciare
le strategie opportune nei confronti del Ministero, per valutare come distribuire le risorse interne e
per indirizzare le attività dei Dipartimenti mediante una politica di incentivi e sanzioni al fine di
rendere più competitivo l’Ateneo sotto il profilo culturale, didattico e di ricerca.
L’utilizzo di elementi oggettivi e di confronto nella valutazione del sistema universitario locale
rappresenta inoltre un punto non solo qualificante, ma necessario per allineare l’Ateneo a quanto è
ormai prassi consolidata in Europa. Dal momento che la funzione del Nucleo di Valutazione è
consultiva, è necessario conoscere se nel tempo gli indicatori scelti per valutare in modo oggettivo
le attività scientifiche dell’Ateneo sono utilizzati, completamente o in parte, dagli Organi
decisionali per stabilire le linee di indirizzo politiche nei confronti della Ricerca e del reclutamento
delle forze produttive.
La relazione tratta:
§
l’analisi dell’attività dei Dipartimenti che permette di avere informazioni e indicatori sui
seguenti processi suggeriti dal Comitato Nazionale: fonti di finanziamento dell’attività di
ricerca, capacità di acquisire fondi esterni, prodotti scientifici ottenuti dai docenti;
§ l’analisi dei risultati dell’Ateneo nei bandi ministeriali e il confronto dei risultati ottenuti tra
diversi Atenei;
§ il confronto tra l’Ateneo torinese e gli altri Atenei in merito al numero di Assegnisti,
Dottorandi e “post-doc” in quanto indicatori delle forze vive applicate alla ricerca.
La presente relazione, a differenza di quella svolta per il 2001, non tratta l’analisi delle procedure
di assegnazione dei fondi di Ateneo per la ricerca. Va infatti sottolineato che di fronte a una
riduzione, indicata nella tabella 4.1.1, del 18% dei finanziamenti per la ricerca da parte dell’Ateneo
(da 6,5 milioni di euro nell’anno 2001 si è scesi a 5,3 milioni nel 2002) non si é apprezzato nel
corso del 2002 nessun intervento da parte degli Organi di Governo per modificare le modalità di
suddivisione di tali fondi. Tuttavia, il Nucleo è a conoscenza di iniziative recenti volte a rivedere
l’intero sistema di distribuzione delle risorse da destinare alla ricerca. Si esprime pertanto l’auspicio
che tali lavori possano portare quanto prima a procedure analoghe a quelle in uso presso altri
Atenei, che si basano su analisi quantitative e oggettivabili dei risultati scientifici ottenuti e
utilizzano sistemi di peer review per valutare la competitività e la bontà dei progetti scientifici e
didattici presentati.
50
Relazione 2002
La Ricerca
Tabella 4.1.1 - Finanziamenti per la ricerca locale (ex 60%)
Esercizio
1999
2000
2001
2002
Totale impegnato variazione rispetto variazione rispetto
(valori in euro) esercizio precedente
esercizio 99
6.705.676
6.491.863
6.522.851
5.341.197
-0,76%
-3,19%
+0,48%
-18,12%
--3,2%
-2,7%
-20,3%
Fonte: bilanci consuntivi di Ateneo. F.S. 8.03.13 (es.1999: F.S. 2.05.01)
Tale richiamo era già stato posto nella relazione precedente e assume oggi un valore ancora
maggiore dato che le assegnazioni di fondi, sia ministeriali che europei, avvengono su basi sempre
più competitive e pertanto é necessario mantenere qualitativamente alta la ricerca scientifica
dell’Ateneo.
Un sistema di valutazione basato sulla costituzione di panel di referee per ogni Area scientificodisciplinare è stato già, d’altra parte, proposto dal Nucleo di Valutazione in occasione della
necessità di certificare i centri di eccellenza. La proposta presentata alla Commissione Ricerca
dell’Ateneo si articolava in due ipotesi: una consistente in un insieme di Ateneo di panel di
valutatori designati da ciascun Area che intervengono per certificare la qualità di un centro o di un
progetto di ricerca; l’altra incentrata su un Comitato di garanzia costituito da pochi membri di alto
profilo, che esaminano le valutazioni prodotte dai panel di referees delle varie Aree.
Attuare processi valutativi complessi come negli esempi sopra riportati comporta indubbie
difficoltà, tuttavia essi appaiono ormai necessari anche all’interno dell’Ateneo.
Un altro elemento strategico per la competitività tra Atenei nell’ambito della ricerca scientifica è
la disponibilità di spazi e attrezzature adeguati. Il Nucleo intende a questo riguardo svolgere nel
prossimo futuro un’indagine conoscitiva sui dati disponibili per poter giungere all’elaborazione di
indicatori significativi.
4.2 L’analisi dell’attività dei Dipartimenti
Lavorando nel solco tracciato gli anni scorsi, il Nucleo di Valutazione ha utilizzato gli stessi
indicatori proposti nella relazione del 2001 per l’analisi dell’attività dei Dipartimenti cercando,
come ricordato in premessa, di aumentarne l’affidabilità sia attraverso un’individuazione più
accurata dei dati richiesti e dei pesi utilizzati, sia attraverso il miglioramento dello strumento di
raccolta.
In particolare, i principali elementi che hanno consentito di procedere in questa direzione sono:
1) La raccolta dei dati presso i Dipartimenti é stata più accurata poiché a ciascun Dipartimento é
stata fornita una scheda elettronica da compilare, con precise richieste da soddisfare. Inoltre
parte dei dati finanziari e di quelli sul personale sono stati pre-caricati dallo staff del Nucleo
estraendoli dalle procedure già attive nell’Ateneo.
2) I prodotti della ricerca, ai fini di una valutazione maggiormente rispondente alle specificità
delle varie discipline, sono stati pesati da un lato cercando di dare una congrua valutazione
alle opere dell’area delle scienze umane, dall’altro valutando le pubblicazioni ISI con Impact
Factor non in termini assoluti, ma suddividendole in tre fasce che tengono conto della
stratificazione dell’IF in ciascun settore scientifico1. La tabella 4.2.1 raffronta i parametri
utilizzati nel 2001 con quelli attuali.
1
Il metodo adottato per stratificare in tre fasce le riviste ISI è quello utilizzato dall’Università di Bologna: per ciascuna “subject
category” del JCR si è calcolato il valore che individua il 25° e 75° percentile. Ciò consente di attribuire a ciascuna rivista con IF
l’appartenenza alla fascia alta, media e bassa delle riviste di settore.
51
Relazione 2002
La Ricerca
Tabella 4.2.1 - Pesi applicati ai prodotti di ricerca
Relazione 2001
Tipologia di prodotto
Libri
Articoli senza IF
Articoli ISI (IF > 3,5)
Articoli ISI (IF ≤ 3,5)
Scienze Scienze
Natura Umane
1
2
Relazione 2002
Scienze Scienze
Tipologia di prodotto
Natura Umane
1
3
Libri
0,3
1
0,3
1
2
2
3
3
2
2
1
1
1
1
Capitoli di libro e altre
pubblicazioni
1
1
1
1
Conferenze ad invito
1
1
0,3
0,3
Brevetti e software
1
1
1
1
Congressi internazionali
0,5
0,5
-
-
Congressi nazionali
0,25
0,25
-
-
-
-
0,5
0,5
Articoli senza IF
Articoli ISI Gold
(IF >75° percentile)
Articoli ISI Silver
(25°< IF ≤75°percentile)
Articoli ISI Bronze
(IF ≤25° percentile)
Capitoli di libro
Altre pubblicazioni e
Conferenze ad invito
Brevetti
Prodotti multimediali
3) Per tenere conto della partecipazione di tutto il personale dedicato alla ricerca che opera nei
Dipartimenti si è richiesto di segnalare le unità di personale tecnico, gli Assegnisti, i Dottorandi,
i “post-doc”, i Borsisti (pur se finanziati da altri Enti pubblici e privati), nonché il personale
inquadrato in contratti di collaborazione. A questo personale è stato attribuito un peso diverso,
in ragione del loro plausibile impiego nelle attività di ricerca (Tabella 2).
Tabella 4.2.2 - Pesi applicati al personale di ricerca
PERSONALE DEDICATO ALLA RICERCA
peso
Ordinari
Associati
Ricercatori
Dottorandi
Assegnisti
Altri Borsisti per ricerca
Specializzandi
Tirocinanti e frequentatori
Tecnici amm.vi di ruolo per la ricerca
Tecnici amm.vi a tempo determinato per ricerca
Personale Esterno per ricerca (Co.Co.Co, etc.)
1
1
1
1
1
1
0,1
0,1
0,75
0,75
1
4) Il carico didattico é stato valutato sulla base delle informazioni analitiche raccolte, ovvero il
numero di ore che ciascun docente ha svolto in un determinato insegnamento nei tre livelli della
didattica universitaria. Si è inteso distinguere tra didattica frontale e pratica dando un peso
rispettivamente di 1 e di 0,3 non tanto per penalizzare quest’ultima – indispensabile al
raggiungimento degli obiettivi formativi – ma per il differente impegno oggettivo, sovente
sostenuto con la collaborazione di altro personale. Allo stesso modo, in ragione della sua
maggiore specializzazione, alla didattica di terzo livello è stato attribuito un peso di 1,5.
52
Relazione 2002
La Ricerca
Tabella 4.2.3 - Pesi applicati alle ore di insegnamento
CARICO DIDATTICO
peso
Didattica 1° e 2° livello
(Corsi di Laurea v.o., Lauree triennali, Lauree
Specialistiche, corsi di laurea specialistica a ciclo unico)
1
Didattica 3° livello
(corsi di Dottorato, di Perfezionamento, Master, corsi
frontali di Scuola di Specializzazione)
1,5
Corsi Pratici di Scuola di Specializzazione, corsi
ADO/ADI
0,3
Seminari e corsi di aggiornamento
1
Grazie a questa maggiore accuratezza e alla collaborazione fornita dalla maggior parte dei
Dipartimenti, la raccolta dei dati é notevolmente migliorata rispetto alla precedenti esperienze, ma é
sicuramente ancora necessario proseguire il percorso di sensibilizzazione e diffusione della cultura
della valutazione presso i docenti e gli organi responsabili dei Dipartimenti.
Le analisi e gli indicatori proposti dal Nucleo per valutare l’attività dei Dipartimenti derivano dai
dati raccolti e filtrati attraverso gli schemi valutatitivi sopra descritti. Per una maggiore trasparenza
si riportano di seguito le tabelle riassuntive dei dati ricevuti dai Dipartimenti, con la precisazione
che essi talvolta si discostano dai valori trasmessi, in quanto si è proceduto d’ufficio ad effettuare
alcune correzioni, ove necessario (si vedano le note):
Tabella 4.2.4 - Personale dei Dipartimenti dedicato alle attività di ricerca (al 31/12/2002)
Area
Dipartimento
N°
N° Altri N° Freq. e
N° altri
N°
N° Tecnici
N°
N°
Specializza
Borsisti Tirocinanti esterni per
Docenti per ricerca Dottorandi
Assegnisti
ndi (*)
per ricerca (medicina) ricerca (**)
1 Informatica
53
0
22
0
4
0
0
14
1 Matematica
92
0
26
0
7
4
0
1
2 Fisica Generale "A. Avogadro"
37
5
12
0
7
0
0
3
2 Fisica Sperimentale
24
2
12
20
10
9
3
39
2 Fisica Teorica
25
0
15
0
6
2
1
4
3 Chimica Analitica
23
8
5
0
4
6
0
0
3 Chimica Generale e Organica Applicata
26
4
8
0
2
1
0
0
3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali
47
5
24
0
8
20
2
7
8
0
3
0
1
0
1
5
4 Agronomia, Selvicoltura e Gest. Territorio
17
0
11
0
7
16
0
18
4 Colture Arboree
12
9
9
0
5
1
0
4
4 Economia e Ing. Agraria, Forest. e Amb.
29
5
5
0
4
1
0
2
4 Scienze Zootecniche
18
5
7
0
1
0
0
1
4 Valorizzazione e Protez. Risorse Agrofor.
37
26
61
0
7
0
2
41
5 Scienze della Terra
34
3
16
0
7
4
0
27
5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche
23
3
12
0
5
1
0
0
6 Biologia Animale
46
24
26
0
14
1
0
2
6 Biologia Vegetale
18
5
18
0
1
0
0
20
3 Scienze Merceologiche
53
Relazione 2002
La Ricerca
7 Anatomia, Farmacol. e Med. Legale
(1)
34
21
3
31
4
7
0
1
7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche
22
9
10
64
1
10
50
0
7 Discipline Medico-Chirurgiche
68
33
7
664
2
0
323
3
51
17
3
25
0
9
0
0
7 Genetica, Biologia e Biochimica
25
14
33
44
8
17
14
0
7 Medicina ed Oncologia Sperimentale
35
17
0
0
2
1
0
0
7 Medicina Interna
41
23
6
197
9
13
80
11
7 Neuroscienze
46
14
40
112
5
18
1
2
7 Sanità Pubblica e Microbiologia
31
11
0
90
3
3
49
16
15
2
0
13
7
3
0
21
7 Scienze Cliniche e Biologiche
55
10
37
115
12
13
27
30
7 Scienze Oncologiche
16
5
35
14
10
20
11
17
41
5
12
94
2
19
226
28,3
7 Traumatologia, Ortopedia e Med. Lavoro
14
7
2
113
0
0
87
10
8 Discipline Artistiche, Musicali e Spettacolo
56
0
36
0
1
0
0
0
8 Filologia, Linguistica e Tradiz. Classica
32
0
11
0
4
0
0
0
8 Orientalistica
19
0
12
0
0
0
0
3
8 Scienze Antropologiche, Archeol. e St-Ter
21
3
29
31
2
1
0
3
8 Scienze del Linguaggio e Lett. Moderne
72
1
13
0
1
5
0
0
8 Scienze Letterarie e Filologiche
65
0
36
1
7
0
0
19
9 Filosofia
41
0
24
0
3
2
0
0
9 Storia
83
0
59
0
13
0
0
36
10 Psicologia
63
0
46
0
6
5
34
1
10 Scienze dell'Educazione e Formazione
34
0
14
0
4
0
0
10
11 Diritto dell'Economia
24
0
1
0
1
1
0
0
11 Scienze Giuridiche
126
0
69
6
12
3
0
17
12 Economia "Cognetti De Martiis"
56
0
5
0
5
1
0
0
12 Economia Aziendale
38
0
35
0
1
0
0
0
12 Scienze Economiche e Finanziarie
37
0
11
0
0
1
0
3
12 Statistica e Matematica Appl. Sc. Umane
31
0
7
0
2
1
0
0
13 Scienze Sociali
54
1
27
0
5
3
0
1
13 Studi Politici
39
0
35
0
4
3
0
20
14 Scienza e Tecnologia del Farmaco
39
8
12
10
6
2
305
1
15 Morfofisiologia Veterinaria
16
4
6
0
1
1
0
0
15 Patologia Animale
47
3
16
50
6
3
130
0
25
7
11
0
5
1
0
2
9
5
1
0
1
0
0
1
2090
324
996
1694
255
232
1346
444,3
7 Fisiopatologia Clinica
(2)
(3)
7 Scienze Biomediche e Oncol. Umana
7 Scienze Pediatriche e Adolescenza
(4)
(5)
15 Produzioni Animali, Epidemiol. e Ecologia
Territorio (Interateneo)
totali
(6)
NOTE: * Specializzandi nell’a.a. 2001/02
** Comprende personale Co.Co.Co, con altri contratti e di altri Enti.
(1) Non sono calcolati 2 ricercatori che hanno preso servizio a gennaio 2003.
54
Relazione 2002
La Ricerca
(2) Sono stati aggiunti 6 Docenti e i Tecnici della sezione di Dermatologia, trasferitisi a fine anno al Dip. di
Scienze Biomediche.
(3) Sono stati aggiunti 14 Docenti e 4 Tecnici della sezione di Odontoiatria, trasferitisi a fine anno al Dip. di
Scienze Biomediche.
(4) I Docenti e il personale tecnico delle nuove sezioni di Dermatologia e Odontoiatria, afferite a fine anno, non
sono inseriti. Il totale al 31/12 sarebbe di 36 Docenti.
(5) Il personale esterno comprende 25 medici e 12 Tecnici-biologi ospedalieri dedicati ad attività di ricerca,
assistenziale e didattica, pertanto sono stati considerati per un terzo per la ricerca.
(6) È stato inserito solo il personale dell’Università di Torino.
Le entrate finanziarie per la ricerca sono state suddivise in tre grandi categorie: fondi di Ateneo,
fondi MIUR e fondi esterni. Per questi ultimi si intendono i finanziamenti che i Docenti hanno
portato nei Dipartimenti di appartenenza tramite accordi di collaborazione, convenzioni e
consulenze, anche in conto terzi, con soggetti pubblici o privati, gestiti direttamente dal
Dipartimento o gestiti da altri Enti ma utilizzati per il personale di ricerca del Dipartimento.
Tabella 4.2.5 - Finanziamenti per la ricerca ricevuti dai Dipartimenti nell’esercizio 2002
Area
Dipartimento
Fondi da
Ateneo* (€)
Fondi da
Miur** (€)
Fondi
Esterni*** (€)
1 Informatica
174.707
46.998
545.587
1 Matematica
261.539
28.405
106.677
2 Fisica Generale "A. Avogadro"
170.987
321.100
636.841
2 Fisica Sperimentale
105.829
0
1.937.230
2 Fisica Teorica
107.763
326.917
472.910
3 Chimica Analitica
88.570
223.626
371.754
3 Chimica Generale e Organica Applicata
97.948
69.600
227.943
3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali
199.145
538.665
1.062.178
3 Scienze Merceologiche
15.298
0
33.255
4 Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
73.062
106.220
1.251.458
4 Colture Arboree
41.412
0
303.013
113.327
16.600
351.690
69.150
24.273
65.606
4 Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali
225.839
70.500
2.276.739
5 Scienze della Terra
134.550
90.380
384.344
82.040
127.750
34.654
6 Biologia Animale
168.145
146.157
315.021
6 Biologia Vegetale
88.365
87.994
908.757
116.352
25.823
611.154
7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche
67.835
50.700
117.869
7 Discipline Medico-Chirurgiche
68.356
0
399.580
7 Fisiopatologia Clinica
86.514
0
197.454
7 Genetica, Biologia e Biochimica
242.069
328.467
452.449
7 Medicina ed Oncologia Sperimentale
126.574
134.279
404.230
7 Medicina Interna
134.189
162.684
822.835
4 Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale
4 Scienze Zootecniche
5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche
7 Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale
55
Relazione 2002
La Ricerca
149.402
211.747
1.016.452
96.041
163.761
866.998
7 Scienze Biomediche ed Oncologia Umana
106.113
108.972
413.681
7 Scienze Cliniche e Biologiche
505.619
229.789
1.389.615
7 Scienze Oncologiche
117.822
919.020
2.029.394
7 Scienze Pediatriche e dell'Adolescenza
120.877
73.100
715.959
7 Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro
11.855
0
251.953
8 Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo
123.945
0
12.414
8 Filologia, Linguistica e Tradizione Classica "Augusto Rostagni"
57.516
50.096
6.197
8 Orientalistica
28.499
0
7.230
8 Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali
38.391
0
104.166
8 Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e Comparate
137.361
52.162
119.495
8 Scienze Letterarie e Filologiche
118.792
170.000
133.973
59.158
6.197
28.233
9 Storia
123.385
44.932
40.715
10 Psicologia
107.517
68.172
273.085
10 Scienze dell'Educazione e della Formazione
209.249
0
151.504
11 Diritto dell'Economia
23.757
0
0
11 Scienze Giuridiche
165.136
88.831
592.363
12 Economia "Cognetti De Martiis"
153.192
96.061
253.112
12 Economia Aziendale
86.348
16.500
377.230
12 Scienze Economiche e Finanziarie "Giuseppe Prato"
83.603
19.109
27.133
66.348
16.010
21.261
91.340
23.000
376.050
13 Studi Politici
138.984
177.800
201.482
14 Scienza e Tecnologia del Farmaco
153.024
110.100
307.738
15 Morfofisiologia Veterinaria
152.668
46.800
36.955
15 Patologia Animale
265.784
0
629.335
15 Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia
125.157
0
370.278
30.590
0
29.419
6.707.036
5.619.299
25.074.650
7 Neuroscienze
7 Sanità Pubblica e Microbiologia
9 Filosofia
Statistica e Matematica Applicata alle Scienze Umane
12 "Diego De Castro"
13 Scienze Sociali
Territorio (Interateneo)
totali
(1)
NOTE: * Comprende i fondi per progetti locali, il Fondo Congressi e le altre entrate per dottorati, convegni, progetti e
collaborazioni di ricerca.
** Comprende il cofinanziamento dei Prin, dei Firb e dei centri di eccellenza.
*** Comprende le entrate da soggetti pubblici e privati finalizzate da attività convenzionata, da contratti e
convenzioni di ricerca conto terzi, trasferimenti correnti e per investimento e altri finanziamenti esterni non
gestiti dal Dipartimento ma utilizzati al suo interno.
(1) Sono considerati solo gli importi relativi all’Università di Torino.
56
Relazione 2002
La Ricerca
La tabella seguente riporta i dati relativi alla produzione scientifica espressi sia in valore assoluto
che in termini di peso complessivo quantificato secondo la tabella 4.2.1:
Tabella 4.2.6 – Produzione scientifica dei Dipartimenti nell’anno 2002
Area
N°
N°Art. N°Art. N°Art.
N°Altre
N°
N°
N°Altri
N°
Capitoli IF
IF
IF
Pubbl.
Prod.
Libri
articoli
Brevetti
di libri gold silver bronze
e Conf.
Multim
Dipartimento
totale
prodotti
pesati
1 Informatica
2
8
7
20
2
15
69
1
8
103,2
1 Matematica
4
13
15
22
8
35
136
0
6
168,3
2 Fisica Generale "A. Avogadro"
0
0
30
10
4
6
55
0
1
132,8
2 Fisica Sperimentale
0
1
72
28
0
12
29
0
0
285,3
2 Fisica Teorica
2
1
52
16
-
8
60
0
0
211,4
3 Chimica Analitica
-
0
15
12
5
2
60
-
1
93,1
3 Chimica Generale e Organica Applicata
1
10
15
7
5
25
1
0
80
3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali
2
7
68
65
5
16
139
4
4
400,5
3 Scienze Merceologiche
5
-
-
-
-
7
13
-
-
11
4 Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
2
12
2
2
1
27
60
1
51,6
4 Colture Arboree
1
1
1
3
-
9
28
-
-
22,1
2
11
-
1
-
31
49
0
0
74,5
2
3
-
1
-
6
28
-
-
17,2
4 Agroforestali
5 Scienze della Terra
0
13
6
19
2
86
145
0
0
140,3
4
14
3
6
1
8
59
-
1
60,6
5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche
0
7
10
13
5
21
60
0
0
92,3
6 Biologia Animale
6
12
10
25
6
25
130
0
2
151,5
6 Biologia Vegetale
4
10
9
6
3
10
65
3
0
81,5
1
8
19
18
1
8
40
0
0
117,4
7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche
1
18
16
11
3
14
67
-
1
116,8
7 Discipline Medico-Chirurgiche
0
12
14
11
1
29
286
0
0
171,5
10
19
31
20
14
45
154
0
0
235,7
0
9
40
15
6
4
3
0
0
167,1
0
5
27
9
1
6
94
0
2
136
1
9
54
69
13
20
175
0
2
382,5
7 Neuroscienze
3
4
32
32
15
50
161
0
1
245,8
7 Sanità Pubblica e Microbiologia
3
13
11
8
7
30
82
1
1
107,1
7 Scienze Biomediche ed Oncologia Umana
0
2
39
11
2
14
21
0
5
156
7 Scienze Cliniche e Biologiche
-
2
52
29
5
6
137
-
-
263,9
7 Scienze Oncologiche
0
0
29
7
1
5
37
2
0
116,6
7 Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza
0
6
21
18
2
64
136
0
0
167
7 Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro
0
3
4
2
0
11
60
0
1
40,8
Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e
4 Ambientale
4 Scienze Zootecniche
Valorizzazione e Protezione delle Risorse
7 Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale
(1)
7 Fisiopatologia Clinica
7 Genetica, Biologia e Biochimica
7 Medicina ed Oncologia Sperimentale
7 Medicina Interna
(2)
(3)
57
Relazione 2002
La Ricerca
22
53
-
-
-
29
36
-
2
159,8
3
7
-
-
-
21
50
0
0
52
4
27
-
-
-
4
51
0
1
58,8
Scienze Antropologiche, Archeologiche e
4
30
-
-
-
9
57
0
3
69,6
Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e
9
51
-
-
-
33
130
-
1
150,5
19
50
-
-
-
79
143
0
2
229,9
8
41
1
-
1
29
41
0
0
110,3
13
77
-
-
-
42
78
0
2
182,4
11
41
2
1
49
156
3
6
183,8
10
35
-
-
-
44
64
0
9
132,7
4
11
-
-
-
19
14
-
-
46,2
16
42
-
-
-
155
80
0
2
270
7
32
2
5
1
37
66
1
1
128,3
8
14
-
-
-
104
36
-
1
153,3
2
25
1
1
1
27
77
-
1
87,6
2
6
3
7
1
9
51
0
3
51,5
13 Scienze Sociali
17
43
1
-
-
30
84
0
2
153,2
13 Studi Politici
16
42
-
-
-
45
135
0
1
176
14 Scienza e Tecnologia del Farmaco
0
2
7
18
4
1
49
3
0
81
15 Morfofisiologia Veterinaria
-
6
5
9
-
3
28
-
-
48,3
15 Patologia Animale
0
0
8
10
1
22
102
0
0
82,2
15 Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia
1
1
4
9
1
28
68
0
1
62,3
6
25
-
-
-
8
12
0
0
54,6
8 Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo
Filologia, Linguistica e Tradizione Classica
8 "Augusto Rostagni"
8 Orientalistica
8 Storico-Territoriali
8 Comparate
8 Scienze Letterarie e Filologiche
9 Filosofia
9 Storia
10 Psicologia
(4)
10 Scienze dell'Educazione e della Formazione
11 Diritto dell'Economia
11 Scienze Giuridiche
(5)
12 Economia "Cognetti De Martiis"
(6)
12 Economia Aziendale
12
12
Scienze Economiche e Finanziarie "Giuseppe
Prato"
Statistica e Matematica Applicata alle Scienze
Umane "Diego De Castro" (7)
Territorio (Interateneo)
(8)
NOTE: I dati comunicati dai Dipartimenti sono stati corretti eliminando duplicazioni e rettificando errate
attribuzioni. Nei seguenti casi i Dipartimenti hanno dichiarato che i prodotti sono incompleti:
(1)
(2)
(3)
(4)
(5)
(6)
(7)
(8)
mancano i dati dei 10 Docenti della Sezione di Medicina Legale
mancano i dati di 2 Docenti
mancano i dati di 3 Docenti
mancano i dati di 7 Docenti
mancano i dati di circa 50 Docenti
mancano i dati di alcuni Docenti
mancano i dati di 3 Docenti
i dati sono relativi ai solo Docenti dell’Università di Torino.
58
Relazione 2002
La Ricerca
Area
Tabella 4.2.7 – Ore di insegnamento nell’a.a. 2001/2002
Dipartimento
N° ore N° ore N° ore N° ore
CdL e Laurea Laurea Corsi
ciclo Triennale Speciali ADO,
unico
e D.U
stica
ADI
N° ore
Sc.Spe
cializz.
pratica
N° ore N° ore N° ore
N° ore
N° ore
Sc.Spe C.d.
C.d. N° ore
C.d.
Semina
cializz. Dottor Perfezi Master
Aggiorn
rio
frontale ato onam.
amento
1 Informatica
545
4068
120
1 Matematica
1832
4260
102
50
923
1991
898
20
1620
1172
144
544
2 Fisica Teorica
642
1309
36
44
100
3 Chimica Analitica
432
694
709
60
15
3 Chimica Generale e Organica Applicata
303
1351
479
35
8
8
1344
2003
1356
38
216
8
370
256
635
959
395
703
1467
2346
155
400
1210
0
1172
3205
220
5 Scienze della Terra
1752
1223
170
5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche
1198
866
6 Biologia Animale
1347
1619
6 Biologia Vegetale
1018
1451
1239
878
232
658
81
210
891
232
938
757
339
743 1588 1283
7 Genetica, Biologia e Biochimica
1020
543
25
271
111
512
7 Medicina ed Oncologia Sperimentale
1295
742
93
329
165
489
170
7 Medicina Interna
1074
486
48
718 1919
953
65
7 Neuroscienze
925
655
590
154
7 Sanità Pubblica e Microbiologia
999
1597
329
346
50
948
8
500
94
303
192
78
560
74
7 Scienze Cliniche e Biologiche
867
689
392
753
198
897
7 Scienze Oncologiche
539
201
111
177
15
265
7 Scienze Pediatriche e dell'Adolescenza
541
1516
Traumatologia, Ortopedia e Medicina
7
del Lavoro
187
89
2 Fisica Generale "A. Avogadro"
2 Fisica Sperimentale
3
Chimica Inorganica, Fisica e dei
Materiali
3 Scienze Merceologiche
4
Agronomia, Selvicoltura e Gestione del
Territorio
4 Colture Arboree
4
Economia e Ingegneria Agraria,
Forestale e Ambientale
4 Scienze Zootecniche
4
7
Valorizzazione e Protezione delle
Risorse Agroforestali
Anatomia, Farmacologia e Medicina
Legale
7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche
7 Discipline Medico-Chirurgiche
7 Fisiopatologia Clinica
7
Scienze Biomediche ed Oncologia
Umana
30
30
408
70
550
84
158
36
20
9
20
20
25
2
18
20
30
50
25
240
8
46
11
20
160
20
40
30
671
407
119
50
24
22
116
38
124
6
574
1382
944
392
80
12
29
10
16
6
40
2
4
76
212
222
54
23
3
14
37
15
90
72
8
218
351 4553
3
156
449
673
4
58
642 1244
0 1867 1344 1154
274
4
34
65
246
70
88
6
6
3
60
3
10
4
32
5
31
16
6
50
80
59
Relazione 2002
La Ricerca
Discipline Artistiche, Musicali e dello
Spettacolo
Filologia, Linguistica e Tradizione
8
Classica "Augusto Rostagni"
8
240
2413
590
50
30
885
360
55
870
90
8 Orientalistica
Scienze Antropologiche, Archeologiche
e Storico-Territoriali
Scienze del Linguaggio e Letterature
8
Moderne e Comparate
8
8
174
476
60
190
851
1534
2414
318
270
3409
380
90
1746
270
250
2827
378
2306
816
510
1923
240
1280
1951
2361
114
893
2459
435
12 Economia Aziendale
2970
802
80
Scienze Economiche e Finanziarie
"Giuseppe Prato"
Statistica e Matematica Applicata alle
12
Scienze Umane "Diego De Castro"
1093
1414
96
9
64
1182
1609
0
9
23
115
0
3522
330
28
121
54
26
33
33
1317
1805
60
60
30
58
74
316
10
123
1122
2773
257
291
1318
24
14
40
520
2658
105
10
261
974
1318
20
8
70
869
90
10
40
8
8 Scienze Letterarie e Filologiche
9 Filosofia
9 Storia
10 Psicologia
10
Scienze dell'Educazione e della
Formazione
11 Diritto dell'Economia
11 Scienze Giuridiche
12 Economia "Cognetti De Martiis"
12
13 Scienze Sociali
13 Studi Politici
14 Scienza e Tecnologia del Farmaco
15 Morfofisiologia Veterinaria
15 Patologia Animale
Produzioni Animali, Epidemiologia ed
15
Ecologia
Territorio (Interateneo)
totali
(1)
40
65
142
85
16
315
120
10
25
276
15
158
26
36
8
323
80
30
39
60
95
44
247
10
700
142
544
137
535
46
30
190
199
4
82
22
34
10
204
89
3
16
269
65
35
16
143
31
8
95
621
28
19
245
194
405
10
4
38
43392 76983 21155 7368 8020 18652 2620 2015 1975 3804
711
NOTE: I dati comunicati dai Dipartimenti sono stati corretti rettificando errate attribuzioni.
(1) Sono considerati solo gli insegnamenti svolti da Docenti dell’Università di Torino.
Gli indicatori, già elaborati negli anni scorsi per valutare le attività dipartimentali, sono
graficamente riportati nelle tavole successive e mostrano:
·
·
·
Rapporto tra la produzione scientifica e il personale (Figure 1 e 2), al fine di offrire
un’indicazione dei risultati ottenuti dal personale dedicato alla ricerca.
Confronto tra i finanziamenti per la ricerca e la produzione scientifica, come indicatore del
costo del prodotto (Fig. 3). Tale rapporto seguito in anni successivi consentirà di verificare
l’esistenza o meno di un collegamento tra qualità della produzione scientifica e incremento
dei finanziamenti. Inoltre é utile per evidenziare eventuali difformità nella capacità di
attrarre fondi per la ricerca in ragione, per esempio, di differenti composizioni dipartimentali
per fasce di appartenenza dei Docenti (Fig. 4).
Confronto tra i finanziamenti per la ricerca e il personale allo scopo di far emergere la
capacità del personale di accedere ai fondi per la ricerca (Fig. 5). Oltre al rapporto totale,
sono stati presi in esame il rapporto tra i finanziamenti provenienti dall’Ateneo, dal MIUR,
da altri Enti e i Docenti (Fig. 6).
60
Relazione 2002
La Ricerca
·
·
·
·
·
·
Rapporto tra fondi provenienti da soggetti pubblici e privati e fondi istituzionali per mettere
a fuoco la capacità attrattiva dei Dipartimenti verso i finanziamenti esterni (Fig. 7). L’analisi
nel tempo di questo parametro potrebbe permettere di individuare quelle realtà
dipartimentali in grado (per la loro affidabilità finanziaria) di stipulare contratti a termine
per la docenza.
Analisi delle ore di insegnamento per Docente al fine di evidenziare il differente carico
didattico nei Dipartimenti (Fig. 8).
Confronto tra il carico didattico e la produzione scientifica per verificare quanto i due
compiti istituzionali del Docente siano in sinergia o in antagonismo tra di loro (Fig. 9).
Rapporto tra personale non docente dedicato alla ricerca (Borsisti, Dottorandi, Assegnisti) e
personale docente, per analizzare la capacità di attrarre giovani che vogliono intraprendere
la strada della ricerca scientifica (Fig.10).
Rapporto tra il personale tecnico e il personale docente (Fig.11), al fine di identificare punti
di sofferenza nell’organico dei Dipartimenti.
Rapporto tra i finanziamenti per la ricerca e il costo del personale docente, espressione
quest’ultimo precipuamente del costo dell’organizzazione didattica (Fig. 12).
61
Info
rm
Mat atica
e
mat
Fis
ic
Fisi ica Gen a
ca S
eral
peri
e
men
Fisi
t
a
l
e
ca T
Chi
eori
mic
c
a
aA
Chi
nali
mic
tica
aG
e
Chi nerale
Scie
mic
nze
aI
Me
rceo FM
logi
che
Agr
on
Col
ture omia
Arb
oree
Scie
D
EIA
nze
FA
Zoo
tecn
i
che
Scie DIVA
P
n
RA
ze d
Scie
ell
nze
Min a Terra
Bio eralogi
logi
che
aA
Bio
n
i
m
logi
ale
aV
ege
Di s
t
ale
cip
A
Dis line Gi natom
i
c. M
nec
olog a
edic
i
o
c
h
Chi
Fisi
e
r
opa
tolo urgich
e
gia
Clin
ic
Med
Gen a
icin
etic
aO
a
nc
Med . Sper
im.
icin
aI
Neu nterna
rosc
Sa
ien
Scie nità Pu ze
bbli
nze
ca
Bi
Scie omedic
he
nze
Scie
Cli
nze
Onc niche
Scie
olog
nze
Ped iche
iatr
T
iche
Scie rauma
t
Mo
o
n
logi
za d
rfof
a
el F
isio
arm
logi
aco
aV
ete
Pato
logi rinaria
aA
Pro
n
duz
ioni imale
Di s
A
cipl
nim
ine
Arti ali
stic
h
Filo e
l
o
Scie
gia
Orie
nze
nta
Scie Antrop listica
nze
olog
del
iche
L
Scie inguag
nze
gio
Let
tera
r
Filo ie
sofi
a
Stor
Scie
i
a
Psic
nze
olog
de
ia
Diri ll'Edu
caz
tto d
ion
e
Scie ll'Econ e
om
nz
Eco
nom e Giuri ia
dich
ia "
De
Eco
Ma e
nom
rtiis
i
aA
Scie
zien "
nze
dal
Eco
nom e
iche
S
Scie tatistic
a
nze
S
Stud ociali
Ter
rito
i Po
rio
liti
(Int
erat ci
ene
o)
Figura 1
PUNTI PRODUZIONE / PERSONALE DI RICERCA PESATO
4,5
4,0
3,5
3,0
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
Info
rm a
tica
M at
ema
Fisi
tica
ca G
Fisi
ener
ca S
ale
peri
m en
tale
Fisi
ca T
Chi
eori
mic
ca
aA
nali
Chi
tica
mic
aG
ener
al e
Chi
Scie
mic
nze
a
I
F
M er
M
ceol
ogic
h
e
Agr
ono
Col
mia
ture
Arb
oree
DEI
Scie
AFA
nze
Zoo
tecn
iche
Scie DIVAP
RA
nze
Scie
dell
a Te
nze
Min
rra
eral
ogic
Bio
logi
he
aA
nim
Bio
ale
logi
aV
ege
tale
Dis
cipl
A
n
atom
ine
Dis
ia
c. M Gineco
logi
edic
che
o-C
Fisi
hiru
opa
rgic
tolo
he
gia
Clin
i
ca
M ed
Gen
icin
etic
aO
a
nc.
Spe
M ed
rim.
icin
a In
tern
Neu
a
rosc
ienz
San
e
i
t
à Pu
Scie
bbli
nze
c
a
Bio
med
Scie
iche
n
ze C
Scie
linic
nze
he
Onc
olog
Scie
iche
nze
Ped
iatri
che
Tra
uma
Scie
tolo
nza
Mo
gia
del
rfof
F a rm
isio
logi
a
co
aV
eter
Pato
i
n
a
ria
logi
aA
P ro
nim
duz
al e
ioni
Dis
Ani
cipl
mal
ine
i
Arti
stich
e
Filo
logi
Orie
a
Scie
ntal
nze
istic
Ant
a
Scie
ropo
nze
logi
del
che
Lin
gua
Scie
g
gio
nze
Lett
erar
ie
Filo
sofi
a
Stor
i
a
Scie
Psic
nze
olog
dell
ia
'Edu
Diri
cazi
tto d
o
n
ell'E
e
con
Scie
omi
nze
a
Eco
Giu
nom
ridic
ia "
he
D
eM
Eco
artii
nom
s"
ia A
Scie
zien
nze
dale
Eco
nom
iche
Stat
istic
Scie
a
nze
Soc
i
a
S
l
i
tudi
Ter
ritor
Poli
io (I
tici
nter
aten
eo)
Figura 2
PUNTI PRODUZIONE / PERSONALE DI RICERCA (CON DETTAGLIO)
4,5
collab. esterni/pers. ricerca
4,0
3,5
tecnici/pers. ricerca
assegnisti, borsisti, dottorandi, post-doc/pers. ricerca
docenti/pers. ricerca
3,0
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
Info
rm
Mat atica
e
mat
Fi s
i
Fisi ica Gen ca
ca S
e
r
a
l
peri
men e
Fisi
t
a
le
ca
Chi
mic Teorica
a
A
Chi
mic nalitica
aG
ener
C
a
Scie
nze himica le
Mer
IFM
ceol
og
Agr iche
ono
Col
mi
ture
Arb a
oree
Scie
nze DEIAF
Zoo
A
tecn
iche
DIV
Sci
A
Scie enze de PRA
lla T
nze
Min
erra
Bio eralogi
logi
che
aA
Bio
logi nimale
aV
eget
Disc
a
iplin
Ana le
eG
Disc
t
o
m
inec
. Me
olog ia
di
Fisi co-Chir iche
opa
tolo urgiche
gia
Clin
ic
Med
Gen a
icin
aO
e
tica
n
Med c. Sper
im.
icin
aI
Neu nterna
rosc
Sa
ien
Scie nità Pu ze
bbli
nze
ca
Bi
Scie omedic
h
nze
Scie
Clin e
nze
iche
O
n
colo
Scie
g
nze
Ped iche
i
a
t
ri
T
Scie rauma che
tolo
Mor
nza
g
fofi
siol del Far ia
ogia
mac
Pato Veterin o
lo
a
Prod gia An ria
ima
uzio
le
ni
Disc
iplin Anima
l
eA
rtist i
iche
Fi l
Scie
Orie ologia
nze
nta
Scie Antrop listica
nze
olog
del
Ling iche
Scie
nze uaggio
Lett
erar
Filo ie
sofi
a
Stor
Scie
i
a
Psic
nze
ol
d
Diri ell'Edu ogia
cazi
tto d
on
e
Scie ll'Econ e
o
n
m
z
Eco
nom e Giuri ia
dich
ia "
D
e
Eco
nom e Marti
is"
ia A
Scie
zie
nze
Eco ndale
nom
iche
S
Scie tatistic
a
nze
S
Stud ociali
Terr
i
itori
o (I Politic
nter
i
aten
eo)
30.000
Figura 3
FINANZIAMENTI PER RICERCA / PUNTI PRODUZIONE
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
-
Info
rm a
tica
M at
ema
Fisi
tica
ca G
Fisi
ener
ca S
ale
peri
m en
t
ale
Fisi
ca T
Chi
eori
mic
ca
aA
nali
Chi
tica
mic
aG
ener
al e
Chi
Scie
mic
nze
a IF
M er
M
ceol
ogic
he
Agr
ono
Col
mia
ture
Arb
oree
Scie
DEI
AFA
nze
Zoo
tecn
iche
Scie DIVAP
RA
nze
Scie
dell
a Te
nze
Min
rra
eral
ogic
Bio
logi
he
aA
nim
Bio
ale
logi
aV
ege
tale
Dis
cipl
Ana
ine
tom
Dis
ia
c. M Gineco
l
ogic
edic
o-C
he
Fisi
hiru
opa
rgic
tolo
he
gia
Clin
i
ca
M ed
Gen
icin
etic
aO
a
nc.
Spe
M ed
r
i
m
icin
.
a In
tern
Neu
a
rosc
ienz
San
e
i
t
à
Pub
Scie
blic
nze
a
Bio
med
Scie
iche
n
ze C
Scie
linic
nze
he
Onc
olog
Scie
iche
nze
Ped
iatri
che
Tra
uma
Scie
tolo
nza
Mo
gia
rfof
del
F a rm
isio
logi
a
co
aV
eter
Pato
inar
logi
ia
aA
P ro
nim
duz
a
le
ioni
Dis
Ani
cipl
mal
ine
i
Arti
stich
e
Filo
logi
Orie
a
Scie
ntal
nze
istic
Ant
a
Scie
ropo
nze
logi
del
che
Lin
gua
Scie
g
gio
nze
Lett
erar
ie
Filo
sofi
a
Stor
i
a
Scie
Psic
nze
olog
dell
ia
'Edu
Diri
cazi
tto d
o
n
ell'E
e
con
Scie
omi
nze
a
Eco
Giu
nom
ridic
ia "
he
D
eM
Eco
artii
nom
s"
ia A
Scie
zien
nze
dale
Eco
nom
iche
Stat
istic
Scie
a
nze
Soc
i
a
S
l
i
tudi
Ter
ritor
Poli
io (I
tici
nter
aten
eo)
Figura 4
PERSONALE DOCENTE (CON DISTRIBUZIONE NELLE TRE FASCE)
ordinari
associati
ricercatori
130
120
110
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
In fo
r ma
tica
Ma t
e ma
tica
Fisi
ca G
Fisi
ener
ca S
al e
p e ri
me n
tale
Fisi
c
Chim a Teori
ca
i ca A
nali
Chim
ica G tica
en
Chim erale
Scie
i ca I
nze
FM
Me r
ceol
ogic
he
Agr
ono
Colt
mia
ure
Arb
oree
DEI
Scie
AFA
nze
Zoo
t ecn
iche
D IV
Scie
APR
nze
A
Scie
dell
a Te
nze
rra
Min
e ra l
ogic
Biol
he
ogia
Ani
Biol
ma l
ogia
e
Veg
etale
Disc
Ana
iplin
tom
e Gi
Disc
ia
neco
. Me
logi
dico
c
h
e
-Ch
Fisi
irurg
opat
iche
olog
ia C
linic
a
Me d
G en
icin
etica
a On
c. S
p e ri
Me d
m.
icin
a In
t e rn
N eu
a
rosc
ienz
San
e
ità P
Scie
ubb
nze
lica
Biom
edic
Scie
he
n
ze C
Scie
linic
nze
h
e
Onc
olog
Scie
iche
nze
Ped
iatri
che
T ra u
ma t
Scie
o
l
n
o
Mo r
za d
gia
fofis
el F
a rm
iolo
aco
gia
Vete
Pato
rina
r
logi
a An ia
Prod
ima
uzio
le
ni A
Disc
nim
iplin
a
li
e Ar
tisti
che
Filo
logi
Orie
a
Scie
n
talis
nze
tica
Ant
ropo
Scie
logi
nze
che
del
Ling
uagg
Scie
io
nze
Lett
e ra r
ie
Filo
sofi
a
Stor
i
a
Scie
Psic
nze
olog
dell
ia
'Edu
Diri
c
a
tto d
zion
e
ell'E
cono
Scie
mia
n
z
e
E co
Giu
nom
r
ia "D idiche
eM
E co
artii
nom
s"
ia A
Scie
zien
nze
dale
Eco
nom
iche
Stat
istic
Scie
a
nze
Soc
iali
S
t
udi
T e rr
P
itori
o (In olitici
t e ra
tene
o)
50.000
35.000
15.000
10.000
5.000
85.000
84.000
Figura 5
FINANZIAMENTI PER RICERCA / PERSONALE
70.000
60.000
entrateRic/docenti
entrateRic/pers. totale
192.000
45.000
40.000
media scienze natura
(per docente)
30.000
25.000
20.000
media scienze natura
(per sonale totale)
media scienze umane
(per docente)
(personale totale)
-
Info
rma
tica
Mat
ema
Fisi
t
ica
ca
Fisi
ca S Genera
le
peri
men
tale
Fisi
ca T
Chi
eori
mic
c
a
Ana a
Chi
litic
mic
a
aG
e
Chi nerale
Scie
mi
nze
Mer ca IFM
ceol
og
Agr iche
o
n
Col
ture omia
Arb
oree
Scie
nze DEIAF
Zoo
A
tecn
iche
Scie DIVA
Scie nze de PRA
ll
nze
Min a Terra
e
r
al
Bio
logi ogiche
a
A
Bio
logi nimale
aV
eget
Disc
a
iplin
Ana le
eG
t
Disc
o
m
ine
ia
. Me
dico cologic
he
-Ch
Fisi
ir
opa
tolo urgiche
gia
Clin
ic
Med
Gen a
icin
etic
aO
a
nc
Med . Speri
m.
icin
aI
Neu nterna
rosc
ien
Sa
Scie nità Pu ze
bbli
nze
ca
Bi
Scie omedic
h
nze
e
Scie
Cl i
nze
Onc niche
Scie
olog
nze
Ped iche
iatri
T
c
Scie raumat he
Mor
olog
nza
fofi
siol del Far ia
ogia
mac
o
Pato Veterin
aria
logi
aA
Prod
nim
uz
Disc ioni A ale
nim
iplin
al
eA
rtist i
iche
Fi l
Scie
Orie ologia
nze
ntal
Scie Antrop istica
olog
nze
del
Ling iche
Scie
uag
g
nze
Lett io
erar
Filo ie
sofi
a
S
toria
Scie
Psic
nze
ol
dell
'Edu ogia
Diri
cazi
tto d
on
ell'E
con e
Sci
Eco enze G omia
nom
iurid
ia "
iche
De
Eco
Mar
nom
tiis
ia A
Scie
zien "
nze
d
al
Eco
nom e
iche
S
Scie tatistic
a
nze
S
Stud ociali
Terr
i
itori
o (I Politici
nter
aten
eo)
Figura 6
FINANZIAMENTI PER LA RICERCA PER TIPOLOGIA / DOCENTI
80.000
127.000
fin. Ateneo/doc
fin. Miur/doc
70.000
altri fin. Ric/doc
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
-
Storia
Psicolo
Scienz
gia
e dell'E
ducazio
ne
Diritto
dell'Ec
onomia
Scienz
e Giur
idiche
Econo
mia "D
e Marti
is"
Econo
mia A
zienda
le
Scienz
e Econ
omich
e
Statisti
ca
Scienz
e Socia
li
Studi P
o
li
ti
Territo
ci
rio (In
teraten
eo)
Filoso
fia
atica
Matem
atica
Fisica
Genera
le
Fisica
Sperim
entale
Fisica
Teoric
a
Chimic
a Anali
tica
Chimic
a Gene
rale
Chimic
a
IFM
Scienz
e Merc
eologic
he
Agron
omia
Coltur
e Arbo
ree
DEIAF
A
Scienz
e Zoote
cniche
DIVA
P RA
Scienz
e della
Terra
Scienz
e Mine
ralogic
he
Biolog
ia Anim
a
le
Biolog
ia Veg
etale
Anato
Discip
mia
line G
inecolo
Disc. M
giche
edico-C
hirurg
iche
Fisiop
atolog
ia Clin
ica
Geneti
Medic
ca
ina On
c . S pe
rim.
Medic
ina Inte
rn a
Neuro
scienz
e
Sanità
Pubbli
c
a
Scienz
e Biom
ediche
Scienz
e Clinic
he
Scienz
e Onco
logich
e
Scienz
e Pedia
triche
Traum
atolog
ia
Scienz
a del F
armac
Morfo
o
fisiolo
gia Ve
terinar
ia
Patolo
gia An
imale
Produz
ioni A
nimali
Discip
line A
rtistich
e
Filolog
ia
Orienta
listica
Scienz
e Antr
opolog
iche
Scienz
e del L
inguag
gio
Scienz
e Lette
rarie
Inform
Figura 7
FONDI ESTERNI PER RICERCA / FINANZIAMENTI ISTITUZIONALI (MIUR E ATENEO)
22
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Infor
matic
a
Mate
matic
a
Fisic
a Gen
erale
Fisic
a Spe
rimen
tale
Fisic
a Teo
rica
Chim
ica A
naliti
Chim
ca
ica G
enera
le
Chim
Scien
ica IF
ze M
M
erceo
logic
he
Agro
nomi
Coltu
a
r e Ar
boree
DEIA
Scien
FA
ze Zo
otecn
iche
DIVA
PRA
Scien
ze de
lla Te
Scien
rra
ze M
inera
l
o
g
i
c
Biolo
he
gia A
nima
Biolo
le
gia V
egeta
le
Disci
Anat
pline
omia
Gine
Disc.
colog
Medi
iche
co-C
h
irurgi
Fisio
che
patol
ogia
Clini
ca
Gene
Medi
tica
cina
Onc.
Speri
m.
Medi
cina
Intern
a
Neur
oscie
nze
Sanit
à Pub
Scien
blica
ze Bi
omed
iche
Scien
ze Cl
Scien
inich
e
ze On
colog
Scien
iche
ze Pe
diatr
Traum iche
atolo
Scien
gia
za de
Morf
l
F
ofisio
arma
co
logia
Veter
inaria
Patol
ogia
Anim
Produ
ale
zioni
Anim
Disci
ali
pline
Artis
tiche
Filolo
gia
O
r
i
e
ntalis
Scien
tica
ze An
tropo
Scien
logic
ze de
he
l Ling
uagg
Scien
io
ze Le
tterar
ie
Filos
ofia
Stori
a
Psico
Scien
logia
ze de
ll'Edu
cazio
Diritt
ne
o del
l'Eco
nomi
Scien
a
ze Gi
Econ
uridic
omia
h
e
" De M
artiis
Econ
"
omia
Azien
Scien
dale
ze Ec
onom
iche
Statis
tica
Scien
ze So
ciali
Studi
Terri
Politi
torio
ci
(Inter
atene
o)
Figura 8
ORE DI INSEGNAMENTO PESATE / DOCENTI
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
1,0
Inform
atica
Matem
atica
Fisica
Gener
ale
Fisica
Sperim
entale
Fisica
Teoric
a
Chim
ica An
a
li
ti
ca
Chim
ica Ge
nerale
Chim
ica IF
Scien
M
ze Me
rceolo
giche
Agron
omia
Coltu
re Arb
oree
DEIA
FA
Scien
ze Zo
otecni
che
DIVA
PRA
Scien
ze dell
a Terr
Scien
a
ze Min
eralog
i
c
h
e
Biolo
gia An
imale
Biolo
gia Ve
getale
Anato
Discip
mia
line G
inecolo
Disc.
g
i
ch e
Medic
o-Chi
rurgic
Fisiop
he
atolog
ia Clin
ica
Geneti
Medic
ca
ina On
c. Spe
r
i
m
.
Medic
ina In
terna
Neuro
scienz
e
Sanità
Pubbli
Scien
c
a
ze Bio
medic
he
Scien
ze Clin
iche
Scien
z e On
colog
iche
Scien
ze Ped
iatrich
e
Traum
atolog
Scien
ia
za del
Morfo
Farma
fisiolo
co
gia Ve
terina
ria
Patolo
gia An
imale
Produ
zioni
A
n
imali
Discip
line A
rtistic
he
Filolo
gia
Orien
talistic
Scien
a
z e An
tropolo
Scien
g
i
c
h
e
ze del
Lingu
aggio
Scien
ze Lett
erarie
Filoso
fia
Storia
Psicolo
Scien
gia
ze dell
'Educa
zione
Diritto
dell'E
conom
ia
Scien
ze Giu
ridich
Econo
e
mia "D
e M ar
tiis"
Econo
mia A
zienda
Scien
le
ze Eco
nomic
he
Statis
tica
Scien
ze Soc
iali
Studi
Politic
Territ
i
orio (I
nterate
neo)
punti produzione/docenti
(norm. al max)
oredidattica/docenti
(norm. al max)
Figura 9
CARICO DIDATTICO E PRODUZIONE DEI DOCENTI
0,9
0,8
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
-
Infor
matic
a
Mate
matic
a
Fisica
Gene
r a le
Fisica
Speri
ment
ale
Fisica
Teori
ca
Chim
ic a A
naliti
ca
Chim
ic a G
enera
le
Chim
ic a I F
Scien
M
ze M
erceo
logic
he
Agro
nomi
a
Coltu
re Ar
boree
DEIA
Scien
FA
ze Z o
otecn
iche
DIVA
PRA
Scien
ze d e
lla Te
Scien
rra
ze M
inera
logic
he
Biolo
gia A
nima
le
Biolo
gia V
egeta
le
Anato
Disci
pline
mia
Gine
Disc.
colog
iche
Medi
co-Ch
i
r
u
r
Fisio
giche
patol
ogia
Clini
ca
Gene
Medi
tica
cina O
nc. S
perim
Medi
.
cina I
ntern
a
Neur
oscie
nze
Sanit
à Pub
blica
Scien
ze B i
omed
iche
Scien
ze C l
inich
Scien
e
ze On
colog
iche
Scien
z e Pe
diatri
che
Traum
atolo
Scien
gia
za d e
Morf
l Farm
ofisio
aco
logia
Veter
inaria
Patol
ogia
Anim
Produ
ale
zioni
Anim
Disci
ali
pline
Artis
tiche
Filolo
gia
Orien
talist
Scien
i
ca
ze An
tropo
logic
Scien
he
ze d e
l Ling
uagg
io
Scien
ze L e
tterar
ie
Filos
ofia
Storia
Psico
Scien
logia
ze d e
ll'Edu
c
a
zione
Diritt
o dell
'Econ
omia
Scien
ze Gi
uridic
Econ
he
omia
"De M
artiis
Econ
"
omia
Azien
Scien
dale
ze E c
onom
iche
Statis
tic a
Scien
z e So
ciali
Studi
Politi
Terri
ci
torio
(Inter
atene
o)
Figura 10
DOTTORANDI, BORSISTI, ASSEGNISTI / DOCENTI
4,5
4,0
3,5
3,0
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
-
Info
rm
Ma atica
t
e
mat
Fis
Fisi ica Ge ica
n
ca S
peri erale
men
Fis
tal
Chi ica Teo e
mic
r
ic
Chi a Anal a
itica
mic
aG
e
Chi nerale
Scie
mic
nze
aI
Mer
ceo F M
logi
Agr che
on
Col
ture omia
Arb
oree
Scie
nze DEIAF
Zoo
A
tecn
iche
D
IVA
S ci
Scie enze de PRA
ll
nze
Min a Terra
Bio eralog
ich
log
Bio ia Anim e
logi
ale
aV
eg e
Dis
t
cip
Ana ale
Dis line G
inec tomia
c. M
olog
ed i
ich
Fisi co-Chi
rurg e
opa
tolo
iche
gia
Clin
Me
ica
dici
na O Geneti
ca
n
Me c. Sper
dici
i
na I m.
Neu nterna
rosc
Sa
ie
Scie nità Pu nze
bbli
nze
ca
Bi
Scie omedic
h
n
e
ze C
Scie
linic
nze
O
h
e
n
colo
Scie
g
nze
Ped iche
i
a
t
r
Tra
uma iche
Mo Scienz
a de tologia
rfof
isio
logi l Farma
a
c
Pato Veteri o
nari
logi
a
aA
Pro
nim
duz
a
i
o
le
n
Dis
cipl i Anim
ine
a
li
Arti
stic
he
Fil
Scie
Ori ologia
e
nze
nta
Scie Antro listica
polo
nze
gich
del
L
e
Scie ingua
ggio
nze
Lett
erar
Filo ie
sofi
a
S
tori
Scie
a
Psic
nze
ol
d
Dir ell'Edu ogia
itto
caz
ion
de
Scie ll'Econ e
om
nz
Eco
nom e Giuri ia
dich
ia "
D
e
Eco
nom e Mart
i
i
i
s"
aA
Scie
zie
nze
Eco ndale
nom
ic
Stat he
istic
Scie
a
nze
Soc
iali
Stu
Ter
di P
rito
rio
olit
i
(Int
erat ci
en e
o)
0,8
Figura 11
TECNICI PER LA RICERCA / DOCENTI
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0,0
Info
rma
tica
Mat
ema
Fisi
ca G tica
Fisi
ene
ca S
rale
peri
men
tale
Fisi
ca T
Chi
e
o
rica
mic
aA
nali
Chi
tica
mic
aG
ene
rale
Chi
Scie
mic
nze
a IF
Me
M
rceo
logi
c
he
Agr
ono
Col
mia
ture
Arb
ore
Scie
D EI e
nze
AFA
Zoo
tecn
ich
D
IVA e
Scie
P
n
RA
ze d
Scie
ella
nze
T
erra
Min
eral
ogic
Bio
logi
he
aA
Bio
nim
logi
ale
aV
ege
tale
Dis
cipl
Ana
ine
tom
Dis
ia
c. M Gineco
logi
edic
che
o
C
Fisi
hiru
opa
rgic
tolo
he
gia
Clin
ica
Med
Ge n
icin
etic
aO
a
nc
Med . Sperim
icin
.
a In
tern
Ne u
a
rosc
ienz
San
e
i
t
à
Scie
Pub
blic
nze
a
Bio
med
Scie
iche
nze
Scie
Clin
nze
i
che
Onc
olog
Scie
iche
nze
Ped
iatri
che
Tr a
uma
Scie
tolo
nza
Mo
gia
rfof
del
isio
Far
logi
mac
aV
o
eter
Pato
inar
logi
ia
aA
Pro
nim
duz
ale
i
o
ni A
Dis
nim
cipl
ali
ine
Art
istic
he
Filo
logi
Orie
Scie
a
ntal
nze
istic
Ant
a
Scie
ropo
nze
logi
del
che
Lin
gua
Scie
ggio
nze
Let
tera
ri
Filo e
sofi
a
Sto
ria
Scie
Psic
nze
olog
dell
ia
'E
Diri
duc
azio
tto d
ne
ell'E
con
Scie
omi
nze
a
Ec o
Giu
nom
ridi
ia "
che
D
eM
Ec o
arti
nom
is"
ia A
Scie
z
i
e
nda
nze
le
Eco
nom
iche
St
Scie atistica
nze
Soc
iali
Stu
Te r
di P
rito
olit
rio
ici
(Int
erat
ene
o)
3,0
Figura 12
FINANZIAMENTI PER RICERCA / COSTO PERSONALE DOCENTE
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
-
Relazione 2002
La Ricerca
Osservazioni conclusive
Il lavoro fin qui descritto sul cambiamento nella modalità di acquisizione dei dati e
l’aggiornamento degli schemi valutativi hanno consentito di approfondire alcuni aspetti delle analisi
già effettuate lo scorso anno.
La possibilità di mantenere nel tempo i medesimi indicatori, pur apportando alcuni correttivi,
permetterà di analizzare l’andamento della produzione scientifica dei singoli Dipartimenti e
complessivamente quella dell’Ateneo attraverso la costruzione di una serie storica di dati.
Il maggior dettaglio dei dati raccolti ha permesso, innovando rispetto alla precedente indagine,
innanzitutto di discriminare all’interno del personale tecnico quello realmente dedicato alla ricerca.
Il personale tecnico dedicato alle biblioteche non è stato considerato in questa analisi, anche se ha
un ruolo indiretto nella Ricerca, soprattutto nel campo delle Scienze Umane. Esaminando il
rapporto tra questa tipologia di personale e il numero dei Docenti (Fig. 11) si è posta in evidenza la
loro scarsa presenza in tutto l’Ateneo, ed in particolare nelle scienze umane (media 0,01). Questo
discorso vale, forse in modo ancora più preoccupante, per il basso numero di Tecnici disponibili per
le Scienze della Natura (media 0,28), laddove esistono centri ad alta tecnologia, per i quali la
presenza di personale tecnico è pressoché indispensabile. Tale analisi suggerisce l’esigenza di
adottare non tanto forme di mobilità, bensì investimenti, in grado di riequilibrare in un tempo
relativamente breve questa situazione di grave sofferenza.
Una seconda differenza rispetto al 2001 riguarda il dato relativo al carico didattico, prima
rilevato sulla base dei corsi tenuti, mentre quest’anno è stato ottenuto mediante l’individuazione
delle ore di insegnamento effettuate da ciascun Docente, “pesate” in base alla tipologia (Tab. 4.2.3).
Una terza e benvenuta discrepanza rispetto ai risultati illustrati lo scorso anno è stato
l’incremento di produttività scientifica da parte delle scienze umane (Fig. 1). Ciò non pare essere
dovuto al nuovo modo in cui sono stati “pesati” i prodotti scientifici (Tab. 1), in quanto le
modifiche fatte sono in grado di premiare e di meglio stratificare la produzione sia per le scienze
Umane che per quelle della Natura. La ragione più plausibile é che ci sia stata una miglior raccolta
delle informazioni, probabilmente a fronte di un processo di sensibilizzazione nei confronti della
valutazione di cui il Nucleo nel corso degli anni si è fatto promotore e di una modalità di raccolta
dei dati più consona alle caratteristiche dipartimentali.
Nell’ambito del confronto tra produzione scientifica e personale (Fig. 2) si può osservare come
sia, in molti casi, rilevante il coinvolgimento di Dottorandi, Borsisti, Assegnisti e “post-doc” nella
realizzazione del prodotto scientifico. Questo dato correla solo in parte con quanto riportato nella
Figura 10 che descrive il rapporto tra numero di Dottorandi, Borsisiti, Assegnisti e il numero dei
Docenti. È chiaro come, accanto a Dipartimenti che reclutano una o più di queste figure
professionali per Docente, ve ne siano altri, indipendentemente dall’appartenenza all’area
Umanistica o delle Scienze della Natura, in cui tale rapporto é inferiore a uno. Questa analisi
dimostra che gli investimenti effettuati in tale settore possono essere produttivi e comunque sono da
considerare con grande attenzione. Si dovrebbe quindi tenere conto di tali risultati per premiare
quelle strutture capaci di meglio guidare e attrarre questo personale o alternativamente
sensibilizzare verso un maggior reclutamento quelle in cui il rapporto è inferiore all’unità.
La Figura 3 mostra il rapporto tra i finanziamenti per la ricerca ottenuti dai singoli Dipartimenti e
i punti di produzione scientifica. La differenza fra le due aree scientifiche, nonché la forte
variabilità all’interno delle Scienze della Natura sono verosimilmente condizionate dalle differenze
di costo della ricerca nei vari ambiti2, ragione che non consente di procedere oltre nella
comparazione. Tuttavia questi dati possono essere utili per un’analisi del rapporto tra costi e
risultati all’interno delle diverse realtà scientifiche.
2
La media per le scienze Umane è infatti di 2.060€ per prodotto pesato (tra un minimo di 514€ e un massimo di 3.916€), contro la
media di 7.833€ per le scienze della Natura, compresa entro un range di valori che va da 1.205 a 27.728€ per prodotto.
74
Relazione 2002
La Ricerca
Per ciò che riguarda il confronto tra i finanziamenti per la ricerca e il personale ad essa dedicato
(Fig. 5), il grafico attuale dimostra che nel complesso i Dipartimenti sono in grado di ottenere
finanziamenti pro capite di entità significativa, ma soltanto il monitoraggio nel tempo di questo
dato, affiancato a quello della produzione, potrà indicare la bontà e l’efficacia della correlazione
diretta tra capacità di attrarre finanziamenti e produttività scientifica di eccellenza. Emergono,
ciononostante, alcune osservazioni:
§ la difficoltà dell’Ateneo a finanziare direttamente la ricerca, da cui dovrebbe nascere la
necessità di aumentare la capacità di attrazione di risorse dall’esterno;
§ la capacità dei singoli Dipartimenti di attrarre risorse misurate per singoli Docenti si mostra
significativa in numerosi centri di gestione autonoma, senza che l’elaborazione identifichi una
netta e visibile demarcazione tra comunità umanistica e scientifica. La capacità di attrarre
finanziamenti è inoltre evidenziata nella Figura 7 che esprime il rapporto tra i fondi di ricerca
esterni e quelli di Ateneo;
§ i Dipartimenti ottengono in modo disomogeneo fondi istituzionali dal MIUR.
Nella Figura 9 sono riportati il numero di ore di insegnamento e la produzione scientifica per
Docente. Quanto evidenziato graficamente porta a concludere – in maniera peraltro auspicabile nel
mondo accademico – che l’attività di insegnamento non deprime l’attività di ricerca, anzi,
un’elevata produzione scientifica spesso risulta nei dipartimenti costituiti da Docenti con un elevato
carico didattico, senza distinzioni significative tra aree scientifiche ed umanistiche.
In ultimo si è voluto analizzare il rapporto tra fondi di ricerca disponibili e costo
dell’organizzazione didattica espressa come costo complessivo dei Docenti (Fig. 12), per verificare
se i Dipartimenti producano una “attrazione di fondi” in grado teoricamente di coprire il fabbisogno
economico del costo del personale docente. L’Ateneo potrebbe infatti “stimolare” la capacità
attrattiva di alcuni Dipartimenti al fine di prevedere forme di sviluppo delle risorse umane che,
partendo da questi, si riversino sulle attività delle Facoltà.
4.3 L’analisi dei risultati ottenuti nei bandi ministeriali
Ci sono a tutt’oggi pochi elementi per valutare il comportamento dell’Ateneo nell’ambito dei
progetti FIRB (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca di Base). Sia la natura dei bandi, sia la
mancanza di dati di confronto ufficiali a livello nazionale non consentono infatti di condurre analisi
approfondite con le altre realtà universitarie o con la media nazionale come invece accade per i
PRIN. In questa sede vengono perciò presentati i soli dati della nostra Università:
Tabella 4.3.1 - Progetti FIRB dell’Università degli Studi di Torino
progetti
progetti
di cui con Finanziamento di cui per
di cui con
finanziati
presentati
giovani
MIUR
coordinatore
coordinatore
tipo di
(Unità di
(Unità di
ricercatori
assegnato
(*)
naz.
naz.
progetto Ricerca)
Ricerca)
progetti
autonomi
72
42
28
16
progetti
negoziali
48
7
39
7
120
49
67
23
totale
Torino
€ 2.100.972
Finanziamento
di cui per
attratto dai
giovani
coordinatori
ricercatori
nazionali (**)
€ 2.215.000
€ 5.562.232 € 1.169.500
€ 10.510.000 € 1.900.000
€ 7.663.204
€ 12.725.000
Fonte: database Cineca e dati sito web Area Ricerca
* In questa voce rientrano tutti i finanziamenti a Unità di ricerca presso l’Università di Torino
** In questa voce rientrano tutti i finanziamenti ottenuti dai progetti con coordinatore dell’Università di Torino
75
Relazione 2002
La Ricerca
Uno degli elementi che si può cogliere, analizzando i soli dati del nostro Ateneo, è la buona
capacità dei coordinatori nazionali provenienti dal nostro Ateneo dimostrata in questa tipologia di
progetti, soprattutto in relazione a situazioni confrontabili nei PRIN, l’altro grande “serbatoio” di
risorse ministeriali per la ricerca.
Tabella 4.3.2 – L’Università di Torino nei bandi MIUR di risorse per la ricerca
tipo di progetto
progetti
di cui con
presentati
coordinatore
(Unità di
naz.
Ricerca)
%
progetti
di cui con
finanziati
coordinatore
(Unità di
naz.
Ricerca)
%
Finanziamento
MIUR
assegnato (*)
Finanziamento
attratto dai
coordinatori
nazionali (**)
Progetti FIRB totali
120
49
41%
67
23
34%
€ 7.663.204
€ 12.725.000
Progetti PRIN 2002
357
85
24%
152
33
22%
€ 4.956.400
€ 4.954.400
Progetti PRIN 2001
291
65
22%
126
25
20%
€ 4.383.686
€ 4.014.923
Fonte: database Cineca e dati sito web Area Ricerca
* In questa voce rientrano tutti i finanziamenti a Unità di ricerca presso l’Università di Torino
** In questa voce rientrano tutti i finanziamenti ottenuti dai progetti con coordinatore naz. dell’Università di Torino
Dai dati riportati in tabella emerge una buona performance dei coordinatori nazionali
dell’Ateneo nei FIRB rispetto ai valori riscontrati nei PRIN.
L’Università di Torino ha presentato complessivamente 120 progetti FIRB di cui 67 sono stati
finanziati (per una cifra di € 7.663.204, pari al 2,3% del finanziamento totale disponibile). Più di un
terzo di questi ultimi ha avuto come coordinatore un Docente di Torino.
Per quanto riguarda i bandi ministeriali sui Centri di Eccellenza bisogna sottolineare gli ottimi
risultati raggiunti, poiché a un primo progetto finanziato sul bando del 2000 (ricordiamo che
ciascun Ateneo poteva presentare fino a 3 progetti per ciascun bando), ha fatto seguito il
finanziamento di altri 2 progetti nel bando successivo. Soltanto un altro Ateneo (Napoli “Federico
II”) in Italia ha avuto risultati simili, mentre gli altri centri di eccellenza si sono distribuiti in modo
omogeneo tra gli altri Atenei.
Grazie alla collaborazione con l’Area Ricerca, il Nucleo di Valutazione ha fotografato il livello
di partecipazione e di successo dei Dipartimenti nel progetto ministeriale COFIN bandito nel 2002.
La tabella 4.3.3 indica, per ogni Dipartimento, la percentuale dei Docenti che hanno presentato
un progetto rispetto al numero di Docenti del Dipartimento (colonna 1); il numero di progetti
presentati per Docente (colonna 2); la percentuale dei progetti finanziati rispetto a quelli presentati
(colonna 3); il numero dei progetti finanziati per Docente (colonna 4) e la percentuale di
finanziamento assegnata al Dipartimento rispetto alla quota totale che l’Ateneo si è aggiudicata per
questo tipo di progetti (colonna 5).
L’analisi generale dei dati, intesa come media dell’Ateneo, mostra che il 50% dei Docenti ha
partecipato al bando. Il 25% dei Dipartimenti ha avuto una partecipazione superiore a 2 Docenti su
3 e un altro 25% ha visto partecipare meno di 1 Docente su 3. Tale dato può essere leggermente
sottostimato perché è stato ottenuto dal rapporto con il numero totale dei Docenti, mentre non tutti
possono parteciparvi o perché ricercatori non ancora confermati o perché la somma dell’impegno
mesi/uomo accumulata negli anni precedenti superava la soglia posta dal Ministero. Una
partecipazione superiore al 50% caratterizza almeno un Dipartimento di ciascun area fatta eccezione
per quelli dell’area 11. Il rapporto tra numero di Docenti e quello dei progetti presentati è di 0,173.
Quest’ultimo dato è assolutamente paragonabile al dato medio tra i nove Atenei confrontati nella
tabella 4.3.4: Bologna, Firenze, Milano, Roma “La Sapienza”, Pisa, Palermo, Padova, Napoli
3
Il concetto di partecipazione è legato alla presenza in un progetto di Docenti, indipendentemente dal fatto che lo coordinino a livello
nazionale o come coordinatori di una unità; la presentazione invece indica che il Docente è coordinatore nazionale o dell’unità di
ricerca.
76
Relazione 2002
La Ricerca
“Federico II”. Il 42,7% dei progetti presentati è stato finanziato, un valore significativamente
superiore a quella degli altri atenei (38%). La media dei progetti finanziati per Docente è di 0,07
nella nostra Università, di poco superiore alla media degli altri Atenei (0,06).
Tali dati provano senza ombra di dubbio come il corpo Docenti dell’Ateneo torinese,
indipendentemente dall’area culturale, si sia impegnato in questo tipo di bandi, dimostrando
pertanto una buona competitività scientifica. Tuttavia, questo risultato non trova adeguato riscontro
nei finanziamenti che l’Università ha acquisito nei bandi PRIN (3,69% dell’intero finanziamento
ministeriale) rispetto al successo degli altri Atenei esaminati, la cui media è del 4,43%. In questa
graduatoria Torino é al penultimo posto. Le ragioni di questa discrepanza sono almeno due:
un’insufficiente capacità di cofinanziamento da parte dell’Ateneo per questo tipo di progetti, e in
genere per la ricerca (vedi premessa) e la mancata presenza del nostro Ateneo nelle sedi in cui si
prendono decisioni riguardanti la valutazione di tali progetti.
Infine, la colonna 5 della tabella 4.3.3 mostra la percentuale acquisita da ciascun Dipartimento
del finanziamento totale dell’Ateneo. La media per Dipartimento è di 1,81% (minimo 0; massimo
8,49) con punte di eccellenza (> 3,6%) nelle aree 3 e 7. Anche questo dato riflette largamente la
diversa capacità di cofinanziamento, indicando che alcuni Dipartimenti sono in grado di acquisire
fondi al di fuori dell’Ateneo per cofinanziare questa tipologia di progetti.
Tab. 4.3.3 - Dati relativi ai bandi 2002 per Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN)
Area
1
Dipartimenti
1 Informatica
1 Matematica
2 Fisica Generale
2 Fis. Sperimentale
2 Fisica Teorica
3 Chimica Analitica
3 Chimica Generale
3 Chimica IFM
3 Sc. Merceologiche
4 Agronomia
4 Colture Arboree
4 DEIAFA
4 Sc. Zootecniche
4 DIVAPRA
5 Scienze d. Terra
5 Sc. Mineralogiche
6 Biologia Animale
6 Biologia Vegetale
7 Anatomia
7 Disc. Ginecolog.
7 Disc. Chirurgiche
7 Fisiopatologia
7 Genetica
7
7
7
7
Med. Onc.Sperim.
Medicina Interna
Neuroscienze
Sanità Pubblica
2
3
4
5
progra progra
cofin docenti parteci mesi- doce % parte n° progetti % progetti n° progetti %cofin
mmi
mmi assegnato parteci panti uomo nti cipanti/ presentati finanziati/ finanziati assegnato
per
su totale
per
presentati
presen finanzi (migliaia panti finanzi impeg totali docenti
docente
Torino
docente
ati
nati
tati
ati
di )
11
2
37,8
42
8
52
53
79%
0,21
18,2%
0,04
0,76%
10
5
141,2
64
41 406
92
70%
0,11
50,0%
0,05
2,85%
9
3
86,1
32
9
52
37
86%
0,24
33,3%
0,08
1,74%
6
1
55
18
3
22
24
75%
0,25
16,7%
0,04
1,11%
1
1
46,4
4
3
33
25
16%
0,04
100,0%
0,04
0,94%
5
1
77
13
4
20
23
57%
0,22
20,0%
0,04
1,55%
4
2
69,6
8
5
19
26
31%
0,15
50,0%
0,08
1,40%
15
7
381,9
41
12
57
47
87%
0,32
46,7%
0,15
7,71%
0
0
0
3
1
5
8
38%
0,00
0,00
0,00%
3
2
74,2
8
5
12
17
47%
0,18
66,7%
0,12
1,50%
4
0
0
8
12
67%
0,33
0,0%
0,00
0,00%
6
1
16,6
18
3
11
29
62%
0,21
16,7%
0,03
0,33%
3
0
0
11
18
61%
0,17
0,0%
0,00
0,00%
12
3
70,5
27
5
14
37
73%
0,32
25,0%
0,08
1,42%
5
2
84,6
15
7
26
34
44%
0,15
40,0%
0,06
1,71%
7
3
64
24
5
23
23 104%
0,30
42,9%
0,13
1,29%
8
4
87,8
28
9
42
46
61%
0,17
50,0%
0,09
1,77%
5
2
72,5
13
4
14
18
72%
0,28
40,0%
0,11
1,46%
7
4
125,4
18
9
28
36
50%
0,19
57,1%
0,11
2,53%
3
2
50,7
6
4
16
22
27%
0,14
66,7%
0,09
1,02%
3
1
47,4
7
2
12
61
11%
0,05
33,3%
0,02
0,96%
5
3
99,5
9
4
17
37
24%
0,14
60,0%
0,08
2,01%
14
7
288,8
23
12
49
25
92%
0,56
50,0%
0,28
5,83%
14
3
117,2
28
6
29
35
80%
0,40
21,4%
0,09
2,36%
10
6
166,1
17
10
28
41
41%
0,24
60,0%
0,15
3,35%
13
9
306,6
21
13
51
46
46%
0,28
69,2%
0,20
6,19%
8
5
149,3
21
14
48
31
68%
0,26
62,5%
0,16
3,01%
77
7
7
7
7
7
8
8
8
8
8
8
9
9
10
10
11
11
12
12
12
12
13
13
14
15
15
15
Sc. Biomediche
Scienze Cliniche
Sc. Oncologiche
Sc. Pediatriche
Traumatologia
Disc. Artistiche
Filologia
Orientalistica
Sc. Antropolog.
Sc. Linguaggio
Sc. Letterarie
Filosofia
Storia
Psicologia
Sc. Educazione
Diritto dell’Econ.
Sc. Giuridiche
Economia
Economia Aziend.
Sc. Economiche
Statistica
Scienze Sociali
Studi Politici
Sc. del Farmaco
Morfofisiol. Veter.
Patologia Animale
Produz. Animali
Territorio
(Interateneo)
Totale
6
16
9
8
3
7
2
1
4
5
7
5
12
10
2
0
16
8
1
6
7
4
5
4
5
6
7
1
4
10
6
3
0
3
1
1
2
2
3
3
3
1
2
0
6
5
1
1
4
1
4
3
2
2
1
0
153
420,7
332
73,1
0
74,8
2
18
124,1
28,5
42,8
58,1
51,2
20,9
81,1
0
70
122,90
16,5
16,60
73,5
23
177,8
110,1
87,3
40,7
21,5
0
12
32
10
18
4
29
4
6
18
22
24
21
33
32
18
2
56
21
5
15
21
8
14
21
14
28
19
10
357
153
4956,4
1044
8
19
8
11
1
9
3
6
15
6
11
13
8
4
16
1
18
16
4
4
8
2
11
17
7
12
2
25
76
31
41
1
49
10
17
59
23
50
72
35
16
40
1
78
46
23
13
36
6
60
68
29
28
7
36
55
16
41
14
56
32
19
21
72
65
41
83
63
34
24
126
56
38
37
31
54
39
39
16
47
25
14
33%
58%
63%
44%
29%
52%
13%
32%
86%
31%
37%
51%
40%
51%
53%
8%
44%
38%
13%
41%
68%
15%
36%
54%
88%
60%
76%
71%
0,17
0,29
0,56
0,20
0,21
0,13
0,06
0,05
0,19
0,07
0,11
0,12
0,14
0,16
0,06
0,00
0,13
0,14
0,03
0,16
0,23
0,07
0,13
0,10
0,31
0,13
0,28
0,07
66,7%
62,5%
66,7%
37,5%
0,0%
42,9%
50,0%
100,0%
50,0%
40,0%
42,9%
60,0%
25,0%
10,0%
100,0%
37,5%
62,5%
100,0%
16,7%
57,1%
25,0%
80,0%
75,0%
40,0%
33,3%
14,3%
0,0%
438 2026 2097
50%
0,17
42,9%
Relazione 2002
La Ricerca
0,11
3,09%
0,18
8,49%
0,38
6,70%
0,07
1,47%
0,00
0,00%
0,05
1,51%
0,03
0,04%
0,05
0,36%
0,10
2,50%
0,03
0,58%
0,05
0,86%
0,07
1,17%
0,04
1,03%
0,02
0,42%
0,06
1,64%
0,00
0,00%
0,05
1,41%
0,09
2,48%
0,03
0,33%
0,03
0,33%
0,13
1,48%
0,02
0,46%
0,10
3,59%
0,08
2,22%
0,13
1,76%
0,04
0,82%
0,04
0,43%
0,00
0,00%
0,07
100%
Fonte dati: Procedura Nuclei2003 - CNVSU (Dati al 31/12/2002).
Tab. 4.3.4 - Progetti di Rilevante Interesse Nazionale anno 2002
%progetti Cofinanziamento
PRIN
PRIN
% su
n° PRIN
n° PRIN
assegnato
presentati
finanziati finanziati/
Italia
presentati
finanziati
per docente
per docente presentati (migliaia di €)
Docenti
2002
Torino
Bologna
Firenze
Milano
Napoli Federico II
Padova
Palermo
Pisa
Roma La Sapienza
358
495
453
436
456
423
253
426
560
0,17
0,16
0,19
0,18
0,15
0,19
0,13
0,22
0,11
153
190
179
151
206
177
64
159
208
0,07
0,06
0,08
0,06
0,07
0,08
0,03
0,08
0,04
42,7%
38,4%
39,5%
34,6%
45,2%
41,8%
25,3%
37,3%
37,1%
4.956
6.100
7.136
5.758
7.329
6.243
1.801
5.499
8.709
3,69%
4,54%
5,31%
4,29%
5,46%
4,65%
1,34%
4,09%
6,49%
2.097
3.062
2.330
2.368
3.046
2.234
1.984
1.907
4.932
media 9 atenei
429
0,17
165
0,06
38,0%
5.948
4,43%
2.662
Fonte dati: Procedura Nuclei2003 - CNVSU (Dati al 31/12/2002).
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, gli unici dati oggettivi disponibili e quindi presi in
esame, sono i bandi Interlink con cui il Ministero finanzia programmi integrati di studio,
privilegiando i progetti di dottorato di ricerca congiunto.
In questo ambito l’Ateneo ha ottenuto un discreto successo in termini assoluti, essendo fra le
università con i risultati migliori come numero di progetti selezionati sia nel bando 2000 che in
quello 2001 (Tab. 4.3.5).
78
Relazione 2002
La Ricerca
Tabella 4.3.5 – Successo nei Progetti di Internazionalizzazione INTERLINK
Atenei con il più elevato n° di
progetti selezionati - bando 2000
Atenei con il più elevato n° di
progetti selezionati - bando 2001
Siena (9)
Napoli (8)
Torino, Pavia (7)
Bologna, Padova (6)
Bologna (10)
Padova (9)
Torino, Roma Sapienza (8)
Firenze, Trento (7)
1°
2°
3°
4°
Fonte dati: Procedura Interlink – Cineca
Tali risultati sono ancora più lusinghieri se si considera la numerosità dei docenti degli Atenei
meglio posizionati (Tab. 4.3.6).
Tab. 4.3.6 – Confronto tra atenei nei bandi INTERLINK
n° progetti n° progetti
selezionati selezionati
anno 2000 anno 2001
7
8
Torino
6
10
Bologna
5
7
Firenze
3
6
Milano
8
4
Napoli Federico II
6
9
Padova
3
2
Palermo
3
0
Pisa
5
8
Roma La Sapienza
Totale Italia
174
Studenti Docenti
a.a.2001/02 2002
175
52.021
96.501
56.935
58.613
89.155
55.644
60.888
47.784
136.839
2.097
3.062
2.330
2.368
3.046
2.234
1.984
1.907
4.932
1.684.533
58.464
Fonte dati: Procedura Interlink - Cineca
4.4 Dottorandi, Assegnisti e borse post-lauream: alcuni dati sul contesto nazionale
La tabella 4.4.1 confronta il numero di Dottorandi presenti nel nostro Ateneo con quelli presenti
in cinque Università campione con un numero simile di Studenti e Docenti. Valutando la
percentuale di Dottorandi rispetto al totale nazionale, l’Università di Torino non si colloca in buona
posizione (a Torino è il 3,4% mentre mediamente nelle università a confronto è il 3,92%),
analogamente a quanto successo nel 2001. Questo dato ovviamente rispecchia il numero di Dottori
di Ricerca che hanno ottenuto il titolo nel 2001: 3,87% nei confronti del 4,07% della media degli
Atenei considerati.
Tabella 4.4.1 - Confronto tra Università Torino e altri Atenei paragonabili. Dottorandi di ricerca
a.a.2000/01
Atenei
Torino
Firenze
Milano
Padova
Palermo
Pisa
media 6 atenei
Dottorandi
596
1042
918
831
961
867
869
a.s. 2000
% su dottori % su
Italia di ricerca Italia
2,89
5,04
4,44
4,02
4,65
4,20
4,21
130
206
280
172
129
147
177
3,27
5,18
7,04
4,33
3,24
3,70
4,46
a.a.2001/02
Dottorandi
874
1.223
1.047
1.057
767
1.077
1.008
a.s. 2001
% su dottori % su
Italia di ricerca Italia
3,40
4,76
4,07
4,11
2,98
4,19
3,92
152
166
174
161
159
145
160
3,87
4,23
4,44
4,10
4,05
3,70
4,07
%
%
Studenti Studenti
2000/01 2001/02
su Italia su Italia
3,47
3,37
3,47
3,40
3,48
2,75
3,11
3,09
3,38
3,48
3,30
3,61
2,84
3,28
Fonte dati: Banca dati Ustat – MIUR
79
Relazione 2002
La Ricerca
La situazione appare in miglioramento rispetto all’anno precedente, anche se esiste ancora un
margine da colmare rispetto agli atenei considerati. Ulteriori approfondimenti sulla situazione dei
dottorati di ricerca sono contenuti nel capitolo riguardante la didattica (§ 2.7).
La situazione degli Assegnisti, confrontando l’Università di Torino con i medesimi Atenei,
risulta simile alla precedente, visto che Torino si colloca nuovamente in una posizione non brillante
in entrambi gli anni considerati (Tab.4.4.2). Tale situazione è in gran parte determinata dal fatto che
l’Ateneo ha bandito un esiguo numero di assegni a suo carico, il che comporta un ridotto
finanziamento ministeriale per queste figure professionali.
Tabella 4.4.2 - Confronto tra Università Torino e altri Atenei paragonabili. Assegnisti di ricerca
Atenei
Torino
Firenze
Milano
Padova
Palermo
Pisa
media 6 atenei
Cofin.
% su
Assegnisti % su Assegnisti % su
Assegni
Italia
Italia
Italia
2001
2002
2002
189
648
359
261
180
262
317
2,62
8,99
4,98
3,62
2,50
3,63
4,39
239
702
423
269
223
321
363
2,86
8,41
5,07
3,22
2,67
3,85
4,35
803
2.410
1.479
687
516
801
1.116
1,03
3,08
1,89
0,88
0,66
1,02
1,43
%
%
Studenti Studenti
2000/01 2001/02
su Italia su Italia
3,47
3,09
3,37
3,38
3,47
3,48
3,40
3,30
3,48
3,61
2,75
2,84
3,11
3,28
Fonte dati: Procedura Nuclei2003 – CNVSU.
La tabella 4.4.3 mostra che i finanziamenti per le borse di dottorato, perfezionamento,
specializzazione non medica, e post-dottorato sono rimasti sostanzialmente stabili nel 2002.
Tabella 4.4.3 - Finanziamenti del Ministero per Borse di Studio post-lauream
Stanziamenti in euro per
Borse post lauream
Torino
Italia
rapporto %
1999
5.177.480
135.724.873
3,81
2000
5.381.481
165.989.247
3,24
2001
5.604.590
156.196.708
3,59
2002
5.356.175
161.757.331
3,31
Fonte: Bilancio consuntivo di Ateneo e del Miur
Conclusioni
L’analisi dei dati proposti permette di sottolineare i seguenti punti:
§
Uno degli elementi maggiormente confortanti per il lavoro svolto dal Nucleo è che si è
riscontrato un maggior coinvolgimento del corpo docente e non docente dell’Ateneo nelle
iniziative intraprese per diffondere la cultura della valutazione, necessaria a far sì che
l’Università di Torino entri stabilmente in quella categoria di eccellenza in cui ricerca e
insegnamento si amalgamano proficuamente. La necessità di arrivare a procedure condivise di
giudizio, pur con alcuni limiti intrinseci di ogni sistema non analitico, sta diffondendosi non
solo nella aree scientifiche, ma anche in quelle umanistiche.
§
La richiesta di valutazione che nasce da procedure consolidate sia all’interno del MIUR che
della Comunità Europea è stata ben recepita dai Dipartimenti e occorre rafforzarla grazie a
nuove sollecitazioni che devono al più presto pervenire dagli Organi di Governo dell’Ateneo.
Occorre infatti accelerare quelle riforme per la distribuzione delle risorse per la ricerca basata
sulle valutazioni da parte di Scienziati esterni. Queste riforme rafforzeranno e alimenteranno i
sistemi di valutazione e creeranno un circuito favorevole (come accade in altri Atenei) per
ricevere maggiori quantità di finanziamenti esterni. L’analisi dei risultati di partecipazione ai
80
Relazione 2002
La Ricerca
progetti PRIN dimostra che esiste una spaccatura tra risultati scientifici e di partecipazione
(Torino risulta costantemente tra il secondo e il terzo posto negli Atenei di pari o superiori
dimensioni esaminati) e il successo economico. Per invertire tale tendenza e portare il nostro
Ateneo tra le posizioni di prestigio occorre sul piano interno aumentare la disponibilità di
cofinanziamenti e su quello esterno accrescere la presenza dell’Ateneo nelle strutture
organizzative di tali progetti.
81
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5 La gestione amministrativa
5.1 Il quadro complessivo e le instabilità del sistema gestionale
5.1.1 Premessa
La gestione amministrativa dell’Ateneo dell’anno 2002 si è svolta in un quadro complessivo
ancora caratterizzato da numerosi elementi di incertezza, tale comunque da far perdurare le
condizioni di instabilità del sistema gestionale già rilevate negli anni passati. Infatti, non essendo
state risolte - come si dirà dopo - alcune criticità dipendenti da cause esterne ed interne e riguardanti
aspetti finanziari ed organizzativi, il processo gestionale non ha potuto conseguire, pienamente, i
tratti di organicità e consequenzialità che dovrebbero connotarlo.
Va altresì considerato che la presenza nel sistema gestionale di elementi di incoerenza non
consente, talora, di formulare giudizi ponderati sulla gestione stessa. Questa difficoltà è riferibile
anche alle funzioni del Nucleo di valutazione costretto in qualche circostanza, a causa di lacune nel
sistema gestionale, alla semplice esposizione di eventi, senza quindi poter procedere ad
approfondimenti che permetterebbero di valutare, ponderatamente, la coerenza e l’appropriatezza
degli interventi.
Prima, dunque, di passare all’esame delle varie componenti nelle quali si articola la gestione
amministrativa, può essere utile chiarire i contenuti delle osservazioni appena esposte.
5.1.2 I fattori esterni di instabilità
Tra i fattori esterni che determinano l’instabilità del sistema gestionale delle Università, va
richiamato, in primo luogo, il problema del loro finanziamento da parte dello Stato. È evidente che
politiche non sufficientemente definite su questo argomento non possono non riflettersi sui sistemi
di gestione, poiché viene a mancare uno dei punti irrinunciabili di partenza rappresentato dalla
quantità delle risorse di cui si può disporre. Si deve aggiungere che l’intervento dello Stato, oltre ad
essere definito, dovrebbe anche essere congruo e rapportato alle reali esigenze di ciascuna
Università.
Per quanto concerne l’Università di Torino, non si può dire che considerazioni di questa natura
abbiano indirizzato l’azione dello Stato nella definizione dei finanziamenti di trasferimento per
l’anno 2002. Va infatti rilevato che, a fronte di un finanziamento per il 2001 di 227 milioni di euro
si è passati, nel 2002, a 238,3 milioni di euro – tra l’altro ancora da riscuotere, alla chiusura
dell’esercizio, per 141,0 milioni di euro - con un incremento, quindi, soltanto di 11,3 milioni di euro
- laddove, ad esempio, gli incrementi retributivi dovuti al personale per la parte totalmente decisa
dall’Autorità centrale (applicazione di CCNL) hanno registrato, nel periodo 2000-2002, un
incremento pari a 11,6 milioni di euro. Si deve aggiungere che i trasferimenti per investimenti sono
scesi, rispetto al precedente esercizio, da 12,5 milioni di euro a 6,3 milioni di euro (-50%).
È chiaro che fatti di questa natura condizionano, negativamente, la gestione amministrativa,
impedendole di svolgere quella funzione regolatrice di carattere generale che le è propria.
L’individuazione di obiettivi da raggiungere può muovere soltanto dalla certezza e dall’adeguatezza
delle risorse a disposizione. Diversamente, o gli obiettivi non possono essere posti, oppure vengono
individuati caso per caso, senza una visione complessiva e integrata dei bisogni.
82
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
Anche il dibattito in corso in materia di riforme istituzionali si riflette, per taluni aspetti, sulla
gestione degli Atenei, nella ricerca di ponderati equilibri tra potestà centrali e potestà periferiche e
dovendo nel contempo conciliare interessi nazionali con il regime di autonomia funzionale
riconosciuto alle Università.
In questo quadro di incertezze vanno, da ultimo, ricordati alcuni equivoci che possono pesare
sull’impostazione delle attività degli Atenei. Intendiamo riferirci all’asserita esigenza di potenziare
la ricerca scientifica per sostenere, negli attuali momenti di difficoltà economica, il rilancio del
Paese. Orbene, il potenziamento della ricerca scientifica dovrebbe vedere, come destinatari
istituzionali e primari di risorse, proprio le Università. Non si può dire che le situazioni di precarietà
prima esposte vadano in questo senso.
5.1.3 I fattori interni di instabilità
Per quanto concerne i fattori interni che contribuiscono alla non ancora raggiunta stabilità del
sistema gestionale dell’Ateneo, si deve richiamare l’attenzione su alcune situazioni di particolare
importanza a questo proposito, a tutt’oggi non realizzate.
Contabilità economico-patrimoniale e controllo di gestione - strumenti fondamentali ed
onnicomprensivi per avere una visione complessiva degli andamenti della gestione e, quindi,
procedere a qualsivoglia valutazione di “redditività” dei processi e dei risultati conseguiti - sono
stati appena avviati (v. punto 5.4.4) e pertanto le analisi continuano a basarsi sulla sola, tradizionale,
contabilità finanziaria, che offre indicazioni soltanto parziali sugli andamenti gestionali.
Va altresì osservato che la non attivazione piena di questi strumenti coinvolge altre questioni più
specifiche, ad essi connesse. Ci riferiamo, ad esempio, al mancato aggiornamento degli inventari
dei beni, fatto che non permette di valutare se la gestione patrimoniale sia stata programmata e, ove
del caso, proficua. Occorre, infatti, tenere presente che l’assenza di un quadro aggiornato dei beni
patrimoniali può determinare scelte incoerenti (ad esempio: duplicazioni di acquisti di beni mobili,
loro utilizzo improprio, ecc.) e, talora, antieconomiche (ad esempio: perdite o ricavi inadeguati nei
beni immobili, dove i costi di manutenzione possono superare il reddito prodotto). Restano, inoltre,
incerte le rappresentazioni contenute nella Situazione patrimoniale che fa parte del Conto
consuntivo della gestione d’esercizio.
5.1.4 Le considerazioni del Nucleo di valutazione sui fattori di instabilità
Il Nucleo di valutazione si era già soffermato sui sopraddetti elementi, suggerendo la messa in
atto di tutte le iniziative occorrenti per sciogliere nodi e situazioni di criticità. In particolare, per
quanto concerne i fattori interni che sono fonte di incertezza del sistema gestionale, aveva
raccomandato l’attivazione di tutti gli istituti – tra l’altro previsti dalle norme regolamentari
dell’Università – utili a questo scopo e l’applicazione di tutte le norme necessarie a conferire
caratteristiche di stabilità al sistema di gestione amministrativa. La mancata definizione di
interventi in questo senso – non ininfluenti, tra l’altro, per verificare la reale congruità dei
trasferimenti dello Stato e di altre pubbliche istituzioni1 – oltre che ad evidenziare la non
applicazione di puntuali discipline, impedisce di sviluppare approfondimenti mediante l’utilizzo
degli strumenti ricordati nel paragrafo precedente.
1
È infatti evidente che, soltanto attraverso una rilevazione analitica degli oneri, è possibile accertare l’effettivo fabbisogno e, quindi,
intraprendere le occorrenti sollecitazioni nei confronti delle Autorità pubbliche.
83
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
Il Nucleo richiama pertanto, nuovamente, l’attenzione degli Organi di governo dell’Ateneo sulla
necessità di interventi volti ad attenuare, e se possibile ad eliminare, situazioni di precarietà, dando
così piena attuazione alle norme ed agli atti organizzativi posti in essere. Ove le situazioni di
carenza avessero a perdurare, continuerebbero a risultare scarsamente comprensibili sia le previste
norme regolamentari che, dopo numerosi anni dall’introduzione nelle disciplina interna
dell’Università, continuano a restare non applicate, sia gli assetti organizzativi che, introdotti
proprio per rendere maggiormente efficiente il funzionamento dell’intera struttura universitaria, si
rivelerebbero un appesantimento aggiuntivo, privo di reali ricadute sul buon funzionamento
dell’amministrazione.
In questo contesto, il Nucleo di valutazione non può esimersi dal segnalare, altresì, ai detti
Organi di governo dell’Ateneo l’esigenza di un chiaro pronunciamento sulle seguenti questioni:
§
estensione alla gestione dell’Università del disposto di cui all’articolo 1, comma 3, della legge
25 giugno 1999, n. 208 (Disposizioni in materia finanziaria e contabile) che fa obbligo a tutte
le amministrazioni pubbliche di adeguare il sistema contabile ed i relativi bilanci ai principi
contenuti nella legge 3 aprile 1997, n. 94 (Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468);
§
metodologie applicative, sempre all’Università, dei disposti di cui al decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 286, concernente: “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di
monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle
amministrazioni pubbliche” (questo argomento sarà ripreso anche nel seguito: §5.2).
Com’è noto, entrambi i provvedimenti sono stati emanati per imprimere una svolta di
rinnovamento nella gestione di tutte le amministrazioni pubbliche, introducendo, anche nella
Pubblica Amministrazione, la cosiddetta “cultura del risultato” in sostituzione della cultura dell’atto
che aveva indirizzato, per tutti gli anni precedenti, i comportamenti dei pubblici dipendenti. Tali
provvedimenti stanno modificando profondamente l’impostazione ed i sistemi di gestione di tutte le
amministrazioni pubbliche, a partire dallo Stato, e sono già stati emanati numerosi corpi normativi
che adeguano ad essi le gestioni di altri gruppi rilevanti di amministrazioni pubbliche (regioni, enti
parastatali, ordini professionali).
Ancorché in presenza delle accentuate autonomie introdotte, per gli atenei, dalla legge n. 168 del
1989 (Istituzione del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e Tecnologica), è
opinione del Nucleo di valutazione che non sia più procrastinabile, anche per questi enti, una
puntuale e generale verifica delle loro metodologie gestionali alla luce dei nuovi principi introdotti
dai riferiti atti normativi. Essi, infatti, si palesano fortemente finalizzati ad una impostazione dei
comportamenti amministrativi secondo i principi dell’economicità e dell’efficacia imposti, con
carattere di generalità per tutte le amministrazioni pubbliche, dalla legge n. 241 del 1990 (Nuove
norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi). E’ facilmente ipotizzabile che ciò potrebbe, anche, portare ad una riformulazione
del Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità che tenga
complessivamente conto delle trasformazioni intervenute in materia di gestione amministrativa e
contabile delle amministrazioni pubbliche.
Dopo queste considerazioni di carattere generale, si può passare all’analisi delle componenti
nelle quali si sviluppa, di norma, la gestione amministrativa dell’Ateneo, onde valutarne i fatti più
significativi intervenuti nel corso dell’anno 2002.
84
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5.2 L’ordinamento e l’organizzazione
Prescindendo dalle modificazioni dell’ordinamento riguardanti l’attività didattica, trattate in altra
parte della Relazione, merita qui far menzione dei seguenti provvedimenti:
§ Decreto Rettorale n. 28 del 15.1.2002 ad oggetto: “Modificazioni dei Titoli IV e V dello
Statuto dell’Università”. Le modificazioni statutarie assumono una particolare rilevanza in
quanto volte ad adeguare lo Statuto dell’Università ai disposti di cui al Decreto Ministeriale
3.11.1999, n. 509, recante: “Norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei”, con
puntuale definizione degli organismi interni dell’Università e loro funzioni, e aperture ai
sostegni di esterni per il finanziamento di percorsi formativi;
§ Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione in data 1 marzo, 26 marzo, 23 aprile e 24
settembre 2002 recanti modificazioni al Regolamento di amministrazione, finanza e
contabilità;
§ Deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2002 a oggetto “Piano di
organizzazione delle strutture dirigenziali. Il sistema di valutazione e remunerazione del
personale dirigente”;
§ Decreti del Direttore Amministrativo dal n. 811 al n. 822 in data 31.10.2002 di attribuzione
degli incarichi dirigenziali, secondo il nuovo schema organizzativo di cui alla deliberazione
del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2002 e le disposizioni sulle funzioni
dirigenziali previste, da ultimo, dal decreto legislativo n. 165/2001;
§ Decreto del Direttore Amministrativo n. 865 in data 9.12.2002 di ricognizione degli incarichi
dirigenziali.
Il Nucleo dà atto che si tratta di un’attività di regolazione molto ampia e di particolare rilevanza,
che coinvolge aspetti importanti della vita dell’Ateneo che trovano quindi, attraverso i
provvedimenti assunti, puntuali definizioni.
Va segnalato il nuovo schema organizzativo delle strutture dirigenziali che, facendo seguito ai
provvedimenti già assunti nel corso dell’anno 2001, delinea, con sempre maggiore chiarezza,
compiti e funzioni della dirigenza e degli uffici ad essa subordinati. Analogamente dicasi dei decreti
del Direttore Amministrativo di attribuzione di funzioni e poteri ai dirigenti.
In tema di organizzazione o riorganizzazione, il Nucleo prende atto, tuttavia, che non ha avuto
alcun seguito (esclusi pochi aspetti marginali) il suggerimento formulato con la propria relazione
per l’anno 2001 di ipotizzare un apposito ufficio di coordinamento totalmente dedicato ai rapporti
tra strutture centrali e decentrate dell’Ateneo. Ritenendo tuttora validi i motivi rappresentati a
questo fine nella precedente relazione, e constatando che talune criticità presenti nella vita
dell’Ateneo potrebbero forse trovare composizione nella detta struttura dedicata, il Nucleo rinnova
l’invito agli Organi competenti a valutare il suggerimento in discorso.
Il Nucleo non può, altresì, esimersi dall’evidenziare che, a proposito della valutazione della
dirigenza, risulta tuttora indefinita l’attribuzione per la valutazione di seconda istanza, restando,
quindi non ancora totalmente applicata la disposizione contenuta nell’articolo 5 del decreto
legislativo n. 286/1999. Il Nucleo auspica di conseguenza, come già indicato nelle considerazioni
generali, che si proceda ad una tempestiva integrazione al proposito, senza la quale il sistema
valutativo resterebbe parzialmente carente.
Ancora in tema di organizzazione, il Nucleo dà atto della regolare prosecuzione dei rapporti con
il Servizio Sanitario Nazionale. La Regione Piemonte ha concesso la “clinicizzazione” di alcune
strutture, col che sorgono rapporti di diritto-dovere tra Università e Aziende sanitarie, dai quali non
sono assenti rilevanti profili di natura finanziaria, economica e patrimoniale. Il Nucleo si riserva di
approfondire complessivamente, sotto i detti profili, tutta la materia relativa ai rapporti Università Servizio Sanitario Nazionale.
85
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5.3 La gestione delle risorse umane
5.3.1 La consistenza e la spesa per il personale
Al 31 dicembre 2002 la consistenza del personale alle dipendenze dell’Ateneo, distinto per
qualifiche, era la seguente:
Tabella 5.3.1 – Numero dipendenti anno 2002 (in servizio al 31/12)
PO
PA RIC totale
DOC
DIR EP4 EP2 EP1
uomini
566 379 421 1.366
6
12
9
donne
124 233 372
729
6
5
Totale
690 612 793 2.095
12
17
D3
4
D2
D1
C4
C2
C1
B3
B2 totale
T-A
66 117
20 122 119
27
50
34
586
11
2 114 149
44 249 202
15
73
77
947
20
6 180 266
64 371 321
42 123 111 1.533
Fonte: Conto Annuale 2002
Comparando i suddetti dati con gli analoghi del triennio 1999, 2000 e 2001, emergono le
seguenti differenze in valore assoluto e percentuale:
Tabella 5.3.2 – Evoluzione della composizione dell’organico di Ateneo
a
Docenti 1 fascia
Docenti 2a fascia
Ricercatori + Assistenti
Personale Tecnico-Amm.vo
Totale
1999
513
602
773
1.428
3.316
%
15,5
18,2
23,3
43,1
100
2000
601
553
840
1.490
3.484
%
17,3
15,9
24,1
42,8
100
2001
671
596
807
1.573
3.647
%
18,4
16,3
22,1
43,1
100
2002
690
612
793
1.533
3.628
%
19,0
16,9
21,9
42,3
100
Fonte: Conto Annuale
Il Conto consuntivo dell’esercizio 2002 espone una spesa complessiva per gli stipendi del
personale a tempo indeterminato, in conto competenza e residui, pari a euro 181.740.000,00.
L’andamento delle spese di personale nell’ultimo quadriennio è stato il seguente:
Tabella 5.3.3 – Dinamica della spesa per stipendi (in migliaia di €)
1999* %
Docenti 1a fascia
Docenti 2a fascia
Ricercatori + Assistenti
Pers. Tecn.-Amm.vo
Totale
2000
52.454
88.368 58,2
40.422
19,0
28.849
32.551
34.513 22,7 36.804
151.730 100 162.230
%
32,3
24,9
20,1
22,7
100
2001
58.707
39.293
33.376
40.590
171.964
%
34,1
22,8
19,4
23,6
100
2002
65.159
41.675
32.547
42.360
181.740
%
35,9
22,9
17,9
23,3
100
Fonte: Rendiconti Consuntivi (F.S. 1.01.01-02-03-04)
* Nel conto consuntivo 1999 la voce di spesa per i docenti non distingue tra prima e seconda fascia.
Può essere utile mettere a confronto i dati riguardanti i costi del personale con l’andamento del
Fondo di Finanziamento Ordinario assegnato. Ne risulta la seguente tabella comparativa, riferita al
periodo 1999-2002:
Tabella 5.3.4 – FFO e spesa per stipendi (in migliaia di €)
FFO consolidato
Spesa per stipendi
1999
178.360
151.730
2000
192.596
162.230
2001
204.606
171.964
2002
208.046
181.740
Fonte: Relazione al Conto consuntivo – Esercizio 2002
86
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
Si può osservare come il FFO sia destinato, quasi interamente, alla copertura degli oneri di
personale, con una modesta rimanenza da destinare a tutte le altre spese dell’Ateneo. È certamente
una situazione che deve essere corretta con un incremento del FFO qualora non si voglia ridurre
l’Università a mero centro di erogazione di retribuzioni senza alcuna risorsa per la ricerca o per le
altre funzioni cui l’Università stessa è istituzionalmente chiamata.
Al proposito, merita altresì richiamare un apposito studio elaborato dalla Divisione Gestione
Risorse Umane che sviluppa proiezioni delle spese si personale fino al 2010. Ne risultano i seguenti
Previsione di spesa personale docente
grafici:
anni dal
2003
aldal
2010
Figura 5.3.1 - Previsione di spesa personale
docente
anni
2003 al 2010
205.000.000
200.000.000
Previsione di spesa personale docente
anno 2003
195.000.000
Ipotesi n. 1: con piano organico e
incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%)
190.000.000
Spesa
Euro
Spesa Euro
185.000.000
Ipotesi n. 1 bis: con piano organico e al
netto incrementi retributivi L. 448/98
(2,5%)
Ipotesi n. 2: con 85% piano organico e
incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%)
180.000.000
175.000.000
Ipotesi n. 2 bis: con 85% piano organico
e al netto incrementi retributivi L. 448/98
(2,5%)
Ipotesi n. 3: senza turn-over e con
incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%)
170.000.000
165.000.000
160.000.000
Ipotesi n. 3 bis - senza turn-over e senza
incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%)
155.000.000
150.000.000
145.000.000
140.000.000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
Ipotesi n. 4 - con 50% piano
organico/con incrementi retributivi L.
448/98 (2,5%)
Ipotesi n. 4 bis- con 50% piano organico
al netto incrementi retributivi L. 448/98
(2,5%)
Previsione di spesa personale tecnico-amministrativo anni
anni
anni
dal
2003 al 2010
Figura 5.3.2 - Previsione di spesa personale tecnico-amministrativo anni dal 2003 al 2010
55.000.000
Previsione di spesa personale
tecnico amministrativo anno 2003
Ipotesi n. 1: con futuri miglioramenti
economici e nomine
Spesa Euro
Spesa Euro
50.000.000
Ipotesi n. 1 bis: al netto di futuri
miglioramenti economici
Ipotesi n. 2 e 2 bis: al netto di futuri
miglioramenti economici;
reinvestimentio 50% cessazioni
45.000.000
Ipotesi n. 3 e 3bis: al netto di: futuri
migloramenti economici;
reinvestimento 50% cessazioni;
fabbisogno d'Ateneo
40.000.000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
anni
anni
Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane
87
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5.3.2 L’organizzazione del personale
La distribuzione del personale non docente dell’Ateneo al 31 dicembre 2002 risultava la
seguente:
Tabella 5.3.5 – Personale non docente dell’Ateneo al 31/12/2002
Strutture
dell’Ateneo
RUOLO
Dirigenti
Amm. Centrale
Dipartimenti
Facoltà
Biblioteche
Centri
Totale
12
12
EP
D
C
B
12 113 223 63
28 311 362 126
2 51 100 40
18 25
3
1 16 24
3
43 510 734 234
TEMPO
CONTRATTISTI
DETERMINATO
Art.19 Semestrali
*
90
14
28
7
139
34
41
21
3
2
101
29
29
Totale
576
882
242
49
53
1.802
* contrattisti: art. 104, Co.Co.Co, ecc.; non sono disponibili i dati sui contrattisti extra-Amministrazione Centrale in
quanto gestiti direttamente dai C.G.A.
Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane
La stessa distribuzione al termine dell’anno 2001 era:
Tabella 5.3.6 – Personale non docente dell’Ateneo al 31/12/2001
Strutture
dell’Ateneo
RUOLO
Dirigenti
Amm. Centrale
Dipartimenti
Facoltà
Biblioteche
Centri
12
Totale
12
EP
D
C
B
TEMPO
CONTRATTISTI
DETERMINATO
Art.19 Semestrali
*
13 116 229 64
31 320 364 131
2 53 107 40
1 21 24
1
1 16 24
3
38
8
11
48 526 748 239
Totale
25
6
47
44
27
7
3
544
898
240
54
53
63
128
25
1.789
* contrattisti: art. 104, Co.Co.Co, ecc.; non sono disponibili i dati sui contrattisti extra-Amministrazione Centrale in
quanto gestiti direttamente dai C.G.A.
Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane
5.3.3 La dirigenza
Nel paragrafo precedente sono già stati ricordati i provvedimenti che hanno riguardato la
ridefinizione delle funzioni dirigenziali e la nomina dei dirigenti a capo delle strutture.
Nella figura 5.3.3 si richiama il nuovo Organigramma risultante.
88
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
Figura 5.3.3 – Assetto organizzativo
Dall’organigramma si possono evincere le dodici funzioni dirigenziali assegnate, che riguardano:
- la Vicedirezione Amministrativa
- le Divisioni: Amministrazione, Finanza e Controllo; Gestione Risorse Umane; Attività
Istituzionali; Tecnica; Logistica; Sistemi Informativi;
- le Aree: Finanza; Personale; Ricerca e Relazioni Internazionali; Tecnica; Clinica.
Considerando il nuovo quadro della dirigenza, il Nucleo accerta che, sulla base dei dati risultanti
dal Conto consuntivo 2002, sono stati spesi complessivamente per consulenze tecniche,
amministrative e legali 121.767,52 euro e restano da pagare, allo stesso titolo, 274.486,76 euro.
Il Nucleo evidenzia l’opportunità di una attenta valutazione del ricorso a consulenze esterne non
soltanto ai fini del conseguimento di economie di gestione ma anche dell’esigenza di una effettiva e
piena valorizzazione e manifestazione delle funzioni dirigenziali. Tale valutazione dovrebbe
emergere da puntuali programmi operativi e determinare l’esatta definizione delle somme da
pagare, onde evitare la formazione di debiti rilevanti al riguardo.
5.3.4 La formazione
La gestione delle risorse umane contempla, come elemento qualificante, la formazione.
L’attività di formazione complessiva sviluppata nell’anno 2002 risulta dalla tabella 5.3.7.
89
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
Tabella 5.3.7 – Interventi formativi - anno 2002
CORSI ESTERNI
n°
corso
corsi
80 personale Amm.ne Centrale
partecipanti
ore/uomo
119
3.231
9
personale CGA - budget virtuale
21
852
15
corsi gratuiti
23
576
163
4.659
104
Totali
CORSI INTERNI
n°
corso
corsi
11 Lingue straniere FRANC, INGL., SPAGN *
partecipanti durata corso ore/uomo n° docenti
212
50
10.600
6
1
Sicurezza videoterminali
24
8
192
3
1
Corso per dirigenti (c/o SAA)
12
60
720
8
11 Lingue straniere FRANC, INGL, SPAGN
219
50
10.950
6
2
Corso per segretari di CGA (c/o SAA)*
56
96
2.228
8
3
Alfabetizzazione Informatica
45
24
1.080
2
1
Alfabetizzazione Informatica (Grugliasco)
13
24
312
1
1
Formazione giuridica (Div. Gest. Ris.Umane)
16
6
96
1
1
Informatica Autocad base (Area Tecnica)
4
44
176
1
1
Procedura CIA
16
36
576
1
1
Addestramento procedura UNI-SID
5
8
40
6
1
I rischi psicosociali sul lavoro: Mobbing
70
2
140
1
1
Criopreservazione (corso teorico-pratico)
43
26
1.118
14
2
Lingue straniere (Spagnolo)*
40
12,5
500
2
1
Corso per Obiettori di coscienza
20
26
520
10
1
Informatica Excel (per CSA)
15
20
300
1
1
Corso per dirigenti verso CO.EP.
12
10
120
4
2
Passaggio a CO.E.P. (Amm.ne Centrale)
62
16
992
6
1
Corso Neoassunti
26
20
520
12
1
Formazione personalizzata per Segretari CGA
4
30
135
3
1
Anagrafe delle competenze**
21
20
420
2
2
Trattamento fiscale borse di studio
25
4
100
1
960
592,5
48
Totali
31.835
* corsi solo in parte svolti nel 2002 (i dati si riferiscono al 2002)
** progetto sperimentale Sez. Formazione/Staff Valorizzazione RR.UU.
Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane, Sez. Formazione.
Il Nucleo, mentre prende atto dell’articolazione dei corsi, raccomanda di intervenire con
riguardo a questo delicato settore mediante piani ben definiti e preliminarmente approvati anche per
quanto riguarda gli aspetti economici, utilizzando per quanto possibile, per lo sviluppo dei vari
interventi formativi, le competenze didattiche interne sicuramente presenti.
90
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5.4 La gestione delle risorse economiche
5.4.1 La gestione finanziaria
I movimenti finanziari complessivi della gestione della competenza dell’anno 2002 desumibili
dal Conto consuntivo, ammontano, al netto delle partite di giro:
ü per l’Entrata a 362,6 milioni di euro
ü per la Spesa a 362,1 milioni di euro,
con un avanzo, quindi, di gestione di 0,5 milioni di euro2.
L’articolazione delle Entrate e delle Spese risulta la seguente:
Tabella 5.4.1 – Movimenti finanziari complessivi in migliaia di euro
(gestione di competenza anno 2002)
ENTRATE
Entrate proprie
95.819
Entrate da trasferimenti
262.491
Altre entrate
4.276
Totale
362.586
SPESE
Risorse umane
231.374
Risorse per il funzionamento
28.954
Interventi a favore degli studenti
29.261
Oneri finanziari e tributari
4.185
Altre spese correnti
1.048
Acquisizione e valorizzazione beni durevoli
24.693
Spese per estinzione di mutui e prestiti
1.159
Trasferimenti ed assegnazioni
41.407
Totale
362.081
Differenza
505
Preso atto di queste risultanze, e tenuto conto dei compiti di spettanza, sembra al Nucleo di
valutazione di dover esprimere, sulla gestione finanziaria dell’anno a riferimento, le seguenti
considerazioni:
§
Le entrate proprie rappresentano soltanto il 26,4% del totale delle entrate; la gestione finanziaria
dipende quindi, in maniera accentuata, dalle entrate da trasferimenti - tra le quali, in misura
prevalente, quelle provenienti dallo Stato. Sebbene qui si confermi il giudizio critico già
espresso in precedenza a questo proposito, sarà necessario valutare l’opportunità di attivare
iniziative per un incremento delle entrate proprie, ed in particolare di quelle che non presentano
caratteristiche predeterminate (tasse e contribuzioni degli studenti) al fine di essere in grado
fronteggiare eventuali situazioni di difficoltà che potrebbero verificarsi nel caso di mancati
incrementi dei contributi da parte del Ministero. Interventi in questo senso potrebbero
riguardare le prestazioni a pagamento e la gestione dei beni immobili del patrimonio
disponibile.
§
Le entrate per prestazioni a pagamento a terzi ammontano, nell’anno 2002, a complessivi 115
mila euro circa, contro i complessivi 214 mila euro circa nell’anno 2001. Si accerta, dunque,
una contrazione che, certamente, non si colloca lungo la linea appena esposta. Trattando delle
prestazioni a terzi, il Nucleo ritiene di riproporre agli Organi di governo la necessità di dare
2
Occorre rilevare che l’esame del rendiconto consolidato dell’Ateneo per lo stesso anno espone entrate complessive consolidate per
374,4 milioni di euro e spese consolidate per 382,3 milioni di euro, con un disavanzo quindi di competenza di 7,9 milioni di euro. La
situazione amministrativa consolidata espone, però, un avanzo consolidato di 116,9 milioni di euro.
91
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
attuazione all’articolo 63 del Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la
Contabilità che stabilisce che debbono essere determinate le tariffe di cessione dei servizi a terzi
sulla base dei costi effettivi e figurativi, tenendo conto che le remunerazioni siano adeguate ai
valori di mercato3. Questo anche considerando che le entrate per prestazioni a terzi - che come
detto ammontano, per l’anno 2002, a circa 115 mila euro - registrano, nello stesso anno, spese
indefinite che, in ogni caso, riducono ulteriormente l’entrata.
§
Il Fondo di Finanziamento Ordinario dello Stato ammonta a 208,0 milioni di euro e non copre
neppure le spese per il personale a tempo indeterminato, che ammontano complessivamente a
215,6 milioni di euro. È, quindi, di tutta evidenza l’inadeguatezza di tale fondo, che non
contribuisce, in alcuna misura, alla copertura di altri oneri connessi al funzionamento ordinario.
§
Il settore della Spesa registra economie complessive, sempre al netto delle partite di giro, di
complessivi 104 milioni di euro. In assenza di indicazioni circa le ragioni che hanno consentito
queste riduzioni di spesa, non è possibile valutare il merito dei minori fabbisogni. Si può in ogni
caso osservare che, se di per sé i contenimenti delle spese sono apprezzabili, non devono però
soltanto rispondere a logiche di natura contabile, magari pregiudicando l’ordinato svolgimento
della gestione oppure rappresentare il rinvio di oneri a futuri esercizi.
5.4.2 La gestione patrimoniale
Sotto il profilo contabile la gestione patrimoniale, non utilizzando criteri di valutazione
economica, non può risultare rappresentativa dell’effettivo stato dei cespiti. Ciò si riflette, in primo
luogo, sulle rappresentazioni della Situazione patrimoniale che è parte del Conto consuntivo.
Per quanto riguarda gli atti di amministrazione dei beni, si richiama quanto già detto in
precedenza circa l’esigenza di impostare politiche di gestione del patrimonio, e segnatamente di
quello immobiliare, per produrre, ove possibile, maggiori entrate.
In tema di gestione patrimoniale, possono essere richiamati i fatti principali in materia di
immobili intervenuti nel corso dell’anno 2002:
§ attivazione del 1° lotto del complesso didattico "L. Einaudi" per le Facoltà di
Giurisprudenza e Scienze Politiche;
§ acquisizione in locazione dell’ex Istituto San Massimo destinato ad aule e uffici per il
Dipartimento di Studi Politici;
§ attivazione dei complessi in Grugliasco per la nuova biblioteca delle Facoltà di Agraria e di
Medicina Veterinaria e per l’ospedale veterinario;
§ definizioni di iter procedurali e di progettazioni riguardanti: il complesso Manifattura
tabacchi; il Palazzo degli Stemmi; il complesso Cavallerizza; il completamento
dell’insediamento nell’ex area Italgas; il Nuovo Polo scientifico di Grugliasco; l’Istituto
Mosso; le sedi di Cuneo e Savigliano;
§ avvio dei lavori per la ristrutturazione del complesso "Pier della Francesca" e del Polo
didattico del S. Luigi di Orbassano.
In presenza di questi ampliamenti, il Nucleo non può non raccomandare che ciascun intervento
avvenga sempre previa un’attenta analisi del rapporto costo-beneficio. Inoltre, proprio questo
incremento del patrimonio immobiliare induce a sottolineare, nuovamente, la necessità di una
puntuale rilevazione contabile di esso.
3
Nell’anno 2003 si è definita un’iniziativa, già avviata nell’anno 2002, e che ha fatto acquisire all’Università l’incarico, da parte del
Comune di Torino per la durata di tre anni, di curare la formazione professionale del personale del Comune medesimo. E’ questo un
fatto di particolare rilevanza e che va nella direzione di un potenziamento delle entrate per prestazioni a terzi.
92
Relazione 2002
La Gestione Amministrativa
5.4.3 I controlli della gestione
Alcune iniziative assunte dalla competente Divisione sono indirizzate all’introduzione del
controllo di gestione.
In particolare, la Divisione ha proceduto ad una revisione dell’impostazione della contabilità
finanziaria attraverso l’introduzione dei centri di responsabilità e dei progetti, impostazione che ha
portato, a partire dall’anno 2003, a riferire le operazioni contabili al centro che ha la responsabilità
della gestione del capitolo di entrata e di spesa.
Si è inoltre avviata, per l’Amministrazione centrale la sperimentazione della contabilità
economica.
Il Nucleo raccomanda una rapida conclusione delle azioni intraprese al fine di poter esso stesso
disporre dei dati occorrenti ai fini delle valutazioni, in termini di economicità, tra costi sostenuti e
risultati raggiunti.
Conclusioni
Non possedendo elementi conoscitivi adeguati, benché richiesti attraverso gli appositi uffici, il
Nucleo di valutazione tralascia l’analisi di taluni aspetti della gestione amministrativa che sarebbe
altrettanto d’interesse esaminare, quanto meno sotto il profilo del rendimento a fronte, ad esempio,
dei costi sostenuti. Si possono ricordare, tra questi, i settori della comunicazione (interna ed
esterna), della promozione dell’Ateneo e delle fondazioni afferenti all’Ateneo. Come ben si vede,
sono argomenti di particolare “spessore”, sui quali converrebbe, in un’ottica complessiva, condurre
approfondimenti.
Il Nucleo ritiene, altresì, di evidenziare che, al fine di disporre di dati e informazioni in ordine ai
vari settori di operatività dell’Ateneo, procede, periodicamente, a incontri con la Dirigenza
dell’Ateneo stesso, ovvero alla richiesta ai Dirigenti di relazioni illustrative sull’attività di cui sono
responsabili.
Nel corso degli incontri, è stato particolarmente sottolineato - tra l’altro - il significato della
"valutazione" come strumento indispensabile anche per conseguire performance apprezzabili sotto
il profilo della qualità. Va da sé, infatti, che qualsiasi atto o attività non "misurati" in termini di
risultati raggiunti e di utilizzo delle risorse risulta fatto sterile, in quanto incapace di riflettersi sui
successivi modificandone, ove del caso, procedure e metodologie attuative.
93
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
6 Le attività a sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo
6.1 Premessa
La Legge Quadro n. 390 del 2.12.1991 ha istituito un sistema di interventi per la rimozione degli
ostacoli di ordine economico e sociale che limitano il diritto agli studi universitari, prevedendo la
collaborazione tra soggetti diversi (Stato, Regioni e Università). Le Regioni hanno un ruolo
determinante all’interno di tale sistema: ad esse è devoluto il compito di mettere in atto le iniziative
necessarie a garantire l’uguaglianza nell’accesso agli studi sancita costituzionalmente, attraverso la
creazione di appositi enti strumentali o delegando le università, mentre allo Stato compete una
funzione di indirizzo e coordinamento.
Alle università è affidato il ruolo di promozione delle iniziative culturali, concessione di
facilitazioni economiche attraverso l’esonero e la graduazione della contribuzione studentesca,
organizzazione dell’attività didattica in modo da agevolare la frequenza anche da parte di
particolari categorie di studenti (studenti-lavoratori, studenti stranieri, recupero dei “debiti
formativi”, etc.), gestione delle borse per attività a tempo parziale degli studenti e di svolgimento
delle attività di orientamento e tutorato. Gli atenei possono affiancare le iniziative di specifica
competenza regionale attraverso interventi finanziati su fondi propri.
All’interno di tale sistema sono previste una “Consulta nazionale per il diritto agli studi
universitari” e un’apposita conferenza regionale per il coordinamento tra Regione e atenei in modo
da favorire la piena collaborazione dei soggetti coinvolti.
La Regione Piemonte, con la legge del 18 marzo 1992 n. 16 ha istituito l’Ente per il Diritto allo
Studio Universitario (E.DI.S.U.), che svolge la propria attività di sostegno principalmente
attraverso l’eliminazione degli ostacoli di tipo economico con l’erogazione di borse di studio, la
gestione di un servizio mensa (con mense universitarie e la creazione di una rete di esercizi
convenzionati) e la gestione diretta di residenze universitarie.
L’Università di Torino contribuisce, oltre che mediante la concessione di esoneri e la
graduazione della contribuzione studentesca, anche tramite l’erogazione di borse per lo
svolgimento di attività a tempo parziale degli studenti, come previsto dalla L. 390/91, e con un
“fondo di solidarietà”.
Nel panorama regionale, all’E.DI.S.U. e agli atenei piemontesi si affiancano inoltre gli interventi
del CUS Torino (Comitato Universitario Sportivo), per quanto riguarda le iniziative di carattere
sportivo, e il Collegio Universitario Luigi Einaudi.
Il capitolo si concentra sull’analisi delle diverse tipologie di intervento in cui si realizzano le
attività di sostegno del diritto allo studio, valutando le iniziative realizzate direttamente
dall’Università e fornendo una descrizione di quelle poste in essere dalla Regione.
Più nel dettaglio, in un’ottica più prossima alla visione dell’ “utente” finale, si sono organizzati i
paragrafi in base ai destinatari e quindi alla tipologia degli interventi. La distinzione basata sui
destinatari individua due gruppi principali:
- Interventi destinati alla generalità degli studenti, rivolti cioè all’insieme degli studenti
indipendentemente dalla presenza di determinati requisiti (che possono essere eventualmente
valutati nel caso in cui le risorse non siano sufficienti per tutti i richiedenti);
- Interventi non destinati alla generalità degli studenti, rivolti cioè esclusivamente a categorie
di studenti in possesso di specifici requisiti (studenti meritevoli ma privi di mezzi, studenti
fuori sede, disabili).
All’interno dei paragrafi vengono descritti gli interventi attuati a favore delle diverse categorie
di studenti.
94
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
6.2 Interventi destinati alla generalità degli studenti
In questo paragrafo saranno presi in considerazione gli interventi realizzati dall’Università di
Torino e/o dalla Regione attraverso l’E.DI.S.U, di cui possono essere beneficiari tutti gli studenti.
6.2.1 Orientamento
La riforma degli ordinamenti didattici, entrata a regime nell’anno accademico 2001-2002, ha
reso quanto mai necessaria un’intensificazione delle azioni di orientamento da parte degli atenei. Il
rafforzamento degli interventi è stato promosso a livello nazionale attraverso lo stanziamento di
risorse specifiche nell’ambito della programmazione triennale 2001-2003. Il MIUR ha stanziato per
i progetti di coordinamento dell’attività di orientamento e per i progetti relativi ai servizi di tutorato
per gli studenti complessivamente 2.143.296,13 € di cui il 3,6% (77.468,00 €) è stato assegnato al
progetto presentato dall’Università di Torino. Questo valore è perfettamente in linea con
l’incidenza percentuale dell’Ateneo sul totale nazionale riguardo all’FFO assegnato (3,6% nel
2002). Ad avviso del Nucleo l’Università di Torino si è impegnata in questo settore sviluppando
una vasta gamma di iniziative, in parte totalmente nuove ed in parte migliorate rispetto al passato.
Si tratta in ogni caso di attività informative, formative e di assistenza rivolte agli studenti degli
ultimi due anni delle scuole medie superiori che intendono iscriversi all’università.
Si riporta di seguito un elenco ed una breve descrizione, a cura della Sezione Orientamento, di tutti
gli interventi realizzati nel corso del 2002.
§
§
§
§
§
Incontri di orientamento all’Infopoint: nel mese di marzo (04-27 marzo) sono stati
organizzati una serie di incontri di orientamento (18 in tutto) alla scelta universitaria rivolti
principalmente agli studenti delle scuole superiori. Gli incontri si sono svolti presso
l’Infopoint, dove ciascuna Facoltà, Corso Interfacoltà e Scuola ha presentato la propria offerta
didattica. Durante la manifestazione si è registrata la presenza significativa di studenti e
docenti (circa 200 studenti per incontro).
“Giornate per l’orientamento”: svolte nel mese di aprile (03-06 aprile) in occasione delle
preiscrizioni ministeriali1, con lo scopo di presentare, attraverso l’intervento di alcuni docenti
dell’Ateneo, alle “future matricole” l’offerta formativa universitaria e i servizi per il diritto allo
studio. Si sono registrate, durante l’arco della manifestazione, più di 3.000 presenze.
Incontri per l’orientamento: tenuti nel mese di luglio (15-18 luglio) in previsione
dell’apertura delle prescrizioni e immatricolazioni all’a.a. 2002/2003 con l’obiettivo di
presentare le principali innovazioni della riforma universitaria, le strutture dell’Ateneo,
l’offerta didattica e i servizi per gli studenti. Si è registrato un riscontro positivo ed un’elevata
partecipazione di scuole, studenti (soprattutto iscritti al IV e V anno delle scuole superiori) e
genitori.
pubblicazione della “Guida di Orientamento di Ateneo” (18.000 copie stampate per l’a.a
2002/2003) e dell’opuscolo “Offerta Formativa” (12.500 copie stampate per l’a.a.
2002/2003). Pubblicate annualmente, offrono alle matricole un quadro essenziale dell'offerta
formativa, delle strutture e dei principali servizi per gli studenti.
Allestimento di stand per l’orientamento (uno per Facoltà) presso il Centro
Immatricolazioni di Torino Esposizioni: per tutta la durata delle pre-iscrizioni e delle
immatricolazioni all’a.a. 2002/2003 (22 luglio-02 ottobre 2002) viene fornito un servizio di
accoglienza e informazioni per gli immatricolandi.
1
La preiscrizione effettuabile on line, sul sito del Ministero, è un’indicazione non vincolante e facoltativa richiesta agli studenti
delle scuole superiori durante il loro ultimo anno di studio, con l’obiettivo di analizzare il flusso della popolazione studentesca e
ricavarne dati significativi, per migliorare i servizi che di anno in anno gli Atenei offrono ai loro iscritti.
95
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Inoltre, nel mese di ottobre 2002, è stato realizzato per l’orientamento relativo all’a.a.
2003/2004, il progetto “Una finestra sulla realtà universitaria”, in collaborazione con la
Provincia di Torino. Tale progetto prevede una serie di incontri di orientamento tenuti presso dieci
sedi scolastiche dislocate nella provincia, per dare un primo “assaggio” della realtà universitaria e
“aprire una finestra sulla stessa”.
Sempre nel corso dell’anno accademico 2002/2003 sono state implementate le attività già
sperimentate nell’anno precedente e realizzati nuovi progetti e iniziative quali:
§
L’Università va a scuola: tale progetto, promosso tra aprile e maggio 2003, in maniera
sperimentale è stato previsto all’interno dell’accordo-quadro tra l’Università degli Studi di
Torino e la Provincia di Torino e persegue la realizzazione presso le Scuole Superiori della
Provincia di lezioni sperimentali a cura dei Docenti dell’Ateneo, al fine di orientare gli
studenti dell’ultimo anno e fornire loro un modello di lezione universitaria.
§
sportello “Accoglienza matricole”: in occasione delle preiscrizioni (29 luglio - 29 agosto
2003) e delle immatricolazioni (1 agosto - 3 ottobre 2003) all’anno accademico 2003/2004, è
stato allestito lo stand “Accoglienza matricole” al fine di fornire informazioni sui servizi
dell’Ateneo e consigli utili per districarsi nel variegato “mondo universitario”. Tale servizio è
stato gradito in special modo per l’ausilio fornito in merito a ritiro e compilazione modulistica,
procedure di immatricolazione e/o prescrizione ai test di ingresso, eventuali cambi di Facoltà
e/o Corso di Laurea, richieste riduzione tasse e borse di studio, ecc. Dall’analisi delle domande
di coloro che si presentavano allo stand, si è appurato che l’informazione che essi avevano
sull’Università, era talvolta lacunosa e piena di imprecisioni.
§
Nell’ambito della programmazione triennale (2001-2003), secondo quanto previsto dalla
riforma, è anche stato presentato un progetto relativo alla sperimentazione della
somministrazione del TARM (test per l’accertamento dei requisiti minimi) ai potenziali
immatricolati.
Ulteriori attività per l’orientamento che potremmo definire “trasversali”, non essendo legate ad
un preciso periodo dell’anno, riguardano:
§
il raccordo con le scuole superiori (315 sul territorio piemontese) e con gli Informagiovani
(circa 85 sul territorio regionale) della Regione Piemonte mediante la creazione di banche dati
e di mailing list per l’aggiornamento e lo scambio di informazioni inerenti le attività per
l’orientamento.
§
lo sviluppo del servizio informativo telematico: il Servizio Orientamento risponde
sistematicamente per via telematica alle richieste di informazioni degli studenti su offerta
formativa, scadenze amministrative, servizi per gli studenti, etc.
Il Nucleo ritiene che al momento attuale non sia possibile effettuare una valutazione
dell’efficacia delle azioni di orientamento in modo adeguato, non disponendo di dati pluriennali.
Ciononostante rileva la diversificazione delle azioni poste in essere dall’Ateneo che ha informato in
modo capillare le future matricole sul sistema “3+2”, sui crediti formativi, sulle novità dell’offerta
didattica, nonché sui servizi per il diritto allo studio. Il Nucleo si riserva di illustrare il trend delle
azioni di orientamento nella Relazione 2003, effettuando una prima verifica degli indicatori del
tasso di abbandono tra il primo e secondo anno e del numero di trasferimenti di corso interni
all’Ateneo.
96
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
6.2.2 Tutorato
L’attività di tutorato è garantita dalle singole Facoltà che realizzano iniziative riconducibili alle
seguenti quattro tipologie:
- Tutorato di accoglienza
- Tutorato di sostegno
- Tutorato di recupero
- Tutorato professionalizzante
Non essendosi verificate innovazioni significative rispetto all’anno precedente si segnala che
permangono le stesse criticità individuate nella precedente relazione. Esse sono (a) la presenza di
differenze assai marcate tra le facoltà in riferimento alle modalità di realizzazione delle diverse
forme di intervento; (b) carenza di personale adeguatamente formato da destinare a questo tipo di
iniziative. Il Nucleo auspica pertanto un rafforzamento delle attività tutoriali da realizzarsi in modo
omogeneo e qualificato fra le Facoltà.
6.2.3 Counseling
L’Università di Torino ha organizzato un servizio di Counseling (consulenza psicologica) a
livello di Ateneo concepito in modo da garantire la riservatezza agli studenti-utenti. L’attivazione
di questo servizio mostra l’attenzione che l’Ateneo rivolge ai propri studenti, cercando di
rispondere ai problemi che essi incontrano non solo in qualità di fruitori di didattica, ma anche
come individui.
In particolare tale servizio consiste nelle seguenti attività:
§ offrire una relazione professionale di sostegno psicologico agli studenti con difficoltà
personali tali da poter ostacolare il normale raggiungimento degli obiettivi accademici;
§ fornire ascolto e aiuto agli studenti con impedimenti nei rapporti interpersonali e con problemi
di integrazione sociale, al fine di migliorare la conoscenza di sé e delle proprie capacità
relazionali;
§ soccorrere gli studenti in situazioni di crisi, coadiuvandoli nel tentativo di individuare le
origini del disagio e di sviluppare strategie di adattamento;
§ dare appoggio e chiarificazione agli studenti che vivono condizioni di stress e ansia;
§ supportare gli studenti che hanno problemi di studio connessi a scelte di facoltà e di corsi di
laurea non consone ai loro reali interessi e alle loro motivazioni, cercando di agevolarli nella
revisione delle scelte effettuate, in continuativa collaborazione, per questo, con il servizio di
tutorato.
Nel mese di febbraio 2002 l’Università di Torino ha organizzato il primo Congresso Nazionale
sul Counseling, che ha registrato una forte adesione di professionisti del settore provenienti da tutto
il territorio. Tale servizio rappresenta una forma di intervento a sostegno della crescita degli
studenti, nuova per Torino, anche se già diffusa in altre realtà universitarie, soprattutto straniere.
Il Nucleo esprime il proprio apprezzamento per questa iniziativa che, insieme ad orientamento e
tutorato, rientra nell’ambito di una strategia complessiva di Ateneo diretta a creare condizioni di
maggior favore per il successo negli studi da parte dei giovani che entrano nel mondo universitario.
6.2.4
Collaborazioni part-time
Con riferimento alle borse “150 ore” il Nucleo evidenzia, come già nella precedente relazione, la
mancanza di una banca dati d’Ateneo, comprensiva cioè delle borse erogate anche da Facoltà e
Dipartimenti. Di seguito pertanto si riportano i dati riferiti alle sole borse finanziate
dall’Amministrazione centrale.
97
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.2.1 - Collaborazioni a tempo parziale degli studenti
assegnate dall’Università. Valori in euro
Borse 150 ore
N° collaborazioni
Retribuzione oraria media
Spesa totale impegnata
2000
2001
512
477
7,75
7,75
498.897 554.158
2002
365
8,26
451.688
Fonte: Area Servizi agli Studenti – Sezione Servizi Generali.
Nel corso del triennio considerato si registra un calo delle borse assegnate (nel 2002 sono il 23%
in meno rispetto all’anno precedente). Tale contrazione appare riconducibile alla diminuzione delle
risorse da destinare alle collaborazioni part-time, a fronte di un aumento della retribuzione oraria.
La diminuzione delle risorse complessivamente disponibili rientra in un fenomeno più ampio di
contenimento della spesa sia a livello locale che nazionale. Bisogna tuttavia segnalare che, oltre alle
365 “borse 150 ore” assegnate nel 2002 dall’Amministrazione Centrale, sono state attivate
collaborazioni part-time per l’attuazione dell’indagine sulla qualità della didattica finanziate dal
Senato Studenti. Per lo svolgimento del progetto nell’anno accademico 2002-2003 sono state
assegnate 53 borse, di cui 28 devono essere riferite al 2002.
Riprendendo infine un’osservazione già espressa lo scorso anno, si richiama l’attenzione sul
fatto che il ricorso alle collaborazioni part-time degli studenti, se da un lato ha consentito alle
strutture universitarie (centrali e periferiche) di garantire un livello di servizio migliore di quello
altrimenti possibile a causa della nota carenza di personale tecnico-amministrativo del nostro
Ateneo e del blocco delle assunzioni, d’altro lato presenta costi e rischi che non devono essere
ignorati.
Infatti, per gli studenti le collaborazioni tendono a diventare una pura fonte di integrazione del
reddito e raramente rappresentano una significativa occasione di esperienza professionale; per
l’Ateneo esse costituiscono sollievo solo temporaneo ad alcune necessità di base, sollievo peraltro
caratterizzato dalla probabile sproporzione tra i tempi di addestramento dei borsisti e i rendimenti
lavorativi. Questo limite non vale per le borse assegnate da Facoltà e Dipartimenti, i cui bandi
prevedono attività coerenti con il percorso formativo degli studenti.
6.2.5 Job Placement
In tema di raccordo tra studenti e mondo del lavoro continuano in parallelo le attività
dell’Ateneo attraverso gli uffici Job Placement delle Facoltà e le attività del CORFUI.
6.2.5.1 Ateneo
I dati della tabella 6.2.2 evidenziano un aumento complessivo dei tirocini, che passano dai 1.735
avviati nel 2001 ai 2.354 del 2002. L’incremento, attribuibile anche alla previsione degli stages
formativi nell’ambito della riforma degli ordinamenti didattici, si registra nella maggior parte delle
Facoltà con le sole eccezioni di Scienze M.F.N, Scienze della Formazione e la Scuola di
Amministrazione Aziendale. Anomala è invece la situazione della Facoltà di Agraria, che ha
avviato iniziative di job placement solo a partire dal 2003. Tale incremento è ancora più
apprezzabile se si tiene conto del fatto che si inserisce in un contesto di forte contrazione
economica, a livello nazionale e locale, che comporta una riduzione del livello di produzione delle
imprese e un restringersi degli spazi destinati agli stages. Confortante tuttavia il dato che emerge da
una ricerca svolta dal “Sole 24 Ore” pubblicata il 24.09.2003: l’Università di Torino risulta essere
l’Ateneo Piemontese presso il quale viene attivato il maggior numero di stages.
98
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.2.2 - Attività di Job Placement svolta dalle Facoltà nel 2001 e 2002
N° tirocini attivati
2001
2002
0
0
560
919
5
32
56
57
333
427
0
90
0
0
0
0
71
106
139
125
178
150
72
245
321
203
1.735
2.354
Facoltà
Agraria
Economia*
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue e Letterature Straniere
Medicina e Chirurgia**
Medicina Veterinaria**
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze MFN
Scienze Politiche
SAA
Totale Università di Torino
Fonte: Area Servizi agli Studenti, indagine servizi Job Placement pubblicata su
"dall'Università” di febbraio 2003.
* Comprende anche i dati delle scuole universitarie dell'ambito economico
** I tirocini obbligatori non sono oggetto della tabella
6.2.5.2 CORFUI
Nel corso del 2002 il CORFUI, Consorzio per la Ricerca e la Formazione Università/Impresa
costituito tra l’Università di Torino e l’Unione Industriale per promuovere i rapporti tra mondo
universitario e produttivo, ha continuato ad operare attraverso il Progetto Argonauta.
L’analisi prospettica degli ultimi tre anni dei tirocini attivati dal CORFUI rivolti a laureati e
laureandi dell’Università degli Studi di Torino registra una costante flessione (Tab. 6.2.3). La
tendenza alla diminuzione risulta meno significativa se si analizzano le iniziative di tirocinio
complessivamente attivate dal CORFUI rispetto a quelle riferite alla sola Università di Torino, in
quanto i tirocini si rivolgono anche al Politecnico e ai diplomati delle scuole superiori (Tab. 6.2.4).
Tabella 6.2.3 - Tirocini Corfui del “Progetto Argonauta”. Anni 2000, 2001 e 2002.
Partecipanti per Facoltà in valori assoluti e variazioni percentuali.
Facoltà
2000
2001
2002
Agraria
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Varie (Scuole Universitarie)
Farmacia
Scienze della Formazione
Psicologia
Giurisprudenza
Lingue e lett. straniere
Scienze Politiche
Scienze MFN
Lettere e filosofia
Economia*
0
0
0
0
1
3
10
14
20
23
29
36
144
0
0
0
0
1
8
10
20
10
26
38
17
98
1
1
2
0
1
1
5
12
6
13
16
11
114
Totale Università di Torino
280
228
183
Variazione Variazione Variazione
2000-2001 2001-2002 2000-2002
0%
0%
0%
167%
-88%
-67%
0%
-50%
-50%
43%
-40%
-14%
-50%
-40%
-70%
13%
-50%
-43%
31%
-58%
-45%
-53%
-35%
-69%
-32%
16%
-21%
-19%
-20%
-35%
* Comprende anche i dati della Scuola Universitaria in Commercio Estero
Fonte: Corfui
99
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.2.4 –Tirocini attivati dal CORFUI. Anni 2000, 2001, 2002
Anno Anno Anno
2000 2001 2002
Variazione Variazione Variazione
2000-2001 2001-2002 2000-2002
Totale tirocini CORFUI
516
586
451
+14%
-23%
-13%
di cui per Università di Torino
280
228
183
-19%
-20%
-35%
Fonte: Corfui
La più marcata diminuzione dei tirocini svolti da studenti e laureati dell’Ateneo rispetto alla
totalità di quelli attivati dal CORFUI, nonché il loro andamento in contro tendenza tra il 2000 e il
2001, è dovuta alla “concorrenza” che indirettamente l’attività di job placement dell’Ateneo svolge.
È opinione del Nucleo che la diminuzione generalizzata dei tirocini registrata a partire dal 2002
sia molto probabilmente legata alla concomitante crisi industriale che ha interessato l’area torinese.
Bisogna ricordare, infatti, che l’attivazione della quasi totalità dei tirocini da parte del CORFUI
avviene su richiesta e iniziativa delle aziende.
Tabella 6.2.5 - Tirocini Corfui del “Progetto Argonauta” nell’anno 2002.
Partecipanti per tipologia e Facoltà.
Facoltà di provenienza
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue e letterature straniere
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze MFN
Scienze Politiche
Scuola Univ. Commercio Estero
Totale Università di Torino
Laureati Diplomati Studenti Laureandi
1
69
6
37
1
12
8
3
2
4
1
2
4
1
1
15
1
10
3
2
125
0
6
52
Fonte: CORFUI
6.2.5.3 AlmaLaurea
L’Ateneo Torinese partecipa al consorzio AlmaLaurea che offre un servizio di job placement
integrativo rispetto a quello delle Facoltà e del CORFUI. Tutte queste attività di job placement
necessitano di uno sforzo di raccordo superiore. Alcuni dati significativi di confronto riguardanti la
condizione occupazionale sono riportati nella tabella 6.2.6. Essi non rivelano criticità particolari del
nostro Ateneo in rapporto con altri atenei confrontabili (Bologna e Firenze).
100
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.2.6 – Confronto tra alcuni atenei della condizione occupazionale dei laureati 1999 a uno,
due e tre anni dalla laurea. Dati percentuali
Condizione
occupazionale
Non lavora e non Non lavora ma
cerca lavoro*
cerca lavoro
Lavora
UN DUE TRE UN DUE TRE UN DUE TRE
anno anni anni anno anni anni anno anni anni
Ateneo
Totale intervistati
UN
anno
DUE
anni
TRE
anni
Torino Università
Torino Politecnico
Piemonte Orientale
Catania
Firenze
Bologna
Totale Atenei confrontati
64,5
74,4
55,0
42,2
66,0
63,1
74,1
92,4
69,7
53,3
75,9
72,1
80,4
94,1
81,9
63,5
81,7
80,5
19,5
14,3
25,4
20,2
17,9
19,2
19,5
4,5
23,6
25,0
17,3
18,7
15,2
3,0
13,4
23,0
14,3
13,2
16,0
11,3
19,5
37,6
16,2
17,7
6,4
3,1
6,7
21,7
6,8
9,2
4,4
2,9
4,7
13,5
4,1
6,2
1.648
707
169
900
1.040
2.344
1.582
683
165
872
1.004
2.377
1.523
690
149
830
933
2.190
60,9
72,9
80,4
19,4
18,1
13,7
19,7
9,0
6,0
6.808
6.683
6.315
Totale Almalaurea
59,7
70,9
79,0
20,0
19,2
14,4
20,3
9,9
6,6 11.313 11.108 10.641
*In questa categoria rientra anche chi prosegue il proprio percorso formativo (master, dottorato di ricerca, etc).
Fonte: Consorzio AlmaLaurea - Indagine 2002 Condizione Occupazionale dei Laureati.
6.2.6
Call-Center
L’Università di Torino, in occasione delle immatricolazioni, ha collaborato con l’E.DI.S.U.
Piemonte all’attivazione di un call center per le matricole in grado di fornire informazioni sulle
scadenze amministrative e sulle procedure e i servizi per il diritto allo studio.
6.2.7
Infopoint
L’Infopoint, inaugurato nel gennaio del 2001, si pone da un lato come punto informativo con il
compito di offrire a studenti, studiosi e cittadini in genere, informazioni sul funzionamento delle
Facoltà e dei Servizi universitari e dall’altro come punto di incontro delle diverse realtà che
operano nell’Ateneo.
Le informazioni che vengono fornite sono di carattere generale e riguardano:
- Servizi agli studenti (Tutorato, Job Placement, Counseling, Sostegno ai Disabili,
AlmaLaurea)
- Facoltà, Scuole Universitarie Interfacoltà, Scuole di Specializzazione, Dipartimenti, Centri,
Biblioteche e Musei
- Segreterie studenti
- Mobilità Internazionale Erasmus/Socrates
- Servizi per gli studenti stranieri
- CUS
- E.DI.S.U.
Presso l’Infopoint vengono distribuiti o forniti in consultazione documenti informativi quali la
guida all’orientamento, le guide di Facoltà, le pubblicazioni realizzate dall’Ateneo, i quotidiani e le
riviste relative al mondo universitario, CD rom e videocassette realizzate dalle varie strutture
dell’Ateneo, oltre ai depliant sulle attività culturali a cui l’Ateneo collabora.
A disposizione degli studenti ci sono 7 postazioni multimediali, di cui due attrezzate per i
disabili, 2 sportelli telematici con personale per le informazioni e una sala proiezioni di circa 24
posti utilizzabile come spazio per incontri, seminari di orientamento, presentazioni, piccoli
convegni.
101
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
6.2.8 Gli interventi del Senato Studenti
Annualmente l’Università mette a disposizione del Senato Studenti un fondo da destinare ad
iniziative a favore della collettività studentesca. Nel corso dell’anno 2002 il Senato Studenti ha
svolto attività culturali, assistenziali, orientative e stages formativi.
Le attività per l’anno 2002 sono state finanziate dall’Ateneo nella misura di 774.685,35 € e sono
stati erogati contributi alla generalità degli studenti attraverso appositi bandi.
In particolare, sono stati assegnati 193 contributi per spese di trasporto (per un importo totale
pari a 34.254,91 €), 54 contributi affitto a studenti (corrispondenti ad una spesa di 33.950,00 €), 94
contributi per acquisto di materiale informatico (per un totale di 23.971,01 €), 100 contributi per
l’acquisto di materiale didattico (per un totale di 16.106,85 €) e 24 contributi per spese di
documentazione e viaggio per la realizzazione di tesi di laurea o di prova finale (per un totale di
7.187,26 €).
Come già indicato nel paragrafo 6.2.4 il Senato Studenti ha inoltre finanziato borse 150 ore
destinate all’indagine sulla qualità della didattica nell’a.a. 2002-2003.
6.3 Interventi non destinati alla generalità degli studenti
In questo paragrafo sono presi in considerazione i servizi offerti dall’Ateneo o da altri enti a
specifiche categorie di studenti. L’accesso a tali tipologie di servizi dipende pertanto dall’esistenza
di pre-requisiti (merito, condizione economica, provenienza, presenza di handicap) e la successiva
erogazione avviene tramite graduatoria redatta sulla base di specifici parametri.
6.3.1
Esoneri e fasce contributive
Gli esoneri contributivi continuano a rappresentare la forma prevalente di intervento dell’Ateneo
a sostegno degli studenti. L’esonero totale per gli studenti vincitori, o comunque risultati idonei nei
bandi di conferimento delle borse per il diritto alla studio regionali, risulta la principale
motivazione di concessione: per tutti gli anni analizzati rappresenta oltre il 95% del totale.
Tabella 6.3.1 – Esoneri totali da tassazione
Borsisti E.DI.S.U.
Laureati “in corso” con votazione >105/110
Portatori di handicap > 66%
Altri
Totale (valori assoluti)
Totale (numeri indice con a.a. 2000/01= 100)
2000/01
2001/02
2002/03
6.119
0
180
0
6.299
100
4.935
10
176
24
5.145
82
6.083
216
3
6.302
100
Fonti: aa.aa. 2000/01 e 2001/02 - Rilevazione Ustat/MIUR sul Sistema Universitario (Dati
provvisori al 31 luglio); aa.aa..2002/03 – estrazione dati Area Studenti del 14/01/04.
102
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.2 - I numeri della graduazione nella contribuzione studentesca
2000/01
numero %
2001/02
numero %
2002/03*
numero
%
Studenti soggetti a
contribuzione piena
26.139
48,0
29.900
56,6
35.639
56,2
Studenti soggetti a
contribuzione parziale
22.019
40,4
18.788
35,6
21.400
33,8
41
0,1
23
0,0
36
0,1
Esoneri totali
6.244
11,5
4.083
7,7
6.302
9,9
Totale
54.443
100
52.794
100
63.377
100
Esoneri parziali
Fonti: aa.aa. 2000/01 e 2001/02 - Rilevazione Ustat/MIUR sul Sistema Universitario
(Dati provvisori al 31 luglio); aa.aa..2002/03 – estrazione Area Studenti del 14/01/04.
*Dato provvisorio che potrebbe subire modifiche.
6.3.2
Disabilità
Come già segnalato nella Relazione 2001 è attivo presso l’Ateneo di Torino l’ufficio “Servizio
Disabili”.
Il Servizio Disabili prevede le seguenti forme di intervento:
- accompagnamento presso le strutture universitarie e gli enti di ricerca, svolto da obiettori di
coscienza o da volontari adeguatamente formati
- tutorato di carattere didattico
- supporto, dietro specifica richiesta, di interpreti della lingua dei segni per gli studenti non
udenti
- sostegno personalizzato attraverso progetti individuali e specifici, rispondenti alle necessità
del singolo studente.
Si rileva che il grado di intervento dell’Università in questo settore risulta essere piuttosto
stabile.
Tabella 6.3.3 - Richieste di sostegno pervenute al Servizio Disabili ed evase
FACOLTA’
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Lingue e lett. straniere
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
TOTALE
COPERTURA
Richieste Richieste
% Variazione %Richiedenti su
sostegno sostegno
potenziali fruitori
richieste
a.a.2001/02 a.a.2002/03
a.a. 2001/02
0
2
0
6
11
4
3
0
14
10
7
5
62
0
5
1
5
15
6
2
0
13
11
6
10
74
150,0%
-16,7%
36,4%
50,0%
-33,3%
-7,1%
10,0%
-14,3%
100,0%
19,4%
10,0%
0,0%
15,8%
22,0%
33,3%
33,3%
34,1%
38,5%
36,8%
19,2%
24,8%
COPERTURA
%Richiedenti su
potenziali fruitori
a.a. 2002/03
Variazione
COPERTURA
29,4%
16,7%
12,5%
17,6%
33,3%
22,2%
40,6%
29,7%
30,0%
19,2%
23,1%
19,4%
16,7%
-3,3%
-4,4%
0,0%
-11,1%
6,5%
-8,7%
-6,8%
0,0%
-1,7%
Fonti: "Rilevazione Ustat/Miur provvisoria al 31 gennaio” e Area Percorsi Didattici - Servizio Disabili.
103
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.4 - Collaborazioni di studenti part time per assistenza a disabili (a.a.2002/03)
Facoltà
Agraria
Economia
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
Lingue e lett. straniere
Medicina e Chirurgia
Medicina Veterinaria
Psicologia
Scienze della Formazione
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
Totale
n° borse
collaborazioni
part-time
0
4
0
2
14
3
2
0
12
3
2
5
47
Importo
complessivo
(in euro)
4.950,0
2.475,0
17.325,0
3.712,5
2.475,0
14.850,0
3.712,5
2.475,0
6.187,5
58.162,5
Fonte: Area Percorsi Didattici
6.3.3
Sussidi Straordinari
Nell’ambito dei fondi ad esso assegnati il Senato Studenti determina annualmente l’ammontare
del cosiddetto “fondo di solidarietà”, il cui obiettivo è favorire, con agevolazioni di natura
economica, gli studenti che versano in condizione di grave disagio economico, personale o
familiare. Relativamente a tale fondo, nel corso del 2002, sono stati erogati sussidi a 88 studenti per
un importo pari a 23.453,38 €.
6.3.4
Altri interventi a favore degli studenti realizzati dall’E.D.I.S.U.
In questo paragrafo si riportano le attività svolte dall’E.D.I.S.U. Piemonte (Ente Regionale per il
diritto allo studio universitario) diverse dalla concessione delle borse di studio.
Fra gli interventi attuati dall’E.D.I.S.U. si ricordano in particolare:
§ Servizi Abitativi: 541 studenti dell’Università di Torino hanno usufruito di posti letto nelle
residenze dell’E.DI.S.U. su un totale di 948 posti letto assegnati dall’ente.
§ Contributi per la mobilità internazionale: 57 studenti sono stati erogati a richiedenti e
beneficiari di contributi di mobilità internazionale.
§ Collaborazioni part-time: hanno svolto collaborazioni part-time presso l’Ente 72 studenti.
Nella tabella 6.3.5 si riporta la quantificazione della spesa effettuata a favore degli studenti
dell’Università di Torino per ciascuno degli interventi sopra citati.
Tabella 6.3.5 – La spesa per interventi a favore degli studenti UniTo nell’a.a. 2002/03
Tipo di spesa
per servizio abitativo
per mobilità internazionale
per collaborazioni part-time
per ristorazione
per attività culturali e finanziamenti a progetti studenti
Totale
euro
1.623.000
165.780
97.200
713.959
255.553
2.855.492
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte
104
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Riguardo al servizio di ristorazione, le tariffe agevolate per accedere alla mensa, differenziate
per fasce di reddito, sono riportate nella tabella 6.3.6.
Tabella 6.3.6 – Le tariffe del servizio di ristorazione, a.a. 2002/03
I Fascia
II Fascia
III Fascia
Pasto completo
(Euro)
1,85
3,20
5,00
Pasto ridotto
(Euro)
1,15
1,85
2,80
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
6.3.5
Borse di Studio
Le borse di studio erogate possono essere distinte in due tipologie in funzione del soggetto
erogatore: borse erogate dall’Ateneo e borse erogate dall’E.DI.S.U.
6.3.5.1 Ateneo
Tabella 6.3.7 - Borse di studio erogate dall’Ateneo (importi in euro)***
1999/00
Lasciti di privati
Numero
Importo medio
Totale importo
16
n.d.
n.d.
2000/01
29
1.838,59
53.195
2001/02
43
2.399,46
103.180
Borse per scuole di specializzazione (ex lege 398/89)
Mediche:
Numero borse
1.171
1.114
1.220
Importo unitario
11.603,24
11.603,24
11.603,24
Totale importo
13.587.465 13.939.688 14.156.264
Non mediche:
Numero borse
176
180
160
Importo unitario
6.713,94
6.713,94
6.713,94
Totale importo
1.181.653
1.208.509
1.098.678,
Borse di post-dottorato
Numero
29
37
*
Importo unitario**
*
12.232,80
12.232,80
Totale importo**
*
709.502
905.227
2002/03
40
3.197,08
127.883
1.233
12.298,42
15.163.950
183
7.081,39
1.295.894
33
12.232,80
789.016
Fonti: Borse di specializzazione e Lasciti - Area Servizi agli Studenti, Sez. Formazione Superiore.
Borse post-dottorato – Area Ricerca.
* borse non bandite nell’anno accademico
** Escluso IRAP, a carico dell'Ateneo
***La trattazione delle borse di dottorato è svolta nei capitoli 2 (Didattica) e 4 (Ricerca)
6.3.5.2 E.D.I.S.U.
L’E.DI.S.U. Piemonte (Ente per il Diritto allo Studio Universitario) nell’a.a. 2002/03 ha erogato
in totale 10.252 borse di studio. Analogamente agli anni precedenti la borsa è stata concessa a tutti
gli studenti richiedenti risultati idonei nelle graduatorie dell’E.DI.S.U. (Tab. 6.3.8).
Il Piemonte si è così confermato una delle tre regioni italiane che, insieme alla Toscana e al
Trentino Alto Adige, assicura un grado di copertura degli idonei pari al 100% (Tab. 6.3.9).
105
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.8. - Numero di beneficiari di borse di studio in Piemonte, a.a. 98/99 - 02/03
1998/99 1999/00 2000/01
N° idonei*
N° beneficiari di borsa
6.550
6.550
7.976
7.976
9.602
9.602
2001/02
2002/03
12.407
12.407
10.252
10.252
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
* Gli idonei sono gli studenti richiedenti la borsa che soddisfano i requisiti economici e di merito
richiesti dalla normativa.
Tabella 6.3.9. - Numero di borse di studio erogate nelle Regioni italiane, in valore
percentuale sul totale degli idonei, a.a. 1998/99 – 2002/03
N° borse erogate/N° idonei
ABRUZZO
BASILICATA
CALABRIA
CAMPANIA
EMILIA ROMAGNA
FRIULI VENEZIA GIULIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA
MARCHE
MOLISE
PIEMONTE
PUGLIA
SARDEGNA
SICILIA
TOSCANA
TRENTINO-ALTO ADIGE
UMBRIA
VALLE D'AOSTA
VENETO
Italia
a.a. 98/99
%
59,6
100
41,2
85,7
89,9
66,4
94,1
61,2
84,5
84,6
n.d.
100
49
80,5
45,6
99,7
100
80,8
68,3
78,9
a.a. 99/00
%
65,5
53,2
47,2
78,1
96,7
100
91,9
67,1
81,3
93,6
59,5
100
28,9
82,1
82,7
100
100
87,2
59
79,2
a.a. 00/01
%
59,9
58,3
54,1
69,6
92,0
100
99
62,2
63,0
91,4
61,6
100
47,8
86,3
65,9
100
100
89,6
64,9
78,2
a.a. 01/02 a.a. 02/03*
%
%
65,6
63,0
66,1
46,6
55,5
80,0
41,8
42,9
82,3
86,9
92,9
84,2
72,9
71,5
48,8
65,6
62,5
87,5
80,6
76,2
59,1
53,8
100
100
35,7
39,2
72,8
65,3
49,6
67,8
100
100
100
100
67,5
77,2
41,9
0,0
61,1
84,5
66,0
72,5
Fonte: Elaborazione su dati del CNVSU - Miur
* I dati relativi al 2002/03, fatto salvo il dato del Piemonte, sono provvisori.
La leggera flessione del numero di idonei alla borsa che si osserva nell’a.a. 2002/03 rispetto al
2001/02 è in parte riconducibile alla modifica intervenuta nella normativa per la valutazione dei
requisiti economici, con il passaggio dall’ICE (Indicatore della Condizione Economica) all’ISEE
(Indicatore della Situazione Economica Equivalente)2. In tale anno il numero di idonei si è, infatti,
ridotto in quasi tutte le regioni italiane, con un decremento a livello nazionale dell’8,5%.
Presso l’Università degli Studi di Torino, gli studenti borsisti sono stati 6.826, pari al 67% circa
del totale dei borsisti in Piemonte, con una prevalenza di borsisti nelle Facoltà di Economia (14%
circa, sul totale dei borsisti iscritti all’Università di Torino), Lettere e Filosofia e Scienze della
Formazione (12% circa) (Tab. 6.3.10).
2
Sebbene l’ISEE non si discosti di molto dal precedente ICE - entrambi gli indicatori sono pari al reddito più il 20% del patrimonio tuttavia ha reso più restrittivi i limiti patrimoniali, introducendo nel computo la casa di proprietà ad uso abitativo (con una franchigia
di circa 36.000 Euro).
106
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.10 - Numero di borse di studio erogate nell’a.a. 2002/03
studenti borsisti
N°
%
202
3,0
70
1,0
935
13,7
324
4,7
678
9,9
26
0,4
56
0,8
182
2,7
465
6,8
805
11,8
53
0,8
797
11,7
733
10,7
606
8,9
744
10,9
150
2,2
6.826
100,0
Facoltà
Agraria
Medicina Veterinaria
Economia
Psicologia
Lingue e letterature straniere
S.I.S.
Interfacoltà
Farmacia
Giurisprudenza
Lettere e Filosofia
Biotecnologie
Scienze della Formazione
Medicina e Chirurgia
Scienze M.F.N.
Scienze Politiche
SUISM
TOTALE
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
6.3.6
Interventi dell’E.DI.S.U: dati di Bilancio
La spesa per borse di studio è costantemente aumentata negli anni, con un incremento del 89%
dall’a.a. 1998/99 all’a.a. 2002/03; l’incremento di spesa è attribuibile sia alla crescita del numero di
beneficiari di borsa sia all’aumento dell’importo delle borse (Tab. 6.3.11). Nello specifico,
l’importo di borsa erogato nell’a.a. 2002/03 agli studenti a tempo pieno è stato pari a 4.006 € per gli
studenti fuori sede, 2.209 € per gli studenti pendolari e 1.970 € per gli studenti in sede (Tab.
6.3.12).
Nell’a.a. 2002/03 la spesa è stata di 22,5 milioni di euro circa, ed è stata coperta per il 42% dal
Fondo Statale, per il 37% dalla tassa regionale per il diritto allo studio e per il restante 21% da
risorse proprie della Regione (Tab. 6.3.13).
Tabella 6.3.11 - La spesa per borse di studio in Piemonte, a.a. 1998/99 – 2002/03. Importi in euro
N° beneficiari di borsa
Spesa per borse di studio
1998/99
6.550
11.848.310
1999/00
7.976
15.829.765
2000/01
2001/02
9.602
12.407
19.885.966 25.995.927
2002/03
10.252
22.456.315
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
Tabella 6.3.12 – Importi della borsa di studio per gli studenti impegnati a tempo pieno e a tempo
parziale, a.a. 2002/03. Valori in euro
Studenti a tempo pieno
Studenti a tempo parziali
Tipo di studente
Importo intero
della borsa
In sede
Pendolare
Fuori sede
1.970
2.209
4.006
Importo
ridotto
1.643
1.746
3.350
Importo intero
della borsa
Importo
ridotto
372
478
848
250
318
530
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
107
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.13 - Copertura finanziaria delle borse di studio erogate in Piemonte, a.a. 2002/03
Fonti di copertura della spesa per borse
Tassa regionale per il diritto allo studio
Fondo Statale Integrativo
Risorse Regionali
Euro
8.341.394
9.395.826
4.719.095
%
37,1
41,8
21,0
Totale
22.456.315
100,0
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
Nel triennio 2001-2003 si è verificato un incremento della spesa totale regionale per il diritto
allo studio, pari al 28%. Inoltre nel 2002 vi è stato uno sforzo finanziario straordinario, compiuto
per continuare ad assegnare la borsa di studio a tutti gli idonei (aumentati di 2.805 unità rispetto al
2001, Tab. 6.3.7) e portare a termine i lavori della nuova residenza di via Verdi 26.
La spesa complessiva sostenuta dall’E.DI.S.U. è illustrata nella tabella 6.3.14 e include la spesa
affrontata per l’erogazione delle borse di studio.
Tabella 6.3.14 – Spesa complessiva per prestazioni agevolate e servizi agli studenti degli Atenei
piemontesi e per la realizzazione di strutture, anni 2001-2003. Valori in euro
2001
2002
2003
Totale spesa per prestazioni
agevolate e servizi
24.550.405
34.368.256
31.006.200
Totale investimenti per
strutture*
2.746.174
6.477.708
3.334.198
Totale
27.296.579
40.845.964
34.940.398
Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte.
* Si tratta degli investimenti effettuati per la realizzazione di mense, sale studio, residenze universitarie.
Si nota che la Regione Piemonte, proprio in seguito all’aumento di spesa per le borse di studio,
ha ottenuto maggiori risorse finanziarie dal Fondo Statale Integrativo, passando dalla quota del 3%
sul totale nazionale nel 1999 al 7,5% nel 2002, e riuscendo così a posizionarsi tra le prime Regioni
in termini di risorse finanziarie acquisite dal Fondo Statale (Tab. 6.3.15).
108
Relazione 2002
Diritto allo Studio e Servizi complementari
Tabella 6.3.15 - Ripartizione del Fondo Statale fra le regioni, anni 1999-2002.
Valore percentuale sul totale nazionale
Regioni
Ripartizione Fondo (% su Italia)
1999
2000
2001
2002
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino-Alto Adige
Umbria
Valle d'Aosta
Veneto
2,8
0,1
4,3
11,1
10,8
4,1
8,4
2,3
9,1
7,5
0,7
3
2,8
4,7
9,1
9,2
1,8
2,3
5,9
2,3
0,8
3,6
7,3
10,7
3,5
13,6
2
5
5,6
7,1
4
4,4
8
11
2
3,2
6
2,3
0,3
3,6
9,0
10,2
3,7
13,5
1,6
7,8
5,0
0,6
6,1
2,8
4,6
8,1
9,4
1,6
4,2
5,7
2,9
1,3
4,9
7,4
10,8
4,1
11,0
2,0
6,4
4,1
0,5
7,5
2,7
3,8
6,7
11,4
2,0
3,5
0,03
7,1
Italia
100
100
100
100
Fonte: Elaborazione su dati del CNVSU – Miur
Nota: I dati relativi al 2003 non sono ancora disponibili.
Dalla tabella 6.3.15 si osserva un buon posizionamento della Regione Piemonte, che ottiene un
risultato superiore al peso percentuale della sua popolazione studentesca.
109
Appendici
Scarica

Relazione 2002 - Università degli Studi di Torino