RELAZIONE del NUCLEO di VALUTAZIONE ANNO 2002 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO Il Rapporto è stato redatto dal Nucleo di valutazione dell’Università degli Studi di Torino nominato nella sua attuale composizione con D.R. 420 del 20.06.2003, in conformità a quanto previsto dalla L. 370/99. Ai lavori hanno preso parte la dott.ssa Catia Malatesta, la dott.ssa Elena Forti, la dott.ssa Guendalina Leonardi, il dott. Giorgio Longo e il Sig. Davide Siddi, dell’ufficio di supporto al Nucleo. Si ringrazia per la collaborazione la dott.ssa Carla Pignata, referente di ateneo per l’ufficio statistico del Miur. La composizione del Nucleo è la seguente: ADRIANO ZECCHINA Presidente, Ordinario di Chimica fisica nella Facoltà di Scienze M.F.N. FEDERICO BUSSOLINO Ordinario di Biochimica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia GIORGIO GILLI Ordinario di Igiene nella Facoltà di Scienze M.F.N. ENRICO MALTESE Ordinario di Filologia bizantina nella Facoltà di Lettere e Filosofia CARLO MANACORDA Docente a contratto di Contabilità pubblica nelle Facoltà di Economia e di Giurisprudenza GIOVANNI RE Associato di Farmacologia e tossicologia nella Facoltà di Medicina Veterinaria ANDREA SCAGNI Associato di Statistica nella Facoltà di Scienze Politiche Indice 1 Premessa 1 2 La didattica 4 2.1 L’offerta didattica dell’Ateneo 4 2.2 L’offerta didattica post-lauream 9 2.3 La domanda di istruzione universitaria 15 2.4 Gli scambi internazionali 17 2.5 L’organizzazione didattica: risorse umane e distribuzione per Facoltà 20 2.6 Rapporto studenti/docenti: alcuni dati sul contesto nazionale e internazionale 22 2.7 La riforma degli ordinamenti didattici 23 2.8 L’analisi della performance didattica 27 2.9 Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale 31 3 La valutazione della didattica 34 3.1 Il quadro precedente 34 3.2 Il progetto di indagine 2002-2003 35 3.3 Il questionario 37 3.4 La preparazione 38 3.5 Lo svolgimento dell’indagine 39 3.6 La copertura e l’errore 40 3.7 Il feedback dalle Facoltà 42 3.8 L’impiego dei risultati 43 3.9 L’indagine sui dottorandi 44 3.10 L’indagine sui laureandi 45 3.11 Il quadro nazionale 46 4 La ricerca 50 4.1 Premessa 50 4.2 L’analisi dell’attività dei Dipartimenti 51 4.3 L’analisi dei risultati ottenuti nei bandi ministeriali 75 4.4 Dottorandi, Assegnisti e borse post-lauream: alcuni dati sul contesto nazionale 79 5 La gestione amministrativa 82 5.1 Il quadro complessivo e le instabilità del sistema gestionale 82 5.2 L’ordinamento e l’organizzazione 85 5.3 La gestione delle risorse umane 86 5.4 La gestione delle risorse economiche 91 6 Le attività a sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo 94 6.1 Premessa 94 6.2 Interventi destinati alla generalità degli studenti 95 6.3 Interventi non destinati alla generalità degli studenti 102 Appendici I Allegati al capitolo “La valutazione della didattica” I-1 I.1 Allegato A – Scheda del questionario per singolo corso I-1 I.2 Allegato B – Scheda del questionario in batteria I–3 I.3 Allegato C – Pieghevole informativo di presentazione dell’indagine I-5 II I risultati della prima indagine coordinata sulle opinioni degli studenti sulla didattica II - 1 II.1 Premessa II - 1 II.2 Riflessioni sulla natura e scopi dell’indagine II – 2 II.3 Prospettive e direzioni di approfondimento II - 5 III La valutazione delle opinioni degli studenti sulla didattica a Torino. III - 1 Primi risultati dell’indagine a.a. 2002-03 Relazione 2002 Premessa 1 Premessa La relazione per l’anno 2002 del Nucleo di Valutazione è articolata in capitoli dedicati a: Didattica, Valutazione delle opinioni studenti e dottorandi, Ricerca, Gestione amministrativa e Attività di sostegno degli studi ed inserimento lavorativo. Lo schema di lavoro, nonché il grado di dettaglio con cui vengono presentati i vari argomenti, non coincidono necessariamente con quelli adottati dai nuclei delle altre università. Questo per due ragioni fondamentali. La prima ragione consiste nel fatto che non c’è uno schema rigido prefissato a cui tutti i nuclei devono necessariamente attenersi. La seconda ragione dipende dalla sensibilità di ciascun nucleo verso i problemi del proprio ateneo e alla cui soluzione si sente maggiormente impegnato. Questa seconda ragione è conseguenza diretta del ruolo di “orientamento attivo verso la valutazione” che ciascun nucleo è chiamato a svolgere nel proprio specifico contesto. Per quanto riguarda la presente relazione, la massima attenzione è riservata a: i) descrizione delle ripercussioni sulla didattica della riforma dei piani di studio; ii) descrizione degli aspetti pratici e metodologici della rilevazione centralizzata delle opinioni studenti secondo la metodologia suggerita dal Comitato Nazionale; iii) descrizione della attività di rilevazione delle opinioni dei dottorandi; iv) descrizione dei risultati della rilevazione della ricerca presso i dipartimenti e dei problemi metodologici ad essa associati; v) descrizione dei dati principali della gestione amministrativa e discussione dei problemi di corretta valutazione ad essa collegati. vi) Per quanto riguarda le attività di sostegno degli studi la relazione riporta principalmente i dati provenienti da fonti regionali. Ogni singolo capitolo è stato disegnato non solo per fornire un quadro realistico di ciascun settore, ma anche per offrire spunti di riflessione sia alle autorità accademiche dell’Ateneo che al Comitato di Valutazione Nazionale. Per quanto riguarda in particolare il capitolo sulla Didattica, è utile sottolineare come l’attuale relazione sia la prima che cerca di illustrare e valutare le ripercussioni apportate dalla riforma universitaria alla numerosità e organizzazione dei percorsi didattici delle Facoltà. Nonostante lo sforzo statistico affrontato, l’analisi dei dati risulta ancora alquanto problematica a causa del carattere transitorio della situazione. Infatti non si è ancora concluso il primo ciclo delle lauree triennali attivate nell’anno accademico 2001/02. Nel contempo i dati riguardanti i corsi di laurea che hanno applicato la riforma già a partire dal 2000/01 non sono sufficientemente numerosi da permettere conclusioni di carattere sufficientemente generale. Su questa base è evidente che un quadro veramente significativo potrà essere fornito solo nella relazione del prossimo anno. Nonostante queste doverose premesse, emergono già alcuni fatti significativi riguardanti l’elevato numero di offerte didattiche e il grande ventaglio dei numeri riguardanti gli iscritti ai vari corsi di laurea (in alcuni casi molto grandi o in altri molto piccoli). Questo punto deve essere ben ponderato dalle autorità accademiche, che devono rifuggire da valutazioni basate puramente su criteri di numerosità delle coorti tenendo nel dovuto conto sia l’effetto amplificativo, ma puramente temporaneo delle mode, che l’importanza culturale e strategica del contenuto dei corsi. Un altro elemento che emerge dall’analisi dei dati è l’aumento degli iscritti, un dato che tende a spezzare l’andamento negativo registrato negli ultimi anni. Dati confortanti provengono infine anche dal numero dei laureati che posizionano l’Università di Torino ai primi posti nel panorama nazionale. Nel terzo capitolo riguardante la Valutazione delle opinioni degli studenti si riportano e discutono i problemi incontrati dal Nucleo nella rilevazione delle opinioni degli studenti conformemente alle indicazioni nazionali diffuse dal CNSVU. 1 Relazione 2002 Premessa Nella relazione ci si sofferma opportunamente sulla procedura adottata, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Facoltà in uno sforzo complesso di compartecipazione. Si è trattato nel complesso di un lavoro molto oneroso che il Nucleo ha affrontato in prima persona. Si può dire senza tema di smentite che l’iniziativa ha avuto successo, anche se sono emerse difficoltà che vale la pena di segnalare. La prima difficoltà concerne la valutazione aggregata dei risultati delle diverse strutture legata a fattori sia esogeni (diverse attitudini e approcci alla vita universitaria degli studenti delle facoltà scientifiche ed umanistiche) sia di organizzazione del lavoro per le attività gestite direttamente dai referenti locali dell’indagine. La seconda difficoltà riguarda l’organizzazione del lavoro degli studenti part-time utilizzati per la somministrazione dei questionari. All’indagine sulle opinioni degli studenti di primo e secondo livello è stata affiancata inoltre un’indagine sperimentale autonoma (mediante interviste telefoniche capillari) sulle opinioni degli studenti di dottorato svolta nell’estate 2003. Nonostante l’importanza del tema, tale tipo di intervento è poco diffuso a livello nazionale ed è stato effettuato per la prima volta a Torino. I risultati complessivi delle indagini 2002/03 sono attualmente all’esame del Nucleo e verranno presentati all’Ateneo all’inizio del 2004. Il quarto capitolo, dedicato alla Ricerca, contiene una grande quantità di dati ed elaborazioni riguardanti i prodotti della ricerca e i costi relativi. Si tratta del risultato di un grande sforzo di raccolta ed elaborazione che speriamo si possa rivelare utile sia a livello locale che nazionale. Come suggerito dal Comitato Nazionale, la relazione tratta dell’attività dei Dipartimenti e permette di avere informazioni ed indicatori su: i) fonti di finanziamento, capacità di acquisire fondi esterni e prodotti scientifici ottenuti dai docenti; ii) risultati dell’Ateneo nei bandi ministeriali e confronto con i risultati ottenuti da altri Atenei; iii) confronto tra l’Ateneo torinese e gli altri Atenei per quanto attiene il numero di Assegnisti, Dottorandi e post-doc. I dati riportati sono i più accurati sino ad ora raccolti e testimoniano di uno sforzo senza precedenti da parte del Nucleo e di un buon grado di consapevolezza e collaborazione raggiunto dai Dipartimenti. In particolare per quanto riguarda i prodotti della ricerca si è cercato di tener conto maggiormente delle specificità delle varie discipline. Su questo punto assai delicato, la collaborazione attiva in termini di proposte da parte delle varie aree scientifiche è benvenuta. E’ opinione del Nucleo che questa relazione sia molto innovativa e completa e possa costituire quindi la base per l’impostazione di una politica della ricerca dell’Ateneo. Per questa ragione nel testo sono contenute Il quinto capitolo è dedicato alla Gestione Amministrativa. Per quanto concerne questo settore il Nucleo di valutazione ha dovuto ancora prendere atto, suo malgrado, che non sono venute meno le cause di instabilità del sistema universitario nel suo complesso, cause che hanno determinato negli anni passati, e determinano tutt'oggi, situazioni di incertezza e difficoltà nella gestione tali da non consentirne un ordinato sviluppo nelle diverse manifestazioni. Le difficoltà della finanza pubblica presenti nel Paese si riflettono anche pesantemente sulla vita degli Atenei, sovente nell'impossibilità di programmare interventi didattici e di ricerca scientifica per carenza di risorse finanziarie anche minime. La mancata soluzione di questo nodo vitale - che, tra l'altro, sembra destinato a perdurare - produrrà arretramenti rispetto alle altre realtà internazionali simili, facendo perdere competitività al nostro sistema rispetto ad esse, con immancabili ricadute negative in tutti i settori delle attività nazionali. Per quanto concerne l'attività interna dell'Ateneo nell'anno 2002, il Nucleo ha proceduto alle verifiche di spettanza riguardanti gli aspetti organizzativi e gestionali di natura finanziaria, economica e patrimoniale, nonché di promozione generale dell'Ateneo. Rimandando alle annotazioni sviluppate, più dettagliatamente, nel contesto della relazione al proposito, sul piano generale il Nucleo ha accertato, dandone atto, il realizzarsi, nel corso dell'anno a riferimento, di alcuni processi di ottimizzazione nelle suddette aree della gestione. Questi processi, tuttavia, non sembrano esaustivi dell'insieme di interventi che andrebbero posti in essere 2 Relazione 2002 Premessa per dare modernità e vitalità alle strutture amministrative e logistiche dell'Ateneo. Il Nucleo ha, quindi, sottolineato la necessità che gli organi di governo dell'Università si facciano carico dei provvedimenti occorrenti a rimuovere le situazioni di criticità riscontrate. Il sesto capitolo è dedicato alle Attività di sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo. Per quanto attiene gli interventi riguardanti le borse di studio sia in termini assoluti che comparativi con altre realtà universitarie italiane i dati riportati sono di fonte EDISU. Specifica attenzione è dedicata anche alle attività di orientamento e di tutorato svolte presso il nostro Ateneo: esse sono elencate in dettaglio e discusse conseguentemente . Uno specifico punto è infine dedicato all’attività del CORFUI nel settore dei tirocini. 3 Relazione 2002 La Didattica 2 La didattica Premessa In questo capitolo della Relazione vengono esaminati i dati relativi all’offerta didattica dell’Ateneo Torinese per l’anno accademico 2002/03, con l’intento di valutare, laddove possibile, i primi effetti dell’impatto della riforma universitaria sulla qualità e sull’efficienza dei percorsi didattici. Il raggiungimento di tale obiettivo complessivamente per tutto l’Ateneo, tuttavia, è reso difficoltoso dall’incompletezza e dalla disomogeneità dei dati disponibili. A questo proposito si deve sottolineare, come già affermato nella Relazione dello scorso anno, che per l’anno accademico 2002/03 la situazione descritta riflette una fase di transizione, infatti solo 5 Facoltà hanno portato a termine il primo triennio di applicazione della riforma, avviata nell’a.a. 2000/01. Dato il carattere sperimentale dell’iniziativa ed il numero limitato dei corsi e studenti interessati, risulta purtroppo di difficile interpretazione l’analisi relativa a tali corsi per una prima riflessione sull’evoluzione della riforma. Nelle altre Facoltà non si è ancora concluso il primo ciclo relativo alle lauree triennali attivate nell’a.a. 2001/02. Nella valutazione dei dati restano anche delle incognite legate alla possibile disattivazione di diversi corsi di laurea e all’effettiva attivazione dei corsi di laurea specialistica, nonché alla corretta assunzione ed interpretazione dei dati relativi agli studenti passati dal vecchio al nuovo ordinamento. Tale situazione per esempio emerge dall’analisi dei dati che sono riportati nelle tabelle e figure del capitolo 2.8 (L’analisi della performance didattica), in cui si possono riscontrare andamenti anomali, parte dei quali giustificabili in quanto derivanti da situazioni particolari come ad esempio la nuova istituzione di facoltà o corsi di laurea. In via generale si deve comunque tener conto del margine di errore contenuto nei risultati presentati, derivante dall’esistenza di una base dati in continuo assestamento. Tale situazione può essere giustificata dall’insorgenza di problemi di tipo informatico derivanti dalla gestione contemporanea del vecchio e nuovo ordinamento. 2.1 L’offerta didattica dell’Ateneo Al fine di valutare la dinamica dell’offerta complessiva in atto è stato preso in considerazione l’a.a. 1999/2000, l’ultimo integralmente ascritto al vecchio ordinamento. In quell’anno l’offerta didattica complessiva confrontabile contava 44 corsi di laurea e 40 di diploma. La successiva tabella di riepilogo (Tabella 2.1.1) mette in evidenza una proliferazione di corsi di studio, conseguenza diretta dell’applicazione della riforma che ha costretto ad un ripensamento delle offerte didattiche e alla diversificazione delle stesse in funzione di un più specifico indirizzo professionalizzante del percorso formativo universitario. Va sottolineato, comunque, che la composizione dell’offerta didattica è stata ulteriormente arricchita dalla nuova attivazione delle lauree specialistiche. 4 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.1.1 - L’offerta formativa per Facoltà nell’a.a. 2002/2003 e variazione rispetto all’a.a. 2001/2002 Confronto tra a.a. 2001/2002 e a.a. 2002/2003 a.a. 2002/2003 Facoltà L LS Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e filosofia Lingue e letterature straniere Medicina e chirurgia Medicina e veterinaria Psicologia Sc. Formazione Scienze MFN Sc. Politiche Scuola Amm. Aziendale Scuola Univ. Biotecnologie Scuola Univ. Sc. Motorie Interfacoltà 9 2 12 2 4 8 11 3 18 1 5 4 5 10 23 14 10 TOTALE attivati 97 57 ciclo CDL CDU Totale unico 2 3 1 1 1 1 2 1 1 5 1 2 3 6 2 3 Ciclo CDL CDU unico L LS 11 12 4 4 19 3 22 2 5 10 33 25 2 2 3 8 -2 -1 = = = = +18 = +1 +1 -2 = = = = +5 +1 = = = +1 = = = = = +7 +2 = -1 +4 +3 = = = = = = +3 = = = = = = = = = = = = = = = -3 = = = = = = = = = = = = = = = -15 = = = = = -1 = = = 165 +20 +17 +3 -3 -16 Fonte: Miur-Ustat, indagine sull’offerta formativa Legenda: L Laurea Triennale LS Laurea Specialistica Ciclo unico Laurea Specialistica a ciclo unico CDL Laurea (vecchio ordinamento) CDU Diploma universitario (vecchio ordinamento) Tabella 2.1.2 - Riepilogo dell’offerta formativa nell’a.a. 2002/2003 Tipologia corso di studio Attivati Lauree triennali 97 Lauree specialistiche 57 Lauree specialistiche a ciclo unico 6 Corsi di Laurea vecchio ordinamento 2 Corsi di Diploma vecchio ordinamento 3 Totali Corsi di Studio 165 Master di primo livello Master di secondo livello Corsi di dottorato Scuole di specializzazione Corsi di perfezionamento Totali post-lauream 18 8 63 70 36 195 Fonte: Miur-Ustat, indagine sull’offerta formativa I dati riportati nella Tabella 2.1.1, che illustra un confronto tra i corsi attivi nell’a.a. 2001/2002 e quelli attivi nell’anno accademico in esame, confermano che la tendenza alla proliferazione dei corsi, benché ancora in atto, vada esaurendosi. L’incremento dei Corsi di Laurea di I livello (+ 20) è da attribuire alla situazione particolare della Facoltà di Medicina e Chirurgia, verificatasi a seguito della trasformazione dei CDU in Lauree triennali. L’incremento del numero di Corsi di Laurea di II livello può essere quasi interamente ricondotto al completamento dei percorsi formativi in applicazione della riforma presso alcune Facoltà e all’offerta delle Scuole universitarie. 5 Relazione 2002 La Didattica Benché il numero dei corsi di studio sia in assoluto alto – ma in linea con l’andamento medio nazionale – esso rispecchia una pluralità cospicua di corsi di studio intrinseca all’impianto della riforma disegnato dal legislatore, questo fattore congenito è destinato a incidere maggiormente nelle realtà complesse (Atenei di dimensioni medio-grandi, con possibilità e necessità di diversificare considerevolmente l’offerta). Tuttavia questa situazione merita un’attenta considerazione da parte degli organi di governo accademici per ciò che riguarda sia la qualità effettiva dell’offerta, sia la sostenibilità complessiva. Il Nucleo, infatti, ribadisce, come già evidenziato nella Relazione dello scorso anno, che l’incremento dell’offerta didattica sembra essere, in alcuni casi, non commisurato alle forze effettive già presenti o acquisibili e potrebbe influenzare la qualità della didattica e di conseguenza della ricerca. Sotto il profilo strettamente quantitativo a livello di Ateneo bisogna sottolineare che l’analisi dei dati relativi al numero di iscritti per l’a.a. 2002/03 evidenzia complessivamente un aumento delle iscrizioni rispetto all’anno accademico precedente e in controtendenza all’andamento negativo registrato negli ultimi anni (Tab 2.3.1). Tuttavia, un’analisi più dettagliata a livello di singolo corso di laurea mette in risalto situazioni di evidente dispersione di risorse, anche se, allo stato attuale, tali dispersioni potrebbero risultare di relativa importanza in vista dei possibili assestamenti che conseguiranno a prevedibili disattivazioni e di una più rigorosa applicazione dei vincoli previsti dai “requisiti minimi”. I corsi di laurea del nuovo ordinamento sono stati valutati per numerosità di studenti iscritti per ciascuna Facoltà nel corso dell’anno accademico 2001/2002. I corsi sono stati suddivisi in 15 classi sulla base del numero degli studenti (iscritti totali) della classe; l’intervallo considerato per ciascuna classe è riportato nella prima colonna di ciascuna delle tabelle (Tab. 2.1.3, 2.1.4 e 2.1.5). Le prime due classi sono state differenziate, in tutte e tre le tabelle, a seconda dell’area disciplinare della Facoltà, distinguendo tra umanistiche e scientifiche. Tale soluzione è stata adottata in riferimento ai valori minimi fissati dalla delibera 17/2001/II/1 del Senato Accademico dell’Università di Torino del 26 luglio 2001 per l’attivazione dei corsi di laurea triennale (almeno 30 iscritti per le lauree triennali afferenti alle Facoltà umanistiche e almeno 20 per quelle afferenti alle Facoltà scientifiche). Dall’analisi della Tabella 2.1.3 risulta che ben 34 corsi hanno un numero di studenti iscritti non superiore a 25, 7 risultano essere lauree triennali e 27 lauree specialistiche; di questi 34 corsi di laurea, 4 corsi risultano comprendere 1 solo studente, 5 corsi solo 2 studenti, 4 corsi 3 studenti e 2 corsi 4 studenti. In presenza di situazioni di precarietà il Nucleo suggerisce che vengano adottate tutte le iniziative necessarie per il rispetto dei requisiti minimi attualmente previsti dal Ministero. Poiché si tratta per la quasi totalità di lauree specialistiche, in alcuni casi un numero di studenti così limitato può essere giustificato dal fatto che il numero degli iscritti sia da attribuire a studenti il cui titolo di studio è stato convertito in laurea di primo livello e che in seguito si sono iscritti ad un corso di laurea specialistica. Tuttavia, come più volte precisato in precedenza, risulta difficile effettuare un’analisi dei dati dell’a.a. 2001/2002 ed è perciò necessario attendere il completamento di un intero ciclo per valutare i dati relativi ai corsi di nuova istituzione. 6 Relazione 2002 La Didattica 1 1 1 1 1 4 1 3 1 2 3 1 2 1 1 1 2 1 1 1 1 1 1 2 2 5 2 1 1 1 1 1 21 7 1 31 4 40 2 1 1 2 - 1 7 2 - - 5 2 2 1 1 1 4 8 24 9 33 15 24 9 2 3 1 1 1 1 9 4 7 3 3 1 1 4 17 5 2 4 9 102 20 10 15 5 6 6 2 9 26 10 3 5 10 208 Sc. Politiche Sc. della Formazione Psicologia 5 Lettere e Filosofia Lingue e Lett. Straniere 11 6 8 2 3 5 1 5 9 5 1 1 1 106 Interfacoltà 4 4 Giurisprudenza - 33 15 - Economia Scienze MFN 17 3 - Totale complessivo Totale 1 1 - Totale facoltà Umanistiche 5 3 - 14 4 - Totale Facoltà Scientifiche 51 - 75 75 - 100 101 - 125 126 - 150 151 - 180 181 - 230 231 - 250 251 - 300 301 - 500 501 - 750 751 - 1000 1001 - 1400 > 1400 2 - Scuola Univ. Biotecnologie 2 5 - Medicina Veterinaria (*) 1- 20 (*) 21 - 50 (*) 1 - 30 (*) 31 -50 Medicina e Chirurgia Farmacia Agraria Numero iscritti Interfacoltà Tabella 2.1.3 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Totale offerta formativa a.a. 2001/02) 1 2 1 1 2 1 23 5 1 8 1 2 1 1 1 24 4 2 2 1 2 2 2 1 2 2 1 5 16 24 3 Totale - 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 - 1 4 1 2 24 1 45 - 1 1 1 4 2 4 17 7 15 5 17 7 2 3 1 1 1 1 5 4 7 3 2 1 1 2 13 2 1 3 1 69 8 9 10 5 3 4 2 4 16 3 2 3 1 114 Sc. Politiche Sc. della Formazione - 4 1 2 5 3 1 1 1 1 1 13 7 2 Psicologia Lettere e Filosofia Lingue e Lett. Straniere 3 2 1 1 Interfacoltà 3 5 3 2 1 3 1 2 3 1 1 1 Giurisprudenza - 2 2 Economia Scienze MFN Medicina Veterinaria - 15 5 - Totale complessivo 2 3 - 14 1 - Totale facoltà Umanistiche 51 - 75 75 - 100 101 - 125 126 - 150 151 - 180 181 - 230 231 - 250 251 - 300 301 - 500 501 - 750 751 - 1000 1001 - 1400 > 1400 1 - Totale Facoltà Scientifiche 1 3 - Scuola Univ. Biotecnologie (*) 1- 20 (*) 21 - 50 (*) 1 - 30 (*) 31 -50 Medicina e Chirurgia Farmacia Agraria Numero iscritti Interfacoltà Tabella 2.1.4 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi del nuovo ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02) 14 4 1 16 2 2 1 1 1 3 4 9 18 7 Relazione 2002 La Didattica 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 - - 2 1 1 11 1 28 - - 4 3 1 5 4 3 2 3 1 1 1 1 5 4 7 3 2 1 1 2 13 2 1 3 1 52 8 9 10 5 3 4 2 3 14 3 2 3 1 80 Sc. Politiche Sc. della Formazione - 1 1 1 1 1 4 1 2 5 3 1 3 1 1 4 1 1 1 1 12 1 Psicologia Lettere e Filosofia Lingue e Lett. Straniere 3 2 1 1 Interfacoltà 3 5 3 2 1 3 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Giurisprudenza - 2 2 Economia Scienze MFN - 1 5 - Totale complessivo 2 3 - Medicina Veterinaria Medicina e Chirurgia - 1 1 - Totale facoltà Umanistiche 1 - Totale Facoltà Scientifiche 3 - Scuola Univ. Biotecnologie (*) 1- 20 (*) 21 - 50 (*) 1 - 30 (*) 31 -50 51 - 75 75 - 100 101 - 125 126 - 150 151 - 180 181 - 230 231 - 250 251 - 300 301 - 500 501 - 750 751 - 1000 1001 - 1400 > 1400 Totale Farmacia Agraria Numero iscritti Interfacoltà Tabella 2.1.5 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi di laurea triennale del nuovo ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02) 14 4 1 8 4 2 2 1 14 51 - 75 75 - 100 101 - 125 126 - 150 151 - 180 181 - 230 231 - 250 251 - 300 301 - 500 501 - 750 751 - 1000 1001 - 1400 > 1400 - 1 1 - - - 1 - 14 - - - - - 6 2 - - 3 2 Sc. Politiche Sc. della Formazione Psicologia Lettere e Filosofia Lingue e Lett. Straniere Interfacoltà Giurisprudenza Economia Totale Facoltà Scientifiche Scuola Univ. Biotecnologie 13 4 Totale complessivo - Scienze MFN Medicina Veterinaria Medicina e Chirurgia Farmacia 1 Totale facoltà Umanistiche (*) 1- 20 (*) 21 - 50 (*) 1 - 30 (*) 31 -50 Agraria Numero iscritti Interfacoltà Tabella 2.1.6 - Classificazione dei corsi di studio per numerosità di studenti iscritti (Corsi di laurea specialistica e specialistica a ciclo unico del nuovo ordinamento dell'offerta formativa a.a. 2001/02) 13 4 14 1 2 13 4 1 2 Totale 1 2 1 13 17 8 5 4 17 Fonte: Area Studenti. Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione (*)Le prime due classi di numerosità di iscritti sono state differenziate a seconda dell’area disciplinare della facoltà distinguendo tra umanistiche e scientifiche. Tale soluzione è stata adottata in riferimento ai valori minimi fissati dalla delibera del Senato Accademico n.17/2001/II/1 del 26 luglio 2001 per l’attivazione dei corsi di laurea triennale. 8 34 Relazione 2002 La Didattica 2.2 L’offerta didattica post-lauream. 2.2.1 I corsi di dottorato La Tabella 2.2.1 riepiloga l’offerta del XVIII ciclo, con l’indicazione dei relativi Dipartimenti proponenti, “sede” naturale dell’attività dei singoli dottorati. Tabella 2.2.1 – Offerta dei corsi di dottorato di ricerca del XVIII ciclo Dipartimenti proponenti Corsi di dottorato Biologia animale e dell'uomo Biologia animale e dell'uomo Biologia vegetale Chimica IFM Chimica IFM; Chimica analitica; Chimica GOA Discipline artistiche, musicali e dello spettacolo Discipline artistiche, musicali e dello spettacolo Discipline ginecologiche ed ostetriche Discipline medico-chirurgiche Economia "Cognetti de Martiis" Economia "Cognetti de Martiis" Economia "Cognetti de Martiis" Economia aziendale Filologia, linguistica e tradizione classica Filosofia Fisica generale; Fisica sperimentale; Fisica teorica Genetica, biologia e biochimica Genetica, biologia e biochimica Genetica, biologia e biochimica Informatica Matematica Medicina e oncologia sperimentale Medicina interna Morfofisiologia veterinaria Neuroscienze Neuroscienzze - Sez. Fisiologia Orientalistica Patologia animale Produzioni animali, epidemiologia ed ecologia Psicologia Psicologia Psicologia Psicologia Sc. antropologiche, archeologiche e storicoterritoriali Sc. antropologiche, archeologiche e storicoterritoriali Sc. cliniche e biologiche Sc. cliniche e biologiche Sc. del linguaggio e lett. moderne comparate Sc. del linguaggio e lett. moderne comparate Biologia evoluzionistica e conservazione della biodiversità Scienze bio-chimiche Biologia e biotecnologia dei funghi Scienza e tecnologia dei materiali Scienze chimiche Anglistica Discipline del Cinema e del Teatro Scienze cliniche Radioimmunolocalizzazione dei tumori umani Economia delle istituzioni e della creatività Scienze e progetto della comunicazione Scienze economiche (ex Studi economici europei) Economia aziendale Filologia e letteratura greca, latina e bizantina Filosofia ed ermeneutica filosofica Fisica Biochimica e biotecnologia cellulare Biologia umana: basi molecolari e cellulari Genetica umana Informatica Matematica Patologia sperimentale e molecolare Fisiopatologia medica Scienze di base e biotecnologie veterinarie Neuroscienze Fisiologia Ebraistica Scienze cliniche e veterinarie Produzioni animali Psicodinamica delle relazioni e dei comportamenti di lavoro, organizzativi e istituzionali Psicologia clinica e relazioni interpersonali Psicologia sociale e dello sviluppo in una prospettiva applicativa Scienze cognitive Archeologia. Sviluppo storico e interrelazioni culturali nell'antichità e nel Medio Evo Scienze antropologiche Farmacologia e terapia sperimentale e clinica Immunologia e biologia cellulare Letteratura e linguistica tedesca Letterature comparate e filologia romanza 9 Relazione 2002 La Didattica Dipartimenti proponenti Sc. della terra; Sc. Mineralogiche e petrologiche Sc. dell'educazione e della formazione Sc. e tecnologie del farmaco Sc. giuridiche Sc. giuridiche Sc. giuridiche Sc. giuridiche Sc. giuridiche "Ruffini" Sc. letterarie e filologiche Sc. letterarie e filologiche Sc. letterarie e filologiche Sc. letterarie e filologiche Sc. Oncologiche Sc. Oncologiche Sc. pediatriche e dell'adolescenza Scienze oncologiche; Fisica teorica Scienze sociali Storia Storia Storia Studi politici Studi politici Valorizzazione e protezione risorse agroforestali Biologia Animale e dell’Uomo; Chimica I.F.M.; Discipline Filosofiche; Economia Aziendale; Fisica Generale; Informatica; Psicologia; Scienze Letterarie e Filologiche; Scienze Sociali; Statistica e Matematica Applicata alle Scienze Umane; Storia; Interateneo Territorio Corsi di dottorato Scienze della terra Scienze dell'educazione e della formazione Scienza del farmaco Scienze giuridiche - diritto penale italiano e comparato Scienze giuridiche - diritto processuale penale Scienze giuridiche - diritto pubblico Scienze giuridiche - Filosofia del diritto, teoria delle scienze normative e dell'ordinamento internazionale Scienze giuridiche - diritto civile Francesistica Italianistica Linguistica, linguistica applicata, ingegneria linguistica Romanistica Oncologia umana Scienze e tecnologie cellulari Pediatria sperimentale Sistemi complessi applicati alla biologia post-genomica Ricerca sociale comparata Istituzioni, società, religioni dal tardo-antico alla fine del Medioevo Storia della società europea in età moderna Storia delle società contemporanee Scienza politica Studi politici europei ed euro-americani Scienze agrarie, forestali ed agroalimentari Cultura e impresa Legenda: Sono indicati in grassetto i corsi di nuova attivazione. In termini numerici, l’offerta del XVIII ciclo incrementa gli anni precedenti (XV ciclo: 52; XVI ciclo: 55; XVII ciclo: 54), il che non può non rappresentare un elemento di soddisfazione, tanto più in un periodo di restrizioni per le risorse degli Atenei. Per ciò che più propriamente riguarda la valutazione delle attività di dottorato, il Nucleo ha già espresso in passato le proprie osservazioni critiche sulla notevole difformità dell’organizzazione della didattica, non sempre giustificabile in base alle peculiarità disciplinari dei singoli dottorati, e ha espresso l’auspicio di un generale movimento dei dottorati di ricerca dell’Ateneo verso forme di meglio definita e più visibile attività formativa e di ricerca. Il tema, evidentemente, va ben oltre l’istituzionale premura del Nucleo e ben oltre i confini dell’Ateneo: è il tema cruciale della funzione effettiva dei dottorati quale terzo livello dell’Università italiana, ovvero luogo di formazione finalizzato all’acquisizione delle competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta qualificazione – ma anche, come dispone la nuova disciplina sul dottorato di ricerca (L. 210/98, art.4 e relativo regolamento attuativo sul Dottorato di ricerca, D.M. 224/99, art. 4), luogo di formazione professionale, in grado di interagire con soggetti pubblici e privati. Considerato il valore strategico della risorsa dottorato e la sua apicalità nella costruzione del nuovo edificio dei cicli, il Nucleo ha inteso, nell’anno in osservazione, dedicare particolare impegno nella propria attività valutativa, sia attraverso un più stretto raccordo con iniziative avviate in ambito centrale, sia attraverso approcci e strumenti elaborati autonomamente. 10 Relazione 2002 La Didattica Il movimento che si è innescato, su scala nazionale, per una più rigorosa e uniforme valutazione del terzo livello universitario (tradizionalmente una zona d’ombra nell’ambito generale della valutazione universitaria), ha avuto finora momenti di buona aggregazione e visibilità, ma procede ancora in maniera molto lenta e intermittente. Soggetto trainante e coordinante, in collaborazione con il CNVSU, è stata finora la CRUI, che sulla scorta di un documento fondante del maggio 2002 (Proposta di un sistema di valutazione dei corsi di Dottorato di ricerca), ha organizzato incontri e gruppi di lavoro tra rappresentanti dei vari Atenei. I dati – ma più ancora i problemi emersi – mettono a nudo la sostanziale arretratezza non solo della valutazione dei dottorati di ricerca, ma, ancor prima e soprattutto, del sistema dei dottorati in sé. Senza dubbio il passaggio alla gestione autonoma da parte dei singoli Atenei ha peggiorato la situazione, che tuttavia era grave in partenza: per limitarsi a fatti macroscopici, mancano tuttora – ma mancano dall’origine – elementari e indispensabili sistemi di gestione e osservazione, quali un’anagrafe dei dottorati di ricerca e un’anagrafe dei dottori e dei dottorandi di ricerca. Le ripercussioni di queste carenze sono troppo facilmente immaginabili perché valga la pena di scendere nel dettaglio delle negatività. Ci si limita solo a rilevare come gli sforzi complessivi dei soggetti coinvolti – Miur e Atenei – per definire e rendere adeguatamente visibili i percorsi didattici di I e di II livello (sito OFF.F) non abbiano al momento alcun riscontro confrontabile per il III livello. Ancor più desolanti sono altri aspetti, che andrebbero urgentemente e adeguatamente affrontati. Anche qui, basta indicare le sofferenze principali: (a) la totale assenza di un sistema di accreditamento delle attività didattiche del dottorato sufficientemente omologo e condiviso (a.1) presso il medesimo Ateneo (!) e (a.2) tra i diversi Atenei; (b) l’assenza di una griglia minima di criteri per garantire un processo di valutazione e confronto delle diverse realtà dei dottorati, onde garantire una migliore allocazione delle risorse disponibili, ancora (b.1) a livello intrateneo e (b.2) interateneo. Il quadro va probabilmente deteriorandosi per una serie ben nota di fattori, tra i quali destano preoccupazione: la deriva di crescente divaricazione tra singole realtà alimentata dalla perdurante assenza di rimedi; la simmetrica inerzia di tali realtà a rispondere a pur minime sollecitazioni al cambiamento; a ciò si aggiunge ancora una difficoltà, ormai piuttosto percepibile, dell’istituzione dottorato a conservare una propria identità specifica e un primato nell’ambito delle attività didattiche post lauream innovato dal legislatore (in che cosa il dottorato si differenzia e rimane “superiore” rispetto a un “master” di II livello, che ha dalla sua parametri di accreditamento in linea con il sistema e una “regolare” organizzazione formativa?). In un orizzonte così incerto, il Nucleo di valutazione dell’Ateneo torinese ha inteso comunque svolgere con rinnovata attenzione il proprio compito. A partire dall’anno in esame è stata predisposta e somministrata a tutti i coordinatori di dottorato una nuova versione del questionario che raccoglie voci significative per la valutazione dell’attività di dottorato. L’acquisizione delle risposte al questionario è connessa con l’annuale relazione nel Nucleo sull’attività di dottorato (D.M. 30.4.1999, n. 224, art. 3, c. 2). Rispetto alle versioni precedenti numero e precisione dei dati richiesti sono cresciuti sensibilmente. L’orizzonte di osservazione, inoltre, è passato dal solo 1° anno dei corsi attivi al 1° e 3° anno, così da poter ottenere informazioni aggiornate non solo sull’avvio, ma anche sulla conclusione dei singoli cicli. Questa prima esperienza è stata sufficientemente confortante per quanto riguarda il numero delle risposte pervenute (40 risposte su 52 corsi attivi per il 3° anno del XV ciclo; 50 risposte su 55 corsi attivi per il 1° anno del XVII ciclo). Quanto ai dati desumibili, si possono osservare alcuni elementi positivi: un’accresciuta capacità dei Dipartimenti sedi del dottorato nell’acquisire risorse aggiuntive da destinare a borse; un sufficiente, sebbene non esaltante, livello di internazionalizzazione. Tra gli elementi di criticità vanno annoverati: il numero di borse Miur non assegnate (con conseguente ritorno dei relativi fondi al Ministero); la ridotta o del tutto assente didattica istituzionale di alcuni dottorati, in un quadro di forte eterogeneità; la presenza occasionale di dottorandi giunti alla soglia dell’esame per il conferimento del titolo finale senza alcuna pubblicazione al proprio attivo. 11 Relazione 2002 La Didattica Il Nucleo di valutazione si propone di affinare ulteriormente il questionario, al fine di acquisire dati sempre più significanti, da integrare con i dati raccolti attraverso il questionario somministrato agli iscritti al dottorato, per il quale si veda più avanti al paragrafo 3.9. Tabella 2.2.2 - Andamento posti messi a concorso per dottorati di ricerca per ciclo di attivazione XVII ciclo di dottorato XVIII XIX con borsa Miur con borsa finanziata da terzi con borsa ISASUT 152 28 6 164 46 15 156 50 18 Totale con borsa Posti liberi 186 145 225 193 224 195 Totale posti a concorso 331 418 419 Posti messi a concorso Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo) Figura 2.2.1 - Andamento della composizione percentuale dei posti messi a concorso nei corsi di dottorato di ricerca 100% 90% 80% 44% 46% 47% 4% 4% 70% 60% 2% 50% 8% 11% 12% 40% Posti liberi 30% 46% 37% 39% 20% con borsa ISASUT 10% con borsa finanziata da terzi con borsa Miur 0% XVII XVIII XIX Ciclo Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo) Tabella 2.2.3 - Andamento posti assegnati nei corsi di dottorato di ricerca per ciclo di attivazione XV ciclo di dottorato XVI XVII con borsa Miur con borsa finanziata da terzi con borsa ISASUT 129 21 0 151 28 0 151 28 4 161 44 14 Totale con borsa Posti liberi 150 82 179 112 183 115 219 158 Totale posti a concorso 232 291 298 377 Posti assegnati XVIII Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo) 12 Relazione 2002 La Didattica Figura 2.2.2 - Andamento della composizione dei posti assegnati da concorso nei corsi di dottorato di ricerca 100% 90% 35% 80% 38% 39% 0% 1% 10% 9% 42% 70% 0% 60% 9% 4% 12% 50% Posti liberi 40% 56% 52% 51% 43% con borsa ISASUT 30% 20% con borsa finanziata da terzi 10% con borsa Miur 0% Ciclo XV XVI XVII XVIII Fonte: Area Ricerca - Sez. Dottorati e Affari Generali al 28.05.2003 (al 26.09.2003 per il XIX ciclo) 2.2.2 L’offerta di altre attività didattiche post lauream L’offerta di formazione post lauream relativa all’anno 2002/2003 si è realizzata anche attraverso le 70 Scuole di specializzazione attive, di cui 52 appartenenti all’area medica. Il totale dei posti con borsa a disposizione è pari a 1.416 su tutti gli anni di corso attivi, incluse le borse ministeriali destinate alle scuole mediche. La Scuola Interateneo di Specializzazione per la formazione degli Insegnanti della scuola secondaria (S.I.S.) ha messo a disposizione 360 posti non coperti da borsa a cui si aggiungono 330 posti per l’abilitazione all’attività di sostegno. Completano l’offerta formativa i 31 corsi di perfezionamento ancora attivi, 27 dei quali pertinenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. 13 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.2.4 - Struttura dell'offerta didattica post-lauream dell'Università di Torino a.a 2002/03 SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE Parchi e giardini Scienze viticole ed enologiche Farmacia ospedaliera Professioni legali "B. Caccia e F. Croce" Archeologia Allergologia ed immunologia clinica Anatomia patologica Anestesia e rianimazione Anestesia e rianimazione II Audiologia e foniatria Biochimica clinica Cardiochirurgia Cardiologia Chirurgia generale I Chirurgia generale II Chirurgia generale III Chirurgia maxillo-facciale Chirurgia odontostomatologica Chirurgia pediatrica Chirurgia plastica e ricostruttiva Chirurgia toracica Chirurgia vascolare Dermatologia e venereologia Ematologia Endocrinologia e malattie del ricambio Gastroenterologia ed endoscopia digestiva Genetica medica Geriatria Ginecologia ed ostetricia Igiene e medicina preventiva Malattie dell'apparato respiratorio Malattie infettive Medicina del lavoro Medicina dello sport Medicina fisica e riabilitazione Medicina interna I Medicina interna II Medicina legale Medicina nucleare Microbiologia e virologia Nefrologia Neurochirurgia Neurologia Neuropsichiatria infantile Oftalmologia Oncologia Ortognatodonzia Ortopedia e traumatologia Otorinolaringoiatria Patologia clinica Pediatria Psichiatria Psicologia clinica Radiodiagnostica Radioterapia Scienza dell'alimentazione - ind. Nutrizione clinica Urologia Ispezione degli alimenti di origine animale Patologia suina Sanità animale, allevamento e produzioni zootecniche Psicologia clinica Psicologia della salute (2) Fisica sanitaria Indir. dell'arte e del disegno Indir. delle lingue straniere Indir. delle scienze naturali Indir. delle scienze umani Indir. fisico-inform.-matematico Indir. linguistico-letterario Corsi di sostegno all'handicap FACOLTA' AGRARIA FARMACIA GIURISPRUDENZA LETTERE MEDICINA E CHIRURGIA CORSI DI PERFEZIONAMENTO Parchi e giardini ed aree verdi Preparazioni topiche farmaceutiche e cosmetiche Affezioni tiroidee e paratiroidee Alcologia e problemi alcolcorrelati Assistenza infermieristica al paziente critico cardiovascolare Chirurgia ambulatoriale e chirurgia a degenza breve (Day-Surgery) Chirurgia della parete addominale (ernie e laparoceli) Chirurgia laparoscopica Chirurgia orale Criminalistica medico-legale Diagnosi e terapie delle malattie dell'esofago Diagnostica molecolare in medicina Impianto e gestione degli accessi centrali a lungo termine Implanto-protesi Infezioni ospedaliere: la sorveglianza e il controllo Le malformazioni fetali: diagnosi e trattamento Management sanitario Metodologia clinica delle cefalee e delle nevralgie craniche, ricerca e terapia Metodologia della ricerca infermieristica clinica Parodontologia Patologia e medicina orale Pediatria medico legale Psichiatria transculturale Psicogeriatria Psiconcologia Psicopatologia forense e psicologia giudiziaria - 2° livello Terapia del dolore: presidi farmacologici tecnici e fisici Terapie espressive Tossicologia occupazionale ed ambientale MEDICINA VETERINARIA(1) PSICOLOGIA SC. FORMAZIONE SCIENZE M.F.N. SC. POLITICHE Didattica dell'italiano (PERFIL 2) Comunicazione e mediazione interculturale S.I.S (3) (1) Le scuole di specializzazione di Medicina Veterinaria nell’a.a. 2002/2003 non erano attive per il primo anno (2) Ha sede nella Scuola di Psicologia Applicata (3) Scuola di Specializzazione per la formazione degli Insegnanti della Scuola Secondaria 14 Relazione 2002 La Didattica 2.3 La domanda di istruzione universitaria La Tabella 2.3.1 presenta l’andamento delle iscrizioni nell’Ateneo per gli ultimi 3 anni (2000/01, 2001/02, 2002/03), fornendo i dati della rilevazione Miur al 31 gennaio 2003. La tendenza al calo, che proseguiva da alcuni anni (gli iscritti raggiungevano il totale di 62.264 nell’a.a. 1999/2000, ed erano progressivamente scesi fino a 58.812 nel 2001/02) parrebbe essersi arrestata: il dato relativo al 2002/03 (59.799), mostra infatti un lieve aumento rispetto alla cifra dell’anno precedente. Va considerato che l’incremento (+ 987 unità) è in larga misura da ascrivere alle Scuole universitarie (+ 729). Se si osservano i soli iscritti alle Facoltà, pare per ora più opportuno parlare di stabilità che non di aumento (2001/02: 56.490; 2002/3: 56.748, ovvero + 0,45%) e l’impressione sembra confermata dal dato degli iscritti al 1° anno dei corsi (2001/02: 13.675; 2002/3: 13.837, ovvero + 1,18%). L’Ateneo torinese rimane dunque nel novero degli Atenei di grandi dimensioni (quelli con oltre 50.000 iscritti), ma conferma purtroppo però la sua collocazione storica nella zona inferiore della fascia. All’interno dei dati di Ateneo, le uniche Facoltà che hanno visto un costante aumento di iscritti negli ultimi tre anni sono Lingue e Scienze Politiche; registrano ancora un calo le Facoltà di Agraria, Giurisprudenza, Psicologia e Scienze della Formazione. Per quest’ultima Facoltà bisogna considerare anche l’applicazione ai principali corsi di studio del “numero chiuso” a partire dall’a.a. 2002/03. 15 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.3.1 - Studenti iscritti dall’a.a. 2000/01 all’a.a. 2002/03 per Facoltà e tipo di corso di studio 2000/2001 iscritti al I° anno Cdl DU L Facoltà Agraria altri iscritti in corso Cdl DU L 2001/2002 iscritti fuori corso Cdl DU L Totali Cdl DU iscritti al I° anno L Cdl DU L LS altri iscritti in corso Cdl DU L 2002/2003 iscritti fuori corso Cdl DU L Totali Cdl DU Iscritti al I° anno L LS Cdl DU L 159 22 257 725 195 6 474 95 0 1358 312 263 0 1 490 0 621 78 107 411 82 27 1032 161 624 0 0 0 412 Economia 1371 94 0 2855 38 0 3251 5 0 7477 137 0 0 0 2130 0 2814 406 0 3002 79 0 5816 485 2130 0 1 1 Farmacia 314 26 0 1154 21 0 348 348 0 1816 395 0 0 0 344 0 871 101 0 522 1 0 1393 102 344 0 0 0 1079 0 0 2039 0 0 3941 0 0 7059 0 0 5 0 1090 0 2603 0 0 2815 0 0 5423 0 1090 0 16 0 15 1181 Giurisprudenza altri iscritti in corso LS Cdl DU L iscritti fuori corso LS 16 207 0 556 2262 0 1496 37 74 411 320 0 0 1261 1061 Cdl DU L Totali LS Cdl DU L LS 6 341 9 221 0 548 9 1189 1887 0 2294 17 300 0 3791 55 4449 0 80 403 429 0 24 100 749 0 178 914 0 869 0 2682 0 3759 0 986 1261 117 0 22 Lettere 0 2821 63 16 4585 2 0 7406 80 1197 0 0 1501 15 1483 40 1265 3529 7 21 5012 47 2787 15 0 0 1794 59 448 7 2080 77 2859 14 616 0 3307 21 4490 136 Lingue 707 0 0 1307 55 0 48 9 0 2062 64 0 5 0 1062 0 1218 52 0 502 0 0 1725 52 1062 0 2 0 1311 0 551 0 893 0 671 0 198 0 1224 0 2402 0 423 583 0 1659 755 0 788 73 0 2870 1411 0 349 783 0 0 1615 823 0 840 90 0 2804 1696 0 0 1 0 681 370 1168 557 2 254 704 131 0 8 1873 688 683 632 118 28 0 415 28 0 305 19 0 838 75 0 0 0 123 0 389 26 0 252 30 0 641 56 123 0 0 0 86 112 3 0 40 383 179 0 32 82 182 0 158 577 Psicologia 523 0 0 2605 0 0 1473 0 0 4601 0 0 0 0 341 0 2383 0 0 1246 0 0 3629 0 341 0 0 0 429 0 811 0 352 0 1783 0 105 0 2594 0 886 0 Scienze della Formazione 227 0 1908 3580 0 44 2467 2 0 6274 2 1952 202 0 1695 0 1712 0 1116 1795 2 192 3709 2 3003 0 235 0 741 115 678 0 2012 56 1722 1 1048 0 2635 1 3801 171 Scienze MFN 347 165 613 1824 260 80 2104 178 0 4275 603 693 1 0 1335 3 968 95 344 1384 127 49 2353 222 1728 3 0 0 1100 143 342 4 1427 47 1141 43 775 0 1483 47 3302 190 1086 96 161 2021 202 1 2579 20 0 5686 318 162 398 0 1800 2 2099 132 152 2264 10 4761 155 1962 2 187 0 1888 129 1238 7 1474 34 1757 7 619 15 3182 14 3981 178 6354 1029 4120 23005 22363 751 0 51722 3397 4267 960 784 11911 20 18776 1753 2984 18562 441 299 38298 2978 15194 20 442 1 10778 2616 8323 612 11672 1260 Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Scienze Politiche Totale Facoltà Scuole Universitarie Scuola univ. commercio estero Scuola univ. management d'impresa Scuola univ. biotecnologie Scuola univ. scienze motorie Interfacolta' Totale Scuole e Interfacoltà Ateneo 1617 147 23 11.503 24.769 23.114 59.386 13.675 23.513 19.302 56.490 iscritti al I° anno altri iscritti in corso iscritti fuori corso Totali iscritti al I° anno altri iscritti in corso iscritti fuori corso Totali 13.837 21.867 Iscritti al I° anno Cdl DU L 16562 222 Cdl DU L Cdl DU 122 13 272 - - - - 654 195 36 885 - - - - 80 251 18 349 96 272 21 389 0 0 101 0 84 0 162 0 96 0 327 639 0 966 323 1610 0 1933 0 0 325 61 799 0 1049 0 0 0 - - - - - - - - 82 0 0 0 883 0 1293 0 96 0 55 638 116 26505 4081 56.748 iscritti fuori corso LS 137 212 25327 835 21.044 altri iscritti in corso LS 4055 205 L Totali LS 17 Cdl DU L 0 180 0 280 0 0 799 0 1374 61 8 0 0 0 302 55 25 0 979 0 1956 116 1.198 1.207 67 2.472 419 1.882 21 2.322 754 2.176 121 3.051 12.701 25.976 23.181 61.858 14.094 25.395 19.323 58.812 14.591 24.043 21.165 59.799 Fonte: Rilevazione Ustat/Miur provvisoria al 31 gennaio. LS 16 Relazione 2002 La Didattica 2.4 Gli scambi internazionali Per verificare i risultati raggiunti dall’Università degli studi di Torino nel garantire agli studenti una formazione curricolare di tipo europeo, un passaggio obbligato è quello dell’analisi della mobilità internazionale e del suo andamento nel corso degli ultimi anni. I programmi europei cui partecipa l’Università di Torino sono diversi, ma indubbiamente quello maggiormente sviluppato è “Socrates/Erasmus”, di cui si riportano i dati riepilogativi del triennio accademico 2000/01-2002/2003. Tabella 2.4.1 - Mobilità in uscita con progetto Erasmus Facoltà Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche Sc. Motorie SAA Totale a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 2002/03 20 23 20 77 94 109 4 9 10 43 37 35 110 111 85 75 93 84 18 17 21 7 7 3 26 21 28 31 43 56 30 30 28 93 80 94 6 10 51 37 25 585 608 608 Fonte: Ufficio Mobilità internazionale Tabella 2.4.2 - Mobilità in entrata con progetto Erasmus Facoltà Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche Sc. Motorie S.I.S. SAA Totale a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 2002/03 16 17 22 56 97 140 7 12 8 37 55 53 55 66 75 57 79 80 7 12 21 3 5 9 12 13 14 4 18 33 30 36 37 42 30 57 2 3 2 32 45 n.p. 358 487 554 Fonte: Ufficio Mobilità internazionale In via generale i dati presi in esame e le informazioni acquisite dagli uffici evidenziano due circostanze che sembrano caratterizzare gli scambi internazionali: 1. una crescente disponibilità degli studenti alla mobilità, testimoniata dall’aumento negli ultimi anni del numero di domande; 17 Relazione 2002 La Didattica 2. il perdurare di alcuni ostacoli di tipo finanziario ed organizzativo (ad es: difficoltà di sistemazione abitativa per gli studenti in entrata) che richiedono ulteriori interventi da parte dell’Ateneo. Il Nucleo ha cercato di valutare se questi due aspetti siano fenomeni di tipo locale o se invece rappresentino una situazione diffusa anche presso le altre università italiane. Di grande utilità in questo tipo di analisi comparativa sono stati due documenti: (a) il rapporto predisposto dalla Fondazione RUI su richiesta e contributo del MIUR “Esperienza della mobilità internazionale: gli studenti Erasmus italiani – febbraio 2001; (b) il documento 1/03 del CNVSU su “La valutazione dei programmi di mobilità studentesca internazionale negli atenei italiani: presentazione del progetto e dei principali risultati della ricerca”. La lettura delle esperienze degli altri atenei e soprattutto del tipo di problemi che caratterizzano, in modo pressoché diffuso a livello nazionale, i programmi di mobilità, da un lato consente di apprezzare maggiormente i miglioramenti che si sono realizzati in quest’ambito presso il nostro Ateneo, dall’altro non può che far riflettere sulla necessità di un rafforzamento di tutti quei fattori che portano al successo della mobilità. Il Nucleo ha voluto fare una prima verifica del risultato raggiunto dal nostro Ateneo per ciascuno degli indicatori proposti nel documento del Comitato, ai fini di una valutazione complessiva della mobilità studentesca. Si riporta a fianco di ogni indicatore qual è la situazione di Torino. Informazione ed orientamento (degli studenti in uscita). L’utilizzo del web è ormai il canale di comunicazione preferenziale verso l’utenza studentesca; nello specifico vengono pubblicati sia il bando che tutte le altre informazioni utili su tutti i progetti di mobilità attivi presso l’ateneo. Grazie alla realizzazione di apposite procedure gli studenti hanno ora la possibilità di compilare on line la domanda di partecipazione ai bandi. Programmazione accademica (da intendersi come livello di applicazione del sistema ECTS e di esistenza o meno di chiarezza nelle procedure di riconoscimento). Al momento non risulta essere applicato il sistema ECTS; per quanto riguarda le procedure di riconoscimento le singole Facoltà procedono in modo autonomo e non coordinato. Programmazione ed incremento risorse finanziarie. Sotto questo profilo si sono fatti importanti passi in avanti: infatti oltre a garantire già da più anni la disponibilità della borsa UE in via anticipata al momento della partenza, l’Università di Torino fornisce agli studenti un contributo aggiuntivo rispetto alle borse ed un contributo di viaggio uguale per tutti gli studenti (pari a 309,87 pro capite). Lo stanziamento messo a bilancio per le borse a.a. 2002/03 è stato di 565.520,00 euro. Di norma anche il Senato degli Studenti mette disposizione dei fondi per la mobilità internazionale, cui si possono aggiungere eventuali fondi appositamente stanziati dalle Facoltà. Monitoraggio. Non risultano ancora attive indagini mirate al monitoraggio dei processi di mobilità. A tale proposito potrebbe essere utile rilevare l’opinione dei fruitori del servizio – quindi studenti in entrata ed in uscita – per poter introdurre gli opportuni miglioramenti ai processi amministrativi che supportano i programmi di mobilità. Programmazione della mobilità in entrata e accoglienza. Come già evidenziato nel corso della precedente relazione il minor numero degli studenti stranieri in entrata rispetto a quelli in uscita (Tab. 2.4.1 e Tab. 2.4.2) evidenzia la necessità di moltiplicare le azioni di miglioramento delle condizioni di accoglienza. L’Università già da tempo si è dotata di un’apposita pagina web dedicata alla logistica e accoglienza per gli studenti stranieri, contenente tutti i contatti e le informazioni necessarie sia per reperire gli indirizzi di sistemazioni abitative che per potersi muovere nel contesto cittadino. Al momento dell’arrivo gli studenti sono accolti dall’ufficio Erasmus dell’Università e vengono dotati di un account di posta elettronica per poter mantenere un contatto costante durante il corso 18 Relazione 2002 La Didattica del soggiorno. La sistemazione abitativa rappresenta al momento attuale un problema di difficile soluzione, almeno finché l’Università non disporrà, come è in previsione, di ulteriori residenze per gli studenti. Valorizzazione delle risorse umane. Non risultano essere in atto iniziative di formazione specifica per il personale dedicato alla gestione dei programmi di scambio. Da questo breve quadro sembra potersi esprimersi un giudizio positivo sugli interventi che l’Ateneo sta realizzando in questo settore, pur riconoscendo ampi spazi di miglioramento per quanto riguarda il problema degli alloggi e del monitoraggio dei processi ed in ultimo, ma ben più importante, del riconoscimento dei crediti formativi. Non conforta il fatto che tali problemi non siano una peculiarità del nostro Ateneo, ma un problema diffuso a livello nazionale come evidenziato dai documenti sopra citati. A dimostrazione del fatto che il nostro sistema universitario risulta meno attraente o comunque “accogliente” di altri paesi europei, si riporta di seguito una tabella in cui è possibile verificare il peso dell’Italia rispetto agli altri paesi nel programma di mobilità Erasmus e quanto pesa su questi numeri l’Università di Torino. Tabella 2.4.3 - Mobilità Erasmus da e verso paesi europei, a.a. 2001/02 Paese Belgio Danimarca Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Austria Portogallo Finlandia Svezia Regno Unito Totale membri UE Cipro Estonia Lettonia Lituania Malta Polonia Rep. Ceca Rep. Slovacca Slovenia Ungheria Totale membri dal 2004 Bulgaria Romania Turchia Totale UE e paesi candidati In Uscita Studenti 4.313 1.668 15.698 1.872 16.905 17.417 1.660 13.353 104 3.973 2.873 2.601 2.958 2.522 8.224 96.141 72 274 209 823 129 4.323 2.533 578 364 1.736 107.182 605 1.964 n.d. 109.751 In Entrata % su totale 3,93% 1,52% 14,30% 1,71% 15,40% 15,87% 1,51% 12,17% 0,09% 3,62% 2,62% 2,37% 2,70% 2,30% 7,49% 87,60% 0,07% 0,25% 0,19% 0,75% 0,12% 3,94% 2,31% 0,53% 0,33% 1,58% 97,66% 0,55% 1,79% 100% Studenti 3.134 1.985 11.669 1.021 17.620 15.446 3.069 8.701 16 5.351 1.967 2.383 2.930 4.284 16.565 96.141 37 115 48 91 173 792 732 111 108 769 99.117 51 275 n.d. 99.443 % su totale 3,15% 2,00% 11,73% 1,03% 17,72% 15,53% 3,09% 8,75% 0,02% 5,38% 1,98% 2,40% 2,95% 4,31% 16,66% 96,68% 0,04% 0,12% 0,05% 0,09% 0,17% 0,80% 0,74% 0,11% 0,11% 0,77% 99,67% 0,05% 0,28% 100% Fonte: Commissione Europea, Dir. Gen. XXII - Istruzione, Formazione e Gioventù; dati Univ. di Torino - Ufficio Mobilità internazionale 19 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.4.4 - Mobilità ERASMUS "zona UE e aspiranti UE" dell’Università di Torino e nazionali a.a. 2001/02(valori assoluti e percentuali) Paese In Uscita Torino Italia In Entrata Ateneo Torino Italia su Italia Belgio Danimarca Germania Grecia Spagna Francia Irlanda Italia Lussemburgo Paesi Bassi Austria Portogallo Finlandia Svezia Regno Unito Totale membri UE Cipro Estonia Lettonia Lituania Malta Polonia Rep. Ceca Rep. Slovacca Slovenia Ungheria Totale membri dal 2004 Bulgaria Romania Turchia 28 586 4,78% 12 279 4,30% 71 1.811 3,92% 4 163 2,45% 174 4.340 4,01% 139 2.325 5,98% 10 198 5,05% 0 0 0,00% 20 505 3,96% 5 309 1,62% 25 551 4,54% 10 298 3,36% 23 383 6,01% 63 1.605 3,93% 584 13.353 4,37% 0 5 0,00% 2 14 14,29% 1 1 100,00% 2 21 9,52% 0 47 0,00% 7 98 7,14% 0 50 0,00% 0 16 0,00% 0 17 0,00% 1 122 0,82% 597 13.744 4,34% 0 0 0,00% 3 64 4,69% n.d. n.d. n.d. 9 5 41 11 171 127 6 0 1 2 17 10 3 29 432 0 1 0 2 0 15 2 0 3 1 456 0 31 n.d. Totale UE e paesi candidati 600 13.808 487 9.802 4,35% Ateneo su Italia 404 2,23% 90 5,56% 1.360 3,01% 213 5,16% 3.130 5,46% 1.242 10,23% 90 6,67% 8 0,00% 213 0,47% 362 0,55% 498 3,41% 156 6,41% 121 2,48% 814 3,56% 8.701 4,96% 2 0,00% 12 8,33% 2 0,00% 51 3,92% 49 0,00% 304 4,93% 118 1,69% 42 0,00% 46 6,52% 189 0,53% 9.516 4,79% 33 0,00% 253 12,25% n.d. n.d. 4,97% Fonti: Dati su Italia - Commissione Europea, Dir. Gen. XXII - Istruzione, Formazione e Gioventù; dati Univ. di Torino - Ufficio Mobilità internazionale 2.5 L’organizzazione didattica: risorse umane e distribuzione per Facoltà La Tabella 2.5.1 riassume la situazione del personale docente per Facoltà e per macro aree disciplinari, con riferimento agli aa.aa. 2000/01, 2001/02, 2002/03. Il dato di Ateneo mostra come, complessivamente, il personale docente continui a crescere: l’incremento del 2002/03 sul 1999/00 (1.890 unità) è del 10,95%. Tale andamento risulta dalla somma di situazioni assai diverse, poiché nell’Ateneo è fortemente aumentato il numero dei professori di I fascia: dai 514 del 1999/00 si è passati ai 691 del 2002/03 (+ 34,4%), mentre sono rimaste sostanzialmente stabili, o poco più, le cifre dei professori di II fascia, da 603 nel 1999/00 a 612 nel 2001/02, e dei ricercatori, da 773 a 794. La Tabella 2.5.1 bis espone nuovamente i dati in relazione alle quattro macro aree. 20 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.5.1 - Personale docente e Ricercatore aa.aa. 2000/2001, 2001/2002, 2002/2003 Facoltà Totali Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze della Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche Totale N. prof. di I fascia N. prof. di II fascia Ricercatori 2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/ 2000/ 2001/ 2002/ 01 02 03 01 02 03 01 02 03 01 02 03 116 120 116 30 33 31 40 44 44 46 43 41 142 147 146 37 43 46 46 46 44 59 58 56 60 63 65 13 14 16 21 27 29 26 22 20 114 118 117 49 54 54 12 15 20 53 49 43 212 212 206 70 76 82 49 50 51 93 86 73 81 91 98 18 21 24 33 34 36 30 36 38 451 470 467 141 159 155 117 127 129 193 184 183 84 91 89 22 24 23 26 25 25 36 42 41 51 57 64 15 17 18 10 13 13 26 27 33 95 120 129 32 33 38 28 41 42 35 46 49 433 427 434 129 146 150 126 130 133 178 151 151 155 161 166 45 52 54 45 44 46 65 65 66 1994 2077 2097 601 672 691 553 596 612 840 809 794 Dati al 31 dicembre di ogni anno. Fonte: Area Personale. Tabella 2.5.1 bis - Personale docente e Ricercatore aa.aa. 2000/2001, 2001/2002 , 2002/2003 Tot Docenti Macroarea Sanitaria (Medicina, Veterinaria, Farmacia) Scientifica e tecnologica (Scienze MFN, Agraria) Socioeconomica e giuridica (Economia, Sc. Politiche, Giurisprudenza) Umanistica (Lettere, Lingue, Sc. Formazione, Psicologia) Totale PO PA RU DE 2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 2000- 2001- 2002- 200001 02 03 01 02 03 01 02 03 01 02 03 01 200102 200203 595 624 621 176 197 194 164 179 183 255 248 244 412,8 442,2 440,4 549 547 550 159 179 181 166 174 177 224 194 192 383,7 396,6 400,0 411 426 429 131 149 154 103 105 110 177 172 165 287,2 304,5 310,2 439 480 497 135 147 162 120 138 142 184 195 193 307,2 337,7 354,8 1994 2077 2097 601 672 691 553 596 612 840 809 794 1.390,9 1.480,9 1.505,5 Nella tabella 2.5.2 compaiono i dati ottenuti mediante la ponderazione nota con il nome di “docente equivalente” (fissato pari a 1 il costo di un professore ordinario, il costo di un professore associato è pari a 0,76 e il costo di un ricercatore è pari a 0,44). Tabella 2.5.2 - Docenti equivalenti al 31/12/2002 Facoltà Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze della Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche Totale PO 31 46 16 54 82 24 155 23 18 38 150 54 691 PA in DE 44 33,4 44 33,4 29 22,0 20 15,2 51 38,8 36 27,4 129 98,0 25 19,0 13 9,9 42 31,9 133 101,1 46 35,0 612 465,1 RU in DE 41 18,04 56 24,64 20 8,8 43 18,92 73 32,12 38 16,72 183 80,52 41 18,04 33 14,52 49 21,56 151 66,44 66 29,04 794 349,4 totale DE 82,5 104,1 46,8 88,1 152,9 68,1 333,6 60,0 42,4 91,5 317,5 118,0 1.505,5 Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione 21 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.5.3 - Graduatorie delle Facoltà per consistenza di docenti ponderati (DE) al 31.12.2002 e di studenti in corso nell'a.a. 2002/2003 1) 2) 3) N. docenti studenti stud. in Facoltà Facoltà Facoltà ord. equivalenti in corso corso/DE 1 Medicina e Chirurgia 333,6 Economia 5.684 Economia 54,6 2 Scienze M.F.N. 317,5 Scienze Politiche 4.957 Scienze Politiche 42,0 3 Lettere 152,9 Lettere 4.465 Scienze Formazione 41,9 4 Scienze Politiche 118,0 Scienze Formazione 3.837 Lingue 40,5 5 Economia 104,1 Scienze M.F.N.* 3.410 Psicologia 37,5 6 Scienze Formazione 91,5 Giurisprudenza 3.207 Giurisprudenza 36,4 7 Giurisprudenza 88,1 Medicina e Chirurgia 3.033 Lettere 29,2 8 Agraria 82,5 Lingue 2.757 Farmacia 27,5 9 Lingue 68,1 Psicologia 1.592 Agraria 14,5 10 Med. Veterinaria 60,0 Farmacia 1.288 Scienze M.F.N.* 10,7 11 Farmacia 46,8 Agraria 1.197 Med. Veterinaria 10,4 12 Psicologia 42,4 Med. Veterinaria 624 Medicina e Chirurgia 9,1 Totale Torino 1.505,5 Totale Torino** 36.400 Totale Torino** 24,2 Fonti: Docenti - Rilevazione CNVSU - Nuclei2003"; Studenti – Miur/Ustat rilevazione al 31 gennaio 2003. Elaborazione: Ufficio Nucleo di Valutazione * comprende gli iscritti in corso della Scuola Univ. in Biotecnologie **comprende gli iscritti in corso dei Corsi Interfacoltà L’andamento delle graduatorie esposte nella tabella 2.5.3 ricalca nella sostanza i rilevamenti degli anni scorsi. Come già in passato, la Facoltà con il maggior numero di docenti equivalenti è Medicina e Chirurgia, e quella con il numero più basso è Psicologia, con un divario rilevantissimo (ca. 290 punti: il medesimo valore degli anni scorsi, con una minima riduzione). E, come in passato, le prime cinque posizioni restano stabili. Qualche movimento si verifica invece nella colonna 3, cioè nella classifica delle Facoltà secondo il rapporto studenti in corso/docenti ponderati. Qui il posto più alto (cioè il più sfavorevole quanto a risorse umane disponibili alla didattica) non tocca più alla Facoltà di Psicologia, bensì a Economia, che ha beneficiato di un costante trend favorevole nella crescita degli iscritti; un cambiamento tocca anche l’ultima posizione, che non va più a Medicina Veterinaria, bensì a Medicina e Chirurgia. Le alternanze delle posizioni intermedie, e i valori assoluti non evidenziano grandi scostamenti rispetto al passato. Affiorano però elementi significativi, e in certa misura confortanti: (a) il valore medio di Ateneo è ulteriormente sceso, passando da 25,4 a 24,2 (era 26,6 al 31.12.2000); (b) la forcella max./min. dei valori di Facoltà si è sensibilmente ridotta: era di oltre 90 punti nel 2000 (103,6÷10,4), di oltre 60 punti nel 2001 (70,3÷8,8), è di 45 punti nell’anno in esame (54,6÷9,1); (c) se nel 2000 si registravano ancora casi di Facoltà con valori pari a 4 e 3 volte il valore di Ateneo, e nel 2001 la Facoltà con il valore più alto, Psicologia, rasentava ancora una soglia di 3 volte il valore medio, nell’anno in esame il valore di Economia è di poco superiore al doppio del valore di Ateneo. 2.6 Rapporto studenti/docenti: alcuni dati sul contesto nazionale ed internazionale Si forniscono, infine, alcuni dati che consentono di posizionare l’Ateneo torinese nel sistema universitario italiano (tabella 2.6.1). L’Ateneo di Torino presenta un rapporto tra studenti iscritti e “staff docente” inferiore alla media nazionale e tra i più bassi dei “mega Atenei”. Tale indice può costituire una misura della qualità dell’organizzazione didattica, pur considerando le specifiche differenze esistenti tra le diverse Facoltà dell’Ateneo. Benché i risultati dell’Ateneo siano buoni rispetto al contesto nazionale, ed in particolare nel confronto con i grandi atenei, rimane comunque troppo alto rispetto ai valori degli altri Paesi. Il rapporto studenti/docenti colloca, infatti, l’Italia agli ultimi posti tra i Paesi aderenti all’OCSE, 22 Relazione 2002 La Didattica come evidenziato nella tabella 2.6.2. Bisogna precisare che il valore del rapporto riferito all’Italia indicato in quest’ultima tabella è diverso da quello esposto nella tabella 2.6.1, in quanto si riferisce ad un periodo di rilevazione diverso e proveniente da fonti che utilizzano differenti metodologie di aggregazione nella “costruzione” del dato e dell’indice. Tale valore negativo è comunque mitigato dal processo di miglioramento in atto nel sistema italiano che ha visto calare tale rapporto da 24,8 a 22,8 tra il 1999 e il 2000 (con la migliore performance di miglioramento in termini assoluti). Tabella 2.6.1 - Rapporto studenti iscritti a.a 2001/2002 su personale docente in alcune università italiane Università Bologna Palermo Napoli Federico II Roma La Sapienza Pisa Padova Torino Milano Firenze totale Italia Studenti Docenti studenti/ docenti 96.501 60.888 89.155 136.839 47.784 55.644 52.021 58.613 56.935 1.684.533 3.062 1.984 3.046 4.932 1.907 2.234 2.097 2.368 2.330 58.464 31,5 30,7 29,3 27,7 25,1 24,9 24,8 24,8 24,4 28,8 Fonte: procedura Nuclei2003. Dati a dicembre 2002 Tabella 2.6.2 - Rapporto studenti/docenti in alcuni paesi stranieri anno 2000 Stati Italia Francia Regno Unito Spagna USA Olanda Germania Giappone studenti / docenti 22,8 18.3 17,6 15,9 13,5 12,6 12,1 11,4 Fonte: Rapporto 2002 sull'istruzione – OCSE (Dati riferiti al 2000) 2.7 La riforma degli ordinamenti didattici In questo capitolo si è inteso valutare l’impatto del nuovo ordinamento didattico sulla carriera dello studente universitario presso l’Ateneo torinese. Ovviamente i dati elaborati sono limitati ai primi due anni di corso delle lauree di nuova istituzione e ciò rende l’analisi per ora del tutto indicativa. Per ottenere dati significativi bisognerà anche in questo caso attendere il compimento del ciclo di studi. Al fine di rendere più chiara l’interpretazione della tabella 2.7.1 e degli indicatori analizzati viene riportata una breve spiegazione sul calcolo dei parametri utilizzati. 23 Relazione 2002 La Didattica Gli studenti equivalenti (SE)1 o studenti attivi Lo studente equivalente è un parametro di valutazione calcolato, per quanto riguarda il vecchio ordinamento didattico, secondo la seguente formula: N° totale delle annualità superate nell’anno solare SE annualità = N° annualità previste dal corso di studio per il conseguimento del titolo Anni durata legale del corso di studio Esso rappresenta il numero di studenti che risulterebbero iscritti se tutti rispettassero il piano di studi riuscendo a superare gli esami con regolarità. Lo Studente Attivo rappresenta un indice di processo utilizzato dal CNVSU per il calcolo di indicatori di risultato rapportato con il numero effettivo di iscritti e per il calcolo della quota di FFO. Esso corrisponde al parametro in precedenza definito come Studente Equivalente1. Lo Studente Attivo rappresenta il massimo grado di efficienza del processo di istruzione universitaria (se tutti gli studenti fossero Studenti Attivi non esisterebbero studenti fuori corso, né in ritardo con gli esami durante il percorso formativo e quindi potenziali fuori corso). Con la riforma della didattica e l’introduzione dei CFU il Nucleo di Valutazione ha inteso introdurre una modificazione della formula di calcolo dell’indice SE. La nuova formula di calcolo viene semplificata dall’introduzione del parametro CFU nel modo seguente: N° totale dei CFU acquisiti nell’anno solare SE CFU = 60 Tale formula si basa sul fatto che, indipendentemente dal corso di laurea seguito (triennale o specialistica, di qualsiasi facoltà o ateneo) uno studente dovrebbe acquisire annualmente 60 CFU. Tuttavia risulta opportuno fare alcune considerazioni. L’indice SE CFU può essere influenzato dalla tipologia di studente considerato per il calcolo, infatti se calcolato sui soli studenti full-time rimane sostanzialmente invariato rispetto all’indice calcolato per il vecchio ordinamento (ma si riferisce solo ad una parte della popolazione studentesca). Per questo motivo per poter confrontare il dato relativo al nuovo ordinamento con quello relativo al vecchio ordinamento l’analisi è stata effettuata utilizzando i dati dei soli studenti full-time. Inoltre il valore di 60 CFU è il numero di CFU previsti dalle prove inserite in un anno di corso, mentre in teoria è possibile acquisirne anche un numero superiore (fino ad 80). Il valore dell’indice SE è influenzato inoltre dal fatto che nella formula non viene considerato il numero di studenti realmente iscritti: esso può essere considerato un valore virtuale, infatti il raggiungimento di uno stesso valore di tale indice, in due Facoltà diverse, può essere il risultato di due situazioni diametralmente opposte dal punto di vista dell’efficacia del “processo universitario”: tanti studenti realmente iscritti mediocri, oppure pochi studenti realmente iscritti eccellenti. Per questo motivo il Nucleo propone di considerare l’indice di successo o di regolarità che mette in rapporto il valore degli SE con il numero di iscritti totali dando un peso più aderente alla realtà al valore dell’indice SE. 1 Per convenzione in questo documento verrà privilegiato l’utilizzo del termine Studente Attivo benché sia sinonimo di Studente Equivalente, mentre nelle formule e nelle tabelle sarà utilizzato l’acronimo SE (Studente Equivalente) 24 Relazione 2002 La Didattica Indice di regolarità – Indicatore 1 Indice di regolarità CFU = N° totale dei CFU acquisiti nell’anno solare 60 x 1 Totale iscritti = SE CFU Totale iscritti Nel calcolo di tale indice vengono utilizzati gli esami riferiti ad un dato anno solare X e gli iscritti riferiti all’anno accademico corrispondente (es: a.s. 2002 e a.a 2001-2002). L’indice permette di fornire informazioni sulla percentuale di studenti in grado di procedere con regolarità nel percorso di studio, misurando così l’efficacia del processo formativo dell’Ateneo per ciascuna Facoltà. Un ulteriore vantaggio fornito da questo indice è rappresentato dal fatto che si tratta di un valore pesato confrontabile tra anni, Facoltà ed Atenei diversi. Per questo indice valgono le stesse considerazioni già fatte a proposito dello SE per quanto riguarda la popolazione studentesca di riferimento in base alla tipologia di iscrizione (part-time, full-time o totali). Tale indice è stato calcolato anche per SE annualità del Vecchio ordinamento e confrontato con quello per SE CFU riferiti al Nuovo ordinamento, con l’intento di effettuare un raffronto preliminare tra l’andamento del vecchio e del nuovo ordinamento (Tab. 2.7.1). L’analisi della tabella 2.7.1 mette in evidenza, per il dato pesato (indicatore 1), un valore positivo per quanto riguarda il totale dell’Ateneo, pari allo 0,58%. Da questo punto di vista il passaggio al nuovo ordinamento non evidenzierebbe, al momento della rilevazione dei dati, un miglioramento apprezzabile nella carriera dello studente. Risulterà interessante e maggiormente significativo comparare i dati dei due diversi ordinamenti allorquando saranno disponibili i dati relativi al completamento del ciclo dei nuovi corsi di laurea. Si precisa che dall’analisi della tabella 2.7.1 sono stati esclusi i corsi di laurea della Facoltà di Medicina e Chirurgia, in quanto nell’a.a. 2001/02 presso questa Facoltà non erano ancora stato attivato alcun corso del nuovo ordinamento, e i corsi di Laurea specialistica a ciclo unico della Facoltà di Medicina Veterinaria e della Facoltà di Farmacia, poiché il massiccio passaggio al nuovo ordinamento da parte di studenti iscritti ad ordinamenti precedenti ed il mantenimento del corso di laurea di durata quinquennale avrebbero avuto effetti ingannevoli sull’attendibilità dei risultati finali dell’analisi. 25 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.7.1 - Elaborazione sui CFU degli iscritti regolari a.a 2001/02 e confronto con l’a.a. 1999/00 2002 Facoltà Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Interfacoltà Lettere e Filosofia Lingue e Lett. straniere Medicina Veterinaria Psicologia Scienze della Formazione Scienze MFN e S.U. Biotecnologie Scienze Politiche Totale 2000 CFU acquisiti Iscritti S.E. Indice di Iscritti S.E. Indice di Indicatore 1 Differenza dagli studenti Regolari (Indicatore 2) successo Regolari (Indicatore 2) successo [calcolato dal CNVSU] regolari 2002 a.a. 2001/02 (Indicatore 1) a.a. 1999/2000 (Indicatore 1) 2002 - 2000 34.173 80.234 4.567 35.873 3.176 101.324 30.863 2.269 13.061 96.900 1.002 2.759 123 1.069 96 3.621 1.088 70 418 3.496 569,55 1.337,23 76,12 597,88 52,93 1.688,73 514,38 37,82 217,68 1.615,00 56,84% 48,47% 61,88% 55,93% 55,14% 46,64% 47,28% 54,02% 52,08% 46,20% 1.250 4.954 20 3.241 4.149 1.448 37 2.361 4.350 615,00 3.066,00 14,00 1.051,00 2.351,00 437,00 18,00 1.207,00 1.937,00 49,20% 61,89% 70,00% 32,43% 56,66% 30,18% 48,65% 51,12% 44,53% 7,64% -13,42% -8,12% 23,50% -10,03% 17,10% 5,38% 0,95% 1,67% 77.731 2.605 1.295,52 49,73% 3.320 1.524,00 45,90% 3,83% 67.493 2.446 1.124,88 45,99% 3.058 1.270,00 41,53% 4,46% 18.793 9.127,73 48,57% 29.861 14.331,00 47,99% 0,58% 547.664 Fonte: Area Studenti. Elaborazione: Ufficio Nucleo di valutazione N.B. I dati relativi all’a.a. 2001/2002 e all’anno solare 2002 non corrispondono a quelli già trasmessi al Ministero e potrebbero non corrispondere alla situazione reale definitiva, per via dell’assestamento della base dati ad oggi in itinere, ma in buona fase di avanzamento. 26 Relazione 2002 La Didattica A supporto di quanto affermato nella discussione dei dati riportati nella Tabella 2.7.1 pare indicativo l’andamento del numero dei laureati dell’Università degli Studi di Torino negli ultimi 5 anni. Nella Figura 2.7.1 risulta evidente che nel 2001 (anno in cui si sono laureati i primi studenti delle lauree triennali che hanno effettuato il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento) si è verificato un forte incremento di laureati, pari al 33%. Tale andamento si è confermato nell’anno solare 2002 facendo registrare un ulteriore incremento. Figura 2.7.1 – Andamento del numero dei laureati dell’Università di Torino: 1998-2002 9.024 7.842 8.000 6.893 6.514 6.000 5.882 1.299 917 650 809 206 4.000 6.143 5.976 5.864 5.676 2.000 6.637 1.578 400 0 a.s. 1998 a.s. 1999 a.s. 2000 CDL CDU L1LIV a.s. 2001 a.s. 2002 TOT Fonte: Miur –Rilevazione istruzione universitaria 2002. 2.8 L’analisi della performance didattica Nel presente capitolo si è voluta effettuare un’analisi della performance didattica delle varie Facoltà e dell’Ateneo torinese. A tale scopo sono stati utilizzati quali parametri gli indici espressi in valore percentuale relativi a: immatricolati senza esami, iscritti in corso e laureati in corso, calcolati secondo le seguenti formule: % immatricolati senza esami = Immatricolati che non hanno superato annualità Immatricolati % iscritti in corso = Studenti in corso Studenti totali % laureati in corso = Laureati nella durata legale Laureati totali Le tabelle che seguono riportano l’elaborazione degli indicatori della performance didattica, in particolare la tabella 2.8.1 riporta i valori degli indici di performance in termini percentuali mentre la tabella 2.8.2 riporta il posizionamento delle Facoltà in base ai quartili calcolati per le distribuzioni dei valori degli IPD negli aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02. 27 Relazione 2002 La Didattica I punteggi riportati nella tabella 2.8.2 sono relativi, cioè legati al miglior risultato ottenuto, e non assoluti; ne consegue che la presenza di un asterisco (¤) non esprime necessariamente un valore negativo, poiché occorre leggere le due tabelle congiuntamente. Si osservi, ad esempio, nell’indice “% iscritti in corso” della seconda tabella come le Facoltà che hanno ricevuto un solo asterisco – e si posizionano quindi nel quartile più basso – abbiano un valore compreso tra il 49% e il 59% (tab. 2.8.1), e cioè assolutamente in linea con l’incidenza degli studenti fuori corso presenti nei maggiori Atenei italiani (si veda il paragrafo seguente 2.9 “Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale”). 28 Relazione 2002 La Didattica Tabella 2.8.1 – Indicatori di performance didattica (IPD) negli aa.aa. 99/00, 00/01 e01/02 FACOLTA' Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e filosofia Lingue e lett. straniere Med. Veterinaria Medicina e chirurgia Psicologia Sc. Politiche Sc. della Formazione Sc. MFN Scienze Motorie ATENEO % immatricolati senza esami a.a. 1999/2000 a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 1999/2000 % iscritti in corso a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.s.1999 % laureati in corso a.s.2000 a.s.2001 9% 7% 17% 13% 12% 8% 9% 7% 7% 7% 8% 18% - 9% 10% 18% 11% 15% 12% 8% 3% 10% 19% 7% 27% 8% 18% 5% 13% 11% 2% 7% 5% 2% 17% 13% 4% 8% 6% 73% 56% 67% 46% 48% 98% 61% 76% 52% 53% 63% 55% 100% 69% 58% 67% 46% 45% 93% 60% 75% 53% 53% 60% 55% 51% 66% 64% 71% 50% 49% 82% 61% 81% 56% 59% 65% 63% 69% 8% 12% 5% 1% 7% 5% 38% 1% 3% 1% 7% - 6% 9% 1% 2% 7% 7% 52% 4% 9% 2% 9% - 16% 11% 2% 2% 5% 8% 52% 7% 13% 3% 14% - 10% 12% 7% 57% 57% 62% 8% 11% 12% Tabella 2.8.2 – Posizionamento delle Facoltà nei quartili calcolati per le distribuzioni dei valori degli IPD negli aa.aa. 99/00, 00/01 e01/02 FACOLTA' Dati Nuclei Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e filosofia Lingue e lett. straniere Med. Veterinaria Medicina e chirurgia Psicologia Sc. Politiche Sc. della Formazione Sc. MFN Scienze Motorie ATENEO % immatricolati senza esami a.a. 1999/2000 a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.a. 1999/2000 % iscritti in corso a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 a.s.1999 % laureati in corso a.s.2000 a.s.2001 ¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤ ¤ - ¤¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤ ¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤¤ ¤ ¤¤¤ - ¤¤ ¤¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤¤¤¤ - ¤¤¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤ ¤¤¤ ¤ ¤¤¤¤ - ¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤¤ ¤¤¤ Fonte dati: Procedura Nuclei 2001, 2002, 2003. Legenda: primo quartile ¤ secondo quartile ¤¤ terzo quartile ¤¤¤ quarto quartile ¤¤¤¤ N.B. Sulla base delle percentuali calcolate nella prima tabella si assegnano i precedenti simboli per gli iscritti ed i laureati in corso. Per gli immatricolati senza esami si procede invece nel modo inverso, in quanto il miglior risultato corrisponde alla percentuale minore. 29 Relazione 2002 La Didattica Le figure 2.8.1, 2.8.2 e 2.8.3 rappresentano l’andamento dei tre parametri analizzati nella tabella 2.8.1 (immatricolati senza esami, iscritti in corso e laureati in corso) e consentono di evidenziare più agevolmente i picchi ed il campo di variazione nel corso del periodo considerato. Figura 2.8.1 – Grafico dell’andamento dell’incidenza degli immatricolati senza esami negli aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02 a.a. 1999/2000 % immatricolati senza esami a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 30% 25% 20% 15% 10% 5% Scienze Motorie Scienze MFN Scienze della formazione Sc, Politiche Psicologia Medicina e chirurgia Med, veter Ling, lett Lett, filosofia Giurisprudenza Farmacia Economia Agraria 0% Figura 2.8.2 – Grafico dell’andamento dell’incidenza degli iscritti in corso negli aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02 % iscritti in corso a.a. 1999/2000 a.a. 2000/01 a.a. 2001/02 100% 90% 80% 70% 60% 50% Scienze Motorie Scienze MFN Scienze della formazione Sc, Politiche Psicologia Medicina e chirurgia Med, veter Ling, lett Lett, filosofia Giurisprudenza Farmacia Economia Agraria 40% 30 Relazione 2002 La Didattica Figura 2.8.3 – Grafico dell’andamento dell’incidenza dei laureati in corso negli aa.aa. 1999/00, 2000/01 e 2001/02 % laureati in corso a.s.1999 a.s.2000 a.s.2001 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% Scienze Motorie Scienze MFN Scienze della formazione Sc, Politiche Psicologia Medicina e chirurgia Med, veter Ling, lett Lett, filosofia Giurisprudenza Farmacia Economia Agraria 0% 2.9 Posizione dell’Ateneo nel panorama nazionale Sono di seguito riportate alcune considerazioni sui dati Nuclei2003 presentati sul sito http://simi.polito.it/atenei/nuclei2003 che possono fornire un’indicazione della situazione dell’Ateneo torinese rispetto alla situazione nazionale. ¨ Iscritti (dati riferiti al 31 luglio 2002, relativi a studenti che abbiano pagato la seconda rata delle tasse di iscrizione) 1. Il totale degli iscritti nell’a.a. 2001/2002 (esclusi coloro già in possesso di un altro titolo universitario) posiziona l’ateneo torinese al 9° posto a livello nazionale con un totale di 52.021 unità. 2. Considerando solo i primi dieci atenei ordinati per numero decrescente di iscritti, emerge un dato confortante per l’Università degli Studi di Torino: l’ateneo presenta la maggiore percentuale (circa il 62%) di iscritti in corso pari a 32.453 unità. 3. L’Ateneo torinese, risulta inoltre posizionato al sesto posto se si considera la percentuale di studenti (circa il 26%) che non hanno superato annualità in rapporto al numero totale degli iscritti. 31 Relazione 2002 La Didattica Università Roma - La Sapienza Bologna Napoli - Federico II Palermo Milano Firenze Padova Catania Torino Bari Studenti Studenti totali in corso 136.839 96.501 89.155 60.888 58.613 56.935 55.644 54.405 52.021 49.536 studenti studenti in corso/ senza esami/ studenti totali studenti totali 68.497 53.415 45.247 35.767 30.094 29.588 33.809 29.061 32.453 25.674 50% 55% 51% 59% 51% 52% 61% 53% 62% 52% 31% 21% 27% 28% 24% 22% 15% 20% 26% 27% ¨ Immatricolati 1. Il totale degli immatricolati per l’a.a. 2001/2002 posiziona l’ateneo torinese al 4° posto a livello nazionale con 13.182 unità. 2. Considerando i primi 10 atenei in ordine decrescente di immatricolati, si può osservare che l’Università degli Studi di Torino presenta per l’a.a. 2001/20002 un incremento pari a circa il 30% rispetto all’a.a. precedente, seconda solo a Milano (incremento pari a circa il 36%). 3. Un dato molto importante da considerare è rappresentato dalla percentuale molto bassa (poco più del 7%) di immatricolati che non hanno superato annualità. Tale percentuale risulta essere più bassa rispetto agli altri atenei. Questo dato risulta molto interessante in quanto viene utilizzato come parametro per l’assegnazione dell’FFO. Università Roma - La Sapienza Bologna Napoli - Federico II Torino Palermo Milano Padova Catania Firenze Bari Immatricolati Immatricolati 2001/2002 a.a. precedente 23.045 15.820 14.547 13.182 13.151 10.596 10.155 9.557 8.936 8.877 18.410 15.516 13.525 10.136 11.334 7.783 8.799 7.700 8.034 7.684 Variazione Immatric. su a.a. precedente 25,18 % 1,96 % 7,56 % 30,05 % 16,03 % 36,14 % 15,41 % 24,12 % 11,23 % 15,53 % Immatricolati che non hanno superato annualità 26,12 % 16,18 % 26,85 % 7,18 % 46,38 % 11,76 % 10,05 % 17,87 % 14,94 % 27,24 % Fonte dati: Nuclei 2003 ¨ Laureati/diplomati 1. Il numero totale di laureati e/o diplomati nell’anno solare 2001 posiziona l'ateneo torinese al 5° posto a livello nazionale con 7.386 unità (nel conteggio vengono considerati per tutti gli atenei solo gli studenti che conseguono il titolo per la prima volta). 2. Considerando la percentuale di laureati e/o diplomati in corso rispetto al numero totale dei laureati/diplomati, si può osservare come l’Università di Torino presenti un’alta percentuale (circa il 12%) rispetto agli altri atenei, seconda solo all’Università Cattolica di Milano (circa il 13%). 32 Relazione 2002 La Didattica Università Roma - La Sapienza Bologna Napoli - Federico II Padova Torino Milano Bari Firenze Milano - Univ. Cattolica Milano - Politecnico Totali 13.426 10.785 8.285 7.479 7.386 6.923 5.905 5.353 5.186 5.033 Nella durata legale 547 905 391 680 899 577 237 196 683 280 1 anno oltre la durata legale 2 anni oltre la durata legale 1.395 1.716 681 1.610 1.561 898 1.135 574 1.226 1.200 1.936 2.181 1.046 1.561 1.232 1.223 1.103 789 1.203 1.027 3 anni 4 e + anni % durata oltre la oltre la legale su durata durata totale legale legale 2.364 1.916 1.288 1.141 1.191 1.323 997 941 789 752 7.184 4.067 4.879 2.487 2.503 2.902 2.433 2.853 1.285 1.774 4,07 % 8,39 % 4,72 % 9,09 % 12,17 % 8,33 % 4,01 % 3,66 % 13,17 % 5,56 % ¨ Calcolo laureati /diplomati pesati Il calcolo relativo al parametro “laureato pesato”2 rapportato al valore totale posiziona l’Università di Torino, con una percentuale pari a circa il 35%, al secondo posto a livello nazionale, dietro solo all’Università Cattolica di Milano (circa il 38%). Università Milano - Univ. Cattolica Torino Padova Milano - Politecnico Bologna Milano Bari Roma – La Sapienza Firenze Napoli - Federico II Totali 5.186 7.386 7.479 5.033 10.785 6.923 5.905 13.426 5.353 8.285 Laureato pesato L* =LC + 0,7 LF1+ 0,2 LF2+ 0,1 LF3 1989 2608 2482 1578 3141 1873 1595 2866 1135 1694 % laureato pesato su dato totale a.s.2001 38,36 % 35,30 % 33,19 % 31,35 % 29,12 % 27,05 % 27,01 % 21,34 % 21,20 % 20,44 % 2 La formula per il calcolo di questo parametro (Lpes = LInCorso + 0,7 LFuoricorso1anno + 0,2 LFuoricorso2anni + 0,1 LFuoricorso>=3anni) è definita nel DOC 02/03 del CNVSU “Il riparto della quota di riequilibrio e degli incentivi a valere sul FFO dal 1995 al 2002 e ipotesi per gli interventi del 2003”. 33 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica 3 La valutazione della didattica 3.1 Il quadro precedente La valutazione della qualità della didattica è da tempo uno dei temi centrali del lavoro svolto dal Nucleo di Valutazione. Sin dalla sua costituzione il Nucleo si è attivato per diffondere, migliorare le caratteristiche e valutare i risultati dell’attività di rilevazione delle opinioni sulla didattica degli studenti dell’Università di Torino. Ciò sia in ossequio al dettato normativo (L. 370/1999), sia nella convinzione che l’applicazione della cultura della valutazione in università debba riguardare anche e soprattutto la qualità dei processi in atto, senza preclusioni di sorta e con una crescente attenzione all’opinione della componente studentesca, che tende oggi a divenire sempre più “clientela” dell’università. La maggior parte delle Facoltà dell’Ateneo torinese svolge da tempo autonomamente l’attività di rilevazione delle opinioni degli studenti sulla qualità dell’offerta didattica. Negli ultimi anni, grazie anche all’impegno del Nucleo in tal senso, le iniziative di rilevazione si sono generalizzate arrivando a coprire tutto l’Ateneo. La responsabilità della progettazione e dell’organizzazione delle indagini è rimasta tuttavia, fino all’anno accademico 2002-2003, completamente decentrata alle singole Facoltà rendendo estremamente difficile, se non impossibile, valutare la rappresentatività e i risultati delle rilevazioni svolte localmente. Tali difficoltà sono state evidenziate in modo chiaro dal lavoro del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo sull’argomento, in particolare nelle Relazioni annuali ‘99/2000 e 2000/01, che forniscono inoltre un quadro complessivo delle attività sinora svolte da ciascuna Facoltà. L’introduzione di un più elevato grado di coerenza a livello di Ateneo del processo di indagine sulle opinioni degli studenti è motivata da due ragioni principali: a) specifiche previsioni nella legge 370/1999 dei compiti attribuiti ai Nuclei di Valutazione di Ateneo. Il MIUR chiede esplicitamente alle singole università informazioni su tali aspetti, il che implica che gli atenei siano attivi in tal senso. Appare evidente come le possibilità per il MIUR di ottenere indicazioni utili e costruttive a livello nazionale siano inversamente proporzionali al grado di frammentarietà ed eterogeneità con cui le indagini vengono localmente progettate e svolte. Quando poi l’eterogeneità è forte, non solo tra i diversi Atenei ma anche al loro interno, tale obiettivo diviene praticamente irrealizzabile; b) necessità di valutazione interna finalizzata alle scelte strategiche di governo dell’Ateneo. Se infatti si assume che le indicazioni ricavabili dalle indagini sulle opinioni degli studenti abbiano una rilevanza che supera l’ambito locale delle singole strutture, è evidentemente necessario che le indagini siano confrontabili, per quanto riguarda sia cosa viene chiesto, che per come viene chiesto. In base a tali considerazioni e a un’analisi del quadro nazionale di riferimento, che vedeva l’Università di Torino in posizione di sensibile ritardo su questi temi, nella primavera del 2002 il Rettore ha incaricato il Nucleo di Valutazione di predisporre un progetto di rilevazione coordinata a livello di Ateneo delle opinioni degli studenti sulla didattica. Pochi mesi dopo il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU), nell’ambito di una documentazione sul tema sempre più dettagliata, ha pubblicato il documento 9/02 (“Proposta di un insieme minimo di domande per la valutazione della didattica da parte degli studenti frequentanti”), che chiedeva agli atenei un ulteriore sforzo di convergenza su questionari in cui fosse inclusa una base minima di domande uguali a livello nazionale. Tale richiesta non poteva che avvalorare l’intenzione già espressa di coordinare le indagini a livello di Ateneo. 34 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica Va ricordato infine che l’onere addizionale sostenuto dall’Ateneo per il coordinamento dell’indagine viene ampiamente compensato dai risparmi netti nelle risorse che in precedenza le singole Facoltà impiegavano a questo fine, con evidenti diseconomie di scala. 3.2 Il progetto di indagine 2002-2003 Il lavoro precedentemente svolto su questi temi ha permesso al Nucleo di predisporre in tempi relativamente contenuti una bozza di progetto, che è stata presentata nel giugno 2002 al Senato Accademico e a cui un apposito gruppo di lavoro, coordinato dal Nucleo di Valutazione e comprendente i Presidi delle Facoltà o loro delegati, ha apportato i necessari affinamenti, arrivando a formulare un questionario conforme alle indicazioni del CNVSU (Doc 09/02) e a definire le responsabilità direttive e organizzative a livello di ateneo per l’attuazione del progetto. Il progetto esecutivo è stato così definito all’inizio di ottobre 20021. I presupposti fondamentali da cui il progetto è partito sono: a) uniformare i contenuti di base e le modalità di attuazione dell’indagine per tutti gli aspetti che possono influire sulla attendibilità statistica dei dati e sulla rappresentatività dei risultati; b) garantire, pur nel rispetto del principio precedente, l’autonomia delle Facoltà nel definire contenuti addizionali e dettagli del processo di svolgimento della rilevazione. I principali ambiti in cui veniva richiesta una sostanziale uniformità di comportamenti erano: · Informazione - Le azioni volte ad informare i rispondenti dell’esistenza dell’indagine, della novità della sua organizzazione coordinata, della crescente importanza dei risultati in termini di trasparenza del processo di erogazione dell’offerta formativa assumono notevole rilevanza alla luce della necessità di ottenere dallo studente un contributo attivo e consapevole. A tale fine il Nucleo ha predisposto un apposito pieghevole2, volto non solo ad informare ma anche a sensibilizzare e responsabilizzare gli studenti rispetto all’importanza dell’indagine e alla sua trasparenza, che è stato distribuito in tutto l’Ateneo e pubblicato sulle pagine web di Facoltà e Nucleo di Valutazione. · Questionario – il questionario, riportato in appendice3, è stato progettato dalla società incaricata della stampa del questionario e della sua lettura ottica in modo da ottemperare le specifiche ottimali a tali fini con una appropriata leggibilità e comprensibilità per il rispondente. La forma finale del questionario è stata concordata con la direzione dei lavori a livello di Ateneo. · Collocazione nel corso dell’anno dei momenti di rilevazione – Il momento ideale per la rilevazione è stato individuato in corrispondenza dei 2/3 circa di svolgimento delle lezioni, periodo in cui si ritiene che lo studente possa avere elementi sufficienti a esprimere un giudizio. Inoltre, compatibilmente con l’eterogenea organizzazione della didattica e la limitata disponibilità di risorse per lo svolgimento della rilevazione, il progetto suggeriva di concentrare la rilevazione in due momenti dell’anno accademico, indicativamente corrispondenti con i due semestri. · Modalità di distribuzione, compilazione e ritiro del questionario – Obiettivo preminente in tale ambito era quello di coinvolgere - pur senza forzature - il più possibile gli studenti, contenendo i tempi richiesti dall’operazione ed evitando di richiedere al rispondente sforzi volontari superflui. Per meglio adattarsi alle differenti modalità di organizzazione della didattica, il progetto ha 1 Nucleo di Valutazione dell'Ateneo, Rilevazione delle opinioni degli studenti sulla didattica nell'ateneo torinese. Progetto esecutivo, 14 ottobre 2002, Università di Torino, documento interno. 2 Riportato nell’Appendice I come allegato C. 3 Riportato nell’Appendice I come allegato A e B. 35 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica previsto due metodi alternativi di rilevazione pratica dei dati, recependo le istanze delle Facoltà che negli anni precedenti avevano sperimentato con successo entrambi i metodi, e dando comunque libertà alla Facoltà nella scelta di quale adottare per l’a.a. 2002-03: - per singolo corso: un questionario viene compilato dallo studente per ciascun insegnamento o corso integrato frequentato. Nella non semplice determinazione dell’unità didattica di riferimento4 per la compilazione del questionario, il progetto proponeva di identificare, in linea generale, come unità didattica di rilevazione il corso individuato da un unico momento di verifica del profitto (un esame unico con un voto finale unico, anche se eventualmente condotto in sequenza da più collaboratori alla docenza). Nel contempo il singolo questionario prevedeva la possibilità di esprimere con identiche modalità un giudizio individuale su un numero di docenti, collaboratori, esercitatori ecc. variabile da uno a quattro, mentre sugli aspetti più generali del corso il giudizio restava unico. Per i questionari “per singolo corso”, che ben si adattano ai casi in cui lo studente si organizza in modo prevalentemente autonomo l’attività di frequenza e studio, il momento previsto per la distribuzione, compilazione e ritiro era un intervallo di 20 minuti circa tra le due ore di una lezione unitaria del corso in oggetto. - per tutti i moduli didattici di un semestre "in batteria” adatto ai Corsi di Laurea caratterizzati da una programmazione didattica rigidamente strutturata prevede un momento unificato di rilevazione, di durata maggiore (30-45 minuti), in cui lo studente è chiamato a fornire indicazioni per tutti i moduli didattici frequentati durante il semestre in esame. La scheda-questionario (diversa da quella per la rilevazione per singolo corso) conteneva un certo numero di domande con possibilità di fornire risposte “in batteria” distinte per ciascun modulo, mentre altre domande più generali erano unificate. Con tale impostazione l’obiettivo di contenere sia l’impegno richiesto allo studente per la compilazione che il disturbo all’attività didattica viene maggiormente soddisfatto; è tuttavia evidente come essa risulti inapplicabile nelle Facoltà in cui la strutturazione della didattica non è rigida e i corsi non sono frequentati da coorti omogenee di studenti, ma da una popolazione composita che segue corsi diversi in numero diverso. In tali casi non si può evitare la somministrazione separata corso per corso. La modalità di rilevazione “in batteria” vedeva l’intera coorte di studenti iscritti a un C.d.L. e a un certo anno di corso effettuare la compilazione in una stessa aula. Complementare alla definizione delle linee guida che l’attuazione dell’indagine doveva seguire è stata l’identificazione precisa delle figure e competenze di tutto il personale partecipante al progetto. La struttura organizzativa dell’indagine prevedeva le seguenti figure: Nucleo di Valutazione dell’Ateneo. Oltre alla stesura del progetto, mantiene un ruolo di monitoraggio generale sull’andamento dell’indagine e di garante della corretta impostazione delle procedure seguite. Si occupa inoltre dell’analisi e valutazione dei risultati aggregati dell’indagine. Direzione dei lavori. E’ affidata ad un Docente responsabile dell’indagine individuato tra i membri del Nucleo di Valutazione in relazione alle competenze e all’esperienza precedente accumulate in ambiti operativi vicini a quello in oggetto. Consulente tecnico. L’incarico (temporaneo) affida ad un manager scelto tra il personale tecnicoamministrativo dell’Ateneo l’impostazione e la gestione degli aspetti amministrativi del progetto, in particolare per quanto riguarda la definizione delle previsioni di costo e le procedure di selezione e stesura del contratto con la società esterna (cfr. la corrispondente voce nel seguito). 4 La riforma degli ordinamenti ha comportato un incremento della modularizzazione dell'offerta formativa anche in facoltà dove gli insegnamenti erano tradizionalmente concepiti come corsi unitari di 60-70 ore tenuti da un singolo docente. Si evidenziano quindi due esigenze contrastanti: - da un lato ottenere dall'indagine indicazioni legate con una certa precisione al singolo docente; - dall'altro evitare una crescita incontrollata del numero di questionari, che causerebbe un elevato livello di "fastidio statistico" per lo studente. 36 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica Segreteria. È affidata ad 1 unità di personale tecnico-amministrativo di livello D1 impegnata a tempo pieno, i cui compiti principali sono: la gestione dei contatti con i fornitori esterni (stampa delle schede-questionario, fornitori del software e hardware di lettura ottica delle schedequestionario), il controllo periodico di tempi e modalità di attuazione da parte delle Facoltà, il supporto continuativo alle Facoltà per risolvere le difficoltà e i problemi di ordinaria amministrazione, la formazione e il coordinamento del personale addetto a distribuzione e ritiro dei questionari, la codifica, la raccolta e conservazione dei dati presso l’amministrazione centrale, le funzioni di segreteria e supporto all’elaborazione dati per le attività del Nucleo di Valutazione. Referenti locali dell’indagine. Individuati a livello di Facoltà, si occupano di progettare gli aspetti organizzativi locali dello svolgimento dell’indagine. Le singole Facoltà mantengono infatti la responsabilità della gestione operativa del personale addetto alla rilevazione, per una più diretta e immediata soluzione dei problemi pratici immediati che sorgono durante lo svolgimento dell’indagine. Alcune esperienze anche presso l’ateneo torinese indicano infatti che quando i rilevatori devono affrontare contesti organizzativi fortemente eterogenei (come l’attività didattica di diverse Facoltà su una molteplicità di sedi) il rischio di commettere errori od omissioni diviene molto elevato. Studenti collaboratori part-time. Reclutati in numero appropriato sono incaricati dello svolgimento pratico delle rilevazioni sotto la guida congiunta della Direzione dei lavori e del Referente locale dell’indagine. Pur costituendo un unico “team” di rilevatori, la loro Facoltà di provenienza dovrebbe essere coincidente con quella presso cui sono chiamati ad operare per evidenti motivi di efficienza organizzativa. Le Facoltà possono affiancare ai rilevatori proprio personale tecnico amministrativo per garantire la qualità e precisione delle operazioni; in ogni caso non deve essere coinvolto il personale docente dei corsi, per mantenere evidente l’anonimato dell’indagine e liberare per quanto possibile il rispondente da inibizioni psicologiche legate al timore di identificazione del proprio questionario da parte del docente. Una società specializzata esterna con cui l’Ateneo stipula un contratto, incaricata di: · progettare l’impaginazione dei due formati del questionario (per singolo corso e in batteria); · stampare le quantità richieste di ciascuno dei due formati; · consegnare e ritirare una volta compilate presso le Facoltà le copie di ciascun formato nel numero specificato dalla direzione dei lavori; · effettuare la lettura ottica e la registrazione su supporto informatico dei dati riportati sulle schede questionario; · fornire stime dell’accuratezza delle operazioni di lettura ottica dettagliatamente per ogni tipologia di domande presenti nel questionario; · effettuare elaborazioni statistiche di base predisponendo per ciascun insegnamento o corso integrato una scheda individuale riportante le distribuzioni di frequenze percentuali per tutte le domande. Schede analoghe devono essere predisposte anche in forma aggregata per ciascuna Facoltà, corso di laurea ad essa appartenente e per l’intero Ateneo. La società scelta deve fornire adeguate garanzie riguardo alla riservatezza con cui vengono trattati i dati, al rispetto dei tempi previsti in sede di contratto per tutte le attività di propria competenza, nonché ai livelli di accuratezza nella lettura ottica. 3.3 Il questionario Il questionario, distinto in due tipologie (per singolo corso o in batteria), è dal punto di vista grafico predisposto per facilitare la lettura ottica e minimizzare il rischio di errore in tale sede. A tale fine tutti i caratteri stampati in prossimità delle caselle che il rispondente deve annerire sono in rosso, colore trasparente al lettore ottico; inoltre tali caselle sono disposte su una griglia spaziale rigida che copre tutto il foglio. Sempre al fine di ridurre la probabilità di errori di lettura, il 37 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica questionario non richiede l’inserimento di alcun carattere alfanumerico; anche i codici numerici a più cifre vengono individuati annerendo un numero di caselle pari alle cifre richieste. Per quanto riguarda i contenuti il questionario è formato da una parte coincidente con il “set minimo di domande” previsto dal Doc 09/02 del CNVSU e una parte predisposta autonomamente, che riporta in via prevalente informazioni di tipo anagrafico (non previste dal Doc 09/02), distinte in due sezioni, Profilo personale e Vita universitaria. La parte che richiede di esprimere effettivi giudizi coincide in sostanza con quella ministeriale, anche per la scala di risposte5; è prevista la sola domanda aggiuntiva: “Il docente riesce ad evidenziare i contenuti fondamentali del programma?” utile a verificare la capacità del docente di trasmettere con chiarezza, nell’ambito del programma del corso, la struttura gerarchica che individua gli elementi cognitivi fondamentali rispetto agli arricchimenti marginali. Infine, rispetto allo schema standard, nella scheda per singolo corso si sono individuate le domande che riguardano la competenza strettamente individuale nell’attività in aula (chiarezza espositiva, stimolo dell’interesse, contenuti fondamentali del programma), per le quali è prevista una risposta distinta per eventuali esercitatori, seminaristi, secondi docenti. Le restanti domande, che valutano l’organizzazione complessiva del corso (carico di studio, materiali didattici di supporto, partenza dal corretto livello conoscitivo nell’esposizione, attività integrative di laboratorio e simili), sono invece a risposta unica. La scheda in batteria permette di esprimere giudizi distinti su quasi tutti gli aspetti della didattica per un massimo di 12 moduli didattici. Per esigenze di spazio, le sole domande riguardanti gli spazi (aule, laboratori e simili) sono invece unificate per tutti i moduli. La scelta è motivata dal fatto che nei corsi di studio con didattica rigidamente strutturata che utilizzano il questionario in batteria le aule e gli spazi dove le “classi” di studenti svolgono l’attività didattica sono in genere gli stessi per tutti i moduli. 3.4 La preparazione Le operazioni preliminari hanno avuto inizio nel mese di ottobre 2002, con la definizione del capitolato per il contratto con la Società esterna e il reclutamento degli studenti part-time per la rilevazione del primo semestre. Purtroppo la tardiva pubblicazione del Doc 09/2002 del CNVSU ha causato un certo ritardo rispetto all’avvio dell’anno accademico per la necessità di rivedere il progetto e di concordare con i delegati delle Facoltà la stesura finale del questionario conforme alle indicazioni nazionali. Gli studenti part-time sono stati reclutati con fondi resi disponibili dal Senato Studenti, che ha dimostrato interesse e apprezzamento per l’indagine prevista. Tutti gli studenti coinvolti hanno partecipato ad un incontro collegiale di formazione e presentazione e a un secondo incontro a piccoli gruppi per verificare e affinare la preparazione pratica al lavoro nelle aule di lezione. Agli incontri sono intervenuti il Docente responsabile del Nucleo, il consulente tecnico e il personale di Segreteria. Hanno inoltre preso parte alcuni Referenti locali di Facoltà6. La formazione del personale part-time ha riguardato aspetti sia operativi che di comportamento: · ricezione e conservazione delle schede questionario; · conoscenza dettagliata di entrambe le schede questionario (per singolo corso e in batteria) rispetto al significato delle domande e alle modalità con cui far riportare le codifiche appropriate ai rispondenti; · organizzazione e gestione delle schede raccolte fino al momento della consegna alla società incaricata della lettura ottica; 5 La scala è a quattro modalità invece di quella più diffusa a cinque modalità; senza la modalità “intermedia” in scala il rispondente è sempre costretto a “sbilanciarsi” in senso negativo o positivo nella valutazione. 6 L’attività di formazione dei rilevatori è stata svolta anche all’inizio del secondo semestre per i nuovi reclutati. 38 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica atteggiamento personale da tenere nello svolgimento dei propri compiti, cruciale per la buona riuscita dell’indagine. Il rispondente infatti forma la propria impressione sulla qualità e sulla serietà dell’indagine a partire dal comportamento del rilevatore, che deve pertanto dimostrare competenza, precisione e attenzione per i dettagli, capacità di dare indicazioni e risolvere eventuali piccoli problemi senza incertezze o indecisioni. Nel contempo sono state predisposte, in base ad appositi elenchi degli insegnamenti attivati per l’anno 2002-2003 e dei nominativi di tutto il personale docente coinvolto forniti dalle Facoltà, codifiche per tutti gli insegnamenti previsti nei due semestri, necessarie per identificare univocamente i questionari, che sono state consegnate ai rilevatori in forma di fascicoli distinti per Facoltà. · 3.5 Lo svolgimento dell’indagine L’attività di somministrazione dei questionari ha avuto inizio all’inizio di dicembre 2002. Dato il ritardo di circa due mesi rispetto all’inizio dell’attività didattica non sono stati rilevati i moduli di 5 CFU o meno partiti all’inizio del semestre. In ragione della forte eterogeneità dei calendari didattici delle Facoltà, è stato garantito un ampio margine di tempo per la somministrazione. Per la Facoltà di Medicina e Chirurgia, dato che difficoltà organizzative avevano impedito lo svolgimento dell’indagine nel primo semestre, la rilevazione dei giudizi sui corsi corrispondenti è stata effettuata all’inizio del secondo semestre. Durante tutto il periodo di rilevazione la Segreteria dell’indagine ha seguito quotidianamente l’attività degli studenti part-time, verificandone la correttezza e completezza, risolvendo le difficoltà di contatto con i Referenti locali che in alcuni casi si sono verificate. Tra le ragioni di tali difficoltà vi è stata l’impossibilità di impegnare su ciascuna Facoltà solo studenti part-time ivi iscritti, data la necessità di rispettare le graduatorie dei bandi 150 ore e la presenza maggioritaria di domande da parte di studenti delle Facoltà umanistiche. Presso le Facoltà in cui è stato impiegato il questionario per singolo corso si è cercato, quando possibile, di far precedere la somministrazione da un colloquio preventivo con ciascun docente finalizzato a individuare il momento ideale per la rilevazione. Tuttavia in molti casi i ristretti tempi disponibili hanno costretto i rilevatori a presentarsi direttamente, senza specifico preavviso. Va comunque tenuto presente che, all’avvio della rilevazione, il Docente responsabile del Nucleo ha sollecitato i Presidi e i Referenti locali a dare ad essa la massima visibilità, informando tempestivamente tutti i colleghi sui tempi e le modalità di attuazione. Nelle Facoltà in cui la rilevazione è avvenuta in batteria il più ristretto calendario dei momenti di rilevazione è stato gestito direttamente dal Referente locale, data la necessità di coinvolgere gli studenti al di fuori delle normali ore di lezione (o sostituendo un’ora di lezione con la somministrazione dei questionari). L’indagine del secondo semestre, non più caratterizzata da ritardi significativi e meglio impostata in base all’esperienza accumulata nel semestre precedente, si è svolta con minori problemi e ha visto la partecipazione anche dei principali corsi di studio interfacoltà (Biotecnologie, Scienze Motorie e Scienze Strategiche) e della Scuola di Amministrazione Aziendale, non coinvolti nella prima metà dell’anno. Una volta compilati, i questionari sono stati conservati in condizioni di adeguata sicurezza, sotto la responsabilità del Referente Locale presso le Facoltà di provenienza fino al momento del ritiro da parte della società incaricata. 39 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica 3.6 La copertura e l’errore Problema di fondamentale importanza in ogni indagine statistica è quello dell’attendibilità della base di dati ottenuta e quindi della possibilità di trarne correttamente indicazioni conoscitive e operative. I due principali fattori che vanno tenuti sotto controllo in tal senso sono: a) la copertura, cioè l’effettiva osservazione dei fenomeni di interesse sull’intera popolazione oggetto di indagine; b) l’errore (non campionario), cioè l’incidenza di fattori che causano la non corretta osservazione o registrazione del dato. Per quanto riguarda la copertura, va ricordato che oggetto dell’indagine non è l’intera coorte di iscritti all’università, ma solo il sottoinsieme degli studenti frequentanti almeno un corso di lezioni. Nei corsi di studio a frequenza obbligatoria i due insiemi sono approssimativamente coincidenti; in altri casi vi è invece una marcata differenza. Inoltre tale popolazione non è di facile definizione, in quanto l’insieme degli studenti frequentanti è in generale diverso in ogni lezione e nella maggior parte dei casi presenta dimensioni decrescenti con l’avvicinarsi della fine dei corsi. Lo schema in Figura 1 evidenzia tale processo di autoselezione. Figura 3.6.1 - Composizione della coorte studentesca Studenti Studenti che interessati decidono frequentare a frequentare in modo stabile Tutti gli studenti che devono sostenere un esame I motivi di tale riduzione sono vari, e possono essere classificati come segue in relazione ai problemi posti all’analisi dei dati raccolti: a) casi mancanti casualmente (missing at random), relativi a studenti che hanno deciso di non frequentare per fattori del tutto estranei ai temi che l’indagine studia; b) casi mancanti non casualmente, relativi a studenti che non frequentano per motivi legati direttamente o indirettamente agli aspetti valutati nell’indagine. Nel primo caso non si evidenziano effetti distorsivi sui risultati, ma solo una minore rappresentatività della popolazione, che non viene in realtà censita ma campionata con selezione approssimativamente casuale. Nel secondo caso, invece, vi sono maggiori rischi di produrre un quadro non completamente attendibile della situazione. Il fattore più evidente in questo senso è l’insoddisfazione o lo scarso interesse che le prime lezioni possono avere suscitato nello studente, inducendolo a non frequentare più. Altro fattore rilevante è tuttavia anche la percezione di utilità (o addirittura necessità) della frequenza in funzione del superamento dell’esame. Ad esempio, un corso ritenuto generalmente poco interessante può risultare molto frequentato fino alla fine perché si ritiene sia difficile superare l’esame con una preparazione sui soli testi. 40 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica La combinazione di tali fattori può comportare una distorsione nei risultati apparenti dell’indagine in termini comparativi; si pensi alla contrapposizione tra: a) un corso di studi che prevede lezioni quasi tutte ritenute “necessarie” per l’esame, e quindi “costringe” alla frequenza fino alla fine anche gli studenti insoddisfatti dalla qualità dei corsi; b) un corso di studi dove molte lezioni risultano superabili anche con una preparazione sui soli libri di testo, e in cui quindi frequentano quasi sempre solo gli studenti che ritengono interessanti e utili in sé le lezioni. Con ogni probabilità l’indagine produrrà risultati più soddisfacenti per il corso di studi b); tuttavia, se fosse possibile coinvolgere per tale corso tutti gli studenti che hanno partecipato alle prime lezioni, i risultati potrebbero diventare equivalenti o addirittura inferiori a quelli emersi per il corso di studi a)7. La valutazione dell’incidenza di tale distorsione risulta quindi estremamente difficile in assenza di giudizi a priori sulla utilità della frequenza ai fini dell’esame. Come verrà mostrato nell’analisi dei dati, in alcuni casi i risultati effettivamente ottenuti con la presente indagine potrebbero essere letti in tale ottica, pur tenendo conto dell’ineliminabile componente di soggettività su cui si fonda la valutazione. Per quanto riguarda l’errore, quelli di osservazione corrispondono a casi di mancata comprensione delle domande da parte del rispondente per la formulazione non chiara o per l’inadeguata organizzazione grafica della scheda. Gli errori di registrazione emergono quando il lettore ottico non riesce a interpretare esattamente i segni tracciati dal rispondente sulla scheda. I primi sono più difficili da riconoscere; in genere si può fare riferimento a dati di controllo esterni o all’incidenza di risposte incoerenti rispetto ai dati forniti con altre domande8. I secondi sono in genere casi in cui il dato risulta in parte assente o illeggibile9. L’esperienza dell’a.a. 2002-03 evidenzia come principale fonte di errori di osservazione la trascrizione dei codici di Facoltà, Corsi di Laurea e insegnamento (ed eventualmente docente), dati che i rilevatori dovevano comunicare per lo più oralmente10 agli studenti in aula prima che questi rispondessero alle domande vere e proprie. Inoltre risultano di più difficile gestione (e quindi maggiore probabilità di errore) tutti i campi a più cifre, che richiedono l’annerimento di separate caselle per le unità, le decine e le centinaia, come l’anno di nascita, di immatricolazione, il voto di maturità. Minori problemi si registrano per le domande di effettiva valutazione, che prevedono sempre la semplice scelta di una tra quattro caselle. L’errore di registrazione, legato sostanzialmente alle caratteristiche tecniche delle apparecchiature di lettura ottica, può essere concretamente valutato solo mediante il confronto visivo manuale tra un campione di questionari cartacei compilati e i dati che il lettore ottico ne ha ricavato. Tale operazione, effettuata dalla Segreteria dell’indagine su 80 questionari ha fornito indicazioni molto positive, sia in termini di qualità della compilazione da parte degli studenti, che di attendibilità della lettura ottica. Nessuno tra i questionari campionati è risultato compilato in modo del tutto inadeguato; in alcuni casi di coloritura parziale dei riquadri previsti (coperti per il 50% circa dello spazio previsto) la lettura ottica ha comunque riconosciuto la risposta fornita. Anche tutti 7 Si potrebbe tuttavia ulteriormente obiettare che gli studenti che hanno smesso di frequentare dopo poche lezioni non sono in realtà ancora in grado di valutare correttamente il corso. Inoltre in alcuni casi il diffondersi di opinioni negative tra gli studenti può portare molti di loro a rinunciare alla frequenza senza neanche frequentare le prime lezioni. 8 Nella prima tipologia rientra ad esempio l’indicazione di un docente titolare di un insegnamento contrastante con quella indicata per quell’insegnamento dal personale rilevatore. Riferimenti simili sono tuttavia disponibili per particolari dati. 9 Il lettore ottico impiegato quest’anno forniva un carattere “-” in caso di cifra necessaria non annerita, e un “+” qualora vi fossero più cifre annerite in luogo dell’unica richiesta. 10 In alcuni casi gli studenti hanno utilizzato lucidi (laddove le attrezzature in aula lo consentivano), in altri hanno annotato alla lavagna i codici (cosa che può comportare errori nella lettura a causa della calligrafia), in un caso sono stati fotocopiati i codici dei corsi di laurea su apposito modulo. 41 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica i casi rilevati come mancata risposta dal lettore ottico sono risultati correttamente riconosciuti, e non dovuti a inadeguata indicazione a penna del rispondente. 3.7 Il feedback dalle Facoltà A conclusione delle operazioni di rilevazione dei dati è stata richiesta ai Referenti Locali di ogni Facoltà una breve relazione sull’effettivo andamento dell’indagine, al duplice fine di trarre un bilancio dell’efficienza del processo di rilevazione e di individuare le eventuali variazioni al progetto da predisporre per l’indagine dell’anno accademico successivo. La valutazione complessiva del progetto è stata positiva da parte di tutte le Facoltà, con massima soddisfazione per quelle presso cui le precedenti indagini autonome erano ancora agli inizi o avevano fornito risultati insufficienti (come Lingue e Lett. Straniere e Psicologia). In particolare è stato valutato molto positivamente il ruolo della Segreteria centrale dell’indagine, la cui azione di coordinamento e supporto è apparsa spesso cruciale. Anche il personale rilevatore composto da studenti collaboratori part-time è risultato all’altezza dei compiti assegnati; in alcuni casi (come a Medicina Veterinaria) si è evidenziata l’efficienza nettamente superiore degli studenti part-time impiegati presso la propria Facoltà di appartenenza rispetto a quelli provenienti da altre Facoltà. In un solo caso (Scienze della Formazione) è stata rilevata la disponibilità di un numero insufficiente di rilevatori, in relazione all’obiettivo di svolgere l’indagine in uno stesso breve periodo di tempo su tutti gli insegnamenti previsti. Purtroppo il reclutamento degli studenti part-time per l’attività di rilevazione è sottoposto a numerosi vincoli economici e amministrativi non superabili in via di ordinaria amministrazione: al di là della necessità di impiegare risorse economiche scarse, le graduatorie da cui si attingono i nominativi non sono create appositamente, per cui: · · · · gli studenti reclutati non si aspettano di essere impiegati in un progetto di tale impegno; le graduatorie dell’amministrazione centrale sono valide da gennaio a dicembre, periodo “non coincidente” con l’anno accademico; la forte prevalenza nelle graduatorie generali dell’Amministrazione Centrale di studenti provenienti dalle Facoltà umanistiche, e i voti leggermente superiori che questi ottengono rende quasi impossibile reclutare studenti iscritti alle Facoltà scientifiche; oltre alle difficoltà che i rilevatori di Facoltà diverse da quella di lavoro hanno mostrato, ci si scontra frequentemente con l’indisponibilità preventiva a lavorare in trasferta di molti studenti11, in particolare sulle sedi universitarie più decentrate; in media risulta necessario contattare 4-5 soggetti per ottenere la disponibilità di uno. A ciò va aggiunta la frequente richiesta da parte dello studente di utilizzare il monte ore in un periodo “circoscritto”. Tale rigidità comporta delle difficoltà nel coniugare i tempi di rilevazione della Facoltà con le esigenze del rilevatore. In linea generale difficoltà organizzative maggiori (e la necessità di ricorrere a scelte operative meno conformi allo standard di progetto) sono state riscontrate presso le sedi decentrate delle Facoltà. Va tuttavia osservato che lo svolgimento dell’indagine in tali sedi non era affidata, in base al progetto, agli studenti part-time reclutati dalla direzione centrale, ma a personale individuato dalle singole Facoltà. Sono state infatti avanzate richieste di coinvolgimento nelle attività di formazione del personale rilevatore di tali figure (per esempio da Agraria). Rispetto alla caratteristiche del questionario si è evidenziata una certa difficoltà nel riuscire a far compilare correttamente i codici identificativi agli studenti (Agraria e S.A.A.). Tali difficoltà sono in parte inevitabili e possono essere attenuate solo con un accresciuto impegno e attenzione in aula da parte dei rilevatori. Inoltre alcune Facoltà hanno evidenziato la relativa complessità e la 11 E' d'altronde comprensibile come lo studente part-time, per sua natura impegnato in via parallela nell'attività didattica e di studio, non possa in molti casi conciliare la presenza a tal fine presso la propria facoltà con le frequenti necessità di trasferta presso un'altra sede universitaria. 42 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica mancanza di documentazione delle schede statistiche di base riguardanti ciascun insegnamento, che ai docenti non abituati alla valutazione di dati quantitativi potrebbero risultare di difficile lettura. Infine, è diffusamente ritenuto eccessivo il ritardo nella consegna alle Facoltà dei risultati dell’indagine. Tale ritardo, legato principalmente ai tempi di elaborazione delle schede da parte della società esterna, è causato dalla combinazione di fattori transienti e rigidità strutturali. Da un lato, infatti, il primo anno di indagine ha inevitabilmente visto un certo numero (comunque molto contenuto) di casi di errore o imprecisione, tipicamente nell’identificazione di insegnamenti inizialmente non previsti, che ha reso necessari contatti e verifiche di dettaglio effettuate congiuntamente dalla Segreteria dell’indagine e dalla società esterna. Dall’altro, per motivi di organizzazione del lavoro e impiego efficiente delle risorse, la società esterna ha stampato le schede statistiche in un’unica soluzione, per cui l’operazione ha potuto aver luogo solo quando anche l’ultimo caso problematico è stato risolto. Mentre quest’ultimo vincolo appare difficilmente superabile, è prevedibile per il futuro un contenimento dei tempi di consegna grazie ad un’ulteriore diminuzione dell’incidenza di casi dubbi e alla maggiore velocità di loro soluzione. Su tutti gli aspetti descritti la direzione dell’indagine, insieme ai Referenti di Facoltà, effettuerà un riesame in via preliminare all’avvio dell’indagine 2003-04, valutando le opportunità di modifiche all’impostazione del progetto o all’organizzazione del lavoro. 3.8 L’impiego dei risultati Presupposto fondamentale perché l’investimento di risorse necessario per un’indagine come quella descritta sia giustificato è che i risultati ottenuti vengano conosciuti, analizzati e poi effettivamente utilizzati dalla direzione delle strutture e dal corpo docente. A tale proposito il progetto del Nucleo di Valutazione individuava le seguenti esigenze primarie: a) tempestiva disponibilità dei dati. Per ciascun corso tale disponibilità dovrebbe concretizzarsi prima dell’inizio del corso dell’a.a. successivo; b) predisposizione e diffusione ai singoli docenti di una scheda riassuntiva sui risultati dei propri questionari. La scheda riporta le distribuzioni delle risposte a tutte le domande presenti nel questionario, confrontate con le distribuzioni globali per la Facoltà di afferenza come termine di riferimento; c) elaborazione complessiva dei dati: anche se l’informazione specifica al singolo docente ha importanza primaria, non può essere trascurato l’esame complessivo della struttura. Il Nucleo pertanto ha svolto una serie di elaborazioni concordando con il Rettore il livello di aggregazione dei dati da diffondere. Si segnala che, in allegato alla relazione, sono riportati i primi risultati sull’indagine, corredati una premessa esplicativa, già presentati nel corso della Seduta del Senato Accademico del 3 febbraio 2004. A ciò va aggiunto che anche le singole Facoltà possono effettuare specifiche analisi dei dati che le riguardano. d) individuazione esplicita di figure singole o collettive preposte all’esame istituzionale delle risultanze dell’indagine. Tali figure dovrebbero essere chiamate ad un’attenta riflessione di approfondimento, soprattutto sulle cause delle eventuali situazioni anomale riscontrate (da valutare, tuttavia, alla luce dell’attendibilità dei dati raccolti) e quindi l’eventuale proposta di azioni correttive o migliorative concrete. Tale procedura è inoltre condizione indispensabile perché l’indagine non si riduca, agli occhi di studenti e docenti, ad un mero adempimento amministrativo12. 12 Su tali temi è ancor oggi valido quanto affermato dal Nucleo nella Prolusione per l’Inaugurazione dell’a.a. 2001-2002: “....resta ancora da risolvere il problema dell’utilizzo istituzionale delle rilevazioni, che ad oggi non risulta previsto in nessuna Facoltà. In proposito, il Nucleo raccomanda che le Facoltà sappiano cogliere le potenzialità dello strumento garantendo, con modalità adeguate, l’approfondimento delle cause delle eventuali criticità emergenti nell’insegnamento impartito dai singoli docenti....”. 43 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica È d’altronde ovvio che la fase d), molto più che le precedenti fasi di rilevazione ed elaborazione, implica delicati problemi di verifica e controllo sull’attività dei singoli docenti su cui il Nucleo non ha diretta competenza. Le diverse Facoltà hanno quindi anche quest’anno agito in completa autonomia a tale riguardo. Dalle relazioni finali dei referenti locali, che dovevano includere anche indicazioni su questi temi, è emerso che la questione è ancora in fase preliminare di valutazione in quasi tutte le Facoltà13. In alcuni casi sono state chiaramente definite le figure autorizzate a prendere visione dei risultati ai diversi livelli di disaggregazione (Economia, Psicologia), ma non è sempre chiaro quanto tali figure siano effettivamente tenute ad effettuare una seria analisi dei dati a propria disposizione. In molte Facoltà il dibattito è ormai da tempo avviato, ma non ancora giunto a conclusione; le soluzioni prospettate sono spesso sensibilmente diverse. Laddove alcune Facoltà sembrano orientate ad una trasparenza quasi completa (ad esempio Scienze M.F.N., dove tuttavia si pensa di garantire la possibilità al singolo docente di richiedere esplicitamente la non diffusione dei propri dati, o Medicina Veterinaria, dove si pensa all’affissione negli spazi comuni della Facoltà), altre non hanno per ora neanche reso noti i dati individuali ai docenti interessati in modo generalizzato (Scienze della Formazione), o intendono comunque mantenere un elevato livello di riservatezza (come a Psicologia, dove la corrispondenza tra i codici e gli insegnamenti associati non è nota neanche ai membri della Commissione Didattica di Facoltà). La possibilità di collegare direttamente l’allocazione di risorse ai risultati dell’indagine è stata ipotizzata solo a Scienze M.F.N., con riferimento ai fondi per l’incentivazione didattica; la proposta non ha tuttavia avuto seguito dato che le prospettive di rinnovamento di tali finanziamenti sono modeste. 3.9 L’indagine sui dottorandi Con l’avvio della recente riforma il Dottorato di Ricerca è stato organicamente inserito nel contesto dell’offerta formativa dell’Università italiana, come terzo - e conclusivo - livello di studi dopo la laurea specialistica. Nel contempo l’attenzione verso gli aspetti di qualità del servizio nei confronti dei “clienti/studenti” si è accresciuta, portando all’assegnazione ai Nuclei di Valutazione di Ateneo di compiti istituzionali di monitoraggio della rispondenza del complesso delle attività formative alle aspettative e alle aspirazioni professionali e scientifiche degli studenti iscritti. Tale attività di sondaggio è già da tempo avviata dalla gran parte delle Facoltà torinesi nei confronti degli studenti del vecchio ordinamento ora trasformatosi in lauree triennali e specialistiche; è stato invece finora ignorato l’ambito dei Dottorati, per i quali ad oggi non è disponibile alcuna indicazione sulla soddisfazione e le motivazioni degli studenti partecipanti. Per questo il Nucleo di Valutazione dell’Università di Torino, che già esamina annualmente l’adeguatezza di un’ampia serie di caratteristiche strutturali dei Dottorati in base alle relazioni dei Coordinatori, ha individuato nell’estensione delle indagini sulle opinioni del corpo studente agli studenti di Dottorato uno degli obiettivi primari per l’anno accademico 2002-03. Ciò al fine di orientare meglio le scelte necessarie a far crescere l’efficacia e l’efficienza del settore, che costituisce il punto d’incontro privilegiato tra didattica e ricerca, rappresentando quindi il cuore dell’università. Per questo primo anno il lavoro ha assunto un carattere sperimentale di indagine pilota, volto soprattutto a verificare la validità della metodologia utilizzata e l’attendibilità dei risultati ottenibili. Per verificare nel dettaglio la funzionalità del questionario definito in sede di progetto è stata svolta un’indagine preliminare su un campione di 10 dottorandi, con intervista diretta o telefonica. La rilevazione è stata inizialmente impostata mediante la pubblicazione del questionario su un sito internet dell’Università, a cui i dottorandi dovevano accedere per l’autonoma compilazione. A 13 Solo le relazioni di Scienze MFN, Psicologia, Scienze della Formazione, Medicina Veterinaria riportano significative indicazioni al riguardo. 44 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica tutti i dottorandi, appartenenti al XVI–XVII ciclo (quindi al II – III anno di corso), è stato quindi richiesto di partecipare all’indagine mediante avviso cartaceo postale e posta elettronica ove ciò risultasse possibile14. La rilevazione via web è stata scelta per diversi motivi, tra cui: · la maggiore motivazione alla collaborazione con l’istituzione universitaria che dovrebbe caratterizzare un dottorando rispetto ad uno studente di primo o secondo livello, e i conseguenti tassi di risposta relativamente elevati; · l’assenza di ambiti naturali in cui organizzare una rilevazione diretta senza eccessivi costi e difficoltà logistiche. La popolazione dei dottorandi si caratterizza infatti per la presenza fisica in Università non sistematica e spesso saltuaria, la disaggregazione in gruppi di dimensioni ristrette e le sedi fortemente diffuse sul territorio (generalmente presso i Dipartimenti). Il questionario on-line è stato implementato con il supporto della Divisione Sistemi Informativi; un database apposito provvedeva automaticamente a registrare e organizzare i dati inseriti dai rispondenti. Il riscontro pratico ha fornito tuttavia risultati non soddisfacenti in termini di copertura, dato che al termine del periodo inizialmente previsto per la rilevazione risultavano pervenute solo un quarto delle risposte attese. Si è perciò deciso di posticipare la scadenza del periodo previsto e di avviare una vera e propria indagine CATI15 sull’intera popolazione di interesse; tali accorgimenti hanno permesso di giungere alla fine del periodo di attività didattica (luglio 2003) a una copertura molto elevata e ad una forte affidabilità dei dati, pur se con un impiego di risorse di personale superiore a quello inizialmente previsto. Dal punto di vista dei contenuti il questionario proposto è sensibilmente più complesso di quello utilizzato per l’Indagine sulla didattica di primo e secondo livello; infatti: · la registrazione diretta su supporto informatico svincola dalle esigenze della lettura ottica, in particolare evita il ricorso esclusivo a risposte espresse in codici numerici; · la differente figura di rispondente dovrebbe garantire una maggiore disponibilità a fornire indicazioni ampie ed esaurienti; · il questionario non riguarda singoli corsi o momenti nel tempo, ma richiede una valutazione globale dell’esperienza e delle attività svolte nell’ambito del dottorato di ricerca. I principali temi toccati sono quelli relativi alle attività didattiche e di ricerca proposte ai dottorandi; ad essi si affiancano tuttavia anche alcune domande riguardanti le risorse economiche e materiali che risultano disponibili, i desideri e le aspirazioni dei dottorandi per il proprio futuro, nonché spazi liberi per osservazioni personali. Una descrizione particolareggiata dell’indagine e dei risultati ottenuti verranno pubblicati dal Nucleo nel corso dell’a.a. 2003-04. 3.10 L’indagine sui laureandi Con il documento 4/2003 il CNVSU ha proposto agli atenei di affiancare alla valutazione puntuale dell’aspetto formativo più evidente - le lezioni - una rilevazione delle opinioni dei laureandi sull’intero percorso di studi compiuto16. Tale estensione permetterebbe di monitorare anche altri aspetti rilevanti dell’attività universitaria, tra i quali possono essere ricordati i seguenti processi: · orientamento e informazione generale agli studenti; 14 Si è dovuto constatare che purtroppo una significativa quota dei dottorandi dell’Ateneo (il 30% circa) non dispone ancora di e-mail o non ha fornito indicazione in tal senso all’inizio del corso. 15 Acronimo di Computer Aided Telephone interview: studenti universitari collaboratori part-time compilavano lo stesso questionario questionario on-line che era direttamente disponibile ai dottorandi durante colloqui telefonici diretti. Tale attività si è svolta presso gli uffici dell’Ateneo sotto la supervisione della Segreteria dell’Indagine sulla qualità della didattica. 16 Anche in questo caso il documento (denominato Valutazione dell’esperienza universitaria da parte degli studenti che concludono gli studi) prevede un set minimo di domande su cui il CNVSU invita gli atenei a basare il proprio questionario locale. 45 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica · accompagnamento e tutoraggio; · verifiche intermedie del profitto (esami); · supporto allo svolgimento dell’eventuale stage e alla redazione della prova finale di laurea. Gli aspetti organizzativi di tale nuova indagine sono da considerarsi con attenzione: al momento dell’uscita dal sistema, infatti, l’interesse personale dello studente ai risultati della valutazione dell’organizzazione universitaria non può che essere modesto, non sussistendo più alcuna ricaduta diretta che lo riguardi. E’ quindi necessario fare ogni sforzo per minimizzare il fastidio statistico aggiuntivo, individuando allo stesso tempo i modi e i tempi per rendere la compilazione del questionario una procedura “ordinaria” per lo studente che si prepara alla prova finale di laurea. In tale ambito il Nucleo di Valutazione dell’Università di Torino, in sintonia con gli orientamenti del CNVSU e della maggior parte degli atenei consorziati, ha promosso l’ipotesi di utilizzare il questionario AlmaLaurea, opportunamente rivisto, come strumento per la rilevazione in oggetto. L’analisi comparativa dei contenuti del questionario AlmaLaurea e del Doc 4/2003 ha evidenziato significative aree di intersezione, rendendo possibile, con uno sforzo contenuto, raccogliere con il questionario AlmaLaurea anche i dati previsti dal CNVSU, ed evitando così ogni appesantimento della macchina organizzativa già esistente presso gli atenei consorziati. In base ad un’apposita convenzione tra CNVSU e il Consorzio AlmaLaurea il processo di armonizzazione, che ha organicamente incorporato nel questionario AlmaLAurea le esigenze conoscitive del CNVSU, è stato portato a compimento nel settembre 2003. Per tutte le sessioni di laurea successive sarà quindi possibile raccogliere i dati previsti. Per garantire alla rilevazione una copertura e un’affidabilità soddisfacente vanno tuttavia meglio definiti alcuni aspetti logistici e di immagine. In primo luogo è necessario che la rilevazione AlmaLaurea venga estesa a tutti gli studenti, facendo percepire la compilazione del questionario come adempimento necessario all’espletamento delle pratiche di Laurea, invece di rappresentare solo un’opzione. Inoltre, va osservato che l’enfasi nell’azione di AlmaLaurea e nella percezione che ne hanno gli studenti è oggi posta in modo prevalente sulle finalità di supporto all’ingresso nel mondo del lavoro, mentre gli aspetti di valutazione degli studi universitari in quanto tali risultano marginali. E’ auspicabile quindi riequilibrare la situazione evidenziando maggiormente la parte di valutazione degli studi, a livello grafico e di contenuti nell’interfaccia della procedura informatica di rilevazione, nella restante documentazione connessa ad AlmaLaurea e con apposite iniziative di comunicazione. 3.11 Il quadro nazionale A livello nazionale il diffondersi di forme sistematiche di valutazione della didattica universitaria è fenomeno recente, legato principalmente alla costituzione del CNVSU (2000) e all’entrata in vigore della L. 370/1999 con la definizione dei relativi compiti dei nuclei di valutazione locali. Come evidenziato nella Relazione Annuale 2001 del Nucleo, tale processo si è da subito caratterizzato, quasi ovunque negli atenei medio-grandi, per l’organizzazione unitaria a livello di ateneo, adottata quest’anno anche a Torino. Rispetto alle figure preposte alla gestione delle indagini si rileva la presenza sia di casi, come quello torinese, dove il Nucleo assume il ruolo preminente, sia di contesti dove altri uffici (costituiti ad hoc o con precedente attività in ambito statistico) gestiscono l’indagine, lasciando al Nucleo i soli compiti di analisi e valutazione dei risultati. Più recentemente è divenuto rilevante verificare quanto diffusa sia stata tra gli atenei l’adozione del “set minimo di domande” proposto con il Doc 9/02 dal CNVSU, da cui dipende la comparabilità a livello nazionale delle opinioni degli studenti sugli aspetti didattici del sistema universitario. 46 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica Tale aspetto ha un’importanza anche maggiore della comparabilità interna tra le Facoltà del singolo Ateneo, dove le metodologie didattiche tipiche dei diversi ambiti disciplinari, nonché le popolazioni studentesche con caratteristiche e motivazioni molto eterogenee rendono i risultati del confronto di difficile valutazione. La comparabilità trasversale, invece, tra le Facoltà che a livello nazionale operano negli stessi ambiti disciplinari, non presenta tali problemi e guarda a realtà formative più omogenee, potendo più ragionevolmente offrire un contributo a un processo di benchmarking della performance universitaria. A questo riguardo non esistono ad oggi dati esaustivi: il CNVSU non ha infatti effettuato una rilevazione specifica ma si è limitato a verificare, nelle relazioni dei N.d.V. locali, la presenza di indicazioni relative all’adozione dei contenuti del Doc 9/02. In base a tale analisi si può ritenere che la quota di Atenei che hanno adottato il “set minimo di domande” sia certamente non inferiore al 30%, e si collochi plausibilmente intorno al 45-50%. Al di là degli aspetti generali descritti, con il presente lavoro si sono voluti acquisire alcuni elementi informativi più dettagliati sulle metodologie adottate per l’indagine presso altri Atenei, in particolare riguardo agli aspetti più problematici di attuazione del progetto, sui quali il Nucleo sta effettuando un riesame. La necessità di maggiore approfondimento e spesso di contatto diretto con i rispettivi N.d.V. ha portato a restringere l’analisi che segue solo ad alcune Università assimilabili all’Ateneo di Torino in termini di iscritti e offerta didattica, o in relazione all’iniziativa sviluppata in questo ambito di recente17. In particolare ci si è soffermati sui seguenti aspetti: a) b) c) d) e) f) livello generale di copertura dell’indagine tipologia di questionario utilizzato periodo di attuazione dell’indagine aspetti organizzativi dell’indagine somministrazione del questionario elaborazione e diffusione dei risultati Copertura generale dell’indagine I risultati di copertura delle Facoltà esaminate sono in linea con quelli ottenuti a Torino come evidenziato nella tabella che segue: Tabella 3.11.1 – Copertura dell’indagine studenti in alcune università italiane Ateneo Torino Firenze Padova Bologna Roma Tre Trento Iscritti 59.545 59.013 58.900 97.015 31.463 14.401 Questionari compilati 98.641 82.888 106.444 148.936 42.551 31.728 Questionari pro-capite Anno di rilevazione 1,66 1,40 1,81 1,54 1,35 2,20 2002-2003 2002-2003 2001-2002 2001-2002 2001-2002 2002-2003 Fonte: dati MIUR (iscritti) e relazioni annuali dei Nuclei di Valutazione interni L’unico Ateneo che presenta un valore di questionari pro-capite sensibilmente superiore è Trento, che tra quelli considerati è tuttavia nettamente il più piccolo. Per valutare eventuali problemi di copertura legati allo specifico momento di rilevazione, alcuni Atenei (Padova, Bologna) prevedono domande che chiedono allo studente di valutare 17 Sono stati considerati in particolare gli atenei di Bologna, Padova, Firenze, Roma Tre, Trento. 47 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica approssimativamente la dimensione della classe, in termini assoluti, o di scarto tra le presenze al momento della rilevazione e quelle “normali”. Tipologia di questionario utilizzato Come già rilevato a livello nazionale, anche tra le Università prese a confronto negli anni di riferimento, non tutte si sono adeguate completamente al modello fornito dal CNVSU. Tra le differenze si rileva ad esempio l’utilizzo di una scala di risposta diversa (a 10 livelli, utilizzata dalle Università di Padova e Bologna fino all’anno accademico 2002-2003) da quella a 4 livelli suggerita dal CNVSU, invece adottata da Roma Tre, Trento, Firenze e Torino. Sulla formulazione delle domande di valutazione tutti gli Atenei considerati hanno recepito, almeno nelle linee generali, il “set minimo” proposto dal CNVSU come evidenziato nella tabella seguente: Tabella 3.11.2 – Aderenza dell’indagine studenti al modello CNVSU in alcune università italiane Ateneo Aderenza al modello CNVSU Firenze Adotta in modo esatto le domande del modello CNVSU, modificandone però l’ordine e i raggruppamenti Padova Sono presenti circa 2/3 delle domande del modello CNVSU, ma con una formulazione diversa dei quesiti e una diversa organizzazione nel questionario. Quest’ultimo permette, allo studente che lo desideri, di indicare il n. di matricola Bologna Sono presenti quasi tutte le domande del modello CNVSU, ma con una formulazione diversa dei quesiti e una diversa organizzazione nel questionario18. Roma Tre Vengono recepite fedelmente le domande del modello CNVSU ad eccezione di quelle relative all’Organizzazione del corso di studi e all’interesse per agli argomenti. Trento Vengono recepite fedelmente le domande del modello CNVSU ad eccezione di quelle della sezione Organizzazione del corso di studi. Va osservato tuttavia che l’adozione dei contenuti del “set minimo” con una riformulazione del testo delle domande, o ancor più una variazione del loro numero con accorpamenti o suddivisioni di quelle originarie, pur garantendo una generale uniformità dei temi sottoposti a valutazione, rende difficile ottenere una comparazione puntuale dei risultati tra Facoltà o Atenei. Inoltre ogni Ateneo integra, in modo autonomo, lo schema suggerito dal CNVSU19: le Università di Firenze, Roma Tre, Bologna, come Torino, inseriscono nel questionario una sezione, più o meno ampia, dedicata a individuare le “caratteristiche individuali” del rispondente; Padova inserisce solo una domanda in cui viene chiesto allo studente quanta parte delle lezioni frequenta; il questionario utilizzato dall’Università di Firenze prevede poi la presenza di 5 domande “libere” utilizzabili dalle singole Facoltà ai propri fini; nella maggior parte dei casi infine (Bologna, Padova, Firenze, Roma Tre) esiste una sezione aggiuntiva per le domande a risposta aperta. Periodo di attuazione dell’indagine Il questionario viene dovunque somministrato, nell’arco dei due semestri, quando si sono svolti almeno i due terzi – tre quarti circa delle lezioni delle unità didattiche valutate. 18Nel seguente a.a. 2003-04, tuttavia, l'Università di Bologna adotterà in modo completo il modello CNVSU. 19Lo stesso doc. 9/02 del CNVSU invitava esplicitamente gli Atenei a muoversi in tale direzione. 48 Relazione 2002 La Valutazione della Didattica Aspetti organizzativi dell’indagine · · · · presso l’Università di Firenze l’indagine è coordinata dal dipartimento di statistica da cui il Nucleo acquisisce i risultati. Presso il dipartimento un gruppo di valutazione e monitoraggio ha il compito di coordinare le indagini e collaborare alle elaborazioni statistiche dei dati. presso l’Università di Bologna l’indagine è realizzata dall’Osservatorio Statistico dell’Ateneo. presso l’Università di Padova l’indagine, promossa dal Nucleo di Valutazione e progettata da una Commissione appositamente costituita e composta da almeno un referente per Facoltà, è realizzata dal Centro Informativo di Ateneo. L’organizzazione è affidata a 3 coordinatori che hanno il compito di acquisire la lista dei docenti titolari di insegnamento, contattarli e fissare un appuntamento per la rilevazione. Presso le Università di Roma Tre e Trento l’indagine è coordinata dal Nucleo di Valutazione e dall’ufficio di Supporto al Nucleo. Generalmente è il dipartimento/ufficio/osservatorio di statistica ad occuparsi dell’elaborazione dei dati e delle successive aggregazioni. Somministrazione del questionario E’ normalmente presente almeno un referente (docente o funzionario) per Facoltà/Corso di Studi o una Commissione per la Valutazione della Didattica dei vari corsi di studio con il compito di collaborare all’organizzazione dell’indagine. Sono poi spesso affidate (Bologna, Firenze, Padova) a personale appartenente al corpo studenti (es. studenti part-time 150 ore) le operazioni di somministrazione del questionario. Presso l’università di Roma Tre sono invece prevalentemente i docenti a curare le operazioni di somministrazione presso i propri corsi mentre presso l’Università di Firenze i rilevatori sono talvolta coadiuvati dai docenti. Emerge in tutti i casi analizzati l’importanza dell’ottenere il più alto livello di collaborazione e coordinamento fra l’organo preposto all’organizzazione centralizzata dell’indagine, le singole Facoltà e personale rilevatore. Elaborazione e diffusione dei risultati Lo svolgimento delle operazioni di natura più strettamente tecnica (stampa dei questionari, registrazione dei risultati ecc.) è svolto da società esterne presso tutti gli Atenei di maggiori dimensioni, ma non in altri casi (Trento). E’ prassi comune (Bologna, Firenze, Padova, Trento) dare ampia diffusione ai risultati aggregati per Ateneo, Facoltà e corso di Studi. Nel caso di Roma Tre il livello di diffusione è differenziato a seconda del tipo di aggregazione: viene data ampia diffusione ai dati aggregati per Ateneo e Facoltà mentre i dati sintetici per corso di Studi vengono consegnati al Consiglio degli Studenti e pubblicati e commentati nella relazione sulla valutazione della didattica da parte degli studenti da inviare ogni anno al CNVSU ai sensi della legge 370/99 e diffusa all’interno dell’Ateneo presso le Facoltà, i Corsi di Studio, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione. I risultati relativi al singolo insegnamento vengono invece generalmente forniti ai Presidi di Facoltà e al docente interessato. Come si vede, la breve analisi compiuta delinea un quadro di relativa omogeneità di approccio e scelte organizzative, senza che emergano particolari indicazioni utili alla revisione del progetto di indagine presso l’Ateneo torinese. L’unico elemento di interesse è forse il tentativo di ricavare da indicazioni degli stessi studenti elementi utili a valutare il grado di copertura effettiva dell’indagine, aspetto importante per l’attendibilità dei risultati ma difficile da controllare in modo oggettivo. 49 Relazione 2002 La Ricerca 4 La Ricerca 4.1 Premessa Nell’attività di valutazione della ricerca il Nucleo ha cercato di migliorare gli strumenti di raccolta dei dati interni e contestualmente di affinare gli indici, coniugando la continuità rispetto al passato con la coerenza verso le indicazioni ministeriali e i nuovi orientamenti che emergono a livello nazionale. Un importante fattore di miglioramento della qualità dei dati è stata l’accresciuta collaborazione dei Dipartimenti conseguente alla crescente consapevolezza dell’utilità e necessità di introduzione di processi valutativi. Ciò anche a seguito di una costante politica di stimolo da parte del Nucleo di Valutazione. Sono stati quindi predisposti gli indicatori suggeriti dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario, che possono essere di estrema utilità agli Organi accademici per tracciare le strategie opportune nei confronti del Ministero, per valutare come distribuire le risorse interne e per indirizzare le attività dei Dipartimenti mediante una politica di incentivi e sanzioni al fine di rendere più competitivo l’Ateneo sotto il profilo culturale, didattico e di ricerca. L’utilizzo di elementi oggettivi e di confronto nella valutazione del sistema universitario locale rappresenta inoltre un punto non solo qualificante, ma necessario per allineare l’Ateneo a quanto è ormai prassi consolidata in Europa. Dal momento che la funzione del Nucleo di Valutazione è consultiva, è necessario conoscere se nel tempo gli indicatori scelti per valutare in modo oggettivo le attività scientifiche dell’Ateneo sono utilizzati, completamente o in parte, dagli Organi decisionali per stabilire le linee di indirizzo politiche nei confronti della Ricerca e del reclutamento delle forze produttive. La relazione tratta: § l’analisi dell’attività dei Dipartimenti che permette di avere informazioni e indicatori sui seguenti processi suggeriti dal Comitato Nazionale: fonti di finanziamento dell’attività di ricerca, capacità di acquisire fondi esterni, prodotti scientifici ottenuti dai docenti; § l’analisi dei risultati dell’Ateneo nei bandi ministeriali e il confronto dei risultati ottenuti tra diversi Atenei; § il confronto tra l’Ateneo torinese e gli altri Atenei in merito al numero di Assegnisti, Dottorandi e “post-doc” in quanto indicatori delle forze vive applicate alla ricerca. La presente relazione, a differenza di quella svolta per il 2001, non tratta l’analisi delle procedure di assegnazione dei fondi di Ateneo per la ricerca. Va infatti sottolineato che di fronte a una riduzione, indicata nella tabella 4.1.1, del 18% dei finanziamenti per la ricerca da parte dell’Ateneo (da 6,5 milioni di euro nell’anno 2001 si è scesi a 5,3 milioni nel 2002) non si é apprezzato nel corso del 2002 nessun intervento da parte degli Organi di Governo per modificare le modalità di suddivisione di tali fondi. Tuttavia, il Nucleo è a conoscenza di iniziative recenti volte a rivedere l’intero sistema di distribuzione delle risorse da destinare alla ricerca. Si esprime pertanto l’auspicio che tali lavori possano portare quanto prima a procedure analoghe a quelle in uso presso altri Atenei, che si basano su analisi quantitative e oggettivabili dei risultati scientifici ottenuti e utilizzano sistemi di peer review per valutare la competitività e la bontà dei progetti scientifici e didattici presentati. 50 Relazione 2002 La Ricerca Tabella 4.1.1 - Finanziamenti per la ricerca locale (ex 60%) Esercizio 1999 2000 2001 2002 Totale impegnato variazione rispetto variazione rispetto (valori in euro) esercizio precedente esercizio 99 6.705.676 6.491.863 6.522.851 5.341.197 -0,76% -3,19% +0,48% -18,12% --3,2% -2,7% -20,3% Fonte: bilanci consuntivi di Ateneo. F.S. 8.03.13 (es.1999: F.S. 2.05.01) Tale richiamo era già stato posto nella relazione precedente e assume oggi un valore ancora maggiore dato che le assegnazioni di fondi, sia ministeriali che europei, avvengono su basi sempre più competitive e pertanto é necessario mantenere qualitativamente alta la ricerca scientifica dell’Ateneo. Un sistema di valutazione basato sulla costituzione di panel di referee per ogni Area scientificodisciplinare è stato già, d’altra parte, proposto dal Nucleo di Valutazione in occasione della necessità di certificare i centri di eccellenza. La proposta presentata alla Commissione Ricerca dell’Ateneo si articolava in due ipotesi: una consistente in un insieme di Ateneo di panel di valutatori designati da ciascun Area che intervengono per certificare la qualità di un centro o di un progetto di ricerca; l’altra incentrata su un Comitato di garanzia costituito da pochi membri di alto profilo, che esaminano le valutazioni prodotte dai panel di referees delle varie Aree. Attuare processi valutativi complessi come negli esempi sopra riportati comporta indubbie difficoltà, tuttavia essi appaiono ormai necessari anche all’interno dell’Ateneo. Un altro elemento strategico per la competitività tra Atenei nell’ambito della ricerca scientifica è la disponibilità di spazi e attrezzature adeguati. Il Nucleo intende a questo riguardo svolgere nel prossimo futuro un’indagine conoscitiva sui dati disponibili per poter giungere all’elaborazione di indicatori significativi. 4.2 L’analisi dell’attività dei Dipartimenti Lavorando nel solco tracciato gli anni scorsi, il Nucleo di Valutazione ha utilizzato gli stessi indicatori proposti nella relazione del 2001 per l’analisi dell’attività dei Dipartimenti cercando, come ricordato in premessa, di aumentarne l’affidabilità sia attraverso un’individuazione più accurata dei dati richiesti e dei pesi utilizzati, sia attraverso il miglioramento dello strumento di raccolta. In particolare, i principali elementi che hanno consentito di procedere in questa direzione sono: 1) La raccolta dei dati presso i Dipartimenti é stata più accurata poiché a ciascun Dipartimento é stata fornita una scheda elettronica da compilare, con precise richieste da soddisfare. Inoltre parte dei dati finanziari e di quelli sul personale sono stati pre-caricati dallo staff del Nucleo estraendoli dalle procedure già attive nell’Ateneo. 2) I prodotti della ricerca, ai fini di una valutazione maggiormente rispondente alle specificità delle varie discipline, sono stati pesati da un lato cercando di dare una congrua valutazione alle opere dell’area delle scienze umane, dall’altro valutando le pubblicazioni ISI con Impact Factor non in termini assoluti, ma suddividendole in tre fasce che tengono conto della stratificazione dell’IF in ciascun settore scientifico1. La tabella 4.2.1 raffronta i parametri utilizzati nel 2001 con quelli attuali. 1 Il metodo adottato per stratificare in tre fasce le riviste ISI è quello utilizzato dall’Università di Bologna: per ciascuna “subject category” del JCR si è calcolato il valore che individua il 25° e 75° percentile. Ciò consente di attribuire a ciascuna rivista con IF l’appartenenza alla fascia alta, media e bassa delle riviste di settore. 51 Relazione 2002 La Ricerca Tabella 4.2.1 - Pesi applicati ai prodotti di ricerca Relazione 2001 Tipologia di prodotto Libri Articoli senza IF Articoli ISI (IF > 3,5) Articoli ISI (IF ≤ 3,5) Scienze Scienze Natura Umane 1 2 Relazione 2002 Scienze Scienze Tipologia di prodotto Natura Umane 1 3 Libri 0,3 1 0,3 1 2 2 3 3 2 2 1 1 1 1 Capitoli di libro e altre pubblicazioni 1 1 1 1 Conferenze ad invito 1 1 0,3 0,3 Brevetti e software 1 1 1 1 Congressi internazionali 0,5 0,5 - - Congressi nazionali 0,25 0,25 - - - - 0,5 0,5 Articoli senza IF Articoli ISI Gold (IF >75° percentile) Articoli ISI Silver (25°< IF ≤75°percentile) Articoli ISI Bronze (IF ≤25° percentile) Capitoli di libro Altre pubblicazioni e Conferenze ad invito Brevetti Prodotti multimediali 3) Per tenere conto della partecipazione di tutto il personale dedicato alla ricerca che opera nei Dipartimenti si è richiesto di segnalare le unità di personale tecnico, gli Assegnisti, i Dottorandi, i “post-doc”, i Borsisti (pur se finanziati da altri Enti pubblici e privati), nonché il personale inquadrato in contratti di collaborazione. A questo personale è stato attribuito un peso diverso, in ragione del loro plausibile impiego nelle attività di ricerca (Tabella 2). Tabella 4.2.2 - Pesi applicati al personale di ricerca PERSONALE DEDICATO ALLA RICERCA peso Ordinari Associati Ricercatori Dottorandi Assegnisti Altri Borsisti per ricerca Specializzandi Tirocinanti e frequentatori Tecnici amm.vi di ruolo per la ricerca Tecnici amm.vi a tempo determinato per ricerca Personale Esterno per ricerca (Co.Co.Co, etc.) 1 1 1 1 1 1 0,1 0,1 0,75 0,75 1 4) Il carico didattico é stato valutato sulla base delle informazioni analitiche raccolte, ovvero il numero di ore che ciascun docente ha svolto in un determinato insegnamento nei tre livelli della didattica universitaria. Si è inteso distinguere tra didattica frontale e pratica dando un peso rispettivamente di 1 e di 0,3 non tanto per penalizzare quest’ultima – indispensabile al raggiungimento degli obiettivi formativi – ma per il differente impegno oggettivo, sovente sostenuto con la collaborazione di altro personale. Allo stesso modo, in ragione della sua maggiore specializzazione, alla didattica di terzo livello è stato attribuito un peso di 1,5. 52 Relazione 2002 La Ricerca Tabella 4.2.3 - Pesi applicati alle ore di insegnamento CARICO DIDATTICO peso Didattica 1° e 2° livello (Corsi di Laurea v.o., Lauree triennali, Lauree Specialistiche, corsi di laurea specialistica a ciclo unico) 1 Didattica 3° livello (corsi di Dottorato, di Perfezionamento, Master, corsi frontali di Scuola di Specializzazione) 1,5 Corsi Pratici di Scuola di Specializzazione, corsi ADO/ADI 0,3 Seminari e corsi di aggiornamento 1 Grazie a questa maggiore accuratezza e alla collaborazione fornita dalla maggior parte dei Dipartimenti, la raccolta dei dati é notevolmente migliorata rispetto alla precedenti esperienze, ma é sicuramente ancora necessario proseguire il percorso di sensibilizzazione e diffusione della cultura della valutazione presso i docenti e gli organi responsabili dei Dipartimenti. Le analisi e gli indicatori proposti dal Nucleo per valutare l’attività dei Dipartimenti derivano dai dati raccolti e filtrati attraverso gli schemi valutatitivi sopra descritti. Per una maggiore trasparenza si riportano di seguito le tabelle riassuntive dei dati ricevuti dai Dipartimenti, con la precisazione che essi talvolta si discostano dai valori trasmessi, in quanto si è proceduto d’ufficio ad effettuare alcune correzioni, ove necessario (si vedano le note): Tabella 4.2.4 - Personale dei Dipartimenti dedicato alle attività di ricerca (al 31/12/2002) Area Dipartimento N° N° Altri N° Freq. e N° altri N° N° Tecnici N° N° Specializza Borsisti Tirocinanti esterni per Docenti per ricerca Dottorandi Assegnisti ndi (*) per ricerca (medicina) ricerca (**) 1 Informatica 53 0 22 0 4 0 0 14 1 Matematica 92 0 26 0 7 4 0 1 2 Fisica Generale "A. Avogadro" 37 5 12 0 7 0 0 3 2 Fisica Sperimentale 24 2 12 20 10 9 3 39 2 Fisica Teorica 25 0 15 0 6 2 1 4 3 Chimica Analitica 23 8 5 0 4 6 0 0 3 Chimica Generale e Organica Applicata 26 4 8 0 2 1 0 0 3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali 47 5 24 0 8 20 2 7 8 0 3 0 1 0 1 5 4 Agronomia, Selvicoltura e Gest. Territorio 17 0 11 0 7 16 0 18 4 Colture Arboree 12 9 9 0 5 1 0 4 4 Economia e Ing. Agraria, Forest. e Amb. 29 5 5 0 4 1 0 2 4 Scienze Zootecniche 18 5 7 0 1 0 0 1 4 Valorizzazione e Protez. Risorse Agrofor. 37 26 61 0 7 0 2 41 5 Scienze della Terra 34 3 16 0 7 4 0 27 5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche 23 3 12 0 5 1 0 0 6 Biologia Animale 46 24 26 0 14 1 0 2 6 Biologia Vegetale 18 5 18 0 1 0 0 20 3 Scienze Merceologiche 53 Relazione 2002 La Ricerca 7 Anatomia, Farmacol. e Med. Legale (1) 34 21 3 31 4 7 0 1 7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche 22 9 10 64 1 10 50 0 7 Discipline Medico-Chirurgiche 68 33 7 664 2 0 323 3 51 17 3 25 0 9 0 0 7 Genetica, Biologia e Biochimica 25 14 33 44 8 17 14 0 7 Medicina ed Oncologia Sperimentale 35 17 0 0 2 1 0 0 7 Medicina Interna 41 23 6 197 9 13 80 11 7 Neuroscienze 46 14 40 112 5 18 1 2 7 Sanità Pubblica e Microbiologia 31 11 0 90 3 3 49 16 15 2 0 13 7 3 0 21 7 Scienze Cliniche e Biologiche 55 10 37 115 12 13 27 30 7 Scienze Oncologiche 16 5 35 14 10 20 11 17 41 5 12 94 2 19 226 28,3 7 Traumatologia, Ortopedia e Med. Lavoro 14 7 2 113 0 0 87 10 8 Discipline Artistiche, Musicali e Spettacolo 56 0 36 0 1 0 0 0 8 Filologia, Linguistica e Tradiz. Classica 32 0 11 0 4 0 0 0 8 Orientalistica 19 0 12 0 0 0 0 3 8 Scienze Antropologiche, Archeol. e St-Ter 21 3 29 31 2 1 0 3 8 Scienze del Linguaggio e Lett. Moderne 72 1 13 0 1 5 0 0 8 Scienze Letterarie e Filologiche 65 0 36 1 7 0 0 19 9 Filosofia 41 0 24 0 3 2 0 0 9 Storia 83 0 59 0 13 0 0 36 10 Psicologia 63 0 46 0 6 5 34 1 10 Scienze dell'Educazione e Formazione 34 0 14 0 4 0 0 10 11 Diritto dell'Economia 24 0 1 0 1 1 0 0 11 Scienze Giuridiche 126 0 69 6 12 3 0 17 12 Economia "Cognetti De Martiis" 56 0 5 0 5 1 0 0 12 Economia Aziendale 38 0 35 0 1 0 0 0 12 Scienze Economiche e Finanziarie 37 0 11 0 0 1 0 3 12 Statistica e Matematica Appl. Sc. Umane 31 0 7 0 2 1 0 0 13 Scienze Sociali 54 1 27 0 5 3 0 1 13 Studi Politici 39 0 35 0 4 3 0 20 14 Scienza e Tecnologia del Farmaco 39 8 12 10 6 2 305 1 15 Morfofisiologia Veterinaria 16 4 6 0 1 1 0 0 15 Patologia Animale 47 3 16 50 6 3 130 0 25 7 11 0 5 1 0 2 9 5 1 0 1 0 0 1 2090 324 996 1694 255 232 1346 444,3 7 Fisiopatologia Clinica (2) (3) 7 Scienze Biomediche e Oncol. Umana 7 Scienze Pediatriche e Adolescenza (4) (5) 15 Produzioni Animali, Epidemiol. e Ecologia Territorio (Interateneo) totali (6) NOTE: * Specializzandi nell’a.a. 2001/02 ** Comprende personale Co.Co.Co, con altri contratti e di altri Enti. (1) Non sono calcolati 2 ricercatori che hanno preso servizio a gennaio 2003. 54 Relazione 2002 La Ricerca (2) Sono stati aggiunti 6 Docenti e i Tecnici della sezione di Dermatologia, trasferitisi a fine anno al Dip. di Scienze Biomediche. (3) Sono stati aggiunti 14 Docenti e 4 Tecnici della sezione di Odontoiatria, trasferitisi a fine anno al Dip. di Scienze Biomediche. (4) I Docenti e il personale tecnico delle nuove sezioni di Dermatologia e Odontoiatria, afferite a fine anno, non sono inseriti. Il totale al 31/12 sarebbe di 36 Docenti. (5) Il personale esterno comprende 25 medici e 12 Tecnici-biologi ospedalieri dedicati ad attività di ricerca, assistenziale e didattica, pertanto sono stati considerati per un terzo per la ricerca. (6) È stato inserito solo il personale dell’Università di Torino. Le entrate finanziarie per la ricerca sono state suddivise in tre grandi categorie: fondi di Ateneo, fondi MIUR e fondi esterni. Per questi ultimi si intendono i finanziamenti che i Docenti hanno portato nei Dipartimenti di appartenenza tramite accordi di collaborazione, convenzioni e consulenze, anche in conto terzi, con soggetti pubblici o privati, gestiti direttamente dal Dipartimento o gestiti da altri Enti ma utilizzati per il personale di ricerca del Dipartimento. Tabella 4.2.5 - Finanziamenti per la ricerca ricevuti dai Dipartimenti nell’esercizio 2002 Area Dipartimento Fondi da Ateneo* (€) Fondi da Miur** (€) Fondi Esterni*** (€) 1 Informatica 174.707 46.998 545.587 1 Matematica 261.539 28.405 106.677 2 Fisica Generale "A. Avogadro" 170.987 321.100 636.841 2 Fisica Sperimentale 105.829 0 1.937.230 2 Fisica Teorica 107.763 326.917 472.910 3 Chimica Analitica 88.570 223.626 371.754 3 Chimica Generale e Organica Applicata 97.948 69.600 227.943 3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali 199.145 538.665 1.062.178 3 Scienze Merceologiche 15.298 0 33.255 4 Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio 73.062 106.220 1.251.458 4 Colture Arboree 41.412 0 303.013 113.327 16.600 351.690 69.150 24.273 65.606 4 Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali 225.839 70.500 2.276.739 5 Scienze della Terra 134.550 90.380 384.344 82.040 127.750 34.654 6 Biologia Animale 168.145 146.157 315.021 6 Biologia Vegetale 88.365 87.994 908.757 116.352 25.823 611.154 7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche 67.835 50.700 117.869 7 Discipline Medico-Chirurgiche 68.356 0 399.580 7 Fisiopatologia Clinica 86.514 0 197.454 7 Genetica, Biologia e Biochimica 242.069 328.467 452.449 7 Medicina ed Oncologia Sperimentale 126.574 134.279 404.230 7 Medicina Interna 134.189 162.684 822.835 4 Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale 4 Scienze Zootecniche 5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche 7 Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale 55 Relazione 2002 La Ricerca 149.402 211.747 1.016.452 96.041 163.761 866.998 7 Scienze Biomediche ed Oncologia Umana 106.113 108.972 413.681 7 Scienze Cliniche e Biologiche 505.619 229.789 1.389.615 7 Scienze Oncologiche 117.822 919.020 2.029.394 7 Scienze Pediatriche e dell'Adolescenza 120.877 73.100 715.959 7 Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro 11.855 0 251.953 8 Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo 123.945 0 12.414 8 Filologia, Linguistica e Tradizione Classica "Augusto Rostagni" 57.516 50.096 6.197 8 Orientalistica 28.499 0 7.230 8 Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali 38.391 0 104.166 8 Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e Comparate 137.361 52.162 119.495 8 Scienze Letterarie e Filologiche 118.792 170.000 133.973 59.158 6.197 28.233 9 Storia 123.385 44.932 40.715 10 Psicologia 107.517 68.172 273.085 10 Scienze dell'Educazione e della Formazione 209.249 0 151.504 11 Diritto dell'Economia 23.757 0 0 11 Scienze Giuridiche 165.136 88.831 592.363 12 Economia "Cognetti De Martiis" 153.192 96.061 253.112 12 Economia Aziendale 86.348 16.500 377.230 12 Scienze Economiche e Finanziarie "Giuseppe Prato" 83.603 19.109 27.133 66.348 16.010 21.261 91.340 23.000 376.050 13 Studi Politici 138.984 177.800 201.482 14 Scienza e Tecnologia del Farmaco 153.024 110.100 307.738 15 Morfofisiologia Veterinaria 152.668 46.800 36.955 15 Patologia Animale 265.784 0 629.335 15 Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia 125.157 0 370.278 30.590 0 29.419 6.707.036 5.619.299 25.074.650 7 Neuroscienze 7 Sanità Pubblica e Microbiologia 9 Filosofia Statistica e Matematica Applicata alle Scienze Umane 12 "Diego De Castro" 13 Scienze Sociali Territorio (Interateneo) totali (1) NOTE: * Comprende i fondi per progetti locali, il Fondo Congressi e le altre entrate per dottorati, convegni, progetti e collaborazioni di ricerca. ** Comprende il cofinanziamento dei Prin, dei Firb e dei centri di eccellenza. *** Comprende le entrate da soggetti pubblici e privati finalizzate da attività convenzionata, da contratti e convenzioni di ricerca conto terzi, trasferimenti correnti e per investimento e altri finanziamenti esterni non gestiti dal Dipartimento ma utilizzati al suo interno. (1) Sono considerati solo gli importi relativi all’Università di Torino. 56 Relazione 2002 La Ricerca La tabella seguente riporta i dati relativi alla produzione scientifica espressi sia in valore assoluto che in termini di peso complessivo quantificato secondo la tabella 4.2.1: Tabella 4.2.6 – Produzione scientifica dei Dipartimenti nell’anno 2002 Area N° N°Art. N°Art. N°Art. N°Altre N° N° N°Altri N° Capitoli IF IF IF Pubbl. Prod. Libri articoli Brevetti di libri gold silver bronze e Conf. Multim Dipartimento totale prodotti pesati 1 Informatica 2 8 7 20 2 15 69 1 8 103,2 1 Matematica 4 13 15 22 8 35 136 0 6 168,3 2 Fisica Generale "A. Avogadro" 0 0 30 10 4 6 55 0 1 132,8 2 Fisica Sperimentale 0 1 72 28 0 12 29 0 0 285,3 2 Fisica Teorica 2 1 52 16 - 8 60 0 0 211,4 3 Chimica Analitica - 0 15 12 5 2 60 - 1 93,1 3 Chimica Generale e Organica Applicata 1 10 15 7 5 25 1 0 80 3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali 2 7 68 65 5 16 139 4 4 400,5 3 Scienze Merceologiche 5 - - - - 7 13 - - 11 4 Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio 2 12 2 2 1 27 60 1 51,6 4 Colture Arboree 1 1 1 3 - 9 28 - - 22,1 2 11 - 1 - 31 49 0 0 74,5 2 3 - 1 - 6 28 - - 17,2 4 Agroforestali 5 Scienze della Terra 0 13 6 19 2 86 145 0 0 140,3 4 14 3 6 1 8 59 - 1 60,6 5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche 0 7 10 13 5 21 60 0 0 92,3 6 Biologia Animale 6 12 10 25 6 25 130 0 2 151,5 6 Biologia Vegetale 4 10 9 6 3 10 65 3 0 81,5 1 8 19 18 1 8 40 0 0 117,4 7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche 1 18 16 11 3 14 67 - 1 116,8 7 Discipline Medico-Chirurgiche 0 12 14 11 1 29 286 0 0 171,5 10 19 31 20 14 45 154 0 0 235,7 0 9 40 15 6 4 3 0 0 167,1 0 5 27 9 1 6 94 0 2 136 1 9 54 69 13 20 175 0 2 382,5 7 Neuroscienze 3 4 32 32 15 50 161 0 1 245,8 7 Sanità Pubblica e Microbiologia 3 13 11 8 7 30 82 1 1 107,1 7 Scienze Biomediche ed Oncologia Umana 0 2 39 11 2 14 21 0 5 156 7 Scienze Cliniche e Biologiche - 2 52 29 5 6 137 - - 263,9 7 Scienze Oncologiche 0 0 29 7 1 5 37 2 0 116,6 7 Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza 0 6 21 18 2 64 136 0 0 167 7 Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro 0 3 4 2 0 11 60 0 1 40,8 Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e 4 Ambientale 4 Scienze Zootecniche Valorizzazione e Protezione delle Risorse 7 Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale (1) 7 Fisiopatologia Clinica 7 Genetica, Biologia e Biochimica 7 Medicina ed Oncologia Sperimentale 7 Medicina Interna (2) (3) 57 Relazione 2002 La Ricerca 22 53 - - - 29 36 - 2 159,8 3 7 - - - 21 50 0 0 52 4 27 - - - 4 51 0 1 58,8 Scienze Antropologiche, Archeologiche e 4 30 - - - 9 57 0 3 69,6 Scienze del Linguaggio e Letterature Moderne e 9 51 - - - 33 130 - 1 150,5 19 50 - - - 79 143 0 2 229,9 8 41 1 - 1 29 41 0 0 110,3 13 77 - - - 42 78 0 2 182,4 11 41 2 1 49 156 3 6 183,8 10 35 - - - 44 64 0 9 132,7 4 11 - - - 19 14 - - 46,2 16 42 - - - 155 80 0 2 270 7 32 2 5 1 37 66 1 1 128,3 8 14 - - - 104 36 - 1 153,3 2 25 1 1 1 27 77 - 1 87,6 2 6 3 7 1 9 51 0 3 51,5 13 Scienze Sociali 17 43 1 - - 30 84 0 2 153,2 13 Studi Politici 16 42 - - - 45 135 0 1 176 14 Scienza e Tecnologia del Farmaco 0 2 7 18 4 1 49 3 0 81 15 Morfofisiologia Veterinaria - 6 5 9 - 3 28 - - 48,3 15 Patologia Animale 0 0 8 10 1 22 102 0 0 82,2 15 Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia 1 1 4 9 1 28 68 0 1 62,3 6 25 - - - 8 12 0 0 54,6 8 Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo Filologia, Linguistica e Tradizione Classica 8 "Augusto Rostagni" 8 Orientalistica 8 Storico-Territoriali 8 Comparate 8 Scienze Letterarie e Filologiche 9 Filosofia 9 Storia 10 Psicologia (4) 10 Scienze dell'Educazione e della Formazione 11 Diritto dell'Economia 11 Scienze Giuridiche (5) 12 Economia "Cognetti De Martiis" (6) 12 Economia Aziendale 12 12 Scienze Economiche e Finanziarie "Giuseppe Prato" Statistica e Matematica Applicata alle Scienze Umane "Diego De Castro" (7) Territorio (Interateneo) (8) NOTE: I dati comunicati dai Dipartimenti sono stati corretti eliminando duplicazioni e rettificando errate attribuzioni. Nei seguenti casi i Dipartimenti hanno dichiarato che i prodotti sono incompleti: (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) mancano i dati dei 10 Docenti della Sezione di Medicina Legale mancano i dati di 2 Docenti mancano i dati di 3 Docenti mancano i dati di 7 Docenti mancano i dati di circa 50 Docenti mancano i dati di alcuni Docenti mancano i dati di 3 Docenti i dati sono relativi ai solo Docenti dell’Università di Torino. 58 Relazione 2002 La Ricerca Area Tabella 4.2.7 – Ore di insegnamento nell’a.a. 2001/2002 Dipartimento N° ore N° ore N° ore N° ore CdL e Laurea Laurea Corsi ciclo Triennale Speciali ADO, unico e D.U stica ADI N° ore Sc.Spe cializz. pratica N° ore N° ore N° ore N° ore N° ore Sc.Spe C.d. C.d. N° ore C.d. Semina cializz. Dottor Perfezi Master Aggiorn rio frontale ato onam. amento 1 Informatica 545 4068 120 1 Matematica 1832 4260 102 50 923 1991 898 20 1620 1172 144 544 2 Fisica Teorica 642 1309 36 44 100 3 Chimica Analitica 432 694 709 60 15 3 Chimica Generale e Organica Applicata 303 1351 479 35 8 8 1344 2003 1356 38 216 8 370 256 635 959 395 703 1467 2346 155 400 1210 0 1172 3205 220 5 Scienze della Terra 1752 1223 170 5 Scienze Mineralogiche e Petrologiche 1198 866 6 Biologia Animale 1347 1619 6 Biologia Vegetale 1018 1451 1239 878 232 658 81 210 891 232 938 757 339 743 1588 1283 7 Genetica, Biologia e Biochimica 1020 543 25 271 111 512 7 Medicina ed Oncologia Sperimentale 1295 742 93 329 165 489 170 7 Medicina Interna 1074 486 48 718 1919 953 65 7 Neuroscienze 925 655 590 154 7 Sanità Pubblica e Microbiologia 999 1597 329 346 50 948 8 500 94 303 192 78 560 74 7 Scienze Cliniche e Biologiche 867 689 392 753 198 897 7 Scienze Oncologiche 539 201 111 177 15 265 7 Scienze Pediatriche e dell'Adolescenza 541 1516 Traumatologia, Ortopedia e Medicina 7 del Lavoro 187 89 2 Fisica Generale "A. Avogadro" 2 Fisica Sperimentale 3 Chimica Inorganica, Fisica e dei Materiali 3 Scienze Merceologiche 4 Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio 4 Colture Arboree 4 Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale 4 Scienze Zootecniche 4 7 Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale 7 Discipline Ginecologiche e Ostetriche 7 Discipline Medico-Chirurgiche 7 Fisiopatologia Clinica 7 Scienze Biomediche ed Oncologia Umana 30 30 408 70 550 84 158 36 20 9 20 20 25 2 18 20 30 50 25 240 8 46 11 20 160 20 40 30 671 407 119 50 24 22 116 38 124 6 574 1382 944 392 80 12 29 10 16 6 40 2 4 76 212 222 54 23 3 14 37 15 90 72 8 218 351 4553 3 156 449 673 4 58 642 1244 0 1867 1344 1154 274 4 34 65 246 70 88 6 6 3 60 3 10 4 32 5 31 16 6 50 80 59 Relazione 2002 La Ricerca Discipline Artistiche, Musicali e dello Spettacolo Filologia, Linguistica e Tradizione 8 Classica "Augusto Rostagni" 8 240 2413 590 50 30 885 360 55 870 90 8 Orientalistica Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali Scienze del Linguaggio e Letterature 8 Moderne e Comparate 8 8 174 476 60 190 851 1534 2414 318 270 3409 380 90 1746 270 250 2827 378 2306 816 510 1923 240 1280 1951 2361 114 893 2459 435 12 Economia Aziendale 2970 802 80 Scienze Economiche e Finanziarie "Giuseppe Prato" Statistica e Matematica Applicata alle 12 Scienze Umane "Diego De Castro" 1093 1414 96 9 64 1182 1609 0 9 23 115 0 3522 330 28 121 54 26 33 33 1317 1805 60 60 30 58 74 316 10 123 1122 2773 257 291 1318 24 14 40 520 2658 105 10 261 974 1318 20 8 70 869 90 10 40 8 8 Scienze Letterarie e Filologiche 9 Filosofia 9 Storia 10 Psicologia 10 Scienze dell'Educazione e della Formazione 11 Diritto dell'Economia 11 Scienze Giuridiche 12 Economia "Cognetti De Martiis" 12 13 Scienze Sociali 13 Studi Politici 14 Scienza e Tecnologia del Farmaco 15 Morfofisiologia Veterinaria 15 Patologia Animale Produzioni Animali, Epidemiologia ed 15 Ecologia Territorio (Interateneo) totali (1) 40 65 142 85 16 315 120 10 25 276 15 158 26 36 8 323 80 30 39 60 95 44 247 10 700 142 544 137 535 46 30 190 199 4 82 22 34 10 204 89 3 16 269 65 35 16 143 31 8 95 621 28 19 245 194 405 10 4 38 43392 76983 21155 7368 8020 18652 2620 2015 1975 3804 711 NOTE: I dati comunicati dai Dipartimenti sono stati corretti rettificando errate attribuzioni. (1) Sono considerati solo gli insegnamenti svolti da Docenti dell’Università di Torino. Gli indicatori, già elaborati negli anni scorsi per valutare le attività dipartimentali, sono graficamente riportati nelle tavole successive e mostrano: · · · Rapporto tra la produzione scientifica e il personale (Figure 1 e 2), al fine di offrire un’indicazione dei risultati ottenuti dal personale dedicato alla ricerca. Confronto tra i finanziamenti per la ricerca e la produzione scientifica, come indicatore del costo del prodotto (Fig. 3). Tale rapporto seguito in anni successivi consentirà di verificare l’esistenza o meno di un collegamento tra qualità della produzione scientifica e incremento dei finanziamenti. Inoltre é utile per evidenziare eventuali difformità nella capacità di attrarre fondi per la ricerca in ragione, per esempio, di differenti composizioni dipartimentali per fasce di appartenenza dei Docenti (Fig. 4). Confronto tra i finanziamenti per la ricerca e il personale allo scopo di far emergere la capacità del personale di accedere ai fondi per la ricerca (Fig. 5). Oltre al rapporto totale, sono stati presi in esame il rapporto tra i finanziamenti provenienti dall’Ateneo, dal MIUR, da altri Enti e i Docenti (Fig. 6). 60 Relazione 2002 La Ricerca · · · · · · Rapporto tra fondi provenienti da soggetti pubblici e privati e fondi istituzionali per mettere a fuoco la capacità attrattiva dei Dipartimenti verso i finanziamenti esterni (Fig. 7). L’analisi nel tempo di questo parametro potrebbe permettere di individuare quelle realtà dipartimentali in grado (per la loro affidabilità finanziaria) di stipulare contratti a termine per la docenza. Analisi delle ore di insegnamento per Docente al fine di evidenziare il differente carico didattico nei Dipartimenti (Fig. 8). Confronto tra il carico didattico e la produzione scientifica per verificare quanto i due compiti istituzionali del Docente siano in sinergia o in antagonismo tra di loro (Fig. 9). Rapporto tra personale non docente dedicato alla ricerca (Borsisti, Dottorandi, Assegnisti) e personale docente, per analizzare la capacità di attrarre giovani che vogliono intraprendere la strada della ricerca scientifica (Fig.10). Rapporto tra il personale tecnico e il personale docente (Fig.11), al fine di identificare punti di sofferenza nell’organico dei Dipartimenti. Rapporto tra i finanziamenti per la ricerca e il costo del personale docente, espressione quest’ultimo precipuamente del costo dell’organizzazione didattica (Fig. 12). 61 Info rm Mat atica e mat Fis ic Fisi ica Gen a ca S eral peri e men Fisi t a l e ca T Chi eori mic c a aA Chi nali mic tica aG e Chi nerale Scie mic nze aI Me rceo FM logi che Agr on Col ture omia Arb oree Scie D EIA nze FA Zoo tecn i che Scie DIVA P n RA ze d Scie ell nze Min a Terra Bio eralogi logi che aA Bio n i m logi ale aV ege Di s t ale cip A Dis line Gi natom i c. M nec olog a edic i o c h Chi Fisi e r opa tolo urgich e gia Clin ic Med Gen a icin etic aO a nc Med . Sper im. icin aI Neu nterna rosc Sa ien Scie nità Pu ze bbli nze ca Bi Scie omedic he nze Scie Cli nze Onc niche Scie olog nze Ped iche iatr T iche Scie rauma t Mo o n logi za d rfof a el F isio arm logi aco aV ete Pato logi rinaria aA Pro n duz ioni imale Di s A cipl nim ine Arti ali stic h Filo e l o Scie gia Orie nze nta Scie Antrop listica nze olog del iche L Scie inguag nze gio Let tera r Filo ie sofi a Stor Scie i a Psic nze olog de ia Diri ll'Edu caz tto d ion e Scie ll'Econ e om nz Eco nom e Giuri ia dich ia " De Eco Ma e nom rtiis i aA Scie zien " nze dal Eco nom e iche S Scie tatistic a nze S Stud ociali Ter rito i Po rio liti (Int erat ci ene o) Figura 1 PUNTI PRODUZIONE / PERSONALE DI RICERCA PESATO 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 Info rm a tica M at ema Fisi tica ca G Fisi ener ca S ale peri m en tale Fisi ca T Chi eori mic ca aA nali Chi tica mic aG ener al e Chi Scie mic nze a I F M er M ceol ogic h e Agr ono Col mia ture Arb oree DEI Scie AFA nze Zoo tecn iche Scie DIVAP RA nze Scie dell a Te nze Min rra eral ogic Bio logi he aA nim Bio ale logi aV ege tale Dis cipl A n atom ine Dis ia c. M Gineco logi edic che o-C Fisi hiru opa rgic tolo he gia Clin i ca M ed Gen icin etic aO a nc. Spe M ed rim. icin a In tern Neu a rosc ienz San e i t à Pu Scie bbli nze c a Bio med Scie iche n ze C Scie linic nze he Onc olog Scie iche nze Ped iatri che Tra uma Scie tolo nza Mo gia del rfof F a rm isio logi a co aV eter Pato i n a ria logi aA P ro nim duz al e ioni Dis Ani cipl mal ine i Arti stich e Filo logi Orie a Scie ntal nze istic Ant a Scie ropo nze logi del che Lin gua Scie g gio nze Lett erar ie Filo sofi a Stor i a Scie Psic nze olog dell ia 'Edu Diri cazi tto d o n ell'E e con Scie omi nze a Eco Giu nom ridic ia " he D eM Eco artii nom s" ia A Scie zien nze dale Eco nom iche Stat istic Scie a nze Soc i a S l i tudi Ter ritor Poli io (I tici nter aten eo) Figura 2 PUNTI PRODUZIONE / PERSONALE DI RICERCA (CON DETTAGLIO) 4,5 collab. esterni/pers. ricerca 4,0 3,5 tecnici/pers. ricerca assegnisti, borsisti, dottorandi, post-doc/pers. ricerca docenti/pers. ricerca 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 Info rm Mat atica e mat Fi s i Fisi ica Gen ca ca S e r a l peri men e Fisi t a le ca Chi mic Teorica a A Chi mic nalitica aG ener C a Scie nze himica le Mer IFM ceol og Agr iche ono Col mi ture Arb a oree Scie nze DEIAF Zoo A tecn iche DIV Sci A Scie enze de PRA lla T nze Min erra Bio eralogi logi che aA Bio logi nimale aV eget Disc a iplin Ana le eG Disc t o m inec . Me olog ia di Fisi co-Chir iche opa tolo urgiche gia Clin ic Med Gen a icin aO e tica n Med c. Sper im. icin aI Neu nterna rosc Sa ien Scie nità Pu ze bbli nze ca Bi Scie omedic h nze Scie Clin e nze iche O n colo Scie g nze Ped iche i a t ri T Scie rauma che tolo Mor nza g fofi siol del Far ia ogia mac Pato Veterin o lo a Prod gia An ria ima uzio le ni Disc iplin Anima l eA rtist i iche Fi l Scie Orie ologia nze nta Scie Antrop listica nze olog del Ling iche Scie nze uaggio Lett erar Filo ie sofi a Stor Scie i a Psic nze ol d Diri ell'Edu ogia cazi tto d on e Scie ll'Econ e o n m z Eco nom e Giuri ia dich ia " D e Eco nom e Marti is" ia A Scie zie nze Eco ndale nom iche S Scie tatistic a nze S Stud ociali Terr i itori o (I Politic nter i aten eo) 30.000 Figura 3 FINANZIAMENTI PER RICERCA / PUNTI PRODUZIONE 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 - Info rm a tica M at ema Fisi tica ca G Fisi ener ca S ale peri m en t ale Fisi ca T Chi eori mic ca aA nali Chi tica mic aG ener al e Chi Scie mic nze a IF M er M ceol ogic he Agr ono Col mia ture Arb oree Scie DEI AFA nze Zoo tecn iche Scie DIVAP RA nze Scie dell a Te nze Min rra eral ogic Bio logi he aA nim Bio ale logi aV ege tale Dis cipl Ana ine tom Dis ia c. M Gineco l ogic edic o-C he Fisi hiru opa rgic tolo he gia Clin i ca M ed Gen icin etic aO a nc. Spe M ed r i m icin . a In tern Neu a rosc ienz San e i t à Pub Scie blic nze a Bio med Scie iche n ze C Scie linic nze he Onc olog Scie iche nze Ped iatri che Tra uma Scie tolo nza Mo gia rfof del F a rm isio logi a co aV eter Pato inar logi ia aA P ro nim duz a le ioni Dis Ani cipl mal ine i Arti stich e Filo logi Orie a Scie ntal nze istic Ant a Scie ropo nze logi del che Lin gua Scie g gio nze Lett erar ie Filo sofi a Stor i a Scie Psic nze olog dell ia 'Edu Diri cazi tto d o n ell'E e con Scie omi nze a Eco Giu nom ridic ia " he D eM Eco artii nom s" ia A Scie zien nze dale Eco nom iche Stat istic Scie a nze Soc i a S l i tudi Ter ritor Poli io (I tici nter aten eo) Figura 4 PERSONALE DOCENTE (CON DISTRIBUZIONE NELLE TRE FASCE) ordinari associati ricercatori 130 120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 In fo r ma tica Ma t e ma tica Fisi ca G Fisi ener ca S al e p e ri me n tale Fisi c Chim a Teori ca i ca A nali Chim ica G tica en Chim erale Scie i ca I nze FM Me r ceol ogic he Agr ono Colt mia ure Arb oree DEI Scie AFA nze Zoo t ecn iche D IV Scie APR nze A Scie dell a Te nze rra Min e ra l ogic Biol he ogia Ani Biol ma l ogia e Veg etale Disc Ana iplin tom e Gi Disc ia neco . Me logi dico c h e -Ch Fisi irurg opat iche olog ia C linic a Me d G en icin etica a On c. S p e ri Me d m. icin a In t e rn N eu a rosc ienz San e ità P Scie ubb nze lica Biom edic Scie he n ze C Scie linic nze h e Onc olog Scie iche nze Ped iatri che T ra u ma t Scie o l n o Mo r za d gia fofis el F a rm iolo aco gia Vete Pato rina r logi a An ia Prod ima uzio le ni A Disc nim iplin a li e Ar tisti che Filo logi Orie a Scie n talis nze tica Ant ropo Scie logi nze che del Ling uagg Scie io nze Lett e ra r ie Filo sofi a Stor i a Scie Psic nze olog dell ia 'Edu Diri c a tto d zion e ell'E cono Scie mia n z e E co Giu nom r ia "D idiche eM E co artii nom s" ia A Scie zien nze dale Eco nom iche Stat istic Scie a nze Soc iali S t udi T e rr P itori o (In olitici t e ra tene o) 50.000 35.000 15.000 10.000 5.000 85.000 84.000 Figura 5 FINANZIAMENTI PER RICERCA / PERSONALE 70.000 60.000 entrateRic/docenti entrateRic/pers. totale 192.000 45.000 40.000 media scienze natura (per docente) 30.000 25.000 20.000 media scienze natura (per sonale totale) media scienze umane (per docente) (personale totale) - Info rma tica Mat ema Fisi t ica ca Fisi ca S Genera le peri men tale Fisi ca T Chi eori mic c a Ana a Chi litic mic a aG e Chi nerale Scie mi nze Mer ca IFM ceol og Agr iche o n Col ture omia Arb oree Scie nze DEIAF Zoo A tecn iche Scie DIVA Scie nze de PRA ll nze Min a Terra e r al Bio logi ogiche a A Bio logi nimale aV eget Disc a iplin Ana le eG t Disc o m ine ia . Me dico cologic he -Ch Fisi ir opa tolo urgiche gia Clin ic Med Gen a icin etic aO a nc Med . Speri m. icin aI Neu nterna rosc ien Sa Scie nità Pu ze bbli nze ca Bi Scie omedic h nze e Scie Cl i nze Onc niche Scie olog nze Ped iche iatri T c Scie raumat he Mor olog nza fofi siol del Far ia ogia mac o Pato Veterin aria logi aA Prod nim uz Disc ioni A ale nim iplin al eA rtist i iche Fi l Scie Orie ologia nze ntal Scie Antrop istica olog nze del Ling iche Scie uag g nze Lett io erar Filo ie sofi a S toria Scie Psic nze ol dell 'Edu ogia Diri cazi tto d on ell'E con e Sci Eco enze G omia nom iurid ia " iche De Eco Mar nom tiis ia A Scie zien " nze d al Eco nom e iche S Scie tatistic a nze S Stud ociali Terr i itori o (I Politici nter aten eo) Figura 6 FINANZIAMENTI PER LA RICERCA PER TIPOLOGIA / DOCENTI 80.000 127.000 fin. Ateneo/doc fin. Miur/doc 70.000 altri fin. Ric/doc 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 - Storia Psicolo Scienz gia e dell'E ducazio ne Diritto dell'Ec onomia Scienz e Giur idiche Econo mia "D e Marti is" Econo mia A zienda le Scienz e Econ omich e Statisti ca Scienz e Socia li Studi P o li ti Territo ci rio (In teraten eo) Filoso fia atica Matem atica Fisica Genera le Fisica Sperim entale Fisica Teoric a Chimic a Anali tica Chimic a Gene rale Chimic a IFM Scienz e Merc eologic he Agron omia Coltur e Arbo ree DEIAF A Scienz e Zoote cniche DIVA P RA Scienz e della Terra Scienz e Mine ralogic he Biolog ia Anim a le Biolog ia Veg etale Anato Discip mia line G inecolo Disc. M giche edico-C hirurg iche Fisiop atolog ia Clin ica Geneti Medic ca ina On c . S pe rim. Medic ina Inte rn a Neuro scienz e Sanità Pubbli c a Scienz e Biom ediche Scienz e Clinic he Scienz e Onco logich e Scienz e Pedia triche Traum atolog ia Scienz a del F armac Morfo o fisiolo gia Ve terinar ia Patolo gia An imale Produz ioni A nimali Discip line A rtistich e Filolog ia Orienta listica Scienz e Antr opolog iche Scienz e del L inguag gio Scienz e Lette rarie Inform Figura 7 FONDI ESTERNI PER RICERCA / FINANZIAMENTI ISTITUZIONALI (MIUR E ATENEO) 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Infor matic a Mate matic a Fisic a Gen erale Fisic a Spe rimen tale Fisic a Teo rica Chim ica A naliti Chim ca ica G enera le Chim Scien ica IF ze M M erceo logic he Agro nomi Coltu a r e Ar boree DEIA Scien FA ze Zo otecn iche DIVA PRA Scien ze de lla Te Scien rra ze M inera l o g i c Biolo he gia A nima Biolo le gia V egeta le Disci Anat pline omia Gine Disc. colog Medi iche co-C h irurgi Fisio che patol ogia Clini ca Gene Medi tica cina Onc. Speri m. Medi cina Intern a Neur oscie nze Sanit à Pub Scien blica ze Bi omed iche Scien ze Cl Scien inich e ze On colog Scien iche ze Pe diatr Traum iche atolo Scien gia za de Morf l F ofisio arma co logia Veter inaria Patol ogia Anim Produ ale zioni Anim Disci ali pline Artis tiche Filolo gia O r i e ntalis Scien tica ze An tropo Scien logic ze de he l Ling uagg Scien io ze Le tterar ie Filos ofia Stori a Psico Scien logia ze de ll'Edu cazio Diritt ne o del l'Eco nomi Scien a ze Gi Econ uridic omia h e " De M artiis Econ " omia Azien Scien dale ze Ec onom iche Statis tica Scien ze So ciali Studi Terri Politi torio ci (Inter atene o) Figura 8 ORE DI INSEGNAMENTO PESATE / DOCENTI 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 1,0 Inform atica Matem atica Fisica Gener ale Fisica Sperim entale Fisica Teoric a Chim ica An a li ti ca Chim ica Ge nerale Chim ica IF Scien M ze Me rceolo giche Agron omia Coltu re Arb oree DEIA FA Scien ze Zo otecni che DIVA PRA Scien ze dell a Terr Scien a ze Min eralog i c h e Biolo gia An imale Biolo gia Ve getale Anato Discip mia line G inecolo Disc. g i ch e Medic o-Chi rurgic Fisiop he atolog ia Clin ica Geneti Medic ca ina On c. Spe r i m . Medic ina In terna Neuro scienz e Sanità Pubbli Scien c a ze Bio medic he Scien ze Clin iche Scien z e On colog iche Scien ze Ped iatrich e Traum atolog Scien ia za del Morfo Farma fisiolo co gia Ve terina ria Patolo gia An imale Produ zioni A n imali Discip line A rtistic he Filolo gia Orien talistic Scien a z e An tropolo Scien g i c h e ze del Lingu aggio Scien ze Lett erarie Filoso fia Storia Psicolo Scien gia ze dell 'Educa zione Diritto dell'E conom ia Scien ze Giu ridich Econo e mia "D e M ar tiis" Econo mia A zienda Scien le ze Eco nomic he Statis tica Scien ze Soc iali Studi Politic Territ i orio (I nterate neo) punti produzione/docenti (norm. al max) oredidattica/docenti (norm. al max) Figura 9 CARICO DIDATTICO E PRODUZIONE DEI DOCENTI 0,9 0,8 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 - Infor matic a Mate matic a Fisica Gene r a le Fisica Speri ment ale Fisica Teori ca Chim ic a A naliti ca Chim ic a G enera le Chim ic a I F Scien M ze M erceo logic he Agro nomi a Coltu re Ar boree DEIA Scien FA ze Z o otecn iche DIVA PRA Scien ze d e lla Te Scien rra ze M inera logic he Biolo gia A nima le Biolo gia V egeta le Anato Disci pline mia Gine Disc. colog iche Medi co-Ch i r u r Fisio giche patol ogia Clini ca Gene Medi tica cina O nc. S perim Medi . cina I ntern a Neur oscie nze Sanit à Pub blica Scien ze B i omed iche Scien ze C l inich Scien e ze On colog iche Scien z e Pe diatri che Traum atolo Scien gia za d e Morf l Farm ofisio aco logia Veter inaria Patol ogia Anim Produ ale zioni Anim Disci ali pline Artis tiche Filolo gia Orien talist Scien i ca ze An tropo logic Scien he ze d e l Ling uagg io Scien ze L e tterar ie Filos ofia Storia Psico Scien logia ze d e ll'Edu c a zione Diritt o dell 'Econ omia Scien ze Gi uridic Econ he omia "De M artiis Econ " omia Azien Scien dale ze E c onom iche Statis tic a Scien z e So ciali Studi Politi Terri ci torio (Inter atene o) Figura 10 DOTTORANDI, BORSISTI, ASSEGNISTI / DOCENTI 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 - Info rm Ma atica t e mat Fis Fisi ica Ge ica n ca S peri erale men Fis tal Chi ica Teo e mic r ic Chi a Anal a itica mic aG e Chi nerale Scie mic nze aI Mer ceo F M logi Agr che on Col ture omia Arb oree Scie nze DEIAF Zoo A tecn iche D IVA S ci Scie enze de PRA ll nze Min a Terra Bio eralog ich log Bio ia Anim e logi ale aV eg e Dis t cip Ana ale Dis line G inec tomia c. M olog ed i ich Fisi co-Chi rurg e opa tolo iche gia Clin Me ica dici na O Geneti ca n Me c. Sper dici i na I m. Neu nterna rosc Sa ie Scie nità Pu nze bbli nze ca Bi Scie omedic h n e ze C Scie linic nze O h e n colo Scie g nze Ped iche i a t r Tra uma iche Mo Scienz a de tologia rfof isio logi l Farma a c Pato Veteri o nari logi a aA Pro nim duz a i o le n Dis cipl i Anim ine a li Arti stic he Fil Scie Ori ologia e nze nta Scie Antro listica polo nze gich del L e Scie ingua ggio nze Lett erar Filo ie sofi a S tori Scie a Psic nze ol d Dir ell'Edu ogia itto caz ion de Scie ll'Econ e om nz Eco nom e Giuri ia dich ia " D e Eco nom e Mart i i i s" aA Scie zie nze Eco ndale nom ic Stat he istic Scie a nze Soc iali Stu Ter di P rito rio olit i (Int erat ci en e o) 0,8 Figura 11 TECNICI PER LA RICERCA / DOCENTI 0,7 0,6 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0,0 Info rma tica Mat ema Fisi ca G tica Fisi ene ca S rale peri men tale Fisi ca T Chi e o rica mic aA nali Chi tica mic aG ene rale Chi Scie mic nze a IF Me M rceo logi c he Agr ono Col mia ture Arb ore Scie D EI e nze AFA Zoo tecn ich D IVA e Scie P n RA ze d Scie ella nze T erra Min eral ogic Bio logi he aA Bio nim logi ale aV ege tale Dis cipl Ana ine tom Dis ia c. M Gineco logi edic che o C Fisi hiru opa rgic tolo he gia Clin ica Med Ge n icin etic aO a nc Med . Sperim icin . a In tern Ne u a rosc ienz San e i t à Scie Pub blic nze a Bio med Scie iche nze Scie Clin nze i che Onc olog Scie iche nze Ped iatri che Tr a uma Scie tolo nza Mo gia rfof del isio Far logi mac aV o eter Pato inar logi ia aA Pro nim duz ale i o ni A Dis nim cipl ali ine Art istic he Filo logi Orie Scie a ntal nze istic Ant a Scie ropo nze logi del che Lin gua Scie ggio nze Let tera ri Filo e sofi a Sto ria Scie Psic nze olog dell ia 'E Diri duc azio tto d ne ell'E con Scie omi nze a Ec o Giu nom ridi ia " che D eM Ec o arti nom is" ia A Scie z i e nda nze le Eco nom iche St Scie atistica nze Soc iali Stu Te r di P rito olit rio ici (Int erat ene o) 3,0 Figura 12 FINANZIAMENTI PER RICERCA / COSTO PERSONALE DOCENTE 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 - Relazione 2002 La Ricerca Osservazioni conclusive Il lavoro fin qui descritto sul cambiamento nella modalità di acquisizione dei dati e l’aggiornamento degli schemi valutativi hanno consentito di approfondire alcuni aspetti delle analisi già effettuate lo scorso anno. La possibilità di mantenere nel tempo i medesimi indicatori, pur apportando alcuni correttivi, permetterà di analizzare l’andamento della produzione scientifica dei singoli Dipartimenti e complessivamente quella dell’Ateneo attraverso la costruzione di una serie storica di dati. Il maggior dettaglio dei dati raccolti ha permesso, innovando rispetto alla precedente indagine, innanzitutto di discriminare all’interno del personale tecnico quello realmente dedicato alla ricerca. Il personale tecnico dedicato alle biblioteche non è stato considerato in questa analisi, anche se ha un ruolo indiretto nella Ricerca, soprattutto nel campo delle Scienze Umane. Esaminando il rapporto tra questa tipologia di personale e il numero dei Docenti (Fig. 11) si è posta in evidenza la loro scarsa presenza in tutto l’Ateneo, ed in particolare nelle scienze umane (media 0,01). Questo discorso vale, forse in modo ancora più preoccupante, per il basso numero di Tecnici disponibili per le Scienze della Natura (media 0,28), laddove esistono centri ad alta tecnologia, per i quali la presenza di personale tecnico è pressoché indispensabile. Tale analisi suggerisce l’esigenza di adottare non tanto forme di mobilità, bensì investimenti, in grado di riequilibrare in un tempo relativamente breve questa situazione di grave sofferenza. Una seconda differenza rispetto al 2001 riguarda il dato relativo al carico didattico, prima rilevato sulla base dei corsi tenuti, mentre quest’anno è stato ottenuto mediante l’individuazione delle ore di insegnamento effettuate da ciascun Docente, “pesate” in base alla tipologia (Tab. 4.2.3). Una terza e benvenuta discrepanza rispetto ai risultati illustrati lo scorso anno è stato l’incremento di produttività scientifica da parte delle scienze umane (Fig. 1). Ciò non pare essere dovuto al nuovo modo in cui sono stati “pesati” i prodotti scientifici (Tab. 1), in quanto le modifiche fatte sono in grado di premiare e di meglio stratificare la produzione sia per le scienze Umane che per quelle della Natura. La ragione più plausibile é che ci sia stata una miglior raccolta delle informazioni, probabilmente a fronte di un processo di sensibilizzazione nei confronti della valutazione di cui il Nucleo nel corso degli anni si è fatto promotore e di una modalità di raccolta dei dati più consona alle caratteristiche dipartimentali. Nell’ambito del confronto tra produzione scientifica e personale (Fig. 2) si può osservare come sia, in molti casi, rilevante il coinvolgimento di Dottorandi, Borsisti, Assegnisti e “post-doc” nella realizzazione del prodotto scientifico. Questo dato correla solo in parte con quanto riportato nella Figura 10 che descrive il rapporto tra numero di Dottorandi, Borsisiti, Assegnisti e il numero dei Docenti. È chiaro come, accanto a Dipartimenti che reclutano una o più di queste figure professionali per Docente, ve ne siano altri, indipendentemente dall’appartenenza all’area Umanistica o delle Scienze della Natura, in cui tale rapporto é inferiore a uno. Questa analisi dimostra che gli investimenti effettuati in tale settore possono essere produttivi e comunque sono da considerare con grande attenzione. Si dovrebbe quindi tenere conto di tali risultati per premiare quelle strutture capaci di meglio guidare e attrarre questo personale o alternativamente sensibilizzare verso un maggior reclutamento quelle in cui il rapporto è inferiore all’unità. La Figura 3 mostra il rapporto tra i finanziamenti per la ricerca ottenuti dai singoli Dipartimenti e i punti di produzione scientifica. La differenza fra le due aree scientifiche, nonché la forte variabilità all’interno delle Scienze della Natura sono verosimilmente condizionate dalle differenze di costo della ricerca nei vari ambiti2, ragione che non consente di procedere oltre nella comparazione. Tuttavia questi dati possono essere utili per un’analisi del rapporto tra costi e risultati all’interno delle diverse realtà scientifiche. 2 La media per le scienze Umane è infatti di 2.060€ per prodotto pesato (tra un minimo di 514€ e un massimo di 3.916€), contro la media di 7.833€ per le scienze della Natura, compresa entro un range di valori che va da 1.205 a 27.728€ per prodotto. 74 Relazione 2002 La Ricerca Per ciò che riguarda il confronto tra i finanziamenti per la ricerca e il personale ad essa dedicato (Fig. 5), il grafico attuale dimostra che nel complesso i Dipartimenti sono in grado di ottenere finanziamenti pro capite di entità significativa, ma soltanto il monitoraggio nel tempo di questo dato, affiancato a quello della produzione, potrà indicare la bontà e l’efficacia della correlazione diretta tra capacità di attrarre finanziamenti e produttività scientifica di eccellenza. Emergono, ciononostante, alcune osservazioni: § la difficoltà dell’Ateneo a finanziare direttamente la ricerca, da cui dovrebbe nascere la necessità di aumentare la capacità di attrazione di risorse dall’esterno; § la capacità dei singoli Dipartimenti di attrarre risorse misurate per singoli Docenti si mostra significativa in numerosi centri di gestione autonoma, senza che l’elaborazione identifichi una netta e visibile demarcazione tra comunità umanistica e scientifica. La capacità di attrarre finanziamenti è inoltre evidenziata nella Figura 7 che esprime il rapporto tra i fondi di ricerca esterni e quelli di Ateneo; § i Dipartimenti ottengono in modo disomogeneo fondi istituzionali dal MIUR. Nella Figura 9 sono riportati il numero di ore di insegnamento e la produzione scientifica per Docente. Quanto evidenziato graficamente porta a concludere – in maniera peraltro auspicabile nel mondo accademico – che l’attività di insegnamento non deprime l’attività di ricerca, anzi, un’elevata produzione scientifica spesso risulta nei dipartimenti costituiti da Docenti con un elevato carico didattico, senza distinzioni significative tra aree scientifiche ed umanistiche. In ultimo si è voluto analizzare il rapporto tra fondi di ricerca disponibili e costo dell’organizzazione didattica espressa come costo complessivo dei Docenti (Fig. 12), per verificare se i Dipartimenti producano una “attrazione di fondi” in grado teoricamente di coprire il fabbisogno economico del costo del personale docente. L’Ateneo potrebbe infatti “stimolare” la capacità attrattiva di alcuni Dipartimenti al fine di prevedere forme di sviluppo delle risorse umane che, partendo da questi, si riversino sulle attività delle Facoltà. 4.3 L’analisi dei risultati ottenuti nei bandi ministeriali Ci sono a tutt’oggi pochi elementi per valutare il comportamento dell’Ateneo nell’ambito dei progetti FIRB (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca di Base). Sia la natura dei bandi, sia la mancanza di dati di confronto ufficiali a livello nazionale non consentono infatti di condurre analisi approfondite con le altre realtà universitarie o con la media nazionale come invece accade per i PRIN. In questa sede vengono perciò presentati i soli dati della nostra Università: Tabella 4.3.1 - Progetti FIRB dell’Università degli Studi di Torino progetti progetti di cui con Finanziamento di cui per di cui con finanziati presentati giovani MIUR coordinatore coordinatore tipo di (Unità di (Unità di ricercatori assegnato (*) naz. naz. progetto Ricerca) Ricerca) progetti autonomi 72 42 28 16 progetti negoziali 48 7 39 7 120 49 67 23 totale Torino € 2.100.972 Finanziamento di cui per attratto dai giovani coordinatori ricercatori nazionali (**) € 2.215.000 € 5.562.232 € 1.169.500 € 10.510.000 € 1.900.000 € 7.663.204 € 12.725.000 Fonte: database Cineca e dati sito web Area Ricerca * In questa voce rientrano tutti i finanziamenti a Unità di ricerca presso l’Università di Torino ** In questa voce rientrano tutti i finanziamenti ottenuti dai progetti con coordinatore dell’Università di Torino 75 Relazione 2002 La Ricerca Uno degli elementi che si può cogliere, analizzando i soli dati del nostro Ateneo, è la buona capacità dei coordinatori nazionali provenienti dal nostro Ateneo dimostrata in questa tipologia di progetti, soprattutto in relazione a situazioni confrontabili nei PRIN, l’altro grande “serbatoio” di risorse ministeriali per la ricerca. Tabella 4.3.2 – L’Università di Torino nei bandi MIUR di risorse per la ricerca tipo di progetto progetti di cui con presentati coordinatore (Unità di naz. Ricerca) % progetti di cui con finanziati coordinatore (Unità di naz. Ricerca) % Finanziamento MIUR assegnato (*) Finanziamento attratto dai coordinatori nazionali (**) Progetti FIRB totali 120 49 41% 67 23 34% € 7.663.204 € 12.725.000 Progetti PRIN 2002 357 85 24% 152 33 22% € 4.956.400 € 4.954.400 Progetti PRIN 2001 291 65 22% 126 25 20% € 4.383.686 € 4.014.923 Fonte: database Cineca e dati sito web Area Ricerca * In questa voce rientrano tutti i finanziamenti a Unità di ricerca presso l’Università di Torino ** In questa voce rientrano tutti i finanziamenti ottenuti dai progetti con coordinatore naz. dell’Università di Torino Dai dati riportati in tabella emerge una buona performance dei coordinatori nazionali dell’Ateneo nei FIRB rispetto ai valori riscontrati nei PRIN. L’Università di Torino ha presentato complessivamente 120 progetti FIRB di cui 67 sono stati finanziati (per una cifra di € 7.663.204, pari al 2,3% del finanziamento totale disponibile). Più di un terzo di questi ultimi ha avuto come coordinatore un Docente di Torino. Per quanto riguarda i bandi ministeriali sui Centri di Eccellenza bisogna sottolineare gli ottimi risultati raggiunti, poiché a un primo progetto finanziato sul bando del 2000 (ricordiamo che ciascun Ateneo poteva presentare fino a 3 progetti per ciascun bando), ha fatto seguito il finanziamento di altri 2 progetti nel bando successivo. Soltanto un altro Ateneo (Napoli “Federico II”) in Italia ha avuto risultati simili, mentre gli altri centri di eccellenza si sono distribuiti in modo omogeneo tra gli altri Atenei. Grazie alla collaborazione con l’Area Ricerca, il Nucleo di Valutazione ha fotografato il livello di partecipazione e di successo dei Dipartimenti nel progetto ministeriale COFIN bandito nel 2002. La tabella 4.3.3 indica, per ogni Dipartimento, la percentuale dei Docenti che hanno presentato un progetto rispetto al numero di Docenti del Dipartimento (colonna 1); il numero di progetti presentati per Docente (colonna 2); la percentuale dei progetti finanziati rispetto a quelli presentati (colonna 3); il numero dei progetti finanziati per Docente (colonna 4) e la percentuale di finanziamento assegnata al Dipartimento rispetto alla quota totale che l’Ateneo si è aggiudicata per questo tipo di progetti (colonna 5). L’analisi generale dei dati, intesa come media dell’Ateneo, mostra che il 50% dei Docenti ha partecipato al bando. Il 25% dei Dipartimenti ha avuto una partecipazione superiore a 2 Docenti su 3 e un altro 25% ha visto partecipare meno di 1 Docente su 3. Tale dato può essere leggermente sottostimato perché è stato ottenuto dal rapporto con il numero totale dei Docenti, mentre non tutti possono parteciparvi o perché ricercatori non ancora confermati o perché la somma dell’impegno mesi/uomo accumulata negli anni precedenti superava la soglia posta dal Ministero. Una partecipazione superiore al 50% caratterizza almeno un Dipartimento di ciascun area fatta eccezione per quelli dell’area 11. Il rapporto tra numero di Docenti e quello dei progetti presentati è di 0,173. Quest’ultimo dato è assolutamente paragonabile al dato medio tra i nove Atenei confrontati nella tabella 4.3.4: Bologna, Firenze, Milano, Roma “La Sapienza”, Pisa, Palermo, Padova, Napoli 3 Il concetto di partecipazione è legato alla presenza in un progetto di Docenti, indipendentemente dal fatto che lo coordinino a livello nazionale o come coordinatori di una unità; la presentazione invece indica che il Docente è coordinatore nazionale o dell’unità di ricerca. 76 Relazione 2002 La Ricerca “Federico II”. Il 42,7% dei progetti presentati è stato finanziato, un valore significativamente superiore a quella degli altri atenei (38%). La media dei progetti finanziati per Docente è di 0,07 nella nostra Università, di poco superiore alla media degli altri Atenei (0,06). Tali dati provano senza ombra di dubbio come il corpo Docenti dell’Ateneo torinese, indipendentemente dall’area culturale, si sia impegnato in questo tipo di bandi, dimostrando pertanto una buona competitività scientifica. Tuttavia, questo risultato non trova adeguato riscontro nei finanziamenti che l’Università ha acquisito nei bandi PRIN (3,69% dell’intero finanziamento ministeriale) rispetto al successo degli altri Atenei esaminati, la cui media è del 4,43%. In questa graduatoria Torino é al penultimo posto. Le ragioni di questa discrepanza sono almeno due: un’insufficiente capacità di cofinanziamento da parte dell’Ateneo per questo tipo di progetti, e in genere per la ricerca (vedi premessa) e la mancata presenza del nostro Ateneo nelle sedi in cui si prendono decisioni riguardanti la valutazione di tali progetti. Infine, la colonna 5 della tabella 4.3.3 mostra la percentuale acquisita da ciascun Dipartimento del finanziamento totale dell’Ateneo. La media per Dipartimento è di 1,81% (minimo 0; massimo 8,49) con punte di eccellenza (> 3,6%) nelle aree 3 e 7. Anche questo dato riflette largamente la diversa capacità di cofinanziamento, indicando che alcuni Dipartimenti sono in grado di acquisire fondi al di fuori dell’Ateneo per cofinanziare questa tipologia di progetti. Tab. 4.3.3 - Dati relativi ai bandi 2002 per Programmi di ricerca di interesse nazionale (PRIN) Area 1 Dipartimenti 1 Informatica 1 Matematica 2 Fisica Generale 2 Fis. Sperimentale 2 Fisica Teorica 3 Chimica Analitica 3 Chimica Generale 3 Chimica IFM 3 Sc. Merceologiche 4 Agronomia 4 Colture Arboree 4 DEIAFA 4 Sc. Zootecniche 4 DIVAPRA 5 Scienze d. Terra 5 Sc. Mineralogiche 6 Biologia Animale 6 Biologia Vegetale 7 Anatomia 7 Disc. Ginecolog. 7 Disc. Chirurgiche 7 Fisiopatologia 7 Genetica 7 7 7 7 Med. Onc.Sperim. Medicina Interna Neuroscienze Sanità Pubblica 2 3 4 5 progra progra cofin docenti parteci mesi- doce % parte n° progetti % progetti n° progetti %cofin mmi mmi assegnato parteci panti uomo nti cipanti/ presentati finanziati/ finanziati assegnato per su totale per presentati presen finanzi (migliaia panti finanzi impeg totali docenti docente Torino docente ati nati tati ati di ) 11 2 37,8 42 8 52 53 79% 0,21 18,2% 0,04 0,76% 10 5 141,2 64 41 406 92 70% 0,11 50,0% 0,05 2,85% 9 3 86,1 32 9 52 37 86% 0,24 33,3% 0,08 1,74% 6 1 55 18 3 22 24 75% 0,25 16,7% 0,04 1,11% 1 1 46,4 4 3 33 25 16% 0,04 100,0% 0,04 0,94% 5 1 77 13 4 20 23 57% 0,22 20,0% 0,04 1,55% 4 2 69,6 8 5 19 26 31% 0,15 50,0% 0,08 1,40% 15 7 381,9 41 12 57 47 87% 0,32 46,7% 0,15 7,71% 0 0 0 3 1 5 8 38% 0,00 0,00 0,00% 3 2 74,2 8 5 12 17 47% 0,18 66,7% 0,12 1,50% 4 0 0 8 12 67% 0,33 0,0% 0,00 0,00% 6 1 16,6 18 3 11 29 62% 0,21 16,7% 0,03 0,33% 3 0 0 11 18 61% 0,17 0,0% 0,00 0,00% 12 3 70,5 27 5 14 37 73% 0,32 25,0% 0,08 1,42% 5 2 84,6 15 7 26 34 44% 0,15 40,0% 0,06 1,71% 7 3 64 24 5 23 23 104% 0,30 42,9% 0,13 1,29% 8 4 87,8 28 9 42 46 61% 0,17 50,0% 0,09 1,77% 5 2 72,5 13 4 14 18 72% 0,28 40,0% 0,11 1,46% 7 4 125,4 18 9 28 36 50% 0,19 57,1% 0,11 2,53% 3 2 50,7 6 4 16 22 27% 0,14 66,7% 0,09 1,02% 3 1 47,4 7 2 12 61 11% 0,05 33,3% 0,02 0,96% 5 3 99,5 9 4 17 37 24% 0,14 60,0% 0,08 2,01% 14 7 288,8 23 12 49 25 92% 0,56 50,0% 0,28 5,83% 14 3 117,2 28 6 29 35 80% 0,40 21,4% 0,09 2,36% 10 6 166,1 17 10 28 41 41% 0,24 60,0% 0,15 3,35% 13 9 306,6 21 13 51 46 46% 0,28 69,2% 0,20 6,19% 8 5 149,3 21 14 48 31 68% 0,26 62,5% 0,16 3,01% 77 7 7 7 7 7 8 8 8 8 8 8 9 9 10 10 11 11 12 12 12 12 13 13 14 15 15 15 Sc. Biomediche Scienze Cliniche Sc. Oncologiche Sc. Pediatriche Traumatologia Disc. Artistiche Filologia Orientalistica Sc. Antropolog. Sc. Linguaggio Sc. Letterarie Filosofia Storia Psicologia Sc. Educazione Diritto dell’Econ. Sc. Giuridiche Economia Economia Aziend. Sc. Economiche Statistica Scienze Sociali Studi Politici Sc. del Farmaco Morfofisiol. Veter. Patologia Animale Produz. Animali Territorio (Interateneo) Totale 6 16 9 8 3 7 2 1 4 5 7 5 12 10 2 0 16 8 1 6 7 4 5 4 5 6 7 1 4 10 6 3 0 3 1 1 2 2 3 3 3 1 2 0 6 5 1 1 4 1 4 3 2 2 1 0 153 420,7 332 73,1 0 74,8 2 18 124,1 28,5 42,8 58,1 51,2 20,9 81,1 0 70 122,90 16,5 16,60 73,5 23 177,8 110,1 87,3 40,7 21,5 0 12 32 10 18 4 29 4 6 18 22 24 21 33 32 18 2 56 21 5 15 21 8 14 21 14 28 19 10 357 153 4956,4 1044 8 19 8 11 1 9 3 6 15 6 11 13 8 4 16 1 18 16 4 4 8 2 11 17 7 12 2 25 76 31 41 1 49 10 17 59 23 50 72 35 16 40 1 78 46 23 13 36 6 60 68 29 28 7 36 55 16 41 14 56 32 19 21 72 65 41 83 63 34 24 126 56 38 37 31 54 39 39 16 47 25 14 33% 58% 63% 44% 29% 52% 13% 32% 86% 31% 37% 51% 40% 51% 53% 8% 44% 38% 13% 41% 68% 15% 36% 54% 88% 60% 76% 71% 0,17 0,29 0,56 0,20 0,21 0,13 0,06 0,05 0,19 0,07 0,11 0,12 0,14 0,16 0,06 0,00 0,13 0,14 0,03 0,16 0,23 0,07 0,13 0,10 0,31 0,13 0,28 0,07 66,7% 62,5% 66,7% 37,5% 0,0% 42,9% 50,0% 100,0% 50,0% 40,0% 42,9% 60,0% 25,0% 10,0% 100,0% 37,5% 62,5% 100,0% 16,7% 57,1% 25,0% 80,0% 75,0% 40,0% 33,3% 14,3% 0,0% 438 2026 2097 50% 0,17 42,9% Relazione 2002 La Ricerca 0,11 3,09% 0,18 8,49% 0,38 6,70% 0,07 1,47% 0,00 0,00% 0,05 1,51% 0,03 0,04% 0,05 0,36% 0,10 2,50% 0,03 0,58% 0,05 0,86% 0,07 1,17% 0,04 1,03% 0,02 0,42% 0,06 1,64% 0,00 0,00% 0,05 1,41% 0,09 2,48% 0,03 0,33% 0,03 0,33% 0,13 1,48% 0,02 0,46% 0,10 3,59% 0,08 2,22% 0,13 1,76% 0,04 0,82% 0,04 0,43% 0,00 0,00% 0,07 100% Fonte dati: Procedura Nuclei2003 - CNVSU (Dati al 31/12/2002). Tab. 4.3.4 - Progetti di Rilevante Interesse Nazionale anno 2002 %progetti Cofinanziamento PRIN PRIN % su n° PRIN n° PRIN assegnato presentati finanziati finanziati/ Italia presentati finanziati per docente per docente presentati (migliaia di €) Docenti 2002 Torino Bologna Firenze Milano Napoli Federico II Padova Palermo Pisa Roma La Sapienza 358 495 453 436 456 423 253 426 560 0,17 0,16 0,19 0,18 0,15 0,19 0,13 0,22 0,11 153 190 179 151 206 177 64 159 208 0,07 0,06 0,08 0,06 0,07 0,08 0,03 0,08 0,04 42,7% 38,4% 39,5% 34,6% 45,2% 41,8% 25,3% 37,3% 37,1% 4.956 6.100 7.136 5.758 7.329 6.243 1.801 5.499 8.709 3,69% 4,54% 5,31% 4,29% 5,46% 4,65% 1,34% 4,09% 6,49% 2.097 3.062 2.330 2.368 3.046 2.234 1.984 1.907 4.932 media 9 atenei 429 0,17 165 0,06 38,0% 5.948 4,43% 2.662 Fonte dati: Procedura Nuclei2003 - CNVSU (Dati al 31/12/2002). Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, gli unici dati oggettivi disponibili e quindi presi in esame, sono i bandi Interlink con cui il Ministero finanzia programmi integrati di studio, privilegiando i progetti di dottorato di ricerca congiunto. In questo ambito l’Ateneo ha ottenuto un discreto successo in termini assoluti, essendo fra le università con i risultati migliori come numero di progetti selezionati sia nel bando 2000 che in quello 2001 (Tab. 4.3.5). 78 Relazione 2002 La Ricerca Tabella 4.3.5 – Successo nei Progetti di Internazionalizzazione INTERLINK Atenei con il più elevato n° di progetti selezionati - bando 2000 Atenei con il più elevato n° di progetti selezionati - bando 2001 Siena (9) Napoli (8) Torino, Pavia (7) Bologna, Padova (6) Bologna (10) Padova (9) Torino, Roma Sapienza (8) Firenze, Trento (7) 1° 2° 3° 4° Fonte dati: Procedura Interlink – Cineca Tali risultati sono ancora più lusinghieri se si considera la numerosità dei docenti degli Atenei meglio posizionati (Tab. 4.3.6). Tab. 4.3.6 – Confronto tra atenei nei bandi INTERLINK n° progetti n° progetti selezionati selezionati anno 2000 anno 2001 7 8 Torino 6 10 Bologna 5 7 Firenze 3 6 Milano 8 4 Napoli Federico II 6 9 Padova 3 2 Palermo 3 0 Pisa 5 8 Roma La Sapienza Totale Italia 174 Studenti Docenti a.a.2001/02 2002 175 52.021 96.501 56.935 58.613 89.155 55.644 60.888 47.784 136.839 2.097 3.062 2.330 2.368 3.046 2.234 1.984 1.907 4.932 1.684.533 58.464 Fonte dati: Procedura Interlink - Cineca 4.4 Dottorandi, Assegnisti e borse post-lauream: alcuni dati sul contesto nazionale La tabella 4.4.1 confronta il numero di Dottorandi presenti nel nostro Ateneo con quelli presenti in cinque Università campione con un numero simile di Studenti e Docenti. Valutando la percentuale di Dottorandi rispetto al totale nazionale, l’Università di Torino non si colloca in buona posizione (a Torino è il 3,4% mentre mediamente nelle università a confronto è il 3,92%), analogamente a quanto successo nel 2001. Questo dato ovviamente rispecchia il numero di Dottori di Ricerca che hanno ottenuto il titolo nel 2001: 3,87% nei confronti del 4,07% della media degli Atenei considerati. Tabella 4.4.1 - Confronto tra Università Torino e altri Atenei paragonabili. Dottorandi di ricerca a.a.2000/01 Atenei Torino Firenze Milano Padova Palermo Pisa media 6 atenei Dottorandi 596 1042 918 831 961 867 869 a.s. 2000 % su dottori % su Italia di ricerca Italia 2,89 5,04 4,44 4,02 4,65 4,20 4,21 130 206 280 172 129 147 177 3,27 5,18 7,04 4,33 3,24 3,70 4,46 a.a.2001/02 Dottorandi 874 1.223 1.047 1.057 767 1.077 1.008 a.s. 2001 % su dottori % su Italia di ricerca Italia 3,40 4,76 4,07 4,11 2,98 4,19 3,92 152 166 174 161 159 145 160 3,87 4,23 4,44 4,10 4,05 3,70 4,07 % % Studenti Studenti 2000/01 2001/02 su Italia su Italia 3,47 3,37 3,47 3,40 3,48 2,75 3,11 3,09 3,38 3,48 3,30 3,61 2,84 3,28 Fonte dati: Banca dati Ustat – MIUR 79 Relazione 2002 La Ricerca La situazione appare in miglioramento rispetto all’anno precedente, anche se esiste ancora un margine da colmare rispetto agli atenei considerati. Ulteriori approfondimenti sulla situazione dei dottorati di ricerca sono contenuti nel capitolo riguardante la didattica (§ 2.7). La situazione degli Assegnisti, confrontando l’Università di Torino con i medesimi Atenei, risulta simile alla precedente, visto che Torino si colloca nuovamente in una posizione non brillante in entrambi gli anni considerati (Tab.4.4.2). Tale situazione è in gran parte determinata dal fatto che l’Ateneo ha bandito un esiguo numero di assegni a suo carico, il che comporta un ridotto finanziamento ministeriale per queste figure professionali. Tabella 4.4.2 - Confronto tra Università Torino e altri Atenei paragonabili. Assegnisti di ricerca Atenei Torino Firenze Milano Padova Palermo Pisa media 6 atenei Cofin. % su Assegnisti % su Assegnisti % su Assegni Italia Italia Italia 2001 2002 2002 189 648 359 261 180 262 317 2,62 8,99 4,98 3,62 2,50 3,63 4,39 239 702 423 269 223 321 363 2,86 8,41 5,07 3,22 2,67 3,85 4,35 803 2.410 1.479 687 516 801 1.116 1,03 3,08 1,89 0,88 0,66 1,02 1,43 % % Studenti Studenti 2000/01 2001/02 su Italia su Italia 3,47 3,09 3,37 3,38 3,47 3,48 3,40 3,30 3,48 3,61 2,75 2,84 3,11 3,28 Fonte dati: Procedura Nuclei2003 – CNVSU. La tabella 4.4.3 mostra che i finanziamenti per le borse di dottorato, perfezionamento, specializzazione non medica, e post-dottorato sono rimasti sostanzialmente stabili nel 2002. Tabella 4.4.3 - Finanziamenti del Ministero per Borse di Studio post-lauream Stanziamenti in euro per Borse post lauream Torino Italia rapporto % 1999 5.177.480 135.724.873 3,81 2000 5.381.481 165.989.247 3,24 2001 5.604.590 156.196.708 3,59 2002 5.356.175 161.757.331 3,31 Fonte: Bilancio consuntivo di Ateneo e del Miur Conclusioni L’analisi dei dati proposti permette di sottolineare i seguenti punti: § Uno degli elementi maggiormente confortanti per il lavoro svolto dal Nucleo è che si è riscontrato un maggior coinvolgimento del corpo docente e non docente dell’Ateneo nelle iniziative intraprese per diffondere la cultura della valutazione, necessaria a far sì che l’Università di Torino entri stabilmente in quella categoria di eccellenza in cui ricerca e insegnamento si amalgamano proficuamente. La necessità di arrivare a procedure condivise di giudizio, pur con alcuni limiti intrinseci di ogni sistema non analitico, sta diffondendosi non solo nella aree scientifiche, ma anche in quelle umanistiche. § La richiesta di valutazione che nasce da procedure consolidate sia all’interno del MIUR che della Comunità Europea è stata ben recepita dai Dipartimenti e occorre rafforzarla grazie a nuove sollecitazioni che devono al più presto pervenire dagli Organi di Governo dell’Ateneo. Occorre infatti accelerare quelle riforme per la distribuzione delle risorse per la ricerca basata sulle valutazioni da parte di Scienziati esterni. Queste riforme rafforzeranno e alimenteranno i sistemi di valutazione e creeranno un circuito favorevole (come accade in altri Atenei) per ricevere maggiori quantità di finanziamenti esterni. L’analisi dei risultati di partecipazione ai 80 Relazione 2002 La Ricerca progetti PRIN dimostra che esiste una spaccatura tra risultati scientifici e di partecipazione (Torino risulta costantemente tra il secondo e il terzo posto negli Atenei di pari o superiori dimensioni esaminati) e il successo economico. Per invertire tale tendenza e portare il nostro Ateneo tra le posizioni di prestigio occorre sul piano interno aumentare la disponibilità di cofinanziamenti e su quello esterno accrescere la presenza dell’Ateneo nelle strutture organizzative di tali progetti. 81 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5 La gestione amministrativa 5.1 Il quadro complessivo e le instabilità del sistema gestionale 5.1.1 Premessa La gestione amministrativa dell’Ateneo dell’anno 2002 si è svolta in un quadro complessivo ancora caratterizzato da numerosi elementi di incertezza, tale comunque da far perdurare le condizioni di instabilità del sistema gestionale già rilevate negli anni passati. Infatti, non essendo state risolte - come si dirà dopo - alcune criticità dipendenti da cause esterne ed interne e riguardanti aspetti finanziari ed organizzativi, il processo gestionale non ha potuto conseguire, pienamente, i tratti di organicità e consequenzialità che dovrebbero connotarlo. Va altresì considerato che la presenza nel sistema gestionale di elementi di incoerenza non consente, talora, di formulare giudizi ponderati sulla gestione stessa. Questa difficoltà è riferibile anche alle funzioni del Nucleo di valutazione costretto in qualche circostanza, a causa di lacune nel sistema gestionale, alla semplice esposizione di eventi, senza quindi poter procedere ad approfondimenti che permetterebbero di valutare, ponderatamente, la coerenza e l’appropriatezza degli interventi. Prima, dunque, di passare all’esame delle varie componenti nelle quali si articola la gestione amministrativa, può essere utile chiarire i contenuti delle osservazioni appena esposte. 5.1.2 I fattori esterni di instabilità Tra i fattori esterni che determinano l’instabilità del sistema gestionale delle Università, va richiamato, in primo luogo, il problema del loro finanziamento da parte dello Stato. È evidente che politiche non sufficientemente definite su questo argomento non possono non riflettersi sui sistemi di gestione, poiché viene a mancare uno dei punti irrinunciabili di partenza rappresentato dalla quantità delle risorse di cui si può disporre. Si deve aggiungere che l’intervento dello Stato, oltre ad essere definito, dovrebbe anche essere congruo e rapportato alle reali esigenze di ciascuna Università. Per quanto concerne l’Università di Torino, non si può dire che considerazioni di questa natura abbiano indirizzato l’azione dello Stato nella definizione dei finanziamenti di trasferimento per l’anno 2002. Va infatti rilevato che, a fronte di un finanziamento per il 2001 di 227 milioni di euro si è passati, nel 2002, a 238,3 milioni di euro – tra l’altro ancora da riscuotere, alla chiusura dell’esercizio, per 141,0 milioni di euro - con un incremento, quindi, soltanto di 11,3 milioni di euro - laddove, ad esempio, gli incrementi retributivi dovuti al personale per la parte totalmente decisa dall’Autorità centrale (applicazione di CCNL) hanno registrato, nel periodo 2000-2002, un incremento pari a 11,6 milioni di euro. Si deve aggiungere che i trasferimenti per investimenti sono scesi, rispetto al precedente esercizio, da 12,5 milioni di euro a 6,3 milioni di euro (-50%). È chiaro che fatti di questa natura condizionano, negativamente, la gestione amministrativa, impedendole di svolgere quella funzione regolatrice di carattere generale che le è propria. L’individuazione di obiettivi da raggiungere può muovere soltanto dalla certezza e dall’adeguatezza delle risorse a disposizione. Diversamente, o gli obiettivi non possono essere posti, oppure vengono individuati caso per caso, senza una visione complessiva e integrata dei bisogni. 82 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa Anche il dibattito in corso in materia di riforme istituzionali si riflette, per taluni aspetti, sulla gestione degli Atenei, nella ricerca di ponderati equilibri tra potestà centrali e potestà periferiche e dovendo nel contempo conciliare interessi nazionali con il regime di autonomia funzionale riconosciuto alle Università. In questo quadro di incertezze vanno, da ultimo, ricordati alcuni equivoci che possono pesare sull’impostazione delle attività degli Atenei. Intendiamo riferirci all’asserita esigenza di potenziare la ricerca scientifica per sostenere, negli attuali momenti di difficoltà economica, il rilancio del Paese. Orbene, il potenziamento della ricerca scientifica dovrebbe vedere, come destinatari istituzionali e primari di risorse, proprio le Università. Non si può dire che le situazioni di precarietà prima esposte vadano in questo senso. 5.1.3 I fattori interni di instabilità Per quanto concerne i fattori interni che contribuiscono alla non ancora raggiunta stabilità del sistema gestionale dell’Ateneo, si deve richiamare l’attenzione su alcune situazioni di particolare importanza a questo proposito, a tutt’oggi non realizzate. Contabilità economico-patrimoniale e controllo di gestione - strumenti fondamentali ed onnicomprensivi per avere una visione complessiva degli andamenti della gestione e, quindi, procedere a qualsivoglia valutazione di “redditività” dei processi e dei risultati conseguiti - sono stati appena avviati (v. punto 5.4.4) e pertanto le analisi continuano a basarsi sulla sola, tradizionale, contabilità finanziaria, che offre indicazioni soltanto parziali sugli andamenti gestionali. Va altresì osservato che la non attivazione piena di questi strumenti coinvolge altre questioni più specifiche, ad essi connesse. Ci riferiamo, ad esempio, al mancato aggiornamento degli inventari dei beni, fatto che non permette di valutare se la gestione patrimoniale sia stata programmata e, ove del caso, proficua. Occorre, infatti, tenere presente che l’assenza di un quadro aggiornato dei beni patrimoniali può determinare scelte incoerenti (ad esempio: duplicazioni di acquisti di beni mobili, loro utilizzo improprio, ecc.) e, talora, antieconomiche (ad esempio: perdite o ricavi inadeguati nei beni immobili, dove i costi di manutenzione possono superare il reddito prodotto). Restano, inoltre, incerte le rappresentazioni contenute nella Situazione patrimoniale che fa parte del Conto consuntivo della gestione d’esercizio. 5.1.4 Le considerazioni del Nucleo di valutazione sui fattori di instabilità Il Nucleo di valutazione si era già soffermato sui sopraddetti elementi, suggerendo la messa in atto di tutte le iniziative occorrenti per sciogliere nodi e situazioni di criticità. In particolare, per quanto concerne i fattori interni che sono fonte di incertezza del sistema gestionale, aveva raccomandato l’attivazione di tutti gli istituti – tra l’altro previsti dalle norme regolamentari dell’Università – utili a questo scopo e l’applicazione di tutte le norme necessarie a conferire caratteristiche di stabilità al sistema di gestione amministrativa. La mancata definizione di interventi in questo senso – non ininfluenti, tra l’altro, per verificare la reale congruità dei trasferimenti dello Stato e di altre pubbliche istituzioni1 – oltre che ad evidenziare la non applicazione di puntuali discipline, impedisce di sviluppare approfondimenti mediante l’utilizzo degli strumenti ricordati nel paragrafo precedente. 1 È infatti evidente che, soltanto attraverso una rilevazione analitica degli oneri, è possibile accertare l’effettivo fabbisogno e, quindi, intraprendere le occorrenti sollecitazioni nei confronti delle Autorità pubbliche. 83 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa Il Nucleo richiama pertanto, nuovamente, l’attenzione degli Organi di governo dell’Ateneo sulla necessità di interventi volti ad attenuare, e se possibile ad eliminare, situazioni di precarietà, dando così piena attuazione alle norme ed agli atti organizzativi posti in essere. Ove le situazioni di carenza avessero a perdurare, continuerebbero a risultare scarsamente comprensibili sia le previste norme regolamentari che, dopo numerosi anni dall’introduzione nelle disciplina interna dell’Università, continuano a restare non applicate, sia gli assetti organizzativi che, introdotti proprio per rendere maggiormente efficiente il funzionamento dell’intera struttura universitaria, si rivelerebbero un appesantimento aggiuntivo, privo di reali ricadute sul buon funzionamento dell’amministrazione. In questo contesto, il Nucleo di valutazione non può esimersi dal segnalare, altresì, ai detti Organi di governo dell’Ateneo l’esigenza di un chiaro pronunciamento sulle seguenti questioni: § estensione alla gestione dell’Università del disposto di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 25 giugno 1999, n. 208 (Disposizioni in materia finanziaria e contabile) che fa obbligo a tutte le amministrazioni pubbliche di adeguare il sistema contabile ed i relativi bilanci ai principi contenuti nella legge 3 aprile 1997, n. 94 (Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468); § metodologie applicative, sempre all’Università, dei disposti di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, concernente: “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche” (questo argomento sarà ripreso anche nel seguito: §5.2). Com’è noto, entrambi i provvedimenti sono stati emanati per imprimere una svolta di rinnovamento nella gestione di tutte le amministrazioni pubbliche, introducendo, anche nella Pubblica Amministrazione, la cosiddetta “cultura del risultato” in sostituzione della cultura dell’atto che aveva indirizzato, per tutti gli anni precedenti, i comportamenti dei pubblici dipendenti. Tali provvedimenti stanno modificando profondamente l’impostazione ed i sistemi di gestione di tutte le amministrazioni pubbliche, a partire dallo Stato, e sono già stati emanati numerosi corpi normativi che adeguano ad essi le gestioni di altri gruppi rilevanti di amministrazioni pubbliche (regioni, enti parastatali, ordini professionali). Ancorché in presenza delle accentuate autonomie introdotte, per gli atenei, dalla legge n. 168 del 1989 (Istituzione del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e Tecnologica), è opinione del Nucleo di valutazione che non sia più procrastinabile, anche per questi enti, una puntuale e generale verifica delle loro metodologie gestionali alla luce dei nuovi principi introdotti dai riferiti atti normativi. Essi, infatti, si palesano fortemente finalizzati ad una impostazione dei comportamenti amministrativi secondo i principi dell’economicità e dell’efficacia imposti, con carattere di generalità per tutte le amministrazioni pubbliche, dalla legge n. 241 del 1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi). E’ facilmente ipotizzabile che ciò potrebbe, anche, portare ad una riformulazione del Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità che tenga complessivamente conto delle trasformazioni intervenute in materia di gestione amministrativa e contabile delle amministrazioni pubbliche. Dopo queste considerazioni di carattere generale, si può passare all’analisi delle componenti nelle quali si sviluppa, di norma, la gestione amministrativa dell’Ateneo, onde valutarne i fatti più significativi intervenuti nel corso dell’anno 2002. 84 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5.2 L’ordinamento e l’organizzazione Prescindendo dalle modificazioni dell’ordinamento riguardanti l’attività didattica, trattate in altra parte della Relazione, merita qui far menzione dei seguenti provvedimenti: § Decreto Rettorale n. 28 del 15.1.2002 ad oggetto: “Modificazioni dei Titoli IV e V dello Statuto dell’Università”. Le modificazioni statutarie assumono una particolare rilevanza in quanto volte ad adeguare lo Statuto dell’Università ai disposti di cui al Decreto Ministeriale 3.11.1999, n. 509, recante: “Norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei”, con puntuale definizione degli organismi interni dell’Università e loro funzioni, e aperture ai sostegni di esterni per il finanziamento di percorsi formativi; § Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione in data 1 marzo, 26 marzo, 23 aprile e 24 settembre 2002 recanti modificazioni al Regolamento di amministrazione, finanza e contabilità; § Deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2002 a oggetto “Piano di organizzazione delle strutture dirigenziali. Il sistema di valutazione e remunerazione del personale dirigente”; § Decreti del Direttore Amministrativo dal n. 811 al n. 822 in data 31.10.2002 di attribuzione degli incarichi dirigenziali, secondo il nuovo schema organizzativo di cui alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione in data 26 marzo 2002 e le disposizioni sulle funzioni dirigenziali previste, da ultimo, dal decreto legislativo n. 165/2001; § Decreto del Direttore Amministrativo n. 865 in data 9.12.2002 di ricognizione degli incarichi dirigenziali. Il Nucleo dà atto che si tratta di un’attività di regolazione molto ampia e di particolare rilevanza, che coinvolge aspetti importanti della vita dell’Ateneo che trovano quindi, attraverso i provvedimenti assunti, puntuali definizioni. Va segnalato il nuovo schema organizzativo delle strutture dirigenziali che, facendo seguito ai provvedimenti già assunti nel corso dell’anno 2001, delinea, con sempre maggiore chiarezza, compiti e funzioni della dirigenza e degli uffici ad essa subordinati. Analogamente dicasi dei decreti del Direttore Amministrativo di attribuzione di funzioni e poteri ai dirigenti. In tema di organizzazione o riorganizzazione, il Nucleo prende atto, tuttavia, che non ha avuto alcun seguito (esclusi pochi aspetti marginali) il suggerimento formulato con la propria relazione per l’anno 2001 di ipotizzare un apposito ufficio di coordinamento totalmente dedicato ai rapporti tra strutture centrali e decentrate dell’Ateneo. Ritenendo tuttora validi i motivi rappresentati a questo fine nella precedente relazione, e constatando che talune criticità presenti nella vita dell’Ateneo potrebbero forse trovare composizione nella detta struttura dedicata, il Nucleo rinnova l’invito agli Organi competenti a valutare il suggerimento in discorso. Il Nucleo non può, altresì, esimersi dall’evidenziare che, a proposito della valutazione della dirigenza, risulta tuttora indefinita l’attribuzione per la valutazione di seconda istanza, restando, quindi non ancora totalmente applicata la disposizione contenuta nell’articolo 5 del decreto legislativo n. 286/1999. Il Nucleo auspica di conseguenza, come già indicato nelle considerazioni generali, che si proceda ad una tempestiva integrazione al proposito, senza la quale il sistema valutativo resterebbe parzialmente carente. Ancora in tema di organizzazione, il Nucleo dà atto della regolare prosecuzione dei rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale. La Regione Piemonte ha concesso la “clinicizzazione” di alcune strutture, col che sorgono rapporti di diritto-dovere tra Università e Aziende sanitarie, dai quali non sono assenti rilevanti profili di natura finanziaria, economica e patrimoniale. Il Nucleo si riserva di approfondire complessivamente, sotto i detti profili, tutta la materia relativa ai rapporti Università Servizio Sanitario Nazionale. 85 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5.3 La gestione delle risorse umane 5.3.1 La consistenza e la spesa per il personale Al 31 dicembre 2002 la consistenza del personale alle dipendenze dell’Ateneo, distinto per qualifiche, era la seguente: Tabella 5.3.1 – Numero dipendenti anno 2002 (in servizio al 31/12) PO PA RIC totale DOC DIR EP4 EP2 EP1 uomini 566 379 421 1.366 6 12 9 donne 124 233 372 729 6 5 Totale 690 612 793 2.095 12 17 D3 4 D2 D1 C4 C2 C1 B3 B2 totale T-A 66 117 20 122 119 27 50 34 586 11 2 114 149 44 249 202 15 73 77 947 20 6 180 266 64 371 321 42 123 111 1.533 Fonte: Conto Annuale 2002 Comparando i suddetti dati con gli analoghi del triennio 1999, 2000 e 2001, emergono le seguenti differenze in valore assoluto e percentuale: Tabella 5.3.2 – Evoluzione della composizione dell’organico di Ateneo a Docenti 1 fascia Docenti 2a fascia Ricercatori + Assistenti Personale Tecnico-Amm.vo Totale 1999 513 602 773 1.428 3.316 % 15,5 18,2 23,3 43,1 100 2000 601 553 840 1.490 3.484 % 17,3 15,9 24,1 42,8 100 2001 671 596 807 1.573 3.647 % 18,4 16,3 22,1 43,1 100 2002 690 612 793 1.533 3.628 % 19,0 16,9 21,9 42,3 100 Fonte: Conto Annuale Il Conto consuntivo dell’esercizio 2002 espone una spesa complessiva per gli stipendi del personale a tempo indeterminato, in conto competenza e residui, pari a euro 181.740.000,00. L’andamento delle spese di personale nell’ultimo quadriennio è stato il seguente: Tabella 5.3.3 – Dinamica della spesa per stipendi (in migliaia di €) 1999* % Docenti 1a fascia Docenti 2a fascia Ricercatori + Assistenti Pers. Tecn.-Amm.vo Totale 2000 52.454 88.368 58,2 40.422 19,0 28.849 32.551 34.513 22,7 36.804 151.730 100 162.230 % 32,3 24,9 20,1 22,7 100 2001 58.707 39.293 33.376 40.590 171.964 % 34,1 22,8 19,4 23,6 100 2002 65.159 41.675 32.547 42.360 181.740 % 35,9 22,9 17,9 23,3 100 Fonte: Rendiconti Consuntivi (F.S. 1.01.01-02-03-04) * Nel conto consuntivo 1999 la voce di spesa per i docenti non distingue tra prima e seconda fascia. Può essere utile mettere a confronto i dati riguardanti i costi del personale con l’andamento del Fondo di Finanziamento Ordinario assegnato. Ne risulta la seguente tabella comparativa, riferita al periodo 1999-2002: Tabella 5.3.4 – FFO e spesa per stipendi (in migliaia di €) FFO consolidato Spesa per stipendi 1999 178.360 151.730 2000 192.596 162.230 2001 204.606 171.964 2002 208.046 181.740 Fonte: Relazione al Conto consuntivo – Esercizio 2002 86 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa Si può osservare come il FFO sia destinato, quasi interamente, alla copertura degli oneri di personale, con una modesta rimanenza da destinare a tutte le altre spese dell’Ateneo. È certamente una situazione che deve essere corretta con un incremento del FFO qualora non si voglia ridurre l’Università a mero centro di erogazione di retribuzioni senza alcuna risorsa per la ricerca o per le altre funzioni cui l’Università stessa è istituzionalmente chiamata. Al proposito, merita altresì richiamare un apposito studio elaborato dalla Divisione Gestione Risorse Umane che sviluppa proiezioni delle spese si personale fino al 2010. Ne risultano i seguenti Previsione di spesa personale docente grafici: anni dal 2003 aldal 2010 Figura 5.3.1 - Previsione di spesa personale docente anni 2003 al 2010 205.000.000 200.000.000 Previsione di spesa personale docente anno 2003 195.000.000 Ipotesi n. 1: con piano organico e incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) 190.000.000 Spesa Euro Spesa Euro 185.000.000 Ipotesi n. 1 bis: con piano organico e al netto incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) Ipotesi n. 2: con 85% piano organico e incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) 180.000.000 175.000.000 Ipotesi n. 2 bis: con 85% piano organico e al netto incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) Ipotesi n. 3: senza turn-over e con incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) 170.000.000 165.000.000 160.000.000 Ipotesi n. 3 bis - senza turn-over e senza incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) 155.000.000 150.000.000 145.000.000 140.000.000 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Ipotesi n. 4 - con 50% piano organico/con incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) Ipotesi n. 4 bis- con 50% piano organico al netto incrementi retributivi L. 448/98 (2,5%) Previsione di spesa personale tecnico-amministrativo anni anni anni dal 2003 al 2010 Figura 5.3.2 - Previsione di spesa personale tecnico-amministrativo anni dal 2003 al 2010 55.000.000 Previsione di spesa personale tecnico amministrativo anno 2003 Ipotesi n. 1: con futuri miglioramenti economici e nomine Spesa Euro Spesa Euro 50.000.000 Ipotesi n. 1 bis: al netto di futuri miglioramenti economici Ipotesi n. 2 e 2 bis: al netto di futuri miglioramenti economici; reinvestimentio 50% cessazioni 45.000.000 Ipotesi n. 3 e 3bis: al netto di: futuri migloramenti economici; reinvestimento 50% cessazioni; fabbisogno d'Ateneo 40.000.000 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 anni anni Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane 87 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5.3.2 L’organizzazione del personale La distribuzione del personale non docente dell’Ateneo al 31 dicembre 2002 risultava la seguente: Tabella 5.3.5 – Personale non docente dell’Ateneo al 31/12/2002 Strutture dell’Ateneo RUOLO Dirigenti Amm. Centrale Dipartimenti Facoltà Biblioteche Centri Totale 12 12 EP D C B 12 113 223 63 28 311 362 126 2 51 100 40 18 25 3 1 16 24 3 43 510 734 234 TEMPO CONTRATTISTI DETERMINATO Art.19 Semestrali * 90 14 28 7 139 34 41 21 3 2 101 29 29 Totale 576 882 242 49 53 1.802 * contrattisti: art. 104, Co.Co.Co, ecc.; non sono disponibili i dati sui contrattisti extra-Amministrazione Centrale in quanto gestiti direttamente dai C.G.A. Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane La stessa distribuzione al termine dell’anno 2001 era: Tabella 5.3.6 – Personale non docente dell’Ateneo al 31/12/2001 Strutture dell’Ateneo RUOLO Dirigenti Amm. Centrale Dipartimenti Facoltà Biblioteche Centri 12 Totale 12 EP D C B TEMPO CONTRATTISTI DETERMINATO Art.19 Semestrali * 13 116 229 64 31 320 364 131 2 53 107 40 1 21 24 1 1 16 24 3 38 8 11 48 526 748 239 Totale 25 6 47 44 27 7 3 544 898 240 54 53 63 128 25 1.789 * contrattisti: art. 104, Co.Co.Co, ecc.; non sono disponibili i dati sui contrattisti extra-Amministrazione Centrale in quanto gestiti direttamente dai C.G.A. Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane 5.3.3 La dirigenza Nel paragrafo precedente sono già stati ricordati i provvedimenti che hanno riguardato la ridefinizione delle funzioni dirigenziali e la nomina dei dirigenti a capo delle strutture. Nella figura 5.3.3 si richiama il nuovo Organigramma risultante. 88 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa Figura 5.3.3 – Assetto organizzativo Dall’organigramma si possono evincere le dodici funzioni dirigenziali assegnate, che riguardano: - la Vicedirezione Amministrativa - le Divisioni: Amministrazione, Finanza e Controllo; Gestione Risorse Umane; Attività Istituzionali; Tecnica; Logistica; Sistemi Informativi; - le Aree: Finanza; Personale; Ricerca e Relazioni Internazionali; Tecnica; Clinica. Considerando il nuovo quadro della dirigenza, il Nucleo accerta che, sulla base dei dati risultanti dal Conto consuntivo 2002, sono stati spesi complessivamente per consulenze tecniche, amministrative e legali 121.767,52 euro e restano da pagare, allo stesso titolo, 274.486,76 euro. Il Nucleo evidenzia l’opportunità di una attenta valutazione del ricorso a consulenze esterne non soltanto ai fini del conseguimento di economie di gestione ma anche dell’esigenza di una effettiva e piena valorizzazione e manifestazione delle funzioni dirigenziali. Tale valutazione dovrebbe emergere da puntuali programmi operativi e determinare l’esatta definizione delle somme da pagare, onde evitare la formazione di debiti rilevanti al riguardo. 5.3.4 La formazione La gestione delle risorse umane contempla, come elemento qualificante, la formazione. L’attività di formazione complessiva sviluppata nell’anno 2002 risulta dalla tabella 5.3.7. 89 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa Tabella 5.3.7 – Interventi formativi - anno 2002 CORSI ESTERNI n° corso corsi 80 personale Amm.ne Centrale partecipanti ore/uomo 119 3.231 9 personale CGA - budget virtuale 21 852 15 corsi gratuiti 23 576 163 4.659 104 Totali CORSI INTERNI n° corso corsi 11 Lingue straniere FRANC, INGL., SPAGN * partecipanti durata corso ore/uomo n° docenti 212 50 10.600 6 1 Sicurezza videoterminali 24 8 192 3 1 Corso per dirigenti (c/o SAA) 12 60 720 8 11 Lingue straniere FRANC, INGL, SPAGN 219 50 10.950 6 2 Corso per segretari di CGA (c/o SAA)* 56 96 2.228 8 3 Alfabetizzazione Informatica 45 24 1.080 2 1 Alfabetizzazione Informatica (Grugliasco) 13 24 312 1 1 Formazione giuridica (Div. Gest. Ris.Umane) 16 6 96 1 1 Informatica Autocad base (Area Tecnica) 4 44 176 1 1 Procedura CIA 16 36 576 1 1 Addestramento procedura UNI-SID 5 8 40 6 1 I rischi psicosociali sul lavoro: Mobbing 70 2 140 1 1 Criopreservazione (corso teorico-pratico) 43 26 1.118 14 2 Lingue straniere (Spagnolo)* 40 12,5 500 2 1 Corso per Obiettori di coscienza 20 26 520 10 1 Informatica Excel (per CSA) 15 20 300 1 1 Corso per dirigenti verso CO.EP. 12 10 120 4 2 Passaggio a CO.E.P. (Amm.ne Centrale) 62 16 992 6 1 Corso Neoassunti 26 20 520 12 1 Formazione personalizzata per Segretari CGA 4 30 135 3 1 Anagrafe delle competenze** 21 20 420 2 2 Trattamento fiscale borse di studio 25 4 100 1 960 592,5 48 Totali 31.835 * corsi solo in parte svolti nel 2002 (i dati si riferiscono al 2002) ** progetto sperimentale Sez. Formazione/Staff Valorizzazione RR.UU. Fonte: Divisione Gestione Risorse Umane, Sez. Formazione. Il Nucleo, mentre prende atto dell’articolazione dei corsi, raccomanda di intervenire con riguardo a questo delicato settore mediante piani ben definiti e preliminarmente approvati anche per quanto riguarda gli aspetti economici, utilizzando per quanto possibile, per lo sviluppo dei vari interventi formativi, le competenze didattiche interne sicuramente presenti. 90 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5.4 La gestione delle risorse economiche 5.4.1 La gestione finanziaria I movimenti finanziari complessivi della gestione della competenza dell’anno 2002 desumibili dal Conto consuntivo, ammontano, al netto delle partite di giro: ü per l’Entrata a 362,6 milioni di euro ü per la Spesa a 362,1 milioni di euro, con un avanzo, quindi, di gestione di 0,5 milioni di euro2. L’articolazione delle Entrate e delle Spese risulta la seguente: Tabella 5.4.1 – Movimenti finanziari complessivi in migliaia di euro (gestione di competenza anno 2002) ENTRATE Entrate proprie 95.819 Entrate da trasferimenti 262.491 Altre entrate 4.276 Totale 362.586 SPESE Risorse umane 231.374 Risorse per il funzionamento 28.954 Interventi a favore degli studenti 29.261 Oneri finanziari e tributari 4.185 Altre spese correnti 1.048 Acquisizione e valorizzazione beni durevoli 24.693 Spese per estinzione di mutui e prestiti 1.159 Trasferimenti ed assegnazioni 41.407 Totale 362.081 Differenza 505 Preso atto di queste risultanze, e tenuto conto dei compiti di spettanza, sembra al Nucleo di valutazione di dover esprimere, sulla gestione finanziaria dell’anno a riferimento, le seguenti considerazioni: § Le entrate proprie rappresentano soltanto il 26,4% del totale delle entrate; la gestione finanziaria dipende quindi, in maniera accentuata, dalle entrate da trasferimenti - tra le quali, in misura prevalente, quelle provenienti dallo Stato. Sebbene qui si confermi il giudizio critico già espresso in precedenza a questo proposito, sarà necessario valutare l’opportunità di attivare iniziative per un incremento delle entrate proprie, ed in particolare di quelle che non presentano caratteristiche predeterminate (tasse e contribuzioni degli studenti) al fine di essere in grado fronteggiare eventuali situazioni di difficoltà che potrebbero verificarsi nel caso di mancati incrementi dei contributi da parte del Ministero. Interventi in questo senso potrebbero riguardare le prestazioni a pagamento e la gestione dei beni immobili del patrimonio disponibile. § Le entrate per prestazioni a pagamento a terzi ammontano, nell’anno 2002, a complessivi 115 mila euro circa, contro i complessivi 214 mila euro circa nell’anno 2001. Si accerta, dunque, una contrazione che, certamente, non si colloca lungo la linea appena esposta. Trattando delle prestazioni a terzi, il Nucleo ritiene di riproporre agli Organi di governo la necessità di dare 2 Occorre rilevare che l’esame del rendiconto consolidato dell’Ateneo per lo stesso anno espone entrate complessive consolidate per 374,4 milioni di euro e spese consolidate per 382,3 milioni di euro, con un disavanzo quindi di competenza di 7,9 milioni di euro. La situazione amministrativa consolidata espone, però, un avanzo consolidato di 116,9 milioni di euro. 91 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa attuazione all’articolo 63 del Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità che stabilisce che debbono essere determinate le tariffe di cessione dei servizi a terzi sulla base dei costi effettivi e figurativi, tenendo conto che le remunerazioni siano adeguate ai valori di mercato3. Questo anche considerando che le entrate per prestazioni a terzi - che come detto ammontano, per l’anno 2002, a circa 115 mila euro - registrano, nello stesso anno, spese indefinite che, in ogni caso, riducono ulteriormente l’entrata. § Il Fondo di Finanziamento Ordinario dello Stato ammonta a 208,0 milioni di euro e non copre neppure le spese per il personale a tempo indeterminato, che ammontano complessivamente a 215,6 milioni di euro. È, quindi, di tutta evidenza l’inadeguatezza di tale fondo, che non contribuisce, in alcuna misura, alla copertura di altri oneri connessi al funzionamento ordinario. § Il settore della Spesa registra economie complessive, sempre al netto delle partite di giro, di complessivi 104 milioni di euro. In assenza di indicazioni circa le ragioni che hanno consentito queste riduzioni di spesa, non è possibile valutare il merito dei minori fabbisogni. Si può in ogni caso osservare che, se di per sé i contenimenti delle spese sono apprezzabili, non devono però soltanto rispondere a logiche di natura contabile, magari pregiudicando l’ordinato svolgimento della gestione oppure rappresentare il rinvio di oneri a futuri esercizi. 5.4.2 La gestione patrimoniale Sotto il profilo contabile la gestione patrimoniale, non utilizzando criteri di valutazione economica, non può risultare rappresentativa dell’effettivo stato dei cespiti. Ciò si riflette, in primo luogo, sulle rappresentazioni della Situazione patrimoniale che è parte del Conto consuntivo. Per quanto riguarda gli atti di amministrazione dei beni, si richiama quanto già detto in precedenza circa l’esigenza di impostare politiche di gestione del patrimonio, e segnatamente di quello immobiliare, per produrre, ove possibile, maggiori entrate. In tema di gestione patrimoniale, possono essere richiamati i fatti principali in materia di immobili intervenuti nel corso dell’anno 2002: § attivazione del 1° lotto del complesso didattico "L. Einaudi" per le Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche; § acquisizione in locazione dell’ex Istituto San Massimo destinato ad aule e uffici per il Dipartimento di Studi Politici; § attivazione dei complessi in Grugliasco per la nuova biblioteca delle Facoltà di Agraria e di Medicina Veterinaria e per l’ospedale veterinario; § definizioni di iter procedurali e di progettazioni riguardanti: il complesso Manifattura tabacchi; il Palazzo degli Stemmi; il complesso Cavallerizza; il completamento dell’insediamento nell’ex area Italgas; il Nuovo Polo scientifico di Grugliasco; l’Istituto Mosso; le sedi di Cuneo e Savigliano; § avvio dei lavori per la ristrutturazione del complesso "Pier della Francesca" e del Polo didattico del S. Luigi di Orbassano. In presenza di questi ampliamenti, il Nucleo non può non raccomandare che ciascun intervento avvenga sempre previa un’attenta analisi del rapporto costo-beneficio. Inoltre, proprio questo incremento del patrimonio immobiliare induce a sottolineare, nuovamente, la necessità di una puntuale rilevazione contabile di esso. 3 Nell’anno 2003 si è definita un’iniziativa, già avviata nell’anno 2002, e che ha fatto acquisire all’Università l’incarico, da parte del Comune di Torino per la durata di tre anni, di curare la formazione professionale del personale del Comune medesimo. E’ questo un fatto di particolare rilevanza e che va nella direzione di un potenziamento delle entrate per prestazioni a terzi. 92 Relazione 2002 La Gestione Amministrativa 5.4.3 I controlli della gestione Alcune iniziative assunte dalla competente Divisione sono indirizzate all’introduzione del controllo di gestione. In particolare, la Divisione ha proceduto ad una revisione dell’impostazione della contabilità finanziaria attraverso l’introduzione dei centri di responsabilità e dei progetti, impostazione che ha portato, a partire dall’anno 2003, a riferire le operazioni contabili al centro che ha la responsabilità della gestione del capitolo di entrata e di spesa. Si è inoltre avviata, per l’Amministrazione centrale la sperimentazione della contabilità economica. Il Nucleo raccomanda una rapida conclusione delle azioni intraprese al fine di poter esso stesso disporre dei dati occorrenti ai fini delle valutazioni, in termini di economicità, tra costi sostenuti e risultati raggiunti. Conclusioni Non possedendo elementi conoscitivi adeguati, benché richiesti attraverso gli appositi uffici, il Nucleo di valutazione tralascia l’analisi di taluni aspetti della gestione amministrativa che sarebbe altrettanto d’interesse esaminare, quanto meno sotto il profilo del rendimento a fronte, ad esempio, dei costi sostenuti. Si possono ricordare, tra questi, i settori della comunicazione (interna ed esterna), della promozione dell’Ateneo e delle fondazioni afferenti all’Ateneo. Come ben si vede, sono argomenti di particolare “spessore”, sui quali converrebbe, in un’ottica complessiva, condurre approfondimenti. Il Nucleo ritiene, altresì, di evidenziare che, al fine di disporre di dati e informazioni in ordine ai vari settori di operatività dell’Ateneo, procede, periodicamente, a incontri con la Dirigenza dell’Ateneo stesso, ovvero alla richiesta ai Dirigenti di relazioni illustrative sull’attività di cui sono responsabili. Nel corso degli incontri, è stato particolarmente sottolineato - tra l’altro - il significato della "valutazione" come strumento indispensabile anche per conseguire performance apprezzabili sotto il profilo della qualità. Va da sé, infatti, che qualsiasi atto o attività non "misurati" in termini di risultati raggiunti e di utilizzo delle risorse risulta fatto sterile, in quanto incapace di riflettersi sui successivi modificandone, ove del caso, procedure e metodologie attuative. 93 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari 6 Le attività a sostegno degli studi e per l’inserimento lavorativo 6.1 Premessa La Legge Quadro n. 390 del 2.12.1991 ha istituito un sistema di interventi per la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano il diritto agli studi universitari, prevedendo la collaborazione tra soggetti diversi (Stato, Regioni e Università). Le Regioni hanno un ruolo determinante all’interno di tale sistema: ad esse è devoluto il compito di mettere in atto le iniziative necessarie a garantire l’uguaglianza nell’accesso agli studi sancita costituzionalmente, attraverso la creazione di appositi enti strumentali o delegando le università, mentre allo Stato compete una funzione di indirizzo e coordinamento. Alle università è affidato il ruolo di promozione delle iniziative culturali, concessione di facilitazioni economiche attraverso l’esonero e la graduazione della contribuzione studentesca, organizzazione dell’attività didattica in modo da agevolare la frequenza anche da parte di particolari categorie di studenti (studenti-lavoratori, studenti stranieri, recupero dei “debiti formativi”, etc.), gestione delle borse per attività a tempo parziale degli studenti e di svolgimento delle attività di orientamento e tutorato. Gli atenei possono affiancare le iniziative di specifica competenza regionale attraverso interventi finanziati su fondi propri. All’interno di tale sistema sono previste una “Consulta nazionale per il diritto agli studi universitari” e un’apposita conferenza regionale per il coordinamento tra Regione e atenei in modo da favorire la piena collaborazione dei soggetti coinvolti. La Regione Piemonte, con la legge del 18 marzo 1992 n. 16 ha istituito l’Ente per il Diritto allo Studio Universitario (E.DI.S.U.), che svolge la propria attività di sostegno principalmente attraverso l’eliminazione degli ostacoli di tipo economico con l’erogazione di borse di studio, la gestione di un servizio mensa (con mense universitarie e la creazione di una rete di esercizi convenzionati) e la gestione diretta di residenze universitarie. L’Università di Torino contribuisce, oltre che mediante la concessione di esoneri e la graduazione della contribuzione studentesca, anche tramite l’erogazione di borse per lo svolgimento di attività a tempo parziale degli studenti, come previsto dalla L. 390/91, e con un “fondo di solidarietà”. Nel panorama regionale, all’E.DI.S.U. e agli atenei piemontesi si affiancano inoltre gli interventi del CUS Torino (Comitato Universitario Sportivo), per quanto riguarda le iniziative di carattere sportivo, e il Collegio Universitario Luigi Einaudi. Il capitolo si concentra sull’analisi delle diverse tipologie di intervento in cui si realizzano le attività di sostegno del diritto allo studio, valutando le iniziative realizzate direttamente dall’Università e fornendo una descrizione di quelle poste in essere dalla Regione. Più nel dettaglio, in un’ottica più prossima alla visione dell’ “utente” finale, si sono organizzati i paragrafi in base ai destinatari e quindi alla tipologia degli interventi. La distinzione basata sui destinatari individua due gruppi principali: - Interventi destinati alla generalità degli studenti, rivolti cioè all’insieme degli studenti indipendentemente dalla presenza di determinati requisiti (che possono essere eventualmente valutati nel caso in cui le risorse non siano sufficienti per tutti i richiedenti); - Interventi non destinati alla generalità degli studenti, rivolti cioè esclusivamente a categorie di studenti in possesso di specifici requisiti (studenti meritevoli ma privi di mezzi, studenti fuori sede, disabili). All’interno dei paragrafi vengono descritti gli interventi attuati a favore delle diverse categorie di studenti. 94 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari 6.2 Interventi destinati alla generalità degli studenti In questo paragrafo saranno presi in considerazione gli interventi realizzati dall’Università di Torino e/o dalla Regione attraverso l’E.DI.S.U, di cui possono essere beneficiari tutti gli studenti. 6.2.1 Orientamento La riforma degli ordinamenti didattici, entrata a regime nell’anno accademico 2001-2002, ha reso quanto mai necessaria un’intensificazione delle azioni di orientamento da parte degli atenei. Il rafforzamento degli interventi è stato promosso a livello nazionale attraverso lo stanziamento di risorse specifiche nell’ambito della programmazione triennale 2001-2003. Il MIUR ha stanziato per i progetti di coordinamento dell’attività di orientamento e per i progetti relativi ai servizi di tutorato per gli studenti complessivamente 2.143.296,13 € di cui il 3,6% (77.468,00 €) è stato assegnato al progetto presentato dall’Università di Torino. Questo valore è perfettamente in linea con l’incidenza percentuale dell’Ateneo sul totale nazionale riguardo all’FFO assegnato (3,6% nel 2002). Ad avviso del Nucleo l’Università di Torino si è impegnata in questo settore sviluppando una vasta gamma di iniziative, in parte totalmente nuove ed in parte migliorate rispetto al passato. Si tratta in ogni caso di attività informative, formative e di assistenza rivolte agli studenti degli ultimi due anni delle scuole medie superiori che intendono iscriversi all’università. Si riporta di seguito un elenco ed una breve descrizione, a cura della Sezione Orientamento, di tutti gli interventi realizzati nel corso del 2002. § § § § § Incontri di orientamento all’Infopoint: nel mese di marzo (04-27 marzo) sono stati organizzati una serie di incontri di orientamento (18 in tutto) alla scelta universitaria rivolti principalmente agli studenti delle scuole superiori. Gli incontri si sono svolti presso l’Infopoint, dove ciascuna Facoltà, Corso Interfacoltà e Scuola ha presentato la propria offerta didattica. Durante la manifestazione si è registrata la presenza significativa di studenti e docenti (circa 200 studenti per incontro). “Giornate per l’orientamento”: svolte nel mese di aprile (03-06 aprile) in occasione delle preiscrizioni ministeriali1, con lo scopo di presentare, attraverso l’intervento di alcuni docenti dell’Ateneo, alle “future matricole” l’offerta formativa universitaria e i servizi per il diritto allo studio. Si sono registrate, durante l’arco della manifestazione, più di 3.000 presenze. Incontri per l’orientamento: tenuti nel mese di luglio (15-18 luglio) in previsione dell’apertura delle prescrizioni e immatricolazioni all’a.a. 2002/2003 con l’obiettivo di presentare le principali innovazioni della riforma universitaria, le strutture dell’Ateneo, l’offerta didattica e i servizi per gli studenti. Si è registrato un riscontro positivo ed un’elevata partecipazione di scuole, studenti (soprattutto iscritti al IV e V anno delle scuole superiori) e genitori. pubblicazione della “Guida di Orientamento di Ateneo” (18.000 copie stampate per l’a.a 2002/2003) e dell’opuscolo “Offerta Formativa” (12.500 copie stampate per l’a.a. 2002/2003). Pubblicate annualmente, offrono alle matricole un quadro essenziale dell'offerta formativa, delle strutture e dei principali servizi per gli studenti. Allestimento di stand per l’orientamento (uno per Facoltà) presso il Centro Immatricolazioni di Torino Esposizioni: per tutta la durata delle pre-iscrizioni e delle immatricolazioni all’a.a. 2002/2003 (22 luglio-02 ottobre 2002) viene fornito un servizio di accoglienza e informazioni per gli immatricolandi. 1 La preiscrizione effettuabile on line, sul sito del Ministero, è un’indicazione non vincolante e facoltativa richiesta agli studenti delle scuole superiori durante il loro ultimo anno di studio, con l’obiettivo di analizzare il flusso della popolazione studentesca e ricavarne dati significativi, per migliorare i servizi che di anno in anno gli Atenei offrono ai loro iscritti. 95 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Inoltre, nel mese di ottobre 2002, è stato realizzato per l’orientamento relativo all’a.a. 2003/2004, il progetto “Una finestra sulla realtà universitaria”, in collaborazione con la Provincia di Torino. Tale progetto prevede una serie di incontri di orientamento tenuti presso dieci sedi scolastiche dislocate nella provincia, per dare un primo “assaggio” della realtà universitaria e “aprire una finestra sulla stessa”. Sempre nel corso dell’anno accademico 2002/2003 sono state implementate le attività già sperimentate nell’anno precedente e realizzati nuovi progetti e iniziative quali: § L’Università va a scuola: tale progetto, promosso tra aprile e maggio 2003, in maniera sperimentale è stato previsto all’interno dell’accordo-quadro tra l’Università degli Studi di Torino e la Provincia di Torino e persegue la realizzazione presso le Scuole Superiori della Provincia di lezioni sperimentali a cura dei Docenti dell’Ateneo, al fine di orientare gli studenti dell’ultimo anno e fornire loro un modello di lezione universitaria. § sportello “Accoglienza matricole”: in occasione delle preiscrizioni (29 luglio - 29 agosto 2003) e delle immatricolazioni (1 agosto - 3 ottobre 2003) all’anno accademico 2003/2004, è stato allestito lo stand “Accoglienza matricole” al fine di fornire informazioni sui servizi dell’Ateneo e consigli utili per districarsi nel variegato “mondo universitario”. Tale servizio è stato gradito in special modo per l’ausilio fornito in merito a ritiro e compilazione modulistica, procedure di immatricolazione e/o prescrizione ai test di ingresso, eventuali cambi di Facoltà e/o Corso di Laurea, richieste riduzione tasse e borse di studio, ecc. Dall’analisi delle domande di coloro che si presentavano allo stand, si è appurato che l’informazione che essi avevano sull’Università, era talvolta lacunosa e piena di imprecisioni. § Nell’ambito della programmazione triennale (2001-2003), secondo quanto previsto dalla riforma, è anche stato presentato un progetto relativo alla sperimentazione della somministrazione del TARM (test per l’accertamento dei requisiti minimi) ai potenziali immatricolati. Ulteriori attività per l’orientamento che potremmo definire “trasversali”, non essendo legate ad un preciso periodo dell’anno, riguardano: § il raccordo con le scuole superiori (315 sul territorio piemontese) e con gli Informagiovani (circa 85 sul territorio regionale) della Regione Piemonte mediante la creazione di banche dati e di mailing list per l’aggiornamento e lo scambio di informazioni inerenti le attività per l’orientamento. § lo sviluppo del servizio informativo telematico: il Servizio Orientamento risponde sistematicamente per via telematica alle richieste di informazioni degli studenti su offerta formativa, scadenze amministrative, servizi per gli studenti, etc. Il Nucleo ritiene che al momento attuale non sia possibile effettuare una valutazione dell’efficacia delle azioni di orientamento in modo adeguato, non disponendo di dati pluriennali. Ciononostante rileva la diversificazione delle azioni poste in essere dall’Ateneo che ha informato in modo capillare le future matricole sul sistema “3+2”, sui crediti formativi, sulle novità dell’offerta didattica, nonché sui servizi per il diritto allo studio. Il Nucleo si riserva di illustrare il trend delle azioni di orientamento nella Relazione 2003, effettuando una prima verifica degli indicatori del tasso di abbandono tra il primo e secondo anno e del numero di trasferimenti di corso interni all’Ateneo. 96 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari 6.2.2 Tutorato L’attività di tutorato è garantita dalle singole Facoltà che realizzano iniziative riconducibili alle seguenti quattro tipologie: - Tutorato di accoglienza - Tutorato di sostegno - Tutorato di recupero - Tutorato professionalizzante Non essendosi verificate innovazioni significative rispetto all’anno precedente si segnala che permangono le stesse criticità individuate nella precedente relazione. Esse sono (a) la presenza di differenze assai marcate tra le facoltà in riferimento alle modalità di realizzazione delle diverse forme di intervento; (b) carenza di personale adeguatamente formato da destinare a questo tipo di iniziative. Il Nucleo auspica pertanto un rafforzamento delle attività tutoriali da realizzarsi in modo omogeneo e qualificato fra le Facoltà. 6.2.3 Counseling L’Università di Torino ha organizzato un servizio di Counseling (consulenza psicologica) a livello di Ateneo concepito in modo da garantire la riservatezza agli studenti-utenti. L’attivazione di questo servizio mostra l’attenzione che l’Ateneo rivolge ai propri studenti, cercando di rispondere ai problemi che essi incontrano non solo in qualità di fruitori di didattica, ma anche come individui. In particolare tale servizio consiste nelle seguenti attività: § offrire una relazione professionale di sostegno psicologico agli studenti con difficoltà personali tali da poter ostacolare il normale raggiungimento degli obiettivi accademici; § fornire ascolto e aiuto agli studenti con impedimenti nei rapporti interpersonali e con problemi di integrazione sociale, al fine di migliorare la conoscenza di sé e delle proprie capacità relazionali; § soccorrere gli studenti in situazioni di crisi, coadiuvandoli nel tentativo di individuare le origini del disagio e di sviluppare strategie di adattamento; § dare appoggio e chiarificazione agli studenti che vivono condizioni di stress e ansia; § supportare gli studenti che hanno problemi di studio connessi a scelte di facoltà e di corsi di laurea non consone ai loro reali interessi e alle loro motivazioni, cercando di agevolarli nella revisione delle scelte effettuate, in continuativa collaborazione, per questo, con il servizio di tutorato. Nel mese di febbraio 2002 l’Università di Torino ha organizzato il primo Congresso Nazionale sul Counseling, che ha registrato una forte adesione di professionisti del settore provenienti da tutto il territorio. Tale servizio rappresenta una forma di intervento a sostegno della crescita degli studenti, nuova per Torino, anche se già diffusa in altre realtà universitarie, soprattutto straniere. Il Nucleo esprime il proprio apprezzamento per questa iniziativa che, insieme ad orientamento e tutorato, rientra nell’ambito di una strategia complessiva di Ateneo diretta a creare condizioni di maggior favore per il successo negli studi da parte dei giovani che entrano nel mondo universitario. 6.2.4 Collaborazioni part-time Con riferimento alle borse “150 ore” il Nucleo evidenzia, come già nella precedente relazione, la mancanza di una banca dati d’Ateneo, comprensiva cioè delle borse erogate anche da Facoltà e Dipartimenti. Di seguito pertanto si riportano i dati riferiti alle sole borse finanziate dall’Amministrazione centrale. 97 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.2.1 - Collaborazioni a tempo parziale degli studenti assegnate dall’Università. Valori in euro Borse 150 ore N° collaborazioni Retribuzione oraria media Spesa totale impegnata 2000 2001 512 477 7,75 7,75 498.897 554.158 2002 365 8,26 451.688 Fonte: Area Servizi agli Studenti – Sezione Servizi Generali. Nel corso del triennio considerato si registra un calo delle borse assegnate (nel 2002 sono il 23% in meno rispetto all’anno precedente). Tale contrazione appare riconducibile alla diminuzione delle risorse da destinare alle collaborazioni part-time, a fronte di un aumento della retribuzione oraria. La diminuzione delle risorse complessivamente disponibili rientra in un fenomeno più ampio di contenimento della spesa sia a livello locale che nazionale. Bisogna tuttavia segnalare che, oltre alle 365 “borse 150 ore” assegnate nel 2002 dall’Amministrazione Centrale, sono state attivate collaborazioni part-time per l’attuazione dell’indagine sulla qualità della didattica finanziate dal Senato Studenti. Per lo svolgimento del progetto nell’anno accademico 2002-2003 sono state assegnate 53 borse, di cui 28 devono essere riferite al 2002. Riprendendo infine un’osservazione già espressa lo scorso anno, si richiama l’attenzione sul fatto che il ricorso alle collaborazioni part-time degli studenti, se da un lato ha consentito alle strutture universitarie (centrali e periferiche) di garantire un livello di servizio migliore di quello altrimenti possibile a causa della nota carenza di personale tecnico-amministrativo del nostro Ateneo e del blocco delle assunzioni, d’altro lato presenta costi e rischi che non devono essere ignorati. Infatti, per gli studenti le collaborazioni tendono a diventare una pura fonte di integrazione del reddito e raramente rappresentano una significativa occasione di esperienza professionale; per l’Ateneo esse costituiscono sollievo solo temporaneo ad alcune necessità di base, sollievo peraltro caratterizzato dalla probabile sproporzione tra i tempi di addestramento dei borsisti e i rendimenti lavorativi. Questo limite non vale per le borse assegnate da Facoltà e Dipartimenti, i cui bandi prevedono attività coerenti con il percorso formativo degli studenti. 6.2.5 Job Placement In tema di raccordo tra studenti e mondo del lavoro continuano in parallelo le attività dell’Ateneo attraverso gli uffici Job Placement delle Facoltà e le attività del CORFUI. 6.2.5.1 Ateneo I dati della tabella 6.2.2 evidenziano un aumento complessivo dei tirocini, che passano dai 1.735 avviati nel 2001 ai 2.354 del 2002. L’incremento, attribuibile anche alla previsione degli stages formativi nell’ambito della riforma degli ordinamenti didattici, si registra nella maggior parte delle Facoltà con le sole eccezioni di Scienze M.F.N, Scienze della Formazione e la Scuola di Amministrazione Aziendale. Anomala è invece la situazione della Facoltà di Agraria, che ha avviato iniziative di job placement solo a partire dal 2003. Tale incremento è ancora più apprezzabile se si tiene conto del fatto che si inserisce in un contesto di forte contrazione economica, a livello nazionale e locale, che comporta una riduzione del livello di produzione delle imprese e un restringersi degli spazi destinati agli stages. Confortante tuttavia il dato che emerge da una ricerca svolta dal “Sole 24 Ore” pubblicata il 24.09.2003: l’Università di Torino risulta essere l’Ateneo Piemontese presso il quale viene attivato il maggior numero di stages. 98 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.2.2 - Attività di Job Placement svolta dalle Facoltà nel 2001 e 2002 N° tirocini attivati 2001 2002 0 0 560 919 5 32 56 57 333 427 0 90 0 0 0 0 71 106 139 125 178 150 72 245 321 203 1.735 2.354 Facoltà Agraria Economia* Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue e Letterature Straniere Medicina e Chirurgia** Medicina Veterinaria** Psicologia Scienze della Formazione Scienze MFN Scienze Politiche SAA Totale Università di Torino Fonte: Area Servizi agli Studenti, indagine servizi Job Placement pubblicata su "dall'Università” di febbraio 2003. * Comprende anche i dati delle scuole universitarie dell'ambito economico ** I tirocini obbligatori non sono oggetto della tabella 6.2.5.2 CORFUI Nel corso del 2002 il CORFUI, Consorzio per la Ricerca e la Formazione Università/Impresa costituito tra l’Università di Torino e l’Unione Industriale per promuovere i rapporti tra mondo universitario e produttivo, ha continuato ad operare attraverso il Progetto Argonauta. L’analisi prospettica degli ultimi tre anni dei tirocini attivati dal CORFUI rivolti a laureati e laureandi dell’Università degli Studi di Torino registra una costante flessione (Tab. 6.2.3). La tendenza alla diminuzione risulta meno significativa se si analizzano le iniziative di tirocinio complessivamente attivate dal CORFUI rispetto a quelle riferite alla sola Università di Torino, in quanto i tirocini si rivolgono anche al Politecnico e ai diplomati delle scuole superiori (Tab. 6.2.4). Tabella 6.2.3 - Tirocini Corfui del “Progetto Argonauta”. Anni 2000, 2001 e 2002. Partecipanti per Facoltà in valori assoluti e variazioni percentuali. Facoltà 2000 2001 2002 Agraria Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Varie (Scuole Universitarie) Farmacia Scienze della Formazione Psicologia Giurisprudenza Lingue e lett. straniere Scienze Politiche Scienze MFN Lettere e filosofia Economia* 0 0 0 0 1 3 10 14 20 23 29 36 144 0 0 0 0 1 8 10 20 10 26 38 17 98 1 1 2 0 1 1 5 12 6 13 16 11 114 Totale Università di Torino 280 228 183 Variazione Variazione Variazione 2000-2001 2001-2002 2000-2002 0% 0% 0% 167% -88% -67% 0% -50% -50% 43% -40% -14% -50% -40% -70% 13% -50% -43% 31% -58% -45% -53% -35% -69% -32% 16% -21% -19% -20% -35% * Comprende anche i dati della Scuola Universitaria in Commercio Estero Fonte: Corfui 99 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.2.4 –Tirocini attivati dal CORFUI. Anni 2000, 2001, 2002 Anno Anno Anno 2000 2001 2002 Variazione Variazione Variazione 2000-2001 2001-2002 2000-2002 Totale tirocini CORFUI 516 586 451 +14% -23% -13% di cui per Università di Torino 280 228 183 -19% -20% -35% Fonte: Corfui La più marcata diminuzione dei tirocini svolti da studenti e laureati dell’Ateneo rispetto alla totalità di quelli attivati dal CORFUI, nonché il loro andamento in contro tendenza tra il 2000 e il 2001, è dovuta alla “concorrenza” che indirettamente l’attività di job placement dell’Ateneo svolge. È opinione del Nucleo che la diminuzione generalizzata dei tirocini registrata a partire dal 2002 sia molto probabilmente legata alla concomitante crisi industriale che ha interessato l’area torinese. Bisogna ricordare, infatti, che l’attivazione della quasi totalità dei tirocini da parte del CORFUI avviene su richiesta e iniziativa delle aziende. Tabella 6.2.5 - Tirocini Corfui del “Progetto Argonauta” nell’anno 2002. Partecipanti per tipologia e Facoltà. Facoltà di provenienza Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue e letterature straniere Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze della Formazione Scienze MFN Scienze Politiche Scuola Univ. Commercio Estero Totale Università di Torino Laureati Diplomati Studenti Laureandi 1 69 6 37 1 12 8 3 2 4 1 2 4 1 1 15 1 10 3 2 125 0 6 52 Fonte: CORFUI 6.2.5.3 AlmaLaurea L’Ateneo Torinese partecipa al consorzio AlmaLaurea che offre un servizio di job placement integrativo rispetto a quello delle Facoltà e del CORFUI. Tutte queste attività di job placement necessitano di uno sforzo di raccordo superiore. Alcuni dati significativi di confronto riguardanti la condizione occupazionale sono riportati nella tabella 6.2.6. Essi non rivelano criticità particolari del nostro Ateneo in rapporto con altri atenei confrontabili (Bologna e Firenze). 100 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.2.6 – Confronto tra alcuni atenei della condizione occupazionale dei laureati 1999 a uno, due e tre anni dalla laurea. Dati percentuali Condizione occupazionale Non lavora e non Non lavora ma cerca lavoro* cerca lavoro Lavora UN DUE TRE UN DUE TRE UN DUE TRE anno anni anni anno anni anni anno anni anni Ateneo Totale intervistati UN anno DUE anni TRE anni Torino Università Torino Politecnico Piemonte Orientale Catania Firenze Bologna Totale Atenei confrontati 64,5 74,4 55,0 42,2 66,0 63,1 74,1 92,4 69,7 53,3 75,9 72,1 80,4 94,1 81,9 63,5 81,7 80,5 19,5 14,3 25,4 20,2 17,9 19,2 19,5 4,5 23,6 25,0 17,3 18,7 15,2 3,0 13,4 23,0 14,3 13,2 16,0 11,3 19,5 37,6 16,2 17,7 6,4 3,1 6,7 21,7 6,8 9,2 4,4 2,9 4,7 13,5 4,1 6,2 1.648 707 169 900 1.040 2.344 1.582 683 165 872 1.004 2.377 1.523 690 149 830 933 2.190 60,9 72,9 80,4 19,4 18,1 13,7 19,7 9,0 6,0 6.808 6.683 6.315 Totale Almalaurea 59,7 70,9 79,0 20,0 19,2 14,4 20,3 9,9 6,6 11.313 11.108 10.641 *In questa categoria rientra anche chi prosegue il proprio percorso formativo (master, dottorato di ricerca, etc). Fonte: Consorzio AlmaLaurea - Indagine 2002 Condizione Occupazionale dei Laureati. 6.2.6 Call-Center L’Università di Torino, in occasione delle immatricolazioni, ha collaborato con l’E.DI.S.U. Piemonte all’attivazione di un call center per le matricole in grado di fornire informazioni sulle scadenze amministrative e sulle procedure e i servizi per il diritto allo studio. 6.2.7 Infopoint L’Infopoint, inaugurato nel gennaio del 2001, si pone da un lato come punto informativo con il compito di offrire a studenti, studiosi e cittadini in genere, informazioni sul funzionamento delle Facoltà e dei Servizi universitari e dall’altro come punto di incontro delle diverse realtà che operano nell’Ateneo. Le informazioni che vengono fornite sono di carattere generale e riguardano: - Servizi agli studenti (Tutorato, Job Placement, Counseling, Sostegno ai Disabili, AlmaLaurea) - Facoltà, Scuole Universitarie Interfacoltà, Scuole di Specializzazione, Dipartimenti, Centri, Biblioteche e Musei - Segreterie studenti - Mobilità Internazionale Erasmus/Socrates - Servizi per gli studenti stranieri - CUS - E.DI.S.U. Presso l’Infopoint vengono distribuiti o forniti in consultazione documenti informativi quali la guida all’orientamento, le guide di Facoltà, le pubblicazioni realizzate dall’Ateneo, i quotidiani e le riviste relative al mondo universitario, CD rom e videocassette realizzate dalle varie strutture dell’Ateneo, oltre ai depliant sulle attività culturali a cui l’Ateneo collabora. A disposizione degli studenti ci sono 7 postazioni multimediali, di cui due attrezzate per i disabili, 2 sportelli telematici con personale per le informazioni e una sala proiezioni di circa 24 posti utilizzabile come spazio per incontri, seminari di orientamento, presentazioni, piccoli convegni. 101 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari 6.2.8 Gli interventi del Senato Studenti Annualmente l’Università mette a disposizione del Senato Studenti un fondo da destinare ad iniziative a favore della collettività studentesca. Nel corso dell’anno 2002 il Senato Studenti ha svolto attività culturali, assistenziali, orientative e stages formativi. Le attività per l’anno 2002 sono state finanziate dall’Ateneo nella misura di 774.685,35 € e sono stati erogati contributi alla generalità degli studenti attraverso appositi bandi. In particolare, sono stati assegnati 193 contributi per spese di trasporto (per un importo totale pari a 34.254,91 €), 54 contributi affitto a studenti (corrispondenti ad una spesa di 33.950,00 €), 94 contributi per acquisto di materiale informatico (per un totale di 23.971,01 €), 100 contributi per l’acquisto di materiale didattico (per un totale di 16.106,85 €) e 24 contributi per spese di documentazione e viaggio per la realizzazione di tesi di laurea o di prova finale (per un totale di 7.187,26 €). Come già indicato nel paragrafo 6.2.4 il Senato Studenti ha inoltre finanziato borse 150 ore destinate all’indagine sulla qualità della didattica nell’a.a. 2002-2003. 6.3 Interventi non destinati alla generalità degli studenti In questo paragrafo sono presi in considerazione i servizi offerti dall’Ateneo o da altri enti a specifiche categorie di studenti. L’accesso a tali tipologie di servizi dipende pertanto dall’esistenza di pre-requisiti (merito, condizione economica, provenienza, presenza di handicap) e la successiva erogazione avviene tramite graduatoria redatta sulla base di specifici parametri. 6.3.1 Esoneri e fasce contributive Gli esoneri contributivi continuano a rappresentare la forma prevalente di intervento dell’Ateneo a sostegno degli studenti. L’esonero totale per gli studenti vincitori, o comunque risultati idonei nei bandi di conferimento delle borse per il diritto alla studio regionali, risulta la principale motivazione di concessione: per tutti gli anni analizzati rappresenta oltre il 95% del totale. Tabella 6.3.1 – Esoneri totali da tassazione Borsisti E.DI.S.U. Laureati “in corso” con votazione >105/110 Portatori di handicap > 66% Altri Totale (valori assoluti) Totale (numeri indice con a.a. 2000/01= 100) 2000/01 2001/02 2002/03 6.119 0 180 0 6.299 100 4.935 10 176 24 5.145 82 6.083 216 3 6.302 100 Fonti: aa.aa. 2000/01 e 2001/02 - Rilevazione Ustat/MIUR sul Sistema Universitario (Dati provvisori al 31 luglio); aa.aa..2002/03 – estrazione dati Area Studenti del 14/01/04. 102 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.2 - I numeri della graduazione nella contribuzione studentesca 2000/01 numero % 2001/02 numero % 2002/03* numero % Studenti soggetti a contribuzione piena 26.139 48,0 29.900 56,6 35.639 56,2 Studenti soggetti a contribuzione parziale 22.019 40,4 18.788 35,6 21.400 33,8 41 0,1 23 0,0 36 0,1 Esoneri totali 6.244 11,5 4.083 7,7 6.302 9,9 Totale 54.443 100 52.794 100 63.377 100 Esoneri parziali Fonti: aa.aa. 2000/01 e 2001/02 - Rilevazione Ustat/MIUR sul Sistema Universitario (Dati provvisori al 31 luglio); aa.aa..2002/03 – estrazione Area Studenti del 14/01/04. *Dato provvisorio che potrebbe subire modifiche. 6.3.2 Disabilità Come già segnalato nella Relazione 2001 è attivo presso l’Ateneo di Torino l’ufficio “Servizio Disabili”. Il Servizio Disabili prevede le seguenti forme di intervento: - accompagnamento presso le strutture universitarie e gli enti di ricerca, svolto da obiettori di coscienza o da volontari adeguatamente formati - tutorato di carattere didattico - supporto, dietro specifica richiesta, di interpreti della lingua dei segni per gli studenti non udenti - sostegno personalizzato attraverso progetti individuali e specifici, rispondenti alle necessità del singolo studente. Si rileva che il grado di intervento dell’Università in questo settore risulta essere piuttosto stabile. Tabella 6.3.3 - Richieste di sostegno pervenute al Servizio Disabili ed evase FACOLTA’ Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue e lett. straniere Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche TOTALE COPERTURA Richieste Richieste % Variazione %Richiedenti su sostegno sostegno potenziali fruitori richieste a.a.2001/02 a.a.2002/03 a.a. 2001/02 0 2 0 6 11 4 3 0 14 10 7 5 62 0 5 1 5 15 6 2 0 13 11 6 10 74 150,0% -16,7% 36,4% 50,0% -33,3% -7,1% 10,0% -14,3% 100,0% 19,4% 10,0% 0,0% 15,8% 22,0% 33,3% 33,3% 34,1% 38,5% 36,8% 19,2% 24,8% COPERTURA %Richiedenti su potenziali fruitori a.a. 2002/03 Variazione COPERTURA 29,4% 16,7% 12,5% 17,6% 33,3% 22,2% 40,6% 29,7% 30,0% 19,2% 23,1% 19,4% 16,7% -3,3% -4,4% 0,0% -11,1% 6,5% -8,7% -6,8% 0,0% -1,7% Fonti: "Rilevazione Ustat/Miur provvisoria al 31 gennaio” e Area Percorsi Didattici - Servizio Disabili. 103 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.4 - Collaborazioni di studenti part time per assistenza a disabili (a.a.2002/03) Facoltà Agraria Economia Farmacia Giurisprudenza Lettere e filosofia Lingue e lett. straniere Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria Psicologia Scienze della Formazione Scienze M.F.N. Scienze Politiche Totale n° borse collaborazioni part-time 0 4 0 2 14 3 2 0 12 3 2 5 47 Importo complessivo (in euro) 4.950,0 2.475,0 17.325,0 3.712,5 2.475,0 14.850,0 3.712,5 2.475,0 6.187,5 58.162,5 Fonte: Area Percorsi Didattici 6.3.3 Sussidi Straordinari Nell’ambito dei fondi ad esso assegnati il Senato Studenti determina annualmente l’ammontare del cosiddetto “fondo di solidarietà”, il cui obiettivo è favorire, con agevolazioni di natura economica, gli studenti che versano in condizione di grave disagio economico, personale o familiare. Relativamente a tale fondo, nel corso del 2002, sono stati erogati sussidi a 88 studenti per un importo pari a 23.453,38 €. 6.3.4 Altri interventi a favore degli studenti realizzati dall’E.D.I.S.U. In questo paragrafo si riportano le attività svolte dall’E.D.I.S.U. Piemonte (Ente Regionale per il diritto allo studio universitario) diverse dalla concessione delle borse di studio. Fra gli interventi attuati dall’E.D.I.S.U. si ricordano in particolare: § Servizi Abitativi: 541 studenti dell’Università di Torino hanno usufruito di posti letto nelle residenze dell’E.DI.S.U. su un totale di 948 posti letto assegnati dall’ente. § Contributi per la mobilità internazionale: 57 studenti sono stati erogati a richiedenti e beneficiari di contributi di mobilità internazionale. § Collaborazioni part-time: hanno svolto collaborazioni part-time presso l’Ente 72 studenti. Nella tabella 6.3.5 si riporta la quantificazione della spesa effettuata a favore degli studenti dell’Università di Torino per ciascuno degli interventi sopra citati. Tabella 6.3.5 – La spesa per interventi a favore degli studenti UniTo nell’a.a. 2002/03 Tipo di spesa per servizio abitativo per mobilità internazionale per collaborazioni part-time per ristorazione per attività culturali e finanziamenti a progetti studenti Totale euro 1.623.000 165.780 97.200 713.959 255.553 2.855.492 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte 104 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Riguardo al servizio di ristorazione, le tariffe agevolate per accedere alla mensa, differenziate per fasce di reddito, sono riportate nella tabella 6.3.6. Tabella 6.3.6 – Le tariffe del servizio di ristorazione, a.a. 2002/03 I Fascia II Fascia III Fascia Pasto completo (Euro) 1,85 3,20 5,00 Pasto ridotto (Euro) 1,15 1,85 2,80 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. 6.3.5 Borse di Studio Le borse di studio erogate possono essere distinte in due tipologie in funzione del soggetto erogatore: borse erogate dall’Ateneo e borse erogate dall’E.DI.S.U. 6.3.5.1 Ateneo Tabella 6.3.7 - Borse di studio erogate dall’Ateneo (importi in euro)*** 1999/00 Lasciti di privati Numero Importo medio Totale importo 16 n.d. n.d. 2000/01 29 1.838,59 53.195 2001/02 43 2.399,46 103.180 Borse per scuole di specializzazione (ex lege 398/89) Mediche: Numero borse 1.171 1.114 1.220 Importo unitario 11.603,24 11.603,24 11.603,24 Totale importo 13.587.465 13.939.688 14.156.264 Non mediche: Numero borse 176 180 160 Importo unitario 6.713,94 6.713,94 6.713,94 Totale importo 1.181.653 1.208.509 1.098.678, Borse di post-dottorato Numero 29 37 * Importo unitario** * 12.232,80 12.232,80 Totale importo** * 709.502 905.227 2002/03 40 3.197,08 127.883 1.233 12.298,42 15.163.950 183 7.081,39 1.295.894 33 12.232,80 789.016 Fonti: Borse di specializzazione e Lasciti - Area Servizi agli Studenti, Sez. Formazione Superiore. Borse post-dottorato – Area Ricerca. * borse non bandite nell’anno accademico ** Escluso IRAP, a carico dell'Ateneo ***La trattazione delle borse di dottorato è svolta nei capitoli 2 (Didattica) e 4 (Ricerca) 6.3.5.2 E.D.I.S.U. L’E.DI.S.U. Piemonte (Ente per il Diritto allo Studio Universitario) nell’a.a. 2002/03 ha erogato in totale 10.252 borse di studio. Analogamente agli anni precedenti la borsa è stata concessa a tutti gli studenti richiedenti risultati idonei nelle graduatorie dell’E.DI.S.U. (Tab. 6.3.8). Il Piemonte si è così confermato una delle tre regioni italiane che, insieme alla Toscana e al Trentino Alto Adige, assicura un grado di copertura degli idonei pari al 100% (Tab. 6.3.9). 105 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.8. - Numero di beneficiari di borse di studio in Piemonte, a.a. 98/99 - 02/03 1998/99 1999/00 2000/01 N° idonei* N° beneficiari di borsa 6.550 6.550 7.976 7.976 9.602 9.602 2001/02 2002/03 12.407 12.407 10.252 10.252 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. * Gli idonei sono gli studenti richiedenti la borsa che soddisfano i requisiti economici e di merito richiesti dalla normativa. Tabella 6.3.9. - Numero di borse di studio erogate nelle Regioni italiane, in valore percentuale sul totale degli idonei, a.a. 1998/99 – 2002/03 N° borse erogate/N° idonei ABRUZZO BASILICATA CALABRIA CAMPANIA EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO LIGURIA LOMBARDIA MARCHE MOLISE PIEMONTE PUGLIA SARDEGNA SICILIA TOSCANA TRENTINO-ALTO ADIGE UMBRIA VALLE D'AOSTA VENETO Italia a.a. 98/99 % 59,6 100 41,2 85,7 89,9 66,4 94,1 61,2 84,5 84,6 n.d. 100 49 80,5 45,6 99,7 100 80,8 68,3 78,9 a.a. 99/00 % 65,5 53,2 47,2 78,1 96,7 100 91,9 67,1 81,3 93,6 59,5 100 28,9 82,1 82,7 100 100 87,2 59 79,2 a.a. 00/01 % 59,9 58,3 54,1 69,6 92,0 100 99 62,2 63,0 91,4 61,6 100 47,8 86,3 65,9 100 100 89,6 64,9 78,2 a.a. 01/02 a.a. 02/03* % % 65,6 63,0 66,1 46,6 55,5 80,0 41,8 42,9 82,3 86,9 92,9 84,2 72,9 71,5 48,8 65,6 62,5 87,5 80,6 76,2 59,1 53,8 100 100 35,7 39,2 72,8 65,3 49,6 67,8 100 100 100 100 67,5 77,2 41,9 0,0 61,1 84,5 66,0 72,5 Fonte: Elaborazione su dati del CNVSU - Miur * I dati relativi al 2002/03, fatto salvo il dato del Piemonte, sono provvisori. La leggera flessione del numero di idonei alla borsa che si osserva nell’a.a. 2002/03 rispetto al 2001/02 è in parte riconducibile alla modifica intervenuta nella normativa per la valutazione dei requisiti economici, con il passaggio dall’ICE (Indicatore della Condizione Economica) all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente)2. In tale anno il numero di idonei si è, infatti, ridotto in quasi tutte le regioni italiane, con un decremento a livello nazionale dell’8,5%. Presso l’Università degli Studi di Torino, gli studenti borsisti sono stati 6.826, pari al 67% circa del totale dei borsisti in Piemonte, con una prevalenza di borsisti nelle Facoltà di Economia (14% circa, sul totale dei borsisti iscritti all’Università di Torino), Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione (12% circa) (Tab. 6.3.10). 2 Sebbene l’ISEE non si discosti di molto dal precedente ICE - entrambi gli indicatori sono pari al reddito più il 20% del patrimonio tuttavia ha reso più restrittivi i limiti patrimoniali, introducendo nel computo la casa di proprietà ad uso abitativo (con una franchigia di circa 36.000 Euro). 106 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.10 - Numero di borse di studio erogate nell’a.a. 2002/03 studenti borsisti N° % 202 3,0 70 1,0 935 13,7 324 4,7 678 9,9 26 0,4 56 0,8 182 2,7 465 6,8 805 11,8 53 0,8 797 11,7 733 10,7 606 8,9 744 10,9 150 2,2 6.826 100,0 Facoltà Agraria Medicina Veterinaria Economia Psicologia Lingue e letterature straniere S.I.S. Interfacoltà Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Biotecnologie Scienze della Formazione Medicina e Chirurgia Scienze M.F.N. Scienze Politiche SUISM TOTALE Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. 6.3.6 Interventi dell’E.DI.S.U: dati di Bilancio La spesa per borse di studio è costantemente aumentata negli anni, con un incremento del 89% dall’a.a. 1998/99 all’a.a. 2002/03; l’incremento di spesa è attribuibile sia alla crescita del numero di beneficiari di borsa sia all’aumento dell’importo delle borse (Tab. 6.3.11). Nello specifico, l’importo di borsa erogato nell’a.a. 2002/03 agli studenti a tempo pieno è stato pari a 4.006 € per gli studenti fuori sede, 2.209 € per gli studenti pendolari e 1.970 € per gli studenti in sede (Tab. 6.3.12). Nell’a.a. 2002/03 la spesa è stata di 22,5 milioni di euro circa, ed è stata coperta per il 42% dal Fondo Statale, per il 37% dalla tassa regionale per il diritto allo studio e per il restante 21% da risorse proprie della Regione (Tab. 6.3.13). Tabella 6.3.11 - La spesa per borse di studio in Piemonte, a.a. 1998/99 – 2002/03. Importi in euro N° beneficiari di borsa Spesa per borse di studio 1998/99 6.550 11.848.310 1999/00 7.976 15.829.765 2000/01 2001/02 9.602 12.407 19.885.966 25.995.927 2002/03 10.252 22.456.315 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. Tabella 6.3.12 – Importi della borsa di studio per gli studenti impegnati a tempo pieno e a tempo parziale, a.a. 2002/03. Valori in euro Studenti a tempo pieno Studenti a tempo parziali Tipo di studente Importo intero della borsa In sede Pendolare Fuori sede 1.970 2.209 4.006 Importo ridotto 1.643 1.746 3.350 Importo intero della borsa Importo ridotto 372 478 848 250 318 530 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. 107 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.13 - Copertura finanziaria delle borse di studio erogate in Piemonte, a.a. 2002/03 Fonti di copertura della spesa per borse Tassa regionale per il diritto allo studio Fondo Statale Integrativo Risorse Regionali Euro 8.341.394 9.395.826 4.719.095 % 37,1 41,8 21,0 Totale 22.456.315 100,0 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. Nel triennio 2001-2003 si è verificato un incremento della spesa totale regionale per il diritto allo studio, pari al 28%. Inoltre nel 2002 vi è stato uno sforzo finanziario straordinario, compiuto per continuare ad assegnare la borsa di studio a tutti gli idonei (aumentati di 2.805 unità rispetto al 2001, Tab. 6.3.7) e portare a termine i lavori della nuova residenza di via Verdi 26. La spesa complessiva sostenuta dall’E.DI.S.U. è illustrata nella tabella 6.3.14 e include la spesa affrontata per l’erogazione delle borse di studio. Tabella 6.3.14 – Spesa complessiva per prestazioni agevolate e servizi agli studenti degli Atenei piemontesi e per la realizzazione di strutture, anni 2001-2003. Valori in euro 2001 2002 2003 Totale spesa per prestazioni agevolate e servizi 24.550.405 34.368.256 31.006.200 Totale investimenti per strutture* 2.746.174 6.477.708 3.334.198 Totale 27.296.579 40.845.964 34.940.398 Fonte: Dati E.DI.S.U. Piemonte. * Si tratta degli investimenti effettuati per la realizzazione di mense, sale studio, residenze universitarie. Si nota che la Regione Piemonte, proprio in seguito all’aumento di spesa per le borse di studio, ha ottenuto maggiori risorse finanziarie dal Fondo Statale Integrativo, passando dalla quota del 3% sul totale nazionale nel 1999 al 7,5% nel 2002, e riuscendo così a posizionarsi tra le prime Regioni in termini di risorse finanziarie acquisite dal Fondo Statale (Tab. 6.3.15). 108 Relazione 2002 Diritto allo Studio e Servizi complementari Tabella 6.3.15 - Ripartizione del Fondo Statale fra le regioni, anni 1999-2002. Valore percentuale sul totale nazionale Regioni Ripartizione Fondo (% su Italia) 1999 2000 2001 2002 Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino-Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto 2,8 0,1 4,3 11,1 10,8 4,1 8,4 2,3 9,1 7,5 0,7 3 2,8 4,7 9,1 9,2 1,8 2,3 5,9 2,3 0,8 3,6 7,3 10,7 3,5 13,6 2 5 5,6 7,1 4 4,4 8 11 2 3,2 6 2,3 0,3 3,6 9,0 10,2 3,7 13,5 1,6 7,8 5,0 0,6 6,1 2,8 4,6 8,1 9,4 1,6 4,2 5,7 2,9 1,3 4,9 7,4 10,8 4,1 11,0 2,0 6,4 4,1 0,5 7,5 2,7 3,8 6,7 11,4 2,0 3,5 0,03 7,1 Italia 100 100 100 100 Fonte: Elaborazione su dati del CNVSU – Miur Nota: I dati relativi al 2003 non sono ancora disponibili. Dalla tabella 6.3.15 si osserva un buon posizionamento della Regione Piemonte, che ottiene un risultato superiore al peso percentuale della sua popolazione studentesca. 109 Appendici